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'Ndrangheta: cosi' il clan Grande Aracri controllava i villaggi
Catanzaro, 29 gen. - I villaggi turistici sono "le prede particolarmente ambite" per la 'ndrangheta, e la cosca guidata da Nicolino Grande Aracri ne era convinta. L'ordinanza di fermo emessa dalla Direzione distrettuale di Catanzaro nei confronti di 37 esponenti del clan, evidenzia l'attenzione nei confronti delle strutture ricettive tra le province di Catanzaro e Crotone. Il controllo della gran parte dei villaggi era in mano alla potente cosca di Cutro, in grado di determinare amministratori, lavori, manutenzioni, forniture e servizi. E laddove questo non era ancora avvenuto, scattavano interessi, progetti, ambizioni. Per tenere sotto assedio le strutture, gli esponenti del clan usavano qualunque formula. Dalle minacce alle aggressioni. Come accaduto per il villaggio Capopiccolo di Isola Capo Rizzuto, con continui messaggi all'amministratrice perche' si piegasse agli interessi della malavita e fino all'aggressione fisica nei confronti di chi aveva provato a lavorare senza le dovute autorizzazioni dei Grande Aracri. Anche i villaggi "controllati" da cosche non proprio alleate, come il caso del "Praialonga" di Isola Capo Rizzuto, dovevano comunque rispondere a Nicolino Grande Aracri che, scrive la Dda di Catanzaro, "doveva sovrintendere alla gestione".
Nel 2013, nel pieno delle indagini che ieri hanno portato al fermo di 37 persone, la Procura di Catanzaro intervenne per bloccare una estorsione che Nicolino Grande Aracri avrebbe preteso dai proprietari del villaggio turistico Porto Kaleo di Cutro. Un milione e mezzo di euro la tentata estorsione, accompagnata da minacce, scoperta dai carabinieri e ammessa poi dai proprietari del villaggio.
Ma Nicolino Grande Aracri e i suoi sodali pensavano in grande. Cosi', avrebbero tentato di "entrare" anche nel villaggio Eucaliptus di Simeri Crichi (Catanzaro). E per farlo avevano anche preparato un grande piano di rilancio, evidenzia la Dda: mega investimenti per realizzare nuove infrastrutture all'interno e ottenere maggiori profitti. La mappa dei villaggi controllati dalla cosca era sempre piu' ampia. Allargandosi anche a quelle strutture che ancora non erano entrate nella loro disponibilita'. I sodali lavorano per allargare questo cerchio. Come nel caso del villaggio Costa del turchese di Botricello (Catanzaro). In questo caso, il clan era rimasto fuori, ma dalle intercettazioni emerge la volonta' di cacciare l'amministratore in carica per affidare questo incarico direttamente ad un personaggio di primo piano della cosca: Domenico Grande Aracri, fratello di Nicolino, avvocato penalista, incensurato fino all'operazione di ieri, quando il suo nome e' finito nel provvedimento di arresto della Dda di Bologna. I rappresentanti del clan cutrese ne sono certi: quel villaggio doveva andare in mano all'avvocato e per questo, tra il 2012 e il 2013, ragionavano sulle azioni da intraprendere.


'Ndrangheta: clan Grande Aracri, Dda pronta a nuovi provvedimenti
Catanzaro, 29 gen. - E' destinata ad allargarsi ed a coinvolgere nuovi personaggi l'inchiesta contro la cosca di 'ndrangheta guidata da Nicolino Grande Aracri. Ieri, la Direzione distrettuale di Catanzaro ha emesso 37 provvedimenti di fermo, ma si tratta solo di una parte delle persone coinvolte. Nell'ordinanza, infatti, emerge un quadro ben piu' complesso e corposo dell'attivita' investigativa portata avanti dai Carabinieri di Crotone. Nomi, episodi, singoli reati ricostruiti grazie a innumerevoli intercettazioni, riprese video, appostamenti e controlli. Intanto, tocchera' al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro pronunciarsi sul provvedimento di fermo. Estorsioni, usura, omicidi, tutto e' ricostruito nei minimi dettagli, evidenziando soprattutto gli interessi della cosca che voleva conquistare buona parte della Calabria con la costituzione di una "provincia", ma che era gia' riuscita a radicarsi nel Nord Italia e a ramificarsi anche all'estero. Nel procedimento sono finite anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Si tratta di Angelo Salvatore Cortese, Vincenzo Marino e Giuseppe Vrenna, ma anche il boss pentito di Lamezia Terme, Giuseppe Giampa', ha confermato alcune tesi investigative.


'Ndrangheta: Cgil, prefetto Catanzaro convochi tavolo legalita'
Catanzaro, 29 gen. - "Chiediamo al Prefetto di Catanzaro di convocare un tavolo istituzionale che entri nel merito delle azioni utili a far prevalere la legalita'. Nessuno si puo' tirar fuori, ogni soggetto che ha a cuore le sorti della propria terra deve fare la propria parte, poiche' mai come in questo caso, il silenzio e' dei colpevoli". Lo afferma, in una nota, Giuseppe Valentino segretario generale della Cgil nel capoluogo, in riferimento all'operazione dei Carabinieri che ha coinvolto anche la citta' calabrese. "Quanto emerso dalle prime notizie giornalistiche dall'operazione "Aemilia" condotta dall'arma dei Carabinieri e che ha coinvolto anche la citta' capoluogo di Regione - dice - ci auguriamo possa servire ad aprire delle riflessioni nel mondo istituzionale, tra le parti sociali, nell'associazionismo, tra i cittadini. La sostanza e' che una cellula 'ndranghetista vessava imprenditori e commercianti estorcendo loro il pizzo (oltre ad adoperarsi in altre attivita' illecite, naturalmente) nel silenzio assordante di tutti. Nessuna denuncia pubblica, nessuna presa di posizione Istituzionale in questi anni, nessun grido di dolore o di allarme. Si subiva in silenzio, si pagava in cambio della "tranquillita'". A Catanzaro si e' sempre negata - aggiunge - perfino l'idea, che la 'ndrangheta esistesse e controllasse, come succede purtroppo, attivita' commerciali ed imprenditoriali; ad ogni buona occasione c'erano sempre i ROM a portata di mano, ai quali additare colpe e responsabilita'. Ora che l'Arma (alla quale va il nostro plauso e la nostra riconoscenza per il lavoro svolto) ha stracciato il velo che avvolgeva il tessuto economico di Catanzaro, non si puo' continuare, a vivere nell'indifferenza. Ci aspettiamo da parte delle Istituzioni, delle associazioni imprenditoriali e dei commercianti una seria riflessione ed una forte presa di posizione. Non si possono costringere cittadini e lavoratori - conclude - ad essere complici di un sistema che finanzia la criminalita' organizzata, bisogna reagire, far conoscere e alzare la testa".


'Ndrangheta: Dda, non ci sono riscontri su radicamento a Bologna
Bologna, 29 gen. - Nel capoluogo emiliano , per ora, non ci sono riscontri su un radicamento della criminalita' organizzata come, invece, emerso in altre province emiliane. Sul territorio bolognese "non e' mai stata accertata" la presenza di "aziende riconducibili a mafiosi che fanno affari con imprese sane della citta'. Non abbiamo questa evidenza": lo ha detto il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, interpellato dai cronisti sulla possibile presenza di referenti della 'ndrangheta anche nel capoluogo emiliano alla luce degli esiti della maxi operazione della dda contro la 'propaggine emiliana' della cosca Grande Aracri di Cutro. Continuano, comunque, le "verifiche a 360 gradi" ha chiarito il procuratore specificando che nelle relazioni fatte in passato, Bologna e' sempre stata descritta come "una citta' aperta dove ognuno poteva ricavarsi il proprio spazio senza intaccare quello degli altri, non un luogo in cui poteva nascere un conflitto per accaparrarsi un settore di interesse". Anche sul territorio bolognese continuano le verifiche di inquirenti ed investigatori per accertare l'eventuale presenza di infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti sulla ricostruzione post terremoto.


'Ndrangheta: procuratore Bologna, istituzioni facciano loro parte
Bologna, 29 gen. - "Noi facciamo il nostro lavoro, ciascuna istituzione deve fare la propria parte. Ognuno di loro sa, per legge, quale compito deve svolgere. Spero lo facciano al meglio": lo ha detto il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, il giorno dopo la maxi operazione della dda contro la 'ndrangheta radicata in Emilia. Per il procuratore ora non ci si puo' piu' domandare se la criminalita' organizzata esiste o meno sul territorio emiliano, "e' un dato di fatto". Infatti, non si tratta di "una mia relazione - ha spiegato il magistrato - in un convegno" ma "di un provvedimento giudiziario, un punto di svolta". Quindi, ha osservato Alfonso, le istituzioni possono capire quali sono "le fragilita' e le criticita' del sistema".


'Ndrangheta: Dia Torino confisca beni per 6 milioni di euro
Roma, 29 gen. - Beni per sei milioni di euro sono stati sequestrati dal Centro Operativo di Torino della Direzione Investigativa Antimafia nei confronti di Salvatore Demasi, 71enne, ritenuto il capo indiscusso del "locale" di Rivoli in provincia di Torino, condannato nel novembre 2013 a 14 anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso. La misura accoglie una proposta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia dopo un'indagine che ha portato alla luce l'infiltrazione della malavita organizzata calabrese nel tessuto economico e sociale della provincia di Torino mediante il reinvestimento di denaro di provenienza illecita nel circuito imprenditoriale. Salvatore Demasi ritenuto affiliato alla 'ndrangheta dal 1994, ha partecipato alla "societa' maggiore" con la dote di "padrino", decidendo ed intervenendo ai riti di affiliazione, ed ha diretto ed organizzato l'articolazione criminale denominata "locale di Rivoli", impegnata non solo a commettere delitti concernenti le armi, le sostanze stupefacenti, le estorsioni e l'usura, ma anche a gestire illecitamente attivita' economiche, in particolare nel settore edilizio, acquisendo appalti pubblici e privati, nel movimento terra , nella ristorazione e nelle sale da gioco. Demasi e' stato contestualmente sottoposto alla Misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale, aggravata dall'obbligo di soggiorno 5 anni. Tra i beni confiscati, tutti di proprieta' o riconducibili a Demasi, figurano il capitale sociale della Demasi costruzioni Srl, della Mongioia s.s. e di altre societa' intestate a terze persone, oltre a cinque immobili situati a Rivoli, conti correnti, autovetture, polizze vita e buoni postali.


Ambiente: Unione Mediterranea contro la trivellazione sulla costa ionica calabrese
Cosenza, 29 gen. – Si levano le voci contro le possibili trivellazioni nella zona dell’Alto Ionio Cosentino. Una su tutte, quella del Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea, contraria a questa possibilità e che ha presentato al Ministero dell’Ambiente, all’inizio del mese di gennaio, le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale dell’Istanza di prospezione in mare definita “d3 F.P- S.C” nel golfo di Taranto della Schlumberger Italiana. Per quanto riguarda la zona calabrese interessata, “quasi tutti i Comuni coinvolti nel progetto, quali quelli di Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano allo Ionio, Corigliano Calabro, Rossano, Calopezzati – scrivono in comunicato da Unione Mediterranea - avevano rigettato l’istanza. Si erano astenuti dall’esprimere invece un parere i comuni di Albidona e Crosia, la Provincia di Cosenza e l’Unione dei Comuni dell’Alto Ionio”. Secondo quanto spiegano nel comunicato “il Ministro Guidi ha invece ritenuto di dovere procedere con il consenso, ignorando e scavalcando i pareri altamente critici e negativi degli enti locali”.
Molti i rischi, secondo l’associazione, primo su tutti quello di andare a “sollecitare un’area costiera soggetta a liquefazione e ad erosione, come evidenziato dalla Relazione Geologica del PSA (Piano Strutturale Associato) della Sibaritide e dallo stesso Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Cosenza. Mentre, sempre dalle stesse carte, - aggiungono.- in quelle aree risulta molto elevato il rischio inondazione”. Unione Mediterranea si chiede se “tutto è stato fatto per bloccare questo ennesimo disastro ambientale annunciato ai danni di un Sud sempre più usato come colonia a favore del capitalismo mondiale delle multinazionali del petrolio” e si rivolge al Presidente della Regione affinché “giustifichi l’inerzia della Regione e della Provincia di Cosenza che ha governato fino a pochi mesi fa”.


Armi in un furgone a Reggio, Tdl dispone scarcerazione
Reggio Calabria, 29 gen. - Il Tribunale della Liberta' di Reggio Calabria, composto dai magistrati Leonardo (presidente) Foti e Fabiani, ha scarcerato Vincenzo Pellegrino, arrestato lo scorso 20 dicembre per ricettazione, porto e detenzione di due armi con matricola abrasa. Le armi erano state rinvenute in un furgone all'esterno dell'abitazione di Vincenzo Pellegrino, che era stato arrestato insieme a suo fratello Domenico e al figlio Santo. In sede di udienza di convalida, il gip Barbara Bennato, accogliendo le tesi difensive degli avvocati Antonio Cordova e Rosa Maria Messina, pur convalidando l'arresto per tutti e tre, aveva scarcerato Santo Pellegrino. Il Tdl, accogliendo il riesame proposto dagli avvocati Messina e Cordova, ha annullato l'ordinanza impugnata disponendo l'immediata scarcerazione di Vincenzo Pellegrino. I difensori dell'uomo, nel discutere l'impugnazione, hanno evidenziato l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, soprattutto in considerazione dei principi di "adeguatezza" e "proporzionalita'" in tema di misure cautelari personali, cosi' come sancito dalla Suprema Corte di Cassazione.


Fondazione Campanella: procura Catanzaro chiede fallimento
Catanzaro, 29 gen. - La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto che venga dichiarato il fallimento della "Fondazione Campanella", finita al centro di un'inchiesta in cui si ipotizza il reato di false comunicazioni sociali a carico di dieci persone. La richiesta, avanzata dai sostituti procuratori della Repubblica titolari del caso, Gerardo Dominijanni e Graziella Viscomi, e' gia' approdata al Tribunale fallimentare di Catanzaro e si basa sul presupposto della critica situazione finanziaria della Fondazione. Si attende adesso la pronuncia dei giudici, mentre intanto a Roma, presso il Ministero della Salute, sono in corso strenue trattative in vista dell'ipotesi licenziamento che incombe sugli oltre 150 dipendenti della struttura - i preavvisi di licenziamento sono stati da pochi giorni posticipati al prossimo 31 gennaio -. Secondo le ipotesi d'accusa degli inquirenti, le dieci persone finite nel registro degli indagati, in un periodo di tempo compreso tra il 2008 e il 2011, avrebbero alterato in modo sensibile la situazione economica, finanziaria e patrimoniale della Fondazione Campanella, con una serie di omissioni nelle note integrative che formano il bilancio, non contabilizzando le voci relative alle prestazioni e al personale che veniva utilizzato dalle unita' operative del polo oncologico con l'Azienda Mater Domini e con l'Universita' Magna Graecia. E quelle operazione, sempre stando all'ipotesi dei magistrati, non sarebbero state frutto di sbagli involontari, ma operazioni consapevoli che avrebbero avvantaggiato sia Fondazione Campanella sia l'intero Cda. Sul registro delle notizie di reato sono stati iscritti i nomi di Anselmo Torchia e Paolo Falzea sotto accusa in qualita' di presidenti pro tempore della Fondazione, Manlio De Pasquale, Oscar Tamburrini, Giovanni Mosca, Ferdinando Salvatore Cosco, Elio Scaramuzzino, componenti dell consiglio di amministrazione, Francesco Muraca, Franco Scarpino revisori dei conti e Giovanna Natale.


Droga: 10 grammi marijuana in casa, un arresto a Taurianova
Taurianova (Reggio Calabria), 29 gen. - Un operaio di 34 anni, L.Z., e' stato arrestato dai Carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. E' accaduto ieri pomeriggio nella frazione San Martino di Taurianova, dove i militari hanno eseguito una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, rinvenendo sopra un armadio 10 grammi di marijuana, gia' suddivisa in dosi termosaldate, nonche' vari semi della stessa pianta e un bilancino di precisione. L'arrestato e' stato trattenuto in regime di arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida.


Criminalita': appicato fuoco in capannone carri Carnevale Amantea
Amantea (Cosenza), 29 gen. - Un atto vandalico e' stasto compiuto da sconosciuti nel capannone che ospita i carri del Carnevale di Amantea, nel Cosentino. Ignoti, secondo la ricostruzione del Comune, si sono introdotti stamani nell'immobile di proprieta' comunale concesso in uso al comitato "Giuseppe Brusco" che organizza le manifestazioni e, presumibilmente con del materiale infiammabile, hanno dato fuoco al quadro elettrico che serve l'intera struttura e che e' situato in prossimita' di uno degli ingressi laterali dell'edificio. Con molta probabilita' sono stati appiccati altri due focolai ed uno di essi ha di fatto distrutto il carro del gruppo "I giovinotti" che era praticamente terminato. Soltanto il tempestivo intervento degli operai dell'ente comunale ha evitato il peggio. Il coordinatore Rocco Cima, unitamente ad un altro addetto, si era recato nella costruenda isola ecologica situata di fianco al capannone e dopo aver notato del fumo fuoriuscire dal fabbricato e' intervenuto spegnendo l'incendio, coadiuvato dai ragazzi che lavorano alla realizzazione dei carri a loro volta giunti sul posto per offrire spontaneamente il proprio supporto. "Un atto vandalico che non fermera' la macchina organizzativa del Carnevale di Amantea e che deve servire da stimolo alla comunita' tutta per fare in modo che la festa sia ancora piu' bella e partecipata": questo il commento del sindaco Monica Sabatino e dell'assessore al turismo Giovanni Battista Morelli. "Nessuna marcia indietro e soprattutto maggiore coinvolgimento da parte della collettivita' tutta, - ha spiegato il sindaco - nell'aiutare e supportare questi ragazzi che dallo scorso mese di settembre, tra mille sacrifici, lavorano per donare alla citta' allegria e spensieratezza".
I referenti del comitato, diretti dal presidente Salvatore Colla, non si sono persi d'animo. Hanno allertato i Carabinieri della stazione di Amantea, diretta dal comandante Massimiliano Diamanti e coordinata dal tenente Antonio Villano della Compagni di Paola, e dopo i rilevamenti di rito hanno ripulito i locali e riavviato la costruzione delle strutture allegoriche. Nelle prossime ore, accogliendo una richiesta dei carristi, si valutera' se posticipare o modificare il calendario degli eventi gia' programmati.


Pesca: Guardia Costiera Reggio sequestra 110 kg novellame
Reggio Calabria, 29 gen. - Gli uomini dell'unita' organizzativa di polizia giudiziaria della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, congiuntamente ai militari dell'Ufficio Locale Marittimo di Villa San Giovanni, hanno sequestrato 22 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda, piu' comunemente chiamato "bianchetto", per un totale di circa 110 kg. I militari hanno fermato un furgone isotermico pronto ad imbarcarsi per la Sicilia a Villa San Giovanni. Durante la perquisizione del mezzo, nascoste tra altri prodotti ittici regolarmente detenuti, sono state rinvenute le casse. L'autista del mezzo, intestato ad una ditta di Corigliano Calabro (CS) che commercia prodotti ittici, e' stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, mentre l'intero prodotto ittico e' stato posto sotto sequestro. Dopo la certificazione del medico veterinario competente che ne ha attestato l'idoneita' al consumo umano e l'autorizzazione del magistrato di turno, tutto il prodotto e' stato donato in beneficenza a sette istituti caritatevoli locali per il successivo consumo nelle mense. Il sequestro rientra nell'ambito dell'operazione prefettizia denominata "Focus 'Ndrangheta 2015" coordinata dalla locale Questura con il coinvolgimento delle altre forze di polizia (Carabinieri, Commissariato Polizia e Polfer, Guardia di Finanza, Polizia provinciale).
Nei giorni scorsi le unita' navali della Guardia Costiera, nell'ambito di controlli finalizzati al contrasto della pesca abusiva di novellame, nella zona di mare antistante al comune di Condofuri Marina, hanno posto sotto sequestro 3 reti da pesca di tipo sciabica e tremaglio, procedendo ad elevare un verbale amministrativo di 1000 euro nei confronti di un diportista per detenzione illegale di attrezzatura da pesca.


Guardia Costiera: ciclo d'incontri con studenti scuole Locride
Roccella Jonica (Reggio Calabria), 29 gen. - L'Istituto Superiore d'Istruzione Tecnica "Ettore Majorana" di Roccella Jonica ha ospitato una serie d' incontri di orientamento post-diploma tra i militari dell'Ufficio Circondariale Marittimo e gli studenti del comprensorio. "La campagna di sensibilizzazione, disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto - spiega una nota - , e' stata condotta, nei mesi di Dicembre 2014 e Gennaio 2015 in numerosi istituti del Circondario di Roccella Jonica, L'attivita' e' stata organizzata per indirizzare i giovani verso una spiccata cultura del mare e una decisa coscienza del "dover sapere", con riferimento alla prevenzione degli incidenti in mare e alle attivita' connesse alla balneazione. Gli incontri miravano, inoltre, ad informare i giovani delle quinte classi degli istituti secondari di II grado sulle possibilita' di arruolamento nella Marina Militare. Infatti, e' stato dato ampio rilievo alle modalita' di reclutamento nella Forza Armata attraverso i bandi di concorso pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale in questo periodo. Le presentazioni dei relatori ed i filmati proiettati - si fa rilevare - hanno stimolato i ragazzi ad approfondire, al termine delle conferenze, i temi proposti con numerose domande, manifestando notevole interesse anche in ottica delle possibilita' di ingresso all'interno del Corpo al termine del ciclo di studi".


Maltempo: freddo e neve in Calabria, scuole chiuse a Cosenza
Catanzaro, 29 gen. - Restano rigide le temperature in Calabria, dove la neve e' caduta anche a quote basse. In seguito alla nevicata di ieri, il sindaco Mario Occhiuto ha disposto la chiusura delle scuole, per la giornata di oggi, a Cosenza. Innevate anche le montagne intorno a Catanzaro e le colline che si affacciano sulla costa tirrenica cosentina. La viabilita', dopo i disagi causati ieri sulla strada statale 107 Paola-Cosenza, dove un automezzo pesante ha bloccato la circolazione per circa un'ora a causa del manto stradale ghiacciato, non sembra subire stamani conseguenze particolari. La Polizia stradale raccomnada prudenza sulla stessa 107, dove e' obbligatorio transitarie con le catene a bordo nel tratto Cosenza-Crotone che attraversa la Sila, e sull'A3, nel tratto compreso tra Frascineto e Padula-Buonabitacolo, sempre nel Cosentino.
Su tutta la regione, comunque, splende il sole. Anche a Cosenza la situazione e' normale e la chiusura delle scuole appare solo una misura precauzionale, considerato che le strade cittadine sono libere da neve e ghiaccio cosi' come quelle dell'hinterland. A beneficiare della misura del sindaco sono stati gli studenti che hanno goduto di un'insperato giorno di vacanza.


Incidenti: Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” chiede Giustizia per Matteo Battaglia
Cosenza, 29 gen. - L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nelle scorse settimane ha espresso la propria soddisfazione circa la sentenza emessa venerdì 19 dicembre dal Tribunale di Castrovillari che ha ritenuto colpevole il camionista Valiantisin Skramblavich, bielorusso di 34 anni, che il 28 luglio 2013 si scontrò sulla S.S.106 con un autobus partito dal Varesotto e diretto a Mesoraca. In quel tragico incidente persero la vita Leonardo Gualandris di 12 anni e Clelia Andali di 56. Secondo la sentenza di primo grado il bielorusso dovrà scontare una condanna di 14 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Ricordiamo che quattordici anni sono quasi il massimo della pena per questo tipo di reato, visto che il codice penale stabilisce in quindici anni la reclusione più lunga in caso di riconoscimento di tutte le aggravanti. L’Associazione pertanto, seppure è perfettamente cosciente delle differenze che esistono tra il procedimento nei confronti di Valiantisin Skramblavich e quello che, invece, riguarda Andrei Valentin Epure che, il 24 agosto del 2013 ha  travolto ed ucciso con un Suv a Sellia Marina, mentre era seduto davanti al negozio dei nonni, il piccolo Matteo Battaglia di 12 anni, si attende dall’udienza del prossimo 3 febbraio, semplicemente giustizia! L'associazione non ritiene "possibile, infatti, che possa esistere alcuna attenuante per un il guidatore Andrei Valentin che privo di patente (ritirata qualche mese prima dai carabinieri che lo avevano scoperto alla guida in stato d’ebbrezza), ed in violazione assoluta del codice della strada (percorreva famigerata “strada della morte” ad una velocità spropositata), strappava la giovane vita all’affetto dei famigliari, dei parenti e degli amici tutti. Inoltre all’Associazione appaiono incomprensibili le ragioni per le quali l’incidente in cui perse la vita Matteo Battaglia possa essere ritenuto colposo: ciò implica, infatti, la presunta non volontarietà di chi ha commesso il fatto. Ovvero un autista che percorreva la S.S.106 senza avere la patente che gli era stata ritirata, nell’assoluta violazione del codice della strada e, soprattutto, in condizioni fisiche non eccezionali se è vero che la causa del sinistro fu un colpo di sonno.  Per questo motivo l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” confida nella Corte di Appello di Catanzaro affinché possa adottare lo stesso ed identico metro di giudizio assunto da Castrovillari, proponendo una giusta pena che  onori la memoria di queste giovani vittime e rispetti il dolore dei familiari, dei parenti e degli amici che hanno perso i propri cari sulla S.S.106 in Calabria. L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non è giustizialista! È solo garante dei diritti di tutti e pretende una giusta pena! Aspetteremo il terzo grado di giudizio e, se sarà necessario, non esiteremo, nel rispetto assoluto di Matteo e di Leonardo e delle loro famiglie, ad interessare di questi due casi la Corte Europea dei Diritti Umani.


'Ndrangheta: intercettazioni tra 2 indagati, risate su terremoto
Bologna, 28 gen. - Risate sul terremoto in Emilia come era accaduto anche all'Aquila. E' un particolare emerso nelle intercettazioni di un colloquio tra due indagati nell'ambito della maxi inchiesta sulla 'ndrangheta in Emilia, riportate nell'ordinanza del gip del tribunale di Bologna di applicazione delle misure restrittive. Nella parte dell'ordinanza sulle infiltrazioni nell'attivita' di ricostruzione post-terremoto si riporta una conversazione tra Gaetano Blasco e Antonio Valerio intercettata il 29 maggio 2012 alle 13.29, qualche ora dopo la scossa devastante delle 9.03. "E' caduto un capannone a Mirandola" dice il primo; "eh allora lavoriamo la'" risponde il secondo ridendo. "Ah si, cominciamo facciamo il giro..." ribatte Blasco.
"Si puo' dire che la 'ndrangheta - osserva il gip Alberto Ziroldi - arriva prima dei soccorsi, o comunque in contemporanea". Per il giudice delle indagini preliminari, l'attivita' investigativa, "ha permesso di ricostruire con chiarezza il perimetro soggettivo all'interno del quale ha avuto luogo l'infiltrazione criminale" che si e' "prevalentemente realizzata attraverso una perversa joint venture tra l'impresa Bianchini Costruzioni srl di San Felice sul Panaro ed uno dei principali esponenti della consorteria investigata, ovvero Michele Bolognino". In un territorio particolarmente indebolito dal terremoto "si creano cosi' le condizioni ideali - scrive il gip - che consentono al sodalizio, attraverso una sorta di effetto domino che coinvolge altre attivita' imprenditoriali legate a quella inizialmente condizionata, di estendere la propria influenza sulla vita socio economica del territorio, radicandovi i propri interessi criminali". Si tratta di "una peculiarita' di tutti i sodalizi mafiosi e anche l'associazione 'ndranghetista emiliana - conclude il gip - non ha tardato a mostrare questo elemento distintivo, giovandosi come punto di forza della compiacenza di imprenditori locali che nella 'ndrangheta vedono una sorta di valore aggiunto per il raggiungimento del massimo profitto".


'Ndrangheta: blitz Carabinieri, oltre 40 i fermi in Calabria
Catanzaro, 28 gen. - Sono oltre 40 i fermi eseguiti stamane dai Carabinieri in Calabria, su disposizione della Dda di Catanzaro, nell'ambito del blitz scattato in diverse citta' italiane con il coordinamento di diverse procure. Nel mirino dell'Arma il clan Grande-Aracri di Cutro (Kr). I fermi sono stati eseguiti nella provincia di Crotone e a Catanzaro. Diversi i reati contestati a vario titolo, dall'associazione mafiosa, al traffico di droga e armi fino all'infiltrazione in appalti pubblici.


'Ndrangheta: Dda Catanzaro, seguite in diretta riunioni col boss
Catanzaro, 28 gen. - "Per due anni abbiamo seguito in diretta tutti coloro i quali andavano e venivano dal boss Nicolino Grande Aracri per tenere delle riunioni, nonostante lui si fosse munito di strumenti che avrebbero dovuto impedire le intrusioni delle forze dell'ordine ma che hanno funzionato poche volte, dal momento che siamo riusciti a superarli". Lo ha rilevato il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, nel corso della conferenza stampa che si e' svolta oggi per la maxi operazione contro la cosca Grande Aracri del Crotonese. Lombardo ha aggiunto che "per anni abbiamo monitorato anche le riunioni tra cutresi e isolitani, con una serie di lotte che hanno dato luogo a nuovi equilibri". Nelle evoluzioni di questi equilibri, grazie ad alcune intercettazioni, e' stato possibile appurare che "anche su Isola Capo Rizzuto l'ultima parola spettava ormai a Nicolino Grande Aracri. Non tutti erano d'accordo e magari la situazione e' cambiata, ma durante le indagini e' emerso questo elemento significativo rispetto al ruolo che il boss aveva assunto".


'Ndrangheta: Dda, boss Grande Aracri ha esportato "modello"
Catanzaro, 28 gen. - "Nicolino Grande Aracri ha esportato il modello di 'ndrangheta calabrese in tutta Italia e la cosca di Cutro ha occupato l'Emilia Romagna dal punto di vista criminale". Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa che si e' svolta oggi nel capoluogo calabrese per illustrare gli esiti dell'operazione contro la potente cosca. Lombardo ha evidenziato che gli emissari di Grande Aracri "vanno e vengono da Bologna", mentre "c'e' un insediamento del tutto simile alle nostre organizzazioni di 'ndrangheta anche a Reggio Emilia, anche se ha limitato potere di autonomia perche' le cose piu' importanti devono sempre avere l'assenso di Nicolino Grande Aracri". Secondo il procuratore di Catanzaro, "Nicolino Grande Aracri era un punto di riferimento per tutte le cosche che operano in questo distretto, come dimostrano anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Giampa'. Lo stesso Grande Aracri dice che tratta con i reggini a pari livello".


'Ndrangheta: Dna, salto di qualita' nel coordinamento antimafia
Catanzaro, 28 gen. - "Questa operazione dimostra che c'e' stato un salto di qualita' nel coordinamento dell'antimafia, con una visione non piu' ristretta ma con un continuo scambio di informazioni". Lo ha detto Leonida Primicerio, della Direzione nazionale antimafia, intervenendo a Catanzaro alla conferenza stampa per la maxi operazione contro la cosca Grande Aracri che ha interessato Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna. Il magistrato della Dna ha sottolineato che si e' trattato di "un'operazione molto importante e con un lavoro che parte da lontano e che ha permesso, grazie al coordinamento, di portare i risultati anche a Bologna e Brescia. Per raggiungere questo obiettivo - ha aggiunto - abbiamo tenuto continue riunioni e scambi di informazione, con l'interesse superiore che era quello di raggiungere l'obiettivo". Primicerio ha, infine, evidenziato che "molti degli elementi di prova utilizzati da Bologna sono partiti dalla Dda di Catanzaro".


'Ndrangheta: parenti detenuto si rivolsero a un monsignore
Catanzaro, 28 gen. - C'e' anche la posizione di un monsignore, in servizio a Roma, tra le 1.300 pagine che compongono l'ordinanza di fermo emessa dalla Direzione distrettuale di Catanzaro nei confronti della cosca crotonese guidata da Nicolino Grande Aracri. E' a lui che alcune persone vicine al clan si sarebbero rivolte per ottenere il trasferimento di un detenuto della cosca da un carcere del centronord ad una struttura calabrese. A riferire il particolare dell'indagine e' stato il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, nel corso della conferenza stampa che si e' svolta nel capoluogo calabrese per la maxi operazione portata a termine anche a Bologna e Brescia. Secondo quanto ricostruito, il monsignore, del quale non e' stata resa l'identita' e che al momento non risulta indagato, si sarebbe impegnato in prima persona per tentare di ottenere il trasferimento del detenuto, cosa che pero' non e' mai avvenuta.
"Non sappiamo se ci fosse nel monsignore la consapevolezza delle persone che aveva di fronte", da detto il procuratore Lombardo. In ogni caso, sono in corso ulteriori accertamenti nei confronti del presule che, e' stato spiegato, "fa parte delle alte sfere ecclesiastiche". A gestire i rapporti con il presule sarebbero state "terze persone estranee apparentemente alla cosca".


'Ndrangheta: pressioni su giudice Cassazione, fermato avvocato
Catanzaro, 28 gen. - La cosca guidata da Nicolino Grande Aracri, al centro delle operazioni portate a termine oggi dalle Dda di Catanzaro, Bologna e Brescia, era in grado di "avvicinare" anche magistrati della Suprema Corte di Cassazione. E' quanto emerge dal provvedimento di fermo emesso dalla Dda catanzarese. A gestire questo intervento, secondo l'accusa, era l'avvocato Giovanni Benedetto Stranieri, 52 anni, del foro di Roma, ma originario della provincia di Lecce, destinatario di un provvedimento di fermo. Sarebbe stato il professionista, secondo quanto ricostruito dal procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo nel corso della conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro, "a garantire l'interessamento nei confronti di un magistrato della Suprema Corte". Nello specifico, la cosca aveva voluto una "pressione" su un magistrato, che non e' stato identificato, in vista della decisione sull'ordinanza di carcerazione di un esponente di spicco del clan, Giovanni Abramo, condannato in primo e secondo grado perche' ritenuto responsabile dell'omicidio di Antonio Dragone. "La Cassazione ha annullato l'ordinanza - ha detto Lombardo - ma non abbiamo elementi per dire chi fosse il magistrato interessato, ne' per dire che questo sia avvenuto per le pressioni della cosca". L'avvocato Stranieri avrebbe avuto stretti rapporti con il boss Grande Aracri, al punto da essersi recato anche a Cutro (Crotone) per fargli visita insieme ad una sua congiunta. Inoltre, sempre secondo l'inchiesta, il professionista avrebbe fatto da collegamento tra il clan calabrese e i personaggi detenuti, oltre ad intrattenere rapporti con alcuni esponenti attivi nel nord Italia. L'accusa nei confronti di Stranieri e' di concorso esterno in associazione mafiosa.


'Ndrangheta: costituita "cellula" autonoma a Catanzaro
Catanzaro, 28 gen. - Nel complesso panorama delle attivita' criminali della cosca Grande Aracri di Cutro, al centro della mega operazione portata a termine dalle Direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro, Bologna e Brescia, e' emersa anche la costituzione di una cellula autonoma costituita nella citta' di Catanzaro. Una novita' nel panorama criminale del capoluogo calabrese, cosi' come ha evidenziato anche il procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo. Della cellula del locale di Cutro facevano parte quattro persone, tutte raggiunte dal provvedimento di fermo emesso dalla Procura e accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini hanno permesso di ricostruire una serie di intimidazioni ai danni di diverse aziende di Catanzaro, attraverso minacce e richieste di denaro, con diversi lidi presenti sulla fascia costiera di Catanzaro che sarebbero stati presi di mira con intimidazioni e richieste di soldi. Il gruppo avrebbe avuto una autonomia nelle decisioni da intraprendere, anche se i contatti con il boss Nicolino Grande Aracri sarebbero stati costanti, anche attraverso ripetuti incontri.


