SANITA': SINDACO LAMEZIA, DIFESA LA DIGNITA' DEI COMUNI
Catanzaro, 4 feb. - La riunione della conferenza dei sindaci
dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, svoltasi ieri nella
sala consiliare di Palazzo de Nobili nella citta' capoluogo, alla
quale erano presenti numerosi comuni della provincia di Catanzaro,
convocata congiuntamente dal commissario prefettizio, Giuseppina Di
Rosa, e dal sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, conferma
quanto sostenuto in questi mesi dal sindaco di Lamezia. Nel corso
della riunione si e' eletto il comitato di rappresentanza, composto
dal Prefetto e dai sindaci di Lamezia, Soveria, Soverato e
Chiaravalle. Il ripristino della legalita' e di un corretto rapporto
tra organi istituzionali, che era il senso delle richieste avanzate
dal sindaco di Lamezia e dagli altri sindaci del comprensorio, sono
cosi' stati confermati e ribaditi. L'organismo collettivo dei
sindaci non e' un organo da sottovalutare e di cui non tenere conto,
e tende non solo a difendere la dignita' del comune di Lamezia ma di
tutti i sindaci soprattutto dei comuni piu' piccoli che devono avere
sulla sanita' piu' potere collettivo. "Finalmente - ha commentato
Speranza - si e' fatto quello che si sarebbe dovuto fare e cioe'
convocare i sindaci della conferenza ed investire loro dei compiti e
delle funzioni riconosciute dalla legge. Solo chi pensa di occupare
le istituzioni sentendosene padrone puo' pensare di non tenere conto
dei diversi livelli istituzionali e del rispetto che a loro si deve.
La mia battaglia non e' mai stata contro qualcuno ma per affermare
la dignita' di tutti i sindaci ed il ruolo che loro compete nei
confronti della Regione, delle aziende sanitarie e di tutti gli
altri enti".
FARMACIE: FEDERFARMA CATANZARO, ASSORDANTE SILENZIO SU PAGAMENTI
Catanzaro, 4 feb. -
"Nulla e' cambiato nella situazione dei gravi ritardi di pagamento
che affliggono le farmacie della provincia di Catanzaro. Ma la
circostanza ancor piu' rilevante e' rappresentata dall''assordante
silenzio" della controparte pubblica sulla complessiva vicenda". Lo
afferma il presidente di Federfarma Catanzaro, Vincenzo Defilippo.
"Agli appelli inascoltati e gia' citati nella proclamazione della
agitazione dello scorso 30 gennaio - aggiunge - si deve infatti
aggiungere l'agitazione stessa che, nonostante l'adesione
totalitaria da parte dei farmacisti della provincia di Catanzaro,
non ha sortito alcun effetto nei confronti della controparte
pubblica. A seguito della agitazione non v'e' stata infatti alcuna
comunicazione da parte pubblica, ne' scritta ne' verbale ne' in
qualsiasi altra forma purche' conoscibile: nulla, silenzio assoluto.
E' evidente che tale atteggiamento, aldila' di ogni sua connotazione
etica, non puo' che essere molto preoccupante non solo per la nostra
categoria ma anche e soprattutto per la collettivita' tutta. La
proclamazione di una forma di agitazione e' sempre e comunque
manifestazione di uno stato di disagio, e come tale dovrebbe essere
interpretata e gestita da chi ha responsabilita' di governo".
"Rispondere al disagio legittimamente manifestato con il
silenzio ed il disinteresse - afferma ancora Defilippo - non e' un
segnale che lascia sereni coloro i quali sono soggetti attivi nella
erogazione del servizio di assistenza farmaceutica territoriale.
Sfugge infatti alla parte pubblica che nello svolgimento della loro
funzione professionale i farmacisti devono necessariamente avvalersi
di una organizzazione aziendale, della quale pure sono pienamente
responsabili, e che funziona con le stesse regole che il codice
civile stabilisce per ogni impresa. Dal complessivo quadro di tali
regole mi sia consentito desumerne una, nonostante io sia Farmacista
e certamente non giurista di impresa: non e' possibile per nessuna
impresa continuare a fornire prodotti ovvero erogare servizi ad uno
o piu' clienti che, sia pure ricevendo i prodotti ovvero usufruendo
dei servizi, regolarmente non paghino i corrispettivi convenuti alle
scadenze concordate e, sollecitati in ogni modo al riguardo, non
forniscano riscontro alcuno alle sollecitazioni ricevute. Le norme
in tema di esercizio di impresa bene estrinsecano tale concetto
quando addebitano all'imprenditore fallito la responsabilita' della
propria condotta di impresa. D'altro canto e' opportuno evidenziare
che il Farmacista titolare e' chiamato a svolgere un ruolo primario
nella erogazione del servizio di assistenza farmaceutica
territoriale, ruolo che ha sempre inteso onorare e che intende
continuare ad onorare. A costoro giunga un avviso e, allo stesso
tempo, un appello - conclude Defilippo - se non arriveranno
tempestive e solide rassicurazioni, nei prossimi giorni Federfarma
Catanzaro sara' anche costretta a programmare le necessarie
iniziative di protesta, anche con la sospensione dell'assistenza
diretta, e dei conseguenti disagi e disservizi, Regione e ASP
saranno chiamate a risponderne di fronte alla cittadinanza.
SANITA': VENERDI' RIUNIONE CONFERENZA SINDACO ASP CATANZARO
Catanzaro, 1 feb. - Si riunira' venerdi', nella sala consiliare del
Comune di Catanzaro, alle ore 12, la Conferenza dei Sindaci
dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. "La convocazione,
partita nei giorni scorsi, - si legge in una nota - e' stata inviata
a firma congiunta del Commissario Prefettizio della citta' di
Catanzaro, il Prefetto Di Rosa, e dal Sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza, nella sua qualita' di Vice Presidente protempore
della Conferenza, su carta intestata con i simboli delle due citta'
di Catanzaro e Lamezia Terme. La Conferenza - spiega la nota - ha
all'ordine del giorno lo svolgimento degli adempimenti previsti
dalla legge".
SANITA': MEDICI CATANZARO,CON TAGLIO POSTI LETTO RISCHIO TRACOLLO
Catanzaro, 1 feb. - L'ordine dei medici diCcatanzaro interviene sul
ridimensionamento posti letto all' Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio"
del capoluogo. "Il Consiglio Direttivo dell'ordine - si legge - ha
esaminato il decreto n. 136 contestualizzandolo nel quadro dei
precedenti provvedimenti di codesta gestione commissariale. Il
Consiglio Direttivo ritiene che dopo la drastica, e per molti versi
immotivata, diminuzione dei posti letto regionali per acuti, una
situazione ancora piu' grave e' stata determinata in provincia di
Catanzaro e nell'intera area centrale della Calabria. L'aver gravato
solo su quest'area infatti l'intera quota dei posti letto da
attribuire all'Azienda Ospedaliera Universitaria per le sue
legittime esigenze didattiche e di ricerca rivolte all'intera
regione, ha creato - secondo l'ordine - una riduzione di 128 letti
dell'Azienda Ospedaliera " Pugliese Ciaccio" (AOPC) di Catanzaro che
si aggiunge alla riduzione di 380 letti nell'area centrale della
Calabria. Lo stesso Decreto, che assegna all'Azienda Ospedaliera
Universitaria un ruolo prevalentemente rivolto alla cura delle
malattie-cronico-degenerative, non permette - si evidenzia - alla
stessa, in assenza di atti idonei all'integrazione tra le due
aziende, di supplire a tale contrazione di posti letto dell'AOPC la
cui attivita' e' rivolta prevalentemente al settore dell'urgenza-
emergenza. Con tale decisione l'attivita' dell' AOPC, che gia' e'
costretta ogni giorno ad accogliere decine di malati in
sovrannumero, finirebbe in un tracollo con conseguente drammatica
paralisi che determinerebbe il crollo dei Livelli Essenziali di
Assistenza dell'intero comprensorio fino a un vero e proprio
disastro sociale". L' ordine, si evidenzia, "non puo' non
sottolineare la gravita' di tale pericolo che coinvolge direttamente
la sicurezza dei cittadini e pone gli operatori tutti, e i Medici in
particolare, in una situazione insostenibile. Per tale ragione
chiede di incontrare con assoluta prioritaria sollecitudine codesta
gestione commissariale per un sereno esame della situazione e delle
possibili scelte alternative. In caso contrario questo Consiglio
Direttivo - conlude la nota - percorrera' ogni strada rivolta a
tutte le competenti istituzioni, da quella prefettizie a quelle
giudiziarie, al fine di ottenere la sostanziale modifica del
provvedimento".
SANITA': SCOPELLITI A ORLANDO, ORGANIZZAZIONE GIA' ATTIVATA
Catanzaro, 1 feb. - Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe
Scopelliti, con una nota dell'Ufficio Stampa della giunta, replica,
nella sua qualita' di commissario per l'attuazione del piano di
rientro, al presidente della commissione parlamentare d'inchiesta
sugli errori e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, che
gli aveva chiesto chiarimenti sullo stato d'attuazione del piano di
rientro dal deficit sanitario. "L'organizzazione sanitaria sul
territorio - spiega Scopelliti - e' gia' stata attivata con il DPGR
18/2010 validato dai Ministeri affiancanti e definito con il
supporto tecnico-specialistico di Agenas. Sono stato nominato
commissario ad acta per l'attuazione del Piano di Rientro dal
deficit sanitario - afferma Scopelliti - perche' i ministeri
vigilanti avevano accertato le inadempienze della precedente
gestione politica della Regione. Al Decreto 18/2010 sono seguiti
altri decreti attuativi per l'implementazione delle reti,
finalizzati ad assicurare i servizi sanitari sul territorio". "Quale
commissario ad acta - annuncia - riscontrero' le richieste del
Presidente Orlando, che nella sua qualita' e' sicuramente a
conoscenza della esecutivita' dei decreti commissariali cui si fa
riferimento, e che costituiscono un obbligo secondo quanto previsto
dagli adempimenti indicati nel piano di rientro. Nel ringraziare il
Presidente Orlando per la particolare attenzione che rivolge alla
nostra regione - conclude il governatore della Calabria Giuseppe
Scopelliti - ritengo che non mancheranno le occasioni per un
ulteriore confronto sullo stato di attuazione del Piano".
SANITA': ORLANDO,
SCOPELLITI CI AGGIORNI SU SITUAZIONE CALABRIA
Catanzaro, 31 gen. - "A distanza di sei mesi dall'approvazione all'unanimita',
nel luglio 2011, della relazione sullo stato della sanita' in
Calabria, il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta
sugli errori e i disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando, ha
chiesto al Commissario ad acta per la sanita' calabrese, il
Presidente Giuseppe Scopelliti, un dettagliato aggiornamento
conoscitivo circa lo stato di attuazione del Piano di rientro dal
disavanzo sanitario regionale". Lo si apprende da un comunicato
della commissione. "La decisione, deliberata nell'ambito dell'
Ufficio di Presidenza, e' scaturita - e' scritto - anche a seguito
di specifiche segnalazioni e dall'esito degli incontri tra membri
della Commissione e rappresentanti di enti locali calabresi, che
hanno sollecitato l'approfondimento delle destinazioni funzionali di
alcuni ospedali di area montana".
FARMACIE:
FEDERFARMA, PROTESTA DIFFERITA PER FAVORIRE DIALOGO
Catanzaro, 31 gen. - "L'oscuramento delle vetrine per unirsi alla
protesta indetta a livello nazionale contro il decreto sulle
liberalizzazioni delle farmacie della provincia di Catanzaro, e'
stato differito per favorire il dialogo con il governo nazionale".
Inizia cosi' un comunicato della Federfarma del capoluogo. "Sino ad
oggi, - si legge - chiunque ha avuto bisogno di un medicinale, ha
potuto trovarlo senza problemi, ovunque, in ogni momento della
giornata e in tutti i giorni dell'anno. Sino ad oggi, anche in piena
notte o in un giorno festivo, quando tutti i servizi e ambulatori
pubblici sono chiusi, il cittadino ha sempre avuto a portata di mano
una farmacia aperta e un professionista sanitario, il farmacista, a
cui rivolgersi per avere il farmaco necessario o anche solo per
avere un consiglio per affrontare in modo appropriato improvvisi
problemi di salute. Sino ad oggi, anche chi abita nelle zone
decentrate, dove manca una scuola, un ufficio postale od una caserma
dei carabinieri, dove, insomma, i principali servizi pubblici
scarseggiano o sono totalmente assenti, sino ad oggi anche chi si e'
trovato in queste situazioni ha avuto la possibilita' di trovare
prontamente i farmaci allo stesso modo di chi abita in una citta'.
Non a caso, i cittadini considerano la farmacia uno dei piu'
affidabili presidi del Servizio sanitario nazionale. Tutto cio' - e'
scritto - e' il risultato di un'evoluzione lunghissima, che ha
portato le farmacie a formare, tutte insieme, un unico sistema,
perfettamente coordinato e controllato. Un sistema che assicura,
attraverso delicatissimi equilibri, anche finanziari, la perfetta
efficienza di tutte le farmacie, grandi e piccole che siano, e, con
essa, la massima funzionalita' del servizio. Davanti ad un sistema
che funziona alla perfezione, davanti ad un meccanismo che gira
preciso come un orologio, come si puo' pensare di modificarlo? E'
per questo che i titolari di farmacia si oppongono con tutte le
proprie forze a queste nuove norme e ai cambiamenti irragionevoli
che produrranno. I farmacisti - si sottolinea - possono pure
condividere interventi innovativi. Anzi, li auspicano. Ma mai i
farmacisti resteranno inerti di fronte a chi vuole distruggere il
servizio farmaceutico". "Per di piu', - continua Federfarma -
questi cambiamenti arrivano quando a Catanzaro le farmacie sono gia'
in grave sofferenza non ricevendo piu' dall'ASP, ormai da molti
mesi, i rimborsi per i medicinali forniti agli assistiti e pagati di
tasca propria. Le farmacie della provincia di Catanzaro, gia' cosi'
duramente provate dall'ingiustificabile e inaudito comportamento
dell'ASP, non sono in grado di sopportare interventi volti a
privarle di ulteriori risorse. I farmacisti - e' scritto in
conclusione - reagiranno con tutte le proprie forze contro chi si
adopera per devastare il sistema-farmacia, sia che si tratti di
amministratori locali che non fanno arrivare alle farmacie i dovuti
mezzi finanziari, sia che si tratti di legislatori improvvidi".
ASP: STAND INFORMATIVI SULLA
SICUREZZA ALIMENTARE ALLA 41° FIERAGRICOLA DI LAMEZIA TERME
Lamezia Terme, 30 gen. - Anche
quest’anno, in occasione della 41°
Fieragricola, che si terrà dal 1 al 5 febbraio, il Dipartimento di
Prevenzione dell’Asp di Catanzaro allestirà uno stand espositivo
all’interno del quale verranno trattate tematiche inerenti la
sicurezza alimentare nel settore della produzione ortofrutticola e
la tutela sanitaria dell’operatore agricolo. L’iniziativa vedrà
impegnati gli operatori del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e
dell’Unità Operativa Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti
di Lavoro che, in collaborazione con il personale dell’ARSSA,
saranno a disposizione dei visitatori della fiera per fornire
informazioni e distribuire materiale divulgativo elaborato dal
Dipartimento di Prevenzione e dall’ARSSA. L’iniziativa ha trovato il
consenso del Direttore Generale dell’ASP. Gerardo Mancuso, del
Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Giuseppe De Vito, del
Commissario liquidatore dell’ARSSA, Maurizio Nicolai e di Eugenio
Carnovale Dirigente ARSSA del Ce.SA n. 6 Ufficio di Lamezia Terme,
che hanno creduto nell’opportunità che il messaggio preventivo venga
diffuso in momenti di incontro, quale quello di Fieragricola, dove
sono presenti il mondo dell’impresa ma anche i cittadini che hanno
occasione di confrontarsi con le realtà istituzionali del
territorio. Il materiale divulgativo predisposto è facilmente
fruibile da tutta la popolazione e spazia dalla promozione del
consumo di frutta e verdura, alla diffusione dei dati relativi al
controllo ufficiale sulla presenza di residui fitosanitari, alle
indicazione rivolte agli operatori agricoli per la tutela della loro
salute e sicurezza. Nello stand sarà inoltre presente un’area
dedicata alla prevenzione dell’abitudine al fumo e dell’abuso di
alcol curata dagli operatori del Sert. L’iniziativa è coerente con i
documenti nazionali ed internazionali sulla promozione e tutela
della salute nei luoghi di vita e di lavoro, in tal senso la
presenza a Fieragricola del Dipartimento di Prevenzione suggella il
ruolo “attivo” della nuova prevenzione indirizzata al rapporto
diretto con l’individuo e la collettività, secondo lo slogan “Una
vita sana, un ambiente sano in un mondo che cambia”. “Si tratta di
un’importante iniziativa – ha detto Mancuso – che rappresenta
un’ulteriore opportunità per l’Azienda sanitaria provinciale di
Catanzaro per poter stare a contatto con i cittadini e
sensibilizzarli sul tema della sicurezza alimentare e dell’uso del
consumo di frutta e verdura, oltre che sulla prevenzione
dell’abitudine al fumo e dell’abuso di alcol”.
ASP: AVVIATO A
CATANZARO
IL PROGETTO SOCIO-SANITARIO PER LA TUTELA DEI MINORI E GIOVANI
ADULTI SOTTOPOSTI A PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI
Lamezia Terme,
30 gen. -
Ha preso il via ufficiale a Catanzaro il progetto “Percorso
socio-sanitario per la tutela dei minori e giovani adulti sottoposti
a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in area penale interna ed
esterna”, promosso e finanziato dalla Regione Calabria Dipartimento
Tutela della Salute Area LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)
nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale 200
9
Linea 6.3 Sanità Penitenziaria, che ha individuato l’Azienda
Sanitaria Provinciale di Catanzaro per la sua realizzazione, in
partenariato col Centro Giustizia Minorile per la Calabria e la
Basilicata. L’Asp di Catanzaro è quindi la prima e l’unica Azienda
sanitaria ad aver realizzato e avviato questo importante progetto in
Calabria.
La giornata inaugurale ha registrato la presenza di Antonio
Montuoro referente ASP di Catanzaro per la Sanità
Penitenziaria, Bernardo Grande direttore SerT di Catanzaro, Francesca
Cappuccio responsabile Servizio tecnico del Centro Giustizia
Minorile, in rappresentanza del direttore del CGM Angelo Meli, fuori
sede per motivi istituzionali. E’ stato presente, altresì, Luciano
Trovato presidente Tribunale Minorenni di Catanzaro che ha
accolto i presenti sottolineando la valenza dell'iniziativa per le
ricadute sia operative che giudiziarie.
I rappresentanti dell’ASP, nel portare i saluti rispettivamente di
Gerardo Mancuso, direttore generale ASP Catanzaro, e di Luigi Rubens
Curia, dirigente regionale del Dipartimento Salute area LEA, hanno
presentato l’iniziativa progettuale che prevede una serie di azioni
finalizzate a sostenere il percorso educativo dei minori in
trattamento, rivolte all’educazione alla salute come cura di sé: tra
queste vi è il lavoro di rete, la formazione del personale minorile,
la formazione-animazione dei minori penali tramite laboratori, la peer-education con
realizzazione di spot di educazione sanitaria e la preparazione alla
fuoriuscita dei minori dall’area penale.
Il rappresentante del Centro giustizia minorile ha espresso
soddisfazione per l’approvazione a Catanzaro di tale progettualità
che nei mesi scorsi ha ricevuto il plauso ufficiale del Ministero
della Giustizia, che rafforza il DPCM 1 aprile 2008 sul
trasferimento della sanità penitenziaria alle ASP e che darà
risposte concrete alle innumerevoli esigenze correlate alla salute
dei minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, in
particolare si auspica un rafforzamento del sistema sanitario
penitenziario anche in ordine al trattamento dei minori affetti da
disturbi neuro-psichiatrici, settore che necessita di particolare
attenzione istituzionale.
Presenti in platea per la giustizia minorile funzionari e assistenti
di area pedagogica e di servizio sociale operanti nell’Istituto
penale minorenni, nell’ufficio Servizio sociale minorenni e nel
Centro polifunzionale diurno di Catanzaro e per il privato sociale
responsabili, educatori e operatori delle comunità e dei Gruppi
appartamento della Regione Calabria che ospitano minori nonchè le
associazioni operanti nei Servizi minorili.
“Si tratta di un progetto importante - ha sottolineato il direttore
Mancuso - in quanto garantirà una continuità dei percorsi di cura,
dal momento dell'ingresso negli istituti di pena e nei Servizi
minorili fino alle relative dimissioni. Un’azione che servirà ad
attivare programmi di miglioramento continuo della qualità dei
processi di cura e di trattamento, con particolare riguardo ai
percorsi individualizzati socio-psicoterapeutico-riabilitativi dei
minori e degli adulti sottoposti a misura restrittiva della libertà
personale”.
ASP: MANCUSO, SENZA AMBULANZE PER UNA BUROCRAZIA TROPPO
LENTA
Lamezia Terme, 28 gen. - Il direttore generale dell’Asp di
Catanzaro, Gerardo Mancuso, interviene in merito alla notizia
relativa all’ambulanza della postazione di Montepaone-Soverato che
si è fermata per un guasto meccanico mentre a bordo aveva un
infartuato.

“E' vero – afferma Mancuso – uno dei problemi che abbiamo affrontato
e di cui abbiamo comunicato agli organi di stampa le determinazioni
è proprio quello dell'ammodernamento del parco autoambulanze. A
distanza di un anno ancora nullo è successo. Purtroppo questo è un
tipico esempio di inefficienza della burocrazia che impedisce a
questa Azienda Sanitaria di ottenere le ambulanze. Ma andiamo per
ordine”.
