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PARCO SILA: INCONTRO SULLA "GREEN ECONOMY" PER LE IMPRESE

 
Cosenza, 2 set. - - "L'evento "Boscovivo 2010" non si ferma all'Expo Fiera della filiera inerente la lavorazione del legname e dell'energia, al Torneo dei Boscaioli tanto atteso ed alla Sagra gastronomica. Oltre alla fiera espositiva, dedicata alle ultime tecnologie della lavorazione, del trasporto e dell'utilizzo dei prodotti del bosco, volta a diffondere la cultura della tutela dei boschi dal punto di vista ambientale, patrimoniale e del risparmio energetico, il 5 Settembre, in collaborazione con l'Ente Parco Nazionale della Sila, sara' organizzato un apposito momento tecnico-informativo con le Imprese boschive e gli operatori economici, curato dal Dott. Giuseppe Luzzi, esperto forestale-ambientale, in rappresentanza dell'Ente Parco". Lo comunica l'ente parco d lla Sila. "L'incontro - si fa rilevare - e' fissato per le ore 11:30 nell'area stadio di San Giovanni in Fiore ed e' rivolto all'Economia Verde, alla "green economy", ovvero alla possibilita' di produrre e fare profitto nel completo rispetto dell'ambiente. Saranno presenti anche esponenti della Regione Calabria, quali il Direttore Generale dell'Afor, Francesco Tarsia, e il Vice Direttore (Foreste), Ugo Galiano, oltre chiaramente agli Amministratori locali, alla rappresentanza di studiosi del settore ed alle Associazioni del territorio.    L'iniziativa - continuala nota dell'ente - e' la testimonianza di quanto cresca sempre di piu' l'attenzione verso le tematiche ambientali, anche in conseguenza dell'avvento del solare, dell'eolico, delle biomasse, della costruzione di evolute case in legno, della possibilita' di differenziare e sfruttare i rifiuti. Un'occasione per puntare alla crescita esponenziale di quello che, in un territorio montano come l'Altopiano della Sila, deve rappresentare sicuramente una primaria fonte di sviluppo: il sano utilizzo della montagna e dei suoi boschi. Puntando esclusivamente a metodologie e tecnologie che consentano di mantenere e garantire un bosco sempre attivo e fiorente".

 


 

AGRITURISMO: COLDIRETTI, BOOM DI PRESENZE IN CALABRIA


Catanzaro, 31 ago. - Crescono le presenze (+ 10%) e l'acquisto dei prodotti tipici ( + 47%) nei punti vendita presso le strutture agrituristiche Calabresi. Lo rende noto la Coldiretti. Si attende ora una conferma nel mese di settembre con vendemmia e raccolta dei funghi "Se la buona tavola e l'aria buona e all'aperto sono le ragioni principali per scegliere l'agriturismo, sempre piu' spesso - afferma Pietro Molinaro presidente Coldiretti Calabria- insieme a questi "appeal" sono offerti programmi ricreativi come l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking mentre in molti agriturismi non mancano attivita' culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici con lunghe passeggiate nei boschi e la partecipazione alle iniziative offerte nel territorio. Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente migliorano il loro standard qualitativo - continua Molinaro - da un primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate presenze per circa il 10% in piu' rispetto all'anno precedente e questo e' un dato importante se si considera che gli amanti della vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e che ha registrato un vero e proprio boom e' stato l'acquisto delle produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero maggiore si identificano con il marchio "Campagna Amica" dove e' stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. "Una vittoria del prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunita' per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa le produzioni del territorio e della filiera agricola ed agroalimentare della regione. E' un dato che ci riempie di soddisfazione - commenta Molinaro -perche' e' la diretta conferma della validita' economica del progetto di filiera tutta agricola che offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la conferma dei dati anche perche' la vendemmia e la raccolta dei funghi faranno da traino ad un turismo sempre piu' apprezzato dai cittadini".

 


 

ENEL: MENNITI (SEL) A CONTI, "INVESTA IN CALABRIA"


Catanzaro, 31 ago. - L'ex segretario della Cgil Energia Calabria, Domenico Menniti, esponente di Sinistra e Liberta' (Sel) ha scritto una lettera aperta a Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel. "Ho letto su "la Repubblica" la sua recente intervista titolata " Conti frena il pessimismo di Marchionne. In Italia si puo' investire . Anche al Sud ". Da meridionale - scrive - apprezzo molto i progetti Enel per la Sicilia sulle energie rinnovabili , come la centrale solare a concentrazione di Priolo unica al mondo che puo' funzionare anche di notte; l'accordo con Sharp e St Microelettronica per la realizzazione di uno stabilimento di produzione di pannelli fotovoltaici, la piu' grande realta' produttiva nel settore in Europa; la Rete elettrica prevista nel progetto EU-MENA per alimentare Nord Africa, Ue e Medio Oriente con l'energia elettrica generata da specchi nel deserto. Investimenti che daranno luogo a cospicui tassi occupazionali di laureati, diplomati ed operai specializzati. Questa " rivoluzione solare " - aggiunge - non investira' purtroppo la Calabria: terra con forte e duratura solarizzazione. Secondo la teoria del Nobile Carlo Rubbia basta l'1% dei suoi 15 mila Kmq per produrre 21 TWh/anno piu' 2,5 della produzione del 2009 (8,8 TWh fonte Terna). Adesso per la Calabria l'Enel propone la riconversione della centrale di Rossano, attualmente alimentata a olio combustibile, con il cosiddetto "carbone pulito", come illustrato sulla rivista "Enel Insieme" Luglio-Agosto 2010. Sono un pensionato Enel - scrive Menniti - e sono stato segretario regionale della FIDAE CGIL e ho vissuto, negli anni Ottanta, la travagliata vicenda della progettata e non realizzata centrale a carbone di Gioia Tauro. Ero favorevole alla costruzione dell'impianto perche' la Franco Tosi, storica azienda nazionale elettromeccanica, trasferiva nell'area industriale del porto l'indotto manifatturiero innovativo della centrale. Successivamente sono state realizzate in Calabria quattro centrali alimentate a metano da 800 MW (Altomonte, Simeri Crichi, Rizziconi e Scandale). La centrale di Rossano e' da alcuni anni impianto "freddo" per l'alto costo dell'olio combustibile. Le Istituzioni calabresi (Regione, Province,Comuni) e la grande maggioranza dell'opinione pubblica sono fortemente contrarie alla conversione per valutazioni negative sull'impatto ambientale ed emissioni di CO2. Confermando la continuita' del sito energetico a Rossano e quindi dell'occupazione desidero fare alcune osservazioni".  "La Calabria - continua - nel 2009 ha registrato un esubero della produzione rispetto la richiesta del 63,6 % (5* nella graduatoria delle 20 regioni del Paese) a favore della Campania con deficit del 48,1 % e del 52,5% del Lazio. Il lungo vettoriamento comporta le diseconomie delle perdite per cui costituisce saggio comportamento costruire nuovi impianti nei pressi dei centri di grande consumo. Inoltre le emissioni di CO2 determinano maggiore inquinamento atmosferico nelle aree sedi delle centrali. A Rossano bisogna investire nel solare fotovoltaico e termico e perche' no nell'idrogeno, come a Porto Marghera nel Veneto ( deficit di produzione del 50,5 %). Il contributo dell'Enel nel distretto energetico di Crotone gia' sancito da un accordo Governo Regione Calabria in parte finanziato con legge 625/96 delle royalties dell'estrazione del metano (16% della produzione nazionale)". Menniti ricorda che "prima la Sme con la SEC e successivamente con l'Enel hanno svolto un ruolo positivo per lo sviluppo economico e sociale della Calabria. Negli anni '20 con i grandi impianti idroelettrici della Sila piccola favorendo la nascita delle grandi fabbriche a Crotone: nel settore della chimica con la Montecatini e nei metalli non ferrosi con la Pertusola e a Taranto con la Cantieristica nautica. Negli anni '60 e '70 con un cospicuo prestito della BEI (Banca Europea Investimenti) con la elettrificazione delle campagne dove migliaia di analfabeti (tassi del 50-60% della popolazione residente) impararono nelle scuole serali a leggere e scrivere e far di conto. Famosa la trasmissione "Non e' mai troppo tardi" del maestro Alberto Manzi. Adesso - conclude- si pone all'azienda da Lei diretta con le energie rinnovabili la realizzazione con il concreto contributo della terza fase dello sviluppo economico e sociale dalla Calabria".

