‘Ndrangheta: Calabria, 300.000 euro per uso terreni confiscati

Arturo-BovaCatanzaro – Fondi in arrivo per le cooperative sociali e societa’ che gestiscono terreni agricoli confiscati alla ‘ndrangheta in Calabria. L’iniziativa e’ stata illustrata oggi nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta nella sede della Giunta regionale calabrese, a Catanzaro, alla presenza del presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, Arturo Bova, del consigliere regionale con delega all’Agricoltura, Mauro D’Acri, e del dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Carmelo Salvino. Si tratta, come ha spiegato Salvino, di 300.000 euro di fondi di bilancio utilizzabili con un bando a sportello che sara’ aperto il prossimo 21 marzo e destinato a coloro che, gestendo beni confiscati, hanno subito danni con attentati e intimidazioni.
“Si tratta di un primo, piccolo intervento – ha detto Salvino – ma su un tema molto importante che si rivolge a tutte quelle cooperative sociali che producono, tra l’altro, prodotti di eccellenza, ma alle quali e’ destinato un piccolo segnale che vuole essere, pero’, forte e deciso”. Salvino ha evidenziato di avere avviato “una interlocuzione con l’Agenzia nazionale per i beni confiscati per avere un censimento sia dei beni assegnati sia di quelli da assegnare, ma purtroppo l’interlocuzione stenta a partire”. Soddisfazione e’ stata espressa dal presidente della Commissione, Arturo Bova: “Si tratta di un segnale importante, anche se le risorse non sono molte. La gestione dei beni confiscati alla mafia – ha sottolineato – rischia di essere un fallimento per l’opinione pubblica se diventa errata e non offre soluzioni concrete, per questo si sta lavorando su una legge che dovra’ normare l’intero quadro pur tenendo conto delle competenze regionali. Troppi beni restano in stato di abbandono, ed in questa direzione sollecitiamo i Comuni a presentare istanze per ottenere non sono immobili, ma anche mezzi ed attrezzature confiscate”.
Pieno sostegno all’iniziativa di aiutare le aziende vittime di intimidazioni, e’ arrivato anche dal consigliere regionale D’Acri che segue il settore dell’agricoltura: “I terreno confiscati vanno ben utilizzati – ha detto – e questi soldi di bilancio sono l’inizio di un percorso di sostegno”.

‘Ndrangheta: Bova, beni confiscati restino in territorio clan
“Il 50 per cento delle risorse confiscate ai mafiosi deve restare nel territorio dove direttamente opera la cosca”. E’ questa la proposta avanzata dal consigliere regionale Arturo Bova, presidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, e allo studio della stessa commissione. A illustrala e’ stato lo stesso Bova nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta a Catanzaro, aggiungendo: “Sarebbe un ottimo segnale quello di lasciare il 50 per cento di questi beni proprio nel territorio dove la cosca opera, anche per dare una testimonianza tangibile ai cittadini. Normalmente – ha spiegato – i soldi confiscati finiscono nel Fondo unico di giustizia, ma e’ giusto che almeno la meta’ restino direttamente nell’area dove vengono confiscati. La riforma del codice antimafia prevede anche alcuni interventi in questa direzione. Occorre dimostrare – ha concluso Bova – che veramente si vuole fare qualcosa per la Calabria, e un provvedimento del genere andrebbe in questa direzione”.