Nella società che cambia notizie che informano

Global  News  Calabria

REGIONE

LAMEZIA

SANITA'

 

PRIMO PIANO

 



































Contraffazione: 2.600 articoli sequestrati da Gdf nel Catanzarese
Catanzaro, 17 dic. - E' di oltre 2.600 articoli sequestrati il bilancio di due distinte operazioni condotte dalla tenenza della Guardia di Finanza di Soverato nell'ambito dell'attivita' istituzionale posta a garanzia del corretto andamento del mercato dei beni e servizi. L'azione ispettiva eseguita dai finanzieri ha riguardato due esercizi commerciali, entrambi gestiti da cinesi, situati nei comuni di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio e Guardavalle. L'attivita' ha portato al sequestro di numerosi dispositivi medici, giocattoli, lampadine, piastre per capelli e termometri digitali, risultati con marcatura "Ce" irregolare o assente nonche' privi delle istruzioni in lingua italiana e, pertanto, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Nel corso della ricognizione dei locali aziendali delle imprese controllate, e' stato altresi' individuato un consistente quantitativo di luminarie e tubi luminosi destinati ad addobbi natalizi, privi delle informazioni obbligatorie per il corretto utilizzo degli stessi e, pertanto, non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza dei prodotti. Nei confronti del titolari degli esercizi commerciali controllati, oltre al sequestro della merce, sono state adottate sanzioni di natura amministrativa superiori a 20 mila euro.


Botti: Gdf sequestra 5 tonnellate a Cosenza
Cosenza, 17 dic. - Cinque tonnella di botti di capodanno illegali e pericolosi sono state sequetsrate dalla Guardia di finanza di Cosenza nel corso di controlli sull'intero territorio provinciale. Denunciate 9 persone.
Il materiale pirotecnico, appartenente alla IV e V categoria, e pertanto ritenuto non sicuro, era custodito in quattro diversi locali privi di autorizzazione e non idonei allo scopo, in zone abitate. I depositi sono stati pure sequestrati.


Droga: corriere arrestato con 5 chili eroina nel Cosentino
Cosenza, 17 dic. - Un carico di oltre 5 chili di eroina e' stato intercettato dalla Guardia di finanza di Montegiordano (Cosenza) che sulla statale 106 Jonica, all'altezza di Roseto Capo Spulico, ha arrestato il corriere che trasportava la droga. L'uomo, un pregiudicato di 49 anni residente in un Comune del Reggino, e' accusato detenzione illecita e traffico di sostanza stupefacente. La droga e' stata scoperta nell'auto dell'indagato, grazie al fiuto del cane "Ully". Era suddivisa in 10 panetti, per un peso complessivo di 5 chili e 100 grammi, avvolta in 5 sacchi per immondizia nascosti nell'intercapedine del pannello della portiera anteriore destra. Anche la vettura e' stata sequestrata. L'operazione e' stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari Maria Sofia Cozza.


Carceri: protesta a Rossano; Sappe "intervenga dipartimento"
Catanzaro, 17 dic. - "Ancora un grave episodio si e' verificato oggi nel carcere di Rossano (Cs) dove un detenuto ha fomentato una protesta, nel corso della quale un altro gruppo di persone si e' rifiutato di rientrare in cella. Complessivamente cinque detenuti sono rimasti nel reparto passaggi, si sono sdraiati per terra, ed hanno costretto gli agenti della polizia penitenziaria a portarli di forza nelle loro stanze". Lo affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Damiano Bellucci, segretario nazionale del sindacato di Polizia penitenziaria. "E' stato necessario impiegare oltre trenta agenti - si legge nella nota del Sappe - per ripristinare la legalita' all'interno dell'istituto. Il detenuto che ha fomentato la protesta e' lo stesso che nei giorni scorsi aveva aggredito un agente, ancora in malattia, proprio a causa dell'aggressione. A davvero grave che a distanza di oltre quindici giorni, dopo che il detenuto ha scontato la sanzione inflittagli, lo stesso non sia stato ancora allontanato da Rossano, dove continua a creare problemi. Sembra che le sue proteste scaturiscano dal diniego fatto dall'amministrazione, rispetto a richieste che non possono essere esaudite, per espresso divieto dell'ordinamento. Chiediamo, quindi, al Dipartimento di intervenire al piu' presto, trasferendo lo stesso detenuto in un'altra sede, considerato che a Rossano crea continuamente problemi".


Sicurezza: controlli Polizia Crotone, 2 arresti e 11 denunce
Crotone, 17 dic. - Due persone sono state arrestate e 10 denunciate nell'ambito dei servizi svolti dala Polizia di Stato, negli ultimi cinque giorni, su impulso del Questore della Provincia di Crotone Luigi Botte, che ha intensificato il controllo del territorio con la partecipazione di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine "Calabria Settentrionale" di Cosenza. Nel corso dell'attivita', alla quale hanno partecipato circa 30 uomini, sono stati effettuati posti di controllo nei punti piu' sensibili del territorio urbano e della periferia, finalizzati alla prevenzione dei reati, quali furti, scippi e rapine, comunemente detti reati "predatori". I servizi sono volti anche a contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, nonche' la presenza di parcheggiatori abusivi, in questo centro. Nel corso dell'operazione sono state effettuate 11 perquisizioni domiciliari; identificate 500 persone controllati 160 veicoli; elevate 5 sanzioni per violazioni al codice della strada; controllate 30 persone sottoposte a misure restrittive.

 

Vibo Valentia: celebrazione eucaristica del precetto natalizio interforze Vibo Valentia, 17 dic. In occasione delle imminenti festività natalizie è stata officiata presso la chiesa “Santa Maria La Nova” di Vibo Valentia, da Mons. Enzo Varone, dai cappellani militari don Vincenzo Ruggiero e don Ignazio Iacone, alla presenza di numerose Autorità civili e militari, una celebrazione eucaristica in preparazione del Santo Natale a beneficio delle Forze Armate, di Polizia e degli altri Corpi dello Stato operanti nel territorio vibonese.  Durante l’omelia tenuta da don Vincenzo, è stata sottolineata, tra l’altro, la figura di Maria, colei che ha accolto il Mistero in completa ubbidienza ed umiltà, venendo incontro al Dio nascente, esempio da seguire per tutti i cristiani. Al termine della celebrazione agli auguri più cari di don Ignazio e don Enzo si sono aggiunti quelli del Colonnello Valle Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, che ha inteso sottolineare l’unità di tutte le componenti dello Stato di fronte al Mistero del Santo Natale  augurando a tutti di divenire veri operatori di pace e giustizia capaci di fare sempre il primo passo verso il prossimo come  ha insegnato Gesù.


