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PAPA: CURIA LAMEZIA, ECCO LE SPESE SOSTENUTE PER LA VISITA
 

Lamezia Terme (Catanzaro), 13 ott. - La Diocesi lametina, con un comunicato, ha diffuso le spese relative all'organizzazione della visita del papa di sabato scorso. A spiegare, i costi sostenuti dalla chiesa locale e' Mons. Tommaso Buccafurni, economo diocesano. Buccafurni rimarca che prima di tutto e' stato necessario ristrutturare l'Episcopio "edificio dove non si effettuavano lavori di riqualificazione da molti anni. Abbiamo provveduto a dotarlo dell'ascensore che non e' servito solo in occasione della Visita Papale ma d'ora in avanti potra' essere utilizzato anche dalle persone disabili, le quali finora non potevano accedere al Palazzo Vescovile". L'economo della Curia sottolinea inoltre "che attualmente la Regione Calabria non ha ancora dato nulla dei fondi promessi; con una comunicazione ufficiale il Dipartimento 2 della Presidenza della Giunta regionale ha fatto sapere alla Diocesi che il governo calabrese "ella seduta del 16 settembre 2011 ha concesso alla Curia lametina, per la Visita del Santo Padre in Calabria, un contributo di 230 mila euro". Sempre nella stessa comunicazione viene precisato che "per l'anno 2011 venga erogata solo un'anticipazione pari al 30% dell'intero contributo, rinviando la liquidazione della restante parte all'anno 2012". Per quanto riguarda l'Amministrazione provinciale di Catanzaro "e' stata concessa una compartecipazione alle spese di 100 mila euro; un documento ufficiale dell'ente intermedio spiega - si evidenzia - che alla liquidazione della suddetta somma si provvedera' con successivo atto amministrativo previa presentazione di relazione descrittiva dell'avvenuta Visita". L'Amministrazione provinciale ha gia' anticipato il 50% della somma, per cui la Curia ha ricevuto 50 mila euro. Il Comune di Lamezia Terme ha dato alla Curia 150 mila euro, "contributo - puntualizza Mons. Buccafurni - che l'amministrazione lametina potra' riprendersi dal fondo unico stanziato dalla Regione per il Viaggio del Papa in Calabria. Il contributo regionale ammonta complessivamente a 500 mila euro di cui, secondo le nostre conoscenze, 120 mila al Comune lametino; 230 mila per la Chiesa locale; 120 mila al Comune e alla Certosa di Serra San Bruno". Il costo dell'allestimento dell'area ex Sir, inteso come preparazione del palco papale, dei palchi per il coro e per gli operatori della stampa e delle emittenti televisive, unitamente alle altre strumentazioni necessarie all'audio e al video e alla sistemazione delle autorita' e dei fedeli, nonche' delle transenne e dei bagni chimici, e' stato a completo carico della Diocesi, per un importo complessivo di euro 589.948.00. Come si puo' vedere, quanto la Diocesi potra' ricevere dagli enti pubblici non e' neanche sufficiente a coprire le spese dell'allestimento dell'area. Il servizio pullman che, con le ditte Preite, Bilotta e Romano, ha trasportato i fedeli dalla varie parrocchie all'area della Messa, "e' stato pagato dai fedeli e dalla stessa Curia che a proprie spese ha garantito il trasporto gratuito di: diversamente abili, coro, autorita' ecclesiastiche, religiosi e religiose, operatori dell'informazione, volontari e tecnici". L'economo della Curia tiene a sottolineare che la Chiesa lametina non ha fatto spese superflue. " Si e' trattato - dichiara Mons. Buccafurni - di interventi necessari come si puo' tranquillamente evincere anche dalla documentazione che certifica tutte le spese. Era doveroso per noi informare la comunita' su quello che e' stato fatto in questi mesi; una vera e propria 'operazione trasparenza' supportata dall'evidenza del carteggio che ha registrato tutti i movimenti finanziari di entrata ed uscita, relativamente all'organizzazione della Visita Pontificia". L'economo della Curia lametina conclude cosi' il suo intervento: "La presenza di Papa Benedetto XVI nella nostra Diocesi e' stato un dono per l'intera comunita' ecclesiale e per tutta la regione. Per chi crede, accogliere il Papa ha significato vivere profondamente la realta' della Chiesa. Per chi non crede, la visita del Santo Padre e' stata un'attenzione particolare ed affettuosa all'amata terra di Calabria".

 


PAPA: L'AREA EX SIR DI LAMEZIA TERME INTITOLATA A BENEDETTO XVI


Lamezia Terme, 11 ott. - Ha cambiato nome l'area dove il Papa, domenica scorsa, ha celebrato la messa davanti a 40 mila fedeli, primo atto della sua visita in Calabria. D'ora in poi questa spianata in riva al mare, tempio delle illusioni infrante di uno sviluppo mai avviato, si chiamera' "Area industriale Benedetto XVI". "Si puo' dire - commenta Avvenire - che un primo risultato concreto il viaggio del Pontefice a La­mezia Terme e Serra San Bruno l'abbia ottenuto in tempo reale. Ma il cambiamento che papa Ratzinger ha auspicato per la Calabria, durante le 11 ore della sua permanenza, e' ben piu' radicale e profondo". Per il quotidiano della Cei, "le parole del Pontefice vanno ben oltre l'orizzonte calabrese. E offrono a tutto il Paese, oggi piu' che mai impantanato in una crisi di senso (prima ancora che politica ed economica), la bussola per tornare a sperare in un "futuro migliore". "E' un'indicazione di sostanza - spiega il vaticanista Mimmo Muolo - quella di Papa Ratzinger, anche se paradossalmente si esprime con l'immagine evangelica del vestito nuziale che parrebbe rimandare di piu' alla forma. Ma proprio qui e' il paradosso. In una societa' in cui il look e' tutto o quasi, il Papa, Vangelo alla mano, ricorda che l'unica maniera di essere fashion agli occhi di Dio e' vestire l'abito buono griffato da quel particolare 'stilista' che e' la carita': una regola che vale per tutti, anche e soprattutto per coloro che gia' posseggono il pass della fede per entrare alla festa". Per Avvenire, "questo significa che la fede, senza la carita', non basta. E che bisogna improntare alla legge dell'amore non solo i rapporti interpersonali ma tutto l'agire politico, economico e sociale". "Il Papa ha dato veramente una boccata di speranza alla nostra terra", sottolinea da parte sua ai microfoni della Radio Vaticana il vescovo di Lamezia Terme, Luigi Antonio Cantafora, rilevando che i calabresi hanno visto il Papa "come qualcuno che ha dato una spinta a rinnovarsi, uno scatto di novita'" perche' "ha parlato in positivo, senza dimenticare i problemi". Secondo il presule, "a spinta che ha dato il Santo Padre e' stata quella di non cedere al pessimismo e alla rassegnazione, di andare avanti affrontando con grande forza tutti i problemi, perche' la Calabria ha le risorse per poter affrontare realmente questa congiuntura storica, in cui abbiamo bisogno di lavoro, di legalita', di pace. Ha esortato, dunque, tutti ad andare avanti e a non arrestarsi di fronte alle difficolta', ma ad affrontarle con un atteggiamento positivo".


 

PAPA: PARTITO DA LAMEZIA TERME


Lamezia Terme, 9 ott. - Il Santo Padre ha lasciato la
Calabria. E' infatti appena decollato l'aereo che riporterà il pontefice
a Roma, dove arriverà intorno alle 21. Benedetto XVI lascia così la Calabria, dopo 11 ore di permanenza in questa regione del sud. Una giornata intensa, che di certo resterà impressa nella storia e nel cuore di tutti i calabresi.

 


 

PAPA: LA RECITA DELL’ANGELUS DI BENEDETTO VXI 
PAROLE DEL SANTO PADRE

 

Cari fratelli e sorelle, mentre ci avviamo al termine della nostra Celebrazione, ci rivolgiamo con filiale devozione alla Vergine Maria, che in questo mese di ottobre veneriamo in particolare col titolo di Regina del Santo Rosario. So che diversi sono i Santuari mariani presenti in questa vostra terra, e mi rallegro di sapere che qui in Calabria è viva la pietà popolare. Vi incoraggio a praticarla costantemente alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vostri Pastori. A Maria affido con affetto la vostra Comunità diocesana, perché cammini unita nella fede, nella speranza e nella carità. Vi aiuti la Madre della Chiesa ad avere sempre a cuore la comunione ecclesiale e l’impegno missionario. Sostenga i sacerdoti nel loro ministero, aiuti i genitori e gli insegnanti nel compito educativo, conforti i malati e i sofferenti, conservi nei giovani un animo puro e generoso. Invochiamo l’intercessione di Maria anche per i problemi sociali più gravi di questo territorio e dell’intera Calabria, specialmente quelli del lavoro, della gioventù e della tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle Istituzioni. In comunione con i vostri Vescovi, esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare il vostro contributo di competenza e di responsabilità per la costruzione del bene comune.

Come sapete, oggi pomeriggio mi recherò a Serra San Bruno per visitare la Certosa. San Bruno venne in questa terra nove secoli fa, e ha lasciato un segno profondo con la forza della sua fede. La fede dei Santi rinnova il mondo! Con la stessa fede, anche voi, rinnovate oggi la vostra amata Calabria!


PAPA:  L’OMELIA DI SUA SANTITA’ BENEDETTO VXI

Cari fratelli e sorelle!

Lamezia Terme, 9 ott. -  È grande la mia gioia nel poter spezzare con voi il pane della Parola di Dio e dell’Eucaristia. Sono lieto di essere per la prima volta qui in Calabria e di trovarmi in questa Città di Lamezia Terme. Porgo il mio cordiale saluto a tutti voi che siete accorsi così numerosi e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Saluto in particolare il vostro Pastore, Mons. Luigi Antonio Cantafora, e lo ringrazio per le cortesi espressioni di benvenuto che mi ha rivolto a nome di tutti. Saluto anche gli Arcivescovi e i Vescovi presenti, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i rappresentanti delle Associazioni e dei Movimenti ecclesiali. Rivolgo un deferente pensiero al Sindaco, Prof. Gianni Speranza, grato per il cortese indirizzo di saluto, al Rappresentante del Governo ed alle Autorità civili e militari, che con la loro presenza hanno voluto onorare questo nostro incontro. Un ringraziamento speciale a quanti hanno generosamente collaborato alla realizzazione della mia Visita Pastorale.

La liturgia di questa domenica ci propone una parabola che parla di un banchetto di nozze a cui molti sono invitati. La prima lettura, tratta dal libro di Isaia, prepara questo tema, perché parla del banchetto di Dio. È un’immagi­ne - quella del banchetto - usata spesso nelle Scritture per indicare la gioia nella comunione e nell’abbondanza dei doni del Signore, e lascia intuire qualcosa della festa di Dio con l’umanità, come descrive Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande…di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati» (Is 25,6). Il profeta aggiunge che l’intenzione di Dio è di porre fine alla tristezza e alla vergogna; vuole che tutti gli uomini vivano felici nell’amore verso di Lui e nella comunione reciproca; il suo progetto allora è di eliminare la morte per sempre, di asciugare le lacrime su ogni volto, di far scomparire la condizione disonorevole del suo popolo, come abbiamo ascoltato (vv. 7-8). Tutto questo suscita profonda gratitudine e speranza: «Ecco il nostro Dio, in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza» (v. 9).

Gesù nel Vangelo ci parla della risposta che viene data all’invito di Dio - rappresentato da un re - a partecipare a questo suo banchetto (cfr Mt 22,1-14). Gli invitati sono molti, ma avviene qualcosa di inaspettato: si rifiutano di partecipare alla festa, hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano di disprezzare l’invito. Dio è generoso verso di noi, ci offre la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso noi non accogliamo le sue parole, mostriamo più interesse per altre cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi. L’invito del re incontra addirittura reazioni ostili, aggressive. Ma ciò non frena la sua generosità. Egli non si scoraggia, e manda i suoi servi ad invitare molte altre persone. Il rifiuto dei primi invitati ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti, anche ai più poveri, abbandonati e diseredati. I servi radunano tutti quelli che trovano, e la sala si riempie: la bontà del re non ha confini e a tutti è data la possibilità di rispondere alla sua chiamata. Ma c’è una condizione per restare a questo banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale. Ed entrando nella sala, il re scorge qualcuno che non l’ha voluto indossare e, per questa ragione, viene escluso dalla festa. Vorrei fermarmi un momento su questo punto con una domanda: come mai questo commensale ha accettato l’invito del re, è entrato nella sala del banchetto, gli è stata aperta la porta, ma non ha messo l’abito nuziale? Cos’è quest’abito nuziale? Nella Messa in Coena Domini di quest’anno ho fatto riferimento a un bel commento di san Gregorio Magno a questa parabola. Egli spiega che quel commensale ha risposto all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, ha, in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli manca qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la carità, l’amore. E san Gregorio aggiunge: “Ognuno di voi, dunque, che nella Chiesa ha fede in Dio ha già preso parte al banchetto di nozze, ma non può dire di avere la veste nuziale se non custodisce la grazia della Carità” (Homilia 38,9: PL 76,1287). E questa veste è intessuta simbolicamente di due legni, uno in alto e l’altro in basso: l’amore di Dio e l’amore del prossimo (cfr ibid.,10: PL 76,1288). Tutti noi siamo invitati ad essere commensali del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo indossare e custodire l’abito nuziale, la carità, vivere un profondo amore a Dio e al prossimo.

Cari fratelli e sorelle! Sono venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni di questa comunità diocesana. So che vi siete preparati a questa Visita con un intenso cammino spirituale, adottando come motto un versetto degli Atti degli Apostoli: «Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» (3,6). So che anche a Lamezia Terme, come in tutta la Calabria, non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni. Se osserviamo questa bella regione, riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale; una terra, cioè, dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza. All’emergenza, voi calabresi avete saputo rispondere con una prontezza e una disponibilità sorprendenti, con una straordinaria capacità di adattamento al disagio. Sono certo che saprete superare le difficoltà di oggi per preparare un futuro migliore. Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale dell’amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione.

Cari amici! La mia visita si colloca quasi al termine del cammino avviato da questa Chiesa locale con la redazione del progetto pastorale quinquennale. Desidero ringraziare con voi il Signore per il proficuo cammino percorso e per i tanti germi di bene seminati, che lasciano ben sperare per il futuro. Per fare fronte alla nuova realtà sociale e religiosa, diversa dal passato, forse più carica di difficoltà, ma anche più ricca di potenzialità, è necessario un lavoro pastorale moderno e organico che impegni attorno al Vescovo tutte le forze cristiane: sacerdoti, religiosi e laici, animati dal comune impegno di evangelizzazione. A questo riguardo, ho appreso con favore dello sforzo in atto per mettersi in ascolto attento e perseverante della Parola di Dio, attraverso la promozione di incontri mensili in diversi centri della Diocesi e la diffusione della pratica della Lectio divina. Altrettanto opportuna è anche la Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa, sia per la qualità articolata della proposta, sia per la sua capillare divulgazione. Auspico vivamente che da tali iniziative scaturisca una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune. Desidero anche incoraggiare e benedire gli sforzi di quanti, sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di dare una risposta evangelica e competente alle tante sfide contemporanee nel campo della famiglia e della vita.

Conosco, poi, lo zelo e la dedizione con cui i Sacerdoti svolgono il loro servizio pastorale, come pure il sistematico ed incisivo lavoro di formazione a loro rivolto, in particolare verso quelli più giovani. Cari Sacerdoti, vi esorto a radicare sempre più la vostra vita spirituale nel Vangelo, coltivando la vita interiore, un intenso rapporto con Dio e distaccandovi con decisione da una certa mentalità consumistica e mondana, che è una tentazione ricorrente nella realtà in cui viviamo. Imparate a crescere nella comunione tra di voi e con il Vescovo, tra voi e i fedeli laici, favorendo la stima e la collaborazione reciproche: da ciò ne verranno sicuramente molteplici benefici sia per la vita delle parrocchie che per la stessa società civile. Sappiate valorizzare, con discernimento, secondo i noti criteri di ecclesialità, i gruppi e movimenti: essi vanno bene integrati all’interno della pastorale ordinaria della diocesi e delle parrocchie, in un profondo spirito di comunione.

A voi fedeli laici, giovani e famiglie, dico: non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana! Avete tutti i motivi per mostrarvi forti, fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce della fede e alla forza della carità. E quando doveste incontrare l’opposizione del mondo, fate vostre le parole dell’Apostolo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Così si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, in tutta la Calabria. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l’amore di Cristo. La Madre di Dio, da voi tanta venerata, vi assista e vi conduca alla profonda conoscenza del suo Figlio. Amen!


