Autobomba Limbadi: fermati i vicini della vittima

Vibo Valentia  – Sono sei i fermi disposti dalla Dda di Catanzaro nei confronti di presunti mandanti ed esecutori dell’attentato con un’autobomba che il 9 aprile scorso a Limbadi ha ucciso Mattero Vinci e ferito gravemente il padre Francesco. I fermati sono: i coniugi Rosaria Mancuso, 63 anni, ed il marito Domenico Di Grillo; la figlia Rosina Di Grillo, l’altra Lucia Di Grillo, 29 anni, con il marito Vito Barbara, 35 anni, e Salvatore Mancuso, 46 anni, fratello di Rosaria Mancuso, questi ultimi due indicati appartenenti a vario titolo all’omonima famiglia di ‘ndrangheta. Gli arrestati sono tutti di Limbadi.
Ad eseguire i fermi sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia ed il Ros di Catanzaro. I Mancuso-Di Grillo sono vicini di casa dei Vinci-Scarpulla e da tempo erano in lite per i confini delle rispettive proprieta’.

Le indagini avrebbero consentito di individuare ed identificare Salvatore e Rosaria Mancuso, il marito di quest’ultima Domenico Di Grillo, le due figlie della coppia Lucia e Rosinanonche’ il genero Vito Barbara, come responsabili a vario titolo, oltre che dell’attentato del 9 aprile, anche del tentativo di omicidio perpetrato ai danni di Francesco Antonio Vinci il 30 ottobre 2017 a Limbadi, quando l’uomo era stato vittima, sotto la minaccia di una pistola, di una feroce aggressione con un forcone e un’ascia. Le indagini, svelando gli interessi criminali dei fermati, avrebbero anche consentito agli inquirenti di appurare che tutti i violenti fatti criminali perpetrati rientravano in un feroce piano dei Mancuso ai danni dei Vinci, in atto dal 2014, finalizzato all’acquisizione della vasta proprieta’ terriera delle vittime, confinante con quella dei Mancuso, determinati all’acquisizione ad ogni costo della proprieta’ tanto da ricorrere a qualsiasi mezzo tra cui l’eliminazione fisica di tutti coloro che avessero intralciato il loro disegno criminale.
Le attivita’ svolte avevano consentito, subito dopo l’attentato, di procedere all’arresto per detenzione di armi e munizioni di due dei fermati odierni, Domenico Di Grillo, trovato in possesso di un fucile da caccia con 40 proiettili acclusi, e la moglie Rosaria Mancuso, in relazione al ritrovamento di una pistola e di un fucile automatico con oltre 200 proiettili di vario calibro, armi nella effettiva disponibilita’ degli arrestati.

 

 

 

 

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