 


 

IMPRESE: FONDO GARANZIA REGIONALE, MASSIMALE AD 1 MILIONE

 
Catanzaro, 25 ago. - Su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura Michele Trematerra, la Giunta regionale, nella seduta dello scorso 23 agosto, ha approvato una delibera con cui si eleva il massimale di riferimento del fondo di garanzia regionale, costituito con l'aiuto di Stato N. 723/2007, da 200 mila euro ad 1 milione di euro, ricapitalizzando il fondo con l'importo di 10 milioni di euro e attingendo dalle risorse del PSR 2007-2013 della Regione Calabria in quanto spesa ammissibile ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005. Il provvedimento nasce essenzialmente per far fronte alla domanda proveniente soprattutto dalle medie e piccole imprese e dalle organizzazioni professionali agricole e le organizzazioni dei produttori della Calabria) relativamente all'accesso al mercato dei capitali per investimenti, in linea con i livelli di finanziamento del PSR 2007-2013. Con tale decisione, dunque, che eleva l'importo massimo dei prestiti che possono beneficiare della garanzia pubblica ad 1 milione di euro, si dara' l'opportunita' alle piccole e medie imprese di entrare nel mercato dei capitali favorendo da una parte il loro sviluppo e dall'altra la crescita dell'occupazione nel territorio regionale.

 


 

CONSUMI: DEMOSKOPIKA, CROLLO IN CALABRIA; -5,5% NEL 2009

 
Catanzaro, 25 ago. - Consumi a picco in Calabria con un arretramento della qualita' della vita da parte delle famiglie calabresi. In un solo biennio, dal 2007 al 2009, circa 760 mila nuclei familiari hanno tagliato drasticamente i bilanci domestici di ben 1.442 milioni di euro con un'incidenza sulla ricchezza regionale pari al 4,3 per cento. Una stima sulla contrazione di oltre otto punti percentuali ottenuta estendendo all'intero anno la riduzione della spesa media mensile familiare regionale e moltiplicando il dato per il numero complessivo dei nuclei familiari calabresi. Il dato peggiore degli ultimi sei anni. Si tratta del quarto calo delle decisioni di spesa nell'arco temporale considerato: -1,6% nel 2005, -4,9% nel 2006, -2,9% nel 2008 e -5,5% nel 2009. La flessione degli acquisti risulta ancora piu' evidente se si analizza l'andamento rispetto al Prodotto interno lordo: nel corso dell'ultimo anno, il peso della spesa per consumi della famiglie calabresi sulla ricchezza regionale risulta essersi ridotto di oltre sei punti percentuali rispetto al 2004: dal 55,1% del 2004 al 49,0% del 2009. E' quanto emerso dal consueto "Borsino delle famiglie calabresi" realizzato dall'Istituto Demoskopika. "L'analisi dei comportamenti di acquisto e delle decisioni di spesa - ha dichiarato il direttore dell'istituto Demoskopika, Nino Floro - non lascia spazio a dubbi. Il 2009 e' stato l'annus horribilis per le famiglie calabresi. L'Ente Regione dovrebbe attuare una manovra di politica economica anticongiunturale capace di rilanciare una propensione al consumo solida e permanente. Sostenere i consumi - ha precisato Nino Floro - significa attuare azioni in grado di generare un rinnovato clima di fiducia e di sicurezza sociale che consenta alle famiglie di assumere decisioni di acquisto rilevanti quali l'abitazione e altri beni durevoli superando la mera logica di erogazioni in denaro per i generi di prima necessita'. Nel breve periodo - ha concluso il direttore dell'istituto Demoskopika - il Governo regionale proponga agli operatori il blocco temporaneo del prezzo di un paniere di prodotti di largo consumo". Bilanci domestici: 9 voci su 12 in rosso. La maggior parte delle voci del bilancio domestico hanno subi'to una inversione di tendenza in negativo rispetto al 2007. Senza alcun dubbio si spende molto di meno, circa 256,2 milioni di euro (-23,03%), per la categoria "Arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa" e per il "Tempo libero e cultura" (cinema, teatro, acquisto libri, dvd e cd, etc.) con un taglio stimato in circa 163,7 milioni di euro (-20,74%). In rosso anche tutto cio' che riguarda le decisioni di acquisto relative agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, alle vacanze e ai ristoranti: la flessione della categoria "Altri beni e servizi" che include le voci appena menzionate ha subi'to, nel biennio considerato, un calo del 16,38 per cento pari a oltre 264,6 milioni di euro. A seguire le voci riguardanti "Tabacchi" e "Comunicazioni" che hanno fatto registrare rispettivamente una contrazione di 34,2 milioni di euro (-15,87%) e di poco meno di 70 milioni di euro (-15,57%) rispetto al 2007. Di segno negativo, infine, anche i capitoli del bilancio domestico legati alla voce "Abbigliamento e calzature" con un taglio dai budget familiari di circa 217 milioni di euro (-15,11%), ai "Servizi sanitari e spese per la salute" con 114,4 milioni di euro (-14,48%), agli "Alimentari e bevande" con circa 613 milioni di euro (-13,19%) e, infine, la categoria relativa ai "Trasporti" con un taglio di oltre 205 milioni di euro pari all'8,23 per cento. In crescita, invece, nelle decisioni di acquisto delle famiglie calabresi, l'andamento delle rimanenti voci del budget: "Istruzione" con circa 85,5 milioni di euro (+52,93%), "Combustibili ed energia" con 309,2 milioni di euro (+36,67%), ed, infine, la voce "Abitazione" con 101 milioni di euro (+2,99%).

 


 

USURA: CONTRIBUENTI.IT, +117% AL SUD, 681MILA FAMIGLIE A RISCHIO


Roma, 24 ago. - "Effetto crisi" sempre piu' forte al sud: nel corso di quest'anno, rispetto al 2009, il sovraindebitamento delle famiglie meridionali e' cresciuto del 156,2% mentre l'usura e' aumentata del 117,6%". A lanciare l'allarme e' Contribuenti.it, l'Associazione contribuenti italiani che con il suo "Sportello Antiusura" monitora costantemente il fenomeno. "Nel mezzogiorno sono a rischio d'usura 681mila famiglie e 716mila piccoli imprenditori - stima Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - Il debito medio delle famiglie meridionali ha raggiunto la cifra di 31.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 49.300 euro". Nella hit delle regioni piu' esposte all'usura figura la Campania, seguita da Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata e Molise: per Carlomagno, "la crisi economica, l'aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, l'impossibilita' di accesso al credito bancario, la crescita del gioco d'azzardo e delle scommesse sportive legalizzate ed il boom delle carte di credito revolving con tassi del 25% stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese meridionali nelle mani di spregiudicati usurai". "I dati - conclude - confermano che il fenomeno sta aumentando ed e' ancora difficile intravedere l'apice. In passato, ogni qual volta l'economia ha segnato brusche frenate, l'usura ha subito delle forti crescite. Ora c'e' un ulteriore problema: oltre la poca propensione all'elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l'uso spregiudicato delle scommesse sportive, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti".