“Nel mese di settembre 2010 – spiega il direttore generale dell’Asp
– abbiamo deciso di acquistare 4 ambulanze e perciò ci siamo
rivolti, come prevede la legge, alla CONSIP, l'organismo
ministeriale per gli acquisti della pubblica amministrazione,
attraverso la partecipazione ad un bando specifico, in seguito al
quale abbiamo ottenuto l'assegnazione di 2 ambulanze di rianimazione
e 2 normali. La CONSIP ci ha anche notificato che la consegna
doveva avvenire il primo gennaio 2011. Superata la data di consegna
abbiamo avanzato una formale istanza, alla quale abbiamo avuto
risposte interlocutorie che si sono succedute fino al mese di Aprile
2011, quando ci viene comunicato che la ditta che avrebbe dovuto
fornire le ambulanze era fallita e perciò si doveva ritenere
infruttuosa la gara”.
“Abbiamo così chiesto ed ottenuto – sottolinea Mancuso – la deroga
per indire una gara d’appalto per acquistare le 4 ambulanze. Gara
che è stata bandita a giugno con scadenza agosto 2011, ma che però è
andata deserta, in quanto nessuna ditta ha partecipato. Nel mese di
settembre abbiamo indetto una nuova gara, sempre per 4 ambulanze, ma
anche questa a dicembre è rimasta infruttuosa. Il motivo di questa
assenza di fornitori non ci è ben chiara, sta di fatto che ancora la
gara è stata definita con un nulla di fatto. Nonostante gli inutili
numerosi tentativi, nel mese di gennaio 2012 abbiamo bandito una
nuova gara con caratteristiche diverse per l'acquisto delle quattro
ambulanze”.
“Le considerazioni su quanto sta avvenendo da un anno a questa parte
sono diverse: la prima è che lo strumento CONSIP non funzione in
modo adeguato e non riesce a rispondere in tempo reale alle
richieste della pubblica amministrazione; la seconda è che l'Azienda
sanitaria provinciale di Catanzaro si è determinata per ben quattro
volte, ma suo malgrado non ha ottenuto il risultato che era nelle
intenzioni; la terza è che non esistono strade diverse per
acquistare e perciò confidiamo che questo ennesimo tentativo vada a
buon fine”.
SANITA': BUDGET
STRUTTURE OSPEDALITA' PRIVATA, INTERROGAZIONE IDV
Catanzaro, 23 gen. - Il gruppo consiliare regionale di Italia dei
valori ha depositato una interrogazione a risposta immediata rivolta
al governatore Scopelliti , nella qualita' di Commissario ad acta
per la sanita',e riguardante la liquidazione dei budget a favore
delle strutture rientranti nel comparto dell'ospedalita' privata.
L'interrogazione nasce dall'esigenza di sapere per le annualita'
2010 e 2011 quali siano stati i parametri attraverso i quali sono
stati quantificati le risorse da assegnare, stante la situazione a
dir poco paradossale che si e' verificata in alcune ASP con la
penalizzazione di enti che hanno rispettato i budget assegnati ,
mentre, al contrario, sono state riconosciute premialita' a favore
delle strutture che hanno sforato il plafond assegnato, come ,ad
esempio, l'Istituto GIOMI di Reggio Calabria che avrebbe ricevuto un
surplus economico nel solo anno 2010 di Euro 1.673.323,00. Su queste
basi con l'interrogazione presentata si vuole sapere se
effettivamente nell'annualita' 2010 sono stati legittimati gli
sforamenti di budget e saldate le relative spettanze a favore di
diverse strutture private ospedaliere operanti sul territorio
regionale, e se tali produzioni sono state utilizzate quali
parametri per il calcolo dei fondi da assegnare nell'annualita'
successiva 2011. Cio' che conta a questo punto,e' capire se anche
per l'annualita' 2012, nella determinazione dei nuovi parametri e
quindi dei fondi da assegnare, saranno tenuti in considerazione gli
sforamenti di budget verificatisi nelle annualita' precedenti e, in
ogni caso, quali saranno i criteri da utilizzare nel riparto dei
fondi.Per evitare di creare nuove disparita' vorremmo conoscere
quali iniziative intende intraprendere il Commissario ad acta per la
individuazione di parametri oggettivi che possano rideterminare in
modo equo i budget da assegnare alle strutture ospedaliere private
per l'annualita' 2012, tenendo conto di eventuali compensazione a
favore di quegli Enti che in modo corretto hanno rispettato negli
anni il plafond assegnato senza operare alcun sforamento ed evitare,
cosi', sperequazioni fra le diverse strutture.
SALUTE: IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE, SEMINARIO A CATANZARO
Catanzaro, 21 gen. -
Comunicare la salute, la malattia, la ricerca, gli aspetti di buona
e mala sanita', il ruolo ormai preponderante degli organi di
informazione e di internet soprattutto sono stati al centro del
seminario che si e' tenuto questa mattina presso l'Aula Magna A
(Corpo H) del Campus universitario "Salvatore Venuta". E'
intervenuto il Dottor Vito Pompeo Pindozzi, caporedattore centrale
Giornale Radio Rai, autore di migliaia di articoli e inchieste
scientifiche, nonche' ideatore e conduttore di trasmissioni
radiofoniche quali GR Scienze e GR1 Pronto Salute, per un totale di
oltre 400 puntate realizzate ogni anno. Numerosi gli studenti dei
Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle Professioni
Sanitarie presenti in aula che hanno seguito con interesse
l'intervento del giornalista. Il Professor Stefano de Franciscis,
che ha portato i saluti del Rettore Aldo Quattrone, ha introdotto e
presentato il giornalista e i temi oggetto del seminario ed ha poi
successivamente moderato il dibattito che si e' sviluppato e che ha
visto gli interventi di docenti, studenti e medici. Comunicare e'
fondamentale e si comunica la salute non solo con le parole e i
fatti concreti ma anche con i colori, con l'accoglienza, con i
gesti, con le strutture, con gli spazi. Tutto fa comunicazione. La
comunicazione e' importante per gli ospedali, le istituzioni, cosi'
come per i medici, i ricercatori. Per i medici e per le istituzioni
risulta ancora piu' determinante saper scegliere un codice
linguistico adatto a seconda del pubblico di riferimento. Nel corso
del seminario e' stato mostrato uno studio linguistico sulle
cartelle cliniche mostrando come contengano termini tecnici che non
aiutano la comprensione da parte dei pazienti; ma, allo stesso
tempo, sono state presentate statistiche che indicano come i
pazienti si presentano sempre piu' dal proprio medico con
informazioni raccolte da internet o dai giornali. Si e' creato,
infatti, un sovraccarico informativo per quanto riguarda il mondo
della salute che, nella massa di informazioni a disposizione, genera
incertezze e confusione. Risulta
indispensabile, pertanto, rieducare le istituzioni e il mondo della
salute in genere a ripensare il proprio modo di comunicare per una
migliore organizzazione e gestione delle informazioni e dei messaggi
da diffondere, con una maggiore responsabilizzazione di chi emette
le informazioni e di chi le raccoglie e le tratta poi sui mezzi di
comunicazione. Oggi numerose serie televisive, l'antesignana serie
statunitense "E.R. Medici in prima linea", hanno consentito
un'educazione e sensibilizzazione ai temi della salute, diffondendo
aspetti propri della sanita' e del mondo ospedaliero. I problemi
della sanita' e della salute non sono pero' problemi che riguardano
esclusivamente l'Italia e il Meridione ma anche tutto il mondo,
basti pensare alla grande portata della riforma sanitaria avviata
negli Stati Uniti dal Presidente Barack Obama. Partendo dalla sua
esperienza, il Dottor Pindozzi ha spiegato cosa faccia "notizia" del
complesso e delicato mondo della salute e attraverso una carrellata
di titoli di testate nazionali e internazionali ha mostrato come
viene comunicata la buona e mala sanita' e la diversa trattazione e
tematizzazione mediatica delle notizie a seconda dell'impatto
sociale delle stesse, fino ad arrivare al paradosso che che,
all'estero, e' stato deciso con legge che ad ogni notizia cattiva vi
deve essere un bilanciamento con una notizia accanto di buona
sanita'. Attraverso l'analisi della rassegna delle notizie piu'
interessanti, eclatanti e singolari degli ultimi cinque anni sono
stati affrontati gli aspetti piu' significativi della trattazione
giornalistica della salute: rapporto medico-paziente; mondo
professionale; statistiche; studi; scoperte; allarmi sociali;
scandali; classifiche di buona e malasanita'; prevenzione;
educazione alla salute. L'incontro si e' chiuso con le prospettive
del mondo della salute nel prossimo futuro: farmaci intelligenti;
terapia genica con possibilita' di mappatura genetica individuale
per l'individuazione della predisposizione a particolari malattie;
cure personalizzate; bioetica e diritti del paziente; "creazione" di
nuove malattie.
FARMACIE: IL 30
SERRATA IN PROVINCIA DI CATANZARO
Catanzaro, 19 gen. - Ferfarma ha procamato per il 30 gennaio una
serrata delle farmacie della provincia di Catanzaro "ad eccezione di
quelle tenute ad espletare servizio continuativo in base ai turni
determinati dalle diverse Aziende Sanitarie territorialmente
competenti". Lo comunica la stessa associazione, precisando che "le
farmacie si vedranno costrette anche a domandare la tutela dei
propri diritti in ogni competente sede giudiziale". Le ragioni della
protesta sono sintetizzate in un comunicato stampa. "I farmacisti -
si legge - non possono continuare a farsi carico, professionalmente
ed economicamente, dei risparmi di spesa e dell'innalzamento dei
livelli di efficienza ed efficacia dell'assistenza farmaceutica
territoriale che pure hanno procurato e procurano al governo
regionale, il quale puntualmente se ne fa vanto in ogni occasione
pubblica istituzionale piuttosto che politica. Non e' obiettivamente
tollerabile che i farmacisti continuino a rispettare nella forma e
nella sostanza tutti gli accordi e gli impegni sottoscritti (vedi
Distribuzione per Conto), mentre il Governo regionale prosegue con
il proprio comportamento meramente e inaccettabilmente dilatorio. I
farmacisti - prosegue Federfarma - non solo sono stanchi di ricevere
rassicurazioni - puntualmente disattese, che rinviano di giorno in
giorno pagamenti che sarebbero dovuti avvenire entro la soglia dei 2
mesi, ma non possono nemmeno sopportare oltre la totale assenza di
risposta del Governo regionale a fronte di tutti gli impegni
sostanziali assunti in quella data, e cioe' l'impegno a
regolarizzare i pagamenti con azioni progressivamente mirate ad
eliminare gli arretrati entro la fine del 30 giugno 2012, nonche'
l'impegno a coordinare un tavolo di concertazione per la
sottoscrizione di un accordo transattivo relativo agli interessi
maturati e maturandi sui ritardati pagamenti. Nonostante
l'autorevole intervento, a fronte dell'ennesima ingiustificabile
omissione degli impegni assunti da Regione e ASP per la provincia di
Catanzaro, del prefetto Antonio Reppucci, da noi interpellato, per
l'altissima carica istituzionale ricoperta; nonostante gli
innumerevoli contatti formali ed informali e i ripetuti inviti
rivolti ai vari rappresentanti regionali a tutt'oggi - lamentano i
farmacisti - non e' stato possibile arrivare ad una soluzione del
problema. Da parte della regione e dell'ASP di Catanzaro solo
promesse , solo parole al vento".
SANITA': INTRIERI, ASP COSENZA LEDE DIRITTI PORTATORI HANDICAP
Catanzaro, 18 gen. -
Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Calabria, Marilina
Intrieri, "accogliendo - spiega una nota - la segnalazione dell'AIAS
(Associazione Italiana Assistenza Spastici)", rende noto che
"l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza - in seguito alla
riduzione delle somme di cui al Decreto del Presidente della Giunta
Regionale n. 22 del 15.03.11 - ha proposto alle strutture erogatrici
di prestazioni di riabilitazione estensiva per i minori afflitti da
patologie, un contratto che genera per i minori portatori di
handicap, la lesione del diritto a ricevere cure adeguate,
segnatamente visite mediche specialistiche (neurologiche,
neuropsichiatriche, ortopediche etc.) e attivita' riabilitative
(riabilitazioni neuromotorie, psicomotorie, FKT, riabilitazione
flebologica etc.)". Secondo il Garante "da tale contratto
discenderebbe la lesione del diritto a ricevere visite mediche
specialistiche ed attivita' riabilitative, con la violazione del
diritto alla salute previsto dall'art. 32 della Costituzione; del
principio di eguaglianza (art. 3 Costituzione); dell'art. 1, comma 2
della legge regionale n. 28/2004 che ne recepisce i contenuti
nonche' della stessa Convenzione di New York". "I diritti di
uguaglianza ed alla salute - stante la riduzione prevista per le
spese sanitarie e la proposizione del contratto ad opera della ASP -
verrebbero ad essere affievoliti ad interessi legittimi. Pertanto -
conclude Marilina Intrieri - e' necessario che l'Azienda Sanitaria
Provinciale di Cosenza adotti con immediatezza interventi atti a
rimuovere le cause che impediscono la tutela del diritto alla salute
dei minori che necessitano delle prestazioni riabilitative in
oggetto".
SANITA': D'ALESSANDRO (UDC), TROPPI RITARDI NEI PAGAMENTI
Catanzaro, 16 gen. -
"Con l'inizio del nuovo anno abbiamo ricevuto la sconcertante
notizia che nella gran parte delle regioni d'Italia, per vedersi
riconosciuto il pagamento dei propri servizi forniti alla sanita', i
fornitori debbono attendere qualche anno". Lo dichiara, attraverso
una nota, il responsabile nazionale dell'UDC per l'Innovazione e
l'informatizzazione nel servizio sanitario nazionale, Elio
D'Alessandro, che aggiunge: "Resto, pero', ancor piu' sbalordito dal
quasi rassegnato silenzio dei diretti interessati: sia da coloro che
debbono effettuare i pagamenti, che altrimenti dovrebbero fare
mirabolanti giochi verbali di prestigio per giustificare tale
incompetenza, sia chi quei soldi li deve ricevere, silenzioso
perche' probabilmente intimorito dalle possibili pressioni o
ritorsioni cui andrebbe incontro se dovesse reclamare prima le
proprie spettanze. Noi non possiamo tacere - continua - questa
incredibile situazione e non possiamo lasciare neanche che la nostra
regione, visto che sono orgogliosamente calabrese, oltre che per i
servizi non particolarmente eccellenti offerti dalle strutture
ospedaliere, annoveri tra le sue medaglie d'oro all'inefficienza
anche quella per i pagamenti alle imprese nel settore delle
forniture ospedaliere. Se non fosse una situazione tristemente
drammatica per chi la subisce, - aggiunge - verrebbe voglia di dire
che il sistema sanitario calabrese fa attendere i propri creditori
almeno mille giorni prima di effettuare la corresponsione di quanto
dovuto, probabilmente perche' vuole continuare a celebrare i 150
anni dell'Unita' d'Italia e ricordare cosi' il numero delle famose
camicie rosse del nostro mitico Garibaldi. Ma l'impressione e' che,
in questo drammatico caso, di rosso ci sia solo il conto delle
imprese coinvolte nel settore della sanita'". Per D'Alessandro
"qualche sforzo si sta facendo e la politica calabrese sta provando
a mantenere la gestione del sistema sanitario secondo i parametri
imposti da Roma. Non bisogna, pero', abbassare la guardia ma cercare
in tutti i modi di migliorare il sistema dei pagamenti, affinche'
non si continuino a pagare montagne di interessi e si diminuisca
realmente il pesante debito pubblico che grava sulle casse della
sanita' calabrese. Il Governatore Scopelliti deve proseguire con
maggiore coraggio nella sua opera di buona gestione della spesa
sanitaria". Altrimenti
- prosegue D'Alessandro - non ci restera' che chiedere un ulteriore
intervento al nostro Primo Ministro, Mario Monti. Anche il premier,
infatti, visto il suo ottimo rapporto con le banche, potrebbe
provare a risolvere anche questo problema, magari impegnandosi a far
stipulare un accordo per cui tutti i fornitori allo scadere dei 90
giorni potranno presentare in banca le proprie fatture per un saldo
immediato. Ma non come avviene gia' adesso, dove a volte le fatture
vengono utilizzate dagli istituti di credito come oggetto di
pressione, divenendo spesso causa di fallimento di migliaia di
piccole e medie imprese. Quelle stesse fatture, invece,
adeguatamente riscontrate nella loro legittimita' dagli uffici di
ragioneria delle Aziende Sanitarie, dovrebbero poter essere pagate
per intero senza ma e senza ulteriori spese o garanzie per i
fornitori". D'Alessandro ritiene che sia giunto il momento "per cui
anche lo Stato si rapporti con senso reciproco ed egualitario nei
confronti dei suoi cittadini, attribuendosi direttamente le proprie
responsabilita' nei confronti delle banche e lasciando fuori dalle
beghe i poveri imprenditori. D'altra parte, - conclude - sono soldi
dovuti e cosi' facendo si salverebbero sicuramente capre e cavoli,
cancellando tutte quelle zone d'ombra che ritroviamo nell'affaire
dei costi impropri e abbassando i tanti costi inappropriati della
sanita'".
SANITA': MANCUSO, SANITA’ UTILIZZATA PER INTERESSI ELETTORALI,
PERSONALI, DI CARRIERA ED ECONOMICI
Lamezia Terme, 15 Gen. - "Il Presidente del Collegio sindacale
dell’Asp Dott. Sandro Zaffina non rappresenta più un organo terzo,
un organismo silente ed imparziale, poiché entra nella discussione
esprimendo giudizi di parte ed a lui non concessi. Mi rivolgerò alla
Corte dei conti ed alla magistratura per vedere se esistono estremi
per iniziative giudiziarie. – È quanto scrive il Direttore Generale
dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso in una nota stampa - Registro,
in una discussione fra Istituzioni, un intervento disordinato di chi
dovrebbe esprimere giudizi di merito esclusivamente tecnici,
diversamente qualcuno ha deciso di schierarsi impropriamente,
esprimendo opinioni che non competono ed oltretutto inesattezze che
vanno subito chiosate. Come prevedono le norme, il Collegio
sindacale ha il compito di apporre su tutti gli atti dell'Azienda un
parere tecnico, formale e sostanziale, su tutte le delibere e su
tutti gli atti, dando così un parere di correttezza sulle procedure
e sulle decisioni.
Il parere sulla delibera relativa all'Atto Aziendale - bsi legge
ancora nel comunicato del Dottor Mancuso - è stato espresso in modo
sostanzialmente e concretamente positivo da parte del Collegio,
significando una approvazione delle procedure che hanno prodotto il
documento. Si vorrebbe far intendere che le decisioni del Collegio
siano superficiali, se ciò fosse si evidenzierebbe una gravissima
violazione alle norme che andrebbe subito corretta. Chiederò
immediatamente agli organi istituzionali il profilo di correttezza
del Presidente del Collegio sindacale e cercherò di ristabilire una
correttezza giurisdizionale senza la quale non sarebbe possibile
esercitare completamente il ruolo dell'Amministrazione. Se poi c'è
altro o emergeranno conflitti d’interesse o situazioni di merito
relative alle designazioni, sarò deciso a risolvere positivamente la
questione anche con le autorità. Siamo in una terra difficile, dove
gli interessi delle parti e delle lobby superano gli interessi
comuni della gente e del cittadino. Fino ad oggi la gravissima
situazione finanziaria in cui ci troviamo, la gravissima
inefficienza di servizi sanitari a cui stiamo mettendo riparo, la
grave situazione d’inefficienza amministrativa sono frutto di un
utilizzo improprio della pubblica amministrazione, un utilizzo volto
a curare interessi elettorali, interessi personali, interessi di
carriera ed interessi economici.
Registro un attacco multidirezionale; - si legge infine - stiamo
lavorando con molta serietà, stiamo risparmiando soldi. Se questo
qualcuno non lo vuole a noi poco importa, ma se non lo volessero in
molti allora sarò costretto a realizzare che il mio mandato volge al
termine".
SANITA': OSPEDALE CATANZARO, FERRO "SALVAGUARDARE FUNZIONE"
Catanzaro, 14 gen. -
"Riequilibrare le previsioni del decreto 136 al fine di
salvaguardare la funzione peculiare dell'ospedale 'Pugliese-Ciaccio':
quella di offrire un'assistenza sanitaria 'salva vita' ai cittadini
di tutto il territorio regionale". E' l'appello che il presidente
della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, rivolge al governatore
della Calabria, Giuseppe Scopelliti. "Il presidente della Giunta
regionale - dice Wanda Ferro - sta svolgendo un ruolo encomiabile
nell'indifferibile opera di risanamento della sanita' calabrese:
un'azione mirata al contenimento dei costi, la cui validita' e'
stata riconosciuta dal Tavolo Massicci, e ad una riorganizzazione
delle strutture diretta ad assicurare la qualita', l'efficienza e
l'efficacia dell'offerta sanitaria per i cittadini. Proprio in
quest'ottica, occorre riflettere sugli effetti prodotti dal decreto
136, che rischia di penalizzare l'ospedale 'Pugliese' che, anche
grazie alla grande professionalita' dei suoi operatori, rappresenta
il punto di riferimento dei cittadini per la cura delle patologie
acute. Il 'Pugliese' deve essere messo nelle condizioni ottimali per
svolgere il proprio fondamentale ruolo nel sistema regionale: quello
di fornire la migliore risposta possibile a quei cittadini,
provenienti da ogni parte della Calabria, che hanno l'urgente
bisogno di curare una malattia che mette a rischio la propria vita".
