Roma – La maladepurazione riguarda il 25% dei cittadini italiani. E’ quanto si legge nel rapporto Ambiente 2016, presentato oggi a Roma, a cura di Legambiente. Un dato, si spiega nel dossier, confermato anche da due sentenze di condanna della Commissione europea (nel 2012 e 2014) e da una procedura aperta nel 2015 per il mancato rispetto della direttiva 91/271 sulla depurazione degli scarichi civili. Sono ben 1.022 (il 32% del totale), gli agglomerati coinvolti dai procedimenti europei: 81% di quelli campani, il 73% della Sicilia, il 62% della Calabria. Le sanzioni, si legge nel rapporto, costeranno 476 milioni di euro l’anno dal gennaio 2016 a completamento delle opere. In positivo, le regioni piu’ virtuose per depurazione sono il Veneto con ‘solo’ il 17% dei comuni coinvolti, la Toscana col 18% e il Friuli Venezia Giulia col 24%. Anche le analisi delle acque condotte da Goletta verde nel 2015 sono risultate inquinate nel 45% dei casi.
Complessivamente le infrazioni accertate ai danni delle coste e del mare nel solo 2014 sono state 14.542, pari a 40 al giorno, 2 ogni chilometro di costa, con 18mila persone denunciate e ben 4.777 sequestri effettuati. Le infrazioni inerenti specificatamente all’inquinamento sono state 4.545, il 31% del dato nazionale, con 7mila persone denunciate o arrestate e 2.741 sequestri. Uno dei fenomeni piu’ preoccupanti di inquinamento del mare e’ la quantita’ di rifiuti presenti, e in particolare di plastica galleggiante.
Dai dati contenuti nel rapporto, si evince che in Liguria e in Sardegna il carico depurato raggiunge il 100%, mentre a ‘fine classifica’ tra le regioni, si collocano la Sicilia, con il 54%, il Friuli Venezia Giulia (68%), la Puglia e la Campania (entrambe con il 77%).









