Nella società che cambia notizie che informano

Global  News  Calabria

REGIONE

LAMEZIA

SANITA'

 

PRIMO PIANO

 



































AGRICOLTURA: COLDIRETTI A SCOPELLITI, "RECUPERARE TEMPO PERDUTO"
Catanzaro, 24 gen. - "Carte alla mano, dimostreremo come e perche' si puo' fare di piu' per far ripartire "la piu' importante locomotiva economica della Calabria": su questo, mi creda, si gioca il futuro della nostra Regione noi ci aspettiamo molto dal Governatore." Cosi' Pietro Molinaro presidente regionale Coldiretti Calabria, conclude una lettera inviata al Presidente Scopelliti a quasi due anni dalle elezioni. Una lettera che richiama l'attenzione del Governatore sulla necessita' di recuperare il tempo perso rispetto ad un "biennio sciupato". Dopo aver richiamato le interlocuzioni con le Istituzioni Regionali sempre caratterizzate nelle diverse occasioni con progetti, proposte e risultati tangibili, animati dalla voglia di essere "forza economica e sociale amica della Calabria" tesa a privilegiare i fatti non la retorica con un lavoro incessante sul territorio, il presidente della maggiore organizzazione agricola sottolinea che le imprese agricole ed agroalimentari, continuano ad investire, a non delocalizzare, e per quanto ci riguarda - aggiunge - "sproniamo i giovani offrendo loro percorsi innovativi che creano lavoro vero". Ma con preoccupazione annota "c'e' un ma a tutto questo". Nella nostra Regione poi, notoriamente gia' in grave ritardo, come dimostrano gli indicatori socio-economici, le difficolta' si acuiscono in modo drammatico, peggiorandone i fattori di crescita legati in modo particolare all'utilizzo dei fondi comunitari ed alla necessita' di fare le riforme. L'utilizzo poi dei Fondi comunitari, -prosegue la lettera - risulta essere ormai superato nella programmazione poiche', tra l'altro, si basa su dati di quasi dieci anni fa e quindi occorrerebbe una correzione veloce per individuare nuovi spazi di investimento rispetto alle priorita' della Regione".  "Ma pur davanti ad una crisi internazionale -continua Molinaro - non possiamo assistere inerti ,ad un deterioramento della governance politico- amministrativa nella nostra regione. Nel "biennio sciupato", - rincara Molinaro - non vi e' stato nessun atto legislativo e amministrativo teso ad introdurre politiche virtuose per la tenuta del settore agricolo. Ed ancora: posti di lavoro che si perdono, imprese che chiudono o che sono in affanno, nessuna politica per l'accesso al credito, le risorse comunitarie hanno tempi biblici per essere erogate. Un nervo scoperto e' il nessun apporto alla semplificazione. Basti pensare - che per liquidare i contributi per l'investimento alle imprese agricole occorrono ben 33 passaggi burocratici - da noi certificati punto per punto - all'interno della macchina amministrativa, le Riforme poi, che interessano direttamente l'agricoltura, non prendono forma e anzi continuano ad essere la palla al piede per una regione intera alimentando carrozzoni e rendite improduttive. Tagliare, come sta avvenendo, senza riorganizzare - spesso equivale a non tagliare, anche perche' avvertiamo resistenze al cambiamento. Noi - sottolinea Molinaro - abbiamo piu' degli altri la necessita' di correre, perche' maggiori sono i ritardi che dobbiamo colmare e per questo ci vorrebbe un impegno e misure straordinarie, mettendo tra l'altro l'agroalimentare in sinergico raccordo con tutta la spesa regionale. Quando si e' alla fame, si aguzza l'ingegno, invece - chiosa -solo politiche ordinarie a bassissima efficacia. Ma l'elenco continua: ci si limita ad evidenziare la spesa dei fondi comunitari e non i risultati della stessa, sui capitoli del Bilancio Agricoltura non vi e' nulla o quasi. Ci sono - ricorda Molinaro - esempi di autogoverno degli imprenditori agricoli, quali quelli nella zootecnia e nei Consorzi di Bonifica, che a fronte di progetti e azioni efficaci da mettere in campo, scontano penalizzazioni e ritardi ingiustificati. E' evidente che davanti a tale comprovata inerzia, le imprese agricole si sentono mortificate e per la stragrande maggioranza di esse il tempo dell'ascolto e dell'attesa o peggio dei soli annunci e' finito o comunque sta per scadere. Il non fare, la disattenzione, la pigrizia e' una vera e propria provocazione per gli agricoltori che puo' generare una spirale pericolosa. Adesso occorre -conclude Molinaro - imporre quindi una svolta decisiva, che -rivolgendosi al Governatore - "Lei in prima persona deve gestire: la Sua agenda, deve contenere la giusta considerazione per l'agricoltura e l'agroalimentare".


CREDITO: CRIF, DOMANDA IN AUMENTO DEL 2% IN CALABRIA
Catanzaro, 23 gen. - Contrariamente alle previsioni espresse da alcuni analisti, la domanda di credito da parte delle imprese italiane nel 2011 ha fatto segnare solo una lieve diminuzione, pari a -1% rispetto al 2010, in miglioramento rispetto al calo registrato nell'anno precedente, quando invece la contrazione era stata del del -5%. In Calabria la domanda sarebbe addirittura in aumento. I dati emergono dal barometro sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito dalla societa' bolognese CRIF, che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di linee di credito attribuite a utenti business. Rispetto al 2009, quando la crisi economica si era da poco conclamata, il decremento complessivo delle richieste rilevato nel 2011 e' stato pari a -6%, quindi senza il drammatico crollo che si era temuto. Per avere segni positivi negli andamenti della domanda anno su anno e' pero' necessario risalire agli andamenti degli anni 2009 (+12%) e 2008 (+8%). Una dinamica sostanzialmente analoga - spiega una nota - si registra tra gli operatori economici della provincia di Catanzaro, che negli ultimi 12 mesi hanno visto diminuire le richieste di finanziamento di un modesto -4% rispetto all'anno precedente. Ancor piu' sorprendente e' il trend rilevato a livello regionale dove, in controtendenza con il dato nazionale, la domanda di credito registrata nell'intero anno 2011 e' addirittura cresciuta del +2% rispetto al 2010. Entrando nel dettaglio, quella di Catanzaro e' l'unica provincia della Calabria insieme a Reggio Calabria (anch'essa -4%) in cui il segno e' stato negativo mentre, al contrario si sono registrati veri e propri picchi di richieste di credito da parte delle imprese di Vibo Valentia (+14%), Crotone (+11%). Meno eclatante il +4% di Cosenza.


PESCA: PIRILLO, NUOVO IMPEGNO IN EUROPA PER LA CALABRIA 
Catanzaro, 21 gen. - A Strasburgo, durante la seduta plenaria del Parlamento europeo di questa settimana, sono stati rinnovati i vertici e le commissioni parlamentari. L'On. Mario Pirillo del gruppo S&D, oltre a far parte delle commissioni ENVI ed ITRE, sara' componente della commissione Pesca: "Un incarico importante, che richiede impegno, soprattutto in previsione della riforma della nuova politica comune sulla pesca", sostiene l'eurodeputato calabrese. "La Calabria ha 740 km di costa - ha ricordato Pirillo - e sono migliaia gli occupati nel settore e nell'indotto, che stanno attraversando un grave periodo di crisi". "Ho chiesto di far parte di questa commissione, - prosegue Pirillo - per seguire da vicino la riforma della nuova politica comune della pesca e del nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)". Questo Fondo finanziera' progetti destinati a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualita' della vita nelle regioni costiere europee. "Ho gia' avuto contatti con la Commissaria per gli affari marittimi e la Pesca, Maria Damanaki la quale ha confermato la sua volonta' di recarsi in Calabria, per presentare la riforma ed ascoltare da vicino i reali bisogni delle categorie di settore. L'attuale politica della Pesca- conclude Pirillo - ha penalizzato di molto il settore e intendo farmi promotore delle istanze che verranno dal territorio". 


CASA: IMMOBILIARE.IT, I CALABRESI TORNANO A COMPRARE 
Catanzaro, 20 gen. - Il quarto trimestre 2011, diversamente dall'andamento nazionale, segna per la Calabria un sensibile aumento della fiducia dei cittadini nel mercato immobiliare. E' quanto emerge dall'elaborazione dell'indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori. Nel periodo analizzato - si fa rilevare - emerge che solo il 34,9% degli abitanti della regione calabrese ritiene che questo sia il momento giusto per comprare casa contro il 25,5% registrato nel trimestre precedente, un dato comunque inferiore alla media nazionale che si attesta al 45%. Riguardo alle singole citta' calabresi, la rilevazione di dicembre ha evidenziato, rispetto a quella di ottobre, un andamento differente dei prezzi medi richiesti per gli immobili in vendita nelle principali citta', con Reggio Calabria che si e' distinta per il maggior calo dei prezzi mentre Vibo Valentia per l'aumento piu' consistente. Nello specifico: Reggio Calabria (-3,9%); Cosenza (-3,1%); Catanzaro (+0,7%), Crotone (+1,7%) e Vibo Valentia (+2,2%). All'aumento del 9,4% della propensione dei cittadini calabresi all'acquisto immobiliare, emersa dall'analisi, corrisponde un calo netto degli indecisi (14% vs 46,9%): cresce infatti anche la percentuale sia dei piu' pessimisti (23,3% vs 17%), che non ritengono questo un buon momento per comprare, sia di chi ritiene piu' conveniente rimandare gli investimenti immobiliari all'inizio del 2013 (27,9% vs 10,6%). Sul fronte della vendita il 23,3% dei calabresi pensa che questo sia un momento favorevole per farlo mentre il 58,1% (era il 39,4% ad ottobre) ritiene che questo non sia un buon momento per vendere casa. Aumenta al 14% (era l'8,5% ad ottobre) la percentuale di chi si aspetta tempi migliori tra 12 mesi. L'indagine ha analizzato anche l'opinione circa i prezzi degli immobili: per il 48,8% del campione i costi sono destinati a calare, con una differenza di 27,5% in soli tre mesi; di contro, il 20,2% degli intervistati si aspetta stabilita' e il 27,9% teme un aumento (era il 23,4%).


ENERGIA: ENEL, IN CALABRIA BOOM IMPIANTI FONTI RINNOVABILI
Catanzaro, 20 gen. - L'anno appena concluso ha fatto registrare in Calabria un nuovo record per quanto riguarda i nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili entrati in esercizio. Sono stati, infatti, 4.903 i nuovi impianti di produzione a 'emissioni zero', che Enel Distribuzione, con grande dispiegamento di uomini e mezzi, ha connesso nell'anno alla rete elettrica della regione. A rendere noto il dato e' la stessa societa' elettrica. "L'esperienza e la professionalita' messa in campo dai tecnici Enel - recita una nota stampa - ha consentito di gestire un numero di connessioni che nel 2011 e' aumentato del 250% rispetto al numero di impianti ( 1.954 ) che erano stati connessi alla rete elettrica nell'anno precedente. Il numero globale di impianti verdi presenti sul territorio regionale passa cosi' dai 3.509 di fine 2010 agli oltre 8.400 attivi a fine 2011, facendo segnare un aumento del 140%. Ad aumentare in modo significativo sono stati, in particolare, gli impianti fotovoltaici di piccola taglia, ossia con potenza inferiore a 20 KW, di privati, aziende o Pubbliche Amministrazioni. Nell'anno gli impianti attivati, di questo tipo, sono stati, infatti, oltre 4.300. Globalmente i nuovi impianti, - si evidenzia - con una potenza complessiva di 227,8 MW, fanno segnare anche un +35,8% rispetto ai 636,3 MW gia' installati a tutto il 2010 e portano a oltre 860 MW la potenza complessiva degli impianti di produzione a 'emissioni zero' installati in Calabria. Per far fronte ai crescenti volumi di richieste di connessione, Enel Distribuzione non si e' limitata a dotarsi di un portale informatico, cosi' come previsto dalla Delibera 125/10 dell'Autorita' per l'Energia Elettrica ed il Gas, ma ha colto l'occasione per sviluppare un servizio che raccogliesse tutta l'esperienza acquisita in questa articolata relazione con i nuovi produttori. Il nuovo Portale Produttori, infatti, accessibile dallo scorso ottobre dal sito eneldistribuzione.it, e' dotato di un tutorial informatico che consente la compilazione assistita della domanda di connessione e l'invio online. Oltre ad agevolare l'iter per la gestione di una richiesta di connessione, il portale - si legge ancora - consente al produttore di conoscere in tempo reale anche lo stato di avanzamento della propria richiesta. Quella di Cosenza e' stata nel 2011, con 1.842 nuovi impianti connessi, la provincia piu' virtuosa. Seguono poi Catanzaro, con 1.118, Reggio Calabria, con 1.015, e Vibo Valentia, con 588. Chiude la classifica Crotone con 340 nuovi impianti attivati".


