Razzismo: picchiati nel Catanzarese, “qui non vogliamo negri”

Lamezia Terme – Una violenta aggressione a sfondo razzista davanti ad un ristorante di Falerna, nel Catanzarese, nei confronti di un cittadino dominicano, in compagnia della compagna, una donna di Lamezia Terme, e alla madre di lei. E’ accaduto la sera di Ferragosto nella cittadina tirrenica, con piu’ persone intervenute per pestare l’uomo e le persone che si trovavano con lui. Solo la compagna, che e’ incinta, e’ stata risparmiata dalle violenze.
Una denuncia e’ stata presentata al Commissariato di polizia di Lamezia Terme da Un cittadino della Repubblica dominicana, M.M.C.J. di 29 anni, ha presentato denuncia alla polizia di Lamezia Terme per aggressione razzista. Il fatto è accaduto la sera di Ferragosto sul lungomare di Falerna.

Secondo quanto riferito, l’uomo sarebbe stato, infatti, attaccato con frasi inequivocabili: “Vai via negro di m… “, “In Calabria non vogliamo negri”.
Tutto sarebbe iniziato in un ristorante sul lungomare della cittadina, dove i tre si erano fermati per cena. Ci sarebbe stata qualche tensione per alcuni piatti serviti in maniera non corretta, ma nulla che potesse fare pensare all’epilogo violento.

 

In merito all’aggressione sono stati diramanti dei comunicati che pubblichiamo integralmente

L’aggressione razzista di Falerna è frutto del clima di odio creato ad arte

Apprendiamo dai quotidiani locali che nei giorni scorsi, presso un noto ristorante sul lungomare di Falerna Marina, si è consumata una vergognosa aggressione razzista ai danni di un ragazzo domenicano, che al ristorante era andato a mangiare insieme alla compagna incinta e alla madre e alla suocera, entrambe italiane.
Dal “negro vai via qui non ti vogliamo” ai calci pugni e sprangate nei confronti del ragazzo e della suocera, entrambi costretti a ricorrere a cure mediche, quella che doveva essere una piacevole serata si è trasformato in un momento di paura e razzismo reso ancor più grave dall’indifferenza della gente attorno.
Tutto ciò dovrebbe scandalizzarci e indignarci, ma la cronaca degli ultimi mesi ci racconta che la caccia al migrante (Verbale, fisica o a pistolettate), sembra essere divenuta sport nazionale fomentato dal governo fascio-leghista-grillino. Sono oramai legittimate le ronde fasciste in perfetto stile anni venti, e la cultura del nemico a cui addossare tutte le colpe è oggi più che mai riuscita. Persino il crollo del ponte a Genova, palese ed esplicito fallimento dello stato e del capitalismo che privatizza, è stato narrato come colpa dei migranti che assorbono i soldi della manutenzione.
Ciò che fa paura è il clima di consenso che si respira intorno ad un razzismo che più non si nasconde. Chi negli scorsi anni quando abbiamo parlato di antifascismo e antirazzismo ci diceva di essere veteri e anacronistici, oggi ha un pezzo di responsabilità per tutto ciò che sta accadendo.
Che sia Falerna, Napoli piuttosto che Trento, oggi più che mai la difesa culturale ma anche fisica dei valori di fratellanza, mutualismo e antirazzismo, deve tornare ad essere una priorità di tutti e tutte. Viviamo forse l’epoca più buia dopo il ventennio fascista, un’epoca in cui la falsa informazione e la propaganda di regime plasmano le menti con una velocità incontrollata e altrettanto incontrollata sarà la conseguenza di tutto ciò.
Come Potere al Popolo del Lametino e del Reventino, come uomini e donne che quotidianamente, con i fatti, lottano per il bene della nostra terra, esprimiamo massima solidarietà agli aggrediti, così come offriamo ogni supporto necessario a partire da quello legale. Altrettanto sia chiaro che di fronte ad una guerra di civiltà non ci chiameremo indietro, né oggi, né mai, consapevoli che diversamente da quanto vogliono farci credere questa guerra non è tra Italiani e Stranieri, ma come sempre è tra sfruttati e sfruttatori.
Noi, così come i nostri padri e i nostri nonni ieri, stiamo e staremo sempre dalla parte degli sfruttati.

