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Rissa al pronto soccorso a Cosenza, quattro arresti della polizia
Cosenza, 24 lug. - Gli agenti della squadra mobile e dell'Ufficio prevenzione generale della questura di Cosenza hanno arrestato, questa mattina, 4 persone, due padri e i rispettivi figli, accusati di rissa aggravata. Si tratta di L.C., 55 anni, e del figlio F.C., 34 anni, e di P.T., 56 anni, e del figlio G.T., 30 anni. La rissa si sarebbe originata per antichi dissidi che esistono tra i due gruppi familiari e si e' consumata all'interno del pronto soccorso dell'ospedale civile dell'Annunziata di Cosenza. I due genitori sono stati denunciati anche per resistenza e lesioni ai danni degli agenti intervenuti sul posto per sedare la furiosa lite.


Frode su olio: sequestrate aziende tra Puglia e Calabria, arresti
Roma, 24 lug. - Una frode sull'olio d'oliva e' stata scoperta dalla Guardia di finanza di Andria, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani.
Eseguite all'alba 16 ordinanze di custodia cautelare (di cui 2 in carcere) e il sequestro preventivo di 16 aziende coinvolte nella illecita commercializzazione fraudolenta di olio di oliva.
L'operazione, che i finanzieri hanno chiamato "Aliud pro olio", e' stata condotta in stretta sinergia con il ministero delle Politiche agricole, e in particolare con l'Ispettorato repressione frodi di Roma e Bari, e con l'ufficio di Bari dell'Agenzia delle dogane.L'indagine che ha portato all'arresto di 16 persone e al sequestro di altrettante societa', coordinata dal Procuratore Capo Carlo Maria Capristo e dal sostituto procuratore Antonio Savasta, ha svelato l'esistenza di radicati sodalizi criminali dediti alla commercializzazione fraudolenta di olio di oliva di origine, qualita' e natura diverse da quelle dichiarate. In particolare, e' emerso che a diverse imprese operanti nel settore della commercializzazione dell'olio di oliva, in Puglia ed in diverse citta' della Calabria, veniva demandato il compito di fornire fatture false, attestanti fittizi approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, necessari per legittimare ingenti acquisti di olio proveniente, in realta', dalla Spagna.Attraverso altri imprenditori compiacenti, l'organizzazione trasformava in modo "documentale" l'olio di produzione comunitaria in "olio 100% italiano biologico". Con altri soggetti partecipi all'organizzazione (confezionatori/commercianti all'ingrosso di olio) il prodotto veniva poi collocato sul mercato del consumatore finale, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologici. Secondo gli investigatori, il decisivo contributo delle imprese "cartiere" ha permesso ai malfattori di generare un vorticoso volume d'affari illecito di circa 30 mln di euro. Le indagini hanno anche portato al sequestro di 400 tonnellate di prodotti dalle qualita' organolettiche scadenti o contaminati, in quanto, miscelati con grassi di diversa natura contenenti fondami ed impurezze imputabili al circuito della raccolta degli oli esausti della ristorazione, nonche' oli di provenienza furtiva.
In carcere sono finiti gli imprenditori Andriesi Antonio Cassetta, 50enne, e Nicola Di Palma, 54 anni. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio. Ai domiciliari anche altri cinque imprenditori di Andria, cinque leccesi e quattro calabresi. L'olio passava dai porti di Salerno e Bari prima di essere "riciclato" dalle aziende italiane. "Con questa operazione - ha spiegato il procuratore Carlo Maria Capristo - abbiamo raggiunto un duplice obiettivo: la tutela delle aziende che operano nel settore e quella del consumatore, il quale deve sapere che la tutela esistente nella nostra regione sull'olio di oliva e' molto stringente". Il volume di affari realizzato con la frode e' stato stimato in almeno 100 milioni di euro.


Furto di energia elettrica, due arresti a Ciro' Marina
Crotone, 24 lug. - I carabinieri della Compagnia di Ciro' Marina hanno tratto in arresto L. C. 56 anni, pluripregiudicato, per furto di energia elettrica. Nell'abitazione dell'uomo, come accertato da personale Enel, era stato manomesso l'impianto elettrico bypassando il contatore, inoltre era stato realizzato un sistema che consentiva di simulare la mancanza di tensione nel caso in cui fosse stato spento il contatore stesso. I militari hanno inoltre arrestato G.A.B., 27 anni, per lo stesso reato; l'uomo aveva apposto un magnete sul contatore, impedendo la corretta contabilizzazione dei consumi all'interno di un esercizio commerciale da lui gestito. Nel corso dello stesso servizio i carabinieri hanno controllato 52 persone, 35 veicoli, 4 esercizi pubblici, elevando 2 sanzioni al codice della strada.


Autotreno prende fuoco sull'A3 nei pressi di Vibo, salvo autista
Vibo Valentia, 24 lug. - Momenti di panico stamattina sull'A3 lungo la corsia nord nei pressi dello svincolo di Sant'Onofrio-Vibo Valentia. Per cause ancora in corso di accertamento, la cabina di un autotreno che procedeva in direzione nord ha preso improvvisamente fuoco costringendo l'autista a fermarsi ed a scendere dal mezzo per mettersi in salvo. Lo stesso autista ha quindi allertato i soccorsi che sono prontamente giunti da Vibo Valentia con i vigili del fuoco diretti dal caposquadra Gaspare Longobardi. I vigili sono quindi riusciti a domare l'incendio prima che si propagasse all'intero mezzo che trasportava frutta e verdura. Il traffico non ha subito rallentamenti. Sul posto, per dirigere le operazioni, anche i tecnici dell'Anas.


Fisco: evasione su furti ad Enel, opearazione Gdf nel Vibonese
Vibo Valentia, 24 lug. - La Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha portato a termine stamane l'operazione "Tesla" mirata a colpire il fenomeno della concorrenza sleale tra aziende e dell'evasione fiscale di proventi illeciti. Due le persone denunciate con la contestazione di oltre un milione di euro di redditi derivanti dal furto di energia elettrica. L'operazione nasce da una serie di controlli dei carabinieri che, unitamente a personale della societa' Enel di Vibo Valentia, hanno effettuato a cavallo tra il 2013 ed il 2014 una campagna mirata a verificare il corretto funzionamento dei contatori Enel. In quel contesto e' stato accertato che attivita' commerciali e persone fisiche perpetravano furti di energia elettrica, anche ingenti. La Guardia di Finanza, in virtu' di un accordo con l'Agenzia delle Entrate e la Procura di Vibo, hanno quindi proceduto a contestare i proventi illeciti scaturenti da fattispecie penali nei confronti delle persone arrestate dai carabinieri. Quindici sono stati gli interventi fiscali in questo senso operati dalla Gdf nei confronti di altrettante imprese, 3 delle quali sconosciute al fisco, operazione che ha permesso di ricondurre a tassazione 721.251,00 euro di proventi illeciti, 1.102.107,00 euro di redditi non registrati, 1.054,830,00 euro di redditi non dichiarati, 212.786,00 di iva dovuta.


Frode olio: Mongiello (Pd) 'banda' sgominata applicando legge
Bari, 24lug. - "L'applicazione della legge 'salva olio' elimina dal mercato centinaia di tonnellate di falso olio biologico e un'attivissima banda di agro pirati". Lo afferma l'on. Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e componente della Commissione Agricoltura della Camera, commentando l'esito delle indagini della Guardia di Finanza andriese che ha smantellato un'organizzazione criminale radicata in Puglia e Calabria dedita alla trasformazione illecita di olio comunitario in 100% bio Made in Italy. "Questa vicenda e' emblematica del valore commerciale delle produzioni italiane - prosegue Mongiello - e conferma la bonta' della scelta fatta dal Parlamento di adottare norme piu' rigorose e sanzioni piu' severe a tutela di un prodotto identitario come l'olio d'oliva. La quantita' del prodotto sequestrato e la qualita' dei reati commessi rendono l'inchiesta di Andria particolarmente importante non solo sotto il profilo giudiziario, perche' sollecitano l'estensione di tale normativa ad altre filiere, a partire da quelle del grano e del pomodoro, che subiscono gli effetti negativi derivanti dall'importazione di materie prime spacciate per italiane. Con il presidente della Commissione d'inchiesta abbiamo concordato di avviare la nostra attivita' proprio con un focus sull'olivicoltura - conclude l'on. Mongiello - e sara' importante approfondire il tema della contraffazione con l'audizione di chi ogni giorno, meritoriamente e con grande sacrificio, e' in prima fila nella difesa del Made in Italy".