'Ndrangheta: l'ascesa irresistibile del boss Grande Aracri
Crotone, 28 gen. - Un'irresistibile ascesa ai vertici della 'ndrangheta calabrese quella di Nicolino Grande Aracri, 56enne di Cutro, parecchi dei quali trascorsi dietro le sbarre. Di Grande Aracri la magistratura comincia ad occuparsi gia' nei primi anni '90 quando milita attivamente nel clan che domina a Cutro ma che ha interessi anche in Emilia, capeggiato dal boss dell'epoca Antonio Dragone. Ma quando numerosi esponenti della cosca finiscono in carcere e' Grande Aracri ad assumere il controllo delle diverse attivita' criminali sul territorio.
Nel corso degli anni riesce a crearsi uno spazio autonomo nella gestione di attivita' illecite nella provincia crotonese ed a riguadagnare alla cosca il controllo dei traffici di sostanze stupefacenti in Emilia, elettivo terreno di interesse della consorteria, acquisendo cosi' benemerenze tali da consentirgli di insidiare il ruolo egemone di Dragone. La sua 'scalata al vertice' riceve un ulteriore impulso quando nel 1995 varie vicissitudini giudiziarie colpiscono i capi di quasi tutte le cosche operanti nel crotonese per cui Nicolino Grande Aracri assume "un ruolo di rappresentanza e garanzia degli interessi criminali dell'intera zona", scrivono gli inquirenti. A questo punto i tempi sono maturi perche' Grande Aracri prenda il posto che fu di Antonio Dragone con il quale i rapporti si deteriorano definitivamente allorquando nell'agosto del 1999 viene ucciso il figlio del vecchio boss, Raffaele Dragone. Quando poi nel 2004 lo stesso Dragone viene assassinato non ci sono piu' ostacoli alla sua ascesa. In quel periodo Nicolino Grande Aracri sta gia' scontando la condanna definitiva a 17 anni di reclusione, quattro dei quali trascorsi al regime del carcere duro previsto dall'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario, che gli sono stati inflitti nel processo "Scacco Matto" per associazione mafiosa e tentato omicidio; nel frattempo gli piovono sulla testa altre tegole, altre indagini, altri processi: dai quali, tuttavia, esce sempre assolto e il suo potere si consolida. Quando nel 2011 finita di scontare la condanna torna in liberta', si e' da poco conclusa una guerra tra cosche del crotonese che ha lasciato sul terreno diversi morti.
"Una guerra - ha commentato di recente il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Roberto Pennisi - vinta da Nicolino Grande Aracri". Che ora si lancia alla conquista degli altri territori della Calabria. Nel crotonese ha ormai soppiantato il potente 'locale' di Ciro', ma sotto il suo dominio sono finite anche le organizzazioni mafiose di Isola Capo Rizzuto, di Lamezia Terme, di Catanzaro, fino a Vibo e Cosenza. Per i magistrati della Dda di Catanzaro Grande Aracri costituisce il "punto di riferimento delle altre organizzazioni criminali, della medesima area geografica e di altre aree geografiche, calabresi e del Nord Italia, che a lui si rivolgono, nel corso di una serie di summit operativi presso luoghi nella sua disponibilita', diretta o indiretta, riconoscendogli l'autorita', oltre che la capacita', di mediazione e di intervento anche per la risoluzione di vicende di 'ndrangheta locali". E ancora "gestisce in prima persona tutte le attivita' illecite della cosca, in particolare le estorsioni e le attivita' conseguenti come il riciclaggio e l'intestazione fittizia di beni al fine di occultare gli illeciti guadagni; si preoccupa in prima persona della spartizione degli utili gestendo la "cassa comune", e garantendo il sostentamento dei detenuti e delle rispettive famiglie... mira ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo della attivita' economiche del posto, tra cui le attivita' in ambito turistico, di raccolta di rifiuti e di produzione di energie alternative, nonche' appalti e servizi pubblici".


'Ndrangheta: boss Grande Aracri aveva costituito la "provincia"
Catanzaro, 28 gen. - Nicolino Grande Aracri, il boss a capo della potente cosca finita nella rete nel corso delle operazioni di Calabria, Emilia Romagna e Lombardia, aveva creato una nuova "provincia". Una struttura di 'ndrangheta capace di unire i "locali" sparsi tra Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza. Una struttura del tutto simile a quella gia' attiva in provincia di Reggio Calabria. Il particolare e' emerso nel corso della conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro dopo i 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda del capoluogo calabrese. I confini della "provincia" di 'ndrangheta erano vastissimi: tutto il Crotonese e la fascia ionica del Catanzarese fino a Squillace, il Lametino, la Sibaritide e parte del Vibonese. Tutti i "locali" che avevano aderito al progetto facevano riferimento al super boss. Si tratta di una "super organizzazione di 'ndrangheta", come l'ha definita il procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo. E per allargare i confini e stringere rapporti, ha spiegato il procuratore, gli emissari di Grande Aracri partecipavano ai matrimoni delle cosche di San Luca o dei Bonavota di Vibo. Cosi', nei nuovi confini della "provincia" con a capo Nicolino Grande Aracri c'erano, secondo Lombardo, gli esponenti della cosca Giampa' di Lamezia Terme, i Bonavota e i loro alleati a Vibo Valentia, i clan della Sibaritide.


Operazione 'Aemilia'

'Ndrangheta: blitz carabinieri, 117 arresti e 46 fermi in Italia
Bologna, 28 gen. - E' scattata dalle prime ore della mattina l'operazione 'aemilia' che vede impegnati i carabinieri del comando provinciale di Modena, insieme a quelli di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. I militari dell'Arma stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bologna, su richiesta della locale Dda, nei confronti di 117 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, reimpiego di capitali di illecita provenienza, riciclaggio, usura, emissione di fatture per operazioni inesistenti, trasferimento fraudolento di valori, porto e detenzione illegali di armi da fuoco, danneggiamento e altri reati, aggravati dal metodo mafioso.

I militari dei comandi provinciali di Crotone e Mantova stanno eseguendo, nelle rispettive province e in quelle di Cremona e Verona, decreti di fermo di indiziato di delitto emessi dalle Direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro e Brescia nei confronti di 46 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei medesimi reati. Alle ore 11, presso la procura della repubblica di Bologna, alla presenza del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore capo Roberto Alfonso fornira' i dettagli dell'operazione.

A coordinare l'inchiesta, denominata 'Aemilia', la procura distrettuale antimafia di Bologna, che ha ottenuto dal gip un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 117 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l'aggravante di aver favorito l'attività dell'associazione mafiosa. Contestualmente, le procure di Catanzaro e Brescia - in inchieste collegate - hanno emesso altri 46 provvedimenti di fermo per gli stessi reati. Imponente lo schieramento dei carabinieri impiegati, anche con l'ausilio di elicotteri, in arresti e perquisizioni. In Emilia, sottolineano gli investigatori, la 'ndrangheta ha assunto una nuova veste, colloquiando con gli imprenditori locali. I dettagli dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 10:45 presso la procura di Bologna, alla presenza del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.

C'è anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani (Forza Italia) tra gli arrestati nella maxi operazione "Aemilia" contro la 'ndrangheta, coordinata dalla Dda di Bologna ed eseguita dai carabinieri di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza. I carabinieri lo hanno prelevato dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano (Reggio Emilia).

Coinvolti anche fratelli del boss Aracri  - Ci sono anche i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, Domenico ed Ernesto, tra le persone coinvolte nell'operazione contro la 'ndrangheta condotta dai carabinieri e coordinata dalle Dda di Bologna e Catanzaro. Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro. Dall'inchiesta, secondo quanto si è appreso, è emersa la diffusione capillare in Emilia Romagna, ed in parte della Lombardia e del Veneto, delle attività della cosca di 'ndrangheta dei Grande Aracri, sotto il diretto controllo e la guida di Nicolino Grande Aracri, con infiltrazioni in molteplici settori economici ed imprenditoriali.

La maggior parte degli arresti, eseguiti su misura cautelare richiesta dal sostituto procuratore della Dda di Bologna Marco Mescolini e firmata dal gip Alberto Ziroldi, sono stati eseguiti nella provincia di Reggio Emilia, dove è presente la cosca Grande Aracri, della 'ndrangheta di Cutro (Catanzaro).
Tra le persone finite in manette figurano diversi imprenditori calabresi, alcuni già noti alle forze dell'ordine, tra cui Nicolino Sarcone, considerato anche da indagini precedenti il reggente della cosca su Reggio Emilia. Sarcone, già condannato in primo grado per associazione mafiosa, è stato recentemente destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale che gli aveva bloccato beni per 5 milioni di euro.
Il comandante provinciale di Reggio Emilia, colonnello Paolo Zito, presente durante il blitz, ha detto che l'operazione è ancora in corso, rimandando i dettagli alla conferenza stampa a Bologna.

'Ndrangheta: operazione Aemilia le origini dell'inchiesta

Nel 1982 arriva in Emilia Antonino Ragone, capo mafia calabrese della provincia di Crotone e giunge in Emilia come sorvegliato speciale. Da quel momento in poi lui avrebbe iniziato a ramificare i contatti attraverso gli imprenditori locali. Tanto da riuscire a gestire lo smaltimento dei rifiuti edili conseguenti al terremoto del 2012. Le indagini sarebbero partite nel 2010 e avrebbero presso avvio dalle precedenti inchieste sullle infiltrazioni della 'ndrangheta  e in particolare dall'operazione "Grande Drago" del 2001, l'operazione "Edilpiovra" del 2004 e da due inchieste della Dda di Catanzaro "Scacco Matto" e "Pandora". 

La conferenza

"Un intervento che non esito a definire storico, senza precedenti. Imponente e decisivo per il contrasto giudiziario alla mafia al nord". Così sull'indagine di Bologna il procuratore Franco Roberti in Procura a Bologna. "Non ricordo a memoria un intervento di questo tipo per il contrasto a un'organizzazione criminale forte e monolitica e profondamente infiltrata".  Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio fu sentito "come persona informata sui fatti" nelle indagini della Dda di Bologna. A dirlo è il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso. Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia, fu sentito nel 2012. "Volevamo capire in che tipo di considerazione la società di Reggio Emilia teneva la comunità calabrese" ha detto Alfonso, aggiungendo che oltre a Delrio furono sentiti altri politici reggiani.

Politici, giornalisti, forze dell'ordine e imprenditori coinvolti

Ci sono anche importanti imprenditori del settore edile coinvolti nell'indagine Aemilia fra cui Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo campione del mondo, arrestato nel reggiano e Augusto Bianchini che ha partecipato agli appalti per la ricostruzione post terremoto in Emilia residente nel Modenese. Oltre a loro anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani (Forza Italia). Per quest'ultimo l'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. I carabinieri lo hanno da poco prelevato dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano (Reggio Emilia). Finito in manette anche almeno un esponente delle forze dell’ordine. Una storia lunga oltre 30 anni, è questo il tempo che ci ha messo la cellula dell'ndrangheta stroncata oggi a svilupparsi e radicarsi in Emilia.

A spiegarlo è il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, numero uno della Dda dell'Emilia-Romagna. La storia parte dal "9 giugno 1982, data in cui Antonino Dragone arriva in Emilia-Romagna - afferma Alfonso - è allora che viene concepito il gruppo emiliano. In 30 anni, si è sviluppato ed è cresciuto come una metastasi, partendo da Reggio Emilia attaverso Parma e Piacenza fino ad arrivare alle rive del Po a Cremona". L'organizzazione "si è prima insediata e strutturata nel territorio, inquinando diversi settori dell'economia a partire dall'edilizia- dice Alfonso- fino ad arrivare a toccare consulenti, ma anche amministratori e dirigenti pubblici, appartenenti alle forze dell'ordine e anche giornalisti". Il plauso del procuratore Alfonso è invece andato alla cronista de Il Resto del Carlino e corrispondente Ansa, Sabrina Pignedoli, che ha respinto le pressioni per non pubblicare notizie respingendole al mittente. 
La cosca
La maggior parte degli arresti, eseguiti su misura cautelare richiesta dal sostituto procuratore della Dda di Bologna Marco Mescolini e firmata dal gip Alberto Ziroldi, sono stati eseguiti nella provincia di Reggio Emilia, dove è presente la cosca Grande Aracri, della 'ndrangheta di Cutro (Catanzaro). Tra le persone finite in manette figurano diversi imprenditori calabresi, alcuni già noti alle forze dell'ordine, tra cui Nicolino Sarcone, considerato anche da indagini precedenti il reggente della cosca su Reggio Emilia. Sarcone, già condannato in primo grado per associazione mafiosa, è stato recentemente destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale che gli aveva bloccato beni per 5 milioni di euro.

E' stato chiesto il sequestro di beni per circa 100 milioni di euro.  Dalle carte dell'inchiesta emergerebbe anche il sostegno elettorale imposto dai Grande Aracri ad alcuni candidati emiliani durante le amministrative. Ci sono anche i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, Domenico ed Ernesto, tra le persone coinvolte nell'operazione contro la 'ndrangheta. Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro.

Il provvedimento 

Il Gip nel suo provvedimento ha scritto che "in Emilia da oltre un ventiennio agisce una cosca cutrese che ha guadagnato in autonomia", a proposito degli oltre 160 arresti effettuati oggi principalmente in Emilia Romagna. "La criminalità organizzata ha assunto forme in Emilia Romagna che richiedono una particolare interpretazione", suoi tratti caratteristici: "assenza di locali" e natura "prettamente imprenditoriale". "La mafia imprenditrice è quella scoperta in Emilia", ha scritto il gip nel provvedimento contro la 'ndrangheta emiliana, riferendosi in particolare all'imprenditoria edile. Ma sono coinvolti anche rappresentanti delle forza dell'ordine, giornalisti, amministratori pubblici, professionisti e politici.


Vigili del Fuoco Catanzaro: visita del Prefetto
Catanzaro, 28 gen. -  Oggi, il Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, in carica dal 5 gennaio, ha reso visita alla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per la Calabria. Presso la sede di via Baarlam da Seminara, il Prefetto è stato accolto dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, Claudio de Angelis. Nell'incontro sono state disaminate le principali problematiche tecniche riguardanti il territorio. Il Prefetto,ha poi fatto visita al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro, dove è stata accolta dal Comandante Provinciale, Maurizio Lucia. Il Prefetto ha avuto modo di essere informata delle principali problematiche vertenti i servizi di soccorso tecnico nonché di talune criticità afferenti alla logistica. Alla presenza di tutto il personale operativo, tecnico ed amministrativo del Comando, la dottoressa Latella, che ha iniziato la sua attività proprio al Ministero dell'Interno, nel 1982, nell'allora Direzione Generale della Protezione Civile e Servizi Antincendi, ha espresso parole di forte apprezzamento per l'attività istituzionale svolta dai Vigili del Fuoco, che costituisce un sicuro punto di riferimento per tutti i cittadini della provincia.


Droga: processo "Meta", condanne a 185 anni per brokers vibonesi
Vibo Valentia, 28 gen. - La Corte d'Appello di Reggio Calabria ha condannato ad un totale di 185 anni di carcere 17 imputati coinvolti nell'operazione della Dda "Meta 2010" contro il narcotraffico internazionale gestito da un gruppo di vibonesi facenti capo al defunto broker della cocaina, Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero (Vv) nel marzo 2011. In primo grado gli imputati erano stati condannati con il rito abbreviato dinanzi al gup. Dieci i vibonesi condannati: Giuseppe Topia (16 anni e 8 mesi), Antonio Franze' (15 anni e 8 mesi), Giorgio Galiano (14 anni e 8 mesi), Antonio Della Rocca e Filippo Paoli' (11 anni ed 8 mesi a testa), tutti di Vibo Valentia. Condanne poi per: Alessandro Pugliese (14 anni e 8 mesi), Giuseppe e Vincenzo Pugliese (padre e figlio, 13 anni e 6 mesi a testa), tutti di Sciconi di Briatico (Vv), Francesco Grillo (7 anni e 6 mesi) di Paradisoni di Briatico (Vv), Giuseppe Galati (7 anni e 6 mesi) di San Calogero (Vv). Le altre condanne interessano il tarantino Giovanni Mancini (15 anni e 8 mesi), Nicola Certo (7 anni e 6 mesi) di Rosarno (Rc), Alessandro Alloni (10 anni), Tommaso Pirro' (8 anni) e Salvatore Pirro' (6 anni) di Gioia Tauro, Fabrizio Sansone (7 anni e 6 mesi), Iyad Waked (3 anni e 4 mesi). L'operazione "Meta", scattata nel novembre 2011, ha portato al piu' grosso sequestro di cocaina (ben 2.200 chili) mai effettuato in Europa negli ultimi 20 anni.


'Ndrangheta: Galati (FI), un'emergenza nazionale
Roma, 28 gen. - "Plauso all'Arma dei carabinieri, alla Dda e alla magistratura per la straordinaria maxi operazione 'Aemilia' contro la 'ndrangheta in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. E' stata sbaragliata un'organizzazione criminale estremamente potente, ramificata e radicata sul territorio nell'economia, nella politica, nelle istituzioni. Ormai e' chiaro che le mafie si sono espanse, hanno radici nel Sud, metastasi e infiltrazioni in ogni parte del paese e dunque occorre destinare ulteriori mezzi e risorse alla giustizia e alla sicurezza. Quello che e' emerso e sta emergendo in molte Regioni, infatti, l'ampia diffusione del malaffare, i suoi inquietanti contorni, mostra che siamo di fronte a un'emergenza nazionale e davanti a una durissima e difficile battaglia per sconfiggere l'illegalita'". E' quanto dichiara il parlamentare, Giuseppe Galati, vice coordinatore regionale della Calabria di Forza Italia.

'Ndrangheta: Scopelliti (Ncd), operazione di portata storica
Roma, 28 gen. - "Non esito a definire di portata storica la grandiosa operazione antimafia denominata 'Aemilia', portata a termine dopo anni di indagini dalla Dda di Bologna e da diverse compagnie dei carabinieri sul territorio emiliano, in particolare quella di Fiorenzuola". E' quanto ha dichiarato in una nota stampa l'onorevole Rosanna Scopelliti, deputato Ncd e Presidente del Comitato beni confiscati presso la Commissione Parlamentare Antimafia. "Infatti - continua la parlamentare - oltre all'enorme numero di persone arrestate perche' coinvolte a diverso titolo nei traffici in Emilia della cosca di 'ndrangheta Grande Aracri originaria di Crotone, ed alle centinaia di milioni di euro di beni sequestrati, e' stato smantellato un vero e proprio sistema di potere che vedeva coinvolti personaggi del mondo della politica locale, delle professioni, appartenenti infedeli alle forze dell'ordine e, per la prima volta, anche giornalisti. Quest'ultimo particolare fa balzare all'occhio in maniera inequivocabile quanto da tempo diversi soggetti qualificati vanno affermando, e cioe' che la nuova frontiera della violenza mafiosa e' quella della malainformazione. Infatti mentre ci sono coraggiosi giornalisti che rischiano la vita per la loro onesta' professionale esistono anche giornalisti venduti al malaffare politico-mafioso che da un lato tentano di depistare e di distrarre l'opinione pubblica quando entrano nel mirino della giustizia personaggi a loro vicini, e dall'altro si adoperano ad organizzare la cosiddetta 'macchina del fango', ovvero campagne di denigrazione e diffamazione, contro personaggi che danno fastidio ai loro sponsor. Oggi finalmente e' chiaro - conclude Rosanna Scopelliti - e comprovato dalle indagini dell'operazione 'Aemilia' che bisogna indagare anche in questa direzione".


'Ndrangheta: Magorno, bene Regione parte civile in processi
Catanzaro, 28 gen. - "La decisione del Presidente Oliverio, di costituire la Regione Calabria come parte civile in tutti i processi contro la 'ndrangheta ha una valenza che non faccio fatica a definire epocale, perche' rappresenta, oltremodo, un atto concreto e sostanziale, un messaggio chiaro e trasparente di voler collocare, sempre e comunque, l'istituzione regione dalla parte di chi tenta di condizionare e di offendere la sicurezza e la voglia di legalita' dei calabresi ", lo dichiara il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. Prosegue il segretario democratico calabrese: " Il tempo delle parole e' finito e in Calabria ed occorre attuare pratiche realmente efficaci per riscattare una regione soffocata nel suo sviluppo dalla criminalita'. Il Presidente, in questo senso, ha dimostrato di non fermarsi ai proclami e di voler operare una svolta che sara' portata avanti con il totale e determinato sostegno di tutto il Partito Democratico". Conclude in tal senso Magorno: "Dell'azione comune del partito e dell'azione di sostegno alla Giunta Oliverio avremo modo di discutere nell'Assemblea regionale del Pd, che sara' convocata per il prossimo venerdi' 6 febbraio. Una data decisa e concordata a seguito dei colloqui avuti con il Presidente dell'Assemblea Giuseppe Vallone, con i segretari delle Federazioni provinciali e con il Presidente della Giunta Mario Oliverio".


'Ndrangheta: Oliverio, Regione parte civile in ogni processo
Catanzaro, 28 gen. - "Grazie ad un'intensa attivita' investigativa e al lavoro straordinario delle forze dell'ordine, della magistratura, della Direzione Nazionale e Distrettuale Antimafia e' stato conseguito oggi un altro, straordinario successo contro la criminalita' organizzata e il malaffare che ci riempie di orgoglio e soddisfazione". E' quanto afferma, in una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. "Con la maxioperazione "Aemilia" -aggiunge Oliverio - e' stata smantellata una fitta e potente rete criminale che operava tra la Calabria, l'Emilia Romagna e la Lombardia, esercitando pesanti condizionamenti nella parte piu' ricca e piu' dinamica del Paese ed evidenziando la grande capacita' della 'ndrangheta di radicarsi nei territori, di mimetizzarsi nel tessuto economico e sociale del nostro Paese e di stabilire legami e rapporti operativi e duraturi con imprenditori, politici ed amministratori collusi. Quella di oggi e' la conferma che non esistono territori esenti da infiltrazioni mafiose o 'ndranghetistiche e che il malaffare mette radici e si sviluppa soprattutto la' dove si fanno affari e si produce ricchezza. L'unico contrasto alle mafie puo' venire solo da un societa' in grado di reagire e di denunciare il malaffare, anteponendo ad ogni azione politica, sociale e civile ed economica il perseguimento del bene comune. Il principio fondamentale che guidera' la nostra azione di governo - conclude Oliverio - sara' quello del rispetto pieno e totale della legalita'. In coerenza con questo principio abbiamo gia' annunciato che ci costituiremo parte civile in ogni processo contro la 'ndrangheta e la criminalita' organizzata".


Elezioni Catanzaro: inchiesta su firme false va a Salerno
Catanzaro, 28 gen. - E' crollato il procedimento giudiziario dall'inchiesta sulle presunte firme false inserite nella dichiarazione di presentazione della lista "Per Catanzaro" alle elezioni comunali del 2012 del capoluogo calabrese. Il giudice dell'udienza preliminare del capoluogo, Pietro Scuteri, ha accolto l'eccezione sollevata lo scorso 14 gennaio dall'avvocato Enzo Savaro, e oggi condivisa da tutti i colleghi del collegio difensivo (gli avvocati Salvatore Staiano, Antonio Lomonaco, Amedeo Bianco, Francesco Iacopino, Valerio Murgano, Antonello Talerico, Aldo Casalinuovo), relativa a un'asserita incompetenza per territorio e per funzione del giudice catanzarese, dal momento che, aveva sottolineato il penalista, in base all'ordinamento rispetto ai reati contestati - e cioe' violazioni delle leggi speciali in materia elettorale al favoreggiamento personale - si devono considerare "persone offese" tutti gli elettori catanzaresi, e dunque anche i giudici interessati a vario titolo dal procedimento. La posizione di persona offesa del gup lo rende evidentemente incompatibile a trattare il procedimento, ed infatti il giudice Scuteri, dopo aver dichiarato la propria incompetenza, ha disposto l'invio degli atti alla Procura di Salerno, come previsto dal codice di rito.
Tutto da rifare, dunque, nell'inchiesta che ha coinvolto tredici persone per le quali il pubblico ministero di Catanzaro aveva chiesto il rinvio a giudizio, e in particolare: l'ex assessore comunale Massimo Lomonaco, e la segretaria del movimento "Per Catanzaro" Barbara Veraldi, entrambi ritenuti "istigatori" del progetto illecito, e il dipendente comunale dell'ufficio Anagrafe, Onofrio Dominiaci, i quali, secondo le ipotesi d'accusa, avrebbero "falsamente attestato che le firme relative alla dichiarazione di presentazione della lista Per Catanzaro dei candidati al consiglio comunale per l'elezione del sindaco erano state apposte in sua presenza previa identificazione dell'identita' dei dichiaranti"; e poi l'ex vicepresidente del consiglio provinciale, Maurizio Vento, che come pubblico ufficiale avrebbe falsamente attestato che due firme "erano state apposte in sua presenza previa identificazione dei dichiaranti". Ed ancora, quanto all'accusa di favoreggiamento, sono stati indagati altre 9 persone che secondo l'Ufficio del pubblico ministero sentite quali persone informate sui fatti dalla Digos avrebbero dichiarato falsamente di aver sottoscritto gli elenchi di presentazione dei candidati della lista presso il Comune di Catanzaro alla presenza di Dominiaci. Le accuse formulate dagli inquirenti catanzaresi riguardavano, in particolare, 90 firme balzate alla loro attenzione dopo che decine di cittadini non le hanno riconosciute come proprie nonostante comparissero nei documenti presentati a supporto della presentazione della lista "incriminata". La Procura salernitana, adesso, ricevera' il fascicolo del caso, anche se si pone un problema di utilizzabilita' degli atti di indagine autorizzati dai giudici per le indagini preliminari di Catanzaro che, in base alla medesima eccezione ritenuta fondata oggi dal gup, dovrebbero a questo punto ritenersi pure incompetenti. I pm campani, comunque, al termine del proprio lavoro, potranno procedere con una nuova richiesta di rinvio a giudizio o con una di archiviazione.


Anziano scomparso da Ricadi, ritrovato vivo in un dirupo
Vibo Valentia, 28 gen. - E' stato ritrovato dai carabinieri del Norm di Tropea diretti dal luogotenente Gaetano Vaccari e dai Vigili del fuoco, l'uomo di 69 anni scomparso lunedi' sera dalla sua abitazione di Orsigliadi, frazione del comune di Ricadi, nel Vibonese. L'uomo, sofferente di Alzheimer, e' stato trovato nel primo pomeriggio in un cespuglio all'interno di un piccolo dirupo nelle campagne vicino casa, in contrada "Canonico" di Orsigliadi. Ad individuarlo sono stati gli elicotteristi dei carabinieri del Goc di Vibo Valentia diretti dal maggiore Antonio Barbato. L'uomo dopo la caduta non era piu' riuscito a rialzarsi. Dopo essere stato soccorso, e' stato quindi trasferito all'ospedale di Tropea per le prime cure. Le ricerche si erano protratte per tutta la notte di lunedi' e l'intera giornata di martedi', anche con l'ausilio di diverse unita' cinofile dei carabinieri. Erano stati i familiari dell'uomo, che si era allontanato da casa approfittando di un momento di distrazione della moglie, ad avvertire le forze dell'ordine non vedendolo piu' rientrare.


Maltempo: neve a Cosenza, domani scuole chiuse
Cosenza, 28 gen. - Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha disposto per la giornata di domani, giovedi' 29 gennaio, la chiusura delle scuole cittadine, di ogni ordine e grado. L'ordinanza del sindaco e' stata emanata a seguito delle precipitazioni nevose delle ultime ore che stanno interessando anche la citta' di Cosenza e dell'allerta meteo segnalata dalla Protezione civile con la quale sono state preannunciati fenomeni meteorologici avversi. Il provvedimento del primo cittadino e' stato adottato al fine di tutelare l'incolumita' pubblica e la sicurezza urbana ed e' stato trasmesso al prefetto, al direttore dell'ufficio scolastico regionale della Calabria e ai dirigenti scolastici.


Inchiesta bando edilizia sociale: altri interrogatori in Procura
Catanzaro, 28 gen. - Sono proseguiti questa mattina, a Catanzaro, gli interrogatori dei componenti della Giunta Regionale guidata dall'ex Presidente Giuseppe Scopelliti, indagati nell'ambito dell'inchiesta relativa all'annullamento del bando regionale sull'edilizia sociale calabrese pubblicato nel 2008. Dopo che ieri pomeriggio e' toccato proprio all'ex governatore comparire davanti agli inquirenti, e poi al vice presidente della Giunta calabrese, Antonella Stasi, ed all'assessore Giacomo Mancini, stamane sono comparsi davanti al sostituto procuratore Fabiana Rapino - coassegnataria del fascicolo assieme al Domenico Guarascio -, altri componenti della Giunta: Francesco Pugliano, Mario Caligiuri, Stefano Antonio Caridi, Fabrizio Capua e Michele Trematerra. Tutti hanno risposto alle domande del pm ma sul contenuto dell'interrogatorio vige il piu' stretto riserbo. Sono infine slittati a data da destinarsi gli interrogatori degli ultimi indagati: Piero Aiello, Francescantonio Stillitani, Domenico Tallini. Concorso in abuso d'ufficio l'ipotesi d'accusa contestata nell'ambito delle indagini avviate dalla Procura catanzarese dopo l'esposto presentato da una delle societa' interessate dai bandi dell'edilizia sociale che ha chiesto di verificare perche' il provvedimento pubblicato dalla Regione Calabria nel 2008 per l'accesso ai finanziamenti per gli interventi di edilizia sociale fu sospeso e poi sostituito con uno nuovo.


Maltempo: pioggia e neve in Calabria, temperature in picchiata
Catanzaro, 28 gen. - Neve fino a quote molto basse, temperature in picchiata e pioggia debole ma insistente. La Calabria scopre l'arrivo dell'inverno con le prime vere giornate di freddo. A segnare la svolta per la stagione e' la neve giunta ormai in diverse aree anche fino a 300 metri sul livello del mare. Una condizione facilitata dal brusco calo di temperature che nelle ultime 24 ore hanno subito flessioni comprese tra gli 8 e i 10 gradi. Anche lungo la costa il termometro segna temperature prossime allo zero, con la pioggia mista a neve che fa capolino quasi ovunque. Nevicate abbondanti si stanno registrano su Aspromonte, Sila e Pollino, dove la coltre bianca si sta facendo sempre piu' spessa. Molti i disagi alla circolazione stradale, anche con piccoli incidenti legati alla presenza di ghiaccio. Vige l'obbligo di catene a bordo sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, sulla statale 107 Silana e su diverse strade secondarie. Su queste ultime arterie i disagi aumentano per il rischio della formazione di ghiaccio che compromette la percorribilita'.


Caccia: carabinieri scoprono trappola artigianale a Fagnano C.
Cosenza, 28 gen. - I carabinieri di Fagnano Castello hanno rinvenuto, in un terreno in localita' "San Lauro", una trappola artigianale utilizzata per l'attivita' di bracconaggio. La trappola, costituita da una gabbia metallica, e' stata trovata innescata, ovvero dotata di un'esca legata ad una fune collegata poi ad uno sportello scorrevole che, chiudendosi, avrebbe facilmente consentito la cattura dell'animale, in particolare volpi. Il marchingegno e' stato sottoposto a sequestro. Avviate indagini per individuare i responsabili.


Droga: in auto con 1 kg cocaina, giovane arrestato a Villa S. G.
Reggio Calabria, 28 gen. - Un 25enne di Polistena (RC), Carmelo Condoluci, e' stato arrestato in flagranza dalla Polizia a Villa San Giovanni per detenzione di droga ai fini di spaccio. L'uomo e' stato sottoposto a controllo mentre, a bordo della sua autovettura, era in fila agli imbarcaderi per raggiungere Messina. Gli agenti del Commissariato diretto dal vice questore aggiunto Filippo Leonardo hanno rinvenuto nel vano portaoggetti dell'automobile un pacchetto di cellophane contenente circa 1 chilogrammo di cocaina.


Vigili del Fuoco:  Uilpa Reggio Calabria “e’  sul piede di guerra”
Reggio Calabria; 28 gen. – “Da poco si è ultimato il famoso "Walzer degli operativi", di cui  già da tempo si parla e di cui questa segreteria, qualche mese fa,  aveva portato all’attenzione dell’opinione pubblica.   I giochi sono fatti, la ripartizione dell’organico a livello  nazionale è stata decisa e, come sempre, Reggio Calabria rimane  con l'amaro in bocca.  Avevamo esternato a suo tempo, ai vertici del Dipartimento  dei Vigili del Fuoco e del Viminale, la grande perplessità sulla previsione di distribuzione dell’organico, chiedendo contestualmente  la riclassificazione delle sedi distaccate di Bianco e Melito P.S., il  potenziamento della sede di Palmi e l'attivazione del distaccamento di  Monasterace”. Lo afferma in una nota la  Uilpa Vigili del Fuco di Reggio Calabria, che denuncia, “nonostante le reiterate rimostranze di questa segreteria per il palese “scippo” di personale e quindi la conseguente carenza, in  termini di sicurezza volta alla popolazione, i “pupari nazionali”  hanno tirato i fili delle marionette, elargendo soltanto un piccolo contentino sulla pseudo riclassificazione delle sedi di Bianco e Melito  che, alla fine dei conti, non cedono e non acquistano personale”. La Uilpa prede atto e condivide “con la popolazione, che anche stavolta la politica continua a mortificare Reggio e la sua  cittadinanza, con un atto di prepotenza che va ben oltre la logica della  spending review, qui si parla di furto e come tale deve essere considerato”. Ed a sostegno della sua tesi la Uilpa ricorda  “la famosa  ripartizione del personale, che prevedeva un aumento della pianta  organica, a livello nazionale, di ben 1030 unità da distribuire su tutto il  territorio italiano, ma forse Reggio, per i politici, che hanno preso alla  lettera le recenti affermazioni televisive di Sgarbi, non fa parte  dell’Italia, perchè possiamo affermare, con dati di fatto e carte alla  mano, che qui non sono arrivate neanche le briciole”. Quindi la Uilpa  “viste le scellerate “adozioni” politiche ha indetto lo stato di agitazione ed  intrapreso tutte le azioni necessarie, affinché si possa portare a  conoscenza dell’opinione pubblica, lo stato in cui versa uno dei più  importanti organi di difesa civile dello Stato che, secondo la  costituzione italiana, dovrebbe tutelare e non vessare i lavoratori”.


Vigili del Fuoco: protesta contro tagli a Catanzaro
Catanzaro, 28 gen. - Un presidio dei Vigili del Fuoco e' stato organizzato oggi davanti alla caserma di Catanzaro, in via Cortese. Il sit-in e' stato promosso dal sindacato Usb per protestare contro "i notevoli tagli adottati nei confronti dei vigili del fuoco precari". Secondo il sindacato, infatti, " il personale e' stato ridotto al minimo e diventa persino difficile garantire i normali soccorsi". Al presidiohanno partecipato alcune decine di Vigili del fuoco.


Rifiuti: caso Proserpina; Mirabello, "amareggiato ma fiducioso"
Catanzaro, 28 gen. - "La notizia del rinvio a giudizio del sottoscritto in relazione al procedimento apertosi a seguito del fallimento della societa' Proserpina S.p.a., pur amareggiandomi profondamente, non ha minimamente scalfito la mia profonda ed incondizionata fiducia nella magistratura". Lo afferma Michele Mirabello, consigliere regionale del Pd. "Sono certo - aggiunge - che nel processo che si aprira' verra' dimostrata la mia totale estraneita' rispetto ai fatti che mi vengono contestati, rilevando peraltro che, per quanto mi riguarda, risalgono alla mia esperienza di consigliere d'amministrazione della societa' nel biennio 2004-2005 ed alla votazione del bilancio del 2005. Dimostrero' nel corso del processo, per la verita', sono convinto insieme agli altri amministratori, che la mia azione nella suddetta veste ed in quella fase, fu mirata esclusivamente alla salvaguardia del patrimonio della societa', al risanamento della medesima ed al recupero dei crediti. Come peraltro evidenziato dal curatore fallimentare, - sottolinea - vorrei evidenziare sin da ora il fatto che le cause del dissesto della Proserpina siano da ricercarsi altrove, anche in considerazione del fatto che, nel 2010, a ben sei anni dalla mia fuoriuscita dal CDA, la societa' falli' con oltre 7,5 milioni di euro di crediti da riscuotere. Sono certo - cpnclude - che ogni circostanza verra' vagliata dai giudici in maniera approfondita e che, conseguentemente, la mia personale posizione verra' chiarita in maniera definitiva".


