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Sanita': Cisl, nessuna chiarezza su futuro ospedali Catanzaro
Catanzaro, 17 apr. - Il consiglio territoriale della federazione Cisl medici di Catanzaro-Crotone-Vibo, con un documento, stigmatizza "il comportamento insensibile degli organismi regionali, in particolare del Dipartimento Tutela della Salute, e di alcuni Direttori Generali su problematiche importanti che coinvolgono gli operatori della sanita' e la riorganizzazione dei servizi sanitari. Il processo di riqualificazione del servizio sanitario regionale - si fa rilevare -, alla base del Piano di rientro, non si puo' praticare attraverso riduzioni lineari sui posti letto e sulla dotazione organica del personale sanitario ma con la promozione della riorganizzazione complessiva del sistema sanitario regionale finalizzato sia ad eliminare sprechi di risorse ma nel contempo a favorire servizi qualitativamente adeguati e sicuri ai cittadini. Ormai gli ospedali - prosegue la Cisl - scoppiano, anche per il mancato turnover del personale, da Vibo a Crotone a Lamezia Terme. Il "Pugliese Ciaccio", Hub di riferimento per la zona centrale della Calabria, si sta reggendo sulla buona volonta' ed il sacrificio di medici che sono costretti nelle corsie e nel pronto soccorso a turni massacranti per rispondere in modo adeguato ai bisogni di cure e di salute dei cittadini. A fronte di queste misure e varie problematiche, finora irrisolte, il management regionale e quelli aziendali rimangono indifferenti alle richieste di intervento e di promozione della partecipazione degli operatori sanitari nella riorganizzazione del sistema. Infatti, si e' appreso solo dalla stampa della prossima sottoscrizione tra Universita' Magna Graecia e Regione Calabria del Protocollo d'Intesa Universita'-Regione per la disciplina dell'integrazione tra le attivita' didattiche, scientifiche ed assistenziali e la successiva realizzazione di una Azienda unica tra "Pugliese Ciaccio" e "Mater Domini"". Sul punto, spiega il sindacato, "che rappresenterebbe una svolta radicale sulla organizzazione della sanita' catanzarese e regionale, non si puo' non rilevare ancora una volta l'assenza di coinvolgimento delle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori delle due Aziende interessate "dall'accorpamento", che piu' volte hanno richiesto di essere almeno ascoltati". Anche l'incarico di Direttore del Dipartimento Ospedaliero Materno-Infantile dell'Azienda Pugliese "gia' conferito - si segnala - ad un professore dell'Universita' Magna Graecia nonche' direttore dell'U.O. di Pediatria afferente giuridicamente all'Azienda "Mater Domini" e' avvenuto, a parere dei sindacati, "in assenza di qualsiasi intesa tra le due Aziende, di qualsiasi protocollo d'intesa Universita'-Regione ed in pieno contrasto con il regolamento dipartimentale aziendale vigente. Cio' dimostra - si fa rilevare - il comportamento non corretto degli stessi organismi dirigenziali regionali ed aziendali". Il Consiglio Territoriale della Cisl medici ritiene che, "prima che vengano emanati o sottoscritti protocolli, non si puo' prescindere da una preliminare discussione sui termini e le regole che sottendono ad un reale processo di cooperazione tra SSR ed Universita'. Regole e discipline che, - si sottolinea - per produrre una reale collaborazione al fine di favorire il miglioramento della qualita' dei servizi e delle prestazioni erogate dal SSR, devono essere condivise e partecipate da tutte le componenti coinvolte". La Cisl medici chiede agli organismi regionali, ai sub commissari Pezzi e Urbani, prima della sottoscrizione del protocollo che coinvolgerebbe i dipendenti delle due Aziende della citta' di Catanzaro, "di poter esercitare le prerogative sindacali attraverso la consultazione in uno spirito di collaborazione mirato al miglioramento del sistema assistenziale e del sistema formativo della nostra regione".


Sanita': Cosenza, primo defibrillatore compatibile con risonanza
Cosenza, 17 apr. - E' stato eseguito nel reparto di Cardiologia dell'Ospedale Civile "Annunziata" di Cosenza l'impianto del primo e unico defibrillatore cardiaco compatibile con la Risonanza Magnetica in ogni parte del corpo "Evera MRI SureScan di Medtronic". Il dispositivo - spiega una nota - e' stato impiantato in contemporanea in 70 centri d'eccellenza nazionali, tra cui quello di Cosenza, unico in Calabria. "Abbiamo effettuato oggi l'impianto di questo innovativo defibrillatore, compatibile con la risonanza magnetica ad un paziente con indicazione clinica. - ha dichiarato il dirigente del reparto, Francesco De Rosa - L'intervento e' stato condotto dallo staff di Elettrostimolazione e Elettrofisiologia, coordinato dal Dr. Antonello Talarico, e si e' concluso con successo. La novita' risiede nel fatto che questo paziente, benche' portatore di un dispositivo medico impiantabile, potra' sottoporsi, se necessario, all'esame di risonanza magnetica, fino ad ora precluso ai portatori di defibrillatore impiantabile".


Sanita': ddl Gentile su part-time medici
Catanzaro, 17 apr. - Il senatore Antonio Gentile, segretario dell'ufficio di presidenza del Senato, esponente del Ncd, ha reso noto di avere presentato il ddl che consentirebbe ai dirigenti medici di primo livello "che abbiano almeno 20 anni di servizio, di poter scegliere il part time, senza piu distinzioni tra quanti lavorano in regime di intramoenia o di extramoenia". I medici potranno scegliere la riduzione dell'orario di lavoro a 24 ore - afferma Gentile - e laddove ci saranno esigenze di implementare la pianta organica le aziende sanitarie e ospedaliere potranno assumere personale medico anche a tempo determinato per coprire le ore di lavoro. Con questa piccola riforma - prosegue il sen Gentile - si consentira' alle nuove energie di entrare nel mondo del lavoro e si risparmieranno risorse, attesa la differenza di costi tra vecchio e nuovo personale' Confidiamo che il ministro Lorenzin - conclude Gentile - possa recepire il disegno di legge inserendolo nel decreto di riforma degli ordini professionali".


Sanita': Pacenza su giornata mondiale dell'emofilia
Catanzaro, 17 apr. - "Proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell'Emofilia vorrei ancora una volta sottolineare l'impegno della Commissione Sanita' a rimuovere tutti quegli ostacoli che, ad oggi, impediscono ai pazienti affetti da questa patologia di ricevere un percorso terapeutico agevole e lineare". L'intervento del presidente della III Commissione Salvatore Pacenza a sostegno dei pazienti emofiliaci calabresi. "La spending review e il costo elevato delle attuali cure profilattiche - commenta il presidente Pacenza - non possono rappresentare un ostacolo per chi quotidianamente deve fare i conti con questa patologia. Ecco perche' abbiamo assicurato il nostro sostegno verso le Asp e le aziende ospedaliere calabresi nel corso dell'iniziativa di presentazione della Giornata che si e' tenuta lo scoro 10 aprile presso la sala "Giuditta Levato" di Palazzo Campanella a Reggio Calabria. In quell'occasione sono intervenuti i rappresentanti istituzionali dell'assemblea regionale, i medici specialisti, i responsabili delle politiche sanitarie, e i rappresentanti delle associazioni dei pazienti, nonche' pazienti e familiari in qualita' di diretti interessati. In questo modo e' stato possibile affrontare il problema dell'emofilia a 360°, attraverso l'attivita' di mediazione interposta dalla III Commissione in qualita' di organo ausiliario dell'assistenza regionale che si occupa di Sanita'. In questo spaccato e' comunque da sottolineare l'importanza strategica dei centri di emofilia di Reggio, Catanzaro e Cosenza, che si avvalgono dell'opera delle associazioni che raggruppano i malati affetti da questa rarissima patologia. Il Centro Emofilia dell'Azienda ospedaliera "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria, di cui e' responsabile la dottoressa Caterina Latella, affiancata dal dottor Gianluca Sottilotta e dal dottor Vincenzo Oriana, attualmente segue circa 60 pazienti con emofilia a cui vanno aggiunti oltre 300 pazienti affetti da altre patologie emorragiche ereditarie. La Giornata mondiale dell'Emofilia e' da considerarsi non solo un'occasione per i maggiori esperti in campo ematologico per fare il punto sulla malattia e sui progressi medico-scientifici conseguiti, ma anche un momento di riflessione per il mondo istituzionale per concentrare i propri sforzi verso questa fascia di popolazione bisognosa d'assistenza. A causa della spending review, infatti, si e' messa in discussione l'utilita' della profilassi e dei trattamenti con i farmaci di ultima generazione. Questo ha generato non poche preoccupazioni nei pazienti e nei loro familiari. In questa giornata -conclude il presidente Pacenza - vorrei rassicurare per quanto possibile tutti coloro che sono interessati da questa problema dicendogli che la logica fredda dei numeri e dei pareggi di bilancio non possono non tener conto di quanto e' necessario e quindi ineludibile per il sistema sanitario".


Sanita’: Cisal CGU Calabria, necessario ripristinare la divisione di pediatria Ospedale Soverato

Catanzaro, 17 apr. – “Non vi è dubbio che la sanità calabrese, qunidi anche quella della provincia di Catanzaro, per invertire il trend negativo che vede costi sempre più alti a fronte di un servizio sempre più inadeguato, necessitasse di un maggior controllo e tagli delle spese.  Il problema, però, sta sempre nel come tali tagli vengono effettuati e a scapito di chi. Da un po’ di tempo in qua, purtroppo, sembra che i governi centrali e regionali, nonché il management calabrese e catanzarese, continuino infatti a tagliare le spese sanitarie in modo “asettico” e puramente ragioneristico senza riuscire a fornire adeguate prestazioni sanitarie e soprattutto senza prestare la doverosa attenzione alle conseguenze che le loro scelte comportano. Come è possibile ad esempio consentire, quando non addirittura disporlo “deliberatamente” che l’Ospedale di Soverato -, terza città della provincia con un enorme bacino d’utenza proveniente dall’interland, nonché grande centro turistico, il cui comprensorio nel periodo estivo conta la presenza di oltre 40mila persone -, venga privato del reparto di Pediatria? Com’è possibile non comprendere gli enormi disagi, per i piccoli pazienti in condizioni di bisogno e per le loro famiglie che in piena notte, da Guardavalle devono recarsi a Catanzaro o a Lamezia Terme? La Cisal CGU Medici, non è assolutamente d’accordo con tale decisione e condanna decisamente il perdurare di tale situazione. Ad affermarlo in una nota il dr Barone, coordinatore regionale Calabria di categoria. Com’è possibile che in base a quanto disposto dai responsabili, la pediatria di un ospedale presidio sanitario e punto di riferimento per la popolazione di una così ampia porzione di territorio, funzioni solo h12, dalle 8 del mattino sino alle venti di sera, senza neppure prevedere per le ore notturne - spesso le più critiche - neppure la reperibilità di un pediatra? A tarda sera e/o di notte, i medici in servizio presso il nosocomio soveratese, in cui la pediatria è ridotta all’osso, si adoperano senza riserva alcuna e prestando al meglio la propria opera ma, in talune particolari situazioni, ciò può non essere sufficiente. I medici presenti, internista o anestesista, per quanto bravi e disponibili che siano, non sono però pediatri.  In più di una circostanza, dopo le prime ed urgenti cure del caso, prestate come anzidetto con dedizione dai medici presenti, c’è stata la necessità di un ulteriore consulto pediatrico e/o di tenere in osservazione i piccoli pazienti. Ebbene, in questi casi, si è dovuto ricorrere al trasferimento dei bambini presso il Pugliese di Catanzaro o presso l’ospedale lametino. Con tutti gli ovvi ed enormi disagi del caso, per pazienti e familiari. Tutto ciò potrebbe essere tranquillamente evitato se solo chi  è deputato a farlo, prendesse le giuste decisioni. In base a quale scellerato criterio – chiosano ancora il coordinatore Barone e il suo vice Posca - si è depauperato un piccolo ospedale che serve un territorio così ampio come l’interland soveratese della divisione di pediatria?  Ben venga un sano riordino della spesa sanitaria, purchè non si tratti di una rivisitazione  a “costo zero” fatta sulle spalle e a tutto e solo svantaggio della popolazione in generale e dei più piccoli e in particolare. Se proprio non sarà possibile ripristinare h24 il servizio di pediatria, si consenta almeno di avere per le ore serali e notturne la reparibilità di un pediatra a cui far riferimento nei casi di bisogno”.


Prestigioso ruolo nazionale conferito ad un dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro

Catanzaro, 10 apr. - Il dott. Francesco Bonacci, dirigente responsabile del Servizio di Fisica Sanitaria dell’ASP CZ,  in occasione del  XVIII congresso  di Roma del 7-8 Aprile 2014 è stato eletto nel Direttivo Nazionale dell’Associazione  Professionale Esperti Qualificati in Radioprotezione (A.N.P.E.Q.). L’A.N.P.E.Q. rappresenta gli Esperti Qualificati in Radioprotezione, abilitati dal Ministero del Lavoro ed iscritti nell’elenco nazionale di cui all’art. 78 del D.Lgs. 230/95 e s.m.i., ai quali è affidato il compito della Sorveglianza Fisica per la sicurezza dei lavoratori e della popolazione dai rischi derivanti dall’uso (Sanitario, Industriale o nella ricerca scientifica) di sorgenti radiogene o sostanze radioattive. Il dott. Bonacci, ha dedicato la sua carriera professionale in particolare alle applicazioni della Fisica in Medicina, conseguendo la laurea in Fisica Nucleare, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, e la specializzazione in Fisica Medica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico “Gemelli”, sempre a Roma; è autore di numerose pubblicazioni sulla Radioprotezione e sulla Fisica Medica, è docente di Fisica Applicata alla Medicina presso l’Università “Magna Grǽcia” di Catanzaro e membro del Comitato Direttivo Regionale Calabria della A.I.F.M. (Associazione Italiana di Fisica Medica). L’elezione di un Calabrese al Consiglio Nazionale dell’ANPEQ, che non ha mai avuto un rappresentante proveniente dal sud Italia, rilancia la comunità scientifica meridionale, che è sempre stata particolarmente attiva, ma che solo negli ultimi anni è riuscita ad emergere a livello Nazionale, grazie al lavoro di numerosi professionisti che operano nella Sanità, nelle Università, nell’Arpacal e nelle professioni, a garanzia della sicurezza dell’ambiente e delle persone.


Sanita’: assistenza domiciliare, il distretto di Catanzaro Lido a confronto con le migliori esperienze nazionali

Catanzaro, 7 apr.  La continua crescita della popolazione anziana, fenomeno positivo che caratterizza le società moderne, apre scenari nuovi sia nel campo socio-culturale, sia nel campo della riorganizzazione dei sistemi socio-sanitari. La presenza, numericamente  sempre più consistente, di ultrasessantacinquenni potrà essere una ricchezza per le comunità nella misura in cui si riuscirà a creare spazi e strumenti per l’ascolto e la partecipazione attiva di questa fascia di popolazione, in molti casi ancora ricca di stimoli e di voglia di fare.  Il progressivo aumento dell’età comporta, tuttavia,  una diminuzione dei livelli di autonomia psico-fisica con il conseguente aumento delle richieste di servizi e supporti per una migliore qualità di vita. Concetto questo sempre più declinato all’insegna della permanenza nel proprio contesto e , possibilmente, nella  propria casa. Per confrontare esperienze ed idee concrete sul futuro dell’assistenza, nei giorni  scorsi  si è tenuto a Trento un importante seminario a cui per l’azienda sanitaria di Catanzaro ha partecipato il sociologo Franco Caccia-responsabile del progetto sperimentale di assistenza domiciliare portato avanti nel distretto di Catanzaro Lido. Molto apprezzato l’intervento del dr. Franco Caccia, il quale in un confronto tra le migliori esperienze realizzate in Italia ed all’estero nel settore della domiciliarità, ha saputo evidenziare i caratteri di originalità e di innovazione portati avanti nel contesto catanzarese. Il progetto di assistenza domiciliare denominato Home Care Premium, cofinanziato dall’Inps ex Inpdap, è infatti diventato una piacevole e concreta realtà per 140 famiglie residenti nei comuni dei distretto di Catanzaro Lido. Il Direttore generale dr. Gerardo  Mancuso ed il direttore del distretto di Catanzaro Lido, dr. Maurizio Rocca hanno fortemente creduto nella bontà del progetto rivolto a dipendenti/pensionati pubblici in condizione di non autosufficienza, quale occasione per ampliare e diversificare il sistema di cura. L’analisi particolareggiata dei dati riferiti alle persone assistite con il progetto HCP, precisa Franco Caccia,   dimostra la concretezza di un lavoro con ricadute diverse sia per le famiglie quanto per le gli assistenti familiari. Le persone prese in cura dal progetto interessano molti comuni del distretto, in particolare:Catanzaro n.47, Borgia n. 35; Andali n. 14; Petronà n. 9; Sersale n. 7, altri comuni del distretto n. 28. La maggioranza degli assistiti è costituita da donne  n. 105 , mentre i maschi sono n. 35. Ogni famiglia assistita beneficia di un contributo economico mensile da utilizzare esclusivamente per il pagamento dell’assistente familiare iscritto ad un apposito registro disponibile anche on-line sul sito dell’ASP.  Il lavoro dell’assistente familiare è caratterizzato da una serie di attività quotidiane inserite in un piano personalizzato predisposto dall’assistente sociale d.ssa Teresa Barberio.  Un dato non trascurabile, precisa Franco Caccia,  è rappresentato dall’intensità dell’ assistenza assicurata. La media delle ore  è infatti pari a 18-20 ore a settimana.  Non meno importante è la media della retribuzione degli assistenti familiari che è pari a € 700,00 mensili per un periodo di lavoro pari ad un anno. Dal mese di marzo i piani di assistenza si sono arricchiti con altre prestazioni domiciliari rese possibili da figure professionali integrative , quali l’operatore socio sanitario e lo psicologo e dei servizi di supporto come il trasporto assistito. Nelle prossime settimane, altre iniziative sono inoltre previste con l’attivazione di punti di aggregazione e con nuove forme di coinvolgimento del volontariato presente sul territorio dei comuni del distretto.  Quella portata avanti dal distretto di Catanzaro lido e dal ristretto gruppo di operatori dedicati, rappresenta una felice sperimentazione da cui  scaturiscono idee e soluzioni concrete i bisogni delle famiglie con persone non autosufficienti. Proprio il tema della migliore qualità di vita possibile di persone non autosufficienti- conclude Franco Caccia,  costituisce la principale sfida dei prossimi anni. Per questo motivo abbiamo accolto con viva soddisfazione l’invito rivolto da autorevoli rappresentanti della  cooperazione trentina e del servizio sviluppo dell’organizzazione mondiale della sanità, di inserire il distretto di Catanzaro Lido fra le realtà nazionali impegnate ad attivare uno scambio virtuoso di buone prassi e di progettazioni innovative in un campo in cui le idee nuove sono fondamentali per sopperire alla ristrettezza delle risorse disponibili.


Sanita’ presentato il nono corso idoneita’  emergenza sanitaria territoriale

Catanzaro, 18 marzo 2014 –  Si è tenuta, nella sala convegni dell’Acquario Comunale di Soverato, la presentazione del nono corso nazionale d'idoneità per l'esercizio dell'emergenza sanitaria Territoriale. La cerimonia di apertura del corso si svolgerà alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale,  Francesco Talarico, del Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, Gerardo Mancuso, del Direttore Amministrativo, Giuseppe Pugliese e del Direttore Sanitario, Mario Catalano. Il corso, che ha valenza nazionale, è indispensabile per poter svolgere servizio nell’area emergenza-urgenza e ha visto negli anni crescere il numero degli iscritti che per questa nona edizione vede la partecipazione di 240 medici provenienti da tutta Italia, ben 104 in più rispetto all’anno precedente. Un incremento di partecipanti dovuto soprattutto al lavoro svolto dal dottor Guglielmo Curatola,  Responsabile dell'Unità Operativa Emergenza sanitaria territoriale dell’Asp di Catanzaro e del suo staff, costituito da personale esperto nell’ambito dell’emergenza sanitaria, che con grande dedizione, impegno e cura predispone ogni anno la nuova edizione del corso, ma anche grazie al Direttore Generale Mancuso, sempre sensibile alla crescita e alla formazione del personale sanitario, prerogative che, in questa nona edizione del corso, ha consentito l’aumento del numero degli iscritti.  "L'obiettivo primario dell'iniziativa – ha affermato il dg Mancuso – è il raggiungimento di una elevata qualità nelle attività assistenziali e organizzative in occasione di emergenza sanitaria, in ambito territoriale. Attraverso investimenti umani e finanziari e il contributo degli operatori e della loro professionalità, vogliamo riconoscere a questo settore la rilevanza che gli spetta". Il percorso formativo, che ha sempre come riferimento il paziente, ha riscosso consensi sempre più ampi, non soltanto in ambito regionale ma anche nazionale. L'iniziativa, infatti, considerata dai partecipanti valida e arricchente, dai contenuti determinanti per la crescita professionale, ha suscitato l'interesse anche di molti medici che provengono da altre regioni per frequentare il corso. Il corso, il cui tutor è la dott.ssa Daniela Tropiano, avrà la durata di 300 ore durante le quali i professionisti saranno impegnati in lezioni teoriche, corsi teorico-pratici e tirocinio pratico presso reparti ospedalieri dell'area critica e Postazioni di Emergenza Territoriale.


Sanita': sicurezza in ospedale, nuove misure discusse a Lamezia
Lamezia Terme, 19 mar. - Si e' tenuto nel presidio ospedaliero di Lamezia Terme il convegno "Sicuramente in Ospedale: la prevenzione del rischio biologico e la sicurezza dell'operatore alla luce della Direttiva 32/2010/UE", promosso dall'Asp di Catanzaro al quale tra gli altri hanno preso parte Gerardo Mancuso, Direttore Generale dell'Asp, Annalisa Spinelli, della direzione sanitaria dell'ospedale, Raffaela Renne, medico competente, e Micaela Scalese, del Servizio di Farmacia. L'iniziativa, promossa dalla Direzione Medica del Presidio e dalle Unita' operative Farmacia e Medico Competente, - spiega un comunicato stampa dell'Asp - e' stata finalizzata a favorire l'adozione nella pratica clinica dei nuovi dispositivi di sicurezza che garantiscono una riduzione significativa delle punture accidentali e delle ferite da taglio. Ogni anno si registrano nel mondo oltre due milioni di infortuni biologici negli operatori sanitari, causati da ferite con oggetti taglienti ed acuminati, contaminati da pazienti affetti da malattie trasmissibili per via ematica. In Italia sono attesi circa centomila infortuni biologici ogni anno, con un costo diretto stimato di 72 milioni di euro. Nel panorama dei potenziali rischi per la sicurezza dell'operatore attribuibili all'assistenza sanitaria, le punture accidentali e le esposizioni muco cutanee - secondo quanto emerso dal convegno - giocano un ruolo di primo piano. I dati indicano che ogni anno fino al 60% degli operatori subisce un incidente con elevato impatto clinico ed economico e sociale, infortuni che si possono comunque ridurre dell'80-95% adottando adeguati dispositivi di sicurezza. Secondo studi di controllo le punture accidentali possono essere prevenute adottando misure di dimostrata efficacia atte a ridurre il rischio di trasmissione di microrganismi potenzialmente patogeni nel corso dell'assistenza sanitaria. Gli sforzi tesi a ridurre la percentuale di tali complicanze, oltre che sull'utilizzo dei medical device (dispositivi medici) dotati di appropriati sistemi di sicurezza e nell'adozione delle precauzioni standard, devono essere incentrati sulla "cultura della sicurezza" nel luogo di lavoro e sulla promozione della "best practice" (migliore pratica) per rendere piu' sicure le pratiche operative a rischio. Per Mancuso "la direttiva UE sulla prevenzione delle ferite da taglio o da punta offre un'opportunita' concreta e necessaria per introdurre pratiche di lavoro piu' sicure". Negli ultimi anni, il personale sanitario a rischio, in maggior parte quello infermieristico, ma non solo, ha potuto notare una diminuzione dei casi di puntura accidentale grazie a molti fattori: adozione di dispositivi di sicurezza, maggiore informazione e formazione sul tema, adozione di linee guida dedicate al problema e di adeguate normative. Il tema dell'incontro e' stato sviluppato con il contributo della dott.ssa Spinellli che e' intervenuta sui riferimenti normativi, della dott.ssa Renne che ha relazionato su rischio biologico e ruolo del medico competente, della dott.ssa Scalese che si e' soffermata sulla sicurezza totale, sui dispositivi di protezione individuali (DPI) e dispositivo-vigilanza. Il Direttore dell'UO Farmacia, Jose' Aloe, ha dichiarato che "l'adozione della direttiva europea 32/2010, che recepisce l'accordo quadro siglato da HOSPEM e FSESP (Organizzazioni sindacali dei lavoratori de settore sanita' e dei datori di lavoro), si accompagna all'utilizzo, da parte degli operatori sanitari, di dispositivi medici, come siringhe, aghi-cannula, aghi a farfalla, che, rispetto ai precedenti, sono provvisti di un meccanismo di sicurezza, quale parte integrante del dispositivo stesso, attivabile facilmente con una mano sola ed in grado di creare una barriera fisica permanente tra ago ed operatore; in aggiunta alle peculiarita' innovative, molti devices presentano dei sistemi a circuito chiuso che offrono garanzia di sicurezza e qualita', essendo ridotti al minimo gli accessi intermedi che fungono da veicolo di trasmissione di germi patogeni. Il traguardo raggiunto da tali dispositivi - ha concluso - si concretizza nella coniugazione della massima qualita' della cura associata al minor rischio per l'operatore e per il paziente, con un positivo impatto economico, poiche' i costi indiretti sono ridotti entro un limite accettabile, se non del tutto annullati".


Sanita’:  ottimi i risultati dell’attivita’ svolta dall’unita’ operativa anestesia e rianimazione del presidio ospedaliero di Lamezia Terme 

Lamezia Terme, 15 mar. – Fortemente voluto dal Direttore Generale dell’ASP,  Gerardo Mancuso, dal  novembre 2011, nell'Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, è attivo il nuovo reparto di Rianimazione, diretto dalla Dottoressa Anna Maria Mancini, Direttore dell’unità operativa Anestesia Rianimazione e Terapia del Dolore. Decisamente positivo il bilancio sui servizi resi dalla struttura, grazie alle opportune azioni dettate dalla sensibilità del Dott. Mancuso e alla competenza dei medici che vi operano e alla professionalità della stessa Dott.ssa Mancini che da decenni dirige l’Unità operativa. Ed è lei a illustrarci le diverse attività e a spiegarci la loro buona riuscita: “Il reparto di Rianimazione, grazie alla ristrutturazione voluta dalla lungimiranza del Direttore Generale e della Regione Calabria,  ha visto l’ampliamento di 4 posti letto in più per un totale di 12 posti letto rispetto alla precedente che ne contava 8.
L’U.O. Anestesia e Rianimazione è diventata cosi una delle eccellenze della Calabria, per professionalità, competenze e dotazioni tecnologiche, cosi come afferma la Giunta Regionale in una nota in cui sottolinea che il reparto dell’Ospedale lametino è il più grande della Calabria. Tale Centro di Rianimazione è punto di riferimento per tutto il sud, infatti svariati pazienti arrivano in condizioni gravissime non solo dalla Regione Calabria ma da Sicilia, Puglia e Basilicata. I pazienti che vengono ricoverati nella nostra struttura in condizioni critiche gravissime si aggirano in media intorno ai 250/300 pazienti annui, di cui riusciamo a salvare la vita ad una alta percentuale di malati nel rispetto delle linee nazionali. Nel reparto di terapia intensiva si effettuano il monitoraggio ed il trattamento di pazienti in condizioni critiche a causa di una grave instabilità delle funzioni vitali come patologie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, tossicologiche, chirurgiche, stati di sepsi gravi, politraumatismi , patologie ematologiche.
L’U.O. Anestesia e Rianimazione effettua circa 4000 interventi chirurgici annui per attività di chirurgia generale, chirurgia urologica, chirurgia ortopedica e traumatologica, chirurgia ostetrico-ginecologica, chirurgia otorinolaringoiatria, chirurgia oculistica, chirurgia plastica. Tale attività è preceduta da visite anestesiologiche per valutazione accurata dei pazienti nel pre-operatorio con un numero di circa 5000 visite e tale attività prosegue nel post-operatorio per il controllo dei parametri vitali e del controllo del dolore nei giorni di degenza post-operatoria. Il totale dell’attività ammonta 8000 visite annue. Da gennaio 2013 è iniziata a regime l’attività dell’ambulatorio di anestesia e pre-ricovero chirurgico, per rispondere alla necessità di migliorare la valutazione preoperatoria dei pazienti candidati ad interventi chirurgici in regime di elezione (programmati). L’attività è affidata ad un equipe di  anestesisti, che svolgono tale compito dopo la normale attività mattutina di Sala Operatoria. Tale modalità lavorativa risponde ormai ai più moderni criteri organizzativi di medicina perioperatoria, volti sia ad un più approfondito iter diagnostico, sia ad un contenimento delle spese di degenza pre e postoperatoria, nell’anno 2013 sono state effettuate un totale di 1075 prestazioni portando all’Azienda un risparmio economico pari ad almeno € 537.500,00. L’ U.O. Anestesia e Rianimazione ha pertanto attuato il progetto “Ospedale senza dolore” voluto fortemente dal Ministero della Salute. La struttura è fra i 250 Ospedali d’Italia che si adoperano per il corretto trattamento del dolore sia nel post-operatorio sia nei pazienti affetti da patologie dolorose varie, degenti nei reparti dello stesso ospedale o provenienti dal territorio in quanto inviati a noi dai medici di Medicina Generale. Tutto questo grazie soprattutto alla sensibilità del Direttore Generale, Dott. Mancuso, che con Delibera n° 1836 del 27/06/2012, facente seguito alle Linee guida regionali sulla realizzazione della Terapia del Dolore approvate con Decreto n° 11163 del 06/09/2011, individua l’U.O. di Anestesia e Rianimazione del POLT quale “SPOKE” di secondo livello per la Terapia del dolore. Tale attività di cura è punto di riferimento anche per procedure invasive per posizionamento di cateteri venosi centrali e di “PORT”, impiantati sottocute per prosieguo di chemioterapia e di terapia del dolore. In riferimento alla qualità e ai successi  che la Terapia del dolore sta riscuotendo con un numero elevato di pazienti trattati, il Direttore Generale dell’ASP fra pochissimo tempo assegnerà all’U.O. Anestesia e Rianimazione i nuovi locali per la Terapia del dolore, al termine della ristrutturazione già iniziata, grazie anche alla competenza e alla professionalità dell’Ufficio Tecnico dell’Azienda. Altra attività che l’U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Lamezia ha voluto fortemente è il servizio di Parto indolore. Nell’Ospedale “Giovanni Paolo II” da circa due anni si partorisce senza dolore; tecnica che già fin dal 2003 avevamo sperimentato tra i primi in Italia, ma visto l’esiguo numero degli Anestesisti non si era potuto garantire a tutte quelle donne che ne avevano fatto richiesta. Oggi l’Ospedale lametino, grazie alle professionalità che operano nella struttura e grazie al Direttore Generale che ha creduto fortemente in questo progetto, è fra i pochi ospedali italiani ad aver avviato tale attività, rientrando nel 16% delle strutture sanitarie nazionali che offrono tale servizio.   Il team anestesiologico costituito è attento alla sensibilizzazione sul territorio nel divulgare la conoscenza delle modalità di assistenza alla Parto Analgesia, compreso il controllo del dolore durante la fase del travaglio, nonché nel promuovere una gestione libera e sicura dell’evento parto costruendo appositi percorsi con azioni di comunicazione esterna, rete consultoriale, corsi di preparazione al parto, con incontro programmato con l’Anestesista per la visita anestesiologica     pre-parto intorno alla 30a  settimana di gestazione. Nell’anno solare 2013 sono state praticate 173 analgesie del travaglio di parto su un totale di 994 parti effettuati presso il l’U.O. di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che alla luce di quanto esposto l’U.O. di Anestesia e Rianimazione e Terapia del Dolore dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” può  oggi considerarsi un punto di riferimento regionale grazie sia alla competenza dei medici, sia per le numerose attestazioni da parte degli utenti, ma soprattutto grazie alla particolare attenzione e alla lungimiranza riposta su questa struttura dal nostro Direttore Generale, Dott. Gerardo Mancuso.” 


Asp Catanzaro: presentato nel corso di una conferenza stampa il numero unico aziendale

Catanzaro, 14 mar. - Nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Dott. Gerardo Mancuso, Direttore generale dell'Asp di Catanzaro, il Dott. Mario Catalano, Direttore sanitario aziendale e il Dott. Giuseppe Pugliese, Direttore amministrativo aziendale, è stato illustrato il funzionamento del Numero Unico aziendale 0961-7031, da poco tempo attivato al fine di ottimizzare il servizio telefonico per gli utenti e per la stessa Azienda. La conferenza stampa è stata moderata dal giornalista Pasquale Natrella, addetto stampa dell’ASP di Catanzaro.
Un progetto messo in atto per rendere più semplici i contatti tra cittadini e servizi aziendali e, al contempo, facilitare il processo amministrativo e una più efficiente organizzazione del servizio e delle risorse umane aziendali. Il nuovo sistema, diventato operativo dopo un anno e mezzo di progettazione e di lavoro sulle varie piattaforme e reti informatiche in collaborazione con Telecom Italia, consentirà inoltre all’Asp un risparmio annuo di circa 400 mila euro di utenze telefoniche.
Nel corso dell’incontro al quale hanno partecipato anche l’ing. Angelo Gigliotti, project manager della Telecom che ha curato il progetto tecnico e di Luigi Turrà, responsabile sicurezza reti informatiche dell'Asp, il Direttore Generale ha spiegato che “verranno aboliti i 30 centralini prima presenti nell'azienda, ma senza mettere in mobilità il personale. Questo progetto ha consentito una strategica riorganizzazione della rete aziendale con l'istituzione di due location, Soverato e Lamezia Terme, in cui sono installati i centralini con il personale addetto a rispondere alla telefonata ed a smistare la stessa nell'interno desiderato”.
Per parlare con un operatore del centralino basta dunque formare il numero unico 0961-7031, mentre attraverso il numero 0961-703... seguito dall’interno desiderato il cittadino potrà raggiungere circa 2800 interni di uffici e strutture sanitarie dislocati nelle sedi territoriali di Catanzaro, Catanzaro Lido, Chiaravalle, Girifalco, Lamezia Terme, Soveria Mannelli e Soverato e i tre presidi ospedalieri di Lamezia Terme, Soveria Mannelli e Soverato. La vecchia numerazione rimarrà comunque ancora attiva per un breve periodo, perché l’utenza abbia il tempo di abituarsi ad usare il numero unico.
Per Mancuso “si tratta di una tecnologia assolutamente nuova che sarà implementata con una serie di servizi che riguardano anche l'emergenza urgenza, quindi il 118 istituzionale e la guardia medica e con il nuovo sistema verrà aumentata la capacità dei canali telefonici per garantire l'accoglienza di un numero maggiore di utenze”.
Il Dg ha poi annunciato che sarà prossimamente attivato un servizio molto importante che sarà operativo e fruibile dal cittadino 24 ore su 24: la riorganizzazione delle chiamate verso la guardia medica. Ha spiegato che non ci sarà più un numero di telefono per ognuna delle 60 guardie mediche, ma componendo un solo numero telefonico l’utente sarà indirizzato da un operatore alla postazione di guardia medica desiderata. Il servizio sarà reso ancora più funzionale grazie alla possibilità di reperire il medico di guardia medica anche quando per i casi urgenti è costretto ad allontanarsi dalla sua postazione. Ognuno di loro, infatti, avrà a disposizione un cellulare aziendale sul quale, in questa eventualità, l'operatore del centralino potrà chiamare per poterlo contattare.
Gli aspetti prettamente tecnici del progetto sono stati illustrati dall’ingegnere Gigliotti il quale ha spiegando che “Telecom ha investito molto nel campo della fibra ottica e quindi siamo riusciti a ritagliare ad hoc un anello di fibra ottica doppia dal quale si dirameranno una serie di collegamenti che vedono unite insieme le 40 sedi periferiche dell'Asp in cui sono state impiantate tecnologie Voip su rete dati esterna tra le sedi e che consente la centralizzazione e l'ottimizzazione delle postazioni dei centralinisti, supporta il protocollo standard per interconnessioni con tutti i sistemi di diversi produttori come piattaforme di server, fax, web service».


Demenza: progetto centro regionale di neurogenetica per un modello organizzativo da estendere in rete a tutta la regione

Lamezia Terme, 12 mar. - Si è svolta a Lamezia Terme una giornata di approfondimento sul progetto associato agli Obiettivi di Piano per la demenza, relativamente alle quote assegnate nel 2011, alla quale hanno partecipato il Direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, il Dott. Giacomino Brancati, direttore del Dipartimento dell’area LEA dell’Assessorato regionale alla Salute e la Prof.ssa Amalia Bruni, responsabile del Centro Regionale di Neurogenetica, dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme.
Gli Obiettivi di Piano, da realizzare nei limiti e in coerenza con i programmati livelli di assistenza, sono finalizzati ad attuare la garanzia costituzionale del diritto alla salute e degli altri diritti sociali e civili in ambito sanitario. All’interno di tali obiettivi, ne vengono individuati alcuni considerati strategici e prioritari sui quali far convergere, in accordo con le Regioni, una quota vincolata del Fondo sanitario regionale, secondo quanto previsto dalla Legge 662/96 e dalla successiva Legge 133/2008.
Gli studi rivelano che le forme ereditarie di demenza geneticamente determinate sono molto più frequenti in Calabria rispetto ad altre regioni italiane. Nell’anno 2009, al fine di assicurare adeguate risposte a questa emergenza, la Direzione Strategica dell’Asp di Catanzaro ha deliberato la costituzione di un Gruppo Operativo Interdipartimentale Permanente (GOIP) sulla demenza, costituito da esperti del settore di diversa formazione professionale. Sono stati individuati gli obiettivi del progetto, i contenuti, la metodologia e le linee strategiche, ed è stato elaborato un percorso assistenziale declinabile in tutto il territorio dell’Asp di Catanzaro. Il Centro Regionale di Neurogenetica, dotato di supporti e tecnologie informatiche avanzate, di un laboratorio di genetica molecolare e di professionalità specializzate nella ricerca genealogica e informatica, ha coordinato il gruppo GOIP e costituisce il naturale punto di riferimento delle Unità di Valutazione Alzheimer (UVA) dislocate sul territorio calabrese.
Il progetto sul quale si è sviluppato l’incontro consiste nell’estendere alle altre Aziende sanitarie provinciali e Aziende ospedaliere della Calabria, dunque in tutta la regione, un modello organizzativo che ha come riferimento la trasposizione di quanto fatto nell’Asp di Catanzaro, con il progetto Obiettivi di Piano 2010. L’obiettivo principale è quello di migliorare i percorsi socio-assistenziali delle persone affette da demenza. Tale obiettivo può essere perseguibile attraverso una nuova organizzazione che preveda la trasformazione delle Unità di Valutazione Alzheimer in Centri di Valutazione Demenza (CVD) e la loro integrazione in una rete attraverso il coordinamento esercitato da un Gruppo Operativo Multidisciplinare, costituito da neurologo, geriatra, psichiatra, psicologo, assistente sociale. Il CVD, almeno uno per ogni distretto sanitario, rappresenta il punto di riferimento locale cui indirizzare la persona con sospetto declino delle funzioni cognitive. A tale struttura il paziente può giungere su indirizzo del Medico di Medicina generale o del Centro di Salute mentale o dell’Unità di valutazione multidimensionale.
Il CVD nasce, dunque, dall’evoluzione delle UVA e ne rappresenta la risultante della riqualificazione e del potenziamento. In questo modo si dovrebbe garantire una ottimizzazione delle risorse, un miglioramento della qualità delle prestazioni, una amplificazione delle risposte assistenziali.
Per il Dott. Mancuso il tema della giornata di studio, alla quale hanno partecipato i componenti di ogni singolo gruppo costituitosi nelle Aziende Sanitarie Provinciali e Aziende Ospedaliere calabresi, “nasce da una valutazione che l’Azienda ha fatto qualche tempo fa sulla base di considerazioni di ordine scientifico ma anche stimando l’impatto sulla popolazione della demenza, che in Calabria ha una prevalenza nell’ordine del 5%, seconda soltanto alle malattie cronico-degenerative e condivide il secondo posto insieme alle malattie cardiache e alle malattie metaboliche”. Il Direttore generale dell’Asp ha inoltre spiegato che “l’aspettativa di vita della popolazione delle società industrializzate è in continuo aumento, si dice che chi nasce oggi ha una aspettativa di vita di 100 anni e l’età è direttamente legata alla demenza, man mano che aumenta cresce anche l’incidenza della patologia”.
“E’ una giornata importantissima – ha affermato la Prof.ssa Bruni promotrice del progetto - perché oggi lanciamo gli Obiettivi di Piano per la demenza relativamente alla loro costruzione nell’ambito della Regione Calabria. La costituzione dei gruppi nelle Aziende sanitarie provinciali e nelle Aziende ospedaliere  è finalizzata a creare una squadra che opera in tutta la regione, persone vogliose e motivate per camminare in un campo che fino ad ora è stato profondamente disattenzionato”. “Questo Piano – ha ancora affermato rivolgendosi ai presenti - riguardava solamente l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, e adesso queste acquisizioni, queste conquiste reali che abbiamo ottenuto lavorando sull’ASP di Catanzaro, potranno essere ribaltate, con il vostro aiuto e soprattutto con il vostro interesse nell’ambito della regione intera”. “La demenza – ha spiegato la Prof.ssa Bruni - rappresenta l’esito di malattie diverse ad andamento progressivo che comportano, già in fase iniziale, deficit cognitivi e comportamentali. Nella sua evoluzione si associa ad un alto grado di compromissione funzionale con conseguenze significative non solo per il paziente ma anche per le famiglie, su cui grava un enorme carico assistenziale. Di fronte a malattie croniche e irreversibili, come le demenze, solo un giusto atteggiamento di iniziativa può consentire ai sistemi sanitari di mettere in atto provvedimenti mirati, finalizzati alla gestione del paziente nel suo complesso e di dare risposte alle famiglie nelle diverse fasi della malattia. La cura della persona, più che della malattia, diventa prioritaria: occorre contestualizzare l’assistenza in rapporto ad esigenze variabili nel tempo, assicurando risposte che solo un sistema duttile ed adeguatamente preparato può dare”.
Per il Dott. Brancati “dal punto di vista regionale è importante garantire il collegamento tra obiettivi di Piano e il programma operativo 2013/2015, elaborato con i sub commissari, un Piano sanitario per lo svolgimento di attività di recupero rimaste in sospeso con il Piano di rientro che in realtà prevede uno sviluppo a 360 gradi in diverse aree del servizio sanitario regionale, aree specialmente di maggior criticità nello svolgimento della rete, uno strumento  che dirà come noi ci dobbiamo meglio organizzare per dare risposte ai cittadini che hanno diritto di usufruire dei livelli essenziali di assistenza”. “L’altra cosa importante – dice ancora il direttore del Dipartimento dell’area LEA - è quando i progetti, da attività di una singola unità operativa collocata in un’azienda, diventano progetti in rete, allargati alle realtà di altre aziende, sia per garantire l’equità di accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini calabresi. “Questo del far rete – conclude Brancati - con tutti gli operatori e tutte le Aziende, diventa poi il vero meccanismo di innovazione nelle attività che si propongono, i progetti che si sperimentano nelle attività assistenziali sono quelli che funzionano con le attività in rete e che non sono poi oggetto di un attività solitaria, se pur lodevole dal punto di vista tecnico, scientifico, assistenziale.”


Tumori: Asp Catanzaro, risultati soddisfacenti screening
Catanzaro, 12 mar. - Sta raggiungendo i risultati sperati l'intesa sottoscritta tra l'Azienda Sanitaria di Catanzaro e la LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) sezione provinciale di Catanzaro, che prevede lo svolgimento di due sedute mammografiche settimanali in regime di screening e di una seduta extra screening, da effettuare nell'ambulatorio di via Paparo in Catanzaro.
"L'attivita' di prevenzione, avviata nel mese di ottobre 2013, - spiega una nota dell'Asp catanzarese - secondo i risultati raggiunti alla ?ne dello scorso mese di febbraio, ha consentito di eseguire 508 mammografie ad altrettante donne; dalla lettura degli esami effettuati sono stati individuati 32 casi dubbi (6,30%) che richiedono un approfondimento ecografico, gia' eseguito su 23 casi. Hanno avuto bisogno di un approfondimento citologico 7 casi (1,38%). Si e' dunque dimostrata lungimirante la scelta dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro di promuovere la collaborazione con la LILT per la prevenzione dei tumori femminili, avvalendosi dei medici e dei tecnici che gia' svolgono attivita' professionale con l'ambulatorio LILT, in una fase difficile della sanita' calabrese alle prese con i vincoli del piano di rientro e del blocco del turnover del personale. C'e' - si lege ancora - una evidente volonta' di perseguire il raggiungimento dell'obbligo di estendere i programmi di screening organizzati di popolazione per la diagnosi precoce dei tumori che sono compresi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Negli ultimi dodici mesi oltre allo screening per i tumori alla mammella a Catanzaro sono stati avviati nel Polo Sanitario di Tiriolo quelli per i tumori del colon-retto e del collo dell'utero. L'attivazione di questi programmi nella nostra Azienda - e' scritto infine - va incontro a quanto disposto nel Piano Nazionale della Prevenzione sulla necessita' di ridurre la mortalita' per causa specifica nella popolazione che si sottopone regolarmente a controlli per la diagnosi precoce di neoplasie o lesioni precancerose".


Sanita': corso di diagnostica vascolare al S. Anna di Catanzaro
Catanzaro, 12 mar. - Il S.Anna Hospital ospitera' la sessione pratica del "Corso istituzionale semestrale teorico pratico" che la SIDV, Societa' Italiana di Diagnostica Vascolare, tiene per la prima volta in Calabria. Si tratta di una delle piu' importanti attivita' formative ECM, svolte dalla Societa' medica; attivita' indispensabile per gli specialisti in esami vascolari a ultrasuoni che volessero ottenere l'accreditamento di qualita'. "I corsi, rivolti ai medici che si interessano delle patologie dell'apparato vascolare sia in ambito clinico sia in ambito diagnostico, hanno lo scopo - spiga un comunicato - di approfondire i percorsi di diagnosi e terapia piu' idonei e di puntualizzare le modalita' di follow-up del paziente, secondo le piu' aggiornate linee guida nazionali e internazionali. Il corso partira' domani, per proseguire nei mesi successivi fino a settembre, quando si svolgeranno gli esami finali per gli specialisti partecipanti. Questi ultimi saranno sei, un numero solo apparentemente esiguo ma che da' l'idea del rigore e della selettivita' del corso".


Sanita': Magorno, scelte Regione sono dissennate
Catanzaro, 12 mar. - "Raccolgo il grido di dolore e le istanze rappresentate da Gianni Donato per il Circolo del Pd di Castrovillari. Le disfunzioni e i disservizi che affliggono la Sanita' di Castrovillari e del suo territorio e che Donato denuncia in una sua appassionata comunicazione sono esemplificative dei disagi, a volte drammatici, che vivono quotidianamente i cittadini calabresi a causa delle dissennate scelte operate dalla Regione in questa legislatura". Lo dichiara il segretario del Pd Calbria Ernsto Magorno che prosegue: "Il mio richiamo forte all'unita' rivolto ai democratici calabresi in sede di assemblea regionale deve essere esteso anche ad una forte battaglia comune su questo tema sul quale, piu' che in altri settori, il governo regionale ha mostrato i suoi limiti e la sua miopia. Il Pd che sta ripartendo dopo la fase congressuale - dice ancora Magorno - deve costruire il suo programma partendo dai territori ed in questo senso le indicazioni che puntualmente vengono dagli amici di Castrovillari sono in linea con l'idea di un partito presente capace di denunciare ed incalzare sulle cose che non funzionano e nel contempo di proporre soluzioni che possano confluire in un progetto comune. E tra le priorita' - conclude - c'e' proprio l'impegno a tutelare la salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettivita'", garantendo i livelli essenziali di assistenza e la qualita' dell'offerta dei servizi per porre fine ai disagi a cui sono sottoposti quotidianamente i cittadini in Calabria".


Sanita': Romeo (Ncd), "Naccari fornisca spiegazioni ai reggini"
Reggio Calabria, 12 mar. - "L'avviso di conclusione delle indagini notificato al Consigliere Naccari Carlizzi, alla moglie Valeria Falcomata' e ad altre 8 persone in merito al concorso per dirigente medico vinto dalla consorte dell'ex Assessore della Giunta Loiero ha creato non poco imbarazzo nel Pd reggino e calabrese". Lo afferma il componente del Coordinamento regionale del Nuovo Centrodestra Daniele Romeo. "Nelle ultime 24 ore tra i democratici c'e' stato solo silenzio e - continua Romeo - per certi versi questo silenzio e' anche doveroso da parte di chi ha interpretato l'attivita' politica come strumento per annientare i propri avversari. A volte, e questo e' uno di quei casi, tale atteggiamento si ritorce contro chi pensa di poter ricoprire il ruolo di moralizzatore del mondo intero. Noi siamo garantisti con tutti e non solo a convenienza, per cui attendiamo con fiducia nella Magistratura che venga fatta luce sulle accuse mosse ai soggetti, ma politicamente continuiamo a chiedere spiegazioni al Consigliere Naccari, che non ha mai ritenuto opportuno fornirle alla cittadinanza. E' il minimo che possa fare per dare un segnale di rispetto ai reggini, una popolazione stanca di pagare sulla propria pelle l'atteggiamento di politici incapaci di confrontarsi sul piano delle idee e sempre pronti a mettere da parte il bene della collettivita' - conclude il componente del Coordinamento regionale del Nuovo Centrodestra Daniele Romeo - per favorire i propri interessi personali".


Sanita': sindaco Catanzaro, nuovo ospedale scelta insostituibile
Catanzaro, 12 mar. - Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e' intervenuto, con una nota, sulla questione del nuovo ospedale cittadino. "La realizzazione del nuovo ospedale a Germaneto - afferma - resta un pilastro fondamentale della nostra idea di Catanzaro citta' della salute e della ricerca. L'intesa che e' stata raggiunta tra Regione e Universita' e' la condizione essenziale e irrinunciabile per sbloccare a livello centrale la delicata pratica. Sarebbe veramente paradossale che l'avvio dell'integrazione tra ospedali pubblici e policlinico universitario - che trovera' la sua sintesi massima nell'Azienda Unica - possa prevedere l'esatto contrario. Mi chiedo quale integrazione sarebbe possibile tra strutture come il campus e il "Pugliese-Ciaccio" che distano tra di loro una decina di chilometri? Ma, lo ripeto, la rinuncia alla costruzione del nuovo ospedale rinnegherebbe tutti gli atti, a cominciare dagli accordi di programma, prodotti dal Ministero della Salute, dalla Regione e dal Tavolo Massicci. Per quanto ci riguarda la partita per la costruzione del nuovo ospedale e' apertissima e ci batteremo ad ogni livello perche' l'opera venga realizzata". Dopo avere ricordato che le procedure di gara per i nuovi ospedali di Vibo Valentia, della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro, sono state ultimate o sono in fase di completamento, il sindaco Abramo ha sottolineato che l'Accordo di Programma tra Regione e Ministero della Salute prevedeva per Catanzaro il vincolo di accorpamento tra l'Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" e l'Azienda Universitaria "Mater Domini", nonche' la localizzazione del Nuovo Ospedale in prossimita' della sede Universitaria di Germaneto, in contrada Pugliese. "La costruzione del nuovo ospedale di Catanzaro - ha detto ancora il sindaco - puo' contare, peraltro su una adeguata copertura finanziaria, a valere su risorse statali ex art. 20 L. 67/88 ed art. 71 L. 488/98 e di fondi regionali, a valere su risorse ex L.R. 7/2006 e L.R. 9/2011, per il complessivo importo di circa 120 milioni di euro. Tale copertura finanziaria sara', inoltre, integrata dagli eventuali ricavi derivanti dalla valorizzazione delle strutture che verranno dismesse dalle funzioni ospedaliere. Appare assolutamente evidente, come, allo stato, sussistano tutti i presupposti di natura economica, finanziaria, amministrativa e organizzativa per il rapido riavvio dell'iter realizzativo del nuovo ospedale di Catanzaro, anche - conclude Abramo - in virtu' degli impegni presi da parte dell'Ente Regionale e formalizzati con comunicazioni a codesti Ministeri".


Sanita': al Sant'Anna Hospital unico intervento aorta toracica
Catanzaro, 8 mar. - Il Sant'Anna Hospital di Catanzaro e' il primo centro di alta specialita' del cuore, tra quelli del sud Italia, ad avere introdotto la protesi che consente di sostituire l'intera aorta toracica con un unico intervento chirurgico. Questa particolare tecnologia ha recentemente consentito di salvare la vita a un paziente di appena quarantanove anni, gia' operato al S. Anna alla fine del 2013 ma che e' stato colpito da una seconda rottura dell'aorta toracica nel volgere di poche settimane. "Si tratta - spiega il dottor Daniele Maselli, neo direttore dell'Unita' di Cardiochirurgia e che a suo tempo aveva introdotto il device anche allo European Hospital di Roma - di una protesi ibrida, costituita cioe' da uno stent metallico rivestito da un tubo che viene inserito nell'aorta discendente, cui si fissa senza necessita' di suture, e da una porzione tubulare che consente la sostituzione chirurgica in blocco dell'arco dell'aorta, di tutte le arterie che da esso derivano e dell'aorta ascendente". Nel caso del paziente richiamato in precedenza, l'utilizzo della protesi ha consentito di evitare interventi multipli che avrebbero comportato, oltre all'apertura anteriore del torac, anche un'ampia toracotomia laterale e un rischio proibitivo per il paziente stesso; il quale, giunto in ospedale in condizioni gravissime per una emorragia intratoracica, e' stato invece in grado di riprendere la sua vita normale in meno di tre settimane. "I costi di questa tecnologia sono altissimi e non sono coperti dal servizio sanitario regionale - spiega ancora Maselli - . Tuttavia il S.Anna, dimostrando peraltro una sensibilita' non comune, ha deciso di dotarsi comunque e a proprie spese, quindi senza alcun onere per i pazienti, di uno stock permanente di tali protesi a beneficio di tutti i malati con patologia acuta o cronica dell'aorta toracica. Un beneficio eclatante e tangibile, se si pensa che i pazienti con dissezione dell'aorta hanno sperimentato fino ad oggi una sopravvivenza a lungo termine decisamente inferiore a quella della popolazione generale, nonostante fossero stati sottoposti a interventi di successo. Tale minore sopravvivenza era legata soprattutto alla necessita' d'interventi plurimi nel corso della vita. Da oggi disponiamo di una nuova arma con la quale saremo forse in grado di cambiare la storia naturale di una malattia insidiosissima e letale".


SANITA': DG MANCUSO SI CONGRATULA CON IL PERSONALE PER LA GESTIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA DOPO L’INCIDENTE FERROVIARIO

Lamezia Terme, 7 marzo 2014 – “Intervento sanitario ineccepibile”, sono le prime parole pronunciate dal direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, per sottolineare la riuscita dei soccorsi sanitari prestati ai 60 feriti, dal personale medico dei due ospedali di Soveria Mannelli e di Lamezia Terme, subito dopo l’incidente ferroviario avvenuto ieri a Gimigliano. Grazie anche al coordinamento delle rispettive direzioni sanitarie, la macchina dei soccorsi è scattata in pochissimo tempo ed è riuscita a dare assistenza immediata sia ai pazienti più gravi che a chi ha subito un trauma minore, con  tutte le figure professionali disponibili, con ulteriori medici del Pronto Soccorso di Soveria e costituendo equipe di ortopedici, internisti, cardiologi, pediatri, chirurghi, preparati e pronti a intervenire, ed  in poco tempo hanno attivato la macchina organizzativa prevista proprio in caso di emergenza assistenziale. Un’azione ben coordinata che ha  consentito di limitare i danni ai passeggeri e ai macchinisti coinvolti nell’incidente.
Con il tempestivo intervento della rete dei soccorsi territoriale, il 118,  e le unità operative di emergenza, ben 54 feriti sono stati immediatamente trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale di Soveria, tra  questi una donna in gravi condizioni che è stata poi trasferita nel reparto di Otorino dell’ospedale di Cosenza e non ancora fuori pericolo. Altri 5 feriti sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lamezia, di questi tre sono stati trattati e mandati a domicilio, altri due sono stati ricoverati l’uno per la frattura della rotula e l’altro per trauma cranico.
Nell’incidente ferroviario è rimasta coinvolta anche una donna incinta, le cui condizioni non destano preoccupazione, che è stata prontamente soccorsa e trasportata con l’elisoccorso dell’Asp direttamente all’ospedale di Catanzaro.
Riflettendo sul disastro accaduto e sull’eventualità che potesse andare peggio e nell’esprimere a tutte le persone coinvolte nell’incidente l’augurio di una pronta guarigione, il Dott. Mancuso ha dichiarato “Siamo pienamente soddisfatti perché quello che stiamo cercando di realizzare è una organizzazione ottimale soprattutto per l'emergenza urgenza, per consentire a tutti i pazienti del territorio della provincia di Catanzaro di ottenere la stessa assistenza indipendentemente dalla presenza o meno di un ospedale vicino casa”. “Di questo - conclude il Dott. Mancuso - bisogna anche dare merito ai tanto medici e al personale di servizio che si sono adoperati in questa occasione e bisogna anche dare merito alla macchina dei soccorsi che è stata impeccabile.”
Pur nell’evento avverso, si può affermare che nella giornata di ieri è stata scritta una grande pagina di buona sanità, soprattutto per Soveria, dove è stata forte la grande solidarietà dei medici che hanno preso in cura oltre 50 feriti, facendo emergere la funzione fondamentale e strategica del presidio ospedaliero nella zona montana in una azione sinergica con l'ospedale di Lamezi
a.


Sanita’: nel 2013 ricoveri pari al 203% nell’unita’ operativa di oncologia dell’ospedale di Lamezia Terme

Lamezia Terme, 5 mar. – L’unità operativa di Oncologia del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, diretta dal Dott. Ettore Greco, ha fatto registrare fin dal 1996, anno della sua nascita, un trend positivo per quanto riguarda il numero dei ricoveri. Tant’è che nell’anno appena trascorso è stato raggiunto il 208% di saturazione dei posti letto, per un ricavo totale di 2.387.479.42 euro, dopo aver toccato il 160% nel 2012, a fronte dell’indicatore minimo del 75% di utilizzo dei posti assegnati contenuto nel Regolamento emanato dalla Regione Calabria, in applicazione della legge regionale 24/2008, al fine di programmare, facilitare e supportare i processi fondamentali del governo del Sistema Sanitario regionale. Una tendenza che si è mantenuta costante nel tempo e che ha visto ampiamente raggiunti ed addirittura superati gli obiettivi concordati con la Direzione Generale, anche in carenza di organico. Un dato molto rilevante, tra questi, è la diminuzione della migrazione passiva che ha visto una buona percentuale di cittadini calabresi con patologie neoplastiche avere avuto diagnosi e trattamento, chirurgico e medico, nella regione di residenza. Inoltre, l’Oncologia di Lamezia Terme ha dimostrato ricettività importante per pazienti provenienti da altre regioni e da tutte le altre Asp della regione Calabria.  Per il Dott. Greco “bisogna, ancora, sottolineare che i dati di occupazione dei posti letto disponibili per l’unità operativa, in tutto dieci, utilizzati sempre ed abbondantemente al di sopra del 100%, mettono in evidenza la necessità di aumentarne il numero perché siano sufficienti ad accogliere e trattare una popolazione di "malati di tumore" che sarà, purtroppo, in costante aumento, come testimoniano i dati epidemiologici”. Spiega il direttore di Oncologia che “dal rapporto tra risultati conseguiti e indicatori di riferimento ospedalieri deriva la performance di un reparto: quanto più esso è performante, tanto più dovrà essere potenziato. L’unità operativa che dirigo è inquadrata, in una gradazione di intensità assistenziale, come media assistenza ed in base a questa classificazione dovrebbe avere in organico 7 medici, 7 infermieri e 4 Operatori socio-sanitari (OSS), mentre la dotazione attuale è di 4 medici, 6 infermieri e 0 OSS. Pertanto è necessario intervenire per potenziare un reparto che non ha sufficienti risorse per fronteggiare la crescente richiesta di assistenza e per essere in linea con le indicazioni regionali in materia di diminuzione della migrazione passiva, dell'abbattimento delle spese sanitarie per gli interventi extraregione, del recupero di immagine della Sanità Calabrese”.  “Sono certo - dichiara ancora il Dott. Greco - che la sensibilità del Direttore Generale, Dott. Gerardo Mancuso, che si è sempre contraddistinto per il buon senso delle scelte e che ha sempre portato avanti un’azione di governo a garanzia del presidio ospedaliero lametino,  individuerà le azioni idonee per rendere ottimale la già qualificata assistenza oncologica di questo reparto, che, grazie al lavoro di professionisti competenti e stimati, ha già conseguito risultati che vanno oltre le aspettative”.  “L'oncologia, su scala nazionale - dice il primario - è purtroppo una branca della medicina in continuo sviluppo, è per questo necessario creare le condizioni per evitare agli ammalati i viaggi della speranza che rappresentano una sconfitta non solo per il paziente stesso, che deve affrontare oltre alla malattia anche i disagi di economici, sociali (perdita di giornate lavorative di parenti e/o di chi si prende cura di loro) ed ambientali, ma è una sconfitta anche per noi medici e per la società calabrese. E’ dunque auspicabile - conclude il Dott. Greco - investire le risorse per potenziare le strutture che funzionano e creano attrattiva, nell’interesse dei pazienti che chiedono di essere curati vicino la propria casa e della stessa Azienda sanitaria”.


 

 

 

Sanita’:  nuovo incontro tecnico a lamezia terme tra Asp e Inail per definire gli ultimi adempimenti per l’apertura del centro di riabilitazione protesica e ricerca

Lamezia Terme,  28 feb.  - Si è svolto nel centro INAIL di Lamezia Terme un incontro tecnico tra la commissione interna per l'accreditamento dell'Asp di Catanzaro, composta da Gisella Gemelli, Nicola Voci, Corrado Tino ed Emma Ciconte e i responsabili regionali INAIL dott. Liborio Cuzzola, Dirigente pianificazione e controllo INAIL e ing. Daniele Galoppa, direttore dei lavori, per fare il punto sullo stato d'avanzamento dell'apertura del centro lametino e per mettere a punto gli ultimi adempimenti per l’apertura del Centro di Riabilitazione Protesica e Ricerca di Lamezia Terme.
Il direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, nel riferire i contenuti dell’incontro, spiega: “Ci siamo resi conto che, dal punto di vista strutturale e dal punto di vista delle possibilità, la struttura è sicuramente qualificata per ricevere i contenuti assistenziali che l'Azienda intende realizzare; abbiamo parlato a lungo e siamo pervenuti ad una certezza, e cioè l'integrazione a livello programmatorio, a livello di progettazione, a livello di definizione della reale mission da parte dell’Azienda Sanitaria e da parte dell’INAIL e cercare di creare come obiettivo finale quella integrazione funzionale delle due strutture, ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme e centro protesico, riabilitativo e di ricerca INAIL, che consentirà di ottimizzare le risorse e potenziare i servizi, ovviamente attraverso uno scambio di servizi tra le due organizzazioni che funzionalmente si alimenterebbero reciprocamente”. “Dobbiamo creare le condizioni per consentire che il processo di accreditamento – ha aggiunto il dg Mancuso – che sarà avviato a breve dall'Asp di Crotone, porti ad una rapida approvazione per consentire l'apertura del centro INAIL di Lamezia Terme. Per quanto ci compete, come commissione interna dell'Asp, siamo a buon punto e crediamo tra una settimana di poter comunicare all'INAIL i risultati di tale lavoro che stiamo portando avanti con rapidità e scrupolosa attenzione. Poi toccherà all'INAIL completare il tutto con i dovuti adeguamenti, che vedono la parte relativa alla degenza già fruibile da subito, manca poco per attivare il processo per poi lasciare lo spazio alla commissione dell'Asp di Crotone per l'accreditamento finale che porterà all'immediata apertura del centro.” Tutto procede, dunque, senza difficoltà e con un’ottima sintonia tra INAIL, Regione Calabria e Asp di Catanzaro, condizioni che certamente velocizzano anche le ultime fasi del progetto che sta  per concretizzarsi dopo 16 anni di attesa, grazie al lavoro congiunto degli attori principali che ne hanno definito in meno di un anno le modalità di realizzazione, per di più migliorando il modello originario con l’inserimento di nuovi e importanti contenuti che arricchiscono e completano l’offerta di assistenza specialistica.


Sanita': Asp Catanzaro, pronto il numero unico aziendale
LAmezia Terme, 3 mar. - Dal 5 marzo sara' operativo, per tutte le 40 sedi dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il servizio telefonico integrato con numerazione univoca 0961-7031, al quale rispondera' il centralino, con possibilita' di gestione personalizzata di 10.000 numeri interni, incluso il sistema di controllo e documentazione addebiti centralizzato. Il centralino, raggiungibile attraverso il Numero Unico, potra' smistare le telefonate a tutte le strutture, delle sedi territoriali di Catanzaro, Catanzaro Lido, Chiaravalle, Girifalco, Lamezia Terme, Soverato, Soveria Mannelli, compresi i presidi ospedalieri di Lamezia Terme, Soveria e Soverato. Per chi deve contattare dall'esterno le strutture dell'Asp la procedura risulta semplificata anche perche' con il medesimo numero e' possibile chiamare direttamente le singole unita' operative, basta sostituire l'ultima cifra con il numero corrispondente all'interno desiderato, occorrera' dunque comporre il numero 0961-703 al quale bisogna aggiungere l'interno con il quale si desidera essere collegati. In una prima fase, comunque, la vecchia numerazione rimarra' attiva, in attesa che l'utenza sia resa edotta della possibilita' di usare il Numero Unico. La tecnologia scelta e' all'avanguardia a livello mondiale e integra perfettamente sistemi ISDN, Lan in Fibra Ottica, interconnessioni VOIP su rete dati MPLS esterna tra le sedi, consente la centralizzazione e l'ottimizzazione dei posti operatore (centralinisti), nonche' integra piattaforme di Server Fax, Web Services, ecc. L'iniziativa e' stata adottata al fine di ottimizzare i servizi e per poter eseguire un controllo puntuale della spesa telefonica.


Asp catanzaro: importante riconoscimento al dr. Gerardo Mancuso per la lezione magistrale tenuta alla st. George’s university di Londra

Catanzaro, 1 mar.  Un importante riconoscimento è stato conferito al Dott. Gerardo Mancuso, invitato alla St. George’s University di Londra per una lezione magistrale sul Management delle decisioni terapeutiche alla luce dei nuovi trattamenti anticoagulanti della fibrillazione atriale. L’evento svoltosi in una cornice suggestiva, in un’aula prestigiosa dove hanno visto affermarsi figure di spicco della scienza mondiale, ha rappresentato un riconoscimento alle intuizioni della gestione del farmaco innovativo che ha visto il Dott. Gerardo Mancuso autore di un’elaborazione scientifica sul beneficio dei nuovi anticoagulanti rispetto agli investimenti da parte delle Aziende sanitarie. La lezione che il Dott. Mancuso ha tenuto a Londra s’intitola "Sustainable innovation: for which patients?" e il modello che ha portato all’attenzione della prestigiosa platea riguarda l’efficacia di un trattamento condizionato ai costi sempre crescenti del farmaco. Il Dott. Mancuso, attualmente Direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, ha svolto la propria formazione professionale nell'università di Napoli e poi con il suo Maestro Prof. Mattioli nell'Università di Catanzaro. E' Direttore di Struttura complessa di Medicina Interna al Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, autore di pubblicazioni scientifiche e di numerose citazioni. Ha ricoperto nel corso della sua carriera innumerevoli cariche scientifiche nel campo della Medicina Interna ed è autore di modelli gestionali innovativi e d’avanguardia che lo hanno visto protagonista anche in tavoli tecnici nazionali.