Caccia: bracconiere denunciato dal Cfs a Corigliano calabro
Cosenza, 17 dic. - Gli uomini della polizia Provinciale di Cosenza hanno denunciato una persona sorpresa, a Corigliano Calabro, ad esercitare la caccia in maniera illegale. L'uomo e' stato trovato in possesso di diversi capi di selvaggina abbattuta, tra cui un cardellino, due passeri e due fringuelli, tutte specie delle quali non e' consentito l'abbattimento, secondo quanto disposto dalle normative vigenti. L'uomo aveva con se' due richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, del genere vietato. Si tratta di un cinquantottenne di Corigliano, A.G.G., che e' stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Castrovillari. Sequestrati il fucile, le cartucce di cui era in possesso, i richiami e la fauna illecitamente abbattuta.


'Ndrangheta: sindaco del Comasco a Renzi, noi assediati da clan
Milano, 17 dic. - Appello del sindaco di Fino Mornasco, Giuseppe Napoli, a Matteo Renzi e Roberto Maroni. Il primo cittadino del Comune del Comasco ha invitato il presidente del Consiglio e il governatore lombardo nella sua citta'. "Venite, date un segno. E' arrivata anche a me notizia di un possibile scioglimento della giunta comunale benche' nessuno dei componenti, sia chiaro, sia minimamente coinvolto nelle indagini della Procura per infiltrazione mafiosa", ha affermato Napoli, intervistato da Klaus Davi per l'Huffington Post. "Certamente sarebbe un colpo terribile per tutti, per noi, per la Lombardia e per tutto il nord. La sensazione e' di essere circondati da lupi famelici, ma resistiamo. Il mio comune e' stato definito dagli inquirenti un fulgido esempio di malavita mafiosa. Mi adeguero' alle scelte del Prefetto di Como, ma ricordo che la maggior parte dei miei concittadini e' onesta e perbene e che siamo noi le vere vittime. Siamo assediati dai clan, ma la cittadinanza sta reagendo", ha concluso.


Randagismo: cani morti a Rossano, indaga polizia municipale
Cosenza, 15 dic. - La Polizia municipale di Rossano ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sul sospetto avvelenamento di cani randagi. Una pattuglia, secondo quanto reso nioto dall'amministrazione comunale, e' gia' a lavoro da stamani per raccogliere informazioni ed elementi utili al completamento dell'indagine. Nel frattempo, le carcasse dei due animali trovati esanimi in localita' Matassa sono state trasferite nel centro zoo-profilattico di Cosenza per essere sottoposte ad una necroscopia che chiarira' le cause dell'avvenuto decesso. "Stamani - si legge in una nota del Comune - , il vice sindaco Guglielmo Caputo ha inoltrato una comunicazione ai responsabili del Corpo di Polizia municipale, i vice comandanti Giuseppe Calabro' e Pietro Pirillo, e per conoscenza all'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza - Servizio veterinario, al Corpo forestale dello Stato e alla Stazione dei Carabinieri di Rossano, in ottemperanza dell'ordinanza ministeriale 18 dicembre 2008, al fine di avviare un' indagine circa il sospetto avvelenamento dei due cani randagi rinvenuti morti in Via Amerigo Vespucci - quartiere Matassa nella giornata di ieri".


'Ndrangheta: minacce a Pm Bruni, interrogazione M5S
Crotone, 17 dic. - La deputata M5S Dalila Nesci e' tornata sulla vicenda della rimozione della videosorveglianza dall'abitazione crotonese del pm antimafia Pierpaolo Bruni, avvenuta su iniziativa del prefetto Maria Tirone. In un'interrogazione parlamentare, firmata anche da Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, la deputata Cinque stelle ha domandato al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, "se non ritenga di dover verificare l'opportunita' della permanenza a Crotone del prefetto Tirone, alla luce della ricordata decisione assunta in ordine alla sorveglianza del pm Bruni". Nesci e Di Maio hanno dunque puntato il dito sul prefetto, chiedendo conto del suo operato al ministro dell'Interno. La deputata Cinque stelle spiega: "A Crotone si stanno verificando troppe assurdita'; per esempio il discusso trasferimento del capo della Mobile, Cataldo Pignataro, il cui lavoro ha garantito tanta efficienza nel contrasto della 'ndrangheta". A riguardo, nella stessa interrogazione al ministro dell'Interno, i due parlamentari M5s hanno chiesto spiegazioni sul ventilato trasferimento di Pignataro, che "sarebbe illogico". Infine, i due parlamentari M5s hanno posto al ministro la questione della proroga per il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, ex vertice dell'omonimo clan di 'ndrangheta di Crotone. Bonaventura ha denunciato di essere stato abbandonato dallo Stato, per cui Nesci e Di Maio hanno chiesto al ministro Alfano "se non ritenga urgente assicurare al collaboratore e ai suoi familiari il giusto sostentamento e la massima sicurezza e serenita'".


Auto: in Calabria ne circolano 611 ogni 1.000 abitanti
Catanzaro, 17 dic. - In Calabria circolano 611,6 auto ogni 1.000 abitanti. La provincia calabrese in cui vi e' il maggior rapporto tra autovetture circolanti e abitanti e' Cosenza (626,4), seguita da Vibo Valentia (622), Reggio Calabria (613,1), Catanzaro (604,1) e Crotone (551,5). I dati sono stati elaborati dal Centro Studi Continental su fonti Aci e Istat. In Italia- spiega una nota - il tasso di motorizzazione e' di 608,1 autovetture ogni 1.000 abitanti. Se si considerano tutti gli autoveicoli (aggiungendo quindi alle autovetture anche autobus, autocarri e autoveicoli speciali) si arriva a 685,7 veicoli in circolazione ogni 1.000 abitanti. Prendendo in considerazione le sole autovetture -  sottolinea il Centro Studi Continental - il dato italiano risulta superiore alla media europea, che secondo Acea (l'associazione dei costruttori automobilistici europei) e' di 487 auto ogni 1.000 abitanti. Non solo: nell'ambito dell'Unione Europea il dato italiano e' inferiore solo a quello del Lussemburgo (663 auto ogni 1.000 abitanti) ed e' maggiore di quello tedesco (539), di quello francese (512), di quello spagnolo (476) e di quello del Regno Unito (464). Vi e' un'altra caratteristica che distingue nettamente il parco di autovetture che circolano in Italia da quelle che circolano nel resto d'Europa, e cioe' la loro eta' media. Infatti in Italia, sempre secondo un'elaborazione del Centro Studi Continental, il 23,3% delle auto circolanti ha meno di 5 anni, contro il 30,8% dell'Europa; il 29,7% ha tra 5 e 10 anni (il 31,7% in Europa); il restante 47% ha piu' di 10 anni (mediamente in Europa, invece, solo 37,5% delle auto circolanti ha piu' di 10 anni). Da questi dati - secondo los tudio - emerge che nel nostro Paese il parco circolante di automobili e' nettamente piu' vecchio di quello europeo".


