Rifiuti: Abramo replica a sindaco Pianopoli

abramo-24-06Catanzaro – “Contestando la costituzione dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) per la gestione dei rifiuti della provincia di Catanzaro il sindaco di Pianopoli è uscito completamente fuori tema”. Lo ha affermato il sindaco Sergio Abramo replicando alle dichiarazioni di Gianluca Cuda, primo cittadino del centro del Lametino.
“Mi trovo costretto a ribadire pubblicamente al collega Cuda quanto avevo già espresso in una nota di riscontro alle sue segnalazioni nei giorni scorsi: il Comune di Catanzaro non sta costituendo un ente o un’agenzia che gestisca i rifiuti in ambito provinciale, ma è obbligato dalla legge regionale sui rifiuti attualmente in vigore a gestire in forma associata le funzioni del comparto. Senza alcun costo per i cittadini o le amministrazioni”.
“L’Ato, si badi bene, è un’associazione di funzioni il cui carattere obbligatorio è stato accentuato dalla legge “Del Rio”, rafforzato con il Milleproroghe e definito completamente con la seguente legge dello Stato nr. 11 del 27 febbraio 2015, che segnala in maniera chiara l’ipotesi di commissariamento dei Comuni che non aderiscono. Al contrario di quanto afferma Cuda, l’amministrazione comunale di Catanzaro non ha nessuna intenzione di “costituire surrettiziamente” un “carrozzone a fini elettoralistici o clientelari”, ma deve obbedire alla legge”.
“Se il mio collega di Pianopoli volesse – ha aggiunto Abramo -, potrebbe chiedere chiarimenti al presidente della Regione, Mario Oliverio. Da tesserati dello stesso partito avrebbero forse più facilità a intendersi. E il governatore potrebbe spiegare a Cuda, e probabilmente anche a chi ne manovra le mosse su questo fronte, cosa significa il detto “carta canta”: ai sensi del comma 2 dell’articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, per gli enti locali che non aderiscono entro il primo marzo 2015, oppure entro 60 giorni dall’istituzione o designazione dell’ente di governo dell’ambito territoriale, il Presidente della Regione esercita, previa diffida all’ente locale ad adempiere entro il termine di 30 giorni, i poteri sostitutivi”.
“Quello che Cuda ha definito “rischio” di commissariamento è una misura prevista nero su bianco”. Ora, delle due l’una: il sindaco di Pianopoli può continuare per la strada che gli è forse stata indicata in maniera strumentale, ma in questo caso esporrebbe il suo Comune al commissariamento e andrebbe contro, oltretutto, a un presidente della Regione che fa parte del suo stesso partito. Oppure può scegliere, anche dopo il chiarimento con Oliverio, di rientrare in un percorso tracciato dalle normative e che vede ancora una volta la stragrande maggioranza dei centri della nostra provincia, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che li governano, ritornare protagonisti virtuosi nella gestione di un comparto così importante qual è quello dei rifiuti”.