Giustizia: Ance, grande soddisfazione per sede tar Reggio
Reggio Calabria, 24 lug. - "L'approvazione dell'emendamento salva-Tar che, fra gli altri, annovera anche la sede di Reggio Calabria, costituisce per tutti noi un motivo di grande soddisfazione. Sin dall'inizio di questa vicenda, infatti, abbiamo ritenuto che fosse assolutamente auspicabile arrivare rapidamente a una soluzione ispirata dal buon senso e, soprattutto, in grado di guardare con obiettivita' a quelle che sono le reali esigenze del nostro territorio". Commenta cosi' Ance Reggio Calabria, l'esito positivo di una questione che aveva fatto temere il pericolo di una nuova grave spoliazione ai danni della citta'. "Il mantenimento della sede del Tar non e' certo una vittoria dal sapore campanilistico. Al contrario - concludono i costruttori edili reggini -rappresenta la salvaguardia e la tutela stessa del gia' delicato assetto amministrativo del territorio, in un momento particolarmente segnato, specie nel settore dell'edilizia, da un livello di contenzioso particolarmente elevato".

 

 

 

'Ndrangheta: Reggio C.,arrestati presunti affiliati cosca Iamonte
Reggio Calabria, 23 lug. - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in esecuzione di due diversi provvedimenti restrittivi, hanno arrestato quattro presunti appartenenti alla 'ndrangheta, e precisamente alla cosca "Iamonte", operante a Melito di Porto Salvo e territori limitrofi, accusati di associazione di tipo mafioso. I quattro arrestati sono Carmelo Iamonte, 49enne, di Montebello Jonico; Gianpaolo Chila', 36enne, Bartolo Verduci, 28enne, e Francesco Verduci, 26enne, tutti e tre nati a Melito Porto Salvo. I primi due sono stati arrestati il 16 luglio, in esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, convalidato poi dal gip che ha disposto la loro custodia in carcere. Gli ultimi due, invece, sono stati arrestati ieri, in esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dallo stesso gip sempre su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla DDA di Reggio Calabria, hanno permesso di confermare come la cosca, nonostante i colpi inferti recentemente con le operazioni "Crimine", "Ada" e "Sipario", abbia continuato a esercitare un'infiltrazione pervasiva all'interno della comunita', riuscendo a condizionarne le attivita' economiche e le scelte politiche. Alla base del provvedimento di fermo della Procura Distrettuale vi era il pericolo di fuga dei primi due indagati, al corrente del fatto che la magistratura avesse notizie da un collaboratore anche prima dell'esecuzione dell'operazione "Sipario". Secondo l'attivita' di indagine, Carmelo Iamonte sarebbe il capo indiscusso dell'omonima cosca, mentre Chila' viene indicato dal collaboratore come un affiliato alla cosca stessa, appartenente alla "societa' minore" della cosiddetta 'locale' di Melito Porto Salvo. Quanto a Bartolo e Francesco Verduci, cugini fra loro, le indagini hanno dimostrato - viene fatto rilevare dagli investigatori - il loro presunto rapporto con la cosca Iamonte. E questo era gia' emerso da alcune conversazioni telefoniche captate nell'ambito dell'operazione "Ada", di cui, successivamente, uno dei due conversanti - divenuto poi collaboratore di giustizia - avrebbe confermato contenuto, significato e rilevanza specifica rispetto a quanto gia' dedotto all'epoca dagli investigatori.


Giustizia: rimane a Reggio sede distaccata Tar, reazioni
Reggio Calabria, 23 lug. - "La permanenza della sezione staccata del Tar a Reggio Calabria e' soprattutto dovuta all'impegno straordinario e unitario perseguito dai rappresentanti di Forza Italia, a cominciare dal presidente del gruppo alla Camera dei Deputati, Renato Brunetta, e proseguendo in Commissione Affari costituzionali al Senato, con gli onorevoli Sisto, Gelmini, Centemero e Bianconi". Lo afferma in una dichiarazione il consigliere regionale di Forza Italia, Gesuele Vilasi. "Intendo infatti esprimere un sincero ringraziamento per la costanza della loro attenzione durante tutti i lavori della Commissione nei confronti di Reggio Calabria e di questa importante articolazione dello Stato, la cui cancellazione sarebbe suonata come atto di insensibilita' politico-istituzionale da parte del Governo Renzi. La rappresentanza parlamentare di Forza Italia - prosegue Gesuele Vilasi - ha saputo costruire, con sagace intelligenza, tutti i passaggi istituzionali per raggiungere l'importante obiettivo, legando le ragioni della difesa della sezione del Tar di Reggio Calabria al coincidere della stessa con il distretto giudiziario della Corte d'Appello. Un criterio accettato unitariamente e che ha posto le condizioni per evitare anche la chiusura di altre sezioni staccate nel resto d'Italia. Dico questo - aggiunge Vilasi - non per sminuire il carattere unitario impresso alla vicenda dalla deputazione calabrese, ma per riconoscere obiettivamente, ed e' scritto negli atti ufficiali della Commissione, quanto dovuto a Forza Italia ed al suo gruppo dirigente di Reggio Calabria che non sono mai venuti meno al loro impegno per la nostra citta'".  "La sede del Tar di Reggio Calabria e' salva. Grande soddisfazione per il successo di questa battaglia che abbiamo portato avanti in commissione Affari costituzionali. Ieri notte abbiamo approvato l'emendamento al Dl di riforma Pa, con il concorso di tutte le forze politiche, e adesso attendiamo con serenita' l'ultimo step del passaggio in Aula". E' quanto dichiara il vicecapogruppo Ncd alla Camera, Dorina Bianchi, capogruppo in commissione Affari Costituzionali.  "Sono state accolte - prosegue - le osservazioni che con il Nuovo Centrodestra abbiamo sollevato, in quanto la chiusura della sezione staccata del Tar di Reggio Calabria, come delle altre citta' sedi di Corti d'Appello, avrebbe comportato solamente un rischio ingolfamento dei Tribunali amministrativi piu' grandi e un aggravio dei costi per strutture e personale. Quindi sostanzialmente i pochi benefici sarebbero stati tutti annullati. Rischio - conclude Bianchi - scongiurato dal voto di ieri in commissione". "L'emendamento che alimenta e concretizza le speranze sul futuro della sezione del Tar di Reggio e' frutto di una straordinaria concertazione tra interlocutori che hanno detto no ad una scelta illogica e penalizzante per il territorio". Lo afferma il presidente della Provincia Giuseppe Raffa che esprime soddisfazione per l'approvazione, da parte della Commissione Affari Costituzionali della Camera, dell'emendamento con il quale, contrariamente alla decisione del Governo, vengono salvate tutte le sezioni staccate del Tar che si trovano nelle citta' sedi di Corti d'Appello. "Come Amministrazione provinciale - dice ancora Raffa - ci siamo impegnati a far capire quale danno avrebbe prodotto alla comunita' la chiusura di questo importante presidio di legalita'. Cio' avrebbe ulteriormente alimentato anche il senso di abbandono che, purtroppo, rischia di avere il sopravvento rispetto alla fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato. Siamo di fronte a un risultato bipartisan i cui protagonisti sono stati i deputati del PD e di FI ( e su questo versante politico grande e' stato l'apporto dell'on. Nino Foti) quali firmatari dell'emendamento per difendere questa terra dall'ennesima spoliazione. Non si e' trattato di un'azione di mero campanilismo quando, invece, di uno sforzo congiunto per dimostrare, dati alla mano, l'inopportunita' della scelta governativa e i gravissimi disagi che la cancellazione del Tar reggino avrebbe comportato per la cittadinanza. Per le stesse motivazioni, ci aspettiamo un ulteriore sussulto d'orgoglio per le sorti della Scuola della Pubblica Amministrazione. Anche lo smantellamento di questo presidio, ahime', appare inserito nell'incomprensibile logica di smembramento delle articolazioni periferiche riconducibili ad importanti funzioni dell'attivita' statale. Adesso, mi auguro che il Parlamento, verso il quale ripongo grande fiducia, confermi la sostanza dell'emendamento passato in Commissione, assolutamente convergente con gli interessi della collettivita'".
"Finalmente una buona notizia per Reggio Calabria. L'emendamento al decreto sul riordino della Pubblica amministrazione approvato in commissione Affari costituzionali alla Camera, oltre a salvare la sede del Tar, rappresenta piu' in generale un segnale incoraggiante per tutto il territorio reggino". Viene accolto con grande soddisfazione da Confindustria Reggio Calabria, il via libera al provvedimento con cui si mantengono in vita quelle sezioni staccate dov'e' presente una Corte d'appello. "Come avevamo ribadito a chiare lettere - proseguono gli Industriali reggini - nel corso delle ultime settimane e, in particolare, in occasione della recente assemblea pubblica annuale, Reggio Calabria ha rischiato di perdere un fondamentale presidio di legalita' oltre che un ufficio la cui funzione e' di vitale importanza per un ordinato e corretto funzionamento dei rapporti tra pubblica amministrazione e imprese. Tiriamo dunque un sospiro di sollievo - conclude l'associazione di via del Torrione - non senza evidenziare quanto sia importante, come dimostrato proprio in questa vicenda, che tutti gli attori coinvolti e le forze sane del tessuto sociale guardino sempre con senso di responsabilita' e unita' d'intenti, alle tante questioni irrisolte del nostro territorio".
   "Apprendo la notizia dell'approvazione dell'emendamento in questione con particolare soddisfazione - commenta il Sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli - sia perche' lo stesso dimostra che si e' compreso che l'eventuale soppressione del TAR di Reggio Calabria avrebbe comportato gravissimi disagi operativi, gestionali e organizzativi, con oneri a carico dei cittadini e per le pubbliche amministrazioni, e sia perche' esso dimostra che una sinergica opposizione verso un provvedimento dagli effetti oggettivamente negativi possa ottenere un risultato utile".
"I toni forse troppo trionfalistici utilizzati da esponenti politici ed istituzionali di entrambi gli schieramenti, per attribuirsi ipotetici meriti in ordine al voto espresso dalla competente Commissione della Camera dei Deputati, appaiono del tutto fuori luogo, anche al di la' di alcuni tentativi di aggregare consenso all'interno del Parlamento per difendere la prestigiosa istituzione reggina". E' quanto sostiene il presidente della Commissione "Bilancio, Programmazione Economica, Attivita' produttive e Fondi UE" Candeloro Imbalzano che aggiunge: "Se meriti dobbiamo attribuire, essi debbono riguardare gli Ordini professionali dell'Avvocatura della provincia di Reggio che, fin dal primo momento, hanno mobilitato la classe politica e la societa' civile, nonche' i dipendenti del Tar ed i loro rappresentanti sindacali che hanno condotto una efficace opera di sensibilizzazione con ripetute iniziative". "Un ringraziamento particolare - sottolinea Imbalzano - va fatto al Presidente del Tar reggino per le coraggiose prese di posizione, investendo lo stesso Presidente della Repubblica ed assicurando la sua costante presenza pressoche' in tutte le iniziative appositamente convocate". "Reggio, proprio per essere sede di Corte d'Appello, ha meritato sul campo un riconoscimento che, altrimenti, l'avrebbe vista pesantemente penalizzata con costi sociali altissimi. In un momento in cui occorre difendere con forza tutti i presidi di legalita' sul nostro territorio, il mio auspicio - dopo aver proposto e fatto approvare dal Consiglio regionale un ordine del giorno per scongiurare il nefasto dirottamento del Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria - e' che la sinergia realizzata per evitare la soppressione della sezione staccata del Tar reggino si possa realizzare a livello parlamentare, con una rinnovata mobilitazione bipartisan, anche a favore della difesa di questo ulteriore presidio di legalita'" - conclude Candeloro Imbalzano.