BCC COSENZA: SIT-IN SINDACATI, "NO AI LICENZIAMENTI"
Cosenza, 16 gen. - Un Sit-in di protesta e' stato attuato davanti alla Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo in contrada Cutura a Rende dei dipendenti della Bcc di Cosenza contro i 17 licenziamenti previsti. "Il presidio organizzato dalle sigle sindacali Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Ugl credito, Dircredito, Falcri - spiega una nota dei sindacati - ha portato i lavoratori ad occupare in maniera rumorosa ma pacifica la sede della Federazione dove era in corso un consiglio federale. Una delegazione sindacale con il segretario generale della Cisl Tonino Russo e' stata poi ricevuta dal presidente della Federazione calabrese Michele Aurelio e dai presidenti delle Bcc. La mobilitazione dei lavoratori ha come unico obiettivo - si legge - di scongiurare i licenziamenti dopo venti mesi di commissariamento e con l'unica prospettiva offerta dicono i diretti interessati "dello smembramento e della definitiva chiusura di una banca considerata vicina alla gente". Le organizzazioni sindacali a gran voce, hanno chiesto la riapertura del confronto a norma di contratto, affinche' si percorrano tutte le strade e non venga disperso un importante presidio economico e professionale presente da oltre 100 anni sul territorio". Tonino Russo segretario della Cisl di Cosenza, al termine dell'incontro, durato due ore, ha dichiarato: "La trattativa era stata chiusa in maniera frettolosa, in alcuni istituti si effettuano gli straordinari per cui non si giustificano i licenziamenti. Si aprono degli spiragli con i contratti di solidarieta' per poter ricollocare i dipendenti e nella prossima settimana sara' riaperto il tavolo negoziale. Salvando la Bcc di Cosenza si salvera' l'intero sistema creditizio".


BCC COSENZA: TRAMONTI, CISL AL FIANCO DEI LAVORATORI
Catanzaro, 19 gen. - "Tutta la Cisl calabrese e' solidale con i lavoratori di Banca di Cosenza e lottera' strenuamente al loro fianco per la difesa di tutti i posti di lavoro". Lo ha dichiarato il Segretario Generale della Cisl Calabria Paolo Tramonti intervenendo ai lavori del Consiglio Direttivo della Fiba-Cislìì, all'indomani della manifestazione dei dipendenti della Banca di Cosenza davanti alla sede della federazione calabrese delle Bcc alla quale ha preso parte pure la Cisl cosentina. "Non possiamo permettere - ha detto - che nasca un pericoloso precedente per il quale, in caso di problemi di costo, l'unica soluzione e' quella di licenziare il personale. Il movimento del Credito Cooperativo deve, soprattutto in questo caso, dare dimostrazione di ispirarsi effettivamente a valori di solidarieta' e mutualita'. Per questi motivi - ha concluso Tramonti - la Cisl rinnova la richiesta della riapertura delle trattative al fine di ricercare decisioni condivise per sanare le criticita' di Banca di Cosenza, senza dover ricorrere ad alcun licenziamento". da parte sua il segretario generale della Fiba-Cisl calabrese, Giovanni Gattuso, ha affermato che "non e' concepibile che l'azienda voglia avviare le procedure di mobilita' quando durante le trattativa il sindacato ha dato ampie disponibilita' a trovare soluzioni alternative al problema dei costi".


MUTUI: CALO DOMANDA IN CALABRIA (-15%), CROLLO A CATANZARO
Catanzaro, 19 gen. - La domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie di Catanzaro, nel 2011, ha fatto registrare una contrazione pari a -20% rispetto al 2010 (dato ponderato sui giorni lavorativi), mentre a livello regionale si e' rilevato un -15%. E' quanto emerge da un'analisi su Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie di Crif, che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie. "A livello nazionale - si fa rilevare - le richieste di mutui sono calate del -19%, un dato che appare particolarmente significativo se si considera che nei due anni precedenti il trend in Italia aveva avuto segno positivo (+1% nel 2010 rispetto al 2009; +7% nel 2009 rispetto al 2008)". Analizzando la domanda di mutui ipotecari rispetto al 2007, emerge che il vero crollo e' da ascriversi principalmente all'anno appena trascorso. "L'analisi delle richieste di mutui a livello regionale conferma una contrazione generalizzata, nella quale pero' la Calabria, con un -15%, - e' scritto - si colloca in una posizione intermedia rispetto al panorama nazionale". Entrando nel dettaglio delle dinamiche registrate nelle singole province, Vibo Valentia si distingue per aver rilevato la contrazione maggiore: ben -27%. Seguono Crotone (-19%), Catanzaro (-18%), mentre meno pesante e' stata la diminuzione riscontrata a Reggio Calabria (-16%) e Cosenza (-10%).


TRASPORTI: TASSONE (UDC), BENE PROPOSTA UE SU CORRIDOIO 1 
Catanzaro, 17 gen. - Mario Tassone, deputato dell'Udc e vicesegretario del partito, intervenendo sulle mozioni concernenti le iniziative per lo sviluppo del sistema ferroviario di persone e merci, ha affrontato tutta la problematica che riguarda la situazione dei trasporti nel Mezzogiorno ed in particolare, in Calabria. Tassone ha rilevato come "un fatto da considerare positivamente" la proposta dell'Unione Europea che modificava una decisione assunta e che si riferiva alla variazione del Corridoio 1 Berlino-Palermo che saltava di fatto, tutta l'area del Mezzogiorno. Infatti, il Corridoio, diventato poi Corridoio 5, riguardava Helsinki - Bari - La Valletta. "Oggi, invece, - ha detto - c'e' in atto questa proposta, di prevedere anche l'area della Calabria e della Sicilia, attraverso, quindi, una serie di infrastrutture trasportistiche". Tassone ha evidenziato che "c'e' pero' una contraddizione tra la politica europea delle grandi infrastrutture, tendente a coinvolgere gli Stati Membri e le Regioni Europee in una politica di integrazione e sviluppo, e le iniziative assunte ad esempio in Calabria, da parte del Governo, che taglia nella regione 21 treni, c'e' una fuga di responsabilita' dagli impegni da parte delle Ferrovie dello Stato, con tempi sempre piu' rallentati nell'adeguamento e nell'ammodernamento della SA-RC e l'abbandono, di fatto, delle infrastrutture del trasporto sia su gomma, che su ferro del versante ionico. C'e' infatti - continua - un rilassamento della politica su questi temi, i vuoti devono essere colmati, altrimenti anche l'obiettivo del 2050 diventa un puro esercizio di fantasia per quanto riguarda il progetto europeo di collegamento. Tassone ha sottolineato che bisogna capire cosa si fa oggi, perche' gli atti dell'oggi vanno in direzione opposta e non creano le condizioni per i grandi disegni di politica economico-infrastrutturale dell'Europa. Un esempio e' quello del Ponte sullo Stretto di Messina, - spiega - che esce e rientra a seconda delle stagioni, del clima, dei convincimenti o quello delle Ferrovie della Calabria , importante struttura per una Regione abbandonata a se stessa e all'impegno ed al coraggio dei funzionari locali".  "C'e' infatti - continua - un rilassamento della politica su questi temi, i vuoti devono essere colmati, altrimenti anche l'obiettivo del 2050 diventa un puro esercizio di fantasia per quanto riguarda il progetto europeo di collegamento. Tassone ha sottolineato che bisogna capire cosa si fa oggi, perche' gli atti dell'oggi vanno in direzione opposta e non creano le condizioni per i grandi disegni di politica economico-infrastrutturale dell'Europa. Un esempio e' quello del Ponte sullo Stretto di Messina, - spiega - che esce e rientra a seconda delle stagioni, del clima, dei convincimenti o quello delle Ferrovie della Calabria , importante struttura per una Regione abbandonata a se stessa e all'impegno ed al coraggio dei funzionari locali".


PORTO GIOIA TAURO: SCOPELLITI, INGRESSO MSC SEGNALE FORTE 
Catanzaro, 17 gen. - Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha espresso soddisfazione, tramite, una nota dell'ufficio stampa della Giunta, per l'ingresso di MSC in Medcenter Container Terminal, societa' che gestisce lo scalo transhipment di Gioia Tauro. "La notizia dell'ingresso di MSC - spiega - rappresenta un atto importante per il rilancio dell'area portuale di Gioia Tauro, un impegno che ci ha visti sempre in prima fila come istituzione regionale. MSC, infatti, per tramite della TIL (Terminal Investment Limited) e' uno dei principali operatori mondiali di terminal container, presente nei piu' importanti scali dei cinque continenti. Gia' nelle riunioni dei mesi scorsi - ha aggiunto il Governatore Scopelliti - incontrando a Ginevra Diego e Gianluigi Aponte, insieme alla Vicepresidente Antonella Stasi, MSC aveva manifestato la disponibilita' ad investire nel porto calabrese. E' la testimonianza che il gruppo Aponte crede in Gioia Tauro e nella sua crescita per il rilancio della piu' grande e importante infrastruttura del Mediterraneo. L'ingresso di MSC contribuisce a consolidare lo scalo aggiungendo un valido partner per Conship Italia e per Apm Terminal, in un momento in cui la congiuntura economica internazionale e' molto delicata. Stiamo investendo molto sull'area portuale perche' la riteniamo strategica soprattutto per un concreto rilancio economico".   "Anche oggi, al tavolo per il Sud a palazzo Chigi, - ha riferito Scopelliti - ho avuto modo di ricordare al premier Monti gli investimenti effettuati dalla Regione per attrarre compagnie navali inserendo il progetto strategico di Gioia Tauro nel dossier "Mezzogiorno per l'Europa" che il governo presentera' a Bruxelles. Noi continueremo a lavorare intensamente per lo sviluppo dell'Apq e per la crescita del Polo Logistico. Riteniamo fondamentale l'accordo avviato con MSC - ha concluso Scopelliti - e' un segnale forte che consentira' di far recuperare al Porto di Gioia Tauro la centralita' nel trasporto delle merci nel Mediterraneo".


FS: ADICONSUM CALABRIA, IL SUD E' UNA ZAVORRA? 


