Cei: Bassetti, dottrina sociale non e’ passepartout intellettuale

Lamezia Terme – “La dottrina sociale della Chiesa cattolica non e’ una sorta di passepartout intellettuale¬† da citare a memoria quando ci occupiamo di economia o di problemi sociali. E non e’ neanche una spruzzata di cristianesimo sul mondo in grado, da sola, di rimettere a posto le cose, come fosse una pennellata di vernice bianca sulle sozzure, le disuguaglianze e le ingiustizie della societa’ contemporanea”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, nella prolusione al Festival della Dottrina sociale a Lamezia Terme (Catanzaro): il tema della prolusione e’ stato “Un nuovo impegno sociale dei cattolici italiani”. Nella prolusione, il presidente della Cei ha, in primo luogo, citato l’enciclica “Laudato” “la cui sfida piu’ importante – ha proseguito – e’ mettere un freno a quella sorta di “potere ingovernabile” che Francesco ha chiamato come il “paradigma tecno-economico”. Un sistema di potere, privo della tensione verso Dio e verso l’umano, che riduce l’uomo e l’ambiente a semplici oggetti da sfruttare in modo illimitato. Se il rischio piu’ grande per la Chiesa e’ il processo continuo di desacralizzazione, per il mondo contemporaneo il rischio piu’ grande – ha aggiunto il cardinale Bassetti – e’ la disumanizzazione. Un mondo disumano e’ una realta’ in cui il potere tecnico e il profitto contano piu’ della dignita’ dell’uomo, una realta’ sociale in cui dominano, nella vita quotidiana, l’individualismo, il consumismo, l’utilitarismo e il nichilismo. Un mondo disumano e’, infine, la realta’ della post-verita’ su internet – delle menzogne dette al popolo e spacciate per verita’ – e della xenofobia strisciante e perbenista che vorrebbe legittimare cio’ che non e’ eticamente legittimabile”.

Secondo il presidente della Conferenza episcopale italiana “quando ci riferiamo alla Dottrina sociale della Chiesa cattolica ci riferiamo, in primo luogo, a un deposito di conoscenze e formulazioni, antiche e moderne, che sono il prodotto di una riflessione sulla realta’ sociale e sull’uomo alla luce della fede. E in secondo luogo, e’ un bagaglio di principi, di criteri di giudizio e di azioni ispirate al Vangelo per orientare il comportamento dei credenti nel mondo in cui vivono. Senza fuggire dal mondo, senza fare una selezione di convenienza politica o culturale. Qui – ha rilevato il cardinale Bassetti – sta un punto decisivo: i cristiani non mettono se stessi al primo posto per un’affermazione personale e neanche cercano di seguire sogni utopici. I cristiani vivono l’oggi e il mondo in cui abitano. Percio’, cercano di dar vita, con i propri limiti e prendendo ispirazione dal Vangelo, a una societa’ aperta che e’ una comunita’ di uomini, donne e famiglie, che cerca di promuovere lo sviluppo integrale della persona e di difendere sempre la dignita’ umana. Si tratta, quindi, di una visione, allo stesso tempo, umile e ambiziosa, che si propone, in definitiva, una umanizzazione del mondo in cui viviamo alla luce dell’insegnamento di Cristo”. Infine, il presidente della Cei ha osservato: “Papa Francesco ha insistito moltissimo durante tutto il suo pontificato sulla cura dei piccoli, degli ultimi e dei poveri. Lo ha fatto simbolicamente con il suo primo viaggio fuori Roma – a Lampedusa, commemorando le migliaia di immigrati morti sul Mar Mediterraneo – lo ha ribadito con i suoi documenti magisteriali e in numerosi interventi. Si tratta di un grande sforzo pastorale che – ha spiegato il cardinale Bassetti – illumina e spiazza il mondo moderno e che sembra ispirato, come avrebbe detto don Primo Mazzolari, dalla poverta’ totale di Cristo sulla Croce. La Carita’, diceva il parroco di Bozzolo, significa questo: dare tutto”.

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