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Furgone Polizia Penitenziaria si ribalta, 4 feriti sull'A/3
Catanzaro, 19 apr. - Quattro agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti contusi, ieri sera, intorno alle 20, in seguito a un incidente che ha coinvolto il mezzo impiegato per il trasporto di detenuti sul quale viaggiavano. Il sinistro, di cui stamane da' notizia Gennarino De Fazio, segretario nazionale della Uilpa Penitenziari, e' avvenuto sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. L'automezzo di una scorta rientrava alla casa di reclusione di Rossano (Cs), dopo aver espletato un servizio di traduzione in Sicilia. Quando e' giunto all'altezza dello svincolo di "Altilia-Grimaldi", sembra per lo scoppio di uno pneumatico, l'automezzo si e' ribaltato. Gli operatori della Polizia Penitenziaria hanno riportato diversi traumi e contusioni con prognosi da 7 a 10 giorni. "Si tratta - dice De Fazio - dell'ennesimo incidente ad un automezzo della polizia penitenziaria in pochissimi giorni ed, anche in questo caso, solo per circostanze fortuite non c'e' stata la tragedia. Gia' nei giorni scorsi episodi analoghi sono accaduti a Melfi, Avellino e Firenze e pressoche' quotidianamente le scorte della Polizia penitenziaria devono fare i conti, oltre che con l'emergenza carceraria e la carenza degli organici che ormai e' prossima alle 8.000 unita', anche con la fatiscenza degli automezzi, molto spesso privi anche della minima manutenzione e talvolta neanche revisionati nei termini di legge. Non si vuole di certo entrare in sterili polemiche, - dice ancora - ma nel momento in cui si discute di auto blu, F35, ecc, il governo Renzi ed il Ministro della Giustizia Orlando non possono non assumere tangibili iniziative per garantire la sicurezza dei trasporti in ambito penitenziario che, allo stato, crediamo mettano a repentaglio non solo l'incolumita' della Polizia penitenziaria e dei detenuti trasportati, ma dell'intera collettivita'. Non vorremmo - conclude il sindacalista - che la Polizia penitenziaria debba esercitare compiutamente i compiti di polizia stradale da non molto conferitile per sottoporre a fermo amministrativo i propri automezzi". Due degli agenti sono stati portati all'ospedale di Cosenza per essere curati. Uno di loro ha avuto cinque punti di sutura alla testa. "La situazione in Calabria - commentano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale - e' sempre piu' drammatica, a causa della carenza di risorse, di mezzi e uomini, ma anche dell'abbandono in cui versa il personale di polizia penitenziaria. A Rossano, per esempio, ci e' e' stato riferito che ieri mancavano 21 agenti, tre di quelli in servizio sono stati costretti a fare doppio turno, dalle 8 alle 20 e altri sono stati richiamati dalle ferie. Tutto questo a causa dell'inadeguatezza gestionale del vertice della polizia penitenziaria I servizi non funzionano e nessuno prende provvedimenti adeguati. Riteniamo sia giunto il momento di procedere all'avvicendamento di chi esercita il comando, per l'inadeguatezza dimostrata. Le cose non vanno meglio a Cosenza, dove chi comanda - continua il Sappe - ha assunto una carica sindacale nonostante cio' non sia consentito da una disposizione contrattuale. Ad Arghilla' (Reggio Calabria, ndr) -continia la nota - non e' stato ancora individuato un comandante di reparto, nonostante l'istituto sia aperto da tempo. A Palmi il personale deve fruire delle ferie dal 2007, con circa 10000 giornate arretrate e nessuno fa niente per sanare tale situazione. Per ultimo - si fa rilevare - la chiusura del carcere di Lamezia Terme, una scelta assolutamente inadeguata".


Rubano barriere cavalcavia autostrada, tre arresti nel Reggino
Reggio Calabria, 19 apr. - Tre uomini sono stati arrestati e un minorenne denunciato dalla Polizia del Commissariato di Gioia Tauro per furto aggravato di 25 barriere di acciaio per cavalcavia autostradale. Gli agenti della Squadra Volante, nel percorrere la SS 18 nel comune di Rosarno, hanno incrociato un furgone Fiat Iveco, poi risultato senza copertura assicurativa, con i quattro a bordo, che procedeva verso l'abitato e che alla vista della Polizia ha tentato la fuga. Dopo un breve inseguimento gli agenti hanno bloccato il furgone, rinvenendo al suo interno le barriere d'acciaio, per un peso complessivo di 12,60 quintali, oltre ad attrezzature necessarie per lo smontaggio. Le indagini effettuate con l'ausilio della Polizia Stradale e dell'Anas, hanno accertato che il materiale era stato sottratto dal cavalcavia n. 306 del km 379,100 dell'autostrada A3, direzione nord, nei pressi dello svincolo di Rosarno. Dopo l'intervento della Polizia Scientifica il materiale è stato restituito all'Anas.


Calabria IT: esposto Chizzoniti a Procura Repubblica e C. Conti
Catanzaro, 19 apr. - Sul rischio di licenziamento dei 13) lavoratori di "Calabria IT", societa' ontrollata della Fincalabra Spa, interviene il presidente della Commissione speciale di vigilanza del Consiglio regionale Aurelio Chizzoniti che ha inviato una comunicazione formale al procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo,e a Cristina Astraldi, procuratore presso la Corte dei conti, sezione giurisdizionale della Calabria. Chizzoniti chied che il Procuratore presso il Tribunale di Catanzaro "disponga tempestive ed appropriate indagini in relazione al modello tecnico di cui agli articoli 323-640-416-56-628 cp, ovvero di quanti altri nella specie ravvisabili" e che la Procura presso la Corte dei Conti "approfondisca le problematiche connesse all'eventuale danno erariale prodotto". Il presidente Chizzoniti premette che si e' dinanzi "alla cinica elusione del combinato disposto dall'art. 11 c. 4 della legge regionale n. 24/013, in quanto non appare dubitabile - afferma - che la legge, in relazione al riordino di enti, aziende regionali, fondazioni, abbia indiscutibilmente disciplinato che Fincalabra, socio unico di Calabria IT srl, deve provvedere alla messa in liquidazione di Calabria IT, garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali con contratto a tempo indeterminato, attraverso il trasferimento dei dipendenti di Calabria IT a Fincalabra SPA , sulla base di specifico piano industriale?". A tal proposito, Chizzoniti spiega che dall'audizione del 25 novembre 2013 e' emerso "il dramma di 131 famiglie letteralmente umiliate dall'arroganza del liquidatore di Calabria IT, Attilio Funaro, integrata da quella del presidente di Fincalabra Umberto De Rose"; che e' stato acquisito, sul punto, "anche il parere della dottoressa Alessandra Sarlo, dirigente generale del Dipartimento Controlli della Regione Calabria, che (nota del 4 dicembre 2013) ha, fra l'altro inequivocabilmente puntualizzato che 'lo stralcio del Piano Industriale e', piuttosto la somma di alcuni dati contabili di due societa'- Fincalabra SPA e Fincalabra Servizi SRL - privo di una analisi economico finanziaria di medio lungo periodo con un arco temporale di riferimento di appena un anno', aggiungendo che 'lo stralcio di piano industriale non analizza i ricavi esposti non permettendo, cosi', la corretta valutazione sulla congruita' e fattibilita' degli stessi' e indicando, infine, ben quattro insormontabili criticita'". Aggiuge il presidente Chizzoniti: " Dinanzi all'insensibilita' dei vertici di Fincalabra et similia e' stata disposta (il 24 marzo 2014) l'audizione della dottoressa Sarlo , dei sindacati e del dottor Funaro, poiche' quest'ultimo, con nota del 13 gennaio 2014, aveva formalizzato i licenziamenti dei disperati lavoratori in conflitto non solo con la legge regionale n 24 ma anche con gli ordini del giorno approvati all'unanimita' dal Consiglio regionale. In quell' occasione - riferisce il presidente Chizzoniti - il dottor Funaro, impedito, non e' stato audito, mentre la dottoressa Sarlo, puntualmente intervenuta, ha confermato tutti gli incredibili abusi e soprusi che scandiscono la consumazione di un dramma aggravato dalla insensibilita' della politica del cui contesto e' pervenuta anche la nota palliativa prot. n. 0045 S/SP del 17 marzo 2014 a firma dell'Assessore regionale del Dipartimento Attivita' produttive". Nella stessa missiva, Chizzoniti segnala ai destinatari "che il dottor Stefano Corea, unitamente al dottor Giuseppe Iurato ed avvocato Crescenzio Santuori, e' stato nominato consulente di Calabria IT per le procedure di liquidazione della stessa, pur essendo egli componente il collegio dei sindaci di Fincalabra Spa nella cui orbita gravita Calabria IT, per cui il predetto 'sindaco-consulente' si trova nel doppio ruolo di controllore e controllato. Infatti - sottolinea Chizzoniti - non va sottaciuto che la proprieta' del capitale di Calabria IT appartiene interamente a Fincalabra, le cui risorse sono state utilizzate anche per corrispondere lauti compensi ai tre consulenti nonche' allo stesso commissario liquidatore. Per cui il dottor Corea - spiega - ha percepito nella qualita' di consulente di Calabria IT - rectius - del Commissario liquidatore Attilio Funaro (componente il Cda di Fincalabra e per questo gia' retribuito) emolumenti da parte della chiacchieratissima finanziaria la cui regolarita' contabile e' stata ex post verificata e controllata proprio dallo stesso professionista. Gia' sindaco di Fincalabra, anch'egli mensilmente remunerato, e' divenuto verificatore di se stesso con innegabile ingiusto vantaggio patrimoniale di cui all'art. 323 cp. Incredibile - conclude - ma vero".


'Ndrangheta: prete vibonese indagato, gip rigetta arresto
Vibo Valentia, 18 apr. - C'e' anche don Salvatore Santaguida, 47 anni, di Sant'Onofrio, sacerdote per moltissimi anni a Stefanaconi e lo scorso anno trasferito a Pizzo Calabro, sempre nel Vibonese, fra i nuovi indagati dell'inchiesta "Romanzo criminale" con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreti d'ufficio. Nei suoi confronti, il pm della Dda di Catanzaro Simona Rossi aveva chiesto l'arresto ma il gip distrettuale, Maria Rosaria Di Girolamo, l'ha rigettato evidenziando nell'ordinanza che emergono "seri dubbi sulla credibilita' della ricostruzione fatta dai collaboratori di giustizia in ordine alle condotte contestate al Santaguida o quantomeno - spiega il gip - il quadro probatorio acquisito non e' sufficientemente univoco in ordine alla responsabilita' di don Santaguida per i reati di rivelazione di segreti d'ufficio e concorso esterno in associazione mafiosa". Per il gip sono inoltre "numerose le discrepanze" nell'impostazione accusatoria della Dda di Catanzaro, cosi' come vengono meno anche i gravi indizi di colpevolezza per l'ex maresciallo Sebastiano Cannizzaro in relazione al reato di favoreggiamento di membri del clan Patania. Nella nuova ordinanza, il gip non concorda poi con il decreto di fermo del pm in ordine al fatto che l'ex maresciallo Cannizzaro abbia commesso i reati di falso ed abuso per aiutare gli autori di alcuni omicidi ad "eludere le investigazioni". Il gip sottolinea anzi sul punto che tale tesi e' smentita da diverse circostanze.


Tenta di prelevare trasformatore, 46enne muore folgorato
Crotone, 18 apr. - Un uomo di Isola Capo Rizzuto, Giuseppe Lio', di 46 anni, e' morto la notte scorsa mentre stava tentando di prelevare un trasformatore installato su un palo che trasporta i cavi dell'energia elettrica. E' accaduto in localita' Vigne della frazione Le Castella del centro crotonese. A trovare l'uomo ancora attaccato al palo e' stato il fratello che e' riuscito a riportarlo a terra ed a trasportarlo al pronto soccorso dell'ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone dove e' giunto ancora vivo ma in condizioni disperate. L'uomo e' pero' deceduto nella notte.


'Ndrangheta: clan Patania, gip dispone 16 nuovi arresti
Vibo Valentia, 18 apr. - Il gip distrettuale di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 indagati nell'ambito dell'operazione antimafia "Romanzo Criminale" contro il clan Patania di Stefanaconi, centro confinante con Vibo. Arresti domiciliari per un 16esimo indagato. Undici indagati erano stati raggiunti il 27 marzo scorso da un provvedimento di fermo della Dda, mentre altri 13 indagati si trovavano gia' detenuti nell'ambito di altra inchiesta. Le nuove ordinanze di custodia in carcere interessano: Giuseppina Iacopetta, 60 anni, moglie di Fortunato Patania, a capo dell'omonimo clan ed ucciso nel settembre 2011; Nazzareno, Saverio, Salvatore, Bruno, Andrea e Giuseppe Patania, figli del defunto Fortunato; Cosimo Caglioti, 26 anni, e Damiano Caglioti, 25 anni, di Sant'Angelo di Gerocarne (Vv); Francesco Lopreiato, 28 anni, di San Gregorio d'Ippona (Vv); Alessandro Bartalotta, 23 anni, Toni Mazzeo, 38 anni, Riccardo Cellura, 32 anni, Maria Consiglia Lopreiato, 31 anni, tutti di Stefanaconi. Ordinanza in carcere anche per l'ex maresciallo Sebastiano Cannizzaro, gia' alla guida della Stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio (Vv). Arresti domiciliari, invece, per Antonio Sposato, 38 anni, di Stefanaconi. Scarcerati Caterina Caglioti, 32 anni, Alex Loielo, 21 anni. Associazione mafiosa, estorsione, usura, le accuse contestate a vario titolo.


Stalking: continue molestie alla ex, 63enne arrestato a Cosenza
Cosenza, 18 apr. - I carabinieri della stazione di Cosenza principale hanno tratto in arresto un uomo di 63 anni, D.E.A, per stalking ai danni di una donna con cui aveva intrattenuto, in passato, una relazione sentimentale. Le indagini sono state avviate dopo una serie di denunce presentate ai carabinieri dalla vittima, una donna di 51 anni, separata, che sarebbe stata oggetto di continue molestie telefoniche e di minacce di morte. L'uomo si sarebbe anche appostato piu' volte nei luoghi frequentati dalla donna e nei pressi della sua abitazione. In una occasione avrebbe cercato anche di investirla con la propria autovettura. L'uomo e' stato posto ai domiciliari.


Prefetto arrestato: imprenditori dal gip, no a interrogatorio
Avellino, 18 apr. - E' durato pochi minuti l'interrogatorio di garanzia dei fratelli Carlo e Carmine Buglione e del cognato di questi Ernesto Caliendo, tutti arrestati martedi' scorso assieme al prefetto di Benevento Ennio Blasco, originario di Catanzaro, nell''ambito di una inchiesta sul rilascio di certificazioni antimafia per le loro societa' di vigilanza privata. I tre imprenditori si sono avvalsi della facolta' di non rispondere alle domande del gip di Avellino Giovan Francesco Fiore, che ha emesso la misura cautelare agli arresti domiciliari per corruzione. I tre sono accusati di aver ottenuto un notevole ritardo nell'emissione di un'interdittiva antimafia da parte del prefetto, all'epoca a capo dell'ufficio di governo di Avellino, grazie a regali e favori a Blasco.


Sicurezza alimentare: controlli mense scolastiche nel Cosentino
Cosenza, 18 apr. - Gli uomini del Corpo forestale dello Stato del comando provinciale di Cosenza, hanno effettuato accurati controlli sulla sicurezza alimentare con particolare attenzione verso il servizio di refezione scolastica. L'operazione denominata "Bambino sicuro" che ha visto impegnato numeroso personale dei comandi stazione presenti sul territorio ha interessato i comuni di Cosenza, Rende, Castrovillari, Corigliano, Rossano e Paola. Durante tali controlli sono state verificate l'idoneita' igienico sanitaria dei locali, delle attrezzature e dei laboratori di produzione alimenti, l'idoneita' del personale operante all'interno delle strutture, il corretto utilizzo dei prodotti alimentari, lo stato di conservazione, la loro etichettatura e la tracciabilita' degli stessi,oltre il corretto utilizzo dei marchi di origine protetta. Sono stati inoltre attenzionati i mezzi adibiti al trasporto alimenti. Attualmente sono ancora in corso attivita' di accertamento da parte del Corpo forestale dello Stato che ha elevato sanzioni amministrative per alcune irregolarita' riscontrate.


Strage Cassano: Corbelli, degna sepoltura per giovane marocchina
Cosenza, 18 apr. - Un appello di Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, perche' venga subito data una degna sepoltura alla giovane donna marocchina, Betty Taouss, di 27 anni, compagna del nonno del piccolo Coco', uccisa e bruciata insieme al suo compagno, Giuseppe Iannicelli, e al bambino, la cui salma giace da tre mesi abbandonata in una cella frigorifera dell'obitorio del cimitero di Cassano in attesa di essere identificata ufficialmente. Corbelli, che da oltre 15 mesi continua ad aiutare la famiglia del piccolo Coco'(il bambino che era anche riuscito a far scarcerare , insieme alla giovane mamma, Antonia Iannicelli, il 21 dicembre 2012), afferma in una nota: "La vicenda di questa povera e sfortunata ragazza marocchina, resa nota oggi da L'Ora della Calabria, e' un fatto grave che provoca tanta tristezza e addolora tutti. Da tre mesi la salma di quella giovane donna e' abbandonata nell'obitorio del cimitero. Bisogna subito porre fine a questa disumanita'. Dico questo naturalmente nell'assoluto rispetto del delicato e difficile lavoro di quanti devono procedere all'identificazione ufficiale della donna marocchina. Sono pero' purtroppo trascorsi tre mesi e la salma di quella povera e sfortunata donna e' ancora nell'obitorio del cimitero di Cassano. Per questo bisogna assolutamente procedere alla sua identificazione ufficiale in modo da far subito rimpatriare la salma per darle una degna sepoltura nel suo paese. Cosi' come abbiamo fatto in questi anni per diversi altri casi di immigrati morti tragicamente(come nel caso di un altro marocchino, morto in un incidente a Luzzi e per un giovane rumeno annegato nel mare di Paola, i cui corpi erano rimasti per mesi negli obitori degli ospedali di Cosenza e di Cetraro) e anche recentemente (come nell'ultimo caso della badante ucraina Tatiana, uccisa a Brancaleone e per il clochard moldavo morto nelle cupole geodetiche a Cosenza e rimasto anche lui, per tre msei, nella cella frigorifera dell'obitorio del cimitero bruzio) Diritti Civili e' pronto anche a contribuire alle spese per il rimpatrio della salma".


Sbancamento abusivo a Isola Capo Rizzuto, sequestrata area
Crotone, 18 apr. - Un'area di 6.500 metri quadrati nel territorio del Comune di Isola di Capo Rizzuto, sulla zona litoranea dell'area marina protetta 'Capo Rizzuto', e' stata sottoposta a sequestro dalla Capitaneria di porto di Crotone. Nel corso di alcuni accertamenti di polizia marittima, i militari hanno scoperto che nella zona erano in atto lavori di sbancamento di una consistente porzione di terreno in parte ricadente sul demanio pubblico marittimo e fascia di rispetto ed in parte su una proprieta' privata prospiciente l'area marina protetta. Dalle verifiche e' emerso che i lavori, che hanno irreversibilmente deturpato una porzione di territorio tra le piu' belle e suggestive del comprensorio crotonese, sono stati eseguiti senza le prescritte autorizzazioni rilasciate dal Comune di Isola Capo Rizzuto, pertanto i responsabili sono stati denunciati all'autorita' giudiziaria.


Inchiesta Alaco: procura Vibo Valentia apre una nuova indagine
Vibo Valentia, 18 apr. - Si arricchisce di nuovi sviluppi l'inchiesta denominata "Acqua sporca" che il 7 aprile scorso ha portato il pm della Procura di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, ad emettere un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 36 indagati, fra vertici della Sorical e dell'Arpacal, dirigenti della Regione Calabria, sindaci del Vibonese e del Catanzarese, dirigenti delle Asp di Vibo e Soverato. Il pm Michele Sirgiovanni - oltre a confermare il sequestro del bacino dell'Alaco - ha infatti aperto un filone d'indagine parallelo, rispetto alla prima tranche dell'inchiesta, che mira a far luce soprattutto sugli appalti gestiti dalla Sorical e su un vorticoso ed illecito giro di denaro che sarebbe ruotato attorno alla gestione del sistema idrico, con presunti favoritismi ed illecite condotte a piu' livelli. La nuova inchiesta, con nuovi indagati su cui al momento vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti, si avvale di diversi riscontri documentali acquisiti nell'ambito dell'analisi di una serie di movimentazioni finanziarie sospette. In tale nuovo filone di indagine vengono quindi ipotizzati reati nuovi e diversi rispetto alla prima tranche dell'inchiesta chiusa per 36 indagati con le contestazioni di avvelenamento colposo di acque, inadempimento contrattuale nelle pubbliche forniture, false attestazioni, interruzione di un servizio di pubblica necessita' e omissioni in atti d'ufficio.


Centro scommesse chiuso a Reggio, denunciati titolare e gestore
Reggio Calabria, 18 apr. - Il titolare e il gestore di un centro scommesse sono stati denunciati dalla Polizia di Reggio Calabria, e il centro chiuso in quanto sprovvisto delle necessarie autorizzazioni. Gli agenti della Squadra Amministrativa della Divisione Amministrativa della Questura, hanno accertato che il titolare, Z.F. di 23 anni, era gia' destinatario di un provvedimento che gli vietava di intraprendere l'attivita' di raccolta sommesse, ma ciononostante aveva ugualmente avviato l'attivita' commerciale, sprovvisto dell'autorizzazione prevista. Insieme al titolare e' stato denunciato anche il gestore, R.G., di 26 anni.


Fabbricato abusivo sequestrato a Guardavalle
Vibo Valentia, 18 apr. - La Guardia di finanza di Roccella Jonica (Rc), in coordinamento con il Reparto operativo aereonavale di Vibo Valentia, ha sequestrato un fabbricato abusivo realizzato sul demanio fluviale nel Comune di Guardavalle, nel Catanzarese. Il proprietario e' stato denunciato per occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo e deturpamento di bellezze naturali in quanto avrebbe costruito il fabbricato in assenza di autorizzazione paesaggistica. In particolare, il sequestro interessa una struttura in legno e muratura realizzata in zona soggetta a vincolo demaniale e paesaggistico. L'intera area posta sotto sequestro e' pari a 611 metri quadri.


Furto di energia elettrica, arrestato e condannato a LImbadi
Vibo Valentia, 18 apr. - I carabinieri della Stazione di Limbadi, nel Vibonese, hanno arrestato S.C., 50 anni, per furto di energia elettrica. Durante un controllo nell'azienda agricola dell'uomo sita in contrada "Calacanzi", i carabinieri hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete dell'Enel e da qui l'arresto in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia. Comparso stamane dinanzi al Tribunale monocratico, il giudice Vincenza Papagno ha convalidato l'arresto e, al termine del processo con rito abbreviato chiesto dallo stesso imputato e che e' gli e' valso uno sconto di pena pari ad un terzo, ha condannato l'uomo ad una pena pari a 9 mesi.


Incendio in una casa rurale a Rocca di Neto, ingenti i danni
Rocca di Neto (Crotone), 18 apr. - Questa mattina una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Crotone è intervenuta in località Poligrone di Rocca di Neto per un incendio in un'abitazione. All'arrivo sul posto dei pompieri, le fiamme alte avevano già interessato gran parte della casa rurale abitata da una famiglia di rumeni al momento fortunatamente non presenti. L'incendio dai primi rilievi è partito dalla cucina e poi si e' propagato in tutto il resto della casa tanto da far cadere alcuni muri e parte del tetto. Il forte calore delle fiamme ha anche provocato l'esplosione di alcune bombole durante il lavoro di spegnimento del vigili che cercavano di salvare il poco salvabile. Non ci sono feriti ma solo molti danni alla struttura tanto da renderla inagibile. Sul posto oltre alla squadra dei vigili del fuoco di Crotone c'erano i carabinieri di Belvedere Spinello. Le cause dell'incendio sono ancora da accertare.


Capannone agricolo incendiato e distrutto a S. Costantino Calabro
Vibo Valentia, 18 apr. - Un capannone agricolo, contenente le reti per la raccolta delle olive ed altri attrezzi, e' stato incendiato da ignoti nella notte nel Vibonese. Il fatto e' successo in localita' "Conacella" di San Costantino Calabro ed a farne le spese e' stato il capannone di M.S., 50 anni, del luogo I vigili del fuoco, giunti da Vibo Valentia, hanno dovuto lavorare circa tre ore per spegnere l'incendio. Ingenti i danni. Sul posto anche il maresciallo della locale Stazione, Pasquale La Gamba, che ha avviato le indagini per individuare autori e moventi del rogo.


Animali: "Fido t'affido", appuntamento in piazza a Cosenza
Cosenza, 18 apr. - Continua la ricerca di una casa accogliente per gli amici a quattro zampe del canile comunale di Donnici. Sabato, dalle 10 alle 14 in piazza XI settembre a Cosenza, l'Assessorato alla Sostenibilita' ambientale invita tutti a partecipare al "Fido t'affido", la manifestazione che promuove le adozioni canine, organizzata col supporto dei volontari Lav e Oipa. Gli ospiti del canile comunale si possono aiutare anche con le adozioni a distanza o un contributo volontario su conto corrente bancario IT68S0760116200001003932629: per informazioni, si consiglia di consultare la pagina facebook CanileCosenza, il profilo twitter @CanileCosenza o il sito www.canilecosenza.it. Nell'ambito della lotta al randagismo, l'Assessorato ricorda che ogni cane reimmesso e' stato sottoposto al programma sanitario previsto dalla legge e che il reinserimento sul territorio avviene solo per gli esemplari considerati non pericolosi per i cittadini. L'Assessorato invita i cittadini a prendersi cura con responsabilita' dei propri amici a quattro zampe ed essere sempre attivi nella lotta al randagismo, segnalando alla Polizia Municipale ogni caso di maltrattamento, abbandono o cani vaganti sul territorio comunale, per allertare le procedure di intervento.


Madre uccide figlio: Corbelli, per donna giustizia giusta e umana
Cosenza, 18 apr. - "La scarcerazione di Daniela Falcone, la giovane mamma di Rovito che, in un momento di follia, l'1 marzo scorso, ha ucciso il figlio undicenne, Carmine De Santis, e' un atto di giustizia giusta e umana, che fa onore al giudice che l'ha emesso e alla giustizia del nostro paese. Il mio plauso e il mio ringraziamento vanno al gip Pierpaolo Bertone e ai magistrati di Paola, il procuratore Bruno Giordano e la pm Linda Gabassi, ai quali avevo nei giorni scorsi rivolto un accorato appello, chiedendo loro che questa donna venisse subito trasferita dal carcere di Castrovillari(dove era stata portata) in una struttura protetta, per aiutarla ad affrontare il momento piu' doloroso e drammatico della sua vita che ha segnato e devastato per sempre la sua esistenza". E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, dopo la decisione del gip di Paola, Bertone, di concedere la scarcerazione di Daniela Falcone, e il suo trasferimento in una struttura sanitaria dove dovra' essere curata. "Mi auguro adesso che si trovi subito una struttura adeguata e disponibile ad accogliere questa sfortunata donna, continua Corbelli. Chiedo nuovamente scusa ai familiari del bambino ucciso per questo mio intervento meramente umanitario, dettato esclusivamente dal dolore e dalla pieta' che ognuno di noi prova davanti a tragedie cosi' immani e orribili. L'intervento di Diritti Civili non voleva e non vuole certo essere una forma di assoluzione per chi si e' reso responsabile di un crimine cosi' crudele, ma solo un gesto umano nei confronti di una mamma, che in un momento di follia, ha distrutto, oltre a quella del suo giovanissimo figlio, anche la sua vita. Quello che ha compiuto questa donna e' gia' di fatto per lei l'autopunizione piu' crudele che un essere umano possa avere".


Rifiuti: discarica abusiva in pieno centro a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 18 apr. - Personale del nucleo operativo difesa del mare della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, durante il programmatico monitoraggio dei litorali ha accertato, in localita' via Vecchia provinciale Pentimele del comune di Reggio Calabria, in pieno centro cittadino ed a pochi metri da numerosi condomini abitati, un gravissimo stato di degrado ambientale. E' stato rinvenuto un sito adibito a discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non per un totale di oltre 220 metri quadri composto da svariati materiali, e piu' precisamente da: carcasse di elettrodomestici, rifiuti dell'attivita' di costruzione e demolizione, latte di vernici, materiali da costruzione contenenti sostanze pericolose, oltre a tali rifiuti sono state rinvenute lastre di eternit lesionate in piu' parti, fattispecie che potrebbe comportare possibile aerodispersione delle particelle di amianto contenute con gravi ripercussioni per la salute pubblica. L'intera area e' stata sigillata e posta sotto sequestro penale dai militari, chee' stata affidata in custodia al dirigente del settore ambiente del Comune di Reggio Calabria, Carmela Stracuzza, anche per le successive operazioni di bonifica del sito.


Truffe: ammanco 1,5 mln Santuario Paola, indagini ancora in corso
Cosenza, 18 apr - "Le indagini non sono ancora chiuse, per cui non possiamo dire se ci saranno nuovi indagati". Lo dice all'Agi il procuratore di Paola, Bruno Giordano, in riferimento alla truffa perpetrata nei confronti del Santuario di San Francesco. Al momento gli indagati sono quattro. "Vedremo come articolare le responsabilita' per ciascuno di essi", ha detto ancora Giordano. La truffa, da oltre un milione e mezzo di euro, e' stata subita dai frati minimi del santuario paolano, che hanno visto sparire la cifra da un conto corrente, affidato ad un consulente finanziario dall'ex tesoriere del Santuario, padre Franco Russo. Il denaro sarebbe stato utilizzato per l'acquisto di azioni in borsa e per alcuni bonifici a terze persone. Sul fatto sta indagando la guardia di finanza.


Donna scomparsa a Cleto ritrovata cadavere, s'ipotizza suicidio
Cosenza, 18 apr. - "Abbiamo disposto l'autopsia, come atto dovuto, ma il contesto lascia pensare ad un suicidio". Lo dice Bruno Giordano, procuratore della Repubblica di Paola, relativamente al ritrovamento del cadavere di Maria Stella, la donna di 49 anni, di Cleto, che era scomparsa nella serata del 16 aprile ad Amantea. La donna, che lavorava in un ristorante, alla fine della giornta di lavoro non aveva fatto rientro a casa. La sua auto e' stata trovata ieri sul lungomare di Amantea, con le chiavi inserite nel quadro. Il corpo della donna e' stato poi trovato nel tardo pomeriggio, al largo di Amantea, da una motovedetta della capitaneria di porto di Cetraro. "Pensiamo che si tratti di suicidio anche in relazione al contesto familiare particolare in cui viveva la donna - dice ancora Giordano all'Agi - che era la madre di un giovane con problemi psichici che abbiamo piu' volte denunciato come l'autore di numerose telefonate di allarme bomba che venivano effettuate al tribunale di Paola".


Gdf  Roma:  intercettati all’aeroporto di Fiumicino sette corrieri di droga

Roma, 18 apr. - L’ennesima ondata di droga, oltre trenta chili di “polvere bianca” purissima, è stata intercettata, all’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino, dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma in collaborazione con il personale del Servizio di Vigilanza Antifrode dell’Agenzia delle Dogane. Per superare indenni il filtro di controlli apprestato agli “arrivi internazionali” dalle Fiamme Gialle del Gruppo Fiumicino, quattro avvenenti ragazze brasiliane avevano pensato bene di esaltare le proprie “curve” con protesi ai reggiseni ricolme di cocaina ma il passaggio di tanta abbondanza ai varchi ha subito insospettito i militari che hanno deciso di approfondire la situazione sottoponendole, con l’ausilio di personale del Corpo di sesso femminile, a perquisizione personale, da cui è emerso che gran parte delle forme erano dovute allo stratagemma utilizzato e non alla generosità di madre natura o ai miracoli della chirurgia estetica. Gli altri corrieri, due turchi e un libanese, sono invece ricorsi al classico doppiofondo ricavato abilmente nei trolley al seguito per trasportare oltre diciotto chili cocaina purissima.


Gdf Torino sequestra 2,5 tonnellate di cosmetici pericolosi
Torino, 18 apr. - La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato migliaia di cosmetici pericolosi per la salute, principalmente creme sbiancanti vendute in negozi di prodotti etnici importati da paesi africani, contenenti sostanze dannose come lo ioduro mercurico e l'idrochinone. L'operazione parte dai controlli in molti negozi del quartiere Aurora di Torino: molte confezioni riportavano la dicitura "poison contient mercure iodide" (veleno contenente ioduro mercurico), ma senza traduzione in italiano. Le fiamme gialle, coordinate dal pm Alessandro Aghemo, hanno ricostruito a ritroso la catena di distribuzione fino a risalire al fornitore dei prodotti, una societa' con sede nell'hinterland milanese, che e' stata perquisita, portando al sequestro di due tonnellate e mezzo di prodotti sbiancanti nocivi per la salute: gel, creme e lozioni contenenti sostanze pericolose come il mercurio o principi attivi impropriamente utilizzati come il clobetasolo, il betametasone e l'idrochinone. La titolare della ditta distributrice, G.L.Z. 40 anni, e' ora indagata per immissione in commercio di medicinali e prodotti cosmetici dannosi e per esercizio abusivo della professione di farmacista.


Pedofilia: Catanzaro, processo d'appello addetto servizi sociali
 Catanzaro, 17 apr. - Sara' necessario risentire uno dei periti che seguirono il caso della giovanissima vittima della presunta violenza sessuale per cui e' stato gia' condannato Pietro Lamberto, 59 anni, addetto ai servizi sociali del Comune di Catanzaro. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d'appello di Catanzaro davanti ai quali, oggi, e' iniziato il nuovo giudizio di secondo grado dopo la pronuncia della Corte di Cassazione a seguito del primo appello. E proprio rifacendosi alle indicazioni stabilite dal Giudice supremo, il collegio catanzarese ha evidenziato la necessita' di stabilire meglio possibile "l'entita' del pregiudizio subito dalla minore", ed a questo fine ha deciso di citare come testimone il dottore Giovanni Lopez, che la segui' nel periodo di permanenza in comunita' dove la ragazzina fu condotta a seguito delle indagini. Il medico dovra' comparire in aula il prossimo 8 maggio, giorno a cui e' stato rinviato il processo. Il primo grado per Lamberto si concluse l'11 febbraio del 2011, al termine del giudizio abbreviato che gli valse lo sconto di pena di un terzo, con una condanna a cinque anni di reclusione, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione legale per la durata della pena, oltre che la condanna a risarcire le parti civili - il Comune di Catanzaro revoco' la sua costituzione avendo accettato l'offerta di 5.000 euro fatta da Lamberto a titolo di ristoro dei danni subiti dall'Ente -, e cioe' 7.000 euro ciascuno ai genitori della giovane parte offesa, 5.000 euro al fratellino, e 40.000 euro in via provvisionale alla bambina oggetto della violenza. In seguito, il 10 ottobre del 2011, la Corte d'appello di Catanzaro confermo' quella condanna, ma poi la pronuncia della Cassazione ha dato vita al processo d'appello bis che e' iniziato oggi. Lamberto era stato tratto in arresto in flagranza per pedofilia nel giugno 2010 dopo che, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, era stato sorpreso in atteggiamenti che sarebbero stati inequivocabili con una bambina di 11 anni, con la quale si era appartato in una villetta nella sua disponibilita' che si trova a Roccelletta di Borgia (Catanzaro), dove gli uomini della Squadra mobile di Catanzaro avevano fatto irruzione. Le indagini erano partite a seguito della segnalazione della madre della bambina, insospettita dagli strani atteggiamenti della figlia che, fra l'altro, non voleva andare piu' a scuola. L'addetto ai servizi sociali scelse poi il silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari che, come richiesto dal sostituto procuratore della Repubblica titolare delle indagini, dispose a suo carico la misura cautelare della custodia in carcere in isolamento. La misura fu infine sostituita con quella meno affittiva degli arresti domiciliari, per incompatibilita' delle condizioni di salute dell'imputato con il regime carcerario.


Parco eolico Borgia:Cassazione accoglie ricorso procura Catanzaro
Catanzaro, 17 apr. - La Corte di cassazione ha accolto il ricorso della Procura della Repubblica di Catanzaro avverso il proscioglimento di quattro persone - per specifiche accuse -sentenziato dal giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro nell'ambito del procedimento su presunti illeciti connessi alla realizzazione del parco eolico di Borgia, nel catanzarese. Come richiesto dal pubblico ministero titolare del caso, Carlo Villani, il giudice supremo ha cassato la decisione con la quale, il 10 aprile 2013, il giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro ha prosciolto da tre specifici capi d'accusa le persone coinvolte, in particolare, nella vicenda che ha coinvolto Giuseppe Graziano, ex presidente del nucleo Via (Valutazione impatto ambientale) della Regione Calabria, indagato per via della nomina di Pasquale Maradei a componente dello stesso nucleo, pur se stando all'accusa questi non aveva la necessaria laurea, essendo piuttosto geometra e perito industriale, e che dunque sarebbe stato ingiustamente favorito percependo cosi' ingiustamente i proventi economici "derivanti dalla stessa illecita partecipazione al nucleo Via". E la pronuncia della Cassazione riguarda gli stessi Graziano e Maradei per i reati di abuso d'ufficio, ed inoltre Ubaldo Bertucci e Pietro Danieli per l'accusa di falso ideologico in certificazioni amministrative e tentato abuso d'ufficio nelle loro rispettive qualita' di responsabile e istruttore dell'ufficio tecnico del Comune di Borgia, che avrebbero rilasciato delle certificazioni per la realizzazione del Parco eolico. Quello stesso 10 aprile il gup, al di la' dei singoli proscioglimenti per specifici capi, ha comunque rinviato a giudizio tutti e 35 gli indagati coinvolti nell'inchiesta, per i quali e' in corso il processo nel quale rispondono a vario titolo di abuso d'ufficio e falso, e fra loro ci sono imprenditori, progettisti, funzionari dei vari Comuni interessati dal progetto ed i componenti del Nucleo Via della Regione Calabria. Questi ultimi, in particolare, secondo l'accusa avrebbero dato il loro parere favorevole ad un progetto che non aveva i necessari requisiti, e sarebbe stato oltre tutto costellato di falsita'. Il progetto, piu' in dettaglio, presentato dalla "Borgia wind srl" per costruire un parco eolico a cavallo tra i territori di Borgia, Girifalco, San Floro, Squillace, Cortale e Maida.


Dopo il lavoro non rientra, denunciata scomparsa donna di Cleto
Cosenza, 17 apr. - I carabinieri hanno avviato le ricerche per ritrovare una donna scomparsa ieri sera ad Amantea (Cosenza). Stamattina i familiari hanno denunciato il fatto. La donna, Maria Stella, una quarantanovenne di Cleto, non ha fatto ritorno a casa dopo aver finito di lavorare in un ristorante della zona. La sua auto, una Fiat Punto, e' stata ritrovata sul lungomare di Amantea, con le chiavi ancora inserite nel quadro. Pare che la donna, recentemente, avesse avuto dei problemi di salute e fosse per questo preoccupata.


Viabilita': M.Talarico chiede interventi urgenti sulla ss 107
Cosenza, 17 apr. - "L'ennesimo incidente mortale avvenuto sulla ss 107 Silana -Crotonese non puo' lasciare piu' indifferenti le autorita' e gli enti che, in qualche modo, vi hanno competenza per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Stiamo parlando di un'arteria fondamentale, strategica, percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli. Cio' nonostante continuano ad insistere su di essa una serie di criticita' che vanno immediatamente rimosse, a cominciare dalla qualita' del manto stradale (quasi tutti gli incidenti mortali sono avvenuti con l'asfalto bagnato), che andrebbe adeguato alle particolari condizioni atmosferiche che generalmente riguardano quel territorio. So che sulla questione si e' costituito un comitato di cittadini che, nei giorni scorsi, ha recapitato una petizione al Presidente della Provincia Oliverio, il quale, a sua volta, avrebbe dichiarato di interessare prontamente l'Anas. Nel frattempo un'altra persona ha perso la vita. Basta. Faccio appello all'Anas, alla Provincia, al Governo, affinche' si predispongano interventi urgenti per rendere quella strada piu' sicura. Non c'e' piu' tempo da perdere". E' quanto afferma il consigliere regionale Mimmo Talarico.


Lavoro: in mobilita' e senza sussidio, protesta a Catanzaro
Catanzaro, 17 apr. - Alcune decine di lavoratori in mobilita' di Catanzaro e provincia hanno manifestato, questa mattina, davanti la Prefettura del capoluogo calabrese. I manifestanti hanno spiegato di non ricevere il sussidio da alcuni mesi. Tra di loro c'erano anche ex dipendenti del call center Phonemedia. Una delegazione e' stata ricevuta dal viceprefetto Costanza Pino, alla quale e' stato chiesto di farsi portavoce con il Governo per il pagamento degli arretrati.


Prefetto arrestato: quasi 2 ore da gip, istanza legali a Riesame
Avellino, 17 apr. - E' durato circa un'ora e mezzo l'interrogatorio del prefetto di Benevento Ennio Blasco, originario di Catanzaro, agli arresti domiciliari per corruzione nell'ambito di un'inchiesta si certificati antimafia per istituti di vigilanza privata. Blasco, accompagnato dagli avvocati Gaetano Aufiero e Amedeo Di Pietro, ha consegnato al gip Giovan Francesco Fiore e ai sostituti Elia Taddeo e Roberto Patscot una memoria difensiva per spiegare spese e regali che la procura di Avellino gli contesta nel rapporto con gli imprenditori del settore sicurezza Carmine e Carlo Buglione e il cognato di questi, Ernesto Caliendo, anche loro ai domiciliari. I legali presenteranno istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame. Uscito provato dal confronto con i magistrati, il prefetto ha raggiunto il domicilio di Avellino dove sta osservando la misura cautelare disposta martedi' scorso. E la decisione del Riesame sara' importante anche per il ministero dell'Interno che dovra' stabilire se sospendere o meno il funzionario e nominare un nuovo prefetto per Benevento. Blasco, per l'accusa, all'epoca in cui era prefetto di Avellino, tra il 2008 e il 2011, avrebbe ritardato l'emissione di un'interdittiva antimafia per le societa' dei Buglione in cambio di regali. L'indagine scaturisce dall'inchiesta condotta dalla procura di Nola sul sequestro di uno dei fratelli imprenditori, Antonio Buglione, anche lui indagato.


Sicurezza: controlli della polizia a Reggio, tre arresti
Reggio Calabria, 17 apr. - Con altri tre arresti effettuati in flagranza di reato dal personale dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Reggio Calabria prosegue a rendere frutti il piano straordinario di controllo del territorio disposto dal Questore Guido Nicolo' Longo. Gli agenti delle Volanti, diretti dal vice questore aggiunto Giuseppe Giliberti, sono impegnati su piu' fronti nel proteggere la cittadinanza e prevenire vari fenomeni criminosi, che spaziano dai reati contro i commercianti, allo spaccio di stupefacenti, e alla sicurezza in generale dei cittadini. Con l'ausilio del Reparto prevenzione crimine di Siderno, in particolari fasce orarie ritenute piu' a rischio, la polizia e' riuscita cosi' a schierare fino a 11 pattuglie. E i frutti di tale lavoro sono rappresentati dagli ultimi tre arresti avvenuti negli scorsi giorni, illustrati oggi dal dirigente dell'Upgsp Giliberti, nel corso di una conferenza stampa. Nel primo caso e' stata arrestata una giovane di 19 anni, R.L., la quale aveva sottratto merce in giubbotti e altri capi d'abbigliamento, per un totale di circa 350 euro, da un negozio sul centralissimo Corso Garibaldi. La ragazza, non curante dei sistemi anti-taccheggio, ha tentato di allontanarsi dal negozio con una busta piena di merce racimolata sugli scaffali e non pagata. Subito e' intervenuto il poliziotto di quartiere che ha effettuato l'arresto, obbligatorio per tale fattispecie di reato. Nel secondo caso, invece, oltre 15 uomini delle Volanti sono stati impegnati in un servizio pianificato sotto la direzione della Procura, concluso con l'arresto di un 28enne, B.M., per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Gli agenti hanno accerchiato le "case parcheggio", un piccolo complesso di case di proprieta' comunale nel quartiere di Santa Caterina occupate abusivamente, per procedere a controlli. Il giovane arrestato e' stato visto sporgersi dalla finestra nel tentativo di gettare una busta, ma una volta accortosi degli agenti che lo fissavano e' subito rientrato in casa, e qui si sarebbe disfatto del contenuto della busta utilizzando lo scarico del water. Implacabile l'attivita' di indagine dei poliziotti, che sono risaliti al tombino collegato al suo water, rinvenendo degli involucri contenenti cocaina. Gli agenti hanno perfino effettuato uno scarico di prova, per controllare che cio' che veniva buttato dal water di quell'appartamento effettivamente finisse in quel tombino. Dopo la convalida dell'arresto il giovane e' stato ristretto ai domiciliari, e successivamente arrestato dalla Squadra Mobile per cumulo di pene. Il terzo e ultimo arresto e' avvenuto a cavallo tra i quartieri di Catona e Arghilla', dove alle 3 di notte gli agenti si sono visti superare da un'auto con tre individui a bordo. Il conducente ha eluso il tentativo di controllo da parte degli agenti, fuggendo via e riuscendo a dileguarsi anche dopo essere stato intercettato una seconda volta. Alla terza volta gli agenti hanno visto l'auto, a motore e fari spenti, parcheggiata per strada, con il solo conducente intento a nascondersi sui sedili. Nessuna traccia degli altri due occupanti. Dalla perquisizione i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato due artifizi pirotecnici, ossia due bombe carta, di forma cilindrica lunghi 12 cm e del diametro di 2 cm con peso lordo di 17 grammi. Dalle analisi del gabinetto regionale di polizia scientifica, diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta, e dell'artificiere del XII Reparto Mobile, e' stato constatato che si trattava di polvere pirica, in grado di provocare danni. Non si trattava certamente di due ordigni ad alto potenziale, ma opportunamente posizionati avrebbero potuto danneggiare qualche oggetto. L'uomo, T.F. di 29 anni, che in casa deteneva anche un terzo artifizio pirotecnico, e' stato arrestato per detenzione e porto in luogo pubblico di materiale esplodente.


Tentano di dare fuoco a un taxi a Vibo Valentia
Vibo Valentia, 17 apr. - Tentativo di incendio, nella notte, ai danni di un taxi a Vibo Valentia. Ignoti, servendosi ddi liquido infiammabile, hanno tentato di dar fuoco, in parte riuscendovi, alla Fiat Croma adibita a taxi di proprieta' di D.B., 75 anni, parcheggiata in via Turati a Vibo. L'intervento dei Vigili del fuoco ha evitato che le fiamme investissero l'intera autovettura. Sul posto per i rilievi e le indagini si sono portati i carabinieri e la polizia.


Rifiuti: discarica di 14.000 mq sequestrata nel Catanzarese
Catanzaro, 17 apr. - I finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Catanzaro hanno sequestrato un'area di circa 14.000 metri quadri di terreno, equivalenti a 3 campi, da calcio adibiti abusivamente a discarica. Il sito, ubicato nel comune di Davoli, in localita' Piani di Bella, veniva utilizzato illegalmente come luogo di scarico e stoccaggio di vari materiali, tra cui scarti delle lavorazioni edilizie, materiali ferrosi e gomme di automezzi, anche pesanti, ormai inservibili. Le fiamme gialle sono giunte alla scoperta del sito dopo che nei giorni precedenti alcune pattuglie in servizio nella zona si erano insospettite a causa del via vai di mezzi industriali che vi giungevano pieni di detriti vari e ripartivano vuoti. Durante le attivita' di appostamento i finanzieri hanno quindi raccolto le necessarie prove videofotografiche comprovanti le varie fasi dello scarico dei materiali. Nessuna autorizzazione allo scarico e stoccaggio di materiali e rifiuti in genere era mai stata richiesta o concessa ai proprietari degli appezzamenti di terreno costituenti l'area sequestrata.


Riduzione in schiavitu': un arresto a Reggio Calabria
Catanzaro, 17 apr. - I Carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato un uomo di 39 anni, Massimo Idone, con le accuse di riduzione in schiavitu' e atti persecutori.
Idone e' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip per riduzione in schiavitu' e atti persecutori. Le indagini dei carabinieri della compagnia cittadina, diretta dal maggiore Pantaleone Grimaldi, hanno consentito un intervento che il gip ha definito "letteralmente provvidenziale e liberatore" in favore delle due vittime, una donna cinquantenne con gravi problemi di salute e la figlia ventenne con problemi di natura psichica. Sono stati i militari della Stazione di Catona, quartiere a nord della citta', diretta dal maresciallo Sberna, ad acquisire la notizia che due donne del posto vivevano in precarie condizioni a causa di un uomo che le aveva soggiogate. I Carabinieri, quindi, per verificare quanto appreso si sono appostati nei pressi dell'ufficio postale, dove la donna piu' grande, vedova, riscuoteva la pensione di reversibilita', unica fonte di sostentamento. I Carabinieri hanno scorto la donna che, all'uscita dall'ufficio, veniva avvicinata da un uomo che la invitava a spostarsi in un vicolo appartato, e qui si faceva consegnare il denaro. Subito bloccato l'uomo, Massimo Idone, e' stato trovato in possesso di mille euro, ossia l'intera somma della pensione. Le successive investigazioni hanno permesso di ricostruire l'intera vicenda: l'uomo, che da tempo aveva allacciato una frequentazione con le due donne, le aveva indotte a credere che la casa dove abitavano era invasa da microspie e telecamere, invitandole a non accendere nemmeno il televisore poiche' cosi' facendo chi le ascoltava avrebbe potuto sentire le loro conversazioni. Ancora, l'uomo si faceva consegnare la pensione della donna, adducendo di dover sostenere le spese di un procedimento penale avviato dalla magistratura nei confronti di una delle due donne. La continua emorragia del denaro della pensione, unica fonte di reddito, aveva ridotto le due povere vittime in uno stato di degrado, tanto che erano state loro staccate le forniture di energia e telefono, e quando i Carabinieri hanno ispezionato la casa nella dispensa e nel frigo hanno trovato solo tre pacchi di pasta, una bottiglia di olio e una cipolla. L'uomo, inoltre, avrebbe perfino impedito alle donne di sottoporsi a visite mediche essenziali, nonostante una delle due sia sofferente di diabete e necessiti di cure costanti

 


Regione: abuso d'ufficio, indagato l'assessore Tallini
Catanzaro, 16 apr. - L'assessore regionale al Personale, Mimmo Tallini, esponente di Forza Italia, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura della Repubblica di Catanzaro. E' stato lo stesso assessore a comunicare la notizia con un comunicato stampa. "In data 15 aprile 2014 - scrive Tallini -ho ricevuto un'informazione di garanzia da parte della Procura della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro su richiesta del P.M. dott. Gerardo Dominianni, in ordine ai reati ipotizzati di abuso d'ufficio e concorso formale, in merito all'adozione di una delibera di Giunta regionale di trattenimento in servizio di due dirigenti regionali. Rispetto il lavoro dei Magistrati e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento in ordine alla mia condotta nella qualita' di assessore al Personale sull'iter della pratica - conclude Tallini - convinto di aver sempre agito con correttezza e linearita' nell'esclusivo interesse della regione Calabria".


Ritrovato giovane romeno scomparso 4 mesi fa nel Cosentino
Cosenza, 16 apr. - Ritrovato un giovane romeno che era scomparso da circa 4 mesi. Si tratta di Eugen Palaghia, 19 anni. Di lui la famiglia non aveva piu' tracce e ne aveva denunciato la scomparsa. A riconoscerlo sono state due guardie del centro commerciale Metropolis di Rende, che lo hanno visto nei monitor delle telecamere di sorveglianza e lo hanno fermato. Il giovane non sta bene di salute ed e' analfabeta. Avrebbe raccontato di essere stato in giro per l'Italia, vivendo di espedienti. Poi e' tornato a Cosenza. Adesso e' stato riconsegnato ai familiari.


Prostituzione: Catanzaro, fratelli arrestati rispondono a giudice
Catanzaro, 16 apr. - Solo due dei cinque indagati destinatari dei provvedimenti cautelari eseguiti con l'operazione "Bed & Break Sex", eseguita lunedi' dalla Squadra mobile della Questura di Catanzaro, hanno scelto di rispondere alle domande del giudice che ha ordinato gli arresti domiciliari a loro carico. Si tratta dei fratelli Francesco e Massimo Falsetta che, affiancati dall'avvocato Enzo Ioppoli, hanno fornito la propria versione dei fatti contestati, sulla quale vige comunque stretto riserbo. Si sono avvalsi della facolta' di non rispondere all'interrogatorio di garanzia, invece, Jolanta Drabik (difesa da Antonella Canino) e Salvatore Politelli (difeso da Alessandro Guerriero), sottoposti assieme a Maurillo Garces Maria Edith all'obbligo di dimora. Nell'ambito dell'inchiesta e' stato contestato lo sfruttamento della prostituzione in una sorta di sistema illecito nel quale ciascuno avrebbe avuto un preciso ruolo. L'inchiesta e' partita dalla denuncia di un trans che si e' presentata in Questura per accusare i fratelli Falsetta, noti imprenditori nel settore della ristorazione e alberghiera, di speculare sulle prestazioni delle prostitute chiedendo loro una somma pari al doppio per fittare una stanza nei loro B&B che per i "clienti normali" costava 35 euro. Secondo quanto reso noto, poi, altri indagati, locatari di un appartamento intestato ad una terza persona comunque consapevole dell'illecita attivita', utilizzavano lo stesso sub-affittandolo a prostitute e ricavando da tale operazione notevoli guadagni.


Droga: diciannovenne arrestato dalla polizia a Catanzaro
Catanzaro, 16 apr. - Nel pomeriggio di ieri personale dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura ha tratto in arresto P.G. diciannovenne catanzarese per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. L'operazione si e' svolta su Viale Isonzo dove una pattuglia della Squadra Volante era impegnata in un normale controllo del territorio, durante il quale il conducente di autovettura in transito alla vista della Polizia di Stato cercava di coprirsi il volto ed accelerava la marcia, con l'evidente scopo di eludere l'eventuale controllo. Insospettiti da siffatto comportamento gli Agenti procedevano a bloccare il veicolo e ad identificarne gli occupanti. Durante tali procedure il conducente P.G. per ben due volte cercava di disfarsi di alcuni involucri. Una prima volta lanciandone uno dal finestrino dell'auto, la seconda durante la perquisizione personale durante la quale lasciava cadere al suolo il secondo involucro spingendolo sotto il veicolo per occultarlo. Entrambe gli involucri, prontamente raccolti dagli Operatori contenevano una sostanza erbacea del tipo marijuana. Giunta in ausilio una seconda pattuglia, si eseguivano con esito negativo la perquisizione dell'autovettura e del passeggero. Mentre un terzo involucro con analogo contenuto dei primi due era occultato in una tasca dei pantaloni del P.G. Pertanto gli Operatori procedevano all'arresto di P.G. per detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nell'odierna giornata, a termine dell'udienza di convalida, la competente autorita' giudiziaria ha ritenuto legittimo l'arresto la misura a carico del giovane.


Violenza donne: maltrattava compagna, romeno arrestato a Cosenza
Cosenza, 16 apr. - I carabinieri della stazione di Cosenza principale hanno tratto in arresto Constantin Paduraru, 52 anni, romeno, per sequestro di persona, lesioni personali aggravate e minacce commesse ai danni della propria compagna. La vittima e' una connazionale di 53 anni, che, al culmine dell'ennesima violenza, si e' recata presso la caserma dell'Arma per raccontare l'accaduto, mostrando ai militari molti lividi sugli arti superiori e accusando un forte trauma cranico. La donna e' stata accompagnata al pronto soccorso dell'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza. Le violenze, per quanto appurato, sono iniziate fin dal 2010. L'uomo l'avrebbe picchiata e ferita piu' volte anche con bastoni e coltelli. Poi, per paura che la donna potesse denunciarlo, la segregava in casa chiudendo a chiave la porta. Il romeno e' stato portato nel carcere di Cosenza.


Omicidio Lopreiato nel Vibonesese: gip dispone tre nuovi arresti
Vibo Valentia, 16 apr. - Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Emilio Antonio Bartolotta, 36 anni, della moglie Annunziata Foti, 37 anni, e Francesco Calafati, tutti di Stefanaconi, in provincia di Vibo Valentia, accusati dell'omicidio di Antonino Lopreiato, 51 anni, assassinato l'8 aprile 2008. I tre indagati erano stati raggiunti il 25 marzo scorso da un decreto di fermo della Dda di Catanzaro nell'ambito dell'operazione "Amarcord", ma il gip del Tribunale di Vibo, pur convalidandolo, stante le aggravanti mafiose nelle contestazioni aveva trasmesso gli atti a Catanzaro. Da qui una nuova richiesta della Dda ora accolta dal gip distrettuale che ha disposto gli arresti. Secondo l'accusa, l'omicidio Lopreiato sarebbe maturato nell'ambito di uno scontro fra il clan Lopreiato-Patania di Stefanaconi ed un nuovo gruppo criminale vicino ai Bonavota nato nel 2007 attorno alle figure di Emilio Antonio Bartolotta e Francesco Calafati, due degli odierni destinatari della nuova ordinanza di custodia cautelare. Ancora da individuare, invece, uno dei killer di Lopreiato, atteso che Francesco Scrugli - poi ucciso a Vibo Marina il 21 marzo 2012 dal clan Patania - indicato dal pm Simona Rossi nel decreto di fermo come uno dei sicari, l'8 aprile del 2008 si trovava in carcere a Teramo in quanto arrestato l'8 febbraio 2007 nell'operazione "Nuova Alba" contro il clan Lo Bianco.


Sicurezza: controlli Ps a Crotone, un arresto e nove denunce
Crotone, 16 apr. - Una persona arrestata, altre nove denunciate, oltre a perquisizioni e sequestri: e' il bilancio di un controllo straordinario del territorio denominato 'Alto Impatto' effettuato, su disposizione del questore Botte, dalla Polizia di Stato di Crotone in collaborazione con il Reparto revenzione crimine di Cosenza. In particolare gli agenti della squadra Volante hanno arrestato Domenico Vallelonga, 25enne crotonese per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Gli uomini della Divisione polizia amministrativa e sociale hanno denunciato due crotonesi di 23 e 31 anni, titolari di due sale giochi, per esercizio abusivo di scommesse. Inoltre hanno deferito un 25enne e un 32enne per inosservanza all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, e altre quattro persone per inosservanza delle prescrizioni derivanti dal Daspo. Gli agenti del Reparto prevenzione crimine di Cosenza hanno deferito un crotonese di 16 anni per guida senza patente. Inoltre, nel corso dell'operazione, sono state elevate 10 contestazioni al Codice della strada che hanno comportato il sequestro di 2 autovetture e di 1 motociclo ed il ritiro di 2 carte di circolazione.


Lesioni e spaccio, giovane tunisino condannato a Catanzaro
Catanzaro, 16 apr. - Non piu' tentato omicidio ma lesioni aggravate, ed inoltre spaccio di stupefacenti. Sono queste le accuse rispetto a cui e' stato riconosciuto colpevole Farid Hamdi, 20enne tunisino arrestato dopo l'accoltellamento di un coetaneo avvenuto in un pomeriggio dello scorso giugno sulla spiaggia di Catanzaro Lido, cui il giudice dell'udienza preliminare del capoluogo, Abigail Mellace, ha inflitto una condanna a tre anni per il primo capo d'accusa, ed una a un anno per il secondo (cosi' scontate di un terzo per la scelta del giudizio abbreviato), per un totale di quattro anni di reclusione. Per Hamdi, inizialmente imputato per tentato omicidio e porto ingiustificato di coltello oltre che di detenzione illecita di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi, il pubblico ministero, Paolo Petrolo, aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. Ha ottenuto pero' ragione il difensore del giovane imputato, l'avvocato Antonio Ludovico, che e' riuscito a far derubricare la piu' grave contestazione nell'altra di "lesioni personali aggravate", con cio' evitando una pena ben piu' pesante al proprio assistito. Il 20enne, in particolare, era stato destinatario di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto eseguito dalla Squadra mobile di Catanzaro, in base alla ricostruzione della pubblica accusa secondo la quale Hamdi avrebbe colpito la vittima con un coltello dopo una brutta lite avuta con questi e con suo fratello, scoppiata per un commento che il tunisino avrebbe recepito come un'offesa ed una presa in giro. Identificato Hamdi come il presunto accoltellatore, poi, i poliziotti avevano eseguito una perquisizione personale e domiciliare, e il giovane era stato trovato in possesso di stupefacenti e un "grinder" (cosiddetto trita erba) in alluminio con all'interno residui di droga, nonche' di un caricatore calibro 9x21 da 15 colpi con all'interno 2 cartucce, e un machete della lunghezza di 60 centimetri (di cui 46 cm di lama ben affilata), oltre a un bilancino di precisione marca "Diamond". Appena tre mesi dopo, a fine settembre 2013, il nome di Hamdi e' tornato alla ribalta delle cronache per il suo coinvolgimento in un'inchiesta della Squdra mobile, nell'ambito della quale la Procura di Catanzaro ha contestato reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alle estorsioni e al tentato omicidio. Hamdi, in particolare, e' stato accusato di essere "la spalla" di un ventenne catanzarese, Domenico Canino, che avrebbe monopolizzato la piazza dello spaccio di marijuana e hashish ai giovani della "Catanzaro bene" a nord della citta', nell'area dei giardini di S. Leonardo, nota zona di ritrovo di studenti e non solo. Canino avrebbe assoggettato i propri acquirenti, grazie alla collaborazione di Hamdi, a un trattamento estremamente violento e minaccioso tanto nel caso di mancati o tardivi pagamenti, quanto nel caso che qualcuno fosse sospettato di aver creato o di poter creare problemi.


Incidenti stradali: un morto e due feriti nel Cosentino
Cosenza, 16 apr. - Incidente stradale mortale sulla strada statale 107 Silana-Crotonese, all'altezza di Moccone, nel territorio di San Pietro in Guarano (CS).  La vittima e’ una donna di 45 anni E.T. di Crotone. Nell'incidente, sul quale sta indagando la polstrada, sono rimaste ferite anche altre due persone.


Carceri: spettacolo per i detenuti a Cosenza, presente il sindaco
Cosenza, 16 apr. - Lo spettacolo ha il significativo titolo di "Ne vale la pena" e rappresenta non soltanto sketch e gag messi in musica ma soprattutto una ventata d'aria fresca, la liberta' della parola che riesce a superare i confini delle sbarre entrando nel luogo delle restrizioni per eccellenza, il carcere. Da questo luogo, pero', anche grazie a laboratori e a iniziative come quella promossa dall'Amministrazione comunale che si e' svolta stamattina nel teatro della Casa circondariale di Cosenza, deve ripartire la fase del riscatto personale, il punto di partenza di un inizio che, ancor prima della liberta' fisica, permetta di restituire la dignita' umana a chi nella propria esistenza e' inciampato nella giustizia. Il sindaco Mario Occhiuto, guidato dal direttore della struttura, Filiberto Benevento, e accompagnato da una delegazione di palazzo dei Bruzi (gli assessori Rosaria Succurro, Manfredo Piazza, Massimo Lo Gullo, Nicola Mayera' e i consiglieri Pierluigi Caputo, Francesco De Cicco, Maria Lucente e Claudio Nigro), ha approfittato dell'odierno spettacolo per fare la sua prima visita istituzionale ai detenuti di via Popilia. "Nessuno ha il diritto di giudicare gli altri - ha esordito Occhiuto nel suo saluto alla platea gremita di ospiti reclusi per reati minori - La' fuori esistono prigionie gravi come quella che fa dipendere dalla superbia, dall'arroganza, dal pensare di essere superiori. Si puo' anche momentaneamente perdere la liberta', ma cio' che nessuno puo' togliervi e' il credere in voi stessi, la convinzione che c'e' sempre una nuova possibilita'. So che avete bisogno di forza, ma la forza si puo' accrescere pure quando proprio chi ne ha maggiore necessita' prova ad esempio a darne a chi ama". Ed alle loro famiglie, alle mogli, ai figli e agli stessi detenuti, il sindaco Occhiuto ha augurato una buona Pasqua accomodandosi in sala per assistere a un'ora e mezza di esilarante cabaret.


Criminalita': latitante preso nel Cosentino,"elemento pericoloso"
Cosenza, 16 apr. - La squadra mobile di Cosenza e gli agenti dello Sco, il Servizio Centrale Operativo della polizia, lo hanno scovato in un anonimo appartamento che si trova in una serie di palazzine popolari di Corigliano Calabro. Si tratta di Salvatore Tedesco, 34 anni, che era ricercato in campo internazionale perche' responsabile di un triplice tentato omicidio ai danni di due cittadini turchi e di un cittadino serbo. L'episodio e' avvenuto a Francoforte, in Germania, il 13 dicembre del 2013, nell'ambito di contrasti tra gruppi criminali locali. La cattura e' avvenuta dopo tre giorni di appostamenti. Tedesco aveva fatto l'errore di attivare, a Castrovillari, delle carte telefoniche a nome di suo padre, originario di Lungro. Ma la cosa e' sembrata strana, visto che il padre, finora, non aveva mai avuto utenze telefoniche. Da qui la ricerca. E si e' scoperto che un amico di famiglia, inconsapevole di chi stesse ospitando, aveva messo a disposizione della madre di Tedesco, originaria di Corigliano, un appartamento. Tedesco non era armato e non ha opposto resistenza. La polizia ha rinvenuto e sequestrato quattro telefonini e due documenti stranieri, una carta d'identita' e una patente di nazionalita' bulgara, palesemente falsi. Pare che l'uomo avesse scelto proprio Corigliano Calabro per passare inosservato e che presto sarebbe stato raggiunto anche dalla sua fidanzata. "Ci ha attivati direttamente la polizia tedesca, qualche settimana fa", ha detto il capo della squadra mobile di Cosenza, Giuseppe Zanfini, che stamattina ha partecipato alla conferenza stampa per l'arresto del latitante Salvatore Tedesco. "L'uomo ha precedenti per estorsione, rapina, spaccio e traffico di stupefacenti e detenzione di armi - ha specificato Zanfini - ed e' ritenuto molto pericoloso dalla polizia tedesca".


Due arresti per furto in un cantiere vibonese dell'A3
Vibo Valentia, 16 apr. - Gli uomini della polizia stradale di Vibo Valentia e del reparto "Prevenzione crimine, nell'ambito di una serie di controlli voluti dal Questore Angelo Carlutti, hanno arrestato per furto aggravato due fratelli di Laureana di Borrello (Rc), sorpresi lungo la strada provinciale per Soriano Calabro, nei pressi dello svincolo autostradale A3 delle Serre, mentre stavano rubando del gasolio ad un mezzo di una ditta impegnata nei lavori di ammodernamento dell'A3. Il mezzo era parcheggiato all'interno di un cantiere stradale. Gli arrestati sono i fratelli A.R., 41 anni, e P.R., 37 anni. Nel corso di alcune perquisizioni nelle abitazioni e nei poderi dei due fratelli, la polizia ha rinvenuto poi 50 piantoni di guard rail della lunghezza di tre metri ciascuno, di cui 15 gia' utilizzati per sorreggere una struttura adibita a stalla, ed in piu' materiale da carpenteria appartenente alla ditta interessata ai lavori sull'A3. In attesa della convalida del fermo da parte dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, i due fratelli sono stati posti agli arresti domiciliari. Del caso si sta occupando il pm della Procura di Vibo Alessandro Pesce.


Auto e due motorini in fiamme nella notte a Pizzo
Vibo Valentia, 16 apr. - Un incendio doloso e' stato appiccato nella notte a Pizzo Calabro, nel Vibonese, ai danni di un'autovettura di proprieta' di M.S., 41 anni, muratore. L'auto, parcheggiata nel quartiere "Case popolari" dove la vittima abita, ha riportato seri danni. Nel rogo hanno parzialmente preso fuoco anche due motorini parcheggiati vicino la Fiat Idea del muratore. Anche i motorini hanno riportato diversi danni. Sul posto, i carabinieri della Radiomobile di Vibo Valentia ed i Vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere l'incendio. Trovata accanto all'auto distrutta dalle fiamme una bottiglia contenente liquido infiammabile. Si indaga in piu' direzioni per far luce sull'accaduto.


Animali: Nucera presenta un progetto di legge regionale
Reggio Calabria, 16 apr. - "Anche la Regione Calabria si appresta a recepire le nuove modifiche normative intervenute in ambito nazionale in materia di anagrafe canina, prevenzione randagismo e protezione degli animali". E' quanto annuncia il segretario questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera, che proprio ieri ha depositato presso la Segreteria Generale dell'Assemblea di palazzo Campanella, un progetto di legge destinato ad armonizzare la normativa regionale con le nuove norme aggiunte di recente, frutto di un preciso accordo nella Conferenza Stato-Regioni, riguardanti il benessere degli animali da compagnia, le pet-terapy e quelle riguardanti la materia dell'identificazione e registrazione della popolazione canina. "Una proposta che prende anche in considerazione e ingloba - sottolinea il consigliere Giovanni Nucera - le recenti modifiche al Codice Penale, previste nella legge 20 luglio 2004, n. 189 recante "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonche' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzati" che hanno aggiunto una serie di reati riguardanti i "delitti contro il sentimento degli animali. E' un avanzamento di civilta' della legislazione regionale calabrese - commenta Giovanni Nucera - che pone la Calabria tra le regioni piu' impegnate e sensibili nel contrastare il fenomeno dell'abbandono e del maltrattamento, anche per fini scientifici, come previsto di recente, degli animali. Ma c'e' anche grande attenzione verso le Associazioni protezionistiche per le quali si prevede di facilitare l'iter del loro riconoscimento per l'iscrizione all'apposito albo regionale e la relativa nomina dei loro associati a Guardie zoofile. E' un modo anche questo - conclude Nucera - per rispondere alla richiesta sempre piu' pressante di leggi chiare e aggiornate sulle competenze regionali, ma anche di una burocrazia che non soffochi coloro i quali, siano essi singoli cittadini, associazioni, o imprese, si impegnano anche in attivita' di volontariato e di sostegno alle attivita' di vigilanza e controllo di competenza statale, attuando di fatto il principio della "sussidiarieta' orizzontale" previsto dalla Costituzione".


Bonifiche:  consorzio Ionio Catanzarese riavvia stagione irrigua e  interventi sul territorio

Catanzaro, 16 apr. - “La vera ed essenziale forza lavoro del Consorzio di Bonifica e Irrigazione sono gli operai.”Con questa affermazione perentoria del Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese Grazioso Manno, alla presenza  dei  Segretari Provinciali di Flai  Cgil  e  Fai  Cisl   Caterina Vaiti e Daniele Gualtieri  e di tutti gli operai sono stati avviati al lavoro, con rapporto stagionale  ben 71 operai.  Con un dettagliato  cronoprogramma, svolgeranno una importante e fattiva opera di manutenzione negli impianti consortili irrigui e acquedottistici e interventi sulla rete di colo con accurati interventi che saranno svolti, di comune accordo con i sindaci,  in tutti i 46 comuni che fanno parte del comprensorio consortile.  La stessa cosa, sta avvenendo con un impiego “accorto e produttivo” dei 164 operai forestali in forza al Consorzio, che, grazie ad un efficace coordinamento e a precise linee di intervento,  stanno dando prova di professionalità e spirito di abnegazione. I rappresentanti sindacali hanno espresso soddisfazione per l’immissione in cantiere degli operai  stagionali in un momento socio economico così delicato per il sostentamento delle famiglie, ed in presenza di pesanti tagli effettuati.  Le organizzazioni sindacali  hanno dichiarato che restano vigili sul piano legislativo, in riferimento alle voci che si ricorrono sulla presunta soppressione dei Consorzi di Bonifica, che “invece sono un presidio essenziale e strategico sul territorio per i servizi che attuano per una moderna agricoltura”. Abbiamo fatto ogni sforzo,  - commenta Manno – per assicurare i livelli occupazionali e questo è stato possibile  perche' ogni giorno programmiamo ma ancor di più da tempo abbiamo messo in atto una revisione della spesa e “sforbiciate” e grazie alle economie derivanti si stanno ottenendo buoni risultati sul piano di investimenti produttivi.  Un risultato ragguardevole che è stato possibile raggiungere grazie alla determinazione del consiglio dei delegati, della deputazione amministrativa e della struttura consortile, in primis del Direttore Francesco Mantella.  Le maggiori giornate lavorative saranno espletate dal personale assunto a tempo determinato durante la corrente campagna irrigua destinata a durare fino al prossimo ottobre per garantire l’acqua nei campi. Questo è un servizio essenziale durante i mesi estivi e di maggiore siccità per i tantissimi agricoltori che si servono della rete irrigua consortile. “Ancora una volta abbiamo dimostrato di saper mantenere la parola data agli operai stagionali – ha concluso il Presidente Manno – con l’aumento delle giornate lavorative  rispetto allo scorso anno.  Come sempre, quindi, i fatti concreti hanno la meglio su sterili polemiche e chiacchiere a vuoto e noi continuiamo a mettercela tutta”.


Droga: traffico tra Locride e Sicilia, ricercato preso a Roma
Catania, 16 apr. - E' stato arrestato a Roma Tommaso Umbertino, 65 anni, calabrese, unico indagato sfuggito alla cattura nell'operazione antidroga "Bitter Fruit" della polizia di Catania che ieri ha colpito un traffico di cocaina tra la Locride e la Sicilia orientale. Umbertino e' stato fermato nel quartiere Tiburtino da agenti delle Squadre mobili di Catania e Roma. Secondo l'accusa, il calabre faceva da intermediario tra il gruppo criminale di catanesi e le 'ndrine della Locride per l'approvvigionamento di droga, organizzando i viaggi dei corrieri che portavano la cocaina a Catania. In particolare, avrebbe avuto accordi sul trasporto della sostanza stupefacente con il catanese Giovanni "Johnny" Mirabella, indicato come capo dei trafficanti. I due, intercettati dalla polizia, si incontravano a Roma in un bar vicino al "grand hotel", nome convenzionale con cui indicavano il carcere di Rebibbia.


'Ndrangheta: Polizia moderna, le mappe della mafia calabrese
Roma, 16 apr. - Il numero di aprile di Poliziamoderna, il mensile ufficiale della Polizia di Stato, dedica un approfondimento alla criminalita' mafiosa calabrese. Le mappe geo-criminali aprono lo speciale sulla lotta all'escalation della 'ndrangheta che si e' spinta non solo nel Nord industrializzato d'Italia fino ai cantieri dell'Expo 2015, dove e' costante l'impegno delle istituzioni,ma anche oltre oceano per il controllo del narcotraffico mondiale. In questo numero anche l'appello del procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri a non abbassare la guardia e a collaborare con le istituzioni. E la risposta della Polizia di Stato con gli arresti e le operazioni passate alla storia che hanno dato un duro colpo alla holding criminale calabrese. Un segnale di speranza per il futuro viene proprio da alcune realta' di riscatto dei beni confiscati alle 'ndrine, come la cooperativa "Valle del Marro" nella piana di Gioia Tauro e il palazzo dei Longo-Versace a Polistena, dove Poliziamoderna ha compiuto un viaggio-reportage accompagnata dai poliziotti del commissariato locale. All'interno della rivista ufficiale della Polizia di Stato pure un inserto nel quale vengono esaminati i principali diritti di cui i cittadini europei possono beneficiare quando, in uno qualsiasi dei Paesi dell'Ue, viaggiano, studiano, lavorano, fanno acquisti, soggiornano o necessitano di cure mediche. Completa l'inserto l'indicazione di come tutelarsi e come far valere i propri diritti nel caso in cui questi non ci fossero riconosciuti.


Sicurezza alimentare: Pirillo, Ue restituisce fiducia a cittadini
Catanzaro, 16 apr. - "Con l'ok al Regolamento sui controlli ufficiali nella catena alimentare, l'Ue avvia finalmente il percorso per garantire ai cittadini un cibo davvero sicuro, un passo reso necessario e urgente dopo i tanti scandali di cui si e' avuta notizia, tra cui quello delle carni equine all'Ikea". Lo afferma l'eurodeputato del Pd, Mario Pirillo, relatore in commissione Ambiente, Sanita' pubblica e Sicurezza alimentare del Regolamento sui controlli ufficiali nella catena alimentare, approvato oggi a larghissima maggioranza (565 voti favorevoli, 51 contrari e 29 astenuti) dall'Aula di Strasburgo. "Sono tante le norme contenute nel regolamento che contribuiranno a restituire fiducia ai cittadini, fra queste la frequenza minime dei controlli per tutti i Paesi e per la creazione dei centri europei di riferimento contro la frode alimentare. Esentate dal pagamento delle tariffe obbligatorie le imprese agricole e le micro imprese, un segnale chiaro che speriamo che il consiglio Ue vorra' riconfermare. Gli esiti dei controlli saranno pubblicati dalle autorita' competenti, dando cosi' ai cittadini la possibilita' di conoscere i risultati delle ispezioni svolte".


Intimidazioni: esplosivo davanti box imprenditore a Stefanaconi
Vibo Valentia, 15 apr. - Quattro bombe carta prive di innesco ma con all'interno dell'esplosivo sono state collocate nella notte da ignoti dinanzi al box-garage di un imprenditore edile residente a Stefanaconi, nel Vibonese. Si tratta di N.G., 63 anni, noto alle Forze dell'ordine e titolare di un'impresa di costruzioni con sede a Vibo Valentia. Sull'episodio indagano i carabinieri della Stazione di Sant'Onofrio.


Tentato omicidio nel Catanzarese, chiesta condanna a 18 anni
Catanzaro, 15 apr. - Una condanna a 18 anni di reclusione e' stata chiesta a carico di Mario Mongiardo, 46 anni, una delle sei persone accusate del tentato omicidio aggravato di Vittorio Sia, presunto boss dell'omonima cosca del Soveratese scampato all'attentato del marzo 2010, ma rimasto ucciso appena un mese dopo in un successivo agguato portato a termine a colpi di kalashnikov (chiamato a rispondere anche di molti altri capi d'accusa fra i quali detenzione, porto e modifica illegali di armi, ricettazione d'auto). La richiesta e' arrivata al termine della requisitoria del pubblico ministero antimafia, Vincenzo Capomolla, che ha insistito perche' i giudici del tribunale collegiale di Catanzaro (presidente Macri', a latere Raschella' e Aloisi) dichiarino l'imputato colpevole. Il processo riprendera' il 28 aprile con l'arringa del difensore di Mongiardo, l'avvocato Salvatore Staiano. Per gli altri coimputati coinvolti nella medesima inchiesta, che hanno scelto il rito abbreviato, il giudizio di primo grado si e' concluso il 22 gennaio 2013 con cinque condanne, a pena comprese fra tre anni e otto mesi di reclusione e un anno. Il giudice distrettuale dell'udienza preliminare ha accolto quel giorno la richiesta della Procura antimafia di dichiarare i cinque imputati colpevoli - nell'inchiesta sono stati contestati il tentato omicidio aggravato dall'aver agito per agevolare un'associazione a delinquere di stampo mafioso, oltre alla detenzione e porto di armi alterate -, ed ha condannato: Domenico Todaro (51 anni), Vincenzo Todaro (30), e Giovanni Angotti (43), a tre anni di reclusione ciascuno, Daniela Iozzo (30) a tre anni e otto mesi, e Pietro Danieli (35), a un anno e 600 euro di multa. Il 27 febbraio scorso, poi, la Corte d'appello ha riformato due delle cinque pronunce del gup distrettuale, riducendo la condanna della Iozzo, per la quale e' stata esclusa l'aggravante della "mafiosita'", a 2 anni e 4 mesi, e riconoscendo Danieli colpevole di due capi d'accusa e non di uno solo, come richiesto dalla Procura - che aveva trovato i presupposti della propria richiesta nei motivi della sentenza di primo grado in cui, in effetti, si addebitavano all'imputato entrambe le contestazioni -, anche se la pena per lui e' rimasta identica. I cinque imputati gia' condannati avevano chiesto il rito abbreviato nel settembre del 2012 quando Mongiardo e' stato invece rinviato a giudizio. Gli imputati - tranne Danieli - furono destinatari di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto per aver partecipato, secondo l'accusa, ciascuno con un preciso ruolo, all'organizzazione dell'attentato ai danni di Sia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti infatti, avrebbero agito in concorso nel tentativo di uccidere il presunto boss 51enne, non solo per eliminare una personalita' di massimo spessore nella corsa al controllo del territori, ma anche per vendicare la scomparsa del giovane Giuseppe Todaro - sparito il 23 dicembre del 2009 - figlio di Domenico Todaro, fratello di Giuseppe, e fidanzato con la giovane Iozzo. Mongiardo, in particolare, e' accusato di aver istigato i due Todaro "nel proposito omicidiario ai danni di Sia".


Fisco: non versa Iva, sequestrati beni ad imprenditore vibonese
Vibo Valentia, 15 apr. - Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, in accoglimento di una richiesta di sequestro preventivo avanzata dal pm Santi Cutroneo, ha sequestrato beni per un valore di 199.501,00 euro ad un imprenditore vibonese. In particolare, il sequestro interessa i beni immobili e le disponibilita' finanziarie dell'imprenditore che, quale legale rappresentante di una societa' attiva nel settore dei trasporti, avrebbe omesso di versare all'erario l'imposta sul valore aggiunto (Iva) relativa all'anno 2012. Il reato, secondo le indagini, sarebbe stato commesso a Vibo Valentia in epoca successiva al 20 settembre 2013. Per tale vicenda, l'imprenditore risulta indagato per il reato di omesso versamento di Iva. Il sequestro dei beni e' finalizzato alla confisca.


Fs:Cgil Calabria, gestione Moretti disastrosa, invertire tendenza
Catanzaro, 14 apr. - "La gestione delle FS da parte di Moretti e' stata disastrosa soprattutto per le ferrovie del Mezzogiorno e per quelle calabresi in modo particolare. Le politiche di Moretti sul sistema ferroviario, infatti, si sono caratterizzate per un irragionevole accanimento contro la nostra regione che e' stata isolata dal resto del Paese sia nel trasporto delle persone che delle merci. Moretti e' il maggior responsabile dello stato in cui si trovano le ferrovie calabresi". E' quanto dichiarano, attraverso una nota, Michele Gravano, segretario generale della Cgil Calabria e Nino Costantino, segretario generale della Filt-Cgil calabrese. "Adesso - continuanoi i due sindacalisti - ci auguriamo una rapida inversione di tendenza a cominciare da veri e concreti investimenti per velocizzare e modernizzare le ferrovie nel Sud ed in Calabria, aspettando la nomina del prossimo Amministratore Delegato delle FS e soprattutto i suoi primi atti concreti che ci auguriamo siano di rottura con la vecchia politica. Al Ministro Lupi ed al Governo chiediamo ora una attenzione particolare sul sistema ferroviario ed infrastrutturale del Mezzogiorno. Esprimiamo invece profonda preoccupazione per la nomina di Moretti ad AD di Finmeccanica che e' il primo gruppo industriale italiano nel settore dell'alta tecnologia , in quello aerospaziale, nei sistemi di sicurezza e nella costruzione di materiale ferroviario. Infatti, se Moretti, il cui curriculum a nostro avviso e' sopravvalutato, gestira' Finmeccanica allo stesso modo delle Ferrovie, nutriamo serie preoccupazioni per il futuro dell'Ansaldo Breda, a cominciare - si legge - dalle Omeca di Reggio Calabria".


Ricercato per tentato omicidio arrestato in Calabria
Cosenza, 15 apr. - La squadra mobile di Cosenza ha tratto in arresto un italo-tedesco di 34 anni, Salvatore Tedesco. L'uomo era ricercato con mandato di cattura internazionale per omicidio. Tedesco e' stato sorpreso mentre era andato a fare visita ai suoi genitori, a Lungro (CS).


Incidenti stradali: anziano ferito su ss 18 nel Cosentino
Cosenza, 15 apr. - Incidente, questa mattina, sulla strada statale 18, nei pressi di Fuscaldo (CS). Ferito gravemente un anziano ultrasettantenne, A.L., che e' stato trasportato con l'elisoccorso nell'ospedale di Cosenza. L'anziano era a bordo di una motoape, rimanendo coinvolto nell'incidente con un'altra vettura. Sul posto Polizia stradale, operai dell'Anas e Vigili del fuoco.


Droga: traffico dalla Locride a Catania, un arresto nel Reggino
Reggio Calabria, 5 apr. - Un giovane di 28 anni, Pasquale catanzariti, e' stato arrestato questa mattina a Plati' (Rc), da agenti del Commissariato di Bovalino (Rc) e della Squadra Mobile di Catania nell'ambito dell'operazione "Bitter&Fruit" coordinata dalla Dda del capoluogo etneo. L'uomo e' stato tratto in arresto per traffico illecito di sostanze stupefacenti ed e' stato condotto nella Casa Circondariale di Locri (Rc). L'operazione che ha visto l'impiego di numerosi uomini della Polizia di Stato tra Roma, Palermo e Catania giacche' l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e' stata emessa anche per altre 16 persone, indagate per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.


Droga: traffico dalla Locride a Catania, 17 arresti
Catania, 15 apr. - Operazione antidroga a Catania, dove su delega della Procura della Repubblica agenti della Squadra mobile hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diciassette persone ritenute responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. La droga giungeva dalla Locride e veniva poi spacciata sulla piazza catanese. Uno degli indagati dell'operazione "Bitter Fruit" e' sfuggito alla cattura. Si tratta di un calabrese residente a Roma, da dove, secondo l'accusa, gestiva le spedizioni di stupefacenti dalla Locride a Catania tramite due corrieri, Pasquale Catanzariti e Francesco Mediati'. Dalle indagini emerge l'esistenza di patto tra un gruppo di pusher legati al clan catanese Bonaccorso "Carateddi" e due 'ndrine calabresi di Locri e Plati' per rifornire il mercato catanese della droga, in particolare le piazze di San Cristoforo e San Giovanni Galermo. Due i livelli del gruppo catanese: il primo con specifici ruoli di promzione controllo e coordinamento delle attivita' principali, il secondo con compiti di raccolta della domanda sul mercato degli stupefacenti e di riscossione dei pagamenti. L'inchiesta e' stata avviata nell'aprile del 2010 e si e' protratta fino al giugno del 2011. Capo del gruppo catanese, per l'accusa, Giovanni Mirabella detto "Johnny", che curava i rapporti con il calabrese trapiantato a Roma. Durante l'indagine erano state intercettate e sequetsrate due partite di drgoa: il 22 ottobre del 2010 oltre un chilo e 600 grammi di cocaina e 200 grammi di marijuana in casa di Claudio Giuseppe Scalia e il 29 gennaio del 2011 due chili di cocaina nell'auto di Francesco Mediati' fermato al casello autostradale di San Gregorio in arrivo a Catania con una Peugeot 206.


Incidenti stradali: giovane di 24 anni morto nel Cosentino
Cosenza, 15 apr. - Incidente mortale, questa mattina, nei pressi del centro commerciale Carrefour, a Zumpano (CS). A perdere la vita e' stato un giovane di 24 anni di Castiglione Cosentino, Elvis Rizzo. Il giovane era alla guida di una delle vetture coinvolte nell'incidente, nel quale sono rimaste ferite altre tre persone, in maniera non grave. Ancora non e' chiara la dinamica di quanto accaduto, ma non si esclude che il sinistro sia stato causato da un sorpasso azzardato. Sul posto le forze dell'ordine.


Uilpa dei vigili del fuoco:  cambio al vertice del coordinamento provinciale di Reggio Calabria

Reggio Calabria, 15 apr. - Il Consiglio Territoriale della UILPA dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, riunitosi il 14 Aprile scorso, alla presenza anche del Segretario Generale Provinciale della UILPA reggina, Dottoressa Patrizia Foti, ha rinnovato i quadri dirigenziali.  L’assise dei Vigili del Fuoco ha eletto segretario provinciale del Coordinamento UILPA VVF, il Vigile del Fuoco Coordinatore Giovanni Alampi classe ’73 facente parte del personale operativo con oltre 15 anni di esperienza lavorativa ed in forza ad una delle quattro squadre in servizio presso la sede distaccata di Siderno, assieme al nuovo Consiglio Territoriale composto da Antonino Provazza, Fabio Maragucci, Domenico Musolino, Massimo Puntorieri, Giuseppe Labate, Daniele Labate, Antonino Galì, Giuseppe Sartiano, Demetrio Pensabene e Pietro De Salvo. Succede ad Antonino Provazza, che lascia per presentarsi come autorevole candidato al prossimo congresso regionale che si terrà il 5 Maggio prossimo a Lamezia Terme, dove aspira alla più alta carica direttiva regionale.  Sicuramente i brillanti risultati raggiunti durante i due quadrienni di permanenza alla guida della UILPA VVF reggina, fanno del Provazza uno dei favoriti per la carica di Segretario  Regionale della UILPA VVF.  “Ripartire con trasparenza, disponibilità e coinvolgimento di tutti i lavoratori” è  stato il leitmotiv che ha acceso il dibattito sviluppatosi in seno al congresso provinciale, che  pone i suoi schemi sull’evoluzione di un sindacato maturo ed al passo con i tempi, che cerca sempre di più un dialogo con un nuovo spirito organizzativo e che intende far rivivere a tutti gli iscritti ed ai lavoratori in generale, la vera essenza del "Sindacato", non come sinonimo di lotta per i lavoratori contro il datore di lavoro, ma come un vero e proprio garante dei diritti degli stessi.


Violenza di genere: occorre fare rete interistituzionale  

Cosenza, 15 mar. -  Il contrasto alla violenza di genere, nel recente passato già al centro di numerosi incontri organizzati da enti e associazioni cosentine, è il tema centrale di “Violenza di genere: rete interistituzionale”, convegno che rientra nell’ambito del progetto Free-Fly del Centro ascolto donna dell’Asp di Cosenza, e si svolge mercoledì 16 alle 10,30, presso la biblioteca “M.Arnoni” dell’Ordine degli Avvocati. Free-Fly nasce per contenere il fenomeno della violenza sulle donne e sui minori. e si muove sul campo della prevenzione e dell’assistenza psicologica alle vittime, troppo spesso lasciate da sole, attraverso l'integrazione delle risorse Sanitarie, Sociali ed Istituzionali operanti sul territorio. Ad aprire il convegno saranno i saluti di Oreste Morcavallo, presidente dell’ordine degli avvocati cosentini. di Renato Greco, presidente del tribunale di Cosenza, di Alfredo Anzalone, questore di Cosenza, e di Giuseppe Brancati, comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza. Modera la giornalista Marisa Fallico. Intervengono Marcello Perrelli, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza, Patrizia Nicotera, psichiatra forense e responsabile del progetto Free-Fly, l’avvocato Rosa Masi, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, l’avvocato Annunziata Paese, referente ordine avvocati di Cosenza del progetto Free-Fly, e Antonio Bruno Tridico, sostituto procuratore del tribunale di Cosenza. La partecipazione al convegno, patrocinato dalla Regione Calabria e dal Consiglio degli Ordine degli Avvocati di Cosenza,  è gratuita e dà diritto a due crediti formativi.


Vibo Valentia: celebrato il precetto Pasquale interforze

Vibo Valentia, 15 apr. - In preparazione alla Santa Pasqua è stata officiata presso la chiesa “Santa Maria La Nova” di Vibo Valentia, da S.E. il Vescovo della diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea – Mons. Luigi Renzo, dai cappellani militari, dal parroco ospitante e da altri sacerdoti, alla presenza di numerose Autorità civili e militari, una celebrazione eucaristica a beneficio delle Forze Armate, di Polizia e degli altri Corpi dello Stato operanti nel territorio vibonese.


Rinnovata la convenzione tra Guardia di finanza ed Equitalia

Roma, 15 apr. - È stata rinnovata oggi, presso il Comando Generale del Corpo, la convenzione che disciplina le forme di collaborazione tra la Guardia di Finanza ed Equitalia sulla base di quanto stabilito dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 18 luglio 2007.


Gdf Cosenza sequestra studio odontoiatrico abusivo, 2 denunce
Cosenza, 15 apr. - I finanzieri della compagnia di Cosenza hanno sequestrato una sala odontoiatrica al cui interno operava, sotto la supervisione di un professionista regolarmente iscritto all'Albo della Provincia di Cosenza e che fungeva da "copertura", un falso dentista privo delle abilitazioni di legge. Le Fiamme Gialle, al momento dell'accesso allo studio, hanno colto in flagranza di reato il falso dentista che e' stato segnalato all'Autorita' Giudiziaria la quale, assumendo la direzione delle indagini, ha disposto il sequestro del locale in cui il falso dentista operava e della sala odontoiatrica, completamente funzionante ed arredata con poltrona-riunito e relativa attrezzatura e materiali, per i successivi, dovuti accertamenti. Sia il titolare dello studio che l'odontoiatra abusivo sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Cosenza per il reato di esercizio abusivo della professione in concorso.


Immigrati: sbarco in Calabria, 80 rintracciati nel Crotonese
Crotone, 15 apr. - Circa 80 migranti sono sbaracati stamani nel Comune di Isola Capo Rizzuto, lungo la costa ionica crotonese, in localita' Capo Cimiti. Una motovedetta della Guardia Costiera ha intercettato, poco dopo le ore 8, una motobarca in ferro di circa 15 metri incagliata a pochi metri dalla riva nel tratto costiero a sud di Capo Cimiti del Comune di Isola Capo Rizzuto, quando lo sbarco era gia' avvenuto. Le forze dell'ordine intervenute a terra hanno quindi rintracciato 80 persone tra cui alcuni minorenni. Gli immigrati sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza S. Anna di Isola di Capo Rizzuto per gli accertamenti di rito. L'imbracazione usata dai migranti, peraltro, era incagliata nell'area marina protetta di Capo Rizzuto, per cui, al fine di prevenire ed evitare eventuali danni ambientali, gli uomini della Capitaneria l'hanno disincagliata e rimorchiata nel Porto di Crotone dove e' giunta alle 11.30.


Sicurezza stradale: "Codici" istituisce osservatorio su ss 106
Reggio Calabria, 15 apr. - "Troppi incidenti, troppe morti ingiustificate". Il desiderio di tutelare la vita e soprattutto quello di rendere la strada "accessibile" a tutti senza correre rischi, ha spinto l'associazione Codici Calabria,nella persona del segretario regionale, Giuseppe Salamone, a istituire un osservatorio sulla sicurezza stradale della SS 106 Ionica calabrese in collaborazione con l'associazione Amici di Raffaele Caserta; quest'ultima nata circa sei mesi fa in seguito alla morte del giovane di cui porta il nome. Domani, alle ore 10, 30 si terra' a Melito Porto Salvo, via Reggio Calabria-3,l'inaugurazione dell'osservatorio. "Questa vuole essere un'iniziativa , - dice il segretario di Codici in una nota - destinata a tutelare i cittadini, perche' e' alto il tasso di morti che si verificano su questo tratto stradale definito come "strada della morte"". Le due associazioni, dunque, si impegneranno per rendere la viabilita' a norma e contribuire a ridurre gli incidenti con le giuste misure, perche' "vivere non e' un privilegio di pochi ma un diritto di tutti".


Inps: Reggio, insediato nuovo comitato, Azzara' presidente
Reggio Calabria, 15 apr. - Annunziato Azzara' e' il nuovo presidente del comitato provinciale dell'Inps di Reggio Calabria Lo ha eletto il nuovo Comitato provinciale dell'istituto previdenziale, appena insediatosi. "Nel corso della seduta, convocata dal componente anziano, Antonino Peda', si e' proceduto - spiega una nota - all'elezione di Annunziato Azzara', dirigente sindacale Uil, alla carica di presidente e di Antonino Peda', rappresentante della Confcommercio, a quella di vicepresidente". Il Comitato svolgera' i suoi compiti istituzionali per i prossimi quattro anni.


A scuola con la Guardia di finanza: bilancio del progetto “educazione alla legalita’ economica

Crotone, 14 apr. -  Con l’incontro tenuto presso la scuola primaria di Casabona, si è conclusa  l’attività della Guardia di Finanza di Crotone nell’ambito del progetto di  “Educazione alla Legalità” per l’anno scolastico 2013/2014. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, è frutto del protocollo d’intesa stipulato  tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Comando  Generale della Guardia di Finanza ed ha consentito di realizzare, nell’ambito  dell’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, una serie di incontri con gli  studenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo e secondo grado,  finalizzati a promuovere il valore della legalità economica.  Avvalendosi di materiale video fotografico particolarmente accattivante, gli  ufficiali ed ispettori che hanno condotto gli incontri si sono soffermati su temi di  grande importanza ed attualità come il contrasto all’evasione fiscale ed agli  sprechi di risorse pubbliche, la lotta alla droga e la repressione della  contraffazione e dell’abusivismo commerciale, suscitando sempre grande  interesse ed entusiasmo negli studenti.  L’occasione è stata propizia per affermare il messaggio della convenienza  della legalità economica-finanziaria, ossia dell’importanza di adottare, sin da  piccoli, comportamenti virtuosi nella consapevolezza dei vantaggi che ne  derivano per l’intera collettività.  In questo contesto, la Guardia di Finanza si è avvicinata ai giovani illustrando le  molteplici attività operative poste in essere da tutte le componenti operative del  Corpo nelle missioni istituzionali a tutela delle entrate e delle uscite del bilancio  nazionale, nonché a tutela dell’economia, del mercato dei capitali e dell’ordine  e della sicurezza pubblica.


Truffe: beni per 1,3 mln sequestrati da Gdf Cosenza
Cosenza, 14 apr. - I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Cosenza hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il tribunale del capoluogo riguardante denaro, beni immobili e terreni, per un totale di 1 milione 300.000 euro,a carico del legale rappresentante di una societa' di persone operante nel settore della coltivazione dei fondi e di un funzionario "pro-tempore" della Regione Calabria. Le indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri e dirette dal sostituto, Giuseppe Visconti, avrebbero consentito di accertare una truffa aggravata posta in essere dagli indagati, consistente in un articolato meccanismo fraudolento teso a percepire indebiti contributi dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura (A.g.e.a.) nel settore agricolo. lLe indagini, anche attraverso la disamina di una pluralita' di atti autorizzativi predisposti ad "hoc" (decreti dirigenziali inesistenti, produzione di documentazione falsa), hanno consentito di smascherare il modus operandi posto in essere dai due indagati, consistito nell'ottenimento dei contributi pubblici corrispondenti ad un valore di oltre 1.300.000 euro in favore della societa'. Peraltro e' stata accertata la predisposizione e l'utilizzo di documentazione falsa necessaria a superare i rilievi mossi dal settore provinciale dell'assessorato regionale competente. L'autorita' giudiziaria, su proposta della polizia giudiziaria, aveva emesso nel 2013un' ordinanza di applicazione della misura interdittiva della revoca del finanziamento e l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi per la durata di un anno. Gli indagati sono gia' noti alle fiamme gialle per essersi resi responsabili di analoghe violazioni riconducibili all'indebita percezione di contributi nel settore degli aiuti all'agricoltura.


B&b abusivo su yacht sequestrato a Venezia, e' di societa' Vibo
Vibo Valentia, 14 apr. - I carabinieri del Nucleo natanti di Venezia, eseguendo un decreto disposto dalla magistratura, hanno sequestrato uno yacht adibito a B&b abusivo di proprieta' di una societa' con sede a Vibo Valentia. L'imbarcazione, denominata "Fortbraccio", di proprieta' di una societa' di Vibo Valentia, era da tempo ormeggiata nel canale dei Lavraneri a Sacca Fisola, in provincia di Venezia, ed adibita abusivamente a bed&breakfast. In particolare, nel corso di ripetuti controlli, i carabinieri hanno riscontrato che l'imbarcazione, ormeggiata stabilmente lungo il canale senza mai navigare, era stata di fatto trasformata in struttura ricettiva fissa tipo in mancanza di qualsiasi autorizzazione. Per tali motivi, l'amministratore della societa' vibonese, E.B., 47 anni, residente a Lodi, e' stato denunciato per reati in materia ambientali e per lo smaltimento abusivo di rifiuti in laguna.


Polizia: Coisp, a Reggio manca sede per nostra segreteria
Catanzaro, 14 apr. - Il Coisp, Sindacato indipendente di polizia, ha sollecitato gli uffici del Ministero dell'Interno e la Questura di Reggio Calabria per ottenere una sede idonea, come previsto, destinata all'organizzazione nella citta' dello Stretto. Si tratta di una questione gia' nota alle due istituzioni, ma che, secondo il Coisp Calabria, "non e' stata risolta per come doveva". La mancanza di un ufficio per le relazioni sindacali si e' concretizzata dopo il trasferimento di alcuni uffici di polizia, divisi tra la struttura di Santa Caterina e la Questura. "La carenza di spazi - evidenzia il segretario regionale del Coisp Giuseppe Brugnano - non e' un motivo per limitare i diritti di alcune organizzazioni sindacali a vantaggio di altri soggetti. Quella di Reggio Calabria e' una questione che deve essere risolta nel minore tempo possibile, perche' le attivita' sindacali e le esigenze del personale della Polizia di Stato non possono attendere. A poco servono le giustificazioni che sono state fornite in questi giorni - conclude Brugnano - perche' non potra' piu' essere rinviata l'azione di rappresentanza e di corretto svolgimento delle relazioni sindacali".


Inquinamento: "pecunia non olet", pm chiede giudizio per tutti
Catanzaro, 14 apr. - "Tutti gli indagati devono essere mandati sotto processo, senza che ci sia spazio per alcuna diversa decisione, perche' nei loro confronti ci sono prove incontestabili". Cosi' il pubblico ministero di Catanzaro, Carlo Villani, ha concluso oggi la propria requisitoria nell'ambio dell'udienza preliminare a carico delle quindici persone coinvolte nell'inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo calabrese denominata "Pecunia non olet" su presunti gravi illeciti in materia fiscale ed ambientale connessi alla gestione dell'impianto di smaltimento rifiuti di Alli, nel catanzarese. Il pm ha lungamente discusso ricostruendo passo passo l'impianto accusatorio che ha preso forma nel corso delle indagini, non mancando anche di sottolineare la propria perplessita' per il fatto che "i numerosi sopralluoghi effettuati dai vari enti nel corso del tempo non hanno portato a nulla, e gli sviluppi rispetto a quello che rappresenta un vero e proprio scempio ambientale sono arrivati solo quando e' intervenuto l'Ufficio di Procura". Alla richiesta di mandare sotto processo gli indagati si sono associate anche le parti civili, che sono il Ministero dell'Ambiente (difeso dall'Avvocatura di Stato), il Comune di Catanzaro (rappresentato dall'avvocato Nicola Cantafora), e il Comune di Simeri Crichi (rappresentato dall'avvocato Valerio Murgano). L'udienza e' stata infine rinviata per le arringhe dei difensori, che dovrebbero tenersi nelle due udienze del 28 aprile e del 14 maggio, prima della decisione del giudice, Maria Rosaria Di Girolamo.  Tra gli indagati per i quali il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Carlo Villani, ha chiesto il rinvio a giudizio compaiono imprenditori, professionisti, funzionari dell'Ufficio per l'emergenza ambientale in Calabria, Graziano Melandri, ex Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Calabria dal 9 marzo 2011 - che si dimise dall'incarico proprio nel corso dell'inchiesta -, e l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Francesco Pugliano, coinvolto nella vicenda nella sua qualita' di ex sub-commissario dell'Ufficio per l'emergenza dal 5 agosto del 2010 all'8 marzo del 2011. Associazione per delinquere, abuso d'ufficio, evasione fiscale, corruzione, falso e disastro ambientale i reati a vario titolo contestati nell'ambito dell'inchiesta che e' venuta alla luce in tre diverse tranches, la prima delle quali risale all'agosto del 2011 quando la Guardia di finanza sequestro' beni per un valore complessivo di oltre 90 milioni di euro, la seconda al 14 ottobre seguente, quando i Carabinieri del Noe hanno sequestrato la discarica di rifiuti di Alli, e la terza al 17 novembre, quando un provvedimento cautelare fu eseguito a carico di sette persone - tutte della societa' "Enertech", che gestiva la discarica di Alli fino a pochi giorni prima -, due delle quali finite in carcere, tre ai domiciliari, due sottoposte all'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.


