AGRICOLTURA: COLDIRETTI A SCOPELLITI, "RECUPERARE TEMPO PERDUTO"
Catanzaro, 24 gen. - "Carte alla mano, dimostreremo come e perche'
si puo' fare di piu' per far ripartire "la piu' importante
locomotiva economica della Calabria": su questo, mi creda, si gioca
il futuro della nostra Regione noi ci aspettiamo molto dal
Governatore." Cosi' Pietro Molinaro presidente regionale Coldiretti
Calabria, conclude una lettera inviata al Presidente Scopelliti a
quasi due anni dalle elezioni. Una lettera che richiama l'attenzione
del Governatore sulla necessita' di recuperare il tempo perso
rispetto ad un "biennio sciupato". Dopo aver richiamato le
interlocuzioni con le Istituzioni Regionali sempre caratterizzate
nelle diverse occasioni con progetti, proposte e risultati
tangibili, animati dalla voglia di essere "forza economica e sociale
amica della Calabria" tesa a privilegiare i fatti non la retorica
con un lavoro incessante sul territorio, il presidente della
maggiore organizzazione agricola sottolinea che le imprese agricole
ed agroalimentari, continuano ad investire, a non delocalizzare, e
per quanto ci riguarda - aggiunge - "sproniamo i giovani offrendo
loro percorsi innovativi che creano lavoro vero". Ma con
preoccupazione annota "c'e' un ma a tutto questo". Nella nostra
Regione poi, notoriamente gia' in grave ritardo, come dimostrano gli
indicatori socio-economici, le difficolta' si acuiscono in modo
drammatico, peggiorandone i fattori di crescita legati in modo
particolare all'utilizzo dei fondi comunitari ed alla necessita' di
fare le riforme. L'utilizzo poi dei Fondi comunitari, -prosegue la
lettera - risulta essere ormai superato nella programmazione poiche',
tra l'altro, si basa su dati di quasi dieci anni fa e quindi
occorrerebbe una correzione veloce per individuare nuovi spazi di
investimento rispetto alle priorita' della Regione". "Ma pur
davanti ad una crisi internazionale -continua Molinaro - non
possiamo assistere inerti ,ad un deterioramento della governance
politico- amministrativa nella nostra regione. Nel "biennio
sciupato", - rincara Molinaro - non vi e' stato nessun atto
legislativo e amministrativo teso ad introdurre politiche virtuose
per la tenuta del settore agricolo. Ed ancora: posti di lavoro che
si perdono, imprese che chiudono o che sono in affanno, nessuna
politica per l'accesso al credito, le risorse comunitarie hanno
tempi biblici per essere erogate. Un nervo scoperto e' il nessun
apporto alla semplificazione. Basti pensare - che per liquidare i
contributi per l'investimento alle imprese agricole occorrono ben 33
passaggi burocratici - da noi certificati punto per punto -
all'interno della macchina amministrativa, le Riforme poi, che
interessano direttamente l'agricoltura, non prendono forma e anzi
continuano ad essere la palla al piede per una regione intera
alimentando carrozzoni e rendite improduttive. Tagliare, come sta
avvenendo, senza riorganizzare - spesso equivale a non tagliare,
anche perche' avvertiamo resistenze al cambiamento. Noi - sottolinea
Molinaro - abbiamo piu' degli altri la necessita' di correre,
perche' maggiori sono i ritardi che dobbiamo colmare e per questo ci
vorrebbe un impegno e misure straordinarie, mettendo tra l'altro
l'agroalimentare in sinergico raccordo con tutta la spesa regionale.
Quando si e' alla fame, si aguzza l'ingegno, invece - chiosa -solo
politiche ordinarie a bassissima efficacia. Ma l'elenco continua: ci
si limita ad evidenziare la spesa dei fondi comunitari e non i
risultati della stessa, sui capitoli del Bilancio Agricoltura non vi
e' nulla o quasi. Ci sono - ricorda Molinaro - esempi di autogoverno
degli imprenditori agricoli, quali quelli nella zootecnia e nei
Consorzi di Bonifica, che a fronte di progetti e azioni efficaci da
mettere in campo, scontano penalizzazioni e ritardi ingiustificati.
E' evidente che davanti a tale comprovata inerzia, le imprese
agricole si sentono mortificate e per la stragrande maggioranza di
esse il tempo dell'ascolto e dell'attesa o peggio dei soli annunci
e' finito o comunque sta per scadere. Il non fare, la disattenzione,
la pigrizia e' una vera e propria provocazione per gli agricoltori
che puo' generare una spirale pericolosa. Adesso occorre -conclude
Molinaro - imporre quindi una svolta decisiva, che -rivolgendosi al
Governatore - "Lei in prima persona deve gestire: la Sua agenda,
deve contenere la giusta considerazione per l'agricoltura e
l'agroalimentare".
CREDITO: CRIF, DOMANDA IN AUMENTO DEL 2% IN CALABRIA
Catanzaro, 23 gen. - Contrariamente alle previsioni espresse da
alcuni analisti, la domanda di credito da parte delle imprese
italiane nel 2011 ha fatto segnare solo una lieve diminuzione, pari
a -1% rispetto al 2010, in miglioramento rispetto al calo registrato
nell'anno precedente, quando invece la contrazione era stata del del
-5%. In Calabria la domanda sarebbe addirittura in aumento. I dati
emergono dal barometro sulla domanda di credito da parte delle
imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di
EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito dalla societa'
bolognese CRIF, che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di
linee di credito attribuite a utenti business. Rispetto al 2009,
quando la crisi economica si era da poco conclamata, il decremento
complessivo delle richieste rilevato nel 2011 e' stato pari a -6%,
quindi senza il drammatico crollo che si era temuto. Per avere segni
positivi negli andamenti della domanda anno su anno e' pero'
necessario risalire agli andamenti degli anni 2009 (+12%) e 2008
(+8%). Una dinamica sostanzialmente analoga - spiega una nota - si
registra tra gli operatori economici della provincia di Catanzaro,
che negli ultimi 12 mesi hanno visto diminuire le richieste di
finanziamento di un modesto -4% rispetto all'anno precedente. Ancor
piu' sorprendente e' il trend rilevato a livello regionale dove, in
controtendenza con il dato nazionale, la domanda di credito
registrata nell'intero anno 2011 e' addirittura cresciuta del +2%
rispetto al 2010. Entrando nel dettaglio, quella di Catanzaro e'
l'unica provincia della Calabria insieme a Reggio Calabria
(anch'essa -4%) in cui il segno e' stato negativo mentre, al
contrario si sono registrati veri e propri picchi di richieste di
credito da parte delle imprese di Vibo Valentia (+14%), Crotone
(+11%). Meno eclatante il +4% di Cosenza.
PESCA: PIRILLO, NUOVO IMPEGNO IN EUROPA PER LA CALABRIA
Catanzaro, 21 gen. -
A Strasburgo, durante la seduta plenaria del Parlamento europeo di
questa settimana, sono stati rinnovati i vertici e le commissioni
parlamentari. L'On. Mario Pirillo del gruppo S&D, oltre a far parte
delle commissioni ENVI ed ITRE, sara' componente della commissione
Pesca: "Un incarico importante, che richiede impegno, soprattutto in
previsione della riforma della nuova politica comune sulla pesca",
sostiene l'eurodeputato calabrese. "La Calabria ha 740 km di costa -
ha ricordato Pirillo - e sono migliaia gli occupati nel settore e
nell'indotto, che stanno attraversando un grave periodo di crisi".
"Ho chiesto di far parte di questa commissione, - prosegue Pirillo -
per seguire da vicino la riforma della nuova politica comune della
pesca e del nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca
(FEAMP)". Questo Fondo finanziera' progetti destinati a creare nuovi
posti di lavoro e a migliorare la qualita' della vita nelle regioni
costiere europee. "Ho gia' avuto contatti con la Commissaria per gli
affari marittimi e la Pesca, Maria Damanaki la quale ha confermato
la sua volonta' di recarsi in Calabria, per presentare la riforma ed
ascoltare da vicino i reali bisogni delle categorie di settore.
L'attuale politica della Pesca- conclude Pirillo - ha penalizzato di
molto il settore e intendo farmi promotore delle istanze che
verranno dal territorio".
CASA: IMMOBILIARE.IT, I CALABRESI TORNANO A COMPRARE
Catanzaro, 20 gen. - Il quarto trimestre 2011, diversamente
dall'andamento nazionale, segna per la Calabria un sensibile aumento
della fiducia dei cittadini nel mercato immobiliare. E' quanto
emerge dall'elaborazione dell'indice Immobiliare.it sulla fiducia
dei consumatori. Nel periodo analizzato - si fa rilevare - emerge
che solo il 34,9% degli abitanti della regione calabrese ritiene che
questo sia il momento giusto per comprare casa contro il 25,5%
registrato nel trimestre precedente, un dato comunque inferiore alla
media nazionale che si attesta al 45%. Riguardo alle singole citta'
calabresi, la rilevazione di dicembre ha evidenziato, rispetto a
quella di ottobre, un andamento differente dei prezzi medi richiesti
per gli immobili in vendita nelle principali citta', con Reggio
Calabria che si e' distinta per il maggior calo dei prezzi mentre
Vibo Valentia per l'aumento piu' consistente. Nello specifico:
Reggio Calabria (-3,9%); Cosenza (-3,1%); Catanzaro (+0,7%), Crotone
(+1,7%) e Vibo Valentia (+2,2%). All'aumento del 9,4% della
propensione dei cittadini calabresi all'acquisto immobiliare, emersa
dall'analisi, corrisponde un calo netto degli indecisi (14% vs
46,9%): cresce infatti anche la percentuale sia dei piu' pessimisti
(23,3% vs 17%), che non ritengono questo un buon momento per
comprare, sia di chi ritiene piu' conveniente rimandare gli
investimenti immobiliari all'inizio del 2013 (27,9% vs 10,6%). Sul
fronte della vendita il 23,3% dei calabresi pensa che questo sia un
momento favorevole per farlo mentre il 58,1% (era il 39,4% ad
ottobre) ritiene che questo non sia un buon momento per vendere
casa. Aumenta al 14% (era l'8,5% ad ottobre) la percentuale di chi
si aspetta tempi migliori tra 12 mesi. L'indagine ha analizzato
anche l'opinione circa i prezzi degli immobili: per il 48,8% del
campione i costi sono destinati a calare, con una differenza di
27,5% in soli tre mesi; di contro, il 20,2% degli intervistati si
aspetta stabilita' e il 27,9% teme un aumento (era il 23,4%).
ENERGIA: ENEL, IN CALABRIA BOOM IMPIANTI FONTI RINNOVABILI
Catanzaro, 20 gen. - L'anno appena concluso ha fatto registrare in
Calabria un nuovo record per quanto riguarda i nuovi impianti di
produzione da fonti rinnovabili entrati in esercizio. Sono stati,
infatti, 4.903 i nuovi impianti di produzione a 'emissioni zero',
che Enel Distribuzione, con grande dispiegamento di uomini e mezzi,
ha connesso nell'anno alla rete elettrica della regione. A rendere
noto il dato e' la stessa societa' elettrica. "L'esperienza e la
professionalita' messa in campo dai tecnici Enel - recita una nota
stampa - ha consentito di gestire un numero di connessioni che nel
2011 e' aumentato del 250% rispetto al numero di impianti ( 1.954 )
che erano stati connessi alla rete elettrica nell'anno precedente.
Il numero globale di impianti verdi presenti sul territorio
regionale passa cosi' dai 3.509 di fine 2010 agli oltre 8.400 attivi
a fine 2011, facendo segnare un aumento del 140%. Ad aumentare in
modo significativo sono stati, in particolare, gli impianti
fotovoltaici di piccola taglia, ossia con potenza inferiore a 20 KW,
di privati, aziende o Pubbliche Amministrazioni. Nell'anno gli
impianti attivati, di questo tipo, sono stati, infatti, oltre 4.300.
