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Violenza donne: Confagricoltura, clementine a sostegno dei centri
Cosenza, 25 nov. - Dopo il successo delle passate edizioni ritorna l'iniziativa, targata Confagricoltura Donna Calabria in collaborazione con D.i.Re (Donne In Rete Contro la Violenza), che vede le clementine IGP di Calabria sostenere i centri antiviolenza aderenti, dislocati lungo tutta la penisola. In occasione, infatti, della giornata internazionale contro la violenza alle donne ed in memoria di Fabiana Luzzi- massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto a Corigliano Calabro, le imprenditrici agricole di Confagricoltura Donna Calabria hanno voluto sostenere, attraverso la donazione di un prodotto identitario del territorio calabrese " le clementine IGP di Calabria" , i centri antiviolenza nel faticoso percorso che condurra' al riconoscimento della violenza maschile contro le donne come violazione dei diritti umani. Nelle piazze di Cosenza, Bologna, Asti, Perugia, Milano, Albenga sono stati allestiti dei gazebo per la vendita delle clementine della Sibaritide il cui ricavato sara' devoluto ai centri antiviolenza impegnati in quelle citta'. L'iniziativa tesa a sensibilizzare e a tenere alta l'attenzione sul problema della violenza alle donne vuole, contribuire a realizzare, sia pure gradualmente, quel cambiamento culturale necessario per affermare il valore della dignita', dei diritti e della vita delle donne. Quest'anno il progetto si migliora ulteriormente attraverso la collaborazione con il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell'Universita' della Calabria. Collaborazione che gli organizzatori si augurano possa portare ad impiegare le proprieta' delle clementine di Calabria non solo per le loro proprieta' nutritive, ma anche per assicurare benessere, per prevenire malattie o curare affezioni. Anche l'Assessorato alle Pari Opportunita' del Comune di Rende ha inteso partecipare a questa iniziativa, manifestando il suo interesse attraverso la messa a dimora del primo "Albero di Fabiana" nel giardino antistante il Comune di Rende. Ci auguriamo che questa iniziativa trovi seguito in tutto il territorio nazionale come simbolo dell'impegno contro la violenza alle donne. "Un progetto ambizioso, dunque, afferma la Presidente Confagricoltura Donna Calabria Paola Granata, che si sviluppa di anno in anno con nuovi e validi contenuti in nome di un fine comune, la tutela della donna come persona, lavoratrice, punto fermo della famiglia, della societa' e della sua cultura".


Violenza donne: Soluri, sensibilizzare e coinvolgere coscienze
Cosenza, 25 nov. - Il Presidente dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, accompagnato dal presidente del Circolo della Stampa del comprensorio, Cosimo Bruno, ha portato, nel teatro Sybaris di Castrovillari, il saluto personale e quello dei giornalisti calabresi all'incontro per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ribadendo la vicinanza e l'impegno della categoria per sensibilizzare e coinvolgere le coscienze. Lo ha fatto dopo aver presieduto nella sala 14 del Protoconvento francescano del capoluogo del Pollino, che accoglie anche il Teatro, uno dei momenti di formazione continua per giornalisti che si stanno tenendo in regione come in tutt'Italia per effetto dell'articolo 7 del DPR 137/2012. La manifestazione per le donne, che si svolgeva in contemporanea all'evento formativo dell'Ordine, era promossa dal Centro Italiano Femminile di Castrovillari con l'apporto dell'Associazione Culturale Khoreia 2000 , il patrocinio del Comune, la collaborazione degli Istituti scolastici superiori della citta' e con il sostegno del CSV Centro Servizi per il Volontariato di Cosenza.


Docente ferito a Vibo: ai domiciliari la donna che ha sparato
Vibo Valentia, 25 nov. - Passa agli arresti domiciliari Caterina Cananzi, 50 anni, di Rizziconi, nel reggino, arrestata sabato scorso dopo aver sparato 7 colpi di pistola contro il docente 47enne di violino Salvatore Domenico Lombardo all'interno del Conservatorio di musica di Vibo Valentia. Questa la decisione del gip del Tribunale di Vibo, Gabriella Lupoli, che ha convalidato l'arresto ma ha concordato con la difesa della donna che aveva chiesto gli arresti domiciliari. Caterina Cananzi al gip ha spiegato di aver preso la pistola del marito ad insaputa del coniuge che teneva nascosta l'arma. Pur avendo spiegato di aver procurato lei stessa i proiettili dell'arma, la donna ha raccontato al magistrato di essersi recato a Vibo armata al solo scopo di intimorire il docente di cui non sopportava la relazione con la figlia 23enne per via della differenza di eta' fra i due e per il fatto che il professore fosse separato e padre di due figli. La donna, secondo la sua versione, avrebbe quindi aperto il fuoco al termine di una discussione con il professore di violino. Il docente si trova tuttora sedato ed in coma farmacologico in una clinica specializzata di Palermo. Le sue condizioni di salute registrano un lieve miglioramento ma restano comunque gravi.


Intimidazioni: Parentela (M5S), non lasciare soli imprenditori
Catanzaro, 25 nov. - "Intendo esprimere massima solidarieta' all'azienda agricola biologica 'Colle di Gloria' di Soveria Simeri vittima dell'ennesimo atto intimidatorio. Classica vigliaccata della criminalita' organizzata che mette il bastone tra le ruote di chi cerca di fare azienda in Calabria". Lo dichiara il deputato M5S Paolo Parentela in seguito alla notizia apparsa sulla stampa in merito ad un atto intimidatorio, di possibile matrice 'ndranghetistica ad un'azienda agricola biologica calabrese. "Gli imprenditori calabresi onesti - aggiunge Parentela - sono costretti a fare i conti con la presenza di una criminalita' sempre piu' padrona del territorio, anche a causa dell'assenza totale delle istituzioni". "La Calabria - continua il deputato pentastellato - e' una terra in cui e' difficile fare impresa a causa delle variabili 'ambientali' che rendono difficile la competitivita' delle nostre aziende. A questo si aggiunge la criminalita' organizzata con cui i calabresi devono inevitabilmente fare i conti". Parentela conclude: "La presenza delle istituzioni e' determinante per infondere coraggio ai calabresi onesti che vogliono fare impresa in una regione difficile come la nostra. La nostra vicinanza non basta, servono atti concreti che facciano sentire la presenza di uno Stato sempre piu' assente ingiustificato. Il Governo ed il nuovo Consiglio Regionale si adoperino da subito per non lasciare soli i tanti calabresi onesti e laboriosi".


Sicurezza alimentare: Gdf sequestra 104 kg di frutta a Ricadi
Vibo Valentia, 25 nov. - La Guardia di finanza della tenenza di Tropea, nel corso di un servizio di controllo nel territorio di Capo Vaticano, ha sequestrato 104 chili di frutta messa in vendita da un venditore ambulante senza le prescritte autorizzazioni e per altre violazioni di legge in materia di igiene e sicurezza. Il sequestro e' stato operato nei pressi del bivio che conduce alla frazione Orsigliadi del comune di Ricadi. In particolare, a F.M., 48 anni, di Laurena di Borrello, nel Reggino, sono stati sequestrati 30 chili di mandarini, 50 chili di arance, 20 chili di limoni e 4 chili di rape. Il sequestro operato dalla Guardia di finanza e' stato quindi convalidato dallo Sportello unico delle attivita' produttive del Comune di Ricadi ed i prodotti sequestrati sono stati affidati per la custodia al comando della polizia municipale di Ricadi.


Violenza donne: Amantea, un filmato per ricordare le vittime
Amantea (Cosenza), 25 nov. - Un video per dire no alla violenza sulle donne. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 e che si celebra ogni anno il 25 novembre, la Consulta per le pari opportunita', presieduta da Giusi Osso, ha voluto produrre e divulgare un breve filmato, intitolato "Voci di donne", realizzato nelle stanze del comune di Amantea, per invitare alla riflessione l'intera collettivita'.
Il filmato, oltre a riportare in maniera incisiva le terrificanti cifre relative ai comportamenti violenti esercitati dagli uomini sulle donne, consente di apprendere quelli che sono i diritti ed i riferimenti normativi che consentirebbero alle donne vittime di violenza di rompere un muro di gomma che si genera in molti casi tra le mura domestiche. Alle riprese, effettuate dal filmaker Mario Lucio Pati, hanno partecipato Giusi Osso, Monica Sabatino, Miriam Bruno, Emma Pati, Linda Morelli, Concetta Veltri, Giusy Porchia, Franca Dora Mannarino, Lauretta Pagliaro, Liliana De Luca, Franca Santelli, Elena Arone e Caterina Ciccia. Ognuna di loro, oltre a metterci la faccia rimarcando il contenuto di un testo preparato ad hoc dalla stessa Giusi Osso, ha conferito all'iniziativa il valore aggiunto della cooperazione. Su un tema di cosi' rilevante importanza, pur nel rispetto del proprio ruolo politico, le donne della minoranza e della maggioranza hanno fatto sintesi, sposando in pieno il progetto. "In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne - spiega il presidente della Consulta Giusi Osso - ci siamo ritrovate tutte insieme per sensibilizzare senza vittimismo, ma in modo chiaro e costruttivo, la societa' civile nei confronti di un tema quanto mai attuale che purtroppo e' lontano dall'essere risolto. Piu' di un milione di donne in Italia e' vittima di violenza maschile. Un dato che ripetendosi arriva alla vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza: dallo schiaffo allo stupro. Sono oltre 25 i casi quotidiani di stalking e 179 i femminicidi registrati nel 2013, in pratica una vittima ogni due giorni. Si tratta del 14 percento in piu' rispetto ai 157 del 2012. Nella meta' dei casi la donna muore strangolata o a causa delle percosse e sette femminicidi su dieci si consumano all'interno del contesto familiare. Il problema e' presente ovunque ecco perche' non possiamo stare in silenzio".


'Ndrangheta: operazione Insomnia,arrestati vicini a clan vibonesi
Vibo Valentia, 25 nov. - Avrebbero fatto riferimento ai clan Bellocco di Rosarno (Rc), Fiare'-Gasparro-Razionale di San Gregorio d'Ippona (Vv) e Pardea di Vibo Valentia, gli arrestati nell'operazione aInsomnia oggetto del decreto di fermo del pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo. Le 6 persone coinvolte nell'inchiesta avrebbero infatti spiegato alla vittima che il capitale prestato a tassi usurari proveniva da questi clan, gia' riconosciuti da sentenze definitive come storiche cosche della 'ndrangheta. Gaetano Cannata' deve rispondere di cinque episodi di usura e di un'estorsione, il fratello Francesco di quattro episodi di usura.
Secondo l'accusa sarebbero stati i mediatori simulati, nonche' i riscossori, dei prestiti ad usura nei confronti del commerciante vibonese. Salvatore Furlano deve invece rispondere di due episodi di usura e del reato di estorsione. A Damiano Pardea viene poi contestata un'estorsione ed un prestito ad usura, a Giovanni Franze' due prestiti ad usura (uno di 25mila euro ed uno di 3mila), mentre ad Alessandro Marando viene contestato un episodio di usura. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso. In particolare, Damiamo Pardea avrebbe minacciato il commerciante spiegandogli di non avere paura delle denunce e di avere amici "di peso" nella 'ndrangheta capaci di trovare la vittima ovunque si fosse rifugiata.


Ambiente: Realacci, valutare criticita' centrale Mercure
Catanzaro, 25 nov. - Il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci ha presentato un' interrogazione ai ministeri dell'ambiente e dello sviluppo economico sulla centrale del Mercure. "Il progetto di conversione della vecchia centrale termoelettrica del Mercure a biomasse - dice - continua a presentare non poche criticita', prima tra tutte la effettiva capacita' di alimentare con le biomasse locali un impianto ritenuto da piu' parti sovradimensionato. Certamente alla centrale non basta, infatti, la quantita' di legno che puo' arrivare dal taglio legale legato alla manutenzione del Parco Nazionale del Pollino, quantita' limitata per ovvi motivi di tutela ambientale. Problematico anche l'approvvigionamento dai territori limitrofi, sui quali sono gia' presenti altre centrali a biomasse. Proprio per fare luce su preoccupazioni e criticita' segnalate da associazioni ed enti locali e per promuovere una puntuale valutazione della compatibilita' finanziaria e della sostenibilita' ambientale del progetto, anche tenuto conto dell'extra capacita' del mercato elettrico nazionale - spiega - ho presentato un' interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente".


'Ndrangheta: Vibo, trovati manoscritti riti affiliazione
Vibo Valentia, 25 nov. - Sono stati ritrovati anche due manoscritti con i riti di affiliazione alla 'ndrangheta nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite stamane dai Carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia nell'ambito dell'operazione antimafia "Insomnia". In particolare, in un negozio di abbigliamento sito su corso Vittorio Emanuele del capoluogo, dove uno degli arrestati, Salvatore Furlano, lavora, i carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo, diretti dal tenente Marco Califano, hanno trovato una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa ed un manoscritto con i riti di affiliazione alla 'ndrangheta poggiato sopra una scatola di scarpe. Un altro manoscritto con riferimenti all'affiliazione alla criminalita' organizzata e' stato poi rinvenuto all'interno dell'immobile di proprieta' di Giovanni Franze', altro arrestato, ubicato a Stefanaconi. La vittima delle condotte usurarie e' un commerciante di Vibo finito sotto usura dal 2010 attraverso un primo prestito di 5mila euro cresciuto a dismisura negli anni per via degli interessi usurari.
Il tasso a usura sui prestiti variava dal 10 al 15% mensile. Dopo esplicite minacce da parte degli arrestati al figlio minore del commerciante e ad altri familiari quali il fratello ed il cognato, la vittima ha deciso nel giugno scorso di collaborare con i carabinieri che gia' avevano iniziato da tempo una propria attivita' di indagine. Il commerciante e' entrato quindi nel programma di protezione riservato ai testimoni di giustizia.


'Ndrangheta: operazione nel Vibonese, i nomi degli arrestati
Vibo Valentia, 25 nov. - Sono di Vibo Valentia, Stefanaconi (Vv) e Rosarno (Rc) le 6 persone destinatarie del provvedimento di fermo firmato dal pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, nell'ambito dell'operazione "Insomnia" che fa luce su un vasto giro di usura ed estorsioni, aggravate dalle modalita' mafiose, compiute nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria ai danni di un commerciante di abbigliamento e di oggetti preziosi. Gli arrestati sono: Salvatore Furlano, 46 anni, di Vibo Valentia, commesso in un negozio di abbigliamento nel centro di Vibo e gia' arrestato piu' volte per usura ed estorsione; Damiano Pardea, 29 anni, di Vibo Valentia; Gaetano Cannata', 40 anni, di Vibo Valentia; Francesco Cannata', 38 anni, pure di Vibo; Alessandro Marando, 38 anni, di Rosarno; Giovanni Franze', 52 anni, di Stefanaconi, gia' sorvegliato speciale e coinvolto in altre operazioni antiusura, destinatario nel 2012 di un provvedimento di sequestro del patrimonio ad opera della Dia per oltre un milione di euro. Decisive, ai fini d ella ricostruzione della vicenda, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Matiia Pulicano', Edyta Aleksandra Kopaczynska, Silvio Gioia ed Ernesto Foggetti. Le loro dichiarazioni avrebbero ytrovato riscontro nelle intercettazione ambientalie seguite dagli inquireti nell'immediatezza della scomparsa della vittima nel carcere di Rossano, tra il fratello di Luca Bruni, Fabio, e quanto si recavano da lui a colloquio. Dal quadro emerso, gi inquirenti avrebbero accertato che Adolfo Foggetti, Daniele Lamanna, Maurizio Rango e Franco Bruzzese sarebbero i responsbaili del delitto.
La scomparsa della vittima fu denunciata ai Carabinieri dalla sorella il 5 gennaio 2012 che non aveva piu' notizie del fratello dal pomeriggio del 3. La vittima avrebbe incontrato a Rende i suoi assassini, convinto di partecipare ad un vertice della 'ndrangheta cosentina, e da li' indotto a raggiungere con loro in luogo in cui sarebbe stato ucciso. Secondo quanto emerso dalle indagini, da tempo la vittima temeva per la sua vita e lamentava di essere stato isolato dagli altri boss al punto che non gli era stato versato quanto a lui dovuto come quota di pertinenza sulle estorsione del periodo di Natale.


 

'Ndrangheta: ucciso e fatto sparire, due fermi a Cosenza
Cosenza, 25 nov. - I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione a provvedimenti di fermo nei confronti di Maurizio Rango , 38 anni, sottoposto alla sorveglianza speciale, e Adolfo Foggetti, 29 anni, ritenuti rispettivamente reggente ed esponente di vertice della cosca di 'ndrangheta "Rango-Zingari", egemone in provincia di Cosenza. Secondo l'accusa, i due sono gravemente indiziati dell'omicidio di Luca Bruni, di cui si sono perse le tracce il 3 gennaio 2012. Un'altra persona, Daniele Lamanna, 40 anni, esponente di spicco dello stesso gruppo criminale, destinatario dello stesso provvedimento, e' ricercato.
I fermati, oltre che di omicidio pluriaggravato, devono rispondere di porto e detenzione illegale di armi e occultamento di cadavere, reati aggravati dalle metodologie mafiose. U. I provvedimenti sono stati emessi sulla scorta delle indagini coordinate dallla Dda di Catanzaro. Secondo quanto ermerso dalle indagini, avviate dopo la denuncia della scomparsa della vittima, Bruni, da poco scarcerato e assurto a ruolo verticistico del suo gruppo a seguito della prematura scomparsa di suo fratello Michele, stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d'azione degli interessi illeciti della cosca, evidentemente in contrasto con gli accordi gia' stabiliti da un "patto" intercorso tra la cosca degli "italiani" con quella de gli "zingari"; la prima capeggiata da Ettore Lanzino, verso la quale lo stesso bruni nutriva un forte risentimento ritenendola responsabile della morte di suo padre Francesco, detto "bella bella", e la seconda retta, nel periodo storico di riferimento, da Franco Bruzzese . L'indagine dei Carabinieri, che ha beneficiato anche del contributo di alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe permesso di raccogliere indizi di colpevolezza nei confronti dei fermati e di Franco Bruzzese, 47 anni, non raggiunto dal provvedimento inquanto gia' detenuto per altri reati. I tre, in concorso tra loro, avrebbero attirato la vittima in un tranello, facendogli credere di partecipare a un incontro al vertice dell'organizzazione mafiosa con gli allora latitanti Ettore Lanzino e Franco Presta facendo leva sulla fiducia che nutriva nei loro confronti, poi lo avrebbero ucciso a colpi d'arma da fuoco. Successivamente o ne avrebbero nascosto il cadavere. I fermati sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Cosenza.


'Ndrangheta: operazione Carabinieri, 6 fermi a Vibo Valentia
Catanzaro, 25 nov. - Nella notte i militari del reparto operativo del comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito 6 provvedimenti di fermo emessi dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. L'operazione 'insomnia' fa luce su un vasto giro di usura ed estorsioni compiute, mediante il ricorso alle modalita' mafiose, nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. La vittima e' un commerciante di abbigliamento e di oggetti preziosi che, dopo due rapine fruttate ai malviventi, nel complesso, quasi 500.000 euro, ha avuto necessita' di denaro per riavviare l'impresa. Le somme sono state prestate dal 2010 al 2014. Secondo quanto appurato dagli investigatori, a garanzia degli interessi e del capitale, gli usurai si sono fatti consegnare due orologi Rolex, una partita di gioielli e pietre preziose, assegni e una scrittura privata che li ponesse al riparo da possibili denunce. Sempre secondo quanto si apprende, per ottenere i pagamenti, inoltre, i fermati hanno minacciato gravi ritorsioni ai danni del soggetto passivo e dei suoi familiari ("Se ti vedo ti scasso la pancia" ; "...per colpa tua sto facendo brutta figura con tutte le persone ...vedi di onorare gli impegni presi altrimenti qui diventa come il giorno dei morti"; "...non ti azzardare a denunciarmi, altrimenti dove ti trovo ti spacco e tieni conto che ho anche quel pezzo di carta che mi tutela"). Quando il commerciante ha deciso di non mostrarsi in pubblico per un certo periodo di tempo, i suoi "creditori", nel tentativo di rintracciarlo, hanno cercato di recuperare il numero di telefono del figlio e ipotizzato una spedizione punitiva a casa sua stile "arancia meccanica" ("Io vorrei incontrarlo adesso qua, davanti alla moglie e al figlio ...lo faccio mortadella e puo' anche gridare ...la moglie e il figlio li chiudo nella stanza e gli prendo i telefoni cosi' non possono chiamare nessuno"). I particolari dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa programmata alle ore 11.00 di oggi presso il comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, alla presenza dei vertici della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.


Violazione obblighi: sorvegliato speciale arrestato nel Vibonese
Vibo Valentia, 24 nov. - Era in giro per le vie del centro di Filadelfia (Vv) nonostante avesse l'obbligo di dimora nel comune di Francavilla Angitola (Vv), ma la sua presenza non e' passata inosservata agli occhi di un carabiniere libero dal servizio. Si tratta di un sorvegliato specile, Vincenzo Attisani, quarantasettenne di Francavilla Angitola, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Filadelfia. Nella serata di ieri, Attisani, nonostante gli obblighi imposti dalla misura cui e' sottoposto, aveva deciso di fare un giro a Filadelfia. Un carabiniere in servizio nella Stazione di Filadelfia che in quel momento si trovava a transitare per caso per le vie del centro lo ha visto ed ha avvisato i colleghi in servizio senza perdere di vista l'uomo bloccato poco dopo dai militari in divisa. Attisani, che al momento del controllo non aveva al seguito la carta precettiva, e' stato accompagnato neglli uffici del locale comando dell'Arma. Dopo le formalita'  di rito e' stato tradotto agli arresti domiciliari dove rimarra' in attesa delle decisioni della magistratura.