PAPA: SALUTO DEL SINDACO, GIANNI SPERANZA, AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Lamezia Terme 9 ott. - Benvenuto a Lamezia Terme “Santità”, nella nostra terra di Calabria, una terra di sofferenza.
Di straordinarie bellezze, di enormi potenzialità e risorse, di grandi talenti ma, al tempo stesso, di inaccettabile disoccupazione, di drammatiche ingiustizie e violenze.
Di antiche ed ininterrotte emigrazioni in tutti i continenti.
Di recente, terra di approdo di immigrati.
Terra di accoglienza, porta del Mediterraneo e rifugio di moltitudini di disperati in fuga.
Quest'area, che abbiamo attrezzato, è anch'essa segno delle nostre laceranti contraddizioni.
Grandi speranze e terribili delusioni si sono alternate.
Abbiamo aspettato invano il lavoro e l'industria.
Invece solo spreco di denaro pubblico. 
Come tante, troppe volte nel Mezzogiorno.
Ma qui, nella più estesa area industriale del Sud, diversi imprenditori hanno realizzato iniziative serie e robuste e ci può essere ancora un'occasione concreta di futuro.
Lamezia, che Lei avrà modo di vedere nelle prossime ore, è giovane ma con radici antiche. Ha visto fiorire nella sua comunità tante preziose iniziative di volontariato e solidarietà, anche con grande impegno della Chiesa locale. 
È una città inclusiva che non ha mai dimenticato i più bisognosi  e le persone in difficoltà.
Che ha affrontato momenti durissimi e che ha ancora aperta la ferita del 5 dicembre scorso: la tragedia della morte di 8 ciclisti nostri concittadini.  Una grande tragedia.
Di fronte al Parlamento tedesco Ella ha affermato che il compito primario di chi fa politica è: “servire il diritto e combattere il dominio dell'ingiustizia”.
Interloquendo con il Presidente della Repubblica Napolitano, Ella ha anche auspicato un rinnovamento etico nel nostro paese, una profonda rigenerazione dell'etica e della vita pubblica.
Le sue riflessioni scuotono profondamente gli animi e squarciano la  realtà.
Noi non possiamo accettare che nella nostra terra si rafforzi il dominio dei poteri criminali, l'impresa buona sia scacciata da quella cattiva ed inquinata,  il capitale illegale si sostituisca a quello legale, i nostri giovani non abbiano lavoro e prospettiva e siano costretti ad andare via e persino tanti sacerdoti vengano minacciati.
È terribile che per un lavoro totalmente in nero e sottopagato si debba morire tragicamente come è successo per le operaie di Barletta.
Non  vogliamo essere una terra amara, ma una terra di libertà per le donne, che qui incontrano più ostacoli e difficoltà, per gli uomini di oggi, per i nostri figli .
Il cambiamento è indispensabile e possibile.
Ognuno di noi è chiamato ad un esame di coscienza. 
Io stesso avverto quotidianamente tutti i miei limiti e le mie insufficienze personali. Non riesco a fare tutto quello che vorrei per realizzare il bene comune.
Santità, anche a nome del Sindaco di Motta S. Giovanni e di tanti altri Sindaci vorrei rivolgere un pensiero a Francesco Azzarà, nostro corregionale rapito in Darfur, nell'auspicio che possa tornare presto tra noi.
Il 5 ottobre 1984 il suo predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, si rivolse a noi calabresi esortandoci: ”fatevi animo e abbiate fiducia, sarà un domani migliore”.
Anche Le sue parole, Santità, lasceranno una traccia indelebile nel cuore di ognuno di noi e sopratutto nel cuore dei nostri ragazzi: hanno bisogno di essere incoraggiati per costruire il loro futuro liberi dalle mafie, dai ricatti e dalle paure.
Basta con la Mafia!
I giovani sono la nostra speranza. 
Grazie di aver accettato il nostro invito.
Di essere venuto in mezzo a noi.
La Sua presenza dia coraggio e voce a tutti coloro che ne hanno bisogno, a  chi soffre.
La Calabria dei prossimi anni possa essere all'altezza dei sogni e delle preghiere del suo popolo, nel solco della carità umile e tenace di S. Francesco di Paola.
Nove secoli fa nella nostra piana sorgeva l'Abbazia Benedettina di Santa Maria, un grande centro di vita spirituale e culturale.
Voglia oggi accettare in dono, Santità, come segno d’affetto di tutta la comunità lametina, l’atto del nostro Comune con il quale si concede il terreno sul quale potrà sorgere nella nostra città la nuova chiesa di San Benedetto.


Grazie ancora Santità.  Grazie di cuore.

 


PAPA: SALUTO AL SANTO PADRE DI S.E. MONS. LUIGI ANTONIO CANTAFORA, VE­SCOVO DI LAMEZIA TERME - LAMEZIA TERME, 9 OTTOBRE 2011

Saluto al Santo Padre di S.E. Mons. Luigi Antonio Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme - Lamezia Terme, 9 ottobre 2011

Santo Padre,
la gioia è grande e traboccante!

La notizia della Sua Visita ci ha riempiti di stupore e gratitudine per essere stati destinatari di tanta benevolenza.
Questi sentimenti si sono accresciuti, nell’attesa di questo giorno, perché l’annuncio della Sua visita ha messo in moto la Chiesa e la società civile.
E ora, Santità, siamo intorno a Lei: il nostro cuore sussulta per la Sua presenza, il nostro spirito attende la Sua parola.
La Diocesi di Lamezia Terme La accoglie in festa insieme a tanti fratelli e sorelle venuti da tutta la Calabria. Così chiamò questa terra per la prima volta Papa Martino I, mentre salpava dalle sue coste diretto esule a Bisanzio. La Calabria, terra bella, ma anche fe­rita, talvolta rassegnata, ricca di storia, di valori genuini, di sentimenti religiosi e di gioventù.
Questo evento ci unisce, ci fa sentire popolo di Dio, fratelli perché figli dell’unico Padre.
«Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina!» (At 3,6) è la Pa­rola che ci ha accompagnato in questo tempo di preparazione alla Sua Vi­sita Pastorale e ora, lo stesso successore di Pietro, è qui in mezzo a noi per confermarci nella fede, per incoraggiarci nella speranza, per esortarci alla carità che tutti siamo chiamati a esprimere tra noi e anche nelle molteplici forme del vivere sociale.
Santità, siamo assetati, affamati, desiderosi di ascoltare e ricevere da Lei la Parola di verità, la Parola che risolleva, rialza, fa rivivere! Siamo pronti ad ascoltare la Parola generatrice della vera vita, poiché non vo­gliamo che il nostro popolo perisca per mancanza di conoscenza (cfr. Os 4,6).
Nel 2006, nella Basilica Vaticana, Lei così esortò i pellegrini cala­bresi: «Non stancatevi... di attingere con coraggio dal Vangelo la luce e la forza per promuovere un’autentica rinascita morale, sociale ed economica della vostra Regione» (Udienza, 13 dicembre 2006).
Oggi attendiamo il Suo autorevole incoraggiamento, la Sua spinta, perché la nostra fede, purificata dal crogiolo della nostra storia, possa es­sere nel presente sempre più luminosa e audace e la nostra Chiesa sappia osare, perché innamorata di Cristo e dell’Evangelo.
In questo territorio già intriso di spiritualità grazie agli insediamenti monastici basiliani e, in tempi recenti, simbolo di speranze di sviluppo eco­nomico mai pienamente intrapreso e sostenuto, qui oggi celebriamo l’Eucaristia con il Successore di Pietro.
La promessa del Signore, di essere con noi per sempre, si realizza. La gioia è al culmine; è una gioia che proviene dalla Pasqua del Cristo ed è simbolicamente significata dal dono che la nostra Chiesa Le offre.
Grazie Santità, per la Sua presenza in mezzo a noi, per la consola­zione e il conforto che la Sua Visita infonde nei nostri cuori e per lo slancio di fede che suscita nelle nostre vite.


PAPA: NUOVO IMPEGNO CATTOLICI CONTRO INQUINAMENTO MORALE E MAFIA


Lamezia Terme, 9 ott. - Benedetto XVI augura "una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune" all'Italia di oggi, dove occorre "bonificare l'ambiente da quel clima non salubre che si respira nelle nostre societa', inquinato da una mentalita' che non e' cristiana, e nemmeno umana, perche' dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale", e segnatamente alla Calabria, "terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale, dove la disoccupazione e' preoccupante, dove una criminalita' spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza" perche' "i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti". Eccolo il messaggio che il Papa ha voluto lasciare alle 18 diocesi della regione italiana dove e' piu' basso il reddito procapite, mentre e' piu' alto il tasso di disoccupazione giovanile, e che dunque vive l'attuale crisi economica con particolare sofferenza. Un appello accompagnato dal gesto concreto della condivisione dello stesso cibo preparato per lui e per i vescovi calabresi nel pranzo offerto nell'episcopio di Lamezia terme, con i poveri assistiti alla mensa della Caritas ai quali il Papa ha pagato personalmente il medesimo menu'. La straordinaria giornata di Joseph Ratzinger era iniziata davanti a circa 40 mila fedeli raccolti nell'area ex Sir, monumento alle promesse di sviluppo non mantenute dalla politica, dove e' tornato proprio sul tema di un rinnovato impegno sociale e politico dei cattolici, che egli stesso aveva sollecitato nella visita a Cagliari del 2007 e che il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha rilanciato nella recente prolusione al Consiglio Episcopale Permanente. Per questo Benedetto XVI ha definito "opportuna" l'iniziativa della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa promossa dalla diocesi calabrese, che ha lodato "sia per la qualita' articolata della proposta, sia per la sua capillare divulgazione". Al termine della messa, il Papa si e' poi rivolto direttamente ai cattolici della Calabria. "In comunione con i vostri vescovi - ha detto prima di intonare la preghiera dell'Angelus - esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare il vostro contributo di competenza e di responsabilita' per la costruzione del bene comune". "La fede dei Santi rinnova il mondo", ha ricordato esortando energicamente i presenti a rinnovare "con la stessa fede la nostra e vostra amata Calabria". Il Papa ha anche ricordato che la regione ospita numerosi e frequentatissimi Santuari mariani e cio' dimostra quanto siano profonde le radici cristiane di questa terra. "Mi rallegro - ha confidato - di sapere che qui in Calabria e' viva la pieta' popolare, che incoraggio a praticare costantemente alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vescovi". Davanti alla proposta del Vangelo che promette la vita eterna, pero', anche in questo profondo Sud d'Italia avanza una mentalita' materialistica, tanto che molti "si rifiutano di partecipare alla festa: hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano di disprezzare l'invito". E se dunque "Dio e' generoso verso di noi, ci offre la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia", da parte nostra "spesso non accogliamo le sue parole, mostriamo piu' interesse per altre cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi". Cosi', visitando per la prima volta dall'inizio del pontificato la Calabria, Benedetto XVI ha voluto "incoraggiare e benedire gli sforzi di quanti, sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di dare una risposta evangelica e competente alle tante sfide contemporanee nel campo della famiglia e della vita". Un tema sul quale nel pomeriggio Ratzinger si e' poi soffermato parlando ai monaci di Serra San Bruno, rimasti ormai solo in 15 perche' a 900 anni dalla fondazione della loro gloriosa Certosa la vocazione al silenzio, al digiuno dai fasti e dalle carni e alla preghiera non mobilita tanti. La crisi pero' non e' solo dei monaci mancati: il tema del senso da dare alla vita, scegliendo la serieta' e l'impegno di fedelta' se non anche la severita' della regola certosina, riguarda tutti. Il sacramento del matrimonio non basta celebrarlo, infatti, ha ricordato. "Per diventare effettivamente una cosa sola, ma occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme la quotidianita' della vita coniugale". Un esempio fatto per spiegare come la stessa Grazia possa agire nelle case di tutti e nell'austero ma bellissimo antico luogo di preghiera, dove Benedetto XVI ha concluso la sua visita pastorale in Calabria. Infatti, ha osservato, "diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza, in una perseverante vigilanza divina, come affermava san Bruno, attendendo il ritorno del Signore per aprirgli immediatamente la porta". Ma lo stesso serve a tutti anche per dar vita e animare cristianamente la propria famiglia. Difficolta' che per il Pontefice teologo sono aggravate dal "progresso tecnico, segnatamente da quello nel campo dei trasporti e delle comunicazioni", che se "ha reso la vita dell'uomo piu' confortevole" ha reso la nostra vita in citta' schiava di un rumore assordante e "ha diffuso e amplificato un fenomeno che gia' si profilava negli anni Sessanta: la virtualita' che rischia di dominare sulla realta'. Sempre piu', anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera". Benedetto XVI ha poi lasciato Serra San Bruno alla volta dell'aeroporto di Lamezia Terme dove lo attende l'apparecchio del 31esimo stormo dell'Aeronautica Militare per riportarlo a Roma (oggi ha dovuto prendere quattro volte l'elicottero e due volte l'aereo, una performance che non molti riuscirebbero a compiere, tanto piu' a 84 anni di eta'). Prima di partire anche un nuovo passaggio tra la folla festante a bordo della papamobile. In Calabria "ha trovato - sottolinea una nota della diocesi lametina - una folla esultante che lo ha pazientemente atteso per rivolgergli un caloroso e gioioso saluto". La Chiesa locale esprime per questo "soddisfazione e gratitudine" e sottolinea che "la comunita' ecclesiale ha vissuto con grande emozione lo storico incontro col Papa".

 


 

PAPA: CROCE DI CRISTO RESTA PUNTO FERMO MENTRE TUTTO MUTA


Serra San Bruno, 9 ott. - "La Croce di Cristo e' il punto fermo, in mezzo ai mutamenti e agli sconvolgimenti del mondo". Commentando il motto dei monaci certosini di Serra San Bruno, 'Stat Crux dum volvitur orbis', Benedetto XVI lo riafferma questa sera prima di lasciare la Calabria, al termine di una visita pastorale breve quanto intensa. "La vita in una Certosa - rileva parlando ai 15 monaci superstiti della Certosa fondata 900 anni fa dal monaco tedesco Bruno - partecipa della stabilita' della Croce, che e' quella di Dio, del suo amore fedele". Nell'omelia pronunciata questa sera nella chiesa conventuale, Benedetto XVI evoca poi "il legame profondo che esiste tra Pietro e Bruno, tra il servizio pastorale all'unita' della Chiesa e la vocazione contemplativa nella Chiesa". "La comunione ecclesiale - infatti - ha bisogno di una forza interiore, la 'captus ab Uno", riferita a san Bruno: 'afferrato dall'Uno', da Dio, 'Unus potens per omnia, come abbiamo cantato nell'Inno dei Vespri". "Il ministero dei Pastori - assicura il Pontefice - trae dalle comunita' contemplative una linfa spirituale che viene da Dio". "La Certosa - rileva- e' un'oasi speciale, dove il silenzio e la solitudine sono custoditi con particolare cura, secondo la forma di vita iniziata da san Bruno e rimasta immutata nel corso dei secoli. 'Abito nel deserto con dei fratelli', e' la frase sintetica che scriveva il vostro Fondatore". E dunque "la visita del Successore di Pietro in questa storica Certosa intende confermare non solo voi, che qui vivete, ma l'intero Ordine nella sua missione, quanto mai attuale e significativa nel mondo di oggi". "Rimanendo saldamente uniti a Cristo, come tralci alla Vite, anche voi, Fratelli Certosini - sottolinea il Papa teologo rivolto ancora ai religiosi - siete associati al suo mistero di salvezza, come la Vergine Maria, che presso la Croce stabat, unita al Figlio nella stessa oblazione d'amore. E come Maria e insieme con lei, anche voi siete inseriti profondamente nel mistero della Chiesa, sacramento di unione degli uomini con Dio e tra di loro". "In questo - riconosce Bendetto XVI ai monaci certosini - voi siete anche singolarmente vicini al mio ministero". "Sono venuto qui - spiega dunque Ratzinger - per dirvi che la Chiesa ha bisogno di voi, e che voi avete bisogno della Chiesa. Il vostro posto non e' marginale: nessuna vocazione e' marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni membro e' importante e ha la medesima dignita', ed e' inseparabile dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realta' - conclude - nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell'amore di Dio. Vegli dunque su di noi la Madre Santissima della Chiesa, e il santo Bruno benedica sempre dal Cielo la vostra Comunita'".

 


 

PAPA: IL MATRIMONIO NON BASTA CELEBRARLO MA OCCORRE VIVERLO


Serra San Bruno, 9 ott. - Agli sposi, il sacramento del matrimonio non basta celebrarlo "per diventare effettivamente una cosa sola, ma occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme la quotidianita' della vita coniugale". Papa Ratzinger fa questo esempio per spiegare come la grazia possa agire anche in una Certosa come quella di Serra San Bruno, dove ha concluso oggi la sua visita pastorale in Calabria. "Cosi' - sottolinea - il diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza, in una perseverante vigilanza divina, come affermava san Bruno, attendendo il ritorno del Signore per aprirgli immediatamente la porta". Per Bendetto XVI "proprio in questo consiste la bellezza di ogni vocazione nella Chiesa: dare tempo a Dio di operare con il suo Spirito e alla propria umanita' di formarsi, di crescere secondo la misura della maturita' di Cristo, in quel particolare stato di vita. In Cristo c'e' il tutto, la pienezza; noi abbiamo bisogno di tempo per fare nostra una delle dimensioni del suo mistero". "Potremmo dire - aggiunge - che questo e' un cammino di trasformazione in cui si attua e si manifesta il mistero della risurrezione di Cristo in noi". "A volte - rileva - agli occhi del mondo, sembra impossibile rimanere per tutta la vita in un monastero, ma in realta' tutta una vita e' appena sufficiente per entrare in questa unione con Dio, in quella realta' essenziale e profonda che e' Gesu' Cristo".