Rifiuti: Vibo; fallimento Proserpina, a giudizio 8 persone
Vibo Valentia, 28 gen. - Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Monica Lucia Monaco, ha rinviato stamane a giudizio 8 imputati accusati di bancarotta fraudolenta della "Proserpina spa", societa' addetta alla raccolta dei rifiuti nel Vibonese. Fra i rinviati a giudizio c'e' anche il neo consigliere regionale del Pd, Michele Mirabello, attuale segretario provinciale del Partito Democratico di Vibo. Mirabello dovra' rispondere del reato di concorso in bancarotta fraudolenta, quale ex componente del C.d.a. della "Proserpina". Il processo per tutti gli 8 imputati, cosi' come disposto oggi dal gup poco dopo le ore 10.30, si aprira' il 5 maggio prossimo dinanzi al Tribunale collegiale. Gli altri rinviati a giudizio sono: Giuseppe Betro' e Giandomenico Pata, revisori dei conti della "Proserpina"; Giuseppe Ceravolo (ex sindaco di Vibo ed ex assessore provinciale), Domenico Scuglia, Gino Citton, Marcella De Vita e Ciro Orsi, ex amministratori della "Proserpina". Secondo l'accusa, gli indagati attraverso la falsificazione dei bilanci della societa' - con un passivo fallimentare di quasi 10 milioni di euro - avrebbero evitato la liquidazione ottenendo finanziamenti pubblici dal commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria. Una parte dei finanziamenti sarebbe finita ad altre societa' costituite dagli stessi soci privati della "Proserpina". La curatela fallimentare della "Proserpina" si e' costituita parte civile con l'avvocato Enzo Cantafio.


Falsi esami all'Unical: al via udienza preliminare
Catanzaro, 28 gen. - E' dell'Autorita' giudiziaria di Catanzaro la competenza a trattare il procedimento a carico di 61 persone coinvolte nell'inchiesta denominata "Centodieci e lode", sulla presunta falsificazione di esami che sarebbe avvenuta presso la facolta' di Lettere e Filosofia dell'Universita' della Calabria, a Cosenza. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul conflitto negativo di competenza nato dal fatto che il giudice dell'udienza preliminare di Cosenza dichiaro' la propria carenza di competenza "per materia" a trattare i reati informatici, che spetta al giudice distrettuale - cioe' all'Ufficio catanzarese -, e in seguito anche il giudice del capoluogo calabrese dichiaro' la propria incompetenza, in questo caso "per territorio", a occuparsi del caso. E dopo la pronuncia della Cassazione e' dunque iniziata, a Catanzaro, l'udienza preliminare nell'ambito della quale il sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza titolare delle indagini, Antonello Tridico, al termine della propria requisitoria e' tornato a chiedere che tutti gli indagati, tra cui figurano studenti e personale di segreteria accusati di reati che a vario titolo sono il falso e l'introduzione abusiva nel sistema informatico dell'Ateneo, vengano mandati sotto processo. Poi il rinvio al 6 febbraio per il prosieguo con le discussioni dei numerosi difensori. L'inchiesta "Centodieci e lode" e' partita a seguito di una denuncia del preside della facolta' di Lettere e Filosofia dell'Unical, Raffaele Perrelli, che nel corso di una seduta di laurea non riconobbe come sua la firma apposta su uno degli statini inseriti nel fascicolo di uno studente. Le successive e complesse investigazioni, che hanno richiesto anche numerose consulenze grafologiche, avrebbero poi svelato un presunto collaudato sistema utilizzato per favorire l'iter accademico di alcuni studenti. Ben 72 le lauree che, secondo le accuse, sarebbero state ottenute grazie a "falsi esami", e che quindi l'Unical decise di annullare. Erano 75, invece, gli iniziali indagati che, dopo l'avviso di conclusione indagini si sono ridotte a 61 poiche' l'Ufficio di procura ha chiesto l'archiviazione per 14 persone.


Protezione civile: a Casignana presentato il piano con censimento delle persone con disabilità
Casignana (RC), 28 gen. – La commissione straordinaria  del comune di Casignana, composta dal viceprefetto, Maria Rosa Luzza, dal vice prefetto aggiunto, Luigi Guerrieri e dal funzionario economico Giuseppe Belpanno, ha approvato l’aggiornamento del Piano di protezione civile che è stato redatto dall’ufficio tecnico comunale con il supporto dei tecnici dell’associazione di volontariato Tutela Civium di Luzzi ed Envi Onlus (gli ingegneri Maria Annunziata Longo e Pasquale Luca Lavorata e i geometri Gianfranco Pisano e Romano Basile). Tale documento è stato approvato allo scopo di fornire al comune e alla cittadinanza uno strumento operativo fondamentale per affrontare e gestire l'emergenza locale soprattutto nelle sue prime fasi.
Il piano, che tiene conto di tutte le disposizioni legislative in materia in ambito sia nazionale che regionale, è stato presentato alla cittadinanza, presso il comune. Il piano presenta una particolarità che lo rende unico nel panorama delle pianificazioni comunali della Provincia di Reggio Calabria, e cioè l'elaborazione, al suo interno, di una mappa relativa al censimento delle persone con disabilità, predisposta sulla base dei dati forniti dal Comune. Tale previsione rende sicuramente possibili nei confronti delle suddette persone, durante l'emergenza, più tempestivi ed efficaci interventi a salvaguardia della loro incolumità.  Per rendere facilmente leggibile la mappa sono stati utilizzati colori differenti per le diverse disabilità, condivisi con la FISH – Federazione italiana per il superamento dell’handicap e la FAND – Federazione associazioni nazionali disabili.


Giornata della Memoria:  riflessione del presidente Grazioso Manno
Catanzaro, 28 gen. – In occasione della giornata della Memoria, ieri 27 gennaio, ricorrenza internazionale per ricordare lo sterminio del popolo ebraico,  le leggi razziali e le vittime del nazismo, il presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, Grazioso Manno, ha avviato una riflessione sui temi della libertà, della memoria e del potere. “Libertà- scrive il presidente del consorzio- una parola cancellata durante il nazismo ed il fascismo ed in tutti i sistemi dittatoriali del mondo. Ancora oggi c’è chi tenta di cancellarla o limitarla. Potère: se usato per raggiungere i propri utili personali, provoca situazioni terribili come avvenuto per la  shoah”. “La giornata del 27 gennaio - continua Manno- deve  farci riflettere sul bisogno ineludibile di difendere la libertà in ogni sua forma, combattendo coloro che usano il “potere” come arma per imporre a tutti i costi  le proprie posizioni, anche a costo di sacrificare la “libertà” altrui”.
“Non è accettabile – aggiunge- che chi è alla guida di un qualunque Ente, Associazione od altro assuma posizioni durissime dal taglio “imperativo”, che non lasciano spazio al dialogo né ad una serena discussione”. Il presidente del consorzio propone un parallelo tra vecchi e nuove disuguaglianze “essere ebrei ai tempi del nazismo, era come essere un “diverso” in una razza ( quella ariana ) di tutti uguali e a ben vedere oggi, in alcuni settori, in alcuni Enti, in alcune Associazioni dove vige il “Comando io – chi non è d’accordo con me è fuori“, ci si sente appunto “diversi”. Io dico con forza: meglio essere “diversi” in un mondo di tutti forzatamente uguali, ma con la propria dignità”.“Mi piacerebbe – conclude Manno- rispolverare il motto ufficiale della Repubblica francese, Libertè, Egalité, Fraternité, che esprimeva ed esprime gli ideali di rinnovamento politico e sociale. mi viene comunque da dire: viva la libertà, sempre e comunque”.


Isis: diocesi Cassano Ionio, aiuti a cristiani perseguitati
Cassano Ionio (Cosenza), 28 gen. - Un gemellaggio con le famiglie irachene perseguitate dall'Isis ed un container per i profughi rimasti senza casa: queste le iniziative che la diocesi di Cassano Ionio, di cui e' vescovo il segretaria della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intende mettere in cantiere. "Le migliaia di profughi cristiani vittime delle persecuzioni dei terroristi dello Stato islamico - si legge in una nota - sono i protagonisti (ed i destinatari) della campagna di sensibilizzazione avviata dalla Caritas diocesana, guidata dal direttore Raffaele Vidiri".
Gia' nei mesi scorsi, si fa rilevare, mons. Galantino, nella sua veste di segretario generale della Cei, si era recato in Iraq "per constatare di persona la triste condizione della comunita' cristiana locale. Ne era scaturita - e' scritto - una serie di iniziative, la prima delle quali, denominata "Progetto Famiglia", basata sui gemellaggi tra famiglie italiane ed irachene, allo scopo di assicurare un minimo vitale a nuclei familiari composti da 5 persone. Contemporaneamente, si era dato il via al "Progetto Casa", fondato sull'acquisto di container da destinare a nuclei familiari in fuga dal terrore. E per riuscire nell'intento, a meta' dicembre era stata promossa una colletta. Straordinaria, come la risposta giunta da tutte le parrocchie, le rettorie e basiliche diocesane e da privati cittadini".
"La nostra Chiesa - spiega Vidiri - aveva subito raccolto l'appello attingendo ai fondi dell'8xmille e stanziando 6.300 euro per garantire un sostegno per 6 mesi a 8 sacerdoti e ad un diacono iracheno. L'aiuto ed il buon cuore di tutti gli uomini e donne di buona volonta' ci consentiranno di fare di piu'. Molto di piu'. E con le somme raccolte in occasione della colletta decembrina - aggiunge - si procedera' non solo a finanziare anche un gemellaggio della durata di un anno con due famiglie alle quali garantire dignita' e sostentamento, ma pure ad acquistare un container attrezzato di tutto punto, dotato di acqua potabile ed energia elettrica. Un risultato insperato, che non ferma la mobilitazione: qualora singoli, famiglie, associazioni e movimenti intendessero attivare ulteriori azioni potranno sempre farlo, contattando la Caritas diocesana".


Omicidio Musy: Furchi' condannato all'ergastolo
Torino, 28 gen. - Francesco Furchi' e' stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del consigliere comunale Udc, Alberto Musy, ferito gravemente il 21 marzo 2012 e morto dopo 19 mesi di coma. La sentenza e' stata pronunciata oggi dal presidente della Corte d'Assise di Torino Pietro Capello. "Sono innocente, e' un'ingiustizia", ha commentato Furchi' all'uscita dell'aula.


Omicidio Musy: 2 anni fa l'agguato nel centro di Torino
Torino, 28 gen. - Era il 21 marzo 2012 quando Alberto Musy, avvocato, docente universitario, gia' candidato a sindaco di Torino per il Terzo Polo e capogruppo dell'Udc in Comune, rientrava a casa, dopo avere accompagnato a scuola due delle quattro figlie. Nell'androne della sua abitazione in via Barbaroux, nel pieno centro di Torino, era stato colpito da alcuni colpi di pistola in un misterioso agguato. Da allora non aveva piu' ripreso conoscenza e fu ricoverato in una clinica fino alla morte, 19 mesi dopo. L'immagine del killer fu ripresa da diverse telecamere e la foto dell'uomo con il volto coperto da un casco integrale per diversi mesi accompagno' le indagini. Si cerco' in piu' direzioni, nella vita privata e professionale di Alberto Musy, nella sua attivita' politica, fino all'arresto di Francesco Furchi', che si e' sempre proclamato estraneo all'agguato al professore torinese. Musy si era laureato in giurisprudenza a Torino nel 1990, conseguendo una seconda laurea a Berkeley, negli Stati Uniti, nel 1995. Si era occupato del modello giuridico anglo-americano, dedicandosi anche ad approfondimenti sul trust e sull'efficienza della giustizia civile. Aveva lavorato come avvocato civilista anche a Milano, prima di stabilirsi definitivamente a Torino. Nel corso della sua carriera universitaria aveva insegnato in Bocconi, all'Academie de Nantes, alla Benjamin N. Cardozo School of Law di New York e in altre universita' straniere. Alle elezioni comunali della primavera del 2011 era stato candidato sindaco per il Terzo Polo. Entrato in consiglio comunale era stato capogruppo dell'Udc. Alcuni mesi dopo l'agguato, la moglie Angelica aveva chiesto alla Sala Rossa di far decadere il marito dalla carica di consigliere comunale e il Consiglio aveva quindi provveduto alla surroga. Nel luglio 2013, in una affollata cerimonia a Palazzo Civico, il sindaco di Torino Piero Fassino e il prefetto Alberto Di Pace avevano consegnato alla moglie l'onoreficenza di Commendatore della Repubblica conferita a Musy dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.


Musy: legale famiglia consigliere, "sentenza giusta"
Torino, 28 gen. - "Sentenza giusta, che premia uno straordinario lavoro di questura e procura, nonche' l'impegno di una famiglia che ha voluto essere presente a tutte le udienze del processo e questo rinnova il dolore". E' soddisfatto il legale della famiglia Musy Giampaolo Zancan, subito dopo la lettura della sentenza, che ha condannato all'ergastolo Furchi'. E per quanto riguarda l'appello preannunciato dalla difesa: "dimostreremo che la sentenza e' giusta".


Musy: moglie consigliere, finalmente so cosa dire a mie bambine
Torino, 28 gen. - "Finalmente so cosa dire alle mie bambine quando torno a casa". E' il commento a caldo di Angelica Corporandi d'Auvare, moglie di Alberto Musy, dopo la condanna all'ergastolo di Francesco Furchi', ritenuto il responsabile dell'assassinio del consigliere comunale Udc. "Mi aspettavo questo verdetto, - ha aggiunto - ora possiamo tornare a vivere".


Musy: difesa Furchi' preannuncia appello con "ottimi argomenti"
Torino, 28 gen. - "Faremo appello e credo che avremo ottimi argomenti". Lo ha detto l'avvocato Gaetano Pecorella, legale di Francesco Furchi', dopo la sentenza che condanna il suo assistito all'ergastolo per l'omicidio del consigliere comunale Alberto Musy. "Questo processo presenta mille dubbi e mille ricostruzioni alternative possibili. - ha spiegato - Si desume che ci sia stato un agguato premeditato, quando tutte le caratteristiche dell'omicidio portano a conclusioni diverse. Musy non e'stato colpito direttamente da un proiettile, ma da una scheggia che si e'frantumata sul soffitto dell'androne. Voglio vedere come giudicheranno l'micidio volontario". Riguardo alla prima reazione di Furch', l'avvocato Pecorella ha detto: "Era totalmente sconvolto, non ha detto una parola".



'Ndrangheta: minacce a magistrati, denunciato 47enne reggino

Reggio Calabria, 27 gen. - E' un uomo di 47 anni, Francesco Gennaro Triolo, la persona identificata dalla Guardia di Finanza come autore delle telefonate minatorie ad alcuni magistrati antimafia di Reggio Calabria. I finanzieri militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro a carico di persone sospettate di essere collegate con le numerose telefonate intimidatorie, giunte al numero di pubblica utilita' 117 della Guardia di Finanza e al numero di pronta emergenza 112, rivolte al sostituto procuratore Giuseppe Lombardo e al procuratore aggiunto Nicola Gratteri, entrambi in servizio alla Dda di Reggio Calabria. Stamane, i finanzieri i militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno effettuato dieci perquisizioni nei confronti di alcune persone sospettate di essere collegate con le numerose telefonate intimidatorie, giunte al numero di pubblica utilita' 117 della Guardia di Finanza e al numero di pronta emergenza 112, rivolte al sostituto procuratore Giuseppe Lombardo e al procuratore aggiunto Nicola Gratteri, entrambi in servizio alla Dda di Reggio Calabria. I provvedimenti disposti dal Procuratore Capo Vincenzo Antonio Lombardo e dal Sostituto Procuratore Paolo Petrolo della Procura della Repubblica di Catanzaro sono scaturiti a seguito delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle, che hanno consentito in tempi rapidissimi di individuare l'autore delle intimidazioni. L'uomo, che risiede a Reggio Calabria, e' risultato in contatto con soggetti contigui alle locali cosche di 'ndrangheta, ma il suo coinvolgimento diretto con l'attivita' dei clan, come e' stato spiegato nel corso di una conferena stampa, e' ancora da accertare. Triolo, secondo gli inquirenti, , nel periodo tra novembre 2014 e gennaio 2015, ha effettuato 10 telefonate, tutte di breve durata, nella quali annunciava gravissime azioni minatorie ai danni dei magistrati della Dda reggina. L'uomo aveva dimostrato di essere addirittura a conoscenza, in tempo reale, anche di particolari relativi all'attivita' e ai movimenti del giudice Giuseppe Lombardo, indicando gli orari dei suoi spostamenti. Attraverso gli incroci dei dati raccolti, l'attivita' di polizia giudiziaria eseguita dai finanzieri di Reggio Calabria ha consentito di ricostruire tutti i vari percorsi dell'uomo, denunciato a piede libero, e di localizzare le cabine telefoniche - dalle quali sono partite le telefonate - site in Viale Calabria, in Via 25 Luglio e in Piazza Garibaldi della citta'd ello Stretto. Gia' nel 2010, alcuni giudici reggini erano stati oggetto di intimidazioni tramite il mezzo telefonico. All'epoca le telefonate annunciavano la presenza di bombe destinate al Procuratore Generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, e al Consigliere di Corte di Appello, Francesco Neri. Le indagini condotte consentirono allora di individuare il fratello dell'indagato, Giuseppe Triolo, che fu accusato di aver effettuato le telefonate. Nei suoi confronti fu richiesta una condanna a cinque mesi di reclusione. Tuttavia il 29 marzo del 2014, l'uomo era stato assolto con formula piena dal Gup di Catanzaro per non aver commesso il fatto.
La Guardia di Finanza, in poco tempo, grazie a una serie di attivita' di indagine classica e con l'aiuto di sofisticate telecamere, e' riuscita a individuare con certezza l'autore delle telefonate. Il procuratore Lombardo, illustrando ai giornalisti i risultati dell'indagine, da lui seguita personalmente insieme con il suo sostituto Paolo Petrolo, ha invitato la stampa a non sottovalutare ma anche a non enfatizzare il caso. Gli inquirenti, che non a caso hanno disposto perquisizioni a carico di cinque persone che non risultano indagate, ma sono legate in qualche modo a Triolo, vogliono capire se si trovano di fronte a un mitomane, isolato da un contesto di criminalita' organizzata, o se invece dietro a lui, conosciuto in citta' come un uomo innocuo, ci possa essere una regia. Lombardo ha assicurato che comunque l'attenzione degli inquirenti restera' alta, mentre si tenta di comprendere le ragioni delle minacce.
Le perquisizioni eseguite, e' stato detto, sono tese a rinvenire eventuali armi od oggetti che possano in qualche modo suffragare le minacce di morte. Gli inquirenti vogliono accertare, quindi, se fosse stato approntato qualche preparativo per passare dalle minacce ai fatti. Il semplice fatto che l'autore delle intimidazioni fosse a conoscenza degli spostamenti dei magistrati, come ha sottolineato Lomnbardo, non e' di per se un dato significativo, in quanto gli spostamenti dei giudici e delle scorte non passa inosservato. Destinataria di una telefonata minatoria e' stata la madre di uno dei magistrati presi di mira, ma l'utenza sulla quale e' stata chiamata - e' stato fatto rilevare - e' di dominio pubblico, essendo segnalata sull'elenco telefonico.


'Ndrangheta: individuato autore minacce a Dia Reggio Calabria
Catanzaro, 27 gen. - Sono in corso di esecuzione, dalle prime luci dell'alba, una serie di perquisizioni da parte degli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria nell'ambito di un'articolata indagine che ha portato ad individuare l'autore di alcune telefonate anonime, con minacce di morte, rivolte reiteratamente a Giuseppe Lombardo e, nello stesso contesto, anche al procuratore aggiunto Nicola Gratteri, entrambi della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Le indagini, iniziate nel mese di novembre scorso e coordinate dalla procura della Repubblica di Catanzaro, hanno permesso, a seguito di accurati appostamenti e riscontri, di identificare chi ha effettuato, da diverse cabine telefoniche pubbliche, una serie di telefonate anonime, rivolte ai numeri di pubblica utilita' 117 e 112, con cui sono state indirizzate, anonimamente, esplicite minacce di morte ai citati magistrati, fortemente impegnati, con delicate indagini, nel contrasto alle piu' potenti cosche di 'ndrangheta. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle 9.30 presso il comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria alla presenza del procuratore capo della procura della Repubblica di Catanzaro.


Droga: cocaina nell'auto, due leccesi arrestati nel Cosentino
Cosenza, 27 gen. - La squadra mobile della questura di Cosenza ha tratto in arresto due uomini di Lecce per traffico di sostanza stupefacente. Si tratta di Paolo Panzanaro, 40 anni, e Antonio Cosimo Drazza, 33 anni, trovati in possesso di due chili di cocaina. La squadra mobile aveva effettuato, all'alba di oggi, dei posti di controllo nei pressi di Spezzano Albanese (CS). Una Toyota Yaris, alla vista degli agenti, aveva iniziato a procedere in modo sospetto. All'alt dei poliziotti, l'auto e' pero' fuggita. Ne e' nato un inseguimento terminato sull'autostrada A3, nei pressi dello svincolo di Montalto Uffugo, dove gli agenti, con una manovra repentina, sono riusciti a bloccare i fuggitivi. La droga, divisa in tre involucri, era nascosta nel vano motore dell'auto. Segnalato il fatto ai colleghi di Lecce, a seguito di una perquisiione domiciliare, a casa di uno dei due fermati e' stato trovato un piccolo arsenale di armi, tra cui una carabina calibro 22, con cannocchiale di precisione, un fucile calibro 12 a canne mozze, un silenziatore, varie pistole e centinaia di cartucce di vario calibro. Inoltre sono stati trovati due detonatori a miccia e un falso ordigno esplosivo contenene polvere di marmo. Infine, nel contatore della luce, erano nascosti due chilogrammi di hashish. I due fermati sono stati portati nel carcere di Cosenza.


Brucellosi: allevamento di ovini sequestrato nel Vibonese
Vibo Valentia, 27 gen. - Un intero allevamento composto da 250 capi di ovini e' stato sequestrato a Briatico, nel Vibonese, in quanto il locale servizio veterinario dell'Asp ha accertato 3 casi di brucellosi. In particolare, la brucellosi e' stata riscontrata in 3 ovini di sesso femminile. L'allevamento, di proprieta' di A.F., di Piscopio, si trova in localita' "Scrugli" di Briatico ed il sequestro contempla l'isolamento degli animali infetti e la macellazione degli stessi sotto stretto vincolo sanitario e su autorizzazione del servizio Veterinario dell'Asp di Vibo Valentia. La brucellosi ovi-caprina, malattia infettiva e contagiosa, e' trasmissibile anche all'uomo sia per via diretta che indiretta attraverso il consumo di prodotti di origine animale contaminati come il latte. Polizia municipale, Forze dell'ordine e servizio veterinario dell'Asp sono stati incaricati di controllare e vigilare sul rispetto dell'ordinanza.


Cfs: 51.000 controlli effettuati nel 2014 in Calabria
Reggio Calabria, 27 gen. - I risultati dell'attivita' operativa in Calabria del Corpo forestale dello Stato nell'anno 2014 sono stati illustrati stamani dal comandante regionale Antonio Mostacchi nel corso di una conferenza stampa tenuta a Reggio Calabria nella sede del comando regionale alla quale hanno partecipato anche i Comandanti Provinciali di Reggio Giorgio Maria Borrelli, di Cosenza, Giuseppe Melfi, e di Catanzaro, Salvatore Spano'. Nonostante in Calabria il Cfs possa contare su appena 550 uomini in tutta la regione, che vanta uno dei patrimoni boschivi piu' ricchi del Paese, nel corso dell'anno scorso sono stati effettuati ben 51 mila controlli, con un aumento del 18 per cento rispetto all'anno precedente. Particolare attenzione e' stata rivolta alle aree protette, alla salvaguardia ambientale e del patrimonio forestale ed al contrasto ai furti di legname nei boschi di proprieta' demaniale e comunale, alla tutela della sicurezza agroalimentare, al benessere degli animali, nonche' alla protezione della biodiversita'.
L'impegno degli uomini del Cfs ha permesso di sottoporre a controllo 17.037 persone e oltre 5.279 veicoli; 1.519 le notizie di reato comunicate e 835 le persone denunciate, 380 i sequestri, 21 gli arresti effettuati sul territorio regionale, 1.678 gli illeciti amministrativi accertati, 1.718 le persone sanzionate, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro. La stagione estiva, come sempre, ha visto un rilevante impegno nell'attivita' di prevenzione e contrasto dei reati connessi agli incendi boschivi: ben 523 sono stati gli incendi boschivi georeferenziati e perimetrati dal Corpo Forestale in regione per una superficie boscata bruciata di 2.281,5 ettari. Quest'ultimo dato evidenzia, rispetto al 2013, un aumento pari al 79% del numero degli incendi boschivi, con un incremento della superficie forestale percorsa dal fuoco del 15%, mentre una diminuzione si e' registrata in merito alla superficie media dei singoli incendi, da 9,6 a 6,2 ettari. Anche per l'anno prossimo, ha assicurato il comandante Mostacchi, l'impegno del Corpo Forestale dello Stato sara' altissimo.


Inchiesta bando edilizia sociale: interrogatori in Procura
Catanzaro, 27 gen. - Sono in corso in Procura, a Catanzaro, gli interrogatori dei componenti della Giunta regionale guidata dall'ex Presidente, Giuseppe Scopelliti, indagati nell'ambito dell'inchiesta relativa all'annullamento del bando regionale sull'edilizia sociale calabrese pubblicato nel 2008. Davanti al sostituto procuratore di Catanzaro titolare delle indagini, Domenico Guarascio, e' gia' presente l'ex governatore calabrese, Scopelliti, accompagnato dal proprio difensore, l'avvocato Aldo Labate. Seguira' l'interrogatorio di Antonella Stasi, invitata a comparire in qualita' di vice presidente della Regione Calabria, che sara' affiancata dall'avvocato Francesco Laratta. Da ultimo, il pm ha in programma di sentire anche l'ex assessore Giacomo Mancini, mentre slitta ad altra data l'interrogatorio dell'ex assessore Pietro Aiello. Concorso in abuso d'ufficio l'ipotesi d'accusa contestata loro ed anche ai colleghi Francesco Pugliano, Francescantonio Stillitani, Domenico Tallini, Mario Caligiuri, Stefano Antonio Caridi, Fabrizio Capua e Michele Trematerra, nell'ambito delle indagini avviate dalla Procura catanzarese dopo l'esposto presentato da una delle societa' interessate dai bandi dell'edilizia sociale che ha chiesto di verificare perche' il provvedimento pubblicato dalla Regione Calabria nel 2008 per l'accesso ai finanziamenti per gli interventi di edilizia sociale fu sospeso e poi sostituito con uno nuovo.


Infortuni lavoro: Mangialavori, risorse a familiari vittime
Reggio Calabria, 27 gen. - Sulle risorse finanziarie destinati ai familiari delle vittime sul lavoro, il consigliere della "Casa delle liberta'" Giuseppe Mangialavori ha depositato, alla Segreteria generale del Consiglio regionale, un'interrogazione a risposta scritta "con l'intento di sollecitare la Giunta regionale ad assegnare una somma maggiore di quella programmata lo scorso anno". "Le risorse gia' messe a disposizione dall'Amministrazione regionale - spiega Mangialavori - ammontano a 500 mila euro, di cui 450 mila sul bilancio 2014 e 50 mila sul bilancio 2015. Con apposito decreto, emesso sulla base della vigente normativa, e' poi stato pubblicato l'elenco degli aventi diritto al beneficio con cui e' stata giuridicamente accertata la sussistenza di 105 domande, di cui ammissibili e finanziabili 21 pari ad ? 488 mila, ammissibili e non finanziabili 33, non ammissibili 51. Pertanto urge predisporre - aggiunge Mangialavori - gli strumenti economici necessari a garantire la prestazione di che trattasi. Prima di tutto ai 33 istanti la cui domanda e' rimasta inevasa per incapienza dei fondi messi a disposizione. In secondo luogo, per un ulteriore impegno finalizzato ad erogare la prestazione ad eventuali altri legittimi richiedenti. A tale proposito, va rilevato che sussiste, in capo alla Regione, il dovere, sia normativo che politico, di offrire un concreto e tangibile sostegno ai familiari colpiti dalla sofferenza, dal dolore, dallo strazio e dai disagi materiali che susseguono a siffatti eventi". Il consigliere regionale aggiunge che "le 'morti bianche' o quanti riportano gravi infortuni sul lavoro, non possono essere catalogate solo in termini di numeri, fascicoli o pratiche. L'intervento teso ad alleviare le materiali difficolta' delle loro famiglie risponde a un principio di inderogabile solidarieta' umana e istituzionale che deve sovraintendere e ispirare ogni politica sociale. Risulta, dunque, evidente che non e' procrastinabile un'attivita' politico-amministrativa di sostegno alle famiglie colpite da eventi cosi' strazianti che incidono sui loro basilari diritti afferenti alla vita quotidiana e alle prospettive future".


Ambiente: Arpacal capofila progetto "Marine strategy"
Catanzaro, 27 gen. - "Un riconoscimento prestigioso per il lavoro svolto, e le nostre professionalita' impegnate, per contribuire sullo scenario nazionale a far si' che l'Italia adempi regolarmente alla Direttiva Europea 2008/56/CE, meglio conosciuta come "Marine Strategy", che vede gli Stati membri dell'UE incaricati di definire una serie di misure per affrontare le sfide per la tutela degli ecosistemi marini in Europa". E' quanto dichiarato, in una nota, da Sabrina Santagati, Direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal), in un messaggio di saluto alle delegazioni delle Arpa italiane che domani, in videoconferenza, discuteranno insieme della fase attuativa del progetto europeo che vede l'Agenzia ambientale calabrese capofila della cosiddetta "Sotto regione del Mediterraneo centrale - Ionio" di cui fanno parte anche Sicilia e Basilicata. "Un riconoscimento prestigioso - si legge - che vede la Calabria, e piu' precisamente l'Arpacal, in una ristretta cabina di regia nazionale, di cui fanno parte oltre al Ministero dell'Ambiente anche le Arpa di Liguria (competente per la sotto regione tirrenica) ed Emilia Romagna (capofila per la sotto regione adriatica). Entra quindi nella sua fase attuativa - si fa rilevare - il progetto europeo che, nel dettaglio, ha posto come obiettivo agli Stati membri di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale per le proprie acque marine; per buono stato ambientale delle acque marine si intende la capacita' di preservare la diversita' ecologica, la vitalita' dei mari e degli oceani affinche' siano puliti, sani e produttivi mantenendo l'utilizzo dell'ambiente marino ad un livello sostenibile e salvaguardando il potenziale per gli usi e le attivita' delle generazioni presenti e future. Ogni Stato ha dovutro quindi, mettere in atto, per ogni regione o sottoregione marina, una strategia che consta di una "fase di preparazione" e di un "programma di misure"; una strategia marina, quindi, che si e' basata su una valutazione iniziale, sulla definizione del buono stato ambientale, sull'individuazione dei traguardi ambientali e sull'istituzione di programmi di monitoraggio".
"In Italia - spiega il comunicato stampa dell'Arpacal - le fasi di valutazione e di presentazione dei piani operativi di monitoraggio sono stati realizzati, in diverse momenti di lavoro sinergico che hanno visto l'equipe Arpacal portare il proprio contributo, dalla cabina di regia composta dal Ministero e dalle Arpa Liguria, Emilia Romagna e, appunto, Calabria. I piani di monitoraggio sono stati approvati, passando alla predisposizione dei Piani Operativi Attuativi, che dispongono dettagliatamente "chi fara' che cosa"; il prossimo passaggio, prima di attivarsi alla fase prettamente esecutiva del progetto, e' la condivisione finale con tutte le Arpa interessate, alla presenza delle Regioni che, nel progetto, assumono un ruolo di supervisione”.


Anziano scomparso nel Vibonese, in corso ricerche
Vibo Valentia, 27 gen. - Un uomo di 69 anni, G. B., si e' allontanato ieri sera da Ricadi, nel Vibonese, e di lui e' persa ogni traccia. Nelle ricerche sono impegnati i Vigili del Fuoco ed Carabinieri con diverse unita' cinofile e gli elicotteri. L'uomo, sofferente di Alzheimer, approfittando di un momento di distrazione della moglie, si e' allontanato dalla sua abitazione di Orsigliadi, frazione del comune di Ricadi,non facendovi piu' ritorno. I familiari, temendo per la vita dell'anziano, hanno allertato le forze dell'ordine. Le ricerche sono andate avanti per tutta la notte e la mattinata ma ancora senza esito.


Shoah: il ricordo del presidente della provincia di Catanzaro
Catanzaro, 27 gen. - In occasione della Giornata della memoria, a 70 anni dalla liberazione del più grande campo di sterminio nazista, il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno e i consiglieri provinciali ricordano i milioni di ebrei - ma anche anarchici, omosessuali, rom e sinti, malati mentali e criminali comuni, strappate alle loro vite e gettate in quell’inferno dove era difficile sopravvivere – vittime dell’Olocausto. “Dimenticanza è sciagura, mentre memoria è riscatto” (Anneliese Knoop-Graf) – afferma il presidente Bruno -. Anche quest’anno celebriamo con solennità la “Giornata della Memoria” per rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto, lo sterminio degli ebrei e la conseguente ferocia del nazismo: un fatto che non ha precedenti nella storia. Paura, dolore, ferite aperte che non possono essere dimenticati. Il ricordo è un dovere, ma non solo perché c’è una legge, approvata dal Parlamento italiano il 20 luglio del 2000. Dietro quei cancelli abbattuti dall’Armata rossa il 27 gennaio 1945 c’erano la brutalità, la crudeltà, la cattiveria che l’uomo è capace di concentrare fino a cancellare l’umanità e il rispetto per il genere umano”.  “Quella di oggi – dice ancora il presidente della Provincia di Catanzaro - è una giornata dedicata non solo al ricordo, ma anche alla riflessione e alla presa di coscienza per imparare davvero dal passato e fornire alle giovani generazioni chiavi di lettura, di comprensione, affinché fatti crudeli come quelli vissuti 70 anni fa non si ripetano. A tal fine non sono mancate iniziative organizzate da questa amministrazione come quelle del Musmi che hanno visto coinvolti circa 200 ragazzi. A disposizione degli studenti filmati di testimonianza e ricostruzione che saranno fruibili anche nei prossimi giorni. Ho partecipato con emozione alla Giornata della Memoria nella sala del Tricolore del palazzo della Prefettura, voluta dal prefetto S. E. Luisa Latella per sensibilizzare le nuove generazioni al ricordo e alla riflessione sulla Shoah".
"Non possiamo che condividere, infine, la riflessione del presidente del Senato Pietro Grasso, nell'esercizio delle funzioni di Presidente della Repubblica, durante le celebrazioni ufficiali della Giornata della memoria: è grazie alla memoria di ieri che possiamo difendere la nostra civiltà dagli atteggiamenti che hanno originato allora, e muovono ancora oggi, la macchina del razzismo, con la sua fabbricazione del nemico e la sua rozza pedagogia di ignoranza e ostilità verso il diverso ".


Shoah: il ricordo della Calabria nel campo di Ferramonti
Cosenza, 27 gen. - "Ogni persona e' importante. Abbiamo visto, con la Shoah, che una persona ha portato alla morte di milioni di persone. E allora vuol dire che una persona puo' anche portare alla vita di milioni di persone". Lo ha detto il rabbino di Milano, Moshe Lazar, che ha partecipato oggi a Tarsia (Cs), in quello che fu il campo di concentramento di contrada Ferramonti, alle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Presenti anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Occhiuto. Alle celebrazioni hanno partecipato centinaia di alunni di diverse scuole, che hanno visitato il museo del campo di internamento.
"Bisogna dare grande considerazione - ha detto Oliverio - a queste iniziative, che ricordano una pagina drammatica della nostra storia e Ferramonti e' un punto di riferimento importante nella storia tragica del '900". "Qui si deve realizzare un progetto stabile, perche' le scuole possano trovare momento di formazione tutto l'anno", ha concluso Oliverio. "Oggi si ricorda un momento che deve restare sempre contemporaneo - ha detto invece Mario Occhiuto - perche' ci deve essere sempre il rispetto massimo per la vita umana".


