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Sicurezza: controlli dei Cc nella Locride, 4 arresti e 10 denunce
Reggio Calabria, 25 ott. - Quattro arresti e 10 denunce a piede libero e' il bilancio dell'attivita' di controllo del territorio effettuata negli ultimi due giorni dai Carabinieri del Gruppo Locri, svolta nell'ambito della pianificazione coordinata dei servizi realizzata sotto la direzione del Prefetto di Reggio Calabria. A Locri e' stato arrestato Agostino Alessio, 30enne, su ordine di esecuzione della Procura Generale presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria, poiche' deve espiare una pena residua di 2 anni, 8 mesi e 27 giorni per rapina e porto abusivo di arma. A Marina di Gioiosa Joinca e' stato arrestato un 35enne rumeno, Flori Covaci, su ordine di espiazione di pena detentiva in regime di detenione domiciliare, per scontare 2 mesi e 3 giorni di reclusione per tentato furto aggravato. A Gioiosa Jonica e' stato arrestato Domenico Jentile, allevatore di 43 anni, su ordine di espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, per scontare 15 giorni di reclusione per inosservanza della sorveglianza speciale. Il quarto arresto e' stato eseguito a San Luca, dove i Carabinieri hanno arrestato Rocco Cento, di 47 anni, per avere violato la sorveglianza speciale. Dovra' scontare un mese ai domiciliari.


Gdf Udine:concluse le indagini su hypo-alpe-adria bank, truffa da 88 milioni di euro

Udine, 25 ott. - La Guardia di Finanza di Udine ha concluso le indagini, delegate dalla Procura della Repubblica alla sede, nei confronti di Hypo-Alpe-Adria Bank. Le indagini sono state avviate a seguito di alcuni esposti presentati alla Procura udinese a seguito di un’inchiesta trasmessa da un noto programma televisivo. Gli accertamenti, delegati al Nucleo di Polizia Tributaria di Udine hanno permesso di individuare precise responsabilità penali a carico di un sodalizio di dirigenti dell’istituto di credito i quali, quantomeno a partire dal 1997, avevano realizzato una manipolazione del software in uso alla banca per la fatturazione dei leasing al fine di incassare interessi superiori rispetto a quelli addebitabili da contratto. I “fattori correttivi” utilizzati, applicati a partire dal 2004 ad oltre 54.000 contratti, hanno consentito alla banca di introitare illecitamente la somma di almeno 72.747.000 Euro relativi ai leasing gestiti da Hypo-Alpe-Adria Bank SpA nonché di 15.387.000 Euro relativi ai contratti gestiti da Hypo Leasing SpA. Grazie a questo collaudato sistema illecito i bilanci dell’istituto di credito, malgrado il noto periodo di sofferenza per le aziende operanti nel settore, si erano incrementati a tal punto che la Hypo-Alpe-Adria Bank appariva come la società più performante dell’intero Gruppo bancario di appartenenza, permettendo così ai manager di conseguire remunerazioni e premi di valore apicale per l’area di riferimento. Le indagini si sono concluse con la segnalazione alla Procura della Repubblica di Udine di una associazione per delinquere, composta da 7 persone fisiche, tutte con ruoli apicali in seno alla banca, che operavano in sinergia affinché le condotte fraudolente non fossero di facile individuazione rispetto alle ordinarie verifiche previste in ambito bancario, civilistico e fiscale. I vertici si sono pertanto resi responsabili del delitto di “Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza” contemplato dall’art. 2638 del codice civile per aver esposto fatti non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale della società nelle comunicazioni periodiche a Banca d’Italia con riguardo alla classificazione e valutazione dei crediti. Anche l’istituto di credito è indagato per la violazione del D.Lgs. 231/2001 (Responsabilità amministrativa da reato) in relazione agli illeciti commessi nel suo interesse e a suo vantaggio dal sodalizio criminale.


Riciclaccio: aziende e ville da 11 mln confiscate a Caltanissetta
Caltanissetta, 25 ott. - Beni per 11 milioni di euro sono stati confiscati in provincia di Caltanissetta, a Maria Antonietta Dell'Edera e a Katia La Placa, rispettivamente madre e figlia. I beni sequestrati, secondo gli inquirenti, sono riconducibili a Vincenzo La Placa, di Resuttano, deceduto nel 2009, coinvolto a partire dagli anni '70 in diversi procedimenti penali per associazione a delinquere, riciclaggio, furto, ricettazione, minacce, danneggiamento, falso, truffa, peculato, commercio di sostanze alimentari nocive, abusi edilizi e reati fiscali ed ambientali. Diversi collaboratori di giustizia lo hanno indicato come un "cane sciolto" che, pur non appartenendo a nessuna famiglia, ha tenuto rapporti affaristici con ambienti malavitosi. Nelle mani dello Stato sono finiti diversi immobili, tra cui due ville di lusso, terreni per 250 ettari, due aziende agricole, una societa' di vendite all'ingrosso, quote e partecipazioni societarie, conti correnti e disponibilita' finanziarie, decine di mezzi e macchine agricole, 200 capi di bestiame e 50 tonnellate tra seminativi e mangimi. I beni confiscati si trovano nelle province di Palermo, Caltanissetta, Enna, Napoli e Monza. Il provvedimento e' stato eseguito dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria e del Gico del Nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta, su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale nisseno.


Contraffazione: da Gdf maxi sequestro nel porto di Gioia Tauro
Reggio Calabria, 24 ott. - I finanzieri del gruppo della guardia di finanza di Gioia Tauro, unitamente ai funzionari dell'agenzia delle dogane e dei monopoli - svad di Gioia Tauro, hanno proceduto al sequestro di un container proveniente dalla Cina carico di accessori per telefonia contraffatti delle piu' note marche. L'operazione, condotta dalla procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo una serie di incroci documentali e successivi meticolosi controlli eseguiti su numerosi container in transito presso il porto di Gioia Tauro, l'individuazione del carico illecito occultato in un contenitore imbarcato nel porto cinese di Ningbo. La merce, destinata formalmente in Albania, doveva essere costituita da cover per telefoni cellulari, cosi' come dichiarato nella documentazione doganale. Tuttavia i finanzieri ed i funzionari doganali nel corso dell'ispezione si sono ritrovati di fronte un numero considerevole accessori, di vario genere, per telefonia. La merce, pertanto, e' stata sottoposta ad accertamenti peritali da parte dei tecnici di societa' titolari di rinomati marchi, i quali hanno confermato l'intuizione dei finanzieri e dei funzionari doganali, ossia che i prodotti recavano marchi illecitamente riprodotti. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro 13.834 accessori per telefonia riportanti marchi contraffatti. Il tutto per un valore complessivo di oltre novantamila euro. Sono in corso le indagini tese ad individuare i responsabili dell'operazione illecita.


Droga: Gdf scopre raffineria cocaina a Roma, 4 arresti
Roma, 24 ott. - Scacco ai 'signori della droga'. I finanzieri del gruppo di Fiumicino hanno individuato, nella periferia est della capitale, zona Marco Simone, in uno stabilimento per la lavorazione di metalli, una raffineria clandestina di sostanze stupefacenti ed arrestato 4 sudamericani. In aeroporto e' finita in manette anche una cittadina portoghese che viaggiava con 17 chili di cocaina nel bagaglio. Azzerato il patrimonio di un'organizzazione che gestiva quintali di 'polvere bianca' e sequestrati conti correnti, 12 immobili, 20 auto, moto e due societa' per un valore di oltre 4 milioni di euro. Dall'inizio dell'anno sono gia' quasi 3 le tonnellate di droga (di cui oltre 210 chili di coca) sequestrate dalle Fiamme gialle romane; 470 le persone denunciate e 190 quelle arrestate. Alla raffineria gli investigatori sono arrivati grazie allo sviluppo di elementi appresi in ambito aeroportuale: il blitz, con immediata perquisizione del locale e dei presenti, ha confermato i sospetti sul sito, permettendo di rinvenire 3,2 kg di cocaina, 510 grammi di sostanza da taglio (mannite) e numerosi strumenti atti alla trasformazione, taglio e confezionamento dello stupefacente per il successivo spaccio (bilance di precisione, pressa, fornelletti, solventi e diluenti). Due venezuelani, un dominicano naturalizzato olandese - il "chimico" del gruppo - ed una ecuadoriana sono stati arrestati e rinchiusi a Regina Coeli e Rebibbia. Quasi contestualmente, all'interno del 'Leonardo da Vinci', e' stata intercettata, proveniente da San Paolo (Brasile), una portoghese con 17 chili di cocaina occultati in polvere, nel doppiofondo del bagaglio, e in forma liquida: tre i giubbotti e cinque le borse imbevuti della sostanza che sarebbe, poi, stata recuperata con un laborioso processo chimico. Individuato il destinatario, i finanzieri hanno immediatamente fatto irruzione in un appartamento della periferia della capitale, riuscendo, cosi', ad impedire la fuga dell'uomo: l'italiano - trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa, munizioni, cellulari, sim card e due paralizzatori elettrici, i cosiddetti 'taser', e' stato arrestato e condotto, con la complice, nel carcere di Civitavecchia. Altra operazione si e' risolta nell'azzeramento del patrimonio di una organizzazione criminale, che - spiegano le fiamme gialle - sempre "con il traffico internazionale di cocaina, aveva accumulato un'ingente fortuna visibilmente sproporzionata con i risibili redditi dichiarati dai singoli associati". Dopo l'arresto dei 7 componenti della banda e il sequestro di oltre un quintale di 'polvere bianca', i finanzieri del gruppo di Fiumicino hanno avviato le indagini bancarie e patrimoniali, passando al setaccio migliaia di transazioni finanziarie e svelando "una fitta rete di operazioni e negozi preordinati a schermare l'effettiva titolarita' dei beni, mobili ed immobili, tutti fittiziamente intestati a 'teste di legno' compiacenti". I successivi approfondimenti patrimoniali hanno confermato come gli ingenti profitti dell'attivita' criminale fossero stati sistematicamente investiti in depositi bancari e nell'acquisto, tra Roma e Bergamo, di 12 prestigiose unita' immobiliari; 20 automezzi - tra cui Mercedes, Bmw e Audi - e 2 aziende, operanti nel settore del trasporto su strada e dell'intermediazione immobiliare. Gli elementi raccolti hanno consentito alla Direzione distrettuale antimafia della procura della di Roma di ottenere dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale della capitale l'"aggressione" di tutti i beni risultati nella disponibilita' dei malviventi.


Rapine: Reggio; processo Tnt, pm, "condannare tutti imputati"
Reggio Calabria, 24 ott. - Si e'conclusa stamani con la requisitoria del pm Crisafulli l'udienza del processo Tnt, che si celebra col rito abbreviato, scaturito dall'omonima operazione condotta dai Carabinieri lo scorso aprile nei confronti di 10 indagati per furti e rapine, alcuni dei quali coinvolti in un traffico di armi ed esplosivo. Dopo l'escussione dell'unico teste ammesso, richiesto dall'avv. Antonio Guarna, difensore di Giovanni Cilione, la parola e' passata al pubblico ministero Antonella Crisafulli che, al termine della requisitoria, ha chiesto al gip Davide Lauro di comminare pene che variano dai 2 agli 11 anni e 2 mesi. Queste, in dettaglio, le richieste dell'accusa: Ivano Cirillo, 2 anni di reclusione; Osvaldo Surace, 2 anni; Damiano Berlingeri, 2 anni; Vincenzo Fortugno, 2 anni e 8 mesi; Giovanni Cilione, 8 anni e 2 mesi; Massimo Piccolo, 8 anni e 9 mesi; Domenico Battaglia, 8 anni e 10 mesi; Massimo Murina, 9 anni; Teodoro Moro, 10 e 4 mesi; Giuseppe Zampaglione, 11 anni e 2 mesi. L'udienza e' stata rinviata al 28 novembre per le arringhe difensive.


Bancarotta: condanna definitiva, impreditore arrestato a Pizzo
Vibo Valentia, 24 ott. - I carabinieri hanno posto agli arresti domiciliari a Pizzo Calabro (Vv) un imprenditore del luogo, A.S., 40 anni, il quale deve scontare una condanna definitiva per il reato di bancarotta. L'ordine di carcerazione e' stato emesso dalla Procura di Padova. In Veneto l'imprenditore vibonese avrebbe infatti costituito una societa', operante nel settore del commercio, occultando pero' i libri e le scritture contabili e portandola cosi' alla bancarotta. L'uomo dovra' scontare una condanna a 2 anni di prigione.


Fondazione Campanella: Guerriero, politica responsabile disastro
Catanzaro, 24 ott. - Roberto Guerriero, Vice presidente del consiglio comunale di Catanzaro, commenta il licenziamento dei lavoratori della Fondazione "Campanella" cui fa capo il centro onclogico del capoluogo di regione. "Il peggio - dice - e' accaduto. Dopo anni di lotta, sono partite le lettere di licenziamento per 172 dipendenti della Fondazione Campanella. Questa volta non si scherza: decine di famiglie senza uno stipendio a fine mese, tanti pazienti che si affidavano a quel personale medico, paramedico e amministrativo senza piu' un punto di riferimento a cui aggrapparsi per affrontare la malattia cercando una speranza. La perdita di lavoro e di reddito per un cosi' alto numero di famiglie rappresenta una ferita per tutta la nostra comunita'. Lo scrive il sindaco Abramo. Ed e' giusto. Il primo cittadino - commenta Guerriero - ritiene di avere fatto il proprio dovere e di essersi battuto per la difesa della Fondazione. Ma ci sembra che abbia perso di vista l'obiettivo: lottare per mantenere fede all'accordo firmato in Prefettura anche in sua presenza che prevedeva il trasferimento delle unita' operative a direzione universitaria non oncologiche, dalla Fondazione Campanella alla Azienda ospedaliera-universitaria Mater Domini, e la costituzione (da parte della Fondazione Campanella, dell'Azienda Mater Domini, dell'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro) di una societa' a capitale pubblico, retta secondo l'istituto dell'in house providing, che doveva fornire servizi strumentali agli enti soci, nella quale confluiva il personale in eccedenza della Campanella. Quello che fa rumore in questo momento e' il silenzio della politica che di questo disastro e' responsabile. Continuiamo a far finta di non sapere che la Fondazione, il suo personale, i pazienti - die Guerriero - sono nelle mani anche della vice presidente della Regione non eletta di Antonella Stasi, che si trova nella condizione di in un incredibile conflitto di interessi, visto che moglie dell'imprenditore proprietario del centro Oncologico Marrelli Hospital, a Crotone? L'aumento dei posti-letto, il riconoscimento quale Irccs, il potenziamento dei servizi e delle prestazioni che dovranno portare alla riassunzione dei lavoratori ingiustamente mandati a casa devono essere - conclude - una priorita' prima di tutto per la politica, qualunque sia il colore dei governatori regionali che siederanno a Palazzo Alemanni e Palazzo Campanella dopo il 23 novembre".


Canile abusivo sequestrato dal Cfs nel Vibonese
Vibo Valentia, 24 ott. - Un canile abusivo e' stato scoperto dal Corpo forestale dello Stato a Pizzo Calabro (Vv) nei pressi del locale cimitero lungo la strada Statale 18. In un'area di circa mille metri quadri adiacente al muro di cinta del cimitero, gli agenti del Corpo forestale hanno trovato diversi box in condizioni fatiscenti e 16 cani meticci privi del dispositivo di identificazione elettronica. Sul posto si sono quindi portati anche gli agenti della polizia municipale di Pizzo che hanno relazionato al dirigente comunale del settore Ambiente per i provvedimenti del caso. Rintracciato il proprietario dei cani, successivamente il Corpo forestale ha anche individuato i 6 proprietari del terreno su cui sorge il canile abusivo ai quali e' stata ordinata l'immediata bonifica del sito, lo spostamento dei cani e la rimozione di tutti i rifiuti presenti sull'area.


Sequestrati a Reggio Calabria 7 alloggi occupati abusivamente
Reggio Calabria, 24 ott. - Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria ha convalidato il decreto di sequestro preventivo emesso dalla locale Procura della Repubblica, ed eseguito lo scorso martedi' 21 ottobre, di 7 immobili siti nel rione Marconi della citta' dello stretto. L'attivita' di indagine, coordinata dal procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, dal Procuratore AggiuntoGaetano Paci e dal Sostituto Procuratore Luca Miceli e condotta dai Carabinieri della Stazione di Rione Modena, aveva permesso di appurare la responsabilita' in capo a sette nuclei familiari del reato di occupazione abusiva di alloggi di proprieta' del Comune di Reggio Calabria. I militari avevano accertato la presenza di persone non aventi titolo all'occupazione, sulla scorta di quanto comunicato dall'ufficio comunale competente e responsabile delle procedure amministrative di assegnazione. Nell'esecuzione del provvedimento giudiziario sono state impiegate oltre 100 unita' delle forze di polizia della citta' (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Polizia Provinciale) supportate dai Vigili del Fuoco, dal 118 e dagli assistenti sociali del Comune. I sette appartamenti sequestrati sono stati tutti sgomberati dalle cose mobili che vi erano state portate dagli occupanti ed affidati in custodia ai rappresentati del Comune al fine di permettere l'assegnazione degli appartamenti ai cittadini richiedenti risultati vincitori nelle apposite graduatorie. Solo un immobile, in cui al momento dell'esecuzione esi trovava una donna incinta di 7 mesi, e' stata temporaneamente affidato a quest'ultima in custodi, al fine di andare incontro alle esigenze sanitarie connesse alla gravidanza. Nel corso dell'esecuzione del provvedimento non si sono verificate particolari turbative dell'ordine pubblico.


Bullismo e droga: riunione comitato sicurezza a Crotone
Crotone, 24 ott. - Si e' svolta a Crotone, nell'aula magna del liceo classico "Pitagora", una riunione di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, dedicata alla presentazione del Servizio SMS, istituito dal Ministro dell'Interno per la segnalazione di casi di spaccio di sostanze di sostanze stupefacenti in ambito scolastico e di fenomeni di bullismo. Nel corso della seduta, allargata - e' scritto in una nota diramata dalla prefettura - alla partecipazione dei dirigenti degli istituti scolastici della provincia, dei presidenti dei consigli di istituto e dei giovani della Consulta degli studenti e delle associazioni di volontariato, sono intervenuti il Procuratore della Repubblica ed i vertici delle forze di polizia, che hanno esposto le finalita' del progetto ed illustrato le modalita' operative di funzionamento del nuovo servizio SMS. L'iniziativa - continua il comunicato - si inquadra nell'ambito delle strategie di prevenzione di fenomeni estremamente delicati e complessi quali il bullismo e lo spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, entrambi espressione di un grave malessere adolescenziale, utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione fortemente diffusi tra i giovani. E' stata anche richiamata l'attenzione dei partecipanti sulla necessita' di un utilizzo consapevole e responsabile dello strumento. In particolare - spiega il comunicato - si tratta dell'istituzione di un'unica utenza telefonica alla quale i cittadini potranno rivolgersi inviando SMS per segnalare episodi di spaccio e di bullismo, ferma restando la funzione dei numeri di emergenza. Il numero prescelto e' il 43002. Per tale servizio, in ogni provincia sara' disponibile un numero telefonico la cui utenza sara' attestata presso le centrali operative delle Questure che tempestivamente disporranno il conseguente intervento o cureranno lo smistamento delle segnalazioni ricevute, secondo modalita' e criteri di alternanza tra le forze di polizia, gia' concordati in una precedente riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica e del Coordinatore dell'ambito scolastico provinciale". Per il Prefetto, Maria Tirone, "la riunione odierna ha rappresentato una proficua occasione per stimolare riflessioni congiunte e intessere utili sinergie con il mondo della scuola, le istituzioni, le Forze di Polizia e l'associazionismo unite nel comune obiettivo di promuovere una sana crescita dei minori, ispirata alla condivisione dei valori fondamentali della nostra Costituzione e, in particolare, alla liberta' e alla tutela della dignita' della persona".


Droga: Crotone, 31enne arrestato con 850 grammi marijuana
Crotone, 24 ott. - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone anno arrestato, in flagranza di reato, Giuseppe Mesuraca, 31enne, gia' noto alle forze dell'ordine, per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. I militari sono intervenuti nel quartiere Vescovatello, nell'abitazione dove l'uomo e' ospite del padre, ed hanno immediatamente proceduto a cinturare l'edificio, mentre un'altra squadra si e' presentata all'ingresso dell'abitazione per accedervi. Mesuraca avrebbe cercato di sbarazzarsi di qualcosa lanciando dal balcone di casa un involucro, immediatamente recuperato dai militari che si erano precedentemente appostati per cinturare il caseggiato. All'interno dello stesso involucro i Carabinieri hanno rinvenuto circa 350 grammi di marijuana. Successivamente, i militari, dopo essere entrati all'interno dell'appartamento posto al 5* piano dello stabile, hanno rinvenuto in un vano sottotetto in uso al 31enn euna busta nascosta dietro alcune casse d'acqua contenente circa 90 grammi di marijuana; n'altra busta o contenente altri 415 grammi sempre di marijuana; due bilancini digitali di precisione utilizzati per la suddivisione in dosi della droga. In totale i Carabinieri hanno recuperato 850 grammi di marijuana. L'arrestato e' stato tradotto nel l'abitazione del padre agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.


Assenteismo: pm chiede giudizio per 91 dipendenti Asp Catanzaro
Catanzaro, 24 ott. - Il rinvio a giudizio di 91 persone e' stato chiesto stamani dal sostituto procuratore Domenico Guarascio, al termine della requisitoria nel corso dell'udienza preliminare a carico delle numerose persone accusate di truffa aggravata e abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catanzaro denominata "Siesta" e riguardante presunti casi di assenteismo di personale in servizio al poliambulatorio del quartiere Lido e in alcuni uffici dipendent dall'Asp del capoluogo calabrese. I casi che i Carabinieri avrebbero documentato sono tutti risalenti al periodo compreso tra novembre 2008 e aprile 2009. Il pm ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice, che in precedenza aveva respinto la richiesta dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro di potersi costituire parte civile, dal momento che la relativa istanza era stata firmata dal Direttore Generale Gerardo Mancuso, gia' decaduto all'epoca in cui fu sottoscritta. Infine il procedimento e' stato rinviato alle udienze del 14 novembre e del 5 dicembre per le arringhe dei difensori. L'inchiesta che ha portato tutto in aula e' nata da una denuncia presentata a causa dei continui danneggiamenti subiti dalla macchina marcatempo posta all'ingresso degli uffici finiti all'attenzione degli investigatori. I Carabinieri della Stazione di Catanzaro Lido hanno quindi deciso di collocare tre telecamere nella struttura, in modo da riprendere l'ingresso, la macchina per i badge e l'uscita. A quel punto, in attesa di poter individuare i responsabili dei danneggiamenti, i Carabinieri avrebbero notato movimenti sospetti: ci sarebbe stato chi passava diverse volte il badge nella macchina e chi, al contrario, sarebbe entrato e uscito senza nemmeno avvicinarsi all'impianto. I militari avrebbero poi accertato che numerosi dipendenti si sarebbero allontanati per sbrigare faccende personali, qualcuno non si sarebbe nemmeno recato al lavoro, pur risultando presente, in quanto avrebbe lasciato il proprio badge a un collega che avrebbe marcato l'ingresso e l'uscita per suo conto.


Incidenti stradali: auto contro muro, 26enne morto nel Vibonese
Vibo Valentia, 24 ott. - Un giovane commerciante di 26 anni, Francesco Solano, e' morto in un incidente stradale avvenuto a San Calogero (Vv) nella notte, in pieno centro abitato. L'auto sulla quale la vgittima viaggiava e' sbandata e si e' capovolta sciantandosi contro un muro in via Aldo Moro. Inutili i soccorsi dei medici del 118. La salma del ragazzo e' stata restituita ai familiari. La Procura di Vibo Valentia, ritenendo chiare la dinamica e le cause dell'incidente, non ha ritenuto di aprire un fascicolo d'inchiesta sull'accaduto.


Barca con famiglia francese a bordo soccorsa nel mare Ionio
Crotone, 24 ott. - La Capitaneria di porto di Crotone ha soccorso nella serata di ieri nelle acque antistanti al faro di Capo Rizzuto una nave da diporto con a una famiglia di tre persone di nazionalita' francese tra cui una bambina di 5 anni. La nave, a causa di un'avaria al motore, si trovava in balia delle onde con un vento da sud ovest forza 5 e mare grosso proveniente dalla stessa direzione. Una motovedetta ha raggiunto l'imbarcazione in difficolta'ed il personale militare ha portato a bordo la donna e la bambina provvedendo a ripristinare l'efficienza dell'apparato motore dell'unita'. La nave, scortata dalla motovedetta CP 873, ha ripreso la navigazione verso il porto di Crotone dove e' giunta in tarda serata.