 


 

PAPA: DIO E' PRESENTE NELL'ARIA CHE RESPIRIAMO


Serra San Bruno, 9 ott. - "C'e' una presenza percepibile in ogni creatura: nell'aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci scalda, nell'erba, nelle pietre? Dio, Creator omnium". Lo afferma Papa Ratzinger nella bellissima omelia pronunciata questa sera nella chiesa conventuale della Certosa di Serra San Bruno, dove si e' recato a conclusione della visita pastorale compiuta oggi in Calabria. "E' una presenza - spiega - che attraversa ogni cosa, ma e' oltre, e proprio per questo e' il fondamento di tutto". Secondo Benedetto XVI, che il 19 aprile 2005 scelse il suo nome in onore dell'abate di Norcia, padre del monachesimo occidentale e protettore dell'Europa, "il monaco, lasciando tutto, per cosi' dire 'rischia': si espone alla solitudine e al silenzio per non vivere di altro che dell'essenziale, e proprio nel vivere dell'essenziale trova anche una profonda comunione con i fratelli, con ogni uomo". "Qualcuno - ragiona il Pontefice teologo - potrebbe pensare che sia sufficiente venire qui per fare questo "salto". Ma non e' cosi'. Questa vocazione, come ogni vocazione, trova risposta in un cammino, nella ricerca di tutta una vita. Non basta infatti ritirarsi in un luogo come questo per imparare a stare alla presenza di Dio".

 


 

PAPA: RUMORE E MESSAGGI VIRTUALI DISUMANIZZANO I RAGAZZI DI OGGI


Serra San Bruno, 9 ott. - I ragazzi di oggi sono esposti al rischio disumanizzarsi per il bombardamento di suoni, immagini e messaggi di ogni genere al quale sono esposti. Lo stesso Pontefice che piu' volte nei suoi documenti ha benedetto Internet definendo il web "uno strumento di dialogo prezioso" anche per la Chiesa, mette ora in guardia da un uso improprio di questo mezzo e, in particolare, dei social network. "I piu' giovani, che sono nati gia' in questa condizione, sembrano voler riempire di musica e di immagini ogni momento vuoto, quasi per paura di sentire, appunto, questo vuoto. Si tratta di una tendenza che e' sempre esistita, specialmente tra i giovani e nei contesti urbani piu' sviluppati, ma oggi essa ha raggiunto un livello tale da far parlare di mutazione antropologica. Alcune persone non sono piu' capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine", osserva parlando ai 15 monaci certosini superstiti di Serra San Bruno, che continuano a preferire la stabilita' del loro monastero alla possibilita' di veloci spostamenti e la ricchezza di un silenzio che lascia la parola a Dio ai rumori assordanti del mondo di oggi. E' un'accorata denuncia quella che pronuncia nella chiesa conventuale prima di recitare i vespri con i monaci seguaci del suo connazionale tedesco San Bruno, giunto in Calabria 900 anni fa. "Il progresso tecnico, segnatamente nel campo dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell'uomo piu' confortevole, ma anche piu' concitata, a volte convulsa, E le citta' - continua Benedetto XVI - sono quasi sempre rumorose: raramente in esse c'e' silenzio, perche' un rumore di fondo rimane sempre, in alcune zone anche di notte. Negli ultimi decenni, poi, lo sviluppo dei media ha diffuso e amplificato un fenomeno che gia' si profilava negli anni Sessanta: la virtualita' che rischia di dominare sulla realta'. Sempre piu', anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera". "Ho voluto accennare - spiega - a questa condizione socioculturale, perche' essa mette in risalto il carisma specifico della Certosa, come un dono prezioso per la Chiesa e per il mondo, un dono che contiene un messaggio profondo per la nostra vita e per l'umanita' intera". Per il Papa teologo, "ritirandosi nel silenzio e nella solitudine, l'uomo si 'espone' al reale nella sua nudita', si espone all'apparente 'vuoto' per sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realta' piu' reale che ci sia, e che sta oltre la dimensione sensibile".

 


 

PAPA: ACCOLTO DAL PRIORE DUPONT NELLA CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO


Serra San Bruno, 9 ott. - Benedetto XVI e' stato accolto all'ingresso della Certosa di Serra San Bruno dal priore, il religioso francese Jacques Dupont, che per organizzare e presentare la visita di questa sera nei giorni scorsi ha piu' volte rotto la regola del silenzio che vige nel monastero fondato 900 anni fa dal monaco tedesco Bruno. Una deroga autorizzata dal vescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone, che dall'arrivo in elicottero da Lamezia Terme e' alla destra del Pontefice.

 


 

 

PAPA: MONASTERI SERVONO A BONIFICARE AMBIENTE MORALE INQUINATO


Serra San Bruno, 9 ott. - "Se nel Medioevo sono stati centri di bonifica dei territori paludosi", oggi gli eremi come quello dei 15 certosini superstiti della Calabria "servono a bonificare l'ambiente da quel clima non salubre che si respira nelle nostre societa', inquinato da una mentalita' che non e' cristiana, e nemmeno umana, perche' dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale". Per Benedetto XVI in visita alla Certosa di Serra San Bruno, e' questa oggi "la funzione molto preziosa, direi indispensabile" che "i monasteri hanno nel mondo". "In questo clima - denuncia nel breve discorso rivolto ai fedeli che lo accolgono nel piazzale Santo Stefano che si trova davanti a questa singolare cittadella di Dio fondata 900 anni fa dal monaco tedesco Bruno - non solo si emargina Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune. Il monastero invece e' modello di una societa' che pone al centro Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel nostro tempo". "Cari amici di Serra San Bruno - sottolinea il Papa teologo parlando ai circa 30 mila fedeli della diocesi di Catanzaro che lo hanno atteso per molte ore - il privilegio di avere vicina la Certosa e' per voi anche una responsabilita': fate tesoro della grande tradizione spirituale di questo luogo e cercate di metterla in pratica nella vita quotidiana. La Vergine Maria e San Bruno vi proteggano sempre. Di cuore benedico tutti voi e le vostre famiglie".

 


 

PAPA: BAGNO DI FOLLA ALL'ARRIVO A SERRA SAN BRUNO


Serra San Bruno, 9 ott. - Arrivato in elicottero da Lamezia Terme, Benedetto XVI e' stato accolto a Serra San Bruno da una folla stimata in 30 mila fedeli. Ed e' stato acclamato lungo tutto il percorso compito in Papamobile dall'eliporto attrezzato per l'occasione nel campo sportivo "La Quercia" al piazzale di Santo Stefano che e' davanti alla Cerotsa fondata 900 anni fa da un altro tedesco giunto fin qui, San Bruno.
Benedetto XVI aveva lasciato nel pomeriggio l'episcopio di Lamezia dopo aver ringraziato il comitato organizzatore della visita. Arrivato allo stadio "G.d'Ippolito" a bordo della papamobile, accompagnato dal vescovo Luigi Antonio Cantafora, "ha trovato - sottolinea una nota della diocesi - una folla esultante che fin dal primo pomeriggio lo ha pazientemente atteso per rivolgergli un caloroso e gioioso saluto di congedo". La nota esprime per questo "soddisfazione e gratitudine" e sottolinea che "la comunita' ecclesiale ha vissuto con grande emozione lo storico incontro col Papa".

 

 


 

 

 

PAPA: PRANZO A LAMEZIA CON I 18 VESCOVI DELLA CALABRIA


Lamezia Terme, 9 ott. - Benedetto XVI ha pranzato oggi con i 18 vescovi della Calabria e ha voluto che il menu' fosse lo stesso della mensa della Caritas di Lamezia Terme. Per questo ha sostenuto personalmente il costo
del pranzo di oggi per i poveri. A Papa, vescovi e assisititi sono stati serviti un tortino di zucchine con maltagliati ai funghi e pancetta di suino nero; agnello di latte con greco bianco e patata cinerina della Sila; dessert di mousse di fichi d'india. Papa Ratzinger, notoriamente morigerato a tavola, ha solo assaggiato le squisite pietanze e il dolce.

 


 

PAPA: BENEDICE PRIMA PIETRA CHIESA S. BENEDETTO A LAMEZIA TERME


Lamezia Terme, 9 ott. - Il Papa ha benedetto al termine della messa nell'area ex Sir la prima pietra della nuova chiesa dedicata a San Bendetto Abate che sorgera' a Lamezia Terme in ricordo dell'odierna visita pastorale, la prima compiuta da un Pontefice dopo 900 anni (Giovanni Paolo II nell'84 atterro' nell'aeroporto di Lamezia ma non si fermo' a celebrare nel territorio della diocesi). All'inizio del rito, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, aveva annunciato la concessione dei permessi edilizi relativi alla nuova parrocchia, una copia dei quali e' stata anche inserita tra i doni consegnati al Pontefice. Con la prima pietra e' stato benedetto da Ratzinger anche un ramoscello di quercia destinato al vicino santuario della Madonna di Visola, detta appunto Madonna della Quercia.

 


 

PAPA: RINNOVATE OGGI LA NOSTRA AMATA CALABRIA


Lamezia Terme, 9 ott. - "La fede dei Santi rinnova il mondo". Lo ha affermato Benedetto XVI salutando i fedeli al termine della messa celebrata con tutti i vescovi calabresi nell'area ex Sir di Lamezia Terme. "Con la stessa fede - ha esortato - anche voi rinnovate oggi la nostra e vostra amata Calabria". Il Papa ha anche ricordato che la regione ospita numerosi e frequentatissimi Santuari mariani e cio' dimostra quanto siano profonde le radici cristiane di questa terra. "Mi rallegro - ha detto prima dell'Angelus - di sapere che qui in Calabria e' viva la pieta' popolare. Vi incoraggio a praticarla costantemente alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vostri Pastori". "A Maria - ha concluso - affido con affetto la vostra Comunita' diocesana, perche' cammini unita nella fede, nella speranza e nella carita'. Vi aiuti la Madre della Chiesa ad avere sempre a cuore la comunione ecclesiale e l'impegno missionario. Sostenga i sacerdoti nel loro ministero, aiuti i genitori e gli insegnanti nel compito educativo, conforti i malati e i sofferenti, conservi nei giovani un animo puro e generoso".

 


 

PAPA: OGGI POMERIGGIO ANDRO' ALLA CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO


Lamezia Terme, 9 ott. - "Oggi pomeriggio mi rechero' a Serra San Bruno per visitare la Certosa". Lo ha annunciato il Papa salutando al termine della messa i fedeli presenti nell'area ex Sir di Lamezia Terme. "San Bruno - ha ricordato - venne in questa terra nove secoli fa, e ha lasciato un segno profondo con la forza della sua fede".
Al termine della messa, prima della preghiera dell'Angelus, il Papa tedesco ha poi invocato "l'intercessione di Maria per i problemi sociali piu' gravi di questo territorio e dell'intera Calabria, specialmente quelli del lavoro, della gioventu' e della tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle Istituzioni".

 


 

PAPA: MATERIALISTI RIFIUTANO L'INVITO DI DIO, HANNO ALTRO DA FARE


Lamezia Terme, 9 ott. - Davanti alla proposta del Vangelo che promette la vita eterna, anche oggi molti "si rifiutano di partecipare alla festa, hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano di disprezzare l'invito". Lo ha affermato Benedetto XVI parlando ai fedeli della Calabria, radunati nell'area ex Sir di Lamezia Terme. "Dio - ha spiegato - e' generoso verso di noi, ci offre la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso noi non accogliamo le sue parole, mostriamo piu' interesse per altre cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi".

 


 

PAPA: NUOVO IMPEGNO CATTOLICI NON SIA PER INTERESSI DI PARTE

Lamezia Terme, 9 ott. - "Una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune" e' stata auspicata dal Papa nell'omelia pronunciata questa mattina a Lamezia Terme davanti a circa 30 mila fedeli raccolti nell'area ex Sir. Intervenendo nuovamente sul tema di un rinnovato impegno sociale e politico dei cattolici - che egli stesso ha sollecitato nella visita a Cagliari del 2007 e che il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha rilanciato nella recente prolusione al Consiglio Episcopale Permanente - Benedetto XVI ha definito oggi "opportuna" l'iniziativa della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa promossa dalla diocesi calabrese, che ha lodato "sia per la qualita' articolata della proposta, sia per la sua capillare divulgazione".
Al termine della messa, il Papa tedesco si e' poi rivolto direttamente ai cattolici della Calabria. "In comunione con i vostri vescovi - ha detto prima di intonare la preghiera dell'Angelus - esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare il vostro contributo di competenza e di responsabilita' per la costruzione del bene comune".

 


 

PAPA: CALABRIA FERITA DA DISOCCUPAZIONE E CRIMINALITA' EFFERATA

Lamezia Terme, 9 ott. - La Calabria e' "una terra dove la disoccupazione e' preoccupante, dove una criminalita' spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa celebrata con tutti i vescovi della regione nell'area ex Sir di Lamezia Terme. "Se osserviamo questa bella regione - ha aggiunto Bendetto XVI che aveva appena sorvolato il territorio - riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale; una terra, cioe', dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti". Al termine della messa, prima della preghiera dell'Angelus, il Papa tedesco ha poi invocato "l'intercessione di Maria per i problemi sociali piu' gravi di questo territorio e dell'intera Calabria, specialmente quelli del lavoro, della gioventu' e della tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle Istituzioni".

 


 

PAPA: SFIDE NEL CAMPO DELLA FAMIGLIA E DELLA VITA
 

Lamezia Terme, 9 ott. - Visitando per la prima volta dall'inizio del pontificato la Calabria, Benedetto XVI ha voluto "incoraggiare e benedire gli sforzi di quanti, sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di dare una risposta evangelica e competente alle tante sfide contemporanee nel campo della famiglia e della vita".

 


 

PAPA: NON CEDERE A PAURA, PESSIMISMO E TENTAZIONE RIPIEGAMENTO
 

Lamezia Terme, 9 ott. - "Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi". Lo ha chiesto il Papa ai cattolici della Calabria, nell'omelia della messa celebrata nell'area ex Sir di Lamezia Terme insieme a tutti i vesocvi della regione. "Fate appello - ha suggerito - alle risorse della vostra fede e delle vostre capacita' umane; sforzatevi di crescere nella capacita' di collaborare, di prendersi cura dell'altro e di ogni bene pubblico, custodite l'abito nuziale dell'amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani cosi' profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione". "All'emergenza - ha riconosciuto il Papa - voi calabresi avete saputo rispondere con una prontezza e una disponibilita' sorprendenti, con una straordinaria capacita' di adattamento al disagio". "Sono certo - ha concluso - che saprete superare le difficolta' di oggi per preparare un futuro migliore". "A voi fedeli laici, giovani e famiglie, dico: non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della societa', nelle molteplici situazioni dell'esistenza umana. Avete tutti i motivi - ha scandito Joseph Ratzinger rivolto ai 30 mila presenti - per mostrarvi forti, fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce della fede e alla forza della carita'". "Quando doveste incontrare l'opposizione del mondo, fate vostre - ha esortato ancora i cattolici della Calabria - le parole dell'Apostolo: 'Tutto posso in colui che mi da' la forza'. Cosi' si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, in tutta la Calabria. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l'amore di Cristo. La Madre di Dio, da voi tanta venerata, vi assista - ha concluso - e vi conduca alla profonda conoscenza del suo Figlio".

 


 

PAPA: AI CRISTIANI NON BASTA LA FEDE, SERVE ANCHE LA CARITA'

Lamezia Terme, 9 ott. - "Tutti noi siamo invitati ad essere commensali del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo indossare e custodire l'abito nuziale, che e' la carita', cioe' vivere un profondo amore a Dio e al prossimo". Benedetto XVI ha voluto ricordarlo ai cattolici della Calabria rappresentati oggi da circa 30 mila fedeli radunati nell'area ex Sir di Lamezia Terme. Il Vangelo letto durante la messa celebrata con tutti i vescovi della regione parlava del commensale che ha risposto all'invito di Dio a partecipare al suo banchetto e il Papa ha spiegato che quell'invitato aveva "in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli manca qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che e' la carita', l'amore". In proposito, il Pontefice teologo ha citato san Gregorio per il quale "nessuno puo' dire di avere la veste nuziale se non custodisce la grazia della Carita'. E questa veste e' intessuta simbolicamente di due legni, uno in alto e l'altro in basso: l'amore di Dio e l'amore del prossimo". "Tutti noi - ha spiegato - siamo invitati ad essere commensali del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo indossare e custodire l'abito nuziale, la carita', vivere un profondo amore a Dio e al prossimo". Nell'omelia, il Papa teologo si e' rivolto in particolare ai pastori della Calabria. Ai sacerdoti ha chiesto di "radicare sempre piu' la vita spirituale nel Vangelo, coltivando la vita interiore, un intenso rapporto con Dio e distaccandovi con decisione da una certa mentalita' consumistica e mondana, che e' una tentazione ricorrente nella realta' in cui viviamo". "Imparate a crescere - ha suggerito - nella comunione tra di voi e con il vescovo, tra voi e i fedeli laici, favorendo la stima e la collaborazione reciproche: da cio' ne verranno sicuramente molteplici benefici sia per la vita delle parrocchie che per la stessa societa' civile". Ed ai vescovi della Calabria il Pontefice tedesco ha chiesto invece di "valorizzare, con discernimento, secondo i noti criteri di ecclesialita', i gruppi e movimenti: essi - ha ricordato - vanno bene integrati all'interno della pastorale ordinaria della diocesi e delle parrocchie, in un profondo spirito di comunione". "Desidero ringraziare con voi il Signore - ha detto ancora - per il proficuo cammino percorso e per i tanti germi di bene seminati, che lasciano ben sperare per il futuro. Per fare fronte alla nuova realta' sociale e religiosa, diversa dal passato, forse piu' carica di difficolta', ma anche piu' ricca di potenzialita', e' necessario un lavoro pastorale moderno e organico che impegni attorno al vescovo tutte le forze cristiane: sacerdoti, religiosi e laici, animati dal comune impegno di evangelizzazione". "A questo riguardo - ha concluso - ho appreso con favore dello sforzo in atto per mettersi in ascolto attento e perseverante della Parola di Dio, attraverso la promozione di incontri mensili in diversi centri della Diocesi e la diffusione della pratica della Lectio divina".