Armi: pistola ed esplosivo in casa, un arresto a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 27 gen. - I Carabinieri della Stazione del rione Modena unitamente ai colleghi Cacciatori dello Squadrone Eliportato di Vibo Valentia, hanno arrestato a Reggio Calabriaun uomo di 38 anni, Paolo Attina'. All'interno di una pertinenza della sua abitazione, nel croso di una perquisizione, i militari hanno trovato una pistola riportante la dicitura "Fabrique Nationale d'Armes de guerre Herstal-Belique" calibro 7.65, con matricola punzonata, e 7 cartucce dello stesso calibro, in buono stato di conservazione; tre ordigni artigianalmente confezionati con polvere pirica dalla potenzialita' al momento non definibile, muniti di miccia a "lenta combustione". Il materiale rinvenuto e' stato posto sotto sequestro e repertato per la successiva trasmissione al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina, al fine di effettuare le perizie balistiche necessarie per valutarne l'eventuale compatibilita' con reati recentemente commessi. Attina' e' stato arrestato e condotto nella caserma di Viale Calabria da dove, al termine delle formalita' di rito, e' stato trafserito nel la Casa Circondariale di Arghilla'. Successivamente il Giudice per le Indagini Preliminari di Reggio Calabria ha convalidato l'arresto, disponendo per l'uomo la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.


'Ndrangheta: condizioni Mazzagatti non incompatibili con carcere
Reggio Calabria, 27 gen. - Le condizioni di Giusppe Mazzagatti, 83 anni, boss di Oppido Mamertina, detenuto ai domiciliari per ragioni di salute, "non sono incompatibili con il regime detentivo in un struttura carceraria assistita da idoneo centro clinico". Questa la motivazione con la quale la magistratura ha disposto la revoca del beneficio degli arresti nella sua abitazione all'anziano boss, trasferito in carcere durante la notte dai Carabinieri. L'anziano capomafia, assurto agli onori delle cronache nel luglio del 2014 per il cosiddetto "inchino" dinanzi alla sua casadurante la processione della "Madonna delle Grazie" a Oppido Mamertina, beneficiava della detenzione domiciliare per il suo stato di salute, apparentemente incompatibile con il regime carcerario.
Il provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria deriva da un'istanza di revoca della detenzione domiciliare avanzata dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, sulla base sia degli elementi raccolti durante le indagini dei Carabinieri relative all' operazione" Erinni" (che ha interessato stretti consanguinei del boss, tra i quali il figlio Rocco, considerato dagli inquirenti a capo della locale di 'ndrangheta di Oppido Mamertina), sia sulla scorta delle risultanze dei numerosi controlli effettuati dalla locale stazione dei Carabinieri. In forza degli elementi raccolti, l'autorita' giudiziaria ha disposto nuovi controlli medici sull'ergastolano che e' stato condotto in una struttura carceraria del centro Italia.


Droga: nascondeva marijuana in casa, un arresto a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 27 gen. - I Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Lamezia Terme hanno arrestato S.L.T., 35 anni, trovato in possesso in casa di marijuana. I Carabinieri sono intervenuti su richiesta di supporto di una pattuglia della Polizia Locale di Lamezia Terme che stava procedendo a verifiche in alcune abitazioni nell'ambito di controlli sull'abusivismo edilizio. Nel corso di uno di questi controlli, i militari hanno avvertito un forte odore di marijuana. Da qui un' accurata perquisizione dell'abitazione dell'uomo, dove all'interno di un intercapedine c'erano 11 piante di marijuana mantenute da un sistema di ventilazione ed illuminazione. Altri 200 grammi circa della stessa sostanza erano in una confezione sottovuoto con altro materiale utile alla coltivazione ed alla produzione. L'arrestato e' stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia dei Carabinieri, come disposto dalla magistratura, in attesa del rito per direttissima a seguito del quale l'arresto e' stato convalidato. L'uomo e' stato poi sottoposto all'obbligo di dimora nel Comune di residenza con relative prescrizioni.


'Ndrangheta: revocati i domiciliari, boss Mazzagatti in carcere
Reggio Calabria, 27 gen. - I Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato Giuseppe Mazzagatti, 83 anni, ergastolano, detenuto nella sua abitazione in ragione delle sue condizioni di salute. Mazzagatti, condannato nel 2004 all'ergastolo per vari reati, tra cui associazione di tipo mafioso e omicidio, e' ritenuto dagli inquirenti capo storico dell'omonima cosca di Oppido mamertina (Rc). L'uomo, dal 2006 stava scontando la sua pena ai domiciliari. Il tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria ha revocato la detenzione domiciliare.


Polizia: Coisp, no a chiusura commissariato Cetraro
Cosenza, 27 gen. - La segreteria provinciale del sindacato indipendente di Polizia Coisp di Cosenza, precisa, atraverso una nota, "per evitare ogni tipo di strumentalizzazione che potrebbe nascere da incomprensioni, che, in coerenza con la linea sindacale del nostro Sindacato sia a livello nazionale che regionale, non ha mai inteso adoperarsi per la "soppressione" di alcun presidio della Polizia di Stato sul territorio, tantomeno del Posto fisso di Cetraro (CS). La linea adottata nei giorni scorsi - si fa rilevare - esternata anche a mezzo stampa, era finalizzata esclusivamente sulla chiusura dello stabile in cui era ospitato il Posto di Polizia di Cetraro, poiche', come abbiamo chiaramente esposto nel passato, in tutti i precedenti comunicati stampa ed incontri con i rappresentanti dell'Amministrazione, la struttura in questione ricade in "zona franosa R4", tale da arrecare pericolo imminente per la vita dei nostri colleghi. Pertanto, - scrive il sindacato - come consuetudine sul nostro modus operandi, sulla sicurezza dei Poliziotti il Coisp non fa sconti a nessuno, per nessuna ragione. Ne' si puo' accettare che il personale operante del Posto fisso di Cetraro venga dislocato in una sistemazione di ripiego o non adatta alle esigenze minime di una struttura che ospita un presidio della Polizia di Stato, tanto piu' in un centro nel quale la criminalita' organizzata e' particolarmente attiva ed operativa. Gia' in passato - si evidenzia - il Coisp cosentino si era preoccupato di far rimuovere "l'ostacolo" non in sicurezza, recandosi con i propri rappresentanti presso il Comune di Cetraro, facendo presente al Sindaco la necessita' di reperire un'altra struttura idonea a tutelare, in primis, la sicurezza degli Operatori di Polizia e naturalmente dei cittadini di Cetraro. Nonostante l'interessamento preventivo della nostra Organizzazione Sindacale ad oggi si grida allo "scandalo", ma tale decisione di chiudere il Posto di Polizia di Cetraro non e' stata certamente avallata ne' da noi del Coisp ne' da nessun altro Sindacato di Polizia. Semmai - si legge - c'e' da chiedersi se l'Amministrazione Comunale di Cetraro, con in testa il Sindaco e l'intera Giunta, abbia interesse concretamente a mantenere il presidio della Polizia di Stato a Cetraro. Intanto noi del Coisp auspichiamo che il Ministero dell'Interno faccia retromarcia su quanto deciso e si trovi a brevissimo una location adatta da adibire per il Posto fisso della Polizia di Stato a Cetraro".


'Ndrangheta: beni per 3 mln sequestrati al clan Patania
Vibo Valentia, 26 gen. - Beni immobili per tre milioni di euro riconducibili alla cosca "Patania" di Stefanaconi, satellite dei "mancuso" di limbadi. Sono stati sequestrati in diverse localita' della provincia di Vibo Valentia, dai Carabinieri in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Catanzaro - Sezione G.I.P. che aggredisce cespiti patrimoniali. I beni sarebbero riconducibili ad esponenti di spicco della 'ndrina, ritenuti responsabili, oltre che del reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, anche di omicidi, episodi di usura, estorsioni e danneggiamenti commessi in concorso e con l'aggravante del metodo mafioso.
Il provvedimento e' frutto delle indagini dei Carabinieri che hanno permesso di rilevare la sproporzione tra il valore dei beni oggetto di sequestro e la consistenza reddituale dichiarata dagli indagati (Art. 12 sexies Legge 7 Agosto 1992, n. 356). GLi inquireti avrebbero inoltre accertato la loro riconducibilita' del patrimonio all'attivita' criminale del clan. Il sequestro costituisce il prosieguo delle attivita' investigative convenzionalmente denominate "Gringia", "Dietro le quinte" e "Romanzo Criminale" con le quali l'Arma ha fatto luce su una sanguinosa faida di 'ndrangheta nell'ambito della quale sono stati compoiuti 5 omicidi e 6 tentati omicidi nel territorio provinciale. La faida era scoppiata tra la consorteria mafiosa dei patania, appoggiata dal piu' potente locale di 'ndrangheta dei Mancuso di Limbadi, e la "Societa' di Piscopio", gruppo 'ndranghetistico emergenti. Nello specifico, a conclusione dell'attivita' investigativa, erano statis eseguiti 22 decreti di fermo di indiziato di delitto e 25 ordinanze di custodia cautelare. Il sequestro ha riguardato immobili di pregio ad uso abitativo e commerciale rientranti nel compendio patrimoniale riconducibile a 6 esponenti di rilievo del clan di Stefanaconi. Spicca, per valore stimato, un fabbricato di Stefanaconi che attualmente ospita, oltre ad un distributore di benzina, un albergo con annesso ristorante. I dettagli dell'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa in programma alle ore 10 al Comando provinciale dei Carabinieri, presieduta dal procuratore capo della Dda di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo.


Sicurezza: S.S.106, Associazione “Basta Vittime Sulla Strada”, non si può percorrere questa strada a velocità spropositate
Cosenza, 27 gen. – “ I lavori sulla strada statale 106 procedono a regola d’arte” lo dicono i rappresentanti dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” .I rappresentanti di tale associazione, nel precisare che il finanziamento complessivo pari a 12 milioni di euro “è irrisorio per il lavori sulla statale 106, che oggi vede la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza sulla S.S.106 nelle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro”- aggiungono – “che i lavori di messa in sicurezza della S.S.106 nel basso jonio tra Cariati e Mandatoriccio anche grazie alle insistenze della nostra Associazione sono stati realizzati a regola d’arte e non vi è alcun profilo di illegalità nella loro realizzazione”. Ma l’associazione ci tiene a ricordare che “la strada Statale 106 ionica è una obsoleta mulattiera del fascismo sulla quale non è possibile superare i limiti di velocità, pertanto, è opportuno, che i calabresi tutti inizino a farsene una ragione: non si può percorrere questa strada a velocità spropositate”. Ed in virtù di questo ricordano che “ è utile, anzi, utilissima l’installazione dei nuovi guard-rail più sicuri, a norma e più solidi dei vecchi e certamente riteniamo questa soluzione un deterrente migliore rispetto a quella del tutor”. Il tutor, - concludono nella nota- infatti, non lascia liberi i cittadini automobilisti di poter superare il limite anche di 20, 30 o 40 chilometri orari rispetto al limite in condizioni in cui ciò è possibile ma può servire molto spesso e con più facilità a rimpinguare le casse comunali di quelle amministrazioni indebitate anche a causa di un conclamato mal governo”.


Sicurezza: Rossano,nuova piattaforma stradale ad amica
Rosano(Cs), 27 gen.  – Amica, al via gli interventi di messa in sicurezza sulla strada comunale. Accolte le istanze dei residenti, preoccupati per la pericolosità del tratto di strada che attraversa il centro urbano, e sul quale la maggior parte delle auto sfreccia, non rispettando i limiti di velocità imposti, tantomeno l’impianto semaforico. Nei prossimi giorni partiranno i lavori per la realizzazione di una piattaforma rialzata su pavimentazione stradale per la posa in opera di attraversamenti pedonali rialzati e due dossi artificiali  in gomma. È quanto prevede l’ordinanza sindacale che da il via agli interventi mirati alla tutela e all’incolumità dei residenti, dei pedoni e degli stessi automobilisti attraverso la realizzazione  di una infrastruttura finalizzata alla moderazione della velocità. Nello specifico l’ordinanza prevede, sulla strada comunale di contrada Amica, la realizzazione di una piattaforma rialzata su pavimentazione stradale per la posa in opera di un attraversamento pedonale in prossimità del civico 23 ed in corrispondenza degli attraversamenti pedonali già esistenti, che saranno indicati, ad almeno 20 metri prima nei rispettivi sensi di marcia con il segnale di dosso e di preavviso di attraversamento pedonale, con limite di velocità fissato a 30 km/h. La piattaforma dovrà garantire il corretto smaltimento delle acque piovane. Prevede, inoltre, la realizzazione di due dossi artificiali in gomma, con altezza non superiore a cinque centimetri e larghezza non inferiore a novanta, da installarsi rispettivamente in corrispondenza del civico 80 e 176-178. Anche in questo caso, saranno segnalati ad almeno150 metri prima nei rispettivi sensi di marcia e successive ripetizioni a 100 metri ed a 30 metri, il segnale di dosso e di preavviso di attraversamento pedonale, con limite di velocità fissato a 30 KM/h. Durante la fase di esecuzione delle suddette opere, anche in ragione della mancanza di strade alternative capaci di sopportare i flussi che la strada oggetto d’intervento garantisce, è istituito senso unico alternato, regolamentato a mezzo semaforo. Sempre in detta fase, la ditta incaricata avrà cura di istallare almeno opportuna segnaletica di pericolo, di lavoro in corso e restringimento della carreggiata. Nell’area di cantiere è vietata la sosta 0-24, con esclusione dei mezzi dell’impresa esecutrice.


Caccia Tordi: WWF Calabria, i ritardi della Regione
Catanzaro, 27 gen. – L’associazione ambientalista, WWF Calabria, lamenta un  ritardo da parte della regione nella divulgazione di un  Decreto del Presidente della Giunta regionale , il  n.4 del 19 gennaio scorso, con il quale veniva fissata la chiusura anticipata della caccia al Tordo Bottaccio. Tale decreto “non è stato immediatamente – scrivono i rappresentanti dell’associazione-  e   adeguatamente  divulgato per come l’urgenza del provvedimento avrebbe richiesto, né è stato pubblicato sul BUR per come disposto nello stesso decreto”. La notizia del blocco anticipato della caccia al Tordo bottaccio viene  diffusa tramite un “Avviso ai cacciatori” pubblicato sul sito dell’Assessorato all’Agricoltura,  solo in data 22 Gennaio . “Il provvedimento – aggiunge il WWF Calabria-  non è stato tempestivamente  pubblicizzato dalla Regione, né , a quanto risulta,  trasmesso in tempo agli organi di Polizia  per i necessari controlli , rendendo di fatto inefficace per diversi giorni un provvedimento che invece aveva lo scopo di tutelare subito  una specie altrimenti cacciabile e arrecando di conseguenza un danno al patrimonio faunistico”.  “Il WWF – conclude la nota- auspica per il futuro che la  regione  prenda atto tempestivamente della legittimità delle richieste avanzate dal mondo ambientalista in tema di tutela della fauna, onde evitare spiacevoli  e poco edificanti  “inconvenienti” come questo o come quelli determinati dalla bocciatura dei calendari venatori da parte del TAR”.


Catanzaro:  il ricordo di Sergio Lorenzo dopo la sua scomparsa
Catanzaro, 27 gen. - “Con Sergio Lorenzo se n’è andato un pezzo di storia di un intero quartiere, un punto di riferimento per le centinaia di pendolari che tutte le mattine arrivavano alla stazione delle Ferrovie della Calabria, in via Milano dall’entroterra della provincia”. Il ricordo dell’edicolante catanzarese, scomparso recentemente, arriva dal nipote, Andrea Lorenzo: “Ho sempre saputo che eri una grande persona, le centinaia di persone che sono venute a renderti omaggio confermano la consapevolezza che la nostra comunità ha perso una grande persona. Nel ringraziare quanti hanno partecipato al nostro dolore non posso che esprimere quello che in molti pensano: ci mancherai, caro zio Sergio”.


'Ndrangheta: sequestro beni, clan Patania coinvolto in due faide
Vibo Valentia, 26 gen. - Sono due le faide che hanno opposto il clan Patania di Stefanaconi ad altre consorterie criminali. La prima li ha visti opposti al "locale" di Piscopio, frazione di Vibo Valentia, facente capo aiclan Battaglia e Fiorillo. La seconda faida ha visto contrapposti i Patania alla 'ndrina Bartolotta-Calafati-Meddis di Stefanaconi. A far luce su entrambe le faide e' stata l'operazione antimafia "Gringia" che, unitamente all'operazione "Dietro le quinte" ha svelato anche l'appoggio di una frangia del clan Mancuso di Limbadi - capeggiata dal boss Pantaleone Mancuso (detto "Scarpuni") - ai Patania. Tre gli omicidi (Francesco Scrugli il 21 marzo 2012, Giuseppe Matina il 20 febbraio 2012 e Davide Fortuna il 6 luglio 2012) sui quali le operazioni antimafia avrebbero fatto luce. Sei invece i tentati omicidi per i quali si sono registrate delle condanne, cioe' quelli di Rosario Battaglia e Raffaele Moscato (21 marzo 2012), Raffaella Mantella (gennaio 2012), Francesco Calafati (21 marzo 2012), Francesco Scrugli (11 febbraio 2012) e Francesco Meddis (26 giugno 2012).
   Il 17 marzo 2014 nell'ambito del giudizio abbreviato dell'operazione "Gringia" il gip distrettuale ha inflitto un ergastolo e 157 anni di reclusione al clan Patania, destinatario di altri 16 arresti il 18 aprile 2014 nell'ambito dell'operazione "Romanzo criminale" che fa luce sui ruoli nell'associazione mafiosa dei Patania.


 'Ndrangheta: sequestro beni, 6 i destinatari della misura
Vibo Valentia, 26 gen. - Sono sei gli indagati del clan Patania di Stefanaconi, nel Vibonese, colpiti dal decreto di sequestro dei beni, per un valore complessivo di 3 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda. In particolare, i beni - tutti ubicati a Stefanaconi - sono stati sequestrati a Giuseppina Iacopetta, 60 anni ed ai figli Nazzareno, 41 anni, Saverio, 38 anni, Salvatore, 36 anni, Giuseppe, 35 anni, e Bruno Patania, 39 anni. A Salvatore Patania sono stati sequestrati tre immobili, uno di 265mila euro ed uno di 36mila euro, piu' una villa in costruzione del valore di 440mila euro. A Saverio Patania e' stato invece sequestrato un immobile per 239mila euro, a Giuseppe Patania l'abitazione del valore di 80mila euro, a Nazzareno Patania due immobili, uno per 228mila euro ed uno del valore di 19.600 euro. Infine, a Bruno Patania sono stati sequestrati un immobile del valore di 195mila euro ed un secondo di 19.200 euro, mentre a Giuseppina Iacopetta e' stato sequestrato un immobile di 52.400 euro ed uno di 33.600 euro. Ai Patania e' stato poi sequestrato il complesso "La Valle dei sapori" comprensivo di un distributore di benzina, di un bar e di un albergo per un valore di 455mila euro. Nella struttura, il 18 settembre 2011 fu ucciso il boss Fortunato Patania Un delitto scaturito nell'ambito della faida ma i cui esecutori e mandanti non sono stati ancora assicurati alla giustizia.


'Ndrangheta: Lombardo, "confisca beni morte civile boss"
Vibo Valentia, 26 gen. - "Sono da tempo impegnato personalmente nelle indagini finalizzate ad aggredire i patrimoni mafiosi. Indagini piu' difficili di quelle a responsabilita' personale perche' in quelle patrimoniali ci sono sempre dei prestanome. Tuttavia i mafiosi senza il patrimonio sono condannati ad una sorta di morte civile e per questo le indagini patrimoniali sono importanti". Lo ha detto il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, nel corso della conferenza stampa sul sequestro dei beni al clan Patania di Stefanaconi. "Continuiamo ad avere problemi di organico alla Dda di Catanzaro, ma nonostante cio' - ha poi detto - continuiamo a fare grandi operazioni antimafia sul lato delle misure patrimoniali perche' riteniamo sia un settore nevralgico di contrasto alle mafie". Il comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Vibo Valentia, Marco Califano, ed il colonnello Daniele Scardecchia, comandante provinciale, hanno invece sottolineato come l'operazione patrimoniale odierna sia "la prima che viene svolta integralmente dai Carabinieri nel Vibonese senza il supporto della Guardia di finanza, con i beni sequestrati sia perche' profitto di attivita' mafiose e sia perche' sproporzionati rispetto al reddito dichiarato". I Patania, infatti, a fronte di un patrimonio immobiliare superiore ai 3 milioni di euro, fra il 2003 ed il 2013 hanno dichiarato un reddito familiare medio di poco piu' di 8.000 euro.


Contraffazione: sequestro 10.000 giocattoli nel porto di Gioia T.
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 26 gen. - Gli uomini del gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro e funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno proceduto al sequestro di un container proveniente dalla Cina carico di giocattoli contraffatti delle piu' note marche. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro circa 10.000 giocattoli riportanti marchi contraffatti per un valore complessivo di oltre 26.000 euro.
L'operazione, condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo una serie di incroci documentali e successivi meticolosi controlli eseguiti su numerosi container in transito presso il porto di Gioia Tauro, l'individuazione del carico illecito occultato in un contenitore imbarcato nel porto cinese di Shantou. La merce, destinata formalmente in Montenegro, doveva essere costituita da "giocattoli di plastica", cosi' come dichiarato nella documentazione doganale. Tuttavia i finanzieri ed i funzionari doganali, nel corso dell'ispezione, si sono trovati di fronte un numero considerevole di giocattoli che apparivano contraffatti. La merce, pertanto, e' stata sottoposta ad accertamenti da parte dei tecnici di societa' titolari di rinomati marchi, i quali hanno confermato l'intuizione dei finanzieri e dei funzionari doganali, ossia che i prodotti recavano marchi riprodotti illecitamente.


Fisco: beni per 825.000 euro sequestrati a impreditore crotonese
Crotone, 26 gen. - Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone ha sequestrato beni immobili e altre attivita' per 825.000 euro a un imprenditore di Isola di Capo Rizzuto (Kr) indagato per il reato di omessa dichiarazione. In esecuzione del provvedimento disposto dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Crotone, le Fiamme Gialle pitagoriche hanno sequestrato tre immobili siti nel centro del Crotonese e disponibilita' bancarie per un valore complessivo pari all'ammontare del profitto della condotta evasiva posta in essere dall'amministratore di fatto di una societa' di capitali operante nel settore dell'autotrasporto, attualmente in stato di fallimento. L'azienda era stata oggetto di un' indagine di polizia giudiziaria che aveva portato alla luce responsabilita' penali per bancarotta fraudolenta documentale, nonche' la distrazione di attivo patrimoniale ai danni dei creditori. All'esito delle indagini, i finanzieri avevano provveduto alla contestazione delle violazioni fiscali che hanno determinato l'adozione del provvedimento di sequestro.


Ordigno danneggia palazzina a Fuscaldo, indagini dei carabinieri
Cosenza, 26 gen. - Un ordigno ha danneggiato, la notte scorsa, una palazzina di Fuscaldo, nel Cosentino. Il fatto e' avvenuto intorno all'1,40, in via Antonio Valenza, alla Marina di Fuscaldo. I carabinieri, che conducono le indagini, ritengono che si sia trattato dello scoppio di un grosso fuoco d'artificio, che ha danneggiato il portone e rotto tutti i vetri della palazzina, occupata da diverse famiglie. Danneggiate anche alcune auto. Non si esclude, al momento, nessuna ipotesi sui possibili motivi del gesto, che ha molto scosso la popolazione. Il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, ha convocato per giovedi' 29 gennaio un Consiglio comunale ad hoc per discutere dell'accaduto.


Sicurezza: controlli carabinieri Corigliano Calabro, denunce
Cosenza, 26 gen. - I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno effettuato diverse operazioni nel corso del fine settimana. In particolare, a Corigliano, nella serata di ieri hanno denunciato tre minori di 14 e 15 anni sorpresi all'interno dell'istituto scolastico elementare "L. Ariosto". Vi si erano introdotti, attraverso una finestra, presumibilmente per compiere atti vandalici o un furto. Denunciate, inoltre, a seguito di controlli, quattro persone per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Sequestrati 3 coltelli e otto proiettili. Una denuncia e' stata effettuata per violazione della sorveglianza speciale e due per spendita di banconote false da 100 euro. Denunciate anche 4 persone per guida senza patente e una per guida in stato di ebbrezza. Ritirata una patente di guida. Infine, tre persone sono state denunciate per detenzione di sostanza stupefacente.


Parco Romani: Catanzaro, giudizi abbreviati slittano all'11 marzo
Catanzaro, 26 gen. - E' slittato all'11 marzo l'inizio della celebrazione dei giudizi abbreviati per sette imputati coinvolti nel procedimento giudiziario nato dall'inchiesta su presunti illeciti connessi al Parco commerciale "Romani", che sorge nel quartiere Sala, a Catanzaro, ed alla realizzazione al suo interno dell'Ente Fiera comunale, che l'Amministrazione aveva inizialmente deciso di collocare in un'area appositamente individuata a Germaneto. Il carico di lavoro incombente oggi sull'Ufficio del giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro ha reso necessario spostare la trattazione degli abbreviati, per dare la precedenza ai procedimenti con detenuti. A giudizio, in particolare, i presidenti di Confindustria Calabria e Catanzaro, Giuseppe Speziali e Giuseppe Gatto - che si sono autosospesi dalle rispettive cariche dopo aver ricevuto un'informazione di garanzia -, coinvolti in qualita' di imprenditori; Giuseppe Grillo, presidente della societa' municipalizzata "Catanzaro Servizi"; Alba Felicetti, ex dirigente del Comune di Catanzaro; Pasquale Costantino, in qualita' di dirigente del Comune; Francesco Lacava, ex consigliere comunale e presidente del consiglio d'amministrazione della societa' "Parco Romani"; e l'avvocato Marina Pecoraro. Avra' inizio il 7 marzo, invece, il processo per i restanti 4 imputati, rinviati a giudizio il 12 dicembre (l'ex sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo (Pd); Giulio Elia, consigliere comunale di Catanzaro e presidente della Commissione urbanistica dell'Ente; l'imprenditore Gaetano Romani, costruttore del parco commerciale; Biagio Cantisani, ex dirigente del Comune di Catanzaro e presidente dell'Ordine degli architetti). Nel procedimento, in cui sono costituiti parte civile il Comune di Catanzaro e la municipalizzata "Catanzaro Servizi", la pubblica accusa contesta, a vario titolo, i reati di falso, abuso d'ufficio, tentata truffa aggravata, tentata percezione di fondi pubblici, corruzione, distruzione soppressione o occultamento di atti, estorsione, concussione.


Violenza donne: malmena la moglie, arrestato a Trebisacce
Cosenza, 26 gen. - I carabinieri hanno arrestato, a Trebisacce, nel Cosentino, un uomo di 31 anni, E.D., gia' noto alle forze dell'ordine, per percosse e maltrattamenti ai danni della moglie, sua coetanea. Secondo quanto ricostruito dai militari, a seguito di una lite scoppiata per futili motivi, la donna sarebbe stata picchiata violentemente. Portata in ospedale, i sanitari le hanno riscontrato un trauma contusivo all'avambraccio destro, un trauma cranico e la frattura delle ossa nasali. La prognosi e' di 30 giorni. L'uomo e' stato portato nel carcere di Castrovillari.


Droga: "All inclusive", sei richieste di giudizio abbreviato
Catanzaro, 26 gen. - E' iniziata con 6 richieste di giudizio abbreviato, e una richiesta di mandare al processo dibattimentale i restanti 16 indagati, l'udienza preliminare a carico delle 22 persone coinvolte nell'operazione "All inclusive", diretta a sgominare, secondo quanto riferito dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese, un'organizzazione dedita al traffico di droga con canali di rifornimento in tutta la regione. Davanti al giudice distrettuale di Catanzaro, Pietro Scuteri, hanno scelto il giudizio allo stato degli atti - che in caso di condanna comporta lo sconto di pena di un terzo -, per il tramite dei propri difensori: Giuseppe Tolomeo (34 anni, difeso da Giuseppe Fonte), Massimo Fazio (39, avvocato Giuseppe Fonte), Stefano Sestito (25, avvocato Antonio Lomonaco), Fabio Valentino (24, avvocato Antonio Rania), Alessio Melina (22, avvocato Arturo Bova), Lorenzo Merante (33, avvocato Nicola Tavano). Si e' invece riservato di presentare richiesta di abbreviato alla prossima udienza Vittorio Garcea (29, avvocato Arturo Bova).I riti alternativi avranno inizio il 23 marzo prossimo.
Proseguira' il 16 febbraio, invece, la normale udienza preliminare al termine della quale il gup decidera' se e chi mandare sotto processo, come richiesto oggi in aula dal pubblico ministero, Vincenzo Capomolla, o eventualmente se e chi prosciogliere dalle accuse, come richiesto al termine delle proprie arringhe dai primi otto difensori che hanno preso la parola. L'operazione "All inclusive" scatto' all'alba del 24 febbraio scorso ad opera degli uomini della Squadra mobile di Catanzaro per l'esecuzione di un'ordinanza cautelare che porto' 15 persone in carcere, 6 agli arresti domiciliari e una all'obbligo di dimora. L'inchiesta, secondo quanto reso noto all'epoca del blitz, avrebbe consentito agli inquirenti di svelare un sodalizio di soggetti capeggiato da persone di spessore criminale che si avvalevano della complicita' di giovanissimi particolarmente violenti, dedito anche a rapine ed estorsioni, ma che si sarebbe occupato soprattutto di rifornire di stupefacenti una clientela d'e'lite del capoluogo calabrese. Nel procedimento rimasero coinvolti anche alcuni "insospettabili" quali un avvocato, Gennaro Corea, di 35 anni, e un appuntato dei carabinieri, Mario Russo, 41 anni, gia' in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, entrambi inizialmente sospettati anche di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina, contestazione poi venuta meno nella richiesta di rinvio a giudizio. Questi ultimi adesso rischiano il rinvio a giudizio insieme a: Antonio Scozzafava (51 anni); Giovanni Russo (43), Alessio Gennaro Spagnolo (29), Antonio Gualtieri (42), Massimo Purcaro (40), Giuseppe Barbuto (39), Maurizio Anastasi (53), Alfredo Benincasa (37), Antonio Nistico' (24), Domenico Rubino (40), Santo Grande (56), Filippo Potenza (35), Gheorghe (detto Giorgio) Liciu, Maurizio Colicchia (47).


Tre ville sequestrate a Isola, indagati ex sindaco e ex v.sindaco
Crotone, 26 gen. - Finanziamenti del Por Calabria che avrebbero dovuto essere utilizzati per consolidare tratti della costa interessati dall'erosione sarebbero stati spesi, invece, per sistemare aree su cui insistono ville di parenti. Ville che ora sono state posto sotto sequestro. Per questa vicenda sono finiti sotto inchiesta l'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, l'ex vicesindaco Anselmo Rizzo, il responsabile del settore Lavori Pubblici del Comune, Antonio Otranto e il responsabile del settore tecnico, Raffaele Muraca, ai quali, nello scorso mese di maggio, la Procura della Repubblica di Crotone ha inltrato un avviso di conclusione delle indagini ipotizzando le accuse di lottizzazione abusiva, abuso d'ufficio, falsita' ideologica in atti pubblici, falsita' materiale in atti pubblici, distruzione e deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto, omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. L'edificio in questione e' quello conosciuto come 'Torre Vecchia' che insiste sul promontorio di Capo Rizzuto, interessata da un grave fenomeno di dissesto che sarebbe stato possibile risanare attingendo al finanziamento regionale. I soldi, invece, sono stati dirottati sui lavori di risanamento del tratto di costa in dissesto in localita' Capo Rizzuto, sulla quale insistono gli immobili, oltretutto realizzati abusivamente, ora sequestrati e che risultano appartenere ad un nucleo familiare imparentato con l'ex sindaco Girasole. Si tratta, in particolare, di tre ville di grosse dimensioni e diversi terreni ai quali i Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno apposto i sigilli in esecuzione di un provvedimento emesso dal giudice delle indagini preliminari Bianca Maria Todaro su richiesta del Procuratore della Repubblica, Raffaele Mazzotta e del sostituto Luisiana Di Vittorio. L'indagine ha preso le mosse dalla denuncia di un privato cittadino che segnalava le discutibili le scelte operate dagli organi comunali e dai loro ausiliari nell'ambito del progetto di risanamento dei versanti costieri finanziato con i soldi pubblici.


Deve scontare pena per rapina e lesioni, arrestato a Limbadi
Vibo Valentia, 26 gen. - Deve scontare una pena definitiva di 2 anni e 6 mesi di reclusione per rapina, danneggiamento, violenza e lesioni. Per tali motivi i carabinieri della Stazione di Limbadi diretti dal maresciallo Giuseppe Scialla, coadiuvati dai militari dell'Arma del Norm di Tropea guidati dal luogotenente Gaetano Vaccari, hanno stamane bloccato e tratto in arresto Domenico Muzzopappa, 30 anni, di Limbadi. L'uomo dopo le formalita' di rito e' stato rinchiuso nel carcere di Vibo Valentia per scontare la condanna definitiva.


'Ndrangheta: favori' latitanza boss Lanzino, arrestato
Cosenza, 26 gen. - I Carabinieri della stazione di Rende (Cs), hanno arrestato Umberto Di Puppo, 46 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, ritenuto appartenente al clan Lanzino. I militari hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale del tribunale di Cosenza in quanto l'uomo deve espiare una pena residua di un anno e 16 giorni di reclusione. E' accusato di favoreggiamento personale e procurata inosservanza pena, reati commessi, in concorso con un'altra persona, il 16 novembre 2012 in occasione dell'arresto del boss latitante Ettore Lanzino. Di Puppo e' stato trasfrerito nel carcere di Cosenza.


Immigrati: protesta blocca 106 per un'ora a Isola Capo Rizzuto
Crotone, 26 gen. - Un gruppo di immigrati del centro d' accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Kr) ha bloccato intorno alle 8 di questa mattina la strada statale 106 in entrambe le direzioni di marcia. Circa cinquanta gli extracomunitari che hanno occupato l'arteria stradale, piazzandovi al centro dei sassi e cumuli di legna impedendo la circolazione. Alla base della protesta i ritardi nella concessione dei permessi di soggiorno per richiedenti asilo. La manifestazione si e' svolta in modo pacifico, controllata dagli uomini delle forze dell'ordine. Il blocco e' stato rimosso dopo circa un'ora e la circolazione e' ripresa regolarmente.


Legalmente giovani: il progetto di Mondiversi per diffondere la legalità

Corigliano(Cosenza), 26 gen. -  Rispetta gli altri, rispetta te stesso, rispetta l’ambiente. Questo il messaggio principale del progetto “Legalmente Giovani”, promosso dall’associazione Mondiversi, presieduta da Antonio Gioiello, e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Il progetto si pone come obiettivo la diffusione della legalità tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni. A coadiuvare l’azione di Mondiversi i partner, ovvero gli istituti scolastici superiori cittadini, e gli associati esterni ossia il Comune di Corigliano, il Centro Italiano femminile e l’associazione Tendiamo le mani. Grande attenzione anche ai giovani stranieri immigrati, tant’è che, per favorirne l’inclusione, lo slogan della campagna di sensibilizzazione è stato tradotto in rumeno e in arabo. 


Shoah: cerimonia commemorativa all’Unical
Catanzaro, 25 gen. - Martedì 27 gennaio 2015 presso l’Aula Magna dell’Università della Calabria si terrà, in occasione del “Giorno della Memoria”, una manifestazione commemorativa in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni subite dal popolo ebraico. Tale iniziativa, come negli anni trascorsi, è stata realizzata dall’UNICAL (Università della Calabria) in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, la Rete Universitaria per il Giorno della Memoria e l’Ambasciata d’Israele in Italia.Apriranno i lavori della giornata il Magnifico Rettore dell’UNICAL, Gino Mirocle Crisci, il Prorettore Guerino d’Ignazio e il Direttore generale dell’U.S.R. Diego Bouchè. In mattinata le relazioni scientifiche saranno tenute da Alberto Ventura, su “La memoria mancata dell’Islam”, e dalla scrittrice e testimone di seconda generazione della Shoah,  Micky Bencnaan, su “Scrivere è la mia vita, la mia vita nello scrivere”. Al termine delle suddette relazioni seguirà un dibattito aperto a tutti gli studenti delle scuole calabresi presenti. Nel pomeriggio si terrà un seminario di orientamento con Studenti e Docenti delle Scuole partecipanti.