Carabinieri: serie di avvicendamenti nella Locride
Reggio Calabria, 24 ott. - Alcuni avvicendamenti sono avvenuti in questi giorni nell'ambito della compagine del Gruppo Carabinieri di Locri: uno riguarda la Compagnia di Roccella Jonica, l'altro quella di Locri, mentre gli assetti di vertice della Compagnia di Bianco sono stati confermati nell'incarico.Proveniente dall'Accademia Militare di Modena, dove ha svolto l'incarico di Comandante del plotone Allievi Ufficiali dei Carabinieri, dopo quattro anni, il Capitano Marco Comparato ha ceduto il Comando della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica al Tenente Antonio Di Mauro. Quest'ultimo, originario di Napoli, ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella, l'Accademia Militare di Modena e successivamente la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza al massimo Istituto di formazione dell'Istituzione, il giovane ufficiale e' stato assegnato, per 2 anni, alla scuola marescialli e brigadieri di Velletri in qualita' di Comandante di plotone e insegnante agli allievi marescialli del 1* corso triennale. Trasferito nel settembre 2012 a Reggio Calabria, ha ricoperto fino a pochi giorni fa l'incarico di Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Capoluogo. A Locri, inoltre, dopo due anni, il Tenente Davide Colangeli, laziale d'origine, ha lasciato l'incarico di Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Locri per andare ad assumere il ruolo di comandante di sezione al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria. Al suo posto e' giunto il Tenente Giancarlo Pallotta, 26 anni, abruzzese. Il Tenente Pallotta, dopo la maturita' scientifica, dal 2009 al 2011, ha frequentato il 191* corso "Fede" dell'Accademia Militare di Modena al termine del quale e' stato nominato Sottotenente. Successivamente e' stato trasferito presso la scuola ufficiali Carabinieri di Roma per frequentare il corso di Applicazione. Dopo la nomina a tenente, ha frequentato il 20* corso di perfezionamento laureandosi in giurisprudenza all'universita' di Roma Tor Vergata.


 

 

 

 

 

Droga: detenzione e spaccio, un arresto nel catanzarese
Soveria Mannelli (Catanzaro), 23 ott. - Un giovane di 21 anni, L.D.G., e' stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di marijuana. Sono stati i militari dell'Arma della stazione di Carlopoli ad avviare una serie di controlli dopo avere ottenuto informazione su un presunto aumento dell'attivita' di spaccio nei comuni di Carlopoli e Cicala. In una delle attivita' di pattugliamento, i carabinieri hanno notato un'autovettura che si allontanava dall'area controllata dai militari. A quel punto l'auto e' stata bloccata, con all'interno il giovane. La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire nel vano porta oggetti e nello schienale del sedile lato passeggero, dieci involucri di marijuana del peso complessivo di circa 90 grammi, oltre a diverse banconote di vario taglio del valore complessivo di 250 euro, provento verosimilmente di attivita' di spaccio. Nella perquisizione domiciliare, invece, i militari hanno ritrovato altri 80 grammi di droga, un bilancino di precisione e un trita-marijuana. Il ragazzo e' stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell'Autorita' giudiziaria in attesa del rito direttissimo.


Droga: Gentile (Ncd), uso cannabis non e' un diritto
Catanzaro, 23 ott. - " L'uso della cannabis non solo non e' un diritto, ma e' letale per il cervello dei ragazzini : vorrei che anche gli anti proibizionisti lo dicessero a chiare lettere". Lo afferma il sen Antonio Gentile (Ncd), segretario dell'ufficio di Presidenza del Senato. "Il diritto e' connesso alla liberta' - dice Gentile- condizione che esula dalla dipendenza e che certo non puo' essere qualificata a 14 anni. Chi vende cannabis ai ragazzini e'uno spacciatore che diffonde una sostanza che mangia il loro cervello : si tratta di una verita'  scientifica che nessuno puo' negare, Diciamo un no ancora piu' forte al consumo di cannabis - conclude Gentile - che e' perniciosa e che e' una droga a tutti gli effetti".


Truffe: raggirava anziani, giovane denunciato a Cosenza
Cosenza, 23 set. - Un uomo di 35 anni, M.A., gia' nopto alle forze dell'ordine, e' stato denunciato con l'accusa di essere l'autore di una serie di truffe ai danni di persone anziane. L'uomo conquistava con modi gentili l fiducia di persone anziane e successivamente chiedeva in prestito modiche somme di denaro. A supporto dei propri racconti il 35enne forniva dei numeri telefonici che poi risultavano inattive o inesistenti. Le vittime hanno riconosciuto M.A. Da alcune fotografie.


Inchiesta su rimborsi amministratori: appello slitta a novembre
Catanzaro, 23 ott. - Non e' potuto iniziare oggi, come previsto, il processo d'appello nei confronti dei quattro pubblici amministratori del capoluogo calabrese condannati a seguito dell'inchiesta su presunti rimborsi non dovuti sborsati dagli enti pubblici di appartenenza a soggetti che avrebbero consumato veri e propri raggiri. L'impedimento di uno dei legali degli imputati ha reso necessario il rinvio, fissato dalla Corte d'appello (presidente Bianchi, consiglieri Grillone e Luzzo) per il prossimo 27 novembre. Sul banco degli imputati Emilio Verrengia, imputato nella sua qualita' di ex assessore comunale ai Trasporti di Catanzaro e capogruppo dell'Udc in consiglio provinciale, e condannato a un anno e due mesi di reclusione; Tommaso Brutto, quale assessore provinciale ai Trasporti, ex capogruppo dell'Udc in consiglio comunale, e consigliere a Palazzo de Nobili, condannato a ad un anno e dieci mesi; Peppino Ruberto, quale consigliere provinciale dell'Udc, condannato ad un anno e sei mesi; Vincenzo Bruno, quale capogruppo provinciale ex Ds, e presidente della Comunita' montana Fossa del Lupo, condannato ad un anno - tutti sono stati condannati anche a pene comprese tra 100 e 600 euro di multa-. Per loro la sentenza di primo grado arrivo' il 22 novembre del 2011, quando il tribunale di Catanzaro fece cadere per tutti le accuse di falsita' ideologica in atto pubblico, come aveva chiesto anche il pubblico ministero e, quanto alle varie contestazioni di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, scagiono' gli imputati per alcune ipotesi condannandoli per altre ed infliggendo pene superiori a quelle richieste dal pm (ma con concessione dei benefici di legge), il quale aveva proposto per tutti un anno di reclusione. Con quella sentenza furono anche completamente scagionati Domenico Critelli, imputato in qualita' di consigliere provinciale del Nuovo Psi, ed Ercole Vescio titolare di un'agenzia di viaggi (difesi rispettivamente da Maria Antonietta Iorfida e Eugenio Perrone). La tesi accusatoria descritta nella richiesta di rinvio a giudizio parlava, per la precisione, di fatture che sarebbero state gonfiate o emesse relativamente a spese inesistenti, con un giro di documenti falsi per ottenere rimborsi non dovuti dagli Enti pubblici di appartenenza - Comune o Provincia -, viaggi per familiari e amici consumati a "sbafo". Un quadro emerso da un'inchiesta della Sezione di Pg della Guardia di finanza, in cui diversi amministratori pubblici non avrebbero avuto remore a commettere dei reati in spregio delle proprie funzioni, per somme a volte irrisorie - le cifre andavano da poche decine di euro a qualche centinaio per fattura -. Il primo processo - in cui ne' Provincia ne' Comune di Catanzaro si sono costituiti parte civile -, inizio' nell'ottobre del 2008 e, tra rinvii e cambi del giudice titolare, si concluse a distanza di oltre tre anni.


Maltempo: apprensione per Attila, il Sud sotto la pioggia
Roma, 23 ott. - Nuovo allarme maltempo per l'Italia. Dopo le piogge al nord della settimana scorsa, stavolta tocca al meridione essere investito da un'ondata di piogge e da fortissimi venti. Tutta colpa del vortice Attila, che oggi imperversera' su Marche, Abruzzo, Molise, Gargano e poi coste tirreniche di Sicilia e Calabria. Apprensione per l'alto rischio idrogeologico e maltempo per tutta la giornata. Addirittura neve sugli Appennini a partire dai 1200/1400 metri. Andra' meglio sulle altre regioni dove il cielo si presentera' terso, ma con piu' nubi al Nordest. Da domani, il vortice dovrebbe spostarsi verso la Grecia, restituendoci temperature piu' miti di giorno ma ancora fresche la notte.


Maltempo: Coldiretti, Attila abbatte del 30% raccolta delle olive
Roma, 23 ott. - Il vortice Attila, che ha riportato il freddo in Italia, non ha risparmiato le coltivazioni di olive, con stime di raccolto che prevedono una perdita del 30%. Lo sottolinea un rapporto Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo che sta colpendo l'Italia dopo un mese ottobre bollente. Il cambiamento improvviso delle condizioni climatiche - sottolinea la Coldiretti - sta ostacolando le operazioni di raccolta a macchia di leopardo lungo tutto il territorio con la caduta dei frutti in una annata particolarmente scarsa, con una produzione stima attorno a 300mila tonnellate. In queste condizioni - avverte la Coldiretti - l'Italia rischia addirittura di perdere il secondo posto come produttore mondiale dietro la Spagna a favore della Grecia.


Giustizia: Nesci, su organico Catanzaro determinante impegno M5S
Catanzaro, 23 ott. - "E' chiara riprova dell'impegno politico del Movimento Cinque Stelle il fatto che domani, venerdi' 24 ottobre, il ministro della Giustizia Andrea Orlando incontri i capi degli uffici giudiziari di Catanzaro, per discutere degli ormai noti problemi di organico". Lo dichiara la deputata M5S Dalila Nesci, che aggiunge: "Avevo infatti interrogato formalmente il ministro Orlando, segnalando soprattutto il rischio prescrizione relativo ad alcuni importanti processi per reati contro la pubblica amministrazione in cui si ritrovano gli ex governatori regionali della Calabria Giuseppe Chiaravalloti e Giuseppe Scopelliti". "La riferita convocazione del ministro Orlando - prosegue la deputata Cinque Stelle - dimostra ancora una volta l'efficacia delle azioni parlamentari del Movimento Cinque Stelle, sempre pronto ad affrontare in concreto le questioni piu' importanti della Calabria". Nesci conclude: "Mi auguro che la nostra sollecitazione al ministro Orlando serva a risolvere quei problemi organizzativi che altrimenti potrebbero vanificare il grande lavoro della magistratura sugli abusi della politica calabrese".


Furti: un arresto dei carabinieri a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 23 ott. - Un giovane di 27 anni, Alessandro Bevilacqua, e' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip per furto aggravato in abitazione. I fatti risalgono allo scorso maggio, quando stando alle indagini dei Carabinieri della Stazione di Gallico, quartiere alla periferia nord della citta', il giovane sarebbe penetrato nell'abitazione di due fratelli, rubando gioielli e armi, 5 fucili e una pistola, regolarmente detenute e custodite in un armadietto blindato. Grazie alla conoscenza del territorio e alle telecamere di videosorveglianza, i Carabinieri hanno individuato il giovane, gia' noto alle forze dell'ordine.


Droga: operazione "The Wall", imputato agli arresti domiciliari
Catanzaro, 23 ott. - Sono stati concessi gli arresti domiciliari ad Alessandro Critelli, uno degli imputati gia' condannati a seguito dell'operazione battezzata "The Wall", diretta contro un'organizzazione dedita al narcotraffico operativa a Catanzaro e con canale di approvvigionamento a Napoli. Lo ha deciso la Corte d'appello di Catanzaro, che lo scorso 4 dicembre si e' pronunciata nei confronti dello stesso Critelli e di altre cinque persone che in primo grado avevano scelto il giudizio abbreviato, ribaltando in assoluzioni totali due precedenti condanne, assolvendo parzialmente altre tre persone con conseguente sconto di pena, e confermando la prima condanna per un sesto imputato. Critelli e' stato fra quelli assolti per singoli capi, ed i giudici (presidente Donatella Garcea, consiglieri Alessandro Bravin e Vincenzo Galati) hanno ridotto la sua pena da 14 anni e 8 mesi di reclusione a 6 anni e 10 mesi e 32.000 euro di multa. Adesso, infine, i giudici hanno accolto la richiesta dei difensori dell'imputato, gli avvocati Gregorio Viscomi e Francesco Catanzaro, sostituendo per lui la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Critelli era stato fra i destinatari dell'ordinanza cautelare eseguita all'alba del 29 marzo 2012 dalla Squadra mobile di Catanzaro con il blitz "The Wall", che porto' in carcere quattro persone, agli arresti domiciliari altre sette, e una all'obbligo di dimora. Secondo l'accusa la banda di trafficanti era riuscita a monopolizzare lo spaccio di sostanze stupefacenti - eroina, cocaina, crack e kobrett -, acquistate a Napoli e portate nel capoluogo calabrese dai corrieri del gruppo, anche grazie alla partecipazione di soggetti di etnia rom stanziali da anni ormai sul territorio catanzarese.


Giovane in manette a Reggio per maltrattamenti in famiglia
Reggio Calabria, 23 ott. - Un giovane di 21 anni e' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per maltrattamenti in famiglia. L'indagine dei Carabinieri della Stazione di Cannavo' ha accertato la responsabilita' del giovane in merito ai maltrattamenti commessi da agosto a ottobre scorso, mediante ripetute minacce, percosse, lesioni, ingiurie e richieste di denaro ai danni della madre convivente. Il giovane, che chiedeva il denaro alla madre per procurarsi sostanza stupefacente, ha percosso e minacciato di morte ripetutamente la donna, costretta ad abbandonare il domicilio. Dopo le formalita' di rito, il giovane e' stato condotto alla casa circondariale di Arghilla'.


Pedofilia: Catanzaro, sospeso appello a ex ginecologo
Catanzaro, 23 ott. - La Corte d'appello di Catanzaro ha ordinato oggi la sospensione, per incapacita' processuale dell'imputato, del giudizio a carico di P. T., 80enne catanzarese, ginecologo, imputato per "atti sessuali con minori infraquattordicenni" a danno di quattro parti offese, induzione alla prostituzione nei confronti di altri due minori di eta' compresa fra 14 e 16 anni; tentata induzione alla prostituzione per un settimo minore. I giudici, preso atto dell'esito della perizia disposta sull'imputato, hanno cosi' accolto la richiesta dei difensori del medico, gli avvocati Enzo Ioppoli e Pasquale Bartolo, avanzata alla scorsa udienza quando e' iniziato il processo di secondo grado. Si tratta, in particolare, del processo d'appello bis per l'ex primario dopo che la Corte di cassazione, il 12 giugno scorso, ha annullato con rinvio la sentenza con cui, il 28 novembre precedente, la Corte d'appello di Catanzaro aveva completamente assolto il medico. Il Giudice supremo ha in tal senso accolto il ricorso della Procura generale di Catanzaro che, nella persona del sostituto procuratore generale, Raffaela Sforza, ha impugnato la prima decisione del Collegio di secondo grado. La Corte d'appello, a novembre 2012, aveva ribaltato la sentenza emessa in primo grado, il 5 ottobre del 2010, dal Tribunale collegiale che condanno' l'imputato a sette anni di reclusione ed al risarcimento del danno alle parti civili - rappresentate dagli avvocati Valerio Murgano, Pasqualino Ledonne, Enzo De Caro e Antonio Rania -, dopo aver modificato il primo e piu' grave capo d'accusa, che inizialmente era "violenza sessuale aggravata perche' compiuta nei confronti di minori di 14 anni e atti sessuali con minorenni", riformulandolo in quello sanzionato meno gravemente di soli "atti sessuali con minori infraquattordicenni", ed aver concesso all'imputato le attenuanti generiche - cosi' che la pena inflitta risulto' molto piu' bassa di quella chiesta dal pubblico ministero, che aveva sollecitato 16 anni di reclusione -. Molto tempo prima, e precisamente il 16 gennaio del 2004, il dottore fini' in arresto, fra lo sconcerto di una citta' che conosceva il medico come uno stimato professionista. Ad arrestarlo furono gli uomini della Squadra mobile della Questura, che diedero esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dal pubblico ministero che poi non fu convalidato dal gip, il quale non ravviso' il pericolo di fuga, ma sottopose comunque l'indagato agli arresti domiciliari (il giudice revoco' la misura il 19 maggio seguente). Le indagini partirono a seguito di un esposto, che indusse i poliziotti a sorvegliare il medico, raccogliendo elementi ritenuti significativi alla verifica della denuncia contro di lui. Questi, invece, si e' fin da subito detto completamente innocente.


Mafie: don Ciotti, perche' politici hanno permesso sua crescita?
Roma, 23 ott. - "Domani ai politici, con molto rispetto e umilta', chiedero' perche' glielo abbiamo permesso", perche' "in questi anni e' cresciuta la cultura del contrasto alle mafie nella societa' civile, nella scuola, nelle associazioni, sono cresciute le confische dei beni, l'azione della magistratura e le operazioni delle forze dell'ordine, ma e' cresciuta anche la mafia". Cosi' il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, ha aperto oggi gli Stati generali dell'antimafia, parlando dal "Campo dei Miracoli" nel quartiere Corviale a Roma. Affiancato dal presidente dell'Autorita' nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, don Ciotti ha spiegato ai giovani presenti che "in Italia la mafia e la corruzione sono due facce della stessa medaglia", invitando a "tracciare un solco una volta per sempre, perche' non dobbiamo permettere che si vada avanti cosi': serve uno scatto in piu' da parte di tutti, per trasformare la nostra indignazione in responsabilita'".


Mafie: Cantone, interessate a presenza nella Capitale
Roma, 23 ott. - "Anche a Roma ci sono problemi di infiltrazione della criminalita' organizzata, non esagerati ma si tratta della capitale d'Italia e ovviamente le mafie hanno interesse ad avere, quanto meno, le loro rappresentanze: quindi paradossalmente qui c'e' un po' di tutto dal punto di vista delle mafie". Lo ha detto il presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, arrivando nel quartiere romano di Corviale per l'evento di apertura degli Stati generali dell'antimafia organizzati da Libera di don Luigi Ciotti. "Adesso la procura di Roma, cui va riconosciuto un grande merito, sta scoprendo che esistono anche mafie autoctone - ha sottolineato Cantone - che non hanno collegamenti con quelle tradizionali".


Auto in fiamme nella notte a Vibo, la quinta in tre giorni
Vibo Valentia, 23 ott. - In fiamme nella notte a Vibo Valentia un'auto parcheggiata in pieno centro storico. L'auto, una Renault Twingo, appartiene a V.C., 48 anni, del luogo e si trovava in via discesa Carmine nei pressi dell'abitazione del proprietario. Per spegnere l'incendio sul posto si sono portati i vigili del fuoco, mentre indagini sull'accaduto sono state avviate dai carabinieri. E' la quinta auto nel giro di tre giorni ad essere incendiata nel Vibonese. Nella notte fra lunedi' e martedi' scorsi, due autovetture sono andate infatti distrutte dalle fiamme a San Calogero, mentre nella notte fra martedi' e mercoledi' ad essere prese di mira sono state una Fiat Punto a Limbadi ed ancora un'altra auto a San Calogero.


Furto energia elettrica: un arresto nel Crotonese
Crotone, 23 ott. - I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ciro' Marina hanno arrestato un uomo di 61 anni, G.F.. I militari hanno proceduto ad un controllo approfondito dell'impianto elettrico della sua abitazione con i tecnici dell'Enel, verificando che l'uomo aveva by-passato il contatore dell'energia elettrica. L'arrestato, sfruttando le proprie competenze professionali di carpentiere, aveva realizzato, in fase di costruzione della casa, un vero e proprio impianto parallelo a quello dell'Enel, completamente celato nelle mura, con un interruttore che, in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine, consentiva di azionare l'impianto regolarmente. L'arrestato dovra' rispondere del reato di furto aggravato. Domani il rito per direttissima.


Incursione nella notte al municipio di sellia Marina, indagini
Catanzaro, 23 ott. - Ignoti sono entrati la scorsa notte negli uffici del Comune di Sellia Marina (Catanzaro) probabilmente nel tentativo di trovare denaro. I malviventi hanno forzato alcune porte e si sono introdotti, in particolare, nell'ufficio dell'area economico-finanziaria e nella stanza del sindaco. L'allarme e' stato dato questa mattina all'apertura del palazzo comunale e sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Compagnia. Da una prima verifica sembra che dagli uffici non sia stato asportato nulla, anche se sono in corso ulteriori accertamenti soprattutto rispetto alla documentazione custodita nelle due stanze visitate dai malviventi. Negli uffici, comunque, non c'era denaro contante o oggetti di valore. I militari dell'Arma hanno avviato le attivita' investigative per risalire agli autori.


Immigrati: Crotone, fermati scafisti; minacce a passeggeri
Crotone, 23 ott. - La Polizia di Stato ha fermato i membri dell'equipaggio dell'imbarcazione che ha trasportato dalla Libia 172 migranti fatti sbarcare a Crotone. Si tratta di un sudanese e di un egiziano, di 23 e 49 anni, accusati del reato di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina. Gli arrestati sono stati individuati sulla scorta delle indicazioni rese dagli altri migranti. I due sarebbero membri dell'equipaggio dell'imbarcazione che aveva condotto gli immigrati da una spiaggia nelle vicinanze di Bengasi in Libia, fino in prossimita' delle coste italiane, dove, a causa delle condizioni climatiche avverse, l'evidente stato di precarieta' dell'imbarcazione dovuta all'eccessivo carico e in mancanza di salvagente individuali e di tutte le dotazioni di sicurezza per la navigazione e per la salvaguardia della vita umana in mare, e' stato chiesto un intervento di soccorso tramite un telefono cellulare satellitare. Per il "viaggio della speranza" i migranti avrebbero versato al momento dell'imbarco somme di denaro variabili dai 1.500 a 2.800 dollari. Per sfuggire all'attivita' investigativa ed a eventuali provvedimenti a suo carico, il comandante dell'imbarcazione, di nazionalita' egiziana, durante la navigazione avrebbe minacciato i migranti affinche' non prestassero alcuna collaborazione con le forze dell'ordine. Tuttavia l'ultradecennale esperienza, maturata sul campo ed in materia dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno saputo tranquillizzare e invogliare i migranti a collaborare, ha permesso di squarciare il muro di omerta' costruito intorno a loro e di arrestare due scafisti, membri di un' organizzazione criminale transnazionale volta allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina e alla tratta di essere umani, con basi operative in Libia. Dopo le formalita' di rito, gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Catanzaro.


Antiracket: giornata  in memoria di  Lucio Ferrami

Cosenza, 23 ott. - Lunedì 27 ottobre, alle ore 11 ad Acquappesa in provincia di Cosenza in Contrada Zaccani sarà ricordato Lucio Ferrami imprenditore che si oppose al racket.  In sua memoria ed in occasione del 33esimo anniversario della sua uccisione sarà installata una lapide di marmo nel luogo dove i killer lo colpirono mentre era nella sua auto in compagnia della moglie Maria Avolio che non fu raggiunta solo perché il marito le fece da scudo. Ferrami aveva denunciato una richiesta estorsiva, era un onesto commerciante di Guardia Piemontese,  taglieggiato dalle cosche. Alla cerimonia interverranno Arcangelo Badolati  capo redattore della Gazzetta del Sud, Maria Teresa Morano responsabile della FAI in Calabria, Tano Grasso presidente onorario della FAI. Le conclusioni saranno affidate a Gianfranco Tomao, prefetto di Cosenza.  L’iniziativa promossa dalla FAI si svolge nell’ambito delle azioni del Pon Sicurezza.