Catanzaro, 16 gen. - "Trenitalia e RfI, devono, con estrema chiarezza dire se il Sud e' una zavorra o rappresenta ancora una risorsa da considerare nelle strategie di impegno di spesa per mantenere un collegamento nord/sud al passo con i tempi". Lo afferma, in una nota, il segretario generale dell'Adiconsum calabrese, Romolo Piscioneri, che aggiunge: "Si investe poco e non si realizzano le infrastrutture essenziali per riportare il Sud, collocato nel cuore del mediterraneo , ad una nuova centralita', indispensabile per una ripresa economica dell'intero paese. Il Mezzogiorno, oltre le chiacchiere, non risulta destinatario di un appropriato piano di investimenti, per migliorare il trasporto ferroviario, mantenendo quell'odioso dualismo che contribuisce ad alimentare l'intensita' degli squilibri". Piscioneri parla di "dualismo e forte differenza per: qualita' della rete, decadente su tutta la tratta ionica, inadeguata sul versante tirrenico; qualita' del materiale rotabile, da rottamare quello adibito al trasporto regionale in convenzione, superato, trascurato e comunque non in linea con gli standard di qualita', quello utilizzato per i collegamenti a lunga percorrenza; chilometri coperti, tempi e puntualita' di percorrenza; insufficiente numero dei treni, veloci e non, che collegano la tratta centro/sud, rapportato al numero che viaggia centro/nord; efficienza, manutenzione e pulizia dei convogli".  "C'e' un sistema alterato - continua - che ostacola la mobilita' delle persone e non ascolta le esigenze delle diverse comunita' che entrano o vengono coinvolti in processi di frantumazione di diritti. Non siamo sicuri che in regime di monopolio si possa organizzare e offrire all'utenza un servizio consono alle esigenze di mobilita' e rispondente equamente al fattore qualita'/prezzo. Non possiamo tacere il disagio dei calabresi che per spostarsi utilizzano i mezzi di Trenitalia. Il problema si pone, per gli spostamenti regionali a breve o media percorrenza, come per quelli fuori regione a lunga percorrenza, nord /sud. Conosciamo benissimo le cause ed abbiamo imparato a nostre spese che gli impegni politici annunciati hanno prodotto poco, anche quando le condizioni economiche del paese erano piu' favorevoli di quelli attuali. Questa tragicita' finanziaria - osserva - non puo' arrestare quelle timide iniziative di miglioramento dell'intera rete dei trasporti regionali. Troviamo soluzioni senza demagogie, pianifichiamo cose realizzabili, vie d'uscita, cose che si possono fare senza aspettare tempi biblici. Trenitalia e RfI, devono, con estrema chiarezza dire se il sud e' una zavorra o rappresenta ancora una risorsa da considerare nelle strategie di impegno di spesa per mantenere un collegamento nord/sud al passo con i tempi". 
"Non c'e' stata - prosegue - la giusta determinazione per innovare e proporre all'utente un servizio di trasporto ferroviario migliore di quello gia' esistente. La lezione di questi giorni, riservata ai viaggiatori del sud, dimostra quanta sensibilita' e considerazione c'e' per le esigenze di milioni di cittadini. Mancano spiegazioni adeguate sul sostanziale fallimento delle politiche di trasporto nel mezzogiorno, quando esce dal piano strategico e non si realizza il collegamento ad alta velocita', Napoli - Reggio Calabria. Un risanamento di rete ferroviaria irrealizzato con conseguente taglio di treni a lunga percorrenza e treni notte adatti a coprire le lunghe distanze. Una doppia penalizzazione - conclude - che smonta tutti i buoni propositi e predispone per una crescente indignazione tra la gente che incomincia a chiedere conto e invoca dimissioni per conclamate responsabilita' di chi e' stato artefice di questo declino che aggredisce e sgretola i diritti base della societa' meridionale".


LAVORO: CGIA, TASSO DISOCCUPAZIONE REALE OLTRE QUOTA 10% 
Roma, 14 gen. - Se per l'Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre scorso la soglia dell'8,6%, quello reale, invece, ha superato il 10%. Ad affermarlo e' il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha "definito" un nuovo indicatore che misura la disoccupazione "reale" presente nel Paese. Chiaramente, affermano dalla Cgia, questo parametro e' il frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, da' il senso della difficolta' occupazionale che sta vivendo in questo momento il Paese. "Ai disoccupati censiti dall'Istat", spiega Bortolussi, "abbiamo aggiunto i cosiddetti sfiduciati. Ovvero, coloro che in questi ultimi 3 anni di crisi economica sono usciti dalle statistiche ufficiali perche' hanno deciso di non cercare piu' un nuovo posto di lavoro". Nel novembre del 2011, secondo la periodica rilevazione dell'Istat, le persone attivamente alla ricerca di una occupazione erano 2.142.000. A questo esercito di senza lavoro, la Cgia ha sommato 438.000 nuovi "scoraggiati" che, in questi ultimi 38 mesi di crisi, sono usciti dalle classifiche ufficiali ingrossando la fila degli inattivi. In pratica, i senza lavoro "reali" sono composti da 2.580.000 persone. Pertanto, sommando ai 2 milioni e 142 mila disoccupati questi nuovi 438 mila "sfiduciati", il tasso di disoccupazione "reale" (o tasso reale di marginalita' dal lavoro) si attesta al 10,1%: 1,5 punti percentuali in piu' rispetto al dato ufficiale fornito la settimana scorsa dall'Istat.  
"Tra le 438.000 persone che in questi ultimi 3 anni di profonda crisi hanno deciso di non cercare piu' un lavoro - conclude Bortolussi - risiede in buona parte nelle regioni del Mezzogiorno. E' evidente che una gran parte di queste persone e' andata ad alimentare l'abusivismo ed il lavoro nero creando gravi danni a quelle aziende che, nonostante le difficolta' economiche, sono rimaste in attivita'". Infine, sottolineano dalla Cgia, si ricorda che le forze di lavoro presenti in Italia sono pari a 25.049.000, mentre gli occupati sfiorano la soglia dei 23 milioni (precisamente 22.906.000). In termini percentuali il tasso di attivita' si attesta al 62,2%, quello di occupazione al 56,9%, mentre la disoccupazione giovanile ha ormai superato il 30% (precisamente il 30,1%).


LAVORO: 500.000 LAVORATORI IN CIG NEL 2011, PERSI 3,6 MLD SALARI 
Roma, 14 gen. - Mezzo milione di lavoratori in cassa integrazione a zero ore costretti a rinunciare a 8 mila euro in in busta paga, pari a un taglio complessivo di 3 miliardi e 650 milioni. Questo il bilancio degli effetti determinati dalla cassa integrazione lo scorso anno secondo l'elaborazione delle rilevazioni dell'Inps effettuata dall'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil nazionale. Si "chiude", afferma lo studio, "l'ennesimo anno terribile per il nostro paese sul fronte dell'andamento economico e produttivo" con poco piu' di 950 milioni di ore di cig registrate, che portano il numero di ore totalizzate in questi tre anni di crisi a 3,4 miliardi di ore. Tre anni che hanno determinato una riduzione del reddito primario di 48 miliardi di euro, solo in parte coperto dati trasferimenti dell'Inps che hanno di fatti compensato solo il 40%. Sul fronte lavoro, invece, le persone coinvolte lo scorso anno a vario titolo dalla percezione di ammortizzatori sociali sono state oltre 4 milioni su 12 milioni e mezzo di assicurati all'Inps, pari a un terzo dei lavoratori.  Il numero complessivo di ore di cassa registrate nel 2011, cosi' come la mole di lavoratori coinvolti, "ci dicono che siamo arrivati ad un punto limite della tenuta del sistema rispetto all'andamento della crisi, come dimostrano le vicende drammatiche alla ribalta in questi primi giorni dell'anno, per tutte Alcoa e Fincantieri", osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, secondo il quale "e' determinante ormai dare una strategia industriale al paese e allo stesso tempo garantire risorse certe per gli ammortizzatori sociali, e l'estensione di questi, per fronteggiare un anno che si preannuncia difficilissimo". 

   - DATI CIG 2011: Le ore di cassa integrazione complessive, richieste e autorizzate, lo scorso anno si confermano vicine al miliardo di ore e non lontano dal picco record di oltre 1,2 miliardo registrate nel 2010. Il numero esatto e' stato di 953.506.796 con una riduzione sull'anno precedente del -20,78%. "Una flessione non dovuta ad una ripresa del sistema ma ad un progressivo scivolamento dei lavoratori verso la disoccupazione", si sostiene nel rapporto. Nel dettaglio, scorporando le ore di cassa integrazione tra ordinaria (cigo), straordinaria (cigs) e in deroga (cigd), questi i numeri segnati lo scorso anno: 226.168.922 per la cigo (-33,83%), 411.490.663 per la cigs (-15,81%), 315.847.211 per la cigd (-15,33%). Da rilevare inoltre come il ricorso alla casa pesi quasi per intero sull'apparato industriale: il 90,79% delle ore di cigs, il 73,70% di cigo e il 40,73% di cigs sono state richieste dal solo settore industria. CAUSALI CIGS 2011: Chiude in crescita l'anno invece in termini di numero di aziende che hanno fatto ricorso ai decreti di cassa integrazione straordinaria. Il 2011 ha registrato infatti 6.848 decreti con un +1,94% sull'anno precedente (6.718 decreti) che riguardano 10.743 unita' aziendali territoriali, in forte aumento sulle 9.310 del 2010 per un +15,39%. Nel merito delle motivazioni, i ricorsi per crisi aziendale, seppure in calo, sono con 4.008 decreti il 58,53% del totale. Tendenza in aumento invece per il ricorso al fallimento (433 decreti per un +44,82% sul 2010) e al concordato preventivo (282 per +41%). I contratti di solidarieta' crescono del +51,80% e con 1.474 decreti rappresentano il 21,52% del totale (nel 2010 erano appena il 14,45% del totale). Sempre poche infine le domande di ristrutturazione aziendale, solo 239, pari al 3,49% del totale. Infine gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell'impresa continuano ad essere solo il 7,86% del totale dei decreti.  DATI REGIONI 2011: Pesante il bilancio per le regioni del nord in termini di ricorso alla cassa integrazione nel 2011 che registrano ben oltre la meta' delle 950 milioni di ore di cassa messe a segno lo scorso anno.Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cig autorizzate c'e' la Lombardia con 210.588.344 ore che corrispondono a 101.244 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 146.920.290 ore per 70.635 lavoratori e il Veneto con 86.856.594 ore di cig autorizzate per 41.758 lavoratori. Nelle regioni del centro c'e' il Lazio con 67.284.998 ore che coinvolgono 32.349 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno e' la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 61.167.424 ore per 29.407 lavoratori. 
   - DATI SETTORI 2011: E' la meccanica il settore dove si e' totalizzato il ricorso piu' alto allo strumento della cassa integrazione nel corso dall'anno passato. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a dicembre 2011, la meccanica pesa per 346.041.114, coinvolgendo 166.366 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 117.999.487 ore di cig autorizzate per 56.731 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 85.959.795 ore e 41.327 lavoratori.  OCCUPAZIONE E LAVORATORI IN CIG 2011: Per quanto riguarda i lavoratori coinvolti, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe' al 50% del tempo lavorabile globale (26 settimane), sono risultati essere 916.833 i lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 52 settimane lavorative, si e' determinata un'assenza completa dall'attivita' produttiva per 458.417 lavoratori, di cui 190 mila in cigs e 150 mila in cigd. Dai calcoli dell'Osservatorio cig si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 3 miliardi e 650 milioni, pari a 7.967 euro per ogni singolo lavoratore. 


