Soveria: Maida: “l’ospedale si trova in una situazione critica”

Soveria Mannelli – “L’ospedale sta calando in una situazione che a dir critica è poco”. Lo scrive in un comunicato il comitato Pro ospedale del Reventino a firma del presidente Antonio Maida. “Dal 2 maggio ‘in pratica’ – spiega – si chiude con il pensionamento dell’ultima operatrice, il reparto di fisioterapia. Da tre operatori che erano appena 4 anni fa, a zero oggi. Un presidio che per 46 anni ha offerto un servizio imprescindibile e che oggi se non rimpiazzato con analoghe figure rischia di perdersi per sempre, dove su questo fronte noi daremo inizio – questa volta – a una battaglia senza fine. Eppure esistono richieste di fisioterapisti che vorrebbero trasferirsi a Soveria, uno di un’altra Asp, e un altro della stessa”.

A giudizio di Maida “tutto si materializza nella totale assenza di interesse da parte dei vertici dell’Asp, altrimenti gli esisti sarebbero diversi. Tanto per non farci mancare ulteriori problemi bisogna aggiungere che l’Ufficio CUP (prenotazioni) resterà chiuso per dieci giorni, in quanto l’unica operatrice che ne dispone il servizio ha un permesso per tale periodo, e l’azienda non riesce a sopperire a questo inconveniente. Inoltre i problemi non finiscono qui: l’ufficio ticket continua a restare chiuso di sabato e non si comprendono le ragioni, visto che per quasi 50 anni ha funzionato pure in quel giorno. Eppure il sabato è il giorno che molti operai, impiegati, imprenditori, hanno libero per poter eseguire esami diagnostici”. A questo, spiega Maida “bisogna aggiungere che per più di una settimana l’apparecchio per le lastre – predisposto per le piccole immagini – è stato in avaria, quindi inutilizzabile sia per l’emergenza, ovvero Pronto Soccorso, che per le richieste esterne. Spesso, anche la diagnostica – prosegue – pone interruzioni nel servizio, poiché alcuni esami di laboratorio possono essere eseguiti solo dal medico biologo, e se assente, esami come l’urino cultura, tamponi e altri devono essere rinviati con notevole disagio per l’utenza. Se a questo aggiungiamo i tempi matusalemmici delle prenotazioni specialistiche ne esce fuori un quadro disarmante. Non abbiamo inteso al proposito avviare alcun incontro con i cittadini del comprensorio e oltre, nonostante questi ultimi ci stanno spronando a farlo. Stiamo calmi solo perché nella prima quindicina di maggio abbiamo due incontri importantissimi, che ci vedranno esporre le nostre ragioni nelle sedi più autorevoli dove si tratta la materia, ovvero il problema della sanità. Dall’esito (questa volta pretendiamo soluzioni immediate) di questi incontri capiremo se questo sarà un maggio caldo, o il contrario”.