Lamezia: Gianturco, “l’area di Caronte porterebbe ricchezza”

Lamezia Terme – Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità “la medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’Occidente e in tal senso è da considerarsi una medicina tradizionale”. Lo scrive in una lunga e articolata riflessione politica l’ex consigliere comunale ed esponente di Fratelli d’Italia, Mimmo Gianturco, che in una nota evidenza l’importanza che l’area di Caronte potrebbe portare a tutto il territorio.
“Le terme – prosegue Gianturco – oltre ad essere uno strumento terapeutico, sono da considerarsi un elemento portante del nostro “stare bene”. Come evidenziato dal Ministero della Salute il termalismo va inquadrato non solo in termini di efficacia terapeutica, ma anche di prevenzione e di mantenimento ottimale dello stato di salute e benessere. Si tratta di passare da una ‘concezione statica’ dello stabilimento termale (legata solo al termalismo terapeutico) a una ‘concezione dinamica’ di percorso termale, nel senso più ampio di wellness e di educazione verso gli stili di vita salutari. Ciò significa che vi è un business sul turismo termale.Nel corso del 2017 si è insediato presso il Ministero della Salute, nell’ambito del “Documento di programmazione e sviluppo 2016-2018”, un “Tavolo Tecnico sul Termalismo” al fine di individuare proposte e soluzioni atte a dare nuovo impulso al settore termale”.
Per Gianturco, quindi, “vien da sè che Lamezia Terme ha una enorme potenzialità territoriale. Lamezia Terme deve essere la città delle Terme, come hanno fatto una moltitudine di città in Italia ed in Europa. A mio avviso dobbiamo pensare ad un progetto complesso che, nel rivalutare le Terme di Caronte, dovrà contribuire ad una rivitalizzazione del territorio e dell’economia lametina nel suo complesso. La nostra idea di “progetto” prevede una serie di iniziative finalizzate a salvaguardare e valorizzare il patrimonio lametino (le terme) con investimenti specifici o riconversioni strategicamente mirati. È strettamente necessario promuovere la fruizione e valorizzazione delle molteplici risorse presenti all’interno del territorio di Lamezia, con particolare attenzione al sito archeologico di Terina, ai Centri Storici della città ed ai suoi dintorni. Nello stesso tempo la soluzione progettuale deve sostenersi efficacemente e con ritorni economici sull’economia locale, migliorando la qualità ambientale di tutta la città. Senza tralasciare la possibilità di promuovere il perfezionamento professionale del personale sanitario paramedico e lo sviluppo della formazione del personale tecnico e manageriale operante nel comparto turistico termale di Lamezia Terme”.
“È un progetto di territorio importante – aggiunge ancora – pur essendo necessario mantenere distinti l’ambito strategico-programmatorio con l’ambito tecnico-economico è opportuno però creare le dovute sinergie e l’individuazione degli strumenti più appropriati per lo sviluppo di entrambi gli ambiti che confluiscono nel nuovo concetto di termalismo. Quest’ultimo implica risposte più veloci dagli stakeholder territoriali (Regione, Comune, Organizzazioni sindacali e di categoria, aziende ed imprese del settore) legati all’ambiente termale e la valorizzazione delle peculiarità della nostra città, considerando anche il coinvolgimento di protagonisti e competenze ampie e diversificate. Il Programma Operativo Regionale della Calabria FESR – FSE 2014-2020, ad esempio, prevede linee ed azioni attraverso le quali è possibile avviare la verifica della disponibilità per la richiesta di finanziamenti”.
In merito ai risultati dello studio relativo al “Progetto interregionale Terme d’Italia” dichiara infine Gianturco “emerge come l’Italia (insieme alla Germania) sia il paese europeo che vanta il maggior numero di aziende termali, comprese aziende che, pur erogando trattamenti crenoterapici (bagni, fanghi, inalazioni, ecc.), esercitano quale attività principale la ricezione alberghiera o l’assistenza ambulatoriale. Dalle elaborazioni effettuate sui flussi turistici dell’ISTAT emerge come nel periodo 2008-2015 sia aumentato il numero dei turisti che soggiorna negli alberghi delle località termali (+15,3%), mentre dall’altro si sia ridotta la durata media dei soggiorni (a cica 3 giorni). Ciò perché si va affermando sempre di più un tipo di turismo “mordi e fuggi”, fatto di brevi periodi di soggiorno distribuiti nell’arco dell’anno. Lamezia Terme deve puntare alla cattura di questo segmento di domanda turistica grazie alla multimodalità dei servizi presenti sul territorio (aeroporto, stazione ferroviaria, autostrada A2), e non utilizzare solo questi temi in campagna elettorale”.