"Il riordino della rete ospedaliera nella citta' di Catanzaro -
prosegue la Ferro - deve tenere conto di questa esigenza
prioritaria, mantenendo all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' il maggior
numero possibile di posti letto e scongiurando il ridimensionamento
o la chiusura di reparti strategici. Per questo e' condivisibile la
proposta di recuperare almeno i 46 posti letto che, pur essendo
ospitati nei locali del 'Pugliese', non sono a direzione
ospedaliera, ma appartengono in parte all'Asp (Psichiatria) e in
parte al policlinico universitario Mater Domini (Ostetricia e
Chirurgia). L'azienda 'Pugliese-Ciaccio' potrebbe contare cosi' su
451 posti letto effettivi, che consentirebbero una migliore
organizzazione delle unita' operative. A tal fine, un aggiustamento
del decreto dovrebbe prevedere, cosi' come per le altre aziende, la
distribuzione dei posti letto per dipartimento, anziche' per
specialita', in modo da lasciare all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' la
possibilita' di organizzare i reparti secondo le effettive esigenze
di cura. Sono certa - conclude Wanda Ferro - che il presidente
Scopelliti valutera' con attenzione queste proposte, che hanno il
solo fine di salvaguardare la funzionalita' e l'efficienza di un
presidio fondamentale per l'intero sistema sanitario calabrese".
SANITA':CATANZARO,
FERRO A SCOPELLITI SALVAGUARDARE 'PUGLIESE'
Catanzaro,
14 gen. - "Riequilibrare le previsioni del decreto 136 al fine di
salvaguardare la funzione peculiare dell'ospedale 'Pugliese -
Ciaccio': quella di offrire un'assistenza sanitaria 'salva vita' ai
cittadini di tutto il territorio regionale". E' l'appello che il
presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, rivolge al
governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. "Il presidente
della Giunta regionale - sostiene Ferro - sta svolgendo un ruolo
encomiabile nell'indifferibile opera di risanamento della sanità
calabrese: un'azione mirata al contenimento dei costi, la cui
validità è stata riconosciuta dal Tavolo Massicci, e ad una
riorganizzazione delle strutture diretta ad assicurare la qualità,
l'efficienza e l'efficacia dell'offerta sanitaria per i cittadini.
Proprio in quest'ottica, occorre riflettere sugli effetti prodotti
dal decreto 136, che rischia di penalizzare l'ospedale 'Pugliese'
che, anche grazie alla grande professionalità dei suoi operatori,
rappresenta il punto di riferimento dei cittadini per la cura delle
patologie acute". Per la presidente della Provincia di Catanzaro "il
'Pugliese' deve essere messo nelle condizioni ottimali per svolgere
il proprio fondamentale ruolo nel sistema regionale: quello di
fornire la migliore risposta possibile a quei cittadini, provenienti
da ogni parte della Calabria, che hanno l'urgente bisogno di curare
una malattia che mette a rischio la propria vita. Il riordino della
rete ospedaliera nella città di Catanzaro deve tenere conto di
questa esigenza prioritaria, mantenendo all'azienda 'Pugliese-Ciaccio'
il maggior numero possibile di posti letto e scongiurando il
ridimensionamento o la chiusura di reparti strategici. Per questo è
condivisibile la proposta di recuperare almeno i 46 posti letto che,
pur essendo ospitati nei locali del 'Pugliese', non sono a direzione
ospedaliera, ma appartengono in parte all'Asp (Psichiatria) e in
parte al policlinico universitario Mater Domini (Ostetricia e
Chirurgia). L'azienda 'Pugliese-Ciaccio' potrebbe contare così su
451 posti letto effettivi, che consentirebbero una migliore
organizzazione delle unità operative. A tal fine, un aggiustamento
del decreto dovrebbe prevedere, così come per le altre aziende, la
distribuzione dei posti letto per dipartimento, anziché per
specialità, in modo da lasciare all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' la
possibilità di organizzare i reparti secondo le effettive esigenze
di cura. Sono certa che il presidente Scopelliti valuterà con
attenzione queste proposte, che hanno il solo fine di salvaguardare
la funzionalità e l'efficienza di un presidio fondamentale per
l'intero sistema sanitario calabrese".
SANITA':
APPREZZAMENTO DEI SINDACI PER L’OPERATO DEL DIRETTORE
GENERALE MANCUSO
Lamezia
Terme, 13 Gen. - “La sanità è un argomento complicato sul quale non
ci si può dividere e farne teatro di scontro tra fazioni,
soprattutto oggi, in una regione assoggettata dal 2009 ad un Piano
di rientro. Stiamo vivendo un momento difficile e non si può
utilizzare la sanità per dire tutto e il contrario di tutto. Bisogna
governare e avere rispetto dei ruoli e delle istituzioni”. Lo ha
detto il direttore generale dell’Asp Dott. Prof. Gerardo Mancuso nel
corso della riunione che si è svolta ieri nella sala Ferrante
dell’ospedale “Giovanni Paolo II”, incentrata sulla sanità nel
territorio lametino, a cui hanno partecipato i sindaci del
comprensorio.
Affermazioni
che rimarcano la posizione del direttore generale dell’Asp in merito
alla vicenda recente dell’approvazione dell’atto aziendale,
contestata dal sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, che ha
pubblicamente considerato l’atto illegittimo in quanto approvato, a
suo dire, “senza consultare la conferenza dei sindaci di cui lui è,
dal 2008, vicepresidente, mentre presidente è il sindaco di
Catanzaro”. Mancuso ha spiegato di avere seguito l’iter di
approvazione secondo norma e di aver inviato l'atto al sindaco di
Catanzaro e di aver ottenuto una risposta affermativa con
l'indicazione che avrebbe riunito la conferenza dei sindaci.
Contestualemnte l'atto e' stato approvasto dal collegio dei revisori
e percio' formalmente corretto. Tesi, questa, sostenuta anche dal
presidente della provincia, Wanda Ferro, la quale ha anche precisato
che il vicesindaco di Catanzaro, nella sua lettera di approvazione,
ha dato parere favorevole ma ha anche suggerito che venisse comunque
riunita la conferenza dei sindaci. Nella riunione di ieri Wanda
Ferro ha poi invitato il
sindaco
di Lamezia ad una “maggiore onestà intellettuale sia in merito alla
vicenda dell’approvazione dell’atto aziendale che del precedente
caso della nomina del presidente del collegio dei revisori dei
conti”. Nomina, ha detto la presidente Ferro, “questa approvata da
Traversa, ennesimo fatto che non andò giù a Speranza”. Dopo i
chiarimenti sulle procedure dell’Atto aziendale, il direttore
generale ha poi illustrato il lavoro svolto in questo anno e mezzo
in tutta l’Asp, evidenziando anche i progetti in itinere per
migliorare la sanità sul territorio.
“Abbiamo ereditato un debito di 320 milioni di euro – ha spiegato
Mancuso – la sola Asp di Catanzaro ogni anno produceva un deficit di
56 milioni di euro e presentava una grave situazione di
disorganizzazione. Per questo abbiamo messo mano agli sprechi e
all’intera organizzazione, per rendere il sistema più funzionale. Il
nuovo atto prevede una delocalizzazione dei servizi assistenziali,
distribuiti in modo uniforme sul territorio, in modo che agli
ospedali siano destinati solo i casi acuti. Questo prevede la
nascita di diversi filtri medici sul territorio e di una rete per
l’assistenza domiciliare per la quale sarebbe prevista una spesa di
2,5 milioni di euro. Il processo di delocalizzazione dell’attività
sanitaria prevede inoltre l’apertura di 16 piccoli pronto soccorso,
ossia poli di diagnosi attrezzati per intervenire sulle prime cause
di ricovero (ad esempio dolore toracico, febbre, tosse grave) che
permetteranno così di evitare almeno il 60% dei ricoveri impropri,
curandoli in loco senza dovere arrivare in ospedale”. In questo
modo, ha spiegato Mancuso, “cerchiamo di abbandonare la cultura
ospedalocentrica e avviare una nuova fase più vicina a modelli
inglese e americano”.

Nel corso
della riunione Mancuso ha ribadito di voler istituire un tavolo di
confronto con tutti i sindaci della provincia e ha annunciato che a
breve farà, per la terza volta, il giro di tutte le realtà
territoriali. Il direttore generale ha anche annunciato che a breve
ci sarà il taglio del nastro dell’unità operativa di ginecologia e
ostetricia dell’ospedale di Lamezia e del Centro prelievi.
I sindaci
presenti all’incontro: Gianni Speranza, Lamezia Terme; Pietro Putame,
San Pietro a Maida; Francesco Scalfaro, Cortale; Leonardo Taverniti,
Soverato; Luigi Ferlaino, Nocera Terinese; Giovanni Costanzo,
Falerna; Vincenzo Buonocore, San Mango D’aquino; Pietro Raso,
Gizzeria; Giuseppe Masi, Amato; Carlo Conte, Platania; Pietro Fazio
Feroleto Antico; Felice Molinaro, Serrastretta; Gregorio Guzzo,
Miglierina; Pietro Raimondo, Zagarise; Giuseppe Amelio, Sellia
Marina; Amedeo Colacino, Motta Santa Lucia; Domenico Pallaria,
Curinga; Giuseppe Pascuzzi, SSoveria Mannelli; Alessandro Falvo,
Cicala; Anna Maria Cardamone, Decollatura; Giovanni Paola, Conflenti;
Francesco Bartolotta, Martirano; Eugenio Gallo Martirano, Lombardo;
Francesco De Vito, Jacurso; Gregorio Tino, Chiaravalle; Mario
Talarico, Carlopoli.
SANITA': SINDACI REVENTINO, IMPORTANTE INCONTRO INDETTO DA MANCUSO
D.G. ASP
Catanzaro, 13 gen. - La rete dei sindaci del Reventino ha diffuso un
documento dopo l' incontro
avuto con il direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Gerardo
Mancuso. "Premettendo un doveroso ringraziamento al Direttore
Generale - si legge - per aver avuto la sensibilita' di indire un
incontro con le rappresentanze territoriali, salutiamo con grande
favore ogni iniziativa mirata a favorire il dialogo e il confronto
tra istituzioni, scevra da ogni strumentalizzazione politica,
poiche' le iniziative a sostegno del diritto alla salute e piu' in
generale dei L.E.A. in favore dei cittadini delle aree interne,
rappresentano senza dubbio una battaglia di civilta' e non possono
costituire in alcun modo una mera occasione di scontro politico". La
Rete dei Sindaci del Reventino, "che si estende - si fa rilevare -
in realta' ben oltre i confini di quel territorio, ha l'unico scopo
di instaurare un dialogo con le istituzioni competenti in materia
sanitaria, alle quali - ben consapevoli della urgente necessita' di
rientrare dal maturato disavanzo in campo sanitario, si chiede, di
considerare prioritaria, nell'invarianza dei costi, l'attenzione per
la tutela del diritto alla salute dei cittadini, e quindi a
finalizzare gli interventi del Piano di rientro, oltre che al
doveroso recupero del disavanzo e al contenimento delle spese, anche
al migliore utilizzo possibile delle strutture sanitarie esistenti.
In perfetta aderenza - e' sottolineato - con le indicazioni date al
commissario ad acta dalla commissione di inchiesta sugli errori e
disavanzi in campo sanitario regionale e fin qui, in buona parte,
disattese. Chiediamo, da tempo ormai, agli organi competenti di
verificare con la dovuta scrupolosita' la rispondenza delle scelte
operate dal commissario ad acta rispetto alle indicazioni citate. Ed
e' in questo solco che i sindaci del comprensorio, seppur nel
rispetto del ruolo istituzionale di ciascun protagonista del
dibattito in corso, rivendicano il ruolo loro assegnato dalla legge
in seno all'organizzazione delle unita' sanitarie locali, con
competenze assai specifiche e rilevanti".
"Non e' quindi, si rimarca, "per stimolare uno sterile scontro
politico, che a nulla e nessuno servirebbe, che la Rete dei Sindaci
chiede di poter dibattere insieme alle Istituzioni deputate, il
merito delle questioni e delle scelte territoriali in campo
sanitario. Ma e' per ossequiare una precisa norma di legge, che
assegna un compito ai Sindaci, i quali a loro volta intendono
esercitarlo a pieno titolo. Pur apprezzando i notevoli sforzi
derogatori operati dal Direttore Generale rispetto al piano di
rientro, con il proprio atto aziendale, che abbiamo notato
soprattutto con riferimento alla struttura di Soveria Mannelli,-
scrivono i sindacci - non possiamo, nella qualita' di Sindaci a cio'
incaricati dai rispettivi Consigli Comunali, abdicare all'assunzione
di responsabilita' cui siamo chiamati in seno alla conferenza dei
sindaci. E' per tale motivo che se ne chiede l'indizione, con
successiva definizione della delegazione di rappresentanza e si
offre sostegno ad ogni iniziativa istituzionale diretta al
conseguimento di tale scopo".
SANITA': SPERANZA, ATTO AZIENDALE ASP SIA SOTTOPOSTO A SINDACI
Lamezia Terme (Catanzaro), 12 gen. - Il sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza, ha partecipato oggi all'incontro pubblico indetto
dal direttore generale dell'Asp di Catanzaro alla presenza del
presidente del Consiglio regionale e di altri esponenti politici.
"Il sindaco - spiega una nota - ha inteso partecipare per ribadire,
dopo averlo fatto sia a voce che per iscritto, pubblicamente la
necessita' di riportare il confronto sviluppatosi in questi giorni
tra Comune di Lamezia ed Asp, nel corretto ambito delle relazioni
tra le diverse istituzioni e nel rispetto delle norme e delle
competenze di ciascun livello istituzionale. L'atto aziendale
dell'Asp di Catanzaro deve essere quindi sottoposto al vaglio della
conferenza dei sindaci, unico organo istituzionale preposto, cosi'
come la indicazione relativa alla nomina dei membri del collegio dei
revisori deve essere restituita alla competenza della stessa
conferenza. In assenza del sindaco di Catanzaro, essendo la citta'
capoluogo commissariata e il Consiglio comunale sciolto, il
riferimento istituzionale della conferenza dei sindaci e' allo stato
il vice presidente tuttora in carica, il sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza. E' quindi - si fa rilevare - nella duplice funzione
di rappresentante istituzionale della conferenza dei sindaci della
provincia e di sindaco della citta' in cui ha sede la principale
struttura ospedaliera dell'intera azienda sanitaria provinciale
(essendo gli ospedali di Catanzaro gestiti da un'azienda autonoma)
che Gianni Speranza e' intervenuto in questa, cosi' come nelle
precedenti occasioni. Nel suo intervento il sindaco ha inoltre
sottolineato come sia indispensabile sottrarre la gestione delle
cosa pubblica, tanto piu' quanto questa riguarda la salute dei
cittadini, dalle logiche dell'appartenenza politica guardando invece
agli interessi ed ai diritti di tutti".
SANITA':
CORSI DI FORMAZIONE PER LA TUTELA DEL SOGGETTO CELIACO
Lamezia
Terme, 10 Gen. - Nell’ambito degli interventi volti a favorire il
normale inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da
celiachia ed al fine di rafforzare e migliorare l’attività di
controllo ufficiale degli alimenti, il Servizio Igiene Alimenti e
Nutrizione ha programmato per giovedì 12 gennaio un corso di
formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari dell’ASP
(medici, veterinari, tecnici della prevenzione, dietisti ed
infermieri) che sono impegnati nei Servizi per la sicurezza
alimentare. L’iniziativa si terrà nella sala Comalca del Centro
Agroalimentare di Germaneto; il programma si articolerà in due
sessioni: nella prima saranno fornite nozioni di base sulla
celiachia, sugli alimenti naturalmente ed artificialmente privi di
glutine e sulla normativa di settore; nella seconda sessione
verranno affrontati i requisiti e le procedure in tema di
preparazione dei pasti per celiaci e saranno illustrate le modalità
di controllo ufficiale del “gluten-free” ai fini della tutela del
soggetto celiaco.
Questo corso, come prescritto dalla legge 123/2005, affianca gli
interventi di formazione rivolti agli Operatori del Settore
Alimentare tesi a garantire la fruibilità e la sicurezza
nell’accesso alla ristorazione pubblica collettiva e/o assistenziale
dei soggetti celiaci. In tale ambito, infatti, lunedì 16 gennaio,
nella la Sala Riunioni del Dipartimento di Prevenzione di Lamezia
Terme, si terrà la seconda edizione dell’iniziativa “Conoscere la
celiachia” organizzata dal SIAN (Servizio Igiene Alimenti e
Nutrizione) di Lamezia Terme, in collaborazione con l’A.I.C.
(Associazione Italiana Celiachia) Sezione Calabria, che nella prima
edizione svoltasi a novembre 2011 ha già visto la partecipazione di
oltre 40 Operatori della ristorazione. La partecipazione è gratuita;
a fine corso, ai partecipanti verrà rilasciato specifico attestato.
Pur essendo rivolto prioritariamente agli operatori della
ristorazione collettiva, il corso, è aperto anche a chiunque fosse
interessato al tema della celiachia.
Gli Operatori del Settore Alimentare che desiderano frequentare
prossime edizioni del corso “Conoscere la celiachia” sono invitati a
segnalare in anticipo - per telefono, fax o e mail - la loro
adesione rivolgendosi ai seguenti recapiti: Tel.: 0968-208312,
0968-208310; fax: 0968-208305; email: sian@asp.cz.it.
SANITA': MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI, SEMINARIO REGIONALE
Catanzaro, 10 gen. - Il Dipartimento Tutela della Salute e Politiche
Sanitarie della Regione - informa una nota dell'ufficio stampa della
giunta regionale - ha organizzato il primo seminario regionale sulle
Mutilazioni Genitali Femminili, in programma il prossimo 16 gennaio
al Museo Storico Militare del Parco della Biodiversita' di
Catanzaro, a partire dalle ore 9.30. Interverranno Rubens Curia del
Dipartimento Tutela della Salute; Giovan Battista Ascone, direttore
dell'Ufficio Tutela dei soggetti piu' vulnerabili del Ministero
della Salute, Afef Haji, vicepresidente di Pontes, Associazione dei
tunisini in Italia, medici ed esperti scientifici tra cui Filippo
Casadei, Cecilia Gallotti, Miriam Gualtieri, Salvatore Inglese, Ida
Vero e Liliana Rizzo. Questo primo seminario regionale intende
sensibilizzare, nel quadro delle iniziative del Governo nazionale, i
soggetti istituzionali attraverso un serrato dialogo e si propone di
creare un laboratorio regionale capace di suggerire interventi
condivisi ed efficaci su un aspetto oltremodo conflittuale
dell'integrazione socioculturale nell'eta' contemporanea.
L’ASSESSORE TALLINI DIFENDE MANCUSO, “SPERANZA NON UTILIZZI LA
SANITÀ COME STRUMENTO DI SCONTRO POLITICO”
Catanzaro,
10 Gen. - “L’azione amministrativa portata avanti dalla gestione
Mancuso è all’insegna della massima trasparenza e pieno rispetto
delle regole”. - Lo afferma il Consigliere Regionale On Domenico
Tallini Assessore al Personale Regione Calabria, intervenendo nella
polemica mediatica che ha visto oggetto il direttore generale
dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso, da parte del sindaco di
Lamezia Speranza. – “Le affermazioni del sindaco di Lamezia Terme
sono fuori luogo e prive di fondamento, finalizzate a trasformare
artatamente la sanità in campo di scontro politico. Nessuna persona
di buon senso e intellettualmente onesta può ignorare l’impegno
concreto del D.G. Mancuso nel risanare la sanità e, malgrado la
congiuntura finanziaria, i numerosi provvedimenti realizzati per
incrementare le prestazioni e migliorare i servizi, proprio
nell’Ospedale lametino. Uno sforzo straordinario,ma anche unico
nella intera regione, che è sotto gli occhi di tutti, un’azione di
risanamento complessivo che il sindaco Speranza ignora
deliberatamente, per fini che nulla hanno a che fare con il bene
reale della collettività. Qundi mi pare pretestuoso qualsiasi
attacco contro la legittimita' dell'atto aziendale, ma anche delle
procedure relative alla sua approvazione. L'azione politica e' stata
corretta e non c'e' stata alcuna mortificazione di organismi
istituzionali ne nella forma che nella sostanza. Mi risulta che
Mancuso abbia incontrato personalmente quasi tutti i sindaci della
provincia di Catanzaro ed abbia esposto con dovizia tecnica tutto il
programma di riorganizzazione. Poi dovrebbe qualcuno spiegare
perche' Mancuso avrebbe dovuto "furtivamente" incassare un assenzo
da parte di qualcuno, quale fosse la necessita', quale fosse il
movente. Non c'e spiegazione se non quella di confondere la
discussione per offuscare i risultati della direzione dell'ASP.
Semmai bisognerebbe spiegare a tutti i cittadini, proprio per
comprendere la correttezza istituzionale di Speranza, come mai egli
parli di riunione dei sindaci quando diversamente sono state
invitate associazioni e cittadini, evidentemente confonde i ruoli. A
riprova del giudizio pienamente positivo da riconoscere all’attuale
gestione sanitaria basta ricordare che all’epoca del
commissariamento con Gerardo Mancuso il disavanzo dell’Asp era di
230 milioni di euro, con un deficit annuo di 56 milioni di euro. In
solo un anno e mezzo il deficit annuo e' stato ridotto a 20 milioni.
