Strage Cassano: Dda, per nonno Coco’ era assicurazione su vita

strage-cassano3Cosenza – “Iannicelli era convinto che portarsi dietro il nipotino fosse una sorta di assicurazione sulla vita, perche’ cosi’ nessuno avrebbe osato fargli del male”. Lo ha detto il procuratore capo della DDA di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo, nel corso della conferenza astampa che si e’ tenuta a Cosenza. “Questo lo sappiamo per aver avuto conferme da varie fonti”, ha detto Lombardo.

Per Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, “e’ una cosa terribile che il bimbo e la ragazza marocchina venissero usati come assicurazione sulla vita da Iannicelli e quello che e’ accaduto conferma che sono saltate tutte le regole che governavano la criminalita’ mafiosa, siamo alla barbarie allo stato puro”. il procuratore capo della DDA di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, ha sottolineato che “sono stati esplosi dei colpi anche contro il bambino e poi i corpi sono stati sistemati nella vettura e dati alle fiamme, dopo che i tre erano stati attirati in un agguato, da parte di chi si pensava fossero degli amici”. Secondo Lombardo “la responsabilita’ e’ del nonno, che ha esposto il bimbo costantemente al pericolo”.