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SANITA': SINDACO LAMEZIA, DIFESA LA DIGNITA' DEI COMUNI 
Catanzaro, 4 feb. - La riunione della conferenza dei sindaci dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, svoltasi ieri nella sala consiliare di Palazzo de Nobili nella citta' capoluogo, alla quale erano presenti numerosi comuni della provincia di Catanzaro, convocata congiuntamente dal commissario prefettizio, Giuseppina Di Rosa, e dal sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, conferma quanto sostenuto in questi mesi dal sindaco di Lamezia. Nel corso della riunione si e' eletto il comitato di rappresentanza, composto dal Prefetto e dai sindaci di Lamezia, Soveria, Soverato e Chiaravalle. Il ripristino della legalita' e di un corretto rapporto tra organi istituzionali, che era il senso delle richieste avanzate dal sindaco di Lamezia e dagli altri sindaci del comprensorio, sono cosi' stati confermati e ribaditi. L'organismo collettivo dei sindaci non e' un organo da sottovalutare e di cui non tenere conto, e tende non solo a difendere la dignita' del comune di Lamezia ma di tutti i sindaci soprattutto dei comuni piu' piccoli che devono avere sulla sanita' piu' potere collettivo. "Finalmente - ha commentato Speranza - si e' fatto quello che si sarebbe dovuto fare e cioe' convocare i sindaci della conferenza ed investire loro dei compiti e delle funzioni riconosciute dalla legge. Solo chi pensa di occupare le istituzioni sentendosene padrone puo' pensare di non tenere conto dei diversi livelli istituzionali e del rispetto che a loro si deve. La mia battaglia non e' mai stata contro qualcuno ma per affermare la dignita' di tutti i sindaci ed il ruolo che loro compete nei confronti della Regione, delle aziende sanitarie e di tutti gli altri enti".


FARMACIE: FEDERFARMA CATANZARO, ASSORDANTE SILENZIO SU PAGAMENTI 
Catanzaro, 4 feb. - "Nulla e' cambiato nella situazione dei gravi ritardi di pagamento che affliggono le farmacie della provincia di Catanzaro. Ma la circostanza ancor piu' rilevante e' rappresentata dall''assordante silenzio" della controparte pubblica sulla complessiva vicenda". Lo afferma il presidente di Federfarma Catanzaro, Vincenzo Defilippo. "Agli appelli inascoltati e gia' citati nella proclamazione della agitazione dello scorso 30 gennaio - aggiunge - si deve infatti aggiungere l'agitazione stessa che, nonostante l'adesione totalitaria da parte dei farmacisti della provincia di Catanzaro, non ha sortito alcun effetto nei confronti della controparte pubblica. A seguito della agitazione non v'e' stata infatti alcuna comunicazione da parte pubblica, ne' scritta ne' verbale ne' in qualsiasi altra forma purche' conoscibile: nulla, silenzio assoluto. E' evidente che tale atteggiamento, aldila' di ogni sua connotazione etica, non puo' che essere molto preoccupante non solo per la nostra categoria ma anche e soprattutto per la collettivita' tutta. La proclamazione di una forma di agitazione e' sempre e comunque manifestazione di uno stato di disagio, e come tale dovrebbe essere interpretata e gestita da chi ha responsabilita' di governo".   "Rispondere al disagio legittimamente manifestato con il silenzio ed il disinteresse - afferma ancora Defilippo - non e' un segnale che lascia sereni coloro i quali sono soggetti attivi nella erogazione del servizio di assistenza farmaceutica territoriale. Sfugge infatti alla parte pubblica che nello svolgimento della loro funzione professionale i farmacisti devono necessariamente avvalersi di una organizzazione aziendale, della quale pure sono pienamente responsabili, e che funziona con le stesse regole che il codice civile stabilisce per ogni impresa. Dal complessivo quadro di tali regole mi sia consentito desumerne una, nonostante io sia Farmacista e certamente non giurista di impresa: non e' possibile per nessuna impresa continuare a fornire prodotti ovvero erogare servizi ad uno o piu' clienti che, sia pure ricevendo i prodotti ovvero usufruendo dei servizi, regolarmente non paghino i corrispettivi convenuti alle scadenze concordate e, sollecitati in ogni modo al riguardo, non forniscano riscontro alcuno alle sollecitazioni ricevute. Le norme in tema di esercizio di impresa bene estrinsecano tale concetto quando addebitano all'imprenditore fallito la responsabilita' della propria condotta di impresa. D'altro canto e' opportuno evidenziare che il Farmacista titolare e' chiamato a svolgere un ruolo primario nella erogazione del servizio di assistenza farmaceutica territoriale, ruolo che ha sempre inteso onorare e che intende continuare ad onorare. A costoro giunga un avviso e, allo stesso tempo, un appello - conclude Defilippo - se non arriveranno tempestive e solide rassicurazioni, nei prossimi giorni Federfarma Catanzaro sara' anche costretta a programmare le necessarie iniziative di protesta, anche con la sospensione dell'assistenza diretta, e dei conseguenti disagi e disservizi, Regione e ASP saranno chiamate a risponderne di fronte alla cittadinanza.


SANITA': VENERDI' RIUNIONE CONFERENZA SINDACO ASP CATANZARO


Catanzaro, 1 feb. - Si riunira' venerdi', nella sala consiliare del Comune di Catanzaro, alle ore 12, la Conferenza dei Sindaci dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. "La convocazione, partita nei giorni scorsi, - si legge in una nota - e' stata inviata a firma congiunta del Commissario Prefettizio della citta' di Catanzaro, il Prefetto Di Rosa, e dal Sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, nella sua qualita' di Vice Presidente protempore della Conferenza, su carta intestata con i simboli delle due citta' di Catanzaro e Lamezia Terme. La Conferenza - spiega la nota - ha all'ordine del giorno lo svolgimento degli adempimenti previsti dalla legge".

 


SANITA': MEDICI CATANZARO,CON TAGLIO POSTI LETTO RISCHIO TRACOLLO
Catanzaro, 1 feb. - L'ordine dei medici diCcatanzaro interviene sul ridimensionamento posti letto all' Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" del capoluogo. "Il Consiglio Direttivo dell'ordine - si legge - ha esaminato il decreto n. 136 contestualizzandolo nel quadro dei precedenti provvedimenti di codesta gestione commissariale. Il Consiglio Direttivo ritiene che dopo la drastica, e per molti versi immotivata, diminuzione dei posti letto regionali per acuti, una situazione ancora piu' grave e' stata determinata in provincia di Catanzaro e nell'intera area centrale della Calabria. L'aver gravato solo su quest'area infatti l'intera quota dei posti letto da attribuire all'Azienda Ospedaliera Universitaria per le sue legittime esigenze didattiche e di ricerca rivolte all'intera regione, ha creato - secondo l'ordine - una riduzione di 128 letti dell'Azienda Ospedaliera " Pugliese Ciaccio" (AOPC) di Catanzaro che si aggiunge alla riduzione di 380 letti nell'area centrale della Calabria. Lo stesso Decreto, che assegna all'Azienda Ospedaliera Universitaria un ruolo prevalentemente rivolto alla cura delle malattie-cronico-degenerative, non permette - si evidenzia - alla stessa, in assenza di atti idonei all'integrazione tra le due aziende, di supplire a tale contrazione di posti letto dell'AOPC la cui attivita' e' rivolta prevalentemente al settore dell'urgenza- emergenza. Con tale decisione l'attivita' dell' AOPC, che gia' e' costretta ogni giorno ad accogliere decine di malati in sovrannumero, finirebbe in un tracollo con conseguente drammatica paralisi che determinerebbe il crollo dei Livelli Essenziali di Assistenza dell'intero comprensorio fino a un vero e proprio disastro sociale". L' ordine, si evidenzia, "non puo' non sottolineare la gravita' di tale pericolo che coinvolge direttamente la sicurezza dei cittadini e pone gli operatori tutti, e i Medici in particolare, in una situazione insostenibile. Per tale ragione chiede di incontrare con assoluta prioritaria sollecitudine codesta gestione commissariale per un sereno esame della situazione e delle possibili scelte alternative. In caso contrario questo Consiglio Direttivo - conlude la nota - percorrera' ogni strada rivolta a tutte le competenti istituzioni, da quella prefettizie a quelle giudiziarie, al fine di ottenere la sostanziale modifica del provvedimento".


SANITA': SCOPELLITI A ORLANDO, ORGANIZZAZIONE GIA' ATTIVATA
Catanzaro, 1 feb. - Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, con una nota dell'Ufficio Stampa della giunta, replica, nella sua qualita' di commissario per l'attuazione del piano di rientro, al presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, che gli aveva chiesto chiarimenti sullo stato d'attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario. "L'organizzazione sanitaria sul territorio - spiega Scopelliti - e' gia' stata attivata con il DPGR 18/2010 validato dai Ministeri affiancanti e definito con il supporto tecnico-specialistico di Agenas. Sono stato nominato commissario ad acta per l'attuazione del Piano di Rientro dal deficit sanitario - afferma Scopelliti - perche' i ministeri vigilanti avevano accertato le inadempienze della precedente gestione politica della Regione. Al Decreto 18/2010 sono seguiti altri decreti attuativi per l'implementazione delle reti, finalizzati ad assicurare i servizi sanitari sul territorio". "Quale commissario ad acta - annuncia - riscontrero' le richieste del Presidente Orlando, che nella sua qualita' e' sicuramente a conoscenza della esecutivita' dei decreti commissariali cui si fa riferimento, e che costituiscono un obbligo secondo quanto previsto dagli adempimenti indicati nel piano di rientro. Nel ringraziare il Presidente Orlando per la particolare attenzione che rivolge alla nostra regione - conclude il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti - ritengo che non mancheranno le occasioni per un ulteriore confronto sullo stato di attuazione del Piano".


SANITA': ORLANDO, SCOPELLITI CI AGGIORNI SU SITUAZIONE CALABRIA
Catanzaro, 31 gen. - "A distanza di sei mesi dall'approvazione all'unanimita', nel luglio 2011, della relazione sullo stato della sanita' in Calabria, il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando, ha chiesto al Commissario ad acta per la sanita' calabrese, il Presidente Giuseppe Scopelliti, un dettagliato aggiornamento conoscitivo circa lo stato di attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale". Lo si apprende da un comunicato della commissione. "La decisione, deliberata nell'ambito dell' Ufficio di Presidenza, e' scaturita - e' scritto - anche a seguito di specifiche segnalazioni e dall'esito degli incontri tra membri della Commissione e rappresentanti di enti locali calabresi, che hanno sollecitato l'approfondimento delle destinazioni funzionali di alcuni ospedali di area montana".


FARMACIE: FEDERFARMA, PROTESTA DIFFERITA PER FAVORIRE DIALOGO
Catanzaro, 31 gen. - "L'oscuramento delle vetrine per unirsi alla protesta indetta a livello nazionale contro il decreto sulle liberalizzazioni delle farmacie della provincia di Catanzaro, e' stato differito per favorire il dialogo con il governo nazionale". Inizia cosi' un comunicato della Federfarma del capoluogo. "Sino ad oggi, - si legge - chiunque ha avuto bisogno di un medicinale, ha potuto trovarlo senza problemi, ovunque, in ogni momento della giornata e in tutti i giorni dell'anno. Sino ad oggi, anche in piena notte o in un giorno festivo, quando tutti i servizi e ambulatori pubblici sono chiusi, il cittadino ha sempre avuto a portata di mano una farmacia aperta e un professionista sanitario, il farmacista, a cui rivolgersi per avere il farmaco necessario o anche solo per avere un consiglio per affrontare in modo appropriato improvvisi problemi di salute. Sino ad oggi, anche chi abita nelle zone decentrate, dove manca una scuola, un ufficio postale od una caserma dei carabinieri, dove, insomma, i principali servizi pubblici scarseggiano o sono totalmente assenti, sino ad oggi anche chi si e' trovato in queste situazioni ha avuto la possibilita' di trovare prontamente i farmaci allo stesso modo di chi abita in una citta'. Non a caso, i cittadini considerano la farmacia uno dei piu' affidabili presidi del Servizio sanitario nazionale. Tutto cio' - e' scritto - e' il risultato di un'evoluzione lunghissima, che ha portato le farmacie a formare, tutte insieme, un unico sistema, perfettamente coordinato e controllato. Un sistema che assicura, attraverso delicatissimi equilibri, anche finanziari, la perfetta efficienza di tutte le farmacie, grandi e piccole che siano, e, con essa, la massima funzionalita' del servizio. Davanti ad un sistema che funziona alla perfezione, davanti ad un meccanismo che gira preciso come un orologio, come si puo' pensare di modificarlo? E' per questo che i titolari di farmacia si oppongono con tutte le proprie forze a queste nuove norme e ai cambiamenti irragionevoli che produrranno. I farmacisti - si sottolinea - possono pure condividere interventi innovativi. Anzi, li auspicano. Ma mai i farmacisti resteranno inerti di fronte a chi vuole distruggere il servizio farmaceutico".  "Per di piu', - continua Federfarma - questi cambiamenti arrivano quando a Catanzaro le farmacie sono gia' in grave sofferenza non ricevendo piu' dall'ASP, ormai da molti mesi, i rimborsi per i medicinali forniti agli assistiti e pagati di tasca propria. Le farmacie della provincia di Catanzaro, gia' cosi' duramente provate dall'ingiustificabile e inaudito comportamento dell'ASP, non sono in grado di sopportare interventi volti a privarle di ulteriori risorse. I farmacisti - e' scritto in conclusione - reagiranno con tutte le proprie forze contro chi si adopera per devastare il sistema-farmacia, sia che si tratti di amministratori locali che non fanno arrivare alle farmacie i dovuti mezzi finanziari, sia che si tratti di legislatori improvvidi".


ASP: STAND INFORMATIVI SULLA SICUREZZA ALIMENTARE ALLA 41° FIERAGRICOLA DI LAMEZIA TERME

Lamezia Terme, 30 gen.  - Anche quest’anno, in occasione della 41° Fieragricola, che si terrà dal 1 al 5 febbraio, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro allestirà uno stand espositivo all’interno del quale verranno trattate tematiche inerenti la sicurezza alimentare nel settore della produzione ortofrutticola e la tutela sanitaria dell’operatore agricolo. L’iniziativa vedrà impegnati gli operatori del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e dell’Unità Operativa Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro che, in collaborazione con il personale dell’ARSSA, saranno a disposizione dei visitatori della fiera per fornire informazioni e distribuire materiale divulgativo elaborato dal Dipartimento di Prevenzione e dall’ARSSA. L’iniziativa ha trovato il consenso del Direttore Generale dell’ASP.  Gerardo Mancuso, del Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Giuseppe De Vito, del Commissario liquidatore dell’ARSSA,  Maurizio Nicolai e di  Eugenio Carnovale Dirigente ARSSA del Ce.SA n. 6 Ufficio di Lamezia Terme, che hanno creduto nell’opportunità che il messaggio preventivo venga diffuso in momenti di incontro, quale quello di Fieragricola, dove sono presenti il mondo dell’impresa ma anche i cittadini che hanno occasione di confrontarsi con le realtà istituzionali del territorio. Il materiale divulgativo predisposto è facilmente fruibile da tutta la popolazione e spazia dalla promozione del consumo di frutta e verdura, alla diffusione dei dati relativi al controllo ufficiale sulla presenza di residui fitosanitari, alle indicazione rivolte agli operatori agricoli per la tutela della loro salute e sicurezza. Nello stand sarà inoltre presente un’area dedicata alla prevenzione dell’abitudine al fumo e dell’abuso di alcol curata dagli operatori del Sert. L’iniziativa è coerente con i documenti nazionali ed internazionali sulla promozione e tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro, in tal senso la presenza a Fieragricola del Dipartimento di Prevenzione suggella il ruolo “attivo” della nuova prevenzione indirizzata al rapporto diretto con l’individuo e la collettività, secondo lo slogan “Una vita sana, un ambiente sano in un mondo che cambia”. “Si tratta di un’importante iniziativa – ha detto Mancuso – che rappresenta un’ulteriore opportunità per l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro per poter stare a contatto con i cittadini e sensibilizzarli sul tema della sicurezza alimentare e dell’uso del consumo di frutta e verdura, oltre che sulla prevenzione dell’abitudine al fumo e dell’abuso di alcol”.


ASP: AVVIATO A CATANZARO IL PROGETTO SOCIO-SANITARIO PER LA TUTELA DEI MINORI E GIOVANI ADULTI SOTTOPOSTI A PROVVEDIMENTI  GIUDIZIARI

Lamezia Terme, 30 gen. - Ha preso il via ufficiale a Catanzaro il progetto “Percorso socio-sanitario per la tutela dei minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in area penale interna ed esterna”, promosso e finanziato dalla Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Area LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale 2009 Linea 6.3 Sanità Penitenziaria, che ha individuato l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro per la sua realizzazione, in partenariato col Centro Giustizia Minorile per la Calabria e la Basilicata. L’Asp di Catanzaro è quindi la prima e l’unica Azienda sanitaria ad aver realizzato e avviato questo importante progetto in Calabria.
La giornata inaugurale ha registrato la presenza di Antonio Montuoro referente ASP di Catanzaro per la Sanità Penitenziaria, Bernardo Grande direttore SerT di Catanzaro, Francesca Cappuccio responsabile Servizio tecnico del Centro Giustizia Minorile, in rappresentanza del direttore del CGM Angelo Meli, fuori sede per motivi istituzionali. E’ stato presente, altresì, Luciano Trovato presidente Tribunale Minorenni di Catanzaro che ha accolto i presenti sottolineando la valenza dell'iniziativa per le ricadute sia operative che giudiziarie.
I rappresentanti dell’ASP, nel portare i saluti rispettivamente di Gerardo Mancuso, direttore generale ASP Catanzaro, e di Luigi Rubens Curia, dirigente regionale del Dipartimento Salute area LEA, hanno presentato l’iniziativa progettuale che prevede una serie di azioni finalizzate a sostenere il percorso educativo dei minori in trattamento, rivolte all’educazione alla salute come cura di sé: tra queste vi è il lavoro di rete, la formazione del personale minorile, la formazione-animazione dei minori penali tramite laboratori, la peer-education con realizzazione di spot di educazione sanitaria e la preparazione alla fuoriuscita dei minori dall’area penale.
Il rappresentante del Centro giustizia minorile ha espresso soddisfazione per l’approvazione a Catanzaro di tale progettualità  che nei mesi scorsi ha ricevuto il plauso ufficiale del Ministero della Giustizia, che rafforza il DPCM 1 aprile 2008 sul trasferimento della sanità penitenziaria alle ASP e che darà risposte concrete alle innumerevoli esigenze correlate alla salute dei minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, in particolare si auspica un rafforzamento del sistema sanitario penitenziario anche in ordine al trattamento dei minori affetti da disturbi neuro-psichiatrici, settore che necessita di particolare attenzione istituzionale.
Presenti in platea per la giustizia minorile funzionari e assistenti di area pedagogica e di servizio sociale operanti nell’Istituto penale minorenni, nell’ufficio Servizio sociale minorenni e nel Centro polifunzionale diurno di Catanzaro e per il privato sociale responsabili, educatori e operatori delle comunità e dei Gruppi appartamento della Regione Calabria che ospitano minori nonchè le associazioni operanti nei Servizi minorili.
“Si tratta di un progetto importante - ha sottolineato il direttore Mancuso - in quanto garantirà una continuità dei percorsi di cura, dal momento dell'ingresso negli istituti di pena e nei Servizi minorili fino alle relative dimissioni. Un’azione che servirà ad attivare programmi di miglioramento continuo della qualità dei processi di cura e di trattamento, con particolare riguardo ai percorsi individualizzati socio-psicoterapeutico-riabilitativi dei minori e degli adulti sottoposti a misura restrittiva della libertà personale”.


