PARCO SILA: INCONTRO SULLA "GREEN ECONOMY" PER LE IMPRESE
Cosenza, 2 set. - - "L'evento "Boscovivo 2010" non si ferma all'Expo
Fiera della filiera inerente la lavorazione del legname e
dell'energia, al Torneo dei Boscaioli tanto atteso ed alla Sagra
gastronomica. Oltre alla fiera espositiva, dedicata alle ultime
tecnologie della lavorazione, del trasporto e dell'utilizzo dei
prodotti del bosco, volta a diffondere la cultura della tutela dei
boschi dal punto di vista ambientale, patrimoniale e del risparmio
energetico, il 5 Settembre, in collaborazione con l'Ente Parco
Nazionale della Sila, sara' organizzato un apposito momento
tecnico-informativo con le Imprese boschive e gli operatori
economici, curato dal Dott. Giuseppe Luzzi, esperto
forestale-ambientale, in rappresentanza dell'Ente Parco". Lo
comunica l'ente parco d lla Sila. "L'incontro - si fa rilevare - e'
fissato per le ore 11:30 nell'area stadio di San Giovanni in Fiore
ed e' rivolto all'Economia Verde, alla "green economy", ovvero alla
possibilita' di produrre e fare profitto nel completo rispetto
dell'ambiente. Saranno presenti anche esponenti della Regione
Calabria, quali il Direttore Generale dell'Afor, Francesco Tarsia, e
il Vice Direttore (Foreste), Ugo Galiano, oltre chiaramente agli
Amministratori locali, alla rappresentanza di studiosi del settore
ed alle Associazioni del territorio. L'iniziativa - continuala
nota dell'ente - e' la testimonianza di quanto cresca sempre di piu'
l'attenzione verso le tematiche ambientali, anche in conseguenza
dell'avvento del solare, dell'eolico, delle biomasse, della
costruzione di evolute case in legno, della possibilita' di
differenziare e sfruttare i rifiuti. Un'occasione per puntare alla
crescita esponenziale di quello che, in un territorio montano come
l'Altopiano della Sila, deve rappresentare sicuramente una primaria
fonte di sviluppo: il sano utilizzo della montagna e dei suoi
boschi. Puntando esclusivamente a metodologie e tecnologie che
consentano di mantenere e garantire un bosco sempre attivo e
fiorente".
AGRITURISMO: COLDIRETTI, BOOM DI PRESENZE IN CALABRIA
Catanzaro, 31 ago. - Crescono le presenze (+ 10%) e l'acquisto dei
prodotti tipici ( + 47%) nei punti vendita presso le strutture
agrituristiche Calabresi. Lo rende noto la Coldiretti. Si attende
ora una conferma nel mese di settembre con vendemmia e raccolta dei
funghi "Se la buona tavola e l'aria buona e all'aperto sono le
ragioni principali per scegliere l'agriturismo, sempre piu' spesso -
afferma Pietro Molinaro presidente Coldiretti Calabria- insieme a
questi "appeal" sono offerti programmi ricreativi come
l'equitazione, il tiro con l'arco, il trekking mentre in molti
agriturismi non mancano attivita' culturali come la visita di
percorsi archeologici o naturalistici con lunghe passeggiate nei
boschi e la partecipazione alle iniziative offerte nel territorio.
Nei quasi trecento agriturismi calabresi che continuamente
migliorano il loro standard qualitativo - continua Molinaro - da un
primo resoconto abbiamo verificato che sono state registrate
presenze per circa il 10% in piu' rispetto all'anno precedente e
questo e' un dato importante se si considera che gli amanti della
vacanza a contatto con la natura amano visitare luoghi che sono
situati nelle zone interne della regione. Ma la parte del leone e
che ha registrato un vero e proprio boom e' stato l'acquisto delle
produzioni della filiera agricola ed agroalimentare della Calabria
presso i punti vendita degli agriturismi che sempre in numero
maggiore si identificano con il marchio "Campagna Amica" dove e'
stato segnato un aumento degli acquisti del 47%. "Una vittoria del
prodotto legato al territorio -chiosa Molinaro - una opportunita'
per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e
le tradizione che racchiude oltre a chi contribuisce a conservare
questo autentici gioielli. Il turista insieme al relax offerto dal
soggiorno conferma uno stile di vita consapevole portandosi a casa
le produzioni del territorio e della filiera agricola ed
agroalimentare della regione. E' un dato che ci riempie di
soddisfazione - commenta Molinaro -perche' e' la diretta conferma
della validita' economica del progetto di filiera tutta agricola che
offre prodotti locali, freschi e gustosi che rispettano le
tradizioni culinarie e seguono il ritmo delle stagioni. Adesso nel
mese di settembre le prospettive appaiono buone e ci aspettiamo la
conferma dei dati anche perche' la vendemmia e la raccolta dei
funghi faranno da traino ad un turismo sempre piu' apprezzato dai
cittadini".
ENEL: MENNITI (SEL) A CONTI, "INVESTA IN CALABRIA"
Catanzaro, 31 ago. - L'ex segretario della Cgil Energia Calabria,
Domenico Menniti, esponente di Sinistra e Liberta' (Sel) ha scritto
una lettera aperta a Fulvio Conti, amministratore delegato
dell'Enel. "Ho letto su "la Repubblica" la sua recente intervista
titolata " Conti frena il pessimismo di Marchionne. In Italia si
puo' investire . Anche al Sud ". Da meridionale - scrive - apprezzo
molto i progetti Enel per la Sicilia sulle energie rinnovabili ,
come la centrale solare a concentrazione di Priolo unica al mondo
che puo' funzionare anche di notte; l'accordo con Sharp e St
Microelettronica per la realizzazione di uno stabilimento di
produzione di pannelli fotovoltaici, la piu' grande realta'
produttiva nel settore in Europa; la Rete elettrica prevista nel
progetto EU-MENA per alimentare Nord Africa, Ue e Medio Oriente con
l'energia elettrica generata da specchi nel deserto. Investimenti
che daranno luogo a cospicui tassi occupazionali di laureati,
diplomati ed operai specializzati. Questa " rivoluzione solare " -
aggiunge - non investira' purtroppo la Calabria: terra con forte e
duratura solarizzazione. Secondo la teoria del Nobile Carlo Rubbia
basta l'1% dei suoi 15 mila Kmq per produrre 21 TWh/anno piu' 2,5
della produzione del 2009 (8,8 TWh fonte Terna). Adesso per la
Calabria l'Enel propone la riconversione della centrale di Rossano,
attualmente alimentata a olio combustibile, con il cosiddetto
"carbone pulito", come illustrato sulla rivista "Enel Insieme"
Luglio-Agosto 2010. Sono un pensionato Enel - scrive Menniti - e
sono stato segretario regionale della FIDAE CGIL e ho vissuto, negli
anni Ottanta, la travagliata vicenda della progettata e non
realizzata centrale a carbone di Gioia Tauro. Ero favorevole alla
costruzione dell'impianto perche' la Franco Tosi, storica azienda
nazionale elettromeccanica, trasferiva nell'area industriale del
porto l'indotto manifatturiero innovativo della centrale.
Successivamente sono state realizzate in Calabria quattro centrali
alimentate a metano da 800 MW (Altomonte, Simeri Crichi, Rizziconi e
Scandale). La centrale di Rossano e' da alcuni anni impianto
"freddo" per l'alto costo dell'olio combustibile. Le Istituzioni
calabresi (Regione, Province,Comuni) e la grande maggioranza
dell'opinione pubblica sono fortemente contrarie alla conversione
per valutazioni negative sull'impatto ambientale ed emissioni di
CO2. Confermando la continuita' del sito energetico a Rossano e
quindi dell'occupazione desidero fare alcune osservazioni". "La
Calabria - continua - nel 2009 ha registrato un esubero della
produzione rispetto la richiesta del 63,6 % (5* nella graduatoria
delle 20 regioni del Paese) a favore della Campania con deficit del
48,1 % e del 52,5% del Lazio. Il lungo vettoriamento comporta le
diseconomie delle perdite per cui costituisce saggio comportamento
costruire nuovi impianti nei pressi dei centri di grande consumo.
