Sicurezza: Coisp lancia l’hashtag #voicosafareste

Maccari-conlogoCatanzaro – “Proviamo ad immaginare che accada in una delle nostre piazze quanto è successo lungo la Promenade a Nizza: un camion lanciato sulla folla e le Forze dell’Ordine che sono lì, armate ed assistono alla manovra impazzita dell’autista. La domanda è: voi cosa fareste? Una domanda ineludibile oggi che la minaccia terroristica (e non solo) incombe, e che gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine italiani sono più che mai costretti in spazi operativi limitatissimi, al punto da non poter più difendere se stessi né gli altri senza finire in guai che in pochi, per non dire nessuno, accoglierebbero a cuor leggero. In Italia, è bene non essere ipocriti in proposito, probabilmente nessuno avrebbe sparato contro l’autista folle di quel camion. In Italia non solo non abbiamo investimenti sufficienti a garantirci mezzi e formazione per tutti che siano adeguati alla sfida che ci attende, ma ci manca del tutto ogni tutela giuridica, ogni serio protocollo operativo, ogni garanzia funzionale e professionale. Mentre il Ministro ci vuole in strada armati anche fuori servizio per far vedere che lui si preoccupa della sicurezza, i suoi amici e colleghi in Parlamento, quando non sono troppo occupati a discutere se legalizzare gli stupefacenti, si preoccupano per lo più di trovare il modo di criminalizzarci e darci in pasto a chiunque voglia farci punire ingiustamente con il reato di tortura e simili. In Italia se usi l’arma di ordinanza si apre di prassi un fascicolo a tuo carico in sede penale ed uno in sede disciplinare senza neppure passare dal via… Ora, la domanda è lecita o no? Voi cosa fareste?”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, annuncia così la nuova iniziativa del Sindacato Indipendente di Polizia che nel corso dell’ultima edizione del Tg Coisp, il settimanale diretto da Fulvio Coslovi che informa delle attività del Sindacato ed approfondisce le principale tematiche del settore, ha lanciato l’hashtag #voicosafareste, aprendo il dibattito a proposito delle tanto discusse modalità di intervento delle nostre Forze dell’Ordine che, nel panorama delle Polizie di mezzo mondo, spiccano per l’assai limitato utilizzo delle armi di ordinanza, cosa che storicamente è costata la vita e la salute a non pochi di loro, ma che adesso potrebbe rappresentare il discrimine fra un attentato terroristico più o meno riuscito.
L’iniziativa apre un periodo, che andrà avanti fino all’autunno, “in cui il Coisp – spiega ancora Maccari – porterà a compimento una serie di attività sul territorio tutte volte a sensibilizzare la cittadinanza, ed a richiamare l’attenzione su una problematica di non poco momento. Una questione da cui dipende in realtà la concreta risposta alla violenza incalzante cui, di fatto, devono rispondere le Forze dell’Ordine impegnate sul territorio e non i pochi Appartenenti ad un’intelligence il cui lavoro è straordinario ed indispensabile, ma non li porterà a trovarsi faccia a faccia con un terrorista che guida un camion in mezzo alla folla o conduce un motopeschereccio in un porticciolo o apre il fuoco in un cinema o piazza un ordigno allo stadio o Dio solo sa cos’altro. Saranno iniziative volte a sollecitare una riflessione semplice quanto profonda: voi cosa fareste? Una domanda posta con la massima franchezza ed onestà alle centinaia di migliaia di colleghi in tutta Italia; ma anche ai semplici cittadini che vivono il bisogno quanto mai impellente di sicurezza e subiscono le paure legate alle insufficienze del sistema; così come anche ai più incalliti detrattori delle Forze dell’Ordine, il nocciolo duro degli antagonisti, quelli buoni a criticare sempre e comunque, a processare e condannare senza appello in tv o nelle piazze, i nemici giurati delle divise; ma soprattutto a tutti quei Rappresentanti politici che non appartengono all’ala oltranzista del partito dell’anti-polizia, che di solito fanno spallucce o che magari ci sostengono anche e ci elogiano a parole, ma che adesso devono dimostrare di saper trovare gli strumenti che ci mettano concretamente in condizione di capire, di sapere, cosa dobbiamo fare, come, quando e perché farlo… un perché che deve essere ben chiaro a tutti, che deve essere esplicitato e che non lasci dubbio o spazio alcuno a chi di continuo non fa che cercare un modo per chiedere le nostre teste, infischiandosene della sicurezza altrui”.