Sanita’:  il dg Mancuso incontra i sindaci del Reventino e  chiarisce i motivi della momentanea chiusura dell’Uccp

Lamezia, 28 feb. – Il Direttore generale dell’Asp di Lamezia Terme,  Gerardo Mancuso ha incontrato ieri mattina i sindaci dei Comuni del Reventino, per  spiegare i motivi che hanno portato alla sospensione delle attività dell’UCCP, Unità complessa di cure primarie, del medesimo distretto sanitario, dopo che si erano verificate alcune procedure irregolari nella gestione delle attività. Mancuso, affiancato dal Direttore del Distretto del Lametino e del Reventino,  Giovanni Paladino, ha riferito ai sindaci: “Abbiamo dovuto necessariamente notificare alle autorità giudiziarie quello che è accaduto e, per i reati d’ufficio, mettere in atto delle attività che sono sospensione, verifica e poi determinazione. Esattamente questo abbiamo fatto, perché non si può pensare che L’UCCP sia la seconda repubblica, cioè la seconda azienda sanitaria della provincia di Catanzaro, perché ci sono fatti delicati che attengono alla sicurezza assistenziale che sono in capo all'Azienda e solo all'Azienda. Quindi ovviamente io non potevo non prendere provvedimenti. In questa storia i sindaci sono assolutamente fuori perché hanno aderito ad una iniziativa che avevano condiviso con me, quindi sono in buona fede, hanno agito nell'interesse dei cittadini desiderosi di offrire un nuovo servizio di prossimità'. Questo stato di cose mi ha fatto ovviamente prendere una decisione che è quella di attivare immediatamente l’indagine, notiziare la Procura e sospendere le attività. Io credo che sia stata una procedura di buon senso, significa che un amministratore che vuole vederci chiaro deve per forza agire in questo modo. Questo non significa che aboliamo l’UCCP del Reventino, questo significa che dopo aver risolto le questioni, e io penso che nel mese di marzo si risolveranno, riapriremo di nuovo l’UCCP e però con un assetto organizzativo diverso, perché, consentitemi la franchezza, non si può tollerare che si ricada nello stesso errore del passato. Non si capisce perché le altre UCCP funzionano in maniera meravigliosa, quella di Lamezia ha già fatto registrare risultati importanti, abbiamo dei dati statistici per poter affermare che si sono ridotti i ricoveri impropri, si sono ridotti i codici bianchi, sulle altre contiamo di avere lo stesso risultato, mentre sul quella del Reventino si sono avuti tanti problemi. Da parte mia vi è la estrema disponibilità a risolvere rapidamente le questioni e riaprire l’UCCP, però con una organizzazione puntuale, perché quello che è accaduto è un fatto molto grave “. “Avere i sindaci qui è un grande onore – ha tra l’altro dichiarato Mancuso - con i quali mi sono sempre confrontato anche in momenti particolarmente critici e che insieme abbiamo superato. Si apre l’UCCP compatibilmente con gli accertamenti che sono in corso. L’UCCP si fonda su un principio, che le attività vengano concentrate su un solo luogo fisico, e non sul territorio. Sui punti prelievo noi abbiamo intenzione di far partire un nuovo servizio territoriale, che consentirà di avere in ogni paese un punto prelievo nell’arco di 4-5 mesi, con una frequenza settimanale o mensile, e proprio per venire incontro delle persone non autosufficienti, così assicuriamo questo e anche un altro servizio, quello della telecardiologia, cioè nella guardia medica o in un ufficio comunale noi faremo un punto dove di può registrare un elettrocardiogramma e avere la risposta immediata di un cardiologo. Servizi che cercheremo di capillarizzare il più possibile”. I sindaci dei Comuni di Carlopoli, Conflenti, Decollatura, Martirano, Martirano Lombardo, Motta S. Lucia, S. Mango D’Aquino e Soveria Mannelli, hanno ringraziato il Direttore generale per aver convocato questo incontro chiarificatore, manifestando la propria disponibilità a collaborare con l’Azienda sanitaria per ripristinare la normalità e far ripartire le attività dell’UCCP, nel rispetto del contratto siglato. Il sindaco di S. Mango d’Aquino, Chieffallo, nel rivolgersi al direttore generale  Mancuso ha affermato “Ti ringraziamo a nome di tutti i sindaci per la tempestiva convocazione che tende a chiarire questi aspetti che tu hai ben messo in evidenza. Il lavoro improbo a cui tu sei preposto e che stai svolgendo con grande attenzione in un mare magnum che è questo della sanità, pieno di mille contraddizioni, lo stai svolgendo con grandissimo zelo e grande intelligenza e partecipazione”. Nel suo intervento il sindaco di Decollatura, Cardamone ha detto: “Grazie direttore, capisco che sono stata quella che ha fatto più rumore, però per noi a Decollatura questa sanità territoriale è partita così bene che è stato un fulmine a ciel sereno aver saputo che non c’era più. Logisticamente è eccezionale che ci sia il poliambulatorio dell’Asp, il cittadino, tra l’altro la media della popolazione anziana è di 65 anni. C’è stata una partecipazione, una condivisione altissima, finalmente anche la Calabria ha fatto un progetto buono. Però così sono state penalizzate le fasce deboli della popolazione. È giusto che l’autorità giudiziaria faccia il suo corso e chiarisca ciò che è avvenuto. Ci sono varie forme: dal commissariamento alle sostituzioni, ma non sospendere il servizio. C’è una condivisione istituzionale e si possono superare certe problematiche amministrative e giudiziarie”. “Vi devo ringraziare tutti per gli interventi – dice ancora il Direttore generale dell’Asp - per quello che avete detto e anche perché mi avete dato una chiave di lettura sul perché l’UCCP del Reventino non è partita in maniera adeguata. Uno dei motivi è perché è stata presentata come un servizio territoriale, e così non è. l’UCCP si fonda sul luogo fisico dove concentrare una serie di attività, quindi non ci possono essere attività al di fuori di quel luogo fisico, a meno che non siano attività autorizzate per sicurezza dall’Asp. Se c’è un attore che in questa situazione non ha avuto nessuna responsabilità sono i sindaci, desiderosi di dare servizi ai territori".


Sanita’: giornata formativa per medici di medicina generale e medici specialisti di broncopneumologia

Catanzaro, 28 feb.  – Nell’ambito del progetto “Percorso Diagnostico-Terapeutico assistenziale (PDTA), per la gestione dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)”, elaborato in collaborazione dall’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e dall’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, sabato 1 Marzo 2014 alle ore 9:00, nell'Anfiteatro Casalinuovo sito in Via Pugliese Catanzaro, si terrà un'iniziativa di formazione per medici di Medicina generale e medici specialisti della branca sul tema "La gestione integrata  del paziente con BPCO fra ospedale e territorio”. La giornata formativa, organizzata dall’unità operativa Formazione e Qualità dell’Asp di Catanzaro, segreteria scientifica Dott. Gerardo Mancuso, Direttore generale dell’Asp di Catanzaro, offrirà, tra l’altro, l’opportunità di presentare i primi risultati del progetto PDTA e di illustrare il prosieguo delle attività. A introdurre i lavori, tra gli altri, il Direttore dell’A.O. Pugliese Ciaccio, dott.ssa Elga Rizzo. La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile a seconda della gravità. Tale patologia, prevenibile e trattabile, ha importanti ricadute in termini clinici, sociali e di spesa sanitaria la cui maggior voce di costo (oltre il 60%) è data dall’ospedalizzazione dovuta alle periodiche riacutizzazioni. Scopo del progetto, che coinvolge le due Aziende e le Unità complesse di cure primarie (UCCP), è quello di ricercare ed applicare un modello appropriato di gestione integrata Ospedale-Territorio coerente con la realtà locale attraverso un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale condiviso, che, in termini operativi, diventa uno strumento tecnico-gestionale in continua evoluzione, che si propone di assicurare uniformità di cure efficaci attraverso una rete di servizi sinergici ed integrati, mentre per il paziente affetto da BPCO, a partire dal suo accesso presso lo studio di MMG, rappresenta un percorso virtuoso che sinteticamente si riassume in 3 fasi: prevenzione, attraverso lo screening precoce; visita dello pneumologo, nei casi di sospetta BPCO; controlli periodici (follow-up) con terapia a domicilio o ospedalizzazione, a seconda della gravità, per pazienti con riacutizzazione in atto.  Le fasi diagnostico-terapeutiche si svolgono con l’ausilio della cartella clinica elettronica, che, attraverso un software dedicato, raccoglie i dati del paziente e rappresenta lo strumento più utile all’integrazione fra istituzioni centrali e locali, specialisti ospedalieri e medicina del territorio (specialistica ambulatoriale, medicina generale), ma soprattutto lo strumento necessario al monitoraggio della continuità e della congruità del percorso che il paziente deve seguire.Attraverso questa piattaforma informatizzata, il MMG e lo Pneumologo si alterneranno secondo cadenze prefissate nel controllo del paziente condividendo le informazioni cliniche, strumentali e terapeutiche. Alla giornata formativa, suddivisa in quattro sessioni, prenderanno parte relatori specialisti dell’Asp di Catanzaro e dell’A.O. “Pugliese Ciaccio”. Una Tavola rotonda sul tema “Azioni e prospettive” concluderà l’incontro.


Sanita': Sant'Anna-Asp Catanzaro,sottoscritti contratti 2012-2013
Catanzaro, 27 feb. - Il direttore generale dell'ASP di Catanzaro, Gerardo Mancuso e l'amministratore delegato del Sant'Anna Hospital, Rosanna Frontera, hanno firmato oggi pomeriggio i contratti relativi alle prestazioni sanitarie erogate dal Centro regionale di Alta Specialita' del Cuore negli anni 2012 e 2013. La stipula e' conseguenza naturale del decreto con cui, lo scorso 21 febbraio, il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro e presidente della Giunta Regionale, Scopelliti, aveva confermato l'accreditamento dello stesso S.Anna presso il Servizio Sanitario Regionale. La firma dei contratti apre ora la strada al definitivo ritorno alla normalita' dal punto di vista economico e finanziario, dopo le difficolta' piuttosto serie nelle quali l'ospedale era venuto a trovarsi tra la fine del 2013 e l'inizio di quest'anno. L'incontro tra Gerardo Mancuso e Rosanna Frontera e' avvenuto in un clima cordiale e disteso, dopo le tensioni dei giorni scorsi culminate nella protesta pacifica dei dipendenti dell'ospedale che sollecitavano, appunto, la sottoscrizione dei contratti. A tal proposito, il direttore generale del S.Anna, Giuseppe Failla, ha voluto ringraziare, al termine dell'incontro il direttore generale dell'ASP "per la disponibilita' e la sensibilita' dimostrate in queste ore verso la nostra struttura ma soprattutto - ha precisato il dg - nei confronti dei nostri collaboratori, ricevendo una loro delegazione e condividendo le loro comprensibili preoccupazioni. Per quanto riguarda il S.Anna nel suo complesso - ha aggiunto Failla - non posso che ribadire cio' che ho affermato gia' dopo la pubblicazione del decreto di conferma dell'accreditamento e cioe' che il perfezionamento dei vari passaggi che hanno segnato l'intera vicenda che ci ha riguardati ci consente di tornare a concentrarci, finalmente, sul nostro obiettivo di sempre: offrire ai calabresi, a casa loro e non altrove, il meglio della cardiochirurgia; cosa che del resto abbiamo fatto nel corso degli ultimi venti mesi, continuando ad assistere regolarmente i malati, implementando in maniera significativa la nostra e'quipe medica sul piano della qualita' con dall'arrivo del dottor Daniele Maselli alla guida dell'unita' di Cardiochirurgia e dando un nuovo assetto organizzativo al dipartimento di chirurgia cardiovascolare".


Ospedale Lamezia: Mancuso, i dati ufficiali  dicono che si continua a produrre sanita’ di qualita’, con un’attrazione pari al 19%

Lamezia Terme,  24 feb. - Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro,  Gerardo Mancuso, interviene sulle affermazioni pubblicate sabato scorso sui quotidiani dell’ex presidente del consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Catanzaro - Asi, Fabrizio Muraca, il quale, riferendosi alle attività dell’ospedale di Lamezia Terme, sostiene che in passato arrivassero cittadini da tutta la Regione. Per Mancuso “sarà anche vero quello che afferma, ma non capisco dove abbia preso i dati, come egli sappia le quantità, come sia stata fatta l’elaborazione”. “Nel caso egli non abbia fatto tali elaborazioni – dice ancora il dg dell’Asp - ho il sospetto che le affermazioni siano frutto di una sensazione o di un pensiero di sintetica opinione comune che riporta ciò che non può essere provato al fine di creare confusione.” Mancuso precisa che “I dati aggregati e comunque non esaustivi, ci dicono che all’ospedale di Lamezia non arrivasse tutta questa gente proveniente da tutta la Regione, l’utenza era rappresentata quasi esclusivamente da quella del comprensorio. A Muraca sono in grado di presentare le cifre ed i dati che, nonostante le difficoltà dovute alle carenze di pianta organica e le contingenze del Piano di rientro, sono positive, indicano che l’ospedale è popolato da numerosi professionisti capaci, magari qualcuno no, che danno lustro al nosocomio e producono sanità di qualità”.   Dai dati in suo possesso, il dg dell’Asp rileva che “l’ospedale produce circa 14.000 ricoveri anno con un indice di attrazione del 19%, poco al di sotto dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio che ha un indice di attrazione del 22%. Questi dati indicano che il 20% dei cittadini fuori comprensorio si reca in queste strutture ospedaliere. Le principali motivazioni che attraggono l’Ospedale di Lamezia riguardano la gravidanza ed il parto con il 10%, le malattie respiratorie con l’8%, le malattie cardiovascolari con l’8%, le malattie gastrointestinali con l’8%, le malattie urologiche con il 9%, le malattie del sistema nervoso con il 6% e le malattie reumatiche con il 5%, e malattie pediatriche 5% e la rianimazione ed alcune attività diagnostiche come la risonanza magnetica, la genetica molecolare e la immunodiagnostica. Perciò arrivano cittadini da comprensori diversi da quello di Lamezia mossi da motivi che attengono diverse patologie. L’ospedale viene percepito come punto di riferimento per molti cittadini fuori provincia. Il 64% dei cittadini residenti nel comune di Lamezia si reca nel nosocomio cittadino ed il 25% è obbligato ad utilizzare strutture alternative perché presentano problemi cardiochirurgici, neurochirurgici, di cardiologia interventistica, di medicina nucleare, cioè patologie per le quali non ci sono, ma non ci sono mai stati, reparti presso l’ospedale di Lamezia. Infine, il 9% dei cittadini del comprensorio di Lamezia si reca fuori Regione, intanto la percentuale è simile a quella delle altre provincie, ma poi le motivazioni sono diverse perché emigrano per malattie che possono essere facilmente curate in loco, osteoarticolari, cardiopatia ischemica e chemioterapia, tutto evidentemente frutto di consuetudine all’emigrazione del popolo calabrese e di campagne denigratorie,della politica ed alcune lobby, che discreditano ed allontanano. L’ospedale di Lamezia, assieme ad una clinica privata di Lamezia, riescono ad intercettare più del 73% dei cittadini residenti a Lamezia. Ancora, nonostante le leggi recenti impongano una riduzione dei ricoveri ospedalieri in tutto il territorio italiano, risulta sempre alto il  tasso di ospedalizzazione dell’Ospedale di Lamezia Terme, che con il 28% si colloca secondo solo agli Hub di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria e di due cliniche private accreditate”. Dopo aver rappresentato con dati concreti l’attività dell’ospedale di Lamezia Terme,  Mancuso così conclude: “Caro Muraca, mi pare che lei abbia perso un’occasione per fare vedere quello che è, una persona seria e responsabile, che purtroppo abbagliato dal desiderio di dire qualcosa si è cimentato in una dissertazione dissonante. Posso anche concordare che ci sono alcune cose che non vanno bene, alcuni reparti in regressione, alcuni atteggiamenti disinvolti, alcuni dipendenti ineducati ed arroganti, ma questo riguarda i professionisti, gli operatori. Certo bisogna migliorare, bisogna correggere, ma la realtà è diversa da quella presentata. Tuttavia, credo che tutti dobbiamo migliorare il clima dialettico, per contribuire a realizzare il cambiamento che è in atto, un cambiamento molto difficile perché anzitutto culturale, che attiene il modo di pensare dei cittadini e soprattutto di alcuni operatori della sanità. La sanità deve cambiare, deve migliorare, ma serve una nuova effervescenza culturale che capisca il cambiamento, che si sintonizzi con il cambiamento e segua le direttive che vengono dai ministeri e dalle comunità scientifiche.”


Sanita': Catanzaro, firmata convenzione S. Anna Hospital
Catanzaro, 19 feb. - Il sub commissario per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Calabria, Andrea Urbani, ha firmato oggi pomeriggio il decreto che conferma l'accreditamento del Sant'Anna Hospital presso il Servizio sanitario regionale. Il decreto - secondo quanto comunicato dalla stessa struttura sanitaria - e' stato quindi trasmesso al commissario ad acta e presidente della Giunta Regionale, Scopelliti, per il perfezionamento dell'iter, che prevede la pubblicazione del provvedimento sul BUR. Da quel momento, l'Asp potra' procedere alla sottoscrizione, con efficacia retroattiva, dei relativi contratti con il Centro regionale di Alta Specialita' del Cuore. La firma del decreto di accreditamento e' avvenuta nel corso di un incontro che lo stesso Urbani, insieme con il direttore generale del Dipartimento Tutela della Salute, Bruno Zito, hanno avuto con una delegazione del S. Anna, della quale facevano parte il direttore generale, Giuseppe Failla, l'amministratore delegato, Rosanna Frontera e i rappresentanti del personale: Placido Grillo, Pietro De Fiores, Oscar Tegano e Marcello Barilla'.  "Oggi - ha commentato Failla al termine dell'incontro - si e' finalmente chiusa, nel modo in cui auspicavamo, una vicenda lunga, delicata e complessa; vicenda nella quale non sono mancati, com'e' noto, momenti particolarmente difficili, che tutti noi abbiamo vissuto con forte preoccupazione: per le sorti del nostro lavoro, per quelle dei nostri collaboratori e per i nostri pazienti, ai quali abbiamo comunque garantito sempre una risposta efficace e tempestiva, anche nei momenti di maggiore difficolta'. Sentiamo oggi - ha aggiunto il DG - di dover ringraziare quanti hanno concorso al buon esito della vicenda stessa. Gli esponenti politici, che dai diversi schieramenti hanno trasversalmente sottolineato valore e ruolo del S.Anna nel panorama della sanita' calabrese; la struttura del commissario al Piano di rientro e quella del Dipartimento della Salute che, insieme con il prefetto, Raffaele Cannizzaro, hanno seguito costantemente l'iter dell'accreditamento, certamente non semplice, contribuendo a trovare le soluzioni per il superamento dei passaggi piu' difficili; infine, vorremmo ringraziare quanti, pazienti cardiopatici e semplici cittadini, nel corso di venti lunghi mesi, non privi di difficolta', ci hanno manifestato vicinanza e stima. Da oggi - ha concluso Failla - lavoriamo in una rinnovata condizione di serenita'. Quella che ci era indispensabile per curare il prosieguo dei progetti di sviluppo, che pure abbiamo intrapreso nel corso degli ultimi mesi. Abbiamo implementato la nostra e'quipe medica, abbiamo dato un nuovo assetto organizzativo al dipartimento di chirurgia cardiovascolare; tutto per migliorare ulteriormente i nostri percorsi diagnostici e terapeutici, sia in termini di risorse umane, sia in termini di metodiche d'intervento. Chiudiamo quindi una vicenda e torniamo a concentrarci sul nostro obiettivo di sempre: offrire ai calabresi, a casa loro e non altrove, il meglio della cardiochirurgia".


Asp Catanzaro: apprezzamenti di un professionista per gli insegnamenti ricevuti frequentando il corso per l’idoneita’ all’emergenza sanitaria territoriale

Catanzaro, 11 feb.  Il Dott. Giovanni Marraccini, Cardiochirurgo Chirurgo Toracico di Viareggio (LU), uno dei professionisti che hanno preso parte all'ottavo Corso per l'idoneità all'Emergenza Sanitaria Territoriale organizzato dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, impedito a presenziare alla cerimonia di consegna degli attestati, che si è svolta nella sala Ferrante dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme, presente anche il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, ha sentito il bisogno di esprimere apprezzamenti per gli insegnamenti ricevuti, attraverso una nota inviata al Direttore Generale Dott. Gerardo Mancuso. Nello scusarsi per la sua assenza dovuta a “impegni inderogabili di lavoro”, il Dott. Marraccini scrive: “Mi premeva portare la mia testimonianza e il mio sincero ringraziamento al Direttore Generale, Egr. Dott. Mancuso, per aver consentito lo svolgimento di questo Corso per l'Emergenza Sanitaria Territoriale e per averne affidato l’organizzazione ad uno staff di livello tanto elevato. ln particolare, il mio pensiero e la mia gratitudine vanno anche all'egregio Dott. Curatola, Direttore intelligente e carismatico; alla gentilissima Dott.ssa Tropiano, Tutor preparatissima e coinvolgente; ai carissimi Nicola e Carmelita, infermieri che ogni medico vorrebbe avere al proprio fianco.I mezzi d'informazione spesso parlano della Calabria come di una terra di malasanità; ebbene, posso personalmente smentire questa diceria: nell`Asp Catanzaro ho trovato un'eccellenza che non avrei mai immaginato. Lavorando nel 118 in Nord ltalia, ho potuto subito apprezzare quanto sia prezioso il patrimonio dei Vostri insegnamenti, sia teorici che pratici. lnsegnamenti che sto applicando giorno dopo giorno e che si stanno dimostrando di altissima qualità. Vi ringrazio, infine, per aver saputo infondere non solo teorica elevata ma anche e soprattutto passione. La tecnica, quella fredda e asettica, si impara pure sui libri. Le vostre lezioni, invece, sono state lezioni di umanità, lezioni di entusiasmo, lezioni di amore per un lavoro che Vi piace e di cui ci avete fatto innamorare. E forse questo è l'insegnamento del quale più farò tesoro”.


Asp Catanzaro: presentati a Tiriolo i risultati dello studio “okkio alla salute” condotto nelle scuole della provincia

Catanzaro, 11 febbraio 2014 - Nel corso di un incontro che si è tenuto nell'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo di Tiriolo, sono stati illustrati ai docenti dell'Istituto i risultati dello studio “Okkio alla SALUTE” condotto in un campione di scuole della provincia di Catanzaro.  Alla riunione hanno partecipato la dott.ssa Daniela Mamone, componente del Comitato aziendale per la Prevenzione del sovrappeso e dell'obesità infantile e il dott. Antonio Montuoro, della Direzione generale dell'Azienda sanitaria provinciale. A fare gli onori di casa la Prof.ssa Rita Paone, dirigente dell'Istituto comprensivo di Tiriolo, che comprende anche le scuole di Gimigliano, S:Pietro Apostolo e Cicala.  “Okkio alla SALUTE” è un sistema di sorveglianza che prevede la raccolta di dati a cadenza biennale su un campione rappresentativo della popolazione. Il suo scopo è raccogliere nel tempo informazioni su peso corporeo, altezza, alimentazione e attività fisica dei bambini nell'ottavo anno di vita, al fine di comprendere la dimensione del fenomeno e permettere la programmazione di efficaci interventi di promozione della salute. Il sovrappeso e l'obesità, infatti, possono causare problemi di salute in età pediatrica e soprattutto in età adulta. “Okkio alla SALUTE” è stato realizzato a livello regionale e locale in collaborazione con le scuole, utilizzando metodi riconosciuti validi a livello internazionale. Nella sua brillante esposizione, la dott.ssa Mamone ha evidenziato che nella nostra ASP, nel 2012, sono state selezionate 18 classi, ed il 100% di queste ha partecipato. Inoltre, ogni scuola ha compilato un questionario sulle iniziative avviate per favorire la crescita adeguata dei propri alunni, una sana alimentazione e l'attività fisica.Gli argomenti trattati hanno trovato piena condivisione nella dirigenza scolastica e nei docenti dell'Istituto comprensivo di Tiriolo. Si è deciso, infatti, di ampliare la collaborazione con nuovi incontri formativi, coinvolgendo nel percorso anche i genitori ai quali, tra l'altro sarà consegnata una brochure che contiene utili consigli per promuovere condizioni di benessere e di salute per i bambini.


Sanita’: “settimana del cuore” a Lamezia Terme per la prevenzione dei rischi cardiaci

Lamezia Terme, 10 feb. - L’Azienda sanitaria di Catanzaro, con l’Unità operativa complessa Cardiologia UTIC dell’Ospedale “Giovanni Paolo II“ di Lamezia Terme, partecipa, per il secondo anno, alla campagna nazionale di sensibilizzazione sui rischi cardiaci denominata «settimana del cuore», con iniziative che si svolgeranno da martedì 11 a  sabato  15 febbraio. Il programma è articolato in due momenti, il primo riguarda l’incontro con gli studenti di tre Istituti delle scuole superiori di Lamezia Terme ed una scuola media del comprensorio nei giorni 11, 12  e 15  febbraio; il secondo si riferisce al convegno con la partecipazione di studenti, atleti e famiglie nel Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, che si svolgerà nel pomeriggio di venerdì 14 febbraio e nel corso del quale relazioneranno, alle ore 17:00, il Dott. Antonio M. Andricciola, responsabile del reparto Cardiologia UTIC, che affronterà il tema “Prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari”,  alle ore 17:30 il Dott. Tommaso Battaglia sulla “Morte improvvisa e arresto cardiaco”. La manifestazione proseguirà con la consegna, prevista per le 18:00, di un defibrillatore automatico esterno (DEA) da parte di uno sponsor al responsabile del campo sportivo “Provenzano” di Lamezia Terme; seguirà una dimostrazione su manichino di RCP, Rianimazione Cardio-Polmonare e di BLSD,   Basic Life Support – Defibrillation, le manovre cioè da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco. Il convegno proseguirà con la musica dal vivo a cura di  Salvatore Perri e si concluderà alle ore 20:30.  La 5ª Campagna Nazionale “Al cuor non si comanda” promossa dalla Fondazione “per il Tuo Cuore” Onlus (dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri - ANMCO), e dedicata quest'anno alla prevenzione della morte cardiaca, improvvisa soprattutto nei giovani e negli sportivi, con l'obiettivo di far capire alla popolazione che questi eventi drammatici possono essere prevenuti e gestiti in modo da non rivelarsi fatali. In Italia, ogni anno, sono 60.000 le vittime di morte cardiaca improvvisa, di cui circa 1000 soprattutto fra i giovani. La prevenzione, attraverso il rispetto di buone regole, corretti comportamenti e dunque inseguendo uno stile di vita sano, sia in campo alimentare che nelle quotidiane abitudini, assume un ruolo fondamentale per difendersi dall’insorgenza o dall’evoluzione di patologie cardiovascolari come infarto, angina, ictus, attacchi ischemici cerebrali transitori, aneurisma dell'aorta. E’, inoltre, necessario associare la prevenzione, attraverso visite accurate ed esami approfonditi, alla pratica sportiva, per poter individuare la presenza di eventuali cardiopatie genetiche, che spesso non vengono rilevate da un normale controllo medico.  I drammatici incidenti sportivi accendono ogni volta i riflettori anche sull’importanza dei defibrillatori, il cui uso tempestivo potrebbe salvare vite umane, strumenti che dovrebbero essere presenti in tutti i centri sportivi,  per attuare gli interventi di primo soccorso con la rianimazione cardiopolmonare, in attesa che giunga il 118. Il programma per aderire alla “settimana del cuore”, con incontri formativi e manifestazioni educative, ha l’obiettivo di sensibilizzare e informare i cittadini sul rischio cardiovascolare e diffondere consigli di prevenzione, per contribuire a ridurre la mortalità e le invalidità.


Asp Catanzaro: riunione romana tra regione-asp-inail per velocizzare l’apertura del centro di riabilitazione protesica e ricerca di Lamezia Terme

Lamezia Terme, 9 feb. - Procede spedita l’azione congiunta tra INAIL Regione Calabria e ASP di Catanzaro per giungere alla rapida e immediata apertura del Centro di Riabilitazione Protesica e Ricerca di Lamezia Terme. Si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra il Presidente della Regione Calabria Scopelliti, accompagnato dal sub Commissario, Dott. Andrea Urbani, dal direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso,  e i vertici dell’INAIL con una delegazione tecnica guidata dal Presidente, Dott. Massimo De Felice, e dal direttore generale, Dott. Giuseppe Lucibello, per mettere a punto tutta  l’agenda relativa alle attività che bisogna realizzare per addivenire all’apertura immediata del Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme. E’ lo stesso Dott. Mancuso a fornire i dettagli della riunione: “Durante l’incontro si è chiarito quali sono i compiti  a carico dell’INAIL e quali a carico della Regione e dell’Asp di Catanzaro. Si è intanto deciso di realizzare rapidamente questo percorso perché la cosa su cui tutti sono d’accordo è che questo Centro deve aprire immediatamente, perché vi sono le contingenze positive, e quindi bisogna rapidamente realizzare l’avvio di questa struttura. Grandi problemi non ce ne sono, perché vi è grande accordo sulle cose che bisogna fare e sulla suddivisione dei compiti, vi è anche disponibilità a superare gli eventuali punti critici, quindi il processo che si è già avviato sarà snello e anche condiviso. L’Azienda sanitaria ha deciso di occuparsi di una fase particolarmente delicata che è quella dell’accreditamento. In questi giorni è già al lavoro una commissione appositamente istituita, guidata dalla Dott.ssa Gemelli e dal Dott. Voci, che si sta occupando dell’accreditamento e stanno risolvendo quella che è la proposta che verrà portata al tavolo tecnico la prossima settimana. Si è deciso di operare per steep e quindi ci saranno riunioni continue ogni 15/20 giorni per verificare lo stato di avanzamento, perché vi è intenzione del Presidente Scopelliti di procedere celermente a questa apertura. Ci sarà un trasferimento di personale da parte dell’Azienda, che riguarda anche l’ambito amministrativo, un’altra parte di personale è stata inserita nella richiesta sulle deroghe per l’assunzione, avanzata al Ministero e riguarda soprattutto i fisioterapisti e le figure con competenze  prettamente tecniche, mentre tutto quello che è in carenza verrà offerto dall’INAIL. Questa è una struttura condivisa, quindi anche alla composizione della dotazione organica parteciperanno entrambi gli Enti coinvolti.”


Asp catanzaro: lettera di elogio  per il reparto di broncopneumologia dell’ospedale di Lamezia Terme

Lamezia Terme, 7 febbraio – “Con queste poche righe vorrei rivolgere un profondo ringraziamento a tutto il personale medico e paramedico del Reparto di Broncopneumologia del Presidio 0ospedaliero di Lamezia Terme per l’impegno, la competenza, la preparazione professionale, ma soprattutto per l'esempio di umanità che oggi difficilmente si riscontra nelle strutture sanitarie della nostra Regione”. Inizia con queste parole il messaggio che il Sig. I.C. ha fatto pervenire al Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, Dr. Gerardo Mancuso, e al Tribunale per i diritti del malato di Lamezia Terme, per esprimere la sua soddisfazione e la sua gratitudine per la buona qualità dell’assistenza ricevuta da un suo familiare durante il ricovero nel presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Lo scritto prosegue per sottolineare che “L'esperienza, la capacità e la preparazione, che contraddistinguono il lavoro di questi medici e paramedici, sono accompagnate da una distintiva componente umana e di profondo rispetto per il paziente; peculiarità necessarie e benefiche che contribuiscono senz'altro alla ripresa psicologica dell'ammalato. Ciò a dimostrazione che anche in Calabria abbiamo strutture sanitarie eccellenti che meritano tutto il nostro appoggio e supporto, in un periodo in cui l’opinione pubblica tende a sottolineare, soprattutto, gli aspetti negativi, vorrei spezzare una lancia in favore di coloro che riportano in alto gli standard qualitativi delle professioni sanitarie”. Il Sig. I.C. spiega che “E' difficile esprimere a parole l'amara esperienza vissuta da mia suocera M.T., ricoverata nel suddetto Reparto, il vuoto che ci ha lasciato è incolmabile, ma rimane il suo ricordo che non scomparirà mai. Nonostante questo, io e la mia famiglia non dimenticheremo mai le attenzioni, la cura e l'amore che il personale del suddetto Reparto ha dedicato sia a mia suocera che agli altri pazienti, perché lì c'è sempre un sorriso per tutti, e questo non è poco nei momenti di sofferenza”. La nota si conclude con “Un grazie ancora a voi tutti, in particolare al Primario, Dott. Massimo Calderazzo, ai Medici Paolo Gambardella, Luciana Fronda e Tullia Musolino, alla capo sala Katia Roberto e a tutto il personale paramedico, per l'ottima gestione del Reparto da me personalmente costatata. Grazie di cuore, con l'augurio che possiate proseguire con altrettanto successo e soddisfazione il vostro lavoro.”

Nella foto il dottore Calderazzo


Asp catanzaro: ammirevole intervento sanitario in emergenza su un paziente critico residente nel comune di Conflenti 

Catanzaro, 30 gen.  – “Il Dott. Giovanni Paola, sindaco di Conflenti, esprime grande compiacimento per il modo assolutamente efficace di come è stata gestita una situazione di emergenza per un intervento medico di estrema gravità a beneficio di un abitante di Conflenti, per il quale si è reso necessario l’interessamento, in simultanea, sia dell’ambulanza che dell’elisoccorso, entrambi  mezzi in dotazione al servizio “118” “.

Esordisce così la nota inviata, tra gli altri, ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, al direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, nonché ai presidenti di Giunta e Consiglio regionali, per evidenziare la perfetta riuscita di un intervento di emergenza, che ha coinvolto la Centrale operativa “Servizio 118” Asp CZ, il “SUEM 118” ambito lametino, la “PET 118” -  Sede di Falerna e il Servizio Emodinamica U.O. Cardiologia A.O. “Pugliese–Ciaccio”. Un risultato reso possibile grazie all’esemplare coordinamento dei soccorsi e ad un’ottima tempistica, condizioni che hanno consentito di salvare la vita a un paziente con gravi problematiche cardiache.

Per il Dott. Paola “è il caso di dire che nella fattispecie tutto ha funzionato nel migliore dei modi: all’insorgenza di un forte dolore al petto, fortemente sospetto per essere un infarto acuto del miocardio, fra l’altro in un paziente che in passato ha sofferto dell’analoga patologia per la quale fu sottoposto ad una procedura di rivascolarizzazione con angioplastica coronarica e posizionamento di “stent” medicati (manovra che si rivelò di difficilissima esecuzione per la complicazione della “perforazione” reversibile del cuore), è intervenuto immediatamente un cardiologo del luogo il quale,  confermando l’esistenza dell’evento infartuale acuto, ha attivato immediatamente il servizio “118” dal quale è giunta una tempestiva risposta con l’invio contestuale dell’ambulanza dell’equipe di Falerna e dell’elicottero”.

Il sindaco di Conflenti spiega che “il mirabile coordinamento tra le quattro componenti (il cardiologo sul letto dell’ammalato, l’equipe dell’ambulanza, quella dell’elicottero ed il servizio di Emodinamica dell’Ospedale “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro) ha consentito una gestione corretta e tempestiva del paziente, portandolo praticamente dentro un’ora dall’esordio dei primi sintomi clinici, direttamente sul letto di emodinamica per la procedura della “Coronarografia Primaria”, avvenuta poi con successo per la rivascolarizzazione coronarica e la conseguente scomparsa dei sintomi ed il ripristino delle modificazioni elettrocardiografiche. In questa vicenda – aggiunge - si è assistito ad una quasi perfezione nelle tempistiche, perché si è eliminato di fatto il “ritardo evitabile” che spesso si accompagna a questi interventi condotti in area periferica”.

“Inorgoglisce – dice ancora il Dott. Paola - raccontare che a determinare la  sopravvivenza del paziente siano state più componenti, in azione più o meno simultanea tra loro, di un sistema sanitario regionale che ha dimostrato di funzionare correttamente e lo scrivente, nella sua qualità di Sindaco, ha la soddisfazione di poterlo rappresentare ai suoi concittadini per infondere rinnovata fiducia verso questi modelli organizzativi della Sanità Regionale che ha dimostrato, nei fatti, di essere capace di raggiungere ed offrire pari opportunità a qualsiasi cittadino che si trovi in stato di assoluta criticità”. “Finalmente – conclude il sindaco di Conflenti - qualcosa di estremamente lodevole per essere raccontata.”


Asp Catanzaro: Chiaravalle, corso di formazione per gli insegnanti contro l’obesita’ nell’eta’ evolutiva

Catanzaro, 29 gennaio 2014 - Si è tenuto a Chiaravalle, nell’Istituto comprensivo “C. Alvaro”, Dirigente scolastico Prof.ssa Antonella Bozzo, un corso di formazione sull’educazione alimentare per insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria inferiore.
L’iniziativa fa parte del “Progetto di ricerca per contrastare il sovrappeso e l’obesità nell’età evolutiva nella Provincia di Catanzaro”, ed è stato ideato e realizzato dalla Dr.ssa Rossella Anfosso, Responsabile dell’U.O. Pediatria di Comunità e dal Dr. Rocco Cilurzo, Responsabile del Polo Sanitario di Chiaravalle, con la supervisione del Prof. Pietro Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. 
Il progetto, avviato lo scorso anno scolastico, ha coinvolto 11 Comuni del comprensorio del Distretto di Soverato e tutte le relative scuole che hanno dato la piena adesione. I collaboratori delle U.O. interessate, Dr. Giuseppe Aielli,
Pediatra nell’Unità operativa Pediatria di Comunità dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, e le infermiere Rosa Maria Madonna, Maria Trapasso, Angela Corapi e Concetta Dijorgi si sono recati nelle scuole per effettuare lo screening dell’obesità a tutti gli alunni, consistente in una rilevazione dei parametri antropometrici, peso, altezza e circonferenza addominale, dal quale è emerso che, su un totale complessivo di 1048 alunni, nella scuola primaria il 25% è risultato in sovrappeso ed  il 10%  è francamente obeso; mentre nella scuola secondaria inferiore il 21% è in sovrappeso ed il 5% è francamente obeso.
In una conferenza stampa tenutasi lo scorso 16 novembre il Prof. Migliaccio insieme agli organizzatori del progetto ha reso palesi i dati emersi e la ferrea volontà di proseguire con una campagna educazionale, a tappeto, nelle scuole coinvolte. Il corso di sabato scorso, propedeutico agli interventi educativi che si terranno con gli alunni, ha inteso formare gli insegnanti sulla tematica, fornendo input sulla metodologia e sulle strategie da adottare nell’intento di raggiungere, parlando una lingua comune, un obiettivo condiviso. Il corso, moderato dal Dr. Cilurzo è stato articolato in relazioni frontali tenute da esperti in materia e dai protagonisti del progetto secondo il seguente schema:
Dr.ssa Anfosso: L’educazione alla salute tra i banchi di scuola; Dr.ssa Monica Galiano, Pediatra di libera scelta: L’Obesità; Dr. Aielli: Viaggio in Nutrilandia; Dott.ssa Giuliana Orlando, Psicologa nel Consultorio di Chiaravalle: Alimentazione e psiche; Dr. Raffale Grillone, Veterinario nel Servizio Veterinario Area B, Asp-CZ: Correlazione tra veterinaria ed alimentazione.
Gli insegnanti, numerosi, hanno mostrato vivo interesse ed hanno manifestato approvazione per la collaborazione dell’Asp di Catanzaro che li accompagnerà nel lungo percorso informativo e formativo con gli alunni.
Per il corrente anno scolastico il progetto prevede ancora gli interventi nelle classi con gli alunni, secondo uno schema ben preciso che investe la tematica alimentazione con attività prettamente ludiche, in tutte le sue sfaccettature: scientifica, che sarà curata in un primo incontro dal Dr. Aielli e dalla Signora Rosa Maria Madonna e, successivamente, dalle infermiere Trapasso e Corapi; sociale a cura delle assistenti sociali Gisella Barbaro e Franca Sorace del Polo di Chiaravalle. Seguirà il coinvolgimento dei genitori con incontri pomeridiani tenuti dalla  Dr.ssa Orlando e dai Pediatri dell’Azienda Sanitaria. Infine, l’intervento dei medici veterinari che indurranno riflessioni sulla provenienza degli alimenti principali quali ad esempio il latte e condurranno gli alunni presso i caseifici locali perché possano vedere quanto appreso. Il progetto si concluderà a fine anno scolastico con una giornata dedicata alle corrette abitudini alimentari nella quale faranno da protagonisti gli alunni, i veri attori del programma educativo. 

Nella foto il gruppo degli esperti


Asp Catanzaro: a Lamezia centro di riabilitazione, protesica e ricerca con 40 posti letto accreditati all’ospedale “Giovanni Paolo II”

Lamezia Terme, 25 gen. – L’accordo siglato tra la Regione Calabria e l’INAIL (Istituto nazionale d’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), che sancisce l’apertura del Centro protesi a Lamezia Terme, è stato raggiunto dopo oltre 15 anni dall’inizio del progetto e consentirà di erogare a un bacino di 5 mila utenti prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, che integrano quelle offerte dal servizio sanitario nazionale, in attuazione all’accordo Stato-Regioni del 2012. La Convenzione, che avrà durata quinquennale e potrà essere rinnovata, prevede l’erogazione da parte dell’Asp di Catanzaro di servizi di riabilitazione estensiva mediante l’allocazione nell’immobile dell’Inail di 40 posti letto gestiti dall’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme (DPRG n. 106 del 2012); l’erogazione da parte dell’Inail di prestazioni di assistenza protesica, sanitaria e riabilitativa non ospedaliera, anche in regime residenziale, con i correlati accertamenti diagnostici, nonché l’erogazione di prestazioni necessarie al recupero dell’integrità psicofisica ed al reinserimento socio-lavorativo.  L’accesso alle prestazioni fornite dal “Polo integrato” sarà consentito agli infortunati sul lavoro, ai tecnopatici e ad ogni altro soggetto affetto da menomazioni, congenite o acquisite, indipendentemente dal riconoscimento dello stato di invalidità. Gli operatori da impiegare saranno in parte reperiti tra i dipendenti in soprannumero, che transiteranno nel Centro Protesi, il personale tecnico sarà messo a disposizione dall’Inail, mentre le figure che dovranno completare l’organico saranno reclutate mediante i concorsi che l’Asp bandirà, previa autorizzazione della Regione Calabria. “Abbiamo lavorato intensamente per realizzare un modello organizzativo di pregio – ha spiegato il Dg Mancuso – quello che abbiamo realizzato è profondamente diverso dal modello originario che prevedeva soltanto un’officina meccanica, appunto un centro protesi, capace di gestire ed evadere gli ordini di protesi che venivano delle varie regioni per pazienti che avevano avuto un incidente sul lavoro. La consistevole riduzione, fortunatamente, del numero di infortuni sul lavoro e l’idea di implementare anche ai cittadini di non competenza Inail, cioè non infortunati, ci ha spinti ad un progetto completamento diverso dall'originale. Anzitutto abbiamo costituito una partnescip fra Sistema Sanitario Nazionale e Istituto Inail, per offrire prestazioni sanitarie a tutti i cittadini, poi abbiamo realizzato un’attività di ricovero ordinario istituendo 40 posti letto di riabilitazione intensiva e attività di riabilitazione estensiva e specialistiche, poi abbiamo unificato le attività del Centro Protesi con l'Ospedale di Lamezia Terme per realizzare una vera integrazione della attività assistenziali sanitarie. Infine abbiamo immaginato di allocare attività di ricerca innovativa per rendere il Centro visibile dalla comunità scientifica mondiali, col progetto della mano bionica. Per effetto di questo nuovo progetto il Centro si chiama "Centro di Riabilitazione, Protesica e Ricerca" Inail-Asp Catanzaro e consentirà di erogare prestazione sanitarie per tutti i cittadini calabresi e per i cittadini del nostro paese”. “Si è costituito un percorso assistenziale completo per affrontare problemi di riabilitazione neurologica, motoria e cardiologica, nonché tutte le attività assistenziali specialistiche di tipo ortopedico – ha aggiunto Mancuso – questa fase di realizzazione del progetto è durata solo un anno attraverso incontri e riunioni continue con Inail, che stride con il lungo periodo in cui non si è fatto nulla per ben 16 anni, durante i quali non si è realizzata neanche l'officina meccanica, unica attività del progetto. Per effetto di questa rimodulazione, a regime il Centro consentirà di avere una presenza di utenti e di accompagnatori stimata in circa 5.000 cittadini e consentirà di sviluppare un indotto importante come ristorenti, alberghi e servizi. Perciò quello che abbiamo pensato è un progetto di grande respiro che darà al territorio grande visibilità e costituirà anche un volano di sviluppo e di lavoro”. Il protocollo d’intesa è stato siglato dal governatore Giuseppe Scopelliti e dal presidente dell’Inail Massimo De Felice, alla presenza del direttore generale dell’istituto  Giuseppe Lucibello, del presidente del Consiglio regionale Franco Talarico e del direttore generale dell’Asp Gerardo Mancuso. L’incontro si è tenuto nella sede della Fondazione Terina, dove tutto è pronto per ospitare il Centro protesi, una struttura destinata a servire il Mezzogiorno e parte dei Paesi Arabi.  Nella stessa giornata è stata sottoscritta dal dirigente generale del dipartimento salute, Bruno Zito, dal Dott. Gerardo Mancuso, dal responsabile della direzione centrale riabilitazione e protesi Inail, Luigi Sorrentini, e dal direttore regionale Inail. Calabria Daniela Petrucci, la prima convenzione attuativa del Protocollo che rappresenta un presupposto fondamentale per sviluppare la piena integrazione tra i servizi forniti dall’Inail e dalle strutture sanitarie regionali, con l’obiettivo di garantire prestazioni di eccellenza sul territorio calabrese.  “Il lavoro di progettazione è stato lungo – ha dichiarato Massimo De Felice – ma si è concluso con due firme importanti. L’accordo quadro apre prospettive di collaborazione sui temi della ricerca scientifica e tecnologica in ambito protesico, della riabilitazione e del reinserimento sociale e lavorativo, della promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità. La firma della Convenzione attuativa per la realizzazione del Polo integrato di Lamezia Terme segna da subito un atto concreto che potrà portare grandi vantaggi al territorio calabrese, e rappresentare un polo di riferimento per le regioni del Sud Italia”. “La sottoscrizione Regione-Inail nasce da un accordo datato nel tempo – ha affermato Giuseppe Scopelliti - questo lascia immaginare quanto poco interesse ci sia stato anche verso questo importante centro. In questi ultimi anni ci siamo concentrati per recuperare il tempo perduto ed oggi attraverso la convenzione diamo concrete prospettive per l'apertura di questa fondamentale struttura sanitaria. Il centro é ultimato, adesso dobbiamo aspettare i tempi tecnici per le procedure di gara. Faremo di tutto per inaugurarlo entro 10 mesi al massimo. Sarà un riferimento importante per il mezzogiorno e tutto ciò dimostra il modo concreto con cui noi lavoriamo per risolvere i problemi. Ringrazio l'Inail e l'Asp di Catanzaro per aver lavorato in sinergia”. Per Talarico “non era facile, in una condizione finanziaria così difficile, portare a casa un risultato che possiamo definire storico”. Il presidente del Consiglio regionale ha inoltre affermato che il Centro protesi Inail “avrà un legame molto stretto con l’ospedale lametino” che avrà la gestione dei 40 posti letto per la riabilitazione”.


Domani la firma che suggellera’ l’apertura del  centro protesi Inail di Lamezia Terme

Lamezia Terme,  21 gen. – Ormai imminente l’apertura del Centro protesi Inail di Lamezia Terme. Domani mattina infatti il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti illustrerà il protocollo d'intesa tra la Regione e l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) per l'apertura del Centro Riabilitazione-Protesi-Ricerche di Lamezia Terme. Accanto a Scopelliti ci saranno il Presidente dell'INAIL Massimo De Felice, il Direttore generale Inail Giuseppe Lucibello, il sub commissario del Piano di Rientro Andrea Urbani, il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, il Direttore generale dell'Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso, Il Direttore Generale Presidenza Franco Zoccali, il Direttore Generale Dipartimento Salute Bruno Zito, il Direttore Centrale Riabilitazione e Protesi INAIL Luigi Sorrentini, il Direttore Regionale per la Calabria INAIL Daniela Petrucci e il Commissario Fondazione Terina Pasqualino Scaramuzzino..
Si tratta di un centro d’eccellenza, realizzato in un'ala della struttura della Fondazione Mediterranea Terina nell'area industriale di Lamezia Terme, si sviluppa su un'area di 10mila metri quadri, più altri 4mila metri quadrati all'aperto.  Un centro di riabilitazione che avrà come punto di riferimento l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, che sarà quindi implementato.
All’interno del Centro protesi sarà anche avviata un’attività di ricerca molto importante e nell’arco di due anni si svilupperà la sperimentazione della mano bionica. Questo porterà un indotto di circa 5mila cittadini italiani che si rivolgeranno al Centro INAIL lametino per ottenere prestazioni e questo rappresenta un volano per l’intera Calabria su cui i presidenti Scopelliti e Talarico, insieme al direttore generale Mancuso, hanno concentrato gran parte dei loro sforzi, ritenendolo più importante rispetto ad altre ipotesi sanitarie per Lamezia e la Calabria.
Domani verrà inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa tra Regione Calabria e Inail per l’apertura del centro lametino. Una struttura che ha delle enormi potenzialità e che di certo porterà notevoli vantaggi alla Regione, all’Inail e ai cittadini e che presto potrà diventare di riferimento nazionale e internazionale, anche grazie alla sua strategica posizione geografica. La struttura calabrese, dopo quelle in Emilia Romagna, Toscana e Lazio, si inserisce nel quadro della politica di rilancio dell'Inail, che sta portando avanti in occasione dei cinquant'anni dalla fondazione dell'Istituto. Grazie alla determinazione del direttore generale Mancuso, il centro protesi vedrà la diretta collaborazione dell'Asp di Catanzaro nella gestione del centro insieme al'Inail.


Asp Catanzaro: domani la consegna degli attestati d’idoneita’ all’emergenza sanitaria territoriale, medici giunti da tutta Italia

Catanzaro, 20 gen. – Domani, martedì 21 gennaio alle ore 11:30, nella Sala "Ferrante" del presidio ospedaliero "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme, si terrà la cerimonia conclusiva, con la consegna di 130 attestati, del  VIII Corso per l'idoneità all'Emergenza Sanitaria Territoriale, importante evento formativo nazionale, organizzato dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, nella persona del responsabile dell'U.O. di Emergenza Sanitaria Territoriale, Dr Guglielmo Curatola. Durante l'evento, il Direttore Generale dell'ASP Catanzaro, Dott.. Gerardo Mancuso consegnerà gli attestati finali ai professionisti che hanno partecipato al corso, un riconoscimento indispensabile per i medici che vogliono prestare la loro opera nel servizio di emergenza territoriale 118. Alla cerimonia parteciperà anche il Presidente del Consiglio Regionale On. Francesco Talarico. L'iniziativa, resa possibile grazie alla volontà del Direttore Generale, vede ogni anno la partecipazione di numerosi operatori sanitari provenienti dalle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria ma anche, come è successo già negli ultimi anni, dalle  altre regioni d’Italia. I corsisti hanno frequentato, per un totale di 300 ore, lezioni teoriche e corsi teorico-pratici sulle discipline dell'emergenza sanitaria e hanno completato la loro preparazione con il tirocinio sui mezzi di soccorso e nei reparti ospedalieri di area critica.


Comune Cosenza: rinviata riunione Consiglio su ospedale
(AGI) - Cosenza, 20 gen. - Venticinque presenze oltre il sindaco. Il Consiglio comunale di Cosenza era pronto a discutere delle criticita' dell'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza ma nella sala "A. Catera" di Palazzo dei Bruzi mancavano gli interlocutori principali: il Presidente della Giunta Regionale nonche' commissario ad acta della sanita', Giuseppe Scopelliti; il sub commissario Luciano Pezzi; il Direttore dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, Paolo Maria Gangemi. C'erano invece il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza Gianfranco Scarpelli, il Presidente dell'Ordine dei Medici di Cosenza Eugenio Corcioni; in rappresentanza della Provincia, l'assessore Mario Caligiuri, oltre ad una delegazione dei sindacati dei medici. In apertura, dopo un minuto di raccoglimento in memoria di Vincenzo Ziccarelli, il presidente Luca Morrone ha dato conto all'aula dell'iter seguito per dare corso ad una seduta della massima assise cittadina dedicata all'Ospedale di Cosenza, a fronte della grave situazione di emergenza che il nosocomio cosentino sta vivendo, tale da sfociare in una forte manifestazione di protesta da parte dei medici, con presidio permanente nel cortile del nosocomio. "Invano - ha detto Morrone - ho provato a concordare una data con l'Ufficio di Presidenza della Regione per un Consiglio comunale del quale da tempo si ravvisava l'esigenza, ma non c'e' stata disponibilita' ad alcuna giornata. Pertanto, trovandoci di fronte all'assenza di due interlocutori importanti, si e' discusso prima di avviare i lavori della opportunita' di rinviare il Consiglio comunale". Alla premessa del Presidente ha fatto seguito l'intervento di Giovanni Perri (PSE). "L'invito non raccolto ferisce - ha esordito il consigliere del PSE. E' un'assenza che sottolinea la gravita' di un problema. Piu' volte lo abbiamo trattato in quest'aula ma nulla e' mutato se non in peggio. Oggi la manifestazione importantissima che i medici dell'Annunziata stanno portando avanti ne e' un ulteriore sintomo. Il 30 gennaio e' programmata una manifestazione ancora piu' eclatante, per cui questo Consiglio va si' rinviato ma e' un rinvio che auspico sia da sollecitazione agli interlocutori oggi assenti a voler essere presenti prima della data del 30 gennaio". "Altrimenti - ha concluso Giovanni Perri - invito tutti a indossare i camici bianchi della sanita', e senza alcuna appartenenza politica ma forti di una appartenenza civica, a scendere in piazza per dare forza ad un'azione cosi' importante". Subito dopo il Sindaco Mario Occhiuto e' intervenuto a sostegno della proposta dei consiglieri Morrone e Perri, sottolineando che "quella di oggi e' una giornata difficile, questo Consiglio era stato convocato anche su richiesta dei medici che ormai vivono uno stato di emergenza sempre piu' grave". Nell'occasione il Sindaco Occhiuto ha voluto annunciare quanto comunicatogli dall'assessore regionale Giacomo Mancini circa la possibilita' di finanziare lo studio di fattibilita' ed il concorso di idee per il nuovo ospedale sul vecchio sito. Ritornando all'oggi, Occhiuto ha ricordato come il Consiglio Comunale abbia gia' espresso in piu' documenti la propria posizione sulla sanita' cosentina. "Ma non dobbiamo diventare un documentificio - ha detto il primo cittadino - abbiamo bisogno degli interlocutori da cui realmente dipende la gestione della sanita' in generale, e in questo caso dell'ospedale di Cosenza. Auspico quindi - ha concluso Occhiuto - che il Consiglio comunale possa essere riconvocato prima dello sciopero, anzi invito gia' in questa sede a fissare un ventaglio di date". Mentre il consigliere Francesco Perri (PdL) ha proposto di delegare la Presidenza del Consiglio a contattare il Presidente Scopelliti ed il Direttore Generale Gangemi, Giovanni Perri (PSE) ha ribadito la volonta' al rinvio purche' il Consiglio si tenga prima del 30 gennaio ed anche in caso di indisponibilita' degli interlocutori suddetti. Con queste specifiche il Consiglio comunale ha votato il rinvio, registrando l'astensione di Domenico Frammartino ed il solo voto contrario di Francesco De Cicco.


Sanita': Magaro', per dare risposte ospedali aperti pure di notte
Reggio Calabria, 18 gen. - Come accorciare, fino ad azzerarle, le lunghe liste d'attesa nella sanita' regionale. Come offrire ai cittadini risposte immediate per le prestazioni ambulatoriali e gli esami radiologici. Come ottimizzare al massimo l'utilizzo dei grandi, e costosi, macchinari come quelli per le Tac e le Risonanze Magnetiche. Salvatore Magaro', presidente della Commissione regionale contro la ndrangheta, propone una soluzione fortemente innovativa: "Apriamo gli ospedali e le strutture sanitarie pubbliche anche di notte - afferma - basterebbe farlo dalle 20 a mezzanotte per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi. Cosi' potremo rapidamente limitare e abbattere le liste d'attesa e tagliare molti flussi dell'emigrazione sanitaria". Magaro' sottolinea: "Non sto proponendo una 'trovata' stravagante o bizzarra, come sicuramente vorra' bollarla qualche superficiale detrattore. Ma una soluzione concreta e praticabile gia' avviata dalla Regione Veneto su proposta del governatore Luca Zaia e adottata, nero su bianco, in una delibera della Giunta regionale". Mai piu' "per la Tac torni tra quattro mesi" o "per la Risonanza se ne parla l'anno prossimo", insomma. "Nella sanita' calabrese - spiega Salvatore Magaro' - si puo' avviare in questo modo una vera e propria 'rivoluzione culturale'. Prendendo spunto dall'esperienza veneta, la Regione, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale, puo' estendere, per quattro ore notturne e in alcuni giorni della settimana, l'apertura dei servizi ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l'utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche, attrezzatura costose che piu' si usano e prima si ammortizzano, ottenendo cosi' anche l'obiettivo di ottimizzare i costi per l'acquisto di strumenti che e' un peccato utilizzare solo nell'arco di poche ore diurne e non tutti i giorni". Anche circa i costi dell'operazione e la compatibilita' con le esigenze del personale medico e paramedico, l'esponente politico regionale fornisce risposte concrete. "Non si prevedono aggravi di spesa notevoli - chiarisce - garantendo agli addetti, ovviamente, il pieno rispetto degli accordi sindacali. Ma, piuttosto, credo si conseguiranno, a conti fatti, oltre che maggiore efficienza e tempi piu' veloci per gli esami e le visite, anche considerevoli risparmi complessivi". "Chiudere le liste d'attesa o, comunque ridurle al minimo fisiologico, significhera', infatti - conclude Magaro' - avvicinare gli ospedali e le strutture sanitarie al territorio, dare una nuova grande opportunita' anche ai cittadini-utenti che lavorano e sono costretti a prendersi ferie e permessi per andare in ospedale nei classici orari e, quel che piu' conta nei bilanci della sanita' calabrese, tagliare e ridurre al minimo quella migrazione sanitaria verso strutture di altre regioni che tanto pesa negativamente sulla casse regionali".


Soveria Mannelli: Sirianni si dimette da vice presidente comitato pro ospedale del Reventino

Riceviamo e pubblichiamo

Soveria Manenli, 18 gen. – “Dopo otto anni di impegno profuso nel comitato, attente valutazione delle dinamiche che giornalmente si verificano in seno alle decisioni sanitarie, e più precisamente a quelle relative all’ASP di Catanzaro, mi impongono una severa riflessione.  Non trovo ragioni suppletive, ne tanto meno motivazioni che possano farmi pensare che il mio personale impegno possa essere, cosi come quello di questo comitato, incisivo e persuasivo su quelle che sono le scelte tecniche e politiche.  Scelte che danno vita a provvedimenti il più delle volte difficilmente controdeducibili, dove l’azione che personalmente porto avanti con altri amici, non riesce ad originare valide forme di contrappeso e quindi di contrasto. A volte la favola di Davide e Golia, riesce, spesso no. La differenza di misura, facilmente ti porta ad assimilarti a Don Chisciotte, quindi ogni sforzo, seppur fatto con passione e convinzione, sbatte contro un arsenale che difende le proprie posizioni con estrema facilità. Il nostro ruolo, seppur, distante da quelle forme di amministrazione, che la costituzione e i regolamenti danno nello specifico alla politica, rimane solo come grande espressione di passione civica. Una passione che non è mai mancata, ma che alla lunga se non alimentata da validi supporti e appoggi tangibili è facile che prenda la scorciatoia della disillusione. A me, questa patologia, mi è presa, e dopo una serie di valutazioni e ne sono stato sopraffatto. Auguro a chi voglia continuare la battaglia, di farlo con il solito disinteresse e con la solita pazienza e passione”. Alessandro Sirianni, (ex) vice Presidente del Comitato Pro Ospedale del Reventino


Asp Catanzaro: Catalano, l’indennità di disagio riconosciuta solo al personale infermieristico

Catanzaro, 17 gen. -  In merito all’articolo apparso sugli organi di stampa, dove gli Autisti Soccorritori del SUEM 118 lamentano la mancata corresponsione dell’indennità di disagio, prevista dall’art. 44, comma 6, del CCNL 94/97, il Direttore Sanitario dell’ASP di Catanzaro, Dott. Mario Catalano, al fine di una corretta valutazione sull’operato della stessa Azienda Sanitaria, chiarisce che “che tale indennità contrattualmente prevista può essere legittimamente corrisposta al solo personale infermieristico”. “A sostegno di tale tesi - precisa il Dott. Catano - non solo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 2008, ma possiamo citare anche la sentenza n. 2609 del 2012 del Tribunale di Catanzaro – Sezione Lavoro – Giudice dott. Rosario Murgida, che su ricorso presentato da alcuni dipendenti di questa Azienda, nella specie Autisti Soccorritori, che tra l’altro rivendicavano la richiamata indennità di disagio, oltre che lo svolgimento di mansioni superiori, con tale sentenza ha rigettato nel merito le richieste dei ricorrenti”. “Appare allo stato sterile – conclude il Direttore Sanitario - l’iniziativa intrapresa dagli Autisti Soccorritori in merito alla corresponsione di tale indennità.”

Asp Catanzaro: il direttore del distretto  Rocca rassicura i cittadini sulla letture delle mammografie

Catanzaro, 17 gen. -  In riferimento all’articolo apparso su “L’ora della Calabria” di venerdì 17 gennaio (pag. 18), su imput dell’Associazione “Ponte Morandi” e relativo al ritardo nella lettura delle mammografie per screening, eseguite nel Poliambulatorio di Catanzaro Lido, interviene il Direttore del Distretto, Dott. Maurizio Rocca per precisare quanto segue:  “Si premette, innanzitutto, che la Direzione Aziendale, da sempre disponibile al dialogo con i cittadini e con le Associazioni di tutela, se direttamente interpellata si sarebbe immediatamente attivata per fornire le risposte che vengono adesso fornite, senza la necessità di ricorrere ai media con ironia e sarcasmo. Il ritardo è derivato dall’inaspettato ed improvviso collocamento a riposo, per motivi di salute, di un dirigente medico,  preposto, per esperienza e qualificazione professionale, alla dovuta ed obbligatoria seconda lettura degli esami mammografici. Deve sottolinearsi come tale precipuo ruolo professionale debba essere, al fine di tutelare la salute dei cittadini, conferito ad un radiologo con specifica e qualificata esperienza, attestata, tra l’altro, dal numero di esami refertati. Quindi non un radiologo qualsiasi, ma un radiologo che abbia, nella sua attività, maturato specifica esperienza nella lettura delle mammografie. Precisato ciò, deve ancora rammentarsi la carenza di radiologi, insufficienti sul territorio provinciale per garantire le attività di emergenza, quelle di servizio ai reparti ospedalieri ed ancora quelle ambulatoriali e di screening. Spiegati tali aspetti, si chiarisce come la Direzione Aziendale avesse già provveduto a trasferire gli esami al Servizio di Radiologia del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, che sta procedendo alla seconda lettura degli esami mammografici eseguiti presso la struttura di Catanzaro Lido, seppur già in affanno per quanto sopra precisato. Doverose sono le scuse ai cittadini, ferma restando la disponibilità al dialogo sereno e costruttivo per la risoluzione dei problemi.”


Fish:  Al “Giovanni Paolo II” di Lamezia, è sempre più difficile, l’accesso alle persone con disabilità


Riceviamo e pubblichiamo una Lettera aperta invita Al Dr.Gerardo Mancuso Direttore Generale ASP di Catanzaro; Alle agenzie di stampa, radio e TV con richiesta di pubblicazione e diffusione

Lamezia Terme, 17 gen. – “Nei giorni scorsi sono stata contattata da alcune persone con disabilità, di cui molte in carrozzina o con una ridotta deambulazione. Queste persone e i loro familiari che sono anche i loro accompagnatori, hanno lamentato il fatto di non trovare mai liberi i parcheggi destinati alle persone con disabilità, e poter accedere nella struttura ospedaliera di Lamezia, in cui tra i tanti reparti c’è anche inserito il Centro di Riabilitazione pubblico. Le rampe d’accesso agli ingressi sono sempre occupate dalle auto parcheggiate in maniera selvaggia; c’è da specificare che una di queste rampe è momentaneamente preclusa al passaggio per i lavori in corso che si stanno effettuando all’ingresso principale del “Giovanni Paolo II”, ormai da molto tempo. Ho voluto verificare di persona la situazione e mi sono recata all’ospedale della mia città per fare una ‘passeggiata’ nel cortile antistante ai due ingressi principali della struttura ospedaliera lametina.  Sono entrata con il mio doblò in un percorso complicatissimo, ostruito da parcheggi improvvisati, sulla mia sinistra, lunghe file di parcheggiper disabili, tutti occupati mi hanno obbligato a tornare fuori il recinto e ad andare a parcheggiare al parcheggio a pagamento. Con la mia carrozzina ho fatto un bel giro tra i parcheggi affollati di macchine che non avevano in evidenza sul cruscotto il tesserino obbligatorio per le persone disabili. Ho riscontrato un caos totale, tante persone con disabilità, accompagnatori, familiari disperati mi hanno chiesto aiuto! e allora ho deciso di andare a chiedere chiarimenti all’ufficio Urp per le relazioni con il pubblico. Sono stata ricevuta dalla responsabile dell’ufficio in questione, la dottoressa Annamaria Bruni che mi ha accolto con gentilezza e piena disponibilità all’ascolto. Alla responsabile dell’Urp ho fatto presente le problematiche sollevate dai cittadini e riscontrate personalmente dalla sottoscritta. Annamaria Bruni, con interesse e attenzione, mi ha riferito che il problema è stato attenzionato già da tempo dai vertici dell’azienda sanitaria già in numerose occasioni.  Più volte si è fatto appello al senso di educazione civica che si dovrebbe nutrire in questi contesti per non calpestare i diritti dei più deboli, ma a quanto pare gli appelli sono caduti nel vuoto. Si tratta proprio di una questione di civiltà, di tutela di soggetti svantaggiati che non devono essere costretti a fare i salti mortali, nel vero senso letterale del termine, per accedere nella struttura sanitaria e potersi quindi curare.  Annamaria Bruni mi ha assicurato che parlerà della mia visita ai dirigenti aziendali, illustrando le mie istanze che sono le richieste di tutte le persone con disabilità che, come me, quotidianamente sono costrette a imprese avventurose per muoversi fuori dalle mura domestiche, nell’intento di vivere una vita normale all’insegna dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva.  Chiedo al Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro Dr. Gerardo Mancuso una soluzione immediata che risolva l’annoso problema, poiché pur apprezzando la buona intenzione di affrontare il problema, occorre con urgenza una soluzione.  Intanto rivolgo l’appello anche a tutta la comunità, perché non si continui a negare un diritto fondamentale a delle persone che, come tutti gli altri, devono potersi recare in ospedale e sottoporsi alle cure stabilite in piena tranquillità. Si tratta, infatti, di momenti di vita quotidiana da svolgersi senza impedimenti di sorta, senza dover subire sulla propria pelle la violazione del diritto di muoversi come tutti gli altri a causa dell’inciviltà di chi ha scelto di vivere nell’indifferenza e nell’individualismo”. Nunzia Coppedè, Presidente FISH Calabria Onlus


Sanita’: Giordano,  ingiustificati i ritardi delle ASP calabresi negli adempimenti a favore dei soggetti celiaci

Reggio Calabria, 17 gen. - Il consigliere regionale Giuseppe Giordano ha depositato una interrogazione a risposta immediata sulla problematica afferente i servizi a favore dei soggetti celiaci. Nella interrogazione presentata si fa presente come con la legge 47/2012 ( interventi a favore dei soggetti celiaci)  e la successiva  deliberazione della Giunta Regionale n° 230 del  27  giugno 2013 ( nuove procedure per l’erogazione dei prodotti privi di glutine) , si stabiliscono in Calabria  le modalità di erogazione del contributo gratuito sancito dalla L. 123/2005 art.4.  La normativa, sottolinea Giordano,  prevede un contributo mensile frazionato in quattro buoni d'acquisto spendibili anche separatamente dalle farmacie in  aziende accreditate presso l'ufficio regionale competente in materia di esenzione. Le disposizioni previste dalla  deliberazione 230/2013 sono da considerarsi in vigore dall’agosto 2013 e quindi  le singole ASP avrebbero dovuto adeguarsi al fine di mettere a regime  il sistema a partire dal primo gennaio 2014. Ad oggi, denuncia il consigliere  regionale, nonostante siano state inviate alle ASP calabresi dal Servizio LEA della Regione Calabria circolari esplicative e note di sollecito affinchè gli Uffici preposti ottemperassero agli adempimenti previsti dalla regolamentazione regionale, si registrano ingiustificati ritardi e  più specificatamente i ritardi riguardano la regolare consegna dei buoni spesa agli aventi diritto nonché le sottoscrizioni delle convenzioni con gli esercizi commerciali diversi dalle farmacie. L’Associazione Regionale Italiana Celiachia, nella persona della Dott.ssa Anna Cannizzaro, ricorda Giordano,  con diverse segnalazioni inviate al Dipartimento regionale ha denunciato i gravi ritardi negli adempimenti da parte di diverse ASP e in particolare quelle di Cosenza , Catanzaro e Reggio Calabria (distretto della Locride). Da qui l’interrogazione consiliare con la quale si chiede di  sapere le motivazioni che stanno alla base di tali ritardi e quali iniziative si intendono intraprendere per regolarizzare una situazione che sta creando gravi disagi a  numerosi soggetti celiaci che vivono nella nostra regione.