 


 

POMODORO: COLDIRETTI CALABRIA, SALVAGUARDARE QUELLO REGIONALE


Reggio Calabria, 21 ago. - Addio al pomodoro calabrese? Rischia di diminuire ancora in Calabria la coltura del pomodoro che una volta rappresentava una voce importante dell'agroalimentare della regione. Ma "la Coldiretti Calabria non ci sta". Questo il grido di allarme che lancia Pietro Molinaro, presidente della Coldiretti Calabria, sulla scorta della triplicazione in Europa (+174 %) degli sbarchi di concentrato di pomodoro cinese da "spacciare" come Made in Italy che quindi diventa sempre piu' a rischio. "Oggi nella nostra regione", dice Molinaro, "il pomodoro si estende per oltre 1100 ettari concentrati soprattutto nella provincia di Crotone". E aggiunge: "Dobbiamo fare la nostra parte con grande autorevolezza: l'obiettivo e' di difendere la filiera del pomodoro tutta agricola e italiana. Questo e' quello che chiedono i consumatori che vogliono trovare negli scaffali salsa di buon pomodoro italiano scongiurando trappole e complicita' degli industriali del comparto. Contrastare quindi un pericoloso inganno per i consumatori dove il concentrato di pomodoro cinese fa concorrenza sleale al vero Made in Italy e sul quale pesano situazioni di dumping sul piano sanitario, ambientale e sociale". Gli standard sanitari "sono diversi rispetto ai nostri", denuncia Molinaro, "e la produzione in Cina sembra essere anche realizzata con sfruttamento del lavoro forzato dei detenuti da parte di molte imprese cinesi impegnate nell'export alimentare. Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiche' nelle confezioni al dettaglio e' obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro". Tuona il presidente Coldiretti Calabria: "Non vogliamo che finisca sulle tavole un condimento tipico dei piatti Made in Italy ma di incerta provenienza che provoca danni economici diretti e di immagine al prodotto 'nostrano'. Non mancano i casi di vere e proprie clonazioni di marchi italiani con confezioni di concentrato di pomodoro identiche a quelle originali prodotte in Italia con tanto di marchio commerciale, bandiera tricolore e scritte in italiano prodotte in Cina e commercializzate sui mercati internazionali con la scritta '100 per cento prodotto italiano' e il pomodoro e' l'unico ingrediente riportato in etichetta". Una situazione, aggiunge, "che sta consentendo a operatori senza scrupoli di non rispettare i contratti sottoscritti che prevedono 7 centesimi al chilogrammo e offrono invece un pagamento per la meta' sottopagando la produzione su valori insostenibili per gli agricoltori, (il solo costo di produzione ad ettaro e' di 5mila euro) condizioni che non permettono alle imprese di fare reddito e di investire mettendo a rischio - precisa Molinaro - reddito e occupazione nelle nostre aziende".Nei territori, continua Molinaro, "si segnalano ritardi nel ritiro dei prodotti, clausole vessatorie e mancato rispetto delle regole contrattuali che stanno provocando incertezza e danni ai produttori agricoli nonostante una annata caratterizzata da una produzione con ottime caratteristiche qualitative". Per Molinaro per uscire da questa crisi "bisogna utilizzare anche le risorse del Piano di Sviluppo Rurale 2007-13 attraverso una sua rimodulazione che favorisca un sostegno da prevedere nell'Asse 2 al fine di scongiurare la scomparsa di questa coltura che e' nella piu' nobile tradizione calabrese e poi -conclude- senza pleonastici e inutili tavoli e' necessario una iniziativa ancora piu' incisiva da parte di tutti gli organi di polizia e istituzionali preposti ai controlli nei centri di lavorazione e nei porti dove si concretizzano le truffe a danno di agricoltori e consumatori".

 


 

IMPRESE: RITARDI GIUSTIZIA COSTANO 2,6 MLD, MAGLIA NERA AL SUD


Roma, 18 ago. - Il cattivo funzionamento della giustizia italiana costa oltre 2,6 miliardi di euro alle imprese italiane. E' questo il risultato che e' emerso da un'elaborazione effettuata dalla Cgia di Mestre che ha ottenuto questo risultato (2,66 mld di euro nel 2007 - ultimo anno statisticamente disponibile), sommando i costi che le imprese italiane devono farsi carico per i ritardi nelle procedure fallimentari (1,03 mld di euro), i costi dei ritardi nelle procedure civili di primo e secondo grado (1,09 mld di euro) e le spese burocratiche relative alle sole procedure fallimentari (532 milioni di euro). Nel 2007, a fronte di 972.555 procedimenti pendenti, la durata media di un processo civile di primo grado e' stata di 904 giorni (2 anni, 5 mesi e 21 giorni). Con poco piu' di 51.000 procedimenti pendenti, la durata dei processi civili di secondo grado e' stata mediamente di 822 giorni (pari a 2 anni e 3 mesi) e per una procedura fallimentare addirittura 3.035 giorni (pari a 8 anni, 3 mesi e 23 giorni). Tuttavia, fanno notare dalla Cgia di Mestre, il quadro non e' completamente negativo. Tra il 2000 e il 2007 la durata dei processi civili di primo grado si e' ridotta di 230 giorni e quella relativa ai processi di secondo grado di 137. Drammatica, invece, la situazione riferita ai procedimenti fallimentari. Sempre nel periodo tra il 2000 e il 2007 la durata media delle istanze fallimentari e' aumentata di ben 604 giorni. A livello territoriale e' preoccupante la situazione presente nel Mezzogiorno. La maglia nera spetta alla Basilicata. In questa regione la durata media dei processi civili di primo grado e' stata (nel 2007) di 1.463 giorni. Segue la Puglia con 1.335 e la Calabria con 1.288. La regione piu' efficiente, invece, e' la Valle d'Aosta con una durata media di 614 giorni. "La necessita' di rendere il nostro sistema giudiziario italiano piu' efficiente - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - e' una necessita' sempre piu' avvertita dagli imprenditori. Non solo per il carico economico che devono sopportare ma, soprattutto, per il fatto che il cattivo funzionamento della giustizia costituisce un grosso ostacolo che allontana gli investitori stranieri dal nostro Paese".

 


 

SICUREZZA: IN ITALIA 8.612 IMPRESE, IN CALABRIA +4,6%


Milano, 18 ago. - In fatto di sicurezza e prevenzione contro i furti gli italiani non badano a spese. Sono 8.612, infatti, le imprese attive in Italia al primo trimestre 2010 nel settore della sicurezza, numero pressoche' stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le imprese per la fabbricazione di casseforti, forzieri e porte metalliche blindate sono 390; 5.133 quelle per l'installazione di impianti elettronici e 3.089 i servizi di vigilanza e investigazione. I dati emergono da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2009 e 2010. La maggior concentrazione e' registrata in Lombardia con 1.661 imprese (circa un quinto del totale nazionale). Seguono il Lazio (769 imprese, 8,9% del totale Italia) e il Piemonte (745, 8,7%). In un anno il settore sicurezza cresce percentualmente soprattutto in Calabria (+4,6%), in Abruzzo (+4,3%) e in Campania (+3,1%). Tra le province Milano al primo posto con 654 imprese (7,6% nazionale), seguita da Roma (637 imprese, 7,4%) e Napoli (416, 4,8%). Ma chi sono i bodyguard ed i detective italiani? Nelle ditte individuali del settore in Italia, oltre la meta' dei titolari (58,5%) ha meno di 50 anni, mentre gli stranieri rappresentano solo il 3,5% e il 5,1% e' donna.