Giustizia:  Candido e Ruffa (Radicali), presidente Corte d'Appello Catanzaro da' ragioni alle nostre denunce
Catanzaro, 26 gen. -“Anche quest’anno, dirigenti e militanti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e di Radicali Italiani sono stati presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso le Corti d’Appello, lo scorso sabato 24 gennaio. E anche a Catanzaro, dove è intervenuto l'ing. Rocco Ruffa con delega della segretaria Rita Bernadini, durante la cerimonia i Radicali hanno letto un testo, lo stesso in ogni Corte d’Appello, per denunciare lo stato della giustizia e del sistema carcerario italiano, anche alla luce di quelle “ispezioni” che, militanti e dirigenti radicali svolgono regolarmente e che erano state intensificate nelle ultime settimane, nell’ambito dell’azione nonviolenta denominata "Satyagraha di Natale", lanciata dal leader Marco Pannella”.A comunicarlo, con una nota congiunta, sono i radicali calabresi Giuseppe Candido, componente del Comitato nazionale di Radicali italiani e l'ing. Rocco Ruffa militante del partito e intervenuto sabato 24 gennaio presso la Corte d'Appello di Catanzaro per i Radicali con delega della segretaria Rita Bernardini. “Il Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro nella sua relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario, ha dato ragioni" – scrivono Candido e Ruffa – "a noi Radicali che a Capodanno eravamo stati al carcere Ugo Caridi di Catanzaro notando e denunciando come, soltanto dal punto di vista del sovraffollamento, la situazione era leggermente migliorata dopo la consegna del nuovo padiglione. Mentre avevamo denunciato il permanere di violazioni palesi dei diritti umani sia per quanto riguarda il diritto alla salute sia per quanto attiene il diritto al lavoro e a scontare la propria pena vicino i propri parenti. Per non parlare di quelle “traduzioni forzate” dei detenuti, trasferiti non su base della territorialità della pena, ma in base alle capienze disponibili. Una situazione patente in tutte le carceri della regione. Tutto ciò è stato rilevato, nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, dal presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Domenico Introcasio che ha sottolineato chiarissimamente come, nelle case circondariali del distretto di Catanzaro ci sia una “grave situazione igienico-sanitaria”. Riportando i dati del tribunale di Sorveglianza, il Presidente della Corte d'Appello del capoluogo calabrese, ha infatti sottolineato come, nelle otto carceri del distretto, sono presenti 1.810 detenuti: 645 a Catanzaro, 272 a Vibo Valentia, 242 a Rossano, 243 a Cosenza, 140 a Castrovillari, 264 a Paola, 4 a Crotone. Per il presidente Introcasio è migliorata quindi la percentuale di sovraffollamento, che comunque “rimane critica solo a Castrovillari” dove si registra ancora una presenza di detenuti superiore all'11% rispetto la capienza regolamentare, ma, come avevamo denunciato all'uscita dalla visita al carcere Ugo Caridi di Catanzaro condotta a Capodanno nell'ambito del Satyagraha di Natale, molti diritti umani delle persone detenute rimangono sistematicamente violati perché persistono i gravi deficit di personale rispetto alle piante organiche delle varie figure professionali, specie per educatori, polizia penitenziaria e personale amministrativo.
Come Radicali Italiani abbiamo deciso di fare nostro e difendere in ogni sede istituzionale possibile quel messaggio inviato dal Presidente della Repubblica alle Camere l'8 ottobre del 2013 in cui si descrivevano gli obblighi del nostro Paese per rientrare nella legalità costituzionale e sovranazionale che, praticamente, è rimasto inascoltato proprio dal quel Parlamento e dagli interlocutori istituzionali cui era esplicitamente rivolto. Un messaggio che – di fatto – chiedeva al Parlamento di riconsiderare l'ipotesi di un provvedimento di amnistia e indulto non solo per l'immonda realtà carceraria delle nostre patrie galere, ma anche, e forse soprattutto, per la non ragionevole durata dei processi per la quale il "Paese canaglia” Italia continua ad esser condannato da trent'anni a pagare cifre ingenti in risarcimenti. E, come ha sottolineato anche il Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro nella sua relazione, le pendenze sono in crescita anche nel distretto di Catanzaro dove, nel penale, sfiorano il 25%. E non solo il Presidente della Corte d'Appello, ma anche il Procuratore Generale, il rappresentante del C.S.M., il presidente Iannello e molte altre autorità intervenute all'inaugurazione hanno ammesso che la situazione, per molti versi, è "al collasso". Una non ragionevole durata dei processi che l'Europa sanziona, e come Radicali denunciamo inascoltati perché, di fatto, si ripercuote sul senso di giustizia che i cittadini percepiscono. Pure in Calabria – concludono Candido e Ruffa – serve subito il garante dei detenuti perché, con le prescrizioni che galoppano e di cui nessuno parla troppo, viene il dubbio che si discuta di ferie dei magistrati per far melina e nascondere i veri problemi della giustizia e delle carceri”.


Shoah: mercoledì concerto della memoria nel carcere di Rossano
Crosia(CS), 25 gen. - In occasione del Giorno della Memoria, dedicato alle vittime dell’Olocausto, mercoledì 28 gennaio, i detenuti del circuito Alta sicurezza del carcere di Rossano,  offriranno, per il secondo anno consecutivo, uno spettacolo denso di emozioni realizzato con grande partecipazione e commozione. Si tratta di una manifestazione culturale nell'ambito del progetto "Note di libertà", a cura dell'Istituto musicale “Donizetti” di Mirto Crosia. I detenuti sono stati preparati dal Direttore artistico del “Donizetti”, Giuseppe Greco, dal M° Giuseppe Fusaro (pianoforte), M° Salvatore Mazzei, (teoria e solfeggio), prof.ssa Letizia Guagliardi (docente di inglese presso l’Itis di Rossano) con il supporto della dott.ssa Angela Greco (educatrice). Sono previsti canti eseguiti da solisti e dal coro, brani eseguiti dai detenuti, scenette teatrali, poesie recitate e racconti sulla Shoa. "Rinnovare ogni anno il ricordo, seppure rinnova il dolore, ci ricorda – a sua volta - il dovere", ha commentato il direttore della Casa circondariale rossanese, Giuseppe Carrà, "di non dimenticare per rendere onore a chi, innocente, ha pagato con la vita per la propria identità, la propria storia, la propria cultura i propri valori. Occorre non dimenticare e serve trasmettere memoria perché non si disperda quella aberrazione che - oggi come allora – è costituita da ogni forma di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza, di xenofobia". A giudizio del dottore Carrà basta ricordare, quasi in parallelo con la nostra civiltà, "che con la Shoah non furono perseguitati soltanto gli ebrei ma anche zingari, serbi, testimoni di Geova, omosessuali, tedeschi oppositori del nazismo, partigiani e Resistenti di tutte le nazionalità, delinquenti abituali, slavi, malati di mente, disabili ed “asociali”, come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti". Interessante il parallelismo "tra ieri e oggi, ovvero, come anche oggi dalle celle del carcere", ha commentato il direttore Carrà, "partano delle voci che vogliono raccontare quella terribile esperienza confrontandosi, senza filtri,  con un pubblico vario e composto da gente delle varie componenti della società civile". L’ obiettivo del progetto ha spiegato Giuseppe Greco "è portare sollievo in un luogo di disagio, donando un momento di arricchimento e gioia ai detenuti e al personale che opera nella Casa Circondariale di Rossano". La musica "ha un’ampia valenza educativa e formativa, è un potente mezzo di comunicazione" Il progetto realizza attraverso lezioni settimanali, di circa due ore, dedicate allo studio della teoria musicale e alla pratica di uno strumento. A conclusione dell’anno è previsto uno spettacolo-concerto. Alla manifestazione sono state invitate a partecipare diverse autorità politiche, civili e religiose, numerose scuole, privati cittadini e associazioni di volontariato.        


Scuola: Bruno, alla manifestazione l’impregno premia  
Catanzaro, 25 gen. -  “La manifestazione ‘L’impegno premia’, organizzata dai docenti e dal dirigente scolastico del Siciliani per premiare tutti gli alunni che, per impegno e profitto scolastico, si sono distinti all’interno del liceo, è l’espressione tangibile di quanto sosteniamo da sempre: una società migliore e un futuro di sviluppo in ogni settore per la nostra terra e il nostro Paese possono essere garantiti solo attraverso l’attenzione alle giovani generazioni e premiando il merito”. E’ quanto ha affermato il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, prendendo parte alla cerimonia di premiazione degli studenti più meritevoli svoltasi nei giorni scorsi nella Casa delle Culture di Catanzaro. Gli studenti del liceo scientifico “Siciliani” hanno ricevuto riconoscimenti e borse di studio a conclusione di un brillante percorso di studi, come ricordato dalla dirigente scolastica Silvana Alfreta con la quale il presidente Bruno si è intrattenuto prima di partecipare alla premiazione. Dal presidente della Provincia il plauso anche per quanto certificato dalla Fondazione Agnelli, prestigioso sodalizio che da anni investe in modo considerevole nell’analisi del “Sistema Istruzione” italiano risulta essere infatti primo in Calabria in varie graduatorie comparative in Calabria. “Il liceo ‘Siciliani’ è una delle eccellenze della nostra provincia, i premettenti studenti premiati oggi contribuiscono a dare lustro alla nostra terra portando in giro il buon nome di Catanzaro – ha detto Bruno -. La scuola e la sanità sono sicuramente due dei settori su cui investire con maggiore intensità. Così come non possiamo guardare alla riorganizzazione della scuola, a partire dal dimensionamento scolastico, con un approccio ragionieristico: la scuola non è una questione di bilancio. Per quanto di nostra competenza ci impegniamo concretamente a garantire luoghi sicuri dove poter svolgere la formazione. Ce la metteremo tutta”.Al presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, e all’assessore comunale alla pubblica istruzione Antonio Sgromo, è toccato anche il piacevole compito di consegnare le borse di studio vinte da quegli studenti che, oltre ad aver ottenuto la migliore media scolastica a confronto fra classi parallele, hanno dimostrato più degli altri un maggiore senso di responsabilità, di impegno nella frequenza delle lezioni e di partecipazione alle attività curriculari.


Frodi: Gdf Roma, operazione “match off”
Roma, 25 gen. - Il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, ha dato esecuzione al sequestro preventivo di 124 siti web, emesso dal giudice delle indagini preliminari di Roma nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. L’attività è stata avviata grazie ad una denuncia di SKY Italia, la maggiore piattaforma televisiva a pagamento operante sul mercato italiano. Le indagini sviluppate con la collaborazione del Nucleo Speciale Radiodiffusione Editoria, hanno consentito di verificare come i siti in questione trasmettessero numerosi eventi sportivi ed interi campionati di più discipline sportive, nonché concerti musicali e numerosissime opere cinematografiche e televisive senza possedere i relativi diritti, , appartenenti a molteplici operatori delle TV a pagamento e non, nazionali ed estere. In particolare, è stato accertato che venivano offerti contenuti pirata sia in modalità “streaming live” cioè in diretta, che in modalità “streaming on demand”, fruibili, quindi, a richiesta degli interessati.


Anno giudiziario: Catanzaro, "'ndrangheta emergenza nazionale"
Catanzaro, 24 gen. - La 'ndrangheta e' diventata "una emergenza nazionale". Lo ha detto il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nella sua relazione per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Una denuncia forte, quella del magistrato, che ha aggiunto: "La 'ndrangheta ha assunto le dimensioni di un fenomeno nazionale ed internazionale, acquisendo le peggiori connotazioni delle altre organizzazioni criminali". Per questo, secondo il presidente, occorre "considerare l'emergenza mafiosa del territorio come emergenza nazionale, alla quale fare fronte apprestando opportuni rimedi con il potenziamento del settore investigativo e giudiziario, cui non andrebbero lesinate le necessarie risorse economiche". Introcaso ha posto in evidenza anche la continua crescita dell'organizzazione criminale, "con una dotazione di armi micidiali", e con "lo scambio sempre piu' frequente tra armi e droga". Ma c'e' anche uno sviluppo della stessa organizzazione: "Ci sono sempre piu' segnali di una tendenza alla centralizzazione delle famiglie 'ndranghetistiche - ha detto il presidente della Corte d'appello - che da microcosmi a struttura familiare e localistico assumono i caratteri di cellule interdipendenti e collegate al vertice da strutture sovraordinate".


Anno giudiziario: Catanzaro, "peggiorata situazione ambientale"
Catanzaro, 24 gen. - Esiste un serio problema per l'incolumita' pubblica e la salute dei cittadini calabresi. E' quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Il presidente ha, infatti, posto in evidenza che, rispetto ai reati in materia di inquinamento e per la gestione dei rifiuti, "la situazione e' notevolmente peggiorata", al punto che "si e' assistito ad un ulteriore significativo incremento dei procedimenti relativi a reati contro l'incolumita' pubblica e la salute dei cittadini, nonche' quelli in materia di tutela dell'ambiente e del territorio, riconnessi - dichiara il magistrato - alla pluriennale situazione di emergenza ambientale in materia di smaltimento dei rifiuti e inquinamento delle acque". I territori piu' a rischio, secondo Introcaso, sono quelli del Crotonese e di Paola (Cosenza), con quest'ultimo "caratterizzato da fenomeni preoccupanti". Nella materia ambientale restano elevati gli incendi dolosi e colposi, ma anche le violazioni in materia edilizia e urbanistica "in assenza - e' scritto nella relazione - di validi strumenti urbanistici e mancando una efficace repressione degli illeciti". Non mancano, infine, le lottizzazioni abusive, anche se in lieve calo a causa della crisi economica.


Anno giudiziario: Catanzaro, in aumento reati stalking e violenze
Catanzaro, 24 gen. - E' stato necessario costituire alcuni gruppi di lavoro specialisti per affrontare il continuo incremento dei reati legati allo stalking e alle violenze in famiglia. Lo ha reso noto il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nella relazione presentata nel corso della cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il presidente ha, infatti, evidenziato che questo genere di reati sono "in notevole allarmante aumento". E' stata registrata una "diffusa pervasivita' del fenomeno con implicazioni sociali rilevanti, espressione di violenza sopratutto in ambito familiare, legato a fenomeni di incultura stratificata e malinteso del possesso sulle persone e sulla famiglia". Per questo, ha dichiarato Introcaso, "alcuni uffici del distretto hanno provveduto a costituire gruppi di lavoro specialistici in collegamento con corrispondenti gruppi specialistici delle forze dell'ordine e dei servizi territoriali".


Anno giudiziario: Catanzaro, in aumento delitti contro p.a.
Catanzaro, 24 gen. - Aumentano i delitti contro la pubblica amministrazione, cosi' come destano "particolare allarma sociale" reati quali l'usura e l'estorsione. E' quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, presentata nel corso della cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per quanto riguarda i delitti contro la pubblica amministrazione, il presidente ha ribadito l'allarme legato alla 'ndrangheta, dal momento che sono diverse le indagini che dimostrano legami tra le amministrazioni locali e le cosche. Un accento e' stato posto sulla realta' di Vibo, dove, grazie alle alleanze con le cosche reggine, la 'ndrangheta "condiziona la societa' civile e il funzionamento delle istituzioni locali". Ed e' sempre la 'ndrangheta, secondo Introcaso, a gestire usura ed estorsioni, ritenuti di "difficile scoperta a causa dell'omessa denuncia da parte delle vittime". Analogo discorso riguarda lo spaccio e il traffico di sostanze stupefacenti che, secondo il presidente della Corte d'appello, sono "in sostanziale regime di monopolio delle associazioni di 'ndrangheta in collegamento con rapporti internazionali".


Anno giudiziario: pg Catanzaro, "rispondere a domanda giustizia"
Catanzaro, 24 gen. - "Le istituzioni giudiziarie devono risultare credibili per i cittadini" e per farlo e' "indispensabile riuscire a rispondere con efficienza alla sempre crescente domanda di giustizia". Lo ha detto il neo procuratore generale di Catanzaro, Raffaele Mazzotta, nel corso dell'intervento per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Il procuratore generale ha poi esortato i calabresi a "scegliere e schierarsi con lo Stato, abbandonando ogni forma di omerta' e passivita'. Lo Stato - ha aggiunto - non chiede atti di eroismo, pero' e' indispensabile la collaborazione e il sostegno di tutti i cittadini onesti". Quindi si e' rivolto agli amministratori pubblici, "il cui operato - ha affermato Mazzotta - deve essere sempre improntato alla legalita' e alla trasparenza, oltre che basato su una condotta etica e morale esemplare". Il neo procuratore generale, che si e' insediato giovedi' dopo avere guidato la Procura di Crotone, ha anche analizzato la situazione sociale ed economica della Calabria, chiedendo che possano essere trovate "soluzioni piu' adeguate alla disoccupazione", quindi interventi per la "tutela dell'ambiente e dei beni culturali".


Anno giudiziario: Catanzaro, rischio paralisi in alcuni Tribunali
Catanzaro, 24 gen. - C'e' un "rischio paralisi incombente" per i tribunali di Catanzaro, Paola e Vibo Valentia, per i quali "e' stata inoltrata la richiesta di applicazione extradistrettuale". A porre in risalto la carenza di personale, a cui si aggiunge in molti casi anche quella strutturale,e' stato il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nel corso della cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Nella sua relazione, Introcaso ha sottolineato che "le piante organiche di tutti gli uffici del distretto sono inadeguate sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo". Una condizione di assoluta difficolta', considerato che, secondo il presidente, "le scoperture di organico sono ormai endemichedal punto di vista quantitativo". Un particolare accento e' stato posto sulla procura distrettuale dove risultano scoperti 5 posti di sostituto su 18. Complessivamente il dato di scopertura del personale e' pari, per gli uffici collegati alla Corte di appello di Catanzaro, al 19 per cento, ma con picchi particolarmente critici per alcuni settori amministrativi, quali i funzionari contabili, dove si registra un meno 60 per cento di copertura.


Anno giudiziario: Reggio Calabria, "contrastare lentezza tempi"
Reggio Calabria, 24gen. - "La crisi ha un solo nome: lentezza dei tempi di decisione dei giudizi, civili e penali, che mina la certezza delle situazioni giuridiche, ostacola lo sviluppo economico e gli investimenti di impresa, elide l'effetto deterrente della pena, alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni". Lo ha affermato il presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Giovanni Battista Macri', nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Ne e' chiara - ha proseguito il presidente - ormai la causa: una legislazione sostanziale invasiva, che produce, per un verso, un contenzioso civile a volte corrivo e fittizio e, per l'altro, espande l'area di rilevanza penale sino a ricomprendervi fatti di modesto allarme sociale. Vi fa riscontro un apparato processuale vetusto e pletorico, che sacrifica il valore della giustizia sull'altra di un esasperato garantismo. La combinazione di questi fattori - ha ribadito Macri' - ha prodotto un arretrato impressionante, la palla al piede di qualsiasi riforma di merito e di rito. E' questo il nocciolo della questione, il nodo da sciogliere".


Anno giudiziario: Reggio Calabria, "creare Tribunali per settore"
Reggio Calabria, 24gen. - Per rendere efficiente la giustizia civile "occorre, innanzitutto, abbandonare l'idea, tanto cara alla corporazione, che il giudice possa occuparsi indifferentemente di ogni settore del diritto". Lo ha affermato il presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Giovanni Battista Macri', nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Bisogna battere la strada delle specializzazioni creando dei Tribunali per settore" ha proposto il presidente, puntando l'indice sul sistema di rotazione dei magistrati: "L'attuale sistema e' retto dall'assurdo meccanismo per cui quando il giudice diviene esperto in un settore del diritto scatta la mannaia della rotazione motivata dal nobile fine di evitare le cosiddette incrostazioni (rectius, l'acquisizione di posizioni di potere), contrastata con la rotazione e non con opportuni, eventuali interventi mirati da parte del Csm. Occorre, inoltre - ha proposto Macri' - intervenire sul regime delle impugnazioni, escludendo, in caso di doppia decisione conforme, la possibilita' di ulteriori impugnazioni".


Anno giudiziario: Reggio Calabria, "piu' tempo a processi gravi"
Reggio Calabria, 24 gen. - "Nel settore penale, anziche' continuare a perseguire fatti di scarso allarme sociale che intasano i ruoli, sottraendo tempo ed energie alla trattazione dei processi gravi, si proceda infine ad una ampia depenalizzazione o, quanto meno, si contragga l'area dei reati perseguibili di ufficio, estendendo quella dei reati perseguibili a querela di parte". Lo ha affermato il presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Giovanni Battista Macri', nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Occorre - ha affermato ancora Macri' - intervenire sul carattere rigidamente accusatorio del rito, imperniato sulla defatigante acquisizione della prova in dibattimento e che quindi procede stentatamente tra rinvii e rinnovazioni dibattimentali, necessitate dagli inevitabili avvicendamenti dei giudici. Sarebbe percio' opportuno - ha proposto il presidente della Corte d'Appello reggina - recuperare forme di istruzione predibattimentale, che evitino la dilatazione dei tempi del giudizio e la creazione dei pachidermi processuali, con il rischio della scadenza dei termini di custodia cautelare nei giudizi di criminalita' organizzata".


'Ndrangheta: Cafiero De Rafo, nel Reggino la "casa madre"
Reggio Calabria, 24 gen. - "Le cosche della provincia di Reggio Calabria rimangono centrali nella struttura complessiva e da esse bisogna partire per ricostruire l'albero della 'ndrangheta. Le cosche della provincia di Reggio Calabria sono la "casa madre", cui tutte le altre fanno riferimento". Lo ha affermato il procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria. "La 'ndrangheta calabrese - ha proseguito Cafiero De Raho - e', sul piano internazionale, la piu' attiva, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti. Il racket - ha denunciato il procuratore - e' attivita' presente oltre ogni soglia di tollerabilita', eppure, si contano sulle dita di una sola mano le persone offese che ricorrono alla polizia giudiziaria e alla magistratura per difendere i propri diritti, la propria dignita', sociale e umana, la propria liberta'. Si preferisce essere schiavi del sistema criminale piuttosto che denunciare".


Arrestato per aggressione a controllore bus torna libero
Catanzaro, 24 gen. - E' stato rimesso in liberta' Fabio Luigi Nicoletta, 34 anni, di Catanzaro, arrestato giovedi' a seguito di una presunta aggressione ai danni di un controllore dell'Amc, l'azienda di trasporto del capoluogo calabrese, nata dal fatto che il giovane e' stato sorpreso a bordo del mezzo pubblico sprovvisto di biglietto. Lo ha deciso il tribunale monocratico di Catanzaro, davanti al quale oggi e' iniziato il giudizio per direttissima nell'ambito del quale Nicoletta e' chiamato a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale (si procede separatamente quanto alle lesioni nei confronti del controllore dell'Amc). Il giudice, Tiziana Macri', ha convalidato l'arresto del 34enne e poi ha disposto a suo carico la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la firma, come richiesto anche dal pubblico ministero d'udienza, Domenico Antonio Stillo. Il giudizio riprendera' il 16 marzo, su richiesta di un termine a difesa avanzata dall'avvocato Francesco Saladino. Nicoletta, secondo le accuse a suo carico, avrebbe reagito con violenza quando il personale in servizio sull'autobus dell'Azione per la mobilita' nella citta' di Catanzaro gli ha chiesto di esibire il titolo di viaggio perche' ne era sprovvisto. Ne sarebbe nata una lite con tanto di minacce e di un'aggressione a uno dei due controllori presenti, che ha poi riportato lesioni giudicate guaribili in 16 giorni. Dopo l'immediato intervento delle Forze dell'Ordine Nicoletta, gia' noto alle cronache per precedenti giudizi, era stato arrestato e posto ai domiciliari per decisione del sostituto procuratore di turno, Andrea Mancuso.


Malmenano e rapinano due anziane, arrestati nel Reggino
Laureana di Borrello (Reggio Calabria). Due uomini di nazionalita' rumena, Adrian Petru Moisi di 23 anni e Mihai Catalin Vrinceanu di 24 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri a Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, con l'accusa, in concorso, di sequestro di persona, rapina aggravata e lesioni personali. I due sono ritenuti presunti autori della rapina avvenuta ieri notte nel piccolo centro pianigiano, quando due individui a volto travisato si sono introdotti nell'abitazione di due anziane, di 90 e 70 anni, e dopo averle immobilizzate e malmenate, hanno sottratto circa 200 euro in contanti, 2 telefoni cellulari e alcune stecche di sigarette oltre a vari monili di poco valore. In poche ore i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Francesco Cinnirella, hanno rintracciato i due. Dalla perquisizione domiciliare i carabinieri hanno rinvenuto, celati in uno zaino, diversi grimaldelli, cacciavite, chiavi e seghetti; nascosti sotto un letto vi erano due passamontagna, varie calze in nylon e guanti in gomma oltre a due tute mimetiche; mentre nei vari anfratti della piccola abitazione, i militari hanno recuperato la refurtiva, compresi i soldi e i due cellulari, riconducibile, verosimilmente, anche ad altre rapine perpetrate nella zona.


A caccia in una riserva naturale nel Cosentino, denunciato
Cosenza - 24 gen.- Nel corso dei servizi di controllo del territorio il personale del comando stazione di Acri del Corpo forestale dello Stato ha denunciato all'autorita' giudiziaria un cinquantacinquenne di Bisignano sorpreso nell'esercizio dell'attivita' venatoria illegale in localita' "Sambuco" a Santa Sofia D'Epiro, all'interno della "Riserva Naturale Regionale del Lago di Tarsia e della Foce del Crati" sito d'importanza comunitaria (Sic) per la rete Natura 2000. Il personale Forestale insospettiti da un automezzo in sosta a margine di strada, notavano il cacciatore con il fucile in atteggiamento di caccia provenire dall'interno della riserva naturale a protezione integrale. Nell'immediatezza bloccavano l'uomo e procedevano al controllo documentale delle autorizzazioni e del veicolo, all'interno del quale rinvenivano esemplari di avifauna abbattuta, nonche' nell'abitacolo appoggiate ed incustodite sul sedile lato passeggero un centinaio di cartucce calibro 12 . Si e' quindi proceduto oltre al deferimento dell'uomo presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari per esercizio venatorio in area protetta e per l'omessa custodia di munizioni anche al sequestro del fucile calibro 12 e delle relative munizioni. Gli aspetti amministrativi sanzionati hanno principalmente riguardato la mancata annotazione sul tesserino della avifauna abbattuta, cacciabile nel periodo di attivita' venatoria, ritrovata nel veicolo, quali Tordi, Bottacci e Ghiandaia.


Sequestra connazionale per un debito, denunciato a Cotronei
Crotone, 24 gen. - Avrebbe sequestrato in casa una connazionale per un piccolo debito, ma e' stato scoperto e denunciato dalla polizia di Crotone. Il fatto e' accaduto a Cotronei, dove la squadra mobile e' intervenuta su segnalazione del Consolato rumeno. Cosi' e' stato scoperto che A.M.I., cittadino rumeno, aveva segregato la connazionale per un debito che lo stesso riteneva di vantare nei suoi confronti. La donna e' stata liberata e l'uomo denunciato per violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.


Truffe: due vibonesi fermati e arrestati a Luzzi
Cosenza, 24 gen. - Nella serata di ieri, i carabinieri di Luzzi hanno arrestato due persone per truffa. Una pattuglia, in contrada Cavoni, ha fermato un'auto, una Mercedes Classe C Station Wagon. A bordo vi erano Antonio Abate, 36 anni, proprietario del veicolo, e Rocco Visciglia, 39 anni, entrambi di Vibo Valentia e gia' noti alle forze dell'ordine. I due stavano trasportando una bicicletta da corsa di grande valore e varia attrezzatura tecnica, come scarpe, casco e ruote, appena acquistate. Al controllo della fattura, si e' scoperto che questa era intestata ad una ditta di Milano che non opera nel settore della vendita e commercializzazione di attrezzature sportive ma nella gestione di locali di intrattenimento e non era riconducibile in alcun modo ai due uomini. I militari hanno poi trovato un blocchetto di assegni palesemente falso, in quanto tutti i titoli contenuti avevano lo stesso numero seriale. I due sono stati portati in caserma e intanto e' stato controllato il negozio, poco distante, in cui era stata acquistata la merce. Si e' scoperto che i due avevano pagato un importo di 9.650 euro, 7500 euro con assegno, 1800 euro con permuta di una loro bicicletta usata e 350 euro come acconto, che era stato versato in precedenza. L'assegno utilizzato era falso ed e' stato sequestrato. I carabinieri hanno poi scoperto che la societa' alla quale veniva emessa la fattura aveva sede a Milano e si trovava in liquidazione volontaria da qualche mese. Si e' anche appurato che i due autori della truffa si erano presentati falsamente come Domenico (Rocco Visciglia) e Francesco (Antonio Abate). La merce e' stata subito restituita al proprietario. I due sono stati giudicati per direttissima questa mattina e adesso sono soggetti ad obbligo quotidiano di presentazione ai carabinieri nel luogo di residenza.


Tentato omicidio a Cinquefrondi, nuovo arresto della polizia
Cinquefrondi (Reggio Calabria), 24 gen. - Salvatore Vecchie', 29enne di Melicucco, in provincia di Reggio Calabria, e' stato arrestato dalla Polizia per tentato omicidio aggravato continuato e in concorso, porto illegale e ricettazione di armi. Sono stati gli investigatori del Commissariato di Polistena a eseguire l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Palmi, Paolo Ramondino, su richiesta dei pm presso la Procura della Repubblica di Palmi, Enzo Bucarelli e Gianluca Gelso, che hanno diretto le indagini sotto il coordinamento del Procuratore Aggiunto Emanuele Crescenti. I fatti risalgono al 25 luglio del 2012, quando nelle vie centrali di Cinquefrondi avvenne il tentato omicidio di Rocco Francesco Ierano'. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti Vecchie' sarebbe il mandante e l'organizzatore del tentato omicidio, unitamente ai cognati, Bruno, Pasquale e Vincenzo Fossari, questi ultimi sottoposti a fermo nel luglio 2013 per lo stesso reato e attualmente detenuti I fratelli Fossari e Vecchie' avrebbero assoldato due killer stranieri, anche loro attualmente in carcere, allo scopo di vendicare l'omicidio del loro congiunto Francesco Fossari, avvenuto a Melicucco il 2 agosto del 2011. Per quest'ultimo delitto sono attualmente in carcere, in attesa di giudizio, Giuseppe Bruzzese e lo stesso Rocco Francesco Ierano', sottoposti a fermo nell'ambito di un'operazione della Polizia del 27 giugno 2013. Francesco Fossari, ancora secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato ucciso a causa della brusca interruzione della relazione extraconiugale che intratteneva con la sorella di Giuseppe Bruzzese, nonche' moglie - sebbene a quell'epoca separata - di Giuseppe Ladini, presunto elemento di spicco della criminalita' organizzata cinquefrondese, attualmente in regime di detenzione. A corroborare le indagini anche due collaboratori di giustizia: lo stesso Ierano', che ha indicato esplicitamente Vecchie' come uno degli organizzatori della vendetta ordita dalla famiglia Fossari, nonche' le dichiarazioni rese dal collaboratore Antonio Russo il quale, essendo stato compagno di cella di Vecchie' durante la sua precedente detenzione, ne avrebbe raccolto gli sfoghi e le confidenze. Gli esiti dell'indagine sono stati illustrati alla stampa stamani nel corso di una conferenza tenuta in Questura alla presenza del procuratore di Palmi facente funzioni Emanuele Crescenti, del nuovo capo della Squadra Mobile reggina Francesco Ratta', del suo vice Fabio Catalano, e del dirigente del commissariato di Polistena, Pierfrancesco Amati.


Carceri: in Calabria "grave situazione igienico-sanitaria"
Catanzaro, 24 nov. - Nelle case circondariali calabresi c'e' una "grave situazione igienico-sanitaria". Lo ha detto il presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Riportando i dati del tribunale di Sorveglianza, Introcaso ha evidenziato che nelle otto carceri del distretto sono presenti 1.810 detenuti, dei quali 645 a Catanzaro, 272 a Vibo Valentia, 242 a Rossano, 243 a Cosenza, 140 a Castrovillari, 264 a Paola, 4 a Crotone. E' migliorata, pero', la percentuale di sovraffollamento, che resta critica solo a Castrovillari dove si registrano l'11 per cento in piu' di detenuti rispetto ai posti disponibili. Molti i disagi rispetto alle piante organiche delle varie figure professionali, specie per gli educatori, la polizia penitenziaria e per il personale amministrativo.


Furti: tagliavano con una motosega pini marittimi, arrestati

Lamezia Terme (Catanzaro), 23 gen. - I Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme hanno tratto in arresto due persone accusate di furto aggravato in concorso. Si tratta di P. F., 59 anni, e C. M., 45 anni. I due, durante un controllo all'interno della zona industriale di San Pietro Lametino, ex area Sir, nei pressi della pineta, sono stati sorpresi mentre tagliavano alcuni alberi di pino marittimo con una motosega. La legna, grazie anche all'aiuto di un minorenne, era stata poi caricata su un'autovettura. I due sono stati dichiarati in arresto e posti ai domiciliari. Al termine del rito per direttissima l'arresto e' stato convalidato dal giudice.


Sorvegliato speciale arrestato dalla Gdf a Castrovillari
Cosenza, 23 gen. - Un uomo di 37 anni di Castrovillari, I.F., pregiudicato, sottoposto alla sorveglianza speciale, e' stato posto agli arresti domiciliari dalla guardia di finanza perche' ha prodotto falsa documentazione per avvalersi di alcuni benefici. Il fatto e' emerso a seguito di indagini eseguite in maniera congiunta da polizia, carabinieri e fiamme gialle. Nel 2013 l'uomo era detenuto presso un carcere della Toscana e aveva prodotto dei falsi documenti recanti la firma del legale rappresentante di una societa' che attestavano la volonta' di quest'ultimo di assumerlo presso i propri cantieri, nel cosentino. Tale falsa attestazione ha indotto il giudice per la sorveglianza a porlo in stato di regime detentivo domiciliare nel territorio castrovillarese, per consentirgli l'attivita' lavorativa. La cosa, comunque, non e' sfuggita alle forze di polizia, che hanno effettuato dei controlli ed hanno segnalato la verita' alla magistratura.


'Ndrangheta: scoperto bunker cosca Pelle-Vottari nella locride
Catanzaro, 23 gen. - I carabinieri hanno scoperto a Bovalino, nella locride, un bunker sotterraneo di circa 600 metri quadrati, ritenuto nella disponibilita' della cosca Pelle-Vottari di San Luca, Reggio Calabria.
La scoperta e' stata fatta dai Carabinieri del Gruppo di Locri e dello Squadrone Eliportato Cacciatori d'Aspromonte di stanza a Vibo Valentia nel corso di perquisizioni domiciliari, delegate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, finalizzate alla ricerca del latitante Antonio Pelle, 27 anni, condannato a 12 anni di reclusione in Appello per associazione di tipo mafioso nel processo "Fehida". A suo carico anche un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, emessa nel 2012 dal Tribunale di Roma. Le operazioni di ricerca sono state estese anche ai terreni di pertinenza e circostanti alle abitazioni perquisite, dove sono stati effettuati scavi con un escavatore.
Nel corso delle ricerche, in localita' Selvaggine, sotto un capannone nella disponibilita' di un 61enne di Bovalino (RC), e' stato rivenuto un rifugio sotterraneo in muratura, delle dimensioni di 50x12 mertri circa, per una superficie complessiva di 600 metri quadrati circa, al cui interno erano presenti un modulo abitativo completo di due posti letto, cucina e bagno; circa 1000 vasi in plastica contenenti terreno, sacchi di concime, decine di fusti di fertilizzante liquido, lampade alogene ed aeratori per la coltivazione della canapa indiana. L'accesso era consentito mediante una botola a sollevamento idraulico, occultata nella pavimentazione del capannone coperta da balle di paglia. Il bunker, ad esito dei rilievi condotti da personale della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Reggio Calabria, e' stato sequestrato per i successivi approfondimenti investigativi. L'odierno rinvenimento segue di pochi giorni quello del bunker realizzato all'interno di un container sotterrato, avvenuto il 27 dicembre scorso a Benestare(RC).