Globalmente i nuovi impianti, - si evidenzia - con una potenza
complessiva di 227,8 MW, fanno segnare anche un +35,8% rispetto ai
636,3 MW gia' installati a tutto il 2010 e portano a oltre 860 MW la
potenza complessiva degli impianti di produzione a 'emissioni zero'
installati in Calabria. Per far fronte ai crescenti volumi di
richieste di connessione, Enel Distribuzione non si e' limitata a
dotarsi di un portale informatico, cosi' come previsto dalla
Delibera 125/10 dell'Autorita' per l'Energia Elettrica ed il Gas, ma
ha colto l'occasione per sviluppare un servizio che raccogliesse
tutta l'esperienza acquisita in questa articolata relazione con i
nuovi produttori. Il nuovo Portale Produttori, infatti, accessibile
dallo scorso ottobre dal sito eneldistribuzione.it, e' dotato di un
tutorial informatico che consente la compilazione assistita della
domanda di connessione e l'invio online. Oltre ad agevolare l'iter
per la gestione di una richiesta di connessione, il portale - si
legge ancora - consente al produttore di conoscere in tempo reale
anche lo stato di avanzamento della propria richiesta. Quella di
Cosenza e' stata nel 2011, con 1.842 nuovi impianti connessi, la
provincia piu' virtuosa. Seguono poi Catanzaro, con 1.118, Reggio
Calabria, con 1.015, e Vibo Valentia, con 588. Chiude la classifica
Crotone con 340 nuovi impianti attivati".
BCC COSENZA: SIT-IN
SINDACATI, "NO AI LICENZIAMENTI"
Cosenza, 16 gen. - Un Sit-in di protesta e' stato attuato davanti
alla Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo in
contrada Cutura a Rende dei dipendenti della Bcc di Cosenza contro i
17 licenziamenti previsti. "Il presidio organizzato dalle sigle
sindacali Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Ugl credito, Dircredito,
Falcri -
spiega una nota dei sindacati - ha portato i lavoratori ad occupare
in maniera rumorosa ma pacifica la sede della Federazione dove era
in corso un consiglio federale. Una delegazione sindacale con il
segretario generale della Cisl Tonino Russo e' stata poi ricevuta
dal presidente della Federazione calabrese Michele Aurelio e dai
presidenti delle Bcc. La mobilitazione dei lavoratori ha come unico
obiettivo - si legge - di scongiurare i licenziamenti dopo venti
mesi di commissariamento e con l'unica prospettiva offerta dicono i
diretti interessati "dello smembramento e della definitiva chiusura
di una banca considerata vicina alla gente". Le organizzazioni
sindacali a gran voce, hanno chiesto la riapertura del confronto a
norma di contratto, affinche' si percorrano tutte le strade e non
venga disperso un importante presidio economico e professionale
presente da oltre 100 anni sul territorio". Tonino Russo segretario
della Cisl di Cosenza, al termine dell'incontro, durato due ore, ha
dichiarato: "La trattativa era stata chiusa in maniera frettolosa,
in alcuni istituti si effettuano gli straordinari per cui non si
giustificano i licenziamenti. Si aprono degli spiragli con i
contratti di solidarieta' per poter ricollocare i dipendenti e nella
prossima settimana sara' riaperto il tavolo negoziale. Salvando la
Bcc di Cosenza si salvera' l'intero sistema creditizio".
BCC COSENZA:
TRAMONTI, CISL AL FIANCO DEI LAVORATORI
Catanzaro, 19 gen. - "Tutta la Cisl calabrese e' solidale con i
lavoratori di Banca di Cosenza e lottera' strenuamente al loro
fianco per la difesa di tutti i posti di lavoro". Lo ha dichiarato
il Segretario Generale della Cisl Calabria Paolo Tramonti
intervenendo ai lavori del Consiglio Direttivo della Fiba-Cislìì,
all'indomani della manifestazione dei dipendenti della Banca di
Cosenza davanti alla sede della federazione calabrese delle Bcc alla
quale ha preso parte pure la Cisl cosentina. "Non possiamo
permettere - ha detto - che nasca un pericoloso precedente per il
quale, in caso di problemi di costo, l'unica soluzione e' quella di
licenziare il personale. Il movimento del Credito Cooperativo deve,
soprattutto in questo caso, dare dimostrazione di ispirarsi
effettivamente a valori di solidarieta' e mutualita'. Per questi
motivi - ha concluso Tramonti - la Cisl rinnova la richiesta della
riapertura delle trattative al fine di ricercare decisioni condivise
per sanare le criticita' di Banca di Cosenza, senza dover ricorrere
ad alcun licenziamento". da parte sua il segretario generale della
Fiba-Cisl calabrese, Giovanni Gattuso, ha affermato che "non e'
concepibile che l'azienda voglia avviare le procedure di mobilita'
quando durante le trattativa il sindacato ha dato ampie
disponibilita' a trovare soluzioni alternative al problema dei
costi".
MUTUI: CALO DOMANDA
IN CALABRIA (-15%), CROLLO A CATANZARO
Catanzaro, 19 gen. - La domanda dei mutui ipotecari da parte delle
famiglie di Catanzaro, nel 2011, ha fatto registrare una contrazione
pari a -20% rispetto al 2010 (dato ponderato sui giorni lavorativi),
mentre a livello regionale si e' rilevato un -15%. E' quanto emerge
da un'analisi su Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie di
Crif, che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni
creditizie. "A livello nazionale - si fa rilevare - le richieste di
mutui sono calate del -19%, un dato che appare particolarmente
significativo se si considera che nei due anni precedenti il trend
in Italia aveva avuto segno positivo (+1% nel 2010 rispetto al 2009;
+7% nel 2009 rispetto al 2008)". Analizzando la domanda di mutui
ipotecari rispetto al 2007, emerge che il vero crollo e' da
ascriversi principalmente all'anno appena trascorso. "L'analisi
delle richieste di mutui a livello regionale conferma una
contrazione generalizzata, nella quale pero' la Calabria, con un
-15%, - e' scritto - si colloca in una posizione intermedia rispetto
al panorama nazionale". Entrando nel dettaglio delle dinamiche
registrate nelle singole province, Vibo Valentia si distingue per
aver rilevato la contrazione maggiore: ben -27%. Seguono Crotone
(-19%), Catanzaro (-18%), mentre meno pesante e' stata la
diminuzione riscontrata a Reggio Calabria (-16%) e Cosenza (-10%).
TRASPORTI: TASSONE (UDC), BENE PROPOSTA UE SU CORRIDOIO 1
Catanzaro, 17 gen. -
Mario Tassone, deputato dell'Udc e vicesegretario del partito,
intervenendo sulle mozioni concernenti le iniziative per lo sviluppo
del sistema ferroviario di persone e merci, ha affrontato tutta la
problematica che riguarda la situazione dei trasporti nel
Mezzogiorno ed in particolare, in Calabria. Tassone ha rilevato come
"un fatto da considerare positivamente" la proposta dell'Unione
Europea che modificava una decisione assunta e che si riferiva alla
variazione del Corridoio 1 Berlino-Palermo che saltava di fatto,
tutta l'area del Mezzogiorno. Infatti, il Corridoio, diventato poi
Corridoio 5, riguardava Helsinki - Bari - La Valletta. "Oggi,
invece, - ha detto - c'e' in atto questa proposta, di prevedere
anche l'area della Calabria e della Sicilia, attraverso, quindi, una
serie di infrastrutture trasportistiche". Tassone ha evidenziato che
"c'e' pero' una contraddizione tra la politica europea delle grandi
infrastrutture, tendente a coinvolgere gli Stati Membri e le Regioni
Europee in una politica di integrazione e sviluppo, e le iniziative
assunte ad esempio in Calabria, da parte del Governo, che taglia
nella regione 21 treni, c'e' una fuga di responsabilita' dagli
impegni da parte delle Ferrovie dello Stato, con tempi sempre piu'
rallentati nell'adeguamento e nell'ammodernamento della SA-RC e
l'abbandono, di fatto, delle infrastrutture del trasporto sia su
gomma, che su ferro del versante ionico. C'e' infatti - continua -
un rilassamento della politica su questi temi, i vuoti devono essere
colmati, altrimenti anche l'obiettivo del 2050 diventa un puro
esercizio di fantasia per quanto riguarda il progetto europeo di
collegamento. Tassone ha sottolineato che bisogna capire cosa si fa
oggi, perche' gli atti dell'oggi vanno in direzione opposta e non
creano le condizioni per i grandi disegni di politica
economico-infrastrutturale dell'Europa. Un esempio e' quello del
Ponte sullo Stretto di Messina, - spiega - che esce e rientra a
seconda delle stagioni, del clima, dei convincimenti o quello delle
Ferrovie della Calabria , importante struttura per una Regione
abbandonata a se stessa e all'impegno ed al coraggio dei funzionari
locali". "C'e'
infatti - continua - un rilassamento della politica su questi temi,
i vuoti devono essere colmati, altrimenti anche l'obiettivo del 2050
diventa un puro esercizio di fantasia per quanto riguarda il
progetto europeo di collegamento. Tassone ha sottolineato che
bisogna capire cosa si fa oggi, perche' gli atti dell'oggi vanno in
direzione opposta e non creano le condizioni per i grandi disegni di
politica economico-infrastrutturale dell'Europa. Un esempio e'
quello del Ponte sullo Stretto di Messina, - spiega - che esce e
rientra a seconda delle stagioni, del clima, dei convincimenti o
quello delle Ferrovie della Calabria , importante struttura per una
Regione abbandonata a se stessa e all'impegno ed al coraggio dei
funzionari locali".
PORTO GIOIA TAURO: SCOPELLITI, INGRESSO MSC SEGNALE FORTE
Catanzaro, 17 gen. -
Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha
espresso soddisfazione, tramite, una nota dell'ufficio stampa della
Giunta, per l'ingresso di MSC in Medcenter Container Terminal,
societa' che gestisce lo scalo transhipment di Gioia Tauro. "La
notizia dell'ingresso di MSC - spiega - rappresenta un atto
importante per il rilancio dell'area portuale di Gioia Tauro, un
impegno che ci ha visti sempre in prima fila come istituzione
regionale. MSC, infatti, per tramite della TIL (Terminal Investment
Limited) e' uno dei principali operatori mondiali di terminal
container, presente nei piu' importanti scali dei cinque continenti.
Gia' nelle riunioni dei mesi scorsi - ha aggiunto il Governatore
Scopelliti - incontrando a Ginevra Diego e Gianluigi Aponte, insieme
alla Vicepresidente Antonella Stasi, MSC aveva manifestato la
disponibilita' ad investire nel porto calabrese. E' la testimonianza
che il gruppo Aponte crede in Gioia Tauro e nella sua crescita per
il rilancio della piu' grande e importante infrastruttura del
Mediterraneo. L'ingresso di MSC contribuisce a consolidare lo scalo
aggiungendo un valido partner per Conship Italia e per Apm Terminal,
in un momento in cui la congiuntura economica internazionale e'
molto delicata. Stiamo investendo molto sull'area portuale perche'
la riteniamo strategica soprattutto per un concreto rilancio
economico". "Anche
oggi, al tavolo per il Sud a palazzo Chigi, - ha riferito Scopelliti
- ho avuto modo di ricordare al premier Monti gli investimenti
effettuati dalla Regione per attrarre compagnie navali inserendo il
progetto strategico di Gioia Tauro nel dossier "Mezzogiorno per
l'Europa" che il governo presentera' a Bruxelles. Noi continueremo a
lavorare intensamente per lo sviluppo dell'Apq e per la crescita del
Polo Logistico. Riteniamo fondamentale l'accordo avviato con MSC -
ha concluso Scopelliti - e' un segnale forte che consentira' di far
recuperare al Porto di Gioia Tauro la centralita' nel trasporto
delle merci nel Mediterraneo".
FS: ADICONSUM CALABRIA, IL SUD E' UNA ZAVORRA?
Catanzaro, 16 gen. -
"Trenitalia e RfI, devono, con estrema chiarezza dire se il Sud e'
una zavorra o rappresenta ancora una risorsa da considerare nelle
strategie di impegno di spesa per mantenere un collegamento nord/sud
al passo con i tempi". Lo afferma, in una nota, il segretario
generale dell'Adiconsum calabrese, Romolo Piscioneri, che aggiunge:
"Si investe poco e non si realizzano le infrastrutture essenziali
per riportare il Sud, collocato nel cuore del mediterraneo , ad una
nuova centralita', indispensabile per una ripresa economica
dell'intero paese. Il Mezzogiorno, oltre le chiacchiere, non risulta
destinatario di un appropriato piano di investimenti, per migliorare
il trasporto ferroviario, mantenendo quell'odioso dualismo che
contribuisce ad alimentare l'intensita' degli squilibri". Piscioneri
parla di "dualismo e forte differenza per: qualita' della rete,
decadente su tutta la tratta ionica, inadeguata sul versante
tirrenico; qualita' del materiale rotabile, da rottamare quello
adibito al trasporto regionale in convenzione, superato, trascurato
e comunque non in linea con gli standard di qualita', quello
utilizzato per i collegamenti a lunga percorrenza; chilometri
coperti, tempi e puntualita' di percorrenza; insufficiente numero
dei treni, veloci e non, che collegano la tratta centro/sud,
rapportato al numero che viaggia centro/nord; efficienza,
manutenzione e pulizia dei convogli". "C'e'
un sistema alterato - continua - che ostacola la mobilita' delle
persone e non ascolta le esigenze delle diverse comunita' che
entrano o vengono coinvolti in processi di frantumazione di diritti.
