Sanita’: paziente ingessato con cartone, disposta indagine Asp

Reggio Calabria – Saranno comunicati in mattinata alla Giunta regionale gli esiti della ricognizione interna disposta dal direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria sulla vicenda del paziente ingessato con del cartone agli Ospedali Riuniti della citta’. La notizia, apparsa sui siti che hanno pubblicato una foto dell’arto ingessato, ha riacceso i riflettori sulle carenze della sanita’ calabrese, sottoposta a commissariamento per il pesante deficit ed ha indotto il manager a verificare se quanto verificatosi al pronto soccorso sia un caso isolato, come sembrerebbe secondo le prime notizie diffuse gia’ ieri dalla stessa Asp, e ad accertare le cause.
Criticita’ stanno emergendo, in questi giorni, in diversi ospedali a causa del periodo estivo ed in concomitanza con le ferie di medici ed infermieri. A Soverato, nel Catanzarese, il reparto di ortopedia e’ rimasto chiuso e l’ospedale ha garantito solo gli interventi di pronto intervento.

Sanita’: R. Calabria; i medici, “non e’ vero che usiamo cartone”
“Non e’ vero che usiamo il cartone, i gessi li abbiamo anche qui nel pronto soccorso”. Questa mattina la situazione nel reparto di primo intervento del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria appare tranquilla. L’impatto mediatico della notizia secondo la quale una paziente sarebbe stata ingessata con il cartone ha infastidito gli operatori che pero’ continuano ad operare. La presenza dei giornalisti non meraviglia nessuno. Medici e infermieri, sempre indaffarati, non hanno molto tempo a disposizione per parlare, ma qualcuno accetta di rispondere all’Agi. Un medico respinge l’idea che gli ex Ospedali Riuniti versino in una condizione da terzo mondo.
“Non risponde al vero – dice replicando al cronista – non usiamo cartone per ingessare. E anche quando il reparto di ortopedia e’ chiuso, la fornitura di gesso – spiega ancora il professionista – arriva anche al pronto soccorso. I casi di lieve entita’ vengono curati in pronto soccorso e poi rimandati all’indomani, ma se si presentano casi gravi subito si prestano le prime cure e viene richiamato in servizio il medico specialista di ortopedia reperibile”. Il caso denunciato ieri riguarda, secondo quanto si apprende, una donna, alla quale, comunque, sarebbe stato prestato soccorso in 20 minuti.
Ulteriori dettagli della vicenda si conosceranno a mezzogiorno, quando si riunira’ l’ufficio di direzione dell’Azienda Ospedaliera convocato dal direttore generale Frank Benedetto, il quale avra’ la relazione sull’accaduto che sara’ subito trasferita alla Giunta ed al ministero della Salute.

Sanita’: Reggio Calabria; Regione, saranno punite responsabilita’
“La vicenda in se e’ gravissima. Non c’e’ giustificazione alcuna. Bene ha fatto la direzione generale aziendale a chiedere nell’immediatezza una relazione sull’accaduto e sicuramente, ove dovessero emergere superficialita’ e approssimazione, non si esitera’ un minuto ad attivare le conseguenti iniziative”. Lo dice all’Agi Franco Pacenza, consigliere regionale delegato alla Sanita’.
“C’e’ da sottolineare comunque – puntualizza – che il complesso delle attivita’, anche nella specifica prestazione, ha dato risposte in tempi non usuali nelle attivita’ di pronto soccorso dei grandi ospedali, calabresi e non, e che la stessa struttura del Pronto Soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, negli ultimi tempi, e’ stata destinataria di investimenti importanti sia sul piano strutturale che sul piano organizzativo”.