'Ndrangheta: processo "Purgatorio" al via a Vibo, 100 testimoni
Vibo Valentia, 23 gen. - Oltre 100 testimoni - citati dall'accusa e dalla difesa - saranno sentiti nel processo nato dall'operazione antimafia denominata "Purgatorio" che si e' aperto stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Imputati l'ex capo ed il vicecapo della Squadra Mobile di Vibo, Maurizio Lento ed Emanuele Rodono', accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, e l'avvocato penalista del foro di Vibo Antonio Galati. Gli imputati si trovano tutti agli arresti domiciliari. Il Tribunale per la seconda volta ha oggi respinto la richiesta del pm della Dda di Catanzaro, Camillio Falvo, di riunire tale processo a quello denominato "Black money" contro il clan Mancuso gia' in fase di celebrazione con 24 imputati. Fra gli oltre 100 testimoni ammessi dal Tribunale a deporre nel processo "Purgatorio" vi sono diversi magistrati, gia' in servizio a Vibo e Catanzaro, funzionari di polizia, carabinieri, avvocati ed imprenditori. Chiesta inoltre dal pm la trascrizione delle numerose intercettazioni, alla base dell'inchiesta, con l'affidamento dell'incarico ad un perito. Nel corso dell'udienza odierna ha quindi deposto l'ispettore Alfonso Esposito della Squadra Mobile di Catanzaro - primo teste del processo - ascoltato su alcune indagini a lui affidate dalla Dda di Catanzaro. Nell'ambito della stessa inchiesta, tre magistrati prima in servizio a Vibo e Catanzaro sono stati gia' ampiamente prosciolti da ogni accusa.


Immigrati: Oliverio, non possiamo rimanere indifferenti
Catanzaro, 23 gen. - "Occorre potenziare gli aspetti sanitari e servono interventi a sostegno del volontariato e dell'associazionismo, ma anche rispetto all'accoglienza. Si tratta di uomini e donne che devono essere rispettati nella loro dignita'". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, analizzando il tema dell'immigrazione a margine di una conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro. Oliverio ha precisato che "si tratta di una problematica che merita attenzione adeguata da parte delle istituzioni. Pur non essendo di nostra competenza - ha aggiunto - siamo una regione di approdo di masse di diseredati, non possiamo rimanere indifferenti". Per questo Oliverio ha annunciato che "chiedero' un incontro al Ministro dell'Interno e abbiamo gia' offerto, nel corso di una riunione che si e' svolta nella Prefettura di Catanzaro, la disponibilita' per coordinare le attivita'.


Polizia: Francesco Ratta' nuovo capo squadra mobile Reggio
Reggio Calabria, 23 gen. - Il neo primo dirigente della Polizia di Stato Francesco Ratta', 46 anni, e' stato nominato dirigente della Squadra mobile di Reggio Calabria, ufficio del quale, dal febbraio 2012, era stato vice dirigente nonche' dirigente della sezione criminalita' organizzata. Prima ancora, Ratta' era stato reggente del Commissariato di Gioia Tauro (RC), dove era approdato nel 2010 dopo aver diretto per sei anni la Squadra Mobile di Catanzaro della quale era stato in precedenza vice dirigente e dirigente della S.C.O. Dal 1999 al 2001 aveva diretto la sezione investigativa del Commissariato di Siderno.


Comune Corigliano: distribuzione kit raccolta differenziata
Corigliano Calabro ( Cosenza), 23 gen. - Sono 5.800 le utenze domestiche raggiunte e circa 6.000 i chili di multimateriale raccolti dal primo gennaio ad oggi. Queste le cifre del servizio di raccolta differenziata porta a porta che, grazie alla sinergia tra l'Amministrazione comunale e la ditta Ecoross, dall'inizio del nuovo anno e' stato potenziato sull'intero territorio comunale. I dati sono stati resi noti, con un comunicato, dall'amministrazione. "Prosegue - si legge - la distribuzione dei kit da parte delle dieci operatrici Ecoross che, dopo aver completato la consegna nella zone dello Scalo e di Schiavonea, saranno ora impegnate nel centro storico, a Cantinella e nelle contrade. A ciascuna utenza viene distribuito un kit, composto dal vademecum contenente indicazioni sulla raccolta differenziata e informazioni sui giorni di raccolta, e da una fornitura di buste semitrasparenti: bianche per la carta e il cartone, blu per il multimateriale (plastica, alluminio e piccoli residuati di materiali ferrosi). Gli utenti che non sono presenti in casa al momento della consegna, - si precisa - possono ritirare il kit presso l'Ufficio Ambiente del Comune di Corigliano presso l'Autoparco. Sei le zone in cui e' stato suddiviso il territorio comunale, a ciascuna delle quali corrisponde un giorno di raccolta secondo il calendario gia' in vigore per la carta e il cartone. Entro le ore 13 del giorno indicato sul vademecum per la propria zona di appartenenza, i cittadini - e' infine scritto - devono depositare le buste, bianca e blu, sulla sede stradale in corrispondenza del numero civico".


Internet: studio, 35% studenti catanzaresi ha sintomi dipendenza
Catanzaro, 23 gen. - Il 35,5 % degli studenti catanzaresi presenta dipendenza da internet, mentre il 4 % ha una sospetta Hikikomori. E' il dato dello studio e della pubblicazione scientifica a cura di Donatella Marazziti, docente di psichiatria all'Universita' degli studi di Pisa, e del giornalista Mario Campanella, esperto di dipendenze e di disturbi dell'infanzia, che verra' presentata ufficialmente il prossimo 3 febbraio nel capoluogo calabrese. La ricerca e' stata finanziata dall'amministrazione provinciale. Lo screening - spiega una nota - ha riguardato oltre 250 studenti di eta' tra i 14 ed i 19 anni, provenienti da tutta la provincia e divisi per provenienza geografica. Sono stati coinvolti il liceo classico Galluppi e l'istituto tecnico Ferraris ,che hanno caratteristiche dimensionali e demografiche etero genee Allo studio hanno collaborato l'istituto Roma Sapiens di Roma (attraverso le psicologhe Gabriella Reda e Amelia Vommaro) e la psicoterapeuta Lucia Nardi. Sono stati somministrati test anonimi - e' scritto nel comunicato - adeguando il questionario sulle dipendenze alle particolarita' dei minori: sono state , quindi, escluse, le domande sulle eventuali compulsioni sessuali". "Il 35 % di questi ragazzi - dichiarano Marazziti e Campanella - fa fatica a staccarsi da Internet , con una predilizione per i social network( facebook) whatsapp e con una netta prevalenza maschile per i giochi su playstation ed x box. Cinque ragazzi presentavano una chiara tendenza alla sindrome Hikikomori, la patologia descritta per prima dallo psichiatra giapponese Sato, che non consente piu' di relazionarsi al mondo esterno , con una raffigurazione totalizzante del mondo virtuale. Il dato piu' interessante - proseguono ancora Marazziti e Campanella - e' che la provenienza sociale e culturale dei ragazzi non e' una discriminante sull'utilizzo della rete e dei meccanismi informatici e anche sulle dinamiche dipendenziali. Abbiamo scelto la Calabria - hanno detto Marazziti e Campanella - sia per la sua storia radicale di regione del sud fortemente identitaria, sia perche' bisognava testare l'incidenza delle dipendenze su un capoluogo di regione che non avesse macro-dimensioni. Dall'analisi effettuata sulle risposte - proseguono Marazziti e Campanella - emerge una sorta di legittimazione della dipendenza, che da un lato viene vissuta come "normale", nel senso che sembra non provocare grandi frustrazioni, mentre dall'altro (in una logica contraddittoria comunque propria dell'adolescenza ) la possibile assenza di collegamento genera ansia e confusione. Vi e' da sottolineare - conclude la nota - che questo 35 % si collega 4-6 ore o piu' ogni giorno o utilizza per analogo tempo i giochi informatici, mentre una buona parte del rimanente 65%, pur rimanendo in una soglia temporale piu' accettabile, si connette per almeno quattro ore giornaliere".


Sanita': donna deceduta a Vibo, interrogazione Nesci (M5S)
Catanzaro, 23 gen. - La deputata del M5s Dalila Nesci ha presentato un'interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell'Economia sulla morte, avvenuta a Vibo Valentia, di una donna, Santina Cortese, "su cui - spiega - c'e' un'inchiesta aperta dai vertici dell'azienda sanitaria". Il decesso, ha scritto nell'atto la parlamentare M5s, "potrebbe essere stato determinato pure da negligenza dei sanitari di volta in volta interessati". Soprattutto, la deputata ha posto l'attenzione "sul comportamento del medico di famiglia, che, chiamato il 7 gennaio, non avrebbe mai visitato la signora Cortese, non avendo trovato parcheggio sotto casa". Se vero, l'episodio potrebbe - secondo la parlamentare - costituire grave violazione del "Codice di deontologia medica, specie dell'articolo 8, che impone al medico di prestare soccorso o cure d'urgenza e di tempestivamente attivarsi per assicurare assistenza".
Nesci ha chiesto, quindi, se il ministro della Salute "non ritenga di dover investire immediatamente, in relazione al caso di specie, l'Ordine dei medici di appartenenza" e se i ministri destinatari "non ritengano, nell'ambito delle proprie competenze, di verificare lo stato effettivo dei livelli essenziali di assistenza nel territorio di Vibo Valentia, anche alla luce della mancanza del commissario per l'attuazione del piano di rientro dal debito sanitario della regione Calabria".


Borgia: Sacco visita frazione marina per verificare i danni dovuti al maltempo  

Borgia, 23 gen. - A seguito del maltempo  che nel pomeriggio di ieri ha colpito la fascia ionica catanzarese, nella mattinata di venerdì 23 gennaio,  l'assessore Elisabeth Sacco (con delega alle frazioni), accompagnato dai vigili urbani,  ha fatto una ricognizione del territorio in zona marina per verificare eventuali danni alle infrastrutture o a beni privati. A darne notizia - come di consueto attraverso una nota diffusa da Antonello Iuliano, responsabile dell'ufficio stampa -  la stessa Sacco. Dagli accertamenti eseguiti dai vigili urbani, guidati dal comandante Salvatore Scarfone, non sono emersi visibili danni ne alle infrastrutture, ne a beni privati L'amministrazione comunale di Borgia si riserva tuttavia di verificare più approfonditamente anche altre zone del territorio al fine di accertare l’esistenza di eventuali impatti negativi del maltempo non riscontrabili a prima vista. È importante sottolineare che se non ci sono stati danni - ha chiosato l'assessore Sacco- a mio avviso ciò è grazie all' avere effettuato, nei mesi scorsi, la pulizia dei canali per facilitare il deflusso delle acque meteoriche al fine di evitare esondazioni con possibili conseguenze negative alle persone e alla circolazione. Per noi - ha proseguito  l’assessore  -  la prevenzione ha un ruolo di fondamentale importanza. Prova ne è che sin dal nostro insediamento ci siamo adoperati per intervenire nelle zone più critiche. Certo - ha concluso Sacco - occorrerebbero interventi ancora  più incisivi; ma per far ciò è  necessario il concorso degli Enti sovraordinati quali Provincia e Regione.Ma ci stiamo adoperando in tal senso e siamo fiduciosi per il futuro.


Giustizia: Catanzaro, insediato il nuovo procuratore generale
Catanzaro, 22 gen. - Si e' insediato questa mattina il neo procuratore generale della Corte d'Appello di Catanzaro, Raffaele Mazzotta, fino a ieri a capo della Procura della Repubblica di Crotone. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della Corte d'Appello, Domenico Introcaso, l'avvocato dello Stato, Giovanni Grisolia, e il presidente dell'Ordine degli avvocati, Giuseppe Iannello. Mazzotta ha ringraziato tutti per l'accoglienza e ha sottolineato: "Conosco molto bene i problemi delle province calabresi e garantiro' il lavoro di coordinamento necessario perche' tutto proceda per il meglio". Il neo procuratore generale ha aggiunto: "Oltre alla vicinanza ai procuratori e ai magistrati, ci sara' massima attenzione anche nei confronti del personale impegnato nei nostri uffici".


Uccise padre e feri' madre, trasferito in ospedale psichiatrico
Catanzaro, 22 gen. - E' stato trasferito dal carcere di Catanzaro-Siano all'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona-Pozzo Di Gotto C. B., 33enne di Cerva, centro della Presila catanzarese, arrestato a dicembre dopo la gravissima aggressione ai danni della propria madre e del padre, deceduto ni giorni scorsi dopo un lungo ricovero dell'uomo presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale Pugliese-Ciaccio. Mentre si attende che il sostituto procuratore titolare delle indagini, Andrea Mancuso, formalizzi la modifica dei capi d'imputazione a carico di C. B. in omicidio consumato e tentato - dall'iniziale duplice tentato omicidio -, il giudice per le indagini preliminari, Assunta Maiore, ha emesso un provvedimento con cui ha disposto a carico del 33enne la misura di sicurezza provvisoria del ricovero in opg, cui e' seguito un nuovo interrogatorio dell'indagato. Questo e' avvenuto per rogatoria ad opera del gip di Barcellona, davanti al quale C. B., affiancato dall'avvocato Wanda Bitonte, ha risposto alle domande ma in maniera alquanto frammentaria, riuscendo a ricostruire solo parte di cio' che e' avvenuto a Cerva. Quel giorno, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, C. B. avrebbe selvaggiamente picchiato i suoi genitori, che avrebbe colpito con calci e pugni al punto da ridurre in fin di vita il padre, morto un mese dopo, e la madre con serie ferite al volto e alla testa. Il procedimento e' seguito anche dai familiari del 33enne - a quanto risulta affetto da gravi problemi psichici - che sono assistiti dall'avvocato Giovanni Schinea.


Rifiuti: Vibo, chiesti 8 rinvii a giudizio, anche Mirabello (Pd)
Vibo Valentia, 22 gen. - Il pm della Procura di Vibo Valentia, Vittorio Gallucci, ha chiesto oggi in aula al gup, Lucia Monaco, il rinvio a giudizio di 8 imputati accusati di bancarotta fraudolenta della "Proserpina spa", societa' addetta alla raccolta dei rifiuti. Fra gli imputati per i quali il pm, nel corso dell'udienza preliminare, ha chiesto il rinvio a giudizio c'e' anche il neo consigliere regionale del Pd, Michele Mirabello, attuale segretario provinciale del Partito democratico di Vibo. Per Mirabello il rinvio a giudizio e' stato chiesto quale ex componente del C.d.a. della "Proserpina". Tre invece le posizioni oggi stralciate (Domenico Naso, Michelangelo Petrolo e Francesco Pantano). Le altre richieste di rinvio a giudizio interessano: Giuseppe Betro' e Giandomenico Pata, revisori dei conti della "Proserpina"; Giuseppe Ceravolo (ex sindaco di Vibo ed ex assessore provinciale), Domenico Scuglia, Gino Citton e Marcella De Vita, Ciro Orsi, ex amministratori della "Proserpina". Secondo l'accusa, gli indagati attraverso la falsificazione dei bilanci della societa' - con un passivo fallimentare di quasi 10 milioni di euro - avrebbero evitato la liquidazione ottenendo finanziamenti pubblici dal commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria. Una parte dei finanziamenti sarebbe finita ad altre societa' costituite dagli stessi soci privati della "Proserpina". Il gup sciogliera' la decisione sui rinvii a giudizio il 28 gennaio.


Aggredisce controllore azienda trasporti Catanzaro, arrestato
Catanzaro, 22 gen. - Un uomo di 34 anni, Fabio Luigi Nicoletta, e' stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Catanzaro dopo avere aggredito un controllore dell'Azienda per i trasporti urbani di Catanzaro. L'uomo e' accusato di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di fornire le proprie generalita'. Nella tarda mattinata di oggi, poco dopo le 12,30, in via Kennedy, Nicoletta e' stato fermato su un autobus dell'Amc per un normale controllo del biglietto, di cui pero' lo stesso era sprovvisto. Alla richiesta del controllore di esibire i documenti, il trentaquattrenne ha risposto con una violenta aggressione. Il dipendente dell'azienda e' stato soccorso e trasportato in ospedale per le ferite riportate, mentre una pattuglia dei Carabinieri giunta sul posto e' riuscita a identificare e arrestare il responsabile. Nicoletta e' gia' noto alle forze dell'ordine per una condanna definitiva per tentato omicidio: l'uomo accoltello' un giovane al termine di una lite.
Il segretario generale della Uiltrasporti e la Uiltrasporti tutta esprimono "solidarieta' al lavoratore della Amc che stamane nell'esercizio delle proprie funzioni e' stato aggredito. La Uiltrasporti ritiene che non sia piu' possibile subire attacchi verbali e fisici durante l'espletamento del proprio lavoro. Nei prossimi giorni - afferma il segretario generale Uil Benedetto Cassala - chiederemo al management dell'Amc e al sindaco un incontro per affrontare seriamente la questione visto che ormai tali episodi si ripetono con una certa frequenza".


Giustizia: carenza giudici a Vibo, nuovo rinvio processo Ricatto
Vibo Valentia, 22 gen. - Giustizia a rilento a Vibo Valentia con il dodicesimo rinvio del processo "Ricatto" - fra i piu' importanti in corso di celebrazione - che mira a far luce sulla mancata costruzione del nuovo ospedale cittadino e su un appalto milionario dove vengono contestati molteplici reati che vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione, sino alla turbativa d'asta, alla truffa, all'abuso d'ufficio ed alla concussione. A causa della composizione "anomala" del Collegio giudicante, ed in attesa che venga assegnato un presidente stabile per la trattazione di tale dibattimento, il Tribunale collegiale di Vibo Valentia e' stato oggi costretto all'ennesimo rinvio del processo. Se ne riparlera' il 5 febbraio prossimo. Salvo tre udienze con alcuni testi della difesa ascoltati negli scorsi mesi, il processo sin dal 5 aprile 2011 ha subito rinvii su rinvii a causa della cronica carenza di magistrati al Tribunale di Vibo Valentia o per la mancata sostituzione di giudici a latere incompatibili con la sua trattazione. Nel marzo dello scorso anno e' cosi' scattata la prescrizione per uno degli imputati che e' in tal modo uscito dal processo. L'inchiesta "Ricatto" e' stata condotta nel 2005 dal pm Giuseppe Lombardo, oggi alla Dda di Reggio Calabria, e dal luogotenente dell'Arma Nazzareno Lopreiato, comandante della Stazione carabinieri di Vibo Valentia.


Sicurezza: controlli Polizia a Catanzaro e Lamezia Terme, denunce
Catanzaro, 22 gen. - La Polizia ha esegito dei controlli in localita' Scordovillo di Lamezia Terme, dove si e' proceduto, unitamente a personale dell'Enel, alla verifica di eventuali allacci abusivi operati da soggetti della comunita' rom sulla linea elettrica esterna all'accampamento. Durante i servizi, coordinati dal Dirigente del Commissariato di Lamezia Terme, Antonio Borelli, sono stati verificati 60 contatori posti all'interno dell'abitazione di altrettanti nuclei familiari. Otto contatori sono risultati manomessi per cui gli intestatari saranno denunciati per furto di energia elettrica. Nel contesto di attivita' diversificate sul territorio due giorni fa, nel quartiere di Catanzaro Lido personale del locale Commissariato della Polizia di Stato diretto da Giacomo Cimarrusti, ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di un'abitazione occupata abusivamente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro.


Auto si schianta dopo aver forzato posto di blocco, un morto
Cosenza, 22 gen. - Un uomo e' morto in un incidente stradale che si e' verificato ieri a Corigliano Calabro, nel Cosentino, ma la notizia e' circolata solo oggi. L'uomo, un cittadino rumeno, Luciano Costel Artene, era a bordo di un'autovettura insieme ad un'altra persona. L'auto non si e' fermata ad un posto di blocco dei carabinieri ed e' partito un inseguimento, durante il quale la macchina e' sbandata ed e' finita violentemente contro un muro di contenimento. L'impatto e' avvenuto in una strada interpoderale. Il conducente e' fuggito, mentre Artene e' morto sul colpo. Sulla macchina sono state trovate numerose matasse di rame e un fucile su cui sono in corso gli accertamenti. Le indagini proseguono per risalire alla persona che e' riuscita a fuggire.


Auto in fiamme nella notte a Vibo, la settima da inizio anno
Vibo Valentia, 22 gen. - Un'auto e' stata danneggiata dalle fiamme, nella notte, a Vibo Valentia. Il rogo ha interessato la parte anteriore di una Volkswagen Polo di proprieta' di una donna del luogo A.M., 35 anni, parcheggiata nel quartiere Affaccio, in via Giovanni XXIII. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco che hanno limitato i danni ed hanno impedito che le fiamme si propagassero a tutta l'autovettura. Sul posto per i rilievi e l'avvio delle indagini e' intervenuta la polizia che, unitamente ai vigili del fuoco, ha trovato sul posto tracce di liquido infiammabile. Salgono a 7 le auto date alle fiamme nel Vibonese dall'inizio dell'anno.


Sicurezza alimentare: 120 kg carne sequestrati nel Cosentino
Cosenza, 22 gen. - Circa 120 chilogrammi di carne in cattivo stato di conservazionesono stati sequestrati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato nel Comune di S. Marco Argentano (cs). Il sequestro e' avvenuto nei giorni scorsi durante un controllo ad un esercizio di ristorazione da parte del personale dei Comandi Stazione di Trebisacce e Castrovillari a cui ha partecipato anche personale dell'Azienda sanitaria distretto Esaro-Pollino. All'interno dei locali adibiti a dispensa dell'esercizio commerciale e' stata rinvenuta carne congelata conservta oltre la data di scadenza, senza rispettare le norme vigenti e in alcuni casi priva di tracciabilita', oltre a prodotti ortofrutticoli con evidenti segni di muffe . Il proprietario e' stato denunciato per violazione alle leggi sanitarie che disciplinano la produzione e vendita delle sostanze alimentari. L'attivita' rientra in una campagna di controlli volti a garantire la maggiore sicurezza agroalimentare in tutta la Provincia di Cosenza. I prodotti posti sotto sequestro sono stati affidati in custodia all'esercente, in attesa delle determinazioni dell'autorita' competente.


Viabilita': Marra (Pd), Anas elimini disagi su tratto reggino A/3
Reggio Calabria, 22 gen. - "E' inconcepibile che ogni mattina l'autostrada Sa-Rc, in direzione sud zona Pentimele, sia letteralmente intasata per dei lavori che bloccano un'infinita' di automobili, generando code interminabili. Ho contattato l'Anas personalmente e le risposte che ho avuto sono state tutt'altro che esaustive - per non usare "efuemismi". E per non ricorrere a polemiche inutili e strumentali faccio un appello affinche' si possa risolvere questo disagio". La denuncia e' di Enzo Marra, consigliere comunale del PD di Reggio. Marra parla di "un disagio che riguarda lavoratori, studenti e commercianti, i quali - sostiene - per spostarsi attraverso le corsie autostradali pensano di guadagnare tempo e invece sono costretti a sorbirsi attese lunghissime. Il mio consiglio anzi accorato appello, - prosegue - e' quello di pensare di svolgere determinati lavori di notte, o quanto meno non in orari di punta, come si fa nel resto d'Italia e soprattutto con piu' operai, in modo tale da garantire un intervento rapido ed efficace. Ad ogni modo - conclude - spero di avere risposte immediate dall'Anas, auspicando che queste modalita' d'intervento non creino piu' disagi, dimostrando la volonta' di interagire positivamente con le istituzioni preposte a farsi carico delle istanze dei cittadini".


Truffe: operazione Capital market, lasciano morire neonato per avere risarcimento, 7 arresti, coinvolte 144 persone
Cosenza, 22 gen. - E' stata denominata Medical market l'operazione congiunta tra Polizia di Stato (Sezione Polizia Stradale di Cosenza) e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza che ha permesso di accertare  una truffa pari a due milioni di euro. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Sette i provvedimenti cautelari eseguiti  di cui 4 arresti domiciliari, 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e una sospensione dalla professione forense. Nel complesso l'indagine vede coinvolte 144 persone. Vari i capi di imputazione: dall'omicidio volontario al falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato.


Truffe: lasciano morire neonato per avere risarcimento, 7 arresti
Cosenza, 22 gen. - C'e' anche la morte di un neonato fra i reati contestati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari (Cs) nell'ambito dell'operazione "Medical Market" che vede indagate in tutto 144 persone, di cui sette arrestate, per una truffa pari a due milioni di euro ai danni di compagnie d'assicurazione. Fra gli indagati, la madre del bambino. Il neonato, privo di assistenza, sarebbe stato lasciato deliberatamente morire, dopo il parto, e il decesso sarebbe stato attribuito a un aborto causato da un finto incidente stradale. Il piano sarebbe stato ideato al solo scopo di consentire alla donna di incassare un risarcimento dalla compagnia assicurativa. Gli arresti sono stati eseguiti da Polizia e Guardia di Finanza. Omicidio volontario, falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello stato i reati contestati a vario titolo. Chiesta la sospensione dall'ordine forense per un avvocato coinvolto.
Tra i destinatari della misura degli arresti domiciliari, per la morte del bambino, figurano un medico, dipendente all'epoca dei fatti dell'Azienda ospedaliera di Corigliano Calabro (Cs), due donne e un uomo che si sarebbero resi responsabili dei reati di omicidio e falso in atto pubblico. La madre del bambino, R.S., 37 anni di Corigliano, secondo quanto sarebbe emerso, si trovava in avanzato stato di gravidanza, oltre la 24ma settimana di gestazione, e sarebbe stata stata indotta al parto prematuro. Oltre che per la madre del bambino, la Procura ha quindi disposto gli arresti domiciliari per G.S., 54 anni, medico; F.N. di 42; Z.P. di 33, tutti di Corigliano Calabro. E' stata inoltre disposta la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di P.L., medico ortopedico di Corigliano; D.P.G., tecnico radiologo di Corigliano Calabro.


Truffe: neonato lasciato morire, gli arrestati
Cosenza, 22 gen - Gli arrestati nell'operazione "Medical Market", compiuta da Polizia Stradale e Guardia di finanza, sono Stefania Russo, 37 anni, madre del bimbo di cui si ipotizza l'omicidio, il medico Sergio Garasto, 54 anni, un'amica della donna, Nunziatina Falcone, 42 anni, e un uomo gia' noto agli inquirenti, Pietro Zangaro, 33 anni, che avrebbe fornito una "consulenza" su come agire. Tutti sono finiti ai domiciliari. Indagate altre tre persone, tra cui un'avvocatessa di 45 anni.


Truffe: inquirenti, bimbo concepito per essere lasciato morire
Cosenza, 22 gen. - Sarebbe stato concepito solo per portare a compimento la truffa a una compagnia assicurativa il bambino lasciato morire dopo il parto allo scopo di imputarne il decesso a un aborto causato da un finto incidente stradale. Il particolare e' emerso nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina dagli inquirenti nella questura di Cosenza" per illustrare i dettagli dell'operazione "Capital Market che vede indagate in tutto 144 persone responsabili a vario titolo di una colossale truffa a compagnia assicurative ed enti previdenziali, con un danno acertato pari a 2 milioni di euro.
Dunque, era un piano studiato nei dettagli quello messo in atto dalle persone arrestate stamane per infanticidio. Gli indagati, che sono stati anche intercettati, ne parlavano fra di loro. Ma i riferimenti erano troppo vaghi e solo successivamente sono stati contestualizzati dagli inquirenti che non hanno potuto quindi impedire l'orribile fine del bambino. Secondo l'accusa, la gestante, una trnetasettenne di Corigliano calabro, avrebbe atteso che la gravidanza arrivasse al settimo mese per poter avere piu' soldi dall'assicurazione come risarcimento per il finto aborto. Il premio non e' stato pero' mai pagato, proprio in ragione dell'inchiesta in corso. "E' stato accertato che il feto, quando e' nato, era vivo, ma e' stato privato di qualsiasi tecnica perche' si salvasse" ha detto il colonnello Giosue' Colella, comandante della Guardia di finanza di Cosenza. "L'indagine e' nata nel 2012, da una vecchia indagine della Guardia di finanza - ha detto Colella - effettuata con la ex procura di Rossano". "Paradossalmente, questa operazione avrebbe dovuto piuttosto chiamarsi "Horror" o "Pecunia non olet", visto che per i soldi tutti sono disposti a fare tutto" ha detto il comandante della polstrada di Cosenza, Antonio Provenzano. L'indagine e' ancora in corso e si sospetta che possano essersi verificati altri gravissimi casi di truffe assicurative. Ma su questo si mantiene il piu' stretto riserbo.


Truffe: ospedale Corigliano Calabro "base" organizzazione
Cosenza, 22 gen. - Era l'ospedale di Corigliano Calabro (Cs), secondo gli inquirenti, la "base operativa" dell'organizzazione sgominata stamane con l' ìoperazione "Medical Market" dalla Polizia Stradale di Cosenza e dalla Guardia di Finanza che hanno eseguito 7 misure cautelari, tra cui 4 arresti ai domiciliari, Complessivamente 144 le persone indagate, coinvolte a vario titolo. L'operazione e' scattata questa mattina all'alba sotto la direzione della Procura della Repubblica di Castrovillari (Cs). Tra indebite indennita' percepite e rimborsi assicurativi erogati in base a documentazione falsa, si stima un danno di circa 2 milioni di euro.
Le attivita' investigative, effettuate sotto la direzione dei sostituti procuratori della Repubblica Vincenzo Quaranta e Simona Rizzo, di accertare responsabilita' penali, a vario titolo, di medici, tecnici di laboratorio, avvocati e beneficiari degli indennizzi, nei cui confronti poliziotti e finanzieri hanno notificato gli avvisi di garanzia a conclusione delle indagini preliminari. Vari i capi di imputazione: dall'omicidio volontario al falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato. Al centro delle indagini l'ospedale civile di Corigliano Calabro, dove, secondo l'accusa, alcuni medici compiacenti rilasciavano certificazioni mediche in tutto o in parte viziate da falsita' al fine di trarre in inganno i medici legali di compagnie assicurative e, quindi, conseguire illeciti profitti poi spartiti fra le parti. In particolare, nel corso dell'attivita' investigativa e' emerso che persone residenti in comuni della provincia cosentina, attraverso studi legali di Corigliano (Cs) e Mesoraca (Kr), ottenevano certificazione attestante patologie invalidanti senza essere stati sottoposti alle tassative visite mediche. Nonostante fosse stata rilasciata certificazione medica su modulo in uso al reparto di ortopedia dell'ospedale, agli atti non vi era assolutamente alcuna traccia dei pazienti, delle visite delle prenotazioni. Un radiologo con la complicita' di un medico, allo scopo di provare determinate patologie invalidanti, attribuiva a pazienti sani, le radiografie di persone effettivamente affette da patologie che non avevano assolutamente alcun nesso con presunti incidenti stradali. Una donna di Corigliano Calabro, avvocato, B.F., 45 anni, e' destinataria di una misura cautelare della sospensione della professione. E' accusata di aver prodotto, con la complicita' dei medici indagati, falsa documentazione medica attestante patologie inesistenti, e sarebbe ideatrice di incidenti stradali mai avvenuti. L'inchiesta e' stata sviluppata su due filoni investigativi, uno riguardante i cosidetti "falsi invalidi" e l'altro concernente le truffe ai danni delle assicurazioni. Riguardo alle truffe assicurative, gli investigatori hanno rilevato numerosi falsi incidenti stradali orditi al fine di lucrare sui rimborsi assicurativi. Per i falsi sinistri, le cui relative pratiche erano, in alcuni casi, curate e istruite da un avvocato di Corigliano Calabro, pure coinvolto negli illeciti, venivano presentati alle compagnie assicurative falsi certificati rilasciati da medici operanti anche in strutture pubbliche.
Il medico compiacente, in cambio di denaro, forniva false certificazioni di ricovero al pronto soccorso, facendo risultare l'accesso all'ospedale come conseguenza di un incidente stradale mai verificatosi. Nelle truffe assicurative il falso si e' materializzato anche nella produzione di referti radiologici che venivano taroccati ad arte. Indagando relativamente alla indebita percezione di indennizzi assicurativi conseguenti a falsi incidenti stradali, poliziotti e finanzieri hanno avuto modo di accertare la premeditata soppressione di un nascituro, attuata con la compiacenza e la fattiva partecipazione di personale medico dell'ospedale di Corigliano Calabro. Relativamente al filone investigativo dei falsi invalidi, gli investigatori hanno svelato una vera e propria associazione, con alla base personale di un patronato di Corigliano Calabro ed un avvocato referente, patrocinatore di cause previdenziali e assistenziali dei clienti, finalizzata al perseguimento di truffe ai danni dell'Inps conseguenti all'indebito riconoscimento giudiziario delle indennita' di invalidita' civile o di accompagnamento. I referenti del patronato e l'avvocato patrocinatore delle cause previdenziali, nell'ambito dei giudizi, hanno prodotto falsa certificazione medica al fine di documentare, in capo ai propri clienti, patologie in realta' insussistenti ma che garantivano diritto alle indennita' richieste. Al termine delle indagini riguardanti i falsi invalidi sono stati rilevati numerosi casi di truffa ai danni dell'Inps che vedono coinvolti 45 indagati. Nell'ambito delle indagini, sono stati riscontrati anche vari casi di rilascio di certificati medici "su richiesta" , da parte di medici compiacenti, al fine di giustificare le assenze dal servizio o per documentare false malattie di dipendenti di enti pubblici. sarebbero stati anche rilevati casi di falsa attestazione di presenza in servizio da parte di un medico dell'ospedale di Corigliano Calabro. In particolare, il medico, nonostante facesse risultare la presenza in servizio avendo timbrato il cartellino, sovente si allontanava o non era per nulla presente nella struttura ospedaliera. Come accertato dagli investigatori, talvolta era, addirittura, a casa a vedere le partite di calcio. Particolare, soprattutto, la facilita' con cui si potevano ottenere agevolazioni in ambito di riconoscimento di percentuali di invalidita' ovvero una attestazione di patologie di fatto inesistenti. Al termine di visite specialistiche eseguite anche in strutture pubbliche, pagate dai 50 ai 300 euro, erano rilasciati certificati in grado di poter garantire, al termine dell'iter con l'ente assicurativo o previdenziale, rimborsi consistenti anche in decine di migliaia di euro o pensioni di invalidita'. La posizione dei destinatari di pensioni di invalidita' e accompagnamento e' stata segnalata ai competenti enti previdenziali ed assicurativi per l'avvio delle procedure di revisione.


Truffe: Calabria; indagine interna Regione su ospedale Corigliano
Catanzaro, 21 gen. - Il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, "nell'esprimere forte preoccupazione per le notizie apparse sulle agenzie di stampa che coinvolgono Sanitari dell'Ospedale di Corigliano, ha disposto, un'indagine interna al fine di verificare eventuali responsabilita'". Ne da' notizia l'Ufficio stampa della Giunta. "Tale verifica - si legge - e' stata avviata anche con l'obiettivo di supportare le attivita' investigative della magistratura e degli organi inquirenti".


Truffe:falsi braccianti,Gdf Sibari scopre danno Inps da 1,2 mln
Sibari, 21 gen. - La Guardia di Finanza di Sibari, in provincia di Cosenza ha scoperto una truffa ai danni dell'Inps per un 1,2 milioni di euro. Denunciati anche 475 falsi braccianti agricoli. Secondo le indagini, coordinate dalla procura di Castrovillari, e' emerso che un imprenditore agricolo ha assunto in modo fittizio i braccianti per fargli percepire le indennita' previdenziali e assistenziali. E' stato inoltre accertato un omesso versamento dei contributi per 36mila giornate lavorative.
L’indagine delle Fiamme Gialle ha consentito di appurare che l'imprenditore, denunciato, attraverso la predisposizione di falsi contratti di fitto e comodato di terreni, ha documentato all’INPS una rilevante disponibilita' di fondi agricoli idonei a giustificare, con riferimento al periodo 2011-2012, l?assunzione di operai agricoli a tempo determinato per circa 36.000 giornate lavorative. L'uomo aveva dichiarato falsamente di aver impiegato complessivamente 475 operai a tempo determinato, ottenendo l'erogazione di indennita' per un importo complessivo di circa 900.000 euro. Ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare l'omesso versamento nelle casse dello Stato dei relativi contributi previdenziali INPS, quantificati in circa 280.000 euro. La posizione dei braccianti e' attualmente al vaglio dell'Autorita' Giudiziaria.