FAMIGLIE: CODACONS, HANNO PERSO IN MEDIA 105 EURO IN TRE MESI 
Roma, 13 gen. - Le famiglie italiane hanno perso in media 105 euro ciascuna in tre mesi. Lo calcola il Codacons commentando i dati Istat sul terzo trimestre 2011 secondo cui il reddito disponibile delle famiglie e' aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, ma nello stesso periodo il potere d'acquisto e' diminuito dello 0,3%. Questo, per il Codacons, significa una perdita equivalente a 105 euro in soli 3 mesi per una famiglia di 3 persone e una stangata pari a 112 euro per una di 4 componenti. "E' come se avessero pagato una tassa invisibile da 105 euro, da aggiungersi ovviamente - stima l'organizzazione - alle tasse vere che sono state effettivamente introdotte dalle cinque manovre del 2011". Per il Codacons e' questo il problema degli italiani e dell'Italia. Dal gennaio 2002, anno in cui e' arrivato l'euro, al gennaio 2012, ossia in 10 anni, grazie al raddoppio dei prezzi ma non certo degli stipendi, le famiglie italiane hanno avuto una perdita del potere d'acquisto del 39,7%, quantificabile in 10.850 euro per una famiglia di 4 persone. 
" Ecco perche' il Governo Monti, che ha pensato bene di bloccare l'indicizzazione delle pensioni e contemporaneamente infiammare i prezzi rialzando accise ed Iva, dovrebbe ora - sostiene il Codacons - affrontare il problema prioritario che impedisce all'Italia di competere con Germania e Francia: il fatto che i consumatori e le imprese italiane hanno i conti correnti, i mutui, le assicurazioni, la benzina, i farmaci e le bollette di luce, gas e telefono piu' cari d'Europa".


FAMIGLIE: REDDITO DISPONIBILE +0,3% III TRIM. 2011, +2,7% SU ANNO 
Roma, 13 gen. - Il reddito disponibile delle famiglie e' aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e del 2,7% su base tendenziale nel terzo trimestre del 2011.La propensione al risparmio delle famiglie, definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile (dati estagionalizzati), e' stata pari all'11,6% nel terzo trimestre 2011, in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali) sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti del terzo trimestre del 2010. Lo rende noto l'Istat. La spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti e' cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e del 2,8% sul terzo trimestre del 2010. Al netto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie e' diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% nei confronti del terzo trimestre del 2010. Il tasso di investimento delle famiglie e' stato pari al 10%, invariato rispetto al trimestre precedente, ma piu' basso di 0,1 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2010. 
 Nel terzo trimestre del 2011 la quota di profitto delle societa' non finanziarie e' stata pari al 41,3%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2010.  Il tasso di investimento delle societa' non finanziarie e' stato pari al 22,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e invariato rispetto al terzo trimestre del 2010. Nel terzo trimestre del 2011 - prosegue l'Istat - la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile) si e' attestata all'11,6%, in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali) sia rispetto al trimestre precedente che al terzo trimestre del 2010. La modesta riduzione congiunturale del tasso di risparmio e' il risultato di una crescita del reddito disponibile (+0,3%) leggermente piu' contenuta rispetto alla dinamica della spesa per consumi finali (+0,4%) espressa in valori correnti. Rispetto al terzo trimestre del 2010, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti e' aumentato del 2,7%, a fronte di una crescita del 2,8% della spesa delle famiglie per consumi finali. Il potere di acquisto delle famiglie (cioe' il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) e' diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% rispetto al corrispondente trimestre del 2010.  Il tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il reddito disponibile lordo) nel terzo trimestre 2011 si e' attestato all'10%, invariato rispetto al trimestre precedente, ma in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali) rispetto al terzo trimestre del 2010. Gli investimenti delle famiglie sono diminuiti rispetto al trimestre precedente (-0,3%), mentre hanno mostrato una crescita dell'1,1% in termini tendenziali. Nel terzo trimestre 2011 la quota di profitto delle societa' non finanziarie (data dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si e' attestata al 41,3%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. In particolare, il risultato lordo di gestione ha registrato una crescita dello 0,5%, a fronte di una leggera riduzione del valore aggiunto (-0,3%). In termini tendenziali il tasso di profitto si e' ridotto di 1,2 punti percentuali, per effetto di una riduzione del risultato lordo di gestione (-1,7%), mentre il valore aggiunto ha registrato un aumento dell'1,3%. Il tasso di investimento delle societa' non finanziarie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi ed il valore aggiunto lordo ai prezzi base) e' stato pari al 22,8%, mostrando una lieve diminuzione (-0,2%) rispetto al trimestre precedente, riportandosi sul livello registrato nel terzo trimestre del 2010. 


AGROPIRATERIA: CIA, "SCIPPA" 165 MLN AL GIORNO AL MADE IN ITALY
Roma, 10 gen. - Sfiorano i 165 milioni di euro al giorno i danni provocati dalla contraffazione al made in Italy agroalimentare nel mondo. Dal 'Parmigiano Reggiano' che diventa 'Parmesan' al 'Prosciutto di San Daniele' che si trasforma in 'Daniele Ham', e' un continuo proliferare di "patacche" che causano danni enormi all'intera filiera alimentare, dai campi all'industria di trasformazione. L'agropirateria internazionale, infatti, genera un business illegale di ben 60 miliardi di euro l'anno: una cifra superiore di quasi due volte e mezzo il valore complessivo dell'export agroalimentare italiano, pari a 25 miliardi di euro nel 2010. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. In Italia -ricorda la Cia- ci sono oltre il 22% dei prodotti certificati registrati complessivamente a livello europeo. A questi vanno aggiunti gli oltre 400 vini Doc, Docg e Igt e gli oltre 4mila prodotti tradizionali censiti dalle Regioni e inseriti nell'Albo nazionale. Una lunghissima lista di prodotti che ogni giorno rischia il "taroccamento". Solo all'agricoltura, per esempio, il fenomeno della contraffazione costa oltre 3 miliardi di euro l'anno. Oltre all'"italian sounding", che include tutti quei prodotti che richiamano nel nome e nella confezione l'italianita' senza averne alcun titolo, c'e' poi da considerare il falso vero e proprio del made in Italy, che vale 7 miliardi di euro l'anno. Di cui ben due terzi -avverte la Cia- sono in capo al solo settore agroalimentare. Insomma, la situazione e' di una gravita' estrema. Siamo di fronte a un immenso supermarket del "bidone alimentare", dove a pagare e' solo il nostro Paese. Tanto piu' che a livello mondiale ancora non esiste una vera tutela dei nostri Dop, Igp e Stg -continua la Cia-. Basti pensare che negli Stati Uniti il giro d'affari legato alle imitazioni dei piu' famosi formaggi nostrani supera abbondantemente i 2 miliardi di dollari l'anno. E che se soltanto in Usa si potessero tutelare efficacemente le denominazioni dei prodotti, l'export italiano avrebbe un potenziale tre volte superiore all'attuale, avvicinandosi ai 10 miliardi.  Ecco perche' ora bisogna fare qualcosa di piu': il "made in Italy" agroalimentare e' un settore economicamente strategico -osserva la Cia- oltre a rappresentare un patrimonio culturale e culinario che e' l'immagine stessa dell'Italia fuori dai confini nazionali. Adesso servono misure "ad hoc" come l'istituzione di una task-force in ambito Ue per contrastare truffe e falsificazioni alimentari; sanzioni piu' severe contro chiunque imiti prodotti a denominazione d'origine; un'azione piu' decisa da parte dell'Europa nel negoziato Wto per un'effettiva difesa delle certificazioni Ue; interventi finanziari, sia a livello nazionale che comunitario, per l'assistenza legale a chi promuove cause (in particolare ai consorzi di tutela) contro chi falsifica prodotti alimentari.


SOS IMPRESA: 9 MLD DI "PIZZO" NELLE CASSE COMUNI DEI CLAN
Roma, 10 gen. - Gli incassi del "pizzo" che finiscono nelle "casse comuni" della criminalita' organizzata hanno superato abbondantemente i 9 miliardi di euro, di cui oltre 5 a carico dei 160mila commercianti "taglieggiati". Tanto che sempre piu' imprese preferiscono chiudere o cambiare citta'. La denuncia arriva dal XIII rapporto di Sos Impresa, secondo cui il racket delle estorsioni - che storicamente e' destinato a mantenere i detenuti e i loro familiari - "e' cresciuto nella dimensione della quotidianita'" e "si e' imposto come fatto comune, entrando nella cultura della gente e quindi nelle botteghe, nelle aziende, nei cantieri, negli studi professionali, tracimando a tal punto che si e' propagato all'intera vita sociale toccando banche, condomini, case popolari, persino scuole e chiese". Il fenomeno resta diffuso soprattutto al sud: in Sicilia ne sono colpiti il 70% dei commercianti, soprattutto a Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Catania e Messina dove si arriva anche a percentuali dell'80-90%, e a non pagare sembrano essere solo "le imprese gia' di proprieta' dei mafiosi o con cui si sono stabiliti rapporti collusivi e affaristici". Pagano il pizzo il 50% delle imprese calabresi, con punte maggiori a Reggio Calabria e nel Vibonese lametino; il 40% di quelle campane, con punte maggiori nella provincia casertana, a Napoli e a Salerno; in Puglia pagano in media il 30% delle imprese, in misura maggiore nel nord barese, nel foggiano e nel tarantino, in misura minore a Lecce e Brindisi. A preoccupare, secondo Sos Impresa, e' anche il fatto che a subire estorsioni e' il 10% delle imprese di Basilicata, Lazio, Abruzzo e il 5% di quelle lombarde, piemontesi ed emiliano romagnole. Mentre si conferma la contrazione delle denunce che - dopo la crescita del biennio 2007-2008 - sono tornate ai livelli di cinque anni fa con un decremento del 15%.


MAFIA: COLDIRETTI, MANI SU TRASPORTI; FA TRIPLICARE PREZZI FRUTTA
Roma, 10 gen. - I prezzi della frutta e verdura triplicano (+200 per cento) dal campo alla tavola anche per effetto delle infiltrazioni della malavita nelle attivita' di autotrasporto, messe in luce da recenti operazioni delle forze dell'ordine. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la lievitazione dei prezzi e' uno degli effetti della presenza della criminalita' organizzata nel settore alimentare in un Paese come l'Italia dove oltre l'86 per centro dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura. Il volume d'affari delle agromafie, ovvero delle attivita' della criminalita' organizzata nel solo settore agroalimentare, ammonta oggi - sottolinea la Coldiretti - a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell'intero business criminale). Le imprese agricole e i consumatori - precisa la Coldiretti - subiscono l'impatto devastante delle strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalita' che danneggiano tutti gli operatori. L'effetto e' un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo che raggiungono livelli tali da determinare una contenimento degli acquisti in un Paese come l'Italia che ha la leadership europea in quantita' e qualita' nell'offerta di ortofrutta. Le agromafie - sottolinea la Coldiretti - investono i loro ricchi proventi in larga parte in attivita' agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione con il reinvestimento dei proventi illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Inoltre, come denunciato dalla Coldiretti, le associazioni criminali, attraverso le suddette pratiche estorsive, finiscono per determinare l'aumento dei prezzi dei beni al consumo. A rischio - conclude la Coldiretti - e' anche la qualita' e sicurezza alimentare dei prodotti alimentari con la vendita di prodotti alimentari "spacciati" come Made in Italy ma ottenuti in realta' con materie prime importate, speso di bassa qualita'.


SALDI: CONSUMATORI, SPESA FAMIGLIE IN CALO DEL 19,3%
Roma, 10 gen. - Scende la spesa delle famiglie per i saldi. In particolare, segnala l'Osservatorio nazionale Federconsumatori, la riduzione e' del 19,3% rispetto allo scorso anno con una riduzione lievemente piu' accentuata per il Sud. Il numero delle famiglie che acquistano a saldo e' rimasto pressoche' invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie). Complessivamente la spesa ammontera' a 2,4 miliardi di euro, pari a circa 223 euro a famiglia. "Per questo", affermano in una nota Federconsumatori e Adusbef, "e' estremamente urgente intervenire per un rilancio della politica economica, per avviare una nuova fase di sviluppo per il Paese, puntando sulla ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico nonche' sulle liberalizzazioni e sulle modifiche strutturali necessarie ad incrementare la competitivita', in molti settori ancora troppo scarsa, per non dire assente. Solo cosi' si potranno evitare ulteriori manovre di riequilibrio dei conti, che, in assenza di una vara ripresa, finiranno per susseguirsi una dietro l'altra, con effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie e sul mercato. Le risorse necessarie a cio' si prendano laddove esistono: patrimoni, ricchezze, rendite finanziarie e determinatissima lotta all'evasione fiscale".