Sanita’: paziente ingessato con cartone, Interviene anche U.Di.Con

“C’è un orario per fratturarsi al pronto soccorso di Reggio Calabria, lo sapevate? Più precisamente dalle 8 alle 20 – esordisce in tono polemico il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – oltre quell’orario i medici sono costretti ad utilizzare il cartone e lo scotch per immobilizzare, se così si può dire, l’arto che ha subito una frattura. I Riuniti non sono nuovi, purtroppo, ad episodi singolari, nonostante il nome che il consiglio regionale della Calabria ha dato loro qualche anno fa, Grande ospedale metropolitano, che, appunto, di grande ha forse solo il nome”.
L’unità di ortopedia, a causa di insufficienza organica è costretta a operare dalle 8 alle 20, gli infermieri talvolta non sono in grado di immobilizzare le parti fratturate per mancanza di aggiornamento. La farmacia dell’ospedale, inoltre, ha un’asticella che delimita la spesa da non superare ed il Pronto Soccorso si trova quindi a non procedere con l’approvvigionamento di materiali.
“Vogliamo commentare le foto dei pazienti ingessati con il cartone? Io non intendo farlo, perché provo un forte senso di amarezza al pensiero di persone che in Italia valgono meno di altre – prosegue Nesci – porteremo le foto al Commissario Scura, forse un commento è bene che lo faccia lui. Tra l’altro, non dimentichiamo che il reparto di ortopedia dei Riuniti è stato inaugurato con grandi feste meno di due anni fa dall’ormai ex Ministro della Salute Beatrice Lorenzin – conclude Nesci – attenzione però, a fossilizzarci su ortopedia, perché è tutto il nosocomio a manifestare condizioni disastrose. Reparti con personale ridotto ormai sono all’ordine del giorno, intanto abbiamo previsto un gazebo dove proteggere da una sicura insolazione il Presidente Oliverio che, dopo questo episodio, sceglierà i Riuniti per incatenarsi, lo aspettiamo, che sia la volta buona”.

 

Sanita’: R.Calabria; commissario, verifichero’ quanto denunciato
Un impegno a verificare quanto e’ accaduto nel Grande Ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Altro non aggiunge il commissario ad acta della sanita’ calabrese, Massimo Scura, con riferimento alla persona ingessata con del cartone al pronto soccorso. “Telefonero’ al direttore generale dell’azienda per avere informazioni” dice all’Agi. “Non credo ci siano commenti da fare. Innanzitutto – ha proseguito Scura – devo verificare, trattandosi di una notizia di stampa. Telefonero’ al direttore generale dell’azienda per avere informazioni, ma non posso parlare cosi’, sulla base di un’informazione giornalistica. Queste sono cose serie. Per adesso – ha concluso il commissario – no comment”.

Sanita’: Giulia Grillo, a Reggio Calabria ingiustificabili carenze
“Quello che e’ accaduto al pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, presso gli Ospedali Riuniti, dove dei pazienti con fratture sarebbero stati curati con fasciature di fortuna e cartoni, e’ di una gravita’ estrema”. Lo comunica in una nota Giulia Grillo, ministro della Salute. “Nessuno intende sottovalutare le oggettive difficolta’ in cui gli operatori svolgono la loro attivita’ – aggiunge – ma quanto accaduto, se confermato, e’ frutto di evidenti e ingiustificabili carenze organizzative. I carabinieri del Nas, che ringrazio per il prezioso lavoro, sono gia’ stati sul posto e i miei uffici hanno formalmente preso contatti con il commissario Scura e con il direttore generale, a cui chiederemo di riferire, con urgenza e puntualmente, sui gravi fatti denunciati dalla stampa. Come ministro della Salute – conclude – assicuro tutto il mio impegno ad andare fino in fondo alla questione, sia per far emergere le relative responsabilita’, sia per evitare che fatti come questo si ripetano in futuro”.

Sanita’ Azione Identitaria “In Calabria la politica ha fallito”

“La notizia delle ingessature ai pazienti, stabilizzate con cartone, dell’Ospedale di Reggio Calabria rappresenta l’infelice e drammatico coronamento di un sistema sanitario fallimentare ed il cui commissariamento non ha certo mitigato bensì peggiorato”. Lo afferma Igor Colombo Coordinatore regionale Azione Identitaria Calabria che ritiene che In Calabria la politica ha fallito: nel 2007 – ricorda – una Giunta regionale di centrosinistra con un maxiemendamento notturno ne cambiò l’assetto sanitario-organizzativo spazzando via la vecchia ripartizione territoriale delle ASL (ancora vigente anche nelle regioni del nord) e rimpiazzandola con le ASP(Aziende sanitarie provinciali). Da qui la richiesta “al Governo Nazionale di rivedere tutto il sistema sanitario in Calabria, la fine del commissariamento è salutare ma non basta, in quanto proprio da Roma devono rivedere i criteri di ripartizione del fondo sanitario nazionale destinato alle regioni, che per anni è stato attuato in maniera non omogenea tra nord e sud e con criteri che hanno fatto perdere alla Calabria diversi milioni di euro”. Secondo Colombo “e’ fondamentale iniziare da questo perché, con le logiche del taglio e dei Piani di Rientro del debito, ci ritroviamo una sanità scadente che, dal momento che non è un prodotto commerciale che possiamo cambiare a nostro gusto, si ripercuote in maniera seria sull’utenza, tanti sono gli ammalati che meritano rispetto ed attenzione da parte di chi ci governa”.

