Catanzaro: domani in piazza con il Coisp i familiari di Mario Placanica

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Catanzaro – Ci saranno anche i familiari di Mario Placanica in piazza insieme al COISP per chiedere la rimozione del cippo in onore di Carlo Giuliani fatto installare in piazza Alimonda dal Comune di Genova. “I familiari del Carabiniere che Carlo Giuliani tentò di uccidere con un estintore, restando a sua volta vittima di un proiettile partito dalla pistola del giovane militare, parteciperanno a Catanzaro ad un incontro con la stampa indetto dai Rappresentanti Regionali e Provinciali del COISP, per testimoniare il dramma sofferto dalla ‘vittima vivente’ di quel triste episodio, di cui nessuno vuole parlare”. Lo rende noto Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “L’iniziativa di Catanzaro – spiega Maccari -, alla quale non è esclusa la presenza dello stesso Mario Placanica, che vive nel capoluogo calabrese, farà da contraltare a quella organizzata a Genova dal “Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus”, alla quale è annunciata la presenza di centinaia di quei black block che in occasione del G8 del 2001 tennero in ostaggio la città seminando violenza e devastazione. Per sostenere la raccolta di firme per la rimozione del monumento a Carlo Giuliani sono state organizzate centinaia di iniziative in tutta Italia, da Nord a Sud, isole comprese. Soltanto a Genova, con un gravissimo provvedimento di diniego notificato dalla Questura, è stata impedita qualsiasi iniziativa:per non fare arrabbiare i black block, non solo è stata negata la possibilità di tenere un dibattito in piazza Alimonda la cui organizzazione era stata comunicata con largo anticipo (2 anni!) dal COISP, non solo sono state interdette ai Poliziotti le 8 piazze in cui era stata organizzata la raccolta di firme, quanto addirittura è stata vietata la circolazione di una “vela” pubblicitaria per illustrare alla cittadinanza le ragioni dell’iniziativa. Un atto sconcertante, gravemente lesivo della libertà di esprimere liberamente il proprio pensiero, garantita dalla Costituzione a tutti i cittadini, ma negata dalla Questura proprio ai Poliziotti. In attesa della decisione del Prefetto di Genova sui ricorsi che abbiamo presentato contro il provvedimento di diniego, la ‘vela’ si è trasferita ad Alessandria. E tra le città in cui verranno raccolte le firme il 20 luglio c’è anche Palermo, proprio all’indomani dell’anniversario della strage di via D’Amelio in cui vennero uccisi dalla mafia il giudice Paolo Borsellino e gli Agenti della sua scorta: sono loro i veri eroi da ricordare, e non certo chi nella vita si è distinto soltanto per avere assalito, con il volto coperto da un passamontagna, dei Carabinieri rimasti intrappolati nell’auto di servizio, tentando di ucciderli con un estintore”. “Il 20 luglio – conclude Maccari – saremo quindi in tutte le piazze d’Italia per chiedere la rimozione del monumento a Carlo Giuliani, perché, pur nel rispetto dovuto per la sua morte, riteniamo che non debba essere commemorato come un martire e mostrato come esempio alle giovani generazioni chi ha avuto il solo ‘merito’ di aver violato la legge e tentato di uccidere un Carabiniere. Anche lui un ‘ragazzo’, abbandonato da tutti, anche da quello Stato che Placanica ha servito indossando una divisa, la cui vita è stata devastata dall’episodio di piazza Alimonda, che non è stato certo lui a volere e a determinare. Un dramma di odio e di violenza che tutti hanno voluto dimenticare, e che noi non vogliamo resti insabbiato, perché sia chiara a tutti gli Italiani l’assurdità di celebrare la memoria di Carlo Giuliani e della sua criminale violenza”.

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