Giustizia: Minasi, su Tar Reggio vittoria senza etichette
Reggio Calabria, 23 lug. - "Quando viene raggiunto un obiettivo ritengo sia inutile ed improduttivo attribuirsi primogeniture, prodursi in celebrazioni personali o partitiche. Cio' che conta, in questo momento, e' che la Camera abbia approvato l'emendamento che evita la soppressione della sede del Tar della nostra citta'". Lo afferma Tilde Minasi, consigliere regionale. "Quanto accaduto - aggiunge - non ha bisogno di alcuna etichetta, poiche', e ne sono dimostrazione le cronache delle settimane scorse, essere riusciti a tagliare questo importantissimo traguardo e' stato possibile grazie ad un impegno corale che non ha avuto etichette o colori ma ha registrato un'interlocuzione strutturata tra l'assetto sociale, istituzionale, politico, professionale dell'intera Reggio e gli organi centrali che avrebbero dovuto decidere in merito alla vicenda. Non possiamo non ricordare, infatti, le assemblee, le petizioni, i sit - in, le rimostranze che da piu' livelli si sono manifestate contro un percorso che avrebbe ulteriormente penalizzato la citta' e l'utenza, con gravi disagi agli iter giudiziari. E' stato un successo che non si caratterizza solo per un nome o un colore, ma porta unicamente il nome di Reggio e della tutela di un significativo presidio di legalita'. Penso, dunque, che non sia assolutamente necessario puntare una bandiera per evidenziare che, oggi, possiamo mantenere la sede distaccata del Tribunale Amministrativo: al contrario quest'episodio dovrebbe solo farci comprendere come l'unita' di intenti, quando realmente quest'ultima intenda salvaguardare determinate realta' e non essere solo slogan, sia lo strumento piu' utile e proficuo per ottenere cio' che legittimamente appartiene al nostro territorio". "Le vicissitudini del Tar, che hanno contraddistinto l'ultimo periodo e che, fortunatamente, si sono concluse in maniera positiva, servano da esempio - dice ancora Tilde Minasi - solo la volonta' unanime di Ordini professionali, politica locale, sindacati, rappresentanti calabresi in seno al Parlamento, Istituzioni e dipendenti, al di la' delle appartenenze ideologiche, ha consentito che Reggio e la sua provincia possano continuare ad avvalersi di un organismo che ha sempre brillato per l'ottimo lavoro svolto. Invece di proclami con cui ci si auto incensa per il successo delle iniziative, ripeto corali, messe in campo si cerchi piuttosto di incrementare il dialogo ed il confronto affinche' si superino, con il medesimo spirito, determinate problematiche che riguardano il territorio reggino e calabrese. Far propria la vittoria di una battaglia classificandola 'di parte' cosi' come ha fatto il Pd con tutti i suoi componenti (dimostrandosi quindi poco attento alle azioni prodotte anche da altre parti politiche) infatti - conclude la Minasi - e' alquanto ingeneroso per tutti coloro che si sono spesi senza soluzione di continuita' affinche' adesso si possa parlare di un diritto conquistato da un'intera citta'.


Giustizia: Magorno (Pd), grande impegno per sede Tar Reggio
Reggio Calabria, 23 lug. - "E' davvero una notizia positiva, l'approvazione dell'emendamento al Dl sulla Pubblica Amministrazione, che salva le sezioni staccate del Tar, che si trovano nelle citta', sedi di corti d'appello, tra cui quella di Reggio Calabria". Lo dichiara il segretario del PD Calabria Ernesto Magorno nell'apprendere che la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha, appunto, approvato l'emendamento che riguarda anche il Tar del Capoluogo dello Stretto. Prosegue il segretario Pd: "E' un importante esito che e' da ascrivere all'impegno incisivo e determinato che tutto il Pd ha assicurato e nel quale ha avuto rilievo l'azione costante della deputazione democratica calabrese. E' da sottolineare ancora una volta - continua Magorno - la sensibilita' dimostrata dal Governo guidato da Matteo Renzi, che ha ulteriormente dimostrato grande capacita' di ascolto e di dialogo per le istanze dei territori e di una regione che finalmente ha trovato, nell'esecutivo, un interlocutore attento e sempre presente".


Giustizia: Caridi (Ncd), soddisfazione per sede Tar Reggio
Reggio Calabria, 23 lug. - "Ieri alla Camera e' stato approvato l'emendamento che, di fatto salvera' il Tar di Reggio Calabria e per me e' un motivo di grande soddisfazione perche' l'incontro dello scorso 9 luglio con il Viceministro Costa ha portato i frutti sperati". Lo afferma il senatore del Nuovo Centro Destra Antonio Caridi. "E' stata accolta la nostra proposta - spiega Caridi - grazie alla condivisione da parte di Costa, disponibile sin dall'inizio della vicenda, e all'impegno dell'onorevole Dorina Bianchi che abbiamo incontrato alla Camera e che in Commissione si e' battuta affinche' passasse la nostra linea. Voglio sottolineare anche la professionalita' della delegazione dell'ordine degli avvocati e degli amministrativisti reggini, guidata dal sottoscritto e dal collega D'Ascola, che si e' spesa in tutti i modi e ha puntualmente illustrato le motivazioni per cui la soppressione di queste sedi sarebbe stata del tutto fuori luogo, non avrebbe portato risparmio e avrebbe soltanto indebolito lo Stato e la giustizia sul nostro territorio. Per salvare la sede decentrata della citta' - continua il Senatore Caridi - era necessario emendare l'articolo 18 del decreto legge 90/2014". "La commissione Giustizia, sentita in sede consultiva nell'iter parlamentare di conversione del decreto legg - ha aggiunto - ha espresso parere favorevole per l'emendamento dell'art. 18 nella parte in cui dispone la soppressione delle Sezioni staccate dei Tribunali amministrativi Regionali, facendo salve le sezioni staccate con sede nelle Corti d'appello, come e' quella di Reggio Calabria. Ieri l'emendamento e' stato approvato e adesso dovra' soltanto passare dall'aula insieme a tutto l'articolato ma ritengo che su questo punto non dovrebbero esserci grosse difficolta'. Sono molto contento perche', al contrario di quanto paventato negativamente da qualcuno in questi ultimi giorni, il gioco di squadra ha prodotto un risultato di grande importanza per la nostra citta', che ha bisogno di mantenere i presidi di legalita' in un momento molto delicato. Mi auguro che ci possa essere un epilogo positivo - conclude il senatore del Nuovo Centro Destra Antonio Caridi - anche per quanto riguarda il provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria in Calabria e mi impegnero' affinche' anche questo presidio fondamentale non venga soppresso".


