Regione: Nicolo’ (Fi), accendere i fari sul rischio sismico

Reggio Calabria  – “La classifica che individua Reggio Calabria fra le citta’ italiane a piu’ alto rischio idro-geologico e sismico impone un ragionamento a livello regionale sui programmi di prevenzione e le misure da assumere”. A dichiararlo e’ il presidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolo,’ che richiama “la copiosa documentazione di suoi atti ispettivi (interrogazioni e mozioni) ed interventi sulla stampa per accendere i riflettori e dunque, l’attenzione della Regione e di tutti i soggetti che detengono competenza in materia, sulla particolare vulnerabilita’ del territorio regionale e sulla non piena copertura degli interventi di pianificazione per fronteggiare l’emergenza. Gia’ il 31 agosto 2016 – ricorda il capogruppo di Fi – presentai un’interrogazione (la n. 206) in ordine al piano di prevenzione del rischio sismico e successivamente, a settembre, una mozione in Consiglio col tentativo di stimolare l’attenzione del Governo regionale e l’obiettivo dichiarato di ‘Incentivare gli interventi di adozione di misure antisismiche’, chiedendo espressamente una seduta nella massima Assise dedicata proprio al sistema di Protezione civile, per verificare la reale efficienza della nostra rete organizzativa anche rispetto alla capacita’ di fronteggiare con tempestivita’ potenziali situazioni di emergenza. In merito rappresentavo una serie di criticita’ tra cui la presenza nella nostra regione di oltre 140.000 case abusive censite dall’Agenzia delle Entrate, costruite senza alcun progetto, e le condizioni strutturali degli ospedali per i quali la Calabria figurava tra le regioni piu’ a rischio. Oggetto dell’interrogazione n. 202 del 31 agosto 2016 anche il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, la cui struttura risulterebbe non conforme ai piu’ recenti e rigorosi requisiti antisismici. Condizione aggravata – sottolinea Nicolo’ – dalla presenza di una delle faglie piu’ pericolose, quella che taglia lo stretto di Messina, e che rende la provincia di Reggio Calabria molto esposta alle catastrofi ambientali. Un focus e’ stato riservato in particolare all’edilizia pubblica, considerato che le varie verifiche effettuate negli anni – prosegue – hanno posto in evidenza la mancanza di certificati di agibilita’, del rispetto delle norme di sicurezza e di quelle relative proprio alle norme antisismiche. Che dire poi dei dati forniti dal Miur secondo cui il 94 per cento delle strutture scolastiche in Calabria risulta privo di agibilita’? Come commentare il numero di cedimenti nei plessi scolastici della regione? 112 i crolli verificatisi solo nell’ultimo anno. La carenza di sicurezza ed agibilita’ statica assieme alla scarsa manutenzione sono state piu’ volte da noi stigmatizzate rispetto ad un doveroso piano di ammodernamento strutturale dell’edilizia scolastica”.

 

“Diversi nostri interventi, anche di recente – evidenzia Nicolo’ – si sono focalizzati sulla mancata adozione da parte di circa il 17 per cento dei Comuni calabresi del Piano di emergenza, strumento strategico che individua le procedure operative d’azione in caso di calamita’ (terremoti, frane ed alluvioni). Un gap da colmare nel piu’ breve tempo, considerato che la Calabria e’ una delle regioni italiane e fra le aree piu’ esposte al rischio sismico e idrogeologico. Un primato preoccupante che rende necessario giocare d’anticipo, approntando efficaci misure per non trovarsi impreparati dinanzi al verificarsi di eventi pregiudizievoli sia per l’incolumita’ e la sicurezza dei cittadini che per l’integrita’ dell’ambiente”. “Che il nostro territorio si connoti per fragilita’ strutturale trova ulteriore puntuale conferma nella recente ricerca curata dai tecnici del Cresme/Consiglio Nazionale degli Architetti. Un dossier che riporta al centro dell’interesse lo stato di conservazione dei luoghi, la manutenzione di strutture ed edifici, e la salvaguardia di siti di interesse storico e naturalistico. Per scongiurare potenziali danni connessi a fenomeni naturali, oggi sempre piu’ ricorrenti anche a causa dei cambiamenti climatici occorrera’ elaborare un piano di lungo respiro che affronti in maniera sistematica la combinazione del rischio idrogeologico (pericolo di frane e di alluvioni) con quello legato alla sismicita’. Serve una pianificazione complessiva e programmi di prevenzione – conclude il Capogruppo di Fi – per un’incisiva ed efficace politica di mitigazione del rischio a protezione del suolo e dei corsi d’acqua. Il presidente Oliverio tempestivamente adotti provvedimenti adeguati a garantire la sicurezza del territorio”.