Papa: la sobrieta’ e’ necessaria all’annuncio cristiano

CdV  – I suoi discepoli “il Maestro li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, sicuri solo dell’amore di Lui che li invia, forti solo della sua parola che vanno ad annunciare”. Papa Francesco lo ha ricordato all’Angelus sottolineando che “il bastone e i sandali sono la dotazione dei pellegrini, perche’ tali sono i messaggeri del regno di Dio, non manager onnipotenti, non funzionari inamovibili, non divi in tourne’e”. Gesu’, infatti, vuole che “gli Apostoli non abbiano niente di proprio da annunciare, ne’ proprie capacita’ da dimostrare”, ma che parlino e agiscano “in quanto inviati, messaggeri di Gesu’.
In proposito, il Papa ha citato alcuni santi romani, cioe’ “di questa diocesi della quale io sono il vescovo”, iniziando da San Filippo Neri, ricordandone “la sobrieta’”: “non erano – ha sottolineato – funzionari o imprenditori ma umili annunciatori del Regno”. E tutto questo, ha spiegato, “riguarda anche noi, e non solo i sacerdoti, ma tutti i battezzati, chiamati a testimoniare, nei vari ambienti di vita, il Vangelo di Cristo”.

Secondo Francesco, “questa missione e’ autentica solo a partire dal suo centro immutabile che e’ Gesu’. Non e’ un’iniziativa dei singoli fedeli ne’ dei gruppi e nemmeno delle grandi aggregazioni, ma e’ la missione della Chiesa inseparabilmente unita al suo Signore”. “Nessun cristiano – infatti – annuncia il Vangelo ‘in proprio’, ma solo inviato dalla Chiesa che ha ricevuto il mandato da Cristo stesso”. “E a questo volto – ha precisato – appartiene anche il modo in cui viene accolto il messaggio: puo’ infatti accadere di non essere accolti o ascoltati. Anche questo e’ poverta’: l’esperienza del fallimento. La vicenda di Gesu’, che fu rifiutato e crocifisso, prefigura il destino del suo messaggero. E solo se siamo uniti a Lui, morto e risorto, riusciamo a trovare il coraggio dell’evangelizzazione”.
Per il Papa, del resto, “se un battezzato non sente il dovere dell’annuncio, allora non e’ un buon cristiano”.