'Ndrangheta: boss Accorinti arrestato per violazione domiciliari
Vibo Valentia, 14 apr. - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, unitamente ai militari dell'Arma della Stazione di Briatico, hanno arrestato stamane Giuseppe Accorinti, 55 anni, di Zungri, indicato dagli inquirenti come il boss della zona del Poro, sempre nel Vibonese. Accorinti, pur sottoposto al regime degli arresti domiciliari, e' stato fermato e bloccato dai Carabinieri di Briatico ai quali ha dato false generalita'. L'uomo, ben conosciuto dai militari dell'Arma, e' stato pero' condotto in caserma e, in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, e' stato nuovamente posto agli arresti domiciliari. Condannato di recente per la coltivazione di 400 piante di canapa indiana, Accorinti e' attualmente sotto processo dinanzi al Tribunale di Roma per narcotraffico dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio una condanna a 21 anni di reclusione inflitta in primo e secondo grado al termine del processo nato dall'operazione denominata "Replay" della Dda di Catanzaro.


Criminalita': ferito in agguato riesce a fuggire e dare allarme
Catanzaro, 14 apr. - Un uomo e' rimasto ferito in un agguato che si e' verificato nel pomeriggio di oggi a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone. L'allarme e' scattato, pero', a Botricello (Catanzaro), paese di residenza della vittima, dove l'uomo e' riuscito ad arrivare a bordo della sua autovettura. La persona ferita si chiama Vincenzo Niutta, 46 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. Secondo i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e della stazione di Botricello, l'agguato sarebbe stato compiuto nei pressi di Steccato di Cutro.  L'autovettura sulla quale viaggiava Niutta sarebbe stata raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco, probabilmente un Kalashnikov o comunque un'arma da guerra. La macchina, una Fiat Punto, presenta i fori di entrata e quelli di uscita, mentre l'uomo e' stato colpito all'addome. Nonostante questo, Niutta e' riuscito a raggiungere Botricello, distante pochi chilometri, quindi ha fermato la sua auto nella piazza del paese dove alcuni passanti hanno dato l'allarme. Sul posto e' intervenuta un'ambulanza del 118 e i carabinieri, con il ferito che e' stato trasportato all'ospedale di Catanzaro, dove non sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri hanno avviato le indagini, tentando anche di risalire al luogo preciso dove e' avvenuto l'agguato.


'Ndrangheta: omicidio Scaramozzino, chieste 3 condanne in appello
Catanzaro, 14 apr. - Due condanne all'ergastolo e una terza a 24 anni di reclusione sono state chieste oggi dal sostituto procuratore generale della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, al termine della requisitoria che ha tenuto nel processo di secondo grado a carico dei tre imputati per l'omicidio di Placido Scaramozzino, parrucchiere di Acquaro, centro in provincia di Vibo Valentia, ucciso il 28 settembre 1993 ed il cui corpo non e' mai stato ritrovato. Il pg, in particolare, ha chiesto alla Corte d'assise d'appello di Catanzaro di modificare la sentenza emessa in primo grado il 16 aprile del 2013, dichiarare colpevoli tutti e tre gli imputati e condannare all'ergastolo Antonio Altamura, 66 anni, ritenuto dagli inquirenti a capo del locale di 'ndrangheta di Ariola, frazione di Gerocarne; ed anche Vincenzo Taverniti, 53 anni, alias "Cenzo d'Ariola", originario di Ariola ma residente a Stilo (RC); entrambi gia' condannati per omicidio ma assolti dall'accusa di occultamento di cadavere. La richiesta di una pena di 24 anni di reclusione e' stata invece avanzata per Antonio Gallace, 47 anni, anche lui di Ariola, completamente assolto al termine del primo grado. Secondo l'impianto accusatorio formulato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Placido Scaramozzino sarebbe stato ucciso a causa della sua presunta vicinanza alla famiglia Maiolo di Acquaro, contrapposta alla 'ndrina di Ariola. Anche grazie alla collaborazione dei due pentiti Enzo Taverniti e Francesco Loielo, entrambi di Gerocarne, gli inquirenti hanno potuto ricostruire il movente del delitto e la stessa dinamica dell'omicidio di Scaramozzino, che sarebbe stato ferito a colpi di zappa e quindi seppellito mentre era ancora vivo fra i boschi di Ariola. Il processo d'appello e' stato infine rinviato al 10 giugno.


Casolare incendiato durate la notte nel Vibonese
Vibo Valentia, 14 apr. - Un casolare rurale adibito a deposito di balle di fieno e' stato incendiato da ignoti nella notte nel Vibonese. Il fatto e' successo in localita' "Farne" di Filadelfia ai danni di A.M. proprietario del casolare unitamente ad altri familiari. Sul posto, per spegnere le fiamme si sono portati i Vigili del fuoco provenienti da Vibo Valentia. Sull'accaduto indagano i carabinieri della locale Stazione.


'Ndrangheta: processo "Cash", chieste condanne per 42 anni
Vibo Valentia, 14 apr. - Il pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, ha chiesto al Tribunale di Vibo Valentia condanne complessive a 42 anni di reclusione per 5 imputati arrestati l'8 luglio 2011 nell'operazione antimafia "Cash". In particolare, 9 anni sono stati chiesti per Pasquale D'Andrea, 29 anni, e per Giuseppe Lo Bianco, 42 anni; 8 anni a testa sono stati invece chiesti per Roberto Cutrulla', 31 anni, Saverio Tagliacozzo, 26 anni, Aurelio Tomaino, 41 anni, tutti di Vibo. Pasquale D'Andrea, secondo l'accusa, avrebbe estorto, con modalita' mafiose, della merce senza pagare a tre esercizi commerciali di Vibo, forte dell'appartenenza del padre, Carmelo D'Andrea (condannato in via definitiva per associazione mafiosa), al clan Lo Bianco. Pasquale D'Andrea ed il cugino Aurelio Tomaino avrebbero poi compiuto nel 2010 una rapina ad una sala giochi di Vibo. A Roberto Cutrulla' vengono invece contestati i reati di estorsione e danneggiamento ai danni del bar "Le Pigne", sito all'interno della villa comunale di Vibo. Due rapine - ad un tabacchino e a un supermercato - vengono poi contestate a Lo Bianco, mentre Tagliacozzo deve rispondere di detenzione di armi.  L'inchiesta "Cash" e' stata condotta dagli ex vertici della Squadra Mobile di Vibo, Maurizio Lento ed Emanuele Rodono', con il coordinamento dei pm Pierpaolo Bruni e Giampaolo Boninsegna. Le ordinanze sono state invece firmate dal gip distrettuale Abigail Mellace.


Pesca: 230 kg novellame sequestrati da Capitaneria Reggio
Reggio Calabria, 14 apr. - Circa 230 kg di novellame, la cui pesca e' vietata, sono stati sequestrati da uomini della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria in collaborazione con personale del servizio veterinario area "b" igiene degli alimenti di origine animale. I militari del nucleo ispettivo pesca della Capitaneria congiuntamente ai militari dell'Ufficio Locale Marittimo di Villa San Giovanni ed ai dirigenti medici veterinari, nel corso di controlli mirati a prevenire la pesca abusiva di novellame, hanno sottoposto ad un' accurata ispezione alcuni furgoni isotermici pronti ad imbarcarsi per la Sicilia da Villa San Giovanni. Durante la perquisizione di un mezzo, sono state rinvenute 46 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda, piu' comunemente chiamato "bianchetto", per un totale di circa 230 kg. Il prodotto, se venduto al dettaglio, avrebbe fatto ricavare oltre 8.000 euro. L'autista del mezzo, intestato ad una ditta di Corigliano Calabro (CS) che commercia prodotti ittici, e' stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, mentre l'intero prodotto ittico e' stato posto sotto sequestro. Dopo la certificazione del dirigente medico veterinario competente che ne ha attestato l'idoneita' al consumo umano e l'autorizzazione del magistrato di turno, tutto il pescato e' stato donato in beneficenza a vari istituti caritatevoli locali per il successivo consumo nelle mense. L'attivita' ispettiva durata tutta la notte, ha portato, oltre al sequestro di circa 230 kg di prodotti ittici, anche alla contestazione di sanzioni amministrative per un totale di 3.500 euro per violazioni in materia di corretta tracciabilita' e di autorizzazione sanitaria al trasporto di prodotti ittici.


Rifiuti: discarica abusiva sequestrata da Gdf nel Catanzarese
Catanzaro, 14 apr. - Un'area di 6.000 metri quadrati, situata in una zona agricola nel Comune di Sellia Matrina, alle porte di Catanzaro, adibita a discarica abusiva, e' stata sequestrata dai baschi verdi della compagnia della Guardia di Finanza del capoluogo calabrese. Il sequestro e' avvenuto in localita' Cardusa, fra coltivazioni di agrumi, ulivi e pesche. Nella discarica, realizzata in un tratto collinare degradante fino a un canale d'irrigazione, erano stati abbandonati rifiuti ingombranti e pericolosi, tra cui amianto, lamiere e pneumatici.


Prostituzione: Catanzaro; sesso nei B&B, 5 i provvedimenti
Catanzaro, 14 apr. - La prostituzione, a Catanzaro, ha raggiunto "dimensioni imprevedibili". E' quanto emerge, secondo gli inquirenti, dall'operazione portata a termine dalla squadra Mobile di Catanzaro che ha notificato cinque provvedimenti restrittivi e sequestrato tre Bed and Breakfast e un appartamento. Cinque le persone coinvolte nelle indagini e per le quali il gip Abigail Mellace ha disposto i provvedimenti restrittivi. Si tratta dei fratelli Massimo e Francesco Falsetta, rispettivamente di 40 e 45 anni, noti ristoratori del capoluogo calabrese e proprietari dei B&B, finiti ai domiciliari; e di altre tre persone raggiunte dall'obbligo di dimora.
Nel provvedimento di sequestro sono, invece, finiti due B&B situati nel centro storico di Catanzaro, una terza struttura a Germaneto e un appartamento. Secondo le indagini condotte dal personale guidato da Rodolfo Ruperti, sarebbe stato attuato un "giro" di prostituzione con lo sfruttamento di diverse donne di varie nazionalita' con le strutture ricettive trasformate in luoghi di incontro per clienti altolocati. Nell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Saverio Vertuccio, e' stato possibile riscontrare lo sfruttamento della prostituzione con gli alloggi concessi a decine di prostitute. Gli appartamenti venivano fittati al doppio del normale costo, garantendo introiti rilevanti. Nel corso della conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro, negli uffici della Questura, il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo ha sottolineato la portata del giro di affari: "Il settore del sesso - ha detto - resta immune dalla crisi". Le indagini, in particolare, sono partite dopo la denuncia presentata da un transessuale che ha permesso di svelare gli affari sugli affitti, con prezzi di 70/100 euro al giorno per un appartamento, mentre il costo medio non superava i 40 euro. A quel punto sono scattate le intercettazioni che avrebbero permesso di accertare che i fratelli Falsetta si erano garantiti entrate extra che permettevano loro di combattere la crisi registrata nelle loro attivita' lecite. Il questore Vincenzo Carella si e' soffermato sulla rapidita' delle indagini, mentre il capo della Mobile ha svelato che "i clienti delle prostitute erano persone adulte, ma anche ragazzi". Le ragazze rrivavano da ogni parte d'Italia e dall'estero e le prenotazioni di appartamenti avvenivano ad ogni ora del giorno e della notte".


Rubavano cavo elettrico per ricavarne rame, due arresti a Oppido
Reggio Calabria, 14 apr. - Due persone sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Palmi a Oppido Mamertina. I due sono stati colti in flagranza del reato di tentato furto aggravato in concorso e danneggiamento, mentre recidevano, equipaggiati con una rudimentale scala e con delle cesoie, un cavo elettrico in rame, per poi asportarlo. Gli arrestati sono stati posti a disposizione dell?Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo.


Gdf sequestra videopoker truccati nel Vibonese

Vibo Valentia, 12 apr. - Nell'ambito di una serie di controlli avviati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, finalizzati alla prevenzione e repressione di ogni fenomeno illecito connesso al settore del gioco e delle scommesse, i Finanzieri della Tenenza di Tropea, in un circolo del luogo, hanno sequestrato tre videopoker truccati. Nel caso di specie si trattava all’apparenza di semplici videogiochi per ragazzi, tuttavia gli apparecchi sequestrati, mediante occultati ed illeciti meccanismi elettronici, disponevano a comando di un doppio software tale da consentire il gioco del poker  e/o della roulette, risultando così veri e propri giochi d'azzardo con vincite in denaro.  Sulle relative consolle, insistevano dei pulsanti per lo spegnimento rapido, specie in occasione di eventuali controlli di polizia, dei giochi illeciti e per il contestuale immediato ripristino a video dei giochi legali. Gli apparecchi elettronici da gioco che consentono vincite in denaro sono esclusivamente quelli che oltre ad essere muniti di attestazioni di conformità e di formali nulla osta, devono essere obbligatoriamente collegati ad una rete telematica per la trasmissione, tramite un concessionario, dei dati concernenti le giocate e le vincite ai Monopoli di Stato, anche al fine della successiva tassazione. I militari della Compagnia di Vibo Valentia hanno sottoposto a sequestro in tre distinti interventi effettuati in Vibo Valentia e Soriano Calabro: - un locale adibito a centro scommesse di bookmaker estero non autorizzato,  nonché 18 postazioni collegate direttamente tramite internet con il sito dell’allibratore estero (sono stati rinvenuti anche 8 congegni da intrattenimento sprovvisti della prescritta licenza di P.S. con la conseguente sanzione a carico del gestore di una sanzione amministrativa pari a 24.000, 00 Euro).  Nell’ambito dello stesso servizio in uno dei locali controllati veniva sorpreso un minore di età, intento al gioco, per cui al gestore del centro scommesse veniva comminata l’ulteriore sanzione amministrativa pari a circa 7.000,00 Euro. I tre titolari dei  centri scommesse sono stati quindi deferiti all’A.G. per l’attività di gestione illecita di scommesse sportive, mentre il gestore del circolo ricreativo di Tropea è stato segnalato alla magistratura oltre che per il reato di gioco d’azzardo, anche per il reato di truffa a danno dello Stato. Per tutti e quattro i responsabili scoperti dalle fiamme gialle vibonesi “rien ne va plus”: i giochi sono terminati. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle Vibonesi sono orientati alla repressione di ogni illegalità nello specifico settore ed in particolare alla repressione di tutti quei fenomeni di giuoco o di scommessa in cui i giocatori rischiano patologie compulsive oltre ad andare incontro a sicure perdite di denaro.


Dirigente polizia stradale di Cosenza aggredito, un arresto
Cosenza, 12 apr. - Brutta avventura, nella serata di ieri, per il comandante della polizia stradale di Cosenza, Antonio Provenzano, che e' stato aggredito nel centro della citta'. Per fortuna senza serie conseguenze. Provenzano era su viale parco, dove si era recato con alcuni parenti. Nei pressi di un bar, ha notato una vettura che, facendo manovra, stava urtando altre auto in sosta, tra cui anche la sua. Avvicinatosi e avendo visto che guidava un giovane inesperto, di 24 anni, al cui fianco c'era il padre, ha chiesto ragguagli su cosa stesse facendo. L'uomo seduto al posto passeggeri e' sceso, a quel punto, dall'auto, inveendo e iniziando una lite. Poi ha tirato fuori un grosso coltello da macellaio, minacciandolo e aggredendolo. Ne e' nata una colluttazione, in cui Provenzano, che si e' opposto a mani nude, e' rimasto anche ferito, per fortuna lievemente, ad un polso. L'aggressore, che poi e' stato identificato in Orlando De Vuono, 56 anni, cosentino, gia' noto alle forze dell'ordine, vista la reazione forte della vittima si e' poi rifugiato in un bar, chiedendo al barista di occultare il coltello. Al suo rifiuto, l'uomo ha spezzato la lama dell'arma e ha gettato manico e lama lontano, cercando di disperderli in un'aiuola. Intanto e' stato poi bloccato dallo stesso Provenzano e da altri agenti chiamati ed arrivati con urgenza sul luogo. De Vuono e' stato arrestato e condotto nel carcere di Cosenza. Le accuse sono di aggressione, lesioni, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma.


Immigrati: sbarco nel Reggino, rimpatriati 115 egiziani
Reggio Calabria, 12 apr. - Sono stati rimpatriati 115 cittadini egiziani che facevano parte dei 242 migranti sbarcati giovedi' scorso sulle coste di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria. E' stata la Polizia di Stato, in collaborazione con i Carabinieri e la Guardia di Finanza, a scortare presso l'aeroporto di Lamezia Terme i 115 egiziani, per i quali la Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia della Frontiere ha disposto il rimpatrio, in quanto irregolari sul territorio nazionale. I 115 sono stati quindi imbarcati su due distinti voli della compagnia "Egyptair", diretti da Il Cairo, con a bordo un scorta delle forze di sicurezza egiziane. I due scafisti responsabili di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, invece, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria da parte della Squadra Mobile e del Commissariato di Siderno, in collaborazione con la Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Roccella Jonica.


Durante una rissa spunta un coltello, indagini a Tropea
Vibo Valentia, 12 apr. - I carabinieri della Compagnia di Tropea, guidati dal capitano Francesco Manzone e dal maresciallo Giovanni Sanfilippo, hanno interrotto e portato stamane in caserma quattro operatori ecologici che si stavano scontrando a suon di calci, pugni e con l'uso di un coltello nella piazza principale del paese. Durante la violenta rissa, le cui cause sono ancora in fase di accertamento da parte dei militari dell'Arma, un operaio accortosi dell'arrivo dei carabinieri ha gettato il coltello in un bidone dei rifiuti. La circostanza non e' pero' passata inosservata ai carabinieri che hanno condotto in caserma i quattro operatori ecologici, M.B., A.S., G.R. e F.C., di eta' compresa fra i 25 ed i 40 anni, contestandogli il reato di rissa aggravata ed interessando del caso l'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia.


'Ndrangheta: favorirono latitanza boss, sei indagati a Cosenza
Cosenza, 12 apr. - La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha formalmente indagato sei persone quali favoreggiatori della latitanza di Francesco Presta, boss cosentino della 'ndrangheta arrestato nell'aprile del 2012 e accusato di diversi omicidi, commessi come vendetta per l'uccisione del figlio Domenico. Gli indagati sono la moglie di Presta, Damiana Pellegrino, la figlia Marianna e il genero Francesco Ciliberti, oltre al nipote Michele Filippelli, Alessandro Cipolla e Domenico Scarola, quest'ultimo poi arrestato come uno degli autori della strage di San Lorenzo del Vallo, in cui furono uccise Rosellina Indrieri e la figlia Barbara. Scamparono alla strage Gaetano De Marco, ucciso dopo qualche mese, e il figlio Silos, che vive in una localita' protetta e sta collaborando con la giustizia.


Tartaruga salvata da alcuni pescatori al largo di Tropea
Vibo Valentia, 12 apr. - Una tartaruga di grosse dimensioni, della specie protetta "Caretta- caretta", e' stata salvata stamane da alcuni pescatori al largo di Tropea, nel Vibonese. L'animale si trovava in grosse difficolta' avendo ingerito un amo da pesca ed essendo rimasto inoltre intrappolato nel filo di nylon di una lenza illegale. Liberata dal filo, i pescatori hanno quindi allertato via telefono la Guardia costiera di Vibo Marina che, informata sullo stato di salute della tartaruga, ha ordinato il rilascio dell'animale il quale, dopo le prime cure dei soccorritori, ha ripreso a nuotare in alto mare. Lo scorso anno sono stati 6 i rinvenimenti di tartarughe morte lungo la costa del Vibonese a causa della pesca illegale.


Lavoro: allarme Cgil-Cisl-Uil su ammortizzatori sociali in deroga
Catanzaro, 12 apr. - CGIL, CISL e UIL della Calabria esprimono "forte allarme sulla grave situazione riguardo i lavoratori collocati negli ammortizzatori sociali in deroga. In particolare, a seguito dell'incontro svoltosi nei giorni scorsi con l'Assessore al Lavoro della Regione Calabria, CGIL CISL UIL ribadiscono ancora una volta che tutte le risorse economiche a disposizione del comparto dovranno essere erogate con immediatezza e in egual modo tra tutti i lavoratori interessati. CGIL CISL UIL riaffermano con forza la inderogabile necessita' affinche' si provveda a pagare con immediatezza la restante parte del 2013 e il 2014 gia' maturato. Contestualmente non e' piu' rinviabile l'avvio delle politiche attive per tutti i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Nel merito si sollecita l'avvio dei tirocini formativi per tutti, lo sblocco dei bandi per gli incentivi finalizzati al ricollocamento dei lavoratori, le misure per l'autoimpiego, per il prepensionamento ed il rispetto dei criteri di premialita' per i lavori di prossima esecuzione. Al riguardo CGIL, CISL e UIL sollecitano i Comuni che hanno partecipato al bando di utilizzo dei lavoratori che ancora ad oggi non hanno avviato gli stessi, a procedere operativamente nelle attivita' di impiego. Altresi' si rivolge un forte appello a tutti quegli Enti in grado di partecipare all'ultimo bando regionale affinche' utilizzino i lavoratori in questione. Tutto cio' nell'ottica che l'obiettivo prioritario rimane quello del reale ricollocamento produttivo di tutti i lavoratori del bacino. In questa prospettiva CGIL, CISL e UIL, insieme alle strutture confederali, sono impegnate da piu' giorni a ottenere uno specifico incontro con il Governo Nazionale sul problema occupazionale della Calabria, indispensabile per affrontare e risolvere in via definitiva la vertenza in essere. CGIL, CISL e UIL dichiarano che, qualora non dovessero esserci risposte risolutive in tempi brevi, il livello di lotta e mobilitazione sara' ulteriormente innalzato, sin da subito, con manifestazioni a livello regionale e nazionale".


Carabinieri: bicentenario fondazione, selezionate opere concorso
Catanzaro, 12 apr. - Sono state valutate presso la Sala Conferenze del Comando Legione Carabinieri Calabria in Via Marafioti a Catanzaro, le oltre 90 opere realizzate dagli studenti dei Licei Artistici e degli Istituti d'Arte della Calabria che hanno aderito al Concorso Artistico bandito dal MIUR - Dipartimento per gli Ordinamenti Scolastici e l'Autonomia scolastica, in accordo con il MIBACT e il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, in occasione del Bicentenario dalla Fondazione dell'Arma. Il Concorso, rivolto agli studenti degli ultimi due anni degli istituti suddetti, aveva come tema ispiratore "L'Arma dei Carabinieri: 200 anni di storia. I valori senza tempo da preservare ?ieri,oggi?sempre", ha permesso a tutti di riflettere su come i giovani percepiscono l'Arma, la sua mission e il suo rapporto dentro e fuori i confini d'Italia. Quattro (su Cinque) le categorie predilette dagli studenti calabresi: Grafica, Pittorica, Plastica e Design, diversificate ed originalmente composte tra loro le tecniche e i materiali utilizzati, le opere sono state esposte egregiamente cosicche' tutti gli intervenuti, dirigenti scolastici, studenti e genitori, hanno potuto ammirare i lavori realizzati, confrontarle con quelli di altri compagni dello stesso indirizzo di studi, valorizzare il proprio operato o comprenderne il limiti: in ogni caso un' esperienza formativa in tutti i sensi, sia sul piano istituzionale, con la vicinanza ad una storica istituzione dello Stato come l'Arma, sia sul piano sociale, vista la presenza dell'opera fuori concorso di Giacomo, studente ospite dell'Istituto Penitenziario per Minori "Paternostro" di Catanzaro, Diretto dal Dott. Francesco Pellegrino e inserito nell'IC Vivaldi di Catanzaro diretto dalla DS Anania, grazie all'impegno dell'Ins. Francesca Tedesco. Al Concorso hanno aderito: IIS "G. De Nobili" di Catanzaro, IIS "E. Maiorana" di Girifalco (CZ), LA di Cosenza, ISA di Luzzi (CS), l'IIS "LC-LA" di Rossano (CS), IIS ITCG-ISA di San Giovanni in Fiore (CS), IIS "Alfano" di Castrovillari (CS), IIS "S. Lopiano" di Cetraro (CS), IIS "Preti-Frangipane" di Reggio Calabria, IIS Gerace di Cittanova (RC), IIS "Olivetti-Panetta" di Siderno e di Locri (RC) e IIS "Severi-Guerrisi" di Gioia Tauro (RC); LA "Colao" di Vibo Valentia. La Commissione selettiva Regionale e' stata presieduta dal Comandante della Legione Carabinieri "Calabria" Generale di Brigata Aloisio Mariggio', coadiuvato dal Maggiore Raffaele Giovinazzo, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma di Cosenza, che si occupa in maniera esclusiva e specializzata del particolare settore; dal Dirigente Vicario dell'Ufficio Scolastico Regionale Dott. Giuseppe Mirarchi, coadiuvato dalla Dott.ssa Maria Marino, e dal rappresentante della Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici, Dott.ssa Marta Mori. La valutazione e' avvenuta sulla base di cinque diversi criteri di valutazione: tecnica, creativita', originalita' del messaggio intrinseco, testimonianza della percezione del Bicentenario e senso di unicita' dell'Arma Benemerita da parte dei giovani; Grande e' stata la difficolta' nel valutare, dato l'impegno profuso dagli artisti e la bellezza delle opere pervenute, alla fine sono risultate selezionate le seguenti opere: Per la Sezione GRAFICA: "Fatti di Cronaca" di Nicole VESUVIANO dell'Istituto d'Arte "Oliveti - Panetta" di Locri con un punteggio totale di 219; "Collage Carabinieri" di Cristina ACRI del Liceo Artistico di Rossano con un punteggio totale di 216; "Fedeli nei Secoli" di Giovanna SAVOIA del Liceo Artistico di Rossano con un punteggio totale di 209. Per la Sezione PITTURA: "Bicentenario dell'Arma dei Carabinieri" di Vincenzo COMMODARO del Liceo Artistico "E. Maiorana" di Girifalco (CZ) con un punteggio totale di 237; "Il primo e l'ultimo" di Alessia CURIA dell'Istituto d'Arte "Oliverio" di San Giovanni in Fiore con un punteggio totale di 227; "Indietro nel tempo" di Anna FANTINO del Liceo Artistico G. Severi di Gioia Tauro (RC) con un punteggio totale di 217 ex equo con "Vivere in mani sicure" di Andrea CORSELLO del Liceo Artistico "Nobili" di Catanzaro con un punteggio totale di 217 . Per la Sezione DESIGN: "Tre-cento" di Annamaria CAVALLO del Liceo Artistico di Cosenza con un punteggio totale di 213; "Oggi e per sempre nel mondo" di Asia Vanessa ELIA dell'Istituto d'Arte di Luzzi (CS) con un punteggio totale di 204; "Carabinieri a cavallo" di Giuseppe LEPERA Liceo Artistico "Nobili" di Catanzaro con un punteggio totale di 180. Per la Sezione PLASTICA: "Legalita', liberta' e democrazia con il Tricolore" di Jessica FIDONE del Liceo Artistico "Severi - Guerrisi" di Gioia Tauro (RC) con un punteggio totale di 254; "Due secoli di fedelta'" di Marianna LAGROTTERIA dell'Istituto d'Arte "Maiorana" di Girifalco (CZ) con un punteggio totale di 248; "Vigore, fedelta' e azione" di Federica DOCIMO dell'Istituto D'arte di Luzzi (CS) con un punteggio totale di 230 Le opere selezionate concorreranno a livello nazionale con la produzione artistica di tutti gli Istituti d'Arte d'Italia, per la valutazione finale in ciascuna delle categorie di realizzazioni artistiche ammesse, da parte di una Commissione Nazionale composta da rappresentanti delle Istituzioni organizzatrici. Anche l'opera fuori concorso di Giacomo, dal titolo "Mondi", sara' inviata a Roma. All'evento, oltre ad una nutrita rappresentanza dei direttori degli Istituti scolastici coinvolti, di una rappresentanza degli studenti artisti e di alcuni genitori, ha partecipato anche il Dott. Paolo Abramo, presidente della CCIAA di Catanzaro, che ha preannunciato riconoscimenti formativi per gli Istituti Scolastici della Provincia. Le opere in concorso saranno successivamente permanentemente esposte nelle sale della sede del Comando Legione Carabinieri "Calabria" ove potranno essere visionate per tutto il 2014.


Immigrati: aggrediscono operatori centro accoglienza, 6 arresti
Lamezia Terme (Catanzaro), 11 apr. - Sei cittadini extracomunitari del Senegal e del Mali, residenti in un centro d'accoglienza di Feroleto Antico, nrel Catanzaerse, sono stati arrestati dai Carabinieri della compagnia di Lamezia Terme. I militari hanno risposto ad una richiesta di aiuto del responsabile del centro unitamente e di due operatori, che in preda al panico, hanno contattato il 112. I sei arrestati, con violenza e minacce, avevano chiuso i cancelli del centro con lucchetti e catene. Il responsabile della struttura, accerchiato dai 6 stranieri, era stato minacciato e costretto a rifugiarsi all'interno della sua autovettura Opel Corsa alla quale, peraltro, erano state tagliate le ruote. I militari sono riusciti a irrompere nella struttura, tranquillizzarne gli addetti e ad isolare e portare in caserma immediatamente i sei che, con il loro atteggiamento, avevano cercato di coinvolgere e di portare allo scontro anche gli altri ospiti del centro. I Carabinieri sono riusciti a rasserenare gli altri ospiti che hanno apprezzato l'azione pacata e calma di tutti gli operatori intervenuti, anche della Polizia di Stato e dalla G.d.F. I militari hanno proceduto a dichiarare i sei immigrati in stato d' arresto per violenza privata aggravata, minacce e danneggiamento.


Guardia Finanza: convegno “vita e opere di Domenico Olivo, generale della  guardia di finanza”  

Catanzaro, 11 apr. - Nel pomeriggio di giovedì 10 aprile si è svolto il  convegno “vita e opere di Domenico Olivo, generale della guardia di finanza”, organizzato dal comando regionale Calabria della Guardia di Finanza e promosso dall’associazione culturale “Calabria in armi per la patria”. L’ evento ha avuto luogo presso la “sala multimediale” del museo storico militare (Musmi), ubicato nella splendida cornice del parco della biodiversità mediterranea della provincia di Catanzaro, ove è stata riservata una apposita area, in cui sono esposti, in via permanente, cimeli posti a disposizione dal museo storico del comando generale della guardia di finanza.  Interessante e ricco di testimonianze, il convegno, aperto al pubblico, ha riscosso un grande successo per aver alimentato la “memoria” alla vigilia della ricorrenza della prima guerra mondiale, nonché per il legame che esiste tra la figura dell’alto ufficiale calabrese, scomparso nel 1947, che con il grado di maggiore comandò il XVIII  battaglione mobilitato, partecipando alla grande guerra dall’aprile del 1916 al maggio del 1917, e il territorio di Magisano (Cz), dove nacque il 7 febbraio 1869. Il corpo pagò un prezzo significativo di sangue e di sacrificio, avendo partecipato all’evento bellico con un contingente di 12.000 finanzieri, distribuiti in 18 battaglioni, di cui 11 operarono  nel trentino, nel Cadore ed in Carnia e 7 lungo la linea dell’Isonzo. Tra i finanzieri si contarono 2.392 caduti, di cui 77 calabresi.  Il generale di divisione dell’esercito, in ausiliaria, Pasquale Martinello ha aperto i lavori, presentando i tre relatori, il col. T. Issmi Maurizio Pagnozzi, già capo ufficio storico del comando generale della Guardia di finanza, l’architetto Salvatore Tozzo e padre Fotino dell’ordine dei frati minori cappuccini e introducendo l’argomento del convegno.  A porgere i saluti della guardia di finanza è stato il generale di brigata Gianluigi Miglioli, comandante regionale della Calabria, che ha rivolto un ringraziamento all’associazione culturale “Calabria in armi per la patria”, ai responsabili del museo storico militare e a tutte le persone intervenute, aggiungendo quanto sia importante, in un contesto storico difficile come il nostro, non dimenticare uomini come il generale Domenico Olivo, perché il loro esempio serve a rafforzare il rispetto delle regole e della legalità. A portare invece i saluti del Musmi. È stata la d.ssa Rosa Alberto, direttrice dei servizi del parco della biodiversità mediterranea, che, anche a nome del commissario dell’ente, d.ssa Wanda Ferro, ha rivolto un benvenuto a tutte le persone presenti e un ringraziamento agli organizzatori e ai promotori dell’iniziativa, aprendo le porte del museo.   A ripercorrere, in modo approfondito, la figura del generale olivo è stato il colonnello Pagnozzi che, arricchendo il suo intervento, con materiale documentale e storico-militare, ha in particolare ricordato, ricostruendone puntualmente la carriera militare, che la partecipazione all’evento bellico valse al generale il riconoscimento delle campagne di guerra 1916 e 1917, la concessione di tre encomi al merito di guerra, della croce al merito di guerra, della croce di guerra al valor militare per un’azione in Val Visdende in data 19 giugno 1916, nonché della medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca.  Padre Carlo Fotino, che da ragazzo conobbe il generale Olivo, quando soggiornava a San Pietro Magisano (Cz), ha ricordato l’ufficiale in quanto storiografo, avendo raccolto e recuperato gli scritti, tra cui “briciole di storia inedita”, e i manoscritti del finanziere scomparso, autore tra l’altro del libro “l’azione della guardia di finanza nella guerra 1915-1918” custodito presso la libreria comunale di Catanzaro.  L’architetto Salvatore Tozzo, infine, ha mostrato immagini fotografiche ritraenti i ruderi medievali dell’antica città di Taverna vecchia, di Peseca e del Santuario della Madonna della Luce di San Pietro in Magisano, attirando l’attenzione della platea sulla passione profusa dal gen. Olivo anche per gli studi del territorio calabrese ed, in particolare, per la ricostruzione di alcuni siti d’interesse architettonico.  Il comandante provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, generale di brigata Antonio De Nisi, ha curato la conclusione dei lavori, ricordando che ”… l’uomo che “fa storia” e che la “consegna ai posteri” è un uomo generoso, si mette al servizio dei suoi simili, e ciò che lo differenzia dal vivere in maniera anonima è il fatto che ha la consapevolezza di partecipare alla comunità, e che il suo intervento può contribuire al miglioramento della società, per i giovani e le generazioni future. Infatti l’uomo che consapevolmente “fa storia” sviluppa una capacità di previsione per il futuro, non restringe la visione del futuro alla sua propria vita, ma considera anche quella di chi lo circonda”.  Infine, il gen. De Nisi ha ringraziato le autorità e le persone presenti. Ai relatori e all’associazione culturale “Calabria in armi per la patria” ha partecipato la gratitudine del corpo per aver dato voce alla “memoria”.


Grave donna investita da auto nel Vibonese
Vibo Valentia, 11 apr. - Secondo grave incidente stradale in poche ore nel Vibonese. Dopo il sinistro di Limbadi per il quale si trova ricoverata a Catanzaro una bimba di 5 anni, a Zungri, comune dell'altopiano del Poro, un'auto della Telecom - per cause ancora in corso di accertamento - ha investito una donna del luogo di 68 anni, A.C. che stava camminando a piedi. Sul posto i carabinieri della locale Stazione, guidati dal maresciallo Dario Randazzo, ed i medici del 118 provenienti dall'ospedale di Vibo Valentia che, constatate le gravi condizioni della donna, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso che ha trasportato la donna all'ospedale di Reggio Calabria.


Padre Fedele: il 17 settembre udienza Cassazione
Cosenza, 11 apr. - E' fissata per il 17 settembre prossimo l'udienza della Corte di Cassazione che dovrebbe emettere il suo verdetto sulla vicenda che ha interessato Padre Fedele Bisceglia, l'ex frate, leader degli Ultras del Cosenza calcio, condannato, anche in appello, per una presunta violenza sessuale ai danni di una suora, che sarebbe stata perpetrata assieme al suo segretario, Antonio Gaudio. La decisione e' stata gia' rinviata, per diversi motivi, due volte.


Bimba di 5 anni investita da auto nel Vibonese, e' grave
Vibo Valentia, 11 apr. - Una bimba di 5 anni, A.L. e' stata investita nel pomeriggio sul Corso principale di Limbadi, nel Vibonese, ed e' stata trasferita in elisoccorso con "codice rosso" all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro in prognosi riservata a causa della gravita' delle ferite in tutto il corpo. La bimba, residente nella frazione Mandaradoni di Limbadi, e' stata travolta e scaraventata a terra da un'auto in corsa mentre attraversava la strada. Sul posto sono prontamente intervenuti i medici del 118, ma vista la gravita' della situazione e' stato allertato l'elisoccorso che ha trasferito la bimba a Catanzaro. Sul posto anche i Carabinieri della Compagnia di Tropea e della Stazione di Limbadi che stanno ascoltando il conducente dell'auto.


Droga: gestori bar arrestati nel Cosentino
Cosenza, 11 apr. - I Carabinieri della Compagnia di Rossano, nel corso di una serie di controlli nel centro abitato di Mirto Crosia, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere ed in particolare finalizzati a contrastare il diffuso fenomeno dello spaccio delle sostanze stupefacenti, hanno arrestato due persone. I militari hanno eseguito una perquisizione all'interno di un esercizio pubblico della frazione Mirto. Nei giorni precedenti il bar, infatti, aveva attirato l'attenzione dei militari dell'Arma per l'insolito via vai di numerosi giovani del luogo. La perquisizione si e' conclusa con esito positivo quando, nel retro del locale, i militari, anche grazie all'aiuto di un cane antidroga, hanno trovato cocaina gia' suddivisa in dosi pronte per lo spaccio, quasi 20 grammi eroina, sostanza da taglio, nonche' marijuana oltre a tutto l'occorrente utilizzato per il taglio, per il confezionamento e per la pesatura della droga. I Carabinieri hanno quindi tratto in arresto, la donna crotonese che gestiva il locale, L.A. 24enne e il suo convivente cirotano C.N., 37enne, entrambi pregiudicati, ritenuti responsabili del reato di "concorso nella detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina, cocaina e marijuana". Indagini sono ancora in corso da parte dell'Arma per individuare eventuali complici degli arrestati e i canali di rifornimento dello stupefacente.


Droga: giovane arrestato dai Carabinieri nel Catanzarese
Catanzaro, 11 apr. - Un giovane di Staletti', D.M. , 30 anni, gia' noto alle forze dell'ordine, e' stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Soverato volti a reprimere lo spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane, nel corso di perquisizioni domiciliari mirate, ha tentato di nascondere in un mobile all'interno della sua abitazione vari involucri contenenti marijuana e un bilancino di precisione per la pesa delle dosi. La sostanza stupefacente (circa 40 grammi in totale) ed il bilancino sono stati sottoposti a sequestro penale. Il giovane e' sottoposto agli arresti domiciliari.


Polizia intercetta auto con fucili e munizioni nel Reggino
Reggio Calabria, 11 apr. - Tre fucili con matricola abrasa ed un ingente quantitativo di munizioni sono stati sequestrati a Siderno da personale della Polizia di Stato impegnato nei servizi di controllo straordinario del territorio. Una Volante del Commissariato di Siderno ha intimato l'alt ad una Fiat Punto il cui conducente, anziche' arrestare la marcia, si e' dato alla fuga con l'autovettura tra le vie del centro cittadino, per poi dileguarsi a piedi nella campagna circostante. L'immediata ispezione del veicolo ha consentito di rinvenire all'interno del bagagliaio i fucili e le munizioni che sono stati posti sotto sequestro.


Polizia: Pansa inaugura polifunzionale a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 11 apr. - E' stato inaugurato questa mattina a Reggio Calabria, alla presenza del capo della Polizia di Stato, Alessandro Pansa, il centro polifunzionale intitolato all'ex capo della Polizia, Antonio Manganelli. Si tratta di un complesso, terminato per tre quarti dopo un lunghissimo iter burocratico, ubicato alla periferia nord del quartiere di Santa Caterina, nel quale troveranno spazio il parco auto della Squadra Volante, l'ufficio tecnico logistico e l'ufficio del personale, e i magazzini Veca sia regionali che provinciali. Resta da finire ancora una grossa parte, la cui struttura e' stata celata per l'occasione da un enorme tendone, che una volta ultimata dovrebbe consentire il trasferimento anche del XII Reparto Mobile, attualmente alloggiato in affitto in una struttura privata nel vicino quartiere di Archi. "E' una struttura al servizio della citta' - ha detto il capo della Polizia - dove le attivita' della Polizia di Stato verranno svolte con maggiore razionalita' e quindi con piu' efficienza dando un servizio sicurezza la cittadino migliore di prima". Pansa, inoltre, ha ricordato che tra breve sara' reso pubblico il piano straordinario voluto dal ministro dell'Interno per fronteggiare al meglio la recrudescenza della criminalita' organizzata. "Il ministro Angelino Alfano - ha detto ancora Pansa - pone particolare attenzione ai problemi calabresi, reggini, ma di tutta la regione e alle proiezioni della organizzazioni calabresi in tutta Italia, quindi in questi giorni i nostri uffici stanno lavorando per predisporre questo piano che a breve dovrebbe essere posto in essere". Soddisfazione e' stata espressa dal Questore Guido Longo, il quale ha ricordato la figura di Manganelli, il compianto ex capo della polizia al quale la struttura e' intitolata. "Sono ministro senza portafoglio quindi non posso disporre di nessuna spesa - ha detto all'Agi riguardo al completamento della struttura il ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta, presente all'inaugurazione - ma sto molto lavorando per questo territorio tant'e' che lunedi' avremo diversi incontri in prefettura, ai quali parteciperanno il vice ministro dell'Interno, e il delegato del ministro della giustizia e delle infrastrutture, per fare il punto, non per studiarle perche' sappiamo bene quali sono le emergenze della citta', ma per iniziare a dare risposte. Il governo e' molto attento a tutte le istanze che provengono da questo territorio".


Occupavano spiaggia abusivamente, denunciati 6 titolari lidi
Crotone, 11 apr. - Sei persone sono state denunciate dagli uomini della Capitaneria di porto di Crotone dopo avere accertato, attraverso attivita' investigative e di acquisizioni documentali effettuate al Comune di Cropani, nel Catanzarese, che i titolari di diverse strutture balneari litorale erano in possesso di concessioni annuali ma a carattere stagionale, con l'obbligo, alla fine della stagione estiva, di procedere allo sgombero delle strutture insistenti sul pubblico demanio marittimo occupato. Le concessioni, proprio perche' stagionali, consentono - fanno rilevare gli inquirenti - ai concessionari un considerevole risparmio in termini di canoni demaniali marittimi da versare all'erario, a condizione della rimozione della struttura a fine stagione. Dagli accertamenti condotti, al contrario, i militari della Capitaneria di porto hanno potuto accertare che, su 11 strutture stagionali insistenti sul litorale di Cropani soltanto 5 hanno rispettato l'obbligo previsto di procedere alla rimozione delle stesse al termine della stagione estiva. Per quanto concerne i rimanenti 6 concessionari stagionali, 4 sono stati denunciati per occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo. Ad altri due concessionari, i militari della Capitaneria di porto oltre a contestare l'occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo per mancata rimozione delle strutture, hanno contestato anche l'abusiva realizzazione di diverse opere non autorizzate. Dalle misurazioni eseguite, il totale dei metri quadrati sottratti al pubblico uso da lidi balneari e strutture ispezionate ammonta ad oltre 2. 600 metri quadrati. Sono in corso le comunicazioni della Capitaneria di porto al competente ente comunale affinche' quantifichi ora gli indennizzi che i responsabili delle abusive occupazioni dovranno versare all'erario in ragione del mantenimento delle strutture oltre i tempi autorizzati.


Occupa terreno demaniale, denunciato imprenditore nel Crotonese
Crotone, 11 apr. -  Un imprenditore di Cotronei (KR) e' stato denunciato per aver occupato un terreno demaniale in localita' "Cugnale Longo", nel comune di Cotronei (KR), ed aver realizzato delle opere senza alcuna autorizzazione, ricadenti nella zona 2 del Parco nazionale della Sila denominata "Marchesato e Fiume Neto", sottoposta a particolare regime di tutela dalla normativa statale e comunitaria. Gli agenti del Comando Stazione Forestale Parco di Cotronei, durante un normale controllo del territorio, hanno notato che dalla provinciale 61 si diramava verso monte un'ampia strada sterrata da poco realizzata. Da un successivo e accurato sopralluogo e' emerso che l'opera era stata costruita su un preesistente tracciato da anni inutilizzato e coperto ormai da vegetazione, mediante sbancamento con mezzo meccanico e conseguente abbattimento di alberi e arbusti. Percorrendo tutta la strada, lunga 85 metri e larga in alcuni punti piu' di 9 metri, gli agenti hanno rilevato inoltre che una vasta area sul versante di una collina era stata interessata da una lavorazione che aveva trasformato il terreno in un campo da destinare alla coltivazione agricola, dove erano stati creati tre estesi gradoni per via delle accentuate pendenze. Sul posto c'era l'indagato a bordo di un trattore cingolato che stava arando. Nelle immediate vicinanze anche due ampi manufatti di legno, poggianti su platee di cemento armato, adibiti rispettivamente a stalla per animali bovini e a ricovero e recinto per animali da cortile. Tutti i lavori e le opere erano stati realizzati in totale assenza di qualsivoglia requisito ed autorizzazione prevista, interamente su proprieta' del Comune di Cotronei che e' stato prontamente informato degli abusi rilevati. La strada, i manufatti e tutti i terreni interessati dagli sbancamenti sono stati sottoposti a sequestro ed affidate in custodia al lo stesso imprenditore, denunciato per le violazioni commesse in materia di urbanistica ed edilizia, di tutela delle aree protette e del paesaggio. A suo carico anche una sanzione amministrativa di quasi 1.000 euro.


Parco Aspromonte: a San Luca centro visita e stazione Cfs
Reggio Calabria, 11 apr. - "A distanza di sedici anni dalla sua pianificazione, mai attuata, il Comune di San Luca avra' finalmente il Centro Visita del Parco Nazionale d'Aspromonte". Lo si legge in un comunicato. I vertici del Parco Nazionale d'Aspromonte, il Presidente Giuseppe Bombino ed il Direttore Tommaso Tedesco, assieme alla dott.ssa Rosaria Giuffre', Presidente della Commissione Straordinaria del Comune di San Luca, hanno illustrato i dettagli della convenzione che prevede la valorizzazione dell'immobile denominato "Casa Fera", sito nel Comune di San Luca, per la realizzazione del "Centro Visita" dell'Ente Parco Nazionale d'Aspromonte.  "L'intervento - spiega il presidente Bombino - la cui progettazione e' stata realizzata grazie ad una proficua intesa istituzionale, rappresenta un importante segnale per il territorio e la comunita' sanluchese che, grazie alla presenza di specifici, quando non esclusivi, attrattori paesaggistici, ambientali e antropologici, puo' finalmente avviare un processo di sviluppo del turismo naturalistico e religioso. Una parte del fabbricato di Casa Fera - continua Bombino - nel prossimo futuro ospitera' anche il Comando stazione del CFS, da anni assente dal Comune di San Luca. Si invera, quindi, una alleanza ed una fusione di intenti tra Stato, Comunita' e Territorio fondata su una creativa collaborazione tra soggetti che operano nella promozione, diffusione, tutela e salvaguardia della natura e delle attivita' umane che in essa devono esaltare dignita' e cultura. La presenza congiunta all'interno della medesima struttura dei due presidi, l'uno di tutela e controllo, l'altro di divulgazione, informazione e accoglienza, rappresenta - conclude Bombino - la vera sintesi di una comunita' che si spende e investe sul proprio futuro guardando se stessa e mostrandosi con il suo vero volto agli altri". "Stiamo lavorando per rendere presto fruibile il Centro Visita - ha esordito Rosaria Giuffre'. Con questo progetto inizia a concretizzarsi la nostra idea di aprire San Luca ad un itinerario turistico con specifico riferimento al turismo religioso. San Luca e' un punto di riferimento fondamentale del Parco dell'Aspromonte perche' costituisce una porta naturale di ingresso all'Area protetta. La sigla di questa Convenzione, che attua una importante intesa istituzionale, valorizza e pone al centro delle sane politiche del territorio un Comune che vuole guardare avanti basando il proprio cammino sui percorsi della valorizzazione delle risorse naturali e sui principi della legalita'"  "Casa Fera" nasce in uno dei punti piu' strategici e suggestivi dell'intero Aspromonte - ha spiegato il direttore dell'Ente Parco, arch. Tommaso Tedesco - e permettera' ai turisti che sceglieranno questa meta di addentrarsi in un itinerario incantevole dove si intersecano alcuni tra i sentieri piu' caratteristici della montagna. Nella superficie esterna alla struttura dell'edificio che oggi destiniamo a Centro Visita e a Comando Stazione del CFS, la cui estensione e' pari a circa 1800 mq, realizzeremo un boschetto di Leccio e di Farnetto che riproporra' in un ambito di contatto tra tessuto urbanizzato e territorio rurale la storica serie forestale che ha sempre caratterizzato l'ambiente e il paesaggio della zona jonica aspromontana".


Sequestrata opera sul lungomare di Motta San Giovanni
Reggio Calabria, 11 apr. - Personale della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria ha eseguito il sequestro preventivo di un'opera posizionata sulla carreggiata stradale del lungomare Cicerone di Lazzaro di Motta San Giovanni disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica. La magistratura,a a seguito di un esposto, avevadisposto una serie di indagini delegate al fine di verificare ed accertare le cause delle denunce, che indicavano problematiche legate alla sicurezza stradale ed alla liceita' della realizzazione della nuova opera, realizzata dal comune di Motta San Giovanni, nell'ambito dei lavori di adeguamento del nuovo impianto di depurazione "Oliveto".


Cultura: morto a Firenze lo scrittore calabrese Saverio Strati
Catanzaro, 11 apr. - E' morto a Firenze, dove viveva, all'eta' di novant'anni, lo scrittore Saverio Strati. A darne notizia e' stato il sindaco di sant'Agata del Bianco, il centro del reggino dove l'intellettuale era nato il 16 agosto 1924. Secondo quanto riferito, la morte e' avvenuta l'altro ieri, ma la notizia e' stata diffusa solo oggi. Saverio Strati nasce a Sant'Agata del Bianco il 16 agosto 1924. Nato da una famiglia contadina, aveva interrotto gli studi dopo il conseguimento della licenza elementare per intraprendere il mestiere di muratore, continuando pero' a coltivare la sua passione per lo studio e la lettura.
Si appassiono' alle opere della cultura popolare, come "Quo vadis" di Henryk Sienkiewicz, i romanzi di Alexander Dumas, I "Miserabili" di Victor Hugo. Riprese glis tudi lla fine dell'ultima guerra mondiale . Grazie all'aiuto finanziario di uno zio che risiedeva negli Stati Uniti, inizio' a prendere lezioni private da alcuni professori del Liceo Galluppi di Catanzaro. Si appassiono' alla lettura di grandi autori come Croce, Tolstoj, Dostoevskij, Verga. Nel 1949 conseguui' la licenza liceale classica e si iscrisse all'Università di Messina, prima,, per assecondare la volontà dei genitori, alla facolta'di Medicina, poi a quella di Lettere. A Mesina incontro' il critico letterario Giacomo Debenedetti che in quegli anni insegnava nella citta' siciliana. Qui fece leggere il racconto "La Marchesina" a Debenedetti, che ne fu' impressionato favorevolmente al punto da proporli ad Alberto Mondadori a Milano. Negli stessi anni Strati scrisse il suo primo romanzo "La Teda". Nel 1953 si trasferi' a Firenze per preparare la tesi di laurea sulle riviste letterarie del primo ventennio del novecento. Appervero i suoi primi racconti sulle riviste "Il Ponte", Paragone, e sul quotidiano "Il Nuovo Corriere". Il secondo romanzo fu Tibi e Tascia, ppoi, dopo avere sposato Hildegard Fleig, una ragazza svizzera conosciuta a Firenze si trasferi' in Svizzera fino al 1964. Scrisse i romanzi Mani Vuote e Il Nodo e molti racconti, ma Strati considero' come una svolta nella sua narrativa il romanzo "Noi Lazzaroni", pubblicato nel 1972. Nel 1977 con "Il selvaggio di Santa Venere" vinse il Premio Campiello. Nel 2009 "Il Quotidiano della Calabria" si fece promotore della richiesta di far ottenere allo scrittorei benefici della Legge Bacchelli che gli furono concessi dal governo del 17 dicembre 2009, alla luce degli speciali meriti artistici riconosciuti e della sua condizione di indigenza.


Giustizia: Santelli (Fi), Pd smetta di strumentalizzare Gratteri
Catanzaro, 11 apr. - "Candidiamo il dottor Nicola Gratteri a Presidente della Regione Calabria? No, grazie. Candidiamo Nicola Gratteri a Sindaco di Reggio Calabria? No, grazie. Lo candidiamo a capo condomino del fabbricato la Casa Democratica? No, grazie. E neppure a Presidente della Commissione per la valutazione del Peperoncino di casa Magorno". La coordinatrice regionale di Forza Italia, Jole Santelli, affida a un post su Facebook il suo pensiero sulle richieste di candidatura che dal PD continuano a giungere al procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. "Ormai non passa giorno che dal Partito Democratico non arrivi una proposta, ormai ai limiti del delirio, volta all'arruolamento del 'soldato' Gratteri nelle proprie fila - aggiunge Santelli - . Il Partito Democratico porta nel suo Dna questa tara di utilizzazione dei "simboli", e le persone vengono ridotte al rango di simboli: quindi le vedove, gli orfani, i reduci... ora i dirigenti di quel partito sembrano non volersi rassegnare al fatto che Nicola Gratteri rifiuti di farsi strumentalizzare. Di piegarsi ai loro interessi di parte. Gratteri aveva accettato di fare il guardasigilli, un ruolo consono ad un magistrato di prima linea che poteva immaginare che da quella postazione avrebbe potuto cambiare le cose. Il suo nome e' stato usato con spregiudicatezza o, almeno, con totale insipienza".
"La forza di Nicola Gratteri - prosegue Santelli - e' la sua indipendenza dalla politica e dal gioco del potere interno alla magistratura. Nemico di pochi, amico di nessuno. Non e' un giudice di sinistra, e' un pm e basta, solo un investigatore, con le sue idee che possono o meno condividersi. Poiche' io sono portata ad essere particolarmente maliziosa - dice ancora la coordinatrice azzurra - dinanzi ad una manovra di accerchiamento che ha visto il PD avvitarsi come una piovra intorno al procuratore, mi sorge il dubbio se essi stessi non stiano prestandosi con insano entusiasmo nell'opera di sterilizzare un magistrato molto scomodo, in primis ad alcuni suoi colleghi. Se davvero - dice la deputata - l'apprezzamento verso il lavoro di Nicola Gratteri e' genuino, proporrei al PD ed agli altri partiti di lavorare insieme perche' lo stesso possa continuare il proprio lavoro e possa farlo da posizioni sempre piu' utili. Oggi sicuramente quelle disponibili potrebbero essere la Procura di Catanzaro, in seguito quella di Reggio ed al momento piu' utile la stessa DNA. Si puo' lavorare insieme affinche' il CSM abbandoni i suoi criteri fatti di millimetri, bilancini e scartoffie e premi il merito? Su una battaglia simile, molto ma molto piu' seria - conclude - saremmo credo tutti d'accordo ad iniziare dal dottor Gratteri. Per il momento lasciamogli fare il suo lavoro smettendo di infastidirlo".


Violenza sessuale: abusa di una quindicenne, arrestato
Cosenza, 11 apr. - Avrebbe abusato di una quindicenne, costringendola a subire atti sessuali. Con questa accusa i Carabinieri della stazione di Spezzano Albanese, nel Cosentino, hanno arrestato un uomo di 55 anni, P.F.,. I militari hanno eseguito un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Castrovillari per violenza sessuale. Il provvedimento e' scaturito dalle indagini svolte dagli uomini dell'Arma dopo le dichiarazioni rese dalla vittima, assistita da specialisti. L'uomo, secondo quanto emerso, nello scorso mese di gennaio, amico di famiglia, trovandosi a bordo del suo autoveicolo in compagnia della ragazzina, l'avrebbe condotta in un luogo appartato e, dopo aver bloccato la chiusura centralizzata del mezzo, l'avrebbe violentata, intimandole di tacere su quanto accaduto. L'uomo, al termine delle operazioni relative al suo arresto, e' stato condotto nella casa circondariale di Castrovillari.


Furti rame: Gdf denuncia sei persone nel Cosentino
Cosenza, 11 apr. - I Finanzieri delle Tenenze di Montegiordano e di Corigliano Calabro hanno sequestrato, nel corso di due distinte operazioni, circa 2.000 chilogrammi di rame e denunciato 6 persone. Nel primo caso, nei pressi di Roseto Capo Spulico (CS), nell'alto jonio cosentino, lungo la statale 106, una pattuglia di Finanzieri, in servizio di controllo economico del territorio, ha intimato l'alt a due automezzi, una Opel Vectra ed una Seat Alhambra, entrambe con targhe estere. Il successivo controllo ha consentito di rinvenire all'interno del primo mezzo circa 850 chilogrammi di cavi elettrici di vario spessore in rame, mentre nella seconda erano stipati circa 1030 chilogrammi del prezioso metallo. Gli occupanti dei mezzi, quattro cittadini rumeni, che non hanno fornito plausibili giustificazioni sulla provenienza del materiale sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Castrovillari per il reato di ricettazione. Successivi approfondimenti, eseguiti a ridosso del rinvenimento sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Maria Sofia Cozza, hanno consentito di individuarne la provenienza da un impianto di pubblica illuminazione di un Comune del materano, da dove, alcuni giorni prima, erano stati asportati ed a cui sono stati restituiti. La seconda operazione e' stata portata a termine dai Finanzieri della Tenenza di Corigliano Calabro che, sempre sulla statale 106, nei pressi del Comune jonico, hanno individuato e sottoposto a sequestro6 rotoli di rame da 20 kg circa cadauno, per un peso complessivo di 120 kg circa trasportato su una Audi A2. I due occupanti del veicolo, residenti nella cittadina jonica e con diversi precedenti - che come i quattro rumeni fermati dai finanzieri di Montegiordano non hanno saputo fornire spiegazioni plausibili circa i motivi del possesso del metallo, sono stati denunciati per ricettazione.


'Ndrangheta: direzione Sma, "estranei a operazione Dia Reggio"
Reggio Calabria, 11 apr. - La direzione della SMA spa ha diffuso una nota in ordine al sequestro di alcune societa' avvenuto ieri da parte della Dia di Reggio calabria. "I provvedimenti di sequestro - e' scritto - si ricollegano alle operazioni denominate "Sistema" e "Assenzio" condotte dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria in collaborazione con la competente DIA, nell'ambito delle quali, gia' nel luglio 2012, si era provveduto all'esecuzione di numerosi provvedimenti cautelari personali nei confronti di svariati soggetti, nonche' misure cautelari reali (sequestri) a carico delle quote societarie e del patrimonio aziendale delle realta' commerciali a tali soggetti facenti capo. Sma - si legge ancora - ha stipulato in passato alcuni contratti di franchising con le societa' SGS GROUP srl e SALDO srl, - societa' riconducibili, rispettivamente, ai signori Giuseppe Croce' e Dominique Suraci, soggetti coinvolti nelle sopra menzionate operazioni - cosi' concedendo a tali aziende di distribuire i propri prodotti nei rispettivi punti vendita, utilizzando il marchio "Simply Market" e "Punto SMA". A seguito dei provvedimenti cautelari - precisa la nota - gli esercizi commerciali ad insegna "Simply Market" e "Punto SMA", riconducibili ai soggetti coinvolti nelle operazioni cautelari, sono gia' da luglio 2012 gestiti da un pool di amministratori giudiziari nominati dalla Procura di Reggio Calabria, con i quali SMA ha continuato a collaborare, in forza dei contratti di franchising, per il mantenimento in esercizio dei punti vendita anche al fine di tutelare i dipendenti degli esercizi commerciali coinvolti". Nel ribadire la propria assoluta estraneita' ai fatti illeciti contestati ai destinatarid el provvedimento, Sma precisa "di avere da tempo conferito mandato al proprio legale di fiducia, Avv. Daniele Ripamonti, al fine di tenere i contatti con l'autorita' giudiziaria e prestare la massima collaborazione nella ricostruzione dei fatti, cosi' confermando l'impegno del Gruppo nell'informare la propria attivita' a principi di legalita' e trasparenza".


'Ndrangheta: Dia sequestra beni per 125 mln euro 2 imprenditori
Reggio Calabria, 10 apr. - Beni societari e personali per 125 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia, a due imprenditori reggini. Si tratta di Domenico Giovanni Suraci, di 46 anni e di Giuseppe Croce', di 68 anni in affari con la figlia Fortunata Barbara, di 36 anni. I due sono imprenditori nella grande distribuzione alimentare.
I  provvedimenti sono stati eseguiti da personale  del  Centro  Operativo  DIA  di Reggio Calabria, che ha sviluppato i complessi accertamenti su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica. Domenico Giovanni Suraci, spiega una nota della Dia,  è un imprenditore nel settore della grande distribuzione alimentare, ma con interessi anche nel mondo immobiliare ed in quello legato alle scommesse, lotterie e pronostici, con un trascorso politico quale ex-consigliere comunale (eletto nel 2007)  ed ex presidente della seconda Commissione consiliare “Programmazione e servizi generali” del Comune di Reggio Calabria. Nel luglio 2012 è stato destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito del procedimento penale instaurato per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed altro. In particolare, nel suddetto procedimento penale confluivano la cosiddetta operazione “Assenzio” del Centro Operativo DIA di Reggio Calabria e la c.d. operazione “SISTEMA” dell’Arma dei Carabinieri della stessa città.  Con l’operazione “ASSENZIO”, spiegano ancora dalla Dia  sono stati compiutamente disvelati i meccanismi fraudolenti attraverso cui un sodalizio di imprenditori - al cui vertice spiccava  proprio il citato SURACI - era riuscito ad ottenere indebite erogazioni di contributi pubblici. Il SURACI, riferisce la nota della Dia, agendo quale amministratore di fatto di aziende operanti nel settore della grande distribuzione formalmente intestate a suoi prestanome, aveva stipulato numerosi contratti di acquisto in leasing di beni strumentali alle attività  aziendali, i cui importi si erano rivelati di gran lunga maggiorati rispetto ai reali prezzi di mercato, quando non addirittura relativi a forniture in realtà mai avvenute. In tal guisa, potendo documentare l’esecuzione degli investimenti in questione, le aziende beneficiavano di un risparmio sul versamento di varie imposte commisurato proprio all’entità dell’investimento stesso, come previsto dalla citata Legge nr. 296/2006 (c.d. credito d’imposta).  Con l’operazione “SISTEMA”, aggiunge la Dia, inoltre, sono stati  conseguiti numerosi indizi anche in ordine alla remota contiguità del SURACI alla criminalità organizzata reggina, con particolare riferimento all’organizzazione storicamente denominata DE STEFANO – TEGANO, alla quale, essenzialmente, consentiva l’affidamento -  in via pressoché esclusiva - delle forniture di generi alimentari, nei supermercati dallo stesso condotti. Giuseppe CROCÈ, socio in affari col SURACI fino al 2008 nel settore della grande distribuzione alimentare, fanno sapere dalla Dia,  è stato colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Reggio Calabria rispettivamente la prima nel luglio 2012, per le stesse motivazioni contestate al Domenico SURACI, vale a dire la militanza all’interno di un sodalizio criminale,  dedito alla perpetrazione di gravi truffe in danno dello Stato nel settore dei contributi pubblici e, la seconda,  nel gennaio 2013 sulla scorta degli indizi emersi in ordine all’accertato  favoreggiamento, quale concorrente esterno, degli interessi economici della criminalità organizzata reggina, prima fra tutte quella riconducibile alle “famiglie” DE STEFANO - TEGANO di Archi. Il CROCE’, infatti, una volta presa piena coscienza degli artifici contabili cui il precedente responsabile (il suo ex socio SURACI) della gestione dell’azienda SGS GROUP Srl avente per oggetto sociale la gestione di supermercati aveva fatto ricorso per mascherare il drenaggio di liquidità in favore delle imprese della cosca DE STEFANO – TEGANO, non si era preoccupato di porvi rimedio, ma piuttosto cercava di perfezionarli, per metterli al riparo da possibili ripercussioni giudiziarie.  Gli esiti delle attività tecniche effettuate presso gli uffici della società SGS GROUP Srl evidenziavano, infatti, come l’assidua frequentazione con soggetti in qualche modo contigui a contesti di criminalità organizzata non fosse riservata esclusivamente agli esponenti della citata organizzazione dei DE STEFANO – TEGANO (con i quali emergeva comunque una più stretta condivisione di interessi), ma fosse aperta anche alle altre consorterie operanti sul territorio ove lo stesso era solito esercitare la sua professione. A seguito di una articolata e complessa attività di indagine patrimoniale, diretta e coordinata da questa Procura Distrettuale di Reggio Calabria, che si è avvalsa degli accertamenti delegati al Centro Operativo  D.I.A. di Reggio Calabria, e volta a verificare le modalità di acquisizione dell’ingentissimo patrimonio societario e personale riconducibile ai due imprenditori menzionati, il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione “Misure di Prevenzione - disponeva pertanto con gli odierni provvedimenti,  la sottoposizione a sequestro dell’ingente patrimonio riconducibile ai 2 imprenditori, di cui si accertava sia una notevole sproporzione tra capacità reddituali ed investimenti effettuati che l’essere frutto di capitali di provenienza illecita. Per entrambi gli imprenditori il Tribunale  Misure  di Prevenzione  così si è espresso: “pertanto, sia per il requisito della sproporzione, sia per l’affiorato esercizio illecito d’impresa, o comunque perché costituiscono reimpiego di proventi illeciti, devono essere posti sotto sequestro le quote ed i corrispondenti patrimoni aziendali posseduti direttamente o indirettamente dal(i) proposto(i)…” In particolare sono state sottoposte a sequestro quote sociali e patrimoni aziendali di: 18 società di capitali operanti nel settore della grande distribuzione alimentare, della vendita di oggettistica da regalo, in quello immobiliare e dei giochi a premio, scommesse e pronostici, con sedi a Reggio Calabria, Milano e Gioia Tauro; 5 trust, complessi di beni e diritti a vincolo fiduciario utilizzati quali schermi societari; 6 immobili di pregio ubicati nel quartiere Santa Caterina di Reggio Calabria; disponibilità finanziarie, conti correnti,polizze assicurative e dossier titoli in fase di quantificazione. Sono stati sottoposti a sequestro: 11 supermercati a marchio Simply, Punto Sma e Spaccio Alimentare ubicati a Reggio Calabria (società SALDO SRL - SGS GROUP SRL – SDS HOLDING SRL,  SUPERMERCATI DUECI SRL, CIEFFETRE SRL ed altre) e  2 grandi punti vendita oggetti da regalo e casalinghi  ubicati a Reggio Calabria e Melito Porto Salvo (CASA PIU’ SRL).  Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 125 milioni di euro.


Investe donna e fugge: arrestato dai Carabinieri nel Vibonese
Vibo Valentia, 10 apr. - I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno arrestato per lesioni personali colpose aggravate, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, Giuseppe Matina, 67 anni, pensionato di Stefanaconi gia' noto alle Forze dell'ordine. L'uomo, a bordo del suo Suv Toyota Rav 4, nella tarda serata di ieri anni, in via San Nicola, a Stefanaconi (Vv), ha investito una donna di 78 chestava attraversando la strada. Il pensionato, invece di fermarsi per prestare soccorso, e' fuggito per le vie del centro. I carabinieri hanno poi rintracciato l'uomo mentre era ancora a bordo della sua autovettura. Sottoposto ad accertamento etilometrico gli e' stata riscontrata la presenza nel sangue di un alto tasso alcolemico. La vittima, trasportata all'ospedale di Vibo e' stata sottoposta ad un intervento chirurgico e successivamente ricoverata per una frattura scomposta ed esposta alla gamba destra con una vasta ferita lacero-contusa, una frattura vertebrale e lombare, ed e' stata giudicata guaribile in trenta giorni.


Droga: operazione nel Cosentino, eseguiti 4 provvedimenti
Cosenza, 11 apr. - I Carabinieri della Compagnia di Rogliano (CS) hanno eseguito un' operazione antidroga nel territorio di Cosenza, Malito e Mendicino. Sono stati eseguiti due arresti ai domiciliari e due ordinanze di divieto di dimora per detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato e detenzione illegale di armi. L'operazione e' stata denominata "Casba 3" e fa seguito ad altre effettuate negli anni scorsi. Sono in corso numerose perquisizioni domiciliari.
Dieci le perquisizioni eseguite. I destinatari dei provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato e detenzione illegale di armi. E' stata neutralizzata, di fatto, una rete di spacciatori operanti nei comuni di Cosenza, Malito (CS), e Mendicino (CS). I provvedimenti, sono stati emessi dalla Procura della Repubblica presso Tribunale di Cosenza Ufficio GIP, sulla scorta delle indagini condotte dalla Compagnia Carabinieri di Rogliano e avviate il 13 giugno 2012, a seguito dell'arresto di un'altra persona residente a Malito (CS), in occasione del ritrovamento di 100 grammi di marijuana e 75 grammi di Hashish e oggetti utilizzati per lo spaccio. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati circa 500 grammi di marijuana e 300 grammi di hashish.


Immigrazione: Roan  Vibo Valentia individua  barca a vela davanti la costa di Riace  

Vibo Valentia, 10 apr. -  All’alba di oggi , su segnalazione dei carabinieri di Locri e’  stata segnalata la presenza di un’imbarcazione a vela con migranti irregolari a bordo, davanti le coste di Riace(Rc). Intervenute sul posto unita’ navali della capitaneria di porto e della Guardia di finanza di Roccella Jonica.  Si tratta di un veliero di 13 metri con 46 persone di nazionalita’ palestinese ed afgana (di cui 34 uomini, 6 donne  e 6 bambini, trasportati fino al porto di Roccella Jonica, in  discrete condizioni di salute, sono partiti presumibilmente dalla Turchia. Sono in corso indagini da parte della  sezione operativa navale della Guardia di finanza di  Roccella Jonica e del commissariato della  pubblica sicurezza di Siderno  per approfondire le modalita’ del viaggio ed individuare gli scafisti probabilmente fuggiti a terra una volta giunti sottocosta. L’arrivo di buone condizioni meteo marine sta favorendo i viaggi di migranti verso le coste calabresi.  Oltre ai controlli in mare, sempre intensi da parte della  componente aeronavale della Guardia di finanza  calabrese, le fiamme gialle evidenziano  la collaborazione investigativa  sinergica tra forze di polizia per l’individuazione di  responsabili, a qualsiasi titolo, del traffico di essere umani.


Fisco: beni per 200 mila euro sequestrati a imprenditore vibonese
Vibo Valentia, 10 apr. - Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Vibo Valentia, nell'ambito dell'operazione "Si puo' dare di piu'" ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di un imprenditore di Pizzo Calabro che opera nel campo degli autotrasporti di merci su strada. L'evasione fiscale dell'imprenditore ammonta a 200mila euro. L'attivita' della Gdf e' partita da un controllo fiscale, a conclusione del quale sarebbero state accertate violazioni di carattere amministrativo e penale. Il legale rappresentante della societa' e' stato cosi' segnalato anche all'autorita' giudiziaria per il reato di "omesso versamento". Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, avrebbero permesso inoltre di acquisire elementi di prova tali da indurre il gip ad emettere il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche con la cosiddetta formula per equivalente, da applicare sui beni che risulterebbero nella disponibilita' dell'indagato. Le fiamme gialle hanno quindi sequestrato beni immobili, un'autovettura di pregio e disponibilita' finanziarie per l'importo dei 200 mila euro.


Gdf Cosenza:  scoperta una sartoria clandestina per il confezionamento di capi contraffatti   

Cosenza, 10 apr. - I Finanzieri della Brigata di Cetraro (CS) nel corso di un servizio nel settore dei marchi contraffatti hanno individuato una sartoria, dove le etichette di vestiti di marche sconosciute venivano sostituite con quelle di ben più note griffes. Nel laboratorio, oltre a due macchine da cucire e tutta l’attrezzatura necessaria, sono state rinvenute migliaia di etichette di note griffes, tra cui Peuterey, Blauer, Fred Perry, Robe di Kappa, pronte per essere cucite su altrettanti capi di vestiario. I due, un nordafricano ed una anziana donna italiana, avevano messo su un vero e proprio opificio in cui l’uomo procurava i capi di abbigliamento e la donna provvedeva ad apporvi i marchi. Entrambi sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Paola (CS).


Ambiente: scarichi di acque reflue sequestrati ad Aprigliano
Cosenza, 10 apr. - Gli uomini del comando stazione del Corpo Forestale di Aprigliano hanno posto sotto sequestro tre scarichi rinvenuti nelle localita' "Vico" e "San Nicola" del medesimo comune. Gli scarichi di acque reflue, serventi una popolazione di un migliaio di persone, sono collegati alla rete fognaria pubblica in violazione alla normativa vigente. Per tale motivo si e' provveduto al sequestro delle tre condutture e al deferimento dell'Amministrazione locale. In particolare e' stato violato il divieto di scarico di acque reflue sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, in quanto gli scarichi sono stati realizzati tramite reti fognarie comunali pubbliche senza alcuna autorizzazione, omettendo inoltre di procedere al trattamento delle acque provenienti dagli stessi. Tale attivita' ha determinato lo scarico di acque reflue urbane non depurate inquinanti sul suolo, che successivamente scorrono nel Fiume Crati.


Immigrati: traffico clandestini, fermati 2 scafisti in Calabria
Reggio Calabria, 10 apr. - La Polizia di Stato di Reggio Calabria, ha proceduto al fermo di due scafisti di nazionalita' egiziana ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per aver trasportato a bordo di un peschereccio, privo di contrassegni identificativi, 236 immigrati clandestini provenienti dall'Egitto e dalla Siria (di cui 146 uomini, 18 donne e 72 minori). L'imbarcazione, salpata circa una settimana fa da Alessandria d'Egitto, e' stata intercettata dalla Capitaneria di Porto di Crotone e Roccella Jonica in acque internazionali e scortata nel porto di Roccella Jonica dove e'giunta ieri.


Viola obblighi detenzione domiciliare, un arresto a Pizzo
Vibo Valentia, 9 apr. - Un uomo di 47 anni, Domenico Pardea, e' stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Vibo Valentia. Pardea, arrestato nell'ottobre 2013 nell'ambito dell'operazione "Ever Ending" della squadra mobile di Catanzaro, era stato sottoposto agli arresti domiciliari nell sua abitazione di Pizzo Calabro. Ma la Polizia avrebbe accertato la presenza nell'abitazione di una persona estranea al suo nucleo familiare. Da qui la segnalazione alla Dda e la sostituzione dei domiciliari con la detenzione in carcere.


Fisco:8 arresti per truffa a Equitalia,tra loro un funzionario
Roma, 9 apr. - Corruzione, truffa aggravata ai danni di Equitalia, bancarotta fraudolenta. Sono alcune delle ipotesi di reato contestate a vario titolo a 8 persone arrestate dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma. Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia anche un funzionario di Equitalia sud Lazio. Una ventina le perquisizioni tuttora in corso negli uffici di Equitalia di Lazio, Campania e Calabria, due delle quali nei confronti di due direttori regionali che pero' non risultano indagati. Nelle perquisizioni di abitazioni e uffici sono impiegati oltre 70 militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nelle province di Roma, Napoli, Caserta e Cosenza. Le indagini condotte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria - si legge in una nota - hanno fatto emergere un vero e proprio sistema truffaldino, garantito da episodi di sistematica corruzione e messa a disposizione delle pubbliche funzioni, che ha consentito scientificamente di non versare i dovuti milioni di euro nelle casse di Equitalia. I particolari dell'attivita' saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa alle 11 in Procura a Roma.


Immigrati: nave con 200 passeggeri al largo costa Calabria
Reggio Calabria, 9 apr. - Una nave con circa 200 migranti e' stata intercettata dalla Guardia Costiera in acque internazionali antistanti alle coste della Calabria. La nave e' stata raggiunta dai mezzi della Guardia Costiera e i migranti, soccorsi, sono diretti ora verso il porto di Roccella Jonica. Tra i 200 vi sono anche donne e bambini.


Estorsioni: tre arresti dei carabinieri nel Reggino
Taurianova (Reggio Calabria), 9 apr. - Tre persone sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. I tre sono accusati di concorso in estorsione aggravata da violenza e minaccia. L'ordinanza di custodia cautelare e' stata emessa dal gip di Palmi su richiesta della locale Procura. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che sara' tenuta questa mattina alle 11 in Procura a Palmi dal procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo.


Criminalita': traffico armi e esplosivi, 10 arresti nel Reggino
Reggio Calabria, 9 apr. - Dieci persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare eseguita stamani a Reggio Calabria e Comuni limitrofi dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno agito con la collaborazione dei militari del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza e dello Squadrone Cacciatori Calabria. I dieci sono indagati di far parte di un pericoloso sodalizio criminale dedito al traffico di esplosivo, armi, sostanze stupefacenti, furti e rapine. L'operazione, ribattezzata "TNT" dalla sigla del tritolo per uso bellico, e' stata avviata a seguito degli arresti di Domenico Demetrio Battaglia e Roberto Berlingeri. Nell'aprile 2012, infatti, nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari della Stazione Pellaro hanno rinvenuto nell'abitazione di Battaglia dieci formelle di tritolo per un peso complessivo di oltre 2 kg, 5 detonatori e numerose munizioni di diverso calibro. E' emerso che il tritolo era dello stesso tipo di quello contenuto nelle stive della nave "Laura C.", affondata durante l'ultimo conflitto mondiale nei fondali antistanti Saline Jonica, in provincia di Reggio Calabria. Le indagini hanno confermato il coinvolgimento della criminalita' organizzata. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che sara' tenuta questa mattina alle 11 al Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dal procuratore di Reggio, Federico Cafiero de Raho.


'Ndrangheta: blitz contro le 'ndrine in Emilia R., 13 ordinanze
Roma, 9 apr. - Blitz dei carabinieri contro le 'ndrine calabresi in Emilia Romagna. I militari dei Nuclei Investigativi di Bologna, Reggio Emilia e Modena, col supporto di quelli del Comando Provinciale di Crotone, in quelle province e sull'intero territorio nazionale stanno dando esecuzione a un'ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip di Bologna, su richiesta della locale Dda (Direzione Distrettuale Antimafia), a carico di 13 persone (7 destinatari di custodie cautelari in carcere e 6 ai domiciliari), tutti ritenuti contigui alle cosche cosca Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto e accusati di avere, in concorso tra loro e nel contesto di un medesimo disegno criminoso, illecitamente e fittiziamente intestato a prestanome, societa', beni mobili e immobili, con il reinvestimento di capitali di illecita provenienza. L'attivita', che prevede anche il sequestro di beni per un valore stimato di circa 13 milioni e l'esecuzione di 30 perquisizioni, vede impiegati 250 militari, con l'ausilio di unita' cinofile ed elicotteri. I dettagli dell'operazione 'Aurora' saranno illustrati in conferenza stampa alle 11 in Procura a Bologna.


Contraffazioni: operazione Gdf Lamezia, sequestri in tutta Italia
Lamezia Terme, 9 apr. - I finanzieri del gruppo di Lamezia Terme hanno concluso una vasta operazione, finalizzata a contrastare in diverse aree del territorio nazionale la contraffazione di prodotti di largo consumo, nel corso della quale hanno sequestrato 11.479 confezioni di colla "Superattak", 4.303 flaconi di "ace" detersivo per lavatrice e 1.367 sacchetti di "Dash" in polvere - tutti contraffatti - e denunciato sette persone , fra cittadini italiani e stranieri.L'operazione e' scaturita da un controllo, effettuato nel territorio lametino, in un negozio di casalinghi, gestito da cinesi. L'attenzione dei militari era stata attirata, fra l'altro, da alcune confezioni del noto collante "Superattak", esposte sugli scaffali per la vendita. Leggendo le istruzioni d'uso riportate sugli astucci, i militari hanno rilevato alcuni errori grammaticali (mancanza di indispensabili accenti e storpiature di alcuni termini) del tutto sorprendenti, considerata la notorieta' e la diffusione del prodotto. Dopo aver immediatamente chiesto e ottenuto una perizia sui flaconcini di colla, la societa' che commercializza il prodotto ha coinfermato subito la contraffazione, notando anche che si trattava del primo caso a loro noto in italia di falsificazione dello specifico tipo di collante. Da qui il sequestro. Gli approfondimenti investigativi compiuti sul posto, sentendo persone informate sui fatti ed esaminando la documentazione fiscale e contabile disponibile, hanno portato all'individuazione di una ditta, con sede legale a Cariati (Cs), sospettata di avere distribuito il collante sequestrato. In q un deposito della medesima ditta (peraltro non dichiarato), dopo un breve appostamento, i finanzieri hanno sorpreso il titolare e un suo stretto collaboratore mentre movimentavano un ulteriore, ingente quantitativo di colla contraffatta. Durante la successiva perquisizione, e' stata anche trovata una piastra per stampe serigrafiche, completa di tre spatole, recentemente utilizzate per imprimere abusivamente il noto marchio "Ace" su 72 scatole di cartone, rinvenute anch'esse all'interno dei locali aziendali, pronte per essere riempite di flaconi di detersivo per lavatrice falsificato. Anche in questo caso le periziehanno fugato ogni dubbio che si trattasse, anche questa volta, di merce contraffatta, consentendo di sequestrare diverse migliaia di flaconi del detersivo liquido, assieme a un notevole numero di sacchetti di detersivo in polvere recante il marchio "Dash", abilmente contraffatto, tutti gia' pronti per l'immissione sul mercato. Ulteriori approfondimenti indagativi hanno permesso di appurare che un parente del titolare della ditta detentrice dei generi illeciti gestiva una tipografia, sempre a Cariati, che e' stata ispezionata. Nella stamperia c'era un'altra piastra serigrafica recante il logo "aAe detersivo" con relativo codice a barre, anch'essa utilizzata per la stampa abusiva delle confezioni del detersivo rinvenuto nel magazzino della ditta distributrice dei generi illeciti. Le perquisizioni hanno portato al 'acquisizione di numerose fatture e documenti vari, che testimoniavano la vendita di prodotti contraffatti similari nei confronti di molteplici attivita' commerciali dislocate su gran parte del territorio nazionale. Su segnalazione dei finanzieri di Lamezia Terme, la Procura della Repubblica presso il tribunale di Castrovillari (Cs), ha emesso un provvedimento di sequestro dei generi illeciti. Sono stati inoltre eseguiti, da diversi reparti della Guardia di Finanza, una serie di controlli in svariati esercizi commerciali individuati, in particolare, nelle provincie di Cosenza, Roma, Latina, Napoli, Reggio Calabria, Bari, Matera, Crotone, Taranto e Frosinone. Centinaia di confezioni contraffatte di detersivi e di colla, distribuite dalla ditta di Cariati, sono state sequestrate. Se immessi sul mercato, i prodotti abusivi avrebbero fruttato un ricavo stimato in circa 100.000 euro.


Contraffazioni: operazione Gdf Lamezia, Henkel fenomeno in crescita  

In relazione all’operazione “Contrattak” condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, Massimo Sanità – Direttore generale della divisione Adesivi al Consumo di Henkel Italia – ha commentato quanto segue: “Quello della contraffazione è un fenomeno in crescita e colpisce sempre più spesso aziende che fabbricano prodotti di marca appartenenti ai settori più diversi. Solo negli ultimi due anni, grazie all'ottimo lavoro della Guardia di Finanzia, sono state tolte dal mercato diverse tonnellate di prodotti non a norma. Il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha scoperto una contraffazione su un nostro prodotto della quale non avevamo alcuna notizia, peraltro effettuata in modo tale da ingannare anche i consumatori più attenti. Scegliere un prodotto di marca significa acquistare il valore, la qualità e le garanzie che solo aziende certificate, come la nostra, possono assicurare al consumatore. Nel caso delle colle, i nostri standard di sicurezza e l’affidabilità delle formule esprimono un approccio responsabile lungo tutta la catena del valore, che da sempre ci guida nell'adozione di iniziative e comportamenti sostenibili, nel rispetto delle leggi e degli standard internazionali universalmente riconosciuti".


Gemelli uccisi a Gagliato: confermate condanne in appello
Catanzaro, 8 apr. - La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ha confermato questo pomeriggio le due condanne a venti anni di reclusione inflitte in primo grado ai presunti assassini dei fratelli gemelli 45enni Vito e Nicola Gratta', uccisi l'11 giugno 2010 a Gagliato (Catanzaro). I giudici, che depositeranno entro 90 giorni le motivazioni della decisione, hanno accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale lo scorso 24 febbraio al termine della propria requisitoria. La sentenza di primo grado per il duplice omicidio Gratta' risale al 14 marzo del 2012, quando i giudizi abbreviati per tre imputati si conclusero con due condanne a venti anni di reclusione e un'assoluzione. Il giudice dell'udienza preliminare distrettuale ritenne colpevoli Alberto Sia, 28 anni, di Soverato, avvisato orale di pubblica sicurezza e figlio di Vittorio Sia, 52 anni, il presunto boss ucciso in un agguato il 22 aprile 2010, e Patrik Vitale, 28 anni, di Satriano, cui inflisse una condanna a venti anni di reclusione ciascuno (il pubblico ministero aveva invece chiesto due ergastoli), e scagiono' con formula ampia Giovanni Catrambone, 23 anni, di Montepaone. Gli imputati furono condotti in carcere dai carabinieri il 2 luglio 2010, in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura distrettuale antimafia, che poi il giudice per le indagini preliminari distrettuale convalido'. I tre giovani - assieme ai quali e' stato indagato anche un minorenne -, secondo la tesi dell'accusa avrebbero partecipato alla ideazione e all'esecuzione dell'omicidio dei Gratta', maturato nell'ambito di una faida tra cosche per il controllo del soveratese, nonche' del territorio a cavallo con le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Una delle vittime di questa guerra e' stato proprio Vittorio Sia, padre di Alberto, e quest'ultimo assieme a Vitale e Catrambone e' stato poi accusato di aver rubato lo scooter utilizzato per l'agguato di chiaro stampo mafioso in cui sono stati freddati i due Gratta' - le accuse contestate ai tre sono state concorso in omicidio aggravato, furto aggravato, lesioni e porto abusivo di arma da fuoco -. Le intercettazioni e i riscontri investigativi hanno permesso ai carabinieri di verificare che i giovani accusati avrebbero rubato lo scooter, dopo il duplice omicidio rinvenuto bruciato in localita' Pieta' di Petrizzi, non distante dal luogo dell'agguato, e cioe' in una zona che sarebbe sotto il controllo proprio di Sia. Qui i militari hanno rinvenuto anche una pistola 9x19 con quattro colpi nel caricatore, pure bruciata, compatibile con quella utilizzata per l'agguato.


Papa: in Calabria visitera' carcere,tra detenuti parenti di Coco'
 CdV, 8 apr. - Papa Francesco, nel suo viaggio a Cassano allo Ionio, il 21 giugno, fara' visita anche ai detenuti del carcere di Castrovillari. Lo rende noto il Sismografo, sito aggiornato in tempo reale sull'attivita' della Santa Sede. Tra i detenuti che il Pontefice incontrera', anche i parenti di Coco' Campolongo, il bimbo di 3 anni ucciso brutalmente (bruciato in auto) lo scorso gennaio e l'uomo accusato di aver assassinato don Lazzaro Longobardi, il parroco ritrovato in una pozza di sangue davanti a una chiesa di una frazione di Sibari.


Tentato omicidio, un arresto nel Vibonese per pena definitiva
Vibo Valentia, 8 apr. - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e della Stazione di San Gregorio d'Ippona hanno arrestato Nunzio Galeone, 27 anni, per scontare una condanna definitiva a 2 anni e 6 mesi di reclusione per tentato omicidio e porto abusivo di arma bianca. Il giovane era stato arrestato nell'immediatezza dei fatti nel maggio del 2009 quando unitamente al padre, a seguito di un diverbio scaturito per futili motivi, con un coltello da cucina sferrarono vari fendenti ai danni di D.C., di San Gregorio d'Ippona. L'ordine di carcerazione per l'esecuzione della pena e' stato emesso dal Tribunal di Vibo Valentia.


Rimosso il peschereccio arenatosi a Crotone
Crotone, 8 apr. - Terminate le operazioni di rimozione e rimorchio del peschereccio arenatosi alcuni giorni fa alla foce del fiume Neto, a Crotone. Le attivita', iniziate questa mattina, hanno visto impegnati il rimorchiatore portuale Alessandro II, chiamato ad intervenire direttamente dal Comandante del peschereccio, il mezzo navale GC A92 della Capitaneria di porto di Crotone ed un sommozzatore abilitato. Il peschereccio, posizionato parallelamente alla linea di costa a causa della risacca di questi ultimi giorni, e' stato messo in sicurezza sotto il profilo della galleggiabilita' prima di dare inizio alle operazioni di tiro e rimorchio da parte del rimorchiatore. Ci sono volute diverse ore prima di disincagliare il motopesca della stazza di 22 tonnellate, anche perche' le stesse sono state condotte in maniera tale da evitare danneggiamenti alla struttura immersa. Il convoglio, costituito dal rimorchiatore con affiancato il motopesca scortati dall'unita' della Capitaneria di porto, e' giunto a Crotone nelle prime ore del pomeriggio ed e' stato ormeggiato in sicurezza nel porto nuovo ove verra' sottoposto nei prossimi giorni ad attivita' d'ispezione da parte dell'ente tecnico. La Capitaneria di porto ha disposto lo svolgimento di un'inchiesta sommaria volta ad accertare le cause dell'incidente e le eventuali responsabilita' da parte del Comandante del peschereccio.


Viabilita': chiusa per due giorni la strada statale 280 a Lamezia
Catanzaro, 8 apr. - L'Anas comunica che, dalle ore 7,00 di venerdi' 11 aprile alle ore 22,00 di sabato 12 aprile 2014, sara' chiuso al traffico il tratto della strada statale 280 "Dei Due Mari", tra i km 3,300 e 1,100, compreso tra lo svincolo di Lamezia Terme sud e la rampa di innesto in direzione aeroporto. Il provvedimento si rende necessario per consentire la prosecuzione dei lavori di ammodernamento dello svincolo autostradale dell'A3 Salerno-Reggio Calabria di Lamezia Terme. Nelle ore di chiusura, i veicoli in transito sulla statale 280, provenienti da Catanzaro e diretti sulla statale 18-Aeroporto, saranno deviati allo svincolo di Lamezia Terme Sud e proseguiranno sulla strada provinciale 110 fino all'innesto con la statale 18. Percorso inverso per i veicoli provenienti dalla statale 18-Aeroporto e diretti a Catanzaro. I veicoli in transito sulla statale 280, provenienti da Catanzaro e diretti in autostrada A3, saranno deviati allo svincolo di Lamezia Terme Sud e proseguiranno sulla strada provinciale 170/1 fino allo svincolo dell'A3 di Lamezia Terme. I veicoli provenienti dalla statale18- Aeroporto e diretti in autostrada A3, direzione Reggio Calabria, dovranno proseguire sulla statale 18 con ingresso in A3 allo svincolo di Pizzo Calabro, mentre quelli diretti a Salerno dovranno proseguire sulla statale 18 con ingresso in A3 allo svincolo di Falerna.


Fisco: Equitalia firma convenzione con Confcommercio Cosenza
Cosenza, 8 apr. - Equitalia Sud apre una corsia piu' veloce per dialogare con Confcommercio Cosenza. Una convenzione, firmata oggi, prevede l'attivazione dello sportello telematico, un canale dedicato che consente di favorire, migliorare e semplificare i rapporti con i professionisti, e con i loro assistiti. I delegati della Confcommercio Cosenza potranno accedere allo sportello telematico dal sito www.gruppoequitalia.it. Compilando il Form presente nella sezione "Accordi con Enti, Associazioni e Ordini" e allegando la documentazione necessaria, potranno richiedere informazioni, consulenza e fissare un appuntamento per le situazioni piu' complesse e delicate.  "L'intesa, che avra' una durata di due anni - dichiara Giovanbattista Sabia, direttore regionale Calabria - si inserisce nel percorso di collaborazione e ascolto intrapreso dal Gruppo Equitalia. Lo sportello telematico e' un canale in grado di garantire servizi efficaci e facilmente fruibili e consente di migliorare costantemente i rapporti con i professionisti e con i cittadini da loro assistiti. La collaborazione avviata con la Confcommercio Cosenza, permette, di intensificare il dialogo con le realta' professionali presenti sul territorio".  "Questo protocollo - ha dichiarato il direttore di Confcommercio Cosenza, Maria Cocciolo - rappresenta un tassello che va nella direzione della semplificazione e della riduzione del contenzioso tra pubblica amministrazione e impresa, in particolare la piccola e media impresa".  "I nostri uffici - interviene Klaus Algieri, Presidente di Confcommercio Cosenza - in collaborazione con Equitalia Sud, sono a completa disposizione degli associati per trovare le migliori soluzioni a qualsiasi problematica fiscale. Abbiamo voluto mettere a disposizione delle imprese un canale privilegiato e piu' veloce per accedere ai servizi di assistenza ed informazione di Equitalia. La pressione fiscale nel nostro Paese ha raggiunto ormai livelli elevatissimi. Con questo protocollo vogliamo sostenere le imprese, favorendo una migliore fruibilita' dei servizi fiscali e agevolando il contatto diretto con Equitalia Sud".


Inchiesta eolico nel Catanzarese: atti tornano alla Procura
Catanzaro, 8 apr. - Tornano all'ufficio di procura del capoluogo gli atti dell'inchiesta relativa a presunte violazioni urbanistiche nella costruzione del parco eolico di Girifalco, nel catanzarese. Il giudice dell'udienza preliminare, Domenico Commodaro, cui il pubblico ministero aveva inizialmente chiesto il rinvio a giudizio di nove persone, ha rilevato oggi la propria incompetenza a trattare il fascicolo, che sarebbe dovuto andare direttamente all'attenzione del tribunale monocratico con una citazione diretta a giudizio. Abusi edilizi e minacce a pubblico ufficiale sono infatti le contestazioni mosse dalla pubblica accusa, e non richiedono il "filtro" dell'udienza preliminare per arrivare al processo. La parola torna dunque alla Procura, che dovra' citare a giudizio gli indagati: l'ex sindaco di Girifalco, Rocco Signorello (ex Partito democratico), gli ex assessori del medesimo Comune, Domenico Zaccone, Giovanni Stranieri, Rocco Tolone e Domenico Olivadese, il geometra comunale, Rocco Signorelli, e i tecnici Gianluigi Montorsi, committente delle opere incriminate e amministratore delegato della "Parco eolico Girifalco srl" e della Brulli Energia, Francesco Diana, direttore dei lavori, e Luigi Sabatini, responsabile aerea tecnica del Comune di Girifalco. Era stato il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Paolo Petrolo, nello scorso aprile, a chiedere che tutti venissero mandati sotto processo. L'inchiesta relativa al parco eolico di Girifalco venne alla ribalta, il 22 dicembre del 2010, con il sequestro operato dai carabinieri su disposizione del giudice per le indagini preliminari che accolse la richiesta della Procura. Il provvedimento emesso dal gip si basava su tre aspetti fondamentali sostenuti dalla pubblica accusa: il mancato rispetto delle distanze tra le pale e le abitazioni private, e tra lo stesso parco e un altro realizzato in precedenza, oltre al mancato rispetto di alcune prescrizioni imposte dalla delibera regionale che ne autorizzava la realizzazione. Il sequestro e' stato poi confermato dall'autorita' giudiziaria.


Camera Commercio Cosenza: indagini chiuse, 15 indagati
Cosenza, 8 apr. - La procura di Cosenza ha chiuso le indagini sulla Camera di Commercio bruzia. Al centro dell'inchiesta c'e' la verifica dei dati su aziende e lavoratori dipendenti che sono stati forniti in vista del rinnovo dei vertici camerali. Sono 15 le persone ufficialmente indagate. Per loro l'accusa e' di false dichiarazioni commesse da privato in atto pubblico. Secondo l'ipotesi d'accusa, alcune associazioni avrebbero dichiarato il falso sul numero dei loro iscritti.


Evade dai domiciliari per la terza volta, un arresto a Crotone
Crotone, 8 apr. - I Carabinieri di Crotone, nel corso di un servizio di pattuglia, hanno arrestato per evasione Gaetano Reale, 37 anni, disoccupato, del luogo. L'uomo era trattenuto agli arresti domiciliari nella sua abitazione dopo essere stato arrestato qualche mese fa poiche' trovato in possesso di un ingente quantitativo di marijuana a bordo della propria autovettura. I militari, nel corso di un controllo, hanno verificato l'assenza di Reale dalla propria abitazione, nel popolare quartiere dei "Trecento Alloggi" e si sono messi sulle sue tracce rintracciandolo poco distante e lo hanno dichiarato in arresto per evasione. L'arrestato, alla sua terza evasione e' stato trattenuto presso le celle di sicurezza della Caserma in attesa del rito direttissimo.


Nascondeva reperti archeologici, operaio denunciato a Crotone
Crotone, 8 apr. - I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno denunciato a piede libero M.P., 53enne operaio del posto, gia' noto alle forze dell'ordine, per illecito impossessamento di beni culturali e ricettazione. I militari hanno proceduto alla perquisizione di un magazzino di proprieta' del 53enne, sito in via Fiume Esaro, centro storico di Isola. Nel corso delle attivita' i Carabinieri si sono imbattuti in alcuni reperti che hanno immediatamente attirato la loro attenzione. Sono stati rivenuti 4 frammenti in piombo, un dischetto in piombo ed un chiodo in bronzo: tutti di eta' greco/romana; oltre ad un vaso in terra cotta di eta' ancora piu' risalente nel tempo: tra il V ed il IV sec. A.C.., la cui detenzione e' vietata poiche' oggetti di interesse archeologico, artistico e culturale. I monili sequestrati saranno o posti all'attenzione degli esperti del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza per accertamenti.


Comune S. Giovanni in Fiore: visita ispettiva ministero Finanze
San Giovanni in Fiore (Cosenza), 8 apr. - Una visita ispettiva e' stata disposta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze al Comune di San Giovanni in Fiore. A darne notizia e' la stessa amministrazione. "Oggi 7 Aprile 2014 - si legge . si e' presentato presso il Municipio, il Dott. Gaetano Masella per una visita ispettiva sui Conti del Comune di San Giovanni. Un'iniziativa a quanto pare autonoma da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze, probabilmente anche alla luce dei dati emersi in occasione della presentazione del piano di riequilibrio finanziario a cui il Comune ha aderito, ma che si e' visto bocciato e, a causa di cio', l'Ente si sta avviando verso la dichiarazione di dissesto. In questo momento molto drammatico per San Giovanni in Fiore, la visita ispettiva e' stata accolta dal Sindaco, dott. Antonio Barile, con soddisfazione e tranquillita'. Il Sindaco - si fa rilevare - ha detto che collaborera' ben volentieri e pienamente con l'Ispettore per quanto di sua competenza, affinche' chiarezza venga fatta sul passato amministrativo di questo Comune. Piu' volte - dice il primo cittadino - ho pensato di richiedere la presenza dell'Ispettore poiche' ho sempre sostenuto che la situazione finanziaria dell'ente e' il risultato di una gestione politico amministrativa molto leggera, per non aggiungere altro. Credo - continua Barile - che alla luce della relazione della Corte dei Conti, che analizza i motivi della bocciatura del piano ed evidenzia che ci sarebbero alcune irregolarita' e che in questo Comune il dissesto doveva essere dichiarato almeno molti anni fa, e, alla luce dei risultati che usciranno dalla relazione finale della visita ispettiva, si potranno stroncare, poiche' ancora continuano, strumentalizzazioni politiche che nascondono ignoranza e volonta' di intorbidire le acque per quanto riguarda la gestione amministrativa degli anni precedenti. Non e' possibile - conclude - tollerare che ancora oggi si dica che un buco di oltre 12 milioni di euro e circa 5 milioni di debiti non onorati possano essere frutto della fantasia del sindaco".


Evasione fiscale: Gdf sequestra  a Belvedere beni e conti bancari per circa 376 mila euro

Belvedere Marittimo(Cosenza), 7 apr. -  Depositi bancari e conti correnti, un villino e due autorimesse siti nel  Comune di Ardea (RM) ed un’autovettura tipo BMW Z4 Cabriolet sono stati  sequestrati dai Finanzieri della Brigata di Cetraro (CS) che hanno eseguito  un provvedimento di sequestro per equivalente fino alla concorrenza di 376  mila euro emesso dal GIP presso il Tribunale di Paola nei confronti del legale rappresentante di una società di Belvedere Marittimo (CS). L’attività di servizio trae origine da una verifica fiscale all’esito della quale la  legale rappresentante della predetta società è stata segnalata alla Procura  della Repubblica di Paola per omesso versamento di IVA, per l’anno di imposta 2009, per oltre 376 mila euro. Proprio in virtù della constatata evasione e delle investigazioni effettuate dalle  Fiamme Gialle di Cetraro, il Gip del Tribunale di Paola ha disposto la misura  del sequestro preventivo per equivalente richiesto dalla Procura della Repubblica di Paola, preordinato alla successiva confisca delle risorse  patrimoniali fino alla concorrenza delle imposte evase dalla contribuente.  Quello applicato dall’Autorità Giudiziaria è uno strumento particolarmente efficace ed incisivo a garanzia delle ragioni dell’Erario, introdotto dalla legge finanziaria per il 2008, che consente di aggredire i beni degli evasori fiscali per l’“equivalente” delle somme sottratte al Fisco.