CRISI: CISL, IN CALABRIA NECESSARIO RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE
Catanzaro, 10 gen. - "Gli effetti dell'ultima manovra finanziaria rischiano di assestare un colpo mortale alle condizioni, gia' difficili, delle famiglie calabresi". E' quanto afferma il segretario generale Cisl Calabria Paolo Tramonti secondo il quale "l'ulteriore aumento dell'addizionale regionale Irpef, che come si sa colpira' pesantemente la Calabria, rappresenta una vera e propria beffa se si tiene conto che il nostro Pil pro-capite e' di circa la meta' rispetto a quello delle regioni del Centro-Nord e che l'area della poverta' e' aumentata in maniera esponenziale negli ultimi tempi. Oltretutto la nostra regione, anche a causa degli obblighi dettati dal piano di rientro sanitario, si trova gia' a livelli altissimi in termini di tassazione fiscale senza che i cittadini abbiano avuto al contempo garantiti e finanziati adeguati servizi e prestazioni sociali".  "Per la Cisl - prosegue Tramonti - e' necessario e inderogabile che il Governo regionale inizi a predisporre interventi (compatibilmente con i vincoli della normativa vigente) mirati a ridurre la pressione fiscale prevedendo, analogamente a quanto avviene in altre Regioni, di introdurre un principio di progressivita' del prelievo oltre che agire sul sistema delle esenzioni, in modo da salvaguardare le aree piu' deboli che paradossalmente risultano essere le piu' colpite. Tali iniziative si rendono ancor piu' inderogabili se si considera che anche ai Comuni vengono attribuiti poteri in materia di autonomia fiscale e quindi anche sulla facolta' di aumentare l'Irpef per quanto di loro competenza. Per questi motivi - conclude Tramonti - la Cisl rinnova la richiesta di concertare in Calabria un nuovo patto sociale che punti, tra l'altro, all'effettivo rilancio delle politiche sociali al fine di innalzare concretamente i livelli di inclusione e di cittadinanza a favore delle fasce piu' esposte, con l'obiettivo di garantire adeguati e dignitosi livelli di welfare per le nostre popolazioni. In un momento delicato come l'attuale, in cui anche alle Regioni viene imposto di partecipare in termini di tagli al risanamento del Paese, sarebbe opportuno che le risorse necessarie per il sociale vengano reperite anche attraverso ulteriori interventi sui costi della politica avviando, al contempo, un'opera di forte contrasto alla spesa improduttiva che nel tempo si e' sedimentata nelle pieghe della macchina burocratica, amministrativa e istituzionale della Regione".


SOS IMPRESA: USURA CHIUDE 50 AZIENDE AL GIORNO; 200MILA VITTIME
Roma, 10 gen. - L'usura costringe alla chiusura 50 aziende al giorno e ha bruciato in un anno circa 130mila posti di lavoro. E' uno dei dati contenuti nel XIII rapporto di Sos Impresa, che denuncia come il fenomeno, "alimentato dalla crisi economica", assuma dimensioni sempre piu' preoccupanti: i commercianti vittime sono 200mila ma le posizioni debitorie sono almeno il triplo, e il numero degli strozzini e' lievitato da 25mila a oltre 40mila. Sono 190mila le imprese che negli ultimi tre anni hanno chiuso i battenti per debiti o usura: l'indebitamento medio delle imprese ha raggiunto i 180mila euro, quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, e continuano a crescere anche i fallimenti, che dopo il +26,6% del 2009 hanno raggiunto il +46% nel primo trimestre del 2010, con un trend che fara' superare largamente le 12mila chiusure. In soffitta o quasi la figura del vecchio 'cravattaro' crescono gli usurai dalla faccia pulita, "dalle societa' di servizi e mediazione finanziaria a reti strutturate e professionalizzate, fino a soggetti legati a organizzazioni mafiose". Ed e' proprio questo, denuncia il rapporto, il cambio di mentalita' piu' allarmante: "molti boss non considerano piu' spregevole tale attivita', anzi il titolo di usuraio mafioso si inserisce compiutamente in quell'economia corsara, immensamente ricca e altrettanto spregiudicata, priva di regole e remore". Cresce l'entita' delle somme richieste e lo strozzino dei clan, spiega Lino Busa', presidente di Sos Impresa, "a volte presta soldi a tassi di interesse inferiori a quelli delle banche": per alcuni l'obiettivo e' la moltiplicazione del denaro, altri puntano all'impossessamento tout court del patrimonio. La vittima tipo e' una persona matura, intorno ai 50 anni, che ha sempre lavorato nel commercio e lamenta oggettive difficolta' a riconvertirsi nel mercato del lavoro: e' disposto a tentare di tutto per evitare il protesto di un assegno o il fallimento del negozio. "Il dramma - ammette Busa' - e che la giustizia e' lenta, anzi lentissima e le denunce sempre meno: quelle per estorsione sono calate del 10%, quelle per usura in dodici mesi sono state 350, quando soltanto al numero verde della nostra associazione arrivano 3mila chiamate l'anno. Se non troviamo il modo di trasformare chi trova il coraggio di denunciare da 'sfigato' a vincente siamo destinati a perdere la nostra battaglia".


SOS IMPRESA: MAFIA SPA FATTURA 140 MLD EURO
Roma, 10 gen. - La mafia Spa muove un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro, con un utile che supera i 100 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti, e 65 miliardi di liquidita'. A lanciare l'allarme e' il XIII Rapporto di Sos Impresa ("Le mani della criminalita' sulle imprese") che individua nella criminalita' organizzata "il piu' grande agente economico del Paese", una grande "holding company articolata su un network criminale, fortemente intrecciato con la societa', l'economia e la politica".  Il solo ramo commerciale della criminalita' mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei mafiosi. Le imprese subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50 l'ora, quasi un reato ogni minuto. E sono oltre un milione gli imprenditori vittime, ovvero un quinto degli attivi.


TURISMO: TRIVAGO.IT, HOTEL 'SALATI' SULLE ALPI, IN SALDO AL SUD
Roma, 10 gen. - 'Caro neve' per coloro che si metteranno in viaggio verso le Alpi questo mese: molte localita' sciistiche hanno ritoccato verso l'alto i listini tariffari rispetto allo scorso anno: Madonna di Campiglio (331 euro, +11 per cento), Courmayeur (214 euro, +21), Selva Val Gardena (256 euro, +14), Cervinia (274 euro, +13) e San Martino di Castrozza (247 euro, +11). E' quanto emerge dall'analisi del tHPI di gennaio del motore di ricerca hotel www.trivago.it. Secondo il dossier, gli aumenti hanno fatto lievitare i listini alberghieri del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta, che segnano un incremento rispettivamente del 7 e del 3 per cento. In controtendenza le mete al sud (soggiornare sull'Etna e' la scelta piu' economica) e tra quelle al nord ci sono Livigno (170 euro, -7 per cento) e Bormio (146, -5 per cento), mentre Cortina d'Ampezzo registra una flessione del 21 per cento delle tariffe a gennaio (una notte in camera doppia standard costa in media 256 euro questo mese). In controtendenza le mete del centro Italia, al momento le piu' convenienti, con un prezzo medio in camera doppia al di sotto dei 50 euro. In Toscana all'Abetone una camera doppia standard costa in media 93 euro, mentre in Abruzzo Roccaraso presenta listini medi di 91 euro a notte, seguita da Ovindoli a 87. La localita' sciistica piu' economica della penisola e' Nicolosi, alle pendici dell'Etna, dove al momento e' aperto l'impianto di Linguaglossa. Un soggiorno in camera doppia ai piedi della vetta siciliana costa questo mese 67 euro. La stagione della moda fa impennare invece i listini a Firenze e Milano; nella prima, dove avra' luogo Pitti Uomo, le tariffe registrano un aumento del 13 per cento, con un costo medio di 123 euro a notte. A Milano, dove saranno presentate le collezioni autunno/inverno 2012, incremento dell'11 per cento, fino a 143 euro di media. In diminuzione i listini nelle altre principali localita': Roma (107 euro, -7 per cento), Venezia (129 euro, -4), Napoli (84 euro, -5), Palermo (80 euro, -4). Infine, prezzi hotel in flessione nelle principali destinazioni europee a gennaio, 35 delle 50 citta' prese in esame presentano listini in riduzione rispetto al mese scorso. In media una notte in camera doppia in Europa costa 105 euro, il 4 per cento in meno di dicembre. Riduzione consistente a Vienna (110 euro, -16 per cento), Londra (162 euro, -13) e Dublino (84 euro, -8). Cali generalizzati anche a Barcellona (96 euro, -7) e Istanbul (95 euro, -7); flessioni minime a Parigi (159 euro, -1 per cento) e Berlino (86 euro, -1). Sul fronte delle mete business, si segnalano aumenti significativi: Francoforte (135 euro, +39 per cento), Milano (143 euro, +11), Colonia (137 euro, +28). Situazione difficile ad Atene, dove le tariffe scendono a 76 euro a notte, il minimo storico da maggio 2008.


PMI: INDAGINE CNA, PER UNA SU TRE APRIRE LINEA CREDITO E' CHIMERA 


Roma, 7 gen. - Farsi concedere un prestito o aprire una linea di credito e' una chimera per una parte consistente delle piccole e medie imprese italiane, ovvero di quei 4 milioni e 100 mila imprenditori che rappresentano il 95,3% dell'universo delle imprese italiane. La stretta e' stata decisamente forte, se oltre un milione e mezzo di imprenditori dichiara di aver avuto difficolta' ad accedere al credito (uno su tre). Quasi otto intervistati su dieci, inoltre, guardano con preoccupazione al rapporto con le banche attuale e, per la maggioranza degli intervistati, nei prossimi mesi la situazione peggiorera' ulteriormente. Questo il ritratto a tinte fosche del rapporto tra le banche e le imprese di piccole e medie dimensioni, in base all'indagine realizzata dall'Istituto Swg per la Confederazione Nazionale degli Artigiani. Vita dura per la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani. Il 78% delle piccole e medie imprese ritiene la stretta creditizia attuale decisamente peggiore rispetto a quella gia' nera del 2008 e 2009. A dimostrarsi in apprensione sono gli imprenditori di tutte le aree del paese, con punte acute al Sud Italia (83%) e tra coloro che operano nelle costruzioni (82%). Le difficolta', inoltre, sembrano essere piu' evidenti per le micro imprese con un numero di dipendenti che va da 1 a 9 (situazione piu' grave per il 79%). 
Il dato, spiega l'indagine Swg/Cna non e' solo percettivo. Nell'esperienza quotidiana e reale un milione e mezzo di imprenditori - pari al 35% del totale delle imprese sotto i 50 dipendenti - denuncia di aver avuto forti o consistenti difficolta' di accesso al credito. Situazione particolarmente complessa per coloro che hanno un'azienda al Sud, per le imprese di costruzioni e per quelle che aspettano fatture dalla Pubblica Amministrazione con scadenza oltre i 60 giorni. I criteri applicati per la concessione dei crediti o per l'apertura di linee di credito si sono notevolmente irrigiditi secondo il 56% degli imprenditori. Anche in questo caso le condizioni piu' aspre sono quelle evidenziate da chi vive nel Mezzogiorno (66%) e da chi ha un'impresa di costruzioni (70%), mentre le banche sembrano aver avuto un atteggiamento un po' piu' morbido, ma comunque non accomodante, con chi lavora nella Pubblica Amministrazione (la sottolineaura dell'irrigidimento si ferma al 41%). Le previsioni per il futuro sono nere, anzi nerissime. Poche le speranze di miglioramento. Anzi, nella maggioranza degli intervistati (58%), e' netta la previsione di un peggioramento dei rapporti con le banche. Da un punto di vista di dimensione aziendale, il futuro sembra essere particolarmente critico per le aziende medie (20-49 addetti) e per le micro-imprese.

