PAPA: CURIA
LAMEZIA, ECCO LE SPESE SOSTENUTE PER LA VISITA
Lamezia Terme
(Catanzaro), 13 ott. - La Diocesi lametina, con un comunicato, ha
diffuso le spese relative all'organizzazione della visita del papa
di sabato scorso. A spiegare, i costi sostenuti dalla chiesa locale
e' Mons. Tommaso Buccafurni, economo diocesano. Buccafurni rimarca
che prima di tutto e' stato necessario ristrutturare l'Episcopio
"edificio dove non si effettuavano lavori di riqualificazione da
molti anni. Abbiamo provveduto a dotarlo dell'ascensore che non e'
servito solo in occasione della Visita Papale ma d'ora in avanti
potra' essere utilizzato anche dalle persone disabili, le quali
finora non potevano accedere al Palazzo Vescovile". L'economo della
Curia sottolinea inoltre "che attualmente la Regione Calabria non ha
ancora dato nulla dei fondi promessi; con una comunicazione
ufficiale il Dipartimento 2 della Presidenza della Giunta regionale
ha fatto sapere alla Diocesi che il governo calabrese "ella seduta
del 16 settembre 2011 ha concesso alla Curia lametina, per la Visita
del Santo Padre in Calabria, un contributo di 230 mila euro". Sempre
nella stessa comunicazione viene precisato che "per l'anno 2011
venga erogata solo un'anticipazione pari al 30% dell'intero
contributo, rinviando la liquidazione della restante parte all'anno
2012". Per quanto riguarda l'Amministrazione provinciale di
Catanzaro "e' stata concessa una compartecipazione alle spese di 100
mila euro; un documento ufficiale dell'ente intermedio spiega - si
evidenzia - che alla liquidazione della suddetta somma si
provvedera' con successivo atto amministrativo previa presentazione
di relazione descrittiva dell'avvenuta Visita". L'Amministrazione
provinciale ha gia' anticipato il 50% della somma, per cui la Curia
ha ricevuto 50 mila euro. Il Comune di Lamezia Terme ha dato alla
Curia 150 mila euro, "contributo - puntualizza Mons. Buccafurni -
che l'amministrazione lametina potra' riprendersi dal fondo unico
stanziato dalla Regione per il Viaggio del Papa in Calabria. Il
contributo regionale ammonta complessivamente a 500 mila euro di
cui, secondo le nostre conoscenze, 120 mila al Comune lametino; 230
mila per la Chiesa locale; 120 mila al Comune e alla Certosa di
Serra San Bruno". Il costo dell'allestimento dell'area ex Sir,
inteso come preparazione del palco papale, dei palchi per il coro e
per gli operatori della stampa e delle emittenti televisive,
unitamente alle altre strumentazioni necessarie all'audio e al video
e alla sistemazione delle autorita' e dei fedeli, nonche' delle
transenne e dei bagni chimici, e' stato a completo carico della
Diocesi, per un importo complessivo di euro 589.948.00. Come si puo'
vedere, quanto la Diocesi potra' ricevere dagli enti pubblici non e'
neanche sufficiente a coprire le spese dell'allestimento dell'area.
Il servizio pullman che, con le ditte Preite, Bilotta e Romano, ha
trasportato i fedeli dalla varie parrocchie all'area della Messa,
"e' stato pagato dai fedeli e dalla stessa Curia che a proprie spese
ha garantito il trasporto gratuito di: diversamente abili, coro,
autorita' ecclesiastiche, religiosi e religiose, operatori
dell'informazione, volontari e tecnici". L'economo della Curia tiene
a sottolineare che la Chiesa lametina non ha fatto spese superflue.
" Si e' trattato - dichiara Mons. Buccafurni - di interventi
necessari come si puo' tranquillamente evincere anche dalla
documentazione che certifica tutte le spese. Era doveroso per noi
informare la comunita' su quello che e' stato fatto in questi mesi;
una vera e propria 'operazione trasparenza' supportata dall'evidenza
del carteggio che ha registrato tutti i movimenti finanziari di
entrata ed uscita, relativamente all'organizzazione della Visita
Pontificia". L'economo della Curia lametina conclude cosi' il suo
intervento: "La presenza di Papa Benedetto XVI nella nostra Diocesi
e' stato un dono per l'intera comunita' ecclesiale e per tutta la
regione. Per chi crede, accogliere il Papa ha significato vivere
profondamente la realta' della Chiesa. Per chi non crede, la visita
del Santo Padre e' stata un'attenzione particolare ed affettuosa
all'amata terra di Calabria".
PAPA: L'AREA EX SIR DI LAMEZIA TERME INTITOLATA A BENEDETTO XVI
Lamezia Terme, 11 ott. - Ha cambiato nome l'area dove il Papa,
domenica scorsa, ha celebrato la messa davanti a 40 mila fedeli,
primo atto della sua visita in Calabria. D'ora in poi questa
spianata in riva al mare, tempio delle illusioni infrante di uno
sviluppo mai avviato, si chiamera' "Area industriale Benedetto XVI".
"Si puo' dire - commenta Avvenire - che un primo risultato concreto
il viaggio del Pontefice a Lamezia Terme e Serra San Bruno l'abbia
ottenuto in tempo reale. Ma il cambiamento che papa Ratzinger ha
auspicato per la Calabria, durante le 11 ore della sua permanenza,
e' ben piu' radicale e profondo". Per il quotidiano della Cei, "le
parole del Pontefice vanno ben oltre l'orizzonte calabrese. E
offrono a tutto il Paese, oggi piu' che mai impantanato in una crisi
di senso (prima ancora che politica ed economica), la bussola per
tornare a sperare in un "futuro migliore". "E' un'indicazione di
sostanza - spiega il vaticanista Mimmo Muolo - quella di Papa
Ratzinger, anche se paradossalmente si esprime con l'immagine
evangelica del vestito nuziale che parrebbe rimandare di piu' alla
forma. Ma proprio qui e' il paradosso. In una societa' in cui il
look e' tutto o quasi, il Papa, Vangelo alla mano, ricorda che
l'unica maniera di essere fashion agli occhi di Dio e' vestire
l'abito buono griffato da quel particolare 'stilista' che e' la
carita': una regola che vale per tutti, anche e soprattutto per
coloro che gia' posseggono il pass della fede per entrare alla
festa". Per Avvenire, "questo significa che la fede, senza la
carita', non basta. E che bisogna improntare alla legge dell'amore
non solo i rapporti interpersonali ma tutto l'agire politico,
economico e sociale". "Il Papa ha dato veramente una boccata di
speranza alla nostra terra", sottolinea da parte sua ai microfoni
della Radio Vaticana il vescovo di Lamezia Terme, Luigi Antonio
Cantafora, rilevando che i calabresi hanno visto il Papa "come
qualcuno che ha dato una spinta a rinnovarsi, uno scatto di novita'"
perche' "ha parlato in positivo, senza dimenticare i problemi".
Secondo il presule, "a spinta che ha dato il Santo Padre e' stata
quella di non cedere al pessimismo e alla rassegnazione, di andare
avanti affrontando con grande forza tutti i problemi, perche' la
Calabria ha le risorse per poter affrontare realmente questa
congiuntura storica, in cui abbiamo bisogno di lavoro, di legalita',
di pace. Ha esortato, dunque, tutti ad andare avanti e a non
arrestarsi di fronte alle difficolta', ma ad affrontarle con un
atteggiamento positivo".
PAPA: PARTITO DA LAMEZIA TERME
Lamezia Terme, 9 ott. - Il Santo Padre ha lasciato la
Calabria. E' infatti appena decollato l'aereo che riporterà il
pontefice
a Roma, dove arriverà intorno alle 21. Benedetto XVI lascia così la
Calabria, dopo 11 ore di permanenza in questa regione del sud. Una
giornata intensa, che di certo resterà impressa nella storia e nel
cuore di tutti i calabresi.
PAPA: LA RECITA DELL’ANGELUS DI
BENEDETTO VXI
PAROLE DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle, mentre ci avviamo al termine
della nostra Celebrazione, ci rivolgiamo con filiale devozione alla
Vergine Maria, che in questo mese di ottobre veneriamo in
particolare col titolo di Regina del Santo Rosario. So che diversi
sono i Santuari mariani presenti in questa vostra terra, e mi
rallegro di sapere che qui in Calabria è viva la pietà popolare. Vi
incoraggio a praticarla costantemente alla luce degli insegnamenti
del Concilio Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vostri
Pastori. A Maria affido con affetto la vostra Comunità diocesana,
perché cammini unita nella fede, nella speranza e nella carità. Vi
aiuti la Madre della Chiesa ad avere sempre a cuore la comunione
ecclesiale e l’impegno missionario. Sostenga i sacerdoti nel loro
ministero, aiuti i genitori e gli insegnanti nel compito educativo,
conforti i malati e i sofferenti, conservi nei giovani un animo puro
e generoso. Invochiamo l’intercessione di Maria anche per i problemi
sociali più gravi di questo territorio e dell’intera Calabria,
specialmente quelli del lavoro, della gioventù e della tutela delle
persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di
tutti, in particolare delle Istituzioni. In comunione con i vostri
Vescovi, esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare
il vostro contributo di competenza e di responsabilità per la
costruzione del bene comune.
Come sapete, oggi pomeriggio mi
recherò a Serra San Bruno per visitare la Certosa. San Bruno venne
in questa terra nove secoli fa, e ha lasciato un segno profondo con
la forza della sua fede. La fede dei Santi rinnova il mondo! Con la
stessa fede, anche voi, rinnovate oggi la vostra amata Calabria!
PAPA: L’OMELIA
DI SUA SANTITA’ BENEDETTO VXI
Cari
fratelli e sorelle!
Lamezia Terme, 9 ott. - È
grande la mia gioia nel poter spezzare con voi il pane della Parola
di Dio e dell’Eucaristia. Sono lieto di essere per la prima volta
qui in Calabria e di trovarmi in questa Città di Lamezia Terme.
Porgo il mio cordiale saluto a tutti voi che siete accorsi così
numerosi e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Saluto
in particolare il vostro Pastore, Mons. Luigi Antonio Cantafora, e
lo ringrazio per le cortesi
espressioni di benvenuto che mi ha rivolto a nome di tutti. Saluto
anche gli Arcivescovi e i Vescovi presenti, i Sacerdoti, i Religiosi
e le Religiose, i rappresentanti delle Associazioni e dei Movimenti
ecclesiali. Rivolgo un deferente pensiero al Sindaco, Prof. Gianni
Speranza, grato per il cortese indirizzo di saluto, al
Rappresentante del Governo ed alle Autorità civili e militari, che
con la loro presenza hanno voluto onorare questo nostro incontro. Un
ringraziamento speciale a quanti hanno generosamente collaborato
alla realizzazione della mia Visita Pastorale.
La liturgia di questa domenica ci
propone una parabola che parla di un banchetto di nozze a cui molti
sono invitati. La prima lettura, tratta dal libro di Isaia, prepara
questo tema, perché parla del banchetto di Dio. È un’immagine -
quella del banchetto - usata spesso nelle Scritture per indicare la
gioia nella comunione e nell’abbondanza dei doni del Signore, e
lascia intuire qualcosa della festa di Dio con l’umanità, come
descrive Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i
popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande…di vini
eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati» (Is 25,6).
Il profeta aggiunge che l’intenzione di Dio è di porre fine alla
tristezza e alla vergogna; vuole che tutti gli uomini vivano felici
nell’amore verso di Lui e nella comunione reciproca; il suo progetto
allora è di eliminare la morte per sempre, di asciugare le lacrime
su ogni volto, di far scomparire la condizione disonorevole del suo
popolo, come abbiamo ascoltato (vv. 7-8). Tutto questo suscita
profonda gratitudine e speranza: «Ecco il nostro Dio, in lui abbiamo
sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo
sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza» (v. 9).
Gesù nel Vangelo ci parla della
risposta che viene data all’invito di Dio - rappresentato da un re -
a partecipare a questo suo banchetto (cfr Mt 22,1-14). Gli
invitati sono molti, ma avviene qualcosa di inaspettato: si
rifiutano di partecipare alla festa, hanno altro da fare; anzi
alcuni mostrano di disprezzare l’invito. Dio è generoso verso di
noi, ci offre la sua amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso
noi non accogliamo le sue parole, mostriamo più interesse per altre
cose, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i
nostri interessi. L’invito del re incontra addirittura reazioni
ostili, aggressive. Ma ciò non frena la sua generosità. Egli non si
scoraggia, e manda i suoi servi ad invitare molte altre persone. Il
rifiuto dei primi invitati ha come effetto l’estensione dell’invito
a tutti, anche ai più poveri, abbandonati e diseredati. I servi
radunano tutti quelli che trovano, e la sala si riempie: la bontà
del re non ha confini e a tutti è data la possibilità di rispondere
alla sua chiamata. Ma c’è una condizione per restare a questo
banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale. Ed entrando nella
sala, il re scorge qualcuno che non l’ha voluto indossare e, per
questa ragione, viene escluso dalla festa. Vorrei fermarmi un
momento su questo punto con una domanda: come mai questo commensale
ha accettato l’invito del re, è entrato nella sala del banchetto,
gli è stata aperta la porta, ma non ha messo l’abito nuziale? Cos’è
quest’abito nuziale? Nella Messa in Coena Domini di quest’anno
ho fatto riferimento a un bel commento di san Gregorio Magno a
questa parabola. Egli spiega che quel commensale ha risposto
all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, ha, in un certo
modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli manca
qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la carità, l’amore.
E san Gregorio aggiunge: “Ognuno di voi, dunque, che nella Chiesa ha
fede in Dio ha già preso parte al banchetto di nozze, ma non può
dire di avere la veste nuziale se non custodisce la grazia della
Carità” (Homilia 38,9: PL 76,1287). E questa veste è
intessuta simbolicamente di due legni, uno in alto e l’altro in
basso: l’amore di Dio e l’amore del prossimo (cfr ibid.,10:
PL 76,1288). Tutti noi siamo invitati ad essere commensali
del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo
indossare e custodire l’abito nuziale, la carità, vivere un profondo
amore a Dio e al prossimo.
Cari fratelli e sorelle! Sono
venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni,
ideali e aspirazioni di questa comunità diocesana. So che vi siete
preparati a questa Visita con un intenso cammino spirituale,
adottando come motto un versetto degli Atti degli Apostoli: «Nel
nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» (3,6). So che anche a
Lamezia Terme, come in tutta la Calabria, non mancano difficoltà,
problemi e preoccupazioni. Se osserviamo questa bella regione,
riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista
geologico, ma anche da un punto di vista strutturale,
comportamentale e sociale; una terra, cioè, dove i problemi si
presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la
disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata,
ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua
sensazione di essere in emergenza. All’emergenza, voi calabresi
avete saputo rispondere con una prontezza e una disponibilità
sorprendenti, con una straordinaria capacità di adattamento al
disagio. Sono certo che saprete superare le difficoltà di oggi per
preparare un futuro migliore. Non cedete mai alla tentazione del
pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle
risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi
di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura
dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale
dell’amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e
cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di
questo territorio e della sua popolazione.
Cari amici! La mia visita si
colloca quasi al termine del cammino avviato da questa Chiesa locale
con la redazione del progetto pastorale quinquennale. Desidero
ringraziare con voi il Signore per il proficuo cammino percorso e
per i tanti germi di bene seminati, che lasciano ben sperare per il
futuro. Per fare fronte alla nuova realtà sociale e religiosa,
diversa dal passato, forse più carica di difficoltà, ma anche più
ricca di potenzialità, è necessario un lavoro pastorale moderno e
organico che impegni attorno al Vescovo tutte le forze cristiane:
sacerdoti, religiosi e laici, animati dal comune impegno di
evangelizzazione. A questo riguardo, ho appreso con favore dello
sforzo in atto per mettersi in ascolto attento e perseverante della
Parola di Dio, attraverso la promozione di incontri mensili in
diversi centri della Diocesi e la diffusione della pratica della
Lectio divina. Altrettanto opportuna è anche la Scuola di
Dottrina Sociale della Chiesa, sia per la qualità articolata della
proposta, sia per la sua capillare divulgazione. Auspico vivamente
che da tali iniziative scaturisca una nuova generazione di uomini e
donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene
comune. Desidero anche incoraggiare e benedire gli sforzi di quanti,
sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione delle coppie
cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di dare una
risposta evangelica e competente alle tante sfide contemporanee nel
campo della famiglia e della vita.
Conosco, poi, lo zelo e la
dedizione con cui i Sacerdoti svolgono il loro servizio pastorale,
come pure il sistematico ed incisivo lavoro di formazione a loro
rivolto, in particolare verso quelli più giovani. Cari Sacerdoti, vi
esorto a radicare sempre più la vostra vita spirituale nel Vangelo,
coltivando la vita interiore, un intenso rapporto con Dio e
distaccandovi con decisione da una certa mentalità consumistica e
mondana, che è una tentazione ricorrente nella realtà in cui
viviamo. Imparate a crescere nella comunione tra di voi e con il
Vescovo, tra voi e i fedeli laici, favorendo la stima e la
collaborazione reciproche: da ciò ne verranno sicuramente molteplici
benefici sia per la vita delle parrocchie che per la stessa società
civile. Sappiate valorizzare, con discernimento, secondo i noti
criteri di ecclesialità, i gruppi e movimenti: essi vanno bene
integrati all’interno della pastorale ordinaria della diocesi e
delle parrocchie, in un profondo spirito di comunione.
A voi fedeli laici, giovani e
famiglie, dico: non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede
nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni
dell’esistenza umana! Avete tutti i motivi per mostrarvi forti,
fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce della fede e alla
forza della carità. E quando doveste incontrare l’opposizione del
mondo, fate vostre le parole dell’Apostolo: «Tutto posso in colui
che mi dà la forza» (Fil 4,13). Così si sono comportati i
Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, in tutta la
Calabria. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in
ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere,
la presenza e l’amore di Cristo. La Madre di Dio, da voi tanta
venerata, vi assista e vi conduca alla profonda conoscenza del suo
Figlio. Amen!
PAPA: SALUTO DEL SINDACO, GIANNI
SPERANZA, AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Lamezia
Terme 9 ott. -
Benvenuto a Lamezia Terme “Santità”, nella nostra terra di Calabria,
una terra di sofferenza.
