Tumori: screening colon-retto, grandi differenze tra Nord e Sud

Roma  – Ci sono moltissime differenze tra Nord e Sud Italia nella possibilita’ di accesso allo screening: 71,6 per cento al settentrione e solo il 7 per cento nel meridione. E’ l’allarme lanciato dalla Societa’ Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (Sige) in una nota. Il carcinoma colo-rettale costituisce la seconda causa di morte per tumore in soggetti di sesso maschile e la terza nelle donne. In Italia, ogni anno, si registrano 40 nuovi casi ogni centomila abitanti. Eppure, nonostante questi numeri apparentemente inquietanti, il carcinoma colo-rettale e’ tra le forme di neoplasia piu’ facilmente prevenibili e gestibili. Infatti, poiche’ l’evoluzione a partire da forme benigne (i comuni “polipi”) a forme maligne evolute e’ molto lenta (mediamente 7 anni), strategie di screening atte a individuare precocemente i polipi prima che questi cancerizzino risultano estremamente efficaci. Lo screening del tumore del colon-retto puo’ avvenire con due modalita’: la ricerca del sangue occulto e la sigmoidoscopia flessibile. “L’implementazione delle strategie di screening per cancro colo-rettale – si legge nella nota della Sige – ha portato ad una riduzione della mortalita’ del 6,7 per cento negli uomini e del 7,5 per cento delle donne nel periodo che una serie di ricercatori europei hanno considerato in un recentissimo studio, dal 2012 al 2018. Tuttavia il raggiungimento di questi obiettivi e’ fortemente condizionato dall’aderenza ai programmi ma soprattutto alla loro messa in atto. Da questo punto di vista dobbiamo segnalare come esistano delle forti differenze inter-regionali in Italia”. Una survey della Societa’ Europea di Gastroenterologia (UEG) ha evidenziato come tra Nord e Sud Italia ci sia una netta differenza nella possibilita’ di accesso, pari al 71,6 per cento nel Nord e solo il 7 per cento nel Sud Italia. “Tali disparita’ – ha detto la Sige – e’ purtroppo generata da una mancanza di attenzione da parte delle istituzioni che inevitabilmente si riflettera’ nei prossimi anni in un incrementato divario nel tasso di decessi per neoplasia del colon tra regioni italiane, a meno di non correre quanto prima ai ripari”.