Inoltre le emissioni di CO2 determinano maggiore inquinamento
atmosferico nelle aree sedi delle centrali. A Rossano bisogna
investire nel solare fotovoltaico e termico e perche' no
nell'idrogeno, come a Porto Marghera nel Veneto ( deficit di
produzione del 50,5 %). Il contributo dell'Enel nel distretto
energetico di Crotone gia' sancito da un accordo Governo Regione
Calabria in parte finanziato con legge 625/96 delle royalties
dell'estrazione del metano (16% della produzione nazionale)".
Menniti ricorda che "prima la Sme con la SEC e successivamente con
l'Enel hanno svolto un ruolo positivo per lo sviluppo economico e
sociale della Calabria. Negli anni '20 con i grandi impianti
idroelettrici della Sila piccola favorendo la nascita delle grandi
fabbriche a Crotone: nel settore della chimica con la Montecatini e
nei metalli non ferrosi con la Pertusola e a Taranto con la
Cantieristica nautica. Negli anni '60 e '70 con un cospicuo prestito
della BEI (Banca Europea Investimenti) con la elettrificazione delle
campagne dove migliaia di analfabeti (tassi del 50-60% della
popolazione residente) impararono nelle scuole serali a leggere e
scrivere e far di conto. Famosa la trasmissione "Non e' mai troppo
tardi" del maestro Alberto Manzi. Adesso - conclude- si pone
all'azienda da Lei diretta con le energie rinnovabili la
realizzazione con il concreto contributo della terza fase dello
sviluppo economico e sociale dalla Calabria".
IMPRESE: FONDO GARANZIA REGIONALE, MASSIMALE AD 1 MILIONE
Catanzaro, 25 ago. - Su proposta dell'assessore regionale
all'Agricoltura Michele Trematerra, la Giunta regionale, nella
seduta dello scorso 23 agosto, ha approvato una delibera con cui si
eleva il massimale di riferimento del fondo di garanzia regionale,
costituito con l'aiuto di Stato N. 723/2007, da 200 mila euro ad 1
milione di euro, ricapitalizzando il fondo con l'importo di 10
milioni di euro e attingendo dalle risorse del PSR 2007-2013 della
Regione Calabria in quanto spesa ammissibile ai sensi del
Regolamento (CE) 1698/2005. Il provvedimento nasce essenzialmente
per far fronte alla domanda proveniente soprattutto dalle medie e
piccole imprese e dalle organizzazioni professionali agricole e le
organizzazioni dei produttori della Calabria) relativamente
all'accesso al mercato dei capitali per investimenti, in linea con i
livelli di finanziamento del PSR 2007-2013. Con tale decisione,
dunque, che eleva l'importo massimo dei prestiti che possono
beneficiare della garanzia pubblica ad 1 milione di euro, si dara'
l'opportunita' alle piccole e medie imprese di entrare nel mercato
dei capitali favorendo da una parte il loro sviluppo e dall'altra la
crescita dell'occupazione nel territorio regionale.
CONSUMI: DEMOSKOPIKA, CROLLO IN CALABRIA; -5,5% NEL 2009
Catanzaro, 25 ago. - Consumi a picco in Calabria con un arretramento
della qualita' della vita da parte delle famiglie calabresi. In un
solo biennio, dal 2007 al 2009, circa 760 mila nuclei familiari
hanno tagliato drasticamente i bilanci domestici di ben 1.442
milioni di euro con un'incidenza sulla ricchezza regionale pari al
4,3 per cento. Una stima sulla contrazione di oltre otto punti
percentuali ottenuta estendendo all'intero anno la riduzione della
spesa media mensile familiare regionale e moltiplicando il dato per
il numero complessivo dei nuclei familiari calabresi. Il dato
peggiore degli ultimi sei anni. Si tratta del quarto calo delle
decisioni di spesa nell'arco temporale considerato: -1,6% nel 2005,
-4,9% nel 2006, -2,9% nel 2008 e -5,5% nel 2009. La flessione degli
acquisti risulta ancora piu' evidente se si analizza l'andamento
rispetto al Prodotto interno lordo: nel corso dell'ultimo anno, il
peso della spesa per consumi della famiglie calabresi sulla
ricchezza regionale risulta essersi ridotto di oltre sei punti
percentuali rispetto al 2004: dal 55,1% del 2004 al 49,0% del 2009.
E' quanto emerso dal consueto "Borsino delle famiglie calabresi"
realizzato dall'Istituto Demoskopika. "L'analisi dei comportamenti
di acquisto e delle decisioni di spesa - ha dichiarato il direttore
dell'istituto Demoskopika, Nino Floro - non lascia spazio a dubbi.
Il 2009 e' stato l'annus horribilis per le famiglie calabresi.
L'Ente Regione dovrebbe attuare una manovra di politica economica
anticongiunturale capace di rilanciare una propensione al consumo
solida e permanente. Sostenere i consumi - ha precisato Nino Floro -
significa attuare azioni in grado di generare un rinnovato clima di
fiducia e di sicurezza sociale che consenta alle famiglie di
assumere decisioni di acquisto rilevanti quali l'abitazione e altri
beni durevoli superando la mera logica di erogazioni in denaro per i
generi di prima necessita'. Nel breve periodo - ha concluso il
direttore dell'istituto Demoskopika - il Governo regionale proponga
agli operatori il blocco temporaneo del prezzo di un paniere di
prodotti di largo consumo". Bilanci domestici: 9 voci su 12 in
rosso. La maggior parte delle voci del bilancio domestico hanno
subi'to una inversione di tendenza in negativo rispetto al 2007.
Senza alcun dubbio si spende molto di meno, circa 256,2 milioni di
euro (-23,03%), per la categoria "Arredamenti, elettrodomestici e
servizi per la casa" e per il "Tempo libero e cultura" (cinema,
teatro, acquisto libri, dvd e cd, etc.) con un taglio stimato in
circa 163,7 milioni di euro (-20,74%). In rosso anche tutto cio' che
riguarda le decisioni di acquisto relative agli istituti di bellezza
e ai parrucchieri, alle vacanze e ai ristoranti: la flessione della
categoria "Altri beni e servizi" che include le voci appena
menzionate ha subi'to, nel biennio considerato, un calo del 16,38
per cento pari a oltre 264,6 milioni di euro. A seguire le voci
riguardanti "Tabacchi" e "Comunicazioni" che hanno fatto registrare
rispettivamente una contrazione di 34,2 milioni di euro (-15,87%) e
di poco meno di 70 milioni di euro (-15,57%) rispetto al 2007. Di
segno negativo, infine, anche i capitoli del bilancio domestico
legati alla voce "Abbigliamento e calzature" con un taglio dai
budget familiari di circa 217 milioni di euro (-15,11%), ai "Servizi
sanitari e spese per la salute" con 114,4 milioni di euro (-14,48%),
agli "Alimentari e bevande" con circa 613 milioni di euro (-13,19%)
e, infine, la categoria relativa ai "Trasporti" con un taglio di
oltre 205 milioni di euro pari all'8,23 per cento. In crescita,
invece, nelle decisioni di acquisto delle famiglie calabresi,
l'andamento delle rimanenti voci del budget: "Istruzione" con circa
85,5 milioni di euro (+52,93%), "Combustibili ed energia" con 309,2
milioni di euro (+36,67%), ed, infine, la voce "Abitazione" con 101
milioni di euro (+2,99%).
USURA: CONTRIBUENTI.IT, +117% AL SUD, 681MILA FAMIGLIE A RISCHIO
Roma, 24 ago. - "Effetto crisi" sempre piu' forte al sud: nel corso
di quest'anno, rispetto al 2009, il sovraindebitamento delle
famiglie meridionali e' cresciuto del 156,2% mentre l'usura e'
aumentata del 117,6%". A lanciare l'allarme e' Contribuenti.it,
l'Associazione contribuenti italiani che con il suo "Sportello
Antiusura" monitora costantemente il fenomeno. "Nel mezzogiorno sono
a rischio d'usura 681mila famiglie e 716mila piccoli imprenditori -
stima Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - Il debito
medio delle famiglie meridionali ha raggiunto la cifra di 31.200
euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto
dei 49.300 euro". Nella hit delle regioni piu' esposte all'usura
figura la Campania, seguita da Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata
e Molise: per Carlomagno, "la crisi economica, l'aggressione al
patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del
pagamento delle tasse a rate, l'impossibilita' di accesso al credito
bancario, la crescita del gioco d'azzardo e delle scommesse sportive
legalizzate ed il boom delle carte di credito revolving con tassi
del 25% stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese
meridionali nelle mani di spregiudicati usurai". "I dati - conclude
- confermano che il fenomeno sta aumentando ed e' ancora difficile
intravedere l'apice. In passato, ogni qual volta l'economia ha
segnato brusche frenate, l'usura ha subito delle forti crescite. Ora
c'e' un ulteriore problema: oltre la poca propensione
all'elargizione del credito associata a commissioni insopportabili
applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una
aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia
direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente
attraverso l'uso spregiudicato delle scommesse sportive,
costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti".