ASP: MANCUSO, SENZA AMBULANZE PER UNA BUROCRAZIA TROPPO LENTA

Lamezia Terme, 28 gen. -  Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso,  interviene in merito alla notizia relativa all’ambulanza della postazione di Montepaone-Soverato che si è fermata per un guasto meccanico mentre a bordo aveva un infartuato. 
“E' vero – afferma Mancuso – uno dei problemi che abbiamo affrontato e di cui abbiamo comunicato agli organi di stampa le determinazioni è proprio quello dell'ammodernamento del parco autoambulanze. A distanza di un anno ancora nullo è successo. Purtroppo questo è un tipico esempio di inefficienza della burocrazia che impedisce a questa Azienda Sanitaria di ottenere le ambulanze. Ma andiamo per ordine”.
“Nel mese di settembre 2010 – spiega il direttore generale dell’Asp – abbiamo deciso di acquistare 4 ambulanze e perciò ci siamo rivolti, come prevede la legge, alla CONSIP, l'organismo ministeriale per gli acquisti della pubblica amministrazione, attraverso la partecipazione ad un bando specifico, in seguito al quale abbiamo ottenuto l'assegnazione di 2 ambulanze di rianimazione e 2 normali.  La CONSIP ci ha anche notificato che la consegna doveva avvenire il primo gennaio 2011. Superata la data di consegna abbiamo avanzato una formale istanza, alla quale abbiamo avuto risposte interlocutorie che si sono succedute fino al mese di Aprile 2011, quando ci viene comunicato che la ditta che avrebbe dovuto fornire le ambulanze era fallita e perciò si doveva ritenere infruttuosa la gara”.
“Abbiamo così chiesto ed ottenuto – sottolinea Mancuso – la deroga per indire una gara d’appalto per acquistare le 4 ambulanze. Gara che è stata bandita a giugno con scadenza agosto 2011, ma che però è andata deserta, in quanto nessuna ditta ha partecipato. Nel mese di settembre abbiamo indetto una nuova gara, sempre per 4 ambulanze, ma anche questa a dicembre è rimasta infruttuosa. Il motivo di questa assenza di fornitori non ci è ben chiara, sta di fatto che ancora la gara è stata definita con un nulla di fatto. Nonostante gli inutili numerosi tentativi, nel mese di gennaio 2012 abbiamo bandito una nuova gara con caratteristiche diverse per l'acquisto delle quattro ambulanze”. 
“Le considerazioni su quanto sta avvenendo da un anno a questa parte sono diverse: la prima è che lo strumento CONSIP non funzione in modo adeguato e non riesce a rispondere in tempo reale alle richieste della pubblica amministrazione; la seconda è che l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro si è determinata per ben quattro volte, ma suo malgrado non ha ottenuto il risultato che era nelle intenzioni; la terza è che non esistono strade diverse per acquistare e perciò confidiamo che questo ennesimo tentativo vada a buon fine”.


SANITA': BUDGET STRUTTURE OSPEDALITA' PRIVATA, INTERROGAZIONE IDV
Catanzaro, 23 gen. - Il gruppo consiliare regionale di Italia dei valori ha depositato una interrogazione a risposta immediata rivolta al governatore Scopelliti , nella qualita' di Commissario ad acta per la sanita',e riguardante la liquidazione dei budget a favore delle strutture rientranti nel comparto dell'ospedalita' privata. L'interrogazione nasce dall'esigenza di sapere per le annualita' 2010 e 2011 quali siano stati i parametri attraverso i quali sono stati quantificati le risorse da assegnare, stante la situazione a dir poco paradossale che si e' verificata in alcune ASP con la penalizzazione di enti che hanno rispettato i budget assegnati , mentre, al contrario, sono state riconosciute premialita' a favore delle strutture che hanno sforato il plafond assegnato, come ,ad esempio, l'Istituto GIOMI di Reggio Calabria che avrebbe ricevuto un surplus economico nel solo anno 2010 di Euro 1.673.323,00. Su queste basi con l'interrogazione presentata si vuole sapere se effettivamente nell'annualita' 2010 sono stati legittimati gli sforamenti di budget e saldate le relative spettanze a favore di diverse strutture private ospedaliere operanti sul territorio regionale, e se tali produzioni sono state utilizzate quali parametri per il calcolo dei fondi da assegnare nell'annualita' successiva 2011. Cio' che conta a questo punto,e' capire se anche per l'annualita' 2012, nella determinazione dei nuovi parametri e quindi dei fondi da assegnare, saranno tenuti in considerazione gli sforamenti di budget verificatisi nelle annualita' precedenti e, in ogni caso, quali saranno i criteri da utilizzare nel riparto dei fondi.Per evitare di creare nuove disparita' vorremmo conoscere quali iniziative intende intraprendere il Commissario ad acta per la individuazione di parametri oggettivi che possano rideterminare in modo equo i budget da assegnare alle strutture ospedaliere private per l'annualita' 2012, tenendo conto di eventuali compensazione a favore di quegli Enti che in modo corretto hanno rispettato negli anni il plafond assegnato senza operare alcun sforamento ed evitare, cosi', sperequazioni fra le diverse strutture.


SALUTE: IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE, SEMINARIO A CATANZARO 
Catanzaro, 21 gen. - Comunicare la salute, la malattia, la ricerca, gli aspetti di buona e mala sanita', il ruolo ormai preponderante degli organi di informazione e di internet soprattutto sono stati al centro del seminario che si e' tenuto questa mattina presso l'Aula Magna A (Corpo H) del Campus universitario "Salvatore Venuta". E' intervenuto il Dottor Vito Pompeo Pindozzi, caporedattore centrale Giornale Radio Rai, autore di migliaia di articoli e inchieste scientifiche, nonche' ideatore e conduttore di trasmissioni radiofoniche quali GR Scienze e GR1 Pronto Salute, per un totale di oltre 400 puntate realizzate ogni anno. Numerosi gli studenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle Professioni Sanitarie presenti in aula che hanno seguito con interesse l'intervento del giornalista. Il Professor Stefano de Franciscis, che ha portato i saluti del Rettore Aldo Quattrone, ha introdotto e presentato il giornalista e i temi oggetto del seminario ed ha poi successivamente moderato il dibattito che si e' sviluppato e che ha visto gli interventi di docenti, studenti e medici. Comunicare e' fondamentale e si comunica la salute non solo con le parole e i fatti concreti ma anche con i colori, con l'accoglienza, con i gesti, con le strutture, con gli spazi. Tutto fa comunicazione. La comunicazione e' importante per gli ospedali, le istituzioni, cosi' come per i medici, i ricercatori. Per i medici e per le istituzioni risulta ancora piu' determinante saper scegliere un codice linguistico adatto a seconda del pubblico di riferimento. Nel corso del seminario e' stato mostrato uno studio linguistico sulle cartelle cliniche mostrando come contengano termini tecnici che non aiutano la comprensione da parte dei pazienti; ma, allo stesso tempo, sono state presentate statistiche che indicano come i pazienti si presentano sempre piu' dal proprio medico con informazioni raccolte da internet o dai giornali. Si e' creato, infatti, un sovraccarico informativo per quanto riguarda il mondo della salute che, nella massa di informazioni a disposizione, genera incertezze e confusione. Risulta indispensabile, pertanto, rieducare le istituzioni e il mondo della salute in genere a ripensare il proprio modo di comunicare per una migliore organizzazione e gestione delle informazioni e dei messaggi da diffondere, con una maggiore responsabilizzazione di chi emette le informazioni e di chi le raccoglie e le tratta poi sui mezzi di comunicazione. Oggi numerose serie televisive, l'antesignana serie statunitense "E.R. Medici in prima linea", hanno consentito un'educazione e sensibilizzazione ai temi della salute, diffondendo aspetti propri della sanita' e del mondo ospedaliero. I problemi della sanita' e della salute non sono pero' problemi che riguardano esclusivamente l'Italia e il Meridione ma anche tutto il mondo, basti pensare alla grande portata della riforma sanitaria avviata negli Stati Uniti dal Presidente Barack Obama. Partendo dalla sua esperienza, il Dottor Pindozzi ha spiegato cosa faccia "notizia" del complesso e delicato mondo della salute e attraverso una carrellata di titoli di testate nazionali e internazionali ha mostrato come viene comunicata la buona e mala sanita' e la diversa trattazione e tematizzazione mediatica delle notizie a seconda dell'impatto sociale delle stesse, fino ad arrivare al paradosso che che, all'estero, e' stato deciso con legge che ad ogni notizia cattiva vi deve essere un bilanciamento con una notizia accanto di buona sanita'. Attraverso l'analisi della rassegna delle notizie piu' interessanti, eclatanti e singolari degli ultimi cinque anni sono stati affrontati gli aspetti piu' significativi della trattazione giornalistica della salute: rapporto medico-paziente; mondo professionale; statistiche; studi; scoperte; allarmi sociali; scandali; classifiche di buona e malasanita'; prevenzione; educazione alla salute. L'incontro si e' chiuso con le prospettive del mondo della salute nel prossimo futuro: farmaci intelligenti; terapia genica con possibilita' di mappatura genetica individuale per l'individuazione della predisposizione a particolari malattie; cure personalizzate; bioetica e diritti del paziente; "creazione" di nuove malattie.


FARMACIE: IL 30 SERRATA IN PROVINCIA DI CATANZARO
Catanzaro, 19 gen. - Ferfarma ha procamato per il 30 gennaio una serrata delle farmacie della provincia di Catanzaro "ad eccezione di quelle tenute ad espletare servizio continuativo in base ai turni determinati dalle diverse Aziende Sanitarie territorialmente competenti". Lo comunica la stessa associazione, precisando che "le farmacie si vedranno costrette anche a domandare la tutela dei propri diritti in ogni competente sede giudiziale". Le ragioni della protesta sono sintetizzate in un comunicato stampa. "I farmacisti - si legge - non possono continuare a farsi carico, professionalmente ed economicamente, dei risparmi di spesa e dell'innalzamento dei livelli di efficienza ed efficacia dell'assistenza farmaceutica territoriale che pure hanno procurato e procurano al governo regionale, il quale puntualmente se ne fa vanto in ogni occasione pubblica istituzionale piuttosto che politica. Non e' obiettivamente tollerabile che i farmacisti continuino a rispettare nella forma e nella sostanza tutti gli accordi e gli impegni sottoscritti (vedi Distribuzione per Conto), mentre il Governo regionale prosegue con il proprio comportamento meramente e inaccettabilmente dilatorio. I farmacisti - prosegue Federfarma - non solo sono stanchi di ricevere rassicurazioni - puntualmente disattese, che rinviano di giorno in giorno pagamenti che sarebbero dovuti avvenire entro la soglia dei 2 mesi, ma non possono nemmeno sopportare oltre la totale assenza di risposta del Governo regionale a fronte di tutti gli impegni sostanziali assunti in quella data, e cioe' l'impegno a regolarizzare i pagamenti con azioni progressivamente mirate ad eliminare gli arretrati entro la fine del 30 giugno 2012, nonche' l'impegno a coordinare un tavolo di concertazione per la sottoscrizione di un accordo transattivo relativo agli interessi maturati e maturandi sui ritardati pagamenti. Nonostante l'autorevole intervento, a fronte dell'ennesima ingiustificabile omissione degli impegni assunti da Regione e ASP per la provincia di Catanzaro, del prefetto Antonio Reppucci, da noi interpellato, per l'altissima carica istituzionale ricoperta; nonostante gli innumerevoli contatti formali ed informali e i ripetuti inviti rivolti ai vari rappresentanti regionali a tutt'oggi - lamentano i farmacisti - non e' stato possibile arrivare ad una soluzione del problema. Da parte della regione e dell'ASP di Catanzaro solo promesse , solo parole al vento".


SANITA': INTRIERI, ASP COSENZA LEDE DIRITTI PORTATORI HANDICAP 
Catanzaro, 18 gen. - Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Calabria, Marilina Intrieri, "accogliendo - spiega una nota - la segnalazione dell'AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici)", rende noto che "l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza - in seguito alla riduzione delle somme di cui al Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 22 del 15.03.11 - ha proposto alle strutture erogatrici di prestazioni di riabilitazione estensiva per i minori afflitti da patologie, un contratto che genera per i minori portatori di handicap, la lesione del diritto a ricevere cure adeguate, segnatamente visite mediche specialistiche (neurologiche, neuropsichiatriche, ortopediche etc.) e attivita' riabilitative (riabilitazioni neuromotorie, psicomotorie, FKT, riabilitazione flebologica etc.)". Secondo il Garante "da tale contratto discenderebbe la lesione del diritto a ricevere visite mediche specialistiche ed attivita' riabilitative, con la violazione del diritto alla salute previsto dall'art. 32 della Costituzione; del principio di eguaglianza (art. 3 Costituzione); dell'art. 1, comma 2 della legge regionale n. 28/2004 che ne recepisce i contenuti nonche' della stessa Convenzione di New York". "I diritti di uguaglianza ed alla salute - stante la riduzione prevista per le spese sanitarie e la proposizione del contratto ad opera della ASP - verrebbero ad essere affievoliti ad interessi legittimi. Pertanto - conclude Marilina Intrieri - e' necessario che l'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza adotti con immediatezza interventi atti a rimuovere le cause che impediscono la tutela del diritto alla salute dei minori che necessitano delle prestazioni riabilitative in oggetto".


SANITA': D'ALESSANDRO (UDC), TROPPI RITARDI NEI PAGAMENTI 
Catanzaro, 16 gen. - "Con l'inizio del nuovo anno abbiamo ricevuto la sconcertante notizia che nella gran parte delle regioni d'Italia, per vedersi riconosciuto il pagamento dei propri servizi forniti alla sanita', i fornitori debbono attendere qualche anno". Lo dichiara, attraverso una nota, il responsabile nazionale dell'UDC per l'Innovazione e l'informatizzazione nel servizio sanitario nazionale, Elio D'Alessandro, che aggiunge: "Resto, pero', ancor piu' sbalordito dal quasi rassegnato silenzio dei diretti interessati: sia da coloro che debbono effettuare i pagamenti, che altrimenti dovrebbero fare mirabolanti giochi verbali di prestigio per giustificare tale incompetenza, sia chi quei soldi li deve ricevere, silenzioso perche' probabilmente intimorito dalle possibili pressioni o ritorsioni cui andrebbe incontro se dovesse reclamare prima le proprie spettanze. Noi non possiamo tacere - continua - questa incredibile situazione e non possiamo lasciare neanche che la nostra regione, visto che sono orgogliosamente calabrese, oltre che per i servizi non particolarmente eccellenti offerti dalle strutture ospedaliere, annoveri tra le sue medaglie d'oro all'inefficienza anche quella per i pagamenti alle imprese nel settore delle forniture ospedaliere. Se non fosse una situazione tristemente drammatica per chi la subisce, - aggiunge - verrebbe voglia di dire che il sistema sanitario calabrese fa attendere i propri creditori almeno mille giorni prima di effettuare la corresponsione di quanto dovuto, probabilmente perche' vuole continuare a celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia e ricordare cosi' il numero delle famose camicie rosse del nostro mitico Garibaldi. Ma l'impressione e' che, in questo drammatico caso, di rosso ci sia solo il conto delle imprese coinvolte nel settore della sanita'". Per D'Alessandro "qualche sforzo si sta facendo e la politica calabrese sta provando a mantenere la gestione del sistema sanitario secondo i parametri imposti da Roma. Non bisogna, pero', abbassare la guardia ma cercare in tutti i modi di migliorare il sistema dei pagamenti, affinche' non si continuino a pagare montagne di interessi e si diminuisca realmente il pesante debito pubblico che grava sulle casse della sanita' calabrese. Il Governatore Scopelliti deve proseguire con maggiore coraggio nella sua opera di buona gestione della spesa sanitaria". Altrimenti - prosegue D'Alessandro - non ci restera' che chiedere un ulteriore intervento al nostro Primo Ministro, Mario Monti. Anche il premier, infatti, visto il suo ottimo rapporto con le banche, potrebbe provare a risolvere anche questo problema, magari impegnandosi a far stipulare un accordo per cui tutti i fornitori allo scadere dei 90 giorni potranno presentare in banca le proprie fatture per un saldo immediato. Ma non come avviene gia' adesso, dove a volte le fatture vengono utilizzate dagli istituti di credito come oggetto di pressione, divenendo spesso causa di fallimento di migliaia di piccole e medie imprese. Quelle stesse fatture, invece, adeguatamente riscontrate nella loro legittimita' dagli uffici di ragioneria delle Aziende Sanitarie, dovrebbero poter essere pagate per intero senza ma e senza ulteriori spese o garanzie per i fornitori". D'Alessandro ritiene che sia giunto il momento "per cui anche lo Stato si rapporti con senso reciproco ed egualitario nei confronti dei suoi cittadini, attribuendosi direttamente le proprie responsabilita' nei confronti delle banche e lasciando fuori dalle beghe i poveri imprenditori. D'altra parte, - conclude - sono soldi dovuti e cosi' facendo si salverebbero sicuramente capre e cavoli, cancellando tutte quelle zone d'ombra che ritroviamo nell'affaire dei costi impropri e abbassando i tanti costi inappropriati della sanita'".


SANITA': MANCUSO, SANITA’ UTILIZZATA PER INTERESSI ELETTORALI,  PERSONALI, DI CARRIERA ED ECONOMICI

 

Lamezia Terme, 15 Gen. - "Il Presidente del Collegio sindacale dell’Asp Dott. Sandro Zaffina non rappresenta più un organo terzo, un organismo silente ed imparziale, poiché entra nella discussione esprimendo giudizi di parte ed a lui non concessi. Mi rivolgerò alla Corte dei conti ed alla magistratura per vedere se esistono estremi per iniziative giudiziarie. – È quanto scrive il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso in una nota stampa - Registro, in una discussione fra Istituzioni, un intervento disordinato di chi dovrebbe esprimere giudizi di merito esclusivamente tecnici, diversamente qualcuno ha deciso di schierarsi impropriamente, esprimendo opinioni che non competono ed oltretutto inesattezze che vanno subito chiosate. Come prevedono le norme, il Collegio sindacale ha il compito di apporre su tutti gli atti dell'Azienda un parere tecnico, formale e sostanziale, su tutte le delibere e su tutti gli atti, dando così un parere di correttezza sulle procedure e sulle decisioni.

Il parere sulla delibera relativa all'Atto Aziendale - bsi legge ancora nel comunicato del Dottor Mancuso - è stato espresso in modo sostanzialmente e concretamente positivo da parte del Collegio, significando una approvazione delle procedure che hanno prodotto il documento. Si vorrebbe far intendere che le decisioni del Collegio siano superficiali, se ciò fosse si evidenzierebbe una gravissima violazione alle norme che andrebbe subito corretta. Chiederò immediatamente agli organi istituzionali il profilo di correttezza del Presidente del Collegio sindacale e cercherò di ristabilire una correttezza giurisdizionale senza la quale non sarebbe possibile esercitare completamente il ruolo dell'Amministrazione. Se poi c'è altro o emergeranno conflitti d’interesse o situazioni di merito relative alle designazioni, sarò deciso a risolvere positivamente la questione anche con le autorità. Siamo in una terra difficile, dove gli interessi delle parti e delle lobby superano gli interessi comuni della gente e del cittadino. Fino ad oggi la gravissima situazione finanziaria in cui ci troviamo, la gravissima inefficienza di servizi sanitari a cui stiamo mettendo riparo, la grave situazione d’inefficienza amministrativa sono frutto di un utilizzo improprio della pubblica amministrazione, un utilizzo volto a curare interessi elettorali, interessi personali, interessi di carriera ed interessi economici.

Registro un attacco multidirezionale; - si legge infine - stiamo lavorando con molta serietà, stiamo risparmiando soldi. Se questo qualcuno non lo vuole a noi poco importa, ma se non lo volessero in molti allora sarò costretto a realizzare che il mio mandato volge al termine".

 


 

SANITA': OSPEDALE CATANZARO, FERRO "SALVAGUARDARE FUNZIONE" 
Catanzaro, 14 gen. - "Riequilibrare le previsioni del decreto 136 al fine di salvaguardare la funzione peculiare dell'ospedale 'Pugliese-Ciaccio': quella di offrire un'assistenza sanitaria 'salva vita' ai cittadini di tutto il territorio regionale". E' l'appello che il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, rivolge al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. "Il presidente della Giunta regionale - dice Wanda Ferro - sta svolgendo un ruolo encomiabile nell'indifferibile opera di risanamento della sanita' calabrese: un'azione mirata al contenimento dei costi, la cui validita' e' stata riconosciuta dal Tavolo Massicci, e ad una riorganizzazione delle strutture diretta ad assicurare la qualita', l'efficienza e l'efficacia dell'offerta sanitaria per i cittadini. Proprio in quest'ottica, occorre riflettere sugli effetti prodotti dal decreto 136, che rischia di penalizzare l'ospedale 'Pugliese' che, anche grazie alla grande professionalita' dei suoi operatori, rappresenta il punto di riferimento dei cittadini per la cura delle patologie acute. Il 'Pugliese' deve essere messo nelle condizioni ottimali per svolgere il proprio fondamentale ruolo nel sistema regionale: quello di fornire la migliore risposta possibile a quei cittadini, provenienti da ogni parte della Calabria, che hanno l'urgente bisogno di curare una malattia che mette a rischio la propria vita".  "Il riordino della rete ospedaliera nella citta' di Catanzaro - prosegue la Ferro - deve tenere conto di questa esigenza prioritaria, mantenendo all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' il maggior numero possibile di posti letto e scongiurando il ridimensionamento o la chiusura di reparti strategici. Per questo e' condivisibile la proposta di recuperare almeno i 46 posti letto che, pur essendo ospitati nei locali del 'Pugliese', non sono a direzione ospedaliera, ma appartengono in parte all'Asp (Psichiatria) e in parte al policlinico universitario Mater Domini (Ostetricia e Chirurgia). L'azienda 'Pugliese-Ciaccio' potrebbe contare cosi' su 451 posti letto effettivi, che consentirebbero una migliore organizzazione delle unita' operative. A tal fine, un aggiustamento del decreto dovrebbe prevedere, cosi' come per le altre aziende, la distribuzione dei posti letto per dipartimento, anziche' per specialita', in modo da lasciare all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' la possibilita' di organizzare i reparti secondo le effettive esigenze di cura. Sono certa - conclude Wanda Ferro - che il presidente Scopelliti valutera' con attenzione queste proposte, che hanno il solo fine di salvaguardare la funzionalita' e l'efficienza di un presidio fondamentale per l'intero sistema sanitario calabrese".