 


 

LAMEZIAEUROPA: PATTI TERRITORIALI, CHIESTE RISORSE PER 5,2 MLN


Lamezia Terme, 11 lug. - "Alla presenza dei rappresentanti dei soggetti responsabili di patti territoriali e contratti d'area provenienti da tutta Italia, presenti per la Calabria i responsabili di Lameziaeuropa, Locride Sviluppo, Promotir e Vibosviluppo, di Michele Giannattasio, segretario generale di Anpaca, Associazione Nazionale Patti territoriali e Contratti d'Area, si e' svolto a Roma un incontro con il direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico Gianluca Esposito che ha illustrato il lavoro svolto a partire dal 2009 dal Ministero per recuperare i ritardi accumulati nel corso degli anni sulla gestione degli strumenti della programmazione negoziata e lo stato delle iniziative in atto riguardanti in particolare la richiesta di rimodulazione delle risorse rivenienti da rinunce e revoche avanzate dai soggetti responsabili". Lo si apprende da un comuniacto della Lameziaeuropa. "In particolare - e' scritto - sono state avanzate 177 istanze di rimodulazione di cui 108 gia' esaminate dal Ministero e 69 oggetto di richiesta di integrazioni, che prevedono complessivamente una richiesta di risorse finanziarie pari a 756 milioni di euro. Nei prossimi giorni verranno comunicati ai soggetti responsabili gli esiti della verifica effettuata dal Ministero sulle somme effettivamente disponibili per ogni Patto Territoriale dopodiche' si procedera' entro il prossimo ottobre alla richiesta di riassegnazione delle risorse al Ministero dell'Economia. L'obiettivo e' di impegnare definitivamente le risorse entro dicembre 2010 per permettere ai soggetti responsabili di realizzare nel 2011 i progetti di rimodulazione. A partire dal 2004 la Lameziaeuropa - si fa rilevare - ha richiesto l'utilizzo di 3,1 milioni di euro a valere sul Patto Territoriale Lametino e di 2,1 milioni di euro su quello Agrolametino per un totale di 5,2 milioni di euro. Lameziaeuropa per il Patto Territoriale Lametino ha gia' presentato la richiesta finalizzata alla realizzazione del Centro Servizi Polifunzionale presso gli immobili di proprieta' siti nell'area ex Sir di Lamezia Terme che ha ottenuto parere positivo dalla Regione Calabria nel dicembre scorso". Per il futuro, il direttore generale Esposito, ha evidenziato che nel mese di giugno "e' stata varata dal Ministero dello Sviluppo Economico un'intesa per avviare in raccordo con le sei Regioni del Sud un intervento organico per il turismo innovativo nel Mezzogiorno con 800 milioni destinati alle imprese". (AGI) Insieme ad Anpaca e' stato gia' fissato un prossimo incontro per il 15 settembre 2010 in cui si discutera' sul possibile futuro ruolo dei Soggetti Responsabili quali agenzie di sviluppo locali a supporto degli Enti che operano sul territorio anche alla luce delle nuove opportunita' di investimenti evidenziati dal prof. Esposito.

 


 

AGROALIMENTARE: AL VIA CAMPAGNA "CONSUMA E SPENDI CALABRESE"


Lamezia Terme, 19 lug. - "Consuma e spendi calabrese. E' giusto, fa bene, e' bello!". E' questo il motto che accompagnera' l'importante maratona televisiva che venerdi' 23 luglio, a Catanzaro Lido, caratterizzera' la terza edizione di Jonici Food Fest. Personalita' delle istituzioni, della politica, della cultura, del giornalismo, ma soprattutto i protagonisti del sistema agricolo e agroalimentare calabrese lanceranno un forte appello alla Calabria e ai calabresi, con particolare riferimento ai consumatori, ai ristoratori, agli albergatori, alle reti commerciali. "Consuma e Spendi Calabrese" e' uno dei due progetti culturali, con significativi riflessi sul tessuto economico e sociale calabrese, portati avanti ormai da alcuni anni dall'Associazione Jonici di Catanzaro. "Consumare e spendere calabrese e' giusto - spiega Massimo Tigani Sava, portavoce di Jonici -perche' e' il modo piu' efficace, diretto, rapido e utile per aiutare le nostre Aziende agroalimentari e artigianali a sopravvivere e a crescere, soprattutto in un momento di grande crisi economica. Ma e' giusto anche sul piano istituzionale e politico, perche' ormai il federalismo, almeno sul piano finanziario, e' una realta', e ogni regione deve saper valorizzare se stessa. Con questo appello rivolto ai consumatori vogliamo aiutare le nostre aziende a difendere e a creare posti di lavoro. Non dobbiamo essere una colonia al servizio delle multinazionali o di quanti non collaborano allo sviluppo vero della regione secondo un modello solidale, capace di distribuire in modo giusto la ricchezza, ma anche di salvaguardare i nostri valori piu' profondi". "Consumare e spendere calabrese - precisa inoltre Massimo Tigani Sava - fa anche bene, perche' nella gran parte dei casi il sistema agroalimentare calabrese e' fatto di brava gente, e' integro, trasparente, genuino, rispetta la natura ed e' quindi legato ai concetti di sana alimentazione e di dieta mediterranea. E poi e' bello, perche' i nostri prodotti agroalimentari e artigianali sono figli di culture ultramillenarie e consentono, pertanto, un suggestivo viaggio nella storia. Evidenti, quindi, anche le connessioni con uno sviluppo del turismo finalmente coerente con le nostre potenzialita', oltre che con la tutela dell'identita' culturale dei Calabresi, smarrita e troppo spesso umiliata". "Voglio infine ricordare - conclude Massimo Tigani Sava, che Consuma e Spendi Calabrese e' a sostegno della battaglia strategica che Coldiretti, sul piano nazionale e regionale, sta conducendo per l'affermazione della Filiera agricola tutta Italiana firmata dagli Agricoltori. Quella di Coldiretti non e' solo una iniziativa a tutela della categoria, ma e' un meraviglioso progetto di sviluppo per il Paese, perche' guarda a una struttura economico-sociale che rispetta la natura e il territorio, che difende gli agricoltori veri, che tutela i diritti dei consumatori, che parte dal cibo per parlare di economia sostenibile. Ringrazio quindi il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, e tutto il gruppo dirigente da lui guidato, per questo comune sentire che sta riuscendo a mobilitare molte coscienze. Ovviamente ringrazio anche tutte le Istituzioni che ci sono state vicine, precisando, e ci tengo molto, che tutte le risorse finanziarie disponibili, peraltro assai limitate rispetto alla capacita' di mobilitazione e agli evidenti risultati, sono state interamente reinvestite in Calabria, rifuggendo anche in questo caso da tentazioni di colonialismo culturale o economico". La partecipazione alla terza edizione di Jonici Food Fest e su invito personale. La Maratona televisiva andra' in onda su Video Calabria, la principale emittente tv regionale secondo i dati Auditel. Nel corso della manifestazione verranno assegnati numerosi premi e riconoscimenti, alcuni dei quali legati al progetto culturale "Magna Grecia Lifestyle": la proposta al mondo globalizzato di uno stile di vita magnogreco, a misura d'uomo.