Di straordinarie bellezze, di enormi potenzialità e risorse, di
grandi talenti ma, al tempo stesso, di inaccettabile disoccupazione,
di drammatiche ingiustizie e violenze.
Di antiche ed ininterrotte emigrazioni in tutti i continenti.
Di recente, terra di approdo di immigrati.
Terra di accoglienza, porta del Mediterraneo e rifugio di
moltitudini di disperati in fuga.
Quest'area, che abbiamo attrezzato, è anch'essa segno delle nostre
laceranti contraddizioni.
Grandi speranze e terribili delusioni si sono alternate.
Abbiamo aspettato invano il lavoro e l'industria.
Invece solo spreco di denaro pubblico.
Come tante, troppe volte nel Mezzogiorno.
Ma qui, nella più estesa area industriale del Sud, diversi
imprenditori hanno realizzato iniziative serie e robuste e ci può
essere ancora un'occasione concreta di futuro.
Lamezia, che Lei avrà modo di vedere nelle prossime ore, è giovane
ma con radici antiche. Ha visto fiorire nella sua comunità tante
preziose iniziative di volontariato e solidarietà, anche con grande
impegno della Chiesa locale.
È una città inclusiva che non ha mai dimenticato i più bisognosi e
le persone in difficoltà.
Che ha affrontato momenti durissimi e che ha ancora aperta la ferita
del 5 dicembre scorso: la tragedia della morte di 8 ciclisti nostri
concittadini. Una grande tragedia.
Di fronte al Parlamento tedesco Ella ha affermato che il compito
primario di chi fa politica è: “servire il diritto e combattere il
dominio dell'ingiustizia”.
Interloquendo con il Presidente della Repubblica Napolitano, Ella ha
anche auspicato un rinnovamento etico nel nostro paese, una profonda
rigenerazione dell'etica e della vita pubblica.
Le sue riflessioni scuotono profondamente gli animi e squarciano la
realtà.
Noi non possiamo accettare che nella nostra terra si rafforzi il
dominio dei poteri criminali, l'impresa buona sia scacciata da
quella cattiva ed inquinata, il capitale illegale si sostituisca a
quello legale, i nostri giovani non abbiano lavoro e prospettiva e
siano costretti ad andare via e persino tanti sacerdoti vengano
minacciati.
È terribile che per un lavoro totalmente in nero e sottopagato si
debba morire tragicamente come è successo per le operaie di
Barletta.
Non vogliamo essere una terra amara, ma una terra di libertà per le
donne, che qui incontrano più ostacoli e difficoltà, per gli uomini
di oggi, per i nostri figli .
Il cambiamento è indispensabile e possibile.
Ognuno di noi è chiamato ad un esame di coscienza.
Io stesso avverto quotidianamente tutti i miei limiti e le mie
insufficienze personali. Non riesco a fare tutto quello che vorrei
per realizzare il bene comune.
Santità, anche a nome del Sindaco di Motta S. Giovanni e di tanti
altri Sindaci vorrei rivolgere un pensiero a Francesco Azzarà,
nostro corregionale rapito in Darfur, nell'auspicio che possa
tornare presto tra noi.
Il 5 ottobre 1984 il suo predecessore, il Beato Giovanni Paolo II,
si rivolse a noi calabresi esortandoci: ”fatevi animo e abbiate
fiducia, sarà un domani migliore”.
Anche Le sue parole, Santità, lasceranno una traccia indelebile nel
cuore di ognuno di noi e sopratutto nel cuore dei nostri ragazzi:
hanno bisogno di essere incoraggiati per costruire il loro futuro
liberi dalle mafie, dai ricatti e dalle paure.
Basta con la Mafia!
I giovani sono la nostra speranza.
Grazie di aver accettato il nostro invito.
Di essere venuto in mezzo a noi.
La Sua presenza dia coraggio e voce a tutti coloro che ne hanno
bisogno, a chi soffre.
La Calabria dei prossimi anni possa essere all'altezza dei sogni e
delle preghiere del suo popolo, nel solco della carità umile e
tenace di S. Francesco di Paola.
Nove secoli fa nella nostra piana sorgeva l'Abbazia Benedettina di
Santa
Maria, un grande centro di vita spirituale e culturale.
Voglia oggi accettare in dono, Santità, come segno d’affetto di
tutta la comunità lametina, l’atto del nostro Comune con il quale si
concede il terreno sul quale potrà sorgere nella nostra città la
nuova chiesa di San Benedetto.
Grazie ancora Santità. Grazie di cuore.
PAPA: SALUTO AL SANTO PADRE DI S.E. MONS. LUIGI ANTONIO CANTAFORA,
VESCOVO DI LAMEZIA TERME - LAMEZIA TERME, 9 OTTOBRE 2011
Saluto al Santo Padre di S.E. Mons. Luigi Antonio Cantafora, Vescovo di
Lamezia Terme - Lamezia Terme, 9 ottobre 2011
Santo Padre,
la gioia è grande e traboccante!
La notizia della Sua Visita ci ha riempiti di stupore e gratitudine per
essere stati destinatari di tanta benevolenza.
Questi sentimenti si sono accresciuti, nell’attesa di questo giorno,
perché l’annuncio della Sua visita ha messo in moto la Chiesa e la
società civile.
E ora, Santità, siamo intorno a Lei: il nostro cuore sussulta per la
Sua presenza, il nostro spirito attende la Sua parola.
La Diocesi di Lam
ezia
Terme La accoglie in festa insieme a tanti fratelli e sorelle venuti
da tutta la Calabria. Così chiamò questa terra per la prima volta
Papa Martino I, mentre salpava dalle sue coste diretto esule a
Bisanzio. La Calabria, terra bella, ma anche ferita, talvolta
rassegnata, ricca di storia, di valori genuini, di sentimenti
religiosi e di gioventù.
Questo evento ci unisce, ci fa sentire popolo di Dio, fratelli perché
figli dell’unico Padre.
«Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina!» (At 3,6) è la
Parola che ci ha accompagnato in questo tempo di preparazione alla
Sua Visita Pastorale e ora, lo stesso successore di Pietro, è qui
in mezzo a noi per confermarci nella fede, per incoraggiarci nella
speranza, per esortarci alla carità che tutti siamo chiamati a
esprimere tra noi e anche nelle molteplici forme del vivere sociale.
Santità, siamo assetati, affamati, desiderosi di ascoltare e
ricevere da Lei la Parola di verità, la Parola che risolleva,
rialza, fa rivivere! Siamo pronti ad ascoltare la Parola generatrice
della vera vita, poiché non vogliamo che il nostro popolo perisca
per mancanza di conoscenza (cfr. Os 4,6).
Nel 2006, nella Basilica Vaticana, Lei così esortò i pellegrini
calabresi: «Non stancatevi... di attingere con coraggio dal Vangelo
la luce e la forza per promuovere un’autentica rinascita morale,
sociale ed economica della vostra Regione» (Udienza, 13 dicembre
2006).
Oggi attendiamo il Suo autorevole incoraggiamento, la Sua spinta,
perché la nostra fede, purificata dal crogiolo della nostra storia,
possa essere nel presente sempre più luminosa e audace e la nostra
Chiesa sappia osare, perché innamorata di Cristo e dell’Evangelo.
In questo territorio già intriso di spiritualità grazie agli
insediamenti monastici basiliani e, in tempi recenti, simbolo di
speranze di sviluppo economico mai pienamente intrapreso e
sostenuto, qui oggi celebriamo l’Eucaristia con il Successore di
Pietro.
La promessa del Signore, di essere con noi per sempre, si realizza.
La gioia è al culmine; è una gioia che proviene dalla Pasqua del
Cristo ed è simbolicamente significata dal dono che la nostra Chiesa
Le offre.
Grazie Santità, per la Sua presenza in mezzo a noi, per la
consolazione e il conforto che la Sua Visita infonde nei nostri
cuori e per lo slancio di fede che suscita nelle nostre vite.
PAPA: NUOVO IMPEGNO CATTOLICI CONTRO INQUINAMENTO MORALE E MAFIA
Lamezia Terme, 9 ott. - Benedetto XVI augura "una nuova generazione
di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte,
ma il bene comune" all'Italia di oggi, dove occorre "bonificare
l'ambiente da quel clima non salubre che si respira nelle nostre
societa', inquinato da una mentalita' che non e' cristiana, e
nemmeno umana, perche' dominata dagli interessi economici,
preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione
spirituale", e segnatamente alla Calabria, "terra sismica non solo
dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista
strutturale, comportamentale e sociale, dove la disoccupazione e'
preoccupante, dove una criminalita' spesso efferata, ferisce il
tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di
essere in emergenza" perche' "i problemi si presentano in forme
acute e destabilizzanti". Eccolo il messaggio che il Papa ha voluto
lasciare alle 18 diocesi della regione italiana dove e' piu' basso
il reddito procapite, mentre e' piu' alto il tasso di disoccupazione
giovanile, e che dunque vive l'attuale crisi economica con
particolare sofferenza. Un appello accompagnato dal gesto concreto
della condivisione dello stesso cibo preparato per lui e per i
vescovi calabresi nel pranzo offerto nell'episcopio di Lamezia
terme, con i poveri assistiti alla mensa della Caritas ai quali il
Papa ha pagato personalmente il medesimo menu'. La straordinaria
giornata di Joseph Ratzinger era iniziata davanti a circa 40 mila
fedeli raccolti nell'area ex Sir, monumento alle promesse di
sviluppo non mantenute dalla politica, dove e' tornato proprio sul
tema di un rinnovato impegno sociale e politico dei cattolici, che
egli stesso aveva sollecitato nella visita a Cagliari del 2007 e che
il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha rilanciato nella recente
prolusione al Consiglio Episcopale Permanente. Per questo Benedetto
XVI ha definito "opportuna" l'iniziativa della Scuola di Dottrina
Sociale della Chiesa promossa dalla diocesi calabrese, che ha lodato
"sia per la qualita' articolata della proposta, sia per la sua
capillare divulgazione". Al termine della messa, il Papa si e' poi
rivolto direttamente ai cattolici della Calabria. "In comunione con
i vostri vescovi - ha detto prima di intonare la preghiera
dell'Angelus - esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far
mancare il vostro contributo di competenza e di responsabilita' per
la costruzione del bene comune". "La fede dei Santi rinnova il
mondo", ha ricordato esortando energicamente i presenti a rinnovare
"con la stessa fede la nostra e vostra amata Calabria". Il Papa ha
anche ricordato che la regione ospita numerosi e frequentatissimi
Santuari mariani e cio' dimostra quanto siano profonde le radici
cristiane di questa terra. "Mi rallegro - ha confidato - di sapere
che qui in Calabria e' viva la pieta' popolare, che incoraggio a
praticare costantemente alla luce degli insegnamenti del Concilio
Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vescovi". Davanti alla
proposta del Vangelo che promette la vita eterna, pero', anche in
questo profondo Sud d'Italia avanza una mentalita' materialistica,
tanto che molti "si rifiutano di partecipare alla festa: hanno altro
da fare; anzi alcuni mostrano di disprezzare l'invito". E se dunque
"Dio e' generoso verso di noi, ci offre la sua amicizia, i suoi
doni, la sua gioia", da parte nostra "spesso non accogliamo le sue
parole, mostriamo piu' interesse per altre cose, mettiamo al primo
posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi". Cosi',
visitando per la prima volta dall'inizio del pontificato la
Calabria, Benedetto XVI ha voluto "incoraggiare e benedire gli
sforzi di quanti, sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione
delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di
dare una risposta evangelica e competente alle tante sfide
contemporanee nel campo della famiglia e della vita". Un tema sul
quale nel pomeriggio Ratzinger si e' poi soffermato parlando ai
monaci di Serra San Bruno, rimasti ormai solo in 15 perche' a 900
anni dalla fondazione della loro gloriosa Certosa la vocazione al
silenzio, al digiuno dai fasti e dalle carni e alla preghiera non
mobilita tanti. La crisi pero' non e' solo dei monaci mancati: il
tema del senso da dare alla vita, scegliendo la serieta' e l'impegno
di fedelta' se non anche la severita' della regola certosina,
riguarda tutti. Il sacramento del matrimonio non basta celebrarlo,
infatti, ha ricordato. "Per diventare effettivamente una cosa sola,
ma occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme
la quotidianita' della vita coniugale". Un esempio fatto per
spiegare come la stessa Grazia possa agire nelle case di tutti e
nell'austero ma bellissimo antico luogo di preghiera, dove Benedetto
XVI ha concluso la sua visita pastorale in Calabria. Infatti, ha
osservato, "diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza, in
una perseverante vigilanza divina, come affermava san Bruno,
attendendo il ritorno del Signore per aprirgli immediatamente la
porta". Ma lo stesso serve a tutti anche per dar vita e animare
cristianamente la propria famiglia. Difficolta' che per il Pontefice
teologo sono aggravate dal "progresso tecnico, segnatamente da
quello nel campo dei trasporti e delle comunicazioni", che se "ha
reso la vita dell'uomo piu' confortevole" ha reso la nostra vita in
citta' schiava di un rumore assordante e "ha diffuso e amplificato
un fenomeno che gia' si profilava negli anni Sessanta: la
virtualita' che rischia di dominare sulla realta'. Sempre piu',
anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione
virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro
vita da mattina a sera". Benedetto XVI ha poi lasciato Serra San
Bruno alla volta dell'aeroporto di Lamezia Terme dove lo attende
l'apparecchio del 31esimo stormo dell'Aeronautica Militare per
riportarlo a Roma (oggi ha dovuto prendere quattro volte
l'elicottero e due volte l'aereo, una performance che non molti
riuscirebbero a compiere, tanto piu' a 84 anni di eta'). Prima di
partire anche un nuovo passaggio tra la folla festante a bordo della
papamobile. In Calabria "ha trovato - sottolinea una nota della
diocesi lametina - una folla esultante che lo ha pazientemente
atteso per rivolgergli un caloroso e gioioso saluto". La Chiesa
locale esprime per questo "soddisfazione e gratitudine" e sottolinea
che "la comunita' ecclesiale ha vissuto con grande emozione lo
storico incontro col Papa".
PAPA: CROCE DI CRISTO RESTA PUNTO FERMO MENTRE TUTTO MUTA
Serra
San Bruno, 9 ott. - "La Croce di Cristo e' il punto fermo, in mezzo
ai mutamenti e agli sconvolgimenti del mondo". Commentando il motto
dei monaci certosini di Serra San Bruno, 'Stat Crux dum volvitur
orbis', Benedetto XVI lo riafferma questa sera prima di lasciare la
Calabria, al termine di una visita pastorale breve quanto intensa.
"La vita in una Certosa - rileva parlando ai 15 monaci superstiti
della Certosa fondata 900 anni fa dal monaco tedesco Bruno -
partecipa della stabilita' della Croce, che e' quella di Dio, del
suo amore fedele". Nell'omelia pronunciata questa sera nella chiesa
conventuale, Benedetto XVI evoca poi "il legame profondo che esiste
tra Pietro e Bruno, tra il servizio pastorale all'unita' della
Chiesa e la vocazione contemplativa nella Chiesa". "La comunione
ecclesiale - infatti - ha bisogno di una forza interiore, la 'captus
ab Uno", riferita a san Bruno: 'afferrato dall'Uno', da Dio, 'Unus
potens per omnia, come abbiamo cantato nell'Inno dei Vespri". "Il
ministero dei Pastori - assicura il Pontefice - trae dalle comunita'
contemplative una linfa spirituale che viene da Dio". "La Certosa -
rileva- e' un'oasi speciale, dove il silenzio e la solitudine sono
custoditi con particolare cura, secondo la forma di vita iniziata da
san Bruno e rimasta immutata nel corso dei secoli. 'Abito nel
deserto con dei fratelli', e' la frase sintetica che scriveva il
vostro Fondatore". E dunque "la visita del Successore di Pietro in
questa storica Certosa intende confermare non solo voi, che qui
vivete, ma l'intero Ordine nella sua missione, quanto mai attuale e
significativa nel mondo di oggi". "Rimanendo saldamente uniti a
Cristo, come tralci alla Vite, anche voi, Fratelli Certosini -
sottolinea il Papa teologo rivolto ancora ai religiosi - siete
associati al suo mistero di salvezza, come la Vergine Maria, che
presso la Croce stabat, unita al Figlio nella stessa oblazione
d'amore. E come Maria e insieme con lei, anche voi siete inseriti
profondamente nel mistero della Chiesa, sacramento di unione degli
uomini con Dio e tra di loro". "In questo - riconosce Bendetto XVI
ai monaci certosini - voi siete anche singolarmente vicini al mio
ministero". "Sono venuto qui - spiega dunque Ratzinger - per dirvi
che la Chiesa ha bisogno di voi, e che voi avete bisogno della
Chiesa. Il vostro posto non e' marginale: nessuna vocazione e'
marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni
membro e' importante e ha la medesima dignita', ed e' inseparabile
dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete
in realta' - conclude - nel cuore della Chiesa, e fate scorrere
nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell'amore di
Dio. Vegli dunque su di noi la Madre Santissima della Chiesa, e il
santo Bruno benedica sempre dal Cielo la vostra Comunita'".
PAPA: IL MATRIMONIO NON BASTA CELEBRARLO MA OCCORRE VIVERLO
Serra
San Bruno, 9 ott. - Agli sposi, il sacramento del matrimonio non
basta celebrarlo "per diventare effettivamente una cosa sola, ma
occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme la
quotidianita' della vita coniugale". Papa Ratzinger fa questo
esempio per spiegare come la grazia possa agire anche in una Certosa
come quella di Serra San Bruno, dove ha concluso oggi la sua visita
pastorale in Calabria. "Cosi' - sottolinea - il diventare monaci
richiede tempo, esercizio, pazienza, in una perseverante vigilanza
divina, come affermava san Bruno, attendendo il ritorno del Signore
per aprirgli immediatamente la porta". Per Bendetto XVI "proprio in
questo consiste la bellezza di ogni vocazione nella Chiesa: dare
tempo a Dio di operare con il suo Spirito e alla propria umanita' di
formarsi, di crescere secondo la misura della maturita' di Cristo,
in quel particolare stato di vita. In Cristo c'e' il tutto, la
pienezza; noi abbiamo bisogno di tempo per fare nostra una delle
dimensioni del suo mistero". "Potremmo dire - aggiunge - che questo
e' un cammino di trasformazione in cui si attua e si manifesta il
mistero della risurrezione di Cristo in noi". "A volte - rileva -
agli occhi del mondo, sembra impossibile rimanere per tutta la vita
in un monastero, ma in realta' tutta una vita e' appena sufficiente
per entrare in questa unione con Dio, in quella realta' essenziale e
profonda che e' Gesu' Cristo".