 


 

ALIMENTARE: FALSO 'MADE IN ITALY' ALL'ESTERO FATTURA 60 MLD 


Roma, 7 gen. - All'estero il falso 'made il Italy' a tavola fattura 60 miliardi di euro: sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro. A lanciare l'allarme e' la Coldiretti, secondo cui l'eccellente performance delle esportazioni (+9%) nel 2011 potrebbe ulteriormente migliorare grazie a "una piu' efficace tutela nei confronti della 'agropirateria' internazionale". Secondo la Coldiretti, le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le piu' copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita ci sono anche Parmesao in Brasile, Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania. Per non parlare del Romano, dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli States dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano "spacciate" come originali. E in alcuni casi sono i marchi storici a essere 'taroccati' come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada. "Un fenomeno che frena la diffusione del made in Italy e che - precisa Coldiretti - e' causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale e' che si radichi nelle tavole internazionali un falso made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialita' nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili".

 


 

ALIMENTARE: COLDIRETTI, NEL 2011 EXPORT 'MADE IN ITALY' A 30 MLD 


Roma, 7 gen. - Intorno alle tavole di tutto il mondo si "parla" sempre piu' italiano: nel 2011, mentre si e' raffreddato l'interesse degli investitori esteri per i nostri titoli di Stato, e' continuato a crescere l'appeal dei cibi made in Italy. Al punto da toccare il massimo storico di circa 30 miliardi nel valore delle esportazioni, effetto di una crescita del 9%. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base degli andamenti registrati dall'Istat nel commercio estero agroalimentare nei primi nove mesi dell'anno passato. Il risultato e' il frutto di esportazioni agroalimentari effettuate per la grande maggioranza nei paesi dell'Unione europea dove si realizzano due terzi del fatturato estero complessivo con un crescita in valore dell'8%, ma anche dell'aumento negli Stati Uniti (+10%) e nei mercati emergenti come quelli asiatici dove si e' avuto l'incremento maggiore con un +18% e si sono avvicinati in valore agli Usa. A crescere all'estero - precisa Coldiretti - sono stati i settori piu' tradizionali del made in Italy come il vino che ha messo a segno un aumento record del 25%, i formaggi - a partire da grana e parmigiano reggiano - che sono i piu' esportati con una crescita del 26% ,ma anche olio di oliva (+9%), la pasta (+7%) ortofrutta (stabile). Non mancano risultati "sorprendenti" come la crescita boom del 18% nell'export della birra italiana in Gran Bretagna, paese produttore di questa bevanda, o la crescita record dello spumante in Russia che con un +40% si classifica addirittura al quarto posto tra i paesi esteri di destinazione; ma anche l'incremento del 22% nelle esportazioni di formaggi italiani in Francia che e' tradizionalmente molto nazionalista in questo campo. "Le performance positive registrate sui mercati internazionali dal settore piu' rappresentativo dell'economia reale dimostrano che il Paese puo' tornare a crescere solo se investe nelle proprie risorse che sono i territori, l'identita', la cultura e il cibo", spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini, nel sottolineare che "l'agroalimentare e' una leva competitiva formidabile per trainare il made in Italy nel mondo". 

 


 

CRISI: CONSUMATORI, ANCHE IN CALABRIA LO SCIOPERO DELLA BENZINA


Catanzaro, 3 gen. - Indetto anche in Calabria per il 5 e il 6 gennaio lo sciopero della benzina, proclamato dalle associazioni dei consumatori aderenti a CASPER (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori). "Abbiamo deciso di proclamare uno sciopero per protestare contro i rincari abnormi dei carburanti registrati in queste ultime ore anche in regione - spiega il Codacons - Il 5 e il 6 gennaio prossimi i cittadini della Calabria sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina e gasolio, come forma di protesta contro i continui aumenti delle accise decisi dagli ultimi due governi, e contro le speculazioni sui prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio". "Si tratta di una protesta simbolica - spiega l'associazione - Sappiamo bene che la benzina rappresenta un bene primario al quale non si puo' rinunciare, ma il nostro scopo e' quello di richiamare l'attenzione delle istituzioni e dei mass media sulla drammatica situazione degli automobilisti, sempre piu' tartassati da rincari e nuove tasse". Per le associazioni di Casper la drammatica situazione dei carburanti determina non solo una stangata sul pieno pari a 202 euro annui ad automobilista, ma anche un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su gomma. Effetto che potra' arrivare al +0,3% sul tasso di inflazione, con danni enormi per le tasche delle famiglie.

 


 

MANOVRA: CATANZARO, SINDACATI PENSIONATI PRESENTANO PIATTAFORMA


Catanzaro, 3 gen. - Le organizzazioni sindacali provinciali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil, in presenza della manovra finanziaria del Governo Monti, "che colpisce pesantemente la spesa sociale nazionale e locale e scarica drammaticamente i costi della crisi sulle fasce piu' deboli della popolazione e quindi sugli anziani e la stragrande maggioranza dei pensionati" hanno elaborato una piattaforma unitaria, discussa con i propri iscritti e approvata in apposite riunioni nei comuni interessati alla negoziazione sociale, da sottoporre ai Sindaci del territorio provinciale, alla Presidente della provincia di Catanzaro e al direttore generale dell'Asp. Lo si apprende da una nota delle stesse federazioni di categoria. La piattaforma, si legge, "contiene proposte di carattere generale che dovranno essere verificate con le possibilita' finanziarie e la volonta' politica degli amministratori locali. Pur consapevoli delle condizioni di difficolta'' in cui versano gli enti locali, a causa dei drastici tagli operati in questi anni dai governi nazionali, la piattaforma sindacale conterra' indicazioni e proposte attuabili e si arricchira' nel contempo di elementi di specificita' comune per comune, partendo dalle reali condizioni della popolazione anziana, dei pensionati, delle fasce piu' socialmente a rischio di poverta', oltre naturalmente ai precari, ai disoccupati alle famiglie povere ai non autosufficienti e a tutti coloro che oggettivamente non sono piu' nelle condizioni di poter sopportare altre tasse o ulteriori tagli ai servizi di prima necessita'". Le organizzazioni sindacali, auspicano "che siano rivisti i tagli alla spesa sociale nazionale a partire dal ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza e chiedono al governo regionale di rimpinguare il capitolo di spesa nel proprio bilancio che non puo' rimanere cosi' esiguo (100.000 euro) ma dovra' essere piu' cospicuo e rapportato alla reale domanda proveniente dal territorio calabrese”.

 


 

CAPODANNO: COLDIRETTI, IN ITALIA SALTANO 80 MLN TAPPI DI SPUMANTE


Lamezia Terme, 31 dic. - Con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre saliranno a ottanta milioni le bottiglie di spumante Made in Italy stappate durante le festivita'. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che quest'anno da segnalare e' il sorpasso storico dei brindisi con spumante italiano all'estero rispetto a quelli in Italia. Complessivamente nel mondo - sottolinea la Coldiretti - nel mondo per le feste di fine anno si stapperanno infatti 170 milioni di bottiglie delle quali 80 in Italia e 90 milioni all'estero. Un risultato - sostiene la Coldiretti - che consente all'Italia con lo spumante di battere la Francia con lo champagne anche nei brindisi di fine anno. In Italia sono state prodotte oltre 400 milioni di bottiglie delle quali circa l'80 per cento con il metodo Charmat e il resto con il metodo classico Champenois che differisce perche' la fermentazione non avviene in autoclave, ma in bottiglia e comporta una lavorazione che puo' durare fino a tre anni con un prezzo finale piu' elevato. Lo spumante piu' diffuso e' il Prosecco seguito dall'Asti. Le zone di maggiore produzione sono il Veneto, il Piemonte , la Lombardia e il Trentino, anche se negli ultimi anni si sta registrando un interessante incremento nelle Regioni del Sud Italia. Per una bottiglia di spumante si spende in media tra i 5 e i 10 euro, ma il costo - conclude la Coldiretti - puo' salire anche di molto per i prodotti piu' pregiati.

 


 

CAPODANNO: COLDIRETTI, IN TAVOLA MENU REGIONALI PER 2,4 MLD 

 

Lamezia Terme, 31 dic. - Una spesa di 2,4 miliardi di euro e' stata destinata dagli italiani per festeggiare la fine dell'anno sulle tavole nelle case o fuori nei ristoranti, negli agriturismi e nei locali appositamente allestiti dove a prevalere sono comunque i prodotti della tradizione regionale con un generalizzato ritorno dei menu regionali e l'abbandono delle mode esterofile del passato, dalla champagne al salmone fino alle ostriche. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il ridimensionamento del budget disponibile, stimato pari al 12 per cento rispetto allo scorso anno, e' dovuto soprattutto a un calo delle presenze nei ristoranti e a un aumento dei festeggiamenti casalinghi mentre tengono gli agriturismi. Con la fine dell'anno - sottolinea Coldiretti - si registra un boom di 5,5 milioni di chili di cotechino e zampone consumati (+10 per cento) accompagnati da dieci milioni di chili di lenticchie e piu' di cento milioni di pandori e di panettoni acquistati. Immancabile lo spumante con circa 80 milioni di tappi saltati. Se in Emilia Romagna la festa e' accompagnata dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e gli spaghetti - sottolinea la Coldiretti - sono i piu' gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove e' il momento dei classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l'accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure, cacciagione ma in Veneto e' molto diffusa per Capodanno la polenta e baccala'. Particolarmente gettonati anche gli agriturismi dove in quattrocentomila trascorreranno la notte piu' lunga dell'anno. L'aumento e' soprattutto dei giovani. A incoraggiare le presenze e' anche - conclude Coldiretti - la sostanziale stabilita' dei prezzi per i cenoni che la maggior parte delle aziende ha mantenuto invariati rispetto allo scorso anno.

 


 

NATALE: COLDIRETTI, MEZZO MILIARDO DALLE TAVOLE AL BIDONE 


Roma, 26 dic. - E' rimasto sulle tavole circa un quarto delle portate preparate per la vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di oltre mezzo miliardo che rischia di finire nel bidone della spazzatura, nonostante una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che ad essere gettati sono soprattutto i prodotti gia' cucinati e quelli piu' deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. Secondo la Coldiretti polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia sono un'ottima soluzione per utilizzare gli avanzi secondo le preziose ricette della nonna. In un momento di difficolta' economica e' infatti importante raccogliere l'invito alla sobrieta' e - sottolinea la Coldiretti - ad utilizzare la fantasia e il tempo libero delle feste per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare - continua la Coldiretti - un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in piu' puo' essere facilmente caramellata per diventare un ottimo "torrone" mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci piu' tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme mentre lo spumante avanzato puo' essere utilizzato per fare un buon risotto o per rendere piu' saporito il pollo alla cacciatora. Recuperare il cibo e' una scelta che - conclude la Coldiretti - fa bene all'economia e all'ambiente con una minore produzione di rifiuti in un momento come le festivita' di Natale in cui peraltro c'e' una maggiore disponibilita' di tempo libero e sono in molti a cogliere l'occasione per dedicare un po' piu' di tempo ai fornelli. 

