Intimidazioni: incendiata auto dirigente Provincia Crotone

Crotone – La notte scorsa, ignoti hanno dato alle fiamme l’autovettura dell’architetto Nicola Artese, dirigente della Provincia di Crotone. L’auto, una Volvo Polar, e’ stata incendiata mentre si trovava parcheggiata in via Venezia. L’episodio si e’ verificato intorno alle due e mezza. Le fiamme hanno danneggiato il vano motore e l’abitacolo distruggendo la carta di circolazione, i certificati di proprieta’ ed assicurativo. Sul posto, oltre al personale della Polizia di Stato, sono intervenuti i vigili del fuoco. Artese non esclude che possa trattarsi di una intimidazione collegata alla sua attivita’ di dirigente alla Provincia, dove al momento sovrintende a settori sensibili come urbanistica ed ambiente, oltre ad edilizia scolastica. D’altronde non e’ la prima volta che i malviventi prendono di mira la sua auto. Le intimidazioni, quattro con quella di oggi, sono cominciate nel 2007. Allora a farne le spese fu la Fiat 500 della moglie. Due anni dopo, e’ toccato, per la prima volta, alla Volvo, salvata in extremis grazie ad un tempestivo intervento con un estintore. Nel 2010, a farne le spese sempre la vecchia Volvo SW Polar, ma anche in quella occasione, nonostante i danni causati dalle fiamme, venne rimessa in sesto. Oggi, sette anni dopo, la stessa autovettura e’ stata presa nuovamente di mira.

 

“Esprimo, a nome dell’Amministrazione provinciale tutta, la mia piu’ sentita solidarieta’ per il vile atto consumato ai danni dell’architetto Nicola Artese, funzionario della Provincia di Crotone. Gesto ignobile, che condanno con estrema fermezza, e verso il quale non posso che esprimere il mio piu’ totale rifiuto e, nel contempo, la vicinanza all’Architetto Artese ed alla sua famiglia”. Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla. “Con la speranza che le autorita’ preposte possano fare chiarezza sull’accaduto ed individuare i responsabili – aggiunge – esorto Nicola a continuare a svolgere con dedizione il suo lavoro, convinto che le ragioni della legalita’ debbano sempre prevalere”.

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