Porto Gioia Tauro: Dieni (M5S), “accordo non risolve niente”

federica-dieni-600x450-bis
Catanzaro – “Quello siglato a Roma e’ un accordo capestro che nulla dice sul futuro dei lavoratori del porto di Gioia ne’, tantomeno, scongiura il loro licenziamento”. E’ quanto afferma la deputata del M5S Federica Dieni all’indomani del vertice al ministero delle Infrastrutture sulla vertenza dei 400 portuali a rischio di licenziamento. “E’ un fatto certamente positivo – osserva la parlamentare – che i lavoratori abbiano deciso di sospendere lo sciopero e di riprendere le attivita’ dello scalo. Purtroppo, pero’, l’intesa raggiunta al ministero non rispecchia le legittime aspettative dei 400 dipendenti messi alla porta da Mct. Nell’accordo, infatti, si prospetta solo una possibile riduzione del numero degli esuberi e l’eventuale proroga, dopo i primi tre anni, dell’Agenzia dei portuali. Troppo poco, insomma – aggiunge Dieni -, per cantare vittoria e considerare superato il problema. La triste verita’ e’ che l’accordo di ieri non ha risolto nulla e non ha fornito nuove certezze ai lavoratori, oggi come ieri nel limbo del precariato con, in piu’, sulla testa la spada di Damocle del possibile licenziamento. Da Delrio e Oliverio – continua la deputata – era lecito aspettarsi di piu’: per la tutela dei dipendenti e delle loro famiglie e per dare concretezza alla tanto sbandierata volonta’ di rilancio della piu’ grande infrastruttura calabrese. La verita’ e’ che, mentre il Pd nazionale e regionale continua a fare propaganda, il porto di Gioia Tauro e i suoi lavoratori soccombono a causa dell’ignavia di chi sta in cabina di regia: gli stessi figuranti che, dopo mesi, non sono ancora riusciti – conclude – a nominare un presidente dell’Autorita’ portuale in quello che potrebbe essere il piu’ importante scalo del Mediterraneo”.