 





 



TURISMO: COMMERCIANTI AMANTEA, "POLITICA DISATTENTA"


Amantea (Cosenza), 14 lug. - "La stanchezza e il caldo, rendono ancora piu' inaccettabile e insopportabile, l'ennesimo atto di presunzione e disattenzione della classe politica amanteana tutta, verso l'Associazione Commercianti e tutti coloro quotidianamente lavorano e rendono Amantea un paese vivo e ricco di servizi. Il programma estivo presentato dall'Assessore al Turismo Carratelli e avallato dal Sindaco Tonnara, oltre a non avere nulla di realmente attrattivo, in grado di portare in citta' turisti, svuota il centro cittadino di ogni valore, decentrando gli eventi nella quasi totalita' tra lungomare e centro storico, persino la tanto decantata "villa comunale" e' rimasta quasi a secco". Lo afferma, in una nota, l'associazione commercianti (Ascom) di Amantea. "Il tanto celebrato coinvolgimento al momento delle scelte -lamentano i commercianti - non e' avvenuto, anzi non si e' neanche tentato di chiedere un singolo parere su cosa fare durante l'estate amanteana. Le ricadute di queste scelte scellerate e prive di qualsiasi motivazione logica e competente, saranno gravissime in primis per le attivita' commerciale del centro cittadino e di conseguenza per tutta la citta' che vive in gran parte di turismo (quante sono le case sfitte? E le camere vuote negli alberghi?) e di commercio (le vedete le strade deserte?). Consci di cio' e stanchi di quanto sin qui accaduto, chiediamo le dimissioni dell'Assessore al Turismo, incapace di ascoltare e di intavolare un confronto serio non solo con la nostra categoria, ma con chi ha a cuore il bene del paese. Abbiamo necessita' di un interlocutore serio, - continua la nota - in grado quanto meno di ascoltare! Perche' anche il semplice ascolto e' mancato!". "Alle nostre sollecitazioni - continua il docuemnto dei commercianti - iniziate a maggio nessuno ha dato risposta, e alla soddisfazione di un primo incontro con l'Assessore Ruggiero e il Sindaco in cui la disponibilita' e la collaborazione erano "scontate", segue purtroppo lo scoramento di essere una classe produttiva ignorata e valutata come incapace di fare proposte serie per il bene del paese. Siamo invece qui per dimostrare, che avremmo potuto dare una decisiva impronta alla proposta turistica amanteana, se solo fossimo stati coinvolti e ascoltati. Quanto meno avremmo suggerito una campagna di comunicazione per rilanciare l'immagine del nostro paese, letteralmente disintegrata negli ultimi anni. Ogni accordo - si legge - e' stato disatteso, e di conseguenza oggi ogni tavolo di dialogo e' chiuso, a meno di non essere considerati compagni di viaggio e non emarginati. Fino a quando - domanda l'Ascom - non si prendera' coscienza che i commercianti rappresentati dall'Ascom hanno il diritto, e anche il dovere, di contribuire alla pianificazione dell'offerta turistica della nostra citta'? E fino a quando non avremo di fronte un interlocutore capace e preparato, in grado di iniziare un confronto produttivo e di regalare ad Amantea cio' che realmente merita e non la distruzione di una delle classi produttive piu' importanti, che con le sue entrate sostiene sia le casse comunali sia il bilancio di tante famiglie amanteane, che senza il commercio sarebbero sul lastrico?. Ignorare questa situazione sociale, da parte di un'amministrazione comunale e' scandaloso. Ci auguriamo di sbagliare, ma a settembre - si legge infine - vedremo le macerie dell'economia amanteana dovute a questo flop estivo imputabile quasi in toto, ad una classe politica incapace di agire con competenza e decisione per dare nuovo slancio all'immagine e al tessuto sociale di Amantea".

 


 

ENERGIA ELETTRICA: MENNITI,CONSUMI CALABRIA IN CALO A CAUSA CRISI


Catanzaro, 14 lug. - "Dall'esame analitico dei dati sulla produzione ed i consumi di energia elettrica nel 2009 (fonte Terna Spa-rete elettrica nazionale) riferiti alla Calabria si possono trarre utili elementi di riflessione sulla grave condizione dell'economia della stessa e trarre proposte concrete per un possibile superamento. Partiamo dalla produzione netta elettrica (uso questa abbreviazione al posto di energia elettrica) rilevando il calo complessivo de 9,3% (dato negativo dopo molti anni) rispetto al 2008 con gli apporti positivi del 189% dell'idroelettrico (ottima stagione dell'indice di idraulicita'), dell'eolico +273,8%, del solare fotovoltaico +238,8%, del termoelettrico (compresa la quota della biomasse-fonte rinnovabile non quantificata nei dati Terna) -9,3%. Con questi dati la Calabria anticipa di dieci anni-anno 2020- il parametro fissato dal Protocollo di Kioto: la produzione di elettricita' da fonti rinnovabili pari al 20% della produzione complessiva per ridurre la quota dell'impiego dei prodotti petroliferi, carbone e metano del 20% riducendo del 20% le emissioni dell'anidride carbonica: la teoria dei tre 20". Lo afferma Domenico Menniti, ex segretario regionale della CgiL Energia, che aggiunge: "I consumi complessivi sono diminuiti del 5,1%: primo dato negativo dopo molti anni dovuto alla grave crisi dell'economia regionale e nazionale. Nel rapporto produzione-consumo il supero 2009 e' stato di 4193,2 GWh (un GWh uguale un milione di kWh), pari al 63,6%della produzione complessiva utilizzata per i consumi delle deficitarie regioni del Mezzogiorno (Puglia e Sicilia escluse) e del centro del Paese. Data la consistenza dei dati citati risulta, a mio modesto parere, sbagliata la insistente richiesta dell'Enel della conversione della centrale di Rossano con l'impiego del carbone per due ordini di motivi: il primo ambientale in netto contrasto col Protocollo di Kioto, il secondo per le diseconomie del trasporto causato dalle perdite del lungo vettoriamento verso i centri di consumo".  "I dati del solare fotovoltaico - continua - indicano l'incremento con progressione geometrica dei produttori (da 637 nel 2008 a 1631 nel 2009) e della produzione che presuppongono crescenti apporti della ricerca, degli investimenti e dell'occupazione. Il mercato sara' in forte espansione. L'EREC ( European renewable energy coucil) prevede nell'anno 2040 la produzione mondiale di 9113 TWh (un TWh uguale un miliardo di kWh). L'Onu ha recentemente denunciato che un miliardo e seicento milioni di donne e di uomini del terzo e quarto mondo sono privi di elettricita'. Nella nostra regione bisogna investire nella ricerca per ridurre il costo del Wp delle celle fotovoltaiche nelle sedi universitarie, nel Centro tipologico delle costruzioni di Catanzaro, nella formazione dei tecnici, nel distretto energetico di Crotone con il nuovo manifatturiero industriale dei beni finiti, nel rinnovato sito energetico di Rossano, con l'impianto fotovoltaico piu' grande d'Italia. Il ruolo promozionale dell'Enel power cosi' diffuso nel Paese,ultimo grande cofinanziamento delle iniziativa industriale di Catania e la prima centrale ad idrogeno (con nessuna emissione di anidride carbonica) a Matera, dovra' coinvolgere anche il generoso suolo calabrese. Alle istituzioni pubbliche della regione - conclude - il cogente dovere di concrete iniziative politiche".

 


 