PAPA: DIO E' PRESENTE NELL'ARIA CHE RESPIRIAMO
Serra San Bruno, 9 ott. - "C'e' una presenza percepibile in ogni
creatura: nell'aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci
scalda, nell'erba, nelle pietre? Dio, Creator omnium". Lo afferma
Papa Ratzinger nella bellissima omelia pronunciata questa sera nella
chiesa conventuale della Certosa di Serra San Bruno, dove si e'
recato a conclusione della visita pastorale compiuta oggi in
Calabria. "E' una presenza - spiega - che attraversa ogni cosa, ma
e' oltre, e proprio per questo e' il fondamento di tutto". Secondo
Benedetto XVI, che il 19 aprile 2005 scelse il suo nome in onore
dell'abate di Norcia, padre del monachesimo occidentale e protettore
dell'Europa, "il monaco, lasciando tutto, per cosi' dire 'rischia':
si espone alla solitudine e al silenzio per non vivere di altro che
dell'essenziale, e proprio nel vivere dell'essenziale trova anche
una profonda comunione con i fratelli, con ogni uomo". "Qualcuno -
ragiona il Pontefice teologo - potrebbe pensare che sia sufficiente
venire qui per fare questo "salto". Ma non e' cosi'. Questa
vocazione, come ogni vocazione, trova risposta in un cammino, nella
ricerca di tutta una vita. Non basta infatti ritirarsi in un luogo
come questo per imparare a stare alla presenza di Dio".
PAPA: RUMORE E MESSAGGI VIRTUALI DISUMANIZZANO I RAGAZZI DI OGGI
Serra San Bruno, 9 ott. - I ragazzi di oggi sono esposti al rischio
disumanizzarsi per il bombardamento di suoni, immagini e messaggi di
ogni genere al quale sono esposti. Lo stesso Pontefice che piu'
volte nei suoi documenti ha benedetto Internet definendo il web "uno
strumento di dialogo prezioso" anche per la Chiesa, mette ora in
guardia da un uso improprio di questo mezzo e, in particolare, dei
social network. "I piu' giovani, che sono nati gia' in questa
condizione, sembrano voler riempire di musica e di immagini ogni
momento vuoto, quasi per paura di sentire, appunto, questo vuoto. Si
tratta di una tendenza che e' sempre esistita, specialmente tra i
giovani e nei contesti urbani piu' sviluppati, ma oggi essa ha
raggiunto un livello tale da far parlare di mutazione antropologica.
Alcune persone non sono piu' capaci di rimanere a lungo in silenzio
e in solitudine", osserva parlando ai 15 monaci certosini superstiti
di Serra San Bruno, che continuano a preferire la stabilita' del
loro monastero alla possibilita' di veloci spostamenti e la
ricchezza di un silenzio che lascia la parola a Dio ai rumori
assordanti del mondo di oggi. E' un'accorata denuncia quella che
pronuncia nella chiesa conventuale prima di recitare i vespri con i
monaci seguaci del suo connazionale tedesco San Bruno, giunto in
Calabria 900 anni fa. "Il progresso tecnico, segnatamente nel campo
dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell'uomo piu'
confortevole, ma anche piu' concitata, a volte convulsa, E le citta'
- continua Benedetto XVI - sono quasi sempre rumorose: raramente in
esse c'e' silenzio, perche' un rumore di fondo rimane sempre, in
alcune zone anche di notte. Negli ultimi decenni, poi, lo sviluppo
dei media ha diffuso e amplificato un fenomeno che gia' si profilava
negli anni Sessanta: la virtualita' che rischia di dominare sulla
realta'. Sempre piu', anche senza accorgersene, le persone sono
immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi
che accompagnano la loro vita da mattina a sera". "Ho voluto
accennare - spiega - a questa condizione socioculturale, perche'
essa mette in risalto il carisma specifico della Certosa, come un
dono prezioso per la Chiesa e per il mondo, un dono che contiene un
messaggio profondo per la nostra vita e per l'umanita' intera". Per
il Papa teologo, "ritirandosi nel silenzio e nella solitudine,
l'uomo si 'espone' al reale nella sua nudita', si espone
all'apparente 'vuoto' per sperimentare invece la Pienezza, la
presenza di Dio, della Realta' piu' reale che ci sia, e che sta
oltre la dimensione sensibile".
PAPA: ACCOLTO DAL PRIORE DUPONT NELLA CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO
Serra San Bruno, 9 ott. - Benedetto XVI e' stato accolto
all'ingresso della Certosa di Serra San Bruno dal priore, il
religioso francese Jacques Dupont, che per organizzare e presentare
la visita di questa sera nei giorni scorsi ha piu' volte rotto la
regola del silenzio che vige nel monastero fondato 900 anni fa dal
monaco tedesco Bruno. Una deroga autorizzata dal vescovo di
Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone, che dall'arrivo in
elicottero da Lamezia Terme e' alla destra del Pontefice.

PAPA: MONASTERI SERVONO A BONIFICARE AMBIENTE MORALE INQUINATO
Serra San Bruno, 9 ott. - "Se nel Medioevo sono stati centri di
bonifica dei territori paludosi", oggi gli eremi come quello dei 15
certosini superstiti della Calabria "servono a bonificare l'ambiente
da quel clima non salubre che si respira nelle nostre societa',
inquinato da una mentalita' che non e' cristiana, e nemmeno umana,
perche' dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto
delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale". Per
Benedetto XVI in visita alla Certosa di Serra San Bruno, e' questa
oggi "la funzione molto preziosa, direi indispensabile" che "i
monasteri hanno nel mondo". "In questo clima - denuncia nel breve
discorso rivolto ai fedeli che lo accolgono nel piazzale Santo
Stefano che si trova davanti a questa singolare cittadella di Dio
fondata 900 anni fa dal monaco tedesco Bruno - non solo si emargina
Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune.
Il monastero invece e' modello di una societa' che pone al centro
Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel
nostro tempo". "Cari amici di Serra San Bruno - sottolinea il Papa
teologo parlando ai circa 30 mila fedeli della diocesi di Catanzaro
che lo hanno atteso per molte ore - il privilegio di avere vicina la
Certosa e' per voi anche una responsabilita': fate tesoro della
grande tradizione spirituale di questo luogo e cercate di metterla
in pratica nella vita quotidiana. La Vergine Maria e San Bruno vi
proteggano sempre. Di cuore benedico tutti voi e le vostre
famiglie".
PAPA: BAGNO DI FOLLA ALL'ARRIVO A SERRA SAN BRUNO
Serra San Bruno, 9 ott. - Arrivato in elicottero da Lamezia Terme,
Benedetto XVI e' stato accolto a
Serra San Bruno da una folla stimata in 30 mila fedeli. Ed e' stato
acclamato lungo tutto il percorso compito in Papamobile
dall'eliporto attrezzato per l'occasione nel campo sportivo "La
Quercia" al piazzale di Santo Stefano che e' davanti alla Cerotsa
fondata 900 anni fa da un altro tedesco giunto fin qui, San Bruno.
Benedetto XVI
aveva lasciato nel pomeriggio l'episcopio di Lamezia dopo aver
ringraziato
il comitato organizzatore della visita. Arrivato allo stadio
"G.d'Ippolito" a bordo della papamobile, accompagnato dal vescovo
Luigi Antonio Cantafora, "ha trovato - sottolinea una nota della
diocesi - una folla esultante che fin dal primo pomeriggio lo ha
pazientemente atteso per rivolgergli un caloroso e gioioso saluto di
congedo". La nota esprime per questo "soddisfazione e gratitudine" e
sottolinea che "la comunita' ecclesiale ha vissuto con grande
emozione lo storico incontro col Papa".
PAPA: PRANZO A LAMEZIA CON I 18 VESCOVI DELLA CALABRIA
Lamezia Terme, 9 ott. - Benedetto XVI ha pranzato oggi con i 18
vescovi della Calabria e ha voluto che il menu' fosse lo stesso
della mensa della Caritas di
Lamezia Terme. Per questo ha sostenuto
personalmente il costo
del pranzo di oggi per i poveri. A Papa,
vescovi e assisititi sono stati
serviti un tortino di zucchine con
maltagliati ai funghi e pancetta di suino nero; agnello di latte con
greco bianco e patata cinerina della Sila; dessert di mousse di
fichi d'india. Papa Ratzinger, notoriamente morigerato a tavola, ha
solo assaggiato le squisite pietanze e il dolce.
PAPA: BENEDICE PRIMA PIETRA CHIESA S. BENEDETTO A LAMEZIA TERME
Lamezia Terme, 9 ott. - Il Papa ha benedetto al termine della messa
nell'area ex Sir la prima pietra della nuova chiesa dedicata a San
Bendetto Abate che sorgera' a Lamezia Terme in ricordo dell'odierna
visita pastorale, la prima compiuta da un Pontefice dopo 900 anni
(Giovanni Paolo II nell'84 atterro' nell'aeroporto di Lamezia ma non
si fermo' a celebrare nel territorio della diocesi). All'inizio del
rito, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, aveva annunciato
la concessione dei permessi edilizi relativi alla nuova parrocchia,
una copia dei quali e' stata anche inserita tra i doni consegnati al
Pontefice. Con la prima pietra e' stato benedetto da Ratzinger anche
un ramoscello di quercia destinato al vicino santuario della Madonna
di Visola, detta appunto Madonna della Quercia.
PAPA: RINNOVATE OGGI LA NOSTRA AMATA CALABRIA
Lamezia Terme, 9 ott. - "La fede dei Santi rinnova il mondo". Lo ha
affermato Benedetto XVI salutando i fedeli al termine della messa
celebrata con tutti i vescovi calabresi nell'area ex Sir di Lamezia
Terme. "Con la stessa fede - ha esortato - anche voi rinnovate oggi
la nostra e vostra amata Calabria". Il Papa ha anche ricordato che
la regione ospita numerosi e frequentatissimi Santuari mariani e
cio' dimostra quanto siano profonde le radici cristiane di questa
terra. "Mi rallegro - ha detto prima dell'Angelus - di sapere che
qui in Calabria e' viva la pieta' popolare. Vi incoraggio a
praticarla costantemente alla luce degli insegnamenti del Concilio
Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vostri Pastori". "A Maria -
ha concluso - affido con affetto la vostra Comunita' diocesana,
perche' cammini unita nella fede, nella speranza e nella carita'. Vi
aiuti la Madre della Chiesa ad avere sempre a cuore la comunione
ecclesiale e l'impegno missionario. Sostenga i sacerdoti nel loro
ministero, aiuti i genitori e gli insegnanti nel compito educativo,
conforti i malati e i sofferenti, conservi nei giovani un animo puro
e generoso".
PAPA: OGGI POMERIGGIO ANDRO' ALLA CERTOSA DI SERRA SAN BRUNO
Lamezia Terme, 9 ott. - "Oggi pomeriggio mi rechero' a Serra San
Bruno per visitare la Certosa". Lo ha annunciato il Papa salutando
al termine della messa i fedeli presenti nell'area ex Sir di Lamezia
Terme. "San Bruno - ha ricordato - venne in questa terra nove secoli
fa, e ha lasciato un segno profondo con la forza della sua fede".Al
termine della messa, prima della preghiera dell'Angelus, il Papa
tedesco ha poi invocato "l'intercessione di Maria per i problemi
sociali piu' gravi di questo territorio e dell'intera Calabria,
specialmente quelli del lavoro, della gioventu' e della tutela delle
persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di
tutti, in particolare delle Istituzioni".
PAPA: MATERIALISTI RIFIUTANO L'INVITO DI DIO, HANNO ALTRO DA FARE
Lamezia Terme, 9 ott. - Davanti alla proposta del Vangelo che
promette la vita eterna, anche oggi molti "si rifiutano di
partecipare alla festa, hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano di
disprezzare l'invito". Lo ha affermato Benedetto XVI parlando ai
fedeli della Calabria, radunati nell'area ex Sir di Lamezia Terme.
"Dio - ha spiegato - e' generoso verso di noi, ci offre la sua
amicizia, i suoi doni, la sua gioia, ma spesso noi non accogliamo le
sue parole, mostriamo piu' interesse per altre cose, mettiamo al
primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi".
PAPA: NUOVO IMPEGNO
CATTOLICI NON SIA PER INTERESSI DI PARTE
Lamezia Terme, 9 ott. - "Una nuova generazione di uomini e donne
capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene
comune" e' stata auspicata dal Papa nell'omelia pronunciata questa
mattina a Lamezia Terme davanti a circa 30 mila fedeli raccolti
nell'area ex Sir. Intervenendo nuovamente sul tema di un rinnovato
impegno sociale e politico dei cattolici - che egli stesso ha
sollecitato nella visita a Cagliari del 2007 e che il presidente
della Cei Angelo Bagnasco ha rilanciato nella recente prolusione al
Consiglio Episcopale Permanente - Benedetto XVI ha definito oggi
"opportuna" l'iniziativa della Scuola di Dottrina Sociale della
Chiesa promossa dalla diocesi calabrese, che ha lodato "sia per la
qualita' articolata della proposta, sia per la sua capillare
divulgazione".
Al termine della messa, il Papa tedesco si e' poi rivolto
direttamente ai cattolici della Calabria. "In comunione con i vostri
vescovi - ha detto prima di intonare la preghiera dell'Angelus -
esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare il vostro
contributo di competenza e di responsabilita' per la costruzione del
bene comune".
PAPA: CALABRIA
FERITA DA DISOCCUPAZIONE E CRIMINALITA' EFFERATA
Lamezia Terme, 9 ott. - La Calabria e' "una terra dove la
disoccupazione e' preoccupante, dove una criminalita' spesso
efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la
continua sensazione di essere in emergenza". Lo ha detto il Papa
nell'omelia della messa celebrata con tutti i vescovi della regione
nell'area ex Sir di Lamezia Terme. "Se osserviamo questa bella
regione - ha aggiunto Bendetto XVI che aveva appena sorvolato il
territorio - riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal
punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale,
comportamentale e sociale; una terra, cioe', dove i problemi si
presentano in forme acute e destabilizzanti".
Al termine della messa, prima della preghiera dell'Angelus, il Papa
tedesco ha poi invocato "l'intercessione di Maria per i problemi
sociali piu' gravi di questo territorio e dell'intera Calabria,
specialmente quelli del lavoro, della gioventu' e della tutela delle
persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di
tutti, in particolare delle Istituzioni".
PAPA: SFIDE NEL
CAMPO DELLA FAMIGLIA E DELLA VITA
Lamezia Terme, 9
ott. - Visitando per la prima volta dall'inizio del pontificato la
Calabria, Benedetto XVI ha voluto "incoraggiare e benedire gli
sforzi di quanti, sacerdoti e laici, sono impegnati nella formazione
delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia, al fine di
dare una risposta evangelica e competente alle tante sfide
contemporanee nel campo della famiglia e della vita".
PAPA: NON CEDERE A
PAURA, PESSIMISMO E TENTAZIONE RIPIEGAMENTO
Lamezia Terme, 9
ott. - "Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del
ripiegamento su voi stessi". Lo ha chiesto il Papa ai cattolici
della Calabria, nell'omelia della messa celebrata nell'area ex Sir
di Lamezia Terme insieme a tutti i vesocvi della regione. "Fate
appello - ha suggerito - alle risorse della vostra fede e delle
vostre capacita' umane; sforzatevi di crescere nella capacita' di
collaborare, di prendersi cura dell'altro e di ogni bene pubblico,
custodite l'abito nuziale dell'amore; perseverate nella
testimonianza dei valori umani e cristiani cosi' profondamente
radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua
popolazione". "All'emergenza - ha riconosciuto il Papa - voi
calabresi avete saputo rispondere con una prontezza e una
disponibilita' sorprendenti, con una straordinaria capacita' di
adattamento al disagio". "Sono certo - ha concluso - che saprete
superare le difficolta' di oggi per preparare un futuro migliore".
"A voi fedeli laici, giovani e famiglie, dico: non abbiate paura di
vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della societa', nelle
molteplici situazioni dell'esistenza umana. Avete tutti i motivi -
ha scandito Joseph Ratzinger rivolto ai 30 mila presenti - per
mostrarvi forti, fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce
della fede e alla forza della carita'". "Quando doveste incontrare
l'opposizione del mondo, fate vostre - ha esortato ancora i
cattolici della Calabria - le parole dell'Apostolo: 'Tutto posso in
colui che mi da' la forza'. Cosi' si sono comportati i Santi e le
Sante, fioriti, nel corso dei secoli, in tutta la Calabria. Siano
essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il
desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e
l'amore di Cristo. La Madre di Dio, da voi tanta venerata, vi
assista - ha concluso - e vi conduca alla profonda conoscenza del
suo Figlio".
PAPA: AI CRISTIANI
NON BASTA LA FEDE, SERVE ANCHE LA CARITA'
Lamezia Terme, 9 ott. - "Tutti noi siamo invitati ad essere
commensali del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma
dobbiamo indossare e custodire l'abito nuziale, che e' la carita',
cioe' vivere un profondo amore a Dio e al prossimo". Benedetto XVI
ha voluto ricordarlo ai cattolici della Calabria rappresentati oggi
da circa 30 mila fedeli radunati nell'area ex Sir di Lamezia Terme.