Docente ferito a Vibo: condizioni gravi, trasferito a Palermo
Vibo Valentia, 22 nov. - E' in corso di trasferimento in una clinica specializzata di Palermo il docente di violino Salvatore Domenico Lombardo, 47 anni, di Arena, nel Vibonese, colpito stamane all'interno del conservatorio di musica di Vibo Valentia da cinque colpi di pistola calibro 7,65 esplosi da Caterina Cananzi, 50 anni, di Rizziconi (Reggio Calabria), gia' arrestata e madre della fidanzata 23enne del professore. L'aggravarsi delle condizioni del docente hanno indotto i medici dell'ospedale "Jazzolino" di Vibo a disporne il trasferimento in elisoccorso in una clinica del capoluogo siciliano. In particolare, a destare preoccupazione e' la ferita alla bocca causata da uno dei proiettili ritenuti ed esplosi dalla donna e che hanno finito per sfigurare il docente, operato a Vibo dal dottore Franco Zappia. Altre ferite che destano meno preoccupazione, ma comunque gravi, l'uomo ha riportato pure ad un polmone ed all'addome.


Dai "domiciliari" chattava su facebook, arrestato nel Vibonese
Vibo Valentia, 22 nov. - Chattava su facebook dagli arresti domiciliari, nonostante la misura detentiva comportasse il divieto di utilizzare qualsiasi tipo di mezzo di comunicazione, ivi compresi quelli telematici. Tutto cio' ha indotto il gip del Tribunale di Vibo Valentia ad aggravare la misura nei confronti di Raffaele Fiumara, 61 anni, detto "Lello", ritenuto elemento di spicco del clan "Anello-Fiumara" di Francavilla Angitola, a cui stamane i carabinieri hanno notificato l'ordinanza del giudice trasferendolo in carcere. Fiumara, secondo quanto documentato dai carabinieri, sarebbe stato solito frequentare il social network Facebook ove lasciava messaggi ad amici e conoscenti intrattenendosi a chattare con loro. L'uomo era stato arrestato nell'ottobre 2013 nell'operazione antimafia "Never Ending" con l'accusa di aver minacciato con metodo mafioso, unitamente al boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", gli imprenditori ittici di Vibo Marina, Vincenzo e Giampiero Ceravolo al fine di costringerli a ritrattare le accuse mosse contro Mancuso nel processo nato dall'operazione antimafia "Breccia". Successivamente Fiumara, gia' sotto processo, aveva lasciato il carcere per i "domiciliari". L'uomo ha scontato 15 anni di carcere poiche' coinvolto negli anni '80 nella storica operazione "Pizza connection 2" che aveva permesso agli investigatori italiani ed all'Fbi di stroncare un enorme traffico di droga fra Calabria, Sicilia e gli Usa, con oltre 100 arresti.


Femminicidio: la polizia a difesa delle donne, incontro a Cosenza
Cosenza, 22 nov. - La Polizia di Stato ha programmato, per il 25 novembre prossimo, in occasione della "Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", una serie di manifestazioni in diciotto citta', in collaborazione con Enti istituzionali ed associazioni a tutela delle donne, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul preoccupante fenomeno della violenza di genere. La Questura di Cosenza ha organizzato, per martedi' 25 novembre, un convegno dal titolo "La Polizia a difesa delle donne", che si terra' presso la sala "M. Quintieri" del teatro comunale "A. Rendano". All'evento, che sara' aperto dai saluti del prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, e dall'intervento del questore, Luigi Liguori, parteciperanno professionisti che si occupano dei complessi aspetti di tale fenomeno: Paola Izzo, sostituto procuratore presso il tribunale di Cosenza, Arcangelo Badolati, giornalista della Gazzetta del Sud, Gregorio Corigliano, presidente del Circolo della Stampa di Cosenza "Maria Rosaria Sessa", e Paolo De Pasquali, dirigente medico psichiatra del D.F.M. di Cosenza. L'incontro sara' moderato da Gianluca Pasqua. Nell'ambito del dibattito e' prevista la partecipazione di una vittima di stalking. L'Ufficio provinciale scolastico ha aderito all'iniziativa, invitando le scolaresche a partecipare. L'Istituto tecnico commerciale "Luigi Palma" di Corigliano Calabro, scuola frequentata da Fabiana Luzzi, vittima di violenza di genere, ha gia' aderito all'iniziativa.


Docente ferito a Vibo, arrestata la madre della fidanzata
Vibo Valentia, 22 nov. - Si chiama Caterina Cananzi, 50 anni, di Rizziconi (Reggio Calabria), la donna arrestata per aver esploso stamane intorno alle 11.30 sette colpi di pistola calibro 7,65 di cui almeno cinque hanno ferito il docente di violino Salvatore Domenico Lombardo, 47 anni, di Arena, centro delle Preserre vibonesi. Il fermo nei confronti della donna e' stato disposto dal pm della Procura di Vibo Valentia, Gabriella Di Lauro, al termine di un interrogatorio che si e' svolto nei locali della Questura vibonese. Tentato omicidio l'accusa formulata dal pm nei confronti della Cananzi la quale ha esploso i colpi di pistola contro il docente che, da oltre un anno, era fidanzato con la figlia di 23 anni della donna. La sparatoria e' avvenuta al termine di un animato diverbio fra la donna (che aveva nascosto la pistola nella borsa) ed il docente. Il professore, divorziato, insegnante del Liceo musicale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia, era arrivato nelle prime ore di stamattina al conservatorio "Fausto Torrefranca" di Vibo per poter studiare insieme alla fidanzata 23enne, residente a Rizziconi, pianista e studentessa di composizione dello stesso conservatorio. Il docente, colpito in varie parti del corpo (torace, bocca, testa ed arti superiori) si trova attualmente in prognosi riservata all'ospedale di Vibo Valentia. Sotto shock, invece, la ragazza che ha assistito alla sparatoria.


Bronzi Riace: quarto esposto-querela di Chizzoniti
Reggio Calabria, 22 nov. - E' stato inoltrato alla Procura della Repubblica di Milano dal presidente della Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria, Aurelio Chizzoniti, il quarto esposto-querela a seguito delle polemiche che si sono avute circa l'ipotizzato trasferimento dei Bronzi di Riace all'Expo 2015 e dopo che la Commissione insediata dal ministro Franceschini ha considerato intrasportabili le due statue. Questa volta, il presidente Chizzoniti si sofferma sulle ultime affermazioni del prof. Vittorio Sgarbi ed al dottor Edmondo Bruti Liberati, procuratore capo del Tribunale di Milano, viene trasmessa un'ampia rassegna stampa, "il cui contenuto - afferma Chizzoniti - conferma il deliberato disegno diffamatorio nei confronti dei cittadini di Reggio Calabria, 'hanno rotto i c?', degli 'idioti' della Regione Calabria esteso anche ai componenti della Commissione Ministeriale nel cui contesto emerge la strumentale costituzione della stessa e la 'disinteressata' ? segnalazione del prof. Zanardi 'nominato da noi che ha votato contro di noi'. Ma 'noi' chi?" Domanda il presidente Chizzoniti. Sulla base di queste ultime esternazioni del critico d'arte e del contenuto dei precedenti esposti, Chizzoniti invita la Procura di Milano "ad esplorare il senso dell'affermazione 'nominato da noi' che potrebbe racchiudere la pianificazione concertata a tavolino da parte della 'Sgarbi Corporation' probabilmente ispirata dal quadrumvirato Sgarbi, Franceschini, Ceci e Maroni e volta al trasferimento 'a prescindere' da qualsivoglia rischio dei due guerrieri a Milano". Infine, il presidente Chizzoniti rimarca che "aldila' degli esiti giudiziari, sembra incontestabile che il tentativo ignobile di mettere a repentaglio la sicurezza dei due guerrieri e non certo per finalita' culturali, e' andato definitivamente a vuoto grazie all'ostinazione che i calabresi hanno avuto nel tutelare l'integrita' di due capolavori dell'umanita' che i turisti di Milano o di qualsiasi altra parte del mondo, qualora desiderassero ammirarli, debbono avere l'amabilita' di venire a Reggio Calabria".


Sicurezza: arresti, denunce e sequestro droga nella Locride
Reggio Calabria, 22 nov. - E' di 2 arresti e 15 denunce il frutto dell'attivita' di controllo del territorio svolto dai Carabinieri del Gruppo Locri, che nell'ambito dei servizi pianificati sotto la direzione del prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, hanno rinvenuto complessivamente 12 Kg di marijuana, una pistola, munizioni e refurtiva. Due uomini, Francesco Femia di 27 anni di Gioiosa Jonica e Santo Rocco Perre 29enne originario di Plati', sono stati arrestati nel corso di due distinte attivita' dei Carabinieri delle Stazioni di Marina di Gioiosa Jonica e Bovalino, il primo per scontare la pena di 3 anni 6 mesi e 8 giorni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; il secondo per espiare la pena residua di 2 anni 2 mesi e 12 giorni per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. Ancora, all'interno di un rudere, i Carabinieri della Stazione di Gioiosa Jonica hanno rinvenuto 12,240 Kg di marijuana, mentre all'interno di un forno in disuso hanno trovato una pistola revolver cal. 38 con matricola abrasa, 1 kit per l'incamiciatura di proiettili, 1 Kg di polvere da sparo suddivisa in 4 contenitori in plastica, 600 grammi di pallini in piombo per cartucce cal. 12, 40 cartucce vuote di diverso calibro, nonche' alcuni gioielli (probabilmente provento di furto). Ora la pistola rinvenuta verra' inviata al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RIS) di Messina per i successivi accertamenti di natura balistica. Il proprietario del rudere e' morto da diversi anni.


Furto di gasolio sulla Trasverasle delle serre, due arresti
Vibo Valentia, 22 nov. - I poliziotti della Questura di Vibo Valentia hanno arrestato per furto aggravato di gasolio prelevato da alcuni mezzi impegnati nei lavori di realizzazione della "Trasversale delle Serre", due giovani. Si tratta di A.S., 20 anni, del vibonese, e R.A., 41 anni, del reggino, sorpresi dalle pattuglie del reparto prevenzione crimine "Calabria centrale" mentre si stavano allontanando a piedi trasportando delle taniche piene di gasolio. Il carburante era stato sottratto dal serbatoio di alcuni mezzi industriali parcheggiati nel cantiere della ditta "Cavalieri", impegnata nei lavori della "Trasversale delle Serre", opera pubblica in costruzione da decenni e che nelle intenzioni dovrebbe unire la costa tirrenica a quella ionica calabrese passando per le Serre vibonesi. I due uomini, alla vista dei poliziotti, hanno abbandonato le taniche col gasolio tentando di scappare a piedi, ma sono stati raggiunti e arrestati.


'Ndrangheta: lunedi' a Milano fiaccolata in ricordo Lea Garofalo
Milano, 23 nov. - Fiaccolata a Milano per ricordare Lea Garofalo nel quinto anniversario dalla morte. La fiaccolata partira' lunedi', alle 20.30, dall'Arco della Pace e si concludera' al giardino di viale Montello intitolato alla testimone di giustizia uccisa, vittima della 'ndrangheta. Al termine della fiaccolata - si legge in una nota del Comune di Milano - si terra' anche una commemorazione durante la quale saranno letti alcuni racconti davanti ai 13 totem dell'esposizione dedicata alla costituzione, promossa dal Comune di Milano, che saranno installati nel giardino per l'occasione. L'iniziativa e' promossa dal coordinamento milanese di 'Libera - Associazioni nomi e numeri contro le mafie' in collaborazione con 'Giardini in Transito' e la 'Rete della Conoscenza Milano', Anpi e con il patrocino del Consiglio di Zona 1.


Docente ferito a colpi pistola a Vibo da madre fidanzata
Vibo Valentia, 22 nov. - Una donna ha ferito con 7 colpi di pistola un professore del Conservatorio di Vibo Valentia, fidanzato da tempo con la figlia. Il docente ferito e' Salvatore Lombardo, 47 anni, professore di violino. Il ferimento e' avvenuto all'interno dei locali che ospitano il Conservatorio di musica "Fausto Torrefranca", in pieno centro storico a Vibo Valentia. La donna dopo aver esploso i primi colpi e' stata bloccata da un docente del conservatorio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volante che hanno fermato la donna ed anche la figlia che si trovava anche lei dentro il conservatorio al momento della sparatoria. Le due donne sono state portate in Questura a Vibo Valentia per essere interrogate. Ancora non si conoscono i motivi della sparatoria. Il professore ferito e' stato soccorso dai medici del 118 e portato nell'ospedale di Vibo.


Renzi: agenti contusi in tafferugli a Cosenza
Cosenza, 21 nov. - E' di tre agenti di polizia contusi ed almeno un dimostrante ferito il bilancio dei tafferugli verificatisi questa sera a Cosenza nei pressi dell'auditorium in cui e' atteso il presidente del consiglio Matteo Renzi. Alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza messo in atto dalle forze dell'ordine per impedire ai contestatori di avvicinarsi, suscitando la reazione degli agenti che li hanno respinti sparando anche dei fumogeni. Renzi dovra' concludere la manifestazione di chiusura della campagna elettorale del candidato alla presidenza della regione del centro sinistra, Mario Oliverio.


Renzi: tafferugli a Cosenza in attesa arrivo premier
Cosenza, 21 nov. - Un gruppo di dimostranti ha tentato, questa sera, di forzare il cordone di sicurezza predisposto dalle forze dell'ordine intorno all'area dell'auditorium "Guarasci", del liceo classico di Cosenza dove e' atteso il premier, Matte Renzi. La polizia ha reagito al tentativo dei manifestanti con una carica di alleggerimento e con il lancio di alcuni lacrimogeni. Renzi chiudera' la campagna elettorale del candidato alla presidenza della regione del centro sinistra, Mario Oliverio. Nell'attesa, in citta', data anche la concomitante presenza del ministro dell'interno Angelino Alafno, che partecipa ad un'altra manifestazione elettorale, gruppi di giovani aderenti ai centri sociali, provenienti anche da altre citta' calabresi, hanno inscenato manifestazioni di protesta.


Renzi: corteo protesta a Cosenza in attesa premier
Cosenza, 21 nov. - Circa 300 persone stanno manifestando a Cosenza dove e' atteso il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il corteo, con bandiere e striscioni, sta attraversando le vie della citta' per dirigersi nel centro storico dove e' prevista la manifestazione conclusiva della campagna elettorale di Mario Oliverio, candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra. Renzi concludera' la manifestazione. Quasi in concomitanza, in citta', si sta svolgendo un'iniziativa con il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che chiudera' la campagna elettorale di Nico D'Ascola, candidato di Ncd e Udc.


Renzi: Cgil, in Calabria dia segnale forte per legalita'
Roma, 21 nov. - "Renzi colga l'occasione della sua visita in Calabria per dare un segnale forte a chi lotta per la legalita' e contro la criminalita' organizzata. Non servono annunci ma aiuti e risorse per forze di polizia, magistratura e chi ogni giorno rischia la vita". Con queste parole Gianna Fracassi, segretario confederale della Cgil, si unisce all'appello rivolto dalla Cgil regionale al presidente del Consiglio Renzi, oggi a Cosenza per la chiusura della campagna elettorale per le regionali di domenica. "Chiediamo al presidente del Consiglio - continua Fracassi - di ascoltare le forze sane del territorio e di incontrare l'ingegner Antonino De Masi, ormai simbolo della resistenza imprenditoriale alla 'ndrangheta". "De Masi, piu' volte minacciato dai clan locali, non ha mai ceduto ai ricatti - spiega la dirigente sindacale - ma ora rischia di dover chiudere la propria azienda a causa del mancato sostegno al credito delle banche e nonostante la Cassazione abbia condannato gli istituti per usura ai danni dell'imprenditore". "E' necessario che lo Stato faccia sentire la propria vicinanza a chi rischia la vita in nome della legalita'. Non bastano le parole, servono azioni concrete, e proprio per questo motivo - prosegue il segretario - oggi chiediamo a Renzi risposte sul fronte dell'ordine pubblico. In Calabria, come in molti altri territori - conclude - mancano poliziotti e magistrati: si inviino nella regione gli 800 nuovi agenti promessi dal ministro Alfano e si potenzino gli organi della magistratura".


Renzi: Cgil, aiuti De Masi e invii 800 agenti Polizia promessi
Catanzaro, 21 nov. - Un intervento a favore dell'imprenditore Antonino De Masi, la cui azienda rischia di chiudere, e l'invio di 800 agenti promessi dal ministro Alfano insieme con il potenziamento degli organici della Magistratura. Queste le richieste della CGil calabrese per il presidete del Consiglio Matteo Renzi, atteso per questa sera a Cosenza. "A Napoli, e oggi pomeriggio a Roma, sono in corso - si legge in un comunicato - lo sciopero dei metalmeccanici e la manifestazione dei lavoratori dei call-center che vedranno una forte partecipazione dei lavoratori calabresi. Siamo anche alla conclusione di una campagna elettorale regionale scialba, noiosa, carente di proposte serie (fatta qualche eccezione) al di sotto di cio' che aspettavamo, visto la crisi economica e occupazionale della Calabria. La Cgil - si legge ancora - fa appello ai suoi iscritti, militanti, simpatizzanti ad andare al voto, e scegliere fra i candidati al Consiglio Regionale e alla Presidenza della Giunta piu' vicini al valore del lavoro e dei suoi diritti, della giustizia sociale, e solidarieta' ma soprattutto legalita', vero discrimine della nuova classe politica, per contrastare il consociatismo, il trasformismo e la collusione con gli ambienti mafiosi. Oggi arriva a conclusione della campagna elettorale il Presidente Renzi: la Cgil - prosegue la nota - non fara' iniziative per turbare la conclusione della campagna elettorale! Le elezioni sono un momento democratico importante in cui i cittadini liberamente dovranno esprimersi sul futuro della propria regione! Ci prepariamo invece per lo Sciopero del giorno 12 dicembre e per l'appuntamento della Assemblea Nazionale del PD a Reggio Calabria prevista per il mese di dicembre. Al Presidente Renzi facciamo un appello: eviti i toni polemici, la propaganda e sul terreno della legalita' dica e faccia due cose precise: ncontri l'Ing. De Masi, la cui azienda rischia di chiudere. Da anni lotta contro la 'ndrangheta, e' sotto scorta, e oggi e' soffocato dalla mancanza di sostegno al credito. Lo aiuti. De Masi - sottolinea la Cgil - e' il simbolo di una Calabria imprenditrice sana che non cede ai ricatti: a lui guardano tante forze sane.Mandi gli 800 nuovi agenti promessi da Alfano nei mesi scorsi e potenzi gli organi della magistratura. Ad oggi sono arrivati solo 40 agenti e pochissimi magistrati. La Calabria - conclude la CGil - ha bisogno di fatti e di sostegno".


Comune Nardodipace: assessore si dimette dopo arresto cognati
Vibo Valentia, 21 nov. - L'assessore Maurizio Maiolo del Comune di Nardodipace ha presentato stamane le dimissioni dalla carica dopo l'arresto dei cognati (Salvatore e Massimo Iacopetta) avvenuto martedi' nell'ambito dell'operazione antimafia "Insubria" della Dda di Milano che ha portato a 40 arresti complessivi. Nella comunicazione delle dimissioni inoltrata dall'assessore, e sottoscritta anche dal sindaco Romano Loielo, viene spiegato che la decisione nasce "dall'esigenza di sgombrare il campo da ogni possibile strumentalizzazione politica ovvero dai consueti attacchi contro l'amministrazione comunale". Il sindaco Romano Loielo, candidato con Fratelli d'Italia alla carica di consigliere regionali per le elezioni di domenica prossima, ha inoltre chiesto al Prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Bruno, "un incontro urgente al fine di discutere la questione prima dell'assunzione di ogni provvedimento in materia". Le dimissioni rassegnate dall'assessore Maiolo non sono state infatti ancora accettate dallo stesso sindaco di Nardodipace.


Deve scontare pena per furti auto, arrestato a Reggio
Reggio Calabria, 21 nov. - I carabinieri della stazione di rione Modena hanno arrestato Patrizio Bevilacqua, 28enne reggino, destinatario di un 'ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall'ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, dovendo espiare una pena definitiva di anni 2 mesi 9 e giorni 6 di reclusione, poiche' riconosciuto colpevole del reato di furto aggravato per fatti commessi in Reggio Calabria nel dicembre 2011 e nel marzo 2013. Il primo risale all'antivigilia di Natale dell'anno 2011, quando i militari dell'aliquota radiomobile avevano intercettato e arrestato il Bevilacqua per un furto di autovettura. Il secondo fatto riguarda l'attivita' d'indagine portata a termine con successo dai carabinieri della stazione di Rione Modena che, a seguito di una denuncia di furto di autovettura, erano riusciti a ricostruire l'accaduto individuando i responsabili nel Bevilacqua e altri due complici, successivamente tratti in arresto su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Calabria. Lo stesso, al termine delle formalita' di rito, e' stato associato presso la casa circondariale di Arghilla' a disposizione dell'autorita' giudiziaria reggina.


Droga: Operazione dry hemp, Gdf Cosenza scopre a Cetraro centrale della marijuana

Cosenza, 21 nov. -  I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza hanno scoperto e posto sotto sequestro una imponente centrale adibita alla coltivazione, raccolta, essiccazione, stoccaggio, confezionamento e distribuzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Nel corso di un attento monitoraggio sull’impervia zona ricadente in località Difesa  sita nel comune di Cetraro, le Fiamme Gialle della Compagnia di Paola, notavano la presenza di alcune rigogliose piante di marijuana ben occultate tra la folta vegetazione. Individuata l’area, veniva chiesto il rinforzo di altre pattuglie del Corpo al fine di far  scattare nell’immediatezza un “blitz” a seguito del quale veniva disvelata una vera e propria filiera per la produzione di sostanza stupefacente da immettere sul mercato. Al cospetto dei militari si materializzavano, nascosti tra i fitti arbusti, tre casolari: il primo risultato essere poi adibito alla coltivazione delle piante di marijuana, il secondo utilizzato come essiccatoio ed il terzo come laboratorio. Al termine delle complesse e delicate operazioni, venivano poste sotto sequestro  migliaia di piante, di cui oltre tremila in fase di essiccazione e altresessanta pronte per il travaso nonchè circa due quintali di “erba” stipati in cinquanta balle, ciascuna contenente un quantitativo di stupefacente variabile tra i due e i cinque chilogrammi, e migliaia di semi di pregiata qualità provenienti probabilmente dal mercato olandese. Avanzatissimo è risultato essere il sistema utilizzato per la produzione dello stupefacente costituito da un impianto - a livello “industriale” - di essiccazione intensiva, completo di apparato di areazione perfettamente funzionante nonché di un sistema di illuminazione, capace di sfruttare al meglio la luce naturale - per  mezzo appositi pannelli trasparenti installati al soffitto - integrato da lampade  alogene oltre ad un impianto di irrigazione e di riscaldamento. Recuperati, inoltre, centinaia di litri di concime nonché attrezzature agricole utilizzate per arare il terreno, mietere ed essiccare le piante. La perquisizione all’interno dei casolari permetteva di rinvenire altresì: quattrocento  grammi di cocaina, conservata sottovuoto, pronta per essere spacciata e sostanza in polvere utilizzata per il “taglio”; strumenti e contenitori necessari per il confezionamento dello stupefacente ed infine tre ciclomotori risultati di provenienza furtiva. A protezione della “preziosa merce” e della intera area utilizzata per l’illecita produzione i malviventi avevano installato un sofisticato impianto di videosorveglianza attraverso il quale riuscivano a controllare tutti i “movimenti” che, però, nulla ha potuto nei confronti della destrezza e tenacia posta in campo dai finanzieri. L’operazione di servizio delle Fiamme Gialle, che ha consentito di sottrarre ai sodalizi criminali un ingente quantitativo di marijuana che avrebbe fruttato, al dettaglio, ben oltre 10 milioni di euro, s’inserisce nella serrata e costante attività di prevenzione e repressione riguardo alla produzione alla coltivazione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare nella aspra fascia tirrenica cosentina, dove attesa la particolare natura selvaggia del territorio risulta essere più agevole l’insediamento di coltivazioni illegali.