LAVORO: STILLITANI, SCATTATA CIG PER DIPENDENTI CALL-CENTER


Catanzaro, 13 lug. - Si apre uno spiraglio per i circa 2000 lavoratori della Web call center Ring, della Multivoice e della Soft 4 Web del gruppo Phonemedia che hanno perso l'impiego dopo esser rimasti senza stipendio per mesi. E' arrivata finalmente la notizia tanto attesa: per loro e' scattata la cassa integrazione in deroga per il periodo che va dal 17 marzo al 31 dicembre 2010. A renderlo noto e' l'assessore regionale al lavoro della regione Calabria, Francescantonio Stillitani, che esprime viva soddisfazione per la soluzione di un problema di estrema gravita' sociale, considerato l'alto numero di lavoratori interessati. "Questo e' il risultato conseguito - ha detto Stillitani - grazie alla stretta collaborazione tra diverse istituzioni che si sono prodigati nella soluzione di una vertenza che vedeva coinvolti circa 2000 lavoratori che da tempo attendevano una soluzione ai loro problemi determinati dal fallimento dell'azienda che aveva garantito loro una stabilita'. Si porta a casa un risultato importante per i lavoratori interessati dopo mesi di mancata remunerazione degli emolumenti". Si tratta, aggiunge Stillitani, di "un primo risultato positivo a favore dei lavoratori del gruppo Phonemedia raggiunto grazie all'azione sinergica tra la Direzione regionale dell'Inps , Assessorato Regionale al Lavoro, Formazione e Politiche sociali, Uffici del lavoro di Catanzaro, Vibo Valentia, Lamezia Terme e Soverato, oltre che ad Italia Lavoro Spa. Ed alla collaborazione dei Comuni di Catanzaro e Vibo Valentia". Quindi a circa duemila lavoratori che hanno perso il posto di lavoro senza preavviso sin dal mese di settembre 2009, dopo gli accordi stipulati per la concessione della cassa integrazione in deroga del 29 marzo 2010, "si e' riusciti ad assicurare - cometa ancora stillitani - l'erogazione del sussidio che per molti, costituisce la loro unica fonte di sostegno familiare". L'impegno fattivo della Presidenza della Giunta regionale, dell'assessore al lavoro Stillitani e del Direttore Generale del Dipartimento, Bruno Calvetta, dell'Unita' di crisi , oltre che a quello dei dirigenti regionali dell'Inps, Francesca Pugliese e Luigi Sculco , ha permesso "di superare - sottolinea Stillitani - oggettive e serie difficolta' e raggiungere risultati che solo con la professionalita' e la collaborazione tra i diversi Enti si potevano ottenere. Un plauso particolare va al gruppo di lavoro Inps che in breve tempo hanno ricostruito materialmente procedure e documentazione necessarie per l'erogazione dei sussidi. Si ricordera' che, per le note vigerne giudiziarie, pur in presenza di accordi di concessione gia' sottoscritti, non era possibile procedere all'erogazione dei sussidi per la mancanza totale della documentazione relativa ai lavoratori interessati". La ricostruzione di detta documentazione e' avvenuta grazie all'impegno sinergico di tutte le parti coinvolte. I lavoratori del gruppo Phonemedia interesatti alla erogazione dei sussidi sono distribuiti tra la provincia di Catanzaro e di Vibo Valentia e in particolare, riguardano: 947 dipendenti della Web Call Center Ring per un importo di 1.036.255,01 di euro; 796 dipendenti della Multivoice per un importo di 1.508.970,12 di euro e 214 dipendenti della Soft 4 Web per un importo di 431.459,55 di euro. Complessivamente i lavoratori interessati sono 1.957 e si prevede una spesa di 2.976.684,55 di euro, di cui una parte e' a carico del Fondo nazionale per l'occupazione e una parte cofinanziata dalla Regione Calabria. E' chiaro che per questi lavoratori deve essere considerato solo un primo risultato ottenuto. Il Dipartimento regionale Lavoro, Formazione e Politiche Sociali sta elaborando, con la collaborazione delle Amministrazioni Provinciali, Piani delle Politiche attive a favore di tutti i percettori di ammortizzatori sociali in deroga, in cui sono previste opportunita' e strumenti mirati sia al reinserimento lavorativo ( lavoratori in mobilita') che all'adeguamento delle competenze professionali (lavoratori in cassa integrazione). Di fatto i Piani '' Politiche attive'' di cui si sta occupando il Dipartimento Regionale al Lavoro, mirano : a tamponare gli effetti negativi della crisi economica e finanziaria, ma anche sociale, tante che in Calabria le difficolta' presenti nel tessuto industriale e produttivo stanno subendo un processo di continuo aggravamento. Ad attuare sia nei confronti delle aziende che degli stessi lavoratori, rispettivamente, processi mirati a sviluppare la competitivita' delle stesse imprese ed aggiornare ed accrescere le loro competenze professionali. Sul piano prettamente statistico nel 2009 sono stati concessi trattamenti , tra cassa integrazione e mobilita', per circa 4.000 unita' lavorative e hanno coinvolto 220 aziende. Sono state stanziate risorse per circa 27 milioni di euro. Ad oggi le richieste pervenute per la concessione degli ammortizzatori sono circa il doppio di quelle dell'anno scorso e coinvolgono oltre 8.000 unita' lavorative. Le risorse per l'anno in corso ammontano a circa 62 milioni, di cui 50 a carico del fondo nazionale per l'occupazione , 12 rientrano nel cofinanziamento regionale. Gli accordi che si stanno sottoscrivendo ampliano la platea dei fruitori rispetto all'anno precedente, per espressa volonta' dell'assessore regionale al lavoro, saranno oggetto dei trattamenti anche lavoratori somministrati, apprendisti, a tempo determinato e cocopro, oltre ad ulteriori tipologie che rientrano nei trattamenti sulla disoccupazione speciale.

 


 

LAVORO: CASTAGNA (UIL), IN CALABRIA GIA' PERSI 27 MILA POSTI

 
Cosenza, 12 lug - "In Calabria si sono persi 27.000 posti di lavoro tra il 2008 e il 2010. Secondo le nostre stime, nel 2011 ne perderemo altri 30.000". A dirlo e' Roberto Castagna, segretario regionale della Uil, che oggi ha partecipato al sit-in che si e' tenuto davanti alla prefettura di Cosenza, cosi' come davanti a tutte le prefetture, per sensibilizzare il Governo contro il blocco della mobilita' e proporre delle modifiche alla legge finanziaria, in approvazione. Castagna ha ribadito che "la mobilita' e' l'unico strumento per mantenere un po' di reddito per affrontare una situazione di grande difficolta' nella quale si trovano i lavoratori". Un ampio dossier e' stato poi consegnato al Prefetto di Cosenza, Antonio Reppucci.

 


 

CONSUMI: I CALABRESI SPENDONO 440 EURO AL MESE PER IL CIBO

 
Roma, 10 lug. - Le famiglie abruzzesi spendono per la tavola il 40 per cento in piu' di quelle trentine e si posizionano al top della classifica italiana con 530 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2009 che fotografa le abitudini alimentari regionali. In Italia la tavola e' - sostiene la Coldiretti - una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 18,9 per cento delle risorse ed e' la prima voce di spesa nelle regioni del sud (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) e seconda dopo l'abitazione in tutte le altre. La spesa media mensile per famiglia e' stata di 461 euro al mese, in calo del 3 per cento rispetto allo scorso anno. La situazione - precisa la Coldiretti - varia tuttavia notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni, dall'importo minimo di 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, 394 in Valle d'Aosta, 398 in Friuli Venezia Giulia, 412 in Basilicata, 420 in Sicilia, 426 in Sardegna, 440 in Calabria, 442 in Emilia Romagna, 445 in Toscana, 446 in Veneto, 470 in Liguria e Lombardia, 476 in Piemonte, 478 in Puglia, 479 in Molise, 482 nelle Marche, 485 nel Lazio, 502 in Umbria e Campania e 530 in Abruzzo. In media la maggiore percentuale della spesa e' destinata all'acquisto nell'ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucche e caffe'. Nonostante le difficolta' economiche quasi nove italiani su dieci (87 per cento) non rinunciano alla qualita' della spesa alimentare secondo l'analisi della Coldiretti sui dati Istat sui consumi dei cittadini nel 2009. La percentuale di famiglie - rileva la Coldiretti - che ha dichiarato di aver diminuito nel 2009 la quantita' e/o la qualita' dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente e' pari al 35,6% e, tra questi, il 63% ha dichiarato di aver diminuito solo la quantita', mentre solo il 15% di aver ridotto, oltre alla quantita', anche la qualita'. La ricerca della qualita' dei prodotti alimentari rimane una priorita' anche in periodi di crisi, per effetto della necessita' di garantirsi cibi sicuri di fronte al ripetersi degli scandali alimentari. L'ultimo esempio e' quello della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani a prezzi bassi nei discount alimentari. La Coldiretti e' impegnata in una mobilitazione per garantire a tutti il diritto all'informazione sui cibi che si acquistano ed impedire che venga spacciato come Made in Italy prodotto importato di bassa qualita' con la richiesta di introdurre l'obbligo di indicare la provenienza degli alimenti. Una iniziativa per contrastare il furto di identita' a danno della nostra agricoltura ma anche le speculazione che portano ad aumentare di cinque volte i prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola a danno degli agricoltori, che vengono sottopagati, e dei consumatori, che sono costretti a contenere gli acquisti come confermano i dati Istat relativi al 2009.