 

 

Antimafia: Bindi, serve nuova legge su testimoni giustizia
Roma, 22 ott. - Una legge "del tutto nuova che ridefinisca tempi, criteri e modalita' di assistenza e protezione dei testimoni di giustizia". A sostenerne la necessita' e' la Commissione parlamentare antimafia nella relazione sui testimoni di giustizia approvata ieri sera. "L'idea - ha spiegato Rosy Bindi, presidente della Commissione, nel corso di una conferenza stampa a palazzo San Macuto - e' che proprio questa relazione possa tradursi in un nuovo testo, che non si limiti a modificare quello attuale, facendo tesoro dei suoi limiti ma anche della esperienze maturate in questi anni".
Secondo la relazione, la nuova legge "dovra' prevedere un sistema nell'ambito del quale il ricorso alla protezione del testimone si configuri come una extrema ratio". Al tempo stesso, le misure di protezione non dovranno essere "sovrabbondanti rispetto a quanto effettivamente necessario, privilegiando l'utilizzo delle misure tutorie in loco". L'obiettivo dichiarato e' "creare un sistema che spinga sempre piu' cittadini alla denuncia, perche' lo Stato e' capace di garantire loro l'incolumita' e la immutata conservazione dei loro diritti". Da evitare, poi, "ove possibile, la sovraesposizione 'giudiziaria' a cui e' talvolta costretto il testimone": la legge deve "ricostruire puntualmente il profilo del testimone di giustizia, attualmente offuscato dalle similitudini con i collaboratori di giustizia, da un lato, e con i familiari delle vittime di mafia e le vittime del racket, dall'altro".
"Occorre tenere in maggior conto - ha sottolineato Rosy Bindi - tutte quelle persone che, pur essendo estranee al contesto criminale, sono soggette a ricatti mafiosi o sono in rapporti familiari contaminati dal potere mafioso".
Per la presidente della Commissione, "e' arrivato il momento di dire a queste persone, in primis giovani e donne, che possono iniziare il viaggio verso il porto della legalita'". Bisogna "valorizzare l'etica della condotta di testimonianza e non l'etica della persona: il sistema dovra' privilegiare non la specialita' ma l'ordinarieta' della protezione, assicurando la tutela nel luogo in cui i testimoni vivono e lavorano, e che proprio restando li', dopo aver rotto i legami con la realta' precedente, possono contribuire al riscatto di un numero sempre maggiore di persone".
"Che ci siano in Italia uomini e donne disposti a fare nomi e cognomi - ha spiegato il relatore, il Pd Davide Mattiello - e' un bene ma dobbiamo lavorarci su a 360 gradi per fare in modo che si smetta l'abito dell'indifferenza e dell'omerta' per indossare quello della denuncia. Vogliamo lavorare a un sistema che esponga il meno possibile chi e' deciso a denunciare, rendendo meno necessarie le forme di tutela. Come riuscirsi? Ad esempio, rafforzando gli strumenti investigativi come Dna e Dia". Per Francesco D'Uva, M5S, e' "importante" la costituzione, prevista dalla relazione, di un 'Comitato multidisciplinare di assistenza' nel cui ambito individuare un referente che sia "punto di riferimento", immediato e futuro, del protetto: "i testimoni di giustizia - ha ricordato D'Uva - spesso in passato si sono sentiti abbandonati dallo Stato, e' fondamentale che qualcuno spieghi loro a che cosa stanno andando incontro". Non solo: "oggi ci sono persone che vogliono essere testimoni e invece vengono trattati alla stregua di collaboratori, perche' 'vicini' all'ambiente mafioso. E' ora che questa differenza cada".


Scajola: pm, Tdl non ha deciso nel merito su appello Procura
Reggio Calabria, 22 ott. - "Il Tribunale della Liberta' non ha deciso nel merito; si e' trattato di una motivazione molto tecnica con la quale sostanzialmente il Tdl ha detto di non poter entrare nel merito in questa fase, senza dare ragione ne' alla Procura ne' alla difesa". Lo ha detto ai cronisti il pm Giuseppe Lombardo, al termine dell'udienza del processo scaturito dall'operazione "Breakfast", che vede imputato l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola, per procurata inosservanza di pena. La Procura aveva chiesto anche l'aggravante dell'avere agevolato la 'ndrangheta, aggravante non concessa dal gip. Il pm, dopo avere incassato il rigetto delle eccezioni proposte dalla difesa di Scajola e di Maria Grazia Fiordelisi, ha dato parere favorevole alla richiesta di rinvio avanzata dai difensori per potere accedere alla copiosa documentazione riguardante in particolar modo le intercettazioni. Ritardi dovuti alla grande mole di documenti, ha spiegato lo stesso Lombardo nel dare parere favorevole alla richiesta di rinvio, che il presidente del collegio Natina Prattico' ha accolto fissando la nuova udienza per il 6 novembre alle ore 11. Il presidente ha gia' preannunciato che intende proseguire il processo fissando un'udienza alla settimana.


Scajola: respinte eccezioni difesa, udienza rinviata al 6/11
Reggio Calabria, 22 ott. - I giudici del Tribuale di Reggio Calabria hanno respinto tutte le eccezioni presentate oggi dalla difesa dell'ex ministro Claudio Scajola, oggi in aula per la prima udienza del processo "Breakfast". Il processo e' stato rinviato, su richiesta dei legali dell'imputato, al 6 novembre.


Scajola: ex presidente Libano Gemayel fra testi citati da difesa
Reggio Calabria, 22 ott. - L'ex presidente del Libano Amin Gemayel e' fra le persone che la difesa di Claudio Scajola intende citare nell'ambito del processo scaturito dall'operazione "Breakfast", iniziato oggi a Reggio Calabria, che vede l'ex ministro imputato per procurata inosservanza di pena in favore dell'ex deputato Amedeo Matacena. Lo ha annunciato oggi il difensore di Scajola, l'avvocato Giorgio Perroni. Gemayel, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il politico contattato ai fini di un eventuale trasferimento di Matacena da Dubai nel paese dei cedri, considerato piu' sicuro per mettere al riparo l'ex parlamentare calabrese da un'eventuale richiesta di estradizione da parte delle autorita' italiane. Con Gemayel la difesa intende chiamare a deporre Vincenzo Speziali, uomo d'affari catanzarese, da tempo residente in Libano, che sarebbe stato il puto di contatto fra Scajola, la moglie di Matacena Chiara Rizzo, lo stesso Matacena e Gemayel. Il processo con rito abbreviato a carico di Chiara Rizzo iniziera' il 13 novembre. La donna fu arrestata nel maggio scorso dalla Dia insieme a Scajola e altre persone.


Scajola: difesa, "no aggravante mafiosa punto fermo su vicenda"
Reggio Calabria, 22 ott. - "La notizia piu' rilevante di oggi e' la non ammissibilita' dell'appello sull'aggravante mafiosa che mette un punto fermo su questa vicenda". Lo ha detto all'Agi l'avvocato Giorgio Perrone, presente in aula, nel Tribunale di Reggio Calabria, per difendere l'ex ministro Claudio Scajola, insieme alla collega Patrizia Morello, nella prima udienza del processo scaturito dall'operazione "Breakfast.  "Il processo - ha aggiunto Perrone - e' appena iniziato. Abbiamo proposto le nostre eccezioni. Speriamo che vengano accolte, in caso contrario continueremo la difesa nel processo". Perrone ha anche annunciato la volonta' delo suo assistito di partecipare a tutte le udienze.


Scajola: respinto appello inquirenti per aggravante mafiosa
Reggio Calabria, 22 ott. - L'appello del pm contro il rigetto dell'aggravante mafiosa per l'ex ministro Claudio Scajola, coinvolto nell'operazione "Breakfast" della Dia di Reggio Calabria che lo ha portato in carcere nel maggio scorso, e' stato dichiarato inammissibile dal Tribunale della Liberta'. Lo apprende l'Agi dai difensori dell'uomo politico. L'aggravante mafiosa, chiesta dagli inquirenti, fu a suo tempo rigettata dal Gip che aveva comunque emesso l'ordinanza chiesta dalla Procura a carico dell'ex ministro per il solo reato di procurata inosservanza di pena a vantaggio dell'ex deputato latitante Amedeo Matacena. Stamane intanto e' iniziata la prima udienza del processo alla quale SCajola ha presenziato senza rilasciare dichiarazioni.
Secondo l'ipotesi degli investigatori, progettando un eventuale trasferimento di Matacena da Dubai in Libano al fine di metterlo al riparo da un'eventuale estradizione in Italia, Scajola avrebbe di fatto agevolato anche i clan della 'ndrangheta di cui l'ex deputato, condannato con sentenza passato in giudicato, era referente. Da qui la richiesta nei suoi confronti dell'aggravante mafiosa che il Gip a suo tempo non aveva riutenuto sussistere. In primo e secondo grado Matacena era stato condannato a cinque anni di reclusione, pena recentemente ridotta a tre anni dalla Cassazione.


Scajola: difesa chiede nullita' giudizio immediato, corte riunita
Reggio Calabria, 22 ott - La difesa dell'ex ministro Claudio Scajola, imputato a Reggio Calabria nel processo scaturito dall'operazione "Breakfast", ha presentato una serie di eccezioni tendenti a far dichiarare la nullita' del provvedimento che ha disposto il giudizio immediato per il loro assistito, eccependo alcuni vizi procedurali. Eccezioni analoghe sono state avanzate dai legali dell'altra imputata, Maria Grazia Fiiordalisi. Il pm Lombardo, nella sua replica, ha affermato che il giudice non puo' modificare quanto stabilito dal Gip se non producendo un provvedimento "abnorme". I giudici si sono ritirati per decidere.


Scajola: iniziato il processo, ex ministro in aula
Reggio Calabria, 22 ott. - E' iniziato a Reggio Calabria il processo che vede imputato l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola, accusato di procurata inosservanza di pena a favore dell'ex deputato Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo la condanna a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, pena ridotta recentemente dalla Cassazione a 3 anni. In aula e' presente lo stesso Scajola, ai domiciliari, che ha ottenuto il permesso di recarsi nella citta' calabrese per il processo. Il collegio e' presieduto da Natina Prattico'.
Scajola, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Perroni, ha fatto il suo ingresso nel tribunale senza rilasciare dichiarazioni data la sua condizione di detenuto agli arresti domiciliari. Secondo le indagini della Dia, che nel maggio scorso lo hanno portato in carcere insieme alla moglie dell'ex deputato Amadeo Matacena, Chiara Rizzo, e altre persone, l'ex ministro di Interni e Attivita' Produttive si sarebbe attivato per favorire la latitanza di Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ai fini del trasferimento da Dubai, dov'e' latitante, in Libano. Per Scajola gli inquirenti avevano chiesto anche l'aggravante del concorso esterno in associazione mafiosa respinta dal Gip.


Incidenti stradai: due feriti sulla ss106 nel Crotonese
Crotone, 22 ott. - E' di due feriti il bilancio di un incidente, sulle cui cause sono in corso accertamenti, verificatosi sulla strada statale 106 "Jonica", nel comune di Strongoli, in provincia di Crotone. Il sinistro ha coinvolto due autovetture ed ha provocato due feriti. Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari, le squadre Anas e la Polizia stradale per la gestione della viabilita' e per ripristinare la circolazione.


Incidenti: auto contro camion, morta donna a Vibo
Vibo Valentia, 22 ott. - E' deceduta a causa di profonde ferite all'addome la donna rimasta ferita pomeriggio in un incidente stradale nella zona industriale di Porto Salvo, frazione di Vibo Valentia. La donna, F.A., 48 anni, di Pizzo Calabro, e' deceduta in ospedale a Vibo Valentia dove era stata ricoverata a seguito di uno scontro frontale fra l'auto dalla stessa guidata, una Hiunday Atos ed un furgone guidato da un cittadino campano. I sanitari avevano riscontrato diversi politraumi ed a nulla sono serviti i tempestivi soccorsi da parte della polizia. I veicoli coinvolti nell'incidente sono stati sequestrati su disposizione dell'autorita' giudiziaria di Vibo Valentia.


Incidenti stradali: auto contro camion, dona ferita a Vibo
Vibo Valentia, 22 ott. - Incidente stradale questo pomeriggio nella zona industriale di Porto Salvo, frazione di Vibo Valentia. Per cause ancora in fase di accertamento, un'utilitaria guidata da F.A., 48 anni, di Pizzo Calabro, ha perso il controllo schiantandosi contro un camion. Ad un primo esame pare che la donna abbia perso il controllo dell'auto a causa della pioggia che ha reso viscido l'asfalto. La donna, soccorsa e trasferita all'ospedale di Vibo Valentia, ha riportato ferite e diversi politraumi, riscontrati attraverso la tac, in varie parti del corpo. Riservata la prognosi. I sanitari stanno valutando la possibilita' di trasferirla all'ospedale di Catanzaro.


Intimidazioni: incendiate due auto nel Vibonese
Vibo Valentia, 22 ott. - Due automobili sono state incendiate nella notte nel Vibonese. A Limbadi, in via Santa Caterina, le fiamme hanno avvolto la Fiat Punto di un'insegnante in pensione che vive al Nord ma che era rientrata nel paese natale da qualche giorno. A San Calogero, invece, in via Vittorio Emanuele e' stata presa di mira una Fiat 500 di M.B., commerciante del luogo. Sui due incendi, ad un primo esame di origine dolosa, hanno avviato indagini i Carabinieri delle locali Stazioni. Per spegnere i due roghi sono intervenuti i vigili del fuoco provenienti da Vibo Valentia.


Fondazione Campanella: licenziati i 172 dipendenti
Catanzaro, 22 ott. - La Fondazione T. Campanella, "dopo aver atteso invano per anni che si trovasse una soluzione, e' stata costretta a licenziare il personale in esubero dopo la drastica ed incomprensibile riduzione dei finanziamenti e dei posti letto". Lo hanno comunicato il direttore generale Mario Martina e il presidente Paolo Falzea. "Il provvedimento - scrivono in una nota - riguarda 172 unita' di personale tra medici, biologi, infermieri professionali, operatori socio sanitari ed amministrativi. Le responsabilita' sono di chi, negli ultimi anni, con molta superficialita' ha assunto decisioni o proposto soluzioni senza rendersi conto delle conseguenze di quelle decisioni. Rimane la speranza - spiegano Falzea e Martina - che in un futuro, che si auspica molto prossimo, si possano realizzare le ipotesi formulate all'unanimita' dal Consiglio regionale della Calabria (aumento dei posti letto) e dalla Struttura commissariale (attivazione di nuovi servizi sanitari) che consentirebbero nei prossimi mesi di riassumere in larga parte il personale oggi licenziato. La Fondazione - scrivono ancora - accetta la sfida di essere remunerata a prestazioni come una clinica privata anche se, occorre ricordarlo, e' costituita da due enti pubblici, e persegue fini pubblici di formazione, ricerca ed assistenza alla stregua di un policlinico universitario".


Eredita' contesa a Cosenza: disposto sequestro beni per 8 mln
Cosenza, 22 ott. - Con ordinanza del giudice Massimo Lento, Presidente di Sezione del Tribunale di Cosenza, e' stato disposto il sequestro per beni mobili e immobili del valore di 8 milioni di euro gravanti sulla struttura sanitaria "Casa di Cura San Francesco" di Mendicino (CS). Il sequestro, secondo quanto reso noto dallo stesso legale, e' il risultato della richiesta rappresentata dall'avvocato Ferdinando Palumbo(nella foto) del Foro di Cosenza, che cura gli interessi di Antonietta e Vincenzina Lore', sorelle e figlie dell'imprenditore Settimio Lore', noto alle cronache anche per la vicenda che lo riguardo' nel 2001 in riferimento ad un'inchiesta sui vertici del Cosenza Calcio e che lo vide vittima di una serie di atti intimidatori compiuti contro di lui. Settimio Lore' perse la vita in un incidente stradale sull'A3 nei pressi di Battipaglia (SA) pochi mesi dopo aver lasciato, nel giugno del 2001, la societa' calcistica. La vicenda, per cui e' stato posto il sequestro giudiziario richiesto dall'avvocato Palumbo, riguarda una controversia ereditaria successiva alla morte dell'imprenditore, promossa dalle sorelle Antonietta e Vincenzina Lore' contro la loro madre, Rosina Rao, per una quota parte della loro eredita' riconosciuta, su un patrimonio ammontante ad oltre 30 milioni di euro. Il giudice Lento ha nominato amministratore giudiziario del compendio sequestrato il commercialista Fernando Caldiero dell'Ordine di Paola.


Esami venduti: Catanzaro; al via processo, ateneo parte civile
Catanzaro, 22 ott. - L'Universita' Magna Graecia di Catanzaro si e' costituita parte civile nel processo a carico di 72 persone imputate a seguito dell'inchiesta della Procura della Repubblica su presunti casi di esami venduti all'Ateneo. E' avvenuto oggi, davanti al tribunale del capoluogo, dove il processo si e' incardinato a distanza di un anno e mezzo dalla data inizialmente fissata per il suo avvio, che risale al 12 aprile del 2013, e numerosi rinvii dovuti sempre a difetti di notifiche. E le questioni di problemi di forma sono tornate anche oggi, in aula, dove le difese hanno eccepito la mancata notifica a qualcuno della proroga delle indagini oltre alla maturata prescrizione dei reati contestati ad alcuni indagati. Su tutto il presidente il collegio si e' riservato di decidere alla prossima udienza dell'11 febbraio. Nell'inchiesta, condotta dai militari della Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri coordinati dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, sono stati contestati a vario titolo i reati di corruzione, falso ideologico e materiale del pubblico ufficiale in atto pubblico, falso per indurre in errore l'Ateneo, soppressione e distruzione di atti. Il caso della presunta compravendita di esami scoppio' nel novembre del 2007, e travolse prima la facolta' di Scienze economiche aziendali e poi quella di Giurisprudenza, facenti capo all'unica segreteria didattica di cui era responsabile il 50enne Francesco Marcello, principale accusato, finito in manette il 13 novembre di quell'anno. Nell'ambito di quel primo filone d'indagine i pm incassarono tre patteggiamenti - fra i quali quello di Marcello, cui fu applicata una pena di tre anni di reclusione, ed il pagamento di 2.000 euro per le spese di costituzione di parte civile dell'Universita' - e una condanna a carico delle prime quattro persone finite nei guai. In seguito altre 16 persone furono raggiunte da avviso di garanzia ad agosto 2009 (un diciassettesimo avviso era per il solito Marcello). Pochi giorni dopo il giudice per le indagini preliminari di Catanzaro emise un provvedimento cautelare con cui fu interdetto lo svolgimento dell'attivita' forense a 39 persone. A marzo 2010, infine, un nuovo capitolo dell'inchiesta, con un'informazione di garanzia notificata ad altre 53 persone.


Firme false per presentazione lista a Catanzaro, slitta udienza
Catanzaro, 22 ott. - E' slittato, a causa di difetti nelle notifiche, l'avvio dell'udienza preliminare a carico delle tredici persone coinvolte nel caso delle presunte firme false inserite nella dichiarazione di presentazione della lista "Per Catanzaro" alle elezioni comunali del 2012 del capoluogo calabrese. Preso atto dei problemi di forma il giudice, Pietro Scuteri, ha dunque rinviato all'udienza del 14 gennaio prossimo. A rischiare il processo, laddove venisse accolta la richiesta di rinvio a giudizio presentata a luglio dal sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, Gerardo Dominijanni, per reati che vanno dalle violazioni delle leggi speciali in materia elettorale al favoreggiamento personale, sono: l'ex assessore comunale Massimo Lomonaco, e la segretaria del movimento "Per Catanzaro" Barbara Veraldi, entrambi ritenuti "istigatori" del progetto illecito, e il dipendente comunale dell'ufficio Anagrafe Onofrio Dominiaci, i quali, secondo le ipotesi d'accusa, avrebbero "falsamente attestato che le firme relative alla dichiarazione di presentazione della lista Per Catanzaro dei candidati al consiglio comunale per l'elezione del sindaco erano state apposte in sua presenza previa identificazione dell'identita' dei dichiaranti"; e poi l'ex vicepresidente del consiglio provinciale, Maurizio Vento, che come pubblico ufficiale avrebbe falsamente attestato che due firme "erano state apposte in sua presenza previa identificazione dei dichiaranti". Ed ancora, con l'accusa di favoreggiamento, sono stati indagati: Michele Leone, Angelica Mauro, Tommaso Caruso, Immacolata Dolce, Giovanni Dolce, Elena Leone, Emanuela Carioti, Giulia Montesano, Filippo Lacanna, che secondo l'Ufficio del pubblico ministero "sentiti quali persone informate sui fatti dalla Digos della questura di Catanzaro dichiaravano falsamente di aver sottoscritto gli elenchi di presentazione dei candidati della lista denominata Per Catanzaro presso il Comune di Catanzaro alla presenza di Dominiaci, pubblico ufficiale che procedeva alla loro identificazione". Le accuse formulate dagli inquirenti riguardano, in particolare, 90 firme balzate alla loro attenzione dopo che decine di cittadini non le hanno riconosciute come proprie nonostante comparissero nei documenti presentati a supporto della presentazione della lista incriminata.


'Ndrangheta: pena espiata, scarcerati i boss Mancuso
Vibo Valentia, 22 ott. - Tornano in liberta' dopo aver scontato condanne definitive i boss Diego e Francesco Mancuso, di 61 e 57 anni, al vertice dell'omonimo clan di Limbadi (Vv) fra i piu' influenti dell'intera 'ndrangheta. Per entrambi e' stata disposta la sola sorveglianza speciale. Diego Mancuso e' stato scarcerato dopo aver scontato 15 anni per associazione mafiosa e truffa al termine dei processi "Dinasty" e "Batteria". Francesco Mancuso, detto "Tabacco", ha invece scontato 11 anni per associazione mafiosa ed usura (operazioni Dinasty e "Senza Respiro"). Entrambi i fratelli Mancuso sono stati condannati in primo grado nel maggio 2013 ad ulteriori 6 anni di carcere a testa per associazione mafiosa nel processo "Genesi", il cui appello a Catanzaro deve pero' ancora essere fissato. In "Genesi" i pm della Dda, Giuseppe Borrelli e Simona Rossi, avevano chiesto per Diego Mancuso 26 anni di carcere. Francesco e Diego Mancuso sono attualmente imputati, per estorsione ed usura, pure nel processo "Impeto", nato da un'operazione antimafia del 1999 ma che aspetta ancora la sentenza di primo grado. Con le scarcerazioni di Diego e Francesco Mancuso salgono a 6 gli esponenti di spicco del clan tornati liberi. Nel luglio 2012, dopo 19 anni di detenzione, e' stato infatti scarcerato (ed e' attualmente irreperibile) il boss Luigi Mancuso, mentre liberi sono anche Cosmo Mancuso, Francesco Mancuso, detto "Bandera", Domenico e Salvatore Mancuso.


Droga:Polizia e Gdf sequestrano 226 grammi stupefacente a Crotone
Crotone, 22 ott. - Agenti della Squadra Volanti della Questura di Crotonee militari della Guardia di Finanza, hanno rinvenuto, nel quartiere di via Acquabona, 226 grammi di sostanza stupefacente. Il fatto e' avvenuto questa notte. Alla vista della volante, un gruppo di giovani si e' dato alla fuga fuga nelle viuzze interne del quartiere. Gli inquirenti si sono lanciatiall'inseguimento dei fuggitivi notando un giovane vestito di scuro che, giunto nei pressi della recinzione posta a confine con il Liceo "Filolao",ha lanciato all'interno del plesso scolastico una busta di colore bianco, prima di far perdere letracce. Nella busta lanciata nel cortile del plesso scolasticoc'erano 68,10 grammi di eroina. Il successivo intervento dell'unita' cinofila della Guardia di Finanza ha permesso agli operatori di rinvenire in un frigorifero abbandonato, un borsello di colore verde contenente 14 grammi di cocaina, oltre ad un bilancino digitale di precisione. Sotto alcune tavole in legno veniva rinvenuta, inoltre, c'erano una busta in cellophane bianco contenent Hashish del peso lordo di 30,7 grammi e attrezzi idonei alla divisione in piccole dosi pronte per essere vendute, e un'altra busta contenente altri 4 grammi di cocaina nonche' un involucro contenente 110 grammi di marijuana. La sostanza stupefacente e' stata sequestrata, mentre sono in corso indagini al fine di identificare le persone precedentemente fuggite.


Armi: nascondeva in casa fucile, un arresto nel Soveratese
Catanzaro, 22 ott. - Un uomo, Nicola Fabiano, di 47 anni, e' stato arrestato dai Carabinieri della compagnia di Soverato. Nell'ambito di perquisizioni per la ricerca di armi, espletata dalla Stazione di Cardinale con l'ausilio di personale della Compagnia Speciale del Gruppo Operativo Calabria e della Stazione di Badolato e Santa Caterina, i militari hanno scoperto, a Cardinale, in localita' Rafanello, nascosto in un mezzo agricolo, una fucile a canne sovrapposte, calibro 12, in ottimo stato di conservazione, con relativo munizionamento (60 colpi inesplosi). Fabiano, proprietario dell' abitazione, gia' noto agli inquirenti anche per reati specifici, ritenuto responsabile di detenzione abusiva di arma da fuoco clandestina, e' stato tratto in arresto e posto agli arresti domiciliari in attesa della convalida. All'interno dell'autovettura dell'uomo e' stato rinvenuto e sequestrato anche un coltello con lama di circa sei centimetri. L'arma da fuoco, detenuta illegalmente, ed il munizionamento sono stati sottoposti a sequestro, in attesa di accertamenti balistici, per stabilirne il possibile utilizzo in fatti di sangue recenti.