SANITA':CATANZARO, FERRO A SCOPELLITI SALVAGUARDARE 'PUGLIESE'

Catanzaro,  14 gen. -   "Riequilibrare le previsioni del decreto 136 al fine di salvaguardare la funzione peculiare dell'ospedale 'Pugliese - Ciaccio': quella di offrire un'assistenza sanitaria 'salva vita' ai cittadini di tutto il territorio regionale". E' l'appello che il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, rivolge al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. "Il presidente della Giunta regionale - sostiene Ferro - sta svolgendo un ruolo encomiabile nell'indifferibile opera di risanamento della sanità calabrese: un'azione mirata al contenimento dei costi, la cui validità è stata riconosciuta dal Tavolo Massicci, e ad una riorganizzazione delle strutture diretta ad assicurare la qualità, l'efficienza e l'efficacia dell'offerta sanitaria per i cittadini. Proprio in quest'ottica, occorre riflettere sugli effetti prodotti dal decreto 136, che rischia di penalizzare l'ospedale 'Pugliese' che, anche grazie alla grande professionalità dei suoi operatori, rappresenta il punto di riferimento dei cittadini per la cura delle patologie acute". Per la presidente della Provincia di Catanzaro "il 'Pugliese' deve essere messo nelle condizioni ottimali per svolgere il proprio fondamentale ruolo nel sistema regionale: quello di fornire la migliore risposta possibile a quei cittadini, provenienti da ogni parte della Calabria, che hanno l'urgente bisogno di curare una malattia che mette a rischio la propria vita. Il riordino della rete ospedaliera nella città di Catanzaro deve tenere conto di questa esigenza prioritaria, mantenendo all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' il maggior numero possibile di posti letto e scongiurando il ridimensionamento o la chiusura di reparti strategici. Per questo è condivisibile la proposta di recuperare almeno i 46 posti letto che, pur essendo ospitati nei locali del 'Pugliese', non sono a direzione ospedaliera, ma appartengono in parte all'Asp (Psichiatria) e in parte al policlinico universitario Mater Domini (Ostetricia e Chirurgia). L'azienda 'Pugliese-Ciaccio' potrebbe contare così su 451 posti letto effettivi, che consentirebbero una migliore organizzazione delle unità operative. A tal fine, un aggiustamento del decreto dovrebbe prevedere, così come per le altre aziende, la distribuzione dei posti letto per dipartimento, anziché per specialità, in modo da lasciare all'azienda 'Pugliese-Ciaccio' la possibilità di organizzare i reparti secondo le effettive esigenze di cura. Sono certa che il presidente Scopelliti valuterà con attenzione queste proposte, che hanno il solo fine di salvaguardare la funzionalità e l'efficienza di un presidio fondamentale per l'intero sistema sanitario calabrese".


 

SANITA': APPREZZAMENTO DEI SINDACI PER L’OPERATO DEL DIRETTORE GENERALE MANCUSO

 

Lamezia Terme, 13 Gen. - “La sanità è un argomento complicato sul quale non ci si può dividere e farne teatro di scontro tra fazioni, soprattutto oggi, in una regione assoggettata dal 2009 ad un Piano di rientro. Stiamo vivendo un momento difficile e non si può utilizzare la sanità per dire tutto e il contrario di tutto. Bisogna governare e avere rispetto dei ruoli e delle istituzioni”. Lo ha detto il direttore generale dell’Asp Dott. Prof. Gerardo Mancuso nel corso della riunione che si è svolta ieri nella sala Ferrante dell’ospedale “Giovanni Paolo II”, incentrata sulla sanità nel territorio lametino, a cui hanno partecipato i sindaci del comprensorio.

Affermazioni che rimarcano la posizione del direttore generale dell’Asp in merito alla vicenda recente dell’approvazione dell’atto aziendale, contestata dal sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, che ha pubblicamente considerato l’atto illegittimo in quanto approvato, a suo dire, “senza consultare la conferenza dei sindaci di cui lui è, dal 2008, vicepresidente, mentre presidente è il sindaco di Catanzaro”. Mancuso ha spiegato di avere seguito l’iter di approvazione secondo norma e di aver inviato l'atto al sindaco di Catanzaro e di aver ottenuto una risposta affermativa con l'indicazione che avrebbe riunito la conferenza dei sindaci. Contestualemnte l'atto e' stato approvasto dal collegio dei revisori e percio' formalmente corretto. Tesi, questa, sostenuta anche dal presidente della provincia, Wanda Ferro, la quale ha anche precisato che il vicesindaco di Catanzaro, nella sua lettera di approvazione, ha dato parere favorevole ma ha anche suggerito che venisse comunque riunita la conferenza dei sindaci. Nella riunione di ieri Wanda Ferro ha poi invitato il sindaco di Lamezia ad una “maggiore onestà intellettuale sia in merito alla vicenda dell’approvazione dell’atto aziendale che del precedente caso della nomina del presidente del collegio dei revisori dei conti”. Nomina, ha detto la presidente Ferro, “questa approvata da Traversa, ennesimo fatto che non andò giù a Speranza”. Dopo i chiarimenti sulle procedure dell’Atto aziendale, il direttore generale ha poi illustrato il lavoro svolto in questo anno e mezzo in tutta l’Asp, evidenziando anche i progetti in itinere per migliorare la sanità sul territorio.
“Abbiamo ereditato un debito di 320 milioni di euro – ha spiegato Mancuso – la sola Asp di Catanzaro ogni anno produceva un deficit di 56 milioni di euro e presentava una grave situazione di disorganizzazione. Per questo abbiamo messo mano agli sprechi e all’intera organizzazione, per rendere il sistema più funzionale. Il nuovo atto prevede una delocalizzazione dei servizi assistenziali, distribuiti in modo uniforme sul territorio, in modo che agli ospedali siano destinati solo i casi acuti. Questo prevede la nascita di diversi filtri medici sul territorio e di una rete per l’assistenza domiciliare per la quale sarebbe prevista una spesa di 2,5 milioni di euro. Il processo di delocalizzazione dell’attività sanitaria prevede inoltre l’apertura di 16 piccoli pronto soccorso, ossia poli di diagnosi attrezzati per intervenire sulle prime cause di ricovero (ad esempio dolore toracico, febbre, tosse grave) che permetteranno così di evitare almeno il 60% dei ricoveri impropri, curandoli in loco senza dovere arrivare in ospedale”. In questo modo, ha spiegato Mancuso, “cerchiamo di abbandonare la cultura ospedalocentrica e avviare una nuova fase più vicina a modelli  inglese e americano”.

Nel corso della riunione Mancuso ha ribadito di voler istituire un tavolo di confronto con tutti i sindaci della provincia e ha annunciato che a breve farà, per la terza volta, il giro di tutte le realtà territoriali. Il direttore generale ha anche annunciato che a breve ci sarà il  taglio del nastro dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lamezia e del Centro prelievi.

I sindaci presenti all’incontro: Gianni Speranza, Lamezia Terme; Pietro Putame, San Pietro a Maida; Francesco Scalfaro, Cortale; Leonardo Taverniti, Soverato; Luigi Ferlaino, Nocera Terinese; Giovanni Costanzo, Falerna; Vincenzo Buonocore, San Mango D’aquino; Pietro Raso, Gizzeria; Giuseppe Masi, Amato; Carlo Conte, Platania; Pietro Fazio Feroleto Antico; Felice Molinaro, Serrastretta; Gregorio Guzzo, Miglierina; Pietro Raimondo, Zagarise; Giuseppe Amelio, Sellia Marina; Amedeo Colacino, Motta Santa Lucia; Domenico Pallaria, Curinga; Giuseppe Pascuzzi, SSoveria Mannelli; Alessandro Falvo, Cicala; Anna Maria Cardamone, Decollatura; Giovanni Paola, Conflenti; Francesco Bartolotta, Martirano; Eugenio Gallo Martirano, Lombardo; Francesco De Vito, Jacurso; Gregorio Tino, Chiaravalle; Mario Talarico, Carlopoli.

 


 

SANITA': SINDACI REVENTINO, IMPORTANTE INCONTRO INDETTO DA MANCUSO D.G. ASP 


Catanzaro, 13 gen. - La rete dei sindaci del Reventino ha diffuso un documento dopo l' incontro avuto con il direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso. "Premettendo un doveroso ringraziamento al Direttore Generale - si legge - per aver avuto la sensibilita' di indire un incontro con le rappresentanze territoriali, salutiamo con grande favore ogni iniziativa mirata a favorire il dialogo e il confronto tra istituzioni, scevra da ogni strumentalizzazione politica, poiche' le iniziative a sostegno del diritto alla salute e piu' in generale dei L.E.A. in favore dei cittadini delle aree interne, rappresentano senza dubbio una battaglia di civilta' e non possono costituire in alcun modo una mera occasione di scontro politico". La Rete dei Sindaci del Reventino, "che si estende - si fa rilevare - in realta' ben oltre i confini di quel territorio, ha l'unico scopo di instaurare un dialogo con le istituzioni competenti in materia sanitaria, alle quali - ben consapevoli della urgente necessita' di rientrare dal maturato disavanzo in campo sanitario, si chiede, di considerare prioritaria, nell'invarianza dei costi, l'attenzione per la tutela del diritto alla salute dei cittadini, e quindi a finalizzare gli interventi del Piano di rientro, oltre che al doveroso recupero del disavanzo e al contenimento delle spese, anche al migliore utilizzo possibile delle strutture sanitarie esistenti. In perfetta aderenza - e' sottolineato - con le indicazioni date al commissario ad acta dalla commissione di inchiesta sugli errori e disavanzi in campo sanitario regionale e fin qui, in buona parte, disattese. Chiediamo, da tempo ormai, agli organi competenti di verificare con la dovuta scrupolosita' la rispondenza delle scelte operate dal commissario ad acta rispetto alle indicazioni citate. Ed e' in questo solco che i sindaci del comprensorio, seppur nel rispetto del ruolo istituzionale di ciascun protagonista del dibattito in corso, rivendicano il ruolo loro assegnato dalla legge in seno all'organizzazione delle unita' sanitarie locali, con competenze assai specifiche e rilevanti".  "Non e' quindi, si rimarca, "per stimolare uno sterile scontro politico, che a nulla e nessuno servirebbe, che la Rete dei Sindaci chiede di poter dibattere insieme alle Istituzioni deputate, il merito delle questioni e delle scelte territoriali in campo sanitario. Ma e' per ossequiare una precisa norma di legge, che assegna un compito ai Sindaci, i quali a loro volta intendono esercitarlo a pieno titolo. Pur apprezzando i notevoli sforzi derogatori operati dal Direttore Generale rispetto al piano di rientro, con il proprio atto aziendale, che abbiamo notato soprattutto con riferimento alla struttura di Soveria Mannelli,- scrivono i sindacci - non possiamo, nella qualita' di Sindaci a cio' incaricati dai rispettivi Consigli Comunali, abdicare all'assunzione di responsabilita' cui siamo chiamati in seno alla conferenza dei sindaci. E' per tale motivo che se ne chiede l'indizione, con successiva definizione della delegazione di rappresentanza e si offre sostegno ad ogni iniziativa istituzionale diretta al conseguimento di tale scopo". 

 


 

SANITA': SPERANZA, ATTO AZIENDALE ASP SIA SOTTOPOSTO A SINDACI


Lamezia Terme (Catanzaro), 12 gen. - Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha partecipato oggi all'incontro pubblico indetto dal direttore generale dell'Asp di Catanzaro alla presenza del presidente del Consiglio regionale e di altri esponenti politici. "Il sindaco - spiega una nota - ha inteso partecipare per ribadire, dopo averlo fatto sia a voce che per iscritto, pubblicamente la necessita' di riportare il confronto sviluppatosi in questi giorni tra Comune di Lamezia ed Asp, nel corretto ambito delle relazioni tra le diverse istituzioni e nel rispetto delle norme e delle competenze di ciascun livello istituzionale. L'atto aziendale dell'Asp di Catanzaro deve essere quindi sottoposto al vaglio della conferenza dei sindaci, unico organo istituzionale preposto, cosi' come la indicazione relativa alla nomina dei membri del collegio dei revisori deve essere restituita alla competenza della stessa conferenza. In assenza del sindaco di Catanzaro, essendo la citta' capoluogo commissariata e il Consiglio comunale sciolto, il riferimento istituzionale della conferenza dei sindaci e' allo stato il vice presidente tuttora in carica, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. E' quindi - si fa rilevare - nella duplice funzione di rappresentante istituzionale della conferenza dei sindaci della provincia e di sindaco della citta' in cui ha sede la principale struttura ospedaliera dell'intera azienda sanitaria provinciale (essendo gli ospedali di Catanzaro gestiti da un'azienda autonoma) che Gianni Speranza e' intervenuto in questa, cosi' come nelle precedenti occasioni. Nel suo intervento il sindaco ha inoltre sottolineato come sia indispensabile sottrarre la gestione delle cosa pubblica, tanto piu' quanto questa riguarda la salute dei cittadini, dalle logiche dell'appartenenza politica guardando invece agli interessi ed ai diritti di tutti".

 


 

SANITA': CORSI DI FORMAZIONE PER LA TUTELA DEL SOGGETTO CELIACO

 

Lamezia Terme, 10 Gen. - Nell’ambito degli interventi volti a favorire il normale inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da celiachia ed al fine di rafforzare e migliorare l’attività di controllo ufficiale degli alimenti, il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ha programmato per giovedì 12 gennaio un corso di formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari dell’ASP (medici, veterinari, tecnici della prevenzione, dietisti ed infermieri) che sono impegnati  nei Servizi per la sicurezza alimentare. L’iniziativa si terrà nella sala Comalca del Centro Agroalimentare di Germaneto; il programma  si articolerà in due sessioni: nella prima saranno fornite nozioni di base sulla celiachia, sugli alimenti naturalmente ed artificialmente privi di glutine e sulla normativa di settore; nella seconda sessione verranno affrontati  i  requisiti e le procedure in tema di preparazione dei pasti per celiaci e saranno illustrate le modalità di controllo ufficiale del “gluten-free” ai fini della tutela del soggetto celiaco.

Questo corso, come prescritto dalla legge 123/2005, affianca gli interventi di formazione rivolti agli Operatori del Settore Alimentare  tesi a  garantire la fruibilità e la sicurezza nell’accesso alla ristorazione pubblica collettiva e/o assistenziale dei soggetti celiaci. In tale ambito, infatti, lunedì 16 gennaio, nella la Sala Riunioni del Dipartimento di Prevenzione di Lamezia Terme, si terrà la seconda edizione dell’iniziativa “Conoscere la celiachia” organizzata dal SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) di Lamezia Terme, in collaborazione con l’A.I.C. (Associazione Italiana Celiachia) Sezione Calabria, che nella prima edizione svoltasi a novembre 2011 ha già visto la partecipazione di oltre 40 Operatori della ristorazione. La partecipazione è gratuita; a fine corso, ai partecipanti verrà rilasciato specifico attestato. Pur essendo rivolto prioritariamente agli operatori della ristorazione collettiva, il corso, è aperto anche a chiunque fosse interessato al tema della celiachia.

Gli Operatori del Settore Alimentare che desiderano frequentare prossime edizioni del corso “Conoscere la celiachia” sono invitati a segnalare in anticipo - per telefono, fax o e mail - la loro adesione rivolgendosi ai seguenti recapiti: Tel.: 0968-208312,  0968-208310; fax: 0968-208305;   email:  sian@asp.cz.it.

 


SANITA': MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI, SEMINARIO REGIONALE


Catanzaro, 10 gen. - Il Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della Regione - informa una nota dell'ufficio stampa della giunta regionale - ha organizzato il primo seminario regionale sulle Mutilazioni Genitali Femminili, in programma il prossimo 16 gennaio al Museo Storico Militare del Parco della Biodiversita' di Catanzaro, a partire dalle ore 9.30. Interverranno Rubens Curia del Dipartimento Tutela della Salute; Giovan Battista Ascone, direttore dell'Ufficio Tutela dei soggetti piu' vulnerabili del Ministero della Salute, Afef Haji, vicepresidente di Pontes, Associazione dei tunisini in Italia, medici ed esperti scientifici tra cui Filippo Casadei, Cecilia Gallotti, Miriam Gualtieri, Salvatore Inglese, Ida Vero e Liliana Rizzo. Questo primo seminario regionale intende sensibilizzare, nel quadro delle iniziative del Governo nazionale, i soggetti istituzionali attraverso un serrato dialogo e si propone di creare un laboratorio regionale capace di suggerire interventi condivisi ed efficaci su un aspetto oltremodo conflittuale dell'integrazione socioculturale nell'eta' contemporanea.

 


 

L’ASSESSORE TALLINI DIFENDE MANCUSO, “SPERANZA NON UTILIZZI LA SANITÀ COME STRUMENTO DI SCONTRO POLITICO”

 

Catanzaro, 10 Gen. - “L’azione amministrativa portata avanti dalla gestione Mancuso è all’insegna della massima trasparenza e pieno rispetto delle regole”. - Lo afferma il Consigliere Regionale On Domenico Tallini Assessore al Personale Regione Calabria, intervenendo nella polemica mediatica che ha visto oggetto il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso, da parte del sindaco di Lamezia Speranza. – “Le affermazioni del sindaco di Lamezia Terme sono fuori luogo e prive di fondamento, finalizzate a trasformare artatamente la sanità in campo di scontro politico. Nessuna persona di buon senso e intellettualmente onesta può ignorare l’impegno concreto del D.G. Mancuso nel risanare la sanità e, malgrado la congiuntura finanziaria, i numerosi provvedimenti realizzati per incrementare le prestazioni e migliorare i servizi, proprio nell’Ospedale lametino. Uno sforzo straordinario,ma anche unico nella intera regione, che è sotto gli occhi di tutti, un’azione di risanamento complessivo che il sindaco Speranza ignora deliberatamente, per fini che nulla hanno a che fare con il bene reale della collettività. Qundi mi pare pretestuoso qualsiasi attacco contro la legittimita' dell'atto aziendale, ma anche delle procedure relative alla sua approvazione. L'azione politica e' stata corretta e non c'e' stata alcuna mortificazione di organismi istituzionali ne nella forma che nella sostanza. Mi risulta che Mancuso abbia incontrato personalmente quasi tutti i sindaci della provincia di Catanzaro ed abbia esposto con dovizia tecnica tutto il programma di riorganizzazione. Poi dovrebbe qualcuno spiegare perche' Mancuso avrebbe dovuto "furtivamente" incassare un assenzo da parte di qualcuno, quale fosse la necessita', quale fosse il movente. Non c'e spiegazione se non quella di confondere la discussione per offuscare i risultati della direzione dell'ASP. Semmai bisognerebbe spiegare a tutti i cittadini, proprio per comprendere la correttezza istituzionale di Speranza, come mai egli parli di riunione dei sindaci quando diversamente sono state invitate associazioni e cittadini, evidentemente confonde i ruoli. A riprova del giudizio pienamente positivo da riconoscere all’attuale gestione sanitaria basta ricordare che all’epoca del commissariamento con Gerardo Mancuso il disavanzo dell’Asp era di 230 milioni di euro, con un deficit annuo di 56 milioni di euro. In solo un anno e mezzo il deficit annuo e' stato ridotto a 20 milioni. Un dato significativo conseguito peraltro dopo aver ereditato un ospedale senza regole e con tante inefficienze organizzative, una struttura nella quale, in quest’ultimo periodo, sono stati effettuati svariati lavori di ristrutturazione che hanno riguardato i reparti di Neurogenetica, Malattie infettive e Rianimazione, la nuova UTIC, il nuovo hub ambulatoriale, il Centro screening, la direzioni sanitaria, la direzione amministrativa, la nuova sala convegni, il nuovo CUP e le nuove sedi della struttura tecnica e del centro vaccinazioni. Ma non basta, altre iniziative stanno per essere portate a termine come l’apertura fra qualche settimana della ginecologia ed il nuovo reparto di centro prelievi unico; stanno per iniziare i lavori per il nuovo pronto soccorso, della dialisi, del nuovo reparto di urologia, del blocco operatorio, oncologia  e della endoscopia interventistica; è stato finanziato il progetto per la ristrutturazione dell'ospedale di 2.8 milioni dalla comunità europea;  sono stati espletati i concorsi per i nuovi primari di pronto soccorso, cardiologia e ortopedia, ed altro ancora. Speranza puo' dirci, se e' a conoscenza di un eguale impegno per altre strutture? E’ dunque evidente che c’è stata un’inversione di rotta rispetto alle precedenti gestioni, che hanno lasciato in eredità crisi finanziaria e carenze organizzative, per risanare le quali si stanno compiendo notevoli sforzi”. Allora il sindaco prima di parlare dovrebbe fare una seria riflessione e lasciare la sanità come ambito di scontro politico, perché non e' credibile e perché non e' opportuno.

