Sanita’: Misiti (M5S), no a riduzione prestazioni ambulatoriali

Catanzaro  – “Non sono accettabili i tagli delle prestazioni specialistiche ambulatoriali messe in atto dal decreto delle assegnazioni della risorse DCA 128 del 2017”. Lo afferma il deputato del Movimento Cinquestelle Massimo Carmelo Misiti.
“Durante la campagna elettorale – dichiara – l’ho detto un sacco di volte: il primo obiettivo da perseguire in Calabria e’ la buona salute dei cittadini. Dovremo lavorare per assicurare ai calabresi una sanita’ pubblica che abbia, dove manca, gli standard di qualita’, professionalita’ e assistenza quantomeno pari ai presidi del Nord Italia. Quel Nord Italia che, in alcune regioni, mette addirittura preventivamente e annualmente in conto i rimborsi sanitari provenienti dalla Calabria e dal Sud in genere. Frenare la migrazione sanitaria significherebbe poter investire quei fondi sul nostro territorio per strumentazioni e per risorse umane. In primis, dunque, un impegno per la sanita’ pubblica. Ma fin quando il pubblico non riuscira’ a rispondere alle esigenze dei cittadini, non rispettando in alcuni territori nemmeno i livelli essenziali di assistenza, si deve porre la sanita’ privata in condizione di poter assolvere ad un compito di complementarita’, quindi ad integrazione del pubblico, sempre al fine di garantire la piu’ ampia copertura sanitaria possibile. Perche’ prima di tutto viene la persona, il cittadino, la sua, la nostra salute. La popolazione calabrese diminuisce di numero, mentre aumenta nell’eta’ media, e questo crea maggiore necessita’ di accertamenti clinico strumentali e maggiore bisogno di cure per patologie croniche. Per questo motivo voglio stigmatizzare il taglio delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, (vale a dire gli esami di laboratorio, gli esami di diagnostica per immagini quali ecografie, Tac e risonanze magnetiche, le visite specialistiche di tutte le branche e le prestazioni di fisiokinesiterapia)”.

“L’attuazione di questo ultimo decreto – continua – porta ad esempio, a 7 prestazioni per abitante per la provincia di Cosenza meno della meta’ di quanto fruiscono i cittadini delle altre regioni italiane, dove le prestazioni variano tra le 18 e le 20 per ogni abitante. Taglio che e’ frutto della riduzione retroattiva di 13 milioni di euro. Il mio non e’ un appello a favore dei privati, ma un invito a garantire l’accesso agli accertamenti clinici strumentali, dei quali, dati alla mano, i cittadini calabresi hanno sempre piu’ bisogno. Sono moltissimi i nostri corregionali che rinunciano a curarsi o a condurre indagini cliniche proprio a causa dei tempi troppo lunghi della sanita’ pubblica. Da questa ulteriore riduzione discendera’ la necessita’ di ricorrere a prestazioni a pagamento, lasciando ai margini chi non ha sufficienti risorse economiche. Bisogna certo rafforzare il sistema pubblico – conclude – ma in presenza di gestioni pubbliche deficitarie, occorre ricordarsi che il bisogno della persona viene prima di ogni altra cosa”.