Lamezia: Grandinetti, “basta chiedere l’elemosina per tutto”

Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo riflessione politica di Francesco Grandinetti, già presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, sulle ultime vicende che stanno caratterizzando la vita politica – amministrativa in vista delle feste patronali e non solo. Ecco il testo a cura di Grandinetti: “Lamezia non merita di chiedere sempre l’elemosina per ogni cosa. Un giorno per il riconoscimento mancato della provincia, un giorno per l’ospedale, un giorno per il carcere, per il tribunale, per l’università, ed oggi addirittura richieste interne per fare una festa, anzi la vera festa di Lamezia, Sant’Antonio e San Francesco.
Non siamo esseri da emarginare. Avere sciolto un consiglio comunale per probabili infiltrazioni mafiose non ci accomuna a chi vive di mafia e malaffare. Lamezia è una città che, grazie al lavoro incessante della Procura del Tribunale e delle forze dell’ordine è stata ed è un esempio per tutta l’ Italia per come ha dato un duro colpo all’’ndrangheta locale enonsolo senza paura e con i pochi mezzi a disposizone.
Siamo lametini e persone per bene con i nostri diritti sacrosanti da ottenere senza chiedere sempre l’elemosina. I teatri sono nostri, gli impianti sportivi sono nostri, le feste ci appartengono, non sono dell’apparato burocratico e politico che di volta in volta ci “governa” incurante delle esigenze della gente. Se ci sono state inadempienze che hanno determinato la chiusura di strutture i Commissari denuncino chi le ha commesse, siano essi i politici o i burocrati di turno. Se non si sono previsti piani di emergenza e sicurezza per favorire la creazione delle feste in città per come si è sempre fatto, si denunci e si faccia pagare chi non ha provveduto in tempo. Deve finire la stagione di chi comanda e di chi deve obbedire. I commissari sono stati inviati a Lamezia per sostituire chi ha governato prima di loro non per sostituirsi al volere popolare. Il Ministero degli Interni non ha voluto punire i cittadini lametini, ma ha sentito il dovere di cautelarli.
Oggi abbiamo due deputati lametini d’Ippolito Pino e Furgiulee fortunatamente fanno parte della maggioranza gialloverde di Governo. Oggi non abbiamo alibi. Oggi non dobbiamo sperare che falliscano per bieche manovre politiche. Oggi dobbiamo chiedere loro di valutare insieme a noi tutti lametini, indipendentemente dai nostri colori politici, quali sono gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere in questi prossimianni di governo. Evidenziamo loro quali sono i problemi veri della famiglielametine, degli imprenditori strozzati dalla morsa delle banche e costretti a “mercati illeciti paralleli” per tentare disperatamente di sopravvivere. Chiediamo loro di mettere mano ai sistemi borbonici delle segnalazione al Crif e alla Centrali rischi della banca d’Italia che impediscono l’accesso al credito anche per un bollettino non pagato di 100 euro e che ti lasciano iscritto per anni anche se paghi il tuo debito. Chiediamo loro di entrare nei meccanismi delle nostre famiglie dove la mancanza di lavoro non è un ripiego per avere il reddito di cittadinanza, ma una cruda realtà a cui si deve dare conto. Io non sono cosi importante e preparato per chiedervi da dove prenderete i soldi, ma mi basta, al momento che voi tentiate di fare senza ipocrisia ciò che si è promesso perché è già tanto aver pensato di risolvere i piccoli/grandi problemi delle persone.Chiediamo di stare attenti a non permettere che da fuori Lamezia si cerchi di modificare la linea ferroviaria per Catanzaro rendendola una direttissima Aeroporto Capoluogo emarginando Lamezia. Insomma ci sono ancora parecchi mesi prima delle nuove elezioni amministrativi e bisogna darsi da fare per non far decadere la nostra città nel “nulla”.
Io sono stato a capo inter pares di un movimento “lameziaprovinciaenonsolo” che anche se sembra dormiente vive ancora negli animi di molti che attendono solo di avere di nuovo solleticato quel sentimento di riscatto della nostra città. Chiedo che ognuno di noi rifletta in cuor suo se è giusto lasciare che le cose vadano così o se sia più giusto dire basta e reagire. Il tempo farà il resto”.