Il Vangelo letto durante la messa celebrata con tutti i vescovi
della regione parlava del commensale che ha risposto all'invito di
Dio a partecipare al suo banchetto e il Papa ha spiegato che quell'invitato
aveva "in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della
sala, ma gli manca qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che e'
la carita', l'amore". In proposito, il Pontefice teologo ha citato
san Gregorio per il quale "nessuno puo' dire di avere la veste
nuziale se non custodisce la grazia della Carita'. E questa veste e'
intessuta simbolicamente di due legni, uno in alto e l'altro in
basso: l'amore di Dio e l'amore del prossimo". "Tutti noi - ha
spiegato - siamo invitati ad essere commensali del Signore, ad
entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo indossare e
custodire l'abito nuziale, la carita', vivere un profondo amore a
Dio e al prossimo". Nell'omelia, il Papa teologo si e' rivolto in
particolare ai pastori della Calabria. Ai sacerdoti ha chiesto di
"radicare sempre piu' la vita spirituale nel Vangelo, coltivando la
vita interiore, un intenso rapporto con Dio e distaccandovi con
decisione da una certa mentalita' consumistica e mondana, che e' una
tentazione ricorrente nella realta' in cui viviamo". "Imparate a
crescere - ha suggerito - nella comunione tra di voi e con il
vescovo, tra voi e i fedeli laici, favorendo la stima e la
collaborazione reciproche: da cio' ne verranno sicuramente
molteplici benefici sia per la vita delle parrocchie che per la
stessa societa' civile". Ed ai vescovi della Calabria il Pontefice
tedesco ha chiesto invece di "valorizzare, con discernimento,
secondo i noti criteri di ecclesialita', i gruppi e movimenti: essi
- ha ricordato - vanno bene integrati all'interno della pastorale
ordinaria della diocesi e delle parrocchie, in un profondo spirito
di comunione". "Desidero ringraziare con voi il Signore - ha detto
ancora - per il proficuo cammino percorso e per i tanti germi di
bene seminati, che lasciano ben sperare per il futuro. Per fare
fronte alla nuova realta' sociale e religiosa, diversa dal passato,
forse piu' carica di difficolta', ma anche piu' ricca di
potenzialita', e' necessario un lavoro pastorale moderno e organico
che impegni attorno al vescovo tutte le forze cristiane: sacerdoti,
religiosi e laici, animati dal comune impegno di evangelizzazione".
"A questo riguardo - ha concluso - ho appreso con favore dello
sforzo in atto per mettersi in ascolto attento e perseverante della
Parola di Dio, attraverso la promozione di incontri mensili in
diversi centri della Diocesi e la diffusione della pratica della
Lectio divina".
PAPA: VESCOVO LAMEZIA, QUI SVILUPPO MAI PIENAMENTE SOSTENUTO
Lamezia
Terme, 9 ott. - "In questo territorio gia' intriso di spiritualita'
grazie agli insediamenti monastici basiliani e, in tempi recenti,
simbolo di speranze di sviluppo economico mai pienamente intrapreso
e sostenuto, qui oggi celebriamo l'Eucaristia con il Successore di
Pietro". Lo ha detto il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi
Antonio Cantafora, all'inizio del rito celebrato da Benedetto XVI
con tuttii vescovi della Calabria, davanti a oltre 40 mila fedeli
radunati nell'area ex Sir, che di questo sviluppo incompiuto e' in
qualche modo un simbolo. Alla ceelbrazione il governo era
rappresentato dal sottosdegretario alla presienza del Consigli
Gianni Letta, la regione dal governatore Giuseppe Scopelliti.
PAPA: VESCOVO LAMEZIA, VISITA HA MESSO IN MOTO CHIESA E SOCIETA'
Lamezia Terme, 9 ott. - "Grazie Santita', per la sua presenza in
mezzo a noi, per la consolazione e il conforto che la sua visita
infonde nei nostri cuori e per lo slancio di fede che suscita nelle
nostre vite". Lo ha detto al Papa il vescovo di Lamezia Terme,
monsignor Luigi Antinio Cantafora. "La notizia della visita - ha
confidato il presule - ci ha riempiti di stupore e gratitudine per
essere stati destinatari di tanta benevolenza" ed "ha messo in moto
la Chiesa e la societa' civile". "Questo evento - ha poi concluso -
ci unisce, ci fa sentire popolo di Dio, fratelli perche' figli
dell'unico Padre. Siamo assetati, affamati, desiderosi di ascoltare
e ricevere la Parola di verita', la Parola che risolleva, rialza, fa
rivivere. Siamo pronti ad ascoltare la Parola generatrice della vera
vita, poiche' non vogliamo che il nostro popolo perisca per mancanza
di conoscenza".
PAPA: SINDACO LAMEZIA, "BASTA CON LA MAFIA"
Lamezia
Terme, 9 ott. - Nel suo saluto al Papa, il sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza, ha parlato anche di criminalita'. "Noi non possiamo
accettare che nella nostra terra si rafforzi il dominio dei poteri
criminali - ha sottolineato Gianni Speranza - l'impresa buona sia
scacciata da quella cattiva ed inquinata, il capitale illegale si
sostituisca a quello legale, i nostri giovani non abbiano lavoro e
prospettiva e siano costretti ad andare via e persino tanti
sacerdoti vengano minacciati. E' terribile che per un lavoro
totalmente in nero e sottopagato si debba morire tragicamente come
e' successo per le operaie di Barletta. Le sue parole, Santita',
lasceranno una traccia indelebile nel cuore di ognuno di noi e
soprattutto nel cuore dei nostri ragazzi: hanno bisogno di essere
incoraggiati per costruire il loro futuro liberi dalle mafie, dai
ricatti e dalle paure. Basta con la mafia. La sua presenza dia
coraggio e voce a tutti coloro che ne hanno bisogno, a chi soffre.
La Calabria dei prossimi anni possa essere all'altezza dei sogni e
delle preghiere del suo popolo, nel solco della carita' umile e
tenace di S. Francesco di Paola".
PAPA: SINDACO LAMEZIA, NON VOGLIAMO PIU' ESSERE UNA TERRA AMARA
Lamezia
Terme (Catanzaro), 9 ott. - "Non vogliamo essere una terra amara, ma
una terra di liberta' per le donne, che qui incontrano piu' ostacoli
e difficolta', per gli uomini di oggi, per i nostri figli: il
cambiamento e' indispensabile e possibile. Ognuno di noi e' chiamato
ad un esame di coscienza". E' uno dei passaggi chiave del discorso
del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza in occasione della
messa di Papa Benedetto XVI nell'area ex Sir. "La nostra e' una
terra di sofferenza - ha affermato il primo cittadino - di
straordinarie bellezze, di enormi potenzialita' e risorse, di grandi
talenti ma, al tempo stesso, di inaccettabile disoccupazione, di
drammatiche ingiustizie e violenze. Di antiche ed ininterrotte
emigrazioni in tutti i continenti. Di recente, terra di approdo di
immigrati. Terra di accoglienza, porta del Mediterraneo e rifugio di
moltitudini di disperati in fuga. Quest'area, che abbiamo
attrezzato, e' anch'essa segno delle nostre laceranti
contraddizioni. Grandi speranze e terribili delusioni si sono
alternate. Abbiamo aspettato invano il lavoro e l'industria. Invece
solo spreco di denaro pubblico". Ma qui, nella piu' estesa area
industriale del Sud, diversi imprenditori hanno realizzato
iniziative serie e robuste e ci puo' essere ancora un'occasione
concreta di futuro". Il primo cittadino ha poi ricordato la morte
degli 8 ciclisti avvenuta nel dicembre scorso, "una grande tragedia
per la citta'", ed ha anche rivolto, a nome del sindaco di Motta San
Giovanni, un pensiero a Francesco Azzara', "nostro corregionale
rapito in Darfur, nell'auspicio che possa tornare presto tra noi".
PAPA: CORO DI 300 ELEMENTI E ORCHESTRA GIOVANILE DELLA CALABRIA
Lamezia Terme, 9 ott. - Per Benedetto XVI, che e' il primo Papa che
celebra una messa a Lamezia Terme dopo 900 anni (nella sua visita
dell'ottobre 84 pastorale a Cosenza, Paola, Catanzaro, Crotone e
Reggio Calabria, Giovanni Paolo II atterro' all'aeroporto locale ma
non presiedette nessun rito), la chiesa locale ha fatto le cose in
grande: accanto al palco su cui e' collocato l'altare papale,
nell'area ex Sir sono state attrezzate una tribuna per il coro di
300 elementi della Schola Cantorum, diretta per l'occasione da
monsignor Marco Frisina, il sacerdote musicista che dirige l'ufficio
liturgico della diocesi di Roma, e una tribuna per l'Orchestra
Giovanile della Calabria diretta dal maestro Francesco Caruso.
PAPA: GIANNI LETTA LO ACCOGLIE ALL' AEROPORTO DI LAMEZIA TERME
Lamezia Terme, 9 ott. - Il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Gianni Letta, ha accolto il Papa all'aeroporto di Lamezia
Terme insieme al vescovo Luigi Antonio Cantafora. Con loro anche il
presidente della regione Giuseppe Scopelliti e il sindaco della
citta', Gianni Speranza.
PAPA: MALTEMPO RALLENTA AFFLUSSO, ORA OLTRE 30 MILA PRESENTI
Lamezia Terme, 9 ott. - A causa del maltempo, molti fedeli hanno
raggiunto l'area ex Sir di Lamezia Terme con ritardo rispetto ai
tempi previsti. La Questura ha dunque ritoccato la stima di 30 mila
diffusa all'inizio del rito dall'Ufficio Comunicazioni Sociali della
diocesi di Lamezia Terme, portando a "oltre 40 mila" il numero
stimato dei presenti.
PAPA: GRANDE ATTESA PER I FEDELI A LAMEZIA TERME
Lamezia
Terme, 9 ott. - Papa Benedetto XVI, oggi in visita pastorale in
Calabria, è atteso questa mattina dai fedeli a Lamezia Terme, centro
calabrese e polo industriale, culturale e archeologico nel cuore
della Regione. Il Pontefice celebrerà l'Angelus in un enorme
piazzale allestito nell'area industriale alle porte di Lamezia Terme
e, nel pomeriggio, si recherà in visita alla Certosa di Serra San
Bruno. "E' una visita storica, chiederò al Papa
di pregare per questo momento particolare che sta attraversando
Lamezia e la Calabria, nella speranza che le aspettative dei
lametini e dei calabresi vengano esaudite", ha affermato il sindaco
Gianni Speranza, che nel suo discorso parlerà anche degli 8 ciclisti
tragicamente uccisi il 5 dicembre 2010.
La location. Sarà un evento di
massa, sono decine di migliaia i fedeli previsti da tutto il
Mezzogiorno d'Italia. Lamezia Terme lavora da mesi
all'organizzazione dell'appuntamento. La scelta della location è
caduta su un enorme prato, ai margini della città, dopo che il
Vaticano boccio l’area individuata a c/da Rotoli. Dal maxi palco di
quaranta metri, sormontato da una grande croce, Benedetto XVI
reciterà l'Angelus per i centomila fedeli previsti. Una scenografia
essenziale, così come il percorso che seguirà il Pontefice per
raggiungere il centro cittadino al termine della cerimonia
religiosa. A mezzogiorno, infatti, Benedetto XVI raggiungerà la
cattedrale di Lamezia, per poi pranzare nell'Episcopio. Il menù
pensato per il Papa è all'insegna, naturalmente, dei sapori della
Calabria, preparato da Agostino Piccolo Longo.
Coro e orchestra. L'Orchestra
giovanile della Calabria, nata in seno al Conservatorio di Musica 'P.I.Tchaikovsky'
di Nocera Terinese, e la Corale della Schola Cantorum 'Benedetto
XVI', nata in seno alla Schola Cantorum Benedetto XVI di Lamezia
Terme, accompagneranno messa. Per l'occasione si è costituita una
compagine orchestrale di 90 elementi, accompagnata da 300 coristi
selezionati tra i cori delle 62 parrocchie della Diocesi di Lamezia,
e affiancata da un coro di voci bianche di 50 elementi.
La Certosa millenaria. Nel pomeriggio, in elicottero, Benedetto XVI
raggiungerà la Certosa di Serra San Bruno, nel vibonese, cuore delle
Serre calabresi. L'abbazia certosina, fondata da San Bruno sul
volgere dell'undicesimo secolo, ha conosciuto nella storia momenti
di grande ricchezza e splendore alternati a fasi di declino e
abbandono. Benedetto XVI incontrerà la comunità dei certosini e
visiterà una cella e l'infermeria del complesso monastico, per poi
salutare la popolazione del piccolo centro.
L'incognita meteo. L'area allestita
per l'Angelus è dotata di maxi schermi e di un sistema di
amplificazione adatto a grandi eventi del genere. Ma le previsioni
meteo fanno tremare gli organizzatori. Il maltempo previsto al Sud
nel fine settimana potrebbe disturbare non poco i fedeli radunati.
Un disagio aggravato dalle rigide misure di sicurezza che
costringeranno tutti a raggiungere l'area entro le sei del mattino.
Per raggiungere il luogo nel quale si celebrerà l'evento è attivo un
servizio di bus navetta. Traffico bloccato anche in città, dove è
già programmato il percorso della 'papamobile', punteggiato da
migliaia di bandiere del Vaticano.
Il precedente di Karol. Non è la prima volta di un Papa a Lamezia.
Correva l'anno 1984, poche settimane dopo la revisione del
Concordato con l'Italia. Giovanni Paolo II si recò in visita
pastorale in ottobre, proprio nella città tirrenica e nei capoluoghi
della Regione. Agli operai calabresi testimoniò la "vicinanza della
Chiesa", dopo aver celebrato messa nello stadio di Catanzaro e aver
fatto visita ai malati dell'Ospedale Pugliese. Di quella visita si
ricorda anche un simpatico lapsus che lo stesso Wojtyla definì
"imperdonabile" (confuse in un discorso pubblico Reggio Calabria con
Reggio Emilia, provocando il 'rispettoso' brusio della popolazione).
Anche allora il primo cruccio degli organizzatori era il meteo. Ma,
appena giunto all'aeroporto lametino, Papa Giovanni Paolo II esultò:
"A Roma ho lasciato la pioggia, qui ho trovato l'azzurro. La
Calabria vincerà il tempo".
PAPA: DOMANI A
LAMEZIA E SERRA SAN BRUNO, ATTESA E SPERANZA
Lamezia Terme, 8 ott. - Sara' l'abbraccio della Calabria al Santo
Padre. Un avvenimento storico, che mancava in Calabria dalla doppia
visita di Giovanni Paolo II, nel 1984 e nel 1986. E per accogliere
Benedetto XVI, domani 9 ottobre, sono in via di ultimazione i
preparativi a Lamezia Terme e a Serra San Bruno, i due centri
rispettivamente della provincia di Catanzaro e di quella di Vibo
Valentia che ospiteranno gli appuntamenti. Un'intera giornata da
trascorrere con i fedeli, che iniziera' al mattino, quando il Papa
celebrera' la Santa Messa e l'Angelus nell'area ex Sir di Lamezia
Terme, predisposta per accogliere le oltre cento mila persone
previste. Un'immensa spianata realizzata in una delle zone che
avrebbero dovuto garantire lo sviluppo economico e imprenditoriale
di questa terra e che, certamente, portera' il Santo Padre a
riflettere sui temi dell'occupazione e della solidarieta', in un
Mezzogiorno segnato fortemente dalla crisi. L'area del Consorzio ex
Sir sara' intitolata proprio a Benedetto XVI che entrera' tra le ali
di folla con la papamobile, mentre i fedeli saranno accompagnati da
diverse navette che faranno la spola tra la citta' e la zona
prescelta. Il tutto con un servizio d'ordine che blindera' tutto il
percorso del Papa e che impegnera' oltre mille persone delle forze
dell'ordine. Terminata la funzione religiosa domenicale, che sara'
trasmessa in diretta da Rai Uno, Benedetto XVI attraversera' la
citta' di Lamezia Terme con la papamobile per recarsi a pranzo con i
vescovi calabresi. Quindi, la suggestiva tappa pomeridiana tra i
monti di Serra San Bruno, con la tappa principale nella Certosa.
L'arrivo e' previsto in elicottero, allo stadio comunale, intorno
alle 17,15, quindi il corteo con l'auto papale lungo la via
principale del piccolo centro delle Serre. Davanti la Certosa e'
previsto l'incontro con la comunita', con la benedizione del Santo
Padre che, poi, entrera' nella struttura sacra. E' qui che Benedetto
XVI celebrera' i Vespri, proiettati all'esterno, e poi incontrera' i
frati certosini. In serata, intorno alle 19,30, il rientro a Lamezia
Terme e quindi in Vaticano. In Calabria cresce l'attesa per questo
evento e, soprattutto, per le parole che il Papa potra' pronunciare
nell'Angelus, in una terra in cui ogni goccia di fiducia puo'
contribuire a rasserenare un clima che risente molto di un'economia
debole, di infrastrutture latenti e di un condizionamento criminale
che contribuisce a tappare le ali a un territorio dalle
potenzialita' indiscusse.
PAPA: OFFRE PRANZO
ALLA MENSA DELLA CARITAS DIOCESANA DI LAMEZIA
Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Pranzo delle grandi occasioni
alla mensa della Caritas diocesana ubicata nei locali attigui alla
Parrocchia della Beata Vergine Ad
dolorata.
Per le decine di ospiti che quotidianamente frequentano la mensa
questo week end sara' decisamente speciale. Un fine settimana che
restera' impresso nella memoria di tutti in quanto ad offrire il
pranzo e' Sua Santita' Benedetto XVI. "Con questa dimostrazione di
affetto e generosita', il Sommo Pontefice ha voluto esprimere
vicinanza alla nostra gente, in modo particolare alle persone sole e
disagiate della citta' e di tutto il comprensorio che ogni giorno
trovano un pasto caldo
alla
mensa". Cosi' il vescovo diocesano Mons. Luigi Cantafora che ha
accolto con gioia il gesto del Santo Padre che domani sara' per la
prima volta in Calabria, per la Visita Pastorale nella nostra
Diocesi. Ad esprimere soddisfazione anche il diacono Don Peppino
Paone che quotidianamente presta servizio alla mensa. "Il nostro
obiettivo e' stato sempre quello di considerare questo luogo non
soltanto una sala da pranzo ma prima di tutto una struttura
accogliente dove, chi viene a consumare il suo pasto, deve sentirsi
circond
ato
da persone amiche, come se fosse in famiglia. Il fatto che il Papa
abbia avuto questa grande attenzione per la piccola comunita' che si
e' creata qui alla mensa - ha commentato il diacono - non puo' che
renderci felici. Siamo ben lieti di essere presenti nella mente e
nel cuore di Sua Santita' a cui, noi tutti ospiti e collaboratori
della mensa diocesana, rivolgiamo il nostro sentito 'grazie'. A Papa
Benedetto XVI chiediamo una preghiera per i nostri commensali che
vivono nel disagio materiale e spirituale, nella speranza che la Sua
venuta scaldi i nostri cuori ed infondi in noi una speranza nuova".