Sogas: Chizzoniti, gestione societa' e' incredibile
Reggio Calabria, 17 dic. - "Mentre nella penombra dei corridoi della Sogas  si tenta di accreditare l'ipotesi che la Cassa Integrazione non sarebbe mai stata concessa e che quindi nessuna assunzione sarebbe stata perfezionata dopo averla chiesta ed ottenuta per eccedenza di personale, ho invece la settimana scorsa trasmesso al Procuratore Capo della Repubblica presso il tribunale dei Reggio Calabria, alla delegata alle indagini Dott.ssa Sara Amerio - Sostituto - ed al Comandante di PG della Guardia di Finanza presso la Procura copia dei contratti che dimostrano l'esatto contrario e quindi conclamano la verita' sulle assunzioni "simpaticamente" perfezionate "facendo seguito a quanto convenuto verbalmente". Come se la Sogas fosse un pastificio privato". E' quanto dichiara il Presidente della Commissione di Vigilanza che denuncia la "incredibile gestione della Sogas". La societa', spiega, " continua ad incassare fior di quattrini disinvoltamente erogati per ripianare gli ormai quotidiani debiti senza pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti per come anche puntualmente sottolineato dal fronte Sindacale. A che serve un piano di riordino, di ristrutturazione, di rilancio e di programmazione aziendale - chiede Chizzoniti - se poi gli Enti proprietari della Sogas con gaia follia di fatto legittimano il dissesto finanziario pagando i debiti sistematicamente prodotti dai vertici della societa' di gestione?. In questo contesto - , continua - appare a dir poco patetico l'assunto del management Sogas che tenta, con autentiche acrobazie sul baratro dell'assurdo, di negare le numerose assunzioni formalizzate in conflitto con il dichiarato esubero di personale opponendo strumentalmente il fuorviante verbale che attesta inconfutabilmente il responsabile diniego dei sindacati ad avallare l'accesso alla cassa integrazione".


Calcio: giornalista campano aggredito a Cosenza, una denuncia
Cosenza, 17 dic. - E' stato identificato dalla POlizia l'uomo che, al termine dell'incontro di calcio Cosenza - Juve Stabia disputatosi il 25 ottobre 2 scorso, aveva aggredito il giornalista di un' emittente televisiva di Castellammare di Stabia, mentre si apprestava a salire a bordo dell'automezzo sul quale viaggiava in sieme ad altri colleghi. L'uomo era stato raggiunto da una persona che, nel tentativo di rapinarlo, lo aveva aggredito, procurandogli alcune lesioni. Al termine delle indagini espletate dalla Polizia sull'aggressione, avvenuta nei pressi dello stadio San Vito, si e' giunti all'identificazione di P.A., 36 anni, individuato grazie alle immagini estrapolate dal sistema di video sorveglianza della struttura sportiva. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire i movimenti di P.A. al termine dell'incontro di calcio e, dopo aver raccolto alcuni elementi di prova, e' stata richiesta alle vittime l'individuazione fotografica dell'aggressore, che e' stato riconosciuto. P.A., con precedenti specifici, e' stato denunciato ed e' stato sottoposto a provvedimento Daspo per la durata di anni 5 con la prescrizione di recarsi in Questura 15 minuti dopo l'inizio e 15 minuti prima della fine di ogni incontro disputato dal Cosenza Calcio, sia casalingo che in trasferta.
Il questore ha emesso altri due provvedimenti di Daspo in relazione ad altri episodi verificatisi in occasione di recenti incontri di calcio, disputatisi allo stadio "San Vito" della citta' bruzia.
L'8 novembre 2014, in occasione dell'incontro di calcio Cosenza - Messina, un tifoso del Cosenza, A.G., di 33 anni gia' destinatario di provvedimento DASPO, dopo la a visione delle immagini estrapolate dal sistema di video sorveglianza della struttura sportiva, e' stato individuato mentre assisteva all'incontro di calcio nonostante il divieto.Pertanto, gli e' stato comminato un ulteriore Daspo aumentando fino a 6 anni quello gia' in atto, con la prescrizione di presentarsi in Questura 15 minuti dopo l'inizio e 15 minuti prima della fine di ogni partita disputata dal Cosenza Calcio, in casa ed in trasferta. Il 26 novembre scorso, in occasione dell'incontro di calcio Cosenza - Salernitana dal settore della curva sud che solitamente ospita i sostenitori del Cosenza Calcio, e' stato esploso un petardo sulla scala di afflusso/deflusso degli spettatori. Il responsabile del gesto, filmato a sempre ttraverso il sistema di video sorveglianza installato nella struttura sportiva, e' stato identificato in G. P., di anni 26, che e' stato denunciato e sottoposto a Daspo per la durata di un anno.


Rubano in casa distrutta da incendio, 3 denunce nel Catanzarese
Catanzaro, 17 dic. - Tre giovani sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Belcastro con l'accusa di furto e violazione dei sigilli. I tre sono entrati in una casa colonica di Fieri di Belcastro, che pochi mesi fa e' rimasta completamente distrutta per l'esplosione provocata da una fuga di gas, e hanno rubato vari oggetti rimasti nello stabile, tra i quali mobili, suppellettili e vari attrezzi da lavoro. Lo stabile, dopo l'esplosione, era rimasto sotto sequestro per le indagini del caso. La denuncia e' scattata nei confronti di P.R., 25 anni, di Belcastro; V.S., 30 anni, di Botricello; F.A., 16 anni, di Marcedusa. La refurtiva e' stata rinvenuta dai carabinieri nell'azienda agricola di P.R. ed e' stata restituita al proprietario.


Criminalita': 3 arresti e 17 denunce nella Locride
Reggio Calabria, 17 dic. - Tre persone sono state arrestate dai Carabinieri del Gruppo di Locri, con il supporto dei militari della Compagnia d'Intervento Operativo (CIO) del 10* Battaglione "Campania" e delle unita' cinofile e dei Carabinieri del Gruppo Operativo "Calabria" (GOC), nell'ambito di servizi di controllo del territorio. A Locri, i militari hanno arrestato un 37enne di Ardore. L'uomo deve scontare 6 anni, 10 mesi e 24 giorni di reclusione su ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Catania di reclusione a seguito di un provvedimento di cumulo pene per i reato di truffa e spaccio di sostanze stupefacenti, commessi, rispettivamente, ad Ardore l'11 gennaio 2003, e nella provincia di Catania, con altre persone, dal 1* aprile al 1* giugno 2005. L'uomo, espletate le formalita' di rito, e' stato tradotto nella Casa Circondariale di Locri. A Bruzzano Zeffirio, i Carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto, sottoponendolo alla detenzione domiciliare, un 26enne, in seguito a un'ordinanza di esecuzione di pena detentiva emessa dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabriai Il giovane deve espiare la pena di 11 mesi e 20 giorni di detenzione domiciliare in quanto riconosciuto colpevole, tra l'altro, del reato di detenzione abusiva di armi, commesso a Reggio Calabria il 10 maggio 2011, quando, nel corso di una perquisizione domiciliare, fu trovato in possesso di una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, illegalmente detenuta e di numerosi proiettili dello stesso calibro.
A Gioiosa Jonica, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un uomo di 49 anni condannato per ricettazione, riciclaggio e truffa. L'arrestato deve scontare la pena definitiva di 5 anni, 4 mesi e 3.400 euro di multa in base a un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti poiche' riconosciuto colpevole dei reati di ricettazione continuata, riciclaggio, truffa in concorso, truffa. L'arrestato, espletate formalita' di rito, e' stato tradotto nella casa circondariale di Locri.
Nel corso degli stessi servizi, i militari hanno denunciato per diversi reati, in vari centri del territorio di looro competenza, 17 persone.