Giustizia: Nicolo', unita' ha scongiurato chiusura sede Tar Reggi
Reggio Calabria, 23 lug. - "Unita' e forte sinergia istituzionale hanno garantito la permanenza della sezione staccata del Tar Calabria a Reggio". Lo afferma in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolo'. "L'impegno costante dei parlamentari calabresi, che hanno saputo costruire una rete efficace di alleanze con i rappresentanti di altre realta' - sottolinea Alessandro Nicolo' - ha permesso di scongiurare quello che ormai sembrava un dato scontato e negativo per la nostra citta'. Il lavoro certosino messo in campo da tutti i rappresentanti istituzionali, ad ogni livello, reggini e calabresi, e' coinciso con gli obiettivi piu' generali di riorganizzazione della macchina della giustizia amministrativa, introducendo come criterio di salvaguardia il legame funzionale della sezione del Tar con il distretto giudiziario della Corte d'Appello". "Con il medesimo spirito unitario e responsabile - continua Alessandro Nicolo' - e' auspicabile estendere il campo delle iniziative della nostra rappresentanza parlamentare verso ulteriori obiettivi, consapevoli di dovere affrontare questioni ataviche, essere chiamati continuamente a respingere critiche davvero ingenerose nonostante il debito storico che la nostra regione vanta con il resto del Paese e rintuzzare pregiudizi che descrivono la Calabria come una regione irredimibile".


Rifiuti: tre denunce dei carabinieri a Roggiano Gravina
Cosenza, 23 lug. - I carabinieri di Roggiano Gravina hanno denunciato in stato di liberta' tre persone, ritenute responsabili di reati in materia di trattamento dei rifiuti. Si tratta di D.F. 70 anni, L.P., 45 anni, e S.F., 42 anni. Il primo e' stato sorpreso dai militari mentre, nei pressi di un campo sportivo, incendiava dei rifiuti plastici. Gli altri due sono stati invece controllati mentre erano a bordo della loro autovettura e sono stati sorpresi a trasportare, senza le prescritte autorizzazioni, 2 fusti, poi sottoposti a sequestro, contenenti circa 150 litri di olio per motore esausto. Dall'inizio dell'anno, nella zona sono state 19 le persone denunciate dai carabinieri per reati dello stesso genere.


Immigrati: in 207 al porto di Crotone, 58 sono bambini
Crotone, 23 lug. - Un gruppo di immigrati clandestini e' approdato oggi alle banchine del porto di Crotone a bordo di due navi. Si tratta di 207 persone di varia nazionalita' che sono state soccorse al largo della costa ionica mentre navigavano su un barcone e trasbordate sulla motonave Alessandro II e su una motovedetta della Capitaneria di porto. Fra i migranti ci sono anche 58 bambini, alcuni in tenera eta', e interi nuclei familiari apparsi tutto sommato in buone condizioni di salute anche se infreddoliti a causa della pioggia battente. Ad accoglierli sul porto di Crotone il dispositivo che si attiva in occasione di ogni sbarco composto da Polizia di Stato, Capitaneria di porto, Vigili del fuoco e volontari della Croce rossa e Misericordie di Isola Capo Rizzuto. Gli immigrati sono stati trasferiti nel Centro di accoglienza di Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto.


Rifiuti: Costantino (Sel), dal Governo risposta insufficiente
Catanzaro, 23 lug. - "Ho interpellato il ministro dell'Ambiente ormai piu' di venti giorni fa sulla "emergenza" rifiuti a Reggio Calabria, sottolineando che il tema non investiva solo l'incapacita' della classe dirigente calabrese di risolvere questo dramma ma che era evidente che fossimo in presenza di un sistema creato ad hoc da mafie e clientelismo per gestire il sistema di smaltimento dei rifiuti. Lo afferma la deputata calabrese di Sel Celeste Costantino. La risposta del Governo e' stata del tutto insufficiente e non ha minimamente sfiorato la questione della legalita' e della trasparenza. Oggi leggiamo che l'operazione "Rifiuti spa 2" - che ha portato all'arresto di 24 persone ieri - evidenzia il sempre piu' centrare ruolo del boss Matteo Alampi, "imprenditore 'ndranghetista" che dal carcere ha continuato in questi anni a gestire gli affari della sua cosca. Avvalendosi di decine di persone, tra cui anche due prestigiosi avvocati penalisti del Foro reggino, che si sarebbero prestati a fare da "postini e da portatori di messaggi e notizie agli altri sodali non detenuti, prosegue l'on. Costantino. In Calabria l'anno scorso solo 12 imprese su 161 che operano nello smaltimento dei rifiuti avevano il certificato antimafia. Intanto la raccolta differenziata rimane bloccata al 4%. Tutto cio' mentre il presidente della Regione dimissionario Giuseppe Scopelliti - aderente al Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, quindi nella compagine del Governo di cambiamento di Matteo Renzi - affermava che "a Reggio non ci sono mai stati grossi problemi. Solo un migliaio di tonnellate di rifiuti a terra". Spero che il Pd calabrese - conclude l'esponente di Sel -non abbia tentazioni di piccole intese come sul modello nazionale. E noi saremmo quelli tacciati di contraddizione?".


Polizia: il questore Anzalone saluta e ringrazia Cosenza
Cosenza, 23 lug. - Il questore di Cosenza, Alfredo Anzalone, ha incontrato questa mattina i rappresentanti della stampa di Cosenza, prima del suo trasferimnto a Salerno. Anzalone, che ha ringraziato per come e' stato accolto nella citta' dei Bruzi dal momento del suo arrivo, nel luglio del 2010, ha ribadito che "la criminalita' in questa provincia e' presente, ma non possiamo identificare una realta' cosi' complessa, come quella di questa provincia, con qualche criminale, perche' a quelli ci pensa la polizia di Stato".  "Ai cittadini chiediamo di rispettare le regole per educazione, piu' che per imposizione", ha concluso Anzalone. A lui subentrera', nei prossimi giorni, Luigi Liguori, gia' reggente della zona di polizia di frontiera di Bari.


Criminalita': cumulo di pene da scontare, arrestato vibonese
Vibo Valentia, 23 lug. - I carabinieri di Vibo Valentia hanno arrestato per un cumulo di pene definitive a 7 anni e 6 mesi di reclusione Angelo Andracchi, 40 anni, del luogo. L'ordine di carcerazione e' stato emesso dalla Procura di Vibo Valentia a seguito di alcune sentenze divenute definitive. L'ultima risale a venerdi' scorso quando la Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni e 2 mesi per usura nei confronti del commerciante Domenico Esposito di Soriano Calabro (Vv) in seguito divenuto testimone di giustizia. Altre condanne, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto illegale di armi da fuoco, Andracchi le ha rimediate al termine dei processi nati dall'operazione denominata "Palermo" e poi per violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Vibo. Ritenuto dagli inquirenti vicino ai clan Lo Bianco di Vibo Valentia e Cracolici di Maierato (Vv), Andracchi e' stato tradotto nel carcere di Vibo.


Criminalità: condannato per usura, arrestato un vibonese
Vibo Valentia, 23 lug. - I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, diretti dal capitano Stefano Esposito Vangone, hanno arrestato stamane Girolamo Macri', 36 anni, di Soriano Calabro. Il giovane deve scontare una pena definitiva di 3 anni ed 8 mesi per il reato di usura. In primo grado, il 4 ottobre del 2012, Macri' era stato condannato a 6 anni dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia. In appello a Catanzaro, il 17 ottobre 2013, la pena era stata rideterminata in 3 anni ed 8 mesi. L'ordine di carcerazione e' stato emesso dalla Procura di Vibo Valentia, mentre l'operazione nella quale Macri' e' rimasto coinvolto e definitivamente condannato era stata condotta e portata a termine il 9 marzo del 2010 dall'ex pm di Catanzaro Giampaolo Boninsegna.