 


 

SANITA': IDV, REGIONE ISTITUISCA REGISTRO TUMORI


Catanzaro, 9 gen. - Il gruppo consiliare regionale di Italia dei valori ha presentato un'interrogazione al governatore Scopelliti, nella qualita' di commissario ad acta per la sanita', sullo stato di attuazione della deliberazione della Giunta regionale riguardante il progetto per la realizzazione del registro tumori di popolazione della regione Calabria. Per Giuseppe Giordano, primo firmatario dell'interrogazione, "ormai da anni emerge un quadro inquietante sulla situazione sanitaria della nostra regione in ordine all'alto tasso di incidenza di tumori in diverse zone e in particolare sulla costa tirrenica con i centri ricadenti nell'ambito del bacino fluviale del fiume Oliva, Gioia Tauro per la presenza dell'inceneritore, Vibo Valentia per il cementificio, Crotone per la fabbrica dismessa della Pertusola e su ampie aree della Locride. Con riferimento a tali problematiche - puntualizza Giordano - in ambito nazionale si e' ritenuto necessario prevedere l'istituzione dei Registri Tumori che permettano la raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti in un determinato territorio,l'individuazione del tasso di incidenza delle neoplasie in una area geografica e cio' al fine di una efficace pianificazione degli interventi preventivi. Sulla base di tali premesse la Giunta regionale - continua Giordano - con delibera n° 289 del 25 marzo 2010, approvava il progetto per la realizzazione del Registro Tumori di popolazione della regione Calabria che si propone di definire gli obiettivi e gli strumenti da porre in essere per l'estensione a tutto il territorio regionale dell'attivita' del registro Tumori calabrese, stabilendo, altresi', per la concretizzazione del progetto, l'approvazione di una convenzione con il registro tumori di Modena, di prevedere, con successivi atti, la creazione di tre registri Tumori Cosenza - Crotone, Catanzaro - Vibo Valentia e Reggio Calabria, di istituire un Coordinamento regionale. Ebbene - conclude Giordano - per le criticita' che ormai insistono sul territorio regionale, insieme ai colleghi abbiamo chiesto di sapere quali sia lo stato di attuazione del Progetto per la realizzazione del registro Tumori di popolazione della regione Calabria e quali atti propedeutici , richiamati nella deliberazione n° 289/2010, sono stati avviati, e, ancora, quali iniziative,in caso di omesso o parziale avvio delle procedure, si intendano intraprendere con urgenza per porre in essere i dovuti provvedimenti che rendano operativi i registri tumori".

 


SANITA': IANNELLO (CGIL), PIANO RIENTRO NON DEV'ESSERE SCURE


Catanzaro, 9 gen. - Mimma Iannello, segretaria regionale della Cgil, interviene sui problemi della sanita'. "Ci siamo appena lasciati alle spalle - dice - un anno di pessime performances sanitarie. Uno su tutti il primato nazionale di morte per parto con ben 32 segnalazioni di presunta malasanita'. Come Cgil - spiega - sosteniamo da lungo tempo che un sistema sanitario e' possibile rilanciarlo se ad un'equa razionalizzazione finanziaria si accompagnano misure mirate d'investimento che accrescano l'accesso a uniformi ed appropriati Livelli Essenziali di Assistenza. Un piano di rientro non e' la scure per abbattere debiti e servizi pregiudicando la qualita' dell'offerta assistenziale, bensi', lo strumento attraverso cui si razionalizza la spesa e si riorganizzano i servizi dentro rigorosi standard e protocolli di qualita' e sicurezza delle cura che rendano minimo il rischio clinico e innalzino complessivamente l'affidabilita' del Servizio. In Calabria - sottolinea - non e' ancora cosi': i Lea restano inappropriati in molte realta' ed in altre addirittura si contraggono e/o si spostano verso l'offerta sanitaria privata. Ed il piano di rientro anziche' invertire la rotta pare aggravare molti indicatori sulla qualita' assistenziale regionale. Non si e' neanche conclusa la meta' del mese e' siamo gia' ad una prima tragica morte sospetta nell'ospedale di Vibo: Filippina Barbieri, 58 anni di San Gregorio d'Ipponia. Al giovane figlio Francesco va il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Le morti sospette per le quali la magistratura ha aperto fascicoli e' ormai una drammatica sequenza a piu' cifre di vite stroncate da imperizie, errori, superficialita', inadeguatezze professionali, uso inadeguato della strumentazione sanitaria".  "Continuiamo a chiederci - prosegue - quante morti dovremo ancora piangere prima che vengano assunte misure capaci di innalzare la qualita', la sicurezza della cure ed il bagaglio di responsabilita' e competenze professionali che agiscono nel campo sanitario. Un tempo, nel dramma, c'erano almeno le scuse istituzionali. Oggi, in nome di un presunto "cambiamento" aumentano le morti sospette, si mandano le tessere sanitarie proprio alle vittime di malasanita', si accorpano e si scorporano ASP, si costruiscono leggi ad hoc per salvare mostri giuridici come la Fondazione Campanella, restano commissariate per infiltrazioni di 'ndrangheta importanti ASP, si tagliano servizi ospedalieri e non si approntano risposte alternative di salute nel territorio, si continua con le nomine per via fiduciaria e si stipulano convenzioni milionarie scaricate nelle tasche ormai vuote dei contribuenti calabresi che pagano la piu' alta imposizione fiscale e la piu' pesante compartecipazione alla spesa sanitaria senza avere alcuna certezza e qualita' delle cure. L'unica vera novita' - conclude - e' che tutto questo oggi e' chiamato "cambiamento" e che da dicembre del 2007 i vibonesi attendono il nuovo ospedale che onori la memoria delle tragiche giovani morti di quel doloroso periodo che pare non abbia ancora fine".

 


SANITA’: ASSESSORE PICCIONI, “ATTO AZIENDALE ASP CATANZARO ILLEGITTIMO”

 

Lamezia Terme, 9 Gen. - Le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Direttore Generale dell'Asp di Catanzaro  lasciano veramente esterrefatti e richiedono alcune doverose precisazioni.

Il dr. Mancuso dimostra di avere memoria corta: fin dal momento della sua nomina come Commissario prima e Direttore generale poi, il Sindaco ha sempre  tenuto nei confronti dell'Asp  una condotta istituzionale assolutamente ineccepibile ed inappuntabile ed ha collaborato proprio nell'interesse della salute dei cittadini. Eppure, e questo Mancuso lo sa benissimo, in questi lunghi 21 mesi le occasioni di polemica non sono certamente mancate. Il Sindaco e l'amministrazione hanno evitato ogni logica di appartenenza politica, rispettando l'autonomia gestionale del dr. Mancuso e cercando di interloquire con l'azienda al fine di sollecitare  la risoluzione di problematiche legate alla salute dei cittadini.  In questi ultimi mesi l'Asp ha invece tenuto una condotta gravissima sfociata nell'assunzione di atti palesemente illegittimi. La considerazione nei confronti di Mancuso è stata tale che il Sindaco ha dapprima sollevato la questione di cui si sta discutendo oggi in una conversazione telefonica, dando la possibilità di approfondire e rivedere il tutto. Successivamente ha proceduto ad inviare una dettagliata ed argomentata nota scritta e, solo alla fine, vista la risposta burocratica ed elusiva dell'Asp, ha informato tutti i sindaci del comprensorio.  Volutamente nella sua replica il dr. Mancuso omette di entrare nel merito, trincerandosi dietro giustificazioni assolutamente generiche e di circostanza. Allora è bene spiegare le cose in modo semplice e chiaro affinchè tutti i cittadini capiscano. La normativa in materia sanitaria prevede l'istituto della Conferenza dei Sindaci, composta da tutti i primi cittadini della provincia. La suddetta Conferenza nomina poi un Comitato di rappresentanza che a sua volta nomina un Presidente ed un vice. Fino a maggio 2011, la conferenza in carica aveva nominato presidente Olivo e vice Speranza. All'indomani della tornata elettorale del 2011, non essendo più sindaco Olivo, la conferenza è rimasta priva della figura del presidente le cui funzioni, essendo ancora in carica Speranza, sono passate ad interim al vice. Il Direttore generale Mancuso, nell'iter di approvazione dell'atto aziendale, ha ritenuto di chiedere il parere alla conferenza dei Sindaci della provincia ed ha indirizzato la domanda all'on. Traversa,  Sindaco di Catanzaro, piuttosto che a Speranza nella sua qualità di vice facente funzioni di presidente. Per di più il parere sull'atto, qualche giorno dopo, non è stato neanche rilasciato dal Sindaco dimissionario di Catanzaro, ma dal vice-Sindaco Caporale. Se il parere fosse stato correttamente indirizzato al vice, facente funzioni di presidente,  certamente  Speranza, piuttosto che emettere un parere individuale, avrebbe immediatamente convocato la conferenza dei sindaci per deliberare collegialmente.

Passi pure che il dr. Mancuso, per una errata valutazione, abbia pensato che la carica di presidente della conferenza passasse automaticamente al nuovo sindaco di Catanzaro. Ciò che è  inconcepibile, soprattutto per un dirigente di altissima qualità qual egli è , è invece non aver riscontrato, all'esito del parere rilasciato, che lo stesso non solo non proveniva dalla conferenza dei sindaci ma che addirittura era reso e sottoscritto da persona diversa dall'on. Traversa. Nel procedimento in questione c'è un concentrato di vizi dell'atto amministrativo che potrebbe diventare un caso scolastico da trattare in sede accademica.    

Dunque o  Mancuso ha sbagliato, e per carità “errare humanum est”, oppure ha cercato la strada più semplice per incassare a tutti i costi un parere favorevole. Certo è che, è questo il dato oggettivo più importante, ha prodotto un atto illegittimo e soprattutto ha calpestato la dignità istituzionale dei sindaci della provincia. Altro che scontro politico: se c'è uno scontro è puramente istituzionale e nasce proprio da chi ha cercato l'appartenenza politica per accorciare i tempi.  E' importante sottolineare inoltre che gli ospedali del capoluogo sono gestiti da un'azienda sanitaria autonoma e che il principale ospedale della provincia di Catanzaro gestito dall'ASP è quello di Lamezia. Mancuso ha evidenziato con il suo comportamento di essere contro Lamezia Terme e i Sindaci della Provincia.

Ed anche se il Tar dovesse dare ragione all'Asp, l'offesa politica contro questo territorio e la sua comunità non verrà mai cancellata.

In riferimento alle dichiarazioni del direttore generale di attesa dei “provvedimenti di autotutela a cui il sindaco di Lamezia fa riferimento”, mi permetto di chiarire assai umilmente al dr. Mancuso che i provvedimenti di autotutela sono stati richiesti all'unanimità da tutti i sindaci presenti e devono essere da lui adottati e non da altri. L'istituto dell'autotutela è infatti previsto per le amministrazioni proprio per porre rimedio spontaneamente ai propri errori: dunque non c'è niente da aspettare, ma solo da adottare in prima persona.

Guarda caso il dr. Mancuso non spende neanche una parola su un altro fatto gravissimo che, solo per l'intervento istituzionale del vice, facente funzioni di presidente, Speranza facente funzioni di presidente della conferenza dei sindaci, non è stato portato a termine. Un vero e proprio colpo di mano con cui si è cercato di nominare un componente del collegio dei revisori dei conti dell'Asp esclusivamente con una nomina effettuata ancora una volta da un soggetto diverso da quello istituzionalmente competente (la conferenza dei sindaci).

Dai fatti sopra riportati e, soprattutto, dalla scomposta reazione di Mancuso, che non ci saremmo mai aspettati, risulta di palmare evidenza come in realtà proprio lui, che accusa il Sindaco di fare scontro politico, si faccia strumento di polemica politica di chi lo ha nominato per agire contro Lamezia e il suo comprensorio.

 

Avv. Rosario Piccioni


Assessore Politiche sociali, giovanili e Sport
Comune di Lamezia Terme

 


 

SANITA’: UDC LAMEZIA, “CHI NON È CAPACE DI FARE, È BRAVO SOLO NEL CRITICARE”.

 

Lamezia Terme, 8 Gen. - Un antico detto recita che: “Chi non è capace di fare, è bravo solo nel criticare”.

 

In politica, o meglio in quella alquanto affabulatrice ed inconcludente,  questo assurdo modo di fare ha un duplice scopo.

Il primo è quello di creare una cortina fumogena  rendendo l’aria nebulosa in modo che non si possa scorgere, in maniera chiara, la realtà.

Il secondo è quello di distogliere l’attenzione dei cittadini per nascondere le proprie continue defaillance e il proprio inconcludente modo di gestire la cosa pubblica.

Il Sindaco Speranza non si sottrae a questo penoso modo di fare politica strumentale e faziosa che riesce solo a gettare su altri proprie colpe commissive ed omissive.

D’altronde cosa altro egli potrebbe fare, dopo aver pubblicato per la sua seconda campagna elettorale un libriccino delle cose fatte solo sulla carta (patinata)?

Comunicare ai cittadini ed a una città oramai in ginocchio quello che ha sin qui fatto?

Ci metterebbe ben poco, se si escludono marce, marcelonghe, manifestazioni e quant’altro di effimero e sterile esiste, se non è accompagnato da risultati veri, concreti e quotidiani.

Quale problema atavico o contingente della città è stato sin qui non risolto (chiederemmo troppo), ma quantomeno affrontato dal Sindaco Speranza?  Nessuno.

Tutto, dall’abusivismo ai nomadi, è stato affrontato solo dalla magistratura che ha colmato, suo malgrado, i gap ed i deficit di chi non ha voluto e saputo assumersi le responsabilità che competono e devono competere a chi vuole amministrare una città.

Con la tecnica pilatesca del “non c’entro” o del “non lo sapevo” la città è stata lasciata a sé stessa.

Anche delle semplici luminarie, peraltro poste con inverosimile e ridicolo ritardo, sono sembrate un progetto di Renzo Piano.

La città è ferma. Il commercio è in fortissima crisi. L’edilizia è paralizzata. La criminalità, organizzata e non, impazza. Ci sono sempre più famiglie in crisi e sul lastrico. I giovani partono. E Lei cosa fa? Marcia, marcia continuamente, verso dove, per che cosa? Perché non si siede a lavorare e costruire un futuro, o meglio un presente per questa città?

Anche sull’Ospedale protesta. Ma le chiediamo: dov’era quando Lamezia Terme veniva defraudata della sua ASL? Forse a raccogliere firme, a formare comitati, a gridare contro questo vergognoso scippo? No, era dietro una scrivania forse a scrivere supinamente una letterina per chiedere cosa stesse succedendo.

Cosa ha fatto poi contro coloro che hanno ucciso l’Asl di Lamezia Terme? Li ha isolati, li ha affrontati politicamente, li ha combattuti? No, pur di essere rieletto Sindaco, li ha aiutati e sostenuti nella loro successiva campagna elettorale. Bravo, bravo, davvero.

Ed oggi, dopo che la sua parte politica ci ha lasciato in eredità immani disastri, debiti e quant’altro, invece di apprezzare i risultati, che con una sanità commissariata, stanno attivando, cosa fa? Continua, come sempre a protestare, non sapendo cos’altro fare.   

 

Pur nella bravura del personale medico e paramedico che ha lavorato sempre, con grosso senso del dovere e spirito di sacrificio ed in tutte le condizioni, si è ereditato un ospedale  spesso senza regole e con tante inefficienze organizzative.

Si sono rifunzionalizzati ed inaugurati i nuovi reparti di neuro genetica, di malattie infettive, di rianimazione, nonché il nuovo hub ambulatoriale, il nuovo centro screening, la nuova direzione sanitaria, la nuova direzione amministrativa, la sala convegni e la sede struttura tecnica.

Fra qualche settimana aprirà il nuovo reparto di ginecologia ed il nuovo reparto di centro prelievi unico.

E' stato finanziato il progetto per la ristrutturazione esterna e l'impianto di climatizzazione (2.8 milioni dalla comunità europea).

Stanno per iniziare i lavori per il nuovo pronto soccorso, della dialisi, del nuovo reparto di urologia, del blocco operatorio e della endoscopia interventistica

Sono stati espletati i concorsi per i nuovi primari di pronto soccorso, cardiologia e ortopedia

L'ospedale mostra indici di attività in ascesa con incremento del 5%  delle attività assistenziali.

E' stata adottata una nuova organizzazione con nuove disposizioni e con incremento del personale

Certo, ancora tanto c’è da fare, ma sappiamo che l’attuale dirigenza saprà, lavorando giorno e notte, prodigarsi al massimo per mettere il malato e le sue esigenze al centro dell’interesse sanitario.

Ci saremmo aspettati che Lei, con onestà intellettuale, avesse riconosciuto quanto fatto a favore di una Sanità equa ed efficiente a Lamezia, anziché banalizzare e strumentalizzare problemi seri e sui quali non si può fare sciacallaggio politico.

 

Certo, caro Sindaco se Lei in sette anni di governo, avesse fatto almeno la metà di quanto creato nella sanità lametina in poco più di un anno,  Lamezia Terme sarebbe in ben altre condizioni.

Ma Lei anche questo non è stato capace di farlo. Continui, continui a protestare contro tutto e tutti, mentre le forze produttive e vitali della città languono, emigrano, muoiono … un giorno dovrà pure protestare davanti ad uno specchio alla ricerca della verità e della giustezza delle sue ragioni …

 

Il Gruppo consiliare UDC di Lamezia Terme

 


 

