Istat: Italia, nei servizi resta ancora forte divario Nord e Sud

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Roma – Ancora differenze territoriali nell’erogazione dei servizi. Accessibilita’, equita’, efficacia sono le chiavi di lettura utilizzate per analizzare la qualita’ dei servizi pubblici. Fra il 2012 e il 2013 e’ in leggero miglioramento la percentuale di anziani cui sono stati erogati servizi di assistenza domiciliare integrata (Adi), in linea con la tendenza osservata negli ultimi anni (tra il 2004 e il 2013 si passa da 3 a 5 anziani ogni 100). Lo conferma la quarta edizione 2016 del Rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile. E’, invece, in lieve diminuzione la dotazione di posti letto in strutture residenziali, che si attesta nel 2013 a 387mila unita’ (384mila nel 2011) ossia 6,3 posti per mille abitanti (6,5 nel 2011). Nonostante svolgano un ruolo fondamentale nella conciliazione famiglia-lavoro, dal 2011 l’offerta di servizi socio-educativi per la prima infanzia e la spesa impegnata dai comuni sono in diminuzione. A fronte dell’obiettivo del 33% sono disponibili 22,5 posti ogni 100 bambini in eta’ 0-2 anni. Per tutti gli indicatori considerati il divario fra le regioni del Centro e del Nord e quelle del Mezzogiorno e’ rilevante. Riguardo i servizi di pubblica utilita’, nel 2015 e’ in aumento il numero di interruzioni accidentali lunghe del servizio elettrico, in media 2,4 per utente (erano 2 nel 2014): il massimo per questo indicatore si registra in Sicilia (5,2). Sostanzialmente stabili nel triennio 2013-2015 le quote di famiglie che denunciano irregolarita’ nell’erogazione dell’acqua (9,3%) e che dichiarano di avere l’allaccio al gas metano nella propria abitazione (78,0%). Gli spostamenti occupano il 5,3% di una giornata della popolazione di 15 anni e piu’: in un giorno feriale medio sono dedicati alla mobilita’ 76 minuti, valore sostanzialmente immutato rispetto al periodo 2008-2009. Si riduce l’offerta di trasporto pubblico locale, espressa in posti-Km per abitante: -3,4% nel 2014 sull’anno precedente, -7,6% rispetto al 2011). Continua, anche se meno marcato che nei tre anni precedenti, il miglioramento dell’indicatore che misura l’affollamento nelle carceri italiane: nel 2015 e’ pari a 105 detenuti ogni 100 posti, erano 151 nel 2010. In questo caso, e’ nel Mezzogiorno che si registrano i segnali piu’ positivi.