Guardia Finanza: progetto :“educazione alla legalita’ economica”conclude i lavori a Nicotera

Vibo Valentia, 7 apr. - Conclusione dei Lavori, dell’edizione legata all’anno scolastico 2013/2014, del Progetto di “Educazione alla Legalità” che,localmente sviluppato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha interessato e coinvolto per il secondo anno le scuole di ogni ordine e grado della Provincia vibonese. Le Fiamme Gialle hanno, infatti, tenuto, nella giornata di Lunedi 7 aprile, il 9° eil 10° e conclusivo incontro,  previsti dal programma itinerante dei lavori, congli studenti di scuole ed istituti della Provincia. In quest’ultima occasione è toccato ad alunni delle quarte e quinte classi dell’Istituto Comprensivo “A. Pagano” -diretto dalla D.ssa. Violetta Pasqua- e agli studenti del quarto e quinto anno dell’Istituto Omnicomprensivo “Bruno Vinci” -diretto dalla D.sssa Marisa Piro-confrontarsi con le tematiche proposte e rapportarsi con gli uomini in “divisa”. Anche in questa circostanza davvero ampio è stato il coinvolgimento e l’apprezzamento espresso dai dirigenti scolastici, dai docenti, dalla D.ssa Franca Falduto -responsabile del Progetto per conto dell’Ufficio Scolastico Provinciale- e dai giovani alunni estudenti al lavoro svolto dal Corpo della Guardia di Finanzaper continuare a discutere di cultura della legalità economicae diffondere le tematiche e gli scopi prefissati dal Progettonell’intera Provincia. Particolarmente sentita e calorosa è stata l’accoglienza e l’organizzazione locale messa in atto, in particolare, dalla dirigente Pasqua che ha dimostrato un’attenzione ed una sensibilità alle tematiche trattate decisamente non comune e certamente degne di nota, evidenziandosi per l’accorato appello al bisogno potente di legalità di cui il territorio necessita; tra le altre iniziative da menzionare l’avvio dei lavori preceduto dall’esecuzioni dell’Inno d’Italia e della Comunità Europea che gli alunni del gruppo musicale organizzato dalla dirigente hanno eseguito e la lettura della Preghiera del Finanziere a cura di un’emozionatissima alunna. L’iniziativa, come ormai noto, trae origine da un Protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca finalizzata a promuovere, nell’ambito dell’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, un programma di attività a favore degli studenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo e secondo grado. L’intento è di far maturare la consapevolezza del valore della legalità economica, con particolare riferimento alla prevenzione dell’evasione fiscale e dello sperpero di risorse pubbliche, delle falsificazioni, della contraffazione, nonché dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti ed inoltre: creare e diffondere il concetto di “sicurezza economica- finanziaria”; affermare il messaggio della “convenienza” della legalità economico-finanziaria; stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza del delicato ruolo rivestito dal Corpo, quale organo di polizia vicino a tutti i cittadini, di cui tutela il bene fondamentale delle libertà economiche. All’iniziativa è abbinato un concorso  denominato “Insieme per la legalità” che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani, tramite il coinvolgimento delle scuole, sul valore civile ed educativo della legalità economica, nonché in merito alle attività svolte dal Corpo in tali settori, favorendo la loro espressione libera, creativa e spontanea sulla tematica. Il bando relativo al concorso, di cui è stata fissata la scadenza per la presentazione dei lavori al 30 aprile 2014, è disponibile sul sito istituzionale: www.gdf.gov.it. Gli incontri curati, come di consueto, da Ispettori del Comando Provinciale Vibo Valentia, guidati dal Col. Paolo Valle, con la partecipazione di militari del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Marina, hanno avuto, in quest’ultima occasione, la particolarmente apprezzata presenza di un’Unità Cinofila del Gruppo di Lamezia Terme.Infatti, agli studenti sono state proposte una serie di dimostrazioni pratiche sul lavoro svolto dal connubio conduttore/canetramite la riproduzione di alcuni scenari operativi simulati di ricerca ed individuazione di stupefacenti, mentrecon la proiezione di filmati è stato loro illustrato il percorso di crescita ed addestramento dei futuri cani antidroga. I militari anche in questa occasione sono stati accolti con entusiasmo da alunni, studenti e dai loro rispetti insegnanti e docenti, così come hanno testimoniato i tanti interventi, quesiti ed apprezzamenti proposti all’Ispettore relatore, sottoposto ad un autentico “fuoco di fila” di domande, spesso, davvero estremamente argute e pertinenti specialmente dai ragazzi delle elementari.All’incontro ha anche partecipato il Sindaco di Nicotera -Avv. Francesco Pagano- che ha espresso parole di elogio per l’iniziativa e che, nel sottolineare come quello della Legalità sia un bisogno assolutamente primario per un sano sviluppo della società e di come sia fondamentale educarsi fin da giovani a viverne pienamente i principi, ha tenuto in particolar modo ringraziare la Guardia di Finanza per l’attività che svolge nel comune di Nicotera.Nel complesso ai due incontri, intervallati dalla dimostrazione pratica sviluppata nella piazza adiacente il complesso scolastico,resa disponibile e sicura grazie al lavoro svolto dal Comando della Polizia Municipale, ha partecipato una stimolante platea di circa 170 tra alunni e studentie professori che hanno dimostrato, nei momenti dedicati al confronto, un livello di attenzione, partecipazione e perspicacia non comune. Molto proficuo si è rivelato l’utilizzo di metodologie d’interazione multimediali e la proiezione di filmati che hanno stimolato un ritmo serrato di domande. La comunicazione è stata tutt’altro che cattedratica, ma di tipo “circolare”, con l’utilizzo di un linguaggio volta per volta adeguato all’età degli studenti, informata a criteri di interattività, col risultato di un autentico momento di scambio e crescita reciproca tra le parti in azione.Si è trattato, in conclusione, di un’autentica interazione per la quale è stato possibile anche un confronto  con i Finanzieri delle principali componenti specialistiche del Corpo, di “terra” e “aeronavale”: il “basco verde”, il sommozzatore eil componente di equipaggio di un’unità navale.Al termine degli incontri, il materiale video-fotografico utilizzato per illustrare i temi trattati e suscitare il dialogo, raccolto in appositi cofanetti DVD, è stato consegnato ai Dirigenti degli istituti al fine di poter, in futuro, autonomamente riproporre l’iniziativa agli studenti delle altre classi.


Droga: pensionato arrestato da Carabineiri a Isola Capo Rizzuto
Crotone, 8 apr. - I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno arrestato, in flagranza di reato, un 67enne, M.c., pensionato , per detenzione ai fini di spaccio di "hashish". I Militari sono intervenuti in via Fiume Esaro, nel centro storico di Isola, presso un magazzino di proprieta' dell'uomo Nel corso delle operazioni di perquisizione, alla presenza del pensionato, i militari hanno scoperto, celati in uno cassetta della frutta, posta in un angolo, 6 stecche imbustate di hashish. L'uomo, dopo le formalita' di rito, su disposizione dell'Autorita' Giudiziaria, e' stato posto agli arresti domiciliari. E' il secondo arresto, negli ultimi due giorni, operato nella stessa identica zona dai militari.


Incendio distrugge negozio a Reggio, panico nella notte
Reggio Calabria, 8 apr. - Un attentato ai danni di un esercizio commerciale ha scosso durante la notte i residenti nella centralissima via De Nava di Reggio Calabria, che in linea d'aria costituisce la prosecuzione del corso cittadino. E' avvenuto alle ore 23.30, un orario criminale, per il rischio di coinvolgere passanti. I residenti hanno sentito due esplosioni, poi il fuoco e' divampato all'interno di un negozio ubicato al piano terra di una palazzina a due piani. Accanto al negozio divorato dal fuoco vi e' una pizzeria, sopra insiste uno studio medico, mentre l'altro appartamento e' disabitato. Paura e apprensione per le sorti del medico, che casualmente si trovava all'interno dello studio quando l'incendio e' divampato. I vicini, accorsi per strada quando hanno sentito le due esplosioni, si sono subito avveduti che all'interno dello studio medico, con finestre spalancate e luci accese, doveva esserci qualcuno. Il professionista, intanto, sempre piu' in preda al panico, ha dapprima tentato di telefonare al fratello per sapere se la via d'uscita delle scale era praticabile o invasa dal fuoco, poi ha tentato di chiamare il 113, ma per l'emozione ha sbagliato numero, quindi ha deciso di fare da se', si e' arrischiato a chiudere le finestre e poi si e' precipitato di corsa giu' lungo le scale, riuscendo a guadagnare la strada incolume. Visitato dai sanitari di un'ambulanza del 118 non ha riportato alcuna conseguenza. Fortunatamente nessun altro e' rimasto ferito, solo danni al negozio preso di mira, e qualche danno alla pizzerie e allo studio medico. Il negozio vittima dell'attentato doveva aprire nei prossimi giorni per vendere sigarette elettroniche, si sarebbe dovuto chiamare "Hempatia", come recitava l'insegna scaraventata per terra, cosi' come il pesantissimo portone in ferro e vetro, che e' stato scagliato per strada a qualche metro di distanza. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, i Carabinieri, i vigili del fuoco, gli specialisti della Polizia Scientifica, l'artificiere del XII Reparto Mobile e gli investigatori della Squadra Mobile, diretti sul posto dal dirigente della Sezione Antiracket, Francesco Giordano. Non di una bomba si e' trattato, secondo i primi rilievi, ma della deflagrazione, non meno potente, dei fumi del liquido infiammabile cosparso all'interno dei locali. Probabilmente gli attentatori sono penetrati dal retro dove hanno potuto agire indisturbati. Fino a notte fonda gli investigatori hanno visionato tutte le registrazioni delle telecamere installate nella zona, alla ricerca di qualche indizio.


Carabinieri: concorso pittura sull'Arma, domani valutazione opere
Catanzaro, 8 apr. - L'Arma dei Carabinieri vista dagli studenti dei Licei Artistici e degli Istituti d'Arte, nonche' delle cattedre delle Accademie delle Belle Arti. E' questo il senso del concorso di pittura "L'arma dei Carabinieri: 200 anni di storia. I valori senza tempo da preservare?ieri, oggi? sempre" indetto nel corso dell'anno scolastico 2013/2014 dal Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali e del Turismo e dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri nell'ambito delle celebrazioni per il Bicentenario della Benemerita.
 "Il concorso - spiega una nota dell'Arma - e' stato indetto l'11 settembre 2013 e domani, 9 Aprile, alle ore 10, nella sala conferenze del Comando Legione Carabinieri Calabria, avra' luogo lo svolgimento dei lavori di valutazione, in sede regionale, delle opere pervenute per partecipare al concorso artistico descritto. I prodotti artistici, dopo la selezione da parte di commissioni selettive regionali che avverra' nella giornata di domani, saranno esaminati da una commissione esaminatrice nazionale composta da rappresentanti delle Istituzioni organizzatrici che avranno il compito di individuare le prime tre opere vincitrici in ciascuna delle categorie di realizzazioni artistiche ammesse. Al termine del concorso e' prevista l'esposizione, sia a livello regionale che nazionale, di tutte le opere realizzate presso importanti luoghi di cultura individuati dal Ministero dell'Istruzione, dal Ministero dei Beni e delle Attivita' culturali e dall'Arma dei Carabinieri".


Favori' latitanza Lanzino, sottoposto a sorveglianza speciale
Cosenza, 8 apr. - I Carabinieri della compagnia di Rende hanno rintracciato e sottoposto alla sorvegianza speciale Umberto Di Puppo, 45 anni, del luogo, gia' noto agli inquirenti. L'uomo era stato Arrestato il 16 novembre 2012 per avere fvorito la latitanza del boss Ettore Lanzino Di Puppo e' stato sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a rende PER 4 anni secondo un' ordinanza emessa dal tribunale - sezione misure di prevenzione, di Cosenza su proposta della Dda di Catanzaro. Non potra' quindi uscire dal territorio del comune di Rende e dalle 20 alle 8 dovra' permanere in casa.


Uil: Pignataro nuovo presidente Uimec Crotone
Crotone, 8 apr. - Si e' tenuto a Torre Melissa il quinto congresso territoriale della Uimec (Unione Italiana Mezzadri e Coloni) della Uil di Crotone. Il congresso ha ratificato gli organismi che dovranno guidare la Uimec di Crotone nei prossimi anni eleggendo all'unanimita' Salvatore Pignataro nuovo presidente. Il nuovo consiglio territoriale, su proposta dello stesso presidente, ha eletto componenti della segreteria, Natallia Siauko e Salvatore Stumpo. Al congresso, cui erano presenti oltre cinquanta delegati, hanno partecipato Il segretario provinciale della Uil Mimmo Tomaino, il presidente territoriale Uimec Franco Mancuso, il Segretario Territoriale Uila Massimo Comberiati, il segretario regionale Uila Nino Merlino e il presidente regionale della Uimec, Angelo Di Masi. "La riforma della Pac ed il continuo evolversi degli scenari nazionali ed internazionali nel settore agricolo ed agroalimentare, impongono - e' scritto in un comunicato - scelte legate alla professionalita', ad una conoscenza sempre piu' approfondita delle mutazioni normo-legislative e ad un'azione convintamente modernizzatrice in grado di offrire servizi e sostegno politico-organizzativo. Il territorio agricolo della provincia - secondo la Uimec - e' penalizzato da profonde e radicali contraddizioni, frutto di scelte scellerate che hanno contraddistinto un agire politico-istituzionale, sempre piu' disattento alle problematiche ed ai bisogni di un settore che, in un passato non lontanissimo, e' stato in grado di rispondere ad una domanda di qualita' e di eccellenza delle produzioni agricole, assorbendo manodopera di gran lunga superiore agli altri settori, compreso quello industriale. Occorre valorizzare quelle nicchie di produzioni, ancora presenti, - e' ancora scritto - che aprirebbero grandi possibilita' di collocazione nei mercati nazionali ed internazionali consistenti risorse economiche ed ampi spazi occupazionali".


Sicurezza alimentare: carne,prosciutti e formaggi sotto sequestro
Reggio Calabria, 7 apr. - Oltre 300 chili di carne bovina e suina, prosciutti e formaggi vari, sono stati sequestrati dal Nucleo Agroalimentare del Comando regionale Calabria del Corpo Forestale dello Stato, che in questi giorni ha condotto a termine un'operazione a tutela della salute dei consumatori. Oltre al sequestro sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 20 mila euro, irrogate a due aziende operanti a Vibo Valentia e Lamezia Terme. L'indagine, che si e' avvalsa dell'ausilio dei servizi veterinari dell'Asp e dei comandi stazione forestali di Vibo e Lamezia, ha visto gli uomini del Corpo Forestale incentrare i controlli sugli esercizi commerciali della grande distribuzione organizzata. Le contestazioni hanno riguardato, in particolare, la tracciabilita' degli alimenti e la loro vendita in una data successiva a quella di scadenza. Eventuali segnalazioni di irregolarita' in materia agroalimentare possono essere segnalate al numero di emergenza ambientale 1515.


Lavoro: protesta dei precari a Catanzaro, ferito manifestante
Catanzaro, 7 apr. - Un presidio davanti alla sede dell'assessorato regionale al Lavoro che, al termine di una giornata di tensioni, ha portato un ferito lieve e disagi alla circolazione stradale. E' accaduto a Catanzaro, dove gli ex lavoratori di "Phonemedia" hanno tenuto una protesta. L'ennesima manifestazione, dopo che pochi giorni fa decine di persone erano scesi in strada nel capoluogo calabrese. Il presidio e' stato attuato nella tarda mattinata davanti la sede dell'assessorato e, inizialmente, non aveva provocato disagi. Poi il blocco stradale, con forti rallentamenti e disagi in entrata e in uscita dalla citta'. Nel pomeriggio l'epilogo con un ferito. Si tratta di un giovane manifestante che, secondo quanto riferito da fonti delle forze dell'ordine, sarebbe stato urtato da un'autovettura. Il blocco stradale e' comunque in corso e sta creando notevoli problemi. La protesta riguarda l'utilizzo degli ammortizzatori in deroga e le perplessita' rispetto al loro possibile utilizzo per il futuro. Su quanto accaduto a Catanzaro e' intervenuto il deputato del Pd Alfredo D'Attorre, il quale ha presentato al ministro del Lavoro una interrogazione per chiedere "quali iniziative il governo intenda attivare con la massima urgenza per prorogare il beneficio degli ammortizzatori in deroga", oltre agli impegni in programma rispetto "alle politiche attive per il lavoro in Calabria, al fine di sostenere le persone piu' in difficolta' ad uscire da una marginalita' umiliante".


Droga: due arresti della polizia a Crotone
Crotone, 7 apr. - Due persone sono state tratte in arresto dagli agenti della squadra Mobile e della squadra Volanti della Questura nel corso di un servizio mirato al contrasto dello spaccio di stupefacenti. Si tratta di Ermenegildo Andrea Misticoni, 33anni, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, e Domenico Dolce, di 35 anni, con precedenti specifici, accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti. Nel corso di una perquisizione presso un appartamento nella disponibilita' dei due uomini, gli agenti hanno rinvenuto 6,3 grammi di cocaina e 83,6 grammi di marijuana, 2 bilancini di precisione e tutto il necessario per il taglio dello stupefacente. Dopo le formalita' di rito gli arrestati sono stati giudicati con il rito direttissimo dal giudice che li ha sottoposti alla custodia cautelare in carcere.


Furto di energia elettrica, giostraio arrestato a Simbario
Vibo Valentia, 7 apr. - I carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno, nel Vibonese, diretti dal maresciallo Rosario Scala, hanno arrestato per furto aggravato di corrente elettrica Marcello Valenti, 53 anni, di Simbario, giostraio e gia' noto alle Forze dell'ordine. Nel corso del controllo, i carabinieri, coadiuvati da personale dell'Enel, a seguito di una perquisizione nelle giostre gestite dall'uomo, hanno accertato che lo stesso aveva manomesso il contatore, collegandosi abusivamente alla linea elettrica per alimentare i macchinari. In attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, l'uomo e' stato posto agli arresti domiciliari.


Donna uccisa durante rapina: notificate due ordinanze in carcere
Catanzaro, 7 apr. - Prima il provvedimento di fermo, poi l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Prosegue l'attivita' della squadra mobile di Catanzaro rispetto all'omicidio di Antonia Critelli, avvenuto cinque anni fa nel capoluogo calabrese nel corso di un tentativo di rapina in casa. Dopo il fermo nei giorni scorsi di Silvano Passalacqua, 45 anni, gia' noto alle forze dell'ordine, la Mobile ha notificato il provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Davide Veneziano, 25 anni, anch'egli gia' noto. I due sono ritenuti gli autori dell'omicidio che aveva creato non poco allarme in citta'. L'anziana donna, infatti, era stata aggredita nel sonno il 23 marzo 2009, picchiata e legata mani e piedi, quindi soffocata con un cuscino. Il gip di Catanzaro non ha convalidato il fermo per Passalacqua, ma ha disposto la custodia in carcere nei confronti dello stesso, quindi e' arrivato il provvedimento di arresto nei confronti di Veneziano, gia' detenuto per altra causa. Dopo cinque anni dal delitto i due sono stati inchiodati dagli esami del Dna, ricostruito grazie ad alcuni guanti in lattice rinvenuti vicino al cadavere della donna.


Fallimemnto Fc Catanzaro: formalizzate richieste parti civili
Catanzaro, 7 apr. - La Lega calcio, la curatela fallimentare dell'Fc Catanzaro, societa' calcistica dichiarata fallita nel febbraio del 2011, e la societa' "Satim" (gestore dell'Hotel Palace del capoluogo), hanno formalizzato oggi la propria richiesta di costituzione di parte civile nel processo a carico delle quattro persone coinvolte nell'inchiesta della Procura del capoluogo calabrese seguita alla chiusura del sodalizio, e rinviate a giudizio a vario titolo per bancarotta fraudolenta e omesso versamento dell'Iva. Le richieste sono state depositate all'udienza di oggi, in cui avrebbe dovuto prendere il via il dibattimento, che pero' e' stata rinviata per l'astensione di uno dei componenti del collegio giudicante, il giudice Sergio Natale, il quale aveva in precedenza composto il tribunale della liberta' che si pronuncio' nei confronti di uno degli imputati. In aula si tornera' dunque il prossimo 5 maggio. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio il 15 marzo 2013 dal giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, che ha accolto la richiesta ribadita in aula dal pubblico ministero Carlo Villani. Si tratta di Antonio Aiello e Pasquale Bove, amministratori unici che si sono susseguiti alla guida della societa' calcistica, e poi Filippo Catalano, procuratore speciale della societa', e Giuseppe Alfonso Santaguida, amministratore. Bancarotta fraudolenta l'ipotesi d'accusa contestata ai primi tre, mentre l'omesso versamento dell'Iva e' contestato al quarto. Aiello e Catalano, secondo gli inquirenti, hanno stipulato nel maggio 2010 nuovi contratti con allenatore e giocatori che la societa' non avrebbe potuto e dovuto permettersi, tanto che ne avrebbero poi causato il dissesto finanziario che porto' al fallimento. Bove, sempre stando alle contestazioni mossegli, avrebbe invece distratto 90mila euro dalle casse della societa' ed avrebbe falsificato le scritture contabili per ottenere l'iscrizione al campionato di calcio 2009/2010. Santaguida, infine, avrebbe omesso di versare l'Iva per oltre 80mila euro.


'Ndrangheta: operazione "Peter Pan", 6 condanne e 2 assoluzioni
Vibo Valentia, 7 apr. - Il gup distrettuale di Catanzaro, Domenico Commodaro, ha condannato nel primo pomeriggio 6 imputati coinvolti nell'operazione antimafia "Peter Pan" contro il clan La Rosa di Tropea, nel Vibonese. In due escono invece totalmente assolti. Le pene complessive comminate dal gup ammontano a 29 anni e sei mesi a fronte dei 56 anni e 9 mesi di reclusione chiesti dal pm della Dda di Catanzaro, Simona Rossi. Queste le condanne: 9 anni e 6 mesi di carcere per Salvatore La Rosa, di 46 anni, ritenuto a capo dell'omonimo clan nella zona Marina di Tropea; 6 anni per il cugino Antonio La Rosa, detto "Ciondolino", ritenuto a capo del clan nella citta' di Tropea; 5 anni Francesco La Rosa, 43 anni, detto "U Bimbo", fratello di Antonio; 4 anni e 4 mesi per Saverio Bardo, 26 anni; 2 anni e 4 mesi a testa per Gerardo Piccolo, 42 anni, e Giusy Costa, 37 anni. Assolti, e rimessi in liberta', Pasquale La Rosa, 49 anni, fratello di Antonio, per il quale il pm aveva chiesto 8 anni di carcere, e Francesco La Rosa, 40 anni (anche per lui richiesta del pm ad 8 anni di carcere), cugino dell'omonimo Francesco, di Antonio e Pasquale La Rosa. Gli imputati sono tutti di Tropea. Associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, turbata liberta' degli incanti, detenzione e porto illegale di armi i reati, a vario titolo, contestati. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Vecchio, Lojacono, Simonelli, Gambardella, D'Agostino e Giunta.


Pesca: controlli Guardia Costiera Calabria, sanzioni e denunce
Reggio Calabria, 7 apr. - Personale delle Capitanerie di Porto - Guardia costiera, con ausilio di mezzi terrestri e navali, ha effettuato, per tutto il mese di marzo, numerosi controlli sull'intera filiera della pesca, con la preziosa collaborazione dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie provinciali; sono state verificate le condizioni igienico sanitarie dei pescherecci, delle pescherie, dei mercati ittici e dei locali di ristorazione. Ulteriori controlli hanno riguardato la tutela delle specie ittiche pescate, per verificarne le dimensioni e le specie d'appartenenza e la verifica della corretta pesatura dei prodotti ittici. L'operazione e' stata condotta secondo le direttive del Direttore Marittimo Capitano di Vascello Gaetano Martinez, in Calabria e Basilicata, con il coinvolgimento di 205 militari, appartenenti alle Capitanerie di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ed ai rispettivi uffici marittimi dipendenti, che hanno operato avvalendosi di pattuglie terrestri e navali. I 688 controlli eseguiti hanno riguardato tra l'altro 41 pescherecci; 372 ai punti di sbarco, 42 grossisti/stabilimenti di grande distribuzione, 16 locali di ristorazione, 63 pescherie, 105 ambulanti e 46 supermercati e mercati ittici.L'attivita' di polizia marittima si e' concretizzata in 34 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di 51.400 euro circa; 21 comunicazioni di notizie di reato (cattive condizioni igienico-sanitarie, frodi in commercio, pesca di prodotto sotto misura); 2.098 chilogrammi di prodotti ittici posti sotto sequestro; 3 attrezzi da pesca sequestrati. "L'attivita' di controllo alla filiera della pesca da parte di tutto il personale della Direzione Marittima di Reggio Calabria e del Corpo delle Capitanerie in generale, - spiega una nota - proseguira' con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attivita' illecite ed in special modo verso coloro che vendono prodotti alterati dal punto di vista igienico-sanitario o non idonei al consumo umano, fattori che possono provocare gravi ripercussioni per il consumatore finale, invitando la collettivita' a prestare la massima attenzione nell'acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrita' alimentare, evitando di comprare quelli venduti illecitamente e senza garanzie per strada da ambulanti privi di qualsivoglia autorizzazioni. Le attivita' di controllo alla filiera della pesca, verranno implementate nel corso dell'anno 2014, secondo le direttive dell'Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per garantire la regolare commercializzazione dei prodotti ittici e tutti gli operatori onesti del settore" .


Armi e munizioni, operaio arrestato dai carabinieri a Cutro
Cutro (Crotone), 7 apr. - Nella prima mattinata di oggi, i carabinieri della stazione di Cutro hanno arrestato Giuseppe Marchio, , 57enne operaio del consorzio di bonifica di Catanzaro, originario di Cutro, per ricettazione e detenzione illegale di armi clandestine e relativo munizionamento. I militari si sono presentati presso l'abitazione del Marchio, ubicata a Steccato di Cutro e li', nel magazzino annesso all'abitazione, a seguito di perquisizione, hanno rinvenuto una pistola calibro 7.65, marca Beretta con matricola abrasa e 6 cartucce calibro 6,35, 9 cartucce calibro 20, 1 cartuccia calibro 22, 18 cartucce calibro 6,35, 10 cartucce calibro 357 magnum e 5 cartucce calibro 12. Successivamente si sono presentati presso il lido balneare "Holiday", gestito dal Marchio insieme alla moglie, ed, a seguito di perquisizione, hanno trovato occultata in uno stanzino posto sul retro, una pistola a tamburo calibro 22, corredata di due silenziatori e 50 cartucce calibro 22, con matricola abrasa. Il Marchio, espletate le formalita' di rito, su disposizione dell'autorita' giudiziaria, e' stato tradotto presso il carcere di Catanzaro.


Rifiuti: Castrovillari, un gioco per rilanciare la differenziata
Castrovillari (Cosenza), 7 apr. - Tutto pronto l'inizio del Piano di sensibilizzazione del Comune di Castrovillari "Io faccio la differenza". Da domani 8 aprile 2014 fino a meta' maggio, attraverso il gioco, si rilanceranno a bambini e giovanissimi le tematiche di educazione ambientale legata alla raccolta differenziata nelle scuole primarie e secondarie della citta' del Pollino. Si parte dal plesso di Via Roma con il coinvolgimento di 150 bambini delle classi elementari nel primo dei sette appuntamenti di gioco educativo promossi nelle scuole attraverso l'assessorato allo Sviluppo Ambientale, guidato da Angelo Loiacono, l'Ufficio ambiente del Comune di Castrovillari, la ditta Femotet. Grazie alla disponibilita' della dirigente scolastica del Villaggio Scolastico, Carmen Iannuzzi, e della responsabile del plesso, Mainieri, e di tutti gli insegnanti coinvolti, attraverso il gioco i bambini apprenderanno sul campo le modalita' della raccolta differenziata, con il supporto dell'informatrice ambientale Marianna Affortunato. A salutare il primo intervento educativo nelle scuole di Castrovillari ci saranno il Sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, l'assessore allo sviluppo ambientale, Angelo Loiacono, il responsabile dell'Ufficio ambiente del comune, Franco Bianchimani, ed il responsabile della ditta Femotet, appaltatrice del servizio di pulizia della citta', Goffredo Labozzetta. Insieme a loro anche Carmine Brescia, direttore di Alessco, Agenzia per l'Energia e lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Cosenza, che propone Recoil, la campagna di sensibilizzazione per la raccolta dell'olio usato per la produzione di Biodiesel, in sinergia con il progetto on the road del comune. "Crediamo molto nel valore educativo degli incontri nelle scuole. I bambini di oggi sono il nostro futuro domani e poter dialogare con loro direttamente, educare giocando e' per noi un valore essenziale per costruire una qualita' ambientale che parte dalle case, passa attraverso la vita quotidiana ed arriva nel territorio con gesti semplice ma che danno valore e contenuto. Io faccio la differenza, lo slogan che ci guidera' lungo questo viaggio nelle scuole e tra i quartieri della citta', - spiega Angelo Loiacono - vuole sottolineare proprio questo aspetto. Ogni giorno possiamo decidere da che parte stare e come costruire il futuro per noi e per i nostri figli. Fare la differenziata e farla bene ci fara' fare la differenza in termini di salute, qualita' ambientale, vivibilita' del territorio". Il 9 aprile il progetto comunale, insieme a Recoil, si sposta nel Villaggio Scolastico dove restera' fino a venerdi' 11 aprile. Per i giornalisti che fossero interessati ad effettuare interviste e riprese delle attivita' l'appuntamento e' per il 9 aprile dalle ore 9.30 fino alle 12.30.


Mare: controlli da Potenza a Vibo Valentia, sequestri e denunce
Vibo Valentia, 7 apr. - La Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e la Guardia costiera, nell'ambito dell'operazione di polizia marittima denominata "Litoranea 1" hanno sequestrato 23 strutture balneari nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza e Potenza. Denunciate anche 51 persone che non avevano provveduto a montare le strutture balneari durante il periodo invernale. Le attivita' di controllo, iniziate nel mese di novembre 2013 hanno visto impiegati piu' di 60 militari del "nucleo operativo difesa del mare" degli uffici guardia costiera di Vibo Valentia, Pizzo Calabro, Tropea, Nicotera, Maratea, Praia a Mare, Diamante, Cetraro, Paola, Amantea e Lamezia Terme, sotto il coordinamento del capo del compartimento marittimo Paolo Marzio. Ben 600 le verifiche in ambito demaniale e diversi i mancati pagamenti dei canoni demaniali non effettuati negli ultimi 3 anni. Avviati, in tali casi, i procedimento di decadenza dei titoli concessori.


Droga: obbligo firma per 5 giovani arrestati a Catanzaro
Catanzaro, 7 apr. - Erano stati arrestati giovedi' sera in un'operazione della Polizia di Stato nel quartiere marinaro di Catanzaro per il reato in concorso di spaccio di sostanze stupefacenti. Per i cinque giovani protagonisti della vicenda la competente autorita' giudiziaria, nell'udienza svoltasi presso il Tribunale di Catanzaro, dopo aver proceduto alla convalida, ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, prescrivendo loro di presentarsi tutti i giorni, tra le 19 e le 20, ala Stazione Carabinieri territorialmente competente. L'indagine congiunta del personale del commissariato sezionale di Catanzaro Lido e della squadra volante, svoltasi attraverso alcuni servizi di monitoraggio e osservazione, ha permesso di accertare che un'area del quartiere marinaro era caratterizzata da un via vai di persone e di giovani, i quali avevano spesso contatti fugaci tra loro e che alcuni di questi erano gia' noti alle Forze dell'Ordine inquanto, direttamente o indirettamente, erano coinvolte in precedenti attivita' di polizia giudiziaria.


'Ndrangheta: Processo "Ghibli", confermate in appello 10 condanne
Catanzaro, 7 apr. - La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ha confermato oggi dieci condanne emesse in primo grado a carico di presunti affiliati ai clan di 'ndrangheta del Crotonese coinvolti nell'operazione antimafia denominata "Ghibli". Si tratta, in particolare, di dieci delle quindici persone che hanno scelto il giudizio abbreviato conclusosi, il 30 luglio 2010, con quattro assoluzioni totali e undici condanne, che le difese hanno poi impugnato. A quelle impugnazioni segui' un primo giudizio d'appello conclusosi l'8 agosto del 2011 con sette condanne ribaltate in assoluzioni, e quattro sconti di pena per i restanti imputati. La pubblica accusa ha presentato a quel punto ricorso in Cassazione, ed il Giudice supremo alla fine ha annullato la prima pronuncia d'appello, rinviando gli atti a Catanzaro per un nuovo processo di secondo grado nell'ambito del quale, oggi, i giudici (presidente Fabrizio Cosentino, a latere Gianfranco Grillone) hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale, confermando le condanne a carico dei dieci imputati per i quali si e' svolto l'appello bis. In particolare: Giuseppe Arena, condannato a 10 anni in primo grado; Pasquale Arena (6 anni in primo grado); Paolo Lentini (10 anni); Nicola Lentini (6 anni); Francesco Gentile (10 anni); Tommaso Gentile (6 anni); Maurizio Greco (6 anni); Giuseppe Lequoque (6 anni); Antonio Morelli (6 anni); Luigi Morelli (6 anni). Nel processo hanno preso parte anche diversi enti pubblici, costituiti parte civile, cui il giudice dell'udienza preliminare che celebro' gli abbreviati aveva gia' riconosciuto corposi risarcimenti: 250.000 euro alla Regione Calabria, 200.000 euro alla Provincia di Crotone; 150.000 euro al Comune di Isola Capo Rizzuto. L'operazione "Ghibli" scatto' la notte del 20 aprile 2009 tra la Calabria e l'Emilia Romagna per l'esecuzione di 20 ordini di custodia cautelare in carcere e numerosi sequestri per un valore di 30 milioni di euro, al culmine dell'inchiesta diretta a ricostruire la sanguinosa guerra fra gli Arena ed i Nicoscia. L'ottobre seguente l'inchiesta si concluse con un avviso di conclusione delle indagini emesso a carico di 38 persone dall'allora sostituto procuratore antimafia Sandro Dolce, che ha coordinato le investigazioni condotte dal Ros dei carabinieri. L'inchiesta ha consentito di contestare complessivamente l'associazione mafiosa e numerosi reati connessi - soprattutto in tema di armi, nonche' di riciclaggio ed intestazione fittizia di beni -, tra i quali l'omicidio di Pasquale Nicoscia, che sarebbe stato la risposta al precedente assassinio di Carmine Arena, a sua volta ucciso in un attentato portato a termine con l'uso di un bazooka, a seguito del quale rimase gravemente ferito anche Giuseppe Arena, nipote del primo; ed il tentato omicidio di Domenico Bevilacqua, piu' noto come "Toro seduto" e considerato uno dei capi della criminalita' zingara catanzarese, uscito illeso da un agguato che avvenne a Catanzaro Lido il 4 aprile del 2005, secondo gli investigatori come "punizione" per i tentativi di Toro seduto di rendersi autonomo rispetto alla cosca catanzarese, storicamente sottoposta agli "Arena".


Inquinamento: inchiesta su Alaco, impianto resta sotto sequestro
Vibo Valentia, 7 apr. - La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha chiuso le indagini in relazione al procedimento penale denominato "Acqua sporca" che nel maggio del 2012 ha portato a 25 avvisi di garanzia ed al sequestro del bacino dell'Alaco da cui viene prelevata l'acqua potabile che serve diversi comuni in provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Avvelenamento colposo di acque, inadempimento contrattuale nelle pubbliche forniture, false attestazioni, interruzione di un servizio di pubblica necessita' e omissioni in atti d'ufficio, i reati contestati.
L'attivita' investigativa, coordinata dal pm Michele Sirgiovanni, e' stata portata avanti dai Carabinieri del Nas di Catanzaro e dal Corpo forestale dello Stato di Vibo Valentia che si sono avvalsi dell'ausilio di consulenti e specialisti della materia. La Procura ha inoltre confermato il sequestro dell'invaso dell'Alaco disponendo un'intensificazione dei controlli sulle acque in quanto i trattamenti di potabilizzazione in atto potrebbero, ad avviso degli inquirenti, risultare non idonei. Quanto alla rete di distribuzione dell'acqua, la Procura ha proceduto al dissequestro dei soli impianti che allo stato non risultano utilizzati, confermando invece il sequestro per gli altri impianti in quanto anche nei siti con giudizio di conformita' emesso dall'autorita' sanitaria, i custodi giudiziari avrebbero rilevato la persistenza di visibili criticita'.
Sono 36 gli indagati per i quali la Procura di Vibo ha chiuso le indagini dell'inchiesta "Acqua sporca" che ha portato a prorogare stamane il sequestro della diga dell'Alaco. Avviso conclusione indagini per: Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro (quale presidente Sorical); Geppino Camo (Sorical); Alfonsino Grillo, consigliere regionale (Ncd), in qualita' di ex sindaco di Gerocarne (Vv); Maurizio Del Re e Sergio De Marco (Sorical); Giulio Ricciuto; Ernaldo Biondi (Sorical Vibo); Cesare Pasqua e Fortunato Carnovale (Asp Vibo), Beniamino Mazza (Arpacal Vibo), Francesco Catricala' (Asp Soverato), Angela De Filippis e Giacomino Brancati (dirigenti regionali), Rosanna Maida, Vincenzo Pisani, Massimiliano Fortuna, Pietro e Domenico Lagadari, Fabio Pisani, Roberto Camillen. Cinque i sindaci indagati: Romano Loielo (Nardodipace); Giuseppe Barilaro (Acquaro); Francesco Andreacchi (Simbario); Sergio Cannatelli (Sorianello), Abdon Servello (Vallelonga). Dieci gli ex sindaci indagati: Rosamaria Rullo (Mongiana); Saverio Franze' (Stefanaconi); Pasquale Fera (San Nicola da Crissa); Francesco Bartone (Soriano); Raffaele Loiacono (Serra San Bruno), Giosuele Schinella (Arena); Antonio Mirenzi (Vazzano), Cosmo Tassone (Brognaturo), Paolo Crispo (Gerocarne), Domenico Criniti (Santa Caterina). Avvelenamento colposo di acque, inadempimento contrattuale, falso, interruzione di servizio e omissione i reati, a vario titolo, contestati.


'Ndrangheta: sei fermi per traffico armi e droga
Reggio Calabria, 7 apr. - Sei persone sono state fermate stamane all'alba da Carabinieri della Compagnia di Taurianova (Rc) che hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. I destinatari sarebbero responsabili in concorso di un traffico di armi e di sostanze stupefacenti. L'operazione, nella cui fase esecutiva sono stati impegnati circa cinquanta militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Cacciatori, rappresenta l'esito di una complessa e delicata attivita' d'indagine, nel corso della quale erano gia' stati eseguito l'arresto in flagranza di reato di Ettore Crea, 42 anni, e il fermo di indiziato di delitto di Giuseppe Ladini, 36. I due provvedimento furono eseguiti rispettivamente il 1* ed il 25 marzo scorsi.Crea, in particolare, era stato trovato in possesso di un fucile mitragliatore calibro 5,56, mentre in un casolare risultato nella disponibilita' di Ladini, erano state rinvenute numerosi armi, alcune con matricola abrasa, e munizioni di vario calibro. I sei destinatari del provvedimento di fermo eseguito oggi sono Antonella Bruzzese, di 32 anni; Lorenzo Bruzzese, di 32 anni; Emanuele Papaluca, di 33 anni; Antonio Raco, di 28 anni; Leonardo Tigani, di 31 anni; Antonio Valerioti, di 50 anni. "La mia valutazione e' che si trattasse di un centro di assistenza dove riparare le armi e renderle irrintracciabili, il tutto a favore della cosca locale" ha detto il procuratore capo della DDA di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho,spiegando il via vai di armi che le telecamere piazzate dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova nei pressi dell'abitazione di uno degli indagati hanno documentato filmando persone che a qualunque ora portavano armi, pistole e fucili, in un casolare adiacente all'abitazione dell'indagato. Le accuse riguardo alle armi sono di porto e detenzione illegale, cosi' come documentato dalle immagini.


Uccide compagno settantacinquenne a coltellate dopo lite
Scalea (Cosenza), 7 apr. - Ha ucciso il compagno, un uomo di 75 anni, accoltellandolo alla gola, poi ha avvisato i Carabinieri. E' accaduto nel pomeriggio di ieri (ma lo si e' appreso stamane) a Scalea, centro del Tirreno cosentino. La vittima e' Giuseppe Ronco, originario di Torino, residente nel centro calabrese dal 2007; l'omicida e' Maria Mascetti, 65 anni, pure torinese. Scenario del delitto i residence "Parco Scalea 20002. E' stata la donna a telefonare ai Carabinieri intorno alle 17, chiedendo aiuto. I militari sono giunti sul posto, trovando chiusa la porta dell'appartamento in cui viveva la vittima. Constatato che nessuno rispondeva, con l'aiuto dei vigili del fuoco, i militari hanno aperto la porta trovando l'uomo riverso in una pozza di sangue. Fatta la scoperta, si sono diretti verso casa della donna. I due, benche' legati sentimentalmente, infatti, non erano conviventi. Maria Mascetti vive nello stesso residence, a 6-700 metri di distanza. I carabinieri del capitano Vincenzo Falce l'hanno trovata in stato confusionale, con alcune ferite all'addome non gravi che si era provocata usando un coltello. Gia' nel 2011 Ronco era stto aggredito dalla compagna con un martello, ma aveva riportato ferite lievi. L'omicidio sarebbe scaturito da una lite per futili motivi.



Crotone: imposte evase per 1.200.000 euro e false fatture,  denunciate cinque persone e sequestrati beni per  155.000 euro
 

Crotone, 7 apr. - Nell’ambito dell’attività operativa volta alla tutela delle entrate del bilancio  nazionale, il Nucleo Polizia Tributaria di Crotone ha eseguito una verifica fiscale nei confronti di una società di capitali del capoluogo, operante nel settore delle costruzioni edilizie.  L’attività ispettiva condotta dalle Fiamme Gialle ha consentito di rilevare violazioni amministrative e penali-tributarie connesse alla contabilizzazione di  costi da ritenere indeducibili perché privi dei requisiti di certezza ed inerenza. Inoltre, i verificatori hanno accertato l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti,  create ad hoc sfruttando la denominazione, gli stampati ed i timbri di altri  inconsapevoli imprenditori, con i quali in passato l’impresa verificata aveva intrattenuto rapporti economici. Al termine delle operazioni di verifica, che hanno riguardato più periodi  d’imposta, è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate materia imponibile da  proporre per il recupero a tassazione per un importo complessivo di oltre  2.700.000 Euro ed Iva dovuta per un ammontare di 426.000 Euro, da cui  derivano imposte evase per circa 1.200.000 Euro.  Inoltre, i tre soggetti che, nel tempo, si sono avvicendati nella  amministrazione della società sono stati denunciati per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false e dichiarazione infedele.  


Catanzaro: convegno della Gdf  sulla “vita e opere di Domenico Olivo, Generale della guardia di finanza”  

Catanzaro, 7 apr. - A pochi mesi dalla ricorrenza del centenario della prima guerra  mondiale, il 10 aprile prossimo, con inizio alle ore 17,00, in una delle  sale del museo storico militare (Musmi), ubicato nella splendida ornice del parco della Biodiversità mediterranea della provincia di Catanzaro, si terrà il convegno “vita e opere di Domenico Olivo,  generale della guardia di finanza”, organizzato dal comando  Regionale Calabria guardia di finanza di Catanzaro e promosso dall’associazione culturale “Calabria in armi per la patria”, a cui parteciperanno autorità militari, civili e religiose del capoluogo  calabrese. L’iniziativa, aperta al pubblico, nasce con lo scopo di ricordare  Domenico Olivo, in quanto finanziere, combattente e storiografo  Calabrese, che con il grado di maggiore fu posto al comando del XVIII  battaglione mobilitato, partecipando alla prima guerra Mondiale dall’aprile del 1916 al maggio del 1917.  La partecipazione all’evento bellico valse al generale, scomparso  nel 1947, il riconoscimento delle campagne di guerra 1916 e 1917, la  concessione di tre encomi al merito di guerra, della croce al merito  di guerra, della croce di guerra al valor militare per un’azione in Val Visdende in data 19 giugno 1916, nonché della medaglia  commemorativa della guerra italo-austriaca.


Terremoto: la terra trema in Calabria,tanta paura ma nessun danno
Catanzaro, 5 apr. - Secondi interminabili, durante i quali si e' sentito vibrare ogni cosa. Il terremoto registrato oggi in Calabria ha segnato solo attimi di paura in quasi tutta la regione, ma fortunatamente non ha provocato danni a cose o persone. I vigili del fuoco, insieme agli enti locali, hanno avviato il monitoraggio di vecchie abitazioni, oltre ai luoghi pubblici piu' a rischio, ma al momento non sono state riscontrate conseguenze. Un'attivita' compiuta in costante collegamento tra gli enti interessati, con le Prefetture che hanno monitorato la situazione, senza che sia stato necessario insediare i centri di protezione civile. La terra ha tremato alle 12,24, con epicentro nel Mare Ionio, al largo del Comune di Isola Capo Rizzuto, importante centro turistico in provincia di Crotone, al confine con la provincia di Catanzaro. Ed e' in quest'area che sono state segnalate le maggiori preoccupazioni nell'immediatezza dei fatti. Tramutate poi solo in un grosso spavento.
Il sito internet dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia evidenzia che la scossa ha avuto magnitudo 5, con una profondita' di poco meno di 60 chilometri. Una zona, dicono gli esperti, particolarmente attenzionata, compresa in quello che viene definito Arco Calabro, sul quale si svolgono continui studi e monitoraggi. I piani di emergenza sono scattati quasi ovunque. Nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia sono state evacuate diverse scuole. Un accorgimento previsto dai piani interni di protezione civile. "Siamo scappati subito fuori seguendo un ordine ben preciso, come ci hanno insegnato nelle prove di evacuazione", racconta Giovanna, studentessa liceale a Catanzaro. "Abbiamo avuto tanta paura, ma per fortuna non abbiamo avuto problemi", ha aggiunto Maria, anch'ella studentessa e pronta per rientrare in paese dopo la giornata di studio in un istituto del capoluogo. Lungo la costa ionica la preoccupazione e' stata ancora piu' marcata, vista la vicinanza con l'epicentro. "Ero sdraiato sul letto e stavo sentendo un po' di musica - racconta Mattia - quando il letto ha iniziato a tremare. Non ho compreso subito che si potesse trattare del terremoto, ma dopo pochi secondi sono sceso in strada dove ho incontrato anche i vicini. Abbiamo atteso qualche minuto prima di rientrare in casa, per la paura che potesse esserci una seconda scossa". Il movimento sismico e' finito in pochi secondi anche su tutti i social network. Tante le persone che hanno subito postato un messaggio sui vari social, commentando quanto stesse avvenendo nei momenti immediatamente successivi al fatto. Una informazione in tempo reale che ha dato subito l'idea che non ci fossero, comunque, conseguenze particolari.


Sicurezza: 8 arresti nel Reggino, ritrovato mitra "Sten"
Reggio Calabria, 5 apr. - Armi, munizioni e droga sequestrati, otto arresti eseguiti, sono il frutto dei controlli straordinari del territorio eseguiti nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, diretta dal maggiore Pantaleone Grimaldi, che hanno intensificato l'attivita' di prevenzione cosi' come concordato con il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino. Centinaia di uomini di tutte le componenti territoriali e speciali dell'Arma hanno partecipato ai controlli, che si sono incentrati sui quartieri di Archi, Rione Modena, Rione Marconi, e nel centro cittadino, con decine di perquisizioni di abitazioni e centinaia di controlli di persone e mezzi. In particolare, nel sottoscala di un'area condominiale, nascosto all'interno di una vecchia lavatrice, e' stato rinvenuto un fucile mitragliatore Sten, di fabbricazione anglosassone, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, in perfette condizioni seppure privo di munizionamento per i due caricatori.


'Ndrangheta: funerali all'alba per il boss Carmelo Lo Bianco
Vibo Valentia, 1 apr. - Si sono svolti questa mattina all'alba, cosi' come disposto dal questore di Vibo Valentia, Angelo Carlutti, i funerali in forma strettamente privata di Carmelo Lo Bianco, detto "Piccinni", boss indiscusso dell'omonimo clan operante nella citta' di Vibo, deceduto l'1 aprile scorso in stato di detenzione nell'ospedale di Parma all'eta' di 82 anni. Il ritardo nella celebrazione del funerale e' stato dovuto al fatto che la Procura di Parma, recependo una richiesta degli avvocati del boss, ha aperto un'inchiesta per accertare le cause della morte ed ha affidato l'incarico ad un medico legale di procedere all'esame autoptico del cadavere di Lo Bianco. Terminata solo ieri l'autopsia, in attesa dei risultati peritali la salma ha fatto rientro a Vibo dove stamane all'alba si sono svolti i funerali nella chiesetta del cimitero. A seguire il corteo dei soli familiari del boss, gli uomini della Squadra Mobile diretta da Orazio Marini, chiamati a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica. Carmelo Lo Bianco stava scontando un cumulo di pene ad 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, estorsione ed usura. Coinvolto anche nella prima storica inchiesta contro il clan Mancuso di Limbadi risalente al 1984, Carmelo Lo Bianco sin dalla fine degli anni '70 sarebbe stato a capo di un clan con forti legami con le cosche Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina e De Stefano di Reggio Calabria.


Pescatori soccorsi in mare dalla Guardia costiera nel Cosentino
Cosenza, 5 apr. - Un'operazione di soccorso in mare e' stata condotta nelle acque tra Cassano allo Ionio e Corigliano Calabro, al largo della foce del fiume Crati, dalla Guardia Costiera di Corigliano Calabro, coordinata dal Comandante della Capitaneria di porto capitano di fregata Antonio D'Amore. Alla sala operativa della Guardia costiera e' giunto l'allarme che a bordo di una piccola unita' da pesca di soli 6 metri di lunghezza tre pescatori coriglianesi di circa 20, 30 e 50 anni a bordo della loro unita', a causa delle condizioni del mare e del vento, erano stati spinti a oltre 5 miglia dalla costa e non riuscivano piu' a rientrare. Il loro piccolo motore, infatti, insufficiente per contrastare le onde e il vento, aveva consumato tutto il carburante a disposizione ed erano quindi in balia delle correnti. Subito e' stata inviata nella zona di mare in questione la motovedetta dedicata alla ricerca e al soccorso CP 873, che ha iniziato le ricerche partendo proprio dalla foce del Crati e non senza difficolta' ha intercettato in poco tempo la piccola unita' da pesca. I militari della Guardia costiera, verificate le buone condizioni di salute degli occupanti, spaventati dall'essersi visti sempre piu' lontani dalla costa senza poter controllare la barca ne' con il motore ne' con i remi, hanno quindi accompagnato l'unita' in difficolta' a lento moto verso la spiaggia di Schiavonea, dove i malcapitati pescatori sono arrivati in tutta sicurezza. La Guardia Costiera ricorda che eventuali situazioni di pericolo o di minaccia per la vita umana che richiedono un tempestivo intervento possono essere segnalate chiamando gratuitamente il numero blu 1530, attivo 24 ore su 24.


Rapinata e uccisa in casa a Catanzaro: assassini sarebbero 2 rom
Catanzaro, 4 apr. - Picchiata, legata con lo scotch e soffocata con un cuscino. Cosi' era morta Antonio Critelli, imprenditrice di 81 anni, uccisa a Catanzaro nel corso di una rapina avvenuta il 23 marzo 2009 nella casa della donna, in piena notte. I malviventi si erano arrampicati da un ponteggio esterno, installato per alcuni lavori allo stabile. Cinque anni dopo il delitto, la squadra Mobile di Catanzaro ha risolto il caso. In manette e' finito Silvano Passalacqua, posto in stato di fermo su provvedimento della locale Procura. Con lui e' coinvolta anche un'altra, Davide Veneziano, 25 anni, per il quale non e' stato necessario emettere il fermo dal momento che e' gia' detenuto. Entrambi sono di etnia rom. a svolta nel caso che aveva provocato inquietudine nel capoluogo calabrese, e' arrivata grazie al lavoro meticoloso della polizia scientifica e alle indagini della Mobile guidata da Rodolfo Ruperti. I prelievi effettuati sulla scena del delitto hanno permesso, infatti, di risalire al Dna degli autori, rilevato su alcuni brandelli di guanti in lattice lasciati vicino al cadavere. A quel punto e' avvenuto l'incrocio con il Dna delle due persone che e' risultato perfettamente compatibile. La Mobile, inoltre, aveva gia' attenzionato i due dopo una serie di riscontri, compreso un precedente tentativo di furto avvenuto qualche tempo prima nello stesso stabile e portato a termine da alcune persone prossime agli arrestati. I dettagli dell'operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta oggi nella Questura di Catanzaro, alla presenza del procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, dell'aggiunto Giovanni Bombardieri, del questore Vincenzo Carella, del capo della Mobile, Rodolfo Ruperti. Sono stati loro ad illustrare i dettagli di un'indagine portata avanti per cinque anni, sottolineando la risposta dello Stato ad una citta' attonita' per il delitto. Critelli era, tra l'altro, molto nota in citta', sia perche' gestiva un bar-panetteria, sia perche' era la madre di Pietro Tassone, presidente della Confcommercio provinciale. "Con questa operazione - ha detto il questore - abbiamo liberato l'opinione pubblica e la famiglia della vittima da un peso che si portavano avanti da anni". Carella ha anche affermato che "dopo essere arrivato a Catanzaro, poco piu' di tre mesi fa, ho registrato un forte attivismo investigativo. Merito dei poliziotti, ma anche dell'autorita' giudiziaria che ha saputo stimolare e guidare le migliori risorse che abbiamo in provincia". Soddisfatto anche il procuratore Lombardo: "Un tempo gli omicidi venivano archiaviati a carico di ignoti - ha detto - da qualche tempo, invece, riusciamo a scoprire gli autori, anche di quelli di mafia. In questo caso abbiamo chiuso una vicenda che a suo tempo fece molto scalpore per le modalita' in cui era avvenuta". Analisi condivisa dall'aggiunto Bombardieri, secondo il quale"restano comunque aperte una serie di attivita' per verificare se i due possano avere avuto dei complici". Il capo della Mobile ha ripercorso l'attivita': "Si e' battuta ogni pista, sin da subito, anche se avevamo idea di come potessero essere andati i fatti, fino a ricostruire i legami tra singoli episodi e i soggetti interessati".


Rapinata e uccisa in casa: famiglia, grazie a forze dell'ordine
Catanzaro, 4 apr. - "Voglio esprimere a nome di tutta la mia famiglia, i piu' sentiti ringraziamenti per l'operazione investigativa che ha portato all'arresto degli assassini di mia madre". E' rivolto al Procuratore Lombardo, al Pm, al questore Carella, al capo della mobile Ruperti e ai suoi agenti e all'ispettore Pizzuti, il plauso del presidente della Confcommercio di Catanzaro Pietro Tassone, figlio della signora Antonia Critelli morta nella notte del 23 marzo del 2009 per mano dei suoi aguzzini che si sono introdotti nella casa di Pontepiccolo per derubarla. "Aver consegnato alla giustizia gli autori dell'atroce delitto - afferma Tassone - lenisce solo in parte il dolore che quotidianamente vivo con i miei familiari, un dolore che sono convinto di aver condiviso in questi lunghi anni con tutta la citta' che mai ha smesso di mostrarmi solidarieta' e incitamento a non smettere di crederci e a non mollare la presa". "Sapevo di poter serenamente contare sull'impegno degli inquirenti - dice Pietro Tassone - perche' hanno mantenuto sempre alta l'attenzione sul caso. Per questo motivo, stamane, ho voluto esprimere personalmente ad ognuno di loro la mia gratitudine, stringendo la mano a coloro che per me, da oggi, rappresentano una estensione naturale della mia famiglia. Un caloroso ringraziamento - dice ancora Tassone - devo rivolgerlo anche alle tante persone che, sin dalle prime ore del mattino, hanno voluto testimoniarmi la loro vicinanza e felicita'. Ora il pensiero - conclude - e' rivolto al processo, nel quale sono certo, anche la magistratura sapra' dare soddisfazione non solo alla mia famiglia, ma all'intera comunita', con una pena certa ed esemplare".


'Ndrangheta:Corte Appello annulla confisca residence nel Vibonese
Vibo Valentia, 4 apr. - La Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, ha annullato la confisca di "Villa Filomena", un complesso residenziale e turistico da un milione di euro sito su un'area di 4.600 metri quadri a Ricadi, nel Vibonese, di proprieta' di Paolo Ripepi, gia' definitivamente condannato a 3 anni e 4 mesi per associazione mafiosa nel processo "Dinasty" contro il clan Mancuso. La decisione dei giudici d'appello fa seguito ad un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione il 25 maggio del 2012 che aveva chiesto di riesaminare il caso. I giudici hanno ora riconosciuto la provenienza lecita del complesso immobiliare (formalmente intestato alla figlia di Ripepi), frutto di una successione ereditaria, che era stato sequestrato dalla Dia il 4 febbraio 2010. Annullato quindi dai giudici di secondo grado il decreto di confisca emesso dal Tribunale di Vibo (sezione "Misure di prevenzione) il 15 luglio 2011. La Corte ha invece confermato la confisca di un terreno sito a Ricadi di 500 metri quadri con un sovrastante manufatto smontabile.


'Ndrangheta: Bocci, restituire fiducia ai cittadini
Catanzaro, 4 apr. - "La prima cosa da fare in questa regione e' restituire la fiducia nella legalita'. Fare della legalita' il punto di svolta". Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Gianluca Bocci, rispondendo alle domande dei giornalisti, a Catanzaro, a margine di un' iniziativa promossa dalla Prefettura. "E' una sfida che riguarda tutti - ha aggiunto Bocci - ma soprattutto le nuove generazioni. Questa e' una terra che ha potenzialita' straordinarie, bisogna utilizzare meglio questo risorse. Partendo da un'idea e da un approccio culturale diverso, sapendo che questa e' la ricchezza che la Calabria ha".


'Ndrangheta: lunedi' nel Vibonese la Commissione antimafia
Vibo Valentia, 4 apr. - La Commissione parlamentare antimafia sara' lunedi' prossimo, 7 aprile, a Vibo Valentia ed in alcuni centri della provincia. Dalla ore 11 alle ore 12, la Commissione effettuera' un sopralluogo a Limbadi, in un bene confiscato al clan Mancuso. Successivamente, in Prefettura a Vibo avranno luogo le audizioni del prefetto Giovanni Bruno, del questore Angelo Carlutti, del comandante provinciale dei carabinieri Daniele Scardecchia, del comandante provinciale della Guardia di finanza Paolo Valle, del responsabile della Dia di Catanzaro Antonio Turi. Analogamente, nello stesso pomeriggio di lunedi' si svolgeranno le audizioni del procuratore della Dda di Catanzaro Antonio Lombardo, del procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo e del sostituto procuratore generale di Catanzaro Marisa Manzini. Le audizioni afferiranno alla situazione generale della provincia di Vibo Valentia. Sempre in Prefettura alle ore 18,30, a conclusione dei lavori della Commissione, avra' luogo una conferenza stampa.


'Ndrangheta: infiltrazioni a Roma, chiesto processo per 9
Roma, 4 apr. - La procura di Roma ha chiesto il processo per nove persone, alcune delle quali ritenute vicine alla 'ndrina dei Gallico di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, che aveva investito nella capitale i denari illeciti in societa', beni mobili e immobili, tra cui l'Antico Caffe' Chigi, a piazza Colonna, punto di riferimento di ministri e sottosegretari. Trasferimenti fraudolento di beni aggravato dal metodo mafioso e' l'ipotesi di reato che la procura ha contestato a Francesco Frisina, Carmine Sacca', Alessandro Mazzullo e poi a Maria Antonia Sacca', Claudio Palmisano, Andrea Porreca, Grazia Rugolo, Giuseppe Vincenzo Distilo e Carla Volutta'.    Il prossimo 12 giugno sara' il gup Riccardo Amoroso a pronunciarsi sulla richiesta della procura, ma due imputati (Distilo e Volutta') hanno gia' chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Per questa vicenda, Frisina, Sacca' e Mazzullo finirono in manette lo scorso anno nell'ambito di un'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che, indagando su prestanome (familiari e non) in qualche modo legati alla cosca calabrese, porto' alla luce l'esistenza di un progetto di infiltrazione nella realta' economico-finanziaria della capitale tramite il reinvestimento di cospicue somme di denaro di provenienza illecita. All'attenzione degli investigatori fini' la titolarita' delle quote della 'Macc4 slr', proprietaria del bar 'Antiche Mura', quella della 'Sapac srl', che gestisce numerosi discount e supermercati, e poi della 'Lasara 98 srl', cui e' riconducibile il ristorante 'Platinum', oltre all'Antico Caffe' Chigi, le cui quote appartenevano alla 'Colonna Antonina 2004 srl'.


Carceri: appello di Corbelli per la nonna del piccolo Coco'
Cosenza, 4 apr. - "Chiedo, con grande rispetto dei giudici, che ci sia una giustizia giusta e umana per i genitori e la famiglia del piccolo Coco', il bambino ucciso e bruciato a Cassano allo Ionio insieme al nonno e ad una donna marocchina", afferma, in una nota, Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, che da oltre 15 mesi continua ininterrottamente ad aiutare la famiglia del piccolo Coco', che oltre un anno fa(il 22 dicembre 2012), era anche riuscito a far scarcerare insieme alla sua mamma(erano entrambi, madre e figlioletto, in carcere, a Castrovillari, da 40 giorni). "Chiedo - aggiunge - che venga consentito alla nonna materna del piccolo Coco', detenuta a Castrovillari e molto malata, di poter incontrare le sue due figlie, Antonia e Simona. Rinnovo inoltre l'appello affinche' venga permesso alle due sorelline di Coco' di poter vedere e abbracciare il loro papa', Nicola Campolongo, detenuto, anche lui, nel carcere di Castrovillari. Le due bambine, che sono ospitate insieme alla mamma, Antonia Iannicelli, a tre zii(Simona e Giuseppe, fratelli di Antonia e il cognato Roberto Pavone, marito di Simona) e ai cuginetti(figli di Simona e Roberto), in una casa famiglia, per decisione dei giudici non possono essere portate in carcere a vedere il loro papa'. La mamma delle bambine,Antonia, che sta scontando gli arresti domiciliari in questa struttura, e' stata autorizzata a recarsi due volte al mese in carcere per incontrare il marito, ma senza le bambine. Oggi(venerdi') Antonia Iannicelli si e' recata a far visita al marito ma ha dovuto purtroppo lasciare a casa le due bambine e non ha potuto nemmeno vedere sua madre. Questo fatto dopo la morte, in quel modo orribile, del piccolo Coco' ha buttato ancor di piu' nella disperazione il papa' e la mamma di Coco' e delle due sorelline. C'e' dunque anche questo altro dramma e questa altra sofferenza per questa famiglia: la nonna materna del piccolo Coco', la mamma di Antonia, non puo' vedere le sue due figlie, Antonia e Simona, entrambe agli arresti domiciliari, nella casa famiglia. La donna, che e' molto malata, ha scritto una drammatica lettera, che sara' portata all'attenzione del competente Tribunale, supplicando in nome di Dio i giudici ad autorizzarla a incontrare in carcere le sue due figlie. La donna, nella missiva, racconta tutta la sua disperazione, la sua sofferenza per questa situazione. Chiede solo di poter vedere e abbracciare almeno una volta al mese le sue due figlie, che non vede e non incontra piu' dal giorno del funerale del piccolo Coco'. Credo, continua Corbelli, che sia una richiesta umanamente comprensibile, che vada assolutamente accolta".


Furti di energia elettrica, tre arresti nel Crotonese
Crotone, 4 apr. - I carabinieri della stazione di Rocca di Neto, unitamente a personale specializzato delle societa' di fornitura di energia elettrica, hanno effettuato una mirata operazione di controllo ai contatori dei fornitori di energia elettrica, al fine di prevenire e reprimere il fenomeno ormai tristemente diffuso dei cosiddetti "allacci abusivi" alla rete elettrica. In particolare, i militari hanno effettuato controlli a circa 12, tra esercizi commerciali e private abitazioni. Al termine delle operazioni di verifica dei contatori di energia elettrica, i militari hanno riscontrato in una macelleria del centro, ubicata lungo via Aldo Moro, degli allacci abusivi per bypassare il contatore dell'energia elettrica. Per questo motivo sono stati arrestati i proprietari C.F. e C.N., rispettivamente 28 anni e 25 anni per furto aggravato di energia elettrica. Nel medesimo contesto e' stato arrestato anche B.A.G., agricoltore di 49 anni. I Carabinieri hanno verificato che lo stesso aveva realizzato un allaccio abusivo presso la propria abitazione. Allo stato sono ancora in corso i conteggi dei kw/h evasi dagli esercizi pubblici per arrivare alla stima delle somme evase. Gli arrestati su disposizione dell'autorita' giudiziaria sono stati tradotti presso le proprie abitazione in attesa dell'udienza di convalida.


Motopeschereccio si arena a Crotone, ancora in azione i soccorsi
Crotone, 4 apr. - Un motopesca di Catania, lungo 22 metri e con una stazza di 24 tonnellate si e' arenato, nella tarda serata di ieri lungo la costa nord di Crotone, nei pressi della foce del fiume Neto, a causa di una falla dalla quale imbarcava acqua che ha indotto il comandante a fare arenare l'imbarcazione piuttosto che rischiare di affondare. Dal peschereccio e' partita una richiesta di soccorso alla sala operativa della Capitaneria di porto di Crotone che ha inviato sul posto una motovedetta e un'autopattuglia via terra. Verificata la stabilita' dell'imbarcazione e dunque che non vi fosse pericolo per l'incolumita' dei marittimi ne' che il gasolio a bordo potesse fuoriuscire inquinando l'ambiente circostante, sono iniziate le operazioni per il recupero del natante, rese difficoltose dal mare molto mosso che ha impedito il trasbordo dei marittimi sulla motovedetta. A quel punto e' stato chiesto l'intervento del rimorchiatore portuale di Crotone per le operazioni di disincaglio e il traino del motopesca fino al porto. Anche in questio caso le cattive condizioni del mare hanno impedito le operazioni per cui l'assistenza al motopesca incagliato e' proseguita per tutta la notte e nella mattinata odierna. Sul posto sono giunti anche un gommone della Capitaneria di porto di Crotone, un mezzo dei Vigili del fuoco e un operatore tecnico subaqueo per la verifica esterna e il ripristino dei danni subiti dal peschereccio. Al momento si stanno completando le operazioni di messa in galleggiamento del natante.


Sicurezza: Coisp, analisi Bocci base di confronto seria
Catanzaro, 4 apr. - "L'analisi del sottosegretario all'Interno Gianluca Bocci, rispetto all'impegno del personale delle forze di polizia e alla situazione calabrese, espressa a margine dell'iniziativa che si e' svolta oggi nella Prefettura di Catanzaro, rappresenta una base di confronto seria e credibile, perche' individua il reale stato delle cose". Lo ha detto il segretario regionale del Coisp (Sindacato indipendente di polizia) Giuseppe Brugnano, commentando le parole del sottosegretario sul tema della sicurezza sia in Calabria che nel resto d'Italia.  "Ha ragione il sottosegretario - ha spiegato Brugnano - quando dice che le attivita' vengono portate avanti grazie allo spirito di dedizione di uomini e donne delle forze di polizia - ha aggiunto Brugnano - ma e' altrettanto vero, come lui stesso ha sostenuto, che occorre intervenire definitivamente sulle risorse destinate al comparto sicurezza. Adesso, pero', condivisa l'analisi, occorre passare ai fatti concreti, per evitare che le parole si sovrappongano senza produrre effetti. Il ministro Alfano, d'altronde, ha annunciato un piano straordinario per la lotta alla 'ndrangheta, ed e' evidente che questo non possa prescindere dall'assunto piu' uomini e piu' mezzi". "E mentre attendiamo di registrare le risposte concrete - ha sostenuto Brugnano - a noi non resta che complimentarci, ancora una volta, con il personale della polizia di Catanzaro. La squadra Mobile ha arrestato i responsabili dell'omicidio di una anziana donna a scopo di rapina e i colleghi del Commissariato di Lido e delle Volanti hanno fatto scattare le manette intorno ai polsi di cinque spacciatori. In quest'ultimo caso, si e' dovuto anche fare i conti con i disagi per un monte ore straordinario limitato rispetto ad un Commissariato che e' gia' sotto organico. L'impegno e il sacrificio, da parte delle forze dell'ordine, e' continuo e visibile - ha concluso - ora aspettiamo di registrate nei fatti quello della politica".


Furto di piante e danneggiamento, una denuncia a Trenta
Cosenza, 4 apr. - Un giovane di Trenta e' stato denunciato dal personale del Corpo Forestale dello Stato per furto di piante e deturpamento di bellezze naturali. Il deferimento e' scaturito a causa di un controllo del Comando Stazione di Spezzano della Sila, dipendente dal Comando Provinciale di Cosenza, in localita' "Catena" del Comune di Trenta. Il personale Forestale ha trovato l'uomo sulla sede stradale mentre con l'ausilio di un trattore caricava della legna gia' depezzata su un autocarro. Dagli immediati controlli si e' accertato che la legna era stata da poco tagliata nei pressi dell'argine del "Torrente Cardone", iscritto nelle acque pubbliche della Provincia di Cosenza. In particolare sono state rinvenute tagliate su proprieta' demaniale e senza alcuna autorizzazione, circa cinquanta piante di specie "ontano" e "salice" alcune ancora giacenti sul letto di caduta. Dopo gli accertamenti si e' quindi provveduto al deferimento dell'uomo e al sequestro del legname trafugato.


Pesca: 50 kg cozze sequestrati da Guardia Costiera Cetraro
Cosenza, 4 apr. - Il nucleo ispettivo sulla pesca dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro, impegnato in attivita' di contrasto del fenomeno della vendita di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione, ha rinvenuto e sequestrato, all'interno di un furgone in transito sulla strada statale 283, ricadente sul territorio di Acquappesa (Cs), 50 Kg di cozze, suddivise in 17 sacchetti da circa 3 chili, di dubbia provenienza e prive di qualsiasi tipo di indicazione od etichetta. Il personale dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro ha quindi elevato nei confronti del conducente del furgone il previsto verbale amministrativo di 2.000 euro, ed ha sequestrato il prodotto ittico, poi smaltito mediante immersione in alti fondali da parte dall'equipaggio di una motovedetta. Non essendo infatti note le acque marine di provenienza, ed in mancanza di certificazione inerente allo stabilimento di depurazione, le cozze in questione - spiegano gli inquirenti - avrebbero potuto aver trattenuto ed accumulato diversi inquinanti, quali ad esempio batteri, virus, metalli pesanti ed idrocarburi.


Droga: spaccio marijuana, 5 giovani arrestati a Catanzaro Lido
Catanzaro, 4 apr. - In un vicoletto, non lontano dai principali locali dove si riuniscono i giovani di Catanzaro Lido, si concretizzava l'attivita' di spaccio. Un via vai continuo di giovani che, pero', e' stato notato dagli agenti della polizia del Commissariato di Catanzaro Lido e della squadra Volanti. Cosi', nella tarda serata di ieri, e' scattato il blitz che ha permesso di rinvenire 27 dosi di marijuana pronta per lo spaccio, fino a risalire e ad arrestare i responsabili dell'attivita' illecita, cinque giovani, alcuni dei quali gia' noti alle forze dell'ordine.
I cinque sono stati trovati in possesso di 30 grammi di marijuana, suddivisi in 27 dosi. Uno dei cinque aveva con se' anche banconote di vario taglio, ritenute provento dello spaccio. Tutti sono stati posti ai domiciliari. La polizia ha portato a termine l'indagine senza l'utilizzo di apparecchiature elettroniche, quali microspie o telecamere, utilizzando i consueti servizi di appostamento e di controllo del territorio. Proprio queste attivita' hanno permesso di risalire anche al modo in cui la droga veniva spacciata, con la banda che spesso concordava la consegna dello stupefacente in maniera indiretta, lasciando la dose in luoghi concordati con l'acquirente.


Droga: quattro provvedimenti cautelari nel Vibonese
Vibo Valentia, 4 apr. - La Squadra Mobile di Vibo Valentia, diretta da Orazio Marini, coadiuvata dalle unita' cinofile della polizia, ha dato esecuzione a quattro provvedimenti cautelari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti emessi dal gip su richiesta del pm Alessandro Pesce. Agli arresti domiciliari sono finiti Pietro Nadile, 39 anni, di Paradisoni di Briatico e Raffaele Francolino, 30 anni, di Bivona, frazione di Vibo. Obbligo di dimora nei comuni di residenza, invece, per G.M., 26 anni, di Gerocarne (Vv), gia' detenuto poiche' arrestato lo scorso anno per detenzione di armi nell'operazione "Calibro 12", e D.T., 29 anni, di Soriano Calabro. L'operazione odierna e' stata chiamata "Biancaneve" ed avrebbe documentato l'acquisto, il trasporto, lo spaccio e la detenzione di cocaina e marijuana.


Si taglia vene davanti giudice in Tribunale a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 4 apr. - si e' tagliato le vene davanti al giudice in segno di protesta durante un'udienza per un'esecuzione immobiliare. E' accaduto in Tribunal, a Reggio Calabria. L'uomo aveva chiesto un rinvio dell'udienza, ma il giudice non ha accolto la sua richiesta. Poco prima di tagliarsi le vene, secondo quanto riferito da un testimone, l'uomo avrebbe esclamato: "posso darvi solo il mio sangue". Sul posto sono giunti immediatamente i Carabinieri e i sanitari dell'ambulanza del 118, che hanno soccorso l'uomo.


Ultranovantenne muore carbonizzato in casa nel Catanzarese
Catanzaro, 4 apr. - Un uomo di 92 anni, Felice Fratto, è stato trovato carbonizzato nel suo letto, questa mattina, a Sorbo San Basile, piccolo centro della provincia di Catanzaro. L'anziano, secondo la ricostruzione dei carabinieri e dei vigili del fuoco, sarebbe morto a causa del rogo che avrebbe avvolto il suo letto. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire se si sia trattato di un corto circuito, come sembra dalle prime verifiche. L'allarme è stato dato dai figli, che stamattina si erano recati dal padre, malato e non deambulante.


Parcheggiatore abusivo nigeriano arrestato a Crotone
Crotone, 4 apr. - La Squadra Volanti della Questura di Crotone ha arrestato un nigeriano, ha tratto in arresto il cittadino straniero John Zion, di 36 anni , e residente in citta'. E' accusato di resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalita'. Durante un controllo del territorio finalizzato al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, nelle zone limitrofe all'ospedale, l'attenzione degli agenti e' stata richiamata da alcuni cittadini che indicavano una persona d che li infastidiva pretendendo insistentemente soldi per il parcheggio. Lo straniero indicato si sarebbe rifiutato di esibire documenti di riconoscimento. Vista la situazione, e considerato che la persona aveva assunto uno stato di agitazione, e' stato invitato ad entrare nell'auto di servizio per raggiungere gli uffici della Questura per la sua identificazione ma si sarebbe rifiutato opponendo resistenza. Da qui l'arresto e una sanzione amministrativa per l'esercizio abusivo dell'attivita' di parcheggiato. L'uomo e' stato poi accompagnato, in regime di detenzione domiciliare, in un centro d'accoglienza.


Criminalita': rapinata e uccisa in casa a Catanzaro, un arresto
Catanzaro, 4 apr. - E' stato arrestato dalla Squadra Mobile di Catanzaro, su provvedimento emesso dalla locale Procura della Repubblica, il presunto responsabile dell'omicidio a scopo di rapina dell'ottantenne Antonia Critelli, titolare di un rinomato bar-ristorante del capoluogo, avvenuto nel marzo del 2009. Il delitto suscito' molto scalpore in citta' essendo, fra l'altro, la vittima madre del presidente della locale Confcommercio. L'arrestato e' stato incastrato da un'attivita' di riscontro di Polizia Scientifica del suo Dna con quello recuperato nell'abitazione della vittima, che fu legata e violentemente malmenata nel corso della rapina, circostanza che ne causo' l'immediato decesso. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa alle 10.30 in Questura.


Truffe: arrestata titolare agenzia viaggi Reggio Calabria
Reggio Calabria, 4 apr. - I Finanzieri del Gruppo di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti della titolare dell’agenzia di viaggi e turismo Sixty Seven Travel s.a.s., Debora De Girolamo, responsabile di truffa, clonazione di carte di credito, estorsione e calunnia. È stato, inoltre, sottoposto a sequestro preventivo il patrimonio aziendale dell’agenzia di viaggi, per un valore di circa 200.000 euro. In particolare, la meticolosa attività di indagine e di controllo economico e finanziario dell’agenzia di viaggi, scaturita da una iniziale denuncia sporta da una delle numerose vittime, ha consentito di accertare che la titolare dell’agenzia di viaggi si faceva anticipare dai clienti le somme dovute per l’acquisto di pacchetti vacanza o di biglietti aerei, salvo poi non effettuare le prenotazioni e gli acquisti pattuiti. Con le diverse decine di ignari clienti, che dopo avere pagato si ritrovavano senza vacanza o viaggio, si giustificava attribuendo la responsabilità al tour operator o alla compagnia aerea che, a suo dire, avevano effettuato una sovra-prenotazione (cd. “overbooking”). Invitava, pertanto, gli acquirenti a rimandare a data da definirsi sia il viaggio vacanza che il volo aereo. Debora De Girolamo, inoltre, al momento dei pagamenti effettuati con carte di credito/debito, carpiva i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronici e li utilizzava indebitamente per acquisti di altri pacchetti viaggio o prenotazioni di voli e treni, incassando i corrispettivi in contanti dagli ulteriori clienti dell’agenzia di viaggio. Debora De Girolamo, oltre al comportamento criminoso posto in essere presso la propria agenzia di viaggi, con gravi intimidazioni, cercava di arginare le persone che le manifestavano l’intenzione di adire le vie legali. Infatti, una delle sue vittime, che aveva denunciato la truffa e a cui era stata clonata la carta di credito, riceveva, presso la propria abitazione, la visita della predetta Debora De Girolamo, la quale, nell’occasione, oltre ad offenderla e ingiuriarla, la minacciava di morte se non avesse ritirato la denuncia sporta presso gli uffici di polizia. I gravi comportamenti della De Girolamo continuavano con le denunce, scientemente false, contro alcuni clienti dell’agenzia, infuriati per il viaggio mancato, accusati presso le forze di polizia di avere danneggiato la stessa struttura.


Contraffazione: Gdf sequestra profumi contraffatti a Cosenza, denunciati tre cinesi  

Cosenza, 4 apr. - I Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno sequestrato circa  2.000 confezioni di profumi in tre attività commerciali di Cosenza, Rende e  Montalto, gestite da cittadini cinesi residenti in Italia che sono stati segnalati  alla Procura della Repubblica di Cosenza per il reato di contraffazione e  commercio di prodotti contraffatti.  Nei tre negozi venivano commercializzati profumi abilmente “taroccati”,  confezionati secondo i noti canoni di alcune delle più importanti griffe  internazionali, tra le quali: Armani, Dolce & Gabbana, Dior, Versace, Krizia, Fendi, Chanel, Calvin Klein, Hugo Boss.  Quello della contraffazione è un fenomeno illecito che, oltre a provocare una  distorsione del mercato determinata dalla concorrenza sleale, con conseguenti  danni economici e di immagine alle imprese produttrici, ha anche  importanti ripercussioni di natura sociale, connesse allo sfruttamento di  soggetti deboli, assoldati per la commercializzazione al minuto attraverso un  circuito parallelo a quello convenzionale, peraltro in totale evasione delle  imposte dirette ed indirette. Da non sottovalutare, poi, la possibile minaccia  alla salute dei consumatori, determinata molto spesso dall’utilizzo di materiali  non sicuri e da tecniche di produzione inadeguate.


'Ndrangheta: Dia sequestra beni per 7 mln a imprenditore
Reggio Calabria, 3 apr. - La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria sta eseguendo in provincia di Reggio Calabria e di Mantova, un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, di beni mobili e immobili, riconducibili ad un imprenditore calabrese. Il valore complessivo dei beni da sequestrare e' stimato in circa 7 milioni di euro. Destinatario del provvedimento e' Massimo Siciliano, imprenditore edile di 43 anni, originario di Catanzaro, attualmente detenuto. L'imprenditore, secondo quanto reso noto, e' stato coinvolto nelle recenti operazioni di polizia "Saggezza" e " Ceralacca 2", che avrebbero rivelato il ruolo svolto dall'imprenditore catanzarese, nell'ambito della 'ndrangheta"' calabrese ed in particolare del "locale" di Antonimina (RC) diretto e coordinato dal suocero Nicola Romano 66 anni. Quest'ultimo, nell'operazione "Saggezza", sarebbe emerso oltre che come "capo locale" di Antonimina, anche come "capo consigliere" della "Sacra Corona", una nuova struttura criminale con a capo Vincenzo Melia, 85 anni, posta superiormente ai "locali" di 'ndrangheta, dislocati ed operanti sui territori di Antonimina, Cimina', Ardore, Cirella di Plati' e Canolo, tutti Comuni siti nella fascia jonica della provincia reggina. La "Sacra Corona", secondoi quanto emerso, vantava legami criminali con gli esponenti delle principali famiglie mafiose della provincia reggina, come i Commisso di Siderno, i Cordi' di Locri, i Pelle di S. Luca, gli Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, i Vallelunga di Serra S. Bruno, i Barbaro di Plati', gli Ietto di Natile di Careri, i Primerano di Bovalino e con personaggi di assoluto spessore criminale all'interno della 'ndrangheta, quali, tra gli altri, Giovanni Maesano e Antonino Venanzio Tripodo. Siciliano avrebbe assunto il ruolo di imprenditore di riferimento del capo cosca Romano, garantendo, attraverso le ditte di cui e' risultato titolare e strettamente collegate al sodalizio criminale, l'esecuzione di lavori nel settore dell'edilizia pubblica, turbando le regole della libera concorrenza e del libero mercato estromettendo le aziende operanti lecitamente. Nell'ambito dell'operazione "Ceralacca 2", Siciliano e' accusato, con altre persone, di associazione mafiosa finalizzata, fra l'altro, alla corruzione e alla turbata liberta' degli incanti con riferimento alle procedure di appalto indette dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Reggio Calabria e dalla Societa' Risorse Idriche Calabresi (Sorical). Siciliano, in particolare, avrebbe fornito,s eondo quanto riportato nel provvedimento a suo carico, "un costante contributo all'associazione mafiosa di appartenenza, presentando - sia con le proprie imprese (G.S.C. S.r.l. unipersonale) che con imprese dallo stesso di fatto direttamente controllate (I.C.O.P. S.r.l.) - offerte fittizie per le gare di appalto indette dalla Sorical s.p.a., proponendo ribassi concordati in precedenza con i Bagala', per condizionare le gare.
Le determinazioni dei giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria sono scaturite da un'indagine patrimoniale, condotta dal centro operativo D.I.A. di Reggio Calabria, volta a verificare le modalita' di acquisizione del cospicuo patrimonio societario riconducibile all'imprenditore, il quale negli ultimi anni aveva incrementato in modo esponenziale la propria attivita' con l'accaparramento di numerose commesse pubbliche non solo in Calabria, ma anche in tutto il territorio nazionale ed in particolare nel Nord Italia. Gli accertamenti, peraltro, avrebbero evidenziato un'evidente sproporzione tra gli investimenti effettuati da Siciliano rispetto a quanto dichiarato al fisco. Tra i benis equestrati, l' intero patrimonio aziendale e l'intero capitale sociale della "I.C.O.P. Srl", con sede i ad Antonimina (RC), operante nel settore costruzioni, pavimentazioni stradali e produzione inerti; il patrimonio aziendale e l'intero capitale sociale della "G.S.C. Srl Unipersonale", con sede a Dosolo (Mn), operante nel settore costruzioni, manutenzione e riparazione strade, autostrade, ponti, viadotti; disponibilita' finanziarie aziendali e personali in fase di quantificazione.


ruffe: false sponsorizzazioni, operazione Gdf in Calabria
Lamezia Terme, 3 apr. - Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito un'operazione in materia di riciclaggio e false sponsorizzazioni.
L’inchiesta, che è scaturita da una segnalazione bancaria  sospetta in materia di riciclaggio, ha svelato un giro di false sponsorizzazioni sportive in Calabria, Sicilia, Campania e Toscana è stata svolta dai finanzieri in forza al nucleo di polizia tributaria del  comando provinciale di Catanzaro, coordinati dal sostituto procuratore della repubblica di Lamezia Terme, Domenico galletta, ed ha portato al sequestro di circa 400.000,00 euro in beni immobili, mobili e denaro nei confronti di 43 soggetti, tutti operatori commerciali  residenti oltre che in Calabria, in Sicilia, Toscana e Campania.  Il provvedimento emesso dalla procura lametina giunge al termine di articolate e minuziose indagini originate da una segnalazione dell’unità di informazione finanziaria della banca d’italia ai fini della normativa antiriciclaggio dato che per caratteristiche e natura l’operazione stessa destava sospetti di irregolarità: ragioni economiche per cui le operazioni finanziarie hanno avuto luogo, origine del denaro e la sua destinazione finale, ecc. Accade infatti, che dietro tali segnalazioni di operazioni sospette si celino semplici violazioni alla normativa vigente sulla circolazione del contante (attualmente non possono essere movimentate somme contanti superiori ai mille euro), ovvero, altre volte,  reati gravi quali, ad esempio, il riciclaggio, il finanziamento al terrorismo internazionale, l’usura, l’appropriazione indebita, ecc. In questo caso gli accertamenti svolti dagli uomini del nucleo di polizia tributaria  hanno disvelato un articolato meccanismo fraudolento.  In pratica, un’associazione sportiva dilettantistica lametina, attraverso il ricorso a false fatturazioni di ingenti somme di denaro ha consentito ad altri operatori commerciali senza scrupoli, sponsor dell’associazione, di evadere tasse e costituire cospicui “fondi neri”.  I falsi sponsor, infatti, da un lato sborsavano ingenti somme a titolo si sponsorizzazioni, dall’altro rientravano delle stesse somme per contanti, al netto di una  “trattenuta” che il presidente dell’associazione sportiva, un cinquatatreenne lametino, tratteneva per se. Ognuno aveva il suo vantaggio: gli sponsor con i falsi esborsi facevano figurare, fittiziamente, costi per abbattere gli utili e quindi evadevano le tasse da pagare allo stato,  l’associazione sportiva, invece, creava  cospicue riserve di liquidità in “nero” che spartiva con gli sponsor stessi. I finanzieri hanno eseguito un provvedimento di  “sequestro per equivalente” in grado di aggredire a tutto campo, fino al raggiungimento dell’importo da recuperare, il patrimonio degli indagati  (si va dal negozio di elettronica alla grande distribuzione di bevande, dalle lavanderie al settore dell’edilizia). Gli imprenditori senza scrupoli che sono stati raggiunti dal provvedimento di sequestro hanno sede per lo più nel lametino.  Per i “falsi sponsor”, la guardia di finanza di Catanzaro ha, altresì, allertato i reparti dei luoghi di rispettiva residenza, per l’effettuazione di altrettante verifiche fiscali volte a quantificare l’evasione delle imposte poste in essere. I partciolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa  nella sala riunioni del comando provinciale di Catanzaro, dal l procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Domenico Prestinenzi alla presenza del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, Generale  Antonio De Nisi. Insomma un  giro di false sponsorizzazioni sportive per una squadra che milita in Prima categoria, la Promosport di Lamezia Terme, con il coinvolgimento di decine e decine di aziende dislocate in Calabria, Sicilia, Campania e Toscana. E' la truffa al fisco scoperta dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Catanzaro che ha denunciato 43 persone, tra le quali l'ex presidente della societa', Sergio Nigro, 53 anni. L'inchiesta e' stata avviata dopo una segnalazione bancaria per un'operazione sospetta. Da qui il Nucleo di polizia tributaria e' riuscito a risalire alle false fatturazioni. Il provvedimento finale ha anche portato al sequestro per equivalente di beni mobili e immobili per circa 400mila euro che seguiranno ora l'iter della confisca obbligatoria. Nel corso della notifica dei provvedimenti, la Guardia di Finanza ha anche sequestrato un libro contabile con le cifre fatturate e quelle realmente rimaste alla societa' sportiva. E' stata la Procura di Lamezia Terme a coordinare l'attivita'. L'associazione sportiva dilettantistica avrebbe fatto ricorso a fatturazioni false per ingenti somme di denaro, ottenendo sponsorizzazioni da diverse societa' che, in realta', dividevano con il sodalizio sportivo parte delle somme registrate in fattura. I falsi sponsor, e' stato spiegato nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro, da un lato sborsavano ingenti somme per le sponsorizzazioni, dall'altro rientravano in possesso dei contanti, fermo restando una trattenuta a favore della societa'. In questo modo, ha evidenziato il comandante della Guardia di finanza, generale Antonio De Nisi, "ognuno aveva il suo vantaggio, dal momento che gli imprenditori evadevano le tasse e l'associazione sportiva riceveva liquidita' in "nero" che spartiva con gli stessi sponsor". Il procuratore di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi, ha affermato: "Gli indagati sono in tutto 79, ma per 36 di loro il reato e' in prescrizione. Si tratta di un meccanismo abbastanza semplice, con la possibilita' di abbattere i costi ed evadere il fisco. La nuova normativa consente di aggredire immediatamente i patrimoni dei presunti evasori, con beni che vengono sottoposti a sequestro e alla fine del giudizio direttamente a confisca. In questo modo per chi evade non ci saranno mai vantaggi".   Nei confronti dei falsi sponsor, e' stato annunciato, sono partite le segnalazioni ai reparti della guardia di finanza territoriali perche' vengano avviate le verifiche.


'Ndrangheta: inquirenti, scontro fratricida nel clan Mancuso
Catanzaro, 3 apr. - Una frattura all'interno della cosca Mancuso di Limbadi, la piu' potente della provincia di Vibo Valentia e tra le piu' forti della Calabria, ufficialmente coesa, ma in realta' segnata da diverse lacerazioni interne, nate per la gestione e il controllo del territorio. E' questo  il contesto in cui maturo' il duplice omicidio di Romana Mancuso, sorella dei boss dell'omonima cosca, e del figlio Giovanni Rizzo, avvenuto il 26 maggio 2008 a Nicotera. Il quadro investigativo emerso dalle indagini sull'episodio e' stato reso noto nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro, in Questura, alla presenza del questore Vincenzo Carella, del capo della Mobile del capoluogo, Rodolfo Ruperti, e del capo della Mobile di Vibo Valentia, Orazio Marini. Il questore Carella ha sottolineato che "con questa operazione e' stato chiarito un episodio molto grave accaduto a Nicotera sei anni fa, con il duplice tentato omicidio di due esponenti del potente clan, con un territorio, quello di Vibo Valentia, fortemente aggredito ancora oggi dalla criminalita' organizzata".La ricostruzione dell'attivita' investigativa e' stata effettuata dal capo della Mobile di Catanzaro: "Si e' trattato di un agguato molto cruento con numerosi colpi di Kalashnikov e varie armi. L'inchiesta "Dinasty" - ha aggiunto Ruperti - ha evidenziato le divisioni tra le varie articolazioni della famiglia Mancuso. C'erano contrasti in famiglia, ma fino a quell'agguato c'era un accordo che nessuno dei Mancuso doveva morire ed al massimo si colpivano i soldati". Le indagini sono state riaperte grazie alle testimonianze di Ewelina Pytlrz, la donna polacca ex moglie di Domenico Mancuso, che ha raccontato alla polizia alcuni retroscena. Tra questi, ci sono anche elementi utili alle indagini sul duplice tentato omicidio che, abbinati ai riscontri dell'epoca, hanno permesso di risalire a Pantaleone Mancuso, 53 anni, irreperibile da oltre un mese, e a Giuseppe Salvatore Mancuso, 25 anni, attualmente detenuto. Il mese scorso la Dda aveva emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Pantaleone Mancuso, per la stessa inchiesta, ma l'uomo si era reso irreperibile. Oggi e' stato, invece, notificato a padre e figlio l'ordinanza di arresto, cosi' come richiesto dal pm Simona Rossi al gip di Catanzaro.


'Ndrangheta: nuovo sequestro beni a imprenditore nel Vibonese
Catanzaro, 3 apr. - La Dia di Catanzaro ha sequestrato altri 50 mila euro all'imprenditore vibonese Domenico Cichello 42 anni, al quale lo scorso dicembre era stato sequestrato dalla stessa Dia un complesso di beni del valore prossimo ad un milione di euro. Questa mattina, in provincia di Vibo Valentia, dgli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, ganno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di due distinti terreni su cui insistono complessivamente quattro fabbricati. I terreni posti sotto sequestro si trovano nel Comune di Filandari. Cichello, originario di Vibo Valentia, e' residente a Filandari (VV). Fra i beni sequestrati nel mese di dicembre a Filandari, vi erano terreni agricoli, fabbricati ed una concessionaria di auto. Successivamente al primo sequestro gli investigatori hanno avuto modo di individuare beni formalmente intestati alla coniuge dell'uomoo, che, non essendo compresi nel precedente provvedimento, sono stati, all'esito delle ulteriori verifiche, segnalati al competente Tribunale. Tutti i beni sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Vibo Valentia.


Due arresti per furto eseguiti dalla Polizia a Crotone
Crotone, 3 apr. - Due persone sono state arrestate a Crotone dalla Polizia perche' ritenute colpevoli di rapina ai danni di una tabaccheria e di una farmacia nel rione Tufolo dellacitta'. Si tratta di due giovani di 24 e 26 anni, incensurati. Uno dei due ha ammesso le sue responsabilita'. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere a Catanzaro.


Armi: un arresto eseguito dai Carabinieri nel Vibonese
Vibo Valentia, 3 apr. - I carabinieri della Stazione di San Costantino Calabro (Vv), diretti dal maresciallo Pasquale La Gamba, coadiuvati dal cane antiesplosivo "Gerry" del gruppo operativo "Calabria", hanno arrestato R. M., 37 anni, del luogo. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari dell'Arma hanno trovato nel bagno dell'abitazione dell'uomo, debitamente occultata, una pistola semiautomatica a salve priva del tappo rosso, nonche' 3 munizioni calibro 16 per fucile, 2 proiettili calibro 9 ed un proiettile calibro 38 special. In attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, l'uomo e' stato posto agli arresti domiciliari per il reato di detenzione illegale di arma e munizioni.


Omicidio Adele Bruno: confermata  in appello condanna a 30 anni
Lamezia Terme, 3 apr. - La Corte d'assise d'appello di Catanzaro ha confermato oggi la sentenza con cui il 20 giugno del 2013 il 33enne Daniele Gatto e' stato condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio pluriaggravato dell'ex fidanzata, Adelina Bruno, avvenuto a Lamezia Terme il 30 ottobre 2011. Gatto, in particolare, rispondeva di omicidio aggravato dai futili motivi e dall'aver usato sevizie e crudelta' nei confronti della vittima, morta il giorno prima che compisse 27 anni, quando lui l'avrebbe strangolata per impedirle di lasciarlo. Il giovane, sempre secondo quanto gli venne contestato, dopo l'omicidio torno' a casa, si rimise in ordine e poi si reco' dai genitori della vittima unendosi alle ricerche della ragazza data per scomparsa. Solo dopo ore di ricerche Gatto si presento' spontaneamente alla Polizia dicendo cio' che era davvero accaduto. Segui' il processo con rito abbreviato - che valse all'imputato lo sconto di pena di un terzo -, e poi l'appello nel corso del quale il sostituto procuratore generale ha chiesto la conferma della prima condanna, cosi' come hanno fatto anche gli avvocati delle parti civili (il padre della vittima, Rosario, la mamma, Teresa Godino e il fratello della giovane, Vincenzo).

nella foto Adele Bruno


Ambiente: fiumi adibiti a discariche nel Reggino, operazione Gdf
Reggio Calabria, 3 apr. - Torrenti adibiti a discariche a cielo aperto. E' quanto accertato dai militari della Guardia Costiera di Melito Porto Salvo. Al fine di verificare una segnalazione di presunto degrado ambientale, giunti in localita' Fossato Frazione del Comune di Montebello Ionico (RC), a margine dell'affluente del Torrente Sant'Elia denominato "Du Locu", hanno rilevato lungo il corso d'acqua , in vari punti, l'abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi di vario genere, tra cui fogli di "eternit" sparsi lungo il letto del torrente, materiale di risulta derivante da lavorazioni edili e rifiuti ingombranti fra cui materassi, frigoriferi, pneumatici e altro. I rifiuti, in caso di forte pioggia e piena del torrente, venivanoi trascinati in mare creando forte nocumento alle attivita' di balneazione. L'area adibita a discarica e' stata sigillata e posta sotto sequestro penale dai militari, che le hanno delimitate con del nastro rosso bicolore ed affidate in custodia, per le successive operazioni di bonifica, al dirigente del settore ambiente e demanio idrico della Provincia di Reggio Calabria.


Furti energia elettrica, un arresto e due denunce a Crotone
Crotone, 3 apr. - Un arresto e due denunce: e' il risultato di un servizio effettuato dai carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, unitamente a personale specializzato dell'Enel, finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno dei furti di energia elettrica. In particolare, i militari hanno controllato 10 esercizi commerciali, in particolare bar e ristoranti, accertando che in due bar della cittadina erano stati installati apparati comunemente chiamati 'magneti' che, posti sul contatore elettronico, impedivano il conteggio del consumo reale della fornitura elettrica. Per questo sono stati deferiti per truffa ai danni dei fornitori di energia elettrica S.S., di 37 anni, e T.F., di 40 anni. I Carabinieri hanno inoltre accertato che in un altro bar, ubicato in piazza Aldo Moro, erano stati effettuati allacci abusivi per bypassare il contatore dell'energia elettrica. Il proprietario, R.V., di 31 anni, e' stato arrestato per furto aggravato di energia elettrica.


Passeggia davanti caserma Carabinieri, arrestato ricercato rumeno
Crotone, 3 apr. - Passeggiava nei pressi della caserma dei carabinieri, certo di non essere riconosciuto fuori patria. Ed invece i carabinieri lo hanno riconosciuto e arrestato. Le manette dei militari della tenenza di Isola Capo Rizzuto sono scattate attorno ai polsi del cittadino romeno Daniel Stirbu, disoccupato 22enne, sul quale pendeva un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura romena. Espletate le formalita' di rito, e' stato tradotto nel carcere di Catanzaro a disposizione dell 'autorita' giudiziaria. Stirbu e' accusato di un furto aggravato commesso in madrepatria nel corso del 2010 per il quale e' stato condannato ad una pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione.


Gdf Prato: Operazione "Fiume Giallo"

Prato, 3 apr. - Contrabbando di tessuti dalla Cina a Prato: 5 arresti, 27 altre misure cautelari, sequestrate 16 società e beni patrimoniali per oltre 20 milioni di euro. Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando aggravato di 377.186 rotoli di tessuto importati illecitamente dalla Cina a Prato, passando per il porto di Genova, intestazione fittizia di 13 società a prestanomi, 177 false bollette doganali, evasioni fraudolente per omesse o infedeli dichiarazione dei redditi ed IVA: questi sono i capi di imputazione a carico di 31 cittadini cinesi ed 1 italiano, nei cui confronti il GIP del Tribunale di Prato ha emanato, su richiesta della Procura della Repubblica, un’ordinanza di misure cautelari eseguita oggi dalla Guardia di Finanza di Prato con: ? 5 arresti domiciliari in pregiudizio del capo e dei principali attori del gruppo criminale; ? 11 obblighi di dimora e 16 divieti di espatrio notificati ad altrettanti cittadini cinesi residenti a Prato, Genova, Mantova, Napoli, Reggio Emilia e Milano. Contemporaneamente è stato effettuato, per ordine del P.M. procedente, il sequestro preventivo di 13 società, 24 conti bancari, 19 automezzi e beni aziendali, che si vanno a sommare ai 175.000 rotoli di tessuti già intercettati in flagranza di reato, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro. I provvedimenti odierni si inquadrano in una complessa attività investigativa sviluppata dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Prato negli ultimi 2 anni, partendo da uno dei tanti controlli ad un autoarticolato che, venerdì 17 febbraio 2012, scaricava in un capannone del Macrolotto 1 un container pieno di 1.243 rotoli di tessuto provenienti dalla Cina: i documenti di trasporto, le fatture e le spiegazioni rese sul momento suscitavano dubbi e criticità per cui, passo dopo passo, si approfondivano le indagini lungo tutta la filiera di questo canale di approvvigionamento illegale di materie prime destinate alle migliaia di imprese cinesi del “pronto moda”. E’ stata così accertata la sussistenza di una struttura illecita stabile con competenze di alto livello, capeggiata da un cittadino cinese molto scaltro, ufficialmente dipendente di uno spedizioniere di Genova, ma in realtà diventato il “dominus” e l’interfaccia fondamentale nei rapporti tra gli esportatori della madrepatria e gli importatori effettivi dei tessuti di cotone, rayon, e di altre fibre procurati in completa evasione del pagamento dell’IVA. Sostanzialmente, i container carichi di merce arrivavano nel porto di Genova e lì venivano sdoganati in sospensione dell’applicazione dell’IVA (aliquota 20, 21 o 22 per cento a seconda dei periodi), in quanto ufficialmente destinati ad un deposito fiscale, prima di essere rivenduti sul territorio nazionale. In realtà, l’organizzazione utilizzava per queste operazioni delle società di comodo, vere e proprie “cartiere” dette “missing trader”, ossia imprese intestate a prestanomi prezzolati (5.000 € all’anno di compenso medio), prive di uffici, attrezzature o beni aziendali, che estraevano i beni dal deposito Iva, emettevano autofattura e li trasferivano successivamente a Prato, dove li consegnavano ai reali destinatari, ma poi omettevano di versare l’imposta e di presentare le dichiarazioni, sparendo nel giro di pochi mesi. Altre volte, le importazioni, camuffate da falsi depositi IVA, avvenivano a cura di società pratesi realmente esistenti che però dimenticavano - anch’esse - di versare le imposte e presentare le dichiarazioni annuali, per poi rivendere i tessuti ai laboratori del “pronto moda” senza emettere fatture, oppure rilasciando fatture e documenti di trasporto che una volta arrivati a destino venivano bruciati o distrutti. Complessivamente, dal 2011 al 2013, l’organizzazione in questione ha importato 377.186 rotoli di tessuto stipati in 343 container da 40 piedi, per un valore dichiarato in atti di 8.181.000 euro, evadendo il pagamento di diritti di confine pari a 1.981.000 euro. 12 sono le società di comodo intestate a prestanomi, bloccate con i sequestri odierni. Le verifiche fiscali nei confronti dei destinatari finali dei tessuti di contrabbando sono tuttora in corso: quelle sviluppate finora su 8 società hanno portato all’accertamento di oltre 20 milioni di redditi evasi e 8,3 milioni di IVA non versata. Più in generale, proseguono i controlli della Guardia di Finanza finalizzati al contrasto dell’economia sommersa e dei traffici illeciti perpetrati dagli operatori cinesi di Prato, anche mediante altre indagini sulle frodi dei falsi “depositi IVA” che provocano gravi turbative al funzionamento del mercato a danno delle imprese oneste.


Pescatori alla deriva soccorsi da Guardia Costiera nel Cosentino
Cosenza, 3 apr. - Un'operazione di soccorso in mare e' stata condotta nelle acque tra Cassano allo Ionio e Corigliano Calabro, al largo della foce del fiume Crati, dalla Guardia Costiera di Corigliano Calabro, coordinata dal Comandante della Capitaneria di porto Capitano di Fregata (CP) Antonio D'Amore. I militari hanno tratto in salvo tre persone. Alla sala operativa della Guardia costiera e' statos egnalato che a bordo di una piccola unita' da pesca di soli 6 metri di lunghezza tre pescatori coriglianesi di 20, 30 e 50 anni a bordo della loro unita', a causa delle condizioni del mare e del vento, erano stati spinti a oltre 5 miglia dalla costa e non riuscivano piu' a rientrare. Il piccolo motore della barca, infatti, insufficiente per contrastare le onde e il vento, aveva consumato tutto il carburante a disposizione ed erano quindi in balia delle correnti. E' stata percio' inviata nella zona di mare interssata la motovedetta dedicata alla ricerca e al soccorso CP 873, che ha iniziato le ricerche partendo proprio dalla foce del Crati e non senza difficolta' ha intercettato in poco tempo la piccola unita' da pesca. I militari della Guardia costiera, verificate le buone condizioni di salute degli occupanti, spaventati dall'essersi visti sempre piu' lontani dalla costa senza poter controllare la barca ne' con il motore ne' con i remi, hanno quindi accompagnato l'unita' in difficolta' a lento moto verso la spiaggia di Schiavonea, dove i malcapitati pescatori sono arrivati in tutta sicurezza.


Fisco: Gdf Vibo Valentia sequestra beni per 2 mln
Vibo Valentia, 3 apr. - I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vibo Valentia hanno eseguito due decreti di sequestro preventivo emessi dal gip di Vibo nei confronti dell' amministratore unico di una societa' di Pizzo (Vv), operante nel settore dei cantieri navali. Il valore del patrimonio sottoposto a sequestro ammonta a circa due milioni di euro. Il provvedimento e' scaturito da una verifica fiscale ai fini delle imposte dirette e dell'Iva a conclusione della quale sarebbero state accertate numerose violazioni di carattere amministrativo e penale. Le Fiamme Gialle vibonesi hanno controllato un arco temporale che va dal 2009 al 2013, recuperando a tassazione, in materia di imposte sui redditi, oltre 3 milioni di euro ed in materia di Iva oltre 200mila euro. L'operazione e' stata denominata "Mare d'inverno" ed il decreto di sequestro preventivo e' finalizzato alla confisca anche con formula per equivalente sui beni nella disponibilita' dell'indagato. Fra i beni sequestrati immobili, terreni, autovetture e conti correnti.


Truffe: false sponsorizzazioni, operazione Gdf in Calabria
Catanzaro, 3 apr. - Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito un'operazione in materia di riciclaggio e false sponsorizzazioni. L'inchiesta e' stata coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Lamezia terme. I particolari saranno illustrati alle ore 11, La sala riunioni del comando provinciale di Catanzaro, dal l procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Domenico Prestinenzi alla presenza del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, Gen. Antonio De Nisi.


