Sanita’: Morra (M5S), viene fuori il marcio che c’e’ a Cosenza

Catanzaro – “Sono apparsi, su alcune testate giornalistiche on-line calabresi, degli articoli inerenti le presunte illegalita’ che sarebbero state perpetrate dalle piu’ alte cariche dirigenziali delle due aziende sanitarie bruzie (ASP e AO di Cosenza) per favorire alcuni medici e per sfavorirne altri. I dettagli di questa vicenda sono ben evidenziati in una interrogazione parlamentare (link) che ho depositato nell’aprile 2015 ed inoltrato all’allora Ministro Beatrice Lorenzin”. Lo afferma, in una nota, il senatore del M5S Nicola Morra. “Tuttavia, questo non e’ il momento per le rivalse, peraltro fuori tempo e fuori luogo, in quanto, restando ai fatti, la notizia – precisa Morra – riguarda il rinvio a giudizio da parte della procura di Cosenza per cinque medici che, fra attuali e pregressi, ricoprivano e ricoprono ancora oggi cariche dirigenziali nell’ASP e nell’AO di Cosenza. Questo provvedimento della procura di Cosenza – spiega il pentastellato – prende inizio da un esposto presentato da tre semplici cittadini, che, ritenendo di aver subito un danno dalle due aziende, non hanno piegato la testa in modo rassegnato, come purtroppo spesso avviene nella nostra regione, ma hanno provato a rivolgersi alla magistratura evidenziando quelli che, a loro avviso, erano i profili di illegalita’ delle due aziende. Ebbene, la notizia, per certi versi rivoluzionaria, e’ che, anche se con tempi non celeri,l’esposto risale al luglio 2015, la giustizia, almeno per il momento, ha dato loro ragione, in quanto il rinvio a giudizio sta a significare che quei presunti reati sono stati riconosciuti anche dalla procura” Morra esprime tutta la sua soddisfazione: “Questo e’ un esempio da emulare e fornisce una speranza di riscatto per tutti i calabresi. Non accade spesso che dei semplici cittadini presentino un esposto in procura e dall’input dato ne derivi un rinvio a giudizio. Il M5S nasce anche per raccogliere le istanze dei cittadini per farle arrivare fin dentro le aule di giustizia – una delle 5 stelle presenti nel nostro simbolo – e nelle aule parlamentari. Senza i vecchi “filtri”, spesso in relta’ dei veri e propri “tappi”, il cittadino diventa protagonista e artefice del proprio destino e non e’ piu’ costretto a delegare o ad aspettare l’intervento altrui (pratica spesso attuata in Calabria). Insomma, dopo questa notizia anche i calabresi possono dire ad alta voce: “Yes! We can!”.