POMODORO: COLDIRETTI CALABRIA, SALVAGUARDARE QUELLO REGIONALE
Reggio Calabria, 21 ago. - Addio al pomodoro calabrese? Rischia di
diminuire ancora in Calabria la coltura del pomodoro che una volta
rappresentava una voce importante dell'agroalimentare della regione.
Ma "la Coldiretti Calabria non ci sta". Questo il grido di allarme
che lancia Pietro Molinaro, presidente della Coldiretti Calabria,
sulla scorta della triplicazione in Europa (+174 %) degli sbarchi di
concentrato di pomodoro cinese da "spacciare" come Made in Italy che
quindi diventa sempre piu' a rischio. "Oggi nella nostra regione",
dice Molinaro, "il pomodoro si estende per oltre 1100 ettari
concentrati soprattutto nella provincia di Crotone". E aggiunge:
"Dobbiamo fare la nostra parte con grande autorevolezza: l'obiettivo
e' di difendere la filiera del pomodoro tutta agricola e italiana.
Questo e' quello che chiedono i consumatori che vogliono trovare
negli scaffali salsa di buon pomodoro italiano scongiurando trappole
e complicita' degli industriali del comparto. Contrastare quindi un
pericoloso inganno per i consumatori dove il concentrato di pomodoro
cinese fa concorrenza sleale al vero Made in Italy e sul quale
pesano situazioni di dumping sul piano sanitario, ambientale e
sociale". Gli standard sanitari "sono diversi rispetto ai nostri",
denuncia Molinaro, "e la produzione in Cina sembra essere anche
realizzata con sfruttamento del lavoro forzato dei detenuti da parte
di molte imprese cinesi impegnate nell'export alimentare. Dalle navi
sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da
rilavorare e confezionare come italiano poiche' nelle confezioni al
dettaglio e' obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento,
ma non quello di coltivazione del pomodoro". Tuona il presidente
Coldiretti Calabria: "Non vogliamo che finisca sulle tavole un
condimento tipico dei piatti Made in Italy ma di incerta provenienza
che provoca danni economici diretti e di immagine al prodotto
'nostrano'. Non mancano i casi di vere e proprie clonazioni di
marchi italiani con confezioni di concentrato di pomodoro identiche
a quelle originali prodotte in Italia con tanto di marchio
commerciale, bandiera tricolore e scritte in italiano prodotte in
Cina e commercializzate sui mercati internazionali con la scritta
'100 per cento prodotto italiano' e il pomodoro e' l'unico
ingrediente riportato in etichetta". Una situazione, aggiunge, "che
sta consentendo a operatori senza scrupoli di non rispettare i
contratti sottoscritti che prevedono 7 centesimi al chilogrammo e
offrono invece un pagamento per la meta' sottopagando la produzione
su valori insostenibili per gli agricoltori, (il solo costo di
produzione ad ettaro e' di 5mila euro) condizioni che non permettono
alle imprese di fare reddito e di investire mettendo a rischio -
precisa Molinaro - reddito e occupazione nelle nostre aziende".Nei
territori, continua Molinaro, "si segnalano ritardi nel ritiro dei
prodotti, clausole vessatorie e mancato rispetto delle regole
contrattuali che stanno provocando incertezza e danni ai produttori
agricoli nonostante una annata caratterizzata da una produzione con
ottime caratteristiche qualitative". Per Molinaro per uscire da
questa crisi "bisogna utilizzare anche le risorse del Piano di
Sviluppo Rurale 2007-13 attraverso una sua rimodulazione che
favorisca un sostegno da prevedere nell'Asse 2 al fine di
scongiurare la scomparsa di questa coltura che e' nella piu' nobile
tradizione calabrese e poi -conclude- senza pleonastici e inutili
tavoli e' necessario una iniziativa ancora piu' incisiva da parte di
tutti gli organi di polizia e istituzionali preposti ai controlli
nei centri di lavorazione e nei porti dove si concretizzano le
truffe a danno di agricoltori e consumatori".
IMPRESE: RITARDI GIUSTIZIA COSTANO 2,6 MLD, MAGLIA NERA AL SUD
Roma, 18 ago. - Il cattivo funzionamento della giustizia italiana
costa oltre 2,6 miliardi di euro alle imprese italiane. E' questo il
risultato che e' emerso da un'elaborazione effettuata dalla Cgia di
Mestre che ha ottenuto questo risultato (2,66 mld di euro nel 2007 -
ultimo anno statisticamente disponibile), sommando i costi che le
imprese italiane devono farsi carico per i ritardi nelle procedure
fallimentari (1,03 mld di euro), i costi dei ritardi nelle procedure
civili di primo e secondo grado (1,09 mld di euro) e le spese
burocratiche relative alle sole procedure fallimentari (532 milioni
di euro). Nel 2007, a fronte di 972.555 procedimenti pendenti, la
durata media di un processo civile di primo grado e' stata di 904
giorni (2 anni, 5 mesi e 21 giorni). Con poco piu' di 51.000
procedimenti pendenti, la durata dei processi civili di secondo
grado e' stata mediamente di 822 giorni (pari a 2 anni e 3 mesi) e
per una procedura fallimentare addirittura 3.035 giorni (pari a 8
anni, 3 mesi e 23 giorni). Tuttavia, fanno notare dalla Cgia di
Mestre, il quadro non e' completamente negativo. Tra il 2000 e il
2007 la durata dei processi civili di primo grado si e' ridotta di
230 giorni e quella relativa ai processi di secondo grado di 137.
Drammatica, invece, la situazione riferita ai procedimenti
fallimentari. Sempre nel periodo tra il 2000 e il 2007 la durata
media delle istanze fallimentari e' aumentata di ben 604 giorni. A
livello territoriale e' preoccupante la situazione presente nel
Mezzogiorno. La maglia nera spetta alla Basilicata. In questa
regione la durata media dei processi civili di primo grado e' stata
(nel 2007) di 1.463 giorni. Segue la Puglia con 1.335 e la Calabria
con 1.288. La regione piu' efficiente, invece, e' la Valle d'Aosta
con una durata media di 614 giorni. "La necessita' di rendere il
nostro sistema giudiziario italiano piu' efficiente - sottolinea
Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - e' una
necessita' sempre piu' avvertita dagli imprenditori. Non solo per il
carico economico che devono sopportare ma, soprattutto, per il fatto
che il cattivo funzionamento della giustizia costituisce un grosso
ostacolo che allontana gli investitori stranieri dal nostro Paese".
SICUREZZA: IN ITALIA 8.612 IMPRESE, IN CALABRIA +4,6%
Milano, 18 ago. - In fatto di sicurezza e prevenzione contro i furti
gli italiani non badano a spese. Sono 8.612, infatti, le imprese
attive in Italia al primo trimestre 2010 nel settore della
sicurezza, numero pressoche' stabile rispetto allo stesso periodo
dello scorso anno. Le imprese per la fabbricazione di casseforti,
forzieri e porte metalliche blindate sono 390; 5.133 quelle per
l'installazione di impianti elettronici e 3.089 i servizi di
vigilanza e investigazione. I dati emergono da un'elaborazione della
Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al
primo trimestre 2009 e 2010. La maggior concentrazione e' registrata
in Lombardia con 1.661 imprese (circa un quinto del totale
nazionale). Seguono il Lazio (769 imprese, 8,9% del totale Italia) e
il Piemonte (745, 8,7%). In un anno il settore sicurezza cresce
percentualmente soprattutto in Calabria (+4,6%), in Abruzzo (+4,3%)
e in Campania (+3,1%). Tra le province Milano al primo posto con 654
imprese (7,6% nazionale), seguita da Roma (637 imprese, 7,4%) e
Napoli (416, 4,8%). Ma chi sono i bodyguard ed i detective italiani?