'Ndrangheta: tentato omicidio a colpi kalashnikov, un arresto
Catanzaro, 3 apr. - La Squadra Mobile di Catanzaro ha arrestato un esponente di spicco della famiglia Mancuso di Limbadi (Vv) in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia diel capoluogo calabreds. Gli inquirenti avrebbero fatto luce su un tentato duplice omicidio compiuto, con un kalashnikov, nei confronti di una donna e di suo figlio, appartenenti ad una fazione diversa della stessa famiglia. Un altro familiare della famiglia Mancuso ritenuto responsabile in concorso dello reato, gia' irreperibile da circa un mese, non e' stato rintracciato e sono in corso attivita' di ricerca. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle ore 11,30 in Questura.
Decisive, ai fini delle indagini, sono state le dichiarazioni di una donna, ex moglie di uno dei Mancuso, che ha deciso di collaborare con la giustizia. La Squadra Mobile di Catanzaro, guidata da Rodolfo Ruperti, avrebbe cosi' fatto luce sul duplice tentato omicidio di Romana Mancuso, 69 anni, di Limbadi, e del figlio Giovanni Rizzo, 42, avvenuto nei pressi della loro abitazione. Il fatto di sangue e' avvenuto a Limbadi il 26 maggio del 2008 quando madre e figlio rimasero gravemente feriti a colpi di pistola e kalashnikov. Due le persone coinvolte nel provvedimento della Dda di cui una, Pantaleone Mancuso, 53 anni, detto "l'Ingegnere", residente a Nicotera, e' latitante da un paio di mesi. Il contrasto interno al clan Mancuso, come gia' emerso in alcune inchieste della Dda di Milano sul clan Mancuso-Di Grillo in Lombardia, e' "deflagrato" proprio con il tentato omicidio di Romana Mancuso e del figlio. La donna risulterebbe appartenente alla cosidetta "generazione degli 11", primo storico "ramo" della famiglia Mancuso e sorella dei piu' noti boss Antonio, Cosmo Michele, Luigi e Pantaleone Mancuso detto "Vetrinetta". Il presunto responsabile del tentato omicidio, Pantaleone Mancuso, detto "l'Ingegnere" e' nipote di Romana Mancuso, in quanto figlio del fratello (deceduto da tempo) Domenico.


Furti: due persone arrestate dai Carabinieri nel Catanzarese
Catanzaro, 3 apr. - I Carabinieri della compagnia di Soverato, nell'ambito di distinte operazioni, hanno arrestato due uomini responsabili, rispettivamente, di furto in abitazione e furto di energia elettrica. I militari della Stazione di Badolato, agli ordini del Maresciallo Massimo Falconieri , hanno sorpreso un giovane che, con fare sospetto si stava allontanando dall'ingresso di una casa. Bloccato ed identificato ie' risultato essere un parente dell'anziana signora proprietaria dell'abitazione. I Carabinieri, tuttavia, senza lasciarsi raggirare, hanno perquisito l'uomo trovandolo in possesso dell'intera pensione della donna. Il giovane, infatti, aveva appena perpetrato il furto, trafugandone tutto il denaro.L'uomo e' stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del rito per direttissima, che si terra' presumibilmente in data odierna. Sempre a Badolato,, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Soverato, congiuntamente a personale dell'Enel e nell'ambito di servizi predisposti dall'inizio dell'anno su tutta la giurisdizione, hanno effettuato controlli al fine di individuare eventuali allacci abusivi al sistema di erogazione della corrente elettrica. I militari e i tecnici hanno proceduto a smontare e sequestrare due cavi collegati senza alcun contatore ed artigianalmente alla linea. IL prpprietariod ella casa e' stato tratto in arresto. L'uomo dovra' rispondere di furto, oltre a dover rimborsare il danno all'Enel. I Carabinieri, su disposizione dell'Autorita' Giudiziaria, hanno poi tradotto agli arresti domiciliari l'uomo, in attesa del rito per direttissima.


Droga: arresti Lamezia, gruppo spacciava anche a Roma e Milano
Lamezia Terme (Catanzaro), 2 apr. - Sono considerati i capi dell'organizzazione criminale capace di gestire lo spaccio di droga a Lamezia Terme (Catanzaro), ma anche a Roma, con interessi anche a Milano, i quattro uomini arrestati stamane dalla Polizia a Lamezia Terme grazie all'operazione denominata "Arianna". In manette sono finiti Gino Giovanni Daponte, 52 anni; Peppino Daponte, 54; Francesco Salvatore Pontieri, 47; Marco Lento, 34. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Catanzaro, su richiesta della Procura di Lamezia Terme, con la contestazione di detenzione e spaccio di cocaina. Gli arresti rappresentano il seguito delle inchieste "Village" e "Strike", portate a termine rispettivamente a luglio 2012 e a novembre 2013. La prima, in particolare, si e' conclusa con numerose condanne, a conferma del coinvolgimento di molti giovanissimi nell'attivita' di spaccio al minuto nella zona di Sambiase. Le nuove indagini condotte per oltre tre mesi, con il supporto di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di ricostruire l'organigramma e la struttura del gruppo criminale, di individuare le basi operative del gruppo, le modalita' di distribuzione degli utili e di raccolta del denaro. La polizia ritiene, infatti, di avere individuato i capi dell'organizzazione, che aveva ramificazioni operative a Milano e a Roma. In particolare Marco Lento, residente da anni a Roma, sarebbe stato utilizzato per il trasporto della droga da Milano alla Capitale e per la successiva attivita' di spaccio che avveniva proprio a Roma. Gli altri curavano lo spaccio al dettaglio nella citta' di Lamezia Terme, dove vi era una forte richiesta anche da parte di alcuni imprenditori. Seguendo i movimenti di denaro su una postepay intestata a terzi, ma di fatto in possesso di Gino Daponte, capo del gruppo e detenuto da novembre nella Casa circondariale di Catanzaro per l'arresto nell'operazione "Strike", e' stato possibile ricostruire le modalita' di gestione dell'attivita' di spaccio, i cui proventi i referenti territoriali dovevano settimanalmente versare sulla carta. Nel corso delle perquisizioni a Roma, all'interno dell'abitazione di Marco Lento, sono stati rinvenuti 25 grammi di cocaina purissima, 65 grammi di canapa indiana, un bilancino di precisione, materiale da confezionamento e 3.630 Euro in contanti, nonche' altro materiale ritenuto di interesse investigativo. Nell'operazione sono stati impegnati gli uomini del Commissariato di Lamezia Terme, della Questura di Roma e del Reparto prevenzione crimine Calabria di Vibo Valentia. I particolari dell’operazione “Arianna”, sono stati illustrati nel corso di una conferenza sta dal Capo della Procura Lametina,Salvatore Prestinenzi, dal Questore di Catanzaro Vincenzo Carella e dal dirigente del commissariato lametino Antonio Borelli.
Per il procuratore Domenico Prestinenzi ha dichiarato che in questa come nella precedente operazione “Strike “abbiamo sia dichiarazioni attendibili che riscontri oggettivi come le intercettazione ambientali e telefoniche. Si può dire che si tratti di processo chiuso.  Abbiamo preferito emettere ordinanze per poche persone ma essere sicuri di un impianto accusatorio solido che non consenta di far decadere alcune posizioni nel prosieguo della fase processuale”.  Secondo il questore Vincenzo Carella “l’operazione è stata portata a termine dagli agenti e dagli investigatori del commissariato di Lamezia con molta puntualità. Questa operazione – aggiunge – s’inquadra in un più ampio progetto di lotta al traffico e consumo di sostanze stupefacenti che a Lamezia, come altrove, avvelena il tessuto sociale. Sono molto soddisfatto perché il commissariato ha dimostrato molta professionalità. Questo risponde anche ad osservazioni su penuria di uomini e mezzi a disposizione: è la qualità che fa i risultati, non i numeri”. Sul piano prettamente investigativo si è soffermato il dirigente del commissariato Borelli spiegando che l’operazione è stata chiamata “Arianna”, perché da “una poste pay siamo risaliti, come un filo, ai vertici dell’organizzazione”. Comunque, ha spiegato ancora il dirigete  “le indagini, coordinate dal sostituto Domenico Galletta, sono in realtà lo sviluppo dell’operazione Strike quando a novembre scorso arrestammo nove persone accusate a vario titolo di spaccio stupefacenti. Ebbene, quella era la manovalanza. Nel prosieguo delle indagini abbiamo rilevata rapporti con Roma che non riuscivamo a capire in un primo momento”. Entrando nei dettagli Borelli ha spiegato che il traffico su Roma lo gestiva Marco Lento mentre lo spaccio, soprattutto dopo gli arresti di novembre e la fine della latitanza di Gino Giovanni Daponte, veniva curata qui dal fratello di quest’ultimo, Peppino Daponte assieme Pontieri. Quando si trattava di clienti facoltosi era lo stesso Peppino Daponte che si muoveva. Siamo risaliti a questo giro, dicevamo, tramite i movimenti registrati su questa postepay, formalmente intestata a Pontieri ma in realtà in uso a Gino Giovanni Da ponte”.  Il dirigenete del commissariato, inoltre, ha riferito che nel corso di una perquisizione “a casa di Lento abbiamo ritrovato sia cocaina, che marijuana, che bilancino di precisione che oltre 3.000 euro il che ha avallato quelle che sono state le nostre indagini considerato che Lento è disoccupato. Siamo riusciti a risalire all’apice dell’organizzazione anche grazie alle testimonianze di qualche imprenditore regolare assuntore di sostanze che, messo davanti al fatto compiuto delle intercettazioni telefoniche con questi soggetti, non ha potuto far altro che confermare”.


Lamezia: sequestrate armi ad imprenditore che minacciava un cliente per riscuotere i propri crediti

Lamezia Terme, 2 apr. -  Prosegue l’attività di controllo economico del territorio del gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme, finalizzata alla repressione degli illeciti che intaccano il regolare funzionamento del mercato e dell’economia, con risvolti anche per la sicurezza pubblica. Questa volta, infatti, le fiamme gialle hanno individuato un imprenditore che, al fine di esigere un proprio credito commerciale di  40.000,00 euro  vantato verso un cliente, non ha esitato a minacciare quest’ultimo di morte, avvalendosi allo scopo anche di una pistola legalmente detenuta, ma abusivamente portata fuori dalla propria abitazione, per esercitare arbitrariamente le proprie ragioni. In esito alle indagini attraverso le quali la guardia di finanza ha fatto completa luce su tale evento, la procura della repubblica di Lamezia Terme ha chiesto ed ottenuto dal locale tribunale,  ufficio Gip,  il sequestro delle armi e delle munizioni dell’imprenditore. Le “fiamme gialle” hanno quindi in via precauzionale hanno posto sotto sequestro:   Una pistola sig sauer cal. 40 s&w; un fucile “benelli” cal. 12; venti cartucce calibro  40 per pistola; cinquantacinque cartucce cal. 12 per fucile. Inoltre, sono state anche sequestrate le autorizzazioni di polizia che consentivano all’indagato la detenzione legale delle predette armi e munizioni. I militari del gruppo della guardia di finanza di lamezia terme hanno contestualmente notificato all’imprenditore un avviso di garanzia per i reati di porto abusivo di arma da fuoco ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.  


Droga: quattro persone arresta a Lamezia dalla Polizia

Lamezia, 2 apr. - E’ ancora in corso dalle  prime ore di stamane, a Lamezia Terme e a Roma, un’operazione di Polizia per l’esecuzione di provvedimenti cautelari in carcere emessi dal Gip presso il Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di  quattro persone ritenute responsabili di numerosi episodi di cessione di stupefacente del tipo cocaina . L’operazione rappresenta l’approfondimento investigativo dei dati emersi nell’ambito dell’operazione Strike del novembre 2013 che aveva dimostrato il coinvolgimento di molti giovanissimi nell’attività di spaccio al minuto nella zona di Sambiase.  Con l’operazione odierna sono stati assicurati alla Giustizia i capi dell’organizzazione, che aveva ramificazioni operative a Milano e a Roma. Seguendo i movimenti di denaro su una postepay intestata a terzi , ma di fatto in possesso di Da Ponte Gino, capo del gruppo e detenuto da novembre, è stato possibile ricostruire le modalità di gestione dell’attività di spaccio, i cui proventi i referenti territoriali dovevano settimanalmente versare sulla carta. Tra i clienti del gruppo anche alcuni facoltosi imprenditori. Sono impegnati nell’operazione gli uomini del Commissariato di P.S.  di Lamezia Terme ,della Questura di Roma e del Reparto Prevenzione Crimine Calabria di Vibo Valentia. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti 25 grammi di cocaina purissima e 65 grammi di canapa indiana,  3630,00 Euro in contante e materiale ritenuto utile per il prosieguo delle indagini. Ulteriori notizie sulla vicenda saranno fornite nel corso della programmata conferenza stampa che si terrà alle ore 11.30 presso il Commissariato di P.S. di Lamezia Terme alla presenza del Procuratore della Repubblica Dr. Domenico Prestinenzi e del questore Dr. Vincenzo Carella.


Carceri: IV Congresso della Uilpa Penitenziari Calabria

Lamezia Terme, 2 apr. - «Sbarrichiamo il futuro della Polizia Penitenziaria». Sotto questo slogan programmatico si terranno sabato 5 aprile dalle ore 10.00, presso il Grand Hotel Lamezia di Lamezia Terme, i lavori del IV Congresso regionale della UILPA Penitenziari della Calabria. Oltre a tutto il gruppo dirigente calabrese ed ai delegati,all’assise saranno presenti anche Eugenio Sarno e Giuseppe Sconza, rispettivamente, Segretario Generale e Presidente del Sindacato. Lo annuncia Gennarino De Fazio, Coordinatore regionale uscente e Segretario Nazionale, che spiega: ”è un momento storico per la nostra organizzazione sindacale. Alle profonde modifiche statutarie che hanno interessato la UIL e la UIL Pubblica Amministrazione e che hanno fra l’altro formalizzato l’istituzione del Sindacato Penitenziari all’interno della UILPA, si unisce un momento di svolta e di rinnovamento che interesserà particolarmente la Calabria. Dopo 17 anni in cui sono stato alla guida di questo straordinario gruppo dirigente che mi ha consentito di portare in pochissimo tempo la UILPA Penitenziari al secondo posto in termini di livello di rappresentatività regionale e di entrare a far parte della Segreteria Nazionale, non sarò ricandidato. Al di là della necessità, che pure c’era, di favorire il ricambio ed il rinnovamento, la mia elezione a Segretario Nazionale dell’ottobre 2012 con i consequenziali innumerevoli impegni a Roma e su tutto il territorio nazionale e, non ultima, l’assoluta qualità del gruppo dirigente calabrese, impongono l’elezione di un nuovo Segretario Regionale”.  “Già nel febbraio 2013– argomenta ancora De Fazio –appena dopo il mio ingresso in Segreteria Nazionale, avevamo riunito i Quadri calabresi per individuare un nuovo Coordinatore  Regionale. In quella circostanza mi venne però richiesto di traghettare il Coordinamento fino alla regolare scadenza congressualeanche al fine di consentire un più approfondito dibattito interno e la ponderata pianificazione delle scelte. Quel momento è arrivato e sono certo che la UILPA Penitenziari calabrese saprà individuare un Segretario ed una Segreteria regionale in grado di garantire, al tempo stesso, rinnovamento e continuità”.  “Nell’occasione– conclude De Fazio –saràinevitabile toccare pure il tema della recentissima dismissione della Casa Circondariale di Lamezia Terme e delle eventuali idee di riconversione dell’edificio. Del resto, anche nella riunione del febbraio dell’anno scorso discutemmo di quello che ormai per noi sarebbe stato un evento certo con la presenza, fra gli altri, del Sindaco di Maida, Natale Amantea, e dell’Assessore del Comune di Lamezia, Giuseppa Abramo. Il Sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, sebbene invitato,evidentemente impegnato in altri e più importanti appuntamenti istituzionali,non presenziò”.


Mafie: Magaro', rivedere normativa protezione testimoni giustizia
Reggio Calabria, 2 apr. - "Apprendo dalla stampa della nascita dell'associazione "Antonino Caponnetto contro le mafie e le istituzioni corrotte". E' un segnale importante che ci costringe a fare i conti con un dato incontrovertibile: le misure di tutela e assistenza previste dalla normativa attuale, nei confronti dei testimoni di giustizia, sono sovente monche e spesso lacunose". Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, Salvatore Magaro', che ha sottolineato l'opportunita' di "rivedere una normativa che si e' spesso rivelata insufficiente a declinare la volonta' dello Stato, di sostenere gli uomini e le donne che, dopo le testimonianze, si trovano spesso a dover fare i conti con gli sconvolgimenti di una vita, che non gli appartiene piu'". Il ricordo di Magaro' va ai tanti testimoni di giustizia e vittime della 'ndrangheta che sono stati auditi nella Commissione da lui presieduta. "Abbiamo avuto modo di sentire dai loro racconti - ha detto Magaro' - la solitudine e spesso l'abisso che separa un fine nobile, giusto e tanto auspicato, dalla pratica di una quotidianita' che si traduce, per molti di loro, in una vera e propria odissea. A livello regionale, seppure nei limiti di competenza che sono propri di una Regione - ha ricordato il Presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta - abbiamo provato a fare qualcosa, ma e' nella normativa nazionale che il coraggio e la determinazione di questo uomini e queste donne, deve trovare piu' compiuta corrispondenza. Offrire ai testimoni di giustizia tutela e protezione fisica ed economica, non e' un regalo o una concessione, ma e' un modo chiaro e incontrovertibile per dire a tutti che stare dalla parte dello Stato e' giusto e buono, perche' lo Stato non dimentica i suoi figli. Ci vogliono risorse, mezzi e uomini per fare tutto cio'. Sarebbe un ottimo segnale destinare parte del risparmio della spesa pubblica a questo obiettivo. L'auspicio e' che il Procuratore Nicola Gratteri, magistrato di grande talento e uomo di indubbia sensibilita', chiamato da poco a collaborare con la Commissione nazionale antimafia - ha concluso Magaro' - possa portare all'attenzione del legislatore nazionale tra le situazioni di crisi che vive il sistema giudiziario italiano, anche questa specifica dei testimoni di giustizia e delle vittime della mafia".


Ingerisce antibiotico per bronchite e muore, inchiesta a Tropea
Vibo Valentia, 2 apr. - La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ed i carabinieri di Tropea hanno aperto un'inchiesta per accertare le cause del decesso di Domenico Lorenzo, operaio 38enne di Tropea, deceduto lunedi' sera in ambulanza dopo aver ingerito un antibiotico per la cura di una bronchite. A seguito della denuncia dei familiari dell'uomo, la Procura ha inviato come atto dovuto un'informazione di garanzia al medico curante del giovane. La stessa Procura ha poi conferito l'incarico al medico legale, Katiuscia Bisogni, di procedere ad esame autoptico del cadavere, gia' trasferito nella sala mortuaria di Vibo Valentia.


Animali: vitello con tre occhi nato nelle campagne crotonesi
Crotone, 2 apr. - Una rara, ma normale malformazione. Questa la diagnosi veterinaria per un vitello nato con tre occhi nelle campagne di Strongoli, nel Crotonese. Il bovino, di circa 20 giorni, e' nato con un terzo occhio al centro della testa. Si tratta di un occhio soprannumerario che si crea in fase embrionale. Una malformazione atipica che si puo' riscontrare anche in altri animali. Il vitello, che non riesce a stare in piedi, probabilmente per un problema cerebrale legato proprio alla malformazione, viene comunque amorevolmente curato ed allattato dai titolari dell'azienda con il latte munto dalla mamma che gli viene poi somministrato con un biberon. Il terzo occhio non e' funzionale, cioe' il vitello da li' non vede nulla. L'animale e' stato ribattezzato Polifemo.


Furti: Catanzaro, in liberta' i due giovani arrestati
Catanzaro, 2 apr. - Sono stati rimessi in liberta' gia' ieri pomeriggio Andrea Bagnato, di 33 anni, e Domenico Corapi, di 27, arrestati con l'accusa di furto aggravato di materiale ferroso da un magazzino. Lo ha deciso il giudice monocratico di Catanzaro, Tiziana Macri', davanti al quale e' iniziato il processo per direttissima chiesto dal pubblico ministero di turno, Paolo Petrolo. Il giudice, dopo la convalida degli arresti, ha scarcerato i due imputati senza alcuna misura cautelare a loro carico, come richiesto dai difensori, gli avvocati Nicola Tavano e Maria Rosaria Varano. Il pubblico ministero onorario, Scalzi, aveva invece chiesto la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la firma. Il giudizio e' stato infine rinviato al primo luglio, su richiesta di un termine a difesa.


'Ndrangheta: Cafiero De Raho, c'e' attenzione ministro Interno
Reggio Calabria, 2 apr. - "E' evidente che c'e' attenzione, quindi il prefetto ha convocato una riunione di coordinamento". Cosi' il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha risposto brevemente alle domande dei cronisti prima di entrare il prefettura per partecipare a una riunione tecnica di coordinamento delle forze dell'ordine, indetta dal prefetto Claudio Sammartino, dopo l'inquietante ritrovamento di un arsenale di armi da guerra, qualche giorno fa nella Piana. Stando alle indiscrezioni, e alle parole dello stesso procuratore che qualche giorno fa aveva detto all'Agi che e' opportuno prepararsi al peggio, per poter meglio prevenire e fronteggiare ogni minaccia, sembrerebbe che allo studio ci sia un piano predisposto per fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza. "Probabilmente si' - si e' lasciato sfuggire Cafiero De Raho coi cronisti - i termini esatti verranno poi diffusi, al momento si sta discutendo pero' devo gia' dire che il ministro dell'Interno ha avuto grandi attenzioni per le nostre esigenze, il che dimostra che c'e' qualcosa di importante che verra' deciso".


Rifiuti: M5s, verificare progetti ampliamento discarica Pianopoli
Catanzaro, 2 apr. - "Il Ministro Galletti deve verificare se i progetti di ampliamento della discarica di Pianopoli (Catanzaro) siano conformi alla realta' del territorio interessato, al fine di scongiurare i conseguenti seri rischi per l'ambiente e la salute pubblica". Lo dichiarano Paolo Parentela e Dalila Nesci (M5S), che hanno presentato un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente chiedendo che vengano recepiti tutti gli studi preliminari all'autorizzazione della discarica con particolare riferimento alle caratteristiche del terreno, in quanto risulterebbe sabbioso, instabile e franoso e alla presenza o meno nell'area di corsi e pozzi d'acqua. "Sulla discarica di Pianopoli - affermano i deputati Cinque Stelle - sono stati sollevati numerosi dubbi e sono state avanzate proposte di revoca dell'autorizzazione, cosi' come non sono stati tenuti in considerazione i possibili rischi e disagi ambientali che si producono sul territorio dei comuni limitrofi, in particolare quello della frazione Cancello del Comune Serrastretta che e' il centro abitato piu' vicino alla discarica". Tra le richieste di Parentela e Nesci, quella di riconsiderare l'intera gestione della discarica di Pianopoli, visto che il presidente del consiglio di amministrazione della Daneco Impianti Srl, Francesco Colucci, che gestisce la discarica, e' stato recentemente raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'indagine "Black Smoke" relativa all'aggiudicazione della bonifica del sito di interesse nazionale di Pioltello e Rodano. "Nell'indagine "Black Smoke" - affermano Nesci e Parentela - si sta verificando se alcuni rifiuti pericolosi siano finiti nelle discariche calabresi, tra cui quella di Pianopoli". "La classe politica calabrese - precisano i parlamentari - ritiene che compromettere il proprio territorio attraverso la costruzione o l'ampliamento di discariche sia il compromesso migliore per risolvere il problema rifiuti. Per noi questo e' inaccettabile e quindi ci opponiamo con tutte le nostre forze a questa logica scellerata. In quasi un ventennio di commissariamento - concludono Parentela e Nesci - il problema rifiuti in Calabria e' lontano dalla soluzione e abbiamo speso oltre un miliardo di euro. La politica ammetta i propri limiti e consideri le soluzioni davvero efficaci come la strategia "Rifiuti Zero" proposta dal MoVimento Cinque Stelle, dai comitati e dalle associazioni ambientaliste gia' da diversi anni".


'Ndrangheta: gip, consigliere di Lecco incideva su raccolta voti
Milano, 2 apr. - Ernesto Palermo, insegnante e consigliere comunale di Lecco, arrestato nell'ambito dell'operazione condotta dalla Dda di Milano, si occupava, sotto le direttive dell'uomo al vertice dell'organizzazione Mario Trovato, "dei rapporti con esponenti politici e pubbliche amministrazioni comunali per l'acquisizione di appalti e concessioni", per consumare "delitti di turbativa di pubblici incanti, di corruzione attiva e passiva" per "intervenire e far intervenire in via preferenziale su provvedimenti urbanistico-edilizi, per incidere sulla raccolta dei voti e sull'andamento delle consultazioni elettorali locali e inoltre partecipando all'attivita' estorsiva e di protezione nei confronti di esercizi commerciali". Lo scrive il gip Alfonsa Ferraro nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di dieci persone.  In particolare, Mario Trovato ed Ernesto Palermo sono considerati gli "istigatori" dell'attentato del gennaio 2012 contro l'Old Wild Cafe' quando dei colpi di pistola furono sparati contro le vetrine del locale per convincere i proprietari a ricorrere alla 'protezione' dell'organizzazione in cambio di denaro. Sempre Trovato e Palermo "promettono", nell'agosto 2011, 10mila euro per il sindaco di Valmadrera (Lecco), Marco Rusconi, oggi finito in manette. "Successivamente - si legge nell'ordinanza - davano la somma di 5.000 euro a Marco Rusconi per compiere e aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nel riservare alla Lido di Pare', societa' appositamente costituita e riferibile alla locale di Lecco, un trattamento preferenziale in violazione dei principi di imparzialita' della Pa e per compiere atti di turbativa nella gara per il rilascio della concessione comunale sull'area del cosiddetto Lido di Pare' in Valmadrera".


Madre uccide figlio: donna da ospedale a carcere Castrovillari
Cosenza, 2 apr. - E' stata trasferita nel carcere di Castrovillari, nel Coaentno, Daniela Falcone, 43 anni, di Rovito, la donna che ha ucciso con una forbice e un coltello il figlio di 11 anni, Carmine De Santis, morto dissanguato dopo diverse ore di agonia. La donna, dopo il fatto, scoperto il 3 marzo scorso, si trovava ricoverata nel reparto di psichiatria dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza, dopo che aveva tentato il suicidio. La donna sara' sottoposta, nei prossimi giorni, a visite psichiatriche per verificare se sia compatibile con una detenzione in carcere.


Droga e furto, arresti a Melicucce ed a Gioia Tauro
Reggio Calabria, 2 apr. - Due arresti sono stati eseguiti dal personale del Commissariato di Gioia Tauro, nel Reggino, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, con il supporto dei colleghi del Reparto prevenzione crimine di Siderno, nell'ambito dell'intensa attivita' di contrasto alla criminalita' nell'area tirrenica della provincia disposta dal questore Guido Nicolo' Longo. Stamani aMelicucco, e' stato tratto in arresto in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente P.C. 23enne incensurato, il quale nascondeva, in un terreno adiacente la propria l'abitazione, una busta contenente 220 grammi di marijuana, suddivisa in sei dosi, mentre a Gioia Tauro e' stato tratto in arresto nella flagranza del reato di furto aggravato di energia elettrica, B.B., di 49 anni.


'Ndrangheta: Bruti, anche questo ramo del lago non e' tranquillo
Milano, 2 apr. - "Anche questo ramo del lago di Como non e' cosi' tranquillo...". Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati utilizza una citazione manzoniana per illustrare le conclusioni a cui e' giunta l'inchiesta 'Metastasi', dalla quale emergono infiltrazioni della 'ndrangheta, e in particolare dello 'storico' clan dei Trovato, nel tessuto economico e istituzionale del lecchese. Tra gli arrestati c'e' Mario Trovato (che era libero dopo essere stato scarcerato nel 2005), fratello del boss Francesco Coco Trovato, attualmente detenuto.
"Impossibile - ha detto Ilda Boccassini durante la conferenza stampa, riferendosi ai contatti col clan tenuti dal consigliere comunale Ernesto Palermo - che anche il piu' sprovveduto cittadino lecchese non conosca l'importanza dei Trovato". "Anche in questa indagine - ha spiegato Boccassini - vediamo la sinergia tra i reati tipici dell'associazione criminale con reati tipici della pubblica amministrazione, come la corruzione e la turbativa d'asta. Questo coinvolgimento di pubblici ufficiali rende evidente uno spaccato pericoloso, in attesa che la Cassazione confermi l'esistenza delle 'locali' in Lombardia". L'inchiesta 'Metastasi' e' iniziata nel 2010 in epoca successiva a quella denominata 'Infinito' che ha portato allo scoperto i profondi legami tra la criminalita' organizzata e il tessuto produttivo lombardo. Tra gli arrestati di oggi, ci sono anche imprenditori impegnati nel settore delle slot machine. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere di stampo mafioso e corruzione per 8 destinatari di custodia cautelare e per altri due corruzione e turbativa d'asta.


Aggredisce carabiniere, arrestato a Briatico
Vibo Valentia, 2 apr. - I carabinieri della compagnia di Vibo Valentia, diretti dal capitano Diego Berlingieri, hanno arrestato stamane a Briatico, El Idrissi Brahim, cittadino marocchino di 42 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. A seguito di una segnalazione telefonica che indicava la presenza dell'uomo in evidente stato di alterazione psichica, i carabinieri si sono portati nell'abitazione del marocchino il quale, alla vista dei militari dell'Arma, senza un apparente motivo si e' scagliato contro uno di loro. Immobilizzato e condotta negli uffici della Compagnia, l'uomo e' stato dichiarato in arresto per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il carabiniere ferito e' dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per una contusione al dito provocatagli dal cittadino marocchino.


'Ndrangheta: pm, consigliere attribuiva sua elezione a clan
- Milano, 2 apr. - Ernesto Palermo, l'insegnante - consigliere comunale arrestato nell'ambito dell'operazione 'Metastasi' condotta dalla Dda di Milano, "si definiva eletto grazie ai voti del clan dei Trovato". Lo ha spiegato durante una conferenza stampa il pm Claudio Gittardi che, insieme alla collega Bruna Albertini e al procuratore aggiunto Ilda Boccassini, ha svolto le indagini. Inoltre, avrebbe offerto 'protezione' a un imprenditore che stava aprendo un nuovo ristorante. Dopo che la sua proposta era stata rifiutata, spiega Gittardi, "sono stati sparati dei colpi di pistola nella notte contro il ristorante" e, in seguito all'attentato, Palermo ha provato a riproporre il suo 'appoggio' al titolare dell'esercizio. Il pubblico ministero ha sottolineato la pericolosita' di soggetti come Palermo, "consigliere comunale e insegnante, perfettamento normo - inserito nella societa".


'Ndrangheta: Boccassini, a Lecco connubio con istituzioni
Milano, 2 apr. - "Questa indagine conferma l'esistenza di una 'locale' a Lecco ed evidenzia il connubio fra l'organizzazione criminale con esponenti delle istituzioni". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, i risultati dell'operazione 'Metastasi' che ha evidenziato infiltrazioni della 'ndrangheta nella citta' lombarda. Fra gli arrestati figura anche il consigliere comunale di Lecco, Ernesto Palermo. Nell'ambito dell'operazione sono stati sequestrati 17 immobili, tra abitazioni e box, 5 autoveicoli, quote di partecipazione in tre societa', due bar e circa 700 mila euro distribuiti in otto depositi titoli.


Criminalita': ricercati rumeni arrestati in Calabria
Girifalco(Catanzaro), 2 apr. - Erano inseguiti da un mandato di cattura europeo, emesso dalla giustizia rumena lo scorso mese di dicembre, ma vivevano tranquillamente a Maida, un centro in provincia di Catanzaro. I carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Girifalco, pero', grazie ad un controllo costante del territorio, sono riusciti a mettersi sulle loro tracce, fino a fare scattare l'arresto.



Protagonisti sono quattro cittadini rumeni, tutti domiciliati in un appartamento del centro storico di Maida. Si tratta di Marius Adrian Radu; Adrian Mircea Lapadat; Costel Lapadat e Moise Lapadat, tutti agricoltori. Il mandato di cattura europeo era stato emesso per la condanna ad alcuni anni di carcere stabilita dai giudici rumeni rispetto ad una inchiesta che riguardava il furto di bestiame e di macchine agricole da un'azienda. I quattro erano sfuggiti al provvedimento recandosi in Italia. Le indagini hanno permesso di accertare che il gruppo e' stato prima prima in un altro centro della provincia di Catanzaro, poi si sarebbe trasferito a Maida. I quattro sono stati fermati e identificati e grazie alla collaborazione con l'Interpol sono stati assicurati alla giustizia rumena, a cui saranno affidati appena completato l'iter delle rogatorie internazionali.


Polizia: Coisp, a Catanzaro auto blindata senza tergicristalli
Catanzaro, 2 apr. - Un'autovettura blindata, in uso all'ufficio scorte della Questura di Catanzaro, e' in circolazione senza i tergicristalli, ormai usurati. La denuncia e' del segretario regionale del Coisp, Sindacato indipendente di polizia, Giuseppe Brugnano, che ha evidenziato l'anomalia amministrativa. "L'autovettura, una Hyundai Sonica - dice Brugnano all'AGI - non puo' essere risistemata perche' l'amministrazione ha risposto di non avere i soldi per cambiare i tergicristalli. Si tratta di un paradosso rispetto alle tante parole che si sentono in tema di sicurezza, considerato che parliamo di una spesa irrisoria, pari a poche decine di euro". Brugnano si dice preoccupato per quanto sta avvenendo, dal momento che "in questo modo non solo e' impossibile garantire la sicurezza della persona sotto scorta, ma addirittura e' in dubbio quella degli operatori che stanno utilizzando un'autovettura senza tergicristalli. In questo modo - sostiene il segretario regionale del Coisp - davanti alla pioggia improvvisa, gli operatori della scorta dovrebbero fermarsi dovunque si trovino per aspettare che il tempo migliori. Siamo all'assurdo. Non sappiamo piu' a che santo votarci, considerato che la politica e' completamente sorda alle reali esigenze per garantire sicurezza e legalita', mentre si annunciano piani eclatanti che poi non si traducono in fatti concreti e tangibili. Non possiamo continuare a lavorare cosi', la politica e le istituzioni - conclude Brugnano - si decidano a raccogliere il nostro ennesimo, disperato grido di allarme".


Armi: diciannovenne arrestato nel Reggino
Sinopoli (Reggio Calabria), 2 apr. - Un giovane di 19 anni, E. A. M., e' stato arrestato dalla Polizia a Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria, per detenzione e porto illegale di arma da guerra clandestina e munizionamento. Il giovane, nipote del latitante Giuseppe Crea di 36 anni, e' stato bloccato dagli agenti del Commissariato di Gioia Tauro, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito. I poliziotti hanno rinvenuto sotto al tappetino anteriore della Panda su cui viaggiava Morfea, una pistola semiautomatica munita di caricatore marca "Erfurt", di fabbricazione tedesca del 1918, calibro 9x19 mm, da ritenersi di importazione clandestina; 21 munizioni calibro 9x19 mm Luger, 8 delle quali di marca G.F.L., 1 di marca S&B e 14 di marca Win. Sette proiettili erano nel caricatore, inserito nell'arma. A seguito della successiva perquisizione domiciliare, occultati vicino al camino sono state rinvenute altre 8 munizioni cal. 7.65. Le armi sono state inviate al Gabinetto regionale di polizia scientifica, diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta, per gli accertamenti del caso. Il giovane e' stato condotto nella casa circondariale di Palmi.


Mafie: beni confiscati, esperti a confronto a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 2 apr. - E' iniziata questa mattina a Reggio Calabria, nell'aula "Giuditta Levato" del Consiglio Regionale, la riunione internazionale di esperti nell'ambito del Progetto "Gestione, uso e destinazione dei beni sequestrati e confiscati", organizzato dall'UnodC (United Nations Office on Drugs and Crime) e dalla Regione Calabria. Al meeting, secondo quanto riporta una nota dell'ufficio stampa della Giunta, partecipano oltre 70 esperti, provenienti da tutto il mondo. Si tratta di funzionari governativi e di agenzie nazionali per la gestione dei beni confiscati, esponenti di forze dell'ordine e magistratura, funzionari di organizzazioni internazionali e studiosi. Obiettivo di questa prima riunione e' l'identificazione di aspetti rilevanti e buone pratiche nella gestione dei beni sequestrati e confiscati, attivita' inserita nell'ambito della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione. Il meeting si e' aperto con il saluto iniziale dell'Assessore ai Trasporti e all'Internazionalizzazione Luigi Fedele. "Vi porgo il benvenuto a Reggio Calabria - ha detto l'Assessore Fedele - in questa prima giornata del meeting internazionale nell'ambito di questo progetto fortemente voluto dal Presidente Scopelliti. La scelta della citta' non e' casuale, dato che qui vi ha sede l'Agenzia Nazionale per i beni confiscati, ma avrete modo anche di apprezzare anche la bellezza e le straordinarie peculiarita' del nostro territorio. E' ben noto che la legislazione italiana, su questo tema, ha portato numerose innovazioni e siamo convinti che questa cabina di regia sara' in grado non soltanto di mettere in rete i diversi Stati, ma anche di valorizzare gli aspetti piu' importanti per il contrasto alla criminalita' e la buona gestione dei beni confiscati, oltre che superare le criticita' dei vari Paesi, al fine di fare rete e creare una strategia comune capace di armonizzare le azioni da porre in essere a livello internazionale". "Mi preme anche ringraziare - ha concluso l'Assessore Fedele - magistratura e forze dell'ordine per il loro quotidiano impegno nel contrasto alla criminalita' organizzata, che in Calabria sta portando grandi risultati e che contribuisce a rafforzare i principi di legalita' sul nostro territorio".     Il progetto ha nel complesso una durata di due anni e ha come fine ultimo l'elaborazione di linee guida e raccomandazioni agli Stati Parte della Convenzione. La riunione internazionale proseguira' anche domani e si concludera' venerdi' con l'ultimo incontro, previsto per le ore 10, aperto alla stampa previo accreditamento dei giornalisti nella stessa giornata presso l'apposito desk allestito all'ingresso principale di palazzo "Campanella".


Rubavano champagne in supermercato, padre e figlio arrestati
Reggio Calabria, 2 apr. - Due reggini, G.M. ed F.M., rispettivamente padre e figlio di 49 e 21 anni, sono stati arrestati in flagranza dagli agenti delle Volanti di Reggio Calabria per furto aggravato in concorso. I due sono stati sorpresi mentre rubavano120 bottiglie tra champagne, vini e altri liquori, dal supermercato "Quiperte" di via Don Orione, a Reggio Calabria. Altra merce era stata gia' caricata sull'auto dei due, mentre in casa e' stata rinvenuta altra refurtiva sottratta allo stesso supermercato. Dopo la condanna a un anno di reclusione ciascuno, a seguito del giudizio direttissimo, il magistrato ha disposto per il giovane la sospensione condizionale della pena.


'Ndrangheta: beni per 3,5 mln sequestrati da Dia e Carabinieri
Reggio Calabria, 2 apr. - La Dia e i Carabinieri di Reggio Calabria hanno proceduto al sequestro di beni, per un valore complessivo di circa 3 milioni e mezzo di euro, nei confronti di Sante Pisani, 65 anni, originario di Rosarno (Rc), trasferitosi con la famiglia a Poggio a Caiano (PO) agli inizi degli anni '90 fino al 2012, quando ha fatto ritorno a Rosarno. Il sequestro e' stato disposto dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione misure di prevenzione. Nell'ottobre 2010 il Tribunale aveva respinto la proposta inoltrata dalla Dia di Firenze, ma la DDA di Reggio Calabria, a seguito dei risultati raccolti dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, ha reiterato la richiesta ottenendo il provvedimento di sequestro. Sante Pisani e' il padre dell'avvocato Vittorio Pisani, tratto in arresto lo scorso 8 febbraio nell'ambito dell'operazione "Onta", insieme ad altre persone accusate a vario titolo di maltrattamenti in famiglia, favoreggiamento personale, violenza privata, tutti reati aggravati dalla finalita' di favorire l'organizzazione mafiosa, in merito al suicidio della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola. Nell'ambito di quel procedimento, l'attivita' di intercettazione ambientale effettuata nello studio dell'avvocato Gregorio Cacciola avrebbe consentito di individuare una condotta "penalmente significativa" attribuibile a Sante Pisani. Gli elementi raccolti dagli inquirenti, in particolare, avrebbero consentito di dimostrare che Sante Pisani sarebbe il referente economico-finanziario delle cosche Pesce e Bellocco di Rosarno. Il provvedimento di sequestro ha interessato abitazioni ad uso civile, terreni, quote societarie, attivita' economiche, conti correnti, polizze assicurative e dossier titoli, nonche' lo studio legale dell'Avvocato Vittorio Pisani, ed e' stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Cosenza, Roma, Prato e Ferrara.


'Ndrangheta: arrestato consigliere comune Lecco
Milano, 2 apr. - C'e' anche un consigliere del Comune di Lecco, Ernesto Palermo, tra le 10 persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare, arrestate nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano 'Metastasi' con al cento infiltrazioni della 'ndrangheta nel lecchese. Palermo era iscritto al gruppo del Pd fino al 2010, poi e' passato al gruppo misto. Tra gli indagati figura anche il sindaco di Valmadrera, Marco Rusconi.


Furto energia elettrica, un arresto nel Vibonese
Vibo Valentia, 2 apr. - I Carabinieri della Stazione di Monterosso Calabro (Vv), diretti dal maresciallo Attilio Rocca, hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato di energia elettrica A.C., 30 anni, commerciante del luogo. Nel corso del controllo, i militari, coadiuvati da personale della societa' Enel, a seguito di un perquisizione nell'attivita' commerciale dell'uomo, hanno accertato che era stata alterata la misurazione del consumo di energia elettrica mediante l'apposizione di un diffusore magnetico in prossimita' del contatore, conseguendo cosi' un ingiusto profitto e cagionando un danno alla societa' fornitrice, ammontante ad una percentuale variabile dal 30% al 97% rispetto a quanto realmente consumato. Il giovane, in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, e' stato sottoposto agli arresti domiciliari.


Armi: si costituisce proprietario maneggio a Gioia Tauro
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 2 apr. - Un uomo di 51 anni, Nicola Cucinotta, si e' costituito agli agenti del Commissariato di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. L'uomo, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palmi per detenzione illegale di armi clandestine, ricettazione e altro, era irreperibile dal 14 marzo scorso, quando gli agenti del Commissariato diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, avevano fatto irruzione in un capannone posto all'interno del maneggio "Casa del cavallo", di sua proprieta', arrestando in flagranza due operai rumeni, per detenzione illegale di armi clandestine e parti di esse, denunciati insieme al proprietario dell'immobile, irreperibile. Nel corso della perquisizione, infatti, all'interno di un capannone adibito a deposito attrezzi ed officina, i poliziotti hanno rinvenuto una sorta di laboratorio adibito alla modifica, riparazione di armi ed alla fabbricazione di parti di esse, quali, canne, caricatori, silenziatori ed altro, per mezzo di due torni, un trapano a colonna ed altro. Inoltre, nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati un fucile calibro 12 monocanna ad avancarica, una pistola calibro 38 tipo revolver, nonche' innumerevoli parti di armi quali: canne, molle di recupero, caricatori, cani e percussori, materiale per il caricamento di munizioni ed altro.


Pesca: 5 quintali novellame sarda sequestrati nel Reggino
Reggio Calabria, 2 apr. - Cinque quintali di "bianchetto" di sarda, detenuti illegalmente da un autotrasportatore calabrese, sono stati sequestrati da personale del nucleo ispettivo pesca della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria e da militari dell'Ufficio Locale Marittimo di Villa San Giovanni, che hanno comminato, nel corso di controlli mirati a prevenire la pesca abusiva di novellame, sanzioni amministrative per 5.500 euro. I militari hanno fermato un furgone isotermico pronto ad imbarcarsi per la Sicilia da Villa San Giovanni. Durante la perquisizione del mezzo, nascoste tra altri prodotti ittici regolarmente detenuti, sono state rinvenute 115 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda, piu' comunemente chiamato "bianchetto", per un totale di circa 500 kg; prodotto che venduto al dettaglio avrebbe fatto ricavare oltre 10.000 euro. L'autista del mezzo, intestato ad una ditta di Rossano (CS) che commercia prodotti ittici, e' stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Dopo la certificazione del medico veterinario competente che ne ha attestato l'idoneita' al consumo umano e l'autorizzazione del magistrato di turno, tutto il prodotto e' stato donato in beneficenza a vari istituti caritatevoli locali per il successivo consumo. All'interno del mezzo e' stato anche rinvenuto e sequestrato un esemplare di pesce spada di circa 12 kg, pure donato in beneficienza, pescato in tempi vietati, in quanto nel mese di marzo era vigente il fermo della pesca. Al conducente e' stato altresi' elevata una sanzione amministrativa di 4.000 euro. E' stato poi controllato il furgone di una ditta di Bagnara Calabra che trasportava 60 kg di pesce sciabola/spatola (donato in beneficenza), 20 kg di pesce ruvetto, avviato alla distruzione in quanto dichiarato non idoneo al conusmo umano. Tutti i prodottierano stati sequestrati senza alcuna documentazione che ne attestasse la corretta tracciabilita' obbligatoria. I prodotti sempre con l'ausilio del dirigente medico veterinario presente sul posto, sono stati posti sotto sequestro amministrativo ed al conducente sono state elevate sanzioni per un totale di 1.500 euro. L'intera attivita' ispettiva durata tutta la notte, ha portato al sequestro di circa 600 kg di prodotti ittici e sanzioni amministrative per un totale di 5.500 euro.


Droga: sequestrati 215 kg. di cocaina purissima al porto di Gioia Tauro

Reggio Calabria, 2 apr. - Gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, hanno individuato e sequestrato un ingente carico di cocaina purissima. Il quantitativo di stupefacente, pari a circa 215 kg., è stato rinvenuto occultato all’interno di alcuni borsoni nascosti all’interno di un container, che trasportava banane, proveniente dall’Equador e giunto nello scalo portuale di Gioia Tauro. L’operazione è stata eseguita attraverso una serie di incroci documentali e successivi controlli di container sospetti, anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner. La cocaina sequestrata avrebbe fruttato, con la vendita al dettaglio, circa 43 milioni di euro.


Reggio Calabria: Nuovo Canile Lega per la difesa del cane  

Reggio Calabria, 2 apr. -  Riprenderanno, finalmente, dopo varie vicissitudini burocratiche i lavori per la realizzazione del nuovo canile della Lega per la difesa del cane sez. RC, già interrotti per l’esaurimento dei fondi a disposizione. L’Associazione Lega per la difesa del cane RC vuole, a tal proposito, rendere noti alcuni fatti accaduti negli ultimi mesi. Orbene, successivamente al predetto stop lavori, e mentre l’associazione stessa si adoperava a reperire altre risorse per completare la propria tanto sperata struttura, la Regione Calabria, in persona del Governatore, quale commissario ad acta per la sanità, emanava il decreto n. 197 del 20 dicembre 2012 in tema di randagismo. Questo provvedimento, oltre a prevedere nuovi requisiti strutturali per tutti i canili, stabiliva un termine per l’adeguamento delle strutture esistenti di sei mesi dalla sua entrata in vigore, pena la loro chiusura immediata. La Lega per la difesa del cane che, in persona della Presidente Rogolino Rosa, gestisce attualmente il rifugio di Campo Calabro, rilevato da un precedente proprietario con il solo scopo di salvare i circa 300 cani ivi ospitati, in forza del predetto decreto, avrebbe visto chiudere il proprio canile, non adeguabile agli standard previsti dalla disposizione regionale. Ma, soprattutto, avrebbe subito la deportazione dei propri cani, laddove entro il 31 maggio 2013(ovvero i 6 mesi previsti dal decreto) non si fosse trasferita presso la sua nuova struttura in costruzione. L’Associazione con i suoi straordinari volontari, rendendo pubblica tale situazione di difficoltà e urgenza sopravvenuta, avviavano immediatamente una raccolta fondi, anche tramite i social network, che riscuoteva una grande solidarietà da parte della gente, la quale riconosceva l’annoso operato della Lega del cane sul territorio. Tuttavia, scontrandosi con l’inesorabile decorso del tempo, a cui corrispondeva una macchinosa burocrazia amministrativa, vista anche l’avvenuta modifica totale del progetto iniziale del nuovo canile, imposta dal decreto in questione, si optava, quasi alla disperata, per l’ottenimento di una proroga. Insperatamente e fortunatamente questa richiesta veniva, però, accettata, previa presentazione di un cronoprogramma lavori del nuovo rifugio, ciò anche per le conseguenze nefaste dell’applicazione del medesimo decreto che avrebbe portato alla chiusura della maggior parte dei canili calabresi esistenti, con grave ripercussione sulla già incontrollabile piaga del randagismo. Ebbene, oggi la Lega per la difesa del cane di RC si rivolge nuovamente ai propri sostenitori e a tutti gli animalisti calabresi, che con la loro solidarietà hanno già realizzato lo straordinario risultato di consentire la ripresa dei lavori per il nuovo canile. Infatti, il loro preziosissimo sostegno ha permesso di coprire le innumerevoli spese burocratiche, nonché le spese di nuova progettazione della struttura, e consentiranno altresì di realizzare parte importante del nuovo canile. Tuttavia, serve un ultimo importante sforzo per scongiurare una nuova interruzione dei lavori, che potrebbe definitivamente chiudere la porta al sogno di avere una struttura all’avanguardia nazionale, e unica in Calabria, dove randagi e senza famiglia troverebbero una casa confortevole in attesa della sperata adozione. Qualsiasi tipo di supporto o aiuto sarà fondamentale per il raggiungimento di questo grande obiettivo, per il bene degli amici a quattro zampe. L’Associazione è consapevole che questo appello non resterà senza riscontro, avendo sempre trovato il sostegno e l’appoggio della gente, senza le quali nulla sarebbe stato realizzato, laddove invece le Istituzioni sono sempre rimaste inerti, nonostante le numerose istanze in tal senso sottopostegli e le dimensioni tragiche che il randagismo ha raggiunto in Calabria.


Calcio: sottoposti a Daspo 4 tifosi della Vigor Lamezia
Lamezia Terme (Catanzaro), 1 apr. - Il Questore della Provincia di Catanzaro, Vincenzo Carella, ha emesso 4 provvedimenti di divieto di assistere a manifestazioni sportive nei confronti di quattro tifosi della Vigor, appartenenti ai gruppi Ultras della gradinata, in relazione ad incidenti avvenuti allo stadio D'Ippolito in occasione della partita Vigor-Aversa Normanna del 23 marzo. Tra il primo ed il secondo tempo dell'incontro di calcio , all'interno del settore gradinata occupato dalla parte piu' calda del tifo lametino, era stata segnalata l'aggressione da parte di un gruppo di tifosi nei confronti di un fotografo accreditato che si trovava all'interno del campo. L'uomo era stato afferrato dal bavero e spinto violentemente contro l'inferriata, riportando lesioni al volto, al collo e alla mano destra. Un parente del fotografo, in gradinata insieme alla figlia minorenne, si era avvicinato per far desistere l'aggressore , ma era stato circondato e colpito a calci e pugni da almeno 4 ultras , che non si erano fermati neanche davanti alle grida della figlia. L'aggressione terminava grazie all'intervento di alcuni stewards e del servizio d'ordine allo stadio.


Digos trova fumoni e coltello nascosti allo stadio Teramo
Teramo, 1 apr. - La digos di Teramo scopre fumoni e un coltello nascosti nello stadio. E' accaduto, domenica a Teramo, prima che si svolgesse l'incontro di calcio tra la locale formazione e quella del Vigor Lamezia valevole per il campionato di Lega Pro, II Divisione girone B. Durante l'ispezione preventiva dello stadio prima dell'ingresso del pubblico, nascosti all'interno di un borsone sportivo sistemato nell'intercapedine in cartongesso del soffitto di un bagno della curva locali, sono stati rinvenuti 29 fumoni (materiale proibito all'uso all'interno dello stadio) e un coltello. Il materiale vietato e' stato sequestrato e distrutto.


Evasione: Gfd Vibo, operazione "pater familias"  tre aziende edili evadono  redditi per oltre 12 milioni di euro ed IVA per oltre 860 mila Euro  

Vibo Valentia, 1 apr. - Quattro soggetti  sono stati denunciati per l'evasione di ingenti somme della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Nei loro confronti sono state inoltre avviate le procedure per il sequestro per equivalente, a tutela del credito erariale, per  1,5 milioni di euro. Il tutto al termine di un’articolata attività di polizia tributaria avviata  nei confronti di tre imprese locali operanti nel settore dell’edilizia e che si inquadra in uno specifico filone di indagini volte a contrastare in maniera puntuale ed efficace l’evasione e l’elusione nel settore dell’edilizia urbana. L’attività di controllo conclusasi oggi e durata diversi mesi, è stata ispirata da specifica segnalazione effettuata dal Comando Provinciale dopo accurato studio del fenomeno a livello locale, mutuando il modello di selezione da pregresse attività progettuali del Nucleo Speciale Entrate del Corpo. Alla segnalazione sono seguiti:  una fase preliminare di studio del fenomeno evasivo segnalato dal citato comando superiore; la raccolta ed elaborazione dei dati attraverso il fondamentale ausilio delle banche dati di interesse; la fase di selezione degli obiettivi più remunerativi per la proficua realizzazione dell’attività ispettiva. Sono stati infatti selezionati quei soggetti aventi sedi operative e cantieri in tutto il territorio provinciale, con amministratori e mano d’opera proveniente sempre dalla provincia di Vibo Valentia ma che, a fronte di importanti opere edilizie di carattere residenziale, all’elevato numero di dipendenti ed al numero di compravendite di immobili effettuate (negozi giuridici), presentavano situazioni fiscalmente dubbie.  L’attività di indagine, che ha coinvolto un intero nucleo familiare da tempo trasferito nel nord Italia ma che ha conservato i propri interessi economici nel vibonese, ha consentito di scoprire come il capo famiglia, S.V., pur intestando società o quote di esse alla moglie ed ai propri  figli, di fatto ne rimaneva assoluto proprietario e gestore disponendone come meglio credeva, anche a discapito dei prossimi congiunti che ne seguivano\subivano l’autorità e che, loro malgrado, ne sono stati coinvolti dal punto di vista delle responsabilità. L’analisi dei bilanci ha inoltre consentito agli investigatori economico finanziari di mettere in luce alcune discordanze tra le comunicazioni obbligatorie al fisco con la conseguente individuazione di gravi violazioni inerenti la presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle Imposte sui Redditi, dell’IVA e dell’I.R.A.P., nonché la creazione di fittizi crediti d’imposta.  L’attività è stata quindi rivolta alla puntuale e corretta ricostruzione della posizione fiscale e contributiva delle imprese sottoposte a verifica fiscale, nei confronti delle quali è stata riscontrata, tra l’altro, l’assoluta parzialità ed  inattendibilità dell’intero apparato contabile. 


Evade dai domiciliari, un arresto a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 29 mar. - Un uomo di 49 anni, Pasquale De Fazio, e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Lamezia Terme per evasione dagli arresti domiciliari. In occasione di un controllo, secondo quanto reso noto, i Carabineiri hanno constatato che l'uomo non era nella sua abitazione non fosse presente presso la sua abitazione sita in questo centro. Dopo avere accertato che, previo avviso alle competenti autorita' di polizia, era autorizzato a recarsi pin ospedali o studi medici per motivi di salute, e che dal lunedi' al venerdi', fino alle 13.30, eraautorizzato a lavorare al negozio di frutta dei genitori in Piazza Mercato Nuovo. I Carabinieri hanno quindi svolto delle verifiche nei luoghi in cui l'uomo poteva essere andato, senza pero' trovarlo. Probabilmente avvisato dai familiari, l'uomo si e' recato al negozio giustificando la sua assenza con una visita medica ma il successivo controllo avvenuto nello studio medico indicato lo ha smentito. Per tali ragioni, De Fazio e' stato arrestato e portato nelle camere di sicurezza della caserma dei Carabinieri, in attesa del giudizio del rito della direttissima conclusosi con la convalida dell'arresto.


Sei arresti per rissa nel Vibonese, ferito Carabiniere
Vibo Valentia, 29 mar. - Una rissa fra due famiglie che ha coinvolto in tutto sei persone, e nel corso della quale e' stato anche ferito un carabiniere intervenuto per sedarla, e' scoppiata stamane a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Alla fine i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato sei persone con l'accusa di rissa aggravata: Francesco Vinci, 69 anni; il figlio Matteo Vinci, 40 anni, e la moglie Rosaria Scarpulla, 57 anni, ed i tre componenti della famiglia "rivale", ovvero: Domenico Di Grillo, 67 anni, la moglie Rosaria Mancuso, 59 anni e Lucia Di Grillo, 25 anni, figlia della coppia. La rissa sarebbe scoppiata per motivi di vicinato nelle campagne di localita' "Cervolaro" dove ad avere la peggio e' stata Rosaria Scarpulla. Il marito, Francesco Vinci, avrebbe quindi afferrato un forcone per avventarsi contro i vicini di casa, aiutato dal figlio rimasto a sua volta ferito. Nello scontro e' rimasto ferito anche un carabiniere della locale Stazione, intervenuto con una pattuglia per cercare dividere le due famiglie. Il militare dell'Arma ha riportato delle fratture ad un polso ed e' stato giudicato guaribile in 15 giorni. Sul posto anche i carabinieri di San Calogero, Nicotera e Tropea. I reati contestati sono quelli di rissa, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Rosaria Mancuso e' sorella dei boss Antonio, Luigi, Michele e Pantaleone Mancuso.


Rubano 2 quintali rame, padre e figlio arrestati nel Catanzarese
Catanzaro, 29 mar. - Avevano rubato due quintali di rame lungo la linea ferroviaria che attraversa il territorio di Simeri Crichi (Catanzaro), ma sono stati sorpresi ed arrestati dai Carabinieri. In manette sono finite due persone, padre e figlio, G.R. e G.M., residenti a Catanzaro. Sono stati i militari dell'Arma della Compagnia di Sellia Marina a bloccare i due in localita' La Petrizia, dove sono stati individuati con il carico di rame del valore di circa tre mila euro. Negli ultimi tempi il comprensorio e' stato al centro di diversi furti di rame che hanno anche causato molti disagi agli impianti di telefonia di varie compagnie. Per questo i carabinieri hanno intensificato i controlli che hanno permesso, nei giorni scorsi, di procedere con alcuni arresti e con il recupero di refurtiva, a cui si aggiunge quest'ultima operazione.


Arssa: sit-in lavoratori impianti risalita Camigliatello Silano
Cosenza, 29 mar. - I lavoratori degli impianti di risalita di Camigliatello Silano, gestiti dall'Arssa, hanno attuato stamani un sit in di protesta. "I lavoratori scendono in piazza per gridare la verita' sulle strutture e per riaffermare la loro storia di lotta e di profonda dedizione. non vogliono che le responsabilita' della Giunta regionale e dell'Arsac ricadano sulle loro spalle" ha detto Giovanni Angotti, segretario della Filt Cgil di Cosenza, che questa mattina ha guidato il sit in di protesta organizzato davanti all'impianto di Camigliatello. "I cittadini sono scarsamente informati sulle inefficienze e il cattivo funzionamento degli impianti e sul mancato ammodernamento della struttura di Lorica - prosegue Angotti -. Per non parlare poi delle scelte sbagliate su servizi strategici quali il campeggio, i locali ricettivi e le attivita' connesse. Proprio l'assurda vicenda del blocco dell'impianto di Lorica e' stato uno dei tre punti alla base della manifestazione di oggi. I lavoratori e il sindacato, - ricorda Angotti - attraverso continue mobilitazioni e proposte, hanno posto il problema con notevole anticipo rispetto alla naturale scadenza tecnica, basti pensare alle diecimila firme raccolte nel 2010. La Filt Cgil di Cosenza denuncia, poi, lo stallo che da piu' di 14 mesi si registra sulla riforma dell'Arssa in Arsac. "Oltre che da decisioni manageriali errate e dai continui cambi di commissari, siamo preoccupati dal fatto che e' stato predisposto, da parte dell'Arsac, un atto di indirizzo aziendale, senza un preventivo confronto con i sindacati - aggiunge Angotti -. A questo proposito, insieme al segretario regionale della Filt Cgil Calabria, Nino Costantino, ho chiesto un incontro alla Regione e al direttore dell'Agenzia". Angotti conclude esprimendo un dubbio: "Il nostro timore e' che, dietro a tutte queste scelte sbagliate, a questa politica del disimpegno, ci sia un preciso disegno di privatizzazione che la battaglia dei lavoratori ha scongiurato piu' volte. Importante, in questo senso, e' il risultato ottenuto con la legge del 20 dicembre 2012 che ha lasciato la gestione in mano pubblica".


Vigili Fuoco: Usb,negato accesso parlamentari a caserma Catanzaro
Catanzaro, 29 mar. - I parlamentari Massimo Artini e Federica Dieni del Movimento Cinquestelle hanno incontrato a Catanzaro i dirigenti regionali e nazionali sindacali della Usb, l'Unione Sindacale di base dei Vigili del Fuoco. Si e' discusso sui tagli di bilancio, "ma la discussione con i parlamentari - scrive in una nota l'Usb - si e' incentrata sul comando di Catanzaro; un comando ridotto ad una cloaca, con muri che cadono a pezzi, con mezzi senza manutenzione da anni ed abbandonati come ferro vecchio in capannoni aperti, fatiscenti ed al limite di infezioni, come documentato da alcune riprese e foto effettuate da un giornalista di una testata nazionale. I due parlamentari - continua la nota - si sono recati al comando provinciale per chiedere al dirigente di poter effettuare un sopralluogo, sempre sulla scorta di quei filmati che hanno fatto il giro del mondo. Come volevasi dimostrare, pero', il dirigente pro tempore - scrive l'Ub - ha vietato a parlamentari della repubblica italiana, di visionare la "caserma", trincerandosi dietro la mancanza di una "domandina" per iscritto. I parlamentari e la USB hanno incontrato, quindi, il direttore regionale VV.F. che, con massima disponibilita', - si legge - ha colloquiato con loro, assicurando il suo contributo di informazioni, in particolare in questa fase di trasbordo dei veleni siriani al porto di Gioia Tauro".  L'Usb informa anche che altri parlamentari sempre del movimento politico grillino "hanno predisposto una interrogazione parlamentare proprio sul comando provinciale di Catanzaro, sulla sua gestione da parte del dirigente e su come questi abbia potuto affossare, riducendolo in questo stato, il comando del capoluogo della regione. La Usb - si fa rilevare nella nota - ha chiesto formalmente l'emanazione di un provvedimento per l'allontanamento dalla citta' di Catanzaro del dirigente , visti gli elementi negativi di valutazione scaturiti dalla denuncia continua e ripetuta del sindacato Usb e comprovata dall'analisi dei filmati".


Tenta suicidio nel catanzarese, salvato dai Carabinieri
Catanzaro, 29 mar. - Aveva deciso di togliersi la vita, e per farlo si era allontanato da casa a bordo della sua autovettura. Quando i familiari hanno capito le intenzioni del loro congiunto, un giovane di 24 anni, hanno immediatamente allertato i carabinieri che hanno avviato una serie di ricerche lo hanno rintracciato e tratto in salvo. E' accaduto a Botricello, in provincia di Catanzaro. I militari dell'Arma hanno ritrovato l'auto del giovane, dopo alcune ore, in una zona di campagna, in localita' Mazza, sulla strada provinciale 4. All'interno c'era il ragazzo che si era gia' provocato atti di autolesionismo con alcuni fondi di bottiglia. Il giovane e' stato soccorso e trasportato in ospedale, dove le sue condizioni non sono state giudicate gravi. Il ventiquattrenne potrebbe avere tentato il suicidio per questioni economiche, ma sono in corso approfondimenti per escludere anche altre eventuali ipotesi. Il pronto intervento dei carabinieri, nonostante il ragazzo avesse scelto un luogo lontano dal paese, ha evitato che la situazione potesse degenerare irrimediabilmente.


Furto energia elettrica e gas, un arresto a Vibo Valentia
Vibo Valentia, 29 mar. - La Squadra Mobile di Vibo Valentia hanno arrestato per furto aggravato di energia elettrica e di gas metano, E. P., 53 anni, del luogo. Nel corso di un controllo nell'abitazione dell'uomo sita nel quartiere Affaccio di Vibo, la polizia ed i tecnici dell'Enel e dell'Italgas hanno scoperto un allaccio abusivo al contatore del gas e della rete elettrica. Attraverso la muratura della colonna del gas - mettendo fra l'altro in pericolo l'incolumita' pubblica - l'uomo ha collegato fraudolentemente il suo impianto al fine di ottenere l'erogazione di gas e luce, pur in assenza di un regolare sistema di fornitura. Il contatore che eroga l'energia elettrica sarebbe stato inoltre manomesso e collegato direttamente sul cavo Enel. E.P. e' stato posto agli arresti domiciliari in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria.


Sicurezza alimentare: sequestrata una tonnellata di prodotti ittici

Reggio Calabria, 29 apr.  - Nell’ambito di ordinari controlli in materia di polizia ittica, nei pressi del porto di Villa San Giovanni (Rc), i finanzieri della sezione operativa navale di Reggio Calabria e militari della locale capitaneria di porto, rinvenivano a bordo di un furgone, autorizzato al trasporto di prodotti della pesca, un quantitativo pari a  1000 chili di prodotti ittici congelati del tipo gamberone e gambero rosa, di dubbia provenienza, stipati tra altri prodotti regolarmente trasportati. I crostacei in questione non corrispondevano a quanto riportato sul documento di trasporto, ed inoltre non riportavano la tracciabilità del prodotto prevista dalle normative vigenti.  Veniva contattato il veterinario di turno dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, il quale dopo un’attenta ispezione del prodotto, attestava la non idoneità al consumo umano. L’attività operativa si concludeva,  giusta autorizzazione del magistrato di turno presso la locale procura della repubblica,  con il sequestro della merce e l’avvio della stessa per la successiva distruzione e con la denuncia del conducente del mezzo resosi responsabile delle violazioni in materia d’igiene dei prodotti alimentari. Oltre al sequestro penale dei mille chili di prodotti ittici, è stato denunciato il responsabile ed inoltre sono state elevate due sanzioni amministrative   per mancata tracciabilita’ dei prodotti ittici per un totale di 3000 euro di  sanzione. L’operazione eseguita rientra tra le attivita’ volte a garantire la sicurezza alimentare del contribuente e a tutelare il libero mercato.


Immigrati: antirazzisti rimuovono striscione a Catanzaro
Catanzaro, 29 mar.- Campeggiava da un paio di giorni, su un cavalcavia di viale De Filippis, principale strada d'accesso al Centro di Catanzaro, campeggia uno striscione anonimo sul quale c'ers scritto: "Casa, lavoro, stato sociale" con l'aggiunta di una scritta rossa "Prima gli italiani!". Lo striscio e' stato rimosso da pate di alcuni attivisti antirazzisti. Protagonisti dell' iniziativa sono stati Antonio Carrieri, studente universitario a Catanzaro, responsabile del gruppo Crotone contro le discriminazioni e Marco Marchese, responsabile dell'Osservatorio sulle politiche di genere e pari opportunita', promosso in condivisione fra l'associazione radicale Certi Diritti e la Cgil Catanzaro-Lamezia. E' intervenuto anche Giuseppe Valentino, Segretario Generale della CGIL provinciale che ha condiviso le preoccupazioni su queste spinte estremiste che di tanto in tanto si manifestano in questa citta', sostenendo l'iniziativa della rimozione dello striscione. "Sebbene possiamo essere d'accordo sulla prima parte, lo striscione - affermano gli attivisti - e' una chiara e inequivocabile manifestazione di razzismo, che inneggia all'esclusione delle persone migranti. Dallo stile dei caratteri si riconosce molto bene l'area politica da cui proviene questo modo pensare; il non averlo firmato lo consideriamo, peraltro, da vigliacchi poiche' pur rendendosi riconoscibili, si mettono nella posizione di smentire se qualcuno puntasse loro il dito contro. Ma Catanzaro non e' una citta' razzista, - hanno riloevare - e' sicuramente una citta' con molti problemi, bisognosa di case, lavoro e stato sociale, ma e' anche una citta' che non ha bisogno di essere imbrattata con scritte razziste e che predicano l'esclusione sociale delle persone, migranti o meno. Non siamo stati a guardare, ne' ad aspettare che il Comune facesse rimuovere questo striscione abusivo e vergognoso: lo abbiamo rimosso noi facendo in modo che si continui ad intravedere, mezzo strappato, per far capire a chi lo ha esposto che c'e' chi sta attento e vigila contro il razzismo e le discriminazioni".


'Ndrangheta: operazione "Peter Pan", una condanna a 9 anni
Vibo Valentia, 28 mar. - Il gup distrettuale di Catanzaro, Domenico Commodaro, ha condannato a 9 anni di reclusione Peter Cacko, 42 anni, presunto killer della cosca La Rosa di Tropea, accusato di un omicidio e due tentati omicidi commessi nel Vibonese nello scontro fra clan della 'ndrangheta al centro dell'operazione antimafia "Peter Pan" scattata nel dicembre del 2012. Cacko, passato fra le fila dei collaboratori di giustizia, e' stato condannato in quanto ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio di Saverio Carone, avvenuto il 12 marzo 2004 a Santa Domenica di Ricadi, nel Vibonese, e dei tentati omicidi di Giuliano Palamara, avvenuto a Parghelia (Vv) il 20 luglio 2004, e Pietro Carone (fratello di Saverio), raggiunto da un colpo di mitraglietta a Ricadi il 6 giugno 2004. I due tentati omicidi sono stati derubricati dal gup nel reato di lesioni aggravate. Il pentito, difeso dall'avvocato Giovanna Fronte e che avrebbe agito, secondo l'accusa rappresentata dalla Dda di Catanzaro, su mandato della cosca La Rosa di Tropea, e' stato condannato anche per la detenzione ed il porto illegale di armi. Dichiarati prescritti, invece, i reati di danneggiamento ed estorsione ai danni di alcuni villaggi turistici e ristoranti del Vibonese.


Sicurezza: sei denunce dei carabinieri nel Vibonese
Vibo Valentia, 28 mar. - I carabinieri della Compagnia di Tropea hanno denunciato nelle ultime ore 6 personecdel Vibonese per una serie di reati. A Zungri, i carabinieri della locale Stazione hanno denunciato tre soggetti del luogo per il reato di falso materiale commesso da privato, guida senza patente ed omessa custodia di armi. A Joppolo, invece, i militari dell'Arma hanno denunciato due donne di nazionalita' romena responsabili di molestie telefoniche ai danni di una donna del luogo. A Tropea, infine, i carabinieri hanno denunciato un cittadino romeno per guida in stato di ebbrezza. Nel corso di ulteriori controlli, i carabinieri hanno poi effettuato 7 perquisizioni domiciliari, 10 veicolari e 14 personali. A conclusione del medesimo servizio sono stati sottoposti a fermo amministrativo 8 autovetture e 2 furgoni in quanto privi della copertura assicurativa.


Furti di energia elettrica, giovane arrestato a Vibo Valentia
Vibo Valentia, 28 mar. - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno arrestato stamane per furto aggravato di energia elettrica P. D., 30 anni, del luogo. Con il supporto di personale dell'Enel, i militari dell'Arma hanno scoperto che sul contatore dell'energia elettrica del panificio del giovane, sito nel centro storico della citta' capoluogo, era stato apposto un magnete che consentiva di alterare la registrazione dei consumi sino al 64%. Ad avviso dei carabinieri, il danno cagionato all'Enel sarebbe di rilevante entita', posto che all'interno del locale vi sono diversi forni elettrici. Il giovane ha ammesso le proprie responsabilita' ed e' stato posto agli arresti domiciliari in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria.


Furto da 20 mila euro in una tabaccheria a Vibo Valentia
Vibo Valentia, 28 mar. - Furto da 20mila euro ai danni di una tabaccheria di Vibo Valentia. Il fatto e' avvenuto nella notte ai danni dell'esercizio commerciale di proprieta' di O.S., ubicato nel quartiere "Moderata Durant" della citta' capoluogo dove ignoti hanno prelevato e portato via gran parte delle sigarette e dei tabacchi del valore di 20mila euro. Scattato l'allarme collegato all'abitazione privata del titolare della tabaccheria, sul posto e' "piombata" una volante della polizia ma i ladri si sono dileguati un attimo prima con la refurtiva nelle campagne circostanti. Al vaglio in queste ore le immagini di una telecamera che avrebbe ripreso le fasi del furto potrebbe rivelarsi utile alla polizia per catturare i due malviventi.


Morte Federica Monteleone: processo bis, assolte 4 persone
Vibo Valentia, 28 mar. - Il Tribunale monocratico di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Manuela Gallo, ha assolto i quattro imputati del procedimento "bis" relativo al decesso di Federica Monteleone, la ragazza di 16 anni di Vibo Marina deceduta il 26 gennaio 2007 nella sala di rianimazione dell'Annunziata di Cosenza dopo una settimana di coma ed un precedente black out elettrico nella sala operatoria dell'ospedale di Vibo durante un intervento di appendicectomia. Assolti per non aver commesso il fatto Filomena Panno, ex direttore amministrativo dell'Asl di Vibo (2 anni la richiesta del pm Alessandro Pesce), Benito Gradia e Giovambattista De Iorgi, i due chirurghi che hanno operato Federica per i quali il pm aveva chiesto un anno ed 8 mesi a testa. Assolto anche l'infermiere vibonese Mario Silvestri, presente in sala operatoria, per il quale lo stesso pm aveva chiesto l'assoluzione. Duro il commento dei genitori di Pino e Mary Monteleone, genitori di Federica, alla lettura del verdetto: "Ingiustizia e' fatta, ma non ci fermeremo qui". Per l'avvocato Enzo Cantafio, legale di parte civile, "anche in caso di una condanna oggi, questo processo era destinato comunque alla prescrizione dei reati per i ritardi con in quali e' stata esercitata l'azione penale. La Cassazione - ricotrda - ha in ogni caso gia' condannato in via definitiva altre sette persone responsabili del decesso di Federica".


'Ndrangheta: manifesto Comune per boss morto a vaglio prefettura
Vibo Valentia, 28 mar. - Finisce al vaglio della Prefettura di Vibo Valentia il "caso" del manifesto funebre fatto affiggere dal Comune di Stefanaconi, nel Vibonese, all'indomani della morte per omicidio di Fortunato Patania, a capo dell'omonimo clan ed ucciso il 19 settembre 2011 con 14 colpi di pistola. L'affissione con le condoglianze al boss da parte dell'amministrazione comunale e' stata svelata dagli investigatori con l'operazione antimafia "Romanzo criminale" che ieri ha portato a 11 fermi nel clan Patania.
Per sostenere il condizionamento sugli organi istituzionali da parte del clan, la Dda di Catanzaro sottolinea nel decreto di fermo che "in occasione dei funerali tenutisi il 20 settembre 2011 a seguito della morte per omicidio di Patania Fortunato, capostipite dell'omonimo clan, veniva affisso in vari punti dell'abitato di Stefanaconi un manifesto comunale di condoglianze e partecipazione al lutto della famiglia Patania". Il manifesto recava la dicitura: "Comune di Stefanaconi, il sindaco, il presidente del consiglio e tutta l'amministrazione comunale partecipano al dolore che ha colpito la famiglia Patania per la perdita del caro Fortunato". Ad ulteriore conferma dei rapporti fra clan e politica nel Vibonese, nel decreto di fermo viene inoltre rimarcato che Bruno Patania (fermato ieri) ha ricoperto la carica di assessore nel vicino Comune di Gerocarne a seguito delle amministrative del 2007.


'Ndrangheta: confiscati 11 mln a 3 fratelli vicini a clan Muto
Catanzaro, 28 mar.- Beni per 11 milioni di euro sono stati confiscati dal Gico (grupopo investigativo criminalita' organizzata) del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro. Destinatari della misura sono tre fratelli, gia' implicati nell'operazione "Cartesio", accusati di usura aggravata dalla finalita' di agevolare la cosca mafiosa Muto di Cetraro (Cs). Fra i beni confiscati, immobili, attivita' commerciali e quote societarie detenute direttamente o intestate a prestanome. Le indagini patrimoniali condotte dagli investigatori del Gico avrebbero consentito di ricostruire un notevole complesso patrimoniale facente capo agli indagati, costituito da beni immobili, attivita' commerciali e quote societarie, detenute sia direttamente che attraverso prestanome, il cui valore e' risultato sproporzionato rispetto alle capacita' economico-reddituali dei rispettivi titolari. Uno degli aspetti di maggiore interesse investigativo emersi dagli accertamenti - sottolineano gli inquirenti - riguarda l'individuazione in capo ai responsabili di una stretta comunione di interessi nella gestione delle loro attivita' economiche e finanziarie; una sorta di "holding familiare", dotata di una cassa comune e di potere decisionale per investimenti collegiali. L'attivita' di analisi documentale ha consentito di ricostruire l'intreccio di rapporti societari in continuo mutamento, attraverso varie cessioni o intestazioni di quote nell'ambito dei membri della famiglia e di accertare l'esistenza di una vera e propria "cassa comune", utilizzata per finanziare l'attivita' usuraria o quale forma di investimento nella costituzione o acquisto di nuove societa' e costruzione di immobili.
   A partire dal 2004 (ovvero nel periodo in cui l'attivita' usuraria sarebbe stata in fase di piena espansione), in particolare, i tre avrebbero effettuato notevoli investimenti in beni e societa', alcuni dei quali in maniera ufficiale, altri ricorrendo a intestatari fittizi, utilizzando le considerevoli disponibilita' finanziarie frutto dell'attivita' delittuosa posta in essere. I beni complessivamente sequestrati comprendono quote societarie e compendi aziendali relativi a 17 societa' operanti nei settori di promozione pubblicitaria, edile, produzione e vendita di mobili, calzature, abbigliamento, finanziario ed onoranze funebri; due ditte individuali operanti rispettivamente nei settori di vendita calzature e mobili; 12 immobili ubicati nei comuni di Belvedere Marittimo, Cetraro, Scalea e Longobardi e diverse disponibilita' bancarie e finanziarie.


Bancarotta fraudolenta: imprenditore arrestato da Gdf nel Reggino
Reggio Calabria, 28 mar. - I Finanzieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Palmi e della Compagnia di Palmi, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, Paolo Ramondino, hanno proceduto all'arresto di un imprenditore fallito, responsabile del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il destinatario del provvedimenbto, M.R., un imprenditore di Sinopoli (Rc) operante nel settore del commercio all'ingrosso di materiali da costruzione ed igienico - sanitari, avrebbe sottratto oltre un milione e duecentomila euro dal patrimonio aziendale prima che la societa' fosse dichiarata fallita dal Tribunale di Palmi.
Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, e dal sostituto procuratore Enzo Bucarelli. Nel corso dell'inchiesta sarebbero stati accertati l'occultamento e la distruzione di parte delle scritture contabili dell'impresa fallita.


'Ndrangheta: parroco e ex carabiniere fra "amici" clan Patania
Catanzaro, 27 mar. - Un ex maresciallo dei carabinieri che avrebbe tenuto nel cassetto denunce ed atti che avrebbero potuto creare problemi alla cosca e un parroco che si sarebbe interessato
in maniera troppo assidua degli affari del clan. Ci sono anche queste due figure nell'operazione "Romanzo criminale" che ha portato al fermo di 11 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso. Tra di loro c'e' l'ex comandante della stazione carabinieri di Sant'Onofrio (VV), Sebastiano Cannizzaro, arrestato a Vibo Marina dagli stessi colleghi del Comando provinciale.  Ma nelle carte dell'inchiesta c'e' anche il nome del sacerdote don Salvatore Santaguida, gia' indagato e sottoposto anche a perquisizione nell'ambito del precedente filone investigativo in cui si ipotizzava il passaggio di informazioni da parte sua alla cosca vibonese. Nei confronti del sacerdote non sono stati assunti nuovi provvedimenti, dal momento che i fermi sono stati adottati, come ha spiegato il procuratore distrettiale di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo durante una conferenza stampa, "nei confronti di quelle persone per le quali si presupponeva il pericolo di fuga e posizioni piu' complesse". Per quanto riguarda l'ex maresciallo dei carabinieri, e' stato evidenziato che lil sottufficiale e' stato sospeso dal servizio nel 2012, all'inizio delle inchieste sulla cosca Vibonese, mentre lo scorso mese di febbraio e' stato radiato dall'Arma. "I carabinieri - ha evidenziato il colonnello Daniele Scardecchia, comandante provinciale di Vibo - hanno fatto pulizia al loro interno, senza guardare in faccia nessuno, con il provvedimento di radiazione che e' stato adottato di impulso da parte degli stessi vertici dell'Arma. Un'azione necessaria, perche' altrimenti non si sarebbe potuta fare piena luce su quanto accaduto, considerato anche che in poco tempo abbiamo ottenuto trenta arresti nei confronti di questa cosca". Il ruolo dell'ex carabiniere e' stato definito "inquietante", dagli investigatori. Cannizzaro avrebbe, infatti, omesso di trasmettere alla Procura le denunce presentate da Michele Fiorillo contro i Patania, nelle quali l'uomo dichiarava di subire continue vessazioni. Solo dopo l'omicidio dello stesso Fiorillo, l'ex maresciallo si sarebbe preoccupato di preparare una ricevuta di deposito degli atti in procura, risultata pero' falsa. Si tratta, pero', solo di una delle omissioni che lo stesso avrebbe compiuto. Il tenente colonnello Vittorio Carrara, comandante del Reparto operativo vibonese, ha aggiunto: "Sono emerse diverse omissioni da parte dell'ex maresciallo, il quale pensava di poter fare da arbitro al di la' della magistratura". Netta la presa di posizione del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri: "La Procura non guarda in faccia a nessuno, come d'altronde fanno le forze dell'ordine - ha detto - e non c'e' alcuna possibilita' di restare impuniti".  I Carabinieri del Comando provinciale di Vibo ritengono di avere ricostruito i ruoli di quanti erano vicini al sodalizio, arrivando all'emissione del provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale di Catanzaro. Prima la ricostruzione degli omicidi, poi quella degli affiliati, grazie anche al prezioso contributo di diversi collaboratori di giustizia. Alla conferenza stampa degli inquitenti, che si e' svolta a Catanzaro, hanno preso parte il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo; dl'aggiunto, Giovanni Bombardieri, il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, colonnello Daniele Scardecchia; dil comandante del Reparto operativo, tenente colonnello Vittorio Carrara; il comandante del Nucleo investigativo, tenente Marco Califano. Molti gli episodi ricostruiti dagli inquirenti, a partire dai rapporti "privilegiati" tra gli esponenti del clan e l'ex maresciallo dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro, radiato dall'Arma e sottoposto a fermo. Il tenente Califano ha ricordato i due fronti di "guerra" aperti dai Patania: "Su Stefanaconi lo scontro con i Bartolotta per primeggiare nel paese di origine - ha affermato - mentre sul fronte esterno il tentativo di espansione a Piscopio". Ed e' proprio rispetto alle ambizioni del clan che il procuratore Lombardo ha ribadito l'impegno messo in campo: "La Procura interviene su tutti i fronti, come nel caso delle mille piante di ulivo tagliate ad imprenditore vibonese. Quella dei Patania era un'associazione che scherzava poco; si portava i killer da fuori e aveva una grande capacita' sul piano delle estorsioni e dell'usura". Tre delle persone fermate, e' stato evidenziato, sono state raggiunte dal provvedimento in Lombardia, dove vivono, ed esattamente nelle province di Como e Milano. Gli arrestati sono 11 e precisamente si tratta di: Bruno Patania, 39 anni, Alessandro Bartalotta, 23 anni, Antonio Sposato, 38 anni, Iliya Krastev, 33 anni, Maria Consiglia Lopreiato, 31 anni, Caterina Caglioti, 32 anni, Alex Loielo, 21 anni, Natale De Pace, 62 anni, Toni Mazzeo, 38 anni, Riccardo Cellura, 32 anni. Arrestato anche il maresciallo Sebastiano Cannizzaro, gia' alla guida della Stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio (Vv), centro confinante con Stefanaconi. Associazione mafiosa, estorsione, usura, danneggiamento, detenzione di armi, possesso di segni distintivi contraffatti e favoreggiamento personale i reati, a vario titolo contestati.


'Ndrangheta: clan Patania, 13 indagati oltre 11 fermati
Vibo Valentia, 27 mar. - Ci sono anche altri 13 indagati gia' detenuti, oltre alle 11 persone destinatarie stamane del provvedimento di fermo, nell'inchiesta antimafia denominata "Romanzo criminale" contro il clan Patania di Santo Onofrio (Vv). Tre di loro sono stati condannati il 17 marzo scorso dal gup distrettuale Abigail Mellace al termine del processo in abbreviato nato dall'operazione antimafia "Gringia". Si tratta di Andrea Patania, condannato a 20 anni di reclusione; Nicola Figliuzzi condannato a 14 anni; Rosalino Pititto, condannato a 8 anni e 4 mesi. Le nuove accuse per tutti contemplano il reato di associazione mafiosa, non contestato nell'operazione "Gringia".


'Ndrangheta: ingerenze del clan Patania pure nell'"Affrontata"
Vibo Valentia, 27 mar. - Fortunato Patania - ucciso nel settembre 2011 e ritenuto a capo dell'omonimo clan di Sefanaconi - avrebbe per anni finanziato la processione sacra dell'Affrontata che si tiene nel giorno di Pasqua. E' quanto svelano le risultanze investigative dell'operazione antimafia "Romanzo criminale" che alle ingerenze del clan nella manifestazione religiosa dedica un intero capitolo. Le statue dei santi, secondo gli investigatori, durante la processione religiosa dell'Affrontata sarebbero state portate a Stefanaconi da elementi del clan Patania e del clan Franze' (altra consorteria del paese). In particolare, secondo la collaboratrice Loredana Patania, "le nuove leve della cosca Patania dovevano obbligatoriamente portare la statua di San Giovanni, il quale non poteva essere trasportato da soggetti estranei alla cosca". Le dichiarazioni sul punto della pentita sarebbero state riscontrate dagli inquirenti attraverso la visione di alcuni filmati amatoriali che negli anni hanno ripreso la manifestazione religiosa. In particolare, sarebbe stata riscontrata la presenza di Saverio Patania accanto alla statua di San Giovanni in occasione dell'Affrontata del 2009 e la presenza del fratello Nazzareno (entrambi ora in carcere) nel 2010.


Furto di energia elettrica, due commercianti arrestati a Nicotera
Vibo Valentia, 27 mar. - I carabinieri della stazione di Nicotera, diretti dal luogotenente Raffaele Castelli, hanno arrestato due commercianti del luogo per furto aggravato di energia elettrica. Gli arrestati sono C.M., 33 anni, e M.F., 42 anni, entrambi di Nicotera Marina. L'arresto e' avvenuto dopo un controllo da parte dei militari dell'Arma negli esercizi commerciali dove sono stati trovati degli allacci abusivi alla rete elettrica. La convalida degli arresti da parte dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia e' prevista per la giornata di domani.


Prostituzione: controlli polizia a Reggio, allontanati 6 rumeni
Reggio Calabria, 27 mar. - Un cittadino rumeno espulso e cinque suoi connazionali allontanati dal territorio nazionale, e' il frutto dell'intensificazione dei controlli da parte della Polizia di Stato di Reggio Calabria contro il fenomeno della prostituzione su strada. Gli agenti delle Volanti hanno agito in sinergia con i colleghi dell'Ufficio immigrazione, e ieri hanno controllato nella centralissima piazza Garibaldi sei cittadini rumeni ai quali, al termine delle verifiche, sono stati notificati altrettanti provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale emessi dal Prefetto. Per uno di loro, gia' noto per il reato di sfruttamento della prostituzione, l'allontanamento e' stato emesso per motivi imperativi di pubblica sicurezza, per cui l'uomo e' stato accompagnato presso il Cie di Bari, in attesa di essere espulso. Gli altri hanno 30 giorni di tempo per allontanarsi dallo Stato. I servizi delle Volanti, assicurano dalla Questura, proseguiranno anche nei prossimi giorni.


Due poliziotti della 'mobile' aggrediti a calci e pugni a Crotone
Crotone, 27 mar. - Due agenti della squadra Mobile della Questura di Crotone sono stati aggrediti da alcune persone mentre svolgevano un servizio. Gli agenti erano appostati nei pressi dell'istituto scolastico ?Don Milani?, lungo la strada che porta al quartiere Tufolo ma all?improvviso sono stati raggiunti da un gruppo di persone che hanno iniziato a colpirli a calci e pugni. L?aggressione e' terminata solo quando sono arrivate altre pattuglie di rinforzo e gli aggressori si sono dati alla fuga. In due, pero', sono stati bloccati: si tratta di A.S. di 38 anni e di L.S. di 41 anni, entrambi di Crotone. Insieme a loro gli agenti hanno deferito in stato di liberta' P.G. di 35 anni che si era dato alla fuga ed e' stato rientracciato in seguito. I due agenti della Mobile aggrediti sono stati accompagnati in ospedale dove i sanitari li hanno giudicati guaribili in 7 giorni ciascuno.


Droga: spacciavano marijuana, due arresti a Crotone
Crotone, 27 mar. - Gli agenti della squadra volanti della questura hanno tratto in arresto due crotonesi con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di R.V., di 40 anni, e F.G., di 25 anni, trovati in possesso di 26 grammi di marijuana. I poliziotti, appostati in una via del centro storico, hanno notato che una persona a bordo di un ciclomotore si avvicinava ai due uomini e che dopo un breve conciliabolo il 40enne andava a prelevare una bustina di cellophane nascosta in un cumulo di sabbia utilizzata per lavori edili consegnandola alla persona sul motorino in cambio di una banconota di 5 euro. Agli agenti, quindi, e' bastato andare a controllare in quel cumulo di sabbia per trovare un involucro che conteneva la marijuana ed un bilancino di precisione. Nell'abitazione di R.V., quindi, gli agenti hanno trovato la somma di 125 euro in banconote di piccolo taglio oltre a tre banconote di 50, 20 e 10 euro palesemente contraffatte. Giudicati con il rito direttissimo, a R.V. sono stati applicati gli arresti domiciliari, a F.G. l'obbligo di firma.


Droga: "All inclusive", avvocato catanzarese ai domiciliari
Catanzaro, 27 mar. - Il tribunale del riesame di Catanzaro ha concesso gli arresti domiciliari all'avvocato Gennaro Corea, fra i principali indagati dell'operazione "All inclusive", diretta a sgominare, secondo quanto riferito dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo, un'organizzazione dedita al traffico di droga con canali di rifornimento in tutta la Calabria. I giudici del collegio hanno parzialmente accolto il ricorso presentato dall'avvocato Valerio Murgano, difensore di Corea, contro il provvedimento del giudice per le indagini preliminari, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza rispetto alla piu' grave accusa contestata all'avvocato, quella di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina, e sostituendo la misura cautelare della custodia in carcere con i domiciliari. Gennaro Corea e' tra i 23 destinatari dell'ordinanza cautelare eseguita dalla Squadra mobile all'alba del 24 febbraio con l'operazione "All inclusive". L'inchiesta avrebbe consentito agli inquirenti di svelare un sodalizio di soggetti capeggiato da persone di spessore criminale che si avvalevano della complicita' di giovanissimi particolarmente violenti, dedito anche a rapine ed estorsioni, ma che si sarebbe occupato soprattutto di rifornire di stupefacenti una clientela d'e'lite del capoluogo calabrese, fra i quali anche alcuni "insospettabili" quali, oltre all'avvocato Corea, anche Mario Russo, un appuntato dei carabinieri, gia' in servizio alla Procura della Repubblica del capoluogo.


Bullismo: a Gerace gli studenti incontrano le forze dell'ordine
Gerace (Reggio Calabria), 27 mar. - A distanza di poco piu' di un anno il capitano Nico Blanco, comandante della Compagnia Carabinieri di Locri, ha incontrato nuovamente gli alunni della Scuola Media "Domenico Scoleri" di Gerace, discutendo con loro sulla tematica del bullismo. Gia' nel febbraio del 2012 il capitano Blanco era stato protagonista di una vera e propria lezione di legalita' durante un incontro nell'ambito del Progetto MIUR-UNAR Presidenza del Consiglio dei Ministri "Dedicato a Lea e a tutte le donne calabresi"; in quell'occasione al centro dell'attenzione erano stati alcuni dei reati che, attivamente o passivamente, riguardano il rapporto che i minori hanno con Internet: dalla condivisione on-line di file coperti dal diritto d'autore alla diffamazione, allo stalking e al furto d'identita' attraverso i social network. L'incontro odierno, invece, e' stato incentrato sul bullismo, fenomeno fortunatamente estraneo alla realta' scolastica geracese, ma sul quale e' certamente opportuno vigilare e relativamente al quale e' necessario formare coloro che potrebbero esserne vittime o testimoni. Accolto da Vito Pirruccio e Giuseppe Varacalli, nelle rispettive vesti di dirigente dell'Istituto Comprensivo "Cinque Martiri" - cui appartiene la scuola teatro dell'incontro - e di Sindaco di Gerace, e assistito dal maresciallo capo Giacomo Chimienti, comandante della locale Stazione dei Carabinieri, il capitano Blanco ha illustrato ai ragazzi riuniti nell'aula magna quali sono i principali atti di bullismo, quali i segnali grazie a cui e' possibile riconoscere una vittima di bullismo e, infine, quali azioni e' possibile intraprendere per chiedere aiuto e per denunciare atti di bullismo di cui si e' vittima o a cui si e' assistito. "Confidatevi con i vostri genitori e i vostri insegnanti, e rivolgetevi tranquillamente alle forze dell'ordine qualora individuiate delle situazioni pericolose per voi o per altri" e' stato l'invito ai giovani studenti da parte del capitano Blanco. "Inoltre, sostenete i vostri compagni e amici quando rischiano di sbagliare e aiutateli col vostro esempio a rispettate le leggi, le regole e, soprattutto, il vostro prossimo. E ricordate: non e' chi siete, ma cio' che fate che vi qualifica".


Ora legale: sabato notte lancette avanti di un'ora
Roma, 27 mar. - Torna l'ora legale: nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo si dormira' 60 minuti di meno. Alle due del mattino di domenica scattera' infatti lo spostamento delle lancette degli orologi, che dovranno essere regolati un'ora avanti. Si tornera' all'ora solare domenica 26 ottobre. Un'ora di sonno in meno, dunque, ma un'ora di luce in piu': domenica, ad esempio, il sole tramontera' "astronomicamente" attorno alle 18.30, ma grazie all'ora legale gli orologi segneranno le 19.30. Ora di luce in piu' che comportera' tra l'altro notevoli risparmi energetici.  Quasi tutti i paesi industrializzati si sono dati una regola: nell'emisfero boreale il regime di ora legale inizia l'ultima domenica di marzo, mentre nell'emisfero sud (australe) la stessa data ne sancisce il termine. Dalla scelta dei paesi industrializzati si discosta il Giappone che segue, nell'alternarsi delle stagioni, sempre e comunque l'ora solare. Disinteressati all'adozione dell'ora legale la maggior parte dei paesi dell'Africa e dell'Asia. In ogni caso, lo spostamento di un'ora comportera' solo qualche giorno di adattamento al nuovo "fuso orario", mentre domenica come ogni anno ci si dovra' industriare a modificare l'orario di tutti gli orologi di casa e in auto, anche se ormai nell'era digitale tutti i dispositivi (telefonini, iPad e quant'altro) si aggiornano automaticamente, avendo gia' memorizzato il calendario con il cambiamento d'orario.


Rifiuti: Castrovillari, campagna sensibilizzazione differenziata
Castrovillari (Cosenza), 27 mar. - Continua la campagna di educazione e sensibilizzazione per incrementare e migliorare la raccolta differenziata nella citta' di Castrovillari "Siamo particolarmente soddisfatti di questa risposta - dichiara in una nota l'Assessore Angelo Loiacono - che afferma una condivisione d'impostazione nell'affrontare da parte della cittadinanza, con noi, questa importante azione. A rafforzare questo elemento ci sono i dati del 2012 , gli ultimi elaborati dall'Arpacal sulla qualita' della raccolta differenziata, che vedono la Citta' di Castrovillari portarsi sul 52,71%, connotandosi tra quelle virtuose della regione e a lavoro per migliorare la propria capacita' di differenziare nei prossimi anni". Il capoluogo del Pollino, poi, spiega la nota, "si attesta anche come prima citta' in Calabria per compostaggio domestico grazie ai 351,77 tonnellate raccolte attraverso le 1600 famiglie che hanno scelto la produzione del compost. L'Osservatorio enti locali per la raccolta differenziata, inoltre, colloca sempre la citta' nella fascia 1 per l'impegno quotidiano di tanti cittadini".


Droga: arrestato a Crotone un uomo di 40 anni

Crotone, 27 mar. -  - Un uomo, Roberto Varano, di 40 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari dagli agenti della polizia di Stato a Crotone ed un giovane, F.G, di 25 anni, è stato sottoposto all'obbligo di dimora per spaccio di droga. I due sono stati sorpresi mentre spacciavano dosi di marijuana. La droga era stata nascosta tra la sabbia utilizzata per impastare il cemento in un cantiere edile. A casa di Varano i poliziotti hanno trovato anche tre banconote da 50 euro false.


Catanzaro: Guardia finanza sequestra oltre 160.000 prodotti insicuri, uno  denunciato

Catanzaro, 27 mar. - I “baschi verdi” della compagnia di Catanzaro, coordinati dal comando provinciale del corpo, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato dei beni e servizi hanno sottoposto a sequestro penale  9.344 fra articoli pericolosi (noti come similalimenti) e con simbolo “ce” ingannevole, denunciando alla procura della repubblica di catanzaro il titolare della ditta, per il reato di frode in commercio. L’azione istituzionale è stata indirizzata al contrasto della commercializzazione di prodotti di uso comune potenzialmente molto nocivi per la salute e l’incolumità fisica dei consumatori finali. In tale contesto, la mirata attività svolta dai finanzieri ha permesso di sottoporre a controllo una grossa azienda, condotta da soggetti di etnia cinese, esercente il commercio al dettaglio di abbigliamento e articoli casalinghi, provenienti, in gran parte, dal mercato asiatico. All’interno dei locali sede dell’impresa, ubicati a catanzaro, sono stati individuati svariati prodotti illeciti, tutti esposti per la vendita. Alcune merci appartenevano alla categoria dei “similalimenti” (prodotti quali calamite e portachiavi riproducenti in maniera fedele prodotti alimentari e che quindi possono trarre in inganno i consumatori e in particolare, viste fra l’ altro le ridotte dimensioni, possono essere ingerite dai piu’ piccoli) la cui vendita e’ vietata da un’ apposita direttiva del ministero della salute. Altri oggetti erano privi delle indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d’uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela sulle caratteristiche e sulla composizione dei beni in vendita. Sono stati parimenti rinvenuti e sequestrati amministrativamente ulteriori 151.347 articoli, per varie violazioni concernenti la mancanza di sufficienti indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d’uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela, in merito alle caratteristiche ed alla composizione dei beni in vendita.


Camera Minorile “G.Mazzotta”, un trittico di eventi attorno ai diritti dei minori
Cosenza, 27 mar. - Si tiene domani, venerdì 28 marzo alle 15.30, presso la biblioteca del consiglio dell'Ordine degli avvocati “M.Arnoni”  di Cosenza, il primo dei tre incontri organizzati dalla Camera Minorile di Cosenza, e curato dal comitato scientifico della stessa. Un evento formativo “seriale”, in cui si discuterà delle nuove modifiche in materia di diritti dei figli legittimi e naturali, che ha aboliscono sostanzialmente ogni distinzione. Il secondo appuntamento sarà il 4 Aprile, con l'incontro sul concetto di “idoneità” dell'ambiente familiare. Saranno presenti per questa occasione il Presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro, e Mirko Stifano, giudice relatore della storica sentenza, emessa dal medesimo tribunale, che ha dato in affidamento temporaneo ad una coppia gay una bambina di tre anni. Ultimo appuntamento il 28 aprile, sul tema “responsabilità sociale dell'avvocato minorile e di famiglia”; una questione deontologica per un ruolo sempre più delicato, anche alla luce della possibilità, di recente introduzione, di ascoltare i minorenni nel corso di procedimenti che li riguardano. Nel corso di quest'ultimo incontro, inoltre, sarà proiettato il promo del video “Educazione e legalità tra mente e cuore”, girato da alcuni studenti delle Scuole Secondarie e curato dalla Camera Minorile Picena. Il filmato racconta di un processo penale minorile all'interno del Tribunale di Ascoli. Lungo e quotato il parterre di ospiti che interverranno nel corso dei tre eventi: Oreste Morcavallo, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza, Luca Muglia, past presidente della Uncm, Antonio Pacillo, presidente della Camera Minorile cosentina, Monica Allevato, past president, Emanuela Folino, magistrato del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, Rebecca Rigon, responsabile del settore civile dell'Uncm, Beatrice Magarò, magistrato del Tribunale ordinario di Cosenza, Claudio De Luca, docente presso l'Università degli Studi della Basilicata, la psicologa psicoterapeuta Anna Pia Ungaro e diversi membri del Comitato Scientifico della Camera Minorile “G.Mazzotta”. Gli eventi sono patrocinati dall'Ordine degli Avvocati di Cosenza.   


Wwf:  anche in Calabria tanti appuntamenti per l’ora della terra

Lamezia Terme, 27 mar. - Quella del WWF è una voce sempre più forte contro il cambiamento climatico: sabato prossimo si farà sentire ancora una volta insieme a milioni di cittadini del pianeta che aderiranno all’evento mondiale Earth Hour – Ora della Terra. Mancano solo tre  giorni allo spegnimento simbolico di monumenti, case, sedi istituzionali, aziende che l’anno scorso ha visto partecipare oltre 2 miliardi di persone in 7000 città e 154 Paesi del mondo, diventando uno dei più potenti strumenti mai creati per coinvolgere il mondo intero, a tutti i livelli della società, nel cambiamento di cui la vita sul pianeta e il nostro futuro hanno bisogno. Gli appuntamenti in Calabria. Anche quest’anno sono stati numerosi i comuni calabresi  che hanno aderito all’appello del WWF per l’appuntamento di sabato sera, con lo spegnimento di monumenti , strade o edifici pubblici, o con altre  manifestazioni finalizzate a richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza del risparmio energetico come risposta ai pericoli, sempre più evidenti, del mutamento climatico. L’ evento regionale si svolgerà a Soriano Calabro (VV), dove il WWF sarà ospite dell’Istituto della Biblioteca Calabrese e dove i volontari dell’associazione hanno organizzato un ricco e articolato programma che prevede la visita ad alcune botteghe artigiane, al  Museo dei Marmi, nonché ai preziosi testi conservati nella stessa Biblioteca Calabrese. Al termine delle visite guidate interverranno  Don  Giuseppe Fiorillo (Libera Vibo) sul rapporto tra uomo e natura , l’Avv. M. Rosaria Turcaloro sul “Perché a Soriano” e il Segretario Regionale del WWF Pino Paolillo su “Mutamenti climatici e responsabilità per il Pianeta”. A partire dalle 20,30 , quando scatterà l’Ora della Terra, saranno spente le luci del Palazzo della Biblioteca , saranno eseguiti dei brani musicali e verranno lette poesie e pensieri dedicati alla Natura. Negli altri centri della Regione, la città di Catanzaro vedrà spegnersi le luci di Villa Margherita (ex Villa Trieste), Vibo Valentia la Scuola Don Bosco, Il Palazzo L. Razza e quello delle Accademie , Marina di Gioiosa Ionica  Piazza Zaleuco e Caulonia il lato sud del lungomare. A Cosenza , sarà oscurata Piazza dei Bruzi, la stessa che ospiterà lo stand  e il banchetto del Comitato WWF locale. Tra i comuni che hanno deciso di spegnere per un’ora le sedi municipali, ricordiamo Maierato, Fagnano Castello,  Rose, e Rende (insieme al Parco Rossini) , mentre in diversi centri l’ora della terra scatterà per castelli e monumenti: è il caso di Malvito (Castello Longobardo-Normanno), Lamezia Terme (Castello Normanno), Rossano  e Monterosso Calabro (Torre dell’orologio). Da parte sua il Comune di Cerzeto ha deciso di coinvolgere tutto il paese nell’Ora dedicata alla Terra, spegnendo tutta l’illuminazione pubblica. Manifestazioni a tema si svolgeranno anche in diversi comuni dell’Alto Tirreno Cosentino a cura del comitato locale. Infine, così come per l’edizione passata, anche per quella del 2014 la Croce Rossa di Gioia Tauro ha deciso di partecipare all’iniziativa del WWF con una serie di manifestazioni e iniziative nella città della piana (che per l’occasione spegnerà il Palazzo S. Ippolito).


