Giornalisti: morta Adele Cambria; Diano, “amo’ sempre Reggio”

Adele-Cambria05Catanzaro – E’ morta oggi a Roma, all’eta’ di 84 anni, Adele Cambria, scrittrice e giornalista, storica attivita’ del movimento femminista.
Nata a Reggio Calabria, collaboro’ con giornali e riviste, pubblicando diversi libri. “La scomparsa di Adele Cambria suscita sincera emozione in chi ha avuto, come me, la fortuna di conoscerla e di avere a lungo frequentato la sua casa” afferma Filippo Diano, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. “Adele Cambria, scrittrice e giornalista (Il Mondo, l’Espresso, Il Giorno, La Stampa, Il Messaggero, l’Europeo), reggina di nascita, e’ stata una delle figure centrali, con Camilla Cederna e Oriana Fallaci, nel dibattito del Paese sul ruolo delle donne nella societa’. Fondatrice del teatro ‘La Maddalena’ di Roma, amica personale di Pier Paolo Pasolini, attrice anche in alcuni suoi film, non ha mai avuto la paura della liberta’ dell’errore. Negli anni ’70, – sottolinea Diano – nell’infuriare della rivolta di Reggio Calabria, per garantire la liberta’ di espressione, accetto’ di assumere la direzione responsabile del quotidiano ‘Lotta Continua’, tentando con Adriano Sofri di dare una dimensione piu’ approfondita delle ragioni di quegli anni complessi della storia di Reggio Calabria. Ingenerosamente, a mio modo di vedere, venne invece catalogata tra i cosi’ detti ‘nemici’ di Reggio, una frattura con la citta’ natale che peso’ molto nella sua vita poiche’ di Reggio rimase sempre innamorata. Adele Cambria, figlia della borghesia reggina, – conclude – ebbe il merito e la forza di schierarsi sempre accanto a chi era ai margini della societa’, con coerenza intellettuale e spirito di solidarieta’”.

Addio Adele Cambria, signora del giornalismo

ROMA – È morta a Roma, la città che l’aveva adottata, Adele Adele-Cambria-nuovoCambria, giornalista, scrittrice, attrice, autrice di teatro e tv, storica figura del femminismo italiano. Era malata da tempo. Pioniera del giornalismo al femminile insieme a Camilla Cederna e Oriana Fallaci, Adele Cambria era nata a Reggio Calabria il 12 luglio 1931.
“Putroppo mia madre si è spenta stanotte. Pace all’anima sua”: è con questo post su Facebook che Luciano Valli ha annunciato stamane la morte della madre.
Un post che ha ricevuto subito l’affetto della comunità del social, perché Adele Cambria, voce forte e fuori dal coro che ha scritto su “Paese Sera”, “La Stampa”, “L’Europeo” e “L’Unità” e ha co-fondato “Noi donne”, rivista dell’Udi (Unione donne italiane), nonché diretto “Effe” negli anni Settanta, era un personaggio che non si poteva non amare. Originale e fuori dagli schemi, sia come giornalista che come donna. Piena di colore. E non solo quello dei suoi paltò. O degli orecchini, che la signora – indiscutibilmente una signora – portava spesso spaiati, ossia uno di colore diverso dall’altro. Anche a 80 anni.
Chiunque volesse darle l’ultimo saluto, potrà visitare la camera ardente allestita all’ospedale Fatebenefratelli a Roma fino a sabato, 7 novembre, quando il suo feretro sarà trasportato nella Chiesa in via dei Pettinari, dove si svolgeranno i funerali.
Adele Cambria, calabrese doc, si laurea in giurisprudenza all’Università di Messina e arriva a Roma nel 1956 con il sogno di fare la giornalista. Qui, già sposata con il giornalista Bernardo Valli, dal quale successivamente divorzierà, incontra Pier Paolo Pasolini, di cui era amica, nella loro casa romana e lì il grande regista le chiede di interpretare il ruolo di “Nannina la napoletana” in “Accattone” (1961), cosa che – in quanto femminista – non la rende felicissima, ma per l’amicizia che la lega allo scrittore friulano accetta la parte. Cambria è apparsa anche poi anche in altre due pellicole di Pasolini, “Comizi d’amore” (1965) e “Teorema” (1968).
Scrittrice e autrice di tramissioni televisive (tra cui “E la Tv non creò la donna” su RaiSat tra il 2000 e il 2003 e una rubrica all’interno delle “Invasioni barbariche” nel 2011), Adele è stata sostenitrice del femminismo fin dagli albori.
Sugli scaffali della sua casa romana, a due passi da Campo de’ fiori, è conservato un patrimonio di volumi, dove, come nella tradizione della Casa internazionale delle donne, gli autori maschi sono rigorosamente divisi dalle autrici femminili: “Ho già deciso di dare alla Casa delle donne tutti i miei libri, perché i miei figli sono all’estero”, disse ad Askanews, in unintervista fatta in occasione dell’8 marzo scorso.
Adele Cambria era anche autrice di testi teatrali e ha firmato numerose opere letterarie, tra cui una biografia sull’ultima regina d’Italia intitolata “Maria Josè (Longanesi, 1966), “L’Italia segreta delle donne” (Newton Compton Editori, 1984), “Tu volevi un figlio carabiniere” (Stampa Alternativa, scritto con il figlio Luciano Valli, 1997) e “Storia d’amore e schiavitù” (Marsilio, 2000), finalista al premio intitolato a Elsa Morante e in concorso al Premio Strega.
Collaborò anche con la Rai, sull’immagine televisiva della donna, ed è stata autrice di “Trittico meridionale”, tre trasmissioni sul Meridione d’Italia, dedicate ad Ernesto De Martino, Maria Occhipinti e a Reggio Calabria. Per Rai Cultura, raccontò il viaggio tra Calabria e Sicilia, in quella che fu l’antica Magna Grecia, tra mito, tradizione e storia.
“Con la scomparsa di Adele Cambria, – afferma Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria – che ha sempre mantenuto vivo con la Calabria, sua terra d’origine, un viscerale rapporto di amore, per le sue bellezze, e di odio, per i suoi mali, se ne va un pezzo di storia e del giornalismo e della cultura dell’Italia. Una donna, ancor prima che una giornalista, singolare e d’eccezione. Una fuoriclasse della professione, che sicuramente non sarà dimenticata”.