Immigrati: 729 sbarcati a Vibo, fermato presunto scafista
Vibo Valentia, 22 ott. - Sono sbarcati tutti i 729 migranti giunti nella tarda serata di ieri nel porto di Vibo Marina a bordo del pattugliatore "Sirio" della Marina militare. Le Forze dell'ordine dopo aver raccolto le testimonianze di molti migranti, hanno arrestato uno scafista di nazionalita' tunisina che e' stato posto in stato di fermo nel carcere di Vibo e messo a disposizione della Procura. I migranti, 587 sono uomini, 98 donne e 44 bambini, provengono dalla Libia, dalla Siria, dall'Eritrea, dal Sudan, dalla Nigeria, dallo Zambia e dal Pakistan. I primi a salire a bordo della nave sono stati i sanitari del 118, successivamente sono iniziate le procedure di identificazione di tutti i migranti e poi il loro trasferimento in alcune strutture ricettive secondo un piano predisposto dal ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Vibo Valentia. Nel Vibonese resteranno 148 migranti, mentre gli altri verranno trasferiti in alcuni centri di accoglienza della Calabria e di altre regioni. La nave "Sirio" dopo lo sbarco di tutti i migranti ha ripreso la navigazione verso Augusta, in Sicilia.


Incendiava rifiuti, netturbino arrestato nel Catanzarese
Catanzaro, 22 ott. - Un operatore ecologico di 19 anni, D.A., di Sersale, e' stato arrestato dai Carabinieri della locale stazione dopo essere stato sorpreso in flagranza di reato mentre appiccava il fuoco ad un cumulo di rifiuti. Il fatto e' accaduto in un'area gia' sottoposta a sequestro, in localita' Monacheria. Secondo le verifiche dei militari dell'Arma, il giovane avrebbe avviato la combustione di rifiuti speciali pericolosi, in violazione della normativa ambientale, violando cosi' anche i sigilli dell'area sequestrata. Il diciannovenne e' stato posto ai domiciliari in attesa del rito per direttissima. I Carabinieri hanno proceduto anche a denunciare un uomo, a cui era affidata la custodia giudiziaria dell'area sequestrata.


Casa: nuovo libretto manutenzione caldaie, i consigli dell'Adoc
Catanzaro, 22 ott. - Dal 15 ottobre e' in vigore il nuovo libretto d'impianto per la casa che riguarda caldaie e sistemi di riscaldamento ma anche sistemi di climatizzazione e impianti solari. Si tratta di una nuova "carta d'identita'" per una diagnosi piu' completa sia in termini di efficienza energetica, sia in termini di sicurezza, salubrita' e igiene. A ricordare la novita' e' la sezione provinciale catanzarese dell'Adoc, Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori. L'Adoc inoltre sottolinea che non deve scattare la corsa sfrenata al libretto: la normativa prevede infatti che a partire 15 ottobre ogni cittadino deve dotarsi del nuovo libretto - da affiancare a quello vecchio - tenuto conto pero' delle scadenze di manutenzione in base ai regolamenti delle singole Regioni. In caso di singola unita' immobiliare, - ricorda l'associazione - l'obbligo e' dell'occupante a qualsiasi titolo: quindi del proprietario oppure, se la casa e' in affitto, dell'inquilino. Nel caso di edifici condominiali, la responsabilita' e' invece dell'amministratore di condominio o della ditta abilitata (il cosiddetto "terzo responsabile"). Il libretto diventa unico (non piu' distinto fra libretto d'impianto e di centrale) e richiede una diagnosi piu' completa. Dunque, nel caso di impianto domestico, si prevede un aumento del costo medio per famiglia. Per i cittadini che non effettuano gli interventi di controllo - ricorda l'Adoc - e' prevista una sanzione che parte dai cinquecento euro e arriva sino ai tremila euro. Mentre per l'installatore che comunica in maniera errata o incompleta l'esito del controllo e' prevista una multa che va dai mille ai seimila euro. La presidente di Adoc Catanzaro, Noemi Barbieri Donadio, ricorda che il libretto si puo' richiedere al manutentore oppure e' acquistabile in cartoleria o scaricabile dal sito del ministero dello Sviluppo economico. Per ulteriori chiarimenti e' possibile recarsi presso la sede provinciale, in via Acri numero 81, Catanzaro citta'. Adoc e' inoltre presente su Facebook e Twitter con tantissime informazioni utili per i cittadini.


Estorsioni: furti con "cavallo di ritorno", 4 arresti a Cosenza
Cosenza, 22 ott. - E' stata chiamata in codice "Satellite" l'operazione eseguita dalla squadra mobile della questura di Cosenza per colpire un'organizzazione dedita al furto d'auto in citta' e nella provincia e alle storisoni con il sistema del "cavallo di ritorno" ovvero la riciesta di somme di danaro ai fini della restituzione dei mezzi rubati ai proprietari. Quattro le persone coinvolte. Si tratta di Elio Stancati, 63 anni, che sarebbe stato il capo del gruppo; del figlio Francesco, 35 anni; di Giuseppe Galluzzo, 51 anni; tutti gia' noti agli inquirenti, e di Santo Francesco Scalise, 30 anni, incensurato. Elio e Francesco Stancati sono finiti in carcere, Galluzzo ai domiciliari, mentre per Scalise e' stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di Rende (Cs). Elio Stancati, ritenuto un veterano del settore, e' stato trovato nascosto in un armadio della sua abitazione, sotto una coperta. Dalla quale pero' spuntavano i piedi, cosa che non e' sfuggita agli agenti. La polizia ritiene di aver colpito, con l'operazione Satellite, uno dei gruppi meglio organizzati nel furto delle auto e nella richiesta del cosiddetto "cavallo di ritorno". Gli indagati sono in tutto 8 e le indagini continuano per stabilire quante siano le vittime del fenomeno, in forte crescita a Cosenza. L'indagine, e' stato spiegato durante una conferenza stampa tenuta stamattina in Questura dal capo della squadra mobile, Giuseppe Zanfini, e dal questore, Luigi Liguori, e' partita per un caso fortuito: un agente ha visto gli Stancati transitare proprio davanti alla Questura con un'auto nuova e ne ha annotato la targa. Si trattava di un'auto appena rubata. L'operazione e' stata chiamata "Satellite" perche', in una intercettazione, uno degli indagati si lamentava di come la Polizia riuscisse a trovare le auto rubate, nascoste in una campagna di contrada Vallone di Rende (CS), dove la polizia ne ha recuperato ben 22. "Forse hanno un satellite", diceva l'indagato. Nel corso della conferenza stampa sono stati diffusi alcuni dati allarmanti; nel mese di agosto sono state 45 le denunce di furto di mezzi di locomozione effettuati a Cosenza, con 27 auto rinvenute, per molte delle quali, si ritiene, sia stato pagato un riscatto, in media 1.000 euro; 140 i furti ad agosto nel resto della provincia, 45 le auto rinvenute; a settembre i dati sono di 76 denunce in citta' e 171 in provincia, con 32 e 53 auto rinvenute, rispettivamente; ad ottobre, fino a giorno 21, 44 denunce in citta' e 86 per la provincia, con 14 e 37 rinvenimenti di auto.


Estorsioni: questore Cosenza, pochi collaborano con forze ordine
Cosenza, 22 ott. - "Purtroppo sono poche le persone che collaborano, si preferisce pagare". Lo ha detto il questore di Cosenza, Luigi Liguori, nel corso della conferenza stampa relativa all'operazione "Satellite", che riguarda una presunta organizzazione dedita al furto di auto e alla richiesta di denaro alle vittime per la restituzione del mezzo. "Non voglio criminalizzare le vittime - ha detto Liguori - ma pagare vuol dire alimentare questo fenomeno. "l fenomeno e' molto diffuso al Sud e meno al Nord - ha detto Liguori - e questo perche' c'e' un diverso senso civico: bisgna capire che un danno alla giustizia e' un danno a se stessi e alla societa'".


Immigrati: 172 arrivati a Crotone con nave Marina Militare
Crotone, 22 ott. - Un gruppo di 172 migranti e' approdato questa mattina sulle banchine del porto di Crotone, accompagnato dalla nave "Fenice" della Marina Militare. I profughi erano stati soccorsi nel canale di Sicilia a bordo di diverse imbarcazioni che navigavano in condizioni particolarmente precarie. Si tratta, in particolare di 25 donne, 5 bambini e 142 uomini adulti, molti dei quali appartenenti ad interi nuclei familiari. I migranti provengono prevalentemente dalla Palestina e dalla Siria, ma anche dal Ghana e dal Pakistan. Ad attenderli sulle banchine del porto i sanitari del 118, coadiuvati dai volontari di Misericordia di Isola Capo Rizzuto, che li hanno poi accompagnati al centro di prima accoglienza di Sant'Anna.


Contrabbando sigarette: polacco arrestato nel Vibonese
Vibo Valentia, 22 ott. - I Carabieniri hanno arrestato nel Vibonese un cittadino polacco per contrabbando di sigarette. I militari della Stazione di San Costantino Calabro diretti dal maresciallo Pasquale La Gamba, nel corso di una perquisizione nel territorio di Francica, all'interno dell'abitazione di R.L., 42 anni, di nazionalita' polacca, hanno trovato 100 stecche di sigarette di provenienza estera. I Carabinieri per ulteriori verifiche hanno quindi chiamato la Guardia di finanza ed al termine delle operazioni, ed in attesa delle decisioni della magistratura, hanno posto agli arresti domiciliari il proprietario di casa di nazionalita' polacca.


Estorsioni: furti con "cavallo ritorno", arresti a Cosenza
Cosenza, 22 ott. - E' scattata all'alba un'operazione della squadra mobile di Cosenza nei confronti di un'organizzazione criminale dedita ai furti ed alla ricettazione di autovetture con conseguenti richieste estorsive attraverso il cosiddetto sistema del "cavallo di ritorno". Una conferenza stampa degli inquirenti e' in corso in Questura.


Comune Soverato: nominato il commissario
Soverato (Catanzaro), 22 ott. - E' il vice prefetto Mottola D'Amato, in servizio al Ministero dell'Interno, il nuovo commissario del Comune di Soverato. Lo ha nominato il prefetto di Catanzaro, Raffaele Cannizzaro, dopo la sospensione del consiglio comunale per le dimissioni di 7 consiglieri comunali sui 12 eletti lo scorso mese di maggio. D'Amato svolgera' l'incarico di commissario per la provvisoria gestione dell' Ente con i poteri del sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale.


Intimidazione: Reggio, Giordano e Molinari (M5S): "sostegno a Caminiti e all'associazione "I Cittadini contro le mafie e la corruzione"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di  Vincenzo Giordano - M5S Candidato sindaco alla città di Reggio Calabria e  Francesco Molinari - M5S Cittadino eletto al Senato Membro Commissione Antimafia

Reggio Calabria, 22 ott. -   “Lunedì mattina Gaetano Caminiti, referente dell'associazione "I Cittadini contro le mafie e la corruzione", è stato destinatario di un macabro avviso : una testa di capretto è stata lasciata agganciata allo sterzo del suo scooter, a Reggio Calabria, davanti casa, con un biglietto con scritto «fai la stessa fine».
Sempre lunedì mattina, il presidente della Commissione di vigilanza e controllo del Consiglio regionale , Aurelio Chizzoniti, ha ricevuto a Palazzo Campanella, Antonio Turri, Presidente della suddetta associazione, e Caminiti ; un incontro organizzato, nel contesto della visita a Reggio di Turri, proprio a seguito della denuncia del fatto, sporta da Caminiti ai carabinieri.
E' importante che tutti gli imprenditori vittime del racket denuncino; è importante che l'esempio coraggioso di Caminiti - ancora oggi sotto scorta - si moltiplichi; è importante che l'associazionismo antiracket diventi un tutt'uno con lo sforzo compiuto dalle Forze dell'Ordine per assicurare il controllo del territorio.
Tuttavia occorre sottolineare come, alla giusta direzione intrapresa da cittadini coraggiosi - da soli ed in forma associativa - manchi ancora un'adeguata attenzione dello Stato alle dinamiche concrete della lotta alla 'ndrangheta nel territorio calabrese, soprattutto nell'assecondare la giusta presenza delle Forze dell'Ordine ed il loro corretto supporto.
Ancora echeggiano, senza riscontro, le promesse fatte nei mesi scorsi dal Ministro Alfano...
E tuttavia ci piace sottolineare, con Antonio Turri, «l'importanza di avviare una rivoluzione dal basso che veda protagonisti i cittadini, veri dominus di una democrazia sostanziale dove non si agisce presentandosi dal politico di turno con il cappello in mano ma con la pretesa legittima di veder riconosciuti e tutelati i propri diritti. Un modello organizzativo con al centro i cittadini che deve informare tutte le realtà associative antimafia».
L'integrazione dei valori dei singoli nei principi democratici sarà la promessa che il M5S si sente di fare ai reggini, con la giusta attenzione del centro del Paese verso le sue periferie meridionali, oggi abbandonate”.


Droga: arrestato dalla Polizia il latitante  Antonio Saladino

Lamezia Terme, 21 ott. - Personale della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, coordinato dal locale Commissariato, nell’ambito di mirati servizi di controllo predisposti nel più ampio progetto “Focus Ndrangheta”, ha arrestato nella giornata di ieri, Antonio Saladino, classe 85, lametino, ricercato perché colpito da un provvedimento restrittivo in materia di stupefacenti. Gli agenti, nel tardo pomeriggio di ieri, procedevano al controllo di un’autovettura nella quale, come passeggero, si trovava il Saladino, già noto a questi Uffici per i suoi precedenti in materia di stupefacenti.  Il Saladino all’atto del controllo appariva particolarmente nervoso agli agenti e di fatto attraverso gli accertamenti esperiti in Banca Dati lo stesso risultava da rintracciare per un definitivo pena di 2 anni e 8 mesi, condanna inflitta dalla Corte di Appello di Catanzaro per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti non eseguita per irreperibilità dello stesso.

 

 

 

 

 

Lamezia:  imprenditore arrestato per tentata estorsione ai danni della madre

Lamezia Terme, 21 ott. - Si e’ appreso solo oggi che l’ufficio del Giudice delle indagini preliminari presso il  Tribunale di Lamezia Terme,  Carlo Fontanazza, su richiesta del sostituto Procuratore, Santo Melidona, ha disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore Marcello Perri di Lamezia Terme. L’esecuzione del provvedimento cautelare e’ stato eseguito dal gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme, al comando del Tenente  Colonnello  Fabio Bianco.
Le manette sono scattate ai polsi di Marcello Perri, per il reato di tentata estorsione, commessa dall’indagato a danno della propria madre, attraverso reiterate minacce e, in alcuni casi, violenza, a mezzo delle quali ha tentato di costringere piu’ volte l’anziana donna a trasferirgli, con atto notarile, beni di sua proprieta’ e di ingente valore.
La vicenda e’ stata portata all’attenzione degli inquirenti dagli stessi familiari dell’indagato che, esausti dei soprusi del loro congiunto, hanno denunciato i gravi fatti al nucleo mobile della guardia di finanza di lamezia terme.
Le fiamme gialle, delegate allo scopo dal pubblico ministero,  Santo Melidona,   hanno a loro volta effettuato rapide indagini, fornendo alla procura della repubblica tutti i necessari elementi di riscontro, in base ai quali il magistrato inquirente ha chiesto ed ottenuto dal competente ufficio Gip  il provvedimento cautelare personale.
Lunedi’ scorso Marcello Perri e’ stato tradotto dinanzi il Gip dove ha reso interrogatorio. Il difensore dell’indagato ha richiesto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari e su tale istanza il giudice si e’ riservata la decisione, pertanto l’imprenditore e’ stato riaccompagnato presso il proprio domicilio sempre in regime di arresto. Marcello   Perri non e’ nuovo alla cronaca giudiziaria; lo stesso, infatti, gia’ nel maggio del 2013 fu attinto da analogo provvedimento e sempre per vicende similari; nel giugno ultimo scorso fu arrestato perche’ avrebbe perseguitato un avvocato lametino, che difendeva le controparti dell’indagato in una causa civile.
Inoltre,  ancora in precedenza, nel gennaio del 2012, la guardia di finanza aveva eseguito nei suoi confronti un altro provvedimento cautelare del divieto di avvicinamento, emesso sempre dal locale tribunale. Anche il quel caso, Marcello Perri  era accusato di reati contro la persona e furto commessi a danno dei suoi fratelli.


Peculato: Calabria; sequestrati 12,5 mln, indagati ex assessori
Cosenza, 21 ott. - La Guardia di Finanza di Cosenza ha eseguito un sequestro preventivo per un importo di oltre 12 milioni e mezzo di euro di un "fondo di garanzia" istituito dalla Regione Calabria nell'ambito del piano di azione finalizzato all'inserimento nel mercato del lavoro e all'incremento occupazionale per l'anno 2008. Dodici le persone indagate. Il provvedimento cautelare e' stato disposto dal gip del tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il sequestro scaturisce da una serie di articolate indagini svolte dalla compagnia delle fiamme gialle di Cosenza, sotto la direzione del procuratore di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo e del sostituto Paolo Petrolo, che hanno permesso di evidenziare condotte illecite che sarebbero state poste in essere dai componenti della giunta regionale dell'anno 2009, insieme ai dirigenti dei settori 3 e 10 della Regione Calabria, indagati a vario titolo per peculato. Gli indagati, secondo l'accusa, , pur consapevoli dell'insolvenza patrimoniale e della completa inaffidabilita' di alcune imprese che avevano richiesto l'assegnazione dell'incentivo, avrebbero costituito illegittimamente un fondo posto indirettamente a garanzia delle stesse aziende, distraendo risorse economiche destinate ad altre finalita'. In questo modo la Regione Calabria, che doveva essere "soggetto garantito" contro il rischio di inadempimenti da parte delle imprese beneficiarie del contributo, e' divenuta "soggetto garante", facendo ottenere alle imprese coinvolte un ingiusto e duplice vantaggio. Infatti, da una parte queste si sono accaparrate il finanziamento pubblico, la cui erogazione era assoggettata all'obbligo di presentare polizze fideiussorie bancarie, e dall'altra sono rimaste immuni dalle conseguenze di un proprio inadempimento, in quanto, in tal caso, a rispondere sarebbe stata la stessa Regione Calabria, con il fondo di garanzia istituito e stamane sottoposto a sequestro. Gli investigatori avrebbero portato alla luce una serie di condotte penalmente rilevanti perpetrate da dieci componenti pro tempore della giunta regionale calabrese, tra cui - si sottolinea - il vice presidente, unitamente a due dirigenti di settore dello stesso ente locale. I fatti risalgono all'anno 2008, quando numerose imprese hanno avanzato istanza al fine di ottenere un contributo, vincolato all'incremento occupazionale, che veniva concesso, anticipatamente e a fondo perduto per l'intero ammontare, alle imprese richiedenti con il solo obbligo di munirsi di una polizza fideiussoria bancaria a garanzia dell'importo ricevuto, riscattabile dalla Regione Calabria in caso di inadempienza ai requisiti previsti dal bando pubblico. Gli accertamenti espletati hanno fatto emergere una serie di problematiche sorte ancor prima dell'erogazione del contributo, in quanto le oltre 200 imprese che puntavano all'ottenimento dell'incentivo pubblico, sprovviste dei requisiti minimi di solvibilita' patrimoniale richiesti, non avrebbero potuto ottenere una polizza fideiussoria da nessun istituto di credito disposto ad accollarsi un elevatissimo e gia' prevedibile rischio di insolvenza. Per questo la creazione del fondo di garanzia ha consentito ad una banca di rilasciare le polizze fideiussorie e di conseguenza alle imprese, altrimenti escluse dal bando, di poter fruire illegittimamente degli incentivi all'occupazione. Infine, a seguito di controlli, effettuati nei confronti di numerose aziende coinvolte, e' emerso che queste ultime hanno completamente disatteso il rispetto dei requisiti previsti dal bando, non incrementando in alcun modo il mercato del lavoro in Calabria.


'Ndrangheta: beni per 7 mln confiscati al clan Fiare' da Dia Roma
Catanzaro, 21 ott. - Beni del valore complessivo di 7 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Roma alla cosca di 'ndrangheta Fiare'-Razionale, operante nel Vibonese. I beni sono riconducibili a Saverio Razionale, indicato dagli inquirenti come elemento di vertice della cosca condannato per associazione di tipo mafiosa ed erano gia' stati sequestrati nei mesi scorsi dal personale gli uomini del centro operativo Dia della capitale, in esecuzione di provvedimenti della magistratura di Catanzaro e Vibo Valentia. Stamane gli investigatori dei Centri operativi Dia di Roma e Reggio Calabria (sezione operativa di Catanzaro) hanno eseguito, tra la Capitale e la provincia di Vibo Valentia, il decreto di definitiva confisca, emesso dalla Corte d'Appello di Catanzaro, su richiesta della Procura Generale del capoluogo calabrese. Tra i beni confiscati, la societa' Caffe' Fiume srl, proprietaria del noto Caffe' Fiume di via Salaria, a pochi passi da Via Veneto, a Roma; un altro bar-ricevitoria, a San Gregorio d'Ippona (VV), appartenente alla famiglia Razionale; l'appartamento di San Gregorio d'Ippona (VV), dimora della famiglia Razionale, intestato fittiziamente alla famiglia dell'attuale Sindaco del Comune, Michele Pannia, che lo aveva ri venduto alla stessa famiglia originaria negli anni Ottanta senza mai effettuare il passaggio di proprieta', favorendola quindi nell'elusione della normativa antimafia; un concessionario di auto, con sede a Ionadi (Vv) con circa 30 autovetture. Tra i beni confiscati anche 4 societa' operanti nel settore dell'edilizia, con sede, le prime tre a Roma, l'ultima a Vibo Valentia: la Roma Services srl; Edil Consul Services srl; Studiogi Edil & Money di Giuseppe Scriva srl; Gisa Costruzioni di Francolino Maria Grazia. Ancra, altri 2 appartamenti siti a Roma, in Via Aurelia Antica; un magazzino pure situato a Roma, in via Caterina Fieschi; 10 appartamenti ubicati tra Ionadi e Briatico (VV); un terreno di 2.000 metri quadri nel comune di Ardea (Roma); 5 autovetture, di cui una Porsche nella disponibilita' del figlio di Razionale domiciliato a Roma, per motivi di studio; 3 conti correnti bancari.


'Ndrangheta: operazione Dia Roma, il boss Razionale e' latitante
Vibo Valentia, 21 ott. - E' considerato dagli investigatori elemento di vertice dell'omonima compagine criminale Saverio Razionale, 53 anni, di San Gregorio d'Ippona a cui stamane la Dia ha confiscato beni per 7 milioni di euro fra Roma ed il Vibonese. Attualmente latitante, Razionale e' stato condannato con sentenza definitiva per il reato di associazione mafiosa al termine del processo in abbreviato scaturito dall'operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata "Rima". Viene ritenuto il numero due della cosca Fiare' di San Gregorio d'Ippona. Razionale viene collocato al vertice del clan sin dagli anni '80, dopo l'attentato in cui perse la vita, in un agguato a Pizzo Calabro, il precedente capo della cosca Giuseppe Gasparro detto "Pino u gatto", zio di Razionale il quale nello stesso agguato rimase a sua volta ferito. Razionale si era trasferito a Roma nel 2005 dopo il suo arresto nell'operazione "Rima" e la successiva scarcerazione per scadenza dei termini di custodia e per sfuggire alle attenzioni delle forze di polizia. Nella Capitale sarebbe riuscito a creare una rete criminale specializzata nel reinvestimento in beni immobili e attivita'  commerciali di proventi illeciti. Sempre a Roma sarebbe riuscito ad infiltrarsi pure negli appalti pubblici.