 


 

LAVORO: CIG, A GIUGNO RICHIESTE RECORD IN CALABRIA


Roma, 10 lug. - Nel mese di giugno 2010, con oltre 103 milioni di ore autorizzate, la cassa integrazione subisce una diminuzione dell'11,4% rispetto a maggio 2010, ma registra una crescita del 28,1% se confrontata con lo stesso mese del 2009. I lavoratori coinvolti nella cassa integrazione sono oltre 609 mila, con una diminuzione di oltre 78 mila lavoratori rispetto a maggio, ma con un aumento di circa 134 mila se paragonato al mese di giugno 2009. Di questi 609 mila, i lavoratori della cassa integrazione in deroga sono un terzo che, con circa 35 milioni di ore, incidono per il 33,5% sul totale delle ore complessivamente autorizzate. Sono questi i dati principali che emergono dal 18.mo rapporto mensile sulla Cassa Integrazione, diffuso oggi dalla Uil. Se nel mese di giugno le richieste di cassa integrazione hanno subito un decremento dell'11,4% rispetto al mese di maggio, dall'analisi dei dati territoriali, si assiste, viceversa, ad un aumento in 9 regioni ed in 43 province con picchi maggiori rispettivamente in Calabria (+ 413,8%) e a Catanzaro (+2.354,6%). Se a livello nazionale 4 lavoratori ogni 100 dipendenti, nel mese considerato, sono stati in cassa integrazione, la percentuale diventa di 6 lavoratori su 100 in Umbria e in Piemonte e di 18 ogni 100 a Catanzaro. Nel primo semestre del 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, le ore di cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 71,2% attestandosi a 636 milioni, che equivalgono a circa 624 mila lavoratori coinvolti mensilmente. A concentrare il maggior numero di ore e' il settore dell'industria: 463 milioni, che incidono per il 72,7% sul totale. Se l'industria presenta il maggior numero di richieste, l'aumento in percentuale piu' alto e' da attribuire al settore dell'artigianato (+ 1.378,6%). La fotografia del primo semestre, ci mostra soprattutto una crescita della cassa integrazione in deroga (+ 637,5%), con un vero e proprio "boom" di aumento nel settore dell'edilizia (+ 6.075,2%), seguito dal commercio (+ 1.352,8%), dall'artigianato (+ 1.172,5%) e dall'industria (+ 264,8%), mentre in tutti i restanti settori l'aumento e' del 117,3%. La cassa in deroga cresce, semestre su semestre, in tutte le regioni, registrando il picco piu' alto nel Trentino Alto Adige (nel primo semestre 2009 aveva complessivamente "zero" ore autorizzate). Per quanto riguarda le province, sono 97 quelle interessate dall'aumento di questo ammortizzatore sociale, con picchi a Parma, Isernia, Bolzano, Trento e Grosseto. Nei primi 6 mesi del 2010, le ore autorizzate di cassa in deroga incidono sul totale nazionale della cassa integrazione, per il 24,4%, con picchi del 62,1% in Umbria e dell'81,1% a Catanzaro. Dalla lettura di questi dati, ne scaturisce una sola considerazione: vista l'inarrestabile crescita e la consistente richiesta, ogni mese, di ore di cassa integrazione in deroga, che dal 2009 interessa particolarmente le piccole e piccolissime aziende investite dalla crisi, e' sempre piu' necessario ed urgente conoscere, oltre le richieste di autorizzazione, il reale utilizzo e la spesa effettiva di tale strumento. A 6 mesi, infatti, dalla scadenza dell'accordo Stato-Regioni, che ha regolato l'utilizzo di questo importante strumento di contenimento della disoccupazione, non e' ancora chiaro il quadro della quantita' di risorse spese rispetto a quelle impegnate per il biennio 2009-2010. I numeri sulla cassa integrazione, ed in particolare di quella in deroga, mostrano che la crisi del tessuto produttivo e' ancora forte e che puo' essere contenuta solo attraverso una proroga finanziaria, almeno per tutto il 2011, della cassa in deroga, anche perche' le Regioni dovranno sempre piu' investire risorse nel finanziare politiche formative e di ricollocazione dei lavoratori.

 


 

AGRICOLTURA: UNIONCAMERE, SOSTEGNO A COLDIRETTO


Lamezia Terme (Catanzaro), 8 lug. - L'Unione regionale delle Camere di Commercio della Calabria guarda con interesse al progetto "Una filiera tutta agricola e tutta italiana" promosso da Coldiretti ed in particolare all'iniziativa 'Giro d'Italia della contraffazione" che ha visto la realizzazione nella giornata di ieri, di un presidio di imprenditori agricoli e cittadini, presso il porto di Gioia Tauro. In particolare - spiega una nota - il porto di Gioia Tauro e' stato scelto quale luogo simbolico poiche' crocevia di forti contraddizioni tra potenziale sviluppo e rischi di contraffazione, soprattutto per quanto riguarda la provenienza dei 'succhi di agrumi' ed altre derrate alimentari che, giungendo dalle aree del mondo piu' disparate, vengono introdotti sul mercato come prodotti italiani con danni derivanti dal furto di identita' e di immagine, dalla sottrazione di valore aggiunto ai produttori agricoli, dalla dubbia qualita' con rischi per la salute dei consumatori. "L'iniziativa di Coldiretti e' di grande valore - ha affermato il Presidente dell'Unione regionale delle Camere di commercio della Calabria Fortunato Roberto Salerno - perche' riporta all'attenzione di tutti, opinione pubblica ed istituzioni, due fattori indispensabili nella sfida competitiva internazionale: l'etica e la qualita'. Il deficit di responsabilita' che si e' verificato dopo l'abbattimento delle frontiere ha minato la sicurezza dei mercati fomentando la concorrenza sleale come quella basata sui falsi. Tale problema, di per se' gia' rilevante per le nostre imprese, diventa ancora piu' grave quando attiene al settore agroalimentare poiche' la qualita' dei cibi puo' avere anche effetti deleteri sulla salute dei consumatori. Sempre nell'ambito dell'etica si colloca l'altro problema portato all'attenzione durante il presidio organizzato da Coldiretti presso il porto di Gioia Tauro, ossia lo sfruttamento dei lavoratori agricoli extracomunitari che, invece, dovrebbero essere valorizzati quali risorse indispensabili per il rilancio del settore agroalimentare calabrese in un percorso di trasparenza e legalita' che deve coinvolgere gli imprenditori, i consumatori, le associazioni di categoria e le istituzioni". "La valorizzazione delle nostre produzioni agroalimentari di qualita' - ha concluso Salerno - rappresenta la chiave per uscire dalla crisi economica e per vincere la sfida dell'internazionalizzazione a beneficio delle imprese calabresi e dei consumatori nonche' dello sviluppo dell'intera regione".