Sanita': Catanzaro, parte progetto unita' complesse cure primarie
Catanzaro, 13 gen. - Ridurre l'afflusso di utenti nei pronto soccorso degli ospedali, offrendo servizi territoriali alternativi per i casi meno gravi. E' l'obiettivo del progetto per le Unita' complesse di cure primarie presentato oggi a Catanzaro dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e dal direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso. All'interno delle strutture operano, oltre ai medici di medicina generale, anche specialisti nel campo della cardiologia, pneumologia, chirurgia, geriatria, diabetologia e gli infermieri professionali. Le sedi sperimentali sono state individuate a Catanzaro, Catanzaro Lido, Borgia, Soverato, Lamezia Terme e Soveria Mannelli. Complessivamente sono stati impegnati 66 medici che hanno assistito nell'anno di sperimentazione 77.525 pazienti. Per il presidente della Regione, si tratta di "un progetto che dimostra l'azione messaa in campo, che non e' solo legata alle esigenze dei conti, che vanno molto bene a dimostrazione dell'efficienza dell'amministrazione regionale. Questo e' un ulteriore tassello sul versante sanitario, un'assistenza che si offre al cittadino. Sul territorio i medici di medicina generale e non solo si organizzano - ha sottolineato il governatore - per offrire un momento di incontro e conforto all'utente. Un passo importante che consente di mettere in campo in provincia di Catanzaro sei postazioni diverse h24 che danno risposte ai bisogni della collettivita'. Una sperimentazione che va rafforzata e riproposta anche in altre parti del territorio". Scopelliti ha precisato che "queste postazioni integrano le guardie mediche perche' significa non avere solo un medico per affrontare tutte le patologie, ma piu' medici che possono affrontare piu' cose".


Asp Catanzaro: controlli sull'ortofrutta, "risultati confortanti"
Catanzaro, 7 gen. - "Confortanti, e' questa la parola che possiamo utilizzare per esprimere un giudizio sintetico sui risultati delle indagini portate avanti nel corso del 2013, in merito al controllo sui prodotti orto-frutticoli per la ricerca dei residui dei fitosanitari". E' quanto ha dichiarato Francesco Farago', direttore dell'Unita' operativa di igiene degli alimenti e della nutrizione dell'Asp di Catanzaro - Ambito Territoriale di Catanzaro, riferendosi all'attivita' di controllo che rappresenta la parte operativa sul territorio, predisposta dal Piano Nazionale Integrato dei controlli 2011-2014 al quale, a sua volta, e' collegato a cascata il Piano Integrato dei Controlli della Regione Calabria 2011/2014, che, tra le varie attivita', prevede controlli annuali su varie matrici alimentari attraverso il prelievo di campioni e relative analisi, secondo le disposizioni di specifiche normative Comunitarie e Nazionali. Il Servizio dell'Asp preposto al controllo Ufficiale, nel rispetto dei propri compiti istituzionali, per l'anno 2013 ha realizzato una serie di indagini, essenzialmente sulle matrici orto-frutticole, finalizzate alla ricerca di vari parametri indicatori di contaminazioni sia chimiche che microbiologiche. Tutti i campioni prelevati per le ricerche sono stati consegnati all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, diretto da Francesco Casalinuovo, con sede a Catanzaro Lido. Per Farago' "grazie alla disponibilita' ed all'alta professionalita' del personale dello stesso istituto, che possiamo certamente e meritatamente definire un Laboratorio di eccellenza nel campo delle indagini per la sicurezza alimentare, le nostre ricerche sui vari prodotti alimentari hanno avuto riscontri pronti e precisi in termini di refertazione analitica". Nel corso del 2013 sono stati prelevati 68 campioni orto-frutticoli delle diverse specie, sia di produzione regionale (41) che provenienti da fuori regione (27). Su ogni campione di orto-frutta sono stati ricercati tutti i possibili fitosanitari potenzialmente impiegabili dai produttori agricoli, sia in forma lecita che illecita. Per ogni campione in pratica sono stati testati da 250 ai 280 fitosanitari, "un numero enorme - sostiene Farago' - che pone in condizioni di tranquillita' sia noi operatori del Controllo Ufficiale che i consumatori". In nessun caso sono stati trovati residui di fitosanitari oltre il limite consentito dalle leggi, anzi nella grandissima parte dei casi (intorno al 65% dei campioni), non e' stato evidenziato nessun residuo di fitosanitari, mentre nella rimanente quota sono stati riscontrati al massimo due residui, comunque contenuti entro il limite di legge, un dato quest'ultimo importante essendo condizione di assoluta sicurezza per i consumatori.


Asp catanzaro: Mancuso, nessuna giustificazione per le proteste di Federfarma; sempre rispettato l’accordo sancito marzo 2013

Catanzaro, 4 gen. - A seguito delle continue e ingiustificate prese di posizione del Presidente di Federfarma Catanzaro, Dott. Defilippo,  interviene il Direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, per fare chiarezza su una vicenda che nel mese di marzo 2013,  ha trovato la sua soluzione nella definizione di un accordo con la stessa Associazione, che l’Asp ha sempre rispettato e spiega: “Non ho risposto in questi giorni alle polemiche e minacce di "serrata" da parte di Federfarma solo per evitare di alimentare discussioni che, a mio avviso, devono trovare posto solo nei tavoli tecnici e non per strada. Tuttavia oggi, dopo i soliloqui del Dott. Defilippo, devo dare una risposta ai cittadini, che continuano a pagare balzelli e tasse per colpa di chi nel passato ha generato sprechi, sperperi ed inefficienze. Appena dopo il mio insediamento, circa tre anni fa, ho dovuto subito fare fronte alle richieste dei farmacisti per un ritardo dei pagamenti di circa 6 mesi. Ritenendo legittime le richieste nel gennaio del 2012, arrivammo ad un accordo che prevedeva l'avanzamento dei pagamenti con un ritardo concordato di 2 mesi, escluso il tempo tecnico per la contabilità delle ricette. Nel periodo successivo, con grandi sacrifici e con grande responsabilità, sono riuscito a raggiungere i termini dell'accordo, che si è arricchito anche del pagamento degli interessi legali per il ritardo accumulato e ciò è stato accolto da Federfarma con soddisfazione esternata anche sui quotidiani e sulle emittenti televisive. Risalgono infatti allo scorso mese di marzo le espressioni di “gratitudine e apprezzamenti” da parte dello stesso Presidente di Federfarma Defilippo, “in nome proprio e di tutti i titolari di farmacia della Provincia di Catanzaro” perché “lo sforzo intrapreso dall’Asp ha permesso di salvaguardare l’integrità del servizio farmaceutico territoriale e la salute dei cittadini”.
Siamo riusciti a fare avanzamenti di pagamenti per circa 16 milioni di euro che rappresenta una cifra enorme. Ora leggo dalla stampa che il ritardo dei pagamenti ai farmacisti causerà una "serrata", con la chiusura delle farmacie, inizialmente prevista per giorno 7 gennaio e poi differita al 7 febbraio. Questo mi dispiace, perché il ritardo di cui si parla non esiste visto che paghiamo rispettando gli accordi stabiliti e paghiamo anche gli interessi sui ritardi. Abbiamo pagato, proprio giorno 4 gennaio l'ultima volta, circa 6 milioni di euro. Se il ritardo di cui si parla è quello di 10 giorni  con cui abbiamo inviato in ragioneria i mandati, allora siamo alla frutta, non mi pare sia elemento di discussione né tantomeno di una dichiarazione di uno sciopero. Non esiste azienda che paga puntualmente come paga la ASP di Catanzaro, anzi ci sono fornitori che avanzano pagamenti da circa un anno e non dicono niente, chiedono, con grande rispetto per quello che facciamo, l'avanzamento dei pagamenti e mai minacciando scioperi o serrate, ma taluni farmacisti sono altra cosa! Potrei sospettare allora che altri sono i motivi, gli interessi di corporazione, i privilegi , ma mi risulta difficile, conoscendo la gran parte dei farmacisti che appaiono come professionisti ineccepibili e persone perbene. Ho parlato con tanti farmacisti che hanno espresso soddisfazione per i rapporti con l’Azienda Sanitaria. Allora c'è altro. Qualche mese fa Federfarma chiese una cosa che abbiamo ritenuto illegale, cioè pagare gli interessi bancari, come se un cittadino che fa un prestito in banca  chiedesse al Comune o alla Regione di pagare gli interessi per il prestito. A questa richiesta abbiamo detto no e diremo no, perché siamo a favore di  comportamenti legali e attività normali, non amiamo privilegi e cerchiamo di condurre un’azione di risanamento equa e corretta. Cedere a richieste incoerenti significherebbe non fare il bene dei cittadini. Stiamo mettendo a posto i conti, stiamo cercando di colmare i debiti che nella sola Azienda Sanitaria di Catanzaro abbiamo trovato essere di 230 milioni di euro, stiamo cercando di eliminare le lobby e i gruppi di interesse, stiamo cercando di ristabilire le regole ed applicare le leggi, che questo non stia bene a qualcuno lo capisco, ma andremo avanti per la nostra strada senza indugi. Per quello che ho detto, lo sciopero indetto da Federfama mi pare non sia fondato su elementi sostenibili, ma se ci sono altri motivi validi , che francamente mi sfuggono, sono aperto alla discussione, sono aperto ad incontrare Federfarma. Se ciò non sarà possibile studieremo altre possibilità per offrire al cittadino servizi più efficienti ed in linea con la migliore gestione delle risorse economiche pubbliche.”


Asp Catanzaro: manifestazioni natalizie per il miglioramento clinico dei pazienti delle strutture residenziali di Girifalco 

Catanzaro, 2 gen. - Nelle Strutture Residenziali di Girifalco, appartenenti al CSM  di Soverato, diretto dal Dr. Salvatore Ritrovato, l’équipe riabilitativa ha presentato i lavori realizzati dai pazienti per le festività natalizie, in un’atmosfera gioiosa e carica di commozione. Erano presenti gli operatori del CSM ed alcuni rappresentanti istituzionali. Le manifatture sono state realizzate utilizzando materie prime quali pasta, vernici e frutta secca ottenendo, da un lato, un esempio concreto di realizzazione di un progetto a basso costo, ma dagli esiti gratificanti e dall’altro, una riabilitazione creativa e partecipata.Ma al di là di questo risultato, è importante che i pazienti abbiano vissuto e condiviso una esperienza esaltante: il percorso, lungo, difficile ed articolato che va dal sintomo all’esito, passando per il miglioramento clinico, la riappropriazione di abilità in precedenza perdute e in atto riacquisite, il miglioramento verificabile e scientificamente misurabile. In attesa di nuove iniziative, pazienti ed équipe augurano a tutti buon anno.


Asp Catanzaro: lezioni di ballo agli adolescenti per promuovere il loro benessere psico-fisico e sociale

Catanzaro, 30 dic.  - Si è tenuta la giornata conclusiva del progetto “Note musicali…in movimento” promosso dalle Unità operative Pediatria di Comunità  ed Educazione alla Salute dell’ASP di Catanzaro, nell’ambito del Progetto Regionale di Prevenzione “Guadagnare salute negli adolescenti”.

Obiettivo del progetto la promozione dell’attività motoria, quale strumento di prevenzione dell’obesità,  nel contesto ben più ampio di uno stile  di vita salutare che possa costituire il percorso preferenziale degli adolescenti. In Calabria, da un’indagine del Ministero della Salute, è risultato che il 30% della popolazione adolescenziale è in sovrappeso o chiaramente obesa.

L’attività motoria in sintonia con l’educazione alimentare rappresenta, pertanto, il cardine per contrastare tale fenomeno.  Ed a proposito di attività motoria, quale migliore movimento se non il ballo? Questa la domanda che si è posta la Dirigente della Pediatria di Comunità Dr.ssa Rossella Anfosso  che, pertanto, ha inteso coniugare i tre momenti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di benessere  fisico, psichico e sociale in un’unica disciplina quale la danza. Gli alunni hanno ricevuto lezioni di ballo di coppia del tipo bachata e cha cha cha  e di fitness  quali la zumba,  dalla istruttrice Eleonora Polito, della scuola di ballo Free Dance Catanzaro, che si è recata nelle scuole a portare una ventata di allegria, di musicalità e di aggregazione nel gruppo classe. Le lezioni di ballo sono state affiancate da dialoghi interattivi  tra gli alunni e l’Infermiera pediatrica Lorena Iozzo, che ha offerto spunti di riflessione sull’importanza dell’attività fisica e di una corretta alimentazione  e che, sulle note del rap, ha fatto cantare e danzare i piccoli studenti della seconda classe della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Patari –Rodari, plesso Gagliardi.

Il progetto si è concluso con  la  gara di ballo, presso la scuola Free Dance Catanzaro, nella quale, sotto lo sguardo giudicante, ma benevolo di una giuria formata dagli esperti Alba Giancotti, Maria Rosa Madia, Giuseppe Frontera, e Giuseppe Polito; dalla psicologa Marisa Accoti e dal medico sportivo Pino Bova, e davanti ad una platea di centinaia di genitori ed insegnanti, gli studenti delle scuole I.C. G. Casalinuovo, I.C. Don L. Milani,I.C. Patari- Rodari plesso Gagliardi si sono cimentati nei balli appresi, dapprima in coppia e successivamente in gruppo.

Al termine delle eliminatorie sono state premiate le prime due  coppie classificate per il premio tecnico: Matteo Ciccarello e Martina Posella,  Luca Pulerà e Deborah Raffaele  e  le due coppie classificate  per il premio simpatia ed affiatamento: Andrew Lupis e Ilenia Sinopoli, Mattia Dolce ed Arianna Luciano, che hanno ricevuto un  premio personale, mentre alle scuole è stata consegnata una coppa dal Signor  Giuseppe Polito, Presidente della Free Dance Catanzaro. La serata è stata impreziosita da un appassionato tango ad opera dei  ballerini della scuola Davide Squillace, Eleonora Polito, Salvatore Gagliardi e Simona Babini  e  da un velocissimo jaive danzato da una coppia di alunni della scuola Casalinuovo, Cristian Pitingolo e Giorgia Giglio. La manifestazione è stata salutata dal Dirigente del  Dipartimento Tutela della  Salute e politiche sanitarie della Regione Calabria, Dott.ssa Rosalba Barone che ha ricordato l’importanza del movimento quale momento di prevenzione delle malattie cardiovascolari, dai Dirigenti Scolastici Concetta Carrozza, Antonio Caligiuri e dalla Vicaria  Anna Maria Altilia dichiarati si estremamente soddisfatti della piacevole esperienza che è riuscita a coagulare momenti di didattica e momenti di coesione del gruppo classe.

La Dr.ssa Anfosso ha aperto i lavori  parlando degli obiettivi che il progetto si è posto in fedele accordo ed in sintonia con il diktat imposto dalla Regione Calabria, che l’ASP di Catanzaro ha sposato in pieno. Anche la Dr.ssa Franca Faillace, Responsabile dell’UO Educazione alla Salute e Referente Regionale del progetto ha ricordato l’importanza della  prevenzione quale strumento idoneo a promuovere la modifica dei comportamenti errati tra gli adolescenti.  Lo spettacolo è stato presentato dalla Responsabile del progetto Lorena Iozzo che ha evidenziato come possa essere piacevole  l’attività motoria  al ritmo della musica veicolando, in contemporanea,  input per l’assunzione di corrette abitudini alimentari e riuscendo  a vincere la timidezza degli studenti. Inoltre ha rivolto un caloroso ringraziamento alle scuole per la grande sensibilità e per la disponibilità dimostrate ed in particolare agli insegnanti che hanno fattivamente collaborato:  Ilenia Giampà  Elisabetta Brescia e Gaetana Ruggero dell’I.C. G. Casalinuovo ; Ivana Bevacqua dell’I.C. Don Lorenzo Milani; Annamaria Altilia e Caterina Cardamone dell’I.C. Patari- Rodari plesso Gagliardi.


Asp Catanzaro: la prevenzione degli incidenti domestici al centro di un corso per gli insegnanti di un  istituto comprensivo di Montepaone Lido

Catanzaro, 24 dic. - Un corso di formazione sulla prevenzione degli incidenti domestici,  inserito nel Progetto Regionale di Prevenzione “ Programma di interventi rivolto ai genitori e agli insegnanti delle scuole calabresi”, si è tenuto per gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Statale Mario Squillace di Montepaone Lido.

La casa dovrebbe essere il luogo più sicuro, eppure, proprio in ambiente domestico si verifica la maggior parte degli infortuni infantili. Gli incidenti, infatti, rappresentano la prima causa di morte e di invalidità tra i bambini e gli adolescenti. In Calabria si stima che il 2,9% degli accessi al pronto soccorso sia dovuto ad incidenti domestici. Gli incidenti più frequenti sono causati da cadute 40%, ferite da taglio 15%, urti o schiacciamenti 12%. All’origine degli infortuni si ipotizzano alcuni fattori, primi tra i quali quelli di tipo comportamentale. A questo proposito la Dr.ssa Rossella Anfosso, Responsabile dell’Unità Operativa Pediatria di Comunità e Referente aziendale del Progetto,  ha sottolineato l’importanza della prevenzione in quanto gli incidenti domestici sono eventi prevenibili e prevedibili attraverso modifiche comportamentali e semplici precauzioni che ogni genitore dovrebbe adottare. La curiosità dei bambini, elemento fondamentale ed importante per la loro crescita, va sicuramente valutata al fine di impedire spiacevoli inconvenienti. La parte teorica del corso è proseguita con un’analisi attenta di tutte le cause di incidente domestico riferita anche ai luoghi della casa ed agli oggetti in essa contenuti.

La seconda parte ha avuto inizio facendo riferimento all’urlo da crisi di panico e di terrore che è generato dalla visione di un bambino accidentato. La Dr.ssa Stefania Zampogna, pediatra dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio, ha incominciato così la formazione relativa al Pediatric Basic Life Support (PBLS), una procedura di soccorso per pazienti in età pediatrica, spiegando quali sono i comportamenti da adottare in caso di trauma dentale, trauma cranico, intossicazione…. Particolare enfasi è stata data alle manovre di disostruzione da corpo estraneo, con l’ausilio dei manichini e relativa prova pratica ripetuta poi dalle insegnanti presenti.

I lavori sono stati aperti dal Dirigente Scolastico Dott.ssa Giovanna Esposito Vivino  che ha ringraziato le relatrici ed il corpo docente che ha partecipato numeroso, con interesse ed entusiasmo, ponendo numerosi  quesiti. L’evento si è concluso con il break finale e la consegna degli attestati. 


Asp Catanzaro: conclusa l’ottava edizione del corso di idoneità all’esercizio dell’emergenza  sanitaria territoriale

Catanzaro, 23 dicembre 2013 - Il 12 e 13 Dicembre scorsi si sono svolti a Soverato  gli esami finali dell’VIII  Corso di Idoneità all’Esercizio dell’Emergenza  Sanitaria Territoriale. L’evento, di rilevanza  nazionale, considerato che il titolo che è stato rilasciato, indispensabile per i medici che desiderano  svolgere la propria attività nel Servizio di Urgenza Emergenza 118 e con validità su tutto il territorio nazionale, ha portato nella cittadina ionica circa 150 medici provenienti da numerose regioni  italiane. Molto soddisfatto dell’ottima riuscita del Corso, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, Dr. Gerardo Mancuso, da sempre convinto assertore dell’aggiornamento in campo sanitario, e, anche quest’anno, i  numeri  confermano il Suo orientamento. Di certo ai Medici partecipanti è stata offerta un’ulteriore opportunità lavorativa. L’esame finale ha concluso un corso, organizzato per il 5° anno consecutivo dall’Unità Operativa di Emergenza Sanitaria Territoriale dell’ASP Catanzaro, diretta dal Dr. Guglielmo Curatola, che per 300 ore ha impegnato i medici, i quali non solo hanno partecipato a lezioni teoriche riguardati i principali temi dell’emergenza sanitaria, ma si sono potuti cimentare in metodiche specifiche per l’assistenza al paziente traumatizzato  o al paziente critico, sia durante  corsi teorico-pratici dedicati, sia durante  ore di frequenza ai reparti ospedalieri di area critica e alle postazioni di emergenza distribuite sul territorio provinciale.  Il Dr. Curatola si è avvalso, per ciò che concerne la parte sanitaria del Corso, della collaborazione della Dr.ssa  Daniela Tropiano in qualità di Tutor del Corso, dei Coordinatore Professionale Sanitario Infermiere, Sig.ri Romeo Carmelita, Anoya Nicola e Angelone Francesco, nonché di Docenti dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, di Dirigenti Medici di provata esperienza, operanti sia presso la stessa A.S.P. che presso l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”di Catanzato; nonché della Sig.ra Battaglia Anna, per quanto concerne la parte burocratico-amministrativa. Soverato, grazie alla tradizione di accoglienza che la contraddistingue, si è preparata ad accogliere i medici, molti dei quali hanno soggiornato nelle strutture alberghiere della cittadina; la Polizia locale ed il Comando CC di Soverato, infatti, si sono resi disponibili a risolvere il problema dei parcheggi, che in quella zona non sono numerosi, facendo sì che anche la popolazione non abbia dovuto subire disagi.


Asp Catanzaro: rischio epatite a da consumo di frutti di bosco surgelati, avviata  campagna informativa

Catanzaro, 23 dic. – L’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha avviato una task force per ridurre i rischi di Epatite A correlata al consumo di frutti di bosco surgelati. In questo ultimo anno, infatti, in Calabria così come nel resto d’Italia, si è registrato un importante incremento del numero di casi di epatite A rispetto agli anni precedenti e i dati suggeriscono fortemente che i frutti di bosco surgelati possano essere la fonte di infezione.

Da qui l’attività informativa avviata dall’Asp di Catanzaro, in particolare dall’Unità operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione guidata dal direttore facente funzioni Dott. Francesco Faragò, considerando che nel periodo delle festività  natalizie il consumo di questi prodotti tende ad aumentare. Per questo motivo l’Asp ha anche prodotto una locandina informativa sul corretto consumo di questi alimenti.

“Il Ministero della Salute raccomanda di consumare i frutti di bosco congelati/surgelati solo cotti, facendoli bollire (100°) per almeno 2 minuti – ha spiega il dott. Faragò – è necessario utilizzare i frutti di bosco surgelati solo per preparazioni portate a 100° (temperatura di ebollizione) per almeno 2 minuti, ad esempio salse o marmellate; non impiegare i frutti di bosco crudi per guarnire i piatti (ad esempio la superficie di una crostata, semifreddi, yogurt ecc.); lavare accuratamente i contenitori e gli utensili usati per maneggiare i frutti di bosco scongelati. Questi nuovi casi di Epatite A si inseriscono in un contesto nazionale in cui l’infezione da HAV è di tipo endemico soprattutto in relazione al consumo di frutti di mare crudi. Per affrontare questa emergenza, il Ministero della Salute ha attivato una task force composta da esperti dello stesso Ministero, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (IZSLERL), Centro di referenza nazionale dei rischi emergenti in sicurezza alimentare, col compito di seguire l’andamento epidemiologico della malattia e, soprattutto, di mettere in atto efficaci strategie di prevenzione. Il Ministero della salute ha anche incontrato le Associazioni di categoria degli operatori del settore alimentare, per valutare l’efficacia dei sistemi di controllo messi in atto e condividere ulteriori azioni volti ad  offrire adeguate garanzie ai consumatori”.

“Le indagini eseguite sulla tracciabilità dei frutti di bosco chiamati in causa – ha aggiunto Fagarò – evidenziano che gli stessi hanno tutti provenienza extranazionale, ma non indicano che vi è  una fonte comune di contaminazione. Comunque  tutte le evidenze sinora raccolte fanno ipotizzare che  verosimilmente la contaminazione sia a livello di produzione primaria. Sebbene tutti i lotti risultati positivi alle analisi siano stati prontamente ritirati e richiamati dal mercato a tutela della salute dei consumatori, non è escluso che vi siano in commercio altri mix di frutti di bosco surgelati/congelati contaminati, diversi da quelli oggetto di allerta”.

Il responsabile dell’Unità operativa ha evidenziato inoltre come “l’epatite A è una malattia infettiva acuta causata da un virus che colpisce il fegato; il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi contaminati. La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità  permanente. Non cronicizza mai”.
La cottura dei frutti di bosco surgelati, ha sottolineato Faragò, “rimane attualmente la misura più utile a contenere il rischio di infezione. La cottura, impiegata per la preparazione di una salsa, una crostata o una marmellata, mantiene inalterata, se non addirittura più elevata, la capacità  antiossidante delle antocianine, sostanze di cui sono ricchi i frutti di bosco”.


Asp Catanzaro: inauguro nel comune di Martinaro, alla presenza del presidente Talarico, il nuovo polo saniatrio del Savuto

Lamezia Terme, 18 dic. – E’ stato inaugurato oggi il nuovo Polo Sanitario di Martirano, realizzato grazie alla disponibilità dell'Amministrazione comunale che ha messo a disposizione i locali e ha provveduto a effettuare i lavori di adeguamento della struttura.
La cerimonia  - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa dell'ASP di Catanzaro - si è svolta alla presenza del Presidente del Consiglio regionale, On. Francesco Talarico, del Direttore Generale, Dr. Gerardo Mancuso, del Sindaco di Martirano, Francesco Bartolotta e del Direttore del Distretto Sanitario del lametino, Dr. Giovanni Paladino e del Direttore del nuovo Polo sanitario, Dr. Claudio Tomasello. Nel corso dell’inaugurazione, alla quale hanno partecipato anche il comandante della locale stazione dei Carabinieri di Conflenti e i sindaci dei Comuni dell’hinterland, il primo cittadino di Martirano ha consegnato le chiavi del Polo sanitario al dott. Tomasello per l'avvio delle attività all'interno della nuova struttura, che servirà un bacino di utenti molto esteso della zona montana dell'hinterland dell’Area del Savuto.
La struttura è stata benedetta con una breve cerimonia liturgica da Don Antonio Strangis.
Per l’On. Talarico “questa inaugurazione dimostra le caratteristiche e le capacità degli amministratori locali, perché un comune, piccolo o grande che sia, cresce realmente  se ci sono persone che  quotidianamente, pur considerato le pochissime risorse finanziarie, si dedicano alla comunità cercando di fare cose utili per il proprio paese, la dimostrazione del Polo sanitario di oggi che abbiamo inaugurato è merito principalmente e soprattutto del sindaco, naturalmente bisogna fare i complimenti per questa sua operatività”. “Questo di oggi – ha dichiarato ancora il Presidente della Giunta regionale - è un esempio virtuoso di come le risorse finanziarie a nostra disposizione vengono spese bene ed è un piacere per noi che rappresentiamo la massima assise regionale, essere qui e vedere che realmente i fondi sono stati utilizzati bene”. “Questa non è cosa di poco conto – ha aggiunto Talarico -  e dobbiamo dare merito anche al dr, Mancuso, al quale va il mio ringraziamento per questo lavoro di altissimo livello professionale, per essere riuscito a far quadrare i conti , perché il bilancio dell’Asp di Catanzaro, prima della gestione Mancuso, registrava un disavanzo di 70/90 milioni di euro all’annno, invece adesso il rendiconto dell’Asp di Catanzaro è in pareggio.”

Il Dott. Mancuso ha spiegato che “la realizzazione di questo Polo sanitario va nell’ottica di riorganizzazione di un sistema sanitario che impropriamente ha visto l’ospedale come punto di riferimento per fare moltissime attività che andavano realizzate nel territorio”. “Per effetto di questa politica che è indicata tecnicamente ospedalocentrica – precisa il Direttore generale - noi abbiamo speso tantissimi soldi senza dare grandi servizi al cittadino, se pensate che negli ultimi dieci anni questa regione ha realizzato un deficit di un miliardo e quattrocento milioni di euro, è perché abbiamo dato molto spazio alle attività ospedaliere, dimenticando che il 70% delle attività sanitarie che il cittadino chiede, sono di tipo territoriale. Questo è un investimento importate che produrrà un miglioramento del servizio sanitario che porterà le prestazioni sanitarie più vicino alle casa del cittadino.  

Il Sindaco Bartolotta, nel ringraziare i presenti, in modo particolare il Presidente Talarico, ha espresso la sua grande soddisfazione per “aver potuto realizzare, grazie alla collaborazione del Direttore Generale Dr. Gerardo Mancuso, questa importante struttura sanitaria al servizio del cittadino, non solo per il Comune di Martirano ma per tutto l’hinterland del Savuto; siamo riusciti a realizzare una offerta sanitaria a chilometro zero, nella quale non è il cittadino a cercare la sanità, ma è la sanità a cercare il cittadino.

“Noi come distretto – ha dichiarato il Dott. Paladino - faremo in modo da curare anche le attività amministrative a supporto del Polo per consentire lo svolgimento delle attività sanitarie, per cui, oltre al personale sanitario, a coadiuvare il direttore del Polo inseriremo le attività amministrative. Oggi è un momento di decentramento delle attività sanitarie e di autonomia che sono elementi importanti nel governo e nella gestione della sanità.”

Il Dr. Tomasello ha ringraziato “per la numerosa partecipazione, questo a dimostrazione che i cittadini nutrono forte interesse e apprezzamento per questa struttura che si appresta ad erogare servizi sanitari. Ringrazio voi e il Direttore Generale per la fiducia che avete riposto in me e spero che ci sarà una collaborazione reciproca tra me e i cittadini, di questo ne sono sicuro, gli obiettivi sono abbastanza ambiziosi, certo ci vorrà del tempo, non si può realizzare tutto immediatamente, ma siamo sulla strada giusta, puntare su questo Polo darà l’opportunità di erogare servizi sanitari in tutta l’Area del Savuto.”

La convenzione tra l'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ed il Comune di Martirano, per la realizzazione del nuovo Polo Sanitario, è' stata stipulata, lo scorso 27 novembre. Il contratto prevede la concessione in comodato d'uso gratuito all'Asp dei locali comunali posti al 1° piano del palazzo Municipale di Piazza Vescovado.


Asp Catanzaro: domani martedi’ 18 inaugurazione del nuovo polo sanitario nel comune di Martirano

Catanzaro, 17 dicembre 2013 – Sarà inaugurato domani, mercoledì 18 dicembre 2013, alle ore 12.30, il nuovo Polo Sanitario di Martirano, realizzato grazie alla disponibilità dell’Amministrazione comunale che ha messo a disposizione i locali e ha provveduto a effettuare i lavori di adeguamento della struttura. L'inaugurazione avverrà alla presenza del Direttore Generale, Dr. Gerardo Mancuso, del Sindaco di Martirano, Francesco Bartolotta e del direttore del Distretto Sanitario Dr. Giovanni Paladino. Per l’occasione il primo cittadino di Martirano consegnerà le chiavi del Polo sanitario al direttore Paladino per l’avvio delle attività all’interno della nuova struttura, che servirà un bacino di utenti molto esteso della zona montana dell’hinterland Lametino.


Asp Catanzaro: Mancuso, ospedale Soveria Mannelli sara’ il centro regionale per la lungo degenza e la riabilitazione

Il Sindaco di Cicala ha consegnato una bilancia pesa neonati al Reparto Pediatria di Soveria Mannelli

Catanzaro, 16 dic.  - Si è svolta questa mattina la cerimonia di consegna di una bilancia pesa neonati da parte del Sindaco del Comune di Cicala, Alessandro Falvo, al Reparto di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Soveria Mannelli. La cerimonia di consegna - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa dell'ASP di Catanzaro - si è svolta alla presenza del Direttore Generale dr. Gerardo Mancuso, dell'assessore al Comune di Cicala Pino Scalzo e del vice sindaco Debora Bianco promotrice dell'iniziativa.

Nel corso della cerimonia di consegna della bilancia pesa-neonati, il sindaco di Cicala Alessandro Falvo ha ringraziato il direttore generale per aver preso parte a questa piccola donazione: “Come amministrazione comunale – ha detto – non ci siamo voluti sostituire assolutamente all’Azienda sanitaria che sicuramente avrebbe potuto farlo, ma era giusto un senso di gratitudine per tutta l’equipe del reparto di Pediatria di Soveria Mannelli che veramente quotidianamente svolge un ruolo importante per il territorio così olograficamente svantaggiato, per cui grazie all’Azienda sanitaria, grazie ai dottori che quotidianamente si prendono cura dei nostri bambini”.

È seguito l’intervento del responsabile del reparto di Pediatria dr. Leonardo Sirianni che ha espresso gratitudine e un grazie sentito al sindaco di Cicala “che ha avuto la sensibilità di questo dono che per noi è veramente molto utile. Avevamo una bilancia che sentiva ormai il peso degli anni e quindi abbiamo deciso di cambiarla, grazie al sindaco di Cicala è stato possibile e quindi lo ringraziamo di cuore da parte mia da parte di tutto il personale del reparto che si dedica quotidianamente ad assistere i bambini. Un grazie al direttore generale perché ha dimostrato, nella ristrutturazione di questo reparto, la sensibilità che un manager deve avere nei confronti di un aspetto importante della sanità pubblica che è quello rivolto e dedicato ai bambini”. Chiaramente, ha aggiunto Sirianni, “i bambini rappresentano la fascia più esposta, più debole della collettività e per questo meritano di essere particolarmente attenzionati; debbo dire che in questa Azienda sanitaria la pediatria è stata attenzionata come si doveva e di questo dobbiamo rendere merito alla sensibilità e alla squisita gentilezza del direttore generale che ha voluto anche in questo territorio, in un momento così difficile economicamente per la sanità nazionale, mantenere un servizio fondamentale che è l’assistenza pediatrica”. Qui, ha proseguito Sirianni, “diamo assistenza ai bambini 24 ore su 24, garantendo il servizio a tutto il territorio del Reventino, che è abbastanza vasto dato che comprende circa 40mila abitanti, e noi siamo lieti di poter essere utili in questo senso ai bambini della nostra zona montana”.

Prima della cerimonia di consegna al reparto di Pediatria, il Direttore Generale Mancuso ha visitato il Centro Dialisi di Soveria Mannelli  dove, grazie alla volontà del Dg e alla professionalità e all'impegno della dottoressa Elvira Falvo, è stata da poco attivata la Cartella clinica digitale attraverso l'interfaccia diretta macchine di dialisi-letti-bilancia. L'adozione dei nuovi supporti informatici partirà nei prossimi giorni anche nella Dialisi di Lamezia Terme. “Vogliamo ringraziare il Direttore Generale - ha detto la Dr.ssa Falvo - perché ci ha supportato in tutto questo processo di rinnovamento e soprattutto di una tecnologia più avanzata che anche in un posto montano si riesce ad utilizzare ed a essere così integrati completamento con tutto il contesto. Avremo anche un’osmosi, che è la cosa più importante, che ci potrà fornire anche la possibilità di ampliamenti eventuali qualora saranno possibili. Un grazie che arriva anche dai pazienti, attraverso il loro  rappresentante Pasquale Scarmozzino dell’Aned, che ha voluto ringraziare il Dg Mancuso perché si è molto speso per il sostegno ai pazienti. Il salto qualitativo e culturale è l’attivazione della cartella clinica digitale e la tele dialisi: Soveria Mannelli è infatti il primo centro che utilizza queste strumentazioni in tutta la  Calabria. E questo grazie al Dg Mancuso”.  

A breve questa innovazione sarà estesa a tutti i centri Dialisi della Provincia di Catanzaro. Tutto ciò permetterà di avere tutti i dati del paziente in formato elettronico, al fine di migliorare la qualità dell'offerta terapeutica al paziente, semplificandone la gestione. L'Asp di Catanzaro è la prima in Calabria a partire con la cartella clinica digitale e il monitoraggio informatizzato dei trattamenti dialitici. Questa è l'ennesima dimostrazione che l'ospedale di Soveria Mannelli è attenzionato dalla direzione generale dell'Asp e dalla Regione Calabria, nelle persone dei presidenti Scopelliti e Talarico, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento dei servizi.

“Grazie alla riconversione messa in atto sul presidio ospedaliero di Soveria Mannelli in centro regionale di lungo degenza e riabilitazione – ha spiegato il direttore generale Mancuso – abbiamo evitato sicuramente il rischio di possibile chiusura del presidio, visto che dai Tavoli ministeriali chiedono di ridurre ancora il numero dei presidi ospedalieri in Calabria con la chiusura di altre 11 strutture. Questo per Soveria Mannelli non avverrà perché sarà l’unico centro della Regione Calabria che si occuperà della riabilitazione motoria, neurologica e cardiologica”.


DOMANI IL SINDACO DI CICALA CONSEGNERA’ UNA BILANCIA PESA NEONATI AL REPARTO PEDIATRIA DI SOVERIA MANNELLI

Lamezia Terme (Catanzaro), 15 dicembre 2013  - Domani, lunedì 16 dicembre 2013, alle ore 11.30, il Sindaco del Comune di Cicala, dr. Alessandro Falvo, donerà al Reparto di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Soveria Mannelli, una bilancia pesa neonati. La cerimonia di consegna - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa dell'ASP di Catanzaro - si svolgerà alla presenza del Direttore Generale dr. Gerardo Mancuso, dell’assessore al Comune di Cicale, Pino Scalzo, e del vice sindaco Debora Bianco, promotrice dell’iniziativa. Sarà inoltre presente una rappresentativa di genitori e delle associazioni locali.

Alle ore 11:00, prima della cerimonia di consegna al reparto di Pediatria, il Direttore Generale Mancuso visiterà il Centro Dialisi di Soveria Mannelli che, grazie alla volontà del DG e alla professionalità e all’impegno della dottoress Elvira Falvo, è stata da poco attivata la Cartella clinica digitale attraverso l'interfaccia diretta macchine di dialisi-letti-bilancia. L'adozione dei nuovi supporti informatici partirà nei prossimi giorni anche nella Dialisi di Lamezia Terme.

A breve questa innovazione sarà estesa a tutti i centri Dialisi della Provincia di Catanzaro. Tutto ciò permetterà di avere tutti i dati del paziente in formato elettronico, al fine di migliorare la qualità dell'offerta terapeutica al paziente, semplificandone la gestione. L'Asp di Catanzaro è la prima in Calabria a partire con la cartella clinica digitale e il monitoraggio informatizzato dei trattamenti dialitici. Questa è l'ennesima dimostrazione che l'ospedale di Soveria Mannelli è attenzionato dalla direzione generale dell'Asp e dalla Regione Calabria, nelle persone dei presidenti Scopelliti e Talarico, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento dei servizi.

Con l’occasione il Direttore Generale porgerà gli auguri per le festività natalizie ai dipendenti del presidio ospedaliero.


Asp catanzaro: prima in Calabria ad attivare una specifica pagina web dedicata alla prevenzione della corruzione

Catanzaro, 12 dic. – Sul sito web dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, www.asp.cz.it, è stata pubblicata la bozza del Codice di Comportamento del personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, strumento fondamentale in materia di prevenzione dell'illegalità, - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa dell'ASP - contenente norme  che regolano in maniera preventiva, in senso legale ed eticamente corretto, la condotta del dipendente, al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico, valore che hanno sempre contraddistinto l’azione di governo del Direttore Generale dr. Gerardo Mancuso. Un’attività per la quale l’Asp di Catanzaro ha istituito, grazie alla tempestività del Direttore Generale, con deliberazione n. 260 del 26.03.2013, l’Ufficio Prevenzione della Corruzione, affidandone la responsabilità al Dr. Francesco La Cava, in virtù del significativo lavoro da lui svolto in materia di anticorruzione.  Il provvedimento è stato adottato in esecuzione della legge 190/2012, "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", che prevede che tutti gli enti pubblici, aziende sanitarie comprese, si dotino di strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza. Le Aziende sanitarie sono quindi tenute, entro il 31 gennaio 2014, a nominare il responsabile locale anticorruzione, a pubblicare online il Piano triennale anticorruzione e a fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo). L’Asp di Catanzaro è la prima azienda sanitaria calabrese, e una delle prime in Italia, ad attivare sul proprio sito web istituzionale, diretto dal dr. Pasquale Natrella, secondo quanto stabilito dalla disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, una specifica pagina web dedicata alla prevenzione della corruzione, contenente la bozza del Codice di Comportamento Aziendale e la "Guida del Segnalante" (whistleblower), che indica le modalità per segnalare mal pratiche amministrative, violazioni disciplinari, fatti corruttivi o reati in genere. Il Codice opera una ricognizione degli obblighi che qualificano il corretto adempimento della prestazione lavorativa, fornisce adeguati "canoni di comportamento"  e si pone quale strumento di ausilio per tutto il personale operante all'interno dell'Azienda Sanitaria, al fine di un corretto adempimento delle proprie funzioni. Al tempo stesso esso rappresenta un mezzo attraverso il quale la Direzione aziendale intende prevenire alcune situazioni di mala gestione operando, pertanto, un controllo interno sul personale. La Bozza del Codice di Comportamento ha individuato regole di condotta differenziate a seconda delle specificità professionali delle aree di rischio, che integra e specifica la normativa pregressa del pubblico dipendente contenute nel D.P.R. n.62 "Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'art 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165". Insieme alla bozza del Codice è stata pubblicata anche la relazione illustrativa provvisoria di accompagnamento ad esso  che ha il compito di illustrare i contenuti del Codice di Comportamento del personale dell’Asp di Catanzaro, evidenziando anche le finalità che hanno ispirato l’individuazione dei modelli di comportamento che l’articolato esprime. Per consentire la più  ampia partecipazione alla stesura del Codice è stata prevista una procedura aperta alla partecipazione  di tutti i soggetti sia all'esterno - che a qualsiasi titolo hanno rapporti o/e interessi con l'Asp - sia ai soggetti presenti all'interno, con distinti ruoli e funzioni. I suggerimenti e le proposte per modifiche e/o integrazioni della bozza del Codice di Comportamento saranno accettate, previa modulistica apposita, scaricabile on line, -Allegato A- Mod/asp.cz-01, per suggerimenti e proposte, per modifiche e/o integrazioni del Codice, debitamente compilata ed inviata via e-mail o via posta tradizionale all'Ufficio Prevenzione della Corruzione, entro il 10 gennaio 2014. La legge 190/2012 ha fornito alle pubbliche amministrazioni gli strumenti adatti per far funzionare al meglio la macchina burocratica al servizio dei cittadini, lottando il malaffare con il coinvolgimento del proprio personale, che è messo nelle condizioni per contribuire a combattere i rischi di corruzione. L’Asp di Catanzaro, facendo proprie le finalità che si è posto il legislatore, ha dato concretezza alla normativa, ponendo in essere le attività che sono strumentali all’avvio di un efficace sistema di prevenzione, nella convinzione che è quanto mai necessario adoperarsi con impegno contro ogni comportamento che superi i limiti della legalità.


Asp Catanzaro: con un corso sull’ analisi  organizzativa, si avvia a conclusione un anno di intensa attivita’ per la struttura formazione e qualita’.

Catanzaro, 11 dic. – Si è svolta a Lamezia Terme la seconda edizione del corso formativo su "L’analisi sistemica e il contributo dei professionisti sanitari alla riprogettazione organizzativa", riservato all’Area della dirigenza e a quella del Comparto. Il personale - si legge in una nota dell'Ufficio Stampa dell'ASP - che ieri e oggi ha partecipato alle due giornate di studio, organizzate dall'unità operativa Formazione e Qualità dell'Asp di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, è stato impegnato ad approfondire argomenti tecnico-scientifici e di management per sviluppare competenze logiche e metodologiche, ma anche capacità operative trasferibili all'attività lavorativa quotidiana. Per tale ragione la metodologia è mista, a momenti teorici si affiancano unità didattiche di sperimentazione concreta (consulenza d'aula, simulazioni). L'intento della proposta formativa, che si è sviluppata con il contributo del Prof. Roberto Vaccani, docente di Organizzazione e comportamento organizzativo, all’Università Bocconi di Milano, è di fornire alle figure sanitarie modelli logici, metodologici e linguaggi comuni, rivolti al governo di persone e alla analisi organizzativa.  Nell’ambito dell’analisi organizzativa  i modelli sono strumenti indispensabili per orientare l’esplorazione selettiva  dell’organizzazione, per individuarne i punti di forza e le criticità in ordine al mandato, e infine per progettare e migliorare la qualità. Analizzare una organizzazione utilizzando un modello significa analizzare le variabili indicate dal modello  e le relazioni tra esse per evidenziare incongruenze e criticità suscettibili di interventi di Miglioramento della Qualità. L’altro elemento che sarà trattato sono le  persone e la loro coerenza professionale ed attitudinale con i profili di ruolo ricoperti. Tutti i contenuti proposti saranno supportati da note didattiche, pubblicazioni e supporti multimediali, strettamente inerenti ai modelli trattati. La prima edizione del corso si è tenuta nello scorso mese di ottobre, ed era stata inserita nella programmazione degli eventi formativi che annualmente viene predisposta dall’U.O. Formazione e Qualità dell'ASP, con l’obiettivo di valorizzare le capacità professionali e favorire percorsi organici di miglioramento continuo dell’organizzazione offrendo al contempo occasioni di incontro, condivisione e scambio di esperienze. L’attività formativa molto intensa del 2013, tradotta in numeri ha fatto registrare circa 1550 giornate formative alle quali hanno partecipato 4734 operatori, tra Area della dirigenza e del comparto, compresi gli amministrativi, per l’assegnazione di circa 1581 crediti formativi. Un impegno notevole di tutto lo staff organizzativo preposto, che già si prepara ad affrontare il prossimo anno ricco di proposte e avvenimenti, per favorire tra gli operatori sanitari, indipendentemente dal ruolo e dall’ambito professionale cui appartengono, l’accrescimento di nuove competenze da mettere a frutto nei processi delle attività aziendali.


Sanità: La sfida della non autosufficienza e le risposte del sistema socio-sanitario 

Catanzaro, 11 dic. Domani, alle ore 15.00, si terrà, presso l’Aula Magna A dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, il seminario sulla sfida della Non Autosufficienza e le risposte del Sistema Socio-Sanitario, che concluderà il Corso Universitario di Aggiornamento Professionale in “Management integrato dei Servizi Sociali e Sanitari”, organizzato dal Dipartimento in Scienze della Salute dell’Ateneo catanzarese in collaborazione con l’INPS (Gestione ex-Inpdap) Calabria. “Si tratta – ha spiegato il Prof. Guido Giarelli, direttore del Corso di aggiornamento professionale in “Management integrato dei Servizi Sociali e Sanitari”, - di un tema di grande attualità che riguarda secondo i più recenti dati ISTAT oltre duemilioniseicentomila persone in Italia che presentano una qualche forma di disabilità più o meno grave che produce loro una riduzione significativa dell’autonomia personale. Un problema di non autosufficienza destinato ad aggravarsi nei prossimi anni a causa del processo continuo di invecchiamento della popolazione e che necessita di risposte strategiche adeguate da parte del sistema dei servizi socio-sanitari nel nostro Paese”.  Le politiche di Long Term Care costituiscono la risposta più adeguata a tale scopo ma necessitano un ripensamento complessivo che consenta di attivare nuovi servizi e strutture intermedie e territoriali a questo scopo.

Interverranno, dopo i saluti iniziali di Giovambattista De Sarro, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Ateneo Catanzarese, ed        Elio Rivezzi, Direttore generale INPS Calabria: Amalia Bruni, Direttore Centro Regionale di Neurogenetica, ASP di Catanzaro; Antonio De Luca, Psicologo e psicoterapeuta, docente di Psicopatologia Fenomenologica; Pietro Gareri, Geriatra ASP di Catanzaro; Francesco Perticone, Professore Ordinario di Medicina Interna, Direttore Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università Magna Graecia; Maurizio Rocca, Direttore Distretto Catanzaro Lido.  Tra i Discussant: Gerardo Mancuso,  Direttore generale Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro; Gianfranco Scarpelli,  Direttore generale Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza; Rocco Antonio Nostro, Direttore generale Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone; Elga Rizzo, Direttore generale Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” Catanzaro; Paolo Maria Gangemi, Direttore generale Azienda Ospedaliera di Cosenza; Al termine del seminario saranno consegnati gli attestati di partecipazione al Corso CUAP MISSS, per il quale sono stati riconosciuti n.3 crediti formativi per gli assistenti sociali.


Asp catanzaro: prevenzione per gli infortuni domestici, corso di formazione per insegnanti a montepaone

Catanzaro, 8 dic. - Giorno 9 dicembre si terrà un Corso di formazione destinato agli insegnanti sulla prevenzione degli incidenti domestici. L’incontro si terrà nei locali dell'Istituto Comprensivo di Montepaone, Distretto di Soverato. Il corso – si legge in una nota dell’Ufficio Stampa dell’ASP - rappresenta la giornata conclusiva del Progetto regionale di Prevenzione 2.3.3 “Programma di interventi rivolto ai genitori dei bambini tra 0 e 4 anni ed agli insegnanti delle scuole dell’infanzia calabrese” realizzato nel biennio scolastico 2012-2013 con un coinvolgimento di 11 Istituti scolastici, 25 sezioni di scuola materna e 354 alunni. In particolare sono stati formati 64 insegnanti e 118 genitori che hanno acquisito conoscenze di tipo preventivo ed abilità pratiche, ovvero, capacità di intervenire con corrette manovre di pronto soccorso pediatrico in caso di bambini incidentati. Il progetto è stato realizzato nelle scuole del territorio dell'ASP di Catanzaro dalle operatrici  Rossella Parentela, Assistente sociale, ed Ida Todaro, Infermiera Professionale afferenti all'Unità Operativa Pediatria di Comunità. La formazione è avvenuta ad  opera delle Dr.sse Rossella Anfosso(nella foto) Responsabile della stessa Unità Operativa e Referente aziendale del progetto e Stefania Zampogna Dirigente medico pediatra dell'Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, Referente regionale del progetto. Il corso di domani si svolgerà con una parte teorica ed una parte di PBLS (Pronto soccorso pediatrico). Tutti gli insegnanti dovranno imparare ad effettuare manovre di pronto soccorso quali l'eliminazione di corpo estraneo e la respirazione bocca a bocca.  A fine corso verranno distribuiti gli opuscoli "La famiglia di casa pericoli" realizzati nell'ambito del progetto quali kit didattici per insegnanti e genitori,  contenenti  norme di tipo preventivo ed indicazioni sulle azioni terapeutiche da adottare in caso di incidente domestico.


Asp Catanzaro: stipulata convenzione con  comune  martirano per consentire avvio  nuovo polo sanitario

Catanzaro,  7 dic. – E’ stata stipulata, lo scorso 27 novembre, la convenzione tra l'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ed il Comune di Martirano per consentire l'avvio del costituendo Polo Sanitario. Il contratto prevede la concessione in comodato d’uso gratuito all'Asp dei locali comunali posti al 1° piano del palazzo Municipale di Piazza Vescovado, già predisposti, con gli opportuni interventi, per accogliere la struttura. Il Direttore Generale dell’Asp, Dr. Gerardo Mancuso, spiega che “l’iniziativa è sicuramente  utile a migliorare la vita di tanti cittadini che non saranno più costretti a spostarsi dal loro hinterland per sottoporsi alle visite ambulatoriali, realizzando una organizzazione della Sanità più orientata sul territorio”. Per il Sindaco di Martirano, Francesco Bartolotta, “l’attivazione del Polo Sanitario riveste un’importante funzione sociale e sanitaria sia per i cittadini del Comune di Martirano sia per quelli residenti nei Comuni limitrofi,  tenuto conto della notevole distanza che intercorre tra questa area e gli altri centri come Soveria Mannelli e Nocera Terinese. Il contratto, la cui durata è stabilita in anni 10, rinnovabili, con decorrenza dal 15/12/2013, prevede che le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali, comprese quelle per la fornitura di acqua e lo smaltimento dei rifiuti assimilabili a quelli urbani, sono a carico del Comune di Martirano. Le spese relative alla fornitura di energia elettrica, gas, utenze telefoniche e smaltimento dei rifiuti speciali saranno a carico dell’Asp di Catanzaro, che dovrà custodire i locali concessi, adibendoli esclusivamente per l’attività del Polo Sanitario Territoriale. E dunque prossima l’apertura del nuovo Polo che servirà ad erogare alcuni servizi ambulatoria per una assistenza sanitaria vicina al cittadino.


Asp catanzaro: a lamezia terme il primo incontro del comitato per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza

Catanzaro, 7 dic.  – Si svolgerà martedì 10 dicembre, alle ore 12,15, nella Sala “Ferrante” del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, il primo incontro del Comitato per il controllo delle Infezioni Correlate all’Assistenza (C.I.C.A.), istituito dall’Asp di Catanzaro lo scorso ottobre. L’organismo  vuole rappresentare un perfezionamento ed un superamento del concetto di comitato di controllo delle infezioni ospedaliere, estendendo il proprio campo di intervento dall’ambito ospedaliero a tutti i restanti ambiti assistenziali aziendali. Un obiettivo in linea con la missione aziendale, in materia di rischio infettivo, che consiste nella promozione della sicurezza dei pazienti e degli operatori e di tutti coloro, che, a vario titolo e in varia misura, nel contesto territoriale afferente all’Azienda, possono venire esposti al rischio di contrarre un’infezione correlata all’assistenza. All’incontro è prevista la presenza del Direttore Generale dell’Asp, Dr. Gerardo Mancuso e del Direttore Sanitario, Dr. Mario Catalano, Presidente del C.I.C.A. . Il Dr. Pietro Menniti, in qualità di Vice Presidente del Comitato e di Coordinatore delle Direzioni Sanitarie dei Presidi Ospedalieri dell’ASP, aprirà i lavori che saranno moderarti dalla Dr.ssa Annalisa Spinelli, Segretaria del Comitato. In qualità di relatori, interverranno il Dr. Arcangelo Delfino, Responsabile dell’Unità operativa Prevenzione Infezioni Ospedaliere dell’Asp, e la Dr.ssa Rosa Anna Leone, Direttore U.O. Microbiologia e Virologia dell’Asp. Inoltre saranno presenti tutti i primari del presidio ospedaliero di Lamezia Terme e la dott.ssa Clementina Fittante, responsabile dell’U.O. Formazione e Qualità.Con l’occasione verrà presentato un modello di Sistema Aziendale per la lotta contro le Infezioni Correlate all’Assistenza (I.C.A.), che è costituito dalla Direzione Aziendale, dalla Leadership aziendale, dalle articolazioni organizzative con funzioni dedicate, dall’insieme dei “datori di assistenza”, delle varie tipologie di pazienti/utenti e delle restanti categorie di stakeholders, ovvero di coloro che a vario titolo sono portatori di interesse nei confronti dell’Azienda. L’iniziativa è stata adottata in sintonia con una visione aziendale che auspica uno scenario di lotta contro le I.C.A., che sia consapevole e globale, forte del contributo dell’intera popolazione afferente all’ambito assistenziale provinciale. Contributo reso attraverso una partecipazione attiva ed informata alla pianificazione e all’attuazione dei programmi, soprattutto da parte degli operatori e dei pazienti stessi, ma anche da parte di tutti coloro, che, a vario titolo, possono venire esposti al rischio di infezione correlata all’assistenza e/o che, in diversa misura, prendono parte all’elaborazione e/o all’applicazione dei programmi.


Asp Catanzaro: avviate in undici istituti superiori di Catanzaro le attivita dei centri informazione e consulenza

Catanzaro, 7 dic. – Il Ser.T. di Catanzaro, diretto dal Dott. Bernardo S. Grande, ha avviato, dallo scorso novembre, le attività dei CIC (Centri Informazione e Consulenza) in undici Istituti Superiori di Catanzaro. L’attività, come stabilito dall’art. 106 T.U. - D.P.R. 309/90, rientra tra gli interventi organizzati dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro,  attraverso il Ser.T., nelle scuole secondarie di secondo grado e si avvale di operatori del pubblico e del privato, con il coinvolgimento di 28 operatori dell’Asp di Catanzaro, appartenenti a varie Unità Operative quali: Ser.T. di Catanzaro, Lineaverde droga, Centro di solidarietà, Servizio di Educazione alla salute, Centro di salute mentale, Neuropsichiatria infantile, Pediatria di comunità, Igiene di Sanità pubblica del Distretto 1. Le giornate dedicate al C.I.C. sono state organizzate e concordate con la Dirigenza di vari Istituti e con il coinvolgimento in ognuno di essi di uno o più docenti Referenti. Durante gli incontri in classe sono stati trattati, in termini di prevenzione, argomenti di varia natura su dipendenza da sostanze legali ed illegali, abuso di alcol e guida, sessualità e problemi sociali ed in particolare sui rischi del fumo di tabacco. Per le varie trattazioni sono stati opportunamente utilizzati strumenti di presentazione Power point, filmati ecc. . Inoltre, su precise richieste delle scuole, sono stati organizzati altri momenti di prevenzione ed informazione, con la collaborazione di specifici Servizi (Consultori, Polizia di Stato ecc.). E’ importante sottolineare che i C.I.C., una volta preso atto delle varie  problematiche, non possono e non  devono risolvere i casi ma orientarli verso le possibili soluzioni e quando necessario indirizzarli verso altri Servizi di territorio.  Gli istituti scolastici interessati dall’attività dei C.I.C. sono il Liceo Classico “P. Galluppi”, Liceo Scientifico “L. Siciliani”, Liceo  Artistico, Tecnico per Geometri “R. Petrucci”, Tecnico per le  Attività Sociali “B. Chimirri”, Tecnico Industriale Statale “E. Scalfaro”, Tecnico Agrario “Vittorio Emanuele II”, di Catanzaro; il Liceo Scientifico “E. Fermi”, Liceo Linguistico e Sociopsicopedagogico, Tecnico per Geometri “R. Petrucci” (succursale), di Catanzaro Lido; di Istruzione Superiore “U.S. Maresca”, di Catanzaro Sala. I gruppi dei C.I.C. hanno incontrato, nel corso dell’anno scolastico, circa seimila studenti compresi tra le prime e le quinte classi.


Asp Catanzaro: Francavilla, nessun ritardo ne’ interruzione dei flussi finanziari per le farmacie convenzionate

Catanzaro, 5 dic. – Il Direttore dell’Unità Operativa Gestione  Risorse  Economiche e Finanziarie dell’Asp di Catanzaro, Rag. Francesco Francavilla, interviene in merito alle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal presidente di Federfarma Catanzaro Vincenzo Defilippo. “Mi corre l’obbligo, in rappresentanza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro – afferma Francavilla – replicare a quanto dichiarato dal dott. Vincenzo Defilippo, presidente provinciale di Federfarma, alla stampa nei giorni scorsi, quando afferma che l’Asp di Catanzaro non intenderebbe utilizzare risorse finanziarie già disponibili per remunerare le farmacie convenzionate. Il dott. Defilippo, spiace dirlo, non è ben informato in merito, atteso che le risorse straordinarie erogate a questa Azienda hanno precisa destinazione, per effetto di due distinti decreti: uno (Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 120/04-09-2013) per il pagamento dei debiti pregressi certi, liquidi ed esigibili alla data del 31.12.2012; l’altro (Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 121/09-2013) per il pagamento dei debiti pregressi certi, liquidi ed esigibili, secondo il preciso ordine cronologico delle fatture, dalla più remota alla più recente”.  “Le farmacie convenzionate, dunque, non sono e non possono essere beneficiarie di tali risorse – evidenzia Francavilla – perché così è stabilito dalla legge, senza trascurare che il ritardo dei pagamenti nei loro confronti, a oggi, è di soli 65 giorni considerando la tempistica prevista per la liquidazione delle ricette dalla Convenzione approvata con Decreto della Giunta Regionale n. 134 del 17-02-1999, punto 2) lettera b).  Quanto, invece, ai pagamenti correnti, gli stessi sono sempre stati assicurati con le risorse ordinarie mensilmente erogate all’Asp dalla Regione Calabria, fermo restando che per gli eventuali ritardi mensili sono riconosciuti interessi legali, al saggio stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”.  “Nessun ritardo e/o interruzione dei flussi finanziari è da rilevarsi quindi in tal senso – sottolinea il direttore dell’unità operativa Gestione Risorse Economiche e Finanziarie dell’Asp – tant’è che nei prossimi giorni saranno regolarmente erogate le spettanze dovute. Non sussiste quindi una posizione debitoria tale da destare simili esternazioni e allarmismi: l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro è annoverabile, in campo nazionale, tra le Aziende sanitarie più puntuali nel pagamento delle spettanze alle farmacie convenzionate”.  “In tale stato di cose – ribadisce Francavilla – le paventate iniziative di serrata e/o di protesta non possono che assumere connotati di speciosità, evidentemente inopportune nei confronti di chi, nel particolare momento storico, vive obiettive situazioni di bisogno e di difficoltà economica. Ogni iniziativa in tale senso esiterebbe esclusivamente danno agli utenti e, soprattutto, alle fasce più deboli. L’Azienda, pertanto, invita i titolari delle farmacie convenzionate, con i quali peraltro intercorrono cordialissimi rapporti, alla ragionevolezza e al senso del dovere che li ha sempre contraddistinti per ruolo, riservandosi, suo malgrado, ogni utile iniziativa in caso d’ingiustificata interruzione del servizio ai cittadini”.


Asp Catanzaro: congresso a Lamezia Terme della rete diabetologica calabrese

Lamezia Terme,  5 dic.  - Si terrà, venerdì il 6 e  sabato 7 dicembre, nei locali della Fondazione Terina di Lamezia Terme, il IV Congresso della Rete Diabetologia Calabrese, responsabili scientifici il Dott. Ernesto Saullo, direttore dell’Unità operativa Pediatria dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme e la Dott.ssa Mimma Caloiero, medico pediatra, per la Segreteria scientifica la Dott.ssa Elisabetta Mercuri. La rete diabetologia nasce dall’esigenza dei pediatri calabresi di confrontarsi e condividere protocolli diagnostico-terapeutici per affrontare al meglio quella che si è ormai delineata come patologia emergente negli ultimi anni: il diabete giovanile. Il programma, articolato su due giornate, prevede l’incontro con i maggiori specialisti del settore per approfondire le cause genetiche, affinare i percorsi per un corretto approccio diagnostico-terapeutico nonché confrontarsi, anche con le associazioni delle famiglie, sulla gestione dei pazienti al fine di migliorarne la qualità di vita. Il congresso si pone anche l’obiettivo di  avviare un confronto tra gli specialisti ospedalieri e universitari che si occupano di diabete infantile e  dell’età adulta, per facilitare il processo di transizione, in ottemperanza a quanto previsto dal “piano nazionale sulla malattia diabetica”, in vigore dal febbraio 2013 e già recepito dalla Regione Calabria. Durante i lavori verrà assegnato un riconoscimento al migliore progetto tendente a valorizzare la formazione e la ricerca sul diabete nella regione Calabria.


Influenza: Federfarma Catanzaro, vaccino disponibile in farmacia
Catanzaro, 5 dic. - Federfarma Catanzaro informa che e' disponibile nelle farmacie il vaccino contro l'influenza stagionale. "Quest'anno - si legge in un comunicato - e' opportuno vaccinarsi subito: nei confronti dell'influenza la miglior arma e' la prevenzione e grazie al vaccino non si perdono giorni di lavoro e di scuola. Per alcune categorie poi, come gli anziani, i malati cronici e le categorie professionali a rischio, la vaccinazione e' indispensabile.. Le dosi di vaccino acquistabili in farmacia - come ha ricordato il Ministero della Salute - sono principalmente destinate ai cittadini che, pur non rientrando in una delle categorie a rischio, vogliono comunque proteggersi dall'influenza". Federfarma ricorda infine che il Ministero raccomanda di effettuare la vaccinazione entro la fine del mese di dicembre per assicurare una efficace copertura contro l'epidemia influenzale il cui picco sara' previsto a partire da gennaio 2013. "Il vaccino - e' scritto - e' una protezione importante e anche per quanto riguarda l'influenza e i diversi vaccini le farmacie sono sempre a disposizione per dare ai cittadini, insieme ai medici, tutte le informazioni necessarie".


Sanita’: medici lanciano  campagna informativa contro l’abusivismo 

Catanzaro, 5 dic. - Sabato mattina, 7 dicembre 2013, nella sala “Catuogno” dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Catanzaro (via Settembrini, 8) il Presidente Albo Odontoiatri, Dr. Salvatore De Filippo insieme al Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Dr. Vincenzo Antonio Ciconte, presenterà una importante campagna di informazione contro una delle piaghe più profonde che affliggono l’odontoiatria in Italia:l’esercizio abusivo della professione odontoiatrica. La presentazione dell’evento si svolgerà durante l’ultimo appuntamento  del Corso di Aggiornamento “Gli Odontoiatri al servizio delle famiglie”, organizzato dall’Albo degli Odontoiatri  che da giugno a novembre ha visto una grande partecipazione dI professionisti iscritti all’Albo. Sono Diecimila i FALSI-dentisti in Italia che  esercitano abusivamente la professione, provocando così un danno incalcolabile per la salute dei cittadini che inconsapevolmente si affidano alle loro cure . Sono dati nazionali, elaborati dall’Eures, che hanno acceso un campanello d’allarme anche nell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Catanzaro, pertanto la Commissione Odontoiatrica,  ha inteso attivare uno sportello  anti-abusivismo nonché lanciare una campagna di informazione a tutela dei cittadini. “Questa campagna,ha  detto il presidente albo odontoiatri, si inserisce nel piano di azioni formative e comunicative che la nostra Commissione ha inteso sviluppare negli ultimi anni: continuare a qualificare  sempre il livello professionale dei nostri iscritti, a vantaggio diretto delle famiglie che a loro si affidano, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’abusivismo che insieme al cosiddetto “prestanomismo”    discreditano  l’attività professionale odontoiatrica con un rischio di una scarsa tutela della  salute dei cittadini”. “La manifestazione vede la collaborazione della Federfarma provinciale, rappresentata dal suo presidente dr. Enzo Defilippo, dal Tribunale dei Diritti del Malato, con il suo presidente Emilia Celia, nonché con la preziosa collaborazione dei NAS dei Carabinieri, rappresentata dal suo Comandante, Capitano Giovanni Trifirò.


