‘Ndrangheta: violento agguato contro testimone processo Aemilia

Bologna  – Un violento agguato contro un collaboratore di giustizia mentre stava rientrando a casa in una localita’ protetta: vittima dell’aggressione e’ stato Paolo Signifredi, commercialista parmense di 53 anni ex patron del Brescello Calcio e gia’ testimone di Aemilia, il piu’ grande processo contro il radicamento della ‘ndrangheta in Emilia Romagna mai celebrato nel nord Italia. Signifredi, inizio’ a collaborare con la giustizia nell’agosto 2015. La vicenda, riportata da alcuni quotidiani locali, e’ stata confermata dal legale del pentito, avvocato Maria Teresa Pergolari. La notizia del pestaggio e’ emersa ieri nel corso del processo, a Reggio Emilia, su una presunta maxi frode fiscale da 130 milioni di euro che vede, tra gli imputati, lo stesso commercialista e Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo. Secondo una prima ricostruzione, l’aggressione risale al 18 aprile scorso quando il 53enne fu avvicinato da tre uomini e poi picchiato con calci e pugni tanto da non essersi ancora ripreso completamente. Massimo riserbo sui contorni del pestaggio: gli autori non sarebbero stati ancora identificati e non e’ chiaro l’ambito in cui possa essere inquadrata l’aggressione. Si ipotizza, comunque, un legame con il ruolo di collaboratore di giustizia anche per una sorta di avvertimento a ritrattare (“quando ti rimetterai in sesto devi rettificare le dichiarazioni che hai fatto”) che sarebbe stato rivolto alla vittima.

 

‘Ndrangheta: Fratoianni (Leu), governo spieghi aggressione pentito
“Che un collaboratore di giustizia, in questo caso un commercialista pentito nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia, venga raggiunto in una localita’ protetta e sia vittima di un feroce pestaggio, non sta ne’ in cielo ne’ in terra”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, in merito a quanto accaduto a un collaboratore di giustizia dell’inchiesta Aemilia, violentemente aggredito in una localita’ protetta.
“E’ un episodio di una gravita’ senza precedenti – prosegue l’esponente Leu – Per questo chiediamo al ministro dell’Interno e a quello della Giustizia come sia potuto accadere. Lo Stato ha il dovere di assicurare la protezione – conclude Fratoianni – a chi contribuisce a lottare e a sconfiggere la criminalita’ organizzata”.