Porto Gioia Tauro: Dieni (M5S), Zes solo un palliativo

federica-dieni-600x450-bisReggio Calabria – “La Zona economica speciale oltre a non essere sicuramente una soluzione definitiva per Gioia Tauro, richiedera’ mesi se non anni per dare i propri frutti.” Questo il commento della deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge per il Mezzogiorno che include le norme per l’Istituzione delle Zone economiche speciali . “Difficilmente – continua la parlamentare – la ZES rappresentera’ una soluzione vera per Gioia Tauro. Oltre a questo chi avesse la pazienza di leggere il decreto scoprirebbe che e’ ancora lunga la strada che ne porta all’attuazione. Serve infatti un ulteriore decreto attuativo da parte della Presidenza del Consiglio da emanarsi a 2 mesi dalla conversione del primo decreto che avverra’ presumibilmente tra altri sessanta giorni. Se tutto va poi per il verso giusto ci dovra’ essere la proposta della Regione, corredata da un piano di sviluppo strategico, che sara’ approvata con un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio. In seguito dovra’ essere definita un’amministrazione della ZES. Oltre a questo il decreto prevede procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali che dilateranno ulteriormente le tempistiche e che presumibilmente richiederanno anni per la completa implementazione. Si tratta di una nave che e’ ancora ben lontana dall’arrivare in porto e che inoltre non consentira’ automaticamente di risolvere tutti i problemi di Gioia Tauro, che sono anzitutto derivanti dall’assenza di una seria programmazione economica e infrastrutturale. D’altra parte il decreto prevede benefici fiscali che risulteranno attrattivi solo se supereranno gli altri costi, tra cui quelli di trasporto via terra, che stanno spingendo i traffici verso il nord Italia e altri porti europei. Mentre il Presidente del Consiglio indica ai grandi imprenditori indocinesi i porti di Trieste e Genova come unici terminali verso cui indirizzare le merci in entrata nel Mediterraneo provenienti dal Sud-Est asiatico, difficilmente si da’ un segnale utile ad investire a lungo termine sul porto calabrese. Per il governo regionale – termina la deputata – e’ facile sventolare la ZES davanti ai cittadini come panacea di tutti i mali, perche’ significa buttare la palla avanti. Gioia Tauro richiede invece impegno ed investimenti immediati che questa maggioranza, a Catanzaro come a Roma, ha dimostrato di non voler fare”.