Armi: fucili da caccia e munizioni rinvenuti nel Reggino
Reggio Calabria, 17 dic. - I Carabinieri della locale Stazione, unitamente al personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno rinvenuto , a Plati', nella localita' aspromontana di Cirella, nascoste da una fitta vegetazione all'interno di alcuni tubi ricoperti di sassi e arbusti, tre fucili da caccia calibro 16, 20 e 28, tutti con matricola abrasa, e due fucili calibro 36 di costruzione artigianale. Poco distante c' era inoltre una busta contenente oltre cento cartucce di vario calibro. Eseguito il sequestro del materiale, sara' chiesta alla magistratura l'autorizzazione per inviare le armi al Ris di Messina per gli accertamenti tecnici necessari sulle armi per risalire ai proprietari e per verificare se siano mai state utilizzate per compiere reati.


Fisco: Gdf Cosenza scopre maxi evasione da oltre 8 mln
Cosenza, 16 dic. - Una maxi evasione fiscale per oltre otto milioni di euro e' stata scoperta dalle fiamme gialle di Sibari al termine di una complessa ed articolata attivita' ispettiva, coordinata dal comando provinciale della guardia di finanza di Cosenza, eseguita nei confronti due societa' di capitali, entrambe operanti nel settore immobiliare e ric
onducibili ad uno stesso imprenditore di Villapiana. La consistente evasione fiscale e' stata scoperta anche grazie al rinvenimento, nel corso di perquisizioni domiciliari, presso gli uffici e altri locali ad uso delle due societa' oggetto di verifica, di copiosa documentazione extracontabile e di vari dati informatici contenuti in supporti rimovibili.
All'interno di un Hard disk, in particolare, sono state rinvenute informazioni specifiche riferite alla vendita complessiva, di circa 200 unita' abitative, realizzate in una localita' turistico - balneare, effettuata da entrambe le societa' nell'arco temporale 2005-2012. L'analisi comparata tra le tracce informatiche ed i dati rilevati dalle scritture contabili tenute dalle due societa', hanno consentito di ricostruire il loro effettivo volume d'affari, fornendo idonei elementi di prova circa la falsa rappresentazione economica-finanziaria dei fatti di gestione. E' stata accertata l'esistenza di una gestione parallela della contabilita' dell'impresa atta a dissimulare la reale situazione economica della stessa sul fronte dei ricavi, in modo da consentire una minore tassazione fiscale e, quindi, l'ingente l'evasione. Tale comportamento fraudolento e' stato perpetrato attraverso la predisposizione di un originale Modus Operandi attraverso il quale, l'imprenditore, nell'ambito della vendita delle unita' immobiliari realizzate provvedeva, in una prima fase, a stipulare contratti preliminari riportanti il prezzo dell'immobile effettivamente pattuito e, successivamente, all'atto del rogito notarile indicava, con la complicita' degli acquirenti, un corrispettivo di gran lunga inferiore a quanto inizialmente pattuito.
La tecnicistica attivita' ispettiva ha consentito di accertare, in definitiva, l'avvenuta sottrazione a tassazione di imposte dirette ed indirette per oltre otto milioni di euro e, conseguentemente, l'omessa denuncia e versamento di ires ed iva per circa 1,8 milioni di euro. Riscontrata, inoltre, l'esistenza di elementi idonei a configurare, tra l'altro, i reati di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed omessa dichiarazione a carico dell'amministratore delle due societa' indagate, nonche' quello di falsita' ideologica commessa da privato in atto pubblico a carico di 238 acquirenti, in concorso con l'amministratore. Informate, per competenza territoriale, le procure della Repubblica presso i Tribunali di Castrovillari e Roma che, accogliendo le richieste dei rispettivi pubblici ministeri, avanzate sulla base delle ricostruzioni investigative operate dalle finanzieri di Sibari, hanno emesso due diversi provvedimenti di sequestro preventivo per equivalente di beni mobili, immobili, denaro ed altre utilita' nella materiale disponibilita' dell'indagato, per un ammontare complessivo di circa 1,8 milioni di euro. La brillante operazione va ad inquadrarsi nell'ambito della prioritaria e specialistica attivita' di polizia economica - finanziaria istituzionalmente attribuita alla guardia di finanza, finalizzata al contrasto di ogni forma di evasione fiscale, quale importante misura funzionale al perseguimento degli obiettivi governativi di giustizia ed equita' sociale.


'Ndrangheta: Dda Milano, 59 arresti cosca Libri-De Stefano-Tegano
Milano, 16 dic. - Dalle prime ore di questa mattina, a conclusione di un'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale antimafia di Milano nei confronti della cosca 'ndranghetista Libri-De Stefano-Tegano, originaria di Reggio Calabria, attiva e operante nel capoluogo meneghino, i carabinieri del comando provinciale di Milano, stanno dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 59 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di armi, corruzione di pubblico ufficiale, estorsione, associazione finalizzata al traffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti.
L'operazione, che ha visto impegnati circa quattrocento militari dell'arma in tutto il territorio nazionale, ha consentito di acquisire gravi e significativi elementi di responsabilita' in relazione alle moderne modalita' di infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale della Lombardia. Secondo le accuse sarebbero riusciti a fornire ad imprenditori locali una "protezione totale", utilizzando in diverse episodi le modalita' della estorsione-protezione; condizionare l'aggiudicazione di contratti di forniture e prestazioni d'opera, anche con forme di corruttela di pubblici ufficiali, gestire una consistente attivita' di traffico internazionale di sostanze stupefacente di cocaina, hashish e marijuana, al fine di accrescere il potere economico della cosca. I particolari dell'inchiesta verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle ore 11 presso la procura della Repubblica di Milano.