Infanzia: corteo per i diritti a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 21 nov. - Sono oltre cinquecento i bambini che hanno partecipato, sfilando lungo il corso Garibaldi di Reggio Calabria, alla 'Marcia dei Diritti', organizzata dalla Divisione Calabria 13 del Kiwanis in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Un successo oltre ogni previsione, cosi' come ha sottolineato la Chair distrettuale, Francesca Pizzi, responsabile nazionale dell'Osservatorio dei diritti dell'infanzia. Al corteo, partito dalla centralissima Piazza Italia, hanno partecipato molti istituti scolastici della citta' di Reggio e del suo comprensorio, il sindaco Giuseppe Falcomata', il presidente della Provincia Giuseppe Raffa e autorita' kiwaniane tra cui il Governatore del Distretto Italia San Marino Elio Garozzo ed il Luogotenente della Divisione Calabria 13 Antonio Ielo, il Coni Calabria e, tra le associazioni, l'Unicef, la Croce Rossa, Amnesty, le Aquile della Protezione civile, Guardie nazionali 'I Lupi' e la Corporazione Piloti dello Stretto. "L' obiettivo dell'iniziativa, avviata nelle scuole - ha spiegato Francesca Pizzi - e' quello di scuotere gli adulti e le istituzioni, di risvegliare le coscienze e di comprendere che i piu' piccoli meritano un mondo migliore. Tra tutti i diritti, quello particolarmente attenzionato quest'anno dal Kiwanis e' il diritto al gioco che non si concretizza solo nell'avere gli spazi, ma che esige anche tempo, che va garantito dagli adulti, dalle famiglie e dalle scuole". "Lo scopo della nostra associazione da sempre - ha detto tra l'altro il luogotenente della Divisione Calabria 13 Antonio Ielo - e' la difesa del fanciullo. Abbiamo pensato di riproporre questa marcia perche' riteniamo che sia lo strumento migliore per ricordare questo avvenimento. Vedere tanti giovani impegnati in questa marcia dal significato cosi' importante riempie di gioia il cuore di tutti noi". Il governatore del Distretto Italia San Marino del Kiwanis Elio Garozzo da parte sua ha spiegato come "tutti insieme dobbiamo lottare affinche' i diritti dei bambini e degli adolescenti da enunciati vengano attuati e rispettati . Abbiamo scelto di concentrare la nostra attenzione sul diritto al gioco, perche' giocare significa stare in forma, stare a contatto con la natura e rispettare il mondo, imparare a conoscere il territorio e a prendercene cura. Il gioco aiuta a crescere meglio".


Rubano derrate alimentari da una scuola, arrestati coniugi
Cosenza, 21 nov. - Una coppia, lei 63 anni lui 70, e' stata arrestata dalla polizia di Stato a Castrovillari. I due sono accusati di avere rubato derrate alimentari da una mensa scolastica gestita dal Comune. La polizia e' risalita alla coppia grazie alle indagini avviate dopo le denunce, contestando il reato di peculato in danno dell'Amministrazione comunale. La merce sarebbe stata trafugata dalla donna con la collaborazione del marito. Nel corso della perquisizione eseguita all'interno dell'autovettura in uso alla coppia, e' stato rinvenuto sul sedile posteriore un ingente quantitativo di derrate alimentari destinate proprio alla scuola. La perquisizione, estesa anche all'abitazione dei coniugi, ha permesso di scoprire altri alimenti riconducibili alle forniture destinate all'istituto scolastico.


Mafie: Gratteri, piu' arroganti perche' piu' ricche
Siena, 21 nov. - "Le mafie oggi sono piu' arroganti di venti anni fa perche' sono piu' ricche. Il dato che le mafie sono piu' forti di 20-30 anni fa emerge dalla constatazione che allora erano i mafiosi che andavano a trovare i politici con il cappello in mano. Oggi invece sono i politici che vanno a casa dei mafiosi per chiedere voti in cambio di appalti". Lo ha detto Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica aggiunto delle direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, parlando all'universita' di Siena ad una folta platea di studenti durante un incontro pubblico sulla legalita'. Gratteri ha ricordato che la 'ndrangheta in particolare ha forti proventi provenienti dalla droga "importando tonnellate di cocaina. Con quei denari ha comprato tutto il comprabile in Italia e in Europa". Il magistrato ha poi sottolineato che per contrastare le mafie "occorre certo modificare i codici pero' sopratutto bisogna investire in istruzione e cultura lavorando sui giovani, un settore nel quale peraltro il nostro paese e' al 156.mo posto come investimenti. E questa e' la cosa piu' difficile" ha concluso.


Why not: de Magistris, voglio essere assolto nel merito
Napoli, 21 nov. - "Ho fatto il mio dovere, non ho compiuto alcuna violazione. Ho fiducia che sia rivista la sentenza clamorosamente ingiusta in primo grado. Voglio essere assolto nel merito". Cosi' Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, a proposito del processo d'Appello sulla vicenda denominata Why not; l'ex pm ha fatto ricorso alla sentenza di primo grado che lo ha visto condannato a 15 mesi per abuso d'ufficio per intercettazioni irregolari. I fatti oggetto di reato saranno prescritti tra pochi mesi.


Uil: Biondo, la Calabria a fianco del nuovo segretario generale
Catanzaro, 21 nov. - La Uil Calabria saluta con soddisfazione l'elezione di Carmelo Babagallo a segretario generale della Uil. "A Barbagallo, che riceve l'importante testimone dalle mani di Luigi Angeletti, l'uomo che ha fatto crescere il nostro sindacato fra la gente ed i lavoratori e ha rideterminato la strategia dell'organizzazione in questi anni di profondo mutamento del mondo del lavoro - si legge in una nota firmata dal segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo - formuliamo i piu' fervidi auguri di buon lavoro. La Uil Calabria sara' a fianco del nuovo Segretario Generale e della sua Segreteria con convinzione, certa che uno stretto rapporto fra la base ed il centro sia l'unica politica in grado di accorciare le distanze tra i territori e ridurre i ritardi che ne limitano la crescita e lo sviluppo. Se saremo tutti insieme in grado di percorrere questa strada uniti e decisi siamo certi che la Uil riuscira' ad essere protagonista di quel cambiamento non piu' rinviabile per il Paese, il Mezzogiorno e la Calabria in particolare come certificato dagli ultimi dati forniti dallo Svimez. Le analisi, il loro confronto con quelle del passato, ci dicono che il divario tra il Nord e il Sud del Paese si sta ampliando. Lo scollamento e' sempre piu' evidente, la forchetta ancora piu' larga, con una parte della penisola che resiste meglio alla crisi. In questo contesto, e' sempre piu' sensibile il rischio che in alcune parti del Paese politiche di carattere nazionale appaiono sempre piu' lontane rispetto alle piu' necessarie politiche di infrastrutturazione, di reindustrializzazione e di azioni dirette a favorire la coesione ed inclusione territoriale e sociale. La Uil Calabria - conclude Biondo - sara' attenta affiche' Governo e Regione, superata la fase di annunci, diano seguito ad un' importante e fondamentale fase operativa".


'Ndrangheta: disposto carcere duro per Nella Serpa
Cosenza, 21 nov. - Carcere duro per Nella Serpa, 59 anni, considerata elemento di vertice dell'omonima cosca di 'ndrangheta operante a Paola (Cs), per la quale e' stato disposto il regime detentivo speciale del 41 bis. L'iniziativa, secondo quanto comunicato dal comando provinciale dei Carabieniri, e' stata assunta "nell'ambito dell'attivita' di contrasto che la Procura Distrettuale ed i Carabinieri stanno conducendo per limitare l'autonomia decisionale e sottrarre i beni illecitamente accumulati attraverso l'applicazione di piu' pregnanti provvedimenti cautelari personali e patrimoniali" . La donna, gia' detenuta nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE), e' stata tradotta nella casa circondariale dell'Aquila.


Armi e droga: un arresto eseguito dai Carabinieri a Cosenza
Cosenza, 21 nov. - Porto e detenzione illegale di munizioni e arma clandestina e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Con queste accuse, stamane, i Carabinieri della Stazione di Cosenza Nord hanno tratto in arresto in flagranza di reato Nicola Bevilacqua, 51 anni, cosentino, noto alle forze dell'ordine. I militari, infatti, nel corso dei controlli eseguiti nella notte nella popolosa Via Popilia del capoluogo bruzio, nella zona dell'ultimo lotto,hanno notato un uomo, che con la complicita' delle tenebre, cercava di defilarsi. Insospettiti, i Carabinieri gli hanno intimato di fermarsi, ma inutilmente. Dopo un breve inseguimento il fuggitivo e' stato bloccato e identificato.
Nel corso della perquisizione personale, i Carabinieri lo hanno trovato in possesso di due involucri contenenti complessivamente grammi 41 di cocaina, sette confezioni di "eroina" per un totale per 40 grammi, un bilancino elettronico e la somma di euro 255 euro in banconote di diverso taglio. I controlli sono stati estesi all'abitazione dell'uomo, dove, all'interno di un magazzino, c'erano: un revolver 357 Magnun "Smith e Wesson", con matricola abrasa e dodici proiettili dello stesso calibro; una pistola semi-automatica Calibro 9 modello PK "Star B.Echeverria Eibar-Espana", con la matricola abrasa, e un caricatore con dieci cartucce dello stesso calibro; un giubbotto antiproiettile marca "Burgmann"; rammi 85 di "eroina" in pietra, e due pacchetti contenente della "mannite"; un rotolo di nastro da imballaggio. Armi e munizioni sono state sequestrate mentre Bevilacqua e' stato accompagnato in carcere.


Sicurezza: Coisp, a Catanzaro bisogna riconquistare territorio
Catanzaro, 21 nov. - "Servono azioni sinergiche per contrastare la criminalita'. Quanto accaduto la scorsa notte a viale Isonzo, dimostra che a Catanzaro c'e' bisogno di un'azione corale per riconquistare il territorio". Lo afferma il segretario regionale del Coisp (Sindacato indipendente di polizia), Giuseppe Brugnano, commentando la distruzione di una telecamera di sorveglianza a Catanzaro.
"Occorre partire da un grave presupposto - ha aggiunto Brugnano - e cioe' quello che in Italia non ci sono leggi adeguate; basti pensare che se anche dovessimo identificare gli autori del fatto ci si fermerebbe a denunciarli per danneggiamento, con conseguenze pari al nulla per i responsabili. Tutto questo, mentre il messaggio che viene lanciato con quel gesto e' una sfida continua allo Stato. Ed allora, non possiamo che chiedere il coinvolgimento diretto di tutte le istituzioni e le associazioni, con un sostegno concreto alle forze di polizia e la collaborazione dei cittadini che devono denunciare tutto cio' che accade".
Secondo il Coisp, "chi delinque teme anche una telecamera che e' un ottimo deterrente contro la criminalita', per questo occorre reagire spezzando ogni forma di collegamento e di rapporto con certe sacche di delinquenza. Ora dobbiamo riconquistare la citta'".


Sicurezza: Catanzaro, danneggiato impianto sorveglianza pubblica
Catanzaro, 21 nov. - Ignoti anno distrutto una telecamera di videosorveglianza, posizionata in uno dei quartieri piu' a rischio di Catanzaro. E' accaduto la scorsa notte, in viale Isonzo, zona a sud della citta' dove si registra un alto tasso delinquenziale.
I malviventi sono entrati in azione in via Caduti XVI Marzo, dove hanno prima rotto la luce del lampione dove era fissata la telecamera, quindi hanno attaccato una corda ad una vecchia lavatrice da una parte ed alla videocamera dell'altra. Il vecchio elettrodomestico ha fatto da contrappeso, sradicando l'apparecchiatura che era stata posizionata per garantire il controllo della zona da arte deelle forze dell'ordine. Sul posto e' intervenuta la polizia di Stato che ha avviato le indagini per ricostruire l'accaduto e identificare i responsabili.


Furti: tre giovani denunciati nel Catanzarese
Catanzaro, 21 nov. - Sono stati scoperti a rubare in un appartamento e per questo i denunciati dai Carabinieri. E' accaduto a Sellia Marina (Catanzaro), dove i militari dell'Arma della locale Compagnia hanno denunciatoper furto due minorenni di 13 e 15 anni, e un diciannovenne, E.K.A. A scoprire il furto e' stato il nipote del proprietario dell'abitazione, in localita' Calabricata. I tre giovani, pero', sono riusciti a fuggire portando via 100 euro in denaro contante, ma sono stati successivamente identificati e denunciati dai carabinieri.


Armi: piccolo arsenale sequestrati dai Carabinieri nel Reggino
Reggio Calabria, 21 nov. - Un uomo di 64 anni, Saverio Cilione, pensionato originario di Cardeto (Rc) e' stato arrestato dai Carabinieri della Stazione del piccolo centrodel Reggino unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria. Nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita a caricod ell'uomo, i militari hanno trovato un fucile a canne mozze calibro 12 avente matricola abrasa; una pistola marca "Beretta" cal. 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore contenente 7 cartucce, nonche' 2 serbatoi vuoti della stessa arma e un caricatore con 7 cartucce medesimo calibro; una pistola cal. 9 avente matricola abrasa completa di serbatoio; un fucile marca "Beretta" calibro 12 avente matricola abrasa; 110 cartucce per pistola vario calibro (7,65 e 9); 92 cartucce per fucile calibro 12 di vario tipo (a pallettoni e a pallini); materiale per la manutenzione delle armi. L'arsenale e' stato posto sotto sequestro e repertato per la successiva trasmissione al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina, al fine di effettuare le perizie balistiche del caso in modo da verificare l'eventuale compatibilita' delle stesse con reati recentemente commessi. Cilione e' stato arrestato e condotto presso la caserma di Cardeto da dove, al termine delle formalita' di rito, e' stato associato alla Casa Circondariale di Arghilla'. La magistratura ha disposto la convalida dell'arresto eseguito dalla Polizia giudiziaria per il reato di detenzione di armi clandestine confermando la misura cautelare in carcere.


Evade dai domiciliari, un arresto a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 20 nov. - I Carabinieri della stazione Lamezia Terme Sambiase hanno arrestato un uomo di 30 anni, Giulio Caputo, gia' noto agli inquirenti. Durante un normale controllo nella sua abitazione, dov'era sottoposto agli arresti domiciliari, e' stato appurato il suo allontanamento ingiustificato da casa. Poco dopo l'uomo e' stato sorpreso dai militari mentre stava rientrando da una passeggiata. A seguito del giudizio con il rito della direttissima, e' stato convalidato l'arresto e l'uomo e' stato di nuovo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

 


Ambiente: alberi abbattuti nel Cosentino, Cfs sequestra bosco
Cosenza, 20 nov. - Centinaia di piante di pino Laricio tagliate abusivamente. E' quanto accaduto nel comune di Acri (cs) in localita' "Monicella". Sul posto e' intervenuto il personale del Corpo Forestale locale in collaborazione con quello di Cava di Melis che ha denunciato i titolari di una ditta e sequestrato un bosco. Il controllo ha evidenziato infatti che all'interno dell'area interessata, su cui esiste un taglio autorizzato su una superficie privata, sono state tagliate 788 piante di un diametro compreso tra 26 e 80 centimetri con relativo occultamento delle ceppaie. In particolare il taglio abusivo e' stato eseguito con un sistema ben collaudato: si procedeva a circoscrivere la sezione di taglio mediante uno scavo alla base della pianta e successivamente, si abbatteva la stessa per poi coprirla con terriccio e ramaglia. Al momento del controllo alcune piante tagliate erano state gia' portate via, altre occultate per poi essere trafugate in seguito. Le indagini del Corpo Forestale hanno portato ala denuncia per furto aggravato e danneggiamento dei titolari di una ditta boschiva locale e al sequestro di circa 24 ettari di area boscata, di un autocarro con gru, di un trattore e di due motoseghe.


'Ndrangheta: progetto attentato a Pm, solidarieta' Stasi
Catanzaro, 20 nov. - "Esprimo nuovamente piena solidarieta' al Pm della DDA di Catanzaro Pierpaolo Bruni, convinta che continuera' con immutato impegno il proprio lavoro e certa che anche questa meschina prova contro la sua persona non lo frenera' a compiere giornalmente il suo operato". Lo dichiara la Presidente FF della Regione Calabria Antonella Stasi. "I dettagli - aggiunge Stasi - appresi dalla stampa sul progetto di attentato contro il Pm sono terribili, il piano della ndrangheta e' inquietante, e' una dimostrazione di come la criminalita' monitorizzi spostamenti ed abitudini di chi ha a cuore la nostra terra, di un magistrato che in questi anni, con le sue inchieste, ha assicurato alla giustizia mafiosi, consapevole di compromettere la sua incolumita'. Questo ci deve ancora una volta far riflettere e considerare tali azioni un'offesa non solo verso chi ci difende ma verso lo Stato e quindi l'intera popolazione. La nostra Regione - conclude la Presidente -, quella perbene, fatta dalla maggior parte dei calabresi, sostiene ed elogia il suo lavoro, sono certa che questo lo esortera' a proseguire senza indugio".


Stalla abusiva sequestrata dai Carabinieri nel Vibonese
Vibo Valentia, 20 nov. - I carabinieri hanno sequestrato a Maierato (Vv) una stalla abusiva di 480 metri quadri sita in localita' "Sambuco". La struttura, appartenente a F.V., 31 anni, allevatore del luogo, sarebbe stata realizzata abusivamente, senza il permesso di costruire ed in assenza del nulla osta del dipartimento Lavori pubblici (ex Genio civile) della Regione Calabria. Per realizzare la stalla sarebbero stati usati anche dei guard-rail stradali al posto delle travi. Il sindaco del Comune di Maierato, informato del sequestro da dai carabinieri, ha emesso un'ordinanza di immediata demolizione di tutte le opere che compongono la stalla abusiva con il conseguente ripristino dello stato dei luoghi. Del sequestro e dell'ordinanza comunale di demolizione e' stata informata anche la Procura di Vibo Valentia.


Rifiuti: Ferrara (M5S), "task force" per emergenza Calabria
Catanzaro, 20 nov. - Con un'interrogazione rivolta alla commissione europea, Laura Ferrara, eurodeputata del M5S, interviene sulla situazione di emergenza ambientale della Calabria, proponendo una "task force" che indaghi sulle criticita' . "Dal 1997 la Regione Calabria - spiega - versa in una perenne emergenza ambientale e sanitaria determinata da una disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti, basata sulle discariche ed inquinata dagli interessi di gruppi criminosi. Piu' di un miliardo di euro - fa rileare - e' stato speso senza ottenere risultati apprezzabili, mentre cumuli di immondizia invadono ciclicamente diversi centri calabresi. La Commissione, rispondendo alla petizione n. 615/2013, aveva comunicato di aver elaborato una serie di raccomandazioni, tra cui: pianificare una gestione dei rifiuti in linea con le indicazioni della Direttiva 2008/98/CE; promuovere programmi locali e progetti per la differenziata al fine di conseguire l'obiettivo nazionale del 65% e il riciclo; introdurre il sistema PAYT; garantire un pretrattamento dei rifiuti, conforme agli obblighi di legge, prima dello smaltimento; aggiornare l'istituzione di SISTRI per evitare pratiche illegali correlate alla gestione dei rifiuti. La Commissione prevedeva, altresi', - si legge - nell'interrogazione - di procedere ad un'analisi approfondita dell'attuale piano di gestione dei rifiuti della Calabria ed avviare, eventualmente, un'indagine. Quali sono le iniziative intraprese o che potrebbero essere intraprese in merito, al fine di impedire ulteriori pregiudizi alla salute e all'ambiente? Potrebbe essere utile - conclude - la creazione di una task-force che indaghi ed intervenga sulle criticita' del sistema calabrese di gestione dei rifiuti?


Estorsioni: tre persone arrestate dai Carabinieri nel Reggino
Reggio Calabria, 20 nov. - Tre persone sono state arrestate dai Carabinieri di Reggio Calabria a 24 ore dalla denuncia di una tentata estorsione sporta al 112 da un uomo in preda alla disperazione e che temeva per la propria incolumita' fisica. A finire in manette sono stati i fratelli Francesco e Girolamo Morabito, rispettivamente di 37 e 28 anni, che oltre al reato di tentata estorsione aggravata sono accusati anche di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali, violenza privata ed altri reati. Le indagini hanno accertato che la vittima veniva obbligata a consegnare del denaro ai due alla luce di un'attivita' di intermediazione con un ipotetico acquirente romano, per la compravendita di un immobile di proprieta' della vittima, transazione che peraltro non era andata a buon fine. Se la vittima non consegnava i soldi, veniva costretta sotto minaccia a seguire i due nella loro abitazione fino al mattino, poi doveva recarsi con loro ne gli istituti bancari per ritirare la somme di denaro richiesta. L'arresto e' stato effettuato a Terreti, quartiere periferico collinare di Reggio Calabria, nei pressi della fermata dell'autobus, dove i Carabinieri hanno fermato i due fratelli ancora in compagnia della vittima dopo essersi recati per l'ennesima volta presso una banca in centro citta' per ritirare il denaro. In circa cinque mesi la vittima aveva prosciugato i propri risparmi, dovendo attingere alla pensione della madre. In alcuni casi la vittima era stata anche malmenata. I Carabinieri hanno documentato che all'incontro organizzato dai due fratelli aveva partecipato anche una terza persona, poi allontanatasi. Quest'ultimo e' stato identificato in Giovanni Panzera di 46 anni, destinatario di provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura e gia' eseguito dai Carabinieri.Tutti e tre i provvedimenti cautelari sono stati convalidati dal gip, che ha confermato la custodia cautelare in carcere.