 


 

NATALE: COLDIRETTI, A TAVOLA E' COSTATO 2,3 MILIARDI

 
Roma, 26 dic. - Valgono 2,3 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci hanno scelto di trascorrere a casa con parenti o amici. E' questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinuncino all'appuntamento piu' tradizionale dell'anno per il quale pero' si e' speso molto meno dello scorso anno (- 18 per cento). A prevalere e' stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e - sottolinea la Coldiretti - piu' bollito e pizze rustiche. Dal Natale 2011 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si e' espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialita' presenti in tutte le Regioni italiane. Un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, e' fortemente radicato nella popolazione, come dimostrano - precisa la Coldiretti - gli spostamenti per tornare nei luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori ed i territori dei quali e' si mantenuto saldo nel tempo il ricordo. La maggioranza delle tavole sono state infatti imbandite con menu' a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova. Ecco la Spesa per il pranzo di natale in milioni di euro: Pesce, carne, ragu e salumi, ecc. 850; Spumante, vino e altre bevande 440; Dolci, panettone, pandoro 400; Frutta, ortaggi e conserve 270; Pasta e pane 200; Formaggi e uova 140; Totale 2300 

 


 

NATALE: CONSUMATORI, SPESI 48 EURO IN MENO A PERSONA 


Roma, 26 dic. - E' il peggior Natale degli ultimi dieci anni: i consumi sono in calo, sono stati spesi 48 euro in meno per cittadino, per i saldi ormai prossimi alla partenza, gli acquisti caleranno del 30/40%. Le previsioni, tutt'altro che rosee, sono del Codacons che passato il Natale, fa il punto sulle spese delle famiglie relative alla festivita'. Complessivamente, spiega l'Associazione, per il Natale 2011 "ogni cittadino ha speso mediamente 48 euro in meno rispetto agli anni precedenti. La contrazione ha riguardato sia il settore regali che quello degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i consumi alimentari. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che piu' di tutti ha risentito della crisi e' quello dell'abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%. E per i saldi invernali in partenza a gennaio le previsioni del Codacons sono allarmanti. "Saranno un flop - spiega il Presidente Carlo Rienzi - le famiglie non hanno piu' possibilita' di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali. Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi del 30-40% rispetto allo scorso anno".

 


 

NATALE: CONSUMATORI, SPESI 4 MLD; SOTTO PREVISIONI PER 400 MLN 


Roma, 26 dic - A Natale la spesa media a famiglia e' stata di 166 Euro, al di sotto delle previsioni gia' negative: la spesa totale per il Natale si e' attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Tra i vari settori si registra un lieve aumento per i prodotti elettronici (1%) mentre rimane stabile l'editoria. E' quanto sostiene l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf) che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festivita' natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi citta'). "Purtroppo - si legge in una nota - le nostre previsioni negative sono risultate sottostimate. Infatti, in circa tutti i settori, si e' verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. La spesa totale si e' attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Pertanto, la spesa media a famiglia e' stata di 166 Euro". 
   Questi i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa. Abbigliamento e calzature -18%; mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%; profumeria e cura della persona -7%; giocattoli -3%; alimentazione -1,5%; elettronica di consumo +1% (trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone); editoria (libri e cd) stabile (grazie alle forti promozioni); turismo -8%. "E' chiaro, quindi- hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - che da tutto cio' deriva l'urgente necessita' di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129 Euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi" .

 


 

AEROPORTO CROTONE: PREVISTI DA REGIONE INTERVENTI PER 31 MLN


Crotone, 14 dic. - Il piano di sviluppo per l'aeroporto Sant'Anna presentato questa mattina all'aeroporto 'Pitagora' di Crotone, prevede quattro diversi interventi sull'aerostazione, la pista e le strutture collegate per un totale di 31 milioni e 400 mila euro a valere sul Por Fesr 2007-2013 (15.855.000 di euro), sul Pon trasporti 2000-2006 (800.000 euro) e sul Pon reti mobilita' 2007-2013 (14.000.000); mentre la societa' di gestione partecipera' con un cofinanziamento di 745 mila euro. Il piano, che ha una validita' di 15 anni, fa parte del sistema aeroportuale calabrese: un protocollo d'intesa sottoscritto tra il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, la Regione Calabria, l'Enac, l'Enav e le societa' di gestione dei tre aeroporti calabresi: Sant'Anna, Lamezia Terme e Reggio Calabria. Nel dettaglio il piano, elaborato con la consulenza dell'architetto Francesco Angorano, tenendo conto della classificazione di 'complementare' dato dall'Enac all'aeroporto di Crotone, prevede per la messa in sicurezza del sedime aeroportuale un investimento di 4 milioni e 400 mila euro, per la ristrutturazione e l'ampliamento dell'aerostazione e di alcune opere esterne 10 milioni e 500 mila euro, per riqualificazione e prolungamento della pista di volo (di circa 500 metri effettivi) altri 14 milioni di euro ed, infine, per l'adeguamento normativo, riassetto funzionale e distributivo dell'aerostazione passeggeri (safety e security) due milioni e mezzo di euro. Alla presentazione di questi interventi, in parte gia' in fase di appalto, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti con il suo vice Antonella Stasi; il presidente della Provincia Stanislao Zurlo, il prefetto di Crotone Vincenzo Panico, il presidente della societa' di gestione, nonche' della locale Camera di commercio, Roberto Fortunato Salerno, ed il direttore generale dell'Aeroporto Sant'Anna spa Marcella Maggiori.

 


 

BANCA SUD: GALATI (PDL) NECESSARIA PER RIVITALIZZARE ECONOMIA


Catanzaro, 14 dic. - "L'apertura, con l'inizio del nuovo anno, dei primi 250 sportelli della Banca del Sud, come annunciato dall'ingegnere Massimo Sarni, rappresenta una misura utile che dara' nuova linfa e slancio all'economia del Mezzogiorno". E' quanto afferma il deputato del Pdl, e gia' sottosegretario all'Istruzione nell'ultima fase del Governo Berlusconi, Giuseppe Galati. "E'da tempo che in Parlamento - aggiunge - mi sono battuto per l'istituzione della Banca del Sud, indispensabile per rivitalizzare l'economia del Meridione e dare modo alle imprese di poter accedere piu' facilmente al credito con la conseguenza di determinare risultati positivi non solo dal punto di vista produttivo ma anche occupazionale". "Ridurre il gap con il resto del Paese, mettendo in campo le giuste misure che possano dare di piu' in termini di sviluppo e di crescita, e' condizione necessaria - sottolinea il deputato del Pdl - per reagire alla crisi che attanaglia l'Europa intera". "Il modo migliore - conclude Galati - e' agire dove ci sono risorse inespresse e potenzialita' soffocate che possono dare molto allo sviluppo economico e produttivo dell'intero Paese. L'istituzione della Banca del Sud va in questa direzione: e' necessario ora accompagnare questo processo mediante una sua graduale diffusione su tutto il territorio".

 


 

MANOVRA: CONFAGRICOLTURA CALABRIA, COLPO AL CUORE PER AGRICOLTORI


Catanzaro, 12 dic. - "Con il decreto 'Salva Italia' l'aumento della tassazione arrivera' fino al 300 per cento. Un vero colpo al cuore per l'agricoltura, che vuole contribuire a sanare i conti del Paese, ma non potra' farlo se verra' condannata a morte". Cosi il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, ha commentato la manovra economica. "Si tratta - dice - di un fatto estremamente grave, che vede vessare con una tassazione sproporzionata gli agricoltori, escludendoli al contempo da provvedimenti per lo sviluppo - prosegue Statti-". Con il decreto varato dal Governo, ad esempio, verra' anticipata dal 2014 al 2012 l'applicazione della nuova imposta municipale (IMU), che sostituisce l'attuale ICI; per i terreni agricoli la base imponibile e' determinata applicando al reddito dominicale (rivalutato del 25%) un moltiplicatore pari a 120, rispetto al valore precedente di 75. L'incremento e' pari al 60%; inoltre e' disposto l'assoggettamento all'IMU per i fabbricati rurali, che con la normativa ICI si consideravano inclusi nella base imponibile dei terreni. Viene da chiedersi - prosegue Statti - quale scenario di sviluppo si prefiguri per il settore primario, soprattutto per un'area del Paese come il Sud. Ribadisco con forza la richiesta gia' avanzata al Governo e al Parlamento dal nostro Presidente Guidi, di correggere urgentemente questo aspetto penalizzante della manovra. Sottolineo, infine, - conclude Statti - che ho gia' provveduto, assieme al componente calabrese della Giunta nazionale di Confagricoltura, Nicola Cilento, a interessare i parlamentari calabresi di entrambi gli schieramenti, inviando loro una lettera, perche' si adoperino al fine di scongiurare questo ennesimo colpo alla tenuta del sistema agricolo della nostra regione. Salvare il Paese non puo' e non deve significare condannare a morte l'agricoltura".

 


 

MANOVRA: CALABRIA, PRESIDI SINDACATI IN TUTTA LA REGIONE

 
Catanzaro, 12 dic. - Presidi organizzati da Cgil, CIsl e Uil si sono svolti davanti a tutte le prefetture calabresi in concomitanza con lo sciopero di tre ore indetto dai sindacati conferedarli. A Reggio Calabria un centinaio di persone, con in testa i segretari provinciali delle confederazioni, si e' radunato davanti all'ufficio territoriale di governo. Circa 300 i partecipanti alla manifestazione a Vibo valentia, dove, tra le bandiere sinadacali, ce n'era qualcuna di partito. E' invece slittata al pomeriggio la manifestazione di Catanzaro, dopo che il prefetto ha comunicato di essere disponibile a ricevere le delegazioni alle ore 16. Iniziative in programma anche a Cosenza ed a Crotone. Copiosa la partecipazione delle rappresentanze sindacali e della gente comune anche all'appuntamento cosentino. Una parte dei presenti, con alla testa alcuni sindacalisti, si e' staccata per formare un corteo che si e' diretto verso la sede dell'ASP, per protestare contro la situazione delle case di cura del cosentino, praticamente tutte in agitazione a causa del mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti. Secondo stime sindacali tra 400 e 500 persone - considerando delegati sindacali, lavoratori attivi, precari e pensionati - hanno partecipato a Crotone, davanti alla Prefettura, al sit-in di protesta indetto dalle confederazioni sindacali. Il prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, ha ricevuto i segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Pasquale Aprigliano, Pino De Tursi e Mimmo Tomaino, i quali sono andati ad illustrare al rappresentante territoriale del Governo gli effetti negativi che, a giudizio dei sindacati, alcuni dei provvedimenti contenuti nella manovra avranno sul reddito dei cittadini e sulle possibilita' di sviluppo ed occupazione in territori particolarmente deboli ed in crisi come quello di Crotone.

 


 

ARTIGIANATO: 60 AZIENDE CALABRESI A EXPO MILANO


Catanzaro, 7 dic. - La Regione Calabria, attraverso l' assessorato programmi speciali UE, con la collaborazione tecnica e operativa di Unioncamere Calabria, supporta la partecipazione di una nutrita rappresentanza di aziende calabresi alla mostra mercato "L'Artigiano in Fiera 2011" dal 3 all'11 dicembre. "Oltre sessanta aziende calabresi partecipanti, sedici edizioni di successo, 3.000 artigiani provenienti da 110 paesi del mondo, 9 padiglioni del nuovo polo fieristico a Rho. Questa, in cifre, - si legge in una nota di Unioncamere - l'edizione 2011 della rassegna milanese che promuove e valorizza la cultura dell'artigianato. Le aziende calabresi avranno a disposizione circa 700 m2 per esporre al meglio le proprie eccellenze e far conoscere specialita' gastronomiche, sapori tradizionali, manufatti, lavorazioni artistiche di vetro e ceramica, bigiotteria e quanto di piu' esclusivo e peculiare e' presente nella loro vasta gamma di prodotti per attrarre l' interesse ed i consensi dei numerosi visitatori che affolleranno nel periodo natalizio l'imperdibile mostra mercato internazionale. Il comparto artigiano - conclude la nota - rappresenta il vero patrimonio storico e produttivo della Calabria soprattutto in questo momento di forte contrazione economica che spinge a ripensare il mercato mondiale dei consumi in una prospettiva di tradizione e unicita' territoriale".