Delibere comunali false a Botricello, tre indagati
Catanzaro, 23 lug. - Avrebbero falsificato alcune delibere di Giunta comunale, inserendo la presenza di alcuni assessori che in realta' non avevano partecipato alle sedute. Per questi motivi, l'ex sindaco di Botricello Giovanni Camastra e la segretaria comunale Giuseppina Ferrucci sono indagati per i reati di falsita' ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso di ufficio. Con loro e' indagato anche l'ex vicesindaco, Raffaele Valea, accusato di favoreggiamento personale. Secondo la contestazione, Valea avrebbe tentato di eludere le indagini, dichiarando il falso ai carabinieri di Botricello che lo avevano sentito sui fatti contestati. Ai tre indagati e' stato notificato il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, con contestuale avviso di nomina del difensore di ufficio e di invito a presentarsi per rendere interrogatorio. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Paolo Petrolo. Per quanto riguarda la posizione di Camastra e Ferrucci, il primo attuale consigliere comunale di maggioranza e la seconda segretaria comunale in carica a Botricello, sono sei le delibere contestate, due delle quali, secondo l'accusa, avrebbero anche portato un vantaggio economico nei confronti di due professionisti e, scrive il pm, "un danno patrimoniale all'Ente". La falsa presenza degli assessori, dichiarata dall'allora sindaco e dalla segretaria comunale, avrebbe consentito di dichiarare valida la seduta per la quale altrimenti non sarebbe stato raggiunto il numero legale.


Ambiente: Goletta Verde a Crotone per depurazione e abusivismo
Crotone, 23 lug. - Goletta Verde torna a Crotone per rilanciare l'attenzione sulla depurazione, dopo che lo scorso anno consegno' la bandiera nera alla "Societa' Acque Krotonesi S.p.A.", societa' pubblica partecipata esclusivamente dai Comuni e dalla Provincia di Crotone cui e' affidato il ciclo delle acque, compresa la gestione delle reti fognarie e la conduzione degli impianti di depurazione. L'iniziativa e' stata presentata in una nota con la quale si evidenzia che "un cattivo funzionamento del sistema di depurazione in provincia dimostrato, tra l'altro, dalle analisi che il laboratorio mobile dell'imbarcazione ha effettuato quest'anno alla foce del fiume Esaro (che raccoglie, tra l'altro, anche le acque del Papaniciaro nel quale scarica il depuratore di Crotone), risultato fortemente inquinato". Da Goletta Verde arriva anche l'appello a mantenere alta l'attenzione contro l'aggressione delle coste, altra grave emergenza della regione Calabria. "Vorremo meglio approfondire il piano di bacino stralcio per l'erosione costiera, presentato ieri in conferenza stampa e che sara' adottato subito dopo la pubblicazione sul Burc - e' scritto nella nota - il quale individua le aree a pericolosita' per valutare nel merito come si affronta la gestione dell'erosione costiera che prevede un investimento di 400 milioni di euro ed altro strumento approvato il "Master Plan"".
A gennaio iniziera' il processo che vede imputati i vertici di Soakro. "Al di la' dell'esito del processo, quello che appare evidente e non piu' tollerabile e' il disinteresse totale verso la reale soluzione dei problemi - dichiara Francesca Travierso, presidente del circolo Ibis di Crotone -. Quello di Crotone e' solo uno dei punti critici del sistema di trattamento delle acque reflue, per cui chiediamo che le istituzioni locali e regionali vigilino sull'operato delle societa' cui e' affidata la gestione della depurazione nel Crotonese e nel resto della Calabria. Purtroppo, si continua a non affrontare il problema, con rischi molto seri per l'economia del territorio e soprattutto per la salute pubblica".
Altra emergenza che Goletta Verde chiede di affrontare al piu' presto e' quella legata all'aggressione alle coste. Ne sono un esempio i numerosi sequestri avvenuti negli ultimi tempi. "Per cambiare davvero volto a questa terra occorre rimediare agli errori del passato. Il consumo di suolo in Calabria ha superato da tempo ormai i livelli di guardia soprattutto a causa dell'abusivismo che rappresenta una delle piaghe piu' evidenti di questi ultimi decenni di illegalita' diffusa - dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria -. Un fenomeno che mette a repentaglio la tenuta ambientale della Calabria e in particolare delle coste. Per fermare queste speculazioni che privatizzano un bene, il paesaggio, che e' di tutti, occorre ripristinare legalita' e luoghi attraverso le demolizioni, unico efficace deterrente al nuovo abusivismo. I paesaggi e le spiagge liberati dal cemento selvaggio devono diventare sinonimo di un turismo di qualita', basato sulla salvaguardia e sulla valorizzazione dell'ambiente, sulla "grande bellezza" che ancora resiste anche in questa regione, perche' e' questa l'unica chiave culturale, sociale ed economica per immaginare uno sviluppo diverso e andare oltre la crisi".  Gli ultimi sequestri effettuati dalla magistratura nel Crotonese riguardano i lavori di realizzazione di due strutture turistiche in costruzione sul litorale del promontorio di Capocolonna, nel comune di Crotone; di un'area costiera deturpata dagli sbancamenti in localita' Valle Perrotta, a Isola Capo Rizzuto. Analogo il sequestro a punta Scifo, sempre a Capocolonna. Sigilli posti dalla magistratura a seguito delle denunce di associazioni e comitati. "A questi interventi - afferma Travierso - si aggiungono i provvedimenti e le sanzioni comminate per violazioni varie sulla fascia costiera di Strongoli, Crotone e Cutro nel corso di controlli effettuati sul demanio da Guardia Costiera, Carabinieri e Guardia di Finanza. Grande attenzione va posta, infine, ai Piani Strutturali Comunali in corso di redazione e approvazione nei comuni costieri: non c'e' bisogno di nuove costruzioni, specie sul litorale, ma di regolamentare quelle esistenti e magari procedere finalmente all'abbattimento di strutture abusive".


Ambiente: deputati Pd a Ministri, revocare parere centrale Saline
Catanzaro, 23 lug. - I deputati del Partito democratico Ermete Realacci, Nicodemo Oliverio, Ernesto Magorno e Franco Covello hanno presentato una interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri, e ai Ministri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e per gli Affari regionali, rispetto alla centrale a carbone di Montebello Jonico (Reggio Calabria) per chiedere di "valutare anche a fronte della notevole eccedenza di produzione energetica del Paese, l'opportunita' di revocare il DPCM, del 15 giugno 2012, che sanciva la contrastata compatibilita' ambientale e autorizzava all'esercizio il progetto a carbone della Sei S.p.A., considerando il fatto che a breve sara' necessario procedere alla chiusura di vari impianti di produzione elettrica a partire da quelli meno efficienti e piu' inquinanti, come quelli alimentati a carbone che emettono grandi quantita' di Co2 in atmosfera".
I parlamentari hanno, inoltre, chiesto ai Ministeri competenti di "verificare la possibilita' di istituire per quanto di competenza e di concerto con l'amministrazione regionale della Calabria, un tavolo tecnico interministeriale per implementare, anche con fondi comunitari, un piano di rilancio e sviluppo sostenibili centrati sulla valorizzazione integrata delle risorse ambientali e culturali locali per migliorare la qualita' della vita e attrarre nuovi investimenti e flussi di visitatori e turisti nell'Area Grecanica". Tra le proposte avanzate, la riqualificazione del porto a scopo turistico, bonifica degli insediamenti produttivi abbandonati, del waterfront, piano di sviluppo delle microfiliere produttive, filiere agricole di qualita' a partire da quella del bergamotto, interventi di riqualificazione dei borghi a fini turistici. I deputati del Pd hanno evidenziato tutto l'iter contrastato della centrale di Saline Ioniche, ricordando che sono "gia' cinque le centrali termoelettriche per la produzione di energia elettrica da ciclo combinato a gas naturale da 800 MW ciascuna autorizzate sul territorio regionale: sono localizzate nei Comuni di Altomonte, Pianopoli, Simeri Crichi, Rizziconi e Scandale. C'e' da osservare che quasi tutte queste centrali sono attualmente in grave sofferenza per via delle condizioni nuove di eccedenza, di costi e di altre variabili del mercato dell'energia. La Calabria - concludono i firmatari - produce molta piu' energia di quanta ne consumi".