Nelle ditte individuali del settore in Italia, oltre la meta' dei
titolari (58,5%) ha meno di 50 anni, mentre gli stranieri
rappresentano solo il 3,5% e il 5,1% e' donna.
LAMEZIAEUROPA: PATTI TERRITORIALI, CHIESTE RISORSE PER 5,2 MLN
Lamezia Terme, 11 lug. - "Alla presenza dei
rappresentanti dei soggetti responsabili di patti territoriali e
contratti d'area provenienti da tutta Italia, presenti per la
Calabria i responsabili di Lameziaeuropa, Locride Sviluppo, Promotir
e Vibosviluppo, di Michele Giannattasio, segretario generale di
Anpaca, Associazione Nazionale Patti territoriali e Contratti
d'Area, si e' svolto a Roma un incontro con il direttore generale
del Ministero dello Sviluppo Economico Gianluca Esposito che ha
illustrato il lavoro svolto a partire dal 2009 dal Ministero per
recuperare i ritardi accumulati nel corso degli anni sulla gestione
degli strumenti della programmazione negoziata e lo stato delle
iniziative in atto riguardanti in particolare la richiesta di
rimodulazione delle risorse rivenienti da rinunce e revoche avanzate
dai soggetti responsabili". Lo si apprende da un comuniacto della
Lameziaeuropa. "In particolare - e' scritto - sono state avanzate
177 istanze di rimodulazione di cui 108 gia' esaminate dal Ministero
e 69 oggetto di richiesta di integrazioni, che prevedono
complessivamente una richiesta di risorse finanziarie pari a 756
milioni di euro. Nei prossimi giorni verranno comunicati ai soggetti
responsabili gli esiti della verifica effettuata dal Ministero sulle
somme effettivamente disponibili per ogni Patto Territoriale
dopodiche' si procedera' entro il prossimo ottobre alla richiesta di
riassegnazione delle risorse al Ministero dell'Economia. L'obiettivo
e' di impegnare definitivamente le risorse entro dicembre 2010 per
permettere ai soggetti responsabili di realizzare nel 2011 i
progetti di rimodulazione. A partire dal 2004 la Lameziaeuropa - si
fa rilevare - ha richiesto l'utilizzo di 3,1 milioni di euro a
valere sul Patto Territoriale Lametino e di 2,1 milioni di euro su
quello Agrolametino per un totale di 5,2 milioni di euro.
Lameziaeuropa per il Patto Territoriale Lametino ha gia' presentato
la richiesta finalizzata alla realizzazione del Centro Servizi
Polifunzionale presso gli immobili di proprieta' siti nell'area ex
Sir di Lamezia Terme che ha ottenuto parere positivo dalla Regione
Calabria nel dicembre scorso". Per il futuro, il direttore generale
Esposito, ha evidenziato che nel mese di giugno "e' stata varata dal
Ministero dello Sviluppo Economico un'intesa per avviare in raccordo
con le sei Regioni del Sud un intervento organico per il turismo
innovativo nel Mezzogiorno con 800 milioni destinati alle imprese".
(AGI) Insieme ad Anpaca e' stato gia' fissato un prossimo incontro
per il 15 settembre 2010 in cui si discutera' sul possibile futuro
ruolo dei Soggetti Responsabili quali agenzie di sviluppo locali a
supporto degli Enti che operano sul territorio anche alla luce delle
nuove opportunita' di investimenti evidenziati dal prof. Esposito.
AGROALIMENTARE: AL VIA CAMPAGNA "CONSUMA E SPENDI CALABRESE"
Lamezia
Terme, 19 lug. - "Consuma e spendi calabrese. E' giusto, fa bene, e'
bello!". E' questo il motto che accompagnera' l'importante maratona
televisiva che venerdi' 23 luglio, a Catanzaro Lido, caratterizzera'
la terza edizione di Jonici Food Fest. Personalita' delle
istituzioni, della politica, della cultura, del giornalismo, ma
soprattutto i protagonisti del sistema agricolo e agroalimentare
calabrese lanceranno un forte appello alla Calabria e ai calabresi,
con particolare riferimento ai consumatori, ai ristoratori, agli
albergatori, alle reti commerciali. "Consuma e Spendi Calabrese" e'
uno dei due progetti culturali, con significativi riflessi sul
tessuto economico e sociale calabrese, portati avanti ormai da
alcuni anni dall'Associazione Jonici di Catanzaro. "Consumare e
spendere calabrese e' giusto - spiega Massimo Tigani Sava, portavoce
di Jonici -perche' e' il modo piu' efficace, diretto, rapido e utile
per aiutare le nostre Aziende agroalimentari e artigianali a
sopravvivere e a crescere, soprattutto in un momento di grande crisi
economica. Ma e' giusto anche sul piano istituzionale e politico,
perche' ormai il federalismo, almeno sul piano finanziario, e' una
realta', e ogni regione deve saper valorizzare se stessa. Con questo
appello rivolto ai consumatori vogliamo aiutare le nostre aziende a
difendere e a creare posti di lavoro. Non dobbiamo essere una
colonia al servizio delle multinazionali o di quanti non collaborano
allo sviluppo vero della regione secondo un modello solidale, capace
di distribuire in modo giusto la ricchezza, ma anche di
salvaguardare i nostri valori piu' profondi". "Consumare e spendere
calabrese - precisa inoltre Massimo Tigani Sava - fa anche bene,
perche' nella gran parte dei casi il sistema agroalimentare
calabrese e' fatto di brava gente, e' integro, trasparente, genuino,
rispetta la natura ed e' quindi legato ai concetti di sana
alimentazione e di dieta mediterranea. E poi e' bello, perche' i
nostri prodotti agroalimentari e artigianali sono figli di culture
ultramillenarie e consentono, pertanto, un suggestivo viaggio nella
storia. Evidenti, quindi, anche le connessioni con uno sviluppo del
turismo finalmente coerente con le nostre potenzialita', oltre che
con la tutela dell'identita' culturale dei Calabresi, smarrita e
troppo spesso umiliata". "Voglio infine ricordare - conclude Massimo
Tigani Sava, che Consuma e Spendi Calabrese e' a sostegno della
battaglia strategica che Coldiretti, sul piano nazionale e
regionale, sta conducendo per l'affermazione della Filiera agricola
tutta Italiana firmata dagli Agricoltori. Quella di Coldiretti non
e' solo una iniziativa a tutela della categoria, ma e' un
meraviglioso progetto di sviluppo per il Paese, perche' guarda a una
struttura economico-sociale che rispetta la natura e il territorio,
che difende gli agricoltori veri, che tutela i diritti dei
consumatori, che parte dal cibo per parlare di economia sostenibile.
Ringrazio quindi il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro
Molinaro, e tutto il gruppo dirigente da lui guidato, per questo
comune sentire che sta riuscendo a mobilitare molte coscienze.
Ovviamente ringrazio anche tutte le Istituzioni che ci sono state
vicine, precisando, e ci tengo molto, che tutte le risorse
finanziarie disponibili, peraltro assai limitate rispetto alla
capacita' di mobilitazione e agli evidenti risultati, sono state
interamente reinvestite in Calabria, rifuggendo anche in questo caso
da tentazioni di colonialismo culturale o economico". La
partecipazione alla terza edizione di Jonici Food Fest e su invito
personale. La Maratona televisiva andra' in onda su Video Calabria,
la principale emittente tv regionale secondo i dati Auditel. Nel
corso della manifestazione verranno assegnati numerosi premi e
riconoscimenti, alcuni dei quali legati al progetto culturale "Magna
Grecia Lifestyle": la proposta al mondo globalizzato di uno stile di
vita magnogreco, a misura d'uomo.
