Lettera a Salvini: “Per eliminare le mafie, aboliamo il denaro contante”

Catanzaro– Il Centro Studi Politico-Sociali “Don Francesco Caporale” ha indirizzato una lettera aperta al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che domani sabato 10 agosto, anche se l’incontro non è ancora stato confermato sarà in visita in Calabria, prima ad Amantea poi a Soverato. Nella missiva lo invita a riflettere sull’opportunità di una introduzione nel nostro Paese del sistema “cashless” con il fine di contrastare i traffici economici illeciti di tutte le mafie. La proposta verrà meglio illustrata in occasione della edizione della “Terza Giornata in favore dei Testimoni di Giustizia” che si svolgerà a Catanzaro in novembre.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

«On.le Sig. Ministro, ci permettiamo di inviare alla Sua cortese attenzione una breve nota. La proposta, – si legge nella lettera firmata Alberto Tiriolo Direttivo Centro Studi Politico-Sociali Don Francesco Caporale – che verrà meglio illustrata in occasione della edizione della “Terza giornata in favore dei Testimoni di Giustizia” che si svolgerà a Catanzaro in novembre, è quella di abbinare alla flat tax l’abolizione del contante. Questo per due ragioni:

1) l’attuazione della flat tax, sic et simpliciter, comporterebbe, in un primo periodo, un minore gettito fiscale (dai 60 miliardi di euro come paventa il Mef o una cifra che si aggira tra i 12 e i 15 miliardi come sostiene il Governo) e, quindi, una diminuzione di entrate con la conseguente riduzione di alcuni fondamentali capitoli della spesa pubblica (quali sanità, scuole, assistenza sociale, ect). Di contro l’abolizione del contante secondo i calcoli di una ricerca curata da “The European House – Ambrosetti” soltanto in termini di recupero del gettito, grazie al riemersione di un pezzo dell’economia con l’aumento della quota dei pagamenti elettronici a livello della media europea, i conti pubblici italiani vedrebbero un recupero di entrate pari a 40,8 miliardi di euro l’anno. Il passaggio al sistema cashless , inoltre, comporterebbe un enorme risparmio in termini di costi per la produzione della carta moneta. Per dare un’idea: il contante costa 133 euro l’anno per abitante, le carte di credito non arrivano a 11 euro (con un guadagno per le casse dello stato di 4.758.00.000 euro l’anno solo considerando la popolazione in età attiva di 15-64 anni -39 milioni, il 64,3% del totale- secondo i dati Istat) .

2) La fondamentale ragione per la quale , sig. Ministro dell’Interno, le prospettiamo una riflessione sull’abolizione del contante riguarda il contrasto alla criminalità organizzata ed a tutte le mafie. Orbene un sistema dove non circolano più monete e banconote, che vede peraltro in prima linea Paesi come la Svezia e la Danimarca, non è solo un modo utile per ridurre l’evasione fiscale e quindi l’economia sommersa ma, il tracciare tutti i pagamenti vuol dire prioritariamente contrastare i traffici economici illeciti di tutte le mafie.

Ebbene sig. Ministro lei riesce ad immaginare: i ragazzini delle scuole, gli operai, gli imprenditori di successo o i tanti politici che fanno uso di coca fare la fila davanti ad un pusher dotato di bancomat tramite POS, digitando un codice segreto PIN; le giovani ragazze minorenni ed i giovani bambini migranti costretti a prostituirsi, subendo gli onesti padri di famiglia italiani, che digitano il tramite POS per il pagamento della prestazione. Se le immagina sig. Ministro le baby Gang costringere le vittime bullizate a trasferire sul proprio conto corrente, tramite transazione digitale, la somma delle proprie ruberie? Riesce ad ipotizzare la ‘ndrangheta nel perpetrare le sue estorsioni alle attività commerciali (quelli dei piccoli commercianti, quelli degli artigiani) costretta ad inviare i propri affiliati con tanto di bancomat e dover interrompere il “pizzo” allorquando manchi la connessione o nel dover constatare che quella particolare carta di credito non è inserita nel circuito dei bancomat a nella disponibilità della consorteria.

Lei sa sig. Ministro “dove finiscono i soldi della coca”. “Non sono assolutamente d’accordo con la proposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini di eliminare i limiti dell’uso del contante” ha risposto Gratteri al direttore artistico Gaetano Savatteri “fosse per me farei sparire il contante. Più sarà possibile tracciare i soldi e più si eviterà lo sfruttamento del lavoro nero e del riciclaggio. I ministri passano, noi rimaniamo con le nostre idee e i nostri principi”. Se lei davvero sig. Ministro dell’Interno vuole combattere con concretezza la mafia, la ‘ndrangheta il malaffare diffuso, la corruzione, se lei vuole tutelare i nostri figli allora la invitiamo, sommessamente, ad attenzionare questa nostra missiva che verrà meglio illustrata nel corso della Giornata nazionale in favore dei testimoni di Giustizia che si terra a ridosso dalle elezioni regionali. Sarebbe questo un bel segnale».