PAPA: VISITA
BENEDETTO XVI LE MODALITÀ DI AFFLUSSO DEI FEDELI
Lamezia Terme, 8 ott. - La curia di Lamezia Terme,
in vista dell’arrivo di Papa Benedetto XVI rende noto le modalità
previste per l’afflusso dei fedeli all’area industriale di Lamezia
Terme ( ex Sir ) dove Sua Santita’ Benedetto XVI celebrerà la Santa
Messa e l’Angelus, rinnovando la raccomandazione di servirsi
preferibilmente dei sistemi di trasporto organizzati dalle
parrocchie e dalle associazioni cattoliche.
Fedeli della Diocesi di Lamezia Terme
I fedeli dei comuni della Diocesi di Lamezia Terme
potranno utilizzare i “bus navetta” che faranno piu’ viaggi,
partendo dai seguenti punti di raccolta (“capolinea”):
Nicastro: 1) area mercatale presso via Misiani; 2) area via
Scarpino; 3) area palazzetto dello sport.
Sambiase: 1) area mercatale; 2) stadio “Renda”.
S. Eufemia : parrocchia S. Giovanni Battista
I bus navetta saranno scaglionati nelle partenze dai
capolinea in modo che tutti possano avere accesso all’area entro le
ore 07.30 (orario ultimo di arrivo).
Il programma di afflusso dei bus navetta e’ già stato comunicato
alle parrocchie e i fedeli si dovranno attenere strettamente agli
orari e alle indicazioni ricevute per consentire a tutti di
raggiungere l’area entro l’orario previsto.
Dopo la discesa dai bus navetta, i fedeli della diocesi di Lamezia
Terme proseguiranno a piedi, percorrendo uno stradone, denominato “
viale vasche”, fino al luogo della celebrazione, dove occuperanno i
settori assegnati (colore verde per i residenti nella città di
Lamezia Terme – Nicastro – Sambiase – Sant’eufemia e di colore blu
_per i fedeli provenienti dagli altri comuni della diocesi)
attenendosi alle indicazioni degli addetti ai controlli. Il deflusso
avverrà con le modalità che saranno indicate sul luogo della
celebrazione attraverso il sistema di amplificazione.
Fedeli delle altre diocesi
I fedeli provenienti dalle altre diocesi calabresi
utilizzeranno i bus cosiddetti “stanziali”, cioe’ quelli che
trasportano i fedeli e, dopo l’arrivo, resteranno parcheggiati in
aree appositamente individuate fino alla partenza.
I bus stanziali, qualunque sia la provenienza (nord,
sud, ovest rispetto a Lamezia Terme) devono obbligatoriamente uscire
dallo svincolo autostradale a/3 di Pizzo (VV). Imboccando la ss18
dal bivio Angitola – direzione nord.
Dopo l’ingresso nell’area industriale i fedeli
dovranno rimanere a bordo finche’ l’autobus non raggiungerà l’area
di parcheggio assegnata e il punto preciso di sosta. I fedeli devono
annotare l’area di parcheggio, il punto di sosta, il telefono
dell’autista e del capogruppo, nonche’ il numero dell’autorizzazione
riportato sul passi d’accesso del bus (foglio applicato sul
parabrezza) e il numero di targa del veicolo, per non avere
difficolta’ nel ritrovare l’autobus al termine della celebrazione
eucaristica.
Per raggiungere l’area della santa messa, i fedeli,
dopo la discesa dal pullman, dovranno proseguire a piedi, attraverso
i camminamenti interni all’area industriale, fino ad imboccare una
strada denominata “viale delle industrie” che reca direttamente
all’area della santa messa.
I settori assegnati ( colore bianco ) dovranno
essere occupati attenendosi alle indicazioni degli addetti ai
controlli ai quali va mostrato obbligatoriamente il tagliando di
accesso che deve essere tenuto in mano.
Al termine della cerimonia religiosa, i fedeli
giunti con bus stanziali dovranno permanere sul posto e il deflusso
avverra’ con le modalita’ che saranno comunicate con il sistema di
amplificazione.
Afflusso dei movimenti e delle associazioni cattoliche
Gli appartenenti ai movimenti e alle associazioni
cattoliche giungeranno nell’area della celebrazione con gli stessi
autobus previsti per gli altri fedeli, salvo che abbiano provveduto
con bus autonomi.
I predetti osserveranno le medesime modalita’ di
accesso degli altri fedeli, ma prenderanno posto nei settori loro
riservati (colore rosso), a prescindere dalla provenienza.
Altre possibilita’ di avvicinamento all’area della Santa Messa
Oltre alle modalita’ di accesso con gli autobus ,
non vi sono altre possibilita’ per entrare con veicoli nell’area
della celebrazione, fatte salve speciali
categorie(disabili,tecnici,forze di polizia,ecc.).
Si precisa che alle autovetture private e’
interdetto, in modo assoluto l’accesso alla statale18, dalla rotonda
Bellafemmina al bivio Angitola (VV), unico asse di collegamento
esistente.
Anche sulle strade che recano alla statale 18 sono
state disposte limitazioni alla circolazione dei veicoli privati,
per consentire il transito degli autobus che trasportano i fedeli.
Nel rinnovare la raccomandazione di servirsi del
sistema di trasporto predisposto dalle parrocchie, si fa presente
che le possibilita’ di avvicinamento delle autovetture private alla
zona della celebrazione, sono le seguenti:
Provenienza nord – est: SS 280 –svincolo SS 280 per
Maida – s.p. 87 (fino a loc. Casetta postale)- s.p. 167 - s.p. 113
fino all’ingresso di San Pietro Lametino (nel centro abitato è
vietato sostare).
Le autovetture potranno parcheggiare solo in modo
lineare (veicoli accodati uno dietro all’altro) ed esclusivamente
sul lato destro della carreggiata, fatta eccezione dei tratti
curvilinei della strada e nei restringimenti della carreggiata.
In sostanza, deve essere garantita la
transitabilita’ della strada, per le forze di polizia, i mezzi di
soccorso e per i residenti.
I posti auto utilizzabili in modo lineare sono circa
400.
Nell’abitato di San Pietro Lametino, dove e’
precluso l’accesso alle autovetture private, verra’ predisposto un
servizio di bus navetta, fino al luogo della celebrazione, a partire
dalle ore 05.30.
Provenienza sud: uscita pizzo autostrada a/3 – bivio
angitola – ss 19 dir.- ss167 iv- zona industriale di Acconia. E’
precluso l’accesso alla SS 18.
Le autovetture potranno parcheggiare nei piazzali
antistanti le fabbriche, per una capienza massima di 700/800
veicoli.
Per raggiungere la zona della celebrazione, anche
dall’area industriale di Acconia verrà predisposto un servizio di
bus navetta .
Il ritiro dei pass individuali per assistere alla
Santa Messa potra’ avvenire presso le parrocchie, fino alle ore
20.00 dell’8 ottobre 2011.
Coloro che saranno impossibilitati a ritirarlo,
potranno richiederlo al punto di arrivo dei bus navetta
Raccomandazioni
Le autovetture private non devono per nessun motivo
discostarsi dai percorsi indicati ed i conducenti devono rispettare
tutte le indicazioni per non creare intralcio al traffico e alla
circolazione degli altri veicoli.
Esibire i pass individuali ai varchi predisposti
prima di entrare nei settori riservati ai fedeli, senza attendere la
richiesta del personale preposto ai controlli.
Portare al seguito indumenti per proteggersi dalla
eventuale pioggia,viveri a sacco, acqua e sediolina per riposarsi
durante il periodo di permanenza nell’area della santa messa.
PAPA: OFFRE PRANZO A MENSA CARITAS DIOCESANA DI LAMEZIA
Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Pranzo delle grandi occasioni
alla mensa della Caritas diocesana ubicata nei locali attigui alla
Parrocchia della Beata Vergine Addolorata. Per le decine di ospiti
che quotidianamente frequentano la mensa questo week end sara'
decisamente speciale. Un fine settimana che restera' impresso nella
memoria di tutti in quanto ad offrire il pranzo e' Sua Santita'
Benedetto XVI. "Con questa dimostrazione di affetto e generosita',
il Sommo Pontefice ha voluto esprimere vicinanza alla nostra gente,
in modo particolare alle persone sole e disagiate della citta' e di
tutto il comprensorio che ogni giorno trovano un pasto caldo alla
mensa". Cosi' il vescovo diocesano Mons. Luigi Cantafora che ha
accolto con gioia il gesto del Santo Padre che domani sara' per la
prima volta in Calabria, per la Visita Pastorale nella nostra
Diocesi. Ad esprimere soddisfazione anche il diacono Don Peppino
Paone che quotidianamente presta servizio alla mensa. "Il nostro
obiettivo e' stato sempre quello di considerare questo luogo non
soltanto una sala da pranzo ma prima di tutto una struttura
accogliente dove, chi viene a consumare il suo pasto, deve sentirsi
circondato da persone amiche, come se fosse in famiglia. Il fatto
che il Papa abbia avuto questa grande attenzione per la piccola
comunita' che si e' creata qui alla mensa - ha commentato il diacono
- non puo' che renderci felici. Siamo ben lieti di essere presenti
nella mente e nel cuore di Sua Santita' a cui, noi tutti ospiti e
collaboratori della mensa diocesana, rivolgiamo il nostro sentito
'grazie'. A Papa Benedetto XVI chiediamo una preghiera per i nostri
commensali che vivono nel disagio materiale e spirituale, nella
speranza che la Sua venuta scaldi i nostri cuori ed infondi in noi
una speranza nuova".
PAPA: SCOPELLITI CONSEGNERA' ESCLUSIVA OPERA DI GERARDO SACCO
Catanzaro, 8 ott. - "La strada che porta ai pascoli d'erba passa
attraverso il deserto: noi ci consideriamo un popolo in cammino. In
occasione della solenne visita pastorale in Calabria, che Sua
Santita' Benedetto XVI benedica la nostra terra e ci accompagni nel
viaggio del cambiamento". Vergate a mano su una pregiata pergamena,
sono queste le parole del Presidente Giuseppe Scopelliti che
presenteranno l'omaggio della Regione Calabria a Sua Santita'
Benedetto XVI domani in visita a Lamezia Terme e alla Certosa di
Serra San Bruno. Il regalo consegnato a nome dei calabresi - informa
una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta - sara' costituito da una
esclusiva opera d'arte di Gerardo Sacco. Si tratta di un gioiello
d'argento a forma di croce con una scultura del Cristo su una base
di cristallo. Per realizzare l'opera, l'artista crotonese famoso in
tutto il mondo, si e' ispirato alla Stauroteca portata in dono
dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II nel 1222 in
occasione della riconsacrazione del Duomo di Cosenza e attualmente
conservata nel Museo Diocesano della citta' bruzia. Inoltre, il
pezzo d'argento e' sormontata da fronde dell'albero di ulivo,
simbolo della fede e frutto secolare della Calabria, terra di
profonda cultura e di grande storia.
PAPA: SINDACO LAMEZIA TERME CONSEGNERA' DONO
Lamezia Terme (Catanzaro), 8 ott. - Il sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza, in occasione della visita pastorale di Papa
Benedetto XVI alla citta', fara' omaggio al Santo Padre, a nome
dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunita' cittadina,
della deliberazione con la quale si e' decisa la concessione del
terreno necessario alla realizzazione del nuovo complesso diocesano
dedicato a San Benedetto. L'atto, stampato su carta pregiata dalla
Rubbettino, verra' donato al Papa in un Portadocumenti in esemplare
unico con targa ricordo.
PAPA: VESCOVO LOCRI,
MOMENTO DI GIOIA PER TUTTI NOI CATTOLICI
Lamezia Terme, 8 ott. - "Domani il Papa giunge a Lamezia. Deve
essere un momento di gioia per tutti noi cattolici di Calabria. La
presenza del Papa, dovunque egli va, e' sempre un motivo di grazia
per la terra visitata e per la gente che incontra. Il Papa ci porta
la benedizione di Dio, ci conferma nella fede, ci aiuta a leggere i
problemi della nostra terra a partire dalla fede, ci incoraggia ad
avere speranza e a non desistere mai dal combattere il male e dal
fare il bene". Lo afferma il vescovo di Locri, monsignor Giuseppe
Fiorini Morosini. "Alcuni di noi andremo a Lamezia per partecipare
di persona all'evento. La gran parte di voi - aggiunge - non potra';
ma vi invito a seguire la diretta televisiva della S. Messa. Io
avro' l'occasione di incontrarlo e chiedero' per la nostra Diocesi
la benedizione. Vi invito in modo particolare a seguire con
attenzione quanto ci dira' con i suoi discorsi, che saranno
sicuramente ispirati dallo Spirito santo. Come avviene per tutti i
luoghi che visita, egli ci spieghera' la Parola di Dio facendo
riferimento ai problemi della nostra terra. Sara' per tutti noi una
grande lezione per come leggere la Bibbia con gli occhi aperti sulla
storia che viviamo. Su questi discorsi ritornero' nei prossimi
giorni, per cogliere le indicazioni utili alla nostra crescita nella
fede e nell'impegno sociale e politico. Preghiamo per il Papa.
Chiediamo al Signore che questa visita sia per tutta la Regione un
momento di grazia e segni una spinta per il progresso della nostra
terra. Il Signore Dio apra il nostro cuore all'azione dello
Spirito".
PAPA: STUDENTI
CATTOLICI UNICAL CON 4 AUTOBUS A LAMEZIA TERME
Lamezia Terme, 8
ott. - Gli studenti dell'Universita' della Calabria si preparano per
salutare il Santo Padre, Benedetto XVI, che domani rendera' visita
alla nostra Terra. Sono quattro gli autobus che dalle pensiline
dell'UniCal giungeranno in pullman a Lamezia Terme per ascoltare le
parole del Pontefice, nell'area del consorzio ex Sir. La partenza
per la citta' lametina e' prevista per le cinque del mattino, mentre
il rientro ad Arcavacata di Rende nel pomeriggio. "Nel Suo alto
magistero non e' mai mancata l'attenzione per il mondo degli
universitari - affermano alcuni studenti -, Sono incessanti i suoi
appelli per un impegno dei giovani studenti perche' le comunita'
universitarie sono chiamate ad un compito storico notevole: quello
di superare pre-comprensioni e pregiudizi che talvolta impediscono
lo sviluppo di una cultura autentica. Lavorando in sinergia le
Universita' possono indicare che e' possibile un nuovo dialogo e una
nuova collaborazione tra la fede cristiana e i diversi saperi, senza
confusione e senza separazione, ma condividendo la medesima
aspirazione a servire l'uomo nella sua pienezza".
PAPA: SPEZIALI (SACAL),
UN GRANDE EVENTO PER LA CALABRIA
Lamezia Terme, 8 ott. - "Una grande evento per la Calabria. La
visita di Papa Benedetto XVI e' una notizia straordinaria per tutti
i Calabresi che riconoscono in questo fondamentale messaggio di
attenzione del Pontefice uno straordinario segnale di speranza per
un futuro migliore". Lo ha affermato l'ing. Vincenzo Speziali,
presidente della Sacal, la societa' che gestisce l'Aeroporto
Internazionale di Lamezia Terme. "L'intero pianeta sta vivendo una
lunga fase di disorientamento prima di tutto etico e morale, e poi
ancora sociale e civile. Guerre, fame, dolori, sofferenze,
ingiustizie continuano ad essere protagoniste della vita di milioni
di uomini nei Cinque Continenti. Anche in Europa, e nel nostro
Mezzogiorno, sono molti - ha aggiunto il presidente Speziali - i
motivi di preoccupazione e i fattori di crisi, soprattutto se
guardiamo ai tanti segnali di sfiducia e di scoraggiamento che
provengono dai piu' giovani. Le emergenze da sanare sono ancora
molte, ed alla base di ogni ipotesi di rinascita c'e' prima di tutto
la riscoperta dei nostri valori e princi'pi piu' forti e radicati,
delle verita' cristiane che guardano al rispetto della persona
umana, alla difesa dei bisognosi e dei piu' deboli, al trionfo della
solidarieta' e della pace, alla salvaguardia della famiglia. E' per
questa ragione che la visita di Sua Santita' si arricchisce di
contenuti ancora piu' nobili e preziosi per la nostra collettivita'.
Le sue parole rimarranno senz'altro scolpite nel cuore di tutti i
calabresi e ci serviranno da guida per il presente ed il futuro. Mi
sia consentito infine - conclude il presidente della Sacal - un
modesto riferimento di orgoglio per l'Aeroporto internazionale di
Lamezia Terme, infrastruttura strategica per il rilancio della
Calabria, che oggi vedra' atterrare l'aereo che condurra' il Papa
tra di noi. Una data storica che non dimenticheremo e che salutiamo
con devozione e gioia".
PAPA: PRINCIPE (PD)
RICORDA L'INCONTRO IN VATICANO
Lamezia Terme, 8 ott. - "Nel momento in cui arriva in Calabria il
Santo Padre, mi e' caro ricordare l'incontro avuto in Vaticano con
Benedetto XVI da una delegazione della Giunta Loiero". E' quanto
afferma in una nota Sandro Principe, capogruppo del Pd alla Regione.
"Il Presidente Loiero, l'on. Doris Lo Moro, l'on. Mario Pirillo ed
io fummo ricevuti da Sua Santita' per ringraziare la Calabria, che
quell'anno aveva offerto in dono l'albero di Natale, proveniente
dalla Sila. L'incontro fu molto bello e commovente - prosegue
Principe - Loiero racconto' a Papa Ratzinger l'attentato da me
subito e la diffusa convinzione che la mia sopravvivenza fosse
dovuta ad un miracolo. Il Papa, con i suoi modi semplici e garbati,
ci mise completamente a nostro agio: in me si rafforzo' la
convinzione che autorevolezza, grandi capacita' intellettuali ed
enormi responsabilita', in questo caso planetarie, possono convivere
con il dono della semplicita'. Rammento ancora le Sue parole di
conforto e di benedizione - conclude Principe - che rimarranno
impresse in modo indelebile nella mia memoria".