Lamezia: evade dai domiciliari, arrestato in  esecuzione di una  ordinanza del Tribunale di Sorveglianza          

Lamezia Terme, 26 mar. - I Carabinieri della Stazione di Sambiase, a seguito dell’Ordinanza di ripristino della misura in carcere, hanno proceduto all’arresto di Giovanni Mazzei, classe 68, noto pregiudicato della zona, reo di aver violato la misura della detenzione domiciliare alla quale era stato sottoposto nel febbraio del 2013. In particolare le indagini dei Carabinieri si sono sviluppate lo scorso mese di febbraio, nel corso di una normale pattuglia pomeridiana di controllo del territorio durante la quale, intorno alle ore 18.00 il Mazzei  veniva fermato e trovato fuori dalla propria abitazione alla guida di un autovettura modello Citroen C1. Nel corso del predetto controllo veniva accertato come lo stesso si fosse allontanato dalla propria abitazione senza le previste autorizzazioni e senza informare le autorità di polizia competenti per territorio adducendo come scusa una visita dentistica presso un non meglio identificato dottore polacco. Nel corso dello stesso controllo veniva altresì accertato come il MAZZEI, trovato alla guida, fosse altresì sprovvisto della prevista patente di guida in quanto sospesagli nel 2009, per guida in stato di ebbrezza, e come lo stesso nella circostanza aveva cercato di eludere il controllo producendo anche una certificazione medica fotocopiata ed evidentemente alterata. Tale episodio, tempestivamente segnalato e denunciato alla competente Autorità Giudiziaria, promanava nell’ordinanza in questione che permetteva ai Carabinieri di ricondurre il Mazzei, dopo le incombenze di rito, presso la locale casa circondariale.


'Ndrangheta: Demoskopika, 'affari' per 53 mld e 60 mila affiliati
Cosenza, 26 mar. - La 'ndrangheta con un giro d'affari complessivo di 53 miliardi di euro, un esercito di circa 60 mila affiliati e quasi 400 'ndrine operative in 30 Paesi al mondo genera lo stesso fatturato dei colossi Deutsche Bank e McDonald's messi insieme. A confermare l'enorme potere economico della mafia calabrese e' l'istituto Demoskopika che ne ha stimato il giro d'affari pari al 3,5% del PIL italiano relativo al 2013. Il maggiore introito e' costituito dal traffico di stupefacenti che determinerebbe guadagni per 24,2 miliardi di euro. Un'altra importante fonte di profitto e' costituita dall'attivita' di riciclaggio che ha assicurato alle cosche calabresi un profitto di 19,6 miliardi di euro. Risultano significativi anche i guadagni criminali relativi a estorsioni e usura (2,9 miliardi di euro), agli appalti pubblici (2,4 miliardi di euro), al gioco d'azzardo (1,3 miliardi di euro). Meno rilevanti invece i proventi dal traffico di armi (700 milioni di euro) e di rifiuti illeciti (670 milioni di euro), dalla prostituzione (370 milioni di euro), dalla contraffazione (330 milioni di euro) e dall'immigrazione clandestina (130 milioni di euro), ma si tratta pur sempre di cifre enormi che vanno a incrementare un bilancio piu' che remunerativo e allettante.
"La 'Ndrangheta - dichiara l'economista e autore dello studio di Demoskopika, Raffaele Rio - e' percepita come una componente "normale" dal mondo produttivo. Si arriva ad una situazione paradossale per cui l'insieme delle attivita' vessatorie nei confronti delle aziende, dal racket all'usura, dagli incendi dolosi alle rapine, fino ai meccanismi piu' sofisticati di infiltrazione nel mercato, sembrano ormai costituire un sottofondo latente, uno scenario inevitabile delle loro attivita'. In questo quadro - precisa Raffaele Rio - la criminalita' organizzata calabrese rappresenta un evidente ostacolo che grava pesantemente sullo sviluppo del territorio. Dal punto di vista economico scoraggia la libera iniziativa, altera il mercato e i meccanismi della concorrenza, crea monopoli basati sull'intimidazione e l'interesse privato; dissemina paura, determina sprechi e inefficienze. Sul versante sociale genera il consenso di pochi e l'acquiescenza di molti che, per quieto vivere, per interesse o per paura, preferiscono far finta di non vedere e perfino sottostare alle richieste dei criminali, piuttosto che denunciare e schierarsi apertamente contro di essi. Queste trasformazioni - conclude Raffaele Rio - finiscono per avvicinare alla criminalita' organizzata strati sempre piu' ampi di popolazione che, pur non appartenendo alle famiglie mafiose e non volendo condividere nulla degli affari dei boss, sono in qualche modo condizionati da una presenza che trae la sua forza dalla capacita' di esercitare un capillare controllo del territorio". Con 'ndrine mancata crescita economia calabrese per 1,2 miliardi di euro. L'aggressiva azione intimidatoria della mafia calabrese si manifesta prioritariamente nel mercato criminale delle estorsioni e dell'usura che porta nelle casse delle 'ndrine circa 2,9 miliardi di euro. Secondo le stime dell'Istituto Demoskopika, contenute in esclusiva nel lavoro editoriale, le attivita' criminali dell'usura e del racket, soltanto in Calabria, colpirebbero oltre 40 mila commercianti e operatori economici provocando una mancata crescita stimabile in 3,5 punti dell'intera ricchezza prodotta in Calabria pari a circa 1,2 miliardi di euro.
Contrasto alla mafia calabrese: Governo e Parlamento inadeguati per 1 imprenditore su 2. Per il 58,3% degli imprenditori calabresi la presenza della 'ndrangheta e i legami stretti da affari e politica alimentano la corruzione, vera benzina sul fuoco per il disagio sociale e per l'isolamento economico. Poco meno del 50% degli imprenditori calabresi pensa che i politici, Governo e Parlamento in testa, non stiano facendo abbastanza per contrastare la criminalita' organizzata e la corruzione e un quinto degli intervistati (21,6%) denuncia la mancanza di trasparenza nel modo in cui viene speso il denaro pubblico. Tangenti e mazzette: circa 15mila imprenditori vittime di politici e funzionari della PA. L'8,8% degli imprenditori dichiara di essere stato vittima di corruzione nel 2013. Una condizione ancora piu' allarmante se si inferisce il campione osservato all'intero universo delle imprese attive in Calabria: circa 15 mila gli operatori economici che avrebbero ricevuto richieste estorsive, mazzette e tangenti. La richiesta di tangenti e' stata fatta principalmente da funzionari che gestiscono gli appalti pubblici (26,1%) e da politici (17%), seguiti da soggetti che si occupano del rilascio di concessioni edilizie e di permessi per lo svolgimento di altre attivita' economiche e commerciali (11,2%). Colonizzazione: ben 380 'ndrine attive e oltre 50 mila affiliati. L'analisi degli assetti criminali ricavabili, attraverso l'osservazione attenta di una serie di documenti della Direzione Investigativa Antimafia, del Ministero dell'Interno, della Commissione parlamentare Antimafia e forze dell'ordine, sancirebbe la presenza di ben 113 'ndrine operanti a livello mondiale. Sono 30 i paesi, inclusa l'Italia, nei quali si e' registrata un'attivita' costante delle 'ndrine.
Tra i territori piu' permeabili sicuramente l'Australia (19 'ndrine), Colombia (14 'ndrine), Germania (12 'ndrine) e Canada (10 'ndrine). E non mancano le sorprese come, ad esempio la Tahilandia, le Antille olandesi o il Togo, quest'ultimo tra le mete preferite dalle cosche calabresi per traffico di rifiuti illegali o di pietre preziose. A livello italiano, escludendo ovviamente la Calabria, sono ben 122 i sodalizi che hanno ramificato ed esteso la propria attivita' fuori dai confini regionali: in testa Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia. In Calabria, infine, sarebbero 141 le organizzazioni criminali di tipo mafioso attive. Nella sola provincia di Reggio Calabria risulterebbe attualmente operanti ben 74 'ndrine con una presenza attiva di un esercito di circa 10 mila 'ndranghetisti. Infiltrazioni: ben 82 i comuni sciolti per 'ndrangheta fino ad oggi. Dal 1991 ad oggi sono 82 i comuni sciolti per 'ndrangheta, 76 dei quali in Calabria. Tra gli ultimi, relativi al 2014, il comune di Scalea con un Consiglio dei ministri presieduto da Matteo Renzi che ha approvato il decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del comune del tirreno cosentino. Oltre il 60% delle amministrazioni comunali sciolte riguarda la provincia di Reggio Calabria. A seguire i governi comunali delle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone e Cosenza. I tentacoli delle 'ndrine sull'economia criminale: quasi 3 mila operazioni finanziarie sospette. Analizzando il dato relativo alle operazioni finanziarie sospette trattenute relativo al periodo 2007-2012, significativo nel misurare la capacita' di infiltrazione criminale nell'economia legale, emerge che le operazioni pervenute alla Direzione Nazionale Antimafia in Calabria sono state complessivamente 2.827 con un'attenzione prioritaria sugli enti creditizi con 2.023 episodi pari al 71,6% del totale. Seguono le agenzie di affari in mediazioni immobiliare con il 10,8%, i ragionieri con l'8,6%, la pubblica amministrazione con il 4,6%, gli intermediari finanziari con il 2,7% e, infine, le societa' fiduciarie ed i notai con l'1,7%.


Reggio Calabria: Prefetto in vista al comando provinciale della Guardia di Finanza

Reggio Calabria, 26 mar. - Il Prefetto di Reggio Calabria,  Claudio Sammartino, ha fatto visita alla caserma “Salvatore Caravelli”, sede del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza.   Accolto con gli onori di rito, il Prefetto è stato ricevuto dal Comandante Provinciale, Colonnello Alessandro Barbera,da tutti Ufficiali e dai Comandanti dei Reparti della Provincia.Nel corso della visita, all’Autorità di Governo, è stata illustrata l’organizzazione, l’attività operativa svolta e i risultati conseguiti nel corso del 2013 e nei primi mesi dell’anno in corso.Al termine della visita,il Comandante Provinciale ha ringraziato  il Prefetto per le parole di elogio e apprezzamento che, nell’occasione, ha espresso per l’operato dei militari.


Montegiordano(Cs):  rientrano le parti murarie della Chiesa della madonna del Carmine

Cosenza, 26 mar.  – Stamane le parti murarie della chiesa della Madonna del Carmine di Montegiordano (Cs), hanno fatto finalmente ritorno presso l’originario sito, in attesa che l’importante luogo di culto venga ricomposto sotto la supervisione della soprintendenza ai  beni archeologici e paesaggistici  di Cosenza. Le 34 sezioni in muratura dell'antica cappella gentilizia, di notevole importanza artistico  monumentale, erano state sequestrate il 31 ottobre dello scorso anno dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, in collaborazione con  l'Arma di Corigliano Calabro e con l'ufficio delle dogane di Gioia Tauro, in esecuzione di provvedimento d’urgenza emesso dalla procura della repubblica presso il tribunale di Palmi, a cura del sostituto Salvatore Dolce. Le  sezioni murarie della  chiesa si trovavano presso il porto di Gioia Tauro, perfettamente imballate e collocate all’interno di undici containers, pronti per essere inviati  negli Stati Uniti, senza alcuna autorizzazione alla loro esportazione. L'operazione di rientro in Montegiordano, coordinata dall’autorità giudiziaria, è iniziata oggi e proseguirà nei prossimi giorni, sotto l’attenta vigilanza del personale  del  nucleo carabinieri Tpc e della soprintendenza beni archeologici e paesaggisti  di Cosenza.


Amianto: Arpacal e Inail sul territorio per censire le aree di pietra verde

Catanzaro, 26 mar. - Entra nel vivo, anche con sopralluoghi in sito dei tecnici incaricati, la convenzione che l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal) ha siglato con il Centro Ricerche di Lamezia Terme dell’INAIL.  Il protocollo – firmato dal Direttore Generale dell'Arpacal, dr.ssa Sabrina Santagati, e dal Direttore del Centro Ricerche di Lamezia Terme, Dr. Sergio Iavicoli – è focalizzato sull’individuazione dei siti estrattivi, autorizzati e non, di pietra verde nell’area di studio, ossia l’intero territorio regionale con aree d’approfondimento come il basso tirreno cosentino ed il tirreno catanzarese. E’ previsto, inoltre,  il rilevamento di altre sorgenti di emissione di fibre, quali discariche abusive di rifiuti provenienti dalla lavorazione di inerti, affioramenti non sfruttati economicamente, fronti di scavo per edilizia e infrastrutture. Presso la sede INAIL di Lamezia Terme (CZ), sita nell'Area Industriale Papa Benedetto XVI , con una prima riunione tra i soggetti tecnici incaricati, ha preso, quindi, avvio ieri la fase operativa della collaborazione scientifica tra i due enti, che prevede anche il monitoraggio ambientale finalizzato alla misura del reale inquinamento da fibre aerodisperse in prossimità degli affioramenti individuati, la valutazione dell’esposizione personale all’amianto da parte dei lavoratori nei siti estrattivi di pietra verde. I campioni prelevati, inoltre, saranno sottoposti a caratterizzazione mineralogico-petrografica per determinare l’entità della presenza di amianto. Alla riunione hanno preso parte per l’Arpacal, la dr.ssa Teresa Oranges, responsabile del Centro Geologia ed Amianto, con la dr.ssa Alessandra Spadafora, responsabile scientifico del progetto, e il dr. Luigi Dattola; per l'INAIL hanno partecipato all’incontro tecnico la Dott.ssa Antonella Campopiano, responsabile scientifico del progetto, il Dr. Angelo Olori e il p.i. Antonino Iannò.Inoltre, per fornire un supporto esterno alla convenzione, hanno preso parte anche l'Istituto Superiore di Sanità, con il dr. Biagio Bruni, che si occuperà della valutazione di un potenziale scenario di esposizione della popolazione dovuta alla presenza di affioramenti, e l'A.S.P. di Catanzaro Servizio SPISAL, ambito territoriale di Lamezia Terme, con la partecipazione dell'assistente Tecnico della Prevenzione, geom. Maurizio Conte e il dr. Renato Giardino.Il gruppo di tecnici ha effettuato anche dei sopralluoghi su alcuni siti in Martirano, San Mango e Conflenti.


Vive in Argentina ma incassa pensione in Italia, denunciato
Tropea (Vibo Valentia), 26 mar. - Viveva ormai da tempo, in maniera stabile, in Argentina, ma in Italia continuava a mantenere la residenza, incassando l'assegno sociale che l'Inps gli aveva riconosciuto in precedenza. Con questo meccanismo, un uomo residente in provincia di Vibo Valentia avrebbe sottratto all'Inps una somma pari a circa 88mila euro. Sono stati i finanzieri della Tenenza di Tropea a scoprire il meccanismo, grazie anche alla collaborazione con l'istituto previdenziale. L'uomo, pur mantenendo la residenza in Italia, ha di fatto, dal 2001, trasferito la propria abituale dimora in Argentina, dove vive con la propria famiglia, ed era solito rientrare in Italia soltanto ogni due o tre anni per trascorrere le vacanze estive. Al termine delle indagini l'assegno sociale e' stato revocato dall'Inps e verranno avviate le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite, con la denuncia del responsabile all'autorita' giudiziaria.


'Ndrangheta: omicidio Lopreiato, due dei killer uccisi in faida
Vibo Valentia, 25 mar. - Anche due uomini poi uccisi nella faida con il contrapposto clan dei Patania di Stefanaconi avrebbero preso parte diretta all'omicidio di Antonino Lopreiato avvenuto a Stefanaconi la sera dell'8 aprile 2008. Dal fermo dell'operazione "Amarcord" si evince infatti che Giuseppe Matina, 33 anni, detto "Gringia" - ucciso il 20 febbraio 2012 a Stefanaconi dal clan Patania - avrebbe procurato a Francesco Calafati (fra i fermati di oggi) le armi servite per l'agguato a Lopreiato. Questa accusa viene mossa anche a Loredana Patania, moglie del defunto Matina ed attuale collaboratrice di giustizia.
Le armi sarebbero poi state consegnate da Calafati ai killer, indicati in Francesco Scrugli, 42 anni, di Vibo Valentia, ed in Rosario Battaglia, 29 anni, di Piscopio, frazione di Vibo. Scrugli, prima legato al clan Lo Bianco di Vibo e poi ai clan Fiorillo e Battaglia di Piscopio, e' stato poi ucciso dal clan Patania la sera del 21 marzo 2012 a Vibo Marina. Nell'occasione, Rosario Battaglia, che si trovava insieme a Scrugli, e' rimasto invece ferito. Rosario Battaglia, indagato ora come killer di Antonino Lopreiato (ucciso con 7 colpi al volto ed al collo), non e' stato tuttavia destinatario in data odierna del provvedimento di fermo in quanto gia' in carcere per detenzione illegale di una pistola. Per tale reato, il 4 febbraio scorso Battaglia e' stato condannato dal Tribunale di Vibo a 3 anni e 4 mesi di reclusione.


Soveria Mannelli: tre persone denunciate per violenza sulle donne

Lamezia Terme, 25 mar. - Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Soveria Mannelli hanno notificato nr. 3 misure cautelari del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nei confronti di altrettanti soggetti residenti tra Soveria Mannelli e Decollatura.
I provvedimenti sono scaturiti a seguito di attività di indagine condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Soveria Mannelli i quali, nelle scorse settimane, hanno raccolto diverse denunce da alcune donne che, stanche delle continue molestie o violenze messe in atto dai loro coniugi, ex coniugi o conviventi, hanno deciso di dire basta e di alzare la testa contro chi offende quotidianamente la loro dignità di donna e mette seriamente in pericolo la loro salute e quella dei loro familiari.
La situazione era per tutte, in effetti, abbastanza delicata. Come hanno avuto modo di accertare i carabinieri, i mariti o ex mariti continuavano a molestare più volte e con insistenza le proprie ex consorti con chiamate persecutorie e invii sistematici di sms in cui ognuno di loro cercava, con ogni sforzo possibile, di riallacciare la relazione sentimentale ormai perduta con toni assolutamente ossessivi e quasi paranoici.
In un caso, addirittura, la persona denunciata aveva inviato sms alla vittima facendo esplicite allusioni alla possibilità, nel caso in cui non si fosse ravvicinata a lui, che il figlio avuto in comune potesse perdere uno o entrambi i genitori, minacciando quindi gesti estremi di natura suicidiaria o uxoricida.
Altre volte i persecutori, sempre per ingenerare nelle loro vittime uno stato perdurante di ansia e timore, si mostravano completamente spavaldi e pronti a tutto, dichiarandosi capaci di sfidare chiunque, comprese le forze di polizia e l’autorità giudiziaria, pur di raggiungere il proprio obiettivo, paventando anche la possibilità di irrompere improvvisamente presso l’abitazione della donna forzando la porta di ingresso o di “colpire” i propri parenti ed amici stretti.
Proprio lo stato perdurante di ansia in cui si trovavano ormai le donne, che avevano anche mutato le loro abitudini di vita per cercare di evitare ad ogni costo un possibile incontro con i rispettivi“stalkers”, aveva portato le stesse a ribellarsi ai continui soprusi subìti e ad aprirsi ai carabinieri della Stazione Carabinieri di Soveria Mannelli che, dopo indagini immediate ed approfondite, riuscivano a attribuire gravi responsabilità penali in capo agli autori del reato che venivano quindi sanzionati con la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima del reato (abitazione di residenza, domicilio e qualsiasi altro luogo frequentato per motivi di lavoro, ricreativo ecc. dalla persona offesa dal reato).


'Ndrangheta: omicidio Lopreiato, due boss tra i fermati
Vibo Valentia, 25 mar. - Sono ritenuti esponenti di spicco della criminalita' del Vibonese, due dei fermati dell'operazione "Amarcord" che fa luce sull'omicidio a Stefanaconi di Antonino Lopreiato. Emilio Antonio Bartolotta, 36 anni, ritenuto a capo dell'omonimo gruppo nato dalla vecchia "Societa' minore" di Stefanaconi guidata da Nicola Bartolotta, alias "Pirolo", e' stato infatti condannato a 25 anni di carcere per l'omicidio di Michele Penna, assicuratore e segretario dell'Udc di Stefanaconi. Nei giorni scorsi, Emilio Antonio Bartolotta e' stato pero' scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare. La scomparsa di Michele Penna - separato dalla figlia di Nicola Bartolotta - risale al 19 ottobre 2007 ed il cadavere, per il cui ritrovamento si sarebbe attivato Antonino Lopreiato, non e' mai stato trovato. Penna sarebbe stato eliminato per aver cercato di formare un clan autonomo dai Bartolotta ed anche per via di una presunta relazione con la moglie di un affiliato ai Bartolotta all'epoca in carcere. L'altro fermato, Francesco Calafati, 39 anni, e' invece rimasto vittima di un tentato omicidio il 21 marzo 2012 a Stefanaconi ad opera dei Patania-Lopreiato. Calafati era stato scarcerato nel 2008 dopo aver scontato una condanna per l'omicidio del carrozziere Domenico Maurici, avvenuto a Zungri (Vv) nell'agosto 1996. Calafati era sospettato dai Lopreiato-Patania di aver preso parte all'omicidio di Antonino Lopreiato.


'Ndrangheta: omicidio Lopreiato, 3 fermi nel Vibonese
Vibo Valentia, 25 mar. - I carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, con il supporto dell'8° Elinucleo, hanno eseguito alle prime luci dell'alba un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Emilio Antonio Bartolotta, 36 anni, Annunziata Foti, 38 anni, e Francesco Calafati, 39 anni, tutti di Stefanaconi, centro confinante con Vibo. L'accusa e' quella di concorso, in qualita' di mandanti ed organizzatori, dell'omicidio di Antonino Lopreiato, il 46enne ucciso a Stefanaconi la sera dell'8 aprile 2008. I particolari del fermo, rientrante nell'operazione "Amarcord" che mira a far luce sulla faida fra i gruppi contrapposti dei Bartolotta e dei Patania di Stefanaconi, verrano resi noti nel corso di una conferenza stampa che avra' luogo alle ore 11 nei locali della Procura della Repubblica di Catanzaro. Svela diversi retroscena sulla "guerra di mafia" di Stefanaconi, centro confinante con Vibo Valentia, l'operazione "Amarcord" dei carabinieri del Nucleo investigativo vibonese scattata con tre fermi della Dda di Catanzaro. L'omicidio di Antonino Lopreiato, 46 anni, detto "Ninu i murizzu", avvenuto a Stefanaconi l'8 aprile 2008 - al centro del provvedimento di fermo - rappresenta infatti il primo segnale della faida. Secondo l'accusa, la vittima sarebbe stato un "esponente di spicco dell'omonima cosca" di Stefanaconi, da sempre vicino al clan Patania, ritenuto il "braccio armato" del gruppo Lopreiato. Antonino Lopreiato, oltre che da "rapporti di assidua frequentazione", era legato ai Patania pure "da vincoli di parentela". La vittima era inoltre fratello di Salvatore Lopreiato, 52 anni, alias "Zorro", condannato il 17 marzo scorso ad 8 anni e 4 mesi nel processo nato dall'operazione "Gringia". Salvatore Lopreiato era a sua volta "cognato di Giuseppe Greco, gia' soggetto di spicco della cosca Bonavota di Sant'Onofrio" e poi allontanatosi da tale consorteria. L'omicidio di Lopreiato sarebbe quindi maturato nell'ambito di uno scontro fra il clan Lopreiato-Patania da un lato (la vecchia "Societa' maggiore" di Stefanaconi) ed un nuovo gruppo criminale vicino ai Bonavota nato nel 2007 attorno alle figure di Emilio Antonio Bartolotta e Francesco Calafati, due degli odierni fermati dell'operazione "Amarcord".


Autovettura incendiata a Vibo Valentia
Vibo Valentia, 25 mar. - Ignoti hanno dato nella notte alle fiamme a Vibo Valentia, nel quartiere Affaccio, l'auto di A.S., 61 anni. L'autovettura, una Fiat 500, intestata a C.Z., 58 anni, ma in uso a A.S., ha subi'to danni nella parte anteriore. Tracce di liquido infiammabile sono state ritrovate sulla ruota anteriore. Sul posto per le indagini e per spegnere le fiamme e' intervenuta una volante della polizia della locale Questura diretta dal dirigente Antonio Lanciano. A dare una mano alla polizia nello spegnimento delle fiamme e' intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco. Indagini in piu' direzioni per far luce sull'accaduto.


Sanita': inchiesta Reggio; Cgil, "anche a sinistra serve svolta"
Reggio Calabria, 25 mar. - "In merito all'azione in corso da parte della Magistratura circa la correttezza di "pesanti ingerenze politiche" sulla nomina di posti dirigenziali dell'Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria e' necessario che la Magistratura vada a fondo nelle indagini". E' quanto e' scritto in una nota della Cgil regionale e reggina. " La Cgil garantista da sempre - si legge ancora - si augura che gli indagati possano dimostrare la loro estraneita' in maniera "fattuale e convincente". In ogni caso i fatti fanno emergere un rapporto fra politica e gestione delle Aziende Sanitarie in maniera distorta, clientelare e negativa del valore del merito delle professionalita'. La politica - continua la Cgil - deve ritornare a svolgere la funzione di indirizzo e la gestione delle Aziende Sanitarie affidate a manager competenti e professionali soprattutto sulla base dei risultati e non per fedelta' politica e lo stesso deve avvenire per la valorizzazione professionale del corpo medico. Metodi quindi sbagliati e inaccettabili! Ci auguriamo - connclude la Cgil - che anche a sinistra prenda piede quindi una svolta radicale nei metodi di governo della Sanita' e possa trovare riscontro il nuovo corso "del Partito Democratico Calabrese"".


Raid vandalici nella notte a Pernocari, danneggiato auditorium
Vibo Valentia, 25 mar. - Raid notturno a Pernocari, frazione del comune di Rombiolo, nel Vibonese. Ignoti, dopo essersi introdotti nel locale Auditorium hanno smontato e portato via indisturbati porte e termosifoni. In pieno centro cittadino, invece, i ladri si sono introdotti nel locale di un barbiere dopo aver divelto la saracinesca ed il vetro del portone di ingresso. Dopo aver messo a soqquadro il locale, i ladri hanno prelevato e portato via la somma di 1.700 euro che il titolare aveva riposto in un cassetto chiuso in attesa di trasferire il denaro nella propria abitazione. Sui due furti indagano i carabinieri della Stazione di Rombiolo.


A scuola dalla Guardia di Finanza: gli studenti di Serra S. Bruno visitano la caserma “G. Vizzari” di Vibo Marina

Vibo Valentia, 25 mar. - Oggi è si è svolta una visita d’istruzione presso i Reparti della Guardia di Finanza ubicati nella caserma “G. Vizzari” di Vibo Marina (VV) a cura della quarta classe dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing dell’istituto d’istruzione superiore “Luigi Einaudi”  di Serra San Bruno. Gli studenti, accompagnati dai Proff. Rosamaria Iennarella e Salvatore Luciani, hanno fortemente voluto quest’incontro al fine di continuare ed implementare un loro specifico percorso formativo  sulle forme di illegalità economica presenti nella provincia vibonese ed hanno dimostrato grande attenzione alle tematiche proposte dimostrando anche notevole acutezza nelle domande formulate ai diversi relatori che si sono succeduti.
Gli studenti sono stati accolti dal Comandante Provinciale Col. Paolo Valle che ha introdotto i lavori illustrando i compiti e la missione istituzionale assegnata al Corpo. Successivamente, con l’ausilio di strumenti multimediali e con la proiezione di immagini e filmati di repertorio, sono state evidenziate, preliminarmente, l’offerta di possibilità formative e di arruolamento nel Corpo e, successivamente, sono statiamp
iamente tratteggiati le peculiarità e i servizi svolti, nell’ambito di rispettiva competenza, dal Magg. Basilio Palma, per il Reparto Operativo Aeronavale e la Stazione Navale, per l’attività svolta nel comparto aeronavale, e dal Cap. Luca Bonatesta-Comandante della Compagnia di Vibo Valentia- per l’attività di servizio svolta dai Reparti territoriali.
Qui, oltre a filmati istituzionali esplicativi dei svariati compiti assegnati alla Guardia di Finanza quale Forza di Polizia con competenza esclusiva nel settore economico-finanziario, sono stati documentati ed analizzati, dalla loro genesi a all’esecuzione,
alcuni dei principali risultati di servizi conseguiti dal Corpo nello scorso 2013 nel contrasto alle attività della criminalità organizzata nel settore economico, del contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica, della lotta all’evasione fiscale, alla contraffazione ed al traffico delle sostanze stupefacenti.
Gli interventi sono stati intervallati da una visita ad alcune delle infrastrutture tecniche ubicate nella caserma e dalla testimonianza del Gruppo Sommozzatori che hanno arricchito di contenuti l’incontro degli studenti con le Fiamme Gialle con l’esibizione dei loro materiali tecnici edi alcuni documenti filmati di repertorio relativi alla liberazione, dalle famigerate “spadare”, di due capodogli e dell’intervento effettuato, pochi mesi orsono, in occasione della tragedia dei m
igranti naufragati nelle acque antistanti l’isola di Lampedusa.
Attesa la specifica impronta e la richiesta formativa avanzata dall’istituto, retto dal dirigente scolastico Dott. Antonino Ceravolo, particolare attenzione è stata inoltre posta allo sviluppo dei te
mi operativi relativi alle attività a contrasto dei fenomeni criminali legati all’usura ed alle estorsioni nel territorio vibonese, con particolare riguardo alla legislazione relativa al sequestro e confisca dei beni illecitamente accumulati dalle consorterie criminali.
Particolarmente gradito agli studenti è stato l’interve
nto, predisposto nel programma dei lavori, con la propria personale testimonianza sulla gravità di tali fenomeni e le loro implicazioni socio-economiche, reso dal Sig. Gaetano Ruello, nella sua qualità di vice presidente dell’associazione antimafia “La Gerbera Gialla”, che non si è sottratto al fuoco di fila delle domande della platea dei giovani studenti serresi.
L’incontro,organizzato e curato dagliIspettori del Comando Provinciale che già da tempo hanno maturato esperienze nella divulgazione dei temi della “Educazione alla Legalità Economica”, si è quindi concluso con l’entusiasmo di studenti e docenti accompagnatori, che hanno ringraziato per l’esperienza vissuta, giudicata in termini lusinghieri e superiore alle  aspettative.


Droga: controlli della Guardia di Finanza di Vibo con le unita’ cinofile  

Vibo Valentia, 25 mar. -  I Finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia, insieme ai colleghi Cinofili del Gruppo di Lamezia Terme, si sono recati, in città, presso alcuni Istituti d’Istruzione Superiore (Ragioneria, Istituto d’Arte e Liceo Classico) per un controllo preventivo antidroga, a campione, teso alla verifica della presenza di sostanze stupefacenti nel contesto degli istituti scolastici. Le verifiche effettuate anche in Piazza Martiri d’Ungheria hanno interessato studenti e passanti senza rilevare presenza di sostanze stupefacenti. I controlli in questione rientrano in un più vasto quadro di attività preventive organizzate dal Comando Provinciale finalizzate principalmente a prevenire e a reprimere la produzione, lo spaccio ed il consumo degli stupefacenti, soprattutto da parte dei giovani.  Infatti alla fine del 2013 è stata individuata e sequestrata, in provincia, una piantagione di cannabis indica realizzata da due soggetti (deferiti all’Autorità Giudiziaria) composta da 1.500 piante per un valore di  3.000.000,00, euro  nonché  100.000 grammi  di Marijuana in fase di essicazione per un valore di  1.000.000 euro,  mentre, recentemente, nel corso di una mirata perquisizione locale sono stati sequestrati  364 grammi di Marijuana e 550 semi di cannabis indica con conseguente arresto del responsabile.  L’esito negativo dell’attività preventiva svolta è anche frutto dell’efficace attività repressiva precedentemente effettuata.


Rifiuti: discarica sequestrata da Guardia Costiera a Saline
Reggio Calabria, 25 mar. - Una discarica e' stata sequestrata dagli uomini della Delegazione di Spiaggia di Melito Porto Salvo diretta dal Maresciallo Pirrello sotto il coordinamento del nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. I militari sono intervenuti in localita' Torrente Molaro II frazione di Saline Joniche del comune di Montebello Jonico (RC) al fine di accertare e verificare alcune segnalazioni inerenti ad abusi in materia ambientale.
Sul posto sono stati rinvenuti tre siti adibiti a discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non per un totale di oltre 1.100 metri quadri composto da svariati materiali, e piu' precisamente da carcasse di elettrodomestici, rifiuti dell'attivita' di costruzione e demolizione, materassi, materiali da costruzione contenenti sostanze pericolose. Inoltre sono state rinvenute lastre di eternit lesionate in piu' parti con grave pericolo per la salute pubblica. L'intera area e' stata sigillata e posta sotto sequestro penale preventivo urgente dai predetti militari, che le hanno delimitate con del nastro rosso bicolore.
Il sequestro e' stato comunicato al magistrato di turno della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per le violazioni dele norme in materia di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, oltre che all'amministrazione provinciale e comunale per le azioni di loro competenza.


Immigrati: 95 sbarcati su costa ionica Calabria
Reggio Calabria, 25 mar. - Sono appena sbarcati sani e salvi al porto di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, 95 migranti, presumibilmente di nazionalita' egiziana e siriana, tra i quali due donne e diversi bambini, intercettati stanotte a largo delle coste calabresi. La nave motopesca su cui viaggiavano i migranti e' stata segnalata a 54 miglia a sud sud-est di Roccella, sul posto ha incrociato la Nave Gregale della Marina militare e sono stati dirottati quattro navi mercantili. Dalle capitanerie di porto di Roccella Jonica, distaccamento di Reggio Calabria, e Siracusa, sono partite anche le motovedette, rispettivamente la Cp 308 e la Cp 323. La prima a giungere sul punto e' stata la motovedetta di Roccella, che grazie allo scudo fornito dalla Gregale e dai 4 mercantili, sebbene le condizioni meteo fossero pessime, con mare forza 4, e' riuscita a trasbordare tutti i migranti. Da poco sono giunti alla Capitaneria di Roccella, diretta dal tenente di vascello Antonino Indelicato, dove e' scattata la macchina dell'accoglienza.


Calabria It: M5S, lavoratori scaricati e umiliati
Catanzaro, 25 mar. - "La Regione Calabria e' un poltronificio che sottrae risorse pubbliche alla sanita', ai trasporti, alle attivita' produttive e agli altri settori piu' importanti". Lo dichiarano i parlamentari M5S Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni in relazione ai vertici di Fincalabra e al mancato assorbimento dei 131 dipendenti di Calabria IT da parte della finanziaria della Regione. Gli stessi parlamentari aggiungono: "Il presidente di Fincalabra Umberto De Rose, che da una nostra verifica non risulta iscritto all'albo degli ingegneri, esibisca il titolo di ingegnere che si porta dietro e all'occorrenza intervenga l'Ordine professionale". "L'aspetto piu' grave - sottolineano i parlamentari Cinque Stelle al di la' di De Rose - e' che la Regione Calabria non richiede requisiti professionali vincolanti per la giuda degli enti in house, i cui presidenti costano ai calabresi oltre 130mila euro all'anno. Paradossalmente, anche un perfetto ignorante nelle materie affidate a questi enti puo' ricevere incarichi di vertice, purche' sia un portatore di voti o un garante di interessi. L'affidamento e' del tutto discrezionale".
I parlamentari Cinque Stelle sottolineano: "L'assessore Arena e il presidente Scopelliti devono spiegazioni ai calabresi, che pagano le addizionali e le altre imposte e tasse regionali. Arena e Scopelliti dicano a chi e' utile scaricare i dipendenti di Calabria IT e condonare a De Rose la restituzione di milioni di euro dovuti alla Regione. Nesci, Morra, Parentela e Dieni concludono: "Questa mortificazione dei lavoratori di Calabria IT, che per legge devono essere assorbiti da Fincalabra, come ieri ha ricordato la commissione regionale di Vigilanza, prova il ricatto della politica nei confronti delle persone. Il Movimento Cinque Stelle - concudono - spazzera' via questo sistema che umilia e priva della liberta' i calabresi".


Carabinieri: cerimonia in ricordo della scomparsa del Generale Michelangelo Azzarà”

Melito di Porto Salvo, 25 mar. -  A dieci anni dalla sua scomparsa, il motto del Generale Michelangelo Azzarà “Ereditare, vivere e tramandare” è più vivo che mai. Trovare ed offrire esempi e valori da seguire, per arricchire il proprio percorso e quello dell’intera collettività, è una necessità che nasce dal desiderio di contribuire alla crescita del proprio territorio. Consegnando e, altresì, alimentando un percorso fatto di ricchezza di stimoli e tanta energia. Così come ha, sempre, fatto l’Alto Ufficiale dell’Esercito, che, nella sua vita, ha lasciato, con vigore e forte convinzione, una marcata impronta in tutto ciò che faceva. Iniziative in molteplici settori che, ancora oggi, continuano a vivere della sua presenza. In occasione del decennale della sua scomparsa, la Fondazione, a lui intitolata, organizza una tre giorni ricca di appuntamenti che testimoniano lo spiccato contributo lasciato da un Uomo che ha fatto dell’amore per la sua terra il principale motivo di vita. Si parte il 27 marzo, alle ore 17, a Reggio Calabria, nel Palazzo della Provincia, Sala delle Biblioteche, con la presentazione del libro “Michelangelo Azzarà – La vita del Generale nei racconti di chi lo ha conosciuto”. Edito dalla “Citta del Sole” è una raccolta di esperienze di vita, quelle del Generale, attraverso il ricordo di chi ha vissuto insieme a Lui i momenti quotidiani del suo agire. Diviso in varie parti, il libro, curato da Giuseppe Toscano, offre precise e toccanti immagini di quanto Azzarà abbia creduto e contribuito allo sviluppo della sua città e della sua terra d’origine. Un esempio di vita che va ereditato per poter essere vissuto nel presente e costruire, così, un valido futuro. Nel corso dell’incontro la proiezione di un cortometraggio che, attraverso le immagini, racconta in modo vibrante le tappe più significative del Suo impegno. Il giorno successivo, venerdì 28 marzo, a Melito di Porto Salvo, città natale e di vita del Generale, alle ore 11 nel Salone del Museo Garibaldino, un dibattito su “L’esercito italiano dal 1861. Oltre 150 anni di storia”. E’ un incontro esercito-scuola che vede coinvolto attivamente il Comando Militare Esercito “Calabria” guidato dal Col. Liborio Volpe. Nel pomeriggio l’appuntamento è al Liceo Classico “Ten. Col. G. Familiari” con il convegno su “Il dono: un gesto per la vita”. Al centro del dibattito le associazioni di volontariato Ail – Adspemfidas – Calabria Cord Blood Bank che illustreranno l’importanza e il valore del dono quale, personale e collettivo, contributo nella partecipazione attiva alla vita della Società. Nel corso del Convegno saranno consegnate le Borse di Studio istituite dalla Fondazione Gen. Michelangelo Azzarà in collaborazione con la Società Ased s.r.l. ai vincitori del Concorso “Reporter per l’Ambiente – Io l’Ambiente lo salvo così…” rivolto agli alunni delle Scuole Statali della città di Melito di Porto Salvo.   Si conclude sabato il 29 marzo, alle ore 11.00, a Marina di San Lorenzo, Zona Industriale Agrifa, con l’inaugurazione della nuova sede dell’ Ased Srl e di un nuovo sito di stoccaggio e racconta differenziata dei rifiuti esempio positivo di un’azienda che, in Calabria, si occupa da oltre 25 anni di sevizi di igiene ambientale e di cui il Gen. Michelangelo Azzarà, all’indomani del suo congedo dall’Esercito, è stato Direttore Generale.


'Ndrangheta: estorsioni a imprenditori agricoli, sei arresti
Reggio Calabria, 24 mar. - La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha arrestato sei presunti esponenti delle cosche di 'ndrangheta Zappia e Cianci-Maio-Hanoman, operanti nel territorio di San Martino di Tauriano, in provincia di Reggio Calabria, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini dell'operazione "Vecchia Guardia", dirette dal sostituto procuratore della Dda Giulia Pantano col coordinamento del procuratore Federico Cafiero De Raho, hanno accertato l'attivita' di taglieggiamento ai danni di alcuni imprenditori agricoli, che sarebbero stati costretti a pagare la "tradizionale" guardiania ai terreni, dietro la quale si cela un metodo di oppressione per trarre risorse economiche in favore della cosca di appartenenza. La Mobile di Reggio, diretta dal primo dirigente Gennaro Semeraro, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria. Le sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Vecchia Guardia", nei confronti di altrettanti presunti appartenenti alle cosche Zappia e Cianci-Maio-Hanoman, sono state eseguite dalla Squadra Mobile a Taurianova, nel Reggino, e Brescia, con l'ausilio di colleghi della struttura investigativa lombarda e con la partecipazione dei Reparti prevenzione crimine della Polizia. Tra gli arrestati figurano alcuni presunti componenti della storica famiglia di 'ndrangheta degli Zappia, una volta diretta dal capobastone Giuseppe Zappia, nato nel 1912 e ucciso nel 1993 in un agguato, definito "il presidente" per avere presieduto il "summit di Montalto" del 26 ottobre 1969, interrotto dalle forze dell'ordine. Vi sono tre donne fra i 6 arrestati nell'ambito dell'operazione "Vecchia Guardia", condotta stamani dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria che ha eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di presunti esponenti delle cosche Zappia e Cianci-Moio-Hanoman, operanti nella frazione San Martino di Taurianova, nel reggino. I sei arrestati sono: Vincenzo Giuseppe Zappia, di 49 anni; Maria Zappia, di 52 anni; Teresa Zappia, di 44 anni; Rosetta Zappia, di 37 anni; Giuseppe Zappia, di 45 anni; e Domenico Cianci di 67 anni, tutti nati a Taurianova. Per loro l'accusa e' di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo le risultanze delle indagini, che si sono avvalse delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Antonio Russo, i sei avrebbero imposto a un proprietario terriero la cosiddetta "guardiania", per mettere fine a danneggiamenti sul terreno e apporvi la "protezione" mafiosa. L'entita' dell'estorsione, i pagamenti sarebbero stati eseguiti dal 2004 al 2009, era stata dapprima di 2500 euro l'anno, da suddividersi in due pagamenti, poi alla cosca Zappia sarebbe subentrato nel febbraio 2010 il Cianci, appena tornato in paese dopo essere uscito di galera ed avere scontato la sorveglianza speciale a Fonte Nuova in provincia di Roma, il quale avrebbe imposto un prezzo iniziale di 60 euro al mese poi aumentati a 100 euro mensili. Le donne degli Zappia, insieme al cugino Giuseppe di 45 anni, sarebbero state incaricate di riscuotere i pagamenti. Due degli arrestati sono stati localizzati nel bresciano. Gli altri erano tutti a Taurianova.


Droga: deve scontare 4 anni di carcere, arrestato dalla polizia
Catanzaro, 24 mar. - Dovra' scontare una condanna definitiva a quattro anni di reclusione, oltre al pagamento della pena pecuniaria di 18mila euro. Per questo, personale della Polizia di Stato della Questura di Catanzaro ha eseguito l'ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, eseguendo l'arresto di Antonio Passalacqua, 39 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. La condanna riguarda reati compiuti in materia di sostante stupefacenti. L'iter giudiziario, avviato nel 2007, dopo una prima sentenza di condanna del 2009 del tribunale di Lamezia Terme, confermata l'anno successivo dalla Corte D'Appello di Catanzaro, e' giunta al termine con l'emissione da parte della Corte Suprema di Cassazione della condanna definitiva. Passalacqua e' stato condotto presso la Casa Circondariale di Siano, per espiare la pena residua pari a 3 anni, 1 mese e 25 giorni, avendo gia' scontato 10 mesi e 5 giorni.


'Ndrangheta: nuovo collaboratore svela inedite alleanze
Vibo Valentia, 24 mar. - Un'alleanza fra diversi clan della 'ndrangheta con la creazione di un vero e proprio "asse" di collegamento fra il Vibonese, la Sibaritide, la Piana di Gioia Tauro, la Puglia e la Campania per il traffico di stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana. E' quello tracciato nel pomeriggio di oggi dal collaboratore di giustizia Rocco Oppedisano, 35 anni, di Monsoreto di Dinami, nel Vibonese, al suo primo esame da collaboratore di giustizia nel processo nato dall'operazione antimafia "Luce nei boschi" contro i clan delle Pre-Serre vibonesi. Collegato in videoconferenza con il Tribunale di Vibo Valentia, rispondendo alle domande del pm Marisa Manzini, il collaboratore Oppedisano (condannato a 22 anni per l'omicidio a San Pietro di Carida' (Rc) di Placido Di Masi ed il tentato omicidio del fratello) ha delineato la solida alleanza che avrebbe legato negli anni i clan Emaunele di Sorianello (Vv), Forastefano di Cassano allo Ionio, Bellocco e Albanese di Rosarno (Rc) nell'ambito del traffico di droga (sino a 500 chili di marijuana) con collegamenti anche con i clan pugliesi, campani e diversi gruppi dell'Albania. Parte della droga, secondo il pentito, sarebbe stata spacciata anche in Lombardia e richiesta particolarmente da alcuni imprenditori del Milanese. I gruppi Emanuele e Forastefano si sarebbero inoltre scambiati uomini ed armi per alcuni omicidi di 'ndrangheta consumati nella Sibaritide e nel Vibonese.


Editoria: "Giornalisti Italia", l'online per chi fa informazione
Roma, 24 mar. - Si chiama "Giornalisti Italia" il nuovo quotidiano on line diretto da Carlo Parisi, vicesegretario della Fnsi e segretario del sindacato giornalisti della Calabria, e dedicato al mondo dell'informazione, analizzato e raccontato dal di dentro. Il debutto domani alle 18,30 nella sede della Fnsi, a Roma. L'informazione, con le ultime notizie dall'Italia e dall'estero, per chi fa informazione: e' questo l'obiettivo di "Giornalisti Italia" (www.giornalistitalia.it) che, non a caso, ricalca il nome dell'altra testata web diretta da Parisi, "Giornalisti Calabria", focalizzata sul regionale. E' da quell'esperienza, nata nel giugno 2011, che nasce ora Giornalisti Italia. "I risultati raggiunti con Giornalisti Calabria - sottolinea Parisi - hanno superato, in tutta sincerita', le nostre aspettative e abbiamo deciso di compiere un passo ulteriore, dando vita ad una testata dedicata, ancora una volta, al mondo dell'informazione, in tutte le sue forme ed estensioni, dalla carta stampata al web, passando per la radio, la tv e gli uffici stampa". Uno strumento - tiene a precisare - che "non intende sostituirsi agli organi d'informazione ufficiali degli istituti di categoria dei giornalisti, la Fnsi, l'Inpgi, l'Ordine, la Casagit, il Fondo Giornalisti. L'informazione al servizio di chi fa informazione". Notizie aggiornate in tempo reale, dall'Italia e dall'estero, sul mondo dell'informazione, dunque, ma anche sezioni interattive, tra cui la Bacheca Lavoro: sara' attiva una sezione dedicata esclusivamente alle offerte e alle domande di lavoro nel campo dell'informazione e della comunicazione. "Una sezione, quella del lavoro, - rimarca Carlo Parisi - che ci auguriamo di veder proliferare, non soltanto nella domanda, ma finalmente nell'offerta. Purche' seria e improntata al rispetto della dignita' professionale".


Droga: operazione "Stretto antico" a Catanzaro,sentenza ad aprile
Catanzaro, 24 mar. - E' attesa per il 14 aprile la sentenza del giudice distrettuale dell'udienza preliminare di Catanzaro nell'ambito dei sette giudizi abbreviati a carico degli imputati coinvolti nell'operazione antidroga dai carabinieri di Catanzaro denominata "Stretto antico". Dopo che a gennaio il pubblico ministero, a conclusione della propria requisitoria, ha chiesto sette condanne - a pene comprese fra 3 e 8 anni di reclusione -, oggi sono proseguite le arringhe dei difensori (gli avvocati impegnati sono Lucio Canzioniere, Laura Parretta, Chiaravalloti, Raffaele Fioresta, Arturo Bova, Antonio Lomonaco, Piero Chiodo, Simona Longo), fra i quali l'avvocato Vincenzo Cicino, in particolare, ha sollevato una questione di legittimita' costituzionale a seguito delle recenti modifiche normative in tema di stupefacenti. Tutti hanno concluso chiedendo l'assoluzione per i rispettivi assistiti, asserendo che le prove a loro carico, soprattutto quelle derivanti dalle intercettazioni effettuate dagli investigatori, sarebbero inconsistenti e soggette a diverse interpretazioni. Infine il rinvio del giudice, Maria Rosaria Di Girolamo, al 14 aprile quando dovrebbe arrivare anche la sua decisione finale per i sette imputati. Un'ottava persona coinvolta nell'operazione "Stretto antico" ha in precedenza patteggiato la pena, mente tutti gli altri hanno scelto l'abbreviato a seguito della richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura ed accolta lo scorso giugno. Gli imputati sono stati destinatari di un provvedimento di custodia cautelare eseguito all'alba del 24 gennaio 2013 con il blitz "Stretto antico" e, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbero stati dediti all'attivita' di spaccio di droghe pesanti, soprattutto cocaina ed eroina, in una delle zone "di competenza" dei rom stanziali di Catanzaro, in via Stretto Antico (da cui il nome dell'operazione), all'interno dell'accampamento degli zingari. La droga, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe arrivata dalla provincia di Reggio Calabria, Monasterace in particolare, dove risiedeva uno degli imputati, e sarebbe stata destinata allo spaccio nella zona di Catanzaro Lido, o anche nell'area di viale Isonzo. Nel corso degli interrogatori di garanzia gli accusati, affiancati dai rispettivi difensori, si erano tutti avvalsi della facolta' di non rispondere.


La morte di Berlinguer fu vero ictus?

Lamezia Terme, 24 mar. -   "Il film di Veltroni sarà pure un capolavoro, di questo non ho dubbi,  ma ho anche la certezza che forse il film non racconti fino in fondo la verità sulla morte di Enrico Berlinguer. Qualcuno, solo ora, dichiara che giungendo in albergo Berlinguer aveva molto freddo e fu aiutato a coprirsi. Ancora più strano! Perché allora non fu condotto immediatamente in ospedale? e perché per farlo si aspettò un tempo così interminabile di oltre due ore..?.".
Questo il primo commento a caldo al film diretto da Veltroni del sociologo Rocco Turi, autore del libro "Storia segreta del Pci" (Rubbettino Editore) in cui il sociologo mette in serio dubbio che la morte di Berlinguer possa essere stata causata da un ictus. "La verità - ripete ancora oggi lo scrittore - è che Berlinguer quella sera era perfettamente lucido e non provava nessun sintomo di freddo. In albergo ci andò con le sue gambe, in automobile parlava, nonostante altro vomito, e nella sua stanza in albergo continuò a rispondere alle domande di chi aveva intorno. Nessun ictus, di questo ne sono certo!"
La cosa più grave, ma anche più strana - a giudizio di Rocco Turi - è che accanto a Berlinguer quella sera ci fosse anche un medico, un medico comunista che aveva partecipato alla guerra di liberazione, iscritto alla Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il prof. Giuliano Lenci, nonché primario all’ospedale Busonera di Padova: fu lui a soccorrerlo e a ordinare di portarlo subito in albergo.
A giudizio di Rocco Turi, il film di Veltroni non mostra un passaggio importante del comizio di Berlinguer: il dettaglio di un bicchiere d'acqua che il leader comunista aveva bevuto pochi istanti prima di avvertire il malore. "Il filmato di quei momenti fu intercettato dalla Rai - continua Turi - e qualcuno ripete che non fu mostrato per evitare che la famiglia osservasse immagini dolorose e crude. Ma oggi che alcune immagini sono presenti nel film, perché censurare proprio quelle in cui Berlinguer sorseggia l'acqua dal bicchiere per schiarirsi la voce? Perché la Rai non mostra l'intera registrazione del comizio che acquistò su espressa richiesta?". I dubbi sulla morte di Berlinguer permangono, nonostante il film.


Ambiente: Arpacl, progetto di monitoraggio a Rombiolo
Vibo Valentia, 24 mar. - Angela Maria Diano, direttore del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal), in occasione dell'incontro pubblico sul tema "Tossicologia ambientale ed umana", organizzato dal Comitato per la tutela dell'ambiente e della salute "AES" che si e' tenuto a Rombiolo il 21 Marzo scorso, ha presentato un progetto di monitoraggio del territorio comunale, con l'obiettivo di contribuire alla conoscenza dei possibili meccanismi di interazione tra fattori ambientali e salute. "L'interesse crescente verso queste problematiche - ha dichiarato Diano - deriva dalla ormai acquisita consapevolezza del legame tra fattori ambientali e l'incidenza dei tumori nel nostro paese; l'esistenza di questo legame e' oggi abbondantemente suffragata dai dati derivanti dagli ultimi studi epidemiologici effettuati sui lavoratori esposti, sulle popolazioni residenti attorno ai nuclei industriali, sulla popolazione infantile. Studi che confermano l'aumento dell'incidenza di patologie tumorali nelle aree a rischio e spingono a rivolgere l'attenzione a vecchi e nuovi pericoli per la salute". Sulla base delle diverse sollecitazioni giunte dal locale comitato, promotore del convegno di venerdi' scorso, il direttore del Dipartimento di Vibo Valentia dell'Arpacal, coinvolgendo il Centro di Epidemiologia Ambientale (C.E.R.A.) dell'Agenzia ambientale calabrese, diretto da Francesco Nicolace, ha promosso una prima indagine statistica sui casi di patologie tumorali e, con la collaborazione del Servizio Radiazione e rumore del Dipartimento di Catanzaro nonche' del personale esperto del Dipartimento di Vibo, realizzera' una campagna di monitoraggio ambientale sul territorio del comune di Rombiolo, comprensivo di tutte le frazioni distribuite nel territorio. Tale indagine sara' poi estesa a tutto il territorio della provincia di Vibo. In particolare, il progetto di monitoraggio si propone di stimare il rischio derivante dalla presenza di alcuni agenti inquinanti che insistono nel territorio comunale: livelli di campo elettromagnetico e concentrazione della radioattivita' naturale e/o artificiale, anche attraverso un'accurata attivita' di monitoraggio per la determinazione dei livelli di concentrazione di gas radon. Con l'indagine, l'Arpacal intende, innanzitutto, raggiungere obiettivi considerati prioritari; e' il caso della stima del fondo elettromagnetico, con particolare interesse per i siti sensibili come le scuole, gli ambulatori, i luoghi pubblici e le abitazioni piu' esposte. Si vuole anche individuare la stima del fondo della radioattivita' naturale, attraverso la misurazione campale e del gas radon, posizionando un numero adeguato di dosimetri. Si procedera' al campionamento ed analisi di matrici alimentari ed ambientali, per la conseguente caratterizzazione radiometrica con ricerca di eventuali contaminazioni. Si procedera', inoltre, alla indagine radiometrica campale su siti del territorio ritenuti a rischio di contaminazione. Tutti i risultati acquisiti, infine, saranno comunicati alla popolazione. "Il coinvolgimento dell'Amministrazione comunale, che ha garantito il massimo supporto per lo svolgimento delle attivita' - ha concluso Diano - costituira' uno strumento efficace e inequivocabile per la diffusione delle conoscenze, a tutti i cittadini, sugli agenti fisici inquinanti e sulla loro pericolosita'".


Sicurezza: controlli nel Reggino, un arresto e tre denunce
Reggio Calabria, 24 mar. - Un uomo di 65 anni, F.R., e' stato arrestato dai carabinieri a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, per furto di energia elettrica, in quanti aveva allacciato abusivamente la propria abitazione alla rete elettrica. L'arresto e' avvenuto a seguito di una perquisizione nell'ambito di controlli ad alto impatto concordati con prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino. Nel medesimo contesto operativo, tre persone sono state denunciate in stato di liberta', due per furto aggravo di energia elettrica ed una per simulazione di reato. In quest'ultimo caso, nel corso di una perquisizione in casa di un uomo di 42 anni, A.C., sono state rinvenute le targhe appartenenti ad una Volkswagen Golf rubata nel 2008 e per la quale l'uomo aveva sporto denuncia di furto.


'Ndrangheta: ex capo squadra mobile Vibo resta in carcere
Vibo Valentia, 24 mar. - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato il ricorso dell'ex capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia, Maurizio Lento, confermando l'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta il 25 febbraio scorso dal gip distrettuale Abigail Mellace. Il funzionario di polizia, trasferito alla Questura di Messina e che si trova ora rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere (Ce), e' accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare, secondo un'informativa del Ros di Catanzaro, "sposata" dai pm della Dda Giuseppe Borrelli e Simona Rossi, il poliziotto si sarebbe astenuto dall'indagare sulla cosca Mancuso di Limbadi. Una tesi respinta documentalmente da Lento, difeso dall'avvocato Maurizio Nucci, ma che non e' bastata per il Tdl a "smontare" per ora l'accusa nei suoi confronti. Nei giorni scorsi, lo stesso Tdl aveva respinto la richiesta di scarcerazione per Emanuele Rodono', ex vice capo della Squadra Mobile di Vibo e per l'avvocato vibonese Antonio Galati. Nell'ambito della stessa inchiesta, invece, i magistrati Giancarlo Bianchi e Giampaolo Boninsegna sono stati ampiamente prosciolti lo scorso anno da ogni accusa a Salerno, mentre il pm della Procura di Catanzaro Paolo Petrolo e' imputato per il reato di rivelazione di segreti d'ufficio. Ancora in parte pendente la posizione del giudice Cristina De Luca, in servizio al Tribunale di Vibo ed ora al Tribunale di Salerno.


Donne: Demoskopica, in Calabria persi 20 mila posti in due anni
Catanzaro, 24 mar. - Il peso della crisi continua ad alimentare il disagio sociale in Calabria, soprattutto tra le donne: il tasso di disoccupazione femminile nel 2013 e' balzato al 23,5%, in rialzo di ben 10 punti percentuali rispetto al 2011. Il che si traduce in quasi 60 mila donne calabresi in cerca di lavoro, vale a dire oltre 26 mila disoccupate in piu' rispetto al 2011. Parallelamente la quota di occupate si e' contratta di quasi 2,5 punti percentuali tra il 2011 ed il 2013 con circa 20 mila posti di lavoro persi tra le donne in soli due anni. "Il costo della recessione sociale - ha dichiarato l'economista Raffaele Rio, di Demoskopica - si misura anche nella dinamica del mercato del lavoro. La perdita di 20 mila posti di lavoro tra le donne calabresi pesa come un macigno sulle famiglia calabresi. E' come se improvvisamente chiudesse l'intero gruppo Fininvest o, in un colpo solo, restassero a casa tutti i dipendenti del Gruppo Unipol, Edison ed Erg messi insieme. Anche i primi provvedimenti che sembrano emergere dal Jobs Act del governo Renzi rischiano di peggiorare ulteriormente la condizione della donna nel mercato del lavoro. La prevista ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro - precisa Raffaele Rio - consentendo al datore di lavoro la possibilita' di utilizzare contratti brevi in un arco temporale di 36 mesi potrebbe produrre delle discriminazione nei confronti delle donne quali il mancato rinnovo del contratto alla notizia della maternita' o la difficolta' di iscrizione del bambino all'asilo senza la dimostrazione di possedere un contratto almeno annuale. La politica - conclude Raffaele Rio - presti al mercato del lavoro femminile la stessa attenzione che dedica alla legge elettorale o ad altro, altrimenti ci sara' sempre meno spazio per la ripresa economica e sociale". Occupazione: in due anni, oltre 26 mila donne calabresi hanno perso il lavoro. Dati inequivocabili, tracciano i contorni di una fotografia ben precisa della situazione calabrese dell'occupazione femminile: dal 2011 al 2013 le lavoratrici sono passati da poco piu' di 214 mila a poco meno di 195 mila, ossia sono calate del 2,5% lasciando per strada circa 20 mila posti di lavoro in meno. In aumento anche le occupate a tempo parziale del 3,1% passando dal 24,9% del 2011 al 28% del 2012. Senza lavoro: in due anni, la disoccupazione femminile calabrese aumenta il triplo di quella italiana. Cresce tra le giovani calabresi la percentuale delle "Neet". Poco piu' di 26 mila disoccupate si sono registrate in Calabria in soli due anni. A tanto ammonta il numero dell'aumento delle donne calabresi in cerca di occupazione di 15 anni ed oltre nell'ultimo biennio: nel 2011, infatti, le disoccupate in Calabria conteggiate erano pari a 33,6 mila a fronte di 59,7 mila nel 2013, per un incremento totale di "senza lavoro" pari a circa 13 mila all'anno. Un dato allarmante che trova drammatica conferma anche analizzando il relativo tasso di disoccupazione femminile che, nel breve arco temporale considerato, ha segnato una crescita del 10% passando dal 13,5% del 2011 a ben il 23,5% del 2013 e a ritmi decisamente piu' significativi del dato nazionale che ha fatto registrare un piu' 3,5% rispetto all'anno base considerato. Preoccupa, infine, il crescente fenomeno delle cosidette "neet", le giovani calabresi, tra i 15 ed i 29 anni, non impegnate in un'attivita' lavorativa, ne' inserite in un percorso scolastico o formativo, stimabili in circa 65 mila persone pari ad oltre il 33 per cento del totale della popolazione femminile calabrese di questa fascia d'eta'. In testa alla graduatoria per numero di di donne che non lavorano (inoccupate/disoccupate e inattive) e che non frequentano alcun corso di istruzione o formazione, la provincia di Cosenza con il 34,1% e Reggio Calabria con il 30,8%. A seguire Catanzaro (14,6%), Crotone (11%) e Vibo Valentia (9,5%).


Morte mons.Agostino: domani i funerali in Cattedrale a Cosenza
Cosenza, 24 mar. - L'arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari da' notizia che oggi, lunedi' 24 marzo 2014, alle ore 8.20 all'ospedale civile "Annunziata" di Cosenza e' deceduto Monsignor Giuseppe Agostino, Arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano. Monsignor Agostino, nato a Reggio Calabria il 25 novembre 1928 e ordinato sacerdote il 15 luglio 1951, consacrato vescovo l'11 febbraio 1974 ed eletto arcivescovo di Cosenza-Bisignano il 30 gennaio 2001. Gia' Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Presidente della Conferenza Episcopale Calabra e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Questa sera, nella Cappella del Seminario Arcivescovile Cosentino alle ore 21.00 si terra' una veglia di preghiera. Domani, 25 marzo, dalle ore 09.00 sara' allestita in Cattedrale la camera ardente fino alle ore 15.30 quando sara' celebrata la Liturgia esequiale. La Chiesa cosentina si unisce in preghiera ed e' vicina ai suoi familiari ed in particolare a Suor Pierluigia Guidolin, delle Suore della Divina Volonta', che lo ha amorevolmente assistito.


Morte mons.Agostino: presidente Provincia Crotone, grave perdita
Crotone, 24 mar. - "Una grave perdita per la comunita' cattolica e non solo. Una figura che ha lasciato un segno importante nella societa' crotonese, calabrese, meridionale, nazionale ". Cosi' il presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo, commenta la scomparsa di Mons. Giuseppe Agostino arcivescovo emerito di Crotone e Santa Severina per 24 anni. "Una personalita' forte della Chiesa italiana e della Cei per l'impegno, la determinazione, il coraggio della sua azione episcopale".


Non mandavano i figli a scuola, quattro denunce nel Cosentino
Cosenza, 24 mar. - I carabinieri di Roggiano Gravina e San Sosti hanno denunciato in stato di liberta' 4 persone. Si tratta di genitori, di cui due di nazionalita' marocchina, ma residenti da tempo in Italia, che non mandavano i figli, minori, alla scuola dell'obbligo. L'accusa e' di inosservanza dell'obbligo dell'istruzione scolastica, non avendo assicurato la regolare frequenza alle lezioni da parte dei loro figli, anzi consentendo loro arbitrarie e prolungate assenze.


E' morto mons. Agostino, fu arcivevescovo di Crotone e di Cosenza
Cosenza, 24 mar. - E' morto questa mattina, nel seminario arcivescovile di Rende, dove risiedeva da tempo, Mons. Giuseppe Agostino, ex arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Mons. Agostino aveva 86 anni. Nato a Reggio Calabria, Agostino e' stato anche arcivescovo di Crotone-Santa Severina e vice presidente della Conferenza episcopale italiana, oltre che a capo della Conferenza episcopale calabrese. Ordinato sacerdote il 15 luglio del 1951, fu parroco della chiesa di Maria Santissima Immacolata di Villa San Giovanni per circa venti anni. Tra i suoi ultimi impegni, da quando era stato nominato arcivescovo emerito, Agostino aveva seguito il processo di beatificazione dell'abate Gioacchino da Fiore, fondatore dell'Ordine Florense. Inoltre ha introdotto la causa di canonizzazione di Gaetano Mauro, fondatore dei Pii Operai Catechisti Rurali.


Nuovo sequestro di beni all'imprenditore Pietro Citrigno
Catanzaro, 24 mar. - La Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha notificato un nuovo provvedimento di sequestro di beni nei confronti dell'imprenditore cosentino Pietro Citrigno, gia' colpito da provvedimento di sequestro emesso lo scorso 14 gennaio dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Cosenza. L'imprenditore e' sottoposto attualmente alla detenzione domiciliare, perche' definitivamente condannato a quattro anni ed otto mesi di reclusione per il reato di usura aggravata al termine dell'indagine convenzionalmente denominata "Twister". La Dia di Catanzaro, in particolare, ha sequestrato le quote societarie, stimate in un valore di circa 500.000 euro, del "Centro Clinico San Vitaliano s.r.l.", con sede a Catanzaro. Si tratta di una struttura sanitaria accreditata dal Servizio sanitario calabrese, con circa 35 posti letto per pazienti affetti da patologie neuromuscolari. Le verifiche hanno permesso di accertare che la struttura sanitaria e' riconducibile all'imprenditore, attraverso le due societa' Meridiana s.r.l. e Riace s.r.l., entrambe con sede a Cosenza, per le quali era stato disposto il sequestro del capitale sociale e dell'intero compendio aziendale. La "proprieta'" della clinica sequestrata sarebbe, infatti, per il 70 per cento delle quote sociali in capo alla Meridiana ed il restante 30 per cento in capo alla Riace. Oltre che per l'intero capitale sociale della clinica catanzarese, il provvedimento riguarda anche il compendio delle due societa' interessate. Infatti, nel nuovo sequestro disposto dalla magistratura risultano il 100 per cento del capitale sociale del "Centro clinico San Vitaliano Srl"; l'85 per cento del capitale sociale della Pieffe Holding s.r.l., con sede in Cosenza e dedita all'assunzione e gestione di partecipazioni societarie, nonche' al controllo di altre societa', a partire dalla quota di maggioranza di altra societa', editrice di un quotidiano calabrese; il 49 per cento del capitale sociale della Vela Latina s.r.l., con sede in Cetraro (Cosenza), dedita alla gestione, manutenzione e ristrutturazione di immobili; tre rapporti finanziari; autoveicoli. Le indagini patrimoniali che riguardano l'imprenditore Citrigno hanno finora gia' consentito di sequestrare, ai sensi della normativa antimafia beni per un valore stimato in cento milioni di euro.


Droga e armi, una denuncia a Soveria Simeri
Soveria Simeri (Catanzaro), 24 mar. - Prima e' stato trovato in possesso di 11 grammi di marijuana, poi, durante una perquisizione domiciliare, sono state rinvenute 7 cartucce calibro 12 a palla unica e detenute illegalmente, e un fucile calibro 12 marca "Tavana a Gardone" regolarmente denunciato ma non custodito secondo le normative. Per questo, i carabinieri della compagnia di Sellia Marina (Catanzaro) hanno denunciato un uomo di Soveria Simeri, V.D., 39 anni. L'uomo era stato fermato da una pattuglia dell'aliquota radiomobile per un normale controllo, e durante la perquisizione personale era stato trovato in possesso della droga, quindi la decisione di estendere i controlli anche nell'abitazione del soggetto. Il trentanovenne dovra' rispondere dei reati di detenzione illegale di stupefacenti, omessa custodia di armi e detenzione abusiva di munizionamento.


Sorvegliato speciale arrestato dai carabinieri  a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 23 mar. - Ha violato gli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale, facendosi sorprendere dalla polizia in una piazza di Lamezia Terme, nonostante l'obbligo di dimora nel comune di San Pietro a Maida. Nel corso della perquisizione, inoltre, e' stato trovato in possesso di una modica quantita' di marijuana che gli e' costata anche la segnalazione in Prefettura. Protagonista e' stato il trentacinquenne Giovanni Severelli, finito in manette con l'accusa di violazioni degli obblighi. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme a notare l'uomo davanti al bar della stazione di Nicastro, decidendo di procedere con la verifica sapendo la sua posizione di sorvegliato speciale. Severelli ha provato a fornire una serie di giustificazioni, che sono pero' risultate non veritiere. L'uomo era, pertanto, fuori territorio senza alcuna autorizzazione e non aveva con se' neanche la carta precettiva dei sorvegliati speciali. Severelli e' stato dichiarato in arresto, convalidato successivamente dal giudice che ha disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


In stato di ebbrezza investi' una donna a Platania, denunciato
Soveria Mannelli (Catanzaro), 22 mar. - Hanno investito una donna nel centro abitato di Platania e, dopo gli accertamenti clinici, sono stati trovati con un tasso alcolemico di molto superiore ai limiti consentiti dalla legge. Si tratta di un uomo di 59 anni, M.E., denunciato dai carabinieri della compagnia di Soveria Mannelli con l'accusa di guida in stato di ebbrezza e lesioni personali colpose. Il fatto risale alla serata del 7 marzo scorso, quando l'uomo, in compagnia del figlio, aveva provocato un incidente nel centro cittadino di Platania, coinvolgendo anche una signora. La donna, residente a Platania, era stata investita dall'autovettura in movimento, quindi soccorsa da personale 118 dell'ospedale civile di Lamezia Terme, riportando diversi traumi alla testa e al ginocchio. Padre e figlio, invece, dopo l'impatto con la passante, avevano finito la loro corsa contro un muretto, con i carabinieri che li avevano trovati in stato di incoscienza, probabilmente a causa solo degli effetti dell'alcool. Una volta giunti in ospedale a Lamezia Terme, i due erano stati ritenuti in buone condizioni di salute e subito dopo sottoposti ad accertamenti urgenti per verificare, in particolare, il loro tasso di alcolemia. Dopo alcuni giorni di attesa, i risultati hanno evidenziato che l'uomo che si trovava alla guida dell'auto al momento dell'incidente aveva un tasso alcolemico pari a 4.81 g/l, cioe' piu' di nove volte quello consentito dal Codice della strada fissato a 0.5 g/l. Anche per il passeggero veniva rilevato un alto tasso alcolemico, pari a 1.27 g/l. L'uomo e' stato denunciato alla Procura di Lamezia Terme con l'accusa di guida in stato di ebbrezza e lesioni personali colpose, mentre gia' immediatamente dopo l'incidente era stata ritirata la patente di guida e sequestrata in via amministrativa l'autovettura.


Due ladri sorpresi a rubare rame a Rose, inseguiti e arrestati
Cosenza, 22 mar. - I carabinieri di Rose hanno sorpreso, in contrada Boccalupo, due persone che stavano per tranciare un cavo in acciaio che sorregge il palo di una linea Telecom, con lo scopo di asportare poi i cavi di rame. I due, alla vista dei militari, sono fuggiti in direzioni diverse. Ma sono stati acciuffati. Si tratta di due romeni, Florin Vandam Silaghi, 19 anni, incensurato, e Beniamin Lacatus, 22 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. I due sono domiciliati nel campo Rom di Cosenza. Il primo e' stato preso dopo che era caduto in un terrapieno. Il secondo, invece, prima di essere catturato ha lanciato un'ascia contro uno dei carabinieri, che per fortuna e' riuscito a schivarla. Quest'ultimo era anche in possesso di una patente falsa e ha violato l'obbligo di dimora al quale era sottoposto. Silaghi e' stato denunciato per tentato furto, mentre Lacatus e' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto, porto di armi o oggetti atti ad offendere e possesso di documenti di identificazione falsi. Rinvenute e sequestrate tre cesoie e un'ascia.


Armi: incensurato arrestato dalla polizia a Siderno
Siderno (Reggio Calabria), 22 mar. - Un uomo incensurato di 42 anni, G.A., e' stato arrestato dalla Polizia del Commissariato di Siderno per detenzione e trasporto illegale di armi e munizioni. L'uomo e' stato fermato per un controllo in pieno centro a Siderno. Nell'automobile sono state trovate una pistola semiautomatica cal. 7.65 e 75 munizioni di vario calibro. Dalla perquisizione domiciliare, invece, sono state rinvenute una pistola revolver cal.38, una carabina cal.222 ed altre munizioni, anche queste illegalmente detenute.


Immigrati: fermati 3 scafisti dopo sbarco 45 migranti a Reggio

Bakhariev Evhen      Sharban Volodymyr   Zymnytskyi Vitalii

Reggio Calabria, 22 mar. - Sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura di Reggio Calabria, i tre scafisti responsabili dell'imbarcazione intercettata lo scorso 18 marzo dalla Guardia di Finanza, con a bordo 45 migranti irregolari. Si tratta di tre cittadini di nazionalita' ucraina accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Grazie alle indagini del commissariato di Palmi, si e' accertato che la stessa imbarcazione era stata utilizzata per uno sbarco di 46 migranti avvenuto a ottobre 2013 sulla costa di Seminara. In quell'occasione uno dei tre scafisti fermati aveva gia' preso parte a quello sbarco.E altresì risultato che uno dei tre scafisti fermati da questo ufficio aveva già partecipato al precedente episodio poc’anzi menzionato. Grazie a una attenta e accurata analisi degli elementi, posta in essere da parte dei due organi di polizia giudiziaria operanti, è stato possibile contestare ai soggetti il delitto di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un  utile contributo informativo è stato altresì fornito dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, dalla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Palmi. L’imbarcazione utilizzata per il trasporto illegale è stata posta sotto sequestro.


Droga: due immigrati nigeriani arrestati dai Carabinieri  


Egbuonu Nono           Karim Adam

Lamezia Terme (Catanzaro), 21 mar. - I Carabinieri della Stazione di Falerna Scalo hanno tratto in arresto due persone per detenzione di droga. Si tratta di due immigrati nigeriani, Egbuonu Nono  e Karim Adam. L'attivita' nel merito e' stata condotta nell'ambito di un normale servizio perlustrativo quotidiano del locale Comando Stazione volto al controllo e alla verifica della situazione all'interno del Residence degli Ulivi, luogo dove attualmente risiedono poco piu' di circa 100 persone di nazionalita' straniera ex richiedenti asilo politico. I Carabinieri, giunti nell'abitazione di uno dei due, noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia in materia di stupefacenti, hanno notavano l'atteggiamento sospetto dell'uomo e del suo coinquilino. I due hanno tentato di disfarsi immediatamente di un giubbotto di colore bianco all'interno del quale, nella tasca sinistra, c'erano 101 bustine in cellophane, sigillate ermeticamente, contenenti marijuana per un totale complessivo di 47 grammi. Successivamente, estendendo le perquisizion nell' abitazione, in alcune borse termiche, in una custodia di occhiali, all'interno dei cassetti del mobilio delle camere da letto e all'interno di due pacchetti di sigarette sono stati trovati altri 25 grammi circa della stessa sostanza stupefacente, opportunamente suddivisa. Nel corso della perquisizione e' stato rinvenuto materiale utile al confezionamento con la somma di 25 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento della momentanea attivita' giornaliera di spaccio. Per tali motivi i due uomini sono stati dichiarati in stato di arresto.


Droga: un uomo arrestato a Decollatura per coltivazione e spaccio

Lamezia Terme, 21 mar. - I Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giuseppe Pane,50 anni,  residente a Decollatura, accusato di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti di tipo marijuana e hashih. L’attività investigativa ha avuto inizio nel mese di dicembre 2011 quando militari dell’aliquota operativa della Compagnia di Soveria Mannelli e della Stazione Carabinieri di Decollatura rinvenivano, in un terreno demaniale boschivo sito nell’agro del comune di Decollatura, kg. 16 (sedici) circa di sostanza stupefacente del tipo marijuana, già suddivisa in dosi e pronta ad essere immessa sul mercato, abilmente occultata all’interno di 15 contenitori in vetro di varia grandezza a chiusura ermetica e di  2 damigiane con capienza di  33 litri  che erano stati quasi interrati in un anfratto appositamente ricavato nel terreno ricoperto con terriccio e fogliame. Le indagini successive, effettuate con servizi di osservazione predisposti nella zona del rinvenimento e attività di intercettazione telefonica e ambientale, permettevano di acclarare la responsabilità penale del PANE in relazione alla proprietà dei “boccacci” e delle damigiane sequestrati e, allo stesso tempo, di individuare anche alcune piantagioni di marijuana che erano state da lui coltivate e curate. In particolare, i militari accertavano che lo stesso aveva illecitamente seminato e coltivato, presso tre terreni siti nell’agro del comune di Motta Santa Lucia e del comune di Decollatura,  3 piantagioni di cannabis indica per complessive 178 piante della qualità ”blackberry white”, destinate alla produzione di sostanza stupefacente da immettere poi nel mercato locale. Proprio grazie alle indagini veniva infatti dimostrato che il PANE cedeva sistematicamente la marijuana dallo stesso coltivata e stoccata ad alcuni suoi “clienti” di fiducia, dettando perfino i tempi ed i modi ad un terzo soggetto con i quali dovevano essere effettuate le varie attività sulle illecite coltivazioni, avendo cura che le stesse piante fossero ben curate per ottenere un prodotto di qualità garantita. Ed infatti, a testimonianza della riconducibità allo stesso di tutte e tre le piantagioni rinvenute, è stato possibile notare come il PANE abbia praticato ovunque la stessa tecnica di coltivazione delle piante messe a dimora, realizzando delle pozze per la raccolta dell’acqua, accantonando delle bottiglie in plastica per sopperire verosimilmente a momentanee carenze idriche, proteggendo le piante messe a dimora con un bicchiere di plastica trasparente con funzione di “serra”, sistemando le piazzole tra la fitta vegetazione in modo da non essere rilevate neppure dall’alto e da confondersi con la vegetazione autoctona. L’indagine portava così ad avere un quadro piuttosto chiaro delle condotte di coltivazione e di spaccio di marijuana portate avanti da diversi anni dal PANE che era diventato ormai un punto di riferimento per lo smercio di droga nell’hinterland del comune di Decollatura. Lo stesso, addirittura, in un’occasione e allo scopo di limitare le proprie responsabilità penali, sentito dai Carabinieri in merito ai fatti contestategli, accusava della condotta di spaccio, pur sapendolo innocente, esclusivamente la persona a cui invece dava solo disposizioni in merito all’attività di coltivazione della piantagione. Il soggetto veniva così arrestato con l’accusa di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti di tipo marijuana e calunnia, in relazione all’accusa ingiusta mossa dallo stesso nei confronti del terzo soggetto in realtà innocente, e condotto presso la Casa Circondariale di Lamezia Terme (CZ) a disposizione dell’A.G. competente.


Sanita’: medicine vitali non arrivano o arrivano in ritardo 

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata da Francesca Mandaliti, giovane donna affetta da fibrosi cistica, che denuncia i disagi vissuti a causa della mancata consegna o della consegna in ritardo di medicine vitali da parte dell'ufficio farmaceutico di Vibo Valentia.

Capistrano, 21 mar. - "Egregio Direttore,
sono Francesca Mandaliti, abito a Capistrano in provincia di Vibo Valentia, ho 30 anni e sono affetta da Fibrosi cistica, una malattia genetica altamente invalidante che colpisce l'apparato respiratorio e digerente. Per questa malattia non esiste ancora una cura definitiva: possiamo fare solo delle cure giornaliere fatte di aerosol e numerose compresse per contrastare le infezioni e le carenze di vitamine ed enzimi a cui andiamo continuamente incontro. Perciò ogni giorno abbiamo bisogno di farmaci vitali che dovremmo ricevere in tempo utile dall’ufficio farmaceutico.  La richiesta dei farmaci, prescritta dal centro regionale di Fibrosi cistica, cita la legge 548/93 che prevede l'assistenza dei malati di fibrosi cistica anche dal punto di vista farmacologico.
Le scrivo questa lettera per portarla a conoscenza dell' incresciosa situazione che sto vivendo già da parecchio tempo, ma soprattutto nell' ultimo periodo, con l’ufficio farmaceutico di Vibo Valentia.
I disagi che sto vivendo sono numerosi. Innanzitutto non mi vengono dati i farmaci oppure mi vengono dati con enorme ritardo, di conseguenza c'è un’interruzione delle terapie vitali. Un altro problema non poco grave è rappresentato dai numerosi viaggi che bisogna fare per ritirare i farmaci; purtroppo non dispongo di una macchina, spesso non posso recarmi a Vibo Valentia a causa della mia salute, quindi chi ci va per me è costretto a dover tornare più volte anche solo per una confezione di medicine. Le giustificazioni che sento da chi lavora all' ufficio farmaceutico sono tantissime: che non ci sono i soldi, che la casa farmaceutica non produce più i farmaci, e tante altre scuse che non sono giustificabili in quanto io non posso continuare la mia terapia.
Per cercare di non rimanere senza terapia mi faccio prescrivere i farmaci dal mio medico curante, ma per quanto cerca di venirmi incontro, tutti i giorni mi ritrovo nel suo studio vista la grande quantità di medicine che devo assumere. Mi è anche capitato, e mi capita, di non poter fare la cura prescritta dal medico del centro regionale fibrosi cistica, perché l’ufficio farmaceutico ha ritardato di molto la consegna di farmaci molto costosi non prescrivibili dal medico curante.
Per tentare di risolvere questi disagi ho più volte contattato gli organi competenti, ma senza alcun risultato: ora come ultimo tentativo provo a rivolgermi gli organi di stampa, anche perché vorrei che tutti conoscessero i disagi che una persona malata deve affrontare. Come se non bastassero già quelli che porta la malattia stessa.
Nel ringraziarla per lo spazio che vorrà dare a questi disagi, la saluto cordialmente". Capistrano, 21 Marzo 2014 Francesca Mandaliti


Omofobia: seminario di formazione  nel tribunale di Cosenza

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 21 mar. – “Il titolo del seminario aveva lasciato presagire, tra gli addetti ai lavori, che da anni si occupano di lotta al pregiudizio e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale, un taglio decisamente poco felice. E tale è stato il filo conduttore che è stato adottato per parlare di un tema così delicato, che è quello della possibilità di dare in affidamento o in adozione i bambini alle coppie omosessuali. Eppure la frase che viene riportata nelle aule dei tribunali è proprio quella che sostiene “La legge è uguale per tutti”. Ascoltare che ci sono amori di serie A e amori di serie B, rivolgendosi a questi ultimi come relazioni la cui dignità è paragonabile a quella di due cagnolini, ci indigna. E' stato più volte ribadito che il concetto di famiglia, in Italia, trae la propria origine dal diritto canonico, come se nel sistema delle fonti del diritto, quest'ultimo assurga al ruolo di fonte. Seppure sia stata richiamata la legislazione comunitaria, nel definire la ratio che ha portato il legislatore, a non utilizzare un concetto stereotipato e cristallizzato di matrimonio, come istituto relativo all'unione tra l'uomo e la donna a fini procreativi, si è detto che ciò è stato fatto in virtù delle diverse casistiche che caratterizzano i vari stati membri dell'Unione. A nostro avviso, ed è stato più volte ribadito da numerose sentenze delle Corti Europee, vige un sacrosanto principio, quello di sussidiarietà, che consente di ricorrere alla norma comunitaria, in caso di lacune nel sistema giuridico dello Stato membro, esattamente come avviene nella fattispecie considerata e come  ribadito nel preambolo della Carta di Nizza. Quanta parte di sovranità nazionale si cede all'Europa, quando ai cittadini italiani vengono richiesti sacrifici, soprattutto per essere assoggettati a nuove tasse, con frasi del tipo “E’ l'Europa che ce lo chiede”, senza che poi vi sia una pari contropartita in termini di diritti? La legislazione comunitaria parla in maniera esplicita di rimozione delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e tale pregiudizio deve essere rimosso per dare dignità alla vita delle persone omosessuali, che non può essere completa senza che sia data la dignità del riconoscimento di doveri e diritti derivanti dal matrimonio. Ribadiamo doveri e diritti. E' paradossale come in questo Paese ci sia un tessuto sociale capace di recepire in termini positivi il concetto dell'estensione dei diritti, in una logica moltiplicativa e non distributiva e parallelamente vi sia una palese lacuna normativa nella regolamentazione di precise fattispecie. Certi non ci aspettiamo che sia il potere giudiziario a colmare questo vuoto, come ben ribadito dai giudici della Corte Costituzionale, che con la nota sentenza di inammissibilità, hanno tuttavia invitato il legislatore nazionale a disciplinare la fattispecie inerente le coppie omosessuali, alle quali la Corte riconoscere dignità giuridica quale formazione sociale tutelata dalla carta costituzionale. Tuttavia bisogna comprendere che, a differenza di quanto asserito durante il seminario, non esistono ostacoli oggettivi che impediscano l'affidamento o l'adozione a coppie omogenitoriali. I criteri che dovrebbero essere adottati per valutare i requisiti di una coppia per l'adozione e l'affidamento sono: la stabilità della coppia, che deve aver costruito un progetto di vita comune, la capacità della coppia di dare tutela e amore ai figli, nonché un dignitoso sostentamento economico, tutto il resto oltrepassa la ragionevolezza e sfocia nel pregiudizio. Si è anche detto che l'affido, che è istituto temporaneo, può essere, in casi particolari, senza ben specificati criteri, essere consentito anche alle coppie omosessuali, ma con la consapevolezza che tale situazione è temporanea e le tali figure non possono considerarsi famiglia a tutti gli effetti. A questo punto ci chiediamo se Aristotele si stia rivoltando nella tomba, per il mancato rispetto del principio di identità e non contraddizione. Ora o una coppia omosessuale è in grado di crescere un figlio anche temporaneamente o si assume che tale situazione crea un danno psichico al bambino. Se temporaneamente ciò è percepito come possibile, non comprendiamo come nel lungo periodo si possa cagionare un danno. Qui abilmente si sono richiamati i ruoli, di padre e mamma, come se i ruoli fossero ascritti e non socialmente costruiti, non siano mutevoli nel tempo e nello spazio. E' sufficiente ricordare le generazioni dei nostri nonni, per verificare se era mai pensabile che un uomo potesse mettersi ai fornelli, anche in caso di impedimento della moglie. Oggi i ruoli sono flessibili, in virtù di un cambiamento negli stili di vita e di lavoro, a riprova che i ruoli derivano da convenzioni sociali. Vogliamo risparmiare considerazioni in merito alla proposizione di un intervento dove gli omosessuali sono stati stereotipati in un'accezione negativa, da richiamare concetti quali disagio, devianza, malattia, promiscuità, preferiamo stendere un velo pietoso. Non è eticamente corretto riprendere una parte di studi, tra l'altro marginali senza citare fonti autorevoli come il DMS-IV, il manuale diagnostico statistico elaborato dall'organizzazione mondiale della sanità, secondo il quale l'omosessualità è una componente del comportamento umano, o l'APA ( american psychiatric association) che definisce l'omosessualità un orientamento sessuale. Non è stato sufficiente, a nostro avviso, che sia intervenuto il dott. Fabio Grimaldi, presidente della AIPSI, per cercare di aggiustare il taglio per riportare nel rango della verità concetti che sono stati declinati nella maniera più triste e discriminante, con sorrisini di scherno e paragoni poco felici. L'intervento del dott. Federico Cerminara, in qualità di Presidente del Centro di Iniziativa Locale Certi Diritti per la Calabria, nonché componente del Comitato Tecnico Scientifico del Centro di Women's studies Milly Villa, che ha ascoltato e replicato ampiamente, ha cercato di fare chiarezza rispetto a temi che erano stati riportati in maniera del tutto difforme dalla realtà, con plauso della platea che ha dimostrato di essere molto più avanti rispetto a quanto asserito dagli autorevoli relatori. Pensiamo che, per un esercizio effettivo del principio di pari opportunità, concetto ormai non più riconducibile alla dicotomia del maschile e del femminile, ma inclusivo di tutte le istanze minoritaria, il Tribunale di Cosenza, dovrebbe vigilare sui contenuti e le modalità di realizzazione degli eventi formativi, considerando e bilanciando il diritto alla libera espressione di pensiero con la tutela e la dignità di tutti gli esseri umani e in tutta onestà, questo seminario è risultato lesivo della dignità delle persone omosessuali. Solleviamo un appello a Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli avvocati, affinché vigili in maniera attenta e autorevole, sulla qualità dell'offerta formativa, poiché le parole possono ferire e anche uccidere. Il nostro Centro d’iniziativa locale dell’Associazione Radicale Certi Diritti e l’Osservatorio sulle politiche di genere e pari opportunità presso la Camera del lavoro della Cgil di Catanzaro, invierà una lettera al Presidente del Tribunale di Cosenza, al Presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza e al Presidente dell’ordine degli psicologi di Cosenza per ribadire tutti i concetti pocanzi espressi, con il sincero augurio che questo spiacevole e sgradito episodio possa trasformarsi in occasione di dialogo e di iniziativa contro ogni forma di discriminazione e in particolare quelle basate su orientamento sessuale e identità di genere”. A cura di Marco Marchese,  Segretario del Centro d’iniziativa locale dell’Associazione radicale Certi Diritti Responsabile dell’Osservatorio sulle politiche di genere e pari opportunità presso la Camera del Lavoro della Cgil Catanzaro-Lamezia T.


Bimba investita e uccisa dal padre:palloncini bianchi per l'addio
Cosenza, 21 mar. - Si sono svolti nel pomeriggio di oggi i funerali della piccola Mirella Pezzi, di soli 15 mesi, investita ed uccisa dal padre ieri mattina, a Croce di Magara, in Sila. La cerimonia funebre e' stata celebrata nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a Pedace (CS). Centinaia le persone presenti. In lacrime il papa', Angelo, 25 anni, e la mamma Francesca. Alla fine, sono volati in cielo decine di palloncini bianchi. La piccola, per quanto stabilito dai sanitari, e' morta quasi sul colpo, avendo subito un forte trauma alla parte sinistra della testa. Inutili i soccorsi.


Usura: Tribunale Catanzaro assolve tre persone
Vibo Valentia, 21 mar. - Il Tribunale di Catanzaro ha assolto dalle accuse di usura e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso due imputati del Vibonese ed uno di Crotone arrestati il 10 ottobre 2011 dalla Squadra Mobile di Catanzaro diretta da Rodolfo Ruperti. Le assoluzioni interessano: Paolo Potenzoni 32 anni, di Tropea (6 anni e 6 mesi la richiesta di pena); Rocco Chiarello, 54 anni, imprenditore di San Costantino Calabro, nel Vibonese (4 anni la richiesta); Silvio Scalzi, 41 anni, di Crotone (3 anni la richiesta di pena). La vittima, del Catanzarese, sarebbe stata costretta secondo l'accusa sostenuta dal pm della Dda, Vincenzo Capomolla sulla scorta delle indagini della Squadra Mobile, a pagare interessi usurari con tassi oscillanti dal 120 al 180% su base annua. Nello specifico, Potenzoni, Scalzi e Chiarello, i primi quali erogatore del prestito a tasso usurario e il secondo quale intermediario con il debitore, nel 2007 e nel 2008 a fronte di un prestito di 10mila euro si sarebbero fatti consegnare la somma di 1.500 euro mensili con un interesse pari al 180% annuo che avrebbero percepito per circa otto mesi. Contestata anche la tentata estorsione, aggravata dalle modalita' mafiose, in quanto gli imputati avrebbero minacciato la vittima e la moglie dicendo che li avrebbero rintracciati in ogni luogo se non avessero restituito il denaro. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Bagnato, Grande, Mercadante e Falcone.


Armi: operazione "Sacra famiglia", 4 arresti a San Ferdinando
San Ferdinando (Reggio Calabria), 21 mar. - Quattro persone, tutte legate tra loro da vincoli di parentela, sono state arrestate a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dai carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Francesco Cinnirella, per detenzione di un'arma da fuoco da guerra. I quattro, destinatari di custodia cautelare in carcere, sono Paolo Pellicano', 68enne, sua moglie Francesca Pagano, coetanea, la loro figlia Caterina Pellicano', di 43 anni, e il figlio di quest'ultima, Nicola Caprino di 23 anni. L'operazione, denominata "Sacra Famiglia", prende le mosse da una perquisizione effettuata, quasi un anno fa, ad aprile, dai militari della stazione di San Ferdinando, nel rione delle palazzine popolari di via Provinciale Sud a San Ferdinando, dove oltre a una mitragliatrice clandestina vennero rinvenuti 2 kg. di marijuana essiccata pronta per essere venduta. In quell'occasione furono arrestati in flagranza di reato sia Salvatore Pellicano', 37 anni, che i suoi genitori (Paolo Pellicano' e Francesca Pagano), i quali poco dopo vennero scarcerati poiche' il figlio si assunse tutta la responsabilita' del materiale illecito sequestrato. A seguito delle indagini i quattro indagati di oggi risultano coinvolti, assieme a Salvatore Pellicano', detenuto, nella detenzione illegale di un'arma da guerra del tipo fucile automatico M1 "Garand" con matricola abrasa e relativo munizionamento da guerra e pertanto gli e' stata contestata anche la ricettazione di tale materiale.


Scontro fra treni nel Catanzarese: errore umano e problemi linea
Catanzaro, 21 mar. - Un errore umano sarebbe alla base dell'incidente ferroviario avvenuto il 6 marzo scorso a Gimigliano, in provincia di Catanzaro. A pochi giorni dall'impatto tra due treni delle Ferrovie della Calabria, gli accertamenti portati avanti dai consulenti della Procura di Catanzaro evidenzierebbero, infatti, l'errore delle persone. Al momento, comunque, non c'e' alcuna modifica nel registro degli indagati, che rimane a carico di ignoti. Sin da subito gli inquirenti avevano privilegiato questa ipotesi, escludendo invece quella di un guasto tecnico. Questo perche' i consulenti dei magistrati stanno completando gli accertamenti per poi relazionare e chiudere il quadro investigativo, condotto dai carabinieri della Compagnia di Catanzaro. Anche se l'incidente in cui sono rimaste ferite una sessantina di persone sarebbe da ricondurre ad un errore umano, gli stessi consulenti avrebbero comunque riscontrato criticita' sulla linea ferroviaria analizzata e posta sotto sequestro subito dopo il fatto. Si tratterebbe, secondo quanto trapela, di una serie di manutenzioni che non rispetterebbero tutti i crismi della sicurezza.


'Ndrangheta: processo "Nasty Embassy", tre assoluzioni a Vibo
Vibo Valentia, 21 mar. - Il Tribunale di Vibo Valentia presieduto da Lucia Monaco, con a latere i giudici Vincenza Papagno e Lorenzo Barracco, ha assolto i tre imputati coinvolti nell'operazione antimafia "Nasty Embassy" scattata il 18 novembre 2011. Le assoluzioni interessano Andrea Mantella, 40 anni, di Vibo Valentia, per il quale erano stati chiesti 9 anni di reclusione; Salvatore Morelli, 31 anni, anche lui di Vibo, per il quale erano stati chiesti 8 anni; Vincenzo Mantella, 28 anni, cugino di Andrea, la cui richiesta di pena ammontava a 3 anni. Estorsioni aggravate dal metodo mafioso ed un caso di violenza privata le accuse per le quali era stata chiesta la condanna. L'inchiesta era stata condotta dal pm Pierpaolo Bruni con il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giuseppe Borrelli. Le indagini sul "campo" erano state invece condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro diretta da Rodolfo Ruperti che aveva raccolto le dichiarazioni della vittima, l'imprenditore vibonese Domenico Russo. Quest'ultimo, secondo l'accusa, per timore di ritorsioni, avrebbe rinunciato a diversi crediti nei confronti degli indagati dopo la vendita di autovetture di grossa cilindrata. L'imprenditore, per come riferito anche dal pentito cosentino Samuele Lovato, sarebbe poi stato costretto a recarsi nel 2010 nella clinica "Villa Verde" di Donnici (Cs) per far visita ad Andrea Mantella omaggiandolo con pasticcini e dolci.


Evade dai 'domiciliari', arrestato a Botricello
Botricello (Catanzaro), 21 mar. - Ha lasciato la sua casa a Cropani, dove e' detenuto agli arresti domiciliari, e si e' spostato a Botricello, nonostante gli obblighi imposti dalla misura cautelare a cui e' sottoposto. Ma sulla sua strada ha trovato i carabinieri della stazione di Botricello che lo hanno riconosciuto ed arrestato. In manette e' finito C.N., 55 anni, di Cropani, gia' noto alle forze dell'ordine per tentato omicidio, minacce, lesioni personali e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. L'uomo e' detenuto ai domiciliari per scontare una pena residua pari a 3 anni e cinque mesi per le condanne riportate rispetto ai precedenti reati. L'uomo e' stato rinchiuso nella camera di sicurezza dei carabinieri in attesa del rito per direttissimo.


Mafie: Magaro', ancora ci attendono anni di duro impegno
Reggio Calabria, 21 mar. - "Da tre anni in questo giorno ricordiamo tutti coloro che sono stati uccisi dalla 'ndrangheta. Vogliamo che siano un po' con noi, offrendo loro la nostra memoria ed il nostro ricordo, ma soprattutto il nostro impegno. Molti erano bambini, come Coco' cui dedichiamo questa giornata. Mani criminali hanno rubato il suo futuro come a molti altri: bambini, giovani e anziani, uomini e donne". Lo ha detto Salvatore Magaro', presidente della commissione regionale contro la 'ndrangheta. "La 'ndrangheta esiste. E' l'organizzazione criminale piu' attiva. E' la piu' forte - ha aggiunto - non solo per il numero degli affiliati, ma anche per il consenso che riesce ad avere in molti strati sociali. E' l'organizzazione criminale italiana piu' diffusa nel mondo e quella che sa meglio riciclare i profitti illeciti. A chi pensa che i tanti colpi inferti durante questi anni siano la soluzione del problema 'ndrangheta, mi permetto di ricordare che la 'ndrangheta e' lontana dall'essere sconfitta, che ci attendono ancora anni di duro impegno, fatto di continuita' e coerenza. Continuita' perche' non e' giunto il momento di abbassare la guardia, perche' ci vuole un impegno costante delle istituzioni e della societa' senza tentennamenti, nel Paese e nel Parlamento. Un grazie sincero va alle forze dell'ordine ed alla magistratura per l'impegno quotidiano e senza sosta profuso nell'attivita' di contrasto. Ma questo rappresenta solo la premessa per una lotta concreta ed efficace alla 'ndrangheta che coinvolge la politica in primo luogo, anche se sappiamo che a volte una legge da sola non basta. La politica deve essere piu' attenta e sensibile, mai troppo tiepida. Il compito della politica non e' solo quello di legiferare, ma anche di dare l'esempio, di capire i bisogni dei cittadini abbandonando la logica dei piccoli interessi di parte. C'e' bisogno di una politica che non archivi le stagioni della lotta alla corruzione. La 'ndrangheta c'e' e continua a mietere vittime. Non si uccide una persona soltanto con le anni, ma negandole la speranza ed il futuro. Penso alle vittime della sopraffazione economica: persone vive che hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro, il proprio ambiente, la propria casa, le proprie attivita'. Tutto. Sono le vittime dell'usura, delle estorsioni. Sono le vittime della corruzione, del caporalato e del lavoro nero. Sono gli imprenditori rimasti fuori dal giro. Gente che non si e' voluta piegare all'andazzo e che per questo ha pagato caro".


Immigrati: demolite nella Locride 11 "carrette del mare"
Reggio Calabria, 21 mar. - E' terminata nei giorni scorsi l'opera di demolizione e bonifica di undici imbarcazioni utilizzate, prevalentemente nell'anno 2013, dai migranti irregolari giunti sulle coste della Locride. Ne da' notizia l'ufficio circondariale marittimo di Roccella Jonica (Rc). "L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Reggio Calabria, durante i trascorsi mesi autunnali, anche a seguito delle comunicazioni dell'UTG e dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica, ha individuato, - spiegauna nota - con bando di gara ad hoc, una ditta specializzata con la quale ha stipulato una convenzione per la cessione con obbligo di demolizione e smaltimento delle imbarcazioni utilizzate nei fenomeni di immigrazione irregolare. Delle undici unita', ormai ridotte in pessimo stato ed arrivate nel corso dei mesi primaverili/estivi dello scorso anno, nove si trovavano nel Porto delle Grazie di Roccella Jonica, le altre due lungo gli arenili rispettivamente dei comuni di Camini e Casignana ed ormai ridotte in rottami dalle numerose mareggiate intercorse durante la stagione invernale. I lavori di demolizione e contestuale smaltimento dei rottami, ormai ultimati, avviati inizialmente lungo gli arenili di Casignana e Camini e piu' tardi eseguiti all'interno del Porto delle Grazie di Roccella Jonica hanno permesso di salvaguardare la sicurezza lungo gli arenili interessati e del Porto delle Grazie, garantendo nuovi spazi per l'ingresso di imbarcazioni da diporto e l'arrivo di turisti in vista dell'imminente stagione estiva. Inoltre, - continuail comunicato - la demolizione di tali imbarcazioni, la maggior parte delle quali pericolanti ed a rischio affondamento, ha consentito la tutela dell'ambiente marino da eventuali inquinamenti". L'Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica ha vigilato costantemente sulle attivita' di demolizione.


Incidente ferroviario nel Cosentino: nessun ferito
Cosenza, 21 mar. - Incidente ferroviario a Piano Lago di Mangone, nel Cosentino, per fortuna senza feriti. L'incidente ha interessato un convoglio delle Ferrovie della Calabria, diretto a Cosenza, che, a causa dello spostamento di un binario, e' finito fuori dalla strada ferrata, fermandosi pero' sulla massicciata. Per la bassa velocita' non ci sono stati problemi per i passeggeri, che poi sono stati trasbordati su autobus ed accompagnati a destinazione.
Alcune settimana fa, invece, lo scontro fra due treni delle Ferrovie della Calabria, nel Catanzarese, causo' il ferimente di alune decine di persone.


Criminalita': anche a Vibo il "braccialetto" per i detenuti
Vibo Valentia, 21 mar. - Parte anche a Vibo Valentia il "braccialetto elettronico" per i detenuti, strumento di controllo che accompagnera' la detenzione domiciliare. L'annuncio e' stato dato stamane nel corso di una conferenza stampa dal procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, dal presidente del Tribunale facente funzioni Antonino Di Marco, dal questore di Vibo Angelo Carlutti e dal comandante provinciale dei carabinieri Daniele Scardecchia. Vibo Valentia, quindi, fra i primi centri in Calabria, e' pronta per l'uso del "braccialetto elettronico" che, a dispetto del nome, e' di fatto una "cavigliera" che verra' applicata al detenuto mandato dal giudice a scontare la pena ai "domiciliari" o ad attendere il giudizio dai domiciliari. Tale strumento di controllo per essere applicato dal giudice necessita del consenso dello stesso detenuto il quale in caso di rifiuto restera' in regime di arresti in carcere. Dentro l'abitazione del detenuto verra' quindi posizionato un congegno elettronico che "seguira'" la cavigliera in ogni spostamento, segnalando alla centrale piu' vicina delle Forze dell'ordine l'eventuale allontanamento dal domicilio da parte del detenuto. Si tratta di uno strumento previsto dalla recenti misure legislative approvate nel dicembre scorso per sfoltire le carceri e nella provincia di Vibo mira a liberare le forze dell'ordine dal controllo giornaliero di 565 detenuti che si trovano attualmente ai "domiciliari".


Amianto: accertamenti dell'Arpacal a San Basile
Catanzaro, 21 mar. - La verifica dello stato di conservazione dei manufatti, sui quali e' stata denunciata la presenza di amianto, al fine di procedere alle successive fasi di bonifica. E' questo il progetto che Centro Geologia ed Amianto dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria (Arpacal) sta realizzando per il Comune di San Basile, in provincia di Cosenza. "Ieri, infatti, - si legge in una nota - alla presenza del Sindaco, Vincenzo Tamburi, si e' tenuto nel municipio un incontro tra l'assessore all'Ambiente, dr. Angelo Boccia, e la Responsabile del Centro Geologia ed Amianto dell'Arpacal, dr.ssa Teresa Oranges, per completare gli ultimi dettagli operativi previsti dal protocollo d'intesa che i due Enti hanno siglato per lo svolgimento delle attivita' di monitoraggio ambientale, con particolare riferimento al censimento dei materiali contenenti amianto sul territorio comunale. Alla riunione hanno partecipato anche la dr.ssa Natalia Fera ed il dr. Francesco De Vincenti del Centro Geologia ed Amianto Arpacal, che concretamente avranno il compito di realizzare il progetto. Il progetto e' finalizzato all'accertamento della presenza d'amianto mediante verifica visiva dello stato di conservazione dei manufatti gia' autodenunciati dai cittadini e censiti dal Comune. A breve - si legge ancora - tutto il lavoro svolto sara' reso disponibile per la consultazione sui siti web istituzionali degli Enti promotori dell'iniziativa".