Non siamo sicuri che in regime di monopolio si possa organizzare e
offrire all'utenza un servizio consono alle esigenze di mobilita' e
rispondente equamente al fattore qualita'/prezzo. Non possiamo
tacere il disagio dei calabresi che per spostarsi utilizzano i mezzi
di Trenitalia. Il problema si pone, per gli spostamenti regionali a
breve o media percorrenza, come per quelli fuori regione a lunga
percorrenza, nord /sud. Conosciamo benissimo le cause ed abbiamo
imparato a nostre spese che gli impegni politici annunciati hanno
prodotto poco, anche quando le condizioni economiche del paese erano
piu' favorevoli di quelli attuali. Questa tragicita' finanziaria -
osserva - non puo' arrestare quelle timide iniziative di
miglioramento dell'intera rete dei trasporti regionali. Troviamo
soluzioni senza demagogie, pianifichiamo cose realizzabili, vie
d'uscita, cose che si possono fare senza aspettare tempi biblici.
Trenitalia e RfI, devono, con estrema chiarezza dire se il sud e'
una zavorra o rappresenta ancora una risorsa da considerare nelle
strategie di impegno di spesa per mantenere un collegamento nord/sud
al passo con i tempi".
"Non c'e' stata - prosegue - la giusta determinazione per
innovare e proporre all'utente un servizio di trasporto ferroviario
migliore di quello gia' esistente. La lezione di questi giorni,
riservata ai viaggiatori del sud, dimostra quanta sensibilita' e
considerazione c'e' per le esigenze di milioni di cittadini. Mancano
spiegazioni adeguate sul sostanziale fallimento delle politiche di
trasporto nel mezzogiorno, quando esce dal piano strategico e non si
realizza il collegamento ad alta velocita', Napoli - Reggio
Calabria. Un risanamento di rete ferroviaria irrealizzato con
conseguente taglio di treni a lunga percorrenza e treni notte adatti
a coprire le lunghe distanze. Una doppia penalizzazione - conclude -
che smonta tutti i buoni propositi e predispone per una crescente
indignazione tra la gente che incomincia a chiedere conto e invoca
dimissioni per conclamate responsabilita' di chi e' stato artefice
di questo declino che aggredisce e sgretola i diritti base della
societa' meridionale".
LAVORO: CGIA, TASSO DISOCCUPAZIONE REALE OLTRE QUOTA 10%
Roma, 14 gen. - Se
per l'Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre
scorso la soglia dell'8,6%, quello reale, invece, ha superato il
10%. Ad affermarlo e' il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe
Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha "definito" un
nuovo indicatore che misura la disoccupazione "reale" presente nel
Paese. Chiaramente, affermano dalla Cgia, questo parametro e' il
frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, da' il senso
della difficolta' occupazionale che sta vivendo in questo momento il
Paese. "Ai disoccupati censiti dall'Istat", spiega Bortolussi,
"abbiamo aggiunto i cosiddetti sfiduciati. Ovvero, coloro che in
questi ultimi 3 anni di crisi economica sono usciti dalle
statistiche ufficiali perche' hanno deciso di non cercare piu' un
nuovo posto di lavoro". Nel
novembre del 2011, secondo la periodica rilevazione dell'Istat, le
persone attivamente alla ricerca di una occupazione erano 2.142.000.
A questo esercito di senza lavoro, la Cgia ha sommato 438.000 nuovi
"scoraggiati" che, in questi ultimi 38 mesi di crisi, sono usciti
dalle classifiche ufficiali ingrossando la fila degli inattivi. In
pratica, i senza lavoro "reali" sono composti da 2.580.000 persone.
Pertanto, sommando ai 2 milioni e 142 mila disoccupati questi nuovi
438 mila "sfiduciati", il tasso di disoccupazione "reale" (o tasso
reale di marginalita' dal lavoro) si attesta al 10,1%: 1,5 punti
percentuali in piu' rispetto al dato ufficiale fornito la settimana
scorsa dall'Istat. "Tra
le 438.000 persone che in questi ultimi 3 anni di profonda crisi
hanno deciso di non cercare piu' un lavoro - conclude Bortolussi -
risiede in buona parte nelle regioni del Mezzogiorno. E' evidente
che una gran parte di queste persone e' andata ad alimentare
l'abusivismo ed il lavoro nero creando gravi danni a quelle aziende
che, nonostante le difficolta' economiche, sono rimaste in attivita'".
Infine, sottolineano dalla Cgia, si ricorda che le forze di lavoro
presenti in Italia sono pari a 25.049.000, mentre gli occupati
sfiorano la soglia dei 23 milioni (precisamente 22.906.000). In
termini percentuali il tasso di attivita' si attesta al 62,2%,
quello di occupazione al 56,9%, mentre la disoccupazione giovanile
ha ormai superato il 30% (precisamente il 30,1%).
LAVORO: 500.000 LAVORATORI IN CIG NEL 2011, PERSI 3,6 MLD SALARI
Roma, 14 gen. -
Mezzo milione di lavoratori in cassa integrazione a zero ore
costretti a rinunciare a 8 mila euro in in busta paga, pari a un
taglio complessivo di 3 miliardi e 650 milioni. Questo il bilancio
degli effetti determinati dalla cassa integrazione lo scorso anno
secondo l'elaborazione delle rilevazioni dell'Inps effettuata
dall'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil
nazionale. Si "chiude", afferma lo studio, "l'ennesimo anno
terribile per il nostro paese sul fronte dell'andamento economico e
produttivo" con poco piu' di 950 milioni di ore di cig registrate,
che portano il numero di ore totalizzate in questi tre anni di crisi
a 3,4 miliardi di ore. Tre anni che hanno determinato una riduzione
del reddito primario di 48 miliardi di euro, solo in parte coperto
dati trasferimenti dell'Inps che hanno di fatti compensato solo il
40%. Sul fronte lavoro, invece, le persone coinvolte lo scorso anno
a vario titolo dalla percezione di ammortizzatori sociali sono state
oltre 4 milioni su 12 milioni e mezzo di assicurati all'Inps, pari a
un terzo dei lavoratori.
Il numero complessivo di ore di cassa registrate nel 2011,
cosi' come la mole di lavoratori coinvolti, "ci dicono che siamo
arrivati ad un punto limite della tenuta del sistema rispetto
all'andamento della crisi, come dimostrano le vicende drammatiche
alla ribalta in questi primi giorni dell'anno, per tutte Alcoa e
Fincantieri", osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo
Scudiere, secondo il quale "e' determinante ormai dare una strategia
industriale al paese e allo stesso tempo garantire risorse certe per
gli ammortizzatori sociali, e l'estensione di questi, per
fronteggiare un anno che si preannuncia difficilissimo".
- DATI CIG 2011:
Le ore di cassa integrazione complessive, richieste e autorizzate,
lo scorso anno si confermano vicine al miliardo di ore e non lontano
dal picco record di oltre 1,2 miliardo registrate nel 2010. Il
numero esatto e' stato di 953.506.796 con una riduzione sull'anno
precedente del -20,78%. "Una flessione non dovuta ad una ripresa del
sistema ma ad un progressivo scivolamento dei lavoratori verso la
disoccupazione", si sostiene nel rapporto. Nel dettaglio,
scorporando le ore di cassa integrazione tra ordinaria (cigo),
straordinaria (cigs) e in deroga (cigd), questi i numeri segnati lo
scorso anno: 226.168.922 per la cigo (-33,83%), 411.490.663 per la
cigs (-15,81%), 315.847.211 per la cigd (-15,33%). Da rilevare
inoltre come il ricorso alla casa pesi quasi per intero
sull'apparato industriale: il 90,79% delle ore di cigs, il 73,70% di
cigo e il 40,73% di cigs sono state richieste dal solo settore
industria. CAUSALI
CIGS 2011: Chiude in crescita l'anno invece in termini di numero di
aziende che hanno fatto ricorso ai decreti di cassa integrazione
straordinaria. Il 2011 ha registrato infatti 6.848 decreti con un
+1,94% sull'anno precedente (6.718 decreti) che riguardano 10.743
unita' aziendali territoriali, in forte aumento sulle 9.310 del 2010
per un +15,39%. Nel merito delle motivazioni, i ricorsi per crisi
aziendale, seppure in calo, sono con 4.008 decreti il 58,53% del
totale. Tendenza in aumento invece per il ricorso al fallimento (433
decreti per un +44,82% sul 2010) e al concordato preventivo (282 per
+41%). I contratti di solidarieta' crescono del +51,80% e con 1.474
decreti rappresentano il 21,52% del totale (nel 2010 erano appena il
14,45% del totale). Sempre poche infine le domande di
ristrutturazione aziendale, solo 239, pari al 3,49% del totale.
Infine gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e
rinnovamento strutturale dell'impresa continuano ad essere solo il
7,86% del totale dei decreti. DATI
REGIONI 2011: Pesante il bilancio per le regioni del nord in termini
di ricorso alla cassa integrazione nel 2011 che registrano ben oltre
la meta' delle 950 milioni di ore di cassa messe a segno lo scorso
anno.Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di
cig autorizzate c'e' la Lombardia con 210.588.344 ore che
corrispondono a 101.244 lavoratori (prendendo in considerazione le
posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 146.920.290
ore per 70.635 lavoratori e il Veneto con 86.856.594 ore di cig
autorizzate per 41.758 lavoratori. Nelle regioni del centro c'e' il
Lazio con 67.284.998 ore che coinvolgono 32.349 lavoratori. Mentre
per il Mezzogiorno e' la Campania la regione dove si segna il
maggiore ricorso alla cig con 61.167.424 ore per 29.407 lavoratori.
- DATI SETTORI
2011: E' la meccanica il settore dove si e' totalizzato il ricorso
piu' alto allo strumento della cassa integrazione nel corso
dall'anno passato. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul
totale delle ore registrate da gennaio a dicembre 2011, la meccanica
pesa per 346.041.114, coinvolgendo 166.366 lavoratori (prendendo
come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il
settore del commercio con 117.999.487 ore di cig autorizzate per
56.731 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 85.959.795 ore e 41.327
lavoratori. OCCUPAZIONE
E LAVORATORI IN CIG 2011: Per quanto riguarda i lavoratori
coinvolti, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioe' al 50%
del tempo lavorabile globale (26 settimane), sono risultati essere
916.833 i lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si
considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 52 settimane
lavorative, si e' determinata un'assenza completa dall'attivita'
produttiva per 458.417 lavoratori, di cui 190 mila in cigs e 150
mila in cigd. Dai calcoli dell'Osservatorio cig si rileva come i
lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro
reddito 3 miliardi e 650 milioni, pari a 7.967 euro per ogni singolo
lavoratore.
FAMIGLIE: CODACONS, HANNO PERSO IN MEDIA 105 EURO IN TRE MESI
Roma, 13 gen. - Le
famiglie italiane hanno perso in media 105 euro ciascuna in tre
mesi. Lo calcola il Codacons commentando i dati Istat sul terzo
trimestre 2011 secondo cui il reddito disponibile delle famiglie e'
aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, ma nello
stesso periodo il potere d'acquisto e' diminuito dello 0,3%. Questo,
per il Codacons, significa una perdita equivalente a 105 euro in
soli 3 mesi per una famiglia di 3 persone e una stangata pari a 112
euro per una di 4 componenti. "E' come se avessero pagato una tassa
invisibile da 105 euro, da aggiungersi ovviamente - stima
l'organizzazione - alle tasse vere che sono state effettivamente
introdotte dalle cinque manovre del 2011". Per
il Codacons e' questo il problema degli italiani e dell'Italia. Dal
gennaio 2002, anno in cui e' arrivato l'euro, al gennaio 2012, ossia
in 10 anni, grazie al raddoppio dei prezzi ma non certo degli
stipendi, le famiglie italiane hanno avuto una perdita del potere
d'acquisto del 39,7%, quantificabile in 10.850 euro per una famiglia
di 4 persone. "
Ecco perche' il Governo Monti, che ha pensato bene di bloccare
l'indicizzazione delle pensioni e contemporaneamente infiammare i
prezzi rialzando accise ed Iva, dovrebbe ora - sostiene il Codacons
- affrontare il problema prioritario che impedisce all'Italia di
competere con Germania e Francia: il fatto che i consumatori e le
imprese italiane hanno i conti correnti, i mutui, le assicurazioni,
la benzina, i farmaci e le bollette di luce, gas e telefono piu'
cari d'Europa".