PAPA: VESCOVO LAMEZIA, ARRIVA PER SCUOTERCI DA RASSEGNAZIONE
Lamezia Terme, 8 ott. - (dall'inviato Salvatore Izzo) Con la sua
visita a Lamezia Terme, Benedetto XVI intende "svegliare" la
Calabria e l'intero Mezzogiorno d'Italia da una sorta di apatia che
sembra aver ripreso il sopravvento dopo i forti segnali di risveglio
che in questa regione erano legati in particolare agli episcopati
profetici di monsignor Giuseppe Agostino a Cosenza-Bisignano e di
monsignor Giancarlo Bregantini a Locri. "La parola di Benedetto XVI
- spiega il vescovo di Lamezia, monsignor Antonio Cantafora - ci
scuotera', ci invitera' a riprendere in mano la vita, a non
lasciarci andare alla rassegnazione di giorni uguali, di gesti
ripetuti come chi non ha speranza. Noi gli chiederemo di essere
portati nel suo cuore di padre: tante sono, infatti, le situazioni
che ci opprimono e ci scoraggiano". Secondo il presule, il seme
gettato dai suoi confratelli e soprattutto da Giovanni Paolo II
nelle visite dell'84 e dell'86 ha tuttavia fatto germogliare una
Chiesa attenta alla formazione spirituale dei propri fedeli, ma
anche pronta con i suoi giovani - associati nelle cooperative che
beneficiano del sostegno della Cei e della Caritas attraverso il
progetto Policoro, e in una miriade di iniziative, tra cui spiccano
quelle di Libera, il coordinamento promosso da don Luig Ciotti - a
scendere in campo nella lotta contro la disoccupazione e a
contrastare con coraggio la prepotenza della criminalita'
organizzata. Un impegno che - negli auspici del vescovo Cantafora -
con la visita del Papa dovrebbe diventare pero' piu' concreto e
generalizzato, esteso davvero a tutta la popolazione e non solo a
alcuni gruppi, come sembra accadere ggi. Perche' qui in Calabria
l'appello dello stesso Pontefice - pronunciato nel settembre 2007 a
Cagliari e rilanciato in questi giorni dal presidente della Cei
Angelo Bagnasco - a una rinnovata presenza dei cattolici nella vita
politica, sociale e economica, assume un significato perticolare
essendo la regione italiana con il piu' basso reddito procapite e il
piu' alto tasso di disoccupazione. E mentre a Lamezia Terme tutto e'
pronto per l'arrivo del Pontefice - la citta' e' ricoperta dai
colori bianco e giallo delle bandiere vaticane, e le strade sono
gia' transennnate per consentire alla popolazione di salutare il
corteo papale diretto alla zona industriale ex Sir, dove Benedetto
XVI celebrera' con tutti i vescovi della Calabria e davanti a un
numero di fedeli che Radio Vaticana gia' prevede "superiore alle
aspettative" in quanto ai fedeli locali si aggiungeranno quelli in
arrivo da tutta la regione con oltre mille pullman, il sindaco di
Lamezia, Gianni Speranza loda con i giornalisti quanto sta facendo
"un'associazione d'imprenditori contro il racket" in questa che,
osserva, "resta una citta' a rischio". Il sindaco Speranza ricorda
in un'intervista alla Radio Vaticana "il viaggio del presidente
della Repubblica nel 40esimo anniversario della citta' ed il suo
bagno di folla tra i giovani". "E adesso - dice a poche ore ormai
dall'arrivo di Ratzinger - c'e' questa straordinaria visita, piu'
che una semplice visita, perche' per la citta' e' un dono". Secondo
il sindaco di Lamezia il problema principale e' la disoccupazione:
"i giovani - infatti - hanno la sventura di non poter rimanere qui.
Dopo aver terminato gli studilmeno il 70 per cento dei giovani di
Lamezia e' costretto a restare fuori. Se tutti i giovani di questa
citta' rimanessero qui una volta finiti gli studi, Lamezia non
avrebbe nulla da invidiare alle migliori citta' italiane. Se le
migliori energie di questa citta' potessero restare, non ci sarebbe
piu' nulla da fare - assicura - per la mafia o la cattiva politica".
E proprio ai giovani monsignor Cantafora, ha voluto indirizzare una
lettera in vista della visita del Pontefice, invitandoli "a non
essere solo spettatori ma protagonisti di questa visita. "L'attesa
del Papa - spiega - ha messo in moto tante cose nella nostra
diocesi, tra cui anche i bambini e i giovani, rendendoli realmente
partecipi attraverso dei concorsi, delle gare, in modo che la visita
del Santo Padre e' diventata, per questi stessi ragazzi, un
argomento di riflessione. Hanno prodotto anche dei lavori che dicono
la grande sensibilita', il grande amore che i giovani hanno per il
Santo Padre". Secondo il vescovo, "la Chiesa deve organizzare
l'amore dei giovani per questa terra, dando loro la certezza di non
essere soli". "La mia speranza - confida - e' che la visita del
Santo Padre diventi realmente una primavera, quella primavera che
questi giovani attendono, affinche' possano rimanere in questa
terra. Perche' essere sradicati da questa terra e' sempre uno
strappo. Noi vediamo che quando questi giovani ritornano, tornano
anche con il desiderio di restare, ma il lavoro che manca tante
volte crea un ostacolo".
Il vescovo tiene pero' a ricordare anche i valori della Calabria,
che sono grandi quanto i problemi che l'affliggono: "appartenere
alla Calabria - ricorda - significa innanzitutto conservare quel
patrimonio che c'e' nella nostra terra: il patrimonio della
famiglia, il patrimonio della speranza, il patrimonio della
solidarieta' che spesso e volentieri qui si vede con molta facilita'
ed ha molta visibilita'. Ma anche la speranza che, attraverso
l'impegno, possa essere messa da parte l'illegalita' e la mafiosita'
che tante volte impera in certi ambienti". "La nostra terra -
sottolinea ancora il presule - e' una terra di Santi, una terra di
uomini che sono stati accanto al popolo, per cui la nostra terra
certamente ha dei valori, delle risorse che, se noi le riprendiamo
in mano e credo che il Santo Padre ci indirizzera' su questa strada:
se noi riprendiamo queste tradizioni come la famiglia, la pieta'
popolare, l'accoglienza, vediamo che sono tutti valori che fanno
parte del patrimonio stesso della nostra terra". - monsignor
Cantafora, ha voluto indirizzare una lettera ai bambini e ai giovani
invitandoli a non essere solo spettatori ma protagonisti di questa
visita. "L'attesa del Papa - spiega - ha messo in moto tante cose
nella nostra diocesi, tra cui anche i bambini e i giovani,
rendendoli realmente partecipi attraverso dei concorsi, delle gare,
in modo che la visita del Santo Padre e' diventata, per questi
stessi ragazzi, un argomento di riflessione. Hanno prodotto anche
dei lavori che dicono la grande sensibilita', il grande amore che i
giovani hanno per il Santo Padre". Secondo il vescovo, "la Chiesa
deve organizzare l'amore dei giovani per questa terra, dando loro la
certezza di non essere soli". "La mia speranza - confida - e' che la
visita del Santo Padre diventi realmente una primavera, quella
primavera che questi giovani attendono, affinche' possano rimanere
in questa terra. Perche' essere sradicati da questa terra e' sempre
uno strappo. Noi vediamo che quando questi giovani ritornano,
tornano anche con il desiderio di restare, ma il lavoro che manca
tante volte crea un ostacolo".
Il vescovo tiene pero' a ricordare anche i valori della Calabria,
che sono altrettanto grandi come i problemi che l'affliggono:
"appartenere alla Calabria - ricorda - significa innanzitutto
conservare quel patrimonio che c'e' nella nostra terra: il
patrimonio della famiglia, il patrimonio della speranza, il
patrimonio della solidarieta' che spesso e volentieri qui si vede
con molta facilita' ed ha molta visibilita'. Ma anche la speranza
che, attraverso l'impegno, possa essere messa da parte l'illegalita'
e la mafiosita' che tante volte impera in certi ambienti". "La
nostra terra - conclude il presule - e' una terra di Santi, una
terra di uomini che sono stati accanto al popolo, per cui la nostra
terra certamente ha dei valori, delle risorse che, se noi le
riprendiamo in mano e credo che il Santo Padre ci indirizzera' su
questa strada perche' possiamo riprendere queste tradizioni come la
famiglia, la pieta' popolare, l'accoglienza, tutti valori che fanno
parte del patrimonio stesso della nostra terra".
BENEDETTO
VXI: DIOCESI LAMEZIA TERME L’ALTARE DEL PAPA
Lamezia
Terme, 7 ott. Nel progettare la realizzazione dei tre luoghi chiave
della celebrazione (Altare, sede presidenziale e Ambone) e degli
altri elementi presenti sul palco della celebrazione eucaristica
presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI il 9 ottobre prossimo, si è
pensato di rendere visibile il legame della Diocesi di Lamezia Terme
alla figura del Sommo Pontefice. Nel corso della sua storia la
Diocesi di Nicastro (ora Lamezia Terme) ha ricevuto la visita di tre
papi ed ha avuto due vescovi che poi sono stati eletti sul soglio di
Pietro. I vari elementi sono stati ideati dal direttore dell'Ufficio
Liturgico, don Aldo Figliuzzi, e realizzati da Suor M. Ecclesia
Pereira osb (Monastero della Resurrezione, San Michele di
Serrastretta) - nei dipinti - e dall'antica falegnameria Coschino.
LA SEDE
PRESIDENZIALE
Presiedere (prae-sedere)
vuol dire sedere di fronte, essere quindi in evidente rapporto
comunicativo con coloro che partecipano alla celebrazione dei santi
e divini misteri.
La sede è il luogo liturgico che esprime il ministero di colui che
guida l'assemblea e presiede la celebrazione nella persona di
Cristo, Capo e Pastore, e nella persona della Chiesa, suo Corpo.
La sede si caratterizza per la presenza dello stemma del Papa
Benedetto XVI, perché essa è segno del suo ruolo di capo e di guida
del popolo cristiano.
Lo scudo di Papa Benedetto XVI contiene tre simbolismi: nel punto
più nobile dello scudo, vi è una grande conchiglia di oro, la quale
ha una triplice simbologia.
Essa dapprima ha un significato teologico: vuole ricordare la
leggenda attribuita a sant'Agostino, il quale incontrando un
giovinetto sulla spiaggia, che con una conchiglia cercava di mettere
tutta l'acqua del mare in una buca di sabbia, gli chiese cosa
facesse. Quello gli spiegò il suo vano tentativo, ed Agostino capì
il riferimento al suo inutile sforzo di tentare di far entrare
l'infinità di Dio nella limitata mente umana. La leggenda ha un
evidente simbolismo spirituale, per invitare a conoscere Dio,
seppure nell'umiltà delle inadeguate capacità umane, attingendo alla
inesauribilità dell'insegnamento teologico. La conchiglia, inoltre è
da secoli usata per rappresentare il pellegrino: simbolismo che
Benedetto XVI vuole mantenere vivo, calcando le orme di Giovanni
Paolo II, grande pellegrino in ogni parte del mondo. Essa è anche il
simbolo presente nello stemma dell'antico Monastero di Schotten,
presso Regensburg (Ratisbona) in Baviera, cui Joseph Ratzinger si
sente spiritualmente molto legato.
Nel cantone destro dello scudo (a sinistra di chi guarda) vi è una
testa di moro con labbra, corona e collare di rosso. È l'antico
simbolo della Diocesi di Frisinga di cui Papa Benedetto è stato
vescovo.
Nel cantone sinistro della cappa, compare un orso, di colore bruno
che porta un fardello sul dorso. Un'antica tradizione racconta come
il primo Vescovo di Frisinga, san Corbiniano (nato verso il 680 in
Chartres, Francia, morto l'8 settembre 730), messosi in viaggio per
recarsi a Roma a cavallo, mentre attraversava una foresta fu
assalito da un orso, che gli sbranò il cavallo. Egli però riuscì non
solo ad ammansire l'orso, ma a caricarlo dei suoi bagagli facendosi
accompagnare da lui fino a Roma. Per cui l'orso è rappresentato con
un fardello sul dorso.
La facile interpretazione della simbologia vuole vedere nell'orso
addomesticato dalla grazia di Dio lo stesso Vescovo di Frisinga, e
suole vedere nel fardello il peso dell'episcopato da lui portato.
LA BASE PER
L'IMMAGINE DELLA MADONNA DELLA QUERCIA
La base
riporta gli elementi dello stemma del Beato Papa Giovanni
Paolo II, il quale atterrò a Lamezia Terme in occasione della sua
Visita Pastorale in Calabria nel 1984.
Lo stemma del beato è un omaggio al mistero centrale del
cristianesimo: quello della Redenzione.
Raffigura principalmente una croce, la cui forma presenta
un'inusuale spostamento della parte verticale della croce a motivo
della grande e maestosa M maiuscola: questa M sta a significare la
presenza della Madonna sotto la croce e la sua eccezionale
partecipazione alla Redenzione.
LA BASE PER LA PRIMA PIETRA DELLA CHIESA DI SAN BENEDETTO
Sul fronte
della base è raffigurata un lato della medaglia di San Benedetto che
presenta una croce, al cui interno e attorno alla quale si trovano
le lettere iniziali di un'orazione o esorcismo, che recita così (in
latino e in italiano)
Crux Sancti
Patris Benedicti
Croce del Santo Padre Benedetto
Crux Sacra Sit Mihi Lux
La Santa Croce sia la mia luce,
Non Draco Sit Mihi Dux
Non sia il demonio mio condottiero
Vade Retro Satana
Fatti indietro, Satana
Numquam Suade Mibi Vana
Non mi attirare alle vanità,
Sunt Mala Quae Libas
Sono mali le tue bevande
Ipse Venena Bibas
Bevi tu
stesso il tuo veleno.
In questo
breve testo, la vittoria sul demonio viene attribuita alla croce di
Gesù Cristo, che è luce e guida per il fedele, e che si oppone al
veleno ed alla cattiveria del tentatore. Con il segno di salvezza
(la croce), San Benedetto si liberò dal veleno che alcuni cattivi
monaci gli offrirono: «...a mensa, secondo una loro usanza,
presentarono all'abate per la benedizione il recipiente di vetro che
conteneva la mortale bevanda. Benedetto alzò la mano e tracciò il
segno della croce. Il recipiente era sorretto in mano ad una certa
distanza: il santo segno ridusse in frantumi quel vaso di morte,
come se al posto di una benedizione vi fosse stata scagliata una
pietra. Comprese subito l'uomo di Dio che quel vaso non poteva
contenere che una bevanda di morte, perché non aveva potuto
resistere al segno che dona la vita». L'episodio, secondo il
racconto di San Gregorio Magno, dovette ispirare le parole
dell'esorcismo riferite alla bevanda che è offerta dal Maligno, così
come la protezione attribuita al segno della croce.
ALTARE E AMBONE
L’Altare è segno della centralità di Cristo in mezzo al suo popolo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “l’Altare cristiano è
simbolo di Cristo stesso, presente in mezzo all’assemblea dei suoi
fedeli sia come la vittima offerta per la nostra riconciliazione,
sia come alimento celeste che si dona a noi” (1383). Al centro
dell’Altare è raffigurata la croce di Gesù Cristo: una croce «vuota»
(senza crocifisso), perché Colui che vi è stato inchiodato è
risorto; una «croce gloriosa» (dorata con pietre), rimando alla
risurrezione e segno di vita e di vittoria. Dalla montagna sulla
quale poggia la croce sgorgano quattro fiumi. Il simbolo evoca la
descrizione dell’Eden di Genesi 2,9-10, dove, all’interno del
giardino paradisiaco bagnato dai quattro fiumi, si erge l’albero
della vita (figura profetica della croce per i Padri della Chiesa) e
con arditezza rimanda alla Chiesa come «figura» del Paradiso, luogo
«ritrovato»,
perché ridonato, della comunione con Dio e della pienezza di vita:
la Chiesa nasce dalla croce, si sviluppa a partire da questa,
attingendo da essa l’acqua viva dello Spirito, i fiumi delle
Scritture e dei sacramenti. I cervi, che vengono a dissetarsi a
questa fonte di vita, sono l’immagine dei fedeli che, rigenerati
dall’acqua del battesimo e dissetati dalla verità evangelica,
entrano nella vita nuova dischiusa dal sacrificio di Cristo. Questa
vita nuova, immortale, donata ai credenti non è solo una promessa
futura, ma è già fruibile nell’oggi attraverso l’Eucaristia
(rappresentata dalle spighe di grano dietro il cerbiatto, simbolo
presente nello stemma di Papa Marcello II, vescovo di Nicastro nel
1539-1540) perché l’Eucaristia è un pegno della gloria futura. Nel
complesso della raffigurazione il cerbiatto seduto presso le spighe
indica come accostarsi per ricevere il Corpo di Cristo non è un atto
di presunzione, ma una necessità poiché identifica col Cuore di
Cristo, sostiene le nostre forze lungo il pellegrinaggio della vita,
fa desiderare la vita eterna e già unisce alla Chiesa del Cielo,
alla Santa Vergine Maria e a tutti i Santi. Solo il pane e il vino
trasformati in Corpo e Sangue di Cristo, trasformano a loro volta e,
per l’azione dello Spirito, fanno diventare i fedeli creature nuove.
L'ambone (dal greco anabaino: "su cui si sale") è un luogo
liturgico, riservato all'annuncio della parola di Dio che proviene
dall'alto e scende a vivificare il popolo redento. Al centro
dell'ambone è raffigurato un albero (simbolo presente nello stemma
del Papa Innocenzo IX, vescovo di Nicastro nel 1560-1575) simbolo di
ogni fedele che nella propria vita ricerca la beatitudine. Dietro
l'albero è presente una mandorla blu oltremarino (il colore
dell'Assoluto): essa è segno della separazione dal mondo creaturale
e rappresenta la divinità di Dio e il mistero della sua assoluta
trascendenza. La Santissima Trinità, che nel suo circolo d'amore
tende a manifestarsi all'uomo (rappresentata dalla luce che si
promana dalla mandorla), è la fonte della luce: «Io sono la luce del
mondo, chi segue me... avrà la luce della vita» (Gv 8,12). La Santa
Trinità è adorata dai quattro viventi (Ez 1,5-21; Ap 4,6-7), simboli
delle potenze dell'universo e – nella tradizione medioevale –
simboli degli evangelisti: l'angelo (Matteo) e l'aquila (Giovanni),
il bue (Luca) e il leone (Marco) tengono i testi sacri, il Vangelo
della vita. È dal libro dei Vangeli che si emana la vera acqua che
porta la vita all'uomo: così l'uomo che ascolta la Parola di Dio e
la mette in pratica è come un albero piantato lungo corsi d'acqua
che darà frutto a suo tempo e le sue opere riusciranno (Sal 1). Ma
al fedele è sempre richiesto la ricerca quotidiana di un incontro
con la Parola che salva: un incontro dove la Parola ascoltata non è
semplicemente udita, ma fatta penetrare nel proprio cuore e nella
propria vita. Questo aspetto è simboleggiato dalla caratteristica
dell'albero che con le sue radici ricerca l'acqua e per questo le
protende verso essa.