Minacce e rapina a diciassettenne, due giovani arrestati a Reggio
Reggio Calabria, 21 mar. - La Polizia di Stato di Reggio ha arrestato due giovani, un 21enne e un 17enne, con l'accusa di rapina in concorso ai danni di un coetaneo, appena 16enne. I fatti risalgono allo scorso 8 febbraio: e' sabato sera, le 20,25, il momento di maggiore affluenza di giovanissimi sul centrale Corso Garibaldi. Due di loro incrociano la vittima, gia' conosciuta, e con la forza, senza lesinare spintoni e calci, costringono il giovane a seguirli nei pressi del Lido Comunale, un posto molto meno frequentato d'inverno rispetto alla bella stagione. Qui i due mettono in atto la rapina, continuano a colpire la vittima con calci e pugni, lo minacciano con un coltellino, vorrebbero impossessarsi del telefonino e del denaro contante. Alla fine il sedicenne gli consegna 35 euro e riesce a divincolarsi. I due fuggono via, la vittima chiama il 113. Alla Polizia il giovane racconta subito quanto gli e' accaduto, il mattino seguente si presenta accompagnato dai genitori in Questura, dove formalizza la denuncia e presenta la pagina stampata di una conversazione sul noto social network facebook, dalla quale si apprende che fin dal giorno prima il maggiorenne via chat tentava di ottenere la consegna di 20 euro. I due autori, identificati dalla polizia, nonostante la giovane eta', sono entrambi gia' conosciuti dalla forze dell'ordine per precedenti contro il patrimonio. Il loro quadro si aggrava, sia il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale dei minori, Sebastiano Finocchiaro, che il gip della procura ordinaria, Antonio Scortecci, accolgono le risultanze dei rispettivi pm, il procuratore dei minori Carlo Macri' e il sostituto procuratore Teodoro Catananti. Per il minore e' stata disposta la detenzione nel centro d'accoglienza di Catanzaro, eseguita lo scorso 5 marzo, per il maggiorenne e' stata disposta la carcerazione cautelare, eseguita oggi.


Sicurezza alimentare:controlli Cfs nel Reggino, sequestri e multe
Reggio Calabria, 21 mar. - Otto sanzioni amministrative per un importo totale di circa 22.000 euro e a sequestri amministrativi di alcune partite di prodotti alimentari, tra cui burro e 700 kg di arance. E' il bilancio di un'operazione del Nucleo Agroalimentare del Comando Provinciale di Reggio Calabria che ha predisposto un'intensa attivita' mirata al controllo di tutta la filiera agroalimentare sia negli esercizi commerciali, sia attraverso i posti di controllo effettuati sulle principali arterie viarie della provincia. Sono state evidenziate diverse irregolarita' poste in essere sia dai titolari dei punti vendita controllati, che da alcuni trasportatori di generi alimentari, relativamente alla presentazione di alimenti tale da indurre in errore l'acquirente sulla loro origine o provenienza, nonche' sulla assenza o corretta apposizione della data di scadenza degli stessi. In particolare, l'attenzione degli agenti operanti si e' incentrata sulla corretta etichettatura e pubblicita' dei prodotti alimentari che, comeprevisto dalla vigente normativa comunitaria e nazionale, non devono trarre in inganno ed in errore l'acquirente in merito alle caratteristiche del prodotto, sulla sua identita', qualita', composizione, sul luogo di origine o di provenienza e sui modi di ottenimento o di fabbricazione, nonche' della sua scadenza. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni in tutto il territorio provinciale.


Furto di materiale inerte, tre uomini arrestati nel Cosentino
Cosenza, 21 mar. - Tre persone sono state arrestate dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato per furto aggravato di materiale inerte. I tre uomini, P.S. 57 anni, U.A. 46, di Rose (cs), e F.M. di 60, di Torano Castello (cs), dipendenti e titolari di una ditta edile del cosentino, sono stati sorpresi mentre prelevavano dal greto del Fiume Crati, in localita' "Coretto" del Comune di Montalto materiale inerte. Il materiale una volta prelevato, veniva trasportato in un vicino impianto di betonaggio nei pressi del fiume di proprieta' di uno degli arrestati. L'operazione condotta dal Nipaf, Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale del CFS e dai Comandi Stazione di Montalto, Rende e Aprigliano, sotto le direttive del Comandante Provinciale Giuseppe Melfi ha monitorato l'attivita' attraverso immagini video e una capillare attivita' investigativa che ha portato ha contestare i reati di furto aggravato in concorso tra loro. Il PM di turno ha disposto nei confronti dei tre la misura cautelare dei domiciliari. Inoltre si e' provveduto al sequestro di due mezzi utilizzati per tale attivita' illecita, di un impianto di lavaggio e del materiale prelevato abusivamente.


Rifiuti: discarica abusiva sequestrata a Scalea dalla Gdf
Cosenza, 21 mar. - I finanzieri della tenenza di Scalea hanno scoperto e posto sotto sequestro una discarica di circa 7000 mq in una zona centrale della citta', nei pressi della stazione ferroviaria, utilizzata per lo stoccaggio di materiale di risulta edile. Nell'area i le fiamme gialle hanno rinvenuto circa 585 metri cubi di rifiuti pericolosi e non, che di fatto hanno creato una collinetta alta circa otto metri. Il tempestivo intervento dei finanzieri ha evitato che i rifiuti potessero creare nocumento alla salute pubblica. Il proprietario del fondo sequestrato e' stato denunciato alla locale per violazioni in materia ambientale ed e' stato segnalato all'ufficio tributi della regione calabria per la riscossione dell'ecotassa e delle sanzioni che si applicano in questi casi.


Gioia Tauro: Polizia arresta 2 giovani, in auto armi e munizioni
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 21 mar. - Due giovani di 23 e 32 anni, rispettivamente Giampaolo Varone nato a Torino e residente a Limbadi nel vibonese, e Alessandro Ciancio nato e residente a Costigliole D'Asti, sono stati arrestati ieri a mezzogiorno, ma la notizia è stata resa nota solo oggi, dalla polizia del commissariato di Gioia Tauro, con l'accusa a vario titolo di detenzione e porto illegale di armi clandestine e munizioni, anche da guerra, poiché trovati in possesso di tre pistole, di cui due con matricola punzonata e relativo munizionamento e ricettazione.
I due, che viaggiavano sull'autostrada A3 a bordo di una Volkswagen Golf di colore grigio, hanno attirato l'attenzione di una pattuglia del Coa della Polizia stradale di Lamezia, che li ha intercettati nei pressi dell'area di servizio Lamezia Ovest, corsia Sud dell'A3. Gli operatori della Polizia di Stato hanno fermato l'auto, dopo un breve quanto inutile tentativo di fuga, con l?ausilio di altre pattuglie ed in particolare di quelle del Commissariato di Gioia Tauro e della Squadra Mobile, che erano nei pressi. Un primo controllo sommario ha dato esito negativo. Pertanto i due giovani sono stati condotti al commissariato di Gioia Tauro, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, mentre l'auto è stata condotta al porto di Gioia Tauro, per essere esaminata dallo scanner che si utilizza per i container. Così sono state rinvenute 3 pistole (una con matricola abrasa), due delle quali occultate nella presa d'aria del motore, ed una sotto la tappezzeria del pavimento lato passeggero. Le relative perquisizioni domiciliari hanno avuto esito negativo per Ciancio, mentre a casa di Varone a Limbadi la Polizia ha rinvenuto 2 cartucce calibro 762x39 Kalashnikov, catalogato come munizionamento da guerra.


‘Ndrangheta: Dia sequestra beni per circa 5milioni di euro ad esponente del clan Alvaro

Reggio Calabria, 20 mar. - La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, in una nota, informa che  "a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della Dia, Arturo  De Felice,  ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sez. Mis. di Prev., presieduto dalla D.ssa Ornella Pastore nei confronti di Cosimo Alvaro, 49enne di Sinopoli (RC), pluripregiudicato, esponente di spicco della cosca omonima, in atto detenuto.
Cosimo Alvaro, riferisce ancora la Dia, è stato già destinatario di una condanna definitiva con sentenza divenuta irrevocabile il 23/12/1996 per violazione della disciplina in materia di sostanze stupefacenti nonché destinatario della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno emessa in data 14/01/1993 dal Tribunale Sez. M.P. – Reggio Calabria, che veniva scontata, dopo una lunga latitanza dell’Alvaro,  nel comune di Reggio Calabria, nel periodo dal 07/01/2006 al 07/01/2009. La scelta di scontare la misura di sicurezza nella città dello Stretto in luogo del piccolo comune aspromontano si rivelava strategica per le più ampie possibilità di inserirsi in svariate lucrose iniziative imprenditoriali tramite prestanome.
In data 23.06.2010, l’Alvaro Cosimo, unitamente ad altri 41 soggetti, veniva colpito dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria,  nell’ambito della nota “Operazione  META” condotta  dai  Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Reggio Calabria".
Dalle indagini, precisa la Dia,  "veniva confermato l’inserimento nelle dinamiche criminali di Reggio Calabria della “cosca Alvaro” di Sinopoli (RC), il cui ruolo di rilievo era emerso sin dai tempi della mediazione svolta dal padre del proposto, Domenico ALVARO, nell’ambito della seconda guerra di mafia di Reggio Calabria.  ALVARO Cosimo risultava coinvolto in  attività estorsive, di trasferimento fraudolento di valori attraverso l’attribuzione  fittizia a terzi di attività economiche, di turbativa d’asta diretta ad impedire il regolare svolgimento di aste giudiziarie, nonché di condizionamento del libero esercizio del voto per l’elezione del Sindaco di San Procopio.
L’Alvaro Cosimo, durante l’esecuzione delle predette misure cautelari si rendeva irreperibile. Tuttavia, veniva catturato circa un anno dopo dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria in collaborazione con i Commissariati di Gioia Tauro (RC) e Palmi (RC), mentre si trovava in un casolare in contrada Cirello di Rizziconi (RC) unitamente ad un favoreggiatore.
Nell’operazione “META” venivano sottoposte a sequestro aziende nella titolarità  diretta o indiretta dell’ Alvaro Cosimo.
Da ultimo, in data 4 settembre 2013, il proponendo risultava ancora coinvolto - unitamente ad altri 6 soggetti - nell’Operazione “Xenopolis” che disvelava un intreccio esistente tra mafia, politica ed appalti, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo di Roma.
Per i suddetti fatti risulta attualmente imputato innanzi al Tribunale di Reggio Calabria.
Le determinazioni della Sezione Misure di prevenzione sono scaturite da una articolata ed esaustiva attività di indagine patrimoniale, condotta dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria, volta a verificare le modalità di acquisizione dell’ingente patrimonio societario riconducibile all’ Alvaro, il quale negli ultimi anni aveva come detto esteso l’influenza del clan di appartenenza in attività imprenditoriali della città di Reggio Calabria, tramite compiacenti ed insospettabili prestanome.
Con il provvedimento adottato a carico dell’alvaro è stato disposto il sequestro del patrimonio riconducibile al medesimo, stimato in circa 5 milioni di euro, tra cui figurano, in particolare:
Il patrimonio aziendale e l’ intero capitale sociale della casa di riposo “Villa Speranza – Società Cooperativa Sociale”,  con sede in Reggio Calabria, avente per attività “assistenza ad anziani”;
Il rinomato stabilimento balneare denominato “Lido Calajunco”, con sede in Reggio Calabria, via lungomare Falcomatà s.n.c. ;
Il patrimonio aziendale e l’intero capitale sociale della “Old Gallery’s S.r.l.”, con sede in Reggio Calabria in via Vittorio Emanuele III n. 11, avente per attività di “bar-enoteca con degustazione”".


Droga: traffico da Sudamerica, 44 arresti, sequestrate 2 t coca
Catanzaro, 20 mar.- Due tonnellate di cocaina sequestrate e 44 persone arrestate. E' il bilancio di una complessa operazione antidroga condotta dagli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, del nucleo di polizia tributaria Gico sezione Goa (il gruppo operativo antidroga delle Fiamme Gialle), dello Scico di Roma e da agenti della polizia federale brasiliana che hanno eseguiti le ordinanze di custodia cautelare emessi dal Gip di Reggio Calabria e dalla competente autorita' giudiziaria brasiliana. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria e dalla procura federale dello stato di San Paolo del Brasile, hanno permesso di disarticolare diverse organizzazioni, di carattere transnazionale, dedite al traffico internazionale di stupefacenti che hanno movimentato ingenti quantita' di stupefacenti, come si evince dal sequestro di circa due tonnellate di cocaina purissima effettuati in meno di due anni di indagini. Sarebbe emerso, in particolare ,che le organizzazioni colpite dagli arresti, interagendo in maniera sinergica, hanno assicurato il traffico di enormi quantitativi di sostanza stupefacente dal continente sudamericano (Brasile, Peru', Ecuador, Colombia) verso i piu' importanti porti europei. Le indagini, che hanno dato luogo a due filoni collegati (la operazione "Buongustaio" coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e la "Monte Pollino" coordinata dalla procura federale dello stato di san paolo del Brasile), si sono giovate di una proficua ed efficace cooperazione internazionale tra diversi stati, sia tra le autorita' giudiziarie che tra le polizie giudiziarie, con il raccordo informativo della direzione centrale per i servizi antidroga del ministero degli interni. La ricostruzione dell'intera filiera legata alla fornitura, al pagamento, allo stoccaggio, al trasposto e alla destinazione della cocaina e' stata resa possibile grazie ad una complessa e continua attivita' di coordinamento info-investigativo e di cooperazione giudiziaria a livello internazionale che ha progressivamente coinvolti numerosi paesi europei e sudamericani. La tempestiva attivazione di apposite procedure di rogatoria internazionale da parte dell'autorita' giudiziaria inquirente ha cosi' consentito di usufruire nelle fasi piu' delicate delle indagini dell'importantissimo supporto info-investigativo assicurato dagli organismi di polizia del Brasile, del Regno Unito, della Spagna, del Portogallo, del Montenegro, dell'Olanda, del Belgio e della Svizzera. Il filone italiano dell'inchiesta ha riguardato un sodalizio criminale di matrice 'ndranghetista collegato alle cosche Ietto-Cua-Pipicella operanti nella fascia ionica reggin) che, impiegando le ingenti disponibilita' finanziarie messe a disposizione dalle cosche, acquistava e importava dal sud america enormi quantitativi di cocaina a bordo di navi mercantili provenienti principalmente dal Brasile e dal Peru'. Il sodalizio, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe avuto come promotore e direttore Pasquale Bifulco, soggetto indicato negli atti come uomo di "consolidata esperienza nel settore del narcotraffico internazionale", il quale gestiva personalmente i rapporti con i fornitori sudamericani, avvalendosi della primaria collaborazione di Vito Francesco Zinghini', pure noto. precedenti specifici nel settore degli stupefacenti. Quest'ultimo si sarebbe recato piu' volte in Sud America, permanendovi anche per lunghi periodi, per concordare le modalita' di importazione dello stupefacente e, rientrato in Calabria, avrebbe riferito al capo gli esiti delle trattative. Zinghini' si preoccupava di individuare i canali di smistamento della cocaina nel territorio nazionale con Fabrizio Matteo Nardella e ad altri personaggi operanti nell'hinterland torinese e nel resto del nord Italia. Sfruttando la sua esperienza di broker della cocaina, Bifulco era in contatto con altre importanti organizzazioni di narcotrafficanti, tra cui quella operante in Olanda e capeggiata dal montenegrino Vladan Radoman con il quale aveva realizzato, secondo gli inquirenti, una vera e propria "joint venture" per l'acquisto e il trasporto della cocaina dal Sud America cercando, fra l'altro, di sfruttare l'apparato logistico di cui la predetta organizzazione disponeva in alcuni porti europei. Collocando la droga all'interno di borsoni posti all'ingresso dei container per rendere immediato ed agevole il loro recupero nei porti di destinazione o di transito, Bifulco e Radoman pianificavano nel tempo numerose importazioni di cocaina dal Brasile, indirizzando i carichi nei principali scali europei. Le indagini svolte dal gruppo operativo antidroga della guardia di finanza di Catanzaro con il supporto tecnico-operativo dello Scico di Roma hanno permesso di individuare i canali di rifornimento e di importazione dello stupefacente, cosi' da consentire l'intercettazione di numerosi carichi di cocaina, sia direttamente nei paesi di origine che nei vari porti europei di destinazione, tra cui principalmente quello di Gioia Tauro. Il sequestro di due tonnellate di cocaina ha arrecato perdite economiche alle organizzazioni. La droga veniva, infatti, pagata in sud america al prezzo base di circa 4.000 euro al chilogrammo, per cui gli acquisti non andati a buon fine hanno comportato esborsi in danaro per oltre 6.000.000 di euro. Nel contempo, una volta lavorata e immessa in commercio, la droga sequestrata avrebbe fruttato circa 200 milioni di euro all'ingrosso e 400 milioni di euro al dettaglio. Sempre nel quadro all'operazione "Buongustaio", un'analoga intesa collaborativa con l'autorita' giudiziaria e la polizia belga in un altro filone investigativo ha portato all'individuazione di un altro sodalizio criminale di narcotrafficanti operante tra il Belgio e la Calabria, facente capo ai fratelli Gennaro e Antonino Bartolomeo, originari di Reggio Calabria, e composto da altri calabresi nonche' da cittadini belgi, olandesi e sudamericani. LE indagini condotte dalla polizia di Hasselt (operazione denominata "Touw") in stretta sinergia con il Goa della Guardia di finanza di Catanzaro sono culminate lo scorso 16 dicembre con l'esecuzione in Belgio, Olanda e in Italia di 22 ordini di arresto, dopo che al sodalizio sono state sequestrate partite di cocaina per complessivi 470 chilogrammi. Per quest'ultimo filone investigativo, - sottolineano gli inquirenti - non e' stato possibile procedere ad un'esecuzione congiunta come per il Brasile, in quanto l'autorita' giudiziaria belga, per ragioni di necessita' ed urgenza legate a possibili pericoli di fuga di alcuni indagati, non ha potuto attendere gli omologhi provvedimenti da parte dell'autorita' giudiziaria reggina.


Droga: Roberti, indagini transnazionali per battere i narcos
Reggio Calabria, 20 mar. - "Il dato piu' importante e' questo quasi inedito modello investigativo tra tante forze di polizia e tante autorita' giudiziarie, poi e' importante che si risponda alla transnazionalita' del crimine con la transnazionalita' delle indagini, questo e' il modello vincente". Cosi' il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha sottolineato la sinergia tra nove paesi che, su imput della DDA di Reggio Calabria, ha permesso di eseguire un' operazione che ha condotto all'arresto di 44 narcotrafficanti internazionali. Quanto alla sempre maggiore presenza della 'ndrangheta oltre i confini della Calabria e dell'Italia, Roberti ha affermato: "Anche questo fenomeno del radicamento della 'ndrangheta in paesi europei ed extraeuropei, se riusciamo a coordinarci bene come in questo caso, prima o poi sara' sconfitto". Il procuratore capo della Dna ha spiegato che la presenza del Brasile, come paese da cui partiva la droga, non e' una novita': "La novita' casomai - ha aggiunto Roberti - e' questa piu' stretta sinergia tra i broker internazionali di stupefacenti, italiani, brasiliani, ecuadoregni, montenegrini, c'e' un po' di tutto".


Droga: albanese arrestato da Polizia Reggio nel Casertano
Reggio Calabria, 20 mar. - Un cittadino albanese di 33 anni, Bledar Halili detto "Angelo", latitante, e' stato catturato ieri sera dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dallo Sco in un appartamento di Orta di Atella, nel Casertano. L'uomo era latitante dallo scorso 11 febbraio, quando si era reso irreperibile all'esecuzione dell'arresto nell'ambito dell'operazione New Bridge, che ha disarticolato una struttura criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti sull'asse Calabria-Usa. Nello specifico l'uomo e' accusato di aver finanziato uno dei viaggi effettuati alle Bahamas da un noto broker, incaricato di negoziare le trattative con i partner sudamericani e statunitensi per l'acquisto di un ingente quantitativo di cocaina.


Droga: Gratteri, difficile collaborare con Polizie europee
Reggio Calabria, 20 mar. - "Dal punto di vista del rapporto con gli altri stati questa e' l'indagine piu' grande mai fatta, non esiste indagine in cui contemporaneamente sono stati fatti arresti o rogatorie internazionali con piu' di nove paesi al mondo". Cosi' il procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha commentato l'operazione Buongustaio, che in coppia con l'operazione "Monte Pollino" condotta dalla polizia brasiliana, ha permesso di catturare 44 narcotrafficanti in 9 paesi tra Sud America ed Europa. "Abbiamo interagito - ha aggiunto Gratteri - con i paesi piu' importanti del Sud America e d'Europa e siamo riusciti a creare un danno, col solo sequestro della droga, di 400 milioni di euro, abbiamo sequestrato 6 milioni di euro, e questa notte altri 800 mila euro in Brasile. Stiamo ancora facendo altre attivita', questa tipologia di indagine e' possibile grazie alla professionalita' della Guardia di Finanza, della Direzione Centrale Servizio Antidroga, che ci assiste in tutti i paesi del mondo, e' una struttura indispensabile".
Paradossalmente i problemi piu' grossi a livello di sistemi giudiziari sono quelli con i paesi europei: "Trovo maggiore collaborazione e facilita' d'interagire - ha confermato Gratteri - con le polizie sudamericane e con le magistrature sudamericane che non del nord Europa, dove ho grandi difficolta' poiche' ci sono sistemi giudiziari diversi che non consentono cose banali per noi in Italia, come il ritardato arresto e il ritardato sequestro. In Europa continuano a sostenere che la mafia non esiste - ha concluso Gratteri - perche' continuano a pensare che se non c'e' il morto a terra li' e' la valle dell'Eden".


Vendeva prodotti contraffatti: cinese denunciato a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 20 mar. - Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine Calabria, hanno eseguito, nel corso di un servizio di Polizia Amministrativa finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati di falso e frode in commercio, un ingente sequestro di prodotti elettronici contraffatti. Gli agenti hanno effettuato verifiche in esercizi commerciali di Lamezia Terme. In un negozio, ubicato su via del Progresso e gestito da S.Z., cittadino cinese, sono stati rinvenuti articoli elettronici ed informatici con il marchio CE palesemente contraffatto, privi delle indicazioni delle caratteristiche tecniche in lingua italiana e pericolosi per la sicurezza o la salute in quanto non sottoposti ai controlli previsti dalla normativa comunitaria. Gli articoli, 150 in tutto, sono stati sottoposti a sequestro. Il commerciante e' stato denunciato per frode in commercio e falso.


'Ndrangheta: commissari comune Ricadi revocano incarichi
Vibo Valentia, 20 mar. - I tre commissari prefettizi (Maria Grazia Surace, Antonio Gulli' e Gino Rtella) che reggono il Comune di Ricadi, nel Vibonese, hanno revocato il decreto emesso il 13 febbraio scorso con il quale era stata attribuita sino al 30 aprile prossimo la responsabilita' dell'Area tecnica, dei Lavori pubblici e del settore Urbanistica del Comune all'architetto Vincenzo Calzona. La decisione fa seguito alla notifica alla terna commissariale del decreto con cui il capo dello Stato l'11 febbraio scorso ha sciolto gli organi elettivi del Comune per infiltrazioni mafiose e quindi, anche della notifica della relazione del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sul Comune di Ricadi e quella spedita dal prefetto di Vibo, Giovanni Bruno, al Viminale. Proprio tali relazioni hanno messo in evidenza come il responsabile dell'area tecnica del Comune di Ricadi, Vincenzo Calzona, era stato anche sindaco di un Comune del Vibonese - Parghelia - sciolto nel 2007 per infiltrazioni mafiose. Rilevata quindi "una rilevante serie di irregolarita' nella gestione dell'area tecnica del Comune" e ritenuto che tali "irregolarita' vengono considerate dal decreto del presidente della Repubblica quali concause del provvedimento di scioglimento" dell'ente, la terna commissariale ha disposto la revoca "immediata" dell'incarico a Calzona nell'ottica di "una nuova valutazione dell'interesse pubblico".


'Ndrangheta: resta ai domiciliari ex sindaco Isola C. Rizzuto
Crotone, 20 mar. - Restano ristretti agli arresti domiciliari l'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole e suo marito Franco Pugliese. Nella giornata di oggi il Tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa. E' la seconda istanza che il Riesame rigetta all'ex sindaco da quando venne arrestata la prima volta nello scorso mese di dicembre a seguito dell'operazione delle Fiamme Gialle denominata 'Insula'. Si tratto' di un arresto clamoroso, essendo GIrasole comunemente indicata come sindaco "antimafia" per eccellenza.
Corruzione elettorale, turbativa d'asta e abuso d'ufficio sono i reati dei quali e' chiamata a rispondere Carolina Girasole, accusata di essere stata eletta con il sostegno della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, alla quale avrebbe, secondo l'accusa, restituito il favore fornendo informazioni e mettendo in campo una politica di gestione dei terreni confiscati conforme alla volonta' e agli interessi del clan stesso, che di fatto avrebbe continuato a fare affari su quei terreni.
In particolare la raccolta dei finocchi coltivati su quelle terre dagli Arena e non la frangizollazione, secondo l'accusa, venne proposta proprio perche' rappresentava una soluzione gradita al clan. Il 19 dicembre il Tribunale del riesame aveva rigettato la richiesta di scarcerazione dei difensori della Girasole e di suo marito. Ma mentre i legali - che intanto avevano avviato una controperizia denunciando errori nella trascrizione delle intercettazioni - aspettavano le motivazioni della decisione del Tribunale del Riesame, il primo marzo scorso l'ex sindaco e suo marito sono stati destinatari di un secondo ordine di arresto emesso dal giudice delle indagini preliminari sulla scorta di nuovi elementi d'accusa forniti dalla Procura distrettuale antimafia. Anche questa volta gli avvocati hanno fatto richiesta di scarcerazione al Tribunale del riesame, ma anche questa volta i giudici hanno rigettato.


Inchiesta derivati Regione: slitta udienza dal Gup
Catanzaro, 20 mar. - Non e' potuta iniziare oggi a Catanzaro, a causa dello sciopero indetto dagli avvocati, l'udienza preliminare a carico dei sette indagati coinvolti nell'inchiesta della Procura della Repubblica relativa alla sottoscrizione di contratti derivati (Swap) da parte della Regione Calabria con la Banca Nomura, negli anni dal 2004 al 2006. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata a fine ottobre - in cui compariva anche la richiesta di archiviazione per un ottavo indagato -, la parola passa ora al giudice dell'udienza preliminare, Assunta Maiore, che decidera' se e chi mandare sotto processo, o degli eventuali riti alternativi che gli indagati potranno chiedere, al termine della trattazione rinviata oggi al prossimo 19 giugno. Nell'ambito del procedimento, nei giorni scorsi, si e' registrato un ulteriore importante effetto da quando la magistratura catanzarese ha avviato il proprio lungo lavoro investigativo in merito alla presunta maxi truffa ai danni della Regione Calabria, con la registrazione del provvedimento regionale con il quale l'Ente ha approvato la proposta di transazione avanzata dal legale della Nomura che prevede, fra l'altro, un versamento di 24 milioni di euro in favore della Regione Calabria, che dal canto suo si impegna "a non costituirsi parte civile nei confronti di Nomura International PLC e di Nomura Global Financial Products Inc (cosi' come nei confronti delle loro affiliate e nei confronti degli amministratori, funzionari, dirigenti, dipendenti, rappresentanti, e consulenti passati e presenti delle stesse e delle loro affiliate) nell'ambito del procedimento penale chiamato per l'udienza preliminare del 20 marzo 2014? e, comunque, di qualsiasi procedimento penale nascente da o relativo alla negoziazione, stipulazione ed esecuzione dei contratti stipulati dalla Regione con Nomura? e di non opporsi a richieste di proscioglimento o archiviazione che dovessero essere avanzate?". Gli indagati per i quali i pm titolari dell'inchiesta, i sostituti procuratori Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio, hanno chiesto il processo sono l'ex consulente della Regione Calabria, Massimiliano Napolitano, rappresentante della "Consulenti srl"; l'ex dirigente del Dipartimento 3 Bilancio Finanze Programmazione e Sviluppo Economico dell'Ente, Mauro Pantaleo; la moglie di quest'ultimo, Chiara Cavallo, socia della "Consulenti srl", e inoltre tre funzionari dell'Istituto di credito giapponese, Arturo De Visdomini, Andrea Giordani, Alessandro Attolico, nonche' la "Nomura Global Financial Products Inc." in persona del legale rappresentante pro tempore. Le accuse contestate, a vario titolo, sono la truffa aggravata in danno della Regione Calabria, la frode in pubbliche forniture e la falsita' ideologica. L'inchiesta in questione e' stata condotta dalla Guardia di finanza dalle cui investigazioni sarebbe emerso che la Banca Nomura avrebbe sborsato due milioni e mezzo di euro in favore di Napolitano per "comprare" la sua consulenza, in modo che egli inducesse la Regione a sottoscrivere i contratti derivati, e che i soldi sarebbero giunti a quest'ultimo attraverso una complessa movimentazione avvenuta grazie a societa' estere e conti correnti cifrati, che gli investigatori hanno identificato ricostruendo passo passo gli spostamenti del denaro. Napolitano, rappresentante della societa' di intermediazione Consulenti srl, nominato da Pantaleo consulente della Regione Calabria con decreto del 30 settembre 2004, e' stato arrestato l'11 dicembre del 2011 dai militari delle Fiamme gialle, che eseguirono anche il sequestro preventivo di circa due milioni e mezzo di euro, di cui 1,8 su un conto corrente di Nomura, banca giapponese iscritta nel registro degli indagati per violazione del Decreto legislativo 231 del 2001, la legge che estende alle societa' la responsabilita' per il reato di truffa a danno di enti pubblici.


Inchiesta palazzo giustizia Catanzaro: sentito imprenditore
Catanzaro, 20 mar. - E' comparso oggi davanti agli investigatori per essere interrogato l'imprenditore di Vibo Valentia indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro finalizzata ad accertare eventuali illeciti nella realizzazione del nuovo Palazzo di giustizia del capoluogo calabrese. Michele Fusca, presidente della societa' Cooperativa Costruzioni Calabrese impegnata nella costruzione della struttura - nei confronti del quale si ipotizza il reato di inadempimento in pubbliche forniture -, e' stato sentito dal sostituto procuratore Carlo Villani, titolare dell'inchiesta, e dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, che stanno conducendo le indagini. L'imprenditore ha risposto alle domande degli inquirenti, soffermandosi sui dettagli relativi alla realizzazione dell'opera, rispetto alla quale l'inchiesta mira a verificare la possibile difformita' rispetto al progetto originario presentato al Comune di Catanzaro. Gli stessi militari, lo scorso 19 dicembre, avevano svolto una perquisizione a carico dello stesso imprenditore e si erano inoltre recati presso il municipio del capoluogo per un'ulteriore acquisizione di atti utili alle indagini.


Droga: operazione "All Inclusive", confermato arresto carabiniere
Catanzaro, 20 mar. - Il tribunale del riesame di Catanzaro ha confermato la misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari nei confronti di Mario Russo, appuntato dei carabinieri, gia' in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, coinvolto nell'operazione "All inclusive", diretta a sgominare, secondo quanto riferito dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo, un'organizzazione dedita al traffico di droga con canali di rifornimento in tutta la Calabria. Proprio l'associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina era fra le ipotesi d'accusa in base alle quali e' stato emesso il provvedimento cautelare a carico di Russo, ma i giudici del riesame, pur confermando i domiciliari per il militare, non hanno comunque ritenuto fondate tutte le contestazioni a suo carico. Accogliendo parzialmente il ricorso del difensore dell'indagato, l'avvocato Francesco Gambardella, il collegio non ha infatti ravvisato i gravi indizi rispetto a due capi d'accusa fra i quali, appunto, l'associazione a delinquere. Mario Russo e' tra i 23 destinatari dell'ordinanza cautelare eseguita dalla Squadra mobile all'alba del 24 febbraio con l'operazione "All inclusive". L'inchiesta avrebbe consentito agli inquirenti di svelare un sodalizio di soggetti capeggiato da persone di spessore criminale che si avvalevano della complicita' di giovanissimi particolarmente violenti, dedito anche a rapine ed estorsioni, ma che si sarebbe occupato soprattutto di rifornire di stupefacenti una clientela d'e'lite del capoluogo calabrese, fra i quali anche alcuni "insospettabili" quali, oltre all'appuntato dei carabinieri, anche un avvocato, Gennaro Corea.


Muore alla guida dell'auto in pieno centro a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 20 mar. - Un uomo di 54 anni, C.Z., e' morto intorno alle ore 12.30 mentre era in automobile, da solo, alla guida di una Fiat Panda. E' accaduto a Reggio Calabria ,in via Fondo Versace I Traversa, all'altezza del civico 4. L'uomo, quasi certamente colpito da un ictus, si e' accasciato mentre guidava l'automobile che e' andata a sbattere contro un palo dell'illuminazione pubblica. Il medico legale ha accertato le cause naturali del decesso. La viabilita' e' stata assicurata dalla polizia municipale.


Intimidazione a pm Bruni: Roberti, per magistrati non e' novita'
Reggio Calabria, 20 mar. - "Purtroppo i magistrati che operano e che operano bene sono esposti a questo tipo di minacce da parte della 'ndrangheta, ma anche di altre organizzazioni criminali, non vedo elementi di novita'". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, a margine della conferenza stampa tenuta a Reggio Calabria per un'importante indagine della DDA di Reggio Calabria contro una organizzazione di narcotrafficanti internazionali, rispondendo alle domande dei cronisti sul recente episodio verificatosi ai danni del pm antimafia di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, nei confrontid el qualer, secondo gli inquirenti, era in preparazione un attentato. "Bisogna stare molto attenti e molto in guardia - ha aggiunto Roberti - indagare e investigare e controllare il territorio, sottrarre il territorio al controllo mafioso, questo e' il compito di contrasto delle istituzioni, il compito dello Stato".


Investe e uccide figlioletta con suv durante manovra
Cosenza, 20 mar. - Tragedia in Sila, a Croce di Magara, nel cosentino. Un padre, facendo manovra con il suo fuoristrada, ha investito e ucciso la figlia di poco piu' di un anno. Sul posto ci sono i Carabinieri. Il fatto e' avvenuto nei pressi del campo sportivo


Fiamme su una nave ancorata al porto di Crotone, nessun ferito
Crotone, 20 mar. - I vigili del fuoco di Crotone sono intervenuti a bordo della nave "Sider Warrior" ancorata nel porto della citta', e che sta scaricando del ceppato per un'azienda , a bordo della quale si e' sviluppato un incendio. Il personale vigile del fuoco, presente sul porto, in servizio di vigilanza per lo scarico del ceppato, si e' acvorto che da un oblo' usciva del fumo, pertanto hanno chiesto rinforzi dalla sede centrale entrando nella nave per le operazioni di spegnimento. Le fiamme si erano sprigionate nell'infermeria. L'intervento e' stato provvidenziale, perche' all'interno del locale si trovavano alcune bombole d'ossigeno che avrebbero potuto provocare delle esplosioni, con il possibile interessamento dei serbatoi di carburante delle nave. Nessun danno risulta per le persone che si trovavano a bordo.


Universita' Calabria: seminari su legalita' e libera informazione
Cosenza, 20 mar. - Prenderanno il via domani, 21 marzo, nell'aula Soiano dell'Universita' della Calabria, in occasione anche della giornata nazionale promossa da Libera sulle vittime delle mafie, i seminari sui temi di cittadinanza, legalita' e liberta' dell'informazione, a cui sono interessati circa duecento studenti. Promossi dal Dipartimento di Lingue e Scienze dell'Educazione, i seminari sono diretti dal prof. Marcello Zanatta e si avvalgono di un comitato scientifico voluto dal Dipartimento del quale fanno parte anche i professori Annabella D'Atri e Fausto Cozzetto. Il coordinamento e' stato affidato a Pantaleone Sergi, giornalista e storico, presidente dell'Icsaic (Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea), autore di studi e ricerche sulla criminalita' calabrese e meridionale fin dagli anni Novanta. ''Sono seminari - dice Sergi - che coinvolgono in qualita' di docenti, persone di grande qualita' professionale e umana che hanno molta confidenza con gli argomenti da trattare e con la didattica. Si tratta di giornalisti, storici, ricercatori e magistrati che, spesso fuori dai riflettori mediatici, hanno fatto la vera storia dell'antimafia calabrese, mettendo in guardia anche, in tempi non sospetti, dalla cosiddetta antimafia con la partita iva''. Si parte domani con una lezione del prof. Zanata che entrera' subito nel merito delle questioni da affrontare. E dopo un intervento introduttivo di Pantaleone Sergi, sara' il turno di Paolo Pollichieni, direttore del "Corriere della Calabria", e Aldo Varano direttore di "Zoom Sud", entrambi con un passato e un presente impegnato a fare un'informazione capace di leggere e spiegare la complessita' di fenomeni devastanti come quelli criminali mafiosi spesso in simbiosi con poteri occulti. Sulla stessa scia il secondo appuntamento del 28 marzo quando a dialogare con gli studenti ci saranno altri tre giornalisti di grande esperienza che da anni si occupano cittadinanza e legalita': si tratta di Carlo Macri', inviato del Corriere della Sera; Gianfranco Manfredi, direttore di "Calabria" e corrispondente del "Messaggero", e Filippo Veltri, giornalista e scrittore. Seguiranno un seminario del dottor Giancarlo Costabile e un altro ancora con storici e sociologi. Il 23 maggio, quindi, l'incontro finale con Enzo Ciconte, storico della 'ndrangheta e docente all'Universita' di Tor Vergata, e il magistrato Salvatore Boemi, che come Procuratore Antimafia di Reggio Calabria ha condotto le piu' importanti e decisive inchieste contro la 'ndrangheta, inchieste che hanno portato alla sbarra e alla condanna non solamente l'ala militare ma hanno svelato intrecci tra massoneria deviata, servizi segreti spuri, commistioni tra poteri forti e occulti, con la politica e la criminalita' organizzata.


Bonifiche: consorzio catanzarese alla conferenza nazionale organizzativa dell’Anbi

Catanzaro, 20 mar. - Una delegazione del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese guidata dal Presidente Grazioso Manno sta partecipando alla 9^ Conferenza Organizzativa Nazionale – nel 2010 si era tenuta in Calabria - dell’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione) che si sta svolgendo a Venezia. Annualmente – sottolinea Manno -  l’assise nazionale del Consorzi, è una occasione di straordinaria importanza di confronto e dibattito su temi di grande attualità e prospettiva per gli Enti consortili in una fase importante di innovazione ed ammodernamento per la nostra regione. Gli oltre 350 rappresentanti provenienti da tutta l’Italia, si stanno confrontando su argomenti essenziali per gli enti di autogoverno quali: l’ottimizzazione d’uso delle risorse idriche (dal loro risparmio alla produzione di mini e micro idroelettrico), le migliori pratiche e  l’innovazione per l’irrigazione (progetto acqua virtuosa e sistema Irriframe risparmio idrico), la salvaguardia idrogeologica (progettualità e protocolli con amministrazioni pubbliche), le opportunità della Politica Agricola Comune con particolare attenzione ai Piani di Sviluppo Rurale. Per il Consorzio di Bonifica di Catanzaro, è intervenuto l’ing. Francesco Nisticò dirigente dell’area Tecnica il quale, ha illustrato tre aspetti strettamente connessi della gestione delle risorse idriche che vedono particolarmente impegnanti i Consorzi di Bonifica in Calabria e cioè: concessioni di derivazione, minimo deflusso vitale e utilizzo delle acque a scopo idroelettrico. I Consorzi di Bonifica della Calabria hanno partecipato al Bando del Ministero Agricoltura – gestione ex Agensud- sull’idroelettrico e si riscontra – ha affermato Nisticò - che su 35mila ettari irrigati esiste in media una disponibilità idrica per concessione di circa 28mila litri/sec. con una evidente disponibilità della risorsa idrica da destinare all’uso promiscuo irriguo -idroelettrico perché la dotazione degli impianti consortili è di circa 0,5 litri/sec e si registra quindi un surplus per ettaro di 0,3 litri/sec. L’idroelettrico – ha commentato Manno  - rappresenta una frontiera di grande impegno perché è una occasione fondamentale nella gestione delle risorse idriche da parte dei Consorzi.

 


'Ndrangheta: Gdf Catanzaro sequestra 1500 kg droga, 24 arresti
Catanzaro, 20 mar. - Maxi operazione antidroga della Guardia di finanza in Calabria. Il Gico di Catanzaro sta arrestando 24 responsabili di traffico internazionale di stupefacenti dal sud America verso i Paesi europei. Si tratta di affiliati ad un clan di 'ndrangheta che utilizzavano navi mercantili per far arrivare la droga al porto di Gioia Tauro. Oltre 1500 kg sono stati sequestrati nel corso delle indagini. In contemporanea la polizia brasiliana sta arrestando 20 trafficanti in quel paese.


Contraffazione: 15.000 prodotti sequestrati nel Catanzarese
Catanzaro, 19 mar. - Oltre 15.000 prodotti contraffatti e insicuri sono stati sequestrati, in due diverse fasi, dai "Baschi Verdi" del gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme che hanno operato in sinergia con militari della compagnia di Catanzaro, coordinati dal comando provinciale. I militari hanno prima hanno sottoposto a sequestro penale 3.263 fra articoli con marchi contraffatti e con simbolo "ce" ingannevole, denunciando alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme il titolare della ditta, per i reati di contraffazione e frode in commercio.
L'attivita' svolta dai finanzieri ha permesso di sottoporre a controllo una grossa azienda, gestita da immigrati cinesi, esercente il commercio al dettaglio di abbigliamento e articoli casalinghi, provenienti, in gran parte, dal mercato asiatico. All'interno dei locali sede dell'impresa, ubicati nel quartiere Nicastro di Lamezia Terme, sono stati individuati diversi prodotti illeciti, tutti esposti per la vendita. Alcune merci riportavano noti marchi - appartenenti ed adoperati da famose ditte nazionali ed estere - abilmente contraffatti. Altri oggetti erano privi delle indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d'uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela sulle caratteristiche e sulla composizione dei beni in vendita. Infine, moltissimi prodotti rinvenuti nei locali dell'azienda ispezionata riportavano il logo "Ce", acronimo della dicitura "China export", caratterizzato tuttavia da una veste grafica - sia per dimensioni, che per colore - del tutto ingannevole. Il simbolo risultava infatti molto simile e, quindi, confondibile col contrassegno di conformita' europea "CE" (European conformance), previsto per individuare facilmente tutti i prodotti che hanno superato i controlli qualitativi richiesti per essere commercializzati sul territorio dell'Unione Europea. Sono stati rinvenuti e sequestrati altri 11.782 articoli per varie violazioni concernenti la mancanza di sufficienti indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d'uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela, in merito alle caratteristiche ed alla composizione dei beni. L'attivita' svolta dai finanzieri ha permesso di sottoporre a controllo una grossa azienda, gestita da immigrati cinesi, esercente il commercio al dettaglio di abbigliamento e articoli casalinghi, provenienti, in gran parte, dal mercato asiatico. All'interno dei locali sede dell'impresa, ubicati nel quartiere Nicastro di Lamezia Terme, sono stati individuati diversi prodotti illeciti, tutti esposti per la vendita. Alcune merci riportavano noti marchi - appartenenti ed adoperati da famose ditte nazionali ed estere - abilmente contraffatti. Altri oggetti erano privi delle indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d'uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela sulle caratteristiche e sulla composizione dei beni in vendita. Infine, moltissimi prodotti rinvenuti nei locali dell'azienda ispezionata riportavano il logo "Ce", acronimo della dicitura "China export", caratterizzato tuttavia da una veste grafica - sia per dimensioni, che per colore - del tutto ingannevole. Il simbolo risultava infatti molto simile e, quindi, confondibile col contrassegno di conformita' europea "CE" (European conformance), previsto per individuare facilmente tutti i prodotti che hanno superato i controlli qualitativi richiesti per essere commercializzati sul territorio dell'Unione Europea. Sono stati rinvenuti e sequestrati altri 11.782 articoli per varie violazioni concernenti la mancanza di sufficienti indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d'uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela, in merito alle caratteristiche ed alla composizione dei beni.


Barca a vela con 48 migranti irregolari intercettata da un mezzo navale della guardia di finanza al largo delle coste joniche calabresi

Reggio Calabria, 19 mar. - Nella serata di ieri, un guardacoste del reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia ha intercettato, a circa 28 miglia nautiche al largo di capo spartivento (rc), una barca a vela, di circa 13 metri, bialbero, che navigava, come una normale unità da diporto, verso le coste calabresi, condotta da tre soggetti. I finanzieri si sono insospettiti a causa della mancanza evidente della bandiera di nazionalità e di segni identificativi.  Dopo un controllo effettuato direttamente a bordo, si rinvenivano, letteralmente ammassati sottocoperta, 48 persone tra cui 3 donne e 4 bambini; i restanti erano uomini adulti. Si tratta di migranti irregolari di nazionalità siriana, pakistana ed afghana, partiti presumibilmente dalla Turchia o dalla Grecia. I cittadini extracomunitari, tutti in discrete condizioni di salute ma provati dal viaggio durato circa una settimana, sistemati negli angusti locali del mezzo che li trasportava, sono stati tutti trasbordati sul guardacoste del corpo, subito rifocillati ed assistiti. Gli stessi sono stati condotti nel porto di Reggio Calabria, dove sono giunti all’alba di questa mattina, accolti con la consueta collaborazione dei reparti del locale comando provinciale della guardia di finanza, della capitaneria di porto, della croce rossa e delle articolazioni competenti della polizia di stato. Il mezzo nautico è stato rimorchiato dalle fiamme gialle nel medesimo porto. Attualmente i tre soggetti che conducevano l’imbarcazione sono sottoposti a fermo d’identificazione e la loro posizione è al vaglio dell’autorita’ giudiziaria competente, che deciderà sulla base degli elementi raccolti durante l’operazione e degli approfondimenti investigativi tuttora in corso. L’uso delle barche a vela per trasportare migranti irregolari, provenienti dal mediterraneo orientale è un modus operandi ormai consolidato, adottato da vere e proprie organizzazioni criminali transnazionali. Soltanto lo scorso anno, sono stati 6 gli arrivi in Calabria di natanti a vela, carichi di migranti di varie etnie, provenienti soprattutto dalla Grecia. Certamente l’arrivo di favorevoli condizioni meteomarine in questi ultimi giorni, ha riaperto i flussi migratori da mare, frenati dalla stagione invernale, diretti verso le coste calabresi. Nella serata di ieri, particolarmente calma dal punto di vista meteorologico, la guardia di finanza ha intensificato i pattugliamenti marittimi, lungo le coste della Calabria, impiegando mezzi navali ed un elicottero.


In casa aveva 51 proiettili per pistola, arrestato vibonese
Vibo Valentia, 19 mar. - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno arrestato ad Ascoli Piceno il vibonese F.A., 37 anni. Il giovane da alcuni giorni aveva lasciato le Marche per recarsi a Vibo per far visita alla madre. I carabinieri, nel corso di una perquisizione domiciliare nella sua casa di Ascoli, hanno rinvenuto , in uno scatolone che si trovava su un balcone, 51 proiettili per pistola. Da qui l'arresto del vibonese con l'accusa di detenzione illegale di munizioni.


Due giovani ladri d'auto arrestati dalle fiamme gialle a Crotone
Crotone, 19 mar. - I baschi verdi della Compagnia della Guardia di finanza di Crotone ha arrestato due 18enni per il furto di un'autovettura. I militari stavano eseguendo un posto di controllo in citta' quando hanno notato una Fiat Uno con quattro persone a bordo che alla vista dei finanzieri ha rallentato per poi riprendere repentinamente la marcia, non fermandosi all'alt. I quattro occupanti hanno poi lasciato l'autovettura per fuggire a piedi, in direzioni diverse, sperando di riuscire a far perdere le loro tracce; i finanzieri invece sono riusciti a identificarli. Dai successivi accertamenti e' emerso che M.D.A. e M.S., entrambi 18enni, poco prima avevano rubato l'autovettura ad Isola Capo Rizzuto, riuscendo ad azionare il quadro di accensione grazie ad un pezzo di ferro rinvenuto a bordo. Questo prima di incontrare i due minori, da ritenersi estranei alla condotta criminosa, insieme ai quali si sono poi recati a Crotone. Inoltre M.D.A., conducente del veicolo, era in possesso di 38 semi di cannabis indica. Del furto e' stato avvisato il proprietario del veicolo, il quale ha sporto formale denuncia presso la caserma della Guardia di Finanza di Crotone.


Droga: 44enne arrestato a Coseanza, denunciata la convivente
Cosenza, 19 mar. - I carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno arrestato un uomo di 44 anni, Fedele Pacia, gia' noto alle forze dell'ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, a seguito di una perquisizione nella sua abitazione, e' stato trovato in possesso di 275 grammi di cocaina e di 165 euro in contanti, presunto provento dello spaccio. Sequestrati un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Denunciata, in stato di liberta', la convivente dell'uomo, S.M.C, una romena di 32 anni.


'Ndrangheta: Daffina' (Aterp Vibo), nessun rapporto con boss
Vibo Valentia, 19 mar. - Il commissario straordinario dell'Aterp di Vibo Valentia, Antonino Daffina', gia' vicesindaco di Vibo e di recente passato dall'Udc a Forza Italia, nel corso di una conferenza stampa ha inteso smentire ufficialmente le notizie apparse sul suo conto su alcuni quotidiani nazionali e settimanali che in questi giorni si sono occupati dell'inchiesta del Ros di Catanzaro denominata "Purgatorio", portata avanti dai pm della Dda Giuseppe Borrelli e Simona Rossi. Daffina' ha inteso innanzitutto chiarire di non essere legato da alcun rapporto di comparaggio con il boss di Limbadi, Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta". Affiancato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Enzo Gennaro del foro di Vibo, Daffina' ha "bollato" tale asserzione del Ros come priva di "ogni fondamento e lesiva della sua persona, dell'attivita' professionale di commercialista e dell'immagine della propria famiglia". Il commissario dell'Aterp, che sta valutando l'opportunita' di presentare querele per diffamazione, ha poi chiarito che il suo studio commerciale ha curato del tutto legittimamente 15 anni fa una sola pratica per un'impresa agricola della moglie di Mancuso, definendo "del tutto infondati gli attacchi della stampa nazionale" nei suoi confronti. "Basta gettare ombre - ha concluso Daffina' - sulla mia attivita' politica e professionale in quanto Mancuso alle mie nozze non era neppure fra gli invitati".


Caso "L'Ora della Calabria": indagati stampatore e figlio Gentile
Cosenza, 19 mar. - "Abbiamo avviato l'accertamento di prassi dando avviso alle parti, e abbiamo contattato i legali di Umberto De Rose e Andrea Gentile". Lo dice all'Agi il procuratore di Cosenza, Dario Granieri, confermando che adesso i due risultano formalmente indagati per violenza privata. "Acquisita quella telefonata che ben conoscete, dovevamo anche dare maggiore spazio alla difesa", ha detto il procuratore. La vicenda e' quella della mancata stampa, il 19 febbraio scorso, del quotidiano "L'Ora della Calabria". De Rose, in una telefonata con l'editore, Alfredo Citrigno, chiedeva di eliminare la notizia che Andrea Gentile, figlio del senatore Antonio (NCD), fosse indagato in relazione all'inchiesta su presunti appalti sospetti all'Asp di Cosenza. La telefonata e' stata consegnata, dal direttore del giornale, Luciano Regolo, alla procura. Ed e' anche finita sul web. Ne sono scaturite minacce di reciproche querele tra le parti. La procura ha infine aperto un'inchiesta per verificare se la mancata stampa sia davvero legata alla notizia da non pubblicare o sia, come dice invece il De Rose, imputabile solo ad un casuale guasto delle rotative. La vicenda ha gia' portato il senatore Antonio Gentile a dimettersi da sottosegretario alle infrastrutture.


Agroalimentare: sequestri per mezzo miliardo a mafie nel 2014
Roma, 19 mar. - "Siamo di fronte a una drammatica escalation, con i sequestri che hanno gia' raggiunto nel 2014 il valore di circa mezzo miliardo nell'agricoltura e nell'alimentare". A denunciarlo e' Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, che sottolinea come queste ultime siano diventate "aree prioritarie di investimento dalla criminalita' organizzata che ne comprende la strategicita' in tempo di crisi: perche' del cibo, anche in tempi di difficolta', nessuno potra' fare a meno, ma soprattutto perche' consente di infiltrare in modo capillare la societa' civile e condizionare la via quotidiana delle imprese e delle persone". La tendenza in atto e' destinata a far salire il volume d'affari complessivo della criminalita' organizzata che, secondo il rapporto Agromafie Coldiretti/Eurispes, aveva raggiunto circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perche' "la criminalita' organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. E' peculiarita' del moderno crimine organizzato estendere, con approccio imprenditoriale, il proprio controllo dell'economia invadendo i settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come e' quello agroalimentare". Per questo le mafie - sottolinea la Coldiretti - hanno gia' imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caffe', dello zucchero, dell'acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilita' di capitale e sulla possibilita' di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilita' rispetto all'imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell'estorsione e dell'intimidazione impongono la vendita di determinati marche e prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Alcune stime - precisa la Coldiretti - valutano almeno 5mila locali di ristorazione in Italia (bar, ristoranti, pizzerie) in mano alla criminalita' organizzata, nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come copertura per riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clan rappresentano specifici marchi alimentari, che impongono in tutta la loro zona di influenza. Per raggiungere l'obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell'Unione europea. Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno anche la possibilita' di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l'imprenditoria onesta, "ma - conclude Coldiretti - compromettono in modo gravissimo la qualita' e la sicurezza dei prodotti, con l'effetto indiretto di minare profondamente l'immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio made in Italy".


Sicurezza: arresti nel Reggino, controlli e denunce
Reggio Calabria, 19 mar. - I Carabinieri del comando provinciale di reggio calabria hanno eseguito una serie di controlli a Melito di Porto Salvo, Condofuri e Bova Marina, eseguendo arresti e denunciando alcune persone. I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, unitamente a personale della Compagnia Intervento Operativo del 10* Battaglione Carabinieri Campania, hanno arrestato, in flagranza di reato F.C. fruttivendolo 49enne, per furto aggravato di energia elettrica, poiche' usufruiva di corrente mediante un allaccio abusivo alla rete pubblica. Nella stessa circostanza e per il lo stesso reato, e' stata denunciata P.M., 33enne casalinga. Un uomo, N.C.D. disoccupato 29enne che, in concorso con S.G. 73enne pensionata, ha allestito in una stanza della propria abitazione estiva, una serra dotata di impianto termico ed irriguo per la coltivazione di 10 piante di cannabis indica, e' stato a sua volta arrestato. In nmanette anche C.P. disoccupato 45enne, trovato in possesso di fucile a canna mozza con matricola abrasa e n.58 (cinquantotto) cartucce di vario tipo e calibro illegalmente detenute. Il padre convivente, invece, e' statodenunciato poiche' trovato in possesso di un numero di cartucce superiori a quelle regolarmente denunciate. Nello stesso contesto operativo, sono stati segnalati in stato di liberta', alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, I.S. 48enne ebanista e I.R. 19enne, rispettivamente padre e figlio che, nel corso di una perquisizione domiciliare, sono stati trovati in possesso di 28 grammi ) di marijuana, ed uno di hashish oltre ad una pianta di cannabis indica di medie dimensioni. Sono stati inoltre stati denunciati diversi conducenti in possesso di contratti assicurativi abilmente contraffatti ed altri trovati alla guida senza patente poiche' mai conseguita o sospesa. Inoltre il titolare di un bar e' stato denunciato per aver impiegato un lavoratore in nero.


Mangia funghi avvelenati, insegnante morta nel Vibonese
Vibo Valentia, 19 mar. - Un'insegnante della scuola materna di Ricadi, nel Vibonese, e' deceduta a seguito di un avvelenamento da funghi. Si tratta di M.L., 63 anni, residente a Ricadi sul viale Berto che conduce al faro di Capo Vaticano. Trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale di Vibo Valentia, dopo la diagnosi di epatite acuta la donna e' stata prontamente trasferita con l'elisoccorso all'ospedale Sant'Eugenio di Roma per il trapianto del fegato, ma e' deceduta poco dopo il ricovero nell'ospedale romano. I funghi che hanno provocato il decesso della donna erano stati dalla stessa raccolti in una campagna del promontorio di Capo Vaticano.


Abusivismo demaniale a Crotone, cinque denunce
Crotone, 19 mar. - I titolari di cinque attivita' commerciali, risultate prive della concessione demaniale marittima, sono stati deferiti all'autorita' giudiziaria dai militari della Capitaneria di porto di Crotone. Nel corso della stessa operazione, finalizzata al contrasto dell'abusivismo demaniale nella localita' denominata Spiaggia delle Forche, sono state inoltre irrogate sanzioni per oltre settimila euro ad alcune delle attivita' commerciali ispezionate per l'accertata irregolarita' nella tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti. Nel corso dei controlli, infine, e' emerso che una delle attivita' commerciali, pur risultando in regola con il demanio marittimo, avrebbe parzialmente falsificato la concessione demaniale marittima rilasciata dall'autorita' portuale di Gioia Tauro inserendo nell'oggetto della originaria concessione lo svolgimento di ulteriori attivita' commerciali non previste. Il concessionario e' stato pertanto deferito all'autorita' giudiziaria di Crotone per falso materiale mentre sono state avviate dall'autorita' portuale di Gioia Tauro le procedure amministrative per la decadenza della concessione demaniale marittima.


Distributore carburanti rapinato a Catanzaro
Catanzaro, 19 mar. - Tre persone hanno portato a termine una rapina ai danni di un distributore di carburanti di localita' Fortuna, a Catanzaro. I malviventi sono entrati in azione in mattinata e avrebbero aggredito un dipendente della stazione di servizio, facendosi consegnare l'incasso, pari a poco piu' di duemila euro. I tre sono, quindi, fuggiti a bordo di un'autovettura. Sono in corso accertamenti e le indagini sono condotte dalla polizia di Stato. Sono in corso verifiche anche su un'autovettura ritrovata poco dopo il colpo e che potrebbe essere quella usata dai malviventi per la fuga.


Agroalimentare: Coldiretti, 60% disoccupati lavorerebbe per mafia
Roma, 19 mar. - Sei disoccupati su 10 sarebbero disposti ad accettare un posto di lavoro in un'attivita' dove la criminalita' organizzata ha investito per riciclare il denaro. E' quanto emerge dall'indagine Coldiretti/Ixe' presentata in occasione della nascita in Italia della Fondazione '"Osservatorio sulla criminalita' nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare", promossa dalla Coldiretti con la presidenza del Comitato scientifico del procuratore Giancarlo Caselli. (AGI) - Roma, 19 mar. - "La criminalita' organizzata - sottolinea Coldiretti - trova terreno fertile nel tessuto sociale ed economico indebolito dalla crisi come dimostra il fatto che mafia, camorra, 'ndrangheta possono contare su un esercito potenziale di quasi 2 milioni di persone che, spinti nella marginalita' economica e sociale, si dicono disponibili a lavorare per loro: tra queste ben 230mila persone non avrebbero problemi a commettere consapevolmente azioni illegali pur di avere un'occupazione". L'allentamento della tensione morale nei confronti della malavita provocato dalla crisi tocca la vita di tutti i giorni come conferma il fatto che - sempre secondo la Coldiretti - quasi un italiano su 5 (il 18%) non avrebbe problemi a recarsi in un pizzeria, ristorante, bar o supermercato gestito o legato alla criminalita' organizzata purche' i prezzi siano convenienti (9%), i prodotti siano buoni di ottima qualita' (5%) o addirittura il posto sia comodo e vicino a casa (4%).


'Ndrangheta: 4 ergastoli a Torino per 4 omicidi
Torino, 19 mar. - Quattro ergastoli e una condanna a 30 anni: questa la sentenza emessa oggi a Torino al processo per quattro omicidi legati alla 'ndrangheta, avvenuti nel torinese tra il 1997 e il 1998: quelli di Antonio e Antonino Stefanelli e Franco Mancuso, uccisi in un regolamento di conti durante una faida tra famiglie 'ndranghetiste per il controllo del territorio e del traffico di stupefacenti e di cui non sono mai stati ritrovati i corpi; e di quello dell'odontotecnico Roberto Romeo, ucciso a colpi di pistola in un agguato a Rivalta di Torino nel gennaio 1998. Per quest'ultimo agguato e' stato condannato a 30 anni Antonio Spagnolo. Per i primi tre omicidi e' stato inflitto l'ergastolo a Rosario Marando, Giuseppe Santo Aligi, Gaetano Napoli e Natale Trimboli. Il presunto mandante, Domenico Marando, e' gia' stato condannato a 20 anni di carcere in un procedimento separato. L'accusa era sostenuta dai pm Roberto Sparagna e Monica Abbatecola.


Usura: Nesci (M5S), Bankitalia e governo siano parte civile
Catanzaro, 19 mar. - "Il governo e Banca d'Italia si costituiscano parte civile, a Reggio Calabria, nel procedimento penale n. 8006/12, in cui i funzionari di un'importante banca dovranno rispondere di usura dal prossimo 3 aprile". Lo dice la deputata M5S Dalila Nesci, che aggiunge: "La vittima e' l'imprenditore calabrese Antonino De Masi, gia' colpito da usura bancaria riconosciuta in Cassazione. Lo stesso De Masi ha scritto alle istituzioni europee, al governo italiano, a Bankitalia, alla Regione Calabria, ai Comuni, a Confindustria e alle organizzazioni sindacali chiedendo la loro costituzione di parte civile". La parlamentare Cinque Stelle spiega: "Purtroppo, l'usura e altri gravi crimini bancari stanno diventando una costante, con la conseguenza che gran parte dei fondi europei destinati allo sviluppo finiscono per diversi motivi nelle casse delle banche, responsabili dell'alterazione dell'economia e del mercato, della crisi del sistema e delle difficolta' del popolo". Secondo la deputata "soltanto il Movimento Cinque Stelle ha chiesto in parlamento una commissione d'inchiesta sui crimini bancari, l'immediato risarcimento delle vittime, la revoca delle licenze bancarie in caso di usura e altri reati e la riorganizzazione della vigilanza, che non puo' restare alla Banca d'Italia, di proprieta' delle grandi banche". Nesci conclude affermando : "Adesso Renzi puo' scegliere se colpire o meno le banche: se dare un segnale di vicinanza reale all'impresa che produce, da' lavoro e paga le tasse o se stare dalla parte del potere. Questa e' una buona occasione. Aspettiamo che il governo decida se costituirsi parte civile in questo processo per usura bancaria e aspettiamo che Banca d'Italia faccia la sua scelta".


Rifiuti: controlli Cfs in strutture veterinarie Reggio
Catanzaro, 19 mar. - Sanzioni amministrative per un totale di circa 6.000 euro sono state comminate nel corso di controlli in materia di smaltimento dei rifiuti nel settore veterinario dagli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabriain strutture ambulatoriali, cliniche e studi veterinari. L'attenzione degli agenti si e' incentrata sul controllo della tenuta dei registri di carico e scarico, nonche' dei formulari identificativi dei rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare danni all'ambiente ed alla salute umana. Delle ventiquattro strutture controllate, tutte sono risultate aver correttamente adempiuto agli obblighi di legge in merito al corretto smaltimento dei rifiuti sanitari prodotti, avendo da tempo sottoscritto specifici rapporti contrattuali con ditte specializzate nel settore. Solo in cinque di queste sono state riscontrate diverse irregolarita' riguardante la corretta tenuta della documentazione prevista dalla legislazione vigente in materia dei rifiuti, che ha portato il personale operante ad elevare sanzioni amministrative per un totale di 5.680 euro Durante lo svolgimento dell'operazione, gli agenti del Corpo forestale dello Stato - si fa rilevare da parte degli inquirenti - hanno riscontrato una fattiva e proficua collaborazione dei titolari delle strutture oggetto del controllo, non evidenziando problematiche particolarmente significative. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni in tutto il territorio provinciale.


Continuano ricerche pastore scomparso, venerdi' fiaccolata
Cosenza, 19 mar. - Nonostante gli sforzi profusi dalle forze dell'ordine e da tanti volontari, ancora nessuna notizia di Carmine Di Santo, 34 anni, il pastore scomparso dalla sua abitazione di Fiumefreddo Bruzio (CS) la mattina del 9 marzo scorso. La popolazione del suo paese ha organizzato, per venerdi' 21 marzo, alle ore 21, un momento di preghiera a lui dedicato e una fiaccolata, che partira' dalla Chiesa Madre di Fiumefreddo.


Tenta suicidio lanciandosi da ponte a Cosenza, salvata da VVff
Cosenza, 19 mar. - Una donna di 72 anni ha tentato il suicidio, lanciandosi nel vuoto dal ponte di San Francesco, a Cosenza. La donna e' stata notata da un passante, tra i tanti che si trovano sul luogo per la fiera di San Giuseppe. La donna si agitava nelle acque, in quel punto poco profonde, del fiume Crati. I vigili del fuoco l'hanno poi tirata su. E' adesso ricoverata nell'ospedale civile dell'Annunziata, ma le sue condizioni non sono giudicate gravi. Ignoti i motivi del gesto.


Distributore carburanti rapinato a Catanzaro
Catanzaro, 19 mar. - Tre persone hanno portato a termine una rapina ai danni di un distributore di carburanti di localita' Fortuna, a Catanzaro. I malviventi sono entrati in azione in mattinata e avrebbero aggredito un dipendente della stazione di servizio, facendosi consegnare l'incasso, pari a poco piu' di duemila euro. I tre sono, quindi, fuggiti a bordo di un'autovettura. Sono in corso accertamenti e le indagini sono condotte dalla polizia di Stato. Sono in corso verifiche anche su un'autovettura ritrovata poco dopo il colpo e che potrebbe essere quella usata dai malviventi per la fuga.


Truffe: scoperto falso invalido nel reggino, indagati 9 medici
Reggio Calabria, 19 mar. - Risultava invalido al 100% e percepiva anche la pensione, ma conduceva una vita normale ed era autosufficiente. Ora deve risponedre di truffa, mentre otto medici, delle commissioni dell'Inps di Reggio Calabria e dell'Asp competente dovranno difendersi dall'accusa di abuso d'ufficio insieme al medico condotto del protagonista. I militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Palmi, stamane, hanno eseguito provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale della citta' calabrese nei confronti del falso invalido chiamato a rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le Fiamme Gialle avrebbero scoperto, mediante appostamenti, immagini video ed accertamenti che l'uomo non era affetto dal grave disturbo certificato tanto che usciva di casa da solo e si recava, alla guida della propria autovettura, nel terreno agricolo di proprieta' per occuparsi delle coltivazioni. L'indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto della Procura di Palmi Emanuele Crescenti, ha condotto gli inquirenti a richiedere la sospensione dell'indennita' di accompagnamento indebitamente percepita, nonche' la revoca di quelle gia' ricevute. L'ammontare di quanto illecitamente intascato dall'uomo, ovvero un' indennita' di accompagnamento di circa 500 euro al mese, ammonta a un totale di 25 mila euro. Su provvedimento del GIP del Tribunale di Palmi i militari hanno provveduto al sequestro di fondi di investimento, alla sospensione dell'indennita' pagata e all' esecuzione della misura cautelare applicata nei confronti dell'uomoo, obbligato alla presentazione periodica agli uffici di PG in attesa del processo. I medici delle commissioni dell'Inps di Reggio Calabria e dell'ASP di Palmi, oltre al medico condotto del falso invalido, sono stati denunciati. Avevano tutti attestato la sussistenza dei requisiti invalidanti. Il Gip si e' riservato di emettere provvedimenti nei loro confronti dopo gli interrogatori disposti nei loro confronti che si terranno nei prossimi giorni.


'Ndrangheta: porocesso "Nasty", Pm chiede tre condanne
Vibo Valentia, 19 mar. - Il pm Pierpaolo Bruni, sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, ha chiesto al Tribunale collegiale di Vibo Valentia condanne complessive per 20 anni di reclusione nei confronti di tre imputati vibonesi coinvolti nell'operazione antimafia "Nasty Embassy" scattata il 18 novembre 2011. Nove anni di reclusione e 1.500 euro di multa sono stati chiesti per Andrea Mantella, 40 anni, di Vibo Valentia, ritenuto fra i principali esponenti della 'ndrangheta vibonese; 8 anni e mille euro di multa e' invece la richiesta per Salvatore Morelli, 31 anni, anche lui di Vibo Valentia; 3 anni e' infine la richiesta per Vincenzo Mantella, 28 anni, cugino di Andrea.  Estorsioni aggravate dal metodo mafioso ed un caso di violenza privata con la medesima aggravante le accuse per le quali e' stata chiesta la condanna. Vittima delle "attenzioni" del gruppo sarebbe stato il rivenditore di autoveicoli, con attivita' imprenditoriale a Vibo, Domenico Russo, il quale, per timore di ritorsioni, avrebbe rinunciato a diversi crediti vantati nei confronti degli indagati dopo la vendita di alcune autovetture di grossa cilindrata. L'imprenditore sarebbe stato anche costretto a recarsi nel 2010 nella clinica "Villa Verde" di Donnici (Cs) per far visita ad Andrea Mantella che li' si trovava agli arresti domiciliari. Nell'occasione l'imprenditore, pur taglieggiato, si sarebbe presentato al cospetto di Mantella con dolci e pasticcini.


Mafie: Comune Crotone aderisce a giornata in ricordo vittime
Crotone, 19 mar. - Il Comune di Crotone aderisce alla XIX edizione della Giornata della Memoria in ricordo delle vittime di mafia promossa da Libera che si terra' a Latina il prossimo 22 marzo. "La citta' - spiega un comunicato - sara' presente con il suo Gonfalone ed il Comune con una delegazione che si unira' ai cittadini che parteciperanno grazie all'organizzazione curata dal Comitato Provinciale di Libera Crotone". "Anche il nostro territorio - dichiara il sindaco Peppino Vallone - ha pianto tante vittime innocenti. Essere presenti e' un dovere. In particolare vogliamo essere vicini a Francesca e Giovanni Gabriele che saranno a Latina per ricordare il loro e nostro Dodo', strappato alla vita da mani assassine. Francesca e Giovanni sono un esempio per tutti noi e la comunita' cittadina vuole testimoniargli, ancora una volta, vicinanza e solidarieta'".   "Abbiamo aderito con grande convinzione - dichiara l'assessore alla Cultura, Antonella Giungata - all'invito che ci e' pervenuto dal referente provinciale di Libera Crotone. La citta' di Crotone sara' presente alla manifestazione per ribadire che non vogliamo dimenticare le troppe vittime delle mafie e che la legalita' e' un valore assoluto ed irrinunciabile".


Tentavano di danneggiare scuola, 2 arresti a Reggio
Reggio Calabria, 19 mar. - Due uomini, un italiano e un cittadino straniero, sono stati arrestati questa notte dalla Squadra Volante di Reggio Calabria mentre danneggiavano l'istituto comprensivo "Carducci-Da Feltre", composto da una scuola elementare e una scuola media che affacciano su piazzetta Unicef, nel quartiere di Tremulini. La stessa piazza, e le due scuole, erano gia' state oggetto nei mesi passati di una serie di atti vandalici, culminati con la distruzione, attarverso bombe carta, delle giostrine dei bambini ubicante nella piazzetta. Questa notte, intorno alle ore 3, la Volante ha sorpreso i due mentre stavano tentando di incendiare 14 tapparelle della scuola Da Feltre, dopo che avevano incendiato i cassonetti della spazzatura.


Immigrati: nuovo sbarco a Reggio Calabria, circa 40 a bordo
Reggio Calabria, 19 mar. - Circa 40 migranti sono sbarcati un'ora fa al porto di Reggio Calabria, a bordo di una barca a vela scortata dalla Guardia di Finanza, provenienti dalla Turchia. Tra i migranti ci sono anche donne e bambini, tutti in buone condizioni di salute.


Ladre di abbigliamento sorprese dai Cc, 3 arresti e 1 denuncia

Laura Passalacqua Marianna Ranieri   Alessandra Voci

Lamezia Terme (Catanzaro), 17 mar. - Avevano trafugato capi di abbigliamento per un valore di 500 euro, ma sono state bloccate ed arrestate. E' accaduto a Lamezia Terme, dove i carabinieri della stazione di Pianopoli e dell'Aliquota radiomobile hanno tratto in arresto tre donne di Catanzaro e denunciato un giovane. Il gruppo aveva rubato alcuni capi all'interno di un noto esercizio commerciale di Feroleto Antico, lall'interno del parco commerciale Green Shopping. E' stato il personale dell'esercizio a chiedere l'intervento dei carabinieri che hanno sorpreso in flagranza di reato Laura Passalacqua, 26 anni, sorvegliata speciale di pubblica sicurezza, Marianna Ranieri, 25, avvisata orale, Alessandra Voci, 24, anch'ella avvisata orale, e denunciato in stato di liberta' C.C., 18 anni. I militari dell'Arma hanno appurato che le donne dividendosi in due coppie per non destare sospetto, dopo essersi introdotti all'interno del negozio, avevano strappato le placche antitaccheggio cercando di asportare goffamente numerosi capi di abbigliamento per un valore intorno ai 500 euro. Appena usciti dal negozio sono stati bloccati dai militari, grazie anche all'ausilio degli impiegati. Due delle quattro persone hanno cercato, approfittando dei momenti concitati, di disfarsi di parte del "bottino", ritrovato poi successivamente nelle aiuole limitrofe. Le tre donne sono state poste agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima a seguito del quale e' stato convalidato l'arresto. Al termine delle attivita' tutta la merce sottratta e' stata restituita al legittimo proprietario.


Telefona ai carabinieri e annuncia suicidio, salvato a Lamezia
Lamezia Terme (Catanzaro), 15 mar. - I Carabinieri nel corso della scorsa notte hanno tratto in salvo un giovane, S.M., 19 anni, impedendo allo stesso di commettere il gesto estremo di togliersi la vita. Il tutto e' accaduto nella zona di Sambiase, esattamente nei pressi del ponte "Cantagalli" quando nel cuore della notte un ragazzo ha chiamato il 112 della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme dichiarando all'operatore in turno l'intenzione di togliersi la vita lanciandosi dal pontee. L'operatore della centrale operativa, compreso l'immediato pericolo ha immediatamente cercato un approccio amichevole col ragazzo, provando a interloquire con lo stesso e cercando di conquistarne la fiducia, facendosi sentire non un estraneo ma un uomo vicino ai suoi problemi personali. Nel frattempo pero', l'operatore nel mentre cercava di temporeggiare, riusciva senza farsi capire dal ragazzo, a contattare via sms l'autoradio in turno dell'aliquota radiomobile capeggiata dal comandante del nucleo operativo che attivata e compreso l'immediato pericolo, dalla zona di Nicastro immediatamente giungeva sul ponte Cantagalli e i militari avvicinatisi di nascosto al ragazzo ancora al telefono, riuscivano a bloccarlo e a trarlo in salvo accompagnandolo successivamente al locale pronto soccorso per le cure del caso. Dopo una prima ricostruzione dei fatti, si e' avuto modo di constatare come il ragazzo prima di recarsi sul ponte avesse lasciato un bigliettino di addio a casa della nonna e come i motivi del tentativo di suicidarsi fossero riconducibili ad un suo stato interiore poco sereno e turbato.


Droga: giovane arrestato dai carabinieri a Badolato
Soverato, 15 mar. - E' stato fermato ad un posto di controllo dei carabinieri e, quando ha capito che sarebbe stato sottoposto a perquisizione, ha provato a disfarsi di due dosi di marijuana. Un gesto notato dai carabinieri che hanno provveduto ad arrestare il giovane, decidendo anche di proseguire con una perquisizione domiciliare. In manette e' finito L.R., 23 anni, di Badolato. Sono stati i militari dell'Arma di Badolato a fermare il giovane. Dopo la scoperta delle prime due dosi, si e' proceduto con una perquisizione domiciliare con l'ausilio di unita' cinofile del Nucleo carabinieri cinofili del Goc di Vibo Valentia, ed e' qui che sono stati rinvenuti altri due involucri con sostanza stupefacente, di cui uno all'interno di un portafogli dove c'era del denaro ritenuto provento dell'attivita' di spaccio. La sostanza stupefacente (circa 7 grammi in totale), insieme al denaro contante, e' stata sottoposta a sequestro penale. Il giudice del tribunale di Catanzaro ha convalidato l'arresto e ha disposto per il giovane l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


Rifiuti: emergenza a Cosenza, il sindaco in tuta da spazzino
Cosenza, 15 mar. - Con tanto di tuta gialla e armato di ramazza, mascherina e guanti, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, stamattina, a partire dalle prime luci dell'alba, ha accompagnato una squadra della ditta Ecologia Oggi e ha partecipato alla raccolta dei tanti cumuli di immondizia che ci sono in citta'. "Ho voluto essere vicino agli operai che sono per strada, e sono 150, e che stanno ripulendo la citta' - ha detto Occhiuto - e ricordo che, per quanto riguarda il Comune, stiamo facendo tutto il possibile. Ma ricordo anche che c'e' un riparto delle competenze, ed e' la Regione che deve indicare i siti di smaltimento. Siccome nessuno vuole, giustamente, le discariche, e' importante che si faccia, sempre meglio, la raccolta differenziata. Noi siamo gia' al 42% ed aspiriamo ad un obiettivo del 70-80%, perche' non vogliamo che ci siano piu' emergenze di questo tipo", ha detto Occhiuto. Curiosita' e sorpresa tra i cittadini che lo hanno visto all'opera con la divisa gialla.


Rai e Michele Santoro condannati, "diffamarono Pittelli"
Catanzaro, 15 mar. -  La Rai e il giornalista Michele Santoro sono stati condannati al pagamento dei danni nei confronti dell'avvocato Giancarlo Pittelli, ex senatore della Repubblica, rispetto al contenuto della trasmissione "Annozero"  andata in onda in 18 dicembre 2008. La sentenza di condanna, che ha accolto parzialmente le tesi dei legali di Pittelli, è stata pronunciata dal tribunale civile di Roma, prima sezione. L'istanza di Pittelli riguarda la messa in onda della trasmissione che ruotava intorno alle inchieste "Why not" e "Poseidone", che all'epoca dei fatti avevano portato allo scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro, con le indagini che allora erano coordinate dal pm Luigi De Magistris, prima dell'avocazione. In quella trasmissione, secondo l'allora senatore della Repubblica coinvolto nelle indagini, ci sarebbero state ricostruzioni che ne avrebbero danneggiato l'immagine. Per questo Pittelli aveva chiesto un risarcimento danni pari a 2 milioni di euro. La sentenza ha, invece, riconosciuto parte dei danni, per un valore di 30mila euro, mentre è stato prosciolto il giornalista Alessandro Ruotolo.


Evade dai "domiciliari", arrestato a Crotone
Crotone, 15 mar. - Nella mattinata di oggi, a Crotone, i carabinieri, nel corso di un servizio di pattuglia, hanno arrestato per evasione Gaetano Reale, crotonese 37enne disoccupato. In particolare, il 37enne era trattenuto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Crotone, per essere stato arrestato qualche mese fa poiche' trovato in possesso di un ingente quantitativo di Marijuana a bordo della propria autovettura. I militari nel corso di un controllo hanno verificato l'assenza del Reale dalla propria abitazione, nel popolare quartiere dei "Trecento Alloggi" e si sono messi sulle sue tracce. Il 37enne e' stato rintracciato lungo la via XXV Aprile mentre tornava verso la propria abitazione, pertanto i militari, dopo gli accertamenti di rito, lo hanno dichiarato in arresto per evasione. L'arrestato, alla sua seconda evasione, e' stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata di lunedi'.


Droga e munizioni in casa, giovane arrestato a Briatico
Vibo Valentia, 15 mar. - I carabinieri della stazione di Briatico, nel Vibonese, hanno arrestato per detenzione di sostanza stupefacente e munizioni un giovane di 23 anni di Vibo Marina, gia' noto alle forze dell'ordine. Si tratta di Marco Bellocchio nella cui abitazione i militari dell'Arma hanno rinvenuto stamane, all'interno di un ripostiglio debitamente occultati all'interno di uno scatolo, 170 grammi di marijuana e materiale utile per il confezionamento dello stupefacente. Sempre nel ripostiglio sono state poi rinvenute dieci munizioni calibro 7,65 detenute illegalmente. Sia lo stupefacente che le munizioni sono state posto sotto sequestro. Il giovane, condotto in caserma, ha ammesso le proprie responsabilita'. In attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, il 23enne e' stato posto agli arresti domiciliari.


Sacerdote ucciso: monsignor Galantino, un martire della carita'
Cosenza, 15 mar. - Sono rimasti in molti, sotto la pioggia, per assistere ai funerali di don Lazzaro Longobardi, il sacerdote ucciso a Sibari a colpi di spranga. La sua salma sara' tumulata, per volonta' dei parenti, nel cimitero di Castellammare di Stabia. Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano Ionio, lo ha ricordato come "martire della carita'". Il suo esempio, ha detto, non deve essere sepolto con lui. "Mi sembra che come cristiani abbiamo la responsabilita' di non lasciar passare nulla invano, nella nostra vita", ha detto Mons. Galantino. "La parola di Dio e' fatta anche di eventi, anche questi eventi duri da capire - ha detto il Vescovo - e la nostra risposta puo' solo maturare con un impegno maggiore, con una Chiesa che, a partire dal sangue di Padre Lazzaro, qui si dia piu' da fare". Galantino ha anche invitato a non accostare la morte di Padre Lazzaro all'altro episodio che ha caratterizzato Cassano nelle ultime settimane, ovvero l'uccisione del piccolo Coco'. "Sono due cose del tutto diverse", ha detto il Vescovo, che ha anche invitato a non prendersela con gli immigrati. Mons. Galantino ha chiesto infine a tutti di evitare applausi all'uscita del feretro. La gente ha accolto l'invito e ha partecipato con silenzio all'ultima fase delle esequie. "E' significativa la qualita' della partecipazione della gente, che non ha ceduto a nulla di esteriore e scenografico - ha detto ancora Galantino - perche' in alcuni momenti basta solo quello che ci si porta dentro".


'Ndrangheta: la Regione commemora tutte le vittime
Reggio Calabria, 15 mar. - Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime della 'ndrangheta. Venerdi' 21 marzo alle ore 11.00 nell'Aula "Giuditta Levato" di Palazzo Campanella, la Commissione contro la 'ndrangheta, presieduta dal consigliere regionale Salvatore Magaro', riunita in seduta solenne, alla presenza delle autorita' civili, militari e religiose, commemorera' tutte le vittime della mafia. Portera' la sua testimonianza la dott.ssa Caterina Chinnici, Capo Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia e figlia del giudice Rocco Chinnici, autentico apripista e innovatore nelle strategie per fronteggiare la mafia, trucidato il 29 luglio del 1983 a Palermo. Sara' un'ampia riflessione sulle tante atrocita' che hanno segnato una difficile stagione vissuta dal Paese. Il fenomeno mafioso, che aveva gia' raggiunto livelli di pericolosita' elevatissima, ha dato ulteriori prove di potenza e di vitalita', mettendo a segno attentati in cui caddero vittime anche magistrati come Giovanni Falcone, Giuseppe Di Lello, Paolo Borsellino. La lettura dei nomi dei caduti per mano mafiosa avra' un sottofondo musicale eseguito con l'arpa da Cristina Priolo, allieva del Conservatorio di musica "Francesco Cilea" di Reggio Calabria, diretto dal Maestro Francesco Barilla'. "L'iniziativa del 21 rappresenta un omaggio doveroso a quanti - ha detto Salvatore Magaro' - si sono spesi con impegno, dedizione ed abnegazione -anche a costo della propria stessa vita - per la nobile causa della giustizia e per edificare un futuro migliore su basi di liberta', solidarieta' e condivisione. Oggi piu' che mai - ha concluso - si avverte il bisogno di testimonianze vere e credibili da cui solo puo' germogliare quel cambiamento nella realta' e nelle coscienze che tutti si attendono".


Inaugurato a Catanzaro l'anno giudiziario tributario
Catanzaro, 15 mar. - Si e' svolta questa mattina a Catanzaro, nell'aula magna del palazzo di giustizia, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario tributario, con la relazione del presidente Massimo Vecchio. Nella sua analisi, Vecchio ha sottolineato che la Commissione e' in attesa della nomina del magistrato presidente titolare, dopo la conclusione dell'attivita' del presidente Gianfranco Migliaccio, per 15 anni alla guida della Commissione, per raggiunti limiti d'eta'. Tra le note positive, Vecchio ha evidenziato nella relazione il potenziamento dell'organico dei magistrati, con l'immissione in servizio per la Commissione regionale e per quelle provinciali di 82 magistrati. Il problema concreto rimane, invece, cosi' come ha detto il presidente, per il personale di segreteria. Al punto che il direttore della segreteria, ha riportato Vecchio, aveva sollecitato "l'eventuale riduzione dell'attivita' giudiziaria". Una pecca non di poco conto, dunque, a cui si aggiunge anche quella di un sistema informatico assolutamente inadeguato, al punto che ancora si utilizzano i registri cartacei per le attivita'. Per quanto riguarda il lavoro portato avanti, sono 88.694 i ricorsi pendenti al 30 giugno 2013. Il dato disaggregato vede 14.829 giudizi pendenti per la Commissione regionale e 73.865 per quelle provinciali. Di questi, il 14 per cento riguardano Catanzaro, il 50 per cento Cosenza, il 6 per cento Crotone, il 26 per cento Reggio Calabria e il 4 per cento Vibo Valentia.


Cisl: manifestazione con Bonanni martedi' a Catanzaro
Catanzaro, 15 mar. - Il prossimo martedi' 18 marzo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni sara' a Catanzaro dove partecipera' ad una manifestazione della Cisl calabrese sui temi della "Crescita e lavoro - democrazia e rappresentanza". La manifestazione, a cui parteciperanno lavoratori, pensionati, quadri, delegati, Rsu, Rsa di tutta la Calabria, intende rilanciare i temi della crescita e del lavoro in una Regione come la nostra in cui tutti gli indicatori economico-sociali volgono al peggio. Per questi motivi la Cisl sta sollecitando da tempo il varo di un piano straordinario per il lavoro e l'occupazione nella nostra regione che metta al centro alcune priorita': nuova occupazione, stabilizzazione del precariato, lotta al lavoro nero e sommerso, ricollocazione produttiva dei lavoratori negli ammortizzatori sociali in deroga. In questa direzione la Cisl, a tutti i livelli, chiede al governo di stanziare le risorse per la parte mancante del 2013 e per tutto il 2014. La straordinarieta' della fase che stiamo vivendo, con intere fasce di popolazione (giovani, disoccupati, precari, anziani, non autosufficienti) risucchiate nell'area del disagio e della poverta', impone altresi' la predisposizione di un nuovo piano sociale che punti ad innalzare concretamente i livelli di inclusione e cittadinanza con l'obiettivo di garantire adeguati e dignitosi livelli di welfare per le nostre comunita'. I lavori saranno dedicati inoltre alla discussione del testo unico sulla rappresentanza sottoscritto il 10 gennaio 2014 da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria. Per la Cisl si tratta di una "svolta epocale che cambia decisamente il volto delle relazioni industriali nel nostro Paese, per un sistema partecipato, moderno e ben governato, utile a favorire la buona economia, con conseguenze positive sugli investimenti e sulla nuova occupazione, anche per la nostra regione".


Capitaneria porto sequestra 120kg novellame a S.Leonardo di Cutro
Crotone, 15 mar. - La scorsa notte, con un'operazione coordinata su piu' punti che ha visto l'impiego dei militari della Capitaneria di porto di Crotone e dell'Ufficio locale marittimo di Catanzaro Marina, e' stata condotta una attivita' di controllo tra la localita' San Leonardo di Cutro e Copanello di Staletti', al fine di prevenire e reprimere il fenomeno della pesca illegale del novellame di sarda (il cosiddetto bianchetto). Tale attivita' ha condotto al secondo sequestro in due giorni di 120 kg circa di novellame di sarda, stipato in 16 cassette di polistirolo rinvenute in spiaggia in localita' San Leonardo di Cutro. Solo nell'ultimo mese il totale di novellame di sarda sequestrato ha gia' superato i 300 kg. I controlli si sono svolti altresi' mediante posti di blocco al fine di vigilare anche sul fenomeno del trasporto di prodotto ittico illegale su strada. I militari, dopo aver comunicato alla competente autorita' giudiziaria il sequestro del prodotto ittico effettuato, hanno richiesto l'intervento del personale dell' "ASP di Crotone - Servizio Veterinario" - che ne ha certificato la destinabilita' al consumo umano. Il prodotto ittico e' stato pertanto devoluto in beneficienza ad un istituto caritatevole della citta' di Crotone.


Furto in un negozio di abbigliamento, convalidato fermo a Siderno
Siderno (Reggio Calabria), 15 mar. - Il gip di Locri ha convalidato il fermo eseguito dalla polizia di Siderno nei confronti di G.M., il giovane 26enne incensurato di Siderno accusato di essere l'autore del furto avvenuto nelle prime ore dello scorso 7 gennaio presso il negozio di abbigliamento "Artigli", all'interno del centro commerciale "La Gru". Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso i movimenti di un giovane col volto travisato che, approfittando della presenza del personale delle pulizie, e' entrato nel centro commerciale, e poi nel negozio, per poi uscire dirigendosi verso i parcheggi esterni. E' di 15 mila e 800 euro la somma di denaro trafugata dalla cassaforte del negozio, forzata. Le indagini hanno condotto i poliziotti da G.M., rinvenendo abiti compatibili con quelli del "visitatore" e una somma di denaro in contanti, il cui possesso G.M. non e' riuscito giustificarne validamente. Il fermo era stato adottato per scongiurare il pericolo di fuga, atteso che secondo le indagini il giovane era in procinto di recarssi all'estero. Il gip, nel convalidare il fermo, ha disposto gli arresti domiciliari.


Rifiuti: sequestrata discarica a cielo aperto a San Lucido
San Lucido (Cosenza), 15 mar. - Materiale di risulta edile, pietrame, calcinacci, pezzi di asfalto, mattoni, tegole, rottami ferrosi e plastica. C'e' davvero di tutto nella discarica a cielo aperto scoperta dal personale dell'Ufficio circondariale marittimo di Cetraro, alla guida del comandante Andrea Chirizzi, in localita' Miccisi del Comune di San Lucido, nel Cosentino. Un'area di 150 metri quadri a breve distanza dal mare era difatti ricoperta di rifiuti smaltiti illecitamente, molti dei quali anche pericolosi per l'ambiente e la salute. Il tratto di litorale sommerso dai rifiuti, ovviamente posto sotto sequestro, e' stato opportunamente delimitato e segnalato in modo da evitare l'accesso di gente al suo interno. Anche in questo caso, cosi' come accaduto alcuni giorni fa con il ritrovamento dell'eternit a Longobardi, si attende l'urgente bonifica, a cura dell'Amministrazione Comunale, di quella porzione di territorio.


Droga: coltivava cannabis, arrestato 37enne nel Reggino
Scilla (Reggio Calabria), 15 mar. - Un uomo di 37 anni, Giuseppe Legato, e' stato arrestato in localita' Solano di Scilla, in provincia di Reggio Calabria, dai carabinieri della compagnia di Villa San Giovanni, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria per coltivazione a fini di spaccio di ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cannabis indica. I militari hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza sul conto dell'uomo, circa il suo concorso nella commissione dei fatti che, l'11 settembre scorso, avevano portato all'arresto di suo padre. All'epoca i carabinieri rinvennero sul terreno di proprieta' dell'uomo, una piantagione di oltre 400 piante di cannabis indica, alte 2,5 mt., e 21,5 kg di sostanza essiccata e pronta per essere ceduta, occultata all'interno di un casolare. Nel corso della perquisizione nell'abitazione dell'odierno arrestato, i militari dell'Arma hanno rinvenuto anche 99 cartucce per fucile calibro 12, caricate a palla e pallettoni, 270 gr. di polvere da sparo e 3 sciabole, tutte illegalmente detenute. Inoltre Legato dovra' rispondere anche di furto aggravato, per un allaccio abusivo alla rete elettrica.


Sicurezza: controlli dei carabinieri nel Catanzarese, 4 denunce
Sellia Marina (Catanzaro), 15 mar. - Quattro persone sono state denunciate dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina che hanno messo in atto, nella serata di venerdi', un controllo straordinario del territorio che si e' sviluppato dalle 18 alle 24 con l'impiego di diverse pattuglie che hanno controllato tutto il territorio di competenza. Per quanto riguarda le denunce, a Simeri Crichi e' stato deferito un uomo di 33 anni, R.G. per porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Nel corso della perquisizione veicolare, l'uomo e' stato trovato in possesso di un coltello di genere vietato che e' stato posto sotto sequestro. Analogo provvedimento e' scattato nei confronti di un cittadino di Cropani, P.G., 64 anni, fermato a Sellia Marina e trovato in possesso di due coltelli di genere vietato. La terza denuncia, sempre per porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, ha riguardato un ragazzo nativo di Catanzaro, L.A., 19 anni, fermato sulla strada statale 106, nel territorio di Belcastro, e trovato con un coltello di genere vietato nell'automobile. Nel corso degli stessi controlli, un uomo di Petilia Policastro (Crotone), M.F., 64 anni, e' stato denunciato dai carabinieri di Belcastro, lungo la strada statale 106, dopo essere stato sorpreso alla guida della propria autovettura con i documenti assicurativi contraffatti; l'autovettura e' stata posta sotto sequestro. Infine, una persona e' stata segnalata all'autorita' amministrativa per detenzione per uso personale di stupefacenti, essendo stato trovato in possesso di 2,5 grammi di marijuana.


Criminalita':maneggio cavalli deposito e laboratorio armi,arresti
Terranova Sappo Minulio (Reggio Calabria), 15 mar. - Un laboratorio clandestino per la modifica e la riparazione di armi e' stato rinvenuto stamani dalla polizia a Terranova Sappo Minulio, in provincia di Reggio Calabria, all'interno di un capannone in un maneggio per cavalli; due cittadini rumeni sono stati arrestati in flagranza. Gli agenti del commissariato di Gioia Tauro, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, coadiuvati dal personale del commissariato di Taurianova e da equipaggi di rinforzo del Reparto prevenzione crimine di Siderno, hanno fatto irruzione all'interno di un capannone in Contrada Castello, presso un maneggio di cavalli. All'interno del capannone, dove sono stati sorpresi i due rumeni, entrambi operai incensurati, e' stato rinvenuto un vero e proprio laboratorio predisposto alla modifica, riparazione di armi ed alla fabbricazione di parti di esse, quali, canne, caricatori, silenziatori ed altro, per mezzo di sofisticate attrezzature per la lavorazione dei metalli nella fattispecie di due torni, un trapano a colonna ed altro. Inoltre, nel corso della perquisizione, sono stati rinvenuti un fucile calibro 12 monocanna ad avancarica, una pistola calibro 38 tipo revolver, nonche' innumerevoli parti di armi quali: canne, molle di recupero, caricatori, cani e percussori, materiale per il caricamento di munizioni ed altro, posti sotto sequestro. Il capannone e' stato sequestrato, mentre i due rumeni sono stati condotti alla casa circondariale di Palmi.


'ndrangheta:polizia sequestra beni alla cosca Gallico per 7 mln
Reggio Calabria, 15 mar. - La Polizia della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria ha eseguito questa mattina provvedimenti di sequestro beni emessi dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di due persone accusate di essere contigue alla cosca di 'ndrangheta "Gallico", operante sul territorio di Palmi e con ramificazioni nel nord Italia. I provvedimenti di sequestro colpiscono beni immobili, mobili e societa' aventi sede nelle province di Reggio Calabria e Como, nonche' polizze assicurative e conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa sette milioni di euro.


Lamezia: sorvegliato speciale arrestato  perche' guidava la macchina senza patente

Lamezia Terme, 14 mar. - Nel corso di una normale pattuglia automontata volta al controllo del territorio nonché alla prevenzione e repressione dei reati predatori, i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Lamezia Terme hanno proceduto all’arresto di Federico Bevilacqua, classe 86, noto pregiudicato del posto, colpevole di aver violato gli obblighi inerenti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. poiché trovato alla guida di un autovettura sprovvisto della prevista patente di guida. In particolare i militari, nel percorrere la Via Marconi di questo centro, venivano immediatamente colpiti da una improvvisa inversione compiuta da una Lancia Y di colore blu che repentinamente trovava parcheggio all’interno del distributore di carburanti Q8 nei pressi della zona dedicata al lavaggio. Raggiunta l’autovettura i militari constatavano come il conducente, sceso dalla vettura, stesse cercando di nascondersi tentando si eludere il controllo. Raggiunto, riconosciuto ed identificato il soggetto i Carabinieri avevano modo di accertare come lo stesso Bevilacqua, già conosciuto per i suoi precedenti, fosse in atto sottoposto alla Sorveglianza Speciale di pubblica sicurezza  e fosse sprovvisto della patente poiché mai conseguita. Per tali ragioni i militari hanno proceduto a dichiarare lo stesso in stato di arresto facendolo permanere così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, presso le camere di sicurezza di questo Comando Compagnia, in attesa del rito della direttissima a seguito della quale è stato convalidato l’arresto.


Scontro fra treni: violano sigilli vagoni, denunciate 2 persone
Gimigliano (Catanzaro), 14 mar. - Due persone sono state denunciate dai Carabinieri di Gimigliano (Catanzaro) per violazione dei sigilli. I due sono stati sorpresi dai Carabinieri della locale stazione dopo avere scavalcato la recinzione dell'area posta a sequestro per l'incidente ferroviario avvenuto nei giorni scorsi nei pressi di Catanzaro, dove sono rimaste ferite alcune persone a causa dello scontro tra due convogli delle Ferrovie della Calabria. I militari dell'Arma, che avevano notato movimenti sospetti e si erano appostati in zona, hanno sorpreso e denunciato C.G., 43 anni, di Catanzaro e C.T., 19 anni, di Gimigliano. Uno dei due e' stato sorpreso dentro un vagone di uno dei treni coinvolti nell'incidente, l'altro, invece, fungeva da palo. Sono in corso ulteriori indagini per capire cosa volessero fare i due. La tratta dove e' avvenuto l'impatto e i due convogli sono ancora sotto sequestro, in attesa che vengano ultimate le perizie necessarie per stabilire la causa dello scontro. Per questo la zona e' costantemente monitorata dai Carabinieri.


Aggredisce prostituta, un arresto a Crotone
Crotone, 14 mar. - Un uomo di 40 anni, F.V., e' stato arrestato daglia genti della Squadra Volante della Questura di Crotone per i reati di tentata violenza sessuale e rapina impropria ai danni di una prostituta.. I poliziotti hanno sorpreso l'uomo in via Crea mentre colpiva al volto, con uno schiaffo, una donna rumena . Gli agenti lo hanno bloccato, apprendendo che la vittima aveva pattuito con l'aggressore una prestazione sessuale, ma dopo essersi appartata con lui era stata aggredita al punto da offrirsi di restituire parte del compenso ricevuto pur di interrompere il rapporto. L'arrestato, tuttavia, ha tentato di consumare il rapporto sessuale, afferrando con forza la donna che ha tentato a quel punto di chiamare col cellulare un'amica per chiedere aiuto. L'uomo ha quindi desistito riaccompagnando la donna in via Crea, pretendendo pero', oltre alla restituzione dei suoi soldi, altro denaro picchiando la vittima proprio nel momento in cui transitava una pattuglia della Polizia. L'arrestato e' stato accompagnato alla casa circondariale di Rossano.


Pesca: 100 kg bianchetto sequestrati nel Catanzarese
Catanzaro, 14 mar. - Un nuovo sequestro di "bianchetto" e' stato effettuato nella serata di ieri da militari della Capitaneria di porto di Crotone e dell'Ufficio Locale Marittimo di Catanzaro Marina, in localita' Ruggero del Comune di Sellia Marina (Cz). Il prodotto sequestrato, rinvenuto in 14 cassette di polistirolo, e' stato quantificato in 100 kg che, sul mercato, avrebbero fruttato circa 1.000 euro. Il sequestro, secondo quanto reso noto, fa seguito a diverse operazioni di polizia marittima finalizzate a contrastare la pesca illegale, l'ultima delle quali aveva condotto ad una altro sequestro dello stesso prodotto e di pari quantitativo. I controlli si sono svolti mediante posti di blocco al fine di vigilare anche sul fenomeno del trasporto di prodotto ittico illegale su strada. Durante i controlli e' stato verbalizzato un conducente di un mezzo perche' trovato a trasportare prodotto ittico privo dei previsti documenti di trasporto. I militari, dopo aver comunicato alla competente Autorita' Giudiziaria il sequestro del prodotto ittico, hanno richiesto l'intervento del personale dell'ASP di Crotone che ha dichiarato il prodotto non idoneo al consumo umano.


Droga: operazione "All inclusive", Riesame conferma carcere per 2
Catanzaro, 14 mar. - Il tribunale del riesame di Catanzaro ha confermato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due indagati coinvolti nell'operazione "All inclusive", diretta a sgominare, secondo quanto riferito dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo, un'organizzazione dedita al traffico di droga con canali di rifornimento in tutta la regione. I giudici hanno respinto il ricorso presentato nell'interesse di Lorenzo Merante, 33 anni, difeso dall'avvocato Nicola Tavano, e accolto solo in parte quello presentato dall'avvocato Giuseppe Fonte nell'interesse di Massimo Fazio, 39 anni, per il quale il collegio ha ritenuto non fondati i gravi indizi rispetto ad alcuni capi d'accusa, pur mantenendo la custodia in carcere per altri.  Merante e Fazio sono tra i 23 destinatari dell'ordinanza cautelare eseguita dalla Squadra mobile all'alba del 24 febbraio con l'operazione "All inclusive". Quest'ultima avrebbe consentito agli inquirenti di svelare un sodalizio di soggetti capeggiato da persone di spessore criminale che si avvalevano della complicita' di giovanissimi particolarmente violenti, dedito anche a rapine ed estorsioni, ma che si sarebbe occupato soprattutto di rifornire di stupefacenti una clientela d'e'lite del capoluogo calabrese, fra i quali anche alcuni "insospettabili" quali un avvocato, Gennaro Corea, e un appuntato dei carabinieri, Mario Russo, gia' in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, che sono entrambi accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina.


Nomina dg Urbanistica: slitta ancora il processo a Tripodi
Catanzaro, 14 mar. - Dopo quattro precedenti rinvii dell'inizio del dibattimento, e' slittato nuovamente anche oggi, stavolta per l'impedimento del difensore dell'imputato, il processo a carico di Michelangelo Tripodi, ex assessore all'Urbanistica della Regione Calabria, accusato di abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta relativa alla nomina di un dirigente generale avvenuta all'epoca della Giunta di centrosinistra di cui il primo faceva parte. In aula si tornera' il 2 maggio, a un anno e mezzo di distanza dalla data fissata per l'inizio del processo, che era il 16 novembre del 2012. In giudizio sara' presente anche la Regione Calabria che ha chiesto di costituirsi parte civile. Tripodi e' stato rinviato a giudizio il 2 luglio 2012 dal giudice Gabriella Reijllo. L'imputazione mossa all'ex assessore dopo le indagini partite dalla denuncia di un dirigente della Regione Calabria riguarda, in particolare, la nomina a dirigente del Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria dell'architetto Rosaria Amantea, che secondo l'ipotesi d'accusa non aveva superato il relativo concorso.


Consiglio ministri: decisa non impugnativa per due leggi Calabria
Catanzaro, 14 mar. - Su proposta del Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, il Consiglio dei Ministri ha esaminato otto leggi regionali. Per alcune di esse si e' deliberata l'impugnativa, emntre si e' deciso di non procedere in riferimento a due leggi della Regione Calabria. In particolare, si e' deliberata la non impugnativa per la Legge della Regione Calabria n. 2 del 13/01/2014 "Modifica dell'articolo 20 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13." e per la legge della Regione Calabria n. 4del 13/01/2014 "Modifica articolo 30 della legge regionale 21 agosto 2006, n. 7 e ss. mm. e ii. e articolo 20 della legge regionale 5 ottobre 2007, n. 22 e ss. mm. e ii.".