FAMIGLIE: REDDITO DISPONIBILE +0,3% III TRIM. 2011, +2,7% SU ANNO
Roma, 13 gen. - Il
reddito disponibile delle famiglie e' aumentato dello 0,3% in
termini congiunturali e del 2,7% su base tendenziale nel terzo
trimestre del 2011.La propensione al risparmio delle famiglie,
definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il
loro reddito disponibile (dati estagionalizzati), e' stata pari
all'11,6% nel terzo trimestre 2011, in lieve diminuzione (-0,1 punti
percentuali) sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti
del terzo trimestre del 2010. Lo rende noto l'Istat. La
spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti e'
cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e del 2,8% sul
terzo trimestre del 2010. Al netto dell'inflazione, il potere di
acquisto delle famiglie e' diminuito dello 0,3% rispetto al
trimestre precedente e dello 0,1% nei confronti del terzo trimestre
del 2010. Il tasso di investimento delle famiglie e' stato pari al
10%, invariato rispetto al trimestre precedente, ma piu' basso di
0,1 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2010. Nel
terzo trimestre del 2011 la quota di profitto delle societa' non
finanziarie e' stata pari al 41,3%, in aumento di 0,3 punti
percentuali rispetto al trimestre precedente, ma in diminuzione di
1,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2010. Il
tasso di investimento delle societa' non finanziarie e' stato pari
al 22,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al
trimestre precedente e invariato rispetto al terzo trimestre del
2010. Nel terzo trimestre
del 2011 - prosegue l'Istat - la propensione al risparmio delle
famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle
famiglie e il loro reddito disponibile) si e' attestata all'11,6%,
in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali) sia rispetto al
trimestre precedente che al terzo trimestre del 2010. La
modesta riduzione congiunturale del tasso di risparmio e' il
risultato di una crescita del reddito disponibile (+0,3%)
leggermente piu' contenuta rispetto alla dinamica della spesa per
consumi finali (+0,4%) espressa in valori correnti. Rispetto al
terzo trimestre del 2010, il reddito disponibile delle famiglie in
valori correnti e' aumentato del 2,7%, a fronte di una crescita del
2,8% della spesa delle famiglie per consumi finali. Il
potere di acquisto delle famiglie (cioe' il reddito disponibile
delle famiglie in termini reali) e' diminuito dello 0,3% rispetto al
trimestre precedente e dello 0,1% rispetto al corrispondente
trimestre del 2010. Il
tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli
investimenti fissi lordi, che comprendono gli acquisti di abitazioni
e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate
nel settore, e il reddito disponibile lordo) nel terzo trimestre
2011 si e' attestato all'10%, invariato rispetto al trimestre
precedente, ma in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali)
rispetto al terzo trimestre del 2010. Gli investimenti delle
famiglie sono diminuiti rispetto al trimestre precedente (-0,3%),
mentre hanno mostrato una crescita dell'1,1% in termini tendenziali.
Nel terzo trimestre 2011 la quota di profitto delle societa' non
finanziarie (data dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e
il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si e' attestata al 41,3%,
in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre
precedente. In particolare, il risultato lordo di gestione ha
registrato una crescita dello 0,5%, a fronte di una leggera
riduzione del valore aggiunto (-0,3%). In termini tendenziali il
tasso di profitto si e' ridotto di 1,2 punti percentuali, per
effetto di una riduzione del risultato lordo di gestione (-1,7%),
mentre il valore aggiunto ha registrato un aumento dell'1,3%. Il
tasso di investimento delle societa' non finanziarie (definito dal
rapporto tra gli investimenti fissi lordi ed il valore aggiunto
lordo ai prezzi base) e' stato pari al 22,8%, mostrando una lieve
diminuzione (-0,2%) rispetto al trimestre precedente, riportandosi
sul livello registrato nel terzo trimestre del 2010.
AGROPIRATERIA: CIA, "SCIPPA" 165 MLN AL GIORNO AL MADE IN ITALY
Roma, 10 gen. - Sfiorano i 165 milioni di euro al giorno i danni
provocati dalla contraffazione al made in Italy agroalimentare nel
mondo. Dal 'Parmigiano Reggiano' che diventa 'Parmesan' al
'Prosciutto di San Daniele' che si trasforma in 'Daniele Ham', e' un
continuo proliferare di "patacche" che causano danni enormi
all'intera filiera alimentare, dai campi all'industria di
trasformazione. L'agropirateria internazionale, infatti, genera un
business illegale di ben 60 miliardi di euro l'anno: una cifra
superiore di quasi due volte e mezzo il valore complessivo
dell'export agroalimentare italiano, pari a 25 miliardi di euro nel
2010. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. In
Italia -ricorda la Cia- ci sono oltre il 22% dei prodotti
certificati registrati complessivamente a livello europeo. A questi
vanno aggiunti gli oltre 400 vini Doc, Docg e Igt e gli oltre 4mila
prodotti tradizionali censiti dalle Regioni e inseriti nell'Albo
nazionale. Una lunghissima lista di prodotti che ogni giorno rischia
il "taroccamento". Solo all'agricoltura, per esempio, il fenomeno
della contraffazione costa oltre 3 miliardi di euro l'anno. Oltre
all'"italian sounding", che include tutti quei prodotti che
richiamano nel nome e nella confezione l'italianita' senza averne
alcun titolo, c'e' poi da considerare il falso vero e proprio del
made in Italy, che vale 7 miliardi di euro l'anno. Di cui ben due
terzi -avverte la Cia- sono in capo al solo settore agroalimentare.
Insomma, la situazione e' di una gravita' estrema. Siamo di fronte a
un immenso supermarket del "bidone alimentare", dove a pagare e'
solo il nostro Paese. Tanto piu' che a livello mondiale ancora non
esiste una vera tutela dei nostri Dop, Igp e Stg -continua la Cia-.
Basti pensare che negli Stati Uniti il giro d'affari legato alle
imitazioni dei piu' famosi formaggi nostrani supera abbondantemente
i 2 miliardi di dollari l'anno. E che se soltanto in Usa si
potessero tutelare efficacemente le denominazioni dei prodotti,
l'export italiano avrebbe un potenziale tre volte superiore
all'attuale, avvicinandosi ai 10 miliardi. Ecco perche' ora bisogna
fare qualcosa di piu': il "made in Italy" agroalimentare e' un
settore economicamente strategico -osserva la Cia- oltre a
rappresentare un patrimonio culturale e culinario che e' l'immagine
stessa dell'Italia fuori dai confini nazionali. Adesso servono
misure "ad hoc" come l'istituzione di una task-force in ambito Ue
per contrastare truffe e falsificazioni alimentari; sanzioni piu'
severe contro chiunque imiti prodotti a denominazione d'origine;
un'azione piu' decisa da parte dell'Europa nel negoziato Wto per
un'effettiva difesa delle certificazioni Ue; interventi finanziari,
sia a livello nazionale che comunitario, per l'assistenza legale a
chi promuove cause (in particolare ai consorzi di tutela) contro chi
falsifica prodotti alimentari.
SOS IMPRESA: 9 MLD DI "PIZZO" NELLE CASSE COMUNI DEI CLAN
Roma, 10 gen. - Gli incassi del "pizzo" che finiscono nelle "casse
comuni" della criminalita' organizzata hanno superato
abbondantemente i 9 miliardi di euro, di cui oltre 5 a carico dei
160mila commercianti "taglieggiati". Tanto che sempre piu' imprese
preferiscono chiudere o cambiare citta'. La denuncia arriva dal XIII
rapporto di Sos Impresa, secondo cui il racket delle estorsioni -
che storicamente e' destinato a mantenere i detenuti e i loro
familiari - "e' cresciuto nella dimensione della quotidianita'" e
"si e' imposto come fatto comune, entrando nella cultura della gente
e quindi nelle botteghe, nelle aziende, nei cantieri, negli studi
professionali, tracimando a tal punto che si e' propagato all'intera
vita sociale toccando banche, condomini, case popolari, persino
scuole e chiese". Il fenomeno resta diffuso soprattutto al sud: in
Sicilia ne sono colpiti il 70% dei commercianti, soprattutto a
Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Catania e Messina dove
si arriva anche a percentuali dell'80-90%, e a non pagare sembrano
essere solo "le imprese gia' di proprieta' dei mafiosi o con cui si
sono stabiliti rapporti collusivi e affaristici". Pagano il pizzo il
50% delle imprese calabresi, con punte maggiori a Reggio Calabria e
nel Vibonese lametino; il 40% di quelle campane, con punte maggiori
nella provincia casertana, a Napoli e a Salerno; in Puglia pagano in
media il 30% delle imprese, in misura maggiore nel nord barese, nel
foggiano e nel tarantino, in misura minore a Lecce e Brindisi. A
preoccupare, secondo Sos Impresa, e' anche il fatto che a subire
estorsioni e' il 10% delle imprese di Basilicata, Lazio, Abruzzo e
il 5% di quelle lombarde, piemontesi ed emiliano romagnole. Mentre
si conferma la contrazione delle denunce che - dopo la crescita del
biennio 2007-2008 - sono tornate ai livelli di cinque anni fa con un
decremento del 15%.
MAFIA: COLDIRETTI, MANI SU TRASPORTI; FA TRIPLICARE PREZZI FRUTTA
Roma, 10 gen. - I prezzi della frutta e verdura triplicano (+200 per
cento) dal campo alla tavola anche per effetto delle infiltrazioni
della malavita nelle attivita' di autotrasporto, messe in luce da
recenti operazioni delle forze dell'ordine. E' quanto afferma la
Coldiretti nel sottolineare che la lievitazione dei prezzi e' uno
degli effetti della presenza della criminalita' organizzata nel
settore alimentare in un Paese come l'Italia dove oltre l'86 per
centro dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica
incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura. Il volume
d'affari delle agromafie, ovvero delle attivita' della criminalita'
organizzata nel solo settore agroalimentare, ammonta oggi -
sottolinea la Coldiretti - a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento
dell'intero business criminale). Le imprese agricole e i consumatori
- precisa la Coldiretti - subiscono l'impatto devastante delle
strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione
e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili
fenomeni di criminalita' che danneggiano tutti gli operatori.
L'effetto e' un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli,
che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un
ricarico anomalo dei prezzi al consumo che raggiungono livelli tali
da determinare una contenimento degli acquisti in un Paese come
l'Italia che ha la leadership europea in quantita' e qualita'
nell'offerta di ortofrutta. Le agromafie - sottolinea la Coldiretti
- investono i loro ricchi proventi in larga parte in attivita'
agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e
nella grande distribuzione con il reinvestimento dei proventi
illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera
iniziativa economica e la concorrenza sleale. Inoltre, come
denunciato dalla Coldiretti, le associazioni criminali, attraverso
le suddette pratiche estorsive, finiscono per determinare l'aumento
dei prezzi dei beni al consumo. A rischio - conclude la Coldiretti -
e' anche la qualita' e sicurezza alimentare dei prodotti alimentari
con la vendita di prodotti alimentari "spacciati" come Made in Italy
ma ottenuti in realta' con materie prime importate, speso di bassa
qualita'.
SALDI: CONSUMATORI, SPESA FAMIGLIE IN CALO DEL 19,3%
Roma, 10 gen. - Scende la spesa delle famiglie per i saldi. In
particolare, segnala l'Osservatorio nazionale Federconsumatori, la
riduzione e' del 19,3% rispetto allo scorso anno con una riduzione
lievemente piu' accentuata per il Sud. Il numero delle famiglie che
acquistano a saldo e' rimasto pressoche' invariato rispetto allo
scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie).
Complessivamente la spesa ammontera' a 2,4 miliardi di euro, pari a
circa 223 euro a famiglia. "Per questo", affermano in una nota
Federconsumatori e Adusbef, "e' estremamente urgente intervenire per
un rilancio della politica economica, per avviare una nuova fase di
sviluppo per il Paese, puntando sulla ripresa degli investimenti per
lo sviluppo tecnologico nonche' sulle liberalizzazioni e sulle
modifiche strutturali necessarie ad incrementare la competitivita',
in molti settori ancora troppo scarsa, per non dire assente. Solo
cosi' si potranno evitare ulteriori manovre di riequilibrio dei
conti, che, in assenza di una vara ripresa, finiranno per
susseguirsi una dietro l'altra, con effetti disastrosi sul potere di
acquisto delle famiglie e sul mercato. Le risorse necessarie a cio'
si prendano laddove esistono: patrimoni, ricchezze, rendite
finanziarie e determinatissima lotta all'evasione fiscale".
