Rimborsopoli Catanzaro: presidente consiglio comunale,no a gogna

Catanzaro  – “Gli eventi giudiziari che hanno coinvolto il Consiglio comunale diventano occasione ghiotta per infangare un Capoluogo di regione del sud Italia. La responsabilità penale è personale e non può coinvolgere in ogni caso le istituzioni catanzaresi nella loro interezza. Fiducioso nell’operato della magistratura, da Presidente del Consiglio comunale, nel frattempo, non consentirò in alcun modo che l’immagine di Catanzaro e dei catanzaresi venga lesa da qualsivoglia gogna mediatica”. Lo afferma su Facebook il presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni, tra i pochi membri dell’assemblea a non essere indagato, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che ha investito il Comune di Catanzaro, con 34 indagati, 29 dei quali consiglieri comunali, ai quali ieri i Carabinieri hanno consegnato l’avviso di conclusione delle indagini.
L’ipotesi investigativa riguarda presunte irregolarità nella riscossione dei rimborsi e dei gettoni per la partecipazione all’attività delle commissioni. Fra gli indagati ci sono consiglieri della maggioranza di centrodestra e dell’opposizione.

Sono diverse ancora oggi le reazioni da parte degli indagati. Soprattutto attraverso i social, molti dei consiglieri che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini hanno assunto una posizione netta, nella quale respingono le accuse. Eugenio Riccio, del Gruppo Misto, ha affermato: “Sto valutando di chiedere immediatamente un colloquio con il Pubblico Ministero titolare dell’indagine al fine di chiarire gli evidenti equivoci in cui mi sono trovato, mio malgrado, tirato in ballo”.
Anche Enrico Consolante, consigliere di maggioranza, ha evidenziato di “non potere nascondere la profonda amarezza e il grande sconforto per quanto accaduto. Ovviamente confido nella magistratura, ci mancherebbe altro, ma rimane il fatto che tutto ciò mi ha fortemente toccato”. Anche Gianmichele Bosco, avvocato eletto tra le fila della lista “Cambiavento”, ha preso posizione sui social: “Quello che so è che non permetterò a niente e a nessuno di infangare la dedizione, l’impegno e la cura che ho riservato a questo ruolo. Non so se avrò ancora voglia di restare, non so se questa vicenda mi porterà a decidere di lasciare il mio ruolo. So, però, che continuerò a credere nella politica quella della passione, quella che oggi mi pare così lontana”.