Un dato significativo conseguito peraltro dopo aver ereditato un
ospedale senza regole e con tante inefficienze organizzative, una
struttura nella quale, in quest’ultimo periodo, sono stati
effettuati svariati lavori di ristrutturazione che hanno riguardato
i reparti di Neurogenetica, Malattie infettive e Rianimazione, la
nuova UTIC, il nuovo hub ambulatoriale, il Centro screening, la
direzioni sanitaria, la direzione amministrativa, la nuova sala
convegni, il nuovo CUP e le nuove sedi della struttura tecnica e del
centro vaccinazioni. Ma non basta, altre iniziative stanno per
essere portate a termine come l’apertura fra qualche settimana della
ginecologia ed il nuovo reparto di centro prelievi unico; stanno per
iniziare i lavori per il nuovo pronto soccorso, della dialisi, del
nuovo reparto di urologia, del blocco operatorio, oncologia e della
endoscopia interventistica; è stato finanziato il progetto per la
ristrutturazione dell'ospedale di 2.8 milioni dalla comunità
europea; sono stati espletati i concorsi per i nuovi primari di
pronto soccorso, cardiologia e ortopedia, ed altro ancora. Speranza
puo' dirci, se e' a conoscenza di un eguale impegno per altre
strutture? E’ dunque evidente che c’è stata un’inversione di rotta
rispetto alle precedenti gestioni, che hanno lasciato in eredità
crisi finanziaria e carenze organizzative, per risanare le quali si
stanno compiendo notevoli sforzi”. Allora il sindaco prima di
parlare dovrebbe fare una seria riflessione e lasciare la sanità
come ambito di scontro politico, perché non e' credibile e perché
non e' opportuno.
SANITA': IDV, REGIONE ISTITUISCA REGISTRO TUMORI
Catanzaro, 9 gen. - Il gruppo consiliare regionale di Italia dei
valori ha presentato un'interrogazione al governatore Scopelliti,
nella qualita' di commissario ad acta per la sanita', sullo stato di
attuazione della deliberazione della Giunta regionale riguardante il
progetto per la realizzazione del registro tumori di popolazione
della regione Calabria. Per Giuseppe Giordano, primo firmatario
dell'interrogazione, "ormai da anni emerge un quadro inquietante
sulla situazione sanitaria della nostra regione in ordine all'alto
tasso di incidenza di tumori in diverse zone e in particolare sulla
costa tirrenica con i centri ricadenti nell'ambito del bacino
fluviale del fiume Oliva, Gioia Tauro per la presenza
dell'inceneritore, Vibo Valentia per il cementificio, Crotone per la
fabbrica dismessa della Pertusola e su ampie aree della Locride. Con
riferimento a tali problematiche - puntualizza Giordano - in ambito
nazionale si e' ritenuto necessario prevedere l'istituzione dei
Registri Tumori che permettano la raccolta di informazioni sui
malati di cancro residenti in un determinato
territorio,l'individuazione del tasso di incidenza delle neoplasie
in una area geografica e cio' al fine di una efficace pianificazione
degli interventi preventivi. Sulla base di tali premesse la Giunta
regionale - continua Giordano - con delibera n° 289 del 25 marzo
2010, approvava il progetto per la realizzazione del Registro Tumori
di popolazione della regione Calabria che si propone di definire gli
obiettivi e gli strumenti da porre in essere per l'estensione a
tutto il territorio regionale dell'attivita' del registro Tumori
calabrese, stabilendo, altresi', per la concretizzazione del
progetto, l'approvazione di una convenzione con il registro tumori
di Modena, di prevedere, con successivi atti, la creazione di tre
registri Tumori Cosenza - Crotone, Catanzaro - Vibo Valentia e
Reggio Calabria, di istituire un Coordinamento regionale. Ebbene -
conclude Giordano - per le criticita' che ormai insistono sul
territorio regionale, insieme ai colleghi abbiamo chiesto di sapere
quali sia lo stato di attuazione del Progetto per la realizzazione
del registro Tumori di popolazione della regione Calabria e quali
atti propedeutici , richiamati nella deliberazione n° 289/2010, sono
stati avviati, e, ancora, quali iniziative,in caso di omesso o
parziale avvio delle procedure, si intendano intraprendere con
urgenza per porre in essere i dovuti provvedimenti che rendano
operativi i registri tumori".
SANITA': IANNELLO (CGIL), PIANO RIENTRO NON DEV'ESSERE SCURE
Catanzaro, 9 gen. - Mimma Iannello, segretaria regionale della Cgil,
interviene sui problemi della sanita'. "Ci siamo appena lasciati
alle spalle - dice - un anno di pessime performances sanitarie. Uno
su tutti il primato nazionale di morte per parto con ben 32
segnalazioni di presunta malasanita'. Come Cgil - spiega -
sosteniamo da lungo tempo che un sistema sanitario e' possibile
rilanciarlo se ad un'equa razionalizzazione finanziaria si
accompagnano misure mirate d'investimento che accrescano l'accesso a
uniformi ed appropriati Livelli Essenziali di Assistenza. Un piano
di rientro non e' la scure per abbattere debiti e servizi
pregiudicando la qualita' dell'offerta assistenziale, bensi', lo
strumento attraverso cui si razionalizza la spesa e si riorganizzano
i servizi dentro rigorosi standard e protocolli di qualita' e
sicurezza delle cura che rendano minimo il rischio clinico e
innalzino complessivamente l'affidabilita' del Servizio. In Calabria
- sottolinea - non e' ancora cosi': i Lea restano inappropriati in
molte realta' ed in altre addirittura si contraggono e/o si spostano
verso l'offerta sanitaria privata. Ed il piano di rientro anziche'
invertire la rotta pare aggravare molti indicatori sulla qualita'
assistenziale regionale. Non si e' neanche conclusa la meta' del
mese e' siamo gia' ad una prima tragica morte sospetta nell'ospedale
di Vibo: Filippina Barbieri, 58 anni di San Gregorio d'Ipponia. Al
giovane figlio Francesco va il nostro cordoglio e la nostra
vicinanza. Le morti sospette per le quali la magistratura ha aperto
fascicoli e' ormai una drammatica sequenza a piu' cifre di vite
stroncate da imperizie, errori, superficialita', inadeguatezze
professionali, uso inadeguato della strumentazione sanitaria".
"Continuiamo a chiederci - prosegue - quante morti dovremo ancora
piangere prima che vengano assunte misure capaci di innalzare la
qualita', la sicurezza della cure ed il bagaglio di responsabilita'
e competenze professionali che agiscono nel campo sanitario. Un
tempo, nel dramma, c'erano almeno le scuse istituzionali. Oggi, in
nome di un presunto "cambiamento" aumentano le morti sospette, si
mandano le tessere sanitarie proprio alle vittime di malasanita', si
accorpano e si scorporano ASP, si costruiscono leggi ad hoc per
salvare mostri giuridici come la Fondazione Campanella, restano
commissariate per infiltrazioni di 'ndrangheta importanti ASP, si
tagliano servizi ospedalieri e non si approntano risposte
alternative di salute nel territorio, si continua con le nomine per
via fiduciaria e si stipulano convenzioni milionarie scaricate nelle
tasche ormai vuote dei contribuenti calabresi che pagano la piu'
alta imposizione fiscale e la piu' pesante compartecipazione alla
spesa sanitaria senza avere alcuna certezza e qualita' delle cure.
L'unica vera novita' - conclude - e' che tutto questo oggi e'
chiamato "cambiamento" e che da dicembre del 2007 i vibonesi
attendono il nuovo ospedale che onori la memoria delle tragiche
giovani morti di quel doloroso periodo che pare non abbia ancora
fine".
SANITA’: ASSESSORE PICCIONI, “ATTO AZIENDALE ASP CATANZARO
ILLEGITTIMO”
Lamezia Terme, 9 Gen. - Le
dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Direttore Generale dell'Asp
di Catanzaro lasciano veramente esterrefatti e richiedono alcune
doverose precisazioni.
Il dr. Mancuso dimostra di avere
memoria corta: fin dal momento della sua nomina come Commissario
prima e Direttore generale poi, il Sindaco ha sempre tenuto nei
confronti dell'Asp una condotta istituzionale assolutamente
ineccepibile ed inappuntabile ed ha collaborato proprio
nell'interesse della salute dei cittadini. Eppure, e questo Mancuso
lo sa benissimo, in questi lunghi 21 mesi le occasioni di polemica
non sono certamente mancate. Il Sindaco e l'amministrazione hanno
evitato ogni logica di appartenenza politica, rispettando
l'autonomia gestionale del dr. Mancuso e cercando di interloquire
con l'azienda al fine di sollecitare la risoluzione di
problematiche legate alla salute dei cittadini. In questi ultimi
mesi l'Asp ha invece tenuto una condotta gravissima sfociata
nell'assunzione di atti palesemente illegittimi. La considerazione
nei confronti di Mancuso è stata tale che il Sindaco ha dapprima
sollevato la questione di cui si sta discutendo oggi in una
conversazione telefonica, dando la possibilità di approfondire e
rivedere il tutto. Successivamente ha proceduto ad inviare una
dettagliata ed argomentata nota scritta e, solo alla fine, vista la
risposta burocratica ed elusiva dell'Asp, ha informato tutti i
sindaci del comprensorio. Volutamente nella sua replica il dr.
Mancuso omette di entrare nel merito, trincerandosi dietro
giustificazioni assolutamente generiche e di circostanza. Allora è
bene spiegare le cose in modo semplice e chiaro affinchè tutti i
cittadini capiscano. La normativa in materia sanitaria prevede
l'istituto della Conferenza dei Sindaci, composta da tutti i primi
cittadini della provincia. La suddetta Conferenza nomina poi un
Comitato di rappresentanza che a sua volta nomina un Presidente ed
un vice. Fino a maggio 2011, la conferenza in carica aveva nominato
presidente Olivo e vice Speranza. All'indomani della tornata
elettorale del 2011, non essendo più sindaco Olivo, la conferenza è
rimasta priva della figura del presidente le cui funzioni, essendo
ancora in carica Speranza, sono passate ad interim al vice. Il
Direttore generale Mancuso, nell'iter di approvazione dell'atto
aziendale, ha ritenuto di chiedere il parere alla conferenza dei
Sindaci della provincia ed ha indirizzato la domanda all'on.
Traversa, Sindaco di Catanzaro, piuttosto che a Speranza nella sua
qualità di vice facente funzioni di presidente. Per di più il parere
sull'atto, qualche giorno dopo, non è stato neanche rilasciato dal
Sindaco dimissionario di Catanzaro, ma dal vice-Sindaco Caporale. Se
il parere fosse stato correttamente indirizzato al vice, facente
funzioni di presidente, certamente Speranza, piuttosto che
emettere un parere individuale, avrebbe immediatamente convocato la
conferenza dei sindaci per deliberare collegialmente.
Passi pure che il dr. Mancuso, per
una errata valutazione, abbia pensato che la carica di presidente
della conferenza passasse automaticamente al nuovo sindaco di
Catanzaro. Ciò che è inconcepibile, soprattutto per un dirigente di
altissima qualità qual egli è , è invece non aver riscontrato,
all'esito del parere rilasciato, che lo stesso non solo non
proveniva dalla conferenza dei sindaci ma che addirittura era reso e
sottoscritto da persona diversa dall'on. Traversa. Nel procedimento
in questione c'è un concentrato di vizi dell'atto amministrativo che
potrebbe diventare un caso scolastico da trattare in sede
accademica.
Dunque o Mancuso ha sbagliato, e
per carità “errare humanum est”, oppure ha cercato la strada più
semplice per incassare a tutti i costi un parere favorevole. Certo è
che, è questo il dato oggettivo più importante, ha prodotto un atto
illegittimo e soprattutto ha calpestato la dignità istituzionale dei
sindaci della provincia. Altro che scontro politico: se c'è uno
scontro è puramente istituzionale e nasce proprio da chi ha cercato
l'appartenenza politica per accorciare i tempi. E' importante
sottolineare inoltre che gli ospedali del capoluogo sono gestiti da
un'azienda sanitaria autonoma e che il principale ospedale della
provincia di Catanzaro gestito dall'ASP è quello di Lamezia. Mancuso
ha evidenziato con il suo comportamento di essere contro Lamezia
Terme e i Sindaci della Provincia.
Ed anche se il Tar dovesse dare
ragione all'Asp, l'offesa politica contro questo territorio e la sua
comunità non verrà mai cancellata.
In riferimento alle dichiarazioni
del direttore generale di attesa dei “provvedimenti di autotutela a
cui il sindaco di Lamezia fa riferimento”, mi permetto di chiarire
assai umilmente al dr. Mancuso che i provvedimenti di autotutela
sono stati richiesti all'unanimità da tutti i sindaci presenti e
devono essere da lui adottati e non da altri. L'istituto
dell'autotutela è infatti previsto per le amministrazioni proprio
per porre rimedio spontaneamente ai propri errori: dunque non c'è
niente da aspettare, ma solo da adottare in prima persona.
Guarda caso il dr. Mancuso non
spende neanche una parola su un altro fatto gravissimo che, solo per
l'intervento istituzionale del vice, facente funzioni di presidente,
Speranza facente funzioni di presidente della conferenza dei
sindaci, non è stato portato a termine. Un vero e proprio colpo di
mano con cui si è cercato di nominare un componente del collegio dei
revisori dei conti dell'Asp esclusivamente con una nomina effettuata
ancora una volta da un soggetto diverso da quello istituzionalmente
competente (la conferenza dei sindaci).
Dai fatti sopra riportati e,
soprattutto, dalla scomposta reazione di Mancuso, che non ci saremmo
mai aspettati, risulta di palmare evidenza come in realtà proprio
lui, che accusa il Sindaco di fare scontro politico, si faccia
strumento di polemica politica di chi lo ha nominato per agire
contro Lamezia e il suo comprensorio.
Avv. Rosario Piccioni
Assessore Politiche sociali, giovanili e Sport
Comune di Lamezia Terme
SANITA’: UDC
LAMEZIA, “CHI NON È CAPACE DI FARE, È BRAVO SOLO NEL CRITICARE”.
Lamezia Terme, 8 Gen. - Un antico detto recita che: “Chi non è
capace di fare, è bravo solo nel criticare”.
In politica, o meglio in quella alquanto affabulatrice ed
inconcludente, questo assurdo modo di fare ha un duplice scopo.
Il primo è quello di creare una cortina fumogena rendendo l’aria
nebulosa in modo che non si possa scorgere, in maniera chiara, la
realtà.
Il secondo è quello di distogliere l’attenzione dei cittadini per
nascondere le proprie continue defaillance e il proprio
inconcludente modo di gestire la cosa pubblica.
Il Sindaco Speranza non si sottrae a questo penoso modo di fare
politica strumentale e faziosa che riesce solo a gettare su altri
proprie colpe commissive ed omissive.
D’altronde cosa altro egli potrebbe fare, dopo aver pubblicato per
la sua seconda campagna elettorale un libriccino delle cose fatte
solo sulla carta (patinata)?
Comunicare ai cittadini ed a una città oramai in ginocchio quello
che ha sin qui fatto?
Ci metterebbe ben poco, se si escludono marce, marcelonghe,
manifestazioni e quant’altro di effimero e sterile esiste, se non è
accompagnato da risultati veri, concreti e quotidiani.
Quale problema atavico o contingente della città è stato sin qui non
risolto (chiederemmo troppo), ma quantomeno affrontato dal Sindaco
Speranza? Nessuno.
Tutto, dall’abusivismo ai nomadi, è stato affrontato solo dalla
magistratura che ha colmato, suo malgrado, i gap ed i deficit di chi
non ha voluto e saputo assumersi le responsabilità che competono e
devono competere a chi vuole amministrare una città.
Con la tecnica pilatesca del “non c’entro” o del “non lo sapevo” la
città è stata lasciata a sé stessa.
Anche delle semplici luminarie, peraltro poste con inverosimile e
ridicolo ritardo, sono sembrate un progetto di Renzo Piano.
La città è ferma. Il commercio è in fortissima crisi. L’edilizia è
paralizzata. La criminalità, organizzata e non, impazza. Ci sono
sempre più famiglie in crisi e sul lastrico. I giovani partono. E
Lei cosa fa? Marcia, marcia continuamente, verso dove, per che cosa?
Perché non si siede a lavorare e costruire un futuro, o meglio un
presente per questa città?
Anche sull’Ospedale protesta. Ma le chiediamo: dov’era quando
Lamezia Terme veniva defraudata della sua ASL? Forse a raccogliere
firme, a formare comitati, a gridare contro questo vergognoso
scippo? No, era dietro una scrivania forse a scrivere supinamente
una letterina per chiedere cosa stesse succedendo.
Cosa ha fatto poi contro coloro che hanno ucciso l’Asl di Lamezia
Terme? Li ha isolati, li ha affrontati politicamente, li ha
combattuti? No, pur di essere rieletto Sindaco, li ha aiutati e
sostenuti nella loro successiva campagna elettorale. Bravo, bravo,
davvero.
Ed oggi, dopo che la sua parte politica ci ha lasciato in eredità
immani disastri, debiti e quant’altro, invece di apprezzare i
risultati, che con una sanità commissariata, stanno attivando, cosa
fa? Continua, come sempre a protestare, non sapendo cos’altro fare.
Pur nella bravura
del personale medico e paramedico che ha lavorato sempre, con grosso
senso del dovere e spirito di sacrificio ed in tutte le condizioni,
si è ereditato un ospedale spesso senza regole e con tante
inefficienze organizzative.
Si sono
rifunzionalizzati ed inaugurati i nuovi reparti di neuro genetica,
di malattie infettive, di rianimazione, nonché il nuovo hub
ambulatoriale, il nuovo centro screening, la nuova direzione
sanitaria, la nuova direzione amministrativa, la sala convegni e la
sede struttura tecnica.
Fra qualche
settimana aprirà il nuovo reparto di ginecologia ed il nuovo reparto
di centro prelievi unico.
E' stato finanziato
il progetto per la ristrutturazione esterna e l'impianto di
climatizzazione (2.8 milioni dalla comunità europea).
Stanno per iniziare
i lavori per il nuovo pronto soccorso, della dialisi, del nuovo
reparto di urologia, del blocco operatorio e della endoscopia
interventistica
Sono stati
espletati i concorsi per i nuovi primari di pronto soccorso,
cardiologia e ortopedia
L'ospedale mostra
indici di attività in ascesa con incremento del 5% delle attività
assistenziali.
E' stata adottata
una nuova organizzazione con nuove disposizioni e con incremento del
personale
Certo, ancora tanto c’è da fare, ma sappiamo che l’attuale dirigenza
saprà, lavorando giorno e notte, prodigarsi al massimo per mettere
il malato e le sue esigenze al centro dell’interesse sanitario.
Ci saremmo aspettati che Lei, con onestà intellettuale, avesse
riconosciuto quanto fatto a favore di una Sanità equa ed efficiente
a Lamezia, anziché banalizzare e strumentalizzare problemi seri e
sui quali non si può fare sciacallaggio politico.
Certo, caro Sindaco se Lei in sette anni di governo, avesse fatto
almeno la metà di quanto creato nella sanità lametina in poco più di
un anno, Lamezia Terme sarebbe in ben altre condizioni.
Ma Lei anche questo non è stato capace di farlo. Continui, continui
a protestare contro tutto e tutti, mentre le forze produttive e
vitali della città languono, emigrano, muoiono … un giorno dovrà
pure protestare davanti ad uno specchio alla ricerca della verità e
della giustezza delle sue ragioni …
Il Gruppo consiliare UDC di Lamezia Terme
SANITA': GERARDO MANCUSO, IL
SINDACO SPERANZA UTILIZZA L’OSPEDALE COME SCONTRO POLITICO
Lamezia
Terme, 7 gennaio 2012 - “Mi pare che il sindaco di Lamezia utilizzi
l'ospedale come teatro di scontro politico: le affermazioni diffuse
a mezzo stampa ed i contenuti della nota che mi è pervenuta nei
giorni scorsi a firma del prof. Speranza, mi danno la netta
sensazione che lo sforzo straordinario che stiamo esercitando per
migliorare i servizi e le attività sanitarie all'interno del
nosocomio lametino non interessi. Piuttosto, sembra interessi
esaltare un’azione preconcetta e mai tecnica, e ricondurre tutto in
un ambito di scontro dove l'approssimazione e la carenza di notizie
serve ad alimentare la polemica e la contrapposizione”. E’ quanto
afferma il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Prof.
Gerardo Mancuso in merito alle dichiarazioni rese dal sindaco Gianni
Speranza e all’incontro avuto al Comune con alcuni sindaci del
comprensorio.
“In atto – afferma Mancuso – vi è un’azione di risanamento
finanziario e di riorganizzazione non solo resa necessaria dal Piano
di rientro, ma anche obbligatoria per recuperare risorse da
investire in servizi sanitari e in strutture. Le gestioni passate
hanno lasciato tracce evidenti di dissesto finanziario e carenze
organizzative che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure qualcuno
vorrebbe far passare in secondo piano questa azione di risanamento,
peraltro esaltata anche dai tavoli ministeriali, poichè credo tema
che, il cambiamento di rotta che abbiamo realizzato, sia la
certificazione della sconfitta della amministrazione passata”.
“La contestazione delle modalità con cui è stato espresso il parere
della Conferenza dei Sindaci sull’Atto aziendale di questa Asp e la
richiesta di assumere provvedimenti in autotutela – prosegue il
direttore generale – mi obbliga a rappresentare che l’art. 3, comma
14, del D.Lgs n. 502/1992 s.m.i. e l’art. 11 della legge regionale
n. 2/1996, nel definire le funzioni della Conferenza dei Sindaci,
non prevedono alcuna espressione di parere in merito all’Atto
Aziendale di diritto privato con cui si disciplina l’organizzazione
e il funzionamento delle Aziende sanitarie. Le norme citate
stabiliscono che la Conferenza dei Sindaci svolga importanti
funzioni di natura programmatica, di verifica sull’andamento
generale dell’attività e di esame del bilancio pluriennale di
previsione e del bilancio di esercizio, ma non prevedono espressioni
di pareri di qualsiasi natura (consultivo, obbligatorio, vincolante)
su un atto strettamente gestionale”.
