Papa: mafiosi rispondono al male col male, non hanno mitezza

papa-600x450 CdV – “I mafiosi pensano che il male si possa vincere con il male, non hanno speranza non conoscono cosa siano l’umilta’ e la mitezza”. Lo ha affermato Papa Francesco commentando le parole della prima lettera di san Pietro, secondo le quali “e’ meglio soffrire operando il bene che facendo il male”. Questo, ha spiegato il Papa ai circa 30 mila fedeli presenti all’Udienza Generale, “non vuol dire che e’ bene soffrire, ma che, quando soffriamo per il bene, siamo in comunione con il Signore, il quale ha accettato di patire e di essere messo in croce per la nostra salvezza”.

“Quando allora anche noi, nelle situazioni piu’ piccole o piu’ grandi della nostra vita, accettiamo di soffrire per il bene, e’ come – ha continuato Francesco – se spargessimo attorno a noi semi di risurrezione e di vita e facessimo risplendere nell’oscurita’ la luce della Pasqua”. “E’ per questo – ha scandito il Pontefice – che l’Apostolo ci esorta a rispondere sempre ‘augurando il bene'”. Dunque, “la benedizione non e’ una formalita’, non e’ solo un segno di cortesia, ma e’ un dono grande che noi per primi abbiamo ricevuto e che abbiamo la possibilita’ di condividere con i fratelli. E’ l’annuncio dell’amore di Dio, un amore smisurato, che non si esaurisce, che non viene mai meno e che costituisce il vero fondamento della nostra speranza”. “Cari amici – ha poi concluso Bergoglio – adesso comprendiamo anche perche’ l’Apostolo Pietro ci chiama ‘beati’, quando dovessimo soffrire per la giustizia. Non e’ solo per una ragione morale o ascetica, ma e’ perche’ ogni volta che noi prendiamo la parte degli ultimi e degli emarginati o che non rispondiamo al male col male, ma perdonando e benedicendo, noi risplendiamo come segni vivi e luminosi di speranza, diventando cosi’ strumento di consolazione e di pace, secondo il cuore di Dio. Avanti dunque con la mitezza: fare del bene anche a quelli che non ci vogliono bene o ci fanno del male. Avanti”.