TURISMO: COMMERCIANTI AMANTEA, "POLITICA DISATTENTA"
Amantea (Cosenza), 14 lug. - "La stanchezza e il caldo, rendono
ancora piu' inaccettabile e insopportabile, l'ennesimo atto di
presunzione e disattenzione della classe politica amanteana tutta,
verso l'Associazione Commercianti e tutti coloro quotidianamente
lavorano e rendono Amantea un paese vivo e ricco di servizi. Il
programma estivo presentato dall'Assessore al Turismo Carratelli e
avallato dal Sindaco Tonnara, oltre a non avere nulla di realmente
attrattivo, in grado di portare in citta' turisti, svuota il centro
cittadino di ogni valore, decentrando gli eventi nella quasi
totalita' tra lungomare e centro storico, persino la tanto decantata
"villa comunale" e' rimasta quasi a secco". Lo afferma, in una nota,
l'associazione commercianti (Ascom) di Amantea. "Il tanto celebrato
coinvolgimento al momento delle scelte -lamentano i commercianti -
non e' avvenuto, anzi non si e' neanche tentato di chiedere un
singolo parere su cosa fare durante l'estate amanteana. Le ricadute
di queste scelte scellerate e prive di qualsiasi motivazione logica
e competente, saranno gravissime in primis per le attivita'
commerciale del centro cittadino e di conseguenza per tutta la
citta' che vive in gran parte di turismo (quante sono le case
sfitte? E le camere vuote negli alberghi?) e di commercio (le vedete
le strade deserte?). Consci di cio' e stanchi di quanto sin qui
accaduto, chiediamo le dimissioni dell'Assessore al Turismo,
incapace di ascoltare e di intavolare un confronto serio non solo
con la nostra categoria, ma con chi ha a cuore il bene del paese.
Abbiamo necessita' di un interlocutore serio, - continua la nota -
in grado quanto meno di ascoltare! Perche' anche il semplice ascolto
e' mancato!". "Alle nostre sollecitazioni - continua il docuemnto
dei commercianti - iniziate a maggio nessuno ha dato risposta, e
alla soddisfazione di un primo incontro con l'Assessore Ruggiero e
il Sindaco in cui la disponibilita' e la collaborazione erano
"scontate", segue purtroppo lo scoramento di essere una classe
produttiva ignorata e valutata come incapace di fare proposte serie
per il bene del paese. Siamo invece qui per dimostrare, che avremmo
potuto dare una decisiva impronta alla proposta turistica amanteana,
se solo fossimo stati coinvolti e ascoltati. Quanto meno avremmo
suggerito una campagna di comunicazione per rilanciare l'immagine
del nostro paese, letteralmente disintegrata negli ultimi anni. Ogni
accordo - si legge - e' stato disatteso, e di conseguenza oggi ogni
tavolo di dialogo e' chiuso, a meno di non essere considerati
compagni di viaggio e non emarginati. Fino a quando - domanda l'Ascom
- non si prendera' coscienza che i commercianti rappresentati dall'Ascom
hanno il diritto, e anche il dovere, di contribuire alla
pianificazione dell'offerta turistica della nostra citta'? E fino a
quando non avremo di fronte un interlocutore capace e preparato, in
grado di iniziare un confronto produttivo e di regalare ad Amantea
cio' che realmente merita e non la distruzione di una delle classi
produttive piu' importanti, che con le sue entrate sostiene sia le
casse comunali sia il bilancio di tante famiglie amanteane, che
senza il commercio sarebbero sul lastrico?. Ignorare questa
situazione sociale, da parte di un'amministrazione comunale e'
scandaloso. Ci auguriamo di sbagliare, ma a settembre - si legge
infine - vedremo le macerie dell'economia amanteana dovute a questo
flop estivo imputabile quasi in toto, ad una classe politica
incapace di agire con competenza e decisione per dare nuovo slancio
all'immagine e al tessuto sociale di Amantea".
ENERGIA ELETTRICA: MENNITI,CONSUMI CALABRIA IN CALO A CAUSA CRISI
Catanzaro, 14 lug. - "Dall'esame analitico dei dati sulla produzione
ed i consumi di energia elettrica nel 2009 (fonte Terna Spa-rete
elettrica nazionale) riferiti alla Calabria si possono trarre utili
elementi di riflessione sulla grave condizione dell'economia della
stessa e trarre proposte concrete per un possibile superamento.
Partiamo dalla produzione netta elettrica (uso questa abbreviazione
al posto di energia elettrica) rilevando il calo complessivo de 9,3%
(dato negativo dopo molti anni) rispetto al 2008 con gli apporti
positivi del 189% dell'idroelettrico (ottima stagione dell'indice di
idraulicita'), dell'eolico +273,8%, del solare fotovoltaico +238,8%,
del termoelettrico (compresa la quota della biomasse-fonte
rinnovabile non quantificata nei dati Terna) -9,3%. Con questi dati
la Calabria anticipa di dieci anni-anno 2020- il parametro fissato
dal Protocollo di Kioto: la produzione di elettricita' da fonti
rinnovabili pari al 20% della produzione complessiva per ridurre la
quota dell'impiego dei prodotti petroliferi, carbone e metano del
20% riducendo del 20% le emissioni dell'anidride carbonica: la
teoria dei tre 20". Lo afferma Domenico Menniti, ex segretario
regionale della CgiL Energia, che aggiunge: "I consumi complessivi
sono diminuiti del 5,1%: primo dato negativo dopo molti anni dovuto
alla grave crisi dell'economia regionale e nazionale. Nel rapporto
produzione-consumo il supero 2009 e' stato di 4193,2 GWh (un GWh
uguale un milione di kWh), pari al 63,6%della produzione complessiva
utilizzata per i consumi delle deficitarie regioni del Mezzogiorno
(Puglia e Sicilia escluse) e del centro del Paese. Data la
consistenza dei dati citati risulta, a mio modesto parere, sbagliata
la insistente richiesta dell'Enel della conversione della centrale
di Rossano con l'impiego del carbone per due ordini di motivi: il
primo ambientale in netto contrasto col Protocollo di Kioto, il
secondo per le diseconomie del trasporto causato dalle perdite del
lungo vettoriamento verso i centri di consumo". "I dati del solare
fotovoltaico - continua - indicano l'incremento con progressione
geometrica dei produttori (da 637 nel 2008 a 1631 nel 2009) e della
produzione che presuppongono crescenti apporti della ricerca, degli
investimenti e dell'occupazione. Il mercato sara' in forte
espansione. L'EREC ( European renewable energy coucil) prevede
nell'anno 2040 la produzione mondiale di 9113 TWh (un TWh uguale un
miliardo di kWh). L'Onu ha recentemente denunciato che un miliardo e
seicento milioni di donne e di uomini del terzo e quarto mondo sono
privi di elettricita'. Nella nostra regione bisogna investire nella
ricerca per ridurre il costo del Wp delle celle fotovoltaiche nelle
sedi universitarie, nel Centro tipologico delle costruzioni di
Catanzaro, nella formazione dei tecnici, nel distretto energetico di
Crotone con il nuovo manifatturiero industriale dei beni finiti, nel
rinnovato sito energetico di Rossano, con l'impianto fotovoltaico
piu' grande d'Italia. Il ruolo promozionale dell'Enel power cosi'
diffuso nel Paese,ultimo grande cofinanziamento delle iniziativa
industriale di Catania e la prima centrale ad idrogeno (con nessuna
emissione di anidride carbonica) a Matera, dovra' coinvolgere anche
il generoso suolo calabrese. Alle istituzioni pubbliche della
regione - conclude - il cogente dovere di concrete iniziative
politiche".
LAVORO: STILLITANI, SCATTATA CIG PER DIPENDENTI CALL-CENTER
Catanzaro, 13 lug. - Si apre uno spiraglio per i circa 2000
lavoratori della Web call center Ring, della Multivoice e della Soft
4 Web del gruppo Phonemedia che hanno perso l'impiego dopo esser
rimasti senza stipendio per mesi. E' arrivata finalmente la notizia
tanto attesa: per loro e' scattata la cassa integrazione in deroga
per il periodo che va dal 17 marzo al 31 dicembre 2010. A renderlo
noto e' l'assessore regionale al lavoro della regione Calabria,
Francescantonio Stillitani, che esprime viva soddisfazione per la
soluzione di un problema di estrema gravita' sociale, considerato
l'alto numero di lavoratori interessati. "Questo e' il risultato
conseguito - ha detto Stillitani - grazie alla stretta
collaborazione tra diverse istituzioni che si sono prodigati nella
soluzione di una vertenza che vedeva coinvolti circa 2000 lavoratori
che da tempo attendevano una soluzione ai loro problemi determinati
dal fallimento dell'azienda che aveva garantito loro una stabilita'.