'Ndrangheta: operazione Gdf, clan padroni porto di Gioia Tauro
Reggio Calabria, 21 ott. - Attraverso imprese fittizie e prestanome, i clan della 'ndrangheta erano diventati padroni del porto di Gioia Tauro, controllandone in maniera capillare ogni attivita', allungando le mani anche nell'economia del nord. Metodi, retroscena e protagonisti dell'infiltrazione mafiosa nel piu' grande scalo portuale del Mediterraneo sono emersi dall'opperazione "Porto Franco" con la quale la Guardia di Finanza, stamane, ha arrestato 13 persone, esponenti dei clan Mole e Pesce, ed apposto i sigilli giudiziari a 23 aziende e a beni per un totale di 56 milioni di euro.
L'operazione, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, e' scattata alle prime luci dell'alba e a disegnato il quadro di una mafia imprenditrice, capace di sfruttare a proprio vantaggio sistemi di inserimento nell'economia apparentemente legali. Oltre 200 i Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria impegnati, con l'ausilio di appartenenti allo Scico di Roma, che hanno effettuato 53 perquisizioni in Calabria, Lombardia e Veneto. Con il provvedimento cautelare, emesso dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, le Fiamme Gialle hanno colpito nei confronti gli esponenti delle due cosche reggine responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso nonche' dei reati di riciclaggio di proventi di illecita provenienza, di trasferimento fraudolento di valori, contrabbando di gasolio e di merce contraffatta, di frode fiscale, attraverso l'utilizzo e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e di omesso versamento delle ritenute previdenziali, tutti aggravati dalle modalita' "mafiose". L'operazione e' scattata dopo le verifiche fiscali avviate nei confronti di imprese operanti nel settore dei trasporti e servizi connessi da e per il Porto di Gioia Tauro, nel corso delle quali sarebbero emersi elementi indiziari circa la riconducibilita' dei titolari alle due cosche di 'ndrangheta. La cosca Pesce, in particolare, si sarebbe infiltrata nei servizi connessi all'attivia' del porto di Gioia Tauro esercitando un controllo soffocante sulle attivita' economiche della zona portuale che avrebbero assicurato all'organizzazione, ingenti risorse finanziarie da riciclare in attivita' apparentemente lecite.
Il sistema di controllo dei servizi connessi alle operazioni di import-export e di trasporto merci per conto terzi realizzato dalle cosche nel porto di Gioia Tauro, la cui estensione ricade in ben due comuni, San Ferdinando e Gioia Tauro, era, secondo gli inquirenti, "asfissiante". Le misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria riguardano anche persone fino ad ora mai coinvolte in operazioni di polizia. Si tratta di personaggi preposti alla gestione delle imprese dell'organizzazione che, secondo l'accusa, hanno rivestito un ruolo determinante dapprima nell'acquisizione dei proventi di attivita' estorsive, perpetrata attraverso l'imposizione a imprese terze dell'obbligo di contrattare esclusivamente con loro, facendo leva sulla forza intimidatrice di cui disponevano.
Il ruolo delle aziende e, quindi, dei rispettivi rappresentanti legali era quello di creare disponibilita' di risorse liquide, attraverso la contabilizzazione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, da corrispondere agli elementi di spicco delle cosche Pesce e Mole'. Cio' era reso possibile sia attraverso intestazioni fittizie di societa' a persone terze, direttamente riconducibili ai vertici della cosca "Pesce", sia mediante il ricorso all'utilizzo di fatture false emesse prevalentemente da distributori stradali e da societa' cooperative nei confronti delle aziende di trasporto riconducibili alla cosca "Pesce". Ma le indagini hanno consentito di appurare che la cosca Pesce perseguiva e consumava anche reati di contrabbando, consistenti nell'importazione di merce contraffatta dalla Cina in evasione di dazi e diritti doganali. Infine, gli approfondimenti investigativi eseguiti nei confronti delle aziende di trasporto riconducibili alla cosca alcune delle quali operanti nel Nord Italia, in particolare a Verona, hanno evidenziato l'utilizzo di imprese cooperative che si sono interposte tra esse e i clienti finali. Le cooperative di lavoro, in questo scenario, avrebbero avuto quale unico scopo quello di fornire uno schermo giuridico alle imprese della cosca, le quali - una volta "esternalizzati" i propri lavoratori, facendoli solo formalmente assumere dalle cooperative, e ceduto fittiziamente in comodato i mezzi d'opera alle stesse - avrebberocontinuato a operare direttamente senza preoccuparsi del pagamento degli oneri erariali che gravavano interamente sulle false cooperative. Le stesse cooperative a successivamente fatturavano alle imprese beneficiarie della frode prestazioni di servizi, simulando inesistenti contratti, e cosi' consentendo loro la fraudolenta contabilizzazione dei relativi costi ed Iva a credito. Le cooperative di lavoro si sono rivelate societa' di fatto inesistenti, interposte al fine di caricarsi tutti gli oneri impositivi, contributivi e previdenziali mai versati. Scatole vuote che cessavano l'attivita' dopo breve tempo e i cui rappresentanti erano prestanome nullatenenti.

'Ndrangheta: operazione Gdf, gli arrestati
Reggio Calabria, 21 ott. - Sono 13 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite stamane dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Porto Franco", su disposizione della Dda reggina. Si tratta di Salvatore Pesce di 26 anni; Gaetano Rao di 59; Marco mazzitelli di 31; Giuseppe Comande' di 31; Domenico Franco di 57; Giuseppe Franco di 54; Antonio Franco di 52; Francesco rachele di 73; Salvatore Rachele di 36; Rocco Rachele di 36; Bruno Stilo di 48; Domenico Canerossi di 47; Nicola Filardo, di 55 anni.


Ndrangheta: operazione Gdf, i beni sequestrati

Reggio Calabria, 21 ott.-  Sono 23 i beni preventivamente dalla Guardai di Finanza nell'ambito dell'operazione "Porto Franco". I sequestri   preventivi dell’intero patrimonio aziendale  riguardano:
MERIDIONAL TRASPORTI DEI F.LLI FRANCO E LUCCISANO SALVATORE S.n.c.;
MEDITERRANEA TRASPORTI di Macrì e D’Agostino S.n.c.;
UNIVERSAL TRANSPORT &SHIPPING S.a.s. di Zungri G.& C.;
Ditta individuale “LA ROSARNESE DI RACHELE Francesco”;
Ditta individuale SIBIO Domenico;
Ditta individuale COMANDE’ Giuseppe;
F.C. IMMOBILIARE S.r.l.;
FERPETROLI SERVICE S.r.l.;
Ditta individuale “AUTOSUD DI FILARDO Nicola”;
GA.RI. S.a.s. di Gianluca Gaetano e C.;
PUNTO UNO INGROSS UNIPERSONALE S.r.l.;
Ditta individuale CHINDAMO Giuseppe;
Ditta individuale DI BARTOLO Salvatore;
TRANZ VEICOM S.r.l.;
VEROTRANSPORT S.r.l.;
ITALSPEEDY LOGISTICS.r.l.;
LUCCISANO TRASPORTI S.r.l.;
Cooperativa SOLIDARIETÀ e SERVIZI Soc. Coop. A R.L.;
Cooperativa SERVIZI e SOLIDARIETÀ Soc. Coop. A R.L.;
WORK PROGRESS Società  Cooperativa Sociale A R.L. .;
TRUCK DRIVERS Società Cooperativa;
GLOBAL TRANSPORT SERVICES Società Cooperativa ;
GLOBAL SERVICE Società Cooperativa.


'Ndrangheta: Gdf, 13 ordinanze custodia e sequestro di 56 mln
Reggio Calabria, 21 ott. - E' in corso di esecuzione, dalle prime luci dell'alba, una imponente operazione da parte degli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria che ha portato a disarticolare un'associazione di stampo mafioso composta da imprenditori affiliati alle piu' importanti cosche di 'ndrangheta della piana di Gioia Tauro. L'operazione, denominata "porto franco" ha portato all'esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare, al sequestro di 23 societa' e beni per un valore complessivo di circa 56 milioni di euro ed effettuate oltre 50 perquisizioni tra Calabria, Veneto, Lombardia. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio di proventi di illecita provenienza, trasferimento fraudolento di valori, contrabbando di gasolio e di merce contraffatta, frode fiscale, attraverso l'utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, tutti aggravati dalle modalita' "mafiose". Le indagini, coordinate dalla locale procura della repubblica, direzione distrettuale antimafia, hanno portato ad accertare l'esistenza di rilevanti infiltrazioni delle cosche di 'ndrangheta "Pesce" e "Mole'" nell'indotto del terziario operante nell'area portuale della piana di Gioia Tauro, con particolare riferimento ai servizi connessi al traffico mercantile generato dallo scalo marittimo, con la conseguente indebita percezione di rilevanti illeciti profitti. I dettagli dell'operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si  e' svolta oggi  presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria alla presenza del procuratore capo della procura della repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.


'Ndrangheta: pentito costretto a sposarsi sotto minaccia pistola
Vibo Valentia, 21 ott. - Costretto a sposarsi con la forza e con l'uso delle armi. L'episodio e' emerso oggi in aula, dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia, nel corso del processo "Black money" contro il clan Mancuso. Il padre del pentito vibonese Eugenio William Polito - fra i principali testi dell'accusa del pm della Dda Marisa Manzini - ha infatti spiegato che il figlio fu costretto a sposare una ragazza di San Calogero (Vv) dopo che alcuni componenti del clan gli puntarono una pistola alla testa. Gli stessi componenti del clan Mancuso, sebbene i genitori del futuro pentito non avessero partecipato al matrimonio del figlio, non condividendo la sua scelta di imparentarsi con persone in odore di mafia, avrebbero poi preteso il pagamento di tutte le spese della cerimonia. Il padre del collaboratore Polito, dopo aver ricordato in aula di "aver dovuto vendere tutto" a causa dei debiti contratti dal figlio a cui i componenti del clan Mancuso avevano prestato del denaro, ha quindi riferito che nel Vibonese "anche le pietre sanno chi sono i Mancuso di Limbadi, persone senza scrupoli e senza cuore che hanno ridotto sul lastrico - ha dichiarato Domenico Polito - diversi imprenditori che non si sono voluti piegare alle loro pretese". Polito ha infine riferito che lo stesso boss Antonio Mancuso (fra i principali imputati del processo) gli chiese 150mila euro o una villetta in costruzione in cambio della tranquillita' sul cantiere.


Peculato: inchiesta Regione; Nesci, "politica fa danni enormi"
Catanzaro, 21 ott. - "E' l'ennesima prova che le parti politiche sono uguali e fanno danni enormi, indipendentemente dai loro colori". Lo dice la deputata M5S Dalila Nesci, a proposito della recente inchiesta della procura di Catanzaro in cui sono indagati ex assessori della Regione Calabria della passata giunta di centrosinistra guidata da Agazio Loiero e tre dirigenti dell'ente, per fondi ricevuti da imprese e che ha portato oggi als equestro di 12,5 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza di Cosenza. "A prescindere dall'ottimo lavoro della magistratura, che - dice Nesci - per causa dell'attuale classe politica non puo' riposare un solo momento, il ruolo del Movimento Cinque Stelle si rivela ancora una volta rilevante. Sta infatti portando i suoi frutti - prosegue la deputata M5S - la nostra insistenza sulle imprese beneficiarie di contributi per l'occupazione che non hanno assunto dipendenti. Siamo sempre presenti sulle emergenze della Calabria; a partire dalla denuncia degli incentivi per il lavoro furbamente intascati".


Maltempo: allerta Meteo, Comune Catanzaro raccomanda prudenza
Catanzaro, 21 ott. - La Protezione Civile ha diffuso al Centro operativo comunale l'avviso di condizioni meteorologiche avverse su tutta la Calabria. Lo evidenzia una nota del Comune di Catanzaro. "Dalla serata di oggi, martedi' 21 ottobre 2014, e per le successive 24/36 - si legge nel bollettino - si prevedono venti di burrasca o burrasca forte dai quadranti settentrionali, accompagnati da forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla mattinata di domani, mercoledi' 22 ottobre 2014, e per le successive 24/36 ore, si prevedono precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni daranno luogo a rovesci di forte intensita', frequente attivita' e forti raffiche di vento". Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza nella circolazione veicolare, specialmente lungo la tangenziale e il ponte Morandi, e nell'attraversamento delle zone maggiormente esposte a rischio di caduta alberi ed altre insidie.


Estorsioni: bomba davanti abitazione, un arresto a Reggio
Reggio Calabria, 21 ott. - Un carpentiere di 39 anni, Fortunato Martino, e' stato arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per detenzione illegale e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi nonche' di estorsione aggravata. L'uomo e' accusato di avere collocato e fatto esplodere una bomba carta nell'intercapedine dell'abitazione del tiutolare di un'impresa di montaggio infissi. L'esplosione, avvenuta nel quartiere Gallina di Reggio Calabria il 7 marzo 2013, provoco' la la foratura di una cisterna dell'acqua in plastica e distrusse i motori dell'impianto dell'aria condizionata nonche' l'infisso di un balcone posto al primo piano. L'indagine dei Carabinieri ha svelato che il movente del gesto, costringere la titolare della ditta e suo marito a lasciar perdere il credito che vantavano nei confronti del carpentiere, pari a 25.000 euro, ossia la somma non riscossa per lavori effettuati in suo favore nel 2010 e mai versata nonostante le ripetute sollecitazioni. Secondo l'accusa, prima di collocare la bomba carta, l'uomo avrebbe minacciato i coniugi di farli saltar in aria "con tutta la famiglia". Grazie all'impianto di videosorveglianza, nonostante chi ha agito fosse camuffato, i Carabinieri sono risaliti a Martino, il quale dopo l'esplosione avrebbe anche effettuato un sopralluogo, per verificare di persona, sempre secondo l'accusa, i danni provocati.


Rifiuti: area 1.300 mq sequestrata dal Cfs nel Cosentino
Cosenza, 21 ott. - Il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato nel comune di Trebisacce (Cs) una superficie di 1300 metri quadri nella quale sono stati rinvenuti veicoli fuori uso e diverso materiale ferroso depositato senza le autorizzazioni previste. Il sequestro e' avvenuto a seguito di un controllo effettuato ad un autodemolitore autorizzato, il quale usava com e deposito per la propria attivita' un terreno situato di fronte ispezionato del Corpo Forestale. Dal controllo effettuato dal personale dei Comandi Stazione di Trebisacce e Corigliano e' emerso che sul terreno situato in prossimita' della linea ferroviaria era presente un deposito di veicoli fuori uso senza targa e non ancora smontati, nonche' diversi pezzi provenienti da altri autoveicoli. L'area era priva di pavimentazione ed impermeabilizzazione e quanto altro previsto dalla normativa. Sull'area sorge un capannone con struttura in ferro all'interno del quale sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di parti usate di autoveicoli. L'attivita' di gestione rifiuti era condotta in assenza delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa. Inoltre il terreno oggetto dell'attivita' e' risultato essere sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale in quanto dichiarato "di notevole interesse pubblico" con decreto del ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Pertanto si e' proceduto al sequestro dell'area e alla denuncia del proprietario dell'autodemolizione per attivita' di gestione di rifiuti non autorizzata, per la realizzazione di opere e per l'attivita' di gestione di rifiuti in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e per l'esecuzione di lavori edilizi di allestimento dell'attivita'.


Intimidazioni:incendiate due auto nel Vibonese
Vibo Valentia, 21 ott. - Un incendio ha danneggiato nella notte due autovetture nel Vibonese. Il rogo, che ad un primo esame appare doloso, e' stato appiccato a San Calogero (Vv) ai danni di una Volkswagen Golf di proprieta' di un ingegnere del luogo, F.V., 42 anni. L'auto era parcheggiata in via Jacopo Ruffini e le fiamme hanno finito per estendersi e danneggiare anche altra autovettura intestata alla moglie del proprietario della Golf. Per spegnere l'incendio sono intervenuti i vigili del fuoco provenienti da Vibo Valentia, mentre per i rilievi e l'avvio delle indagini si sono portati sul posto i carabinieri della locale Stazione diretti dal maresciallo Giampiero Genovese.


Immigrati: nave in arrivo a Vibo con 729 persone a bordo
Vibo Valentia, 21 ott. - Una nave con a bordo circa 729 migranti di diverse nazionalita' e' attesa per staser, intorno alle ore 20, nel porto di Vibo Marina. Per predisporre un piano di soccorso ed accoglienza e' stato convocato stamane in Prefettura il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Allertati medici, associazioni di volontariato e protezione civile. Gli immigrati, dopo identificazione e schedature, verranno spostati nei vari centri di accoglienza presenti in Calabria. E' il terzo sbarco nel porto di Vibo Marina, dopo quelli del 15 settembre scorso e del 4 ottobre quando una nave mercantile aveva trasportato prima 507 migranti provenienti dalla Libia e poi altre 850 persone. Su un totale di 729 migranti che sbarcheranno questa sera, 587 sono uomini, 98 sono invece le donne, mentre i bambini sono 44.


Aeroporti: Ryanair annuncia 12 nuove rotte dalla Calabria
Catanzaro, 21 ott. - Dodici rotte da Lamezia Terme (Cz) e Crotone, con nuove offerte e servizi potenziati. E' questo il programma presentato stamani dalla compagnia aerea Ryanair e dalla presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi, nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta a Catanzaro, nella sede di palazzo Alemanni. In particolare, i nuovi collegamenti ampliano la precedente offerta di nove rotte con la programmazione che prevede tre voli da Crotone per Milano-Bergamo, Pisa e Roma, e nove voli da Lamezia Terme. Si tratta, secondo David O'Brien, Chief commercial officer di Ryanair, di un piano che permettera' di trasportare 1,35 milioni di passeggeri all'anno e sosterranno 1.350 posti di lavoro nei due aeroporti interessati. "Ryanair - ha detto il rappresentante della compagnia - lancia la sua programmazione estiva 2015 tre mesi prima rispetto allo scorso anno. Siamo lieti di essere la compagnia numero uno in questa regione e per questo cercheremo di incrementare e investire nel futuro sugli aeroporti di Crotone e Lamezia. Le novita' riguardano i posti assegnati, un secondo bagaglio a mano di piccole dimensioni ed un nuovo sito web. Per festeggiare il lancio della programmazione estiva in Calabria - ha aggiunto - abbiamo messo a disposizione 100 mila posti in vendita su tutto il nostro network europeo con tariffe a partire da 9,99 euro per viaggiare da novembre a gennaio". Stasi ha sottolineato che per la "Calabria e' importante avere una compagnia aerea low coast intenzionata ad investire sui nostri aeroporti. Lavoreremo piu' facilmente ad un piano per lo sviluppo turistico a basso costo, implementando, naturalmente, i collegamenti e le infrastrutture per condurre i passeggeri nelle piu' gettonate zone turistiche". Novita' anche per lo scalo di Crotone. Antonella Stasi ha annunciato che "l'arrivo di Ryanair all'aeroporto di Crotone ha reso il Sant'Anna un investimento piu' sicuro, tanto che una cordata di piccoli imprenditori ha deciso di investire nell'aeroporto. Questo consentira' - ha detto - di risanare il debito, che si aggira intorno ai tre milioni di euro, piu' facilmente".


Pedofilia: "Peter Pan", a rischio 20.000 bambini Rom
Catanzaro, 21 ott. - "L'operazione della Procura della Repubblica di Cosenza che ha portato agli arresti di pedofili e "genitori" conniventi per le violenze sessuali su tre bambine rom non e' una sorpresa: da 8 anni denunciamo il bieco mercato della mendicita e della violenza sessuale di cui sono vittime decine di migliaia di minorenni rom". Lo afferma il giornalista Mario Campanella, Presidente di "Peter Pan", associazione che si occupa di lotta alla pedofilia. "Centomila bambine rom sono vittima di mendicita e - spiega - almeno un quinto di queste sono a rischio di sfruttamento sessuale. Solo tra Roma e Napoli - prosegue - sono duemila o bambini vittime di violenza. I garanti regionali dell'infanzia- continua il giornalista- sono politici trombati che non fanno nulla per l'infanzia mentre Renzi ha ignorato le nostre richieste. La pedofilia - conclude Campanella - non interessa a nessuno".


Carceri: detenuto tenta suicidio in isolamento. Salvato in extremis dalla polizia penitenziaria

Catanzaro, 21 ott. - Ha tentato di impiccarsi con un cappio rudimentale nella sua cella all'interno del Reparto di Isolamento del Carcere di Catanzaro Siano ma, per fortuna, è stato salvato in extremis dai Sanitari e dalla Polizia Penitenziaria. Il fatto è accaduto ieri, nel tardo pomeriggio, nella Casa Circondariale del capoluogo calabrese. Ad accorgersi di quanto stava accadendo è stato il personale sanitario che, in quel momento, stava passando per somministrare la terapia ai detenuti bisognosi. A darne notizia è l’esponente radicale calabrese Emilio Quintieri che, ha colto l’occasione, per chiedere all'Amministrazione Penitenziaria ed alla Magistratura di Sorveglianza di Catanzaro di intervenire, per quanto di competenza, per valutare la sospensione – quantomeno temporanea - del regime di sorveglianza particolare nei confronti di questo detenuto, per prevenire ulteriori atti autolesionistici o suicidari.  L'autore del disperato ed estremo gesto è il detenuto Fabio Pignataro, classe 1978, tossicodipendente, originario di Mesagne (Brindisi), con fine pena prevista per il 2025 per vari reati tra cui rapina, estorsione e traffico di stupefacenti, recentemente trasferito a Catanzaro dalla Casa di Reclusione di Rossano (Cosenza) ove, unitamente ad altro ristretto straniero, avrebbe tentato di evadere. Una condotta che, oltre alla irrogazione di una sanzione disciplinare ed una denuncia all'Autorità Giudiziaria, stando a quanto riferito dallo stesso, gli avrebbe comportato anche un pestaggio da parte del personale di Polizia Penitenziaria nonché, per ultimo, la sottoposizione al rigoroso regime di sorveglianza particolare previsto dall'Art. 14 bis dell'Ordinamento Penitenziario, su richiesta del Consiglio di Disciplina del Penitenziario della sibaritide. Il pestaggio da parte della Polizia Penitenziaria, sul quale la Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo, venne denunciato dal Pignataro all’Onorevole Enza Bruno Bossio, Deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Bicamerale Antimafia, durante la famigerata visita ispettiva “a sorpresa” effettuata lo scorso 9 agosto al Carcere di Rossano. Una vicenda che l’On. Bruno Bossio, ha espressamente richiamato nella sua Interrogazione a risposta in Commissione nr. 5-03559, indirizzata ai Ministri della Giustizia, della Salute e del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo Renzi, presentata alla Camera dei Deputati durante la 291^ seduta del 16 settembre. Il radicale Quintieri, nella serata di ieri, non appena venuto a conoscenza del tentato suicidio del detenuto Pignataro, ne ha immediatamente informato la Parlamentare Democratica che, questa mattina, ha chiesto delucidazioni al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.  Avevo già evidenziato che quei detenuti ristretti a Rossano, tenuti per lungo tempo in isolamento, erano a rischio suicidio. Ieri, a Catanzaro, per fortuna, è stato evitato il peggio. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli Istituti Penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, ed un eventuale fallimento di questo mandato può anche essere perseguito penalmente. Il metodo più utilizzato per il suicidio è l’impiccamento, messo in atto il più delle volte, durante l’isolamento. Gli studi effettuati, prosegue Quintieri, hanno dimostrato che esiste una forte associazione tra il suicidio dei detenuti ed il tipo di alloggio assegnato. Nello specifico, un detenuto posto in isolamento, o sottoposto a particolari regimi di detenzione (specialmente in cella singola) e incapace di adattarvisi, è ad alto rischio di suicidio. La detenzione, in sé e per sé, è un evento devastante anche per detenuti “sani” figuriamoci per chi, come il Pignataro, soggetto tossicodipendente e quindi particolarmente vulnerabile, la sottoposizione ad un rigoroso regime custodiale, qual è il 14 bis, possa sviluppare gesti autosuicidari. Per questo motivo, mi permetto di chiedere all’Amministrazione Penitenziaria ed alla Magistratura di Sorveglianza competente, di valutare di sospendere, quantomeno temporaneamente, l’applicazione del regime di sorveglianza particolare nei confronti del detenuto Fabio Pignataro che prevede una serie di restrizioni, a partire dall’isolamento totale, che comportano anche vistose deroghe all’ordinario trattamento carcerario, lesive dei principi costituzionali di umanità e rispetto della dignità umana.


Operazione Perseo: arrestato Pino Scalise gia’ sottoposto agli arresti domiciliari   

Soveria Mannelli, 21 ott. -  Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli hanno proceduto all’arresto su ordinanza di Pino Scalise, cl. 58, già arrestato e sottoposto attualmente alla misura degli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Perseo”. Lo Scalise, arrestato nel luglio 2013 con l’accusa di tentata estorsione ai danni di un imprenditore, era stato posto in libertà l’estate scorsa e immesso al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione sita in Soveria Mannelli. Nel corso dei mesi successivi all’applicazione della suindicata misura, i carabinieri della Stazione di Soveria Mannelli e dell’aliquota radiomobile effettuavano, nei confronti del predetto, una serie di controlli per assicurarsi che le prescrizioni allo stesso imposte dall’autorità giudiziaria fossero rispettate. Nonostante l’obbligo di restare in casa e di non incontrare terze persone, lo Scalise veniva invece più volte sorpreso dai carabinieri in compagnia di altri soggetti estranei alla famiglia, alcuni dei quali titolari anche di precedenti penali, mentre in altre occasioni lo stesso veniva “beccato” fuori dalla propria abitazione, in totale spregio alle disposizioni tassativamente imposte dall’autorita’ giudiziaria. I militari della Stazione di Soveria Mannelli e dell’aliquota radiomobile procedevano dunque a segnalare le ripetute violazioni all’autorita’ giudiziaria  che, concordando appieno con le informative dei carabinieri, emetteva ordinanza di aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituendola con quella del carcere. I carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli arrestavano così Pino Scalise  e lo conducevano presso la casa circondariale di Vibo Valentia a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.