“Tuttavia questa Direzione – spiega Mancuso – nell’intento di
favorire l’interazione con le istituzioni locali, ha ritenuto
opportuno interessare la Conferenza dei Sindaci sul nuovo assetto
organizzativo dell’Asp inviando, con nota prot. n. 52671 del
23.09.2011, la proposta dell’Atto Aziendale al Sindaco di Catanzaro
nella qualità non solo di componente di diritto del comitato di
rappresentanza, ma anche per la funzione di intermediatore con i
comuni poichè sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti e
da sempre presidente della conferenza. Le modalità con cui è stato
espresso il parere non rilevano sull’iter procedurale seguito dalla
direzione aziendale, che nell’argomento di cui si discute, si è
attenuta rigorosamente alle disposizioni commissariali sul Piano di
Rientro. Disposizioni, è bene ricordare, resesi necessarie per
risanare il debito accumulato nel corso degli anni e finalizzate a
dare alla nostra Regione un sistema sanitario adeguato ai mutamenti
che si sono verificati negli ultimi anni con le leggi di riforma
approvate dal legislatore nazionale. Il dialogo con i sindaci è
costante e proficuo, ho incontrato personalmente tutti gli 80
sindaci della provincia, sono stato in quasi tutti i paesi dove
insistono strutture sanitarie ed ho ricevuto sempre apprezzamenti ed
indicazioni, peraltro recepite”.
“Perciò aspetteremo i provvedimenti di autotutela a cui il sindaco
di Lamezia fa riferimento – sottolinea Mancuso – per capire quali
azioni questa Azienda dovrà porre in essere per garantire l'azione
direzionale.
Abbiamo tagliato gli sprechi, tolto privilegi, messo da parte le
tessere di partito, esercitato un’azione moralizzatrice e
persuasiva, licenziato chi era nell'illegalità, sanzionato chi non
faceva il proprio dovere, cacciato le lobby, ma anche risparmiato,
investito e sull'ospedale di Lamezia esercitato una forte azione di
intervento economico e riorganizzazione, del tutto unica in Calabria
in tempi di Piano di rientro. Ci saremmo aspettati – afferma il Dg –
un maggiore sostegno a questa difficile azione gestionale. Comunque
non ci spaventiamo, siamo coscienti delle difficoltà, ma anche che
godiamo del sostegno della gente comune, dei cittadini e anche dei
sindaci. Ci auguriamo di completare il compito che ci è stato
assegnato e solo allora potremmo fare un consuntivo e consegnarci
alle osservazioni”.
“Colgo l'occasione, in epigrafe – aggiunge Mancuso – come riferisce
il Dott. Cosco responsabile del personale dell'Asp, per chiarire
anche la notizia apparsa sui quotidiani che, nel reparto di
Ortopedia i pasti sono distribuiti dai parenti per una carenza di
personale infermieristico. Ambedue le notizie sono false. La prima è
falsa poichè il pasto è distribuito da una società privata che lo fa
in modo corretto; la seconda è falsa poiché non vi è una carenza di
personale. Nel reparto vi sono 19 unità a fronte di 22 previste che,
in teoria, sarebbero sufficienti per gestire ma, per una situazione
contingente indipendente dalla volontà umana, assenze per malattie,
si è determinata una parziale contrazione del personale che ha fatto
specie in un periodo particolare a cavallo delle feste natalizie. Il
personale in servizio assicura tutte le attività assistenziali, sia
quelle ordinarie che quelle in urgenza, comprese l'assistenza per le
funzioni personali al paziente. Per spirito di servizio tutto il
personale del reparto di ortopedia ha sacrificato il proprio periodo
di ferie per non creare eccessivi disguidi. Se qualche difficoltà è
stata registrata, non mi pare meriti l'attenzione mediatica. Semmai
c’è una consuetudine affettiva, alcuni familiari aiutano i pazienti
ad alimentarsi, ma questa non è una novità perché è diffusa in tutti
gli ospedali”.
In merito agli operatori socio-sanitari (Oss), Mancuso ha spiegato
che nel mese di novembre “sono stati inviati 25 operatori
socio-sanitari all'ospedale di Lamezia ed altri 10 li invieremo
entro fine mese. Perciò abbiamo fatto ciò che ho annunciato”.
SANITA': SINDACI PRONTI A COSTITUIRE ASSOCIAZIONE NEL LAMETINO
Lamezia Terme, 5
gen. - Costituire un'associazione dei sindaci del Lametino per far
fronte alla problematica della sanita'. E' quanto deciso al termine
della riunione che si e' svolta questa mattina nella sala Napolitano
del Comune di Lamezia Terme alla quale hanno preso parte oltre al
sindaco Gianni Speranza, 15 primi cittadini del comprensorio, in
particolare Conflenti, Tiriolo, Decollatura, Curinga, Gizzeria,
Maida, Soveria Mannelli, Pianopoli, Feroleto, Platania, San Pietro a
Maida, Jacurso, Carlopoli, Cortale. All'incontro di oggi hanno preso
parte anche i rappresentanti dei due Comitati, quello lametino
"Salviamo la sanita' lametina" e quello del Reventino, oltre ad
alcuni consiglieri comunali. Gianni Speranza ha informato gli altri
sindaci presenti del fatto che la Conferenza dei sindaci, di cui
Speranza e' vicepresidente del 2008, non si riunisce da tempo e che
il recente atto aziendale invece che essere sottoposto, come per
legge avrebbe dovuto essere, alla conferenza dei sindaci della
Provincia, e' stato mandato al sindaco dimissionario di Catanzaro e
impropriamente sottoscritto dalla vicesindaco Maria Grazia Caporale
che non e' membro della Conferenza dei sindaci.
"Allo stesso modo - ha detto Speranza - la conferenza non e'
stata investita della proposta di nomina di uno dei sindaci revisori
dell'Azienda sanitaria mentre risulterebbe averlo fatto direttamente
il sindaco dimissionario di Catanzaro. La questione e' ancora piu'
grave se si tiene conto che l'Azienda sanitaria provinciale
interviene su tutta la provincia e che l'ospedale di Lamezia e' il
principale ospedale di tutta l'Azienda sanitaria, essendo gli
ospedali della citta' capoluogo gestiti da un'azienda sanitaria
ospedaliera autonoma". Il sindaco ha chiesto quindi agli altri
amministratori e al comitato "di lavorare insieme perche' venga
ripristinato il corretto rapporto tra Azienda sanitaria, Regione e
conferenza dei sindaci e perche' quest'ultima venga messa nelle
condizioni di funzionare correttamente". Tutti i sindaci hanno
chiesto al direttore Mancuso di "reimpostare correttamente la
vicenda dell'atto aziendale". Al termine dell'incontro si e' deciso
di costituire un'associazione dei sindaci del Lametino che
diventera' un'organizzazione permanente per far fronte alla
problematica. "Piena convergenza - ha aggiunto Speranza - c'e' stata
sul documento che i comitati stanno portando avanti, firmato da
molti sindaci, e che nei prossimi giorni, dopo ulteriori verifiche,
verra' riproposto pubblicamente e sull'attivazione del polo
traumatologico". Nel corso dell'incontro e' stata affrontata anche
la questione emergenza rifiuti e la questione della sicurezza in
citta', sottolineando l'importanza del rispetto delle regole e della
legalita'.
SANITA': PD, DECRETO RIORDINO OSPEDALI DESTA PERPLESSITA'
Catanzaro, 5 gen. - Il decreto sul riordino della rete ospedaliera
per l'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" e l'Azienta
Universitaria "Mater Domini", "crea qualche perplessita'". A
sostenerlo e' il circolo Catanzaro Centro "E. Lauria" del Partito
Democratico, secondo il quale il provvedimento "denota piu' la
volonta' di superare una scadenza che viaggiare verso una seria ed
efficace programmazione". In piu' parti, secondo il Pd, "il decreto
denota una situazione poco chiara ed estremamente provvisioria: non
vi e' ad esempio alcuna certezza sul destino giuridico della
Fondazione Campanella, il che potrebbe notevolmente incidere sul
riassetto presentato nel decreto. Il "Nuovo Pugliese" verra'
realizzato, come recita testualmente il decreto, non prima di un
quinquennio e non e' ancora ben chiara l'integrazione funzionale che
verra' adottata dall'A.O. Pugliese-Ciaccio e l'A.O. Mater Domini. Si
legge ad esempio che all'interno dei 451 posti letti assegnati all'A.O.
Pugliese-Ciaccio si vedra' la concentrazione nel presidio
ospedaliero "Ciaccio" delle unita' operative volte alla cura delle
patologie oncologiche, fino a quando non sara' sciolto il dubbio
sulla natura non privatistica della "Fondazione Campanella.
Oltretutto - continua il Pd - si legge nel testo, non esiste ancora
un nuovo decreto interministeriale che individui le linee direttive
per l'integrazione universita'-ospedale e non sembra che possa
entrare a breve in vigore. Tutte indicazioni che testimoniano uno
stato di confusione ed incertezza nel quale la Giunta regionale sta
affrontando le delicate problematiche del settore sanitario". Il
presidente della Regione e la Giunta da lui presieduta, secondo Il
Pd, "devono dare risposte in merito. Mai come in questa fase occorre
chiarezza. Riteniamo - e' scritto nel documento - che la Regione
abbia il dovere di coinvolgere piu' settori possibili della Sanita'
a cominciare dagli operatori, dalle forze sociali e l'Universita'.
La Sanita' essendo un tema estremamente delicato, occorre studiarlo
con la collaborazione, l'impegno ed il contributo di tutti e non con
colpi ad effetto personalistici, privi di una adeguata e seria
programmazione, pensati e voluti solo per gli interessi di pochi".
SANITA': ASP
CATANZARO VARA PIANO ASSUNZIONI
Catanzaro, 4 gen. - E' stato varato il piano delle assunzioni per il
2012 dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. In
particolare, il piano prevede l'assunzione di 164 unita', per tutta
la provincia di Catanzaro e per tutte le discipline, tra cui 53
operatori socio-sanitari; 35 medici, 6 fisioterapisti, 14 tecnici, 4
ostetriche, 6 ingegneri e dirigenti e solo 25 infermieri
professionali. "L'Asp di Catanzaro - ha spiegato il direttore
generale Gerardo Mancuso - nell'ambito della rimodulazione del
personale e della riorganizzazione aziendale, per la prima volta, si
e' dotata di uno studio sulle dotazioni organiche ed i carichi di
lavoro di tutti i servizi sanitari sia ospedalieri che territoriali.
Uno strumento innovato e tecnicamente corretto, che consente di
censire i dipendenti e adibirli all'espletamento delle proprie
mansioni, evitando che compari e comparucci vadano in servizi
improduttivi o che vengano adibiti ad attivita' improprie. E' questo
il motivo per il quale nella nostra Azienda la carenza di personale
e' confinata solo ad alcuni dirigenti medici ed agli operatori
socio-sanitari. Il dato degli infermieri professionali - ha aggiunto
Mancuso - sconfessa tutto quello che si dice e che qualche sindacato
sostiene circa la carenza di personale infermieristico. Abbiamo
verificato e constatato che nell'intera Asp una parte di personale
infermieristico svolge mansioni non appropriate, e cio' sottrae
forza lavoro per le attivita' d'istituto. Per questo nelle prossime
settimane faremo, sentiti i sindacati rappresentativi, un'opera di
rimodulazione che portera' un beneficio enorme sia in termini di
performance che di produttivita'. Ai sindacati che criticano le
decisioni dell'Asp circa le mancate proroghe del personale, si
sottolinea la scarsa conoscenza del provvedimento e delle dinamiche
aziendali. Le affermazioni rese dal sindacato sono del tutto
infondate, sia in termini quantitativi che in termini di carichi di
lavoro". Il direttore generale ha inoltre evidenziato che l'Asp ha
confermato ben 106 unita', a fronte di 129. "Abbiamo confermato 106
infermieri - ha ribadito Mancuso - di cui 70 per l'ospedale di
Lamezia e solo 34 per l'intera Asp (territorio ed altri ospedali),
privilegiando i servizi Lea (livelli essenziali di assistenza), le
attivita' strategiche ed i carichi di lavoro. Un provvedimento che
ha avuto il plauso del tavolo tecnico, ma che dovrebbe scoraggiare
chi ancora in questi momenti di grande difficolta' utilizza le bugie
per sostenere i privilegi e le tessere di partito. Il servizio
assistenziale e' stato garantito, addirittura potenziato in alcune
attivita', ecco perche' chi parla non avendo contezza dei numeri non
fa altro che seminare il panico fra la gente diffondendo solo
imprecisioni".
SANITA':
LOIERO, MIE STABILIZZAZIONI EBBERO AMPIO CONSENSO
Catanzaro, 4 gen. - "Ormai da un anno e mezzo e' invalso l'uso di
rispondere ai rilievi dell'opposizione (o di alcuni membri di essa)
solo a tarda ora, il che non consente grande spazio di risposta. E'
un vezzo che un'istituzione in genere non dovrebbe praticare. Eppure
ci siamo adeguati, o tentiamo di farlo. Non ci possiamo pero'
adeguare a certe bugie messe oggi in bocca ai capigruppo di
maggioranza". Lo ha detto Agazio Loiero,coordinatore politico
nazionale della federazione tra MPA ed Autonomia e Diritti ed ex
Presidente della Regione Calabria. "Io, - ha proseguito Loiero - o
meglio ancora i manager delle aziende, ho stabilizzato quando ancora
non c'era il Piano di rientro. Si e' trattato di una stabilizzazione
di medici ed operatori sanitari precari da anni ed anni (alcuni da
oltre un decennio), realizzata mediante un'apposita legge regionale
bipartisan, voluta da tutti e votata da: Cherubino, De Gaetano, M.
Tripodi, Adamo, Gentile, Pacenza, Nucera, Guerriero, Feraudo,
Borrello, Nicolo', Serra, Stancato, Trematerra, P. Tripodi, Sarra e
Chiappetta. Di questi stabilizzati, posso affermare con certezza che
non ne conosco neanche uno. Diversa e' invece la situazione di
Scopelliti - dice Loiero - perche' il Piano di rientro impone,
com'e' noto, il blocco del turnover. Aspettiamo pertanto di poter
accedere al verbale dello scorso mese del Tavolo Massicci. Vedremo,
a parte le dovute eccezioni dei diversamente abili, chi e' stato
assunto e, come e' inevitabile, se saranno applicate delle sanzioni.
In verita' - conclude Loiero - il problema che io avevo posto era un
altro. Ed e' quello di un metodo ormai ricorrente, una
contraddizione mostruosa: quella di voler scaricare le colpe su
altri, talvolta politici talvolta i dirigenti. Ma questo e' un
argomento che avremo occasione di riprendere prossimamente con
dovizia di particolari".
SANITA':
DOMANI INCONTRO SINDACI COMPRENSORIO LAMETINO
Lamezia Terme (Catanzaro), 4 gen. - Il sindaco di Lamezia Terme,
Gianni Speranza, ha convocato per domani mattina i sindaci del
Lametino per discutere di sanita', insieme ai rappresentanti del
comitato "Salviamo la sanita' lametina". Al termine dell'incontro,
alle 12.30, - spiega una nota del comune - i sindaci del
comprensorio incontreranno gli operatori dell'informazione.
SANITA': ALLA CALABRIA IL PRIMATO PER I
PAGAMENTI IN RITARDO
Roma, 3 gen. - I mancati pagamenti delle Asl e delle Aziende
ospedaliere alle imprese private hanno raggiunto, e probabilmente
anche superato, la soglia dei 40 miliardi di euro, il 70% dei quali
e' in capo alle strutture ospedaliere del Centro-Sud. Il calcolo e'
della Cgia di Mestre secondo cui si tratta di "una cifra imponente
che si e' accumulata negli anni a seguito dei ritardi con i quali la
sanita' salda i propri fornitori". Al Sud la situazione piu'
drammatica: per quanto riguarda le forniture dei dispositivi medici,
nei primi 11 mesi del 2011 i tempi medi di pagamento in Calabria
hanno raggiunto i 925 giorni; 829 sono i giorni registrati in
Molise; 771 in Campania e 387 nel Lazio. Le oasi piu' felici sono
invece le sanita' della Lombardia (112 giorni), del Friuli Venezia
Giulia (94 giorni) e del Trentino Alto Adige (92 giorni). A livello
medio nazionale il dato ha raggiunto i 299 giorni. Con l'avvento
della crisi, l'allungamento dei tempi di incasso delle fatture
emesse dalle aziende fornitrici e' aumentato in quasi tutte le
Regioni, con una punta di 234 giorni registrata in Calabria. Dal
2009 al 2011, solo sei Regioni hanno accorciato i tempi: la Valle
d'Aosta e il Trentino A.A. (-5 giorni), il Lazio (-9), la Lombardia
(-13), la Basilicata (-48) e la Puglia (-92). "Per chi lavora con le
Asl - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre -
l'attesa del pagamento e' diventata una vera e propria 'via crucis'.
Per ricevere i soldi delle forniture di Tac, siringhe, farmaci,
servizi di lavanderia, pulizie, mense e servizi di sterilizzazione
bisogna attendere tempi biblici. Nel frattempo, le imprese che
subiscono un aggravio di oneri connessi all'esposizione verso il
sistema bancario, devono sostenere anche una serie di costi
amministrativi per sollecitare i pagamenti, senza contare che ancora
una volta sono le piccole imprese a subire in misura maggiore gli
effetti negativi del costante deterioramento della situazione di
cassa degli Enti sanitari". A fronte di questa situazione, la Cgia
"rivolge un invito al Premier, Mario Monti: recepire in tempi brevi
la Direttiva Europea contro i ritardi dei pagamenti che prevede,
nelle transazioni commerciali tra imprese private e tra imprese e
Pubblica Amministrazione, il pagamento entro 30 o al massimo 60
giorni dalla data di ricevimento della fattura".
LAVORO: IL 23
SCIOPERO PRECARI SANITA' CALABRIA
Catanzaro, 3 gen. - Il coordinamento dei precari della sanita'
annuncia uno sciopero generale per il 23 gennaio "per sensibilizzare
il Governo regionale, i sindacati confederali, le Asp a definire le
stabilizzazioni dei posti di lavoro per i precari che vivono
situaizoni di incertezza. Ci riferiamo - si legge in un documento -
essenzialmente ai 439 precari dell'asp di Cosenza che vivono sulla
graticola ed a quelli di Crotone e Vibo Valentia . Auspichiamo da
sempre una soluzione legislativa ma ne' le forze di maggioranza, ne'
tantomeno quelle di opposizione sembrano volerci rispondere. Con
l'annullamento da parte della Corte Costituzionale dell'art 6 della
l.r. 1/2009 e' stata determinata una vacatio che va riempita con una
legge che faccia affidamento alle normative nazionali sulla
stabilizzazione. Basta un cenno , un attimo e si puo ' trovare
l'intesa, partendo dalla delibera n 169 della giunta Loiero, emanata
il 2008, e ampliando il termine in sanatoria a chi sta lavorando da
anni e non ha piu i titoli dopo che la Consulta ha bocciato il
pasticcio della Legge 1. Noi chiediamo - si legge ifine - una
risposta ai presidenti Scopelliti e Talarico, ma anche a Principe,
Mirabelli, Loiero, Bova: maggioranza ed opposizione siano unite,
centinaia di famiglie non possono rimanere senza lavoro in una
Regione dove la poverta' aumenta".
SANITA': REGIONE,
ASP A FEDERFARMA, "MANTERREMO IMPEGNI"
Catanzaro, 3 gen. -I direttori generali delle Aziende sanitarie
provinciali di Catanzaro e Cosenza, Gerardo Mancuso e Gianfranco
Scarpelli, esprimono stupore - informa una nota dell'ufficio stampa
della Giunta - per le dichiarazioni di Federfarma che in un
comunicato denuncia il mancato pagamento delle spettanze alle
farmacie convenzionate. I due dirigenti ribadiscono il mantenimento
degli impegni concordati con la federazione delle farmacie
nell'ultima riunione avvenuta circa un mese fa. "Stiamo cercando di
razionalizzare il budget a disposizione - ha affermato Mancuso - per
andare incontro alle farmacie dell'Asp di Catanzaro. Pertanto, nel
mese di dicembre 2011, sono stati effettuati due mandati: uno il 7 e
l'altro il 20 dicembre riguardanti le spettanze dei mesi di giugno e
luglio. Il mese di agosto sara' liquidato, invece, entro questo
mese, mentre le spettanze di settembre saranno erogate nei primi
giorni di febbraio. Crediamo, quindi, di assolvere al compito al
massimo entro trenta giorni". "La distinta degli ordinativi di
pagamento dell'Asp di Cosenza - ha dichiarato Scarpelli - e' la n.
522 del 20 dicembre 2011. Al 31 dicembre 2011 abbiamo effettuando i
mandati delle spettanze dei mesi di luglio, agosto e settembre per
le farmacie delle Asp di Cosenza. L'unico mandato che e' esecutivo
dal 2 gennaio di quest'anno e' quello relativo al mese di settembre
delle farmacie di Castrovillari perche' deliberato il 23 dicembre,
quando ormai le banche erano chiuse. Rimaniamo, percio' stupiti da
quanto dichiarato da Federfarma e confermiamo che quanto concordato
con la federazione dei titolari di farmacia e' stato rispettato".
ASP CATANZARO: IL SERT DI LAMEZIA TERME HA INCONTRATO GLI STUDENTI
DEL LICEO SCIENTIFICO “GALILEI”
Lamezia Terme, 30 dic. - “Getting to zero” (arrivare a zero
discriminazioni e zero morti Aids correlate entro il 2015) è lo
slogan che invita ogni nazione ad attuare azioni di prevenzione,
visto che attualmente non esiste una cura definitiva, e che celebra
la Giornata internazionale della lotta contro l’Aids, istituita nel
1988 dall’Organizzazione mondiale della sanità e che si tiene a
dicembre.