Si porta a casa un risultato importante per i lavoratori interessati
dopo mesi di mancata remunerazione degli emolumenti". Si tratta,
aggiunge Stillitani, di "un primo risultato positivo a favore dei
lavoratori del gruppo Phonemedia raggiunto grazie all'azione
sinergica tra la Direzione regionale dell'Inps , Assessorato
Regionale al Lavoro, Formazione e Politiche sociali, Uffici del
lavoro di Catanzaro, Vibo Valentia, Lamezia Terme e Soverato, oltre
che ad Italia Lavoro Spa. Ed alla collaborazione dei Comuni di
Catanzaro e Vibo Valentia". Quindi a circa duemila lavoratori che
hanno perso il posto di lavoro senza preavviso sin dal mese di
settembre 2009, dopo gli accordi stipulati per la concessione della
cassa integrazione in deroga del 29 marzo 2010, "si e' riusciti ad
assicurare - cometa ancora stillitani - l'erogazione del sussidio
che per molti, costituisce la loro unica fonte di sostegno
familiare". L'impegno fattivo della Presidenza della Giunta
regionale, dell'assessore al lavoro Stillitani e del Direttore
Generale del Dipartimento, Bruno Calvetta, dell'Unita' di crisi ,
oltre che a quello dei dirigenti regionali dell'Inps, Francesca
Pugliese e Luigi Sculco , ha permesso "di superare - sottolinea
Stillitani - oggettive e serie difficolta' e raggiungere risultati
che solo con la professionalita' e la collaborazione tra i diversi
Enti si potevano ottenere. Un plauso particolare va al gruppo di
lavoro Inps che in breve tempo hanno ricostruito materialmente
procedure e documentazione necessarie per l'erogazione dei sussidi.
Si ricordera' che, per le note vigerne giudiziarie, pur in presenza
di accordi di concessione gia' sottoscritti, non era possibile
procedere all'erogazione dei sussidi per la mancanza totale della
documentazione relativa ai lavoratori interessati". La ricostruzione
di detta documentazione e' avvenuta grazie all'impegno sinergico di
tutte le parti coinvolte. I lavoratori del gruppo Phonemedia
interesatti alla erogazione dei sussidi sono distribuiti tra la
provincia di Catanzaro e di Vibo Valentia e in particolare,
riguardano: 947 dipendenti della Web Call Center Ring per un importo
di 1.036.255,01 di euro; 796 dipendenti della Multivoice per un
importo di 1.508.970,12 di euro e 214 dipendenti della Soft 4 Web
per un importo di 431.459,55 di euro. Complessivamente i lavoratori
interessati sono 1.957 e si prevede una spesa di 2.976.684,55 di
euro, di cui una parte e' a carico del Fondo nazionale per
l'occupazione e una parte cofinanziata dalla Regione Calabria. E'
chiaro che per questi lavoratori deve essere considerato solo un
primo risultato ottenuto. Il Dipartimento regionale Lavoro,
Formazione e Politiche Sociali sta elaborando, con la collaborazione
delle Amministrazioni Provinciali, Piani delle Politiche attive a
favore di tutti i percettori di ammortizzatori sociali in deroga, in
cui sono previste opportunita' e strumenti mirati sia al
reinserimento lavorativo ( lavoratori in mobilita') che
all'adeguamento delle competenze professionali (lavoratori in cassa
integrazione). Di fatto i Piani '' Politiche attive'' di cui si sta
occupando il Dipartimento Regionale al Lavoro, mirano : a tamponare
gli effetti negativi della crisi economica e finanziaria, ma anche
sociale, tante che in Calabria le difficolta' presenti nel tessuto
industriale e produttivo stanno subendo un processo di continuo
aggravamento. Ad attuare sia nei confronti delle aziende che degli
stessi lavoratori, rispettivamente, processi mirati a sviluppare la
competitivita' delle stesse imprese ed aggiornare ed accrescere le
loro competenze professionali. Sul piano prettamente statistico nel
2009 sono stati concessi trattamenti , tra cassa integrazione e
mobilita', per circa 4.000 unita' lavorative e hanno coinvolto 220
aziende. Sono state stanziate risorse per circa 27 milioni di euro.
Ad oggi le richieste pervenute per la concessione degli
ammortizzatori sono circa il doppio di quelle dell'anno scorso e
coinvolgono oltre 8.000 unita' lavorative. Le risorse per l'anno in
corso ammontano a circa 62 milioni, di cui 50 a carico del fondo
nazionale per l'occupazione , 12 rientrano nel cofinanziamento
regionale. Gli accordi che si stanno sottoscrivendo ampliano la
platea dei fruitori rispetto all'anno precedente, per espressa
volonta' dell'assessore regionale al lavoro, saranno oggetto dei
trattamenti anche lavoratori somministrati, apprendisti, a tempo
determinato e cocopro, oltre ad ulteriori tipologie che rientrano
nei trattamenti sulla disoccupazione speciale.
LAVORO: CASTAGNA (UIL), IN CALABRIA GIA' PERSI 27 MILA POSTI
Cosenza, 12 lug - "In Calabria si sono persi 27.000 posti di lavoro
tra il 2008 e il 2010. Secondo le nostre stime, nel 2011 ne
perderemo altri 30.000". A dirlo e' Roberto Castagna, segretario
regionale della Uil, che oggi ha partecipato al sit-in che si e'
tenuto davanti alla prefettura di Cosenza, cosi' come davanti a
tutte le prefetture, per sensibilizzare il Governo contro il blocco
della mobilita' e proporre delle modifiche alla legge finanziaria,
in approvazione. Castagna ha ribadito che "la mobilita' e' l'unico
strumento per mantenere un po' di reddito per affrontare una
situazione di grande difficolta' nella quale si trovano i
lavoratori". Un ampio dossier e' stato poi consegnato al Prefetto di
Cosenza, Antonio Reppucci.
CONSUMI: I CALABRESI SPENDONO 440 EURO AL MESE PER IL CIBO
Roma, 10 lug. - Le famiglie abruzzesi spendono per la tavola il 40
per cento in piu' di quelle trentine e si posizionano al top della
classifica italiana con 530 euro al mese per il solo acquisto di
alimenti e bevande. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti
sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2009 che
fotografa le abitudini alimentari regionali. In Italia la tavola e'
- sostiene la Coldiretti - una componente importante della spesa
familiare della quale assorbe in media ben il 18,9 per cento delle
risorse ed e' la prima voce di spesa nelle regioni del sud
(Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) e seconda dopo
l'abitazione in tutte le altre. La spesa media mensile per famiglia
e' stata di 461 euro al mese, in calo del 3 per cento rispetto allo
scorso anno. La situazione - precisa la Coldiretti - varia tuttavia
notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni, dall'importo
minimo di 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, 394 in Valle
d'Aosta, 398 in Friuli Venezia Giulia, 412 in Basilicata, 420 in
Sicilia, 426 in Sardegna, 440 in Calabria, 442 in Emilia Romagna,
445 in Toscana, 446 in Veneto, 470 in Liguria e Lombardia, 476 in
Piemonte, 478 in Puglia, 479 in Molise, 482 nelle Marche, 485 nel
Lazio, 502 in Umbria e Campania e 530 in Abruzzo. In media la
maggiore percentuale della spesa e' destinata all'acquisto
nell'ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e
formaggi, bevande, pesce, zucche e caffe'. Nonostante le difficolta'
economiche quasi nove italiani su dieci (87 per cento) non
rinunciano alla qualita' della spesa alimentare secondo l'analisi
della Coldiretti sui dati Istat sui consumi dei cittadini nel 2009.