Sanita’: De Poli (Udc), scene da terzo mondo a Reggio Calabria
“In un ospedale a Reggio Calabria manca il gesso. Le fratture vengono ‘curate’ col cartone! Nemmeno in un ospedale del Terzo Mondo! Dove e’ finito il diritto alla salute? Il ministro della Salute Grillo ce lo spieghi!!”. Lo afferma il presidente nazionale dell’Udc, Antonio De Poli, in un post su Facebook.

Sanita’: Anaao, Calabria simbolo di un’altra Italia
“Credevamo di avere visto tutto”. Dopo il caso di Nola del soccorso pronto, ma prestato sul pavimento, dopo i pensionati medici al posto dei giovani medici, dopo le false partite Iva al posto dei dirigenti medici, ecco in Calabria il caso degli “incartonati al posto degli ingessati”. Lo dice il segretario nazionale del sindacato medico Anaao Assomed, Carlo Palermo, che aggiunge: “Il “grande” ospedale “metropolitano” di Reggio Calabria utilizza cartoni per trattare lesioni ossee al posto di piu’ moderni dispositivi medici o del piu’ tradizionale gesso. Come un ospedale da campo in tempo di guerra. Il risparmio elevato a sistema, l’arte di arrangiarsi a pratica terapeutica. La Calabria – osserva – e’ diventata il simbolo di un’altra Italia e, nello stesso tempo, lo specchio di quello che sara’ tutta la sanita’ pubblica italiana se non si arresta il piano inclinato su cui e’ da tempo avviata. La desertificazione ospedaliera, i tagli al personale, la limitazione degli acquisti dei beni necessari per le cure, operati con il miraggio dell’equilibrio dei bilanci, hanno prodotto danni immensi alla tutela della salute dei cittadini ed alle condizioni di lavoro dei medici, danni non ancora emersi del tutto. La Calabria e’ cosi’ diventata un non luogo della sanita’ pubblica, creato dalla ricerca spasmodica della sicurezza dei conti che ha preso il posto della sicurezza delle cure, dalla supremazia dei numeri che ha occupato lo spazio dei diritti, dall’incapacita’ delle politiche regionali di assicurare l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla costituzione”.

Secondo il sindacalista, “e’ tutta la sanita’ meridionale al collasso, con la Puglia che grida vittoria per una striminzita sufficienza raggiunta nell’erogazione dei Lea, la Campania che si accontenta del lento avvicinarsi ad un tale traguardo, della Basilicata con un presidente agli arresti domiciliari con l’accusa di invadenza pervasiva nella gestione della sanita’. E non si vedono segnali di inversione di rotta – aggiunge – se anche il riparto del FSN 2018 si avvia a seguire i soliti iniqui canoni e le nuove autonomie regionali a geometria variabile produrranno una nuova accelerazione verso l’istituzionalizzazione di due Paesi diversi, per i quali non esiste piu’ una stessa ricetta salvifica”. Per Palermo, “ha ragione il ministro della salute, sara’ un triste anniversario per un sistema sanitario che si avvia a perdere, forse definitivamente, il suo carattere nazionale avviato a trasformare le differenze in diseguaglianze con la rottura della coesione sociale. Un governo del cambiamento non puo’ non partire dal primo cambiamento richiesto dai cittadini e dai professionisti della sanita’ del Sud, recuperare la cittadinanza italiana di fronte alla esigibilita’ di un diritto fondamentale e condizioni di lavoro alla altezza della funzione sociale svolta”.

 

 

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