Proprio in occasione di questa ricorrenza il Liceo Scientifico
“Galileo Galilei” di Lamezia Terme, in collaborazione con il SERT di
Lamezia Terme, diretto dal dr. Giovanni Falvo, dell’ASP di
Catanzaro, ha organizzato un convegno dibattito sul tema dell’AIDS,
il cui titolo “Abbiamo intenzione di sconfiggerlo” è stato scelto
dai ragazzi del liceo. Un’iniziativa di sensibilizzazione e
informazione sulla tematica rivolta a tutti gli studenti
dell’istituto “Galileo Galilei” e che il SERT porta avanti ormai da
anni, anche nelle altre scuole, in collaborazione con la Compagnia
dei Carabinieri di Lamezia guidata dal capitano Stefano Bove, che
curano l’aspetto della legalità.
L’incontro, che si svolto nella palestra del Liceo Scientifico, ha
consentito una riflessione sulla patologia e sulle discriminazioni
che le persone ammalate quotidianamente subiscono. A discutere con
i ragazzi c’erano qualificate presenze, tra cui il Direttore del
SERT di Lamezia Terme dr. Giovanni Falvo dell’Azienda Sanitaria
Provinciale di Catanzaro, la dr.ssa Teresa Natrella Coordinatrice
Centri Informazione e Consulenza (CIC), Patrizia Ventura e Francesca
Serratore tirocinanti Scienza dei Servizi sociali Università “Magna
Grecia” di Catanzaro, la Professoressa Margherita Primavera vice
preside del liceo e la professoressa Lucia La Chimia referente del
Liceo Scientifico.
“Abbiamo sentito la necessità di essere presenti non solo negli
ambulatori ma anche nelle scuole – ha affermato Giovanni Falvo – i
Sert non sono strutture rivolte soltanto ai tossicodipendenti, ma
anche a chiunque ha bisogno di informazioni su questo problema".
Durante il convegno sono stati distribuiti degli opuscoli,
realizzati dalla dr.ssa Teresa Natrella, contenenti informazioni sui
comportamenti a rischio e su come prevenire l’AIDS.
“L’iniziativa promossa dall’istituto per sensibilizzare i ragazzi
su un tema spesso sottovalutato ma purtroppo reale – ha spiegato la
dr.ssa Natrella – è importante per prevenire la malattia in tutti i
modi possibili, soprattutto sensibilizzando all’uso del
preservativo, l’unico sistema sicuro di prevenzione, dal momento che
ogni anno in Italia l’infezione si contrae per l’80% per via
sessuale. Purtroppo i dati sulla trasmissione del virus, aggiornati
al 31 dicembre 2009, non sono incoraggianti, dal momento che
evidenziano in Italia un’incidenza medio-alta di nuove diagnosi di
infezione di Hiv. Secondo lo studio del Centro operativo Aids (Coa),
pubblicato sul notiziario dell’Istituto superiore sanità, nel
periodo 1985-2009 sono state riportate, nelle 17 regioni/province,
segnalanti attraverso un sistema di sorveglianza delle nuove
diagnosi e che rappresentano il 72,1% della popolazione residente:
45.707 nuove diagnosi di infezione da HIV (32.453 maschi, 13.228
femmine, 26 genere non noto). L’incidenza delle nuove diagnosi ha
visto un picco di segnalazioni nel 1987, per poi diminuire fino al
1998 e stabilizzarsi successivamente. Nel 2009 sono state segnalate
2.588 nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 6,0 per 100.000
residenti. L’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria e
quella più
alta
in Lombardia. Nella maggior parte delle regioni l’incidenza
dell’infezione da HIV sembra avere un andamento stabile, in altre
sembra essere in aumento, in Puglia ad esempio si è passati da 674
casi del 2001 a 905 nel 2010”. “Nonostante in questi lunghi 30 anni
si siano fatto numerose campagne per informare e prevenire l’HIV –
ha spiegato la dr.ssa Natrella – la percezione del rischio di
contagio è ancora molto bassa, come evidenziato dallo studio Coa
secondo cui il 60% nei nuovi infetti ha scoperto di aver contratto
la malattia soltanto durante la fase conclamata, ovvero un
sieropositivo su 4 non sa di esserlo finchè la malattia si
manifesta. Conoscere e prevenire l'Aids è stato un importante
convegno per studenti, perché le migliori armi di difesa sono
prevenzione e informazione, che restano le parole d’ordine della
giornata”.
Il direttore generale Gerardo Mancuso ha sottolineato come
l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro “è molto attenta e
sensibile a questo particolare argomento, così come è
particolarmente attenta ad investire nella prevenzione e
nell’informazione: sono queste infatti le migliori cure per
sconfiggere le malattie”.
SANITA': VERTICI "CAMPANELLA", SITUAZIONE GRAVE E DIFFICILE
Catanzaro, 19 dic. - Il presidente della Fondazione Tommaso
Campanella, Paolo Falzea e il direttore Generale, dinibaldo
Esposito, attraverso una nota, esprimono "grande preoccupazione per
la grave e difficile situazione economica in cui versa la Fondazione
Tommaso Campanella, che mette a rischio il buon proseguimento delle
cure agli ammalati di cancro e gli stipendi dei dipendenti. Gli
ordini bloccati - spiegano - non consentono l'acquisto dei presidi
necessari alle cure previste per i malati oncologici e il perdurare
della situazione di crisi per la struttura, alla quale non sono
stati assegnati i fondi necessari, non consente di pensare ad uno
sblocco per l'immediato futuro. Il nostro pensiero - dichiarano - va
alle persone che fanno riferimento al nostro centro quale punto
fermo per la loro cura. L'assistenza e' un impegno professionale e
umano preso da chi lavora per la Fondazione Tommaso Campanella, nei
confronti di malati e famiglie, calabresi e non, che in noi
confidano per avere anche la speranza. Siamo costretti a prendere
atto, che nonostante gli sforzi, le lotte e i tanti sacrifici per
mantenere ogni attivita', presto saremo costretti a dire "no" agli
ammalati. Tutto cio' - aggiungono - ci preoccupa e ci addolora, ma
davanti alla mancanza di finanziamenti non basta piu' la buona
volonta' e lo spirito di abnegazione mostrato sino ad oggi da tutti
noi, impiegati, medici, infermieri e personale ausiliario, a far
fronte alle difficolta'. Sono apprezzabili gli sforzi che il
Presidente, Giuseppe Scopelliti, l'intera Giunta e il Consiglio
regionale, in maniera bipartisan, stanno compiendo in questi giorni,
ma dobbiamo rilevare che nonostante tutto cio' non si riesce a
raggiungere una soluzione di un problema cosi' grave, soprattutto
perche' legato al diritto alla salute dei cittadini. Insieme a
questa difficolta' primaria legata ai nostri malati, va aggiunta
quella di numerose altre famiglie, quelle dei lavoratori, che non
riceveranno lo stipendio di dicembre ne' tanto meno la tredicesima
mensilita', come previsto in questo periodo per ogni lavoratore
dipendente. E' situazione - concludono - che sconforta chi presiede
e dirige questa struttura da tutti, senza tema di smentita,
considerata un punto di riferimento importante della sanita'
calabrese".
ASP CATANZARO: LAVORO CENTRO SCREENING TRA I PIU’ INTERESSANTI D’ITALIA
Lamezia Terme, 17
dic. Era presente anche la Calabria nella riunione annuale del
gruppo italiano screening del colon retto (GISCoR) che si è svolta a
Perugia e alla quale hanno partecipato il Centro screening
dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, rappresentato dalla
dr.ssa Maria Paola Montesi e quello dell’Asp di Vibo Valentia
diretto dalla dr.ssa Concetta Amodei e rappresentato dalla dr.ssa
Beatrice Grasso.
L’occasione ha offerto l’opportunità di dimostrare che anche nel sud
Italia esistono realtà che esprimono qualità, come accade per le
regioni del nord. L’attività del Centro screening dell’Asp di
Catanzaro, diretto dalla dottoressa Montesi, si è rivelata
interessante per i risultati raggiunti, un’esperienza messa a
confronto con quella dell’Asp di Vibo Valentia. L’idea del lavoro
presentato al convegno è stata di paragonare i metodi impiegati a
Lamezia e a Vibo nell’organizzazione generale dello screening del
colon retto, comparando i risultati. La caratteristica principale
del programma di Vibo Valentia è la partecipazione attiva dei medici
di medicina generale, che, incentivati con una tot quota a
paziente, consegnano ai propri assistiti le lettere di invito e
spiegano loro di cosa si tratta, escludendo le persone che per un
qualsiasi motivo di salute non possono fare questo screening. A
Lamezia, invece, si utilizzano di volta in volta le opportunità
territoriali: poli sanitari vari, distretti e consultori, che hanno
spazi e personale già impegnato nella prevenzione, ma anche locali e
personale messi a disposizione da alcuni sindaci particolarmente
sensibili alle iniziative che migliorano la salute della
popolazione. Ci si avvale, inoltre, dell’opera preziosa di tutte le
organizzazioni di volontariato, prima tra tutte e proprio nello
screening del colon-retto, la Croce Rossa Italiana, con le sorelle
volontarie di Lamezia Terme. Il contributo dei Medici di Medicina
Generale è volontario. I risultati dei distretti del Lametino e
Reventino dell’ASP di Catanzaro sono stati paragonati a quelli del
distretto di Tropea dell’ASP di Vibo Valentia. L’adesione all’invito
presso l’ASP di Vibo dipende strettamente dalla disponibilità e
dalla sensibilità del MMG, variando da un massimo del 76% a un
minimo del 10%, con una media del 45%. Presso l’ASP di Catanzaro,
invece, il massimo valore di adesione, pari al 51% è stato
raggiunto con la sinergia di: forze messe in campo dall’ASP,
contributo dei Sindaci e collaborazione con la CRI. La Croce Rossa,
nei comuni dove ha condotto interamente l’iniziativa ha permesso di
raggiungere il 43% di adesione. Là dove alcuni MMG hanno collaborato
spontaneamente, senza alcun incentivo, si è raggiunto il 42%. Non
sono mancati i casi limite, come il 18% di Gizzeria, dovuti alla
mancata consegna delle lettere, un problema già segnalato che si è
verificato anche in altre zone d’Italia per cui, ad esempio, la
regione Umbria ha stipulato un’apposita convenzione con le Poste
Italiane, in base alla quale le persone ricevono la lettera di
invito con la provetta e addirittura una busta preaffrancata per
rispedire il campione raccolto, con l’impegno della posta a
consegnarlo entro 24 ore in laboratorio. Si tratta di un accordo
specifico a livello regionale. I problemi con il servizio postale
spingono, comunque a ritenere più proficua la collaborazione del
medico di medicina generale, che garantisce migliori risultati, così
come si è dimostrato efficace l’intervento dei comuni e delle
associazioni di volontariato, in particolare, quello gratuito e di
qualità delle sorelle della Croce Rossa, sinergie di più istituzioni
su cui puntare soprattutto in periodi di crisi economica. L’adesione
al secondo livello diagnostico (colonscopia) è maggiore nell’ASP di
Catanzaro, dove il paziente è chiamato per un incontro preliminare
con il personale sanitario, che spiega cos’è l’esame, perché è
necessario e qual è la preparazione. Nell’ASP di Vibo Valentia,
invece, il contributo del MMG si limita al primo livello e per il
seguito degli accertamenti il paziente riceve per posta la
convocazione per l’esame e le relative spiegazioni. Con riferimento
al confronto tra i risultati delle due Asp calabresi la dottoressa
Montesi sostiene inoltre che “un dato che andrebbe approfondito è la
percentuale di positività che si è rivelata più alta nel territorio
della provincia di Catanzaro, rispetto a quello di Vibo Valentia.
Sarà opportuno esaminare la significatività quando si avrà un numero
maggiore di dati. La cosa che ci ha fatto piacere è che il lavoro da
noi presentato come poster scientifico è stato inserito tra i dieci
selezionati su oltre 80 poster provenienti da tutta Italia, per fare
una presentazione orale più approfondita sul lavoro svolto. Sono
stati scelti i poster scientifici ritenuti più interessanti al fine
di dare vita a un confronto con gli autori. Ne è scaturito un
dibattito interessante, con domande molto pertinenti, che hanno
suscitato forte attenzione e partecipazione. Senza dubbio le
difficoltà ci sono e le risorse disponibili per lo screening, con
particolare riferimento al personale e alle attrezzature, non
bastano mai. Ritengo perciò opportuno utilizzare al massimo tutte le
risorse, comprese quelle territoriali, intensificando il rapporto
con le volontarie della Croce Rossa provinciale e regionale.
L’organizzazione ha tra l’altro manifestato la disponibilità a
inviare delle volontarie nel Centro screening aziendale per un aiuto
qualificato. E’ auspicabile una collaborazione più stretta che può
rappresentare un aiuto importante per lo screening del colon-retto
che richiede molta attività proprio sul territorio, può favorire un
contatto più continuo per dare maggiore visibilità a queste
iniziative dell’Asp e incrementare la fiducia della popolazione”.
nella foto da
sinistra Maria Paola Montesi e Beatrice Grasso
ASP CATANZARO: MANCUSO, STIAMO RIORGANIZZANDO LA SANITA’
RIPRISTINANDO LE REGOLE
Catanzaro, 17 dicembre 2011 - “E’ quanto mai singolare,
quando si cerca di attivare i controlli, quando si cerca di
ristabilire le regole, che ci sia sempre qualcuno in questa nostra
terra che abbia qualcosa da dire, come se il fatto di agire in
difformità a delle regole sia legittimo e debba essere regola da
seguire sempre”. Lo afferma il direttore generale dell’Azienda
sanitaria provinciale di Catanzaro, Gerardo Mancuso, il quale,
replicando alle affermazioni della Fimmg pubblicate sulla
stamp
a,
spiega: “Noi stiamo cercando, nell’opera difficile a cui il
Presidente Scopelliti ci ha chiamato, non solo di ridurre la spesa e
di riorganizzare i servizi, ma appunto di stabilire regole e
applicare le norme che disciplinano le attività delle Aziende
Sanitarie. Questo lo abbiamo fatto sin dal primo momento,
probabilmente abbiamo anche “pestato i piedi” a moltissime persone,
a moltissime lobby, a moltissimi gruppi organizzati, ma questo poco
ci importa. Ci interessa soltanto raggiungere l’obiettivo di
ristabilire le regole. La Fimmg si autosospende nei rapporti con
l’azienda per un ipotetico comportamento non consono del direttore
generale. Il Direttore Generale ha stabilito delle regole, e ha
cercato di condividerle con la FIMMG. Ma non può pensare la Fimmg di
ristabilire la posizione ante, cioè far finta che l’azienda non
faccia nulla. Questo non lo farà mai quindi la determinazione sul
comportamento restrittivo da parte dell’Azienda è una determinazione
irrinunciabile per aderire alle regole di funzionamento del sistema.
La normativa vigente, le recenti indicazioni ministeriali e del
commissario alla Sanità della nostra Regione sulla inappropriatezza
prescrittiva, impongono iniziative di controllo e valutazioni
tecniche. Le attività di controllo sono rivolte a tutte le categorie
farmaceutiche del prontuario, ma possibilmente devono interessare
molecole che rappresentano la maggiore incidenza di inappropriatezza.
Il controllo riguarda anche l’ attività prescrittiva dei medici
dipendenti e dei medici convenzionati.
L'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha già avviato una
serie di iniziative volte al controllo della spesa, compresa la
verifica dell’ appropriatezza prescrittiva e tali iniziative hanno
portato ad una riduzione della spesa farmaceutica del 7.32%, che in
termini assoluti corrisponde a 2,050,000 euro di risparmio. Sul
versante della spesa farmaceutica convenzionata abbiamo ottenuto una
riduzione del 23.6% che si è concretizzata in un risparmio di
4.750.000 euro e tale risultato certifica la correttezza della
strategia aziendale poiché la distribuzione diretta è aumentata
nella percentuale del 42%. Quindi alla riduzione della spesa della
convenzionata, corrisponde un aumento della spesa del primo ciclo di
terapia post dimissione.
Pertanto le misure di risparmio della spesa farmaceutica sono state
già attivate, con risultati molto incoraggianti e semmai devono
essere implementate con un controllo maggiore dell’ appropriatezza e
con misure di maggiore rigore.
Ancora, non abbiamo inciso con misure idonee sulla appropriatezza
prescrittiva soprattutto sul versante del medico di medicina
generale, pertanto è necessario attivare rapidamente un percorso
condiviso di linee guida e di verifica prescrittiva. Un impegno
iniziale è quello di attivare un sistema di verifica della
inappropriatezza prescrittiva delle molecole contenute nel
dispositivo AIFA, statine, inibitori di pompa protonica e sartani.
Le prescrizion dei medici di famiglia sono eccedenti per i Sartani
del 14% e per le statine del 12,5%. questi dati sono allarmanti
poiché indicano una inappropriatezza prescrittiva che è necessario
subito correggere anche attraverso lo switch di molecole e
attraverso misure di razionalizzazione e di applicazione di linee
guida scientifiche.
quindi, per rientrare all'interno dei valori indicati dal ministero,
è necessario attivare processi virtuosi attraverso un’azione di
controllo prescrittivo e la fruizione di linee guida sulle molecole,
statine e sartani. Abbiamo inteso correggere insieme a loro tali
inappropriatezze, emendando linee guida per una prescrizione
corretta rispetto alle indicazioni ministeriali e corretta dal punto
di vista della spesa farmaceutica. L'Azienda ha la responsabilità di
correggere la spesa e lo fa attraverso tutti gli strumenti utili
istituzionali e attraverso anche i controlli. La normativa prevede
anche sanzioni per chi non si adegua ai tetti prescrittivi. Se
questa buona pratica viene contestata e perché non ci si e' capiti,
poiché diversamente, e non lo penso, qualcuno vuole ancora difendere
situazioni fuori dalle righe.
SANITA': LA SCUOLA
PEDIATRICA CALABRESE 'IN CATTEDRA' A DUBAI
Catanzaro, 17 dic. - Torna dagli Emirati Arabi con un ingente
bagaglio di nuove conoscenze e soprattutto di ottime prospettive la
"spedizione" pediatrica calabrese che ha partecipato alla II
Conferenza internazionale "Il Bambino del Mediterraneo" . Un evento
di quattro giorni che e' stato patrocinato dalla Societa' Italiana
di Emergenza e Urgenza Pediatrica
(Simeup), dalla Societa' Italiana
di Pediatria (Sip), dal "City Hospital" di Dubai in collaborazione
con l'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro. La
delegazione calabrese, composta dalla catanzarese Stefania Zampogna,
dirigente Ao del capoluogo e consigliera nazionale Simeup, dai
crotonesi Giovanni Capocasale revisore Sip e da Anna Maria Sulla,
presidente regionale Simeup, ha prodotto due risultati degni di
particolare rilievo: la firma di un protocollo di collaborazione
scientifica con i colleghi del modernissimo ospedale arabo e un
lavoro comune che sara' effettuato nella prossima primavera in una
localita' della costa jonica, probabilmente Squillace Lido. Una
seconda tappa di accrescimento professionale, dopo quella di Malta,
per il progetto "Calabria baricentro del Mediterraneo", che si
propone quale trampolino di lancio per il delicato settore sanitario
su cui punta la direzione aziendale "Pugliese-Ciaccio" e che ha
fatto esternare all'avv. Elga Rizzo "i piu' vivi apprezzamenti per
l'iniziativa del Simeup ed in particolare per la tenacia o l'operativita'
della nostra dirigente pediatrica dottoressa Zampogna". Il confronto
culturale con il mondo scientifico arabo si e' tradotto in un
proficuo scambio cognitivo e procedurale. Il sistema pediatrico
negli Emirati Arabi, nonostante vanti un impressionante livello
tecnologico, e' costruito su schemi unici di accoglienza e cura,
impostati sugli ospedali di prossimita' senza differenziazioni
anagrafiche. Il contributo portato dagli specialisti nostrani ha
consentito di approfondire ed attribuire l'esperienza delle cure
specifiche al bambino legate alle specifiche e soggettive
prerogative di ogni piccolo paziente, alla base di un sistema
sanitario costruito sulle figure di pediatra, medico generico,
guardia medica, pediatra ambulatoriale e quindi sulla struttura del
pronto soccorso pediatrico. E cosi' grande interesse hanno mostrato
tutti i partecipanti ai Corsi di Triage e Tossicologia, con giornate
di lavoro dedicate a patologie come sepsi, perdita di coscienza,
emergenze cardiologiche e asma acuto i cui protocolli di soccorso
d'urgenza non collimano con la cultura anglosassone dei pediatri
arabi, desiderosi per questo di assumere e confrontarsi con scuole
diverse, di lunga esperienza ed affidabilita'. Del resto il livello
culturale degli Emirati si sta rivelando di grande spessore, tanto
che i migliori campus universitari (fonte Repubblica 7 dicembre
2011) come Harvard, Stanford e University of California stanno
aprendo proprie sedi nei paesi emergenti di Dubai e Abu Dhabi con
l'obiettivo di formare i giovani nell'ottica della istruzione
globale. Un segnale indicativo della scelta acuta che la Calabria e
l'Ao "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro hanno avuto nello scegliere
questa come sede di confronto per attuali e futuri rapporti di
crescita e collaborazione medico-scientifica, a dimostrazione che
ceppi culturali profondamente diversi possono e devono integrarsi e
stimolarsi nel supremo interesse filantropico ed in questo caso di
uno tra i pazienti piu' delicati in assoluto, quello di fascia
pediatrica.
SANITA': SANTELLI (PDL),
L'IMPEGNO DI SCOPELLITI SIA D'ESEMPIO
Catanzaro, 17 dic. - "L'impegno con cui il Presidente Scopelliti sta
affrontando il risanamento dei conti della sanita' in Calbria deve
essere di esempio a tutti gli amministratori locali ma anche al
governo nazionale. In un momento d crisi come quello che sta
attraversando l'Italia, il Presidente Scopelliti e' riuscito a farsi
assegnare 220 milioni di euro Il risultato ottenuto al "tavolo
Massicci" che e' istituito presso il Ministero dell'economia,
significa il riconoscimento di un duro ma proficuo lavoro avviato da
una dirigenza politica che vuole restituire con atti concreti, alla
Calabria e ai calabresi, la fiducia affidata nelle urne". Lo afferma
Jole Santelli, deputata del Pdl.
