LA POLITICA NON È UN AFFARE.
E’ SERVIZIO, È ALTRUISMO,
È ONESTÀ, È” L’IMPRESA DELLO STARE INSIEME”.
di
Francesco De Pino
Lamezia Terme, 27 mar. - Venti liste con seicento candidati
a consiglieri comunali, cinque a sindaco: questi i numeri da
capogiro per il rinnovo del Consiglio Comunale di Lamezia Terme, la
quarta città della Calabria! Essi non aiutano, certamente,
l’elettore ad una scelta serena e mirata perché è cinto d'assedio da
parenti, amici, da questo e quello a cui non ”si può dire di no”.
Perfino, richieste da quanti compilano modulo Ise ai quali
ci sentiamo, stranamente, obbligati, sebbene servizio “gratuito” ,
(certe elezioni dai risultati clamorosi ne sono conferma), così come
un tempo per il rilascio di una certificazione anagrafica. Mentre la
preferenza è una, una, soltanto. E a dire che il nostro elettore ha
aspettato cinque lunghissimi anni per esercitare tanto diritto
costituzionale.
Completano lo scenario, le candidature obbligate per “grazia
ricevuta”dal potere, o altre volute, artatamente, da una
politica senza valori che mira “al potere per il potere” che,
in tal modo, fa “incetta”dei voti di famiglia.
Infatti, è imbarazzante per i consanguinei negare la
preferenza al proprio nipote o parente stretto se la si invoca col
dire: “Non possiamo far fare brutte figure a nostro nipote,
almeno deve prendere i voti di noi tutti, ne va dell’onore della
famiglia”.
Viene, così meno la finalità di quel diritto-dovere insito
nel voto e che ci dice perché sono sempre più rari gli
amministratori locali ed i politici dalla “sana ambizione”,
mentre la crisi economica in atto, l’imminente Federalismo Fiscale (entro
il 21 maggio 2011 i decreti legislativi attuativi), impongono
che siano scelti con l’attitudine ad essere per gli altri, capaci di
dare significato ed efficacia alla rappresentanza. In modo diverso,
le Istituzioni diventano fonte di disuguaglianze e favoritismi,
luoghi di intese affaristiche, di ricatti, di “devianze”, di
corruzione.
E’ quanto auspica la delinquenza perché, in tal modo,
continua a spadroneggiare dietro il paravento delle parole e degli
slogan vuoti, mentre la democrazia, sempre più formale, non dà
risposte: i giovani emigrano; le famiglie sempre più povere; le
periferie si spopolano; la Calabria, sempre più, fanalino di coda.
Tanto scenario allontana definitivamente dalla politica le
migliori risorse della nostra comunità, frustra i candidati pieni di
talenti presenti nella competizione e che intendono la politica
servizio. Voci rare ed inusuali, le loro, perché libere e per questo
indispensabili, soprattutto, in questo momento storico di bagarre,
intrighi, assuefazione a chi gestisce potere.
Le loro candidature sono sollecitate dal desiderio di
uscire dal chiuso per mettere a disposizione della nostra comunità i
propri strumenti di lavoro: riflessione, cultura, lavoro, parola e
cosi contribuire al bene comune. La politica, allora, ritorna ad
essere altruismo!
Essi sono presenti in tutte le liste: sono giovani di
entrambi i sessi prorompenti di idealità che travolge; uomini e
donne portatori di valori perché forgiati nel sindacato, nei
partiti, nelle università, nel volontariato, nelle organizzazioni
cattoliche e laiche, nelle professioni esercitate con deontologia,
nel mondo del lavoro agricolo ed artigianale che produce cultura e
saggezza popolare. Non è così, Francesco Coschino,
amico mio, maestro dei maestri artigiani e mio riferimento morale?
Una competizione, allora, che non può lasciarci
indifferenti considerando, fra l’altro, il forte peso della politica
sull’economia regionale, cioè, sul suo PIL (Prodotto interno
lordo). In Calabria, infatti, su 100 euro prodotti 32,50 provengono
dalla politica locale.
Così, uno studio della Confartigianato di Mestre la
quale ha messo sotto osservazione la somma delle entrate e delle
spese di competenza, (quelle riferite all’esercizio od anno
contabile, ndr). E la Calabria è la prima in graduatoria subito
dopo le regioni a Statuto speciale.
Quindi siamo interessati come operatori economici, e non
solo, che gli eletti che siederanno sugli scranni del Consiglio
Comunale di Lamezia Terme e su quelli del Consiglio Regionale siano
portatori di valori. Per cui la scelta del candidato deve essere
oculata, responsabile, mirata. Rattrista vedere nella pubblicità
regionale “slogan” vistosi che mal si coniugano con
personaggi “inodori ed insapori”.Tanto si deduce dal
trascorso politico “piatto”, senza servizio vero per la gente
di Calabria.
Votare responsabilmente; conoscere l’impegno sociale,
l’idealità, il bagaglio culturale, morale del candidato, una
necessità; individuarne le qualità la molla per la scelta, un
servizio alla nostra comunità: la storia che ne conseguirà per
Lamezia sarà storia di realizzazione di programmi di lavoro, di
socialità, di giustizia distributiva, di risposte vere, di cultura,
mentre avvicina noi cittadini all’ Istituzione Comune e questa a noi
cittadini, ovvero opereremo nel civismo.
Certamente, quello sperpero economico in vistosi manifesti
potrebbero costituire un campanello d’allarme; le cene che si
accompagnano ci dovrebbero fare dire: Chi c’è dietro? Perché tanto
interesse? E solo miopia per un successo personale? E’giustificato
tanto sperpero di denaro per uno scranno nel Consiglio Comunale,
mentre c’è tanta crisi e disoccupazione?
Ritrovare l’IDEALITA’oggi è una necessità se non si vuole
precipitare in un ulteriore degrado. Non è permesso alla Calabria, a
noi calabresi perché siamo giunti al capolinea! La POLITICA,con
la maiuscola, è il percorso privilegiato per ritrovarla.
“La politica è la forma più alta di
carità dopo l’unione intima con Dio…Non c’è amore di Dio
senza amore del prossimo, a cominciare dalla politica che è
l’impresa dello stare insieme” Così, Giorgio La Pira,
Sindaco di Firenze e Padre Costituente, in un suo scritto del 1944.
Il tuo, il mio, il nostro voto responsabile contribuirà a
rendere possibile tutto questo,dando forza alle idealità presenti
nella nostra competizione elettorale che sono tante. Non disperdiamo
tanto diritto conquistato da “liberi e forti.
“Voi costituite bensì un Partito, cioè una parte della
Nazione, ma questa parte non è accampata nella Nazione per dominarla
o per dividerla, ma è collocata in mezzo ad essa per servirla”.
Così, De Gasperi, rivolgendosi ai suoi colleghi di partito
della Democrazia Cristiana. Un uomo che dirà di sé: ”
….Per risolvere i problemi vi sono vari metodi: quello della forza,
quello dell’intrigo, quello dell’onestà, quello della fermezza in
una fede sicura. Se io sono qualcosa in questa categoria, mi reputo
di appartenere alla terza. Sono un uomo che ha l’ambizione di essere
onesto”.
La Politica,
allora, non è un affare. Essa è servizio, è onestà, è
altruismo. Il voto responsabile di tutti noi sarà l’avvio per
restituirla ai valori di un tempo. Le Istituzioni Repubblicane ci
saranno grate perché amministrate da uomini dalla “sana ambizione”,
così come auspicava il drammaturgo inglese, George Bernard Shaw.