CRISI: CISL, IN CALABRIA NECESSARIO RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE
Catanzaro, 10 gen. - "Gli effetti dell'ultima manovra finanziaria
rischiano di assestare un colpo mortale alle condizioni, gia'
difficili, delle famiglie calabresi". E' quanto afferma il
segretario generale Cisl Calabria Paolo Tramonti secondo il quale
"l'ulteriore aumento dell'addizionale regionale Irpef, che come si
sa colpira' pesantemente la Calabria, rappresenta una vera e propria
beffa se si tiene conto che il nostro Pil pro-capite e' di circa la
meta' rispetto a quello delle regioni del Centro-Nord e che l'area
della poverta' e' aumentata in maniera esponenziale negli ultimi
tempi. Oltretutto la nostra regione, anche a causa degli obblighi
dettati dal piano di rientro sanitario, si trova gia' a livelli
altissimi in termini di tassazione fiscale senza che i cittadini
abbiano avuto al contempo garantiti e finanziati adeguati servizi e
prestazioni sociali". "Per la Cisl - prosegue Tramonti - e'
necessario e inderogabile che il Governo regionale inizi a
predisporre interventi (compatibilmente con i vincoli della
normativa vigente) mirati a ridurre la pressione fiscale prevedendo,
analogamente a quanto avviene in altre Regioni, di introdurre un
principio di progressivita' del prelievo oltre che agire sul sistema
delle esenzioni, in modo da salvaguardare le aree piu' deboli che
paradossalmente risultano essere le piu' colpite. Tali iniziative si
rendono ancor piu' inderogabili se si considera che anche ai Comuni
vengono attribuiti poteri in materia di autonomia fiscale e quindi
anche sulla facolta' di aumentare l'Irpef per quanto di loro
competenza. Per questi motivi - conclude Tramonti - la Cisl rinnova
la richiesta di concertare in Calabria un nuovo patto sociale che
punti, tra l'altro, all'effettivo rilancio delle politiche sociali
al fine di innalzare concretamente i livelli di inclusione e di
cittadinanza a favore delle fasce piu' esposte, con l'obiettivo di
garantire adeguati e dignitosi livelli di welfare per le nostre
popolazioni. In un momento delicato come l'attuale, in cui anche
alle Regioni viene imposto di partecipare in termini di tagli al
risanamento del Paese, sarebbe opportuno che le risorse necessarie
per il sociale vengano reperite anche attraverso ulteriori
interventi sui costi della politica avviando, al contempo, un'opera
di forte contrasto alla spesa improduttiva che nel tempo si e'
sedimentata nelle pieghe della macchina burocratica, amministrativa
e istituzionale della Regione".
SOS IMPRESA: USURA CHIUDE 50 AZIENDE AL GIORNO; 200MILA VITTIME
Roma, 10 gen. - L'usura costringe alla chiusura 50 aziende al giorno
e ha bruciato in un anno circa 130mila posti di lavoro. E' uno dei
dati contenuti nel XIII rapporto di Sos Impresa, che denuncia come
il fenomeno, "alimentato dalla crisi economica", assuma dimensioni
sempre piu' preoccupanti: i commercianti vittime sono 200mila ma le
posizioni debitorie sono almeno il triplo, e il numero degli
strozzini e' lievitato da 25mila a oltre 40mila. Sono 190mila le
imprese che negli ultimi tre anni hanno chiuso i battenti per debiti
o usura: l'indebitamento medio delle imprese ha raggiunto i 180mila
euro, quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, e continuano a
crescere anche i fallimenti, che dopo il +26,6% del 2009 hanno
raggiunto il +46% nel primo trimestre del 2010, con un trend che
fara' superare largamente le 12mila chiusure. In soffitta o quasi la
figura del vecchio 'cravattaro' crescono gli usurai dalla faccia
pulita, "dalle societa' di servizi e mediazione finanziaria a reti
strutturate e professionalizzate, fino a soggetti legati a
organizzazioni mafiose". Ed e' proprio questo, denuncia il rapporto,
il cambio di mentalita' piu' allarmante: "molti boss non considerano
piu' spregevole tale attivita', anzi il titolo di usuraio mafioso si
inserisce compiutamente in quell'economia corsara, immensamente
ricca e altrettanto spregiudicata, priva di regole e remore". Cresce
l'entita' delle somme richieste e lo strozzino dei clan, spiega Lino
Busa', presidente di Sos Impresa, "a volte presta soldi a tassi di
interesse inferiori a quelli delle banche": per alcuni l'obiettivo
e' la moltiplicazione del denaro, altri puntano all'impossessamento
tout court del patrimonio. La vittima tipo e' una persona matura,
intorno ai 50 anni, che ha sempre lavorato nel commercio e lamenta
oggettive difficolta' a riconvertirsi nel mercato del lavoro: e'
disposto a tentare di tutto per evitare il protesto di un assegno o
il fallimento del negozio. "Il dramma - ammette Busa' - e che la
giustizia e' lenta, anzi lentissima e le denunce sempre meno: quelle
per estorsione sono calate del 10%, quelle per usura in dodici mesi
sono state 350, quando soltanto al numero verde della nostra
associazione arrivano 3mila chiamate l'anno. Se non troviamo il modo
di trasformare chi trova il coraggio di denunciare da 'sfigato' a
vincente siamo destinati a perdere la nostra battaglia".
SOS IMPRESA: MAFIA SPA FATTURA 140 MLD EURO
Roma, 10 gen. - La mafia Spa muove un fatturato che si aggira
intorno ai 140 miliardi di euro, con un utile che supera i 100
miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti, e 65
miliardi di liquidita'. A lanciare l'allarme e' il XIII Rapporto di
Sos Impresa ("Le mani della criminalita' sulle imprese") che
individua nella criminalita' organizzata "il piu' grande agente
economico del Paese", una grande "holding company articolata su un
network criminale, fortemente intrecciato con la societa',
l'economia e la politica". Il solo ramo commerciale della
criminalita' mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo
dell'impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 7% del Pil
nazionale: una massa enorme di denaro che passa quotidianamente
dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori a quelle dei
mafiosi. Le imprese subiscono 1.300 reati al giorno, praticamente 50
l'ora, quasi un reato ogni minuto. E sono oltre un milione gli
imprenditori vittime, ovvero un quinto degli attivi.
TURISMO: TRIVAGO.IT, HOTEL 'SALATI' SULLE ALPI, IN SALDO AL SUD
Roma, 10 gen. - 'Caro neve' per coloro che si metteranno in viaggio
verso le Alpi questo mese: molte localita' sciistiche hanno
ritoccato verso l'alto i listini tariffari rispetto allo scorso
anno: Madonna di Campiglio (331 euro, +11 per cento), Courmayeur
(214 euro, +21), Selva Val Gardena (256 euro, +14), Cervinia (274
euro, +13) e San Martino di Castrozza (247 euro, +11). E' quanto
emerge dall'analisi del tHPI di gennaio del motore di ricerca hotel
www.trivago.it. Secondo il dossier, gli aumenti hanno fatto
lievitare i listini alberghieri del Trentino-Alto Adige e della
Valle d'Aosta, che segnano un incremento rispettivamente del 7 e del
3 per cento. In controtendenza le mete al sud (soggiornare sull'Etna
e' la scelta piu' economica) e tra quelle al nord ci sono Livigno
(170 euro, -7 per cento) e Bormio (146, -5 per cento), mentre
Cortina d'Ampezzo registra una flessione del 21 per cento delle
tariffe a gennaio (una notte in camera doppia standard costa in
media 256 euro questo mese). In controtendenza le mete del centro
Italia, al momento le piu' convenienti, con un prezzo medio in
camera doppia al di sotto dei 50 euro. In Toscana all'Abetone una
camera doppia standard costa in media 93 euro, mentre in Abruzzo
Roccaraso presenta listini medi di 91 euro a notte, seguita da
Ovindoli a 87. La localita' sciistica piu' economica della penisola
e' Nicolosi, alle pendici dell'Etna, dove al momento e' aperto
l'impianto di Linguaglossa. Un soggiorno in camera doppia ai piedi
della vetta siciliana costa questo mese 67 euro. La stagione della
moda fa impennare invece i listini a Firenze e Milano; nella prima,
dove avra' luogo Pitti Uomo, le tariffe registrano un aumento del 13
per cento, con un costo medio di 123 euro a notte. A Milano, dove
saranno presentate le collezioni autunno/inverno 2012, incremento
dell'11 per cento, fino a 143 euro di media. In diminuzione i
listini nelle altre principali localita': Roma (107 euro, -7 per
cento), Venezia (129 euro, -4), Napoli (84 euro, -5), Palermo (80
euro, -4). Infine, prezzi hotel in flessione nelle principali
destinazioni europee a gennaio, 35 delle 50 citta' prese in esame
presentano listini in riduzione rispetto al mese scorso. In media
una notte in camera doppia in Europa costa 105 euro, il 4 per cento
in meno di dicembre. Riduzione consistente a Vienna (110 euro, -16
per cento), Londra (162 euro, -13) e Dublino (84 euro, -8). Cali
generalizzati anche a Barcellona (96 euro, -7) e Istanbul (95 euro,
-7); flessioni minime a Parigi (159 euro, -1 per cento) e Berlino
(86 euro, -1). Sul fronte delle mete business, si segnalano aumenti
significativi: Francoforte (135 euro, +39 per cento), Milano (143
euro, +11), Colonia (137 euro, +28). Situazione difficile ad Atene,
dove le tariffe scendono a 76 euro a notte, il minimo storico da
maggio 2008.
PMI: INDAGINE CNA, PER UNA SU TRE APRIRE LINEA CREDITO E' CHIMERA
Roma, 7 gen. - Farsi
concedere un prestito o aprire una linea di credito e' una chimera
per una parte consistente delle piccole e medie imprese italiane,
ovvero di quei 4 milioni e 100 mila imprenditori che rappresentano
il 95,3% dell'universo delle imprese italiane. La stretta e' stata
decisamente forte, se oltre un milione e mezzo di imprenditori
dichiara di aver avuto difficolta' ad accedere al credito (uno su
tre). Quasi otto intervistati su dieci, inoltre, guardano con
preoccupazione al rapporto con le banche attuale e, per la
maggioranza degli intervistati, nei prossimi mesi la situazione
peggiorera' ulteriormente. Questo il ritratto a tinte fosche del
rapporto tra le banche e le imprese di piccole e medie dimensioni,
in base all'indagine realizzata dall'Istituto Swg per la
Confederazione Nazionale degli Artigiani. Vita
dura per la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani. Il
78% delle piccole e medie imprese ritiene la stretta creditizia
attuale decisamente peggiore rispetto a quella gia' nera del 2008 e
2009. A dimostrarsi in apprensione sono gli imprenditori di tutte le
aree del paese, con punte acute al Sud Italia (83%) e tra coloro che
operano nelle costruzioni (82%). Le difficolta', inoltre, sembrano
essere piu' evidenti per le micro imprese con un numero di
dipendenti che va da 1 a 9 (situazione piu' grave per il 79%). Il
dato, spiega l'indagine Swg/Cna non e' solo percettivo.
Nell'esperienza quotidiana e reale un milione e mezzo di
imprenditori - pari al 35% del totale delle imprese sotto i 50
dipendenti - denuncia di aver avuto forti o consistenti difficolta'
di accesso al credito. Situazione particolarmente complessa per
coloro che hanno un'azienda al Sud, per le imprese di costruzioni e
per quelle che aspettano fatture dalla Pubblica Amministrazione con
scadenza oltre i 60 giorni. I criteri applicati per la concessione
dei crediti o per l'apertura di linee di credito si sono
notevolmente irrigiditi secondo il 56% degli imprenditori. Anche in
questo caso le condizioni piu' aspre sono quelle evidenziate da chi
vive nel Mezzogiorno (66%) e da chi ha un'impresa di costruzioni
(70%), mentre le banche sembrano aver avuto un atteggiamento un po'
piu' morbido, ma comunque non accomodante, con chi lavora nella
Pubblica Amministrazione (la sottolineaura dell'irrigidimento si
ferma al 41%). Le
previsioni per il futuro sono nere, anzi nerissime. Poche le
speranze di miglioramento. Anzi, nella maggioranza degli
intervistati (58%), e' netta la previsione di un peggioramento dei
rapporti con le banche. Da un punto di vista di dimensione
aziendale, il futuro sembra essere particolarmente critico per le
aziende medie (20-49 addetti) e per le micro-imprese.