Ambiente: progetto Regione per sensibilizzare su rispetto mare
Crotone, 23 lug. - Domani, giovedi' 24 luglio, alle 10,30, nella sede della Lega Navale di via Molo Sanita', a Crotone, l'assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano presentera' alla stampa la campagna di comunicazione: "Il mare di Calabria non va in vacanza". La campagna, patrocinata dall'assessorato all'Ambiente della Regione Calabria, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e organizzata dal Polo Energia e Ambiente della Regione Calabria, ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto dell'ambiente marino. All'incontro - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - prenderanno parte, inoltre, il Presidente della Lega Navale Italiana sezione di Crotone Giovanni Pugliese, il C.F. (CP) della Capitaneria di Porto di Crotone Domenico Morello e il Presidente della Net scarl Mario Spano'.


Sicurezza stradale: #non rischioperche' fa tappa a Tropea
Tropea (Vibo Valentia), 22 lug. - Formazione, sensibilizzazione e prevenzione. Sono questi gli ingredienti di #nonrischioperche', iniziativa organizzata dalla Fondazione ANIA in collaborazione con la Polizia di Stato, che per oltre un mese coinvolgera' alcune tra le principali localita' turistiche italiane e che dal 24 al 29 luglio sara' a Tropea, in Lungomare Le Roccette e in piazza Vittorio Veneto. La sicurezza stradale si trasforma in un vero e proprio evento, con quiz a tema, prove al simulatore di guida e il coinvolgimento virale, grazie ai social network e all'hashtag gia' lanciato dalla Fondazione ANIA durante le festivita' di Natale. L'incidentalita' stradale resta la piu' grande tragedia del nostro Paese: nell'ultimo anno, in Italia, 3.653 persone hanno perso la vita in incidenti stradali e una vittima su cinque aveva meno di 30 anni. Per far fronte a questa emergenza, la Fondazione ANIA e la Polizia Stradale sono partite il 17 luglio da Forte dei Marmi, dove sono restate fino al 22 luglio, per spostarsi a Tropea dove rimarranno dal 24 al 29 luglio. Il tour proseguira' dal 31 luglio al 5 agosto a Vieste, dal 7 al 12 agosto a Rimini, per concludersi dal 14 al 19 agosto a Lignano Sabbiadoro. Per quanto riguarda la tappa di Tropea, il 24 luglio un van della Fondazione ANIA sostera' in Lungomare Le Roccette, mentre nei giorni successivi si spostera' in piazza Vittorio Veneto: dalle 15 alle 21 personale della Fondazione ANIA dara' la possibilita' di partecipare ad un quiz sulla sicurezza stradale e di svolgere prove di guida sicura al simulatore. In contemporanea, sulle spiagge di Tropea, la Fondazione ANIA proporra' ai bagnanti quiz sulla sicurezza stradale. Ai partecipanti, saranno consegnati gadget a tema, tra i quali etilometri monouso con informazioni sulla guida in stato di ebbrezza. Tutte le persone coinvolte nell'iniziativa verranno invitate a condividere un pensiero contro gli incidenti stradali usando, sui principali social network, l'hashtag #nonrischioperche'. Nella zona del van sara' presente anche una pattuglia della Polizia Stradale a disposizione dell'utenza per provare l'etilometro e per lo svolgimento di attivita' di comunicazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale. In quell'occasione sara' inoltre allestita e posizionata accanto al van della Fondazione ANIA la mostra fotografica "Altra Strada non c'e'", dedicata ai 66 anni di vita della Polizia Stradale, con due poliziotti a disposizione del pubblico per un percorso "guidato" delle immagini della mostra. La Polizia Stradale intensifichera', infine, i controlli volti al contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti nelle strade delle localita' coinvolte dall'iniziativa soprattutto nelle ore notturne.


'Ndrangheta: operazione Orso, sequestro beni per 7 milioni
Reggio Calabria, 23 lug. - Nell'ambito dell'operazione Orso, condotta dalla Squadra Mobile contro la cosca Gallico e che ha portato all'emissione di un'ordinanza di misure cautelari per 15 persone, la Polizia ha eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per oltre 7 milioni di euro. Il decreto di sequestro riguarda alcuni beni immobili e societa', con sede a Palmi (RC) e a Roma, emesso dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, in quanto riconducibili alla cosca Gallico. Gli uomini della Polizia di Stato, inoltre, stanno eseguendo diverse perquisizioni personali e locali disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria anche nei confronti di altri soggetti non colpiti dal provvedimento cautelare.


'Ndrangheta: operazione Orso, arresti a Palmi e Roma
Reggio Calabria, 23 lug. - Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione Orso, condotta dalla Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Gennaro Semeraro contro la cosca Gallico, sono state eseguite a Palmi e Roma, con l'ausilio della Squadra Mobile capitolina e con la partecipazione dei reparti prevenzione crimine della Polizia. I dettagli dell'indagine, coordinata dal sostituto delle Dda Giovanni Musaro', saranno illustrati nella conferenza stampa in Questura a Reggio, alla quale e' prevista la partecipazione del Procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho.


'Ndrangheta: blitz polizia, 15 arresti cosca Reggino
Roma, 23 lug. - La Polizia di Stato di Reggio Calabria sta eseguendo 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti della potente cosca di 'ndrangheta dei Gallico, operante nella Piana di Gioia Tauro, accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Contestualmente sono stati sequestrati beni immobili e societa' per un valore complessivo stimato di circa 7 milioni.
Delle 15 misure cautelari disposte dal gip nell'ambito dell'operazione Orso, condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria contro la cosca Gallico di Palmi, 10 sono arresti in carcere e 5 ai domiciliari. Uno dei destinatari era gia' latitante. Di seguito i destinatari delle misure cautelari: Francesco Barbera, 37enne nato a Palmi (custodia in carcere); Antonino Cosentino, inteso Nino alias "Poldino", 53enne nato a Palmi, gia' detenuto per altra causa (in carcere); Antonino Cosentino, 30enne nato a Palmi (arresti domiciliari); Domenico Cosentino, 28enne nato a Palmi (domiciliari); Emanuele Cosentino, 28enne nato a Palmi, in atto latitante (in carcere); Giuseppe Cosentino, 61enne nato a Palmi (in carcere); Daniele De Salvo, 32enne nato a Palmi (in carcere); Domenico De Salvo, 45enne nato a Palmi (in carcere); Carmelo Gallico, 51enne nato a Palmi, gia' detenuto per altra causa (in carcere); Domenico Gallico, 56enne nato a Palmi, gia' detenuto per altra causa (in carcere); Teresa Gallico, 66enne nata a Palmi, gia' detenuta per altra causa (in carcere); Pasquale Gangemi, 67enne nato a Palmi (domiciliari); Giovanni Iannino, 59enne nato a Palmi (in carcere); Santina Iannino, 31enne nata a Oppido Mamertina (domiciliari); Vincenzo Parisi, 48enne nato a Palmi (domiciliari).



Immigrati: in 100 a Crotone, due minori disidratati
Crotone, 22 lug. - Cento immigrati di varie nazionalita' sono sbarcati poco dopo le 12,30 al porto di Crotone dalla motonave Alessandro II, della compagnia Poseidon, che li ha trasferiti dalla Sicilia dove erano giunti clandestinamente nei giorni scorsi. Tra i migranti ci sono 21 donne, tre delle quali in stato di gravidanza, e cinque bambini. Per due minori in evidente stato di disidratazione si e' reso nacessario durante la navigazione tra la Sicilia e Crotone il trasbordo dalla motonave su un'imbarcazione piu' piccola che, giunta alla banchina del porto calabrese, li ha poi consegnati alle ambulanze del 118. Alle operazioni di soccorso scattate sul molo hanno preso parte militari della Capitaneria di porto di Crotone, uomini della Polizia di Stato e dei Vigili del fuoco, volontari della Croce rossa e delle Misericordie di Isola che hanno provveduto a trasferire i migranti al Centro di Sant'Anna, dove verranno identificati e saranno avviate le procedure per la richiesta di asilo politico.


Maltempo: "Flash storm" domani in Calabria, temporali e grandine
Roma, 22 lug. - Non smette di stupire l'estate 2014. Ancora una volta una depressione atlantica. riesce a scalfire l'alta pressione che fino al weekend scorso si era insediata sul nostro Paese. Questa volta tocca a "Flash Storm" portare temporali, grandinate e rovesci su gran parte del Bel Paese. La redazione web del sito Ilmeteo.it comunica che i temporali e i rovesci oggi interesseranno maggiormente il Centro, specie il Lazio, la Campania, l'Abruzzo, il Molise e domani il Sud, come la Puglia e la Calabria, per poi ritornare a colpire il Nord. Temperature, ove piovoso, molto fresche con non piu' di 23°, piu' alte ove soleggiato. Insomma, un'estate zoppicante da parecchio tempo. Secondo Antonio Sano', direttore e fondatore di Ilmeteo.it, nel fine settimana la pressione tornera' nuovamente ad aumentare e il sole a prevalere su gran parte delle regioni, ma non si puo' certo dire di andare incontro ad una stabilita' duratura visto il trend di questo mese, quindi per agosto c'e' da aspettarsi ancora sorprese.


