Regione: Cisl, rilanciare il ruolo di Sorical nel servizio idrico

Catanzaro – “No al commissariamento dell’Autorita’ idrica della Calabria”. Lo affermano, in una nota, il segretario generale della Cisl calabrese, Paolo Tramonti, e il segretario generale della Femca Cisl, Pompeo Greco. “Il 29 maggio – ricordano Tramonti e Greco – e’ convocata la prima riunione dell’assemblea dell’Autorita’ idrica della Calabria per gli adempimenti tecnici e per decidere la forma di gestione del servizio idrico integrato in Calabria e per individuare il soggetto unico gestore. Come Cisl e come Femca Cisl – proseguono i due segretari – sosteniamo da sempre che non si puo’ prescindere dalla Sorical, dal know how dei suoi dipendenti per dare un servizio idrico integrato efficiente e con costi della tariffa adeguati. Altre soluzioni percorribili e realizzabili allo stato attuale non ne intravediamo”. Secondo Tramonti e Greco “non e’ infatti assolutamente credibile che in Calabria si possa ipotizzare la creazione di un nuovo soggetto unico gestore con gli attuali vincoli della concessione di Sorical, che scade il 2034, e soprattutto con la realta’ evidente a tutti, delle difficolta’ economiche in cui versano la maggior parte dei comuni calabresi. Situazioni che evidentemente non favorirebbe la creazione di un nuovo soggetto imprenditoriale che – rilevano i segretari della Cisl calabrese e della Femca Cisl – avrebbe necessita’ di diversi anni, una volta costituito, per superare la fase di start-up e garantire contestualmente una gestione industriale del servizio. Per tali ragioni concordiamo, cosi’ come sosteniamo da anni, che sia arrivato il momento delle decisioni e delle scelte responsabili e coraggiose su Sorical, da parte del socio di maggioranza”.

Tramonti e Greco aggiungono: “Chiudere il rapporto con il socio privato, rilanciare l’azienda ponendo quindi fini al suo stato di anacronistica liquidazione, rifuggendo cosi’ dai tanti luoghi comuni che individuano in Sorical l’unico responsabile dell’attuale crisi di sistema in Calabria. Trasformarla in quel soggetto unico gestore del servizio, compresa la depurazione, attraverso anche la riscossione diretta delle tariffe per garantirne la sostenibilita’ finanziaria. E’ una posizione – ricordano il segretario del sindacato e il segretario della categoria Femca – che la Cisl ha ampiamente piu’ volte espresso, ma che riteniamo doverosa e pertinente riprendere e ribadire oggi, perche’ siamo fortemente preoccupati che, stante l’attuale situazione, non ci siano oggettivamente i presupposti per definire un programma e un percorso credibile, e ci possano essere da parte di qualcuno tentativi di far saltare tutto attraverso un eventuale commissariamento dell’Aic. Alternativa di gestione alquanto rischiosa che potrebbe determinare ulteriori danni a un sistema gia’ compromesso. Chi volesse ricercare altre soluzioni al problema – concludono Tramonti e Greco – dovra’ poi assumersi le responsabilita’ del fallimento”.