‘Ndrangheta: Gratteri, buon segno collaborazione vittima usura

nicola-gratteri-180116Reggio Calabria – “Quando il male ha ogni audacia, il bene deve avere ogni coraggio”. Con queste parole il comandante regionale della Guardia di Finanza in Calabria, il generale Gianluigi Miglioli, ha sintetizzato l’impegno delle fiamme gialle e dei Carabinieri, che hanno collaborato insieme all’indagine sfociata nell’operazione “Typograph-Acero Bis”, che oggi ha portato al fermo di 34 indagati. L’indagine, oltre che delle forze territoriali, si e’ avvalsa anche del lavoro degli specialisti dello Scico della Guardia di Finanza, del Ros e dei Cacciatori dei Carabinieri. Particolarmente significativo e’ stato l’input dato dalla denuncia di un imprenditore. “Il fatto che un usurato sia andato a bussare alla porta della Guardia di Finanza per noi e’ un buon segno”, ha commentato il procuratore aggiunto Nicola Gratteri, il quale ha sottolineato il lavoro certosino dell’indagine: “Il fermo e’ di 2500 pagine, avremmo potuto concludere l’indagine prima, ma volevamo essere certissimi. Ci siamo avvalsi della consulenza di professionisti, perche’ vogliamo andare in udienza a discutere la pena, non la colpevolezza”. Anche il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Lorenzo Falferi, ha sottolineato l’importanza della collaborazione da parte della vittima: “C’e’ un cambio di rotta, la capacita’ di qualcuno di affidarsi allo Stato perche’ lo Stato e’ una realta’ credibile e affidabile”. “E’ la dimostrazione – ha commentato anche il comandante provinciale della Finanza, colonnello Alessandro Barbera – che le cose possono cambiare, dobbiamo andare avanti con tenacia e convinzione”. “Abbiamo dimostrato – ha commentato infine il procuratore capo Federico Cafiero De Raho – con la grande professionalita’ dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, come una denuncia consenta di arrivare agli arresti. Se tutti denunciassero la ‘ndrangheta non esisterebbe piu'”.