Duplice omicidio nell’Ennese,uccisi pastore, figlio compagna

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Enna – Rinvenuti nelle campagne di Calascibetta (Enna), i cadaveri di due pastori. Si tratta di Signorino Marcellino, 53 anni, e del figlio della sua compagna. I due uomini sono stati rinvenuti sulla strada rurale che conduce alla loro azienda. I due corpi presentano ferite da arma da fuoco.
E’ stato il figlio della vittima a scoprire il corpo del padre e del figlio della compagna, Alexandru Mattei, 25 anni. Secondo una prima ricostruzione i due uomini erano attesi all’alba dai sicari che hanno sparato con almeno un fucile a pallettoni contro il furgone a bordo del quale i due stavano raggiungendo l’azienda agricola. Marcellino e’ morto probabilmente sul colpo, mentre Mattei, fuggito, e’ stato inseguito dai killer e ucciso. Indagano i carabinieri del Nucleo investigativo e del comando provinciale di Enna.

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Non si esclude che a sparare siano stati piu’ sicari. Le vittime, rinvenute nelle campagne di Calascibetta (Enna), sono state raggiunte da numerosi colpi di fucile caricato a pallettoni e il piu’ giovane, che era sceso dal furgone tentando di fuggire, e’ stato inseguito e finito, quando era riuscito ad allontanarsi di circa 300 metri. Una dinamica che farebbe ipotizzare la presenza di almeno due killer. Indagini che si profilano difficili per i carabinieri del comando provinciale di Enna. Il delitto e’ avvenuto all’alba, in una zona di campagna e quindi senza testimoni. per tutta la giornata gli inquirenti hanno sentito i familiari delle vittime ed i conoscenti, ma non sono emersi elementi utili alle indagini.

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Marcellino aveva qualche precedente di polizia per piccoli reati e non risulta legato ad ambienti criminali. L’agguato, pero’ e’ stato condotto con modalita’ mafiose, con i sicari che si sono appostati sulla strada che l’uomo percorreva ogni giorno per recarsi nella sua azienda agricola. Il giovane potrebbe essere stato ucciso solo perche’ testimone dell’agguato. I corpi sono stati trovati circa due ore dopo il duplice omicidio. Il figlio di Marcellino, che sembra non lavorasse abitualmente in campagna con il padre, lo aveva ripetutamente chiamato sul cellulare perche’ alcune persone che dovevano parlare con la vittima, non riuscendo a rintracciarlo, avevano chiesto notizie al figlio. Il giovane, preoccupato dal fatto che il telefono del padre suonasse a vuoto, ha deciso di recarsi in campagna. Percorrendo la strada che conduce all’azienda ha trovato il furgone fermo con il padre riverso all’interno e il corpo del fratellastro ad alcune centinaia di metri.