Lamezia: fermi finanziamenti a favore del terzo settore

Lamezia Terme – È stata una settimana intensa per il Forum Territoriale del Terzo Settore Lametino-Reventino, impegnato a rafforzare la rete e nel sollecitare la necessità dell’attuazione della Legge 328/2000, “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.
Costituito da 88 realtà associative e circa 5.000 singoli aderenti, il Forum Territoriale sottolinea l’emergenza di un proprio diretto coinvolgimento all’interno delle pubblica amministrazione: una partecipazione che, come previsto dalla Riforma degli Enti del Terzo Settore, gli consenta di assumere un ruolo attivo nella co-programmazione, nella co-progettazione e nella co-gestione per il sociale.
Su questa tematica centrale, e nello specifico sul mancato avvio dei finanziamenti stanziati per il SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva Lamezia Terme 2.950.924), dal decreto ministeriale n.239.28-06-2017, era stato chiesto un incontro, fissato per giorno 28 febbraio 2018 presso gli Uffici Servizi Sociali di Lamezia Terme e per il quale era stata comunicata la partecipazione dei Commissari Prefettizi del Comune di Lamezia Terme e del Dirigente Polizia Locale, Salvatore Zucco. All’appuntamento, però, questi ultimi non erano presenti, delegando la Responsabile Ufficio di Piano, Paola Amato e il personale dei servizi sociali.
Sotto la guida della portavoce Graziella Catozza, la rappresentanza del Forum Territoriale del Terzo Settore Lametino-Reventino, costituita dal presidente dei garanti Antonio Mangiafave, da Silvana Sacco, presidente “Anteas Lametia” e da Bianca Lillo, “Donne e Futuro”, ha avuto modo di richiedere chiarimenti circa il ritardo, da parte dell’Amministrazione, nella messa in funzione della Riforma. Si riferisce che l’attività di programmazione non è ancora stata intrapresa e che è in atto, al momento, una fase di acquisizione dei dati prima dell’avvio.
Il Comune di Lamezia Terme ha fissato a sorpresa scadenze imminenti riguardanti l’attività di monitoraggio, è un lavoro assai complesso e importante, attraverso il quale il Forum Territoriale cercherà di individuare al suo interno le competenze eminenti, proponendoli per ciascuna categoria social, obbligatorio anche per l’accesso ai fondi pubblici da parte delle associazioni.
“È essenziale che ci sia un dialogo per la gestione e la valorizzazione della vita dei cittadini – tende a ribadire la Dottoressa Catozza – la legge conferma che noi dobbiamo essere presenti come rappresentanza, invece la sensazione, allo stato attuale, è ancora di essere tagliati fuori”.
È in atto una campagna di sensibilizzazione mirata a stabilire nuove alleanze per portare avanti le istanze dei più deboli. Il 2 marzo 2018, per la prima volta, il Forum Territoriale del Terzo Settore Lametino-Reventino ha incontrato i sindacati di categoria, presso la Biblioteca Comunale di Lamezia Terme. A prender parte alla riunione, voluta dal Terzo Settore: Zannino CISL, Scalise CGIL, Mastroianni UIL. Anche loro saranno attori della Riforma. Si è così avviata una collaborazione su alcune problematiche sociali, affinché, attraverso un preventivo lavoro comune, queste siano rappresentate con maggior forza sui tavoli amministrativi. Tra le questioni affrontate anche quella relativa alla carenza di personale nell’ambito dei servizi sociali dei comuni, un vuoto che, inevitabilmente, rallenta le procedure.
Dati statistici ci segnalano che la povertà negli ultimi anni è notevolmente aumentata in Italia, al Sud rappresenta addirittura il 45,3% di tutta la Nazione. Chi quotidianamente, senza filtri burocratici ma mettendoci faccia e braccia, opera su situazioni di disagio, spesso vergognose ed umanamente inaccettabili proprio a causa di mancato o di un fatale intervento politico, ha per legge il diritto d’essere coinvolto attivamente nei percorsi amministrativi e potrebbe produrre un notevole arricchimento nell’intento di risolvere le problematiche sociali. Ciò ovviamente richiede competenze da parte del Terzo Settore e presuppone trasparenza, da entrambe le parti.
La Calabria e la Basilicata sono state le ultime regioni ad accogliere la Riforma del Welfare. Nella nostra regione questa è stata recepita nel 2003 ma è ancora in fase d’avvio, con un ritardo di quasi diciott’anni. I comuni fanno fatica a organizzarsi secondo le direttive emanate della Regione Calabria. Quanto tardiva sarà la semina, tanto tardiva sarà la raccolta dei suoi frutti. Nell’attesa saranno i più deboli della società, come al solito, a farne le spese.
Roberta Gigliotti, Progetto Gedeone