Iracheni minacciano mediatore culturale a Lamezia, arrestati
Lamezia Terme (Catanzaro), 21 gen. - Questa mattina i carabinieri della compagnia di Lamezia Terme ed in particolare i militari dell'aliquota radiomobile hanno proceduto all'arresto di A.H. Y., 41 anni, e di H.S. S., 30 anni, cittadini iracheni allo stato residenti presso il centro accoglienza "Malgrado tutto" in localita' Pian del Duca. Il tutto e' scattato a seguito di una richiesta di aiuto fatta dal personale civile del centro, che in preda al panico contattava la locale centrale operativa 112. Intervenuti sul posto i militari riuscivano nell'immediatezza ad accertare come i due, con atteggiamento violento e minaccioso, dopo aver sottratto le chiavi dell'autovettura ad uno dei mediatori culturali, impedendogli quindi di andar via, lo avevano altresi' costretto a restare all'interno di una stanza, intimandogli di non uscire se non avesse consegnato loro una somma di denaro. Per tali ragioni, accertate le responsabilita' e i gravi indizi di colpevolezza attribuibili ai soggetti fermati, i militari hanno proceduto a dichiarare gli stessi in stato di arresto traducendoli presso il comando compagnia e trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del rito per direttissima, cosi' come disposto dall'autorita' giudiziaria, a seguito del quale l'arresto e' stato convalidato.


Iracheni: Forza Nuova chiede espulsione da centro accoglienza
Lamezia Terme, 21 gen. – “Quanto successo all’interno del centro d’accoglienza “Malgrado Tutto” a Pian del Duca presso Lamezia Terme, dove due immigrati iracheni si sono resi protagonisti di una vera e propria aggressione ai danni degli operatori,  è di una gravità inaudita e non è che l’ultimo di analoghi episodi di violenza avvenuti a Pian del Duca e che hanno visto sempre vittime gli operatori stessi”. A denunciare quanto accaduto è il segretario provinciale di Forza Nuova, Bruno Spatara che attacca l’Amministrazione Comunale, criticando la “campagna mediatica dell’Amministrazione Comunale che vuole dimostrare la possibilità di integrazione totale degli immigrati, quasi come opera di convincimento verso i cittadini lametini; campagna attuata – aggiunge - forse per mascherare i fallimenti di una Giunta comunale che ha rimarcato l’affidamento a titolo gratuito di alcuni lavori di pubblica utilità (quali la pulizia degli spazi verdi e dei fiumi) piuttosto che appaltare gli stessi incarichi al considerevole numero di giovani disoccupati lametini”. Una gratuità a cui Spatara, parlando in qualità di rappresentante di Forza Nuova, afferma di non credere “visto che ogni immigrato, - scrive nella nota - costa a noi italiani ben 35 euro al giorno come rimborso per i centri di accoglienza, su tutto il territorio nazionale” e “tutte le risorse economiche destinate alle politiche sociali, - aggiunge poi - anche da parte degli enti locali, sono assorbite da questa emergenza voluta e sostenuta dalla politica stessa”. Secondo Spatara, infatti, il problema sta proprio nell’immigrazione stessa e ribadisce come da anni “noi di Forza Nuova sosteniamo che l’immigrazione più che un’emergenza, sia un vero e proprio business ed i recenti fatti di cronaca di “Mafia-Capitale” ce ne danno conferma”. Per quanto riguarda l’episodio verificatisi nel centro di accoglienza, Spatara chiede “l’immediata espulsione dei due responsabili del reato e che questo possa segnare l’inizio di una serie di provvedimenti mirati a bloccare i flussi  immigratori occasione da sempre di sfruttamento e permanenza illegale” aggiungendo poi la richiesta di “destinare tutti quei lavori di pubblica utilità ai giovani disoccupati lametini”.


Armi: pistole a salve e munizioni sequestrate a Martirano
Lamezia Terme, 21 gen. - I Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli hanno rinvenuto due pistole a salve e numerose munizioni occultate dietro una siepe in una localita' isolata del comune di Martirano (CZ). In particolare, nelle prime ore della mattina, una pattuglia della Stazione di Conflenti (Cz), in servizio di controllo del territorio, ha notato, in localita' San Fili di Martirano, nei pressi di un casolare abbandonato, una busta di plastica che era stata occultata con cura dietro una siepe. Insospettiti dalla presenza del sacchetto, i militari hanno proceduto ad un accurato controllo del contenuto, constatando che l'involucro conservava due pistole a salve, di cui una dotata di tappo rosso, e diverse munizioni, sia da sparo che a salve. In pariticolare: 94 cartucce calibro 12 a palla; 51 cartucce calibro 32; 8 cartucce calibro 8 a salve.
 Le due pistole e le munizioni erano in discreto stato di conservazione, come se qualcuno le avesse momentaneamente accantonate in un posto ritenuto "sicuro" per poi utilizzarle in un secondo momento. I militari eseguiranno in ogni caso i dovuti accertamenti per poter stabilire se le armi siano state utilizzate per scopi illeciti per poi essere abbandonate nella boscaglia al fine di evitare che si potesse risalire all'identita' degli utilizzatori.


Denaro in cambio di un posto di lavoro, arrestato a Crotone
Crotone, 21 gen. - Si e' fatto consegnare mille euro da un disoccupato promettendo di farlo assumere nell'Area marina protetta di Isola Capo Rizzuto. Per questo i carabinieri della Compagnia di Crotone hanno tratto in arresto Francesco Migale, 49 anni, dipendente dell'Amministrazione provinciale di Crotone. Le indagini, durate cinque mesi, hanno permesso ai militari dell'Arma di ricostruire la promessa fatta dal dipendente pubblico al disoccupato. Migale avrebbe infatti vantato rapporti con il dirigente dell'Area marina, facendosi consegnare mille euro per convincere lo stesso dirigente ad assumere il giovane in cerca di lavoro. L'uomo e' stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di millantato credito.


Incendio alla stazione ferroviaria di Nicotera Marina, indagini
Vibo Valentia, 21 gen. - Un incendio si e' sviluppato poco dopo le ore 17.00, ed e' ancora in corso, alla Stazione ferroviaria di Nicotera Marina, in provincia di Vibo Valentia. In particolare, le fiamme si sono sviluppate partendo dal tetto di un capannone delle Ferrovie dello Stato adibito a magazzino e contenente materiale vario in uso alla Stazione ferroviaria. Sul posto per spegnere le fiamme si sono portati i vigili del fuoco impegnati, unitamente ai carabinieri della locale Stazione accorsi con il luogotenente Raffaele Castelli, ad accertare la natura del rogo.


Uccise il cognato a Simeri Crichi, condannato a 16 anni
Catanzaro, 21 gen. - Si e' concluso con una condanna a 16 anni di reclusione, oggi a Catanzaro, il processo a carico di Giuseppe Nicola Pugliese, 79enne, arrestato a Simeri Crichi, nel Catanzarese, con l'accusa di aver ucciso il cognato, Giovanni Canino, pensionato 75enne, e di averne ferito la moglie a coltellate. Determinante, ai fini della determinazione della pena, la perizia psichiatrica voluta dalla Corte d'assise che ha deposto per la semi infermita' dell'imputato. Proprio questo, assieme al fatto che i giudici (presidente Giuseppe Neri, a latere Tiziana Macri') non hanno riconosciuto l'aggravante della premeditazione, ha evitato a Pugliese una condanna assai piu' severa - il pubblico ministero, Vincenzo Russo, aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione -. La Corte, inoltre, ha condannato l'imputato a risarcire le parti civili, la vedova e le tre figlie della vittima, per le quali l'avvocato Paolo Carnuccio (una delle figlie era rappresentata dall'avvocato Sonia Mirarchi) ha chiesto risarcimenti per un totale di circa un milione di euro riconoscendo, in attesa della definitiva liquidazione in sede civile, provvisionali immediatamente esecutive di 80.000 euro alla moglie, e di 20.000 euro ciascuna alle figlie. Il giudizio di primo grado si e' chiuso, cosi', dopo un anno e due mesi dall'inizio del dibattimento, che risale al 7 novembre del 2013. Era il 6 settembre del 2012, invece, quando l'imputato fini' in carcere dopo che i carabinieri di Sellia Marina lo arrestarono a causa dell'aggressione perpetrata ai danni dei suoi parenti, avvenuta per la strada. Canino si trovava in via Corrado Alvaro, dove stava comprando della frutta da un venditore ambulante, quando all'improvviso era arrivato il cognato, Pugliese, che gli aveva sferrato tre coltellate, raggiungendo la vittima due volte all'addome ed una alla gamba. Le urla di Canino avevano richiamato in strada la moglie, Assunta Sirianni, pure rimasta ferita ma in maniera non grave. Due giorni dopo, ancora in stato confusionale, l'arrestato si era poi avvalso della facolta' di non rispondere al giudice che lo aveva lasciato in cella, disponendo la custodia cautelare in carcere. Giorni dopo, e precisamente il 15 ottobre seguente, Pugliese lascio' il carcere per essere ricoverato in una casa di cura. Il giudice Giovanna Mastroianni, infatti, concesse all'uomo i domiciliari presso una struttura sanitaria, accogliendo in tal senso la richiesta dell'allora difensore del 79enne, l'avvocato Nicola Tavano, sulla scorta del contenuto di un'apposita consulenza psichiatrica effettuata dal dottore Mauro Notarangelo.


Prefetto Crotone incontra comandante Carabinieri Calabria
Crotone, 21 gen. - Oggi il Prefetto di Crotone, Vincenzo De Vivo, ha reso visita al Generale Aloisio Mariggio', Comandante della Legione Carabinieri Calabria, presso il Comando Legione sito in Catanzaro. Durante il colloquio, improntato su reciproca cordialita' e durato circa un'ora, si e' spaziato su tematiche generali di interesse della collettivita' dei cittadini ed e' stato condiviso l'assunto - gia' posto in luce nei precedenti incontri del Prefetto con i vertici provinciali delle forze dell'ordine - dell'assoluta rilevanza della sinergia istituzionale, essenziale sia in termini di prevenzione, sia per irrobustire la fiducia e la percezione di prossimita' del cittadino nei riguardi dello Stato.


Colpi di pistola contro un'auto a Paravati di Mileto
Vibo Valentia, 21 gen. - Alcuni colpi di pistola sono stati sparati nella notte a Paravati, frazione del comune di Mileto, nel Vibonese, contro un'autovettura. Ad essere presa di mira e' stata una Fiat Punto di A.B., 39 anni, operaio del luogo. L'auto era parcheggiata nei pressi dell'abitazione dell'uomo, in via Comparni. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri.


Bomba distrugge auto operaio a Vibo Valentia marina
Vibo Valentia, 21 gen. - Una bomba di medio potenziale ha distrutto nella notte un'auto di marca Mercedes a Vibo Marina. L'ordigno esplosivo e' stato collocato sotto l'auto di P.S., 38 anni, operaio e soggetto noto alle Forze dell'ordine. L'auto si trovava parcheggiata in una traversa di via Senatore Parodi nei pressi delle case popolari. La deflagrazione dell'esplosione ha anche mandato in frantumi i vetri di alcune abitazioni poste nelle vicinanze dell'auto presa di mira. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco ed i carabinieri della locale Stazione diretti dal maresciallo Riccardo Astorina che hanno avviato indagini sull'accaduto.


Carceri: ispettore e assistente aggrediti a Laureana di Borrello
Reggio Calabria, 21 gen. - Un ispettore ed un assistente della polizia penitenziaria sono stati improvvisamente aggrediti da un detenuto, all'ora di pranzo, alla casa di reclusione di Laureana di Borrello e sono dovuti ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Lo rendono noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale "La casa di reclusione di Laureana di Borrello, inaugurata nell'aprile del 2004, con il solo personale di Polizia Penitenziaria distaccato da altre sedi, in particolare dalle carceri di Palmi, Locri e Vibo ed ancora oggi in attesa del definitivo trasferimento - aggiungono i due sindacalisti - e' destinata ad ospitare detenuti a basso indice di pericolosita', essendo un istituto a custodia attenuata. Il personale insufficiente causa continue modifiche nella gestione dei posti di servizio, molti dei quali sono stati accorparti con gli uffici, creando cosi un eccessivo carico di lavoro e difficolta' gestionali anche nella fruizione del congedo ordinario. E' necessario destinare una maggiore attenzione alla Polizia penitenziaria della provincia di Reggio Calabria, se si considera che, di recente, anche i funzionari in servizio agli istituti penitenziari di Locri e Palmi sono stati trasferiti in altre sedi e non ancora sostituiti. Cio' causa gravi problemi di gestione in questi istituti. A Palmi, per esempio, negli ultimi anni la polizia penitenziaria ha accumulato circa 10000 giornate di ferie non godute".

"Vogliamo esprimere tutta la nostra apprensione per l'ennesimo caso di aggressione avvenuta in un carcere calabrese. Questa volta, si tratta del penitenziario di Laureana di Borrello, e a finire in Pronto Soccorso, nello svolgimento della regolare attivita' lavorativa, un ispettore e un assistente capo della polizia penitenziaria di questo carcere". E' quanto si legge in un comunicato della Cgil Funzione pubblica. "Un nuovo caso di violenza - prosegue la nota - che certo e' da ascriversi alle note e gravissime situazioni che riguardano tutte le case circondariali calabresi, i casi di sovraffollamento e le strutturali carenze di personale sotto organico, le condizioni di serio disagio e quindi, di mancanza di vera sicurezza per tutti, sia per i detenuti, che vivono questo disagio, sia per i lavoratori di un settore cosi' delicato". La Funzione pubblica Cgil denuncia con forza questi fatti, nella certezza che solo portandoli alla luce, e sono numerosi, le istituzioni competenti comincino a rivolgere quell'attenzione che i problemi, tanti, delle carceri calabresi, meritano. "Erano piu' o meno le dodici stamani - racconta nei particolari Carmine Vivacqua del Coordinamento regionale agenti penitenziari della Fp Cgil - quando un detenuto, convocato per la contestazione di un rapporto disciplinare proprio per comportamenti passati ritenuti scorretti, non ha accettato la contestazione ed ha aggredito il personale. Tutto e' avvenuto in pochi secondi. Nell'ufficio matricola, dove il detenuto era stato convocato per la contestazione, l'ispettore e' stato colpito a calci, pugni e ginocchiate. Strappata la sua giacca e frantumati i sui occhiali. L'assistente capo e' accorso per bloccare l'aggressore. Il poliziotto e' stato spinto contro la porta, questa e' stata chiusa con violenza mentre l'agente aveva la mano tra il telaio e la porta stessa. Da qui il trauma contusivo, giudicato guaribile in quattro giorni. I due aggrediti - conclude il rappresentante sindacale - sono finiti entrambi all'ospedale di Polistena dove si sta ancora sottoponendo l'ispettore a indagini mediche. Gli episodi di questo tipo, tra disagi nelle carceri e carenza di personale lavorativo, sono sempre piu' frequenti. E' per questo che dobbiamo denunciarli con forza".


‘Ndrangheta:  Iaconantonio (Idv), “silenzio e'' dolo e non puo' prevalere su onesti calabresi”
Catanzaro, 21 gen. – "#Ilsilenzioèdolo. Il malaffare, la corruzione e la mafia, in Calabria come nel resto d'Italia, si sconfiggono con le denunce. IdV Calabria, sempre dalla parte dei cittadini onesti, aderisce alla campagna nazionale come ha già fatto il segretario nazionale Ignazio Messina ed invita a non avere paura di pronunciare forte il nome della 'ndrangheta e di non chinare mai il capo. E' un atto di amore, di rispetto e di dignità che dobbiamo alla nostra terra. Denunciare significa non rendersi complici di chi uccide la speranza e lo sviluppo ma al contrario è l'esempio del coraggio di chi non ci sta e non teme di dirlo. Se combattiamo tutti insieme la stessa battaglia, ci saremmo dati tutti l'opportunità di costruire un futuro libero." E' quanto dichiara in una nota il Responsabile regionale Enti Locali IdV Calabria Mimmo Iaconantonio.


Cgil: prosegue viaggio camper della legalita'
Catanzaro, 21 gen. - Prosegue il viaggio del camper della legalita' della Cgil nazionale per diffondere la cultura della legalita' e del contrasto alle mafie. In Calabria le prime tappe del camper sono state:a Castrovillari con iniziative importanti sul cantiere della SA/RC, alla tendopoli dei migranti, alla Cooperativa Saman di Sibari; a Catanzaro con una iniziativa per le strade della citta', a Lamezia Terme presso il Parco Peppino Impastato; questa mattina a Crotone si e' svolto un Focus presso il Liceo Scientifico Filolao, nel pomeriggio a Vibo Valentia una iniziativa dal titolo "I Beni confiscati alle mafie e il loro riuso sociale". Il viaggio del camper proseguira' domani a Cosenza alla presenza della Segretaria Nazionale CGIL Gianna Fracassa che incontrera' prima l'Arcivescovo Monsignor Nunnari e poi gli studenti del Liceo Classico "G.da Fiore" di Rende. Nel pomeriggio tappa a Polistena con una iniziativa presso il palazzo don Pino Puglisi, confiscato alle mafie, e a seguire visita alla tendopoli di San Ferdinando. Venerdi', prima di passare la staffetta del camper alla Sicilia, si svolgera' a Reggio Calabria una iniziativa presso il Liceo Scientifico L. Da Vinci alla presenza del Procuratore De Rhao. Il viaggio della legalita' in Calabria ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni dal sindaco di Lamezia al sindaco di Tropea, dal Prefetto di Crotone al Procuratore Spagnuolo di Vibo Valentia, dei rappresentanti delle associazioni antimafia, le testimonianze delle vittime della mafia e dei familiari delle vittime.


Auto rubata e data alla fiamme a Pizzo Calabro, indagini
Vibo Valentia, 21 gen. - Un'auto, una Volkswagen Passat, completamente distrutta dalle fiamme e' stata ritrovata in contrada "Gutumara" di Pizzo Calabro. Sul posto sono intervenuti nella notte i vigili del fuoco per spegnere l'incendio - di origine dolosa - che ha reso l'auto inservibile. Secondo i primi rilievi dei carabinieri, la Volkswagen Passat apparteneva ad un marocchino che l'aveva regolarmente acquistata da quattro connazionali. L'auto sarebbe stata quindi successivamente rubata allo stesso marocchino e poi data alle fiamme. I militari dell'Arma hanno avviato indagini per risalire agli autori del furto e dell'incendio.


Auto danneggiata da un incendio a Pizzo Calabro
Vibo Valentia, 21 gen. - Un'auto Nissan Qashqai e' stata danneggiata dalle fiamme nella notte a Pizzo Calabro, nel Vibonese. L'auto, di proprieta' di F.N., 47 anni, dipendente della Prefettura, era parcheggiata in via San Sebastiano. Sul posto per l'avvio delle indagini i Carabinieri della locale Stazione diretti dal maresciallo Paolo Fiorello. I vigili del fuoco provenienti da Vibo Valentia hanno invece spento l'incendio che ad un primo esame appare di origine dolosa.


Omicidio Lanzino: imputato sara' sottoposto a comparazione Dna
Cosenza, 21 gen. - I carabinieri del Ris di Messina acquisiranno oggi la saliva di Franco Sansone, imputato nel processo bis per la violenza sessuale e l'omicidio ai danni di Roberta Lanzino, per avviare la comparazione con il Dna ricavato dal liquido seminale isolato nel terriccio che era stato preso sotto il corpo della giovane, uccisa nel 1988. E' quanto deciso nel corso dell'udienza del processo che si e' svolta questa mattina nel tribunale di Cosenza. Le operazioni si svolgeranno a Cerisano, dove l'uomo abita e da dove non si e' potuto muovere, oggi, per recarsi nel tribunale cosentino, per problemi di salute.
Gli accertamenti previsti comprendono anche di estrapolare il Dna da parenti diretti di Luigi Carbone, scomparso, che avrebbe partecipato al delitto insieme a Sansone. La difesa di Sansone, intanto, ha presentato una perizia di parte, che scagionerebbe l'imputato. Per l'omicidio di Roberta Lanzino sono sotto processo tre pastori di Cerisano, Alfredo Sansone e i figli Franco e Remo. Franco Sansone e' accusato di aver violentato e ucciso, insieme allo scomparso Luigi Carbone, la ragazza rendese. I tre Sansone sono anche accusati di aver poi fatto scomparire Carbone, per eliminare un possibile testimone.


Giustizia: Nesci (M5S), situazione allarmante a Palmi
Catanzaro, 21 gen. - La deputata del M5S Dalila Nesci ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per chiedere rapide soluzioni rispetto alle carenze di organico alla procura di Palmi, "destinate ad aumentare nei prossimi mesi per causa del trasferimento di alcuni pubblici ministeri". Nell'interrogazione, la parlamentare ha definito la situazione "molto preoccupante, considerando, peraltro, che la Procura di Palmi riveste un ruolo determinante nella lotta alla criminalita' organizzata, avendo come giurisdizione la piana di Gioia Tauro, con il suo grande e problematico porto, da sempre mirino degli interessi 'ndranghetistici".


Pedofilia: "Peter Pan", in Calabria 1.000 bambini rom vittime
Cosenza, 21 gen. - "Ci rivolgiamo al presidente Oliverio affinche' possa raccogliere il grido di dolore di mille bambini invisibili di etnia serbo-albanese e rumena vittime della morsa della pedofilia in Calabria". Lo affermano, in una nota, la psichiatra Donatella Marazziti e il giornalista Mario Campanella, Presidente dell'associazione "Peter Pan" che si occupa di lotta alla pedofilia. "Cosenza, Lamezia Terme e Reggio Calabria - si legge nella nota - sono le tre citta' piu' colpite. Bambine di 11, 12 anni fino a 13, 14 - scrivono Marazziti e Campanella - vengono sfruttate sessualmente , spesso dai loro genitori come e' stato confermato recentemente da un'inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, nel silenzio delle connivenze. La presenza di fenomeni migratori verso la Calabria che ha reso statica e ghettizzante la stanzialita' di gruppi rom - continua la nota -f avorisce questo mercimonio senza limiti, che non interessa evidentemente alle istituzioni. Oliverio ovviamente non puo' avere responsabilita' essendosi appena insediato - continua la nota- ma a lui chiediamo di porre un accento su questo dramma che vede coinvolte le istituzioni locali e gruppi di immigrati ufficialmente cittadini europei che vendono le figlie a squallidi pedofili per 10, 15 euro".


Intimidazione: la solidarietà di Avviso Pubblico al sindaco di Tropea
Tropea, 21 gen. – Arriva anche dall’associazione Avviso Pubblico, la solidarietà al sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico, vittima di un atto intimidatorio, durante il quale è stata fatta esplodere la sua automobile proprio nei pressi della sua abitazione nel centro storico. “Esprimiamo solidarietà ad una Istituzione che opera in un territorio così difficile come quello calabrese – ha dichiarato la Coordinatrice regionale di Avviso Pubblico in Calabria, Maria Antonietta Sacco – nel quale l’assunzione di responsabilità implica maggiore impegno e coraggio nell’affermazione di regole civili e nel garantire il bene comune ai cittadini. Chi come Rodolico si impegna ogni giorno con coraggio e passione civile non deve essere lasciato mai solo per poter continuare come sempre nel suo lavoro di amministratore e di presidio delle Istituzioni”. “Questo pomeriggio andrò a trovare personalmente il Sindaco di Tropea per portare il sostegno e la vicinanza di Avviso Pubblico per il gravissimo atto intimidatorio subito – ha dichiarato il Vicepresidente Salvatore Mafrici, referente del Gruppo di lavoro Comuni sciolti per mafia e amministratori sotto tiro -. Quello che è accaduto è un gesto vile e di inusitata violenza che si aggiunge a quelle minacce che turbano il lavoro di tanti amministratori calabresi, che si impegnano quotidianamente e in maniera trasparente al servizio delle loro comunità ed in favore della legalità”.


'Ndrangheta: Gdf Reggio Emilia, sequestra beni per 10 mln
Reggio Emilia, 21 gen. - Sequestro beni per oltre 10 mln di euro nei confronti di Palmo Vertinelli, 54 anni, originario di Cutro (Kr), e di tre componenti del suo nucleo familiare: il provvedimento, disposto dal tribunale di Reggio Emilia ai sensi della normativa antimafia sulle misure di prevenzione, era stato richiesto dal procuratore capo della Procura reggiana, Giorgio Grandinetti ed e' stato eseguito dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia. Sotto sequestro, tra Reggio Emilia, Parma e Crotone, aziende, fabbricati, autovetture, terreni conti e disponibilita' finanziarie. Trenta i finanzieri impegnati nelle operazioni. Le indagini, oltre ad evidenziare rapporti di "frequentazione e familiarita'" con i Grande Aracri ed altri "pericolosi esponenti di Cutro e Isola Capo Rizzuto", indicano "una netta sperequazione" tra i redditi dichiarati e l'incremento patrimoniale accertato".


Incidenti stradali: morta 35enne reggina ferita a Vibo
Vibo Valentia, 21 gen. - Non ce l'ha fatta ed e' deceduta la donna di 35 anni, trasferita nella notte all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro dopo un incidente stradale avvenuto a Vibo Valentia su viale della Pace. La donna, Caterina Porpiglia, di Reggio Calabria, viveva nel Vibonese ed era direttrice di un call center a Lamezia Terme. Le cause dell'incidente sono ancora in fase di accertamento. La donna si trovava alla guida di una Citron quando e' sbandata finendo fuori strada. Fatali si sono rivelate una frattura al cranio e varie lesioni interne.


Auto fuori strada a Vibo, grave 35enne reggina
Vibo Valentia, 21 gen. - Grave incidente stradale nella notte a Vibo Valentia. Per cause ancora in fase di accertamento, una ragazza di 35 anni di Reggio Calabria, C.P., alla guida di un'autovettura Citroen, e' uscita fuori strada su Viale della Pace. Soccorsa prontamente dai medici del 118, la ragazza e' stata trasportata al Pronto soccorso del locale ospedale, ma, visto il peggioramento delle sue condizioni, nella notte e' stata trasferita all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro. La prognosi e' riservata. La ragazza ha riportato varie lesioni interne ed una frattura al cranio.


'Ndrangheta: processo "Luce nei boschi", 14 condanne
Vibo Valentia, 21 gen. - E' arrivata a notte fonda, dopo 35 ore di camera di consiglio, la sentenza del maxiprocesso "Luce nei boschi" contro la 'ndrangheta delle Preserre vibonesi. Il Tribunale di Vibo Valentia ha condannato 14 imputati ad un totale di 167 anni di carcere e ne ha assolti 5. Prescrizione dei reati per altri 8 imputati. Le condanne piu' alte - 24 e 22 anni - sono state inflitte ai fratelli Bruno e Gaetano Emanuele, accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, rapine e armi. Antonio Altamura, ritenuto il boss storico delle Preserre, e' stato condannato a 16 anni.
Queste le altre condanne: Francesco Capomolla 17 anni e 6 mesi; Franco Ida', Vincenzo Bartone, Pasquale De Masi e Giovanni Loielo 12 anni a testa; Antonio Gallace e Leonardo Bertucci, 8 anni ciascuno; Nazzareno Altamura e Vincenzo Taverniti 7 anni a testa; Giuseppe De Girolamo 1 anno e 6 mesi; Domenico Falbo (collaboratore di giustizia) 8 anni. Assolti l'ex sindaco di Gerocarne (Vv) Michele Altamura, l'imprenditore di Soriano Giuseppe Prestanicola, Rocco Loielo, Francesco Maiolo e Francesco Taverniti. Prescrizione per Rocco Santaguida, Girolamo Macri', Roberto Codispoti, Bruno Zungrone, Giuseppe Nesci, Antonio Condina, Giuseppe Gentile, Michele Rizzuti. Il pm Marisa Manzini aveva chiesto pene per 261 anni di carcere. I condannati dovranno risarcire 8 Comuni del Vibonese e Confindustria Calabria, tutti parti civili nel processo.


Maltempo: Protezione Civile, allerta per temporali in Calabria
Roma, 21 gen. - Una corrente instabile proveniente dal sud, associata ad una bassa pressione mediterranea, continuera' ad interessare il nostro paese anche nella giornata di domani, dando luogo a fenomeni sparsi, anche temporaleschi, sulle regioni centro-meridionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticita' idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticita' consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L'avviso prevede dalle prime ore di domani, giovedi' 22 gennaio, precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, in estensione a Lazio, Calabria, Basilicata e Puglia, in particolare sui settori ionici. Dalla serata di domani l'avviso prevede inoltre precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita', frequente attivita' elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti e' stata valutata, per la giornata di domani, criticita' arancione per rischio idrogeologico localizzato su tutta la Sicilia. Sono invece in criticita' gialla per rischio idrogeologico tutta l'Italia meridionale, il Lazio, parte dell'Umbria e le isole toscane. Il quadro meteorologico e delle criticita' previste sull'Italia e' aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all'evolversi dei fenomeni, ed e' disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticita' specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguira' l'evolversi della situazione.


'Ndrangheta: latitante arrestato nella notte nel Reggino
Reggio Calabria, 21 gen. - Natale Trimboli, 46 anni, inserito nell'elenco del ministero dell'Interno relativo ai latitanti pericolosi, e' stato arrestato dai carabinieri nel corso della notte in provincia di Reggio Calabria. Trimboli, ricercato in ambito internazionale, condannato nel processo "Minotauro" svoltosi in Torino, e' inserito con ruoli di primo piano nella cosca Trimboli-Marando di Plati'. Alle 11, al comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, in via Aschenez n.3, saranno illustrati i dettagli dell'operazione nel corso di una conferenza stampa.
Il latitante, durante l'arresto, non ha opposto alcuna resistenza, non era armato ed era in compagnia di tre favoreggiatori che sono stati arrestati. Le indagini dei carabinieri del comano provincile di Reggio Calabria sono ancora in corso e puntano a scoprire la rete di fiancheggiatori ha consentito a Natale Trimboli di rimanere latitanti per alcuini anni.

Trimboli era inseguito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Torino per omicidio plurimo aggravato, occultamento di cadavere ed associazione a delinquere di tipo mafioso, nonche' da un ordine di esecuzione pena emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Torino per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, dovendo scontare una pena di 2 anni ed 11 mesi di reclusione. L'operazione che ha portato all'arresto del latitante e' scaturita dalle attivita' di controllo del territorio pianificate dal Comando Provinciale di Reggio Calabria anche al fine di reperire gli spunti investigativi necessari per la ricerca di latitanti. I Carabinieri della Stazione di Molochio (Rc), secondo quanto reso noto, avevano notato nel corso dei giorni precedenti delle presenze sospette all'interno di un appartamento di edilizia popolare, situato nel pieno centro abitato del paese, da tempo non occupato dall'assegnataria.
La circostanza ha indotto i Carabinieri ad eseguire nell'appartamento una perquisizione, trovandovi quattro persone. Quando una di loro, sprovvista di documenti, ha tentato di declinare false generalita' ed e' stato trovato in possesso di un bagaglio contenente biancheria ed indumenti pronti all'uso, e' stato subito chiaro che lo sconosciuto occupante dell'appartamento non fosse li' per un caso fortuito, ma che nascondesse qualcosa di piu' importante. I controlli hanno infatti consentito di identificare immediatamente la persona per Trimboli. Vistosi scoperto e non avendo alcuna possibilita' di fuga, Trimboli ha confessato la sua vera identita', senza opporre q alcuna resistenza all'arresto. I militari hanno proceduto all'arresto in flagranza anche dei tre fiancheggiatori, due dei quali con precedenti penali e di polizia per associazione a delinquere di tipo mafioso, che gli hanno fornito ospitalita' e sostegno logistico.
I Carabinieri della Stazione di Molochio, piccolo comune della Piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, non sapevano chi fosse quell'individuo senza documenti ma con un bagaglio di indumenti e biancheria sorpreso insieme ad altre persone all'interno di un'abitazione nel centro del paese e di proprieta' di nessuno di loro. Quando l'uomo ha detto loro di essere di Plati', ai Carabinieri e' bastato inviare una foto del suo volto ai colleghi della Stazione del comune della Locride. L'intuizione e' stata piu' che felice. I colleghi della Locride, infatti, conoscevano bene quel volto, appartenente al latitante di 'ndrangheta Natale Trimboli, inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell'Interno, cui gia' davano la caccia. E' stato cosi' che i Carabinieri hanno messo fine alla latitanza di Trimboli, che durava dal 2010. Il posto scelto come covo, fanno notare gli investigatori, non era poi troppo distante da Plati', in modo da consentire al latitante di mantenere saldi i rapporti col territorio d'origine.


'Ndrangheta: Alfano,arresto Trimboli duro colpo "Squadra Stato"
Roma, 21 gen. - "Grazie al lavoro straordinario delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, oggi la Squadra Stato ha inferto un altro duro colpo alla criminalita' organizzata con l'arresto, a Molochio, del latitante Natale Trimboli, inserito nell' elenco dei 100 latitanti piu' pericolosi e ricercato anche in ambito internazionale". Lo ha detto il Ministro dell'Interno Angelino Alfano. "L'arresto di Trimboli conferma, ancora una volta, che l'azione dello Stato contro il crimine non conosce tregua" ha aggiunto il Ministro, complimentandosi con il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e sottolineando "l'importanza di questa operazione che rafforza la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni, rendendo piu' sicuro il nostro territorio".


Occupazione: Usb Calabria su sgombero Canossiane a Cosenza
Cosenza, 21 gen. – La Usb Confederale Calabria si dichiara solidale con gli occupanti della sede delle “Canossiane” a Cosenza, prossima allo sgombero, e afferma di essere “a fianco di chi ha subito violenze e di chi sta provando a fornire risposte solidali tese ad impedire gli sgomberi di uno spazio fondamentale  per l’esercizio della democrazia”. Secondo la sigla sindacale si tratterebbe di “una dura campagna repressiva contro chi rivendica il diritto alla casa e all’abitare, un attacco contro chi è in impegnato nel quotidiano a difendere gli spazi democratici, spazi utilizzati per fare iniziative che si fondano sulla solidarietà, sulla contro-informazione e sull'anti-autoritarismo”. Un’azione repressiva che sarebbe “la logica conseguenza delle politiche liberiste del governo Renzi volte a tutelare gli interessi di chi vorrebbe utilizzare quegli spazi per una ulteriore speculazione edilizia, in una città già devastata da questo fenomeno, e che il Governo persegue attraverso la guerra che ha dichiarato a chi non ha stipendio e a chi non ha casa”. Usb critica le modalità di attuazione di questa azione e il fatto che sia messa in atto “a pochi mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale che, in materia abitativa, ancora oggi non ha speso una parola. Forse la “nuova” politica – aggiunge - vuole dare una diversa immagine ed usare Cosenza come vetrinetta rivisitata di un look nuovo, dove vengono ritenute scomode, quindi, le persone che lottano e che, occupando stabili vuoti, provano a dare una soluzione all'emergenza abitativa”. “La risposta a questa esigenza sociale, è, dunque, quella di arrestare, reprimere e sgomberare, facendo sì che la Calabria diventi accessibile sempre di più solo ai ricchi e ai padroni e che rimanga, invece, - conclude - sempre più chiusa ai poveri, agli immigrati o semplicemente a chi non ha casa”.


Comuni: Caruso e’ di nuovo sindaco di Cirò
Ciro’(Crotone, 21  gen. -  “Insussistenza di frequentazioni tra gli amministratori e componenti della cosca locale. Insussistenza dei legami parentali con componenti della cosca mafiosa.  Irrilevanza del contesto territoriale e storico – culturale in cui Cirò si colloca. Mancata considerazione delle iniziative svolte dagli amministratori rivolte al ripristino della legalità e alla cessione a fini sociali dei beni confiscati alla mafia. – Insussistenza di irregolarità nell’affidamento dei contratti di appalto, come anche nella gestione del patrimonio comunale. Insussistenza di rapporti con pregiudicati”. Sono, questi, alcuni dei passaggi della sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio nell’accogliere il ricorso proposto dagli amministratori del Comune di Cirò (il Sindaco Mario Carsuo)  ed altri), proposto dai patrocinanti Avvocati Antonio Senatore e Franco Gaetano Scoca, contro il decreto del presidente della Repubblica del 21 ottobre 2013 e gli altri atti del Ministero dell’Interno, nonché della Prefettura di Crotone, che avevano disposto lo scioglimento degli organi elettivi dello stesso Comune, per infiltrazione mafiose. Mario Caruso, de iure e de facto, dal momento stesso della pubblicazione della sentenza, ritorna dunque ad essere Sindaco del Comune di Cirò e si dichiara soddisfatto perché dichiara si “può finalmente riprendere a camminare a testa alta su un percorso di promozione culturale, della qualità della vita, della nostra identità e dello sviluppo sostenibile”.