Assistenza: celebrata la giornata nazionale dei diritti delle persone con disabilita’

Rossano 5  dic. -  Si è celebrata lo scorso 3 dicembre la “giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilita”. Per l’occasione si è organizzato a Milano, presso il Palazzo Reale, un Convegno dal titolo la “Prospettive dalla Lombardia”. All’evento hanno partecipato ospiti di primissimo piano, sia sul profilo politico che scientifico , tra questi il rossanese MARIO SMURRA, Presidente Nazionale dell’UNIC (Unione Nazionale Invalidi Civili). Una presenza importante e significativa che da lustro e orgoglio alla città bizantina, e che apre la strada per eventuali passi in avanti nel campo della disabilità locale. MARIO SMURRA: “Mi auguro che in futuro anche nel nostro territorio si possano organizzare con grande sensibilità iniziative valide come quella messa in atto dalla Lombardia sul delicato tema della disabilità. Ringrazio il presidente regione Lombardia U.Di.Con Peppino Falvo per avermi coinvolto nell’iniziativa”. Il convegno tenutosi lo scorso 3 Dicembre a Milano è stato organizzato dall’U.Di.Con (Unione Difesa Consumatori) e dalla Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici,  in collaborazione con UNIC, l’Epas il Segretariato di Stato Sanità e Sicurezza Sociale. L’evento si è avvalso di prestigiosi patrocini e collaborazione, trai tanti: il Ministero della Salute, e Ministero dei beni culturali e attività culturali del turismo, Regione Lombardia, provincia e comune di Milano, EXPO Milano 2015, INAIL. Scopo principale dell’iniziativa era  promuovere la diffusione dei temi legati alla disabilità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui concetti di dignità, diritti e benessere delle persone disabili.  Durante il dibattito è si è inserita perfettamente l’egregia relazione del Presidente Nazionale dell’Unic, il rossanese MARIO SMURRA. Nella sua relazione intitolata “Lo stato dell’Invalido  in Italia” Smurra ha  saputo toccare con delicatezza e esperienza temi cardine e pungenti dell’attuale  situazione in cui versa il welfare  state italiano. La figura della persona invalida  secondo Smurra deve essere intesa a 360°. “L’invalido  è una persona con una sua dignità e una sua sensibilità, che deve essere sostenuto e supportato nel suo inserimento nel tessuto economico e sociale”.  Continua SMURRA: “Con spirito critico va però detto che in passato del riconoscimento di status di “Invalido”  ne hanno approfittato soggetti truffaldini che pur non avendo reali condizioni di disabilità godevano dei benefici. Al contrario molti afflitti da patologie gravissime, che impediscono anche i movimenti, non garantiscono completamente lo status di autosufficienza e si sono visti attribuire dalle commissioni esaminatrici percentuali irrilevanti di invalidità, non corrispondenti al grado di invalidità effettivamente posseduto”. A fronte di tali esperienze SMURRA lancia un monito: “Va prestata più attenzione alla valutazione delle condizioni sanitarie delle persone che chiedono il riconoscimento dello status di “invalido”. Gli errori di valutazione possono avere conseguenze inimmaginabili per la persona invalida”. La corposa relazione del Presidente SMURRA ha riscosso molti consensi e applausi quando ha toccato il tema dell’equità del ristoro economico all’invalido. Secondo MARIO SMURRA: “Non è equo dal punto di vista sociale, che il ristoro economico al disabile debba avvenire senza tenere conto del reddito e del patrimonio dell’invalido stesso”. Precisa SMURRA: “L’invalidità è una patologia! E come tale non determina differenze di condizione sociale; di conseguenza sono invalidi sia coloro i quali nascono i famiglie benestanti che quelli in famiglie indigenti. L’individuo ha il sacrosanto diritto che lo Stato e la collettività gli garantiscano rispetto e attenzione affinché la propria condizione di vita sia quanto più possibile normale”. Continua Smurra: “E’ innegabile che il bisogno di assistenza economica da parte dello Stato possa essere diversa da un soggetto all’altro, proprio in virtù del concetto di redditività. Per quanto ovvio, tengo a precisare che neanche minimente mi permetterei di negare che la dignità di un individuo sia esattamente pari a quella di un altro. Ma sono anche convinto che le circostanze economiche determinano la differenza del benessere degli individui. Quindi lo stato di indigenza economica non può essere trattato come l’agiatezza”. Chiosa SMURRA: “Credo che sia necessario che si stabiliscano fasce di reddito adeguate e ben determinate da cui partire per poter decretare l’ammissione all’erogazione dei sussidi economici. Vanno mantenuti assolutamente inalterati i benefici e le prerogative del mondo della disabilità senza distinzione tra soggetti riconosciuti tali, ma l’erogazione del sostentamento economico dovrà senz’altro tenere conto delle fasce di reddito”.  Conclude il Presidente Nazionale UNIC SMURRA: “Noi dell’Unic, siamo impegnati  sul  territorio, specie nelle periferie,  con l’obiettivo di essere sempre al servizio della gente”. Al convegno di Milano hanno relazionato illustri tra questi: Filippo del Corno, assessore alla cultura comune Milano, Marco Flavio Cirillo sottosegretario all’ambiente, Alberto Artioli Soprintendente di Milano, Raffaele Cattaneo presidente consiglio regionale Lombardia, Mario Melazzini assessore regionale attività produttive, Giovanni De Nicola Assessore alle infrastrutture, Denis Nesci Presidente nazionale UNICON e il direttore sanitario U.Di.Con Antonio Desogus e tanti altri ospiti illustri.


Asp catanzaro: e’ in corso la campagna vaccinale antinfluenzale. Facilitata quest’anno la distribuzione gratuita dei vaccini per le classi a rischio

Catanzaro, 3 dicembre 2013 - E' partita da qualche giorno la campagna anti influenzale, per l'anno 2013/2014, nel territorio di pertinenza dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Dal 20 novembre scorso sono, infatti, in distribuzione i vaccini per la prevenzione dell'influenza stagionale. Il farmaco è già disponibile dai Medici di Medicina Generale e nei poli sanitari dell'Asp dislocati su tutto il territorio provinciale, dove i cittadini aventi diritto potranno recarsi per effettuare direttamente la vaccinazione.

 “In virtù della convenzione che è stata stipulata – spiega il Direttore Generale dell’Asp Dr Gerardo Mancuso – quest’anno la campagna vaccinale antinfluenzale si svolge con la collaborazione dei medici di Medicina generale e dei Servizi Vaccinali dell’Asp. L'Azienda sanitaria ha già distribuito i vaccini di cui i medici di base hanno bisogno, allo scopo di agevolare, grazie a questo protocollo d’intesa, le richieste degli assistiti. Lo scorso anno  è stato raggiunto un ottimo risultato con la somministrazione di ben 65.000 vaccinazioni, superando abbondantemente gli obiettivi target imposti dal Ministero della Salute e, con la collaborazione dei MMG, contiamo di superare questa cifra.”

Sarà inoltre disponibile una task force per vaccinare a domicilio tutte le persone allettate che ne faranno richiesta. Nella campagna di vaccinazione saranno impegnati tutti i medici dell'UOISP (Unità Operativa Igiene e Sanità Pubblica) e tutto il personale del Servizio vaccinazioni, i medici responsabili dei poli sanitari, gli ex medici condotti che lavorano ancora per l'Asp e personale messo a disposizione dai responsabili dei distretti. A Lamezia saranno impegnate anche le infermiere dalla Croce Rossa Italiana che collaboreranno con il servizio.

La campagna di vaccinazione stagionale, promossa e sostenuta economicamente dal Servizio sanitario nazionale, è rivolta principalmente alle persone di età pari o superiore a 65 anni, nonché alle persone di tutte le età con alcune patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza. L'offerta gratuita attiva è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale.

Per la somministrazione del vaccino, dovranno rivolgersi ai Medici di Medicina Generale gli ultrasessantacinquenni ed i soggetti con patologie, mentre dovranno fare riferimento agli Ambulatori vaccinali dell’Asp i bambini di età superiore a sei mesi ed i ragazzi fino al diciottesimo anno di età appartenenti alle categorie a rischio, ad esempio cardiopatici, soggetti allergici, diabete mellito etc.; gli adulti che per lavoro svolgono servizi essenziali, come operatori sanitari, forze dell’ordine, vigili del fuoco,etc.; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza ed altre categorie che sono citate nella circolare del Ministero della Salute.

Per l’Ambito territoriale di Lamezia Terme, gli ambulatori di riferimento sono il Centro unico vaccinale, che è ubicato nel Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, dove afferiscono le utenze di dieci Comuni del territorio e precisamente: Lamezia Terme, Conflenti, Feroleto A., Pianopoli, Platania, Martirano A., Martirano L., Nocera Terinese, S. Mango D’Aquino, Serrastretta, con un bacino totale d’utenza di circa 130.000 cittadini.

Gli orari di apertura del Centro unico vaccinale sono: dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 12.00;  lunedì e mercoledì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 17.00.

Gli altri Punti vaccinali si trovano ubicati nei locali del poliambulatorio di ciascuno dei seguenti Comuni:  Gizzeria, per l’utenza di Gizzeria e del Comune di Falerna, aperto ogni mercoledì  dalle ore 9.00 alle ore 12.00, tel.0968/466852; Decollatura, per l’utenza di Decollatura e del Comune di Motta S. Lucia, aperto il primo ed il terzo venerdì di ogni mese dalle ore 9.30 alle ore 12.00, tel. 0968/63213; Maida, aperto ogni giovedì dalle ore 9.30 alle ore 11.00, tel. 0968/754669. Il Punto vaccinale di Curinga, aperto ogni martedì dalle ore 9.30 alle ore 11.30, è ubicato nei locali dell’ex Guardia Medica, tel. 0968/739135.

Comunque, l’utenza riferita ai punti vaccinali sopra elencati può afferire, senza prenotazione, al Centro Unico Vaccinale di Lamezia Terme. L’utenza dei Comuni di Carlopoli, Cortale, Jacurso, S. Pietro a Maida, Soveria Mannelli dovrà rivolgersi ai Medici ex Condotti dei paesi di riferimento.

Per l’Ambito territoriale di Catanzaro i centri vaccinali di riferimento sono Catanzaro, Viale Pio X, ex clinica Mater Dei, da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Per eventuali informazioni telefonare allo 0961703481; Taverna, nei locali del Poliambulatorio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 12.00; Catanzaro Lido, nei locali del Distretto Sanitario di Via Stromboli, da lunedì a venerdì dalle ore 8.45 alle ore 12.00. Per eventuali informazioni telefonare allo 0961-734250, anche per le vaccinazioni da effettuare nelle postazioni periferiche di Borgia, Botricello e Sersale; Soverato, nel Municipio in Piazza Maria Ausiliatrice, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00. Per le vaccinazioni nelle postazioni periferiche di Squillace, Badolato, Chiaravalle, Girifalco, telefonare per le prenotazioni al numero 3667603478.

La finalità della vaccinazione è duplice perché è rivolta alla protezione individuale e alla protezione della collettività. "Una strategia vaccinale basata su questi presupposti - ha spiegato il dottore Giuseppe De Vito, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asp catanzarese - presenta un favorevole rapporto costo-beneficio e costo-efficacia. Gli obiettivi della campagna vaccinale stagionale contro l'influenza sono infatti la riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte nonché  la  riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità”. “E' consigliabile somministrare il vaccino il prima possibile - ha aggiunto De Vito - con l'intento di precedere l'eventuale periodo di maggior diffusione del virus pandemico. A tale proposito, si rammenta che il livello degli anticorpi si mantiene a livello protettivo per molti mesi nella maggior parte dei soggetti vaccinati, anche anziani.”


Asp Catanzaro: adottate  soluzioni innovative per la messa in sicurezza degli impianti elettrici ospedalieri, al fine di garantire i livelli qualitativi necessari

Catanzaro, 2 dic. - Tra le iniziative promosse dall’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, volte al  miglioramento degli standard di qualità complessivi nelle strutture ospedaliere, in modo particolare quella di Lamezia Terme, rientra l’adeguamento degli impianti elettrici ospedalieri alla normativa sul risparmio energetico. Una progetto portato avanti con determinazione dal Direttore Generale Dr. Gerando Mancuso. Gli interventi, già iniziati nel 2010, mirano alla messa in sicurezza degli impianti, attraverso l’introduzione di soluzioni gestionali innovative finalizzate alla riduzione dei costi, garantendo, oltre al risparmio energetico, i livelli qualitativi necessari al tipo di servizio richiesto, in modo tale da assicurare la continuità elettrica e scongiurare disservizi all’utenza e al personale. L’attività di adeguamento, condotta dall’Ufficio tecnico guidato dall’architetto Carlo Nisticò,  ha avuto inizio nel Presidio ospedaliero di Soveria Mannelli, successivamente, ma ancora in itinere, ha riguardato l’impianto elettrico del P.O. di Soverato. Mentre da qualche mese si sta lavorando alla struttura ospedaliera di Lamezia Terme, con interventi su Sale operatorie, TIN e Pronto Soccorso, al fine di salvaguardare l’autonomia e il funzionamento necessario in caso di black/out. A breve, in seguito al collegamento degli impianti elettrici in BT (bassa tensione) delle macchine di cogenerazione, verrà sostituita anche la cabina di Media Tensione. L’installazione di due cogeneratori consentirà all’Azienda di produrre circa 630 KWh di energia elettrica ed acqua calda da utilizzare sugli impianti di riscaldamento. In futuro c’è la possibilità di impegnare altre risorse per consentire agli stessi impianti di produrre il freddo ed utilizzarlo nell’intera struttura.  Tali interventi incideranno sicuramente sul risparmio energetico, che si rende sempre più necessario ed è sempre più inseguito da enti, privati, e aziende, che cercano nuovi modi per sanare le finanze e inquinare meno. E quello di  riqualificare in tal senso il patrimonio immobiliare delle strutture sanitarie fa parte degli gli obiettivi primari della gestione Mancuso.  Tale azione produce una serie di vantaggi: consente di attivare un meccanismo di risparmio virtuoso che alleggerirà i conti della sanità pubblica, spostare risorse dal consumo dell’energia ai servizi al cittadino, rispettare i livelli di sicurezza che caratterizzano le strutture ospedaliere. Ciò che rende conveniente la cogenerazione a servizio dei presidi ospedalieri è il consumo equilibrato di energia termica ed elettrica, in quanto riduce di circa il 30% il consumo di energia primaria per garantire lo stesso fabbisogno termico ed elettrico. La cogenerazione, nell’ambito delle tecniche di risparmio energetico, è da considerarsi la tecnologia più performante per quanto attiene l’aspetto termodinamico, ingegneristico ed economico.
Il perseguimento di obiettivi di ottimizzazione energetica ed economica rappresenta un segnale di modernizzazione del servizio, che viene caratterizzato da una tensione alla qualità. Infatti, sia le innovazioni energetiche che quelle gestionali hanno un punto di riferimento essenziale che riguarda più direttamente l’utente dei servizi sanitari, e cioè il malato, per il quale una gestione più efficiente ed efficace si risolvono in un aumento di comfort e sicurezza e pertanto in una migliore qualità del servizio.


Asp Catanzaro: pronti i pagamenti di villa Sant’Anna, non appena sara’ rilasciato l’accreditamento da parte della commissione dell’Asp di Crotone

Catanzaro, 29 novembre 2013 - Il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, interviene in merito alle notizie lette sulla stampa, riguardanti Villa Sant’Anna per chiarire la posizione dell’Azienda sanitaria e precisare alcune affermazioni riguardo la casa di cura privata di Cardiochirurgia. Il Dott. Mancuso precisa innanzitutto che “l’Asp considera questa struttura strategica per il sistema sanitario regionale, che ha sempre valutato con grande attenzione per la professionalità e la qualità delle prestazioni erogate, tuttavia la vicenda impone considerazioni che non possono fare riferimento all’applicazione di norme di legge a cui nessuno si può sottrarre”.  E spiega che “il ritardo di contrattualizzazione è dovuto esclusivamente alla mancanza dell’accreditamento: per effetto di una legge indicata dal piano di rientro, che prevede che tutte le strutture con rapporti contrattuali con l'ente pubblico devono possedere requisiti di sicurezza e strutturali concordanti con le norme in vigore, nel giugno 2012 si doveva procedere al nuovo accreditamento. Tutte le cliniche private si sono sottoposte al controllo delle commissioni Aziendali che, dopo la verifica dei requisiti di sicurezza e strutturali, hanno ottenuto l'accreditamento se a norma oppure hanno dovuto ottemperare alle prescrizioni. A tal proposito si ricorda come la mancanza dei requisiti ha portato alla chiusura di molte strutture private. L’unica a non aver concluso l'iter di accreditamento è proprio “Villa Sant’Anna” che, per effetto di mancanza di requisiti, non ha ancora ottenuto la certificazione dell'accreditamento. Una struttura strategica per la funzione assistenziale che svolge, che abbiamo seguito e considerato con misura quando, nel febbraio scorso, ci siamo accorti delle difficoltà”.

“In quella occasione – prosegue il dg Mancuso – scrissi al Dipartimento, in accordo con il Presidente Scopelliti, per accelerare le procedure e risolvere il problema, perché questa Regione non poteva permettersi il lusso di rimanere senza la Cardiochirurgia privata. Questa vicenda si è protratta, la commissione competente di Crotone non ha ancora rilasciato l’accreditamento e oggi siamo nella situazione in cui, in carenza di accreditamento, come dice la legge, non si può stipulare il contratto.  Perciò in mancanza di contratto non si possono erogare somme: nella pubblica amministrazione non si possono dare soldi, questo è un principio generale a cui nessuno si può sottrarre, perché il danno erariale che deriverebbe da un pagamento improprio ricadrebbe esattamente sulle spalle del Direttore Generale”.

“Quindi noi stiamo aspettando e stiamo sollecitando perché le procedure di accreditamento vengano terminate – evidenzia il Dott. Mancuso – e subito dopo, così come abbiamo detto anche al Prefetto di Catanzaro, corrisponderemo le spettanze per l'attività dell’anno 2012. Noi quindi siamo pronti: in 24 ore potremmo dare i soldi per chiudere la vicenda 2012, lo abbiamo scritto al Prefetto ufficialmente e abbiamo sempre mantenuto questa posizione”.

Il Direttore Generale conclude infine affermando “siamo in una condizione in cui tutto è chiaro, le dietrologie sono speculazioni di corridoio che certamente non appartengono all’Azienda sanitaria provinciale ed al Commissario del Piano di Rientro, perciò non ci interessano e non hanno fondatezza in quanto il comportamento della Regione e dell’Asp di Catanzaro è stato sempre lineare. Tutti ci auguriamo che la vicenda si risolva in  pochi giorni con la stipula del contratto e con la risoluzione dei problemi a cui si è fatto cenno”.


Asp Catanzaro: seminarioo di aggiornamento sui  trattamenti  relativi ai soggetti con problemi alcolcorrelati

Lamezia Terme, 28 nov. - Si è tenuto a Lamezia Terme un seminario di aggiornamento sui trattamenti integrati e finalizzati al recupero dei soggetti con problemi di alcolismo. Il corso, organizzato nell’ambito della programmazione formativa annuale, dall’Unità Operativa Formazione e Qualità dell’Asp di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, ha avuto una durata di due giorni ed ha coinvolto circa settanta operatori multidisciplinari dei servizi interessati, soprattutto Ser.T. e Servizi di Salute Mentale.

Il responsabile Scientifico dell’evento, dott. Franco Montesano, direttore del Sert di Soverato, nell’introdurre i lavori, ha sottolineato il preoccupante incremento dei problemi legati all’uso di bevande alcoliche, soprattutto nella popolazione giovanile, ed ha evidenziato la necessità di implementare le azioni di intervento terapeutico-riabilitativo nei confronti degli utenti e delle loro famiglie, che vivono questo grave disagio.

Nella prima giornata hanno relazionato il prof. G. De Sarro, Direttore della Cattedra di Farmacologia dell’Università “Magna Graecia “ di Catanzaro ed il prof. P. De Fazio, Direttore della Cattedra di Psichiatria. I temi trattati sono stati particolarmente interessanti in quanto hanno riguardato la neurobiologia della dipendenza alcolica con le sue possibili applicazioni terapeutiche in campo clinico e la problematica della co-morbilità, ovvero della concomitante presenza della dipendenza alcolica con un disturbo psichico. Nella fase introduttiva, la sociologa dr.ssa Valeria Surace, funzionario regionale del Settore di riferimento, aveva ampiamente descritto la dimensione epidemiologica del fenomeno e la situazione dei servizi regionali all’uopo preposti.

Il responsabile della tossicologia forense, dott. Federico Bonacci, ha poi affrontato i temi relativi alla diagnostica di laboratorio, con particolare riguardo per le tecniche più avanzate e innovative, il direttore dell’U.O. di Medicina Legale, dott. Piercarlo Rizzi, ha invece relazionato sugli aspetti giuridici inerenti soprattutto le situazioni di ritiro e riaffido delle patenti in caso di sospensione per  guida in stato di ebbrezza alcolica.

Nella giornata successiva, con la relazione del gastroenterologo-epatologo, dott. Ludovico Abenavoli, sono stati affrontati gli aspetti clinici e soprattutto le patologie epatiche correlate all’uso inadeguato di alcol. Molto seguita è stata infine la lezione magistrale del Prof. Giovanni Addolorato, alcologo, specialista del settore tra i più rinomati in campo nazionale ed internazionale, autore di numerose pubblicazioni e studi scientifici sull’argomento. Nella sua relazione è stato dato ampio spazio ai presidi farmacologici utilizzati in campo alcologico, capaci sia di esplicare un’azione anticraving, cioè di riduzione del desiderio verso l’alcol, che avversativa ovvero di contrasto all’utilizzo di bevande alcoliche.

Naturalmente è emerso con chiarezza che il solo presidio farmacologico è destinato all’insuccesso se non viene integrato con un’azione psico-socio-educativa di sostegno, sia individuale che di gruppo, tale da facilitare il percorso di sobrietà nel mantenimento dell’astensione dall’alcol, a lungo termine, possibilmente  per tutta la vita. Inoltre, dai numerosi interventi dei corsisti è emerso non solo l’interesse verso gli argomenti trattati, quanto l’intenzione di riportare nei propri luoghi di lavoro i contenuti delle argomentazioni dibattute.

A conclusione delle due giornate di studio si è tenuta una Tavola Rotonda, moderata dal dott. B. Grande, direttore del Ser.T. di Catanzaro, alla quale hanno partecipato i referenti delle Unità Alcologiche dei servizi aziendali e del privato sociale e volontariato. Dalla discussione è emersa una buona organizzazione della rete territoriale formata dai Ser.T. , dalle Comunità terapeutiche e dal volontariato dei CAT (Club degli Alcolisti in Trattamento) .

Il dott. Egidio Battaglia e la dott.ssa Mirella Samele, rispettivamente referenti delle Unità Alcologiche dei Ser.T. di Soverato e Lamezia Terme, hanno descritto le loro casistiche e le modalità terapeutiche adottate; la psicologa dott.ssa Giorgia Ritrovato della Comunità Terapeutica “Centro Calabrese di Solidarieta” e la presidentessa dell’ARCAT (Club degli Alcolisti in Trattamento) hanno descritto i loro programmi di recupero a lungo termine, adottati in collaborazione, seppur nella reciproca autonomia, con i SerT. L’occasione è stata utile per rivedere alcune criticità emerse nel contesto della discussione in comunità.

Tra le proposte più importanti, che saranno portate all’attenzione della Direzione Generale dell’Asp di Catanzaro, l’elaborazione di linee guida per i programmi educativi finalizzati al rilascio delle patenti in caso di sospensione nonché l’organizzazione, nell’ambito della programmazione formativa aziendale della prossima annualità, di un corso di sensibilizzazione ai problemi alcol correlati rivolto ai medici di continuità assistenziale, ai medici ospedalieri e ai pronto soccorso degli ospedali del territorio. Questa ultima iniziativa sarà finalizzata soprattutto alla presa in carico di giovani con problemi connessi al consumo di alcol che, dopo un eventuale primo intervento, vengono inviati ai servizi territoriali di riferimento.       


Asp Catanzaro: la ricerca in musicoterapia avviata nell’unita’ operativa di terapia intensiva di Lamezia ha rilevato rischi da esaurimento psichico ed emotivo

Lamezia Terme, 23 nov. - Studi internazionali sulle “Helping Professions” e in particolare nelle Unità operative di Terapia Intensiva, hanno rilevato che elevati livelli di stress legati al lavoro con pazienti gravemente sofferenti, possono esporre gli operatori al rischio di sviluppare sindromi da esaurimento psichico ed emotivo. “La musicoterapia – afferma la dott.ssa Francesca M. Rubbettino, musicoterapeuta volontaria inserita nel programma di ricerca nell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale  “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, diretta dalla dott.ssa Anna Maria Mancini – è una metodologia di intervento a carattere psicoterapeutico non verbale che, attraverso l’uso del linguaggio musicale (suono, ritmo, melodia, armonia) e per opera di un terapeuta qualificato, si pone come obiettivo quello di facilitare, migliorare, stimolare la comunicazione, l’apprendimento, l’espressione di bisogni fisici, emotivi, mentali, sociali e cognitivi. Tra l’altro, sia pure spontaneamente, i dipendenti del Reparto hanno sempre utilizzato la musica come strumento di benessere per il loro lavoro”. “Nell’ambito della ricerca avviata dal dott. Luigi Pullia, dirigente psicologo dell’Unità operativa Protezione aziendale - Gruppo valutazione stress lavoro-correlato – ha evidenziato Rubbettino – pubblicata su vari organi di stampa nel mese di marzo e aprile 2013 e che mi ha affascinata destando il mio interesse al punto di chiedere di entrare come volontaria in questo gruppo di ricerca, la tecnica musicoterapeutica s’inserisce quale strumento preventivo atto a facilitare la comunicazione tra i soggetti coinvolti, attivando negli operatori notevoli risorse di recupero, benessere, condivisione”. La ricerca, condivisa nella fase iniziale dalla dott.ssa Antonia Ballottin, referente nazionale per il Gruppo Stress e il coordinamento delle Regioni, è stata valutata positivamente anche dal direttore dello Spisal di Catanzaro dott.ssa Emma Ciconte, dal direttore dell’Unità operativa Protezione aziendale dott. Enrico Ciaccio, dal responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dott. Egidio Sorrento, dalla responsabile dell’Unità operativa Medico competente dott.ssa Raffaela Renne e dal coordinatore dei Presidi ospedalieri dell’Asp dott. Pietro Menniti. Il gruppo di ricerca, coordinato dal dott. Pullia, con la collaborazione del coordinatore infermieristico Vincenzo Luongo e dell’infermiera Greco Caterina, referente del Reparto di Anestesia e Rianimazione per la musicoterapia, ha somministrato ai dipendenti la scala Internazionale GHQ-12 per la valutazione del “distress”. Questo questionario, molto usato in psicologia del lavoro, è composto da 12 items e focalizza l’attenzione su 4 elementi di “distress”: depressione, ansia, deterioramento sociale e ipocondria (indicata con sintomi somatici). Su 43 dipendenti, 8 hanno raggiunto un punteggio superiore a 14 evidenziando particolare sensibilità agli items relativi al sentirsi sotto pressione, alla sensazione di incapacità a superare le difficoltà, al sentirsi infelici e depressi. Sulla base di queste rilevazioni, la dott.ssa Francesca M. Rubbettino ha preparato 4 CD audio numerati, da ascoltare in sequenza e, successivamente, nell’ordine preferito al fine di rilevare e valutare - tramite le schede di rilevazione di fine ascolto - le necessità psicoemotive di ciascun gruppo di ascolto.  “Alla fine del programma di 30 giorni – spiega il dottor Luigi Pullia – verrà somministrato nuovamente ai dipendenti il questionario GHQ-12 e i risultati verranno confrontati con quelli iniziali. La variazione dei punteggi determinerà l’efficacia del programma proposto e la sua ricaduta terapeutica, proponendosi come progetto pilota nel campo della prevenzione dello stress. Se i risultati saranno quelli sperati la ricerca promuoverà l’immagine dell’Azienda, obiettivo a cui sta lavorando tutta la Direzione strategica, in modo particolare il Direttore Sanitario aziendale dott. Mario Catalano e il Direttore Generale dell’Aap dott. Gerardo Mancuso che, con la professionalità e alto senso di responsabilità, sta lavorando tra mille difficoltà, portando avanti una politica di risanamento per una razionalizzazione della spesa per rendere il sistema più efficiente”.


Asp Catanzaro: dati Agenas interpretati ad arte da due associazioni per danneggiare l’ospedale e i cittadini di lamezia

Il portale www.comeedovemicuro.it non e’ istituzionale ma gestito da privati

Lamezia Terme,  23 nov.  – “Il raffronto dei dati dell’Agenas, relativi alla mortalità degli scompensati di cuore nel nostro ospedale, con quelli riferiti al S. Anna Hospital di Catanzaro o al Policlinico di Germaneto falsa la realtà, dal momento che in queste strutture non ricoverano pazienti con quel tipo di patologia, né esiste il Pronto soccorso che accoglie le emergenze”. Sono le prime osservazioni espresse dal dott. Andricciola, direttore facente funzione dell’Unità operativa Cardiologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, sul contenuto dell’articolo pubblicato su un quotidiano regionale, nel quale sono riportate le affermazioni delle Associazioni “Ssl” e “Lamezia 2.0”, che puntano il dito sulle presunte inefficienze del nosocomio lametino. Sulla questione sono intervenuti anche tutti i primari dell’ospedale lametino, che condividono le osservazioni di Andricciola e che sono indignati per quello che è stato scritto sui giornali, dove la realtà è stata falsata.

Il dott. Andricciola spiega che “lo scompenso cardiaco è una patologia molto complessa e grave, che  si presenta in svariati modi, e che già per questo è difficile fare dei paragoni con altre realtà, ma diventa addirittura surreale confrontare i dati sulla mortalità per scompenso cardiaco nel nostro ospedale, dove vengono trattati pazienti provenienti anche da altri centri, con quelli di strutture dove i casi di morte per la medesima patologia sono a zero semplicemente perché fanno zero ricoveri per scompensati di cuore”.
“E’ importante anche considerare  quanto si è fatto nei reparti per fronteggiare queste malattie. Nella Cardiologia di Lamezia, con interessamento anche del Direttore Generale, abbiamo aperto un ambulatorio per lo scompenso cardiaco a cui afferiscono tantissime persone che sono state ricoverate da noi o in altri reparti. Questo tipo di ambulatorio serve proprio per diminuire sia i ricoveri sia ovviamente le complicanze di tipo infausto, quelle stesse che strumentalmente ci vengono attribuite.  Questo è un modo per cercare di aiutare le persone, per cercare effettivamente di migliorare quello che è la prognosi.  Nella nostra regione poi, le persone più anziane non si rivolgono ad altre strutture, come per esempio accade in altre regioni dove ci sono RSA o cliniche o altro, e quindi se anche lì la mortalità si attesta su una bassa percentuale, ciò è dovuto al fatto che i tanti malati con questa patologia hanno la possibilità di andarsi a ricoverare in cliniche private o altre case di cura, distribuendosi sul territorio senza concentrare la loro presenza in un solo ospedale, determinando di conseguenza un alleggerimento  per ciascuna struttura dei casi di mortalità a breve termine”.

“Quindi il problema è complesso e prima di fare terrorismo mediatico pubblicando dati e tabelle, sotto titoli azzardati e facendo paragoni assurdi– stigmatizza Andricciola – bisognerebbe valutare con scrupolosa attenzione quei numeri ai quali con troppa superficialità e imperizia viene dato un valore non realistico e fuorviante. In questo modo si fa del male sia ai pazienti, che diventano dubbiosi su un eventuale ricovero, sia naturalmente agli operatori sanitari, che si sentono tacciare di incompetenza. Offrire ben evidenti al pubblico dei prospetti che vanno letti non semplicemente per come appaiono, ma tenendo conto di aspetti che i lettori e non solo loro ignorano, non può che indurre a ritenere che per gli scompensati è conveniente farsi curare là dove il dato sulla mortalità è zero, non sapendo che a non fare morire nessuno non sono le cure migliori a cui viene sottoposto il paziente, ma è, più realisticamente, l’assenza di ricoveri per scompenso cardiaco”.
“E se l’ignoranza può essere talvolta l’alleata di chi vuole a tutti i costi spargere fango – aggiunge il primario – non si comprende come taluni operatori dell’informazione, prima di riempire le colonne di un giornale, non vadano alla ricerca della verità nel rispetto dei lettori, del giornale per cui scrive e di se stessi. Lasciare credere che in un ospedale la mortalità per una data patologia è più elevata rispetto a un altra struttura, senza tenere conto che dove si muore ci sono 500 ricoveri in un anno e dove non si muore non ci sono ricoveri per la stessa patologia, significa che o si è molto superficiali oppure in mala fede. In entrambi i casi si fa solo terrorismo e questo non giova a nessuno. E’ giusto, inoltre, precisare che lo scompenso cardiaco viene classificato in classi da 1 a 4, in ordine crescente secondo la gravità. Ciò significa che chi ha uno scompenso al quarto stadio va incontro alla morte in un anno al massimo un anno e mezzo. Quindi è chiaro che se io ricovero uno scompenso al quarto stadio, il rischio che quella persona muoia è più elevato, mentre se ricovero un paziente  al primo stadio, vuol dire che ha un potenziale di vita di 10, 20, 30 anni”.
“Il primo dato da considerare è che lo scompenso aumenta man mano che avanza l’età; il secondo dato è che arrivare al quarto stadio significa che, a iniziare dall’esordio della malattia, il paziente è stato varie volte in Cardiologia, in Medicina, in Bronco, arrivando molto lentamente fino al quarto stadio ricevendo per decine di anni cure e assistenza. Alla fine, dopo un progressivo peggioramento, la  maggior parte muore nei nostri reparti, proprio perché, a differenza del nord Italia,  questa tipologia di pazienti non ha da noi la possibilità di essere ricoverata in altre strutture, non ce ne sono, c’è solo l’ospedale, per cui quando qualcuno sta morendo lo portano in ospedale dove muore o muore a casa subito dopo esserci ritornato. Ovviamente ogni decesso fa aumentare la percentuale di mortalità, ma non per questo smettiamo di ricoverare e prestare assistenza a un malato grave. Possiamo arrivare pure al 20 - 30% di morti, però non smettiamo di stare fino all’ultimo istante vicino a queste persone. A questo punto chi “mischia le carte per confondere i lametini” non è il Dott. Mancuso, ma qualcun altro. Peccato che dopo aver studiato con tanta solerzia i dati dell’Agenas, le associazioni che vorrebbero apparire come tutori della sanità lametina, appaiono invece come i suoi maggiori detrattori”.

A queste considerazione del primario di Cardiologia Andricciola bisogna poi aggiungere alcune osservazioni su come sono state effettuate queste indagini e chi ha elaborato i dati. Il primo novembre scorso il Corriere della Sera pubblica un’inchiesta sul lancio del portale www.comedovemicuro.it dove spiega che la pagella-semaforo “non è proprio parziale”. Anche al Tg1 delle 20 del primo novembre viene mandato in onda il servizio sul portale anche se non si chiarisce che si tratta di un portale privato e quindi non istituzionale. Anche sul portale, alla sezione “chi siamo", non è chiaro chi lo gestisce, solo che si tratta della Formex Srl di Milano, una società di servizi in ambito sanitario che non pare molto attiva, almeno non su Internet, dove si annuncia un corso che risale al 3 dicembre 2011.

Si sa che il dominio è registrato da Pietro Bruschi di Lissone, che è l’inventore di un brevetto farmaceutico assegnato ad ACTIAL Farmaceutica Lda, una società di Madeira.

Il lancio del portale www.comedovemicuro.it è stato fatto a Roma in pompa magna, alla presenza dell’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, insieme a Walter Ricciardi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli e coordinatore del team di ricerca che in due anni ha raccolto tutte le informazioni riguardanti ospedali, cliniche, presidi sanitari e policlinici universitari del nostro Paese.

Le fonti relative ai dati degli indicatori considerati sono: il Programma Nazionale valutazione Esiti, gestito dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del Ministero della Salute e lo Sportello Cancro - Corriere della Sera, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze. Il periodo cui si riferiscono i dati corrisponde all’ultimo anno disponibile e cioè: la prima è del periodo 2005-2010 (pubblicata nel 2011) e la seconda del periodo 2005-2012 (pubblicata nel 2013).


Sicurezza alimentare:   sequestrati ingenti quantitativi di pasta; Interventi urgenti del sian per gravi riscontri su cibi mal conservati

Catanzaro, 19 nov.   - Gravi casi di mal conservazione di alimenti hanno richiesto l’immediato intervento dei Tecnici della Prevenzione della Unità operativa di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, diretta dal Dr. Francesco Faragò., i quali, nel dare corso alla normale attività ispettiva, tesa a garantire il mantenimento di standard igienico-sanitari elevati da parte dei vari operatori del settore alimentare, tra le varie problematiche, hanno dovuto affrontare e risolvere due urgenze. Una ha riguardato quattro casi di intossicazione alimentare, l’altra un provvedimento di sequestro di pasta  con evidente invasione di parassiti.
Il focolaio della intossicazione alimentare ha interessato quattro persone, due delle quali in gravi condizioni di salute, tanto da richiedere il ricovero presso il Reparto di Rianimazione  dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro. L’episodio si è verificato nel territorio soveratese, dopo il consumo di alimenti vari presso un ristorante. Dopo un breve intervallo di tempo, due dei commensali hanno accusato un grave malore che, via via, si è manifestato nella sua gravità e ha richiesto il necessario trattamento in un  reparto di Rianimazione.
Il tutto è partito in seguito ad una denuncia pervenuta ai Carabinieri di Soverato che si sono subito attivati nel richiedere l’intervento tecnico dei NAS e, poi, dei Servizi deputati al controllo ufficiale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Immediatamente è stata avviata una indagine epidemiologica da parte del Dr. Faragò, che, sulla base dei dati raccolti in precedenza e della intervista ai pazienti, ha concentrato l’attenzione ed avanzato subito il sospetto sul pesce consumato (pesce spada) quale causa del focolaio epidemico. Per avere la conferma sulla causa e per chiarire, inoltre, tutti gli aspetti della vicenda, partendo dall’alimento sospetto, sono state poi espletate le indagini successive, portate avanti diligentemente dai Tecnici della Prevenzione del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, Ispettori Franco Carnovale e Luigi Zofrea, dal Dott. Natalino De Gori, Dirigente del Servizio Veterinario Area B, e dai NAS  del Nucleo di Catanzaro.
Il focolaio in questione è stato inquadrato dal Direttore dell’Unità operativa come Sindrome sgombroide, una intossicazione alimentare che può decorrere in forma clinicamente  severa, la cui causa diretta è rappresentata dalla istamina, che è anche il mediatore di alcune malattie allergiche. Nel caso particolare, verosimilmente nel tonno (può capitare con altre specie di pesce  quali sgombri, pesce azzurro etc.), quando è in cattivo stato di conservazione, si producono cospicue quantità di istamina a partire dalla istidina libera, sostanza riccamente presente nelle specie  di pesce chiamati in causa nella sindrome sgombroide. Dopo alcuni giorni di ricovero, le condizioni dei pazienti sono migliorate. Sul versante delle indagini, si rimane in attesa dei riscontri analitici per la conferma eziologica. 
L’altro intervento del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Asp ha riguardato il sequestro di un ingente quantitativo di pasta alimentare di varie marche, invasa da parassiti e precisamente dal punteruolo della pasta. L’intervento ha interessato un supermercato di Catanzaro dopo una segnalazione fatta  da  un consumatore. Grande è stato lo stupore dei Tecnici della Prevenzione,  Maurizio Daniele, Giuseppe Gridà, Dott. Filippo Longo, Dott. Alfredo Morgione, Isp. Giuseppe Sirianni, quando si sono trovati di fronte ad uno “spettacolo” indescrivibile. Immediato è stato il sequestro dei prodotti contaminati e i contestuali provvedimenti, previsti dalla normativa vigente,  a  tutela del consumatore. 
Per evitare la diffusione della contaminazione, tutti i prodotti infestati sono stati immediatamente spostati in altro opportuno locale e posti sotto sequestro. Da lì saranno trasferiti per la successiva distruzione nella discarica per  rifiuti solidi urbani.


Asp Catanzaro: Mancuso, i dati Agenas sull’ospedale di Lamezia letti in modo erroneo e strumentale; i dati forniti si riferiscono alle prestazioni relative agli anni precedenti la gestione Scopelliti

Catanzaro, 16 nov. – “Solitamente rispondo solo alle istituzioni e ai sindacati, ma oggi sono costretto a intervenire sul tema a cui diversi quotidiani hanno dedicato spazio, quello emerso dal sito “doveecomemicuro”, la classifica dei migliori ospedali e del “rischio” delle cure nelle strutture ospedaliere”. Ad affermarlo è il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Gerardo Mancuso intervenendo in merito all’erronea lettura, da parte di alcuni, dei dati relativi all’ospedale di Lamezia Terme.  

“Dicevo sono costretto – ha proseguito Mancuso – poiché devo correggere e puntualizzare la campagna strumentale proveniente da alcuni ambienti, tesa a screditare la nostra azione di riordino e basata solo ed esclusivamente sulla ignoranza e sul preconcetto finalizzato alla denigrazione gratuita. So bene di quello di cui si parla, ho conoscenza diretta dell’argomento  perchè personalmente coinvolto dai Ministeri nella fase delle analisi. Il sito “doveecomemicuro” nasce da una elaborazione sintetica di apparente facile lettura, di un panel di esperti di sanità, senza indicare i loro interessi, che ha rivisitato i dati sugli “Esiti” pubblicati dalla Agenzia ministeriale Agensas, agenzia credibile e affidabile”.

“Intanto cerchiamo di capire cosa è il Programma Esiti – ha spiegato il dg – è un programma di elaborazione dei dati delle Sdo, acronimo di Schede di Dimissione Ospedaliera, dati desunti dai documenti ufficiali all’atto della dimissione del paziente da un reparto ospedaliero, relativi all’età, residenza, giorni di degenza, diagnosi. Questi dati vengono incrociati con le certificazioni Istat di morte. La Sdo è lo strumento di raccolta delle informazioni di ogni paziente dimesso dagli istituti di ricovero pubblici e privati in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo del Programma Esiti è quello di stimare i volumi minimi di attività associandoli ad esiti migliori delle cure ed usare i volumi minimi come criterio di accreditamento per fare benchmark fra le strutture nazionali, non quello di redigere classifiche e graduatorie”.

“Sulla base di questo lavoro – ha proseguito il Dott. Mancuso – sono stati elaborati due documenti pubblicati sul sito ministeriale, uno relativo al 2011 ed un altro al 2013. La cosa importante da sottolineare, ignorata da chi si è cimentato sull’argomento, che i dati si riferiscono al periodo 2005-2010 per il primo documento e aggiornati al 2012 per il secondo documento. L’elaborazione è avvenuta su un arco di tempo di 6 anni per il primo documento e di 8 anni per il secondo documento. Perciò il primo documento si riferisce a dati antecedenti alla gestione Scopelliti e il secondo documento si riferisce a dati cui l’85% sono della gestione precedente Scopelliti. Quindi se si vogliono presentare i dati come esiti della nostra gestione, solo perché sono datati 2013, è un errore ma anche un segno di ignoranza e forse di malafede. I dati del programma esiti sono relativi ad un periodo ampio cui il 15% è poco influente sul risultato finale ed è riferito a soli trenta procedure-malattie”.

“Dopo questa doverosa premessa, devo tuttavia dare ragione a chi dice che dal sito “doveecomemicuro” emerge un profilo di sanità insufficiente e talvolta preoccupante, ma questa fotografia riguarda esattamente quello che accadeva in passato a cui nessuno dava peso e che solo ora viene evidenziato per motivi che sfuggono solo a pochi. I valori degli indicatori delle strutture sanitarie esaminate sono stati confrontati con il dato italiano di riferimento (benchmark nazionale). La qualità di ogni struttura è espressa attraverso un colore che indica il punteggio raggiunto. I colori utilizzati richiamano l’idea del semaforo.

Cosa dicono i dati. Le cure della nostra sanità regionale sono insoddisfacenti per quanta riguarda l’efficacia e l’esito. Se prendiamo in considerazione alcune delle patologie più comuni in ospedale ci accorgiamo che la cura della Bpco (bronchite cronica ostruttiva), dell’infarto del miocardio, delle fratture di femore, dello scompenso cardiaco, dei tumori allo stomaco, dei parti cesari non è in linea con i dati nazionali, spesso i dati sono peggiori”. “L’Ospedale di Lamezia Terme non fa eccezione a questa regola – ha aggiunto Mancuso – come si vede dalla tabella i dati di attività sono disallineati rispetto alla media nazionale. I giorni di attesa per eseguire un intervento di frattura di femore sono 5 a fronte di una media nazionale di 4 ed un obiettivo delle linee guida di 2, la mortalità a trenta giorni per infarto è di 11,5 a fronte di una media nazionale di 9,9. Le riammissioni in ospedale per bronchite cronica risultano essere più alti della media nazionale (15.9 a fronte di 13.5). A questa situazione fa eccezione l’ictus che registrava, nei primi dati pubblicati dall’Agenas una attività di eccellenza proprio a Lamezia nel reparto di medicina con una mortalità di 4.44, fra le più basse d’Italia, invece oggi si registra una mortalità di 10%. Quindi dati non soddisfacenti ma che riguardano il passato. Che la sanità non funzionava lo sapevamo, avevamo registrato in passato differenze rispetto le altre Regioni, non possiamo però fare finta di accorgerci solo oggi e solo perché il documento è stato pubblicato nel 2013”.

“Un’altra cosa mi preme sottolineare: il Piano di Rientro non è stato disegnato per risolvere questi problemi, è stato disegnato quasi esclusivamente per ridurre il debito, e questo ha accentuato le difficoltà e condizionato i servizi erogati. Non possiamo fare assunzione di personale, non possiamo investire sui servizi territoriali per scarsità di risorse economiche, insomma il Piano di Rientro non incide immediatamente sui sistemi assistenziali, ma pone le basi per una razionalizzazione della spesa e delle attività ospedaliere e territoriali. Come testimoniano tutte le pubblicazioni internazionali al riguardo, le attività che stiamo eseguendo oggi sono indispensabili e propedeutiche per risanare ed offrire, nell’arco di 7-8 anni, un sistema più efficiente”.

“Tuttavia gli ultimi dati pubblicati in questi giorni dal Ministero della Salute evidenzia passi in avanti molto importanti. Il punteggio relativo alla erogazione dei LEA (livelli essenziali di assistenza) è passato nei soli ultimi tre anni da 88 a 132, cosi da superare finalmente la soglia di 130 posta come livello di accettabilità. Perciò, invece di dedicarsi alla polemica gratuita, invito tutti a interessarsi positivamente della sanità, anche con la critica ma con il fine di aiutare a superare questa fase particolarmente difficile. Aver allontanato chi aveva interessi economici, aver scoraggiato le lobby, aver ricondotto alcuni dipendenti a comportamenti consoni, aver portato la legalità e la trasparenza sono risultati che incoraggiano a proseguire in questa direzione. La sanità è stata oggetto di ruberie e interessi, sono stati sperperati soldi che tutti noi abbiamo contribuito con le tasse, tutto senza risultati gestionali apprezzabili. Oggi è necessario fare cose, magari non popolari, ma che daranno forza alle cose utili, alle cose necessarie per una sanità di qualità. Piuttosto le energie dovrebbero essere dedicate a convincere i rigidi tavoli ministeriali ad allentare la eccessiva pressione che hanno nei confronti della Calabria, a concedere le deroghe alle assunzioni, a concedere i finanziamenti in tempi rapidi e a considerarci affidabili, questo si che sarebbe molto utile a tutti, soprattutto ai cittadini. Il campanilismo e le lotte preconcette sono segno di inciviltà e di povertà intellettuale”.

PATOLOGIA

 

 

periodo 2005-2010

periodo 2005-2012

 

 

STRUTTURA

ESITO

RISCHIO

RISCHIO

media nazionale

BPCO

Lamezia Terme

Riammissioni a 30 giorni

15.22

15.94

13.58

Frattura collo femore 

Lamezia Terme

Giorni di attesa per intervento

7

5

4

Ictus

Lamezia Terme

Mortalità a 30 giorni

4.44

11.27

10.08

Infarto del miocardio

Lamezia Terme

Mortalità a 30 giorni

11.54

10.87

9.98

Scompenso cardiaco

Lamezia Terme

Mortalità a 30 giorni

8.89

14.81

10.47

Intervento tumore maligno  stomaco

Lamezia Terme

Mortalità a 30 giorni

nv

33.33

6,24

Parti cesari

Lamezia Terme

Proporzione di parti

43,52

42,89

26,27

fonte AGENAS. indirizzo internet:http://95.110.213.190/PNE


Asp Catanzaro: attivata l'unità di crisi territoriale per la gestione del piano d’emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi

Catanzaro, 15 novembre 2013 - È stata attivata, presso la sede del Dipartimento di Prevenzione, l'Unità di crisi territoriale per la gestione del Piano d’emergenza per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi. La struttura sarà coordinata, per delega del Direttore sanitario dr. Mario Catalano, dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione dr. Giuseppe De Vito e ne faranno parte tutti i Direttori dei Servizi Veterinari e del SlAN.
Il Direttore sanitario spiega che “l'Unita di crisi, dotata di adeguato supporto tecnico e gestionale, assicura l'implementazione e l’aggiornamento costante dei database circa gli elenchi delle Unità di Crisi nazionali, regionali e territoriali, delle forze pubbliche nonché di tutti gli operatori del settore alimentare, mangimistico compresi quelli delle produzioni primarie ed ogni altro elenco di persone e strutture ritenute utili in caso di emergenza per la sicurezza alimentare e dei mangimi”.
“Inoltre, tale strumento – aggiunge il dr. Catalano - si attiva su segnalazioni nazionali, in seguito al verificarsi di circostanze che comportano rischi diretti o indiretti per la salute umana, derivanti da situazioni che verosimilmente le disposizioni in vigore non sono in grado di prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile o che non possono essere gestite in maniera adeguata mediante la sola applicazione degli articoli 53 e 54 del Reg. 176/2002/CE.”
Diverse le attività legate al ruolo di coordinatore che  
1. Individua i punti di contatto, da comunicare alle unità di crisi nazionale e regionale e delle province autonome, che assicurano tramite un servizio di pronta reperibilità (telefono cellulare ed e-mail) la corretta attivazione del flusso operativo;
2. Verifica che i database inerenti i punti di contatto siano aggiornati e ridistribuiti periodicamente in caso di variazioni;
3. Attua tutte le misure indicate dalle strategie operative individuate a livello centrale e/o regionale;
4. Si adopera per assicurare, in caso di necessità, la rapida attuazione delle misure di ritiro o richiamo stabilite, con eventuale sequestro e/o distruzione delle partite.
5. Fornisce per il tramite dell'unita' di crisi regionale il debito informativo definito in ambito di unità di crisi nazionale.
In particolare, il coordinatore dell'unita' di crisi locale, per tutta la durata dell’emergenza, assume la responsabilità della gestione delle risorse di tutte le aree funzionali SVET e SIAN dell’ASP.
“L'Unita di crisi locale – precisa ancora il Direttore sanitario - rappresenta il completamento di un sistema di garanzia per la salute del consumatore, già iniziato con l'attivazione del sistema veterinario integrato europeo TRACES, che funge da strumento per lo scambio di informazioni tra le autorità veterinarie, nel traffico transfrontaliero di animali, derrate alimentari e prodotti derivati di provenienza animale.”
A livello aziendale l’Unità di crisi avrà ancora il compito di aggiornare le attività del Comitato Aziendale per le pandemie nonché di assicurare la corretta applicazione delle procedure e dei protocolli da attuarsi in risposta ad emergenze di origine infettive delle popolazioni animali.


Asp Catanzaro:  ottima adesione all’attivita’ di prevenzione del cancro del colon retto nel comune di Borgia
Catanzaro, 13 nov. -  - E' in pieno svolgimento a Borgia e Roccelletta di Borgia l’attività di prevenzione del cancro del colon retto, condotta dal Centro Screening dell’ASP di Catanzaro, con il forte apporto dato dall’Amministrazione Comunale. La popolazione dai 50 ai 69 anni, che ha ricevuto un invito a domicilio, sta rispondendo ottimamente, grazie anche a una buona campagna di sensibilizzazione svolta dall'assessore Leonardo Maiuolo. Il test gratuito per la ricerca del sangue occulto fecale rileva precocemente la presenza di polipi: una tempestiva terapia endoscopica è il mezzo migliore per evitare che i polipi, nel tempo, si sviluppino in carcinoma. Le persone con test positivo sono contattate dal Centro Screening che offre loro un percorso gratuito già definito, presso le strutture di endoscopia degli Ospedali di Lamezia Terme, di Soverato o presso l'Azienda Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove, negli ambulatori diretti dal Dott. Natale Saccà e dal Dott. Oscar Tommasini, si stanno già esaminando gran parte dei pazienti sottoposti a screening provenienti dal Distretto di Catanzaro. La Dott.ssa Maria Paola Montesi, responsabile dello screening del cancro del colon retto, afferma che questa forma di prevenzione è molto efficace. Dal 2008 oltre 10.900 persone hanno potuto usufruire del test gratuito, che risulta positivo nel 6% dei casi. Finora sono stati individuati e curati 32 casi di cancro, 55 adenomi ad alto rischio e 170 polipi a basso rischio di trasformazione neoplastica. L'intero percorso dello screening, totalmente gratuito, è possibile grazie all'azione sinergica di più Unità Operative dell'ASP: oltre al Centro Screening e alle Endoscopie dell'Ospedale Pugliese, i risultati sono dovuti al contributo di Centri prelievo e Poliambulatori periferici, Laboratorio Analisi, Endoscopie, Radiologie, Anatomia Patologica, Chirurgie, Oncologia. Tutte strutture che dialogano tra loro, altamente qualificate, che garantiscono un percorso clinico completo.


Sanità: Martedì consegna  dei primi 50 attestati agli assistenti familiari formati dal distretto di Catanzaro lido

Catanzaro, 9 nov. – Approfondire le caratteristiche tecniche, professionali e operative della figura di assistenti familiari. Questo l’obiettivo dell’importante incontro che si terrà di martedì 12 novembre, con inizio alle ore 9, nella sala conferenza della Fondazione Betania a Santa Maria. A conclusione del seminario sulle nuove professioni nelle cure domiciliari, verranno consegnati gli attestati agli oltre 50 giovani diventati assistenti familiari a seguito di un corso promosso e gestito nei mesi scorsi dal Distretto socio-sanitario di Catanzaro Lido. L’evento è stato infatti organizzato dal Distretto e dal Comune di Catanzaro, in qualità di enti direttamente impegnati nella gestione del progetto sperimentale di assistenza domiciliare, cofinanziato dall’Inps-ex Inpdap e denominato “Home Care Premium”. Il seminario, partendo dal ruolo dell’assistente familiare nei processi di cura a domicilio, mira a sviluppare un confronto  con testimonianze provenienti dal livello nazionale e regionale. Sono infatti previsti gli interventi dei vertici nazionali dell’Inps impegnati sul versante del welfare, Maurizio Manente della Direzione centrale dell’Inps, Alessandro Ciglieri responsabile nazionale del progetto HCP, Antonello Scialdone Dirigente ISFOL, Guido Giarelli docente di sociologia all’università Magna Grecia di Catanzaro. Le esperienze in atto sui territori degli ambiti socio-sanitari di Catanzaro nord e sud o locale saranno presentate dal sociologo Franco Caccia per il Distretto socio-sanitario di Catanzaro Lido e dal dottor Leonardo Melito per il Comune di Catanzaro.  I lavori proseguiranno con un’articolata tavola rotonda centrata sul tema “I sistemi di cura tra tradizione e innovazione”, a cui parteciperanno fra gli altri, il presidente della fondazione Betania don Biagio Amato, l’assessore alle politiche sociali del comune di Catanzaro Caterina Salerno, il dirigente regionale al settore politiche sociali Alessandra Celi e il sindaco di Borgia Francesco Fusto. I lavori si apriranno con l’intervento del direttore del Distretto di Catanzaro Lido dottor Maurizio Rocca e con i saluti del sindaco di  Catanzaro Sergio Abramo, del commissario dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro Wanda Ferro e del direttore generale dell’Asp dottor Gerardo Mancuso.
Al seminario è prevista anche la presenza dell’assessore regionale al Lavoro e alle politiche sociali dott. Nazzareno Salerno.
Le conclusioni saranno tratte dal dirigente generale della sede Inps Calabria dottor Elio Rivezzi.


Nutrizione: presentati i dati regionali 2012 nell’ambito del programma nazionale “okkio alla salute”

Lamezia Terme, 9 nov. – Nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta a Falerna Marina, sono stati presentati i risultati della sorveglianza nutrizionale, effettuata in Calabria nel 2012 nell’ambito del programma nazionale “OKkio alla salute”. L’incontro è stato coordinata dall’addetto stampa dell’Asp di Catanzaro, Pasquale Natrella.Alla presenza di esponenti del mondo della sanità, della scuola e dell’amministrazione municipale, il sindaco di Falerna, Giovanni Costanzo, ha posto l’attenzione sui cambiamenti fisici rispetto al passato, dovuti alla mutazione degli stili di vita. Una realtà che incide negativamente sulla salute e che richiede il coinvolgimento non solo del singolo, ma anche delle istituzioni. Secondo Costanzo, la politica deve fare la sua parte e intervenire su quei territori carenti, dove mancano anche le strutture in cui praticare certe attività fisiche. Il Dott. Giuseppe Perri, membro del comitato tecnico nazionale del programma “OKkio alla salute” e dirigente medico all’interno dell’unità operativa Igiene degli alimenti di Lamezia Terme, ha spiegato che in relazione al fenomeno del sovrappeso infantile la Calabria non si pone agli ultimi posti, anzi, nella nostra regione si è registrato un lieve miglioramento negli ultimi due anni. Un dato che lascia ben sperare, purché siano adottate “strategie multicomponenti”. La Dott.ssa Marina La Rocca, referente regionale di “OKkio alla salute” e direttore f.f. dell’unità operativa Igiene degli alimenti di Lamezia Terme, si è soffermata sui dati emersi dall’indagine regionale 2012 del programma europeo, che ha coinvolto allievi della scuola primaria, adulti, genitori e personale scolastico. Nel 2012 sono stati monitorati1.635 bambini, 101 classi e 1.675 genitori. I dati raccolti rivelano la presenza di un eccesso ponderale nel 39,2 % dei bambini di 8-9 anni d’età, di cui il 24,70% è in sovrappeso, il 14,50% è obeso. E’ stato, inoltre, osservato che il rischio di obesità dei bambini diminuisce con il crescere della scolarità della madre, con valori che vanno dal 17,9% per il titolo della scuola dell’obbligo, al 14.4% per diploma di scuola superiore, fino al 7.5% per la laurea.  Dall’indagine condotta in Calabria è emerso, comunque, che i genitori non hanno una sufficiente percezione del fenomeno sovrappeso e obesità nell’età infantile. L’attività di promozione della salute alimentare condotta nelle scuole è a buon punto, anche se bisogna ancora modificare alcune cattive abitudini sia per quanto riguarda l’alimentazione, che ancora comprende poca frutta e verdura, che l’attività fisica, piuttosto limitata.


Asp Catanzaro: si e’ svolta  a  Falerna marina la manifestazione “obesity day”

Lamezia Terme, 7 nov.  - Si è tenuta a Falerna Marina, nei locali dell’Istituto comprensivo, la giornata nazionale di sensibilizzazione alla problematica del sovrappeso e dell’obesità, “Obesity Day”. L’iniziativa, promossa dall’Asp di Catanzaro in collaborazione con la scuola dello stesso comune e con la locale sezione della Croce rossa italiana, ha coinvolto adulti e bambini, genitori e alunni in un momento di “counseling” nutrizionale, con riferimento anche all’attività  fisica, con l’aiuto dei nutrizionisti dell’ambulatorio di prevenzione nutrizionale dell’Asp che hanno distribuito materiale informativo. Uno stand espositivo dell’Arssa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e i servizi in agricoltura, ha sensibilizzato i partecipanti all’importanza della frutta e della verdura nell’alimentazione. I dati registrati in Calabria fanno rilevare che più di un terzo dei giovanissimi osservati di 8-9 anni d’età presenta un eccesso ponderale, un fenomeno preoccupante che può essere contrastato attivando una sinergia tra gli operatori della sanità, le famiglie, la scuola, gli enti locali. Tra i suggerimenti allattare al seno, in maniera esclusiva e prolungata; individuare precocemente i giovani a rischio; supportare le famiglie in difficoltà nel fronteggiare il sovrappeso e l’obesità dei figli; adottare buone pratiche di vita, come ridurre al minimo la sedentarietà dei bimbi, evitando di lasciare nella loro camera il televisore, davanti al quale, così come al computer e ai videogiochi, non si può stare più di due ore al giorno; favorire, da parte della scuola e degli enti locali, il movimento libero, rendendo disponibili aree verdi pubbliche e facilitando, se possibile, il raggiungimento a piedi della sede scolastica. Praticamente è necessario creare le condizioni affinché già nell’infanzia si acquisiscano buone abitudini, incluse quelle alimentari.


Asp Catanzaro: disturbi alimentari , una patologia in aumento , da conoscere e da affrontare con nuovi strumenti

Un corso di formazione per medici di base e pediatri di libera scelta

Catanzaro, 7 novembre 2011 - Sabato 9 novembre, l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, nell’ambito del progetto di formazione sul campo denominato l’Organizzazione che impara, ha programmato un  corso di formazione, accreditato per il rilascio dei crediti ECM, rivolto a medici e pediatri operanti sul territorio sui temi dei disturbi alimentari. L’iniziativa avrà luogo nella sala riunioni, direzione sanitaria presidio ospedaliero di Soverato, con inizio alle ore 9,00 . I lavori  si apriranno con l’introduzione del responsabile del percorso formativo, il dirigente sociologo Franco Caccia a cui seguiranno le relazioni da parte dei componenti del gruppo tecnico multidisciplinare, Luigia Barbieri, Psicoterapeuta Referente DCA ASP di Catanzaro, Enza Aloise, Assistente Sociale Disturbo Comportamento Alimentare ASP di Catanzaro, Nicola Cardamone, Nutrizionista DCA ASP di Catanzaro, Maria Furriolo, Psicoterapeuta DCA ASP di Catanzaro, Maria Mumoli, Psicoterapeuta DCA ASP di Catanzaro, da diversi anni  impegnati nelle attività di valutazione e trattamento dei  disturbi alimentari.


Sanita': Catanzaro, posti di lavoro con l'assistenza domiciliare
Catanzaro, 5 nov. - Sono gia' oltre 50 i contratti di lavoro sottoscritti da altrettante famiglie residenti nei comuni del Distretto Socio Sanitario di Catanzaro Lido che hanno beneficiato dell'opportunita' del progetto Home Care Premium. Il progetto sperimentale di assistenza domiciliare, di cui il distretto di Catanzaro Lido e' ente attuatore in partenariato con l'Inps - ex Inpdap, si caratterizza per un sistema integrato di servizi a sostegno della non autosufficienza, una parte di questi servizi vengono direttamente erogati a domicilio della persona assistita, ad esempio tramite la presenza di un assistente familiare qualificato. Ma il benessere relazionale e lo star bene passa anche attraverso le relazioni con gli altri, per favorire una piu' elevata qualita' delle relazioni con i contesti sociali di provenienza, e' previsto un Centro Diurno, un servizio trasporti, un servizio sollievo per i familiari, un contributo una tantum per l'acquisto di ausili e per le tecnologie utili ad una maggior autonomia della persona non autosufficiente. "L'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro fin da subito - ha spiegato Maurizio Rocca direttore del distretto di Catanzaro Lido - ha creduto nella bonta' del modello organizzativo proposto dall'Inps - ex Inpdap e soprattutto nella prospettiva di ampliamento e miglioramento del sistema di cura territoriale". Nei mesi estivi, ha affermato Franco Caccia responsabile del progetto realizzato dal distretto di Catanzaro Lido, "siamo stati sottoposti a un vero e proprio tour de force per gestire le circa 400 domande pervenute per l'iscrizione al corso di assistente familiare. Dopo le procedure di selezione e valutazione abbiamo gestito uno specifico corso i cui docenti sono stati individuati tra il personale interno con specifiche competenze ed esperienze nei singoli moduli didattici e abbiamo qualificato oltre 50 assistenti familiari". Il numero di assistenti familiari, occupate all'interno del progetto, e' destinato ad aumentare: nei prossimi giorni infatti crescera' fino a raggiungere il numero considerevole di 140 famiglie in carico al progetto "Home Care Premium".


Sanità: Catanzaro, eletti i componenti della Societa’ Italiana di Pediatria ospedaliera (Sipo), gruppo Infermieri

Catanzaro, 4 novembre 2013 – Calabria capofila nazionale nell’elezione del primo Presidente regionale del Gruppo Infermieristico della Società Italiana di Pediatria Ospedaliera Calabrese. Ne dà l’annuncio il Presidente della SIPO regionale dott. Ernesto Saullo a conclusione del congresso regionale che si è svolto a Lamezia Terme e che ha scelto come primo presidente la dott.ssa Maria Rita Muraca. Nella squadra che guiderà il gruppo per i prossimi tre anni entrano come consiglieri provinciali: Diana Pugliese per la provincia di Catanzaro, Angela Catalano per la provincia di Reggio Calabria, Stefania Vrenna per la provincia di Crotone, Catia Bertolasi per la provincia di Cosenza e Maria Rosa Scidà per la provincia di Vibo Valentia.
La costituzione della sezione infermieristica della SIPO è un evento di grande importanza culturale dato che è la prima società scientifica di tipo infermieristico che si costituisce in Calabria. L’elezione delle cariche sociali è avvenuta al termine di un Corso Infermieristico che si è tenuto nella sala Ferrante dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme dal titolo “Bisogni emergenti della pediatria moderna”.
Ai lavori hanno presenziato il Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dott. Gerardo Mancuso, che ha portato il saluto dell’Azienda ospitante, il Presidente della SIPO nazionale, dott. Francesco Paravati, il Presidente ed il Segretario della SIPO regionale, dott. Ernesto Saullo e dott.ssa Mimma Caloiero segretaria Societa Italiana Pediatria e SIPO Calabria    il Direttore della Cattedra di Pediatria dell’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, Prof. Roberto Miniero.
La neo presidente, dott.ssa Maria Rita Muraca, svolge la sua attività professionale quale Infermiere Pediatrico Coordinatore presso U.O di Pediatria dell’Ospedale di Soveria Mannelli gestito dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Durante la sua carriera professionale ha conseguito numerosi titoli accademici quali la laurea magistrale nelle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, master universitari di primo e secondo livello e vari corsi di perfezionamento. E’ autore di varie pubblicazioni scientifiche ed ha partecipato alla stesura del manuale di procedure infermieristiche aziendali dell’ex ASL n° 6 di Lamezia Terme. Da oltre dieci anni svolge attività didattica presso i corsi di laurea in Infermieristica ed Infermieristica Pediatrica dell’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro nel settore scientifico disciplinare MED/45. E’ stata relatore di numerose tesi di laurea nonché in occasione di corsi, convegni e congressi scientifici. E’ socia AIEOP, SIPO e FIDAPA.
Nelle sue dichiarazioni programmatiche, la neo presidente ha evidenziato che intende prioritariamente perseguire l’obiettivo della formazione professionale degli infermieri operanti nelle strutture pediatriche creando un circuito di comunicazione delle informazioni e delle metodologie utili per l’arricchimento professionale reciproco.
L’educazione continua dei professionisti può aiutare a soddisfare i bisogni emergenti dell’assistenza sanitaria pediatrica derivanti dalla sempre più ridotta possibilità di ricovero ospedaliero alla conseguente maggiore richiesta di assistenza domiciliare del bambino malato.
L’introduzione di una nuova metodologia formativa mediante riunioni itineranti nelle varie UU.OO. di tipo pediatrico con l’intento di scambiarsi conoscenze e competenze professionali può costituire, per gli operatori del settore, un modo nuovo di mettersi in discussione per raggiungere un miglioramento reciproco. Tale metodologia di lavoro di gruppo deve essere finalizzata alla elaborazione di procedure e protocolli assistenziali condivisi utili alla definizione di percorsi di cura e di presa in carico dei pazienti pediatrici uniformi per l’intero territorio regionale.
L’uniformità di tali percorsi può favorire una maggiore sicurezza degli operatori e, nel contempo, una maggiore fiducia dei bambini malati, e delle loro famiglie, che hanno tutto il diritto di ricevere servizi e cure efficaci ad opera di professionisti adeguatamente formati ed aggiornati. In questa ottica, anche avere a disposizione uno spazio sul sito internet della SIPO, come suggerito dal Presidente nazionale dott. Francesco Paravati, può fornire un valido supporto all’attività scientifica rendendo fruibili tutti i documenti che vengono prodotti durante i percorsi relazionali, formativi ed istituzionali.
Tutte queste attività hanno lo scopo di migliorare la performance degli operatori garantendo la qualità dell’assistenza infermieristica pediatrica.
Il Presidente SIPO Calabria che ha presentato e voluto fortemente l’iniziativa e l’elezione  del Gruppo Infermieristico ha dichiarato che un altro importante tassello è stato messo nell’organizzazione dell’assistenza Pediatrica Calabrese il cui primo obiettivo, oltre quello formativo e di ricerca, è quello di garantire il diritto ai nostri bambini di essere curati nella loro citta nel loro ospedale dove tranquillamente devono trovare risposte ai loro piccoli grandi problemi. Per il Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, “La pediatria moderna si deve sviluppare attraverso una nuova organizzazione territoriale che vada verso i bisogni del cittadino. E in tutto questo il ruolo dell’infermiere è molto importante e straordinario. Il tutto supportato dall’informatizzazione che riuscirà a ridurre i costi e migliorare l’efficienza, come l’utilizzo della cartella informatica”.