Statistica: mercoledì convegno all’universita’ Magna Graecia di Catanzaro

Catanzaro, 21 ott. - In occasione delle celebrazioni sul territorio della 4a Giornata Italiana della Statistica, aperta il 21 ottobre a livello nazionale con un evento organizzato dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) in partnership con la Società Italiana di Statistica, la sede Istat per la Calabria e l’Università Magna Græcia di Catanzaro organizzano un convegno a tema che si terrà, mercoledì 22 ottobre, alle ore 9.30 presso l’Aula Giovanni Paolo II dell’Edificio dell’area giuridica, economica e delle scienze sociali del Campus universitario catanzarese. Il convegno, dal titolo“Pil e Bes: la statistica quale supporto per l'interpretazione della realtà economica e sociale e per le decisioni di policy sul territorio”, si propone di mettere a confronto, evidenziandone punti di forza e criticità, i sistemi di misurazione della realtà economica e sociale, Prodotto Interno Lordo (Pil) e Benessere Equo e Sostenibile (Bes), che consentono di interpretare lo sviluppo del territorio attraverso l’utilizzo di informazioni statistiche. I lavori del convegno saranno aperti dal Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali dell’Università Magna Græcia,  Luigi Ventura e dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica,  Giorgio Alleva. Animeranno la discussione  Nicola Ostuni,  Paolo Malanima e  Vittorio Daniele dell’Università Magna Græcia e  Pierangelo Dacrema  dell’Università della Calabria, i rappresentanti degli uffici di statistica dei comuni di Catanzaro e Reggio Calabria nonché alcuni ricercatori Istat. La chiusura dei lavori è affidata a  Raffaele Malizia, Direttore Centrale per lo sviluppo e coordinamento della rete territoriale e del Sistan, dell’Istat.


Contraffazione: oltre 2 mln di articoli sequestrati a Lamezia

Lamezia Terme, 20 ott. –  Oltre 2 milioni di articoli commerciali sono stati sequestrati dai "baschi verdi" della Guardia di Finanza di Lamezia Terme che hanno  individuato un’attivita’ gestita da un imprenditore di nazionalita’ cinese, esercente il commercio “all’ingrosso”, di articoli di vario genere, provenienti, in massima parte, dall’oriente asiatico. Prodotti che in gran parte non rispettavano le prescrizioni previste dalle leggi italiane e dell’unione europea. La mirata attività investigativa estesa in tutti i locali e su ogni prodotto presente all’interno della ditta ha permesso il rinvenimento e l’immediato sequestro amministrativo di oltre 2.144.818 articoli complessivi, tra cui monitor lcd, kit smontaggio i phone, custodie per tablet complete di tastiera, carica batterie, per varie violazioni concernenti la mancanza di istruzioni in lingua italiana,  delle indicazioni di provenienza e dei dati del soggetto importatore, di fondamentale importanza ai fini della  effettiva tutela degli acquirenti. Tutti gli oggetti erano gia’ posti in vendita ovvero pronti ad essere immessi in commercio. Un’accurata e puntuale verifica delle merci presenti all’interno di alcuni magazzini ha permesso di individuare e porre sotto sequestro, questa volta penale, anche ulteriori 167 prodotti contraffatti. Si tratta di copri pedaliere per auto, fari per biciclette e cuffie stereo recanti il marchio momo. L’imprenditore e’ stato denunciato alla locale procura della repubblica, per i reati di contraffazione e ricettazione, nonche’ frode in commercio, in quanto alcuni prodotti sequestrati recavano la marcatura “ce” contraffatta. Inoltre, il titolare veniva sanzionato amministrativamente e segnalato alla camera di commercio di Catanzaro. L’acquisto e l’uso di prodotti contraffatti e\o non conformi, a fronte di un iniziale risparmio economico per i prezzi di vendita inferiori agli “originali”, possono avere conseguenze anche molto gravi per la salute dei consumatori. Le sostanze di cui sono composti i prodotti contraffatti o non conformi sono sconosciute e prive di ogni controllo e test preventivo e successivo alla produzione. Detti generi illeciti potrebbero essere, quindi, non solo qualitativamente molto inferiori al previsto, ma addirittura fortemente nocivi per l’integrita’ e la sanita’ fisica di chi li adopera, specie a contatto diretto della propria persona, soprattutto se non ancora completamente sviluppata, come per i bambini.


Uomo ferito da colpo pistola si presenta in ospedale a Vibo
Vibo Valentia, 20 ott. - Un uomo di 54 anni, F.C., di Briatico, nel Vibonese, si e' presentato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Vibo Valentia con una ferita da arma da fuoco. L'uomo, secondo i sanitari, e' rimasto ferito alla gamba destra da un colpo di pistola. Le sue condizioni non sono gravi. In ospedale si sono portati anche carabinieri e polizia per l'avvio delle indagini e l'esatta ricostruzione dell'accaduto.


Nomina dg Regione: acquisite nuove testimonianze, anche la Stasi
Catanzaro, 20 ott. - Nuova giornata di testimonianze "illustri", oggi al processo a carico dell'ex presidente della giunta regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti, e dell'assessore al personale, Domenico Tallini, rinviati a giudizio per rispondere di abuso d'ufficio a seguito dell'inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo a dirigente del Dipartimento controlli della Regione. Al microfono si sono susseguiti gli assessori Giacomo Mancini, Pino Gentile e Antonio Caridi, la vice presidente della Regione, Antonella Stasi, e il dirigente generale Francesco Zoccali, e tutti hanno difeso la legittimita' dell'iter che porto' alla nomina della stessa Stasi, chi sottolineando che nessuno avrebbe mai fatto pressione sul nome della donna, e chi specificando che quando fu il momento del voto in Giunta tutto si svolse in maniera celere e senza entrare nel merito dal momento che spettava all'ufficio personale valutare le delibere sotto il profilo della sussistenza dei requisiti necessari, cosa cui la Stasi ha aggiunto che sembro' opportuno, oltre tutto, affidare l'incarico in questione ad una persona esterna alla Regione considerato che doveva avere una funzione di controllo sui dirigenti. Ma i testi del processo non sono finiti, e l'escussione riprendera' il prossimo 17 novembre, quando i sei previsti dal tribunale (presidente Tiziana Macri', a latere Annamaria Raschella' e Sergio Natale) sara' sentita anche la parte offesa del procedimento, Ligio Bulotta, costituitosi parte civile con l'avvocato Francesco Iacopino (gli imputati sono difesi dagli avvocati Nico D'Ascola e Antonio Labate l'ex presidente Scopelliti, e da Enzo Ioppoli e Francesco Scalzi l'assessore Tallini). Scopelliti e Tallini sono stati rinviati a giudizio il 21 giugno scorso dal giudice dell'udienza preliminare che, contestualmente, ha prosciolto il vice presidente della Regione, Stasi, "per non aver commesso il fatto". Secondo la tesi della pubblica accusa, sarebbe stata irregolare la nomina a dirigente della Sarlo, che giunse nell'agosto 2011 dopo che era "andato a vuoto" un avviso interno per l'individuazione di un candidato che avesse i requisiti per l'incarico nella nuova struttura Controlli. Alessandra Sarlo, che nel 2010 e' stata per un breve periodo commissario dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, e che rispetto a tale nomina e' attualmente sotto processo per corruzione, e' la moglie del giudice Vincenzo Giglio, arrestato e poi condannato nell'ambito dell'inchiesta denominata "Infinito" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano su presunti rapporti con la cosca Lampada operante nel capoluogo lombardo.


Incidenti stradali: tre feriti sulla "18" ad Amantea
Amantea (Cosenza), 20 ott. - L'Anas comunica che, a causa di un incidente, e' stato istituito provvisoriamente un senso unico alternato in corrispondenza del km 343,000, della strada statale 18 "Tirrena Inferiore", nel comune di Amantea, in provincia di Cosenza. Il sinistro, per cause in corso di accertamento, ha coinvolto due autovetture, provocando il ferimento di tre persone. Il personale Anas e la Polizia stradale sono presenti sul posto per gli accertamenti della dinamica e per ripristinare la circolazione appena possibile.


Rapine: strappa collana ad anziana, romeno arrestato a Reggio
Reggio Calabria, 20 ott. - Un cittadino di nazionalita'  rumena e' stato arrestato dalle Volanti della Questura di Reggio Calabria per rapina.IL fatto e' avvenuto ieri ma ne e' stata data notizia stamane. La pattuglia dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e' intervenuta su segnalazione di un cittadino in una via del centro, dove l'uomo aveva appena rapinato un' anziana, gettandola a terra e strappandole con violenza la collana d'oro, che si e' rotta in tre punti per la violenza esercitata. L'uomo e' stato individuato e bloccato dalla Polizia. Una volta in Questura, all'uomo e' stata notificata anche un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che il gip ha emesso grazie all'attivita' investigativa delle Volanti, che hanno raccolto a suo carico indizi in merito a un'altra rapina avvenuta poco tempo fa in un'altra piazza del centro citta'. In quell'occasione il rapinatore, che anche in quel caso aveva strappato dal collo la collana d'oro a un'altra vittima, era fuggito lasciando cadere un'altra collana d'oro. Quest'ultima non e' stata ancora reclamata da nessuno. Il dirigente delle Volanti, il vice questore aggiunto Luciano Rindone, ha invitato le vittime di scippo a recarsi in Questura per riconoscere la collana. In questo caso all'uomo potrebbe essere contestato anche un terzo reato.
L'arrestato e' Nicu Avroean, 25 anni. Il colpo precedente risale allo scorso 21 settembre, quando, con un complice, lo straniero, dopo essersi avvicinato a due donne nella centrale piazza Sant'Agostino ed averle aggredite, ha strappato ad una di loro la collana. Ieri, in via Benassai il 25enne rumeno ha aspettato che una connazionale scendesse dall'autobus per bloccarla alle spalle ed impossessarsi del gioiello che portava al collo. Un agente della Polizia di Stato del locale Compartimento Polizia Ferroviaria ha allertato il 113 indicando la direzione di fuga del malvivente il quale, dopo un breve inseguimento, e' stato fermato e tratto in arresto dall'equipaggio di una Volante che ha, altresi', rinvenuto e restituito la refurtiva ai proprietari.
Nei confronti del giovane, inoltre, era stata avviata un'attivita' investigativa che aveva condotto il Gip del Tribunale di Reggio Calabria ad emettere un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, notificata al cittadino rumeno contestualmente all'arresto di ieri. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all'individuazione del complice.


Aggredisce connazionali e minaccia suicidio, rumeno bloccato
Reggio Calabria, 20 ott. - I Carabinieri della Stazione di Cittanova hanno arrestato in flagranza di reato, durante la notte, M.D., 43 anni, cittadino romeno, accusatodi tentate lesioni aggravate e minacce aggravate nei confronti di due connazionali, nonche' di resistenza a pubblico ufficiale. Alle 22.30 circa, i Carabinieri, assistiti anche da personale del locale Commissariato di P.olizia, sono intervenuti nell'abitazione dello straniero che versava in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta anche all'assunzione di alcolici, e che minacciava di suicidarsi gettandosi dal balcone. Il rumeno, inoltre, brandendo tra le mani un coltello da cucina ed un mattarello, minacciava di colpire se stesso e chiunque gli si avvicinasse per dissuaderlo dagli intenti autolesivi. Al termine di una mediazione, condotta anche con l'assistenza di personale sanitario, aa mezzanote e mezza circa, l'uomo e' sgato ricondotto alla calma. Le immediate indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Cittanova hanno consentito di risalire all'origine della codotta dell'uomo che poco prima aveva ingaggiato una violenta lite per futili motivi con due suoi connazionali, un uomo ed una donna, i quali, nel tentativo di interrompere le sue condotte autolesive, erano diventate vittime dell'uomo, che li aveva aggrediti con il coltello da cucina di cui disponeva. L'uomo e' stato cosi' arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Taurianova in attesa del rito per direttissima.


Scajola: ex ministro in aula mercoledi' a Reggio Calabria
Reggio Calabria, 20 ott. - L'ex ministro dell'Interno, Claudio Scajola, sara' presente in aula, mercoledi' prossimo a Reggio Calabria, alla prima udienza del processo in cui e' imputato di procurata inosservanza di pena a favore dell'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai dopo la condanna a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ridotta recentemente dalla Cassazione a 3 anni. Scajola, arrestato lo scorso maggio nell'ambito dell'operazione Breakfast condotta dalla Dia, dopo un periodo in cui e' stato sottoposto a misura cautelare in carcere, attualmente e' agli arresti domiciliari nella sua villa, in Liguria. I legali dell'ex ministro hanno reso noto che Scajola ha gia' ottenuto l'autorizzazione a raggiungere Reggio Calabria, con mezzi propri, per comparire in aula.


Droga: operazione "The wall", un'assoluzione e tre sconti di pena
Catanzaro, 20 ott. - Si e' concluso con un'assoluzione, tre sconti di pena, e una condanna confermata con l'eliminazione di un beneficio precedentemente concesso il processo d'appello a carico di cinque imputati coinvolti nell'operazione battezzata "The Wall", diretta contro un'organizzazione dedita al narcotraffico operativa a Catanzaro e con canale di approvvigionamento a Napoli. La Corte d'appello di Catanzaro (presidente Fabrizio Cosentino, consiglieri Antonio Giglio e Antonio Saraco), oggi, ha riformato la sentenza di primo grado del 10 maggio del 2013 del tribunale collegiale che al termine del processo con rito immediato aveva emesso cinque condanne - a pene comprese fra 3 anni e mezzo di reclusione e un anno e 4 mesi - e un'assoluzione totale e, pronunciandosi nei confronti dei cinque condannati, i soli per cui e' stato proposto appello, ha stabilito di assolvere Massimo Purcaro, che aveva avuto 1 anno e 8 mesi di reclusione e 5.000 euro di multa; e di diminuire le pene inflitte a: Andrea Virtuoso, da a 3 anni e sei mesi di reclusione e 7.500 euro di multa, oltre alla pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici, a 11 mesi di reclusione e 4.000 euro di multa, con l'eliminazione dell'interdizione; Donato Passalacqua, da 1 anno e 8 mesi e 5.000 euro, a sei mesi e 1.500 euro; Giuseppe Caroleo, da 2 anni e 6 mesi e 2.000 euro, a sette mesi e 2.000 euro.
Situazione aggravata per il solo Giuseppe Maranzano, il 46enne carabiniere in pensione accusato di corruzione perche' secondo gli inquirenti avrebbe garantito, attraverso il suo ruolo di militare in servizio nel capoluogo calabrese, controlli meno asfissianti nei confronti di un sorvegliato speciale, per il quale i giudici hanno confermato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione, con concessione della sospensione condizionale, ma cancellando il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale. Si chiude cosi' il secondo capitolo giudiziario per alcuni imputati di "The Wall". Per altre sei persone, che avevano chiesto il rito abbreviato, la sentenza di primo grado e' arrivata il 27 marzo 2013, quando il giudice distrettuale dell'udienza preliminare di Catanzaro, Livio Sabatini, sentenzio' sei condanne a pene comprese fra i 14 e i 2 anni di reclusione. E' seguito anche per loro il giudizio d'appello che si e' concluso, il 4 dicembre del 2013, con due condanne ribaltate in assoluzioni totali, tre assoluzioni parziali con conseguente sconto di pena, ed una condanna confermata. Gli imputati di "The Wall" sono stati destinatari di un'ordinanza cautelare, eseguita all'alba del 29 marzo 2012 dalla Squadra mobile di Catanzaro con l'omonimo blitz, che ha portato in carcere quattro persone, agli arresti domiciliari altre sette, e una all'obbligo di dimora. Secondo l'accusa la banda di trafficanti era riuscita a monopolizzare lo spaccio di sostanze stupefacenti - eroina, cocaina, crack e kobrett -, acquistate a Napoli e portate nel capoluogo calabrese dai corrieri del gruppo, anche grazie alla partecipazione di soggetti di etnia rom stanziali da anni ormai sul territorio catanzarese.


Brucellosi: allevamento ovicaprino sequestrato nel Vibonese
Vibo Valentia, 20 ott. - Un intero allevamento composto da 234 capi di caprini e ovini, nel quale il servizio veterinario dell'Asp di Vibo Valentia ha accertato 5 casi di brucellosi in altrettanti caprini di sesso femminile, e' stato sequestrato a Briatico, nel Vibonese. L'allevamento si trova in localita' "Salvatore" ed il sequestro contempla l'isolamento degli animali infetti e sospetti e la macellazione degli stessi sotto stretto vincolo sanitario e su autorizzazione del servizio Veterinario dell'Asp. La brucellosi ovi-caprina, malattia infettiva e contagiosa, e' trasmissibile anche all'uomo sia per via diretta che indiretta tramite consumo di prodotti di origine animale contaminati. Polizia municipale, Forze dell'ordine e servizio veterinario dell'Asp sono stati incaricati di controllare il rispetto dell'ordinanza. La settimana scorsa, sempre a Briatico, ma in localita' "Scrugli" a causa della brucellosi era stato sequestrato altro allevamento composto da 311 capi fra ovini e caprini.


Sorpresi mentre tentano di rubare auto, due arresti a Catanzaro
Catanzaro, 20 ott. - Stavano rubando un'auto in pieno giorno, nella zona davanti all'ospedale, ma sono stati individuati e arrestati dalla Polizia, intervenuta dopo una segnalazione giunta al 113. E' accaduto ieri pomeriggio (ma la notizia e' stata resa nota oggi) a Catanzaro. In manette due vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, Damiano Passalacqua, 27 anni, e Daniele Veneziano, di 20. Gli agenti li hanno bloccati in via Madonna dei Cieli, di fronte all' ospedale "Pugliese", dov'era parcheggiata e una Fiat Punto di colore bianco che i due, secondo l'accusa, volevano rubare. Insospettiti dai loro movimenti, gli agenti hanno deciso di intervenire. La perquisizione sui due ha permesso di rinvenire attrezzi idonei allo scasso. Sulla base degli indizi raccolti, e delle evidenze verificate, nonche' in considerazione dei loro trascorsi, dopo la loro identificazione i due sono stati dichiarati in arresto per tentato furto aggravato di una autovettura. Il P.M. di turno ha disposto gli arresti domiciliari in attesa della direttissima.


Rifiuti: discarica Stefanaconi, Cinquestelle chiedono chiarimenti
Catanzaro, 20 ott. - "Chiariscano quali siano le valutazioni o le autorizzazioni riguardo alla grande discarica che Manlio Cerroni, che gestisce Malagrotta a Roma, vuole aprire a Stefanaconi nel Vibonese". L'hanno chiesto Cono Cantelmi, candidato M5S alla presidenza della Regione Calabria, e i parlamentari Dalila Nesci, Nicola Morra e Paolo Parentela, con una lettera congiunta alla presidente facente funzioni della Regione Calabria Antonella Stasi, all'assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano e al sindaco di Stefanaconi (Vv) Salvatore Di Si'. Nella missiva, i Cinque Stelle hanno scritto, a proposito della futura discarica a Stefanaconi, di voler conoscere con urgenza "i dettagli dell'iter amministrativo, le valutazioni tecniche della Regione Calabria, la collocazione dell'opera in argomento nella pianificazione regionale sui rifiuti e le valutazioni tecniche del Comune".
Secondo i grillini "specie in tema di rifiuti e' indispensabile controllare con largo anticipo le opere in progetto, prima che la popolazione se le ritrovi senza poter obiettare o verificare gli effetti sul territorio. Continueremo a lavorare con denunce e proposte, sicuri di cambiare la Calabria coi fatti".


Marlane: M5S, nessuno intralci processo su stabilimento Praia
Catanzaro, 20 ott. - Il Movimento Cinque Stelle non permettera' silenzi e intralci alla giustizia sul processo per l'attivita' della fabbrica Marlane a Praia a Mare (Cosenza), che ha prodotto disastro ambientale secondo gli esperti del tribunale e per cui, si e' appreso di recente, potrebbe essere avvenuta la falsificazione di testimonianze con l'esborso di migliaia di euro ad alcuni testi". Lo dichiara Cono Cantelmi, candidato M5S alla presidenza della Regione Calabria. "I nostri deputati Dalila Nesci e Paolo Parentela - spiega - hanno presentato oggi un'interrogazione parlamentare per le ultime, inquietanti notizie sul processo Marlane. Non consentiremo abusi di potere, essendo l'unica forza politica che non ha legami con potentati industriali e non ha interessi economici". Parentela ricorda che Il Movimento Cinque Stelle si era gia' attivato alla Camera, chiedendo al governo iniziative per la tutela della salute e poi un'azione unitaria, insieme agli enti territoriali competenti e alle forze sociali, per risalire alla verita' e bonificare il territorio interessato. Mi chiedo dove siano il Pd, Forza Italia, Ncd e Udc. Probabilmente sono troppo impegnati con patti e spartizioni elettorali da non accorgersi che fuori dei loro conti ci sono i problemi per la vita e il futuro dei calabresi. Daremo conto, - concude - da qui alle elezioni regionali del 23 novembre, della totale indifferenza dei partiti rispetto alle urgenze e ingiustizie della Calabria, per cui noi abbiamo agito con atti e fatti".


Droga: Seminara, Carabinieri arrestano giovane
Reggio Calabria, 20 ott. - I Carabinieri della Stazione di Seminara hanno arrestato un giovane, N. F., 23 anni, ìdel posto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I militari dell'Arma, nel corsodi un servizio di controllo del territorio, hanno effettuato il controllo del giovane, procedendo quindi alla perquisizione della sua abitazione. All'interno della residenza i Carabinieri hanno rinvenuto 2,5 kg di marijuana, contenuta in un sacco di plastica, gia' essiccata e pronta per la commercializzazione. Inoltre hanno scoperto l'attrezzatura necessaria alla realizzazione di piantagioni in ambienti chiusi quali abitazioni o garage, costituita da grosse lampade per l'illuminazione, stufe con ventola ed il materiale utile per il confezionamento delle dosi, quali bilancini di precisione ed altro. La sostanza stupefacente e tutta l'attrezzatura sono state poste sotto sequestro. Si e' stimato che la sostanza stupefacente sequestrata, se illegalmente immessa sul mercato, avrebbe consentito all'arrestato di commercializzare circa 2.500 dosi, con un guadagno netto di circa 25.000 euro. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC), diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti. L'arrestato e' stato trasferito in carcere.


Scajola: fissata udienza rito abbreviato per Chiara Rizzo
Reggio Calabria, 20 ott. - E' stata fissata per il 13 novembre prossimo l'udienza del processo con rito abbreviato a carico di Chiara Rizzo, moglie dell'ex deputato Amedeo Matacena, latitante all'estero, arrestata nel maggio scorso nell'ambito dell'operazione "Breakfast" della Dia di reggio calabria che ha portato in carcere, tra gli altri, l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola accusato di procurata inosservanza di pena a favore di Matacena, fuggito a Dubai dopo una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Oltre a Chiara Rizzo hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato anche Martino Politi, uomo di fiducia dell'ex deputato calabrese, e Roberta Sacco, segretaria dell'ex ministro. Mercoledi' prossimo, 22 ottobre, invece, sara' celebrata la prima udienza in dibattimento per Scajola e per Maria Grazia Fiordalisi, segretaria di Matacena, che hanno scelto il rito immediato.


Aggrediscono Carabinieri a Reggio, arrestati e scarcerati
Reggio Calabria, 20 ott. - Tre cittadini rumeni di 25, 43 e 45 anni sono stati arrestati per rissa e resistenza a pubblico ufficiale dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria sono all'interno della locale Villa Comunale. I tre uomini che stavano litigando tra loro, colpendosi con calci e pugni. Uno di loro impugnava il collo di una bottigli di vetro rotta I militari hanno quindi bloccato i tre portandoli in caserma. Ma non era ancora finita in quanto i fermati hanno aggredito i tutori dell'ordine. Nel frattempo sono stati sottoposti alle cure mediche dei medici intervenuti in caserma, i quali hanno rilasciato per i tre una prognosi rispettivamente di alcuni giorni per varie escoriazioni sul corpo. Il Gip del Tribunale di Reggio Calabria ha convalidato gli arresti eseguiti dai carabinieri, disponendo la misura cautelare dell'obbligo di firma per uno dei tre e liberando gli altri due, in attesa del dibattimento.


