‘Ndrangheta: infiltrazioni anche in lavori caserma Carabinieri

Reggio Calabria  – C’erano anche i piccoli interventi di manutenzione della caserma dei Carabinieri di Brancaleone (Rc) fra i lavori in cui la ‘ndrangheta era riuscita a infiltrarsi. Lo rievano gli inquirenti nell’ordinanza dell’operazone “Cumps-Banco Nuovo” che stamane ha portato all’esecuzone di 50 misure cauteari ordinante dalla Dda di Reggio Calabria. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i “cumps” (inglesismo con cui i giovani affiliati amavano chiamarsi fra loro in luogo del tradizionale “cumpari”) consapevoli del rischio derivante da scontri armati, avevano trovato nei territori di Africo Nuovo, Brancaleone e Bruzzano Zeffirio nuovi accordi per lo sfruttamento degli appalti. Nel corso dell’indagine sviluppata dai Carabinieri e’ stata documentata, in particolare, l’esistenza di specifiche intese per la spartizione degli appalti, riservando quelli superiori alla soglia di 140/150mila euro esclusivamente alla “locale” di Africo, mentre quelli al di sotto di tale soglia sarebbero rimasti appannaggio delle cosche del territorio, senza alcuna ingerenza del clan di Africo.

In ragione degli accordi, l’esecuzione di diverse opere pubbliche, sia per quanto concerne il movimento terra, il trasporto e fornitura di inerti, sia per la fornitura di mezzi e manodopera nell’area di riferimento, sarebbe avvenuta senza che la ditta appaltatrice o le ditte interessate a qualunque titolo ai lavori subissero danneggiamenti. Non sarebbero mancate, tuttavia, eccezioni alla regola, determinate essenzialmente dall’avidita’ dei singoli affiliati: in particolare, per quanto riguarda l’appalto che prevedeva il consolidamento del cimitero di Brancaleone, nonostante l’importo fosse decisamente inferiore a quello della soglia stabilita, la cosca africese era riuscita ad inserirsi nella gestione indiretta dei lavori, cosi’ come per i piccoli lavori di manutenzione della caserma dei Carabinieri, “per i quali – annotano gli inquirenti – preventivi accordi orientati dagli affiliati determinavano l’aggiudicazione a favore di una impresa compiacente, che lasciava eseguire l’opera a soggetti indicati e che canalizzava la remunerazione dell’appalto all’affiliato che si era adoperato per l’intermediazione”.

,