 


 

PAPA: VESCOVO LAMEZIA, QUI SVILUPPO MAI PIENAMENTE SOSTENUTO


Lamezia Terme, 9 ott. - "In questo territorio gia' intriso di spiritualita' grazie agli insediamenti monastici basiliani e, in tempi recenti, simbolo di speranze di sviluppo economico mai pienamente intrapreso e sostenuto, qui oggi celebriamo l'Eucaristia con il Successore di Pietro". Lo ha detto il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Antonio Cantafora, all'inizio del rito celebrato da Benedetto XVI con tuttii vescovi della Calabria, davanti a oltre 40 mila fedeli radunati nell'area ex Sir, che di questo sviluppo incompiuto e' in qualche modo un simbolo. Alla ceelbrazione il governo era rappresentato dal sottosdegretario alla presienza del Consigli Gianni Letta, la regione dal governatore Giuseppe Scopelliti.

 


 

PAPA: VESCOVO LAMEZIA, VISITA HA MESSO IN MOTO CHIESA E SOCIETA'


Lamezia Terme, 9 ott. - "Grazie Santita', per la sua presenza in mezzo a noi, per la consolazione e il conforto che la sua visita infonde nei nostri cuori e per lo slancio di fede che suscita nelle nostre vite". Lo ha detto al Papa il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Antinio Cantafora. "La notizia della visita - ha confidato il presule - ci ha riempiti di stupore e gratitudine per essere stati destinatari di tanta benevolenza" ed "ha messo in moto la Chiesa e la societa' civile". "Questo evento - ha poi concluso - ci unisce, ci fa sentire popolo di Dio, fratelli perche' figli dell'unico Padre. Siamo assetati, affamati, desiderosi di ascoltare e ricevere la Parola di verita', la Parola che risolleva, rialza, fa rivivere. Siamo pronti ad ascoltare la Parola generatrice della vera vita, poiche' non vogliamo che il nostro popolo perisca per mancanza di conoscenza".

 


 

PAPA: SINDACO LAMEZIA, "BASTA CON LA MAFIA"


Lamezia Terme, 9 ott. - Nel suo saluto al Papa, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha parlato anche di criminalita'. "Noi non possiamo accettare che nella nostra terra si rafforzi il dominio dei poteri criminali - ha sottolineato Gianni Speranza - l'impresa buona sia scacciata da quella cattiva ed inquinata, il capitale illegale si sostituisca a quello legale, i nostri giovani non abbiano lavoro e prospettiva e siano costretti ad andare via e persino tanti sacerdoti vengano minacciati. E' terribile che per un lavoro totalmente in nero e sottopagato si debba morire tragicamente come e' successo per le operaie di Barletta. Le sue parole, Santita', lasceranno una traccia indelebile nel cuore di ognuno di noi e soprattutto nel cuore dei nostri ragazzi: hanno bisogno di essere incoraggiati per costruire il loro futuro liberi dalle mafie, dai ricatti e dalle paure. Basta con la mafia. La sua presenza dia coraggio e voce a tutti coloro che ne hanno bisogno, a chi soffre. La Calabria dei prossimi anni possa essere all'altezza dei sogni e delle preghiere del suo popolo, nel solco della carita' umile e tenace di S. Francesco di Paola".

 


 

PAPA: SINDACO LAMEZIA, NON VOGLIAMO PIU' ESSERE UNA TERRA AMARA


Lamezia Terme (Catanzaro), 9 ott. - "Non vogliamo essere una terra amara, ma una terra di liberta' per le donne, che qui incontrano piu' ostacoli e difficolta', per gli uomini di oggi, per i nostri figli: il cambiamento e' indispensabile e possibile. Ognuno di noi e' chiamato ad un esame di coscienza". E' uno dei passaggi chiave del discorso del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza in occasione della messa di Papa Benedetto XVI nell'area ex Sir. "La nostra e' una terra di sofferenza - ha affermato il primo cittadino - di straordinarie bellezze, di enormi potenzialita' e risorse, di grandi talenti ma, al tempo stesso, di inaccettabile disoccupazione, di drammatiche ingiustizie e violenze. Di antiche ed ininterrotte emigrazioni in tutti i continenti. Di recente, terra di approdo di immigrati. Terra di accoglienza, porta del Mediterraneo e rifugio di moltitudini di disperati in fuga. Quest'area, che abbiamo attrezzato, e' anch'essa segno delle nostre laceranti contraddizioni. Grandi speranze e terribili delusioni si sono alternate. Abbiamo aspettato invano il lavoro e l'industria. Invece solo spreco di denaro pubblico". Ma qui, nella piu' estesa area industriale del Sud, diversi imprenditori hanno realizzato iniziative serie e robuste e ci puo' essere ancora un'occasione concreta di futuro". Il primo cittadino ha poi ricordato la morte degli 8 ciclisti avvenuta nel dicembre scorso, "una grande tragedia per la citta'", ed ha anche rivolto, a nome del sindaco di Motta San Giovanni, un pensiero a Francesco Azzara', "nostro corregionale rapito in Darfur, nell'auspicio che possa tornare presto tra noi".

 


 

PAPA: CORO DI 300 ELEMENTI E ORCHESTRA GIOVANILE DELLA CALABRIA


Lamezia Terme, 9 ott. - Per Benedetto XVI, che e' il primo Papa che celebra una messa a Lamezia Terme dopo 900 anni (nella sua visita dell'ottobre 84 pastorale a Cosenza, Paola, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria, Giovanni Paolo II atterro' all'aeroporto locale ma non presiedette nessun rito), la chiesa locale ha fatto le cose in grande: accanto al palco su cui e' collocato l'altare papale, nell'area ex Sir sono state attrezzate una tribuna per il coro di 300 elementi della Schola Cantorum, diretta per l'occasione da monsignor Marco Frisina, il sacerdote musicista che dirige l'ufficio liturgico della diocesi di Roma, e una tribuna per l'Orchestra Giovanile della Calabria diretta dal maestro Francesco Caruso.

 


 

PAPA: GIANNI LETTA LO ACCOGLIE ALL' AEROPORTO DI LAMEZIA TERME


Lamezia Terme, 9 ott. - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha accolto il Papa all'aeroporto di Lamezia Terme insieme al vescovo Luigi Antonio Cantafora. Con loro anche il presidente della regione Giuseppe Scopelliti e il sindaco della citta', Gianni Speranza.

 


 

PAPA: MALTEMPO RALLENTA AFFLUSSO, ORA OLTRE 30 MILA PRESENTI


Lamezia Terme, 9 ott. - A causa del maltempo, molti fedeli hanno raggiunto l'area ex Sir di Lamezia Terme con ritardo rispetto ai tempi previsti. La Questura ha dunque ritoccato la stima di 30 mila diffusa all'inizio del rito dall'Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Lamezia Terme, portando a "oltre 40 mila" il numero stimato dei presenti.

 


 

PAPA: GRANDE ATTESA PER I FEDELI A LAMEZIA TERME

 

Lamezia Terme, 9 ott. - Papa Benedetto XVI, oggi in visita pastorale in Calabria, è atteso questa mattina dai fedeli a Lamezia Terme, centro calabrese e polo industriale, culturale e archeologico nel cuore della Regione. Il Pontefice celebrerà l'Angelus in un enorme piazzale allestito nell'area industriale alle porte di Lamezia Terme e, nel pomeriggio, si recherà in visita alla Certosa di Serra San Bruno. "E' una visita storica, chiederò al Papa di pregare per questo momento particolare che sta attraversando Lamezia e la Calabria, nella speranza che le aspettative dei lametini e dei calabresi vengano esaudite", ha affermato il sindaco Gianni Speranza, che nel suo discorso parlerà anche degli 8 ciclisti tragicamente uccisi il 5 dicembre 2010.

La location. Sarà un evento di massa, sono decine di migliaia i fedeli previsti da tutto il Mezzogiorno d'Italia. Lamezia Terme lavora da mesi all'organizzazione dell'appuntamento. La scelta della location è caduta su un enorme prato, ai margini della città, dopo che il Vaticano boccio l’area individuata a c/da Rotoli. Dal maxi palco di quaranta metri, sormontato da una grande croce, Benedetto XVI reciterà l'Angelus per i centomila fedeli previsti. Una scenografia essenziale, così come il percorso che seguirà il Pontefice per raggiungere il centro cittadino al termine della cerimonia religiosa. A mezzogiorno, infatti, Benedetto XVI raggiungerà la cattedrale di Lamezia, per poi pranzare nell'Episcopio. Il menù pensato per il Papa è all'insegna, naturalmente, dei sapori della Calabria, preparato da Agostino Piccolo Longo.

Coro e orchestra. L'Orchestra giovanile della Calabria, nata in seno al Conservatorio di Musica 'P.I.Tchaikovsky' di Nocera Terinese, e la Corale della Schola Cantorum 'Benedetto XVI', nata in seno alla Schola Cantorum Benedetto XVI di Lamezia Terme, accompagneranno messa. Per l'occasione si è costituita una compagine orchestrale di 90 elementi, accompagnata da 300 coristi selezionati tra i cori delle 62 parrocchie della Diocesi di Lamezia, e affiancata da un coro di voci bianche di 50 elementi.

La Certosa millenaria. Nel pomeriggio, in elicottero, Benedetto XVI raggiungerà la Certosa di Serra San Bruno, nel vibonese, cuore delle Serre calabresi. L'abbazia certosina, fondata da San Bruno sul volgere dell'undicesimo secolo, ha conosciuto nella storia momenti di grande ricchezza e splendore alternati a fasi di declino e abbandono. Benedetto XVI incontrerà la comunità dei certosini e visiterà una cella e l'infermeria del complesso monastico, per poi salutare la popolazione del piccolo centro.

L'incognita meteo. L'area allestita per l'Angelus è dotata di maxi schermi e di un sistema di amplificazione adatto a grandi eventi del genere. Ma le previsioni meteo fanno tremare gli organizzatori. Il maltempo previsto al Sud nel fine settimana potrebbe disturbare non poco i fedeli radunati. Un disagio aggravato dalle rigide misure di sicurezza che costringeranno tutti a raggiungere l'area entro le sei del mattino. Per raggiungere il luogo nel quale si celebrerà l'evento è attivo un servizio di bus navetta. Traffico bloccato anche in città, dove è già programmato il percorso della 'papamobile', punteggiato da migliaia di bandiere del Vaticano.

Il precedente di Karol. Non è la prima volta di un Papa a Lamezia. Correva l'anno 1984, poche settimane dopo la revisione del Concordato con l'Italia. Giovanni Paolo II si recò in visita pastorale in ottobre, proprio nella città tirrenica e nei capoluoghi della Regione. Agli operai calabresi testimoniò la "vicinanza della Chiesa", dopo aver celebrato messa nello stadio di Catanzaro e aver fatto visita ai malati dell'Ospedale Pugliese. Di quella visita si ricorda anche un simpatico lapsus che lo stesso Wojtyla definì "imperdonabile" (confuse in un discorso pubblico Reggio Calabria con Reggio Emilia, provocando il 'rispettoso' brusio della popolazione). Anche allora il primo cruccio degli organizzatori era il meteo. Ma, appena giunto all'aeroporto lametino, Papa Giovanni Paolo II esultò: "A Roma ho lasciato la pioggia, qui ho trovato l'azzurro. La Calabria vincerà il tempo".

 


 

PAPA: DOMANI A LAMEZIA E SERRA SAN BRUNO, ATTESA E SPERANZA

Lamezia Terme,  8 ott. - Sara' l'abbraccio della Calabria al Santo Padre. Un avvenimento storico, che mancava in Calabria dalla doppia visita di Giovanni Paolo II, nel 1984 e nel 1986. E per accogliere Benedetto XVI, domani 9 ottobre, sono in via di ultimazione i preparativi a Lamezia Terme e a Serra San Bruno, i due centri rispettivamente della provincia di Catanzaro e di quella di Vibo Valentia che ospiteranno gli appuntamenti. Un'intera giornata da trascorrere con i fedeli, che iniziera' al mattino, quando il Papa celebrera' la Santa Messa e l'Angelus nell'area ex Sir di Lamezia Terme, predisposta per accogliere le oltre cento mila persone previste. Un'immensa spianata realizzata in una delle zone che avrebbero dovuto garantire lo sviluppo economico e imprenditoriale di questa terra e che, certamente, portera' il Santo Padre a riflettere sui temi dell'occupazione e della solidarieta', in un Mezzogiorno segnato fortemente dalla crisi. L'area del Consorzio ex Sir sara' intitolata proprio a Benedetto XVI che entrera' tra le ali di folla con la papamobile, mentre i fedeli saranno accompagnati da diverse navette che faranno la spola tra la citta' e la zona prescelta. Il tutto con un servizio d'ordine che blindera' tutto il percorso del Papa e che impegnera' oltre mille persone delle forze dell'ordine. Terminata la funzione religiosa domenicale, che sara' trasmessa in diretta da Rai Uno, Benedetto XVI attraversera' la citta' di Lamezia Terme con la papamobile per recarsi a pranzo con i vescovi calabresi. Quindi, la suggestiva tappa pomeridiana tra i monti di Serra San Bruno, con la tappa principale nella Certosa. L'arrivo e' previsto in elicottero, allo stadio comunale, intorno alle 17,15, quindi il corteo con l'auto papale lungo la via principale del piccolo centro delle Serre. Davanti la Certosa e' previsto l'incontro con la comunita', con la benedizione del Santo Padre che, poi, entrera' nella struttura sacra. E' qui che Benedetto XVI celebrera' i Vespri, proiettati all'esterno, e poi incontrera' i frati certosini. In serata, intorno alle 19,30, il rientro a Lamezia Terme e quindi in Vaticano. In Calabria cresce l'attesa per questo evento e, soprattutto, per le parole che il Papa potra' pronunciare nell'Angelus, in una terra in cui ogni goccia di fiducia puo' contribuire a rasserenare un clima che risente molto di un'economia debole, di infrastrutture latenti e di un condizionamento criminale che contribuisce a tappare le ali a un territorio dalle potenzialita' indiscusse.

 


 

PAPA: OFFRE PRANZO ALLA MENSA DELLA CARITAS DIOCESANA DI LAMEZIA

Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Pranzo delle grandi occasioni alla mensa della Caritas diocesana ubicata nei locali attigui alla Parrocchia della Beata Vergine Addolorata. Per le decine di ospiti che quotidianamente frequentano la mensa questo week end sara' decisamente speciale. Un fine settimana che restera' impresso nella memoria di tutti in quanto ad offrire il pranzo e' Sua Santita' Benedetto XVI. "Con questa dimostrazione di affetto e generosita', il Sommo Pontefice ha voluto esprimere vicinanza alla nostra gente, in modo particolare alle persone sole e disagiate della citta' e di tutto il comprensorio che ogni giorno trovano un pasto caldo alla mensa". Cosi' il vescovo diocesano Mons. Luigi Cantafora che ha accolto con gioia il gesto del Santo Padre che domani sara' per la prima volta in Calabria, per la Visita Pastorale nella nostra Diocesi. Ad esprimere soddisfazione anche il diacono Don Peppino Paone che quotidianamente presta servizio alla mensa. "Il nostro obiettivo e' stato sempre quello di considerare questo luogo non soltanto una sala da pranzo ma prima di tutto una struttura accogliente dove, chi viene a consumare il suo pasto, deve sentirsi circondato da persone amiche, come se fosse in famiglia. Il fatto che il Papa abbia avuto questa grande attenzione per la piccola comunita' che si e' creata qui alla mensa - ha commentato il diacono - non puo' che renderci felici. Siamo ben lieti di essere presenti nella mente e nel cuore di Sua Santita' a cui, noi tutti ospiti e collaboratori della mensa diocesana, rivolgiamo il nostro sentito 'grazie'. A Papa Benedetto XVI chiediamo una preghiera per i nostri commensali che vivono nel disagio materiale e spirituale, nella speranza che la Sua venuta scaldi i nostri cuori ed infondi in noi una speranza nuova".

 


 

PAPA: VISITA BENEDETTO XVI LE MODALITÀ DI AFFLUSSO DEI FEDELI

 

Lamezia Terme, 8 ott. - La curia di Lamezia Terme, in vista dell’arrivo di Papa Benedetto XVI  rende noto le modalità previste per l’afflusso dei fedeli all’area industriale di Lamezia Terme ( ex Sir ) dove Sua Santita’ Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa e l’Angelus, rinnovando la raccomandazione di servirsi  preferibilmente dei sistemi di trasporto organizzati dalle parrocchie e dalle associazioni cattoliche.