SANITA': GERARDO MANCUSO, IL SINDACO SPERANZA UTILIZZA L’OSPEDALE COME SCONTRO POLITICO

Lamezia Terme, 7 gennaio 2012 - “Mi pare che il sindaco di Lamezia utilizzi l'ospedale come teatro di scontro politico: le affermazioni diffuse a mezzo stampa ed i contenuti della nota che mi è pervenuta nei giorni scorsi a firma del prof. Speranza, mi danno la netta sensazione che lo sforzo straordinario che stiamo esercitando per migliorare i servizi e le attività sanitarie all'interno del nosocomio lametino non interessi. Piuttosto, sembra interessi esaltare un’azione preconcetta e mai tecnica, e ricondurre tutto in un ambito di scontro dove l'approssimazione e la carenza di notizie serve ad alimentare la polemica e la contrapposizione”. E’ quanto afferma il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Prof. Gerardo Mancuso in merito alle dichiarazioni rese dal sindaco Gianni Speranza e all’incontro avuto al Comune con alcuni sindaci del comprensorio.
“In atto – afferma Mancuso – vi è un’azione di risanamento finanziario e di riorganizzazione non solo resa necessaria dal Piano di rientro, ma anche obbligatoria per recuperare risorse da investire in servizi sanitari e in strutture. Le gestioni passate hanno lasciato tracce evidenti di dissesto finanziario e carenze organizzative che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure qualcuno vorrebbe far passare in secondo piano questa azione di risanamento, peraltro esaltata anche dai tavoli ministeriali, poichè credo tema che, il cambiamento di rotta che abbiamo realizzato, sia la certificazione della sconfitta della amministrazione passata”.
“La contestazione delle modalità con cui è stato espresso il parere della Conferenza dei Sindaci sull’Atto aziendale di questa Asp e la richiesta di assumere provvedimenti in autotutela – prosegue il direttore generale – mi obbliga a rappresentare che l’art. 3, comma 14, del D.Lgs n. 502/1992 s.m.i. e l’art. 11 della legge regionale n. 2/1996, nel definire le funzioni della Conferenza dei Sindaci, non prevedono alcuna espressione di parere in merito all’Atto Aziendale di diritto privato con cui si disciplina l’organizzazione e il funzionamento delle Aziende sanitarie. Le norme citate stabiliscono che la Conferenza dei Sindaci svolga importanti funzioni di natura programmatica, di verifica sull’andamento generale dell’attività e di esame del bilancio pluriennale di previsione e del bilancio di esercizio, ma non prevedono espressioni di pareri di qualsiasi natura (consultivo, obbligatorio, vincolante) su un atto strettamente gestionale”.
“Tuttavia questa Direzione – spiega Mancuso – nell’intento di favorire l’interazione con le istituzioni locali, ha ritenuto opportuno interessare la Conferenza dei Sindaci sul nuovo assetto organizzativo dell’Asp inviando, con nota prot. n. 52671 del 23.09.2011, la proposta dell’Atto Aziendale al Sindaco di Catanzaro nella qualità non solo di componente di diritto del comitato di rappresentanza, ma anche per la funzione di intermediatore con i comuni poichè sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti e da sempre presidente della conferenza. Le modalità con cui è stato espresso il parere non rilevano sull’iter procedurale seguito dalla direzione aziendale, che nell’argomento di cui si discute, si è attenuta rigorosamente alle disposizioni commissariali sul Piano di Rientro. Disposizioni, è bene ricordare, resesi necessarie per risanare il debito accumulato nel corso degli anni e finalizzate a dare alla nostra Regione un sistema sanitario adeguato ai mutamenti che si sono verificati negli ultimi anni con le leggi di riforma approvate dal legislatore nazionale. Il dialogo con i sindaci è costante e proficuo, ho incontrato personalmente tutti gli 80 sindaci della provincia, sono stato in quasi tutti i paesi dove insistono strutture sanitarie ed ho ricevuto sempre apprezzamenti ed indicazioni, peraltro recepite”.
“Perciò aspetteremo i provvedimenti di autotutela a cui il sindaco di Lamezia fa riferimento – sottolinea Mancuso – per capire quali azioni questa Azienda dovrà porre in essere per garantire l'azione direzionale.
Abbiamo tagliato gli sprechi, tolto privilegi, messo da parte le tessere di partito, esercitato un’azione moralizzatrice e persuasiva, licenziato chi era nell'illegalità, sanzionato chi non faceva il proprio dovere, cacciato le lobby, ma anche risparmiato, investito e sull'ospedale di Lamezia esercitato una forte azione di intervento economico e riorganizzazione, del tutto unica in Calabria in tempi di Piano di rientro. Ci saremmo aspettati – afferma il Dg – un maggiore sostegno a questa difficile azione gestionale. Comunque non ci spaventiamo, siamo coscienti delle difficoltà, ma anche che godiamo del sostegno della gente comune, dei cittadini e anche dei sindaci. Ci auguriamo di completare il compito che ci è stato assegnato e solo allora potremmo fare un consuntivo e consegnarci alle osservazioni”.
“Colgo l'occasione, in epigrafe – aggiunge Mancuso – come riferisce il Dott. Cosco responsabile del personale dell'Asp, per chiarire anche la notizia apparsa sui quotidiani che, nel reparto di Ortopedia i pasti sono distribuiti dai parenti per una carenza di personale infermieristico. Ambedue le notizie sono false. La prima è falsa poichè il pasto è distribuito da una società privata che lo fa in modo corretto; la seconda è falsa poiché non vi è una carenza di personale. Nel reparto vi sono 19 unità a fronte di 22 previste che, in teoria, sarebbero sufficienti per gestire ma, per una situazione contingente indipendente dalla volontà umana, assenze per malattie, si è determinata una parziale contrazione del personale che ha fatto specie in un periodo particolare a cavallo delle feste natalizie. Il personale in servizio assicura tutte le attività assistenziali, sia quelle ordinarie che quelle in urgenza, comprese l'assistenza per le funzioni personali al paziente. Per spirito di servizio tutto il personale del reparto di ortopedia ha sacrificato il proprio periodo di ferie per non creare eccessivi disguidi. Se qualche difficoltà è stata registrata, non mi pare meriti l'attenzione mediatica. Semmai c’è una consuetudine affettiva, alcuni familiari aiutano i pazienti ad alimentarsi, ma questa non è una novità perché è diffusa in tutti gli ospedali”.
In merito agli operatori socio-sanitari (Oss), Mancuso ha spiegato che nel mese di novembre “sono stati inviati 25 operatori socio-sanitari all'ospedale di Lamezia ed altri 10 li invieremo entro fine mese. Perciò abbiamo fatto ciò che ho annunciato”.
 


 

SANITA': SINDACI PRONTI A COSTITUIRE ASSOCIAZIONE NEL LAMETINO 


Lamezia Terme, 5 gen. - Costituire un'associazione dei sindaci del Lametino per far fronte alla problematica della sanita'. E' quanto deciso al termine della riunione che si e' svolta questa mattina nella sala Napolitano del Comune di Lamezia Terme alla quale hanno preso parte oltre al sindaco Gianni Speranza, 15 primi cittadini del comprensorio, in particolare Conflenti, Tiriolo, Decollatura, Curinga, Gizzeria, Maida, Soveria Mannelli, Pianopoli, Feroleto, Platania, San Pietro a Maida, Jacurso, Carlopoli, Cortale. All'incontro di oggi hanno preso parte anche i rappresentanti dei due Comitati, quello lametino "Salviamo la sanita' lametina" e quello del Reventino, oltre ad alcuni consiglieri comunali. Gianni Speranza ha informato gli altri sindaci presenti del fatto che la Conferenza dei sindaci, di cui Speranza e' vicepresidente del 2008, non si riunisce da tempo e che il recente atto aziendale invece che essere sottoposto, come per legge avrebbe dovuto essere, alla conferenza dei sindaci della Provincia, e' stato mandato al sindaco dimissionario di Catanzaro e impropriamente sottoscritto dalla vicesindaco Maria Grazia Caporale che non e' membro della Conferenza dei sindaci.  "Allo stesso modo - ha detto Speranza - la conferenza non e' stata investita della proposta di nomina di uno dei sindaci revisori dell'Azienda sanitaria mentre risulterebbe averlo fatto direttamente il sindaco dimissionario di Catanzaro. La questione e' ancora piu' grave se si tiene conto che l'Azienda sanitaria provinciale interviene su tutta la provincia e che l'ospedale di Lamezia e' il principale ospedale di tutta l'Azienda sanitaria, essendo gli ospedali della citta' capoluogo gestiti da un'azienda sanitaria ospedaliera autonoma". Il sindaco ha chiesto quindi agli altri amministratori e al comitato "di lavorare insieme perche' venga ripristinato il corretto rapporto tra Azienda sanitaria, Regione e conferenza dei sindaci e perche' quest'ultima venga messa nelle condizioni di funzionare correttamente". Tutti i sindaci hanno chiesto al direttore Mancuso di "reimpostare correttamente la vicenda dell'atto aziendale". Al termine dell'incontro si e' deciso di costituire un'associazione dei sindaci del Lametino che diventera' un'organizzazione permanente per far fronte alla problematica. "Piena convergenza - ha aggiunto Speranza - c'e' stata sul documento che i comitati stanno portando avanti, firmato da molti sindaci, e che nei prossimi giorni, dopo ulteriori verifiche, verra' riproposto pubblicamente e sull'attivazione del polo traumatologico". Nel corso dell'incontro e' stata affrontata anche la questione emergenza rifiuti e la questione della sicurezza in citta', sottolineando l'importanza del rispetto delle regole e della legalita'. 


SANITA': PD, DECRETO RIORDINO OSPEDALI DESTA PERPLESSITA'

 
Catanzaro, 5 gen. - Il decreto sul riordino della rete ospedaliera per l'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" e l'Azienta Universitaria "Mater Domini", "crea qualche perplessita'". A sostenerlo e' il circolo Catanzaro Centro "E. Lauria" del Partito Democratico, secondo il quale il provvedimento "denota piu' la volonta' di superare una scadenza che viaggiare verso una seria ed efficace programmazione". In piu' parti, secondo il Pd, "il decreto denota una situazione poco chiara ed estremamente provvisioria: non vi e' ad esempio alcuna certezza sul destino giuridico della Fondazione Campanella, il che potrebbe notevolmente incidere sul riassetto presentato nel decreto. Il "Nuovo Pugliese" verra' realizzato, come recita testualmente il decreto, non prima di un quinquennio e non e' ancora ben chiara l'integrazione funzionale che verra' adottata dall'A.O. Pugliese-Ciaccio e l'A.O. Mater Domini. Si legge ad esempio che all'interno dei 451 posti letti assegnati all'A.O. Pugliese-Ciaccio si vedra' la concentrazione nel presidio ospedaliero "Ciaccio" delle unita' operative volte alla cura delle patologie oncologiche, fino a quando non sara' sciolto il dubbio sulla natura non privatistica della "Fondazione Campanella. Oltretutto - continua il Pd - si legge nel testo, non esiste ancora un nuovo decreto interministeriale che individui le linee direttive per l'integrazione universita'-ospedale e non sembra che possa entrare a breve in vigore. Tutte indicazioni che testimoniano uno stato di confusione ed incertezza nel quale la Giunta regionale sta affrontando le delicate problematiche del settore sanitario". Il presidente della Regione e la Giunta da lui presieduta, secondo Il Pd, "devono dare risposte in merito. Mai come in questa fase occorre chiarezza. Riteniamo - e' scritto nel documento - che la Regione abbia il dovere di coinvolgere piu' settori possibili della Sanita' a cominciare dagli operatori, dalle forze sociali e l'Universita'. La Sanita' essendo un tema estremamente delicato, occorre studiarlo con la collaborazione, l'impegno ed il contributo di tutti e non con colpi ad effetto personalistici, privi di una adeguata e seria programmazione, pensati e voluti solo per gli interessi di pochi".

 


 

SANITA': ASP CATANZARO VARA PIANO ASSUNZIONI


Catanzaro, 4 gen. - E' stato varato il piano delle assunzioni per il 2012 dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. In particolare, il piano prevede l'assunzione di 164 unita', per tutta la provincia di Catanzaro e per tutte le discipline, tra cui 53 operatori socio-sanitari; 35 medici, 6 fisioterapisti, 14 tecnici, 4 ostetriche, 6 ingegneri e dirigenti e solo 25 infermieri professionali. "L'Asp di Catanzaro - ha spiegato il direttore generale Gerardo Mancuso - nell'ambito della rimodulazione del personale e della riorganizzazione aziendale, per la prima volta, si e' dotata di uno studio sulle dotazioni organiche ed i carichi di lavoro di tutti i servizi sanitari sia ospedalieri che territoriali. Uno strumento innovato e tecnicamente corretto, che consente di censire i dipendenti e adibirli all'espletamento delle proprie mansioni, evitando che compari e comparucci vadano in servizi improduttivi o che vengano adibiti ad attivita' improprie. E' questo il motivo per il quale nella nostra Azienda la carenza di personale e' confinata solo ad alcuni dirigenti medici ed agli operatori socio-sanitari. Il dato degli infermieri professionali - ha aggiunto Mancuso - sconfessa tutto quello che si dice e che qualche sindacato sostiene circa la carenza di personale infermieristico. Abbiamo verificato e constatato che nell'intera Asp una parte di personale infermieristico svolge mansioni non appropriate, e cio' sottrae forza lavoro per le attivita' d'istituto. Per questo nelle prossime settimane faremo, sentiti i sindacati rappresentativi, un'opera di rimodulazione che portera' un beneficio enorme sia in termini di performance che di produttivita'. Ai sindacati che criticano le decisioni dell'Asp circa le mancate proroghe del personale, si sottolinea la scarsa conoscenza del provvedimento e delle dinamiche aziendali. Le affermazioni rese dal sindacato sono del tutto infondate, sia in termini quantitativi che in termini di carichi di lavoro". Il direttore generale ha inoltre evidenziato che l'Asp ha confermato ben 106 unita', a fronte di 129. "Abbiamo confermato 106 infermieri - ha ribadito Mancuso - di cui 70 per l'ospedale di Lamezia e solo 34 per l'intera Asp (territorio ed altri ospedali), privilegiando i servizi Lea (livelli essenziali di assistenza), le attivita' strategiche ed i carichi di lavoro. Un provvedimento che ha avuto il plauso del tavolo tecnico, ma che dovrebbe scoraggiare chi ancora in questi momenti di grande difficolta' utilizza le bugie per sostenere i privilegi e le tessere di partito. Il servizio assistenziale e' stato garantito, addirittura potenziato in alcune attivita', ecco perche' chi parla non avendo contezza dei numeri non fa altro che seminare il panico fra la gente diffondendo solo imprecisioni".

 


SANITA': LOIERO, MIE STABILIZZAZIONI EBBERO AMPIO CONSENSO

 
Catanzaro, 4 gen. - "Ormai da un anno e mezzo e' invalso l'uso di rispondere ai rilievi dell'opposizione (o di alcuni membri di essa) solo a tarda ora, il che non consente grande spazio di risposta. E' un vezzo che un'istituzione in genere non dovrebbe praticare. Eppure ci siamo adeguati, o tentiamo di farlo. Non ci possiamo pero' adeguare a certe bugie messe oggi in bocca ai capigruppo di maggioranza". Lo ha detto Agazio Loiero,coordinatore politico nazionale della federazione tra MPA ed Autonomia e Diritti ed ex Presidente della Regione Calabria. "Io, - ha proseguito Loiero - o meglio ancora i manager delle aziende, ho stabilizzato quando ancora non c'era il Piano di rientro. Si e' trattato di una stabilizzazione di medici ed operatori sanitari precari da anni ed anni (alcuni da oltre un decennio), realizzata mediante un'apposita legge regionale bipartisan, voluta da tutti e votata da: Cherubino, De Gaetano, M. Tripodi, Adamo, Gentile, Pacenza, Nucera, Guerriero, Feraudo, Borrello, Nicolo', Serra, Stancato, Trematerra, P. Tripodi, Sarra e Chiappetta. Di questi stabilizzati, posso affermare con certezza che non ne conosco neanche uno. Diversa e' invece la situazione di Scopelliti - dice Loiero - perche' il Piano di rientro impone, com'e' noto, il blocco del turnover. Aspettiamo pertanto di poter accedere al verbale dello scorso mese del Tavolo Massicci. Vedremo, a parte le dovute eccezioni dei diversamente abili, chi e' stato assunto e, come e' inevitabile, se saranno applicate delle sanzioni. In verita' - conclude Loiero - il problema che io avevo posto era un altro. Ed e' quello di un metodo ormai ricorrente, una contraddizione mostruosa: quella di voler scaricare le colpe su altri, talvolta politici talvolta i dirigenti. Ma questo e' un argomento che avremo occasione di riprendere prossimamente con dovizia di particolari".


SANITA': DOMANI INCONTRO SINDACI COMPRENSORIO LAMETINO


Lamezia Terme (Catanzaro), 4 gen. - Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha convocato per domani mattina i sindaci del Lametino per discutere di sanita', insieme ai rappresentanti del comitato "Salviamo la sanita' lametina". Al termine dell'incontro, alle 12.30, - spiega una nota del comune - i sindaci del comprensorio incontreranno gli operatori dell'informazione.


SANITA': ALLA CALABRIA IL PRIMATO PER I PAGAMENTI IN RITARDO


Roma, 3 gen. - I mancati pagamenti delle Asl e delle Aziende ospedaliere alle imprese private hanno raggiunto, e probabilmente anche superato, la soglia dei 40 miliardi di euro, il 70% dei quali e' in capo alle strutture ospedaliere del Centro-Sud. Il calcolo e' della Cgia di Mestre secondo cui si tratta di "una cifra imponente che si e' accumulata negli anni a seguito dei ritardi con i quali la sanita' salda i propri fornitori". Al Sud la situazione piu' drammatica: per quanto riguarda le forniture dei dispositivi medici, nei primi 11 mesi del 2011 i tempi medi di pagamento in Calabria hanno raggiunto i 925 giorni; 829 sono i giorni registrati in Molise; 771 in Campania e 387 nel Lazio. Le oasi piu' felici sono invece le sanita' della Lombardia (112 giorni), del Friuli Venezia Giulia (94 giorni) e del Trentino Alto Adige (92 giorni). A livello medio nazionale il dato ha raggiunto i 299 giorni. Con l'avvento della crisi, l'allungamento dei tempi di incasso delle fatture emesse dalle aziende fornitrici e' aumentato in quasi tutte le Regioni, con una punta di 234 giorni registrata in Calabria. Dal 2009 al 2011, solo sei Regioni hanno accorciato i tempi: la Valle d'Aosta e il Trentino A.A. (-5 giorni), il Lazio (-9), la Lombardia (-13), la Basilicata (-48) e la Puglia (-92). "Per chi lavora con le Asl - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - l'attesa del pagamento e' diventata una vera e propria 'via crucis'. Per ricevere i soldi delle forniture di Tac, siringhe, farmaci, servizi di lavanderia, pulizie, mense e servizi di sterilizzazione bisogna attendere tempi biblici. Nel frattempo, le imprese che subiscono un aggravio di oneri connessi all'esposizione verso il sistema bancario, devono sostenere anche una serie di costi amministrativi per sollecitare i pagamenti, senza contare che ancora una volta sono le piccole imprese a subire in misura maggiore gli effetti negativi del costante deterioramento della situazione di cassa degli Enti sanitari". A fronte di questa situazione, la Cgia "rivolge un invito al Premier, Mario Monti: recepire in tempi brevi la Direttiva Europea contro i ritardi dei pagamenti che prevede, nelle transazioni commerciali tra imprese private e tra imprese e Pubblica Amministrazione, il pagamento entro 30 o al massimo 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura".


LAVORO: IL 23 SCIOPERO PRECARI SANITA' CALABRIA


Catanzaro, 3 gen. - Il coordinamento dei precari della sanita' annuncia uno sciopero generale per il 23 gennaio "per sensibilizzare il Governo regionale, i sindacati confederali, le Asp a definire le stabilizzazioni dei posti di lavoro per i precari che vivono situaizoni di incertezza. Ci riferiamo - si legge in un documento - essenzialmente ai 439 precari dell'asp di Cosenza che vivono sulla graticola ed a quelli di Crotone e Vibo Valentia . Auspichiamo da sempre una soluzione legislativa ma ne' le forze di maggioranza, ne' tantomeno quelle di opposizione sembrano volerci rispondere. Con l'annullamento da parte della Corte Costituzionale dell'art 6 della l.r. 1/2009 e' stata determinata una vacatio che va riempita con una legge che faccia affidamento alle normative nazionali sulla stabilizzazione. Basta un cenno , un attimo e si puo ' trovare l'intesa, partendo dalla delibera n 169 della giunta Loiero, emanata il 2008, e ampliando il termine in sanatoria a chi sta lavorando da anni e non ha piu i titoli dopo che la Consulta ha bocciato il pasticcio della Legge 1. Noi chiediamo - si legge ifine - una risposta ai presidenti Scopelliti e Talarico, ma anche a Principe, Mirabelli, Loiero, Bova: maggioranza ed opposizione siano unite, centinaia di famiglie non possono rimanere senza lavoro in una Regione dove la poverta' aumenta".


SANITA': REGIONE, ASP A FEDERFARMA, "MANTERREMO IMPEGNI"


Catanzaro, 3 gen. -I direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro e Cosenza, Gerardo Mancuso e Gianfranco Scarpelli, esprimono stupore - informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - per le dichiarazioni di Federfarma che in un comunicato denuncia il mancato pagamento delle spettanze alle farmacie convenzionate. I due dirigenti ribadiscono il mantenimento degli impegni concordati con la federazione delle farmacie nell'ultima riunione avvenuta circa un mese fa. "Stiamo cercando di razionalizzare il budget a disposizione - ha affermato Mancuso - per andare incontro alle farmacie dell'Asp di Catanzaro. Pertanto, nel mese di dicembre 2011, sono stati effettuati due mandati: uno il 7 e l'altro il 20 dicembre riguardanti le spettanze dei mesi di giugno e luglio. Il mese di agosto sara' liquidato, invece, entro questo mese, mentre le spettanze di settembre saranno erogate nei primi giorni di febbraio. Crediamo, quindi, di assolvere al compito al massimo entro trenta giorni".  "La distinta degli ordinativi di pagamento dell'Asp di Cosenza - ha dichiarato Scarpelli - e' la n. 522 del 20 dicembre 2011. Al 31 dicembre 2011 abbiamo effettuando i mandati delle spettanze dei mesi di luglio, agosto e settembre per le farmacie delle Asp di Cosenza. L'unico mandato che e' esecutivo dal 2 gennaio di quest'anno e' quello relativo al mese di settembre delle farmacie di Castrovillari perche' deliberato il 23 dicembre, quando ormai le banche erano chiuse. Rimaniamo, percio' stupiti da quanto dichiarato da Federfarma e confermiamo che quanto concordato con la federazione dei titolari di farmacia e' stato rispettato".


