Lamezia: caso promoter Vincenzo Torchia, nominato dalla procura il perito

Torchia600x400-webLamezia Terme – Si torna a parlare della presunta truffa operata da parte del promoter finanziario di Banca Fideuram Vincenzo Torchia: questa mattina infatti é stato affidato l’incarico al perito della
Procura della Repubblica di Lamezia Terme per l’effettuazione dell’accertamento tecnico irripetibile del contenuto di alcuni dispositivi informatici rinvenuti nel corso delle perquisizioni effettuate a Lamezia Terme, Decollatura, Catanzaro, Ricadi e Roma. L’operazione consistente in “copia dei dispositivi in sequestro ed acquisizione del contenuto di pc, tablet e telefoni in sequestro. A fare questi accertamenti sara’ un tecnico di Catanzaro che inizierà gli accertamenti fra due giorni per poi consegnare fra 60 gironi le risultanze informatiche utili ai fini delle indagini. Davanti al magistrato si sono presentati i difensori di Condina, l’avvocato Tiziana D’Agosto e di Adamo difeso dagli avvocati Carlo Guarnieri di Cosena e Claudio Grassi di Catania che hanno indicato i consulnti di  parte. Assente il principale protagonista della truffa, Vicenzo Torchia che non ha indicato nessun tecnico a sua difesa. Presenti anche molti avvocati della vittime.
Tutto ciò è quanto disposto dal pubblico ministero che sta indagando sulla presunta truffa sulla base dei verbali di perquisizione eseguite nel marzo scorso nonché la richiesta di accertamento tecnico, anche irripetibile, sui dispositivi informatici in sequestro depositata dal  Nucleo di Polizia Tributaria in data 3 aprile 2017.
In quella circostanza gli uomini della Guardia di Finanza di Catanzaro, sotto le direttive del gdfFoto-sequestrolameziaProcuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e del sostituto procuratore Giulia Maria Scavello, eseguirono diverse perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta sulla truffa messa un atto da un ex promotore finanziario, a carico di diverse persone. Tra i luoghi visitati anche la sede Fideuram di Lamezia Terme. Le operazioni portarono al sequestro di diversi computer, smartphone, documentazione varia, una ventina di carte di credito e 6.000 euro in contanti, di cui la meta’ occultata perfino in una confezione di detersivo in polvere. Sul registro degli indagati, oltre a Vincenzo Torchia, di 48 anni, autore del raggiro, sono finiti anche il cognato, Gianluca Condina di Lamezia Terme, e l’ex collega dell’agente, Santo Adamo di Decollatura (Cz), accusati a vario titolo di truffa aggravata e autoriciclaggio.
La vicenda delle truffe dell’ormai ex promoter Fideuram di Lamezia Terme (CZ), perpetrata in danno dei risparmiatori, era scoppiata lo scorso autunno e alcuni mesi fa era salita anche alla ribalta nazionale grazie a una trasmissione televisiva delle reti Rai. Le indagini sono state avviate a seguito di numerose denunce da parte di clienti di Banca Fideuram, filiale di Lamezia Terme, che avevano affidato i risparmi ad un promoter senza dubitare della sua competenza e onestà e spesso in virtu’ di rapporti personali e di fiducia consolidati nel tempo. I clienti, accortisi di ingenti ammanchi di denaro dai loro conti corrente, si erano rivolti alla magistratura e alla Guardia di Finanza lametina per fare luce sull’accaduto.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Vincenzo Torchia, dopo essersi impossessato indebitamente del denaro di un centinaio di risparmiatori, convinti di averlo investito in prodotti finanziari, avrebbe movimentato il profitto delle truffe, mediante numerose carte di credito prepagate e operazioni di home banking, allo scopo di renderne difficoltosa l’individuazione. In alcuni casi, una parte di denaro sarebbe stata veicolata su conti esteri anche con sede in paesi a fiscalita’ privilegiata. Il promotore avrebbe movimentato oltre 3 milioni di euro provento di truffa, riuscendo nel tempo ad ingannare i risparmiatori e fornendo loro false rendicontazioni o spostando, di volta in volta, a seconda della necessita’, del denaro sui loro conti per rendere credibili i frutti degli investimenti.
imageIl caso il 13 marzo scorso e’ approdato nuovamente sulla rete nazionale Rai 3, nel corso della trasmissione “Mi manda Rai 3”, anche con un collegamento diretto da Lamezia Terme, dall’isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera, dove gli ultimi sviluppi giudiziari sulla vicenda, che ha portato alla luce una serie di condotte presumibilmente fraudolente tenute dal promoter finanziario di Banca Fideuram di Lamezia Terme e denunciate dalle vittime, hanno accesso nuovamente i riflettori nazionali sull’accaduto.
Infatti in Banca Fideuram, tramite il promotore finanziario Vincenzo Torchia, la famiglia Gentile ha investito 80.000,00 euro, la famiglia Caruso 35.000,00 euro, il signor Pierluigi 60.000,00 euro, la signora Grazia più di 100.000,00 euro, ma oggi i loro conti non tornano e i risparmi di tante vite sono spariti.
Tanto emerge dai racconti dei numerosi truffati che ieri sera si sono ritrovati su una delle vie principali di Lamezia Terme, per partecipare in diretta alla puntata di Mi Manda Raitre e portare la loro testimonianza sui raggiri e le perdite subite.
Dallo studio televisivo gli interventi dei signori Vecchi e Villella e del legale Avv. Domenico Villella. Dalla piazza i signori Gaetano, Grutteria, Gentile, Caruso e tanti altri denuncianti che raccontano di aver investito fidandosi della figura del promotore finanziario, che personalmente conoscevano da decenni, e della Banca Fideuram ritenuta un istituto serio e solido. A volte i soldi venivano versati in contanti, altre volte con assegni, ricevendo dal promoter Torchia sempre una ricevuta di versamento, una vera e propria distinta col nome del promotore e su modulistica intestata Banca Fideuram.
Dai racconti degli intervenuti emerge, altresì, che alcune operazioni sarebbero state torchia-rai3-2effettuate per conto di soggetti già defunti, mediante l’uso di firme false e comunque differenti da quelle originali apposte sui contratti di apertura o sulle prime operazioni.
Presenti all’incontro gli avvocati Raffaele Rizzuti, Tonino Barberio, Domenico Folino e Rosario Perri, che hanno reclamato un atteggiamento maggiormente responsabile da parte di Banca Fideuram nei confronti dei clienti.
Al momento si contano circa 3 milioni di euro spariti nel nulla e tante famiglie piene di disperazione e rabbia, che sperano ancora di recuperare quanto al momento perduto.
Il caso è venuto alla luce nello scorso settembre a seguito di numerose  denunce da parte di clienti di Banca Fideuram, filiale di Lamezia Terme, secondo i quali l’ex promoter finanziario si sarebbe impossessato di somme di denaro che loro stessi gli avevano affidato.

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