 

Fedeli della Diocesi di Lamezia Terme

 

I fedeli dei comuni della Diocesi di Lamezia Terme potranno utilizzare i “bus navetta” che faranno piu’ viaggi, partendo dai seguenti punti di raccolta (“capolinea”): 
Nicastro: 1) area mercatale presso via Misiani; 2) area via Scarpino; 3) area palazzetto dello sport.
Sambiase: 1) area mercatale; 2) stadio “Renda”.
S. Eufemia : parrocchia S. Giovanni Battista

I bus navetta saranno scaglionati nelle partenze dai capolinea in modo che tutti possano avere accesso all’area entro le ore 07.30 (orario ultimo di arrivo).
Il programma di afflusso dei bus navetta e’ già stato comunicato alle parrocchie e i fedeli si dovranno attenere strettamente agli orari e alle indicazioni ricevute per consentire a tutti di raggiungere l’area entro l’orario previsto.
Dopo la discesa dai bus navetta, i fedeli della diocesi di Lamezia Terme proseguiranno a piedi, percorrendo uno stradone, denominato “ viale  vasche”, fino al luogo della celebrazione, dove occuperanno i settori assegnati (colore verde per i residenti nella città di Lamezia Terme – Nicastro – Sambiase – Sant’eufemia e di colore blu _per i fedeli provenienti dagli altri comuni della diocesi) attenendosi alle indicazioni degli addetti ai controlli. Il deflusso avverrà con le modalità che saranno indicate sul luogo della celebrazione attraverso il sistema di amplificazione.

 

Fedeli delle altre diocesi

 

I fedeli provenienti dalle altre diocesi calabresi utilizzeranno i bus cosiddetti “stanziali”, cioe’ quelli che trasportano i fedeli e, dopo l’arrivo, resteranno parcheggiati in aree appositamente individuate fino alla partenza.

I bus stanziali, qualunque sia la provenienza (nord, sud, ovest rispetto a Lamezia Terme) devono obbligatoriamente uscire dallo   svincolo autostradale a/3 di Pizzo (VV). Imboccando la ss18 dal bivio Angitola – direzione nord.

Dopo l’ingresso nell’area industriale i fedeli dovranno rimanere a bordo finche’ l’autobus non raggiungerà l’area di parcheggio assegnata e il punto preciso di sosta. I fedeli devono annotare l’area di parcheggio, il punto di sosta, il telefono dell’autista e del capogruppo, nonche’ il numero dell’autorizzazione riportato sul passi d’accesso del bus (foglio applicato sul parabrezza) e il numero di targa del veicolo, per non avere difficolta’ nel ritrovare l’autobus al termine della celebrazione eucaristica.

Per raggiungere l’area della santa messa, i fedeli, dopo la discesa dal pullman, dovranno proseguire a piedi, attraverso i camminamenti interni all’area industriale, fino ad imboccare una strada denominata “viale delle industrie” che reca direttamente all’area della santa messa.

I settori assegnati ( colore bianco ) dovranno essere occupati attenendosi alle indicazioni degli addetti ai controlli ai quali va mostrato obbligatoriamente il tagliando di accesso che deve essere tenuto in mano.

Al termine della cerimonia religiosa, i fedeli giunti con bus stanziali dovranno permanere sul posto e il deflusso avverra’ con le modalita’ che saranno comunicate con il sistema di amplificazione.

 

Afflusso dei movimenti  e delle associazioni cattoliche

 

Gli appartenenti ai movimenti e alle associazioni cattoliche giungeranno nell’area della celebrazione  con gli stessi autobus previsti per gli altri fedeli, salvo che abbiano provveduto con bus autonomi.

I predetti osserveranno le medesime modalita’ di accesso degli altri fedeli, ma prenderanno posto  nei settori loro riservati (colore rosso),  a prescindere dalla provenienza.

 

Altre possibilita’ di avvicinamento all’area della  Santa Messa 

 

Oltre alle modalita’ di accesso con gli autobus , non vi sono altre possibilita’  per entrare con veicoli nell’area della celebrazione, fatte salve speciali categorie(disabili,tecnici,forze di polizia,ecc.).

Si precisa che alle autovetture private e’ interdetto, in modo assoluto l’accesso alla statale18, dalla rotonda Bellafemmina al bivio Angitola (VV), unico asse di collegamento esistente.

Anche sulle strade che recano alla statale 18 sono state disposte limitazioni alla circolazione dei veicoli privati, per consentire il transito degli autobus che trasportano i fedeli.

Nel rinnovare la raccomandazione di servirsi del sistema di trasporto predisposto dalle parrocchie, si fa presente  che le possibilita’ di avvicinamento delle autovetture private alla zona della celebrazione,  sono le seguenti:

Provenienza nord – est: SS 280 –svincolo SS 280 per Maida – s.p. 87 (fino a loc. Casetta postale)- s.p. 167  - s.p. 113 fino all’ingresso di San Pietro Lametino (nel centro abitato è vietato sostare).

Le autovetture potranno parcheggiare solo in modo lineare (veicoli accodati uno dietro all’altro) ed esclusivamente sul lato destro della carreggiata, fatta eccezione dei tratti curvilinei della strada e nei restringimenti della carreggiata.

In sostanza, deve essere garantita la transitabilita’ della strada, per le forze di polizia, i mezzi di soccorso e per i residenti.

I posti auto utilizzabili in modo lineare sono circa 400.  

Nell’abitato di San Pietro Lametino, dove e’ precluso l’accesso alle autovetture private, verra’ predisposto un servizio di bus navetta, fino al luogo della celebrazione, a partire dalle ore 05.30. 

Provenienza sud: uscita pizzo autostrada a/3 – bivio angitola – ss 19 dir.- ss167 iv- zona industriale di Acconia. E’ precluso l’accesso alla SS 18.

Le autovetture potranno parcheggiare nei piazzali antistanti le fabbriche, per una capienza massima di 700/800 veicoli.

Per raggiungere la zona della celebrazione, anche dall’area industriale di Acconia verrà predisposto un servizio di bus navetta .

Il ritiro dei pass individuali per assistere alla Santa Messa potra’ avvenire presso le parrocchie, fino alle ore 20.00 dell’8 ottobre 2011.

Coloro che saranno impossibilitati a ritirarlo, potranno richiederlo al punto di arrivo dei bus navetta

 

Raccomandazioni

 

Le autovetture private non devono per nessun motivo discostarsi dai percorsi indicati ed i conducenti devono rispettare tutte le indicazioni per non creare intralcio al traffico e alla circolazione degli altri veicoli.

Esibire i pass individuali ai varchi predisposti prima di entrare nei settori riservati ai fedeli, senza attendere la richiesta del personale preposto ai controlli.

Portare al seguito indumenti per proteggersi dalla eventuale pioggia,viveri a sacco, acqua e sediolina per riposarsi durante il periodo di permanenza nell’area della santa messa.

 


 

PAPA: OFFRE PRANZO A MENSA CARITAS DIOCESANA DI LAMEZIA


Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Pranzo delle grandi occasioni alla mensa della Caritas diocesana ubicata nei locali attigui alla Parrocchia della Beata Vergine Addolorata. Per le decine di ospiti che quotidianamente frequentano la mensa questo week end sara' decisamente speciale. Un fine settimana che restera' impresso nella memoria di tutti in quanto ad offrire il pranzo e' Sua Santita' Benedetto XVI. "Con questa dimostrazione di affetto e generosita', il Sommo Pontefice ha voluto esprimere vicinanza alla nostra gente, in modo particolare alle persone sole e disagiate della citta' e di tutto il comprensorio che ogni giorno trovano un pasto caldo alla mensa". Cosi' il vescovo diocesano Mons. Luigi Cantafora che ha accolto con gioia il gesto del Santo Padre che domani sara' per la prima volta in Calabria, per la Visita Pastorale nella nostra Diocesi. Ad esprimere soddisfazione anche il diacono Don Peppino Paone che quotidianamente presta servizio alla mensa. "Il nostro obiettivo e' stato sempre quello di considerare questo luogo non soltanto una sala da pranzo ma prima di tutto una struttura accogliente dove, chi viene a consumare il suo pasto, deve sentirsi circondato da persone amiche, come se fosse in famiglia. Il fatto che il Papa abbia avuto questa grande attenzione per la piccola comunita' che si e' creata qui alla mensa - ha commentato il diacono - non puo' che renderci felici. Siamo ben lieti di essere presenti nella mente e nel cuore di Sua Santita' a cui, noi tutti ospiti e collaboratori della mensa diocesana, rivolgiamo il nostro sentito 'grazie'. A Papa Benedetto XVI chiediamo una preghiera per i nostri commensali che vivono nel disagio materiale e spirituale, nella speranza che la Sua venuta scaldi i nostri cuori ed infondi in noi una speranza nuova".

 


 

PAPA: SCOPELLITI CONSEGNERA' ESCLUSIVA OPERA DI GERARDO SACCO


Catanzaro, 8 ott. - "La strada che porta ai pascoli d'erba passa attraverso il deserto: noi ci consideriamo un popolo in cammino. In occasione della solenne visita pastorale in Calabria, che Sua Santita' Benedetto XVI benedica la nostra terra e ci accompagni nel viaggio del cambiamento". Vergate a mano su una pregiata pergamena, sono queste le parole del Presidente Giuseppe Scopelliti che presenteranno l'omaggio della Regione Calabria a Sua Santita' Benedetto XVI domani in visita a Lamezia Terme e alla Certosa di Serra San Bruno. Il regalo consegnato a nome dei calabresi - informa una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta - sara' costituito da una esclusiva opera d'arte di Gerardo Sacco. Si tratta di un gioiello d'argento a forma di croce con una scultura del Cristo su una base di cristallo. Per realizzare l'opera, l'artista crotonese famoso in tutto il mondo, si e' ispirato alla Stauroteca portata in dono dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II nel 1222 in occasione della riconsacrazione del Duomo di Cosenza e attualmente conservata nel Museo Diocesano della citta' bruzia. Inoltre, il pezzo d'argento e' sormontata da fronde dell'albero di ulivo, simbolo della fede e frutto secolare della Calabria, terra di profonda cultura e di grande storia.

 


 

PAPA: SINDACO LAMEZIA TERME CONSEGNERA' DONO


Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, in occasione della visita pastorale di Papa Benedetto XVI alla citta', fara' omaggio al Santo Padre, a nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunita' cittadina, della deliberazione con la quale si e' decisa la concessione del terreno necessario alla realizzazione del nuovo complesso diocesano dedicato a San Benedetto. L'atto, stampato su carta pregiata dalla Rubbettino, verra' donato al Papa in un Portadocumenti in esemplare unico con targa ricordo.

 


 

PAPA: VESCOVO LOCRI, MOMENTO DI GIOIA PER TUTTI NOI CATTOLICI

Lamezia Terme, 8 ott. - "Domani il Papa giunge a Lamezia. Deve essere un momento di gioia per tutti noi cattolici di Calabria. La presenza del Papa, dovunque egli va, e' sempre un motivo di grazia per la terra visitata e per la gente che incontra. Il Papa ci porta la benedizione di Dio, ci conferma nella fede, ci aiuta a leggere i problemi della nostra terra a partire dalla fede, ci incoraggia ad avere speranza e a non desistere mai dal combattere il male e dal fare il bene". Lo afferma il vescovo di Locri, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. "Alcuni di noi andremo a Lamezia per partecipare di persona all'evento. La gran parte di voi - aggiunge - non potra'; ma vi invito a seguire la diretta televisiva della S. Messa. Io avro' l'occasione di incontrarlo e chiedero' per la nostra Diocesi la benedizione. Vi invito in modo particolare a seguire con attenzione quanto ci dira' con i suoi discorsi, che saranno sicuramente ispirati dallo Spirito santo. Come avviene per tutti i luoghi che visita, egli ci spieghera' la Parola di Dio facendo riferimento ai problemi della nostra terra. Sara' per tutti noi una grande lezione per come leggere la Bibbia con gli occhi aperti sulla storia che viviamo. Su questi discorsi ritornero' nei prossimi giorni, per cogliere le indicazioni utili alla nostra crescita nella fede e nell'impegno sociale e politico. Preghiamo per il Papa. Chiediamo al Signore che questa visita sia per tutta la Regione un momento di grazia e segni una spinta per il progresso della nostra terra. Il Signore Dio apra il nostro cuore all'azione dello Spirito".

 


 

PAPA: STUDENTI CATTOLICI UNICAL CON 4 AUTOBUS A LAMEZIA TERME
 

Lamezia Terme, 8 ott. - Gli studenti dell'Universita' della Calabria si preparano per salutare il Santo Padre, Benedetto XVI, che domani rendera' visita alla nostra Terra. Sono quattro gli autobus che dalle pensiline dell'UniCal giungeranno in pullman a Lamezia Terme per ascoltare le parole del Pontefice, nell'area del consorzio ex Sir. La partenza per la citta' lametina e' prevista per le cinque del mattino, mentre il rientro ad Arcavacata di Rende nel pomeriggio. "Nel Suo alto magistero non e' mai mancata l'attenzione per il mondo degli universitari - affermano alcuni studenti -, Sono incessanti i suoi appelli per un impegno dei giovani studenti perche' le comunita' universitarie sono chiamate ad un compito storico notevole: quello di superare pre-comprensioni e pregiudizi che talvolta impediscono lo sviluppo di una cultura autentica. Lavorando in sinergia le Universita' possono indicare che e' possibile un nuovo dialogo e una nuova collaborazione tra la fede cristiana e i diversi saperi, senza confusione e senza separazione, ma condividendo la medesima aspirazione a servire l'uomo nella sua pienezza".

 


 

PAPA: SPEZIALI (SACAL), UN GRANDE EVENTO PER LA CALABRIA

Lamezia Terme, 8 ott. - "Una grande evento per la Calabria. La visita di Papa Benedetto XVI e' una notizia straordinaria per tutti i Calabresi che riconoscono in questo fondamentale messaggio di attenzione del Pontefice uno straordinario segnale di speranza per un futuro migliore". Lo ha affermato l'ing. Vincenzo Speziali, presidente della Sacal, la societa' che gestisce l'Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. "L'intero pianeta sta vivendo una lunga fase di disorientamento prima di tutto etico e morale, e poi ancora sociale e civile. Guerre, fame, dolori, sofferenze, ingiustizie continuano ad essere protagoniste della vita di milioni di uomini nei Cinque Continenti. Anche in Europa, e nel nostro Mezzogiorno, sono molti - ha aggiunto il presidente Speziali - i motivi di preoccupazione e i fattori di crisi, soprattutto se guardiamo ai tanti segnali di sfiducia e di scoraggiamento che provengono dai piu' giovani. Le emergenze da sanare sono ancora molte, ed alla base di ogni ipotesi di rinascita c'e' prima di tutto la riscoperta dei nostri valori e princi'pi piu' forti e radicati, delle verita' cristiane che guardano al rispetto della persona umana, alla difesa dei bisognosi e dei piu' deboli, al trionfo della solidarieta' e della pace, alla salvaguardia della famiglia. E' per questa ragione che la visita di Sua Santita' si arricchisce di contenuti ancora piu' nobili e preziosi per la nostra collettivita'. Le sue parole rimarranno senz'altro scolpite nel cuore di tutti i calabresi e ci serviranno da guida per il presente ed il futuro. Mi sia consentito infine - conclude il presidente della Sacal - un modesto riferimento di orgoglio per l'Aeroporto internazionale di Lamezia Terme, infrastruttura strategica per il rilancio della Calabria, che oggi vedra' atterrare l'aereo che condurra' il Papa tra di noi. Una data storica che non dimenticheremo e che salutiamo con devozione e gioia".

 


 

PAPA: PRINCIPE (PD) RICORDA L'INCONTRO IN VATICANO

Lamezia Terme, 8 ott. - "Nel momento in cui arriva in Calabria il Santo Padre, mi e' caro ricordare l'incontro avuto in Vaticano con Benedetto XVI da una delegazione della Giunta Loiero". E' quanto afferma in una nota Sandro Principe, capogruppo del Pd alla Regione. "Il Presidente Loiero, l'on. Doris Lo Moro, l'on. Mario Pirillo ed io fummo ricevuti da Sua Santita' per ringraziare la Calabria, che quell'anno aveva offerto in dono l'albero di Natale, proveniente dalla Sila. L'incontro fu molto bello e commovente - prosegue Principe - Loiero racconto' a Papa Ratzinger l'attentato da me subito e la diffusa convinzione che la mia sopravvivenza fosse dovuta ad un miracolo. Il Papa, con i suoi modi semplici e garbati, ci mise completamente a nostro agio: in me si rafforzo' la convinzione che autorevolezza, grandi capacita' intellettuali ed enormi responsabilita', in questo caso planetarie, possono convivere con il dono della semplicita'. Rammento ancora le Sue parole di conforto e di benedizione - conclude Principe - che rimarranno impresse in modo indelebile nella mia memoria".