ALIMENTARE: FALSO 'MADE IN ITALY' ALL'ESTERO FATTURA 60 MLD
Roma, 7 gen. -
All'estero il falso 'made il Italy' a tavola fattura 60 miliardi di
euro: sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su
quattro. A lanciare l'allarme e' la Coldiretti, secondo cui
l'eccellente performance delle esportazioni (+9%) nel 2011 potrebbe
ulteriormente migliorare grazie a "una piu' efficace tutela nei
confronti della 'agropirateria' internazionale". Secondo
la Coldiretti, le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano
sono le piu' copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i
continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al
Giappone, ma in vendita ci sono anche Parmesao in Brasile, Regianito
in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, Pamesello
in Belgio o Parmezan in Romania. Per non parlare del Romano,
dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli States dove si trovano
anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di
soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano "spacciate"
come originali. E in alcuni casi sono i marchi storici a essere
'taroccati' come nel caso della mortadella San Daniele e del
prosciutto San Daniele prodotti in Canada. "Un fenomeno che frena la
diffusione del made in Italy e che - precisa Coldiretti - e' causa
di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale e' che si
radichi nelle tavole internazionali un falso made in Italy che
toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le
specialita' nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori
unici e inimitabili".
ALIMENTARE: COLDIRETTI, NEL 2011 EXPORT 'MADE IN ITALY' A 30 MLD
Roma, 7 gen. -
Intorno alle tavole di tutto il mondo si "parla" sempre piu'
italiano: nel 2011, mentre si e' raffreddato l'interesse degli
investitori esteri per i nostri titoli di Stato, e' continuato a
crescere l'appeal dei cibi made in Italy. Al punto da toccare il
massimo storico di circa 30 miliardi nel valore delle esportazioni,
effetto di una crescita del 9%. E' quanto emerge da un'analisi della
Coldiretti sulla base degli andamenti registrati dall'Istat nel
commercio estero agroalimentare nei primi nove mesi dell'anno
passato. Il risultato e' il frutto di esportazioni agroalimentari
effettuate per la grande maggioranza nei paesi dell'Unione europea
dove si realizzano due terzi del fatturato estero complessivo con un
crescita in valore dell'8%, ma anche dell'aumento negli Stati Uniti
(+10%) e nei mercati emergenti come quelli asiatici dove si e' avuto
l'incremento maggiore con un +18% e si sono avvicinati in valore
agli Usa. A crescere all'estero - precisa Coldiretti - sono stati i
settori piu' tradizionali del made in Italy come il vino che ha
messo a segno un aumento record del 25%, i formaggi - a partire da
grana e parmigiano reggiano - che sono i piu' esportati con una
crescita del 26% ,ma anche olio di oliva (+9%), la pasta (+7%)
ortofrutta (stabile). Non
mancano risultati "sorprendenti" come la crescita boom del 18%
nell'export della birra italiana in Gran Bretagna, paese produttore
di questa bevanda, o la crescita record dello spumante in Russia che
con un +40% si classifica addirittura al quarto posto tra i paesi
esteri di destinazione; ma anche l'incremento del 22% nelle
esportazioni di formaggi italiani in Francia che e' tradizionalmente
molto nazionalista in questo campo. "Le performance positive
registrate sui mercati internazionali dal settore piu'
rappresentativo dell'economia reale dimostrano che il Paese puo'
tornare a crescere solo se investe nelle proprie risorse che sono i
territori, l'identita', la cultura e il cibo", spiega il presidente
della Coldiretti Sergio Marini, nel sottolineare che
"l'agroalimentare e' una leva competitiva formidabile per trainare
il made in Italy nel mondo".
CRISI: CONSUMATORI,
ANCHE IN CALABRIA LO SCIOPERO DELLA BENZINA
Catanzaro, 3 gen. - Indetto anche in Calabria per il 5 e il 6
gennaio lo sciopero della benzina, proclamato dalle associazioni dei
consumatori aderenti a CASPER (Adoc, Codacons, Movimento difesa del
cittadino e Unione Nazionale Consumatori). "Abbiamo deciso di
proclamare uno sciopero per protestare contro i rincari abnormi dei
carburanti registrati in queste ultime ore anche in regione - spiega
il Codacons - Il 5 e il 6 gennaio prossimi i cittadini della
Calabria sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina
e gasolio, come forma di protesta contro i continui aumenti delle
accise decisi dagli ultimi due governi, e contro le speculazioni sui
prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo
del petrolio". "Si tratta di una protesta simbolica - spiega
l'associazione - Sappiamo bene che la benzina rappresenta un bene
primario al quale non si puo' rinunciare, ma il nostro scopo e'
quello di richiamare l'attenzione delle istituzioni e dei mass media
sulla drammatica situazione degli automobilisti, sempre piu'
tartassati da rincari e nuove tasse". Per le associazioni di Casper
la drammatica situazione dei carburanti determina non solo una
stangata sul pieno pari a 202 euro annui ad automobilista, ma anche
un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su
gomma. Effetto che potra' arrivare al +0,3% sul tasso di inflazione,
con danni enormi per le tasche delle famiglie.
MANOVRA: CATANZARO,
SINDACATI PENSIONATI PRESENTANO PIATTAFORMA
Catanzaro, 3 gen. - Le organizzazioni sindacali provinciali dei
pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil, in presenza della manovra
finanziaria del Governo Monti, "che colpisce pesantemente la spesa
sociale nazionale e locale e scarica drammaticamente i costi della
crisi sulle fasce piu' deboli della popolazione e quindi sugli
anziani e la stragrande maggioranza dei pensionati" hanno elaborato
una piattaforma unitaria, discussa con i propri iscritti e approvata
in apposite riunioni nei comuni interessati alla negoziazione
sociale, da sottoporre ai Sindaci del territorio provinciale, alla
Presidente della provincia di Catanzaro e al direttore generale
dell'Asp. Lo si apprende da una nota delle stesse federazioni di
categoria. La piattaforma, si legge, "contiene proposte di carattere
generale che dovranno essere verificate con le possibilita'
finanziarie e la volonta' politica degli amministratori locali. Pur
consapevoli delle condizioni di difficolta'' in cui versano gli enti
locali, a causa dei drastici tagli operati in questi anni dai
governi nazionali, la piattaforma sindacale conterra' indicazioni e
proposte attuabili e si arricchira' nel contempo di elementi di
specificita' comune per comune, partendo dalle reali condizioni
della popolazione anziana, dei pensionati, delle fasce piu'
socialmente a rischio di poverta', oltre naturalmente ai precari, ai
disoccupati alle famiglie povere ai non autosufficienti e a tutti
coloro che oggettivamente non sono piu' nelle condizioni di poter
sopportare altre tasse o ulteriori tagli ai servizi di prima
necessita'". Le organizzazioni sindacali, auspicano "che siano
rivisti i tagli alla spesa sociale nazionale a partire dal
ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza e chiedono
al governo regionale di rimpinguare il capitolo di spesa nel proprio
bilancio che non puo' rimanere cosi' esiguo (100.000 euro) ma dovra'
essere piu' cospicuo e rapportato alla reale domanda proveniente dal
territorio calabrese”.
CAPODANNO: COLDIRETTI, IN ITALIA SALTANO 80 MLN TAPPI DI SPUMANTE
Lamezia Terme, 31 dic. - Con lo scoccare della mezzanotte del 31
dicembre saliranno a ottanta milioni le bottiglie di spumante Made
in Italy stappate durante le festivita'. E' quanto stima la
Coldiretti nel sottolineare che quest'anno da segnalare e' il
sorpasso storico dei brindisi con spumante italiano all'estero
rispetto a quelli in Italia. Complessivamente nel mondo - sottolinea
la Coldiretti - nel mondo per le feste di fine anno si stapperanno
infatti 170 milioni di bottiglie delle quali 80 in Italia e 90
milioni all'estero. Un risultato - sostiene la Coldiretti - che
consente all'Italia con lo spumante di battere la Francia con lo
champagne anche nei brindisi di fine anno. In Italia sono state
prodotte oltre 400 milioni di bottiglie delle quali circa l'80 per
cento con il metodo Charmat e il resto con il metodo classico
Champenois che differisce perche' la fermentazione non avviene in
autoclave, ma in bottiglia e comporta una lavorazione che puo'
durare fino a tre anni con un prezzo finale piu' elevato. Lo
spumante piu' diffuso e' il Prosecco seguito dall'Asti. Le zone di
maggiore produzione sono il Veneto, il Piemonte , la Lombardia e il
Trentino, anche se negli ultimi anni si sta registrando un
interessante incremento nelle Regioni del Sud Italia. Per una
bottiglia di spumante si spende in media tra i 5 e i 10 euro, ma il
costo - conclude la Coldiretti - puo' salire anche di molto per i
prodotti piu' pregiati.
CAPODANNO: COLDIRETTI, IN TAVOLA MENU REGIONALI PER 2,4 MLD
Lamezia Terme, 31 dic. - Una spesa di 2,4 miliardi di euro e' stata
destinata dagli italiani per festeggiare la fine dell'anno sulle
tavole nelle case o fuori nei ristoranti, negli agriturismi e nei
locali appositamente allestiti dove a prevalere sono comunque i
prodotti della tradizione regionale con un generalizzato ritorno dei
menu regionali e l'abbandono delle mode esterofile del passato,
dalla champagne al salmone fino alle ostriche. E' quanto stima la
Coldiretti nel sottolineare che il ridimensionamento del budget
disponibile, stimato pari al 12 per cento rispetto allo scorso anno,
e' dovuto soprattutto a un calo delle presenze nei ristoranti e a un
aumento dei festeggiamenti casalinghi mentre tengono gli
agriturismi. Con la fine dell'anno - sottolinea Coldiretti - si
registra un boom di 5,5 milioni di chili di cotechino e zampone
consumati (+10 per cento) accompagnati da dieci milioni di chili di
lenticchie e piu' di cento milioni di pandori e di panettoni
acquistati. Immancabile lo spumante con circa 80 milioni di tappi
saltati. Se in Emilia Romagna la festa e' accompagnata dagli
immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i
risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e
gli spaghetti - sottolinea la Coldiretti - sono i piu' gettonati in
tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove e' il momento dei
classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta,
considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di
molto a seconda dei prodotti che l'accompagnano: carne al sugo, con
formaggi, funghi e verdure, cacciagione ma in Veneto e' molto
diffusa per Capodanno la polenta e baccala'. Particolarmente
gettonati anche gli agriturismi dove in quattrocentomila
trascorreranno la notte piu' lunga dell'anno. L'aumento e'
soprattutto dei giovani. A incoraggiare le presenze e' anche -
conclude Coldiretti - la sostanziale stabilita' dei prezzi per i
cenoni che la maggior parte delle aziende ha mantenuto invariati
rispetto allo scorso anno.
NATALE: COLDIRETTI, MEZZO MILIARDO DALLE TAVOLE AL BIDONE
Roma, 26 dic. - E'
rimasto sulle tavole circa un quarto delle portate preparate per la
vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di oltre mezzo
miliardo che rischia di finire nel bidone della spazzatura,
nonostante una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi. E'
quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che ad essere gettati
sono soprattutto i prodotti gia' cucinati e quelli piu' deperibili
come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. Secondo la
Coldiretti polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e
macedonia sono un'ottima soluzione per utilizzare gli avanzi secondo
le preziose ricette della nonna. In un momento di difficolta'
economica e' infatti importante raccogliere l'invito alla sobrieta'
e - sottolinea la Coldiretti - ad utilizzare la fantasia e il tempo
libero delle feste per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle
tavole. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce
sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima,
ma anche le frittate possono dare - continua la Coldiretti - un
gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la
ratatouille. La frutta secca in piu' puo' essere facilmente
caramellata per diventare un ottimo "torrone" mentre con quella
fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare
un nuovo sapore ai dolci piu' tradizionali, come il pandoro o il
panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme mentre lo
spumante avanzato puo' essere utilizzato per fare un buon risotto o
per rendere piu' saporito il pollo alla cacciatora. Recuperare il
cibo e' una scelta che - conclude la Coldiretti - fa bene
all'economia e all'ambiente con una minore produzione di rifiuti in
un momento come le festivita' di Natale in cui peraltro c'e' una
maggiore disponibilita' di tempo libero e sono in molti a cogliere
l'occasione per dedicare un po' piu' di tempo ai fornelli.
