Vibo Valentia – Quello che il WWF Calabria aveva paventato nei giorni scorsi, si sta puntualmente verificando: non si contano gli animali selvatici rinvenuti feriti o in difficoltà da comuni cittadini, che non vengono più ricoverati presso i due unici centri operanti in Calabria, quello di Cosenza e quello di Catanzaro.
La mancanza di finanziamenti o il trasferimento delle competenze alla regione, non possono mettere a repentaglio la vita di poveri animali altrimenti condannati a morire miseramente.
L’ultimo triste episodio di una lunga serie riguarda un magnifico esemplare di poiana, una giovane femmina, trovata con un’ala spezzata nel territorio di Nocera Terinese da Mario Isabella che si è subito prodigato per trovare una sistemazione adatta e, soprattutto, qualcuno che si prendesse cura del rapace ferito. Dopo una serie di telefonate andate a vuoto, la poiana era stata trasportata dallo stesso Isabella e da suo cugino Domenico, presso il Parco della Biodiversità di Catanzaro, all’interno del quale opera da diversi anni il Centro Recupero Animali Selvatici gestito dalla provincia di Catanzaro; una struttura modello dove sono stati curati e riabilitati centinaia di uccelli ( e non solo) rappresentando un punto di riferimento anche per altre province. Purtroppo però da diversi giorni il centro non accoglie più animali, per cui ai cugini Isabella non è rimasto che rivolgersi ad un veterinario privato, il Dott. Andrea Gallo, che ha praticato le prime cure, prima che la poiana venisse affidata al Dr Pino Paolillo, naturalista del WWF di Vibo che si è incaricato di rifocillarla e di custodirla temporanemente. Vista però la gravità della frattura , la poiana è stata trasportata dai volontari del WWF vibonese fino a Cosenza per tentare il tutto per tutto pur di salvarla. Ma nella città bruzia il centro recupero di contrada Lacone versa anch’esso in precarie condizioni a causa del mancato finanziamento di tutte le attività necessarie per il mantenimento e la cura degli animali, una situazione che si trascina da tempo e che ha costretto il responsabile del centro, Mauro Tripepi, a bloccare i ricoveri per mancanza di fondi. La poiana però non poteva essere abbandonata al suo destino, per cui, nonostante tutte le difficoltà del caso, è stata sopposta all’intervento chirurgico nel tentativo di scongiurare la perdita dell’ala.
Insomma una vera e propria odissea denunciata dagli stessi Isabella sui social, che si aggiunge a tutte le segnalazioni pervenute alle guardie volontarie del WWF, di gabbiani, civette, barbagianni, poiane e altri rapaci diurni provenienti dalle province di Catanzaro e Crotone e di cui in alcuni casi non si è saputo più nulla. Una situazione- ripete il WWF – che non può continuare e che richiede un intervento immediato da parte dell’assessorato all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Calabria e, perché no, dello stesso presidente Oliverio, visti tutti i proclami che si fanno per la difesa della biodiversità.
Il WWF ricorda che la fauna selvatica protetta è patrimonio indisponibile dello stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale e giudica inammissibile che la stessa regione ogni anno sperperi decine e decine di migliaia di euro per “lanciare” animali destinati ad essere fucilati ( quando non muoiono prima di fame) all’apertura della caccia e poi si lascino gli unici, indispensabili centri operanti sul territorio, a interrompere i ricoveri per mancanza di fondi.
Fra due settimane si aprirà la caccia e immancabilmente tantissimi uccelli saranno abbattuti, legalmente o no, e tanti saranno trovati con le ali fracassate . Ma ogni giorno che passa può essere l’ultimo per un rappresentante di quella biodiversità tanto celebrata, la cui effettiva protezione sembra per ora destinata a rimanere sulla carta.