 


 

PAPA: VESCOVO LAMEZIA, ARRIVA PER SCUOTERCI DA RASSEGNAZIONE


Lamezia Terme, 8 ott. - (dall'inviato Salvatore Izzo) Con la sua visita a Lamezia Terme, Benedetto XVI intende "svegliare" la Calabria e l'intero Mezzogiorno d'Italia da una sorta di apatia che sembra aver ripreso il sopravvento dopo i forti segnali di risveglio che in questa regione erano legati in particolare agli episcopati profetici di monsignor Giuseppe Agostino a Cosenza-Bisignano e di monsignor Giancarlo Bregantini a Locri. "La parola di Benedetto XVI - spiega il vescovo di Lamezia, monsignor Antonio Cantafora - ci scuotera', ci invitera' a riprendere in mano la vita, a non lasciarci andare alla rassegnazione di giorni uguali, di gesti ripetuti come chi non ha speranza. Noi gli chiederemo di essere portati nel suo cuore di padre: tante sono, infatti, le situazioni che ci opprimono e ci scoraggiano". Secondo il presule, il seme gettato dai suoi confratelli e soprattutto da Giovanni Paolo II nelle visite dell'84 e dell'86 ha tuttavia fatto germogliare una Chiesa attenta alla formazione spirituale dei propri fedeli, ma anche pronta con i suoi giovani - associati nelle cooperative che beneficiano del sostegno della Cei e della Caritas attraverso il progetto Policoro, e in una miriade di iniziative, tra cui spiccano quelle di Libera, il coordinamento promosso da don Luig Ciotti - a scendere in campo nella lotta contro la disoccupazione e a contrastare con coraggio la prepotenza della criminalita' organizzata. Un impegno che - negli auspici del vescovo Cantafora - con la visita del Papa dovrebbe diventare pero' piu' concreto e generalizzato, esteso davvero a tutta la popolazione e non solo a alcuni gruppi, come sembra accadere ggi. Perche' qui in Calabria l'appello dello stesso Pontefice - pronunciato nel settembre 2007 a Cagliari e rilanciato in questi giorni dal presidente della Cei Angelo Bagnasco - a una rinnovata presenza dei cattolici nella vita politica, sociale e economica, assume un significato perticolare essendo la regione italiana con il piu' basso reddito procapite e il piu' alto tasso di disoccupazione. E mentre a Lamezia Terme tutto e' pronto per l'arrivo del Pontefice - la citta' e' ricoperta dai colori bianco e giallo delle bandiere vaticane, e le strade sono gia' transennnate per consentire alla popolazione di salutare il corteo papale diretto alla zona industriale ex Sir, dove Benedetto XVI celebrera' con tutti i vescovi della Calabria e davanti a un numero di fedeli che Radio Vaticana gia' prevede "superiore alle aspettative" in quanto ai fedeli locali si aggiungeranno quelli in arrivo da tutta la regione con oltre mille pullman, il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza loda con i giornalisti quanto sta facendo "un'associazione d'imprenditori contro il racket" in questa che, osserva, "resta una citta' a rischio". Il sindaco Speranza ricorda in un'intervista alla Radio Vaticana "il viaggio del presidente della Repubblica nel 40esimo anniversario della citta' ed il suo bagno di folla tra i giovani". "E adesso - dice a poche ore ormai dall'arrivo di Ratzinger - c'e' questa straordinaria visita, piu' che una semplice visita, perche' per la citta' e' un dono". Secondo il sindaco di Lamezia il problema principale e' la disoccupazione: "i giovani - infatti - hanno la sventura di non poter rimanere qui. Dopo aver terminato gli studilmeno il 70 per cento dei giovani di Lamezia e' costretto a restare fuori. Se tutti i giovani di questa citta' rimanessero qui una volta finiti gli studi, Lamezia non avrebbe nulla da invidiare alle migliori citta' italiane. Se le migliori energie di questa citta' potessero restare, non ci sarebbe piu' nulla da fare - assicura - per la mafia o la cattiva politica". E proprio ai giovani monsignor Cantafora, ha voluto indirizzare una lettera in vista della visita del Pontefice, invitandoli "a non essere solo spettatori ma protagonisti di questa visita. "L'attesa del Papa - spiega - ha messo in moto tante cose nella nostra diocesi, tra cui anche i bambini e i giovani, rendendoli realmente partecipi attraverso dei concorsi, delle gare, in modo che la visita del Santo Padre e' diventata, per questi stessi ragazzi, un argomento di riflessione. Hanno prodotto anche dei lavori che dicono la grande sensibilita', il grande amore che i giovani hanno per il Santo Padre". Secondo il vescovo, "la Chiesa deve organizzare l'amore dei giovani per questa terra, dando loro la certezza di non essere soli". "La mia speranza - confida - e' che la visita del Santo Padre diventi realmente una primavera, quella primavera che questi giovani attendono, affinche' possano rimanere in questa terra. Perche' essere sradicati da questa terra e' sempre uno strappo. Noi vediamo che quando questi giovani ritornano, tornano anche con il desiderio di restare, ma il lavoro che manca tante volte crea un ostacolo".
Il vescovo tiene pero' a ricordare anche i valori della Calabria, che sono grandi quanto i problemi che l'affliggono: "appartenere alla Calabria - ricorda - significa innanzitutto conservare quel patrimonio che c'e' nella nostra terra: il patrimonio della famiglia, il patrimonio della speranza, il patrimonio della solidarieta' che spesso e volentieri qui si vede con molta facilita' ed ha molta visibilita'. Ma anche la speranza che, attraverso l'impegno, possa essere messa da parte l'illegalita' e la mafiosita' che tante volte impera in certi ambienti". "La nostra terra - sottolinea ancora il presule - e' una terra di Santi, una terra di uomini che sono stati accanto al popolo, per cui la nostra terra certamente ha dei valori, delle risorse che, se noi le riprendiamo in mano e credo che il Santo Padre ci indirizzera' su questa strada: se noi riprendiamo queste tradizioni come la famiglia, la pieta' popolare, l'accoglienza, vediamo che sono tutti valori che fanno parte del patrimonio stesso della nostra terra". - monsignor Cantafora, ha voluto indirizzare una lettera ai bambini e ai giovani invitandoli a non essere solo spettatori ma protagonisti di questa visita. "L'attesa del Papa - spiega - ha messo in moto tante cose nella nostra diocesi, tra cui anche i bambini e i giovani, rendendoli realmente partecipi attraverso dei concorsi, delle gare, in modo che la visita del Santo Padre e' diventata, per questi stessi ragazzi, un argomento di riflessione. Hanno prodotto anche dei lavori che dicono la grande sensibilita', il grande amore che i giovani hanno per il Santo Padre". Secondo il vescovo, "la Chiesa deve organizzare l'amore dei giovani per questa terra, dando loro la certezza di non essere soli". "La mia speranza - confida - e' che la visita del Santo Padre diventi realmente una primavera, quella primavera che questi giovani attendono, affinche' possano rimanere in questa terra. Perche' essere sradicati da questa terra e' sempre uno strappo. Noi vediamo che quando questi giovani ritornano, tornano anche con il desiderio di restare, ma il lavoro che manca tante volte crea un ostacolo".
Il vescovo tiene pero' a ricordare anche i valori della Calabria, che sono altrettanto grandi come i problemi che l'affliggono: "appartenere alla Calabria - ricorda - significa innanzitutto conservare quel patrimonio che c'e' nella nostra terra: il patrimonio della famiglia, il patrimonio della speranza, il patrimonio della solidarieta' che spesso e volentieri qui si vede con molta facilita' ed ha molta visibilita'. Ma anche la speranza che, attraverso l'impegno, possa essere messa da parte l'illegalita' e la mafiosita' che tante volte impera in certi ambienti". "La nostra terra - conclude il presule - e' una terra di Santi, una terra di uomini che sono stati accanto al popolo, per cui la nostra terra certamente ha dei valori, delle risorse che, se noi le riprendiamo in mano e credo che il Santo Padre ci indirizzera' su questa strada perche' possiamo riprendere queste tradizioni come la famiglia, la pieta' popolare, l'accoglienza, tutti valori che fanno parte del patrimonio stesso della nostra terra".

 


 

BENEDETTO VXI: DIOCESI LAMEZIA TERME L’ALTARE DEL PAPA

 

Lamezia Terme, 7 ott.  Nel progettare la realizzazione dei tre luoghi chiave della celebrazione (Altare, sede presidenziale e Ambone) e degli altri elementi presenti sul palco della celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI il 9 ottobre prossimo, si è pensato di rendere visibile il legame della Diocesi di Lamezia Terme alla figura del Sommo Pontefice. Nel corso della sua storia la Diocesi di Nicastro (ora Lamezia Terme) ha ricevuto la visita di tre papi ed ha avuto due vescovi che poi sono stati eletti sul soglio di Pietro. I vari elementi sono stati ideati dal direttore dell'Ufficio Liturgico, don Aldo Figliuzzi, e realizzati da Suor M. Ecclesia Pereira osb (Monastero della Resurrezione, San Michele di Serrastretta) - nei dipinti - e dall'antica falegnameria Coschino.

 

LA SEDE PRESIDENZIALE

Presiedere (prae-sedere) vuol dire sedere di fronte, essere quindi in evidente rapporto comunicativo con coloro che partecipano alla celebrazione dei santi e divini misteri.
La sede è il luogo liturgico che esprime il ministero di colui che guida l'assemblea e presiede la celebrazione nella persona di Cristo, Capo e Pastore, e nella persona della Chiesa, suo Corpo.
La sede si caratterizza per la presenza dello stemma del Papa Benedetto XVI, perché essa è segno del suo ruolo di capo e di guida del popolo cristiano.
Lo scudo di Papa Benedetto XVI contiene tre simbolismi: nel punto più nobile dello scudo, vi è una grande conchiglia di oro, la quale ha una triplice simbologia.
Essa dapprima ha un significato teologico: vuole ricordare la leggenda attribuita a sant'Agostino, il quale incontrando un giovinetto sulla spiaggia, che con una conchiglia cercava di mettere tutta l'acqua del mare in una buca di sabbia, gli chiese cosa facesse. Quello gli spiegò il suo vano tentativo, ed Agostino capì il riferimento al suo inutile sforzo di tentare di far entrare l'infinità di Dio nella limitata mente umana. La leggenda ha un evidente simbolismo spirituale, per invitare a conoscere Dio, seppure nell'umiltà delle inadeguate capacità umane, attingendo alla inesauribilità dell'insegnamento teologico. La conchiglia, inoltre è da secoli usata per rappresentare il pellegrino: simbolismo che Benedetto XVI vuole mantenere vivo, calcando le orme di Giovanni Paolo II, grande pellegrino in ogni parte del mondo. Essa è anche il simbolo presente nello stemma dell'antico Monastero di Schotten, presso Regensburg (Ratisbona) in Baviera, cui Joseph Ratzinger si sente spiritualmente molto legato.
Nel cantone destro dello scudo (a sinistra di chi guarda) vi è una testa di moro con labbra, corona e collare di rosso. È l'antico simbolo della Diocesi di Frisinga di cui Papa Benedetto è stato vescovo.
Nel cantone sinistro della cappa, compare un orso, di colore bruno che porta un fardello sul dorso. Un'antica tradizione racconta come il primo Vescovo di Frisinga, san Corbiniano (nato verso il 680 in Chartres, Francia, morto l'8 settembre 730), messosi in viaggio per recarsi a Roma a cavallo, mentre attraversava una foresta fu assalito da un orso, che gli sbranò il cavallo. Egli però riuscì non solo ad ammansire l'orso, ma a caricarlo dei suoi bagagli facendosi accompagnare da lui fino a Roma. Per cui l'orso è rappresentato con un fardello sul dorso.
La facile interpretazione della simbologia vuole vedere nell'orso addomesticato dalla grazia di Dio lo stesso Vescovo di Frisinga, e suole vedere nel fardello il peso dell'episcopato da lui portato.

 

LA BASE PER L'IMMAGINE DELLA MADONNA DELLA QUERCIA

 

La base riporta gli elementi dello stemma del Beato Papa Giovanni Paolo II, il quale atterrò a Lamezia Terme in occasione della sua Visita Pastorale in Calabria nel 1984.
Lo stemma del beato è un omaggio al mistero centrale del cristianesimo: quello della Redenzione.
Raffigura principalmente una croce, la cui forma presenta un'inusuale spostamento della parte verticale della croce a motivo della grande e maestosa M maiuscola: questa M sta a significare la presenza della Madonna sotto la croce e la sua eccezionale partecipazione alla Redenzione.


LA BASE PER LA PRIMA PIETRA DELLA CHIESA DI SAN BENEDETTO

     

Sul fronte della base è raffigurata un lato della medaglia di San Benedetto che presenta una croce, al cui interno e attorno alla quale si trovano le lettere iniziali di un'orazione o esorcismo, che recita così (in latino e in italiano)

Crux Sancti Patris Benedicti
Croce del Santo Padre Benedetto
Crux Sacra Sit Mihi Lux
La Santa Croce sia la mia luce,
Non Draco Sit Mihi Dux
Non sia il demonio mio condottiero
Vade Retro Satana
Fatti indietro, Satana
Numquam Suade Mibi Vana
Non mi attirare alle vanità,
Sunt Mala Quae Libas
Sono mali le tue bevande
Ipse Venena Bibas

Bevi tu stesso il tuo veleno.

In questo breve testo, la vittoria sul demonio viene attribuita alla croce di Gesù Cristo, che è luce e guida per il fedele, e che si oppone al veleno ed alla cattiveria del tentatore. Con il segno di salvezza (la croce), San Benedetto si liberò dal veleno che alcuni cattivi monaci gli offrirono: «...a mensa, secondo una loro usanza, presentarono all'abate per la benedizione il recipiente di vetro che conteneva la mortale bevanda. Benedetto alzò la mano e tracciò il segno della croce. Il recipiente era sorretto in mano ad una certa distanza: il santo segno ridusse in frantumi quel vaso di morte, come se al posto di una benedizione vi fosse stata scagliata una pietra. Comprese subito l'uomo di Dio che quel vaso non poteva contenere che una bevanda di morte, perché non aveva potuto resistere al segno che dona la vita». L'episodio, secondo il racconto di San Gregorio Magno, dovette ispirare le parole dell'esorcismo riferite alla bevanda che è offerta dal Maligno, così come la protezione attribuita al segno della croce.

 

ALTARE E AMBONE


L’Altare è segno della centralità di Cristo in mezzo al suo popolo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “l’Altare cristiano è simbolo di Cristo stesso, presente in mezzo all’assemblea dei suoi fedeli sia come la vittima offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si dona a noi” (1383). Al centro dell’Altare è raffigurata la croce di Gesù Cristo: una croce «vuota» (senza crocifisso), perché Colui che vi è stato inchiodato è risorto; una «croce gloriosa» (dorata con pietre), rimando alla risurrezione e segno di vita e di vittoria. Dalla montagna sulla quale poggia la croce sgorgano quattro fiumi. Il simbolo evoca la descrizione dell’Eden di Genesi 2,9-10, dove, all’interno del giardino paradisiaco bagnato dai quattro fiumi, si erge l’albero della vita (figura profetica della croce per i Padri della Chiesa) e con arditezza rimanda alla Chiesa come «figura» del Paradiso, luogo «ritrovato», perché ridonato, della comunione con Dio e della pienezza di vita: la Chiesa nasce dalla croce, si sviluppa a partire da questa, attingendo da essa l’acqua viva dello Spirito, i fiumi delle Scritture e dei sacramenti. I cervi, che vengono a dissetarsi a questa fonte di vita, sono l’immagine dei fedeli che, rigenerati dall’acqua del battesimo e dissetati dalla verità evangelica, entrano nella vita nuova dischiusa dal sacrificio di Cristo. Questa vita nuova, immortale, donata ai credenti non è solo una promessa futura, ma è già fruibile nell’oggi attraverso l’Eucaristia (rappresentata dalle spighe di grano dietro il cerbiatto, simbolo presente nello stemma di Papa Marcello II, vescovo di Nicastro nel 1539-1540) perché l’Eucaristia è un pegno della gloria futura. Nel complesso della raffigurazione il cerbiatto seduto presso le spighe indica come accostarsi per ricevere il Corpo di Cristo non è un atto di presunzione, ma una necessità poiché identifica col Cuore di Cristo, sostiene le nostre forze lungo il pellegrinaggio della vita, fa desiderare la vita eterna e già unisce alla Chiesa del Cielo, alla Santa Vergine Maria e a tutti i Santi. Solo il pane e il vino trasformati in Corpo e Sangue di Cristo, trasformano a loro volta e, per l’azione dello Spirito, fanno diventare i fedeli creature nuove. L'ambone (dal greco anabaino: "su cui si sale") è un luogo liturgico, riservato all'annuncio della parola di Dio che proviene dall'alto e scende a vivificare il popolo redento. Al centro dell'ambone è raffigurato un albero (simbolo presente nello stemma del Papa Innocenzo IX, vescovo di Nicastro nel 1560-1575) simbolo di ogni fedele che nella propria vita ricerca la beatitudine. Dietro l'albero è presente una mandorla blu oltremarino (il colore dell'Assoluto): essa è segno della separazione dal mondo creaturale e rappresenta la divinità di Dio e il mistero della sua assoluta trascendenza. La Santissima Trinità, che nel suo circolo d'amore tende a manifestarsi all'uomo (rappresentata dalla luce che si promana dalla mandorla), è la fonte della luce: «Io sono la luce del mondo, chi segue me... avrà la luce della vita» (Gv 8,12). La Santa Trinità è adorata dai quattro viventi (Ez 1,5-21; Ap 4,6-7), simboli delle potenze dell'universo e – nella tradizione medioevale – simboli degli evangelisti: l'angelo (Matteo) e l'aquila (Giovanni), il bue (Luca) e il leone (Marco) tengono i testi sacri, il Vangelo della vita. È dal libro dei Vangeli che si emana la vera acqua che porta la vita all'uomo: così l'uomo che ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica è come un albero piantato lungo corsi d'acqua che darà frutto a suo tempo e le sue opere riusciranno (Sal 1). Ma al fedele è sempre richiesto la ricerca quotidiana di un incontro con la Parola che salva: un incontro dove la Parola ascoltata non è semplicemente udita, ma fatta penetrare nel proprio cuore e nella propria vita. Questo aspetto è simboleggiato dalla caratteristica dell'albero che con le sue radici ricerca l'acqua e per questo le protende verso essa.

