Omicidio a Crotone: fermato in Svizzera nigeriano ricercato

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Crotone – E’ stato fermato in Svizzera il cittadino nigeriano Clement Ebuh, 23 anni, ritenuto l’autore dell’omicidio del crotonese Pietro Scida, 49 anni. Era la sera del 12 agosto scorso quando, dopo la segnalazione dei familiari che non ne avevano piu’ notizie da un paio di giorni, era stato trovato dalla Polizia, all’interno di un appartamento situatro in via Ruffo n. 7, il cadavere della vittima. Cruenta la scena che si era presentata agli uomini della Volante della Questura e dei Vigili del Fuoco di Crotone che, dopo avere aperto la porta dell’appartamento sito al terzo piano, hanno trovato supino, con il volto coperto, il corpo dell’uomo, disteso su una pozza di sangue. Scida, secondo i rilievi, dopo avere subito un’aggressione, era stato raggiunto al collo da due fendenti inferti verosimilmente da una persona a lui nota, anche in considerazione del fatto che nella casa non erano presenti segni di effrazione. Peraltro, l’arma utilizzata, un coltello da cucina con manico nero e lama di circa 15 cm, era rimasta conficcata nella gola della vittima. Dopo l’aggressione, la parte superiore del corpo, che giaceva su una copiosa quantita’ di sangue, era stata coperta da piu’ asciugamani e da una tovaglia da tavola. Le indagini avevano fatto emergere la figura di un uomo di colore che poco dopo il fatto delittuoso, era sato ripreso dalle telecamere dei circuiti di videosorveglianza installati in prossimita’ dell’abitazione della vittima, mentre si dirigeva a passo veloce e portando con se un borsone ed un sacchetto verso qil centro storico. L’uomo era stato poi ripreso mentre abbandonava la busta in un cassonetto dell’immondizia, per poi riprendere il cammino in direzione dei vicoli centrali di Crotone. Gli i nquirenti avevano anche appurato che lo scorso mese di giugno, la vittima aveva avuto un litigio con il nigeriano,che aveva cercato insistentemente di accedere all’abitazione della vittima con la quale ntratteneva un rapporto di frequentazione.

L’immigrato, secondo gli inquirenti, era l’uomo ripreso dalle telecamere poco dopo il delitto. Ebuh, nella mattina di martedi’ 11 agosto, cioe’ quella successiva alla commissione dell’omicidio, si era recato in una cooperativa sociale sita nel comune di Isola di Capo Rizzuto, nella quale era titolare di alloggio in quanto richiedente protezione internazionale, per cambiarsi gli abiti ed allontanarsi senza farne piu’ ritorno. La perquisizione del posto letto dell’uomo ha permesso di recuperare, occultati tra il materasso e la rete del letto, la maglietta ed i bermuda indossati la sera dell’omicidio. Peraltro, l’analisi dei tabulati ha consentito di verificare come, proprio la sera del delitto, vi sia stato un contatto telefonico tra la vittima e l’indagato. Sulla scorta di quanto emerso sono scattate le attivita’ di ricerca del nigeriano, risultato pero’ irreperibile. Tuttavia, una delle utenze telefoniche in uso al ricercato ha agganciato un ripetitore a Como, proprio al confine con la Svizzera. Nel frattempo, gli elementi di indagine sono stati raccolti in una corposa comunicazione di reato della Squadra Mobile della Questura inviata alla Procura che ha emesso un fermo di indiziato di delitto chiedendo al gip di Crotone l’emissione dell’ ordinanza di custodia Cautelare. Sono stati, pertanto, avviati accertamenti ulteriori tramite il Servizio Centrale Operativo, il Servizio di Polizia Scientifica ed la Divisione Sirene del Servizio per Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma, nonche’ con la Squadra Mobile della Questura di Como, la quale ha accertato che l’uomo aveva chiesto asilo in una struttura di Chiasso, in Svizzera, dove infine Ebuh e’ stato fermato. Il nigeriano sara’ trattenuto da quelle autorita’ in attesa che venga consegnato all’Autorita’ Giudiziaria italiana.

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