Ambiente: presentata carta rischio radon a Catanzaro e Crotone
Catanzaro, 20 ott. - L'Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria) ha presentato nel corso dell'ultimo congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Radioprotezione, che si e' tenuto sino a venerdi' scorso ad Aosta, un contributo scientifico dal titolo "La Carta del rischio radon di Catanzaro e Crotone". "Tra le sorgenti radioattive naturali - e' detto nel presentazione del lavoro, esposto ad Aosta dal dr. Salvatore Procopio, fisico del laboratorio "E. Majorana" del Dipartimento provinciale Arpacal di Catanzaro - il radon costituisce il principale fattore potenziale di rischio per la salute umana. Il radon, gas radioattivo che costituisce la frazione preponderante della radioattivita' ambientale, e' naturalmente emanato dalle rocce che costituiscono la crosta terrestre". Nel dettaglio, la mappa rappresenta la prima carta del rischio radon in Calabria supportata da un set robusto di misure sperimentali. Infatti, lo studio ha interessato un'area di circa 4150 km2 e una popolazione di poco inferiore a 420.000 abitanti, con il coinvolgimento di quasi tutti i comuni delle due provincie attraverso la stima dei livelli di concentrazione di radon nelle unita' abitative, nei luoghi di lavoro e nel suolo. I risultati ottenuti, elaborati su un campione piu' robusto rispetto ai dati di letteratura, sono di notevole importanza perche' presentano un territorio dove il rischio radon non puo' essere trascurato come ipotizzato finora. Il lavoro, che costituisce una elemento di novita' nel panorama calabrese, fornisce un primo strumento in grado di dare indicazioni sia sulla vulnerabilita' del territorio rispetto al problema radon e rappresenta, nel contempo, un valido strumento per la pianificazione urbanistica e per il contenimento del rischio sanitario sia per la popolazione che per i lavoratori esposti. "L'analisi dei dati presenta un territorio in cui la concentrazione media di radon negli ambienti confinati - conclude la ricerca - e' sensibilmente piu' alto di quelli attribuiti dalla campagna di misure del 1990. I comuni con un numero di abitanti superiore a 3000 abitanti presentano concentrazioni sensibilmente piu' alte rispetto ai piccoli comuni. Tuttavia il risultato acquisito in questa indagine confermerebbe quanto oramai e' piu' di un sospetto, ovvero che il territorio calabrese presenta un livello di radon tutt'altro che trascurabile".


Insulti ai calabresi su gruppo Facebook, "dovete morire tutti"
Catanzaro, 20 ott. - Fra foto di panorami ineguagiabili e scorci di centri storici, da ieri sul gruppo Facebook "Fratelli calabresi nel mondo" appiono frasi offensive verso i calabresi. A postarli sono profili evidentemente fasulli, ma le frasi sono eloquenti, sebbene accompagnate da qualche svarione lessicale: "Maiali calabresi quand'e' che morirete tutti e trascinerete con voi quella fogna di terra che avete?".O ancora: "Siete la sporcizia del mondo tutti nei bruciatori" e "Calabria: sinonimo di mafiusi". Naturalmente non mancano reazioni indignate, come quelle di chi ricorda le origini magnogreche della regione. Ma in molti si chiedono perche' gli amministratori del gruppo non blocchino, con impostazioni piu' restrittive, gli insulti.


Il tempo: arriva "Attila", temperature giu' di 10 gradi
Roma, 20 ott. - Dall'estate all'inverno in soli due giorni! Sembrerebbe una burla, invece non lo e'. E' la situazione meteorologica che l'Italia andra' a vivere da qui fino a giovedi'. La redazione web del sito www.ilmeteo.it ci comunica che l'anticiclone Cerbero portera' ancora l'estate, il caldo piacevole e le nebbie al Nord, fino a martedi'; mercoledi' infatti il vortice depressionario, freddo, Attila sfondera' in Italia valicando le Alpi accompagnato da fredde correnti settentrionali che faranno calare le temperature notturne di 10° almeno. Un risveglio quindi giovedi' mattina con pochissimi gradi sopra lo zero su gran parte delle regioni del Nord e del Centro, prime gelate invece sui monti. Le Alpi proteggeranno le regioni settentrionali dalla sfuriata di Attila, ma non quelle centrali e meridionali che vedranno l'arrivo di piogge e qualche temporale. Attenzione ai venti che soffieranno da Nord impetuosi e anche di burrasca su gran parte dei bacini. Secondo il sito www.ilmeteo.it al Nord il tempo continuera' ad essere soleggiato con cielo terso e limpido e temperature notturne molto basse, il Centro invece vedra' ancora qualche pioggia sulle zone adriatiche mentre al Sud migliorera'.


Droga: due giovani arrestati dai carabinieri a Pianpoli


Ottavio Stranieri          I.C.

Lamezia Terme, 19 ott. - I Carabinieri della Stazione di Pianopoli hanno proceduto all’arresto di Ottavio Stranieri, 21 anni, soggetto con precedenti per droga nonché avvisato orale di Pubblica Sicurezza, unitamente ad un ragazzo incensurato C.I., 20 anni. L’attività nel merito è emersa durante lo svolgimento di un normale servizio di pattuglia mirato al controllo del territorio e alla prevenzione dei reati in materia di stupefacenti, allorquando veniva notato uno strano movimento in un vicolo cieco di Pianopoli dal quale entravano ed uscivano ragazzi. Insospettiti da tale circostanza, i militari, notavano due persone ferme di cui uno conosciuto per i suoi precedenti, ovvero lo Stranieri che alla loro vista si allontanavano velocemente. Presumendo quindi un’attività di spaccio su strada i militari avviavano, opportunamente nascosti nella zona, un servizio di osservazione che dopo pochi minuti dava i suoi frutti. Infatti entrambi i ragazzi, lo Stranieri e l’amico, ritornavano sul luogo da poco lasciato recandosi direttamente nei pressi di un muretto da dove prendevano una busta che, una volta immediatamente fermati dai Carabinieri, risultava contenere sostanza stupefacente del tipo marijuana, circa 15 grammi divisi in dosi. Nel corso delle perquisizioni venivano anche rinvenuti 15 euro in banconote di piccolo taglio. Per tali ragioni entrambi i ragazzi venivano dichiarati in stato di arresto e momentaneamente sottoposti agli arresti domiciliari, come disposto dalla competente Autorità Giudiziaria, in attesa del rito per direttissima a seguito del quale l’arresto è stato convalidato.


Droga: ingerisce bussolotti hashish e si sente male, arrestato
Lamezia Terme (Catanzaro), 18 ott. - Nel corso di mirati servizi volti al controllo del territorio, nonche' al contrasto circa l'uso di sostanze stupefacenti, i Carabinieri dell'aliquota radiomobile di Lamezia Terme, hanno tratto in arresto G. M. A., 21 anni. Nell'occasione i militari, a seguito di un malore del giovane e del successivo ricovero presso il locale Pronto Soccorso, rinvenivano nella disponibilita' dello stesso due bussolotti di sostanza stupefacente del tipo hashish. Tale rinvenimento consentiva ai carabinieri di comprendere come la causa del malore fosse riconducibile ad un possibile ingerimento della stessa sostanza, volta verosimilmente ad eludere eventuali controlli delle forze dell'ordine. Effettivamente, nel corso degli accertamenti sanitari immediatamente disposti, veniva appurato come lo stesso aveva ingerito 5 bussolotti ancora presenti nel proprio stomaco. Ultimati dopo diverse ore tutte le operazioni, i militari procedevano al sequestro della sostanza, circa 80 grammi complessivi, e a dichiarare il ragazzo in stato di arresto, sottoponendolo come disposto dalla competente autorita' giudiziaria, momentaneamente al regime degli arresti domiciliari, in attesa del rito per direttissima, a seguito della quale vi e' stata la convalida dell'arresto.


Operazione Perseo: tribunale riesame dissequestra alcuni beni dei Trovato

Lamezia Terme, 18 ott. - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto dal Dottor  Valea, ha disposto il dissequestro di alcuni beni sequestrati nei giorni scorsi a Franco Trovato e ai suoi congiunti, in particolare quelli intestati a Trovato Antonio (padre di Franco), Trovato Alessandro, Trovato Concetto (fratelli dell’indagato) e Bova Barbara (cognata), accogliendo le tesi difensive degli avvocati Salvatore Cerra (difensore di Trovato Antonio e Trovato Alessandro), Antonio Larussa e Giuseppe Di Renzo (difensori di Trovato Concetto e Bova Barbara). Tra i beni dissequestrati: due appartamenti, un terreno, alcuni automezzi e dei conti correnti. Il 23 settembre, la Guardia di Finanza, aveva notificato il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca emesso dal Tribunale Penale di  Lamezia Terme, su richiesta del sostituto procuratore antimafia Elio Romano, di beni riconducibili a Franco Trovato, 38 anni, tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Perseo”,  è indicato come un soggetto di “spicco” della locale cosca criminale denominata “Giampà ”.  I beni posti sotto sequestro ammontavano a circa due milioni di euro. Il sequestro era un ulteriore sviluppo, attuato questa volta sul piano patrimoniale dalla Guardia di Finanza,  della nota operazione “Perseo”, che lo scorso anno ha disarticolato  una delle cosche lametine quella dei “Giampà”. L’attività investigativa del Nucleo Mobile  ha avuto come oggetto tutti i beni che sono risultati nella disponibilità del Trovato imputato  per associazione mafiosa e altri gravi reati, anche se gli averi risultavano formalmente intestati a diversi familiari e le predette società  controllate. E gli accertamenti patrimoniali e reddituali eseguiti, in sei mesi,  dalle fiamme gialle, coordinate dalla Procura Distrettuale del capoluogo calabrese, avrebbero dimostrato   che i beni  posti sotto sequestrati sarebbe di valore del tutto sproporzionato ed ingiustificato rispetto ai redditi leciti dichiarati.  Ricostruendo compiutamente una fitta rete di atti relativi a compravendite e trasferimenti di proprietà di terreni, fabbricati e quote societarie, nonché  mediante approfondite indagini finanziarie e reddituali, gli uomini delle fiamme gialle avrebbero, infatti,  pazientemente delineato il reale tenore di vita di tutti i soggetti investigati.  Ciò  ha consentito ai finanzieri di fornire alla magistratura adeguati e consistenti elementi di prova per disporre il sequestro dei patrimoni che si sarebbero  rivelati  di origine illecita o ingiustificati nel loro possesso, il cui valore si attesta in oltre due milioni e centomila euro. I sigilli sono stati apposti a diversi terreni agricoli ed edificabili che si trovano in città e dintorni; un lussuoso condominio con piscina dove vive Trovato ed i suoi familiari, situato a Lamezia Terme; una villa a Nocera Terinese e una a Lamezia Terme dove vive un fratello anche lui coinvolto nell’operazione Perseo; un capannone industriale  e artigiana in Via del Progresso e dove si trova la carrozzeria dei Fratelli Trovato. Sequestrati inoltre quote di due società All Car Srl e Eurocar Sud entrambe con sede in via del Progresso, operanti nel settore della riparazione di veicoli;  otto autovetture di varie marche e un motociclo di valore oltre a diverse disponibilità  finanziarie e titoli di diverso genere. Alcuni dei beni erano intestati a prestanome o a congiunti, estranei alle vicende di 'ndrangheta, ma si è riuscito a dimostrare, secondo la Finanza, che erano stati acquisiti grazie alle attività  illecite del soggetto principale. I beni sequestrati, molti di "elevato pregio" secondo la Guardia di Finanza, sarebbero intestati  a prestanome come i parenti dell'imputato formalmente estranei alle vicende penali che riguardano Trovato. Il sequestro di tali beni, comunque, era stato disposto dalla magistratura in quanto vengono utilizzati dai parenti "nella consapevolezza che sono stati acquisiti con proventi di attività illecite condotte dal parente imputato".


Operazione Chimera: Giuseppe Gullo posto agli arresti domiciliari

Lamezia Terme, 18 ott. -  Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari a Giuseppe Gullo, 49 anni, arresto nell’ambito dell’operazione “Chimera”. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Pietro Scuteri, infatti, accogliendo la richiesta del suo legale di fiducia, l’avvocato  Antonio Larusa, gli ha revocato la misura cautelare in carcere concedendogli quella meno affittiva dagli arresti domiciliari.  Nel giugno scorso il tribunale del Riesame di Catanzaro gli aveva annullato il capo d’imputazione dell’associazione mafiosa e le aggravanti della “partecipazione ad associazione mafiosa” e del “aver compiuto il fatto in più persone”.  Secondo l’accusa  “Giuseppe Gullo, in concorso con soggetti allo stato in fase di identificazione, mediante minaccia implicita e/o esplicita di atti ritorsivi diretti contro il patrimonio e contro l'incolumità personale, in caso di rifiuto, minaccia resa concretamente più grave dall'appartenenza alla cosca di 'ndrangheta dei Cerra — Torcasio — Gualtieri, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Coclite Antonio, direttore amministrativo della casa di riposo per anziani "Tamburelli", sedente in Lamezia Terme-Nicastro, via S.T. Notaro, a corrispondere, in prosecuzione della condotta estorsiva gia posta in essere dal fratello Gullo Pasquale, nuove somme di denaro, proferendo all'indirizzo del Coclite, in un incontro avuto con quest'ultimo, le testuali parole: "mister con questa bella struttura che avete qua e giusto perche' voi vi siete comportato bene non solo con mio fratello Pasquale ma anche in passato perche' sappiamo che siete una brava persona non vi chiediamo una cifra imposta ma basta che fate voi"; evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà, in quanto il Coclite, invece di accondiscendere alla nuova richiesta, si rivolgeva alle forze dell'ordine”.  Invece secondo il tribunale della Liberta’ di Catanzaro Gullo,  non avrebbe compiuto l’atto estorsivo perché legato alla consorteria criminale.


Bracciante agricolo ucciso a fucilate a Torre di Ruggiero
Torre di Ruggiero (Catanzaro), 18 ott. - Un uomo di 52 anni, Francesco Corrado, bracciante agricolo, e' stato trovato morto la scorsa notte nelle campagne di Torre di Ruggiero, centro delle Preserre in provincia di Catanzaro. L'uomo e' stato raggiunto da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni mentre si trovava in un suo podere. La scoperta e' stata fatta dai carabinieri della locale stazione. Le indagini sono coordinate dai militari della Compagnia di Soverato e dai colleghi del Reparto operativo provinciale di Catanzaro. Gli inquirenti stanno ricostruendo i rapporti del bracciante agricolo che, da una prima verifica, non aveva precedenti. Il killer di Corrado  ha affrontato la sua vittima e da distanza molto ravvicinata gli ha sparato alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni. L'uomo ha mirato alle gambe, ma la potenza dell'arma, forse un fucile a canne mozze, ha quasi tranciato gli arti. Il bracciante agricolo, dunque, e' morto dissanguato. E' questa la ricostruzione che emerge dalle indagini condotte dai carabinieri del Reparto operativo provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato. Corrado, dunque, deve avere avuto una lite con il suo assassino, nel corso della quale sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco. La vittima era un avvisato orale di pubblica sicurezza, ma si trattava di un provvedimento emesso per precedenti legati a piccoli reati, nulla che possa collegare l'omicidio alla criminalita' organizzata. Pochi mesi fa Corrado era stato arrestato per una rissa, scaturita per questioni di confini e di pascoli del bestiame che lo stesso Corrado aveva. Gli inquirenti tendono a non escludere alcuna ipotesi, ma e' proprio negli ambienti dell'attivita' lavorativa dell'uomo che si cerca con maggiore insistenza. Per questo, i militari dell'Arma stanno sentendo diverse persone, con l'obiettivo di ricostruire le ore in cui il bracciante agricolo sarebbe stato ucciso. L'allarme e' stato dato dai congiunti del cinquantaduenne che, non vedendolo tornare, hanno chiesto l'intervento dei carabinieri. Poco dopo la scoperta in una zona dove Corrado portava il gregge al pascolo.


Liceale ferito a sprangate davanti scuola a Cosenza
Cosenza, 18 ott. - Colpito a sprangate e lasciato agonizzante. E' accaduto ad un ragazzo, appena maggiorenne, studente del liceo scientifico "G.B. Scorza" di Cosenza. Il fatto e' avvenuto intorno alle ore 13, proprio davanti alla scuola. Il giovane e' stato poi trasportato, in codice rosso, all'ospedale dell'Annunziata di Cosenza. Ferito gravemente alla testa e all'addome, non sarebbe in pericolo di vita. La polizia e' gia' sulle tracce degli aggressori del giovane. Il motivo del pestaggio sarebbe da ricondurre ad una lite scatenatasi per alcune avances fatte ad una ragazza.


Blue tongue: allevamento di bovini sequestrato a Sant'Onofrio
Vibo Valentia, 18 ott. - Un allevamento di bovini e' stato sequestrato na Sant'Onofrio a seguito del rinvenimento di capi di bestiame affetti da Blue tongue (Lingua blu), malattia infettiva contagiosa dei ruminanti. E' stata l'unita' operativa veterinaria dell'Asp di Vibo Valentia a ottenere il sequestro sanitario e l'emissione da parte del Comune di Sant'Onofrio di un'ordinanza con cui viene stabilita una zona di protezione dall'allevamento per un'area di quattro chilometri. Le prove di positivita' di alcuni bovini alla lingua blu sono state effettuate dall'istituto zooprofilattico di Teramo. Con l'emissione dell'ordinanza e' stato anche disposto l'isolamento degli animali infetti e la loro macellazione sotto stretto vincolo sanitario. Con quello di Sant'Onofrio salgono a 13 gli allevamenti sequestrati nel Vibonese per blue tongue negli ultimi tre mesi. Le forze dell'ordine sono state incaricate di dare esecuzione all'ordinanza.


Bronzi Riace: Chizzoniti querela Sgarbi e Cruciani
Reggio Calabria, 18 ott. - "Quelli della Regione Calabria sono peggio della 'ndrangheta, si' naturalmente la cosa non deve essere in senso letterale ma in senso psicologico". E' questo "il contenuto delle libere esternazioni del prof. Vittorio Sgarbi e del conduttore del programma d'attualita' 'La Zanzara', il giornalista Giuseppe Cruciani, durante la trasmissione del 3 settembre" che offre al presidente della Commissione di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale della Calabria, Aurelio Chizzoniti, lo spunto per un'articolata querela formalizzata alla Procura della Repubblica di Milano, "perche' ne verifichi la rilevanza penale". Tutto, nel contesto dell'accesa polemica sull'ipotesi di trasferimento (bocciata dalla Commissione insediata dal ministro Franceschini) dei Bronzi di Riace per l'Expo 2015. Spiega il presidente Chizzoniti: "Il 3 settembre dalla redazione di Milano e' stato trasmesso un intervento del prof. Sgarbi nel corso del programma d'attualita' "La Zanzara" e, per l'ennesima volta, sia il conduttore Cruciani che il supercritico d'arte, non hanno perso l'occasione per additare al pubblico ludibrio la Calabria ed i calabresi, incitando quasi al furto dei Bronzi di Riace allo stato 'in mano agli inefficienti inetti amministratori della Calabria', com'e' stato detto". Aggiunge Chizzoniti nell'esposto-querela: "I due guerrieri sono stati definiti 'prigionieri in Calabria, sono sequestrati, peggio della 'ndrangheta', addebitando ai calabresi un'azione di privatizzazione delle due opere d'arte, mentre Cruciani, 'apertis verbis', ha affermato: 'quelli della regione Calabria sono peggio della ndrangheta'; dal canto suo, il prof Sgarbi, allineandosi all'ineffabile Cruciani, ha affermato: 'si' naturalmente la cosa non deve essere in senso letterale ma in senso psicologico', confermando l'assunto gravissimamente diffamatorio".
Fa rilevare il presidente Chizzoniti che "quelle pesantissime espressioni sono state pronunciate senza contraddittorio, offendendo la dignita' di tutti i calabresi che, secondo Sgarbi, sarebbero 'mafiosi in senso psicologico', con particolare riferimento a chi esercita funzioni istituzionali con il conforto del consenso popolare. Tra l'altro, la puntualizzazione sgarbiana appare d'una eccezionale gravita', poiche' criminalizza il popolo calabrese che esprime eccellenze in tutti i ruoli pubblici e privati, ritenendoli mafiosi per tendenza mentale, estendendo l'insulto anche ai riferimenti Istituzionali regionali, nei cui confronti il significato obiettivo dell'espressione ''ndranghetisti psicologici', rapportato alle peculiari condizioni ambientali della Calabria, appare estremamente grave". Confuta categoricamente, il presidente Chizzoniti, l'idea che quanto e' accaduto rientri "nella libera manifestazione del pensiero garantita dall'articolo 21 della Costituzione che, comunque, non e' assoluta, tanto meno incondizionata, ma deve ritenersi limitata dall'esistenza di beni o interessi diversi che siano del pari protetti e garantiti dalla stessa Costituzione. Non si e' pertanto, nel caso de quo, dinanzi all'esercizio del diritto di cronaca poiche' - rimarca Chizzoniti - non esistono i tre requisiti indispensabili quali: l'interesse che i fatti narrati rivestano per l'opinione pubblica secondo il principio della pertinenza; la correttezza dell'esposizione di tali fatti in modo che siano evitate gratuite aggressioni all'altrui reputazione, secondo il principio della continenza; la corrispondenza tra i fatti accaduti e i fatti narrati secondo il principio della verita'". Sulla scorta di tutto cio', il presidente Chizzoniti considera le affermazioni di Sgarbi e Cruciani "la sintesi di una arrogante quanto supponente e livorosa reazione maturata nel contesto della vicenda dei Bronzi di Riace, nella cui ottica e' emerso il disprezzo nei confronti della Sovrintendente Bonomi, rea di aver responsabilmente assunto una posizione contraria ai piano del sig. Sgarbi e dintorni, ma suffragata da pareri, studi, approfondimenti scientifici acquisiti in circa quarant'anni e tutti coralmente convergenti verso l'intrasportabilita' che, infine, anche la commissione strumentalmente costituita ha dovuto confermare, nonostante il serpeggiante modus operandi del prof. Zanardi".  "Il quale - chiosa Chizzoniti - in commissione, prima non esclude i rischi connessi all'eventuale trasferimento e poi, incalzato dal prof. Sgarbi che si e' ritenuto dallo stesso 'pugnalato', nelle redazioni dei giornali sostiene l'esatto contrario. A mio avviso - deduce Chizzoniti - la posizione anguillesca del prof. Zanardi, arricchisce la base indiziaria anche per esplorare altre ipotesi di reato rispetto a quelle gia' devolute apparendo evidenti opachi interessi che gravitano attorno all'orbita di un sempre piu' evidente 'pactum sceleris' meritevole di rigorosi accertamenti investigativi. In quest'ottica si staglia la scomposta reazione del supercritico che, attraverso un'azione degna del piu' intransigente squadrismo, minaccia di denunciare la commissione intera, rea di non aver realizzato la condizione di procedibilita' verso il su riferito 'pactum sceleris' fortissimamente voluto a vari livelli. In questa inquietante cornice - sottolinea Chizzoniti - la gia' denunciata violenza privata in pregiudizio della dottoressa Bonomi appare estensibile ai componenti della Commissione, vituperati dal signor Sgarbi, che ha dovuto subire, sul terreno della legalita' e della correttezza, la frantumazione delle uova nel paniere. Insomma - afferma Chizzoniti - l'inquietante consecutio temporum delle vicende indicate dimostra l'operativita' del prof. Sgarbi tesa alla realizzazione di un ben concepito programma affaristico culturale finalizzato a legittimare 'a prescindere' il trasferimento dei Bronzi attraverso un commissione istituita con il chiaro intento di depotenziare una serie di pareri mai posti in discussione in ben quarant'anni; ragion per cui le non gradite conclusioni della stessa, secondo Sgarbi, sottendono incredibilmente una vasta opera concussiva". Sul versante istruttorio, Chizzoniti sollecita il procuratore Bruti Liberati "ad individuare, fra l'altro, il titolare dell' impresa che, prima ancora della conclusione dei lavori della commissione, secondo lo Sgarbi pensiero, era gia' in agguato per trasportare i Bronzi a Milano, accertando eventuali parentele con i protagonisti della tenebrosa quanto sempre piu' sospetta vicenda".