 


 

PAPA: VISITA IN CALABRIA, 3 ORE DI DIRETTA SU RAI INTERNATIONAL


Lamezia Terme, 8 ott. - Il racconto del primo viaggio di un pontefice in Calabria, quello di Papa Wojtyla che nell'ottobre 1984 accolto dalla folla festante nello stadio di Cosenza ebbe a dire "La Calabria, da stasera, ha un calabrese in piu'. Questa terra ha tanto posto nel mio cuore". E ancora: il secondo viaggio in Calabria di Giovanni Paolo II, nel 1988, e l'intervista all'allora Cardinale Joseph Ratzinger che nel 1997 visito' per la prima volta la Calabria. Sono questi i temi d'apertura dello speciale di "Cristianita'" la rubrica domenicale di Rai International (Direttore Responsabile Daniele Renzoni), la trasmissione televisiva che va in mondovisione, condotta da suor Myriam Castelli, in onda domani domenica 9 ottobre a partire dalle ore 9,30, ora italiana.Al centro dello speciale di tre ore, il viaggio di Benedetto XVI a Lamezia Terme, in Calabria e la S. Messa nella periferia industriale della citta'. In un solo giorno il Pontefice abbraccera' l'intera regione, una terra splendida dal punto di vista storico e paesaggistico, continuamente sfidata dalla storia e messa alla prova dai disastri idrogeologici, dalla disoccupazione e dall'"ndrangheta", una delle piaghe piu' profonde del Sud che i Vescovi italiani hanno recentemente definito un vero e proprio "cancro" sociale.L'ultima parte del dialogo con gli ospiti e' riservata alla visita, nel pomeriggio, di Benedetto XVI alla Certosa di Serra San Bruno, la piu' antica Certosa d'Italia, dove vivono i monaci di clausura fondati da San Bruno: i Cistercensi.Dopo il messaggio all'Angelus del Santo Padre il dialogo con gli ospiti prosegue sugli eventi e l'attualita' ecclesiale.Tra gli ospiti in studio, a commentare la visita del Santo Padre, ci sara' anche il Caporedattore dell'Agenzia Azionale della TGR, Pino Nano, che per quasi un decennio, da Caporedattore della sede RAI della Calabria, ha seguito l'evoluzione della Certosa di Serra San Bruno, realizzando uno speciale all'interno dell'Eremo che Rai International all'epoca trasmise in tutto il mondo. Insieme a lui ci saranno due teologi, don Roberto Tomaino e Padre Giacobbe Elia della Fraternita' Missionaria Mariana che commenteranno la Messa in Diretta da Lamezia Terme.L'occasione servira' a riproporre nel corso della Diretta di domani le immagini inedite dei monaci di clausura e soprattutto le immagini e il servizio che l'allora Inviato della TGR Franco Bruno realizzo' all'interno della Certosa quando il 5 ottobre del 1984 a varcare il grande portone di ingresso fu Papa Giovanni Paolo Secondo.Infine, il consueto spazio musicale, riservato al noto cantautore Michele Paulicelli che proporra' un canto-preghiera sui "solitari di Dio" che, sulle orme del Patriarca San Bruno, hanno scelto la via del silenzio e della contemplazione per una permanente comunione con Dio.

 


 

PAPA: VISITA A LAMEZIA, PASS SI PUO' RITIRARE AD INGRESSO AREA

Lamezia Terme (Catanzaro), 7 ott. - Mentre procedono a gran ritmo i lavori di allestimento del grande palcoscenico e dell'immensa area "ex Sir" posta al centro della piana di Lamezia Terme che, domenica mattina alle ore 10, ospitera' la storica Santa Messa di Papa Benedetto XVI in diretta Rai Uno, la Diocesi di Lamezia ha diramato un'importante notizia a beneficio di tutti coloro che fossero sprovvisti dei pass e decidessero di partecipare all'ultimo momento: "Chiunque - informano dalla Curia - potra' arrivare all' area della celebrazione anche senza pass, in quanto gli stessi si potranno ritirare fino all'ultimo istante direttamente all'ingresso. Coloro che volessero arrivare con le proprie automobili - si precisa - dovranno raggiungere i parcheggi di San Pietro Lametino, dove funzionera' ininterrottamente un servizio navetta. A fine celebrazione le navette riporteranno i fedeli ai punti di partenza. L'itinerario consigliato per arrivare ai parcheggi delle automobili e' dalla superstrada dei Due Mari, procedendo per Maida, Curinga, San Pietro Lametino. In questo modo - conclude la nota - si e' inteso accogliere, di concerto con le Forze dell'Ordine, le innumerevoli richieste di fedeli interessati a partecipare autonomamente e al di fuori di gruppi organizzati." Oltre mille i pullman che arriveranno da tutta la regione. Nell'area, intanto, dopo i mezzi di Rai Uno, sono arrivati quelli di Radio Vaticana. Attesi in serata anche quelli di Mediaset e Sky, oltre a decine di giornalisti italiani e stranieri. Gia' posizionati trecento bagni chimici e sei chilometri di transenne. Domani sera, al termine dell'allestimento, prove generali per orchestra, coro, sicurezza, volontari e servizio liturgico.

 


 

PAPA: MONS. BREGANTINI, VISITA AUMENTERA' SPERANZE CALABRESI
 

Locri (Reggio Calabria), 7 ott. - Messaggio di saluto e augurio da parte di monsignor Gian Carlo Bregantini, arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano, per la visita del Santo Padre Benedetto XVI che si terra' il prossimo 9 ottobre in Calabria( Serra San Bruno e Lamezia Terme). "Carissimi figli di Calabria- scrive Bregantini-voglio in questa occasione, per una emozione forte presente nel cuore mio di Pastore e di Presidente della commissione episcopale ai problemi sociali, lavoro, giustizia e pace, partecipare con tutti voi questo momento di gioia benedetta per la visita del Santo Padre che avverra' domenica 9 ottobre, a Lamezia Terme e Serra San Bruno. Vi auguro domenica di sentire la mano di Dio che vi conduce particolarmente per le strade delle Sue meraviglie, abbondantemente create da Lui nella terra di Calabria, terra del sole. Spero che questa solenne visita vi segni profondamente e faccia aumentare in voi quella speranza che come Chiesa cerchiamo sempre di mantenere accesa e perseverante in tutti voi che abitate con la vostra gentilezza e generosita' una terra cosi' bella e fiera! Nella figura di questo amorevole Papa, sono certo che riscoprirete una dolcezza paterna capace di parlare al vostro cuore, talvolta ferito, turbato dalla paura, ma sempre cosi' vasto e pronto ad amare. Siate figli della pace, della stima reciproca, lavorando sempre con dignita' e per la vostra dignita'! Siate sempre in comunione, lottate per restare uniti fra voi e legati a Dio Padre, che veglia su di voi amorevolmente. Non sentitevi mai soli e disperati, specie quando il male vi passa accanto per spaventarvi. Non lasciatevi rubare il sorriso, ne' il cuore! Perche' siete "gente di cuore". Ed e' questa la vostra bellezza! Questa la vostra forza! Cercate Dio mentre si fa trovare. E stringetevi al papa, Benedetto XVI, nostro luminoso "Faro della fede in Dio Amore".

 


 

PAPA: SINDACO CATANZARO, VISITA SEGNO DI SPERANZA E FARO DI LUCE

Catanzaro, 7 ott. - "La citta' di Catanzaro, capoluogo della Calabria, s'inchina, devota, al Santo Padre Benedetto XVI, la cui visita e' un segnale di speranza e un faro di luce per la nostra terra". Cosi' il sindaco di Catanzaro, on. Michele Traversa, ha salutato l'arrivo in Calabria del Pontefice per l'attesa visita pastorale a Lamezia Terme e Serra San Bruno. Il sindaco Traversa, accompagnato dalla consorte Maria, incontrera' brevemente il Santo Padre, a cui consegnera' un'opera realizzata in esclusiva assoluta dal maestro Gerardo Sacco: si tratta della riproposizione della stessa croce che ben 28 anni orsono la citta' di Catanzaro dono' a Sua Santita' Giovanni Paolo II, opera dello stesso Gerardo Sacco, commissionata dal sindaco dell'epoca Marcello Furriolo. La croce e' stata realizzata in oro 24 carati, eseguita interamente a mano. L'opera, creata con manifattura "bizantina", e' composta da rubellite rossa, in ricordo del sacrificio di Cristo, e da sette coralli che evocano i sette doni dello Spirito Santo. La croce e' sostenuta da una catena d'argento, frammezzata da jannacche in oro 24 carati, e coralli. E' custodita in un prezioso cofanetto con mattoncini d'argento 925/000 smaltati ed incisi a mano, con lo stemma della Citta' di Catanzaro. "E' un modo - ha commentato il sindaco - per legare la venuta in Calabria di Benedetto XVI all'indimenticabile visita di Karol Woytyla a Catanzaro nell'ottobre del 1984. Anche in quell'occasione, si parlo' di viaggio della speranza e sicuramente Giovanni Paolo II diede ai calabresi la forza e il coraggio di proseguire nel loro difficile cammino verso la promozione umana e lo sviluppo. Oggi, di fronte ad un panorama generalizzato di crisi, che investe anche i valori etici piu' profondi, e' necessaria una rigenerazione morale che consenta alla Calabria, di cui Catanzaro e' il capoluogo, di ripartire".

 


 

PAPA: ORAFO SPADAFORA DONERA' CROCE NUOVO ORDINE MONASTICO

Lamezia Terme, 7 ott. - L'orafo di S. Giovanni in Fiore Giovambattista Spadafora donera' al Papa, in occasione della visita in Calabria, la "Croce del Nuovo ordine Monastico" di Gioacchino da Fiore, mentre il Comune gli donera' un calice realizzato dallo stesso artista. "Il Progetto del nuovo ordine monastico - spiega una nota - e' la tavola prescelta perche' rappresenta l'organizzazione di una comunita' monastica perfetta secondo gli ideali gioachimiti, coerentemente con l'invito costante del Papa di ispirarsi ai principi e ai dogmi della moralita' cristiana. Sotto forma di croce pettorale, in metalli e pietre preziose, il gioiello di Spadafora riproduce fedelmente la pianta disegnata dal profeta medievale che fu grande precursore dei tempi moderni. Il Santo Padre ricevera' un altro dono realizzato dal maestro G.B. Spadafora: un calice in argento commissionato dal Comune di Serra San Bruno. L'opera verra' consegnata proprio nel giorno in cui fara' visita alla suggestiva Certosa, luogo privilegiato di preghiera e meditazion". Spadafora, "l'orafo delle Madonne" ,noto, tra le altre cose, per aver incontrato per ben sei volte Papa Woitjla, e che ha gia' incontrato tre volte Papa Ratzinger, si dice orgoglioso di essere figlio di una Calabria le cui maestranze orafe sono quelle che, nel mondo, possono vantare le piu' numerose frequentazioni papali e che saranno tutte degnamente rappresentate in questa storica domenica di ottobre".

 


 

PAPA: STAND DELLE POSTE PER ANNULLO FILATELICO

 

Lamezia Terme (Catanzaro), 7 ott. – Ci sarà anche lo stand delle Poste Italiane domenica 9 ottobre in occasione della visita pastorale di Papa Bendetto XVI in Calabria. In particolare, saranno allestiti due stand filatelici: uno nell’ex area Sir, dalle 8 alle 14, e sul Corso Numistrano, di fronte all’entrata del Duomo, dalle 8 alle 19. Per l’occasione sono state inoltre realizzate, in collaborazione con la Federcalabria, da un progetto grafico di Salvatore Ciranni, quattro cartoline ricordo ed un relativo "folder", a tiratura limitata, personalmente approvati dal vescovo diocesano, mons. Luigi Cantafora, e da lui scelti tra le varie bozze presentategli. Per quanto riguarda invece l’annullo filatelico, ideato e realizzato da Giuseppe Ascolese e Salvatore Ciranni, esso reca come immagine il logo voluto dalla Chiesa lametina e creato da Suor Ecclesia Pereira delle Suore Oblate Benedettine presenti in San Michele di Serrastretta. Il paralitico guarito, la rete, i pesci, la cupola della cattedrale, questi le immagini del logo su cui campeggia la Croce. “E’ una grande soddisfazione – ha detto il direttore della Filiale di Poste Italiane di Catanzaro, Antonio Tagliatatela – testimoniare con uno dei nostri prodotti storici, la filatelia, la presenza del Sommo Pontefice in Calabria. Se pensiamo che le precedenti visite di un Papa nella nostra regione sono quelle compiute dal Beato Giovanni Paolo II, nel 1984 e 1988, dopo oltre 800 anni dalla prima, si comprende come questa venuta sia da considerare un evento unico e storico, non soltanto per la comunità dei fedeli”.

 


 

PAPA: IN CALABRIA RILANCERA' IMPEGNO SOCIO-POLITICO E MISTICA

CdV, 6 ott. - Benedetto XVI visitera' per la prima volta la Calabria e in dodici ore affrontera' - esortando a un rilancio - entrambe le dimensioni della vita cristiana: quella orizzontale dell'impegno sociale (e politico) di cui parlera' in occasione della messa del 9 mattina con tutti i vescovi della Calabria nell'area ex Sir di Lamezia Terme, e quella verticale della centralita' della preghiera, testimoniata nel territorio calabrese dalla Certosa di Serra San Bruno dove si fermera' in preghiera nel pomeriggio. A due anni esatti dall'appello pronunciato a Cagliari per un nuovo protagonismo dei cattolici italiani in campo sociale, politico e economico, e a due settimane dalla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco che il 26 settembre, aprendo i lavori del parlamentino Cei, ha esortato di fatto a dare una forma concreta a questo protagonismo, Papa Ratzinger avra' l'occasione per chiarire limiti e portata di quel suo appello, reso piu' urgente dall'incancrenirsi della situazione del Paese. Proprio in Calabria, nella Settimana Sociale che si e' tenuta un anno fa a Reggio, erano state gettate le basi per questa svolta, anticipata poi dallo stesso Bagnasco nell'omelia tenuta al Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, quando aveva evocato la necessita' di una rinnovata unita' dei cattolici sui valori non negoziabili. Benedetto XVI - che prima del viaggio in Germania aveva incontrato Bagnasco e preso visione della bozza della prolusione - nel messaggio indirizzato giovedi' 20 al presidente della Repubblica Napolitano aveva auspicato un "rinnovamento morale" del nostro Paese e a Lamezia potrebbe ratificare dunque nel modo piu' autorevole quella che appare la nuova linea della Cei, che il Servizio Informazione Religiosa della Cei ha riassunto definendo quella presente "l'ora di una proposta politica" dei cattolici. Sulle parole del Papa, i cattolici italiani potranno poi riflettere nel seminario - promosso dal coordinamento Retinopera e dal Forum delle associazioni di ispirazione cristiana - che il cardinale Bagnasco aprira' il 17 ottobre a Todi.  Ma il palco di 46 metri su cui poggera' l'altare papale non sara' una ribalta politica: il Papa intende spronare a un impegno che prima di tutto affronti i problemi del Sud. In un messaggio della scorsa settimana ai vescovi calabresi, ha rilevato quanto sia "difficile" la condizione dei giovani, a causa di "problemi diffusi, quali la mancanza di lavoro, una religiosita' a volte poco personalizzata con conseguente scissione tra fede e vita, il secolarismo dilagante, la criminalita' organizzata". E ha indicato come risorse positive delle giovani generazioni i "forti legami familiari e attaccamento alla loro terra, alla sua storia e tradizioni religiose; sincerita' e fedelta' nei rapporti interpersonali; generosita' nel servizio e nella condivisione con il prossimo e impegno nel contrastare la cultura mafiosa". Monsignor Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia, ha ricordato alla Radio Vaticana come il Pontefice sia preoccupato per i problemi dei giovani calabresi, molti dei quali sono costretti a emigrare per mancanza di lavoro. E ha espresso la "speranza" che la visita "diventi realmente una primavera, quella primavera che questi giovani attendono, affinche' possano rimanere in questa terra". E il vescovo di Catanzaro, padre Vincenzo Bertolone, ha posto l'accento sul "momento storico e sociale particolarmente delicato" e sulle ricadute in Calabria "di una crisi economica che si traduce in una mancata crescita dal punto di vista culturale e sociale", augurandosi che la presenza del Papa possa suscitare "una scintilla di speranza". Al termine della messa, il Pontefice pranzera' con i vescovi della Calabria nell'Episcopio di Lamezia, dove poi intorno alle 16,30 salutera' gli organizzatori della visita pastorale. Poco dopo partira' in elicottero dallo stadio di Lamezia per Serra San Bruno, dove e' previsto l'arrivo intorno alle 17,15, al campo sportivo La quercia. Alle 17,30, nel piazzale antistante la Certosa, Benedetto XVI incontrera' la popolazione di Serra San Bruno e rivolgera' un saluto. Alle 18 celebrera' i vespri nella Chiesa della Certosa e terra' un'omelia. Successivamente incontrera' la comunita' dei certosini nel refettorio e visitera' una cella e l'infermeria della Certosa. Nella Serra, scrive Luigi Accattoli nel bel libro "Solo dinanzi all'Unico", nel quale per l'editore Rubettino ha raccolto le sue conversazioni con il priore padre Jacques Dupont, si vive da eremiti; si mangia da soli in cella; si tace anche nel pranzo domenicale comune; si parla solo la domenica pomeriggio a ricreazione e nello 'spaziamento'; passeggiata di alcune ore in cui ci si conversa a due a due, a rotazione; si taglia la legna per il camino, perche' l'esercizio fisico avvicina alla natura, e soli gli anziani hanno il riscaldamento, ma si e' deciso l'acquisto di una lavastoviglie, "per avere piu' tempo per le altre attivita' che riteniamo piu' feconde". Commuovono il lettore e commuoveranno di certo il Papa teologo domenica prossima le parole del certosino francese sulla preghiera e la preghiera dei cristiani, sulla preghiera del corpo, sulla preghiera che si fa grido, ma anche pianto: talora "le lacrime sono segno della prossimita' di Dio, del suo amore che sta per raggiungerci". Per il priore, "l'uomo di oggi non ha paura di gridare, ma spesso ha paura o vergogna di piangere", mentre "quando mi rendo conto che non posso fare nulla per l'altro, pero' posso piangere con lui". Il rientro del Papa in Vaticano avverra' in serata.