La percentuale di famiglie - rileva la Coldiretti - che ha
dichiarato di aver diminuito nel 2009 la quantita' e/o la qualita'
dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente e'
pari al 35,6% e, tra questi, il 63% ha dichiarato di aver diminuito
solo la quantita', mentre solo il 15% di aver ridotto, oltre alla
quantita', anche la qualita'. La ricerca della qualita' dei prodotti
alimentari rimane una priorita' anche in periodi di crisi, per
effetto della necessita' di garantirsi cibi sicuri di fronte al
ripetersi degli scandali alimentari. L'ultimo esempio e' quello
della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in
tutta Europa con nomi italiani a prezzi bassi nei discount
alimentari. La Coldiretti e' impegnata in una mobilitazione per
garantire a tutti il diritto all'informazione sui cibi che si
acquistano ed impedire che venga spacciato come Made in Italy
prodotto importato di bassa qualita' con la richiesta di introdurre
l'obbligo di indicare la provenienza degli alimenti. Una iniziativa
per contrastare il furto di identita' a danno della nostra
agricoltura ma anche le speculazione che portano ad aumentare di
cinque volte i prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola
a danno degli agricoltori, che vengono sottopagati, e dei
consumatori, che sono costretti a contenere gli acquisti come
confermano i dati Istat relativi al 2009.
LAVORO: CIG, A GIUGNO RICHIESTE RECORD IN CALABRIA
Roma, 10 lug. - Nel mese di giugno 2010, con oltre 103 milioni di
ore autorizzate, la cassa integrazione subisce una diminuzione
dell'11,4% rispetto a maggio 2010, ma registra una crescita del
28,1% se confrontata con lo stesso mese del 2009. I lavoratori
coinvolti nella cassa integrazione sono oltre 609 mila, con una
diminuzione di oltre 78 mila lavoratori rispetto a maggio, ma con un
aumento di circa 134 mila se paragonato al mese di giugno 2009. Di
questi 609 mila, i lavoratori della cassa integrazione in deroga
sono un terzo che, con circa 35 milioni di ore, incidono per il
33,5% sul totale delle ore complessivamente autorizzate. Sono questi
i dati principali che emergono dal 18.mo rapporto mensile sulla
Cassa Integrazione, diffuso oggi dalla Uil. Se nel mese di giugno le
richieste di cassa integrazione hanno subito un decremento
dell'11,4% rispetto al mese di maggio, dall'analisi dei dati
territoriali, si assiste, viceversa, ad un aumento in 9 regioni ed
in 43 province con picchi maggiori rispettivamente in Calabria (+
413,8%) e a Catanzaro (+2.354,6%). Se a livello nazionale 4
lavoratori ogni 100 dipendenti, nel mese considerato, sono stati in
cassa integrazione, la percentuale diventa di 6 lavoratori su 100 in
Umbria e in Piemonte e di 18 ogni 100 a Catanzaro. Nel primo
semestre del 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, le ore di
cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 71,2% attestandosi
a 636 milioni, che equivalgono a circa 624 mila lavoratori coinvolti
mensilmente. A concentrare il maggior numero di ore e' il settore
dell'industria: 463 milioni, che incidono per il 72,7% sul totale.
Se l'industria presenta il maggior numero di richieste, l'aumento in
percentuale piu' alto e' da attribuire al settore dell'artigianato
(+ 1.378,6%). La fotografia del primo semestre, ci mostra
soprattutto una crescita della cassa integrazione in deroga (+
637,5%), con un vero e proprio "boom" di aumento nel settore
dell'edilizia (+ 6.075,2%), seguito dal commercio (+ 1.352,8%),
dall'artigianato (+ 1.172,5%) e dall'industria (+ 264,8%), mentre in
tutti i restanti settori l'aumento e' del 117,3%. La cassa in deroga
cresce, semestre su semestre, in tutte le regioni, registrando il
picco piu' alto nel Trentino Alto Adige (nel primo semestre 2009
aveva complessivamente "zero" ore autorizzate). Per quanto riguarda
le province, sono 97 quelle interessate dall'aumento di questo
ammortizzatore sociale, con picchi a Parma, Isernia, Bolzano, Trento
e Grosseto. Nei primi 6 mesi del 2010, le ore autorizzate di cassa
in deroga incidono sul totale nazionale della cassa integrazione,
per il 24,4%, con picchi del 62,1% in Umbria e dell'81,1% a
Catanzaro. Dalla lettura di questi dati, ne scaturisce una sola
considerazione: vista l'inarrestabile crescita e la consistente
richiesta, ogni mese, di ore di cassa integrazione in deroga, che
dal 2009 interessa particolarmente le piccole e piccolissime aziende
investite dalla crisi, e' sempre piu' necessario ed urgente
conoscere, oltre le richieste di autorizzazione, il reale utilizzo e
la spesa effettiva di tale strumento. A 6 mesi, infatti, dalla
scadenza dell'accordo Stato-Regioni, che ha regolato l'utilizzo di
questo importante strumento di contenimento della disoccupazione,
non e' ancora chiaro il quadro della quantita' di risorse spese
rispetto a quelle impegnate per il biennio 2009-2010. I numeri sulla
cassa integrazione, ed in particolare di quella in deroga, mostrano
che la crisi del tessuto produttivo e' ancora forte e che puo'
essere contenuta solo attraverso una proroga finanziaria, almeno per
tutto il 2011, della cassa in deroga, anche perche' le Regioni
dovranno sempre piu' investire risorse nel finanziare politiche
formative e di ricollocazione dei lavoratori.
AGRICOLTURA: UNIONCAMERE, SOSTEGNO A COLDIRETTO
Lamezia Terme (Catanzaro), 8 lug. - L'Unione regionale delle Camere
di Commercio della Calabria guarda con interesse al progetto "Una
filiera tutta agricola e tutta italiana" promosso da Coldiretti ed
in particolare all'iniziativa 'Giro d'Italia della contraffazione"
che ha visto la realizzazione nella giornata di ieri, di un presidio
di imprenditori agricoli e cittadini, presso il porto di Gioia Tauro.
In particolare - spiega una nota - il porto di Gioia Tauro e' stato
scelto quale luogo simbolico poiche' crocevia di forti
contraddizioni tra potenziale sviluppo e rischi di contraffazione,
soprattutto per quanto riguarda la provenienza dei 'succhi di
agrumi' ed altre derrate alimentari che, giungendo dalle aree del
mondo piu' disparate, vengono introdotti sul mercato come prodotti
italiani con danni derivanti dal furto di identita' e di immagine,
dalla sottrazione di valore aggiunto ai produttori agricoli, dalla
dubbia qualita' con rischi per la salute dei consumatori.
"L'iniziativa di Coldiretti e' di grande valore - ha affermato il
Presidente dell'Unione regionale delle Camere di commercio della
Calabria Fortunato Roberto Salerno - perche' riporta all'attenzione
di tutti, opinione pubblica ed istituzioni, due fattori
indispensabili nella sfida competitiva internazionale: l'etica e la
qualita'. Il deficit di responsabilita' che si e' verificato dopo
l'abbattimento delle frontiere ha minato la sicurezza dei mercati
fomentando la concorrenza sleale come quella basata sui falsi. Tale
problema, di per se' gia' rilevante per le nostre imprese, diventa
ancora piu' grave quando attiene al settore agroalimentare poiche'
la qualita' dei cibi puo' avere anche effetti deleteri sulla salute
dei consumatori. Sempre nell'ambito dell'etica si colloca l'altro
problema portato all'attenzione durante il presidio organizzato da
Coldiretti presso il porto di Gioia Tauro, ossia lo sfruttamento dei
lavoratori agricoli extracomunitari che, invece, dovrebbero essere
valorizzati quali risorse indispensabili per il rilancio del settore
agroalimentare calabrese in un percorso di trasparenza e legalita'
che deve coinvolgere gli imprenditori, i consumatori, le
associazioni di categoria e le istituzioni". "La valorizzazione
delle nostre produzioni agroalimentari di qualita' - ha concluso
Salerno - rappresenta la chiave per uscire dalla crisi economica e
per vincere la sfida dell'internazionalizzazione a beneficio delle
imprese calabresi e dei consumatori nonche' dello sviluppo
dell'intera regione".