Tenta entrare in abitazione donna, tunisino arrestato a Rosarno
Reggio Calabria, 20 nov. - Un cittadino tunisino di 34 anni, Jarrai Riadh, e' stato arrestato la scorsa notte dai Carabinieri della Tenenza di Rosarno per tentata violazione di domicilio aggravata e danneggiamento. I Carabinieri sono intervenuti in via Nazionale di Rosarno, presso l'abitazione di una donna extracomunitaria, dove hanno sorpreso il magrebino il quale, ubriaco, era intento a danneggiare con calci e pugni la porta d'ingresso e il vetro di una finestra, per introdursi all'interno. Bloccato dai Carabinieri, l'uomo e' stato arrestato.


Criminalita': Catanzaro; degrado stazione, Polizia mura locali
Catanzaro, 20 nov. - La Polizia di Stato e' intervenuta questa mattina, insieme agli addetti della Rfi, per garantire maggiore sicurezza nell'area della stazione ferroviaria di Catanzaro lido. Nello specifico, l'attenzione della polizia e' stata rivolta ad una zona che era stata occupata da extracomunitari e prostitute. La polizia ha registrato la scarsa igiene di alcune stanze e corridoi, quindi ha deciso di intervenire murando l'accesso a questa parte dell'edificio che era in disuso. Gli extracomunitari presenti sono stati allontanati e l'area sara' sistemata e bonificata. L'obiettivo e' quello di garantire una maggiore sicurezza in una zona che era diventata a rischio per la presenza di stranieri, soprattutto non in regola, ma dove veniva esercitata anche l'attivita' di meretricio. Secondo quanto apprender l'Agi, si tratta di un primo intervento per garantire maggiore sicurezza sul territorio del capoluogo calabrese, al centro di diverse polemiche per alcuni episodi di microcriminalita'. I locali sgomberati, secondo un progetto gia' in itinere, potrebbero essere affidati ad associazioni di volontariato per attivita' sociali.
All'operazione hanno partecipato Agenti del Commissariato Sezionale di Pubblica Sicurezza di Catanzaro Lido e della Polizia Ferroviaria, affiancati da personale dell'Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica della Questura. Lo sgombero ha riguardato una palazzina di proprieta' di Rete Ferrovie Italia, ubicata nell'area della Stazione FF.SS. di Catanzaro Lido, abusivamente occupata da una cinquantina di cittadini extracomunitari. L'intervento per lo sgombero - fa sapere la questura - e' stato richiesto dal Servizio di Protezione Aziendale del Presidio Territoriale di Reggio Calabria delle Ferrovie dello Stato, alcuni giorni orsono, preso atto che la palazzina, in passato adibita ad uffici delle Ferrovie dello Stato ed in attuale stato di abbandono, era ormai me'ta di cittadini extracomunitari che ne avevano fatto il luogo di dimora, prevalentemente notturno. Al momento del sopralluogo, la palazzina si presentava con una cinquantina di materassi sparsi sul pavimento nelle varie camere, con effetti personali di numerosi extracomunitari ed in condizioni igieniche alquanto precarie. Ditte autorizzate dalle Ferrovie dello Stato hanno provveduto alle operazioni di bonifica, di smaltimento delle masserizie, e di messa in sicurezza della palazzina stessa, eseguendo lavori di muratura su ogni accesso, al fine di prevenire ulteriori intrusioni abusive. I cittadini extracomunitari controllati (prevalentemente provenienti dal vicino Centro d'Accoglienza di Isola Capo Rizzuto), sono stati posti a disposizione dell'Ufficio Immigrazione della Questura per le verifiche circa la regolarita' della loro permanenza sul territorio italiano. Sono in corso i lavori di messa in sicurezza anche su altri dei numerosi stabili di proprieta' delle Ferrovie, nella medesima area, al fine di prevenire ogni ulteriore occupazione.


Criminalita': Abramo, il governo intervenga per Catanzaro
Catanzaro, 20 nov. - "Sul fronte della sicurezza ho registrato, con amarezza, una solitudine che deriva dall'indifferenza della politica verso problemi di enorme impatto sociale. Fortunatamente, mi sono trovato sempre vicine le forze dell'ordine, i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri che, con il coordinamento puntuale ed altamente professionale del Prefetto Cannizzaro, stanno facendo di tutto per contrastare fenomeni in continua espansione. A tutti loro va la mia gratitudine, ma e' evidente che servono piu' mezzi e piu' uomini e non si puo' prescindere da un controllo del territorio con le nuove tecnologie". Lo ha affermato il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo sottolineando che "non e' possibile che l'Amministrazione comunale, le Forze dell'Ordine e la Prefettura vengano lasciate completamente isolate nella difficile opera di contrasto della criminalita', organizzata o meno, sempre piu' invasiva in alcuni quartieri di Catanzaro. A causa dei tagli continui che hanno ridimensionato drasticamente gli organici e i mezzi a disposizione delle nostre Forze dell'Ordine, i sacrifici degli agenti di Polizia, dei militari della Guardia di Finanza, degli uomini e delle donne dell'Arma, il coordinamento e la supervisione della Prefettura e dei Comandi provinciali e regionali, non riescono a garantire il massimo dell'efficienza nell'opera di presidio del territorio". "Prefettura, Polizia, Carabinieri e Fiamme Gialle - ha aggiunto Abramo - sono da ammirare per l'instancabile lavoro di tutela della sicurezza pubblica, ma alla luce dei piu' recenti fatti criminosi, di cui il regolamento di conti di qualche giorno fa e' solo la punta dell'iceberg, e' evidente che non basta piu'. C'e' bisogno di un deciso coinvolgimento del Governo, che non puo' ottenere la riduzione della spesa pubblica tagliando le risorse per un comparto fondamentale come quello della sicurezza".


Esercito: sottosegretario Difesa visita sede comando Calabria
Catanzaro, 20 nov. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Gioacchino Alfano ha fatto visita al Comando Militare Esercito "Calabria" che ha sede nella Caserma "Pepe-Bettoia" di Catanzaro. Alfano, spoiega una nota, "dopo aver ricevuto gli onori in armi dal picchetto d'onore, e' stato accolto dal Comandante Militare dell' Esercito in Calabria, Generale di Brigata Vito Dell'Edera e ha firmato l'Albo d'Onore. Nel corso della visita istituzionale, il Comandante - prosegue la nota - ha illustrato al Sottosegretario di Stato alla Difesa le funzioni dell'Ente relative all'Ufficio Documentale, all'attivita' informativa e di promozione per gli arruolamenti, la gestione dei poligoni e delle servitu' militari e il coordinamento della formazione professionale in favore dei militari posti in congedo per la ricollocazione nel mondo del lavoro". Al termine della visita, Alfano si e' intrattenuto con il personale militare e civile del Comando evidenziando la "professionalita' del personale militare e civile nel contesto dei nuovi impegni, che vede impiegato l'Esercito anche nelle pubbliche calamita'".


'Ndrangheta: arresti Dda Milano, nuove ombre su Nardodipace
Vibo Valentia, 20 nov. - Finisce per avere riflessi anche sul Comune di Nardodipace, nelle Serre vibonesi, l'operazione "Insubria" della Dda di Milano che martedi' scorso ha portato a 40 arresti fra i clan della 'ndrangheta sull'asse Lombardia-Calabria. Fra gli arrestati vi sono infatti anche i fratelli Salvatore e Massimo Iacopetta, di 39 e 36 anni, di Cassari di Nardodipace, cognati dell'attuale assessore del comunale del centro del Vibonese, Maurizio Maiolo, nominato nel dicembre 2013 dopo un precedente scioglimento degli organi elettivi comunali per infiltrazioni mafiose.
Il particolare acquista rilievo poiche' per lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Nardodipace, avvenuto nel 2011, decisivi si erano rilevati gli arresti, nell'operazione antimafia "Crimine" del 2010, del padre e del cugino dell'allora vicesindaco, Romolo Tassone. Quest'ultimo ed il sindaco Romano Loielo erano stati poi dichiarati incandidabili in base alla legge antimafia, ma in sede di appello i giudici hanno stabilito che Tassone e Loielo (rieletto sindaco nell'ottobre 2013) hanno gia' scontato il turno di incandidabilita'. Martedi' scorso, quindi, i due nuovi arresti di congiunti dell'assessore Maiolo. Salvatore Iacopetta e' accusato dalla Dda di Milano di essere affiliato al "locale" di Fino Mornasco (Co) e di aver tentato di estorcere 8.000 euro all'anno ad un imprenditore, mentre Massimo Iacopetta e' stato arrestato per reati legati alla detenzione di armi.


Caccia: cotrolli polizia provinciale Cosenza, denunce e sequestri
Cosenza, 20 nov. - Gli agenti della polizia provinciale di Cosenza, sotto il coordinamento della comandante Maria Antonietta Pignataro, hanno condotto diverse operazioni sul territorio di competenza. In primo piano gli interventi di prevenzione e repressione del bracconaggio in Sila. I poliziotti in servizio al distaccamento di San Giovanni in Fiore, in localita' Piccirillo agro di Celico, hanno sorpreso in fragranza di reato un uomo di Cosenza che stava praticando la caccia alle allodole servendosi di un piccolo richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico.
Il personale intervenuto ha rinvenuto anche la fauna abbattuta, tra cui alcuni esemplari di 'pispola', considerata specie particolarmente protetta. Dopo l'identificazione e' stato eseguito il sequestro penale di un fucile calibro 12, di 42 munizioni, del richiamo e di cinque capi di selvaggina abbattuta tra allodole e pispole. Tutto il materiale e' stato posto a disposizione dell'autorita' giudiziaria competente, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Cosenza e dovra' ora rispondere del reato di esercizio della caccia facendo uso di richiami vietati oltre all'abbattimento di specie particolarmente protetta. Ancora prima di tale operazione, gli stessi agenti in servizio al distaccamento di San Giovanni in Fiore avevano individuato in localita' Lagaro', agro di Celico un uomo residente in provincia di Brescia, intento ad esercitare la caccia alle allodole mediante l'uso di un piccolo richiamo acustico del genere vietato. Anche in questo caso erano stati sottoposti a sequestro penale il fucile, 150 munizioni, il richiamo e la selvaggina abbattuta con relativa denuncia dell'uomo alla competente Procura della Repubblica di Cosenza. I poliziotti del distaccamento di San Giovanni in Fiore, nel solo mese di ottobre, hanno individuato e denunciato quattro persone per reati in materia di bracconaggio. Analoghi divieti sono stati applicati nei riguardi di cacciatori sorpresi a svolgere attivita' venatoria nella riserva naturale biogenetica di 'Iona - Serra della Guardia' in pieno altipiano silano.


Droga: 2,5 kg marijuana sequestrati da Polizia nel Reggino
Reggio Calabria, 20 nov. - Oltre 2 chili e mezzo di marijuana e centinaia di cartucce da caccia sono stati rinvenuti dagli agenti del commissariato di polizia di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. La scoperta e' avvenuta nel corso di una serie di ispezioni in agrumeti nelle vicinanze della frazione San Martino di Taurianova. Durante le ispezioni gli agenti hanno notato alcuni viottoli e angusti passaggi che stranamente si aprivano nell'intricata vegetazione composta da rovi e piante rampicanti che avevano ricoperto gli alberi di arancio, in modo tale da fare apparire l'agrumeto incolto e abbandonato da diversi anni. Al centro del fondo agricolo, invece, i poliziotti hanno trovato una vasta area disalberata che presentava i segni di una pregressa attivita' di coltivazione di cannabis. Continuando a perlustrare il fondo, gli agenti del commissariato hanno trovato un contenitore di plastica al cui interno sono stati rinvenuti quattro involucri contenenti oltre 2 chili e mezzo di marijuana. Un secondo bidone, simile al primo, conteneva invece diverse centinaia di cartucce sia per fucile che per pistola, insieme all'occorrente per fabbricare munizioni da caccia. Adesso le indagini mirano a individuare il responsabile.


'Ndrangheta: arrestato reggente clan Lanzino-Rua', pronto a fuga
Cosenza, 20 nov. - Era pronto alla fuga per sottrarsi a una condanna Mario Gatto, 45 anni, sorvegliato speciale, ritenuto "reggente" della cosca della 'ndrangheta "Lanzino/Rua'", operante nell'hinterland cosentino, arresdtato stamane dai Carabinieri del Reparto Operativo del comando provinciale di Cosenza. Il provvedimento eseguito dall'Arma e' stato emesso dalla Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro sulla scorta delle indagini coordinate dalla Procura del capoluogo e condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo. Dall'indagine sarebbe emerso che Gatto, sin dalla sua scarcerazione avvenuta il 23 dicembre 2013 per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare, aveva ripreso stabilmente i contatti con i soggetti contigui alla coscanonostante la misura di sicurezza della liberta' vigilata che la sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza. L'arrestato, inoltre, a seguito della sentenza d'appello di condanna a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato e porto d'arma clandestina, emessa il 25 ottobre scorso a suo carico, stava pianificando di sottrarsi all'esecuzione della pena, favorito dalla rete di copertura di sodali che avevano gia' reperito un immobile da utilizzare per il periodo di latitanza.


Mafia: 23 arresti nel Catanese, affare traghetti con Matacena
Catania, 20 nov. - La mafia catanese era in affari con una societa' riconducibile ad Amedeo Matacena per la gestione dei traghetti sullo Stretto di Messina. Emerge dall'indagine della Dda di Catania che ha portato all'arresto di 23 persone e al sequestro di beni per 50 milioni di euro. L'inchiesta ha riguardato l'evoluzione di Cosa Nostra subito dopo l'indagine Iblis e ha confermato la vocazione imprenditoriale della "famiglia" catanese, infiltratasi in vari settori tra cui i trasporti per iniziativa del boss Enzo Ercolano figlio del capomafia deceduto Giuseppe e fratello di Aldo, condannato all'ergastolo. Ercolano ha operato con la collaborazione di altri indagati tra cui, Francesco Caruso e Giuseppe Scuto. Affari anche nel commercio delle carni per la grande distribuzione in cui si sono inseriti Enzo Aiello e alcuni dei suoi piu' stretti aiutanti, grazie all'intestazione fittizia di societa' di settore e tramite gli accordi con l'imprenditore calabrese Giovanni Malavenda.
Emerse anche alleanze a livello regionale, in particolare con i Pastoia di Belmonte Mezzagno (Palermo) e con imprenditori collegati a Cosa Nostra agrigentina. In questo ambito e' stato verificato il ruolo significativo rivestito da Enzo Ercolano, titolare di imprese di trasporti di considerevoli dimensioni. E' stato anche appurato che i guadagni derivanti dalle attivita' imprenditoriali hanno anche determinato l'interesse e l'occulta partecipazione di Enzo Aiello e del fratello di quest'ultimo, Alfio. Erano Francecso Caruso e e Giuseppe Scuto a tenere i rapporti con affiliati mafiosi catanesi ed agrigentini e con esponenti della politica, tra i quali gli inquirenti menzionano Giovanni Cristaudo e Raffaele Lombardo, entrambi imputati nel processo Iblis. Ma le manovre della mafia sul terreno della politica si sono spinte fino alla costituzione nel 2008 di un partito (il Partito nazionale degli autotrasportatori) che con l'intento di garantire i loro interessi di cui erano portatori in conto proprio ed altrui, per esempio avere un canale privilegiato con le amministrazioni pubbliche per incassare gli ecobonus, era stato messo a disposizione dell'allora Presidente della Regione in occasione delle elezioni europee del 2009.
Secondo quanto ricostruito, la societa' Servizi Autostrade del Mare fittiziamente intestata a Caruso ma in effetti facente capo agli Ercolano e i fratelli Aiello, aveva stipulato con la societa' Amadeus spa, riconducibile ad Amedeo Matacena, un contratto di affitto di tre navi da utilizzare come vettori per i collegamenti tra la Sicilia e la Calabria. L'attivita' si protrasse con ottimi risultati nei mesi a cavallo tra gli anni 2005 e 2006, fino a quando - per ragioni legate a scelte effettuate da un'altra societa' estranea alle indagini - si interruppe improvvisamente la navigazione con consistenti danni per la Servizi Autostrade del Mare. E' stato anche documentato che Cosa Nostra catanese si sarebbe infiltrata anche nelle attivita' relative alla commercializzazione delle carni per la grande distribuzione; in tale ambito, infatti, sono emersi interessi dell'associazione mafiosa per le aziende di Carmelo Motta che gestivano le macellerie negli hard discount a marca Forte' e per le aziende di Giovanni Malavenda che gestivano le macellerie in numerosi supermercati del gruppo Eurospin Sicilia. Nell'ambito dell'operazione Caronte sono stati inoltre sequestrati beni di valore ingente, comprendenti 31 imprese ed i relativi beni strumentali, 7 beni immobili e 4 autoveicoli. Il sequestro colpisce il patrimonio immobiliare, finanziario ed imprenditoriale illecitamente accumulato negli anni dall'associazione mafiosa, non solo nelle province siciliane di Catania, Palermo e Messina, ma anche nelle province di Napoli, Mantova e Torino.


Droga: confezionavano 12 kg marijuana, 4 arresti a Caulonia
Reggio Calabria, 20 nov. - Concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: queste le accuse a carico di due fratelli Giuseppe e Giovanni Portaro, di 48 e 21 anni, e di altre due persone, Vincenzo e Giovanni Franze', 22 e 19 anni, sorpresi all'interno di una casa rurale in uso ad uno degli arrestati, mentre confezionavano per la vendita oltre 12 chili di marijuana. Nel tardo pomeriggio di ieri, in Contrada Obile di Caulonia, i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, a conclusione di una prolungata attivita' , di osservazione, controllo e pedinamento intrapresa nelle prime ore della mattinata precedente, hanno fatto irruzione nel casolare, arrestando i quattro in flagranza di reato. La perquisizione, estesa anche ai terrreni circostanti, ha permesso di sequestrare, tra l'altro, denaro contante in banconote di vario taglio, 2 fucili da caccia e 5 pistole, tutti con matricola abrasa e molte munizioni di vario calibro.


'Ndrangheta: beni per 1,6mln sequetrati da Dia a Torino
Torino, 20 nov.- Beni per 1,6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Torino, a Giuseppe Fazari, San Giorgio Morgeto (RC), arrestato nell'ambito dell'operazione "Minotauro" perche' ritenuto "capo societa'" della locale di 'ndrangheta di San Giusto Canavese. Il processo contro Giuseppe Fazari per associazione di stampo mafioso, celebrato con rito abbreviato, si e' concluso con la condanna alla pena di 8 anni di reclusione, l'interdizione dai pubblici uffici e con l'applicazione, a pena espiata, della misura di sicurezza della liberta' vigilata per tre anni. Il Tribunale di Torino - Sezione misure di prevenzione -, accogliendo la proposta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, ha disposto il sequestro anticipato dei beni intestati a Fazari ed ai suoi familiari, costituiti da due ville ed un appezzamento di terreno a San Giusto Canavese, in provincia di Torino, due autovetture e due conti correnti.


Guardia  finanza Cagliari: soccorso in alto mare

Cagliari, 20 nov. - Nel pomeriggio di ieri, alle ore 14:00 circa, un velivolo ATR del Comando Operativo Aeronavale di Pomezia, in volo di perlustrazione nel Canale di Sardegna, ha avvistato, a 55 miglia nautiche a sud di Teulada, un gommone con 5 immigrati a bordo diretti verso le coste della Sardegna. Attivati i mezzi aeronavali del Corpo, i migranti sono stati raggiunti, dopo circa un’ora, da un elicottero ed un guardacoste d’altura del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, già impegnati nelle attività d’istituto. Dopo aver abbordato il gommone, ed aver effettuato le operazioni di rito per accertare lo stato di salute degli occupanti, l’equipaggio del guardacoste delle Fiamme Gialle ha trasportato gli extracomunitari nel porto di Cagliari, dove sono stati sottoposti ai primi controlli sanitari e trasferiti successivamente al Centro di Prima Accoglienza di Elmas (CA). Sono in corso approfondimenti per accertare la nazionalità degli uomini (presumibilmente algerini), il porto o nave di partenza e la presenza di un eventuale scafista.


 

Rubano portafiori in rame dal cimitero, arrestate due donne
Cosenza, 19 nov. - I carabinieri di Villapiana hanno arrestato, nel pomeriggio di oggi, due donne, accusate di furto aggravato. Si tratta di N.C., 43 anni, e C.C., 42 anni, entrambe di Frascineto, braccianti agricole. Le due donne sono state fermate dai militari mentre erano a bordo di un'auto guidata dalla Cirone, sulla quale sono stati trovati 139 portafiori di rame, del peso complessivo di circa 21 chili, che sarebbero stati asportati dal vicino cimitero poco prima del controllo. Il materiale e' stato sequestrato e le due donne, dopo l'arresto, sono state rimesse in liberta', su disposizione dell'autorita' giudiziaria.