Sanita’: Associazione Mondo Libero, sprechi e clientele

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Mondo LIbero

Lamezia Terme, 31 ott. – “La sentenza emessa dalla Corte dei Conti della Calabria che vede come protagonista Lucio Franco Petramala .manager voluto da Loiero, sembra non fare altro che confermare quanto emerso da un'inchiesta pubblicata qualche giorno fa: in Italia gli sperperi nella sanità sono enormi e, mentre i cittadini fanno sempre più fatica a ottenere servizi adeguati, vi sono differenze anche dell’800% sul prezzo pagato per un prodotto da un’Asl rispetto a quello pagato per lo stesso prodotto da un’altra Azienda sanitaria. Un sistema perverso, che si alimenta di rapporti corruttivi nel peggiore dei casi e di ingiustificabile superficialità in altri, dove ormai sta cercando di fare affari anche la criminalità organizzata. Una recente ricerca compiuta da Transparency International Italia, Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e Ispe (Istituto per la promozione dell’etica in sanità) non sembra lasciare spazio a molti dubbi: “In alcune realtà l’Asl diventa un serbatoio di lavoro, da raggiungere non sempre attraverso la meritocrazia, e di conseguenza un serbatoio di voti”.  Nello studio viene poi evidenziato che la criminalità organizzata “soprattutto in alcune aree del Paese, vende servizi a bassa tecnologia alle Asl”. Business all'insegna della “scarsa trasparenza nell'uso delle risorse” e dello spreco, “che risponde principalmente a dinamiche clientelari e di inefficienza sistemica”. Accade così, come appurato un anno fa nel corso di un monitoraggio dall'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici, che un’azienda sanitaria paga un inserto tibiale 199 euro e un’altra azienda per lo spesso prodotto spende 2.479 euro,  con una differenza del 1.145%, oppure che una protesi d’anca in ceramica viene pagata da un’Asl 284 euro e da un’altra 2.575, l’806% in più. Da tempo si discute di applicare prezzi standard, ma “il sistema” ostacola tale soluzione. “Correggere questo stato di cose è una vera impresa, ci sono resistenze enormi, difficili da immaginare”, ha dichiarato  Giuseppe Vialetti, ex presidente dell’Alto commissariato sul federalismo fiscale. Di spreco in spreco per la sanità vengono così spesi miliardi di euro e i cittadini finiscono protagonisti di un’odissea tra un ospedale e un altro per un letto o sono costretti ad attendere mesi per un’analisi. Alla vergogna non c'è mai fine”. Associazione Mondo Libero


Asp Catanzaro: l’infermiere coordinatore Carlo Barberino e’ membro nazionale del working group nursing dell’aiom

Catanzaro, 29 ott.  Il Dottor  Carlo Barberino, infermiere coordinatore nell’unità operativa Oncologia del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, è stato eletto membro Nazionale del Working Group Nursing dell'AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). Le operazioni di scrutinio sono avvenute il 12 ottobre scorso, durante lo svolgimento del XV Congresso Nazionale di Oncologia Medica (AIOM) a cui hanno partecipato tutti i soci iscritti in Italia.  Il mandato coprirà una durata di due anni, dal 2013 al 2015. Barberino, dottore di Ricerca in Scienze infermieristiche, ha spiegato quali sono le attività e gli obiettivi del gruppo di cui fa parte: “Attualmente l'attività del Gruppo Infermieri di AIOM (Working Group Nursing) ci vede impegnati in un'azione assolutamente sinergica con il Gruppo Medici e Giovani Medici per la promozione di attività di ricerca, miglioramento dell'assistenza e delle cure ai Pazienti, promozione di stili di vita e per la diffusione capillare delle migliori evidenze scientifiche per accrescere continuamente il valore dell'Oncologia Italiana e per offrire sempre migliori risposte ai Cittadini.”


Sanità: a Lamezia il congresso nazionale di aggiornamento aooi 2013

Lamezia Terme,  28 ott. - La Società Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani, quest’anno per la prima volta ha tenuto il congresso annuale in Calabria, a Lamezia Terme. Grande soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento, è stata espressa dal dott. Raffaele Grasso, direttore dell’unità operativa Otorino dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme e presidente organizzatore e responsabile scientifico del convegno. Un risultato raggiunto soprattutto per il valore del programma scientifico, molto apprezzato dai numerosi e qualificati partecipanti, ma grazie anche all’accoglienza e alle bellezze storiche e naturali della Calabria. Una esperienza positiva per il dott. Grasso che spiega:“Era da alcuni anni, in qualità di componente del consiglio direttivo che chiedevo di celebrare l’evento nella mia regione adottiva. Tanti erano gli ostacoli che di volta in volta si presentavano, tra i quali i pregiudizi nei confronti della nostra meravigliosa Regione. “E’ troppo periferica! Come ci arriviamo? Ma chi ci viene!” E io a spiegare che è più facile e veloce raggiungere Lamezia Terme, da ogni posto della penisola piuttosto che Perugia, Siena, Como, Sanremo, Pordenone, Viterbo e tanti altri posti belli del centro-nord Italia. Comunque, una volta assegnata la sede, per me è iniziato il vero  calvario. In qualità di Presidente organizzatore e Responsabile scientifico del Congresso, ho cercato e convinto i migliori relatori nazionali a partecipare, ma è stato facile, trattandosi di cari amici. Ho voluto arricchire il programma scientifico invitando anche tre relatori stranieri, leaders mondiali nella loro materia. Per  la scelta della sede congressuale, ho individuato  uno splendido albergo dalla posizione strategica, a pochi minuti dall’aeroporto internazionale,dalla stazione  ferroviaria e dall’autostrada e gli affanni si sono un po’ ridotti. Ho coinvolto quasi tutti i colleghi della Regione, compito agevolato dal fatto che sono il Presidente dell’Associazione Calabrese Otorinolaringologi. Man mano che il programma scientifico si andava formando, lo sottoponevo al giudizio dei colleghi nazionali e regionali e mi andavo convincendo che l’ interesse a partecipare era veramente sentito. Ciò mi inorgogliva ma allo stesso tempo mi caricava di responsabilità nel costruire un evento all’altezza dei Partecipanti. Così son venute fuori due giornate piene, venerdì 18 e sabato 19 ottobre, durante le quali si sono avvicendati numerosi relatori di fronte a una platea stracolma di professionisti qualificati. In tre sessioni sono stati affrontati e dibattuti molti argomenti della disciplina Orl. Carcinomi Orofaringei: Update 2013, argomento quanto mai attuale della Relazione Ufficiale non solo da un punto di vista diagnostico e terapeutico. I tumori della testa e del collo, spesso sono operati fuori mentre la Regione dovrebbe, dopo una indagine storica, potenziare le proprie sedi dove questa chirurgia viene trattata, perché nel tempo hanno acquisito una forte  credibilità. Purtroppo a smantellare un Reparto che funziona basta un secondo, ma per costruirne un altro con una credibilità professionale spesso ci vogliono decenni. La  lettura magistrale sulla chirurgia robotica, dei tumori testa-collo l’ha tenuta il primo ospite straniero, il belga prof. Marc Remacle. Egli ha mostrato i vantaggi del robot nell’aggredire questi tumori. Il tradizionale quaderno di aggiornamento, quest’anno si è occupato del follow-up dei tumori maligni della testa e del collo. In esso sono tracciate le linee guida per l’osservazione del paziente dopo la chirurgia o radioterapia dei tumori maligni. Il secondo ospite straniero,il prof. Andrew Swift di Liverpool, ha tenuto la lettura magistrale sulla chirurgia funzionale dei seni paranasali, con interventi non più demolitivi ma  funzionali, che rispettano il più possibile l’anatomia e la fisiologia. Numerosi Colleghi Italiani hanno presentato l’update chirurgico su collo, orecchio, naso e seni paranasali. La nostra scuola si è confrontata nella relazione sulla gestione della setto- rinoplastica con due delle scuole più prestigiose d’Italia, che trattano questo tipo di chirurgia. Mi è piaciuto poi ricordare all’uditorio internazionale, con una ricca documentazione storica, che la Rinoplastica è nata proprio nella nostra zona. Essa veniva praticata, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento dai fratelli Vianeo, originari di Maida, ma trasferiti nella più ricca Tropea dove esercitarono la professione. In seconda giornata, il terzo relatore straniero, il prof. Enrique Perello di Barcellona ha tenuto una lezione magistrale sulla chirurgia dell’orecchio interno e della fossa cranica media. Non trascurando la formazione manageriale del Medico Dirigente Otorinolaringoiatra, ho pensato di inserire in una qualificata Tavola Rotonda  il tema del ruolo e della  competenza non solo medico-chirurgica che egli deve possedere per gestire in modo efficace ed efficiente un Reparto. Grande commozione c’è stata all’inaugurazione del Convegno, quando alla presenza delle Autorità ho voluto salutare il Decano dell’Otorinolaringoiatria Regionale, il Prof. Cimino del quale ho declamato le doti professionali e umane. Dopo il  saluto delle autorità ci siamo trasferiti in una splendida sede per la cena sociale, durante la quale, in un clima festoso, si sono espressi, coordinati da una sapiente regia, virtuosi musicisti e danzatori lametini. Durante la serata sono stati celebrati  tre  momenti solenni:  sono stati  premiati il Prof. Fausto Chiesa, Primario dell’Istituto Europeo dei tumori di Milano ed anche una ricercatrice dello stesso istituto. Infine, con una targa alla memoria, alla presenza dell’intera famiglia, abbiamo ricordato il collega Dott. Walter Mallamace, Primario di Polistena, prematuramente scomparso in un incidente stradale.
In contemporanea ai lavori nella sala grande, in un’ altra sala si son tenuti corsi monotematici frequentati da Medici di base, Logopedisti, Audiometristi, Allergologi, Foniatri e Audiologi.
Gli accompagnatori, numerosi, complice il bel tempo, sono stati guidati a visitare i luoghi storici e archeologici della città di Lamezia, le splendide coste del Tirreno con soste a Pizzo Calabro e Tropea.
I congressisti nel congedarsi da Lamezia, hanno apprezzato soddisfatti le efficienti e ospitali infrastrutture del territorio, tanto che alcuni hanno prolungato il soggiorno. E la mia soddisfazione è stata doppia per i numerosi partecipanti che hanno mostrato di gradire il programma scientifico e per qualche pregiudizio che è stato cancellato sulla nostra bella regione.”


Sanita’:  Giordano,  si tutelino le farmacie rurali  avamposti della sanità calabrese

Catanzaro, 28 ott. - La mozione da me presentata e approvata dal consiglio regionale in coordinamento formale con un’altra depositata dal collega Imbalzano registra la necessità di un intervento forte e incisivo da parte del governo regionale e del Commissario ad acta alla sanità a favore delle farmacie rurali che  garantiscono il servizio sul  71% del totale dei comuni calabresi  e che vivono da anni delle criticità in particolare sul piano finanziario. Il consigliere regionale Giuseppe Giordano, proponente della mozione, ricorda come gli stessi  rappresentanti della Federfarma regionale, auditi in terza commissione consiliare,  hanno indicato una serie di  interventi che, senza eccessivi oneri finanziari, potrebbero portare ad un ampliamento dei  servizi che attualmente le farmacie offrono. In particolare, nell’ottica di potenziare la sanità sul territorio, la richiesta di creare, attraverso il Dipartimento della tutela della salute, una piattaforma su base regionale che introduca una farmacia dei “servizi”  che si caratterizza per la molteplicità degli interventi che vanno  dall’analisi di base, alla presa in carico del paziente, agli esami di prima istanza, alla prenotazione e al ritiro del referto degli esami. Su queste basi la mozione presentata e approvata ,sottolinea Giordano, impegna la Giunta Regionale  e il Presidente, nella qualità di Commissario ad acta della sanità calabrese, ad attivare attraverso il Dipartimento della Tutele della Salute,  compatibilmente con i limiti imposti dal piano di rientro e in linea con le altre regioni , una piattaforma regionale che preveda un ampliamento dei servizi offerti dalle farmacie , a deliberare un adeguamento dell’indennità di residenza spettanti alle farmacie rurali, ferma all’anno 1990,a porre in essere gli adempimenti  necessari a procedere ad un riesame del regime degli sconti per le stesse farmacie rurali. Infine, conclude Giordano, nell’ambito degli interventi a favore delle farmacie , ho depositato una richiesta  al Presidente della terza commissione consiliare On.le Salvatore Pacenza, della quale sono componente, di audire il direttore generale dell’ASP n° 5 ,Dott.ssa Rosanna Squillacioti,sull’annoso problema dei  ritardi nel pagamento dei crediti correnti nonostante la direttiva europea 2011/7/UE  recepita in Italia obblighi a rispettare i tempi di pagamento nel settore sanitari nonché sul mancato rispetto del piano di rientro concordato a suo tempo con l’ASP e riguardante  i pagamenti dei crediti vantati nel periodo antecedente all’anno 2008.


A Lamezia Terme il workshop sulle malattie neurodegenerative

Lamezia Terme, 27 ott. - "Bioingegneria & E-Health" è il titolo del workshop organizzato dal Centro Regionale di Neurogenetica dell'ASP di Catanzaro in collaborazione con CalabriaInnova, che si è svolto il 26ottobre a Lamezia Terme. Un’occasione per condividere e approfondire lo stato dell’arte e le esperienze di ricerca nel campo della bioingegneria applicata alle neuroscienze, insieme ai possibili sviluppi futuri della ricerca sulle malattie neurodegenerative. Il workshop ha affrontato in particolar modo il tema delle applicazioni di Brain Computer Interface, dispositivi di interfaccia neurale tra l’uomo e il computer, capaci di restituire l’autonomia di comunicazione e di movimento a chi è affetto da malattie neurodegenerative. Grazie al contributo dello Sportello APRE di CalabriaInnova sono stati inoltre esaminati i possibili scenari per la realizzazione di progetti di interesse nazionale e europeo in relazione alle opportunità offerte da Horizon 2020, il nuovo Programma Quadro che finanzia la ricerca e l’innovazione. Il Centro Regionale di Neurogenetica, diretto dalla dott.ssa Amalia Bruni, è un punto di riferimento nazionale d’eccellenza per l’assistenza, la diagnosi e la ricerca sulle patologie neurogenetiche. Il Centro, infatti, eredita un grande patrimonio di studi e ricerche sulla malattia di Alzheimer ottenuto dal gruppo di ricerca, tanto che la Regione Calabria, riconoscendone i meriti, ne ha sancito la costituzione nel 1996. “Il CRN – dichiara la dott.ssa Amalia Bruni - persegue la finalità di unire le attività di ricerca clinica e genetica sui fattori responsabili delle malattie neurodegenerative ad efficaci modelli di assistenza sia per i pazienti sia per le loro famiglie. In quest’ottica, il workshop è stata l’occasione per offrire nuovi spunti di integrazione tra le problematiche della ricerca clinica e lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente innovative.” Il convegno coincide con l’ingresso ufficiale del Centro Regionale di Neurogenetica nella Rete Regionale dell’Innovazione, il network promosso da CalabriaInnova e dalla Regione Calabria per realizzare un unico sistema organizzato degli attori dell’innovazione calabrese. “Un’ulteriore tappa per dare alla Rete Regionale dell’Innovazione una dimensione di network al servizio di imprese e ricercatori. – spiega Antonio Mazzei della Direzione di CalabriaInnova, presente al convegno – Il network, coinvolgendo il CRN, si arricchisce di una nuova eccellenza per valorizzare la ricerca e favorire lo sviluppo e il rafforzamento dell’innovazione tecnologica in Calabria”.

Nella foto da sinistra Marco Simonetti, Antonio Mazzei e Amalia Bruni


SANITA’: VIGLIAROLO, DATI AGENAS NON SONO INCORAGGIANTI 

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Mario Vigliarolo Vicepresidente Associazione Mondo Libero

Lamezia Terme, 19 ott. - "I dati forniti dalla Agenas organo ufficiale di consulenza del  Ministero della sanità,sulla qualità delle prestazioni ospedaliere  nell'anno 2012 non sono certo incoraggianti per l'ospedale di Lamezia  Terme. Il rapporto riguarda 1440 ospedali tra pubblici e privati. da 3  anni Scopelliti Mancuso e Talarico sono i Responsabili della sanità lametina , di quella sanità che ha ridotto l’otorino laringotria a un  reparto ospedaliero senza posti letto. Il rapporto dell'Agenas sottolinea alcune eccellenze anche nella sanità calabrese Il raffronto  con l'ospedale di Lamezia Terme è decisamente negativo per il nostro  nosocomio. Si parla di eccellenze e queste sono individuabili in quelle  strutture ed in quei reparti dove non mancano i primari le prestazioni  offerte hanno indici di qualità che sono il tasso di mortalità al  trentesimo giorno la tempestività degli interventi La modalità di  esecuzione i tempi di ricovero e di dimissione migliori della media  nazionale. Purtroppo e con sincero grande dispiacere dobbiamo rilevare  che di queste eccellenze l'ospedale di Lamezia non può vantarsi. I  cittadini di Lamezia Terme al di là di qualsiasi schermaglia ed inutile  precostituita contrapposizione hanno diritto ad una operazione di  chiarezza e di verità . Agenas fornisce dati e numeri. Sono ufficiali e  si dispone di numeri totali per singolo indicatore. L'ospedale di  Lamezia Terme soffre di una gravissima cronica malattia il cui esito  appare scontato. Il senso di consapevolezza ed il dovere etico e morale  impone a chi ha la gestione della sanità a Lamezia di rendere pubblici  i dati e di porvi  rimedio poiché è in ballo la salute della gente e la sopravvivenza stessa del nosocomio . Se chi ne ha la guida istituzionale si dovesse sottrarre a questo dovere verità saremo  costretti nostro malgrado a farlo noi. Lamezia non può essere La  Cenerentola della sanità calabrese e i lametini hanno il diritto di  avere un ospedale che sia degno di questo nome. Il sacro diritto alla  cura ed alla salute va garantito a tutti i cittadini ed a qualsiasi  latitudine". A cura del  Prof Mario Vigliarolo Vicepresidente Associazione Mondo Libero


NEL FINE SETTIMANA ANCHE NEL CATANZARESE PROSEGUE RACCOLTA FONDI PER RICERCA CONTRO LA FIBROSI CISTICA 

Soverato, 18 ott.  - La malattia genetica grave più diffusa, problemi respiratori e digestivi, frequenti ricoveri in ospedale, giornate scandite da fisioterapia respiratoria e pillole, nessuna cura definitiva: questo è la fibrosi cistica. Negli anni Sessanta i bambini non superavano l’infanzia, oggi hanno un’aspettativa media di vita intorno ai 40 anni: la ricerca deve andare avanti. Anche nel Catanzarese prosegue la raccolta fondi promossa dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica - onlus. «La fibrosi cistica ferma la vita. Fermiamo la fibrosi cistica», il messaggio lanciato. La delegazione di Soverato devolverà il ricavato al progetto di ricerca n.12/2013. In ricordo di Emanuela Luly. Fino al 20 ottobre si può donare un sms al 45507 (2 € da cellulare, 2 o 5 € da rete fissa). Ma si può contribuire anche prendendo con sé uno dei ‘ciclamini per la ricerca’. Sabato 19 e domenica 20 è possibile trovarli a Montepaone Lido (sagrato della chiesa ‘San Giovanni Battista), a Soverato (nell’ambito della Festa della birra, vicino al bar ‘Cento fiori’) e a Scala Coeli (piazza L. Aiello). Domenica 20 i volontari saranno a Curinga (piazza Immacolata), Pentone (piazza Monsignor V.Tarantino), S.Elia (p.zza Maria Santissima Assunta in cielo), San Pietro a Maida (corso Pietro Antonio Sgrò). Fino al 26 ottobre è possibile trovare i ciclamini anche nei seguenti negozi. Chiaravalle: Pago poco. Davoli: Upim. Montepaone Lido: edicola Giovanni Froio. Roccella Jonica: dietista Stefania Moio. Satriano: cartolibreria Point, caseificio Macrì. San Nicola da Crissa: sali e tabacchi Paola Ceravolo. Soverato: Artigianato Gioffrè, bar pasticceria Dolce Mania, Brums, Cose così gioielli, Crai,estetista Manial, farmacia San Giuliano, Foto Sestito, Pago Poco, pasticceria Soverato Dolci, pizzeria Da Benito, pizzeria Il ritrovo, profumeria Sensation, Sam&co, sanitaria Leuzzi, Upim.


RICERCA: FARA’ TAPPA A SOVERATO LA TAPPA SULLA FIBROSI CISTICA

Soverato(CZ), 14 ott. -   Una corsa per il respiro, una corsa per la vita. Farà tappa anche a Soverato. Mercoledì 16, intorno alle ore 12, Matteo Marzotto(nella foto), Davide Cassani, Max Lelli e Fabrizio Macchi arriveranno nella cittadina, in piazza Maria Ausiliatrice. I quattro sono partiti domenica da Palermo. Destinazione: Roma. La corsa in bici si affianca alle iniziative promosse dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica - onlus per raccogliere fondi contro la malattia genetica più diffusa. Al loro arrivo, un momento di gioia, saranno presenti anche gli studenti di alcune scuole superiori. Contestualmente, per chi lo vorrà, sarà possibile prendere con sé un ‘ciclamino della ricerca’. Già nel fine settimana i volontari della delegazione di Soverato hanno venduto le piante in alcuni centri: la sensibilità non è mancata, la delegazione ringrazia quanti hanno voluto contribuire all’adozione del progetto di ricerca n.12/2013. In ricordo di Emanuela Luly.Perché è così importante contribuire alla ricerca? Perché per la fibrosi cistica non esiste una cura definitiva. Chi ne è affetto - un neonato su 2500 - ha problemi respiratori e digestivi. Negli anni Sessanta i bambini non superavano l’infanzia, oggi hanno un’aspettativa media di vita intorno ai 40 anni: la ricerca deve andare avanti. Fino al 20 ottobre si può donare un sms al 45507 (2 € da cellulare, 2 o 5 € da rete fissa). Sabato 19 e domenica 20, i volontari saranno presenti a Montepaone Lido (sagrato della chiesa ‘San Giovanni Battista) e a Scala Coeli (piazza L. Aiello). Domenica 20 saranno a Curinga (piazza Immacolata), Pentone (piazza Monsignor V.Tarantino), S.Elia (p.zza Maria Santissima Assunta in cielo), San Pietro a Maida (corso Pietro Antonio Sgrò).Fino al 26 ottobre è possibile trovare i ciclamini anche nei seguenti negozi. Chiaravalle: Pago poco. Davoli: Upim. Montepaone Lido: edicola Giovanni Froio. Roccella Jonica: dietista Stefania Moio. Satriano: cartolibreria Point, caseificio Macrì. San Nicola da Crissa: sali e tabacchi Paola Ceravolo. Soverato: Artigianato Gioffrè, bar pasticceria Dolce Mania, Brums, Cose così gioielli, Crai,estetista Manial, farmacia San Giuliano, Foto Sestito, Pago Poco, pasticceria Soverato Dolci, pizzeria Da Benito, pizzeria Il ritrovo, profumeria Sensation, Sam&co, sanitaria Leuzzi, Upim.


ASP CATANZARO: GIOVEDI’ ALL’ISTITUTO COMPRENSIVO DI FALERNA MARINA SI CELEBRA L’OBESITY DAY

Alle ore 12 si terrà la conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto regionale “OKkio alla Salute” sulla sorveglianza nutrizionale effettuata nel 2012 in Calabria

Lamezia Terme, 8 ott. 2013 - Anche quest’anno l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha aderito all’Obesity Day, la giornata nazionale di sensibilizzazione sul tema del sovrappeso e dell’obesità, che grande preoccupazione sta ingenerando nella Sanità pubblica mondiale per le gravi conseguenze in termini di salute dei cittadini.
In particolare la manifestazione, che si terrà giovedì 10 ottobre 2013 dalle ore 09,00 alle 12,30, quest’anno è stata organizzata in collaborazione con l'lstituto Comprensivo Statale di Falerna, il Comune di Falerna e la sezione locale della Croce Rossa Italiana. La manifestazione di giovedì si svolgerà infatti nel complesso scolastico di Falerna e nella villetta comunale adiacente di Falerna Marina.
Il programma della manifestazione prevede alle ore 09,00 i saluti delle autorità e la  presentazione manifestazione; alle ore 09,30 la proiezione del film “Ratatouille” per i bambini delle classi quarta e quinta della Scuola Primaria guidati dagli Insegnanti e alle ore 11,00 un breve commento al film e un intervento preordinato sul tema “Merendine e Playstation".
A partire dalle ore 10,30 e per tutta la mattinata è previsto anche un counseling nutrizionale e sull'attività fisica gratuito da parte dei Nutrizionisti dell'Ambulatorio di Prevenzione Nutrizionale dell'Asp, con diffusione di materiale informativo per gli adulti (genitori, zii, nonni etc.) e per i bambini.
Alle ore 12,00 è prevista invece la conferenza stampa di presentazione dei dati della sorveglianza nutrizionale effettuata nel 2012 in Calabria nel corso del programma nazionale “OKkio alla Salute”. Per l’occasione saranno presenti il Dott. Bruno Zito Dirigente settore area LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) del Dipartimento Tutela Salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria, il Dott. Giuseppe Perri, membro del Comitato Tecnico Nazionale “OKkio alla Salute”, la Dott.ssa Marina La Rocca e la Dott.ssa Caterina Azzarito, referenti regionali del progetto “OKkio alla Salute”.
Durante la mattinata sarà inoltre allestito uno stand espositivo, a cura dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura (ARSSA Calabria), sulla promozione della frutta e verdura nell'alimentazione della popolazione calabrese.


SANITA’:  UN CICLAMINO PER LA RICERCA SULLA FIBROSICISTICA

Soverato 7 ott. -  - «Per te, che cosa vuol dire la parola “ricerca”?». «Speranza. Futuro e speranza. Le manifestazioni, le raccolte non le facciamo per noi perché, purtroppo, la ricerca ha dei tempi lunghi. Ma per gli anni a venire e per i bambini che adesso sono nati con questa malattia, il futuro sarà sicuramente migliore solo grazie alla ricerca». Francesca è affetta dalla fibrosi cistica. Per chi deve convivere con questa grave malattia genetica, anche un piccolo contributo alla ricerca diventa essenziale. Da oggi fino al 26 ottobre, la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica - onlus promuove una campagna di raccolta fondi. «La fibrosi cistica ferma la vita. Fermiamo la fibrosi cistica», il messaggio lanciato. Quest’anno il Catanzarese sarà toccato dal giro ciclistico targato FFC: Matteo Marzotto, Davide Cassani, Max Lelli e Fabrizio Macchi il 16 ottobre, intorno alle ore 12, saranno a Soverato. Come l’anno scorso, i tre faranno un tratto dello Stivale in bicicletta, accompagnati da amici campioni. Quest’anno si parte da Palermo e si arriva a Roma. La delegazione di Soverato accoglierà i quattro con gioia. Durante il mese, inoltre, venderà ‘i ciclamini per la ricerca’. Il ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione e, in particolare, al progetto di ricerca n.12/2013. In ricordo di Emanuela Luly.  Si può contribuire prendendo con sé un ciclamino per la ricerca, nelle piazze o nei negozi che hanno aderito all’iniziativa. Dall’11 al 20 ottobre, inoltre, si può donare un sms al 45507 (2 € da cellulare, 2 o 5 € da rete fissa). La delegazione di Soverato ringrazia quanti vorranno contribuire alla ricerca, i volontari che donano il proprio tempo, i negozi che hanno aderito alla campagna, la parrocchia di Satriano Marina, e chi ne fa parte, divenuta il “quartiere generale” per la gestione della campagna. Ogni gesto, ogni contributo danno speranza a chi combatte ogni giorno contro la malattia genetica grave più diffusa. La fibrosi cistica colpisce un neonato su 2500: ogni settimana quattro bambini si scoprono essere affetti da questa malattia. La loro vita sarà segnata da difficoltà a respirare, continui ricoveri in ospedale, aerosol, fisioterapia respiratoria quotidiana, pillole ingerite per digerire: la ricerca è importante per migliorare la qualità e le aspettative di vita e trovare una cura definitiva. Negli anni Sessanta i bambini non superavano l’infanzia, oggi i bambini affetti dalla fibrosi cistica hanno un’aspettativa media di vita intorno ai 40 anni: la ricerca deve andare avanti.  

Dove e quando trovare i ciclamini

Sabato 12 e Domenica 13: Serra San Bruno (maxi sidis, via San Brunone di Caulonia).

Sabato 12: Catanzaro Lido (lungomare altezza Monumento Caduti), Lamezia Terme (Piazza Ardito).

Domenica 13: Catanzaro Lido (piazza Garibaldi), Capistrano (piazza Renoir), Davoli (piazzale antistante chiesa ‘San Roberto Bellarmino’), Isca sullo Jonio (piazza San Michele), Lamezia Terme (centro commerciale ‘Due mari’), Satriano Marina (parrocchia ‘Santa Maria della Pace).

Mercoledi 16: Soverato (piazza Maria Ausiliatrice).

Sabato 19 e domenica 20: Montepaone Lido (sagrato della chiesa ‘San Giovanni Battista), Scala Coeli (piazza L. Aiello).

Domenica 20: Curinga (piazza Immacolata), Pentone (piazza Monsignor V.Tarantino), S.Elia, San Pietro a Maida (corso Pietro Antonio Sgrò).

Dal 6 al 26 ottobre nei seguenti negozi. Chiaravalle: Pago poco. Davoli: Upim. Montepaone Lido: edicola Giovanni Froio. Roccella Jonica: dietista Stefania Moio. Satriano: cartolibreria Point, caseificio Macrì. San Nicola da Crissa: sali e tabacchi Paola Ceravolo. Soverato: Artigianato Gioffrè, bar pasticceria Dolce Mania, Brums, Cose così gioielli, Crai,estetista Manial, farmacia San Giuliano, Foto Sestito, Pago Poco, pasticceria Soverato Dolci, pizzeria Da Benito, pizzeria Il ritrovo, profumeria Sensation, Sam&co, sanitaria Leuzzi, Upim.


INTERNET: STUDIO, DIPENDENZA PROVOCA ALTERAZIONI CEREBRALI
Catanzaro, 5 ott. - "Un recente studio cinese, pubblicato su pubmed, conferma che la dipendenza da internet provoca alterazioni cerebrali". Lo affermano in una nota la Donatella Marazziti, professore associato di Psichiatria a Pisa, e il giornalista Mario Campanella, Presidente di Peter Pan Onlus, autori di una pubblicazione sull'argomento. "Lo studio - dicono Marazziti e Campanella - evidenza la diminuzione della sostanza grigia nella corteccia prefrontale dorsale bilaterale e nella corteccia bifrontale, oltre che nella corteccia orbitofrotale. Tutto questo - continuano Marazziti e Campanella - dimostra l'impatto della dipendenza da internet nella fase di crescita del cervello, in adolescenza, con conseguenze che non e' dato sapere se siano modificabili o meno. C'e' da sottolineare - continua la nota - che le capacita' cognitive in adolescenza sono molto relative, cosi' come il controllo degli impulsi e le aree interessate potrebbero a loro volta aggravare l'incapacita' di elaborazione e di reazione al discontrollo impulsivo".


SANITA’:  NOTARO, DIMINUZIONE  QUOTA FONDO SANITARIO ALLARMA CITTADINI

Lamezia Terme, 4 ott. – “La decisione del Governo di diminuire la quota destinata al Fondo Sanitario  Nazionale non può che allarmare i cittadini. La politica concentra l'attenzione  su B mentre il SSN diventa sempre più inaccessibile.Non solo la regione  Calabria ma anche lo Stato scarica di fatto sulle tasche dei cittadini il  costo dell’Assistenza. Anziché cercare risposte efficaci si è deciso di  procedere con un ennesimo taglio di risorse.La prevedibile e scontata  conseguenza di questa scelta sarà una ulteriore ridefinizione al ribasso  degli attuali Livelli Essenziali di assistenza .
Siamo convinti inoltre che una riflessione sul SSN come quella che si sta
facendo in questi giorni non possa prescindere da un serio confronto ,con tutti  gli attori della sanità, comprese le associazioni dei cittadini e dei pazienti.
Per questa ragione, ci è sembrata davvero strana la presa di posizione del
centro destra lametino che anziché promuovere e sollecitare ,nel previsto
incontro con Scopellitti del 30 settembre,poi non tenuto,per ragioni superiori di partito,il confronto con i cittadini abbia pubblicato dichiarazioni francamente incomprensibili.
Fin quando continueranno a prevalere interessi di parte e di partito la sorte dei cittadini sarà sempre più all'insegna della povertà e della mancanza di protezione alcuna.
Sia chiaro a tutti:al primo posto va posto quello che è il supremo interesse della collettività.
Speriamo i nostri rappresentanti politici ed istituzionali siano in grado di
farlo.Anche se abbiamo motivo di dubitarne”.
Comitato Salute Pubblica Lamezia Erika Notaro


ASP CATANZARO: SI E’ SVOLTO A LAMEZIA TERME IL 21^ SIMPOSIO MERIDIONALE, IMPORTANTE EVENTO CULTURALE MEDICO SCIENTIFICO
Lamezia Terme, 3 ott. – Si sono concluse a Lamezia Terme le giornate del 21° simposio medico dedicato all’approfondimento di alcune tematiche inerenti l’attività svolta dagli anestesisti rianimatori, promosso dall’ AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani - Emergenza Area Critica) e organizzato dalla dott.ssa Anna Maria Mancini direttore dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Nell’aprire i lavori, la dott.ssa Mancini ha definito il simposio meridionale, tornato a Lamezia dopo tredici anni, “l’evento, culturale più importante dell’anno in Calabria, per noi anestesisti, al di là della ricca ed articolata offerta formativa e del ricco e diversificato programma scientifico”. Il programma delle tre giornate ha proposto tematiche attuali ai medici di Anestesia, “specialità che – ha spiegato il primario Mancini - nell’arco di 156 anni ha raggiunto i traguardi odierni ad opera di specialisti attenti, infaticabili nella loro dedizione alla lotta contro il dolore e la cura come risposta alla richiesta di aiuto del malato che non è mai solo tecnica ma innanzi tutto profondamente umana nel rispetto sempre della dignità e dei diritti della persona ammalata e nel rispetto della morte”. Le sette sessioni previste hanno riguardato le diverse tecniche di intervento legate all’insufficienza respiratoria in rianimazione, con riferimento agli aspetti medico-legali nella pratica quotidiana, la partoanalgesia, con un confronto delle esperienze di anestesisti, ginecologi e neonatologi e la sepsi o setticemia, anche in conseguenza degli effetti su organi vitali. Il meeting scientifico si è poi concluso con una sessione dedicata al tema del dolore e alle connesse tecniche terapeutiche.   Presenti all’evento numerose autorità istituzionali e personalità nel campo medico. Tra questi il  vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Mons. Luigi Antonio Cantafora, che evidenziato come sia fondamentale il ruolo degli anestesisti; il sindaco di Lamezia, Prof. Gianni Speranza con alcuni componenti della Giunta, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto; il Prof. Ermenegildo Santangelo, Ordinario di Anestesia e Rianimazione, Università Magna Graecia di Catanzaro e il Dott. Vincenzo Larussa, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Catanzaro, che si sono soffermati sulla necessità di far acquisire maggiore credibilità alla sanità. Per il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, che si è complimentato con anestesisti e rianimatori, “il sistema sanitario calabrese ancora non è salvo, perché non è ancora salva la mentalità che vi sta dietro, certo ci sono problemi gestionali, ma nella gestione ci sono medici che hanno dimenticato la loro missione, diventando schiavi della politica e ricoprendo troppi ruoli non facendone bene così nessuno.”


SANITA’: MONDO LIBERO, CAMPANELLA CHIUDE QUANTE SPERANZA CI SONO PERCHE’  RESTI OPERATIVA  

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 1 ott. – “La fondazione Campanella chiude.? Quante speranze ci sono che resti operativa?La fondazione Campanella ha al suo interno l'unico polo oncologico di tutta la Calabria.  Questo significa che chi si ammala di tumore,in Calabria, può fare solo una cosa, per essere curato: rivolgersi alla fondazione Campanella. I posti letto  rimasti sono solo 35 ma i pazienti che ogni anno transitano al Campanella sono alcune migliaia. Se dovesse prevalere la volontà  della  chiusura, queste migliaia di malati dovranno emigrare. Cioè la Calabria resterà l'unica regione italiana a non avere nessuna struttura in grado di curare i tumori. In Calabria il tumore è una patologia assai diffusa e resta una delle principali cause di morte anche se negli ultimi dieci anni, la scienza ha raggiunto risultati apprezzabili L'Italia è all'avanguardia nella lotta al tumore, e  la percentuale di guarigione è triplicata.  Esistono delle strutture di eccellenza, e che per una volta una di queste strutture di eccellenza è in Calabria. Questa struttura di eccellenza verrà cancellata.Come sono state cancellate le eccellenze al nosocomio lametino. Chi si ammala deve andare in altre regioni: in Puglia, o in Basilicata, oppure nel Nord Italia.  Se davvero le cose finiranno così è uno scandalo. E non ci vuole moltissimo a capire di chi sia la colpa. Della politica: del potere politico.Di chi è lontano mille miglia dai bisogni veri e reali della gente.E' lontanissimo da chi soffre e spesso non è nelle condizioni nemmeno di curarsi.  La cattiva amministrazione del Campanella e la sua chiusura sono due disastri. Chiudendo il Campanella si nega il diritto alla salute e alla cura.Ribadiamo che  l'esistenza di un polo oncologico in Calabria è un diritto, un diritto assoluto e intangibile di tutto il  popolo calabrese. Purtroppo  la politica non ragiona più così.Non pensa a tutto ciò.La politica pensa che risolvere i problemi della sanità  vuol dire una cosa semplicissima: tagliare i diritti delle persone più deboli.dei I malati e dei  poveri. E' un delitto”. A cura di   Vincenzo Gaetano e Felice Lentidoro


SANITA': ANNULLATI GLI APPUNTAMENTI LAMETINI DEL PRESIDENTE SCOPELLITI

Lamezia Terme, 29 settembre 2013 - Per impegni istituzionali sopraggiunti nelle ultime ore il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti ha annullato tutti gli appuntamenti previsti per domani a Lamezia Terme. Si comunica dunque che la visita nell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme e la conferenza stampa annunciati per domani sono stati annullati e rinviati a data da destinarsi. Il leader del Pdl non potrà essere neanche al consiglio comunale sul tema della sanità, come è annullato l'evento previsto in serata al Teatro Umbero organizzato dal suo partito, per presentare la nuova Forza Italia.

 


SANITA': LUNEDI’ CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE SCOPELLITI NELL’OSPEDALE DI LAMEZIA

Lamezia Terme, 29 settembre 2013 – Lunedì 30 settembre alle ore 13:00 il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, insieme al Presidente del Consiglio Regionale Franco Talarico, si recherà nell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme per effettuare una breve visita nei reparti e verificare lo stato di avanzamento dei numerosi cantieri in corso d’opera. In particolare, il Governatore visiterà il nuovo centro di Fibrosi Cistica, il Centro Follow Up dei Trapianti di fegato alla presenza, tra gli altri, del Direttore del Centro Trapianti dell’Università di Pisa Prof. Franco Filipponi, che guida il centro chirurgico di trapianti di fegato più importante in Europa. Ad accompagnare il Governatore della Calabria nei reparti dell’ospedale e illustrare i nuovi servizi attivati da pochi giorni nel presidio lametino saranno tutti i consiglieri comunali del Pdl e dell’Udc che, oltre ai cantieri in corso e quanto realizzato in questo ultimo triennio, mostreranno anche le criticità ancora presenti all’interno della struttura sanitaria. A conclusione della visita dell’ospedale, intorno alle 13:30 il presidente Scopelliti, insieme al Presidente Talarico, terrà una conferenza stampa  nella sala “Ferrante” del nosocomio, nel corso della quale annuncerà le iniziative previste comprese quelle del Centro Clinico INAIL, per poi proseguire con gli appuntamenti lametini. Il Presidente Scopelliti sarà accompagnato dal Presidente del Consiglio Regionale On. Francesco Talarico, dall’On. Giuseppe Galati, dall’On. Mario Magno, dall’On. Salvatore Pacenza, dall’On. Claudio Parente, dall’On. Domenico Tallini, dall’On. Gabriella Albano e dal Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Gerardo Mancuso.


ASP CATANZARO: RINVIATA A MARTEDI’  1° OTTOBRE LA SCADENZA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI ASSISTENZA DOMICILIARE

Catanzaro, 28 settembre 2013 - Il progetto, cofinanziato dall’INPS – ex INPDAP, denominato Home Care Premium è una preziosa e concreta opportunità per quanti sono impegnati nell’assistenza di familiari non autosufficienti. Tra le opportunità garantite dal progetto vi sono contributi economici fino al massimo di € 1.300 finalizzati al pagamento delle prestazioni domiciliari assicurate da assistenti familiari accreditati. A tale scopo il Distretto di Catanzaro Lido ha avviato un apposito corso di formazione. Altre opportunità per le famiglie prese in carico dal progetto consistono in un servizio trasporti per gli spostamenti delle persone assistite, un centro diurno con attività di socializzazione e mantenimento delle capacità fisiche e cognitive, un servizio di sollievo alle famiglie con la presenza di alcune ore del mese delle figure dell’operatore socio –sanitario.  Il progetto di assistenza domiciliare è rivolto ai dipendenti/pensionati pubblici residenti nei comuni afferenti al dipartimento socio-sanitario di Catanzaro nord, la cui gestione è curata dal Comune di Catanzaro  e dal distretto di Catanzaro Lido la cui gestione è affidata al distretto medesimo. Per le informazioni sul progetto e sulle modalità di presentazione delle domande è possibile rivolgersi ad apposito sportello attivato presso il Poliambulatorio di Catanzaro Lido tel. 0961-703001 e presso l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Catanzaro 0961/881510-881508.


SLA: GIORNATA NAZIONALE, INIZIATIVE IN SEI PIAZZE CALABRESI
Catanzaro, 28 set. - Il 29 settembre torna l'appuntamento con la Giornata nazionale sulla Sla di Aisla. Raccolta fondi in 120 piazze italiane e SMS solidale al 45502 fino al 6 ottobre. In Calabria Aisla sara' presente in sei piazze. Milano, 28 settembre 2013 - Il 29 settembre Aisla, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, celebra la VI Giornata Nazionale sulla Sla, con il patrocinio del Presidente della Repubblica e dell'Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani. La giornata nasce per ricordare il sit-in dei malati a Roma del 18 Settembre 2006 in cui vennero avanzate al Ministero della Salute precise richieste per la difesa della cura e dell'assistenza ai malati di Sla. Il 29 settembre AISLA sara' presente in 120 piazze italiane per promuovere la campagna di raccolta fondi "Un contributo versato con gusto": a fronte di una piccola offerta sara' infatti possibile ricevere una bottiglia di vino Barbera d'Asti Doc. Le bottiglie sono state fornite da Camera di Commercio di Asti, Fondazione Cassa di risparmio di Asti, Comune di Asti e Consorzio tutela vini d'Asti e del Monferrato. In Calabria Aisla sara' presente in sei piazze: Catanzaro, Parco della Biodiversita'; Cosenza, Piazza XI Settembre; Castrolibero (Cosenza), Piazza Papa Giovanni XXIII; Mangone (Cosenza), Mangone SS19; Guardavalle Superiore (Catanzaro), piazza del Municipio; Reggio Calabria, Piazza San Giorgio. I fondi raccolti saranno utilizzati da Aisla per finanziare il progetto "Operazione Sollievo" che nasce con il principale obiettivo di alleviare concretamente le sofferenze dei malati che si trovano a convivere ogni giorno con una malattia fortemente invalidante come la Sla. Il progetto prevede sostegno economico, supporto per la gestione del malato tra le mura domestiche e fornitura di strumenti utili a migliorare la qualita' della vita. Da una ricerca Nielsen, realizzata a giugno 2012 su un campione di popolazione italiana, emerge infatti come per un malato l'assistenza sia considerata la priorita' di intervento di cui la comunita' deve farsi carico, con una percentuale del 77%. Seguono la ricerca scientifica con il 66%, le cure con il 61% e le politiche di sostegno con il 42%*. Aisla dal 1983 al 2012 ha destinato complessivamente una cifra superiore ai 5 milioni di euro in progetti destinati a migliorare la vita delle persone affette da Sla e dei loro famigliari, e nello specifico 1,2 milioni in investimenti per l'assistenza. Massimo Mauro, presidente di Aisla, ha dichiarato: "La Giornata Nazionale e' un momento molto importante per la nostra associazione e per tutti i malati di Sla. Come per le edizioni passate, anche quest'anno auspichiamo una grande partecipazione all'iniziativa. Aisla vuole infatti poter offrire ogni giorno aiuti sempre piu' concreti ai malati e alle loro famiglie e, senza sostituirsi agli interventi istituzionali vuole attuare un'azione di supporto e affiancamento reale al malato". I volontari saranno a disposizione della cittadinanza per fornire informazione sulla malattia e sulle attivita' dell'associazione che da oltre trent'anni opera concretamente sul territorio in sostegno dei malati e delle loro famiglie. In occasione della VI Giornata Nazionale sulla Sla parte inoltre la campagna di reclutamento volontari Aisla per i quali saranno programmati corsi di formazione specifici. Per maggiori informazioni scrivere a volontari@aisla.it o contattare il numero 02-43986673. Fino al 6 ottobre sara' inoltre possibile sostenere Aisla inviando un sms di 2 euro al 45502 da tutti i cellulari Tim, Vodafone, Wind, Tre, Poste Mobile, Coopvoce e Noverca, di 2 euro chiamando da rete fissa e di 2 o 5 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. I fondi raccolti con l'sms andranno a sostenere un progetto di ricerca della Fondazione Arisla finalizzato a testare gli effetti della molecola "morfolino" su modelli animali affetti da SLA. (progetto di ricerca "Alssimo" - Morpholino antisense oligomer against SOD1 for the development of Als therapy, condotto dai ricercatori del Dipartimento di Fisiopatologia Medico Chirurgica e dei Trapianti, Universita' degli Studi di Milano guidati da Monica Nizzardo) Il 2013 e' un anno molto significativo per Aisla, che oltre alle celebrazioni per la Giornata Nazionale, ha raggiunto l'importante traguardo dei 30 anni di attivita' e a dicembre si appresta ad ospitare a Milano l'ALS International Symposium, la piu' grande conferenza medico-scientifica sulla Sla a livello internazionale.


SANITA’:  ASSOCIAZIONE NAZIONALE EMODIALIZZATI VALUTA POSITIVAMENTE PROPOSTA GIORDANO

Catanzaro, 28 set. - Il comitato regionale dell’Aned (Associazione Nazionale Emodializzati - dialisi e trapianto – onlus ) valuta positivamente l’iniziativa del consigliere regionale Giuseppe Giordano che ha presentato una proposta di legge recante “ Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 agosto 1986, n. 36 (Interventi in favore degli uremici)”. L’Aned,nelle persone del segretario regionale Bruno Tassone e del consigliere Luigi  Stillitano, sottolineano  come la proposta di legge presentata recepisce le indicazioni che l’Associazione da tempo porta all’attenzione delle istituzioni regionali .Nello specifico la normativa regionale in vigore presenta aspetti che necessitano di integrazioni per rendere più adeguati i servizi resi e garantire così i livelli essenziali di assistenza. In questa direzione si è sviluppato un articolato normativo che  prevede l’adeguamento  del  rimborso chilometrico a favore del trasporto privato equiparandolo a quello pubblico,e ciò in linea con i parametri nazionali atti a garantire i livelli essenziali di assistenza e tenendo conto degli oneri economici oggi sopportati dai pazienti. Si  prevede la presenza nei centri dialisi  di un assistente sociale e di un delegato  Aned, tenuto conto che la figura dell’assistente sociale  può sviluppare un'azione di sostegno materiale consistente nella continua informazione, per esempio di tipo legislativo, associativo o anche rivendicativo (fini pensionistici). Ciò oltre a rappresentare un servizio utile per il paziente, evidenzia l’Aned, contribuisce a sgravare il personale medico e paramedico da incombenze burocratiche spesso estranee al loro compito istituzionale o alla loro competenza specifica in materia. Infine  gli altri articoli   si muovono nell’ottica di rendere più funzionali e ed efficaci i servizi a favore degli uremici privilegiando le categorie meno abbienti.Ci auguriamo , conclude l’organismo Onlus , che il percorso legislativo avviato dal consigliere regionale Giordano  sia il più rapido possibile per rispondere concretamente ai bisogni non più rinviabili dei numerosi uremici della nostra regione.


CALABRIA: ASP CATANZARO, I LAVORI DELLA CONFERENZA DEI SINDACI
Catanzaro, 27 set. - Promuovere un'azione di contrasto alla legge regionale che prevede un presidio di guardia medica ogni 7mila 500 abitanti. E' quanto emerso dalla Conferenza dei sindaci dell'Asp di Catanzaro riunita oggi pomeriggio, sotto la presidenza di Sergio Abramo, nella sala giunta di palazzo De Nobili. Si punta, in sostanza, ad evitare drastiche penalizzazioni nella rete dell'assistenza medica territoriale, lasciando intatta l'organizzazione attuale, e si richiede un piu' incisivo coinvolgimento dei Comuni nella programmazione sanitaria, per cui e' stata istituita, all'unanimita', una commissione tecnica chiamata a valutare l'Atto aziendale dell'Asp anche al fine di suggerire eventuali modifiche o integrazioni. Ad affiancare Abramo durante l'incontro con il direttore sanitario dell'Asp, Mario Catalano, i sindaci o i delegati dei Comuni di Albi, Amato, Badolato, Belcastro, Borgia, Caraffa, Cardinale, Carlopoli, Centrache, Cicala, Conflenti, Decollatura, Gasperina, Isca sullo Jonio, Jacurso, Lamezia Terme, Maida, Marcedusa, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Motta Santa Lucia, Palermiti, Petrona', San Pietro a Maida, Sant'Andrea, Santa Caterina, Serrastretta, Sersale, Simeri Crichi, Squillace, Staletti' e Vallefiorita. Grande preoccupazione per le misure che dovrebbe attuare l'Azienda sanitaria e' stata espressa dai componenti della Conferenza, che hanno ribadito la volonta' di fare fronte comune contro "una decisione - e' stato affermato - lesiva di alcuni diritti fondamentali dei cittadini, che non contribuirebbe a realizzare economie rilevanti nel comparto, ma rappresenterebbe solo un palliativo che aggraverebbe i problemi invece di risolverli". "La necessita' di contrarre la spesa in campo sanitario - ha dichiarato poi Abramo - non puo' intaccare servizi essenziali alla tutela della salute dei cittadini, tanto piu' se vengono svolti in territori periferici che presentano evidenti difficolta' logistiche nei collegamenti con la rete ospedaliera. Al di la' dei tagli effettivi che andrebbero a colpire un Comune rispetto a un altro, questa Conferenza ha voluto fortemente trasmettere un principio di unita' e solidarieta' fra tutte le parti interessate. Non possiamo subire una decisione contraria a ogni logica e calata dall'alto, ma vogliamo essere coinvolti maggiormente nella programmazione sanitaria stilata da Regione e Asp". La commissione tecnica e' composta dai sindaci o dai delegati dei Comuni di Montauro (Pantaleone Procopio), Petrona' (Vincenzo Mazzei) Badolato (Emilio Leuzzi), Palermiti (Edoardo Varano), Belcastro (Severino Ciaccio), Vallefiorita (Salvatore Megna), Cicala (Alessandro Falvo) e Lamezia Terme (Milena Liotta).


TRAPIANTI: CONVENZIONE REGIONE-UMBERTO I, AL VIA INCONTRI
Catanzaro, 27 set. - "A seguito della convenzione sottoscritta tra la Regione Calabria e l'Azienda Policlinico Umberto I di Roma per il programma di trapianto di fegato rivolto a pazienti affetti da epatopatia cronica iscritti nella lista di attesa della Regione Calabria, prevista dal DPGR n. 118 del 2 Agosto, saranno organizzati degli incontri con tutti gli operatori (gastroenterologi, epatologi, infettivologi, medici di medicina interna, laboratoristi, ecc.) delle UU.OO.CC. (unita' operative complesse) delle aziende sanitarie provinciali ed ospedaliere della Regione che hanno in cura i suddetti pazienti". Lo si legge in una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale. "Le riunioni - e' scritto ancora - si rendono necessarie per la predisposizione di una specifica procedura operativa, prevista dal decreto, finalizzata alla regolamentazione di dettaglio dell'intero processo che va dalla presa in carico del paziente da parte delle competenti strutture sanitarie calabresi fino all'iscrizione nella lista d'attesa gestita dal Centro Regionale Trapianti ed al successivo trapianto e follow-up".


FARMACI: FEDERFARMA, IN CALABRIA NESSUNA ANOMALIA
Catanzaro, 27 set. - Federfarma Calabria ha diffuso una nota in riferimento ad articoli apparsi sulla stampa riguardo all'andamento della spesa farmaceutica nella nostra regione a seguito della presentazione da parte dell'AIFA del Rapporto Osmed sull'uso dei medicinali in Italia. "Questo - spiega una nota - per evitare che venga diffusa un'immagine fuorviante della realta' della spesa farmaceutica regionale, contribuendo a diffondere lo stereotipo di una situazione anomala e completamente fuori controllo, con particolare riguardo alla spesa per farmaci erogati dalle farmacie. Non e' cosi'". Secondo Federfarma, "i dati del Rapporto Osmed non sono i piu' aggiornati perche' relativi al 2012, anno nel quale comunque la spesa per farmaci distribuiti dalle farmacie in Calabria e' diminuita del -7,4% rispetto all'anno precedente. Nei primi sei mesi del 2013, la spesa - si sottolinea - e' ulteriormente calata del -6,2%, piu' della media nazionale (-4,1%). Tale risultato - e' scritto ancora - e' dovuto al positivo lavoro svolto dal Presidente Scopelliti in qualita' di commissario per l'attuazione del piano di rientro, che e' riuscito a contenere la spesa senza penalizzare i cittadini, soprattutto grazie alla collaborazione delle farmacie. E se e' vero che la spesa pro-capite per farmaci erogati in regime di convenzione, cioe' in farmacia, e' superiore alla media nazionale (ma inferiore comunque a quella di altre Regioni come Lazio, Sicilia e Sardegna), e' altrettanto vero che, se sommiamo alla spesa farmaceutica convenzionata la spesa per farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche ed erogati da ospedali e ASL, la situazione cambia notevolmente, come emerge dalla tabella seguente".  "La Calabria, che ha una spesa convenzionata pro-capite superiore di quasi 20 euro alla media nazionale, - continua la Federfarma - ha una spesa farmaceutica complessiva (convenzionata + strutture pubbliche) di poco superiore (8,50 euro) alla media nazionale, ma comunque nettamente inferiore a quella di Regioni considerate virtuose come la Toscana, le Marche, l'Umbria. La verita' e' che nella nostra regione, per evitare disagi ai cittadini e per agevolarli nell'accesso al farmaco vista la particolare conformazione territoriale, la maggior parte dei medicinali e' disponibile nelle farmacie, distribuite capillarmente su tutto il territorio. In altre regioni, per ridurre la spesa convenzionata che e' piu' appariscente in quanto piu' trasparente e controllata, si trasferisce una quota di spesa per farmaci sui bilanci di ospedali e ASL, facendo distribuire a questi ultimi molti medicinali. I cittadini sono quindi costretti a lunghi, costosi e faticosi spostamenti - scrive Federfarma - per andarsi a prendere i medicinali di cui hanno bisogno nelle strutture pubbliche (aperte, per di piu', poche ore alla settimana). Non sembra che questa possa definirsi efficienza quanto piuttosto contabilita' creativa e che la scelta della Regione Calabria di distribuire i medicinali in farmacia debba essere considerata un'anomalia quanto piuttosto una scelta intelligente volta a non penalizzare i nostri concittadini". Per quanto riguarda il maggior uso degli antibiotici, "va detto - continua l'associazione - che questa non e' una caratteristica peculiare della Calabria, ma di tutto il Mezzogiorno, dove evidentemente, vista la situazione disastrata degli ospedali pubblici, la gente preferisci curarsi a casa, piuttosto che farsi ricoverare. Su tale materia complessa Federfarma Calabria e', come sempre, - conclude la nota - a completa disposizione della stampa per chiarimenti e commenti, proprio nell'ottica di evitare approcci allarmistici o superficiali".


SANITA': NURSIND, AL 118 DI REGGIO E' EMERGENZA
Reggio Calabria, 27 set. - Il Nursind di Reggio Calabria, sindacato delle professioni infermieristiche, attraversdo un comunicato, ripropone all'attenzione dei cittadini e delle istituzioni la situazione d'emergenza della Centrale Operativa del 118. "Nonostante le precedenti pubblicazioni e segnalazioni - e' scritto - la struttura e' rimasta fortemente deficitaria a causa di tristissime e ben note ragioni: risorse umane gravemente sottodimensionate rispetto alle necessita' del servizio; obsolescenza ed inadeguatezza delle apparecchiature informatiche e non; parco ambulanze insufficiente rispetto al bacino territoriale da coprire. A nulla sono valsi gli accorati appelli rivolti periodicamente dalla Scrivente Associazione alle Autorita' Competenti, rimaste pressoche' inerti, ponendo in tal modo un freno sensibile al perseguimento degli standard di qualita' fissati dalla legge. Solo la diligenza, la sensibilita', la lealta' istituzionale e l'encomiabile abnegazione degli addetti ai lavori ha sinora consentito il regolare espletamento delle attivita' e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Tuttavia - si fa rilevare - , non si puo' non soffermarsi sull'inerzia di un'Amministrazione solo formalmente interessata alla tutela della Salute. Lo scenario appena descritto ha infatti raggiunto dimensioni insostenibili anche in forza di una progressiva riduzione delle risorse umane assegnate alla Centrale Operativa, per dichiarate e non meglio precisate finalita' di tutela dell'utenza".  "A tale proposito - continia il Nursind - sorge spontanea una domanda: qual e' l'obiettivo perseguito attraverso la riduzione del personale assegnato ad una struttura di urgenza ed emergenza gia' fortemente penalizzata? In tal senso, - si evidenzia - giova da ultimo rammentare che a fronte di un impegno costante degli operatori sanitari, offerto in condizioni d'insofferenza numerica e strumentale, sono state poste in essere dall'Amministrazione talune scelte, risoltesi in provvedimenti di mobilita' interna con riduzione della dotazione organica del servizio, dirette a penalizzare comprensibili errori umani, imputabili al contesto ambientale e sociale di riferimento, piuttosto che alla negligenza dei singoli agenti".  Il sindacato invita, "pubblicamente e per l'ultima volta, la Direzione Generale a concordare un incontro con la nostra associazione per affrontare le predette problematiche. In mancanza, non rimarra' altra strada - continua la nota - da percorrere se non quella del ricorso alle azioni sindacali previste dalla legge, ivi incluso lo stato di agitazione di tutto il personale del servizio”.


Fondazione Campanella: Abramo ha incontrato i dipendenti  
Catanzaro, 26 set. - La tutela dei posti di lavoro dei dipendenti della Fondazione Tommaso Campanella e' stata il fulcro del colloquio che il sindaco Sergio Abramo ha avuto con una delegazione del personale della struttura, ricevuta, in tarda mattinata, a palazzo De Nobili a Catanzaro. Nel corso dell'incontro, il primo cittadino ha confermato, ancora una volta, la sua intenzione di difendere il ruolo della Fondazione all'interno del sistema sanitario del Capoluogo e ha assicurato che nell'incontro previsto per martedi' prossimo, 1 ottobre, con il prefetto Raffaele Cannizzaro, riproporra' la necessita' di trovare una soluzione definitiva e non penalizzante per tutti i 270 lavoratori.


Fondazione Campanella: Pd, ora serve una posizione chiara
Catanzaro, 26 set. "La propaganda di regime e le false promesse del governatore Scopelliti non sono servite ad evitare che la situazione della Fondazione Campanella esplodesse in maniera drammatica, ben oltre i timori di dipendenti e pazienti". E' quanto si legge in una nota congiunta di esponenti istituzionali e dirigenti provinciali del Partito democratico firmata dal deputato Alfredo D'Attorre, dai consiglieri regionali Pierino Amato e Tonino Scalzo, dal dirigente provinciale Enzo Bruno e dal coordinatore cittadino Beppe Marcucci. "Il management del Polo oncologico si e' visto costretto a procedere al blocco dei ricoveri e delle prestazioni ambulatoriali, dal 30 settembre, al trasferimento dei pazienti attualmente in carico alla Fondazione, ma soprattutto ha avviato il licenziamento del personale - affermano D'Attorre, Amato, Scalzo, Bruno e Marcucci -. I proclami da passerella e i protocolli d'intesa che per giorni hanno permesso al governatore, anche nella sua veste di commissario straordinario per l'emergenza sanitaria, di assurgere al ruolo di indiscusso risolutore, dando lustro al governo del centrodestra, non sono serviti. Cosi' come non sono bastate le migliaia di euro spese per pubblicizzare la "buona sanita'" calabrese quando i problemi scoppiano, nonostante i bei manifesti affissi dovunque, prendendo la forma di un dramma che rischia di diventare una pericolosa emergenza sociale. Il tutto si consuma nel silenzio assordante della Regione. Bisogna essere pratici: alla Fondazione Campanella, per sperare nella ripresa dell'attivita', servono circa 20 milioni di euro per saldare i debiti pregressi, perche' la Roche e le altre industrie farmaceutiche non sono disposte a fare piu' credito. Il provvedimento che trasforma il Polo oncologico in una struttura sanitaria privata assicura risorse appena necessarie al pagamento degli stipendi del personale. E' il momento - conclude la nota - che il presidente della Giunta regionale prenda una posizione chiara, e nello stesso tempo si coinvolgano tutte le istituzioni interessate, a partire dal ministero della Salute, per affrontare in maniera risolutiva le cause di una situazione che si trascina da anni e rischia di danneggiare decine di famiglie, violando il sacrosanto diritto alla salute dei calabresi".


Fondazione Campanella: Abramo, la difendero' in ogni sede
Catanzaro, 26 set. - Il sindaco Sergio Abramo e' intervenuto, con una nota, sulla crisi della Fondazione Campanella di Catanzaro. "Il sindaco di Catanzaro - afferma Abramo - non restera' a guardare davanti allo spettacolo, per nulla decoroso, di una burocrazia che tratta il problema di una struttura oncologica, dei suoi pazienti e dei suoi dipendenti come una pratica non degna nemmeno di un approfondimento. Gli impegni contenuti nel protocollo d'intesa firmato solennemente a Palazzo De Nobili dal presidente Scopelliti e dal rettore Quattrone vanno rispettati, cosi' come vanno rispettati tutti i passaggi dell'iter di accreditamento della Fondazione Campanella. Non ho nulla da aggiungere, se non che il Comune di Catanzaro difendera' in tutte le sedi, non esclusa quella giudiziaria, gli impegni sottoscritti, opponendosi alla visione miope di chi, nascondendosi dietro il Tavolo Massicci, intende colpire la citta' capoluogo e la sua facolta' di medicina. Per quanto mi riguarda, continuero' a difendere il posto di lavoro di tutti i dipendenti della Fondazione, senza distinzioni. Mi attendo una reazione forte e autorevole del presidente Scopelliti, a cui spetta il compito di ripristinare il primato della politica sulle resistenze conservatrici di certi settori burocratici".


Fondazione Campanella: Tallini, lobby burocratica nemica citta'
Catanzaro, 26 set. - "C'e' una lobby burocratica, nemica della citta', che vuole vanificare l'ottimo lavoro svolto dal presidente Scopelliti per salvare e rilanciare la Fondazione Campanella". oO afferma, in una nota, Domenico Tallini, assessore regionale nonche' esponente del Pdl, che aggiunge: "L'insopportabile "balletto delle carte" tra dirigenti del dipartimento della salute e il sub commissario D'Elia somiglia molto ad una congiura che si vuole tessere ai danni della citta' capoluogo, del suo sistema sanitario e della sua facolta' di medicina. Sono sicuro che il Governatore, che ha dimostrato finora con i fatti di amare Catanzaro, non consentira' che burocrati probabilmente non disinteressati (e' il caso del cosentino D'Elia che guarda con simpatia all'accordo tra La Sapienza e l'Asp di Cosenza) distruggano il grande patrimonio costituito dall'universita' Magna Graecia e dalla Fondazione Campanella. E con la massima chiarezza, assumendomene pienamente la responsabile, dico - aggiunge - di ritenere scandaloso che il dirigente del settore "Piano di rientro", dott. Gianluca Scaffidi, abbia, d'intesa, ma sarebbe meglio dire in combutta, con il sub commissario D'Elia, restituito la proposta di revoca del DPGR 123/13 che ha, nei fatti, snaturato la legge regionale n. 63, ridimensionando la Fondazione Campanella alla quale sono stati sottratti, al di la' dei posti-letto, soprattutto i rapporti con l'Universita' e le attivita' di ricerca. La proposta di revoca e' stata restituita al mittente senza il minimo approfondimento e senza nessuna motivazione. Il che e' sinceramente inaccettabile". Per Tallini "non c'e' bisogno di essere esperti di organizzazione sanitaria per capire che dietro la scusa di superare le criticita' segnalate dai Ministeri competenti e dal Tavolo Massicci si nasconde una subdola manovra per depotenziare la legge 63 e derubricare la Fondazione Campanella a semplice clinica privata. Quanto sta avvenendo in alcuni settori del dipartimento della salute e nell'ufficio del sub commissario D'Elia non solo entra in rotta di collisione con la visione politica che noi abbiamo della Fondazione Campanella, ma vanifica anche i contenuti del verbale d'intesa, firmato proprio nelle stanze del Comune di Catanzaro, tra il Presidente Scopelliti ed il rettore Quattrone che assegnava un preciso ruolo alla "Campanella" e puntava a rafforzare l'integrazione tra Facolta' di medicina e Aziende Ospedaliere. Se la lobby burocratica che s'incunea tra il dipartimento della salute e l'ufficio del sub commissario D'Elia pensa di piegare la politica ai propri interessi si sbaglia di grosso. E sara' il Governatore Scopelliti - conclude - a debellarla".


ASP CATANZARO: IL CENTRO DIALISI DI SOVERIA MANNELLI E’ IL PRIMO IN CALABRIA AD ATTIVARE LA CARTELLA CLINICA DIGITALE

Catanzaro, 25 settembre 2013 – Da ieri nel Centro Dialisi di Soveria Mannelli è attiva la cartella clinica digitale attraverso l’interfaccia diretta macchine di dialisi letti bilancia. L’adozione dei nuovi supporti informatici partirà nei prossimi giorni anche nella Dialisi di Lamezia Terme. Prossimamente questa innovazione sarà estesa a  ogni centro Dialisi della Provincia di Catanzaro. Tutto ciò permetterà di avere tutti i dati del paziente in formato elettronico, al fine di migliorare la qualità dell’offerta terapeutica al paziente, semplificandone la gestione. Grazie alla volontà del Direttore Generale, Dott. Gerardo Mancuso e all’impegno della responsabile dell’U.O. di Nefrologia e Dialisi di Lamezia e Soveria Mannelli, Dott.ssa Elvira Falvo, l’Asp di Catanzaro è la prima in Calabria a partire con la cartella clinica digitale e il monitoraggio informatizzato dei trattamenti dialitici.  Il sistema si chiama “Gepadial”, una cartella clinica informatizzata che contiene tutte le notizie in precedenza racchiuse nella cartella clinica cartacea. Spiega la dott.ssa Falvo che “sia i dati relativi alla dialisi, sia tutti quelli relativi all’anamnesi del paziente, al percorso clinico vengono memorizzati in questa cartella. Disporre  di dati relativi al paziente, analizzarli e confrontarli diventa molto più semplice e veloce rispetto allo stesso procedimento in formato cartaceo” e chiarisce che “il sistema installato si occupa, grazie ad un’interfaccia,  di acquisire i dati direttamente dalle macchine di dialisi e dai letti bilancia. In pratica tutte le macchine e tutti i letti bilancia del centro vengono interfacciati, la dialisi completa dall’attacco fino allo stacco, con tutti i parametri, compreso il peso del paziente, vengono completamente monitorati e memorizzati nella scheda dialitica giornaliera di ciascuno. Tutto ciò permette un rilievo oggettivo dei dati superando la trascrizione manuale da parte degli infermieri nella scheda cartacea. I dati così archiviati per migliorare l’appropriatezza del trattamento ed ogni altro uso clinico, permettendo, altresì, al personale infermieristico di dedicarsi con maggiore attenzione al paziente. possono essere utilizzati per fare delle ricerche, questo sempre in stretto contatto con altri tipi di esami che possono essere fatti per il  paziente”. Dopo aver illustrato gli aspetti tecnici della nuova procedura di documentazione sanitaria, la responsabile di Nefrologia e Dialisi esprime soddisfazione per “questo importante processo di digitalizzazione grazie al quale facciamo un grande balzo in avanti sotto tutti i punti di vista portandoci in linea con la nuova e moderna gestione dei pazienti di dializzati. Un vantaggio importante è che i trattamenti dialitici avvengono nella massima trasparenza ed oggettività; la macchina, infatti, rileva ogni parametro e nulla può più sfuggire alla registrazione digitale. Il monitoraggio continuo, costante, in tempo reale permette di intervenire immediatamente anche se si è in una postazione relativamente distante dalla sala dialisi. Inoltre, i dati, essendo condivisi, permettono di verificare dalla  sede di Lamezia ciò che avviene nella dialisi di Soveria e viceversa, rendendo, così, la gestione del paziente da parte dei medici più collegiale. Inoltre in caso di chiamata per trapianto di un paziente di Soveria l’accesso ai suoi dati ei parametri dell’ultimo trattamento dialitico sono immediatamente a disposizione attraverso la postazione informatica”. “L’utilizzo dell’informatica – precisa ancora la dott.ssa Falvo – consente al medico di migliorare l’appropriatezza terapeutica dedicando quel tempo, prima utilizzato a trascrivere dati manualmente, alla cura del paziente. Grazie alla sensibilità e disponibilità del Direttore Generale dott. Mancuso, anche la nostra Unità Operativa ha ottenuto che i dati di laboratorio ci vengano trasmessi in modo digitale. Auspichiamo che in un futuro prossimo gli stessi possano essere trasferiti in modo automatico dal laboratorio sulla cartella clinica digitale, eliminando,così, completamente la carta”. “Con questa iniziativa, fortemente voluta dal Direttore Generale – conclude la dott.ssa Falvo – abbiamo potenziato ed elevato la qualità dell’assistenza, fornendo ai medici un supporto validissimo e importante perché quando facciamo la prescrizione dialitica e ci avvaliamo di certi strumenti matematici per poterlo fare questo sicuramente ci agevola e ci dà soprattutto una obiettività dalla quale non possiamo prescindere con un notevole risparmio di tempo per il personale e per gli utenti. In conclusione, questo sistema informativo rende disponibili una serie di elementi che aiutano a migliorare la qualità dell’assistenza che viene prestata al paziente, questa è una rivoluzione culturale e tecnologica che viene messa al servizio dei cittadini.”