Sud: Magaro', sfida vinta da Matera esempio per tutti
Catanzaro, 18 ott. - "La sfida vinta da Matera, designata capitale della cultura europea 2019, dimostra che il Sud, e quindi anche la Calabria, ce la puo' fare a patto di superare vittimismi, auto-commiserazioni, attese di aiuti dall'alto, quasi sempre sollecitati a Roma col cappello in mano". Lo dichiara Salvatore Magaro', presidente della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio regionale nella consiliatura che sta per concludersi, aggiungendo: "La Calabria deve guardare positivamente all'esempio di Matera che, raggiungendo il prestigioso obiettivo, rappresenta un'iniezione di fiducia per tutto il Mezzogiorno". "Non esistono sfide impossibili - aggiunge Magaro' - se il Sud prende in mano il proprio destino, proponendo, progettando, dando fondo alle risorse infinite del proprio capitale umano, se, come ha osservato acutamente Carmen Lasorella, da' la sveglia al suo 'futuro addormentato' senza piu' complessi". Continua Magaro': "Sono convinto che se gli organi dello Stato, con adeguati mezzi e determinazione, mettessero davvero all'angolo i poteri della 'ndrangheta e del malaffare liberando i cittadini e gli imprenditori onesti dall'oppressione delle cosche e se le classi dirigenti calabresi smettessero di aspettare da Roma interventi pubblici e finanziamenti, la Calabria riuscirebbe ad invertire la rotta del degrado e dell'emarginazione per imboccare quella della crescita e dello sviluppo. Matera, senza un treno, senza autostrada, senza aeroporto, dimostra che e' possibile cambiare e superare traguardi 'impossibili' - conclude Magaro' - confermando che 'il Sud non ha bisogno di carita', ma di giustizia, non di aiuto, ma di liberta'', come sosteneva lucidamente il grande meridionalista Guido Dorso".


Riciclaggio e ricettazione, ricercato arrestato nel Vibonese
Vibo Valentia, 18 ott. - I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, nel Vibonese, hanno tratto in arresto un ricercato originario della provincia di Reggio Calabria ed inseguito da un ordine di carcerazione emesso dal gip di Torino per i reati di riciclaggio e ricettazione. L'arrestato e' Domenico Raso, 58 anni, di Polistena, ma residente a Torino, fermato nel territorio di Gerocarne (Vv) dai carabinieri della Radiomobile di Serra San Bruno. L'uomo, tradotto nel carcere di Vibo Valentia, si trovava a bordo di un'auto guidata da un parente. Nel 2011, Domenico Raso e' rimasto coinvolto nell'operazione antimafia della Dda di Torino denominata "Minotauro" che ha ricostruito le infiltrazioni della 'ndrangheta in Piemonte ed anche gli affari in quella regione della cosca Longo-Versace di Polistena.


Immigfrati: Alemanno, centri di accoglienza in Nord Africa
Reggio Calabria, 18 ott. - "Creare centri di accoglienza in nord Africa ed evitare che entrino nel Mediterraneo, cosi' come aveva fatto Berlusconi con Gheddafi". Lo ha detto all'Agi Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, attuale esponente di Fratelli d'Italia, che ha organizzato oggi a Reggio Calabria una manifestazione nazionale dal titolo "Basta immigranti pensiamo agli italiani" in occasione del primo anniversario della operazione Mare Nostrum. "Questa e' una manifestazione di estrema importanza - ha detto Alemanno - e' facile contestare l'immigrazione da Milano, molto piu' difficile e piu' importante e' farlo nel Mezzogiorno, dove l'effetto diretto di Mare nostro si e' visto tutto. Dobbiamo dire basta con questa immigrazione incontrollata, consapevoli che e' uno dei principali fattori della crisi economica e del degrado del nostro Paese". "La soluzione - propone Alemanno - e' accogliere e assistere a casa loro, fare centri di accoglienza nel nord Africa, fare li' la selezione tra chi ha veramente diritto a essere un rifugiato politico, evitare che le persone entrino nel Mediterraneo, cosi' come aveva fatto Berlusconi con Gheddafi alcuni anni fa. E' l'unica strada possibile, altrimenti - conclude l'ex sindaco di Roma - si moltiplicheranno i morti e gli immigrati clandestini".


Immigrati: Meloni, "Mare nostrum" risposta sbagliata
Reggio Calabria, 18 ott. - "Oggi ricorre l'anniversario dell'inizio di Mare Nostrum, che noi consideriamo una risposta sbagliata al fenomeno dell'immigrazione. E' la risposta tipica di chi non e' in grado di mettere in piedi una seria politica nel rapporto con l'immigrazione. Abbiamo consentito di essere abbandonati in totale solitudine di fronte a un'emergenza planetaria, di fronte a un'emergenza di portata biblica, da un'Unione Europea troppo egoista per rendersi conto di quando c'e' bisogno di dare una mano". Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, oggi a Reggio Calabria per la manifestazione del suo partito sull'immigrazione. "Questo - ha proseguito Meloni - vuol dire che in un anno di Mare Nostrum in Italia sono entrati piu' di 150 mila immigrati, persone alle quali nella stragrande maggioranza dei casi non siamo in grado di offrire una vita e un futuro dignitoso, e che oltretutto costano e pesano sulle casse dello Stato italiano per milioni e milioni di euro. Dai centodieci milioni di euro che costa solamente l'operazione Mare Nostrum passando dai 30 euro al giorno che lo Stato italiano spende per qualunque richiedente asilo. E' un'emergenza che in Italia non siamo nella condizione di affrontare". Le richieste di Fratelli d'Italia riguardano sia il trattamento destinato agli immigrati, sia quello per i "disperati" nostrani. "Quello che noi chiediamo - ha spiegato Meloni - e' un governo serio della politica migratoria, che significa coinvolgere l'Ue e dire all'Unione europea che noi pretendiamo la distribuzione equa dei richiedenti asilo in tutti i 28 paesi dell'Unione e che l'Europa si carichi i costi dell'accoglienza di questi rifugiati. Significa dire allo Stato italiano che deve cominciare a occuparsi anche dei tanti disperati italiani che fa finta di non vedere". "Non s'e' capito - ha proseguito il presidente di Fratelli d'Italia - perche' l'accoglienza di un immigrato debba costare 30 euro al giorno e quindi 900 euro al mese in uno Stato nel quale la pensione sociale e' di 480 euro. Se lo Stato italiano ritiene che un anziano possa vivere con 480 euro non s'e' capito perche' ritenga che per un immigrato ne servano 900, che sono piu' di quanto guadagna la media dei precari italiani. C'e' qualcosa in tutto questo sistema che non ha funzionato. Chiediamo - ha ribadito Meloni - di fermare i flussi migratori fino a quando la disoccupazione italiana non sara' scesa sotto il 7 per cento, che e' una soglia tollerabile perche' se non c'e' lavoro per gli italiani non c'e' neanche per gli immigrati e vuol dire che la nuova immigrazione sara' solamente nuova emarginazione e manovalanza per la criminalita' organizzata. Chiediamo che ci siano delle quote di accesso nei servizi sociali pari alla quota dell'immigrazione regolare in rapporto alla popolazione italiana, cioe' se gli immigrati regolari in Italia sono l'8 per cento, l'8 per cento delle case popolari e degli asili nido devono essere dedicati agli immigrati e non l'80 per cento come accade oggi. Chiediamo - ha concluso Giorgia Meloni - che l'Europa si prenda le proprie responsabilita' altrimenti chiediamo al governo italiano di aprire un corridoio umanitario per prendere questi immigrati e portarli direttamente al confine con la Germania".


Immigrati: Fdi, a Reggio Calabria corteo contro "Mare Nostrum"
Reggio Calabria, 18 ott. - E' partito da piazza Indipendenza a Reggio Calabria il corteo di Fratelli d'Italia, che ha organizzato una manifestazione nazionale con una "catena umana tricolore" per protestare contro l'operazione Mare Nostrum, al ricorrere del suo primo anniversario. Al corteo sono presenti la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma. Il corteo sfilera' sul lungomare per poi terminare in piazza Duomo, dove la Meloni terra' un comizio.


Sicurezza: Amoroso si incatena sulla statale 106
Ciro' Marina (Crotone), 18 ott. -  Il presidente del Comitato Viabilità, infrastruttura, trasporti e ambiente (Vita), Nando Amoruso, si è incatenato ad una croce di legno ed ha inscenato una via Crucis sulla statale 106 per chiedere che vengano avviati i lavori di ammodernamento. "Questa croce - ha detto Amoruso - è quella che sta portando da cinquant'anni la popolazione del crotonese costretta a viaggiare su una strada che è una mulattiera".


Sicurezza: controlli nella Locride, due arresti e dodici denunce
Reggio Calabria, 18 ott. - Due arresti e 12 denunce e' il bilancio dell'attivita' di controllo del territorio svolta ieri dai Carabinieri del Gruppo Locri, in provincia di Reggio Calabria. A Marina di Gioiosa Jonica, i Carabinieri hanno arrestato un 40enne, R.A., in flagranza di reato di tentato furto aggravato. L'uomo e' stato sorpreso dal capo cantiere del presidio in contrada Romano' della costruenda nuova SS 106, mentre tentata di portar via un cavo in rame lungo 60 metri, del valore di 5 mila euro, gia' tagliato in piu' parti per rendere piu' agevole il trasporto sull'autovettura con la quale aveva raggiunto il luogo. L'uomo si e' dato alla fuga, ma i Carabinieri hanno individuato la sua autovettura, e sono risaliti alla sua abitazione, dove e' stato individuato e bloccato. L'uomo ha affermato di avere subito il furto dell'autovettura, che a giugno scorso era stata sottoposta a sequestro amministrativo perche' priva di assicurazione, e a lui affidata in custodia esclusiva. Al termine delle formalita' di rito, l'uomo e' stato trattenuto presso le camere di sicurezza dell'Arma, in attesa del rito direttissimo. A Caulonia Marina, invece, i Carabinieri hanno invece arrestato I.I., di 42 anni. L'uomo deve scontare la pena residua di 11 mesi e 29 giorni di reclusione per il danneggiamento aggravato commesso ai danni del portone della Stazione dei Carabinieri di Caulonia Marina la notte del 27 luglio 2013. Nel corso dei numerosi controlli sono state denunciate 12 persone.


Centrale a biomassa a Mongiana, Tar sospende lavori
Vibo Valentia, 18 ott. - Il Tar ha sospeso, con apposita ordinanza, i lavori per la costruzione di una centrale a biomassa nel territorio di Mongiana, nelle Serre vibonesi. Ritenendo fondate - ad un primo esame proprio della fase cautelare - le lamentate violazioni di legge sollevate da un gruppo di cittadini riuniti in comitato, i giudici amministrativi hanno stamane bloccato la realizzazione della centrale a biomassa di Enel "Green Power" , per la produzione di energia elettrica, sulla scorta di alcune presunte violazioni di legge relative alla disponibilita' del suolo ed alle disposizioni di carattere urbanistico ed in materia ambientale. In attesa della trattazione nel merito del ricorso, fissata dal Tar per il 20 febbraio 2015, la realizzazione della centrale a biomassa - della potenza di 300kw - restera' quindi sospesa.


Furto di energia elettrica, due arresti dei carabinieri a Cutro
Cutro (Crotone), 18 ott. - I carabinieri della stazione di Cutro, nel corso di un mirato servizio, hanno tratto in arresto: un operio di 50 anni, A.P., ed una bracciante agricolda di 51 anni. T.A.P., entrambi gia' noti alle forze dell'ordine, di Cutro, per furto aggravato di energia elettrica. I militari, unitamente ai tecnici verificatori dell'Enel hanno accertato che le abitazioni dei due erano allacciate abusivamente alla rete elettrica della societa' distributrice mediante due cavi privati per mezzo della quale sottraevano l'energia elettrica. I due sono stati posti agli arresti domiciliari.


Violazione della sorveglianza speciale, due arresti a Catanzaro
Catanzaro, 18 ott. - Due persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Catanzaro nel corso di distinti servizi di controllo del territorio. Entrambi gli arrestati sono accusati di violazione della sorveglianza speciale. Nello specifico, i militari della stazione di Santa Maria hanno sorpreso A.G., 27 anni, alla guida della propria autovettura nonostante non avesse la patente perche' revocata per effetto della sorveglianza. Il secondo arrestato, B.D., 56 anni, e' stato notato da una pattuglia della Radiomobile mentre parlava al telefono cellulare nella piazza di Catanzaro Lido, nonostante il divieto che gli era stato imposto. Entrambi sono stati posti ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida.


Criminalita': scoperto arsenale a Roma, arrestato un calabrese
Roma, 18 ott. - Individuato dalla Squadra Mobile di Roma e dal commissariato di P.S. Primavalle un arsenale nascosto nell'intercapedine di una cantina di uno stabile di via Andersen: sequetsrati un 'Kalashnikov', alcuni fucili, di cui uno a canne mozze, pistole con silenziatore, un considerevole quantitativo di munizioni, un giubbotto antiproiettile, un lampeggiante e alcuni ordigni artigianali. Le indagini, svolte in un contesto di degrado sociale che non ha agevolato l'operato della polizia, hanno portato a identifica l0utilizzatore della cantina, Raffaele Mazza, 49 anni, di Taurianova (Reggio Calabria) ma residente nella capitale. L'uomo, che si ero reso irreperibile, e' stato poi raggiungo da un provvedimento di fermo emesso dalla Procura e poi convalidato dal Gip e tramutato in custodia cautelare in carcere. Nel 2011 Mazza era stato gia' arrestato per il ferimento di un pregiudicato romano, ed era stato individuato in una villetta di Rignano Flaminio, dove furono trovate, sul tetto, due pistole. L'indagato fa parte di una famiglia calabrese stabilitasi a Roma dagli anni '90 in un complesso edilizio della zona di Quartaccio, gia' coinvolto in passato in operazioni di polizia, tra cui quella riguardante un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sud America, gestito con altri pregiudicati calabresi.


Criminalita': Valeria Grasso responsabile nazionale del laboratorio Idv contro le mafie

Roma, 18 ott. -  "Dopo anni di denunce avevo già deciso di portare in giro per l'Italia la mia testimonianza, quella di una persona che ha detto no alla mafia e che ha scelto di vivere una vita non da fantasma ma da donna viva. Ho scelto Italia dei Valori perché credo sia qui il mio posto. E' il partito che, per anni,  ha sempre portato avanti la lotta contro la mafia ed ogni forma di illegalità ed è stato il primo che mi ha dato voce quando ero completamente sola ed abbandonata dalla Istituzioni. Oggi è quindi giusto che il mio posto sia qui." E' quanto dichiara Valeria Grasso, testimone di giustizia e imprenditrice siciliana da poco tornata nella sua terra, da localita' protetta. "E' cosi' che lo stato vince, con i testimoni di giustizia che non sentendosi soli, denunciano e non sono costretti a dover fuggire. La legalità è conveniente dice Ignazio Messina, segretario nazionale dell'idv durante la conferenza stampa in Piazza L.Sturzo- e la  battaglia  contro le mafie,  è il marchio di Italia dei Valori. L’adesione di oggi di Valeria Grasso che si occuperà del laboratorio nazionale dell'idv contro le mafie, rappresenta l’ennesima conferma dell’impegno nelle lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. Contro la corruzione proponiamo la reintroduzione del falso in bilancio, l’allungamento dei termini di prescrizione e la confisca del patrimonio dei corrotti e corruttori applicando la normativa antimafia. In tema di beni confiscati, portiamo avanti il nostro progetto di legge per la gestione e la vendita dei beni quale opportunità sociale e di sviluppo per il Paese e il messaggio che riusciremo a dare sarà di grande impatto. Pensate ad un imprenditore che ha perso la sua azienda perché la mafia lo ha distrutto e lo  Stato gli riconsegna i beni confiscati e gli crea le condizioni per andare avanti- cio' rappresenterebbe un un risultato straordinario. Questi sono gli obiettivi che la nuova IdV si pone ed insieme a Valeria siamo sicuri di riuscirci. Sul fronte della corruzione, Cantone non si sta occupando solo dell'Expo ma anche del tram di Palermo, di cui sta esaminando le carte ed ha deliberato di mandare gli atti alla Procura ed alla Corte dei Conti. E' la solita minestra delle consulenze, delle varianti in corso d'opera e dei subappalti. Io sottoporrò a Cantone alcune norme, che eravamo già riusciti a far approvare in Commissione Antimafia in Parlamento e cioè fare delle verifiche prima alle aziende e non dopo, impedire negli appalti le varianti in corso d'opera, che sono il trucco della corruzione perché si parte da un appalto di poco conto e lo gonfio per le mazzette. Sul tram di Palermo ci sono ipotesi di corruzione e l'unico modo per rimettere in moto l'Italia oltre che abbassare le tasse agli imprenditori ai cittadini, è di investire nei lavori pubblici ma se ogni lavoro pubblico, rischia di essere corrotto non funziona il sistema".


Consorzio: a Copanello la Convention della lista “Manno Presidente” a Copanello di Stalettì  
Catanzaro, 18 ott. -  «Abbiamo già vinto» ha detto Manno grazie alla presenza di tutti voi e al sostegno continuo, incessante, che vi è stato in questi giorni in tutti e 46 comuni del comprensorio consortile. Un messaggio chiaro ed inequivocabile quello di Grazioso Manno leader della lista “Manno Presidente” che si candida a guidare l’Ente Consortile nel quinquennio 2014-2019, in occasione delle elezioni per il rinnovo delle cariche consortili che si svolgeranno domenica prossima 26 ottobre  Insomma, la presentazione della  lista è stata la  “Giornata del ringraziamento” davanti a moltissimi sindaci, consorziati, politici, amici venuti da tutta la Calabria, associazioni agricole, culturali e sociali e . La convention, baciata dal sole, è stata un esempio di partecipazione e di “democrazia agricola”  vissuta e da vivere ad alta intensità.  Un abbraccio collettivo all’indirizzo di Manno e degli altri candidati ha segnato il ritmo della mattinata. Presenze bipartisan con in testa i sindaci e gli amministratori territoriali, esponenti della politica provinciale, regionale e nazionale, e delle associazioni agricole, gli operai e la compagine tecnico  – amministrativa del consorzio. E poi consorziati e amici.  Manno e i componenti della lista sono determinati. Una compagine fatta di imprenditori agricoli,  professionisti e innamorati conoscitori del territorio. I candidati rispondono ai nomi di: Elena Console, Elena Grimaldi, Caterina Salerno, Antonio Biamonte, Lugi Bulotta, Gaetano Costa, Giuseppe Fratto, Giuseppe Galea, Salvatore Gigliotti, Pasquale Greco, Rocco Mazza, Antonio Saverio Menniti, Fransceso Perri, Federico Pettinato. Un impegno che continua e il coraggio, sono gli ingredienti del programma di governo presentato dalla lista. La  standing ovation della sala è stata la dimostrazione dell’immenso entusiasmo che circonda Manno e i candidati». Che hanno tutti assicurato passione e competenza senza temere nulla perché, nonostante la crisi, tutti insieme, sono in grado di contribuire a risollevare questa terra». Insieme è la parola d’ordine. Sui blocchi di partenza ci sarà la sinergia e armonia operativa con sindaci , «definiti dei veri eroi». Ma anche con  Provincia e Regione. E’ il gioco di squadra imposto dalla moderna visione del territorio. E’ il gioco di squadra che aiuta a realizzare i propri sogni. «Io ne ho ancora tre da realizzare – ha confessato il leader – Il Piano per la difesa del territorio contro il rischio idrogeologico improntato sulla prevenzione dei disastri, il Piano regionale irriguo e la nuova rete di colo a sostegno dello sviluppo dell’agricoltura e l’ ultimazione della Diga sul Melito». Più che sogni sono programmi concreti. «In Calabria – ha sottolineato Manno – molto spesso non si riescono a intravedere i reali problemi perché siamo abituati a essere l’uno contro l’altro senza affrontate con decisione le questioni che ci assillano. Il Beltrame, la frana sull’A3, la città di Catanzaro allagata, le bombe d’acque degli ultimi anni sembrano non interessare a nessuno quando invece dalla questione dissesto idrogeologico non si può prescindere. Insieme con i sindaci e con gli altri attori del territorio ce la faremo. Ce la dobbiamo fare. Per essere più incisivi e vincenti al nuovo governo regionale chiederemo un’interlocuzione che non investa solo l’assessorato all’Agricoltura ma anche quelli ai Lavori Pubblici, Ambiente, Urbanistica oltre Dipartimento della Protezione Civile». Un solo programma. Tante scommesse. Una ha il nome di diga Melito. Quando sarà ultimata darà acqua alla città di  Catanzaro, Lamezia Terme e ai Comuni comprensoriali, risolverà le questioni irrigue della zona compresa tra Lamezia, il monte Poro, la costa Ionica fino alle porte di Crotone abbattendo, tra l’altro, del 50% i costi di energia elettrica in molti Comuni.  «Con questa opera, il Consorzio vuole dare lavoro a tanti  calabresi  e alle loro famiglie. Per il compierla occorrono 190milioni di euro. Il consorzio, attraverso un finanziamento integrato di 880 milioni di euro, con il coinvolgimento di operatori pubblici e privati, realizzerà tutti gli investimenti che riguardano le opere di adduzione e derivazione dei corsi d’acqua e la realizzazione della centrale idroelettrica». Insomma uno sviluppo durevole e sostenibile questo vuole realizzare il Consorzio. «Il segreto dell’essere vincenti – ha affermato – sta tutto in un Consiglio dei Delegati coeso nelle decisioni, assunte e da assumere avendo come punto di riferimento il “bene Comune” e mai a quello personale oltre che alla indispensabile unità d’intenti tra amministratori, uffici tecnici e amministrativi del consortili e operai, questi ultimi autentica prima linea. Obiettivi chiari  che sono stati recepiti anche nel dibattito che è seguito. L’ex commissario della Provincia di Catanzaro, battezzata “presidente emerita della provincia” Wanda Ferro  si è detta convinta che «con la lista “Manno Presidente” riparte un quinquennio importante». Il neo presidente della Provincia Catanzarese Enzo Bruno, al suo primo intervento ufficiale dopo l’elezione, ha assicurato che «con il consorzio programmeremo e faremo insieme quello che serve per il territorio». Dal consigliere di maggioranza Mario Magno è venuto, inoltre, l’invito a «operare con lo stesso senso di responsabilità dei consorzi di bonifica». Il sindaco di Stalettì, padrone di casa, Concetta Statizzi, ha parlato di Manno come “persona della risoluzione” grazie al quale «i fiori continueranno a sbocciare». Quello di Sorbo San Basile Cosentini, che  Manno è il nome dei consorzi di bonifica».  Il vicepresidente del consiglio regionale Piero Amato dicendosi soddisfatto del programma di Manno ha incalzato «sui programmi e i progetti di salvaguardia dei territori contro gli eventi alluvionali mettendo al primo posto l’agricoltura, agroalimentare e turismo». «Lavorare per le cose concrete con la serenità di fare scelte giuste nel convincimento  che Manno, la sua squadra e il programma otterranno notevoli risultati» il concetto di Alberto Statti, presidente di Confagricolrtura Calabria intervenuto a nome di Agrinsieme. E se il sindaco di San Floro Teresa Procopio ha definito Manno «una vera e imprescindibile risorsa per la Calabria con cui ci sentiamo tranquilli», l’ex parlamentare Mario Tassone ha spronato «la regione Calabria a collocare i consorzi di bonifica nella loro giusta dimensione  inquadrandoli in una cornice strategica ampia e di progettualità diffusa». Il neo consigliere provinciale Riccardo Bruno ha ricordato quanto fatto dal consorzio Ionio Catanzarese per il territorio di Borgia e dell’intera provincia di Catanzaro. Il presidente Anpa Pino Mangone ha puntualizzato come «dopo le elezioni prossime  servirà un rilancio forte e convinto delle funzioni dei consorzi di bonifica». Per  Michele Drosi, sindaco di Satriano e presidente Anci Calabria Piccoli Comuni, secondo cui serve «tra le altre cose, un supporto in termini di risorse e  di maggiori compiti all’azione consortile». Il dirigente di Coldiretti Onofrio Casuscelli ha insistito sull’azione contro il dissesto idrogeologico «avendo come stella polare agricoltura e agroalimentare di qualità». Arturo Bova, sindaco di Amaroni, ha definito Manno «uno dei pochi esempi di buona amministrazione in Calabria» ritenendo necessaria «la concertazione e l’azione preventiva contro i disastri». Il presidente dell’ordine degli ingegneri di Catanzaro Salvatore Saccà, infine, apprezzando il programma presentato, con una grande dose di tecnicismo condito da pathos ha concluso ritenendo «la lista “Manno Presidente” un perfetto insieme di competenze tecniche  e umanità». La democrazia agricola ad alta intensità avrà il suo epilogo domenica 26 ottobre e tutti la vivranno con entusiasmo perche’  convinti che vi è un progetto forte e donne e uomini capaci di realizzarlo.  

 

 

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