SANITA': DIMA (PDL),
ALTRO SUCCESSO PER LA GIUNTA SCOPELLITI
Catanzaro, 17 dic. - "La Giunta calabrese guidata dal Presidente
Scopelliti ottiene un altro evidente successo, lo sblocco di fondi
per 220 milioni di euro al "tavolo Massicci". Lo stanziamento e' un
riconoscimento del lavoro positivo che Scopelliti, in qualita' di
commissario alla sanita', sta effettuando per risanare il compatrto
piu' violentato dagli sprechi. Il risultato, in un momento di crisi
internazionale, e' fondamentale per la Calabria che inizia a vedere
cosi' i frutti della buona politica decisa dal voto popolare. Una
stima che il presidente Scopelliti sta ripagando con il massimo
impegno per la sua terra". Lo afferma il deputato del Pdl Giovanni
Dima.
SANITA': SBLOCCATI FONDI, COMMENTI
Catanzaro, 15 dic. - "La notizia dello sblocco della premialita' per
la sanita', pari a 220 milioni di euro, deliberata oggi dal 'tavolo
Massicci' e' senza dubbio un risultato straordinario per tutti i
calabresi". E' quanto afferma il Vicepresidente del Consiglio
regionale, Alessandro Nicolo'. "Il lavoro del presidente Scopelliti
e del centrodestra - aggiunge - mirato al recupero dell'efficienza
del sistema sanitario calabrese e della messa in ordine dei conti,
sta dunque avendo i primi riscontri positivi. Da qui in poi -
evidenzia Nicolo' - sara' possibile programmare efficacemente i
servizi assistenziali sul territorio e potenziare le strutture
ospedaliere, innestandovi processi di innovazione tecnologica ed
organizzativa in grado di riportare le strutture sanitarie calabresi
ai livelli delle migliori esperienze del Paese, motivando altresi'
positivamente gli operatori che da anni sono costretti a fare i
salti mortali a causa di una situazione finanziaria che stava per
inghiottire come un gorgo l'intero bilancio regionale. La buona
politica, dunque, sta maturando i frutti migliori, e il mondo della
sanita', da oggi in avanti - conclude - potra' guardare con minori
timori verso un futuro che apre concrete speranze di miglioramento
dei servizi ai cittadini". Il consigliere regionale Gesuele Vilasi (PdL)
commenta: "La premialita' nel settore della sanita' riconosciuta
alla nostra regione e' il segnale di un forte recupero di
credibilita' e di efficienza della Giunta guidata da Giuseppe
Scopelliti. La somma deliberata dal 'tavolo Massicci', 220 milioni
di euro - prosegue Vilasi - e' un'autentica boccata d'ossigeno per i
servizi sul territorio e le aziende ospedaliere, finora condizionati
da una situazione precaria sul piano finanziario e risalente nel
tempo. Dal prossimo futuro - afferma ancora Vilasi - sara' possibile
ragionare con piu' tranquillita' sui temi della programmazione
sanitaria, sulla riorganizzazione dei servizi e sul potenziamento
tecnologico delle aziende ospedaliere, rimodulando gli interventi e
pianificando il Piano di rientro, per offrire ai calabresi piu'
opportunita' di curarsi nella propria terra". Per Lella Golfo,
deputata del Pdl eletta in Calabria, "il risultato ottenuto a al
tavolo Massicci premia l'impegno, l'abnegazione e la determinazione
del Presidente Scopelliti e della sua squadra e rappresenta un
grande vittoria per la Calabria tutta". Questo straordinario
successo - aggiunge - neutralizza con i fatti ogni polemica e ogni
attacco ed e' una dimostrazione lampante del buon governo della
giunta Scopelliti. In un giorno solo abbiamo incassato dal Governo
la dichiarazione dello stato d'emergenza per le alluvioni di
novembre e lo sblocco di questi 220milioni di euro che daranno una
boccata di ossigeno alla sanita' calabrese". Per il presidente della
commissione "attivita' sociali, sanitarie, culturali, formative"
della Regione, Nazzareno Salerno, "lo sblocco di 220 milioni di euro
dal Tavolo Massicci e' la riprova dell'incisivita' dell'azione di
questo Governo regionale che, in un anno e mezzo di lavoro, ha
recuperato credibilita' anche innanzi ai piu' intransigenti
interlocutori nazionali confermando il taglio netto con quel passato
che ha danneggiato l'immagine della Calabria e dei calabresi. Questa
classe dirigente, - continua - con lungimiranza e spirito di
sacrificio, ha messo in primo piano i reali interessi dei cittadini
attuando un progetto in cui sono sempre stati ben chiari sia le
situazioni e le necessita' del presente sia gli obiettivi di lungo
termine. Ricordo che questo percorso e' stato caratterizzato dalle
difficolta' iniziali e da un contesto in cui non si conosceva
nemmeno l'entita' del debito. Troppi in questi anni sono, infatti,
stati gli sperperi, troppa e' stata la superficialita' con la quale
sono state affrontate le criticita', troppe sono state le ingerenze
della politica nel comparto sanitario. Il centrodestra, - aggiunge -
guidato dal Presidente e Commissario ad acta Giuseppe Scopelliti, ha
voltato pagina guardando al futuro e, grazie ad un intenso lavoro,
e' riuscito ad ottenere risultati concreti laddove altri avevano
fallito". Il Sottosegretaio alla Presiudenza della Regione, Alberto
Sarra,aggiunge: "Essere riuscito a fare sbloccare la premialita' per
la sanita' calabrese per un ammontare di circa 220 milioni di euro
e' senza ombra di dubbio il frutto di un lavoro portato avanti con
tenacia ed dedizione da parte del Governatore della Calabria
Giuseppe Scopelliti la somma deliberata dal tavolo Massicci e'
un'autentica boccata d'oossigeno per i servizi sul territorio e le
aziende ospedaliere, le quali fino adesso sono state condizionate da
una situazione precaria sul piano finanaziario per una gestione
gestione clientelare risalente nel tempo. Adesso - prosegue Sarra -
sara' possibile programmare in maniera efficace ed efficiente i
servizi assistenziali sul territorio e potenziare le strutture
ospedaliere, immettendovi processi di innovazione tecnologica ed
organizzativa in grado di riportare le strutture sanitarie calabresi
ai livelli delle migliori esperienze del paese. Il lavoro portato
avanti dal Governatore Scopelliti - dice Sarra - mira al recupero
dell'efficienza del sistema sanitario Calabrese oltre a quello della
messa in ordine dei conti . Con questo riconoscimento - conclude -
si demolisce la demagogia portata avanti dall'opposizione". "Il
risultato raggiunto al tavolo Massicci, che sblocca il 30% degli 800
milioni di euro di premialita' finora 'congelati' e' straordinario e
conferma la bonta' della linea del risanamento avviata dal
Governatore nella sanita' calabrese". E' il commento del consigliere
regionale, nonche' presidente della quinta Commissione, Mario Magno
(Pdl) che aggiunge: "Chi la dura la spunta, potremmo - pertanto -
dire. Perche', alla fine, il Presidente Scopelliti e la sua
maggioranza di governo l'hanno spuntata! La decisione dei tecnici
del Ministero premia l'azione positiva svolta dalla struttura
commissariale, con i sub commissari Luigi D'Elia e Luciano Pezzi, e
dal Dipartimento salute, ben guidato dal dott. Scaffidi. Essa
consentira' - innanzitutto - di poter affrontare le situazioni di
emergenza che attanagliano il settore assicurando una boccata
d'ossigeno ai suoi operatori; ma, soprattutto, servira' a
programmarne con maggiore tranquillita' (e maggiori risorse,
appunto) l'ulteriore sviluppo nella direzione di una migliore
qualita' ed efficienza dei servizi e del loro potenziamento
tecnologico". Magno conclude cosi': "Ora e' importante continuare su
questa strada, l'unica che - come dimostrato (anche agli scettici ed
alle malelingue) - e' in grado di garantire la riorganizzazione,
riqualificazione e il risanamento strutturale del servizio sanitario
regionale e, piu' in generale, un sistema sanitario piu' equilibrato
nella missione di prevenzione e nella promozione della salute". Il
consigliere regionale Alfonsino Grillo afferma: "Sarebbe
interessante sapere da dove attingono le notizie sul tavolo Massicci
alcuni eminenti membri del Partito Democratico calabrese. Un paio di
settimane fa affermavano che Scopelliti era incapace di attuare e
gestire il Piano di Rientro; oggi dovrebbero chiedersi come mai sono
state assegnate nuove premialita' alla Calabria. In politica parlano
i fatti - conclude Grillo - e i fatti sono questi. Ed in politica
paga molto piu' il coraggio delle scelte che qualche calcolo di
bottega. Prosegua cosi', il Presidente Scopelliti, senza fare sconti
ad una sanita' che nel passato ha guardato piu' agli interessi di
casta che a quelli degli utenti". Per la vicepresidente della Giunta
regionale Antonella Stasi l'esito del tavolo Massicci "e' un
risultato di grandissima importanza per tutti i calabresi. Le
positive notizie giunte a conclusione dell'ultima riunione del
"tavolo Massicci" - ha dichiarato Stasi - che ha sbloccato circa 220
milioni di euro per la sanita' calabrese, dimostrano l'impegno serio
e costante che il nuovo corso della Regione sta portando avanti
grazie al lavoro del Presidente Scopelliti e di tutta la maggioranza
di centro-destra. L'obiettivo di riformare il comparto della sanita'
calabrese, rendendolo finalmente competitivo e corrispondente alle
esigenze dei cittadini, e' stato il primo impegno che il Governatore
Scopelliti ha affrontato con decisione. La somma che il "tavolo
Massicci" ha deliberato - prosegue la Vicepresidente Stasi - oltre a
certificare l'ottimo lavoro finora fatto dal Governatore e dal
Dipartimento, restituisce la necessaria credibilita' nei confronti
di tutto il Paese, persa a seguito di una scellerata politica di
sprechi e sperperi che hanno danneggiato non solo la nostra
immagine, ma soprattutto un servizio fondamentale per la salute dei
calabresi. Questo primo risultato ci offre quindi la necessaria
conferma e fiducia che la strada intrapresa dal Presidente
Scopelliti e' quella giusta, ossia quella di dare finalmente una
sanita' di qualita' a tutti i calabresi, restituendo la necessaria
fiducia anche a tutti quei validi professionisti che operano nella
nostra regione. L'esito del "tavolo Massicci" cancella, di fatto,
tutte le critiche strumentali avanzate nell'ultimo anno e mezzo, da
un centro-sinistra incapace di contribuire a vincere questa
difficile sfida. Da ora - conclude la Vicepresidente Stasi - sara'
possibile pianificare con piu' efficacia la rete dei servizi
assistenziali sul territorio e potenziare le strutture sanitarie ed
ospedaliere, garantendo quei processi di innovazione tecnologica ed
organizzativi capaci di portare le strutture sanitarie regionali ai
livelli delle migliori esperienze del resto d'Italia". Il capogruppo
dell'Udc in Consiglio regionale, Alfonso Dattolo, a sua volta,
afferma che "l'esito positivo ed assai importante del 'Tavolo
Massicci' dirada i dubbi e cancella ogni polemica strumentale. E'
evidente che ci si sta muovendo bene e la strategia e' quella
giusta. Mentre e' messa in risalto l'efficienza delle scelte del
presidente Scopelliti nella sanita' - aggiunge - l'auspicio e' che
su questo argomento, che segnala le difficolta' di 40 anni di
regionalismo e riflette responsabilita' delle classi dirigenti che
si sono susseguite finora alla guida della Regione, tutte le forze
politiche possano finalmente convergere sul comune obiettivo di dare
alla Calabria una sanita' efficiente, all'altezza dei tempi ed in
grado di soddisfare i bisogni dei calabresi". Lo sblocco di 220
milioni di euro di premialita', secondo il capogruppo in consiglio
regionale di "Scopelliti Presidente", Giovanni Bilardi "e' un grande
risultato da ascrivere in particolare al Commissario ad acta
Giuseppe Scopelliti, alla struttura commissariale, al Dipartimento
salute ed a questa classe dirigente che risponde alle parole con i
fatti". Il Tavolo Massicci sa di avere interlocutori seri e
credibili nella Regione Calabria. Lo sblocco dei 220 milioni di
euro, e' bene chiarire, non era un atto dovuto. E' stata - dice -
una conseguenza del lavoro instancabile e certosino di chi vuole
dimostrare che anche in Calabria c'e' la concreta volonta' di
risanare i debiti pregressi razionalizzando e migliorando la sanita'.
Dai tavoli romani la Calabria ne esce rafforzata. Queste somme, in
un momento delicato quale questo, sono un'importante boccata
d'ossigeno. Il Presidente Scopelliti - conclude - e' riuscito a
conquistare un altro risultato importante per la nostra Regione". Il
presidente del Comitato regionale per la qualita' e la fattibilita'
delle leggi, Salvatore Pacenza (Pdl), interviene affermando che la
decisione del Tavolo Massicci "gratifica il lavoro di
normalizzazione del settore sanita' messo in atto dal commissario ad
acta Giuseppe Scopelliti e proietta la Calabria verso una radicale
trasformazione del settore in favore dei cittadini. Farebbe bene
l'opposizione - continua Pacenza - a prestare il suo contributo in
un'ottica di collaborazione verso il rilancio della sanita' in
regione piuttosto che attardarsi in un antiquato rendez vous
quotidiano sulla stampa che si palesa in un modo anacronistico di
fare politica. L'obiettivo unico di questa Amministrazione regionale
e' quello di ripristinare quel diritto alla salute per i cittadini
calabresi cosi' come fra l'altro sancito a livello costituzionale.
Non e' ultimo e' l'impegno della Regione a scardinare quella prassi
inaccettabile per un Paese socialmente evoluto qual e' quella
dell'emigrazione sanitaria. E sembra si stia andando in questa
direzione in Calabria. Si erano chiesti dei sacrifici al momento
dell'attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario
nell'ottica di un futuro certamente migliore nell'erogazione delle
prestazioni sanitarie su tutto il territorio regionale. Ebbene, -
aggiunge - quel giorno potrebbe gia' essere parzialmente arrivato
grazie allo sblocco di queste risorse. Non si e' certo arrivati alla
fine del percorso di normalizzazione della sanita' calabrese con lo
sblocco di queste risorse che, seppure di notevole consistenza, non
sono sufficienti a colmare i debiti maturati in questi anni dal
settore. Ma esse - conclude - rappresentano comunque un boccata
d'ossigeno e un risultato importante per il lavoro messo in campo
dal governatore Peppe Scopelliti".
SANITA': CALABRIA, SBLOCCATI 220 MLN PREMIALITA'
Catanzaro, 15 dic. - I tecnici ministeriali, "nel giudicare
positivamente l'azione complessiva della struttura commissariale
calabrese", hanno deliberato lo sblocco del 30% delle risorse che
spettano come premialita' alla Calabria, per una somma pari a 220
milioni di euro. Lo comunica l'ufficio stampa della Giunta
regionale. Il Commissario ad acta per il piano di rientro Giuseppe
Scopelliti ed i sub commissari Luigi D'Elia e Luciano Pezzi hanno
partecipato, a Roma, alla riunione del "Tavolo Massicci" conclusasi
nel tardo pomeriggio. "All'incontro - spiega la nota dell'Ufficio
stampa della Giunta regionale - hanno inoltre preso parte i
dirigenti del Dipartimento salute Gianluigi Scaffidi (piano di
rientro), Angela Nicolace e Vincenzo Ferrari (settore economico) e
per la struttura commissariale i dirigenti Natalia Di Vivo e Daniela
Greco. I tecnici ministeriali hanno valutato positivamente i
risultati ottenuti dalla struttura per l'attuazione del piano di
rientro e confermato l'attendibilita' e l'affidabilita' della
Regione nel governo della spesa. E' stata rilevata una sensibile
riduzione del debito pregresso condotta attraverso un'attenta
analisi di bilancio della struttura commissariale su ogni singola
azienda. A seguito dell'azione amministrativa, messa in atto
attraverso specifici decreti commissariali, si e' ottenuta una
notevole contrazione del disavanzo tale da poter auspicare il
raggiungimento del pareggio di bilancio. Sul versante
dell'organizzazione - si fa rilevare - il "Tavolo Massicci" ha preso
atto della positiva azione condotta sul riassetto della rete
ospedaliera in coerenza ai dettami del decreto 18/2010. Tale
riassetto, avviato con il decreto 106/2010, la Regione dovra'
completarlo entro la fine dell'anno in corso attraverso la
ripartizione dei posti letto per acuti all'Azienda Ospedaliera
"Pugliese Ciaccio" ed all'Azienda Ospedaliera Universitaria "Mater
Domini", cosi' come richiesto dal Ministero".Il "Tavolo Massicci" ha
inoltre chiesto "chiarimenti ed integrazioni su pregressi decreti
commissariali, sanzioni a carico dei responsabili di atti in
contrasto al piano di rientro e chiarimenti sulle procedure di
nomina dei Direttori Generali. Sulla Fondazione Campanella i tecnici
si sono riservati di prendere decisioni in attesa di conoscere la
legge regionale, gia' modificata dall'apposita commissione
consiliare, a seguito dell'impugnazione del Governo, ed in attesa di
essere approvata dal Consiglio regionale e successivamente trasmessa
al Tavolo. Alla prossima riunione del "Massicci" saranno sottoposti
ai tecnici ministeriali i positivi risultati ottenuti dalla task
force veterinaria affidata alla struttura commissariale".
CARDIOLOGIA: PREMIATA JOLANDA
SABATINO PER UNO STUDIO INNOVATIVO SULLE ARITMIE CARDIACHE
Lamezia Terme, 14 dic. - La
dottoressa Jolanda Sabatino, giovane laureata in Medicina e
Chirurgia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha vinto il
Premio Giovane Ricercatore 2011, istituito dalla Società Italiana di
Cardiologia (SIC) e assegnato nel corso
dell'ultimo
congresso annuale che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 dicembre
scorso. La giovane ricercatrice dell’Ateneo catanzarese ha svolto la
sua attività di studio presso il laboratorio di Cardiologia
Molecolare e Cellulare dell'Università Magna Graecia, diretto dal
Professor Ciro Indolfi. Dopo una prima valutazione di 20 lavori, per
l'edizione 2011 del premio, la commissione giudicatrice ha
selezionato lo studio sperimentale effettuato da Jolanda Sabatino.
Tale studio ha illustrato il ruolo dei microRNA-1 sulle aritmie in
cuori ipertrofici. I microRNA sono una delle più importanti scoperte
della ricerca scientifica nel campo delle malattie cardiovascolari.
La possibilità di modulare alcune funzioni del cuore e dei vasi
rappresenta una delle più importanti potenzialità dei microRNA. Tale
importante risultato conferma ancora una volta la missione della
Cardiologia dell’Università Magna Graecia in seno al Dipartimento di
Scienze Mediche e Chirurgiche, diretto dal Professor Ciro Indolfi, e
cioè offrire un’eccellente e competitiva formazione a studenti e
medici attraverso la ricerca, in ambito clinico e sperimentale, di
nuove ed innovative terapie tese a migliorare lo stato di salute
dei pazienti affetti da malattie cardiache.
nella foto da sinistra il prof. Indolfi e la dott.ssa Sabatino
SANITA': SEDUTA
COMMISSIONE REGIONE SU VERTENZA PRECARI ASP
Catanzaro, 12 dic. - Si e' tenuta oggi, su richiesta dei consiglieri
regionali Carlo Guccione (Pd) e Ferdinando Aiello (Sel) la riunione
della terza Commissione del Consiglio regionale della Calabria "Attivita'
sociali, sanitarie, culturali, formative", presieduta dal
consigliere Nazzareno Salerno, sulla questione del rinnovo del
contratto di lavoro dei precari della sanita' calabrese e dei 430
precari stabilizzati nel 2008-2009 nell'Asp di Cosenza. La questione
riguarda la proroga di 1135 lavoratori precari di cui 662 dell'Asp e
dell'AO di Cosenza. I dati sono stati forniti dal Dirigente Generale
del Dipartimento Tutela della Salute, Antonino Orlando e dal
Dirigente dell'Area "Risorse Umane" dello stesso Dipartimento, Bruno
Zito. "Queste figure sanitarie - ha detto il Consigliere regionale
del Pd Carlo Guccione, intervenendo nel corso della riunione - sono
figure fondamentali che garantiscono l'erogazione dei LEA (Livelli
Essenziali di Assistenza). Si rende necessaria, pertanto, la proroga
immediata dei contratti in scadenza, in attesa della stabilizzazione
definitiva che dovra' avvenire immediatamente dopo il superamento
della fase commissariale che attualmente impone il blocco del
turn-over". "C'e' da evidenziare, inoltre -ha aggiunto Guccione- che
nonostante il blocco e il fatto che nel 2010 nel 2011 diverse
centinaia di dipendenti delle Asp e delle AO della Calabria siano
andati in quiescenza, persiste ancora un aumento della spesa per il
personale sanitario, che dimostra l'esistenza di una forte
criticita' nel sistema sanitario calabrese che finora non e' stata
affrontata con la necessaria capacita' da parte della struttura
commissariale". "Nel corso dell'audizione del dott. Gangemi e'
emersa, peraltro, con chiarezza -ha concluso il consigliere
regionale del Pd- la volonta' di rinnovare i contratti di tutti i
precari del presidio ospedaliero dell'Annunziata di Cosenza che
risultano essenziali per garantire le prestazioni sanitarie". L'on.