Caso Gentile: senatore annuncia querele
Catanzaro, 14 mar. - Il Sen. Antonio Gentile (Ncd) ha dato mandato ai suoi legali di sporgere ulteriore denuncia per diffamazione aggravata e reiterata nei confronti di due quotidiani "nelle persone degli articolisti e dei direttori responsabili, per le notizie false e mendaci - spiega una nota - relative ad alcuni componenti della sua famiglia, pubblicate in questi giorni, peraltro in assenza di attualita' e rilevanza sociale".


Inchiesta depuratore Soverato: tutti scagionati gli indagati
Catanzaro, 14 mar. - Sono state tutte scagionate le otto persone, fra tecnici comunali, imprenditori e responsabili dell'Ufficio per l'emergenza ambientale in Calabria, coinvolti in un'inchiesta su presunti illeciti connessi alla gestione del depuratore di Soverato. Il giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro ha prosciolto "per non aver commesso il fatto" i responsabili del Settore acque dell'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale in Calabria dal 2005 al 2008, Andrea Ottaviano Adelchi, Roberto Celico, Giacinto Chiappetta, Livio Persano, e due imprenditori, Antonio Fiorenza e Francesco Ferreri. Sentenza di non luogo a procedere, ma per intervenuta prescrizione, nei confronti di un tecnico del Comune di Badolato, Pasquale Larocca.  Un altro dei responsabili del Settore acque del Commissario per l'emergenza ambientale, Giancarlo Del Sole, e' stato infine assolto al termine del rito abbreviato che aveva chiesto in precedenza. L'inchiesta che ha portato tutti in aula e' stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Carlo Villani, che alla fine aveva contestato agli indagati, a vario titolo, la violazione di norme ambientali, l'omissione in atti d'ufficio, la deturpazione di bellezze naturali e l'inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Tutte ipotesi venute meno davanti al giudice dell'udienza preliminare.


Arpacal: studenti in visita a dipartimento Reggio
Reggio Calabria, 14 mar. - Gli studenti di due quinte classi dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "Panella Vallauri" di Reggio Calabria hanno fatto visita, nei giorni scorsi, al Dipartimento provinciale di Reggio Calabria dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal). Gli studenti, - spiega un comunicato . accolti dal direttore del Dipartimento, Dr.ssa Giovanna Belmusto e dalla Referente regionale del Gruppo di Educazione Ambientale dell'Agenzia, Fortunata Giordano, hanno potuto conoscere, direttamente dai tecnici dell'Agenzia, le attivita' che svolgono i Servizi Tematici, i Laboratori nonche' i servizi Esterni del Dipartimento. Nel Laboratorio Chimico, la Dr.ssa Giuseppa Marino ha illustrato ai ragazzi le funzionalita' dell'ICP ottico, strumentazione usata per l'analisi dei metalli, ed ha simulato l'analisi di un campione d'acqua, dalla sua verifica tecnica alla bioanalisi. Marino, inoltre, ha dato indicazioni sull' adozione di buone prassi in laboratorio e, in particolare, durante le analisi relative ai filtri di particolato atmosferico di IPA (Idrocarburi policiclici aromatici ) e metalli. Il Dirigente del Laboratorio Chimico, Dr. Antonino Dascola, invece, si e' soffermato sulla cromatografia, effettuando un'analisi in gascromatografia con rilevatore spettrometria di massa. Nel laboratorio bionaturalistico, la Dr.ssa Margherita Tromba ha illustrato ai ragazzi le procedure analitiche con il metodo MF (membrane filtranti) e MPN (most probable number) per la ricerca di microorganismi batterici nelle acque potabili quali escherichia coli, coliformi a 37 gradi, enterococchi, spiegando infine le caratteristiche principali dei terreni di isolamento utilizzati in laboratorio.


'Ndrangheta: restano in carcere ex v. capo mobile Vibo e avvocato
Vibo Valentia, 14 mar. - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato i ricorsi dell'avvocato vibonese Antonio Galati e dell'ex vice capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia, Emanuele Rodono', confermando l'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta il 25 febbraio scorso dal gip distrettuale Abigail Mellace. Antonio Galati e' accusato di associazione mafiosa, mentre per Emanuele Rodono' l'accusa e' quella di concorso esterno in associazione mafiosa. Ancora da discutere, invece, la posizione dinanzi al Tdl di Maurizio Lento, ex capo della Squadra Mobile di Vibo, pureaccusato di concorso esterno in associazione mafiosa. I due funzionari di polizia e l'avvocato sono accusati, a vario titolo, di aver avuto rapporti con il clan Mancuso di Limbadi (Vv). L'inchiesta che li riguarda trae origine da un'informativa del Ros di Catanzaro denominata "Purgatorio" che ha visto il coinvolgimento anche di quattro magistrati operanti nel distretto di Catanzaro. Per due di loro, Giancarlo Bianchi e Giampaolo Boninsegna, sia il gip che il Tdl di Salerno hanno confermato il totale proscioglimento da tutte le accuse. Un terzo, l'attuale pm della Procura di Catanzaro, Paolo Petrolo, si trova imputato a Salerno per il reato di rivelazione di segreti d'ufficio, mentre la posizione del giudice Cristina De Luca, prima in servizio al Tribunale di Vibo ed ora al Tribunale di Salerno, e' pendente dinanzi al Tribunale di Napoli.


Droga: carico di 32 kg cocaina sequestrato a Gioia Tauro
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 14 mar. - Un ingente carico di cocaina purissima, pari a circa 32 chilogrammi, e' stato sequestrato al porto di Gioia Tauro dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria unitamente ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane - Ufficio Antifrode di Gioia Tauro. Il carico di droga era contenuto in alcuni borsoni nascoti in un container, proveniente dal Brasile, che trasportava pellame. L'operazione si e' avvalsa di una serie di incroci documentali e successivi controlli di container sospetti, anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner. Se venduta al dettaglio, la cocaina avrebbe fruttato circa 6 milioni di euro. Il container era in transito al porto di Gioia Tauro era stato sbarcato dalla cargoship Abidjan ed era stato imbarcato presso il porto brasiliano di Santos. I sospetti degli investigatori sono scaturiti dalla comparazione tra la documentazione doganale e le caratteristiche fisiche del carico, costituito da pellame che, dopo la sosta del container nello scalo portuale calabrese, sarebbe dovuto giungere al porto di Napoli. I controlli eseguito dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane hanno permesso di rinvenire un borsone, contenente 29 panetti di cocaina, del peso complessivo di Kg. 31,410.  La cocaina,tagliata almeno 3 o 4 volte, avrebbe raggiunto sulle piazze un prezzo medio di 50 euro al grammo.


Fisco: evasione nel Cosentino, sequestrati beni per 10 mln
Cosenza, 14 mar. - Beni per oltre 10 milioni di euro sono stati sequestrati dai i finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza che hanno eseguito un decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Paola nei confronti dei titolari di un complesso aziendale sito nella zona industriale di San Marco Argentano (CS). L'operazione, secondo quanto e' stato reso noto, rappresenta l'epilogo di complesse indagini di polizia tributaria eseguite dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza e coordinati dal Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Paola, Bruno Giordano e dal suo Sostituto Giovanni Calamita.
Dalle indagini sarebbe emerso che una societa', al fine di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte, dopo aver trasferito tutte le attivita' e gli immobili aziendali ad una nuova societa', costituita ad hoc e facente capo agli stessi indagati, ha ceduto la proprieta' aziendale ad un soggetto straniero che ne ha trasferito la sede all'estero in un Paese a fiscalita' agevolata. La societa', gia' coinvolta in un caso di frode per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti finalizzate all'indebito ottenimento di crediti d'imposta, tra il 2007 ed il 2009, avrebbe evaso le imposte sul reddito e sul valore aggiunto per oltre 7,5 milioni di euro. Nel corso dell' attivita' sono stati sottoposti a sequestro il complesso aziendale ceduto nel 2009, comprendente due capannoni aziendali, macchinari industriali e attrezzatura varia, e le disponibilita' finanziarie, i beni mobili e immobili fino a concorrenza dell'importo di circa 8 milioni di euro.


'Ndrangheta: estorsione e intestazione fittizia beni, 4 arresti
Reggio Calabria, 14 mar. - Gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria, diretta dal primo dirigente Gennaro Semeraro, hanno eseguito questa mattina 4 provvedimenti restrittivi, emessi dal gip di Reggio Calabria, nei confronti di altrettanti indagati, inseriti nella cosca di 'ndrangheta dei "Ficareddi", operante nel capoluogo reggino. Le indagini, coordinate dalla locale Procura distrettuale, hanno accertato che i quattro sarebbero responsabili, in concorso, dei delitti di tentata estorsione nei confronti di un commerciante ed intestazione fittizia di beni.


'Ndrangheta: Maiolo (Legautonomie), "ecco le nostre priorita'"
Catanzaro, 14 mar. - "Aderiamo alla manifestazione del 26 marzo prossimo a Scalea contro la 'ndrangheta con l'obiettivo di segnalare alcune priorita' di azione". A parlare, in vista dell'iniziativa promossa dal Pd alla quale e' annunciata la presenza del presidnete del Consiglio matteo renzi, e' Mario Maiolo, nella sua qualita' di presidente della Legautonomie Calabria. "Non c'e' dubbio che Scalea - osserva - e' oggi uno dei luoghi simbolo dell'occupazione 'ndranghetista delle istituzioni locali, dei comuni calabresi, che sono diventati uno dei principali fattori di rischio per quanto riguarda i legami tra politica e criminalita'. I continui e ripetuti scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa lo evidenziano, li dove non basta l'intervento sostitutivo dello Stato per sanare situazioni che si ripetono nel tempo. Per questo e' necessario - aggiunge - non attardarsi in analisi e discussioni ma avviare con convinzione iniziative concrete che da tempo segnaliamo e alcune delle quali sono diventate oramai patrimonio condiviso". Maiolo indica quindi le priorita': rafforzare preventivamente il regime di integrita' per le cariche elettive e di governo nazionali, regionali e locali; una stringente disciplina sull'autoriciclaggio e sul reato di voto di scambio; l'avvio della Commissione parlamentare sugli atti intimidatori agli amministratori locali, istituita dal Senato ma non ancora operativa; la modifica dell'art. 143 del TUEL "per come gia' da noi - spiega - segnalato in audizione"per quanto riguarda un maggiore sanzionamento delle figure burocratiche amministrative, specie quelle esterne, una modifica sui controlli interni e sulla trasparenza negli appalti pubblici; creare uno specifico ruolo per i Commissari che vanno a reggere la gestione dei comuni disciolti per mafia al fine di acquisire le specifiche competenze. "Il tutto - fa rilevare - con uno sforzo di garantire un'applicazione e un monitoraggio efficace delle politiche contro le infiltrazioni e la corruzione in modo da garantire un impatto sostenibile sul campo. Con questo bagaglio di idee e iniziative - dice Maiolo - pensiamo che la manifestazione di Scalea possa vedere tutti gli amministratori calabresi, che quotidianamente reggono il peso di un faticoso e spesso rischioso impegno, in prima fila contro la 'ndrangheta".


Sicurezza: la mappa dei tagli in Calabria, Siulp "un controsenso"
Catanzaro, 14 mar. - Il progetto di revisione dei presidi di Polizia comporterebbe la soppressione di circa 200 presidi sull'intero territorio nazionale. Il 3 marzo il ministero ha comunicato ai Questori delle Province il "Progetto di razionalizzazione delle risorse e dei presidi della Polizia di Stato sul Territorio", evidenziando, "l'esigenza di una condivisa razionalizzazione della dislocazione dei presidi di Polizia sul territorio, che tenga in debito conto la conclamata carenza di organico in cui versano le forze dell'ordine e l'attuale congiuntura economica". I tagli imposti dalla spending rewiew prevedono la soppressione di 11 Commissariati di Polizia, 73 posti di Polizia Ferroviaria, 73 sezioni di Polizia Postale, 27 Sezioni e Sottosezioni di Polizia Stradale, 4 nuclei artificieri, 11 Squadre a cavallo, 4 sezioni di Sommozzatori, 50 Squadre Nautiche oltre che le rimodulazioni delle competenze di alcuni Compartimenti. In Calabria, i tagli sarebbero consistenti e riguarderebbero quasi tutto il terriotrio regionale.
Secondo il sindacato di Polizia Siulp, Siulp, a Cosenza chiuderanno il posto di polizia ferroviaria, la sezione di polizia postale e la squadra nautica, peraltro non operativa. A Crotone chiuderanno il posto di polizia ferroviaria, la sezione di polizia postale e la squadra nautica. Nella provincia di Reggio Calabria sono a rischio il posto di polizia ferroviaria di Gioia Tauro, il posto di polizia ferroviaria di Locri, l'ufficio di polizia frontiera marittima di Gioia Tauro, la squadra nautica sempre a Gioia Tauro. A Vibo chiuderebbe la Sezione di polizia postale. "Un vero e proprio controsenso per la nostra regione - lamenta il Siulp - che rispetto ad altre realta' necessiterebbe di maggiore attenzione. Si fa un gran parlare di emergenza criminalita' in Calabria. Si invocano leggi speciali si reclama un piu' alto livello di attenzione ma poi di fatto si pensa a tagliare le risorse necessarie". "E' un paese davvero strano il nostro, - osserva il sindacato - una realta' in cui sin dal 1956 si avverti' l'esigenza di procedere alla soppressione di enti che la Pubblica Amministrazione denomino' "enti Inutili". Venne, addirittura, creato un nuovo ente che avrebbe dovuto procedere alla soppressione degli enti Inutili". A tutt'oggi, fa rilevare il sindacato di Polizia, questi "enti inutili" esistono, il Governo Monti ne censi' piu' di 500 oltre all'Ente che avrebbe dovuto procedere al loro scioglimento. "In realta', oggi, - ha rilevare il sindacato - neanche quello si riesce piu' a sciogliere. Essi rappresentano un pozzo senza fondo nel quale ogni anno vengono letteralmente buttati 10 miliardi di euro. Si dieci miliardi. Ma in nome della spending review si preferisce sacrificare la sicurezza dei cittadini per preservare forse sacche di privilegi che arrivano a costare ogni anno 10 miliardi, la cifra che il nuovo Governo ha destinato al taglio imposto dal famoso cuneo fiscale. La rivisitazione della spesa pubblica dovrebbe essere il processo diretto a migliorare l'efficienza della macchina statale nella gestione dell'intero apparato della Pubblica Amministrazione. Ridurre i costi assicurando nel contempo servizi adeguati. Al contrario, nel nostro caso - sostiene il sindacato di Polizia - ci troviamo di fronte ad un progetto unilateralmente elaborato, senza alcun confronto e che vanifica costi gia' sostenuti dalla pubblica amministrazione, per la formazione del personale della Polizia Ferroviaria, Polizia Stradale, della Polizia Postale".


Pastore scomparso nel Cosentino, le ricerche continuano
Cosenza, 14 mar. - Proseguono le ricerche per ritrovare Carmine Di Santo, 34 anni, il pastore scomparso dalla sua abitazione di Fiumefreddo Bruzio (CS) la mattina del 9 marzo. I carabinieri hanno ricevuto una segnalazione di un uomo che avrebbe riferito di aver visto, a Cerisano, una persona somigliante allo scomparso. Sono in corso le verifiche del caso.


Trasporti: sciopero ferroviario e pendolari in agitazione
Trebisacce, 14 mar. - In occasione dello sciopero nazionale dei lavoratori ferroviari di venerdì 14 marzo 2014 , alcuni pendolari della fascia Jonica calabrese (Rossano, Sibari e Trebisacce) hanno aderito con una particolare iniziativa. Con lo Slogan: “Ridateci il treno” stamattina, presso la stazione ferroviaria di Trebisacce, cittadini, lavoratori e studenti a gran voce richiedevano il ripristino sia dei treni regionali sia di quelli a lunga percorrenza (come l’intercity Crotone – Milano), manifestando così la propria solidarietà ai tanti lavoratori ferroviari. La fascia Jonica è stata abbandonata da tempo a se stessa con la soppressione  dei suddetti treni. A dar  sostegno alla lodevole iniziativa vi era anche il noto pendolare Euristeo Ceraolo (nativo di Rossano Calabro) che aveva iniziato la sua prima battaglia in trasferta dalla Romagna (Forlì – Cesena) e che,  con il sostegno di alcuni VIP, fra cui il noto cantautore Francesco Guccini, richiedeva appunto il ripristino della “Locomotiva Perduta” l’intercity Milano-Crotone.


'Ndrangheta: Gdf, maxi sequestro beni da 420 milioni a Reggio
Reggio Calabria, 13 mar. - Beni per un totale di 420 milioni di euro, riconducibili alle cosche di 'ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, sono stati sottoposti a sequestro dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma. I beni, mobili, immobili, attivita' commerciali e disponibilita' finanziarie, oggetto dell'aggressione sono di proprieta' di 40 presunti affiliati alla 'ndrangheta, nei cui confronti le indagini coordinate dalla locale Dda hanno evidenziato la rilevante sperequazione tra redditi dichiarati e l'incremento patrimoniale registrato, negli ultimi quindici anni, nei confronti di 40 persone ritenute essere affiliate alle piu' pericolose cosche della 'ndrangheta. Sulla scorta dell'attivita' dei finanzieri la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso i provvedimenti di sequestro.
I beni sequestrati sarebbero riconducibili ai locali di 'ndrangheta di Africo e Marina di Gioiosa Jonica, sulla fascia jonica della provincia di Reggio Calabria, e, in particolare, alle cosche Morabito e Aquino. L'indagine, denominata Mariage, trae origine dall'operazione Metropolis, che nel marzo 2013 aveva consentito di disarticolare, con l'arresto di 20 persone per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti - le due potenti cosche egemoni sulla costa jonica del territorio calabrese. Le investigazioni avevano consentito di accertare come le due cosche fossero riuscite a garantirsi il controllo e la realizzazione di decine di importanti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle piu' belle aree balneari della Regione Calabria. Gia' dal mese di marzo 2013 la DDA di Reggio Calabria ha delegato alle Fiamme Gialle l'esecuzione di indagini patrimoniali nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi nonche' nei confronti dei rispettivi nuclei familiari e di persone fisiche, prestanomi e societa'. L'esito dei riscontri avrebbe consentito di mettere in risalto la sperequazione tra redditi dichiarati e l'incremento patrimoniale accertato, per poi procedere ad una nuova e definitiva analisi contabile, che ha consentito di evidenziare un eccezionale arricchimento patrimoniale delle persone "attenzionate", realizzato nel corso degli ultimi quindici anni.


'Ndrangheta: Pirillo, importante presenza Renzi in Calabria
Cosenza, 13 mar. - "Lodevole l'iniziativa del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di venire in Calabria e aderire alla grande manifestazione organizzata dal Partito democratico calabrese contro la 'ndrangheta mercoledi' 19 marzo alle 11.30 a Scalea, alla quale saro' presente". Cosi' l'eurodeputato Mario Pirillo, che invia un messaggio di vicinanza al neo premier: "Sono davvero contento che il Presidente Renzi giunga in Regione per far sentire forte la solidarieta' del Governo a tutti i cittadini calabresi, in un momento cosi' delicato. Saluto con enorme piacere le iniziative economiche e sociali presentate ieri in conferenza stampa - prosegue Pirillo - sul taglio del cuneo fiscale, il piano casa e due provvedimenti per l'occupazione, con un ventaglio di interventi come il via libera a un ddl per la riforma del Senato, al varo di un ddl per lo sblocco immediato di circa 68 miliardi di euro di debiti della Pubblica amministrazione entro luglio 2014, fino all'arrivo di 500 milioni di euro in piu' per il fondo di garanzia per il credito. Voglio altresi' richiamare l'attenzione del Presidente del Consiglio sulla nostra Regione che ha bisogno di imminenti interventi infrastrutturali, e soprattutto di un piano straordinario sull'occupazione e sui rifiuti". "Sara' l'occasione per informare il Presidente Renzi - continua Pirillo - che il partito democratico calabrese, dotatosi di organismi propri con l'elezione dell'on. Ernesto Magorno a Segretario regionale (dopo una lunga fase di commissariamento), vuole essere determinate e contribuire all'azione di Governo viste le imminenti consultazioni europee che mi vedranno impegnato in prima persona e quelle regionali dell'anno prossimo", conclude.


'Ndrangheta: Dia, sequestro beni per 7 mln tra Roma a la Calabria
Roma, 13 mar. - Ancora sequestri di esercizi commerciali nel centro di Roma riconducibili alla 'ndrangheta.
La Dia di Roma ha dato esecuzione a un decreto di sequestro d'urgenza di beni, emesso dal tribunale di Vibo Valentia su richiesta del direttore della Dia Arturo De Felice, nei confronti di Saverio Razionale, 53 anni, nato a San Gregorio d'Ippona (VV) ma residente a Roma. Gli uomini della Dia hanno apposto i sigilli a beni immobili e societa' operanti nel settore dell'edilizia nel Lazio e in Calabria, a esercizi commerciali nel centro di Roma (il Caffe' Fiume, nelle adiacenze dell'omonima piazza a pochi passi da via Veneto), sequestrato auto di lusso (tra cui una Porsche usata da Razionale), una concessionaria di auto a Vibo Valentia e terreni per un valore complessivo di oltre 7 milioni. Il provvedimento e' stato applicato nei confronti di Razionale - si legge in una nota - elemento di vertice dell'omonima compagine criminale, alleata della potente cosca dei Mancuso di Limbadi, nel territorio di Vibo Valentia. L'uomo, 53enne di San Gregorio d'Ippona, salito al vertice della cosca negli anni '80 dopo l'attentato in cui perse la vita in un agguato a Pizzo il precedente capo cosca Giuseppe Gasparro detto "Pino u gatto" - agguato in cui egli stesso rimase ferito - era divenuto un elemento di riferimento per tutte le attivita' dell'organizzazione criminale, dalle estorsioni, all'usura, al riciclaggio, oltre a essere coinvolto in alcuni gravi fatti di sangue accaduti nel territorio. Trasferitosi a Roma nel 2005 dopo il suo arresto e la successiva scarcerazione per scadenza dei termini di custodia, per sfuggire alle attenzioni delle forze di Polizia, era riuscito a dar vita, nella Capitale, a una rete criminale specializzata nel reinvestimento di proventi illeciti in beni immobili e attivita' commerciali, nonche' nel condizionamento/infiltrazione degli appalti, tramite societa' di comodo. Razionale, condannato a quattro anni e sei mesi nel 2011 dalla Corte d'appello di Catanzaro per associazione di tipo mafioso, con sentenza diventava definitiva all'inizio del 2012 con la pronuncia della Corte di Cassazione che aveva rigettato il ricorso presentato dai suoi legali, per fuggire alla cattura si era reso latitante sino allo scorso febbraio, quando la Suprema Corte, pur confermando la condanna per l'associazione di tipo mafioso, aveva annullato il provvedimento per una questione tecnico-giuridica connessa a una errata determinazione della pena da parte della Corte d'Appello, che lo aveva condannato e che non aveva tenuto conto delle attenuanti generiche a suo favore. Nell'attesa della rideterminazione della pena, il provvedimento di oggi consente di congelare nelle mani dello Stato il tesoro economico del Razionale.


'Ndrangheta: Dia, Roma si conferma piazza reinvestimenti clan
Roma, 13 mar. - L'operazione della Dia di Roma riconferma "la centralita' della Capitale nelle attivita' di reinvestimento dei proventi illeciti milionari ad opera dei clan mafiosi". E' quanto si legge in un comunicato della Dia dopo che le investigazioni del Centro Operativo di Roma hanno consentito d'apporre sigilli a diversi edifici e esercizi commerciali a Roma e in Calabria per oltre 7 milioni. I beni sottratti alle organizzazioni mafiose dall'inizio dell'anno dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia ammontano a circa 550 milioni tra beni mobili, immobili e rapporti finanziari gran parte dei quali nell'area della Capitale. "Un dato sicuramente soddisfacente", ha commentato il direttore della Dia Arturo De Felice, "in linea con quello gia' molto positivo dell'anno scorso che ha portato questa Direzione a sequestrare beni per un miliardo e 300 milioni e a confiscarne per quasi 3 miliardi".


'Ndrangheta: deve espiare pena, arrestata donna clan Nicoscia
Crotone, 13 mar. - Gli agenti della squadra Mobile di Crotone hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Graziella Manfredi, 54enne di Isola Capo Rizzuto, ritenuta esponente della cosca Nicoscia. La donna deve scontare una pena definitiva di 7 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione che gli e' stata inflitta per associazione a delinquere di stampo mafioso a conclusione del processo che ha preso le mosse dall'operazione "Pandora", condotta dalla squadra Mobile in collaborazione con personale del Servizio centrale operativo nel 2009, contro le cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Dopo le formalita' di rito la donna e' stata tradotta presso la casa circondariale di Castrovillari.


Mafie:Gdf,rivedere falso in bilancio e introdurre autoriciclaggio
Roma, 13 mar. - Riconsiderare la fattispecie del falso in bilancio, prevedendo aggravanti specifiche per alcuni reati tributari, e introdurre il reato di autoriciclaggio. Sono alcune delle proposte tese a migliorare il contrasto alla criminalita' organizzata avanzate dal comandante generale della Guardia di Finanza, generale Saverio Capolupo, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia.
In tema di falso in bilancio, per il generale Capolupo bisogna partire dalla "consapevolezza che i meccanismi fraudolenti fondati su fatturazioni inesistenti e sulla falsificazione delle scritture contabili e societarie costituiscono il 'reato-mezzo' per costituire fondi occulti funzionali alla realizzazione di ulteriori reati, a partire dalla corruzione, e al controllo di apparati della pubblica amministrazione". Per il comandante generale sarebbe anche opportuno "anticipare al primo grado di giudizio l'applicazione delle misure interdittive che attualmente il codice antimafia consente solo in caso di condanna, per reati gravi, con sentenza definitiva o, ancorche' non definitiva, confermata in appello"; "attivare in tempi brevi la banca dati della documentazione antimafia"; "sottoporre tutte le tipologie di finanziamento pubblico alla piena tracciabilita' dei flussi finanziari". Sul fronte dell'antiriciclaggio, il generale Capolupo propone invece di "disincentivare l'utilizzo del contante e inasprire le sanzioni amministrative previste in materia"; "prevedere la piena tracciabilita' delle operazioni che vedano coinvolte particolari categorie a rischio quali compro oro, gallerie d'arte, case da gioco"; "mappare le categorie economiche 'sensibili', come i compro oro, individuando uno specifico codice attivita' e istituendo appositi registri o elenchi".
In particolare, la mancanza di una specifica fattispecie incriminatrice per l'autoriciclaggio "assume particolare rilevanza nei procedimenti per associazione a delinquere di stampo mafioso: in linea con quanto avviene in numerosi altri Paesi, ritengo invece fondamentale individuare ogni opportuno accorgimento idoneo a parametrare la pena da infliggere anche alla gravita' del reato".
   Un altro fronte importante e' quello dell'amministrazione e della gestione dei beni aziendali sequestrati e confiscati ai boss: per il comandante delle fiamme gialle "sarebbe il caso di anticipare la vendita delle aziende al momento della confisca di primo grado e garantire la produttivita' e i livelli occupazionali attraverso l'introduzione di un fondo di rotazione alimentato dal Fondo unico giustizia; di un elenco di manager specificamente formati in gestione aziendale; di una holding flessibile che, avvalendosi di manager ed operando secondo logiche imprenditoriali, metta in connessione il settore pubblico e privato e valorizzi il patrimonio attraverso la gestione di appositi fondi di investimento; di forme di premialita' fiscale in favore di coloro che si rivolgono a tali aziende per lavori, servizi o forniture, nonche' di agevolazioni fiscali per queste ultime


Furto in chiesa a Catanzaro, confermata condanna in appello
Catanzaro, 13 mar. - La Corte d'appello di Catanzaro ha confermato oggi la condanna a 6 mesi di reclusione e 200 euro di multa inflitta a G. B., 37 anni, arrestato il 3 marzo del 2010 per essere, secondo le accuse, entrato nel cuore della notte nella chiesa della Santa Famiglia che si trova nel rione Corvo, a Catanzaro, per rubare. Il ladro era stato pero' sorpreso dai carabinieri ma, accortosi che i militari erano entrati in chiesa, l'imputato avrebbe tentato di nascondersi sul campanile dove poi era stato raggiunto e arrestato. Dopo la convalida dell'arresto gli erano stati concessi gli arresti domiciliari e, infine, il 13 maggio del 2010 il processo per direttissima a suo carico si era concluso con la condanna confermata adesso in appello.


Ambiente: Verdi, taglio alberi a Serra scelta che lascia allibiti
Vibo Valentia, 13 mar. - "Ancora una volta la Calabria balza agli onori delle cronache per la cattiva gestione in tema di politiche ambientali e, soprattutto, per la mancanza di buon senso da parte dei suoi amministratori. Come se non bastassero le armi chimiche a Gioia Tauro e il problema dei rifiuti". E' quanto dichiara il segretario regionale calabrese della Federazione dei Verdi, Elisa Romano, intervenendo sulla decisione del Comune di Serra San Bruno (Vv) di mettere all'asta ben 2.603 alberi fra cui 1.090 abeti bianchi che rappresentano il "simbolo" delle Serre vibonesi. "Il Comune di Serra - spiega la Romano - non ha trovato di meglio, per battere cassa, che mettere all'asta tre lotti boschivi del demanio comunale. Potrebbe sembrare una procedura normale, se non fosse che quei tre lotti fanno parte del Parco Naturale Regionale delle Serre, un sito d'importanza comunitaria. Un atto condannabile e a dir poco inappropriato a cui l'amministrazione di Serra ci ha gia' abituati, non bastando di certo la rassicurazione che l'esemplare di abete da guinness non sara' abbattuto se poi verranno pero' tagliati gli altri 2.602 alberi del bosco dell'Archiforo. Una scarsa sensibilita' - commenta Romano - che ci lascia perplessi ed allibiti e che dimostra ancora una volta l'inadeguatezza nell'attuare politiche di tutela ambientale, mancando in Calabria una legge forestale regionale capace di tutelare realmente il patrimonio ambientale.


Droga: questore Catanzaro, aperto uno squarcio in mondo spaccio
Catanzaro, 13 mar. - Il questore Vincenzo Carella esprime profonda soddisfazione per la conclusione dell'indagine, portata a termine dal personale del commissariato di Catanzaro Lido, che ha visto l'esecuzione di 7 provvedimenti emessi dall'autorita' giudiziaria. "Le investigazioni - si legge in una nota - hanno aperto uno squarcio nel mondo dello spaccio della droga che avveniva in un quartiere della citta' in regime di quasi monopolio. L'operazione odierna ha assicurato alla giustizia gli spacciatori e contribuira' nel prossimo futuro anche ad infrenare il fenomeno della criminalita' di strada, contesto all'interno del quale si muovevano gli stessi indagati ed un numero consistente di tossicodipendenti".


Droga: spaccio a Catanzaro, sei arresti, 57 indagati
Catanzaro, 13 mar. - Sei persone arrestate, una sottoposta all'obbligo delle presentazione alla polizia giudiziaria, altre 57 indagate. E' il bilacio dell'operazione "Stretto Antico", eseguita stamane dagli agenti del commissariato di Polizia di Catanzaro Lido, a carico di un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le persone sottoposte a provvedimenti restrittivi, sono indagate, a vario titolo, del delitto di detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti con l'aggravante di aver indotto o comunque essendosi avvalsi di minori degli anni 18, per commettere i reati contestati.

L'indagine, condotta per diversi mesi dal personale del Commissariato di Catanzaro Lido, in particolare nella zona di Via Stretto Antico (da qui il nome dell'operazione), avrebbe evidenziato cheil traffico di sostanze stupefacenti rappresenterebbe il reato principale e la fonte primaria, se non esclusiva, di sostentamento dei nuclei familiari oggetto d'indagine, non occupati in alcuna attivita' lavorativa lecita. Il notevole volume di traffico posto in essere dai soggetti coinvolti e la consuetudine, da parte dei consumatori di stupefacenti, anche occasionali, non solo catanzaresi, poteva contare sull'area di via Stretto Antico, o della stazione ferroviaria, quale sicuro e costante punto di riferimento per l'approvvigionamento dello stupefacente. Si e' potuto riscontrare anche la disinvoltura con la quale i concorrenti portavano a compimento l'intensa attivita' di spaccio, anche avvalendosi di minorenni d'eta inferiore ai quattordici anni, anche per la materiale cessione delle varie sostanze, nonche' per presidiare costantemente l'area interessata al traffico illecito. I ragazzini, utilizzati erano utilizzati anche come vedette, spesso muniti di bicicletta con il compito di allertare immediatamente gli spacciatori in caso di controlli di polizia, portando con se' dosi di stupefacente. Nel contempo, e' emersa la trasversalita' del mondo degli assuntori di sostanze stupefacenti, composto da gente di un'ampia fascia di eta' e di ogni ceto sociale. Oltre che nell'agglomerato abitativo di via Stretto Antico e alla Stazione Fs. di Catanzaro Lido, lo spaccio avveniva anche in alcuni esercizi pubblici notturni, in cui alcuni degli indagati si recavano, muniti delle dosi di droga, costituendo una costante e disponibile fonte di approvvigionamento di stupefacente per gli assuntori, anche occasionali. In casi di particolare rapporto fiduciario tra acquirente e cedente, si ricorreva alla vendita a domicilio. Numerosi sono stati i controlli eseguiti dalla Polizia su apparenti "clienti", che avrebbero consentito di comprovare, senza dubbio alcuno, la natura dei traffici delittuosi. Nel corso delle indagini sono state rinvenute, a seguito di perquisizioni personali sui consumatori, ben 57 dosi di stupefacente (prevalentemente eroina e cocaina), frutto di altrettante cessioni. E' stato accertato, inoltre', un reato di natura estorsiva ("cavallo di ritorno")in seguito ad un'illecita attivita' di intermediazione posta in essere da esponenti del nucleo familiare attenzionato dallapolizia, finalizzata a consentire, dietro pagamento di una somma di 400 euro, la restituzione di un'auto rubata, al legittimo proprietario. Al termine delle indagini, il Pm ha emesso un avviso di conclusione indagini a carico di 24 persone, anch'esse ree di aver detenuto, ai fini di spaccio, sostanze stupefacenti, a carico delle quali il Gip non ha tuttavia ritenuto dover applicare misure cautelari. A carico di altre 33 persone l'avviso e' stato emesso per il delitto di favoreggiamento personale, ovviamente, tutte "clienti" delle persone arrestate.


Droga: Catanzaro, utilizzati per spaccio anche indumenti neonati
Catanzaro, 13 mar. - Dosi nascoste negli indumenti di neonati portati a passeggio da sorelle e congiunti minorenni, mentre gli adulti concordavano la vendida della droga con gli acquirenti. Cosi' bastava un segnale ai ragazzini posizionati in zona per la consegna di quanto richiesto. L'operazione "Lido Pulita", portata a termine dal personale della polizia del Commissariato di Catanzaro Lido, ha permesso di ricostruire l'attivita' di spaccio che avveniva nel quartiere marinaro del capoluogo. Il gruppo di rom, stanziali a Catanzaro, aveva messo in piedi un vero e proprio "bazar della droga", come lo ha definito il questore Vincenzo Carella nel corso della conferenza stampa. Ma la particolarita' dell'operazione e' stata proprio l'avere individuato il modus operandi del gruppo. Le immagini delle telecamere piazzate davanti la stazione ferroviaria di Catanzaro Lido e nel quartiere di via Stretto Antico, hanno permesso di ricostruire le azioni affidate a ragazzi e ragazze con meno di 14 anni. Fino a neonati, tenuti in braccio dai minorenni oppure spinti nelle carrozzine, che venivano utilizzati come nascondiglio dello stupefacente. "Tutto questo ha rappresentato una grossa difficolta' investigativa - ha sottolineato il questore - perche' l'utilizzo di minori, che avevano spesso anche funzioni di vedette, ci ha creato non pochi problemi. Basti pensare alla difficolta' di perquisire minorenni e neonati". Tra le persone denunciate dal Commissariato di Lido, diretto da Giacomo Cimarrusti, ci sono anche due minorenni, segnalati al tribunale competente. La denuncia per favoreggiamento e' scattata, invece 33 persone che sono state individuate e sentite dalla polizia come "clienti" del giro di droga, ma che hanno avuto non poche reticenze a parlare, nonostante i numerosi sequestri di droga che sono stati effettuati. Ad altri 24 componenti del gruppo di spacciatori e' stato notificato il provvedimento di avviso di conclusione delle indagini, ed allora si aggiungono le cinque persone arrestate, piu' una posta ai domiciliari e una settima con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In quest'ultimo caso, si tratta della madre di alcuni minori utilizzati per lo spaccio. Complessivamente, dunque, risultano coinvolte nell'inchiesta 66 persone. Il questore Carella ha sottolineato lo sforzo operativo del commissariato di Lido, definendolo "un motivo di grande orgoglio per tutti noi, viste le diverse attivita' che svolge", quindi ha ribadito come "con questa operazione e' stata colpita non solo l'attivita' di spaccio, ma si incidera' anche sulla sicurezza complessiva del territorio di Lido e dei quartieri limitrofi".


Droga: sindaco Catanzaro, ottimo lavoro delle forze dell'ordine
Catanzaro, 13 mar. - Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo ha espresso, con una nota, il suo plauso agli uomini della Polizia di Stato che questa mattina hanno sgominato una rete di presunti spacciatori nella zona sud della citta'. "L'operazione con la quale gli agenti della questura di Catanzaro, abilmente coordinati da Vincenzo Carella, hanno sgominato una rete di presunti spacciatori nella zona sud del capoluogo - dice Abramo - dimostra, ancora una volta, l'ottimo lavoro che le forze dell'ordine svolgono per tutelare la sicurezza di tutti i cittadini. L'azione quotidiana della polizia di Stato deve essere supportata con costanza e tenacia, dalle istituzioni cosi' come dai privati cittadini, per far si' che tutti gli uomini e le donne che vestono la divisa e si sacrificano per il bene della comunita', sappiano che non sono soli nella battaglia contro la criminalita' organizzata".


Droga: Coisp, occorre "fare rete" per arginare la criminalita'
Catanzaro, 13 mar. - "L'operazione antidroga portata a termine dal personale del Commissariato Sezionale della Polizia di Stato di Catanzaro Lido dimostra la grande professionalita' degli Operatori e del loro Dirigente, il dottor Giacomo Cimarrusti, che, nonostante l'organico e le tante pratiche delegate, sono riusciti a garantire un segno tangibile di sicurezza e di presenza dello Stato nella zona sud della citta' capoluogo di regione". Lo afferma il Segretario Regionale del Coisp - il Sindacato Indipendente di Polizia - Giuseppe Brugnano, commentando l'operazione di oggi denominata "Lido pulita". Brugnano, pero', evidenzia i disagi a cui e' sottoposto il Commissariato di Catanzaro Lido: "Da tempo si discute della necessita' di potenziare una struttura strategica - afferma - e che opera con dedizione nonostante manchi oltre il 50 per cento del personale previsto. Questo presidio e' fondamentale per la sicurezza della citta' di Catanzaro, ma anche dell'intero comprensorio, considerata la posizione strategica e il flusso di persone che ruotano intorno al quartiere Lido. Tutto questo senza dimenticare che questa fascia e' inserita in un contesto particolarmente critico, stretta tra l'area del basso jonio catanzarese e le influenze della criminalita' crotonese. Ragioni in piu' per avviare, una volta per tutte, quelle azioni di potenziamento del personale. Da qui l'appello al Questore Carella - aggiunge Brugnano - che ha dimostrato sensibilita' verso queste esigenze, affinche' siano messi in atto tutti gli accorgimenti necessari per colmare in tempi brevi i disagi dei colleghi". Il Segretario Regionale del Coisp si e' anche soffermato sulla situazione del fenomeno dello spaccio di droga nella citta' di Catanzaro: "C'e' una condizione di grave emergenza - sostiene Brugnano - occorre collaborare tutti insieme, Istituzioni, mondo della scuola ed associazioni, per "fare rete", le forze sane del territorio con le Forze di Polizia, contro un fenomeno in grande espansione, che coinvolge troppe persone e che rischia di degenerare a livello sociale. Questa "rete" e' l'unica strada che puo' portare ad una Catanzaro sempre piu' pulita".


Droga: tre arresti della polizia a Crotone
Crotone, 13 mar. - Gli agenti della squadra volanti della questura di Crotone hanno tratto in arresto tre persone con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Francesco Federico, 25 anni, e dei conviventi Daniele Pugliese, 39 anni, e Vanda Mercurio, 28 anni. Nel corso di una perquisizione nell'abitazione di Federico i poliziotti hanno rinvenuto 10 grammi di marijuana e una somma di 90 euro; nell'abitazione della coppia, invece, sono stati rinvenuti 11 grammi di eroina, due bilancini digitali e la somma di 2.100 euro, ritenuta provento dell'attivita' di spaccio.


Furto di energia elettrica, titolari camping arrestati a Vibo
Vibo Valentia, 13 mar. - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia guidati dal capitano Diego Berlingieri e quelli della Stazione di Vibo Marina diretti dal maresciallo Riccardo Astorina hanno arrestato a Portosalvo, frazione di Vibo, due fratelli con l'accusa di concorso furto aggravato di energia elettrica. Si tratta di Santo ed Alessandro Curra', rispettivamente di 46 e 40 anni, gia' noti alle forze dell'ordine. In particolare, Santo Curra' era stato arrestato il 19 aprile dello scorso anno per il medesimo reato e per tale episodio si trova attualmente ancora sottoposto all'obbligo di firma. I carabinieri, nel corso di un controllo nel camping "Eden Park" di localita' Trainiti di Portosalvo, di proprieta' di Santo Curra', con l'ausilio di personale dell'Enel, hanno scoperto un sistema di bypass del contatore che avrebbe consentito al titolare della struttura di rifornire illegalmente di energia elettrica tutto il camping. Nel corso dei controlli, i militari dell'Arma hanno altresi' accertato che anche l'appartamento in uso ad Alessandro Curra', fratello di Santo, posto nelle pertinenze del villaggio "Eden Park", era rifornito illegalmente di energia elettrica. Da qui l'arresto dei due fratelli che, in attesa delle determinazioni dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia, sono stati posti ai "domiciliari".


Trovato morto il diciassettenne scomparso a Caloveto
Cosenza, 13 mar. - Il diciassettenne romeno, A.P., scomparso ieri da Caloveto, nel Cosentino, e' stato ritrovato morto. Il suo corpo e' stato individuato dai vigili del fuoco, impegnati nelle ricerche insieme ai carabinieri, nei pressi di un corso d'acqua. Il cadavere non presenterebbe segni di violenza, per cui si suppone che il giovane sia stato colto da un malore e che sia caduto.


Diffamazione: Cassazione, no a carcere per i giornalisti
Roma, 13 mar. - Non al carcere per i giornalisti ritenuti responsabili di diffamazione, se non in "circostanze eccezionali". Questa la posizione espressa, in una sentenza depositata oggi, dalla quinta sezione penale della Suprema Corte, la quale rileva che "la liberta' di espressione costituisce un valore garantito attraverso la tutela costituzionale del diritto/dovere di informazione", che impone "anche laddove siano valicati i limiti del diritto di cronaca e/o di critica, di tener conto, nella valutazione della condotta del giornalista, dell'insostituibile funzione informativa esercitata dalla categoria di appartenenza, tra l'altro attualmente oggetto di gravi e ingiustificati attacchi da parte anche di movimenti politici proprio al fine di limitare tale funzione".  La Suprema Corte, inoltre, ricorda che "anche il legislatore ordinario italiano e' orientato al ridimensionamento del profilo punitivo del reato di diffamazione a mezzo stampa" e non "va trascurato - si legge nella sentenza - l'orientamento della Corte Edu che esige la ricorrenza di circostanze eccezionali per l'irrogazione, in caso di diffamazione a mezzo stampa, della piu' severa sanzione, sia pure condizionalmente sospesa, sul rilievo che altrimenti non sarebbe assicurato il ruolo di 'cane da guardia' dei giornalisti, il cui compito e' di comunicare informazioni su questioni di interesse generale e conseguentemente di assicurare il diritto del pubblico di riceverle". La Cassazione ha affrontato, dunque, di nuovo il tema del carcere per i cronisti, nell'ambito di un processo a carico di due giornalisti - uno direttore, l'altro autore di un articolo pubblicato sul quotidiano 'La voce di Romagna' nel marzo 2006 - per diffamazione ai danni di due militari. L'articolo 'incriminato' attribuiva alle parti offese il furto ai danni di un collega, contrariamente al vero. Il Tribunale di Cremona prima e la Corte d'Appello di Brescia poi avevano condannato i due giornalisti: i giudici di secondo grado, avevano pero' ridimensionato sia il trattamento sanzionatorio, pari a 6 mesi di reclusione, che l'entita' del risarcimento del danno. I giudici della Suprema Corte hanno annullato con rinvio la sentenza d'appello, limitatamente al trattamento sanzionatorio.


Carceri: Sappe, in Calabria nel 2013 statistiche da brivido
Catanzaro, 13 mar. - "Nel corso del 2013, in Calabria ci sono stati, da parte dei detenuti, 96 gesti di autolesionismo (19 a Paola, 13 a Cosenza, 11 a Rossano, 8 a Reggio Calabria, 2 a Palmi, 1 a Crotone, 23 a Catanzaro, 15 a Castrovillari, 4 a Locri), 27 tentativi di suicidio (3 a Paola, 2 a Cosenza, 3 a Vibo Valenzia, 2 a Rossano, 8 a Reggio Calabria, 4 a Catanzaro, 5 a Castrovillari), 4 suicidi (1 a Rossano, 1 a Reggio Calabria, 2 a Catanzaro, 2 a Castrovillari), 4 decessi per cause naturali, 17 ferimenti e 39 colluttazioni". Lo rendono noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario regionale. "Da sottolineare - aggiungono - le 27 vite salvate in carcere dalla polizia penitenziaria, nonostante le forti carenze di personale. Ci sono istituti come Palmi dove il personale di polizia penitenziaria deve fruire di circa 10000 giornate di ferie, dal 2007 ad oggi, a Crotone, un istituto chiuso per lavori, dove ci sono solo 4 detenuti, il personale deve fruire di ferie e riposi. Di questa situazione - sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sappe - ieri abbiamo parlato con il vice capo vicario del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Luigi Pagano, il quale ci ha rassicurati che le ferie ed i riposi al personale di polizia penitenziaria saranno presto riconosciuti. Attendiamo fiduciosi, in caso contrario presto ci faremo sentire, anche con iniziative di protesta".


Fisco: accordo tra l'Agenzia delle Entrate e il Comune di Borgia
Catanzaro, 13 mar. - E' stato firmato oggi dal direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate, Antonino Di Geronimo, e dal sindaco del Comune di Borgia, Francesco Fusto, il protocollo d'intesa finalizzato alla collaborazione nel recupero dell'evasione dei tributi erariali. L'accordo tra i due enti prevede uno scambio strutturato di informazioni qualificate, trasmesse in via telematica, attraverso il quale l'Amministrazione finanziaria potra' disporre di dati e notizie qualificanti da utilizzare ai fini dell'accertamento fiscale dei tributi. Per il 2014, il Comune ricevera' una quota pari al 100% delle somme recuperate a seguito delle apposite segnalazioni effettuate, che abbiano contribuito al buon esito dell'accertamento fiscale. Questi i settori interessati: il commercio e le professioni; l'urbanistica e il territorio, la proprieta' edilizia e il patrimonio immobiliare; le residenze fittizie all'estero e la disponibilita' di beni e servizi di rilevante valore indicativi di capacita' contributiva.


Processo Fallara: difesa Scopelliti, "sindaco non poteva sapere"
Reggio Calabria, 13 mar. - La prossima udienza del processo Fallara, scaturito dalle autoliquidazioni dell'ex dirigente del settore bilancio del comune di Reggio Calabria morta suicida, ancora in corso davanti al Tribunale di Reggio Calabria, e' stata fissata per il 27 marzo prossimo. Sono le ultime battute del processo che vede imputato per falso in atto pubblico e abuso d'ufficio l'allora sindaco Giuseppe Scopelliti, attuale governatore della Calabria, insieme ai componenti del collegio dei revisori dei conti dell'epoca, Carmelo Stracuzzi, Domenico D'Amico e Ruggero Alessandro De Medici, accusati di falso. Questa mattina e' stata la volta dell'arringa difensiva dell'avvocato Aldo Labate, legale di fiducia di Scopelliti. "Un sindaco - ha sostenuto Labate in aula stamani - non puo' accorgersi di alterazioni di poste nel bilancio, Scopelliti non poteva accorgersene, non era nei suoi compiti ne' nelle sue corde". La prossima udienza sara' dedicata alle repliche del pm, che ha gia' chiesto di condannare Scopelliti a 5 anni di reclusione con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, e a 4 anni di reclusione i membri del collegio dei revisori dei conti.


Estorsione e minacce a connazionali, rumeno arrestato a Gioia T.
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 13 mar. - Un cittadino rumeno incensurato, il 25enne A.N., e' stato arrestato dal personale del Commissariato di Gioia Tauro e Polistena, con l'accusa di estorsione e minacce aggravate nei confronti di connazionali. Ieri mattina, infatti, alcuni cittadini rumeni hanno denunciato, presso il commissariato di Gioia, il loro connazionale. In particolare uno di loro ha raccontato che l'uomo avrebbe fatto giungere in Italia un suo congiunto, unitamente ad altri connazionali, con la promessa di un lavoro sicuro, ma giunto in Italia il rumeno avrebbe sequestrato ad uno di essi il documento di identita', chiedendo per la restituzione, dopo diverse minacce, la somma di 300 euro. La perquisizione domiciliari presso l'abitazione presa in affitto dal giovane, a Melicucco, ha permesso di rinvenire il documento di uno dei rumeni e quello di un altro cittadino. Sono state inoltre accertate le gravi responsabilita' del giovane il quale, all'interno dell'appartamento preso in affitto, avrebbe "ospitato" diversi cittadini rumeni, giunti dalla Romania in situazioni precarie con un pulmino, ammassandoli nell'abitazione e minacciandoli con le medesime modalita'.


Droga: spaccio a Catanzaro, sette arresti
Catanzaro, 13 mar. - La Polizia di Stato di Catanzaro, grazie alle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito 7 arresti di spacciatori che avevano come base operativa via Stretto Antico, del quartiere Lido. Il gruppo di spacciatori, composto per la gran parte da persone di etnia rom stanziali a Catanzaro, era divenuto sicuro punto di riferimento per numerosi acquirenti della citta' e dei paesi limitrofi. L'attivita' veniva svolta per le strade del quartiere, anche con il contributo di minori non imputabili. I particolari dell'operazione saranno resi noti durante la conferenza stampa che si terra' in Questura alle 11.30.


Deve espiare pena per furto, un arresto nel Cosentino
Cosenza, 13 mar. - Deve espiare una condanna a 4 mesi di reclusione per furto. Per questo motivo i Carabinieri della stazione di Montalto Uffugo hanno arrestato un uomo di 81 anni, G.B., pregiudicato cosentino. L'uomo e' stato sottoposto agli arresti domiciliari in una casa di cura di Montalto Uffugo.


Diciassettenne scomparso nel Cosentino, ricerche in corso
Cosenza, 13 mar. - Un giovane di 17 anni, di origine romena, e' scomparso da ieri a Caloveto (CS). Il giovane, da tutti conosciuto e che si occupava di diversi lavori per conto di alcuni imprenditori, e' adesso attivamente cercato dai carabinieri e da squadre di volontari nelle campagne tra Caloveto e Cropalati, dove passa il fiume Trionto.


Pastore scomparso nel Cosentino, ancora nessuna traccia
Cosenza, 13 mar. - Ancora nessuna traccia dell'uomo di 34 anni, Carmine Di Santo, scomparso dalla sua abitazione di Fiumefreddo Bruzio (CS) la mattina del 9 marzo. I carabinieri e il Corpo forestale dello Stato hanno setacciato, senza esito, tutta l'area. L'uomo, che fa il pastore, non era rientrato a casa e i parenti aveva allertato le forze dell'ordine, visto che non si era mai allontanato senza avvertire. La procura di Paola ha richiesto i tabulati del suo telefonino, per cercare di individuare i suoi spostamenti.


Curinga:  un arresto su ordinanza di custodia cautelare

Curinga(Catanzaro), 13 mar. - Nella serata di ieri in Curinga, i militari della locale stazione hanno tratto in arresto  in esecuzione di una  ordinanza di custodia cautelare presso il proprio domicilio Michele Catanzaro, 36 anni,  disoccupato, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza  già più volte arrestato per furto. Il provvedimento è stato emesso dal giudice delle indagini preliminari di Lamezia Terme a seguito di attività d’indagine svolta dai militari della stazione. Il predetto è stato accusato di furto presso un’ abitazione in Curinga, nel Novembre 2013. Infatti i  carabinieri dopo la denuncia hanno effettuato le indagini del caso e raccolto vari filmati sorveglianza fino ad identificare l’autore del furto. La posizione del Catanzaro è resa ancora più grave per aver commesso il fatto durante il periodo di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, misura che prevede un aggravante per ogni reato commesso, oltre che dai molti reati simili di cui è stato accusato in passato.


Bancarotta: beni per 3 mln sequestrati da Gdf a Lamezia 
Lamezia Terme, 12 mar. - Beni per tre milioni di euro sono stati sequestrati dalla sezione di polizia giudiziaria e del gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Si tratta di 15 unita' immobiliari, del valore complessivo di 3 milioni di euro, ubicate nei comuni di Lamezia Terme e Falerna. Il provvedimento, secondo quanto reso noto, e' stato emesso dalla magistratura in base a indagini della Guardia di Finanza in seguito al fallimento di un'impresa operante a Lamezia nel settore degli infissi in alluminio. Le indagini ipotizzano i reati di bancarotta documentale e bancarotta patrimoniale. La bancarotta sarebbe stata determinata dal tentativo di occultare o disperdere molti beni della ditta fallita. In particolare, le indagini condotte dai militari della Guardia di finanza avrebbero ricostruito e neutralizzato una serie di transazioni patrimoniali artificiose , finalizzate a nascondere ai creditori l'attivo della ditta fallita, mediante, fra l'altro, anche la costituzione di una nuova societa' "ad hoc", nella quale venivano strumentalmente conferiti gli immobili oggetto del sequestro. Nel dettaglio, l'operazione ha permesso di sequestrare quattro appartamenti ed un magazzino, siti a Falerna, e sei appartamenti, tre magazzini ed un fabbricato commerciale, utilizzato come deposito e laboratorio, a Lamezia Terme.


'Ndrangheta: confermata confisca beni D'Agostino e Cardillo
Torino, 12 mar. - La Cassazione ha confermato la confisca del patrimonio immobiliare da oltre 10 milioni di euro di Ilario D'Agostino e Francesco Cardillo, accusati di far parte di un'articolazione piemontese della 'ndrangheta che riciclava denaro in attivita' di costruzioni e altre societa'. I beni erano stati sequestrati nell'aprile 2012 in seguito alle indagini avviate nel 2008 dalla Dia di Torino che portarono a scoprire la presenza delle ditte riconducibili ai due in appalti pubblici: tra questi, anche quelli per la realizzazione di alcune tratte della linea Tav piemontese e per la costruzione delle opere connesse alle olimpiadi di Torino 2006. D'Agostino era anche riuscito a inserire una sua impresa nei lavori per la realizzazione del nuovo porto di Imperia. Tra i beni sequestrati, intestati ai due e ad alcune delle loro societa' loro riconducibili (Italia Costruzioni Srl e Ediltava Srl), c'e' una villa di pregio di 12 vani a Legnano (Mi), che Italia Costruzioni aveva rilevato nel 2007 dal fallimento della ditta Floridia di Cosimo Barranca, capo del locale di Milano arrestato nel luglio 2010 dalla Dda di Milano nell'ambito dell'"Operazione Infinito". Ci sono poi una decina di abitazioni nel torinese, box auto, un appartamento di lusso a Torino, quattro appartamenti nel cuneese, alcuni terreni edificabili a Riace (Rc) e Caulonia (Rc). E' stata confiscata anche la somma di ? 156.985,00, provento della vendita di un'abitazione e relativi garage siti in Oulx (TO).


'Ndrangheta:Isola C.R. deve espiare condanna a 12 anni, arrestato
Crotone, 12 mar. - Deve scontare una condanna a 12 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola in concorso aggravata dalle modalita' mafiose. Per questo Tommaso Manfredi, 64enne di Isola Capo Rizzuto, esponente della cosca Nicoscia, e' stato tratto in arresto dagli agenti della squadra Mobile di Crotone che nei suoi confronti hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d'appello di Catanzaro. La condanna inflitta a Manfredi prende le mosse dall'operazione antimafia denominata 'Pandora' che nel novembre 2009 fu portata a termine dalla squadra Mobile e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato contro le cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in quel periodo in guerra tra loro. In primo grado all'uomo furono inflitti dal Tribunale di Crotone 16 anni di reclusione, pena ridotta in appello a 12 anni di reclusione, sentenza divenuta definitiva nello scorso febbraio a seguito della pronuncia della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso di Manfredi. L'uomo, che al momento era sottoposto alla detenzione domiciliare, e' stato rintracciato all'ospedale di Crotone dove era ricoverato per accertamenti sanitari.


'Ndrangheta: guidava senza patente, arrestato il boss Fiare'
Vibo Valentia, 12 mar. - I Carabinieri della Stazione di San Gregorio d'Ippona hanno arrestato Filippo Fiare', 58 anni, esponente di spicco dell'omonimo clan nafioso. I militari dell'Arma hanno sorpreso Fiare' in localita' Pedronea di San Gregorio d'Ippona alla guida di una Fiat Panda pur essendo sprovvisto della patente di guida in quanto in precedenza revocatagli dalla Prefettura di Vibo Valentia in forza del regime di sorveglianza speciale al quale e' sottoposto. Filippo Fiare', condannato nel gennaio dello scorso anno dalla Cassazione a 5 anni di reclusione (pena in parte gia' scontata) per associazione mafiosa, e' stato posto agli arresti domiciliari in attesa delle determinazioni della magistratura. Filippo Fiare', unitamente al fratello Rosario (ritenuto il capo indiscusso del clan), era rimasto coinvolto nell'operazione antimafia "Rima" del luglio 2005.


Uccise e brucio' fidanzata: madre condannato, non e' un mostro
Cosenza, 12 mar. - "Mio figlio non e' un mostro. Non giustifico quello che ha fatto, ma e' stato il gesto di una persona malata che deve essere curata. E' stata una sentenza troppo dura per un ragazzo malato. Il dramma e' di noi mamme, senza dubbio per quella di Fabiana, ma e' anche mio". Cosi' Pina Forciniti, mamma di Davide Morrone, il ragazzino che ha ucciso nel maggio scorso la fidanzata Fabiana Luzzi e che e' stato condannato ieri a 22 anni di carcere dal tribunale dei minori di Catanzaro, parla al Tgr Calabria, in un'intervista rilasciata all'inviato Riccardo Giacoia e che andra' in onda stasera, alle 19,30. Nell'intervista il dolore di una madre distrutta dal dolore e che preannuncia di voler lottare per far curare il proprio figlio.


Lite con coltello ed accetta, denunciati a Roggiano Gravina
Cosenza, 12 mar. - A Roggiano Gravina i carabinieri della locale stazione hanno denunciato due persone, P.P. ed L.A., rispettivamente di anni 33 e 59, poiche' ritenuti responsabili di lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma bianca. In particolare, i militari dell'Arma, a conclusione di una attivita' d'indagine finalizzata alla corretta ricostruzione della vicenda, hanno accertato che i due, a seguito di un litigio scoppiato per futili motivi nella serata del 5 marzo scorso in via degli Oleandri, si colpivano vicendevolmente procurandosi lesioni guaribili dai 3 ai 10 giorni. Nell'occasione, secondo quanto emerso, il primo, armato di un coltello da cucina, colpiva con un fendente all'emitorace sinistro la controparte, che, nel probabile tentativo di difendersi, rispondeva, armato di accetta, con un analogo colpo alla coscia sinistra. Le armi utilizzate dai duellanti, rinvenute dai carabinieri, sono state sequestrate, in attesa delle ulteriori direttive da parte dell'autorita' giudiziaria.


Sicurezza: Polstrada, tappa a Catanzaro per "Young Europe"
Catanzaro, 12 mar. - "Young Europe", primo film al mondo realizzato da una forza di polizia, e' stato proiettato presso l'Istituto penale per i minorenni "Silvio Paternostro" di Catanzaro. Dopo Roma e Napoli, e' il terzo appuntamento di un'iniziativa promossa dalla Polstrada in collaborazione con il Dipartimento per la giustizia minorile per facilitare il percorso di integrazione sociale dei giovani detenuti in vista del loro ritorno in liberta': prossime tappe saranno Milano, Torino, Pontremoli e Palermo, ma l'obiettivo finale e' quello di estendere le proiezioni anche agli altri istituti di pena presenti sul territorio nazionale ed alle comunita' di recupero. La proiezione e' stata seguita da un dibattito moderato dagli operatori della Polizia stradale, per un messaggio di apertura e prossimita' che vuole raggiungere anche le realta' piu' difficili.
Il film del regista Matteo Vicino, cofinanziato dalla Commissione europea, e' stato realizzato sulla base di uno studio sui profili di rischio del giovane guidatore e nasce dell'ambito del progetto europeo sulla sicurezza stradale denominato "Icarus", che ha visto la Polizia stradale capofila in Europa, con una ricerca scientifica che ha coinvolto 14 Paesi dell'Unione ed un manuale tradotto in tutte le lingue europee.


Ambiente: Legambiente, tagliare alberi monumentali e' una follia
Vibo Valentia, 12 mar. - "La notizia del taglio di alcuni alberi nel bosco Archiforo delle Serre, tra cui alcuni di particolare pregio, desta inquietudine e pone interrogativi sulla gestione del patrimonio boschivo che, soprattutto in Calabria, rappresenta una risorsa unica sia dal punto di vista ambientale che di potenziale sviluppo turistico, e Legambiente si attivera' in ogni sede, nazionale e comunitaria, per impedire che questo scempio venga compiuto." E' quanto sostiene Legambiente Calabria che con una nota a firma di Francesco Falcone, Presidente regionale, e di Franco Sarago' della segreteria regionale, interviene sulla clamorosa notizia apparsa sulla stampa circa la decisione del Comune di Serra S. Bruno ti tagliare, tra le oltre 2.600 piante di abete bianco presenti nel Sic "bosco Archifo'ro" (codice IT9340121) di 4.913,61 ettari sito quasi interamente all'interno del Parco regionale delle Serre, anche un esemplare secolare di abete bianco che, con i suoi 55 metri d'altezza e 5,5 metri di circonferenza, e' classificato tra gli esemplari piu' alti d'Europa. "La vicenda - continuano Falcone e Sarago' - ha giustamente creato clamore in tutto il Paese poiche' rappresenta una risposta sbagliata alla reale esigenza di valorizzare economicamente il patrimonio forestale di una regione che, nonostante sia tra le piu' forestate d'Italia, manca dei piu' elementari strumenti di programmazione forestale e di pianificazione dell'uso del bosco che in altri contesti territoriali hanno garantito un reale sviluppo socio-economico." La Calabria, infatti, non ha una legge forestale regionale e si affida alle Prescrizioni minime di polizia forestale per gestire e programmare gli interventi forestali che rappresenta un'assurdita' se si pensa agli interessi economici, legali e non, che ruotano attorno al settore forestale regionale. "Le difficolta' economiche che vive il paese e in particolar modo i piccoli comuni, - aggiungono Falcone e Sarago' - spingono questi ultimi a fare cassa e la vendita di legname spesso diventa una concreta occasione per fare fronte alle esigenze di bilancio. Un rischio che non possiamo e non dobbiamo correre. Siamo convinti che i territori montani, dalla tutela del loro patrimonio ambientale, possano ricevere guadagni, anche in termini concreti ed immediati, imparagonabili a quanto incassato dalla vendita del legname". E' necessario, soprattutto in Calabria, rivedere i confini delle aree di pregio destinandole a riserve ma e' altrettanto necessario che i Comuni, diano attuazione alla Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 che li obbliga a censire gli alberi monumentali e di particolare interesse naturalistico adottando tutte le misure necessarie alla loro salvaguardia. E' inconcepibile, poi, che la Regione Calabria, nonostante adottato nel lontano 2008, non abbia ancora approvato il Piano del Parco regionale delle Serre, strumento indispensabile per l'attuazione piena della tutela del territorio. "Riteniamo - conclude Legambiente - necessario implementare il numero degli agenti del Corpo Forestale al fine di poter consentire un maggiore controllo del territorio, spesso teatro di illeciti in materia ambientale. Non vogliamo essere piu' spettatori inermi di disastri ambientali che hanno caratterizzato la storia della nostra regione e non vogliamo che si ripeta l'oscuro periodo dell'immediato dopoguerra, allorche' per fare fronte ai debiti di guerra, la Calabria con il disboscamento di vaste aree che videro il taglio anche di alberi secolari di enorme pregio, pago' un prezzo altissimo".


Ambiente: Wwf Calabria,  sequestro centrale Vado si un monito per Saline

Vibo Valentia, 12 mar. - Il sequestro della centrale a carbone di Vado Ligure, accusata dalla Procura di Savona di aver provocato centinaia di decessi in pochi anni, rappresenta l’ennesima, gravissima, dimostrazione di come gli interessi economici prevalgano sul rispetto della salute umana e dell’ambiente. Da Marghera ad Augusta, da  Taranto a Malagrotta, da Cengio a Casale Monferrato, fino ai nostri Praia a Mare, Crotone e Africo, la storia d’Italia è piena di casi in cui, in nome dell’industrializzazione, si è fatto scempio del diritto fondamentale di ogni uomo, che è il diritto alla salute. Il copione è sempre quello, e vede da una parte i grossi gruppi industriali che speculano sul bisogno di lavoro della gente , che negano o minimizzano i danni per l’ambiente, che assicurano sull’uso delle tecnologie più avanzate (salvo poi falsare documenti, eludere i controlli, seppellire scorie dappertutto), e una popolazione incolpevole che viene avvelenata giorno dopo giorno, e a cui viene detto o che le morti e le malattie causate dall’inquinamento sono da attribuire al traffico automobilistico oppure che “non c’è nesso di causalità” tra le emissioni e le patologie  e i decessi. Come se ceneri volatili e ossidi di azoto, idrocarburi e diossine che si assorbono per anni, fossero paragonabili ai fili dell’alta tensione, che se uno li tocca muore. Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia,  ricorda che il sequestro della centrale a carbone di Vado Ligure è stato effettuato a seguito delle verifiche condotte dagli inquirenti che avrebbero accertato il mancato rispetto di alcune prescrizioni puntuali imposte dall’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) ministeriale. Poiché gli inquirenti avrebbero anche accertato la possibile assenza di sistema di monitoraggio delle emissioni al camino tutto sembra confermare le denunce più volte fatte dal Comitato locale e dagli ambientalisti. Sembrerebbe che l’azienda non abbia neanche ottemperato alle prescrizioni di una Autorizzazione Integrata Ambientale, di certo non troppo severa.  Anche a Saline Ioniche si sta cercando di propinare la vecchia minestra a base di promesse occupazionali e miraggi tecnologici, allettanti misure di compensazione per regalarci una centrale a carbone, in piena crisi climatica e in una regione che, tra turbogas,  biomasse (si legge :alberi), progetti di rigassificatori e quant’altro, sembra diventata la centrale energetica di mezza Italia, dimenticando che le centrali a carbone sono antistoriche, comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto, fanno male alla salute e che  il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti.


Ricettazione e riciclaggio, quattro denunce a Fagnano Castello
Fagnano Castello (Csenza), 12 mar. - Quattro persone sono state denunciate dai Carabinieri a Fagnano Castello, nel Cosentino, per ricettazione e riciclaggio in concorso. In particolare i militari dell'Arma, a conclusione di un'attivita' d'indagine, hanno accertato che i quattro con condotte differenti, avevano compiuto operazioni finalizzate ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di un fuoristrada oggetto di furto, a San Marco Argentano, nel mese di aprile dello scorso anno. In particolare, il veicolo e' stato rinvenuto nella disponibilita' di una coppia fagnanese, un uomo ed una donna rispettivamente di 35 e 23 anni, con telaio e targhe contraffatte, o meglio riferite ad un'autovettura simile gia' posseduta da un'altra coppia di 40enni di Cetraro. L'auto, sottoposta a sequestro, sara' restituita, previa autorizzazione dell'autorita' giudiziaria, all'avente diritto.


Sacerdote ucciso: Comune Cassano gli intitola un piazzale
Cassano Ionio (Cosenza), 12 mar. - Il piazzale antistante la Chiesa di Lattughelle sara' intitolato a Padre Lazzaro Longobardi. Lo ha deciso la giunta municipale di Cassano Ionio, su proposta del sindaco Gianni Papasso. Nell'atto deliberativo e' stato ricordato che nella mattinata del 3 marzo, sul sagrato della Chiesa di San Giuseppe di Sibari, e' stato trovato senza vita il corpo di Padre Lazzaro Longobardi, parroco della Chiesa di San Raffaele della C.da Lattughelle, vittima di un brutale assassinio; che la drammatica circostanza ha riaperto una profonda ferita nell'animo della collettivita', composta in gran parte da gente onesta, dignitosa, contraria ad ogni forma di violenza e desiderosa di pace e tranquillita'; che il brutale assassinio, che trova origine nella grave emergenza sociale e culturale che imperversa sul territorio, colpisce in maniera particolare la Chiesa di Cassano All'Ionio, che perde un Ministro di Dio buono, semplice, affabile, sempre disponibile a venire incontro al bisogno degli ultimi; che Padre Lazzaro Longobardi viveva in prima persona il disagio ed ha pagato con la vita la sua predisposizione all'aiuto dei bisognosi e degli emarginati; che pertanto, il nome di Padre Lazzaro Longobardi rievoca quei valori universali di solidarieta' e fratellanza e puo' simboleggiare la voglia di riscatto sociale e culturale e di pace che anima il cuore della collettivita' di Cassano.


Sacerdote ucciso: sabato lutto cittadino a Cassano Ionio
Cassano Ionio (Cosenza), 12 mar. - In occasione della cerimonia funebre di Padre Lazzaro Longobardi, che si terranno sabato mattina, alle ore 10:00, presso la chiesa di contrada Lattughelle di Sibari, il sindaco di Cassano All'Ionio, Gianni Papasso, con propria ordinanza ha proclamato il lutto cittadino dalle ore 9.30 alle ore 13.00, del 15/03/2014, in segno di cordoglio e partecipazione. Nell'atto, dopo avere premesso che nella mattinata del 3 marzo scorso, dinanzi alla Chiesa di San Giuseppe di Sibari, e' stato ritrovato senza vita il corpo di Padre Lazzaro Longobardi, vittima di un brutale assassinio, e' stato evidenziato che l'intera comunita' cittadina e' rimasta profondamente colpita ed indignata da questo drammatico evento, che ha colpito in maniera particolare la Chiesa di Cassano che, per mano assassina, ha perso un pastore semplice, buono, generoso, affabile, sempre disponibile ad aiutare gli ultimi. L'amministrazione comunale, intende, pertanto, manifestare in modo tangibile il proprio dolore e quello dell'intera cittadinanza per la tragica perdita di un sacerdote, vittima di una violenza inaudita, proclamando il "lutto cittadino" il giorno delle esequie. La decisione, e' stata assunta dopo avere sentiti il presidente del consiglio comunale e la Giunta Municipale e informato il Prefetto di Cosenza. Nell'ordinanza, il sindaco Papasso, ha invitato, inoltre, tutta la comunita' locale, i titolari di attivita' commerciali, le organizzazioni politiche, sociali, culturali e sindacali ad esprimere la loro partecipazione al "lutto cittadino", nei modi in cui ognuno riterra' opportuno, in segno di raccoglimento e di solidarieta' per la tragica fine di Padre Lazzaro Longobardi, dalle ore 9.30 alle ore 13.00. E' stato, altresi', disposto, che tutti gli edifici comunali e scolastici di ogni ordine e grado espongano le bandiere a mezz'asta e che queste siano listate a lutto, con invito ai dirigenti scolastici di voler organizzare lezioni di riflessione sul rispetto della legalita' e contro ogni forma di violenza, nelle ore in cui si svolgeranno i funerali di Padre Lazzaro. Il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Sibari, potra', infine, autorizzare, qualora lo ritenesse opportuno, la partecipare degli studenti alle esequie.


Ambiente: Realacci, tagliare abeti secolari e' un vero delitto
Catanzaro, 12 mar. - "Durante un confronto nel corso della trasmissione Start su Radio Uno, il Sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, ha assicurato che l'Abete Bianco piu' grande d'Europa non e' a rischio taglio. Prendiamo per buone le sue parole. Resta l'invito alle autorita' nazionali e locali, ribadito anche dall'interrogazione sul caso di cui sono primo firmatario, sottoscritta anche dai colleghi Bray e Censore e pubblicata oggi sul sito della Camera, a vigilare sulla vicenda degli oltre 2.600 alberi da tagliare del bosco Archiforo che il Comune di Serra San Bruno avrebbe messo in vendita e a garantire maggiori tutele a specie arboree di cosi' grande pregio. Abbattere abeti di tale portata sarebbe come fare calce con le pietre del Colosseo", cosi' Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, torna sulla vicenda del rischio taglio degli alberi monumentali calabresi.


Lastre di eternit trovate su sponda torrente a Longobardi
Longobardi (Cosenza), 12 mar. - Il nucleo ispettivo sul demanio marittimo dell'ufficio circondariale marittimo di Cetraro, coordinato dal comandante, il tenente di vascello Andrea Chirizzi, ha rivenuto undici grosse lastre in eternit in stato di abbandono sul litorale di Longobardi, e nello specifico a pochissimi metri dal torrente S.Croce, sponda nord. Allo scopo di impedire l'accesso all'area da parte di estranei si e' subito proceduto a delimitare la stessa mediante nastro di colore bianco e rosso riportante la scritta guardia costiera e sono stati apposti diversi cartelli indicanti il sequestro eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria ai sensi dell'articolo 354 del codice di procedura penale. Oltre ad informare dell'accaduto l'autorita' giudiziaria e' stata immediatamente interessata l'Amministrazione Comunale affinche' provveda mediante ditta incaricata all'urgente bonifica dell'area, e cio' sia per gli ovvi motivi di tutela salute pubblica che, in aggiunta, per il fatto che l'eternit si trova vicinissimo al torrente con possibilita', seppure remota, che possa andare a finire al suo interno.


Prostituzione: gestiva "casa chiusa", donna arrestata nel Reggino
Palmi (Reggio Calabria), 12 mar. - Una donna di 69 anni, R. G., e' stata arrestata dalla polizia locale di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palmi, Paolo Ramondino, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Partendo dalle lamentele di alcuni residenti, che hanno notato un via vai di uomini a tutte le ore da e per una palazzina di via Bruno Buozzi, strada di accesso al centro storico della cittadina, le indagini si sono avvalse di classici appostamenti e intercettazioni telefoniche. Si e' compreso quindi che l'indagata avrebbe messo a disposizione di "ragazze di mestiere" l'appartamento, pretendendo una percentuale dal 40 al 50 per cento dell'incasso, che a seconda delle prestazioni si aggirava tra i 60 e gli 80 euro. Le ragazze erano pubblicizzate su 5 siti internet, dove erano esposte le foto della "mercanzia" e un numero di telefono, al quale a volte ha risposto la stessa donna, contrattando le prestazioni per conto delle escort. Il gip, oltre all'arresto della donna, ha disposto il sequestro dell'appartamento.


Pesca: Guardia Costiera Reggio sequestre 3 kg pesce spada
Reggio Calabria, 12 mar. - La Guardia Costiera di Reggio Calabria ha sequestrato in citta' 3 esemplari di pesce spada ed elevato sanzioni Amministrative per oltre 12.000 euro nel corso di controlli mirati a prevenire la vendita di esemplari di pesce spada durante il periodo di divieto delle catture e vendita, stabilito per tutto il mese di marzo. I militri hanno controllato numerosi esercizi commerciali dediti alla vendita di prodotti ittici nonche' numerosi ristoranti trovando in due pescherie i 3 esemplari di pesce spada, per un totale di circa 50 Kg di peso, detenuti per la diretta vendita al dettaglio, nonostante il divieto di pesca e commercializzazione di pesce spada catturato nel Mar Mediterraneo fissato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Sono state, pertanto, elevate le previste sanzioni amministrative a carico dei rispettivi esercizi commerciali con il contestuale sequestro amministrativo degli esemplari di pesce spada. Dopo la certificazione del medico veterinario competente dell'Azienda Sanitaria Provinciale Reggina, che ne ha attestato l'idoneita' al consumo umano, tutto il prodotto ittico e' stato donato in beneficenza a locali istituti caritatevoli. Nel corso della giornata sono state, inoltre, elevate 2 sanzioni amministrative per complessivi 3000 euro nei confronti di una pescheria ed un ristorante cittadino per la omessa tracciabilita' del prodotto ittico oggetto di vendita, nonche' un' ulteriore sanzione di oltre 1000 euro per mancata etichettatura del pesce esposto alla vendita diretta al consumatore.


Ferisce a coltellate zio e cugini, giovane arrestato a Reggio
Reggio Calabria, 12 mar. - Un giovane di 23 anni, A. N., incensurato, e' stato arrestato dai carabieniri di reggio calabria per tentato omicidio. Avrebbe ferito a coltellate, durante una lite, uno zio e due cugini. I fatti risalgono alle 14 di giovedi', quando i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile, su disposizione della centrale Operativa del Comando Provinciale erano intervenuti al pronto soccorso degli Ospedali riuniti, dove erano giunte tre persone, un padre e due figli, che presentavano ferite multiple provocate da un'arma bianca. Dei tre, due venivano immediatamente sottoposti a un delicato intervento chirurgico, al fine di scongiurare il peggio. Il piu' grave dei feriti risulta ancora ricoverato in prognosi riservata nel Reparto di Chirurgia d'urgenza. Il teatro degli eventi e' stto un cortile dove due famiglie legate da vincoli di parentela si sono fronteggiate. Dalle parole si e' passati all'aggressione fisica vera e propria e la lite e' degenerata fino a quanto io ventitreenne ha estratto un coltello ferendolo zio e due cugini, riducendone uno in fin di vita. Il giovane, che si era dileguato, e' stato successivamente bloccato.  Il Gip, a seguito dell'arresto, ha emesso un' ordinanza di convalida del fermo e, valutata la sussistenza del pericolo di fuga, oltre che la natura e l'entita' delle lesioni riportate dalle vittime, ha emesso un'ordinanza della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del giovane.


Truffe: false ditte per rivendere merce,sgominata banda calabresi
Reggio Emilia, 12 mar. - False ditte, col nome 'clonato' di aziende realmente esistenti sul territorio nazionale, utilizzate per comprare ingenti quantitativi di merce di varia natura, che veniva poi rivenduta sotto costo a terzi imprenditori compiacenti. Un giro truffaldino stimato in circa un milione di euro: l'indagine condotta dai carabinieri di Reggio Emilia, denominata 'Total Bluff' ha portato alla luce un'associazione a delinquere composta prevalentemente da calabresi: una ventina le persone coinvolte.


Furto energia eletttìrica, un arresto nel Vibonese
Vibo Valentia, 12 mar. - I Carabinieri di Arena (Vv), alle dipendenze del Maresciallo Bonaccorso Giovanni, nel corso di un ì servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, hanno arrestato un uomo, in flagranza di reato, per furto aggravato di corrente elettrica. Si tratta di un panettiere, M. S., di 46 anni, gia' noto agli inquirenti. Nel corso del controllo, i militari coadiuvati da personale dell'Enel, a seguito di una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, e nell'annesso laboratorio di panificazione, hanno accertato che ì si era abusivamente collegato all'impianto di distribuzione della corrente elettricaì creando una derivazione mediante la quale sottraeva energia per rifornire la sua abitazione. L'arrestato, espletate le formalita' di rito, e' stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.


Droga: operazione carabinieri Locri contro spaccio, arresti
Locri, 12 mar. - Sette persone sono state arrestate e condotte in carcere dai Carabinieri del Nucleo operativo di Roccella Jonica ed altre 4 sono finite ai domiciliari, nell'ambito di un'operazione denominata "Sesse' 2" che vede impegnati oltre 200 militari con l'aiuto di unita' cinofile antidroga e delle unita' speciali dei Cacciatori di Calabria, tuttora impegnati in posti di controllo e posti di blocco. Le perquisizioni a carico di soggetti coinvolti sono 32. L'indagine trae origine da un'altra avviata nel dicembre 2010 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica (RC), a seguito del ritrovamento dell'agenda personale di un soggetto coinvolto in una precedente indagine (la prima "Sesse'", in cui furono arrestate 12 persone). In quel caso fu possibile delineare un quadro chiaro sull'attivita' di spaccio su buona parte della costa Jonica della Locride, partendo dal popoloso comune di Marina di Gioiosa Jonica. Alcuni degli indagati, nonostante fossero gia' sottoposti a misure cautelari per reati in materia di droga, hanno proseguito la loro attivita' criminale, altri hanno preteso da giovani assuntrici prestazioni sessuali come corrispettivo della cessione di sostanze stupefacenti. Sono state quindi notificate, 7 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere; 4 Ordinanze di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari; 3 sottoposizioni all'obbligo di dimora e 2 all'obbligo di presentazione alla p.g.. I particolari verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che avra' luogo alle ore 11 odierne presso la sede del Gruppo Carabinieri di Locri, cui partecipera' il Procuratore della Repubblica, dottor Luigi D'Alessio.
I Carabinieri hanno dato esecuzione alle 16 misure (di cui 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) nei comuni di Marina di Gioiosa Jonica, Caulonia, Sant'Ilario dello Jonio, Ardore Marina e Cinquefrondi. L'operazione, denominata "Sessè 2" trae origine dalla operazione Sessè, condotta nel 2010 dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Roccela Jonica, che ha accertato la presenza di diversi soggetti che in concorso producevano e spacciavano cocaina, marijuana ed eroina, nel territorio del comune di Marina di Gioiosa Jonica con ramificazioni in tutta la fascia costiera della Locride. Alcuni indagati continuavano nell'attività di spaccio nonostante fossero già sottoposti agli arresti domiciliari e dell'obbligo di dimora, per violazione delle norme in materia di stupefacenti, talvolta richiedendo prestazioni sessuali come corrispettivo per la cessione delle sostanze. Altri indagati, invece, sono accusati di detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco clandestine e tentata estorsione. Tra gli indagati vi sono molti disoccupati, per cui il loro tenore di vita sarà monitorato per verificare l'eventuale sproporzione rispetto al reddito effettivamente percepito e, se così dovesse essere accertato, chiedere il sequestro ai fini della confisca dei beni.


Truffe: braccianti "fantasma" nel Crotonese, 23 denunce
 Crotone, 12 mar. - Ventitre persone denunciate un danno di 100.000 euro accertato ai danni dell'erario. E' il bilancio di un'operazione svolta dai militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone che hanno scoperto una nuova truffa ai danni dell'Inps organizzata dal titolare di una ditta individuale di Isola Capo Rizzuto (Kr). La ditta, attraverso l'assunzione fittizia di 22 braccianti agricoli, denunciati insieme ad titolare dell'azienda, ha consentito l'indebita percezione di indennita' previdenziali ed assistenziali per un ammontare di 100.000 euro. Le indagini della Guardia di Finanza crotonese, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Gabriella De Lucia, avrebbero evidenziato che la ditta era stata costituita al solo scopo di consentire l'indebita percezione di vari trattamenti previdenziali quali indennita' di disoccupazione agricola, maternita' e malattia. L'operazione della Fiamme Gialle pitagoriche ha fatto seguito ad un' ispezione dell'Inps, nell'ambito della quale erano gia' emerse anomalie in ordine alla posizione dell'azienda. In particolare, dopo aver operato come impresa di costruzioni sino al 2003, la ditta individuale aveva dichiarato l'avvio dell'attivita' nel settore della coltivazione di ortaggi a decorrere dal gennaio 2008. Sin dall'anno precedente, tuttavia, il titolare aveva assunto numerosi lavoratori dipendenti e stipulato due contratti per l'affitto di terreni. Gli approfondimenti investigativi dei finanzieri hanno pero' permesso di appurare che l'azienda ha operato solo sulla carta. In relazione alla disponibilita' dei fondi da coltivare, sarebbe emerso che un contratto era falso perche' stipulato con una persona deceduta da oltre due anni, mentre l'altro e' stato completamente disconosciuto dal proprietario quanto al contenuto ed alla firma. Il titolare dell'impresa, inoltre, gravato da numerosi precedenti di polizia per armi, stupefacenti e riciclaggio, e' stato detenutonella casa circondariale di Crotone nel periodo dal settembre 2007 al novembre 2010, ovvero per quasi tutto l'arco temporale della dichiarataoperativita' dell'azienda. Anche le dichiarazioni rese dai braccianti non sono risultate credibili. Molti di loro non avrebbero saputo riconoscere fisicamente il proprio datore di lavoro e avrebbero fornito indicazioni inattendibili sul tipo di coltivazioni effettuate e sull'ubicazione dei terreni da lavorare.
Tra l'altro, almeno 5 dei 22 lavoratori formalmente assunti erano gia' stati coinvolti in altre attivita' investigative su casi analoghi. Il titolare dell'azienda, gia' denunciato in passato per reati tributari, e' stato segnalato, in concorso con i 22 falsi braccianti fittiziamente assunti alle sue dipendenze, per i reati di falso e truffa aggravata.


Madre uccide figlio: donna trasferita nel reparto psichiatrico
Cosenza, 11 mar. - Daniela Falcone, la donna di 43 anni, di Rovito, nel Cosentino, che ha accoltellato e ucciso il suo figlio Carmine, di soli 11 anni, e' stata trasferita questa mattina nel reparto di psichiatria dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza, dove era gia' ricoverata, dal giorno dell'omicidio, a causa delle ferite che lei stessa si era inferta, tentando il suicidio. La donna e' in stato di fermo per omicidio, ma, secondo i medici, le sue condizioni non le consentono di andare in carcere. Sul caso indaga la procura di Paola, competente per territorio, visto che il fatto di sangue e' avvenuto sulle montagne prospicenti la cittadina tirrenica. La donna avrebbe rapito e ucciso il figlio perche' aveva gravi dissapori con il marito, che aveva confessato di avere una relazione con un'altra donna.


Uccise e brucio' la fidanzata: condannato a 22 anni
Catanzaro, 11 mar.- E' stato condannato a 2 anni di carcere Davide Morrone, il giovane che il 26 maggio dello scorso anno, quando ancora non era maggiorenne, uccise a Corigliano Calabro, nel Cosentino, la fidanzata sedicenne, Fabiana Luzzi, a coltellate, bruciandone il corpo con della benzina mentre era ancora viva. Il processo si e' svolto nel tribunale dei minorenni di Catanzaro. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 24 anni per il giovane che nel gennaio scorso aveva tentato il suicidio in carcere. La sentenza e' stata emessa dopo circa quattro ore di camera di consiglio dal giudice dell'udienza preliminare del tribunale per i minorenni di Catanzaro cui il pubblico ministero, Rita Tartaglia, aveva chiesto una condanna a 24 anni. Dopo la lettura della sentenza il padre della giovane vittima ha espresso il suo ringraziamento per il lavoro svolto dalla Procura per i minorenni, il cui lavoro ha definito "encomiabile", affermando che comunque a fronte di una vita cosi' giovane distrutta avrebbe preferito l'ergastolo, che non e' pero' previsto dall'ordinamento minorile. Un impegno a restare "vicino" al proprio figlio e' stato invece espresso dalla madre del giovane imputato - non presente in aula ma rimasto presso la struttura che lo ospita -, che ha detto "non lo lascero' solo a marcire in galera". Si sono infine limitati ad annunciare l'appello gli avvocati Giovanni Zagarese e Antonio Pucci, difensori di Davide Morrone., diciasettenne all'epoca dei fatti, che avevano chiesto per lui il rito alternativo che si e' concluso questa sera. Dopo l'omicidio, avvenuto secondo la ricostruzione degli inquirenti al culmine di una violenta lite dovuta alla grande gelosia del giovane, D. M., reo confesso, fu sottoposto a fermo, poi convalidato con contestuale emissione di ordinanza di custodia cautelare, e affidato all'istituto penale da dove, a fine gennaio, e' uscito per essere affidato ad una struttura sanitaria per decisione dell'autorita' giudiziaria che ha reputato le sue condizioni incompatibili con il regime carcerario, avendo il giovane tentato per due volte il suicidio.


Tribunali: ecco le sedi giudice di pace che saranno mantenute
Roma, 11 mar. - Queste, nel dettaglio, le sedi di giudici di pace che saranno mantenute: Fabriano, Jesi, Senigallia, San Severino Marche, Fano, Cagli, Macerata Feltria, Altamura, Gravina di Puglia, Monopoli, Noci, Putignano, Cerignola, Manfredonia, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Severo, Trinitapoli, Vieste, Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Minervino Murge, Porretta Terme, Fornovo di Taro, Langhirano, Faenza, Lugo, Bressanone/Brixen, Brunico/Bruneck, Egna/Neumarkt, Merano/Meran, Silandro/Schlanders, Vipiteno/Sterzing, Treviglio, Chiari, Rovato, Asola, Bozzolo, Viadana, Isili, Sanluri, Tortoli', Macomer, Mussomeli, Riesi, Agira, Barrafranca, Centuripe, Leonforte, Piazza Armerina, Regalbuto, Troina, Mazzarino, Niscemi, Trivento, Agnone, Carovilli, Castel San Vincenzo, Forli' del Sannio, Termoli, Militello in val di Catania, Ramacca, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Giarre, Mascalucia, Paterno', Randazzo, Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Avola, Floridia, Lentini, Noto, Palazzolo Acreide, Sortino, Campana, Cariati, Cassano allo Ionio, Corigliano calabro, Lungro, Oriolo, San Sosti, Spezzano albanese, Trebisacce, Badolato, Borgia, Chiaravalle centrale, Squillace, Acri, Montalto Uffugo, Rogliano, San Giovanni in Fiore, San Marco Argentano, Spezzano della Sila, Ciro', Petilia Policastro, Belvedere marittimo, Scalea, Nicotera, Serra san Bruno. Rimarranno aperte anche le sedi di Montevarchi, Arcidosso, Cecina, Piombino, Castelnuovo di Garfagnana, San Miniato, Volterra, Abbadia san Salvatore, Carrara, Pontremoli, Albenga, Casalbordino, Gissi, Lama dei Peligni, Castel di Sangro, Pescina, Penne, Atri, Fasano, Francavilla fontana, Mesagne, Ostuni, San Pietro Vernotico, Alessano, Casarano, Gallipoli, Maglie, Nardo', Tricase, Ugento, Milazzo, Novara di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Rometta, Santa Teresa di Riva, Naso, Sant'Agata di Militello, Sant'Angelo di Brolo, Tortorici, Legnano, Saronno, Menaggio, Tirano, Luino, Calabritto, Cervinara, Frigento, Lacedonia, Montoro, Airola, Colle Sannita, Guardia Sanframondi, Mirabella Eclano, Montesarchio, San Giorgio la Molara, Sant'Agata de' Goti, Portici, Pozzuoli, Afragola, Casoria, Frattamaggiore, Marano di Napoli, Trentola Ducenta, Marigliano, Pomigliano d'Arco, Arienzo, Carinola, Piedimonte Matese, Pignataro Maggiore, Sessa Aurunca, Teano, Castellammare di Stabia, Sorrento, Torre del Greco, Licata, Castelvetrano, Carini, Partinico, Bivona, Menfi, Partanna, Ribera, Bagheria, Cefalu', Corleone, Gangi, Lercara Friddi, Alcamo, Castiglione del Lago, Citta' di Castello, Gualdo Tadino, Gubbio, Foligno, Norcia, Todi, Citta' della Pieve, Chiaromonte, Lauria, Polla, Sant'Arcangelo, Sapri, Irsina, Pisticci, Rotondella, San Mauro Forte, Stigliano, Acerenza, Avigliano, Bella, Calvello, Marsico nuovo, Pescopagano, Venosa, Vietri di Potenza, Viggiano, Caulonia, Stilo, Cinquefrondi, Laureana di Borrello, Oppido Mamertina, Sinopoli, Taurianova, Gaeta, Minturno, Pontecorvo, Sora, Alatri, Fondi, Terracina, Poggio Mirteto, Castelnuovo di Porto, Palestrina, Subiaco, Civita castellana, Montefiascone, Cava de' tirreni, Mercato san Severino, Sarno, Buccino, Eboli, Roccadaspide, Sant'Angelo a Fasanella, Agropoli, Pisciotta, Bono, Siniscola, Alghero, Ozieri, Pattada, Porto Torres, Olbia, Ginosa, Lizzano, Manduria, Martina Franca, San Giorgio Ionico, Bra, Moncalieri, Susa, Domodossola, Varallo, Riva del garda, Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Mezzolombardo, Pergine Valsugana, Tione di Trento, Portogruaro, Gemona del Friuli, Pontebba, San Daniele del Friuli, Este, Chioggia, Dolo, San Dona' di Piave, Asiago e Schio.


Accoltella il suocero a Cosenza, ricercato. Il ferito e' grave
 Cosenza, 11 mar. - Un uomo e' stato ferito, questa pomeriggio, nel popoloso quartiere di via Popilia, a Cosenza. Il ferito e' stato accoltellato dal genero, che poi si e' allontanato dal luogo e adesso e' ricercato dai carabinieri. Il fatto di sangue sarebbe avvenuto al culmine di una lite familiare. Il feritore avrebbe litigato con la moglie e sarebbe intervenuto il suocero per sedare gli animi. Adesso l'uomo e' ricoverato, in gravi condizioni, nell'ospedale di Cosenza, dove e' stato accompagnato da alcuni vicini di casa.


Estorsione ad avvocato e clienti, 3 misure cautelari nel Reggino
San Ferdinando (Reggio Calabria), 11 mar. - Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari emesse per il reato di estorsione ed eseguite dai Carabinieri di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria. Si tratta di una donna, A.M. di 50 anni, e due uomini, B.S.C. di 36 anni e M.L. di 40 anni, tutti di Taurianova. Nei loro confronti, su disposizione della Procura di Palmi, sono state eseguiti due arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'indagine ha preso avvio da un incidente stradale, avvenuto nel gennaio del 2012, a seguito del quale i tre a vario titolo avrebbero estorto 5 mila euro, in seguito a numerose e gravi minacce, a un avvocato di San Ferdinando e ad alcuni suoi clienti, in relazione al risarcimento danni derivante dal sinistro stradale. Secondo l'accusa, in particolare, la donna avrebbe vantato legami familiari con la cosca Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina.


'Ndrangheta: segretari Pd, a Scalea voce alla Calabria pulita
Catanzaro, 11 mar. - I segretari delle cinque federazioni provinciali del Pd Luigi Guglielmelli, Cosenza, Enzo Bruno, Catanzaro; Arturo Pantisano, Crotone; Sebi Romeo, Reggio Calabria e Michele Mirabello, Vibo Valentia, annunciano la loro adesione e partecipazione alla manifestazione del Partito Democratico contro la 'ndrangheta, che si terra' mercoledi' 19 marzo, alle ore 11,30 a Scalea e che vedra' la partecipazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, oltre che di numerose presenze istituzionali e di esponenti nazionali del partito. "Si tratta di un evento di grandissima rilevanza - sottolineano i segretari - nel quale avra' voce la Calabria che vuole mostrare il suo volto vero, quello pulito della legalita' e della sicurezza. La presenza del Presidente del Consiglio e' un segnale straordinario di incoraggiamento e di speranza per tutti i calabresi, che si battono per la legalita' e vogliono la Calabria libera da ogni influenza negativa e criminosa. Per questo - concludono i cinque segretari - lanciamo un appello a tutti i segretari di circolo e i militanti del Pd, nonche' a tutti i cittadini, a mobilitarsi e partecipare in tanti, da tutte le province, per testimoniare che i democratici calabresi insieme vogliono scrivere una pagina di storia positiva ed essere interpreti e protagonisti della voglia di cambiamento della loro terra".


Universita' Catanzaro: test manomessi, pm chiede processo per 19
Catanzaro, 11 mar. - Una richiesta di mandare sotto processo diciannove indagati ed una richiesta di non luogo a procedere per una ventesima persona sono state avanzate oggi dal pubblico ministero di Catanzaro nell'ambito dell'udienza preliminare a carico di ventuno soggetti coinvolti nell'inchiesta sulla presunta manomissione dei plichi contenenti i test per l'ammissione alle facolta' a numero chiuso di Medicina e Chirurgia dell'Ateneo Magna Graecia del capoluogo di regione. Il sostituto procuratore Paolo Petrolo, titolare del caso, ha concluso la propria requisitoria chiedendo il rinvio a giudizio per diciannove tra ex studenti dell'Universita', genitori di questi ultimi e tecnici in servizio presso l'Ateneo - cui sono contestate accuse che vanno dal falso al peculato -, mentre una sentenza di proscioglimento e' stata chiesta nei confronti di Alessandro Parentela; infine una ventunesima indagata, Caterina Rosselli (difesa da Nicola Cantafora e Massimo Scuteri), ha chiesto il giudizio abbreviato. Il giudice ha poi rinviato al 12 maggio per il prosieguo. Secondo la ricostruzione accusatoria effettuata dagli inquirenti al termine delle indagini, presso l'Ateneo sarebbe esistito un sistema illecito stabile grazie al quale i testi delle prove per l'ammissione ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria venivano rubati in modo che i quesiti potessero essere comunicati prima degli scritti a candidati da agevolare, i quali li pagavano con soldi o favori. Fuori dal procedimento sono rimasti, invece, alcuni nomi eccellenti venuti alla ribalta nel marzo del 2009. Quella in questione, in particolare, e' la seconda tranche di un'indagine partita anni fa, il cui primo filone sfocio', nel settembre del 2008, nell'arresto di Valter Mancuso, addetto alla manutenzione delle aule all'Universita', e Antonio Cuteri, assistente tecnico dell'Ateneo addetto alle aule di Medicina, entrambi quarantaquattrenni di Catanzaro, andati in carcere il primo ed ai domiciliari il secondo, mentre altri indagati vennero iscritti nell'apposito registro delle notizie di reato, relativamente alla presunta manomissione delle prove svoltesi il 4, 5 e 6 settembre 2007. Secondo la Procura sarebbero stati loro due ad introdursi nelle sede della segreteria studenti, a via Smaldone, prelevando i plichi contenenti i test, in modo da conoscere in anticipo le prove per l'anno accademico 2007/08. Per quella prima accusa di furto aggravato il processo a carico di Cuteri e' finito, il 5 novembre 2010, con una condanna a tre anni e nove mesi di reclusione e 40.000 euro di risarcimento all'Ateneo "Magna Graecia", e prima di lui anche il coimputato Mancuso e' stato condannato in primo grado, il 28 aprile del 2009, a tre anni di reclusione ed al risarcimento di 25.000 euro all'Universita', mentre in appello, il 5 novembre 2012, la pena e' stata ridotta a due anni e quattro mesi di reclusione e 240 euro di multa. Nel marzo 2010, poi, Cuteri e' finito nuovamente in carcere in esecuzione di un ulteriore provvedimento cautelare (che ha portato in cella anche Mancuso, e poi tre persone ai domiciliari e quattordici sottoposte all'obbligo di presentazione alla P.G.) relativo alla tranche di indagini sulla presunta alterazione dei test di ammissione agli anni accademici dal 2005 al 2008, ma e' stato in seguito rimesso in liberta' dal Tribunale del riesame.


Incidenti lavoro: uomo muore schiacciato da cassone nel Vibonese
Vibo Valentia, 11 mar. - Un commerciante di legname di Serra San Bruno, nel Vibonese, Salvatore Cirillo, 38 anni, ha perso la vita nel primo pomeriggio di oggi a causa di un incidente sul lavoro. L'uomo, residente nella frazione Ninfo del Comune di Serra, e' rimasto schiacciato dal cassone ribaltabile di un camion che stava riparando. La tragedia e' avvenuta lungo l'arteria stradale che collega Serra a Mongiana. Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del fuoco, i medici del 118 ed i carabinieri della locale Compagnia, ma per l'uomo - che lascia moglie e due figli in tenera' eta' - non c'e' stato nulla da fare.


Incendio in abitazione nel Crotonese, morto clochard
Crotone, 11 mar. - I Vigili del Fuoco del distaccamento di Petilia Policastro (Crotone), sono intervenuti nella notte a Cotronei in Piazza Plebiscito per l'incendio di un'abitazione. Estinto il rogo, i vigili intervenuti hanno trovato il corpo carbonizzato di un uomo di 55 anni di nazionalita' polacca. Sono in corso gli accertamenti del caso. Sul posto, per le indagini, i Carabinieri di Cotronei. I militari sono risaliti all'identita' della vittima. Si tratta di Walenciak Kazimierz, un clochard polacco che aveva trovato alloggio a Cotronei nella casa fatiscente ed in stato di abbandono in cui e' scoppiato l'incendio. Secondo i primi accertamenti, le fiamme si sono sprigionate dal camino e si sono poi estese a tutta la casa. Kazimierz, che stava dormendo, non ha fatto in tempo a fuggire.


Allergie: Arpacal pubblica report 2013 su monitoraggio pollini
Catanzaro, 11 mar. - Sono quelli appartenenti alla famiglia delle Urticaceae, che comprende i generi Urtica e Parietaria, i pollini allergenici maggiormente rilevati nel primo anno di monitoraggio aeropollinico, realizzato dall'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria (Arpacal) nella stazione sperimentale di Gallico, presso la sede del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria. L'Agenzia ambientale calabrese, infatti, ha oggi pubblicato, sul proprio sito web consultabile all'indirizzo www.arpacal.it, il report 2013 del servizio di monitoraggio aeropollinico - fondamentale per persone che soffrono di allergie, in costante aumento negli ultimi anni, e per gli operatori del settore - che consente di visualizzare attraverso una scala cromatica, che va dal bianco al rosso, le concentrazioni giornaliere di pollini e spore presenti in aria, fornendo anche la tendenza per la settimana successiva. Dati, consultabili sul sito web dell'Arpacal attraverso un bollettino settimanale, che confluiscono in "POLLnet", rete nazionale di monitoraggio aerobiologico istituzionale del sistema delle agenzie ambientali regionali (ARPA), che e' parte del SINAnet (Sistema Informativo Nazionale Ambientale) dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). "Il calendario pollinico - ha relazionato la dr.ssa Elisabetta Pellegrini, Referente Arpacal della Rete regionale Pollini - viene elaborato sulla base dei dati forniti nell'arco di piu' anni ed informa sull'andamento medio annuale dei livelli di concentrazioni polliniche nell'aria delle diverse piante anemofile (piante in cui l'impollinazione avviene per opera del vento, ndr). Sul primo anno di monitoraggio aerobiologico e' stato redatto il calendario pollinico 2013 della stazione di Reggio Calabria, che rappresenta graficamente i periodi di presenza dei diversi pollini anemofili nel corso dell'anno e i relativi livelli di concentrazione media (medie decadiche)". Nello specifico, l'attivita' di biomonitoraggio prevede la cattura dei pollini e delle spore aerodisperse su un nastro siliconato installato su un tamburo rotante posto all'interno del catturatore volumetrico. Il nastro viene poi sezionato in parti corrispondenti alle singole giornate di campionamento, trasferito su vetrini, colorato e analizzato al microscopio ottico per il riconoscimento dei granuli di pollini. Il successivo conteggio giornaliero dei pollini permette di realizzare il bollettino pollinico settimanale.


'Ndrangheta: deve scontare pena, arrestato esponente clan Arena
Crotone, 11 mar. - Deve scontare una condanna definitiva a 13 anni di reclusione per tentato omicidio, detenzione di armi e spari in luogo pubblico aggravati dalle modalita' mafiose; per questo Nicola Lentini, 27enne di Isola Capo Rizzuto, esponente della cosca Arena, e' stato tratto in arresto dagli agenti della squadra Mobile di Crotone che gli hanno notificato un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della corte d'appello. Lentini era rimasto coinvolto nell'operazione antimafia denominata 'Pandora' che nel novembre 2009 fu portata a termine dalla squadra Mobile e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato contro le cosche Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in quel periodo in guerra tra loro. Condannato in primo grado a 17 anni di reclusione dal Tribunale di Crotone, nel processo d'appello Lentini ha ottenuto una riduzione della pena a 13 anni di reclusione. Sentenza diventata irrevocabile nel febbraio scorso quando la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. Il tentato omicidio del quale e' stato ritenuto colpevole Lentini risale all'11 aprile del 2006 quando l'uomo esplose alcuni colpi di pistola calibro 7,65 contro Vincenzo Riillo, 40enne di Isola Capo Rizzuto, che in quel momento transitava a bordo della sua Golf per le vie della cittadina. Riillo rimase ferito alla spalla e all'avambraccio sinistro ma riusci' a sfuggire all'agguato.


