‘Ndrangheta: matrimonio in elicottero,nessuna ipotesi reato mafia

elicottero-sposi-600x450Vibo Valentia – “Non sono emersi al momento elementi tali per far ritenere lo sposo direttamente imparentato con elementi dei clan di Nicotera, ne’ sono emerse ipotesi di reato aggravate dalle modalita’ o finalita’ mafiose”. Lo ha detto all’Agi il procuratore facente funzioni di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, in merito all’inchiesta aperta dalla locale Procura che mira a far luce sull’atterraggio di un elicottero, avvenuto il 14 settembre scorso in piazza Castello a Nicotera (Vv) con a bordo un pilota e una coppia di sposi. Lo sposo e’ Antonio Gallone, 30 anni, di Nicotera Marina, sorpreso nel 2011 dai Carabinieri di Spilinga ad innaffiare 600 piante di marijuana, ma non indagato per reati di mafia. Allo stato, dai riscontri degli investigatori, e’ emerso che il nonno omonimo dello sposo, nel 2015, e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari per una pena definitiva di 11 mesi per illecita coltivazione di 113 piante di marijuana. Il nome del padre del ragazzo, invece, emerge negli atti dell’inchiesta “Dinasty” contro il clan Mancuso, risalente al 2003, per delle frequentazioni annotate dai Carabinieri con il boss Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”. Troppo poco, secondo il magistrato, per una trasmissione degli atti alla Dda di Catanzaro. L’inchiesta mira infatti a far luce sull’atterraggio, nonautorizzato, del velivolo in piazza, atteso che l’elicottero aveva chiesto solo il permesso per il decollo dal campo sportivo di Nicotera alle isole Eolie.

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