Giustizia: Csm, mercoledi’ in plenum nuove regole per le Procure

Roma – Arriva all’esame del plenum la nuova circolare sull’organizzazione delle Procure messa a punto dal Csm. Una disciplina “chiara e organica” che, a 10 anni dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, definisce linee organizzative per gli uffici di Procura, con l’obiettivo di “fornire certezza e prevedibilita’ nelle scelte” e anche di “prevenire conflittualita’ all’interno degli uffici”. Si tratta della prima circolare sulle Procure approvata nelle scorse settimane, dopo piu’ di 2 anni di lavoro, dalla Settima Commissione di Palazzo dei Marescialli e che mercoledi’ prossimo sara’ all’esame dell’assemblea plenaria. Tra i punti piu’ qualificanti della circolare, basata su “una costante promozione dei principi di partecipazione e leale collaborazione all’interno degli uffici requirenti”, la previsione del progetto organizzativo, quale “strumento cardine di gestione dell’attivita’ dell’ufficio, nel quale alla discrezionalita’ delle scelte rimesse al Procuratore si accompagna la salvaguardia dei fondamentali valori della prevedibilita’, della trasparenza e della verificabilita’”. Per questo, la circolare prevede “precise sequenze procedimentali” con il coinvolgimento e il contributo che possono fornire i Consigli giudiziari e il Consiglio superiore della magistratura. Viene poi individuato uno statuto minimo delle attribuzioni del procuratore aggiunto – per il quale il legislatore del 2006 non aveva individuato compiti e funzioni nell’architettura dell’ufficio – garantendo che a tale figura, al di la’ delle specifiche disposizioni organizzative, vengano effettivamente riconosciuti compiti di semidirezione.

 

Un altro punto riguarda l’assenso, il visto e la revoca delle assegnazioni dei fascicoli ai pm: la circolare richiede al Procuratore della Repubblica una compiuta procedimentalizzazione dell’istituto dell’assenso, previsto dalla legge come obbligatorio per le misure cautelari. Al di fuori di questi casi, si prevede che nel progetto organizzativo il dirigente puo’ individuare ulteriori categorie di atti che dovranno a lui essere preventivamente trasmessi dai sostituti per la sottoposizione al visto. Nel documento all’ordine del giorno del plenum del 15 novembre, si specifica e chiarisce che in questi casi la funzione del visto e’ meramente conoscitiva, in quanto mira a rendere edotto il Procuratore dell’attuazione, da parte dei sostituti, delle direttive da lui emanate e tende anche a favorire la proficua interlocuzione tra i diversi componenti dell’ufficio di Procura. Una specifica disciplina riguarda le ipotesi di contrasto, nonche’ il potere di revoca dell’assegnazione e della designazione, i cui cardini sono rappresentati dall’individuazione dei presupposti, dalla necessita’ che la revoca sia effettuata come ‘extrema ratio’ e dopo un’accurata interlocuzione. Altro tema centrale della circolare e’ quello dei poteri di vigilanza dei Procuratori generali d’appello, inteso come “potere di promozione di moduli organizzativi omogenei nel distretto, di sollecitazione alla individuazione di soluzioni attraverso protocolli condivisi e di diffusione di buone prassi”. Viene valorizzata l’attivita’ di coordinamento svolta in tale ambito dal procuratore generale della Cassazione. La circolare, infine, estende agli uffici requirenti le norme sul benessere organizzativo, previste nella circolare sulle tabelle.