Sedicenne ucciso da 15enne: Marziale, tragedia che non stupisce

Marziale070716Reggio Calabria – “Non e’ piu’ motivo di stupore quanto accaduto nel vibonese, dove un quindicenne ha ucciso a colpi di arma da fuoco un coetaneo, perche’ la societa’ in cui vivono ha finito per normalizzare la violenza, quale mezzo di risoluzione delle diatribe anche piu’ futili”. E’ quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria. “Cio’ che, pero’, caratterizza questo omicidio, rispetto ad un episodio similare che ormai accade sempre piu’ spesso in tutte le latitudini e longitudini, e’ la facilita’ di accesso ad un’arma da fuoco – evidenzia Marziale – perche’, se e’ vero che l’uccisore appartiene ad una famiglia compromessa con il crimine organizzato, allora tutto diventa molto piu’ chiaro e acquisisce contorni piu’ gravi”. Per il Garante “dinanzi a questo episodio non posso che provare intimo dolore e guardare all’allontanamento dei minorenni dai contesti familiari mafiosi come rimedio preventivo, che partendo dal Presidente del Tribunale dei Minorenni Roberto Di Bella, da Reggio Calabria, va viepiu’ espandendosi grazie alla collaborazione ed alla richiesta di madri consapevoli, che vogliono porre in salvo i propri figli, preservandoli da un futuro segnato dalla cultura della morte e non della vita”.