Caos Pd, Renzi sfida big. Lega e M5s guardano ai dem

Roma  – In attesa di capire cosa accadra’ nel Pd e quale sara’ la linea in vista dell’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato e, soprattutto, delle consultazioni al Colle per la formazione di un nuovo governo, tra i dem e’ gia’ iniziata la resa dei conti, con i big che si affrettano a smentire l’intenzione di voler ‘trattare’ con i 5 stelle e il segretario dimissionario, Matteo Renzi, che lancia la sfida: “Per me il Pd deve stare dove l’hanno messo i cittadini, all’opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedi’ prossimo o nei gruppi parlamentari. Senza astio, senza insulti, senza polemiche: chi vuole portare il Pd a sostenere le destre o il Cinque Stelle lo dica. Personalmente penso che sarebbe un clamoroso e tragico errore”. Quindi, Renzi chiede una tregua su se stesso: “Le elezioni sono finite, il Pd ha perso, occorre voltare pagina. Per questo lascio la guida del partito. Non capisco le polemiche interne di queste ore. Ancora litigare? Ancora attaccare me?”. quindi, a chi lo accusa di aver dato dimissioni finte, il leader dem garantisce: “Io ho gia’ detto cosa faro’, il parlamentare semplice”. La corsa alla guida del Pd e’ di fatto gia’ iniziata: anche se non vi fa alcun riferimento, scende in campo Carlo calenda che annuncia via twitter l’intenzione di prendere la tessere. ed e’ subito un tripudio di “benevnuto”, a partire dal premier Paolo Gentiloni. Oggi e’ anche la giornata dei big dem, che precisano la loro posizione: “Sono disposto a dare una mano se serve, non sono qui a sgomitare, anche perche’ non ho piu’ l’eta’ per cercare un posto”, spiega Sergio Chiamaparino, il cui nome circola tra i papabili candidati alla segreteria. Michele Emiliano torna ad insistere sul sostegno a un esecutivo pentastellato: “Il Paese non ha possibilita’ di attendere lunghe trattative, si deve sapere subito che il Pd sosterra’ lo sforzo di governo del M5s”. Dario Franceschini mette in chiaro: “non ho mai pensato sia possibile fare un governo con 5 stelle, e tantomeno con la destra”. per il presidente dem, Matteo Orfini, “sarebbe irresponsabile” appoggiare un governo con gli estremisti. Anche Maurizio Martina chiarisce: “Gli elettori ci hanno dato un segnale inequivocabile e dopo cinque anni di governo, oggi, tocca ad altri l’onore e l’onore di guidare l’Italia. Bisogna che la nostra discussione sia all’altezza del problema e non degeneri in sterili polemiche inconcludenti”.

Infine, il leader della minoranza dem, Andrea Orlando, fissa alcuni punti: “E’ chiaro che la colpa di una sconfitta cosi’ non e’ addossabile solo a Renzi. Quindi, non bastera’ solo cambiare il segretario per risolvere i nostri problemi”. In secondo luogo, “evitiamo le barzellette: il momento e’ serio, non ci sono governisti a tutti i costi ne’ fautori dell’opposizione, duri e puri, in costante presidio contro gli inciuci”.
Sul fonte dei vincitori, invece, iniziano le mosse di ‘avvicinamento’ e ‘abboccamento’. E al di la’ delle dichiarazioni ufficiali, sia i 5 stelle che il centrodestra guardano al Pd ‘derenzizzato’ per tentare di avere i numeri necessari a dar vita ad un governo. Una lista di circa 10 punti programmatici da proporre agli altri partiti e’ l’idea sul tavolo di Luigi Di Maio. Il Movimento, si apprende da fonti autorevoli pentastellate, continua a guardare al Pd, a patto che sia orfano di Matteo Renzi: sono in tanti tra i 5 stelle a dire che si preferirebbe un dialogo con il centrosinistra. Ma cio’ che emerge con ancor piu’ nettezza, almeno ad oggi, e’ l’orientamento a rifiutare un’intesa con la Lega di Matteo Salvini. Il quale, a sua volta, guarda ai dem: “Renzi e’ vittima della sua arroganza. Peccato, perche’ c’e’ una tradizione di sinistra che non vota o che guarda alla Lega e cercheremo di raccogliere queste forze”. Quindi spega come si muovera’: “Non facciamo accordi partitici o politici, noi abbiamo un programma: chi condivide programma ci sta bene”. Spariglia le carte il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, che dice: “attenzione, Salvini ha escluso ipotesi di un governo tra Lega e 5 stelle”, mentre un governo “centrodestra e cinque stelle sarebbe tutta un’altra storia”. Infine, dopo giorni di silenzio, torna a parlare Silvio Berlusconi: “confermo che nel rispetto verso gli alleati e nel rispetto dei patti intercorsi rimango leader di FI, saro’ il regista del centrodestra, saro’ il garante della compattezza della coalizione”.