Lamezia Terme 17/08/2018
Potere al Popolo del Lametino e del Reventino

Non abbassiamo la guardia di fronte a intolleranza e violenza
L’episodio accaduto nei giorni scorsi sul lungomare di Falerna è agghiacciante. Quel clima di intolleranza e violenza, di cui purtroppo la cronaca nazionale ci restituisce ogni giorno casi in tutto il Paese, fa vittime anche sul nostro territorio. E’ il segnale che non dobbiamo abbassare la guardia! E non possiamo abbassare la guardia neppure di fronte alle parole e agli slogan che alimentano forme di intolleranza e razzismo. Siamo vicini alle vittime di questo terribile episodio e condanniamo ogni forma di intolleranza e violenza. Interroghiamoci tutti su quello che sta accadendo sempre più frequentemente davanti ai nostri occhi e facciamo fronte comune contro parole e gesti che sono sintomo di un pericolo arretramento culturale e civile per tutto il Paese.. Intolleranza e razzismo non hanno cittadinanza nella nostra terra! I calabresi non sono quelli descritti con quella frase inqualificabile dell’aggressore: è una terra che ha nel suo dna accoglienza, ospitalità e solidarietà.
Coordinamento associazione politico – culturale “Graziella Riga”

Fermiamo la spirale d’odio!

Il clima di cattiveria e discriminazione razzista che sta attraversando il Paese, favorito ed alimentato continuamente da esponenti dei Governi nazionali, prima dalla logica sottesa ai Decreti Minniti-Orlando e poi, con prepotenza ed evidenza, dalle esplicite dichiarazioni del ministro dell’odio Matteo Salvini e dai conniventi silenzi del parlamentari dei Movimento 5 Stelle, ha prodotto anche in Calabria, proprio il giorno di ferragosto, i suoi effetti nefasti.

Il brutale pestaggio subito a Falerna (Cz) da un cittadino domenicano – che evidentemente ha come “unica colpa”, agli occhi degli squadristi, di avere la pelle scura! – e da sua suocera, una signora di Lamezia, per giunta in presenza della compagna incinta, ci dice che è venuto il momento di innalzare tutti gli argini costituzionali e democratici possibili contro questa deriva xenofoba e fascista. Ci dice, inoltre, che vanno immediatamente applicate quelle leggi apposite che nel corso degli anni sono state approvate per combattere la reiterazione di tali episodi.

Proprio per questo, chiediamo con forza al Sindaco di quel comune ed al Prefetto di Catanzaro di attivarsi immediatamente, nel caso venisse confermata la circostanza che l’aggressione verbale, prima di quella fisica, sia stata messa in atto all’interno di un ristorante, affinché allo stesso locale venga sospesa e revocata la licenza.

In un Paese dove l’unico esercizio della politica sembra oramai mirato a seminare odio ed a criminalizzare la solidarietà, noi abbiamo tutta l’intenzione di continuare a portare avanti le nostre battaglie di civiltà. Così come vogliamo proseguire nel difendere e far conoscere, e se possibile replicare, un modello concreto di accoglienza come quello realizzato a Riace, proprio qui in Calabria, che viene decantato e studiato in tutta l’Europa e nel mondo.

Ci appelliamo, pertanto, a tutte le organizzazioni e associazioni democratiche ed ai cittadini liberi, chiedendo ad ognuno di fare la sua parte, prendendo posizione ed avviando percorsi concreti di opposizione culturale, sociale e politica contro l’affermarsi della barbarie e dell’inciviltà.

Pino Scarpelli
Segretario regionale Prc Calabria

 

Barbanti (PD): “Aggressione di Falerna figlia del clima di intolleranza giallo-verde”

L’aggressione a sfondo razzista accaduta a Falerna è di una gravità inaudita. La Calabria che ci piace evidenziare, raccontare e, perché no, vantare è quella del modello Riace, è la Calabria dell’accoglienza, la Calabria della solidarietà. E’ una Calabria che dobbiamo difendere dall’ormai dilagante propaganda xenofoba perpetrata da un governo penta-leghista che purtroppo, anche alle nostre latitudini e contrariamente alla nostra storia, sta emergendo. E fuori luogo, quindi, appaiono i finti proclami o addirittura i silenzi (che forse, ahimè, parlano più di tante parole) dei rappresentanti governativi del territorio affini a tale modo di fare politica. Vengano Salvini e Di Maio a Falerna a chiedere scusa e ad incontrare i feriti di questo triste accadimento, vengano a spiegare perché questo accanimento contro il “diverso” che poi è finito anche per coinvolgere una connazionale.
Ma ora è già tempo di reagire con veemenza a questo assurdo evento affinché non ci sia un domani da temere un’escalation di violenza: stringiamoci tutti attorno alle vittime di tale aggressione e denunciamo senza nessuna esitazione qualunque atto di intolleranza. Le forze dell’ordine, a cui va il mio ringraziamento per il celere intervento, sapranno come sempre essere un baluardo alla difesa dei cittadini.

Sebastiano Barbanti – PD

 

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