Guccione, inoltre, ha chiesto ai dirigenti Orlando e Zito se il
parere richiesto all'avvocatura regionale su i 400 lavoratori
stabilizzati nell'Asp di Cosenza nel 2008-2009, cosi' come
concordato con i sindacati nell'ottobre del 2011 presso
l'assessorato alla Sanita', fosse pervenuto per decidere in merito
alla questione. A tutt'oggi, e' stata la risposta, nonostante
l'impegno assunto prevedesse la formulazione e la consegna del
parere entro il 30 novembre del 2011, non risulta essere giunto agli
uffici nessun parere. La Terza Commissione, infine, ha licenziato
all'unanimita' un Atto di Indirizzo con il quale si richiede la
proroga di tutti i contratti dei lavoratori precari che garantiscono
i Livelli Essenziali di Assistenza nella sanita' calabrese.
ONCOLOGIA: ORDINE MEDICI, DISAGIO PER TRASFERIMENTO "CIACCIO"
Catanzaro, 12 dic. - Il Consiglio direttivo dell'ordine dei medici
di Catanzaro ha reso noto di aver ricevuto nei giorni scorsi dai
colleghi del Dipartimento Oncoematologico dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio"
"una lunga e preoccupata nota che mette in evidenza il fondato
disagio di quegli operatori in relazione non solo e non tanto al
proprio futuro professionale quanto in relazione alla possibilita'
di continuare a svolgere con la stessa efficacia il proprio ruolo
per una utenza molto vasta proveniente da diverse province della
Calabria - si legge in un comunicato - che deriva dalla prospettiva
di immediato trasferimento di tutto il sistema di cura dell'ospedale
"Ciaccio" a Germaneto e' nato all'improvviso a seguito non di
decisioni deliberate dagli organismi preposti ma da una serie di
varie dichiarazioni in tal senso che hanno sembrato contraddire
quello che appariva come un consolidato patrimonio dell'Azienda
ospedaliera di Catanzaro. Azienda che, negli ultimi anni ha profuso
impegno, risorse finanziarie, una straordinaria passione di diversi
amministratori, alcuni dei quali non estranei a questo Ordine, per
rafforzare un percorso che veniva da lontano sulla terapia delle
patologie oncologiche di adulti e bambini con la nascita di una
struttura "a tutto campo" dotata di servizi di supporto e con grande
collaborazione con le strutture e le istanze del territorio".
L'ordine "e' convinto che all'origine di tale disagio vi siano stati
alcuni grossolani errori di metodo. Una questione di cosi'
fondamentale importanza, per gli utenti piu' che per gli operatori,
doveva vedere impegnati in prima linea gli attori principali cioe'
le due Aziende con i due direttori generali coadiuvati dai
rispettivi organi tecnici del settore che avrebbero dovuto avere il
compito di valutare l'impatto della proposta, la sua fattibilita', i
suoi tempi, le risorse necessarie. Questo e' mancato. E' accaduto
invece - si fa rilevare - che a valutare la situazione sia stato un
tavolo politico-istituzionale preoccupato, sembra, piu' di equilibri
tra le parti che di fatti reali e per niente preoccupato invece se
le strutture presenti a Germaneto siano in grado di accogliere in
una sola sede l'enorme mole di lavoro delle due istituzioni, se le
conseguenze si traducano in un reale miglioramento del servizio reso
e non piuttosto in una qualche caduta di efficacia che finirebbe per
produrre nuova emigrazione sanitaria. Tavolo che peraltro sta
presentando tra l'altro non poche contraddizioni, ripensamenti,
repentini viraggi". "E' necessario ed indispensabile allora -
scrive l'Ordine - riconsiderare i tempi e i modi della proposta di
integrazione delle strutture oncologiche inquadrate nel piu'
generale discorso di integrazione delle strutture sanitarie del
comprensorio catanzarese. E' necessaria una grande discussione che
veda le istanze politiche e quelle professionali ugualmente
coinvolte nell'interesse dei cittadini. Non vi puo' essere infatti
integrazione se non attraverso il confronto e la condivisione
innanzitutto delle componenti professionali. La Regione non si
sottragga quindi - si legge - alle proprie responsabilita' ma
accolga tutte le istanze che vogliono un confronto positivo tendente
all' "abbattimento" del muro che sembra ergersi fra due importanti
realta' calabresi".
SANITA' EMANATO DPGR CHE REGOLAMENTA PROCEDURE DI MOBILITA'
Catanzaro, 7 dic. - E' stato emanato il decreto del Presidente della
Giunta regionale n. 127 del 2 dicembre che regolamenta le procedure
di mobilita' derivante dai processi di riconversione delle strutture
ospedaliere disposti dal Dpgr n. 18/2010 che prevede il riassetto
delle reti assistenziali. Le procedure - informa una nota
dell'ufficio stampa della Giunta - riguardano tutta l'area della
dirigenza del servizio sanitario regionale: medica, veterinaria,
sanitaria, tecnica, amministrativa e professionale. Con questo
decreto, il Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti ha
inteso garantire correttezza e trasparenza alle procedure che sono
state concertate dalla struttura commissariale con tutte le
organizzazioni sindacali interessate, i quali hanno sottoscritto,
all'unanimita', le norme contenute nel decreto 127. Pertanto,
essendo gia' iniziati i processi di riconversione con la dismissione
dei presidi ospedalieri individuati in prima fase dal Dpgr 18/2010,
era necessario individuare una precisa regolamentazione degli atti e
dei provvedimenti che i direttori generali dovranno adottare per la
ricollocazione del personale. Il decreto n. 127 contiene, inoltre,
altri importanti disposizioni relative all'acquisizione di personale
da parte delle Aziende, oggi impedite dal blocco del turnover
attivato, per effetto di legge, dal regime di commissariamento; il
decreto dispone, quindi, l'adeguamento delle procedure a quelle
previste dall'art. 23 bis del Dl. n. 138/2011 convertito in Legge n.
148/2011, che detta disposizioni per la stabilizzazione finanziaria.
Di conseguenza, in base alle procedure previste, le Aziende dovranno
rappresentare alla struttura commissariale le carenze organizzative
legate a mancanza di personale con la conseguenziale richiesta di
acquisizione di specifiche figure professionali. La struttura
commissariale, ove condivise, in seguito a specifiche verifiche, le
esigenze prospettate avviera' la procedura per ottenere la deroga al
blocco del turnover da parte dell'organismo ministeriale deputato.
SANITA': CGIL-CIL-UIL, IL CONFRONTO DEVE ESSERE A TUTTO CAMPO
Catanzaro, 7 dic. - "Le ricadute negative, su lavoratori e utenti,
derivanti dalle scelte finanziarie ed organizzative dettate dal
piano di rientro dal debito sanitario, la scarsa attenzione ai
problemi dei lavoratori della sanita' pubblica e privata, i problemi
inerenti il precariato sono stati gli elementi di rottura del
confronto al tavolo rappresentato da parte della Regione Calabria
dall'Ufficio del Piano di rientro, del quale rappresentante
Gianluigi Scaffidi le riconosciamo la disponibilita' e la
consapevolezza che sara' consequenziale agli impegni assunti.
Avremmo voluto una rappresentanza in grado di offrire una
interlocuzione completa ed esaustiva in rapporto all'entita' dei
problemi che incalzano e si appesantiscono giorno dopo giorno". Lo
affermano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali della Fp
Cgil, Iorno,della Fp Cisl, Bevacqua, e della Uil Fpl, Gentile, i
quali hanno chiesto un tavolo di confronto urgente per affrontare i
problemi dei lavoratori. I sindacati aggiungono: "Rifiutiamo un
utilizzo del confronto con il sindacato solo quando accordi,
ancorche' marginali, sono richiesti dal Tavolo Massicci e nello
specifico della convocazione riguardante la rivisitazione
dell'accordo sulla mobilita' del personale da trasferire nei casi di
riconversione degli ospedali". Secondo le organizzazioni sindacali,
dunque, "non ci frapponiamo alla rideterminazione della rete
ospedaliera ed anzi la pretendiamo e chiediamo che contestualmente
sia determinata la rete dell'emergenza-urgenza e della offerta dei
servizi territoriali. Oltre a questo abbiamo chiesto, nel contesto
della ripresa delle relazioni sindacali, che siano affrontati i
problemi del precariato, inerenti i rinnovi dei contratti e
l'immediata verifica dei processi di stabilizzazione effettuati per
porre fine ad una situazione che genera incertezza e preoccupazione
nei lavoratori e nelle lavoratrici. Non e' tollerabile a nostro
avviso che il presidente Scopelliti ed il direttore generale Zoccali
- e' scritto nella nota - abbiano interlocuzione solo con i datori
di lavoro della sanita' detta impropriamente "privata" e con le
associazioni datoriali del socio-assistenziale, Aias compresa per la
quale va affrontato il tema del contratto di lavoro ed il rapporto
con gli accreditamenti". Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil
chiedono "un tavolo in proposito finalizzato a porre fine ai disagi
dei lavoratori specie per quanto riguarda la correntezza degli
stipendi e l'applicazione del contratto nazionale, a fronte di un
atteggiamento ostativo dell'Aiop regionale sulla corretta
applicazione del contratto e sull'erogazione degli arretrati. Non
troviamo credibile un piano di rientro che a fronte dei sacrifici
chiesti ai lavoratori del settore e ai cittadini - affermano - non
si occupi di internalizzazione dei servizi che costano tanto e
producono margini di profitto elevatissimi per le varie societa' che
orbitano intorno al mondo della sanita' calabrese , nonche' la fine
del ricorso alla somministrazione di lavoro temporaneo. Costa di
piu', e' vigente da oltre 10 anni, ha perso il requisito della
temporaneita' e quel personale deve essere stabilizzato". Altro
argomento sollevato dai sindacati, e' relativo alla Fondazione
Campanella, per la quale si evidenzia: "Come non troviamo credibile
che a proposito di costi della politica si mantenga il consiglio di
amministrazione della Fondazione Campanella. Troppi soldi a
Presidente e componenti. In tema anche di misure che arrivano dal
governo nazionale e di riduzione di costi della politica e'
opportuno che in regime di paino di rientro siano affrontati anche
questi temi. Nel firmare il verbale finale dell'incontro abbiamo
sottolineato che la nostra disponibilita' al confronto e' vincolata
alla apertura di un tavolo immediato sulle questioni poste, da
tenersi con il presidente della Giunta regionale Scopelliti tenendo
conto che alcune vertenze come sanita' privata a Cosenza, Arssa sono
gia' in sciopero il 12 dicembre e questo fronte rischia di essere
allargato a partire dalle Comunita' montane - conclude la nota - se
non avremo risposte immediate, precise ed esaustive".
SANITA': MAGARO', AZIONE SCOPELLITI IMPORTANTE E NECESSARIA
Catanzaro, 7 dic. - Salvatore Magaro', consigliere regionale della
Calabria e Presidente della Commissione contro la 'ndrangheta,
interviene con una ichiarazione sui temid ella sanita', affermando
che "in quasi 41 anni di regionalismo, il settore ha disegnato, piu'
di altri una parabola discendente. Negli anni, - spiega - la
corruzione da un lato e il sistema di clientela dall'altro, uniti
alle distorsioni operate dalla 'ndrangheta, si sono insidiati
robustamente nel settore, impadronendosi dei suoi meccanismi e
contribuendo in maniera preponderante all' aumento della spesa, alla
costruzione di un debito che, di anno in anno e' lievitato,
all'abbassamento del livello dei servizi. Eppure - aggiunge -
proprio nel settore della sanita' si gioca la capacita' e la
credibilita' degli eletti. Lo ha capito bene - secondo magaro ' - il
governatore Scopelliti che, impegnato in prima persona nella
difficile azione di riorganizzazione dell'intero settore, come
Commissario straordinario, ha deciso di far prevalere l'interesse
generale a dispetto di tutto e tutti. E l'interesse, nel settore
della sanita' coincide con il diritto alla salute,
costituzionalmente garantito, nella sua accezione piu' ampia, che lo
vuole tra i diritti fondamentali dell'individuo e tra gli interessi
della collettivita'. Tradotto: servizi efficienti e sicuri per
tutti, accesso dell'utenza ulteriormente facilitato per le fasce
disagiate, partecipazione alla spesa in ragione della capacita'
contributiva, individuazione degli sprechi perche' solo attraverso
il monitoraggio della spesa, e' possibile intercettare quelle
risorse che possono essere reinvestite in maniera piu' oculata e
produttiva". Secondo Magaro', "l'azione portata avanti dal
Governatore Scopelliti, molto concentrata sul Piano di rientro, era
importante e necessaria, per avviare la stagione di grandi riforme e
nuovi cambiamenti. Nella sanita' e' indispensabile, piu' che
altrove, - dice - che prevalgano scelte oggettive scevre da
condizionamenti di sorta, che non siano riconducibili al merito,
alla giustizia e all'equita'. Il Governatore Scopelliti e' riuscito
in questi pochi mesi di commissariamento a fare molto: e' riuscito,
la dove altri avevano fallito, nella grande impresa di certificare
il deficit, ha attivato concretamente la razionalizzazione della
rete ospedaliera riconvertendo 18 strutture, 6 delle quali gia'
operative dallo scorso 31 marzo, ha avviato la costruzione di nuovi
presidi, dedicando risorse all'altrettanto importante capitolo della
messa in sicurezza dei luoghi sanitari e al rinnovo della rete
tecnologica, ha ridotto la spesa farmaceutica e i rapporti con le
strutture sanitarie private sono ora improntati prevalentemente alla
sussidiarieta', in un'ottica di trasparenza e limite alle
prestazioni erogabili. E probabilmente avrebbe raggiunto ben piu'
ragguardevoli risultati se solo, a cominciare da noi consiglieri, lo
avessimo lasciato lavorare tranquillamente, senza avanzare
richieste, dettate esclusivamente da logiche asservite a inutili e
spesso dannosi localismi, difficilmente comprensibili ai cittadini
che hanno interesse, invece ad avere servizi efficienti e sicuri. Il
processo di riforma - asserisce infine - punta anche a potenziare la
rete territoriale, con servizi innovativi ed efficienti, nella
consapevolezza piena che e' imprescindibile operare tagli agli
sprechi, ma anche programmare investimenti, dedicati alle strutture
sanitarie e alle infrastrutture tecnologiche. Siamo al fianco del
Commissario convinti come lui, che proprio sulla sanita' si gioca la
grande scommessa di una classe dirigente, che vuole essere
riconosciuta veramente come nuova".
SANITA': SCALZO (PD), IN ATTO PROCESSO SPOLIAZIONE
Catanzaro, 6 dic.- "Anche a seguito del dibattito sulla sanita'
svoltosi nel corso dell'ultimo Consiglio regionale ci corre
l'obbligo di evidenziare come la maggioranza di centrodestra, se
nelle affermazioni di principio sembra voler seguire percorsi
virtuosi e in linea con il piano di rientro, nei fatti opera un
chiaro, mirato e per nulla casuale, processo di spoliazione di
risorse e strutture di alcuni territori a beneficio di altri". E'
quanto afferma in una nota Antonio Scalzo, Consigliere regionale del
Partito Democratico. "Consapevoli- aggiunge - che il sistema
sanitario regionale debba essere riformato, crediamo, pero', che
cio' debba avvenire garantendo e tutelando il sacrosanto diritto dei
calabresi a curarsi in maniera adeguata ed efficiente. In questo
contesto riteniamo che la riorganizzazione della rete ospedaliera
deve essere effettuata in maniera razionale, assicurando i Livelli
Essenziali di Assistenza nell'intero territorio regionale,
sostenendo, tra l'altro, i presidi di montagna. A tal fine e'
opportuno sottolineare che l'area centrale della Calabria - prosegue
Scalzo, riferendosi in modo particolare alla riorganizzazione della
rete ospedaliera nella provincia di Catanzaro - ha la peculiarita'
di avere un Ospedale spoke a meno di mezz'ora di macchina da
Catanzaro,ricadendo chiaramente nello stesso bacino d'utenza dell'HUB
della citta' capoluogo di regione, che avrebbe dovuto integrarlo. Lo
spoke dell'ospedale di Lamezia Terme, anzi, non avrebbe dovuto
nemmeno essere proposto perche' lo stesso decreto 18 dell'ottobre
2010 sostiene che "nell'ambito del bacino d'utenza l'HUB funge anche
da spoke. In questo contesto,riteniamo, invece, legittima la
richiesta che proviene dai territori del lametino, di attuare presso
l'Ospedale di Lamezia Terme il Polo Traumatologico Regionale, gia'
approvato nel piano sanitario 2004-2006 e riproposto dalla Giunta
precedente del Presidente Loiero". "Le problematiche relative al
sistema salute - conclude Antonio Scalzo - vanno affrontate e
risolte tenendo presente che si tratta di questioni che attengono
alla convivenza civile di un popolo, ragion per cui sono necessarie
scelte responsabili e condivise".
REGIONE: LUNEDI' AUDIZIONE MANAGER SANITA'
Reggio Calabria, 5 dic. - L'audizione dei direttori generali delle
Aziende ospedaliere e delle Asp per un quadro sullo stato dell'arte
della sanita' calabrese e, in particolare, dei precari in vista del
rinnovo del contratto; la legge che modifica quella istitutiva della
Fondazione "T. Campanella" e la situazione del reparto
Onco-ematologico del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro: sono questi i
temi che saranno al centro dei lavori della terza Commissione
consiliare "Attivita' sociali, sanitarie, culturali e formative",
convocata dal presidente Nazzareno Salerno per il prossimo lunedi',
12 dicembre. Lo ha stabilito lo stesso organismo consiliare
riunitosi questo pomeriggio con all'ordine del giorno un solo punto:
il progetto di legge 280/9 dei consiglieri regionali Luigi Fedele (Pdl)
e Giulio Serra (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente) che
integra la legge regionale 28 settembre 2011, n.35 impugnata dal
Governo. Dopo diversi interventi, la Commissione composta da
Giordano (Idv), Gallo (Udc), Parente (Scopelliti Presidente), Vilasi
(Pdl), Rappoccio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente al
posto di Serra), ha accolto all'unanimita' la proposta del
consigliere Giampaolo Chiappetta (Pdl) di rinviare la discussione
sulla Fondazione Campanella, riservando la trattazione ad una seduta
ad hoc della Commissione, preliminare a quella gia' fissata, del
Consiglio regionale. "Una delle priorita' sara' quella di capire le
competenze legislative della Commissione per non trovarci nella
situazione di provvedimenti successivamente dichiarati illegittimi-
spiega il presidente Salerno-. In questo contesto, sentiremo il
direttore generale del Dipartimento Salute nella stessa seduta del
dodici dicembre, per un confronto a largo raggio sulla situazione
dei precari. Quindi, con maggiore contezza, avremo modo di
approfondire una delle questioni piu' importanti e delicate, quali
la Fondazione Campanella che, non dimentichiamo, ha alle sue
dipendenze circa 280 persone". La seduta si era aperta con la
lettura data dal presidente Salerno di un fax, trasmesso alla
Commissione, con il quale medici, biologi e fisici del Dipartimento
Onco-ematologico dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio"
esprimono preoccupazione "per le decisioni che, secondo quanto
riferito dagli organi di stampa, si profilano in ordine al processo
di integrazione tra le Aziende Pugliese-Ciaccio e Mater Domini e che
provoca un ulteriore smembramento della struttura dopo gli scorpori
della Onco-ematologia pediatrica e della radioterapia previsti nello
schema dell'ultimo atto aziendale". Al riguardo, il presidente
Salerno ha assicurato "la massima e dovuta attenzione su una realta'
che, avendo avuto modo di conoscere, posso definire all'avanguardia.
Senso di responsabilita' istituzionale vuole una approfondita
riflessione ed e' con questo spirito costruttivo che abbiamo
inserito la questione nel calendario della prossima seduta della
Commissione".
SANITA': CODACONS, 75% IMMIGRATI FATICA A SPIEGARSI CON MEDICI
Roma, 3 dic. - Due stranieri su 3 (il 66,67%) sono a conoscenza
della possibilita' di essere curati in una struttura pubblica anche
se non sono in regola con le norme italiane sul soggiorno ma tre su
4 (il 75%) ammettono di aver avuto difficolta' a spiegare i sintomi
a medici e personale sanitario italiano. Sono solo alcuni dei
risultati di un'indagine sulla percezione della sanita' made in
Italy condotta dal Codacons nell'ambito del progetto 'Sentinelle
della Salute' avviato in collaborazione con l'Agi. La prima parte
della ricerca approfondisce il rapporto tra immigrati e mondo
sanitario: l'86,35% non sa che cosa sono i consultori familiari; il
73,71% non sa che esiste una legge per la tutela della maternita';
il 65,89% pensa che in Italia non ci sia attenzione per la salute
dei propri bambini; il 69,07% dichiara di non aver ricevuto
spiegazioni chiare prima della richiesta di firmare il "consenso
informato". Complessivamente, secondo i curatori dello studio "si
evince una scarsa conoscenza degli stranieri circa le possibilita'
offerte dal nostro sistema sanitario, una elevata sfiducia verso le
strutture italiane e problemi di comunicazione con medici e
personale sanitario". Indicazioni non troppo incoraggianti anche
dalla seconda meta' del rapporto, quella dedicata a individuare il
livello di fiducia degli italiani nelle strutture sanitarie del
nostro paese. Per il 90,48% le attese al pronto soccorso sono
"troppo lunghe" mentre il 71,43% alla domanda se siano piu' bravi e
capaci i medici delle strutture pubbliche rispetto a quelli che
operano in cliniche private risponde "dipende da chi ti capita". Non
solo: per i medici operanti nelle strutture private, a conferma del
dato precedente, il 47% ritiene che molti di essi abbiano solo il
"nome" ma non siano poi cosi' bravi, e il 27% pensa che non ci sia
differenza tra medici di cliniche private e medici di ospedali
pubblici; alla domanda sul "consenso informato", il 71,43% degli
intervistati rispondono che e' stato spiegato loro tutto
correttamente; prima di recarsi in un ospedale pubblico, l'82% dei
cittadini si informa sull'efficienza della struttura.