Lamezia: De Fazio non diffamò Panedigrano, gip archivia

Roma – “Non si ravvisano, nella condotta dell’indagato, gli elementi costitutivi del delitto di diffamazione. La frase pubblicata sulla testata on line, deve essere, infatti, inserita nel contesto della discussione, a carattere politico, relativa alla chiusura del carcere di Lamezia Terme. Come risulta dagli atti, la dichiarazione del De Fazio veniva pubblicata in risposta ad un recente comunicato in cui il Panedigrano sosteneva le ragioni della riapertura del suddetto istituto penitenziario. Sussiste il presupposto per l’esercizio del diritto di critica, così come individuato dalla giurisprudenza, ovvero la continenza, dovendosi escludere che i toni utilizzati, per quanto forti, siano gravemente infamanti e gratuiti, essendo, invece, comunque pertinenti al tema in discussione. … …”.

Con questa motivazione il GIP presso il Tribunale di Lamezia Terme, aderendo alla richiesta del PM, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale iscritto a carico del Segretario Nazionale della UILPA Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, difeso dall’Avvocato Fernanda Gigliotti, a seguito della querela sporta dall’avvocato lametino Nicolino Panedigrano.

Il tutto ebbe origine nel febbraio 2015, quando in occasione di una visita sui luoghi di lavoro della Casa Circondariale di Catanzaro condotta dalla UIL, con la presenza, fra gli altri, del Segretario Generale Confederale Carmelo Barbagallo, si innescò una querelle tra l’avvocato Nicolino Panedigrano, all’epoca possibile candidato alle primarie del centro-sinistra per l’individuazione del candidato a sindaco della città di Lamezia Terme, ed il Segretario Nazionale della UILPA Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio.

In proposito De Fazio dichiara:“da uomo di giustizia, e che nella giustizia ripone incondizionata fiducia, non posso che essere soddisfatto della decisione del GIP che pone fine ad una querelle nella quale non sarei mai voluto trovarmi e nella quale sono stato costretto a entrare, mio malgrado, solo per ripristinare, quantomeno, la mia verità dopo essere stato tirato in ballo in relazione aun comunicato che non era stato redatto da me e in cui neppure comparivo. Peraltro, il mio ruolo sindacale ed il mandato conferitomi dagli iscritti mi impongono di impiegare il mio tempo in questioni ben più pregnanti e meritevoli di impegno e attenzione che non in futili polemiche spesso fini e loro stesse. Ringrazio l’Avvocato e l’amica Fernanda Gigliotti per l’opera professionale e la vicinanza dimostratami”.