Terremoto: vescovo, ricostruzione non sia sciaccallaggio

amatrice-funeraliRoma  – E’ stato il giorno del dolore ad Amatrice, con i funerali delle vittime del sisma che il 24 agosto ha colpito il centro Italia. Il giorno di lutto nazionale. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, apre la solenne celebrazione con l’elenco dei nomi dei 38 morti chiusi nelle bare allineate davanti all’altare. La folla li saluta con un lungo appaluso. Poi la funzione religiosa, concelebrata da monsignor Konrad Krajewski, l’elemosiniere del Papa che Francesco ha inviato per donare ai parenti delle vittime dei rosari benedetti. Nell’omelia, il vescovo rivolge un forte monito: “La ricostruzione non sia una querelle politica o una forma di sciacallaggio”, afferma. Il prelato osserva poi che “Non sono i terremoti ad uccidere ma l’opera dell’uomo”.
“Disertare questi posti sarebbe come ucciderli due volte”, ha detto ancora il vescovo, e ricordando l’invito di Cristo alla mitezza ha sottolineato che e’ cosa diversa dalla rassegnazione e di guardare altrove. Paragonando la distruzione di Gerusalemme al recente terremoto, Pompili ha sottolineato che “Dio non puo’ essere utilizzato come capro espiatorio, ma occorre guardare a lui come strada di salvezza”. Riprendendo la sua omelia di domenica scorsa qui ad Amatrice il vescovo ha invitato i fedeli a “evitare di accontentarsi con risposte patetiche al limite della superstizione addebitando al destino o alla sfortuna” cio’ che e’ avvenuto. Piuttosto ha invitato a guardare a Dio. “Venite a me voi che siete affaticati e oppressi e io vi ristorero'” ha affermato detto il vescovo citando il Vangelo di Matteo appena letto nelle funzione. Al termine, un pensiero a Santo Padre: “Ringraziamo il Papa e lo aspettiamo”.
Ma oggi e’ stato anche il giorno in cui le indagini tese ad accertare eventuali responsabilita’ nei crolli fanno i primi passi concreti.
Su input della Procura di Rieti, la polizia giudiziaria ha facolta’ infatti di procedere, quando lo ritiene opportuno, a sequestri: e il primo, eseguito dal Corpo forestale dello Stato, ha riguardato uno degli edifici simbolo del disastro, la Scuola “Romolo Capranica” che ha subito pesantissimi danni nonostante i lavori di ristrutturazione commissionati negli anni passati. Altri sequestri sono in corso in tutta l’area devastata dal sisma, con i sigilli che scattano – per motivi di indagine e ragioni di sicurezza – con il ‘via libera’ della procura. E la scuola della cittadina laziale e’ finita anche sotto la lente di osservazione dell’Autorita’ nazionale anticorruzione: l’Authority presieduta da Raffaele Cantone ha chiesto alla Guardia di finanza – con la quale l’anno scorso e’ stato firmato un accordo di collaborazione ad hoc – di acquisire la documentazione sulle gare per la ristrutturazione dell’edificio. In particolare, ai militari delle Fiamme gialle e’ stato chiesto di procedere ad accertamenti sugli affidamenti degli appalti per i relativi lavori. L’inchiesta per disastro colposo, aperta dopo il disastro, procede naturalmente ancora a carico di ignoti. “E’ prematuro – ha ammesso il procuratore di Rieti Giuseppe Saieva – noi stiamo provvedendo a isolare, anzitutto, gli edifici pubblici danneggiati dal terremoto. Poi, valuteremo il da farsi”. “Noi – ha spiegato Saieva – abbiamo soltanto chiesto alla nostra polizia giudiziaria di rimuovere con cautela le macerie degli edifici colpiti dal sisma e di assicurarci tutta la documentazione utile per svolgere i necessari accertamenti”. La precedenza “viene data agli edifici pubblici, ‘in primis’ quelli del Comune dove sono raccolte le carte che raccontano la ‘storia’ di queste strutture. “Cerchiamo le carte – ha ribadito il magistrato – vogliamo soltanto quelle per il momento”. “Stiamo raccogliendo gli elementi per verificare se vi siano estremi di reato legati ai crolli e alle lesioni delle strutture pubbliche di Arquata del Tronto. Ma le indagini sono ancora nella fase iniziale”, hanno confermato fonti del Comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno in relazione all’inchiesta aperta dalla Procura locale. Al momento non c’e’ alcuna ipotesi di reato, e non ci sono indagati. “La scuola di Arquata e’ gravemente lesionata – dicono i militari – cosi’ come il 90% delle case o delle strutture della zona. Per il resto stiamo procedendo a effettuare gli accertamenti necessari. Ma occorrono interventi e sopralluoghi tecnici che non avranno di certo tempi brevi”.