Giovane ucciso per errore, padre protesta in catene a Vibo
Vibo Valentia, 22 lug. - Martino Caravolo, padre di Filippo Ceravolo, il giovane di 19 anni ucciso per errore il 25 ottobre 2012, si e' incatenato davanti alla Prefettura di Vibo Valentia inscenando una protesta all'indirizzo del Ministero dell'Interno e dello Stato. Accanto a lui, anche una tanica di benzina. "Mio figlio - spiega Ceravolo - deve essere riconosciuto vittima di mafia. Non so piu' cosa fare per chiedere giustizia. A due anni dalla sua scomparsa non abbiamo risposte sugli assassini che na hanno stroncato la giovane vita e non sappiamo chi ha sparato. Non e' giusto cio' che io e la mia famiglia stiamo subendo". Filippo Ceravolo aveva avuto il solo "torto" di chiedere un passaggio alla persona sbagliata per far rientro a casa, da Pizzoni a Soriano Calabro, nel Vibonese. Obbiettivo dei killer, secondo gli inquirenti, sarebbe stato invece l'autista dell'auto, un giovane rimasto ferito e noto alle Forze dell'ordine, oltre ad essere imparentato con elementi di un clan locale in faida da anni con altra consorteria criminale delle Preserre vibonesi. Martino Ceravolo, attraverso la protesta di oggi, oltre a risposte "immediate da parte dello Stato" chiede ai vibonesi "ed a tutta la gente onesta" di stargli "vicino in questa battaglia".


Comune Nardodipace: il sindaco Loielo rimane in carica
Vibo Valentia, 22 lug. - Potra' continuare ad amministrare il Comune di Nardodipace (Vv), il sindaco Romano Loielo, dichiarato incandidabile il 21 ottobre 2013 dal Tribunale di Vibo poiche' ritenuto responsabile dello scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell'ente disposto il 19 dicembre 2011. La Corte d'Appello di Catanzaro, accogliendo un'interpretazione di diritto prospettata dall'avvocato Sergio La Grotteria, ha ritenuto che la norma sull'incandidabilita' vale solo per il turno elettorale "successivo" allo scioglimento del Comune per mafia, anche se tale turno elettorale interessa Comuni diversi da quello sciolto. Cio' sul presupposto che un amministratore puo' teoricamente candidarsi anche alle elezioni che interessano Comuni diversi dal proprio. Nel caso di Nardodipace, dopo lo scioglimento per mafia disposto nel 2011 si sono tenuti in Calabria due turni di elezioni amministrative per altri Comuni, con la conseguenza che all'atto della rielezione a sindaco (18 novembre 2013) Romano Loielo aveva gia' "scontato" il turno di incandidabilita'. Stesso discorso per l'ex vicesindaco di Nardodipace, Romolo Tassone, non ricandidatosi pero' nel novembre 2013. Respinto poi il ricorso del Viminale per gli altri assessori dell'ex giunta Loielo che restano candidabili. In sede amministrativa (Tar), lo scioglimento per mafia del Comune disposto nel dicembre 2011 e' stato invece ritenuto legittimo e confermato in via definitiva.


Mare: Goletta Verde a Brancaleone, "difendiamo le coste"
Brancaleone (Reggio Calabria), 22 lug. - Dopo quattro anni Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, torna a Brancaleone sulla costa jonica di Reggio Calabria, per ribadire che l'assalto della 'ndrangheta sul turismo calabrese non e' una invenzione degli ambientalisti, ma un pericolo concreto contro il quale occorre mantenere alta l'attenzione. Un nuovo blitz dell'equipaggio dell'imbarcazione ambientalista in uno dei luoghi simboli dello scempio in Calabria, per ribadire che la criminalita' organizzata ha sempre piu' interessi, e spesso e' addirittura infiltrata, nel settore turistico della regione e prende di mira le coste e le bellezze del territorio per i suoi loschi affari. Il blitz di oggi segue quello realizzato nell'estate 2010, quando l'imbarcazione ambientalista arrivo' a Brancaleone per accendere i riflettori sul villaggio "Gioiello del mare" - che figura tra i 17 villaggi sequestrati, di cui 12 nella Locride e altri 4 nella vicina Isca sullo Ionio, insieme ad altre 1300 unita' abitative per un valore complessivo di 450 milioni di euro - costruito su un'area dallo straordinario valore ambientale, scelta come luogo di nidificazione dalle tartarughe marine. Un blitz che, tanto per cambiare, scateno' le ire degli uomini delle istituzioni locali e costo' agli ambientalisti addirittura una querela per diffamazione da parte dei titolari della societa', poi archiviata dal Tribunale di Roma. Invece, secondo la Dda reggina, in un'indagine coordinata da Nicola Gratteri, quel complesso l'avrebbero tirato su, a venti passi dalla battigia, alcune imprese vicine alle cosche. Proprio in uno degli ultimi siti di nidificazione delle tartarughe caretta-caretta, una splendida fascia dunale ricca di biodiversita'. Cementificare anche quel lembo di spiaggia e' stata, secondo gli inquirenti, la loro inconfondibile impronta. "E' da lungo tempo che vigiliamo sul grande affare dei villaggi turistici - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette di Legambiente - dietro i quali non e' difficile scorgere le manovre della 'ndrangheta. La magistratura e le forze dell'ordine stanno svolgendo in questi anni un lavoro encomiabile, ma la Calabria e' ugualmente sconfitta: territori splendidi, coste incantevoli, luoghi suggestivi sono stati macchiati dal cemento selvaggio, nonostante le nostre puntuali e costanti denunce, a causa delle compiacenze di burocrati e amministratori che consentono sistematicamente l'aggiramento delle norme edilizie. Occorre continuare a vigilare contro questa sorta di "illegalita' autorizzata", ma soprattutto la societa' calabrese deve imparare a intervenire tempestivamente per difendere le nostre ricchezze ambientali, per contrapporre al turismo della 'ndrangheta il modello virtuoso del turismo sostenibile. Le nostre denunce contro il villaggio "Gioiello del mare" e la cementificazione selvaggia di quel tratto di costa calabrese erano piu' che fondate e a nulla sono valsi i tentativi di intimidirci con azioni di querela per diffamazione che poi sono state archiviate. Quello che serve ora non e' fare la guerra a chi denuncia gli scempi, ma una seria presa di coscienza del problema da parte di tutti, amministrazioni, cittadini e istituzioni affinche' queste situazioni non si verifichino piu'. La Calabria e' una terra ricca di bellezze paesaggistiche, di storia e cultura, che devono essere valorizzate e non deturpate".


Cfs sequestra discarica abusiva nel Cosentino, tre denunce
Cosenza, 22 lug. - Continua l'opera di controllo da parte del Corpo Forestale dello Stato. Il personale del Nipaf di Cosenza nel corso di un accesso in un'azienda zootecnica ha rinvenuto e posto sotto sequestro una discarica abusiva estesa 25.000 mq in zona tutelata paesaggisticamente e una saracinesca idraulica che permetteva di scaricare sullo stesso terreno ingenti quantitativi di reflui aziendali. Le indagini su tale azienda sono scattate dopo alcune segnalazioni riguardanti la presenza in questa area di odori molesti e nauseabondi. Durante l'attivita' di indagine si e' accertato che nella discarica venivano illecitamente smaltiti ingenti quantitativi di letame, tali da mutare l'orografia dei luoghi, rifiuti speciali provenienti dall'attivita' della stessa azienda; sui terreni venivano inoltre scaricati reflui aziendali in modo incontrollato che hanno reso il terreno un acquitrino sterile e anossico. Il terreno incolto, a ridosso del torrente Turbolo, in area sottoposta a tutela paesaggistica, veniva utilizzato come "pattumiera aziendale" permettendo agli imprenditori un notevole risparmio in termini di mancato regolare smaltimento di rifiuti e trattamento dei liquami. Tre persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Cosenza che ha convalidato i sequestri operati dagli uomini Corpo Forestale dello Stato.