'Ndrangheta: obiettivo della cosca il catering di San Siro
Milano, 16 dic. - Puntavano agli appalti del catering di San Siro gli uomini della cosca di 'ndrangheta Libri- De Stefano-Tegano. Secondo quanto emerge dall'indagine della Dda di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Milano, dal procuratore aggiunto Dda Paola Biondolillo e dal sostituto procuratore Marcello Tatangelo, che ha condotto all'arresto di 59 persone, gli affiliati avevano messo in piedi un complicato schema per ottenere l'appalto, coinvolgendo un uomo delle forze dell'ordine per gettare discredito sull'azienda che lo deteneva legittimamente. L'imprenditore al servizio della cosca e' Cristiano Sala, titolare della Maestro di Casa Holding, una grande azienda del settore ristorazione fallita nel 2010 e gia' responsabile del catering di San Siro per l'Inter. Sala, che dopo il fallimento era entrato in stretti rapporti con la 'ndrina e gestiva occultamente altre societa', si avvale dei favori di un carabiniere infedele, Carlo Milesi, in servizio presso l'ispettorato del lavoro. Milesi mette in piedi una finta indagine con false accuse di sfruttamento del lavoro clandestino ai danni della IT Srl, e conduce persino un'ispezione ai danni della ditta il 16 dicembre 2013, proprio nel giorno in cui a San Siro si disputa la partita Milan- Roma. Dopo il blitz, Milesi approccia alcuni dirigenti del Milan, risultati completamente estranei alla vicenda, per dipingere a tinte fosche l'operato della societa' rivale, e manda anche alcune imbeccate a un giornalista, che del tutto ignaro contribuisce ad aumentare il clamore mediatico sulla IT Srl. Le intercettazioni ambientali e telefoniche condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo hanno permesso di smascherare il collega infedele e di evitare che l'appalto per il catering del Milan nell'anno 2014-2015 finisse nelle mani delle 'ndrine. 
Ai 59 arrestati legati alla cosca della 'ndrangheta calabrese Libri- De Stefano - Tegano la Dda di Milano contesta ben 140 capi di imputazione, che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso al traffico di armi, dalla corruzione di pubblico ufficiale all'estorsione, fino all'associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L'indagine, la prima da anni a documentare la presenza delle 'ndrine nel territorio milanese dopo che le ultime inchieste avevano assestato duri colpi alle cosche dell'hinterland, e' partita da un episodio minore per poi allargarsi a cerchi concentrici. Nell'ambito di una delle attivita' di costante monitoraggio sugli episodi di intimidazione, circa un anno e mezzo fa i carabinieri si concentrano su un imprenditore proprietario di alcune concessionarie automobilistiche, contro la cui vettura sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco ma che risulta anche in rapporti con Giulio Martino. Martino, gia' agli arresti negli anni '90 per 20 anni di reclusione e recentemente tornato in carcere per traffico di droga, e' il proconsole in Lombardia della cosca Libri- De Stefano- Tegano, una delle piu' potenti di Reggio Calabria, protagonista delle cosiddette "Prima e Seconda Guerra di 'ndrangheta" che insanguinarono la Calabria tra gli anni '70 e l'inizio degli anni '90. "In 20 anni non era cambiato nulla - ha raccontato il sostituto procuratore Marcello Tatangelo, che ha coordinato l'indagine con il procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Milano Ilda Boccassini e con il procuratore aggiunto Dda Paola Biondolillo - perche' abbiamo scoperto che dopo il rilascio Giulio Martino era tornato a coordinare le attivita' criminali della 'ndrangheta nella zona di piazza Prealpi e viale Certosa. Com'e' consuetudine, questi uomini mantenevano un rapporto costante con la cosca originaria di Reggio Calabria e i vincoli di sostegno alle famiglie degli aderenti in prigione". L'indagine, hanno spiegato gli inquirenti, mostra ancora una volta come altre inchieste condotte negli ultimi mesi che in Lombardia la 'ndrangheta non si limita a infiltrare il tessuto economico, ma trova spesso una sponda in imprenditori compiacenti. "Purtroppo il luogo comune dell'imprenditore vittima della mafia non corrisponde sempre a verita' - ha detto Tatangelo - ma sempre piu' spesso si assiste alle vicende di imprenditori che, spinti dall'esistenza di crediti ingenti, finiscono con l'essere risucchiati dall'organizzazione, mettendo a disposizione delle mafie il loro patrimonio di conoscenze imprenditoriali". E' il caso ad esempio di Cristiano Sala, imprenditore di peso nel settore del catering, che dopo il fallimento spalanca le porte delle aziende che controlla in via occulta agli uomini dei Libri- De Stefano- Tegano, e insieme a loro tenta di conquistare le forniture dello stadio di San Siro. O ancora di Michele Surace, originario di Reggio, che si rivolge alla 'ndrina per aprire una sala bingo a Cernusco e, quando la redditivita' del progetto e' in declino, chiede aglio 'ndranghetisti di incendiare il locale. "Era da circa 20 anni che non si operava in termini di criminalita' organizzata a Milano - ha detto il generale Maurizio Stefanizzi, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano - e l'organizzazione ha mostrato una profonda diversificazione del business, che andava dal traffico di droga soprattutto per sovvenzionarsi e garantire una rendita alle famiglie dei carcerati, fino ai tentativi di condizionare l'aggiudicazione di appalti". Tra gli arrestati, i militari hanno individuato anche un carabiniere infedele, Carlo Milesi, che stava aiutando Sala e la 'ndrina a ottenere l'appalto per il catering di San Siro. "Ci e' dispiaciuto molto, e siamo stati inflessibili, operando con rigidita'", ha commentato Stefanizzi.


'Ndrangheta: Dia Genova,intestava societa' a prestanome,arrestato
Genova, 16 dic. - La Dia di Genova, coadiuvata da personale delle forze di polizia territoriali, ha tratto in arresto un pregiudicato di 58 anni, residente nello Spezzino, accusato di aver gestito alcune societa' di trasporti, in provincia di La Spezia e Massa, intestandole fittiziamente a prestanomi compiacenti. L'attivita' e' stata coordinata dalla procura della repubblica di La Spezia.  Ci sono anche due indagati nell'inchiesta "Grecale ligure" della Dia della Liguria che stamani ha portato in carcere un imprenditore di origini calabresi D.R., 58 anni, residente alla Spezia e titolare di tre ditte ai autostrasporto civile e commerciale. Gli uomini della Dia, coordinati dalla procura della Spezia, hanno sequestrato tre societa'. I due denunciati - S.C. 33 anni e C.S., 31 anni, entrambi calabresi - sono i prestanome a cui l'imprenditore aveva intestato le societa' e sul quale pende anche una precedente condanna per traffico internazionale di droga che prevede la confisca preventiva dei beni. Non poteva dunque avere alcuna proprieta' intestata. La procura ha sequestrato beni a lui riconducibili per 2 milioni. Ai tre e' stata contestata l'intestazione fittizia di beni a terzi. L'imprenditore, secondo gli inquirenti, e' collegato alle cosche calabresi 'ndranghetiste di Robudi e Roccaforte del Greco. "Si tratta di un personaggio di elevato spessore delinquenziale - ha detto il colonnello Sandro Sandulli, comandante della Dia della Liguria - Ha ricoperto l'incarico di referente strategico per conto di affiliati a sodalizi di 'ndrangheta, i cui vertici sono operativi nella fascia costiera della provincia reggina con ramificazioni extraterritoriali organicamente strutturati". Numerosi i suoi precedenti penali, tra cui oltre al traffico di droga anche furti di container.