 


 

IMPRESE: UNIONCAMERE CALABRIA PUNTA SUL PROJECT MANAGEMENT


Lamezia Terme (Catanzaro), 8 lug. - Unioncamere Calabria in collaborazione con l'Istituto Italiano di Project Management (ISIPM) organizza il Meeting "Gestire bene i progetti giusti - il Portfolio, Program, Project Management" che si svolgera' il prossimo mercoledi' 14 luglio a partire dalle ore 9 nella sala conferenze di Unioncamere Calabria. Il meeting - spiega una nota - sara' coordinato da Donatella Romeo, Segretario Generale Unioncamere Calabria ed i relatori saranno Biagio Tramontana, Delegato ISIPM per le Regioni Basilicata, Calabria e Sicilia e Francesca Guerriero, Professore Associato della Facolta' di Ingegneria, Universita' della Calabria "L'obiettivo del meeting - dice Fortunato Roberto Salerno, Presidente Unioncamere Calabria - e' fornire una qualificata opportunita' di formazione a tutti i professionisti che si occupano di gestione progetti, al mondo Universitario, alle imprese, alle Associazioni di categoria ed alla Pubblica Amministrazione. Proprio per tale motivo, abbiamo scelto di organizzare l'evento in collaborazione con l'IStituto Italiano di Project Management® (ISIPM), il primo "centro di competenza" a livello nazionale per tutti coloro che intendono certificare la propria professionalita' quali project e program manager." "Nel corso del seminario - commenta Salerno - verra' proposta una disamina puntuale e articolata sulle tematiche del Portfolio, Program e Project Management oltre che sull'aspetto della maturita' delle Organizzazioni italiane e sull'European Project Management con particolare riferimento allo sviluppo di progetti ICT ed ai nuovi approcci "Agili" di PM." "Ancora una volta - conclude Salerno - la nostra Unioncamere Calabria offre proposte differenziate di crescita e sviluppo per i principali stakeholders locali, ben consapevole che capitalizzare le risorse umane e implementare le competenze costituiscano la chiavi di lettura per vincere le sfide delle moderne societa' fondate sull'economia della conoscenza." Al termine del meeting verra' rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di partecipazione valido n. 3 PDU (PMI® - Project Management Institute).

 


 

CAMERA COMMERCIO CATANZARO: APPROVATO CONTO GESTIONE 2009


Catanzaro, 2 lug. - Il Consiglio della Camera di Commercio di Catanzaro, convocato dal presidente Paolo Abramo, ha approvato il conto della gestione dell'esercizio 2009. Il documento, accolto alla unanimita' dai consiglieri, ha confermato la solidita' finanziaria dell'ente sulla scia di un andamento consolidato negli ultimi nove anni, come dimostrato dal sostanzioso segno positivo della rimanenza di cassa. "Un dato,quest'ultimo - ha commentato il presidente Abramo - che sembrerebbe ambivalente perche' potrebbe denotare, cosa che non e', semplice difficolta' di spesa a fronte di stentata iniziativa in termini di servizi e di investimenti. Senonche' posso confermare che questo Ente camerale e' ente virtuoso che scoppia di salute. Accanto a una oculata politica in fase di uscite di gestione, e' in atto - ha proseguito Abramo - una attenzione altrettanto scrupolosa nella fase di investimento sia progettuale sia patrimoniale, in attivita' naturalmente attinenti alla mission propria della Camera di Commercio, che di recente, come tutte le consorelle italiane, ha rinnovato ragion d'essere e di operare con intenti osservatori e stimolatori sulla economia territoriale. Sono obiettivi e risultati che non si improvvisano, frutto di una miscela di diversi ingredienti: nella fattispecie oculatezza, capacita' gestionale e altissima responsabilita' nell'approccio agli aspetti della res pubblica. Sono ovviamente soddisfatto - ha concluso il presidente Paolo Abramo - che tali intendimenti siano stati condivisi e apprezzati dall'intero Consiglio generale della Camera di Commercio, espressione di tutte le categorie datoriali, attrici principali del sistema economico provinciale". L'avanzo economico dell'esercizio 2009 ha registrato un netto aumento rispetto a quello del 2008, che era gia' quasi raddoppiato rispetto all'anno 2007. Gli oneri di gestione subiscono una netta diminuzione, aumentano le spese per interventi economici. La cassa incrementa il saldo positivo, mentre il patrimonio netto cresce di oltre quattro milioni di euro.

 


 

SVILUPPO ITALIA CALABRIA:IMBALZANO,SUPERARE COLPEVOLI RITARDI


Reggio Calabria, 2 lug. - "Anche se non nascondiamo le difficolta' per individuare un' idonea soluzione che coniughi il futuro dei 140 professionisti di Sviluppo Italia Calabria con gli interessi di una parte significativa della piccola imprenditoria calabrese, sono dell'idea che, comunque, vadano recuperati, al piu' presto, i ritardi colpevoli di tutti coloro che hanno fin qui impedito l'attuazione del pur previsto piano di riordino per la cessione della Societa' alla Regione Calabria". E' quanto asserisce il consigliere regionale Candeloro Imbalzano (Lista Scopelliti Presidente) che prosegue: "Da questo punto di vista, e' encomiabile l'impegno che sta profondendo il Governatore Scopelliti per individuare, sia pure in extremis, con l'amministratore delegato di Invitalia, Arcuri, e con il Ministero dello Sviluppo Economico, le soluzioni, anche provvisorie, per salvaguardare il patrimonio di professionalita' che in questi anni i dipendenti di Sviluppo Italia Calabria hanno messo in campo per permettere a tante piccole e medie imprese ed a centinaia di bravi giovani della nostra Regione, a partire dalla Provincia di Reggio, di avviare una attivita' capace di stare sul mercato e di essere assistiti nella fase delicata di start up". "Non possono certo ricadere sui lavoratori e sul nostro territorio - rilancia Imbalzano - le conseguenze del colpevole mancato trasferimento delle deleghe da Roma alla Regione Calabria, un passaggio che pure era stato chiaramente regolamentato fin dal mese di novembre 2008. In questi anni, le sedi provinciali di Sviluppo Italia hanno svolto un ruolo prezioso sia per la gestione oculata e produttiva degli interventi e delle agevolazioni previsti dallo Stato, sia per far nascere tante micro aziende, molte delle quali ormai realta' consolidate, sia per l'importante azione di consulenza svolta, a sostegno della nostra economia, assicurando, anche in una fase di grave crisi come quella registrata in questi ultimi anni, sviluppo e occupazione giovanile". "Siamo fortemente convinti - conclude Imbalzano - ed in questo senso ci adopereremo nelle sedi istituzionali regionali, che i professionisti di Sviluppo Italia Calabria devono essere tutelati nelle loro aspettative e nei loro diritti, sapendo che, in tal modo,faremo anche gli interessi dell'intero territorio calabrese".

 


COMMERCIO: CONFCOMMERCIO LAMEZIA, ISTITUIRE NUCLEO ANTIABUSIVISMO

Lamezia Terme (Catanzaro), 1 lug.- Istituire un nucleo antiabusivismo commerciale. La proposta e' stata avanzata da Michele Raffaele della Confcommercio di Lamezia Terme, dopo l'ennesima operazione di sequestro di merce contraffatta effettuata dalla polizia urbana. "Dopo i numerosi sequestri effettuati dalla guardia di finanza - afferma Raffaele - anche i vigili urbani, guidati dal comandante Zucco e dal suo vice Aldo Rubino, sferrano un duro colpo alla vendita di articoli contraffatti: si tratta oramai di una vera e propria piaga che non si limita piu' solo alla clonazione di prodotti di lusso, basti pensare che in Italia il giro d'affari e' stimato in 7,5 miliardi di euro". Raffaele ricorda che sono quotidiane le lamentele degli operatori commerciali della citta' per il dilagante fenomeno dell'abusivismo commerciale che investe oramai vari settori merceologici, piante,fiori alimentari, arredo casa, pelletterie, giocattoli, abbigliamento, calzature. "Si tratta oramai di un vero problema di legalita' - ha aggiunto Raffaele - come tale deve essere affrontato. Perche' non e' solo il racket delle estorsioni che alimenta la criminalita' organizzata ma anche il commercio illegale di prodotti contraffatti notoriamente controllato dalla mafia. L'abusivismo commerciale genera, fra l'altro, "concorrenza sleale, alimenta il lavoro nero, l'evasione fiscale e contributiva".

 

 

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