 


 

PAPA: MIGLIAIA DISABILI DOMENICA A LAMEZIA PER VISITA PONTEFICE
 

Lamezia Terme (Catanzaro), 6 ott. - Migliaia di disabili parteciperanno domenica, a Lamezia Terme, alla messa del Papa accompagnati dai volontari dell'Unitalsi. Lo riferisce una nota diffusa dalla diocesi lametina. "Saranno circa 600 - si legge - i disabili in carrozzina che parteciperanno alla celebrazione eucaristica presieduta dal Sommo Pontefice, domenica prossima nell'area "Benedetto XVI"; i disabili deambulanti saranno circa 1300 ed i volontari che si occuperanno di loro quasi 2 mila. Queste le cifre fornite dalla sottosezione lametina dell'Unitalsi guidata da Luigi Benvenuto che spiega: "Quella dell'Unitalsi e' una "storia di servizio" che dal 1903, anno della sua fondazione, si e' sempre alimentata del desiderio di essere uno 'strumento' nelle mani di Dio, per portare la speranza dove c'e' disperazione, un sorriso dove regna la tristezza"". Il presidente dell'Unitalsi lametina rimarca che "si tratta di una missione semplice che si nutre del desiderio di vivere il Vangelo nella quotidianita', offrendo, ciascuno secondo le proprie possibilita', un contributo fondamentale per costruire una societa' dove ci sia spazio per la carita'. "Nel rispetto di questa missione - sottolinea ancora Benvenuto - che la venuta del Papa a Lamezia coinvolge l'Unitalsi(sottosezione di Lamezia Terme), che si occupera' dell'accoglienza dei disabili e di tutte le persone in difficolta' che parteciperanno alla celebrazione del Santo Padre".

 


 

PAPA: RUBERTO, VISITA IN CALABRIA E' AVVENIMENTO STORICO
 

Lamezia Terme (Catanzaro), 6 ott. - "La visita di Papa Benedetto XVI domenica prossima rappresenta un epocale per la citta' di Lamezia Terme, la provincia catanzarese e la Calabria tutta: e' un avvenimento di grande portata storica, che segnera' inevitabilmente la vita di tanti calabresi e di tutto il territorio". E' quanto afferma il presidente del Consiglio provinciale di Catanzaro Peppino Ruberto, sottolineando inoltre come "l'importante evento sara' un'esperienza unica per ognuno di noi ed in particolare per i giovani a cui va un messaggio di pace, di solidarieta', di fratellanza, di vicinanza della Chiesa e delle istituzioni, in una terra in cui a volte sembra essere abbandonati a noi stessi". Ruberto rivolge poi un plauso alle parrocchie, alle associazioni di volontariato, delle forze dell'ordine, al prefetto e al questore di Catanzaro, per come stanno organizzando l'evento, cosi' come un plauso lo rivolge a tutti gli uffici della Provincia "con grande professionalita' e disponibilita' si sono adoperati per realizzare al meglio la giornata dal punto di vista tecnico, della viabilita' e della sicurezza".

 


 

PAPA: L’IMPEGNO DEGLI IMPRENDITORI DELL’AREA “BENEDETTO XVI” PER LA VISITA PONTIFICIA

 

Lamezia Terme, 6 ott. - “… nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!” (At , 3,6): è Pietro che, nel nome di Gesù, guarisce uno storpio. Quante volte Gesù stesso ha esortato: la figlia di Giairo, Bartimeo, Lazzaro, Zaccheo, il cieco nato, il lebbroso, il sordomuto, il giovane ricco. Tutti chiamati a camminare, a rialzarsi, a seguirlo, a vivere, ad aprire gli occhi, a parlare. La visita del successore di Pietro nella nostra terra, nella nostra Città, nei luoghi e nelle strade che ogni giorno viviamo freneticamente, è quella di un Padre che si china sulla sua creatura per incoraggiarla, che esorta il figlio con amorosa sollecitudine. Benedetto XVI°  parlerà ad ognuno di noi, cosi spesso ripiegati sui nostri problemi, chiusi nelle nostre paure, esortandoci ad aprire cuore e mente alla vita, all’ascolto, perché la speranza e lo stupore illuminino un quotidiano che tenderebbe di per sè a farsi incerto. Lo spirito con il quale tutta la comunità lametina sta accogliendo la visita di Sua Santità è quello degli eventi che segneranno la storia di Lamezia e della Calabria, e non solo la comunità dei credenti. La venuta del Papa è motivo di risveglio sociale, culturale, politico, è motivo di incoraggiamento dinanzi alle sfide del momento presente, è un monito affinchè le scelte della comunità civile siano sempre ispirate ai principi etici, all’onestà nei rapporti economici e di lavoro.  Ed è proprio nell’ambito lavorativo che vi sono tanti esempi di imprenditori, professionisti, lavoratori, aziende del nostro territorio e della nostra terra che,  in silenzio e a titolo volontario, stanno collaborando a questo grande evento, ognuno con le sue specificità, professionalità, con il proprio “saper fare”  messo a disposizione di tutta la comunità. Un esempio fra tutti l’idea avuta dal management della società InfoContact, centro di eccellenza nazionale nel customare care, nella ricerca ed innovazione tecnologica e nel telelavoro, con all’attivo 2600 addetti, di mettere a disposizione dell’intera comunità lametina e regionale le professionalità dei tanti lavoratori presenti, con un numero verde gratuito per tutti i pellegrini e la messa in esercizio di una rete wi-fi che permetterà agli operatori televisivi, alla RAI, e a tutti i giornalisti presenti, di divulgare l’evento sui mass media. L’idea, promossa e nata da Paolo Braganò, Direttore Risorse Umane della Società, ha trovato la grande sensibilità e disponibilità del Consiglio di Amministrazione e della proprietà aziendale, dando vita così in brevissimo tempo all’organizzazione, assieme a tutto il management, del servizio di numero verde e connettività wi-fi. Ma il ruolo più importante è rivestito certamente dai consulenti telefonici ed operatori che hanno dato la loro adesione volontaria a presenziare giorno 9 nei locali aziendali per un orario prolungato, e quindi con evidenti disagi e sacrificio, in considerazione delle limitazioni di accesso all’area (dalle ore 4.30 alle ore 13.30). Grande disponibilità è stata data anche da tutti gli altri lavoratori non impegnati nel numero verde e nella supervisione della infrastruttura tecnica della rete wi-fi, ma in servizi di interesse nazionale la cui continuità dovrà essere garantita dalla Società. Al loro interno vi sono tanti “PapaBoys” che, non appena hanno appreso la notizia da parte del management aziendale, si sono sentiti “privilegiati” a poter garantire la loro presenza. Questa è l’immagine della Lamezia migliore, della Calabria migliore e dopo la visita del Santo Padre toccherà ad ognuno di noi custodire, rafforzare, testimoniare, vivere, la preziosa eredità lasciata alla nostra terra il 9 ottobre 2011.

 


 

PAPA: VISITA IN CALABRIA; ANAS, MODIFICHE ALLA VIABILITA'

Catanzaro, 6 ott. - L'Anas comunica che in occasione della visita del Santo Padre, che avra' luogo domenica 9 ottobre, verranno messe in atto alcune modifiche e limitazioni alla circolazione stradale, in previsione del notevole afflusso di pubblico e per esigenze di sicurezza, nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 17. La strada statale 280 "Dei Due Mari" rimarra' interdetta alla circolazione veicolare, in direzione aeroporto, nel tratto compreso tra lo svincolo di Lamezia Terme Est e l'innesto con la stratale 18. Saranno esentati dal divieto i veicoli muniti di pass, esposto in maniera visibile, per l'accesso all'area ex Sir dove e' prevista la celebrazione, nonche' quelli diretti all'aeroporto, alla stazione ferroviaria e allo svincolo autostradale. Rimarra' chiuso al traffico anche lo svincolo di Lamezia Terme Sud, in direzione aeroporto, ad eccezione dei veicoli muniti di pass. I veicoli diretti alla stazione potranno utilizzare un percorso alternativo mentre quelli diretti in aeroporto potranno proseguire su via Zuccherificio. La strada statale 18 "Tirrena Inferiore" rimarra' chiusa nel tratto compreso tra il viadotto Bagni, in localita' Santa Domenica, e l'innesto con la statale 280, ad eccezione dei veicoli muniti di pass, nonche' quelli diretti in aeroporto. Tra l'innesto con la statale 280 e il confine provinciale, al km 389, potranno transistare soltanto i veicoli muniti di pass, nonche' i residenti per raggiungere la propria abitazione, tranne che tra le 8:00 e le 10:30 e tra le 12:00 e le 13:30, quando la circolazione sara' totalmente interdetta. Inoltre verra' interdetto al traffico il tratto di statale 18 compreso tra il cavalcavia che supera la rotonda Bellafemmina ed il bivio Bagni, in entrambi i sensi di marcia. Sul tratto calabrese dell'autostrada A3 "Salerno-Reggio Calabria" sara' previsto traffico intenso, in entrambe le direzioni, in particolare per gli spostamenti nel basso cosentino e in provincia di Catanzaro, di pullman di pellegrini diretti a Lamezia. Dalle 2 alle 17 le rampe di uscita dello svincolo di Lamezia Terme (km 320,000) potranno essere utilizzate solo da autovetture autorizzate, con pass visibile sul veicolo e da utenti diretti esclusivamente all'aeroporto e alla stazione ferroviaria. I veicoli in transito sull'A3 e diretti all'area dell'evento dovranno utilizzare lo svincolo di Pizzo al km 339,000. Nel pomeriggio, in occasione della visita del Papa a Serra San Bruno, i veicoli provenienti dall'autostrada potranno utilizzare lo svincolo di Serre al km 359,000. Sul tratto sara' presente il personale Anas e la Polizia stradale per la gestione della viabilita' e le opportune indicazioni agli utenti. L'evoluzione della situazione in tempo reale e' consultabile attraverso il sito http://www.stradeanas.it/traffico.

 


 

PAPA: DATTOLO (UDC), VISITA IN CALABRIA ASSUME UN VALORE SPECIALE
 

Catanzaro, 6 ott. - "Vorremmo tanto che Benedetto XVI considerasse la Calabria, terra storicamente emarginata economicamente e socialmente, oggi simbolo di una condizione aspra con cui la Regione si sta tuttavia efficacemente confrontando, come una figlia prediletta". E' quanto auspica il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale Alfonso Dattolo, che aggiunge: "Il desiderio dei calabresi sarebbe che la Calabria avesse un posto particolare nel cuore di questo grande Papa. Di valori umani, radici salde e di attaccamento alla tradizione non avulsa pero' da aperture verso la modernita', che sono i punti salienti su cui il Papa ha richiamato l'attenzione mondiale nel corso della sua visita in Germania per temprare la fede dinanzi all'incalzante secolarizzazione, la Calabria e' straordinariamente ricca. La visita del Papa, proprio in un momento in cui in Calabria siamo impegnati a ricostruire il tessuto politico ed istituzionale, assume pertanto un valore speciale. Inoltre - conclude il capogruppo dell'Udc - per la Calabria, la visita di Benedetto XVI costituisce, a maggior ragione in questo momento difficile per il Paese e l'Europa, l'occasione per affermare la centralita' del cittadino comune nelle progettualita' della politica, l'affermazione di una rinnovata etica della responsabilita' e dei doveri di cittadinanza all'interno delle scelte europee e nazionali che debbono mirare a coniugare, come sostengono i preziosi documenti sul Mezzogiorno elaborati dai vescovi italiani, lo sviluppo con la solidarieta'".

 


 

PAPA: TRAMONTI (CISL), VISITA RILANCIA TEMI MEZZOGIORNO
 

Catanzaro, 6 ott. - "La visita pastorale del Papa rappresenta un evento storico per la Calabria". Ad affermarlo Paolo Tramonti, segretario generale Cisl Calabria, secondo il quale "la visita di Papa Benedetto XVI avviene in un momento del tutto particolare caratterizzato da cambiamenti politici, da scenari economici sempre piu' drammatici, con nuove forme di poverta', di precariato diffuso: fenomeni, questi, che impongono un adeguato e rinnovato impegno da parti di quanti hanno responsabilita' ai vari livelli. Si pone oggi una nuova questione sociale che la politica, le istituzioni, le forze sociali devono sapere interpretare ed affrontare - ha spiegato - temi come la flessibilita' del lavoro, la precarieta', l'invecchiamento della popolazione, l'immigrazione, l'equita' sociale, vanno difesi fino in fondo ricercando tutte le soluzioni possibili al di la' della logica di schieramento che porta quasi sempre a contrapposizioni insanabili". Secondo il segretario generale della Cisl, "nella nostra terra tutto cio' e' particolarmente aggravato a causa del profondo disagio economico e sociale che continua a vivere gran parte della popolazione dove i problemi legati alla mancanza di lavoro, all'emarginazione e alle diverse forme di poverta', rappresentano la spia di un malessere che non puo' piu' essere sottovalutato e bene fa la Chiesa calabrese a richiamare costantemente l'attenzione su questi temi a conferma di una grande tensione morale e ideale che essa riesce a trasmettere e veicolare. In questo senso la venuta del Santo Padre in Calabria rappresenta un'occasione straordinaria per riproporre e rilanciare i temi del Mezzogiorno e della Calabria - ha concluso Tramonti - nel segno di una rinnovata e auspicabile unita' di tutte quelle forze sane che quotidianamente si battono per costruire un futuro migliore e diverso per le nostre comunita'".

 


 

NAPOLITANO: DA PAPA CONTRIBUTO PER UNITA' D'ITALIA
 

Roma, 6 ott - "Le contrapposizioni non ci portano da nessuna parte. Serve unita'". Lo afferma a Biella il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sottolinea il contributo del mondo cattolico e del Papa per l'unita' d'Italia. "Tra le forze che operano per la coesione e il rinnovamento etico - ha detto il Capo dello Stato a Biella - c'e' la Chiesa cattolica, ci sono tutte le organizzazioni e ramificazioni del mondo cattolico e voglio rendere omaggio al contributo di Benedetto XVI alla causa dell'Unita' d'Italia".

 


 

PAPA: AGNELLINO DI LATTE  PER SUA SANTITA' BENEDETTO VXI

 

Lamezia Terme (Catanzaro), 5 ott. – Scrigno del Duca, agnellino di latte e patata “cenerina” di Decollatura, mousse di fichi d’India; il tutto innaffiato dal vino rosso Igp Calabrese. Questo il menù ufficiale del pranzo del Papa il prossimo 9 ottobre a Lamezia Terme. Un menù che è stato elaborato tendendo come delle indicazioni previste dal cerimoniale del Vaticano, e in particolare attenzione alla stagionalità dei prodotti e al territorio calabrese e pietanze facilmente. Il pranzo, che avrà una durata al massimo di un’ora, si terrà nell’episcopio e parteciperanno, oltre a Benedetto XVI, tutti i vescoivi della Calabria. Per quanto riguarda il menu, il primo sarà lo “scrigno del Duca, cioè pasta maltagliati trafilata a bronzo, dadetti di zucchine e peperoni, pancetta di suino nero calabrese, pomodoro e funghi porcini della Sila piccola. La preparazione è al forno e si presenta proprio come uno scrigno, involucro esterno fatto con le zucchine e i condimenti sono accennati per non appesantire il piatto. Poi si passa all’agnellino di latte, al vino Greco di Bianco con patata “cenerina” di Decollatura: preparazione al forno, a cottura lenta, circa 3 ore, “innaffiata” con il famoso Greco di Bianco, che contribuisce a realizzare una salsina intensa nella sua composizione ma leggera e profumata. Il contorno abbinato è una patata al forno cucinata a mò di “cenerina”, servita con un filo di olio extra vergine biologico prodotto in Calabria. Infine mousse di fichi d’india: si tratta di un dolce servito a leggerissima temperatura refrigerata, accompagnato con guarnizioni di rondelle di fichi d’india. Leggero, digestivo perché aromatizzato con radici di rabarbaro, questo piatto è stato scelto perché riscontra sia il dolce che la frutta,consentendoci così di  rispettare la tempistica indicataci dal cerimoniale. Tutte le pietanze saranno servite su dei piatti realizzati appositamente e che riproducono alcuni dei servizi trovati nell’abbazia Benedettina e nel castello Normanno-Svevo di Lamezia Terme.

 

 

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