IMPRESE: UNIONCAMERE CALABRIA PUNTA SUL PROJECT MANAGEMENT
Lamezia Terme (Catanzaro), 8 lug. - Unioncamere Calabria in
collaborazione con l'Istituto Italiano di Project Management (ISIPM)
organizza il Meeting "Gestire bene i progetti giusti - il Portfolio,
Program, Project Management" che si svolgera' il prossimo mercoledi'
14 luglio a partire dalle ore 9 nella sala conferenze di Unioncamere
Calabria. Il meeting - spiega una nota - sara' coordinato da
Donatella Romeo, Segretario Generale Unioncamere Calabria ed i
relatori saranno Biagio Tramontana, Delegato ISIPM per le Regioni
Basilicata, Calabria e Sicilia e Francesca Guerriero, Professore
Associato della Facolta' di Ingegneria, Universita' della Calabria
"L'obiettivo del meeting - dice Fortunato Roberto Salerno,
Presidente Unioncamere Calabria - e' fornire una qualificata
opportunita' di formazione a tutti i professionisti che si occupano
di gestione progetti, al mondo Universitario, alle imprese, alle
Associazioni di categoria ed alla Pubblica Amministrazione. Proprio
per tale motivo, abbiamo scelto di organizzare l'evento in
collaborazione con l'IStituto Italiano di Project Management® (ISIPM),
il primo "centro di competenza" a livello nazionale per tutti coloro
che intendono certificare la propria professionalita' quali project
e program manager." "Nel corso del seminario - commenta Salerno -
verra' proposta una disamina puntuale e articolata sulle tematiche
del Portfolio, Program e Project Management oltre che sull'aspetto
della maturita' delle Organizzazioni italiane e sull'European
Project Management con particolare riferimento allo sviluppo di
progetti ICT ed ai nuovi approcci "Agili" di PM." "Ancora una volta
- conclude Salerno - la nostra Unioncamere Calabria offre proposte
differenziate di crescita e sviluppo per i principali stakeholders
locali, ben consapevole che capitalizzare le risorse umane e
implementare le competenze costituiscano la chiavi di lettura per
vincere le sfide delle moderne societa' fondate sull'economia della
conoscenza." Al termine del meeting verra' rilasciato a tutti i
partecipanti un attestato di partecipazione valido n. 3 PDU (PMI® -
Project Management Institute).
CAMERA COMMERCIO CATANZARO: APPROVATO CONTO GESTIONE 2009
Catanzaro, 2 lug. - Il Consiglio della Camera di Commercio di
Catanzaro, convocato dal presidente Paolo Abramo, ha approvato il
conto della gestione dell'esercizio 2009. Il documento, accolto alla
unanimita' dai consiglieri, ha confermato la solidita' finanziaria
dell'ente sulla scia di un andamento consolidato negli ultimi nove
anni, come dimostrato dal sostanzioso segno positivo della rimanenza
di cassa. "Un dato,quest'ultimo - ha commentato il presidente Abramo
- che sembrerebbe ambivalente perche' potrebbe denotare, cosa che
non e', semplice difficolta' di spesa a fronte di stentata
iniziativa in termini di servizi e di investimenti. Senonche' posso
confermare che questo Ente camerale e' ente virtuoso che scoppia di
salute. Accanto a una oculata politica in fase di uscite di
gestione, e' in atto - ha proseguito Abramo - una attenzione
altrettanto scrupolosa nella fase di investimento sia progettuale
sia patrimoniale, in attivita' naturalmente attinenti alla mission
propria della Camera di Commercio, che di recente, come tutte le
consorelle italiane, ha rinnovato ragion d'essere e di operare con
intenti osservatori e stimolatori sulla economia territoriale. Sono
obiettivi e risultati che non si improvvisano, frutto di una miscela
di diversi ingredienti: nella fattispecie oculatezza, capacita'
gestionale e altissima responsabilita' nell'approccio agli aspetti
della res pubblica. Sono ovviamente soddisfatto - ha concluso il
presidente Paolo Abramo - che tali intendimenti siano stati
condivisi e apprezzati dall'intero Consiglio generale della Camera
di Commercio, espressione di tutte le categorie datoriali, attrici
principali del sistema economico provinciale". L'avanzo economico
dell'esercizio 2009 ha registrato un netto aumento rispetto a quello
del 2008, che era gia' quasi raddoppiato rispetto all'anno 2007. Gli
oneri di gestione subiscono una netta diminuzione, aumentano le
spese per interventi economici. La cassa incrementa il saldo
positivo, mentre il patrimonio netto cresce di oltre quattro milioni
di euro.
SVILUPPO ITALIA CALABRIA:IMBALZANO,SUPERARE COLPEVOLI RITARDI
Reggio Calabria, 2 lug. - "Anche se non nascondiamo le difficolta'
per individuare un' idonea soluzione che coniughi il futuro dei 140
professionisti di Sviluppo Italia Calabria con gli interessi di una
parte significativa della piccola imprenditoria calabrese, sono
dell'idea che, comunque, vadano recuperati, al piu' presto, i
ritardi colpevoli di tutti coloro che hanno fin qui impedito
l'attuazione del pur previsto piano di riordino per la cessione
della Societa' alla Regione Calabria". E' quanto asserisce il
consigliere regionale Candeloro Imbalzano (Lista Scopelliti
Presidente) che prosegue: "Da questo punto di vista, e' encomiabile
l'impegno che sta profondendo il Governatore Scopelliti per
individuare, sia pure in extremis, con l'amministratore delegato di
Invitalia, Arcuri, e con il Ministero dello Sviluppo Economico, le
soluzioni, anche provvisorie, per salvaguardare il patrimonio di
professionalita' che in questi anni i dipendenti di Sviluppo Italia
Calabria hanno messo in campo per permettere a tante piccole e medie
imprese ed a centinaia di bravi giovani della nostra Regione, a
partire dalla Provincia di Reggio, di avviare una attivita' capace
di stare sul mercato e di essere assistiti nella fase delicata di
start up". "Non possono certo ricadere sui lavoratori e sul nostro
territorio - rilancia Imbalzano - le conseguenze del colpevole
mancato trasferimento delle deleghe da Roma alla Regione Calabria,
un passaggio che pure era stato chiaramente regolamentato fin dal
mese di novembre 2008. In questi anni, le sedi provinciali di
Sviluppo Italia hanno svolto un ruolo prezioso sia per la gestione
oculata e produttiva degli interventi e delle agevolazioni previsti
dallo Stato, sia per far nascere tante micro aziende, molte delle
quali ormai realta' consolidate, sia per l'importante azione di
consulenza svolta, a sostegno della nostra economia, assicurando,
anche in una fase di grave crisi come quella registrata in questi
ultimi anni, sviluppo e occupazione giovanile". "Siamo fortemente
convinti - conclude Imbalzano - ed in questo senso ci adopereremo
nelle sedi istituzionali regionali, che i professionisti di Sviluppo
Italia Calabria devono essere tutelati nelle loro aspettative e nei
loro diritti, sapendo che, in tal modo,faremo anche gli interessi
dell'intero territorio calabrese".
COMMERCIO:
CONFCOMMERCIO LAMEZIA, ISTITUIRE NUCLEO ANTIABUSIVISMO
Lamezia Terme
(Catanzaro), 1 lug.- Istituire un nucleo antiabusivismo commerciale.
La proposta e' stata avanzata da Michele Raffaele della
Confcommercio di Lamezia Terme, dopo l'ennesima operazione di
sequestro di merce contraffatta effettuata dalla polizia urbana.
"Dopo i numerosi sequestri effettuati dalla guardia di finanza -
afferma Raffaele - anche i vigili urbani, guidati dal comandante
Zucco e dal suo vice Aldo Rubino, sferrano un duro colpo alla
vendita di articoli contraffatti: si tratta oramai di una vera e
propria piaga che non si limita piu' solo alla clonazione di
prodotti di lusso, basti pensare che in Italia il giro d'affari e'
stimato in 7,5 miliardi di euro". Raffaele ricorda che sono
quotidiane le lamentele degli operatori commerciali della citta' per
il dilagante fenomeno dell'abusivismo commerciale che investe oramai
vari settori merceologici, piante,fiori alimentari, arredo casa,
pelletterie, giocattoli, abbigliamento, calzature. "Si tratta oramai
di un vero problema di legalita' - ha aggiunto Raffaele - come tale
deve essere affrontato. Perche' non e' solo il racket delle
estorsioni che alimenta la criminalita' organizzata ma anche il
commercio illegale di prodotti contraffatti notoriamente controllato
dalla mafia. L'abusivismo commerciale genera, fra l'altro,
"concorrenza sleale, alimenta il lavoro nero, l'evasione fiscale e
contributiva".