SANITA’: LENTIDORO(MONDOLIBERO), DISAPPROVA VISITA SCOPELLITI A LAMEZIA  

Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 24 set. – “Vogliamo esprimere tutta la nostra disapprovazione per la programmata visita del presidente Scopelliti a Lamezia,su la sanità,di un paio d'ore,dove non è permesso nè ad associazioni nè a comitati nè a semplici cittadini di esprimere alcuna salutazione e considerazione su quanto sta verificandosi nel delicato settore.  Grave errore di chi ha concordato il consiglio comunale senza tenere nella dovuta considerazione la necessità che fosse aperto. Agli occhi di tutti emerge la deriva ,ormai inarrestabile di funzioni,chiusura di reparti,la cronica carenza di primari dell'ospedale di Lamezia Terme.Da esperienze anche dirette persino il personale riesce con difficoltà a lavorare con serenità.Gli ammalati sempre più ,stante queste condizioni,decidono di rivolgersi ad altri nosocomi.Prenotarsi una visita oppure una risonanza significa attendere mesi,spesso molti mesi.Per non parlare della medicina preventiva e territoriale praticamente inesistente. Le promesse fatte di ridare dignità a Lamezia con la dotazione di eccellenze si è dimostrata una bufala, anzi alcune presenti sono state svuotate di significato o cancellate. C'è un disegno ormai chiaro a tutti che è quello di concentrare la sanità a Catanzaro e ne è prova la disparità di risorse economiche e finanziarie tra Catanzaro ed il lametino. Riteniamo tutto questo ingiusto ed eticamente deprecabile. Come ci risulta intollerabile la condotta di amministratori pubblici e politici di Lamezia Terme che abbassano la testa fingendo che tutto intorno nulla avvenga. Vi diciamo: se non siete liberi di muovervi e di esprimere la vostre opinioni e di sostenere gli interessi della collettività lametina non vi rimane che cambiare mestiere!” Felice Lentidoro, responsabile sanità Associazione Mondo Libero


ASP CATANZARO: GIORNATE FORMATIVE CONTRO I PERICOLI DELLE RADIAZIONI IONIZZANTI

Lamezia Terme, 23 set. – E’ dedicato alla Radioprotezione il corso teorico-pratico che si svolgerà domani a Lamezia Terme e in seconda edizione mercoledì 25, destinato ai medici chirurghi, anestesisti, chirurghi, ortopedici e specialisti in varie branche, oltre che a tecnici di radiologia e infermieri. L’evento, organizzato dall’unità operativa Formazione e Qualità, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, e di cui è responsabile scientifico il dott. Salvatore Giuseppe Galea, Direttore dell’unità operativa di Radiologia del presidio ospedaliero di Lamezia Terme, si propone di illustrare al personale sanitario, che opera nei diversi ambiti professionali, i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche e le relative misure di prevenzione e protezione. Tutto ciò è importante per pervenire all’acquisizione di competenze riferite a tutti i processi diagnostico-terapeutici e tecnici che contemplano l’utilizzo di strumenti radiologici da parte degli stessi professionisti coinvolti, anche ai fini della riduzione degli esami radiografici richiesti spesso senza una verifica della loro appropriatezza. Le lezioni si svolgeranno con il contributo di relatori medici specialisti e consulenti della stessa ASP competenti in materia, quali i Fisici Bonacci e Cortese ed i Medici Cosentino e Rizzi nonché due provenienti da altre realtà come Trozzo e Procopio. Infine, parteciperanno due qualificati docenti universitari come il Prof. Francesco Schillirò, professore di Radioprotezione presso l’Università di Napoli e maggiore esperto in materia presso la SIRM (Società Italiana di Radiologia) e il Prof. Oscar Tamburrini, Direttore della Scuola di Specializzazione di Radiologia presso l’Università di Catanzaro. Parteciperanno come Moderatori il Primario Radiologo della AO di Cosenza Giannuzzi e quello FF del “Pugliese” di Catanzaro Fodero.Complessivamente, il corso di formazione, permette, anche in termini generali e non solo tecnico-scientifici, la sensibilizzazione degli operatori sanitari alla prevenzione e protezione dei pericoli connessi all’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Un confronto/dibattito concluderà ogni edizione del corso formativo.


COSENZA: QUASI RISOLTA LA VERTENZA DELLA MADONNA DELLA CATENA DI LAURIGNANO

Laurignano, 20 set.  Si avvia verso una soluzione definitiva la vertenza della clinica Madonna della Catena di Laurignano, in provincia di Cosenza. Tra gli imprenditori che si sono fatti avanti per rilevare la struttura sanitaria, in pole position ci sarebbe Ettore Caroselli, e non soltanto per il valore dell’offerta presentata.  Secondo quanto si è appreso a far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Caroselli ci sarebbero i risultati di eccellenza raggiunti dalla Casa di Cura durante il periodo in cui lo stesso Caroselli rivestiva la carica amministratore unico. Quella fase si era contraddistinta non soltanto per la qualità dei servizi erogati, ma anche per aver attivato un protocollo sperimentale d’intesa con l’Azienda Sanitaria, per il trattamento delle lesioni cerebrali e spinali.  Ma soprattutto, Caroselli aveva avuto la capacità di far quadrare i conti, tanto che il personale ricorda quella gestione come l’ultima nella quale gli stipendi erano puntualmente pagati. L’offerta di Caroselli, secondo alcune indiscrezioni riportate anche da Gazzetta del Sud, garantirebbe il mantenimento dei livelli occupazionali ed offrirebbe alla Regione tutti quegli elementi utili ad ottenere gli accreditamenti necessari a proseguire l’attività e ad integrarla con il trattamento di alcune particolari patologie, per le quali molti calabresi sono costretti a rivolgersi altrove, alimentando l’odioso fenomeno dell’emigrazione sanitaria.   


OSPEDALE LAMEZIA: SAULLO, NESSUNA IPOTESI CHIUSURA PEDIATRIA
Lamezia Terme,  17 set. - "Non chiude l'Unita' Operativa di Pediatria dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme e non c'e' alcuna ipotesi futura di chiusura". Lo afferma Ernesto Saullo, Direttore dell'unita' operativa Pediatria di Lamezia Terme secondo il quale "il problema e' uno solo ed e' noto oramai a tutti: i tagli alla spesa sanitaria con il blocco del turnover ed il piano di rientro impediscono di avere le deroghe all'assunzione di personale medico e infermieristico. Deroghe che a dire il vero la Direzione Generale dell'Asp ha piu' volte chiesto, ma che il Tavolo Massicci non lo ha concesso". Il dottore Saullo rassicura quindi la popolazione: "il reparto non chiude, cosi' come non e' stata chiusa ne' la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) ne' Malattie Infettive. La Direzione Generale, ad onor del merito, in aderenza al Piano di Rientro e nel rispetto delle normative, ha messo in essere una serie di azioni tali da impedire di fatto la chiusura, tipo l'unione funzionale delle strutture pediatriche dell'Asp, tant'e' che alcuni dirigenti medici degli ospedali di Soverato e di Soveria Mannelli hanno effettuato dei turni di guardia nella Pediatria di Lamezia Terme. Non ultimo, da circa una settimana e' stata effettuata una disposizione di servizio dove viene disposto che un'unita' medica pediatrica del Territorio sia trasferita al reparto di Pediatria del Presidio di Lamezia Terme. Quindi durante questo periodo nessun disagio e' stato creato all'utenza grazie alla Direzione Generale ed ai grossi sacrifici dei Dirigenti Medici dell'Unita' Operativa lametina".
"Il cittadino deve sapere che stiamo assicurando il servizio di assistenza al bambino in modo ottimale e professionale. Nessuna carenza di assistenza - ribadisce Saullo - e' stata registrata, l'utenza sta ottenendo prestazioni adeguate e soddisfacenti". "Stiamo riportando il bambino al centro dell'attenzione - sottolinea il direttore dell'unita' operativa di Pediatria Ernesto Saullo - una societa' che non presta sufficiente attenzione al bambino e alle sue problematiche, che trascura di fatto le sue necessita' sanitarie, familiari e sociali e', con tutta evidenza, una societa' che non crede nel proprio futuro. Noi invece ci crediamo, stiamo impegnando tutte le nostre forze per assicurare una rete pediatrica in grado di garantire ai bambini e agli adolescenti un'assistenza ai massimi livelli di qualita' possibile, a partire da una riorganizzazione della rete assistenziale ospedaliera in modo che tutti i pediatri che seguono i bambini siano perfettamente in grado di curarli, senza impedimenti di alcun tipo". Le speculazioni di taluni attraverso informazioni false e tendenziose - dichiara la Direzione Generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro - hanno lo scopo di deviare la realta' dei fatti per ottenere benefici politici e di parte. Se si aprissero le porte delle carte risulterebbe un passato con realta' diversa da quella raccontata: chi parla oggi ha scheletri nell'armadio".


 

ASP CATANZARO: PROGETTO GOOD PRACTICES IN AMBIENTE OSPEDALIERO,  TRE EVENTI FORMATIVI ECM

Catanzaro, 13 set.– A Lamezia Terme, nei locali dell’unità operativa Formazione e Qualità, diretta dalla Dott.ssa Clementina Fittante, si è tenuto un corso formativo ECM relativo al progetto dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro “Good Practices in ambiente ospedaliero: implementazione di protocolli e linee guida per la prevenzione dell’infortunio biologico”, delibera n. 1576 del 08/06/2012, approvazione relazione obiettivi di PNS 2011: Macroarea 2 Prevenzione Universale – Titolo 2.5. Prevenzione  delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria. Altre due edizioni del corso sono previste per il 1° e l’8 ottobre prossimi.
L’evento, riferito al progetto di cui è coordinatore regionale il Dott. Giuseppe Panella e responsabile esecutiva la Dott.ssa Raffaela Renne, responsabile dell’unità operativa Medico Competente, ha coinvolto medici e infermieri su un tema esaminato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), secondo cui ogni anno in Europa circa 500.000 operatori sanitari sono esposti ad almeno una lesione percutanea con oggetto tagliente contaminato è frequente la sottosegnalazione del fenomeno. L’OMS stima che in Italia avvengono circa 130.000 infortuni all’anno che comportano una esposizione al sangue o ad altre sostanze biologiche potenzialmente infette. Il costo di gestione per l’Azienda di ogni singolo infortunio è di circa 850 euro, tra monitoraggio dell’operatore da parte del Medico competente ed eventuale profilassi.
Scopi generali del progetto sono promuovere una prevenzione mirata, mediante un’analisi epidemiologica dell’andamento dell’infortunio biologico nell’ ASP di Catanzaro; identificare le misure preventive da adottare e verifica e adeguatezza delle misure adottate. Le ricadute organizzative consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dichiarato attraverso i seguenti risultati: miglioramento delle conoscenze e adozione di idonei comportamenti nei vari momenti dell’assistenza da parte del personale sanitario; significativa riduzione e, nel corso del tempo, stabile contenimento dell’infortunio biologico tra gli operatori sanitari.
Un opuscolo relativo a linee guida e protocolli sulle norme comportamentali di prevenzione delle infezioni trasmesse per via ematica, scaricabile dal sito aziendale www.asp.cz.it., è stato elaborato dal gruppo di lavoro composto dal personale sanitario ASP del Presidio ospedaliero di Lamezia Terme e del P.O. di Soverato. Per Lamezia: Dott.ssa Rosa Anna Leone, direttore U.O. Microbiologia, Dott. Domenico Lucchino, Dirigente Medico U.O. Malattie Infettive; Dott. Domenico Tomaino, Direttore f.f. Direzione Sanitaria Ospedaliera; Capo Sala Maria Lucchino, U.O. Medico Competente; Infermiere Pierina Torchia, Direzione Sanitaria; Infermiere Giuseppe Gatto, U.O. Medico Competente; Infermiere Luciana Froia, Direzione Sanitaria; Eugenia Pileggi, amministrativo Direzione Sanitaria; per Soverato: Dott.ssa Rosa Mauro, Medico Competente; Capo Sala Vito Antonio Magisano, ufficio  del Medico Competente.


SANITA': TAR CONFERMA RICONVERSIONE OSPEDALE SOVERIA
Lamezia Terme, 7 set. - La riconversione in ospedale di montagna del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli rimane confermata. Cosi' ha deciso il Tar Calabria, respingendo il ricorso proposto dallo stesso Comune che aveva chiesto l'annullamento dei decreti commissariali emanati per il riordino della rete ospedaliera regionale, nell'ambito del piano di rientro dal debito sanitario. La parte ricorrente, temendo un ridimensionamento della sanita' locale, si e' rivolta al tribunale amministrativo deducendo "nullita' ed illegittimita' per incompetenza, per non essere il Commissario legittimato a surrogarsi nelle funzioni e nei compiti della Regione", lamentando, inoltre, "eccesso di potere, sotto una pluralita' di profili, avendo il Commissario ad acta ecceduto i limiti derivanti dal mandato della Presidenza del Consiglio dei Ministri: l'ospedale di Soveria Mannelli, riconvertito in presidio ospedaliero montano, costituisce, infatti, un ospedale che serve diversi comuni montani con popolazione significativa e con riguardo al quale va pure considerato il dato della precaria viabilita' di collegamento con i presidi di riferimento di Catanzaro e presidi cd. Spoke di Lamezia, Crotone e Vibo Valentia". La Regione Calabria e l'Asp di Catanzaro, nel costituirsi in giudizio, hanno dedotto "in via preliminare l'inammissibilita' del ricorso per carenza di interesse e difetto di legittimazione attiva, nonche' per omessa impugnazione tempestiva dei provvedimenti presupposti. Nel merito, entrambe hanno dedotto l'infondatezza del ricorso. Si sono costituiti in giudizio anche il Commissario ad acta e le amministrazioni statali resistenti eccependo preliminarmente la tardivita' del ricorso relativamente agli atti presupposti, il difetto di legittimazione passiva delle amministrazioni statali, la carenza di interesse a ricorrere del Comune ed infine affermando l'infondatezza del ricorso proposto". Il Tar ha innanzitutto evidenziato che gli interventi individuati dal Piano di rientro allegato all'accordo, approvato e sottoscritto, tra il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Regione Calabria, "sono vincolanti, ai sensi dell'art. 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per la Regione Calabria e le determinazioni in esso previste comportano effetti di variazione dei provvedimenti normativi ed amministrativi gia' adottati dalla medesima Regione Calabria in materia di programmazione sanitaria". Analogamente - riporta il testo della sentenza - l'art. 2, comma 95, della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010) dispone che "gli interventi individuati dal piano di rientro sono vincolanti per la Regione, che e' obbligata a rimuovere i provvedimenti anche legislativi e a non adottarne di nuovi che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro". La vicenda in esame - afferma il Tar - si inquadra, pertanto, in quella che e' stata definita "normativa emergenziale", dettata da leggi finanziarie per il rientro di alcune regioni dal notevole disavanzo di bilancio, con la conseguenza che tale disciplina "speciale" ed emergenziale si sovrappone a quella ordinaria". Nel procedimento in questione, per il Tar non sussiste ne' l'incompetenza del Commissario ad Acta Giuseppe Scopelliti in quanto la sua nomina "e' stata correttamente effettuata?", ne' l'eccesso di potere, poiche' la Legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2010, prevede che "il commissario adotta tutte le misure indicate nel piano, nonche' gli ulteriori atti e provvedimenti normativi, amministrativi, organizzativi e gestionali da esso implicati in quanto presupposti o comunque correlati e necessari alla completa attuazione del piano", compresa dunque, sottolinea il Tar, "la riconversione dell'ospedale di Soveria Mannelli". Il Collegio osserva poi che " la riconversione dell'ospedale di Soveria Mannelli non passa attraverso la riduzione dei servizi bensi' la trasformazione delle prestazioni, con eliminazione dei ricoveri impropri". E aggiunge "cio' che conta e' che la riduzione dei posti letto non implica riduzione delle prestazioni che presentano livelli minimi di efficacia e di efficienza, in uno con il potenziamento dell'assistenza residenziale e domiciliare dei pazienti. A ben considerare, la trasformazione del presidio ospedaliero in questione in ospedale di montagna importa il richiamo ad una tipologia organizzativa che garantisce i servizi necessari per sopperire alle particolare esigenze del territorio?". Le considerazioni che hanno indotto il Tar a respingere il ricorso del Comune di Soveria Mannelli trovano la piena condivisione del Direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, secondo il quale "questa sentenza riconosce la legittimita' degli atti adottati per l'attuazione del piano regionale di rientro, in quanto l'azione di riorganizzazione e' finalizzata non solo alla riduzione della spesa sanitaria, ma anche all'ottimizzazione dei servizi".


SANITA’: CASTROVILLARI,  TAVOLO PERMANENTE PER RIBADIRE IMPEGNO  NELL’INTERESSE DEL PAZIENTE E PER LA SALUTE

Castrovillari, 7 set. - L’interesse del malato, i livelli minimi di assistenza ormai a rischio, l’impegno per portare a 223 i posti letto che la legge assegna a Castrovillari, i vari problemi delle unità operative, il potenziamento dei servizi, la soluzione delle sale operatorie nel nosocomio del capoluogo del Pollino, il decreto regionale 191 che intende accorpare l’ospedale  di Castrovillari a quello di Acri verso il quale c’è già un’iniziativa da parte dell’Ente contro tale scelta, la tutela dell’Ospedale Spoke di Castrovillari e delle strutture riconosciute sul territorio, come Mormanno e  Lungro  con i loro contenuti pure legati alla riabilitazione intensiva ed estensiva per dare risposte ai diritti sacrosanti delle popolazioni, anche più periferiche,  del comprensorio sono stati al centro di una riunione del Tavolo Permanente della Sanità (l’organismo territoriale, composto dalla Conferenza dei Sindaci del Pollino, dell’alro Jonio e della Valle dell’Esaro, dal Comitato Territoriale delle Associazioni, dalle Rappresentanze Politico – Istituzionali, e dalle organizzazioni sindacali), nella sala di Rappresentanza di palazzo Gallo, convocato dal Sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, che lo presiede, ribadendo che solo l’unità, la condivisione e la concertazione sinergica può aiutare ad ottenere risposte attese.Non a caso è stato precisato da Lo Polito  che un coinvolgimento attento, fermo e costante di tutti i soggetti è la  condizione irrinunciabile per avere riconosciuti i propri sacrosanti diritti. Presenti per l’occasione la consigliere comunale per i rapporti istituzionali del Comune di Castrovillari, Giovanna D’Ingianna,   i sindaci di  San Basile, Frascineto e Civita, rispettivamente, Vincenzo Tamburi, Francesco Pellicano e Vittorio Blois, l’Assessore del Comune di Cassano allo Jonio, Garofalo, il segretario generale comprensorale della CGIL, Angelo Sposato, Placco per l’Associazione “Amici del Cuore”,Blotta e Montagna per  “Solidarietà e Partecipazione”, Parrotta , De Luca e Corea per l’AVO, Cicero per “Non più Soli” oltre a rappresentanti dell’AVIS e di altre realtà. Assenti per impegni istituzionali i consiglieri regionali, onorevoli Gianluca Gallo e Giulio Serra.Quanti sono intervenuti hanno ribadito, con modalità e chiavi di lettura diverse,   l’importanza di continuare l’impegno a tutela dei servizi della sanità nel Comprensorio, affermando l’importanza di arrivare al più presto ad un nuovo incontro con i vertici aziendali e della Regione, prima del varo del nuovo atto aziendale e di altre scelte della direzione generale, al fine di verificarne finalizzazioni e scelte.Una necessità imprescindibile per rispondere adeguatamente ai reali bisogni dei cittadini in ambito di assistenza. Il Tavolo, sempre per queste motivazioni, si riunirà a breve per approfondire ulteriormente , con chi era  assente, queste situazioni ed esigenze al fine di argomentare meglio le proposte da presentare nelle sedi opportune. Inoltre, su proposta della consigliere D’Ingianna, è stato deciso di redigere un documento che suggelli le indicazioni e le volontà scaturite dal confronto dei rappresentanti dell’organismo collegiale comprensoriale per la sanità, ribadendo l’impostazione d’indirizzo del Tavolo a sostegno e difesa dell’intero Territorio e contro ogni svilimento delle proposte che si stanno portando avanti, fondamentale per evitare disagi e problemi all’utenza che, confusa molte volte da scelte improprie di chi gestisce, sceglie sempre più di migrare.


BUONA SANITA’ AL POLICLINICO DELL’UNIVERSITA’ MAGNA GRAECIA DI CATANZARO PER UN GIOVANE TURISTA ROMANO CON ROTTURA DELL’AORTA PER TRAUMA MOTOCICLISTICO  

Catanzaro, 6 set. - Si è conclusa bene la sfortunata vacanza di un giovane turista che, a seguito di un gravissimo incidente motociclistico, aveva subito un trauma con numerose fratture ossee, rottura della milza e, cosa molto più seria, rottura traumatica dell’aorta toracica. Il turista è stato ricoverato all’Ospedale Pugliese dove è stata asportata la milza e dove è stata effettuata, oltre agli esami diagnostici e le cure del caso, una TAC che ha evidenziato una gravissima lacerazione dell’aorta. Per tale motivo il paziente è stato trasferito in emergenza intubato presso il Policlinico universitario catanzarese nei giorni di ferragosto. Le unità operative di Cardiologia, Cardiochirurgia ed Anestesia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, in piena attività nonostante le vacanze, hanno preso in carico il delicato paziente che è stato immediatamente trasferito intubato in urgenza nella sala di emodinamica e cardiologia interventistica. Un’equipe multidisciplinare costituta dal Prof. Indolfi, Direttore della Cardiologia, dal Prof. Mastroroberto, Direttore della Cardiochirurgia, dal Dott. Vatrano, anestesista dell’Unità Operativa diretta dal Prof. Amantea, con i relativi team, ha eseguito un delicato intervento combinato chirurgico ed endovascolare che ha consentito la ricostruzione dell’aorta toracica con una protesi artificiale. L’intervento è terminato in serata inoltrata a causa della particolare difficoltà tecniche per le concomitanti patologie di altri organi legate al grave trauma. Il paziente, dopo qualche giorno in sala di rianimazione, è stato poi trasferito nel reparto di degenza. Si è conclusa così, nel modo migliore, la storia dello sfortunato giovane turista che è  tornato a casa dopo che è stato effettuato un intervento di elevatissima tecnologia e professionalità proprio nella Regione che aveva scelto per le sue vacanze. Nonostante le ben note difficoltà legate alla situazione regionale sanitaria bloccata dal piano di rientro, questa è un’ulteriore dimostrazione dell’elevato grado di competenza e capacità raggiunto in Calabria nel settore delle malattie cardiovascolari. L’emodinamica dell’Università Magna Graecia di Germaneto, leader in Italia nel campo dell’interventistica cardiovascolare, è stato il primo centro pubblico regionale ad effettuare interventi in emergenza H24 ed ha al suo attivo migliaia di interventi sia sulle coronarie che sulle valvole cardiache.  Come nel caso trattato, questa è la dimostrazione che la risoluzione di problemi sanitari di alta complessità richiede non solo capacità professionali individuali, ma soprattutto un’organizzazione ed una collaborazione interdisciplinare possibili anche nella nostra Regione.


COMITATO SALVIAMO LA SANITA’  LAMETINA ESPRIME IL SUO PENSIERO SU FONDAZIONE CAMPANELLA  

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 29 ago. – “Quando a breve saranno completate le procedure per l’accreditamento, la Fondazione Campanella avrà riconosciuti 35 posti letto per ricoveri di oncologia e di chirurgia oncologica. E 257 dipendenti assisteranno 35 pazienti. Cioè ben 7,4 dipendenti si affaccenderanno attorno ad ogni paziente. Inoltre questi dipendenti non sono stati assunti con concorso, ma a chiamata diretta. Ognuno dei politici che contano si è chiamato i suoi ed ora si cerca l’accomodamento per fregare quanti seguono le regole ed aspettano un regolare concorso.
Questa struttura a regime dovrebbe avere un finanziamento ipotizzato in 19 milioni di euro, che interviene dopo il saldo del deficit milionario accumulato in questo ultimo anno. Senza dimenticare che dal 2004 in poi la Fondazione Campanella ha consumato altri 120 milioni di euro che avrebbero dovuto apportare ricerca e qualità per trasformarla in un IRCCS.
Il Presidente Scopelliti si è dimenticato che nella delibera 106 del 20.10.2011 aveva assunto gli impegni di: a) assicurare maggiore efficienza economica con la centralizzazione in un unico presidio delle cure delle patologie oncologiche proprio per la Città di Catanzaro; b) comunque di eliminare i doppioni di unità operative; c) di ottimizzare l’utilizzazione dei posti letto. Mentre ora la Fondazione Campanella va ad aggiungersi come centro oncologico ad una realtà che ha di già una sua struttura oncologica collaudata, funzionante e riconosciuta per la validità in ambito nazionale. E tutto questo nonostante la relazione Riccio e successivamente una trasmissione televisiva che ancora ci fa vergognare abbiano consacrato i limiti di questa struttura. Ha ragione il Consigliere Tallini. Quello che ha fatto e sta facendo Scopelliti per Catanzaro non lo ha mai fatto nessuno. Pioggia di risorse dal bilancio della sanità, convenzione con il Bambin Gesù, Fondazione Campanella sono però scelte che non migliorano la sanità  regionale  e nemmeno quella catanzarese. Servono solo ad incrementare le risorse che dalla sanità giungono copiose ed ingiustificate a Catanzaro e vengono sottratte ad altre zone ed in primis al comprensorio di Lamezia. In cambio da Catanzaro nessuno chiede conto a Scopelliti delle decine di miglia di euro che costa ogni mese al bilancio sanitario regionale la cardiochirurgia di Reggio Calabria, anche mentre resta rigorosamente chiusa. E questo in un momento in cui i calabresi tutti sono chiamati a pagare un surplus di tasse per colmare i debiti della sanità ed in un tempo in cui in tutti gli ospedali mancano le necessità essenziali, non ci sono i primari, non si può assumere personale, i dipendenti rimasti vengono utilizzati come robot in turni massacranti”. Nicolino Panedigrano


SANITA’: LENTIDORO, FICCARE IL NASO NELLE VICENDE AMMINISTRATIVE 

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 24 ago. – “In questi giorni, e praticamente tutti i giorni, Sindacati, ex primari, politici e associazioni stanno segnalando una serie infinite di urgenze ed emergenze della sanità del lametino. Tutte panzane. La vera emergenza, la più “impellente necessità” agostana della nostra ASP era quella che la “Struttura Tecnica permanente per la misurazione delle Perfomance“ (ma che sarà mai?) fosse “dotata delle risorse umane indispensabili ad assicurarne il funzionamento”.
E così in fretta e furia e in pieno Agosto (per puro caso, s'intende) il Direttore Sanitario vi ha trasferito la dipendente A. M. M., coadiutrice amministrativa, con la delibera n. 663 del 6 agosto, che (ancora per caso) è subito scomparsa dal sito dell'ASP. Una delibera che il Direttore Sanitario  avrà dovuto emanare in sostituzione del Direttore Generale Mancuso, perché per quest'ultimo la signora A. M. M. non è, diciamo, una perfetta sconosciuta ma, secondo il Consigliere Comunale del PDL di Catanzaro, Costanzo, la sua “attuale compagna”.
Solo che non capiamo un piccolo dettaglio. Questa per noi oscura “Struttura Tecnica permanente per la misurazione delle Perfomance“, costituita a fine 2012, era stata dotata di un responsabile, tale dottor N.V., e di due dipendenti, R.F. e T. A., ma, “poiché non opera a tempo pieno”, alla signora T. A. era stato imposto di completare l'orario lavorativo presso l’Ufficio Legale di Catanzaro. Ora che la signora T. A è stata trasferita definitivamente all'Ufficio Legale e sostituita con la signora A. M. M., perché quest'ultima viene assegnata alla Struttura Tecnica Performance a tempo pieno? Evidentemente in pieno agosto sarà stata sommersa da una valanga di misurazioni da fare!
In compenso, e per la prima volta dall'avvento del buon Mancuso, Lamezia ci ha finalmente guadagnato qualcosa. La signora A. M. M lascerà la Direzione Generale dell'ASP di Via Madonna dei Cieli a Catanzaro (ed anche i suoi nuovi colleghi di lavoro) e per disposizione della stessa Delibera 663 sarà trasferita a Lamezia in “due stanze ubicate al primo piano, lato sud, degli Uffici Direzionali” del nostro Ospedale. E, però, guarda caso è anche capitato a fagiolo (e lui nel suo curriculum si fregia di essere un grande intenditore di fagioli!) che il dr. Mancuso abbia da poco preso casa a Lamezia.
In tempi di prima Repubblica i governi avevano il vizietto di varare in agosto le peggiori porcherie, contando sulla distrazione delle masse. Oggi, al tempo di internet, il giochetto non funziona più. E allora ci chiediamo se ci sarà qualcuno nei piani alti di quei palazzi, della politica e non solo, a cui è demandato il controllo sull'ASP e, in generale, sulla legittimità dell'operato della pubblica amministrazione, che vorrà prendersi la briga di ficcare il naso nelle vicende della nostra sanità”. Felice Lentidoro,  Comitato salviamo la sanita’ del lametino


SANITA’: ASP CATANZARO, MANCUSO  NEI PROSSIMI GIORNI SARA’ SOTTOSCRITTO L’ACCORDO TRA ASP E ISTITUTO CAMPANELLA

Catanzaro, 23 ago. – “Già nella prossima settimana si potrà sottoscrivere il contratto fra l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e l’Istituto Tommaso Campanella”. Ad annunciarlo è il direttore generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso che spiega come tra pochi giorni verrà completato l’iter burocratico relativo all’accordo tra Asp e Fondazione. “Dopo il decreto del dicembre 2012 che indicava la nascita della Campanella come Istituto a carattere privato – ha evidenziato Mancuso – sono trascorsi otto mesi, durante i quali è stato pubblicato un decreto che consegna alla Campanella, in somma provvisoria, 10 milioni di euro  e poi si è aspettato l’accreditamento della commissione competente dell’Asp di Crotone: due atti propedeutici alla attività che dovrà svolgere l’Asp di Catanzaro”. “Giorno 22 agosto, nel pomeriggio – ha aggiunto il dg – è arrivato ufficialmente il giudizio della commissione sull’accreditamento dell’Istituto Campanella che ha espresso parere favorevole con prescrizioni. Siccome c’è la necessità di chiudere con rapidità questo accordo, proprio in queste ore sono in corso una serie di attività da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro tese a realizzare in tempi rapidi, entro lunedì 26 agosto, il percorso per il riconoscimento della Campanella come Istituto a carattere privato”. Per questo motivo il pool di esperti, guidato dal direttore generale Dott. Gerardo Mancuso, dal Presidente della Fondazione Campanella Professore Falzea e dalla dottoressa Gemelli, stanno lavorando per realizzare rapidamente tutto il necessario per ultimare l’iter. “Lunedì contiamo di presentare al Dipartimento Sanità della Regione l’atto deliberato – ha sottolineato Mancuso – così nell’arco di qualche giorno si potrà sottoscrivere il contratto fra Istituto Campanella e Azienda Sanitaria di Catanzaro. Stiamo cercando di bruciare le tappe per dare continuità assistenziale ad un’attività fondamentale per la sanità calabrese. Tuttavia bisogna riconoscere e bisogna sottolineare che il tempo trascorso non è stato un tempo in cui non è stato fatto nulla, poiché l’attività di accreditamento e tutti gli atti ad esso collegati sono complessi, perché complessa è anche la definizione giuridica e le attività burocratiche che sono conseguenti, e questo tempo è comunque un tempo  idoneo. Non c’è stato quindi alcun ritardo – ha evidenziato il direttore generale dell’Asp – c’era certo la volontà di chiudere con una certa celerità, per questo tutti gli attori in campo, sia la Regione che la Commissione di accreditamento di Crotone, che la Tommaso Campanella e l’Asp di Catanzaro, hanno lavorato intensamente in questi mesi per ottenere rapidamente questo risultato”. “Le cose che sono state scritte in questi giorni – ha concluso il dg Mancuso – sono frutto di dinamiche fisiologiche che poi vengono smentite puntualmente dal risultato finale. Io credo che la sottoscrizione di questo accordo si concluderà nella prossima settimana, che definirà in maniera definitiva e tombale una situazione che sta a cuore a tutti”.


SANITA’: GIOVEDI’  LA PRESENTAZIONE DI  'ENERGIA IN MEDICINA' 

Lamezia Terme, 20 ago.- Giovedì prossimo a Falerna Marina, alle ore 20.30 nella pineta del residence “la Giungla, sarà presentato  a cura dell'Università Popolare dell'EuroSud che ha organizzato l’evento calabrese che diffonde la cultura della dieta basata sulla  Nutrigenomica(branca della biologia che studia le interazioni tra alimentazione e genoma) e sull' Epigenetica (branca della genetica che descrive le modificazioni ereditabili che variano l’espressione genica pur non alterando la sequenza del DNA), il libro “Energia in medicina”. Sarà presente l’autore del libro, il Professor Maurizio Insana L'epigenetica consiste in tutte quelle cose occulte e meravigliose che la genetica non è in grado di spiegare". 
Denise Barlow (Vienna, Austria)
"Il DNA non è altro che un nastro su cui sono registrate le informazioni, inutile senza un apparecchio che consenta di leggerlo. L'epigenetica è il lettore di nastri". Bryan Turner (Birmingham, UK)
"Mi rifaccio metaforicamente al computer paragonando il disco rigido al DNA e i programmi all'epigenoma. È possibile accedere a determinate informazioni memorizzate sul disco rigido del computer attraverso i programmi, ma ci sono aree protette da password e altre ad accesso libero. Direi che stiamo indagando sul perché alcune aree sono protette da password e altre sono libere". 
Jörn Walter (Saarland, Germania)
"In un nucleo di pochi micrometri sono contenuti circa 2 metri di DNA. Stiamo cercando di capire i meccanismi di accesso al DNA, considerando il ridotto volume del nucleo". Gunter Reuter (Halle, Germania)
"Dalla gestione delle informazioni nel nucleo deduciamo che determinate informazioni genetiche sono strettamente condensate nel genoma. Alcune devono inoltre essere sempre attive, come i geni housekeeping, quindi in epigenetica le informazioni vengono gestite come a casa: quelle sempre necessarie non le riponiamo, mentre le vecchie pagelle della scuola le teniamo in una scatola in soffitta".  Peter Becker (Monaco, Germania)
"La differenza fra genetica ed epigenetica può essere paragonata alla differenza che passa fra leggere e scrivere un libro. Una volta scritto il libro, il testo (i geni o le informazioni memorizzate nel DNA) sarà identico in tutte le copie distribuite al pubblico. Ogni lettore potrà tuttavia interpretare la trama in modo leggermente diverso, provare emozioni diverse e attendersi sviluppi diversi man mano che affronta i vari capitoli. Analogamente, l'epigenetica permette interpretazioni diverse di un modello fisso (il libro o il codice genetico) e può dare luogo a diverse letture, a seconda delle condizioni variabili con cui il modello viene interrogato". Thomas Jenuwein (Vienna, Austria)

Cos'è la Nutrigenomica

La Nutrigenomica studia la nutrizione legata alla genetica ovvero come il cibo sia in grado di fornire informazioni ai nostri geni. È una scienza nuova in via di evoluzione con una ricaduta sulla salute pubblica nei prossimi anni.
La nutrigenomica permette di personalizzare l'alimentazione e l'utilizzo di integratori alimentari specifici per ogni individuo attraverso lo studio degli effetti biologici delle sostanze nutritive a livello genico; si pensa che questa scienza sia in grado di apportare validi contributi circa lapatogenesi e lo sviluppo dei disturbi correlati alla dieta.
In prospettiva, attuando un programma preciso e personalizzato mirato alla prevenzione piuttosto che alla cura delle malattie già in atto, si potrà rallentare l'invecchiamento e prevenire varie patologie.
Recentemente il completamento della mappa genica dell'uomo, con la codificazione dei geni, ha evidenziato che ogni individuo, possiede il 99,9% circa di DNA uguale, mentre nel restante 0,1% esistono delle differenze importanti. Tali differenze sono costituite per la maggior parte da variazioni a livello delle sequenze del DNA (con sostituzione di una singola base) e costituiscono i cosìddetti polimorfismi nucleotidici, SNPs(polimorfismi a singolo nucleotide - Single Nucleotide Polymorphisms), che sono in grado di condizionare, tra le altre cose, anche il modo con cui una persona può rispondere all'ambiente ed alla dieta. 
Esistono circa 3.000.000 di SNPs nel patrimonio genetico di una persona, con profonde differenze nell'espressione del nostro DNA, che possono agire, ad esempio, modificando la risposta ad un farmaco, all'eliminazione di tossine o al manifestarsi di una malattia, peggiorando o migliorando il processo di invecchiamento dell'organismo.
I polimorfismi riescono a rendere ogni individuo unico e inconfondibile: le differenze individuali che ne risultano possono spiegare perché non tutti reagiamo in modo identico alle varie sollecitazioni ambientali e nutrizionali.
Molti studi recenti hanno evidenziato che le molecole chimiche contenute nei cibi sono in grado di agire sul genoma, sia direttamente che indirettamente, alterare l'espressione genica e la struttura del messaggero. La variabilità genetica individuale, determinando come i nutrienti vengono assimilati e metabolizzati, è alla base della peculiarità di ciascuno nel rispondere alle molecole introdotte nell'organismo ed, in generale, agli stili alimentari e di vita.
I geni determinano le nostre vulnerabilità(genotipo),mentre ciò che assumiamo con l'alimentazione ed il nostro stile di vita determinano quanto queste vulnerabilità saranno in grado di influenzare la qualità e la durata della nostra vita(fenotipo).
Pertanto, nell'ambito di una valutazione multifattoriale delle varie malattie, una notevole rilevanza sta assumendo la relazione tra la componente genetica (ruolo di alcuni polimorfismi genetici) e le varie componenti ambientali e nutrizionali che possono elevare notevolmente il rischio di sviluppare patologie.
Il cibo non più come mero strumento per apportare calorie, ma anche come veicolo di informazioni per i geni. Stimolare i geni positivi e frenare quelli pericolosi: questo è il traguardo dell'alimentazione nutrigenomica.
Oggi, in base ad un nuovo modernissimo tipo di test, realizzato sul DNA dalle cellule di sfaldamento della mucosa del cavo orale, si può valutare la predisposizione individuale verso patologie metaboliche, quali l'obesità e il diabete, patologie dell'apparato cardio-respiratorio, del sistema nervoso ed immunitario.
In base alle risposte dei test si potrà prescrivere ad ogni paziente:
1. una serie di integratori (appositamente ideati).
2. una dieta personalizzata (secondo il propriogenotipo), creata su misura per ognuno di noi, associata ad un adatto stile di vita, che potrà prevenire e/o ritardare molteplici patologie, rallentare i naturali processi di invecchiamento. Si potranno avere informazioni sul grado di invecchiamento dell'individuo, sul metabolismo dei farmaci e degli ormoni, sull'età biologica, al fine di riprogrammare il proprio destino genetico.

Che cos'è la nutrigenomica?

La nutrigenomica è la scienza multidisciplinare che studia l'interazione tra la nutrizione e il DNA, ossia come il cibo che ingeriamo influenza i nostri geni.
Nel DNA esistono circa 35.000 geni, la maggior parte dei quali sembrerebbe funzionare in relazione alle sostanze nutritive ingerite. Questo darebbe ragione alle antiche medicine orientali che da millenni sostengono la correlazione tra cibo e salute: solo per fare un esempio, nella macrobioticanon esistono farmaci se non i cibi stessi, i quali vengono utilizzati come rimedio per le più comuni malattie.
Si tratta di un campo relativamente nuovo della medicina molecolare, che esamina i rapporti tra la nutrizione e il patrimonio genetico individuale di ogni singolo individuo; la nutrigenomica rappresenta l'applicazione pratica, nel campo dell'alimentazione, dei progressi fatti nella scienza della genetica e, secondo i suoi sostenitori, è la la nuova strategia nella ricerca nutrizionale che porterà allo sviluppo della Scienza dell'Alimentazione 2.0. 
La nutrigenomica studia inoltre quali alimenti possono proteggere e stimolare le cellule a riparare efficacemente i danni subìti.
Più specificatamente gli obbiettivi della nutrigenomica definiti nel 2006 dall'Institute of Medicine americano sono tre e danno luogo a tre differenti discipline:
* genetica della nutrizione: caratterizzazione dei meccanismi attraverso i quali modifiche individuali del genoma possono dare luogo a variazioni del metabolismo dei macro/micronutrienti; ossia come mutazioni non patologiche diano luogo a modifiche nell'utilizzo dei cibi oppure a intolleranze alimentari.
* epigenetica della nutrizione: lo studio di come particolari alimenti contribuiscano a regolare l'espressione genica e quindi l'attività di specifici enzimi nell'individuo; ossia come i nutrienti inducano riprogrammazioni del metabolismo.
In questo campo sono comprese le modifiche che l'alimentazione della madre apporta al metabolismo del feto e quindi al nascituro.
* biochimica della nutrizione: l'applicazione della nutrigenomica che mette in pratica i risultati delle due precedenti area di ricerca per ottenere il miglior «fitness-metabolico» specifico del singolo individuo, caratterizzato ognuno da proprie esigenze nutritive, mediante appropriate scelte alimentari capaci di regolare e correggere eventuali difetti metabolici e migliorarne le prestazioni fisiche e cerebrali.
L'intensificazione delle tecniche di biologia molecolare e la comprensione del genoma umano stanno portanto ad una rivoluzione in una varietà di scienze, inclusa la nutrizione. Il completamento della mappa genetica dell'uomo sta rivoluzionando la medicina ufficiale, consentendo, in modo inimmaginabile fino a pochi anni fa, di individuare la strategia migliore per prevenire molte malattie e ritardare gli acciacchi della vecchiaia.
Nell’ultimo decennio si sono moltiplicati gli studi e le ricerche in campo nutrigenomico, attraverso l’elaborazione di test genetici volti a svelare le mutazioni, responsabili di alcune delle più comuni e gravi patologie, come il diabete, l'ipercolesterolemia, le intolleranze alimentari e il cancro, ma anche attraverso un'attenta indagine sui benefici che alcune categorie di alimenti apportano se introdotti nella dieta.
Anche se si tratta di studi ancora in fase sperimentale, rappresentano comunque la volontà di voler dimostrare quanto la genetica possa essere influenzata dalle abitudini alimentari, aprendo una nuova strada alla medicina del futuro.
Il cibo non più come semplice mezzo per apportare calorie, ma strumento in grado di influenzare la qualità e la durata della nostra vita.


SANITA’:  COMITATO PRO OSPEDALE DEL REVENTINO, L’ORTOPEDICO SERVE PER PIU’ DI OTTO ORE

Riceviamo e pubblichiamo

Soveria Mannelli, 19 ago. – “Una vera giornata di “caudina” memoria quella passata da decine e decine di pazienti in attesa di essere visitati dall’ortopedico nell’unica giornata possibile che l’azienda lo invia a Soveria e con un tetto perentorio di visite da non superare: quaranta. Eppure le richieste ogni lunedì sono molte di più, pertanto si ingolfa il pronto soccorso e molti speranzosi utenti non capiscono perché non possono essere visitati. Ieri, molti hanno dovuto trasmigrare altrove poiché in eccesso. Noi lo diciamo da tempo che qui l’ortopedico serve almeno h 8, per non dire h12; parimenti in altri ospedali le richieste sono meno che qua. Dai nostri dati, in media  a Soveria nel corso dell’anno si recano al Pronto Soccorso circa 8/9 pazienti al giorno con richieste ortopediche, in altri ospedali denominati “generali”  dove c’è l’ortopedia, le medie delle richieste sono decisamente di meno. E qui vengono disattese le più elementari promesse fatte dal Direttore Generale ogni qualvolta vi si è recato. Diceva: “creeremo un ospedale ricco di contenuti così gli daremo una collocazione precisa incastonandolo nella rete provinciale con sue precise peculiarità, su tutte: la riabilitazione ortopedica, ma! Non chiedete reparti per acuti”. Al momento i reparti per acuti che c’erano sono stati tolti e i contenuti e la riabilitazione non sono mai arrivati. Anzi sono stati dislocati nelle cliniche private. Dicono che risparmiano, mentre continuano a pagare fisiatri e corpo infermieristico più la logistica. Un acume amministrativo che non comprendiamo, forse a ragione, visto che gli ultimi cinque bilanci aziendali, pare siano stati bocciati. Ora gongola l’Aiop, che si è accaparrata la riabilitazione dell’ASP di Catanzaro: ovvero nelle consociate di Villa Michelino, Villa Bethania, Villa Serena e Villa del Sole, con 20 pazienti a testa dimessi dal pubblico. Una fetta di torta di 80 post-acuti che fa gola, visto che per ogni paziente mensilmente vengono erogati dai 3.500 ai 5.000 euro, facendo ipotizzare un budget complessivo che rasenta i 360.000 euro. E qui a Soveria, come negli altri ospedali aziendali nulla di tutto questo: zero posti Soveria, zero Catanzaro, zero Soverato e zero Lamezia. Eppure questa vocazione Soveria, secondo Mancuso, l’aveva eccome. Dati che sconfessano ogni ipotesi di lungimiranza amministrativa se aggiungiamo che dal primo gennaio 2012 al 15 agosto 2013 gli accessi di Pronto Soccorso a Soveria sono aumentati di oltre 500 richieste, quasi una al giorno in più che nel precedente analogo periodo. Evidentemente la fluidità che si  ipotizzava con l’accentramento negli Hub e negli Spoke, non ha dato i risultati sperati, perché la gente continua a pretendere i servizi dove da sempre si è sentita garantita e non dove trova file chilometriche con attese snervanti senza magari ottenere quei servizi che si aspettano e che qualcuno aveva promesso. A cura del  Presidente del Comitato Pro Ospedale,  Antonello Maida


APPELLO DEL PRESIDENTE CALABRESE DELLA SOCIETÀ ITALIANA PEDIATRIA OSPEDALIERA (SIPO), DOTTORE ERNESTO SAULLO: “ALMENO NON TOCCATE LE PEDIATRIE” 

Lamezia Terme, 17 ago.  “Almeno non toccate le Pediatrie”. L’appello, forte e chiaro, è lanciato dalla Società italiana Pediatria Ospedaliera (Sipo) al Garante dell’Infanzia, a tutti i politici calabresi, al presidente della Regione Calabria, ai direttori generali delle Aziende Sanitarie ed alla popolazione tutta.  “I tagli alla spesa sanitaria con il blocco del turnover del personale medico – denuncia il presidente della Sipo calabrese dott. Ernesto Saullo, Direttore dell’Unità operativa di Pediatria di Lamezia Terme – stanno mettendo a rischio quel carattere di universalità e di specializzazione della Pediatria calabrese che rappresenta una grande conquista di questi ultimi anni. E i segnali di questo pericoloso arretramento sono sotto gli occhi di tutti: reparti che chiudono o che si trovano nelle condizioni di dover chiudere per la grave carenza di personale medico, in Calabria hanno già chiuso i battenti 5 reparti di pediatria, trasferimento di bambini e adolescenti con malattie acute e croniche nei reparti con adulti o fuori Regione ed andare così ad aumentare la famosa mobilità che tanto grava sul famoso Piano di rientro, incentivando sempre di più quell’emergente insicurezza di chi cura e di chi è curato”. “Ciò di cui ha urgente bisogno la Pediatria calabrese – evidenzia il presidente Saullo – è un profondo rinnovamento che assicuri una rete pediatrica in grado di garantire ai bambini e agli adolescenti un’assistenza ai massimi livelli di qualità possibile, a partire da una riorganizzazione della rete assistenziale ospedaliera che deve virare decisamente verso l'unificazione funzionale dei piccoli ospedali e la realizzazione di grandi unità di pediatria multidisciplinari e integrate. Non possiamo far fronte alle nuove emergenze della pediatria - prima tra tutte l’ottimale gestione delle malattie croniche come le cardiopatie, la fibrosi cistica, il diabete, la celiachia, le malattie neurologiche, le patologie immunologiche e i tumori che non hanno più esiti fatali, o li hanno molto meno di prima, ma hanno delle ripercussioni a lungo termine come terapie e controlli medici  se non addirittura per tutta la vita - con una rete assistenziale pensata per le esigenze del passato”.  “Così si mette in discussione – spiega ancora il presidente Sipo, Ernesto Saullo – il diritto dei bambini di essere assistiti da personale specializzato e curati in ambienti ‘a misura di bambino’. Promuovere la salute dei bambini di oggi significa anche ridurre il numero di adulti e anziani malati di domani, destinati ad assorbire la quota di gran lunga più rilevante della spesa sanitaria. Riportare il bambino al centro dell’attenzione della nostra Società è forse il più importante tra gli obiettivi per la Pediatria di oggi. Una Società che non presta sufficiente attenzione al bambino e alle sue problematiche, che trascura di fatto le necessità sanitarie, familiari e sociali dei bambini e dei ragazzi è, con tutta evidenza, una società che non crede nel proprio futuro. Il compito di tutti noi, è quindi sempre più importante e sempre più complesso”. Ed ecco dunque che va ripensato il sistema di cura per i più piccoli. “La soluzione a questo problema – aggiunge Saullo – è rivedere l’organizzazione dell’intero sistema sanitario, in modo che tutti i pediatri che seguono i bambini siano perfettamente in grado di curarli, senza impedimenti di alcun tipo. La Sipo ha un grande compito in questo senso: elaborare in tempi rapidi proposte concrete e convincenti da sottoporre all’attenzione delle Istituzioni competenti e avere, nel contempo, l’autorità scientifica per sostenerle. Condizione essenziale perché ciò possa avvenire è che la Sipo torni a svolgere la propria funzione di casa comune per tutti i Pediatri dimostrando che università, ospedale e territorio possono e devono lavorare in modo integrato per il benessere e la salute dell’infanzia e dell’adolescenza".


ASP CATANZARO: 400 DOMANDE PER CORSO ASSISTENTE SANITARIO
Catanzaro, 14 ago. - Boom di domande per la partecipazione al corso di assistente familiare promosso dal Distretto Socio Sanitario di Catanzaro Lido. "Sara' stata anche la prospettiva di un lavoro possibile, o il bisogno di aprirsi ad una nuova esperienza ed opportunita', il fatto certo - si legge in una nota dell'Asp - e' che sono state circa 400 persone a presentare domanda di partecipazione ad un corso per assistente familiare in programma al Distretto sociosanitario di Lido, e tra queste anche molti laureati: un segnale che testimonia, al di la' di ogni ragionevole dubbio, il profondo disagio sociale ed economico vissuto da una grossa fetta di calabresi, prima fra tutte la cronica e difficolta' a trovare un'occupazione. La figura dell'assistente familiare, - si legge ancora - finora maggiormente conosciuta come "badante", e' rappresentata dalla persona, quasi sempre di sesso femminile e molto spesso proveniente dall'estero, impegnata ad aiutare le famiglie alle prese con le esigenze quotidiane di persone con ridotta autonomia psicofisica. Il suo ruolo consiste nel facilitare o sostituirsi nelle attivita' di pulizia e igiene della persona e della casa, acquisto, preparazione e somministrazione pasti, sorveglianza e compagnia, spesa e commissioni. Si tratta di un tipo di professione, forse a torto, finora poco considerata dalla popolazione locale e che ora, probabilmente per ragioni diverse, viene riconsiderata". "Abbiamo diffuso nelle scorse settimane un avviso pubblico - ha spiegato Franco Caccia, dirigente dell'Asp e responsabile tecnico di un nuovo progetto di assistenza domiciliare realizzato dal Distretto socio sanitario di Catanzaro Lido in collaborazione con l'Inps - ex Inpdap - per formare 50 persone da inserire nei piani di assistenza domiciliare rivolti a dipendenti pubblici. Con nostra sorpresa siamo stati travolti da domande che si sono caratterizzate per l'estrema eterogeneita' dei territori di provenienza, alcune anche fuori provincia, per titolo di studio, tra i quali si segnalano decine di candidati in possesso di laurea e master, per eta' e sesso, con una forte rappresentanza di maschi". Se il disagio sociale ed economico puo' essere per molti la motivazione prevalente, per il sociologo Caccia dell'Asp c'e' anche una diversa considerazione di una figura professionale finora conosciuta con il termine di badante, svolta nella quasi totalita' dei casi da donne straniere senza una particolare attenzione alle competenze possedute. "Quella dell'assistente familiare - ha aggiunto Caccia - e' una professione sempre piu' richiesta in futuro e su cui molti, ragionevolmente ritengono d'investire. A nessuno sfugge - conclude Caccia - che le limitate risorse pubbliche nel settore delle politiche sociali e sanitarie e il diffuso bisogno di restare nel proprio domicilio anche in condizioni di non autosufficienza, costituiscono i veri alleati di un nuovo modo di organizzare i servizi per la non autosufficienza".


SANITA': INTESA ASP CATANZARO-DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE
Catanzaro, 2 ago. - L'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha sottoscritto il Protocollo d'intesa con il Centro Giustizia minorile per la Calabria e Basilicata - Dipartimento di Giustizia minorile per gli interventi di valutazione socio-sanitaria di presa in carico dei minori sottoposti a provvedimenti dell'autorita' giudiziaria minorile di competenza dei Servizi minorili della Giustizia. Il protocollo, siglato da entrambe le parti con firma digitale, e' stato sottoscritto nella sede degli uffici amministrativi dell'Asp in via Cortese, dal direttore generale dell'Asp Dottor Gerardo Mancuso e ddl direttore del Centro Giustizia minorile per la Calabria e Basilicata Dottor Angelo Meli. Nello specifico il protocollo definisce le modalita' di collaborazione fra i servizi dell'Asp ed i servizi del Centro per la Giustizia Minorile catanzarese, volte alla definizione di un programma personalizzato di interventi terapeutici, riabilitativi, socio-educativi e di re-inserimento sociale dei giovani detenuti. Un protocollo d'intesa che e' stato possibile sottoscrivere grazie all'attivita' svolta dal gruppo interistituzionale che e' stato istituito presso il Dipartimento regionale Tutela della Salute e che ha avuto il compito di predisporre delle linee guida che saranno attuate su tutto il territorio calabrese. L'ambito territoriale degli interventi riguarda l'intero territorio provinciale di Catanzaro, afferente al Distretto di Corte d'Appello di Catanzaro, dove hanno sede il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, oltre all'Istituto Penale per i Minorenni "Silvio Paternostro" (IPM) di Catanzaro; il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Catanzaro; la Comunita' Ministeriale (COM) di Catanzaro; il Centro Diurno Polifunzionale (CDP) di Catanzaro; l'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) di Catanzaro, con sede di appoggio a Lamezia Terme. "Il gruppo interistituzionale che si e' insediato presso il Dipartimento tutela della Salute - ha spiegato il dg Mancuso - ha elaborato delle linee guida uniformi per quanto riguarda la tutela della salute dei minori sottoposti a provvedimento disciplinare dell'autorita' giudiziaria. Questo protocollo d'intesa riguarda in particolare i minori che sono dell'area penale "esterna", cioe' i minori che si trovano nei gruppi appartamento o in comunita'. Entro tre mesi dalla sottoscrizione di questo protocollo, dobbiamo individuare un gruppo multidisciplinare di valutazione con delle figure professionali, che fara' capo al Dipartimento materno-infantile, che saranno affiancate dal nostro personale sanitario che gia' lavora all'interno degli istituti penitenziari". Soddisfazione per il tempismo e la professionalita' dell'Asp e' stata espressa dal dottor Meli che in particolare ha ringraziato l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro per essere stata la prima Azienda calabrese ad avere sottoscritto il protocollo d'intesa. "Voglio ringraziare sia l'Asp che la Regione - ha detto Meli - per l'attenzione che rivolge a un settore particolare, che e' quello dei minori sottoposti a provvedimento dell'autorita' giudiziaria, sono minori che hanno commesso dei reati e che quindi impattano col sistema giudiziario minorile, il tribunale e la Procura. Voglio ringraziare tutti gli attori dell'iniziativa perche' non e' scontato che ci sia questa sinergia e collaborazione; la sensibilita' dimostrata dall'Asp di Catanzaro e' stata pregevole e alta, cosi' come anche l'attivita' svolta che e' stata molto attenta e dettagliata, individuando modalita' di operativita' e d'intervento molto significative".


SANITA': DETERMINATA SPESA PRESTAZIONI OSPEDALIERE DA PRIVATO
Catanzaro, 2 ago. - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, in qualita' di Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro in campo sanitario, ha adottato il DPGR 119 del 02/08/2013 per la determinazione dei tetti di spesa per le prestazioni ospedaliere da privato. Si e' deciso di assegnare alle ASP l'importo massimo di euro 180.906.775 per l'anno 2013. Per l'Asp di Cosenza il totale ammonta a euro 59.931.113 (euro 55.552.065 per l'ospedaliera acuti e post acuti, euro 4.379.048 per APA e PAC). Per l'Asp di Crotone il totale ammonta a euro 28.829.819 (euro 28.099.465 per ospedaliera acuti e post acuti, euro 730.354 per APA e PAC). Per l'Asp di Catanzaro il totale ammonta a euro 49.295.685 (euro 47.257.579 per l'ospedaliera acuti e post acuti, euro 2.038.106 per APA e PAC). Per l'Asp di Vibo Valentia il totale ammonta a euro 2.677.554 (euro 1.447.246 per ospedaliera acuti e post acuti, euro 1.230.308 per APA e PAC). Per l'Asp di Reggio Calabria il totale ammonta a 40.172.604 (euro 36.673.920 per ospedaliera acuti e post acuti, euro 3.498.684 per APA e PAC). Si e' stabilito, inoltre, che i Direttori Generali/Commissari delle Asp attribuiscano il budget per ciascuna struttura privata accreditata di competenza, tenendo conto dell'effettivo fabbisogno di prestazioni del proprio territorio e della nuova configurazione che e' stata attribuita alle strutture private accreditate, con particolare riferimento all'attivazione di posti letto per post acuti. La sottoscrizione degli accordi contrattuali avverra' improrogabilmente entro il termine di 15 giorni dalla pubblicazione del Decreto. Le prestazioni trasferite dal regime di ricovero ad altro setting assistenziale trovano copertura finanziaria all'interno dei budget fissati, ferma restando l'esigenza di sottoscrizione di un nuovo diverso contratto. I tetti di spesa sono comprensivi anche delle prestazioni erogate ai pazienti extra regionali.


SANITA': SCOPELLITI ALL'INAUGURAZIONE DI NUOVI REPARTI A COSENZA
Cosenza, 30 lug. - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha partecipato a Cosenza, presso l'Ospedale dell'Annunziata, all'inaugurazione dei reparti di cardiologia (15 posti di degenza), unita' coronarica (10 posti letto) cardiologia interventistica (10 posti letto), la nuova sala di emodinamica ed ambulatori, allocate sullo stesso piano dell'unita' coronarica e della cardiologia interventistica. Le inaugurazioni hanno riguardato il completamento di tutte le attivita' trasferite nel nuovo plesso del DEA. A seguire, il Presidente Scopelliti e i rappresentanti del management dell'A.O. dell'Annunziata, guidato dal DG Paolo Gangemi, hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale sono stati illustrati i risultati conseguiti negli ultimi due anni dal punto di vista strutturale, tecnologico ed organizzativo ed i risultati ottenuti sul versante sanitario. Per quanto riguarda il DEA, nello specifico, l'investimento strutturale e' stato di 3,5 milioni, con il trasferimento dei reparti di Pronto Soccorso, Rianimazione, Ortopedia, Cardiologia, Utic, Cardiologia interventistica, nuova sala Angiografica. Gli interventi strutturali del corpo B del DEA, con un investimento di 6 milioni di euro, riguarderanno la realizzazione di due sale operatorie e l'ampliamento del Pronto Soccorso -OBI. Altri interventi strutturali hanno riguardato la nuova sede del CUP e la Sala Prelievi (800.000 euro di investimento) gia' operative. Sono gia' iniziati i lavori di adeguamento impiantistico "dell'Annunziata" e strutturale ed impiantistico del "M. Santo", oltre al completamento strutturale e tecnologico (sale operatorie) del padiglione di "Dermatologia oncologica" (investimento 2,070 milioni di euro).  Per gli interventi sanitari si e' proceduto all'implementazione di nuove tecnologie (investimento pari a 11,248 milioni di euro), il miglioramento dell'attivita' ambulatoriale, di ricovero e l'appropriatezza delle risorse (esami di laboratorio, antibiotici, ecc.). Nel solo anno del 2012 gli interventi sanitari di attivita' ambulatoriale sono stati 852.085. Sempre nel corso della conferenza e' stato illustrato, dal dr. Francesco Amato (Direttore del DEA), il nuovo modello organizzativo e strutturale del Pronto Soccorso, per ovviare alla crescente richiesta di salute che si registra sull'Annunziata. "Con l'inaugurazione di oggi - ha dichiarato il Presidente Scopelliti - si completa un percorso. Questo significa che la struttura e' totalmente operativa e siamo fiduciosi anche perche' sara' ulteriormente potenziata dal punto di vista tecnologico. Ci sara' anche l'allargamento con due nuove sale operatorie, significa quindi che c'e' un'attivita' capace di dare risposte importanti. Periodicamente stiamo verificando nuovi interventi strutturali, inaugurazioni e riqualificazioni di reparti con macchinari molto moderni a servizio del cittadino calabrese. Sono ottimista - ha concluso il Presidente Scopelliti - perche' l'attuale gruppo dirigente sta operando bene per questa struttura e quindi per la salute dei cittadini. Queste, vorrei ribadire, sono conquiste di tutta la comunita', non solo di una parte". All'incontro con i giornalisti erano presenti, inoltre, il Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro, l'Assessore regionale Giuseppe Gentile, l'Assessore regionale Giacomo Mancini, i Consiglieri regionali Fausto Orsomarso e Salvatore Magaro', il Direttore Sanitario dell'Annunziata Francesco De Rose, il Direttore Amministrativo Marco Aolise e il DG dell'Asp di Cosenza Gianfranco Scarpelli.


SANITA': PIANO 2013-2015, IL PD INCONTRA I SINDACATI
Cosenza, 30 lug. - Si e' svolto questa mattina, a Rende, l'incontro del Gruppo del Partito Democratico in seno al Consiglio Regionale con i responsabili confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil, presenti con autorevoli esponenti, e con le altre rappresentanze del Sistema Sanitario calabrese, compresa l'Intersindacale della dirigenza medica e non, per una comune valutazione sul Piano Operativo 2013/2015. I lavori della riunione, a cui hanno partecipato anche i consiglieri Scalzo, Naccari Carlizzi, Franchino, Giamborino, Guccione e Pacenza, sono stati introdotti dal Presidente dei democratici a Palazzo Campanella, Sandro Principe, che ha prioritariamente spiegato i motivi che hanno indotto il gruppo a convocare il tavolo di confronto. "Vogliamo mettere in piedi - ha spiegato Principe - un approfondimento ed un confronto sul Sistema Sanitario Calabrese, per elaborare, in tempi rapidi, un documento condiviso, che affronti con serieta' e rigore le problematiche del settore, da proporre al tavolo istituzionale e su cui ricominciare una dura battaglia". E' seguito un articolato dibattito, al quale hanno dato un contributo tutti i consiglieri regionali del PD presenti, che hanno evidenziato come il commissariamento del comparto, pervicacemente perseguito dal Presidente Scopelliti, non ha risolto i problemi atavici della sanita'; al contrario, in questi anni si sono aggravate le criticita', e' aumentata la fiscalita' a carico dei calabresi, e' stato bloccato il turn-over. Inoltre, il commissariamento ha sconvolto ogni meccanismo democratico e rappresentativo, perche' di fatto il Consiglio regionale e' stato esautorato da tutte le decisioni, ne' il sistema delle Autonomie Locali e' stato mai consultato. Entrando nel merito delle questioni, i consiglieri del PD, si sono anche soffermati sulla riorganizzazione delle rete ospedaliera, che ha portato alla desertificazione delle periferie ed ad un contestuale affollamento delle strutture cosiddette HUB; la situazione finanziaria e' ancora drammatica, con KPMG, che non riesce a quantificare il debito, per cui al Tavolo Massicci ed ai Sub commissari arrivano dati non esatti. Le uniche economie registrate sono da attribuire alla riduzione della spesa riguardante i dipendenti, per i pensionamenti non sostituiti da nuova forza lavoro per il blocco del turnover, ed alla riduzione della spesa farmaceutica grazie al lavoro svolto dalla Stazione Unica Appaltante, che, a parere di Sandro Principe, dovrebbe essere potenziata e maggiormente valorizzata. Chiarezza, hanno poi invocato i democratici, con riferimento alla costruzione dei 4 nuovi nosocomi ed al futuro degli ospedali di confine e di montagna, in particolar modo per le strutture sanitarie di Trebisacce e Praia a Mare, sulla cui chiusura, grazie all'impegno del PD, delle popolazioni e delle Istituzioni locali, Scopelliti e' stato invitato dal Massicci a fare marcia indietro. Numerosi i rappresentanti sindacali che hanno accolto l'invito dei democratici e che hanno partecipato al dibattito, ritenuto costruttivo ed assai positivo, dando massima disponibilita' alla stesura di un documento finalizzato a riformulare il Piano Operativo 2013/2015 che, si sono augurati i sindacalisti, possa essere tenuto in considerazione anche dal centrodestra. I rappresentanti sindacali, nel corso dei loro interventi, hanno parlato di una sanita' allo sbando, che non tutela il diritto alla salute dei cittadini. Per il sindacato, e' necessario mettere in campo politiche di contenuti e non solo ragioneristiche, puntando sulla medicina territoriale, che oggi vive una crisi mai vista prima, costruendo una rete sanitaria efficace ed equilibrata nella regione e, soprattutto, garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza. Per i sindacalisti, inoltre, occorre istituire un tavolo con il Governo Nazionale per ripristinare il turnover e predisporre, di concerto con le Universita', un piano straordinario di formazione e di riqualificazione per le professioni sanitarie. Tra i drammi piu' grandi, evidenziati dai rappresentanti sindacali, v'e' quello del personale, per il quale, e' stato affermato, non si tutelano neanche i meccanismi di mobilita'. Tutti consapevoli che i problemi da affrontare sono enormi ed i nodi da sciogliere tantissimi, si e' convenuto che entro la prima decade di settembre i rappresentanti sindacali faranno pervenire al Presidente Principe le loro valutazioni, considerazioni e proposte. I democratici entro il mese di settembre promuoveranno un incontro, a cui inviteranno a partecipare, oltre gli esponenti sindacali, anche i rappresentanti delle Istituzioni Locali, per sottoporre al confronto le loro idee progettuali per il Piano Operativo che, comunque, dovra': realizzare le strutture territoriali (case della salute, distretti, poliambulatori,etc.) la cui esistenza ed efficacia causerebbe l'effetto positivo di ridurre drasticamente i ricoveri ospedalieri e le inaccettabili liste d'attesa; garantire su tutto il territorio regionale i Livelli Essenziali di Assistenza, con particolare riferimento alle aree di confine e di difficile raggiungibilita'; assicurare negli ospedali HUB eccellenze in tutti i reparti; organizzare la rete ospedaliera in maniera razionale per fare in modo che i servizi intermedi, tra quelli assicurati dagli ospedali HUB e quelli prestati direttamente dal territorio, siano erogati da strutture ospedaliere intelligentemente dislocate e potenziate nelle citta' capoluogo; assicurare il turn over per la sola area sanitaria e garantire la formazione, impegnando anche il sistema universitario calabrese.