Usura: assolto l’imprenditore Giuseppe Capone perche’ il fatto non sussiste

Lamezia Terme, 19 nov. - Dopo otto anni l’imprenditore lametino,  Giuseppe Capone,  è stato assolto perché il fatto non sussiste dalla grave accusa di aver fatto da tramite tra due imprenditori nell’ambito di un rapporto economico degenerato in usura. L’indagine, nel 2006, fu condotta dalla Procura Antimafia di Catanzaro nell’ambito di una grossa operazione denominata Azimuth, che vedeva coinvolti oltre quaranta imputati  per gravi fatti. In tale contesto, a seguito di alcune intercettazioni telefoniche, ed anche a seguito delle dichiarazioni di uno dei due imprenditori protagonisti della vicenda, emersero anche degli elementi che, secondo le tesi  accusatorie, rappresentavano gravi elementi di responsabilità per uno dei due imprenditori e per l’ingegnere  Capone che, appunto, avrebbe fatto da tramite nella vicenda ritenuta usuraia. Da qui il rinvio a giudizio davanti al Tribunale di Lamezia Terme che condannò il Capone a due anni di reclusione. La Corte di Appello, investita dell’impugnazione proposta dalla Difesa, accolse solo parzialmente le mozioni difensive, rideterminando, soltanto la pena ad un anno e quattro mesi di reclusione. Da qui il ricorso in Cassazione che si risolse, ancora una volta però, negativamente per l’imprenditore lametino il quale si vide rigettato il ricorso. Quindi la sentenza di condanna divenne definitiva. Successivamente, nel 2011, una volta acquisiti dei nuovi elementi, prima non valutati, il Difensore del Capone, Avvocato  Francesco Gambardella, avanzò una richiesta di revisione davanti alla Corte di Appello di Salerno che, una volta superato davanti alla Suprema Corte di Cassazione il giudizio di ammissibilità, ha fissato l’udienza di discussione. In data 18 novembre, dopo la requisitoria del Procuratore Generale della Corte di Appello di Salerno e la discussione dell’Avvocato  Gambardella, dopo ben otto ore di camera di consiglio, la Corte di Appello di Salerno ha accolto la richiesta di revisione ed ha assolto Giuseppe Capone  perché il fatto non sussiste.   


Droga: marijuana in casa, giovane arrestato a Reggio
Reggio Calabria, 19 nov. - Un 27enne reggino incensurato, S.D., e' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato il giovane in possesso di 300 grammi di marijuana, nonche' di un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento. Dalla sostanza stupefacente sequestrata, hanno calcolato i Carabinieri, si sarebbero potute ricavare 1700 dosi medie singole. Il giovane e' stato condotto in Caserma, e dopo gli adempimenti di rito e' stato sottoposto ai domiciliari. Nel convalidare l'arresto, il magistrato ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


Bimba nata morta a Catanzaro: pm chiede quattro rinvii a giudizio
Catanzaro, 19 nov. - Il pubblico ministero di Catanzaro ha chiesto di mandare sotto processo i quattro sanitari finiti sotto inchiesta a seguito del tragico decesso di una bimba, nata morta l'11 dicembre del 2012 all'ospedale "Pugliese" del capoluogo. Il pm, Russo, ha concluso cosi' la propria requisitoria oggi nell'ambito dell'udienza preliminare che si sta svolgendo davanti al giudice, Abigail Mellace, dove si tornera' il 29 gennaio per il prosieguo. I quattro indagati - accusati dalla Procura di omicidio colposo e falso - sono i soli rimasti sotto procedimento dopo che, inizialmente, il sostituto procuratore titolare del caso, Carlo Villani, aveva iscritto nel registro delle notizie di reato i nomi di quindici sanitari che con diversi ruoli ebbero in cura la donna partoriente. Si tratta di tre medici, di cui uno specializzando, e un'ostetrica, che con coooperazione colposa avrebbero cagionato "la morte di B. R., dovuta ad una ateletassia polmonare ed aspirazione di liquido amniotico con terminale arresto cardiorespiratorio". Tutto ebbe inizio il 5 dicembre 2011 con il ricovero della donna, poi sottoposta a un parto pilotato, e si concluse sei giorni dopo, quando la signora diede alla luce la bambina oramai deceduta. Secondo quanto denunciato dalla coppia, la puerpera, sino a poche ore prima del parto, non avrebbe lamentato alcun problema, e proprio questo ha indotto i due, l'ingegnere D.R. e l'avvocato A.M. di Cropani (costituitisi parte offesa con gli avvocati Domenico Pasceri, Ernesto D'Ippolito e Giuseppe Mazza) a presentare una denuncia chiedendo che si verificasse se quanto avvenuto possa essere stato la conseguenza di negligenze. Da qui l'apertura di un'inchiesta, e l'immediato sequestro della documentazione sanitaria relativo al parto di A. M. che, sempre stando alle ipotesi d'accusa, sarebbe stata alterata poiche', scrive il pm, gli indagati "successivamente alla stesura della cartella clinica, apportavano sulla cartella clinica correzioni a penna ed aggiunte".


Giornalisti: Sindacato Calabria, Parisi confermato segretario
Reggio Calabria, 19 nov. - Carlo Parisi e' stato confermato segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria con 643 voti su 653 votanti. Un risultato, quello ottenuto dal vicesegretario nazionale della Fnsi, raggiunto grazie anche alla straordinaria partecipazione al voto nei dieci seggi: Roma, Marina di Sibari, Scalea, Cosenza, Crotone, Catanzaro, Polistena, Locri, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Altissima l'affluenza alle urne tra i professionali, con il 72,08%, nonostante le avverse condizioni atmosferiche e l'allerta meteo. "Nel ringraziare tutti i colleghi calabresi che hanno inteso rinnovarmi la loro fiducia - afferma Carlo Parisi - con un consenso che supera la piu' rosea delle aspettative, sottolineo che questo risultato e' stato possibile grazie al prezioso e spesso silente lavoro dei miei collaboratori e, soprattutto, grazie alla fiducia che i giornalisti calabresi ripongono nel Sindacato Giornalisti della Calabria, affiancandoci nelle battaglie a difesa della dignita' professionale e della qualita' dell'informazione".


Armi: allevatore arrestato a Placanica grazie al fiuto di "Gerry"
Placanica (Reggio Calabria), 19 nov. - Un allevatore di 47 anni, Natale Bombardieri di Placanica, in provincia di Reggio Calabria, e' stato arrestato dai carabinieri per alterazione, fabbricazione e detenzione illegale di armi, munizioni e polvere da sparo. Nel corso di una perquisizione domiciliare i Carabinieri hanno rinvenuto armi e munizioni in una struttura rudimentale adibita a ricovero per animali, di pertinenza dell'abitazione dell'allevatore. Determinante, per il buon esito dell'operazione, e' stato il fiuto di "Gerry", un pastore tedesco capace di scovare le armi anche in ambienti saturi di altri miasmi fuorvianti. Le armi saranno analizzate dai laboratori di balistica del Ris di Messina. L'allevatore e' stato condotto in carcere in attesa dell'udienza di convalida.


'Ndrangheta: pistole, fucili e mitra; scoperto arsenale clan
Crotone, 19 nov. - Un vero e proprio arsenale d'armi e' stato scoperto e sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Crotone. I militari, alle prime luci dell'alba, sfruttando proprio patrimonio informativo, hanno effettuato una perquisizione a Cutro (Kr) in localita' San Leonardo. In un'abitazione estiva hanno rinvenuto due fucili, un mitragliatore Kalashnikov, una mitraglietta Uzi, due revolver, 9 pistole, 800 munizioni di vario calibro, circa 40 caricatori e materiale vario per la pulizia e la manutenzione delle armi che erano tutte efficienti e in perfetto stato di conservazione. Le armi erano nascoste all' interno dell' abitazione, in vari punti, ed erano tutte nella pronta disponibilita' di un uomo di 25 anni, Antonio Taverna, lavaggista, incensurato di S. Leonardo. Il giovane, oltre ad essere in possesso delle chiavi della villetta, di proprieta' di un'altra persona residente all'estero e in corso di identificazione, riceveva anche SMS sul cellulare in caso di ingresso non autorizzato all'interno dell'abitazione, che era stata anche dotata di un efficiente sistema di allarme. Le armi sequestrate, che gli inquirenti ritengono essere riconducibili alle cosche mafiose operanti nell'area, saranno inviate al RIS di Messina per tutte le necessarie indagini tecniche. Taverna e' stato tradotto nel carcere di Catanzaro.


Sequestrato perche' non pago'debito, tre arresti nel Reggino
Reggio Calabria, 19 nov. - Tre persone, Agostina Ielata di 34 anni, Giuseppe Ranieri di 20 anni, e Antonio Idonea di 26(i primi due rispettivamente zia e nipote di quest'ultimo) , sono stati arrestati dalla Polizia del Commissariato di Villa San Giovanni e della Squadra Mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di lesioni aggravate, rapina, sequestro di persona, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e stalking. Le indagini sono scattate nel dicembre 2013, quando un giovane e' sfuggito agli aguzzini che, per recuperare una somma di denaro che gli avevano prestato, lo avevano sequestrato segregandolo in uno scantinato dove lo avevano costretto a bere del detersivo per pavimenti. Durante un trasferimento in un altro luogo di segregazione il giovane riusci' a fuggire, denunciando i fatti alla Polizia.


'Ndrangheta: progetto attentato a Pm; Cgil, "stato lo protegga"
Catanzaro, 19 nov. - "La Cgil esprime a nome di tutta l'organizzazione sindacale solidarieta' e vicinanza al sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro per le gravissime minacce mafiose di cui e' oggetto". Cosi' la confederazione di corso d'Italia in merito alla notizia riportata negli scorsi giorni dalla Gazzetta del Sud, secondo cui le cosche della 'ndrangheta avrebbero progettato un attentato nei confronti del magistrato. La Cgil e' e sara' sempre al fianco di chi in questo paese lotta contro l'illegalita' e la criminalita' organizzata - continua il sindacato - e ritiene sia necessario che il governo dia segnali tangibili a supporto di chi tutti i giorni rischia la propria vita perseguendo tale obiettivo. Prioritario in Calabria come in molti altri territori - sottolinea la Cgil - e' un intervento volto ad aumentare le risorse, umane e finanziarie, destinate alla sicurezza e al contrasto alla criminalita' . E' doveroso - conclude la confederazione - passare dalle parole ai fatti: non bastano gli attestati di solidarieta' , occorre dare risposte che da troppo tempo tardano ad arrivare".


Giornalismo: consegnati riconoscimenti premio Comunical 2014
Reggio Calabria, 19 nov. - Premiazione oggi a Palazzo Campanella dei vincitori della Prima Edizione del concorso Comunical 2014, promosso dal Comitato regionale per le Comunicazioni della Calabria. Riservato a giornalisti pubblicisti e professionisti iscritti all'Ordine Regionale della Calabria e al Sindacato Giornalisti Calabria, il concorso, ha spiegato il presidente del Corecom, Alessandro Manganaro, "punta alla valorizzazione delle competenze degli operatori calabresi dell'informazione che, attraverso l'esaltazione delle molteplici e variegate 'eccellenze' espresse dalle attivita' economiche, sociali e culturali regionali, orientano il proprio impegno ad allargare i confini della comunicazione di 'qualita''". Per la sezione "Articoli pubblicati su quotidiani o periodici cartacei calabresi", hanno conquistato il primo posto ex aequo, Zaira Bartucca (con Il Lavoro? Si inventa pubblicato sul Corriere della Calabria) e Maria Crisafi (con Le SPA Naturali di Reggio Calabria pubblicato da L'Ora della Calabria). Seconda classificata per la stessa sezione, Gabriella Lax con l'articolo La mappa delle acque da Sibari a Locri - Viaggio nel benessere pubblicato su L'Ora della Calabria; al terzo posto Domenico Grillone, autore dell'articolo Il bergamotto tra nuove evidenze scientifiche e nuove opportunita' economiche pubblicato su Il Quotidiano della Calabria. Il primo premio per la sezione Articoli quotidiani o periodici on line calabresi e' stato assegnato a Domenico Grillone per il servizio pubblicato su Strill.it, dal titolo "Sindone e Romeo artefici della scoperta e sperimentazione sostanze attive bergamotto". Nessun vincitore per la sezione Servizi televisivi calabresi; nessun iscritto per la sezione Servizi radiofonici. Consegnate anche le targhe di partecipazione al concorso a Zina Croce', Giuseppe Fabiano, Francesco Falvo, Simona Gambaro, Daniela Gangemi, Paola Giura, Maria Teresa Improta, Domenico Iozzo, Luisa Lombardo, Andrea Polizzo e Domenico Suraci. Per ciascuna delle quattro sezioni, gli articoli ed i servizi saranno pubblicati sul magazine del Consiglio regionale "Calabria on web" e remunerati, per i primi classificati - secondo quanto previsto per i titolari di rubrica dello stesso magazine; per i secondi e terzi classificati - secondo quanto previsto per i collaboratori dello stesso magazine. Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte, oltre al presidente del Corecom Calabria Alessandro Manganaro, i componenti Gregorio Corigliano e Carmelo Carabetta, il dirigente Rosario Carnevale, il Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale Pasquale Crupi e il Segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria Carlo Parisi, componenti della Commissione aggiudicatrice del Premio.


'Ndrangheta: Bonvecchio (Goi), rito affiliazione non e' massonico
Catanzaro, 19 nov. - "E' falso che il rito di affiliazione alla 'ndrangheta ripreso dalla DDA di Milano sia massonico. Il Grande Oriente non ha nulla a che fare con questi signori ne' tantomeno il loro rituale si puo' definire massonico. Il GOI non ha niente a che vedere con nessuna organizzazione criminale". Lo ha dichiarato il filosofo Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente d'Italia, ospite del programma "KlausCondicio" (www.youtube.com/klauscondicio) condotto da Klaus Davi, che lo ha intervistato a proposito degli agghiaccianti rituali di affiliazione alla 'ndrangheta filmati per la prima volta dalla DDA di Milano. "Sono riti - puntualizza Bonvecchio - che con noi non c'entrano nulla, ma risalgono all'Ottocento. Questo in particolare e' solo una forma aggiornata di una ritualita' molto vecchia presente nella 'ndrangheta". Bonvecchio precisa anche: "E' falso che Mazzini fosse massone, lo erano invece Garibaldi e La Marmora. Sono 'tre santi in paradiso' che diventano riferimenti forti per chi vuole trovare fedelta' in una organizzazione come la 'ndrangheta". Bonvecchio contesta poi la tesi secondo cui in Calabria ci sarebbe una forte presenza di 'ndraghentisti nelle logge massoniche locali. "Sono logge deviate - afferma il rappresentante del GOI - che non c'entrano nulla con noi. Puo' darsi che ci siano state collusioni, ma non con il GOI, bensi' con altre massonerie". Bonvecchio contesta anche il Gran Maestro Gioele Magaldi che individua molti personaggi pubblici tra gli aderenti alla massoneria nel suo ultimo libro "Massoni societa' a responsabilita' illimitata". "Dobbiamo capire ancora - dichiara il filosofo - se quella di Magaldi sia un'opera comica, di barzellette o altro. Secondo me e' un grande fantasioso. Nel suo elenco manca solo Gesu' Cristo. Se produrra' documenti, vedremo".


Furto di rame al depuratore di Belvedere Marittimo
Belvedere Marittimo (Cosenza), 19 nov. - Ladri in azione al depuratore comunale di Belvedere Marittimo (Cs). E' accaduto la notte scorsa, quando ignoti si sono introdotti nella struttura, in localita' Calabaya, e hanno dapprima sventrato la porta della centralina elettrica, e dopo essersi introdotti nel locale, hanno staccato l'energia . Cio' ha permesso loro di mettere mano ai cavi di rame e asportarli, almeno in parte. Poi dopo aver saccheggiato i tombini in cui si trovava il rame, sono riusciti ad aprire il magazzino e a portare via materiale per la manutenzione, tagliaerba, un decespugliatore e altri attrezzi in uso al personale. A denunciare l'accaduto e' stata l'amministrazione comunale Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Walter Leotta, che hanno avviato le indagini. "Questi atti vanno decisamente condannati - ha detto il sindaco Enrico Granata - in questo modo si creano seri disservizi alla depurazione dell'intero sistema fognario belvederese. Sono certo che gli autori del gesto saranno assicurati alla giustizia". Secondo il vicesindaco Vincenzo Spinelli, l'accaduto e' opera di "criminali che intendono, volontariamente, creare subbuglio e difficolta' ad una amministrazione che sta lavorando alacremente in tema ambientale. Manomettere il depuratore - ha detto ancora - colpisce tutta la comunita', ed e' proprio la popolazione belvederese che ne risentira'. Siamo fiduciosi che nel giro di brevissimo tempo il sistema riprendera' a lavorare a pieno regime".


Droga: Gdf sequestra 4 kg marijuana nel Cosentino, 2 arresti
Cosenza, 19 nov. - I finanzieri della tenenza di Montegiordano (CS) hanno effettuato un sequestro di 4 chili e 360 grammi di marijuana, arrestando due giovani per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L'arresto e il sequestro sono stati effettuati durante un controllo notturno, all'altezza dell'abitato del comune di Roseto Capo Spulico (Cs). I finanzieri avevano fermato un' autovettura il cui conducente, dopo aver esibito la patente di guida, con una manovra brusca si era allontanato facendo perdere momentaneamente le proprie tracce. Ma l'auto e' stata poi rintracciata e bloccata a Montegiordano. Durante la fuga, i due responsabili si erano disfatti dello stupefacente trasportato, confezionato in 29 involucri, che e' stato interamente recuperato dai finanzieri. In seguito, la perquisizione effettuata sull'auto ha consentito di recuperare un altro chilo di marijuana e di individuare, celata dietro la targa posteriore, un'intercapedine usata per occultare la sostanza stupefacente. I due arrestati, originari del Reggino, hanno precedenti specifici e non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Sono stati portati nel carcere di Castrovillari. Lo stupefacente, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato non meno di 45.000 euro.


'Ndrangheta: biltz Dda Milano, 40 arresti
Milano, 18 nov. - I carabinieri hanno eseguito, nelle province di Milano, Como e Lecco, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti di 40 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Al centro delle indagini dei Ros tre sodalizi della 'ndrangheta radicati nel Comasco e nel Lecchese, con diffuse infiltrazioni nel tessuto locale e saldi collegamenti con le cosche calabresi di origine. Documentati, in particolare, i rituali mafiosi per il conferimento delle cariche interne e le modalita' di affiliazione. I particolari dell'operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si e’ tenuta alle 11 presso la procura della repubblica di Milano. Gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros, nell'ambito dell'operazione denominata 'insubria' riguardano anche le province di Monza-Brianza, Verona, Bergamo e Caltanissetta.


Femminicidio: Eures, 2013 "anno nero" con 179 vittime (+14%)
Roma, 19 nov. - Con 179 donne uccise, il 2013 ha rappresentato l'"anno nero" per il femminicidio nel nostro Paese, il piu' cruento degli ultimi sette, con un incremento del 14% rispetto al 2012. E' uno dei dati contenuti nel secondo Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, secondo cui l'anno passato ha presentato la piu' elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia, pari al 35,7% delle vittime totali (179 sui 502): nel '90, le donne uccise erano appena l'11,1% delle vittime totali. Sempre nel 2013, quasi il 70% dei femminicidi e' avvenuto in famiglia, il 92,4% per mano di un uomo.
Nel 2013 il sud diventa l'area a piu' alto rischio (75 vittime ed una crescita del 27,1% sull'anno precedente), anche a causa del decremento registrato nelle regioni del nord (-21% e 60 vittime), ma e' il centro a presentare l'incremento piu' consistente (+100%), passando le donne uccise da 22 a 44: i casi crescono nel Lazio (da 9 a 20), in Toscana (da 6 a 13), in Umbria (da 3 a 6) e nelle Marche (da 4 a 5). Proprio il Lazio, insieme alla Campania, presenta nel 2013 il piu' alto numero di femminicidi tra le regioni italiane (20): seguono Lombardia (19), Puglia (15), Toscana (13), Calabria e Sicilia (entrambe con 10 vittime). La graduatoria provinciale vede ai primi posti Roma (con 11 femminicidi nel 2013), Torino (9 vittime) e Bari (8), seguite, con 6 vittime, da Latina, Milano, Palermo e Perugia. Anche l'anno scorso, in 7 casi su dieci (68,2%, pari a 122 in valori assoluti) i femminicidi si sono consumati all'interno del contesto familiare o affettivo, in coerenza con il dato relativo al periodo 2000-2013 (70,5%). La criminalita' comune rappresenta il secondo contesto a piu' elevato rischio, con il 16,2% delle vittime (28 in valori assoluti), davanti alle altre relazioni di prossimita' (12,7%). Se l'autore dei femminicidi familiari risulta essere quasi sempre un uomo, sono le trasformazioni e le dinamiche del rapporto di coppia a spiegare il maggior numero dei casi.
Nel 2013, infatti, il 66,4% delle vittime di femminicidio familiare ha trovato la morte per mano del coniuge, del partner o dell'ex partner (81 vittime su 122). Anche per effetto del perdurare della crisi, si rileva un forte aumento dei matricidi, spesso compiuti per "ragioni di denaro" o per una "esasperazione dei rapporti derivanti da convivenze imposte dalla necessita'": sono 23 le madri uccise nell'ultimo anno, pari al 18,9% dei femminicidi familiari, a fronte del 15,2% rilevato nel 2012 e del 12,7% censito nel 2000-2013. Se le armi da fuoco si confermano come strumento principale negli omicidi in genere (45,1% dei casi, contro il 25,1% dalle armi da taglio), nei femminicidi la gerarchia degli strumenti si modifica significativamente: sono gli omicidi "a mani nude, espressione di un piu' alto grado di violenza e rancore", a rappresentare complessivamente lo strumento piu' ricorrente (51 le vittime, pari al 28,5% dei casi), nelle tre forme delle percosse (5,6%), dello strangolamento (10,6%) e del soffocamento (12,3%); di poco inferiore la percentuale dei femminicidi con armi da fuoco (49, il 27,4% del totale) e da taglio (45 vittime, pari al 25,1%), cui seguono quelli compiuti con armi improprie (21 vittime, pari all'11,7%) o con altri mezzi (13 vittime, pari al 6,1%). Accanto alle modificazioni territoriali, il 2013 rileva anche una crescita dell'eta' media delle vittime di femminicidio, passata da 50 anni nel 2012 a 53,4. E con l'eta' media cresce anche la percentuale delle vittime di femminicidio in condizione non professionale (dal 54,8% del 2012 al 58,1%), confermandosi le pensionate (35,5% del totale) le vittime prevalenti, seguite da casalinghe e disoccupate (15,1%), impiegate e lavoratrici dipendenti (9,9%) e domestiche, colf e badanti (9,9%).
E' il tarlo del possesso e della gelosia a spiegare la percentuale piu' elevata di femminicidi (il 30,3% di quelli familiari, pari a 36 in valori assoluti), seguiti da quelli scaturiti da conflitti e dissapori quotidiani (21 vittime, pari al 17,6%). I "femminicidi del possesso" conseguono generalmente alla decisione della vittima di uscire da una relazione di coppia: sono oltre 330 le donne uccise in Italia, dal 2000 a oggi, per aver lasciato il proprio compagno.