Mafia: boss fermato a Palermo,in Calabria procuro' 100 kg tritolo
Palermo, 16 dic. - Vincenzo Graziano, ritenuto il reggente del mandamento mafioso di Resuttana, e' stato fermato nel corso di un'operazione disposta dalla Dda nel quartiere palermitano. Graziano era stato arrestato lo scorso 23 giugno nell'operazione chiamata dagli investigatori "Apocalisse" e scarcerato il mese dopo. Secondo l'accusa, ha preso il posto di Vincenzo Galatolo, che dopo l'arresto ha cominciato a collaborare con i magistrati. Graziano, tra l'altro, viene indicato da un pentito come l'uomo che in Calabria procuro' 100 kg di tritolo che dovevano servire a compiere un attentato contro il pm Nino Di Matteo. L'operazione si e' concentrata anche nella ricerca di armi ed esplosivi. Il boss del mandamento di Resuttana Vincenzo Graziano, fermato stamattina a Palermo, secondo il suo predessore oggi pentito Vito Galatolo custodiva il tritolo che Cosa nostra si era procurato per compiere un attentato contro il sostituto procuratore Nino Di Matteo, uno dei Pm del processo per la trattativa Stato-mafia. Le dichiarazioni di Galatolo sono inserite nel provvedimento di fermo di Graziano disposto dalla Dda di Palermo, che comunque non contesta al fermato accuse specifiche ai piani contro Di Matteo, sui quali peraltro non ha competenza a indagare essecondo coinvolto un magistrato del distretto. "Ho avuto modo di vedere l'esplosivo -sostiene Galatolo- nelle circostanze di cui ho gia' riferito in una delle occasioni in cui scesi a Palermo dietro autorizzazione... nel periodo che va dal 15 al 18 marzo (2013, ndr). Il Graziano mi fece vedere l'esplosivo il giorno di domenica 16 e lo stesso era custodito in un appartamento dell'Arenella, di mia proprieta'". Questa ricostruzione e' stata messa a verbale da Galatolo il 21 novembre scorso. Il pentito parla di una riunione svoltasi i primi di dicembre del 2012 tra boss per discutere dell'attentato contro Di Matteo. Secondo Galatolo, "l'intento di organizzare l'attentato al dottore Di Matteo non e' mai stato messo da parte; una volta -racconta- ne parlai con Vincenzo Graziano... ed avevamo pensato di posizionare un furgone nei pressi del Palazzo di Giustizia ma non ritenemmo di procedere perche' ci sarebbero state molte vittime. Pensammo anche, data la disponibilita' della famiglia mafiosa di Bagheria, di valutare se procedere in localita' Santa Flavia, luogo dove spesso il dottore Di Matteo trascorre le vacanze estive". Il fermo di Graziano e' stato disposto dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e Roberto Tartaglia.


Mafia: pentito, ancora a Palermo 100 kg tritolo per Di Matteo
Palermo, 16 dic. - "La presenza di 100 chili di tritolo sul territorio palermitano rende ancora attuale, a mio avviso, il pericolo dell'attentato nei confronti del dottor Di Matteo". Lo afferma il pentito Vito Galatolo in dichiarazioni rese il 14 novembre scorso e inserite nel decreto di fermo del boss Vincenzo Graziano, emesso dalla Dda di Palermo. Galatolo ha parlato dei summit secondo lui effettuati nel 2012 per decidere l'attentato contro il sostituto procuratore Nino Di Matteo, uno dei Pm del processo per la trattativa Stati-mafia "Andai ad una riunione in corso Tukory... Erano presenti oltre me Vincenzo Graziano, Antonino Lipari, Girolamo Biondino, Alessandro D'Ambrogio, Silvio Guerrera. Dopo una presentazione di rito rimanemmo solo io, Graziano, D'Ambrogio e Biondino... qua il Biondino, riprendendo la lettera che gli fu inviata da Matteo Messina Denaro, disse che bisognava fare un attentato al dottore Di Matteo perche', come gia' detto, stava andando oltre e cio' non era possibile anche per rispetto ai vecchi capi che erano detenuti".  "In occasione della stessa riunione nei pressi di corso Tukory -continua il pentito- decidemmo di dare una risposta affermativa a Messina Denaro e decidemmo anche, vista l'impossibilita' di quest'ultimo ad approntare il denaro necessario, di esporci economicamente per la preparazione e dell'attentato. In particolare io mi impegnai con 360.000 euro mentre le famiglie di Palermo Centro e San Lorenzo, si impegnarono per 70.000 euro. L'esplosivo sarebbe stato acquistato in Calabria da uomini che avevano della cave nella loro disponibilita' e trasferito a Palermo. Dopo seppi che Biondino defini' l'acquisto dalla Calabria di 200 chili di tritolo e, una volta arrivato a Palermo dopo circa 2 mesi dopo la riunione, fu affidato a Vincenzo Graziano. L'esplosivo, che io vidi personalmente in occasione di una mia presenza a Palermo per dei processi -sostiene Galatolo- era conservato in dei locali all'Arenella nella disponibilita' di Vincenzo Graziano ed era contenuto in un fusto di lamiera e in un grande contenitore di plastica dura. Sopra questi bidoni vi era uno scatolo di cartone con all'interno un dispositivo in metallo della grandezza poco piu' piccola di un panetto. All'interno era composto da tanti panetti di colore marrone avvolti da pezze di tessuto".


Droga: fiuto cane fa ritrovare marijuana, due arresti a Ciro'
Ciro' (Crotone), 16 dic. - Negli ultimi giorni, i carabinieri della stazione di Ciro' Superiore, stavano tenendo sotto controllo alcuni strani movimenti che avvenivano nei pressi delle abitazioni dei fratelli Lina Stricagnolo 55enne, e Antonio 49enne, che li inducevano a ritenere che i due spacciassero sostanze stupefacenti. Decidevano quindi di intervenire nelle due abitazioni, alle prime luci dell'alba di stamattina, insieme al nucleo cinofili di Vibo Valentia, per effettuare una perquisizione. E' stato proprio Ergos, il cane del nucleo cinofili a fiutare i 60 gr di marijuana a casa di Lina, per poi trovare addirittura 1 kg e 840 gr a casa di Antonio, in entrambe i casi gia' suddiviso in dosi. I militari, che avevano anche rinvenuto materiale per il confezionamento, hanno deciso di procedere all'arresto in flagranza dei due, traducendo la sorella ai domiciliari presso la propria abitazione, ed il fratello in carcere a Rossano, in attesa del rito direttissimo.