ASP CATANZARO: IL SERT DI LAMEZIA TERME HA INCONTRATO GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO “GALILEI”

Lamezia Terme,  30 dic.  - “Getting to zero”  (arrivare a zero discriminazioni e zero morti Aids correlate entro il 2015) è lo slogan che invita  ogni nazione ad attuare azioni di prevenzione, visto che attualmente non esiste una cura definitiva, e che celebra la  Giornata internazionale della lotta contro l’Aids, istituita nel 1988 dall’Organizzazione mondiale della sanità e che si tiene a dicembre.
Proprio in occasione di questa ricorrenza il Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme, in collaborazione con il SERT di Lamezia Terme, diretto dal dr. Giovanni Falvo, dell’ASP di Catanzaro, ha organizzato un convegno dibattito sul tema dell’AIDS, il cui titolo  “Abbiamo intenzione di sconfiggerlo” è stato scelto dai ragazzi del liceo. Un’iniziativa di sensibilizzazione e informazione sulla tematica rivolta a tutti gli studenti dell’istituto “Galileo Galilei” e che il SERT porta avanti ormai da anni, anche nelle altre scuole, in collaborazione con la Compagnia dei Carabinieri di Lamezia guidata dal capitano Stefano Bove, che curano l’aspetto della legalità.
L’incontro, che si svolto nella palestra del Liceo Scientifico, ha consentito una riflessione sulla patologia e sulle discriminazioni che le persone ammalate quotidianamente  subiscono. A discutere con i ragazzi c’erano qualificate presenze, tra cui il Direttore del SERT di Lamezia Terme dr. Giovanni Falvo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, la dr.ssa Teresa Natrella Coordinatrice Centri Informazione e Consulenza (CIC), Patrizia Ventura e Francesca Serratore tirocinanti Scienza dei Servizi sociali Università “Magna Grecia” di Catanzaro, la Professoressa Margherita Primavera vice preside del liceo e la professoressa Lucia La Chimia referente del Liceo Scientifico.
“Abbiamo sentito la necessità di essere presenti non solo negli ambulatori ma anche nelle scuole – ha affermato Giovanni Falvo – i Sert non sono strutture rivolte soltanto ai tossicodipendenti, ma anche a chiunque ha bisogno di informazioni su questo problema". Durante il convegno sono stati distribuiti degli opuscoli, realizzati dalla dr.ssa Teresa Natrella, contenenti informazioni sui comportamenti a rischio e su come prevenire l’AIDS.
“L’iniziativa promossa dall’istituto  per  sensibilizzare i ragazzi su un tema spesso sottovalutato ma purtroppo reale – ha spiegato la dr.ssa Natrella – è importante per prevenire la malattia in tutti i modi possibili, soprattutto sensibilizzando all’uso del preservativo, l’unico sistema sicuro di prevenzione, dal momento che ogni anno in Italia l’infezione si contrae per l’80% per via sessuale. Purtroppo i dati sulla trasmissione del virus, aggiornati al 31 dicembre 2009,  non sono incoraggianti, dal momento che evidenziano in Italia un’incidenza medio-alta di nuove diagnosi di infezione di Hiv. Secondo lo studio del Centro operativo Aids (Coa), pubblicato sul notiziario dell’Istituto superiore sanità, nel periodo 1985-2009 sono state riportate, nelle 17 regioni/province, segnalanti attraverso un sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi e che rappresentano il 72,1% della popolazione residente: 45.707 nuove diagnosi di infezione da HIV (32.453 maschi, 13.228 femmine, 26 genere non noto). L’incidenza delle nuove diagnosi ha visto un picco di segnalazioni nel 1987, per poi diminuire fino al 1998 e stabilizzarsi successivamente. Nel 2009 sono state segnalate 2.588 nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 6,0 per 100.000 residenti. L’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria e quella più alta in Lombardia. Nella maggior parte delle regioni l’incidenza dell’infezione da HIV sembra avere un andamento stabile, in altre sembra essere in aumento, in Puglia ad esempio si è passati da 674 casi del 2001 a 905 nel 2010”. “Nonostante in questi lunghi 30 anni si siano fatto numerose campagne per informare e prevenire l’HIV – ha spiegato la dr.ssa Natrella – la percezione del rischio di contagio è ancora molto bassa, come evidenziato dallo studio Coa secondo cui il 60% nei nuovi infetti ha scoperto di aver contratto la malattia soltanto durante la fase conclamata, ovvero un sieropositivo su 4 non sa di esserlo finchè la malattia si manifesta. Conoscere e prevenire l'Aids è stato un importante convegno per studenti, perché le migliori armi di difesa sono  prevenzione e informazione, che restano  le parole d’ordine della giornata”.
Il direttore generale  Gerardo Mancuso ha sottolineato come l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro “è molto attenta e sensibile a questo particolare argomento, così come è particolarmente attenta ad investire nella prevenzione e nell’informazione: sono queste infatti le migliori cure per sconfiggere le malattie”.


SANITA': VERTICI "CAMPANELLA", SITUAZIONE GRAVE E DIFFICILE Catanzaro, 19 dic. - Il presidente della Fondazione Tommaso Campanella, Paolo Falzea e il direttore Generale, dinibaldo Esposito, attraverso una nota, esprimono "grande preoccupazione per la grave e difficile situazione economica in cui versa la Fondazione Tommaso Campanella, che mette a rischio il buon proseguimento delle cure agli ammalati di cancro e gli stipendi dei dipendenti. Gli ordini bloccati - spiegano - non consentono l'acquisto dei presidi necessari alle cure previste per i malati oncologici e il perdurare della situazione di crisi per la struttura, alla quale non sono stati assegnati i fondi necessari, non consente di pensare ad uno sblocco per l'immediato futuro. Il nostro pensiero - dichiarano - va alle persone che fanno riferimento al nostro centro quale punto fermo per la loro cura. L'assistenza e' un impegno professionale e umano preso da chi lavora per la Fondazione Tommaso Campanella, nei confronti di malati e famiglie, calabresi e non, che in noi confidano per avere anche la speranza. Siamo costretti a prendere atto, che nonostante gli sforzi, le lotte e i tanti sacrifici per mantenere ogni attivita', presto saremo costretti a dire "no" agli ammalati. Tutto cio' - aggiungono - ci preoccupa e ci addolora, ma davanti alla mancanza di finanziamenti non basta piu' la buona volonta' e lo spirito di abnegazione mostrato sino ad oggi da tutti noi, impiegati, medici, infermieri e personale ausiliario, a far fronte alle difficolta'. Sono apprezzabili gli sforzi che il Presidente, Giuseppe Scopelliti, l'intera Giunta e il Consiglio regionale, in maniera bipartisan, stanno compiendo in questi giorni, ma dobbiamo rilevare che nonostante tutto cio' non si riesce a raggiungere una soluzione di un problema cosi' grave, soprattutto perche' legato al diritto alla salute dei cittadini. Insieme a questa difficolta' primaria legata ai nostri malati, va aggiunta quella di numerose altre famiglie, quelle dei lavoratori, che non riceveranno lo stipendio di dicembre ne' tanto meno la tredicesima mensilita', come previsto in questo periodo per ogni lavoratore dipendente. E' situazione - concludono - che sconforta chi presiede e dirige questa struttura da tutti, senza tema di smentita, considerata un punto di riferimento importante della sanita' calabrese".


 

ASP CATANZARO: LAVORO CENTRO SCREENING TRA I PIU’ INTERESSANTI D’ITALIA

Lamezia Terme, 17 dic.  Era presente anche la Calabria nella riunione annuale del gruppo italiano screening del colon retto (GISCoR) che si è svolta a Perugia e alla quale hanno partecipato il Centro screening dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, rappresentato dalla dr.ssa Maria Paola Montesi e quello dell’Asp di Vibo Valentia diretto dalla dr.ssa Concetta Amodei e rappresentato dalla dr.ssa Beatrice Grasso. L’occasione ha offerto l’opportunità di dimostrare che anche nel sud Italia esistono realtà che esprimono qualità, come accade per le regioni del nord. L’attività del Centro screening dell’Asp di Catanzaro, diretto dalla dottoressa Montesi, si è rivelata interessante per i risultati raggiunti, un’esperienza messa a confronto con quella dell’Asp di Vibo Valentia. L’idea del lavoro presentato al convegno è stata di paragonare i metodi impiegati a Lamezia e a Vibo nell’organizzazione generale dello screening del colon retto, comparando i risultati. La caratteristica principale del programma di Vibo Valentia è la partecipazione attiva dei medici di medicina generale, che,  incentivati con una tot quota a paziente, consegnano ai propri assistiti le lettere di invito e spiegano loro di cosa si tratta, escludendo le persone che per un qualsiasi motivo di salute non possono fare questo screening. A Lamezia, invece, si utilizzano di volta in volta le opportunità territoriali: poli sanitari vari, distretti e consultori, che hanno spazi e personale già impegnato nella prevenzione, ma anche locali e personale messi a disposizione da alcuni sindaci particolarmente sensibili alle iniziative che migliorano la salute della popolazione. Ci si avvale, inoltre, dell’opera preziosa di tutte le organizzazioni di volontariato, prima tra tutte e proprio nello screening del colon-retto, la Croce Rossa Italiana, con le sorelle volontarie di Lamezia Terme. Il contributo dei Medici di Medicina Generale è volontario. I risultati dei distretti del Lametino e Reventino dell’ASP di Catanzaro sono stati paragonati a quelli del  distretto di Tropea dell’ASP di Vibo Valentia. L’adesione all’invito presso l’ASP di Vibo dipende strettamente dalla disponibilità e dalla sensibilità del MMG, variando da un massimo del 76% a un minimo del 10%, con una media del 45%. Presso l’ASP di Catanzaro, invece,  il massimo valore di adesione, pari al 51% è stato raggiunto con la sinergia di: forze messe in campo dall’ASP, contributo dei Sindaci e collaborazione con la CRI. La Croce Rossa, nei comuni dove ha condotto interamente l’iniziativa ha permesso di raggiungere il 43% di adesione. Là dove alcuni MMG hanno collaborato spontaneamente, senza alcun incentivo, si è raggiunto il 42%. Non sono mancati i casi limite, come il 18% di Gizzeria, dovuti alla mancata consegna delle lettere, un problema già segnalato che si è verificato anche in altre zone d’Italia per cui, ad esempio, la regione Umbria ha stipulato un’apposita convenzione con le Poste Italiane, in base alla quale le persone ricevono la lettera di invito con la provetta e addirittura una busta preaffrancata per rispedire il campione raccolto, con l’impegno della posta a consegnarlo entro 24 ore in laboratorio. Si tratta di un accordo specifico a livello regionale. I problemi con il servizio postale spingono, comunque a ritenere più proficua la collaborazione del medico di medicina generale, che garantisce migliori risultati, così come si è dimostrato efficace l’intervento dei comuni e delle associazioni di volontariato, in particolare, quello gratuito e di qualità delle sorelle della Croce Rossa, sinergie di più istituzioni su cui puntare soprattutto in periodi di crisi economica. L’adesione al secondo livello diagnostico (colonscopia) è maggiore nell’ASP di Catanzaro, dove il paziente è chiamato per un incontro preliminare con il personale sanitario, che spiega cos’è l’esame, perché è necessario e qual è la preparazione. Nell’ASP di Vibo Valentia, invece, il contributo del MMG si limita al primo livello e per il seguito degli accertamenti il paziente riceve per posta la convocazione per l’esame e le relative spiegazioni. Con riferimento al confronto tra i risultati delle due Asp calabresi la dottoressa Montesi sostiene inoltre che “un dato che andrebbe approfondito è la percentuale di positività che si è rivelata più alta nel territorio della provincia di Catanzaro, rispetto a quello di Vibo Valentia. Sarà opportuno esaminare la significatività quando si avrà un numero maggiore di dati. La cosa che ci ha fatto piacere è che il lavoro da noi presentato come poster scientifico è stato inserito tra i dieci selezionati su oltre 80 poster provenienti da tutta Italia, per fare una presentazione orale più approfondita sul lavoro svolto. Sono stati scelti i poster scientifici ritenuti più interessanti al fine di dare vita a un confronto con gli autori. Ne è scaturito un dibattito interessante, con domande molto pertinenti, che hanno suscitato forte attenzione e partecipazione. Senza dubbio le difficoltà ci sono e le risorse disponibili per lo screening, con particolare riferimento al personale e alle attrezzature, non bastano mai. Ritengo perciò opportuno utilizzare al massimo tutte le risorse, comprese quelle territoriali, intensificando il rapporto con le volontarie della Croce Rossa provinciale e regionale. L’organizzazione ha tra l’altro manifestato la disponibilità a inviare delle volontarie nel Centro screening aziendale per un aiuto qualificato. E’ auspicabile una collaborazione più stretta che può rappresentare un aiuto importante per lo screening del colon-retto che richiede molta attività proprio sul territorio, può favorire un contatto più continuo per dare maggiore visibilità a queste iniziative dell’Asp e incrementare la fiducia della popolazione”.

nella foto da sinistra Maria Paola  Montesi e Beatrice Grasso


ASP CATANZARO: MANCUSO, STIAMO RIORGANIZZANDO LA SANITA’ RIPRISTINANDO LE REGOLE

 

Catanzaro, 17 dicembre 2011 - “E’ quanto mai singolare, quando si cerca di attivare i controlli, quando si cerca di ristabilire le regole, che ci sia sempre qualcuno in questa nostra  terra che abbia qualcosa da dire, come se il fatto di agire in difformità a delle regole sia legittimo e debba essere regola da seguire sempre”. Lo afferma il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Gerardo Mancuso, il quale, replicando alle affermazioni della Fimmg  pubblicate sulla stampa, spiega: “Noi stiamo cercando, nell’opera difficile a cui il Presidente Scopelliti ci ha chiamato, non solo di ridurre la spesa e di riorganizzare i servizi, ma appunto di stabilire regole e applicare le norme che disciplinano le attività delle Aziende Sanitarie. Questo lo abbiamo fatto sin dal primo momento, probabilmente abbiamo anche “pestato i piedi” a moltissime persone, a moltissime lobby, a moltissimi gruppi organizzati, ma questo poco ci importa. Ci interessa soltanto raggiungere l’obiettivo di ristabilire le regole. La  Fimmg si autosospende nei rapporti con l’azienda per un ipotetico comportamento non consono del direttore generale. Il Direttore Generale ha stabilito delle regole, e ha cercato di condividerle con la FIMMG. Ma non può pensare la Fimmg di ristabilire la posizione ante, cioè far finta che l’azienda non faccia nulla. Questo non lo farà mai quindi la determinazione sul comportamento restrittivo da parte dell’Azienda è una determinazione irrinunciabile per aderire alle regole di funzionamento del sistema. La normativa vigente, le recenti indicazioni ministeriali e del commissario alla Sanità della nostra Regione sulla inappropriatezza prescrittiva, impongono iniziative di controllo e valutazioni tecniche. Le attività di controllo sono rivolte a tutte le categorie farmaceutiche del prontuario, ma possibilmente devono interessare molecole che rappresentano la maggiore incidenza di inappropriatezza. Il controllo riguarda anche l’ attività prescrittiva dei medici dipendenti e dei medici convenzionati. 
L'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha già avviato una serie di iniziative volte al controllo della spesa, compresa la verifica dell’ appropriatezza prescrittiva e tali iniziative hanno portato ad una riduzione della spesa farmaceutica del 7.32%, che in termini assoluti corrisponde a 2,050,000 euro di risparmio. Sul versante della spesa farmaceutica convenzionata abbiamo ottenuto una riduzione del 23.6% che si è concretizzata in un risparmio di 4.750.000 euro e tale risultato certifica la correttezza della strategia aziendale poiché la distribuzione diretta è aumentata nella percentuale del 42%. Quindi alla riduzione della spesa della convenzionata, corrisponde un aumento della spesa del primo ciclo di terapia post dimissione.
Pertanto le misure di risparmio della spesa farmaceutica sono state già attivate, con risultati molto incoraggianti e semmai devono essere implementate con un controllo maggiore dell’ appropriatezza e con misure di maggiore rigore. 
Ancora, non abbiamo inciso con misure idonee sulla appropriatezza prescrittiva soprattutto sul versante del medico di medicina generale, pertanto è necessario attivare rapidamente un percorso condiviso di linee guida e di verifica prescrittiva. Un impegno iniziale è quello di attivare un sistema di verifica della inappropriatezza prescrittiva delle molecole contenute nel dispositivo AIFA, statine, inibitori di pompa protonica e sartani. 
Le prescrizion dei medici di famiglia sono eccedenti per i Sartani del 14% e per le statine del 12,5%. questi dati sono allarmanti poiché indicano una inappropriatezza prescrittiva che è necessario subito correggere anche attraverso lo switch di molecole e attraverso misure di razionalizzazione e di applicazione di linee guida scientifiche. 
quindi, per rientrare all'interno dei valori indicati dal ministero, è necessario attivare processi virtuosi attraverso un’azione di controllo prescrittivo e la fruizione di linee guida sulle molecole, statine e sartani. Abbiamo inteso correggere insieme a loro tali inappropriatezze, emendando linee guida per una prescrizione corretta rispetto alle indicazioni ministeriali e corretta dal punto di vista della spesa farmaceutica. L'Azienda ha la responsabilità di correggere la spesa e lo fa attraverso tutti gli strumenti utili istituzionali e attraverso anche i controlli. La normativa prevede anche sanzioni per chi non si adegua ai tetti prescrittivi. Se questa buona pratica viene contestata e perché non ci si e' capiti, poiché diversamente, e non lo penso, qualcuno vuole ancora difendere situazioni fuori dalle righe.

 


 

SANITA': LA SCUOLA PEDIATRICA CALABRESE 'IN CATTEDRA' A DUBAI


Catanzaro, 17 dic. - Torna dagli Emirati Arabi con un ingente bagaglio di nuove conoscenze e soprattutto di ottime prospettive la "spedizione" pediatrica calabrese che ha partecipato alla II Conferenza internazionale "Il Bambino del Mediterraneo" . Un evento di quattro giorni che e' stato patrocinato dalla Societa' Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup), dalla Societa' Italiana di Pediatria (Sip), dal "City Hospital" di Dubai in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro. La delegazione calabrese, composta dalla catanzarese Stefania Zampogna, dirigente Ao del capoluogo e consigliera nazionale Simeup, dai crotonesi Giovanni Capocasale revisore Sip e da Anna Maria Sulla, presidente regionale Simeup, ha prodotto due risultati degni di particolare rilievo: la firma di un protocollo di collaborazione scientifica con i colleghi del modernissimo ospedale arabo e un lavoro comune che sara' effettuato nella prossima primavera in una localita' della costa jonica, probabilmente Squillace Lido. Una seconda tappa di accrescimento professionale, dopo quella di Malta, per il progetto "Calabria baricentro del Mediterraneo", che si propone quale trampolino di lancio per il delicato settore sanitario su cui punta la direzione aziendale "Pugliese-Ciaccio" e che ha fatto esternare all'avv. Elga Rizzo "i piu' vivi apprezzamenti per l'iniziativa del Simeup ed in particolare per la tenacia o l'operativita' della nostra dirigente pediatrica dottoressa Zampogna". Il confronto culturale con il mondo scientifico arabo si e' tradotto in un proficuo scambio cognitivo e procedurale. Il sistema pediatrico negli Emirati Arabi, nonostante vanti un impressionante livello tecnologico, e' costruito su schemi unici di accoglienza e cura, impostati sugli ospedali di prossimita' senza differenziazioni anagrafiche. Il contributo portato dagli specialisti nostrani ha consentito di approfondire ed attribuire l'esperienza delle cure specifiche al bambino legate alle specifiche e soggettive prerogative di ogni piccolo paziente, alla base di un sistema sanitario costruito sulle figure di pediatra, medico generico, guardia medica, pediatra ambulatoriale e quindi sulla struttura del pronto soccorso pediatrico. E cosi' grande interesse hanno mostrato tutti i partecipanti ai Corsi di Triage e Tossicologia, con giornate di lavoro dedicate a patologie come sepsi, perdita di coscienza, emergenze cardiologiche e asma acuto i cui protocolli di soccorso d'urgenza non collimano con la cultura anglosassone dei pediatri arabi, desiderosi per questo di assumere e confrontarsi con scuole diverse, di lunga esperienza ed affidabilita'. Del resto il livello culturale degli Emirati si sta rivelando di grande spessore, tanto che i migliori campus universitari (fonte Repubblica 7 dicembre 2011) come Harvard, Stanford e University of California stanno aprendo proprie sedi nei paesi emergenti di Dubai e Abu Dhabi con l'obiettivo di formare i giovani nell'ottica della istruzione globale. Un segnale indicativo della scelta acuta che la Calabria e l'Ao "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro hanno avuto nello scegliere questa come sede di confronto per attuali e futuri rapporti di crescita e collaborazione medico-scientifica, a dimostrazione che ceppi culturali profondamente diversi possono e devono integrarsi e stimolarsi nel supremo interesse filantropico ed in questo caso di uno tra i pazienti piu' delicati in assoluto, quello di fascia pediatrica.

 


 

SANITA': SANTELLI (PDL), L'IMPEGNO DI SCOPELLITI SIA D'ESEMPIO


Catanzaro, 17 dic. - "L'impegno con cui il Presidente Scopelliti sta affrontando il risanamento dei conti della sanita' in Calbria deve essere di esempio a tutti gli amministratori locali ma anche al governo nazionale. In un momento d crisi come quello che sta attraversando l'Italia, il Presidente Scopelliti e' riuscito a farsi assegnare 220 milioni di euro Il risultato ottenuto al "tavolo Massicci" che e' istituito presso il Ministero dell'economia, significa il riconoscimento di un duro ma proficuo lavoro avviato da una dirigenza politica che vuole restituire con atti concreti, alla Calabria e ai calabresi, la fiducia affidata nelle urne". Lo afferma Jole Santelli, deputata del Pdl.