SANITA': LA REGIONE CALABRIA AL FIANCO DEGLI AMMALATI DI SLA
Reggio Calabria, 25 lug. - Nel sostegno ai malati di Sla la Calabria si conferma ancora una volta una delle Regioni in prima linea al fianco dei malati. Questa mattina nell'aula Giuditta Levato di palazzo Campanella, il presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti e il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico hanno tenuto una conferenza stampa insieme a Massimo Mauro, presidente nazionale dell'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, e ai referenti locali, Francesca Genovese per Reggio Calabria e Cristian Filice per Cosenza. "La Regione Calabria- ha detto Massimo Mauro - ha dimostrato una sensibilita' straordinaria, soprattutto sulle questioni economiche, che sono il principale problema delle famiglie con malati di Sla, e per il rapporto quotidiano instaurato con i referenti, che si e' dimostrato fondamentale per arrivare capillarmente alle situazioni di difficolta'. Perche' la drammaticita' dei problemi quotidiani - ha aggiunto Mauro - richiede attenzione e deve coinvolgere sistematicamente tutti gli Enti territoriali". Francesca Genovese ha illustrato alcune delle proposte avanzate dall'Aisla alla Regione, che vedra' a Catanzaro il centro di riferimento regionale inserito nel "progetto Germaneto". Tra le proposte avanzate vi e' in primo luogo l'affidamento all'associazione della formazione degli assistenti familiari. Una formazione che, ha precisato la referente reggina dell'Aisla, potrebbe essere allargata anche ad altre malattie neuromuscolari. Vi e' inoltre la proposta della fondazione di un osservatorio regionale che permetta di creare una rete su territorio favorendo la ricerca e l'avvio di procedure identiche in tutto il territorio regionale, in rapporto soprattutto con le Asp. "L'Osservatorio - ha affermato Scopelliti - e' sicuramente un obiettivo da perseguire ma la migliore risposta la troveremo nella fase di dialogo che dobbiamo tenere sempre viva. Riportare il malato a casa e' una della tante battaglie che dobbiamo mettere in campo. Dateci gli spunti e stimolateci per raggiungere questi obiettivi". "La Regione Calabria si e' gia' fattivamente impegnata nella soluzione di molti problemi - si e' detto soddisfatto Massimo Mauro - ci sono alcune proposte che si possono fare, altre che si possono migliorare. Sapere che il Presidente Scopelliti e tutta la Giunta regionale sono disponibili a darci una mano e di affidarci anche la gestione di funzioni che per la Regione non sono di facile soluzione, e' ancora piu' incoraggiante. Noi operiamo sul territorio e per questo siamo concretamente in grado di dare una mano. Noi siamo una associazione seria. Abbiamo gia' fatto grandissima esperienza per quanto riguarda gli ammalati di Sla e le loro famiglie. La Regione - ha concluso l'ex calciatore di serie A - si puo' fidare, siamo capaci di spendere bene i soldi che ci verranno messi a disposizione".


SANITA': PRESENTATO A LAMEZIA IL FASCICOLO ELETTRONICO
Lamezia Terme, 24 lug. - E' stato presentato, oggi, a Lamezia Terme, nel corso di un seminario organizzato da Engineering e patrocinato dalla Regione Calabria, il Fascicolo Sanitario Elettronico. L'iniziativa e' stata introdotta in videoconferenza da Gerace dall'assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, che ha portato i saluti del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti impegnato a Reggio Calabria con il Ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia. "Quando il Presidente Scopelliti - ha esordito Caligiuri - mi ha chiesto di rappresentarlo in questo seminario ho pensato l'avesse fatto perche' da sindaco di Soveria Mannelli ho portato il comune ad essere considerato quello piu' informatizzato d'Italia e per questo a ritenere le tecnologie informatiche fondamentali per lo sviluppo. Infatti - ha sottolineato l'assessore - i vantaggi delle nuove tecnologie sono indubbie, accorciano le distanze e migliorano i servizi. Ne e' la prova questo mio intervento in videoconferenza che mi ha fatto risparmiare cinque ore da poter, invece, dedicare al mio lavoro. Questo vale soprattutto per la sanita' e soprattutto per il soggetto principale di questo settore che e' la persona, in questo caso il malato. Pertanto, il FSE e' una innovazione necessaria. Uno strumento che consente a tutti gli operatori sanitari di interagire tra loro e scambiarsi le informazione da qualsiasi parte d'Italia (e in futuro anche d'Europa) si trovino. Le prospettive - ha aggiunto infine Caligiuri - sono notevoli e lo diventeranno ancora di piu' con l'apporto di tutti i soggetti coinvolti. Non e' un compito semplice, ma indispensabile, perche' il futuro non si aspetta ma si programma". Secondo il sub commissario per il Piano di rientro in sanita' Luciano Pezzi "con il Fascicolo Sanitario Elettronico la Regione si pone all'avanguardia portando un pezzetto di futuro nella sanita' calabrese. In un pezzo di sanita' complessa dove il problema principale e' quello dei flussi da far confluire in un raccolta digitale di documenti clinici. Il FSE - ha rilevato Pezzi - ci spinge in avanti verso il miglioramento, in un mondo che evolve con velocita'". Il dirigente regionale del settore controlli Salvatore Lopresti, dopo aver dato merito al Presidente Scopelliti e alla vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi, impegnata a Roma in commissione salute nella discussione sul decreto "Fare", per aver incalzato sulla realizzazione del FSE, ha spiegato come questo strumento rappresenti "la massima innovazione tecnologica attualmente disponibile in sanita': uno strumento - ha rimarcato - destinato a cambiare il modo di fare sanita". "Ogni informazione - ha proseguito Lopresti - va a finire in un contenitore da dove qualunque paziente, in qualsiasi zone d'Italia, potra' far si che qualsiasi medico o operatore sanitario possa accedere a tutte le informazioni cliniche contenute all'interno di un dispositivo come un bancomat, un cellulare, un tablet. I dati possono essere consultati per individuare la giusta terapia, trovare la cura migliore, risparmiando soldi e tempo". Il dirigente regionale ha poi illustrato lo stato dell'arte del FSE in Regione Calabria partendo dall'approvazione del Dpgr 139/2012 e del manuale di adozione del FSE, fino all'istituzione di una task force per la creazione di un sistema integrato di sanita' elettronica. "Il Fascicolo sanitario elettronico - ha specificato tra l'altro Lopresti - e' alimentato senza costi aggiuntivi per la sanita', puo' essere utilizzato con il consenso dell'assistito, salvo in casi di emergenza. La Regione che non ha un software puo' utilizzare gratuitamente quello di altre regioni. Entro il 31 dicembre prossimo le Regioni le Province dovranno presentare all'Agenzia per l'Italia digitale il piano di realizzazione del FSE. In Calabria presso ogni azienda esiste un'infrastruttura tecnologia via web e una hardware, manca l'infrastruttura di collegamento che consente ad ogni erogatore del Servizio sanitario nazionale di poter caricare il FSE. Intanto - ha affermato infine Lopresti - abbiamo collegato le cartelle cliniche dei medici e avviato a Lamezia terme un progetto di integrazione delle cure primarie". Il sub commissario per l'attuazione del Piano di rientro sanitario Luigi D'Elia ha ripercorso l'iter per la costituzione della task force "forti dell'idea - ha evidenziato - che non bastano norme e decreti, ma e' necessario che qualcuno li metta in pratica lavorando in equipe". L'importanza di fare squadra tra i soggetti alimentanti e' stata avvalorata anche da Sara Luisa Mintrone del Gruppo Engineering. "Il Servizio sanitario nazionale - ha detto - ha bisogno di un cambio di paradigma e una delle leve strategiche sono proprio le tecnologie informatiche. Tra i risultati del FSE - ha aggiunto Mintrone - vi e' una riduzione drastica di duplicati di indagini diagnostiche, un incremento significativo dell'appropriatezza dei percorsi di cura e un aumento notevole dell'efficacia degli interventi sia in regime ordinario che in urgenza. Di fatto il paziente che arriva in pronto soccorso viene subito inquadrato dal medico di emergenza che, consultando il profilo sanitario sintetico predisposto dal medico di famiglia ed inserito nel FSE, puo' immediatamente conoscere eventuali allergie, patologie e trattamenti farmacologici in corso. Da un punto di vista economico - ha dichiarato infine - l'Osservatorio Ict in Sanita' del Politecnico di Milano ha stimato che impiegando tutte le soluzioni Ict negli ambiti chiave della sanita' italiana, le strutture sanitarie potrebbero risparmiare circa 6,8 miliardi l'anno (115 euro procapite), e i cittadini 7,6 miliardi di euro (130 euro per cittadino)". L'incontro e' proseguito con gli interventi di Angelo Rossi Mori di Agenas, di Sergio Petrillo dell'Azienda ospedaliera "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro, di Antonio Scillone della Casa di cura "Villa del Sole" di Cosenza, di Mario Santelli della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, di Vincenzo Zappia della Federazione italiana medici pediatri e di Leonardo Borselli per la Regione Toscana il quale ha illustrato l'esperienza del FSE nella sua regione. La conclusione dei lavori e' stata affidata all'assessore regionale all'urbanistica e all'innovazione tecnologica Alfonso Dattolo.


ASP CATANZARO: PALADINO, QUANDO IL COMUNE DI LAMEZIA CI CONSEGNERA’ I LOCALI DELL’EX GUARDIA MEDICA DI SAMBIASE APRIREMO I SERVIZI SANITARI CONCORDATI CON SINDACO E COMMISSIONI COMUNALI 

Lamezia Terme,  23 lug.  – In merito alle dichiarazioni della consigliera comunale Rosa Andricciola, relativamente alla guardia medica di Sambiase, il direttore del Distretto del Lametino Dott. Giovanni Paladino spiega, così come già ampiamente illustrato dal Direttore generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso nel corso dell’incontro con i componenti della Terza e Quinta commissione comunale permanente (presente la stessa consigliera Andricciola) come stanno veramente le cose e quello che la normativa prevede. “Nell’incontro con i componenti delle commissioni comunali – spiega il dottor Paladino – il Direttore Mancuso ha chiarito che la Guardia Medica di Sambiase è stata a suo tempo trasferita nel Presidio Ospedaliero lametino in ossequio ai dettami del Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 18 ottobre 2010. Trasferimento dettato anche dal fatto che all’epoca crollò parzialmente il tetto della struttura dove era ospitata la guardia medica e quindi si è reso necessario il trasferimento del servizio, in quanto i locali erano ormai inagibili. Tra l’altro il Decreto regionale prevede che nelle città dove insiste un presidio ospedaliero e sono presenti più guardie mediche, una di queste va ubicata all’interno dell’ospedale. A Lamezia la scelta è ricaduta sulla Guardia medica di Sambiase in quanto erano inagibili i locali. Nulla toglie però, così come già detto dal direttore Mancuso nel corso della riunione con i consiglieri comunali e con il sindaco Speranza, che il Comune, se lo ritiene, può proporre un’altra guardia medica tra quelle rimaste, cioè Nicastro e Sant’Eufemia, da allocare all’interno dell’ospedale e ripristinare quella di Sambiase”. “Per quanto riguarda il mantenimento di tutte e tre le guardie mediche – evidenzia Paladino – il direttore Mancuso ha anche spiegato nel corso della riunione, che questa decisione, per via delle normative vigenti, non spetta all’Asp ma è necessaria una deroga dei sub-commissari regionali alla sanità. Il dg Mancuso ha anche chiesto, in quella occasione, una richiesta ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale da inoltrare alla Regione che al momento non è ancora arrivata”. “In base al “Progetto di Riordino, Riorganizzazione e Reingegnerizzazione della Rete Urgenza/Emergenza” della Regione Calabria – aggiunge il dottor Paladino – che prevede che “l’integrazione della Continuità Assistenziale nel Sistema 118, interessando e coinvolgendo diversi “soggetti” e “attori” (Centrale Operativa, Punti di Primo Intervento (PPI), Postazioni di emergenza territoriale (PET), Punto di Primo Soccorso (PPS), Dipartimento Emergenza Urgenza Accettazione (DEUA), Pronto Soccorso, ecc.) può mutare e garantire omogeneità e continuità al trattamento del paziente. Tale integrazione organizzativa-gestionale rappresenta altresì, il primo momento di accoglienza della domanda di salute dei cittadini, e consente la possibilità, così come fa oggi l’ex guardia medica di Sambiase, ora presso il Presidio Ospedaliero, di intercettare preventivamente i Codici Bianchi e Verdi, per indirizzarli nella maniera più idonea, e nello stesso tempo prevenire l’utilizzo non appropriato dei Presidi Ospedalieri”. “L’integrazione della Continuità Assistenziale nel Sistema 118 – sottolinea il direttore del Distretto sanitaria – è dettata anche dalle Linee Guida (Conferenza Stato-Regioni) emanate con Decreto Ministeriale del 20 aprile 2011 per la realizzazione degli Obiettivi di carattere prioritario e di rilievo Nazionale per l’Anno 2011. Il Direttore Mancuso, pertanto, si sta muovendo coerentemente e sulla stessa lunghezza d’onda della normativa Nazionale e Regionale”.  “E’ forviante quanto riportato dal capogruppo del PD sulla promessa di una immediata riapertura della guardia medica – evidenzia Paladino – per quanto riguarda le altre attività che l’Azienda Sanitaria intende attivare c’è da precisare che la Direzione  del Distretto Sanitario di Lamezia Terme non ha, ad oggi, la disponibilità dei locali ristrutturati dal Comune, in quanto non è mai avvenuto il passaggio di consegna ufficiale con verbale di consegna e chiavi. Quando ciò avverrà e, si spera al più presto, la stessa Direzione di Distretto auspica lo stabilirsi di relazioni positive con i componenti della Commissione sanità per la realizzazione degli impegni assunti dal Direttore Mancuso, e cioè la realizzazione di un punto prelievi e il centro di assistenza riservato alle nuove dipendenze. Ad ogni modo il Direttore Generale, così come l’intero management dell’Asp, è sempre stato a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento nello spirito di massima collaborazione tra istituzioni e nell’interesse dei cittadini”.


ASP CATANZARO: CONFERENZA STAMPA IN PREFETTURA PER LA PRESENTAZIONE DELLA CONVENZIONE CON LA LILT

Catanzaro, 23 lug. - E' convocata per giovedì 25 luglio, alle ore 9:30 in Prefettura a Catanzaro (al primo piano), una conferenza stampa che sarà tenuta dal Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, insieme a S.E. Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro e all’Avvocato Concetta Stanizzi, Presidente Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) Catanzaro,  al fine di illustrare la nuova convenzione tra ASP di Catanzaro e Lilt di Catanzaro, per la collaborazione in ambito sanitario volta alla prevenzione dei tumori.


SANITA': OLIVERIO (PD), NO A CHIUSURA REPARTI OSPEDALE SOVERATO
Soverato (Catanzaro), 23 lug. - "Il governo intervenga per evitare la chiusura del Centro regionale per la cura della fibrosi cistica e del Reparto di Pediatria dell'Ospedale di Soverato, servizi essenziali, soprattutto nei mesi estivi quando la popolazione tra residenti e turisti aumenta in maniera considerevole." Lo chiede l' On. Nicodemo Nazzareno Oliverio che, in merito a quanto appreso dagli organi di informazione locale, ha presentato una interrogazione urgente al Ministro della Sanita' Beatrice Lorenzin. "La sanita' ospedaliera del territorio di Soverato, privata di questi importanti reparti, diventerebbe precaria e inefficace, con gravissime ripercussioni sulla popolazione. In particolare - spiega il parlamentare democratico - il grave disagio verra' arrecato soprattutto ai bambini di Soverato, Guardavalle, Serra San Bruno, Chiaravalle, Stilo, Montepaone , Gasperina, Bivongi e di altre localita' di quel vasto territorio".  "Oltretutto - fa notare Oliverio - il reparto di pediatria e' sempre stato il fiore all'occhiello dell'Ospedale di Soverato e la sua eventuale chiusura comportera' certamente fortissimi disagi all'utenza, non solo locale ma anche turistica del territorio, a cui il presidio fa riferimento." "Da anni infatti - precisa Oliverio - gli utenti si rivolgono ai qualificati medici pediatri dell'ospedale cittadino. Se il servizio verra' abolito gli utenti saranno costretti a dover raggiungere ospedali che distano circa 30-60 minuti d'auto, e come gia' ho evidenziato con un atto di sindacato ispettivo indirizzato sempre al Ministro Lorenzin, spesso gli ospedali calabresi, devono fare i conti con difficolta' di varia natura, ma soprattutto con la carenza dei posti letto. Il rischio, anzi la certezza, e' quella di dover andare da una struttura all'altra prima ancora di trovare una consulenza pediatrica. Tutto questo e' ancora piu' problematico nelle ore notturne". "Voglio anche far presente - continua Oliverio - che grazie all'impegno e alla professionalita' del personale medico e infermieristico, i due reparti in questione hanno, finora, fatto registrare significativi e lusinghieri giudizi positivi" e che per tali ragioni "la privazione di servizi essenziali nel contesto dell'offerta della struttura ospedaliera comportera' un deterioramento qualitativo di un sistema sanitario i cui disservizi mettono sempre piu' a rischio la salute dei cittadini." "Chiedo, pertanto, al Ministro Lorenzin intanto se sia a conoscenza delle possibili conseguenze che potrebbero derivare dalla chiusura del Centro regionale per la cura della fibrosi cistica e del Reparto di Pediatria dell'Ospedale di Soverato e dei disagi che verrebbero arrecati soprattutto ai bambini di quell'area, e quali iniziative intenda adottare per assicurare alle comunita' interessate il diritto costituzionale alla tutela della salute, all'assistenza medica ed alla cura dei bambini".


FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO, SEMINARIO DOMANI A LAMEZIA
Catanzaro, 23 lug. - Domani, mercoledi' 24 luglio, il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti introdurra' i lavori del seminario sul "Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) in Regione Calabria", che si svolgera'  al "T Hotel" di Lamezia Terme, con inizio previsto per le ore 10. All'iniziativa interverranno anche la vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi e il sub commissario per l'attuazione del Piano di rientro sanitario Luigi D'Elia. Cos'e' il FSE, lo stato dell'arte in Regione Calabria, l'esperienza della Regione Toscana, FSE un uso "significativo": questi gli argomenti che saranno approfonditi durante l'incontro attraverso le relazioni del dirigente regionale del settore controlli Salvatore Lopresti, di Sara Luisa Mintrone del Gruppo Engineering, di Angelo Rossi Mori di Agenas, di Sergio Petrillo dell'Azienda ospedaliera "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro, di Antonio Scillone della Casa di cura "Villa del Sole" di Cosenza, di Mario Santelli della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, di Vincenzo Zappia della Federazione italiana medici pediatri e di Leonardo Borselli per la Regione Toscana. Le conclusioni del seminario, organizzato da Engineering e patrocinato dalla Regione Calabria, saranno affidate all'assessore regionale all'urbanistica, all'innovazione tecnologica e ai sistemi informativi Alfonso Dattolo. Con il Fascicolo Sanitario Elettronico si possono condividono le informazioni cliniche di un paziente fra i diversi soggetti (medici ed infermieri) che operano per le attivita' di diagnosi, terapia, cura ed assistenza; ogni soggetto che interagisce con il paziente puo' accedere infatti alle informazioni pregresse, confrontando quelle generate dalla propria attivita' sanitaria. Cio' consente una riduzione drastica di duplicati di indagini diagnostiche, un incremento significativo dell'appropriatezza dei percorsi di cura e un aumento notevole dell'efficacia degli interventi sia in regime ordinario che in urgenza. Pertanto e' indispensabile la realizzazione di FSE Regionali interoperabili fra loro attraverso infrastrutture tecnologiche abilitanti che permettano una condivisione delle informazioni sanitarie del paziente anche su territori diversi da quello di appartenenza, nonche' il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti nel processo di diagnosi, cura ed assistenza del paziente.


COMUNE BORGIA: APRE IL "PUNTO CLIENTE INPS"
Borgia (Catanzaro), 23 lug. - Con apposita convenzione stipulata con l'INPS e grazie ad una serie di collegamenti telematici, il Comune di Borgia offre alla cittadinanza un apposito servizio "Punto Cliente Inps", con informazioni e consulenze su ogni sorta di problematica connessa all'Inps. L'ufficio preposto a tale attivita' e' aperto alla cittadinanza tutti i giorni da lunedi' al venerdi', lunedi' e mercoledi' sia alla mattina che al pomeriggio. Tra i servizi offerti dal Punto Cliente Inps, Estratto contributivo, Pagamenti prestazioni, Domus, Cud, 0bism.


SANITA': ASP CATANZARO; MANCUSO, IN ATTO CAMPAGNA DENIGRATORIA
Catanzaro, 22 lug. - "E' da ormai tre anni che e' in atto nei miei confronti una sorta di campagna discreditante che, riportando ipotesi del tutto infondate e accostando fatti diversi, tende a minare la mia immagine: capisco che, purtroppo, nella nostra regione e' un esercizio diffuso quello di mutare gli accadimenti e la realta' pur di fare "audience" o farsi pubblicita' o ancora di cambiare l'opinione della gente a danno della verita'". Lo ha detto il direttore generale dell'Asp di Catanzaro Dott. Gerardo Mancuso. "Tale atteggiamento - ha evidenziato Mancuso - lede l'immagine del sottoscritto e mina l'accezione comune secondo la quale stiamo smontando il sistema d'interesse che era attorno al sistema sanitario; stiamo operando cercando di fare pulizia. Ancora non ho visto un rappresentante del popolo o un giornalista di turno difendere gli interessi pubblici, gli interessi di un'azione di risanamento con cui con grande difficolta' ci stiamo cimentando per correggere gli errori, gli sprechi, gli sperperi fatti dal passato. La Calabria e' destinata al declino, fino a quando ci saranno mediocri e piccoli uomini che tessono le fila degli interessi di parte e non della gente. Questa terra e' povera di ideali, e' povera di gente capace a capo degli interessi comuni". "E' anche chiaro - ha aggiunto il dg - che chi ha una funzione pubblica deve anche stare al gioco delle parti, ma questo e' proprio eccessivo. Nell'ultimo periodo, in particolare, sono stati pubblicati diversi articoli che minano in modo diretto ed indiretto la mia immagine. Articoli con notizie che non solo non rispondono a verita', ma presentano i fatti in modo artato per disegnare una immagine diversa e comunque priva di fondamento".


ASP CATANZARO: L’UNITA’ OPERATIVA NEFROLOGIA E DIALISI DI LAMEZIA TERME AVRA’ UN REPARTO TUTTO NUOVO E TECNOLOGICAMENTE AVANZATO

Lamezia Terme, 20 lug. - E' stata firmata la delibera per i "Lavori di risanamento e conservazione del reparto di Dialisi del POLT – Approvazione Progetto e impegno spesa“, opere finalizzate al riordino dei reparti del Presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, al fine di garantire i requisiti minimi strutturali ed impiantistici previsti dalla normativa vigente. Si tratta, dunque, di opere che consentiranno di realizzare un reparto completamente rinnovato e rimodulato in modo da garantire nel migliore dei modi al paziente dializzato ambienti sicuri e confortevoli e spazi idonei agli operatori, per una spesa complessiva prevista di  436.697,24 euro.

I nuovi locali, destinati all’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi dell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme, diretta dalla dott.ssa Elvira Falvo, saranno dotati d’ impianto ad osmosi inversa con sistema a biosmosi  per n. 20 posti tecnici, completo di anello di distribuzione, e tutto il materiale occorrente per il funzionamento della strumentazione. Il nuovo impianto avrà delle caratteristiche tecnologiche più avanzate di quello attuale che se pur funzionante ormai data.

Grazie a questa importante decisione del Direttore Generale, dott. Gerardo Mancuso, l'Asp effettuerà una serie di interventi che riguarderanno, oltre che l’aggiornamento tecnologico e impiantistico, la ristrutturazione completa dei locali con riferimento a pavimentazione, pareti, controsoffittatura, bagni, illuminazione, pitturazione e realizzazione del nuovo impianto di osmosi.

"Il progetto - spiega Mancuso -  è di grande valore strategica perché consentirà di avere una struttura adeguata e moderna per le attività sanitarie riguardanti il reparto di Nefrologia e Dialisi, un intervento che permetterà un notevole miglioramento della qualità dei servizi erogati”. “Stiamo continuando a realizzare - precisa ancora il vertice aziendale - numerosi  progetti  innovativi e importanti per il nostro ospedale, ponendoci in assoluta leadership sicuramente in Calabria, ma probabilmente nel territorio nazionale per questa modalità di interventi".  "L'iniziativa - dice ancora Mancuso - è stata voluta fortemente, insieme ai molti interventi già effettuati e in fase di realizzazione, come la ristrutturazione esterna, per il rilancio dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.  Azioni che confermano inoltre la volontà di mantenere, migliorare e far funzionare al meglio l'intera struttura ospedaliera".


SANITA': DIRIGENZA MEDICA E SANITARIA, LUNEDI' 4 ORE DI SCIOPERO
Catanzaro, 20 lug. - Il tavolo di coordinamento regionale delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria che rappresenta tutte le sigle firmatarie dei rispettivi contratti della dirigenza medica e non, rende noto che lunedi' 22 luglio anche in Calabria aderiranno allo sciopero nazionale di 4 ore all'inizio di ciascun turno i dirigenti medici, veterinari, sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del servizio sanitario nazionale. "Lo sciopero - si legge in una nota stampa firmata dal coordinatore, Antonio Gianni - al termine di una lunga fase di contestazione dei dirigenti della sanita' che hanno a piu' riprese denunciato il collasso del servizio sanitario pubblico, risultato della drastica riduzione della qualita' e della quantita' delle prestazioni erogate ai cittadini italiani, di conflitti istituzionali, della mortificazione e penalizzazione di chi vi opera. I dirigenti medici e non, manifestano per la difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale, per la stabilizzazione dei precari e l'occupazione dei giovani, per la riforma della formazione medica pre e post laurea, per una legge specifica sulla responsabilita' professionale, per il diritto a contratti e convenzioni e il ripristino delle prerogative sindacali, per un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro, per la definizione di livelli essenziali organizzativi, per una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari. In Calabria la mobilitazione attinge anche a ulteriori criticita' derivanti dalla politica regionale di riordino del servizio sanitario. I sindacati della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa per il tramite del proprio coordinamento, evidenziano l'assoluta mancanza d'interlocuzione con la Regione Calabria che ancora una volta ed in una fase strategica di ridefinizione del servizio sanitario regionale con l'emanazione di nuove linee guida per la predisposizione degli atti aziendali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere della Calabria non ha voluto procedere nemmeno alle audizioni di rito, di autorita' istituzionali, enti territoriali, organizzazioni sindacali,organismi di rappresentanza delle professioni e delle societa' scientifiche". "Ci saremmo attesi almeno - sostengono le organizzazioni sindacali - un'impennata di orgoglio da parte dei direttori generali, di fatto estraniati dal processo di rinnovamento in atto nelle Aziende sanitarie e ospedaliere dimostrando, ancora una volta, che nei fatti il committente e l'amministratore rappresentano lo stesso soggetto e' cio' e foriero soltanto di fallimenti. Le criticita' delle linee guida vanno ben oltre, preliminarmente continua a essere tradito il principio ispiratore del processo di riordino, non potenziando il territorio, strategia obbligata dalla concomitante contrazione di strutture ospedaliere e relativi posti letto. Ricordiamo che la Regione Calabria, con il riassetto della rete ospedaliera (decreti 18 e 106) nonche' gli ulteriori interventi del piano di rientro e' ben al di sotto degli standard nazionali per quanto riguarda i posti letto. Oggi registriamo tagli lineari che mortificano ulteriormente le Aziende Sanitarie con maggior bacino di utenza in primis l'ASP di Cosenza gia' penalizzata dal DPGR n.54/2011 e successive modifiche, che oggi dovrebbe " arrangiarsi " nei rispettivi dipartimenti con lo stesso numero di strutture mediche,veterinarie,sanitarie ed amministrative prescritte in modo perentorio ed indifferenziato per tutte e 5 le provincie. Inoltre, la Calabria, sarebbe l'unica regione d'Italia nella quale e' preclusa l'attivazione di strutture in staff alle direzioni aziendali, un ulteriore elemento discriminante con ricadute esclusivamente negative. Registriamo, infine, che ancora una volta la Regione Calabria si fa carico di presentare il programma operativo 2013/15 finalizzato a correggere gli errori del decreto n.18/2010 in assenza di confronto. Per questo nel manifestare la piena adesione alla manifestazione nazionale con estrema preoccupazione per il futuro della nostra professione e soprattutto del servizio sanitario nazionale chiediamo a tutti di vigilare affinche' siano garantiti anche in Calabria livelli essenziali di organizzazione indispensabili per erogare anche in questa vituperata realta' quei livelli essenziali di assistenza (LEA) obiettivo primario per chi dovrebbe occuparsi di sanita' che continua a rappresentare un diritto negato ai cittadini calabresi dal 2007, come recentemente rilevato dall'audizione al Senato del direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Bevere. Criticita' quest'ultima - conclude la nota - che comporta, inoltre, il diniego all'accesso al maggior finanziamento nella misura del 3% del fondo sanitario nazionale, circa 100 milioni di euro l'anno per il 2010, 2011 non ancora analizzato e di parziali inadempimenti per gli anni che vanno dal 2007 al 2009".


ASP CATANZARO: ISTITUITO CENTRO PRELIEVI A CURINGA, IL SERVIZIO PARTIRA’ DA SETTEMBRE

Curinga, 18 lug. - Sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e il Comune di Curinga per l’apertura nel grosso bacino dell’hinterland lametino di un Centro prelievi ematici. La convenzione è stata sottoscritta dal direttore generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso e dal sindaco Ing. Domenico Pallaria, alla presenza tra gli altri del direttore del Distretto sanitario del Lametino dott. Giovanni Paladino. Il centro prelievi, all’interno del quale opereranno due infermieri e un medico, sarà ubicato nei locali comunali dati in concessione gratuita all’Asp e che si trovano nello stabile che ospita la casa di riposo “Maggiore Sebastiano Perugino”.  “La sanità deve orientarsi verso il domicilio del cittadino – ha spiegato il dg Mancuso –  abbiamo avuto negli anni passati una politica sbagliata che ha investito troppo sugli ospedali creando una sanità ospedalocentrica, impegnando risorse per realizzare 50 ospedali in Calabria e attivandone 42, che sono un’enormità per una Regione che ha 1.800.000  abitanti. Una politica che ha così trascurato la sanità territoriale. E’ necessario invece  investire sul territorio creando strutture come queste, con dei servizi che sono molto utili al cittadino”. Mancuso ha spiegato che l’attività sanitaria prenderà il via a settembre. “Partiremo col centro prelievi – ha aggiunto Mancuso – per poi implementare le attività con prestazioni ambulatoriali specialistiche, come ginecologia e diabetologia. Vogliamo utilizzare e potenziare nel migliore dei modi questo centro che ha un bacino d’utenza molto ampio”. Da parte sua, il sindaco Pallaria, che ha ringraziato il direttore generale Mancuso e l’assessore comunale ai servizi sociali, ha evidenziato come la struttura “riveste un'importante funzione sociale e sanitaria per il numero considerevole di cittadini che hanno bisogno del servizio in loco, in particolar modo le fasce fragili della popolazione, che spesso non hanno possibilità di accesso autonomo ai centri di prelievo già esistenti altrove”. Un risultato ottenuto dopo un lungo percorso burocratico, che finalmente prende corpo e va a coprire delle carenze sociali e sanitarie presenti da anni a Curinga; un tassello importante, che sicuramente migliorerà la qualità della vita a molti, che hanno necessità di rivolgersi ai centri prelievi pubblici e privati di Lamezia Terme, e che adesso potranno evitare di recarsi a Lamezia”. Il protocollo d’intesa sottoscritto tra Asp e Comune prevede inoltre che le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali, comprese quelle di pulizia, fornitura dell'acqua e dell'energia elettrica, smaltimento dei rifiuti speciali saranno a carico dell'Ente locale, mentre l’Asp dovrà custodire i locali concessi, adibendoli esclusivamente a centro per prelievi ematici e per la realizzazione di eventuali progetti socio-sanitari concordati con il Comune.


CONFARTIGIANATO PER LA SOLIDARIETÀ. CON IL PROGETTO “TRASPORTABILE”, PRESTO A CROTONE IL MINIBUS COL MARCHIO “ANCOS CONFARTIGIANATO”

Crotone, 18 lug.  Percorrerà presto le strade della nostra città, il nuovo automezzo marchiato “Ancos-Confartigianato” che, grazie ai fondi del “5x1000”, consentirà ad anziani e malati impossibilitati a muoversi, di spostarsi, accedere a servizi e migliorare la propria vita. Il progetto “TrasporAbile”, promosso dall’ANCOS, l’Associazione di promozione sociale e per il tempo libero di Confartigianato Imprese, attraverso la raccolta dei fondi di solidarietà, permetterà di dotare la nostra Città  di un automezzo adibito al trasporto dei disabili. Con i fondi che siamo riusciti a mettere insieme per i servizi che abitualmente usufruiscono i nostri Soci nei prossimi giorni arriverà un automezzo che daremo gratuitamente alla Città di Crotone per dare una risposta seria e concreta ai bisogni dei nostri Concittadini. Insieme al Sindaco Vallone e all'Ass. Esposito appena sistemato  la documentazione necessaria,  organizzeremo un incontro presso il Comune per consegnare alla Città  l'automezzo. L' automezzo, Renault Trafic Passenger, che arriverà, sarà in grado di trasportare 9 persone e sarà dotato di pedana elettronica per disabili e carrozzelle. Confartigianato Imprese Crotone è impegnata da sempre ad attuare e rispettare modelli di comportamento ispirati ad eticità e integrità. Su questi presupposti è  iniziato un percorso con una progettualità concreta per il mondo del “bisogno”, tramite la nostra struttura Ancos Provinciale di Crotone. Per una maggiore e sempre più diffusa consapevolezza della Responsabilità sociale in una città martoriata da mille problematiche, Confartigianato attuerà altre iniziative con le istituzioni locali per rispondere in modo serio e concreto alle tante necessità che oggi assillano i nostri Concittadini.  Un ringraziamento per l'attenzione alle nostre popolazioni lo dobbiamo al nostro Segretario Nazionale Ancos, Fabio Menicacci, e agli altri Dirigenti nazionali  che tengono  sempre nella giusta  considerazione le nostre strutture e il nostro comprensorio.

 

 

 

SANITA': SUBCOMMISSARIO PEZZI REPLICA A CHIZZONITI
Catanzaro, 17 lug. - "Replico al Presidente Chizzoniti, il quale, con apprezzabile impegno, coerenza e determinazione, continua a rivolgermi offese gratuite quanto immotivate. Diceva Ennio Flaiano: "La situazione e' grave ma non seria". Infatti, se la situazione lo meritasse, non avrei difficolta' a rispondere alle chiacchiere di Chizzoniti e di qualche dirigente regionale, rendendo pubblici i documenti trasmessi nel tempo al Commissario ad acta ed alle ASP per condividere i percorsi ed i criteri per le attribuzioni dei budget alle strutture private. Ma la situazione non lo merita, e quindi mi limitero' a ricordare le parole del mugnaio di Potsdam "Ci sara' pure un giudice a Berlino" che provvedera' a valutare i suoi ed i miei comportamenti. Non entro nel merito delle singole accuse: dico solo che Chizzoniti, il quale e' evidentemente sprofondato nella palude dello Stige (girone degli iracondi), sventola i fogli sbagliati e confonde i fischi con i fiaschi, cosa per lui, e per i suoi sodali, non nuova. Concludo affermando che le offese di Chizzoniti, data la caratura dell'uomo, mi onorano profondamente: tra l'altro ero proprio alla ricerca di elementi per arricchire il mio curriculum. Lo ringrazio infine per avermi dedicato il suo "canto del cigno". Mi manchera'". Lo afferma Luciano Pezzi, subcommissario per il piano di rientro sanitario.


SANITA': IL SINDACO DI CASSANO IONIO CHIEDE INTERVENTI
Cassano Ionio (Cosenza), 17 lug. - Sulla difficile quanto delicata situazione in cui versa la sanita' nel territorio cassanese, il sindaco Gianni Papasso, ha richiamato in causa il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, nella sua veste di commissario ad acta del settore e il direttore generale dell'Asp di Cosenza, Gianfranco Scarpelli. E' quanto si legge in un comunicato stampa del comune di Cassano Ionio. Dopo avere ricordato il contenuto e le istanze contenute in una precedente missiva datata 15 maggio dell'anno in corso, in cui lamentava, tra le altre cose, la situazione di precarieta' e di inefficienza nell'erogazione dei servizi al cittadino del Poliambulatorio di via ponte nuovo, il sindaco di Cassano, ha affermato che purtroppo, la situazione da allora non e' cambiata, mentre continuano a registrarsi le giuste lamentele dei cittadini. Il sindaco Papasso, in quella occasione, aveva avanzato la proposta di istituire presso il presidio ospedaliero di Cassano, la Casa della Salute. La struttura, infatti, e' tuttora in parte inutilizzata e abbandonata all'incuria del tempo, potrebbe cosi' essere completamente rivalutata e utilizzata per rispondere in maniera tangibile al bisogno di servizi sanitari piu' qualificati ed efficienti della popolazione residente in un territorio tanto vasto e articolato come quello cassanese. In previsione della riunione del "Tavolo Massicci", che dovrebbe discutere del nuovo programma operativo, il sindaco di Cassano, e' tornato, pertanto, sulla questione, chiedendo formalmente l'istituzione della Casa della Salute, presso l'Ospedale di Cassano, per il quale erano stati previsti anche posti per la cura dei disturbi alimentari :bulimia e anoressia e dell'autismo, nonche' l'aumento, per come piu' volte annunciato e previsto, dei posti letto presso dell'Hospice, che naturalmente devono essere mantenuti. A tale riguardo, il sindaco Papasso, ha concluso la sua missiva a Scopelliti e Scarpelli, auspicando che i destinatari non lasceranno cadere nel vuoto la richiesta e sapranno dare al territorio di Cassano il rilievo che merita di avere.


SANITA’: COMITATO PRO OSPEDALE REVENTINO, “I FATTI CI DANNO RAGIONE”

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Antonello Maida presidente del comitato  

Soveria Mannelli, 13 lug. - "I fatti ci danno ragione sulle nostre rivendicazioni. In ospedale la presenza delle consulenze specialistiche rimane un imperativo imprescindibile. Lo dimostra quanto accaduto giovedì mattina. Erano le dieci quando Serafino, un muratore sessantenne della città, cade da un’impalcatura ferendosi gravemente al braccio, una lacerazione che taglia muscoli e arterie, poi solo la corsa al corsa al pronto soccorso dovei ai medici non resta che constatare la gravità della ferita. Serve un intervento da sala operatoria, solo al pronto soccorso stimano la perdita di due litri di sangue. La dottoressa Colacino, che è pure chirurgo, tenta con le prime procedure, si devono “crampare”, ovvero riattaccare i vasi e legare i muscoli, altrimenti il rischio di uno chok emorragico è alle porte con gravi conseguenze per il paziante, non ultima ratio, un potenziale  decesso. Si deve fare in fretta, trasferirlo in queste condizioni è un rischio per il paziente. Il caso vuole che nell’ospedale c’è il dottor Michele Peronace, chirurgo, ma che ora si occupa del reparto di endoscopia. In un battibaleno Peronace è al pronto soccorso e insieme alla dottoressa Colacino, nonostante la penuria di supporto tecnico, non hanno i ferri del mestiere, ma quello che c’è disponibile, tamponano, cuciono, riattaccano, fanno quello che possono in quel braccio martoriato. Passa del tempo, i sanitari in servizio al posto d’emergenza supportano i due, nel pronto soccorso la “sala operatoria” è improvvisata come in guerra, come un ospedale da campo. Dopo più di un’ora tutto sembra andato per il meglio, ma sembra, per questo la coscienza impone alla responsabile del pronto soccorso di compiere ulteriori accertamenti sull’esito. Serafino viene inviato in ambulanza all’ospedale Cosenza, li con le attrezzature giuste e con indagini ecografiche viene visionato l’arto. I chirurghi di Cosenza accertano che il “lavoro” è stato fatto al meglio complimentandosi con i medici di Soveria. Il recupero del paziente può dirsi avviato e la conferma la sia avrà due giorni dopo, quando l’ulteriore medicazione toglie ogni dubbio. Il caso ha voluto che la presenza di un chirurgo all’ospedale fosse provvidenziale. Una presenza non prevista ma provvidenziale, che, insieme a un ortopedico ad un’anestesista e a un ginecologo, potrebbero dotare l’ospedale di figure tali da legittimare un’emergenza degna di uno stato civile. Quello che il Comitato chiede da tempo a gran voce: un pronto soccorso con OBI (osservazione breve intensiva) che il Direttore Generale, Mancuso ha sempre promesso in ogni sua apparizione da queste parti, anche alla presenza di autorità, ma mai avviato, restando l’intento solo sulla carta. Una specificità che potrebbe dotare il territorio di un’ulteriore garanzia ed avviare quel processo di stabilità territoriale sbandierato e mai messo in pratica. Non è la prima volta che il dottor Peronace risulta provvidenziale, come provvidenziale resta la presenza della cardiologa Anna Marotta, quando l’inverno scorso, lo possiamo affermare, in un caso specifico ha salvato la vita a un muratore di Martirano colto da infarto massivo, un caso di riferimento, ma non il solo. Che ce lo spieghino a questo punto, perché certe garanzia altrove sono legittimate per volere dell’azienda e qui no. Specie in posti dove a dieci minuti hanno ospedali di riferimento e qui no. Non stiamo chiedendo reparti o posti letto, quali gravami sull’economia regionale, ma garanzie primarie, anche se quando qui c’erano i reparti, funzionavano, senza aver generato mai casi di malasanità". il Presidente dr. Antonello Maida


SANITA’:  EVENTO FORMATIVO A LAMEZIA TERME SUL CARCINOMA VESCICALE

Lamezia Terme, 12 lug. 2013 – E’ rivolto ai medici con specializzazione in Urologia e Chirurgia il corso interattivo di aggiornamento tecnico pratico in sala operatoria “One Day PDD Calabria: nuove frontiere per la diagnosi e la terapia chirurgica del carcinoma vescicale non-muscolo invasivo”, che si terrà a Lamezia Terme venerdì 12 luglio, nel presidio ospedaliero "Giovanni Paolo II". L’evento, accreditato ECM (9,8), è stato organizzato dall’unità operativa Formazione e Qualità dell’Asp di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, in collaborazione con il dott. Carmelo Zoccali, Direttore dell’Unità operativa complessa di Urologia e responsabile del corso, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti teorici e pratici di una patologia complessa ed eterogenea come il carcinoma della vescica, che necessita di un trattamento individualizzato sulla base del rischio di recidiva e di progressione.  Il carcinoma vescicale anni sta assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nella pratica clinica, sia per aumento della sua incidenza, sia per l’elevato carico di morbilità e mortalità che lo accompagna, a dispetto delle innovazioni finora proposte in termini di percorso diagnostico-terapeutico. Nel 95% dei casi si tratta di tumori a cellule di transizione che originano dall’urotelio cioè dall’epitelio che riveste le vie urinarie. Spiega il dott. Zoccali che “nel 70-80% dei casi il tumore della vescica alla prima diagnosi non ha ancora interessato gli strati muscolari della vescica limitandosi alla mucosa. Molte di queste lesioni tumorali hanno però un grado di rischio medio-alto con probabilità di recidiva a 5 anni del 60-70%. In particolare i tumori CIS (carcinoma in situ) sono lesioni tumorali piatte e superficiali, aggressive e potenzialmente molto invasive, ad alto rischio e probabilità di progressione a 5 anni del 50%. Queste lesioni inoltre sono difficili da identificare con le tecniche standard, comportando quindi in molti casi errori interpretativi alla diagnosi”. La giornata formativa offrirà l’opportunità di valutare l’efficacia delle diverse metodiche utilizzate per identificare queste lesioni tumorali al fine di limitare errori interpretativi alla diagnosi e poter intervenire efficacemente. Sarà, inoltre, considerato anche il rapporto costi/benefici derivante dall’adozione di talune tecniche diagnostiche e terapeutiche, che annualmente possono consentire un minor numero di procedure effettuate e quindi un risparmio per il sistema sanitario.


ASP CATANZARO: CONCLUSO IL PROGETTO NAZIONALE “SALUTE SENZA BARRIERE”, VIRTUOSA L’ESPERIENZA DI SALUTE NEGLI ISTITUTI DI PENA CATANZARESI

Catanzaro, 10 luglio 2013 – L’esperienza dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro protagonista al convegno finale del progetto “Salute senza barriere” che si è svolto nella sede dell'Istituto Nazionale Salute, Migrazioni e Povertà a Roma. Il progetto, volto a promuovere tra i detenuti provenienti dai Paesi Terzi la consapevolezza del diritto alla tutela della salute e la conoscenza del funzionamento  dei servizi sanitari nelle carceri italiane, è stato coordinato dal dottore Antonio Montuoro, referenze della sanità penitenziata dell’Asp di Catanzaro. Nel corso dell’incontro è stato trattato anche lo stato del trasferimento di competenze sanitarie dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale. I target group prioritari del progetto sono stati i detenuti stranieri non comunitari, il personale sanitario operante negli Istituti di pena e il personale di polizia penitenziaria.

Tra le attività previste nel progetto nazionale anche la realizzazione di 12 seminari informativi che si sono svolti in altrettanti Istituti di pena del nord, centro e sud Italia. Una delle tappe ha interessato, nello scorso febbraio, l'Istituto di pena di Catanzaro. Nell'occasione è emerso con chiarezza che, pur in un momento non proprio felice per la sanità italiana, la medicina penitenziaria negli Istituti di pena che ricadono nell'ambito territoriale dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (Casa Circondariale di Catanzaro e Lamezia Terme, Istituto Minorile di Catanzaro) è nel suo complesso virtuosa. Il merito va ascritto alla professionalità degli operatori sanitari, in grado di affrontare adeguatamente la domanda di salute in carcere, ed al direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Dott. Gerardo Mancuso, che ha da sempre mostrato sensibilità verso le problematiche della sanità penitenziaria.

Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, il dottor Francesco Befere, direttore generale Programmazione sanitaria del ministero; il dottor Luigi Pagano, vice capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; la dottoressa Maria Eleonora Corsaro, viceprefetto del ministero dell'Interno e la dottoressa Lucia Borsellino, assessore alla Salute della Regione Sicilia. Tutti hanno avuto modo di apprezzare il lavoro svolto dall’Asp catanzarese e la dedizione con la quale gli operatori del settore hanno operato all’interno degli istituti di pena.


IL PRESIDENTE REGIONALE DELLA SIPO DOTT. ERNESTO SAULLO PLAUDE ALLA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DELL’ASP DI CATANZARO: BISOGNA REALIZZARE  GRANDI UNITA’ DI PEDIATRIA MULTIDISCIPLINARI

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 9 luglio 2013 - La SIPO (Società italiana pediatri ospedalieri) calabrese, nella persona del suo presidente dott. Ernesto Saullo, Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria Lamezia Terme, plaude alle azioni intraprese in questi giorni dal direttore generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Gerardo Mancuso, dal direttore sanitario Dott. Mario Catalano e dal direttore amministrativo dott. Giuseppe Pugliese, che hanno evitato delle possibili chiusure o limitazioni delle attività di alcune Unita Operative molto importanti, Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale, che avrebbero senz’altro causato non pochi disagi all’utenza pediatrica neonatale di tutta la provincia catanzarese, mettendo insieme tutti i pediatri e neonatologi ospedaliera dell’area catanzarese e istituendo un compenso di attività per poter sempre garantire in questa fase delicata un’assistenza pediatrica neonatologica sempre ai massimi livelli di qualità.

“Oggi la domanda di salute da parte dell’infanzia – evidenzia il dottore Saullo – è profondamente mutata rispetto al passato e le risposte che dobbiamo fornire devono essere coerenti ed efficaci. A partire da una riorganizzazione della rete assistenziale ospedaliera, che deve virare decisamente verso l’unificazione dei piccoli ospedali non alla loro chiusura, ma alla loro funzionalità e la realizzazione di grandi unità di pediatria multidisciplinari come per l’appunto la Pediatria e la Terapia Intensiva Neonatale di Lamezia Terme. Non possiamo far fronte alle nuove emergenze della pediatria con una rete assistenziale pensata per le esigenze del passato”.

“La Sipo ha un grande compito in questo senso – sottolinea il dottore Ernesto Saullo –elaborare in tempi rapidi proposte concrete e convincenti da sottoporre all’attenzione delle istituzioni competenti ed avere, nel contempo, l’autorità scientifica per sostenerle proposte già messe in essere dal sottoscritto. Condizione essenziale è che tutti i Pediatri ritornino a svolgere le loro funzioni dimostrando che Università, Ospedale e territorio possono e devono lavorare in modo integrato per il benessere e la salute dell’infanzia e dell’adolescenza”.

“In quest'ottica di modifica e cambiamento – spiega il presidente della Sipo calabrese – la razionalizzazione delle risorse non può che passare attraverso la valorizzazione e la fortificazione delle eccellenze presenti, di cui pediatria e neonatologia sono fiori all'occhiello del nostro ospedale lametino. Quindi un ringraziamento da parte di tutti i nostri bambini che quotidianamente assistiamo e restiamo fiduciosi in attesa dello sblocco di quelle deroghe da parte del Tavolo Massicci, che daranno senz’altro un sollievo alle attività che oggi sia la pediatria di famiglia che quella ospedaliera stanno svolgendo con degli sforzi considerevoli. Tanto che spesso ci si chiede se questi sforzi si stanno dimostrando sufficienti”.

“Ecco perché non possiamo non plaudire a questi nuovi modi di organizzazione e gestione della sanità – ribadisce il dottore Saullo –  che pare siano già operativi nell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria e in quella di Cosenza tra le rispettive Asp ed Aziende Ospedaliere, e ripeto tendenti non a sopprimere ma a razionalizzare ed utilizzare al meglio le nostre risorse e la richiesta di salute, al fine di offrire all'utenza un servizio consono ed efficiente alla storia del nosocomio lametino”.

“Rimaniamo a disposizione per dare fattivamente il nostro contributo in termini di idee e proposte – concluso il presidente regionale della Società italiana pediatri ospedalieri – questo al fine di rendere ancora più fruibile ed efficiente il nostro ospedale di cui difendiamo competenze  e professionalità, nell'ottica di una riorganizzazione della struttura sanitaria regionale che non può prescindere dall'ospedale di Lamezia Terme e dalle sue professionalità”.

Presidente Consiglio Direttivo SIPO - Regione Calabria

Dott. ERNESTO SAULLO


SANITA’: CASSANO ALLO IONO GIUNTA APPROVA ADESIONE PROGETTO: “LA DONAZIONE ORGANI COME TRATTO IDENTITARIO”

Cassano allo Ionio, 8 lug. - La Giunta municipale di Cassano All’Ionio, presieduta dal Sindaco Giovanni Papasso,ha approvato una importante delibera per l’adesione dello stesso Ente al progetto “La donazione organi come tratto identitario”. Il provvedimento licenziato dalla Giunta municipale in buona sostanza, in applicazione dell’art. 3, comma 8 bis, del decreto -legge 30 dicembre 2009, n. 194, coordinato con la legge di conversione 26 febbraio 2010, n. 25, è finalizzato all’inserimento della volontà o del diniego a donare gli organi sulla Carta d’Identità.  Infatti il trapianto degli organi è un’efficacia terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo e che soprattutto grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita che nessun’altra terapia  è in grado di offrire.  Nonostante ciò,  in Italia si è raggiunto un ottimo livello di professionalità nell’ambito dei trapianti di organi, pertanto rimane grave il problema circa la reperibilità degli organi in quanto a fronte di un incremento delle richieste si riscontra una stasi nella dichiarazioni di volontà a donare. Ragion per cui, in applicazione alla normativa citata,  il progetto “La donazione organi come tratto identitario” prevede che la Carta d’Identità possa essere il documento nel quale registrare la dichiarazione di volontà o meno del cittadino a donare i propri organi. Tale metodo, infatti, potrebbe ampliare notevolmente il bacino cui attingere favorire e consentire l’aumento in maniera graduale e costante di donatori. In pratica lo stesso progetto, a cui ha aderito il Comune di Cassano All’Ionio per volontà del Sindaco Gianni Papasso, consiste nel fatto che l’ufficiale d’anagrafe incaricato, al momento del rilascio della Carta d’Identità o del rinnovo della stessa, informa il cittadino della possibilità che la propria volontà o il diniego a donare organi e tessuti sia inserita nel SIT. Qualora il cittadino sia favorevole a riportare la propria volontà, l’Ufficiale d’anagrafe fornisce per la compilazione il modulo per la sottoscrizione circa la volontà a donare gli organi, provvedendo a consegnare una copia allo stesso e a conservarne una copia presso la sede del Comune secondo le normative vigenti. Contestualmente, l’Ufficiale d’anagrafe riporterà l’informazione fornita dal cittadino all’interno del quadro dei dati utilizzati nella procedura informatizzata per l’emissione della Carta d’Identità. Il dato relativo alla dichiarazione di volontà sarà acquisito telematicamente dal Sistema Informativo Trapianti. Nulla, tuttavia, verrà evidenziato sul documento d’identità cartaceo e su quello elettronico. Si tratta – ha commentato il Sindaco di Cassano All’Ionio di un importante strumento che il legislatore mette a disposizione del cittadino per manifestare la volontà o il diniego a donare gli organi. Per giunta tale forma di consenso o assenso è stata già sperimentata con successo dalla Regione Umbria dal 2008. Visto che tale pratica potrebbe essere d’aiuto a tanti che soffrano per malattie curabili solo con il trapianto ci è sembrato giusto aderire a tale progetto così importante. Tale atto di indirizzo – ha poi aggiunto il primo cittadino – fa seguito all’impegno che mi ero assunto nel corso del convegno dei medici cattolici, svoltosi qualche giorno fa a Cassano All’Ionio, di delibere a tal proposito. La mia amministrazione, sin dal suo insediamento, ha come rotta primaria la solidarietà e tale atto va in tale direzione”.


SANITA’: BUONGIORNO COSENZA  CARDIOCHIRURGIA,  IN GIOCO UN BENE DI VALORE PRIMARIO

Riceviamo e pubblichiamo una nota  della Segreteria Politica Buongiorno Cosenza

Cosenza, 5 lug. - In questi giorni si sono succedute una serie di notizie riguardanti un argomento che per Buongiorno Cosenza riveste particolare importanza, è infatti uno dei punti più rilevanti del suo programma. Si tratta della realizzazione del reparto di cardiochirurgia nell'ospedale"hub" dell'Annunziata. Ricordiamo, “per coloro che hanno dimenticato” e per i disinformati” che Buongiorno Cosenza ha sostenuto, in fase di ballottaggio, l’attuale primo cittadino Mario Occhiuto anche per la comune visione delle priorità da realizzare in città e tra queste proprio la cardiochirurgia. Cosa è successo? Recentemente si è appreso che la città di Cosenza ha subito un torto (l'ennesimo) da parte del governatore Scopelliti. Cosenza, la nostra città, nonostante possieda una vasta provincia, nonostante abbia le carte in regola anche in base al decreto Balduzzi, nonostante sia dotata di uno svincolo autostradale, è diventata trasparente, impercettibile, addirittura inesistente, nella vicenda della redistribuzione dei reparti di cardiochirurgia nella regione. Ovvio, non c’era nessuno che la difendesse, che la tutelasse nella sede e nei tempi opportuni. Quale autorità locale poteva meglio rappresentarci? E quale vantaggio si è conseguito dall’assenza? O il bussare alle porte del presidente della Regione si limita solo alla richiesta di un aiuto in relazione alla questione Giunta Comunale? Giova ricordare che Scopelliti si occupa della nostra città solo per "custodire" dimissioni ed imporre logiche spartitore. Buongiorno Cosenza è lieta di constatare che non è l’unica a ragionare in tal guisa in materia di cardiochirurgia. Ha trovato, infatti, conforto nelle parole dette dal presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, quando questi (vedi strill.it del 24 giugno 2013) focalizza l’attenzione sulla densità della popolazione cosentina, nonché sulla difficoltà dei pazienti cosentini di sopportare un viaggio in condizioni di salute non ottimali e sulla opportunità di abbattere il campanilismo, gestendo l’intera Regione Calabria come un’unica, grande e coordinata azienda in materia sanitaria. Se poi continuiamo a documentarci, si legge, nell’articolo pubblicato sul Quotidiano del 29 giugno, la nota diffusa dal Consigliere regionale Naccari, che dichiara che ”il presidente Scopelliti ha effettuato, escludendo Cosenza, una non-scelta che penalizza l’organizzazione sanitaria regionale e quindi i cittadini, mantenendo 2 cardiochirurgie a Catanzaro, mezza a Reggio, nessuna a Cosenza”.  Addirittura, continua la nota, andando contro i decreti da lui stesso firmati in precedenza (vedi decreto n. 106 del 2011 – decreto n. 136 del 2011. – decreto n. 112 del 2012). Cosa vuol dire tutto questo? Che Reggio, con i soldi dei contribuenti calabresi, ha realizzato, negli anni e con diverse amministrazioni, un’unità di cardiochirurgia per 20 posti letto e adesso invece se ne trova 10 di posti letto. Catanzaro si ritrova ben due cardiochirurgie e Cosenza neanche mezza....complimenti!!!!! Anche questa è materia da discutere!!! Ma quello di cui ci si rammarica in tutta questa vicenda è l’assenza della competenza locale che non sì è seduta al tavolo delle decisioni importanti, ma che ha girato lo sguardo verso altri obiettivi. Qui in gioco non ci sono luci o potature, piazze da rifare o lungofiumi festanti. Qui è in gioco un bene di valore primario, la salute dei cittadini". Segreteria Politica Buongiorno Cosenza


CARDIOCHIRURGIA UNIVERSITARIA DI CATANZARO : INTERVENTO SALVAVITA SU UN GIOVANE VIBONESE DOPO GRAVE INCIDENTE STRADALE  

Catanzaro, 5 lug. - L’importanza di avere strutture sanitarie in grado di offrire la possibilità di curare gravi patologie a carico del cuore e dei grossi vasi è rappresentata dalla storia clinica di un giovane originario della provincia di Vibo Valentia , ricoverato, circa 3 settimane fa, in emergenza presso l’U.O. di Cardiochirurgia del Policlinico Universitario di Germaneto diretta dal Prof.Pasquale Mastroroberto. Il giovane, coinvolto in un incidente stradale alla guida della sua moto, presentava grave trauma toracico e addominale con rottura dell’aorta ed emotorace. Trasferito presso la Cardiochirurgia Universitaria di Catanzaro era sottoposto ad un delicato intervento chirurgico mini-invasivo di riparazione della rottura aortica mediante l’innesto di una protesi endovascolare da un team composto da cardiochirurghi,guidati dal Prof. Mastroroberto, cardiologi interventisti,guidati dal prof. Ciro Indolfi ed anestesisti e rianimatori,guidati dal prof. Bruno Amantea. L’intervento,perfettamente riuscito, ha permesso al paziente di essere dimesso dopo 7 giorni di degenza. “ Vorrei precisare – dichiara il Prof. Pasquale Mastroroberto – che la vera difficoltà nella gestione di un caso del genere non è da individuare nella tecnica utilizzata per trattare questa grave patologia, la chirurgia endovascolare minimamente invasiva nel trattamento delle patologie aortiche viene effettuata da oltre 10 anni presso il Policlinico universitario di Catanzaro, bensì nella costituzione di un team multidisciplinare,indispensabile sia nella diagnostica che nella terapia di patologie correlate a gravi traumi. Nel caso specifico è stato indispensabile il supporto di molte discipline quali la cardiologia interventistica,l’anestesia e rianimazione, la radiologia,la chirurgia generale,l’urologia, la chirurgia toracica tutte impegnate in un lavoro sinergico che mi permetto di definire di alta qualità.  Ritengo – conclude il Prof. Pasquale Mastroroberto- che, in un periodo in cui si parla molto di riorganizzazione sanitaria in Calabria, sarebbe opportuno concentrare tutti gli sforzi nella valorizzazione e nel potenziamento di strutture pubbliche che riescono, con il sacrificio e la professionalità dei singoli operatori sanitari, a portare avanti un’attività di assoluto rilievo”. 


SANITA’:  PERCHE’ ESCLUDERE IL POLO DI GERMANETO DALLA RETE DEL PRONTO SOCCORSO CARDIOLOGICO?

Catanzaro, 5 lug. - Incomprensibile. E’ il termine usato dal Prof. Ciro Indolfi, direttore dell’UO di Cardiologia, emodinamica ed UTIC, membro della task force regionale  sulla rete dell’emergenza, dopo l’incontro del 3 Luglio con il Dr. D’Elia. Esprimo con forza tutta la mia preoccupazione per una volontà, ormai esplicitata da tempo, di distruggere il sistema pubblico dell’emergenza cardiologica di Germaneto. Innanzitutto è inaccettabile quanto è stato scritto nella bozza di documento e cioè che si esprime il “dissenso sulla partecipazione alle rete di emergenza dell’Unità operativa di Cardiologia di Germaneto.”.  E’ inaccettabile perché la Cardiologia interventistica di Germaneto ha eseguito 23.000 interventi invasivi negli ultimi 10 anni. L’Azienda Mater Domini è l’unica azienda regionale pubblica con Cardiologia interventistica e cardiochirurgia ed è stata la prima Unità Operativa pubblica a trattare in Calabria i pazienti infartuati con stent. Inoltre nel Campus di Germaneto esiste l’unica piazzola della Regione per atterraggio nell’Ospedale di eliambulanze per l’accesso rapido in emodinamica. Non può essere dimenticato che anche dal punto di vista normativo, con delibera della Giunta Regionale 23  Settembre 2005 N.822, tutt’ora vigente, è stato stabilito che “l’azienda Mater Domini concorre al servizio di emergenze su scala regionale attraverso le unità di Cardiochirurgia, Cardiologia e Cardiologia Interventistica ed UTIC, per assicurare risposte adeguate in un settore critico per la salute dei cittadini e di elevata incidenza e frequenza”. Grazie all’unica Scuola di Specializzazione in Cardiologia della Calabria, con sede a Germaneto, i futuri cardiologi potranno imparare l’emodinamica e poi lavorare nelle varie cardiologie regionali.  “Penso e resto fermamente convinto”, afferma Indolfi, “che in un particolare momento storico in cui le aziende ospedaliere ed i PS sono sovra affollati e stanno scoppiando per la difficoltà nel reclutamento del personale medico, infermieristico e tecnico a causa del ben noto piano di rientro, ridurre l’attività cardiologica e cardiochirurgica del Policlinico Mater Domini, attività che viene effettuata con grande professionalità con una la rete dell’emergenza che di fatto esiste e funziona bene, è, ripeto, incomprensibile oltre ad essere nè logico né razionale”. Noi non accenteremo mai che la burocrazia e l’ottusità di una programmazione miope possa distruggere quanto è stato fatto di buono per i giovani della Cardiologia di Germaneto. Prof. Ciro Indolfi  Professore Ordinario di Cardiologia
Direttore dell’UO di Cardiologia, Emodinamica e UTIC
Direttore URT CNR, Università Magna Graecia


SANITA': SEMPRE GARANTITA L’ASSISTENZA NELLA TIN DI LAMEZIA, NON C’E’ MAI STATA ALCUNA IPOTESI DI CHIUSURA.

Le 2 neonatologhe di Lamezia si sono messe in aspettativa e hanno firmato nel frattempo un contratto con il Pugliese-Ciaccio

Lamezia Terme, 5 luglio 2013 – Il direttore generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso interviene in merito al reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, spiegando la reale situazione che si è venuta a creare nell’unità operativa lametina.

“Con il blocco del turnover – ha affermato il direttore Mancuso – molti reparti ospedalieri della Regione Calabria sono andati in crisi per effetto dell’andata in quiescenza di personale medico specialistico. Nella Regione si registrano difficoltà in moltissime unità operative, soprattutto dove vengono svolte attività specialistiche di nicchia, come Neurochirurgia, Chirurgia vascolare, Neonatologia, Cardiochirurgia e Radiologia. Turnover che ha determinato una situazione di precarietà, in quanto in molti reparti non è presente il numero minimo di medici necessario per assicurare le attività ordinarie, creando così delle difficoltà nella gestione. In questa situazione c’è la Neonatologia, il cui numero di specialisti nell’area di centro (che va da Crotone a Vibo) è costituita da 10 neonatologi a Lamezia, 7 neonatologi a Catanzaro, 6 neonatologi a Crotone e 6 neonatologi a Vibo”.

“L’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio – ha spiegato Mancuso – ha deciso, per la grave carenza di personale, di procedere all’assunzione di personale, che però è stata negata dai commissari. Per questo ha optato per la mobilità, pensando di reclutare qualche unità in periferia, soprattutto al di fuori dell’area di centro, dove qualche medico probabilmente è in sovrannumero. Da questa operazione, autorizzata solo ed esclusivamente dal Generale Pezzi, senza il parere del Dipartimento della Salute della Regione Calabria, si è proceduto alla formulazione di una graduatoria. In questa graduatoria nei primi tre posti ci sono due neonatologi dell’Asp di Catanzaro, in particolare del TIN di Lamezia, che hanno chiesto il trasferimento nel mese di aprile, che però è stato rifiutato dal sottoscritto, proprio per non mandare in difficoltà il TIN di Lamezia”.

“Nel mese di giugno – ha evidenziato Mancuso – le due neonatologhe lametini hanno chiesto l’aspettativa per un anno, aspettativa che è un obbligo di legge e quindi l’Azienda non ha potuto negare, nonostante si è cercato di tergiversare. Per effetto di questa aspettativa, in difformità anche agli accordi verbali assunti dal management del “Pugliese-Ciaccio” in presenza del Direttore dell’assessorato alla Sanità Orlando, si è proceduto in maniera unilaterale all’assunzione delle due neonatologhe, che hanno firmato un contratto con l’ospedale catanzarese. Il problema della Tin nasce della carenza di organico, nasce da questa storia: da un atto di imperio da parte del Pugliese Ciaccio il TIN di Lamezia trova un minimo di difficoltà, perché si passa da 10 a 8 neonatologi”.

“A questo punto – ha sottolineato il dg – con il Presidente Scopelliti e il dott. Orlando ci siamo seduti ad un tavolo e abbiamo trovato una soluzione, cioè quella di mettere insieme tutti i neonatologi dell’area di centro, istituendo un compenso di attività, per cui questa situazione può essere utile proprio in questa fase delicata per coprire alcune attività, soprattutto pensiamo alle attività notturne e ai turni festivi. Tutto questo nelle more che giorno 16 luglio si sblocchino le deroghe e quindi si dia corso alle assunzioni dei neonatologi”.

“Ovviamente questa situazione – ha affermato Mancuso – non riguarda solo la Neonatologia: noi siamo in attesa delle deroghe per il Pronto Soccorso di Lamezia, perché dobbiamo aprire l’Astanteria, la Radiologia per abbattere le liste di attesa e non riusciamo ad erogare maggiori prestazioni relative a TAC e risonanza. Esiste una difficoltà dovuta al Piano di rientro, che ricordo è stato sottoscritto dal Presidente Loiero, in controtendenza rispetto a quello che hanno fatto le altre Regioni, basta pensare la Regione Sicilia non ha sottoscritto un Piano di rientro ma si è sottoposta ad un Piano autonomo senza commissariamento, così ristretto come lo abbiamo avuto noi in Calabria. Questa situazione non è dovuta a una cattiva gestione da parte dell’Asp, ma nasce dal Piano di Rientro e dalla difficoltà obiettiva di trovare mezzi e uomini per coprire le attività”.