PAPA: VISITA IN CALABRIA, 3 ORE DI DIRETTA SU RAI INTERNATIONAL
Lamezia Terme, 8 ott. - Il racconto del primo viaggio di un
pontefice in Calabria, quello di Papa Wojtyla che nell'ottobre 1984
accolto dalla folla festante nello stadio di Cosenza ebbe a dire "La
Calabria, da stasera, ha un calabrese in piu'. Questa terra ha tanto
posto nel mio cuore". E ancora: il secondo viaggio in Calabria di
Giovanni Paolo II, nel 1988, e l'intervista all'allora Cardinale
Joseph Ratzinger che nel 1997 visito' per la prima volta la
Calabria. Sono questi i temi d'apertura dello speciale di "Cristianita'"
la rubrica domenicale di Rai International (Direttore Responsabile
Daniele Renzoni), la trasmissione televisiva che va in mondovisione,
condotta da suor Myriam Castelli, in onda domani domenica 9 ottobre
a partire dalle ore 9,30, ora italiana.Al centro dello speciale di
tre ore, il viaggio di Benedetto XVI a Lamezia Terme, in Calabria e
la S. Messa nella periferia industriale della citta'. In un solo
giorno il Pontefice abbraccera' l'intera regione, una terra
splendida dal punto di vista storico e paesaggistico, continuamente
sfidata dalla storia e messa alla prova dai disastri idrogeologici,
dalla disoccupazione e dall'"ndrangheta", una delle piaghe piu'
profonde del Sud che i Vescovi italiani hanno recentemente definito
un vero e proprio "cancro" sociale.L'ultima parte del dialogo con
gli ospiti e' riservata alla visita, nel pomeriggio, di Benedetto
XVI alla Certosa di Serra San Bruno, la piu' antica Certosa
d'Italia, dove vivono i monaci di clausura fondati da San Bruno: i
Cistercensi.Dopo il messaggio all'Angelus del Santo Padre il dialogo
con gli ospiti prosegue sugli eventi e l'attualita' ecclesiale.Tra
gli ospiti in studio, a commentare la visita del Santo Padre, ci
sara' anche il Caporedattore dell'Agenzia Azionale della TGR, Pino
Nano, che per quasi un decennio, da Caporedattore della sede RAI
della Calabria, ha seguito l'evoluzione della Certosa di Serra San
Bruno, realizzando uno speciale all'interno dell'Eremo che Rai
International all'epoca trasmise in tutto il mondo. Insieme a lui ci
saranno due teologi, don Roberto Tomaino e Padre Giacobbe Elia della
Fraternita' Missionaria Mariana che commenteranno la Messa in
Diretta da Lamezia Terme.L'occasione servira' a riproporre nel corso
della Diretta di domani le immagini inedite dei monaci di clausura e
soprattutto le immagini e il servizio che l'allora Inviato della TGR
Franco Bruno realizzo' all'interno della Certosa quando il 5 ottobre
del 1984 a varcare il grande portone di ingresso fu Papa Giovanni
Paolo Secondo.Infine, il consueto spazio musicale, riservato al noto
cantautore Michele Paulicelli che proporra' un canto-preghiera sui
"solitari di Dio" che, sulle orme del Patriarca San Bruno, hanno
scelto la via del silenzio e della contemplazione per una permanente
comunione con Dio.
PAPA: VISITA A
LAMEZIA, PASS SI PUO' RITIRARE AD INGRESSO AREA
Lamezia Terme
(Catanzaro), 7 ott. - Mentre procedono a gran ritmo i lavori di
allestimento del grande palcoscenico e dell'immensa area "ex Sir"
posta al centro della piana di Lamezia Terme che, domenica mattina
alle ore 10, ospitera' la storica Santa Messa di Papa Benedetto XVI
in diretta Rai Uno, la Diocesi di Lamezia ha diramato un'importante
notizia a
beneficio di tutti coloro che fossero sprovvisti dei pass e
decidessero di partecipare all'ultimo momento: "Chiunque - informano
dalla Curia - potra' arrivare all' area della celebrazione anche
senza pass, in quanto gli stessi si potranno ritirare fino
all'ultimo istante direttamente all'ingresso. Coloro che volessero
arrivare con le proprie automobili - si precisa - dovranno
raggiungere i parcheggi di San Pietro Lametino, dove funzionera'
ininterrottamente un servizio navetta. A fine celebrazione le
navette riporteranno i fedeli ai punti di partenza. L'itinerario
consigliato per arrivare ai parcheggi delle automobili e' dalla
superstrada dei Due Mari, procedendo per Maida, Curinga, San Pietro
Lametino. In questo modo - conclude la
nota - si e' inteso accogliere, di concerto con le Forze
dell'Ordine, le innumerevoli richieste di fedeli interessati a
partecipare autonomamente e al di fuori di gruppi organizzati."
Oltre mille i pullman che arriveranno da tutta
la regione.
Nell'area, intanto, dopo i mezzi di Rai Uno, sono arrivati quelli di
Radio Vaticana. Attesi in serata anche quelli di Mediaset e Sky,
oltre a decine di giornalisti italiani e stranieri. Gia' posizionati
trecento bagni chimici e sei chilometri di transenne. Domani sera,
al termine dell'allestimento, prove generali per orchestra, coro,
sicurezza, volontari e servizio liturgico.
PAPA: MONS.
BREGANTINI, VISITA AUMENTERA' SPERANZE CALABRESI
Locri (Reggio
Calabria), 7 ott. - Messaggio di saluto e augurio da parte di
monsignor Gian Carlo Bregantini, arcivescovo Metropolita di
Campobasso-Bojano, per la visita del Santo Padre Benedetto XVI che
si terra' il prossimo 9 ottobre in Calabria( Serra San Bruno e
Lamezia Terme). "Carissimi figli di Calabria- scrive
Bregantini-voglio in questa occasione, per una emozione forte
presente nel cuore mio di Pastore e di Presidente della commissione
episcopale ai problemi sociali, lavoro, giustizia e pace,
partecipare con tutti voi questo momento di gioia benedetta per la
visita del Santo Padre che avverra' domenica 9 ottobre, a Lamezia
Terme e Serra San Bruno. Vi auguro domenica di sentire la mano di
Dio che vi conduce particolarmente per le strade delle Sue
meraviglie, abbondantemente create da Lui nella terra di Calabria,
terra del sole. Spero che questa solenne visita vi segni
profondamente e faccia aumentare in voi quella speranza che come
Chiesa cerchiamo sempre di mantenere accesa e perseverante in tutti
voi che abitate con la vostra gentilezza e generosita' una terra
cosi' bella e fiera! Nella figura di questo amorevole Papa, sono
certo che riscoprirete una dolcezza paterna capace di parlare al
vostro cuore, talvolta ferito, turbato dalla paura, ma sempre cosi'
vasto e pronto ad amare. Siate figli della pace, della stima
reciproca, lavorando sempre con dignita' e per la vostra dignita'!
Siate sempre in comunione, lottate per restare uniti fra voi e
legati a Dio Padre, che veglia su di voi amorevolmente. Non
sentitevi mai soli e disperati, specie quando il male vi passa
accanto per spaventarvi. Non lasciatevi rubare il sorriso, ne' il
cuore! Perche' siete "gente di cuore". Ed e' questa la vostra
bellezza! Questa la vostra forza! Cercate Dio mentre si fa trovare.
E stringetevi al papa, Benedetto XVI, nostro luminoso "Faro della
fede in Dio Amore".
PAPA: SINDACO
CATANZARO, VISITA SEGNO DI SPERANZA E FARO DI LUCE
Catanzaro, 7 ott. -
"La citta' di Catanzaro, capoluogo della Calabria, s'inchina,
devota, al Santo Padre Benedetto XVI, la cui visita e' un segnale di
speranza e un faro di luce per la nostra terra". Cosi' il sindaco di
Catanzaro, on. Michele Traversa, ha salutato l'arrivo in Calabria
del Pontefice per l'attesa visita pastorale a Lamezia Terme e Serra
San Bruno. Il sindaco Traversa, accompagnato dalla consorte Maria,
incontrera' brevemente il Santo Padre, a cui consegnera' un'opera
realizzata in esclusiva assoluta dal maestro Gerardo Sacco: si
tratta della riproposizione della stessa croce che ben 28 anni
orsono la citta' di Catanzaro dono' a Sua Santita' Giovanni Paolo II,
opera dello stesso Gerardo Sacco, commissionata dal sindaco
dell'epoca Marcello Furriolo. La croce e' stata realizzata in oro 24
carati, eseguita interamente a mano. L'opera, creata con manifattura
"bizantina", e' composta da rubellite rossa, in ricordo del
sacrificio di Cristo, e da sette coralli che evocano i sette doni
dello Spirito Santo. La croce e' sostenuta da una catena d'argento,
frammezzata da jannacche in oro 24 carati, e coralli. E' custodita
in un prezioso cofanetto con mattoncini d'argento 925/000 smaltati
ed incisi a mano, con lo stemma della Citta' di Catanzaro. "E' un
modo - ha commentato il sindaco - per legare la venuta in Calabria
di Benedetto XVI all'indimenticabile visita di Karol Woytyla a
Catanzaro nell'ottobre del 1984. Anche in quell'occasione, si parlo'
di viaggio della speranza e sicuramente Giovanni Paolo II diede ai
calabresi la forza e il coraggio di proseguire nel loro difficile
cammino verso la promozione umana e lo sviluppo. Oggi, di fronte ad
un panorama generalizzato di crisi, che investe anche i valori etici
piu' profondi, e' necessaria una rigenerazione morale che consenta
alla Calabria, di cui Catanzaro e' il capoluogo, di ripartire".
PAPA: ORAFO
SPADAFORA DONERA' CROCE NUOVO ORDINE MONASTICO
Lamezia Terme, 7 ott. - L'orafo di S. Giovanni in Fiore
Giovambattista Spadafora donera' al Papa, in occasione della visita
in Calabria, la "Croce del Nuovo ordine Monastico" di Gioacchino da
Fiore, mentre il Comune gli donera' un calice realizzato dallo
stesso artista. "Il Progetto del nuovo ordine monastico - spiega una
nota - e' la tavola prescelta perche' rappresenta l'organizzazione
di una comunita' monastica perfetta secondo gli ideali gioachimiti,
coerentemente con l'invito costante del Papa di ispirarsi ai
principi e ai dogmi della moralita' cristiana. Sotto forma di croce
pettorale, in metalli e pietre preziose, il gioiello di Spadafora
riproduce fedelmente la pianta disegnata dal profeta medievale che
fu grande precursore dei tempi moderni. Il Santo Padre ricevera' un
altro dono realizzato dal maestro G.B. Spadafora: un calice in
argento commissionato dal Comune di Serra San Bruno. L'opera verra'
consegnata proprio nel giorno in cui fara' visita alla suggestiva
Certosa, luogo privilegiato di preghiera e meditazion". Spadafora,
"l'orafo delle Madonne" ,noto, tra le altre cose, per aver
incontrato per ben sei volte Papa Woitjla, e che ha gia' incontrato
tre volte Papa Ratzinger, si dice orgoglioso di essere figlio di una
Calabria le cui maestranze orafe sono quelle che, nel mondo, possono
vantare le piu' numerose frequentazioni papali e che saranno tutte
degnamente rappresentate in questa storica domenica di ottobre".
PAPA: STAND DELLE
POSTE PER ANNULLO FILATELICO
Lamezia Terme (Catanzaro), 7 ott. – Ci sarà anche lo stand
delle Poste Italiane domenica 9 ottobre in occasione della visita
pastorale di Papa Bendetto XVI in Calabria. In particolare, saranno
allestiti due stand filatelici: uno nell’ex area Sir, dalle 8 alle
14, e sul Corso
Numistrano,
di fronte all’entrata del Duomo, dalle 8 alle 19. Per l’occasione
sono state inoltre realizzate, in collaborazione con la
Federcalabria, da un progetto grafico di Salvatore Ciranni, quattro
cartoline ricordo ed un relativo "folder", a tiratura limitata,
personalmente approvati dal vescovo diocesano, mons. Luigi Cantafora,
e da lui scelti tra le varie bozze presentategli. Per quanto
riguarda invece l’annullo filatelico, ideato e realizzato da
Giuseppe Ascolese
e
Salvatore Ciranni, esso reca come immagine il logo voluto dalla
Chiesa lametina e creato da Suor Ecclesia Pereira delle Suore Oblate
Benedettine presenti in San Michele di Serrastretta. Il paralitico
guarito, la rete, i pesci, la cupola della cattedrale, questi le
immagini del logo su cui campeggia la Croce. “E’ una grande
soddisfazione – ha detto il direttore della Filiale di Poste
Italiane di Catanzaro, Antonio Tagliatatela – testimoniare con uno
dei nostri prodotti storici, la filatelia, la presenza del Sommo
Pontefice in Calabria. Se pensiamo che le precedenti visite di un
Papa nella nostra regione sono quelle compiute dal Beato Giovanni
Paolo II, nel 1984 e 1988, dopo oltre 800 anni dalla prima, si
comprende come questa venuta sia da considerare un evento unico e
storico, non soltanto per la comunità dei fedeli”.
PAPA: IN CALABRIA
RILANCERA' IMPEGNO SOCIO-POLITICO E MISTICA
CdV, 6 ott. - Benedetto XVI visitera' per la prima volta la Calabria
e in dodici ore affrontera' - esortando a un rilancio - entrambe le
dimensioni della vita cristiana: quella orizzontale dell'impegno
sociale (e politico) di cui parlera' in occasione della messa del 9
mattina con tutti i vescovi della Calabria nell'area ex Sir di
Lamezia Terme, e quella verticale della centralita' della preghiera,
testimoniata nel territorio calabrese dalla Certosa di Serra San
Bruno dove si fermera' in preghiera nel pomeriggio. A due anni
esatti dall'appello pronunciato a Cagliari per u
n
nuovo protagonismo dei cattolici italiani in campo sociale, politico
e economico, e a due settimane dalla prolusione del cardinale Angelo
Bagnasco che il 26 settembre, aprendo i lavori del parlamentino Cei,
ha esortato di fatto a dare una forma concreta a questo
protagonismo, Papa Ratzinger avra' l'occasione per chiarire limiti e
portata di quel suo appello, reso piu' urgente dall'incancrenirsi
della situazione del Paese. Proprio in Calabria, nella Settimana
Sociale che si e' tenuta un anno fa a Reggio, erano state gettate le
basi per questa svolta, anticipata poi dallo stesso Bagnasco
nell'omelia tenuta al Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona,
quando aveva evocato la necessita' di una rinnovata unita' dei
cattolici sui valori non negoziabili. Benedetto XVI - che prima del
viaggio in Germania aveva incontrato Bagnasco e preso visione della
bozza della prolusione - nel messaggio indirizzato giovedi' 20 al
presidente della Repubblica Napolitano aveva auspicato un
"rinnovamento morale" del nostro Paese e a Lamezia potrebbe
ratificare dunque nel modo piu' autorevole quella che appare la
nuova linea della Cei, che il Servizio Informazione Religiosa della
Cei ha riassunto definendo quella presente "l'ora di una proposta
politica" dei cattolici. Sulle parole del Papa, i cattolici italiani
potranno poi riflettere nel seminario - promosso dal coordinamento
Retinopera e dal Forum delle associazioni di ispirazione cristiana -
che il cardinale Bagnasco aprira' il 17 ottobre a Todi. Ma il
palco di 46 metri su cui poggera' l'altare papale non sara' una
ribalta politica: il Papa intende spronare a un impegno che prima di
tutto affronti i problemi del Sud. In un messaggio della scorsa
settimana ai vescovi calabresi, ha rilevato quanto sia "difficile"
la condizione dei giovani, a causa di "problemi diffusi, quali la
mancanza di lavoro, una religiosita' a volte poco personalizzata con
conseguente scissione tra fede e vita, il secolarismo dilagante, la
criminalita' organizzata". E ha indicato come risorse positive delle
giovani generazioni i "forti legami familiari e attaccamento alla
loro terra, alla sua storia e tradizioni religiose; sincerita' e
fedelta' nei rapporti interpersonali; generosita' nel servizio e
nella condivisione con il prossimo e impegno nel contrastare la
cultura mafiosa". Monsignor Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia, ha
ricordato alla Radio Vaticana come il Pontefice sia preoccupato per
i problemi dei giovani calabresi, molti dei quali sono costretti a
emigrare per mancanza di lavoro. E ha espresso la "speranza" che la
visita "diventi realmente una primavera, quella primavera che questi
giovani attendono, affinche' possano rimanere in questa terra". E il
vescovo di Catanzaro, padre Vincenzo Bertolone, ha posto l'accento
sul "momento storico e sociale particolarmente delicato" e sulle
ricadute in Calabria "di una crisi economica che si traduce in una
mancata crescita dal punto di vista culturale e sociale",
augurandosi che la presenza del Papa possa suscitare "una scintilla
di speranza". Al termine della messa, il Pontefice pranzera' con i
vescovi della Calabria nell'Episcopio di Lamezia, dove poi intorno
alle 16,30 salutera' gli organizzatori della visita pastorale. Poco
dopo partira' in elicottero dallo stadio di Lamezia per Serra San
Bruno, dove e' previsto l'arrivo intorno alle 17,15, al campo
sportivo La quercia. Alle 17,30, nel piazzale antistante la Certosa,
Benedetto XVI incontrera' la popolazione di Serra San Bruno e
rivolgera' un saluto. Alle 18 celebrera' i vespri nella Chiesa della
Certosa e terra' un'omelia. Successivamente incontrera' la comunita'
dei certosini nel refettorio e visitera' una cella e l'infermeria
della Certosa. Nella Serra, scrive Luigi Accattoli nel bel libro
"Solo dinanzi all'Unico", nel quale per l'editore Rubettino ha
raccolto le sue conversazioni con il priore padre Jacques Dupont, si
vive da eremiti; si mangia da soli in cella; si tace anche nel
pranzo domenicale comune; si parla solo la domenica pomeriggio a
ricreazione e nello 'spaziamento'; passeggiata di alcune ore in cui
ci si conversa a due a due, a rotazione; si taglia la legna per il
camino, perche' l'esercizio fisico avvicina alla natura, e soli gli
anziani hanno il riscaldamento, ma si e' deciso l'acquisto di una
lavastoviglie, "per avere piu' tempo per le altre attivita' che
riteniamo piu' feconde". Commuovono il lettore e commuoveranno di
certo il Papa teologo domenica prossima le parole del certosino
francese sulla preghiera e la preghiera dei cristiani, sulla
preghiera del corpo, sulla preghiera che si fa grido, ma anche
pianto: talora "le lacrime sono segno della prossimita' di Dio, del
suo amore che sta per raggiungerci". Per il priore, "l'uomo di oggi
non ha paura di gridare, ma spesso ha paura o vergogna di piangere",
mentre "quando mi rendo conto che non posso fare nulla per l'altro,
pero' posso piangere con lui". Il rientro del Papa in Vaticano
avverra' in serata.