 


 

SANITA': DIMA (PDL), ALTRO SUCCESSO PER LA GIUNTA SCOPELLITI


Catanzaro, 17 dic. - "La Giunta calabrese guidata dal Presidente Scopelliti ottiene un altro evidente successo, lo sblocco di fondi per 220 milioni di euro al "tavolo Massicci". Lo stanziamento e' un riconoscimento del lavoro positivo che Scopelliti, in qualita' di commissario alla sanita', sta effettuando per risanare il compatrto piu' violentato dagli sprechi. Il risultato, in un momento di crisi internazionale, e' fondamentale per la Calabria che inizia a vedere cosi' i frutti della buona politica decisa dal voto popolare. Una stima che il presidente Scopelliti sta ripagando con il massimo impegno per la sua terra". Lo afferma il deputato del Pdl Giovanni Dima.

 


 

SANITA': SBLOCCATI FONDI, COMMENTI


Catanzaro, 15 dic. - "La notizia dello sblocco della premialita' per la sanita', pari a 220 milioni di euro, deliberata oggi dal 'tavolo Massicci' e' senza dubbio un risultato straordinario per tutti i calabresi". E' quanto afferma il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolo'. "Il lavoro del presidente Scopelliti e del centrodestra - aggiunge - mirato al recupero dell'efficienza del sistema sanitario calabrese e della messa in ordine dei conti, sta dunque avendo i primi riscontri positivi. Da qui in poi - evidenzia Nicolo' - sara' possibile programmare efficacemente i servizi assistenziali sul territorio e potenziare le strutture ospedaliere, innestandovi processi di innovazione tecnologica ed organizzativa in grado di riportare le strutture sanitarie calabresi ai livelli delle migliori esperienze del Paese, motivando altresi' positivamente gli operatori che da anni sono costretti a fare i salti mortali a causa di una situazione finanziaria che stava per inghiottire come un gorgo l'intero bilancio regionale. La buona politica, dunque, sta maturando i frutti migliori, e il mondo della sanita', da oggi in avanti - conclude - potra' guardare con minori timori verso un futuro che apre concrete speranze di miglioramento dei servizi ai cittadini". Il consigliere regionale Gesuele Vilasi (PdL) commenta: "La premialita' nel settore della sanita' riconosciuta alla nostra regione e' il segnale di un forte recupero di credibilita' e di efficienza della Giunta guidata da Giuseppe Scopelliti. La somma deliberata dal 'tavolo Massicci', 220 milioni di euro - prosegue Vilasi - e' un'autentica boccata d'ossigeno per i servizi sul territorio e le aziende ospedaliere, finora condizionati da una situazione precaria sul piano finanziario e risalente nel tempo. Dal prossimo futuro - afferma ancora Vilasi - sara' possibile ragionare con piu' tranquillita' sui temi della programmazione sanitaria, sulla riorganizzazione dei servizi e sul potenziamento tecnologico delle aziende ospedaliere, rimodulando gli interventi e pianificando il Piano di rientro, per offrire ai calabresi piu' opportunita' di curarsi nella propria terra". Per Lella Golfo, deputata del Pdl eletta in Calabria, "il risultato ottenuto a al tavolo Massicci premia l'impegno, l'abnegazione e la determinazione del Presidente Scopelliti e della sua squadra e rappresenta un grande vittoria per la Calabria tutta". Questo straordinario successo - aggiunge - neutralizza con i fatti ogni polemica e ogni attacco ed e' una dimostrazione lampante del buon governo della giunta Scopelliti. In un giorno solo abbiamo incassato dal Governo la dichiarazione dello stato d'emergenza per le alluvioni di novembre e lo sblocco di questi 220milioni di euro che daranno una boccata di ossigeno alla sanita' calabrese". Per il presidente della commissione "attivita' sociali, sanitarie, culturali, formative" della Regione, Nazzareno Salerno, "lo sblocco di 220 milioni di euro dal Tavolo Massicci e' la riprova dell'incisivita' dell'azione di questo Governo regionale che, in un anno e mezzo di lavoro, ha recuperato credibilita' anche innanzi ai piu' intransigenti interlocutori nazionali confermando il taglio netto con quel passato che ha danneggiato l'immagine della Calabria e dei calabresi. Questa classe dirigente, - continua - con lungimiranza e spirito di sacrificio, ha messo in primo piano i reali interessi dei cittadini attuando un progetto in cui sono sempre stati ben chiari sia le situazioni e le necessita' del presente sia gli obiettivi di lungo termine. Ricordo che questo percorso e' stato caratterizzato dalle difficolta' iniziali e da un contesto in cui non si conosceva nemmeno l'entita' del debito. Troppi in questi anni sono, infatti, stati gli sperperi, troppa e' stata la superficialita' con la quale sono state affrontate le criticita', troppe sono state le ingerenze della politica nel comparto sanitario. Il centrodestra, - aggiunge - guidato dal Presidente e Commissario ad acta Giuseppe Scopelliti, ha voltato pagina guardando al futuro e, grazie ad un intenso lavoro, e' riuscito ad ottenere risultati concreti laddove altri avevano fallito". Il Sottosegretaio alla Presiudenza della Regione, Alberto Sarra,aggiunge: "Essere riuscito a fare sbloccare la premialita' per la sanita' calabrese per un ammontare di circa 220 milioni di euro e' senza ombra di dubbio il frutto di un lavoro portato avanti con tenacia ed dedizione da parte del Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti la somma deliberata dal tavolo Massicci e' un'autentica boccata d'oossigeno per i servizi sul territorio e le aziende ospedaliere, le quali fino adesso sono state condizionate da una situazione precaria sul piano finanaziario per una gestione gestione clientelare risalente nel tempo. Adesso - prosegue Sarra - sara' possibile programmare in maniera efficace ed efficiente i servizi assistenziali sul territorio e potenziare le strutture ospedaliere, immettendovi processi di innovazione tecnologica ed organizzativa in grado di riportare le strutture sanitarie calabresi ai livelli delle migliori esperienze del paese. Il lavoro portato avanti dal Governatore Scopelliti - dice Sarra - mira al recupero dell'efficienza del sistema sanitario Calabrese oltre a quello della messa in ordine dei conti . Con questo riconoscimento - conclude - si demolisce la demagogia portata avanti dall'opposizione". "Il risultato raggiunto al tavolo Massicci, che sblocca il 30% degli 800 milioni di euro di premialita' finora 'congelati' e' straordinario e conferma la bonta' della linea del risanamento avviata dal Governatore nella sanita' calabrese". E' il commento del consigliere regionale, nonche' presidente della quinta Commissione, Mario Magno (Pdl) che aggiunge: "Chi la dura la spunta, potremmo - pertanto - dire. Perche', alla fine, il Presidente Scopelliti e la sua maggioranza di governo l'hanno spuntata! La decisione dei tecnici del Ministero premia l'azione positiva svolta dalla struttura commissariale, con i sub commissari Luigi D'Elia e Luciano Pezzi, e dal Dipartimento salute, ben guidato dal dott. Scaffidi. Essa consentira' - innanzitutto - di poter affrontare le situazioni di emergenza che attanagliano il settore assicurando una boccata d'ossigeno ai suoi operatori; ma, soprattutto, servira' a programmarne con maggiore tranquillita' (e maggiori risorse, appunto) l'ulteriore sviluppo nella direzione di una migliore qualita' ed efficienza dei servizi e del loro potenziamento tecnologico". Magno conclude cosi': "Ora e' importante continuare su questa strada, l'unica che - come dimostrato (anche agli scettici ed alle malelingue) - e' in grado di garantire la riorganizzazione, riqualificazione e il risanamento strutturale del servizio sanitario regionale e, piu' in generale, un sistema sanitario piu' equilibrato nella missione di prevenzione e nella promozione della salute". Il consigliere regionale Alfonsino Grillo afferma: "Sarebbe interessante sapere da dove attingono le notizie sul tavolo Massicci alcuni eminenti membri del Partito Democratico calabrese. Un paio di settimane fa affermavano che Scopelliti era incapace di attuare e gestire il Piano di Rientro; oggi dovrebbero chiedersi come mai sono state assegnate nuove premialita' alla Calabria. In politica parlano i fatti - conclude Grillo - e i fatti sono questi. Ed in politica paga molto piu' il coraggio delle scelte che qualche calcolo di bottega. Prosegua cosi', il Presidente Scopelliti, senza fare sconti ad una sanita' che nel passato ha guardato piu' agli interessi di casta che a quelli degli utenti". Per la vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi l'esito del tavolo Massicci "e' un risultato di grandissima importanza per tutti i calabresi. Le positive notizie giunte a conclusione dell'ultima riunione del "tavolo Massicci" - ha dichiarato Stasi - che ha sbloccato circa 220 milioni di euro per la sanita' calabrese, dimostrano l'impegno serio e costante che il nuovo corso della Regione sta portando avanti grazie al lavoro del Presidente Scopelliti e di tutta la maggioranza di centro-destra. L'obiettivo di riformare il comparto della sanita' calabrese, rendendolo finalmente competitivo e corrispondente alle esigenze dei cittadini, e' stato il primo impegno che il Governatore Scopelliti ha affrontato con decisione. La somma che il "tavolo Massicci" ha deliberato - prosegue la Vicepresidente Stasi - oltre a certificare l'ottimo lavoro finora fatto dal Governatore e dal Dipartimento, restituisce la necessaria credibilita' nei confronti di tutto il Paese, persa a seguito di una scellerata politica di sprechi e sperperi che hanno danneggiato non solo la nostra immagine, ma soprattutto un servizio fondamentale per la salute dei calabresi. Questo primo risultato ci offre quindi la necessaria conferma e fiducia che la strada intrapresa dal Presidente Scopelliti e' quella giusta, ossia quella di dare finalmente una sanita' di qualita' a tutti i calabresi, restituendo la necessaria fiducia anche a tutti quei validi professionisti che operano nella nostra regione. L'esito del "tavolo Massicci" cancella, di fatto, tutte le critiche strumentali avanzate nell'ultimo anno e mezzo, da un centro-sinistra incapace di contribuire a vincere questa difficile sfida. Da ora - conclude la Vicepresidente Stasi - sara' possibile pianificare con piu' efficacia la rete dei servizi assistenziali sul territorio e potenziare le strutture sanitarie ed ospedaliere, garantendo quei processi di innovazione tecnologica ed organizzativi capaci di portare le strutture sanitarie regionali ai livelli delle migliori esperienze del resto d'Italia". Il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, Alfonso Dattolo, a sua volta, afferma che "l'esito positivo ed assai importante del 'Tavolo Massicci' dirada i dubbi e cancella ogni polemica strumentale. E' evidente che ci si sta muovendo bene e la strategia e' quella giusta. Mentre e' messa in risalto l'efficienza delle scelte del presidente Scopelliti nella sanita' - aggiunge - l'auspicio e' che su questo argomento, che segnala le difficolta' di 40 anni di regionalismo e riflette responsabilita' delle classi dirigenti che si sono susseguite finora alla guida della Regione, tutte le forze politiche possano finalmente convergere sul comune obiettivo di dare alla Calabria una sanita' efficiente, all'altezza dei tempi ed in grado di soddisfare i bisogni dei calabresi". Lo sblocco di 220 milioni di euro di premialita', secondo il capogruppo in consiglio regionale di "Scopelliti Presidente", Giovanni Bilardi "e' un grande risultato da ascrivere in particolare al Commissario ad acta Giuseppe Scopelliti, alla struttura commissariale, al Dipartimento salute ed a questa classe dirigente che risponde alle parole con i fatti". Il Tavolo Massicci sa di avere interlocutori seri e credibili nella Regione Calabria. Lo sblocco dei 220 milioni di euro, e' bene chiarire, non era un atto dovuto. E' stata - dice - una conseguenza del lavoro instancabile e certosino di chi vuole dimostrare che anche in Calabria c'e' la concreta volonta' di risanare i debiti pregressi razionalizzando e migliorando la sanita'. Dai tavoli romani la Calabria ne esce rafforzata. Queste somme, in un momento delicato quale questo, sono un'importante boccata d'ossigeno. Il Presidente Scopelliti - conclude - e' riuscito a conquistare un altro risultato importante per la nostra Regione". Il presidente del Comitato regionale per la qualita' e la fattibilita' delle leggi, Salvatore Pacenza (Pdl), interviene affermando che la decisione del Tavolo Massicci "gratifica il lavoro di normalizzazione del settore sanita' messo in atto dal commissario ad acta Giuseppe Scopelliti e proietta la Calabria verso una radicale trasformazione del settore in favore dei cittadini. Farebbe bene l'opposizione - continua Pacenza - a prestare il suo contributo in un'ottica di collaborazione verso il rilancio della sanita' in regione piuttosto che attardarsi in un antiquato rendez vous quotidiano sulla stampa che si palesa in un modo anacronistico di fare politica. L'obiettivo unico di questa Amministrazione regionale e' quello di ripristinare quel diritto alla salute per i cittadini calabresi cosi' come fra l'altro sancito a livello costituzionale. Non e' ultimo e' l'impegno della Regione a scardinare quella prassi inaccettabile per un Paese socialmente evoluto qual e' quella dell'emigrazione sanitaria. E sembra si stia andando in questa direzione in Calabria. Si erano chiesti dei sacrifici al momento dell'attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario nell'ottica di un futuro certamente migliore nell'erogazione delle prestazioni sanitarie su tutto il territorio regionale. Ebbene, - aggiunge - quel giorno potrebbe gia' essere parzialmente arrivato grazie allo sblocco di queste risorse. Non si e' certo arrivati alla fine del percorso di normalizzazione della sanita' calabrese con lo sblocco di queste risorse che, seppure di notevole consistenza, non sono sufficienti a colmare i debiti maturati in questi anni dal settore. Ma esse - conclude - rappresentano comunque un boccata d'ossigeno e un risultato importante per il lavoro messo in campo dal governatore Peppe Scopelliti".

 


 

SANITA': CALABRIA, SBLOCCATI 220 MLN PREMIALITA'


Catanzaro, 15 dic. - I tecnici ministeriali, "nel giudicare positivamente l'azione complessiva della struttura commissariale calabrese", hanno deliberato lo sblocco del 30% delle risorse che spettano come premialita' alla Calabria, per una somma pari a 220 milioni di euro. Lo comunica l'ufficio stampa della Giunta regionale. Il Commissario ad acta per il piano di rientro Giuseppe Scopelliti ed i sub commissari Luigi D'Elia e Luciano Pezzi hanno partecipato, a Roma, alla riunione del "Tavolo Massicci" conclusasi nel tardo pomeriggio. "All'incontro - spiega la nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - hanno inoltre preso parte i dirigenti del Dipartimento salute Gianluigi Scaffidi (piano di rientro), Angela Nicolace e Vincenzo Ferrari (settore economico) e per la struttura commissariale i dirigenti Natalia Di Vivo e Daniela Greco. I tecnici ministeriali hanno valutato positivamente i risultati ottenuti dalla struttura per l'attuazione del piano di rientro e confermato l'attendibilita' e l'affidabilita' della Regione nel governo della spesa. E' stata rilevata una sensibile riduzione del debito pregresso condotta attraverso un'attenta analisi di bilancio della struttura commissariale su ogni singola azienda. A seguito dell'azione amministrativa, messa in atto attraverso specifici decreti commissariali, si e' ottenuta una notevole contrazione del disavanzo tale da poter auspicare il raggiungimento del pareggio di bilancio. Sul versante dell'organizzazione - si fa rilevare - il "Tavolo Massicci" ha preso atto della positiva azione condotta sul riassetto della rete ospedaliera in coerenza ai dettami del decreto 18/2010. Tale riassetto, avviato con il decreto 106/2010, la Regione dovra' completarlo entro la fine dell'anno in corso attraverso la ripartizione dei posti letto per acuti all'Azienda Ospedaliera "Pugliese Ciaccio" ed all'Azienda Ospedaliera Universitaria "Mater Domini", cosi' come richiesto dal Ministero".Il "Tavolo Massicci" ha inoltre chiesto "chiarimenti ed integrazioni su pregressi decreti commissariali, sanzioni a carico dei responsabili di atti in contrasto al piano di rientro e chiarimenti sulle procedure di nomina dei Direttori Generali. Sulla Fondazione Campanella i tecnici si sono riservati di prendere decisioni in attesa di conoscere la legge regionale, gia' modificata dall'apposita commissione consiliare, a seguito dell'impugnazione del Governo, ed in attesa di essere approvata dal Consiglio regionale e successivamente trasmessa al Tavolo. Alla prossima riunione del "Massicci" saranno sottoposti ai tecnici ministeriali i positivi risultati ottenuti dalla task force veterinaria affidata alla struttura commissariale".

 


 

CARDIOLOGIA: PREMIATA JOLANDA SABATINO PER UNO STUDIO INNOVATIVO SULLE ARITMIE CARDIACHE

 

Lamezia Terme, 14 dic. - La dottoressa Jolanda Sabatino, giovane laureata in Medicina e Chirurgia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha vinto il Premio Giovane Ricercatore 2011, istituito dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) e assegnato nel corso dell'ultimo congresso annuale che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 dicembre scorso. La giovane ricercatrice dell’Ateneo catanzarese ha svolto la sua attività di studio presso il laboratorio di Cardiologia Molecolare e Cellulare dell'Università Magna Graecia, diretto dal Professor Ciro Indolfi. Dopo una prima valutazione di 20 lavori, per l'edizione 2011 del premio, la commissione giudicatrice ha selezionato lo studio sperimentale effettuato da Jolanda Sabatino. Tale studio ha illustrato il ruolo dei microRNA-1 sulle aritmie in cuori ipertrofici. I microRNA sono una delle più importanti scoperte della ricerca scientifica nel campo delle malattie cardiovascolari. La possibilità di modulare alcune funzioni del cuore e dei vasi  rappresenta una delle più importanti potenzialità dei microRNA. Tale importante risultato conferma ancora una volta la missione della Cardiologia dell’Università Magna Graecia in seno al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, diretto dal Professor Ciro Indolfi, e cioè offrire un’eccellente e competitiva formazione a studenti e medici attraverso la ricerca, in ambito clinico e sperimentale, di nuove  ed innovative terapie tese a migliorare lo stato di salute dei pazienti affetti da malattie cardiache.

 

nella foto da sinistra il prof. Indolfi e la dott.ssa Sabatino

 


 

SANITA': SEDUTA COMMISSIONE REGIONE SU VERTENZA PRECARI ASP


Catanzaro, 12 dic. - Si e' tenuta oggi, su richiesta dei consiglieri regionali Carlo Guccione (Pd) e Ferdinando Aiello (Sel) la riunione della terza Commissione del Consiglio regionale della Calabria "Attivita' sociali, sanitarie, culturali, formative", presieduta dal consigliere Nazzareno Salerno, sulla questione del rinnovo del contratto di lavoro dei precari della sanita' calabrese e dei 430 precari stabilizzati nel 2008-2009 nell'Asp di Cosenza. La questione riguarda la proroga di 1135 lavoratori precari di cui 662 dell'Asp e dell'AO di Cosenza. I dati sono stati forniti dal Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute, Antonino Orlando e dal Dirigente dell'Area "Risorse Umane" dello stesso Dipartimento, Bruno Zito. "Queste figure sanitarie - ha detto il Consigliere regionale del Pd Carlo Guccione, intervenendo nel corso della riunione - sono figure fondamentali che garantiscono l'erogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Si rende necessaria, pertanto, la proroga immediata dei contratti in scadenza, in attesa della stabilizzazione definitiva che dovra' avvenire immediatamente dopo il superamento della fase commissariale che attualmente impone il blocco del turn-over". "C'e' da evidenziare, inoltre -ha aggiunto Guccione- che nonostante il blocco e il fatto che nel 2010 nel 2011 diverse centinaia di dipendenti delle Asp e delle AO della Calabria siano andati in quiescenza, persiste ancora un aumento della spesa per il personale sanitario, che dimostra l'esistenza di una forte criticita' nel sistema sanitario calabrese che finora non e' stata affrontata con la necessaria capacita' da parte della struttura commissariale". "Nel corso dell'audizione del dott. Gangemi e' emersa, peraltro, con chiarezza -ha concluso il consigliere regionale del Pd- la volonta' di rinnovare i contratti di tutti i precari del presidio ospedaliero dell'Annunziata di Cosenza che risultano essenziali per garantire le prestazioni sanitarie". L'on. Guccione, inoltre, ha chiesto ai dirigenti Orlando e Zito se il parere richiesto all'avvocatura regionale su i 400 lavoratori stabilizzati nell'Asp di Cosenza nel 2008-2009, cosi' come concordato con i sindacati nell'ottobre del 2011 presso l'assessorato alla Sanita', fosse pervenuto per decidere in merito alla questione. A tutt'oggi, e' stata la risposta, nonostante l'impegno assunto prevedesse la formulazione e la consegna del parere entro il 30 novembre del 2011, non risulta essere giunto agli uffici nessun parere. La Terza Commissione, infine, ha licenziato all'unanimita' un Atto di Indirizzo con il quale si richiede la proroga di tutti i contratti dei lavoratori precari che garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza nella sanita' calabrese.