“Le deroghe – ha aggiunto il dg – certamente daranno un sollievo alla attività che stiamo svolgendo, tuttavia bisogna ricordare che per effetto del Piano di rientro e per effetto del decreto 18, l’ospedale di Lamezia Terme avrebbe dovuto chiudere il 30% di attività e se non ci fossimo stati noi, questo lo dico non per presunzione ma per pura verità, le attività sarebbero state chiuse. Noi non solo abbiamo garantito le attività, ma abbiamo anche messo le basi per aprirne di nuove e per dare a questo ospedale una dignità di livello regionale. Chi paventa chiusure, dice una falsità, dice una cosa non vera ed alimenta dubbi e sospetti che non giovano all'immagine della Città di Lamezia. Il sindaco Speranza, con cui ho un canale di comunicazione, ha sollecitato nei termini istituzionali e nei modi molto garbati e anche soluti una soluzione che allenti la morsa del Piano di rientro, questa credo sia la vera soluzione alle difficoltà cui abbiamo dinanzi. Ad onor del vero, il Presidente Talarico segue attentamente il corso delle questioni ed è determinato a garantire il decorso del progetto di riorganizzazione, tutela e d’immagine di Lamezia,  con un’azione continua con gli organi preposti. La difficoltà assistenziale non riguarda solo l’ospedale di Lamezia, basta pensare che nella vicina Catanzaro tutte le specialità sono andate in crisi, il pronto soccorso ha file di attesa di 24 e 36 ore, proprio perché vi sono difficoltà gestionali. Noi siamo convinti che le difficoltà che stiamo attraversando non dipendono dalla gestione, ma dal sistema eccessivamente rigido che stiamo subendo. E uno dei motivi per cui vi è questa rigidità ministeriale nei nostri confronti è la mancanza di autorevolezza e di fiducia, che deriva da una storica incapacità di dimostrare una serietà organizzativa. I tavoli ministeriali non ci considerano come Regione affidabile e quindi facciamo molta difficoltà a fare passi in avanti”.

“Tuttavia in questi ultimi, soprattutto in quest’ultimo anno e mezzo – ha concluso Mancuso –  noi abbiamo scalato le vette: non siamo l’ultima Regione d’Italia, e questa è già una notizia, abbiamo realizzato attività egregie sul territorio. I processi di cambiamento hanno bisogno di almeno, come ho detto all’inizio del mio mandato, di almeno 7/8 anni, a distanza di tre anni ancora non siamo neanche a metà di quello che pensiamo di fare. Non è soltanto un problema finanziario, ma è l’erogazione di servizi che è ostacolata da questa eccessiva rigidità Ministeriale”.


ASP CATANZARO: SI CONCLUDE IL PROGETTO DI INTEGRAZIONE DI CUI L’ASP E’ CAPOFILA, RIVOLTO AGLI IMMIGRATI E ALLE LORO FAMIGLIE

Catanzaro, 4 luglio 2013 – E’ ricco di attività l’evento “Integrafesta” che si svolgerà sabato 6 luglio a Badolato, a conclusione del progetto "Linee d'intervento transculturali nella Medicina di base e nell’Area materno-infantile" assegnato all'ASP dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del Ministero della Salute. Il progetto, di cui l’Asp di Catanzaro è capofila, ha coinvolto anche le Aziende sanitarie di Cagliari, Olbia, Palermo, le Aziende ospedaliere di Benevento e Pugliese Ciaccio, oltre all'”Istituto Nazionale per il contrasto delle Malattie delle Migrazioni e delle Povertà" di Roma. La cerimonia di chiusura, organizzata con la collaborazione del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), del Comune Di Badolato e dell'Unione dei Comuni oltre che con il supporto fattivo di associazioni del territorio, inizierà alle ore 17:00, nella sede di Palazzo Paparo, via Mare, con la presentazione dell’iniziativa e la partecipazione, tra gli altri, del Prefetto di Catanzaro, dott. Antonio Reppucci, del Direttore generale dell’Asp, dott. Gerardo Mancuso, del sindaco di Badolato, Giuseppe Nicola Parretto, del presidente Unione dei comuni “Versante ionico”, Gerardo Frustaci. E’ previsto, inoltre, l’intervento del responsabile del CIR, Antonio Laganà e la partecipazione di amministratori di enti locali, istituzioni ed organismi territoriali, referenti associazioni culturali, sociali e sportive.  Il progetto a cura dell’Organismo aziendale "Immigrazione", coordinato dalla dott.ssa Maria Teresa Napoli, responsabile scientifico del progetto stesso, ha visto per due anni un'intensa operatività nei due settori interessati e, nello specifico, si è operato aprendo gli ambulatori "dedicati" agli immigrati irregolari e/o in condizione di precarietà di vita, presso i distretti socio-sanitari di Lamezia Terme, Catanzaro Lido, Soverato, oltre che l'attivazione di numerosi percorsi di sensibilizzazione e offerta di salute attraverso Consultori familiari e reparti di Ostetricia e Ginecologia dei presidi ospedalieri. La presenza dei mediatori transculturali ha permesso di facilitare l'accesso ai servizi e offrire risposte coerenti con i bisogni espressi, nella consapevolezza che una migliore tutela della salute delle fasce Migrazione e Povertà  migliorano il livello di qualità di vita degli autoctoni.  La "buona pratica" degli ambulatori "dedicati", che hanno anche funzione di "Centro d'informazione e di orientamento", è stata valutata ottimamente non solo sui tavoli interregionali ma anche dal Dipartimento della Salute Regionale, tanto che ha inserito gli stessi nel DPGR 69 del 29/05/2013, relativo all'accoglimento dell'Accordo Stato Regioni, come obbligatori, ciò comporta la prosecuzione dell'attività anche dopo la chiusura del progetto ed anzi vede l'attivazione di un nuovo ambulatorio presso un'altra sede, saranno inoltre implementati gli orari di apertura degli stessi. L’evento di sabato sarà preceduto, venerdì 5 luglio, da una serie di attività che, nel preannunciare la giornata conclusiva, hanno l’obiettivo di intensificare le azioni messe in atto col lavoro progettuale, azioni volte a favorire l'integrazione dei minori e delle relative famiglie nel contesto sociale. Per tutta la durata della manifestazione, che vuole rappresentare una parte del lavoro svolto con il coinvolgimento del target del progetto, cioè i bambini e le famiglie, un punto attrezzato dell'Organismo Immigrazione ASP erogherà gratuitamente informazioni e consulenze. Saranno a disposizione dei cittadini pediatri, ginecologi, medici “ambulatori dedicati”, ostetriche, infermiere pediatriche, assistenti sociali, educatori professionali, mediatori transculturali. La festa vuole proporre  un evento che sappia di interazione in ogni suo aspetto promuovendo attività dove i "popoli" INSIEME condividono cultura, socievolezza, tradizioni, relazionalità ecc. Per tale motivo verrà animato un lungo percorso di strada a Badolato marina, scelto per la simbologia che lo stesso detiene circa l'esperienza in accoglimento, ospitalità e integrazione fra le popolazioni del mondo. In tale percorso vari laboratori creativi animati da esperti e attività ludiche vedranno impegnati centinaia di bambini, mentre animatori italiani e senegalesi coinvolgeranno i presenti. Ai giovani saranno riservati momenti di azione collettiva con pittura e musica. A fine giornata è previsto un mini torneo di calcetto, mentre la serata proseguirà con piccoli assaggi di specialità etniche e calabresi, musiche e danze, espressione di varie aree del mondo, con una sessione di musiche tradizionali calabresi. Un insieme di emozioni, suoni e colori, che porteranno i presenti a vivere la convivialità in modo integrato.   


SANITA’: GRANDE PARTECIPAZIONE DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROV. DI CZ, AL CORSO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DALL’ALBO DEGLI ODONTOIATRI DELL’ORDINE DI CATANZARO,  “GLI ODONTOIATRI AL SERVIZIO DELLE FAMIGLIE”

Catanzaro, 4 lug. - Proseguono i moduli  della quarta edizione del Corso di aggiornamento  Professionale in Odontoiatria, che la Commissione Albo Odontoiatri dell’ Ordine dei Medici Chirurghi ed degli Odontoiatri della Provincia di Catanzaro, presieduta dal dr. Salvatore De Filippo, sta tenendo per i suoi iscritti alla presenza delle massime autorità in materia di odontoiatria in campo nazionale. Il prossimo incontro si terrà  sabato 6 luglio nella sala convegni “C. Catuogno” dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la lezione  sarà tenuta dal dr. Enrico Agliardi ed è dedicata alla chirurgia orale.L’incontro di inaugurazione ha visto anche la partecipazione della vedova del dott. Antonello Buffa ,già presidente della Commissione Albo Odontoiatri della provincia di Catanzaro, al quale si è voluto dedicare l’intero Corso dell’anno 2013.Si è provveduto ,inoltre, a consegnare gli attestati di partecipazione al Corso dell’anno 2012,  rilasciati dal Ministero della Salute con i relativi crediti ECM.


ASP CATANZARO: CONVEGNO SULL’EPATITE B, 9° INCONTRO DI EPATOLOGIA A LAMEZIA TERME

Lamezia Terme,  3 luglio 2013 - Sabato 6 Luglio, alle ore 9:30, nella sala convegni del T-Hotel Lamezia, si terrà il 9° Incontro di Epatologia

organizzato dall’Ambulatorio di Epatologia del Distretto del Lametino. Il tema di questo Incontro riguarda l’epatite B, trattasi di un vero Focus su una problematica di attualità che rappresenta una patologia trasmissibile ad elevato impatto sociale i cui numeri in termini di incidenza e prevalenza devono far riflettere, nonostante la vaccinazione antiepatite B in vigore dal 1992 ha sicuramente ridotto l’incidenza. L’attualità della problematica è soprattutto legata alla incidenza della malattia nei cittadini stranieri, in particolare nei Comunitari, Bulgari e Rumeni, e nella popolazione cinese. Trattasi di cittadini provenienti da aree a forte endemia che, per motivi legati soprattutto alla difficoltà di accesso alle cure, non vengono adeguatamente studiati una volta giunti in Italia, costituendo quindi un grosso serbatoio di contagio considerata la trasmissibilità dell’infezione mediante i rapporti sessuali. Nel corso dell’Incontro saranno affrontate le problematiche relative al management del paziente con epatite cronica B, la gestione delle complicanze quale l’epatocarcinoma, la gestione terapeutica  dei soggetti immunocompromessi e trapiantati di fegato. La manifestazione scientifica è inoltre caratterizzata  dalla tavola rotonda moderata dal Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro Dott. Prof. Gerardo Mancuso e dal Prof. Filipponi del Centro Trapianti di Pisa. L’argomento  della tavola rotonda riguarda la presentazione del progetto sulla Rete Epatologica Calabrese, un documento redatto da un nutrito gruppo di Specialisti calabresi (Infettivologi, Gastroenterologi, Internisti, Epatologi e Microbiologi) che hanno ritenuto opportuno dare avvio alla costituzione di una Rete territoriale regionale con il compito di predisporre  adeguate misure di prevenzione e controllo delle malattie epatiche,  e di affrontare  in maniera sinergica ed integrata le problematiche relative alle malattie del fegato, creando  condizioni di omogeneità necessarie per una corretta e appropriata cura e per contrastare le diseguaglianze assistenziali e la frammentarietà dei servizi. Ulteriore obiettivo della rete è quello di garantire un supporto gestionale diagnostico e clinico ai pazienti epatopatici nel pre e post-trapianto di fegato attraverso l’ausilio e il contributo di un Centro Trapianti che tuteli e prenda in carico i cittadini calabresi, evitando loro continui disagi.


SANITA’: COMITATO PRO OSPEDALE REVENTINO,  A  SOVERIA MANCANO SERVIZI

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Antonello Maida, presidente comitato pro ospedale del Reventino   

Soveria Mannelli – "Questa volta non c’entra Gerardo Mancuso, poiché l’assenza dell’ortopedico nel solo giorno settimanale di lunedì è stata conseguenza di uno sciopero di categoria. L’azienda comunque non è mai esente da colpe, poiché avrebbe potuto rinviare le sedute a martedì, cosa che puntualmente non è avvenuta, quindi dobbiamo registrare un’assenza del servizio di quindici giorni, con pazienti ancora una volta indispettiti per le continue manchevolezze che sanno sempre di più da paesi da terzo mondo. Una vera torre di babele quella dell’ortopedia che l’azienda non vuole risolvere, almeno qui a Soveria dove i medici vengono mandati una tantum e quando vengono, una volta a settimana, possono  fare massimo 40 visite, questo è il tetto prefissato. Eppure le richieste locali settimanalmente possono sforare anche i 60 appuntamenti, in pratica dieci o più al giorno.  Altrove le considerazioni sembrano andare oltre, a Soverato nello scorso mese di giugno un ortopedico inviato da Lamezia, per sopperire alle richieste di tre giorni (venerdì, sabato e lunedì) pare abbia fatto nove visite. Un pò poche se comparate con quelle locali. Cosa che evidentemente  ipotizza la dismissione del reparto a Soverato, ma non la presenza di due medici che garantirebbero due turni giornalieri, a un tiro di schioppo dalle eccellenze regionali tutte concentrate a Catanzaro. Nulla da eccepire sulla necessità di mantenere tale servizio a Soverato, ma proporzioni alla mano, la sperequazione di trattamento è più che evidente. Se poi aggiungiamo la precarietà della radiologia con un solo medico, che quando assente priva il reparto delle consulenze radiologiche, della Tac, e dell’impossibilità di fare ecografie, la dice tutta sulle buone intenzioni lastricate. E proprio in questi giorni l’assenza giustificata del dirigente del laboratorio analisi mette in discussione il ventaglio prestazionale del reparto, impossibilitato a fare persino le urino culture. L’ospedale, che non è più tale eccetto la medicina e la pediatria, che insieme hanno poco più di 15 posti letto, rimane solo un avamposto con soli servizi, nemmeno garantiti.  Eppure la richiesta c’è. Oggi un paziente ha richiesto una visita ortopedica, l’esame sarà fatto il 12 ottobre.  Mentre per un’ecografia è addirittura impossibile sapere quando sarà fatta, sempre per colpa dei calendari che non arrivano da Lamezia. Quando c’era in radiologia il dottor Grandinetti che affiancava il responsabile, le prestazioni ecografiche andavano ben oltre le 15 prestazioni giornaliere. Oggi il tetto imposto dall’Azienda pare ne imponga solo sei,  a fronte di una calendarizzazione sempre più compressa, che induce l’utenza a far ricorso alle varie cliniche private convenzionate e studi anch’essi privati.  Non regge più l’attenuante generica del Piano di Rientro, un Direttore Generale ha ampi spazi di manovra, poiché in questi casi si tratta solo di veicolare qualche unità medica, peraltro promessa. Evidentemente il pubblico deve abdicare a logiche che a noi sfuggono e che nessuno spiega, anche se potrebbero sembrar chiare,  poiché quando a Soveria si sono recati in pompa magna i referenti più titolati, che mancano oramai da mesi,  le proiezioni che si sono tracciate parlavano di ben altro. Quello di fare un ospedale ricco di contenuti, proprio rinforzando i servizi, ipotesi mai realizzate". Il Presidente Dr. Antonello Maida

 

 

 

ASP CATANZARO: AVVIATO IL CAMPO ESTIVO PER DISABILI PSICHICI, PROMOSSO DAL CENTRO DIURNO DI MONTEPAONE LIDO

Catanzaro, 25 giu.  - E’ stato avviato il “Progetto Arcobaleno 2013”, l’undicesimo campo estivo per giovani con disabilità psichica, programmato, con il sostegno del Direttore generale dell’Asp di Catanzaro, dott. Gerardo Mancuso, dal Centro Diurno del CSM di Montepaone lido, diretto dal dott. Salvatore Ritrovato, nell’ambito delle attività di riabilitazione psicosociale. L’iniziativa avrà la durata di due settimane e si svolgerà nella struttura comunale sita a Montauro Lido, messa a disposizione dalla stessa Amministrazione comunale, sindaco Procopio Pantaleone. I destinatari del progetto sono 25  giovani, di età compresa tra i 18- 40 anni, inseriti in un programma di riabilitazione psicosociale. Quest’anno per la prima volta sono ospiti anche i giovani dell’Associazione AFADI (associazione famiglie disabili ) di Soverato, al fine di sviluppare  concretamente  la cultura dell’auto mutuo aiuto  e rafforzare un rapporto di rete nel comprensorio di appartenenza. Obiettivo fondamentale del Campo estivo è di offrire  una  esperienza di  “socializzazione”  e di “indipendenza dalle famiglie” fuori dal contesto terapeutico abituale: una “vacanza” . Il progetto si avvale della collaborazione di 8 operatori del Centro diurno, di 5 tutor esterni, del  coinvolgimento attivo delle famiglie degli stessi utenti e della collaborazione dell’Associazione AMA Calabria. Questo importante e mirato progetto, negli anni, ha inteso porsi come momento di sostegno per le famiglie e per i loro figli che,  entrambi per due settimane, sono liberi di vivere reciprocamente  un momento di autonomia e di benessere.  Durante lo svolgimento  del campo estivo  vi è la partecipazione attiva degli utenti  che collaborano per la  preparazione, cura ed igiene dei locali di accoglienza, l’acquisto  di tutto ciò che serve per una colazione da condividere tutte le mattine prima di recarsi al mare (caffè, frutta, dolci, bevande e spuntini). Il pranzo è previsto in un ristorante situato in prossimità della località balneare. Il campo estivo per gli utenti psichiatrici offre una esperienza  entusiasmante ed intensa per tutti i partecipanti, la cui  esperienza di convivenza, a stretto contatto con  persone nuove, favorisce un alto profilo qualitativo dal punto di vista riabilitativo ed umano.
Il “Progetto Arcobaleno” mira a promuovere l’auto mutuo aiuto,  l’autonomia dalle famiglie e l’autogestione in un contesto libero: il mare, la spiaggia, una struttura adattata a campeggio, la sana concorrenza di un campionato. Il programma prevede l’organizzazione giornaliera individuale di tutti i partecipanti,  attraverso lo sviluppo di nuove modalità di relazione e di convivenza sociale.
Negli anni,  questa esperienza, al di là di quanto è emerso  di ludico e divertente,  ha consentito di  cogliere,  da parte degli operatori impegnati sul campo, i risultati del programma riabilitativo individualizzato, che è stato acquisito da  ogni partecipante a piccoli step. L’esperienza del Campo Estivo rafforza  i rapporti tra gli operatori stessi e  arricchisce  anche la relazione con le  famiglie coinvolte nel progetto.
Per domenica 5 luglio, giornata conclusiva,  è previsto un pranzo sociale al quale, insieme  ai destinatari del progetto ed allo staff sanitario, parteciperanno il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, il Presidente di Calabria Etica, Pasqualino Ruberto, funzionari della Regione Calabria, rappresentanti e familiari dell’Associazione AFADI di Soverato e dell’Associazione AMA Calabria.  
Aderiscono  al progetto a diverso titolo i seguenti operatori: dott.ssa Rosa Conca responsabile del Centro Diurno, la dott.ssa Graziella Massara, assistente sociale,  Lorenzo Marino, Rosaria Papa, Marina Pasquini, Maria Stratoti, infermieri professionali, Franco Roberto, economo,  Antonio Napoli, collaboratore. Volontari dell’Associazione AMA  a supporto del progetto: Antonella Fabio, infermiera professionale, dott.ssa  Carmen Corea,  dott. Innocenzo Messina, dott.ssa Rosaria Scarpino, dott.ssa Marinella Greto, i  tirocinanti  dott.ssa Imma Tino ed Andrea Scalzo.


ASP CATANZARO: IL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO DI CATANZARO LIDO PROMUOVE  UN BANDO PER LA FORMAZIONE DI ASSISTENTI FAMILIARI. UNA FIGURA IN FORTE CRESCITA E CON CONCRETE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI

Catanzaro, 24 giu. Sarà presto creato un registro per l’accreditamento delle assistenti familiari, figure sempre più diffuse nelle attività di assistenza a casa delle persone non autosufficienti. A tale scopo il Distretto socio-sanitario di Catanzaro Lido ha diffuso un avviso pubblico per la presentazione delle domande di partecipazione ad un corso della durata di 60 ore centrato su tematiche relative alla gestione della relazione con la persona non autosufficiente, elementi di primo soccorso, stili alimentari, tecniche di movimentazione di persone allettate, educazione sanitaria, igiene personale e della casa, vissuti della persona anziana. Al corso possono partecipare cittadini italiani e stranieri di età compresa tra 18 e 55 anni, disponibili a svolgere le attività domiciliari nei 15 comuni del Distretto. "La longevità della popolazione anziana e il conseguente progressivo aumento sulla popolazione complessiva italiana - ha affermato il direttore generale dell'Asp Dott. Gerardo Mancuso - va attentamente valutata in relazione ai riflessi che tale fenomeno è destinato ad assumere, sia in termini di condizioni economiche e sociali della popolazione che, più specificatamente, in termini di sviluppo e di adeguamento dei servizi sociosanitari integrati per gli anziani. Il progetto risponde concretamente all'esigenza di un nuovo modello di assistenza attento ai cambiamenti sociali e a quelli determinati dall'invecchiamento della popolazione. La finalità dell'iniziativa è quella di rispondere al meglio ai bisogni delle persone non autosufficienti, oltre che promuovere e facilitare a livello locale l'integrazione dei servizi socio-assistenziali e sanitari ". “L’iniziativa formativa – ha spiegato il direttore del Distretto Dott. Maurizio Rocca –  s’inserisce in un più ampio progetto di assistenza domiciliare realizzato dal distretto socio-sanitario di Catanzaro Lido con il cofinanziamento dell’Inps-ex Inpdap. Il progetto denominato Home Care Premium prevede una serie di benefici, sia economici che di servizi, tra cui anche la possibilità per le famiglie di usufruire delle prestazioni di un’assistente familiare, purchè iscritta nell’apposto registro predisposto dal Distretto. Il continuo aumento della popolazione anziana e più in generale delle persone in condizione di non autosufficienza, sollecita le istituzioni a mettere in campo nuovi e qualificati servizi. “Di fronte ad un mutamento così radicale nella geografia dei bisogni della popolazione ma anche nelle comuni aspettative di qualità di vita e di assistenza – evidenziato il responsabile tecnico del progetto il sociologo Franco Caccia – siamo in dovere di sperimentare soluzioni organizzative flessibili e personalizzate che fra l’altro si traducono anche in occasioni di lavoro qualificate”. La scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al corso è fissata per il 28 giugno alle ore 12. Per maggiori informazioni è disponibile uno Sportello Sociale presso il Poliambulatorio di Catanzaro Lido. L’avviso ed il relativo modello di domanda sono scaricabili dal sito aziendale, www.asp.cz.it.


ASSISTENZA: BANDO  PER L’ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO DEI SERVIZI PER L’INFANZIA

Catanzaro, 24 giu. - Da  oggi  24  giugno  2013  è  pubblicato  il  bando  (sul  portale  Internet  dell’Istituto seguendo il percorso ”Home > Avvisi e Concorsi > Avvisi”) per la presentazione da parte delle madri lavoratrici della domanda di accesso al contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting oppure per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Una misura prevista dalla legge sulla riforma del lavoro del 2012 che ha introdotto, in maniera sperimentale per gli anni 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere la corresponsione di sostegni economici volti al supporto della genitorialità. La domanda, dovrà essere presentata all’Inps per via telematica, accedendo al portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) tramite PIN o attraverso il supporto dei patronati. La presentazione delle domande sarà consentita dalle ore 11:00  del giorno 1 luglio 2013 fino al giorno 10 luglio 2013. L’Inps informa le madri interessate che, ai fini della corretta presentazione della domanda, è necessario: richiedere preventivamente il PIN “online” e convertirlo in tempo utile in PIN “dispositivo”; presentare  preventivamente  ed  in  tempo  utile  all’Inps  la  dichiarazione  ISEE (qualora non sia già presente nelle banche dati dell’Inps una dichiarazione ISEE valida). La dichiarazione deve essere presentata all’Istituto in via telematica o rivolgendosi ad un CAF convenzionato. Si evidenzia che la scelta del voucher o del contributo per la retta ai servizi per l’infanzia deve  essere effettuata al momento della domanda  ed è vincolante e di conseguenza non può essere successivamente modificata. Da ricordare, inoltre, che in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati le mamme, prima della presentazione della domanda, dovranno preventivamente effettuare l’iscrizione del minore esclusivamente presso una delle strutture aderenti alla sperimentazione presenti nell’elenco consultabile sul sito www.inps.it.


ASP CATANZARO: L’AGENAS (AGENZIA MINISTERIALE PER I SERVIZI SANITARI REGIONALI) ATTESTA CHE ANCHE IN CALABRIA CI SONO CURE PRIMARIE DI  ECCELLENZA
Catanzaro, 21 giu. - Anche in Calabria cure primarie d’eccellenza. È quanto attesta l’Agenzia Ministeriale per i Servizi Sanitari regionali (AGENAS) che ha pubblicato su “Monitor”, l’organo ufficiale di Agenas, uno  studio condotto dall’Università di Bologna che ha valutato e messo a confronto quattro Regioni e quattro differenti modelli attuati di strutture organizzate H24 della medicina generale. La sperimentazione di forme avanzate di Medicina di Famiglia sta infatti avvenendo in tutte le regioni italiane e l’Agenzia ministeriale per i Servizi Sanitari Regionali ne sta valutando l’efficienza l’efficacia e l’economicità. In particolare sono state studiate le “Case della Salute” della Toscana, i Nuclei di Cure Primarie (NCP) dell’Emilia Romagna, i Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) del Veneto e l’Assistenza Territoriale Integrata (ATI) della Calabria.“I quattro modelli – spiega il Prof. Andrea Ugolini dell’Università di Bologna – seppur diversi tra loro risultano egualmente efficaci a ridurre gli accessi ai Pronto soccorso e confrontabili tra loro dal punto di vista dell’analisi statistica”. Per quanto riguarda l’esperienza calabrese, è stato preso in esame il servizio di Assistenza Territoriale Integrata di Lamezia Terme, attivato allo Studio Michelangelo in via dei Mille, preso a modello dalla stessa Regione Calabria. Studio che è stato presentato dal Prof. Gianfranco Damiani dell’Università Cattolica di Roma al Congresso Nazionale di Igiene e Sanità pubblica del 2012 risultando il più completo nella cheklist dei vari progetti presentati di tutte le Regioni. Dall’analisi effettuata dall’Università è infatti emerso che il carattere di multidisciplinarietà con una forte componente infermieristica, la presenza dei Servizi Sociali unita all’uso della telemedicina, consente anche la gestione ottimale delle patologie croniche e principalmente dei pazienti fragili, che vengono gestiti a domicilio, evitando i ricorrenti ricoveri in ospedale, con netto e significativo miglioramento della qualità di vita.
La Regione Calabria ha già deciso di adottare il modello ATI sul resto del territorio regionale. Del resto già il quotidiano “Il sole 24 ore sanità” aveva pubblicato il 28 maggio 2013 un articolo sulla medicina informatizzata nell’ASP di Catanzaro, dove i dati sanitari viaggiano sul web. Finalmente anche in Calabria si è avviato un processo virtuoso che rivoluzionerà la Medicina di Famiglia portandola a competere con le regioni evolute d’Italia. “Come Asp abbiamo sviluppato un progetto sperimentale di Assistenza territoriale integrata – ha spiegato il direttore generale Dott. Gerardo Mancuso – con l’obiettivo principale della riorganizzazione dei servizi territoriali per favorire la riduzione degli accessi impropri al Pronto soccorso e i ricoveri impropri. Il progetto si propone inoltre di garantire la continuità assistenziale h24, la promozione della salute attraverso apposite campagne di prevenzione delle patologie e screening dei tumori maggiormente diffusi, nonché una migliore qualità dell’assistenza specialistica per l’abbattimento delle liste d’attesa per i pazienti cronici e fragili”. “Il progetto ha avuto avvio nel settembre del 2011 – ha aggiunto Mancuso – coinvolgendo professionalità sanitarie sia mediche che non mediche, con un forte stimolo alla multidisciplinarietà dell’equipe di lavoro e attribuendo un ruolo di rilievo alla componente infermieristica, intesa come supporto sostanziale alle attività del medico sia per le prestazioni  ordinarie che per quelle complesse. Nello specifico, la sperimentazione ha coinvolto: 6 Medici di medicina generale (Mmg) e 2 Pediatri di libera scelta (Pls) per un totale di 10.000 assistiti, 3 Medici del servizio di continuità assistenziale (Mca), 6 infermieri e 6 amministrativi, 1 chirurgo convenzionato Asp, 1 chirurgo vascolare ospedaliero, 1 cardiologo, 1 radiologo, 1 tecnico podologo, 2 fisioterapisti e 4 volontari dei servizi sociali”. “La telemedicina ha offerto un valido supporto alle attività di assistenza integrata – ha aggiunto il direttore Mancuso – consentendo la presa in carico dei pazienti e l’integrazione tra tutti gli attori (Mmg, Pls, laboratori analisi, specialisti, pronto soccorso) favorendo la condivisione delle cartelle cliniche e il monitoraggio dei dati. L’informatizzazione dell’assistenza primaria e la realizzazione di una rete integrata di collegamento con le strutture aziendali hanno una duplice finalità: amministrativa, per poter conseguire un puntuale controllo della spesa, e clinica, per poter realizzare un reale innalzamento qualitativo di livelli di assistenza, facilitando l’integrazione tra i professionisti e le strutture sanitarie. Sono fondamentali modelli organizzativi innovativi di gestione delle cure primarie e di presa in carico delle patologie croniche, in quanto il medico di medicina generale e il territorio costituiscono un tassello fondamentale nella gestione del malato che non può prescindere da una puntuale integrazione e scambio di dati con lo specialista ospedaliero. Una maggior decetralizzazione sul territorio dei servizi sanitari e cure di primo livello portano infatti, oltre a un notevole diminuzione del disagio per i pazienti e una rivalutazione in termini clinici della figura del medico di base”.


SANITA’: A CATANZARO TERZO SIMPOSIO INTERNAZIONALE SUL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELL’AORTA TORACICA E TORACO-ADDOMINALE

Catanzaro, 20 giu. - Martedì 25 e mercoledì 26 giugno, presso il Campus “Salvatore Venuta” dell’Università di Catanzaro, si svolgerà il terzo simposio internazionale sul trattamento delle patologie a carico dell’aorta toracica e toraco-addominale (“COMPLEX DISEASES OF THORACIC AND THORACO-ABDOMINAL AORTA”), organizzato nell’ambito del “Magna Graecia Aortic Interventional (MAORI) project” con il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca,della Sezione calabrese della Società Italiana di Cardiologia,del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Ateneo catanzarese, del Comune e della Provincia di Catanzaro. La manifestazione, il cui programma scientifico è stato organizzato e curato dal Professore Pasquale Mastroroberto  associato di Chirurgia Cardiaca presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro nonché responsabile del progetto MAORI con annesso Centro Universitario per lo Studio e la Terapia delle Patologie dell’Aorta e Direttore dell’ Unità Operativa di Cardiochirurgia, rappresenta il terzo appuntamento sull’argomento dopo quelli che si sono svolti nel giugno del 2009 e nel settembre del 2011, e che hanno visto la partecipazione di oltre 180 iscritti il primo anno e ben 450 il secondo, oltre ad importanti relatori nazionali ed internazionali. L’importanza dell’argomento è ben nota a tutti gli operatori sanitari: infatti le patologie aortiche, se non diagnosticate e trattate con tempestività e con alta professionalità, sono una delle principali cause di mortalità, soprattutto, se si tiene conto del loro decorso che nella maggior parte dei casi è privo di sintomi. L’aneurisma e la dissecazione rappresentano le patologie più frequenti e, contestualmente, la rottura aortica è un evento drammatico con elevatissima mortalità, se non trattato immediatamente. Il programma di quest’anno sarà articolato in due sessioni di apertura ( giorno martedì 25 giugno) dedicate ai tecnici della perfusione cardiovascolare e agli infermieri e 3 sessioni scientifiche a partire dal pomeriggio del giorno 25 e per tutta la giornata di mercoledì 26 giugno. Le sessioni scientifiche saranno basate su temi inerenti la genetica,la proteomica, le moderne tecniche di trattamento delle patologie aortiche sia con chirurgia convenzionale che con metodiche mini-invasive endovascolari. Anche quest’anno l’Università Magna Graecia ospiterà relatori nazionali di alto profilo quali il Prof. Luigi Chiariello, Direttore del Centro di Cardiochirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma nonché presidente del Collegio Italiano dei Professori di Chirurgia Cardiaca, i Proff. Elvio Covino e Massimo Chello dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Prof. Roberto Di Bartolomeo, Direttore del Centro di Cardiochirurgia dell’Università di Bologna, il Prof. Gabriele Jannelli dell’Università “Federico II” di Napoli,il Dott. Mario Fabbrocini, responsabile del Centro Cuore presso l’Istituto Clinico Città di Alessandria, il dott. Pietro Volpe, Primario di Chirurgia Vascolare presso l’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, il dott. Antonio di Virgilio, Primario di Chirurgia Toracica presso l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, il dott. Giuseppe Caliò, responsabile della Chirurgia Vascolare presso il Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Di altissimo rilievo anche le presenze a carattere internazionale : il Prof. Hans-Joachim Schafers, Direttore della Divisione di Chirurgia Toracica e Cardiaca presso l’Università di Homburg/Saar in Germania, i Proff.  Laurent Chiche e Christophe Acar dell’Ospedale “La Pitiè” di Parigi, il Dott. Marc Schepens dell’Ospedale AZ St.Jan di Bruges in Belgio, il dott. Peter Phillips di Oxford ed il dott. Robert Whirley proveniente da Santa Rosa in California,Stati Uniti d’America. Saranno presenti in qualità di relatori/moderatori anche docenti dell’Università di Catanzaro quali i Proff. Daniela Concolino, Giovanni Cuda,Stefano de Franciscis, Salvatore De Rosa, Anna Di Vito, Ciro Indolfi, Nicola Perrotti e Giuseppe Viglietto. Alla  Cerimonia inaugurale del Simposio, in programma alle ore 14.00 di martedì 25 giugno, parteciperanno i massimi rappresentanti delle Istituzioni dell’Ateneo Catanzarese, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini” e del Territorio.


TUMORI: INFORMARE PER PREVENIRE, CONVEGNO LILT A TIRIOLO
Catanzaro, 20 giu - "Informare per Prevenire e? Vivere": questo il tema del convegno organizzato dalla sezione Lilt di Catanzaro in partnership con l'assessorato alla sanita' del Comune di Tiriolo. Si e' trattato, spiega una nota della Lilt, di un seminario informativo "volto a divulgare e radicare, in maniera ancora piu' decisa nel territorio catanzarese, la cultura della prevenzione oncologica. Coordinatore dei lavori la Presidente della sezione Lilt di Catanzaro, Concetta Stanizzi, che in apertura ha delineato le linee guida del convegno e ha spiegato le attivita' svolte dall'associazione descrivendo l'importanza della prevenzione in tutte le sue fasi. A seguire i saluti del prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e dell'assessore alla sanita' del comune di Tiriolo Angelo Colacino. Gregorio Pelaia, direttore della scuola di specializzazione delle malattie dell'apparato respiratorio dell'Universita' Magna Graecia primo tra i relatori, ha voluto porre l'accento sui danni causati dal fumo alla salute, danni che sono la piu' importante e prevenibile causa di morte nel nostro paese Massimo Calderazzo, direttore dell'U.O.C. di broncopneumologia di Lamezia Terme, riferendosi ad un possibile screening del tumore al polmone ne ha definito gli obiettivi ovvero la riduzione della mortalita' e l'individuazione della malattia allo stadio operabile. La relazione di chiusura e' stata tenuta da, Francarlo Leon,e responsabile della chirurgia senologica dell'A.O.P.C. di Catanzaro, che, trattando il tumore della mammella, ha ampliato il discorso parlando anche di eccellenze mediche nel settore, di staff altamente specializzati e della necessita' di sfatare e demolire la paura della malattia. L'auspicio del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente e' quello di poter continuare questa partnership con la Lilt provinciale, facendo intendere che altre iniziative sono gia' in programma.


WELFARE: "LA TERZA CALABRIA", SEMINARIO REGIONALE A LAMEZIA
Lamezia Terme, 17 giu. - "La Terza Calabria", ovvero una Calabria nuova, una regione in cui i diritti sociali delle categorie piu' deboli e svantaggiate non siano calpestati o ignorati ma si possano affermare senza difficolta'; una terra in cui concetti come economia solidale, servizi di Welfare e volontariato di prossimita' non rimangano idee astratte ma si concretizzino in azioni volte alla crescita socio-economica e culturale della realta' calabrese. Questo il leit - motiv del seminario regionale tenutosi al Grand Hotel Lamezia di Lamezia Terme nell'ambito del percorso formativo del Progetto FQTS 2013 ( Formazione Quadri Terzo Settore) finanziato dalla Fondazione con il Sud e sostenuto sostenuto da Forum Terzo Settore, Convol, CsvNet e Consulta nazionale del Volontariato. Introdotto da Nunzia Coppede', coordinatrice calabrese del progetto FQTS 2013, il seminario ha registrato la presenza di vari esperti che hanno dibattuto il tema assegnato in tutti i suoi diversi aspetti. Don Giacomo Panizza, fondatore e presidente della Comunita' Progetto Sud, ha ribadito che "i diritti sociali sono riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalle Convenzioni Onu, inoltre sono proposti dalla Carta sociale europea. Si tratta - ha precisato il presidente della Progetto Sud - di diritti per ciascuna persona e per tutti: i diritti sociali sono diritti al futuro". Panizza ha definito la Calabria come "una regione 'poco sociale' perche' carente di infrastrutturazione per la garanzia dei diritti sociali; perche' non si dota di efficaci regole e verifiche dei processi di esigibilita' dei diritti". Il sacerdote ha tenuto a sottolineare che "i diritti sociali si riferiscono all'uguaglianza e generano autonomia, liberta' e bene comune; come gli altri diritti non si ricevono ma si conquistano". Mario Coscarello dell'Area formazione e ricerca del Tavolo della rete nazionale di economia solidale, si e' soffermato sul tema dell'economia solidale citando l'esperto latinoamericano Euclides Andre' Mance, gia' docente di filosofia ed attualmente consulente del governo brasiliano per le tematiche dello sviluppo, il quale parla di "reti autopoietiche per costruire dei percorsi economici solidali". Coscarello ha spiegato che, in Italia da 10 anni a questa parte, e' stato avviato un processo di economia solidale che si sta concretizzando attraverso diversi filoni come il turismo responsabile ed il commercio equo. Si sono formati anche i distretti di economia solidale che nel nostro Paese sono 40. Paolo Ferraro, amministratore delegato del consorzio Mare Nostrum Onlus, parlando dei servizi di Welfare ha ricordato che storicamente, fino a qualche decennio fa, tutto veniva affidato alla Chiesa con le opere di carita', con la beneficenza destinata alle persone povere e disagiate. Oggi il Welfare e' un mix, una sinergia tra soggetti diversi che interagiscono tra loro. Ferraro ha sottolineato ancora che "il benessere della societa' e' dato dal benessere prodotto dal mercato e da quello prodotto dallo Stato. Negli anni - ha evidenziato l'esperto - si e' compreso che i servizi alla persona devono porre il diritto di cittadinanza al centro, abolendo le grosse strutture che spersonalizzano e favorendo invece la nascita di centri come le case-famiglia. Inoltre, sono risultate vincenti le cooperative sociali, vere imprese di comunita' che interagiscono con l'ente pubblico". A spiegare il nuovo concetto di "volontariato di prossimita'" e' stato Giovanni Serra, segretario nazionale del ConVol, collegato via skype da Cosenza, il quale ha spiegato che si tratta di "un'azione gratuita di ascolto ed accoglienza verso chi ha bisogno. In pratica il volontariato di prossimita' e' un servizio non organizzato, non strutturato, per cui non bisogna essere competenti in qualcosa ma semplicemente bisogna essere persone". Serra ha fatto l'esempio dell'aiuto che si puo' dare ad un vicino anziano o ad un disabile che abita nel nostro condominio, o ad una famiglia numerosa del nostro quartiere. "Offrendo la nostra disponibilita' a queste persone vicine a noi - ha detto Serra - automaticamente diffondiamo la cultura della solidarieta' e ci assumiamo delle responsabilita' verso il contesto sociale piu' prossimo a noi". I temi dibattuti durante il seminario sono stati approfonditi e discussi nell'ambito di gruppi di lavoro tra i presenti all'incontro. In seguito le considerazioni emerse nei gruppi sono state condivise in assemblea con gli stessi esperti. Prima del seminario il Progetto FQTS 2013, che la Calabria sta svolgendo in contemporanea con altre cinque regioni del Mezzogiorno ( Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), ha dato spazio alle attivita' dei tre laboratori di Ricerca Sociale, Progettazione Partecipata e Comunicazione Sociale. I tre gruppi accolgono complessivamente una trentina di corsisti: alcuni di loro sono gia' dirigenti del terzo settore che vogliono arricchire e perfezionare la propria formazione; altri sono giovani attivisti del mondo del volontariato e dell'associazionismo che puntano a ricoprire ruoli di responsabilita' nel mondo del sociale.


"TUTTI MATTI PER IL CALCIO", LUNEDI' UN INCONTRO A LAMEZIA TERME
Lamezia Terme,  13 giu. - "Tutti matti per il calcio" e' l'insolita iniziativa promossa nell'ambito delle attivita' riabilitative dal Centro di Salute Mentale di Lamezia Terme, diretto dal Rosina Manfredi, con l'obiettivo di dare risposte al disagio psichico anche attraverso lo sport. Il progetto prevede una partita di calcio tra gli utenti in carico al servizio e il Comune di Lamezia Terme, che ha dato la propria disponibilita' a disputare la partita. Nel campo sportivo "Provenzano" di Lamezia Terme sono gia' in corso gli allenamenti dei ragazzi, con la partecipazione di volontari, familiari, amici. La partita finale, con ingresso libero, e' prevista per lunedi' 17 giugno, alle ore 17.00 sul campo sportivo D'Ippolito di Lamezia Terme. La dott.ssa Sonia Graziano, psichiatra del C.S.M., spiegando il senso e il valore dell'iniziativa, dice: "Noi crediamo che le risposte al disagio psichico vanno cercate anche sul territorio, in attivita' che abbattono lo stigma sociale e creano integrazione, e che proprio grazie allo sport si possa "produrre salute mentale", recuperando se stessi come parte di una comunita' piu' ampia. Il calcio, particolarmente, presenta molte valenze riabilitative e terapeutiche in quanto e' facilmente accessibile e permette a chiunque di giocare, sia agli "scarsi", sia ai "bravi", ma psicologicamente fragili; stimola la cura di se' e del proprio corpo (controllo dell'aumento ponderale legato all'inattivita' e ai farmaci ), promuove la socializzazione, da' valore al gruppo, aumenta la fiducia in se stessi e l'autostima attraverso la gratificazione. Inoltre attiva un interesse verso la realta' esterna al circuito psichiatrico (ambulatori, ospedale, farmaci ecc) e permette una migliore conoscenza dei Dipartimenti di Salute Mentale e delle loro attivita' nella realta' sociale con conseguente riduzione dei pregiudizi e dei timori nei confronti della malattia mentale. Aspireremmo che tale manifestazione possa essere un evento di singolare importanza per la nostra Citta' e una dimostrazione concreta di come si possa contribuire a migliorare la salute mentale, sia sul versante degli utenti, sia da parte della societa' che, con i suoi atteggiamenti pregiudizievoli, e omissivi spesso spinge alla cronicita' e alla esclusione. Quindi una partita di partita di calcio contro lo stigma, per dare un calcio al pregiudizio, anche con fantasia, leggerezza e autoironia. Si sottolinea che oltre ai due tempi regolamentari e' previsto un "terzo tempo", che impegna tutti, squadra vincente e perdente, famiglie e amici, un momento questo, forse piu' importante del primo e secondo tempo della partita, perche' e' qui che si disputa la sfida vera della condivisione di esperienze e di emozioni".


SANITA': COMMISSIONE VIGILANZA RICONVOCA SUBCOMMISSARIO PEZZI
Reggio Calabria, 13 giu. - La Commissione di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale "come deciso nel corso della recente riunione disertata dal generale Luciano Pezzi, sub commissario per l'attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario, ha disposto la riconvocazione dell'alto ufficiale". Lo comunica l'ufficio stampa del Consiglio. "Ed a scanso di equivoci - spiega il presidente Aurelio Chizzoniti - lo stesso e' stato facultato a scegliersi il giorno e l'ora, anche di domenica ed altri giorni festivi, per essere audito dall'Organo di Vigilanza, comunque non oltre il 30 giugno andante. La Commissione si conferma, dunque, disponibile ad adeguarsi alle esigenze del sub commissario che questa volta, fuori da ogni infingimento, dovra' dire se intende o meno sottrarsi al confronto con l'Assemblea legislativa della Regione che lo ospita". Il presidente Chizzoniti ribadisce che "la problematica posta e' di estrema delicatezza, poiche' e' innegabile l'esistenza di fasce imprenditoriali che hanno usufruito di evidente benevolenza nella quantificazione dei budget attribuiti disattendendo anche le precise ed eloquenti segnalazioni dell'Autorita' del Garante del Libero Mercato. Letteralmente ignorate". Anche su Villa Betania e l'Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo, in coerenza con quanto anticipato a conclusione dell'ultima seduta della Commissione, il presidente Chizzoniti ha disposto per il 18 giugno 2013 alle ore 9 e 30 la convocazione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione ( vicepresidente Carlo Guccione e segretario Gesuele Vilasi), per l'audizione ristretta della dottoressa Squillacioti e del dottor Franco Sarica, rispettivamente manager e direttore sanitario dell'Azienda sanitaria provinciale, "che hanno confermato la disponibilita' a rimuovere qualsiasi impedimento al rilancio dell'Ospedale Tiberio Evoli di Melito ed anche di Villa Betania appesantita da un imponente fardello debitorio ex ante prodotto". Chizzoniti spiega che "saranno esplorate soluzioni tecniche legalitarie volte al pagamento delle fatture extra budget (circa 400 mila euro) le cui prestazioni hanno rappresentato comunque un incontestabile arricchimento ed utilita' per l'Asp e la Regione Calabria. Elementi che da soli giustificherebbero il riconoscimento di legittimita' delle prestazioni connesse alle fatture fuori budget. Esattamente cosi' come avviene per i debiti fuori bilancio di altri Enti locali il cui riconoscimento e' disciplinato dall'art. 194 D.Lgvo 267/2000". Infine, il presidente Chizzoniti annuncia "di voler approfondire l'opportunita' di suggerire il commissariamento di Villa Betania, la cui pregressa e deficitaria gestione e' gia' stata responsabilmente devoluta, dal direttore sanitario pro tempore, alla serena valutazione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per accertare l'eventuale integrazione di fattispecie penalmente rilevanti".


SANITA': PACENZA, RIVEDERE OBIETTIVI E FINALITA' PIANI RIENTRO
Reggio Calabria, 12 giu. - "Il ministero scinda gli obiettivi e le finalita' dei Piani dal riequilibrio del deficit. Concordo appieno col dottor Bevere circa la necessita' di rivedere gli obiettivi e le finalita' dei Piani di rientro da cui bisogna separare la perentorieta' del riequilibrio economico-finanziario". Cosi' il presidente della III Commissione Sanita' Salvatore Pacenza in merito ai contenuti del discorso pronunciato quest'oggi dal direttore generale della programmazione del ministero, Francesco Bevere, intervenendo ad un convegno promosso dalla Fiaso. "E' necessario - commenta Pacenza - garantire degli adeguati standard di servizio al cittadino in ambito sanitario, consapevoli che, dall'altro versante, deve corrispondere una razionalizzazione delle risorse che non puo' e non deve bloccare l'incedere di un nuovo modello sanitario pensato per queste Regioni. Del resto, e' lo stesso dg del ministero ad affermare che quasi tutte le Regioni interessate dai Piani siano avanti per il rientro dal deficit, ma che al contempo esse riscontrino grosse difficolta' nel garantire i livelli essenziali d'assistenza al cittadino. E' questo il caso della Calabria dove il blocco del turn-over per il personale medico sta fortemente penalizzando la riorganizzazione prospettata dal commissario ad acta. Si registrano infatti situazioni critiche in determinati reparti quali radiologia, ortopedia ed emergenza/urgenza. Eppure in tre anni la riduzione del personale e' stata di 1.500 unita' in Calabria nel settore Sanita'. Se solo si fosse concesso quel 15% di sblocco del turnover richiesto si sarebbe potuto rifiatare. Un pensiero inoltre e' doveroso anche verso quei 900 precari che ruotano attorno al sistema sanitario regionale. Rispedire al mittente una proposta di legge che avrebbe salvaguardato il futuro di queste persone sulla scorta di meri criteri ragionieristici non risolvera' certo quelli che sono gli aspetti economico-finanziari legati alla stessa, ne' contribuira' a migliorare il servizio sanitario regionale. L'invito - conclude Salvatore Pacenza - e' che questa apertura prospettata dai vertici dirigenziali del ministero possa portare quei benefici alla Calabria e alle altre Regioni sottoposte ai Piani di rientro entro il piu' breve tempo possibile in ragione di un diritto alla salute che va garantito al cittadino 365 giorni all'anno".


ASP CATANZARO: SI E’ SVOLTA A SOVERATO LA GIORNATA CONTRO IL TABAGISMO

Catanzaro, 11 giu.  - In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,  nel Presidio Ospedaliero di Soverato, è stato allestito uno stand informativo sulle terapie di disassuefazione al fumo di sigaretta, a cura del dr. Felice Genco, referente del Centro Antifumo, attivo presso il SerT di Soverato, diretto dal dr. Franco Montesano. Il dr. Genco, coadiuvato dal dr. Paolo Seminara, specialista del Laboratorio di Tossicologia, ha fornito all’utenza una consulenza qualificata  e depliants informativi sulla problematica del  tabagismo, offrendo altresì, attraverso un apparecchio portatile, la misurazione dell’ossido di carbonio (CO) espirato, espressione del danno da fumo sull’apparato respiratorio. La Giornata Mondiale Senza Tabacco (World No Tobacco Day), un’iniziativa istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1987  per attirare a livello globale l’attenzione sull’epidemia del tabagismo, al fine di sensibilizzare quanto più possibile la popolazione sulle malattie che il consumo di tabacco e sigarette comportano e sulle morti di cui ogni anno sono la causa.
L’OMS sceglie ogni anno un tema diverso relativo all’ampia gamma di misure possibili indicate dalla Convenzione Quadro per il controllo del tabacco (FCTC). La Giornata Mondiale Senza Tabacco 2013 ha scelto come tema il “Divieto di pubblicità, promozione e sponsorizzazione”. L’evidenza scientifica mostra infatti che il divieto totale  di pubblicità porta a una riduzione nel numero di persone che iniziano e continuano fumare. Le statistiche rivelano quindi che il divieto di pubblicità e sponsorizzazione del tabacco è uno dei modi più efficaci per ridurne la domanda. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il tabagismo rappresenta infatti uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale: il fumo figura come seconda causa di morte (responsabile del decesso di un adulto su 10 nel mondo) e la principale causa di morte prevenibile a livello globale. Uccidendo oltre 6 milioni di persone ogni anno, 83 mila solo in Italia, il fumo, oltre a rappresentare uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie, quali infarto, ictus e bronchiti croniche ostruttive, è responsabile di varie patologie dell’apparato riproduttore, ed altri disturbi dell’apparato respiratorio. Più precisamente il fumo è considerato la causa di circa il 30% delle morti per tumore: secondo un recente studio il 75% dei casi di cancro della cavità orale, della faringe e dell’esofago può essere attribuito al consumo di tabacco e la percentuale si innalza ad oltre l’80% per il tumore ai polmoni. Un fenomeno che ha dunque assunto proporzioni di vera emergenza sanitaria.


ASP CATANZARO: INCONTRO PROMOSSO INSIEME AL LIONS CLUB DI CATANZARO HOST SULLA SIGARETTA ELETTRONICA: RIMEDIO O NUOVA DIPENDENZA?

Catanzaro, 11 giugno 2013 – Si è discusso della sigaretta elettronica, rimedio contro il fumo ma anche nuova dipendenza, nel corso del convegno organizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e dal Lions Club Catanzaro Host in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco indetta dall’Organizzazione mondiale della Sanità. L’iniziativa, che si è svolta nella sala convegni della Camera di Commercio, ha avuto come tema “La sigaretta elettronica: rimedio o nuova dipendenza?”.
Il convegno rientra nelle molteplici attività finalizzate alla prevenzione dell’uso ed alla disassuefazione del fumo di sigaretta, svolte dal Gruppo per la lotta al tabagismo dell’Asp di Catanzaro, coordinato dal dr. Federico Bonacci, nell’ambito del Piano operativo triennale della Prevenzione della Regione Calabria, curato dal Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie, area Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La tematica fumo in questa occasione è stata affrontata con un’ottica diversa e quanto mai attuale: protagonista la “sigaretta elettronica”, commercializzata quale rimedio per la dipendenza del fumo di sigaretta, il cui uso sempre più frequente sta sollevando da più parti dubbi e perplessità.
Dopo il saluto del Prefetto di Catanzaro, dott. Antonio Reppucci, hanno introdotto l’argomento la prof.ssa Maria  Bitonte, Presidente del  Lions Club Catanzaro Host, il  dott. Francesco Dell’Apa, coordinatore della VII Circoscrizione della Macro Area Sanità  Lions ed il dr. Massimo Tigani Sava, Direttore “Local Genius”, moderatore dell’incontro.
Il convegno ha visto la partecipazione del Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dr. Gerardo Mancuso, che ha richiamato una recente nota dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), con la quale l’Agenzia auspica che le sigarette elettroniche contenenti nicotina siano considerati farmaci e come tali sottoposte a controllo e ne sia vietato l’uso ai minori di 18 anni “Il fumo di sigaretta – ha spiegato il dg Mancuso – è la prima causa di tumore ai polmoni. Le sigarette sono responsabili di oltre l'85% dei casi di tumore ai polmoni, in merito al quale in Italia nel 2012 sono state registrate 38 mila nuove diagnosi, tramite le quali è stato rilevato come le donne siano sempre più colpite e come la malattia non colpisca soltanto i fumatori e le fumatrici, ma anche coloro che si trovino esposti a fumo passivo e inquinamento. Smettere di fumare significa dunque non soltanto proteggere la propria salute, ma anche il benessere di coloro che ci circondano e l'ambiente in cui viviamo. Ogni anno sono 6 milioni le persone uccise dal tabacco, tra fumatori e non fumatori. Altre patologie correlate al fumo sono gli enfisemi, la bronchite cronica e le malattie cardiovascolari”. 

Concetti ribaditi anche dalla dott.ssa Rosa  Anfosso, consigliere nazionale dell’Associazione italiana di economia sanitaria (AIES), che ha ricordato quanto alto sia il prezzo che si paga per la dipendenza dal fumo di sigaretta, sia in termini di salute individuale che collettiva: in Italia sono circa 80.000 all’anno le morti attribuibili al fumo di sigaretta ed anche la qualità della vita è negativamente influenzata da tale dipendenza. La prevenzione dell’abitudine al fumo è importante soprattutto tra i giovani, poiché i danni sono tanto più gravi quanto più precoce è l’inizio della dipendenza. Ancora ha posto l’accento sulla necessità di sensibilizzazione sui danni dovuti al fumo passivo.
Il dott. Federico Bonacci ha trattato le basi biologiche della dipendenza ed ha esposto i dati emersi da una revisione della letteratura scientifica sul  tema della sigaretta elettronica. Dalla maggior parte di questi studi non sembra emergere la presenza di sostanze cancerogene note in quantità pericolose, in particolare sono assenti i prodotti della combustione (CO e catrame). “Nonostante ciò – è stato ribadito nel corso del convegno – non esistono studi tossicologici adeguati a breve e a lungo termine ed è da segnalare un aumento della concentrazione di nicotina nel sangue, paragonabile a quello delle sigarette tradizionali, per le confezioni che contengono questa sostanza. La Società Italiana di Tabaccologia è contraria al diffondersi del consumo nei luoghi chiusi ed auspica l’estensione del divieto di fumo nei luoghi pubblici alla sigaretta elettronica”.
 Il prof. Francesco Perticone, Ordinario di Medicina Interna all’Università Magna Graecia ha relazionato sui danni che il fumo provoca sull’apparato cardiovascolare e sui meccanismi biochimici che sottendono al danno tissutale. “L’efficacia delle sigarette elettroniche – ha affermato Perticone – nella cessazione dal fumo è accertata nel breve termine, ma vi è il concreto rischio che essa  stessa possa dare  dipendenza nel lungo periodo”.
I lavori del convegno sono stati conclusi dall’avv. Giuseppe Iannello, Presidente dell’Ordine degli Avvocati della Provincia di Catanzaro e  Past Governatore Distretto 108 YA.

 


UNA BATTAGLIA CIVILE CONTRO LA CECITÀ DEI BAMBINI
RUBBETTINO OSPITA LA PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE DELL'ASSOCIAZIONE CATARATTA CONGENITA

Roma, 10 mag. . -  Si è tenuta sabato 8 giugno, presso la sede romana della Casa Editrice Rubbettino la prima assemblea nazionale dell'associazione Cataratta Congenita. L'associazione nata per volontà di un gruppo di genitori di bambini affetti da questa rara patologia si prefigge come scopo principe quello di diffondere la conoscenza della malattia che è tra le principali cause di cecità infantile, di dare supporto alle famiglie dei bambini affetti, mediante la messa in comune di informazioni, notizie e indicazioni utili ma, soprattutto, quello di creare una rete di solidarietà intorno alle famiglie che si trovano spesso a dover fronteggiare il problema nella solitudine e nello smarrimento, come spesso accade quando un bambino viene colpito da una patologia rara. L'associazione è scaturita da un gruppo Facebook creato da genitori che, grazie alla potenza dei social media, hanno potuto mettere in comune la loro esperienza, i loro sentimenti, le difficoltà incontrate lungo il cammino: una sorta di gruppo di self-help virtuale. Da qui la voglia e l'esigenza di trasformare la piazza digitale in una piazza reale dove incontrarsi di persona e mettere al servizio della collettività la propria esperienza. Molte le tematiche trattate durante questa prima assemblea. Tra tutte è certamente degna di menzione la decisione di impegnarsi in una battaglia di civiltà condotta sia presso le autorità competenti che presso i mezzi di informazione (grazie all'aiuto di qualche testimonial che volesse offrire la propria collaborazione) perché in tutti gli ospedali venga reso obbligatorio il controllo del riflesso rosso dell'occhio su tutti i neonati sia nei primi giorni che nei primi mesi di vita. Il controllo del riflesso rosso, che può essere effettuato grazie al semplice ausilio di un semplice apparecchio dal costo irrisorio, è infatti un banale esame che tuttavia consente di individuare l'eventuale presenza di una cataratta così come di molte altre patologie oculari come il retinoblastoma. La diagnosi precoce è l'unico strumento che consente di intervenire chirurgicamente sul bambino nei primi mesi di vita e scongiurare così la cecità parziale o totale. Ampio spazio è stato dedicato infine alla situazione della ricerca in Italia sulle patologie dell'occhio in età pediatrica che, purtroppo, nel nostro Paese è quasi assente. Rubbettino ha sposato in pieno la causa dell'associazione offrendo sostegno e supporto logistico ai genitori dimostrando ancora una volta la propria sensibilità rispetto al problema della cecità e dell'ipovisione. Problemi che spesso impediscono di accostarsi al variegato mondo dei libri e delle idee scritte.


IGIENE: ASP CATANZARO CONTROLLA 140 ESERCIZI PUBBLICI, 5 CHIUSI
Lamezia Terme, 6 giu. - Si chiama "Operazione Estate Sicura 2013" ed e' l'iniziativa promossa dal Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro Gerardo Mancuso nell'ambito del programma straordinario di vigilanza sulla ristorazione pubblica nel territorio catanzarese. In due settimane, spiega una nota dell'azienda sanitaria, gli ispettori dell'Asp hanno gia' verificato 140 esercizi pubblici lungo la costa ionica e tirrenica, elevando 56 contravvenzioni e avviando la procedura per la chiusura di 5 locali per mancanza di autorizzazione. "Il programma - si legge - ha come scopo quello di verificare le norme igienico-sanitarie degli esercizi commerciali, con particolare attenzione ai ristoranti e ai bar. I controlli sono stati eseguiti, a partire dal tardo pomeriggio dei giorni feriali e nei giorni festivi, dai Tecnici della Prevenzione in forza alle Unita' Operative del Dipartimento guidato dal dottor Giuseppe De Vito (Igiene Alimenti e Nutrizione, Servizio Veterinario e Igiene e Sanita' Pubblica), con il coordinamento dei Direttori del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione di Catanzaro e Lamezia Terme, e vuole prevenire ed educare gli esercenti alla maggiore attenzione della tutela delle norme igieniche e sanitarie, ma anche al decoro dei locali. La stagione estiva e' infatti il periodo in cui si registrano piu' denunce per l'inosservanza delle norme di legge sanitaria e in cui si abusa per la mancata attenzione del decoro dei locali e dei bagni". "Quest'anno abbiamo voluto realizzare un'azione di prevenzione - ha affermato il dg Mancuso - con una campagna straordinaria che ha in poche settimane avuto risultati incoraggianti. Abbiamo gia' effettuato 140 verifiche su esercizi pubblici situati sulla costa Ionica e Tirrenica, elevando 56 contravvenzioni e 5 chiusure per la mancanza di autorizzazione e registrazione dell'attivita'. Inoltre 47 strutture hanno presentato non conformita' riferite alle strutture ed alle attrezzature, carenza di requisiti igienico-sanitari. L'elevato numero di non conformita' - ha aggiunto il direttore generale - ha certificato il pensiero di continuare i controlli e di intensificare il monitoraggio delle attivita' commerciali nel corso del periodo estivo. Per questo saranno verificati tutti gli esercizi, anche gli stabilimenti balneari e le strutture alberghiere, e verranno anche fatti controlli random sugli esercizi gia' sottoposti a controlli nella prima fase. Abbiamo programmato anche una maggiore attenzione per gli stabilimenti balneari che, talvolta, vengono fatti funzionare senza l'osservanza delle norme; si registrano bagni sporchi e locali senza una pulizia adeguata".


MEDICINA: DISLESSIA, NECESSARIO RICHIAMARE ATTENZIONE  SUI SUBDOLI DISTURBI

Vibo Valentia, 6 giu. - E’ con ampio successo in termini di presenze e coinvolgimento, anche emotivo in alcuni tratti, che lo scorso mercoledì 4 giugno, presso l’Aula Magna della Scuola Don Bosco di Vibo Valentia si è tenuto un incontro informativo sulla comprensione dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. L’incontro fortemente voluto dalla Fidapa(Federazione Italiana Donne, Arte e Professioni) e l’AID (Associazione Italiana Dislessia) – Sezioni di Vibo Valentia, rispettivamente presiedute dalla Dott.ssa Sandra Genco e dalla Dott.ssa Maria Pia Scafuro è stato organizzato grazie alla sinergia intervenuta con altri attori istituzionali operanti sul territorio vibonese. Infatti l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’ASP di Vibo Valentia nonché la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale – A.T. Ufficio X di Vibo V., dell’Istituto Comprensivo I Circolo e del Convitto Nazionale “G. Filangeri” alla stessa sede. Alla manifestazione hanno partecipato, attivamente, membri e soci della FIDAPA e AID vibonesi e, tra questi, in particolare per la fase organizzativa, oltre ai prefati presidenti  la Pedagogista “AID”  Giusy Greco ed i soci Antonietta Villella e Francesco Galeano. L’incontro è stato reso particolarmente prezioso dai qualificati interventi dei relatori esperti nella specifica disciplina, quali: Maria Concetta De Masi - Pscicologa, Psicoterapeuta e Formatore AID che ha trattato le caratteristiche ed evoluzione dei D.S.A.; Bruno Risoleo - Neuropsichiatra Infantile e segretario regionale SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) che ha tracciato le linee afferenti al percorso diagnostico dei D.S.A.; Carmela Monteleone – Psicologa ed esperta in Psicologia Scolastica e DSA che ha illustrato gli aspetti relativi al post-diagnosi; Maria Domenica Capua – docente, esperta in Disturbi Evolutivi Specifici – Formatore AID che ha esposto gli aspetti salienti delle nuove norme in materia di Disturbi Specifici dell’apprendimento in ambito scolastico. In conclusione, particolarmente coinvolgente e carica di emozioni trasposte alla platea,  la testimonianza diretta fornita dallo stesso presidente cittadino dell’AID – Maria Pia Scafuro. Scopo primario e fondamentale del consesso è stato quello di richiamare l’attenzione su questi subdoli disturbi cercando di fornire, quanto più possibile, elementi conoscitivi, a genitori e personale docente, atti alla loro precoce individuazione, dal momento che spesso vengono riconosciuti tardivamente o addirittura non riconosciuti  affatto e confusi con atteggiamenti di pigrizia, svogliatezza e di chiusura all’apprendimento da parte dell’alunno stesso.


ASP CATANZARO: AUTISMO INFANTILE E MODELLO DI INTERVENTO GLOBALE AL CENTRO DI UN SEMINARIO DI FORMAZIONE METODOLOGICA CHE SI TIENE A LAMEZIA

Catanzaro, 5 giugno 2013 – Si sta svolgendo in questi giorni a Lamezia Terme il secondo modulo del seminario di formazione metodologica sull’autismo infantile, che ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza del metodo di intervento D.I.R. (Developmental Individual difference Relationship-based) e dello spettro autistico, uno dei trattamenti utilizzati per questa patologia che porta a una condizione di isolamento e incomunicabilità . Il corso di aggiornamento, articolato in due moduli della durata di tre giorni ciascuno, è stato organizzato dall’unità operativa Formazione e Qualità dell’Asp di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Clementina Fittante, in collaborazione con l’unità operativa Neuropsichiatria infantile di Catanzaro, diretta dalla dott.ssa Caterina Anoja, per quelle figure professionali che, a vario titolo, si trovano coinvolte nel percorso diagnostico e terapeutico dei bambini che hanno disturbi della relazione e della comunicazione: neuropsichiatra, fisiatra, psichiatra, pediatra, psicologo, terapista riabilitazione, infermiere pediatrico fisioterapista, logopedista, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, educatore professionale e assistente sociale. Gli aspetti fondamentali del trattamento dell’autismo infantile attraverso il metodo D.I.R., sono esaminati con il qualificato contributo della relatrice dott.ssa Maria Teresa Sindelar, psicologa e psicoterapeuta FSP (Federazione Svizzera delle psicologhe e degli psicologi), al fine di apprendere le fasi del percorso, un lavoro in equipe, che dalla valutazione conduce al trattamento. Il modello D.I.R., un approccio ancora poco diffuso in Italia, rappresenta un metodo di comprensione e di intervento globale che tiene conto della definizione del livello di sviluppo funzionale ed emozionale raggiunto dal bambino, delle differenze individuali nelle modalità attraverso le quali egli riceve, elabora e risponde alle informazioni sensoriali e motorie,  elementi chiave per la costruzione di pattern (insieme di stimoli) per il rapporto con l’esterno e con le persone. Si tratta anche di un modello centrato sulla creazione di relazioni emotive significative come veri promotori di sviluppo e d’apprendimento. Il modello D.I.R. si basa su un’attenta osservazione dell’interesse naturale del bambino, delle sue motivazioni e del suo peculiare modo di interagire con l’esterno per consentire all’operatore di entrare nel suo mondo e, pian piano, portarlo verso un universo di condivisione. Cosa impossibile se non si conosce il profilo individuale di ciascun bambino. Per questo si lascia la generalità per entrare nel mondo d’ogni singolo paziente, elaborando un intervento "su misura", in accordo col profilo individuale di quel bambino. Questo tipo di approccio propone un intervento intensivo, sistematico, allargato e che coinvolge tutti i setting (contesti sociali) della vita di un bambino, perché la complessità del disturbo implica un programma allargato di riabilitazione. Un modello d’intervento che coinvolge le famiglie e la scuola: insieme puntano a sviluppare determinate capacità funzionali, ristrette o assenti nel bambino con autismo, con la  finalità di determinare nel soggetto con autismo processi essenziali di autonomia e comunicazione. Il seminario formativo prevede, inoltre, la presentazione e la discussione di casi clinici, lavori di gruppo e un confronto dibattito al termine di ogni giornata.

 

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