Catanzaro: Guerriero, Città universitaria imperniata sul suo Centro storico

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Roberto Guerriero, Consigliere comunale Gruppo Psi-Pse, Città di Catanzaro, che propone di fare di Catanzaro una Città universitaria imperniata sul suo Centro storico, per non spazzare la polvere sotto i tappeti (rossi):

“Il destino dei tappeti, siano essi rossi o persiani, è di volare via, prima o poi. Apprezziamo lo sforzo del Sindaco di estendere al centro storico il programma di cinema in scena a Lido per la modica cifra di cinquantamila euro. Diciamo che l’ingresso è gratuito, ma il costo del biglietto per la Città è piuttosto salato. Ma l’importante è che ne sia valsa la pena. Per due serate i cittadini residenti a Catanzaro Centro avranno potuto vedere da vicino e su rutilante tappeto rosso i “divini” (nel senso di piccoli divi). E un giorno potranno raccontarlo ai propri nipoti e con malcelato orgoglio dire: «Io c’ero». Se mai ci saranno ancora nipoti a Catanzaro. Perché se continua così il rischio di desertificazione si fa concreto e reale. Come nelle grandi migrazioni una popolazione variabile, secondo le diverse stime, dai 1400 ai 1800 esemplari di antica specie burocratica si trasferirà entro ottobre alla nuova Cittadella regionale, imprimendo una brusca accelerazione a un processo lento e inesorabile a cui l’attuale Amministrazione cittadina contrappone soltanto un timido balbettio di proposte isolate ed estemporanee che, dietro l’apparente concorso delle autorità accademiche e la momentanea adesione di organizzatori eventuali, nasconde una cronica assenza di programmazione. Non basta dire di volere fare di Catanzaro la “Città della cultura, della ricerca e della buona sanità” per sentirsi a posto con la coscienza di amministratore moderno e lungimirante.

Di tutte le cose successe in città nell’ultimo decennio, una delle poche positive è stata l’affermarsi del’Università Magna Graecia come realtà vitale, positiva, intraprendente e in crescita. Inutile piangere sul latte versato, guardando alla collocazione periferica del Campus che lì è e lì rimarrà. Siamo sempre a Catanzaro, dobbiamo solo abituarci a vederla come Città nuova e che si evolve come un organismo vivente che va verso ciò che gli assicura l’energia necessaria. Di questa necessità, dobbiamo fare virtù. E pensare a come assecondare il transito di Catanzaro da città burocratico – commerciale, ordito socioeconomico che mostra la corda, a Catanzaro città universitaria, modello verso cui tendere. Il che non è tanto questione di strutture, di immobili, di contenitori. Una città universitaria la si sente nell’aria prima ancora che vederla con gli occhi. Perché imprime di per sé, per l’apporto di mentalità, costumi e cultura, una qualità di vita migliore, amichevole, inclusiva, accogliente, aperta al mondo e al nuovo. L’impegno di una amministrazione intelligente e previdente deve essere quello di rendere la Città e il suo Centro storico, come organismo con le sue tradizioni e le sue vicissitudini storicamente fissate nel contesto urbano, attrattivi e rispondenti a uno standard ottimale di servizi utili e confacenti a studenti e docenti. Il punto è proprio qui. Studenti e docenti. La tendenza è limitare l’interesse al lato giovanile e numericamente più consistente del binomio, dimenticando che altrettanto vitale è assicurarsi la presenza costante e partecipata di docenti, assegnisti e ricercatori, capace di proporre e attuare nuovi modelli di consumi culturali e di circolazione di idee, proposte, provocazioni e risorse. La qualità di una Amministrazione comunale, nel momento storico in cui ci troviamo, si misura su questo. Sulla capacità di attrarre il segmento di popolazione che può assicurare al Centro storico continuità e crescita prospettica. Offrire pertanto servizi reali a studenti e docenti, residenze diffuse nell’ambito di un Centro riutilizzato e sostenibile, trasporti facili e veloci – capaci di favorire l’interfaccia immediato Campus/Centro – occasioni culturali costanti e dignitose, luoghi e momenti di aggregazione creativa. E, se questa Amministrazione accettasse una volta tanto un consiglio disinteressato, studiare. Come altre Città, piccole ma di tradizione come la nostra, alle prese con Università piccole ma prestigiose come la nostra, hanno posto, affrontato e risolto il problema. Ecco un modo intelligente di utilizzare risorse. Mettere la polvere sotto il tappeto rosso per una o due sere è facile. Il difficile viene, e permane, quando il tappeto vola via, e la polvere rimane”.