'Ndrangheta: caffe', vini, armi e cocaina gli affari a Milano
Milano, 16 dic. - Non ci sono solo gli appalti, che pure sono una delle maggiori fonti di introito, tra gli affari degli affiliati alla cosca Libri- De Stefano- Tegano arrestati oggi dalla Dda di Milano. Secondo quanto emerge dall'ordinanza che stamattina ha condotto all'arresto di 59 persone, tra cui i fratelli Giulio, Vincenzo e Domenico Martino, grazie alla vicinanza degli uomini della 'ndrangheta con l'imprenditore Cristiano Sala i proventi delle attivita' di spaccio e usura venivano reinvestiti in societa' come la "Gem S.r.l." e la "Prezzemolo e Finocchio Soc. Coop.", per la commercializzazione di caffe' in Italia e all'estero. E l'estero ritorna anche in un altro capitolo della commistione tra affari apparentemente leciti e illeciti del clan calabrese, con la costituzione in Bulgaria di una societa' per l'esportazione di vini di cui era socio anche il narcotrafficante internazionale Atanas Spasov Angelov, cittadino bulgaro che era anche tra i fornitori di stupefacenti della cosca. Angelov, latitante in Bulgaria, e' l'uomo che garantiva ai fratelli Martino e ai loro complici un flusso costante di marijuana, per quanto gli 'ndranghetisti potessero anche contare su altri canali, come i sudamericani che fornirono i 283 chilogrammi di coca provenienti da Santo Domingo e successivamente sequestrati al porto di Genova il 18 settembre del 2013. Quando c'era da reinvestire in attivita' lecite o da occultare il denaro in conti esteri, sempre da quanto emerge dall'ordinanza, l'uomo di punta era Franco Longo, residente in Svizzera e che gli investigatori definiscono "la cerniera tra l'ala imprenditoriale e l'ala militare, la persona che faceva da contabile". Un personaggio capace, secondo le intercettazioni, di effettuare operazioni finanziarie a vantaggio della cosca anche su conti domiciliati a Dubai o a Hong Kong. L'altro volto, quello militare, emerge attraverso il sequestro di armi in dotazione al gruppo, come due mitragliette Skorpion con matricola abrasa e una pistola Makarov. Se infatti l'ala imprenditoriale era sempre alla ricerca di nuovi investimenti, gli uomini del clan non esitavano a impiegare i tradizionali metodi di intimidazione, come nel caso di un imprenditore che doveva restituire una somma prestata a tassi usurai e che venne prima minacciato con alcuni colpi di arma da fuoco contro la sua vettura, e poi con una pistola puntata alla tempia proprio davanti alla scuola dei suoi figli.


Furto di capre, un arresto dei carabinieri a Strongoli
Crotone, 16 dic. - I militari dell'Arma dei Carabinieri hanno arrestato Domanico Ribecco, colto in flagranza, di furto aggravato di un cospicuo numero di capre. Il tutto risale alla scorsa notte quando ai carabinieri della stazione di Strongoli e della radiomobile di Ciro' Marina, veniva segnalato un furto in atto in un azienda di contrada Dattilo di Strongoli. La segnalazione faceva riferimento a 2 autocarri parcheggiati all'interno della ditta, con alcune persone intente a caricare il bestiame. Immediatamente i militari si portavano sul posto ove constatavano la veridicita' della segnalazione, notando l'arrestato caricare 30 capi nel mezzo a suo disposizione. A quel punto, il proprietario dell'azienda, presente sul posto, dichiarava ai Carabinieri che nella stessa serata aveva gia' subito il furto di altri 70 capi, riconoscendo quale autore del fatto proprio il Ribecco, gia' fermato dai militari. L'arrestato, che deve rispondere del reato di furto aggravato, e' stato posto al regime degli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo fissato per la mattina di domani 17 dicembre; tuttavia le indagini sono ancora in corso allo scopo di indentificare i complici che si sono dati alla fuga alla vista dei militari e di recuperare i capi di bestiame gia' sottratti al legittimo proprietario.


Criminalita': Coisp, vera emergenza a Catanzaro sud
Catanzaro, 16 dic. - "Nei quartieri a sud di Catanzaro e' in atto una vera e propria emergenza criminale, contrastata con ogni mezzo dalle forze dell'ordine che, pero', sembrano rimanere isolate rispetto al contesto sociale e istituzionale. Occorre trovare un'azione sinergica e misure adeguate, altrimenti si rischia di imbattersi in una emergenza ingestibile". Lo afferma all'Agi il segretario regionale del Coisp (Sindacato indipendente di polizia), Giuseppe Brugnano, commentando le ultime attivita' di polizia e i recenti episodi di criminalita' avvenuti a Catanzaro. "L'area a sud di Catanzaro - ha aggiunto Brugnano - registra episodi inquietanti che trovano la pronta risposta delle forze dell'ordine, dal sequestro di centinaia di migliaia di euro all'arresto del rapinatore che ha rischiato di uccidere il proprietario dell'auto rubata, ma la situazione e' piu' complessa e non puo' essere affrontata con azioni di semplice contrasto. Occorre intervenire isolando i delinquenti, azzerando i rapporti tra la politica e i personaggi criminali, compreso quelli che vivono a meta' strada tra la legalita' e l'illegalita'. Soggetti formalmente puliti ma dei quali si conoscono legami e intrecci. La legalita' - ha sostenuto il Coisp - non e' solo repressione, ma assume valore se abbinata alla prevenzione, allo studio, alle iniziative di coinvolgimento sociale e di educazione". Brugnano si e' quindi rivolto alla magistratura: "Dobbiamo avere risposte chiare da parte degli organismi giudiziari, partendo dalla certezza della pena e dall'emissione di condanne esemplari. Fascicoli e inchieste non possono rimanere impolverati nei cassetti del palazzo di giustizia. Le carenze di personale, in tutti gli uffici giudiziari, sono note a tutti, ma occorre uno sforzo corale se si vuole contrastare al meglio la criminalita' e l'illegalita'".


Ruba benzina e gas, dipendente comunale arrestato a Rovito
Cosenza, 16 dic. - Un uomo di 57 anni di Rovito, dipendente comunale, e' stato arrestato dai carabinieri per furto. L'uomo e' stato ripreso da alcune telecamere di sorveglianza, per diversi mesi, mentre sottraeva la benzina dallo scuolabus comunale. I militari, nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno trovato alcuni bidoni ancora pieni di benzina. Il cinquantasettenne avrebbe sottratto, nel tempo, piu' di duemila litri di benzina e anche del gas.


Deposito in fiamme a Catanzaro, e' di un consigliere comunale
Catanzaro, 16 dic. - Sarebbe di origine dolosa l'incendio che si e' sviluppato ieri sera in un seminterrato adibito a deposito, a
Catanzaro Lido. Sono queste le conclusioni a cui sono giunti i vigili del fuoco al termine degli accertamenti. Il rogo si e' sviluppato in un immobile di nuova costruzione, sito nel quartiere marinaro. L'area in cui si sono sviluppate le fiamme era utilizzata come deposito di materiale edile. La complessità dell'intervento ha richiesto il coinvolgimento di due squadre provenienti dalla sede centrale del Comando Provinciale, di una squadra proveniente da Sellia Marina e di una proveniente da Soverato. L'efficace azione posta in essere ha portato al controllo dell'incendio ed al successivo spegnimento del fuoco. Il forte calore sprigionatosi nella vasta area interessata dal sinistro, di superficie di circa 1000 metri quadrati, ha procurato danni all'immobile oltre alla distruzione di buona parte della merce stipata nel deposito. Solo in tarda serata, dopo diverse ore di lavoro, l'intervento è stato concluso e la zona messa in sicurezza. L'immobile e' riconducibile a Giuseppe Celi, imprenditore gia' candidato a sindaco della citta' e attuale consigliere comunale e provinciale. "Ho appreso con profondo dispiacere quanto e' accaduto questa notte in uno stabile di proprieta'  di Pino Celi. Gli ho espresso telefonicamente la mia solidarieta'". E' quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nell'apprendere che la notte scorsa nel quartiere marinaro un incendio ha interessato il seminterrato di un locale di circa mille metri quadrati ancora in costruzione di proprieta'  del consigliere comunale e provinciale Pino Celi. "Le forze dell'ordine indagano sul fatto, dovranno analizzare gli elementi a disposizione e valutare la dolosita'  delle fiamme - ha detto ancora Bruno -. Qualora le indagini supportassero l'ipotesi che si sia trattato di un episodio doloso, ci stringeremmo ulteriormente al consigliere Celi perche' si tratterebbe di un vile atto che rischia di essere intimidatorio, pronti a stargli vicino in una determinata battaglia di civilta' per la legalita'".