 


 

ONCOLOGIA: ORDINE MEDICI, DISAGIO PER TRASFERIMENTO "CIACCIO"


Catanzaro, 12 dic. - Il Consiglio direttivo dell'ordine dei medici di Catanzaro ha reso noto di aver ricevuto nei giorni scorsi dai colleghi del Dipartimento Oncoematologico dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" "una lunga e preoccupata nota che mette in evidenza il fondato disagio di quegli operatori in relazione non solo e non tanto al proprio futuro professionale quanto in relazione alla possibilita' di continuare a svolgere con la stessa efficacia il proprio ruolo per una utenza molto vasta proveniente da diverse province della Calabria - si legge in un comunicato - che deriva dalla prospettiva di immediato trasferimento di tutto il sistema di cura dell'ospedale "Ciaccio" a Germaneto e' nato all'improvviso a seguito non di decisioni deliberate dagli organismi preposti ma da una serie di varie dichiarazioni in tal senso che hanno sembrato contraddire quello che appariva come un consolidato patrimonio dell'Azienda ospedaliera di Catanzaro. Azienda che, negli ultimi anni ha profuso impegno, risorse finanziarie, una straordinaria passione di diversi amministratori, alcuni dei quali non estranei a questo Ordine, per rafforzare un percorso che veniva da lontano sulla terapia delle patologie oncologiche di adulti e bambini con la nascita di una struttura "a tutto campo" dotata di servizi di supporto e con grande collaborazione con le strutture e le istanze del territorio". L'ordine "e' convinto che all'origine di tale disagio vi siano stati alcuni grossolani errori di metodo. Una questione di cosi' fondamentale importanza, per gli utenti piu' che per gli operatori, doveva vedere impegnati in prima linea gli attori principali cioe' le due Aziende con i due direttori generali coadiuvati dai rispettivi organi tecnici del settore che avrebbero dovuto avere il compito di valutare l'impatto della proposta, la sua fattibilita', i suoi tempi, le risorse necessarie. Questo e' mancato. E' accaduto invece - si fa rilevare - che a valutare la situazione sia stato un tavolo politico-istituzionale preoccupato, sembra, piu' di equilibri tra le parti che di fatti reali e per niente preoccupato invece se le strutture presenti a Germaneto siano in grado di accogliere in una sola sede l'enorme mole di lavoro delle due istituzioni, se le conseguenze si traducano in un reale miglioramento del servizio reso e non piuttosto in una qualche caduta di efficacia che finirebbe per produrre nuova emigrazione sanitaria. Tavolo che peraltro sta presentando tra l'altro non poche contraddizioni, ripensamenti, repentini viraggi".  "E' necessario ed indispensabile allora - scrive l'Ordine - riconsiderare i tempi e i modi della proposta di integrazione delle strutture oncologiche inquadrate nel piu' generale discorso di integrazione delle strutture sanitarie del comprensorio catanzarese. E' necessaria una grande discussione che veda le istanze politiche e quelle professionali ugualmente coinvolte nell'interesse dei cittadini. Non vi puo' essere infatti integrazione se non attraverso il confronto e la condivisione innanzitutto delle componenti professionali. La Regione non si sottragga quindi - si legge - alle proprie responsabilita' ma accolga tutte le istanze che vogliono un confronto positivo tendente all' "abbattimento" del muro che sembra ergersi fra due importanti realta' calabresi".

 


 

SANITA' EMANATO DPGR CHE REGOLAMENTA PROCEDURE DI MOBILITA'


Catanzaro, 7 dic. - E' stato emanato il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 127 del 2 dicembre che regolamenta le procedure di mobilita' derivante dai processi di riconversione delle strutture ospedaliere disposti dal Dpgr n. 18/2010 che prevede il riassetto delle reti assistenziali. Le procedure - informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta - riguardano tutta l'area della dirigenza del servizio sanitario regionale: medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, amministrativa e professionale. Con questo decreto, il Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti ha inteso garantire correttezza e trasparenza alle procedure che sono state concertate dalla struttura commissariale con tutte le organizzazioni sindacali interessate, i quali hanno sottoscritto, all'unanimita', le norme contenute nel decreto 127. Pertanto, essendo gia' iniziati i processi di riconversione con la dismissione dei presidi ospedalieri individuati in prima fase dal Dpgr 18/2010, era necessario individuare una precisa regolamentazione degli atti e dei provvedimenti che i direttori generali dovranno adottare per la ricollocazione del personale. Il decreto n. 127 contiene, inoltre, altri importanti disposizioni relative all'acquisizione di personale da parte delle Aziende, oggi impedite dal blocco del turnover attivato, per effetto di legge, dal regime di commissariamento; il decreto dispone, quindi, l'adeguamento delle procedure a quelle previste dall'art. 23 bis del Dl. n. 138/2011 convertito in Legge n. 148/2011, che detta disposizioni per la stabilizzazione finanziaria. Di conseguenza, in base alle procedure previste, le Aziende dovranno rappresentare alla struttura commissariale le carenze organizzative legate a mancanza di personale con la conseguenziale richiesta di acquisizione di specifiche figure professionali. La struttura commissariale, ove condivise, in seguito a specifiche verifiche, le esigenze prospettate avviera' la procedura per ottenere la deroga al blocco del turnover da parte dell'organismo ministeriale deputato.

 


 

SANITA': CGIL-CIL-UIL, IL CONFRONTO DEVE ESSERE A TUTTO CAMPO


Catanzaro, 7 dic. - "Le ricadute negative, su lavoratori e utenti, derivanti dalle scelte finanziarie ed organizzative dettate dal piano di rientro dal debito sanitario, la scarsa attenzione ai problemi dei lavoratori della sanita' pubblica e privata, i problemi inerenti il precariato sono stati gli elementi di rottura del confronto al tavolo rappresentato da parte della Regione Calabria dall'Ufficio del Piano di rientro, del quale rappresentante Gianluigi Scaffidi le riconosciamo la disponibilita' e la consapevolezza che sara' consequenziale agli impegni assunti. Avremmo voluto una rappresentanza in grado di offrire una interlocuzione completa ed esaustiva in rapporto all'entita' dei problemi che incalzano e si appesantiscono giorno dopo giorno". Lo affermano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali della Fp Cgil, Iorno,della Fp Cisl, Bevacqua, e della Uil Fpl, Gentile, i quali hanno chiesto un tavolo di confronto urgente per affrontare i problemi dei lavoratori. I sindacati aggiungono: "Rifiutiamo un utilizzo del confronto con il sindacato solo quando accordi, ancorche' marginali, sono richiesti dal Tavolo Massicci e nello specifico della convocazione riguardante la rivisitazione dell'accordo sulla mobilita' del personale da trasferire nei casi di riconversione degli ospedali". Secondo le organizzazioni sindacali, dunque, "non ci frapponiamo alla rideterminazione della rete ospedaliera ed anzi la pretendiamo e chiediamo che contestualmente sia determinata la rete dell'emergenza-urgenza e della offerta dei servizi territoriali. Oltre a questo abbiamo chiesto, nel contesto della ripresa delle relazioni sindacali, che siano affrontati i problemi del precariato, inerenti i rinnovi dei contratti e l'immediata verifica dei processi di stabilizzazione effettuati per porre fine ad una situazione che genera incertezza e preoccupazione nei lavoratori e nelle lavoratrici. Non e' tollerabile a nostro avviso che il presidente Scopelliti ed il direttore generale Zoccali - e' scritto nella nota - abbiano interlocuzione solo con i datori di lavoro della sanita' detta impropriamente "privata" e con le associazioni datoriali del socio-assistenziale, Aias compresa per la quale va affrontato il tema del contratto di lavoro ed il rapporto con gli accreditamenti". Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil chiedono "un tavolo in proposito finalizzato a porre fine ai disagi dei lavoratori specie per quanto riguarda la correntezza degli stipendi e l'applicazione del contratto nazionale, a fronte di un atteggiamento ostativo dell'Aiop regionale sulla corretta applicazione del contratto e sull'erogazione degli arretrati. Non troviamo credibile un piano di rientro che a fronte dei sacrifici chiesti ai lavoratori del settore e ai cittadini - affermano - non si occupi di internalizzazione dei servizi che costano tanto e producono margini di profitto elevatissimi per le varie societa' che orbitano intorno al mondo della sanita' calabrese , nonche' la fine del ricorso alla somministrazione di lavoro temporaneo. Costa di piu', e' vigente da oltre 10 anni, ha perso il requisito della temporaneita' e quel personale deve essere stabilizzato". Altro argomento sollevato dai sindacati, e' relativo alla Fondazione Campanella, per la quale si evidenzia: "Come non troviamo credibile che a proposito di costi della politica si mantenga il consiglio di amministrazione della Fondazione Campanella. Troppi soldi a Presidente e componenti. In tema anche di misure che arrivano dal governo nazionale e di riduzione di costi della politica e' opportuno che in regime di paino di rientro siano affrontati anche questi temi. Nel firmare il verbale finale dell'incontro abbiamo sottolineato che la nostra disponibilita' al confronto e' vincolata alla apertura di un tavolo immediato sulle questioni poste, da tenersi con il presidente della Giunta regionale Scopelliti tenendo conto che alcune vertenze come sanita' privata a Cosenza, Arssa sono gia' in sciopero il 12 dicembre e questo fronte rischia di essere allargato a partire dalle Comunita' montane - conclude la nota - se non avremo risposte immediate, precise ed esaustive".

 


 

SANITA': MAGARO', AZIONE SCOPELLITI IMPORTANTE E NECESSARIA


Catanzaro, 7 dic. - Salvatore Magaro', consigliere regionale della Calabria e Presidente della Commissione contro la 'ndrangheta, interviene con una ichiarazione sui temid ella sanita', affermando che "in quasi 41 anni di regionalismo, il settore ha disegnato, piu' di altri una parabola discendente. Negli anni, - spiega - la corruzione da un lato e il sistema di clientela dall'altro, uniti alle distorsioni operate dalla 'ndrangheta, si sono insidiati robustamente nel settore, impadronendosi dei suoi meccanismi e contribuendo in maniera preponderante all' aumento della spesa, alla costruzione di un debito che, di anno in anno e' lievitato, all'abbassamento del livello dei servizi. Eppure - aggiunge - proprio nel settore della sanita' si gioca la capacita' e la credibilita' degli eletti. Lo ha capito bene - secondo magaro ' - il governatore Scopelliti che, impegnato in prima persona nella difficile azione di riorganizzazione dell'intero settore, come Commissario straordinario, ha deciso di far prevalere l'interesse generale a dispetto di tutto e tutti. E l'interesse, nel settore della sanita' coincide con il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, nella sua accezione piu' ampia, che lo vuole tra i diritti fondamentali dell'individuo e tra gli interessi della collettivita'. Tradotto: servizi efficienti e sicuri per tutti, accesso dell'utenza ulteriormente facilitato per le fasce disagiate, partecipazione alla spesa in ragione della capacita' contributiva, individuazione degli sprechi perche' solo attraverso il monitoraggio della spesa, e' possibile intercettare quelle risorse che possono essere reinvestite in maniera piu' oculata e produttiva". Secondo Magaro', "l'azione portata avanti dal Governatore Scopelliti, molto concentrata sul Piano di rientro, era importante e necessaria, per avviare la stagione di grandi riforme e nuovi cambiamenti. Nella sanita' e' indispensabile, piu' che altrove, - dice - che prevalgano scelte oggettive scevre da condizionamenti di sorta, che non siano riconducibili al merito, alla giustizia e all'equita'. Il Governatore Scopelliti e' riuscito in questi pochi mesi di commissariamento a fare molto: e' riuscito, la dove altri avevano fallito, nella grande impresa di certificare il deficit, ha attivato concretamente la razionalizzazione della rete ospedaliera riconvertendo 18 strutture, 6 delle quali gia' operative dallo scorso 31 marzo, ha avviato la costruzione di nuovi presidi, dedicando risorse all'altrettanto importante capitolo della messa in sicurezza dei luoghi sanitari e al rinnovo della rete tecnologica, ha ridotto la spesa farmaceutica e i rapporti con le strutture sanitarie private sono ora improntati prevalentemente alla sussidiarieta', in un'ottica di trasparenza e limite alle prestazioni erogabili. E probabilmente avrebbe raggiunto ben piu' ragguardevoli risultati se solo, a cominciare da noi consiglieri, lo avessimo lasciato lavorare tranquillamente, senza avanzare richieste, dettate esclusivamente da logiche asservite a inutili e spesso dannosi localismi, difficilmente comprensibili ai cittadini che hanno interesse, invece ad avere servizi efficienti e sicuri. Il processo di riforma - asserisce infine - punta anche a potenziare la rete territoriale, con servizi innovativi ed efficienti, nella consapevolezza piena che e' imprescindibile operare tagli agli sprechi, ma anche programmare investimenti, dedicati alle strutture sanitarie e alle infrastrutture tecnologiche. Siamo al fianco del Commissario convinti come lui, che proprio sulla sanita' si gioca la grande scommessa di una classe dirigente, che vuole essere riconosciuta veramente come nuova".

 


 

SANITA': SCALZO (PD), IN ATTO PROCESSO SPOLIAZIONE


Catanzaro, 6 dic.- "Anche a seguito del dibattito sulla sanita' svoltosi nel corso dell'ultimo Consiglio regionale ci corre l'obbligo di evidenziare come la maggioranza di centrodestra, se nelle affermazioni di principio sembra voler seguire percorsi virtuosi e in linea con il piano di rientro, nei fatti opera un chiaro, mirato e per nulla casuale, processo di spoliazione di risorse e strutture di alcuni territori a beneficio di altri". E' quanto afferma in una nota Antonio Scalzo, Consigliere regionale del Partito Democratico. "Consapevoli- aggiunge - che il sistema sanitario regionale debba essere riformato, crediamo, pero', che cio' debba avvenire garantendo e tutelando il sacrosanto diritto dei calabresi a curarsi in maniera adeguata ed efficiente. In questo contesto riteniamo che la riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere effettuata in maniera razionale, assicurando i Livelli Essenziali di Assistenza nell'intero territorio regionale, sostenendo, tra l'altro, i presidi di montagna. A tal fine e' opportuno sottolineare che l'area centrale della Calabria - prosegue Scalzo, riferendosi in modo particolare alla riorganizzazione della rete ospedaliera nella provincia di Catanzaro - ha la peculiarita' di avere un Ospedale spoke a meno di mezz'ora di macchina da Catanzaro,ricadendo chiaramente nello stesso bacino d'utenza dell'HUB della citta' capoluogo di regione, che avrebbe dovuto integrarlo. Lo spoke dell'ospedale di Lamezia Terme, anzi, non avrebbe dovuto nemmeno essere proposto perche' lo stesso decreto 18 dell'ottobre 2010 sostiene che "nell'ambito del bacino d'utenza l'HUB funge anche da spoke. In questo contesto,riteniamo, invece, legittima la richiesta che proviene dai territori del lametino, di attuare presso l'Ospedale di Lamezia Terme il Polo Traumatologico Regionale, gia' approvato nel piano sanitario 2004-2006 e riproposto dalla Giunta precedente del Presidente Loiero". "Le problematiche relative al sistema salute - conclude Antonio Scalzo - vanno affrontate e risolte tenendo presente che si tratta di questioni che attengono alla convivenza civile di un popolo, ragion per cui sono necessarie scelte responsabili e condivise".

 


 

REGIONE: LUNEDI' AUDIZIONE MANAGER SANITA'

 

Reggio Calabria, 5 dic. - L'audizione dei direttori generali delle Aziende ospedaliere e delle Asp per un quadro sullo stato dell'arte della sanita' calabrese e, in particolare, dei precari in vista del rinnovo del contratto; la legge che modifica quella istitutiva della Fondazione "T. Campanella" e la situazione del reparto Onco-ematologico del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro: sono questi i temi che saranno al centro dei lavori della terza Commissione consiliare "Attivita' sociali, sanitarie, culturali e formative", convocata dal presidente Nazzareno Salerno per il prossimo lunedi', 12 dicembre. Lo ha stabilito lo stesso organismo consiliare riunitosi questo pomeriggio con all'ordine del giorno un solo punto: il progetto di legge 280/9 dei consiglieri regionali Luigi Fedele (Pdl) e Giulio Serra (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente) che integra la legge regionale 28 settembre 2011, n.35 impugnata dal Governo. Dopo diversi interventi, la Commissione composta da Giordano (Idv), Gallo (Udc), Parente (Scopelliti Presidente), Vilasi (Pdl), Rappoccio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente al posto di Serra), ha accolto all'unanimita' la proposta del consigliere Giampaolo Chiappetta (Pdl) di rinviare la discussione sulla Fondazione Campanella, riservando la trattazione ad una seduta ad hoc della Commissione, preliminare a quella gia' fissata, del Consiglio regionale. "Una delle priorita' sara' quella di capire le competenze legislative della Commissione per non trovarci nella situazione di provvedimenti successivamente dichiarati illegittimi- spiega il presidente Salerno-. In questo contesto, sentiremo il direttore generale del Dipartimento Salute nella stessa seduta del dodici dicembre, per un confronto a largo raggio sulla situazione dei precari. Quindi, con maggiore contezza, avremo modo di approfondire una delle questioni piu' importanti e delicate, quali la Fondazione Campanella che, non dimentichiamo, ha alle sue dipendenze circa 280 persone". La seduta si era aperta con la lettura data dal presidente Salerno di un fax, trasmesso alla Commissione, con il quale medici, biologi e fisici del Dipartimento Onco-ematologico dell'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" esprimono preoccupazione "per le decisioni che, secondo quanto riferito dagli organi di stampa, si profilano in ordine al processo di integrazione tra le Aziende Pugliese-Ciaccio e Mater Domini e che provoca un ulteriore smembramento della struttura dopo gli scorpori della Onco-ematologia pediatrica e della radioterapia previsti nello schema dell'ultimo atto aziendale". Al riguardo, il presidente Salerno ha assicurato "la massima e dovuta attenzione su una realta' che, avendo avuto modo di conoscere, posso definire all'avanguardia. Senso di responsabilita' istituzionale vuole una approfondita riflessione ed e' con questo spirito costruttivo che abbiamo inserito la questione nel calendario della prossima seduta della Commissione".

 


 

SANITA': CODACONS, 75% IMMIGRATI FATICA A SPIEGARSI CON MEDICI


Roma, 3 dic. - Due stranieri su 3 (il 66,67%) sono a conoscenza della possibilita' di essere curati in una struttura pubblica anche se non sono in regola con le norme italiane sul soggiorno ma tre su 4 (il 75%) ammettono di aver avuto difficolta' a spiegare i sintomi a medici e personale sanitario italiano. Sono solo alcuni dei risultati di un'indagine sulla percezione della sanita' made in Italy condotta dal Codacons nell'ambito del progetto 'Sentinelle della Salute' avviato in collaborazione con l'Agi. La prima parte della ricerca approfondisce il rapporto tra immigrati e mondo sanitario: l'86,35% non sa che cosa sono i consultori familiari; il 73,71% non sa che esiste una legge per la tutela della maternita'; il 65,89% pensa che in Italia non ci sia attenzione per la salute dei propri bambini; il 69,07% dichiara di non aver ricevuto spiegazioni chiare prima della richiesta di firmare il "consenso informato". Complessivamente, secondo i curatori dello studio "si evince una scarsa conoscenza degli stranieri circa le possibilita' offerte dal nostro sistema sanitario, una elevata sfiducia verso le strutture italiane e problemi di comunicazione con medici e personale sanitario". Indicazioni non troppo incoraggianti anche dalla seconda meta' del rapporto, quella dedicata a individuare il livello di fiducia degli italiani nelle strutture sanitarie del nostro paese. Per il 90,48% le attese al pronto soccorso sono "troppo lunghe" mentre il 71,43% alla domanda se siano piu' bravi e capaci i medici delle strutture pubbliche rispetto a quelli che operano in cliniche private risponde "dipende da chi ti capita". Non solo: per i medici operanti nelle strutture private, a conferma del dato precedente, il 47% ritiene che molti di essi abbiano solo il "nome" ma non siano poi cosi' bravi, e il 27% pensa che non ci sia differenza tra medici di cliniche private e medici di ospedali pubblici; alla domanda sul "consenso informato", il 71,43% degli intervistati rispondono che e' stato spiegato loro tutto correttamente; prima di recarsi in un ospedale pubblico, l'82% dei cittadini si informa sull'efficienza della struttura.


 

 

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