Ambiente: taglio alberi; comandante Cfs, spero in passo indietro
Catanzaro, 11 mar. - "Ci auguriamo che coloro i quali hanno deciso il taglio di questa pianta ritornino sulla decisione presa e, spinti da una sensibilita' naturalistica, facciano un passo indietro". Lo afferma il Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato della Calabria, Giuseppe Graziano, in merito alla vicenda legata all'Abete Bianco di Serra S.Bruno in localita' "Archiforo". "Attualmente - spiega - stiamo verificando le caratteristiche di questa pianta e il suo stato vegetativo affinche' venga censita. I Patriarchi, capostipiti dei nostri boschi, rappresentano un patrimonio per la biodiversita' e per le generazioni future che devono essere individuati e tutelati, e che rappresentano per la Calabria un patrimonio da rispettare, salvaguardare e godere".


'Ndrangheta: Oliverio, c'e' una Calabria che non vuole mollare
Cosenza, 11 mar. - "La presenza del premier Matteo Renzi alla manifestazione che si terra' il 19 marzo prossimo a Scalea indica la necessita' di alzare il livello nella battaglia contro la criminalita' organizzata, affermando una cultura nuova e costruendo un tessuto sociale capace di costituire l'antidoto necessario per contrastare in modo efficace la pervasivita' delle organizzazioni criminali". E' quanto afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. "L'azione di contrasto e di lotta alle cosche - prosegue la nota - deve essere accompagnata, pertanto, da una costante e profonda azione di bonifica e di prosciugamento di tutti i canali di cui esse si alimentano, ma anche dalla presenza di uno Stato che dia risposte immediate ed assuma provvedimenti efficaci per affiancare chi la lotta alla mafia la pratica ogni giorno in citta' e in territori difficili come quelli meridionali e calabresi dove, anche a causa degli effetti di una pesante crisi economica, crescono e si allargano a macchia d'olio fenomeni gravi come la disoccupazione, l'inoccupazione, la dispersione scolastica, l'area delle poverta'. In una societa' nella quale il bisogno condiziona la vita di una larga parte dei cittadini, inevitabilmente trovano terreno fertile le lusinghe di quanti, attraverso raggiri e false promesse, propinano illusioni e facili arricchimenti per allargare la rete delle organizzazioni criminali. La manifestazione di Scalea puo' essere un'occasione utile per mostrare ancora una volta a tutto il Paese che c'e' una Calabria che non si arrende e che non vuole mollare. Una Calabria che sostiene l'impegno e il sacrificio degli uomini impegnati in prima linea per sconfiggere le organizzazioni criminali e la loro soffocante presenza e per affermare la legalita' ed i diritti. Una Calabria che crede e spera che un futuro diverso e migliore sia ancora possibile. Per queste ragioni - conclude Oliverio - aderiamo alla manifestazione di Scalea ed invitiamo gli amministratori locali e le forze sociali a fare altrettanto".


Gdf: Pd, no alla chiusura della brigata di Cetraro
Cosenza, 11 mar. - I deputati del Partito Democratico Ernesto Magorno, Stefania Covello, Vincenza Bruno Bossio, rendono noto che hanno presentato un' interrogazione parlamentare al Ministro dell'Economia e delle Finanze, riguardo la paventata soppressione della Brigata della Guardia di Finanza di Cetraro. Tale questione e' stata, tra le altre cose, posta dal Sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, nel corso dell'ultima Assemblea Regionale del Pd tenutasi a Lamezia Terme lo scorso 9 marzo. Nelle premesse dell'interrogazione si legge che "la Brigata e' situata in un comprensorio molto importante del Tirreno Cosentino, crocevia di dinamiche mafiose tra Calabria e Campania, dove si segnalano fenomeni criminali e delinquenziali che turbano il territorio e le attivita' economiche. In tale zona operano noti e pericolosi clan della 'ndrangheta, come piu' volte confermato nelle innumerevoli inchieste della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro". Inoltre "il Consiglio Comunale di Cetraro, gia' dal 2005, ha deliberato piu' volte e con fermezza contro la eventuale soppressione". Per tali motivi, si legge ancora nel testo "la prospettiva di un'eventuale chiusura della Brigata della Guardia di Finanza di Cetraro sta suscitando allarme e viva preoccupazione nella cittadina tirrenica soprattutto per la particolare situazione ambientale e territoriale dovuta alla presenza di un Porto con attivita' turistiche e ittiche che necessitano di maggiore controllo e sorveglianza contro il possibile proliferare di attivita' illegali". I deputati firmatari dell'interrogazione, pertanto, chiedono "quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, il Governo intenda attivare per evitare la soppressione della Brigata della Guardia di Finanza di Cetraro, in un' area ad alta densita' criminale e in cui i presidi dello Stato andrebbero piuttosto rafforzati per garantire la sicurezza dei cittadini e l'affermazione della legalita'".


Mafie: Nicola Gratteri ricevuto a Palazzo Chigi
Roma, 10 mar. - Il Procuratore anti 'ndrangheta, Nicola Gratteri, e' stato ricevuto a Palazzo Chigi. "Solo una passeggiata", ha detto il magistrato, che vive sotto scorta dal 1989, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse visto il presidente del Consiglio e se ci sia la possibilita' di instaurare una collaborazione con l'esecutivo sul tema della lotta alle mafie. Gratteri e', oltre che uno dei magistrati piu' conosciuti della Dda, il Procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria. Prima della formazione del governo, il suo nome e' circolato con insistenza per il ruolo di ministro della Giustizia.


Truffe: cittadino cinese arrestato dalla polizia a Rende
Cosenza, 10 mar. - La squadra mobile di Cosenza ha arrestato un cittadino cinese destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dalle autorita' del suo Paese, il 26 settembre del 2013, per truffa. Si tratta di Zhang Chunsong, 49 anni, alias Wang Fengwen. L'uomo e' stato localizzato all'interno di un ristorante cinese di Rende (CS). E' stato portato nel carcere di Cosenza, in attesa di estradizione.


Abusivismo: sequestri sulla costa di Strongoli Marina
Crotone, 10 mar. - Si e' conclusa un'operazione finalizzata alla repressione del fenomeno dell'abusivismo edilizio svolta congiuntamente dai carabinieri della stazione di strongoli e dai finanzieri della sezione operativa Navale di Crotone, con il sequestro di 4 lidi balneari ed un'abitazione privata, tutti insistenti sul demanio marittimo della costa di Strongoli Marina. I proprietari degli immobili dovranno rispondere di "occupazione abusiva di spazio demaniale", di "aver eseguito opere in assenza di autorizzazione paesaggistica" e di "deturpamento di bellezze naturali". Gli inquirenti, che avevano gia' avviato un'attivita' di verifica nei confronti di alcuni immobili insistenti, a stagione balneare ormai conclusa, sul demanio marittimo e nella fascia di rispetto di quest'ultimo, avendo constatato che alcuni di essi erano privi di autorizzazione ad occupare il suolo demaniale, nonche' di autorizzazione paesaggistica necessaria poiche' ricadenti in aerea tutela, nella mattinata di oggi hanno proceduto all'attivita' di accesso, operando i sequestri ed irrogando sanzioni amministrative a carico di altri due titolari di chioschi che, tardivamente, rispettavano l'autorizzazione loro concessa, liberando l'area demaniale dagli immobili.


Nomina dg Regione: dal 14 il processo a ex assessore Tripodi
Catanzaro, 10 mar. - Avra' inizio venredi' 14 marzo prossimo il processo a carico di Michelangelo Tripodi, ex assessore all'Urbanistica della Regione Calabria, accusato di abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta relativa alla nomina di un dirigente generale avvenuta all'epoca della Giunta di centrosinistra di cui il primo faceva parte. Accolta la richiesta di astensione del giudice Tiziana Macri', che aveva in precedenza archiviato un procedimento a carico di Tripodi per fatti strettamente connessi a quelli per cui egli e' attualmente imputato, il dibattimento si svolgera' davanti ad una terna giudicante in nuova composizione, in cui al posto della Macri' dovrebbe sedere il giudice Giovanna Mastroianni. In aula sara' presente anche la Regione Calabria che ha chiesto di costituirsi parte civile. Tripodi e' stato rinviato a giudizio il 2 luglio 2012 dal giudice Gabriella Reijllo. L'imputazione mossa all'ex assessore dopo le indagini partite dalla denuncia di un dirigente della Regione Calabria riguarda, in particolare, la nomina a dirigente del Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria dell'architetto Rosaria Amantea, che secondo l'ipotesi d'accusa non aveva superato il relativo concorso.


Inchiesta Sarlo:Scopelliti e Pignatone esclusi da lista testimoni
Catanzaro, 10 mar. - Il tribunale collegiale di Catanzaro ha escluso il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e l'ex procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e oggi a capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, dalle liste testimoniali presentate rispettivamente da accusa e difesa nel processo a carico di Alessandra Sarlo, ex commissaria dell'Azienda sanitaria di Vibo Valentia, finita sotto inchiesta proprio per via della sua nomina all'Asp che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata illecita. I giudici hanno invece ammesso tutti gli altri testimoni richiesti, e l'escussione di quelli chiamati dalla Procura avra' inizio il prossimo 7 aprile. L'imputata risponde di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, accusa formulata nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Catanzaro, Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio. Il procedimento catanzarese a carico della Sarlo rappresenta lo stralcio di una piu' vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano denominata "Infinito", in cui e' stato coinvolto anche il marito della donna, il giudice Vincenzo Giglio. E l'ipotesi formulata dagli investigatori e' che proprio Giglio avrebbe consentito alla moglie di ottenere la nomina al vertice dell'Asp di Vibo, in virtu' dei suoi rapporti con l'ex consigliere regionale calabrese del Pdl, Franco Morelli. Il segmento d'indagine relativo alla Sarlo fu poi inviato per competenza territoriale da Milano alla Procura di Reggio Calabria, dove pero' fu poi nuovamente spostato, stavolta alla Procura di Catanzaro competente per tutti i procedimenti che coinvolgono a qualsiasi titolo i magistrati in servizio nella citta' dello Stretto, essendo l'imputata la moglie di un giudice del distretto reggino. Intanto, a Milano, e' gia' arrivata la decisione di primo grado per Giglio e Morelli, condannati rispettivamente a 4 anni e 7 mesi di reclusione il primo, ed a 8 anni e 4 mesi il secondo.


'Ndrangheta: operazione "Talitha Kumi", scarcerato un indagato
Vibo Valentia, 10 mar. - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro si e' pronunciato stamane sull'operazione antimafia denominata "Talitha Kumi" contro il clan Bonavota di Sant'Onofrio (Vv), disponendo una scarcerazione e confermando il carcere per due indagati. Ordinanza annullata per Domenico Cugliari, 55 anni, detto "Micu i Mela", difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Michelangelo Miceli. Cugliari era stato arrestato il 23 gennaio scorso per estorsione in quanto, secondo i pm Giuseppe Borrelli, Simona Rossi e Domenico Guarascio, avrebbe preteso l'intero terreno della cooperativa agricola Talitha Kumi "in segno di rispetto", ottenendo alla fine a modico prezzo un altro terreno di due ettari in localita' "Petrara" di Sant'Onofrio. Restano invece in carcere Domenico Bonavota, 35 anni, ritenuto a capo dell'omonimo clan, e Giuseppe Barbieri, 41 anni, anche lui di Sant'Onofrio. Gregorio Giofre', 51 anni, detto "Ruzzo", genero del boss di San Gregorio d'Ippona (altro centro del Vibonese) Rosario Fiare', non ha invece fatto ricorso al Riesame e resta pertanto ai "domiciliari". Estorsioni e danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso i reati, a vario titolo, contestati agli indagati i quali avrebbero tagliato e distrutto nel 2011 ben mille alberi di ulivo della cooperativa agricola dinanzi al rifiuto di uno dei titolari a cedere gratis al clan Bonavota 500 litri di olio all'anno.


Scontro fra treni: Rizzo, ospedale Catanzaro ha retto a emergenza
Catanzaro, 10 mar. - "Stanno bene, poteva andare peggio. I feriti piu' gravi guariranno presto". A 48 ore dall'impatto tra due treni sulla tratta a binario unico Catanzaro-Soveria Mannelli delle Ferrovie della Calabria il dottor Mario Verre, responsabile del Dipartimento Emergenza-Urgenza presso l'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro, esprime non solo ottimismo per i pazienti ma anche parecchia soddisfazione per la gestione complessiva dell'evento. "Dopo le prime frammentarie notizie dell'incidente - commenta l'esperto professionista dell'ospedale hub regionale - abbiamo riunito l'Unita' di crisi che ha rinforzato le risorse chiamando anche infermieri e medici fuori servizio. Il Pronto soccorso si e' attrezzato per la maxi-emergenza con tutte le barelle disponibili, decine di unita' di primo intervento, anestesisti e radiologi. Anche i chirurghi, i neurochirurghi e gli ortopedici sono stati allertati". All'interno del pronto soccorso e' stata inoltre allestita una Sala radiologica per un primo screening di eventuali lesioni ossee, toraciche o addominali e presso la Rianimazione, gia' occupata da dieci posti su quattordici, e' stata attivata la "recovery room" del blocco operatorio come secondo punto di rianimazione, capace di altri otto posti in emergenza. All'arrivo degli infortunati e' scattata poi una vera macchina della solidarieta'. "Mentre gli infermieri del triage - continua il primario - gestivano l'arrivo dei feriti, il direttore di pronto soccorso, la dottoressa Maria Costanza Pullano, ha accolto ed informato i loro parenti, coadiuvata dai volontari della Polizia di stato. La task-force medica del Pronto Soccorso ha visitato e medicato ventisette persone coinvolte nell'incidente. Venti di loro sono state visitate e dimesse mentre per sette si e' reso necessario il ricovero: due in Chirurgia per trauma toracico, uno in Chirurgia pediatrica per frattura di clavicola, uno in Ortopedia per frattura di gamba, due in Medicina d'urgenza per frattura di mandibola e trauma cranico, una in Ostetricia con trauma toracico e stato di gravidanza. In seguito la paziente con la frattura di mandibola e' stata trasferita presso l'Istituto di Chirurgia maxillo-facciale dell'Universita' catanzarese. Mi piace poter evidenziare - conclude il direttore del Dipartimento che e' anche responsabile dell'Uoc di Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva dell'AOPC- come tutto si sia svolto con ordine, efficienza e rapidita', senza alcun episodio critico".


Polizia sventa furto a Reggio, tre arresti
Reggio Calabria, 10 mar. - Gli agenti della Squadra Volante hanno sventato un furto ai danni di un circolo, nel quartiere Ravagnese di Reggio Calabria, arrestando in flagranza di reato tre persone per tentato furto. E' accaduto questa notte, intorno alle ore 2, al circolo "Incontro" di via Ravagnese Inferiore. Tre persone - due uomini e una donna, tutti reggini - stavano tentando di perpetrare un furto che aveva come obiettivo l'ingente somma di denaro contenuta nelle macchinette slot machine. L'arrivo delle pattuglie delle Volanti ha permesso di interrompere i piani criminosi dei tre. Il triplice arresto si inquadra in una intensificazione del servizio di controllo del territorio in citta', su impulso del Questore Guido Longo. Nell'arco delal fine settimana, che ha visto l'impiego giornaliero di ben 12 pattuglie delle Volanti con l'ausilio del Reparto prevenzione crimine di Siderno, sono state controllate 650 persone, oltre 200 veicoli, ritirate 13 patenti e contestate numerose infrazioni al codice della strada.


Comune Cosenza: fiera, vietata vendita anatre, papere e pulcini
Cosenza, 10 mar. - Si rinnova anche perr l'edizione 2014 della Fiera di San Giuseppe. l'ordinanza del Sindaco Mario Occhiuto con la quale viene fatto divieto assoluto di vendere, in tutte le zone della manifestazione fieristica, anatre, paperette e pulcini. Il divieto varra' da mercoledi' 12 marzo a mercoledi' 19 marzo, giorno di chiusura della Fiera. "Nell'ordinanza firmata dal Sindaco - e's critto in un comunicato - viene, inoltre, fatto obbligo agli operatori commerciali della fiera autorizzati all'esposizione e vendita di altri animali vivi, di osservare tutte le prescrizioni previste dalla legge 20 luglio 2004 n.189 contenente disposizioni in materia di corretta tenuta degli animali, a tutela della loro salute. Altro divieto contenuto nell'ordinanza e' - si fa rilevare - quello di impiegare gli animali in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. Ferme restando le sanzioni previste dalle normative di settore, penali e civili, nonche' regolamentari, ai trasgressori dell'ordinanza sara' comminata una sanzione da 25 a 500 euro, tenuto conto della gravita' della violazione commessa".


'Ndrangheta: Magorno (Pd), elucubrazioni Ncd contro Rosy Bindi
Catanzaro, 10 mar. - "Va respinta con forza la presa di posizione dei tre senatori del Ncd, Nico D'Ascola, Antonio Caridi e Giovanni Bilardi, che hanno annunciato una interrogazione parlamentare per chiedere le dimissioni dell'On. Rosy Bindi dalla presidenza della commissione antimafia". Lo dichiara il deputato Ernesto Magorno, membro della stessa Commissione Antimafia e segretario del Pd calabrese. "Gli esponenti del NCD , forse appassionati di fiction televisiva e letteraria, hanno elaborato, a supporto della loro richiesta, - dice - una trama degna della migliore fantapolitica, secondo la quale l'on Bindi, assieme ad altri non specificati esponenti Pd, avrebbe esercitato forte pressioni per la proroga della Commissione prefettizia che amministra la Citta' di Reggio Calabria, dopo lo scioglimento per mafia. Proroga che sarebbe stata perorata, sempre a detta dei senatori, per dare tempo al Pd di scegliere un candidato per le elezioni amministrative. Premettendo la palese inconsistenza di tali affermazioni, inviterei - prosegue il parlamentare - tre esponenti politici, piu' che ad avventurarsi in elucubrazioni degne della dietrologia piu' sfrenata, ad operare, invece, una serena ma altrettanto severa analisi di cio' che e' avvento a Reggio Calabria negli ultimi anni e ad indicare soluzioni reali, e non di fantasia, per fare uscire la Citta', nell'interesse dei cittadini onesti che sono la maggioranza, da un periodo difficile e controverso della sua storia e ad indicare nel contempo azioni concrete per sconfiggere l'emergenza criminalita' testimoniata, purtroppo, dai fatti di cronaca che i media ci riportano quotidianamente. Credo invece, con altrettanta convinzione, - aggiunge - che vada espressa gratitudine all'On. Bindi per il lavoro puntuale, appassionato ed incisivo che sta svolgendo nel suo ruolo di Presidente dell'importante organismo bicamerale, e che il lavoro della Commissione stessa debba essere incoraggiato e sostenuto, anche per la presenza che sta assicurando, nei diversi territori del Paese, per osservare nel concreto le problematiche legate alla presenza della criminalita' e delle sue infiltrazioni. Su una questione determinate come questa - conclude Magorno - deve essere data ai cittadini un'immagine di unita' e di concretezza da parte degli uomini delle istituzioni e non lasciarsi andare a prese di posizioni estemporanee che assecondano la convenienza politica del momento. La partita in gioco, infatti, e' troppo importante per il futuro della nostra regione e di tutto il Paese".


Truffe: percepivano indennita' Inps senza lavorare, 41 denunce
Reggio Calabria, 10 mar. - Risultavano essere dipendenti di un'azienda zootecnica, percepivano le indennita' erogate dall'Inps per maternita', malattia, disoccupazione o assegni per il nucleo familiare, ma in realta' non lavoravano. Lo ha accertato la Guardia di Finanza del comando provinciale di Reggio Calabria che ha denunciato per truffa e falso, in concorso con il titolare dell'azienda, 41 persone. Le indagini, coordinate dalla Procura della Rerpubblica della citta' calabrese dello Stretto, avrebbero permesso di accertare la sussustenza di rapporti di lavoro formalmente attivi, ma di fatto fittizi e utilizzati solo per ottenere dall'Inps elargizioni indebite. Di fatto, i lavoratori assunti, secondo gli inquirenti, non esistevano.


Quattro automezzi in fiamme a Crotone e provincia
Crotone, 10 mar. - Un autocarro e due autovetture sono stati incendiati la notte scorsa a Crotone, mentre una terza auto e' stata data alle fiamme a Ciro' Marina. I Vigili del Fuoco del Comando provinciale, in particolare, sono intervenuti in via Botteghelle dove le fiamme avevano avvolto un autocarro parcheggiato all'interno di un cantiere; quindi nel quartiere Vescovatello e subito dopo in via Venezia per l'incendio di due autovetture. I vigili del distaccamento di Ciro' Marina, infine sono intervenuti per domare l'incendio di un'altra autovettura sul lungomare cittadino. In tutti e quattro i casi sono state avviate le indagini per accertarne l'origine.


Tagliavano legname abusivamente, due denunce nel Catanzarese
Catanzaro, 10 mar. - Il personale del Comando stazione forestale di Sersale (Cz), nel corso dei servizi di controllo e di sorveglianza per la repressione degli illeciti in materia ambientale, ha sorpreso in localita' "Greco " del Comune presilano due giovani, T. P. di 23 anni e B. P., di 28, mentre trafugavano diverse piante di castagno e cerro per un totale di circa 50 quintali di legna. Il personale del Corpo forestale dello Stato ha fermato B.P. e T.P. a bordo di una Fiat Panda 4x4 mentre stavano trasportando il legname. Attraverso le tracce degli pneumatici dell'automezzo ed i rilievi effettuati sulle ceppaie delle piante tagliate, si e' risaliti al luogo del taglio, un terreno boscato di proprieta' della Regione Calabria vincolato sia paesaggisticamente che idrogeologicamente. I due sono stati denunciati per il reato di furto aggravato e danneggiamento. Le piante tagliate, l'autovettura e gli attrezzi usati per il taglio sono stati sequestrati.


Droga: ventiseienne arrestato a Isola Capo Rizzuto
Crotone, 10 mar. - I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un ventiseienne M.L., del luogo, per spaccio di stupefacenti. Il fatto risale a sabato, ma ne e' stata data notizia stamane. I Carabinieri, in mattinata, hanno iniziato un lungo servizio di appostamento ed osservazione nei pressi di via Toselli, posta alle spalle della centralissima Piazza del Popolo. Nel corso del pomeriggio sono state diverse le persone che dopo essersi incontrate con il 26enne, sono state controllate e perquisite e sulle quali i Carabinieri hanno rinvenuto marijuana appena acquistata. In tarda serata i militari sono intervenuti bloccando il giovane per poi condurlo in Caserma dove gli e' stato contestato tutto l'accaduto. Il ventiseienne, espletate le formalita' di rito, e' stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.


'Ndrangheta: arresto poliziotti, s'indaga su fascicoli scomparsi
Vibo Valentia, 10 mar. - Fascicoli con archiviazioni non portati all'attenzione del Gip perche' scomparsi e trascrizioni delle intercettazioni non totalmente accurate. C'e' anche questo nell'ordinanza del gip distrettuale Abigail Mellace che il 25 febbraio ha portato in carcere l'avvocato Antonio Galati e gli ex vertici della Squadra Mobile di Vibo, Maurizio Lento e Emanuele Rodono'. Giovedi' prossimo l'inchiesta approdera' al Tribunale del Riesame. Ai due poliziotti si contesta, fra le altre cose, di non aver vigilato sulla corretta sbobinatura di alcune intercettazioni effettuata successivamente dai Carabinieri. Per l'episodio erano finiti sotto inchiesta per falso e favoreggiamento aggravato dalle finalita' mafiose altri due poliziotti della Squadra Mobile di Vibo che avevano proceduto all'ascolto diretto delle intercettazioni, ma la Dda di Catanzaro il 31 ottobre 2011 ha chiesto nei loro confronti l'archiviazione. "Questo giudice - scrive il gip Mellace - non dispone tuttavia del fascicolo relativo al procedimento in questione in quanto si attesta in atti che il medesimo non e' stato rinvenuto in archivio". Altra "anomalia" dell'inchiesta la si rinviene poi in ordine ad altre intercettazioni che riguardano l'avvocato Galati in quanto il gip Mellace sottolinea che le stesse potranno servire a provare l'aggravante mafiosa "se saranno confermate anche all'esito della trascrizione piu' accurata possibile della conversazione".


'Ndrangheta: arresto poliziotti, giovedi' udienza riesame
Vibo Valentia, 10 mar. - E' fissata per giovedi' prossimo l'udienza al Tribunale del Riesame di Catanzaro in merito all'ordinanza del gip distrettuale Abigail Mellace che il 25 febbraio scorso ha portato in carcere l'ex capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia, Maurizio Lento, e il suo vice Emanuele Rodono', insieme all'avvocato Antonio Galati. I due funzionari di polizia ed il profesionista sono accusati, a vario titolo, di aver avuto rapporti con il potente clan Mancuso di Limbadi e di averne favorito l'attivita', facendo pervenire notizie sulle inchieste in corso e rallentando alcune indagini. Il Riesame dovra' pronunciarsi sulle richieste di scarcerazione evanzate dai legali degli indagati.


Giornalisti:  Il Sindacato della Calabria compie 40 anni

Reggio Calabria, 9 mar. -  Sono trascorsi quarant’anni dal 1° Congresso regionale dei giornalisti calabresi che, il 9 marzo 1974 all’Hotel “501” di Vibo Valentia, sancì l’uscita dall’Associazione Napoletana della Stampa (che, paradossalmente, nei giorni scorsi è stata radiata dalla Fnsi) e la costituzione del Sindacato Giornalisti della Calabria, federato autonomamente alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Il Comitato promotore, presieduto da Raffaele Nicolò, lavorò un’intera notte per consegnare il nuovo statuto al Congresso, alla presenza delle massime autorità regionali: dal sottosegretario di Stato, Nello Vincelli, ai presidenti della Giunta e del Consiglio regionale, Antonio Guarasci e Scipione Valentini, all’arcivescovo metropolita della Calabria, mons. Giovanni Ferro, ai parlamentari, prefetti, questori, sindaci, oltre naturalmente ai vertici degli istituti di categoria dei giornalisti, a partire dal segretario generale e dal presidente della Fnsi, Luciano Ceschia e Adriano Falvo, al presidente dell’Inpgi, Ettore Della Riccia.
Un Congresso che, il 3 aprile di quell’anno, affidò il timone di segretario regionale del Sindacato calabrese a Franco Cipriani (dal 1974 al 1983), seguito da Enzo De Virgilio (1984-1987), Venturino Coppoletti (1988-1997), Alfonso Samengo (1997-2000) e, dopo due anni di sede vacante, dal sottoscritto (dal 9 novembre 2002).
Cinque gli ordini del giorno approvati dal 1° Congresso, sottoscritti da Paolo Marra, Raffaele Nicolò, Salvatore Santagata, Aldo Sgroj e Francesco Squillace. Significativo quello con cui quest’ultimo impegnò il Congresso a sollecitare “l’approvazione del disegno di legge istitutivo degli uffici stampa presso la pubblica amministrazione”. Una nota dolente che, a distanza di 40 anni, e 14 anni dopo l’approvazione della legge 150/2000 continua a segnare il passo, nonostante i significativi progressi, ottenuti anche in virtù della recente sentenza della Corte Costituzionale in tema di agibilità sindacale, che ha riconosciuto il diritto, per i giornalisti iscritti alla Fnsi, di eleggere la propria rappresentanza sindacale.
Nonostante gli annosi ritardi in campo nazionale, la Calabria vanta comunque significativi primati: è stata la prima regione italiana ad applicare, sin dall’istituzione delle Regioni, il contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi ai giornalisti che lavorano negli uffici stampa e la prima – sinora l’unica – regione italiana ad aver eletto il fiduciario di redazione in un’università – la Mediterranea di Reggio Calabria – che, nel 2008, ha dato pieno riconoscimento alla Fnsi. Quello degli uffici stampa, del resto, è un settore vecchio, ma ancora quasi vergine in materia occupazionale. Un’opportunità – lo ripetiamo da anni – che, in Calabria, se adeguatamente sfruttata, consentirebbe di cancellare con un colpo di spugna la disoccupazione da lavoro giornalistico.
Basti pensare che, rispetto ai non meno di 500 giornalisti che potrebbero trovare lavoro grazie ad una corretta applicazione della legge 150/2000, gli enti pubblici calabresi occupano appena 29 colleghi, di cui 15 con contratto Fieg-Fnsi e 14 con contratto Aran. Una scommessa che potrà essere vinta solo con l’unità della categoria e il dialogo, sereno e costruttivo, con gli enti pubblici e privati, che da una comunicazione istituzionale chiara ed efficace, possibile solo con la qualità dell’informazione giornalistica, avrebbero solo da guadagnarci.
In questa direzione, significativo è il protocollo d’intesa sottoscritto, il 30 aprile 2013 a Palazzo Campanella, da Fnsi, Sindacato e Ordine dei giornalisti della Calabria con il Consiglio Regionale che, nel fissare nuove regole per l’accesso dei giornalisti alla Sala e alla Tribuna stampa dell’Assemblea legislativa, ha ribadito la centralità democratica del lavoro giornalistico, per riaffermare la dignità di questa professione, per  sottolineare la necessità che venga svolta nella migliore condizione, per dire no, con forza, al lavoro nero e allo sfruttamento sistematico e scientifico di tanti giornalisti precari.
Un’occasione che, il 25 ottobre scorso, ha dato al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, l’opportunità di annunciare l’imminente presentazione di un progetto di legge in materia di sostegno alle imprese regionali d’informazione e di tutela della professione giornalistica. Una legge, attesa da oltre 40 anni, più che mai indispensabile per privilegiare e premiare le imprese vere, quelle che fanno informazione e investono nell’informazione. Su questa strada, il 7 maggio 2012, Corecom e Sindacato Giornalisti della Calabria avevano già sottoscritto un protocollo d’intesa per rendere più rigorosi i controlli e le verifiche di alcuni elementi di valutazione per l’assegnazione dei contributi alle emittenti televisive locali.
Un atto di trasparenza e di giustizia nei confronti dei giornalisti, dei cittadini e delle aziende editoriali, che hanno l’occasione di sfruttare l’opportunità offerta dai contributi alle emittenti televisive locali, contrattualizzando nuovi giornalisti o regolarizzando le posizioni anomale presenti. Garantire dignità professionale a chi svolge quotidianamente la professione giornalistica, infatti, conviene a tutti: ai giornalisti, che vedranno premiati i loro sacrifici e la loro professionalità e potranno, così, lavorare in tranquillità, garantendo una qualità dell’informazione non condizionata dallo stato di bisogno; e agli editori che, oltre a non rischiare pesanti sanzioni e denunce, anche penali, per sfruttamento del lavoro nero e omissione contributiva, potranno ottenere contributi pubblici più sostanziosi grazie ai maggiori punteggi previsti per i dipendenti giornalisti.
Un percorso intrapreso nel settore pubblico che ha subito fatto sentire i suoi effetti anche in quello privato. Grazie alla preziosa collaborazione di Odg e Ussi, infatti, i protocolli d’intesa sottoscritti con tre delle maggiori realtà sportive calabresi (Reggina Calcio, Viola Basket e Pro Reggina ’97 calcio a 5) per il rilascio degli accrediti, mira a tutelare i giornalisti, scongiurando, ancora una volta, il lavoro nero e lo sfruttamento sistematico.
I primi mesi del 2014 confermano che, quello in corso, sarà un anno cruciale per le tante, troppe, aziende editoriali della carta stampata che, in crisi, hanno dovuto ricorrere ai contratti di solidarietà o alla cassa integrazione (pagati esclusivamente dall’Inpgi, ovvero con i contributi versati dagli stessi giornalisti). Ridotti al lumicino i periodici, alcuni quotidiani, avendo raggiunto il limite nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno davanti ad un drammatico bivio: chiudere o ripensare al prodotto, messo inesorabilmente e costantemente fuori mercato sia dai nuovi strumenti della comunicazione che da una crisi economica che non accenna ad arrestarsi.
Gli editori – se sono veri e credono seriamente nel valore dell’informazione, a partire da quello economico – devono capire che è soprattutto in periodi di crisi che bisogna investire nella qualità e nella professionalità del prodotto.
Elementi indispensabili per conquistare la fiducia di lettori, radioascoltatori e telespettatori che, con tutta l’informazione possibile e immaginabile a portata di “clic”, sanno, oramai, distinguere gli editori veri e seri dai pirati di turno. Carlo Parisi Segretario Sindacato Giornalisti della Calabria, Vicesegretario nazionale Fnsi


Rapine: giovane vibonese al gip, "ero disperato e senza lavoro"
Vibo Valentia, 8 mar. - "Ero disperato perche' non trovavo lavoro, per questo ho ripreso a fare rapine". Questa la giustificazione fornita al giudice da Francesco Cortese, 35 anni, di Vibo Valentia, arrestato giovedi' scorso per concorso in rapina aggravata ai danni del supermercato Despar di via Don Mellano della citta' capoluogo. Cortese era da poco uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna a 6 anni e 6 mesi per un'altra rapina commessa l'8 giugno del 2007. Il giudice ha convalidato nei suoi confronti l'arresto in carcere. Cortese era stato arresto nella tarda serata di mercoledi' scorso dai poliziotti della squadra mobile di Vibo Valentia e della sezione volanti della locale questura che avevano atteso i rapinatori all'uscita del supermercato. Passa invece agli arresti domiciliari Carlo Farina, 42 anni, arrestato insieme a Cortese. La rapina, compiuta col volto travisato da passamontagna, con una pistola caricata a salve ma priva del tappo rosso ed indossando guanti in lattice, aveva fruttato ai rapinatori circa 6mila euro, somma interamente restituita dai poliziotti ai proprietari del supermercato.


Rifiuti: Molinari (M5S), follia riapertura discarica Scala Coeli
Catanzaro, 8 mar. - "La notizia dell'imminente riapertura della discarica a Scala Coeli dimostra come in Calabria, oltre a dover affrontare l'emergenza rifiuti, dobbiamo fare i conti con l'incompetenza delle amministrazioni che governano senza avere la benche' minima idea delle ripercussioni che le loro decisioni possono procurare". Lo afferma Francesco Molinari, senatore del M5S. "Voler aprire, in nome di un'emergenza che non si e' mai voluto veramente evitare, una discarica in un'area a rischio idrogeologico - aggiunge Molinari - sembra davvero una follia. Per questo non si puo' non appoggiare la protesta del Comitato Antidiscarica di Scala Coeli [del quale si allega un comunicato oltre la mia interrogazione n.4-00440 del 27 giugno 2013 del 27 giugno 2013, mai evasa dal Ministro] che si sta attivando spontaneamente per difendere la nostra terra. Come ha sottolineato il Comitato, si tratta di una discarica autorizzata in violazione alla normativa in materia. L'autorizzazione regionale alla realizzazione dell'impianto registra una serie di lacune a partire dal titolo di proprieta' sui terreni sui quali si chiedeva la realizzazione della discarica medesima per finire alla presenza di coltivazioni biologiche e di qualita' - godenti del marchio DOP - presenti nella sua area di influenza della costruenda discarica. Anche l'esecuzione dei lavori e' oggetto di forti critiche, persino dalla stessa Arpacal che ha registrato delle differenze sostanziali tra il progetto iniziale del cantiere e quello finale, differenze peraltro stranamente - ed in modo sospetto - ignorate da Dipartimento Ambiente della Regione. Tacendo delle condizioni della viabilita' di accesso alla discarica, per la quale vige addirittura un divieto di traffico per quelle strade, sulle quali sono stati commessi e reiterati abusi da parte della Bieco Srl. La Calabria non ha bisogno ancora di passi indietro. Noi del M5S vogliamo ripartire da un piano diverso dei rifiuti, abbandonando completamente le discariche. Occorre cambiare registro - conclude Molinari - se si vuole trasferire alle generazioni una politica pulita".


Musy: Furchi' ricoverato in ospedale dopo sciopero fame e sete
Torino, 8 mar. - E' stato ricoverato in ospedale a Torino Francesco Furchi', l'uomo accusato dell'omicidio del consigliere comunale Alberto Musy. Furchi' si trova in carcere da oltre un anno, da qualche settimana aveva iniziato lo sciopero della fame e in questi giorni aveva annunciato lo sciopero della sete.


Sicurezza: controlli dei carabinieri nel Reggino, denunce
Reggio Calabria, 8 mar. - Centotredici persone controllate, 97 automezzi ispezionati, 26 perquisizioni effettuate e 2 persone denunciate in stato di liberta': sono i numeri di una vasta operazione di controllo del territorio eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria nelle 48 ore dal 3 al 4 marzo nell'ambito dell'implementazione dei servizi di controllo preventivi richiesti dal Prefetto Claudio Sammartino. In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, insieme a quelli della Compagnia di Intervento Operativo del Battaglione Campania, hanno effettuato una vasta operazione di controllo del territorio ad "alto impatto" che ha visto impiegati piu' di 80 militari, allestendo numerosi posti di controllo ed effetutando perquisizioni, domiciliari (13), personali (26) e veicolari (7 per un totale di 46). Gli esiti del servizio sono di due persone segnalate in stato di liberta', e due armi bianche di genere vietato rinvenute e sequestrate. Sono stati inoltre controllati 25 esercizi pubblici e 86 persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare.


Rifiuti: a Celico nuovo blocco per camion provenienti da Cosenza
Cosenza, 8 mar. - Anche questa mattina i camion autocompattatori che trasportavano rifiuti provenienti dalla citta' di Cosenza, sono stati bloccati da manifestanti che stanno presidiando la strada d'accesso alla discarica di Celico, nel Cosentino. Nonostante le pressioni della polizia, che sta cercando di far eseguire la delibera regionale, i manifestanti, un centinaio, non hanno ceduto il passo ai mezzi. Nei giorni scorsi il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha denunciato il sindaco di Celico, Luigi Corrado, per una presunta interruzione di pubblico servizio. Corrado ha annunciato querele. La procura di Cosenza ha aperto ufficialmente un'inchiesta su quanto sta accadendo, stante una situazione non piu' sopportabile per la citta' capoluogo, dove sono molti i cumuli di rifiuti presenti per strada.


'Ndrangheta: Scopelliti, si sconfigge con la cultura
Catanzaro, 8 mar. - Sara' il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti a tagliare il nastro dell'esposizione "San Luca per San Luca-Mattia Preti in Aspromonte", che si svolgera' lunedi' 10 marzo alle ore 10 a San Luca in contrada Giardino nel centro "Falcone-Borsellino" ospitato in un immobile sottratto alla 'ndrangheta. L'iniziativa e' stata promossa dalla Regione Calabria, d''intesa con il Comune, la collaborazione dell'istituto scolastico "Corrado Alvaro" e si colloca nell'ambito delle celebrazioni del grande pittore calabrese del quale sono appena trascorsi i 400 anni dalla nascita. In un progetto curato da Giuseppe Mantella e Sante Guido, verra' esposto il quadro "San Luca che dipinge la Vergine con il bambino", che proviene dalla Chiesa di San Francesco di Assisi a La Valletta e che ha una caratteristica singolare: e' l'unico firmato e datato dell'artista. Da martedi' 11 marzo in poi, il capolavoro si potra' ammirare al Centro Culturale "De Floris" a San Luca dove restera' fino a giovedi' 14 marzo. Per tutta la durata dell'evento, che vede la collaborazione dell'Arma dei Carabinieri, il dipinto sara' idealmente custodito dai bambini e dalle bambine della scuola "Corrado Alvaro" di San Luca, che saranno anche le guide preposte ad illustrare l'opera d'arte. Allo scopo, il restauratore Giuseppe Mantella ha tenuto una giornata di formazione. "Si tratta di un'iniziativa di alto valore simbolico - ha detto Scopelliti - poiche' la criminalita' organizzata si previene sopratutto con l'educazione e la cultura, l'arte e la bellezza". Dal canto suo, l'Assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha evidenziato la rivoluzione culturale che sta avvenendo a San Luca da tre anni grazie alla scuola dichiarando che "il cambiamento e' possibile". All'iniziativa ha assicurato la sua presenza il Comandante della Legione dei Carabinieri Calabria Aloisio Mariggio'. Anche i Sindaci della locride, coordinati da Giorgio Imperitura, primo cittadino di Martone, saranno presenti con i gonfaloni dei Comuni. La commissaria prefettizia di San Luca Rosaria Giuffre' ha coordinato l'organizzazione dell'evento.


Criminalita': giovani in piazza a Cassano Ionio, "ora basta"
Cosenza, 8 mar. - Al grido di "E mo' bast!", in dialetto de luogo, ma ben comprensibile a tutti, centinaia di persone, soprattutto giovani, sono scesi per strada, a Cassano alla Ionio, per manifestare il loro sdegno contro gli atti di violenza che si sono registrati in breve tempo nella cittadina del Cosentino. "Nel giro di un mese, prima hanno ucciso un bambino innocente e poi un sacerdote: noi non vogliamo che ci etichettino come una citta' criminale", dice Antonio Golia, presidente dell'associazione Patrioti Briganti, fatta tutta di giovani, che ha organizzato l'evento. Per Telma Crugliano, altro esponente dell'associazione, "vogliamo riappropriarci di un'identita' che ci appartiene e vogliamo dimostrare che siamo cassanesi fieri, che siamo altro dall'orrore e dal degrado che attanaglia la nostra terra ormai da troppo tempo". I giovani avevano preparato delle sagome umane, colorate, a terra, come dei morti, di ogni razza, che non si vogliono piu' vedere. Per questo, prima dell'avvio del corteo, le sagome sono state rimosse. Il lungo corteo dei manifestanti si e' mosso da Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio, tristemente nota per molti fatti di sangue e per ospitare un quartiere, il Timpone Rosso, al centro di molte operazioni contro la 'ndrangheta. I giovani gridavano "E mo' bast!", che e' lo slogan della giornata, ma anche "scendete in piazza e metteteci la faccia", rivolto a chi guardava dalle finestre e dai balconi. Ogni persona aveva un cartello al collo, con il suo personale "E mo' bast!": chi ha scritto che vuole una terra libera, chi di voler ripudiare ogni violenza, chi condanna l'indifferenza. Le scritte erano tantissime. Al corteo, che si e' diretto verso il municipio di Cassano allo Ionio, ha partecipato anche il sindaco, Gianni Papasso. "La parte attiva della cittadinanza oggi e' qui - ha detto il sindaco - e vuole dire basta al silenzio, alla violenza e alla criminalita'. Ma basta anche alla disattenzione da parte dello Stato".


'Ndrangheta: "Alta tensione", Nucera annuncia azioni legali
Reggio Calabria, 7 mar. - Il consigliere regionale Giovanni Nucera annuncia azioni legali dopo le dichiarazioni rese da un testimone nell'ambito del processo "Alta tensione", in merito ad presunto sostegno elettorale ricevuto dall'esponente politico reggino da parte della 'ndrangheta. "Avendo appreso dagli organi di stampa - scrive Nucera - delle dichiarazioni, lesive dell'onorabilita' mia personale e della mia famiglia, rese da un testimone nell'ambito del procedimento penale denominato "Alta Tensione 2", che si sta svolgendo presso il Tribunale di Reggio Calabria, ho dato mandato ai miei legali di fiducia di acquisire tutti gli atti inerenti lo stesso procedimento penale al fine di valutare se ricorrono le condizioni per intraprendere le opportune azioni a tutela della mia immagine personale e pubblica".


Furto in sede commissione tributaria, due denunce a Catanzaro
Catanzaro, 7 mar. - Grazie alla visione dei filmati di alcune videocamere di sorveglianza, gli uomini della Digos della Questura di Catanzaro sono risaliti a due persone che il 2 marzo scorso avevano sottratto dagli uffici della Commissione Tributaria Regionale, situati sul corso Mazzini del capoluogo calabrese, strumentazione informatica, inscatolata e pronta per essere installata. Sul posto era intervenuto personale delle Volanti e del Gabinetto Provinciale della polizia Scientifica per i dovuti rilievi. Si e' dato quindi subito avvio ad un'attivita' ricognitiva che ha consentito di accertare la presenza nelle vicinanze del luogo in cui e' avvenuto il furto, di alcune telecamere di sorveglianza. Attraverso la visione delle immagini registrate gli operatori hanno potuto rilevare che nel giorno del furto e ad un orario compatibile, due giovani si allontanavano con delle scatole. Dalla ricognizione effettuata si e' giunti all'identificazione dei due soggetti. Si tratta di P.P. di 34 anni, e A.A. , di 30, gia' noti agli operatori, perche' entrambi gravitanti negli ambienti locali della tossicodipendenza. L'immediato controllo sui due soggetti individuati ha consentito di trovare e sottoporre a sequestro parte della strumentazione informatica sottratta, ancora giacente nelle scatole di imballaggio dalle quali pero' era stata strappata la targa adesiva riportante gli identificativi descritti nel corpo della denuncia. Cio' nonostante si e' potuto ugualmente stabilire che quei computer fossero proventi del furto in esame poiche' gli stessi identificativi erano anche riportati sia sui monitor che su tutte le unita' centrali rinvenute. Oltre allastrumentazione e' stato altresi' rinvenuto altro materiale, appartenente al reparto di malattie infettive del P.O. "Pugliese Ciaccio" per i quali sono in corso ulteriori indagini mirate a verificare anche l'eventuale utilizzo di alcune ricette mancanti da un blocchetto sequestrato nonche' l'eventuale utilizzo indebito dei timbri appartenenti al primario di quel reparto. I due, dopo essere stati condotti negli Uffici della Questura sono stati denunciati per i reati di danneggiamento e furto aggravato. La strumentazione informatica sequestrata, dopo le valutazioni della magistratura, sara' restituita al legittimo proprietario.


Violenza di gruppo su disabile: 6 arresti a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 7 mar. - Sei persone - 3 uomini e 3 donne - due delle quali di nazionalità marocchina, sono state arrestate tra Reggio Calabria, Lodi e Pavia, dai Carabinieri che hanno eseguito un fermo emesso dalla Procura della citta' calabrese per i reati di violenza sessuale di gruppo, corruzione di minorenne e sequestro di persona. La storia è emersa grazie alla denuncia di una donna, madre di un maggiorenne affetto da disabilità con invalidità pari all'85%. Qualcuno ha recapitato sull'uscio di casa della donna un video nel quale si vedono le violenze subite dal figlio durante una festa, alla quale partecipavano 10 persone, avvenuta in una sera di gennaio nella periferia di Reggio Calabria. Si canta, si beve alcool, ma la serata si trasforma in una violenza sessuale di gruppo ai danni del ragazzo affetto da disabilità. In particolare l'uomo viene dapprima denudato completamente, viene costretto a stare a terra gattoni nudo con persone collocate sul dorso, gli viene messa una catena al collo e portato in giro per casa, gli vengono tirati i capelli, viene fatto oggetto di sputi, minacce, viene picchiato, calpestato, costretto a baciare i piedi dei presenti, ed infine viene fatto oggetto di violenza sessuale mediante l'utilizzo di un manico in legno. Ancora più grave, alla festa assistono due minori, figli di due presenti, uno è di pochi mesi, troppo piccolo per capire cosa succede, l'altra è una bambina di 2 anni che viene addirittura collocata sulla schiena della vittima quando si trova a terra gattoni. I gip dei Tribunali di Reggio Calabria, Lodi e Pavia, hanno concordato con la Procura di Reggio Calabria ed hanno emesso per tutti ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per accertare chi abbia realizzato i filmati.


Ambulante ucciso a Vibo: Giudici, niente prove contro polacca
Vibo Valentia, 7 mar. - La Corte d'Assise d'appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Palma Talerico, ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale l'11 novembre ha assolto con formula piena Anita Jarzebowska, 38enne polacca, accusata dell'omicidio di Giovanni Lo Piccolo, 48 anni, ambulante di Vibo accoltellato in auto il 25 febbraio 2010. In primo grado la donna era stata condannata dal gip del Tribunale di Vibo, Alessandro Piscitelli, a 10 anni e 8 mesi. La vittima conviveva sia con la Jarzebowska che con la propria moglie legittima, tutti sotto lo stesso tetto, compresi i bimbi avuti dalle due donne. La Jarzebowska sarebbe stata costretta da Lo Piccolo a prostituirsi anche nel Reggino. In 16 pagine di motivazioni, i giudici d'Appello sottolineano che gli elementi ritenuti dal gip di Vibo, Alessandro Piscitelli (oggi pm alla Procura di Fermo), idonei "a fondare il giudizio di responsabilita' a carico della Jarzebowska non presentano, neppure nella loro unitaria e globale valutazione, quella valenza indicativa necessaria per consentire l'attribuzione alla stessa del fatto delittuoso". Nessuna traccia ematica sui vestiti dell'imputata e' stata infatti trovata, mentre l'ipotesi che una camicia sporca di sangue, ritrovata a casa della vittima, sia stata adoperata dall'aggressore per ripulirsi le mani dopo l'accoltellamento "non appare sorretta da nessun elemento fattuale e contrasta con le piu' elementari regole della logica".


Picchiava e violentava diciannovenne: un arresto nel Catanzarese
Catanzaro, 7 mar. - Arrestato due volte in poche ore e sempre con accuse simili: l'avere usato violenza nei confronti di due donne. E' accaduto a Cropani, dove i Carabinieri delle stazioni di Botricello e Cropani hanno tratto in arresto S.A., 45 anni, residente a Botricello. Nel primo caso, i militari dell'Arma sono intervenuti dopo che l'uomo si era introdotto con violenza nell'abitazione di una ragazza di 19 anni con la quale aveva avuto in passato una breve relazione. La ragazza e' stata costretta a rimanere chiusa in casa contro la sua volonta'. Nel momento in cui sono intervenuti i Carabinieri e' emersa una storia di continue violenze, visto che l'uomo avrebbe piu' volte abusato sessualmente della ragazza. Per questo, il quarantacinquenne dovra' ora rispondere di violenza sessuale, atti persecutori e sequestro di persona. Contemporaneamente i militari dell'Arma hanno notificato all'uomo un provvedimento di custodia cautelare in carcere con l'accusa di minacce, ingiuria, lesioni personali e inosservanza degli provvedimenti dell'autorita' giudiziaria. Nei giorni scorsi, infatti, avrebbe picchiato violentemente il figlio di 14 anni con calci e pugni, procurandogli alcune lesioni e minacciando di provocare un incidente con la macchina su cui si trovavano entrambi. Subito dopo A.S. avrebbe anche ingiuriato e minacciato la ex moglie a cui, tra l'altro, era stato vietato di avvicinarsi. L'uomo e' stato associato alla casa circondariale di Catanzaro.


Scontro fra treni: Asp Catanzaro, intervento ineccepibile
Catanzaro, 7 mar. - "Intervento sanitario ineccepibile", sono le prime parole pronunciate dal direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso, per sottolineare la riuscita dei soccorsi sanitari prestati ai 60 feriti, dal personale medico dei due ospedali di Soveria Mannelli e di Lamezia Terme, subito dopo l'incidente ferroviario avvenuto ieri a Gimigliano. Grazie anche al coordinamento delle rispettive direzioni sanitarie, la macchina dei soccorsi e' scattata in pochissimo tempo ed e' riuscita a dare assistenza immediata sia ai pazienti piu' gravi che a chi ha subito un trauma minore, con tutte le figure professionali disponibili, con ulteriori medici del Pronto Soccorso di Soveria e costituendo equipe di ortopedici, internisti, cardiologi, pediatri, chirurghi, preparati e pronti a intervenire, ed in poco tempo hanno attivato la macchina organizzativa prevista proprio in caso di emergenza assistenziale. Un'azione ben coordinata che ha consentito di limitare i danni ai passeggeri e ai macchinisti coinvolti nell'incidente. Con il tempestivo intervento della rete dei soccorsi territoriale, il 118, e le unita' operative di emergenza, ben 54 feriti sono stati immediatamente trasportati al Pronto Soccorso dell'ospedale di Soveria, tra questi una donna in gravi condizioni che e' stata poi trasferita nel reparto di Otorino dell'ospedale di Cosenza e non ancora fuori pericolo. Altri 5 feriti sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'ospedale di Lamezia, di questi tre sono stati trattati e mandati a domicilio, altri due sono stati ricoverati l'uno per la frattura della rotula e l'altro per trauma cranico. Nell'incidente ferroviario e' rimasta coinvolta anche una donna incinta, le cui condizioni non destano preoccupazione, che e' stata prontamente soccorsa e trasportata con l'elisoccorso dell'Asp direttamente all'ospedale di Catanzaro. Riflettendo sul disastro accaduto e sull'eventualita' che potesse andare peggio e nell'esprimere a tutte le persone coinvolte nell'incidente l'augurio di una pronta guarigione, Mancuso ha dichiarato "Siamo pienamente soddisfatti perche' quello che stiamo cercando di realizzare e' una organizzazione ottimale soprattutto per l'emergenza urgenza, per consentire a tutti i pazienti del territorio della provincia di Catanzaro di ottenere la stessa assistenza indipendentemente dalla presenza o meno di un ospedale vicino casa. Di questo - ha concluso Mancuso - bisogna anche dare merito ai tanto medici e al personale di servizio che si sono adoperati in questa occasione e bisogna anche dare merito alla macchina dei soccorsi che e' stata impeccabile".


Scontro fra treni: i consigli di Acu e Konsumer Calabria

Lamezia Terme, 7 mar. - Acu Calabria  e  Konsumer Calabria, in persona dei rispettivi Presidenti Regionali avvocati Sergio Tomaino e Nicola De Blasi, in merito al terribile incidente ferroviario avvenuto a Gimigliano sulla tratta ferroviaria Catanzaro-Cosenza gestita dalle Ferrovie della Calabria srl che ha causato diverse decine di feriti, esprimono la propria vicinanza e solidarietà ai passeggeri ed alle loro famiglie così come ai macchinisti rimasti coinvolti nello sconto frontale dei treni. Prendono atto dei solleciti soccorsi prestati e dello sforzo e dell’impegno profuso dai volontari occorsi e del personale medico e paramedico degli ospedali ove è stato prestato il primo soccorso. Acu Calabria e KonsumeR Calabria fanno presente che, fiduciosi e in attesa delle indagini in corso, manterranno vivo il loro interesse ed impegno affinchè si chiariscano quanto prima possibile le causa dello strano incidente verificatosi che, solo per un miracolo, non  è sfociato in una vera e propria tragedia. E’ di estrema importanza stabilire ed accertare al più presto il livello ed il grado di responsabilità nella causazione dell’incidente per determinare sia le colpe che la verità storica e ciò prima di parlare di risarcimenti perché, solo allora, gli sfortunati passeggeri potranno sapere a chi  e con quali modalità rivolgersi per il ristoro dei danni subiti, sia in sede civile che penale. L’avv. Tomaino e l’avv. De Blasi dichiarano però che sin d’ora si impegnano a chiedere alla società Ferrovie della Calabria srl di spiegare i motivi del mancato funzionamento dei sistemi che regolano il traffico ferroviario che, in quella tratta, è monorotaia, chiedendo un incontro urgente al responsabile della società anche al fine di concordare procedure semplici e trasparenti per risarcire e indennizzare i passeggeri affinchè venga loro alleviato il disagio ed i traumi, fisici e mentali, subiti in occasione dell’incidente. L’auspicio delle Associazioni dei Consumatori è che, nell'immediatezza del disastro, in attesa di far luce sulla vicenda, in considerazione del numero dei passeggeri a bordo, si possano stabilire ed ipotizzare modalità che permettano di esaminare nel più breve tempo possibile le singole situazioni, sulla base di criteri di rimborso e di indennizzo predefiniti evitando che si radichi il contenzioso legale come unica possibilità di ristoro, che a situazioni uguali possano essere date soluzioni diverse e che la richiesta di rimborso e indennizzo non risulti un costo per persone già così pesantemente colpite. ACU Calabria e KONSUMER Calabria, per tali motivi, stanno costituendo un COMITATO vittime  in rappresentanza del quale proporranno una procedura per risarcire i danneggiati. Si tratta dell'istituzione di una procedura di conciliazione paritetica, sul modello dei protocolli di conciliazione sottoscritti dalle associazioni dei consumatori con le più grandi aziende operanti in altri settori, anche in occasione di eventi collettivi come i crack finanziari. La proposta potrebbe aprire scenari nuovi in materia di risarcimenti. Con specifico riferimento all’incidente ferroviario di Gimigliano la posizione di ciascun passeggero potrà essere trattata singolarmente e definita con l'assistenza di un conciliatore designato dall'associazione di consumatori e di un conciliatore designato dall'azienda. L’avv. Tomaino e l’avv.De Blasi si dicono <<Convinti che è in gioco il ruolo che le associazioni dei consumatori intendono dare allo strumento della conciliazione in casi del genere; la conciliazione, per sua natura e per come storicamente è stata praticata in Italia dalle associazioni dei consumatori, deve poter essere uno strumento di risoluzione di tutte le controversie tra consumatori e aziende, a prescindere dall'entità dei danni>>.  In ogni caso e comunque ACU Calabria e Konsumer Calabria comunicano che sono a disposizione, gratuitamente, di tutti coloro che dovessero avere bisogno di assistenza sia in questa prima fase, confusa, sia nelle fasi successive, assicurando la loro presenza, in proprio,  anche nell’eventuale instaurando procedimento penale, in qualità di parti civili, se la portata degli eventuali reati che dovessero essere ravvisati dovesse essere di natura generale. L’avv. Tomaino e l’avv. De Blasi segnalano, di seguito, una sorta di vademecum a beneficio delle persone coinvolte nell’incidente, utile per fare chiarezza su quelli che sono i diritti effettivi dei consumatori e quali possono essere gli strumenti per farli valere: Conservare gelosamente il biglietto ed assicurarsi che sia stato effettuato il riconoscimento dei feriti presso gli Ospedali che hanno prestato il soccorso; DANNI ALLE COSE - Oltre al rimborso integrale del biglietto, il passeggero ha diritto al risarcimento dei danni subiti per la distruzione e/o smarrimento dei beni personali che aveva con sé, compreso il denaro e i documenti personali. È consigliabile quindi redigere un apposito elenco con l'indicazione del valore dei beni. E' necessario elencare anche le spese che i passeggeri hanno dovuto sostenere autonomamente per rientrare nelle proprie residenze. DANNI ALLA PERSONA - Chi ha subito lesioni personali (danno biologico) nell’incidente o durante le operazioni di soccorso, ha diritto al risarcimento. Infine, tutti i passeggeri, a prescindere dagli eventuali danni alla salute, hanno diritto al risarcimento dei danni morali e a quelli derivanti dal contratto di trasporto. Se l'evento per gli adulti può essere stato traumatico, per i bambini le conseguenze potrebbero essere anche peggiori potendo comparire a distanza di settimane anche fenomeni noti come "disturbo da stress post traumatico". Il disturbo si manifesta con persistenti difficoltà nel ritmo sonno-veglia, nella capacità di concentrazione e, talvolta, anche nella gestione dei rapporti interpersonali. Anche per queste ragioni ACU Calabria e Konsumer Calabria ribadiscono che è ancora presto per quantificare il danno complessivo effettivamente patito, per cui bisogna attendere il momento dell’accertamento delle responsabilità.  In ogni caso e comunque tutte le persone coinvolte che ritengono di aver subito un danno devono, quale primo passo bbligatorio, inviare immediatamente a Ferrovie della Calabria una raccomandata a/r per formalizzare la richiesta di risarcimento.  ACU Calabria e Konsumer Calabria sono a disposizione anche per l’assistenza nella redazione di tale raccomandata e possono essere contattate alle seguenti mail: acucalabria@virgilio.it e konsumer.calabria@gmail.com.


Scontro fra treni: feriti quasi tutti dimessi
Catanzaro, 7 mar. - Sono state dimesse quasi tutte le persone rimaste ferite nell'incidente ferroviario avvenuto ieri a Gimigliano, in provincia di Catanzaro. Resta ricoverata in gravi condizioni solo una donna, che si trova nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Cosenza. Si tratta di una cinquantacinquenne che nello scontro tra i due convogli delle Ferrovie della Calabria ha ariportato diversi traumi. La donna e' stata sottoposta ad un intervento chirurgico ed e' seguita costantemente dai medici del nosocomio cosentino. Stanno bene, invece, tutti gli altri passeggeri, compresa la donna in stato di gravidanza che ha riportato una frattura ad un braccio e altri traumi, senza conseguenze per il bambino che porta in grembo.


Scontro fra treni: inchiesta resta a carico di ignoti
Catanzaro, 7 mar. - Le indagini per l'incidente ferroviario di ieri in provincia di Catanzaro restano a carico di ignoti. L'attivita' e' coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e punta in primo luogo a stabilire la dinamica dell'impatto tra i due convogli delle Ferrovie della Calabria, avvenuto nei pressi di Gimigliano. Le ipotesi restano sempre quelle dell'errore umano o del cattivo funzionamento della strumentazione automatica che avrebbe dovuto gestire l'incrocio tra i treni. Per questo, la Procura di Catanzaro intende completare gli accertamenti avviati prima di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. Intanto, i Carabinieri del Comando provinciale hanno sequestrato i due convogli e la tratta ferroviaria dove e' avvenuto l'impatto, con l'obiettivo di completare gli accertamenti. Analoghe verifiche sono state avviate anche dalla Regione Calabria con una indagine interna.


Scontro fra treni nel Catanzarese: 80 tra feriti e contusi
Catanzaro, 6 mar. - Sono circa 80 i passeggeri che si trovavano a bordo dei due treni delle Ferrovie della Calabria rimasti coinvolti in un incidente nei pressi di Gimigliano (Catanzaro). Il bilancio e' stato confermato dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Ugo Cantoni, che ha anche evidenziato come tutti i passeggeri abbiano avuto bisogno di cure mediche, anche se solo due sono ricoverati in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Su uno dei due treni c'erano anche alcuni calciatori della squadra giovanile della Garibaldina di Soveria Mannelli che si stavano recando agli allenamenti. La gran parte delle persone coinvolte e' stata soccorsa perche' sotto shock.  A queste persone se ne aggiungono poi altre che hanno preferito non essere accompagnati in ospedale dai mezzi di soccorso, ma per i quali si stanno comunque compiendo accertamenti. In questi ultimi casi si tratta prevalentemente di piccoli traumi e stato di shock. I vigili del fuoco hanno completato le operazioni di soccorso nei due treni delle Ferrovie della Calabria, quindi tutti i passeggeri sono stati affidati alle cure dei sanitari e smistati negli ospedali della zona.


Scontro fra treni nel Catanzarese: procura apre inchiesta
Catanzaro, 7 mar. - Il procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Bombardieri, si e' recato personalmente sul luogo del grave incidente ferroviario avvenuto nel primo pomeriggio, all'altezza di Gimigliano, su un tratto a binario unico del collegamento ferroviario della linea locale Catanzaro-Cosenza. Assieme a lui anche il neo sostituto procuratore del capoluogo calabrese, Andrea Mancuso, appena insediato nell'Ufficio, che sara' il titolare delle indagini affidate ai carabinieri. I magistrati hanno immediatamente aperto un'inchiesta su quanto avvenuto e procedono, al momento a carico di ignoti, per l'ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo. E' stato disposto il sequestro dei mezzi coinvolti nell'incidente e del tratto ferroviario su cui si e' verificato, che dunque rimarra' momentaneamente chiuso. Lo scontro fra i treni e' avvenuto, in particolare, a circa due chilometri di distanza da Madonna di Porto in direzione Cicala, ma i magistrati hanno esteso il loro sopralluogo anche agli scambi ferroviari ed ai semafori presenti in prossimita' del luogo dell'incidente. Sul posto anche il neo comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, Ugo Cantoni.


Scontro fra treni nel Catanzarese: Bruno (Pd), servono risposte
Catanzaro, 6 mar. - "L'incidente avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, lungo la tratta ferrata delle Ferrovie della Calabria che collega il capoluogo di regione al popoloso comune di Gimigliano, rimette drammaticamente al centro dell'attenzione lo stato di degrado e abbandono del trasporto ferroviario in Calabria, soprattutto nella fascia Jonica". Lo afferma Enzo Bruno, segretario del Pd della provincia di Catanzaro. "Nel corso degli anni - aggiunge Bruno - mancati stanziamenti e continui tagli ai trasferimenti a sostegno del comparto hanno ridotto gli standard di sicurezza, la manutenzione ordinaria e gli interventi di ripristino, anche in seguito ad eventi calamitosi che si collegano alla grave tematica del dissesto idrogeologico. Un abbandono colpevole che ha contribuito a calpestare il diritto alla mobilita' dei cittadini di questa regione. Lo stato di abbandono dei trasporti in Calabria si manifesta periodicamente in tutta la sua dirompenza con incidenti come quello di questo pomeriggio, che mettono a repentaglio la vita delle decine di pendolari, studenti e lavoratori, che ogni giorno si muovono, in particolare, lungo la tratta ferrata che conduce a Catanzaro. Solo il caso ha voluto che tra le tante persone coinvolte non ce ne sia nessuna a rimetterci la vita. Ai passeggeri che hanno vissuto questa terribile esperienza, e alle loro famiglie, rivolgiamo la nostra sincera vicinanza. Ma la sterile solidarieta' non basta: le classi dirigenti ad ogni livello istituzionale devono interrogarsi sulle risposte concrete da dare alle sollecitazioni di intervento che si levano puntualmente da cittadini, associazioni, forze sindacali. E' necessario attivarsi per invertire la rotta di una storia fatta di fondi dirottati altrove, di sacrifici chiesti sempre al Mezzogiorno, di corse tagliate, di tratte ferrate abbandonate, di binari unici e non elettrificati. La mobilita' e' un diritto. La mobilita' sicura - conclude Bruno - lo e' ancora di piu'".


Scontro fra treni nel Catanzarese: M5S, piena luce sull'accaduto
Catanzaro, 6 mar. - "L'incidente ferroviario avvenuto nel primo pomeriggio di oggi a Gimigliano, poco distante da Catanzaro, dimostra lo stato di totale abbandono dei trasporti in Calabria, soprattutto sulla fascia Jonica della regione. Com'e' noto in quel tratto ferroviario esiste una sola linea ; sara' compito della magistratura, in cui riponiamo la nostra fiducia, fare piena luce sull'accaduto". Lo affermano Sebastiano Barbanti, deputato del M5S, e Francesco Molinari, senatore dello stesso movimento. "Per fortuna - aggiungono -apprendiamo da notizie stampa che le condizioni delle due donne, una delle quali in stato interessante, trasportate immediatamente in ospedale, non sarebbero gravissime. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi. L'incidente pone di nuovo al centro delle cronache il trasporto ferroviario in Calabria, un servizio che di universale ha ben poco e che ormai non soddisfa neanche i piu' elementari standard europei. All'abbandono del comparto ferroviario segue anche l'assenza di fondi stanziati per il suo potenziamento mentre la Regione continua a privilegiare il trasporto su gomma, depauperando il diritto alla mobilita' dei cittadini calabresi nonche' - cosa assai piu' grave - quello alla sicurezza. Sicuramente i manager non utilizzano il treno come mezzo di spostamento altrimenti toccherebbero con mano lo stato di degrado in cui versano. Ci auguriamo che le presunte strategie di rilancio - concludo i due esponenti del M5S - si trasformino una volta per tutte in azioni concrete e che fatti del genere rimangano nei ricordi della peggiore Calabria".


Ambiente: Arpacal, gas radon in alcuni punti galleria Limina
Catanzaro, 5 mar. - In alcuni punti della galleria della Limina, posta tra i comuni di Cinquefrondi e Mammola, in provincia di Reggio Calabria, la concentrazione di radon, gas radioattivo naturale inerte prodotto principalmente dal suolo e dai materiali da costruzione, e' superiore al livello di azione previsto dalla normativa. E' questo l'esito della misurazione realizzata dai laboratori fisici di Catanzaro e Reggio Calabria dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria (Arpacal), rientrante nel piu' ampio programma previsto per la determinazione dei livelli di radioattivita' ambientale all'interno della galleria, lunga 3,2 km con 8 piazzole di sosta d'emergenza ed altrettanti rifugi, nonche' nell'area circostante. Piano operativo redatto dall'Arpacal, concordato in sede di riunione tecnica nella Prefettura di Reggio Calabria, e trasmesso a tutti gli Enti interessati gia' il 27 ottobre scorso.
Il laboratorio fisico "Ettore Majorana" del dipartimento Arpacal di Catanzaro - spiega una nota dell'agenzia - e' stato, quindi, incaricato ad effettuare la misura della radioattivita' naturale all'interno della galleria. Il radon, infatti, e' stato classificato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/OMS) come agente cancerogeno di gruppo 1; nel nostro Paese la normativa in vigore, per limitare il rischio per i lavoratori, ha imposto che per questi siti, in quanto gallerie, i datori di lavoro siano obbligati ad effettuare la valutazione del rischio radon da inserire nel documento di Valutazione dei Rischi, sottoscritto dai rappresentanti dei lavoratori. La prima fase dell'indagine, quindi, - fa sapere l'Arpacal - ha interessato la misura della radioattivita' naturale attraverso il posizionamento dei dosimetri lungo tutto il percorso della galleria, nelle otto piazzole di sosta e in due dei rifugi presenti nella piazzola n.1 e n.6. La disposizione delle piazzole, dislocate con regolarita' su entrambi i lati della galleria e' stata ritenuta valida ai fini della rappresentativita' del sito d'interesse. Il periodo di misurazione, 101 giorni, viene considerato dai tecnici Arpacal "significativo ma non sostitutivo degli obblighi di legge, che sono e rimangono in capo al datore di lavoro del sito in oggetto".  "L'obbiettivo primario - e' detto nella relazione che l'Arpacal ha invitato agli enti territoriali competenti - e' stato quindi quello verificare i livelli di radioattivita' naturale con misure brevi, procedura prevista e messa in atto all'occorrenza, per una prima valutazione in luoghi potenzialmente a rischio e dove accedono lavoratori di aziende diverse e per motivazioni altrettanto diverse, oltre che persone del pubblico".


Truffe: Gdf scopre raggiro milionario, coinvolto docente romano
Lamezia Terme, 6 mar. - Undici provvedimenti sono stati notificati dalla guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale di Catanzaro. Nel corso dell'operazione sono anche stati sequestrati sei milioni di euro nei confronti di 18 persone e di una societa'. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme, ha interessato tutto il territorio nazionale. Le indagini hanno permesso di appurare una truffa ai danni dello Stato e dell'Unione europea per ottenere cospicui contributi. L'attivita' e' stata avviata lo scorso anno nei confronti della societa' "New technology machining srl" di Lamezia Terme, che aveva ottenuto un contributo di 9,5 milioni di euro, di cui 3,6 erogati e gli altri bloccati dopo l'intervento della guardia di finanza. La parte erogata dal Ministero dello Sviluppo economico sarebbe dovuta servire per attivita' di ricerca, sviluppo, industrializzazione e formazione del personale per la realizzazione di un nuovo macchinario a sette assi per la fabbricazione di cucchiaini per distributori di bevande calde in materiale biodegradibile. Inoltre, sarebbe stata avviata la produzione di altri materiali per consumo di alimenti. Tra gli obiettivi variati nel tempo, anche la realizzazione di stampi per pneumatici. La Finanza ha, invece, scoperto che dietro il macchinario ultra moderno si nascondeva un ammasso di ferraglia arrugginita accatastata in un capannone abbandonato. Le indagini hanno permesso di ricostruire la figura di due consulenti romani, padre e figlio, con un vorticoso giro di fatture preparate anche da finti fornitori. Nella rete delle Fiamme gialle sono cosi' finiti imprenditori e professionisti molto noti. Tra i personaggi coinvolti, anche un docente universitario di Roma, che aveva dichiarato di avere redatto una relazione tecnica sul progetto finanziato. Coinvolto anche un noto imprenditore romano, gia' finito nell'inchiesta sul buco milionario all'Idi di Roma. L'azienda di Lamezia Terme, grazie a questo giro di fatture, era riuscita a montare un debito di credito d'imposta pari a circa 1,7 milioni di euro. Un ruolo nella vicenda lo ha avuto anche un funzionario di banca che avrebbe dovuto esaminare la documentazione, fino a dichiarare che il macchinario era perfettamente funzionante. Complessivamente sono 18 le persone coinvolte, piu' la societa', con i reati contestati che sono: truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche comunitarie, falso ideologico e materiale, emissione ed utilizzo di decine di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, frode fiscale e altri illeciti tributari. I provvedimenti notificati sono 2 obblighi di dimora nel comune di residenza nei confronti dei responsabili della societa' di Lamezia Terme e nove obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per le false fatture. La societa' "N.T.M." e' stata sequestrata, cosi' come sono stati sequestrati sei milioni di euro.


Sparatoria in piazza a Montepaone, due feriti
Montepaone (Catanzaro), 6 mar. - Due persone sono rimaste ferite nel corso di una sparatoria che e' avvenuta nella tarda mattinata di oggi a Montepaone (Catanzaro). Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Soverato, i due feriti sono stati colpiti in una piazza del paese, nei pressi di un bar, da alcuni colpi di fucile. Uno dei due, colpito alla gamba, e' ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale di Soverato, mentre l'altro ha riportato solo una ferita di striscio ed e' stato medicato sul posto. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri; da una prima verifica pare che l'obiettivo fosse uno dei due uomini, gia' noto alle forze dell'ordine. E' stato ricostruito il contesto in cui e' maturata la sparatoria di questa mattina nel centro di Montepaone (Catanzaro). I carabinieri della Compagnia di Soverato hanno le idee molto chiare su come sarebbero andati i fatti. L'uomo ferito in maniera piu' grave e' un trentatreenne del posto, N.S., incensurato. Secondo i carabinieri, ci sarebbe stata prima un diverbio con un'altra persona, quindi sarebbe partito un colpo di fucile che ha colpito l'uomo ad una gamba. Uno dei pallini ha poi ferito anche una persona che si trovava casualmente davanti al bar dove e' avvenuta la sparatoria. N.S. si trova ricoverato in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita, nell'ospedale di Soverato, mentre l'altro ha riportato solo una ferita di striscio ed e' stato medicato sul posto.


Sparatoria in piazza a Montapaone, due arresti


Salvatore Reverso  Marco Butta'


Catanzaro, 6 mar. - Sono state arrestate le due persone che questa mattina, al termine di una lite, avevano sparato nella piazza di Montepaone (Catanzaro), gambizzando un uomo e ferendo un passante. In manette sono finiti Salvatore Reverso, 27 anni, e Marco Butta', 23, entrambi residenti a Montepaone. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Soverato, che hanno chiuso le indagini in poco tempo, Reverso e Butta' sarebbero giunti nella piazza del paese a bordo di una Fiat 600. Reverso avrebbe avuto una furibonda lite con Salvatore Narda, 33 anni, e quindi avrebbe esploso un colpo di fucile a canne mozze calibro 16. Il colpo ha attinto Narda ad una gamba, mentre un pallino ha ferito di striscio un uomo di 48 anni, F.S., che si trovava davanti al bar situato in piazza. La lite sarebbe scoppiata per un problema economico, quindi i due sarebbero fuggiti a bordo dell'autovettura con cui erano arrivati. A Reverso e Butta' sono contestati i reati di tentato omicidio, porto abusivo di arma clandestina e detenzione illegale di munizionamento. Il fucile e' stato ritrovato e sequestrato.


Criminalita': Polizia sequestra beni a Lamezia Terme
Lamezia Terme (Catanzaro), 5 mar. - Sette immobili, un terreno, un'impresa individuale e numerose autovetture sono stati sequestrati dagli agenti del commissariato di Polizia di lamezia Terme su disposizione del Tribunale di Catanzaro che ha accolto la proposta della Procura della Repubblica della citta' calabrese. Destinatario del provvedimento e' Sergio Ugo Roberto Greco, di 56 anni, lametino, attualmente detenuto. IL sequestro scaturisce dall'operazione del 2 ottobre dello scorso anno quando gli stessi agenti del Commissariato di Lamezia Terme avevano eseguito sette arresti nei confronti di pregiudicati lametini.
I sette erano ritenuti responsabili, a vario titolo, di fabbricazione,detenzione e porto in concorso di due ordigni esplosivi di micidiale potenza, sequestrati il 2 aprile e il 28 giugno del 2013, mentre venivano trasportati sul luogo dove dovevano essere collocati. Le indagini avevano consentito di appurare che Greco, considerato il capo del gruppo criminale, aveva intenzione di porre in essere grave azione intimidatoria nei confronti di un pregiudicato di Lamezia Terme. Il piano era stato interrotto dalla Polizia per ben due volte sequestrando i due ordigni, definiti dagli artificieri ad altissimo potenziale distruttivo e arrestando le persone che erano state incaricate di collocarli nei pressi dell' abitazione della vittima designata. Greco era stato raggiunto poi da una successiva ordinanza di custodia cautelare per usura. Dopo gli arresti le indagini non si sono fermate e su disposizione della Procura di Lamezia Terme sono state effettuate indagini patrimoniali dalle quali e' risultato evidente che Greco ed i suoi familiari avevano la disponibilita' di beni immobili e di autovetture non giustificabili con i redditi dichiarati, presumibilmente invece frutto delle attivita' delinquenziali del gruppo.


Giovane scomparso a Corigliano Calabro, ricerche in corso
Cosenza, 5 mar. - I Carabinieri di Corigliano Calabro (CS) sono impegnati nella ricerca di un giovane di 28 anni, scomparso da ieri dal reparto di psichiatria del locale ospedale. Il giovane si sarebbe allontanato con addosso ancora il pigiama. Si pensa che si sia diretto verso la zona montana, e pertanto e' stato richiesto anche l'aiuto degli uomini del soccorso alpino.


'Ndrangheta: Joppolo; Viminale, rapporti vertici Comune con clan
Vibo Valentia, 5 mar. - E' stato ubblicato stamane sulla Gazzetta ufficiale (serie generale num. 52) il decreto con cui l'11 febbraio scorso il Capo dello Stato ha sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Joppolo, nel Vibonese. Il decreto e' stato registrato alla Corte dei conti il 17 febbraio scorso. Sulla Gazzetta ufficiale sono state pubblicate anche le motivazioni del Viminale poste alla base dello scioglimento essendo state riscontrate "forme di ingerenza della criminalita' organizzata che hanno compromesso - spiega la relazione del ministro - la libera determinazione e l'imparzialita' degli organi eletti nelle consultazioni amministrative del maggio 2011, nonche' il buon andamento dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi". Il Viminale, dopo aver ricordato che il sindaco Giuseppe Dato (attualmente sottoposto all'obbligo di dimora) e' stato coinvolto nell'inchiesta "Pharma bluff" su una presunta maxi truffa al Ssn, spiega i motivi dello scioglimento. In particolare, nell'affidamento di appalti e servizi sarebbero state favorite ditte riconducibili ai clan Papaianni e Paparatto di Coccorino (frazione di Joppolo), mentre "gli organi di vertice dell'ammnistrazione" avrebbero avuto rapporti con soggetti malavitosi. "Le modalita' operative" del Comune, in contrasto con leggi, secondo il Viminale avrebbero avuto "origine nel corso di precedenti civici consessi consolidandosi sino all'amministrazione in carica".


'Ndrangheta: sindaco Ricadi, "scioglimento politico, vado al Tar"
Vibo Valentia, 5 mar. - Pino Giuliano, ex sindaco del Comune Ricadi (Vv), il cui consiglio e' stato sciolto per infiltrazioni mafiose l'11 febbraio scorso, e' "pronto a presentare ricorso al Tar". Lo ha detto all'Agi, che lo ha contattato telefonicamento, lo steso ex primo cittadino. Pur non indicandone al momento i "mandanti", ad avviso dell'ex primo cittadino lo scioglimento sarebbe stato "dettato da pressioni politiche". Pino Giuliano era stato eletto sindaco nel maggio 2011 con una lista di centrodestra sostenuta dall'ex consigliere provinciale di Vibo Valentia, Gianfranco La Torre, che aveva assunto nell'amministrazione Giuliano la carica di vicesindaco.  Nel novembre del 2011, pero', una crisi politica aveva determinato un cambio di maggioranza con il centrodestra finito all'opposizione e il centrosinistra - guidato dal consigliere comunale Michele Mirabello, ex assessore alla Provincia di Vibo ed attuale segretario provinciale del Pd - entrato in maggioranza. Fra gli addebiti mossi dal Viminale a Giuliano - sulla scorta dell'indagine "Insider dealing" del Gico della Gdf confluita nella piu' vasta inchiesta "Black money" contro il clan Mancuso - vi e' anche l'attivita' "di fatto" di guardiano notturno, in una struttura turistica dell'ex sindaco, di Salvatore Accorinti, imputato per associazione mafiosa nella stessa inchiesta. Accorinti, "uomo di fiducia di Papaianni (figura apicale del clan Mancuso)", per il Gico avrebbe "imposto di fatto la collaborazione" del nipote Francesco Cuturello (ex "autista" su Tropea del boss Pasquale Giampa' di Lamezia) nella struttura alberghiera del sindaco. Mentre il sindaco annuncia ricorso al Tar, i tre commissari prefettizi - insediati per reggere le sorti dell'ente durante i prossimi 18 mesi - sono impegnati in queste ore a rimuovere le criticita' segnalate dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Vibo Valentia. In particolare, l'attenzione dei commissari e' rivolta alla riorganizzazione dei settori inerenti i lavori pubblici e l'urbanistica dove la relazione ministeriale ha rilevato l'affidamento della manutenzione della rete idrica e fognaria ad una ditta in odore di mafia, mentre altre criticita' segnalate dal Viminale riguardano la mancata esecuzione delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi appartenenti a soggetti legati alla criminalita', l'occupazione illegittima del demanio marittimo e delle spiagge da parte di parenti degli amministratori, il mancato versamento dei canoni demaniali da parte di malavitosi, il "Piano spiagge" affidato dal sindaco e dall'assessore all'urbanistica a tecnici esterni "senza alcuna selezione". Lottizzazioni abusive avrebbero infine realizzato un assessore con una propria ditta interdetta per mafia, mentre la mancata funzionalita' dei servizi comunali sarebbe dipesa, per il Viminale, dal loro affidamento a dipendenti in contatti con la criminalita'.


'Ndrangheta: Magorno (Pd), ormai e' emergenza nazionale
Catanzaro, 5 mar. - "L'inquietante espressione usata ieri nelle intercettazioni dei boss intercettati che parla della 'ndrangheta come un polipo che vuole estendere i suoi tentacoli, rende l'idea di come esista una emergenza criminalita' che va al di la' degli ambiti regionali". LO afferma, in una nota, Ernesto Magorno, deputatod el pd e segretario del partito in Calabria. "Il grande successo ottenuto ieri dallo Stato contro le infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia e in tutto il Paese - aggiunge - e le notizie che giungono oggi da Reggio Calabria, di ingenti somme confiscate ai mafiosi, ci devono portare a esprimere, prima di ogni cosa, gratitudine per il lavoro che DDA DIA e Forze dell' ordine stanno svolgendo in maniera straordinaria e determinante. Ma oltre a questa fase repressiva che vede lo stato conseguire importanti successi, per tagliare i tentacoli del "polipo", deve servire una vero e proprio rivolta pacifica e morale che deve partire da tutti gli ambiti politici, economici e sociali di quella Calabria onesta e pulita, che non vuole piu' essere identificata con un potere criminale di cui e' la prima a vittima. Confermo, e su questo chiedero' un atto forte dell'assemblea del partito, che il Pd calabrese vuole porsi alla guida di questa rivoluzione pacifica per la legalita' e la sicurezza e il riscatto di una terra che vuole essere normale".


'Ndrangheta: Dda Milano, indagato sapeva in anticipo di arresti
Vibo Valentia, 5 mar. - C'e' un'appendice tutta vibonese nell'operazione della Dda di Milano contro la 'ndrangheta della Brianza che ieri ha portato la polizia ad arrestare 33 persone per associazione mafiosa, usura, estorsione, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni. Fra gli arrestati vi e' infatti anche Antonio Farina, 51 anni, di Vibo Valentia ma residente a Cusano Milanino (Mi), titolare della Lu.Ma group, societa' di autotrasporti con sede legale a Vibo. Il suo nome era gia' emerso - pur non essendo all'epoca indagato - nell'inchiesta "Infinito" della Dda di Milano risalente al luglio 2010 in quanto avrebbe preso parte ad un incontro tra i membri della 'ndrina di Desio (Mb). Farina, arrestato ora per associazione mafiosa ed usura, stando all'ordinanza del gip di Milano, Simone Luerti, sarebbe stato alle "dirette dipendenze" di Giuseppe Pensabene, quest'ultimo arrestato con l'accusa di essere il capo della cosca di Desio che avrebbe gestito una banca clandestina a Seveso, in provincia di Monza. Farina avrebbe appreso, nell'agosto del 2010 da due persone di Vibo Valentia che l'operazione antimafia "The Goodfellas" della Dda di Catanzaro e della Squadra Mobile di Vibo contro i clan Lo Bianco e Pardea, che aveva portato a 14 arresti, "era gia' di dominio pubblico nell'ambito criminale vibonese" con diversi mesi di anticipo.


Giustizia: locali Tribunale inadeguati, proteste a Paola
Paola (Cosenza), 5 mar. - Locali fatiscenti e inadeguati, con rischi per la salute e l'incolumita' per operatori e utenti. E' la situazione denunciata dai dipendenti del Tribunale di Paola, che si rivolgono allle autorita' compoetenti per gli interventi necessari. La situazione si e' aggravata - lamentano i lavoratori - dopo la chiusura della sezione distaccata di Scalea, i cui operatori sono stati trasferiti nell'edificio della citta' del santo, in spazi ristretti e malsani. A farsi portavoce di alcuni aspetti del disagio, con un documento, e' l'Usb, l'Unione Sindacale di Base.
Il sindacato, fra le altre cose, lamenta interventi tardivi e inadeguati da parte della ditta incaricata della manutenzione degli impianti e segnala due black-out deglia scensori, che conseguentemente sono fermi. "Questi - scrive l'Usb - gli ultimi fatti in ordine di tempo di una lunga sequela iniziata l'annos corso. E' incredibile che dopo svariati mesi il problema non sia ancora risolto". I disagi investono gli oeratori ma anche e soprattuto, si fa rilevare, l'utenza, costretta a utilizzare le scale per ragiungere i piani superiori dell'edificio. La Usb annuncia interventi sui capi degli uffici "quali resposnabili della sicurezza, affinche' siano rimosse, se riscontrate, le condizioni lesive del primario ed incomprimibile diritto alla salute dei lavoratori e degli utenti”.


Rifiuti: Occhiuto, esposto per interruzione pubblico servizio
Cosenza, 5 mar. - "Pur non amando fare politica attraverso denunce, mi sono ritrovato costretto a depositare un esposto per l'interruzione di pubblico servizio, con la speranza che il procedimento conseguente possa contrastare quella pericolosita' per la salute che viene avvertita in tutta la citta' di Cosenza a causa dell'emergenza rifiuti. Emergenza che e' stata indiscutibilmente provocata dagli atti illegittimi di chi si trova ad amministrare il territorio non facendo il bene della comunita' ma, anzi, andandole contro. Di questo, ovviamente, ho gia' informato il prefetto Tomao in modo da attuare le successive azioni del caso". Il sindaco Mario Occhiuto tuona nuovamente contro il sistema gestionale che non vuole saperne di "liberare" Cosenza dalla morsa gravosa che da troppe settimane l'ha travolta, con le strade invase dai rifiuti.  "Se la citta' di Cosenza e' sporca - aggiunge - i cittadini sappiano che adesso lo devono anche e soprattutto a questo signore di nome Luigi Corrado, sindaco di Celico, che con ordinanza pretestuosa ha inibito l'accesso dei veicoli sulla strada che porta alla discarica di Celico, individuata dalla Regione Calabria. Non e' piu' tollerabile che si faccia business attraverso il depauperamento del territorio che invece dovrebbe essere ben amministrato, ne' si puo' tollerare che il Comune di Celico, stimolato in tal senso dai sodali della medesima corrente politica, scelga a sua discrezione le Amministrazioni comunali che possono andare a conferirvi. Non si puo' fare una distinzione fra rifiuti cosentini e rifiuti non cosentini. Se la discarica puo' provocare un possibile danno ambientale e per la salute, come pure giustamente sostengono i rappresentanti dei comitati che si oppongono, il danno puo' essere provocato dai rifiuti conferiti anche dagli altri Comuni e non solo da quelli di Cosenza. La discarica o e' di tutti, o va chiusa a tutti. Del resto funziona cosi': prima realizzano le discariche per business e poi vogliono gestirle pure per fini elettorali". "Sia chiaro - prosegue Occhiuto - una discarica, una volta costruita e autorizzata dalla Regione, rientra nella disponibilita' del sistema regionale che indica ai Comuni dove andare a conferire. Altrimenti avrebbero ragione i Sindaci del Catanzarese a opporsi al conferimento nella discarica di Pianopoli dei nostri rifiuti. Ora, a seguito di una nuova direttiva della Regione Calabria che permette al Comune di Cosenza di andare a conferire nella discarica di Celico, il Sindaco di codesto Comune ha emesso un'ordinanza illegittima e pretestuosa per evitare lo smaltimento dei nostri rifiuti in quel sito, un'ordinanza motivata sulla base, ridicola, delle cattive condizioni atmosferiche, visto che stamattina c'era un 'sole che spaccava le pietre'. Non e' piu' ammissibile continuare con politiche di questo tipo che rovinano il territorio e alimentano un sistema malato di gestione della cosa pubblica. Dico pertanto ai cittadini - dichiara ancora - che io posso anche andare via, tornando volentieri a svolgere la mia professione di architetto ma, ormai si sa, di certo non ho mai fatto del mio mandato una questione di mera appartenenza partitica. Rischio e mi metto in discussione perche' non ne faccio un problema di poltrone ma esclusivamente di interessi dei cittadini, portando avanti una politica di verita'. Pur essendo nella stessa corrente politica dell'attuale governance regionale, com'e' noto - sottolinea - ne ho spesso criticato l'operato in maniera diretta. Credo pero' sia giunto il momento che i cittadini aprano gli occhi anche su tutti gli altri i quali hanno avuto negli anni responsabilita' di governo regionale e provinciale, distaccandosi dalla visione di questa vecchia politica che ha sfruttato il territorio da un punto di vista ambientale e delle risorse, e che ha condotto operazioni clientelari utilizzando gli Enti e le Asp persino per formare le liste elettorali". Il sindaco conclude affermando: "Liberiamo la Sila e la Presila da questi eterni personaggi, sempre gli stessi, che, insieme ai loro compari, opprimono la crescita dei calabresi. Dobbiamo liberare la nostra regione da questi signori per non continuare con la politica indiscriminata dell'impoverimento del territorio e delle sue risorse, ambientali e umane. Per non continuare con la politica delle discariche, delle assunzioni clientelari e delle sagre delle patate".


Droga: detenzione a fini spaccio, un arresto a Catanzaro
Catanzaro, 27 feb. - E' stato trovato in possesso di 2,44 grammi di eroina, suddivisi in 14 dosi. Per questo gli agenti della squadra Volante della Questura di Catanzaro hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente un uomo di 49 anni, Raffaele Pascuzzo, di Catanzaro, gia' noto alle forze dell'ordine. E' stata una pattuglia a notare l'uomo nei pressi di viale Isonzo nel corso della serata di martedi'. Alla vista dei poliziotti, Pascuzzo ha gettato a terra alcune confezioni, risultate poi essere dosi di eroina. L'uomo e' stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima.


Vigili Fuoco: Nesci, attivare distaccamento a S.Giovanni in Fiore
Catanzaro, 5 mar. - La deputata del M5S Dalila Nesci e' intervenuta con un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Angelino Alfano sulle sorti dei Vigili del Fuoco di San Giovanni in Fiore (Cosenza), chiedendo un distaccamento permanente. "Se nessuno si muovera', stando all'ultimo indirizzo del dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, il distaccamento di San Giovanni in Fiore, sulla carta misto, - spiega - diventera' di volontari. Sarebbe l'ennesima penalizzazione compiuta nel silenzio complice della politica, cui andrebbero sommate l'assurda chiusura della sede locale dei Vigili del Fuoco e una lunga storia di promesse di rilancio da parte di centrosinistra e centrodestra, puntualmente finite nel nulla". Nell'atto di sindacato ispettivo Nesci ha elencato i rischi sismici della zona, la rigidita' del clima, le difficolta' di spostamento verso Cosenza e Crotone, rappresentando al ministro Alfano una situazione di estrema criticita' per il pronto intervento, sia in caso di incendi che di incidenti sulla statale 107 o di calamita'.


Sicurezza: controlli polizia Gioia Tauro, tre denunce
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 5 mar. - Tre arresti sono stati effettuati, in due distinte occasioni, dal personale del Commissariato di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, nell'ambito di attivita' di controllo del territorio. Nel primo caso, a Gioia Tauro, i poliziotti hanno arrestato padre e figlio, G.B. di 80 anni e A.B. di 43 anni, in quanto nelle rispettive abitazioni sono stati trovati allacci abusivi alla rete elettrica. Nel secondo caso, a San Ferdinando, e' stata arrestata una pensionata, S.A. di nazionalita' francese, per detenzione illegale di armi. All'interno dell'abitazione, infatti, sono stati rinvenuti e sequestrati due fucili, uno calibro 22 e uno ad avancarica. Il marito della donna, che attualmente si trova in Francia, e' stato denunciato a piede libero per lo stesso reato.


Rifiuti: emergenza a Cosenza; Occhiuto contro sindaco Celico
Cosenza, 5 mar. - Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, si e' recato ad un incontro riservato con il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao. Il tema dell'incontro e' la grave situazione dei rifiuti in citta', stante il blocco della discarica di Celico (CS), operato anche oggi da un gruppo di cittadini. I camion provenienti da Cosenza non hanno potuto conferire i rifiuti nel sito a causa del blocco attuato dai dimostranti. Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, atcca pubblicamente il sindaco di Celico, sostenendo che solo i camion prevenienti da Cosenza vengono bloccati, e non quelli di altri comuni. "Questa situazione ha un nome e un cognome - dice Occhiuto - e si chiama Luigi Corrado, che sta facendo bloccare i nostri camion con i rifiuti. Si sta facendo una gestione politica di questa emergenza".


Madre uccide figlio: eseguita in mattinata l'autopsia
Cosenza, 5 mar. - E' stata eseguita questa mattina l'autopsia sul corpo del piccolo Carmine De Santis, 11 anni, ucciso dalla madre Daniela Falcone, di 43, che poi ha tentato il suicidio. Secondo indiscrezioni, psotto le unghie del piccolo siano stati trovati brandelli della pelle della madre. Il bimbo avrebbe dunque tentato di difendersi dalla furia omicida della sua mamma. L'autopsia e' stata eseguita nell'ospedale di Cetraro dal dottor Arcangelo Fonti. La donna, piantonata nell'ospedale di Cosenza, non e' in pericolo di vita e oggi avrebbe pronunciato le prime parole, dopo un assoluto mutismo durato quasi due giorni. Il caso e' seguito dalla procura di Paola, visto che la donna e il bimbo ucciso sono stati trovati nel territorio della cittadina del tirreno cosentino, sulla montagna della Crocetta.


Forestali: sindacati, migliaia di persone senza retribuzione
Catanzaro, 5 mar. - Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Calabria, in un documento, "denunciano e stigmatizzano con forza l'ennesimo mancato pagamento della retribuzione di gennaio ai lavoratori forestali della Calabria. E' giunta -aggiungono - l'ora di dire basta. Non e' piu' tollerabile che migliaia di lavoratori e le loro famiglie siano costretti a non poter affrontare la quotidianita' in un periodo di grande crisi come quello che stiamo attraversando. Chiediamo - continua la nota - un immediato tavolo di confronto con L'Assessore alla Forestazione Trematerra e con l'assessore al BIlancio Giacomo Mancini per affrontare e risolvere in modo definitivo il problema. La politica e la burocrazia di questa regione - continua la nota - devono capire che sono li per risolvere i problemi e non per acuirli come sta succedendo in questi mesi". I sindacati, inoltre, si autoconvocheranno insieme ai lavoratori a Catanzaro davanti all'assessorato Agricoltura e Forestazione della Regione.


Criminalita': Confesercenti, Reggio tornata ad anni di piombo
Reggio Calabria, 5 mar. - "E' emergenza criminalita' a Reggio Calabria. In pochi giorni numerosi attentati ad attivita' commerciali, violenza diffusa, insicurezza. La citta' sembra immortalata agli anni di piombo". Lo afferma Nino Marciano', presidente regionale di Sos Impresa Confesercenti "Siamo fortemente preoccupati per quello che sta accadendo in Calabria - spiega - E per questo che chiediamo un incontro pubblico con il Ministero dell'Interno, della Giustizia e della presidente della Commissione Antimafia, a Reggio Calabria per avviare un percorso di comune contrasto ai nuovi fenomeni criminali di questi giorni. Si tratta di segnali gravi - continua Marciano' - I numerosi attentanti ai negozi rischiano di vanificare il lavoro svolto negli anni anche da tutti quegli imprenditori e commercianti che hanno detto no, il lavoro di magistrati e forze dell'ordine. Leggere i fenomeni di questi giorni- conclude il presidente - e' un lavoro molto complesso. Negli ultimi anni, infatti, ci siamo abituati ad affrontare una 'ndrangheta silenziosa, che non spara, mantiene il controllo del territorio e fa affari soprattutto nel ricco Nord. Anche il crescere della microdelinquenza rappresenta un ulteriore segnale preoccupante. L'escalation di violenze di questi giorni possono, da un lato significare che stiamo assistendo a un rimescolamento delle famiglie di 'ndranghetisti per il controllo del territorio, dall'altro che la crisi in Calabria colpisce anche la 'ndrangheta, costringendo la manovalanza ad azioni di microcriminalita' in assenza di altro. Un ulteriore rischio per il territorio - conclude - e' che molti imprenditori non avranno piu' il coraggio di denunciare, per questa ragione le associazioni antiracket e antiusura devono essere in grado di fare rete e dare sostegno a coloro i quali hanno denunciato".


Viaggiava armato di coltelli, denunciato un uomo di Mesoraca
Botricello (Catanzaro), 5 mar. - Aveva nel veicolo con cui viaggiava due coltelli a serramanico, di genere vietato. Per questo i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina hanno denunciato un uomo di 42 anni, F.F., residente a Mesoraca (Crotone) con l'accusa di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. La scoperta e' stata fatta durante un posto di controllo lungo la strada statale 106, nei pressi di Botricello. I militari dell'Arma hanno fermato l'uomo e hanno effettuato una perquisizione veicolare, scoprendo i due coltelli che sono stati sequestrati e hanno fatto scattare la denuncia.


Truffa Rc auto: indagato titolare agenzia Catanzaro
Catanzaro, 5 mar. - Falsi attestati di rischio per ottenere contratti di assicurazione per auto a prezzi scontati. Il meccanismo consentiva ai clienti di risparmiare e agli agenti di intascare una tangente. Un raggiro scoperto dai poliziotti della Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro. Le accuse contestate sono di contraffazione di documentazione assicurativa e truffa ai danni della Quixa assicurazione. Al centro dell'inchiesta 164 contraenti cha hanno sottoscritto polizze assicurative sulla base di un falso attestato di rischio intestato a contraenti diversi, ma tutti ricollegabili ad un unico soggetto, quale presunto proprietario dei 164 veicoli assicurati.
Al centro della truffa il titolare dell'agenzia "Club Auto Storiche e Amatoriali", G.A., di Catanzaro. Una volta reclutato il cliente e previa accurata preparazione venivano proposti contratti molto convenienti e con un risparmio sicuro per la nuova stipula della polizza assicurativa. Venivano proposte polizze particolarmente vantaggiose ad ignari proprietari di autoveicoli che, forniti di documenti di riconoscimento e di proprieta' delle proprie autovetture, ricevevano in via telematica gli attestati di rischio contraffatti ed intestati ad unico soggetto, N.F, che possedendo una polizza di prima classe, consentiva di includere, a tutti i 164 contraenti i benefici di un attestato di rischio migliore. Di fatto il cliente otteneva cosi' una polizza che pagava meno della meta' rispetto al dovuto e versava all'agente assicurativo una somma, una tantum, per l'agevolazione ottenuta che oscillava dalla 30 alla 120 euro circa. La Polizia ha scoperto che la documentazione delle autovetture era originale, ma nel trasmetterle a supporto della pratica alla sede centrale dell'assicurazione, veniva contraffatto l'attestato di rischio. Il tutto, si presume, avveniva con la complicita' di un responsabile della stessa assicurazione che ne traeva un notevole guadagno. Gli assicurati, ignari del falso, ne venivano a conoscenza quando effettivamente si verificava un sinistro, perche' in tal caso la compagnia bloccava la procedura di risarcimento. Tutto e' stato scoperto grazie ad una scrupolosa attivita' di indagine che ha permesso di svelare le truffe nei confronti della assicurazione Quixa. Un'attivita' nata parallelamente ad un'altra inchiesta per una truffa perpetrata nei confronti della Quixa con azione e modalita' molto piu' complesse e riconducibile a falsi incidenti stradali con altrettante false certificazioni mediche. Gli accertamenti degli uomini della polizia giudiziaria, coordinati dal sostituto commissario Angelo Grano e diretti dal vice questore Roberto Coppola, vanno avanti, e si concentreranno nei prossimi giorni sulle pratiche stipulate negli anni compresi tra il 2009 e il 2012.


Contraffazioni: Gdf sequestra 1.300 prodotti nel Catanzarese

Catanzaro, 5 mar. - La Guardia di Finanza di Catanzaro ha sequestrato 1.300 prodotti contraffatti e pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori. Il sequestro e' avvenuito nel corso di un controllo avvenuto alll'interno di un negozio con sede a Sersale, in localita' Borda, gestito da un cinese. Tra i prodotti sequestrati ci sono supporti informatici, giocattoli, maschere, parrucche di carnevale e articoli di bigiotteria, tutti non conformi alle normative nazionali ed europee sulla sicurezza e la salute del consumatore. Nel corso dei controlli e' stato possibile verificare che, tra i prodotti in vendita, 800 pezzi avevano il marchio "CE" contraffatto, mentre altri 500 articoli erano del tutti privi del marchio. Il materiale e' stato posto sotto sequestro, mentre il titolare dell'attivita' e' stato denunciato per contraffazione e ricettazione. Le Fiamme Gialle hanno anche conestato le violazioni amministrative per la commercializzazione di prodotti non conformi alle leggi.


Contraffazioni: vestiti e maschere Carnevale sequestrati a Ciro'
Crotone, 4 mar. - Maschere e vestiti di Carnevale senza contrassegno "CE" o con contrassegno palesemente falso sono stati sequestrati dai Carabinieri delle Stazioni di Ciro' Marina e Ciro' Superiore durante un controllo effettuato nei negozi del centro cittadino. I Carabinieri, dopo le segnalazioni arrivate da alcuni cittadini, hanno esaminato tutte le tipologie di merce in vendita per il periodo di carnevale e presenti sugli scaffali dei negozi. Tra i prodotti in vendita molti sono risultati privi del marchio europeo o con marchio falsificato. Tale marchio, spiegano gli inquirenti, certifica il possesso dei requisiti essenziali per la sicurezza del prodotto, per la commercializzazione e l' utilizzo nei paesi dell'Unione Europea. I prodotti sprovvisti di tali caratteristiche possono essere considerati potenzialmente dannosi per la salute anche in considerazione che nel caso di specie sono prodotti rivolti in particolare all'uso da parte di minori. I vestiti e le maschere sono pertanto finiti sotto sequestro.


Editoria: Ncd Calabria, metodi intimidatori contro istituzioni
Catanzaro, 5 mar. - "Se il nostro fosse un paese normale, e se la nostra fosse una regione normale, i metodi intimidatori applicati da certi giornalisti nei confronti di coloro che a vario titolo gestiscono la Cosa Pubblica sarebbero di certo censurati. Invece, soprattutto in Calabria, tali metodi sembrano ormai consolidati e ricordano ben altro tipo di "associazione". Riteniamo sia giunto il tempo che questi pseudo-giornalisti scelgano