PAPA: MIGLIAIA
DISABILI DOMENICA A LAMEZIA PER VISITA PONTEFICE
Lamezia Terme
(Catanzaro), 6 ott. - Migliaia di disabili parteciperanno domenica,
a Lamezia Terme, alla messa del Papa accompagnati dai volontari
dell'Unitalsi. Lo riferisce una nota diffusa dalla diocesi lametina.
"Saranno circa 600 - si legge - i disabili in carrozzina che
parteciperanno alla celebrazione eucaristica presieduta dal Sommo
Pontefice, domenica prossima nell'area "Benedetto XVI"; i disabili
deambulanti saranno circa 1300 ed i volontari che si occuperanno di
loro quasi 2 mila. Queste le cifre fornite dalla sottosezione
lametina dell'Unitalsi guidata da Luigi Benvenuto che spiega:
"Quella dell'Unitalsi e' una "storia di servizio" che dal 1903, anno
della sua fondazione, si e' sempre alimentata del desiderio di
essere uno 'strumento' nelle mani di Dio, per portare la speranza
dove c'e' disperazione, un sorriso dove regna la tristezza"". Il
presidente dell'Unitalsi lametina rimarca che "si tratta di una
missione semplice che si nutre del desiderio di vivere il Vangelo
nella quotidianita', offrendo, ciascuno secondo le proprie
possibilita', un contributo fondamentale per costruire una societa'
dove ci sia spazio per la carita'. "Nel rispetto di questa missione
- sottolinea ancora Benvenuto - che la venuta del Papa a Lamezia
coinvolge l'Unitalsi(sottosezione di Lamezia Terme), che si
occupera' dell'accoglienza dei disabili e di tutte le persone in
difficolta' che parteciperanno alla celebrazione del Santo Padre".
PAPA: RUBERTO,
VISITA IN CALABRIA E' AVVENIMENTO STORICO
Lamezia Terme
(Catanzaro), 6 ott. - "La visita di Papa Benedetto XVI domenica
prossima rappresenta un epocale per la citta' di Lamezia Terme, la
provincia catanzarese e la Calabria tutta: e' un avvenimento di
grande portata storica, che segnera' inevitabilmente la vita di
tanti calabresi e di tutto il territorio". E' quanto afferma il
presidente del Consiglio provinciale di Catanzaro Peppino Ruberto,
sottolineando inoltre come "l'importante evento sara' un'esperienza
unica per ognuno di noi ed in particolare per i giovani a cui va un
messaggio di pace, di solidarieta', di fratellanza, di vicinanza
della Chiesa e delle istituzioni, in una terra in cui a volte sembra
essere abbandonati a noi stessi". Ruberto rivolge poi un plauso alle
parrocchie, alle associazioni di volontariato, delle forze
dell'ordine, al prefetto e al questore di Catanzaro, per come stanno
organizzando l'evento, cosi' come un plauso lo rivolge a tutti gli
uffici della Provincia "con grande professionalita' e disponibilita'
si sono adoperati per realizzare al meglio la giornata dal punto di
vista tecnico, della viabilita' e della sicurezza".
PAPA: L’IMPEGNO
DEGLI IMPRENDITORI DELL’AREA “BENEDETTO XVI” PER LA VISITA
PONTIFICIA
Lamezia Terme, 6 ott. - “… nel nome di Gesù Cristo, il
Nazareno, cammina!” (At , 3,6): è Pietro che, nel nome di Gesù,
guarisce uno storpio. Quante volte Gesù stesso ha esortato: la
figlia di Giairo, Bartimeo, Lazzaro, Zaccheo, il cieco nato, il
lebbroso, il sordomuto, il giovane ricco. Tutti chiamati a
camminare, a rialzarsi, a seguirlo, a vivere, ad aprire gli occhi, a
parlare. La visita del successore di Pietro nella nostra terra,
nella nostra Città, nei luoghi e nelle strade che ogni giorno
viviamo freneticamente, è quella di un Padre che si china sulla sua
creatura per incoraggiarla, che esorta il figlio con amorosa
sollecitudine. Benedetto XVI° parlerà ad ognuno di noi, cosi spesso
ripiegati sui nostri problemi, chiusi nelle nostre paure,
esortandoci ad aprire cuore e mente alla vita, all’ascolto, perché
la speranza e lo stupore illuminino un quotidiano che tenderebbe di
per sè a farsi incerto. Lo spirito con il quale tutta la comunità
lametina sta accogliendo la visita di Sua Santità è quello degli
eventi che segneranno la storia di Lamezia e della Calabria, e non
solo la comunità dei credenti. La venuta del Papa è motivo di
risveglio sociale, culturale, politico, è motivo di incoraggiamento
dinanzi alle sfide del momento presente, è un monito affinchè le
scelte della comunità civile siano sempre ispirate ai principi
etici, all’onestà nei rapporti economici e di lavoro. Ed è proprio
nell’ambito lavorativo che vi sono tanti esempi di imprenditori,
professionisti, lavoratori, aziende del nostro territorio e della
nostra terra che, in silenzio e a titolo volontario, stanno
collaborando a questo grande evento, ognuno con le sue specificità,
professionalità, con il proprio “saper fare” messo a disposizione
di tutta la comunità. Un esempio fra tutti l’idea avuta dal
management della società InfoContact, centro di eccellenza nazionale
nel customare care, nella ricerca ed innovazione tecnologica e nel
telelavoro, con all’attivo 2600 addetti, di mettere a disposizione
dell’intera comunità lametina e regionale le professionalità dei
tanti lavoratori presenti, con un numero verde gratuito per tutti i
pellegrini e la messa in esercizio di una rete wi-fi che permetterà
agli operatori televisivi, alla RAI, e a tutti i giornalisti
presenti, di divulgare l’evento sui mass media. L’idea, promossa e
nata da Paolo Braganò, Direttore Risorse Umane della Società, ha
trovato la grande sensibilità e disponibilità del Consiglio di
Amministrazione e della proprietà aziendale, dando vita così in
brevissimo tempo all’organizzazione, assieme a tutto il management,
del servizio di numero verde e connettività wi-fi. Ma il ruolo più
importante è rivestito certamente dai consulenti telefonici ed
operatori che hanno dato la loro adesione volontaria a presenziare
giorno 9 nei locali aziendali per un orario prolungato, e quindi con
evidenti disagi e sacrificio, in considerazione delle limitazioni di
accesso all’area (dalle ore 4.30 alle ore 13.30). Grande
disponibilità è stata data anche da tutti gli altri lavoratori non
impegnati nel numero verde e nella supervisione della infrastruttura
tecnica della rete wi-fi, ma in servizi di interesse nazionale la
cui continuità dovrà essere garantita dalla Società. Al loro interno
vi sono tanti “PapaBoys” che, non appena hanno appreso la notizia da
parte del management aziendale, si sono sentiti “privilegiati” a
poter garantire la loro presenza. Questa è l’immagine della Lamezia
migliore, della Calabria migliore e dopo la visita del Santo Padre
toccherà ad ognuno di noi custodire, rafforzare, testimoniare,
vivere, la preziosa eredità lasciata alla nostra terra il 9 ottobre
2011.
PAPA: VISITA IN
CALABRIA; ANAS, MODIFICHE ALLA VIABILITA'
Catanzaro, 6 ott. - L'Anas comunica che in occasione della visita
del Santo Padre, che avra' luogo domenica 9 ottobre, verranno messe
in atto alcune modifiche e limitazioni alla circolazione stradale,
in previsione del notevole afflusso di pubblico e per esigenze di
sicurezza, nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 17. La strada
statale 280 "Dei Due Mari" rimarra' interdetta alla circolazione
veicolare, in direzione aeroporto, nel tratto compreso tra lo
svincolo di Lamezia Terme Est e l'innesto con la stratale 18.
Saranno esentati dal divieto i veicoli muniti di pass, esposto in
maniera visibile, per l'accesso all'area ex Sir dove e' prevista la
celebrazione, nonche' quelli diretti all'aeroporto, alla stazione
ferroviaria e allo svincolo autostradale. Rimarra' chiuso al
traffico anche lo svincolo di Lamezia Terme Sud, in direzione
aeroporto, ad eccezione dei veicoli muniti di pass. I veicoli
diretti alla stazione potranno utilizzare un percorso alternativo
mentre quelli diretti in aeroporto potranno proseguire su via
Zuccherificio. La strada statale 18 "Tirrena Inferiore" rimarra'
chiusa nel tratto compreso tra il viadotto Bagni, in localita' Santa
Domenica, e l'innesto con la statale 280, ad eccezione dei veicoli
muniti di pass, nonche' quelli diretti in aeroporto. Tra l'innesto
con la statale 280 e il confine provinciale, al km 389, potranno
transistare soltanto i veicoli muniti di pass, nonche' i residenti
per raggiungere la propria abitazione, tranne che tra le 8:00 e le
10:30 e tra le 12:00 e le 13:30, quando la circolazione sara'
totalmente interdetta. Inoltre verra' interdetto al traffico il
tratto di statale 18 compreso tra il cavalcavia che supera la
rotonda Bellafemmina ed il bivio Bagni, in entrambi i sensi di
marcia. Sul tratto calabrese dell'autostrada A3 "Salerno-Reggio
Calabria" sara' previsto traffico intenso, in entrambe le direzioni,
in particolare per gli spostamenti nel basso cosentino e in
provincia di Catanzaro, di pullman di pellegrini diretti a Lamezia.
Dalle 2 alle 17 le rampe di uscita dello svincolo di Lamezia Terme
(km 320,000) potranno essere utilizzate solo da autovetture
autorizzate, con pass visibile sul veicolo e da utenti diretti
esclusivamente all'aeroporto e alla stazione ferroviaria. I veicoli
in transito sull'A3 e diretti all'area dell'evento dovranno
utilizzare lo svincolo di Pizzo al km 339,000. Nel pomeriggio, in
occasione della visita del Papa a Serra San Bruno, i veicoli
provenienti dall'autostrada potranno utilizzare lo svincolo di Serre
al km 359,000. Sul tratto sara' presente il personale Anas e la
Polizia stradale per la gestione della viabilita' e le opportune
indicazioni agli utenti. L'evoluzione della situazione in tempo
reale e' consultabile attraverso il sito
http://www.stradeanas.it/traffico.
PAPA: DATTOLO (UDC), VISITA IN CALABRIA
ASSUME UN VALORE SPECIALE
Catanzaro, 6 ott. - "Vorremmo tanto che
Benedetto XVI considerasse la Calabria, terra storicamente
emarginata economicamente e socialmente, oggi simbolo di una
condizione aspra con cui la Regione si sta tuttavia efficacemente
confrontando, come una figlia prediletta". E' quanto auspica il
capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale Alfonso Dattolo, che
aggiunge: "Il desiderio dei calabresi sarebbe che la Calabria avesse
un posto particolare nel cuore di questo grande Papa. Di valori
umani, radici salde e di attaccamento alla tradizione non avulsa
pero' da aperture verso la modernita', che sono i punti salienti su
cui il Papa ha richiamato l'attenzione mondiale nel corso della sua
visita in Germania per temprare la fede dinanzi all'incalzante
secolarizzazione, la Calabria e' straordinariamente ricca. La visita
del Papa, proprio in un momento in cui in Calabria siamo impegnati a
ricostruire il tessuto politico ed istituzionale, assume pertanto un
valore speciale. Inoltre - conclude il capogruppo dell'Udc - per la
Calabria, la visita di Benedetto XVI costituisce, a maggior ragione
in questo momento difficile per il Paese e l'Europa, l'occasione per
affermare la centralita' del cittadino comune nelle progettualita'
della politica, l'affermazione di una rinnovata etica della
responsabilita' e dei doveri di cittadinanza all'interno delle
scelte europee e nazionali che debbono mirare a coniugare, come
sostengono i preziosi documenti sul Mezzogiorno elaborati dai
vescovi italiani, lo sviluppo con la solidarieta'".
PAPA: TRAMONTI (CISL), VISITA RILANCIA TEMI
MEZZOGIORNO
Catanzaro, 6 ott. - "La visita pastorale del
Papa rappresenta un evento storico per la Calabria". Ad affermarlo
Paolo Tramonti, segretario generale Cisl Calabria, secondo il quale
"la visita di Papa Benedetto XVI avviene in un momento del tutto
particolare caratterizzato da cambiamenti politici, da scenari
economici sempre piu' drammatici, con nuove forme di poverta', di
precariato diffuso: fenomeni, questi, che impongono un adeguato e
rinnovato impegno da parti di quanti hanno responsabilita' ai vari
livelli. Si pone oggi una nuova questione sociale che la politica,
le istituzioni, le forze sociali devono sapere interpretare ed
affrontare - ha spiegato - temi come la flessibilita' del lavoro, la
precarieta', l'invecchiamento della popolazione, l'immigrazione, l'equita'
sociale, vanno difesi fino in fondo ricercando tutte le soluzioni
possibili al di la' della logica di schieramento che porta quasi
sempre a contrapposizioni insanabili". Secondo il segretario
generale della Cisl, "nella nostra terra tutto cio' e'
particolarmente aggravato a causa del profondo disagio economico e
sociale che continua a vivere gran parte della popolazione dove i
problemi legati alla mancanza di lavoro, all'emarginazione e alle
diverse forme di poverta', rappresentano la spia di un malessere che
non puo' piu' essere sottovalutato e bene fa la Chiesa calabrese a
richiamare costantemente l'attenzione su questi temi a conferma di
una grande tensione morale e ideale che essa riesce a trasmettere e
veicolare. In questo senso la venuta del Santo Padre in Calabria
rappresenta un'occasione straordinaria per riproporre e rilanciare i
temi del Mezzogiorno e della Calabria - ha concluso Tramonti - nel
segno di una rinnovata e auspicabile unita' di tutte quelle forze
sane che quotidianamente si battono per costruire un futuro migliore
e diverso per le nostre comunita'".
NAPOLITANO: DA PAPA
CONTRIBUTO PER UNITA' D'ITALIA
Roma, 6 ott - "Le
contrapposizioni non ci portano da nessuna parte. Serve unita'". Lo
afferma a Biella il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
che sottolinea il contributo del mondo cattolico e del Papa per
l'unita' d'Italia. "Tra le forze che operano per la coesione e il
rinnovamento etico - ha detto il Capo dello Stato a Biella - c'e' la
Chiesa cattolica, ci sono tutte le organizzazioni e ramificazioni
del mondo cattolico e voglio rendere omaggio al contributo di
Benedetto XVI alla causa dell'Unita' d'Italia".
PAPA: AGNELLINO DI
LATTE PER SUA SANTITA' BENEDETTO VXI
Lamezia Terme (Catanzaro), 5 ott. – Scrigno del Duca,
agnellino di latte e patata “cenerina” di Decollatura, mousse di
fichi d’India; il tutto innaffiato dal vino rosso Igp Calabrese.
Questo il menù ufficiale del pranzo del Papa il prossimo 9 ottobre a
Lamezia Terme. Un menù che è stato elaborato tendendo come delle
indicazioni previste dal cerimoniale del Vaticano, e in particolare
attenzione alla stagionalità dei prodotti e al territorio calabrese
e pietanze facilmente. Il pranzo, che avrà una durata al massimo di
un’ora, si terrà nell’episcopio e parteciperanno, oltre a Benedetto
XVI, tutti i vescoivi della Calabria. Per quanto riguarda il menu,
il primo sarà lo “scrigno del Duca, cioè pasta maltagliati trafilata
a bronzo, dadetti di zucchine e peperoni, pancetta di suino nero
calabrese, pomodoro e funghi porcini della Sila piccola. La
preparazione è al forno e si presenta proprio come uno scrigno,
involucro esterno fatto con le zucchine e i condimenti sono
accennati per non appesantire il piatto. Poi si passa all’agnellino
di latte, al vino Greco di Bianco con patata “cenerina” di
Decollatura: preparazione al forno, a cottura lenta, circa 3 ore,
“innaffiata” con il famoso Greco di Bianco, che contribuisce a
realizzare una salsina intensa nella sua composizione ma leggera e
profumata. Il contorno abbinato è una patata al forno cucinata a mò
di “cenerina”, servita con un filo di olio extra vergine biologico
prodotto in Calabria. Infine mousse di fichi d’india: si tratta di
un dolce servito a leggerissima temperatura refrigerata,
accompagnato con guarnizioni di rondelle di fichi d’india. Leggero,
digestivo perché aromatizzato con radici di rabarbaro, questo piatto
è stato scelto perché riscontra sia il dolce che la
frutta,consentendoci così di rispettare la tempistica indicataci
dal cerimoniale. Tutte le pietanze saranno servite su dei piatti
realizzati appositamente e che riproducono alcuni dei servizi
trovati nell’abbazia Benedettina e nel castello Normanno-Svevo di
Lamezia Terme.