NATALE: COLDIRETTI, A TAVOLA E' COSTATO 2,3 MILIARDI
Roma, 26 dic. -
Valgono 2,3 miliardi di euro i cibi e le bevande consumati a tavola
tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani
su dieci hanno scelto di trascorrere a casa con parenti o amici. E'
questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli
italiani non rinuncino all'appuntamento piu' tradizionale dell'anno
per il quale pero' si e' speso molto meno dello scorso anno (- 18
per cento). A prevalere e' stato il Made in Italy con meno caviale,
ostriche, salmone e champagne e - sottolinea la Coldiretti - piu'
bollito e pizze rustiche. Dal Natale 2011 esce rafforzata la
tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio
che si e' espressa a tavola nella preparazione delle ricette del
passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in
Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in
Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle
scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle
Marche e le molte altre specialita' presenti in tutte le Regioni
italiane. Un appuntamento che, nonostante i profondi cambiamenti
negli stili di vita, e' fortemente radicato nella popolazione, come
dimostrano - precisa la Coldiretti - gli spostamenti per tornare nei
luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori ed i territori dei
quali e' si mantenuto saldo nel tempo il ricordo. La maggioranza
delle tavole sono state infatti imbandite con menu' a base di
prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la
Coldiretti - in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i
salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400
milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e
panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca
e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova. Ecco la Spesa per
il pranzo di natale in milioni di euro: Pesce, carne, ragu e salumi,
ecc. 850; Spumante, vino e altre bevande 440; Dolci, panettone,
pandoro 400; Frutta, ortaggi e conserve 270; Pasta e pane 200;
Formaggi e uova 140; Totale 2300
NATALE: CONSUMATORI, SPESI 48 EURO IN MENO A PERSONA
Roma, 26 dic. - E'
il peggior Natale degli ultimi dieci anni: i consumi sono in calo,
sono stati spesi 48 euro in meno per cittadino, per i saldi ormai
prossimi alla partenza, gli acquisti caleranno del 30/40%. Le
previsioni, tutt'altro che rosee, sono del Codacons che passato il
Natale, fa il punto sulle spese delle famiglie relative alla
festivita'. Complessivamente, spiega l'Associazione, per il Natale
2011 "ogni cittadino ha speso mediamente 48 euro in meno rispetto
agli anni precedenti. La contrazione ha riguardato sia il settore
regali che quello degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i
consumi alimentari. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il
settore che piu' di tutti ha risentito della crisi e' quello
dell'abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha
raggiunto quota -30%. E per i saldi invernali in partenza a gennaio
le previsioni del Codacons sono allarmanti. "Saranno un flop -
spiega il Presidente Carlo Rienzi - le famiglie non hanno piu'
possibilita' di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime
di sconti stagionali. Prevediamo una riduzione record degli acquisti
durante i saldi, con picchi del 30-40% rispetto allo scorso anno".
NATALE: CONSUMATORI, SPESI 4 MLD; SOTTO PREVISIONI PER 400 MLN
Roma, 26 dic - A
Natale la spesa media a famiglia e' stata di 166 Euro, al di sotto
delle previsioni gia' negative: la spesa totale per il Natale si e'
attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati
stimati. Tra i vari settori si registra un lieve aumento per i
prodotti elettronici (1%) mentre rimane stabile l'editoria. E'
quanto sostiene l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf) che
ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festivita' natalizie,
pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e
Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi citta'). "Purtroppo
- si legge in una nota - le nostre previsioni negative sono
risultate sottostimate. Infatti, in circa tutti i settori, si e'
verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello
scorso anno. La spesa totale si e' attestata a 4 miliardi di Euro,
rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Pertanto, la spesa media a
famiglia e' stata di 166 Euro".
Questi i primi
consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi
settori di spesa. Abbigliamento e calzature -18%; mobili,
arredamento ed elettrodomestici -24%; profumeria e cura della
persona -7%; giocattoli -3%; alimentazione -1,5%; elettronica di
consumo +1% (trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune
regioni e dalla vendita di smartphone); editoria (libri e cd)
stabile (grazie alle forti promozioni); turismo -8%. "E'
chiaro, quindi- hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti,
Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - che da tutto cio' deriva
l'urgente necessita' di affiancare alle misure di riequilibrio dei
conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129
Euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di
sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori
produttivi" .
AEROPORTO CROTONE: PREVISTI DA REGIONE INTERVENTI PER 31 MLN
Crotone, 14 dic. - Il piano di sviluppo per l'aeroporto Sant'Anna
presentato questa mattina all'aeroporto 'Pitagora' di Crotone,
prevede quattro diversi interventi sull'aerostazione, la pista e le
strutture collegate per un totale di 31 milioni e 400 mila euro a
valere sul Por Fesr 2007-2013 (15.855.000 di euro), sul Pon
trasporti 2000-2006 (800.000 euro) e sul Pon reti mobilita'
2007-2013 (14.000.000); mentre la societa' di gestione partecipera'
con un cofinanziamento di 745 mila euro. Il piano, che ha una validita' di 15 anni, fa parte del sistema
aeroportuale calabrese: un protocollo d'intesa sottoscritto tra il
ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, la Regione Calabria,
l'Enac, l'Enav e le societa' di gestione dei tre aeroporti
calabresi: Sant'Anna, Lamezia Terme e Reggio Calabria. Nel dettaglio
il piano, elaborato con la consulenza dell'architetto Francesco
Angorano, tenendo conto della classificazione di 'complementare'
dato dall'Enac all'aeroporto di Crotone, prevede per la messa in
sicurezza del sedime aeroportuale un investimento di 4 milioni e 400
mila euro, per la ristrutturazione e l'ampliamento dell'aerostazione
e di alcune opere esterne 10 milioni e 500 mila euro, per
riqualificazione e prolungamento della pista di volo (di circa 500
metri effettivi) altri 14 milioni di euro ed, infine, per
l'adeguamento normativo, riassetto funzionale e distributivo
dell'aerostazione passeggeri (safety e security) due milioni e mezzo
di euro. Alla presentazione di questi interventi, in parte gia' in fase di
appalto, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della
Regione Giuseppe Scopelliti con il suo vice Antonella Stasi; il
presidente della Provincia Stanislao Zurlo, il prefetto di Crotone
Vincenzo Panico, il presidente della societa' di gestione, nonche'
della locale Camera di commercio, Roberto Fortunato Salerno, ed il
direttore generale dell'Aeroporto Sant'Anna spa Marcella Maggiori.
BANCA SUD: GALATI (PDL) NECESSARIA PER RIVITALIZZARE ECONOMIA
Catanzaro, 14 dic. - "L'apertura, con l'inizio del nuovo anno, dei
primi 250 sportelli della Banca del Sud, come annunciato
dall'ingegnere Massimo Sarni, rappresenta una misura utile che dara'
nuova linfa e slancio all'economia del Mezzogiorno". E' quanto
afferma il deputato del Pdl, e gia' sottosegretario all'Istruzione
nell'ultima fase del Governo Berlusconi, Giuseppe Galati. "E'da
tempo che in Parlamento - aggiunge - mi sono battuto per
l'istituzione della Banca del Sud, indispensabile per rivitalizzare
l'economia del Meridione e dare modo alle imprese di poter accedere
piu' facilmente al credito con la conseguenza di determinare
risultati positivi non solo dal punto di vista produttivo ma anche
occupazionale". "Ridurre il gap con il resto del Paese, mettendo in
campo le giuste misure che possano dare di piu' in termini di
sviluppo e di crescita, e' condizione necessaria - sottolinea il
deputato del Pdl - per reagire alla crisi che attanaglia l'Europa
intera". "Il modo migliore - conclude Galati - e' agire dove ci sono
risorse inespresse e potenzialita' soffocate che possono dare molto
allo sviluppo economico e produttivo dell'intero Paese.
L'istituzione della Banca del Sud va in questa direzione: e'
necessario ora accompagnare questo processo mediante una sua
graduale diffusione su tutto il territorio".
MANOVRA: CONFAGRICOLTURA CALABRIA, COLPO AL CUORE PER AGRICOLTORI
Catanzaro, 12 dic. - "Con il decreto 'Salva Italia' l'aumento della
tassazione arrivera' fino al 300 per cento. Un vero colpo al cuore
per l'agricoltura, che vuole contribuire a sanare i conti del Paese,
ma non potra' farlo se verra' condannata a morte". Cosi il
presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, ha
commentato la manovra economica. "Si tratta - dice - di un fatto
estremamente grave, che vede vessare con una tassazione
sproporzionata gli agricoltori, escludendoli al contempo da
provvedimenti per lo sviluppo - prosegue Statti-". Con il decreto
varato dal Governo, ad esempio, verra' anticipata dal 2014 al 2012
l'applicazione della nuova imposta municipale (IMU), che sostituisce
l'attuale ICI; per i terreni agricoli la base imponibile e'
determinata applicando al reddito dominicale (rivalutato del 25%) un
moltiplicatore pari a 120, rispetto al valore precedente di 75.
L'incremento e' pari al 60%; inoltre e' disposto l'assoggettamento
all'IMU per i fabbricati rurali, che con la normativa ICI si
consideravano inclusi nella base imponibile dei terreni. Viene da
chiedersi - prosegue Statti - quale scenario di sviluppo si
prefiguri per il settore primario, soprattutto per un'area del Paese
come il Sud. Ribadisco con forza la richiesta gia' avanzata al
Governo e al Parlamento dal nostro Presidente Guidi, di correggere
urgentemente questo aspetto penalizzante della manovra. Sottolineo,
infine, - conclude Statti - che ho gia' provveduto, assieme al
componente calabrese della Giunta nazionale di Confagricoltura,
Nicola Cilento, a interessare i parlamentari calabresi di entrambi
gli schieramenti, inviando loro una lettera, perche' si adoperino al
fine di scongiurare questo ennesimo colpo alla tenuta del sistema
agricolo della nostra regione. Salvare il Paese non puo' e non deve
significare condannare a morte l'agricoltura".
MANOVRA: CALABRIA, PRESIDI SINDACATI IN TUTTA LA REGIONE
Catanzaro, 12 dic. - Presidi organizzati da Cgil, CIsl e Uil si sono
svolti davanti a tutte le prefetture calabresi in concomitanza con
lo sciopero di tre ore indetto dai sindacati conferedarli. A Reggio
Calabria un centinaio di persone, con in testa i segretari
provinciali delle confederazioni, si e' radunato davanti all'ufficio
territoriale di governo. Circa 300 i partecipanti alla
manifestazione a Vibo valentia, dove, tra le bandiere sinadacali, ce
n'era qualcuna di partito. E' invece slittata al pomeriggio la
manifestazione di Catanzaro, dopo che il prefetto ha comunicato di
essere disponibile a ricevere le delegazioni alle ore 16. Iniziative
in programma anche a Cosenza ed a Crotone. Copiosa la partecipazione
delle rappresentanze sindacali e della gente comune anche
all'appuntamento cosentino. Una parte dei presenti, con alla testa
alcuni sindacalisti, si e' staccata per formare un corteo che si e'
diretto verso la sede dell'ASP, per protestare contro la situazione
delle case di cura del cosentino, praticamente tutte in agitazione a
causa del mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti. Secondo
stime sindacali tra 400 e 500 persone - considerando delegati
sindacali, lavoratori attivi, precari e pensionati - hanno
partecipato a Crotone, davanti alla Prefettura, al sit-in di
protesta indetto dalle confederazioni sindacali. Il prefetto di
Crotone, Vincenzo Panico, ha ricevuto i segretari generali
provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Pasquale Aprigliano,
Pino De Tursi e Mimmo Tomaino, i quali sono andati ad illustrare al
rappresentante territoriale del Governo gli effetti negativi che, a
giudizio dei sindacati, alcuni dei provvedimenti contenuti nella
manovra avranno sul reddito dei cittadini e sulle possibilita' di
sviluppo ed occupazione in territori particolarmente deboli ed in
crisi come quello di Crotone.
ARTIGIANATO: 60 AZIENDE CALABRESI A EXPO MILANO
Catanzaro, 7 dic. - La Regione Calabria, attraverso l' assessorato
programmi speciali UE, con la collaborazione tecnica e operativa di
Unioncamere Calabria, supporta la partecipazione di una nutrita
rappresentanza di aziende calabresi alla mostra mercato "L'Artigiano
in Fiera 2011" dal 3 all'11 dicembre. "Oltre sessanta aziende
calabresi partecipanti, sedici edizioni di successo, 3.000 artigiani
provenienti da 110 paesi del mondo, 9 padiglioni del nuovo polo
fieristico a Rho. Questa, in cifre, - si legge in una nota di
Unioncamere - l'edizione 2011 della rassegna milanese che promuove e
valorizza la cultura dell'artigianato. Le aziende calabresi avranno
a disposizione circa 700 m2 per esporre al meglio le proprie
eccellenze e far conoscere specialita' gastronomiche, sapori
tradizionali, manufatti, lavorazioni artistiche di vetro e ceramica,
bigiotteria e quanto di piu' esclusivo e peculiare e' presente nella
loro vasta gamma di prodotti per attrarre l' interesse ed i consensi
dei numerosi visitatori che affolleranno nel periodo natalizio
l'imperdibile mostra mercato internazionale. Il comparto artigiano -
conclude la nota - rappresenta il vero patrimonio storico e
produttivo della Calabria soprattutto in questo momento di forte
contrazione economica che spinge a ripensare il mercato mondiale dei
consumi in una prospettiva di tradizione e unicita' territoriale".