'Ndrangheta: giuramento affiliazione in nome Garibaldi e Mazzini
Milano, 18 nov. - "Nel nome di Garibaldi, Mazzini, Lamarmora" si giura per diventare "saggio fratello": e' il rito documentato in un video registrato da una telecamera nascosta e diffuso dai Ros che hanno arrestato una quarantina di persone e sgominato tre sodalizi della 'ndrangheta radicati nel Comasco e nel Lecchese. "Nel nome di Garibaldi, Mazzini e Lamarmora, con parle di umilta' formo la santa societa'", si sente pronunciare nel video, mentre gli affiliandi sono ritratti col capo chino, "Dite assieme a me - continua il 'celebrante' - 'Giuro di rinnegare tutto fino alla settima generazione, tutta la societa' criminale fino a oggi da me riconosciuta per salvaguardare l'onore dei miei saggi fratelli'".


'Ndrangheta: Boccassini, per la prima volta filmata affiliazione
Milano, 18 nov. - "Per la prima volta sono stati documentati filmati con intercettazioni ambientali su un giuramento della 'ndrangheta". Cosi' il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccasini sottolinea l'eccezionalita' del video agli atti dell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel comasco e nel lecchese che ha portato a 40 arresti. "Il video in cui viene documentata una riunione di 'ndrangheta con il conferimento delle doti - spiegano gli investigatori - e' stato girato a Castella di Brianza (Lecco)". "Per la prima volta abbiamo sentito la voce di un mafioso durante un video - continua Boccassini che, durante la conferenza stampa, ha letto alcune frasi pronunciate dagli affiliati - e non siamo a Reggio Calabria ma nella ridente provincia del nord, nelle zone del comasco e del lecchese". L'indagine che ha portato a 40 arresti per associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo d'armi, ruota attorno a tre gruppi radicati nelle due province lombarde e in costante collegamento con le cosche calabresi.


'Ndrangheta: Pm Milano, inchiesta dimostra che da li' non si esce
Milano, 18 nov. - Il ritornare degli stessi nomi in diverse inchiesta di 'Ndrangheta anche a distanza di anni e dopo lunghi periodi di detenzione, secondo i pm milanesi, dimostrerebbe che dalla "'ndrangheta non si esce". "Questa inchiesta - ha spiegato il pm Paolo Storari in conferenza stampa riferendosi all'indagine che ha portato a 40 arresti - ha un collegamento con quella denominata 'Fiori della notte di San Vito'. Molti soggetti condannati e che hanno scontato un lungo periodo di detenzione li ritroviamo qui, nonostante lunghi periodi di rieducazione. Questo dimostra che dalla 'ndrangheta non si esce". L'indagine trova anche un collegamento con l'inchiesta 'Infinito': ci sono infatti conversazioni che attestano i rapporti degli indagati con Pino Neri (il boss condannato nell'ambito di 'Infinito').


'Ndrangheta: Boccassini, affiliato minore, no politici coinvolti
"C'e' anche un minorenne di 17 anni" tra i presunti affiliati alla 'ndrangheta individuati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato a 37 ordinanza di custodia cautelare in carcere e tre ai domiciliari. Lo ha riferito il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini in conferenza stampa precisando che "non e' una novita', putroppo la presenza di minorenni e' una prassi nelle indagini condotte dalle Procure di Reggio Calabria o Catanzaro". La posizione del giovane e' stata trasmessa per competenza al Tribunale dei Minori. L'indagine, ha spiegato il pm Paolo Storari, non ha invece rivelato in questo caso contatti degli affiliati con esponenti del mondo politico. E' stato invece ribadito un dato piu' volte sottolineato da Boccassini dopo analoghi blitz contro la 'ndrangheta: "Gli imprenditori continuano a essere omertosi e a non denunciare gli episodi di estorsione di cui sono vittime e che abbiamo documentato in diretta".


'Ndrangheta: Pm Storari, 500 episodi intimidatori tra 2008 e 2014
Milano, 18 nov. - "Tra il 2008 e il 2014 sono stati accertati 500 episodi intimidatori tra i quali molte estorsioni che in gran parte non vennero denunciate dalle vittime". Lo ha spiegato il pm di Milano Paolo Storari che insieme alla collega Francesca Celle e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini ha coordinato le indagini della Dda milanese che hanno portato all'arresto di 40 presunti affiliati alla 'ndrangheta. Il pm in conferenza stampa ha precisato che "in tanti casi le estorsioni sono state apprese in diretta con le intercettazioni", aggiungendo che "una delle attivita' prevalenti" delle cosche decapitate stamane in Lombardia "era quella del recupero crediti in quanto gli imprenditori si rivolgevano all'ndrangheta quando avevano problemi di insolvenza". Il procuratore aggiunto Boccassini ha parlato anche di infiltrazioni della 'ndrangheta in Svizzera sottolineando il coordinamento con la magistratura elvetica in questa operazione.


'Ndrangheta: inchiesta Milano, arresti anche in Calabria
Reggio Calabria, 18 nov. - I Carabinieri del Ros di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda di Reggio Calabria nei confronti di tre persone: Giuseppe Larosa di 49 anni, Pasquale Valente di 52 anni (entrambi di Giffone), Salvatore Bruzzese di 62 anni (di Grotteria). Tutti e tre sono accusati associazione per delinquere di stampo mafioso. Si tratta di un'indagine collegata a quella della Procura distrettuale di Milano, denominata "Insubria", che ha portato stamani all'arresto di 40 presunti affiliati alla 'ndrangheta in Lombardia. In particolare e' emersa la figura di Giuseppe Larosa, noto anche come "Peppe la mucca", secondo l'accusa in possesso della "dote" di Mammasintissima, col ruolo di vertice del locale di Giffone, al quale sono subordinate le locali di Cermenate e Fino Mornasco (nella Brianza comasca) e di Calolziocorte (nel lecchese) nonche' altre locali non ancora individuate. Pasquale Valente, panettiere incensurato, sarebbe invece in possesso della dote della "Santa", e sarebbe in stretto contatto con Giuseppe Larosa. Salvatore Bruzzese, detto Salineri, sarebbe invece l'attuale reggente del locale di Grotteria (Rc).


'Ndrangheta: capo 'locale', musica puo' cambiare noi no
Milano, 18 nov. - "La musica puo' cambiare ma per il resto... siamo sempre noi... non e' che... non e' che cambia... noi non possiamo mai cambiare". L'immutabilita' delle 'leggi' della 'ndrangheta viene espressa con efficacia da Michelangelo Chindamo, ritenuto il capo della locale di Fino Mornasco, in un'intercettazione del 14 luglio 2013 contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di una quarantina di persone. "La dichiarazione del capo locale di Fino Mornasco, con cui si apre e si chiude la corposa ed eccellente informativa dei Carabinieri del R.O.S. di Milano del lO luglio 2014 - scrive il gip Simone Lueri - non soltanto esprime 'la rassegnata accettazione di un ineluttabile destino criminale', ma soprattutto attesta la tragica disperazione immanente all'immobilismo di un fenomeno criminale che non solo non puo', ma soprattutto non vuole, cambiare; un fenomeno che costringe investigatori e magistratura a tornare sugli stessi passi e negli stessi luoghi in cui piu' volte e con notevoli risultati si e' operato il contrasto alla 'ndrangheta calabrese, da decenni infiltrata ed anzi radicata in Lombardia".


'Ndrangheta: arrestato, cellulare e' come avere tasca carabiniere
Milano, 18 nov. - "Avere un tasca in cellulare e' come avere in tasca un carabiniere". L'ardita similitudine viene pronunciata da Michelangelo Chindamo, il presunto boss della 'ndrangheta a capo della 'locale' di Fino Mornasco (Como), arrestato nell'ambito dell'operazione "Insubria" insieme ad altre 39 presunti affiliati alla criminalita' organizzata. La conversazione, intercettata il 14 luglio 2013 dai carabinieri del Ros e finita negli atti dell'inchiesta della Dda di Milano, dimostra come gli appartenenti alla cosche della 'ndrangheta siano consapevoli dei metodi di indagine utilizzati dagli investigatori della Dda. Nel colloquio, Chindamo parla dello svolgimento di "una riunione di 'ndrangheta ... a Milano" e precisa: "succede che da questa riunione avevano tutto registrato... microspie... tutte... oggi come oggi... in macchina". E ancora: "i cellulari sono ... io dico ... ho in tasca un cellulare ... e' come avere in tasca un Carabiniere ... oggi come oggi... non ... di cui oggi come oggi... questa qua era la Boccassini... il pubblico ministero che ha fatto il blitz all'epoca".


'Ndrangheta: atti, intimidazioni anche a sindaco Fino Mornasco
Milano, 18 nov. - Tra il settembre 2011 e l'ottobre 2012 sono stati posti in essere da esponenti della 'ndrangheta "17 episodi di intimidazione" nel comune di Fino Mornasco (Como), uno anche ai danni del sindaco della cittadina, Giuseppe Napoli. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato a 40 arresti per infiltrazioni della 'ndrangheta nel comasco e nel lecchese. Tra le altre vittime individuate dagli investigatori ci sono, sempre nello stesso Comune, il consigliere comunale Antonio Chindamo e la figlia del consigliere comunale Luciano Introzzi. Sono obbiettivi definiti "politici" dal gip nell'ordinanza di oltre 800 pagine che ricostruisce le prove a carico degli indagati.


'Ndrangheta: inchiesta Milano svela ruolo clan Serre vibonesi
Vibo Valentia, 18 nov. - Sono ricostruite anche le dinamiche mafiose all'interno del "locale" di Fabrizia, centro delle Serre vibonesi", nell'operazione antimafia "Insubria" della Dda di Milano che ha portato stamane a 40 arresti. Dall'inchiesta emerge infatti che Giuseppe La Rosa, 49 anni, di Giffone (Rc) - fra i fermati odierni del Ros nel'ambito dell'operazione antimafia - avrebbe partecipato a diverse riunioni di 'ndrangheta per il conferimento di gradi e "promozioni" ad appartenenti alla 'ndrina di Fabrizia. Tali risultanze investigative vengono legate dagli inquirenti a quanto gia' emerso nell'operazione "Helvetia" dell'agosto scorso e, ancor prima, nell'operazione antimafia denominata "Crimine 2". Nell'ambito di tali operazioni era infatti emerso il "prestigio" mafioso della 'ndrina di Fabrizia che, attraverso Giuseppe Antonio Primerano (gia' condannato quale vertice indiscusso del "locale" di Fabrizia nel processo "Crimine"), avrebbe dato l'autorizzazione ad aprire "locali" di 'ndrangheta in Germania ed in particolare nella cittadina tedesca di Singen. Tale "locale" tedesco, secondo gli inquirenti, avrebbe agito sotto le direttive di quello presente a Fabrizia, nel Vibonese. Delle spinte "espansionistiche" del "locale" di Fabrizia in terra tedesca si sarebbe inoltre discusso il 26 dicembre 2008 durante un incontro a Rosarno (Rc) tra Domenico Oppedisano, indicato come il capo della "Provincia" reggina, e Giuseppe Primerano.


'Ndrangheta: sedia rotelle, proiettili, le minacce non denunciate
Milano, 18 nov. - "Visto che ancora non hai dato riscontro alle precedenti lettere adesso arrivera' un'amara sorpresa. Finirai con la sedia a rotelle, porco". Cosi' Michelangelo Chindamo, capo della 'locale' della 'ndrangheta di Fino Mornasco, e altre persone, si rivolgono al titolare di un'agenzia di viaggi per estorcergli subito duemila euro e fargliene promettere altri duemila. Minaccia accompagnata poi da una busta contenente cinque proiettili. E' solo una delle tante intimidazioni 'raccontate' nell'ordinanza di custodia che ha portato all'arresto di una quarantina di persone presunte affiliate alle locali presenti nelle province di Como e Lecco. L'uomo, sottolineano gli inquirenti, invece di denunciare si e' rivolto a un altra persona vicina alle cosche per farsi 'proteggere'. In un'altra occasione, al titolare di una societa' attiva nel campo delle automobili, gli indagati fanno arrivare questo messaggio che accompagna i 'soliti' proiettili in busta: "Non e' uno scherzo. La polizza annua e' di 8000 euro e prepara 4mila euro subito. Ci faremo vivi noi, e' una polizza che comprende le vostre famiglie. Non vi rivolgete alle forze dell'ordine". Implacabile anche il tono usato nei confronti di un altro imprenditore: "E' arrivato il tuo turno per il pagamento di 150mila euro. Percio' hai trenta giorni di tempo per recuperarli. Dopodiche' tramite messaggio o telefono ti diremo come e dove dovrai portarli. Devono essere banconote di grosso taglio. Per la tua sicurezza non avvisare le forze dell'ordine. Perche' sappiamo tutto di te e non abbiamo nulla da perdere per farti la festa". I rapporti tra presunti affiliati alla 'ndrangheta e imprenditori sono uno dei temi portanti dell'ordinanza: da un lato si sottolinea la violenza intimidatoria dei primi, ma viene anche ribadita l'omerta' che spesso caratterizza il comportamento dei secondi che "nella quasi totalita' dei casi", pur se vittime, non denunciano o addirittura si fanno aiutare nel recupero dei crediti. Per la Procura di Milano "il meccanismo utilizzato e' spesso quello dell'estorsione - protezione: mentre nell'estorsione classica l'erogatore del denaro si limita a subire un danno patrimoniale, nell'estorsione - protezione l'estorto riceve una sorta di vantaggio, cioe' la protezione". In particolare, nel comune di Fino Mornasco il gip annota che c'e' una situazione di "rilevante allarme sociale" con numerosi episodi di intimidazione a colpi anche di arma da fuoco.


'Ndrangheta: clan pianificavano attentato contro pm Dda Catanzaro
Catanzaro, 18 nov. - Le cosche della 'ndrangheta pianificavano un attentato nei confronti del sostituto procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni. Dietro la pianificazione dell'attentato ci sarebbe stato un accordo tra le cosche piu' potenti delle province di Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza, che rientrano nell'area distrettuale su cui opera Bruni. La notizia e' stata riportata stamani dal quotidiano "Gazzetta del Sud". Secondo quanto apprende l'Agi, a svelare le intenzioni dell'attentato sarebbe stato un detenuto di 'ndrangheta, che avrebbe partecipato in carcere a Cosenza ad una riunione tra alcuni esponenti dei clan. Le rivelazioni hanno fatto scattare uno stato di massima attenzione, anche perche' nelle parole del detenuto sarebbero stati evidenziati riscontri concreti con riferimenti reali a posti e luoghi frequentati da Bruni, al tragitto lungo la strada statale 107 compiuto dal magistrato e persino sulla composizione della scorta. Una strategia che sarebbe stata messa in piedi dalle cosche piu' potenti, dunque, e che non avrebbero digerito l'attivita' del magistrato. Nello specifico, i riscontri investigativi condurrebbero proprio vero l'attivita' del pm antimafia che, solo nell'ultimo anno, ha portato oltre dieci esponenti di spicco delle cosche a regime del 41 bis. Tra questi provvedimenti, l'ultimo, che risale a pochi giorni fa, riguarda il presunto boss della 'ndrangheta di Cosenza Adolfo D'Ambrosio, il quale e' stato sottoposto al regime del 41 bis nel carcere dell'Aquila. D'Ambrosio e' ritenuto dagli inquirenti il reggente della cosca della 'ndrangheta dei Lanzino che opera a Cosenza e nelle zone limitrofe. Proprio dopo la notifica di quel provvedimento, era stata incendiata l'autovettura di un poliziotto penitenziario che avrebbe partecipato alle operazioni di notifica. A questi provvedimenti si aggiungono diversi processi seguiti da Bruni contro le potenti cosche calabresi, tra i quali le condanne di appello nei confronti dei personaggi che sarebbero stati al centro della faida del Cosentino nel 2000. Questa serie di azioni avrebbero fatto alzare il livello di attenzione intorno al magistrato, al punto che la ricostruzione del nuovo attentato pare non abbia sorpreso gli inquirenti.


'Ndrangheta: Bianchi (Ncd), escalation di minacce e intimidazioni
Catanzaro, 18 nov. - "La notizia riportata dalla stampa che la 'ndrangheta avrebbe progettato un attentato nei confronti del pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, e' grave e inquietante". E' quanto dichiara il vicecapogruppo Ncd alla Camera, Dorina Bianchi. "Stiamo assistendo negli ultimi mesi a una preoccupante escalation di minacce e intimidazioni, con risvolti anche stragisti, nei confronti dei magistrati - osserva Bianchi - che deve far riflettere e sul quale e' necessario continuare a mantenere alta l'attenzione. Confidiamo nel lavoro degli investigatori e sosteniamo il Viminale nell'azione di contrasto e repressione della criminalita' organizzata che sta portando avanti con ottimi risultati. Al pm Bruni la mia solidarieta' - conclude l'esponente Ncd - certa che continuera' con la stessa determinazione avuta in questi anni la sua lotta alla 'ndrangheta".


'Ndrangheta: pressioni su testimone, 6 arresti
Reggio Calabria, 18 nov. - Avrebbe dovuto deporre il falso per un essere considerato un "infame", alla stregua di un "collaboratore di giustizia". Le pressioni esercitate su un testimone sono alla base dell'accusa formulata a carico dell'avvocato Gregorio Cacciola. Il professionista avrebbe istigato il teste ad affermare il falso davanti al Tribunale di Palmi. Il legale e' uno dei i destinatari delle sei misure cautelari in carcere eseguite questa mattina nell'ambito dell' operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, denominata "Onta 2". I provvedimenti eseguiti stamane, come e' stato spiegato durante una conferenza stampa, sono la naturale prosecuzione dell'indagine svolta nei confronti di due avvocati (tra cui lo stesso Gregorio Cacciola) e di tre parenti della collaboratrice di giustizia Maria Concetta Cacciola, conclusasi lo scorso 8 febbraio 2014 con l'esecuzione delle misure cautelari a loro carico emesse dal Tribunale di Reggio Calabria in occasione dell'operazione c.d. "Onta", che ha fatto luce sulla responsabilita' dei medesimi in ordine alla vicenda drammatica conclusa col suicidio di Maria Concetta Cacciola. Oltre al professionista, gli altri destinatari di misura cautelare sono Gregorio Cacciola (omonimo dell'avvocato) e si suoi figli Antonio e Domenico, per la detenzione illegale di una pistola; Giovanni Nocera e Gianfranco Nocera, per la detenzione illegale in concorso di piu' pistole. A Giovanni Nocera, inoltre, vengono contestati anche il furto di energia elettrica e di gas.


Viola la sorverglianza speciale, arrestato a Zungri
Vibo Valentia, 18 nov. - I carabinieri di Zungri hanno arrestato Giuseppe Accorinti, 55 anni. Pur sottoposto al regime degli arresti domiciliari, e' stato fermato e bloccato dai carabinieri alla guida di un mezzo agricolo pur senza patente in quanto revocatagli dalla Prefettura in forza del regime della sorveglianza speciale alla quale e' sottoposto. L'uomo, noto ai militari dell'Arma, e' stato condotto in caserma e, in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, arrestato. Condannato di recente per la coltivazione di 400 piante di canapa indiana, Accorinti e' attualmente sotto processo dinanzi al Tribunale di Roma per narcotraffico dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio una condanna a 21 anni di reclusione inflitta in primo e secondo grado al termine del processo nato dall'operazione denominata "Replay" della Dda di Catanzaro. Sempre per violazione della sorveglianza speciale era stato arrestato nell'aprile scorso e poi messo ai "domiciliari".


Rapina a distributore carburanti, due condanne a Catanzaro
Catanzaro, 18 nov. - Si e' concluso con due condanne a tre anni di reclusione ciascuno il giudizio abbreviato a carico di Damiano Berlingieri, 29 anni, e Francesco Damiano Berlingieri, 21 anni, entrambi catanzaresi di etnia rom, accusati di essere i responsabili della rapina effettuata il 19 marzo scorso a un distributore di carburanti in viale Magna Grecia, nel quartiere Fortuna, a Catanzaro. La sentenza e' stata emessa questo pomeriggio dal giudice dell'udienza preliminare, Gabriella Reijllo, che ha completamente accolto le richieste avanzate lo scorso 21 ottobre dal pubblico ministero, Saverio Vertuccio, al termine della propria requisitoria. Alle difese (affidate agli avvocati Arturo Bova e Alessandro Guerriero), adesso, la possibilita' di ricorrere in appello una volta conosciute le motivazioni della sentenza, che gli imputati attenderanno in stato di liberta' avendo il gup concesso loro, alla scorsa udienza, la sola misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria al posto degli arresti domiciliari in accoglimento dell'istanza dei difensori. I Berlingieri, secondo l'accusa, sarebbero i responsabili della rapina consumata ai danni del distributore "Ellevi carburanti", dove si sarebbero presentati in quattro in piena mattina costringendo un dipendente a consegnare quanto contenuto in cassa, per l'esattezza 2.300 euro. Al benzinaio, secondo la prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stato dato un colpo alla testa, forse con il calcio di una pistola, prima che i rapinatori fuggissero a bordo di un'Alfa Romeo 147 grigia descritta dalla vittima e da alcuni testimoni. Poco dopo, sulla base dei dati raccolti dalla Polizia, l'auto incriminata e' stata intercettata e ne e' seguito un rocambolesco inseguimento, cui pero' i sospetti sono riusciti a sfuggire dileguandosi nelle campagne circostanti. Le successive indagini hanno poi portato agli imputati che oggi sono stati ritenuti colpevoli.


Processo "Minosse" a Vibo Valentia, prescrizione per 7 imputati
Vibo Valentia, 18 nov. - Reati estinti per intervenuta prescrizione. E' quanto deciso dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia per 7 imputati del processo "Minosse", uno dei piu' importanti in corso nel palazzo di giustizia vibonese. La prescrizione dai reati di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione di armi e' stata dichiarata a vario titolo per gli imputati: Giuseppe Lo Bianco, 32 anni di Vibo Valentia; Emiliano De Vita, 38 anni, di Rombiolo; Mariano Fiamingo, 39 anni, di Zungri; Michele Farina, 33 anni, di Vibo; Salvatore Il Grande, 45 anni, di Tropea; Filippo Fusca', 31 anni, e Gabriele Ionadi, 45 anni, entrambi di Vibo Valentia. In precedenza aveva usufruito della prescrizione pure Paolo Lo Bianco, 51 anni, gia' condannato con sentenza definitiva in altro processo quale boss dell'omonimo clan di Vibo. Nel processo "Minosse" restano ancora da definire 8 posizioni. L'operazione era stata condotta dal luogotenente dell'Arma, Nazzareno Lopreiato, e si era conclusa il 10 febbraio 2005 con 16 arresti e 14 indagati, alcuni dei quali poi condannati in abbreviato, mentre altri avevano patteggiato la pena. La mancanza di un Collegio stabile al Tribunale di Vibo, i continui rinvii e la cronica carenza di magistrati ha quindi portato oggi alla prescrizione dei reati per 7 imputati. Reati tutti risalenti al 1999 ed al 2001. Nel collegio di difesa gli avvocati Francesco Muzzopappa e Giuseppe Di Renzo.