'Ndrangheta: sgominata organizzazione a Roma, 31 arresti
Roma, 20 gen. – A Roma, oltre 450 tra personale della Polizia di Stato e militari della Guardia di Finanza,hanno eseguito una misura cautelare personale nei confronti di un'organizzazione criminale attiva nella Capitale e collegata a cosche calabresi di 'ndrangheta. Sono in corso anche decine di perquisizioni in diverse Regioni d'Italia.     
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente circa 600 chili di cocaina e hashish e diverse armi da fuoco. Numerosi gli episodi delittuosi contestati dalla Direzione distrettuale antimafia e riconducibili a vario titolo agli arrestati: tra questi, l?omicidio di Vincenzo Femia, avvenuto a Roma il 24 gennaio 2013, alcuni ferimenti con armi da fuoco ed episodi estorsivi. I dettagli dell’operazione sono stati noti nella questura di Roma nel corso di una conferenza stampa  dal procuratore aggiunto della Dda della capitale, Michele Prestipino Giarritta, e da esponenti della Polizia di Stato e della Guardia di finanza.

Sono 31 in tutto gli arresti eseguiti dalla squadra mobile di Roma e dal Comando provinciale della Capitale della guardia di finanza nell'inchiesta che ha sgominato i referenti romani delle cosche di San Luca (Reggio Calabria) dei 'Pelle, Nirta, Giorgi'. L'inchiesta e' partita a seguito dell'omicidio avvenuto a Roma il 24 gennaio del 2013 di Vincenzo Femia. Per quell'omicidio nel gennaio del 2014 vennero arrestati quattro killer, uno dei quali, Gianni Cretarola che ha poi deciso di collaborare con la giustizia. Proprio grazie alla collaborazione di Cretarola gli investigatori sono riusciti a risalire all'intero organigramma delle cosche calabresi che operavano a Roma.
In particolare gli investigatori della squadra mobile della Capitale, diretti da Renato Cortese, hanno accertato che l'omicidio di Femia era stato commissionato dalle cosche di San Luca per contrasti economici legati al traffico di sostanze stupefacenti. "Questa inchiesta dimostra - ha detto Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma - che l'omicidio che doveva risolvere un dissidio ha invece prodotto lo smantellamento dell'intera organizzazione". Gli investigatori, con la collaborazione della guardia di finanza, hanno accertato l'ingente traffico di droga, cocaina e hashish che il gruppo riusciva ad importare dal Sudamerica e dal Marocco riuscendo a trattare alla pari con i cartelli dei narcos colombiani e ponendosi come referenti affidabili anche per altre organizzazioni criminali italiane. Si tratta di un giro d'affari milionario e nel corso delle indagini sono stati sequestrati centinaia di chilogrammi di sostanza stupefacente. Il Gico della guardia di finanza ha inoltre ricostruito approvviggionamenti di cocaina per oltre 1.500 chilogrammi. Due dei destinatari delle misure cautelari sono stati raggiunti dal provvedimento di arresto in Spagna. L'indagine ha inoltre portato alla luce un'enorme disponibilita' di armi che venivano utilizzate nella Capitale anche per portare a termine reati come le estorsioni e contro le persone.


'Ndrangheta: blitz Roma, trovato Codice affiliazione
Roma, 20 gen. - Un quaderno contenente degli appunti che, opportunamente decifrati, svelano i contenuti e gli arcaici meccanismi procedurali che regolano il ?rito di affiliazione? alla ?ndrangheta. E' la scoperta fatta da poliziotti e finanzieri impegnati in un'operazione contro la 'ndrangheta a Roma. Si tratta di un documento eccezionale, denominato ?Codice San Luca?, ricco di "informazioni - assicurano gli investigatori - la cui veridicità era sospesa tra tradizione e leggenda".


'Ndrangheta: gip, svelate le regole per affiliazione alle cosche
Roma, 20 gen. - "L'affiliazione puo' aver corso in due modi: per nascita, modalita' riservata a coloro che gia' appartengono ad una famiglia mafiosa, o per "battesimo",tramite il rito di ''affiliazione'', che vincola il soggetto all'organizzazione fino alla morte". E' quanto scrive il gip del tribunale di Roma, Roberto Saulino, nell'ordinanza dell'inchiesta che ha smantellato nella capitale l'organizzazione 'ndranghetista originaria di San Luca.
L'indagine si e' avvalsa della collaborazione del pentito Gianni Cretarola, arrestato per l'omicidio del boss Vincenzo Femia, avvenuto nel gennaio del 2013 nella capitale.

Il pentito riferisce agli inquirenti i gradi di affiliazione alle cosche:"picciotto, camorrista, sgarrista, santista, vangelista, quartino, trequartino, padrino e capobastone" che vengono definite "le 'doti' con cui si identifica uno 'ndranghetista".
"Si viene battezzati con un rituale preciso- scrive il gip Saulino nell'ordinanza - che puo' celebrarsi poco dopo la nascita (se si tratta del figlio di un importante esponente dell'organizzazione; in questo caso, finche' il bambino non raggiungera' i quattordici anni, eta' minima per entrare nella 'ndrangheta, si dira' che il piccolo e' "mezzo dentro e mezzo fuori"), oppure attraverso un giuramento, per il quale garantisce con la vita il mafioso che presenta il novizio". "Il rituale del battesimo e' simile ad una cerimonia esoterica, - e' scritto ancora nelle 684 pagine di ordinanza - durante la quale il nuovo affiliato e' chiamato a giurare nel nome di nostro Signore Gesu' Cristo. Il battesimo vincola per tutta la vita e le devianze sono spesso pagate anche dalla famiglia dell'affiliato".

Il pentito Gianni Cretarola nel corso di un interrogatorio racconta di "di essere stato affiliato alla 'ndrangheta nel 2008, mentre si trovava ristretto nel carcere a Sulmona" con "l'intermediazione attiva di Massimiliano Sestito, Rocco Fedele e Bono Michele Bono" e di aver iniziato con il grado di "picciotto". Sempre nell'ordinanza si sottolinea il sequestro avvenuto nell'abitazione di Cretarola, sulla via Palmiro Togliatti, di "un quaderno a righe di colore rosso, contenente appunti scritti di pugno dallo stesso indagato" con "annotazioni riportate in caratteri non convenzionali" che poi sono state decriptate permettendo di svelare il cosiddetto codice di Lan Luca: una favoletta che viene recitata dagli appartenenti alla 'ndrangheta per riconoscere gli altri "uomini d'onore" e la preghiera a San Michele Arcangelo.  "San Michele Arcangelo e', infatti, - spiega il gip Saulino - una sorta di Santo Patrono della 'ndrangheta, tanto che, come accertato anche nel corso di indagini svolte nell'ambito di altri procedimenti, colui che deve essere "affiliato" deve giurare con la figura del Santo nelle mani".


'Ndrangheta: gip, elevato coefficiente criminale degli indagati
Roma, 20 gen. - "Un elevato coefficiente di pericolosita' criminale degli indagati, non certo occasionalmente dediti alla commissione di reati, ma, al contrario, stabilmente inseriti all'interno di variegati circuiti delinquenziali". Cosi' il gip del Tribunale di Roma, Roberto Saulino, descrive i destinatari delle misure cautelari dell'inchiesta che ha sgominato nella capitale i referenti delle cosche 'ndranghetiste di San Luca.  "Dotati di attitudini e capacita' professionali - scrive il gip Saulino nelle 684 pagine di ordinanza cautelare - talmente radicate e strutturate da consentir loro di agevolmente superare anche eventuali momenti di impasse e di parziale sfaldamento della compagine di appartenenza, rapidamente riorganizzandosi e nuovamente ''proponendosi'' nella loro funzione direzionale e operativa, sfruttando l'autorevolezza e la competenza acquisite sul campo, rapidamente ricollocandosi all'interno di organigrammi concepiti sulla falsariga di autentiche realta' imprenditoriali.


'Ndrangheta: Prestipino (dda),a Roma presente ma nessuna "locale" Roma, 20 gen. - "A Roma la 'ndrangheta e' presente perche' e' considerata strategica ma, allo stato, non possiamo dire che ci sia una presenza stabilizzata con una 'locale' come al nord Italia. Ma e' altrettanto pericolosa". Lo ha detto il procuratore aggiunto antimafia di Roma, Michele Prestipino, nel corso di una conferenza stampa per illustrare gli esiti dell'indagine che ha portato a 31 misure cautelari e partita dall'omicidio del boss Vincenzo Femia, della cosca di San Luca, ucciso a Roma nel gennaio del 2013. "Sul gruppo sgominato - ha aggiunto Michele Prestipino - va sottolineata l'assoluta operativita' attuale, erano soggetti operativi fino a questa mattina. Inoltre l'operazione dimostra che, come diciamo sempre, fuori dalla Calabria le piazze sono per la 'ndrangheta sono utili non solo per l'espansione ma strategiche per accumulare ricchezze e potere criminale".


'Ndrangheta: perquisita cooperativa coinvolta in Mafia Capitale
Roma, 20 gen. - Finanzieri e agenti della squadra Mobile di Roma hanno perquisito questa mattina la cooperativa romana Edera, gia' coinvolta nell'inchiesta della procura di Roma su Mafia Capitale. La cooperativa, secondo quanto si e' appreso, ha dato lavoro ad alcuni indagati nell'inchiesta che ha sgominato i referenti a Roma della cosca 'ndranghetista di San Luca. In particolare grazie al lavoro nella cooperativa avrebbero usufruito in passato a misure alternative alla detenzione. "Non c'e' alcun collegamento tra i fatti di oggi e Mafia Capitale - ha detto il procuratore aggiunto antimafia di Roma, Michele Prestipino - ma ci sono delle coincidenze poiche' in una delle cooperative, la Edera, che assicura lavoro anche ai detenuti, presupposto per misure alternative alla detenzione. Grazie a questa cooperativa alcuni degli indagati sono riusciti ad ottenere benefici alternativi al carcere. Tra loro anche l'attuale collaboratore di giustizia Gianni Cretarola e l'altro indagato Antonio Pizzata".


'Ndrangheta: beni per 15 mln confiscati a clan Gentile-Africano
Cosenza, 20 gen. - La Guardia di finanza ha confiscato beni per 15 milioni di euro alla cosca di 'ndrangheta Gentile-Africano, ritenuta una delle piu' potenti nell'Alto Tirreno Cosentino. Tra i beni a cui sono stati apposti i sigilli c'e' anche la motonave "Benedetta II", utilizzata per le crociere per le Isole Eolie. Il provvedimento e' stato eseguito dai militari del Gico del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro. La cosca era stata interessata dall'operazione "Nepetia", condotta dalle Fiamme Gialle, che avevano accertato gli affari gestiti dal reggente Tommaso Gentile, ritenuto a capo del clan Africano dopo l'omicidio di Francesco Africano. Le indagini avevano svelato l'egemonia della cosca sulla citta' di Amantea, con il totale controllo del porto, diventato, secondo gli inquirenti, una vera e propria base operativa per gli affari dell'organizzazione. Il clan, inoltre, avrebbe gestito ingenti capitali grazie ad intestazioni fittizie di beni. Erano inoltre emerse l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e le connivenze con diversi personaggi politici della zona, sia a livello comunale che regionale. Le indagini economico-patrimoniali hanno permesso di sottoporre a sequestro i beni della cosca, tra i quali lo stesso porto di Amantea, quote societarie e di diverse attivita' commerciali e la stessa motonave. Alcuni beni erano stati individuati anche in una seconda fase delle indagini. La successiva sentenza di condanna degli indagati a cui farebbe capo il patrimonio, diventata definitiva, ha permesso di completare i provvedimenti con la confisca dei beni. Tra questi, ci sono anche quattro ville di lusso e diverse societa', tutti acquisiti ora al patrimonio dello Stato.


Omicidio Scopelliti: figlia giudice ucciso, "ricordo sempre vivo"
Catanzaro, 20 gen. - "Oggi mio padre, il magistrato Antonino Scopelliti, compie 80 anni. Uso il modo indicativo perche' nessuno piu' di una figlia puo' sentire vivo nel proprio cuore un padre che per il mondo in cui e' stato assassinato dalla mafia il 9 agosto del 1991, ma che per me ha solo cambiato il modo di essere presente nella mia vita". Queste le parole di Rosanna Scopelliti, deputata del Ncd, nel giorno in cui si ricorda il compleanno di suo padre, assassinato in Calabria dalla 'ndrangheta su mandato della cupola mafiosa siciliana mentre stava per sostenere la pubblica accusa da sostituto procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione nel primo maxi processo a Cosa Nostra. Oggi l'alto magistrato e' stato ricordato alla Camera dei Deputati.  "La mafia ha solo ucciso un corpo, ma lo spirito di Nino Scopelliti - ha detto la parlamentare - e' in tutti coloro che amano la Giustizia sopra ogni cosa, e che considerano la fedelta'  al proprio dovere un bene superiore persino alla propria stessa vita. E soprattutto lo spirito di amore per la legalita' di Nino Scopelliti vive nel cuore dei tanti ragazzi che insieme ad Aldo Pecora, fondatore del movimento antimafia a Ammazzateci tutti, onorano la sua memoria impegnandosi in una generosa, disinteressata e quotidiana lotta per una Italia senza mafie" .


Omicidio Scopelliti: Bianchi (Ncd), "esempio non venga mai meno"
Catanzaro, 20 gen. - "Il ricordo e la memoria di esempi di onesta', sacrificio e integrita' morale come il giudice Antonino Scopelliti non devono mai venir meno". Cosi' il vicecapogruppo di Area popolare (Ncd-Udc), Dorina Bianchi, in occasione dell'80esimo anniversario dalla nascita del magistrato calabrese ucciso dalla 'ndrangheta. "E' con questo spirito che oggi l'Aula della Camera - aggiunge - ha dedicato un doveroso omaggio ad un uomo che non puo' che essere considerato un eroe dei nostri tempi. Le istituzioni nazionali e locali, la politica e la societa' civile - prosegue Bianchi - hanno infatti il dovere di impegnarsi, anche nel quotidiano, affinche' il suo sacrificio nella lotta alla 'ndrangheta e alla criminalita' organizzata non risulti vano. Ci sono tanti calabresi e tanti italiani che vivono con il suo ricordo, che deve continuare ad essere di esempio e insegnamento anche per le giovani generazioni. E' altrettanto doveroso - conclude Bianchi -  sostenere la battaglia della figlia Rosanna e di 'Ammazzateci tutti', per fare  piena luce sui fatti e sui legami e i rapporti tra 'ndrangheta e Cosa Nostra che portarono alla drammatica uccisione del giudice Scopelliti".


'Ndrangheta: Pecora, Scopelliti vittima patto sangue con mafia
Catanzaro, 20 gen. - "Oggi, nella ricorrenza dell'ottantesimo anniversario dalla nascita del procuratore Antonino Scopelliti, la Calabria ed i calabresi onesti ricordano un uomo mite, libero, giusto, il cui sacrificio di morte attende ancora giustizia". A dichiararlo, in una nota, il presidente dell'associazione 'Ammazzateci tutti', Aldo Pecora. "L'uccisione di Nino Scopelliti - continua Pecora - titolare della pubblica accusa nel maxiprocesso in Cassazione contro Cosa Nostra, ha sancito storicamente un patto di sangue inedito tra mafia siciliana a 'ndrangheta calabrese, segnando la fine di una terribile stagione di guerra tra le famiglie mafiose del reggino e lanciando un segnale chiaro e forte alle Istituzioni democratiche". Secondo Pecora, "per troppi anni il delitto Scopelliti era caduto, forse anche con non poche complicita', nell'oblio, ignorato non solo da una Calabria allora distratta e impaurita ma anche dalla storia, che sino ai primi anni duemila limitava l'apertura della stagione delle stragi ai soli fatti siciliani. Adesso - continua Pecora - stiamo finalmente raccontando una storia diversa e la memoria del procuratore Scopelliti ha conquistato il giusto spazio nel cuore dei calabresi e degli italiani. E non temo smentite nell'affermare che gran parte del merito di cio' va alle indefesse battaglie di 'Ammazzateci tutti' ed alla insostituibile azione di testimonianza della figlia, Rosanna, portate avanti nell'ultimo decennio. Attendiamo ora fiduciosi - conclude il fondatore di Ammazzateci tutti - che nei prossimi mesi anche il complesso iter investigativo-giudiziario possa finalmente trovare risolizione, consegnando finalmente alla Calabria ed al Paese veria' e giustizia sulla morte del magistrato Antonino Scopelliti".


Ambiente: Fare Ambiente, bloccare erosione litorale Amantea
Catanzaro, 20 gen. - "Esistono soluzioni efficaci, economicamente sostenibili e quasi del tutto prive di impatto ambientale per contrastare in maniera pressoche' definitiva il fenomeno dell'erosione costiera lungo il litorale di Amantea ed in particolare nell'area di Coreca, dove la scogliera rappresenta un tesoro da difendere e valorizzare, e non da violentare". E' quanto ha affermato Antonio Iaconetti, responsabile del Movimento ecologista europeo FareAmbiente, che ha partecipato a Catanzaro alla riunione operativa convocata presso il Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria, con l'obiettivo di individuare le strategie migliori da adottare per salvaguardare il litorale del basso tirreno cosentino. All'incontro, oltre ai funzionari regionali Siviglia ed Iritano, erano presenti il sindaco di Amantea Monica Sabatino, gli assessori della cittadina tirrenica Tempo, Cannata, Rubino e Pati, il consigliere comunale Giusi Osso, i rappresentanti del consiglio di frazione di Campora San Giovanni e delle associazioni ambientaliste. "Per anni - ha tuonato Iaconetti - abbiamo assistito ad uno scempio indegno, con costose soluzioni tampone e cumuli di massi posizionati sulla costa, che hanno prodotto il duplice effetto di accentuare il fenomeno erosivo e di produrre effetti devastanti sotto il profilo dell'impatto paesaggistico. Adesso ancora una volta si insiste per procedere al posizionamento di nuove barriere nello spazio antistante le spiagge di Amantea. Si tratta di una soluzione inaccettabile, gia' respinta dal consiglio comunale. Questo progetto scellerato - ha aggiunto Iaconetti - va completamente accantonato. L'erosione costiera puo' essere contenuta adottando sistemi innovativi, gia' sperimentati altrove, a basso impatto ambientale e che non si ripercuotono sui panorami da cartolina che offre il litorale di Coreca e sul fascino di una costa che rappresenta una ricchezza per tutto il territorio. La nostra proposta - ha concluso Iaconetti - e' che si indica un bando internazionale al fine di selezionare le soluzioni piu' compatibili con lo stato dei luoghi, non invasive ed in grado di mitigare gli effetti erosivi e allo stesso tempo di salvaguardare la bellezza della scogliera di Coreca e egli altri tratti del litorale amanteano".


Giustizia: iniziative a Catanzaro il 23 per giornata nazionale
Catanzaro, 20 gen. - Anche Catanzaro partecipera' all'iniziativa che in tutta Italia vedra' i Tribunali aperti al pubblico in occasione della Giornata per la Giustizia 2015. In particolare, venerdi' 23 gennaio il Palazzo di giustizia "Francesco Ferlaino", in via Argento a Catanzaro, "aprira'" ai cittadini e agli studenti per conoscere e discutere insieme i delicati temi del settore con una manifestazione organizzata dalla Giunta Distrettuale dell'Associazione Nazionale Magistrati. A partire dalle ore 11, nell'atrio centrale del tribunale, nella prima parte della mattinata, denominata "I Magistrati incontrano la scuola e la cittadinanza", ci sara' l'accoglienza e la suddivisione dei partecipanti in gruppi che poi visiteranno gli uffici. Seguiranno "I banchetti della legalita'", e gli incontri con l'Associazione Antiracket Lamezia, l'Associazione Gutenberg, la Fondazione Imes, la Fondazione Trame, e "La Casa di Nilla". Infine, dalle ore 12, si terra' la conferenza stampa sul tema "Problemi della giustizia, responsabilita' civile e prospettive di riforma".


'Ndragheta: boss scarcerato, Procura Vibo proporra' appello
Vibo Valentia, 20 gen. - La Procura della Repubblica del Tribunale di Vibo Valentia proporra' appello contro la decisione del gip che ieri ha convalidato l'arresto del boss di Limbadi Diego Mancuso, 62 anni, uno dei capi dell'omonimo clan della 'ndrangheta, ma non ha ritenuto di applicare la misura della detenzione domiciliare, cosi' come chiesto dal pm, ma solo l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Al tempo stesso la Procura ha deciso di appellare anche la decisione del gip relativamente a Francesco Carone, 36 anni, di Tropea, sorvegliato speciale sorpreso il 15 gennaio scorso a Tropea in una bisca clandestina. Anche in questo caso il gip ha respinto la richiesta della Procura che aveva chiesto per Carone gli arresti domiciliari.


Contraffazione: Gdf Vibo sequestra merce per 40.000 euro
Vibo Valentia, 20 gen. - La Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha sequestrato oltre 2.500 prodotti privi dei requisiti di sicurezza previsti dal codice del consumo. Il valore della merce sequestrata in alcuni negozi e magazzini gestiti nel Vibonese da cittadini cinesi ammonta complessivamente ad oltre 40.000 euro. La merce sequestrata, esposta sugli scaffali di alcuni negozi cinesi, comprende giocattoli, bigiotteria, prodotti per la cura della persona, accessori di telefonia ed elettrodomestici, tutti posti in vendita in violazione delle norme che tutelano i consumatori e privi dei requisiti di sicurezza. Per gli amministratori delle societa' controllate e' scattata la denuncia alla Procura di Vibo Valentia per violazione delle disposizioni del codice del consumo per la quale e' prevista una sanzione che puo' superare i 25mila euro. Sono in corso da parte della Guardia di Finanza verifiche di natura fiscale a carico degli amministratori delle societa' controllate.


Intimidazione: Callipo, messaggio terrore a tutta Tropea
Catanzaro, 20 gen. - Il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, esprime "solidarieta'  e vicinanza "al sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico, per l'intimidazione subita. "A nome dell'intera comunita'  napitina, esprimiamo - dice - massima solidarieta'  a Giuseppe Rodolico per il vile atto intimidatorio subito. Una bomba fatta esplodere in piena notte per distruggere l'auto del sindaco di Tropea e' un messaggio di terrore che viene indirizzato a tutta la citta' . Sono cose che non possiamo piu' accettare, come cittadini e come calabresi che amano la propria terra e vorrebbero vederla finalmente libera dalla mafia. Anche se l'assuefazione a questi fatti - continua - e' purtroppo un rischio concreto, abbiamo il dovere di reagire con forza, rigettando sempre e in ogni circostanza la logica della sopraffazione mafiosa. Al sindaco Rodolico e ai cittadini di Tropea ribadisco, quindi, la vicinanza dell'intera citta'  di Pizzo, nell'auspicio che i responsabili vengano individuati al piu' presto e assicurati alla Giustizia".


Poverta': Parentela (M5S), dare a indigenti il pane invenduto
Catanzaro, 20 gen. - "Emanare in tempi rapidi i manuali di corretta prassi operativa previsti dalla legge di stabilita' per portare il pane nelle mense delle Caritas italiane". E' l'appello rivolto al governo dal deputato dei Cinque Stelle Paolo Parentela che, insieme ai colleghi del movimento, ha presentato in commissione Agricoltura a Montecitorio una interrogazione e una mozione per facilitare e accelerare la ridistribuzione dei resi a favore degli indigenti.
"Lo spreco di pane medio annuo ad abitante e' circa 76 kg - sottolinea Parentela in una nota - considerando che la Calabria ha circa 1.978.133 di abitanti, e' stimabile una perdita di oltre 350 tonnellate al giorno. Ogni giorno circa il 25 per cento del pane prodotto per Gdo viene ritirato e smaltito, cioe' buttato, a causa di una cattiva interpretazione di una nota del ministero della Salute, la 609/SEGR/47 del 2 marzo 2003. In realta' - prosegue il parlamentare - il pane fresco, dopo 24 ore, e il pane preconfezionato, superato il tempo minimo di conservazione, possono essere ancora consumati purche' si assicurino i parametri di sicurezza previsti dall'articolo 14 del Regolamento (CE) n. 178/2002". Considerazioni formulate grazie al parere giuridico chiesto dal Movimento all'avvocato Daniele Pisanello, legale esperto di normativa alimentare, e "sostenute implicitamente - prosegue Parentela - dalla legge di stabilita', comma 236. Tale comma, infatti, sottintende che i prodotti alimentari, compreso il pane, possano essere ceduti a fini di beneficenza, purche' si rispetti il corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo, escludendo in maniera intrinseca che il pane possa essere considerato un rifiuto solo perche' superate le 24 ore dalla produzione per il pane fresco o il tempo minimo di conservazione per il pane preconfezionato". L'obiettivo del M5S - spiega la nota - e' recuperare il pane invenduto nella grande distribuzione e donarlo a chi si trova in difficolta' attraverso le reti caritative nazionali e regionali. "Chiediamo - conclude il parlamentare calabrese - al governo, attraverso un'interrogazione e una mozione, di emanare in tempi rapidi i cosiddetti 'manuali di corretta prassi operativa', previsti dalla legge di stabilita'. I manuali semplificherebbero la vita dei panificatori e moltiplicherebbero lodevoli iniziative caritatevoli".


Polizia: Covello (Pd), no a chiusura posto fisso Cetraro
Catanzaro, 20 gen. - "Chiediamo al ministro Alfano di evitare la soppressione del posto fisso di Polizia di Cetraro raccogliendo la volonta' costruttiva mostrata dall'amministrazione locale e assicurandone permanenza e piena operativita' al servizio della sicurezza dei cittadini e del territorio". Lo chiede Stefania Covello del Pd in una interrogazione al ministro degli Interni. "La bozza di riorganizzazione - si legge nell'interrogazione - degli Uffici della Polizia di Stato sul territorio nazionale predisposta dal Ministero dell'Interno prevede la soppressione del Posto di Polizia di Cetraro in provincia di Cosenza. Il motivo della soppressione, oltre che nell'ambito di un processo di riorganizzazione, starebbe anche nella ubicazione dell'immobile collocato in una zona a rischio dissesto. Il Comune in considerazione del rischio ha immediatamente manifestato la propria disponibilita' a concedere gratuitamente un immobile comunale disponibile qual e' quello dell'ex Palazzo di Citta' sito in Piazza Gino Iannelli. Il territorio di Cetraro nel suo passato neppure troppo lontano e' stato teatro di violenze criminali e con la presenza di un vivace tessuto economico e di un porto in espansione e' un territorio sempre a rischio di possibili pericolose infiltrazioni criminali. E' stato piu' volte rappresentata l'esigenza di poter aprire un confronto istituzionale finalizzato a salvaguardare la presenza del posto di Polizia e a potenziarne anche gli organici in relazione alla evidente peculiarita' del comprensorio".


Uomo ferito con coltello da macellaio a Crotone, un fermo
Crotone, 20 gen. - Gli agenti della squadra Mobile di Crotone hanno sottoposto a fermo nella tarda serata di ieri Albino Scarriglia, crotonese di 33 anni, con l'accusa di tentato omicidio. L'uomo, nel pomeriggio della stessa giornata, al culmine di una lite per futili motivi, ha ferito con un coltellaccio da macellaio il 32enne S.A., colpendolo al volto e alle braccia, quindi si e' dileguato. Mentre la vittima veniva soccorsa da un' ambulanza del 118 e sottoposta ad intervento chirurgico per suturare le profonde ferite riportate, gli agenti della Mobile si sono messi sulle tracce dell'aggressore che e' stato individuato e fermato su disposizione del sostituto procuratore di turno del Tribunale di Crotone Riello. S.A. Si trova tuttora ricoverato all'ospedale di Crotone, i sanitari lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni. Scarriglia invece e' stato tradotto alla casa circondariale di Rossano.


Armi: in auto con due fucili, un arresto nel Cosentino
Cosenza, 20 gen. - La squadra mobile della questura di Cosenza ha arrestato, Mario Cianni, 50 anni, incensurato, originario di Cetraro (Cs). L'uomo e' stato trovato in possesso di due fucili, detenuti illegalmente, a seguito di un controllo della sua auto effettuato sulla strada provinciale che collega Cetraro a Fagnano Castello. Cianni ha mostrato un certo nervosismo, cosa che ha insospettito gli agenti. I fucili erano nel bagagliaio della sua auto, una Fiat Punto. Entrambi calibro 12, uno ha la matricola punzonata, mentre l'altro e' risultato essere stato rubato a Fuscaldo. L'ipotesi e' che dovessero essere utilizzati per un'azione criminosa. L'uomo e' stato portato nel carcere di Paola.


Volontariato: cinque studenti catanzaresi in comunita' a Treviso
Catanzaro, 20 gen. - Hanno sacrificato parte delle proprie vacanze natalizie per fare volontariato. Ed hanno scelto una meta lontana ma molto organizzata come la comunita' Emmaus di Treviso per prestare il proprio contributo, grazie all'iniziativa del gruppo Emmaus di Catanzaro. Cinque studenti delle ultime classi dell'Istituto Industriale - Domenico Corapi, Roberto Brancati, Giuseppe Capace, Luca Parise e Giorgio Guarnieri, assieme ad una volontaria di Emmaus, Emanuela Mazzei - sono partiti subito dopo Natale, alla volta della fredda Treviso, per fare esperienza di comunita' dopo aver accolto l'invito di Mariaconcetta Infuso, presidente di Emmaus Catanzaro, che aveva fatto visita alla loro scuola qualche giorno prima. "Le spese di viaggio, che sono state affrontate dal Centro Servizi al Volontariato (Csv) della provincia di Catanzaro - si legge in una nota - per mezzo del bando per le microazioni partecipate volto a sostenere le attivita' di promozione del volontariato piu' significative delle associazioni del territorio, hanno dato concretezza, dunque, ad una proposta progettuale che il gruppo catanzarese di Emmaus aveva in serbo da tempo. In questo scambio "operativo" tra comunita' che condividono le medesime attivita', ovvero dare accoglienza e restituire dignita' ai diseredati del mondo, secondo i dettami del fondatore Abbe' Pierre, si e' condensata un'esperienza molto forte e a tratti dura per i sei giovanissimi volontari. L'intera settimana - si legge - e' stata scandita dal rispetto degli orari e dei turni di lavoro, che in qualsiasi comunita' Emmaus sparsa per il mondo si estrinsecano nella raccolta degli indumenti e dei mobili usati e del ferro, preceduta da una meticolosa attivita' di volantinaggio da tenersi casa per casa, e seguita dalla loro puntuale sistemazione (e differenziazione in deposito per il riutilizzo, per quanto riguarda i ferri) a fini espositivi tra gli scaffali del mercatino solidale". I ragazzi, che nei giorni scorsi, nella sede del CSV, hanno reso partecipi della loro intensa settimana a cavallo di Capodanno i volontari Emmaus e la dirigente scolastica dell'Industriale, Teresa Romano, hanno definito l'esperienza appena trascorsa un'occasione di arricchimento personale straordinaria, specie al momento in cui si entrava in contatto con i destinatari di tutto il lavoro, ovvero i "comunitari". La sera di Capodanno, che li ha visti condividere il pasto con loro, e' stato forse il momento piu' significativo: i giovani catanzaresi, infatti, non si sono limitati a cucinare per la comunita', ma hanno anche fatto animazione con l'ausilio di una chitarra e della voglia di stare insieme. E l'anno nuovo li ha colti al momento della tombola.


Immigrati: in 75 raggiungono costa crotonese su barca a vela
Crotone, 20 gen. - Circa 75 migranti sono sbarcati da un'imbarcazione a vela sulla costa ionica calabrese, nei pressi della foce del fiume Neto, nel Crotonese, intorno alla mezzanotte. Un primo gruppo di migranti, nelle prime ore del giorno, e' stato rintracciato sulla strada statale 106 dai Carabinieri di Ciro' Marina (Kr) e, successivamente, dalle forze dell'ordine intervenute. Immediato e' stato l'intervento in mare della Capitaneria di porto con l'impiego della motovedetta SAR CP873 per le necessarie attivita' di pattugliamento in zona. Durante la vigilanza sottocosta, la vedetta e' riuscita a rinvenire il mezzo usato per lo sbarco. Si tratta di un'imbarcazione a vela di circa 20 metri di lunghezza arenatasi sulla battigia a causa delle forti correnti del mare di questa notte. A terra particolarmente difficili si sono rivelate le operazioni di soccorso a favore di un migrante ferito ed in uno stato di grave ipotermia rinvenuto a pochi metri dal punto di sbarco. E' stato necessario l'impiego di un fuoristrada della Capitaneria di porto di Crotone per il trasporto del cittadino extracomunitario sulla statale 106 a causa della zona particolarmente impervia per la presenza della folta vegetazione. Il migrante e' stato affidato alle cure del personale medico del 118 per il trasferimento urgente all'ospedale di Crotone. Per quanto riguarda il mezzo impiegato per lo sbarco, verra' posto sotto sequestro dai militari della Capitaneria e dei Carabinieri di Strongoli (Kr) e messa a disposizione della Procura per le indagini.


Cinque romeni fermati a Corigliano per tentato omicidio
osenza, 20 gen. - I Carabinieri di Corigliano Calabro (CS) hanno fermato 5 persone per tentato omicidio. Si tratta di 5 romeni: Vasile Apetrei, 29 anni; Vasile Apetrei di Constantin 27 anni; Mihai Mihaila, 24 anni; Ovidio Adi Matei, 24 anni, e Vladimir Prodan, 26 anni, tutti domiciliati a Corigliano Calabro e braccianti agricoli. I cinque, nella notte tra il 18 ed il 19 gennaio, in localita' Fabrizio Grande, a seguito di un alterco scaturito per futili motivi, hanno ingaggiato una violenta colluttazione contro alcuni loro connazionali, ferendone due, un ventisettenne in maniera lieve e un venticinquenne in maniera molto grave. Quest'ultimo e' stato poi portato nell'ospedale di Cosenza, dove versa in pericolo di vita per "ferita lacero-contusa al capo". Sul luogo del fatto sono state rinvenute tracce ematiche, cocci di vetro ed un'asta in ferro della lunghezza di due metri, probabilmente utilizzata per il ferimento. I militari hanno scoperto, dopo una serie di perquisizioni personali e domiciliari, anche dei vestiti intrisi di sangue, alcuni ancora indossati dagli stessi aggressori. I fermati sono stati portati nel carcere di Castrovillari.


Gdf sequestra 18.000 litri gasolio agricolo nel Cosentino
Cosenza, 20 gen. - I finanzieri della tenenza di Montegiordano (CS) hanno sequestrato 18.000 litri di gasolio ad uso agricolo destinato ad autotrazione. A seguito di un controllo su strada, i militari hanno fermato un'autobotte che transitava sulla strada statale 106, all'altezza dell'abitato di Roseto Capo Spulico. Dall'esame della documentazione esibita dal conducente si e' scoperto che l'automezzo era privo di copertura assicurativa e con revisione scaduta e che la documentazione fiscale che accompagnava il prodotto petrolifero riportava elementi difformi, come vettore e conducente diversi e una destinazione fittizia. Inoltre si e' scoperto anche l'avvenuto utilizzo di gasolio agricolo quale carburante per autotrazione dello stesso mezzo. Il mezzo e' stato sequestrato e l'autista denunciato per contrabbando ed utilizzo ai fini diversi di gasolio agevolato, falso materiale e falsita' in scrittura privata.


Decoro Urbano: L’assessore Mayerà interviene su Donnici
Donnici (cs), 20 gen. - Tempestiva la risposta della macchina comunale alle segnalazioni dell’Assessore alla cura delle frazioni Nicola Mayerà su Donnici, per problematiche di decoro urbano, riferite soprattutto all’impianto pubblico di illuminazione con evidenti implicazioni sulla sicurezza dei cittadini. Tematica  che nella frazione a sud di Cosenza è al centro di un dibattito che giovedì prossimo investirà anche il Consiglio comunale.  A questo proposito, l’assessore Mayerà ringrazia l’Arma dei Carabinieri per il tempestivo intervento in occasione delle rapine che hanno coinvolto il territorio.Contestualmente Mayerà informa i cittadini che si sta procedendo al ripristino dei problemi di illuminazione, richiedenti la sostituzione di cavi, sia su Donnici inferiore che superiore, zona quest’ultima dove gran parte dell’impianto (in contrada Timparello) è stata gravemente danneggiata da un incendio che ha provocato corto circuiti sulla linea.  

 

 

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