MANOVRA: LUNEDI' SCIOPERO E SIT-IN SINDACATI A COSENZA
Cosenza, 7 dic. - Anche a Cosenza, come in tutta Italia,lunedi' 12,
in occasione dello sciopero generale contro la manovra, Cgil, Cisl e
Uil attueranno uno sciopero di tre ore con manifestazione davanti
alla Prefettura. "La manovra - e' scritto in una nota - colpisce,
come sempre, i soliti noti, pensionati e lavoratori dipendenti.
Siamo consapevoli della criticita' della situazione, del rischio
default e della necessita' di rispettare l'impegno del pareggio di
bilancio entro il 2013. Sapevamo che ci sarebbe voluta una manovra
forte, ma, riteniamo che i carichi siano stati distribuiti in
maniera iniqua, senza nessun confronto con le parti sociali". Una
conferenza stampa e' annunciata per venerdi', alle ore 9,30, nella
sede provinciale della Uil di Cosenza".
MANOVRA: SINDACATI, IN CALABRIA IMPATTO DEVASTANTE
Catanzaro, 7 dic. - "In Calabria, l'impatto della manovra avrebbe
effetti devastanti che impoverirebbero ulteriormente le condizioni
gia' precarie di lavoratori e pensionati: lo affermano, in un
docuemnto, Cgil, Cisl e Uil in vista dello sciopero di lunedi'. I
sindcaati "fanno appello al mondo del lavoro, agli studenti, alle
forze politiche e sociali, agli enti locali e alla societa' civile
perche' dalla Calabria si levi la voce di un disagio sociale
divenuto insostenibile e che la manovra, senza gli opportuni
aggiustamenti, acuira' maggiormente scaricando ancora una volta i
costi del risanamento sul mondo del lavoro, sui pensionati e sulla
parte piu' debole del Paese deprivata negli anni di risorse e di
vere occasioni di crescita e di sviluppo. L'intervento previsto
dalla manovra sul sistema previdenziale - si legge nella nota
unitaria - con l'allungamento dell'eta' pensionabile e la mancata
indicizzazione delle pensione oltre i 935 euro, gli ulteriori tagli
sugli Enti locali, il pacchetto di nuove tasse con l'addizionale
Irpef, l'IMU, l'IVA, l'aumento di benzina e gasolio rappresentano
una stangata che si abbattera' sulle famiglie come un macigno. Tali
misure - aggiungono- per la Calabria segnerebbero un arretramento
spaventoso delle condizioni di vita per migliaia di lavoratori e
pensionati che gia' faticano a far quadrare i propri bilanci con
retribuzioni e pensioni sempre piu' leggere su cui devono costruire
anche solidarieta' familiari per chi privo di lavoro".
EXPORT: PRODUTTORI CALABRESI ALLA FIERA "IGEHO" DI BASILEA
Catanzaro, 5 dic. - L'Assessorato regionale
all'Internazionalizzazione, guidato da Fabrizio Capua, ha
partecipato, in partnership con la Camera di Commercio Italiana per
la Svizzera, alla manifestazione fieristica internazionale biennale
alimentare "Igeho" di Basilea. "All'interno di questa prestigiosa
vetrina - informa una nota dell'ufficio stampa della giunta
regionale -, crocevia di tre mercati importanti per il Made in Italy
(Svizzera, Francia e Germania), la Calabria e' stata rappresentata
da 13 produttori alimentari calabresi. Dalle conserve, all'olio
d'oliva, dal vino, ai liquori ed ai prodotti innovativi di fattura
biologica, lo stand della Regione Calabria ha avuto un notevole
impatto commerciale su pubblico ed operatori svizzeri: almeno 500
visitatori incuriositi si sono recati allo stand calabrese tra cui
molti importatori e ristoratori. Le due testate di riferimento della
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (La Rivista e Go-Italy)
hanno inoltre realizzato servizi giornalistici per dare visibilita'
ai produttori della Regione ed alle iniziative sul fronte
internazionalizzazione intraprese dall'Assessorato. Tutto cio' - si
fa rilevare - e' stato reso possibile grazie allo sforzo
organizzativo e finanziario intrapreso dalla Regione che ha deciso
di adottare un approccio strategico al mercato svizzero, non
semplicemente realizzando iniziative "spot" fini a se stesse, ma
pianificando delle attivita' di respiro semestrale e annuale che
prevedano un vero e proprio accompagnamento nel percorso di
internazionalizzazione degli imprenditori servendosi dell'expertise
della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. Il mercato
elvetico infatti emerge sempre piu' quale vera rivelazione del
biennio 2010 - 2011 tra i Paesi che maggiormente assorbono prodotti
italiani. Il tasso di crescita delle importazioni di made in Italy
nel corso dei mesi estivi - e's critto - si sono attestate tra il 15
ed il 20% rispetto ai valori mensili dello stesso periodo 2010 e in
settembre il mercato svizzero ha fatto registrare un aumento sul
settembre 2010 del 41%, valore ineguagliato tra tutti i maggiori
paesi importatori di Made in Italy, inclusi i mercati emergenti
dell'area Bricst (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa e
Turchia).
EXPORT: MISSIONE DELEGAZIONE CALABRESE IN TUNISIA
Catanzaro, 5 dic. - Si e' conclusa con un grande successo, secondo
una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale, la seconda fase
della missione commerciale-scientifica della delegazione calabrese
in Tunisia, promossa dalla Regione Calabria Assessorato alle
Politiche Euro-Mediterranee ed Internazionalizzazione, guidato
dall'Assessore Fabrizio Capua e Unioncamere Calabria - Desk
Enterprise Europe Network in collaborazione con la Camera Tunisino
Italiana di Commercio e Industria. Dopo gli incontri formali con le
Istituzioni governative ed industriali della Tunisia e
l'Ambasciatore Italiano in Tunisia, la delegazione calabrese ha
iniziato le visite specifiche previste dal ricco programma di
appuntamenti, compresi singoli confronti tra aziende operanti nel
medesimo settore. Nel corso delle visite e' emersa la piena
soddisfazione da parte degli interlocutori tunisini nell'incontrare
una missione congiunta economica-scientifica, una particolarita' che
e' stata molto apprezzata soprattutto nel corso degli incontri
tecnici ai Poli di Competitivita' e Tecnologici di Bizerte,
Borjcedria e Sousse, nel corso dei quali la Regione, Unioncamere
Calabria, i docenti delle Universita' calabresi e gli imprenditori
hanno avuto modo di entrare in stretta sinergia con i colleghi
tunisini. Molti spunti interessanti sono emersi in questi giorni,
soprattutto per comprendere come avviare future azioni di
partenariato economico-scienfitico con le imprese tunisine,
fortemente interessate ad azioni congiunte con la Calabria,
soprattutto per via di una maggiore competitivita' del sistema
formativo nel campo della ricerca. L'interesse maggiore e' giunto
dall'organizzazione tunisina all'interno dei Poli di Competitivita',
una sorta di incubatori di imprese che garantiscono l'avvio piu'
semplice di attivita' imprenditoriali in Tunisia, sfruttando i
numerosi incentivi economici garantiti dal nuovo corso tunisino. Dai
numerosi contatti sono gia' emerse diverse proposte di partenariato,
sia a livello istutuzionale, in ambito alla mobilita' studentesca,
ma soprattutto imprenditoriale-scientifico, molte delle quali legate
alle innovazioni tecnologiche. Strategico in questo caso potra'
essere il supporto della Camera Tunisino Italiana di Commercio e
Industria, interlocutore molto accreditato sul territorio. Della
delegazione calabrese presente in Tunisia hanno fatto parte l'Unical
(Laboratorio di Geografia) e l'Incubatore delle Imprese Technest, la
Mediterranea dipartimento Distafa sez. Meccanica, la ditta Muraca,
la Deltamobili, la Triano, la Conferedazione Europea Piccole
Imprese, la Fiorillo Srl, Caffe' Mauro. Successivamente per la
delegazione calabrese si e' trasferita in Marocco, e si sono
aggiunte la ditta Metal Sud, Energia & Servizi, Progeotech e la
Calme Spa.
'NDRANGHETA: PG CATANZARO, PATRIMONI ILLECITI CANCRO ECONOMIA
Catanzaro, 1 dic. - "Tutta la magistratura requirente del distretto
e' impegnata per garantire alla societa' civile lo sviluppo sano del
territorio, aggredendo i patrimoni illeciti che sono il cancro per
la libera circolazione dei beni e per la libera iniziativa, scevra
di comportamenti estorsivi nei confronti di persone che vogliono
lavorare bene". Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro,
Santi Consolo, nel corso della conferenza stampa che si e' svolta
stamani sulla confisca di beni per un valore di trenta milioni di
euro ai danni di un imprenditore crotonese. Il procuratore generale
ha sottolineato che in questi giorni "le nove procure del distretto,
la Procura generale e la Procura nazionale antimafia sono pervenuti
ad un protocollo d'intesa per razionalizzare le attivita' di
contrasto ai patrimoni illeciti". La Procura generale di Catanzaro,
ha spiegato, ha messo in piedi un vero e proprio "progetto
organizzativo" con un gruppo di lavoro affidato al sostituto
procuratore generale Domenico Prestinenzi un'attivita' di
coordinamento che coinvolge tutte le forze dell'ordine. Il
procuratore generale Consolo ha ribadito che "le misure di
prevenzione patrimoniale costituiscono la strategia di contrasto"
alla criminalita' organizzata. In questa direzione, ieri, si e'
tenuto in vertice tra la magistratura del distretto e le forze
dell'ordine durante il quale, ha aggiunto Consolo, "si e' registrata
armonia di intenti che si tradurra' nella circolazione delle
comunicazioni, perche' con l'attivita' sinergica si possono
realizzare risultati soddisfacenti".
TRASPORTI: MANCINI, AMMESSO PROGETTO NUOVO AEROPORTO LAMEZIA TERME
Catanzaro, 1 dic. - La Commissione Europea ha ritenuto "ammissibile"
il progetto "Nuova aerostazione di Lamezia Terme" presentato -
informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - dal Dipartimento
regionale Programmazione Nazionale e Comunitaria, guidato
dall'assessore Giacomo Mancini. Il progetto prevede un investimento
complessivo di 63 milioni di euro, dei quali 43 riferibili a fondi
comunitari. La sua realizzazione consentira' all'aeroporto di
Lamezia Terme, che gia' rappresenta un nodo centrale per lo sviluppo
dell'economia calabrese e che e' in costante crescita sia riguardo
al trasporto passeggeri sia riguardo al trasporto merci, di essere
ampliato ed ammodernato, adeguando le sue strutture alle crescenti
esigenze del traffico aereo nazionale ed internazionale. L'assessore
Mancini esprime enorme soddisfazione per il nuovo obiettivo
raggiunto dal Dipartimento Programmazione, che si aggiunge ad altri
progetti destinati ad implementare concretamente e pesantemente la
rete delle infrastrutture della Calabria. "Il Progetto della nuova
aerostazione di Lamezia Terme - dichiara Mancini - s'inquadra in un
programma pluriennale d'interventi volti al potenziamento ed
all'ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali, per
accompagnare in maniera congruente la crescita di traffico prevista
sull'aeroporto di Lamezia Terme. Infatti - prosegue l'assessore alla
Programmazione - la nuova aerostazione avra' una capacita' di 3,5
milioni di passeggeri con standard internazionali di confort in
tutte le sue dotazioni". Secondo Mancini "si tratta un altro esempio
di come la Regione abbia intenzione di invertire la tendenza del
passato, quella degli interventi a pioggia che raramente hanno
inciso concretamente sulla realta' economica e sociale della
Calabria, puntando invece su grandi opere infrastrutturali capaci di
cambiare davvero il volto di questa regione e di sollecitare
efficacemente lo sviluppo della nostra economia. E' questa,
d'altronde - sottolinea infine l'assessore Mancini - la linea che la
Giunta regionale guidata dal presidente Scopelliti si e' imposta sin
dall'inizio e che, quindi, rappresenta la stella polare in tutte le
scelte dell'Esecutivo".