Esplode bombola da campeggio, un uomo ferito a Catanzaro
Catanzaro, 18 nov. - Un uomo e' rimasto ferito in seguito all'esplosione di una bombola da campeggio. Il fatto e' avvenuto in un appartamento nel quartiere Sant'Antonio di Catanzaro. L'uomo e' stato soccorso dai sanitari del 118, che hanno provveduto a trasportarlo in ospedale dove non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per la messa in sicurezza della casa. Nell'esplosione e' rimasto ucciso il cane dell'uomo.


Scajola: revocati arresti Chiara Rizzo, obbligo dimora a Messina
Reggio Calabria, 18 nov. - Il Gup presso il Tribunale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, accogliendo la richiesta dei difensori, Candido Bonaventura e Carlo Biondi, ha revocato gli arresti domiciliari a Chiara Rizzo, moglie dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena. La donna era stata arrestata per procurata inosservanza di pena e intestazione fittizia di beni nel maggio scorso nell'ambito dell'operazione Breakfast, che ha visto l'arresto anche dell'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola. Gli avvocati di Chiara Rizzo avevano chiesto al gup Adriana Trapani la revoca degli arresti domiciliari nell'udienza del 13 novembre scorso, la prima del rito abbreviato. Il gup ha convertito la misura cautelare con l'obbligo di dimora nel Comune di Messina.


Armi: padre e figlio arrestati a Reggio dai Carabinieri
Reggio Calabria, 18 nov. - Due persone, padre e figlio, sono state arrestate per detenzione di armi clandestine dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria. A finire in manette sono stati Teodoro e Domenico Giuseppe Vadala, di 55 e 31 anni, entrambi originari di Terreti. I Carabinieri della Stazione di Orti' unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, durante una perquisizione eseguita con l'ausilio di unita' cinofila di Vibo Valentia, hanno trovato, nascosti in varie zone dei terreni di loro pertinenza, un fucile marca "Benelli" calibro 20 con matricola abrasa, con 5 cartucce incamerate; un fucile calibro 20 a canne sovrapposte, con matricola abrasa, con 2 cartucce incamerate; un fucile marca "Breda", calibro 12 con matricola abrasa; una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa, con serbatoio carico di 6 cartucce; una pistola a salve priva di tappo rosso, marca "Valtro", modello ap/92, calibro 8 con serbatoio; una pistola a salve priva di tappo rosso, marca "Bruni", modello 92, calibro 8, con serbatoio; 95 cartucce vario calibro (12, 20, 7.65). Le armi rinvenute sono state sequestrate per la successiva trasmissione al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina, al fine di effettuare le perizie balistiche del caso in modo da verificare l'eventuale compatibilita' delle stesse con reati recentemente commessi.


Romeno scomparso ritrovato nella notte a San Gregorio d'Ippona
Vibo Valentia, 18 nov. - E' stato ritrovato nella notte dai vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia un cittadino di nazionalita' romena di cui da ieri si erano perse le tracce. Era stato un connazionale dello scomparso a segnalare nella tarda serata di ieri la scomparsa dal comune di San Gregorio d'Ippona di una persona che, allontanatasi sin dalle prime ore della mattinata, dalle ore 16,00 del pomeriggio non risultava piu' reperibile. Immediatamente i vigili del fuoco hanno attivato la procedura operativa per la ricerca delle persone scomparse attraverso l'invio nel luogo dell'ultimo avvistamento di una squadra di ricerca, nonche' l'attivazione del nucleo cinofili dell'Unita' di comando locale (Ucl) e del personale appositamente addestrato per la ricerca attraverso le tecniche di topografia applicata al soccorso (Tas). I vigili del fuoco diretti da Domenico Ferito dopo oltre due ore di ricerca hanno quindi ritrovato la persona scomparsa, M.O.A., di 44 anni, in localita' Nasari del comune di San Gregorio d'Ippona, in un area con folta vegetazione. Il romeno si era coperto con rovi e felci per ripararsi dal freddo. Le condizioni di salute della persona scomparsa sono state definite discrete dai vigili del fuoco. Non si conoscono ancora le ragioni dell'allontanamento.


Criminalita': furti a Isola Capo Rizzuto, un arresto
Crotone, 18 nov. - I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari del G.I.P. del Tribunale di Crotone, a carico di un uomo di 52 anni, F. V., muratore, originario di Isola, gia' noto alle forze dell'ordine, per furto aggravato. Allo stato sono ancora in corso le indagini per l'individuazione di altri possibili complici. I Carabinieri avrebbero raccolto sul conto dell'uomo indizi di colpevolezza in ordine a tre furti in aziende agricole perpetrati nei mesi di settembre ed ottobre di quest'anno ad Isola. Si tratta di un primo furto di 23 pecore ed un grosso montone testa nera custoditi in un ovile sito in localita' San Fantino, perpetrato l'8 settembre; di un secondo furto di una Fiat Punto e varie attrezzature, tra cui una vasca frigo per la conservazione del latte di grosse capacita', di proprieta' di un'azienda agricola sita contrada Anastasi, perpetrato il 20 settembre e di un furto di utensili vari e carburante perpetrato ai danni di un magazzino sito in localita' Fondo Chiuse l'8 ottobre successivo. I Carabinieri, nel corso della perquisizione effettuata presso la sua abitazione, hanno accertato che il 52enne aveva creato anche un allaccio abusivo alla rete elettrica. I militari hanno notato, infatti, che mentre l'interruttore del contatore era completamente abbassato, nell'abitazione era di contro presente la corrente alimentante le luci dell'abitazione nonche' tutti gli elettrodomestici. Pertanto e' stato nuovamente tratto in arresto in flagranza di reato per furto di energia elettrica e posto nuovamente ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.


Criminalita': carabinieri, 6 provvedimenti cautelari nel Reggino
Reggio Calabria, 18 nov. - I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a 6 provvedimenti cautelari, emessi dal gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della procura della Repubblica di Palmi, diretta dal procuratore Emanuele Crescenti, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di detenzione illegale di armi comuni da sparo, furto aggravato e istigazione ad esternare false dichiarazioni davanti al Tribunale. L'operazione, chiamata in codice "Onta 2", rappresenta il prosieguo della complessa attivita' investigativa svolta nei confronti degli avvocati Gregorio Cacciola e Vittorio Pisani, di Giuseppe Cacciola, Anna Rosalba Lazzaro e Michele Cacciola , conclusasi lo scorso 8 febbraiocon l'esecuzione delle misure cautelari a loro carico emesse dal Tribunale di Reggio Calabria in occasione dell'operazione "Onta", che avrebbe fatto luce sul suicidio della collaboratrice di giustizia Maria Concetta Cacciola.


Gdf: comandante generale in Calabria, "squadra solidale e coesa"
Catanzaro, 17 nov. - Il comandante generale della Guardia di finanza, generale di Corpo d'armata Saverio Capolupo, ha visitato oggi il Comando regionale Calabria, a Catanzaro. All'incontro erano presenti anche il comandante interregionale dell'Italia Sud Occidentale, generale di Corpo d'armata Filippo Ritondale, e il comandante regionale della Calabria, generale di Brigata Gianluigi Miglioli. Dopo i saluti ai finanzieri presenti, Capolupo ha presieduto un briefing istituzionale al quale hanno partecipato, tra gli altri, i comandanti provinciali delle Fiamme gialle. Il comandante generale ha illustrato i dati relativi alla Calabria e, nel successivo incontro con la stampa, ha evidenziato diversi aspetti operativi, a partire dalla situazione del Corpo in Calabria. "In Calabria c'e' una squadra molto solidale e coesa - ha detto - e i risultati sono straordinari su tutti i fronti, in particolare su quello degli stupefacenti e della lotta alla criminalita' organizzata. C'e' poi il versante della spesa pubblica che sta dando grosse soddisfazioni, ma ci sta dando anche ragione rispetto all'inversione di tendenza degli ultimi anni sul corretto impiego del denaro pubblico". Tra i temi trattati anche quello delle frodi europee, per il quale Capolupo ha sostenuto che "a livello europeo siamo il Paese che reprime di piu', ma non e' detto che siamo il Paese che frode di piu'", ma anche quella della contraffazione. Su quest'ultimo argomento il generale ha affermato: "E' un problema culturale. Non credo che con le indagini si vada molto lontano. Stiamo proponendo delle modifiche al codice - ha dichiarato - perche' siamo convinti che alcune sanzioni non siano adeguate e alcune procedure vanno riviste. Ma fin quando i cittadini continuano ad acquistare prodotti contraffatti, non c'e' nulla da fare". La visita del comandante generale in Calabria si e' conclusa con un incontro nella Tenenza di Soverato.


Expo: comandante Gdf, funziona sistema anti-infiltrazioni
Catanzaro, 17 nov. - "Il sistema di prevenzione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata sull'Expo di Milano funziona e ha dato grossi risultati". Lo ha detto il comandante generale della Guardia di finanza, il generale di Corpo d'armata, Saverio Capolupo, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso di una visita al Comando regionale Calabria, a Catanzaro. L'alto ufficiale ha sottolineato che "pochi giorni fa c'e' stato un servizio specifico", e si procede con grande attenzione.


Corruzione: comandante Gdf "va debellata, ma dati da comprovare"
Catanzaro, 17 nov. - "La piaga della corruzione esiste e va debellata, ma non credo che i dati pubblicati siano quelli giusti, e cioe' che in Italia c'e' il sessanta per cento della corruzione dell'Unione Europea. Non e' un dato scientifico e comprovato". Lo ha detto il comandante generale della Guardia di finanza, il generale di Corpo d'armata, Saverio Capolupo, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso di una visita al Comando regionale Calabria, a Catanzaro. Capolupo ha sottolineato che "noi ce la stiamo mettendo tutta", ma si e' anche soffermato sulle indagini che hanno interessato il Corpo della Guardia di finanza: "Esiste anche qualche finanziere corrotto o colluso - ha detto - ma molti finanzieri sono oggetto di calunnia e diffamazione, e questo va considerato prima di crocifiggere una persona. Non possiamo dare una immagine negativa quando poi non corrispondono alla verita'".


Gdf scopre borsone con armi e munizioni nel Cosentino
Cosenza, 17 nov. - I "baschi verdi" della guardia di finanza di Sibari, nel Cosentino, hanno scoperto un vero arsenale, costituito da armi da fuoco e numerose munizioni. La scoperta e' avvenuta venerdi' scorso, ma la notizia, per esigenze investigative, e' stata diffusa solo oggi. I finanzieri hanno trovato, nascosto nei pressi di un terrapieno, nelle campagne della zona di Corigliano Calabro, un grosso sacco di plastica nero, al cui interno era occultato un borsone di nylon scuro, sigillato in modo da proteggere il contenuto dall'umidita'. All'interno del borsone sono stati rinvenuti due fucili, di cui uno a pompa ed uno a canne mozze, entrambi calibro 12, una mitraglietta calibro 9 con silenziatore, una pistola calibro 9 e molte minizioni. Il borsone conteneva, inoltre, due giubbotti antiproiettile, alcuni fumogeni, uno spray al peperoncino ed un lampeggiante di colore blu, senza numero idntificativo. I finanzieri stanno ora effettuado verifiche su un eventuale uso delle armi.


Pedofilia: dopo 15 anni vibonese assolto con formula piena
Catanzaro, 17 nov. - Dopo quindici anni e' caduta, in sede di secondo grado di giudizio, la pesantissima accusa di pedofilia che gravava su un uomo, A. C., oggi 77enne, ex marinaio di Vibo Valentia, condannato in primo grado a sette anni e mezzo di reclusione per presunti abusi sessuali su un minorenne. La Corte d'appello di Catanzaro oggi ha assolto l'uomo con formula piena, dopo che i giudici (presidente Cosentino, consiglieri Garofalo e Saraco) hanno condiviso ed accolto la tesi del difensore dell'imputato, l'avvocato Eugenio Perrone, sentenziando che "il fatto non sussiste". Non era presente al processo, invece, la presunta parte offesa, un giovane che oggi ha circa trent'anni e i cui familiari non si sono costituiti parte civile. Risaliva al 26 maggio del 2009, invece, la sentenza di primo grado con la quale i giudici del tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Annamaria Lojacono, a latere Vincenzina Andricciola e Marilena Alberano) ritennero A. C. colpevole. Mentre erano del gennaio 1999 i fatti per cui l'allora 61enne fini' sotto processo, a seguito di indagini partite dalla denuncia del padre della presunta giovane vittima, e che portarono la Procura ad accusare A. C. di aver abusato dell'allora ragazzino quindicenne all'interno della propria auto, dove lo avrebbe masturbato dopo avergli fatto indossare un preservativo. Accuse che pero' non hanno retto al secondo grado di giudizio, conclusosi con un'assoluzione ampia.


Rifiuti: dall’emergenza ad un piano di gestione associata intercomunale
Motta San Giovanni(Reggio Calabria), 16 nov. - Quarantacinque giorni non solo per far fronte all’emergenza ma per porre le fondamenta per una nuova gestione dei rifiuti in forma associata, fondata sulla raccolta differenziata ed il recupero delle materie prime e secondarie. È quanto emerso dall’incontro svoltosi a Palazzo San Giorgio tra l’ing. Bruno Gualtieri, direttore generale delle Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria; i 27 sindaci dell’area dello Stretto e dell’area grecanica ed il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.
Il primo step sarà liberare Reggio Calabria dai rifiuti; il secondo, da attuare contestualmente al primo, sarà la programmazione di un concreto e capillare sistema di “porta a porta” da impiegare nei comuni della provincia che aderiranno all’iniziativa.
Il primo step: gestire l’emergenza e liberare Reggio Calabria dai rifiuti
L’ing. Gualteri rassicura i sindaci: «L’emergenza dovrebbe completamente rientrare nel giro di 15/20 giorni grazie alla riapertura di Sambatello, prevista per il prossimo mercoledì, e l’incremento del 50% del conferimento dei rifiuti in discarica per Reggio Calabria».
Il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, a nome dei piccoli comuni presenti, precisa: «Siamo disposti a collaborare, chiedendo qualche sacrificio ai concittadini e trattenendo nei nostri territori una quota in più di rifiuti; in cambio, però, chiediamo di lanciare un messaggio condiviso alla cittadinanza reggina, esigiamo un mutamento radicale di mentalità. Non è più possibile restare dentro continue emergenze ambientali».
Il primo segnale di cambiamento si concretizzerà con la t
rasformazione del sito di Sambatello in impianto di selezione, un passaggio essenziale per attivare un percorso di raccolta differenziata condiviso.
Il secondo step: la gestione associata del “Porta a Porta”
27 milioni di euro le risorse che la Calabria perde ogni anno solo dal comparto differenziata non  riuscendo a gestire autonomamente ed efficacemente i propri rifiuti. Questo il dato fornito dall’ing. Gualteri che dà contezza immediata di quanto i Comuni della Provincia di Reggio Calabria potrebbero recuperare da subito.
Il porta a porta è un percorso obbligato, un progetto che già nelle piccole realtà ha dato immediati riscontri. «Solo nel nostro comune  – aggiunge il sindaco Laganà – ogni anno con la differenziata risparmiamo 100 mila euro; immaginate quanto potrebbe ottenere un comune come Reggio Calabria che ha una densità venti volte maggiore rispetto ad un comune medio qual è Motta San Giovanni!».
I proventi ricavati dal riutilizzo dei materiali non solo metterebbero fine una volta per tutte all’annosa questione dei rifiuti ma andrebbero anche a calmierare le esose tariffe municipali. All'unanimità è stato condiviso che il prossimo passo da seguire sarà la firma di una convenzione tra il comune di Reggio Calabria e i 27 comuni dell’area dello Stretto e dell’area grecanica per creare una forma associata finalizzata ad un unico e ambizioso obiettivo: trasformare i rifiuti in risorsa!


Ambiente: comitato Pro Serre, silenzio su scorie radioattive
Vibo Valentia, 15 nov. - "Ci eravamo lasciati con i migliori propositi su una questione che potrebbe aver gia' prodotto effetti devastanti nel vibonese e non solo. Un allarme che con le recenti desecretazioni di documenti prima coperti dal segreto di Stato ha preso sempre piu' corpo". E' quanto denuncia il Comitato civico Pro Serre sulla mancata istituzione di una task force che nel giugno scorso il prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Bruno, aveva promesso di costituire per far luce sulla presunta vicenda dei fusti con scorie radioattive e rifiuti tossici che, secondo le informative del Sisde desecretate nei mesi scorsi e contenute negli atti della commissione parlamentare d'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti, si presume siano stati interrati, oltre che in provincia di Reggio Calabria, anche nelle Serre vibonesi. "Abbiamo atteso vanamente per 5 mesi - sottolineano da Comitato civico Pro Serre - ed al nostro pari i sindaci vibonesi intervenuti al vertice, ma ad oggi nulla di concreto e' maturato. Silenzio assoluto dalla Prefettura e per questo ci chiediamo se dobbiamo attenderci ancora qualcosa o se si sta solo tergiversando affinche' cali il definitivo oblio sui fatti emersi. Crediamo invece sia arrivato il momento di dare adeguate risposte ai cittadini delle Serre, un territorio dove l'incidenza di patologie neoplastiche - concludono dal Comitato - si mantiene ancora ben al di sopra della media comunitaria e nazionale".


Ambiente: tre persone denunciate dal Cfs nel Cosentino
Cosenza, 15 nov. - - Indagini accurate da parte del Corpo Forestale dello Stato hanno portato alla denuncia di tre persone per reati ambientali e al sequestro preventivo di un cantiere disposto dal Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura. L'operazione coordinata dal Nipaf, Nucleo Investigativo di Polizia ambientale e Forestale di Cosenza, in collaborazione con diversi Comandi Stazione della zona ha determinato in localita' "Coretto" di Montalto Uffugo il sequestro di un cantiere di lavorazione inerti, il cui materiale veniva prelevato abusivamente con l'ausilio di un autocarro, posto anch'esso sotto sequestro, nel demanio fluviale del Fiume Crati. Per questa attivita', particolarmente monitorata nel tempo dagli uomini del Corpo Forestale sono state denunciate per furto aggravato all'autorita' giudiziaria tre persone residenti a Rose e Luzzi. Durante l'attivita' delegata dalla Procura si e' anche provveduto al sequestro di un piazzale di 1500 metri quadri creato sopprimendo un bosco sottoposto a tutela paesaggistica presente proprio nell'alveo del fiume e per la cui creazione sono stati prelevati oltre 45000 metri cubi di inerti accumulati sul posto e pronti per essere trafugati. Per tale attivita' un uomo di Rose dovra' rispondere di distruzione di bellezze naturali, soppressione di bosco vincolato paesaggisticamente e realizzazione del piazzale senza le autorizzazioni previste dalla normativa edilizia.


Aggrediscono Carabinieri: tre fratelli arrestati nel Catanzarese
Catanzaro, 15 nov. - Un carabiniere ferito e tre persone arrestate. E' questo il bilancio di un inseguimento avvenuto a Botricello (cZ) e sfociato in un'aggressione nei confronti dei militari dell'Arma della Compagnia di Sellia Marina. La pattuglia ha provato a fermare un'autovettura che pero' e' fuggita; a quel punto e' iniziato un inseguimento al termine del quale l'auto e' stata bloccata e l'uomo alla guida E' stato identificato, scoprendo la mancanza della copertura assicurativa. L'autista ha, pero', provato a fuggire nuovamente e, per bloccare un carabiniere che stava tentando di sottrargli la chiave della macchina, lo ha colpito con lo sportello nel ginocchio, provocandogli un forte trauma. In aiuto dell'uomo sono arrivati anche i due fratelli, i quali avrebbero impedito l'arresto del loro congiunto strattonando i due militari per farlo fuggire in casa. Solo l'intervento di una seconda pattuglia della locale Stazione ha permesso di riportare la calma. I tre, tutti incensurati e dei quali non sono state rese note le generalita' , sono stati tratti in arresto con le accuse, a vario titolo, di violenza, resistenza, minaccia aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. I tre fratelli sono comparsi oggi davanti al giudice per il processo di convalida; il giudice ha convalidato gli arresti e disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il carabiniere ferito e' stato, invece, trasportato in ospedale a Catanzaro dove gli sono stati riscontrati venti giorni di prognosi.


Banconote false: 20enne arrestato nel Cosentino
Cosenza, 15 nov. - I Carabinieri di Fagnano Castello, nel cosentino, hanno arrestato in flagranza di reato Cristian Iapichino, 20enne, noto alle forze dell'ordine, originario di Malvito, ritenuto responsabile di detenzione e spendita di banconote false. I militari dell'Arma, allertati a seguito dell'avvenuta spendita di banconote false in n'attivita' commerciale di Santa Caterina Albanese, a conclusione di una serrata attivita' d'indagine, sono risaliti al giovane responsabile, accertando che quest'ultimo aveva ricaricato una carta prepagata per una somma di 600 euro, spendendo dieci banconote false da 50 ed una da 100 euro. Peraltro, nel corso della successiva perquisizione personale e domiciliare, sono state rinvenute nella sua disponibilita' altre due banconote false da 50 ed una da 100 euro . Tutte le banconote ritenute false, per un totale di 12, del taglio da 50 e due da 100 euro sono state sottoposte a sequestro. Il giovane, a seguito della convalida dell'arresto, e' stato sottoposto alla misura dell'obbligo di firma in attesa della prossima udienza nel dibattimento davanti ai Giudici del Tribunale di Cosenza.