Carceri: Attili Uilpa scrive al ministro della giustizia

Roma, 22 lug. - Il segretario generale della Uilpa, Benedetto Attili, ha inviato una lettera la ministro della Giustizia, Andrea Orlando con al quale manifesta il pensiero del suo sindaco sullo schema di DPCM: “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e  riduzione degli Uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia”. Ecco il testo della lettera: “Egregio Ministro,  l’Ufficio di Gabinetto il 15 Luglio u.s. ci ha trasmesso lo schema di DPCM di cui all’oggetto, con  specifico riferimento al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed al Dipartimento della Giustizia Minorile.   Da una attenta lettura dell’articolato abbiamo, purtroppo, dovuto prendere atto di come tale testo,  a nostro avviso, sia addirittura peggiorativo rispetto all’ipotesi del 2 febbraio 2014. Difatti il suo  contenuto appare in evidente contraddizione con le tante dichiarazioni di attenzione e con gli intenti di  risoluzione rispetto all’ emergenza penitenziaria. Ne si può tralasciare di sottolineare come il testo inviatoci rischia di essere in palese contrasto con alcune misure adottate, in via d’urgenza, dal Governo attraverso il D.L. n. 92/2014. A parere della UILPA Penitenziari è evidente come la ratio sottesa alla “lex specialis” (art. 7 DL 92/2014) laddove recita “in considerazione delle particolari esigenze connesse all'attuale situazione carceraria”, mal si concili con i previsti tagli di professionalità, dirigenti e strutture contenuti nello Schema di cui trattasi. Secondo questa O.S., infatti, l’ art. 7 del D.L. 92/2014 deroga, per un periodo di due anni, alle  disposizioni generali in tema di spending review per il personale appartenente ai ruoli del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria.  Ciò premesso intendiamo porre alla Sua attenzione alcune considerazioni di merito sullo  schema che abbiamo assunto per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto.  Esso appare redatto in erronea applicazione dell’art. 2, comma 7, D.L n. 95/2012 (convertito  in legge n. 135/2012) atteso che dalla riduzione del numero dei dirigenti di livello generale del DAP devono essere esclusi quelli che operano in sedi territoriali perché , in ragione dei compiti svolti, sono da ritenersi rientranti nel comparto sicurezza. Pertanto la riduzione dovrebbe interessare esclusivamente i dirigenti generali operanti in sede centrale , in totale 9 per una riduzione complessiva di due. Non solo.  La relazione illustrativa fa emergere che si sarebbe deciso un taglio di 4 Provveditorati Regionali  dell’Amministrazione Penitenziaria mentre dallo schema la diminuzione effettiva sarebbe di 5,  portando i PRAP dagli attuali 16 ai previsti 11. Ne deriva che gli uffici di dirigenza generale nell’ambito del DAP dovrebbero risultare 19 e non 18 mentre i PRAP dovrebbero essere 12 e non 11.  In relazione alla soppressione di alcuni PRAP con relativo accorpamento, non possiamo non  evidenziare come alcune previsioni siano del tutto in antitesi con quanto enunciato a pag. 8 della relazione illustrativa : “Negli accorpamenti si è avuto riguardo alla esigenza di stabili e funzionali collegamenti aerei, ferroviari, stradali, avendo cura di assicurare la prossimità geografica e storica dei  territori”. Volendo ragionare in termini dell’ipotesi di 12 PRAP in relazione alla logistica ed alla storia è persino elementare , per noi, prevedere l’accorpamento della Puglia e della Basilicata alla Campania  salvaguardando l’esistenza dei PRAP di Liguria e Calabria. Non solo l’area geografica della Campania  della Puglia e della Basilicata è collegata da rete autostradale piuttosto ramificata, quanto l’accorpamento sarebbe la riedizione della storia penitenziaria allorquando, prima del varo della L.  395/90, era istituito l’ Ispettorato degli II.P.P. di Campania , Puglia e Basilicata. Posto che  l’accorpamento di Calabria, Puglia e Basilicata ovvero della Liguria al Piemonte determinerebbe seri  problemi logistici, di organizzazione e di gestione occorre sottolineare come la salvaguardia dei PRAP  di Calabria e Liguria si rende necessaria non solo in termini di funzionalità effettiva, quant’anche  (in specie della Calabria) per rendere concrete le proclamate intenzioni di contrasto al crimine  organizzato. Certamente sopprimere un presidio di legalità, qual è un PRAP, non gioverebbe ad esaltare  l’azione di contrasto al crimine organizzato. Tra l’altro attese le intenzioni già manifestate dal DAP di  trasferire gli uffici del PRAP della Calabria dalla attuale sede (in locazione) di Catanzaro alla struttura  demaniale della dismessa Casa Circondariale di Lamezia Terme, si rappresenta l’urgenza di sciogliere la  riserva e di tenerne conto nella redazione della tabella B (art. 16, comma 8 dello schema) sostitutiva della tabella E di cui alla legge n. 395/90.  Nel caso in cui non si volesse recedere rispetto al drastico ed insensato taglio degli uffici di  dirigenza generale, riteniamo più funzionale e ragionevole “sacrificare” il Dipartimento della Giustizia  Minorile, che potrebbe essere convertito ad Ufficio di dirigenza generale nell’ambito del DAP  “recuperando” il posto destinato al Capo del DGM.  Ci riserviamo, inoltre, di produrre eventuali ulteriori osservazioni e proposte nel corso di uno  specifico incontro con la S.V. peraltro già richiesto unitariamente da tutte le rappresentanze sindacali della Polizia Penitenziaria.


Ambiente: Gigliotti(Italia Nostra), Consiglio Stato mette parole fine a porto Scalea

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 22 lug. - Il Consiglio di Stato (Quarta Sezione) ha messo la parola fine al progetto del porto turistico di Scalea. Italia Nostra, attraverso una lunga battaglia giudiziaria, è riuscita a bloccare un’opera che sarebbe stata altamente distruttiva per il paesaggio a causa dell’enorme impatto ambientale che essa comportava sia sulla erosione della costa che sull'intero paesaggio, dovendo sorgere intorno al sito archeologico e storico di Torre Talao a Scalea, e prevedendo anche la deviazione di due corsi d’acqua. La sentenza definitiva pubblicata il 14 luglio 2014 allontana per sempre lo spettro di un nuovo “mega eco-mostro” per i modi in cui era stato concepito il nuovo porto. Rigettando il ricorso della Ditta esecutrice dei lavori contro l’associazione Italia Nostra, rappresentata dagli avvocati Pietro Adami e Marcello Nardi, il Consiglio di Stato ha confermato dunque la precedente sentenza del Tar di Catanzaro del 15 settembre 2013. Italia Nostra aveva impugnato la Valutazione d’Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione Calabria evidenziando le problematiche legate al dissesto idrogeologico. Dal progetto definivo, infatti, era letteralmente scomparso il canale Sallegrino per il quale l’Autorità di Bacino Regionale, in un parere rilasciato nel corso dell’iter amministrativo, ne aveva prescritto la deviazione a nord del porto, imponendo anche la realizzazione di una serie di studi per prevedere, in futuro, l’andamento delle acque. Né la deviazione, né gli studi idrogeologici sono stati approntati. Successivamente Italia Nostra, avendo appreso che nel frattempo tutto il procedimento amministrativo si era concluso con il rilascio dell’autorizzazione finale, ha proposto un ricorso per motivi aggiunti. Si evidenziava, ulteriormente, la totale difformità del progetto definitivo rispetto al preliminare elaborato nel 2002 dal Prof. De Girolamo che prevedeva una forma a bacino a moli convergenti per una capacità di 320 barche sporgente 80 metri dalla riva. Con delibera del 09/09/08 la Giunta Comunale del Comune di Scalea approvava, invece, un progetto definitivo di porto a forma di “bacino interno” molto più ampio, di capienza di 510 barche prevedendo a mare un’imponente diga foranea radicata alla riva lunga circa 300 metri e alta 4 metri. Il Consiglio di Stato nella sentenza depositata il 14 luglio 2014 rigetta l’appello del ricorrente, sostenendo così le valide ragioni di Italia Nostra che si era opposta alla costruzione del porto turistico di Scalea. In particolare la sentenza sottolinea come l’aumento dei posti barca, giustificato dai costruttori con valutazioni di tipo economico, non può certo giustificare un abbattimento dei valori ambientali nel contesto dei quali deve inserirsi l’opera e che non possono assolutamente essere sacrificati, in particolare in relazione agli aspetti di tutela dell’assetto idrogeologico delle aree poste a ridosso della zona portuale interessate dall’attraversamento di due corsi d’acqua (canale Sallegrino e canale Tirello) a rischio inondazione che sarebbero stati “deviati”.  La vice presidente Teresa Liguori, nell’esprimere viva soddisfazione per il positivo esito del ricorso, ringrazia gli avvocati Marcello Nardi e Pietro Adami per la competenza e professionalità espresse nei due ricorsi, e il Comitato Scalea 2020 che ha sostenuto concretamente, con determinazione e tenacia, l’azione legale di Italia Nostra. Teresa Liguori, Vice-presidente nazionale Italia Nostra onlus

 

 

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