Sanita’: concluso X corso formazione ematologia e oncologia

Catanzaro – E’ stata dedicata interamente agli aggiornamenti nelle patologie oncologiche, la terza ed ultima giornata del X corso di formazione in ematologia e oncologia – curato dal dottore Stefano Molica, direttore del dipartimento di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro – svoltasi nel capoluogo di regione venerdì presso la sala congressuale della“Casa delle Culture”.
“Giornata ampiamente dedicata all’oncologia che rappresenta l’apoteosi di quello che da sempre in questi dieci anni di corso abbiamo perseguito – ha evidenziato il dottore Molica – affrontando ogni volta temi importanti da figure professionali che concorrono alla gestione ottimale e moderna del paziente oncologico”.
Tra le tematiche affrontate nelle due sessioni da chirurghi con una visione evoluta e da biologi molecolari: la “multidisciplinarietà e centralità del paziente in oncologia”; “algoritmi terapeutici nel tumore metastatico della mammella”; “trattamento integrato dei tumori del colon retto”; “la terapia del melanoma metastatico 2017”. Temi, per i quali si sono alternati in qualità di moderatori, tra gli altri, il primario di Chirurgia epatobiliare all’ospedale San Raffaele di Milano, Luca Aldrighetti; il direttore del Centro di oncologia ed ematologia sperimentale dell’Università e Policlinico di Catania, Paolo Vigneri; il responsabile del Nucleo cure palliative dell’Azienda Ospedaliera n 4 Veneto Orientale, Luciano Lamarca; il dirigente di Oncologia medica presso il Polo Oncologico Aou di Pisa, Andrea Antonuzzo. Ognuno dei quali ha indicato come oggi sia sempre più importante prima di iniziare un trattamento avere un profilo biologico ben preciso della malattia.
“Per la riuscita della terapia nel trattamento dei tumori del colon retto, ad esempio, molto dipende dal trattamento integrato. – ha precisato il professore Aldrighetti – Tradizionalmente chirurgia ed oncologia si sono tenute un po’ separate ma oggi fortunatamente la situazione è differente e l’evoluzione dell’oncologia ha fatto si che pazienti trattati con farmaci oncologici abbiano ottime prospettive. In tutto questo, la chirurgia si è ben inserita in maniera integrata con l’oncologia così da dare il massimo risultato”.
Frontiere sempre nuove nel trattamento dei tumori, con terapie innovative biologiche e immunoterapeutiche, con minore impatto nei pazienti e maggiore efficacia delle cure. Come descritto dal professore Vigneri: “Per il tumore polmonare, oggi, abbiamo nuove terapie con risultati fino ad ora senza precedenti nella medicina oncologica. Il quaranta per cento dei pazienti può avvalersi di terapie a bersaglio molecolare (perché veicolate contro i geni che causano lo sviluppo del cancro), o immunoterapia. Cioè una terapia che non aggredisce direttamente le cellule cancerogene ma risvegliando e riattivando il sistema immunitario demandano allo stesso la distruzione e l’eliminazione delle cellule cancerogene”.
Tra le terapie anche quella antiemetica e le cure palliative. Quest’ultima quale approccio di cura che migliora la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie che si confrontano con i problemi associati a malattie mortali.
“La terapia antiemetica è diventata una tra le terapie cardine nell’ambito delle terapie di supporto nel paziente oncologico edoncoematologico – ha specificato il dottore Antonuzzo – Una terapia che consente ai pazienti di usufruire di un tipo di farmaci che permettono una normale aderenza ai trattamenti oncologici programmati”.
Mentre tra le cure palliative particolare attenzione, da parte del dottore Lamarca, è stata rivolta alla cura nei pazienti oncologici terminali e alle cure simultanee precoci: “E’ importante far capire che le cure palliative non sono più destinate solo esclusivamente al fine vita, quindi alla terminalità, ma iniziano molto prima sotto forma di cure simultanee o ancora prima con cure precoci. Ciò significa coadiuvare l’azione dei colleghi oncologi nella gestione dei sintomi, tra i quali il dolore che è il sintomo prevalente o la costipazione da trattare con appositi farmaci, e che per il paziente rappresentano un problema pr la qualità della vita”.
A conclusione, si è sottolineata l’importanza di una medicina della complessità che necessita, nelle sue innovative strategie, di più attori come anche l’importanza di un coordinamento unico nel percorso ciclico delle terapie del paziente.

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