Donna uccisa a Fiumefreddo Bruzio: fermato il convivente
Cosenza, 15 nov. - I Carabinieri hanno rintracciato e fermato Francesco Garritano, 56 anni, accusato dell'omicidio della convivente, Maria Vommaro. Il fatto avvenne a Fiumefreddo Bruzio (CS) il 7 ottobre scorso, probabilmente a seguito di una lite. Il corpo della donna fu trovato nel cofano di un'auto. I due convivevano dopo che la donna si era separata dal marito. Garritano, subito sospettato, aveva fatto perdere le sue tracce. E' stato un carabiniere della stazione di Fiumefreddo Bruzio (CS) a trovare, stamattina, Garritano. L'uomo era nei pressi del casolare dove era stata trovata l'auto con a bordo il cadavere della donna. E' stato bloccato dopo un breve inseguimento a piedi. Secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbe vissuto, in questo periodo, tra le montagne, arrangiandosi come poteva per sopravvivere.


Immigrati: barca con 93 persone a bordo intercettata nello Ionio
Crotone, 15 nov. - Una barca a vela con 93 immigrati a bordo e' stata intercettata all'alba di oggi al largo della costa di Crotone dalle unita' navali della Guardia di finanza. I mezzi del Gruppo aeronavale di Taranto e del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia hanno scortato l'imbarcazione facendola poi attraccare al porto della citta'. La barca aveva una bandiera italiana falsa. Sette dei migranti che erano a bordo della barca a vela, tra i quali diverse donne e bambini, sono stati ricoverati all'ospedale di Crotone per problemi di deambulazione provocati dalle precarie condizioni del viaggio che sarebbe iniziato, secondo quanto appurato dai militari, sei giorni fa da un porto della Turchia. Tra i migranti le fiamme gialle hanno individuato uno scafista. Questa mattina, inoltre, i Carabinieri di Ciro' Marina hanno individuato altri 10 migranti di nazionalita' somala e siriana, tra i quali anche una donna incinta prontamente soccorsa, che circolavano a piedi nel centro abitato. In questo caso non e' stata trovata traccia dell'imbarcazione che li ha condotti sulle coste crotonesi. I 103 immigrati sbarcati oggi sono stati tutti trasferiti con i mezzi della Misericordia di Isola Capo Rizzuto al Centro di prima accoglienza di Sant'Anna.


Rifiuti: Colombo(Fn), “la politica  favorisce in questo settore  i privati”

Riceviamo e pubblichiamo una nota di  Igor Colombo, Portavoce regionale Forza Nuova-Calabria

Lamezia Terme, 15 nov. – “L'emergenza rifiuti in Calabria ormai è un refrain politico e sociale, con riflesso sulle strade delle principali città calabresi invase ciclicamente da cumuli di spazzatura,come sta avvenendo in questi giorni  a Crotone. La Regione Calabria con una variante di Bilancio ha sbloccato  fondi,circa 10 milioni in totale,tra soldi che aveva già in cassa e con somme incassate dai Comuni,per pagare le imprese private che si occupano di rifiuti e che smaltiscono nei loro impianti l'immondizia che non può essere riversata negli impianti pubblici perché impossibilitati a trattare tale mole di spazzatura. Dunque si  continua nel creare emergenza rifiuti nelle città, per giorni siamo costretti ad assistere a montagne di spazzatura traboccanti dai cassonetti ed alla fine paghiamo per avere un disservizio ed un disagio, a monte di tutto questo ci sta la politica che favorisce in questo settore  i privati che grazie alla legge regionale numero 6 recepiscono soldi pubblici per smaltire nei loro impianti tutta la spazzatura prodotta dal popolo. Da anni Forza nuova avversa questo sistema che costa tanto alla collettività in fatto di soldi e gestione,abbiamo più volte proposto nella nostra regione l’attuazione del sistema Thor,oggi riveduto ed avanzato con nuove tecnologie di lavorazione della spazzatura e con costi energetici infinitamente bassi ed ad impatto zero sull'ambiente e che elimina anche la differenziata in quanto lo smaltimento avviene  in loco,cioè all'impianto di lavorazione con costi inferiori a quelli di gestione di una discarica. Ancora poi in alternativa vi è la strategia "Rifiuti zero" ,tutti sistemi che superano le discariche,si crea cosi profitto comune da questo settore e si investe nello smaltimento e nella lavorazione dei rifiuti. Perchè la politica è miope?  Si preferisce invece portare all'estero i nostri rifiuti(sono pronte in partenza dalla Calabria carichi di spazzatura per Spagna e Portogallo)pagandoli addirittura con soldi nostri ovviamente, e queste nazioni che importano i nostri rifiuti, non solo ricevono i nostri soldi, ma dalla  spazzatura che esportiamo ne ricavano guadagno con la produzione di Energia. Noi di Forza Nuova accusiamo di inerzia e mancanza di volontà l'intera classe politica calabrese totalmente incapace di far fronte con lungimiranza ed idee precise in questo strategico settore che è rappresentato dai rifiuti. In altre parti d’Italia,come in Veneto,per non parlare di altre realtà europee per esempio,si sono attivati impianti di smaltimento e lavorazione di rifiuti con costi infinitamente più bassi rispetto a quelli di gestione delle ormai obsolete discariche,qui da noi invece si continua col vecchio sistema affaristico,dalla cui emergenza ne trae sempre beneficio il privato e molte e spesse volte anche le consorterie criminali e nelle regioni del sud infatti sono stati gli stessi boss della camorra ad affermare candidamente che nei loro impianti privati di smaltimento e di lavorazione dei rifiuti entra “monnezza” ed esce oro. Nessuno dei candidati al Consiglio regionale calabrese sta portando serie proposte per risolvere una volta per sempre questo annoso problema,evidentemente l’emergenza rifiuti nelle nostre città  fa comodo anche e soprattutto ai politici,liberi e contenti cosi di favorire le imprese private che accolgono con enorme piacere nelle loro discariche tutta la spazzatura prodotta,cosi mentre in Europa nei rifiuti si investe e si produce ricavo,da noi si paga per avere cicliche emergenze e disagi”.


Legnochimica: M5S annunciano interrogazione, "va bonificata"
Cosenza, 14 nov. - L'ex Legnochimica di Rende (CS) e' stata al centro di una conferenza stampa promossa dal Movimento 5 Stelle, che lunedi' prossimo presentera', come annunciato per l'occasione, un'interrogazione parlamentare sullo stato dei lavori di bonifica dell'area. Bonifica che, dicono i pentastellati, ancora e' ben lungi dall'essere portata a termine, nonostante tutta l'area dovrebbe essere a vocazione agricola. "Stiamo aspettando il nuovo piano che deve essere presentato dalla societa' in liquidazione - ha detto Domenico Miceli, consigliere comunale pentastellato di Rende - ma sono passati almeno sei anni da quando si discute della bonifica dell'area".  "La Calabria, e Rende, sono la nuova terra dei fuochi", ha detto invece il deputato del Movimento 5 Stelle Sebastiano Barbanti. "Ci avevano promesso lavoro e ci hanno regalato tumori, grazie alle scorie tossiche che finiscono nella falda acquifera, poi nel Crati e da qui nei campi del bisignanese - ha detto ancora Barbanti - e non si trova mai un responsabile". In Italia non si vuole bonificare, dicono ancora i pentastellati. "Dal Decreto Sblocca Italia, che noi chiamiamo Sfascia Italia, e' stata cancellata la norma, da parte di Napolitano, prima che venisse pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che consentiva ai Comuni di derogare dal patto di stabilita' per le spese delle opere di bonifica", sottolinea il deputato Paolo Parentela.


Criminalita': estorsoni nel Catanzarese, 10 condanne
Catanzaro, 14 nov. - Si sono conclusi con dieci condanne - a pene comprese fra i cinque anni e i cinque mesi di reclusione e tutte con multe - e due assoluzioni totali i giudizi abbreviati a carico di altrettanti imputati coinvolti nell'inchiesta condotta dalla Procura catanzarese sfociata nell'operazione denominata "Latrocinium". Il blitz, in particolare, a febbraio ha visto diverse persone raggiunte da un'ordinanza cautelare come presunti membri di un gruppo criminale impegnato nella commissione di delitti contro il patrimonio (estorsioni, tentate estorsioni, furti, danneggiamenti), detenzione illegale di armi e munizioni, spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, truffe, nonche' ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attivita' commerciali e imprenditoriali e di procurare voti in occasione di consultazioni elettorali. Al termine della requisitoria, lo scorso 3 ottobre, il pubblico ministero aveva chiesto dodici condanne a pene comprese fra gli otto anni e i due anni e otto mesi di reclusione.
Oggi pomeriggio il giudice dell'udienza preliminare, Giuseppe Perri, ha inflitto pene molto meno severe ed ha condannato: Pietro Catanzariti (46 anni) a 4 anni e 2 mesi di reclusione e 1.430 euro di multa (il pm aveva chiesto 8 anni di reclusione e 1.000 euro di multa); Francesco Fiorentino (28) a 3 anni e 1.300 euro (chiesti 3 anni e 600 euro); Salvo Gregorio Mirarchi (23) a 2 anni e 2 mesi e 2.000 euro (chiesti 4 anni e 800 euro); Salvatore Pannia, (48) a 4 anni e 1.300 euro (chiesti 6 anni e 1.200 euro); Valerio Paparazzo (31) a 1 anno 9 mesi e 10 giorni e 350 euro (chiesti 4 anni e 800 euro); Cristian Perri (34) a 5 mesi 10 giorni e 130 euro (chiesti 2 anni e 8 mesi e 800 euro); Alessandro Pitingolo (30) a 2 anni 2 mesi e 1.000 euro (chiesti 4 anni e 800 euro); Salvatore Romeo (22) a 2 anni 10 mesi e 830 euro (chiesti 6 anni e 1.200 euro); Vincenzo Maurizio Spadea (51) a 1 anno 9 mesi e 10 giorni e 350 euro (chiesti 3 anni e 800 euro); Nicola Voci (22) a 2 anni e 200 euro (chiesti 2 anni e 8 mesi e 800 euro); con concessione della sospensione condizionale della pena a Paparazzo, Perri, Spadea e Voci (molti imputati sono stati contestualmente assolti per parte delle accuse a loro carico). Inoltre, Fiorentino, Paparazzo, Spadea, Catanzariti, Voci e Perri, Pitingolo dovranno risarcire alle tre parti civili i danni che saranno liquidati in altra sede, anche se nel frattempo dovranno corrispondere loro delle provvisionali e le spese. Completamente assolti, infine, Domenico Fiorentino (52 anni) per il quale il pm aveva chiesto 2 anni 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa; e Giuseppe Grasa' (35) per il quale il pm aveva chiesto 3 anni e 800 euro. L'operazione "Latrocinuim" e' scattata alle prime luci dell'alba dell'11 febbraio scorso, per l'esecuzione nei comuni di Soverato e Montepaone di otto provvedimenti cautelari (sei in carcere, uno agli arresti domiciliari e uno all'obbligo di dimora) emessi dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura sulla scorta degli elementi raccolti dai carabinieri della Compagnia di Soverato impegnati nelle indagini. Altre persone risultavano coinvolte, ma solo denunciate. Il gruppo criminale nascente, secondo quanto reso noto all'epoca del blitz, avrebbe tentato di inserirsi nel vuoto lasciato dai clan della zona dopo le diverse operazioni antimafia susseguitesi nel tempo e le conseguenze della faida tra le cosche che ha provocato diversi morti.


Fumo: i mozziconi fattore inquinante, domani convegno a Roccella
Catanzaro, 14 nov. - "Un nemico della salute, dell'ambiente e del decoro urbano: i mozziconi di sigaretta". E'il titolo del convegno che si svolgera' domani, con inizio alle ore 17 ,nel convento dei Minimi di Rocella Jonica (Rc). All'iniziativa, promossa dal comune, interverrano l'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia, Carmine Ciro Lombardi, ingegnere dell'Enea, il ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, Maria Novella Luciani dell'associazione "Uniti Tutto e' Possibile". Moderera' Nuccio Barilla' di Legambiente. Al centro dei lavori il dossier realizzato dall'Enea sull'impatto ambientale della dispersione dei mozziconi di sigarette nell'ambiente".
"Noi vorremmo che dalla Calabria partisse - si legge in una nota di presentazione dell'evento - l'esempio di un'alleanza dei Comuni contro i mozziconi. In Italia alcuni Comuni hanno gia' aperto la strada, ma molti altri ancora non hanno preso iniziative. I mozziconi possono essere raccolti in appositi contenitori tascabili e conferiti in rifiuti indifferenziati o meglio utilizzati per produrre energia o prodotti per edilizia. Su questo tema vorremmo si mobilitassero tutti gli italiani. Il 10 gennaio 2015 la legge per la tutela dei non fumatori compie 10 anni dalla sua prima applicazione".


Droga: un arresto e 4 denunce nel Cosentino
Cosenza, 14 nov. - I Carabinieri di Roggiano Gravina (CS) hanno arrestato in flagranza di reato Michele Capparelli, 25 anni, di Mottafollone, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In particolare, a seguito di un'accurata perquisizione domiciliare in due distinte abitazioni, a Mottafollone e a Malvito, eseguite con l'ausilio delle unita' cinofile del Gruppo Operativo Carabinieri Calabria di stanza a Vibo Valentia e la collaborazione dei colleghi di San Sosti, i militari hanno rinvenuto nella disponibilita' del giovane circa 1 Kg di marijuana, 51 semi di canapa indiana ed attrezzatura idonea per il confezionamento. Nell'ambito degli stessi servizi di controllo del territorio, sono state denunciate in stato liberta', per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, altre 4 persone, tra cui due minori. Altre sei persone sono state invece segnalate per violazioni amministrative, in quanto trovate in possesso di modiche quantita' di marijuana detenute per uso personale. Tra questi anche uno studente, minorenne, identificato nel locale Istituto d'istruzione superiore "F. Balsano".


Criminalita': armi e droga in casa, un arresto nel Crotonese
Crotone, 14 nov. - Nascondeva in casa una piccola santabarbara oltre a diversi quantitativi di droga. Per questo i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Crotone hanno tratto in arresto Antonio Viscomi, 38enne di San Leonardo di Cutro, con precedenti di polizia. Durante una perquisizione della sua abitazione, i militari, supportati da due unita’ cinofile del Gruppo operativo Calabria di Vibo Valentia, hanno rinvenuto una pistola  Beretta calibro 9x21 con matricola punzonata e 2 caricatori; una pistola Smith & Wesson calibro 38 special, con matricola punzonata; una pistola Beretta calibro 6,35, con matricola abrasa e con 4 caricatori; 60 cartucce di vario calibro; 50 grammi di cocaina; 77 grammi di marijuana e 351 grammi di sostanza da taglio. Nel corso del controllo, i Carabinieri hanno anche ritrovato alcune scacciacani a salve, provviste di regolare tappo rosso e inoltre hanno accertato che l'uomo aveva praticato un by-pass al contatore dell'enel circostanza che gli ha comportato anche un'accusa di furto aggravato di energia elettrica.


Scajola: ex ministro "deluso, comunque dimostrero' estraneita"
Reggio Calabria, 14 nov. - Al termine dell'udienza in Tribunale a Reggio Calabria Claudio Scajola si e' fermato brevemente con i cronisti. Accogliendo la richiesta dei suoi difensori, gli avvocati Giorgio Perroni e Patrizia Morello, il Tribunale infatti qualche giorno fa ha revocato gli arresti domiciliari all'ex ministro ed ha convertito la misura cautelare con l'obbligo di dimora nel Comune di Imperia. Libero quindi di poter parlare con la stampa, "deluso", ha detto Scajola rispondendo alle domande dei cronisti. "Deluso da quello che puo' succedere, da quello che e' successo. Un arresto con grande eclatanza". Scajola ha confermato che nonostante la lontananza da Imperia continuera' a essere presente a tutte le udienze: "Lo vedo piu' come un dovere che come un diritto". Infine ha concluso dicendosi sereno di poter dimostrare la propria estraneita'.


Scajola: nominato tecnico intercettazioni, udienza il 10 dicembre
Reggio Calabria, 14 nov. - Il Tribunale di Reggio Calabria, Natina Prattico' presidente, ha rinviato al 10 dicembre l'udienza del processo che vede l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola imputato per procurata inosservanza di pena a favore dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo la condanna a 5 anni, recentemente ridotti a 3 dalla Cassazione, per concorso esterno in associazione mafiosa. L'udienza di stamani e' stata dedicata unicamente alla nomina del consulente tecnico d'ufficio del Tribunale, il perito Concetta Biancuzzo, incaricato di trascrivere le intercettazioni. L'udienza quindi e' stata rinviata per l'assenza di entrambi i testi del pm, l'ex capocentro della Dia di Reggio Calabria, colonnello Gianfranco Ardizzone, e il vice questore aggiunto Leonardo Papaleo, anch'egli gia' in servizio alla Dia reggina. Uno dei due sara' sentito all'udienza del 10 dicembre prossimo.


Ciclista travolto e ucciso da auto pirata sulla 106 a Rossano
Cosenza, 14 nov. - Un ciclista e' stato investito ed e' morto nel Cosentino. Il fatto e' avvenuto all'alba di oggi sulla strada statale 106 jonica, all'altezza della centrale Enel di Rossano. L'uomo, un quarantenne, era uscito in bicicletta con la moglie, percorrendo la statale in direzione nord. La moglie lo precedeva, quando e' stato investito e sbalzato via dalla carreggiata, probabilmente da un camion nel corso di un sorpasso. L'uomo e' deceduto sul colpo. L'investitore non si e' fermato ed e' adesso ricercato dalla polizia stradale, intervenuta sul posto assieme agli operai Anas.


Truffe: Gdf Crotone scopre 100 'falsi' braccianti agricoli
Crotone, 14 nov. - Cento 'falsi' braccianti agricoli sono stati denunciati dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Crotone, mentre ammonta ad oltre 620mila euro l'importo delle indennita' indebitamente percepite a danno dell'Insp. L'azienda agricola ha anche incassato 201mila euro di aiuti all'agricoltura non spettanti. L'attivita' investigativa delegata dalla locale procura della Repubblica e' stata avviata a seguito di pregresse attivita' ispettive eseguite dai funzionari delle sedi Inps di Crotone e di Cosenza, atteso che l'impresa aveva indicato, nelle denunce aziendali presentate, la disponibilita' di terreni anche in un paese della provincia bruzia.
L'attenzione delle fiamme gialle pitagoriche si e' concentrata inizialmente proprio sull'esame dei contratti di fitto dei fondi che, grazie agli elementi acquisiti dalle dichiarazioni dei proprietari, sono risultati per la maggior parte falsi. Nello specifico, molti proprietari hanno disconosciuto le firme apposte sui documenti, dichiarando peraltro di condurre in proprio i terreni. Inoltre, con riferimento ai terreni situati nel cosentino, l'attivita' ispettiva dell'Inps aveva gia' fatto emergere come i fondi fossero per almeno il 50% superfici boscate e, comunque, per buona parte non idonei alla coltivazione perche' particolarmente scoscesi. Altre anomalie sono emerse dalle dichiarazioni discordanti rese dai braccianti in ordine al numero delle piante d'ulivo insistenti sul terreno, nonche' sulle modalita' utilizzate per raggiungere il luogo di lavoro. A conclusione dell'attivita' operativa sono stati disconosciuti i rapporti di lavoro relativi ai terreni ricadenti nella provincia di Crotone, per un totale di circa 12.000 giornate lavorative nel periodo dal 2006 al 2011 mentre, per i fondi ubicati in provincia di Cosenza, il fabbisogno di manodopera da impiegare nelle coltivazioni e' stato rideterminato da 7.000 a 350 giornate. Complessivamente i 100 lavoratori hanno beneficiato indebitamente di prestazioni previdenziali (indennita' di malattia, maternita' e disoccupazione) per oltre 620.000 euro.
I finanzieri, nel corso dell'indagine, hanno esteso gli accertamenti al fine di verificare se l'impesa agricola avesse anche usufruito di contributi erogati dall'Agea per il sostegno dei redditi agricoli, ossia di specifici aiuti comunitari che non sono piu' legati alla produzione, bensi' alla superficie aziendale complessivamente destinata ad azienda agricola, per la quale deve essere garantito il mantenimento di buone condizioni agronomiche e ambientali. Dai riscontri effettuati sulla base della documentazione contenuta nelle "domande uniche di pagamento" presentate negli anni dal 2006 al 2013 all'organismo pagatore, e' emerso, anche in questo caso, l'utilizzo di falsi contratti d'affitto relativi a terreni siti non soltanto in vari centri del crotonese, ma addirittura nel reggino e nelle province di Brindisi e Lecce. Grazie ha questi artifici, l'azienda agricola ha indebitamente beneficiato di contributi per un importo di 201.000 euro. I falsi braccianti, unitamente al titolare della impresa, sono stati denunciati, in concorso, per i reati di falso ideologico e truffa aggravata. L'imprenditore e' stato altresi' deferito all'Autorita' Giudiziaria per il delitto di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e verra' segnalato anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la connessa responsabilita' in materia di danno erariale. Anche questa operazione di servizio conferma l'impegno quotidiano della Guardia di Finanza come forza di polizia specializzata nella prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in danno del bilancio nazionale e dell'Unione Europea.


Criminalita': due persone arrestate a Lamezia Terme


Rocco Berlingieri  Salvatore Sinpoli


Lamezia Terme (Catanzaro), 14 nov. - I Carabinieri della Stazione di Lamezia Terme Sambiase, nel corso di due distinte attivita', hanno eseguito due arresti. I provvedimenti riguardano Rocco Berlingeri, 59 anni, e Salvatore Sinopoli, di 32. Berlingeri, dopo quasi una settimana in cui aveva fatto perdere le tracce, e' stato bloccato dai Carabinieri nei pressi della sua abitazione dovendo scontare la pena della detenzione domiciliare di poco piu' di 3 mesi per il reato di smaltimento illegale di rifiuti e guida senza patente commessi nel 2011. Dopo le incombenze di rito dunque e' stato tratto in arresto e accompagnato a casa dove scontera' la pena residua. Sinopoli, invece e' stato tratto in arresto a seguito di un'ordinanza emessa dalla Procura Generale di Catanzaro, dovendo l'uomoscontare la pena della detenzione in carcere di circa 3 anni per il reato di usura in concorso commessa in Lamezia Terme nel corso degli anni 2002 e 2003, ai danni di un falegname a cui aveva imposto un tasso del 120%. Tratto in arresto, e' stato accompagnato nella casa circondariale di Catanzaro.

 

 

 

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