Lamezia: Curcio dietro chiunque operi per lo Stato, c’è sempre lo Stato

Lamezia Terme – “Dietro ogni carabiniere, dietro ogni poliziotto, dietro ogni finanziere, dietro chiunque operi per lo Stato, c’è sempre lo Stato” evidenziando che nessuna di queste persone sarà mai lasciata sola e dovrà prevenirsi assolutamente ogni possibile idea di pensare che colpendo un servitore dello stato si possa bloccare l’azione investigativa, giudiziaria o generale dello Stato”, questo il messaggio che il Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, ha lanciato ieri nel corso della conferenza stampa indetta a seguito dell’operazione “zona franca”, portata avanti dalla Procura di Lamezia Terme, con l’impegno costante del p.m. Marta Agostini in collaborazione con i militari del Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme, supportati dal Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e da personale della Compagnia di Intervento Operativo del Battaglione Calabria e da unità cinofile, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lamezia Terme.
Sono 8 gli indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90), detenzione, porto e utilizzo di ordigni esplosivi (artt. 2, 4 e 6 L. 865/67), detenzione illegale di armi (artt. 2 e 7 L. 865/67) e furto aggravato (artt. 624 e 625 C.P.) e per 2 di loro, FIORENZA NAIDEN e OTTAVIO STRANIERI è scattata la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri 6, ILARIO CATROPPA, MARIO GIGLIOTTI, LUIGI GIGLIOTTI, OGUZ GUZEL, PIERFRANCESCO NICOTERA e GIANCARLO MASCARO gli arresti domiciliari.
La complessa indagine del Nucleo Investigativo del Gruppo e della Compagnia di Lamezia Terme, condotta tra maggio 2017 e gennaio 2018, ha permesso di documentare l’esistenza di una “zona franca” di spaccio divenuta riferimento per tutto il comprensorio territoriale e mesi di intercettazioni, riascolti, servizi di appostamento e di riscontro hanno permesso di documentare gli appuntamenti in cui si parlava di droga, di prezzi, di dosi e laddove “Ci vediamo per una “birretta..”, era il segno e la parola d’ordine per incontrarsi e gestire i traffici illeciti.
L’attività investigativa consentiva altresì il rinvenimento, presso l’abitazione del Naiden, di un vero e proprio “libro mastro” sul quale erano segnati nomi di suoi collaboratori, conti dei suoi traffici e luoghi d’incontro.
Il Naiden, in tale situazione, sentendo la continua pressione preventiva e repressiva messa in atto dai Carabinieri della Stazione di Pianopoli, incaricava il suo fidato Stranieri Ottavio, affinché facesse esplodere un ordigno rudimentale nei pressi della Caserma di Pianopoli, stante il nutrito rancore nei confronti del Comandante della Caserma, Luogotenente Carchidi.
In tale contesto, si delineava un quadro ancor più allarmante dato dalla disponibilità, da parte degli indagati, di armi da fuoco.
A margine di questi arresti i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria G.I.C.O. di Catanzaro, eseguivano un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 350.000 euro relativo ad un’attività commerciale attiva nella piana lametina, l’autocarrozzeria “New All Car”, attività commerciale esercitata di fatto dai fratelli Trovato, per il tramite di Cimino Monica, moglie di Trovato Luigi e formale intestataria delle quote societarie, avvalendosi altresì del “prestanome” dei Trovato, Molinaro Angelo.
Due provvedimenti che scaturiscono da un unico procedimento penale, emessi però in due momenti diversi, e che vedono in Gigliotti Mario il trait d’union, avendo il soggetto, incensurato ma di interesse in virtù dei suoi rapporti qualificati con soggetti pregiudicati, alcuni dei quali agli arresti domiciliari, intrattenuto altresì rapporti con la famiglia Trovato e il Molinaro Angelo.
Mara Larussa