 


 

MANOVRA: LUNEDI' SCIOPERO E SIT-IN SINDACATI A COSENZA


Cosenza, 7 dic. - Anche a Cosenza, come in tutta Italia,lunedi' 12, in occasione dello sciopero generale contro la manovra, Cgil, Cisl e Uil attueranno uno sciopero di tre ore con manifestazione davanti alla Prefettura. "La manovra - e' scritto in una nota - colpisce, come sempre, i soliti noti, pensionati e lavoratori dipendenti. Siamo consapevoli della criticita' della situazione, del rischio default e della necessita' di rispettare l'impegno del pareggio di bilancio entro il 2013. Sapevamo che ci sarebbe voluta una manovra forte, ma, riteniamo che i carichi siano stati distribuiti in maniera iniqua, senza nessun confronto con le parti sociali". Una conferenza stampa e' annunciata per venerdi', alle ore 9,30, nella sede provinciale della Uil di Cosenza".

 


 

MANOVRA: SINDACATI, IN CALABRIA IMPATTO DEVASTANTE


Catanzaro, 7 dic. - "In Calabria, l'impatto della manovra avrebbe effetti devastanti che impoverirebbero ulteriormente le condizioni gia' precarie di lavoratori e pensionati: lo affermano, in un docuemnto, Cgil, Cisl e Uil in vista dello sciopero di lunedi'. I sindcaati "fanno appello al mondo del lavoro, agli studenti, alle forze politiche e sociali, agli enti locali e alla societa' civile perche' dalla Calabria si levi la voce di un disagio sociale divenuto insostenibile e che la manovra, senza gli opportuni aggiustamenti, acuira' maggiormente scaricando ancora una volta i costi del risanamento sul mondo del lavoro, sui pensionati e sulla parte piu' debole del Paese deprivata negli anni di risorse e di vere occasioni di crescita e di sviluppo. L'intervento previsto dalla manovra sul sistema previdenziale - si legge nella nota unitaria - con l'allungamento dell'eta' pensionabile e la mancata indicizzazione delle pensione oltre i 935 euro, gli ulteriori tagli sugli Enti locali, il pacchetto di nuove tasse con l'addizionale Irpef, l'IMU, l'IVA, l'aumento di benzina e gasolio rappresentano una stangata che si abbattera' sulle famiglie come un macigno. Tali misure - aggiungono- per la Calabria segnerebbero un arretramento spaventoso delle condizioni di vita per migliaia di lavoratori e pensionati che gia' faticano a far quadrare i propri bilanci con retribuzioni e pensioni sempre piu' leggere su cui devono costruire anche solidarieta' familiari per chi privo di lavoro".

 


 

EXPORT: PRODUTTORI CALABRESI ALLA FIERA "IGEHO" DI BASILEA

 
Catanzaro, 5 dic. - L'Assessorato regionale all'Internazionalizzazione, guidato da Fabrizio Capua, ha partecipato, in partnership con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, alla manifestazione fieristica internazionale biennale alimentare "Igeho" di Basilea. "All'interno di questa prestigiosa vetrina - informa una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale -, crocevia di tre mercati importanti per il Made in Italy (Svizzera, Francia e Germania), la Calabria e' stata rappresentata da 13 produttori alimentari calabresi. Dalle conserve, all'olio d'oliva, dal vino, ai liquori ed ai prodotti innovativi di fattura biologica, lo stand della Regione Calabria ha avuto un notevole impatto commerciale su pubblico ed operatori svizzeri: almeno 500 visitatori incuriositi si sono recati allo stand calabrese tra cui molti importatori e ristoratori. Le due testate di riferimento della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (La Rivista e Go-Italy) hanno inoltre realizzato servizi giornalistici per dare visibilita' ai produttori della Regione ed alle iniziative sul fronte internazionalizzazione intraprese dall'Assessorato. Tutto cio' - si fa rilevare - e' stato reso possibile grazie allo sforzo organizzativo e finanziario intrapreso dalla Regione che ha deciso di adottare un approccio strategico al mercato svizzero, non semplicemente realizzando iniziative "spot" fini a se stesse, ma pianificando delle attivita' di respiro semestrale e annuale che prevedano un vero e proprio accompagnamento nel percorso di internazionalizzazione degli imprenditori servendosi dell'expertise della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. Il mercato elvetico infatti emerge sempre piu' quale vera rivelazione del biennio 2010 - 2011 tra i Paesi che maggiormente assorbono prodotti italiani. Il tasso di crescita delle importazioni di made in Italy nel corso dei mesi estivi - e's critto - si sono attestate tra il 15 ed il 20% rispetto ai valori mensili dello stesso periodo 2010 e in settembre il mercato svizzero ha fatto registrare un aumento sul settembre 2010 del 41%, valore ineguagliato tra tutti i maggiori paesi importatori di Made in Italy, inclusi i mercati emergenti dell'area Bricst (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa e Turchia).

 


 

EXPORT: MISSIONE DELEGAZIONE CALABRESE IN TUNISIA


Catanzaro, 5 dic. - Si e' conclusa con un grande successo, secondo una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale, la seconda fase della missione commerciale-scientifica della delegazione calabrese in Tunisia, promossa dalla Regione Calabria Assessorato alle Politiche Euro-Mediterranee ed Internazionalizzazione, guidato dall'Assessore Fabrizio Capua e Unioncamere Calabria - Desk Enterprise Europe Network in collaborazione con la Camera Tunisino Italiana di Commercio e Industria. Dopo gli incontri formali con le Istituzioni governative ed industriali della Tunisia e l'Ambasciatore Italiano in Tunisia, la delegazione calabrese ha iniziato le visite specifiche previste dal ricco programma di appuntamenti, compresi singoli confronti tra aziende operanti nel medesimo settore. Nel corso delle visite e' emersa la piena soddisfazione da parte degli interlocutori tunisini nell'incontrare una missione congiunta economica-scientifica, una particolarita' che e' stata molto apprezzata soprattutto nel corso degli incontri tecnici ai Poli di Competitivita' e Tecnologici di Bizerte, Borjcedria e Sousse, nel corso dei quali la Regione, Unioncamere Calabria, i docenti delle Universita' calabresi e gli imprenditori hanno avuto modo di entrare in stretta sinergia con i colleghi tunisini. Molti spunti interessanti sono emersi in questi giorni, soprattutto per comprendere come avviare future azioni di partenariato economico-scienfitico con le imprese tunisine, fortemente interessate ad azioni congiunte con la Calabria, soprattutto per via di una maggiore competitivita' del sistema formativo nel campo della ricerca. L'interesse maggiore e' giunto dall'organizzazione tunisina all'interno dei Poli di Competitivita', una sorta di incubatori di imprese che garantiscono l'avvio piu' semplice di attivita' imprenditoriali in Tunisia, sfruttando i numerosi incentivi economici garantiti dal nuovo corso tunisino. Dai numerosi contatti sono gia' emerse diverse proposte di partenariato, sia a livello istutuzionale, in ambito alla mobilita' studentesca, ma soprattutto imprenditoriale-scientifico, molte delle quali legate alle innovazioni tecnologiche. Strategico in questo caso potra' essere il supporto della Camera Tunisino Italiana di Commercio e Industria, interlocutore molto accreditato sul territorio. Della delegazione calabrese presente in Tunisia hanno fatto parte l'Unical (Laboratorio di Geografia) e l'Incubatore delle Imprese Technest, la Mediterranea dipartimento Distafa sez. Meccanica, la ditta Muraca, la Deltamobili, la Triano, la Conferedazione Europea Piccole Imprese, la Fiorillo Srl, Caffe' Mauro. Successivamente per la delegazione calabrese si e' trasferita in Marocco, e si sono aggiunte la ditta Metal Sud, Energia & Servizi, Progeotech e la Calme Spa.

 


 

'NDRANGHETA: PG CATANZARO, PATRIMONI ILLECITI CANCRO ECONOMIA


Catanzaro, 1 dic. - "Tutta la magistratura requirente del distretto e' impegnata per garantire alla societa' civile lo sviluppo sano del territorio, aggredendo i patrimoni illeciti che sono il cancro per la libera circolazione dei beni e per la libera iniziativa, scevra di comportamenti estorsivi nei confronti di persone che vogliono lavorare bene". Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro, Santi Consolo, nel corso della conferenza stampa che si e' svolta stamani sulla confisca di beni per un valore di trenta milioni di euro ai danni di un imprenditore crotonese. Il procuratore generale ha sottolineato che in questi giorni "le nove procure del distretto, la Procura generale e la Procura nazionale antimafia sono pervenuti ad un protocollo d'intesa per razionalizzare le attivita' di contrasto ai patrimoni illeciti". La Procura generale di Catanzaro, ha spiegato, ha messo in piedi un vero e proprio "progetto organizzativo" con un gruppo di lavoro affidato al sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi un'attivita' di coordinamento che coinvolge tutte le forze dell'ordine. Il procuratore generale Consolo ha ribadito che "le misure di prevenzione patrimoniale costituiscono la strategia di contrasto" alla criminalita' organizzata. In questa direzione, ieri, si e' tenuto in vertice tra la magistratura del distretto e le forze dell'ordine durante il quale, ha aggiunto Consolo, "si e' registrata armonia di intenti che si tradurra' nella circolazione delle comunicazioni, perche' con l'attivita' sinergica si possono realizzare risultati soddisfacenti".

 


 

TRASPORTI: MANCINI, AMMESSO PROGETTO NUOVO AEROPORTO LAMEZIA TERME


Catanzaro, 1 dic. - La Commissione Europea ha ritenuto "ammissibile" il progetto "Nuova aerostazione di Lamezia Terme" presentato - informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - dal Dipartimento regionale Programmazione Nazionale e Comunitaria, guidato dall'assessore Giacomo Mancini. Il progetto prevede un investimento complessivo di 63 milioni di euro, dei quali 43 riferibili a fondi comunitari. La sua realizzazione consentira' all'aeroporto di Lamezia Terme, che gia' rappresenta un nodo centrale per lo sviluppo dell'economia calabrese e che e' in costante crescita sia riguardo al trasporto passeggeri sia riguardo al trasporto merci, di essere ampliato ed ammodernato, adeguando le sue strutture alle crescenti esigenze del traffico aereo nazionale ed internazionale. L'assessore Mancini esprime enorme soddisfazione per il nuovo obiettivo raggiunto dal Dipartimento Programmazione, che si aggiunge ad altri progetti destinati ad implementare concretamente e pesantemente la rete delle infrastrutture della Calabria. "Il Progetto della nuova aerostazione di Lamezia Terme - dichiara Mancini - s'inquadra in un programma pluriennale d'interventi volti al potenziamento ed all'ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali, per accompagnare in maniera congruente la crescita di traffico prevista sull'aeroporto di Lamezia Terme. Infatti - prosegue l'assessore alla Programmazione - la nuova aerostazione avra' una capacita' di 3,5 milioni di passeggeri con standard internazionali di confort in tutte le sue dotazioni". Secondo Mancini "si tratta un altro esempio di come la Regione abbia intenzione di invertire la tendenza del passato, quella degli interventi a pioggia che raramente hanno inciso concretamente sulla realta' economica e sociale della Calabria, puntando invece su grandi opere infrastrutturali capaci di cambiare davvero il volto di questa regione e di sollecitare efficacemente lo sviluppo della nostra economia. E' questa, d'altronde - sottolinea infine l'assessore Mancini - la linea che la Giunta regionale guidata dal presidente Scopelliti si e' imposta sin dall'inizio e che, quindi, rappresenta la stella polare in tutte le scelte dell'Esecutivo".

 

Copyright © 1999 - 2011 Prs Editrice. Tutti i diritti riservati