Strage Bologna: 35 anni senza mandanti, la citta’ non dimentica

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Bologna – “Bologna non dimentica”. Questo lo striscione in testa al lungo corteo nel cuore della citta’ aperto dai familiari delle vittime (oltre 200) con le gerbere bianche appuntate al petto e confluito nella piazza della stazione. Nessun fischio. Nessuna contestazione. Ma la richiesta, presente con forza su cartelli e striscioni, di non dimenticare quella bomba che fece 85 morti e 200 feriti. Tutti uniti, istituzioni e cittadini, nel chiedere piena verita’ e giustizia per arrivare ai mandanti. Cosi’ si e’ caratterizzata la commemorazione del 35esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Un 2 agosto appena sfiorato dalle tensioni della vigilia per le “mancate promesse del governo” piu’ volte lamentate dall’Associazione dei familiari. Il governo, attraverso le assicurazioni in Consiglio comunale da parte del sottosegretario De Vincenti, ha garantito l’impegno per l’approvazione del reato di depistaggio, per la completa applicazione della legge sui risarcimenti ai familiari delle vittime (206/2004) e per il corretto funzionamento della direttiva del premier sulla declassificazione degli atti sulle stragi. Parole accolte con favore dal presidente dell’Associazione Paolo Bolognesi che spera di mettere, con quest’anno, la parola fine a polemiche e mancanze. Intanto, dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime scandito dai tre sibili di locomotore, e’ stato unanime il coro di voci tra la piazza e le istituzioni (locali e nazionali) per arrivare ad una piena verita’ e giustizia e per individuare i mandanti dell’atto terroristico.