Aggredisce e rapina una donna, arrestato a Catanzaro
Catanzaro, 16 dic. - I carabinieri del Nucleo Radiomibile della Compagnia di Catanzaro hanno arrestato nella tarda serata di ieri un uomo, A. O., catanzarese di 39 anni, con le accuse di rapina e lesioni personali ai danni di una donna. L'uomo, secondo quanto gli viene contestato, avrebbe aggredito la vittima alle spalle, l'avrebbe prima strattonata per poi metterle una mano davanti alla bocca per impedirle di gridare e una alla gola, infine l'avrebbe scaraventata al suolo portandole via la borsa che, fra le altre cose, conteneva anche il telefono cellulare. Un'aggressione che, oltre al terribile spavento, ha causato alla donna anche lesioni giudicate guaribili in sei giorni. Il 39enne, al quale e' stata contestata anche la recidiva, su disposizione del sostituto procuratore di turno, Paolo Petrolo, e' stato posto agli arresti domiciliari e per domani e' fissata la celebrazione del rito direttissimo a suo carico davanti al Tribunale, dove sara' difeso dall'avvocato Alessandro Guerriero.


Rifiuti: area di 1.000 mq sequestrata dalla polizia a Catanzaro
Catanzaro, 16 dic. - Una discarica abusiva, con carcasse e parti di auto, copertoni e vari tipi di rifiuti, e' stata sequestrata dalla polizia a Catanzaro. L'operazione e' stata portata a termine dalla Stradale, che ha posto i sigilli ad un'area di circa mille metri quadri, nella zona di viale Isonzo, nei pressi del campo rom. Nell'area e' stata riscontrata la presenza di rifiuti di ogni genere, prevalentemente di parti meccaniche di autovetture. Nel corso dei controlli sono state anche rinvenute alcune dosi di droga che saranno sottoposte ad accertamenti.


Giornata internazionale dei migranti, iniziativa a Gioia Tauro
Gioia Tauro (Reggio Calabria), 16 dic. - Il 18 dicembre alle ore 17,30 a Gioia Tauro si svolgera' una iniziativa che vedra' la partecipazione di Jean Rene' Bilongo (Flai CGIL nazionale), di Coumba Ndoung e di Elisabeth Ndiaye (CNTS - Sindacato nazionale Senegal), oltre che di Libera con Don Pino De Masi, del sindaco di Riace Domenico Lucano, del consigliere regionale Sebi Romeo e dei dirigenti regionali e territoriali della CGIL Gravano, Costantino, Aiello e Carlino. Il dibattito si svolgera' all'auditorium della Casa del laicato, in via nazionale 111 a Gioia Tauro, e sara' introdotto da Celeste Logiacco, segretaria generale Flai-CGIL Gioia Tauro. "Il 18 dicembre - si legge in una nota - non puo' essere solo una importante ricorrenza ma deve vivere nel disagio concreto delle persone che, in modo particolare nella Piana di Gioia Tauro, vivono in condizioni disumane, sotto delle tende o stipati in capannoni industriali, senza le minime condizioni igieniche. Il 18 dicembre deve vivere nello sfruttamento inaccettabile dei migranti da parte di caporali senza scrupoli che per pochi euro al giorno assoldano manodopera, anche in nero, per fare un lavoro che gli italiani si rifiutano di fare. Questo e' dovuto anche ad una cattiva politica agricola che vede costretti i proprietari degli agrumeti a vendere il proprio prodotto a pochi centesimi al chilo. Per questo e' giunta anche l'ora di fare una battaglia comune contro lo sfruttamento delle persone e per una agricoltura di qualita'. Ma alla dignita', ai diritti, alla liberta', all'uguaglianza delle persone non si puo' rinunciare mai. Il 18 dicembre proporremo le ragioni di una riforma immediata del mercato del lavoro in agricoltura invitando il Parlamento italiano a discutere e ad approvare le proposte della CGIL e lanceremo con forza la necessita' che uno dei primi atti del nuovo Consiglio Regionale della Calabria sia l'approvazione della legge contro il caporalato. La CGIL e la FLAI si batteranno con tutte le proprie forze affinche' queste norme di civilta' diventino leggi in grado di tutelare la persona, a prescindere dal colore della pelle, nelle condizioni di vita e nel lavoro. La manifestazione del 18 dicembre - conclude la nota stampa sindacale - continuera' (ore 19 circa) con una fiaccolata che, partendo dalla Casa del Laicato, arrivera' nella piazzeta antistante la sede della CGIL a Gioia Tauro in via Bellini dove sara' scoperta una targa".


Guardia finanza Padova: sequestrati 170 milioni di elastici per braccialetti tossici

Padova, 16 dic. - La Guardia di Finanza di Padova ha concluso un’operazione nel settore della contraffazione e sicurezza dei prodotti, nei confronti di un imprenditore cinese operante nella zona industriale di Padova. Z.C. 27 anni, ha letteralmente “inondato” il mercato dei piccoli braccialetti giocattolo elastici e colorati, risultati contenere sostanze altamente tossiche. Gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria, infatti, a seguito di specifica attività di intelligence, hanno individuato presso il Centro Ingrosso Cina una grossa partita di merce priva di qualsiasi nota informativa, della benché minima indicazione in lingua italiana ma, soprattutto, con un marchio “CE” risultato contraffatto. Si è quindi proceduto ad un primo sequestro amministrativo di oltre 4.000.000 di pezzi, con il contestuale prelievo di campioni da inviare alla locale Camera di Commercio. Mentre i finanzieri, infatti, seguendo le “tracce contabili”, ricostruivano la filiera dell’importazione, la Camera di Commercio di Padova attivava l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli di Como, i cui laboratori specializzati certificavano la tossicità dei braccialetti. In particolare, veniva riscontrata la presenza di Ftalati in misura 100 volte superiore a quanto autorizzato dal Ministero della Salute. Le Fiamme Gialle, a questo punto, hanno effettuato una serie di perquisizioni nelle provincie di Padova, Venezia e Treviso sequestrando, questa volta penalmente, oltre 170.000.000 di braccialetti, per un valore commerciale di circa € 10.000.000 Le indagini proseguono con la ricostruzione della posizione patrimoniale/fiscale dell’imprenditore che, nell’anno 2013, ha dichiarato un volume d’affari di appena 10 euro.

 

Copyright © 1992 - 2014 Prs Editrice. Tutti i diritti riservati